Speciale
83.esima Fiera di Modena
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2^ Edizione
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Dal 23 l Aprile a io 1° Magg 2022
ModenaFlashGiornale
NUMERO SPECIALE DEDICATO ALLA a
83 fiera di modena
LA CAMPIONARIA Tradizione e TERRITORIO ARREDAMENTO - ENOGASTRONOMIA - ARTIGIANATO - SPETTACOLI - CULTURA
Modena 26 aprile 2022 • Speciale dedicato alla 83 a Fiera di Modena • Anno LXII (XL della nuova serie) • Numero 5 Proprietà Editrice Modena Flash Srl - Tel. 059.35.55.23 - margue@tsc4.com • Stampa Duplikamente 059.37.55.88 (Mo) Realizzazione: R.S.- Progress (Mo) • Direttore responsabile Maurizio Guerzoni - Riproduzione vietata - Aut. Trib. Mo n.ro 712
È in pieno svolgimento la Campionaria, si concluderà il 1°maggio
Una Fiera ‘moderna’ nel segno della tradizione Una delle fiere campionarie più longeve d’Italia - come dice il presidente di Modena Fiere Alfonso Panzani - ha saputo adattarsi ai cambiamenti della società senza tradire la sua missione originaria; e con l’attenuarsi delle misure sanitarie che avevano costretto alla versione in tono minore del 2021, quest’anno è tornata al suo pieno sviluppo nell’arco di nove giornate. Il pubblico si è riappropriato della voglia di passeggiare tra gli stand, colloquiare con i commercianti, gustare il buon cibo delle nostre regioni e assistere agli spettacoli. Tra gli eventi di Libriamo: la preparatrice mentale dell’oro olimpico Marcell Jacobs, Nicoletta Romanazzi, venerdì 29 aprile alle 18,30 presenta ‘Entra in gioco la testa’, mentre sabato 30 aprile alle ore 18 Tracy, la vincitrice dell’ultima edizione di
Masterchef Italia, illustrerà al pubblico della Fiera di Modena il suo libro ‘Soul Kitchen’. Un’altra novità della Fiera di quest’anno sono i corsi di restyling del mobile tenuti da Lara Vella: i visitatori possono portare piccoli mobili come tavolini, cornici, comodini per riportarli a casa in una nuova vita. Nell’ “area creativa” sta anche un gruppo tutto femminile, con altre dimostra-
Seguiteci su
zioni e corsi: di ricamo e uncinetto, di pittura floreale, di cucito in stile country, di patchwork. Poi, per ristorarsi, ecco i sani piaceri della gola, cominciando dall’aceto balsamico tradizionale che gli esperti degustatori ufficiali insegnano ad assaporare nel modo corretto, come accade anche negli altri laboratori gastronomici e di show cooking. E, sempre nel segno della tradizione, il giorno conclusivo 1° maggio avremo la premiazione dell’Unione Società Centenarie Modenesi: associazioni sportive, culturali, scientifiche, di mutuo soccorso, bande musicali che uniscono migliaia di volontari all’insegna della ”modenesità”: e la famiglia Pavironica chiuderà il tutto in gloria. Fabio Marri
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83.esima Fiera di Modena
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83.esima Fiera di Modena
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83.esima Fiera di Modena
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Dopo i primi giorni di Fiera il direttore Momoli non nasconde la sua soddisfazione
Campionaria partita col piede giusto: sono tantissimi i motivi per visitarla Da pochi giorni è stata inaugurata, le cose stanno andando bene e la 83esima Fiera di Modena è partita col piede giusto. Marco Momoli e il suo staff non nascondono la soddisfazione sull’ 83esima edizione della Fiera modenese. - Qual è la formula vincente della Campionaria? ‘La Fiera di Modena è una delle fiere campionarie più longeve d’Italia, ha saputo adattarsi ai cambiamenti della società e rinnovarsi di anno in anno, aggiungendo anche elementi in grado di stupire, senza tradire la tradizione e conservando sempre un filo indissolubile con il fattivo territorio cittadino. La Fiera di Modena è convivialità, intrattenimento, shopping, buon cibo’. - Confermata anche la gratuitità dell’accesso alla Fiera? ‘Certamente: l’ingresso è gratuito per tutti, tutti i giorni. - I modenesi cosa hanno trovato nei primi giorni di Fiera? Questa edizione si sviluppa su un’area di circa 20 mila metri quadrati: tre padiglioni coperti e un’ampia area esterna ospitano proposte particolarmente adatte alle famiglie e ai giovani. Si trova davvero di tutto: dall’arredo, agli oggetti di design, dall’enogastronomia alle attrezzature per il giardino, dalle automobili allo shopping, ossia abbigliamento, accessori, occhiali, articoli in pelle e cuoio, profumeria, oggettistica. La parte espositiva è ulteriormente arricchita da un’area dedicata alla creatività, da proposte culturali, momenti d’intrattenimento, laboratori dedicati ad adulti e bambini’. - Il programma degli spettacoli è molto nutrito, ha debuttato l’area live MusicMO: cosa proponete? ‘É un’ edizione a suon di musica: fa cantare e ballare il suo pubblico con la rassegna Music-
MO – Musica in Fiera: tutte le sere nel padiglione C salgono sul palco gruppi e artisti diversi, per vivere insieme le serate di primavera. Tra l’altro vorrei segnalare che sabato 30 aprile avremo anche i Planet Funk (nell’immagine sotto), una delle band più eclettiche del panorama musicale dei nostri tempi’. - Per quanto riguarda la cultura libri e incontri con gli autori, cosa vuole segnalare? ‘In questa edizione debutta la rassegna “LibriAMOdena”, realizzata in collaborazione con la libreria Ubik di Modena, che porta al quartiere fieristico nomi amatissimi dal grande pubblico con i loro libri freschi di stampa, come la vincitrice dell’ultima edizione di Masterchef Tracy Eboigbodin (sabato 30 aprile con il suo “Soul kitchen”) e Nicoletta Romanazzi, mental coach dell’oro
olimpico dei 100 metri piani e della staffetta Marcell Jacobs, venerdì 29 aprile, con “Entra in gioco la testa”)’. - Cosa proponete nel segno della tradizione? ‘Alla Fiera di Modena gli esperti degustatori dell’associazione AED insegnano ai visitatori a conoscere l’ Aceto Balsamico nel mondo con corsi di avviamento all’assaggio, laboratori gastronomici, show cooking a tema: una tappa obbligata per un tuffo nei sapori della nostra tradizione! Vorrei anche sgnalare che la tradizione si ripete con la premiazione dell’Unione Società Centenarie Modenesi e con il premio asssegnato alla famiglia Pavironica, vero e proprio emblema della città’. - Una Fiera a misura di tutti? ‘La Campionaria è da sempre la fiera dei modenesi di tutte le età, in particolare vogliamo che sia così, ma non trascurando i giovani ai quali abbiamo riservato spettacoli tutte le sere nella nuova area live’. - E riguardo l’offerta gastronomica? ‘L’ enogastronomica in fiera è come sempre molto variegata: gnocco, tigelle, borlenghi e i prodotti del territorio la fanno da padroni, ma si possono trovare anche prodotti tipici di tutta Italia. Per chi ama il cibo etnico c’è persino un “ristorante latino” con un’ottima paella’. - Non è più necessario il Green Pass per entrare in Fiera, ce lo conferma? ‘Per poter accedere al quartiere fieristico non è necessario essere in possesso di Green Pass, né altra certificazione verde Covid-19, così come stabilito dall’ultimo decreto legge in materia. Pertanto, agli ingressi della manifestazione non verrà richiesto alcun documento inerente l’avvenuta vaccinazione o guarigione da COVID-19’. Marcello Guerzoni
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a Castelfranco Emilia
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83.esima Fiera di Modena
Dal 2l3e Apri ° al 1
Maggio
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GIORNO PER GIORNO ALLA
83a
INGRESSO GRATUITO TUTTI I GIORNI
MARTEDì’ 26 APRILE dalle 17 alle 23 Per l’intera giornata: dimostrazioni dal vivo e corsi di pittura floreale a cura di Patrizia Silingardi, non dipinge solo su carta ma ovunque. Pad. B Stand 451. Alle 18:Corso di Avviamento all’assaggio di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena a cura di AED, esperti degustatori. Pad. A Stand 129. Alle 19 Show cooking di degustazione di composte e marmellate dolci e salate a cura di Az. Cerasicola Morselli. Pad. A Stand 129 . Ore 20 Ricercatrice spirituale e operatrice olistica, appassionata di Simbolismo e Numerologia, Dolores Reggianini, ci spiega come calcolare il numero del cammino di vita. Pad. B Stand 450. Dalle ore 21 Live MusicMO! con i Whole Tone Trio, grande impatto acustico e notevoli doti musicali, il trio propone un repertorio jazz riarrangiato in chiave funky soul e brani originali che spaziano dalla fusion al rock. Pad. C (palco spettacoli)
MERCOLEDI’ 27 APRILE
dalle 17 alle 23
Per tutta la giornata: Dimostrazioni dal vivo e corsi di pittura floreale a cura di Patrizia Silingardi, non dipinge solo su carta ma ovunque i suoi pennelli la conducano! Pad. B Stand 451. Alle18 Corso di Avviamento all’assaggio di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena a cura di AED, esperti degustatori. Pad. A Stand 129. Alle 19 Show cooking a cura degli chef di Modena a Tavola, Ristorante Anna, chef Emilio Barbieri. Pad. A Stand 129. Alle 20 Ricercatrice spirituale e operatrice olistica, appassionata di simbolismo e numerologia, Dolores Reggianini, ci spiega come si calcolano i talenti e le sfide della vita. Pad. B Stand 450. Alle 21 Live MusicMO! Il comico di Striscia la Notizia e Zelig Fabrizio Fontana, in arte Capitan Ventosa, ci delizierà con i suoi personaggi più famosi in un esilarante spettacolo di cabaret. pad. C (palco spettacoli)
GIOVEDI’ 28 APRILE
dalle 17 alle 23
Per l’intera giornata: corsi a cura di Atelier Luisa De Santi, artista specializzata in accessori e bijoux moda realizzati interamente a mano con un mix di tecniche come il crochet ed il ricamo. Pad. B Stand 451. Assaggio di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena a cura di AED. Alle 19 Show cooking a cura degli chef di Modena a Tavola, La cucina incantata: cucina, bottega, corsi, eventi e catering. Pad. A Stand 129. Ore 20 la ricercatrice spirituale e operatrice olistica, appassionata di Simbolismo e Numerologia, Dolores Reggianini, ci spiega la Numerologia Essena. Pad. B Stand 450. Alle 21 Live MusicMO! la band The Experience ripercorre la quarantennale carriera degli U2 svariando tra un energetico e romantico live. pad. C (palco spettacoli)
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L’ARCON – C.L.A.A.I. e le strutture collaterali esplicano la loro attività principalmente a favore di piccole e medie imprese e di professionisti. Oltre alla organizzazione sindacale a livello provinciale, regionale e nazionale, forniscono i seguenti servizi: • Consulenza del lavoro per aziende, professionisti e datori di lavoro di ogni genere compresi quelli di lavoro domestico (COLF e BADANTI) e tutti gli annessi adempimenti in materia di collocamento, sostituti d’imposta, ispettorato del lavoro, I.N.P.S., I.N.A.I.L., Istituti previdenziali diversi, vertenze ed assistenza lavoro • Iscrizioni, cessazioni, variazioni C.C.I.A.A. • Enti locali, questura, SIAE, per licenze ed autorizzazioni varie • Incombenze societarie • Credito e finanziamenti • Contratti e registrazione • Informativa fiscale con apposito settore per lo studio e l’elaborazione delle dichiarazioni dei redditi • I.M.U. • Vertenze sindacali e contenzioso • Affitti • Informativa contabile ed amministrativa con relativo settore specializzato nella tenuta della contabilità semplificata e minimi, contabilità ordinaria, dichiarazioni I.V.A., bilanci fiscali e gestionali, rapporti con le banche. • Si avvalgono inoltre della collaborazione di professionisti esterni al fine di prestare agli associati tutta l’assistenza di cui necessitano. • Servizio “Successioni”
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Dal 2l3e Apri ° al 1
Maggio
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GIORNO PER GIORNO ALLA
Modena Flash 83a
INGRESSO GRATUITO TUTTI I GIORNI
VENERDI 29 APRILE
dalle 17 alle 23
Per tutta la giornata: corsi a cura di Atelier Luisa De Santi dimostrazione dal vivo dei punti base dell’arte dell’uncinetto per realizzare mattonelle Old American con filati di cotone. pad. B Stand 451. Alle 18 Corso di Avviamento all’assaggio di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Pad. A Stand 129. Alle 18,30 LibriAMOdena, la mental coach dell’oro olimpico Marcello Jacobs Nicoletta Romanazzi presenta Entra in gioco con la testa, pad B (salotto incontri). Alle 19 Show cooking a cura di Modena Fook Lab. Scuola di Cucina Francesco Rompianesi. pad. A Stand 129. Alle 21 Live MusicMO! presenta il dj set del Picchio Rosso, storica serata ’80 della disco dance più amata di sempre, ritorna in fiera! pad. C (palco spettacoli)
SABATO 30 APRILE
dalle 17 alle 23
Per l’intera giornata: corsi a cura di Atelier Luisa De Santi al Pad. B Stand 451. Dalle 17 alle 20 Lettura animata per bambini a cura dell’autrice Sandra Bonacini con illustrazioni di Sara Bendin. pad. A Stand 187 (la fabbrica delle meraviglie). Alle 17 premiazione del Palio Ghirlandina, gara di qualità tra gli aceti balsamici della tradizione familiare modenense. Premiazione concorso letterario Fiabe Balsamiche e premiazione concorso Un manifesto per il palio 2022. Sala 400 primo piano galleria. Alle 18 LibriAMOdena la vincitrice dell’ultima edizione di Masterchef, Tracy presenta il suo libro. Pad B (salotto incontri). Alle 19 Corso base di lettering, studio di tutte le lettere minuscole e maiuscole dell’alfabeto per realizzare un favoloso tratto lettering. Alle 15 e alle ore 19 Dolores Reggianini, spiega la numerologia al pad. B Stand 450. Alle 21 Live MusicMO! si esibiscono i Planet Funk, una delle band più eclettiche del panorama italiano degli anni Duemila. Pad. C (palco spettacoli)
DOMENICA 1° MAGGIO dalle 10 alle 20 Per tutta la giornata: Live MusicMO! celebra la giornata di festa ospitando numerose band emergenti: May Gray, La Convalescenza, Deep Town Dive, Particles, The Hornets, Out for Summer, DJ Set. Pad. C (palco spettacoli). All 11 e alle 12 Degustazione di prodotti tipici del territorio modenese a cura di AED, esperti degustatori pad. A Stand 129. Fino alle 13 ‘4 Piccole Ruote’ raduno di auto d’epoca modello FiatT 500. Alle 14, 15 e alle 16 Degustazione in abbinamento gastronomico a cura del GIA, Gruppo Italiano Assaggiatori. Pad. A Stand 129. Alle 15 Lettura animata per bambini di Ugo il millepiedi al pad. A/187 La fabbrica delle meraviglie. Alle 15 Consegna del Premio Fedeltà e Solidarietà. Sala 400 primo piano galleriam sempre alle 15 Prima edizione del Premio alla Modenesità assegnato alla pittoresca Famiglia Pavironica maschera carnevalesca di Modena, modera Giancarlo Iattici. sala 400 primo piano galleria. Alle 15 e alle 20 Dolores Reggianini, spiega l’importanza dei numeri. Alle 17, 18 e alle 19 Degustazione di prodotti tipici del territorio modenese a cura di AED, esperti degustatori. Pad. A/129
SEDE DI MODENA Via della Meccanica, 42 059 775908
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83a
PIANTINA 83° FIERA DI MODENA INGRESSO GRATUITO
PADIGLIONE A: SHOPPING ENOGASTRONOMIA FOOD Children’s Park Survival Camp
MUSiCMO!
PAD. A
210 CHILDREN’S PARK
SURVIVAL CAMP
215
220
CASA INTERNI
187
PAD. A
PAD. C
PAD. C
AREA CULTURA
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147 148 141
149 150 140 139
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185
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181
102 104
105
106 107 108
153 135
155 156 133
195 196
197
199 200
180 179
177
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137
110
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129
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114
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114B
PALCO
116
168 167
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122 BABY PARKING
1
GALLERIA
INGRESSO
19 400
404
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ST
406
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PAD. B
419
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427
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449
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MERCATO 455 457
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ET RE
OD FO
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3 ORIENTAL COMBAT VILLAGE 4
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SALOTTO INCONTRO 439
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407
PAD. B
453 450
SPORT & SHOW 6
uscita di sicurezza
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491B
toilet ristorante bar
Dal 23 Aprile al io 1° Magg
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1066
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CASA ESTERNI 1065B 1088
AMERICAN PADIGLIONE C: WESTERN VILLAGE MUSiCMO!
Musica in Fiera
segreteria organizzativa
bancomat
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PADIGLIONE B: CASA CREATIVITA LIBRIAMODENA Salotto incontri a cura di Ubik
AREA VOLLEY
165
fasciatoio
1072
assistenza medica Comune di Modena promozione turistica
ALTRE AREE AREE ESTERNE: CONCESSIONARIE STREET FOOD RADIO BRUNO COMPLEMENTI D’ARREDO
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83.esima Fiera di Modena
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2^ Edizione
Tutte le sere in Fiera, alle ore 21, gli spettacoli del momento nel padiglione C
Musica e che musica con ‘MusicMo’
Ripartire a suon di musica: dopo due anni di pandemia, cosa c’è di meglio che lasciarsi trascinare dalle note per stare insieme e divertirsi? Questa edizione della Fiera certamente la si può definire ‘a suon di musica’. Il programma, infatti, è ricchissimo e ogni sera alle 21 si esibiscono
in un intero padiglione dedicato ai concerti e agli spettacoli, gli artisti e i gruppi in eventi live. Si canta e si balla, quindi, con il pubblico coinvolto nello spettacolo. Per gli amanti del jazz è imperdibile la serata di martedì 26 aprile con i Whole Tone Trio: Elia Garutti (chi-
tarra), Federico Bocchi (batteria) e Francesco “Alga” Zucchi (basso) accompagnati dalla voce di Noemi Tommasini propongono una “Soul Experince”, un omaggio ai grandi del soul internazionale e non solo. Mercoledì 27 aprile spazio alle risate con Fabrizio Fontana comi-
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83.esima Fiera di Modena
co che direttamente da “Striscia la Notizia” e “Zelig” porta in scena sul palco di MusicMO un vero e proprio inno alla positività con i suoi personaggi più famosi: l’inviato speciale e “giornalista ironico” Capitan Ventosa, l’agente segreto James Tont e il concorrente Gianmaria Fontana che “Le sa…tutte!”. Giovedì 28 aprile salgono sul palco The Experience, U2 Tribute Band: massima cura ai dettagli sia tecnici che scenici, con l’obiettivo di proporre sonorità il più fedeli possibile alle originali, I componenti di questo gruppo hanno assistito a oltre 40 concerti degli U2 in giro per il mondo, conosciuto di persona Bono e The Edge, ma soprattutto hanno dedicato, ognuno a proprio modo, la loro vita a rincorrerli. Nel concerto ripercorrono la quarantennale carriera degli U2, dai primi successi anni ‘80 di Boy fino a Songs of Experience. Il “Picchio Rosso” rivive alla Fiera di Modena! Il Picchio di Formigine, nato alla fine degli anni ’70, era la discoteca “nuova”, quella più moderna, con i dj più conosciuti, gli spettacoli più importanti, gli impianti luce più strabilianti e gli slogan più efficaci: più che un locale un vero e proprio fenomeno di costume. Venerdì 29 aprile il mitico locale degli anni ‘80 rinasce in Fiera con un ‘DJ Set’ dedicato e una serata anni ’80, per riportare tutti in pista, anche i più nostalgici. Sabato 30 aprile arriva il concerto più atteso dell’intera rassegna con una delle band più eclettiche del panorama musicale italiano degli anni Duemila: i Planet Funk sono sinonimo di dance di qualità da oltre vent’anni. Un po’ Depeche Mode, un po’ Daft Punk hanno saputo creare uno stile unico unendo i generi più disparati, dal rock all’elettronica alla dance, conquistando le classifiche di tutto il mondo. Domenica 1° maggio non poteva mancare il “concertone”, sin dalla mattina, che porta sul palco altre giovani band emergenti: nella giornata di chiusura tocca ai May Gray, La Convalescenza, Deep Town Dive, Particles, The Hornets, Out for Summer per finire con il classico DJ Se. Nelle giornate del 25 aprile e 1 maggio le band cominciano le loro performance alle 10 per proseguire fino a sera. elleci
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2^ Edizione
Il pubblico può incontrare in Fiera personaggi e autori a ‘Libriamo’
Cultura la grande protagonista Alla 83esima edizione Campionaria di Modena largo spazio è dedicato alla Cultura, e ai libri in modo particolare. Gli organizzatori, inaugurando una collaborazione con la Libreria Ubik di Modena, propongono la rassegna LibriAMOdena, che porta alla manifestazione alcuni tra i beniamini più amati dal pubblico. Volti e voci note, che sono entrati nella nostra quotidianità attraverso la televisione, la radio o i social e ora sono in libreria con le loro proposte editoriali. Dopo gli ospiti dei primi giorni in Fiera il programma di LibriAMOdena continua venerdì 29 aprile alle 18.30 con Nicoletta Romanazzi, mental coach di Marcell Jacob. Il suo lavoro sta dietro alle sensazionali vittorie italiane di Tokyo 2020. L’autrice ama definire il proprio un “non-metodo” e dice di se stessa di essere uno specchio che, posto di fronte all’altro, lo aiuta a vedersi davvero. In quello specchio si è guardato Marcell Jacobs, e lo ha portato dritto agli ori olimpici a Tokyo. Si sono specchiati anche Luigi Busà (oro nel karate kumité), Viviana Bottaro (bronzo nel karate kata), e i molti altri atleti che si rivolgono a Nicoletta per “fare il salto” o anche solo per continuare a migliorarsi. Con ciascuno di loro lei mette in atto la sua “magia” e, dopo, nessun sogno, per quanto ambizioso, sembra più irraggiungibile. Perché abbiamo tutti un’Olimpiade a cui partecipare. Nicoletta Romanazzi presenta il suo libro “Entra in gioco con la testa” (Longanesi): qui svela il metodo per liberare il potenziale esplosivo custodito dentro ciascuno di noi. Sabato 30 aprile alle 18 arriva Tracy Eboigbodin, vincitrice di Masterchef 2022: 28enne di origini nigeriane e accento veneto di Vallese di Oppeano (Verona), è entrata nel programma da cameriera e ne è uscita da chef, incoronata regina dello show dai giudici Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli e Bruno Barbieri. Tracy presenta in Fiera la sua cucina di contaminazioni, tra sapori nigeriani e italiani nel libro “Soul Kitchen. Le mie ricette per nutrire l’anima” (Baldini&Castoldi). La nuova Masterchef italiana racconta anche dei molti progetti che ha in serbo: un home restaurant, viaggiare alla ricerca di nuovi prodotti e sperimentare il ruolo di cuoca a domicilio, senza mai dimenticare che gli ingrediente fondamentali restano impegno e curiosità. Questo il consiglio che Tracy dà agli aspiranti chef: «Tenete duro, impegnatevi tanto e non date mai nulla per scontato!» (dobe)
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83.esima Fiera di Modena
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I 70 anni dal primo film tratto dai racconti di Giovannino Guareschi
L’allegra e pensosa attualità di ‘Don Camillo’ Sono passati 70 anni da fare l’attore non era il suo quando, il 15 marzo 1952, mestiere. Probabilmente venne proiettato nelle sale fu l’unica volta che autore il primo Don Camillo con e regista si trovarono Gino Cervi e Fernandel, completamente d’accordo: che poi ne realizzarono del resto, su tutti i “suoi” altri quattro, fino a Il film Guareschi dissentì, e compagno don Camillo quando si arrivò al quarto del 1965, consegnando (Don Camillo monsignore per sempre i propri volti ma non troppo, diretto da all’immaginario popolare, Carmine Gallone nel 1961) anche di chi non aveva il suo disaccordo fu tale che letto i libri di Guareschi lo portò a dimettersi dalla che stavano alla base dei direzione del settimanale film. “Candido” di Rizzoli, che Eppure, la scelta di attori aveva fondato e dove e regista non fu pacifica: Fernandel, Cervi e Guareschi durante una pausa delle riprese del film aveva pubblicato fino a in un primo momento, Don Camillo e l’onorevole Peppone quel momento le storie del Guareschi (tornato dal “Mondo piccolo”. lager coi baffi, che prima non sul lago di Como). Ma intanto, le pellicole in bianco portava) aveva pensato a sé stesso Da qui venne anche la scelta di e nero (col terzo protagonista, nei panni di Peppone, e semmai Fernandel (un marsigliese di il Cristo che parla, creato a Gino Cervi per il pretone della origine piemontese) come don appositamente per le scene, e Bassa; ma si era pensato anche Camillo, e di Brescello come sede solo in seguito “consacrato” in a Spencer Tracy, nel caso fosse degli esterni: Guareschi in un chiesa) avevano registrato record stato Frank Capra ad assumere primo tempo aveva proposto il di incassi, al punto anche da la regia. Il destino volle invece che suo paese natale, Roccabianca zittire il tentativo di sospenderne Capra non riuscisse a liberarsi dai (Parma), ma la piazza fu giudicata la realizzazione orchestrato dal suoi impegni con la Paramount, non idonea dal regista, che Partitone di allora: fu quasi che altri registi italiani discendendo il corso del Po trovò tutta la comunità di Brescello, declinassero l’invito per paura infine quello che divenne, un po’ sindaco comunista in testa, a delle conseguenze politiche, finché fortunosamente, ed è rimasto “il pretendere che le riprese fossero il Cumenda Rizzoli, editore del paese di don Camillo”. ultimate. Si era nel 1951, anno in primo libro nel 1948, e produttore Guareschi raccontò di avere fatto cui la disastrosa alluvione del Po del film, non individuò il suo uomo un provino con Duvivier, nella scena invase tutta la bassa padana: le nel francese Julien Duvivier (già degli spogliatoi della partita fra la macchine da presa immortalarono regista di qualche successo, ad squadra della parrocchia e quella anche quelle scene, che vennero esempio per Pepé le Moko con Jean di Peppone: ma dopo un’infinità poi buone nel secondo film del Gabin, e per Carnet di ballo girato di ciak, alla fine si convinse che 1953, Il ritorno di don Camillo,
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mani in mano all’assassinio di dove appunto alcuni episodi si un popolo che si sta battendo svolgono nel paese allagato. per tutto il mondo civile… Se Sembra addirittura che il gli ungheresi hanno avuto il primo Don Camillo fosse tra coraggio di combattere contro i papabili per gli Oscar, ma i carri armati dei senzadio, questa volta la censura venne noi dobbiamo avere, come dall’altra parte, quella cattolica minimo, il coraggio di dire il americana, i cui censori fatto loro ai senzadio!”. E va in ritennero il film “anticlericale”. piazza, munito di una “gamba D’altronde, l’aveva già scritto di tavolo”: naturalmente Guareschi nell’introduzione a si imbatte in Peppone, che uno dei libri, presagendo che i pur “sciogliendo” l’adunata comunisti lo avrebbero preso a sediziosa, ammette: “Io non bastonate e i cattolici a colpi di appartengo alla corrente ceri, perché la sua ironia non conformista. Io sono d’accordo risparmiava nessuna delle due con gli insorti ungheresi”. parti. Ciò non basta alla moglie del Gli andò anche peggio, perché sindaco, che nel successivo per una vignetta irriverente racconto La ninna nanna, sul presidente della Repubblica del 25 novembre, gli replica: e un’insinuazione non provata “Non si fa il bene del popolo nei riguardi del capo del governo lavoratore ammazzando i fu incarcerato per oltre un anno nella prigione di Parma, dove si Riflessioni di Giovannino prigioniero nel lager di Beniaminowo lavoratori. Quelli non erano capitalisti, ma operai e presentò con lo stesso sacco per ed erano morti vent’anni prima, contadini”. L’episodio si chiude con gli indumenti che aveva portato spesso senza trovare nemmeno Peppone, che, anziché presenziare nei campi di concentramento: e la sepoltura. Guareschi ci trasfuse al comizio in piazza dove l’oratore sua “vendetta” fu di rifinire, dal anche lo spirito di alcuni racconti inviato dal Partito doveva carcere, il terzo film, Don Camillo scritti alla fine del 1956, quando “spiegare” l’accaduto dal punto e l’onorevole Peppone, la cui l’Ungheria che tentava di liberarsi di vista ufficiale, va al campanile sceneggiatura fu fatta uscire dalla venne schiacciata dall’invasione della chiesa, dove don Camillo sta cella con un sotterfugio. russa, né più né meno di quanto suonando le campane a morto: “È Ma forse, le scene più toccanti sta accadendo in Ucraina in questi un morto importante quello per vennero col quinto film, Il mesi del 2022. il quale sto suonando. Un popolo compagno don Camillo, diretto “Laggiù si muore. Se non siamo intero”. Peppone si accucciò in un da Luigi Comencini: uno sguardo dei fifoni, dobbiamo fare qualcosa angolo “e subito s’addormentò, all’interno dell’Unione Sovietica, anche noi”, dice un ragazzo all’inizio cullato da quella cupa ninna con le persecuzioni politiche e del racconto In piazza, uscito il 4 nanna”. religiose, il clima di sospetto, ma novembre 1956; e don Camillo gli Un Guareschi più attuale che mai. anche il ritorno ai luoghi dove fa eco: “Non si può assistere con le tanti italiani avevano combattuto Fabio Marri
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“Qualità della vita: la guerra in crisi sconvolge le classifiche del Natale
Modena rischia di pagare salato il conflitto ucraino Le statistiche sulla qualità della vita, ufficializzate da novembre a 3 dicembre sui due giornaloni economici “Italia oggi” (di Roma) e “Il Sole 24 ore” (di Milano), in teoria dovrebbero riguardare l’anno 2021 ma solitamente si basano su dati dell’anno prima, con una spolveratina del primo semestre corrente. Come sempre, le statistiche non concordano, e sembra quasi che ognuno dei due quotidiani copii il concorrente, invertendo i giudizi: così le province vincitrici della graduatoria 2021 secondo “Italia Oggi” sono Parma, Trento e Bolzano, mentre il “Sole” premia Trieste-Milano-Trento. Analoga la contraddizione per Modena: depressa un anno fa da “Italia oggi”, che la collocava solo al 34° posto, questa volta risalirebbe al 15° (stesso piazzamento del 2019: corsi e ricorsi). A raffreddare gli entusiasmi però è arrivato un mese dopo il “Sole”, che nel 2020 ci metteva al 15° posto, ma un anno dopo ci retrocedeva al 24°. E noi che ponevamo la statistica fra le scienze esatte, siamo serviti; e i leader politici possono sempre salvarsi in corner citando quello dei due giornali che tira l’acqua al loro mulino. Ma vediamo in dettaglio i nove “indicatori” di “Italia Oggi” e i sei (che poi diventano sette) del “Sole”. Indicatori talvolta all’insegna del famolo strano: ci eravamo compiaciuti un anno fa col “Sole” per l’abolizione degli indicatori climatici, che punivano le zone dove d’inverno fa molto più freddo che d’estate, e quest’anno il pentitismo ha spinto i confindustriali a ripristinare, nella sezione “Ambiente e servizi”, un “indice del clima” che tiene conto di “sole, piogge, ondate di calore”: graduatoria capeggiata da Imperia, con damigelle d’onore Catania, Pescara e Bari. Dica il lettore se preferisce il clima di Bari o Catania a quello di Novara (classificata terzultima in Italia: eppure la provincia com-
prende i laghi Maggiore e d’Orta, separati dal Mottarone, siamo sicuri che il clima sia così detestabile?). Un anno fa la “tappa” di “Ambiente e servizi” era una delle più favorevoli a Modena: decima assoluta nel Paese, per il “Sole”; ma adesso Modena sprofonda al 36° posto, ultimo in Emilia-Romagna. Però basta cambiare canale per trovare musiche più gradite: “Italia oggi” ci promuove al 6° posto (dal 17° dell’anno scorso), comunque dietro a Reggio (scudettata almeno qui) e Parma quarta. Eppure siamo al 92° posto per la concentrazione di biossido d’azoto, e al 93° per le microparticelle che svolazzano nell’aria; sia pure con un minimo miglioramento nell’anno. Ci salvano i km di piste ciclabili nel capoluogo, che secondo “Italia oggi” ci mettono al 6° posto nazionale. Curioso che Reggio sia decima per “Italia oggi” e prima per il “Sole” (con Modena non piazzata): però sarebbe ora di conteggiare non i km ma la qualità delle piste, perché quelle ultimamente realizzate faranno punti, ma certo non sicurezza per i ciclisti, con gli automobilisti spesso costretti a invadere l’altrui territorio perché nel loro non ci stanno, e quando devono svoltare tagliano per forza la strada alle eventuali biciclette; mentre le piste “dedicate” sono spesso deformate dalle radici o intralciate da gazebo e compagnia bella. Per noi modenesi è più gratificante scorrazzare in altre sezioni, come gli “Affari e lavoro” dove a priori siamo, o eravamo a fine anno, ben messi. “Italia oggi” ci gratifica di una promozione dal 29° al 16° posto (sebbene solo 5° in regione); un po’ più giù, ventesimi, stiamo col “Sole”, che viceversa ci manda indietro di 5 caselle e non ci offre nessuna nomination fra le prime 5 in nessun parametro. Il problema però è nato dal 24 febbraio 2022, con la sciagurata invasione dell’Ucraina, e le conseguenti ritorsioni europee, che
stanno fortemente danneggiando una provincia come la nostra, così connessa con l’estero e fondata sull’import-export. In primo luogo la ceramica, che dall’Ucraina riceve ingenti quantitativi di argilla per fare le piastrelle, e adesso vede in pericolo i materiali, che già avevano subito un forte rincaro per l’aumentato costo dei trasporti. Viene poi il settore automobilistico e in generale dell’industria meccanica: a parte il blocco delle esportazioni verso la Russia, che colpisce particolarmente le produzioni di fascia alta e dunque le imprese modenesi, cominciano a scarseggiare i metalli rari, indispensabili per il comparto elettronico (stanno sparendo le macchine fotografiche!) e la crescente produzione di auto elettriche. Si aggiunge poi l’abnorme aumento del costo del metano, e in misura minore del petrolio, già iniziato ai primi del 2022 e aggravatosi di mese in mese, che da un lato appesantisce il ‘pieno’ delle auto, ma soprattutto grava sui costi del riscaldamento e dell’illuminazione domestica, e molto più sui costi della produzione industriale: dunque, le statistiche di fine 2021 dovranno essere riviste, molto in peggio malgrado siano cominciati ad arrivare i fondi europei post-Covid. Riguardiamo la classifica “Ricchezza e consumi”, dove un contentino arrivava dal “Sole”, che ci ha promosso dal 21° al 14° posto, regalandoci addirittura il primato quanto alla spesa in beni durevoli (ma nel 2021 abbiamo speso ‘solo’ 3082 euro, quasi 300 meno dell’anno prima), e il 4° posto per il valore aggiunto, cioè la nostra produzione pro-capite valutata addirittura 36mila euro: si precisa però che è una stima, alquanto ottimistica rispetto ai 25300 euro accertati per il 2020, e che nel 2022 rischia di crollare per le cose appena dette. Eravamo in ogni caso trattati meglio da “Italia oggi”, che ci mandava su dall’ottavo al sesto posto assoluto.
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Miracolosamente, i due giornali concordano nello stabilire che lo stipendio medio è di 25750 euro l’anno, che per il “Sole” vale il quinto posto, per “Italia oggi” addirittura il quarto. Stabile l’ammontare della “ricchezza patrimoniale”, 228 mila euro per modenese secondo “Italia oggi”, che ci vede terzi in Italia (più indietro saremmo secondo il “Sole”). Ma su questi dati comincia a pesare l’inflazione 2022, l’aumento dei prezzi a parità di stipendi: se, per tornare all’esempio di cui sopra, un pieno di benzina è passato dai 75 euro di fine 2021 ai 90 di oggi, diciamo che viene a costare più di un discreto stipendio giornaliero, che al massimo salirà di quel 2/3% della scala mobile. E anche i 228 mila euro virtualmente in tasca a ogni modenese “compreranno” meno che un anno fa, e saranno più erosi dalle bollette bimestrali di Hera o assimilati. Tornando alla fotografia di fine ’21 del “Sole”, la classifica che ci vede meglio sistemati è quella “Demografia società e salute”; a dire il vero piuttosto eterogenea se mette insieme il numero dei diplomati o laureati, gli immigrati e i casi di Covid: comunque, nessuna infamia e nessuna lode ci porta nel complesso alla piazza numero 11, seconda in regione dietro la sola Bologna, e con 19 posizioni guadagnate sul 2020. La corrispondente categoria “Popolazione” di “Italia oggi”, però, ci fa scivolare al 31° posto (meno 3 rispetto al 2020): ma è una classifica da prendere con le molle, per-
ché a parte il primato di Bolzano, nelle prime 20 province ci sono solo zone del centro e soprattutto del profondo Sud. Va comunque molto peggio per gli altri parametri, a cominciare da un’eccellenza conclamata in regione, quella del “Sistema salute”: vistosamente smentita da “Italia oggi”, che ci assegna una misera piazza 69, penultimi in regione, appena davanti alla cenerentola Reggio; per posti letto in terapia intensiva siamo solo in 42^ posizione (il “Sole” preferisce evitare i confronti). Il numero 42 ci è assegnato da “Italia oggi” anche nella sezione “Tempo libero”, che mette insieme alberghi, bar, ristoranti con palestre, cinema e librerie: accorpamenti discutibili; ad esempio non ha senso dare i numeri delle librerie, se non si tiene conto delle dimensioni e del numero di libri disponibili (comunque Modena sarebbe 68^). Ma la situazione ?peggiora secondo il “Sole”, che per “Cultura e tempo libero” vede appena 44^ la nostra provincia, terzultima in regione (solo Piacenza e Reggio sarebbero più indietro): e d’altronde, se prendessimo un fattore che incide anche sul turismo, quello delle mostre d’arte, diventeremmo rossi dalla vergogna paragonando le iniziative modenesi con quelle di Ferrara, Parma, Forlì, Ravenna per non dire di Bologna. Ma queste sono rose e fiori, se passiamo alla graduatoria “Reati e sicurezza” di “Italia oggi”, che ci retrocede al 90° posto, dal 74°
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di un anno fa e dal 67° del 2019; appena meglio è la piazza 86 per la “Giustizia e sicurezza” del “Sole” (che almeno ci fa avanzare di 13 caselle): riguardo ai furti nelle abitazioni siamo i penultimi del Paese per “Italia oggi”, terzultimi per il “Sole”, che ci dichiara penultimi anche per il riciclaggio di denaro ‘sporco’. Ma il “Sole” attesta che le nostre carceri sono tra le meno affollate d’Italia (55 posti occupati ogni 100 disponibili); dunque non ci sarebbero scuse perché le pene fossero realmente scontate, e di conseguenza diminuissero i reati: l’ha chiesto perfino la famiglia Pavironica dal balcone di piazza Grande… E con le “sanzioni”, che l’Europa promette di inasprire, eccoci infine al dilemma che il premier Draghi ha riassunto nella metafora “pace o condizionatori accesi”, suscitando lo sdegno di quei pacifisti che un secolo fa si chiamavano “panciafichisti” e, di fianco all’alternativa della prima guerra mondiale, “burro o cannoni”, avrebbero preferito di gran lunga il burro. La nostra civiltà occidentale, del benessere, del divano davanti alla tv da 60 pollici, del reddito di cittadinanza quando il salario garantito si assottiglia o il lavoro da cameriere diventa troppo faticoso, si sta forse preparando a un brutto risveglio con ricaduta nella realtà. Come disse Churchill, si può scegliere tra la guerra e la vergogna: ma attenti a non beccarsele tutte e due. Fabio Marri
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Trecento anni fa, il grande modenese suggeriva rimedi di grande saggezza
Pandemie di oggi e di ieri: il Muratori l’aveva già detto! A volte ritornano, anche le epidemie: giusto trecento anni fa, nel 1722, il nostro Muratori pubblicava, presso lo storico editore Soliani di Modena, l’edizione definitiva di un’opera che la comunità gli chiedeva a gran voce: il trattato Del governo della peste e delle maniere di guardarsene, già pubblicato una prima volta nel 1714 quando il contagio infuriava in Italia e stava minacciando il ducato estense. Era passato meno di un secolo dalla grande peste “manzoniana”, la cui fine a Modena era stata salutata con la costruzione della Chiesa del Voto, e bisognava ricominciare da capo: notoriamente, di vaccini non si parlava ancora, e solo in via sperimentale si provava a “infondere” in soggetti sani qualche frammento prelevato dagli ammalati di vaiolo (malattia allora temibile, che nel 1711 aveva causato anche la morte dell’imperatore Giuseppe I, cognato del duca di Modena Rinaldo). Sulle cause della peste fervevano le discussioni, alimentate da un primitivo uso dei microscopi, e proprio un altro suddito estense, il reggiano Antonio Vallisnieri, cominciò a sostenere – ma senza riuscire a provarlo – che i responsabili dell’infezione fossero dei minuscoli “vermicelli”: insomma, quelli che più tardi sarebbero stati chiamati microbi, ossia “piccole vite”. Ma come difendersene, soprattutto con quella medicina preventiva che era anche l’assillo di un altro medico delle nostre parti, il carpigiano Bernardino Ramazzini? Per questo il Muratori, che di lì a poco avrebbe chiesto di esercitare il ruolo di parroco nel quartiere più povero della città, la Pomposa, si distrasse per qualche mese dalle gravi occupazioni politiche affidategli dal Duca (era in corso addirittura una guerriglia con lo stato della Chiesa per il possesso di Comacchio o addirittura di Ferrara), e pubblicò una prima edizione del suo trattato, che venne subito ristampato in varie sedi, da Torino a Napoli e altrove. Quando poi, nel 1720, la peste bussò di nuovo alle porte dell’Italia, infierendo in particolare a Marsiglia, Muratori si informò accuratamente di quanto si stava facendo, e accrebbe il suo trattato, che divenne un bestseller con nuove edizioni fino alle soglie dell’Ottocento. Affrontare il male era un compito medico, politico ed ecclesiastico, come limpidamente definisce il Muratori dividendo la sua opera appunto in queste tre parti: i medici, allora come oggi, disputavano
spesso a vanvera, e proponevano rimedi “miracolosi” che spesso, annota Muratori, peggioravano la salute del poveretto o addirittura lo ammazzavano. Accanto a loro c’erano i “chimici”, categoria allora molto vicina agli alchimisti medievali, e prodighi pure loro di farmaci strampalati, ovviamente costosissimi e dall’esito incerto quando non li soccorresse il “buon senso” più volte invocato dal Muratori. La cosa migliore era evitare il contagio (Muratori è uno dei primi a usare la parola “epidemia”, forse apprendendola dai suoi maestri francesi, mentre gli scrittori italiani usavano epidìmia) e per questo i politici dovevano impegnarsi: disponendo anzitutto “cordoni sanitari” ai confini dello stato, pretendendo “certificati di sanità” in chi entrava (i nostri greenpass), costringendo chi avesse avuto contatti con ammalati a due settimane di “contumacia” ovvero “quarantena”; stabilendo l’isolamento degli edifici dove fosse entrata la malattia (è il lockdown), la separazione tra i sani e i malati, il ricovero di questi ultimi nei lazzaretti (la terapia intensiva dell’epoca), la disinfezione dei luoghi dove la peste fosse stata accertata (col rogo delle cose state a contatto con gli appestati, e la “profumazione”, ovvero l’affumicamento delle camere con sostanze ritenute efficaci – non facciamo qualcosa di simile noi d’estate con gli zampironi?). Anche gli ecclesiastici avevano un ruolo primario nella difesa della popolazione: assistendo i malati, come sacro dovere di carità, sia pure prendendo ovvie misure precauzionali, come confessare a una certa distanza dalla bocca del fedele, o interponendo uno schermo, o addirittura con un antenato della mascherina costituita
La sede della canonica del Muratori, alla Pomposa
da una spugna o un tessuto imbevuto di aceto; o dando la comunione non in bocca ma lasciando che fosse il comunicando a prelevarlo da un piattino. Anche le messe era meglio celebrarle all’aperto e mantenendo una certa distanza fisica tra i partecipanti, mentre era opportuno evitare le processioni, potenti mezzi di diffusione dell’epidemia. Insomma, misure che ci siamo visti riproporre anche nei nostri anni, quando per fortuna la scienza medica ha saputo mettere in opera quelle misure che la medicina dei tempi muratoriani non conosceva. Al punto che il Muratori a un certo punto scongiura di “lasciare più tosto alla natura, che dare in mano ai medici, i malati di peste: perocché i medici adoperano facilmente rimedi perniciosi, facendo essi ciò che talvolta non giungerebbe a fare il morbo medesimo”: cito dalla nuova edizione dell’opera a cura di Carlo Galli (Napoli, Istituto italiano per gli studi filosofici, p. 230). E aggiungo che sul rapporto tra i due più grandi scrittori della peste, il Muratori appunto e il Manzoni, si torna in un libro appena uscito grazie allo spirito di iniziativa del vescovo di Modena Castellucci: Muratori tra storia e religione (Firenze, Olschki): dove lo stesso “don Erio” fa il punto su Muratori “amatore dei poverelli”, e Caterina Bonasegla e Donata Ghermandi, docenti del liceo Muratori, coi loro scolari rivisitano l’opera del grande modenese, in prima fila nella lotta alla superstizione e alle opinioni, come quella sugli untori, che solo allora si stavano dimostrando infondate. Fabio Marri
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Cremonini: due nuovi punti vendita per valorizzare il meglio delle produzioni italiane di carni bovine e salumi
Inalca raddoppia, dopo ‘Tina Gran Dispensa’ ha inaugurato anche ‘Spaccio Gourmé’ Inalca è l’azienda da cui è partita l’avventura imprenditoriale di Luigi Cremonini nel 1963. Dalla sede storica di Castelvetro, l’impresa specializzata nella produzione di carni bovine si è sviluppata in Italia e nel mondo, diversificandosi anche nei settori dei salumi, della distribuzione e della ristorazione, mantenendo però ben salde le radici nella nostra provincia. Cremonini, infatti, continua a investire nel nostro territorio, dove è presente con quattro stabilimenti, due aziende agricole, diverse attività di ristorazione, e ora anche due locali per la vendita al pub- Lo Spaccio Gourmé da pochi giorni inaugurato a blico dei prodotti del Gruppo. Castelnuovo Rangone L’ultimo, appena inaugurato, è lo Spaccio Gourmé di salumi, iale, nato come alimento per i più snack e specialità a Castelnuovo poveri e ora considerato una preliRangone, presso lo stabilimento Cabatezza in molte regioni) e lo strutto. stelfrigo gestito da Italia AlimentaIn più, nel punto vendita, trovano ri (la società di Inalca specializzata spazio anche quei prodotti come sanella produzione di salumi e snack). lumi affettati, in tranci, tramezzini, Oltre a valorizzare le produzione di panini che non sono gestiti dalla salumi di eccellenza Made in Italy, lo grande distribuzione, ma che posSpaccio abbraccia la tendenza semsono essere valorizzati all’interno pre più diffusa di avvicinare il prodegli spacci, a prezzi davvero conduttore al consumatore, non solo per venienti. Un meccanismo virtuoso i vantaggi economici, ma soprattutto che offre ai clienti, sia consumatori per la richiesta di trasparenza e di finali che ristoranti e laboratori artisicurezza sull’origine che sempre di gianali, la possibilità di trovare propiù orienta le scelte di acquisto. mozioni molto interessanti. CompleL’assortimento valorizza in primis tano l’offerta una gamma di prodotti la classica selezione di salumi italiacome Carni, Formaggi, Conserve, ni di qualità, a partire dal culatello Olio, Farina, Vini e Birre che arriDop, passando attraverso tutti i provano da aziende delle province limidotti di origine controllata e protettrofe. La volontà è quella di offrire ta, comprendendo tutto il patrimoun servizio al cliente, valorizzando nio della salumeria italiana. In paril made in dei territori intorno agli ticolare, si trovano sia formati adatti stabilimenti. al consumo domestico, sia pensati Il nuovo Spazio Gourmé si affianca ad hoc per la ristorazione. La scelta a Tina Gran Dispensa, altro store di comprende anche gli snack, panini, vendita diretta, presente presso lo tramezzini, i ciccioli (un prodotto stabilimento Inalca di Castelvetro. squisito ricavato dal grasso del ma- Si tratta di un’evoluzione del classi-
co concetto di spaccio aziendale, con le carni bovine fresche italiane e internazionali che rappresentano il fiore all’occhiello del negozio: una vera e propria macelleria gourmet con tagli provenienti dall’Italia e dai principali paesi produttori di carne di qualità. L’offerta comprende anche i salumi a marchio Ibis, i prodotti surgelati distribuiti da Marr (pesce e verdure), insieme a un’ampia selezione di formaggi locali e di gastronomia. L’offerta dei due negozi si rivolge in primis ai circa 2.500 dipendenti Inalca e Cremonini della zona di Modena, distribuiti tra gli stabilimenti di Castelvetro, Castelnuovo e la sede centrale di Ca’ di Sola, ma anche a un ampio pubblico della zona in cerca di prodotti di eccellenza, soprattutto per le carni bovine e la salumeria tipica italiana. dobe
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ALBO D’ ORO - TITO 1940 1941 1943 1944 1947 1948 1949 1950 1951 1952 1953 1954 1955 1956 1957 1958 1959 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987
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Inglewood Om 1.16.0 Lurabo Blue 1.15.0 Mint di Jesolo 1.15.4 Nigody 1.15.7 Offen Lb 1.15.7 Prestige Nor 1.14.9 Rapid Effe 1.14.6 Sofocle Egral 1.15.2 Tinak Mo 1.15.1 Upson Bi 1.15.5 Viking Kronos 1.15.6 Zinzan Brook 1.15.4 Almahurst Om 1.16.1 Boss di Jesolo 1.16.4 Cortez Gar 1.15.7 Daguet Rapide 1.16.8 Ellymay 1.15.9 Faliero AS 1.15.3 Guccione Jet 1.14.0 Ideale Luis 1.14.2 Lana del Rio 1.14.3 Mirtillo Rosso 1.14.0 Nad Al Sheba 1.15.3 Obama Gar 1.15.2 Pascià Lest 1.15.3 Rambo ZS 1.15.7 Sing H. 1.14.5 Tresor ZS 1.14.5 Unno del Duomo 1.12.9 Vivid Wise AS 1.12.4 Zabulfi 1.14.2 Al Capone Stecca 1.14.4 Blackflash Bar 1.14.5 Callmethebreeze 1.14.5
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É necessaria almeno una visita (gratuito l’ingresso) per apprezzare e conoscere i vari settori della Campionaria
Tanti i motivi per visitare la ‘Fiera 2022’ Grande partenza alla Fiera Campionaria di Modena per lo stand dell’Associazione Esperti Degustatori di Abtm D.o.p. con lo showcooking, a cura degli chef di Modena a Tavola, i visitatori della Fiera (fino al primo maggio al Padiglione A, stand 129), possono partecipare, ogni giorno, ai corsi di avviamenti all’assaggio, alle degustazioni balsamiche e di altri prodotti del territorio e ai laboratori gastronomici. Sabato 30 aprile alle 17 nella Sala 400 grande premiazione del Palio della Ghirlandina gara provinciale di qualità tra aceti Balsamici della tradizione Familiare e del concorso “Fiabe Balsamiche!”Fiera di Modena è da sempre sinonimo di tra-
Il programma del ‘Saper fare’: gli appuntamenti e i laboratori Nel padiglione B sta avendo un ottimo successo l’area del ‘Saper fare’, grande interesse per il Corso restyling del mobile con Lara Vella, creativa ed eclettica per passione, stilista: per trasformare un vecchio mobile. Dimostrazioni di cucito in stile country a cura di Erika Marry, artista specializzata nel fantastico mondo del cucito in stile country e non solo… Tutti i giorni alle ore 21 ‘Corso individuale SOS Social’, imparare a muovere i passi giusti su facebook e instagram per creare una storia, un post, usare gli hastag giusti per dare visibilità alla propria creatività e promuovere la propria attività.
dizione e legame con la città, nonché un’occasione per conoscere meglio i prodotti e le realtà storiche del territorio. Il programma e gli orari delle presentazioni: tutti i giorni alle ore 18 ‘Corso di Avviamento all’assaggio di Aceto Balsamico Tradizionale’ a cura di AED, esperti degustatori; alle 19 Show cooking a cura degli chef di ‘Modena a Tavola’. Partecipano i ristoratori: Anna Barbieri dell’Antica Moka, Carlo Gozzi de L’Incontro, Robby Moncata della Trattoria Urbana, Emilio Barbieri del ristorante Anna. Insieme ai produttori si possono assaggiare le degustazioni di marmellate e composte dell’azienda cerasicola Morselli. Partecipa anche la scuola di cucina di Francesco Rompianesi che presenta un “corso di catering”. Senza dimenticarci di visitare la tradizionale sezione Casa Arredo, nel padiglione B, che rappresenta il collegamento con il passato, in quan-
to accoglie espositori che, per molte edizioni, hanno dato vita ad uno dei settori più importanti della Campionaria. Ottantatre edizioni, tutte nel segno di un forte legame col territorio, ma con la capacità, ogni anno, di reinventarsi con proposte attuali del momento, adatte a un pubblico di tutte le età. Ventimila metri quadrati di esposizione con centinaia di espositori organizzati nelle quattro aree dedicate all’arredo casa e giardino, alla creatività, all’enogastronomia e allo shopping. Questi i motivi per non mancare all’appuntamento di primavera con la Campionaria di Modena. emmegi
Al ‘Children’s Park’ (pad. A) la Fiera a misura dei bambini Alla Fiera i bambini hanno i loro spazi e ritrovano gonfiabili e giochi di una volta, ai quali naturalmente non sono abituati, ma che potrebbero essere per loro una piacevole scoperta, nello spazio Children’s Park, un’area interamente dedicata ai più piccoli, con i gonfiabili e la “Fabbrica delle meraviglie” a cura di Grafiche Sigem. Uno spazio, denominato ‘Children Park’, nel padiglione A, dove ci si può allenare alla creatività, senza monitor e schermi, ma usando, soprattutto, le mani e la fantasia: qui i più piccoli trovano laboratori artistici, attività manuali e gli intramontabili giochi “di una volta”.
Paolo e Betty vi aspettano con tutto il loro staff in viale Monte Grappa, 47 a Modena Tel. 338.863.5638 - 059.23.24.89
Possibilità di pranzare e cenare all’aperto Dal martedì al giovedì su richiesta: MENÚ ALTERNATIVO
Specialità tipiche modenesi
Chiuso domenica sera e lunedì tutto il giorno
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aprile al 1 maggio dal 23 aprile al 1 maggio
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Come i bambini di paese si confrontavano coi campioni
Sport nei campi e nei cortili Nel 1962, il cappellano don Borghi aveva già lasciato Rovereto, per diventare parroco di Rolo. Poco gli sopravvisse la schola cantorum, già frastornata quando aveva dovuto passare dalla Missa Pontificalis di Perosi a una messa nuova di Franco Vittadini. Ci provò don Marchetto, per un po’, a tenere insieme i cantanti; ma prima venne abrogato il Credo (troppo lungo e difficile), poi anche il resto. E delle lezioni di pianoforte cominciate in casa di Nunzio e dell’Eletta non si parlò più. Siccome Franco non si decideva a finire lo studio da prete, e don Rettighieri era destinato ad altre sedi, il nuovo cappellano arrivò da Carpi: un altro don Luigi, dopo il leggendario don Benetti che stava facendo una gran carriera in diocesi. Don Luigi Casarotti, incaricato di pensare agli “aspiranti”, li riuniva in quella che era stata la prima sede della nuova scuola media, in fondo al teatro Lux, una rampa di scale da salire per Sueri o Adriano Boccaletti, o la Rina supplente di matematica. Adesso la scuola media si era trasferita nelle vecchie elementari “Battisti”, e i locali adiacenti al teatro erano tornati alla parrocchia. Lì ci si riuniva per la dottrina della domenica pomeriggio, piccolo pedaggio da pagare, con la benedizione, per poi andare al cinema dei bambini (10 lire per i bimbi dell’asilo, 20 per le elementari, 30 per le medie, 50 per tutti gli altri): di solito il western già dato il sabato sera; e se c’era qualche scena un po’ “per adulti riserva” provvedeva Cesare a mettere la mano davanti all’obiettivo del proiettore. Ma ormai, i bambini dai dieci anni in su avevano un altro interesse, il calcio: complici il Modena di Malagoli, che dalla C stava andando in A, e le primissime figurine Panini stampate in via Castel Maraldo a Modena e che puntuali arrivavano al negozio della Cosetta, ma soprattutto grazie al nuovo campo fatto in fondo a via Quattro Novembre, oltre la casa di William e del fotografo Vanno, il pallone popolava la mente di tutti. Anche dei grandi come Brenno, che non si decidevano ad abbandonare la
raccolta delle figurine, e soprattutto delle valide, con cento delle quali si aveva un pallone di cuoio, tanto più robusto di quelli che vendeva la Silvana della pesa per 700 lire. E se il pallone si scuciva, ecco Giovanni il sellaio che lo rimetteva a nuovo. Persino Paolino, il figlio del dottore, così fragile e (sembrava) poco portato allo sport, dava calci a un pallone: colpiva quasi solo di puntone, e le squadre che dovevano assumerlo avevano il permesso di avere un giocatore in più; ma giocava. E anche lui entrò nel giro delle partite tra aspiranti che don Luigi organizzò tutte le domeniche mattina, prima della messa. Allora, era un problema fare la comunione: bisognava essere digiuni da tre ore, e la messa era alle 10. Però bere si poteva, e allora le mamme più ligie ai precetti preparavano un tè senza biscotti, o un brodo senza crostini di pane. Poi, alle 8 si andava al campo; negli spogliatoi senza porte né finestre ci si dividevano le maglie, una muta del Milan e una dell’Inter: ed ecco cominciare i derby di Milano nel campo di Rovereto. Di solito, chissà perché, vinceva il Milan, anche con punteggi clamorosi: un 9-3, un 12-2: dipendeva anche da che parte giocavano Edgardo e Rinaldo, o viceversa, dove giocava Paolino. Infatti una volta, nel fare le squadre, ci fu chi disse: Paolino non gioca; ma questi, con i suoi amici, andò in canonica a protestare, tornando dopo poco col permesso, anzi con l’ordine, di don Luigi di farlo giocare. Quel 17 giugno del 1962 fu una giornata storica: sul campo di paese, il Milan degli aspiranti batté l’Inter 6-4; e dall’altra parte del mondo il Brasile vinse i mondiali del Cile battendo la Cecoslovacchia con due gol di un certo Amarildo, la riserva di Pelè. Due settimane prima, il Modena era stato promosso in serie A, e già si parlava di un altro brasiliano, tal Cinesinho, che poteva arrivare… Per il momento, i bambini di paese (che non tutti avevano la tv) si accontentavano di andare a vedere i risultati nel tabellone Sisal messo davanti al Bar Sport, e di guardare i
campioni in figurina, facendoli giocare sulla carta. Ad esempio, come sarebbe andata tra due formazioni così, messe insieme un pomeriggio di pioggia? Buffon, Losi, Robotti; Charles, Janich, Bolchi; Boniperti, Maschio, Altafini, Rivera, Angelillo. Contro: Cometti, David, Pavinato; Tumburus, Cervato, Pestrin; Hamrin, Selmosson, Nicolè, Corso, Bean. Molti di questi giocatori erano stati al mondiale in Cile, ma fatti fuori dalla squadra di casa, aizzata da due picchiatori (stando alla radiocronaca di Carosio) come Toro e Lionel Sanchez. Ma Toro venne a giocare nel Modena, e fece i suoi figuroni… Invece, le figurine erano oggetto di ricerca, scambio e gioco: Paolino, pur di avere Bizzarri (ala sinistra della Lazio) figurina valida, ne cedette quattro, tra cui Angelillo; poi accettò di giocarle a muro o a piastorle e ne perse 22. Ma in casa sua di soldi ne giravano, poteva permettersi tante bustine a 10 lire l’una con dentro 3 o 4 figurine. Invece Ivano, il figlio dell’ufficiale di anagrafe, si stancò delle figurine, e ne buttò 200 giù dalla finestra. Mezzo paese accorse nel suo cortile, e il più avido ne raccolse 95: però si mise a giocarle e quel solo giorno ne perse 33, sia pur protestando che chi gliele aveva vinte era un fregone. Mentre il calcio giocato divenne anche materia di insegnamento: Corinto professore di ginnastica prese l’abitudine di portare i suoi scolari al campo e insegnargli a giocare. Purché il calcio non fosse l’unico sport: infatti, nel piazzale di fianco al bar di Zeno aveva fatto mettere una rete da pallavolo, e vicino agli spogliatoi del campo aveva fatto scavare una buca e riempirla di sabbia, per esercitare nel salto in alto. Lui e il bidello Saetti tenevano ai due capi una corda, e gli scolaretti dovevano saltarla “all’americana”, a forbice, e i più evoluti alla Horine. Così i bambini del paese si preparavano a diventare uomini. Fabio Marri
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Si è conclusa al Palazzo dei Musei la mostra per il centenario dantesco
Il Dante della Biblioteca Estense
La Biblioteca Estense di Modena, così ricca di tesori danteschi in una città che ha sempre venerato il Sommo Poeta, non ha fatto mancare il suo apporto alle celebrazioni nazionali per il settimo centenario della morte. Gli scatti di Teida Seghedoni documentano le suggestive immagini che, dai manoscritti antichi alle rivisitazioni più recenti, mostrano quanto sia vivo e pulsante il contributo della Commedia alla creatività di ogni epoca.
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Mara ha collaborato per oltre vent’anni all’attività organizzativa del Centro Sudi del Circolo degli Artisti di Modena
Ci ha lasciato Maria Angela Verasani possibiile anche grazie al fattivo lavoro di Costanza Ricciotti, che ha collaborato all’organizzazione. Moltissimi amici e conoscenti hanno appreso la notizia della sua improvvisa dipartita attraverso il notiziario Od Gallery e unanimi sono stati i rimpianti. Ha lasciato un incolmabile vuoto, ma il suo ricordo vivrà nel cuore di tutti quelli che l’hanno conosciuta. Ma troppo presto e improvvisamente, per noi, ci ha lasciato.
Il presidente del Circolo degli Artisti la vuole ricordare per sempre come l’anima delle attività artistiche-culturali. Di seguito un breve ricordo di Maria Angela Verasani del compagno Giancarlo Corrado. ‘Grazie Mara per aver percorso insieme la strada della vita in questi lunghi anni e so che continuerai ancora a camminare con me. Arrivederci’. (a cura di C. R.)
Monsignor Grigolon aveva richiesto l’opera all’autore e a Maria Angela Verasani
La Via Crucis di Gian il Camponese donata alla cappella del Palazzo Ducale di Parma
Ci ha lasciato, in silenzio come nel suo stile, il 15 febbraio Maria Angela Verasani, la ricorderemo sempre per la sua gentilezza e per il profondo rispetto che aveva per tutti. Dopo aver passato moltissimi anni alla libreria ‘La Goliardica’ piano piano, in punta di piedi, si era avvicinata al Circolo degli Artisti, svolgendo un preciso e competente lavoro di coordinamento organizzzativo Da alcuni anni l’avevamo conosciuta e ne avevamo subito apprezzato le doti morali e il suo competente lavoro artistico organizzativo. Era amante della lettura, dell’arte e della cultura, in senso lato, divenendo l’anima del Centro Studi del Circolo degli Artisti, al quale ha lavorato fino alla fine. Mara, una donna che con il suo silenzio e con le sue brevi espressioni ha donato gentilezza e bontà a tutti. Con Giancarlo Corrado e con il Circolo ha coordinato concerti, conferenze, corsi e raccolte di beneficienza per associazioni e organizzazioni varie, con il solo intento di aiutare il prossimo. Tutto il suo lavoro è stato ispirato dalla sua umanità. Per ultimo, ma non come importanza, vogliamo ricordare la raccolta di generi alimentari e medicinali per la popolazione ucraina, che recentemente è giunta in Polonia, per poi proseguire per Kiev. Tutto ciò è stato
Nelle riproduzioni le stazioni della ‘Via Crucis’ di Gian il Camponese. Un lavoro di 15 tavole dipinte ad olio su legno che ha impegnato il suo autore per due anni. Come era stata la volontà della deceduta Mara Verasani e dell’autore Gian il Camponese, la Via Crucis è stata donata e collocata nella nuova cappella del Palazzo Ducale di Parma a cura di monsignor Grigolon, cappellano regionale dei carabinieri.
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Intorno all’anno 1450 una scoperta epocale di Johann Gutenberg: i caratteri tipografici mobili per la stampa
La rivoluzione del comunicare Con la straordinaria invenzione della stampa a caratteri mobili, che avvenne presumibilmente per opera di Johann Gutemberg intorno al 1450, si verificò una rivoluzione epocale nella vita intellettuale della civiltà occidentale. In pochi decenni vennero stampate in Europa più di 6000 opere e il numero di tipografi aumentò rapidamente. L’accresciuta produzione di libri modificò i modelli di consumo; la maggior produzione cambiò addirittura la natura dell’assimilazione individuale. Le stampe spesso erano accompagnate da immagini - sino a quel momento patrimonio dei pittori - che fungevano da veicolo di diffusione del testo scritto. Ben presto iniziò un’attenzione particolare all’aspetto esteriore del libro che creò ruoli ben distinti per gli addetti ai lavori: il tipografo per la parte testuale e l’incisore per la cura delle immagini. Il cartolaio, ora editore e l’amanuense, ora stampatore, collegarono così diversi mondi : dai finanziatori ai pittori. Ciò rappresentò una vera e propria mutazione professionale che produsse una metamorfosi culturale a largo raggio creando nuovi mestieri. Il passaggio dalla pergamena alla carta ebbe un impatto importante sulle attività di mercanti e lettera-
ti. Nei secoli XVI e XVII le grandi controversie politiche e religiose produssero notevoli quantità di opuscoli polemici, atlanti e dizionari stimolando l’interazione tra artisti , politici e letterati. Tra il 1517 e il 1520 Lutero, che definì la stampa come il più alto atto della grazia di Dio, vendette più di 300mila copie. La Riforma fu il primo movimento religioso a potere contare sulla stampa e il protestantesimo fu il primo movimento ad utilizzare i nuovi torchi per una propaganda contro un’istituzione. Anche la Chiesa Cattolica si servì della stampa in quanto grazie ad essa si attuò l’uniformità di culto dei testi liturgici. Amsterdam fu nel Settecento la capitale della repubblica delle lettere: qui nacquero i primi rudimenti di ri-
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viste scandalistiche e si stampava tutto quanto poteva creare sensazionalismo, fomentando la curiosità pubblica per la vita privata . Se i tipografi dell’Europa settentrionale producevano soprattutto libri religiosi, quelli italiani stampavano principalmente opere laiche, come i classici greci e latini che il Rinascimento aveva riscoperto, le novelle degli scrittori italiani e le opere scientifiche contemporanee. La diffusione del sapere e delle informazioni venne amplificata con la nascita, nel diciottesimo secolo, dei primi giornali periodici di informazione. I giornali ebbero subito un successo grandissimo tra le nuove classi sociali, che in essi trovarono un importante mezzo di passaggio di idee, ed uno strumento di battaglia politica e culturale. Nacque così il concetto di “opinione pubblica”, insieme delle idee di un pubblico padrone di informazioni sufficienti per formulare giudizi sui fatti politici e culturali. Solamente verso la fine del 1800 l’editoria ebbe una vera e propria evoluzione, con l’applicazione della fotografia alla stampa. Con l’invenzione dei caratteri tipografici, Johann Gutenberg sconvolse il corso della Storia. Donatella Bertacchi
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Un percorso tra storia e poesia della Modena che fu
Passeggiando dove erano le antiche mura in quell’epoca costruite Suggerisce un’immaper formare la barriera gine un po’ sfocata e daziaria che sopravvisingiallita, ma carica di suggestione come in se fino al 1924, anno nel certe cartoline d’epoca, quale venne abbattuta. una pagina di Arsenio Di essa ci rimangono Crespellani scritta sul soltanto molte vecchie finire dell’Ottocento, fotografie e i due gariche racconta l’amenità baldini. L’area del parco, della “passeggiata delpopolata di alberi d’alto fusto, aiuole fiorite e siele mura” quando “viene nei giovedì e nelle pi che lasciano qua e lo domeniche delle calde spazio a vialetti ghiaiosi, sere d’estate illuminata vecchie panchine di piea gas e rallegrata dal La foto è di Ferruccio Sorgato, 1911 (archivio Museo Civico di Modena) tra e allegre giostre per i suono del concerto mubambini costeggia, ricalsicale, posto in apposito palco il Monumento ai Caduti della cando il percorso delle antiche nel Baluardo di San Pietro; così Prima Guerra Mondiale, opera mura, Viale Martiri della Liberche tutto compreso può dirsi la dello scultore modenese Ermetà fino a Piazzale Risorgimento. nostra passeggiata delle mura negildo Luppi inaugurata nel Questo spiazzo occupa il luogo una delle più belle d’Italia”. Col 1926. La grande statua della ove sorgeva l’antico Baluardo di termine inusitato e di sapore Vittoria, in bronzo, si eleva su S. Francesco, altro vertice forottocentesco di “passeggio del- di un rocchio di quattro colonne tificato del pentagono di mura che racchiudeva Modena. Al le mura” si era soliti indicare sostenuto da uno zoccolo, ornato l”ampio viale alberato che per- da corone di alloro e di quercia, centro si eleva il Monumento a Vittorio Emanuele II, scolpito correva il perimetro della città che poggia su una gradinata cirnel 1890 da Giuseppe Gibellini snodandosi sugli spalti della colare. Intorno quattro gruppi e qui trasferito nel 1934 da Larcinta muraria, ancora esistente bronzei rappresentano l’Offerattorno a Modena fino al primo ta, l’Addio, il Combattente e il go Garibaldi. Sul basamento ventennio del Novecento. Ab- Sacrificio. Dalla Parte opposta che sorregge la statua del re, si battute a più riprese nell’arco di Viale delle Rimembranze, trova, seduta, una figura femdi quarant’anni a partire dal nascosto tra vecchi alberi e riminile che simboleggia l’Italia e 1882 le mura, questa antica for- gogliosi cespugli, si intravvede nel retro un leone accovacciato. tificazione sorta a difesa della l’unico modesto rudere rimasto P. B. città ma ormai insormontabile in piedi della mediovale cinta ostacolo all’espansione dell’ag- muraria eretta nel ’300 da Pasglomerato urbano, si trasformò serino Bonaccolsi. La robusta in piacevole luogo di passeggio. composizione di ciottoli di fiume Le mura erano crollate sotto i e antiche pietre, che ha resistito colpi di piccone dei braccianti, al piccone e alle mine dell’inizio che a cavallo dei due secoli re- del secolo, campeggia solitaria clamavano occupazione. L’ulti- al centro di un’aiuola, unica temo tratto della vecchia cinta ad stimonianza del remoto passato essere atterrato lasciò spazio di una Modena “città murata”. Aut. del Tribunale di Modena al parco cittadino che , sorto su Poco più oltre emergono, tra la numero 712 del 20/01/1983 progetto dell’Ufficio Tecnico del vegetazione invadente, le statue comune a due riprese, nel 1913 di due garibaldini. Il luogo insoHanno collaborato: e nel 1923, mantenne nella de- lito in cui sono ubicate tradisce Fabio Marri stinazione urbanistica la pre- la loro collocazione originaria: Donatella Bertacchi cedente connotazione di area furono infatti scolpite da SilveGiovanni De Carlo verde e luogo di passeggio e di stro Barberini non per decoraGiancarlo Corrado sosta per i passanti. Nel pun- re il parco, ma per sormontare Linda Camellini to ove era ubicato il Baluardo le due gabelle daziarie che nel Daniela Gianaroli di S. Pietro, ossia l’antico ba- 1886 furono erette in Largo GaAnna Grazia Guerzoni stione che raccordava al vertice ribaldi. Tre eleganti cancellate Luvi Ramilo Guerzoni due dei rettilinei fortificati che raccordate da pilastri e fianMarcello Guerzoni componevano la cinta muraria cheggiate da due fabbricati che Teida Seghedoni pentagonale, si innalza oggi fungevano da gabelle vennero
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