1896 Rivista del giubileo
APRILE 2021
La Rega si congratula. Auguriamo il meglio al TCS per il suo 125° anniversario.
www.rega.ch
EDITORIALE
Guardare avanti senza mai rinnegare le nostre origini Care lettrici, cari lettori,
Peter Goetschi
ci riempie di gioia e di orgoglio, ma anche di umiltà, dirigere il TCS nell’anno del suo 125° anniversario. Rivolgendo uno sguardo al passato, ci rendiamo conto di tutto ciò che i nostri predecessori hanno realizzato. Con i suoi 1,5 milioni di soci, oggi il TCS è il più grande club della mobilità della Svizzera e, possiamo affermare, anche un pezzo del patrimonio culturale elvetico. Con le nostre 23 sezioni, siamo anche rappresentati e radicati a livello regionale e locale in tutto il Paese. Guardare avanti, ma senza mai rinnegare le nostre origini ! È così che desideriamo affrontare l’anno del nostro anniversario: mostrare da dove veniamo, ma soprattutto delineare come vogliamo affrontare le sfide del futuro prossimo e lontano. Clima, mobilità, società: tutto sta cambiando, non solo in modo costante ma spesso anche inaspettato. A tal proposito nutriamo grande rispetto nei confronti del nostro mandato e della nostra responsabilità. Ma affrontiamo tutto con fiducia. Nel corso degli ultimi 125 anni, il TCS ha costruito una solida base, dispone di una struttura federale potente e forte, può contare su soci fedeli e partner affidabili al suo fianco, così come su collaboratori motivati e impegnati. E soprattutto, i festeggiamenti non passeranno in sordina con la tournée prevista in tutta la Svizzera. Quindi se nei prossimi mesi vedrete una grande ruota gialla luminosa nella vostra città, venite a festeggiare insieme a noi ! Questa rivista dedicata all’anniversario vuole darvi un assaggio del TCS: in parole, in numeri e in immagini. Parla dei suoi successi, delle sue strategie, dei suoi progetti ed è destinata a tutte le persone che per noi sono importanti e a tutti coloro che costituiscono il TCS.
Jürg Wittwer
Peter Goetschi Presidente centrale
Jürg Wittwer Direttore generale
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MESSAGGIO DI SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA CONFEDERAZIONE
Mobilità in Svizzera: un impegno lungo 125 anni Negli ultimi decenni le strade svizzere sono diventate molto più sicure. Allo stesso tempo anche il numero degli incidenti mortali ha continuato a scendere. Il merito va attribuito non da ultimo al Touring Club Svizzero (TCS) che quest’anno festeggia il suo 125° anniversario. Il TCS è stato fondato nel 1896 da un gruppo di ciclisti infastiditi dalle strade dissestate, dalle forature che ne derivavano e dall’atteggiamento ostile dei pedoni. Quando si parla di TCS si pensa subito all’aiuto in caso di panne, alle aree per il campeggio, a test su veicoli e accessori e a consigli e informazioni di viaggio. Tuttavia il TCS è molto di più: in base alle mie esperienze, infatti il club fornisce anche importanti servizi in termini di sicurezza stradale e dei veicoli e sensibilizza gli utenti della strada sul comportamento corretto da adottare. I suoi compiti si estendono a livello nazionale. Il TCS ha inoltre spesso assunto una veste di pioniere, finanziando e promuovendo l’innovazione, e ancora oggi non è da meno, per esempio in materia di mobilità sostenibile. Sicurezza, buoni collegamenti e rispetto per l’ambiente: questi sono gli aspetti che più lo caratterizzano. Sicuramente il club dovrà confrontarsi con il tema della sicurezza stradale anche nei prossimi decenni. A questo proposito cercherà di usufruire in modo intelligente delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e di contribuire allo stesso tempo a ridurre ulteriormente il numero di incidenti mortali. Auguro al TCS un buon 125° anniversario e grandi soddisfazioni nelle sue numerose attività. Colgo l’occasione per ringraziarlo per il suo impegno al servizio di una società che, persino durante la pandemia di coronavirus, si dimostra ancora particolarmente mobile.
Guy Parmelin, Presidente della Confederazione 5
Contenuti 3 Editoriale 5 Messaggio di saluto del
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Presidente della Confederazione Guy Parmelin Al servizio della Svizzera Un’istituzione con una grande responsabilità sociale
125 anni di societariato Il TCS in cifre Mobilità del futuro In che modo ci sposteremo domani?
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42 Presidente centrale Peter Goetschi e Direttore generale Jürg Wittwer nell‘intervista Novità dal mondo TCS
Ginevra 1896 — il primo capitolo La nascita del club
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Tappe storiche
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Vivere la magica esperienza del campeggio Nuovi modi per trascorrere le vacanze in Svizzera La vita del TCS in immagini In viaggio può capitare di tutto Collaboratori raccontano esperienze ed emozioni vissute 10 cose che forse non sapevate ancora sul TCS Un’associazione con molti soci fedeli Un anno da celebrare Attività dell‘anniversario
58 Titeuf dà importanti consigli 59 Impressum
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IL TCS AL SERVIZIO DELLA SVIZZERA
Un’istituzione con una grande responsabilità sociale
© Switzerland Tourism / Michael Sidofsky
Dalla sua fondazione, il TCS plasma la mobilità in Svizzera e con il suo impegno contribuisce considere volmente allo sviluppo dell’infrastruttura dei trasporti e al miglioramento della sicurezza stradale sulla rete viaria del Paese. Che si tratti di pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti, utenti dei trasporti pubblici o di nuove forme di mobilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità sono al centro delle attività di questa associazione no profit.
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IL TCS AL SERVIZIO DELLA SVIZZERA
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numerosi utenti della strada, vale a dire i pedoni e gli utilizzatori dei vari mezzi di trasporto, devono dar prova di considerazione reciproca per evitare incidenti. L’educazione stradale, l’offerta di vari corsi di guida e gli incessanti test sui prodotti nel settore della mobilità sono le basi dell’intenso lavoro di prevenzione del TCS. Fondamentalmente, questo impegno non è rivolto ai dispositivi e ai mezzi di trasporto, ma alla tutela delle persone che li usano e si spostano con essi.
Sensibilizzazione precoce per i bambini Fin dai suoi albori, il TCS si è posto l’obiettivo di aumentare la sicurezza sulle strade svizzere per tutti gli utenti della strada. Già nel 1908, l’organizzazione chiese al Consiglio federale un’educazione stradale obbligatoria. Nel 1930 fu lanciata la prima campagna per la prevenzione degli incidenti e la sicurezza stradale. Un impegno, questo, che ha accompagnato il TCS durante tutta la sua storia. Oggi, il TCS continua a lavorare efficacemente per garantire che i più giovani utenti della strada, vale a dire i bambini, possano spostarsi in piena sicurezza nel traffico stradale, grazie all’educazione, a vari strumenti o alla garanzia di condizioni quadro più sicure. Uno degli obiettivi principali è quello di rendere i bambini consapevoli dei pericoli del traffico stradale e insegnare loro il comportamento corretto da assumere.
Uno degli obiettivi principali è di rendere i bambini consapevoli dei pericoli del traffico stradale.
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Spetta ai conducenti stessi prepararsi nel miglior modo possibile al crescente volume di traffico stradale.
Opuscoli e materiali didattici sulla sicurezza e sull’educazione stradale sono messi a disposizione delle forze di polizia, delle scuole, delle scuole guida e delle autorità locali. Senza dimenticare gli 80’000 gilet riflettenti distribuiti agli allievi di prima elementare ogni anno. Una delle preoccupazioni del TCS è che grazie a una buona visibilità le auto si arrestino per tempo davanti ai bambini. Tramite le sue 23 sezioni attive a livello locale, l’associazione raggiunge con questo impegno tutta la Svizzera.
Al volante non si smette mai di imparare I centri di guida rappresentano un altro tassello importante nel lavoro di prevenzione del TCS. La tecnologia dei veicoli si sta sviluppando rapida-
mente. Oggi, un’ampia gamma di sistemi di sicurezza e di assistenza offre già ai conducenti e ai passeggeri un grande atout in questo ambito. E continua l’evoluzione verso una maggiore sicurezza. Secondo gli studi, tra il 20 e il 30 per cento di tutte le auto di nuova immatricolazione sarà parzialmente o completamente automatizzato già nel 2035. Ma fino a quel giorno, spetta ai conducenti stessi prepararsi nel miglior modo possibile al crescente volume di traffico stradale per ridurre il rischio di incidenti. Come riuscire a fare la cosa giusta in una frazione di secondo per agire nel miglior modo possibile? I corsi di guida offerti dal TCS in nove centri svizzeri sono ideali per raggiungere tale scopo. Il concetto di
«Quando nel 1906 entrarono in servizio i primi autopostali motorizzati, il TCS era un’associazione di iclisti. Oggi sia il TCS sia AutoPostale si occupano di diverse modalità di trasporto, perché le soluzioni intelligenti per la mobilità di oggi e di domani sono una questione che sta a cuore a entrambe le istituzioni. Per questo ci impegniamo ogni giorno; anche con progetti comuni !» Dr. Christian Plüss responsabile AutoPostale SA, membro della Direzione del gruppo Posta
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IL TCS AL SERVIZIO DELLA SVIZZERA
Un esperto in elettromobilità
Swissness – il segreto del suo successo
Visto e considerato che l’elettromobilità continua a sollevare domande, il TCS offre consulenza in questo campo al numero 0844 888 333. L’app TCS «eCharge», lanciata nel 2019, può essere utilizzata per localizzare e utilizzare circa 35’000 stazioni di ricarica elettrica in Europa. Ma il TCS offre anche stazioni di ricarica domestiche. Durante le sue «eMobility Days» (giornate dedicate alla mobilità) organizzate in tutta la Svizzera, i visitatori possono testare vari veicoli e ricevere consigli dagli esperti.
Il TCS è uno dei marchi più conosciuti e apprezzati in Svizzera. Uno studio condotto nel 2020 lo colloca addirittura tra i primi cinque marchi con la migliore reputazione del Paese. Grazie a questo forte radicamento nella popolazione e alla sua lunga tradizione, non è quindi esagerato affermare che il TCS fa parte del DNA della Svizzera. Ma qual è il segreto di questo successo? Da una parte, il fatto che sia da sempre al fianco dei propri soci con servizi di alta qualità e valori tipicamente elvetici come l’affidabilità, la precisione, la diligenza e la puntualità, adattandosi continuamente alle mutevoli esigenze. Del TCS ci si può fidare ! Dall’altra, come organizzazione no profit, il club si è sempre assunto anche una responsabilità sociale con l’obiettivo di preservare e promuovere la mobilità in Svizzera. Con le sue 23 sezioni, il TCS dispo ne di una struttura federale ed è quindi presente in città, in campagna, ma anche in remote regioni di montagna. È grazie al mix di servizi, valori e promesse, sempre mantenute, nonché alla Swissness che si riflette nella struttura e nel modo in cui svolge i propri compiti e mansioni che il TCS è diventato quello che è, vale a dire il più grande club della mobilità del Paese. E come tale, continuerà a influenzare e a modellare con grande impegno, innovazione e lungimiranza la politica dei trasporti svizzera e lo sviluppo della mobilità futura di tutti noi.
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formazione «Imparare con la pratica» è proposto ai conducenti di scooter, motociclette, autovetture, veicoli commerciali leggeri e pesanti, autobus regolari e articolati, ma anche agli autisti di veicoli speciali della polizia, dei vigili del fuoco, dei militari e delle ambulanze. Di conseguenza, fra i partecipanti non ci sono solo privati, ma anche molti professionisti. I centri di guida del TCS sono frequentati attivamente anche dai neoconducenti, che devono seguire la formazione complementare obbligatoria di un giorno entro dodici mesi
dall’ottenimento della licenza di condurre in prova. I campi di guida per giovani del TCS sono molto apprezzati perché offrono la possibilità di guidare per la prima volta su percorsi chiusi e imparare ad avviare il motore, partire, cambiare marcia e sterzare. Alla fine della settimana intensiva viene conseguito l’esame di teoria. Per chi invece l’esame di guida lo ha superato decenni fa potrebbe essere utile frequentare un corso specializzato per senior, che offre l’opportunità di acquisire nozioni aggiornate sul comportamento adeguato da
adottare nel traffico stradale per sentirsi nuovamente più sicuri.
Saper scegliere la miglior protezione Dal 1966, il TCS esegue test indipendenti in vari settori della mobilità individuale e mette i risultati a disposizione di tutti i consumatori della Svizzera. Gli esperti del TCS sono specializzati in vari ambiti: ambiente, rumore, analisi del ciclo di vita, automazione, tecnologia dei veicoli, mobilità condivisa, trasporti pubblici, biciclette, mezzi simili a veicoli ed elettromobilità. Ciò significa che i seggiolini per bambini, gli pneumatici e i nuovi veicoli vengono sottoposti a test scrupolosi, così come i sistemi di assistenza, le tecnologie di propulsione, la durata delle batterie o le stazioni di ricarica per le auto elettriche. Sicurezza, sostenibilità e facilità d’uso
sono criteri di valutazione chiave in questo tipo di analisi. Grazie ai risultati ottenuti, i genitori possono scegliere il seggiolino che garantisce la protezione migliore ai loro figli.
Al passo coi tempi Nei suoi 125 anni di vita, il TCS è sempre stato chiamato ad adattarsi e ad evolvere secondo lo spirito dei tempi, i progressi tecnologici e le mutevoli esigenze dei propri soci. In sostanza, il TCS è sempre stato al passo coi tempi. Oggi, in qualità di più grande club della mobilità in Svizzera si impegna a favore di ogni forma di mobilità ed è sempre al fianco dei suoi soci, indipendentemente dal mezzo di trasporto cui fanno capo. Con la digitalizzazione, l’elettrificazione e l’automazione siamo alle porte di una svolta nel settore della mobilità, che avrà un impatto duraturo e
profondo sulle nostre vite. Il TCS attribuisce quindi grande importanza al tema dell’elettromobilità, con l’obiettivo di accompagnare in modo neutrale e affidabile in veste di esperto i propri soci in questo cambiamento, senza trascurare gli altri tipi di propulsione e le altre forme di mobilità.
Siamo alle porte di una svolta nel settore della mobilità, che avrà un impatto duraturo e profondo sulle nostre vite.
Seggiolini per bambini, uno dei tanti settori di competenza del TCS: la campagna di raccolta di seggiolini per bambini insieme alla FIA per le famiglie svantaggiate dell’Europa dell’Est ha avuto un grande riscontro nel 2019.
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125 ANNI DI SOCIETARIATO
Un societariato per la mobilità di oggi Il nuovo societariato offre una protezione più completa che mai.
Il TCS, nato da un gruppo di autoaiuto per ciclisti, oggi si presenta come moderno club della mobilità con 1,5 milioni di soci. Fin da gli inizi il societariato è stato sinonimo di assistenza e protezione. Diamo un’occhiata nel retrovisore Oggi non possiamo nemmeno immaginare quanto fossero limitate le possibilità di trasporto nel 1896. Per questo un gruppo di ciclisti fondò a Ginevra il Touring Club Svizzero, che sviluppò costantemente i servizi per i suoi soci, di pari passo con il progresso della mobilità. Nel 1911 fu creata una sezione Auto, a cui dal 1914 si aggiunsero le sezioni regionali, che attualmente sono 23 in tutta la Svizzera. Negli anni ’30 il Club diede vita al servizio di soccorso per fornire assistenza rapida in caso di panne e incidenti con l’auto, avviando una tradizione oggi portata avanti da circa 220 pattugliatori TCS. All’aumento allarmante del numero degli incidenti sulla scia della motorizzazione, il TCS rafforzò il suo impegno per la sicurezza stradale, a tutt’oggi un servizio importante per i soci e la collettività.
2018: pietra miliare per i soci Oggigiorno la mobilità richiede nuove soluzioni e il societariato ne tiene conto dal 2018, concentrandosi sul socio e non sul veicolo. Per questo la protezione è valida indipendentemente dal mezzo di trasporto, ad esempio anche se si viaggia con un’auto a noleggio.
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Buoni motivi per diventare soci Oggi il societariato include molti nuovi servizi: dall’intervento in caso di guasti per biciclette, e-bike e veicoli elettrici, all’aiuto in caso di soppressione dei mezzi pubblici o di maltempo, fino all’assistenza giuridica gratuita, il Club offre molto di più del famoso soccorso stradale. Senza dimenticare i vantaggi o sconti per i soci, ad esempio per assicurazioni, protezione viaggi e giuridica o corsi di sicurezza stradale, oltre al vantaggioso programma Benefits.
Protezione per tutta la famiglia Nel 2018 è stato introdotto anche il societariato Famiglia, che estende la protezione completa a coniugi/partner e familiari della stessa economia domestica fino a 26 anni di età, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato.
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Soccorso auto e auto elettrica Il soccorso arriva in media 35 minuti dopo la Sua chiamata. L’80% dei guasti viene risolto sul posto, anche per le auto elettriche.
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Soccorso stradale bici ed e-bike
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Come nostro socio dispone della nostra assistenza, qualunque sia il Suo mezzo di trasporto. La nostra protezione è pensata per la Sua persona e non solo per il Suo veicolo.
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IL TCS IN CIFRE
Fatti e servizi selezionati Oculus Illustration
1,5 Mio di soci
55’000
interventi di assistenza per i soci in difficoltà all’estero
143’000 controlli tecnici di veicoli
9000
corsi con oltre 123’000 partecipanti 16
40’000 pratiche e oltre 7000 consulenze giuridiche
23 sezioni
360’000 interventi per panne
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campeggi in Svizzera 17
MOBILITÀ DEL FUTURO
Dalla storia dei trasporti al futuro della mobilità Uno sguardo al passato e verso il futuro. In che modo sta cambiando la mobilità a fronte delle nuove tecnologie, delle innovazioni e delle sfide sociali? In che modo ci sposteremo domani?
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Redazione — Dr. Jörg Beckmann Illustrazioni — Corina Vögele
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n parole povere, le considerazioni sul futuro si concentrano su due diversi orizzonti temporali: futuro prossimo e futuro lontano. Il futuro prossimo, fino a un massimo di dieci anni, può ancora essere descritto approssimativamente attraverso modelli previsionali basati sull’estrapolazione di sviluppi passati e tendenze attuali. Per quanto riguarda il futuro lontano entriamo invece nel campo della «fantascienza», poiché chi può dire oggi quali tecnologie, rivoluzioni sociali e catastrofi naturali devastanti, ovvero le cosiddette «wild card» della futurologia, scardineranno il mondo dei trasporti? Prima di lanciare uno sguardo verso il futuro è quindi buona regola rivolgerlo prima al passato.
Ieri,… ...ovvero negli ultimi 100 anni circa, un motore a combustione interna su quattro ruote, che milioni di persone si sono procurati, ha determinato in gran parte le nostre prestazioni di trasporto e la mobilità quotidiana. Parliamo dell’automobile. È stato un mezzo di trasporto, un mezzo di identificazione, un mezzo distintivo, un mezzo di lavoro, un mezzo ricreativo, un mezzo per svagarsi nel tempo libero, un mezzo per relazionarsi, insomma un mezzo utilizzato per quasi ogni scopo, in altre parole una sorta di strumento universale. In sintesi, sull’arco di oltre 100 anni, l’automobile ha influito sullo sviluppo sociale nei modi più diversi, più di qualsiasi altra conquista del postmodernismo. Il significato e il concetto dell’automobile attualmente stanno subendo una trasformazione incredibilmente rapida e su vasta scala. Dagli anni ’50 in poi, il mondo dei trasporti è stato suddiviso in due parti: da un lato gli automobilisti come individualisti e dall’altro gli utenti dei trasporti pubblici. In que-
sto mondo bipolare, si era o appassionati di automobile o di treno, sulla strada si guidava, sulle rotaie ci si faceva guidare, nei Parlamenti e al bar si era a favore o contro l’automobile. Questo vecchio mondo dei trasporti oggi sta lentamente scomparendo e con esso l’automobile come l’abbiamo conosciuta, ovvero un mezzo di trasporto universale prevalentemente parcheggiato, alimentato da combustibili fossili, acquistato dal proprietario e guidato dal conducente.
Oggi: tre vie di trasformazione verso una nuova mobilità Il mondo della mobilità che sta emergendo oggi, con i suoi diversi dispositivi di mobilità, è più colorato, flessibile, efficiente, equo e sostenibile. Così come la tecnologia e i vari modi di utilizzare biciclette, automobili, treni e autobus oggi stanno cambiando anche gli attori del settore dei trasporti: i fabbricanti di automobili stanno diventando dei fornitori di mobilità, le aziende di trasporti pubblici si stanno staccando dalla rotaia per impegnarsi nel sharing di auto e bici nonché nel carpooling, e il primo club di biciclette e in seguito di automobili – il TCS – è diventato un club della mobilità che offre a tutta la popolazione svizzera e non solo alle persone con un veicolo a quattro ruote dei servizi di consulenza e assistenza a livello di mobilità quotidiana.
Dall’inizio del 2010, le linee di sviluppo del cambiamento globale in corso nel settore dei trasporti sono diventate sempre più chiare. Le vie di trasformazione della «nuova mobilità » possono essere descritte con tre grandi «D»: decarbonizzazione, deprivatizzazione e demotorizzazione. La decarbonizzazione non solo del settore dei trasporti ma dell’intera economia globale è probabilmente una delle maggiori sfide economiche e sociali dei prossimi decenni. Negli ultimi anni, un grande salto tecnologico compiuto in particolare nel settore dei trasporti terrestri ha permesso di far decrescere la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Nei trasporti stradali, grazie all’elettromobilità, stiamo compiendo un grande passo verso un bilancio netto delle emissioni pari a zero. Questo perché i motori a propulsione elettrica sono molte volte più efficienti dal punto di vista energetico rispetto a quelli a combustione interna e promettono sin d’ora un bilancio ambientale complessivo significativamente migliore, tanto più se l’elettricità generata proviene da una fonte rinnovabile. La (re)introduzione del motore elettrico nell’automobile è stata, è e continuerà ad essere una dei principali accessi alla trasformazione della mobilità, indipendentemente dal fatto che l’elettricità provenga dalla rete elettrica o da una cella a combustibile
Così come la tecnologia e i vari modi di utilizzare biciclette, automobili, treni e autobus oggi stanno cambiando anche gli attori del settore dei trasporti. 19
MOBILITÀ DEL FUTURO
Le nuove forme di mobilità elettrica e digitale in futuro avvicineranno le zone periferiche ai centri urbani.
Dr. Jörg Beckmann è sociologo dei trasporti e piani ficatore di spazi. Dirige l’Accademia della mobilità del TCS dalla sua fondazione nel 2008. Si occupa di forme lungimiranti e sostenibili di mobilità e in veste di «think & do tank» crea oltre i confini dell’associazione degli spazi privi di pregiudizi che stimolino un modo di pensare e di agire creativi nel campo dei trasporti.
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all’interno del veicolo. L’elettromobilità è quindi il prerequisito centrale per una decarbonizzazione della circolazione stradale a medio termine. Allo stesso tempo, la grande evoluzione digitale della società in cui viviamo sta innescando ulteriori cambiamenti nel settore dei trasporti, che aumenteranno notevolmente in termini di impatto e velocità nei prossimi anni. Queste dinamiche si riflettono in particolare nella privatizzazione dei dispositivi di mobilità individuale nel contesto della cosiddetta sharing economy. Grazie agli smartphone e all’internet delle cose sta diventando sem-
pre più facile ed economico condividere viaggi e veicoli attraverso piattaforme di mobilità e «app di mobilità condivisa». Questo permette di creare delle alternative quotidiane all’acquisto e al possesso di un veicolo privato, che viene generalmente sottoutilizzato. Queste offerte sono dettate in larga misura dall’avvento di nuovi modelli d’affari di un’economia globale di internet, che sta introducendo sulle strade praticamente da un giorno all’altro e in cicli sempre più brevi dei nuovi servizi di mobilità, e che in alcuni casi se li riprende altrettanto rapidamente.
e dovremo cercare di sfruttare i punti di forza, le debolezze, le opportunità, i rischi che ne derivano in modo tale che alla fine diventino delle scarpe (o monopattini, biciclette, autobus o auto) ecologicamente, economicamente e socialmente sostenibili.
La mobilità di domani
La terza grande via di trasformazione che stiamo percorrendo oggi diretti al futuro della mobilità è il risultato di un processo decennale a livello di pianificazione e politica dei trasporti urbani e in un certo senso ci riporta anche agli esordi del TCS. Con la demotorizzazione del sistema di trasporti urbano e una rivalutazione delle forme attive di mobilità, attualmente le grandi città cercano di ripristinare una «vivibilità» metropolitana in parte perduta, ripianificando il traffico pedonale, promuovendo sempre di più l’uso della bicicletta e permettendo agli utenti della strada di spostarsi sui cosiddetti dispositivi simili a veicoli. In questo modo, nelle città svizzere la classica mobilità lenta o piuttosto la «mobilità attiva» diventerà pure parte della trasformazione in corso e, allo stesso tempo, il pilastro di una futura mobilità locale. Una mobilità locale che mira a ridurre l’uso di veicoli a motore sovradimensionati, se non altro per motivi di salute. Nei prossimi anni, continueremo a percorrere queste tre vie di trasformazione del settore dei trasporti
Se gli sviluppi attuali e i fenomeni di trasformazione odierni proseguiranno fino al 2030 circa, il mondo della mobilità in Svizzera potrebbe avere l’aspetto seguente. Nelle città, i modelli di noleggio, condivisione e abbonamento sostituiranno sempre di più il numero di detentori di auto private e saranno parte integrante di piattaforme di mobilità digitale su cui gli utenti potranno noleggiare qualsiasi cosa che permetta loro di spostarsi in qualsiasi momento (monopattino elettrico, bici elettrica, bici cargo elettrica, auto elettrica, camper elettrico e autocarro elettrico). La mobilità urbana, con la sua completa elettrificazione e digitalizzazione, sta diventando un collegamento intelligente tra il settore dei trasporti e quello dell’elettricità, riducendo l’impatto dei trasporti sul clima, liberando la città dalle grandi esigenze di spazio del traffico stazionario e creando nuove aree per la mobilità attiva, che a sua volta sta diventando una garanzia per l’attrattiva e la vivibilità delle città di domani. Allo stesso modo, si aprono nuove prospettive nelle campagne. Sebbene le città siano generalmente considerate come degli «incubatori» delle nuove tecnologie, le innovazioni attualmente in corso nel campo della mobilità stanno modificando in modo altrettanto vigoroso anche la vita futura in campagna. Ne sono un esempio le auto elettriche, caricabili nelle stazioni di ricarica domestiche e che non hanno più bisogno o solo raramente di stazioni di rifornimento, gli «spazi di lavoro condivisi» messi a disposizione nei comuni più piccoli, che riducono il traffico pendolare e mantengono il valore aggiunto del luogo, le derrate alimentari prodotte in modo sosteni-
«Il TCS non lascia nessuno a piedi sul bordo della strada, le FFS non lasciano nessuno sui marciapiedi delle stazioni. Siamo uniti dalla passione per la mobilità, che ha molti volti che si completano a vicenda. Il TCS fa parte della mobilità elvetica da 125 anni ed è un partner per un futuro ambizioso.» Vincent Ducrot CEO delle FFS
bile e distribuite a livello locale, che aiutano a ridurre il traffico generato dai tragitti per le consegne e per fare la spesa. Sono molte le cose che suggeriscono che la presunta perdita di attrattività della campagna rispetto alle città in espansione sarà limitata o addirittura ribaltata anche nel nuovo mondo dei trasporti. Le innovazioni nel settore dei trasporti come le offerte di carpooling, i servizi navetta su richiesta, le biciclette elettriche veloci sulle piste ciclabili e prima o poi le auto a guida autonoma o persino gli aerotaxi renderanno le aree rurali così accessibili che non sarà più necessario vivere nelle città. Proprio come fu per l’automobile classica ai suoi tempi, queste nuove forme di mobilità elettrica e digitale, in futuro avvicineranno le zone periferiche ai centri urbani. E questo avrà certamente delle conseguenze e degli effetti collaterali sia positivi che negativi. Perché ciò che valeva finora per tutte le previsioni future vale anche per il futuro dei trasporti: risolvendo i problemi esistenti, se ne creeranno anche di nuovi.
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INTERVISTA
«Ci stiamo interessando alle nuove tecnologie della mobilità.» In una doppia intervista sul 125° anniversario del Touring Club Svizzero, il Presidente centrale Peter Goetschi e il Direttore generale Jürg Wittwer parlano di insediamento in Svizzera, mobilità multimodale e festeggiamenti in allegria.
Direttore generale Jürg Wittwer (a sinistra) e Presidente centrale Peter Goetschi (a destra)
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Fotografie — Emanuel Freudiger
Cosa rappresenta per voi il 125° anniversario del TCS? Peter Goetschi: Mi riempie di orgoglio e di onore poter presiedere una grande organizzazione come il TCS nell’anno del suo anniversario. Nel contempo, però, sento anche la responsabilità di contribuire a posizionare il TCS in modo tale che possa affrontare con successo i prossimi 125 anni. Jürg Wittwer: Mi sento allo stesso modo e l’orgoglio nei confronti del TCS è misto a un senso di umiltà che nutro nei confronti delle persone che hanno forgiato questa organizzazione negli ultimi 125 anni. Allo stesso tempo, ci troviamo di fronte alla sfida di riuscire a gestire i grandi cambiamenti in corso a livello sociale e di mobilità.
Il TCS è stato fondato da ciclisti ginevrini e oggi è il più grande club della mobilità in Svizzera. Qual è il segreto del suo successo? P.G.: Probabilmente sono molti gli elementi che hanno contribuito al successo. La vicinanza ai soci, la capacità di adattamento e gli standard di qualità sono certamente un aspetto centrale. J.W.: Il TCS nacque come club ciclistico. Soltanto anni dopo sono stati ammessi anche gli automobilisti e oggi aiutiamo i nostri soci a destreggiarsi nella mobilità poliedrica del XXI secolo, dai monopattini elettrici alle auto sportive. Abbiamo sempre dato ascolto alle esigenze dei nostri soci e perciò siamo stati in grado di reinventarci e adattarci più volte nel corso di tutti questi decenni.
Quali sono le più grandi conquiste di questi ultimi 125 anni? P.G.: La prima cosa che mi viene in mente naturalmente è il servizio di soccorso stradale, grazie al quale il TCS è cresciuto, e ancora oggi rappresenta un elemento centrale. Ma il Libretto ETI, la protezione giuridica, l’impegno per la sicurezza stradale, la presa di posizione autorevole nella politica dei trasporti e il contributo del TCS a una vera rinascita del settore del campeggio in Svizzera rappresentano pure importanti pietre miliari della nostra storia. Infine, mi sembra estremamente significativo che il TCS ria riuscito nell’attuale società connessa in rete e virtuale a mantenere la propria organizzazione federalista e un radicamento fisico in
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INTERVISTA tutta la Svizzera, unico nel suo genere. Tutto ciò contribuisce a consolidare le basi del TCS ! J.W.: La domanda da porsi riguarda anche le conquiste future che stiamo preparando oggi. Infatti, ci stiamo interessando molto alle nuove tecnologie nel campo della mobilità, che includono droni, micromobilità, guida autonoma ed elettromobilità. In tutti e quattro i campi d’azione, il TCS è all’avanguardia e ai nostri soci saranno proposti nuovi corsi di formazione. Una cosa è certa: gli spostamenti sulle strade provocheranno sempre contrattempi e incidenti e il TCS sarà sempre presente.
«Gli spostamenti sulle strade provocheranno sempre contrattempi e incidenti e il TCS sarà sempre presente.»
A chi vanno espressi secondo voi i maggiori ringraziamenti per i successi ottenuti dal TCS? P.G.: A mio modo di vedere, la lista è molto lunga. Innanzitutto ai fondatori, che hanno avuto la brillante idea di creare una sorta di «gruppo di auto-aiuto», ai dirigenti e ai collaboratori di ogni epoca che hanno gestito il TCS permettendogli di evolvere e, infine, a tutti i soci che hanno dimostrato fiducia e che restano fedeli al club. J.W.: Quale dei tanti ingranaggi dell’orologio è il più importante? Se anche il più piccolo, e apparentemente meno importante, non dovesse funzionare in un orologio, le lancette resterebbero immobili. I ringraziamenti quindi vanno a tutti coloro che hanno contribuito al successo del TCS, vale a dire tutti i soci e i collaboratori degli ultimi 125 anni.
Quanto c’è di svizzero nel TCS? P.G.: Tutto ! Non forniamo solo i nostri servizi alla popolazione svizzera al di fuori dei confini elvetici, ma siamo anche rappresentati in tutto il paese, grazie alle nostre 23 sezioni. In questo senso, portiamo lo stemma svizzero nel nostro logo con orgoglio, gioia e fierezza ! J.W.: Queste non sono solo parole vuote. Basta pensare al modo di comunicare del TCS. Quando i collaboratori del TCS comunicano oltre i nostri confini linguistici non ricorrono mai all’inglese. Parliamo solo le nostre lingue nazionali, anche in seno al consiglio di amministrazione. Ci affidiamo alla Svizzera anche nella scelta dei nostri fornitori. È in un’azienda elvetica, ad esempio, che stampiamo oltre 10 milioni di copie di riviste Touring ogni anno.
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E in che modo il TCS è al servizio della Svizzera? P.G.: Le nostre attività vanno oltre i nostri prodotti e servizi. Questo include il nostro impegno per la sicurezza stradale e per una mobilità sicura, sostenibile e moderna in generale. Lo realizziamo con la nostra organizzazione federalista – in parte centralizzata, in parte locale. Il TCS fa parte della Svizzera ed è al servizio della Svizzera ! J.W.: Giorno dopo giorno, il TCS aiuta la popolazione elvetica. Infatti, ogni 55 secondi scatta un intervento in patria e all’estero. Inoltre, il TCS ha sempre svolto un ruolo chiave nella promozione della sicurezza stradale nel nostro Paese. Ogni anno, oltre 80’000 allievi delle scuole elementari ricevono un gilet di sicurezza. I nostri test sugli pneumatici mostrano con quali gomme i veicoli si fermano prima dei passaggi pedonali e non dopo. E aiutiamo anche le famiglie a scegliere il seggiolino auto adatto, affinché i bambini rimangano illesi anche in caso di frenata d’emergenza. Questi sono solo alcuni esempi di tutto ciò che il TCS fa per la Svizzera.
Per molte persone, siete ancora un club automobilistico… P.G.: L’automobile era ed è una componente importante della nostra mobilità. In tempi di coronavirus questo aspetto è stato evidenziato ancora di più. Nel contempo, tuttavia, la nostra mobilità sta diventando sempre più multimodale. Tutti noi ci spostiamo sempre più spesso a bordo di diversi mezzi di trasporto: automobile, autobus, tram, treno, bicicletta e aereo. In questo contesto, anche le richieste e le attese dei nostri soci sono cambiate. Essi desiderano essere accompagnati nell’ambito di tutta la loro mobilità e non solo quando viaggiano in auto. Dal canto nostro, noi vogliamo essere all’altezza delle loro aspettative. Ecco perché siamo un club di mobilità completa. J.W.: Le automobili coprono l’80 % dei chilometri percorsi in Svizzera, è per questo motivo che si registrano più guasti alle auto che alle biciclette. Ma in linea di principio, il TCS aiuta i propri soci con qualsiasi mezzo di trasporto essi utilizzino. Molti sono titolari di un Libretto ETI e non posseggono un’automobile, ma vogliono affidarsi ad un servizio competente in caso di problemi durante le vacanze. Siamo semplicemente un club per persone che amano viaggiare.
«Tutti noi ci spostiamo sempre più spesso a bordo di diversi mezzi di trasporto.»
Jürg Wittwer, secondo lei perché oggi bisognerebbe diventare soci? J.W.: Se sono per strada e la mia auto è in avaria vorrei poter continuare il viaggio e non essere rimorchiato. Se finisco in ospedale durante le vacanze, desidero che dei professionisti svizzeri si prendano cura di me. Inoltre, il TCS è un’organizzazione senza scopo di lucro. Ci prendiamo cura al 100 % dei nostri soci e non del profitto. E infine, ogni quota associativa contribuisce alla sicurezza stradale.
La mobilità si sta sviluppando sem pre più velocemente. Non diventa sempre più difficile adattarsi costan temente ai cambiamenti? P.G.: È vero che la mobilità, come tante altre cose nella nostra vita, sta evolvendo sempre più rapidamente. Ciò significa che anche le sfide alle quali siamo confrontati sono importanti. Ma grazie alla nostra esperienza e la nostra organizzazione possiamo affrontarle con fiducia. Con l’Academia della mobilità del TCS, abbiamo creato più di 10 anni fa un organismo che non solo guarda al futuro della mobilità senza paraocchi, ma che sta già sperimentando molte cose. In un certo senso si tratta di un «thinkand-do tank» ! E in seno al TCS, seguiamo da vicino lo sviluppo della mobilità e contribuiamo a influenzarla, sia con progetti esaustivi che con progetti pilota. J.W.: Come TCS, abbiamo 125 anni di esperienza in ambito di adattamenti e cambiamenti. Siamo anche convinti di essere in grado di influenzare attivamente, come dei veri pionieri, i cambiamenti legati alla mobilità. Finora siamo riusciti bene in questo esercizio e sono sicuro che continueremo a farlo egregiamente anche in futuro.
Quali sono attualmente le sfide più grandi con cui siete confrontati? P.G.: Mi permetta di rispondere per entrambi. Oltre alla situazione legata al Covid, che ha sconvolto tutte le nostre vite e le nostre abitudini, ne segnalerei altre due: il cambiamento climatico e la digitalizzazione. O in altre parole: come può la mobilità, un elemento così importante per noi e per il nostro Paese, resistere o svilupparsi in modo significativo di fronte a queste pressioni?
Il TCS festeggerà anche il suo 150° anniversario? P.G.: Ne sono convinto. Il TCS ha contribuito a improntare il nostro Paese e la popolazione svizzera negli ultimi 125 anni e continuerà a farlo anche in futuro. La base è molto solida, l’insediamento in Svizzera è straordinario, i nostri collaboratori sono qualificati e motivati e i soci sono fedelissimi. Abbiamo tutti gli ingredienti per continuare la storia del TCS con successo. J.W.: Quando il TCS fu fondato, sulle strade circolavano ancora le carrozze. Quando nel 1983 il TCS accolse il suo milionesimo socio, non esistevano ancora i telefoni cellulari. Oggi siamo nel bel mezzo di grandi cambiamenti a livello di mobilità e ogni anno cresce il numero di soci del TCS. Non vedo perché nei prossimi decenni dovremmo riscontrare meno successo di quanto ne abbiamo avuto finora. Ci prendiamo cura delle persone e questo aspetto sarà ancora importante tra 150 o 200 anni. Peter Goetschi (55 anni) è cresciuto a Murten e di professione fa l’avvocato. Dal 2012 è Presidente centrale del Touring Club Svizzero. Ricopre diverse funzioni all’interno della FIA, Fédé ration Internationale de l’Automobile, tra cui quella di membro del World Council for Automobile Mobility and Tourism e di vicepresidente e membro del consiglio presidenziale della FIA Region I. Fa pure parte del consiglio di fondazione della Climate Cent Foundation. Jürg Wittwer (53 anni) è cresciuto nell’Oberland bernese e in Burkina Faso. Dal 2016 è Direttore generale del Touring Club Svizzero. In veste di economista tiene regolarmente conferenze a livello nazionale e internazionale nelle università sul tema della «Gestione e comunicazione interculturale». È membro del consiglio di amministrazione di ARC Europe, un’associazione composta di otto club di mobilità leader in Europa.
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Insieme per una mobilità fluida e clienti soddisfatti. Il nostro obiettivo comune da oltre un secolo. Congratulazioni vivissime al TCS per i suoi 125 anni.
NOVITÀ DAL MONDO TCS
Veicolo di pattuglia in fase pilota
Dopo alcuni anni di servizio, la pattuglia del TCS deve cambiare la propria flotta poiché i modelli di veicoli vengono ritirati dai fabbricanti. Inoltre, il rapido sviluppo delle tecnologie richiede, oltre a una formazione tecnica dei pattugliatori, anche adeguamenti per quanto riguarda l’equipaggiamento e i veicoli di pattuglia. Ciò significa che l’attuale «Caddy» ha i mesi contati. Quest’anno, è in corso una fase pilota per testare un nuovo veicolo multifunzionale che, come tutti i veicoli di pattuglia, deve soddisfare le esigenze a livello di sfruttamento dello spazio e di prestazioni. Il TCS si concentra soprattutto sulla percentuale di proseguimento del viaggio, che raggiunge un ottimo 81 %. Il nuovo veicolo multifunzionale dispone di un asse di traino integrato, che in caso di rimozione di un automezzo consente il trasporto diretto. Se uno dei modelli testati si rivelasse convincente, il cambio di flotta è previsto per il 2022.
Ricerca auto con calcolatore di bilancio ecologico Oggi, all’acquisto di un’automobile sono numerosi i criteri che giocano un ruolo importante oltre al prezzo di acquisto. Grazie alla Ricerca auto presente sul sito web del TCS, il costo effettivo originato da un veicolo durante il suo funzionamento – il cosiddetto «total cost of ownership» (costo totale di proprietà) – può essere calcolato e confrontato. Visto e considerato che anche l’impatto ecologico di un’auto assume un’importanza sempre maggiore, il TCS – insieme all’Istituto Paul Scherrer – ha integrato nella Ricerca auto il primo calcolatore dell’impronta ecologica al mondo, che consente di calcolare l’impronta di CO2 di ogni modello di auto disponibile in Svizzera, dal modello diesel a quello elettrico.
Un impegno visibile
Una sede nuova e moderna
A fine anno, molti collaboratori del TCS si trasferiranno nella nuova sede a Ostermundigen, vicino a Berna, che riunirà in un moderno edificio gli uffici delle unità amministrative di lingua tedesca del club centrale. Il trasloco riguarda circa 600 persone che prima lavoravano a Berna, Schönbühl, Volketswil o Emmen. Il Touring Club Svizzero impiega in totale 1700 collaboratori. Quella di Vernier, vicino a Ginevra, rimane la sede principale, dove sono le radici del TCS.
Da molti anni, il TCS finanzia e distribuisce gilet riflettenti agli allievi delle scuole elementari. Per l’inizio dell’anno scolastico 2021, questi gilet sono stati ridisegnati completamente. Sono innanzitutto dotati di una cerniera e di un colletto e possono essere regolati alla taglia di chi li indossa. Grazie alla campagna promozionale «Made Visible», la fonte di ispirazione del TCS per quanto riguarda la visibilità, questi capi di abbigliamento sono diventati moderni e trendy. Dopo le vacanze estive avranno un nuovo look anche le pettorine catarinfrangenti conosciute con il nome di «triki» destinate ai bambini della scuola materna. Questo articolo protettivo è finanziato dal Fondo di sicurezza stradale e viene distribuito dal TCS.
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AI TEMPI DELLA FONDAZIONE
Ginevra 1896 — il primo capitolo
© Musées d’a rt
et d’histoire, Vil
le de Genève
Frédéric Raisin amava la poesia e il velocipede e quando il 1° settembre 1896 fondò il TCS insieme a 204 compagni sognava una Svizzera facilmente percorribile in bicicletta. Una ricostruzione storico-letteraria della nascita del club vista attraverso gli occhi del suo primo presidente.
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Redazione — Dominic Graf
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utomobile...» borbotta Frédéric Raisin in piedi davanti alla grande finestra dello studio del suo appartamento di Ginevra mentre osserva le stradine acciottolate bagnate di pioggia. È passata solo una settimana dal suo 45° compleanno e indossa ancora una volta il suo vestito più bello. Si liscia i baffi pensieroso mentre guarda l’immagine di pedoni e carrozze che si riflette nelle pozzanghere. È un gesto ricorrente quando è concentrato per esempio su un caso giuridico complicato o scrive poesie e articoli satirici che pubblica nell’«Intermédiaire», con l’anagramma Nisiar. Da quando non è più consigliere di Stato del canton Ginevra ha più tempo da dedicare alla poesia, soprattutto alle opere di Leopoldo Diaz, che ha recentemente iniziato a tradurre in francese. Frédéric Raisin è un uomo estremamente colto e il suo impegno politico, così come il lavoro di giudice al tribunale civile gli hanno conferito un’alta reputazione tra i ranghi della borghesia ginevrina. La sua parola ha molto peso.
Una voce forte Continua a osservare la strada sotto di lui, con le sopracciglia sollevate. «Su queste strade circoleranno presto delle macchine con motori a combustione interna?», si chiede scuotendo la testa. Lascia vagare lo sguardo sui tetti della città verso est, in direzione della Francia. «No, prima tocca a noi. I francesi sono stati dei pionieri fondando anni fa il Touring Club de France ma anche noi abbiamo bisogno di una voce forte. Da oggi in poi, daremo al più glorioso dei mezzi di trasporto, il velocipede, l’importanza politica e sociale che merita.» Al momento, non vuole soffermarsi oltre sul tema automobile, sulla cui utilità è molto scettico. Sulla scia di una città emergente come Ginevra, che a livello nazionale si sta trasformando nel polo
dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione, anche il numero di veicoli a due ruote è aumentato notevolmente. Frédéric riconosce i vantaggi pratici e sociali di questo mezzo di trasporto, che utilizza per recarsi alle riunioni di lavoro o semplicemente per fare delle gite in compagnia di amici. Ma i «velocipedisti» sono ancora alle prese con molti ostacoli: la lesta due ruote sembra aver anticipato i tempi. Le strade sono in condizioni così disastrose che incidenti e guasti sono quotidiani. Mancano ovunque cartelli, cartine o guide turistiche e chi decide di partire per un’escursione spesso incontra grandi difficoltà. A complicare le cose, c’è il fatto che i velocipedi non godono di grande simpatia ovunque. Molti comuni hanno infatti vietato l’attraversamento di villaggi, chiedendo ai proprietari di scendere e spingere il proprio veicolo. Si sentono storie di contadini che piazzano pietre o forconi sulla strada, lasciano liberi i cani che azzannano le caviglie oppure tendono fili da un lato all’altro della strada all’altezza della testa. I politici e le autorità sembrano preoccuparsi poco della faccenda e i sei piccoli club ciclistici di Ginevra hanno poca influenza… Fino ad oggi, il 1° settembre 1896, che rimarrà nella storia. «È ora. Non vorrai fare tardi alla riunione.» La moglie di Frédéric, Henriette-Stéphanie, si affaccia alla porta dello studio, aspettando il marito con il cappotto in mano. Quando il consorte rincaserà in serata, tornerà in veste di presidente del Touring-Club.
Aria di unità e volontà di riuscire Mani che si stringono e pacche sulle spalle. Frédéric conosce molti degli uomini presenti alla riunione. La maggior parte appartiene alla borghesia
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AI TEMPI DELLA FONDAZIONE liberale della città – banchieri, agenti di cambio, medici, commercianti. Con alcuni ha già intrapreso delle escursioni in velocipede, altri li conosce grazie al lavoro di avvocato e politico. Talvolta partecipano anche semplici artigiani, panettieri, macellai e fabbri. L’interesse è grande. Si contano in totale 205 persone. Frédéric sale sul palco per unirsi agli altri 14 membri del consiglio, che d’ora innanzi saranno alla testa del club, ognuno assegnato al settore più adatto alle proprie competenze. Tutti riscuotono molto successo nella rispettiva professione e durante il tempo libero si dedicano alla loro passione: il ciclismo. Ne sono un esempio il banchiere François de l’Harpe che, insieme agli agenti di cambio John Ramel e Jean Diodati, è responsabile del settore politico «Traffico e Trasporti» e i fratelli Antoine e Charles Bastard, il primo assegnato al settore «Contabilità» mentre il secondo a quello della «Tecnologia». La «Revue du TCS», organo di comunicazione ufficiale e vero cuore dell’associazione, è gestita dal libraio Henry Kündig e dal medico appassionato di ciclismo Aimé Schwob. Frédéric Raisin si unisce ai gruppi «Giuridico» ed anche «Traffico e Trasporti».
Gli applausi riecheggiano nella stanza: nell’aria c’è sentore di unità.
L’eletto presidente del TCS chiede silenzio in sala. È giunto il momento di comunicare ufficialmente le intenzioni dell’associazione. «Il Touring Club Svizzero mira a sviluppare il turismo e soprattutto il cicloturismo. Si occuperà di questioni relative ai trasporti, tratterà con le autorità e lavorerà per una regolamentazione uniforme in tutta la Svizzera, nonché per rafforzare le ferrovie, le dogane e così via. Pubblicherà anche guide stradali e turistiche, disporrà cartelli stradali per segnalare pendenze, pendii e direzioni, creerà piste ciclabili, migliorie sulle strade e postazioni di primo soccorso.»
Gli applausi riecheggiano nella stanza: nell’aria c’è sentore di unità e una chiara volontà di riuscire. Frédéric è raggiante. È certo che sotto l’egida del club e la sua presidenza il cicloturismo diventerà presto una delle forme di viaggio e di svago più popolari del paese. Il suo sogno è di dar vita a un club di richiamo nazionale.
Successi e insuccessi
I ciclisti appassi
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onati di Ginevra
.
Solo tre mesi dopo la sua fondazione, il TCS conta già più di 1000 membri che da un lato beneficiano di servizi pratici, come la tessera di socio che permette l’importazione esente da dazi della bicicletta in Francia o una consultazione medica gratuita dopo un incidente, oppure ancora di nuove cartine stradali e descrizioni dei percorsi con punti di interesse. Sono stati firmati i primi contratti anche con alberghi che concedono uno sconto ai soci del TCS. Fin dagli esordi, il club è fortemente coinvolto a livello politico.
«Da oltre cento anni il TCS è sinonimo di valori svizzeri come affidabilità, umanità e indipendenza. Al riguardo sono molto lieto che il TCS e la Basilese da molti anni curano una collaborazione reciproca. Un partenariato di lunga data in questo settore è un risultato pionieristico che mi auguro continui ancora per molto tempo – chiaramente anche per il TCS !»
Una sfida per i
ciclisti: le
oni delle strad cattive condizi
Le prime rivendicazioni, petizioni e querele del TCS giungono negli uffici delle autorità e non rimangono inascoltate. Il TCS garantisce un reale equilibrio di potere tra i cittadini ciclisti e l’amministrazione comunale ginevrina. Negli anni seguenti, le spese legate al servizio strade aumentano costantemente e la qualità delle stesse migliora. Grazie all’impegno del Touring Club, negli ultimi anni del XIX secolo il velocipede vive una seconda primavera nella città di Calvino. Nonostante i successi riscossi nei primi anni dalla sua creazione, Frédéric Raisin è insoddisfatto. Soprattutto a causa dei negoziati con gli alberghi, che si stanno rivelando più difficili del previsto. Non sono stati ottenuti né il richiesto dieci per cento di sconto per i membri del TCS in cambio dell’inserimento dell’albergo nel registro del TCS, né l’ospitalità verso i turisti in bicicletta. Nemmeno il tanto atteso successo al di fuori dei
e alla fine del XI
X secolo.
confini cantonali si è concretizzato. Al contrario: poco dopo la fine del secolo, l’interesse nei confronti della bicicletta scende e all’interno del TCS si sollevano sempre più voci a favore della creazione di una sezione automobilistica. Nel 1909 Frédéric si rende conto di non essere più l’uomo giusto per dirigere il TCS e, dopo 13 anni, si dimette dal ruolo di presidente. Sebbene non sia riuscito a raggiungere tutti i suoi obiettivi, insieme ad altri 204 appassionati di ciclismo, ha scritto il primo capitolo di una storia di successo, che sopravvivrà a due guerre mondiali e a varie crisi e che, 125 anni più tardi, ricopre una tale importanza a livello nazionale che Frédéric probabilmente non avrebbe mai osato sognare.
Michael Müller CEO Basilese Assicurazioni Svizzera, membro della direzione del Gruppo
Fonti Gil Mayencourt: Les débuts du Touring Club Suisse à Genève, Christoph Merki: Der holprige Siegeszug des Automobils 1895–1930, Historisches Lexikon der Schweiz, TCS
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TAPPE STORICHE
Da associazione per ciclisti al club della mobilità più grande della Svizzera 1936
1908 Il TCS avvia il suo impegno a favore dell’educazione stradale ed esige dal Consiglio federale che introduca una lezione obbligatoria sulle regole della circolazione.
Successore del servizio di aiuto stradale, il TouringSoccorso presenta nuovi vantaggi. Ora il soccorso è disponibile giorno e notte, in tutta la Svizzera. 1958
Il 1° settembre 1896, mossi da grande entusiasmo, 205 ciclisti si riuniscono a Ginevra e fondano il Touring Club Suisse con l’obiettivo di promuovere la mobi lità sotto forma di cicloturismo e di renderla più sicura.
Dal 1914
1929
Le prime sezioni regionali sono fondate. Questo primo «decentra mento» segna l’inizio della struttura federale del TCS.
In diverse località della Svizzera viene istituito un servizio di aiuto stradale in casette in legno. Negli orari di punta, gli agenti del TCS percorrono le strade principali a bordo delle loro moto con sidecar.
1952 1911 Su richiesta degli automobilisti, nasce una sezione auto mobilistica del TCS.
1896 32
Nasce il Libretto ETI che sostiene i titolari in caso di problemi finanziari, tecnici o giuridici.
A fronte del crescente numero di incidenti, il TCS rafforza il suo impegno a favore di una maggiore sicurezza stradale e si dedica a una migliore istruzione dei conducenti anche nelle scuole.
2008 All’insegna dell’innovazione, viene fondata l’Accademia della mobilità. Mette in luce le nuove forme di mobilità, ad esempio, quella elettrica.
1985 Il Touring Club dichiara guerra all’inquinamento atmosferico e s’impegna a favore della tecnologia catalitica.
1975 Le prime pettorine catarifrangenti (oggi Triki) vengono distribuite ai bambini delle scuole materne ed elementari.
1999 Sia nell’inverno delle valanghe, sia per l’incendio nel traforo del Monte Bianco, il TCS presta soccorso, evacua i veicoli e investe nel miglioramento degli impianti di sicurezza della galleria.
1996
1968
Nell’anno del suo 100° anniversario il TCS esprime chiaramente il suo intento di stabilire un’opportuna correlazione tra il traffico automo bilistico, ferroviario e aereo a garanzia di una mobilità rispettosa dell’uomo e dell’ambiente.
Insieme ai partner tedeschi, per la prima volta viene testata la sicurezza dei seggiolini per bambini.
2000 A Stockental, nell’Oberland bernese, viene inaugurato il primo centro di sicurezza stradale del TCS. È consi derato a quel tempo come centro di sicurezza stradale il più moderno d’Europa.
Il TCS celebra il suo 125° anniversario.
2021 33
VACANZE IN SVIZZERA
Vivere la magica esperienza del campeggio
La splendida posizione che gode il TCS Camping Lugano-Muzzano è apprezzata sia dalle famiglie che dalle coppie.
Nel 2020, in particolare, gli svizzeri hanno cercato nuovi modi per trascorrere le vacanze nel loro paese. Il desiderio di molti era di potersi rilassare in mezzo alla natura. Il TCS ha registrato un vero e proprio boom di clienti nei propri campeggi. Il 90 % degli ospiti era di nazionalità svizzera. Nel settore, le esigenze in materia di comfort dei nuovi ospiti sono aumentate.
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Q
uasi nessuna forma di turismo negli ultimi anni ha subito così tanti cambiamenti come il campeggio. Termini come «van-life» e «glamping» hanno contribuito ad accentuare il desiderio di numerosi svizzeri di trascorrere vacanze rilassanti in mezzo alla natura, senza pertanto dover rinunciare a un certo livello di comfort. La clientela dei campeggi è diventata più eterogenea e il desiderio di privacy, individualità e comfort più pronunciato. Oggi, i campeggiatori non vogliono solo un luogo attraente in cui stare in mezzo alla natura, ma anche infrastrutture simili a quelle di un albergo, un ristorante, un negozio e delle attività di svago.
PiNCAMP – La ricerca rapida di campeggi
La soluzione ideale per delle vacanze in mezzo alla natura all’insegna del comfort. I «Pod» sono disponibili a Gordevio/ TI, Berna e Sempach.
Con 29 aree di campeggi e 18 club di campeggio – che presto raggiungeranno quota 20’000 soci – il Touring Club Svizzero è il più grande fornitore di questo tipo di servizi in Svizzera. La categoria di soci TCS Camping è stata fondata già nel 1949. tcs.ch/camping
Glamping, la grande tendenza Il TCS, il più grande operatore di aree di campeggio in Svizzera, sta assumendo un ruolo pionieristico in particolare nel «glamping». La combinazione delle parole «glamour» e «camping» descrive la tendenza verso forme di alloggio più attraenti e resistenti alle intemperie. Nel 2019, quale elemento innovativo, il TCS aveva lanciato un villaggio glamping effimero a Laax, che consisteva in 22 unità-tenda di lusso e una grande tenda comune. L’insicurezza legata alla pandemia non ha permesso tuttavia di allestire la stessa infrastruttura nel 2020, ma il villaggio glamping sarà nuovamente in programma dal mese di giugno al mese di settembre 2021, con l’aggiunta di due incantevoli tende-suite Mahal, sauna, tenda massaggio e doccia a cascata. La tendenza e la domanda di alloggi glamping sono in costante crescita. L’offerta in continua espansione ha spinto il TCS ad offrire oltre 250 alloggi in affitto in questo settore: lussuose tende da safari, tipì indiani, carrozze da circo e semplici capanne di legno simili a igloo.
Boom di pernottamenti nel 2020 Inizialmente, a causa del lockdown, fino alla tarda primavera del 2020 gli appassionati di campeggio erano pre-
Oltre alla piattaforma di consulenza camping-insider.ch, sulla guida camping digitale PiNCAMP le persone interessate possono trovare oltre 10 000 aree di campeggio in tutta Europa, di cui oltre 2000 prenotabili online. La piattaforma è stata lanciata in Svizzera all’inizio del 2020 ed è un progetto comune del TCS e della controparte tedesca ADAC. PiNCAMP permette di trovare facilmente i campeggi e di confrontarli fra di loro.
Il villaggio glamping di Laax sarà di nuovo allestito nel 2021.
occupati per l’imminente stagione turistica. Ma dopo la lunga attesa, la gente si è letteralmente riversata nei campeggi, generando un boom di pernottamenti. Ad alcuni viaggiatori presentatisi spontaneamente alle reception di varie strutture non è addirittura stato possibile offrire un posto. Il TCS ha registrato un numero record di pernottamenti nel 2020, con un aumento del 25,4 %. La percentuale di ospiti della Svizzera nei suoi campeggi è stata di circa il 90 %. Il TCS è persuaso che la domanda di vacanze nella natura continuerà ad aumentare, basata sull’avvento della pandemia di coronavirus. Stando agli operatori, il 2021 farà registrare ancora delle ottime cifre in questo settore, indipendentemente dal mezzo di trasporto scelto (furgoncino retrò alla moda) o dal tipo di alloggio (tenda e picchetti o comodo bungalow).
«Il campeggio è una tendenza molto in voga per le vacanze. Soprattutto ora in questi tempi difficili. E chi se ne intende di più qui in Svizzera se non il TCS? Il campeggio spartano appartiene al passato, oggi esiste anche il campeggio di lusso. La creatività e la qualità del TCS non conosce limiti al riguardo e di ciò ne sono molto lieto.» Martin Nydegger Direttore Svizzera Turismo
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Piena fiducia nella Pattuglia
La Pattuglia è e rimane il cuore del TCS. I pattugliatori hanno sempre provveduto a garantire la sicurezza delle persone in viaggio giorno e notte. Soccorrono chi ha bisogno di aiuto in qualsiasi condizione meteorologica e grazie alla loro passione sanno affrontare ogni situazione difficile. Oggi, i pattugliatori lavorano utilizzando le ultime tecnologie ma agli albori erano dei motociclisti a bordo di sidecar che pattugliavano le strade principali della Svizzera per prestare aiuto in caso di guasti. Un viaggio in immagini sulla Pattuglia del TCS nel corso dei decenni.
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La vita del TCS in immagini
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ASSISTENZA ALLE PERSONE
In viaggio può capitare di tutto
I viaggi sono spesso associati a momenti di spensieratezza. Ma a volte purtroppo le cose vanno diversamente. Le catastrofi naturali, gli incidenti e le malattie fanno parte della quotidianità della centrale d’intervento ETI da oltre 60 anni. 42
La task force Ercole ha trattato oltre 30’000 casi inevasi.
N
el 1958, il TCS fondò la centrale d’intervento ETI con il nome di «Entraide Touristique Internationale». Con essa fu creata l’infrastruttura per poter assistere i soci all’estero. La centrale d’intervento ETI del TCS è il centro di contatto a cui rivolgersi in caso di emergenza: un parto prematuro durante una vacanza in Spagna, un guasto meccanico in Slovenia, bisogno di assistenza medica per una malattia durante un soggiorno in Italia o di assistenza legale dopo un incidente con feriti o un infortunio subacqueo in Tailandia. La centrale oggi è operativa 24 ore al giorno e in un anno «normale» risponde a circa 55’000 richieste di aiuto trasmesse da titolari di un Libretto ETI. Quando si verificano eventi inaspettati come catastrofi naturali o disordini politici in cui sono coinvolti decine o addirittura centinaia di soci, al TCS viene immediatamente attivata una cellula di crisi.
Corona: numero record di richieste d’aiuto nel 2020 La pandemia di coronavirus scoppiata l’anno scorso ha richiesto una mobilitazione e un’organizzazione senza precedenti del team di intervento. Quest’ultimo è stato creato nel gennaio del 2020, quando la pandemia ha iniziato a diffondersi nel sud-est asiatico e parallelamente si sono moltiplicate le operazioni di rimpatrio da organizzare per molti soci bloccati all’estero. Ma quello era solo l’inizio: verso la fine del mese di febbraio, la situazione è peggiorata con la notizia delle prime regioni in quarantena in Italia. Nello stesso periodo, il numero di cancellazioni, di richieste di rim-
borso o di rimpatrio è esploso. Il 25 febbraio 2020 è stato registrato il primo caso di Covid in Svizzera e alla fine di marzo la centrale d’intervento ETI aveva ricevuto circa 20’000 chiamate. Da marzo a giugno 2020, centinaia di soci sono stati riportati a casa da ogni parte del mondo con voli appositamente organizzati grazie al Libretto ETI e, in parte, in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Le persone malate di Covid sono state rimpatriate nel rispetto delle misure di sicurezza e di igiene. Il team ETI è stato simultaneamente confrontato anche con un’altra sfida: l’obbligo di smart working. I collaboratori hanno così assistito i soci da casa. La priorità è stata continuare a fornire un’assistenza medica di elevata qualità mentre venivano gestite le numerose richieste di rimpatrio dovute alla cancellazione di voli, alla chiusura delle frontiere e a tutti i tipi di restrizioni alla mobilità. Anche dopo il lockdown, la situazione non si è calmata: rimanevano da trattare oltre 30’000 casi inevasi. La task force Ercole è stata creata a tale scopo.
Uso della geolocalizzazione In origine, la centrale d’intervento ETI lavorava ancora con documentazione fisica come cartine, enciclopedie ed elenchi telefonici. Oggi invece la digitalizzazione e la tecnologia agevolano considerevolmente l’accesso ai dati necessari e il contatto con i soci e i partner. Grazie al modulo «Travel Safety» a disposizione nell’app TCS, i soci che si trovano all’estero vengono informati in modo attivo sugli eventi rilevanti nelle loro vicinanze, come il
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ASSISTENZA ALLE PERSONE
Le persone malate di Covid sono state rimpatriate nel rispetto di importanti misure di sicurezza e di igiene. rischio di tsunami, attentati o scioperi del traffico aereo. Grazie alla geolocalizzazione, il team ETI può identificare rapidamente i soci presenti sul posto e contattarli per organizzare un’assistenza adeguata. Il modulo è stato utilizzato anche per comunicare con i soci durante le interruzioni di voli sopraggiunte all’inizio della pandemia.
Speciale Covid Line per i soci In questi tempi di pandemia, ai soci che hanno domande riguardanti il coronavirus, il TCS offre la possibilità di contattare gratuitamente per telefono la Covid Line by TCS MyMed, la piattaforma medica online del TCS e del gruppo di cliniche Hirslanden. La Covid Line offre assistenza gratuita nei seguenti casi: quando si manife
stano dei sintomi, si desidera una consulenza medica, un consulto medico a distanza o per prenotare un appuntamento per sottoporsi a un test PCR, ma anche per tutte le domande riguardanti la quarantena e l’isolamento, le regole di comportamento e di igiene in vigore, le disposizioni di viaggio e il vaccino. Nessuno oggi può dire con certezza se il coronavirus sarà presto solo un brutto ricordo oppure ci accompagnerà ancora per diverso tempo.
Legenda foto pagina precedente: rimpatrio di un paziente affetto da Covid-19 da parte della Guardia aerea svizzera di soccorso. Questo inter vento implica l’impiego dell’unità di isolamento del paziente, sviluppata dalla Rega per il trasporto di malati altamente infettivi.
Forte grazie alla sua rete internazionale Fin dall’inizio, il TCS ha sostenuto le preoccupazioni dei suoi soci. Fece pure pressione sull’Amministrazione delle dogane della regione di Ginevra affinché le gite in bicicletta in Francia non fossero più ostacolate dalle procedure di sdoganamento e dalle tasse doganali. La sottoscrizione di ulteriori accordi doganali permise poi ai ciclisti di attraversare gratuitamente le frontiere in vari Paesi europei. Già la generazione fondatrice ne riconobbe l’importanza di fare rete con altri Paesi e nel 1898 il TCS si unì ai membri fondatori della Ligue Internationale des Associations Touristes (LAIT). L’impegno internazionale del TCS è stato costantemente ampliato nel corso dei decenni, soprattutto dopo l’introduzione del Libretto ETI. I partenariati con club stranieri hanno permesso di fornire un’assistenza efficace ai soci anche all’estero.
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Grazie ad accordi bilaterali e multilaterali con i Touring club dei Paesi limitrofi e di tutto il mondo, il TCS ora dispone di una rete mondiale che può utilizzare per fornire tale assi stenza. In cambio, il TCS si mette a disposizione per assistere i turisti stranieri che si trovano in Svizzera in nome e su incarico dei loro club di appartenenza. L’affiliazione alla Fédération internationale de l’automobile (FIA) gli permette di accedere a una rete che oggi conta 171 club della mobilità in tutto il mondo, fornendogli pure idee innovative e nuovi spunti per il futuro.
e se anno 190 0 ch identità dell’
«Auguro un felice anniversario al Touring Club Svizzero che quest’anno festeggia i 125 anni. Organizzazione fortemente impegnata per la sicurezza stradale, l’ambiente e una condivisione armoniosa della strada tra auto mobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni e utenti di nuove forme di mobilità, è pienamente in sintonia con gli obiet tivi societari della FIA ed è riconosciuta da tutti come un membro eminente della nostra Federazione.» Jean Todt
Presidente della FIA
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SEMPRE AL MIO FIANCO
«Tutto il team è stato sottoposto a una dura prova.» «Sempre al mio fianco» è la promessa del TCS. Tuttavia chi mi aiuta realmente nelle situazioni difficili o addirittura drammatiche della vita? Sei collaboratori raccontano esperienze ed emozioni vissute dal vivo.
Bernhard Wyder ha lavorato dal 1977 al 2016 (!) come pattugliatore e negli ultimi 25 anni è stato responsabile del settore Pattuglie Est.
Il TCS al Tour de Suisse Probabilmente accade a tutti i pattugliatori; si ripensa agli anni passati e si ricordano molte esperienze e incontri interessanti e non si sa da dove iniziare. Forse non tutti ricorderanno che abbiamo accompagnato il Tour de Suisse diverse volte. Alla fine degli anni ottanta ero il responsabile di questo servizio. Accompagnavamo la carovana di biciclette e pubblicitaria del più importante giro ciclistico della Svizzera come organizzazione ufficiale di assistenza stradale. È stata un’esperienza speciale, del resto il Tour de Suisse è una vera festa popolare! Non avevamo nulla a che vedere con le biciclette dei corridori, per quelle c’erano gli spe-
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cialisti. Eravamo responsabili dei mezzi della carovana pubblicitaria. C’erano circa 50 veicoli che partivano due ore prima dell’inizio della gara e pubblicizzavano i loro prodotti con gli altoparlanti sul tetto: materassi, birchermüesli, barrette di cioccolato e molto altro. Viaggiavamo tutti insieme come una famiglia. Siamo stati d’aiuto ad alcuni autisti inesperti ed emozionati per risolvere errori di manipolazione o chiavi bloccate ed è stato chiesto il nostro aiuto anche per aggiustare altoparlanti difettosi!
La prima pattugliatrice del TCS Il fatto che fossi donna non ha mai causato grossi problemi, ma ci sono state alcune situazioni divertenti. Un signore anziano ad esempio ha avuto un guasto perché si era dimenticato di spegnere le luci. La batteria era scarica e io volevo risolvere il guasto. Tuttavia si è rifiutato di prendere in considerazione il mio servizio perché ero una donna e ha preteso che rimorchiassi l’auto fino a un garage. Due anni più tardi ho ricevuto una richiesta di asssistenza per uno pneumatico difettoso. Arrivata sul posto, sia l’auto sia il proprietario mi sembravano familiari. Pensate un po’, era lo stesso signore anziano. Quella volta non aveva scelta. Ho cambiato la ruota e lui si è scusato in tutti i modi per quanto era accaduto due anni prima. Non è stata l’unica volta che sono stata mandata via; arrivata sul posto per risolvere il guasto all’auto di una signora anziana, questa mi ha accolto con le parole «Oh signora, ma lei è un meccanico?». Ho risposto: «No, sono parrucchiera ma farò del mio meglio.» Dopodiché ha chiesto l’intervento di un altro pattugliatore, ma devo ammettere che in parte è stata colpa mia. Un’altra volta sono stata rifiutata non per sfiducia nelle mie capacità, ma perché un uomo aveva chiesto aiuto probabilmente per pigrizia. Quando sono
arrivata sul posto per sostituire la ruota l’uomo, un tipo forte e robusto, si è scusato per il disturbo e ha cambiato la ruota lui stesso. Come prima donna pattugliatrice del TCS per me era importante essere trattata come i miei colleghi maschi. Dopo tutto, professionalmente eravamo uguali: tutti pattugliatori del TCS.
Isabelle Marchand ha lavorato come pattugliatrice TCS dal 1994 al 2001.
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SEMPRE AL MIO FIANCO
Bertrand Grillon, responsabile Case Management casi speciali, lavora al TCS da 21 anni.
Eruzione del vulcano Eyjafjallajökull in Islanda, marzo 2010 Dopo l’eruzione, non avevamo la minima idea di quali complicazioni sarebbero seguite. All’epoca ero il responsabile operativo ETI. A quel tempo non era possibile ottenere digitalmente tutte le informazioni su avvenimenti straordinari o eventi imminenti nel mondo. Seguivamo quindi la situazione sui media. Con il passare dei giorni l’enorme nube di cenere che si era formata ha bloccato innanzitutto lo spazio aereo del nord Europa e poi, dopo tre o quattro giorni, quello del continente europeo. Tutti i voli per la Svizzera erano stati cancellati. I nostri soci in viaggio nel mondo non
potevano più rientrare. Fortunatamente siamo stati in grado di trovare altri mezzi di trasporto per riportarli a casa. Abbiamo avuto l’idea di noleggiare tutti i pullman disponibili in Svizzera, quasi 200, e mandarli nei punti d’incontro stabiliti delle varie capitali europee. Lo sforzo per coordinare il tutto è stato notevole. Tutte le nostre squadre, anche quelle di altri dipartimenti, si sono mobilitate per gestire da un lato le migliaia di cancellazioni e i rimborsi dei soci che non potevano più partire e dall’altro coordinare il ritorno di centinaia di soci bloccati all’estero. In totale, circa 4000 persone sono state aiutate, assistite e anche rimpatriate in questo modo dal TCS e dai suoi partner.
Liliane Robuchon, lavora dal 2017 nella centrale ETI del TCS.
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La catastrofe dello tsunami, dicembre 2004 Stavo trascorrendo tranquillamente il Natale del 2004 a casa in famiglia. Il 26 dicembre, alle sei di mattina è suonato il telefono. L’operatore riferiva l’arrivo di diverse chiamate da Sri Lanka, Malesia, Thailandia e Indonesia. Ho subito temuto che fosse accaduto qualcosa di brutto, ma non potevamo nemmeno lontanamente immaginare quanto fosse grave. Ora dopo ora appariva sempre più evidente che si era verificata un’incredibile catastrofe. Abbiamo iniziato a richiamare al centro operativo ETI personale supplementare. Il numero delle chiamate era enorme. I soci cercavano membri della famiglia con i quali non riuscivano a mettersi in contatto. L’intero team è stato messo a dura prova, trovandosi confrontato con destini incredibilmente tragici. Ci impegnavamo a organizzare il rimpatrio dei sopravvissuti, ma purtroppo abbiamo dovuto predisporre anche il trasporto delle salme. A tale scopo abbiamo in parte collaborato con altri club a livello internazionale. Abbiamo assunto psicologi per occuparsi dei collaboratori in servizio. Ognuno ha affrontato lo stress in modo diverso. Più volte le colleghe e i colleghi sono scoppiati in lacrime. La solidarietà all’interno del TCS era molto alta e questo momento difficile ha rinsaldato molto il legame di squadra.
Un grave incidente sugli sci Sperimentiamo continuamente come da un momento all’altro una malattia, un incidente o una disgrazia possano stravolgere la vita delle persone. Ricordo una famiglia di Ginevra che trascorreva le vacanze invernali nei Grigioni. Avevano tre bambini piccoli, la madre era incinta del quarto e i nonni trascorrevano le vacanze con loro. Il primo giorno sugli sci, il giovane padre aveva fatto una brutta caduta. Trasportato in ospedale, era apparso subito chiaro che aveva subito una lesione alle vertebre, ma non era ancora possibile diagnosticarne la gravità. L’avevo chiamato per chiarire alcuni punti organizzativi ed era scoppiato in lacrime al telefono. Il dolore, la paura e la preoccupazione lo tormentavano. Cosa ne sarebbe stato
Kaspar Strasser lavora da 25 anni al TCS. Durante la catastrofe dello tsunami del 2004 era responsabile della Centrale d’intervento ETI. Oggi è Head International Affairs Assistance.
di lui e della sua famiglia se fosse rimasto paralizzato? La telefonata mi aveva colpito da vicino. Cercai di rassicurarlo e di fargli coraggio. Poi chiesi a uno dei nostri medici di parlargli al telefono. Entrambe le nostre conversazioni lo avevano aiutato. Naturalmente speravo moltissimo che le sue lesioni non fossero troppo gravi. Un padre di famiglia così giovane! Poi arrivarono notizie positive, anche se doveva sottoporsi a delle cure, sarebbe stato in grado di camminare. Mi occupai del trasporto per il rientro a Ginevra. Dopo un incidente, chiamiamo sempre i nostri pazienti. Ricordo una bellissima conversazione. Lo sentivo fiducioso e mi ringraziò di cuore per il sostegno.
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SEMPRE AL MIO FIANCO
Fabrice Izquierdo, responsabile del dipartimento Case Management, lavora al TCS dal 2012.
Attentati di Parigi, novembre 2015 Ricordo un evento che mi ha segnato profondamente. Era venerdì sera, 13 novembre 2015. La mia famiglia era venuta a trovarmi a Ginevra per il fine settimana. Eravamo al ristorante, seduti attorno a una fondue, quando il mio cellulare sul quale sono raggiungibile 24 ore su 24 ha iniziato a vibrare nella mia tasca. Ricevevo un messaggio dopo l’altro. Un attentato suicida allo Stade de France a Parigi con molti morti e feriti. Dato che ho vissuto a Parigi per un po’, mi toccava da vicino. Agli eventi dello stadio sono seguite le sparatorie sulle terrazze del 10o arrondissement e nel teatro Bataclan. Tutta la nostra cultura e il nostro modo di vivere erano sotto attacco. Ricordo di aver lasciato il ristorante in fretta e furia per raggiungere il mio ufficio. Dovevo allestire l’unità di crisi, organizzare le squadre e definire come assistere i nostri soci in loco. In quel caso la grande difficoltà era gestire la paura dei soci che chiamavano il TCS in massa.
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«Quale organizzazione svizzera senza scopo di lucro di lunga tradizione sostenuta dai propri soci, il TCS si impegna da 125 anni per la sicurezza della mobilità della popolazione svizzera. A nome della Rega, ringrazio il TCS per l’ottima collabora zione, caratterizzata dal rispetto reciproco, a beneficio della popola zione svizzera e auguro al TCS un futuro ricco di successi.» Ernst Kohler
CEO/Presidente della direzione Guardia aerea svizzera di soccorso Rega
Chiedevano se potevano viaggiare, per rientrare da Parigi o per transitare in Francia. L’altra difficoltà era costituita dal blocco completo di tutti i mezzi di trasporto a Parigi e la dichiarazione dello stato d’emergenza in tutto il territorio francese a partire dalla mezzanotte. Grazie all’organizzazione allestita, i nostri soci in difficoltà hanno potuto ricevere un sostegno psicologico e consigli sulla sicurezza la sera stessa. Tuttavia era impossibile organizzare i viaggi, per cui tutti hanno dovuto essere pazienti e diplomatici. Poi, da martedì 17 novembre, i trasporti erano ripresi normalmente a Parigi. Siamo quindi stati in grado di assistere i soci nell’organizzazione del rientro o del proseguimento del viaggio. Lo stato d’emergenza in Francia è stato mantenuto fino al 1o novembre 2017, ossia per quasi due anni.
Ci congratuliamo con il TCS per questo anniversario e ringraziamo per la cooperazione di lunga data. www.baloise.ch
Ho bisogno di rallentare i ritmi.
Passo dello Julier, Grigioni, © Mattias Nutt
Anche in un’auto elettrica. Circa 300 stazioni di ricarica lungo il percorso.
Ho bisogno di Svizzera. Scoprire ora il Grand Tour of Switzerland: MySwitzerland.com/grandtour
SAPEVATE CHE IL TCS...
… è una delle pochissime organizzazioni autorizzate ad apporre lo stemma svizzero nel suo logo?
… è il più grande organizzatore di corsi di droni in Svizzera?
... dal 2008 lavora su forme di mobilità lungimiranti e sostenibili grazie alla sua cellula di riflessione e azione denominata Accademia della mobilità?
… gestisce una propria eSports League?
Sapevate che il TCS… 10 cose che forse non sapevate ancora sul TCS.
... impiega 1700 persone in Svizzera, attive in oltre 50 settori professionali, tra cui medici e psicologi del traffico?
… offre un servizio di soccorso stradale anche per le biciclette?
... aiuta 1300 persone ogni giorno?
… è stato fondato da ciclisti?
... è anche un’organizzazione per la protezione dei consumatori ed effettua regolarmente dei test nel settore della mobilità, i cui risultati sono a disposizione di tutti? … s’impegna per una mag giore sicurezza stradale in Svizzera dal 1908?
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GIUBILARI
Un’associazione Pierre-Daniel Chaignat, socio della Sezione Friburgo Il TCS è sempre a mia disposizione quando ne ho bisogno, 24 ore al giorno. Mi ha già aiutato in molte situazioni difficili. Enzo Giussani, socio della Sezione Ticino Rilassato? Certamente sono socio del TCS da 50 anni!
Claire Sommerhalder, socia della Sezione Vaud Non sono solo socia da ben 50 anni, ma ho anche lavorato 21 anni per il TCS!
con molti Werner Fankhauser, socio della Sezione Berna Il TCS, grazie al Libretto ETI, mi offre una certa sicurezza permet tendomi di avere un centro di contatto diretto in Svizzera in caso di necessità. Josef Weingartner (in una foto del 1974), socio della Sezione Schwyz Le numerose prestazioni fornite dal TCS sono di grande utilità. Molte grazie!
Andrea Mondada, socio della Sezione Ticino Quando per strada incrocio un’auto gialla del TCS mi viene in mente quanto aiuto mi abbia già fornito. Grazie TCS.
soci fedeli È solo grazie ai propri soci se il TCS può lavorare al servizio della Svizzera. Di seguito sono citati alcuni dei numerosi soci che quest’anno celebrano il 50° anniversario della loro adesione al TCS. E ci sono persone che sono fedeli al club della mobilità da molto più tempo! Il TCS li ringrazia molto.
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ATTIVITÀ DELL’ANNIVERSARIO
Un anno da celebrare Quando un’istituzione svizzera festeggia un anniversario lo fa insieme a… tutta la Svizzera! Ecco perché il TCS, nell‘anno del suo anniversario, organizza una tournée scoperta in dodici città elvetiche.
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a grande ruota luminosa inserita in una struttura alta 15 metri indica la fermata della tournée del TCS. Il 125° anniversario è una festa per tutti ed è per questo motivo che dal mese di maggio al mese di novembre di quest’anno il club della mobilità si recherà in dodici città svizzere all’insegna del motto «Da 125 anni al mio fianco».
Esperienze, intrattenimento e percorso di prova Quattro container scoperti divulgano informazioni sulla storia del TCS, sull’impegno nei confronti dei propri soci e della sicurezza stradale e sull’operato al servizio della Svizzera. Dando un’occhiata nella fontana del futuro si possono vivere gli scenari della mobilità di domani, mentre gli
effetti luminosi e ottici regalano un’esperienza particolare. Sul palcoscenico sono previste forme di intrattenimento per grandi e piccini, come spettacoli di magia o di cantastorie durante il giorno e musica dal vivo la sera. Ogni città proporrà un programma locale (maggiori dettagli su tcs125.ch).
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ATTIVITÀ DELL’ANNIVERSARIO Avete mai guidato una cargo bike? O provato un monopattino elettrico? Il percorso di prova vi offre la possibilità di farlo. Se la città in questione ha a disposizione lo spazio necessario, sul posto sarà presente anche il furgone targato TCS eSports League, adibito a gaming room ambulante. L’intera area sarà gratuita e aperta a tutti, soci del TCS o meno. Un piano di protezione integrale e il relativo rispetto delle misure di igiene e di sicurezza permetteranno di tutelare
adeguatamente la salute dei visitatori. I festeggiamenti sono autorizzati nella misura in cui i regolamenti cantonali o nazionali lo consentono. A causa della pandemia di coronavirus, si devono fare dei rinvii. Così, la tournée non prenderà il via a Zurigo in aprile, come inizialmente previsto, ma presumibilmente a Lucerna in maggio.
Vantaggi per i soci Anche se il TCS ama festeggiare insieme a tutta la Svizzera, alcune atti-
Il TCS celebra il suo giubileo con il pubblico in dodici centri cittadini.
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vità sono riservate esclusivamente ai soci, come ad esempio la partecipazione al grande concorso per l’anniversario con un montepremi di oltre 125’000 franchi. Nel programma TCS Benefits alcuni partner concedono sconti speciali, mentre alberghi situati in regioni selezionate proporranno delle offerte speciali a chi vuole trascorrere le vacanze in Svizzera.
Francobollo speciale sul tema della sicurezza stradale
Il francobollo speciale della Posta Svizzera è dedicato all‘impegno nei confronti della sicurezza stradale. © La Posta Svizzera SA
In occasione dell’anniversario del TCS, la Posta Svizzera emette un francobollo speciale interamente dedicato al tema della sicurezza stradale. La sua forma speciale rappresenta una strada in prospettiva con al centro delle strisce pedonali di colore giallo acceso. La cifra in rilievo funge da guardrail. Anche il colore del francobollo simboleggia il tema della sicurezza e si ispira a quello dei gilet del TCS indossati dai bambini lungo il tragitto casa-scuola. Lo sfondo del francobollo invece è sui toni argentati. Tutte queste caratteristiche rendono il francobollo speciale un autentico francobollo di sicurezza.
Delizie per il palato La cantina Schuler St. Jakob, con sede a Seewen nel canton Svitto, ha prodotto un vino esclusivo per l’anniversario del TCS. Per renderlo un vero e proprio vino svizzero è stato creato un assemblaggio tra le regioni Ticino, Grigioni e Vallese con Merlot, Pinot Noir e Cornalin, Humagne Rouge, Diolinoir e Syrah. I vini sono stati invecchiati sul posto in botti di legno per almeno dodici mesi.
Le mete della tournée scoperta
Lucerna, Europaplatz
2 Dal 4 al 6 giugno:
Bellinzona, Piazza del Sole
3 Dall’11 al 13 giugno:
Friburgo, Place Georges-Python
4 Dal 17 al 19 giugno:
San Gallo, Gallusplatz
5 Dal 14 al 16 agosto:
Basilea, Barfüsserplatz
6 Dal 20 al 22 agosto:
Aarau, Markthalle e Färberplatz
7 Dal 27 al 29 agosto:
Neuchâtel, Place du Port
8 Dal 10 al 12 settembre:
#tcs125
Il sito tcs125.ch fornisce informazioni su tutte le attività legate all’anniversario come pure informazioni di base sul TCS, compresi i traguardi raggiunti nei suoi 125 anni di storia. Se volete apparire sul Social Wall del sito dell’anniversario non dovete far altro che condividere su Facebook o Instagram con #tcs125 le più belle esperienze che avete vissuto nell’ambito dell’anniversario del TCS.
1 Dal 20 al 22 maggio:
Sion, Place de la Planta
9 Dal 24 al 26 settembre:
Vevey, Place du Marché
10 Dal 1° al 3 ottobre:
Ginevra, Plaine de Plainpalais
11 Dal 22 al 24 ottobre:
Berna, Waisenhausplatz
12 Dal 12 al 14 novembre: Zurigo, atrio della stazione centrale Si prega di verificare la data su tcs125.ch prima della Sua visita. Sono da prevedere possibili rinvii dovuti al Covid.
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FUMETTI
Titeuf con la sua ciocca di capelli ribelle…
Renditi
visibile!
… dà importanti consigli su come comportarsi lungo il tragitto casa-scuola. Per insegnare ai bambini e ai genitori il modo corretto di comportarsi lungo il tragitto casa-scuola non c’è nulla di meglio che farlo in modo ludico. Zep, il fumettista romando di fama mondiale, collabora con il TCS per rendere il tragitto che permette di recarsi da casa a scuola e viceversa più sicuro. In collaborazione con il dipartimento per la sicurezza stradale del TCS sono state riprodotte a fumetti otto situazioni raffiguranti il popolare personaggio Titeuf. I manifesti vengono messi gratuitamente a disposizione degli insegnanti e degli agenti di polizia addetti all’educazione stradale in tutta la Svizzera. Di seguito alcuni esempi.
La strada non è
un campo di gioco
Attraversa
la strada come un pro
Con il monopattino fai attenzione ai pedoni
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Impressum Rivista del giubileo Touring Club Svizzero
Editore
Touring Club Svizzero Casella postale 820 1214 Vernier
Caporedattrice Vanessa Flack
Redazione
Dominic Graf Jörg Beckmann Moreno Volpi Daniel Graf Sara Amati Sophie Hausermann
Crediti foto
Copertina: archivio TCS, Kilian Kessler Retrocopertina: archivio TCS, Emanuel Freudiger Editoriale: Emanuel Freudiger Pagina 27 in basso a destra: Kilian Kessler Pagina 53 in alto a destra: Robert Aebi
Concetto/disegno
Source Associates AG
Corrispondenza
Gestione progetto giubileo Casella postale 3001 Bern
Tiratura
Tiratura totale 110’000 Tedesco 60’000 Francese 40’000 Italiano 10’000
Distribuzione
Disponibile: – alla sede centrale del TCS a Vernier e nei punti di contatto delle 23 sezioni in tutta la Svizzera – durante la tournée in 12 città della Svizzera – nei centri tecnici TCS – nei campeggi TCS – in occasione degli eventi come eMobili ty Days, fiere, ecc. Versione digitale tcs125.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti.
Produzione
Swissprinters AG Brühlstrasse 5 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
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