LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
#9 | SETTEMBRE 2021 | FR. 4.50
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SOMMARIO
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Foto dell’era d’oro della bici a Ginevra
10 32
Ben visibili sul tragitto della scuola
Un luogo che coccola le oldtimer
EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
dossier Lezioni di vita apprese sul tragitto casa-scuola
12 L’impegno del TCS
i ricordate il vostro cammino di scuola? Penso proprio di sì, visto che questo rituale quotidiano ha lasciato una forte impronta in tutti coloro che l’hanno condiviso. Quante cose ho scoperto attraversando i quartieri del nostro villaggio assieme agli altri bambini! Lungo il percorso nascevano amicizie, ci divertivamo a combinare delle marachelle e talvolta finivamo per bisticciare. Sapevamo che l’agente di polizia locale, severissimo, aveva l’abitudine di controllarci nascosto dietro qualche siepe, per cui in genere rispettavamo le regole della circolazione insegnateci. Andavamo a scuola a piedi e poi in bicicletta, con il bello e il brutto tempo. Non esisteva che ci si facesse accompagnare in auto dai genitori. Sarebbe stato inconcepibile privarci del mondo di esperienze che facevamo ogni giorno sulla strada verso la scuola.
14 Abiti riflettenti
V
Sicurezza stradale dei bambini nel DNA del club Maggior sicurezza sul tragitto della scuola grazie al TCS
16 A scuola in bus Autopostale porta a scuola tanti alunni in Svizzera
mobilità 23 Libro fotografico storico Il periodo d’oro del ciclismo a Ginevra in preziose immagini
29 Batterie e riciclaggio Una start up le fa rinascere per il bene all’ambiente
32 Auto d’epoca Drive Vintage si prende molta cura di auto eccezionali
20 I tre disegni premiati Fantasia e colore dai piccoli artisti che iniziano la scuola
Una seconda vita per le batterie
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Felix Maurhofer caporedattore Copertina: Scolari: Mailo, Donya e Cataleya Foto: Kilian J Kessler
settembre 2021 | touring
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SOMMARIO
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Test comparativo di 4 auto elettriche
Cercasi pattugliatori
53
Werdenberg, gioiellino sangallese
I miei vantaggi club 22 Concorso anniversario TCS 28 Private Selection Hotels 63 Concorso Tourolino 66 Tre occasioni di vincita
45
tecnica
club
36 Test comparativo
56 Park & Pay
Hyundai Kona Electric, Peugeot e-2008, VW ID.3, Tesla Model 3
41 Prova su strada Cosa offre la Range Rover Evoque P300E R-Dynamic SE
42 La via verde
Due nuovi partner per l’app TCS per trovare e pagare il posteggio
57 TCS Job Assistance Sostegno pratico per chi ha perso e ricerca lavoro
58 Libretto ETI prezioso
Lancio di una pagina su vari temi ecologici nel mondo auto
Intervento del TCS per aiutare un socio bloccato in Africa
svago
rubriche
45 Non solo una città Alla scoperta delle perle meno note del canton San Gallo
31 Il consulente 43/59 L’esperto TCS 61 Forum 61 Impressum 63 Tourolino 64 In giro con 66 Gioca & vinci
TCS Sezione Ticino 68 69 70 72 73 74
Premiati i pattugliatori scolastici! Convocazione Assemblee Quando i social fanno bene alla salute L’importante ruolo del Delegato Telepass I nostri controlli tecnici a Rivera
Prova Range Rover Evoque P300E
41
Touring n. 10
Temi trattati nella prossima edizione della rivista: dossier come la pandemia ha cambiato la mobilità, test Opel Mokka, il nostro test dei pneumatici invernali e l’assemblea dei delegati TCS 2021. Data di pubblicazione: 30.09.2021
settembre 2021 | touring
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ATTUALITÀ CLUB
Locale e leggera, la vacanza vicino casa Con l’iniziativa «Bleib hier» (ovvero «Resta qui») lanciata l’anno scorso, l’Accademia della mobilità del TCS propone formule inedite per vivere vacanze e svaghi di prossimità, a ritmo lento. Fra le novità proposte, cargobike elettriche con micro roulotte, set barbecue, SUP o box con giochi per l’aperto, noleggiabili a Berna. Dettagli e prenotazoni: bleibhier.ch Il TCS farà tappa in 12 città per festeggiare il giubileo.
Finalmente! La festa popolare per i 125 anni può iniziare! Puntuale per il 125° compleanno del TCS, che ricorre il prossimo 1° settembre, la tournée scoperta decolla a Basilea il 14 agosto.
I
l TCS si è dovuto armare di pazienza prima di poter celebrare degnamente il suo importante anniversario assieme alla popolazione. Dopo ripetuti rinvii dovuti alla pandemia, il roadshow attraverso la Svizzera sta per prendere il via. Si parte dalla Barfüsserplatz a Basilea, a metà agosto.
L’evento itinerante in giro per la Svizzera toccherà 12 città dove sarà ben visibile grazie alla grande ruota luminosa che invita a venire alla scoperta del variegato universo giallo TCS. Il maggior club della mobilità del paese si presenta al pubblico in tutta la sua varietà, con un folto programma: tre giorni
di informazioni ed intrattenimenti, anche musicali, momenti ora istruttivi, ora divertenti, sempre avvincenti.
Date e località Basilea: dal 14 al 16 agosto Aarau: dal 20 al 22 agosto Neuchâtel: dal 27 al 29 agosto Bellinzona: dal 3 al 5 settembre Sion: dal 10 al 12 settembre Vevey: dal 24 al 26 settembre Ginevra: dall’1 al 3 ottobre San Gallo: dal 7 al 9 ottobre Friburgo: dal 15 al 17 ottobre Berna: dal 22 al 24 ottobre Zurigo: dal 12 al 14 novembre Lucerna: 2022 (da comunicare)
Il 30 settembre per molti scade il termine per il cambio dell’assicurazione veicoli. Il TCS offre ai suoi soci soluzioni assicurative esclusive ed attraenti. È il momento ideale per un confronto dei prezzi. Ne vale la pena. Calcolare il premio online: tcs.ch/assicurazione-auto
In memoriam Domenic Gross
200 000 panne
FOTO TCS, ALD
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Informazioni aggiornate su tcs125.ch
SCRIVEVAMO: «TOURING» 1984
Nel 1984 i principali temi alla ribalta sono l’introduzione del contrassegno autostradale e della tassa sul traffico pesante come pure il ventilato innalzamento dell’età per guidare il motorino da 14 a 16 anni. Fa discutere anche la riduzione della velocità massima fuori dall’abitato ad 80 km/h e a
Campeggio su 2 ruote Una delle quattro nuove e-bike da carico.
120 in autostrada. Il TCS lan-cia la campagna «Cortesia al volante» e sottopone a test 60 garage. La gamma di servizi si arricchisce della TCS Carta aziendale e della protezione giuridica privata. La Patrouille interviene per un totale di 200 000 panne.
Lo scorso 24 luglio 2021, dopo breve e grave malattia, si è spento Domenic Gross all’età di 66 anni. Il TCS esprime profonda tristezza per la scomparsa repentina del presidente della sezione Grigioni. Il defunto è stato per molti anni membro del Consiglio d’amministrazione del club centrale. settembre 2021 | touring
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Che accelerata! Le auto elettriche continuano la loro corsa sul mercato svizzero. A spingere, le condizioni quadro sempre più favorevoli. È ciò che emerge dallo studio annuale stilato dal TCS. L’edizione 2021 della scheda informativa del TCS conferma l’avanzata delle elettriche in Svizzera e in Europa. In questo contesto, la Svizzera si pone a capo del plotone. Nel 2020 sul mercato elvetico i modelli puramente elettrici hanno rappresentato l’8,2% delle nuove immatricolazioni, contro il 6,7% in Francia, il 6,6% in Germania, il 6,4% in Austria e il 2,4% in Italia. Il trend è proseguito anche nei primi sei mesi di quest’anno, con una quota delle elettriche pari al 9,9%. Positive anche le ibride plug-in e con range extender (8,3%).
Terreno più fertile 23 cantoni concedono sussidi o hanno adottato programmi d’incentivazione dei veicoli elettrici. La domanda è stimolata dal crescente numero di modelli con la spina disponibili a prezzi sotto
i 35 000 franchi, cui si aggiungono alcune citycar a meno di 20 000 franchi. Nello studio 2020, il 53% degli svizzeri si diceva propenso ad acquistare un’elettrica. La scelta è confortata dal mix energetico svizzero particolarmente carbon-friendly: con 13,1 g/km, le emissioni risultano di gran lunga inferiore alla media UE (40,7 g/km), e ancor più rispetto alla Germania (95,2 g/km). Non solo, il bilancio ecologico delle elettriche migliora costantemente. In Svizzera, una vettura 100% elettrica di media categoria produce meno gas a effetto serra di un’automobile con motore termico, in media già dopo 30 000 km, contro i 40 000 km nel 2019. Il calcolatore dell’impronta ecologica del TCS permette di verificare gratuitamente l’impatto di CO2 del veicolo desiderato. tcs.ch/ricerca-auto
Meno incidenti andando a scuola
8 touring | settembre 2021
Dalla terra alla luna La conquista umana dello spazio tocca aspetti concreti della vita. Un tassello importante potrebbe essere costituito da LUIEE. Sviluppato da studenti dell’Università tecnica di Berlino, il rover servirebbe all’esplorazione ed estrazione di ghiaccio per generare acqua e ossigeno. In luglio il robot ed altri contributi del progetto internazionale di ricerca Igluna sono stati testati sul Pilatus e nel Museo dei Trasporti di Lucerna.
LA CIFRA
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milioni, tanti sono stati nel 2019 i confederati che hanno percorso i nostri sentieri escursionistici. È quanto risulta da un’analisi secondaria dei dati rilevati nello studio «Escursioni Svizzera 2020». A conferma dell’entusiasmo per la camminata più forte che mai nella popolazione: in media il 57% degli svizzeri (dall’età di 15 anni) cammina in media tre ore durante 15 giorni all’anno.
Sempre più richieste In Svizzera una su dieci auto nuove è a propulsione elettrica.
Ecco una buona notizia per i genitori che vivono l’imminente rientro con apprensione chiedendosi se il loro bambino saprà compiere il tragitto in sicurezza. Il numero di incidenti stradali sul percorso casa-scuola è in forte calo: se nel 1992 erano 783, nel 2020 se ne sono registrati 451, in calo del 42,4%. Lo conferma una ricerca del TCS basata su cifre dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) che comprendono peraltro solo casi messi a verbale dalla Polizia.
LA FOTO
Sull’arco degli ultimi 38 anni gli incidenti sul percorso casa-scuola sono stati in totale 18 156, di cui 15 940 con feriti leggeri e gravi o addirittura morti. A parte qualche occasionale picco, la tendenza rimane al ribasso. Questo sviluppo positivo è merito di tutti i partner attivi nella prevenzione stradale, fra cui il TCS. Da sempre impegnato per la sicurezza degli utenti più deboli, in primis i bambini, collabora strettamente con gli agenti del traffico e i genitori.
LA PAROLA
Scuola (in greco: σχολή , scholé) ovvero ozio, tempo libero, ore non occupate dal lavoro ma dedicate all’educazione e allo studio. Il termine si è evoluto fino a descrivere il luogo d’istruzione per eccellenza. Per gli antichi greci «ascholía» («occupazione») indicava invece il concetto di anteporre il lavoro al piacere e allo svago della mente.
ATTUALITÀ
FOTO MARIE CHRISTINE EGGER, ALD
Il Vaud senza ostacoli
Si ricicla poco nel settore auto
Sul sito di promozione del turismo nella regione del Lemano sono iscritti oltre 200 luoghi senza barriere, accessibili anche a persone con mobilità ridotta, ipovedenti o audiolesi. E la lista dei musei, siti culturali, alberghi e ristoranti che possono essere usufruiti anche da portatori di handicap va allungandosi. Dei particolari pittogrammi indicano se l’istituzione o il posto che interessa è adatto alle persone con disabilità sensoriali, visive, uditive e motorie. L’elenco è curato da Vaud Promotion in collaborazione con Pro Infirmis.
Visite guidate da nobildonne e briganti, spettacoli di danza, duelli di scherma, cene a lume di candela che sembrano uscite dalla penna di Casanova e tante altre proposte: tra il 14 e 22 agosto il barocco rivive a Soletta. Il festival tocca il culmine con l’opera lirica «Poppea» nel castello di Waldegg.
region-du-leman.ch
barocktage.ch
Soletta la barocca
Con soli 54 000 veicoli riciclati (–12,7%) nel 2020, il settore continua ad arrancare. Lo comunica Vasso, l’Associazione dei detentori dei punti di raccolta automobili in Svizzera e nel Liechtenstein. Si lamenta il basso numero di operatori: sarebbero appena 13 le aziende (Vasso) a vendere ricambi d’occasione, sempre meno richiesti. La domanda di pezzi usati risentirebbe d’altronde del fatto che le auto moderne sono sempre meno soggette a guasti ed equipaggiate di impianti vieppiù complessi, difficili da riparare.
L’industria batterie europea alla carica Sono una trentina i progetti tesi a colmare il ritardo del Vecchio Continente nella produzione di batterie destinate alle auto elettriche. Eurobat, associazione europea dei produttori di batterie per autoveicoli e industriali, mira a portare ad oltre 1000 gigawattore le capacità entro la fine del decennio. settembre 2021 | touring
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10 touring | settembre 2021
DOSSIER
«With a little help from my friends» L’ingresso a scuola rappresenta un passo importante nella vita del bambino, non privo di rischi, e che lo segnerà in modo profondo. Uscirà da sotto l’ala protettrice dei genitori e compirà le prime esperienze da solo. Con l’aiuto accorto degli amici e del TCS il cammino diventa un’avventura positiva. FOTO KILIAN J KESSLER
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settembre 2021 | touring
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Chi presto impara Già nel 1955 il TCS, in collaborazione con i corpi di polizia, s’impegnava per l’educazione stradale nelle scuole pubbliche.
12 touring | settembre 2021
DOSSIER
Da 113 anni al fianco degli utenti più deboli Il TCS ha a cuore la sicurezza stradale dei bambini, vocazione questa scritta nel DNA del maggiore club della mobilità in Svizzera. Da oltre un secolo s’impegna per gli utenti della strada più vulnerabili e meritevoli di protezione, con tutt’una serie di iniziative e risorse. TESTO DOMINIC GRAF
FOTO ARCHIVI TCS
G
ià nel 1908, l’ancora giovane Touring Club Svizzero chiese al Consiglio federale di rendere obbligatoria l’educazione stradale nella scuola pubblica. Parallelamente produsse dei cortometraggi pedagogici che spiegavano l’uso corretto dei marciapiedi, ricordando che era vietato trasportare passeggeri in bicicletta. Sono questi gli inizi di una missione secolare, ovvero di proteggere i fruitori della strada più deboli.
Il club continua a puntare decisamente sulla prevenzione; collabora strettamente con il Fondo di sicurezza stradale (FSS) e altre organizzazioni partner perché tutti possano approfittare serenamente della mobilità. Nel 2020 il TCS affida a Titeuf, simpatico personaggio di fumetti uscito dalla penna dell’artista ginevrino Zep, il compito di consigliare ai bambini cosa fare e non fare sul cammino verso la scuola. Il poster educativo riscuote un grande successo.
100 000 copie. Al tempo stesso mette in piedi e addestra le prime pattuglie scolastiche. Fascia distintiva a tracolla ed istruiti dagli esperti del TCS, scolari più grandi aiutano i più piccoli a compiere il tragitto casa-scuola in sicurezza. Il servizio, offerto da 70 anni, esiste a tutt’oggi, solo che adesso i responsabili vengono istruiti dalla Polizia. Il materiale necessario come i gilet riflettenti o le palette per i pattugliatori possono invece sempre essere ordinati al TCS.
Attenti! La strada non è fatta per giocare
Oltre a promuovere campagne efficaci, il TCS comincia presto a predisporre opuscoli e giochi didattici per aiutare i genitori e i bambini ad apprendere in maniera ludica le regole della strada e a muoversi sicuri nella circolazione. Oggi, l’offerta del servizio di sicurezza stradale del TCS comprende guide destinate a bambini in tutte le fasce di età, istruzioni fai da te, ma anche l’app Weelo, giochi online come il Quiz ciclista o i quiz interattivi Kahoot.
Visibilità in primo piano
Una ventina d’anni più tardi, i veicoli motorizzati hanno ormai conquistato le strade svizzere. Nel 1930, l’Ufficio federale di statistica conta circa 60 000 autovetture, 18 000 furgoni e 46 000 moto. Con l’aumento del traffico crescono i pericoli della strada. È quell’anno che il TCS lancia la sua prima campagna di sicurezza stradale a livello nazionale intitolata «Siete prudenti?». Attraverso sei messaggi illustrati (v. a pagina 20) genitori e bambini vengono sensibilizzati al giusto comportamento da adottare nel contesto stradale, ad esempio guardare a destra e sinistra prima di attraversare, non giocare in strada né attaccarsi a veicoli in movimento. Nel corso degli anni ne seguiranno altre. In ordine cronologico: «Grazie di fermarti per me»; «Stop prima della botta» e «Ruote ferme. Bimbi salvi», che ammoniscono a fermarsi completamente ai passaggi pedonali. Diffuso in tutta la Svizzera con manifesti e striscioni a bordo strada in vista del rientro scolastico, l’invito declinato in diversi slogan sarà noto a gran parte dei conducenti.
Pattugliatori scolastici fieri di aiutare Una delle sfide inerenti alla sicurezza stradale è che le misure elaborate devono essere al passo con i tempi. Soltanto se adattati all’evolversi della mobilità gli sforzi possono fornire un valido orientamento a tutti gli utenti. Nel 1952, ad esempio, si contano 900 vittime della strada a fronte di meno di 400 000 veicoli. Questi dati preoccupanti spingono il TCS ad intensificare la formazione dei conducenti e l’educazione stradale nelle scuole. Pubblica l’opuscolo illustrato «In fretta, sempre più in fretta» che sarà distribuito in
Nel 1975 il TCS continua la sua opera pionieristica lanciando le pettorine catarifrangenti. Fattore centrale di sicurezza, la visibilità viene incoraggiata in modo proattivo e costante«Fattore centrale mente perfezionata. Ancora di sicurezza, la oggi il TCS assevisibilità viene conda gli istruttori del traffico e, incoraggiata e su incarico del costantemente Fondo per la Sicurezza stradale perfezionata» consegna questi cosiddetti Triki ai bambini dell’asilo in tutta la Svizzera. Inoltre il club offre ogni anno 80 000 gilet riflettenti agli alunni della prima elementare. Con «MADE VISIBLE» il TCS ha addirittura creato una piattaforma online che presenta oltre 300 capi d’abbigliamento ed accessori ad alta visibilità che combinano funzionalità e stile. A piedi, in bici o monopattino, nel seggiolino auto o con i mezzi pubblici: pure nei prossimi 113 anni il TCS farà sì che la sicurezza dei più giovani sia la priorità assoluta per tutti gli utenti della strada. ◆ settembre 2021 | touring
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Fatti vedere, è bello! Puntuale per la riapertura delle scuole, il TCS distribuisce gilet e pettorine riflettenti nuovi di zecca. Grazie al loro design fresco e moderno garantiscono non solo un’ottima visibilità ma permettono anche di fare bella figura. Quando la sicurezza fa rima con stile. TESTO DOMINIC GRAF
Un accessorio portato con fierezza dai piccoli Se non fosse per il colore giallo fosforescente e gli elementi riflettenti, bisoI gilet riflettenti gnerebbe guardare per i bambini che due volte per vanno a scuola, capire che si tratta di un i Triki per l’asilo. gilet TCS. Il giubbino uniforme e sobrio di un tempo si è trasformato in un capo stiloso che si abbina perfettamente al guardaroba infantile. Ad esempio, la cerniera lampo aggiunta cattura l’attenzione, rendendo il gilet più vestibile. Anche il nuovo colletto rialzato gli conferisce un aspetto alla moda. E non solo: una novità di particolare effetto la troviamo sul dorso, ovvero la rappresentazione della silhouette urbana con tanto di pedoni, parco, fermata dell’autobus ed edificio della scuola che (per lo14 touring | settembre 2021
gica di cose) non potrebbe davvero mancare. Ma oltre all’estetica, il giubbino è stato ottimizzato anche nella sua funzionalità. A parte la cerniera menzionata poc’anzi, sui fianchi è stato dotato di bottoni a pressione e chiusura regolabile in velcro riflettente. Ciò migliora la visibilità laterale e permette di indossare il gilet per diversi anni, adattandosi perfettamente al corpo del bambino che cresce. I gilet alta visibilità sono finanziati e prodotti dal TCS e distribuiti gratuitamente a circa 80 000 alunni di prima elementare tramite le sezioni sul territorio e gli istruttori del traffico della polizia, in tutta la Svizzera.
Il Triki illumina la strada verso la scuola I gilet riflettenti per i bambini che vanno a scuola, i Triki per l’asilo: se i primi sono destinati agli allievi della scuola primaria, la pettorina accompagna i più piccoli: è da quasi cinquant’anni che il TCS le distribuisce ai bimbi che iniziano a frequentare l’asilo. Nello specifico, oltre 100mila all’anno. Nella nuova versione le strisce rifrangenti sono state sostituite con il disegno del percorso, punteggiato di bici, auto, alberi, montagne e gallerie di un verde brillante. Per una migliore visibilità pure i bordi sono ora in materiale riflettente e si congiungono in basso venendo a formare un triangolo, anch’esso riflettente. Volendo può essere decorato con lo
sticker della volpe, l’astuto compagno del bimbo sulla strada verso la scuola.
Ulteriori modelli made by TCS Oltre agli accessori alta visibilità destinati alle scuole dell’infanzia ed elementari pubbliche, finanziati dal Fondo per la sicurezza stradale (FSS), il TCS offre delle pettorine per gli asili nido e gli istituti scolastici privati. Di color giallo, sono integralmente finanziate dal TCS e possono essere richieste online, a pagamento, presso il servizio di Sicurezza stradale. Un modello di taglia più piccola è stato creato appositamente per i bimbi degli asili nido. Invece del tragitto verso la scuola presenta dettagli luminosi quali tracce di volpe, strisce pedonali e sagome di segnali stradali. Tutti i Triki vengono forniti con una scatola che contiene una scheda informativa e consigli per genitori, assistenti o educatrici. •
UNA SECONDA VITA PER I TRIKI Al termine dei due anni di asilo le pettorine sono di solito consumate. Siccome conservano la loro riflettenza, invece di smaltirle possono essere ricondizionate. La TCS sicurezza stradale mette a disposizione tre tutorial che illustrano come rivalorizzare i Triki, ricavandone un ciondolo luminoso a forma di gufo, pipistrello o libellula, a secondo dei propri desideri. Trasforma ora il tuo Triki usato: tcs.ch/upcycling
FOTO EMANUEL FREUDIGER
L
a visibilità, per quanto imperativa, è una questione di sicurezza, ma anche di gusti. Più che imposta, deve quindi essere accettata. Ormai non basta più offrire semplicemente ai bambini un gilet funzionale. Deve anche piacere ed indossarlo essere considerato cool o fico, per dirla in gergo giovanile. È in quest’ottica che il TCS, tramite il suo marchio MADE VISIBLE, ha sottoposto ad un’operazione di restyling i gilet e le pettorine catarifrangenti (Triki). Il risultato convince e salta agli occhi, nel vero senso della parola.
DOSSIER
Furbi come la volpe L’adesivo triangolare per i Triki.
Il gilet riflettente messo a nuovo, ora con colletto e zip.
I Triki sono arancioni o gialli (a seconda del cantone).
settembre 2021 | touring
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Nel bus Erwan e Esteban amano sedersi davanti per avere una bella panoramica sulla strada rientrando da scuola.
16 touring | settembre 2021
Lungo il tragitto scolastico, incrociamo un altro ScolaCar e il nostro conducente saluta il suo collega.
DOSSIER
Da casa a scuola Per recarsi a scuola, numerosi allievi svizzeri utilizzano ogni giorno il trasporto scolastico di AutoPostale. Curiosa di tornare su un tragitto scolastico, salgo a bordo di un bus giallo per seguire il conducente lungo un tratto del suo percorso in territorio vodese. Si parte.
È
TESTO PASCALE STEHLIN | FOTO OLIVIER VOGELSANG
un normale giovedì estivo per Albert Ravera, autista presso AutoPostale da 7 anni. Alle 11.00 si reca alla centrale di Yverdon, per prendere un bus impressionante di 56 posti. È largo 2 metri e 55, lungo 12 metri e pesa 13 000 chili. Inutile dire che per guidarlo è necessaria una certa abilità. Salgo a bordo del bus numero 13 e mi concedo il lusso di sedermi davanti per ammirare il panorama lungo il mio futuro percorso. Partiamo in direzione di Montagny-sur-Yverdon (VD). Nelle vicinanze di Grandson, 21 comuni ricorrono all’offerta del trasporto scolastico di AutoPostale. È una delle regioni maggiormente servite del Paese. In Romandia, 6500 allievi utilizzano ogni giorno un bus ScolaCar di AutoPostale per andare a scuola. Mentre sono 580 nella Svizzera tedesca e 2500 in Ticino.
A quest’ora della giornata, Albert Ravera va a prendere i bambini all’uscita della scuola per riportarli al loro domicilio o all’accoglienza parascolare. In questo periodo che precede le vacanze, i bambini sono meno numerosi del solito. Diversi allievi sono in gita scolastica e non sono presenti alle fermate servite abitualmente. Attraversiamo il villaggio d’Orges senza fermarci poiché non ci sono bambini in vista e incrociamo un altro ScolaCar. Albert Ravera saluta gentilmente il suo collega con la mano. In Svizzera romanda, vengono impiegati 80 bus per il trasporto scolastico e 90 conducenti si dedicano a questa funzione, unendo conoscenze tecniche e competenze sociali. Proseguiamo sulla strada per Grandson. All’istituto scolastico di Borné Nau, diversi allievi aspettano alla fermata. Uno dopo l’altro salgono a bordo salutando il conducente. Tra di loro, Esteban e il suo amico Erwan prendono d’assalto i posti
situati davanti, che offrono una vista panoramica sulla strada grazie all’ampio finestrino. Esteban, che ha 8 anni, è felicissimo: «È il mio posto preferito, ma di solito è occupato. Si ha una bella vista e si è vicini ad Albert». I due allievi mettono la cintura e raccontano la loro mattinata. Conoscono bene il loro conducente e l’apprezzano, ciò che lo rallegra: «Mi piace questo contatto privilegiato coi bambini. Imparo a conoscerli e li vedo crescere. Sono un po’ come il loro nonno».
Una parentesi apprezzata Anche Erwan, seduto di fianco a Esteban, ama prendere il bus: «Così dopo la scuola possiamo avere un momento per noi, per discutere coi nostri amici. Preferisco il bus 13 perché è comodo. Non mi piacciono i bus snodati che si muovono troppo». Arriviamo a Fiez e i nostri due passeggeri scendono per andare a pranzare all’accoglienza parascolare. Se ne vanno sorridenti augurandoci una bella giornata. Mentre un altro passeggero sbadiglia, ripartiamo verso la nostra destinazione. Attraversiamo Fontaines-sur-Grandson e ammiriamo la vista sul lago. Célia Cressier, Key Account Manager presso AutoPostale per il trasporto scolastico (VD/FR), approfitta della calma per descrivere le azioni messe in atto per garantire la sicurezza dei passeggeri. Ogni anno vengono organizzate delle porte aperte. Gli allievi visitano un bus e imparano a mettere la loro cintura di sicurezza. «Alcuni genitori temono il primo spostamento del loro figlio in un bus. Sono poi rassicurati vedendo che i sedili sono adattati e che i loro bambini non resteranno sul bordo della strada. Rispondiamo alle loro domande e mostriamo che tutto è stato pensato affinché ogni bam-
bino non corra pericoli». Per fare questo, ogni conducente riceve una tabella di marcia con il numero di bambini da prendere a carico o da lasciare a ogni fermata. Ora imbocchiamo una stretta strada di montagna per raggiungere Fontanezier. Il conducente si mette sul ciglio della strada per lasciar passare un automobilista meno abituato alle manovre delicate. Gli ultimi passeggeri scendono nel paesino. Improvvisamente il bus sembra calmo e il conducente si alza per effettuare il suo giro di fine percorso e verificare che nessuno abbia dimenticato qualcosa. Dà un’occhiata ai sedili per assicurarsi che non siano state fatte delle scritte. A volte raccoglie dei pacchetti vuoti di caramelle. Tuttavia è felice di constatare che le inciviltà sono rare: «AutoPostale ha sviluppato degli strumenti didattici che spiegano il comportamento da adottare nel bus e che bisogna raccogliere i propri rifiuti prima di par«Mi piace questo tire. Ciò ha dato i suoi contatto privilegiato frutti e mi coi bambini. Imparo evita di fare a conoscerli e li vedo il poliziotto crescere. Sono un po’ quando invece come il loro nonno» devo concenAlbert Ravera trarmi sulla autista presso AutoPostale strada». Ridiscendiamo ora verso Yverdon. Albert Ravera si concede una breve pausa per mangiare un panino. Lasciamo il suo bus che deve ripartire per un nuovo giro. Perché il percorso verso la scuola non aspetta. ◆ settembre 2021 | touring
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CONCORSO DI DISEGNO PER IL RIENTRO
Il mio cammino colorato verso la scuola In vista del rientro la redazione «Touring» ha lanciato un concorso di disegno per i bambini che stanno per iniziare la scuola. I piccoli artisti hanno dato sfogo alla loro creatività ed immaginato un percorso speciale, pieno di colori ed allegria. Ecco i tre disegnatori premiati. TESTO JULIANE LUTZ
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piedi, accompagnati da mamma e papà, in monopattino assieme agli amichetti, oppure in auto? La redazione voleva sapere dai bambini che stanno per entrare alle elementari come s’immaginano sarà il loro cammino verso la scuola. Sui social media «Touring» ha chiesto ai futuri alunni di prima classe di condividere le loro idee mettendole su carta.
Su tutti splende il sole L’invito è stato accolto e i disegni hanno iniziato a fioccare, tutti diversi ma accomunati da due aspetti presenti nell’insieme delle opere: l’uso di tanti La giuria ha scelto colori e l’onnipresenza del disegni in cui sole, segno la gioia di mettersi evidente che sul cammino i bambini fra i sei e sette anni verso la scuola sono emozioè palpabile. nati e non vedono l’ora di andare a scuola.
La giuria I disegni inoltrati sono stati valutati dalla giuria composta dai seguenti membri della redazione: Dino Nodari, vice caporedattore, Alban Seeger, Art Director, Emanuel Freudiger, fotografo, Susanne Troxler, assistente di redazione ed incaricata del «Tourolino» nonché Juliane Lutz, responsabile della rubrica Svago e ideatrice del concorso di disegno. 18 touring | settembre 2021
Primo posto Il seienne Jaro Möri di Lengnau si è aggiudicato il primo posto. L’elaborato spicca per i bei colori e la fantasia, oltre che per la ricchezza di dettagli. I diversi elementi sono resi con bravura: la catena montuosa nella luce del sole al mattino, l’edificio della scuola con la torretta dell’orologio o gli animaletti quali l’ape sorridente che mettono di buon umore. Il disegno rivela il talento del piccolo artista nonché un’aspettativa positiva. Viene premiato con un buono del valore di 500 franchi per un soggiorno con la famiglia in un campeggio TCS a libera scelta.
Secondo posto Seconda piazzata Livia Werren, anche lei di sei anni, di Lenk nella Simmental. Sul retro del dipinto, che mostra tre figure, si legge a mo’ di didascalia: «Livia sulla strada verso la scuola – il primo giorno con le compagne Lyana e Sofia». La giuria ha osservato con apprezzamento che il cammino, tema centrale del concorso, è posto in primo piano. Sono piaciuti pure i colori vivaci, l’allegria espressa nonché dettagli simpatici quali i tulipani. Livia riceve un biglietto d’entrata famiglia al parco giochi Europa Park di Rust (D) del valore di 260 franchi.
Terzo posto Ecco infine Kate Quadroni di Altendorf che purtroppo non indica
la sua età. Si autoritrae tutta sorridente a metà strada fra casa e scuola, la cartella bell’e pronta appoggiata accanto a sé a terra. Il disegno è chiaro e ordinato e contiene anche un monopattino. La scelta del mezzo di trasporto non potrebbe essere più azzeccata, in quanto viene premiata proprio con una micro-trottinette, della marca Sprite, color verde bosco e del valore di 99 franchi.
Grazie mille a tutti! La redazione «Touring» ringrazia vivamente i bambini che hanno raccolto l’invito e partecipato al concorso. Auguriamo a tutti un bellissimo primo giorno di scuola, consigliando di indossare sempre i gilet riflettenti del TCS sul tragitto da e verso casa così da camminare in tutta sicurezza ed essere ben visibili dagli altri utenti della strada. Lo riceveranno direttamente dall’insegnante di classe oppure in occasione della prima lezione di educazione stradale. ◆
Un sentito ringraziamento anche agli sponsor che hanno contribuito mettendo in palio i tre ambiti premi: TCS Camping; Europa Park, Rust; Micro Mobility Systems AG, Küsnacht.
DOSSIER
Al primo posto Jaro Möri per il suo disegno solare, ricco di dettagli.
Al secondo posto Livia Werren che mette al centro il cammino di scuola, tema del concorso.
Terza: Kate Quadroni, il cui contributo esprime una grande gioia di andare a scuola.
settembre 2021 | touring
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Due grafismi per una stessa causa In occasione del Giubileo è stata scoperta una serie di vignette-consigli del TCS, datata 1930 e rivolta agli scolari. Il disegnatore Zep, che dal 2020 mette Titeuf a disposizione del club per quest’azione informativa, volge uno sguardo commosso sul lavoro del suo predecessore anonimo. TESTO JÉRÔME LATHION
20 touring | settembre 2021
zione di raccogliere i sentimenti dell’artista sul lavoro del suo predecessore d’anteguerra, la cui identità è purtroppo sconosciuta. Un esercizio accettato immediatamente dall’interessato, malgrado la mole di lavoro richiesta dalla promozione del nuovo album di Titeuf, apparso recentemente e dal titolo «La grande avventura», nonché da altri progetti grafici e da una realizzazione cinematografica.
Alle origini del fumetto Il suo commento: «Qui siamo ai primi vagiti del fumetto, impostosi poi naturalmente nei bambini che trovavano la lettura noiosa. Si scopre allora che l’immagine permette di raccontare delle storie tanto quanto i testi. Le storie raccontate da questi disegni mi ricordano le avventure di Quick e Flupke, firmate da Hergé nella stessa epoca, anche se qui il testo non trova ancora posto nelle nuvolette. Li trovo molto belli graficamente e mi piace il loro colorito. Dato che la collezione di vignette da incollare era molto in voga in quegli anni, non sarei sorpreso se un quaderno speciale fosse stato fornito come complemento. Queste scene dimostrano che la formula è giusta. E funziona sempre bene, anche se oggi il messaggio veicolato è doppiamente informativo, giocando maggiormente sull’umorismo e la differenza. Ma le raccomandazioni non son cambiate di molto: lo scopo è sempre quello di far convivere automobilisti e giovani pedoni in modo armonioso». ◆
IL BIMBO SFRONTATO TORNA AL LAVORO Dal luglio 2020, circa 7140 manifesti didattici dell’«azione Titeuf», ordinati principalmente dai corpi d’educazione stradale della polizia, sono stati distribuiti per essere affissi nelle classi scolastiche del Paese – 2790 in francese, 3080 in tedesco, 1270 in italiano. Cifre rallegranti anche in materia di distribuzione degli 8 autocollanti abbinati: 4200 tavole di sticker distribuite in francese, 5800 in tedesco, 1930 in italiano. Marc Baertsch, responsabile dell’Educazione stradale al TCS, si dice soddisfatto dei risultati di questa campagna di sensibilizzazione: «È stata accolta positivamente sia nel corpo insegnante sia dalle polizie. Ha funzionato meglio in Romandia che non nella Svizzera tedesca, dove la cultura del fumetto è diversa e dove Zep è meno conosciuto. Ma ciò non sorprende». Cifre e apprezzamenti che andranno forse rifatti tra un anno: l’azione sarà infatti riproposta in tutta la Svizzera durante l’anno scolastico 2021 – 2022, insomma il bimbo sfrontato con il ciuffo torna al lavoro.
FOTO OLIVIER VOGELSANG, ARCHIVI TCS/ZEP
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lcuni diranno che tutto è ciclico, altri che le buone idee sono eterne. Nell’anno in cui il TCS festeggia i suoi 125 anni, i suoi archivi rivelano alcune perle cadute nell’oblio. Come una serie di vignette, pubblicata nel 1930 all’attenzione degli scolari svizzeri, che ricordava le regole basilari di sicurezza nel traffico. Si trattava in pratica della prima campagna di prevenzione del club indirizzata direttamente al pubblico a cui mirava ed era intitolata «Siete attenti?». Le vignette potevano essere staccate e poi incollate dai bambini nei loro quaderni. Questo documento, testimone d’altri tempi, ricorda i passi intrapresi lo scorso anno dal disegnatore e sce«Queste scene neggiatore gidimostrano che nevrino la formula è Philippe Chapgiusta. E funziona puis, alias Zep, il papà dell’esempre bene» roe dei fumetti Zep Titeuf. Zep ha disegnatore e sceneggiatore accettato di mettere la sua creatura – su manifesti e autocollanti – al servizio del dipartimento della Sicurezza stradale del TCS in occasione del rientro scolastico 2020. Un’azione ripetuta quest’anno (v. box). Difficile quindi sottrarsi alla tenta-
DOSSIER
Nel 1930, le vignette distribuite dal TCS potevano essere incollate nei quaderni…
… e nel 2020, è sotto forma d’autocollanti che Titeuf ha ripreso l’idea.
Un avvertimento venuto da un tempo definitivamente passato.
Titeuf veicola dallo scorso anno un messaggio preventivo più attuale.
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MOBILITÀ
FOTO ALD
Il ciclismo ginevrino rivive i suoi tempi d’oro
Henri Henneberg (1877-1942), ciclista esperto, era pure appassionato di meccanica automobilistica. Cofondatore dell’Auto-Touring Club, diventerà nel 1924 direttore del TCS.
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Un fondo d’archivi fotografici eccezionale ha permesso al giornalista sportivo Patrick Testuz, appassionato di ciclismo, di scrivere un libro che svela anche le origini storiche e geografiche del TCS: «Le cyclisme autrefois à Genève». Commovente, appassionante ed edificante. TESTO JÉRÔME LATHION
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ecisamente, certi doni vengono a volte lasciati davanti alla porta giusta! Patrick Testuz si ricorderà a lungo della chiamata di un ex campione ciclistico desideroso d’affidargli una collezione di fotografie decisamente speciale, che aveva ricevuto da uno sconosciuto. Questa persona si presentò al suo domicilio con 5 cofanetti di legno contenenti un vero e proprio «tesoro patrimoniale»: non meno di 250 fotografie – più precisamente delle lastre di vetro al bromuro d’argento – risalenti alla fine del 19° secolo e che offrivano un panorama completo dell’epoca d’oro della bici nella regione ginevrina.
Per il giornalista sportivo di Trélex (VD), che ha «coperto» per diverse testate romande tutti i grandi appuntamenti ciclistici dal 1980 e che nutre un vivo interesse per la storia, l’emozione fu intensa: «Il mio primo riflesso fu di voler condividere queste immagini, e il libro era il mezzo più immediato», si ricorda Patrick Testuz. A giusta ragione: il nostro interlocutore s’è lanciato da alcuni anni nell’edizione in proprio, e aveva già al suo attivo 4 libri sul suo sport preferito quando è avvenuto questo contatto provvidenziale. Una collezione ora arricchita da un 5° volume: «Le cyclisme autrefois à Genève». Il frutto di nove mesi di lavoro e di una ricerca che ha mobilitato la sua rete di storici specializzati, le collezioni digitali dei giornali dell’epoca e internet. «Bisognava creare un testo partendo dalle fotografie, ciò che in qual24 touring | settembre 2021
che modo è il procedimento inverso del giornalismo», prosegue l’autore. Delle immagini preziose che, a suo dire, rivestono un carattere quasi sacro: «La qualità di certe foto era alterata. Ma il grafico che m’assisteva ed io abbiamo fatto la scelta di non scartarne nemmeno una e di sfruttarle nel loro stato».
Buffalo Bill, lo sfidante Il risultato illustra bene l’espansione folgorante della bicicletta sul finire del 19° secolo, simbolo di libertà e d’emancipazione dalla mobilità a cavallo. Ginevra vivrà il moltiplicarsi dei club ciclistici locali, federati nell’Union Vélocypédique Genevoise (UVG) nel 1891, la nascita del Touring Club Svizzero nel 1896, gli esordi dello sport ciclistico, che appassionerà un pubblico numeroso nei due velodromi di Varembé (1892– 1896) e della Jonction (1896– 1917), quest’ultimo aperto in occasione dell’Esposizione nazionale. A titolo aneddotico, Varembé sarà teatro nel 1895 di un duello originale e altamente simbolico che opporrà il celebre Buffalo Bill – in quel periodo in tournée in Europa col suo circo – al giovane campione ciclistico locale Francis Portier. A cavallo, il cowboy capelluto vinse una prima prova su 25 km, prima di doversi però inclinare di fronte al focoso pedalatore quattro giorni dopo… Infine, l’opera ci ricorda che l’entusiasmo per le due ruote non fu limitato alla società civile: le truppe ciclistiche dell’esercito svizzero furono infatti → istituite nel 1892.
MOBILITÀ In tandem Théodore Champion (1873–1954, davanti) con Henri Henneberg, fotografati nel 1896. Due anni più tardi entrambi parteciperanno alla Parigi-Roubaix.
Con la loro eleganza, i ciclisti immortalati hanno commosso il giornalista sportivo vodese Patrick Testuz, autore del libro. Uscita su due ruote I soci di un club ciclistico ginevrino posano in occasione di una delle loro gite a Thoiry, nella vicina Francia.
Velodromo di Varembé Il 15 maggio 1892, Théodore Champion (campione… di nome e di fatto) impone la sua supremazia.
In piena azione La Signorina Lisette al velodromo di Varembé, il 14 luglio 1895.
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MOBILITÀ
«La foto sportiva esisteva, ma il materiale di quei tempi non permetteva le riprese in movimento, come le conosciamo oggi» Patrick Testuz, autore del libro in francese «Le cyclisme autrefois à Genève»
Campioni e padri fondatori Per quanto riguarda i campioni ciclistici dell’epoca, sono sorprendentemente numerosi a essere stati immortalati, di preferenza in studio. Tutti mostrano un’eleganza che commuove ancora Patrick Testuz e tolgono un angolo di velo sull’autore delle fotografie, purtroppo anonimo: «La foto sportiva esisteva, ma il materiale di quei tempi non permetteva le riprese in movimento, come le conosciamo oggi. Quindi il modo più semplice per far conoscere i corridori era quello di farli posare. Una cosa è certa: è il lavoro di un professionista che ben conosceva l’ambiente ciclistico». Nella ricca collezione di ritratti dei corridori – con tra l’altro un omaggio ad Amélie Le Gall, pioniera bretone dello sport ciclistico femminile – emergono i ginevrini Henri Henneberg (1877–1942) e Albert Vassalli (1876–1960). Ciclisti, ma anche molto interessati dalla nascente meccanica automobilistica, furono tra i fondatori dell’Auto-Touring Club. Nel 1913, il comitato di quest’ultimo entrò nel consiglio d’amministrazione del Touring Club Svizzero. Henri Henneberg fu chiamato alla direzione del TCS nel 1924. Mentre Albert Vassalli, sarà un ardente promotore del Salone internazionale dell’automobile di Ginevra. Un’altra pagina di storia stava allora per vedere la luce, quella della mobilità motorizzata. ◆ 26 touring | settembre 2021
Amélie Le Gall, alias Lisette de Quintin o Signorina Lisette, prima campionessa ciclistica francese e simbolo dell’emancipazione femminile.
Informazioni sul sito: lalbumdusport.ch L’opera (118 p.) è disponibile da Payot a Ginevra e Nyon. Può essere ordinata presso l’autore, nel limite degli stock disponibili, all’indirizzo: Patrick Testuz, Ch. des Alpes 5, 1270 Trélex, e-mail: patrick.testuz@bluewin.ch. Prezzo: 30 fr., più spese di spedizione.
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MOBILITÀ
SERIE START UP DA CONOSCERE, CAPITOLO 4
Batterie riciclate per il bene dell’ambiente Nicolas e Stefan Bahamonde hanno trasformato il loro hobby in un affare promettente. Nella loro azienda testano le batterie usate e le riassemblano in «e-Bricks». La loro start up Libattion è una delle prime imprese europee ad offrire batterie con una seconda vita per veicoli elettrici leggeri. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO FABIAN HUGO
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n un angolo è appoggiato un contenitore blu pieno di batterie scartate da Bosch e Panasonic e sugli scaffali giacciono dei moduli di potenza per veicoli ibridi. Ci troviamo nei locali che i fratelli Bahamonde hanno affittato dalla società di riciclaggio Batrec a Wimmis (BE). Qui si testano le batterie. Due impiegati controllano la presenza di tensione e poi misurano le prestazioni di ogni accumulatore. Devono essere superiori al 95% se avrà una seconda vita in una sedia a rotelle elettrica o in un risciò, rispettivamente oltre il 75% se andrà a comporre sistemi energetici più grandi. Con Libattion, Stefan e Nicolas Bahamonde hanno fondato una delle prime aziende in Europa ad offrire bat-
terie «second life» per veicoli elettrici leggeri e sistemi industriali. Finora, rinascevano a nuova vita soltanto per applicazioni stazionarie come i sistemi fotovoltaici.
La sostenibilità vende Attualmente il loro prodotto principale sono gli e-Bricks: batterie al litio modulari, portatili e impilabili di 2,5 kWh ciascuna, che possono essere assemblate come i mattoncini da costruzione per formare sistemi di batterie di 24 e 48 volt. «Ricicliamo tutte le batterie scartate dalle e-bike e dai veicoli elettrici in Svizzera», dice Stefan Bahamonde, che ci riceve a Wimmis. «Nel 2019, abbiamo raccolto una cinquantina di tonnellate
di batterie. Non abbiamo potuto elaborarle tutte perché non abbiamo ancora capacità a sufficienza», spiega il 33enne visibilmente di buon umore. Nel 2021 i due fratelli produrranno 200 e-Bricks, l’anno prossimo dovrebbero essere 800 e nel 2025 prevedono di arrivare a 5000. Attualmente ricevono forniture da dieci aziende. Per esempio Ronovatec, un produttore di tosaerba industriali, e le FFS. «Il nostro motivo principale è fare qualcosa per l’ambiente. I nostri clienti apprezzano il fatto che gli e-Bricks sono sostenibili: ogni pezzo che arriva sul mercato equivale ad un risparmio di 160 kg di CO2 rispetto alle batterie di nuova produzione», sostiene ancora → Bahamonde.
Matthias Vogelsang rimuove l’elettronica dalle batterie usate alla Libattion di Wimmis.
settembre 2021 | touring
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MOBILITÀ
Mentre i loro coetanei si ritrovavano per uscire la sera o si dedicavano anima e corpo allo sport, i due ragazzi investivano tutte le energie nel loro hobby. In Cile, dove sono cresciuti, si divertivano a smontare le batterie, testarle, assemblare piccoli pacchi di batterie con gli accumulatori di energia ancora utilizzabili e venderli a parenti e amici. «Nostro padre, che è originario della Svizzera, ci ha trasmesso la passione per l’upcycling quando eravamo bambini», confessa Bahamonde. In famiglia si dava molta importanza alla protezione dell’ambiente. Nicolas e il fratello si sono interessati presto alle soluzioni cleantech e si sono posti come obiettivo la creazione di una propria società in questo campo. Per questo, grazie a una borsa di studio, Stefan ha studiato ingegneria meccanica con specializzazione in tecnologia energetica a Dresda. Da Alstom ha fatto carriera, prima come ingegnere verificatore, lavorando per varie centrali elettriche, in seguito ha ottimizzato le loro emissioni. Nicolas, pure lui ingegnere meccanico, ha lavorato per l’ETH e la FH Nordwestschweiz. Come dire, entrambi hanno continuato con il proprio hobby, ma portandolo a un livello superiore. Quando la domanda per i pacchi batteria è aumentata, hanno deciso di fare dei test su scala più ampia e hanno dunque presentato la loro idea a Inobat, l’organizzazione responsabile del riciclaggio delle batterie per conto dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).
Quest’ultimo ha approvato il progetto, fornito il finanziamento e i due si sono messi all’opera la sera dopo il lavoro. È così che è nata la collaborazione con Batrec, la loro attuale fonte di batterie usate. «Abbiamo testato un migliaio di batterie per e-bike utilizzando vari indicatori di qualità e capito subito il potenziale dell’uso di batterie second life. Nel 2018 abbiamo deciso di fondare una start up», rivela Bahamonde.
In nome della trasparenza A Wimmis si procede a rimuovere l’elettronica e la si testa. A Glattbrugg (ZH), quattro dipendenti si occupano del riconfezionamento. Le batterie utilizza-
bili ricevono una nuova elettronica con un sistema intelligente di gestione dell’energia elettrica tramite un algoritmo. Tutti i dati vengono caricati su una piattaforma cloud accessibile ai clienti. In questo modo le batterie non sono più delle scatole nere, bensì trasparenti perché le loro prestazioni sono visibili. I fratelli offrono anche una sorta di abbonamento chiamato Battery-as-aService, per cui gli utenti pagano solo in base al consumo. Forti di questi risultati, i due fratelli hanno chiesto dei finanziamenti. E con successo. Hanno vinto diversi concorsi organizzati da Climate-KIC, un programma dell’UE per le start up cleantech. Sono stati sostenuti dalla Fondazione Svizzera per il Clima. In un programma di promozione congiunto fra l’Ufficio federale dell’energia e l’istituto di ricerca CSEM, hanno sviluppato metodi di test più veloci per applicazioni «second life» e perfezionato il loro prodotto passando dal laboratorio alle applicazioni industriali. Tutto questo li ha aiutati enormemente. Al momento, sono in trattative con un grande investitore. Naturalmente, hanno avuto anche momenti difficili, soprattutto durante lo sviluppo. Tuttavia, essendo entrambi ingegneri, sono sempre stati in grado di affrontare un problema da due prospettive. Nella fase iniziale di una start up ci vogliono motivazione e per-
I moduli di batteria di un veicolo ibrido son trasformati in rack stazionari di 35 kWh.
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FOTO FABIAN HUGO, ALD
In gamba Nicolas e Stefan Bahamonde nella loro sede principale a Glattbrugg.
IL CONSULENTE MOBILITÀ
Quando la strada si trasforma in giungla severanza. «E la fiducia che dopo aver toccato il fondo si può solo risalire. Altrimenti si rischia di gettare la spugna», è il consiglio di Bahamonde ai giovani che vogliono lanciare una start up. Per mantenere un buon equilibrio è necessario separare bene lavoro e vita personale. «Parlare costantemente ed esclusivamente di lavoro non fa bene alla mente», afferma convinto. «E la cosa più importante – continua – è avere una visione chiara, crederci ed inseguirla caparbiamente, mentre le strategie per realizzarla possono anche cambiare». Alla domanda dove si vedono tra dieci anni, il simpatico giovane, che possiede la doppia nazionalità cileno-svizzera, sostiene: «Resteremo qui, ma opereremo in tutto il mondo tramite partner commerciali». Insomma, di Libattion si sentirà ancora parlare. •
«Ogni e-Brick che arriva sul mercato equivale ad un risparmio di 160 kg di CO2 rispetto alle batterie di nuova produzione» Stefan Bahamonde, co-fondatore di Libattion
Succede a tutti di essere intralciati da qualche utente della strada. I più reagiscono con un colpo di clacson esasperato o incollandosi a chi va troppo lento. Talora, però, scattano urla e improperi che finiscono in rissa. TESTO URS-PETER INDERBITZIN
L
a rabbia può venire a costare cara. Anche 1000 franchi. È questa la multa confermata dal Tribunale federale nei confronti di un pedone per danneggiamento. I fatti risalgono a parecchi anni fa: l’uomo stava attraversando un incrocio a piedi con il semaforo verde. Giunto a metà percorso, un automobilista lo supera alle spalle rischiando di sfiorarlo. Il pedone, stizzito, sferra un pugno contro lo sportello del veicolo, ammaccandolo. Il gesto incontrollato provoca un danno di 1200 franchi e ha conseguenze pesanti per il pugile. La corte non accoglie le sue motivazioni e cioè che voleva solo avvertire l’automobilista, che svoltava con il giallo, di stare attento alle altre persone che si trovavano ancora sulle strisce pedonali. Avendo praticato la boxe per lungo tempo, i giudici danno per scontato che doveva conoscere l’effetto che il colpo inferto con notevole forza avrebbe avuto sulla portiera (6S.169/2003 del 21.11.2003).
Espulso per reato di lesioni personali
Svizzera per 8 anni. Il Tribunale federale ha respinto il ricorso per presunta situazione di forte disagio personale, confermando l’espulsione del cittadino turco (6B_568/2020 del 13.4.2021).
5 anni e mezzo di reclusione È andato in tilt un automobilista che se l’era presa con una coppia di jogger. Dopo il diverbio ha puntato diritto contro i due che hanno cercato di mettersi in salvo saltando nel prato adiacente la strada. Il conducente manovrando ha provocato uno scontro in cui uno dei due jogger è rimasto gravemente ferito. Ai giudici l’imputato aveva asserito di aver provato a scansarlo con una brusca sterzata. Questi non hanno però sentito ragioni e hanno condannato il pazzo al volante a 5 anni e mezzo di prigione per tentato omicidio (6B_897/2017 del 24.7.2018). Nove mesi di reclusione ed espulsione dalla Svizzera per 5 anni per condotta pericolosa, questa infine la sanzione inflitta all’automobilista che aveva attaccato l’opponente con cui aveva litigato in un bar. Fuori dal locale è salito sulla sua Jeep Wrangler e, messo in moto, ha tentato di travolgerlo col fuoristrada. Fortunatamente l’uomo si è salvato in extremis saltando in un mucchio di neve (1P.9/2006 del 7.3.2006). •
Più recente un episodio di per sé banale degenerato in violenza: un automobilista che stava uscendo all’indietro da un parcheggio per immettersi nella carreggiata si è visto bloccato da una vettura che vi stava transitando. Adirato è sceso e ha picchiato il malcapitato conducente attraverso il finestrino. In preda alla furia ha poi afferrato una grossa chiave telescopica che aveva a bordo, sbattendola più volte in faccia alla vittima, la quale ha riportato lacerazioni alla testa e contusioni ad entrambi i URS-PETER polsi. L’aggressore è stato INDERBITZIN punito con pena detentiva di 24 mesi sospesa con la conconsulente giuridico dizionale e dovrà lasciare la
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Un all inclusive per auto eccezionali Dall’acquisto alla custodia, passando per la manutenzione, la società vodese Drive Vintage accompagna gli appassionati di belle auto affinché possano consacrarsi unicamente alla loro passione per la guida. Visita a uno scrigno di gioielli motorizzati. TESTO PASCALE STEHLIN | FOTO OLIVIER VOGELSANG
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Q
uando si varcano le porte discrete della società Drive Vintage, con sede a Duillier nel canton Vaud, si resta con gli occhi sbarrati. Le belle carrozzerie si susseguono e la concorrenza è elevata. Una Maserati 6CM del 1936 cattura il nostro sguardo, prima ancora d’essere attirato dalla Lancia Aurelia B20 GT, vittoriosa nella 24 ore di Le Mans del 1951.
MOBILITÀ
servizio risponde pienamente a un’attesa degli appassionati d’auto straordinarie: «Alcuni collezionisti possiedono talvolta diverse auto, ma non hanno gli spazi idonei per tenerle appropriatamente. Qui hanno la possibilità d’accedere al loro gioiellino 24 ore su 24, 7 giorni su 7, o possono ricorrere ai nostri servizi per portare l’auto a casa loro o direttamente a un evento».
Una Porsche 911 del 1972 troneggia nel bunker protetto di Drive Vintage.
Fondata nel 2015, Drive Vintage gestisce un parco automobilistico di quasi 300 veicoli, ripartiti su differenti siti. La società vodese risponde a tutte le richieste riguardanti le vetture moderne o da collezione, dall’acquisto di un veicolo alla sua manutenzione, passando dalla custodia e fino alla vendita. Qui le auto sono trattate come regine, con tanto di seguito. Come il portiere di un grande
hotel, il cofondatore Jeremy Rollet ci conduce a qualche chilometro dalla sede della sua impresa, in un luogo tenuto segreto, alla scoperta di un bunker particolare. Per entrarvi occorre superare la prova del riconoscimento facciale. Sotto stretta sorveglianza, scopriamo uno spazioso garage dotato di un centinaio di posti dove, accanto alle Ferrari, si trovano delle Rolls-Royce, delle Fiat o
delle Bentley. Ogni cliente ha così la possibilità di posteggiare il proprio gioiello in assoluta sicurezza, dato che il luogo è provvisto d’allarmi. Tasso d’umidità e temperatura sono sotto controllo, ricarica e teloni sono a disposizione. Le automobili qui beneficiano di un servizio degno di un cinque stelle, adattabile in funzione dei desideri della clientela. Secondo Jeremy Rollet, questo tipo di
Jeremy Rollet, che prima era una guida di montagna, ha voluto creare questa società constatando l’attrazione importante per le auto da collezione. Secondo uno studio realizzato da Swiss Historic Vehicle Federation (SHVF), la Svizzera conta infatti quasi 156 000 veicoli veterani (tra auto, moto e camion), la cui immatricolazione risale a più di 30 anni. Nel nostro Paese, ci sono più di 250 club o associazioni che si dedicano alla salvaguardia delle auto storiche. È vero che questi testimoni del passato destano molta simpatia nella popolazione, come ci conferma Roland Bandieri, presidente del Veteran Car Club Romand: «Durante le nostre uscite, numerose persone ci salutano con un gesto o un bel sorriso quando passiamo davanti a loro». Le oldtimer suscitano una specie di slancio nostalgico. Torna infatti alla mente l’auto di un nonno oppure quella intravvista in un vecchio film che ci è piaciuto.
Una «Madeleine di Proust» La vista e la guida di vecchie auto sono dei vettori d’emozioni, come rivela Roland Bandieri: «Certe persone aspirano a prendersi il tempo per una semplice gita con picnic. Talvolta è una ricerca verso una maggior autenticità, lontano dalla frenesia quotidiana, che ci ricorda i bei vecchi tempi». L’acqui- → settembre 2021 | touring
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MOBILITÀ sto di un veicolo è spesso influenzato anche dall’emozione, come spiega Jeremy Rollet: «Uno dei nostri clienti ha avuto un colpo di fulmine per un’auto perché il suo colore, un blu molto particolare, gli ricordava gli occhi della moglie».
Auto impregnate di storia Il passato di un’automobile gioca pure un ruolo preponderante nell’attrazione suscitata in un collezionista. Così, spesso, i veicoli che hanno una storia atipica prendono valore col passare del tempo. È il caso, ad esempio, della Ferrari 365 GTC che troneggia nel posteggio sotterraneo di Drive Vintage. In effetti, essa sarebbe appartenuta alla famiglia di Fidel Castro per diversi anni. Che sia stata proprietà di una celebrità oppure che abbia vinto una corsa mitica, ogni autovettura rappresenta un’eredità fantastica, che testimonia la storia della nostra mobilità. Ed è quindi un oggetto rotante venerabile che merita d’essere preservato come una regina. •
Jeremy Rollet e una Ferrari che sarebbe appartenuta a Fidel Castro.
DIVENTARE RESTAURATORE D’AUTOMOBILI
Questa Lancia ha vinto la 24 ore di Le Mans nel 1951.
Roland Bandieri e Gilles van Mesdag hanno allestito la nuova formazione di restauratore d’auto in Romandia.
Gli appassionati di restauro d’automobili potranno d’ora in poi formarsi nella Svizzera romanda. Finora, la formazione di restauratore d’automobili, organizzata dall’IGFS, esisteva solo nella Svizzera tedesca. Una prima sessione in francese inizierà in settembre. I corsi pratici e teorici avranno luogo in tre località: Ginevra, Yverdon e Friburgo, per distribuire equamente gli spostamenti dei partecipanti romandi. La formazione porta a un brevetto federale e costa 18 000 franchi. I diversi moduli si alterneranno su una durata di tre anni. In programma: elettricità, trasmissione, motore, telaio. Parallelamente, si consiglia d’esercitarsi regolarmente, per poter aumentare le proprie chance all’esame. Secondo gli organizzatori romandi, Roland Bandieri e Gilles van Mesdag, diversi interessati si sono già iscritti per essere ammessi a questo primo anno formativo. Restano comunque ancora alcuni posti a disposizione. Per iscriversi: fahrzeugrestaurator.ch
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Elettrizzanti all’unisono Quanto valgono le autovetture elettriche di categoria media? Un test comparativo promosso dal settore Consulenza mobilità del TCS traccia un bilancio positivo. I 4 modelli esaminati si sono rivelati convincenti. REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN | TEST TCS MOBE | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Dati tecnici Marca/modello Prezzi dei modelli del test Prezzi di base Peso a vuoto Lunghezza/capacità del bagagliaio Potenza Coppia massima Accelerazione (da 0 a 100 km/h) Tipo di trazione Capacità della batteria (lordo/netto) Consumo WLTP (kWh/100 km) Autonomia (ciclo WLTP)
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VW ID.3 First Edition 53 560.– 52 900.– 1932 kg 4,26 m/385 l 150 kW/204 CV 310 Nm 7,3 s posteriore 62/58 kWh 19,4 331 km
Hyundai Kona Electric Vertex 52 200.– 49 900.– 1818 kg 4,18 m/332 l 150 kW/204 CV 395 Nm 7,9 s anteriore 67/64 kWh 14,7 484 km
Peugeot e-2008 GT 49 900.– 47 550.– 1702 kg 4,30 m/405 l 100 kW/136 CV 260 Nm 9,0 s anteriore 50/46 kWh 18,3 428 km
Tesla Model 3 Standard Range Plus 46 500.– 44 900.– 1700 kg 4,69 m/425 l 239 kW/325 CV 420 Nm 5,6 s posteriore 55/50 kWh 14,2 440 km
TECNICA
P
er questo test comparativo il TCS ha preso in considerazione 4 modelli elettrici di ampia diffusione con prezzi tra i 45 000 e 55 000 franchi. Il test ha messo a confronto i modelli compatti Hyundai Kona Electric, Peugeot e-2008 GT e VW ID.3 così come la berlina di taglia più grande Tesla Model 3. Globalmente non hanno evidenziato difetti importanti.
dia di 16,4 kWh/100 km, incluse le abituali perdite che intervengono durante la ricarica. Tale modello, dotato anche della batteria più grande (64 kWh netti), ha ovviamente realizzato pure l’autonomia maggiore, ossia 481 km. Al contrario, la Peugeot e-2008, dotata dell’accumulatore più piccolo (46 kWh), non supera i 275 km. Un’opzione comunque positiva nel bilancio ecologico.
Ogni modello tuttavia possiede le proprie qualità. Le differenze derivano essenzialmente da specifiche tecniche.
Autonomia variabile I test dinamici sono stati realizzati sulla pista del TCS a Cossonay e le misurazioni al banco di prova della sezione bernese. In tema di consumi la Hyundai Kona si è rivelata la più economica con una me-
→
La banda delle quattro è stata sottoposta a diversi test dinamici sulla pista della sezione vodese a Cossonay.
Valori misurati durante il test comparativo TCS Marca/modello Accelerazione (da 0 a 100 km/h) Distanza di frenata (da 100 a 0 km/h) Diametro di sterzata Insonorizzazione (dBA) a: 60 km/h 80 km/h 100 km/h Larghezza del bagagliaio Altezza del bagagliaio Lunghezza del bagagliaio Consumo secondo computer di bordo (senza perdite di ricarica) (kWh/100 km) Consumo misurato (con perdite di ricarica AC/DC) (kWh/100 km) Consumo WLTP (kWh/100 km) Autonomia (calcolata) Peso a vuoto misurato Dimensione pneumatici Tipo di pneumatico
VW ID.3 First Edition 7,4 s 35,1 m 10,3 m 56 59 62 103 cm 46 cm 70 cm
Hyundai Kona Electric (Vertex) 7,4 s 36,4 m 11,2 m 56 61 63 101,8 cm 46,2 cm 65,1 cm
Peugeot e-2008 GT 9,7 s 35 m 11,3 m 57 60 62 101 cm 42 cm 66,5 cm
Tesla Model 3 Standard Range Plus 6,1 s 36,8 m 12,1 m 58 61 64 95,6 cm 51,9 cm 102,2 cm
15,3
13,3
16,7
14,0
16,6 19,4 379 km 1953 kg 215/45 R20 Goodyear Efficient Grip
16,4 14,7 481 km 1929 kg 215/55 R17 Michelin Primacy 4
18,6 18,3 275 km 1818 kg 215/55 R18 Michelin Primacy 4
17,6 14,2 357 km 1744 kg 235/40 R19 Hankook Ventus S1 Evo 3
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Prestazioni divergenti Il test comparativo tecnico ha fatto emergere le differenze maggiori. Come indica il diagramma qui a lato, la Hyundai e la Tesla si distinguono in materia di consumi. A livello di motorizzazione, la Tesla da 325 CV eroga le accelerazioni più incisive. Ma la Hyundai e la VW, che sviluppano 204 CV, sono anch’esse dinamiche. Con una potenza nettamente inferiore (136 CV), la Peugeot viaggia a rimorchio. Tuttavia passa da 0 a 100 km/h in 9 secondi e presenta il miglior bilancio ecologico. Sul piano del comportamento, la Tesla entusiasma i collaudatori del TCS. Il baricentro basso, la ripartizione equilibrata delle masse e lo sterzo preciso contribuiscono
al piacere di guida. Altra trazione posteriore, la VW vanta una tenuta di strada rigorosa. Dotata di buona stabilità, la Kona soffre una certa goffaggine nel muoversi, in particolare a causa del peso. La Peugeot è anch’essa un po’ goffa, ma recupera grazie al suo telaio confortevole che assorbe bene le irregolarità. Cosa che non vale del tutto per la Hyundai e la VW che monta gomme da 20”. Quest’ultima è ben insonorizzata mentre la Tesla, dalla taratura delle sospensioni rigida, possiede l’abitacolo più rumoroso. In fatto di dotazione di sicurezza, i quattro modelli sono ben equipaggiati. Ma i sistemi di assistenza non hanno funzionato in modo ottimale in talune circostanze.
VW ID.3 First Edition
Hyundai Kona Electric Vertex
Le quattro vetture durante il test comparativo del TCS.
Paragone parte tecnica Panoramica dei 4 veicoli
5 4
Consumo / CO�
3 2 1
Sicurezza / Assistenti
Motore / Trazione VW ID.3 Peugeot e-2008
Peugeot e-2008 GT
Rifinitura curata dell’abitacolo
Abitabilità e spazio per le gambe sul divano
Sedili anteriori con funzione massaggio
Motore vivo e ben regolato
Bagagliaio voluminoso
Equipaggiamento generoso versione Vertex
Design alla moda esterno ed interno
Gruppo motore molto efficace, consumo più basso del test
Telaio confortevole e rumorosità a 100 km/h contenuta
Telaio dalla buona taratura Ricca dotazione di serie, in particolare per la sicurezza Materiali poco pregiati, allestimento interno privo di charme Schermo tattile poco intuitivo Interventi fastidiosi del mantenimento della corsia lungo i cantieri Prezzo elevato
38 touring | settembre 2021
Buone prestazioni di garanzia Spazio limitato sul divano, niente spazio per i piedi sotto il sedile anteriore
Abitacolo / Multimedia
0
Abitacolo spazioso e modulabile
Insonorizzazione efficace
Carrozzeria / Bagagliaio
Comfort
Comportamento Hyundai Kona Tesla Model 3
Tesla Model 3 Standard Range Plus Abitacolo spoglio, ogni funzione è gestita tramite lo schermo tattile centrale Agilità manifesta, auto più dinamica del test, ma comfort mediocre Eccellente apprezzamento del motore Visibilità ridotta
Mancanza di vivacità, accelerazioni inconsistenti oltre i 100 km/h
Accessibilità e architettura del bagagliaio
Consumo elevato e autonomia ridotta
Rumorosità più alta del test
Materiali di poca qualità
Assenza display head-up
Regolazione limitata degli appoggiatesta posteriori
Inserimento del mantenimento della corsia cambiando fila, allerta angolo morto appare solo sullo schermo centrale e non sul retrovisore
TECNICA
A ognuna la sua clientela il video del test tcs.ch/ portale-video
Paragone gruppi di riferimento Panoramica dei 4 veicoli 5
Famiglia
4
Prezzo / Prestazioni
Senior
3 2 1 0
Piacere di guida
Traffico urbano
Montagna
Traffico lunga distanza Trasporto
VW ID.3
Hyundai Kona
Peugeot e-2008
Tesla Model 3
VW ID.3 First Edition Buon livello di comfort e pratici accessi, molto appropriata per i senior Abitacolo spazioso, appropriata per le famiglie Il più piccolo diametro di sterzata, perfettamente adatta all’uso urbano Bagagliaio relativamente piccolo e poco adatto per trasporto cose voluminose Qualità percepita senza charme dell’abitacolo e materiali a buon mercato non ideali per lunghi viaggi
Hyundai Kona Electric Vertex Buon livello di comfort, buon accesso al bagagliaio e illuminazione efficace, veicolo molto appropriato per i senior Ampia autonomia, buona motricità che favorisce la guida sui tragitti in montagna Mirato rapporto prezzo/ prestazioni, condizioni di garanzia generose Spazio posteriore poco adatto alle famiglie
Con il suo spazioso abitacolo, la VW ID.3 è davvero adatta alle famiglie. Lo stesso vale per la Kona, dotata di un ampio equipaggiamento di serie, e della Peugeot il cui bagagliaio è piuttosto voluminoso. Al contrario, quello della Tesla presenta un accesso poco pratico. Se la Peugeot vanta una qualità percepita di buona fattura, gli altri tre modelli non brillano su questo fronte. A parte la Tesla, il cui accesso è basso e l’ammortizzamento rigido, le auto si adattano bene anche per le persone anziane.
In questo senso, la Tesla è penalizzata dalla sua lunghezza e dal grande raggio di sterzata.
Il diametro di sterzata ridotto della VW a motore posteriore fa meraviglia in ambito urbano. Stesso discorso per le misure compatte dei modelli Hyundai e Peugeot.
Dotata di accelerazioni sportive, la Tesla vanta il miglior rapporto prezzo-prestazioni, seguita dalla Hyundai. Entrambe offrono un reale piacere di guida. Le prestazioni della VW appaiono penalizzate dal peso. Sebbene comoda, la Peugeot ha un’autonomia troppo bassa per avventurarsi nei lunghi tragitti. La VW invece dispone di sedili confortevoli e di una buona insonorizzazione, mentre la Hyundai vanta la migliore autonomia. La Tesla beneficia infine di un’ampia rete di supercharger e di un sistema efficace di pianificazione del viaggio. ◆
Peugeot e-2008 GT
Tesla Model 3 Standard Range Plus
Abitabilità posteriore spaziosa in confronto, ben appropriata per le famigle
Buona autonomia, sistema multimediale evoluto e pratico nei lunghi viaggi
Bagagliaio voluminoso in confronto, ben concepito in generale per il carico di oggetti
Densità rete supercharger, pianificazione dei viaggi semplice e precisa
Livello di comfort elevato, adatta per i lunghi viaggi Rapporto meno buono prezzo/prestazioni di guida e condizioni di garanzia abbastanza limitate Autonomia insufficiente sui lunghi tragitti, poca sensazione di guida
Rapporto molto buono prezzo/prestazioni, eccellenti prestazioni a prezzo modico Telaio rigido e sportivo, accesso basso poco indicato per i senior Bagagliaio voluminoso, ma dall’accesso scomodo Diametro di sterzata maggiore in confronto, cattiva visibilità periferica, meno adatta all’uso urbano
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Come riuscire a vendere la propria auto La domanda di auto usate risulta nuovamente in crescita. Chi desidera vendere il proprio veicolo, possibilmente a condizioni vantaggiose, deve tuttavia tenere conto di alcuni aspetti sia finanziari che pratici. Auto non sufficientemente pulite, odori fastidiosi e bruciature presenti qua e là possono infatti allontanare i potenziali acquirenti. Nel corso del 2020, anno caratterizzato dal coronavirus, il mercato delle auto nuove in Svizzera ha registrato il peggiore risultato dai tempi della crisi petrolifera degli anni ´70. Nettamente più stabile, invece, si è rivelato il mercato delle auto usate: secondo Eurotax, un’azienda che gestisce informazioni provenienti dal settore automobilistico, a seguito del primo lockdown si è infatti assistito subito a un netto recupero. Per il 2021 si prevede un’ulteriore tendenza alla stabilizzazione nonché una ripresa dei prezzi. Questo si rivela quindi il momento giusto per vende re la propria auto privata. Tuttavia, è necessario tenere presenti alcuni aspetti.
Pratici consigli e suggerimenti
Chi desidera vendere la propria auto su Internet può attenersi alle linee guida delle più famose piattaforme per auto usate. Tuttavia, è importante svolgere alcune attività preliminari, tra cui rientrano la preparazione al collaudo e l’approntamento di tutti i documenti inerenti al veicolo. Oltre a questo, lo stato del veicolo dovrà risultare curato. Un lavaggio radicale con sente di rimuovere la sporcizia. Più difficili da mascherare si rivelano invece i cattivi odori, come ad esempio quelli causati da snack untuosi consumati all’interno dell’auto o equipaggiamenti sportivi usati. Sia un odore di fumo particolarmente accentuato che chiazze scolorite presenti sul rivestimento interno del tetto e causate dal fumo risultano spesso fastidiosi per i potenziali acquirenti. Idealmente i potenziali venditori di veicoli usati dovrebbero evitare del tutto di fuma re in auto; tuttavia, chi non si attiene a questa regola e non ha intenzione di farlo dovrebbe almeno valutare di effettuare il passaggio a un’alternativa totalmente priva di fumo. Come ad esempio IQOS, il dispo sitivo di riscaldamento del tabacco di Philip Morris, che non prevede alcuna combustione e non genera alcun fumo, ma
che utilizza vero tabacco per produrre un vapore di tabacco contenente nicotina.
Una soluzione elettronica anziché a combustione
Così come avviene nel settore delle auto mobili, anche a livello di consumo di tabacco la tendenza risulta orientata verso soluzioni elettroniche anziché basate sulla combustione e, nell’ambito della cosiddetta tecnologia «heat not burn», Philip Morris si ritaglia un ruolo da vera pioniera. IQOS è stato infatti sviluppato all’interno del reparto aziendale di Ricerca e Sviluppo a Neuchâtel e nel 2015 è stato quindi lanciato sul mercato svizzero. Grazie a una solu zione elettronica all’avanguardia, il siste ma riscalda miscele di tabacco specificata mente preparate fino a raggiungere quasi 350 gradi Celsius e senza sviluppare alcuna combustione né provocare emissio ne di cenere, fumo o fuoco. L’utilizzo di IQOS all’interno della propria auto consente quindi di scongiurare possi bili indesiderate bruciature alle imbottiture dei sedili e il fastidioso odore di fumo di sigaretta sarà quindi solo un ricordo del passato. Anziché fumo, il sistema produce infatti un vapore di tabacco contenente nicotina in grado di offrire un perfetto equilibrio di aroma e gusto.
Una volta che avrete tirato a lustro la vostra auto usata, anche in termini di odori, e dopo aver definito il prezzo e inserito l’inserzione, nulla vi impedirà di concludere una vendita di successo.
Il principio alla base di IQOS
Il funzionamento del dispositivo di riscaldamento del tabacco IQOS si basa su tre componenti: uno stick di tabacco (chiamato HEETS), dispo nibile in diversi aromi, un holder e un pocket charger. Una volta inseri to all’interno dell’holder IQOS cari co, lo stick verrà riscaldato tramite una lamina riscaldante elettronica e potrete quindi aspirare HEETS pro prio come fate con una sigaretta tra dizionale. Dopo aver assaporato il suo piacevole gusto, basterà rimuo vere lo stick dall’holder e smaltirlo in tutta semplicità nei rifiuti.
Per maggiori informazioni su IQOS e sulla scienza alla base: tryiqos.ch/it/what-is-iqos
Rivolto esclusivamente a fumatori adulti.
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TECNICA
Una SUV di stile, la nuova Evoque esibisce tratti ammorbiditi.
RANGE ROVER EVOQUE P300E R-DYNAMIC SE
Un’ibrida di velluto N4,37 m; bagagliaio: 472 l E1,5 l 200 CV, elettrica 109 CV, 308 CV cumulati, 365 Nm; cambio aut. 8 rapporti, 4×4; 0-100 km/h in 6,4 s; batteria 15 kWh; consumo (prova): pendolare: 4,7 l + 14,4 kWh/100 km; autostrada (senza ricarica): 8,9 l; autonomia el.: ca. 50 km
L72 300 fr.
Molto design, la versione ibrida plug-in della Range Rover Evoque seduce per il suo comfort elevato e un’autonomia elettrica onorevole. TESTO E FOTO MARC-OLIVIER HERREN
I
prezzi di questa Range Rover compatta sono sempre piuttosto alti, ma il sovraccosto della versione ibrida ricaricabile non è affatto eccessivo. Inoltre, il conto salato anche a causa di qualche irrinunciabile optional, permette di godere di un’auto con un enorme piacere di guida. Tolto il peso di 2322 kg, l’ibridazione incide poco sul veicolo, nemmeno in fatto di doti fuoristrada né di altezza di guado. Siamo pur sempre in casa Land Rover.
Buona autonomia Contro ogni attesa, il motore 3 cilindri downsizing si rivela relativamente discreto e in autostrada emette un delicato ronzio. Il Range viaggia di default in modalità ibrida, gestendo bene l’apporto del motore sincrono posto sull’asse posteriore. Alimentato da una batteria agli ioni di litio da 15 kWh piazzata sotto il divano, può percor-
rere fino a circa 50 km in Il sistema ibrido contribuisce modo elettrico. Sui tragitti ad abbassare il baricentro del pendolari, la pesante com6%. Tanto che, nonostante le patta si accontenta di con2,3 tonnellate, questa Evoque sumi al di sotto dei 5 l/100 si rivela ben piantata sulla km. Un dato che peggiora carreggiata e curva senza fortemente quando si è a fare una piega. L’insieme ribatteria scarica, nonostante mane tuttavia piuttosto goffo, il fatto che questo modello mentre lo sterzo offre sensacon cambio a zioni artifi8 rapporti non ciali. È soPiacere generalizzato è molto più voprattutto in Autonomia elettrica race degli autostrada Ricarica rapida 32 kW omologhi a tuttavia che Motore 1,5 l discreto benzina. Tutquesta SUV Ampia abitabilità posteriore tavia, la massa eccelle. L’inBuona qualità percepita della vettura sonorizzafrena la vivazione efficace Prezzi importanti cità dei 308 e le sospenPeso considerevole CV di potenza sioni finePrestazioni penalizzate cumulata. Le mente filConsumi senza batteria accelerazioni tranti offrono Cavo domestico opzionale restano quaninfatti un piatomeno tonicere di marche e permettono di fare i cia poco comune per un veisorpassi in sicurezza. Il piccolo di tale segmento. Stesso colo 1,5 l si picca anche di ofdiscorso per la qualità percefrire belle salite di regime, pita dell’abitacolo molto cuaccompagnate da sonorità rato che non ha nulla da invisportive ben percepibili. diare alle auto d’alta gamma,
Ricarica rapida grazie alla presa che sopporta una potenza di 32 kW.
a maggior ragione dato che lo spazio per i passeggeri dietro è generoso. Il volume del bagagliaio è invece un po’ limitato e la modularità sommaria. Sul fronte del posto di guida, la strumentazione digitale è affiancata da due schermi tattili. Apprezzabile, l’apporto del display head-up ben dimensionato. In tema di ricarica, questa ibrida è dotata di un caricatore di bordo da 7 kW e, fatto poco comune, di una presa che può ricevere una potenza massima di 32 kW. Quanto basta per fare rapidamente il pieno di elettroni. Peccato che il cavo per la ricarica domestica sia disponibile solo in opzione con sovrapprezzo (420 franchi). • settembre 2021 | touring
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TECNICA Linee chic ma senza ostentazione e una calandra verniciata.
LA VIA VERDE
L’elettrificazione a passo di marcia forzata
HONDA HR-V E:HEV
Ibridazione a tutto gas All’insegna della HR-V, Honda intende proporre soltanto versioni ibride in Europa. TESTI MARC-OLIVIER HERREN
C
onoscevamo già questa tecnologia sulla SUV CR-V e sulla mini monovolume Jazz. Ora anche la SUV urbana HR-V si allinea esclusivamente alla sigla e:HEV. Stesso discorso varrà per la compatta Civic di 11a generazione che sarà lanciata tra un anno.
Unica modifica rispetto agli altri modelli Honda, la potenza accumulata raggiunge i 131 CV e la coppia massima i 253 Nm. Per il resto, ritroviamo i due motori elettrici e il motore 1,5 l che opera in presa diretta o in veste di generatore. Come per le sue
pari, la HR-V si sforza di viaggiare prioritariamente in modalità elettrica, quindi ibrida. Questo modello non avrà una versione 4×4. Basata sulla stessa piattaforma della Jazz, questa SUV fa l’occhiolino alle coupé. L’altezza da terra cresce di 1 cm e il tetto si abbassa di 2 cm. Malgrado le dimensioni invariate, lo spazio interno aumenta sensibilmente, all’insegna dell’agio per le gambe che dietro aumenta di 3,5 cm. E dal momento che i «sedili magici» sono stati mantenuti, questa HR-V attesa per dicembre resta ben modulabile. •
Era cosa di pubblico dominio che la maggior parte dei costruttori intendessero convertire le proprie gamme all’elettrificazione e rinunciare, quantomeno a più o meno lunga scadenza, ai motori a combustione. Ma ad inizio estate, vi è stata un’accelerazione e non si contano gli annunci anticipatori delle marche. Molte si sono impegnate a cessare la produzione di motori a scoppio entro il 2030-2035, anticipando così il Green Deal della Commissione europea desiderosa di proibire la commercializzazione delle auto a carburanti fossili dal 2035.
Così Volvo ritirerà dalla sua gamma tutti i modelli a combustione, anche ibridi, entro il 2030. Stessa politica in casa Fiat la cui gamma sarà elettrificata passo a passo dal 2025 per proporre soltanto motori elettrici a partire dal 2030. Da parte sua, il gruppo Volkswagen pone delle scadenze per i motori termici che vanno dal 2033 (Audi) al 2035. Come sempre, Mazda opta per una strategia originale. In parallelo all’elettrificazione, la marca continuerà lo sviluppo di motori a combustione all’avanguardia, tra i quali dei 6 cilindri in linea. Uff! •
Basi innovative per la SUV elettrica Volvo di seconda generazione.
Lo stallone italiano non è ancora giunto allo stadio dell’elettrificazione integrale. Sia quel che sia, la berlinetta 296 GTB ibrida plug-in ha il valore di una vera e propria rivoluzione culturale. Oltre all’abbandono dell’eterno V8 per un V6, Ferrari vi affianca un motore elettrico da 167 CV. Questa sportiva dalle linee più sculturali che sportive, avrà così un’autonomia elettrica di 25 km. Non enorme, vista la capacità 42 touring | settembre 2021
limitata della batteria (7,5 kWh) per un’ibrida ricaricabile. Ma l’insieme si preannuncia esplosivo. Alimentato da due turbocompressori, il
V6 3 litri con angolo di 120 gradi eroga da solo 663 CV, mentre la potenza cumulata decolla a 830 CV. Quanto basta per fare da 0 a 100 km/h
La Ferrari 296 GTB unisce V6 turbo e sistema plug-in. Un bel bolide da 4,57 m.
in 2,9 secondi e sfiorare i 330 km/h. Il peso di questo modello ibrido che accusa 1470 kg a vuoto non sembra quindi penalizzarlo. In ogni caso la 296 GTB punta soprattutto sulle emozioni, e in particolare sulla sua sonorità, che sulle prestazioni pure. Se non vuol essere comparabile alle Dino di un tempo, più accessibili, si propone certamente come modello di entrata. Anche se il prezzo da 269 000 euro resta molto Ferrari. •
FOTO ALD
Ferrari avvia la transizione energetica
L’ESPERTO TCS
PANTHERMEDIA
La climatizzazione dell’auto, prezioso strumento per comfort e sicurezza a bordo.
Caldo fuori, fresco dentro REDAZIONE TOURING
O
ggigiorno un’automobile senza aria condizionata è quasi inimmaginabile. Infatti, questo impianto non contribuisce soltanto al comfort degli occupanti, ma anche alla loro sicurezza a bordo. Oltre a regolare la temperatura interna, il climatizzatore ha anche il compito di mantenere il parabrezza libero da ghiaccio ed evitare che si appanni, di filtrare il pulviscolo e i gas nonché di rifornire d’aria fresca l’abitacolo.
Come si produce il freddo? Proprio come i frigoriferi, i climatizzatori si basano sul principio del sistema di refrigerazione a compressione. Utilizzano l’energia di evaporazione e condensazione di una sostanza refrigerante per sottrarre calore all’abitacolo e rilasciarlo nell’atmosfera. Per far ciò, il liquido refrigerante scorre attraverso uno scambiatore di calore situato nel flusso d’aria della ventilazione. Qui il refrigerante evapora, assorbendo energia termica dal veicolo, che di conseguenza si raffredda. Il gas viene quindi condensato
in un compressore per essere poi raffreddato con aria esterna e quindi liquefatto. Alla fine il liquido refrigerante ritorna al punto di partenza del suo ciclo attraverso un serbatoio e una valvola di riduzione della pressione. Il ciclo può anche essere invertito con alcuni componenti supplementari, per trasportare nell’abitacolo il calore dall’ambiente esterno. In tal caso, il sistema prende il nome di pompa di calore, una tecnologia che si trova anche nei veicoli elettrici. Nelle vetture il climatizzatore è il dispositivo che, dopo il gruppo propulsore, consuma più energia. Per questo motivo è oggetto di particolare ottimizzazione nell’attuale transizione verso tecnologie ad alta efficienza. Nei veicoli convenzionali dotati di motore a combustione interna il compressore viene solitamente azionato direttamente dalla cinghia trapezoidale tramite un accoppiamento magnetico ed è quindi collegato stabilmente al numero dei giri del motore. Le auto elettriche utilizzano un’unità elettrica in grado di
funzionare a giri del motore ottimizzati. Se si circola con l’aria condizionata inserita bisogna comunque prevedere consumi nettamente superiori, indipendentemente dal tipo di veicolo. L’aumento risulta molto più sensibile per un’auto elettrica poiché la trazione è circa tre volte più efficiente rispetto ai veicoli con motore termico. Come regola generale occorre aspettarsi un maggior consumo del dieci percento per le auto a combustione attuali, e di un trenta percento per quelle elettriche. •
CONSIGLI
1
Arieggiare prima di salire in auto, molte chiavi a telecomando aprono i finestrini con una pressione prolungata.
2
Impostare l’aria condizionata sul ricircolo finché l’interno del veicolo non si è raffreddato.
3
L’impianto di climatizzazione aiuta a impedire l’appannamento del parabrezza anche quando il riscaldamento è acceso.
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I raggi solari creano calore; l’uso di un copri parabrezza mantiene più fresca l’autovettura parcheggiata.
JOEL WOODEN Funzione: esperto mobilità elettrica Professione: ingegnere automobilistico Bsc Contatto:
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San Gallo sconosciuto Quando si parla di San Gallo, si intende la città. In realtà il cantone offre molto di più. Per esempio, uno splendido paesaggio, specialità culinarie e una piccola regione vinicola di qualità. E perle come Altstätten e Werdenberg. Tour gastronomico nella parte orientale del cantone. →
TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER La go di Kreuzlingen C
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Vista dal sentiero gastronomico.
Ribelmais della Valle del Reno sangallese.
Anche i vini sono speciali.
Altstätten attira con le sue belle facciate.
Werdenberg e le sue antiche case di legno.
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Gita di piacere con vista sul lago
Vista dal ristorante Rossbüchel Da qui si può vedere da Rorschach a Costanza e fino a Bregenz.
L’entroterra di Rorschach può essere visitato in modo particolarmente bello mediante un’escursione culinaria. Così si possono conoscere le specialità regionali e lo splendore rurale di questa parte del cantone.
L
a prima tappa dell’escursione di diciassette chilometri ha inizio alla fermata del bus St. Gallen Martinsbrücke. Dopo una salita ripida camminiamo attraverso prati verdi e rigogliosi pieni di trifoglio, con lo sguardo che si gode l’incantevole paesaggio collinare dell’Appenzello. Lo sforzo è ben presto ricompensato dalla vista del Lago di Costanza. Durante l’escursione culinaria «Von Gang zu Gang» («Di portata in portata»), la San Gallo rurale può essere scoperta con calma. A volte, però, bisogna indovinare dove andare, perché i sentieri non sempre sono chiaramente segnalati. Una donna si affaccia dalla finestra di casa proprio al momento giusto per indicarci 46 touring | settembre 2021
il sentiero che costeggia il suo giardino.
La più raffinata cucina di campagna La prima sosta è prevista nel villaggio di Grub sul versante meridionale del Rorschacherberg, dove ci aspetta il nostro antipasto. Il Landgasthof Bären risulta essere un imponente edificio con tetto in scandole. Se si prenota il tour, si può scegliere tra un piatto di insalata appenzellese con formaggio e Mostbröckli (affettato di carne secca) o maccheroni con verdure e formaggio. Entrambi sono una delizia. Il gerente Dietmar Wild, originario del Vorarlberg, si concentra sulla cu-
cina stagionale e regionale. Nel 2020, gli esperti della Guida Michelin hanno addirittura valutato i suoi cordon bleu tra i dieci migliori della Svizzera. Tra le sue specialità si trovano anche i piatti di selvaggina. Ritemprati grazie alle sue pietanze, affrontiamo con scioltezza la prossima collina di altezza moderata, e attraversiamo la foresta diretti a Rossbüchel.
Il piatto principale è servito sulla terrazza dell’elegante edificio in legno. Il ristorante si promuove fregiandosi di una vista su cinque paesi. Cinque? Svizzera, Baden, Württemberg, Baviera e Vorarlberg, ci spiega il cameriere. Ora capisco. Comunque il panorama del Lago di Costanza è davvero mozzafiato come viene descritto sul sito web. Riusciamo a scorgere da Rorschach a Bregenz passando da Kreuzlingen. Gli escursionisti culinari possono avere sia spätzli vegetariani con formaggio e cipolle che «croccantini» al salmone con insalata mista. Decidiamo per quest’ultimo piatto e non ce ne pentiamo. Entrata gustosa: piatto di insalata con pezzetti di Mostbröckli e di formaggio al Landgasthof Bären, Grub.
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Dietmar Wild si è guadagnato una grande reputazione al ristorante Bären.
Delizioso piatto principale: «croccantini» al salmone e insalata al Rossbüchel.
Lo accompagniamo con una piccola birra del birrificio Kornhausbräu di Rorschach.
meriera ci ha riservato in terrazza un tavolo per due su un balcone stretto e lungo.
A un certo punto dobbiamo ripartire, perché dopotutto vogliamo completare il tour. Poco dopo il popolare Ristorante Rossbüchel, l’atmosfera si fa tranquilla. Passiamo davanti a belle case di legno con tetto a scandole e ricche decorazioni floreali. Questa parte del tour è molto più lunga della precedente, ma divertente. Gli alberi di un ampio tratto di foresta offrono un’ombra molto apprezzata dai partecipanti, e più tardi un ruscello sgorga accanto al nostro cammino. A Wienacht-Tobel saliamo di nuovo, sulla nostra destra una serie di vigneti. Lungo il sentiero culturale vitivinicolo sul Buechberg passiamo davanti all’affascinante Castello di Greifenstein, costruito nel 16° secolo. Come all’epoca, la tenuta è di proprietà privata. Ecco come si potrebbe vivere se non si dovessero contare i soldi.
Ci sediamo al di sopra dei vigneti e guardiamo il Comune di Thal, a cui appartiene il ristorante. Per il dessert, abbiamo una scelta tra varie torte del giorno, tra cui lo strudel di mele e la crostata di prugne. Entrambi sono deliziosi. Daniela Brugger, anche lei del Vorarlberg, è gerente dal 2020. Propone piatti casalinghi come la cotoletta, il gulasch di manzo o gli spätzli al formaggio. Tutti i prodotti provengono da Thal o dall’Appenzello, sottolinea. A settembre, ci saranno le settimane culinarie dedicate alla Stiria. Allora il ristorante sarà in fermento, perché l’orgogliosa padrona di casa sa il fatto suo. Prima di dirigerci verso la fermata del bus, ci suggerisce di assaggiare un bicchiere di «Riesling-Sylvaner Buchberg» della cantina Roman Rutishauser. L’uva cresce direttamente sotto di noi sul pendio. È un buon finale per un’escursione di successo. ◆
Dessert con vista
La padrona Daniela Brugger del ristorante Steiniger Tisch sopra Thal.
Dolce conclusione, la crostata di prugne alla Brugger.
Dopo poco meno di un chilometro, abbiamo raggiunto la nostra destinazione finale: lo «Steiniger Tisch». Il ristorante escursionistico si erge su una cresta del Buechberg da 120 anni. Lo testimoniano vecchie foto all’interno del locale. Il fatto che questo ristorante sia sopravvissuto non è sorprendente data la sua posizione. Chiunque venga qui gode di una vista sul Lago di Costanza a sinistra e sull’Appenzeller Vorderland a destra. Tuttora esiste anche la pietra che dà il nome al luogo, che proviene da una cava vicina. Vogliamo già sederci su una panchina sotto un ombrellone colorato, ma la ca-
Il tour nel canton San Gallo è stato compiuto su invito dell’Ufficio del turismo San Gallo-Lago di Costanza.
DA SAPERE Alloggiare: il Biohotel Schloss Wartegg, Rorschacherberg, è il punto di partenza ideale per scoprire il canton San Gallo. La bella tenuta con vista sul lago e l’ottima cucina è già un’esperienza in sé, wartegg.ch Escursione culinaria: a persona (tre portate, senza bibite) 55 franchi, durata (con cibo) circa otto ore, st.gallen-bodensee.ch baeren-grub.ch rossbuechel.com steinigertisch.ch
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Il revival del Ribelmais Per molto tempo fu considerato un alimento base nella Valle del Reno, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale cadde nell’oblio. Grazie all’impegno di agricoltori e imprenditori il Ribelmais è tornato in voga.
L
e patatine chips hanno un sapore così buono che la mano continua a entrare nel sacchetto a prenderne altre. Non c’è da meravigliarsi che abbiano ottenuto tanto successo quando nel 2019 i Lütolf le hanno proposte. Anche alla Migros Svizzera Orientale il prodotto regionale ha convinto per la sua bontà. Nel frattempo, le chips Rheintaler Ribelmais sono disponibili in oltre settanta filiali.
In passato: cibo dei poveri Quando la gente pensa alle specialità sangallesi, viene in mente il brat wurst Olma con il Bürli (michetta). Tuttavia il Ribelmais era altrettanto tipico del cantone, solo che è caduto nell’oblio. Il mais veniva coltivato nella Valle del Reno, nel Vorarlberg e pure nel Liechtenstein fin dal 17° secolo ed era considerato un cibo per poveri. Il mais macinato veniva mescolato con latte, acqua e sale per fare una zuppa, che veniva poi fritta nel burro fino a formare delle briciole dorate, il ribel. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la superfi-
cie coltivata è diminuita drasticamente. Intorno al 1990, il Ribelmais era solo negli orti. Vi porsero rimedio agricoltori impegnati, cittadini privati e anche Ernst Lütolf, comproprietario dell’omonimo centro logistico per il grano a St. Margrethen. Nel 1998 venne fondata l’associazione Rheintaler Ribelmais con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di questo mais e aumentare la superficie coltivata. Oggi, la pianta, che è più magra e ha grani più leggeri del mais convenzionale, cresce nuovamente su una novantina di ettari tra Altenrhein e Zizers.
Oggi: prodotto alla moda Dal 2000, il Rheintaler Ribelmais è un prodotto AOP ed è quindi considerato patrimonio culinario della Svizzera. Questo va di pari passo con il fatto che tutto, dalla coltivazione e raccolta al processo di macinazione, è regolato con precisione. La particolarità del Ribelmais è che quasi tutto il chicco viene macinato, compreso il germe, mentre per ottenere altri prodotti di farina di mais i chicchi vengono sottoposti a degerminazione prima di essere macinati. Nel frattempo, la famiglia Lütolf commercializza e vende prodotti fatti con il Ribelmais attraverso la Lütolf Spezialitäten SA. I clienti sono grossisti svizzeri e negozi rurali della Svizzera. Ogni anno, circa 400 tonnellate di Ribelmais sono utilizzate come materia prima per la farina, la foschia (tra la farina e la semola), la polenta e per l’alimentazione animale.
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In offerta ci sono il Ribelmais macinato fine, che è ottimo per i dolci, la bramata di Ribelmais macinata grossa, che viene servita come polenta per accompagnare molti piatti. E ci sono le patatine chips fatte con il Rheintaler Ribelmais AOP, olio di girasole svizzero e sale da cucina iodato. Per questo, nel 2019 i Lütolf hanno fatto arrivare da Los Angeles un impianto speciale per la produzione di chips. Lo snack croccante è senza glutine e adatto anche a vegetariani e vegani, dice l’amministratore delegato Christian Lütolf. Nel 2021, l’azienda Lütolf è stata nominata leader nella categoria di produzione dall’associazione Culinarium, che promuove i prodotti regionali elvetici. Il premio ha dato particolare lustro alle patatine, perché il marchio di qualità Culinarium è molto prestigioso nella Svizzera orientale. •
Pannocchie più sottili e grani più leggeri caratterizzano il Rheintaler Ribelmais.
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Vino di successo dalla Valle del Reno I viticoltori come Christoph Schmid della tenuta Tobias a Berneck fanno sì che il canton San Gallo attiri sempre più l’attenzione degli intenditori di vino. Con lui l’azienda è giunta ora ben alla quinta generazione.
B
uoni vini della Svizzera orientale? A tutti viene in mente immediatamente la Bündner Herrschaft (Signoria Grigionese). Ma negli ultimi anni anche Christoph Schmid, proprietario della tenuta Tobias Schmid & Sohn a Berneck, ha attirato l’attenzione degli esperti sulla Valle del Reno sangallese raccogliendo numerosi premi. Per esempio, l’annata 2013 del suo «tobias pinot noir G5 2019» è stata premiata con l’oro al 26° Zurich International Wine Awards. Nello stesso anno, questo vino ha vinto l’oro anche al Grand Prix du Vin Suisse ed è stato nominato come il miglior pinot nero del paese, mentre il
«tobias Rivaner», annata 2018, ha ottenuto l’argento.
Tradizionalmente diverso Fondata dal suo bis-bisnonno Tobias Schmid, la tenuta esiste dal 1866. L’abbreviazione G nei pinot noir e le cuvée chiamate rouge sono un omaggio alla successione delle generazioni. L’enologo, formatosi a Wädenswil, ha rilevato la cantina da suo padre nel 2012. Deciso ad andare per la sua strada, ha sviluppato varietà classiche come il pinot nero nella nuova linea G e ha aggiunto specialità alla gamma. Attualmente, la novità in fatto di vitigni è una varietà pura di Zweigelt. Ogni anno sono
imbottigliate da 100mila a 120mila bottiglie. E poiché anche il marketing contribuisce al successo, Christoph Schmid ha fatto rinnovare completamente l’aspetto delle bottiglie. I vini Tobias sono riconoscibili dall’etichetta con le linguette pieghevoli. Per il 45enne è importante ottenere la massima qualità in armonia con la natura. Per questo motivo coltiva i vigneti in modo ecologico privilegiando tra l’altro l’utilizzo di terreni terrazzati di piccole dimensioni. In questo modo, vengono promosse nicchie ecologiche per numerose specie animali e vegetali. Il vino non va soltanto assaggiato, ma anche vissuto. Que-
sto era già il credo del padre, spiega Christoph. Durante i mesi estivi, nella tenuta si organizzano anche matrimoni. Dell’azienda fa parte anche il ristorante Buschenschenke Berneck. Sotto pergolati ombreggianti, ciclisti ed escursionisti si riprendono dalle loro fatiche con vino, grigliata mista, salsicce e contorni. Molti si dirigono direttamente al popolare luogo d’incontro, che è gestito con molta verve da Cem Utas. Sembra dunque che gli affari vanno bene per Christoph Schmid. Ci sono buone possibilità che l’azienda vitivinicola continui nella sesta generazione, perché i suoi due figli stanno già mostrando grande interesse. •
Christoph Schmid nel vigneto della sua tenuta Il 45enne colleziona numerosi premi per i suoi vini rossi e bianchi.
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Piccole e piccolissime città, veri gioielli tutti da scoprire Altstätten, che divenne ricca nel 18° e 19° secolo, merita una visita, così come pure la piccola Werdenberg con le sue magnifiche case in legno. Due luoghi per vivere la storia.
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n tempo le stalle del bestiame si trovavano sul retro e i maiali cercavano il cibo nella spazzatura. Nel Medioevo e per molto tempo dopo, la via Era-Graba dietro la Marktgasse doveva essere piuttosto puzzolente. Oggi è una graziosa viuzza con filari di alberi e il retro delle case ben tenute. Altstätten, che si trova a metà strada tra il Lago di Costanza e Buchs, è un piccolo gioiellino che visse il suo periodo d’oro nel 18° e 19° secolo. Il commercio di tessuti portava ricchezza, che si rifletteva nell’architettura degli edifici. Il centro storico consiste essenzialmente nelle vie Obergasse, Engelgasse, Pfluggasse e Marktgasse. Quest’ultima affascina il passante con le case storiche dalle facciate straordinarie. La residenza Frauenhof, ad esempio, prese il nome dalla figlia dell’ultimo nobile di Altstätten, Kunigunde. Dopo il 1486, l’edificio passò all’Abbazia di San Gallo per molti anni. Sulla Engelplatz, dove fino al 1800 si teneva il mercato del bestiame, si possono ammirare tre case tardo gotiche con magnifici frontoni. E la stoffa, così preziosa all’epoca, veniva fabbricata nel Weberwinkel, ora splendidamente ristrutturato. Da non dimenticare la maestosa residenza del mercante «zur Prestegg», che fu costruita da un renano nel 16° secolo. Nel 1788 fu convertito in un castello barocco e oggi è la sede del museo cittadino.
Città con cinquanta abitanti Incantevole, non c’è altro modo per descrivere Werdenberg, situata sull’omonimo lago. Con una cinquantina di abitanti e 34 case ben conservate che hanno almeno 600 anni, non è solo la più piccola città, ma anche il più antico insediamento in legno della Svizzera. Case a graticcio o in tronchi alpini: qui sono conservati tutti i metodi di costruzione in legno del paese. Su questo paesaggio architettonico troneggia orgogliosamente il castello, noto per il suo festival internazionale annuale di musica antica e contemporanea e di arte audiovisiva Schlossmediale. Il castello originale risale al conte Rodolfo I di Montfort, che lo costruì intorno al 1230. Dopo una storia movimentata in cui Glarona ha anche governato con mano pesante sui cittadini di Werdenberg, la «Städtli» al confine orientale della Svizzera è diventata parte del canton San Gallo nel 1803. Oggi fa parte del comune di Grabs. La storia della gente comune può essere vissuta nel Museo «Schlangenhaus» (casa del serpente), mentre nel castello sono state archiviate le epoche sotto i balivi glaronesi e l’influente famiglia borghese Hilti. Si raccomanda anche una visita guidata con l’ex insegnante This Isler, che grazie alla sua abilità narrativa fa rivivere la storia di Werdenberg. ◆
Tre case tardo gotiche con frontoni impressionanti ad Altstätten.
Nella graziosa via Era-Graba, un tempo i maiali cercavano il cibo nella spazzatura.
Le case di Werdenberg sfoggiano tutte dei giardini ben curati.
Il castello sovrasta con orgoglio la mini città con solo 34 case.
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Cercasi pattugliatori volontari Panne in crescendo e pochi carri attrezzi: a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 la sezione Zurigo cercò di uscire dall’impasse reclutando soccorritori ausiliari fra le fila dei propri soci. Che dovevano avere il pallino per i motori, ma non solo. Uno di loro racconta. TESTO DOMINIC GRAF
A
ll’inizio degli anni Sessanta il servizio di soccorso stradale del TCS Zurigo disponeva di appena due veicoli attrezzati. Di fronte al boom di auto messe in circolazione e il conseguente aumento delle panne la Patrouille TCS toccò i limiti delle sue capacità. Per superare la carenza si decise di far appello allo spirito di corpo del club invitando i soci a collaborare, su base volontaria e gratuita. Nacquero i pattugliatori ausiliari.
Il profilo dell’aiuto pattugliatore nel 1972
I trucchi del mestiere e una buona dose d’inventiva Una di queste «persone di carattere irreprensibile» si chiama Hans Rudolf Meier. Il veterano dichiara di aver fatto parte
La dotazione fornita, pur utile e funzionale, talora si rivelava poco adatta e allora il pattugliatore doveva improvvisare sul posto. Come quella volta in cui Hans Rudolf Meier venne chiamato per una Renault R4 in avaria. «Aveva la cinghia rotta che, a corto di pezzi di ricambio, ho sostituito con una calza di nylon di mia moglie. Un rimedio di fortuna, certo, ma ha permesso al guidatore di
→ Iscritti al corso per pattugliatori ausiliari nel 1961.
FOTO ZWISCHENGAS.COM/AUTOMOBIL REVUE/ALD
La selezione era rigorosa: i candidati dovevano soddisfare requisiti precisi, non solo tecnici. In un articolo pubblicato nel 1972 sulla rivista «Automobil Revue» si leggeva: «Si accettano solo per-
sone di carattere irreprensibile. Devono essere guidatori esperti e percorrere di regola almeno 10–20 mila chilometri all’anno con una vettura ufficialmente collaudata, sottoposta inoltre ogni anno ad ispezione da parte del TCS. È richiesta la licenza di condurre ottenuta almeno due anni fa. L’aspirante pattugliatore ausiliario deve seguire un corso introduttivo che si conclude con un esame. Sono ammesse anche donne, purché idonee, ovvero esclusivamente autiste di ambulanza o in possesso di licenza equivalente».
della «truppa» per parecchio tempo all’inizio degli anni Settanta. Anche se il suo periodo nel team dei volontari risale a cinquant’anni fa, ne conserva un ricordo nitido quanto positivo. «Dopo il corso introduttivo ci consegnarono un kit attrezzi e il distintivo giallo di pattugliatori ausiliari da fissare al paraurti e, così muniti, eravamo autorizzati ad intervenire sulle strade». L’equipaggiamento messo a disposizione, del valore di 900 franchi, comprendeva poi una tuta da lavoro, una farmacia di primo soccorso, una macchina fotografica, un estintore e dei gessetti.
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CLUB arrivare almeno fino all’officina più vicina». Spesso si trattava di cambiare semplicemente una gomma a terra, cosa che «in passato era molto più frequente di oggi». Come lo erano gli automobilisti che rimanevano a secco di benzina. «Non era affatto raro che venissi chiamato per rabboccare la benzina, siccome molte auto non avevano ancora l’indicatore del livello carburante ma solo il contachilometri giornaliero. Ed era facile dimenticarsi di azzerarlo prima di partire» si ricorda.
manubrio come segnale d’emergenza. Il simbolo era stato ideato dal leggendario giornalista e testatore di moto tedesco Ernst Leverkus alias Klacks spiega Hans Rudolf Meier.
Gloriosi tempi passati
Oggi un servizio di soccorso stradale prestato da volontari sarebbe impensabile. La complessità e varietà di modelli d’auto Hans Rudolf Meier, richiede conoscenze speex pattugliatore ausiliario cialistiche a tutto campo, che non potrebbero essere acquisite con una giornata preparatoria. Un foulard giallo indicava Ai tempi rappresentò però una soluzione un guasto alla moto ingegnosa, oltre che una prova concreta Durante la sua «carriera» in seno alla dello spirito associativo e del forte senso pattuglia volontari TCS Hans Rudolf di appartenenza e solidarietà che aniMeier ha aiutato un buon numero di aumava il TCS. tomobilisti a proseguire il viaggio. Capitava anche di dover soccorrere delle due Non solo per i conducenti in panne, anruote. «All’epoca i motociclisti in panne che per i pattugliatori volontari il comlegavano un fazzoletto da collo giallo al pito si rivelava gratificante sotto ogni
«Molte auto non avevano ancora l’indicatore del livello carburante»
L’equipaggiamento era composto di tuta, attrezzi, targhetta distintiva, farmacia, camera fotografica, estintore e gessetti.
aspetto. Infatti offriva loro la chance non solamente di assistere chi veniva a trovarsi in difficoltà, ma anche di mettere a frutto le proprie competenze ed attitudini in fatto di motori. ◆
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CLUB
Parcheggio digitale smart e senza contanti TCS Park & Pay, l’app che riunisce i maggiori gestori di parcheggi in Svizzera, cresce ancora. Ora la rete si è estesa a circa 500 posti P+Rail e a Parcandi: la start up offre spazi prenotabili, pure nelle autorimesse. TESTO DOMINIC GRAF
T
rovare e pagare un parcheggio non è mai stato così facile come con TCS Park & Pay. Dall’anno scorso la funzione è gratis per gli utenti dell’app TCS. Grazie alla partnership di vari operatori, che insieme costituiscono la più grande rete di parcheggi digitale sul territorio, essi hanno accesso a più di 100 000 posteggi. Si paga soltanto la durata di sosta effettiva, comodamente tramite cellulare e quindi senza contatto. Di recente l’app è stata estesa ad altri due partner. Con la loro integrazione l’utente beneficia di
alcune novità a valore aggiunto.
Il posto riservato via Parcandi Grazie al nuovo partner Parcandi, adesso il parcheggio può essere prenotato gratuitamente fino a due ore in anticipo. Viene quindi meno la ricerca di un posto nelle zone dei centri già molto trafficate, snervante sia per l’automobilista che per gli esercenti e residenti. L’offerta include posteggi coperti e garage multipiano. La start up Parcandi creata dalla Basilese ha sviluppato uno speciale si-
stema per l’apertura e la visualizzazione della disponibilità posti, flessibile ed adeguabile ad ulteriori strutture. Gli edifici di appartamenti e immobili commerciali come pure gli stalli sono riconoscibili dal logo Parcandi. Attualmente l’offerta copre Basilea, Basilea Campagna, Berna, San Gallo, Wettingen e Zurigo, ma sarà costantemente ampliata.
P+Rail combina auto e trasporti pubblici Con P+Rail il TCS conquista un secondo nuovo partner di spicco che apporta circa 500
TCS PARK & PAY CONVIENE Risparmiatevi il fastidio di dover racimolare monete e inserirle nel parchimetro. Con TCS Park & Pay pagate il posto comodamente tramite smartphone. E solo per il tempo di permanenza effettivo. I soci titolari di TCS Mastercard approfittano inoltre di uno sconto del 20% su tutte le soste. Scaricate ed installate subito l’app TCS. Quindi selezionate il servizio Park & Pay per cercare un posto auto in tutta semplicità. Di più su park-pay.tcs.ch
parcheggi nelle migliori posizioni, in prossimità delle stazioni ferroviarie. L’utente può così abbinare agevolmente auto e mezzi pubblici, una scelta consapevole, decisamente sostenuta dal TCS. Tramite la sua app il club sviluppa e valorizza così la propria gamma di servizi utili ed innovativi offrendo accesso a modalità di trasporto alternative ed intelligenti. ◆
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Novità L’app TCS viene costantemente ampliata. Ora con opzione di prenotare posti anche nei garage multipiano.
CLUB
Il TCS aiuta anche chi è rimasto senza lavoro TCS Job Assistance offre un sostegno pratico a chi ha perso il posto di lavoro. Tramite il job coach, che viene ad aggiungersi al servizio online, i soci fruiscono di consulenza telefonica gratuita. TESTO DOMINIC GRAF
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er ogni fine c’è un nuovo inizio», la frase di Antoine de Saint-Exupéry si applica anche alla vita professionale. La perdita del lavoro, vuoi a seguito di licenziamento, vuoi perché l’azienda ha dovuto chiudere, è per molti un’esperienza amara, fonte di preoccupazioni esistenziali. Eppure può rivelarsi un’opportunità capace di schiudere orizzonti nuovi laddove permette di ritrovare non solo un’attività lucrativa bensì un’occupazione più gratificante. Uscire dalla disoccupazione è una sfida che
In preda allo sconforto? TCS Job Assistance aiuta a trovare un nuovo posto di lavoro.
il TCS e i suoi esperti in Protezione giuridica si propongono di agevolare nell’ambito di TCS Job Assistance. Creata lo scorso febbraio, nella piattaforma online sono confluite le ampie competenze in fatto di tutela legale presenti in seno al club, che le mette a disposizione gratuitamente del pubblico. Vi si trovano informazioni giuridiche, risposte ai principali quesiti, prontuari in tema di licenziamento, fallimento e lavoro ridotto, presentazione di candidature, ricerca di un impiego, mercato
del lavoro. Tramite la funzione di chiamata, i giuristi del TCS offrono prime informazioni individuali sugli aspetti legali della disoccupazione.
Consulto individuale Ora, il socio in cerca di lavoro può valersi di un job coach, cioè un mediatore qualificato che lo supporta al telefono nel difficile momento che sta vivendo. Grazie a questa nuova figura, predisposta in collaborazione con uno studio di consulenza specializzata nel collocamento di personale, benefi-
cia di un consulto preliminare gratuito. Questo contatto personalizzato permette di chiarire la situazione del richiedente, di individuare nuove prospettive e suggerire passi concreti verso il reinserimento nel mondo del lavoro. Il servizio può aiutare in particolare i giovani o meno esperti ad impostare e portare avanti una candidatura efficace. L’obiettivo è di far trovare loro rapidamente non un posto di lavoro qualsiasi, ma un’attività appagante. Il job coach è un’offerta del TCS rivolta in esclusiva ai soci. ◆
JOB COACH PER SOCI TCS In cooperazione con Movis AG, il TCS offre ora consulenza telefonica a chi ha perso e cerca un posto di lavoro. Si consiglia di chiamare subito per fissare un colloquio e tenere a portata di mano il numero d’affiliato indicato sulla tessera d’adesione. Il job coach è un nuovo servizio gratuito integrato nella TCS Job Assistance, riservato ai soli soci del club. Prendere appuntamento: +41 848 270 270
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CLUB
Uscire da un inferno africano grazie al TCS Grave intossicazione alimentare, Covid-19, quarantena, estorsione e ricatto: la scoperta del continente nero è diventata un lungo incubo per un ginevrino. Un esperto medico e il personale d’assistenza del club lo hanno aiutato a uscirne e lui se ne ricorda con molta gratitudine. TESTO JÉRÔME LATHION | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
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a tempo sognava di scoprire l’Africa nera. Nel marzo scorso, Olivier* e la sua compagna Isabelle* realizzano il loro progetto con una coppia d’amici della regione ginevrina in un Paese della costa occidentale dell’Africa. Un loro conoscente sul posto organizza il soggiorno di una settimana. Ma dopo solo 4 giorni, per Olivier iniziano i problemi, dapprima sotto forma di una grave intossicazione alimentare. La sorpresa peggiore giunge però il giorno dell’imbarco per il volo di ritorno. All’aeroporto viene trovato positivo al coronavirus ed è costretto dunque ad una quarantena sul posto.
Accetta la misura e rassicura i suoi cari in partenza: il ritrovo in Svizzera sarà 58 touring | settembre 2021
ritardato di una settimana al massimo. Errore di valutazione! Il confinamento diventerà un calvario prolungato di tre settimane. Estremamente indebolito, logorato da una febbre di oltre 40 gradi nel caldo soffocante, diventa rapidamente il bersaglio di tentativi d’estorsione da parte del personale di cura.
roporto, spiega Olivier. Aveva quindi il potere di decidere chi poteva lasciare il Paese e chi doveva restare». Insomma, Olivier è preso in ostaggio da un dottore poco scrupoloso, che moltiplicherà le pretese. «Per fortuna, sul posto non potevo prelevare contanti con la mia carta di credito. Ha potuto spillarmi solo l’equivalente di 500 franchi circa».
Giuramento di Ippocrate ignorato
Bloccato in questo luogo, in cui la povertà porta quasi tutti a truffare i rari turisti – «più per necessità di sopravvivenza che per malevolenza» –, Olivier mobilita le sue risorse, malgrado la malattia e un profondo sfinimento, tiene duro e negozia di volta in volta tutte le esigenze finanziarie dei suoi tormentatori. E prepara pazientemente la sua «esfiltrazione».
Peggio ancora, il medico locale inviato al suo capezzale fa lo stesso gioco, a dispetto del giuramento di Ippocrate. La sua proposta più spregevole: consentire al suo paziente un volo di ritorno in cambio della promessa dell’acquisto e della consegna di un’automobile dalla Svizzera… «Questo medico era anche responsabile dei servizi sanitari dell’ae-
Una fortuna in questo contesto: può mantenere un contatto telefonico ed elettronico con la sua amica Isabelle, rientrata in Svizzera. In possesso di un Libretto ETI Mondo famiglia, e preoccupata dallo stato di salute del suo compagno, decide di contattare il TCS il 1° aprile. Un «gesto d’amore e d’intelli-
L’ESPERTO TCS genza» apprezzato dallo sventurato: «Tornavo finalmente nei radar elvetici e il medico veniva redarguito. D’altronde ha subito cambiato atteggiamento».
Seguito a distanza
A più di tre mesi da questo soggiorno forzato di 32 giorni, Olivier, che si pente di non aver potuto perseguire sul posto il medico, a dir poco disonesto, si ritrova con un’energia recuperata al 75% e la memoria al 60% circa. E sottolinea l’impegno del club: «Il Covid rende molto vulnerabili, anche qualcuno di molto solido fisicamente e mentalmente e la cui vocazione è quella d’aiutare gli altri, come nel mio caso. Il TCS mi ha salvato la vita sul piano medico e psicologico, grazie al suo ascolto, ai consigli e all’accompagnamento, pure dopo il mio rientro. Il TCS non trascura nulla, ci si sente portati da una volontà potente, sostenuta dalla forza dell’esperienza», tiene a testimoniare con gratitudine il superstite di questa disavventura africana. • * Nomi conosciuti dalla redazione.
COPERTURA COVID INCLUSA Con le sue impennate e i relativi cali, la pandemia di Covid-19 continua a infierire a livello planetario. In questo periodo d’incertezza, il TCS propone con il Libretto ETI Mondo la protezione ottimale al di fuori dell’Europa, inclusa quindi l’Africa. Il documento d’assistenza all’estero del club copre in effetti anche i casi sanitari legati al coronavirus. Informazioni e sottoscrizione: tcs.ch/eti 0800 140 000
CONSUMO & INTERNET
Littering, quando scatta la multa
«
Durante un’escursione abbiamo notato con sgomento lattine vuote buttate nei prati fioriti. Chi abbandona rifiuti dove capita, nei campi e lungo i sentieri, non rischia una multa?»
TESTO VERA BEUTLER
Purtroppo non è affatto raro trovare lattine in alluminio, imballaggi, mozziconi di sigarette o mascherine gettati con noncuranza, anche in piena natura. Le sanzioni per il littering sono di competenza dei singoli cantoni e comuni. La Legge federale sulla protezione dell’ambiente sanziona il deposito illecito ed intenzionale di grandi quantità, ma non contiene disposizioni sul littering, ovvero l’abbandono selvaggio di piccole quantità di rifiuti.
anni la maggior parte dei cantoni e comuni ha colmato la lacuna imponendo multe disciplinari contro chi getta l’immondizia nello spazio pubblico invece che negli appositi bidoni. Gli importi variano notevolmente, da 300 franchi in Argovia ad un centinaio nei cantoni di Neuchâtel e nei Grigioni. In genere la multa viene comminata dalle forze dell’ordine, che però devono beccare il contravventore in flagrante ed incassare sul posto. L’applicazione risulta quindi difficoltosa sui sentieri escursionistici, raramente pattugliati dalla Polizia. Il Parco nazionale è protetto meglio contro questi atti di malcostume avendo i guardiani l’autorizzazione di infliggere multe. •
Nonostante l’ampio consenso circa la necessità di contrastare il problema, sempre più invadente, per il momento non si profila una soluzione a livello nazionale: è vero che il Consiglio federale ha accolto una mozione parlamentare che gli Vera Beutler, chiede di adeguare le basi legali al dr. iur. responsabile fine di adottare provvedimenti efInfo-Centro ficaci per lottare contro il littering. Diritto & Assicurazioni Si tratta peraltro di LEX4YOU misure d’incentivazione e non di in«lex4you» è una piattaforma interattiva di consutrodurre nella lenza giuridica per la vita Legge sulla protedi tutti giorni – comprenzione dell’ambiente sibile, attuale e pratica. (LPAmb) una speIl TCS è al vostro fianco per cifica norma pele questioni giuridiche. lex4you.ch nale. Negli ultimi
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MORITZ HAGER/EQ IMAGES
Infatti, a Ginevra, il medico del TCS si mette in contatto col suo collega africano, assicura a distanza un controllo medico regolare del paziente, raccomanda a Olivier d’interrompere il trattamento prescritto a base di clorochina, inefficace e tossico. «Soffrivo di palpitazioni cardiache che mi facevano temere il peggio, malgrado la mia costituzione robusta», confida quest’ultimo. Parallelamente, grazie ai test Covid regolari e infine negativi, il collaboratore del TCS incaricato del dossier può organizzare da Vernier il suo volo di rientro in Svizzera. L’imbarco avviene finalmente l’11 aprile, dopo le ultime numerose seccature aeroportuali. Senza dimenticare, sulla sua messaggeria, un’ultima richiesta assillante del medico africano.
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touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Dominic Graf Jérôme Lathion Juliane Lutz Pascale Stehlin Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Sara Bönzli Stephan Kneubühl Andreas Waber Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Susanne Troxler (T) Traduzioni Grazia Annen (I) Philippe Rawyler (F) Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch Vantaggi socio Marcel Zimmermann Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
Scriveteci… Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. Acquisto dell’auto durante la partita di jass Nel 1972 un garagista mi confidò al tavolo da jass di un possibile errore che aveva commesso. Aveva promesso a un collega di comprargli un’automobile per 500 franchi. Visto che la mia moto era stata rubata lo stesso fine settimana, e l’assicurazione mi aveva detto di rimborsarmi il valore di 1200 franchi, gli ho proposto di prendere io l’auto. Così mi ritrovai proprietario di una Triumph Herald 1360 per mille franchi. Poi, a seguito di un incidente, mi ritrovai con la Triumph ammaccata davanti. Un’officina dovette rimuovere la calandra e parte del cofano e mi diede l’indirizzo di uno sfasciacarrozze che aveva i pezzi di ricambio che mi necessitavano e me li avrebbe potuti dare per poco. Al mio arrivo il pezzo era già stato rivenduto, ma ne aveva uno di un colore più chiaro che avrebbe potuto andare ugualmente bene. Per 200 franchi comprai così il pezzo con parafango e fari. E verniciai il tutto disegnando pure una corona trionfale d’alloro… Non vi dico quanti sguardi attirò in seguito al matrimonio di una cugina! Andreas Laue
Tutti gli occhi sulla mia Triumph al matrimonio della cugina.
Cerchiamo: @ foto scattate dai lettori Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch
Lettere dei lettori
Grazie TCS! Socio fedele del TCS da lunghi anni, ho dovuto far ricorso ai suoi servizi poche volte, ma per me rappresenta sempre una grande sicurezza, particolarmente durante i miei viaggi!
Come sempre, ancora soddisfatto del TCS! Dunque resto affiliato al club!
Cosa comunicarvi, se non la mia soddisfazione e la mia fierezza nei confronti del TCS nell’indicarmi un avvocato che poi ha dimostrato tutta la sua competenza nel risolvere il mio dossier. Complimenti e tanti ringraziamenti.
Grazie mille, da sola non avrei avuto nessuna chance di impormi.
Sentiti ringraziamenti per il vostro lavoro e prezioso sostegno. Si apprezza molto quando ci si trova a confrontarsi con Golia e non ci si sente soli e abbandonati.
È sempre particolarmente gradevole quando in caso di problemi e non sapendo cosa fare, si può ricorrere ad un valido aiuto (Assista TCS) che ci consiglia e indica il giusto iter da seguire. Grazie mille!
Nomi noti alla redazione
Il mio diverbio con una multinazionale si è risolto a mia completa soddisfazione.
Errata corrige: gomme fuori tempo Touring 6/2021
«Finire i pneumatici invernali in estate» Una imprecisione è stata pubblicata in una notizietta dell’attualità da Touring. I test di frenata d’urgenza hanno mostrato che un’auto dotata di pneumatici invernali viaggia su strada asciutta ancora a 34 km/h quando quella munita di gomme estive è già ferma. E non a 48 km/h, come riportato da Touring. Questo valore più favorevole non incita però a trascurare la prudenza. Visto anche che il TCS raccomanda di preferire i pneumatici estivi, che offrono migliori prestazioni durante la bella stagione. La redazione
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
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settembre 2021 | touring
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IN GIRO CON
CORINNE GLANZMANN E MARIANNE MISCHLER
Bar Citroën con tanti cocktail e rock’n’roll In realtà si occupano di fotografia, ma le due amiche aprono un bar itinerante, che riscuote subito molto successo. E poi arriva il coronavirus a scombussolare i piani di Corinne e Marianne, tuttavia il loro bar su ruote va avanti. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER
A
volte basta l’occasione giusta affinché un desiderio diventi realtà. Nel caso di Marianne Mischler e Corinne Glanzmann, si tratta di un furgone Citroën HY del 1973, messo in vendita nella primavera del 2019. Un conoscente aveva attirato la loro attenzione sul veicolo d’epoca, che per dodici anni era stato il beniamino della fabbrica di porcellana di Langenthal. La fabbrica bernese lo aveva riconvertito in veicolo da esposizione per servizi di porcellana, e per farlo, lo aveva allungato di un metro.
Vera occasione Improvvisamente le due amiche si sono ritrovate a portata di mano un magnifico veicolo d’epoca, proprio come l’avevano immaginato, per realizzare il loro bar itinerante. Con la possibilità in più di guidarlo con la patente di categoria B. «Era il momento di agire, affinché non rimanesse un sogno per sempre», dice Mischler, che ha conosciuto la fotografa Corinne Glanzmann alla «Luzerner Zeitung». Il settore dei media era eccitante, ma entrambe avevano il desiderio di far pure qualcos’altro. Forse gestire un cocktail bar o un caffè. Tuttavia, si erano scoraggiate una volta calcolati i costi fissi. E poi l’idea geniale, la soluzione alla questione finan64 touring | settembre 2021
ziaria: un bar itinerante! «L’ispirazione ci è venuta durante una gita quando eravamo in vacanza insieme in Andalusia», ci confida Glanzmann.
Bibite innovative nell’oldtimer Hanno unito i risparmi e acquistato il Citroën HY, installato i frigoriferi e il collegamento dell’acqua e son così partite all’avventura imprenditoriale. Il primo impiego in un festival è stato un successo. «Un veicolo d’epoca fa ovviamente colpo. E la voce si diffonde tra la gente», spiega Mischler. «Gli uomini sono spesso sorpresi nel vedere giovani donne in grado di guidare un veicolo così vecchio senza servosterzo». Naturalmente parte del successo è dovuto anche ai cocktail speciali di Corinne e Marianne. Sul loro sito «drinkbar. rocks» scrivono che la musica risuona nelle bibite. Chiunque abbia mai usufruito del loro bar non può che essere d’accordo. Con o senza alcol, i loro cocktail contengono sempre sciroppi fatti in casa, di albicocca, basilico o limone. Le due giovani sperimentano costantemente altre miscele dai nomi accattivanti. «Il più apprezzato è ‹el Verano›, che significa estate in spagnolo», afferma Glanzmann, che ha un debole per la Spagna. Con-
tiene sciroppo di limone, tequila, rum, succo di lime e altro, che le bariste non rivelano. Chiaramente vengono serviti anche i classici gin tonic e birre. Il bar è ben fornito. E ai conducenti possono offrire – oltre i mocktail – diversi tipi di tè freddo e schorle fatti in casa.
Il bar è nuovamente «on tour» Gli affari andavano a gonfie vele. Nei fine settimana erano «on tour» tra feste aziendali e celebrazioni private. Quando l’autostrada è leggermente in discesa, il Citroën riesce a raggiungere gli 80 chilometri orari. In realtà, volevano ridurre il loro carico di lavoro e dedicare più tempo al bar… Ma la pandemia le ha bloccate. Poi Glanzmann ha cambiato lavoro, e da qualche mese Mischler è a capo del servizio immagini dell’agenzia di stampa svizzera Keystone-ATS. Tuttavia non mollano il volante dell’oldtimer e hanno già diverse prenotazioni, perché le ore di lavoro extra e i viaggi notturni spesso estenuanti, sono compensati dalla soddisfazione di guidare un bar itinerante rock and roll. ◆
«Gli uomini sono spesso sorpresi nel vedere giovani donne in grado di guidare un veicolo così vecchio senza servosterzo» Marianne Mischler, coproprietaria del Drink Bar
Nuovamente in giro, Marianne Mischler (a s.) e Corinne Glanzmann con il loro Citroën HY.
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IN PALIO lo smartwatch Apple Watch Series 6
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valore CHF 399.–
Il Huawei Mate 30 Pro ha tutto ciò che ci si può aspettare attualmente da uno smartphone di punta. Si presenta come straordinariamente pregiato, e il display OLED che si estende intorno ai bordi laterali sottolinea questa impressione. Le fotocamere consentono di scattare immagini e registrare video di altissima qualità. Il veloce processore Kirin offre ottime prestazioni. Il dispositivo vanta una durata della batteria eccezionale, garantendo fino a due giorni di autonomia senza ricarica.
Apple ha predisposto per l’ultima generazione di smartwatch Apple Watch Series 6 un nuovo sistema operativo: WatchOS 8 offre più accesso a Wallet, più funzioni nell’app Home, nuovi tipi di allenamento e un’app «Respirazione» aggiornata. WatchOS 8 può essere considerato come il sistema operativo più avanzato al mondo per gli orologi da polso, grazie al quale l’Apple 6 va ben oltre al classico orologio.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi092 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi093 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50 È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.
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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.
TICINO Bollettino della Sezione Ticino
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Quando i social network fanno bene alla salute Intervista a Petra Cola, l’influencer che su Instagram racconta quotidianamente il suo amore per la montagna, la natura e lo sport, a pagina 70.
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Celebriamo l’importante figura del pattugliatore scolastico Il TCS, a partire dalla sua fondazione, persegue l’obiettivo di favorire aspetti concernenti la sicurezza stradale di giovani e adulti. Sono infatti molte La figura Playmobil del le attività, che a tal pattugliatore scolastico proposito, sono state sviluppate nel corso degli anni con il sostegno e la collaborazione degli enti vicini al club, tra i quali ad esempio, la Polizia cantonale e gli istituti scolastici. Tra le principali, spicca il servizio del pattugliatore scolastico. Il Gruppo TCS Bellinzonese e Valli, in segno di riconoscimento e ringraziamento, ha celebrato durante l’estate il grande impegno profuso dai ragazzi delle scuole elementari di Biasca, Riviera e Bellinzona.
Con ogni probabilità, se circolate abitualmente lungo le strade del nostro Cantone, vi sarà capitato almeno una volta di imbattervi in un pattugliatore scolastico. Equipaggiati del loro inconfondibile poncio giallo, armati di paletta riflettente, si occupano su base volontaria, di rendere più sicuro il tragitto casa-scuola dei propri compagni. Una figura, quella del pattugliatore scolastico, che negli anni ha acquisito sempre più importanza, grazie al prezioso e costante aiuto fornito nella prevenzione di incidenti e infortuni sulle strade nelle immediate vicinanze delle sedi scolastiche. I Gruppi locali del TCS, ogni anno, desiderano premiare le centinaia di ragazzi, che in tutto il Cantone, svolgono questa importante mansione. Il Gruppo TCS Bellinzonese e Valli, quest’estate, ha voluto ringraziare in presenza – rispettando le misure anti covid – i 100 alunni di 5° elementare delle sedi di Biasca,
TCS SEZIONE TICINO
Punto di contatto via alla Chiesa 10, 6802 Rivera Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e controlli tecnici.
Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout
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84 000 copie 10 volte all’anno Marco Colandrea Sara Bönzli (TCS)
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Riviera (Lodrino) e Bellinzona (Camorino, Giubiasco Palasio, Giubiasco stazione e Bellinzona Nord). Consegnati ai giovanissimi scolari, per il contributo dato durante l’anno, un diploma e un piccolo gadget. Con una classe di 10 ragazzi dell’istituto scolastico di Lodrino, è stato inoltre organizzato un nuovo formato di laboratorio artistico, reso possibile grazie all’animatrice Simona Meisser. Un esperimento andato a buon fine, molto apprezzato sia dai più giovani che dai docenti, che si vorrebbe replicare in futuro anche con le altre sedi scolastiche. Tecniche di disegno e pittura sono state le attività che hanno caratterizzato questa mezza giornata all’insegna della creatività. Con grande piacere, d’accordo con i genitori dei ragazzi, condividiamo con voi alcuni scatti della giornata, dai quali traspare impegno ed entusiasmo.
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581, 6802 Rivera sezioneTI@tcs.ch Stampa
Swissprinters AG Brühlstrasse 5 4800 Zofingen
Per il viaggio: ViaCard, Bollo ecologico (D), Telepass (I, F, E, P), Patente internazionale, Vignetta autostradale per CH e Austria, info e pagamenti Pedemontana Telefono 091 935 91 35, Fax 091 935 91 20 sezioneTI@tcs.ch, www.tcs-ticino.ch
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Finalmente si terrà in presenza:
Convocazione dell’Assemblea generale ordinaria Assemblee dei Gruppi locali: avviso di convocazione Le assemblee dei Soci dei Gruppi locali del Touring Club Svizzero, Sezione Ticino sono convocate nelle date indicate. I Soci che desiderano partecipare all’assemblea della propria giurisdizione sono pregati di annunciarsi ai recapiti indicati. L’invito ai Delegati avverrà invece con invio postale personale. Bellinzonese e Valli Mercoledì, 22 settembre 2021 alle ore 17:45 Presso l’Hotel Internazionale di Bellinzona Iscrizioni entro il 14 settembre 2021 a manifestazioni.tcs@bluewin.ch
Il 28 ottobre alle 18:00, nella sala Eventica che si trova a Castione nel moderno Centro Cast, ubicato in Via San Gottardo 18, a due minuti dall’uscita autostradale di Bellinzona Nord si terrà l’agognata Assemblea dei Delegati della Sezione Ticino del TCS.
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a pandemia ha costretto a posticipare l’organizzazione dell’evento, che avrebbe dovuto tenersi durante il mese di maggio a Lugano, a ottobre. Fortemente voluto dal Comitato al fine di poter finalmente incontrare di persona i Delegati sezionali e poter picchiarsi i pugni (oramai la stretta di mano è stata dimenticata) rivedendosi dopo quasi due anni di lontananza. La serata permetterà altresì di salutare i membri uscenti del precedente Comitato che con le elezioni per corrispondenza dello scorso anno non hanno permesso di ringraziare degnamente. Carlo Vitalini presidente uscente, i
vice-presidenti Enzo Pfister e Nelio Rigamonti, e i membri di Comitato Lorenza Gianola-Passardi, Roberto Bezzola e Piero Casari potranno incontrare chi ora siede al loro posto: Fabio Stampanoni, eletto brillantemente presidente, Sarah Stadler, Franco Rezzonico, Andrea Bernardazzi, Stefano Rezzonico, Daniele Zanzi e Filippo Tadini. Purtroppo non ci sarà un caro amico, che ci ha lasciati a fine 2020, Piergiorgio Grassi al quale è subentrato Patrick Passalia nel ruolo di Tesoriere. Simone Boldini, Claudio Salathé e Gianfranco Zazio, rieletti, completano il Comitato Sezionale in carica.
Luganese Giovedì, 23 settembre 2021 alle ore 18:00 Presso l’Hotel de la Paix, Via Cattori 18, Lugano Iscrizioni entro il 14 settembre 2021 a info@tcs-lugano.ch oppure 091 922 88 61 Locarnese e Valli Giovedì, 16 settembre 2021 alle ore 18:00 Presso il Ristorante Al Parco, Via San Gottardo 8, Muralto Iscrizioni entro il 12 settembre 2021 a adele.guscetti@gmail.com oppure 079 231 20 10 Mendrisiotto Mercoledì, 8 settembre 2021 alle ore 18:00 Presso l’Hotel Coronado, Via Borromini 10, Mendrisio. Iscrizioni entro il 23 agosto ‘21 a tcs.mendrisiotto@gmail.com oppure 079 171 48 96
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Green influencer: alla scoperta della montagna con Petra Cola Intervista
Se fino a pochi anni fa, prima di intraprendere un viaggio o visitare una nuova località, ci si fidava quasi unicamente delle mete consigliate dalle riviste o del passaparola dei conoscenti, oggi questo compito – soprattutto per i giovani - è passato in gran parte in mano agli «influencer» del web. In questa edizione abbiamo il piacere di avere con noi Petra
Cola, ragazza altoatesina, che a 25 anni, con oltre 100’000 fan su Instagram, racconta quotidianamente il suo amore per la natura, per la montagna e per lo sport. Appassionata di fotografia e studentessa universitaria in comunicazione, ha trasformato il suo hobby in un lavoro: oggi è testimonial delle Province di Trento e Bolzano e collabora con
marchi internazionali che condividono i suoi valori, tra i quali la sostenibilità ambientale e uno stile di vita all’insegna della salute. L’abbiamo intervistata per conoscere da vicino le sue avventure sportive in alta quota e la sua professione nel mondo del digitale.
Attraverso i suoi canali social promuove aspetti importanti come la sostenibilità ambientale e uno stile di vita sano. Com’è nata la sua passione per la natura, in particolare quello per la montagna, e per lo sport? Fin da piccola, in famiglia, eravamo soliti trascorrere i nostri fine settimana in montagna. Complice anche la professione di mia madre, che è insegnante di educazione fisica, io e i miei fratelli siamo cresciuti a «pane e sport». Ho praticato molte discipline, tra le quali, per molti anni, l’atletica leggera. Crescendo, ho riscontrato che i miei interessi differivano da quelli di molti amici e coetanei, preferivo svegliarmi la mattina presto per un’escursione nella natura, alla discoteca il sabato sera. Questi miei interessi si
sono poi mescolati a quelli per la fotografia ai tempi del liceo, periodo durante il quale studiavo grafica. In quel frangente della mia vita si può dire sia iniziato un po’ tutto, dai miei primi viaggi in solitaria, alla condivisione dei luoghi visitati sui social.
compagnia, immergendomi nei suoni della natura. Il bello della montagna è che è alla portata di tutti, ognuno può raggiungere la cima al proprio ritmo, senza per forza avere una preparazione da atleta.
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Le sue corse in alta quota richiedono una certa preparazione fisica, che cosa la spinge a intraprendere queste sfide? Raggiungere la vetta sulle mie gambe, con sudore e fatica, è un’emozione che non riesco a provare in altri contesti. Mi piace vivere la montagna a tutto tondo, sia correndo che camminando: quando lo sforzo è più intenso, ascoltando della buona musica, quando invece desidero godermi la montagna più lentamente o in
Da questo forte interesse per la natura, si può dire sia nata quasi casualmente, una vera e propria professione. Quando si è accorta che la sua passione stava diventando qualcosa di più? Credo che non ci sia stato un momento preciso, anche perché la mia prima richiesta di collaborazione sui social network l’ho ricevuta quando ancora ero agli inizi e non avevo molto seguito. Direi che è stato più un percorso a tappe. Gradualmente ho cominciato a riscon-
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trare un crescente interesse da parte del pubblico, e a pensare che forse sarei davvero riuscita a trasformare le mie tre più grandi passioni – per lo sport, la montagna e la fotografia – in un lavoro. Da quando ho iniziato a caricare i miei scatti online, non ho fatto altro che condividere con gli altri ciò che amo fare, senza filtri e mostrando la realtà per quella che è. Devo ammettere che il percorso di studi intrapreso all’università, mi ha aiutato a gestire meglio gli accordi di collaborazione, anche perché i social network, essendo realtà molto recenti, non hanno delle linee guida predefinite o manuali da seguire. Il nostro desiderio è quello di avvicinare le persone più adulte a comprendere meglio questi nuovi strumenti digitali. Come spiegherebbe la sua professione di «content creator»? Com’è strutturata una sua giornata standard? Sono una libera professionista che crea contenuti online, volti a promuovere uno stile di vita sano e nel rispetto dell’ambiente. Collaboro, a fini pubblicitari e di marketing, unicamente con enti e aziende che sposano i miei valori. A differenza di ciò che si potrebbe pensare – lavorando con i social - non passo il mio tempo con lo smartphone in mano, le foto che pubblico sono solo il risultato finale del lavoro che svolgo. La mia giornata standard? Non ne ho una definita, anche perché non amo la routine. L’unico elemento ricorrente è che trascorro molto del mio tempo immersa nella natura. Ciò che ogni tanto mi manca, dato che lavoro spesso da sola, è l’interazione con altre persone, aspetto che è di grande stimolo per la creatività. Nell’introduzione abbiamo citato la responsabilità che hanno oggigiorno gli «influencer» nei confronti del proprio
pubblico. Sente ogni tanto questa pressione? Assolutamente sì! Non bisogna mai dimenticarsi che, in qualità di «influencer», si viene spesso presi come esempio da seguire, dunque è sempre importante valutare con accuratezza ciò che si dice e si fa. Ho sempre sentito questa responsabilità, fin da quando a seguirmi, erano solo una manciata di persone. A tal proposito mi piace ricordare, anche quando mostro i miei allenamenti e le mie escursioni, di rivolgersi a un professionista del settore prima di emulare ciò che faccio, onde evitare infortuni o problemi di altro genere. Quali emozioni prova quando incontra persone che le dicono «sono stata/o qui perché l’ho visto nelle sue foto?». Durante il lockdown in particolare, molte persone mi hanno scritto di aver riscoperto la natura seguendo il mio profilo, di aver prenotato per la prima volta le vacanze in montagna o di aver ricevuto la giusta motivazione per ricominciare a fare attività fisica. Sono sempre molto felice di ricevere questi messaggi perché significa che ho un’influenza positiva sulla vita di altre persone. Se dovesse suggerire ai nostri lettori un luogo da visitare, quale sceglierebbe? È una domanda difficile, ma abitando in Trentino Alto-Adige e amando il luogo in cui vivo, suggerirei un’uscita sulle Dolomiti, o più in generale, in montagna. Non sono un’amante del «turismo coccolato», per questa ragione consiglio sempre di «guadagnarsi la vetta», alzandosi la mattina presto e arrivando in cima camminando, senza prendere gli impianti di risalita e arrivare dritti al punto di ristoro. Vi garantisco che scattare quella foto panoramica tanto desiderata, dopo aver fatto un po’ di fatica, ha tutto un altro sapore. Con l’ausilio dei social network cerco di comunicare al meglio questa mia filosofia. Preferisce viaggiare in solitaria o in compagnia? Mi piacciono entrambe, anche se sono due tipologie di approccio al viaggio completamente diverse. Quando viaggi in solitaria impari a conoscerti, a superare i tuoi limiti e, anche se può sembrare scontato, a stare da solo. Non sono una fan delle escursioni di gruppo, prediligo invece l’uscita a due, perché oltre a noi stessi, impariamo a conoscere anche
l’altra persona. Credo inoltre che per crescere come individui, sia necessario interagire e confrontarsi, questo non avviene se si viaggia unicamente in solitaria. Lei trascorre molto tempo in viaggio, come ha vissuto il periodo della pandemia? Ha riscontrato una crescita d’interesse sui social in questo senso? Il lockdown non mi è pesato particolarmente, anche perché avendo le montagne proprio di fronte a casa, ho sempre avuto tutto ciò di cui avevo bisogno. Per poter svolgere regolarmente il mio lavoro – escludendo la prima ondata - ero comunque in possesso di un permesso da parte delle autorità. Credo che con l’avvento della pandemia, molte persone abbiano riscoperto il piacere di trascorrere del tempo a contatto con la natura, ma anche la bellezza di alcuni luoghi non lontani da casa. Quali sono i luoghi che l’hanno maggiormente colpita fino a oggi e quali quelle che le piacerebbe invece visitare in futuro? Quest’estate sono stata per la prima volta in Valle d’Aosta e l’ho particolarmente apprezzata. È stato strano perché abitando già in alta quota, e avendo ancora tante bellissime vette inesplorate qui, mai avrei pensato di recarmi altrove in montagna. In futuro, cambiando Paese, mi piacerebbe visitare la Svizzera. Dove si vede tra 10 anni? Il futuro non so dove mi porterà, l’unica certezza che ho, è che cercherò sempre di rimanere fedele ai miei valori: ricerca della semplicità e contatto con la natura.
Potete seguire le avventure di Petra Cola su: Instagram, Facebook e YouTube.
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E se diventassi Delegato…
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a Sezione Ticino del TCS è un’associazione. L’Assemblea è il suo massimo organo decisionale composto da 180 Delegati che rappresentano gli oltre 90 000 Soci. I Delegati sono nominati dall’assemblea dei Soci dei 4 Gruppi locali (Bellinzonese e Valli, Locarnese e Valli, Luganese e Mendrisiotto). Ogni Gruppo locale ha diritto a un numero proporzionale di Soci della propria giurisdizione. Il ruolo di Delegato permette di vivere la realtà del più grande Club della mobilità in Svizzera. La veloce evoluzione tecnica, i grandi cambiamenti climatici e le mutevoli abitudini nella mobilità rendono questa realtà estremamente interessante. La ricerca di soluzioni atte ad assistere e tutelare i Soci, che a loro volta sono le pedine di questo grande gioco di equilibri, stimola la discussione e l’impegno. Il Delegato sorveglia l’attività, che deve essere in linea con gli scopi del Club, e a sua volta collabora fungendo d’antenna sul territorio e captando le problematiche nella sua regione. Questo permette al TCS di essere reattivo e sempre aggiorna-
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to su come evolve la situazione sull’intero territorio cantonale. Chi deve poi gestire e vegliare sull’operatività è il presidente sezionale, coadiuvato dai presidenti di Gruppo, dal tesoriere e dai membri di Comitato. Per realizzare i progetti, essi hanno a disposizione un team professionale con sede a Rivera. L’Assemblea cantonale ha poi, a sua volta, i suoi rappresentanti in seno alla sede centrale nazionale. Il presidente sezionale siede nel Consiglio d’amministrazione, «la sala dei bottoni» e 8 Delegati nazionali sono nominati per comporre l’Assemblea a livello nazionale. All’interno di questa grande famiglia TCS si assaporano le dinamiche che portano il TCS ad avere quasi 1.5 mio di Soci. Non nascondiamo che un altro aspetto altrettanto stimolante è la possibilità di conoscere altri Delegati in eventi ed incontri e trascorrere piacevoli momenti conviviali. Se Lei reputa interessante affrontare quest’esperienza può farsi avanti e inviare il suo nominativo, indirizzo di residenza e telefono a sezioneTI@tcs.ch. Sarà poi contattato dal presidente di Gruppo della sua giurisdizione per affinare i dettagli.
Gli Statuti recitano Art. 25 Delegati sezionali – Il Delegato è un socio del TCS che rappresenta il suo Gruppo nelle Assemblee della Sezione. Il numero di Delegati per Gruppo è stabilito dalla Sezione, alla fine di ogni legislatura, proporzionalmente al numero dei soci. Il Delegato è nominato dall’Assemblea dei soci per un periodo di tre anni o frazioni di legislatura. Egli è sempre rieleggibile. Il Delegato che non partecipa, durante il periodo di nomina, a nessuna Assemblea sezionale è ritenuto automaticamente dimissionario. Il delegato deve partecipare alle Assemblee della Sezione (ordinarie e straordinarie). Compito del Delegato è seguire le attività della Sezione e del proprio Gruppo. Il Delegato ha facoltà d’intervenire nelle Assemblee sezionali e dei soci del Gruppo per sottoporre proposte o problematiche inerenti gli obiettivi statutari del TCS (sicurezza stradale, traffico in generale, situazioni varie, problemi tecnici inerenti i veicoli e la loro sicurezza, ecc.).
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DOVE FUNZIONA?
COME PAGARE?
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vuole conoscere lo stato dell’auto? Ha ricevuto la convocazione al collaudo e vuole sapere lo stato della sua auto? Con quali costi? Sta valutando l’acquisto di un’auto e desidera sapere se si tratta di una vera occasione?
Ecco che un controllo, con la consulenza e l’esperienza di esperti, permette di avere una risposta chiara in merito.
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Pre-collaudo auto (40 min.) Si valuta tutto lo stato dell’auto che deve essere presentata al collaudo ufficiale. È rilasciata una lista di interventi necessari da presentare al proprio garagista di fiducia. Prezzo: 120 fr. / Prezzo Socio TCS: 60 fr. Se durante il precollaudo l’auto risulta già a norma, si potrà usufruire del Pacchetto SOLO PER SOCI TCS: l’auto viene collaudata subito ricevendo uno sconto sulla tariffa del controllo TCS. Sconto: 30 fr. sul pre-collaudo Pre-collaudo furgoni e camper (50 min.) Si valuta lo stato del furgone o del camper che deve essere presentato al collaudo ufficiale. Per i Camper non è incluso il controllo circuito gas della zona abitata.. Prezzo: 160 fr. / Prezzo Socio TCS: 80 fr. Test occasione (100 min.) Controllo della fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidentata) Prezzo: 240 fr. / Prezzo Socio TCS: 120 fr. Test occasione con potenza motore* (140 min.) Controllo della fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidentata) e con il controllo della potenza motore. Prezzo: 300 fr. / Prezzo Socio TCS: 170 fr.
Potenza motore moto (50 min.) Controllo della potenza del motore per motociclette Prezzo: 160 fr. / Prezzo Socio TCS: 80 fr. Test garanzia (100 min.) Controllo della parti coperte dalla Garanzia prima che questa scada. Prezzo: 240 fr./Prezzo Socio TCS: 120 fr. Sicurezza (30 min.) Controllo fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali. Prezzo: 100 fr. / Prezzo Socio TCS: 50 fr. Tachimetro (50 min.) Controllo per la coerenza della velocità indicata. Prezzo: 160 fr. / Prezzo Socio TCS: 80 fr. Controllo specifico (10 minuti) Controlli dedicati alla ricerca di specifici difetti secondo il tempo (per ogni 10 min.). Prezzo: 30 fr. / Prezzo Socio TCS: 15 fr. Check-up vacanze (60 min.) Partire senza problemi! Un controllo per evitare delle «panne» che possono rovinare le vacanze. Prezzo: 160 fr. / Prezzo Socio TCS: 80 fr. Vendita auto Vendiamo la sua auto senza preoccupazioni e senza sforzo in maniera professionale e neutrale al prezzo corrente di mercato. Ci contatti per maggiori informazioni oppure tcs.ch/vendita-auto
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