LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
#6 | GIUGNO 2021 | FR. 4.50
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ni auto seggioli o test nel nostr
SPECIALE ASSIA In Germania scoprendo un Land poco conosciuto
GUIDA CON UN CAMPIONE CON
IONE TCS SEZ O TICIN p. 75
TEST HONDA JAZZ Mini monovolume ibrida
«Scoprite un mondo pieno di delizia e di passione in 25 filiali e nel negozio online.» Gernot Haack CEO Mövenpick Vini
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SOMMARIO
Comandante di nave mercantile
Droni da interno per Flyability
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Bimbi in auto nei seggiolini
30 EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
dossier
mobilità
Test di prodotti, l’impegno del TCS per una mobilità sicura
10 Corso di guida sportiva
ultimo test dei seggiolini auto è un esempio dell’importanza che assume l’attività in difesa del consumatore svolta dal TCS: dispositivi carenti che mettono in pericolo la vita dei bambini non devono assolutamente essere messi o rimanere in commercio! Il TCS è da sempre in prima linea per garantire la sicurezza dei suoi soci e del più vasto pubblico. Mettiamo sotto la lente i più svariati prodotti, dai monopattini elettrici alle nuove tecnologie di propulsione. I nostri esperti rispondono a domande e dubbi, fornendo consigli utili ad esempio sul campeggio oppure la circolazione stradale che aumentano la sicurezza e prevengono esperienze spiacevoli se non addirittura pericolose. Grazie alla consolidata competenza dei nostri periti, il TCS rappresenta una voce neutrale ed autorevole nell’ambito della mobilità.
14 Mestieri con le auto
L’
27 Start up losannese
Imparare da Marcel Fässler il trucco per guidare sicuri
I droni Elios per lavori di interni al servizio della sicurezza
30 Test seggiolini auto
Un settore che offre svariati apprendistati per ogni passione
Il TCS con i club europei ha esaminato 26 prodotti
16 Skyguide a Ginevra I controllori di volo e il traffico aereo in periodo di pandemia
23 Manutenzione strade Un lavoro non privo di rischi sulle nostre autostrade
Corso guida sportiva con un campione
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Felix Maurhofer caporedattore
Copertina: Marcel Fässler, ambasciatore del marchio TCS Foto: Emanuel Freudiger
La più vasta gamma di SUV elettrificati. On to better.
All-new TUCSON Hybrid 4×4 e Plug-in Hybrid KONA Hybrid e KONA Electric New SANTA FE Hybrid e Plug-in Hybrid NEXO Fuel Cell. hyundai.ch/esuv #NextAwaits
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1 La garanzia di fabbrica europea Hyundai di 5 anni a chilometraggio illimitato è solo valida per vetture acquistate da un cliente finale presso un partner ufficiale Hyundai (in Svizzera e nello Spazio economico europeo), secondo le condizioni nel documento di garanzia. – 2 Sulle batterie ad alto voltaggio vale una garanzia di 8 anni o 160 000 km. – Più informazioni su hyundai.ch/garanzia
SOMMARIO
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Test Honda Jazz ibrida
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Multispazio VW Caddy
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Contatto con la mobilità elettrica Assia: tra terme e calici
I miei vantaggi club 44 Private Selection Hotels 66 50% TCS Carta Aziendale 71 Concorso Tourolino 74 Tre occasioni di vincita
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tecnica 32 Test Honda Jazz ibrida Una mini monovolume con spazio e bassi consumi
37 Auto elettriche L’operazione di ricaricare le batterie tra mono e trifase
39 Ibrida plug-in o elettrica
club 61 Assicurazioni veicoli Informarsi bene per come assicurare ogni veicolo
63 Famiglie e coppie L’affiliazione al club è un affare per tutte le coppie e le famiglie
66 TCS Carta Aziendale
Peugeot 508 PSE oppure Skoda Enyaq iV
Affidare il parco veicoli della propria ditta al club
svago
rubriche
46 Capitale dell’Assia In Germania per visitare i parchi e l’architettura di Wiesbaden
49 Vigneti per il Riesling Il bel Rheingau attira per i vini e le attrazioni paesaggistiche
TCS Sezione Ticino
29 Il consulente 43/67 L’esperto TCS 54 Salute 69 Forum 69 Impressum 71 Tourolino 72 In giro con 74 Gioca & vinci
76 77 78 80 82
Insieme da 125 anni Promozioni TCS Rivera Viaggi estremi ai confini del mondo 8 città svizzere da visitare con i bambini I nostri controlli tecnici
Barometro TCS delle controversie
57 Touring n. 7/8
Temi trattati nella prossima edizione della rivista: dossier sulle offerte in Svizzera per le attività Soft Adventure, tuffo nella storia del ciclismo, test Ford Mustang Mach-E, castelli svizzeri pochi conosciuti Data di pubblicazione: 1.07.2021
giugno 2021 | touring
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Torna il pop-up glamping TCS! In luglio ed agosto, le eleganti tende a cupola saranno piantate sull‘Alp Nagens (GR) a 2000 metri.
Un montepremi di 125 mila franchi
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opo la pausa prolungata di un anno il TCS ricostruisce il suo villaggio effimero per gli amanti del campeggio di lusso. Da inizio luglio a fine agosto 2021 gli ospiti saranno accolti nelle comode «cipolle» sull’Alp Nagens sopra Flims Laax, nel comprensorio sciistico dell’Arena bianca. Il villaggio è situato a 2000 metri d’altitudine e sorge direttamente attorno al laghetto artificiale, con vista mozzafiato sul panorama delle montagne grigionesi. Un posto incantevole, non soltanto in inverno.
Novità: la suite Mahal
FOTO TCS
Oltre alle diciassette confortevoli tende in telo di 20 m² il villaggio
offre la suite Mahal grande 65 m². Tutti gli alloggi sono dotati di solido pavimento in legno, elettricità, macchina da caffè, riscaldamento e toilette compostante.
In piena natura con tutti gli agi TCS Pop-Up Glamping permette di vivere una vacanza indimenticabile in piena natura, ma senza rinunciare al comfort di un moderno albergo stellato con ristorante che serve prelibatezze regionali. La regione è poi perfetta per attività outdoor, dalle escursioni a piedi o in bici oppure per una passeggiata fra le cime degli alberi.
Nel quadro del grande concorso per il giubileo, il TCS mette in palio ogni mese stupendi premi, dal nuovissimo iPhone al Bamix-Superbox, destinati esclusivamente ai nostri soci. Tutti i partecipanti saranno poi iscritti automaticamente all’estrazione finale dei cinque fantastici premi principali. Buona fortuna! Partecipare: tcs125.ch/concorso
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SCRIVEVAMO: «TOURING» 1968
Ottima reputazione
Nella giungla dei segnali
Il TCS si piazza al terzo posto nell’ultimo Swiss RepTrak che ha classificato 155 aziende svizzere. Davanti a noi ci sono soltanto Ricola al 1° posto e Migros al secondo. Lo studio esamina la percezione dei consumatori secondo parametri quali prodotti, innovazione, corporate governance e reputazione quale datore di lavoro.
Il giornale testa 32 dispositivi antighiaccio e diverse marche d’auto, dalla Fiat 125 tutta sprint alla Pontiac Firebird. Il club s’impegna per l’introduzione di limiti di velocità differenziati e critica l’eccesso di segnaletica. Al 38° Salone dell’Automobile di Ginevra viene esposta la capsula spaziale Gemini. En-
trano in funzione i nuovi tre-ni-auto attraverso la galleria del Lötschberg. Con l’e-Auto Bosch la mobilità elettrica viene tematizzata per la prima volta. Il TCS conta 557 000 soci ed inaugura il moderno centro guida di Cossonay.
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TP: prezzi invariati Anche nel 2022 i prezzi per gli abbonamenti e i biglietti singoli dei trasporti pubblici non subiranno aumenti malgrado le perdite di quasi due miliardi di franchi causate dal Covid-19. Da quando è scoppiata la pandemia da coronavirus nel marzo 2020, le imprese dei trasporti pubblici hanno subito ogni mese perdite di introiti con una media pari a quasi 140 milioni di franchi. Lo si legge in un comunicato diffuso dall’organizzazione di settore dei trasporti pubblici. Complessivamente, le perdite finanziarie degli ultimi 14 mesi si avvicinano alla soglia dei due miliardi, comunica Alliance SwissPass. Per citarlo: «Il settore è quindi riconoscente per il pacchetto di misure di sostegno pubbliche di quasi 900 milioni di franchi». Allo stesso tempo anche le imprese di trasporto e le comunità tariffarie hanno dato un contributo, non solo indennizzando gli abbonati con oltre 100 milioni di franchi, ma anche realizzando da parte loro dei risparmi e liberando riserve finanziarie.
Tariffe stabili da cinque anni L’Alliance SwissPass insieme alle 250 imprese di trasporto e alle 18 comunità tariffarie aderenti stanno facendo il possibile per riconquistare utenze. Per tale ragione rinunciano anche nel 2022, e quindi per il quinto anno consecutivo, ad un aumento generale delle tariffe, che rimarranno invariate per gli abbonamenti e i biglietti singoli sulla rete nazionale. «In questa crisi sarebbe un segnale sbagliato mettere le mani nei portafogli della clientela», afferma Christian Plüss, presidente del Consiglio strategico dell’Alliance SwissPass e CEO di AutoPostale SA. A partire dal cambiamento d’orario al 12 dicembre 2021, in alcuni casi l’offerta sarà addirittura ancora più vantaggiosa. Inoltre da tale data i bambini fino ai sei anni viaggeranno sempre gratuitamente.
I piccoli utenti viaggeranno gratis nei trasporti pubblici fino a 6 anni compiuti.
Dalle donne per le donne 150 anni fa l’alpinista britannica Lucy Walker fu la prima donna a scalare il Cervino. Questo anniversario e l’enorme interesse mostrato dalle donne per lo sport all’aperto hanno indotto Svizzera Turismo a lanciare l’iniziativa «100% Women». Risultato: 230 proposte outdoor svolte da guide donne per sole donne. Vista l’occasione, molte sono ambientate in montagna, che d’estate ha un fascino particolare. Le offerte vanno dai weekend d’alpinismo per principianti al 8 touring | giugno 2021
campo di trail running fino ad escursioni guidate in alta quota. Ma la campagna copre un’infinità di altri interessi: dal workshop condotto da una mastra birraia a city tour al femminile o uscite in motorino per giovincelle intorno al lago di Murten, ce n’è per tutte. Tra gli insoliti, il «Baggerplausch» che offre uno spasso davvero unico: una giornata a cimentarsi alla guida di un escavatore e superare giochi e sfide divertenti. myswitzerland.com
LA FOTO
3, 2, 1, 0 Il conto alla rovescia per il lancio del razzo cinese «Lunga Marcia 5B» è stato accompagnato dalla «Xi’an Symphony Orchestra». Il razzo è decollato a fine aprile nella provincia Hainan per mettere in orbita il modulo centrale della futura stazione spaziale cinese Tianhe (Armonia del Cielo). Si temeva che al rientro nell’atmosfera potesse schiantarsi su zone abitate. Alla fine è precipitato nell’Oceano Indiano, vicino alle Maldive.
LA CIFRA
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percento, è questo l’aumento dei pernottamenti registrato lo scorso anno rispetto al 2019 dai campeggi TCS. Sebbene iniziata in ritardo a causa del lockdown prescritto per contenere la diffusione del coronavirus, la stagione si è conclusa con un nuovo record. Sono state ben 780 mila le notti trascorse nelle 24 strutture del TCS. Il 90% della clientela era di provenienza interna.
LA PAROLA
Knocker-upper (svegliatore) Il loro compito era quello di destare gli operai la mattina presto in Gran Bretagna e Irlanda durante la rivoluzione industriale affinché giungessero per tempo al lavoro. Con un bastone battevano a porte e finestre delle camere da letto. Con l’arrivo delle sveglie meccaniche tale professione scomparve.
FOTO KEYSTONE, ALD
ATTUALITÀ
Mal di viaggi
Chip che mancano
I blog di viaggio spopolano in rete. Ma dove e come trovare quello migliore ad esempio per pianificare un viaggio a Tokio o un’evasione in van? Una bussola per i giramondo è il portale Traveliki, creato dagli svizzeri Yvonne Hartmann e Guido Straumann. Oltre a poter consultare un’infinità di blog (attualmente 2150 di lingua tedesca) e riviste specializzate, gli utenti possono pubblicarvi propri contributi. Il filtro con 300 parole chiave facilita la ricerca e permette di reperire le informazioni turistiche che interessano.
I semiconduttori, componente indispensabile nei veicoli moderni, stanno diventando merce sempre più rara. La domanda di apparecchi elettronici è esplosa sulla scia della pandemia. A causa della penuria di chip, le fabbriche d’auto lavorano con il freno a mano tirato. Ad esempio il gruppo Stellantis, che comunica di non aver potuto costruire 190 000 veicoli nel primo trimestre 2021. E non ci sarebbero segnali di distensione per le catene d’approvvigionamento prima di giugno. Anche il processo di rilocalizzazione della produzione durerà anni.
traveliki.com
Museo sparso Visitando Mürren gettate uno sguardo nelle vetrine. Quelle momentaneamente inutilizzate sono state trasformate in spazi espositivi dove vengono presentate storia e storie dell’antico villaggio sito nella regione dello Jungfraujoch. Nel 2021 il mini museo racconta l’infanzia a Mürren negli ultimi 130 anni. minimuseummuerren.ch
Gomme fuori tempo È vero che la legge non vieta di «finire» gli invernali d’estate. Tuttavia il TCS lo sconsiglia tassativamente. Test di frenata a 100 km/h mostrano che la distanza d’arresto si allunga notevolmente in quanto la vettura dotata di gomme invernali continua ad avanzare a 48 km/h quando quella con gli estivi è già immobile. Da meditare. giugno 2021 | touring
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DOSSIER
PROFESSIONI IN MOVIMENTO
La linea ideale di Fässler Anche dopo il ritiro come pilota, la mobilità sportiva rimane la professione di Marcel Fässler. «Touring» ha incontrato il tre volte campione di Le Mans e ambasciatore del marchio TCS in uno dei suoi esclusivi corsi guida di perfezionamento a Lignières. A «Touring» ha persino concesso di fare da copilota per un paio di giri di pista. Un’intervista a tutta velocità. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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rena, frena, frena!» urla la voce interiore del passeggero, mentre l’accelerazione che sembra non finire mai lo preme sul sedile sportivo della M3. Proprio quando il copilota si aspetta di terminare la corsa nella ghiaia a bordo pista, Marcel Fässler schiaccia il freno e guida la BMW attraverso la curva con una precisione da chirurgo. Solo adesso il copilota riprende a respirare e Fässler assolutamente rilassato lo conforta con un sorriso accompagnato da una spiegazione: «Si trattava solo di un g laterale. In una gara, le forze g sono fino a quattro volte superiori». Oltre allo sforzo fisico, ciò che impressiona di più è la calma totale e la precisione millimetrica con cui il 45enne originario di Einsiedeln manovra l’auto sul circuito di Lignières nei pressi del Lago di Bienne.
Ciò che sembra semplice e senza sforzo è in realtà il risultato di decenni di lavoro ed esperienza. Fässler trasmette questa esperienza una decina di volte all’anno ai partecipanti al corso del TCS «Guida sportiva con Marcel Fässler» (vedi box). Quando mai si ha l’opportunità di ricevere suggerimenti e consigli individuali direttamente da un pilota professionista? Di conseguenza, anche questo corso, che è quasi sempre tutto prenotato, lascia un’impressione indelebile. «Ne ho beneficiato enormemente», afferma un partecipante. Dopo tutto, anche l’istruttore non è uno qualunque. «Quando si siede accanto a te e ti dà dei consigli – continua il partecipante – cerchi di assorbire ogni parola per poi eseguire l’esercizio il meglio possibile».
Istruttore TCS famoso Dieci volte all’anno Marcel Fässler fa un corso di guida sportiva per TCS Training & Events.
In effetti, Marcel Fässler non è uno qualunque. Con tre vittorie assolute alla 24 Ore di Le Mans, il titolo di campione del mondo di Endurance nel 2012 e altre importanti vittorie a Spa, Daytona e
Sebring, è uno dei piloti svizzeri di maggior successo della storia. Una carriera senza precedenti, iniziata all’età di diciotto anni e che ora termina dopo 26 anni. Vogliamo parlare con lui di questo e della sua nuova vita, della sua nuova linea ideale, per così dire, e ci spostiamo così dal sedile sportivo alla sedia della mensa del Centro guida TCS. È così che si immaginava di finire la sua carriera?
Marcel Fässler: Sì, perché sono due anni che pianifico il mio ritiro. È stato un periodo importante e necessario per capire a cosa dedicarmi e poi preparare tutto. La mia fortuna è aver potuto fare di ciò che amo di più, le corse automobilistiche, la mia professione, che mi ha anche permesso di guadagnarmi da vivere. Trovare qualcosa dopo che sia altrettanto divertente è difficile. Non riesco proprio a immaginare un lavoro da scrivania con orari d’ufficio. Ecco perché sono molto contento di poter continuare a mettere a disposizione la mia esperienza e lavorare nel settore del motorsport. Come pilota di successo, non ha guadagnato abbastanza per poter vivere anche dopo il ritiro?
Ero certamente ben pagato e ho messo da parte qualcosa. Ma ho anche una grande famiglia e dubito che i risparmi siano sufficienti. Inoltre, va contro la mia natura rimanere con le mani in mano. Sono troppo giovane per questo, e amo le nuove sfide. Lei ha 45 anni, è sposato e ha quattro figlie. Cosa pensa la famiglia del suo ritiro?
La mia famiglia e la mia cerchia di amici mi hanno sostenuto completamente, non solo con giugno 2021 | touring
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Sul terreno Consigli in diretta ai partecipanti dall’ex professionista delle corse auto.
questa decisione, ma durante tutta la mia carriera. La mia famiglia, in particolare, ha dovuto rinunciare a molte cose a causa delle corse, e spesso ha dovuto fare un passo indietro quando si trattava di vacanze e tempo libero. Sono sicuro che adesso posso recuperare tutto questo. Qual è la sua nuova situazione professionale?
Sono impiegato al sessanta per cento alla Sportec di Höri, dove dirigo il dipartimento motorsport e collaudo vetture – attualmente la KTM GTX, tra le altre. Circa una volta alla settimana sono anche a Hinwil all’Alpha Romeo Racing Orlen, dove aiuto a sviluppare ulteriormente il simulatore di F1. Sono anche co-commentatore su My Sports per le gare di Formula E e, naturalmente, mi piace ancora tenere i corsi di guida sportiva per il TCS a Lignières. Cosa le piace particolarmente dei corsi di guida del TCS che tiene una decina di volte l’anno?
Da un lato, ho potuto sviluppare il corso insieme al TCS e integrarvi così le mie idee e i miei concetti. D’altra parte, mi piace sempre lavorare con persone che sono altamente motivate e vogliono davvero imparare qualcosa. Mettere a disposizione degli altri la mia conoscenza ed esperienza e insegnare loro qualcosa di utile è molto bello e dà soddisfazione. 12 touring | giugno 2021
Cosa si impara nei suoi corsi di guida sportiva?
Padroneggiare la guida sportiva significa anche e soprattutto avere una guida sicura. Oltre ad imparare ed esercitare le variazioni di carico, la frenata, lo scalo marce, la corretta posizione di seduta sportiva e il sovrasterzo, l’obiettivo è che alla fine del corso i partecipanti acquisiscano sicurezza al volante. In definitiva, ne beneficeranno anche nel normale traffico stradale. Si può partecipare con qualsiasi veicolo?
Sì, abbiamo avuto di tutto, da Smart Roadster a SUV e pure Ferrari. Ma il tipo di auto è totalmente secondario, perché si tratta soprattutto di conoscere il proprio veicolo. I cavalli o il prezzo non contano. Si può anche guidare un’auto piccola in modo sportivo – ad essere onesti, è ancora più interessante. Spesso le auto con i motori piccoli non sono nemmeno le più lente. Lei comunque ha avuto a che fare con auto davvero potenti. Qual è quella che le è piaciuta di più?
Per molti anni ho avuto il privilegio di sedermi al volante delle vetture più belle e potenti. Se devo proprio sceglierne una, direi l’Audi R18 della stagione 2014/15 per le auto da corsa e l’Audi RS6 per le auto stradali. Devo dire, però, che ho bisogno di un veicolo privato principal-
«Il mio cuore batte per le auto d’epoca» Marcel Fässler, ambasciatore del marchio TCS
DOSSIER
Commenta le gare di Formula E. Lei che ha la benzina nel sangue, cosa pensa dell’elettromobilità?
Per me la mobilità elettrica ha senso, soprattutto in città. Anche nelle corse è sicuramente un’alternativa attraente e una buona base per sviluppare ulteriormente la tecnologia. Io stesso ho guidato auto da corsa con motore ibrido. Per le distanze più lunghe, tuttavia, sono molto scettico. Penso che ci siano un sacco di domande ancora rimaste senza risposta. Si devono fissare delle priorità basandosi su dove le auto elettriche hanno senso e dove no. E sono un po’ infastidito dal fatto che la gente ora demonizza il motore a combustione e ritrae il motore elettrico come il salvatore del mondo. Non credo che sia così semplice. Che consiglio darebbe ad un bambino che vuole diventare pilota?
mente per andare dal punto A al punto B. Non deve essere per forza un’automobile super sportiva. «Attualmente il mio cuore batte meno per le vetture veloci e più per quelle vecchie». Possiede un’auto d’epoca?
Ho una vecchia T3 e ho un’idea di acquisto che mi frulla per la testa… ma per realizzarla devo ancora chiedere il permesso a casa. Qual è stata la sua pista più difficile?
Le più difficili sono sempre quelle che sembrano facili. Nel corso della mia carriera, ho fatto solo una volta l’errore di sottovalutare un circuito. Era il Norisring vicino a Norimberga quando ero in Formula 3. Ci sono solo quattro curve e il resto sono rettilinei. Ho creduto che non si potesse fare molto di sbagliato. Ma poiché ci sono solamente queste quattro curve per tutti i piloti, bisogna prenderle perfettamente ogni volta, altrimenti non si ha alcuna possibilità di essere in testa. E qual è la sua pista preferita?
La mia pista preferita in assoluto è certamente la Nordschleife al Nürburgring, non il circuito GP. Inoltre in Europa mi piaceva molto correre a Spa e Silverstone. Ci sono anche alcune piste geniali negli Stati Uniti, come Elkhart Lake oppure Petit Le Mans.
Anch’io una volta ero un bambino con questo sogno, e mi è sempre stato detto che non l’avrei mai realizzato, certamente non con un passaporto svizzero. Ecco perché è importante resistere e lottare per raggiungere il proprio obiettivo. Naturalmente, c’è sempre bisogno di una buona dose di fortuna, come è stato nel mio caso. Ma il mio motto è: se vuoi ottenere qualcosa ma non ci CORSI DI GUIDA TCS provi mai, non saprai mai se CON UN CAMPIONE ce l’avresti fatta. All’inizio ho DEL MONDO anche dovuto subire un sacco di rifiuti dagli sponsor, ed ero Con il corso «Guida sportiva con anche vicino al punto di rinunMarcel Fässler», il TCS Training & ciare a tutto. Grazie a mia soEvents offre l’opportunità di trascorrella, che mi ha motivato, ho rere una giornata con il campione continuato e ho trovato davdel mondo di Endurance sul Circuito vero qualcuno che mi ha aiudi Lignières, l’unica pista da corsa in tato. Era in Formula 3 e, guarSvizzera. L’evento è riservato a solo dando indietro, è stata la mia otto partecipanti alla volta. Direttastagione più decisiva. mente dal pilota professionista s’imChe ne sarebbe stato di Marcel Fässler se non fosse stato abbastanza bravo come pilota?
Avendo sempre avuto un debole per la velocità, mi sarei certamente cimentato nello sci. ◆
para la guida sportiva, si affina la tecnica e si ottengono consigli individuali. Si avrà anche molto tempo a disposizione per conoscersi e per colloqui personali, sia durante le pause che alla cena di gruppo prima del corso. Iscrizioni ad un prezzo speciale per i soci del TCS: tcs.ch/corsi-guida
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PROFESSIONI IN MOVIMENTO
Impara l’arte… e parti in quarta L’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA) e Carrosserie Suisse adeguano costantemente la loro offerta formativa all’evolversi della tecnologia. Mentre i garagisti non fanno fatica a reclutare nuove leve, le carrozzerie hanno ancora dei posti di tirocinio liberi. TESTO FELIX MAURHOFER
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gni anno il settore svizzero dell’automobile assume circa 4900 apprendisti, in tutti i comparti: dalla classica officina meccanica al mercato delle occasioni. I profili professionali sono variegati e spaziano dal meccatronico d’automobile all’assistente del commercio al dettaglio parti di ricambio-logistica passando per il fabbro di veicoli. Naturalmente rivolti ad ambo i sessi. In totale sono 14 le formazioni offerte ai giovani.
Nuove figure professionali Carrosserie Suisse, l’unione svizzera dei carrozzieri, gestisce nove centri di formazione per i cinque mestieri del ramo, dall’assistente verniciatore/ verniciatrice (CFP) al carrozziere/a verniciatore/ trice (AFC). Raggruppa circa 820 aziende che addestrano 1900 giovani apprendisti. Thomas Rentsch, responsabile di formazione in seno all’associazione, conferma che la categoria fa fatica ad occupare tutti i posti vacanti, come dimostrato dal costante calo del numero di apprendisti. Le professioni artigianali risulterebbero sempre meno attrattive agli occhi dei giovani, specie a causa della durata quadriennale dei tirocini di carrozziere/a lattoniere/a e carrozziere/a verniciatore/trice, giudicata troppo lunga da molti. Per rimediare, dal 2022 verrà proposto il nuovo apprendistato triennale di carrozziere/a riparatore/trice, annuncia Rentsch. È convinto che il settore dell’auto continuerà ad offrire anche in futuro interessanti sbocchi ai carrozzieri. Per mettersi al passo con lo sviluppo tecnologico, Carrosserie Suisse starebbe studiando, assieme all’UPSA, la creazione di nuovi profili professionali per rispondere alle esigenze delle numerose realtà miste, che riuniscono cioè autofficina e carrozzeria. Oggi la riparazione di un 14 touring | giugno 2021
paraurti dotato di sensori di parcheggio richiede competenze di carrozziere, elettrauto e meccanico diagnostico. È quindi importante sfruttare in modo ottimale le capacità presenti nei garage: «Nel settore auto, i ruoli professionali tendono a fondersi. A seconda della loro struttura, nelle ditte si avranno sempre più lavori ibridi», prevede il responsabile della formazione. Olivier Maeder, suo omologo presso l’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA) afferma che i garage riescono ad occupare ogni anno intorno a 3000 posti di tirocinio nelle circa 4000 aziende aderenti. Particolarmente richiesti gli apprendistati di meccatronico/a di automobili e meccanico/a di manutenzione, che durano rispettivamente quattro e tre anni. Grazie alla permeabilità del sistema di formazione professionale svizzero è altresì possibile, se il programma fosse troppo impegnativo, assolvere dapprima l’apprendistato di assistente di manutenzione (CFP) e quindi aggiungere quello di meccatronico/a o meccanico/a d’automobile (AFC). Il settore si è sempre dovuto adattare al progresso tant’è che oggi un professionista dell’auto deve possedere un ampio bagaglio di conoscenze, dalla meccanica all’IT, dall’elettronica alla diagnostica. Una sfida sollecitante e stimolante insieme. Secondo Maeder i profili non dovrebbero però mischiarsi eccessivamente. L’UPSA punta sul perfezionamento continuo, ad esempio nella manutenzione e consulenza per le auto elettriche. Nello specifico, recentemente sono stati lanciati corsi di aggiornamento per le propulsioni alternative di cui possono fruire anche i professionisti di Carrosserie Suisse. ◆ carrosseriesuisse.ch agvs-upsa.ch
Farsi strada Gli apprendisti nel settore auto devono padroneggiare le nuove tecnologie.
DOSSIER
I diversi mestieri dell’auto Meccatronico/a d’automobile (AFC) Specializzazione veicoli leggeri o utilitari, quattro anni: controlli di sistema, lavori di diagnosi, manutenzione e riparazione Meccanico/a di manutenzione per automobili (AFC) Specializzazione veicoli leggeri o utilitari, tre anni: controlli di sistema, lavori di manutenzione e riparazione Assistente di manutenzione per automobili (CFP) Due anni: semplici lavori di manutenzione, controllo componenti impianto elettrico, lavori di pulizia e cura Impiegato/a del commercio al dettaglio (AFC) Parti di ricambio-Logistica, tre anni: organizzazione e vendita di accessori e ricambi auto, approvvigionamento di prodotti, consulenza alla clientela e ai collaboratori della propria azienda Assistente del commercio al dettaglio (CFP) Parti di ricambio-Logistica, due anni: approvvigionamento di ricambi e accessori, gestione magazzino, vendita e servizio alla clientela Impiegato/a di commercio (AFC) Ramo dell’automobile, tre anni: formazione professionale di base, amministrazione, commercio, servizio clienti, finanze, contabilità e personale Pretirocinio d‘integrazione Un anno: per rifugiati Carrozziere/a verniciatore/trice (AFC) Quattro anni: pianificazione ed esecuzione dei processi di verniciatura e consulenza alla clientela Carrozziere/a lattoniere/a (AFC) Quattro anni: pianificazione ed esecuzione di lavori di riparazione Fabbro/a di veicoli (AFC) Quattro anni: realizzazione di allestimenti per autovetture e veicoli utilitari, lavori di riparazione e manutenzione Assistente verniciatore/trice (CFP) Due anni: aiuto alla preparazione delle operazioni di verniciatura
FOTO PETER FUCHS
Carrozziere/a riparatore/trice (AFC) Tre anni, dal 2022: riparazione di danni da incidenti su autovetture e veicoli utilitari, smontaggio e montaggio di parti della carrozzeria, riparazione di ammaccature e deformazioni L’Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG) offre cinque formazioni professionali: autista di veicoli pesanti (AFC), autista di veicoli leggeri (CFP), tecnologo/a per lo smaltimento delle acque (AFC), addetto/a allo smaltimento delle acque (CFP) e impiegato/a di commercio (AFC) ramo trasporti astag.ch
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PROFESSIONI IN MOVIMENTO
I controllori di volo domano le turbolenze Skyguide, che si occupa della gestione del traffico aereo civile e militare in Svizzera, è presa nella tormenta legata alla pandemia e si prepara a cambiamenti importanti. Una situazione scomoda, accettata con calma dal suo direttore generale, Alex Bristol. Con lui facciamo il punto sulla questione. TESTO JÉRÔME LATHION
C
ontemplare con le braccia incrociate gli aerei inchiodati a terra? Leggendo certe cifre, si potrebbe quasi credere che da mesi sia ormai questa la quotidianità dei controllori di volo di Skyguide, che assicura i servizi di navigazione in Svizzera e nello spazio aereo dei paesi limitrofi: Lufthansa, primo gruppo europeo, ha lavorato nel 2020 al 31% delle sue capacità, subendo una perdita record di 6,7 miliardi di euro. Situazione desolante anche per la sua filiale
A causa della pandemia il volume d’attività di Skyguide si è dimezzato.
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Swiss: lo scorso anno il numero di passeggeri è crollato del 74,5%; la perdita operativa ammonta a 654 milioni di franchi, contro un utile di 578 milioni nel 2019. Non c’è quindi da stupirsi se, come per altre compagnie nel mondo, sono all’ordine del giorno sia il ridimensionamento della flotta sia la soppressione d’impieghi. Eppure, i circa 1500 impiegati della società basata a Ginevra (leggere il riquadro sulla pagina accanto) hanno ono-
rato il loro mandato di prestazioni e i danni collaterali sono stati ridotti, malgrado una diminuzione di oltre la metà del volume d’attività. Grazie alle misure che ci spiega Alex Bristol, d’origine inglese, direttore generale (CEO) di Skyguide dal 2017: «Dall’inizio della crisi, abbiamo istituito un pacchetto di risparmi per generare degli effetti rapidi. Abbiamo anche analizzato approfonditamente il nostro portafoglio di progetti per fissare le giuste priorità, ciò che ci ha permesso di ridurre note-
DOSSIER volmente le nostre spese d’investimento nel 2020». Altre misure prese nell’urgenza: il congelamento dei salari e una riduzione del 25% della componente salariale variabile della direzione. «E ovviamente abbiamo introdotto la disoccupazione parziale dove ciò era possibile. Finora non abbiamo dovuto procedere a dei licenziamenti», ci dice soddisfatto l’uomo forte di Skyguide.
Aiuto federale a determinate condizioni
corporazione. «Se gli aerei potessero riconoscersi automaticamente nell’aria, non sarebbe più necessario guidare i piloti da terra, com’è il caso oggi. Il controllore aereo del futuro diventerà quindi un gestore dello spazio, che interviene in caso di bisogno», specifica Alex Bristol. A prima vista parrebbe una nuova minaccia per il lavoro… Il direttore generale tranquillizza e temporeggia: «Ci vorranno probabilmente ancora dai 20 ai 30 anni prima che si possano automatizzare gli elementi chiave dei compiti attualmente attribuiti all’uomo, e ciò ci lascia il tempo per gestire la riduzione del numero di controllori aerei, riduzione che toccherà tutta l’Europa».
FOTO SKYGUIDE
Tuttavia, la sua società s’è vista costretta a rivolgersi al suo proprietario principale, la Confederazione, per un sostegno finanziario. A fine 2020, il Parlamento ha concesso un Droni aiuto di 400 milioni per il promettenti 2020–2021, chiedendo però Entro questa scain compenso dei piani di ridenza, il cielo non sparmio e un innalzamento si sarà aperto masdell’età di pensionamento sicciamente a nuovi da 56 a 60 anni per gli imattori della mobipiegati. Un colpo duro per lità verticale, come il morale del gruppo? «No, i droni e i taxi voassolutamente, risponde lanti attualmente Alex Bristol. C’erano già dei in fase di sviluppo e segnali che mostravano «Il controllore che pure necessiche questa misura avrebbe tano di un guidapotuto essere necessaria. aereo del futuro tore? «Con i droni Ora absarà un gestore in particolare e biamo l’introduzione di tempo fino dello spazio, che U-Space in Svizalla fine interviene in caso zera, vediamo un dell’anno grande potenziale per elabo- di bisogno» economico, amrare un Alex Bristol, piano e CEO, Skyguide mette Alex Bristol. Ma oggi è difficile sottoporlo dire in che misura ciò creerà degli alla Confederazione. impieghi. Siamo però convinti che riCon il nostro partner marrà molto lavoro per Skyguide nel sociale HelvetiCA, corso dei prossimi anni». l’Associazione svizzera dei controllori Un credo ottimista. Poiché resta un aerei, lavoriamo indato di fatto: la crisi sanitaria s’è agtensamente per trogiunta ad una crisi climatica, e in qualvare una soluzione che modo l’ha momentaneamente sopfutura accettabile per piantata, senza eliminarla. L’aviazione tutte le parti». civile resta un bersaglio indebolito in questo contesto e le piste di riflessione Tecnologicamente, la per «inverdirla» si palesano già. Tra svolta verso il futuro queste, un budget carbonio assegnato è già stata presa dalla alle compagnie, posto sotto la sorvesocietà e s’orienta glianza dell’Organizzazione dell’aviaverso la digitalizzazione civile internazionale (OACI), la zione e l’automatizzamessa in servizio d’aerei a corto e mezione, che lasciano indio raggio che funzionano a idrogeno o travvedere dei grandi con biocarburanti alternativi, la riducambiamenti per la
zione della crescita del traffico scoraggiando i voli opportunistici tramite la soppressione del sistema di miglia offerte, senza dimenticare l’abolizione pura e semplice dei voli in caso d’alternativa ferroviaria.
Ambiente rispettato Alla direzione di Skyguide, si risponde avanzando altre previsioni che suppongono un volume di traffico pari a quello precedente la pandemia per l’orizzonte temporale 2024–2025. Ma i contorni del futuro restano sfocati: «Allo stadio attuale è difficile prevedere l’evoluzione del traffico aereo a lungo termine. Seguiamo la situazione e ci prepariamo a diversi scenari, prosegue Alex Bristol. Detto ciò, anche noi partecipiamo alla protezione dell’ambiente e alla riduzione delle emissioni di CO2. Uno dei contributi più importanti è quello che chiamiamo «l’efficienza dei voli orizzontali», ossia l’itinerario più efficace. Un’analisi dettagliata, resa possibile dal declino del traffico, ha dimostrato che la gestione orizzontale delle rotte nello spazio aereo controllato da Skyguide è vicino alla situazione ottimale. Proponiamo dunque degli itinerari rispettosi dell’ambiente». ◆
SKYGUIDE IN BREVE Fondata originariamente nel 1922, la società Skyguide festeggia quest’anno i suoi 20 anni con il nome attuale. Fu infatti nel 2001 che il Consiglio federale decise di raggruppare in una sola entità i servizi di navigazione aerea civili e militari del Paese. Con l’aiuto di 1500 collaboratori ripartiti in 14 siti, opera per la Svizzera e le nazioni confinanti. Lo scorso anno, circa mezzo milione d’aerei civili e militari – contro 1,3 mio. in media precedentemente – è stato guidato nello spazio aereo più denso d’Europa. Skyguide collabora da vicino con tutti gli attori del settore aereo e in Svizzera conta tra i suoi partner principali l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), le Forze aeree, l’organizzazione mantello dell’aviazione civile e dell’industria aerospaziale svizzere AEROSUISSE, MeteoSvizzera, nonché gli aeroporti di Ginevra e Zurigo. Basata a Ginevra, la società appartiene in maggioranza alla Confederazione. giugno 2021 | touring
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PROFESSIONI IN MOVIMENTO
Una vita trascorsa navigando sul Reno Roland Fessler appartiene ad una specie in via d’estinzione: è uno dei pochi comandanti svizzeri che guidano navi mercantili sul Reno. Il settore fatica a reclutare nuove forze qualificate, soprattutto a causa dei lunghi turni di lavoro. Lo abbiamo accompagnato qualche ora, fra gru e chiuse. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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econdo programma la «Eiger-Nordwand» sarebbe già dovuta salpare. Ma c’è un problema: le carte di un container che hanno a bordo non sono complete. Il 63enne Roland Fessler presta servizio sul Reno dal 1974, da trent’anni in veste di comandante, titolo che preferisce a quello di capitano. È abituato a contrattempi del genere. Dovendo attendere, la «Eiger-Nordwand» blocca l’ingresso nel porto di Basilea-Kleinhüningen. Fessler l’accosta alla banchina per far passare un battello mercantile. Entriamo sul ponte di comando dove regna un’atmosfera rilassata. Fessler è scalzo; indossa pantaloni da lavoro e un maglione con il logo della compagnia di navigazione olandese Danser. Ed ecco Christian Kotter che si affaccia per salutarci. Il giovane comandante in seconda si alterna con Fessler al timone durante un mese, dopodiché ci sarà il cambio di guardia con un altro equipaggio. Mentre il tedesco è diventato comandante quasi per caso, Roland Fessler, che è nato e cresciuto a Hombrechtikon (ZH), è sempre stato appassionato di navi. «Da bambino sognavo avventure in mari lontani, navigare sul Lago di Zurigo non mi sembrava proprio esaltante», racconta. Finite le scuole dell’obbligo si butta, presentandosi alla Schweizer Reederei, all’epoca la maggiore compagnia svizzera di trasporto fluviale sul Reno. Assunto come mozzo, Fessler si guadagna rapidamente le spalline. Finalmente arriva l’ok, si parte. Via radio Fessler ne informa la crew che toglie gli ormeggi. Il comandante spinge in avanti il telegrafo di mac18 touring | giugno 2021
china e avvia i motori diesel. Dopo la spinta iniziale e le manovre di uscita, la nave sarà alimentata a gas naturale liquefatto (GNL o LNG), carburante che riduce l’impatto ambientale tagliando le emissioni di fuliggine. Per compiere la consueta rotta Basilea–Anversa la «Eiger-Nordwand» ne consumerà 21 000 litri.
Ci vuole pazienza 1000 tonnellate di merce lasciano Basilea in questo martedì pomeriggio. Sono le ore 14.20. Costeggiamo il molo a 5 km orari. I cassoni sono disposti su due piani. A carico pieno la chiatta trasporta 342 container, da 20 piedi ciascuno. Ciò significa che occorre spingere 3722 tonnellate nell’acqua. Poco dopo ci tocca fermarci di nuovo per far entrare un’altra delle quattro navi cargo con cui la Danser opera sul Reno. Oltre alla propria flotta, il gruppo si appoggia a sei cosiddetti «Partikulier», armatori privati perlopiù olandesi che vivono sulle loro imbarcazioni ed eseguono trasporti per terzi. Ogni anno la compagnia movimenta 25mila container da e per la Svizzera. Chi naviga sul fiume vede il mondo con occhi diversi: ad esempio il Ponte dei Tre Paesi sul Reno presso Weil am Rhein, molto apprezzato da pedoni e ciclisti, per Fessler costituisce innanzitutto un fastidioso ostacolo. «Se siamo carichi e abbiamo i container accatastati sollevo la cabina per avere una migliore visuale. Per passare sotto il ponte, sono però costretto a riabbassarla e pilotare praticamente alla cieca» commenta Roland Fessler.
DOSSIER
Roland Fessler nella cabina di pilotaggio della nave «Eiger-Nordwand». Ha trascorso quasi tutta la sua vita professionale sul Reno.
Il Ponte dei Tre Paesi La passerella ciclopedonale sul Reno collega Weil am Rhein (D) e Huningue (F).
Molto tempo libero Ancora oggi Fessler non si stanca di guardare fuori dalla vetrata della cabina. Gli piace osservare il movimento sul fiume. Cos’altro lo appassiona del suo lavoro? Trova geniale potersi riposare quattro settimane di fila dopo ogni turno. «È un ritmo che mi si addice». Sa di appartenere ad una specie in via di estinzione. Dirige la nave verso lo scalo di Weil am Rhein dove vengono imbarcati altri quattro container: «Sul Reno siamo rimasti solo tre o quattro svizzeri ingaggiati sulle navi cargo, oggi la professione di marinaio della navigazione interna non gode più di grande attrattiva, soprattutto perché costringe a stare spesso fuori». Infatti, la società olandese lamenterebbe una forte carenza di personale qualificato soprattutto per le trasferte che durano 24 ore. Come riesce a conciliare famiglia e lavoro? È consapevole che l’attività di navigante richiede una grande comprensione da parte del partner. «Mia moglie accetta le mie lunghe assenze, magari dopo un po’ che sono a casa è contenta che
«Sul Reno siamo rimasti solo tre o quattro svizzeri ingaggiati sulle navi cargo» →
Roland Fessler, comandante
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Il lavoro sul Reno è calmo solo in apparenza. Al comandante è richiesta un’attenzione costante, ad esempio alle chiuse.
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DOSSIER
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Il bacino della chiusa di Ottmarsheim è largo appena 12 metri: per varcarla l’«Eiger-Nordwand» deve essere pilotata con precisione da orologiaio.
Merce in attesa Al porto industriale di Ottmarsheim, la seconda tappa che tocchiamo scendendo il Reno.
riprenda il largo», scherza il padre di due figli adulti, risposatosi nel 2008. E come sopporta la convivenza forzata a bordo con gli altri quattro membri dell’equipaggio? Non ci si dà sui nervi? «Possiamo sempre ritirarci ognuno nella propria stanza. «È normale che talora si discuta. Comunque l’attuale squadra è fantastica, c’è molto rispetto» sottolinea il comandante. Fessler contatta lo sbarramento Märkt. Qui le acque del Reno si dividono nel Vecchio Reno a destra e nel Grande Canale d’Alsazia che si stacca a sinistra e scorre parallelo al fiume. Sebbene la nave sia annunciata, troviamo il semaforo della chiusa di Kembs con la luce rossa. «Arrivando di notte è già capitato di trovare i guardiani addormentati» racconta.
Manovra di precisione Sul tratto francese i battelli devono superare otto chiuse che regimano il dislivello di 245 metri fra Basilea e Anversa. Per passarle ci vogliono una trentina di minuti. L’imponente centrale idroelettrica di Kembs scompare dietro di noi, mentre sulla sponda destra vediamo sfilare gli alberi. Ci hanno assegnato la chiusa larga solo 12 metri. Uno degli uomini si mette a prua per indicare via radio la posizione al comandante che manovra la nave lunga 178 metri e larga 11,45 con precisione millimetrica. La chiatta avanza tranquilla, nulla sembra poter turbare il placido fluire dell’acqua: «Dipende da chi incrociamo» avverte il comandante. Una 22 touring | giugno 2021
delle principali sfide sarebbe il vento. «Ad Anversa trasbordiamo perlopiù sulla Schelda, delta pianeggiante esposto a forti correnti. Con tutta l’esperienza è sempre insidioso navigare con tempesta, bassa o alta marea, vento e controcorrente». Sulla sinistra si stagliano le ciminiere e le gru del porto industriale di Ottmarsheim, prossima tappa a valle. Seguiranno Strasburgo e Nijmegen e quindi Anversa, dove la merce sarà scaricata il venerdì. Durante il fine settimana sarà ricaricata. Se vi fosse ancora posto lunedì e martedì prenderanno in consegna altra merce a Rotterdam per poi rimontare il Reno. Sono passate da poco le 17 quando la nave «Eiger-Nordwand» raggiunge Ottmarsheim. Mentre noi giornalisti andiamo a riva, l’equipaggio carica un lotto di dodici container. ◆
DOSSIER
PROFESSIONI IN MOVIMENTO
Le autostrade sono il loro territorio Una distrazione, un passo falso possono essere fatali. Per chi lavora sulle autostrade le giornate non sono mai uguali. Qui la sicurezza è una priorità assoluta. Siamo usciti con una squadra di addetti alla manutenzione della rete stradale nel Nord-Ovest della Svizzera (NSNW AG). TESTO DINO NODARI | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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ono le 19.22 quando gli operai entrano in azione, seguendo una scaletta serrata e ben rodata. Dapprima si tratta di chiudere il tunnel autostradale del Bözberg (AG) in direzione di Zurigo. L’autocarro con grande pannello a LED e segnale che intima «Stop» e «Divieto di sorpasso» si piazza davanti all’imbocco della galleria. È dotato di un assorbitore d’urto che protegge gli utenti della strada e i lavoratori in caso di collisione. Poco dopo il veicolo riparte esponendo il segnale di direzione obbligata. La colonna diretta a Zurigo viene deviata verso l’altra canna dove ora il traffico
scorre in entrambi i sensi. Siamo in giro con tre addetti al servizio tecnico per l’Unità territoriale che raggruppa Argovia, Basilea Città, Basilea Campagna e Soletta («Nationalstrassen Nordwestschweiz AG», ovvero NSNW AG). Gli uomini ci hanno messo soltanto sei minuti per sgomberare il tratto dove in serata verranno effettuati interventi di manutenzione sull’impianto elettrico e sostituito un ventilatore. «Il nostro personale lavora spesso nei punti più esposti», spiega Andreas Lüdi, capo del centro di manutenzione di Sissach (BL). Sa di cosa sta parlando. È da dieci anni → che opera sulle strade nazionali nel
Il luogo di lavoro di Werner Basler (a s.) e Sven Fischer del servizio tecnico NSNW AG.
Alt! La galleria Bözberg in direzione di Zurigo è chiusa al traffico.
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DOSSIER
Posaconi automatizzato L’addetto non si deve sporgere dal furgone.
Nord-Ovest della Svizzera. Assieme ai suoi addetti si impegna per tenere in ordine queste arterie fortemente transitate da camion e veicoli che vi sfrecciano, in tutte le ore e in ogni stagione. Affinché il servizio si svolga sempre in sicurezza e senza intoppi occorrono un’accorta pianificazione e lavoro di squadra.
curezza i luoghi in caso d’incidente. Gestire situazioni critiche è una costante della loro attività.
Un lavoro variato
Gli uomini nelle loro tute color arancione non trovano solo comprensione fra gli automobilisti, alcuni li superano con rabbiosi Rischio, pane colpi di clacson o quotidiano insulti oppure efChiusure di tratti come fettuando manovre quella appena completata rispericolate. «Poco entrano nelle mansioni corfa nella galleria mi renti degli addetti alla manuhanno sorpassato tenzione. La NSNW AG ne sulla corsia sinistra effettua circa 3000 all’anno, chiusa!» esclama ovvero 10 al giorno. La preSven Fischer, uno venzione d’incidenti è in pridegli operatori. missimo piano. «FortunataD’altronde sarebmente negli ultimi trent’anni bero in molti a non «Viviamo la nessun nostro dipendente è rispettare la segnamorto sul lavoro, e vogliamo letica, ma a parte cultura del rifiuto» questo l’attività gli che il bilancio rimanga a Andreas Lüdi, preposto al centro zero vittime» sottolinea di manutenzione NSNW di Sissach piace molto. «È un Andreas Lüdi. La sicurezza lavoro molto vario, riveste un’importanza preminente, sia non ci sono due giornate uguali. Inoltre per quanto riguarda macchinari o atstiamo fuori tutto il tempo». Il collega trezzature che la formazione ai rischi. Werner Basler è d’accordo. Insieme «Viviamo la cultura del rifiuto» ribadisce. hanno appena liberato la galleria dal «Ogni collaboratore può dire stop! se la traffico. Neanche l’orario di lavoro irremanovra gli sembra troppo rischiosa». golare costituisce un problema per Se ne fa quindi una rivalutazione e, se i due. È l’Ufficio federale delle strade necessario, si procede diversamente. Gli (USTRA) ad autorizzare di volta in addetti lavorano in condizioni spesso divolta gli interventi decidendo quando sagiate e che possono farsi pericolose e su quali tratti concentrarsi per evitare d’un momento all’altro; veicoli che pasingorghi. In passato, un’operazione sano a distanza ravvicinata mentre si come quella appena eseguita al tunnel sgomberano dei tratti, deviando il trafBözberg avrebbe richiesto sei addetti e fico sulla carreggiata opposta oppure il blocco della circolazione per una venquando ci si mobilita per mettere in sitina di minuti; ora si risolvono in modo 24 touring | giugno 2021
440 MILIONI PER L’ESERCIZIO Quest’anno l’Ufficio federale delle strade (USTRA) stanzierà circa 439 milioni di franchi per l’esercizio delle strade nazionali. Attraverso la manutenzione ordinaria si garantirà una viabilità sicura per gli utenti. Sono undici le unità territoriali a svolgere i lavori su incarico della Confederazione. L’investimento servirà a finanziare interventi quali il servizio invernale, la pulizia, la cura degli spazi verdi, gli equipaggiamenti di esercizio e sicurezza nonché gli interventi d’emergenza.
molto più efficiente con procedure ottimizzate e apparecchiature moderne; ad esempio la posa e raccolta di coni nei cantieri mobili è automatizzata, cosicché l’addetto non deve più sporgersi dal furgone.
Siti di nidificazione La rete della NSNW AG è lunga circa 230 chilometri. Nei punti nevralgici smaltisce 130 000 veicoli al giorno. Tutta l’infrastruttura, composta da strade, gallerie, ponti ed aree verdi, deve essere mantenuta in buono stato. Ma non sono le aree asfaltate, per quanto estese, bensì quelle verdi a coprire la maggiore superficie. Da qualche anno il focus si è spostato dalla potatura e dal decespugliamento alla promozione della biodiversità. Quest’approccio permette di creare nuovi siti di nidificazione per gli animali, favorendo persino la fioritura di piante rare come le orchidee ai bordi delle strade nazionali. •
IL POTERE DI FAR IMPAZZIRE
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MOBILITÀ
SERIE START UP DA CONOSCERE, CAPITOLO 3
Un volo modello Nel campo dei droni, la Svizzera è tra i paesi leader al mondo. In questo settore, una scale-up di successo è Flyability di Losanna. I fondatori Adrien Briod e Patrick Thévoz ci spiegano come hanno avviato la ditta. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER, ALD
A
dare l’idea ad Adrien Briod e Patrick Thévoz sono state le immagini dei volontari che nel 2010 portavano aiuto tra le macerie del terremoto di Haiti e dei lavoratori che un anno dopo rischiavano la vita per gli altri all’interno dei reattori contaminati di Fukushima. Allora i due ingegneri avevano pensato che tali compiti dovessero essere fatti da robot e non da esseri umani. L’azienda losannese fa parte dell’ottantina di start-up che in Svizzera sviluppano apparecchi volanti dotati di rotori. «I motivi che hanno portato alla nascita della Drone Valley tra i Politecnici federali di Zurigo e Losanna sono molteplici», afferma Christian Fuessinger, esperto di droni e managing partner della zurighese Helvetica Capital. Questa società indipendente di investimenti e consulenza è un importante gestore di capitale di rischio per il ceto medio e investe in molte start-up per conto del Credit Suisse. «ETH di Zurigo ed EPFL di Losanna hanno una reputazione internazionale, una focalizzazione su robotica/automazione e droni, e tra i loro professori hanno dei luminari in materia». A ciò si aggiunge il gran numero di talenti fra gli studenti. Infatti, molte delle start-up che si occupano di droni sono sorte come spin-off dei Politecnici. Ci sono pure buone opportunità di ottenere capitale. «E dalla neutrale Svizzera si possono fare affari con gli Stati Uniti e la Cina, i più importanti mercati di droni». Secondo Fuessinger, è difficile dire quante delle 80 start-up e scale-up, ossia giovani aziende che hanno superato la fase iniziale e si sviluppano in fretta, hanno una possibilità reale di farcela.
«Molto probabilmente quelle i cui fatturati crescono, che hanno già una certa affermazione sul mercato e che continueranno a investire pure dopo i primi finanziamenti».
La gabbia protettiva e i sensori mantengono Elios 2 in posizione sempre stabile e quindi in aria. Non importa quanto il luogo d’intervento sia angusto e irto di ostacoli.
Elios nella lotta al terrorismo Quanto detto si applica anche a Flyability. Attualmente, circa 500 clienti in
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MOBILITÀ tutto il mondo fanno volare i droni losannesi Elios ed Elios 2 all’interno di silos, serbatoi oppure torri di centrali elettriche. I velivoli con la gabbia protettiva rotonda in carbonio sono utilizzati da Dow Chemical, così come da un’unità antiterrorismo della polizia francese. Sul sito internet si può leggere la soddisfazione degli utenti che finora hanno comprato 1000 droni. Adrien Briod e Patrick Thévoz sono riusciti a raccogliere 25 milioni di franchi da investitori e sovvenzioni, nonché da concorsi. Ne hanno parlato anche CNN e Forbes, ma i due cugini non si sono
montati affatto la testa. In occasione della nostra visita alla loro azienda, lo slanciato Briod e l’aitante Thévoz non sembrano prendersi troppo sul serio. Entrambi 35enni ed ingegneri del Politecnico di Losanna, sono amici da quando andavano all’asilo e si capiscono ad occhi chiusi. «Uno sa già quello che pensa l’altro, come in una vecchia coppia», afferma Thévoz. È una buona base per fondare un’azienda, i cui tanti alti e bassi assomigliano ad un’emozionante corsa sulle montagne russe. Si completano bene a vicenda. «Adrien è il genio tecnico mentre io, da ex-consulente aziendale, so come si vende», dice
Thévoz tracciando la ripartizione dei compiti. Durante un soggiorno ad Harvard per il master, Briod aveva utilizzato sensori e telecamere per analizzare il motivo per cui le mosche non si fanno niente dopo le collisioni. Se sbattono contro una parete, si orientano brevemente e continuano a volare. «Questo mi ha ispirato a scrivere la tesi di dottorato per il Politecnico nel campo della robotica e a trasferire la meccanica delle mosche su un drone, in modo che dopo una collisione non precipiti, come facevano tutti i droni fino ad allora», spiega Briod.
Nonostante il successo restano umili: Adrien Briod e Patrick Thévoz, pionieri nel campo dei droni da interno.
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IL CONSULENTE
Droni per più sicurezza La fase di sviluppo è durata circa tre anni. Mentre nel 2013 Briod concludeva la tesi di dottorato, Thévoz tornava da un giro del mondo. E hanno deciso di creare la loro società per vendere il prodotto. Già il video di presentazione del prototipo del primo drone al mondo per ispezioni in spazi chiusi aveva attirato molta attenzione. «E così abbiamo avuto i primi interessati, il che rappresenta un buon avvio», osserva Thévoz sottolineando quanto sia importante entrare il più presto possibile sul mercato con un prodotto. Una cosa che molti fondatori di imprese trovano difficile da fare, specialmente se sono ingegneri, per i quali niente è mai abbastanza perfetto. E Adrien Briod sottolinea che l’obiettivo di ogni prima vendita era di aver conferma dai clienti in merito alle prestazioni e ai casi d’utilizzazione del drone più che di generare fatturato. Puntano molto sui racconti dei clienti. «È chi scrive sul nostro sito internet che impiega i nostri droni anziché delle persone, risparmiando così milioni perché la centrale elettrica non deve essere più spenta per un’ispezione, che dimostra l’effetto dei nostri prodotti».
Clienti dagli esordi Più economici, i droni permettono anche controlli più frequenti, minimizzando così il rischio di incidenti. Il fatto che abbiano avuto clienti sin dall’inizio, li ha aiutati ad ottenere fondi da investitori e sovvenzioni. Molti hanno delle idee interessanti e cercano degli investitori, ma non riescono ad avere la conferma esterna che il loro prodotto sia richiesto. È una cosa che hanno imparato subito, mentre all’inizio erano più orientati sul livello scientifico. Attualmente Flyability occupa oltre un centinaio di persone. «Finora soltanto l’uno percento di tutte le centrali elettriche al mondo utilizza Elios e Elios 2», fa notare Briod. Il loro obiettivo è che il 100% di queste aziende impieghino i loro prodotti. Inoltre, sono convinti che ci si trovi solamente all’inizio dell’utilizzo dei droni da interno, un settore creato da loro appena cinque anni fa con Elios. In futuro, si potrà fare molto di più con questi apparecchi volanti, per rendere più sicure per i lavoratori, più efficienti e più pulite attività come la gestione delle acque di scarico, il trasporto di merci o la produzione di sostanze chimiche. •
Doppia sanzione per chi infrange il codice stradale Tutti sanno che la guida sotto l’influsso di alcol oppure a velocità eccessiva viene punita rigorosamente. Ma anche gesti che sembrano banali possono avere conseguenze rilevanti, punite con il ritiro della patente.
TESTO URS-PETER INDERBITZIN
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e infrazioni alla Legge sulla circolazione stradale fanno scattare due diversi procedimenti, penale ed amministrativo, che coinvolgono autorità diverse. Ciò dà adito a frequenti contestazioni. Come nel caso del conducente italiano fermato da un’auto civetta della polizia zurighese perché guidava a zig zag. Agli agenti l’uomo domiciliato nel canton Svitto ammetteva di essersi pettinato guardandosi nello specchietto retrovisore. La prefettura di Horgen gli infliggeva una multa di 300 franchi per infrazione semplice delle norme stradali. L’uomo la pagava sperando di cavarsela così e che la sua condotta non venisse sanzionata ulteriormente con la revoca della licenza di condurre.
Una distrazione costata cara
l’automobilista da future azioni imprudenti al volante (1C_564/2019).
Agire nelle giuste sedi Avrebbe invece potuto scamparla un altro automobilista se solo il suo legale avesse intrapreso i passi opportuni già nell’ambito del procedimento penale. L’uomo era stato condannato a una pena pecuniaria sospesa di 18 000 franchi e multa di 3000 franchi, fra l’altro per ripetuti sorpassi a destra in autostrada, ripresi con telecamera privata. Verdetto che accettava. Quando però l’autorità amministrativa decideva di sospendergli la patente per cinque mesi per infrazione grave delle norme della circolazione stradale, l’automobilista si opponeva, insorgendo davanti al Tribunale federale. L’uomo obiettava che secondo la giurisprudenza recente tali registrazioni erano ammesse come prova soltanto in casi eccezionali e laddove sussistano le severe condizioni previste dalla legge sulla protezione dei dati, che nello specifico non erano date. Invano: nella sua sentenza la corte suprema statuiva che l’avvocato del ricorrente avrebbe dovuto respingere le ri riprese fatte con dash cam già in sede penale e non aspettare l’avvio del procedimento per la revoca della licenza di condurre (1C_415/2020). •
Ma la cosa non finiva lì per il cittadino italiano: per il tribunale amministrativo di Svitto non si trattava di reato di poco conto bensì di infrazione di gravità media. Pertanto, ordinava il ritiro della patente per un mese. Benché vincolata, in linea di principio, dall’accertamento dei fatti esposti in un decreto d’accusa, l’autorità amministrativa può discostarsene motivando pertinentemente la propria decisione. Nella fattispecie l’italiano non avrebbe prestato la dovuta attenzione al traffico mentre si pettinava. Guidando in modo incerto a velocità di 120 km/h provocava un pericolo per la sicurezza altrui. Il Tribunale federale confermava la revoca d’ammoniURS-PETER mento disposta dal tribuINDERBITZIN nale cantonale. I giudici ritenevano la misura proporconsulente giuridico zionata ed atta a dissuadere
giugno 2021 | touring
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MOBILITÀ
Attenti ai seggiolini eiettabili Una gran parte dei 26 seggiolini auto, testati dal TCS, sono consigliati. Prudenza però: 5 modelli sono stati bocciati, uno dei quali presentava gravi lacune.
tcs.ch/ portale-video
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | TEST JÜRG REINHARD
Il volo del seggiolino Il caso più spettacolare riguarda il guscio per bebè Chicco Kiros i-Size + Kiros i-Size Base, che ha mostrato limiti inquietanti nella prova
che simulava una collisione frontale a 64 km/h. A causa dell’impatto, il seggiolino con un manichino di 11 chili s’è staccato dalla base Isofix, ciò che avrebbe causato un elevato rischio di ferita in caso di grave incidente. Il fabbricante Chicco ha annunciato che porterà dei miglioramenti alla base Isofix. Inoltre, i detentori di queste basi potranno cambiarle gratuitamente con il prodotto rimaneggiato. Nell’attesa, si raccomanda ai genitori che possiedono questo seggiolino di fissarlo con la cintura del veicolo, senza utilizzare la base Isofix. Con la cintura posizionata corretverdetto sorprendente, in tamente e ben tesa, il seggioquanto quest’aspetto non lino Chicco offrirà una prote- aveva più posto grossi prozione ottimale in caso blemi negli anni precedenti. d’impatto frontale. Nel caso dei due modelli Besafe iZi Go Modular X1 e dello Altri quattro sistemi di riteSwandoo Marie 2, il rivestinuta sono stati declassati mento dei tessuti conteneva dopo aver fallito nell’ambito naftalina, un prodotto sospetdelle sostanze tossiche. Un tato d’avere effetti cancero-
Test TCS seggiolini auto 2021 I Marca Babyzen Yoyo²/⁶/⁷ Bébé Confort²/⁵/⁷ Stokke²/⁶/⁷ Bébé Confort⁵/⁷ Babyzen Yoyo⁶/⁷ Stokke⁷ Besafe⁷ Besafe²/⁶/⁷ Peg Perego²/⁶/⁷ Silver Cross²/⁶/⁷ Bébé Confort²/⁵/⁶ Chicco⁷ Silver Cross⁷ Peg Perego⁷ Chicco² Peg Perego¹/²/⁶ Osann¹/⁶ Swandoo¹/²/⁶ Axkid²/⁶ Axkid²/⁶ Cybex³/⁸ Recaro³/⁶ Britax Römer³/⁴ Cybex³/⁶ Joie³/⁶ Recaro³/⁶
modello iZi Go Modular X1 i-Size by Besafe + iZi Modular i-Size base Tinca + Tinca Base iZi Go Modular X1 i-Size by Besafe + iZi Modular i-Size base Tinca iZi Go Modular X1 i-Size by Besafe iZi Go Modular X1 i-Size by Besafe iZi Go Modular X1 i-Size iZi Go Modular X1 i-Size + iZi Modular i-Size base Primo Viaggio Lounge + i-Size base Simplicity Plus + Simplicity Isofix base Marble Kiros i-Size Simplicity Plus Primo Viaggio Lounge Kiros i-Size + Kiros i-Size base Primo Viaggio 360 Oreo 360° Marie 2 One+ One Pallas G i-Size Tian Elite Advansafix M i-Size Solution S i-Fix i-Traver Mako Elite 2
30 touring | giugno 2021
categoria 40–75 cm 45–75 cm 40–75 cm 45–75 cm 40–75 cm 40–75 cm 40–75 cm 40–75 cm 40–§87 cm 0+ 40–§85 cm 40–78 cm 0+ 40–§87 cm 40–78 cm 45–§105 cm 40–§105 cm 40–§105 cm 40–§125 cm 61–§125 cm 76–§150 cm I / II / III 76–§150 cm 100–§150 cm 100–§150 cm 100–§150 cm
valutazione TCS ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★☆☆☆☆ ★☆☆☆☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★☆☆☆☆ ★★★☆☆ ★☆☆☆☆ ★☆☆☆☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★☆☆ ★★★☆☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆
Preoccupante Un seggiolino Chicco s’è distaccato dalla base Isofix.
geni. Mentre il seggiolino Osann Oreo 360°, conteneva il plastificante DPHP, una sostanza che può ledere la ghiandola tiroidea e l’ipofisi.
Il caso del rialzo Questo test non ha considerato i rialzi di seggiolini sprovvisti d’appoggio lombare. A causa dell’assenza dell’appoggio dorsale, questi prodotti sono meno sicuri in caso d’urto laterale. Adempiono tuttavia le esigenze di sicurezza minime e, in alcuni casi, possono rendere servizio. In particolare, contribuiscono a ridurre i rischi di ferite in caso di collisione frontale. ◆ 1
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installazione in auto nella direzione di marcia o rivolto all’indietro installazione solo rivolto all’indietro e con piede di supporto installazione in auto con Isofix e/o con la cintura della vettura installazione con Isofix e Top Tether solo nella direzione di marcia modello venduto pure con il nome Maxi-Cosi seggiolino solo per veicoli omologati installazione solo rivolto all’indietro con la cintura del veicolo senza base installazione nella direzione di marcia con Isofix, Top Tether e cuscino riduttore
★★★★★ ★★★★☆ ★★★☆☆ ★★☆☆☆ ★☆☆☆☆
eccellente molto consigliato consigliato consigliato con riserva non consigliato
TCS
C
ome sempre, i genitori desiderosi di sistemare in automobile i loro pargoli nelle migliori condizioni di sicurezza hanno l’imbarazzo della scelta. Nel test comparativo del TCS, 18 dei seggiolini testati hanno ottenuto la valutazione «molto consigliato». Alcuni di questi sistemi di ritenuta hanno in parte superato chiaramente le esigenze legali. Tre seggiolini hanno ricevuto la valutazione «consigliato». Questi risultati promettenti non devono però incitare ad un eccesso di fiducia al momento dell’acquisto, poiché cinque seggiolini si son visti attribuire un «non consigliato».
il video del test
L‘esclusiva lampada da terra
Patrouille Suisse
di Wilfred Hardy spettacolarmente messa in scena Autorizzata da licenza ufficiale • In tessuto pregiato • Emozionante esperienza artistica da ogni prospettiva • Disponibile solo da The Bradford Exchange
Altezza oltre
152 cm
Questa esclusiva lampada da terra è decorata dall‘incredibile capolavoro „Formazione Diamante sull’Aiguilles Dorées” di Wilfred Hardy, che ricopre tutti i quattro lati del paralume. Con ineguagliabile perfezione il pittore ha creato, in una combinazione di tecnologia e natura, un‘opera in grado di deliziare tutti gli estimatori della Patrouille Suisse. I velivoli F-5E Tiger II sprigionano sullo spettatore un‘energia talmente palpabile che è quasi impossibile sfuggirgli. La bella base, sfumata in tonalità color legno, presenta un interruttore a pedale per accenderla e spegnerla facilmente. Ordini oggi il Suo esemplare della lampada da terra „Formazione Diamante sull’Aiguilles Dorées” di Wilfred Hardy! Altezza: 152,4 cm. Larghezza di base e paralume: 25,4 x 25,4 cm. Necessita di lampadine E27/27,0 mm. Non incluse nella consegna.
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TECNICA
HONDA JAZZ HYBRID EXECUTIVE
Scorza da mini
monovolume
E4 cilindri 1,5 l, 98 CV, sincrono, 109 CV W5,1 l/100 km (media del test), etichetta energia A Vautonomia: 783 km kpeso: 1373 kg (modello del test) P10,4 s da 0 a 100 km/h L28 800 fr. Da buona mini monovolume navigata, la Honda Jazz continua a proporre un’abitabilità fuori dal comune con compattezza da city-car. E il passaggio all’ibrido dà una apprezzabile riduzione dei consumi, ma ha il suo costo.
Rapporto dimensione/abitabilità Consumo moderato Sistema ibrido sofisticato Comfort delle sospensioni Modularità preservata/vari vani
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Dotazione ben completa (Executive) Sistemi di assistenza di serie
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L Spogliata La plancia di bordo ricorda le monovolume.
Due cassetti e altri numerosi vani portaoggetti a disposizione.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Honda Jazz 1.5 i-MMD Executive: 5 porte, 5 posti; 28 800 fr. (veicolo del test: 29 550 fr.) Gamma: dalla Comfort, 109 CV (23 900 fr.) alla Crosstar Executive, 109 CV (30 600 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (750 fr.), pacchetto Illumination (1595 fr.), pacchetto cargo (425 fr.), manutenzione premium 5 anni (2100 fr.) Garanzia: 3 anni/100 000 km di fabbrica, 5 anni/100 000 km su componenti ibride, 3 anni assistenza; garanzia anticorrosione: 12 anni (con condizioni) Importatore: Honda Suisse, 1242 Satigny (GE), honda.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri, 1,5 l benzina (Atkinson) 98 CV, elettrica 109 CV, 253 Nm; cambio e-CVT, trazione anteriore Peso: 1373 kg (veicolo del test), totale ammissibile 1710 kg, carico rimorchiabile 0 kg
Profilo urbano Forme arrotondate e dimensioni quasi invariate. 70%
Rumorosità a velocità autostradale 153 cm
Mulinamento/rumore accelerando Nuova categoria di prezzo Stile fiacco Guida priva di sensazioni Messaggi di allerta invadenti Nessun peso rimorchiabile
passo 252 cm lunghezza 404 cm larghezza 171 cm bagagliaio: 304–1205 litri pneumatici: 185/55R16, min. 185/60R15
a quarta generazione della Honda Jazz punta invariabilmente sulla filosofia monovolume, che tuttavia non è più molto in voga. E se le sue forme arrotondate nipponeggianti non scateneranno le passioni, si apprezza il fatto di trovare un abitacolo sorprendentemente spazioso per un veicolo di 4 metri. Un’impressione confortata dall’ampia plancia di bordo e dai montanti anteriori sdoppiati che liberano un ampio campo visivo. A priori, questa mini monovolume non fa che preservare i suoi fondamentali. Salvo per il fatto che l’asmatico 1,3 l della versione precedente lascia il passo a un’ingegnosa motorizzazione ibrida.
Come su altre ibride Honda, il ruolo principale tocca ad un motore elettrico unito ad un 4 cilindri. Quest’ultimo si limita ad alimentare un secondo motore elettrico fungendo da generatore oppure a fornire potenza di punta, per esempio in autostrada. D’un tratto, la Honda Jazz parte sempre in modalità elettrica, anche se l’1,5 l si mette talvolta a borbottare. In città, questa tecnologia consente fasi di mobilità strettamente elettrica assai lunghe e registra medie inferiori a 5 l/100 km. Inoltre, i 109 CV e la coppia del propulsore offrono una buona risposta. Stesso discorso fuori porta, dove senza essere stupefacenti, le riprese sono consistenti. Come sempre, le cose si guastano quando si preme di più sul gas. Il motore termico si mette a vociferare e il cambio CVT tende a mulinare. Non così grave se si viaggia placidamente. In autostrada al contrario, il livello sonoro è piuttosto elevato, in particolare a causa del rombo dell’1,5 l.
Spaziosa mini monovolume Sia quel che sia, questa mini monovolume che segna un sovrappeso di circa 200 kg, seduce per il confortevole filtraggio delle sospensioni. E i passeggeri dietro dispongono di un divano che offre uno spazio per le gambe esemplare. L’impatto dell’ibridazione sulla capacità del bagagliaio, sufficientemente voluminoso, è limitato. Anche l’intelligente sistema di reclinazione dei sedili posteriori ha potuto essere mantenuto. Questa Honda Jazz si distingue altresì per una dotazione completa fin dal modello d’entrata dotato di regolatore adattivo della velocità e di climatizzatore automatico. Unico neo, la transizione ibrida si ripercuote sensibilmente anche sui prezzi. • giugno 2021 | touring
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TECNICA
CHECK-UP TCS
TCS MoBe: Andrea Scuderi
DINAMICA DI COMPORTAMENTO
COSTI DEI SERVIZI
Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–100 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 100 km/h:
(km/mese) ore mano d’opera (fr.) 20 000/12 1,7 413.– 40 000/24 2,2 566.– Manutenzione per 180 000 km: 20 000 km/anno 17,1 4328.–
10,4 s 6,0 s 3,5 s 11,1 m 36,8 m 57 dBA 63 dBA
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incl. materiale
COSTI D’ESERCIZIO
CARROZZERIA Questa mini monovolume dalle forme rotonde offre un rapporto dimensioni/ abitabilità straordinario. Facilmente accessibile, il divano riserva tanto spazio per le gambe. Solo il passeggero centrale è penalizzato. Malgrado la perdita di 56 l, il vano bagagli resta voluminoso e i sedili posteriori modulabili sono stati mantenuti.
km/anno ct./km fr./mese fissi variabili 15 000 59 448.– 293.– 30 000 41 448.– 586.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS)
ABITACOLO La plancia di bordo spoglia è dotata di schermo tattile da 9” con grandi icone e la strumentazione dall’aspetto minimalista propone molte informazioni. Materiali in gran parte in schiuma valorizzano un ambiente piuttosto austero.
TCS ASSICURAZIONE AUTO
COMFORT La sospensione rimaneggiata conferisce un ammortizzamento progressivo e i sedili di buone dimensioni sono ben imbottiti. Peccato che il rumore sia elevato a velocità autostradale (rombo del motore e insonorizzazione).
premio annuo2:
663.–
2 esempio di offerta per un socio TCS 36enne, domiciliato a Berna, responsabilità civile e casco totale, chilometraggio annuo 10 000 km, garage coperto, premio annuo senza spese.
Spazio per le gambe davvero generoso.
Honda Jazz Hybrid in dettaglio
CONSUMO AL BANCO DI PROVA fabbrica (WLTP) Emissioni di CO2 (WLTP): Media svizzera di CO2 Etichetta energia (A–G):
4,6 l/100 km 104 g/km 169 g/km A
CONSUMO DEL TEST 5,1 l /100 km serbatoio: 40 litri
autonomia 783 km il video del test tcs.ch/ portale-video
Divano modulabile sempre altrettanto brillante. Bordi fluidi e una linea del tetto abbassata di 1 cm.
PREZZO-PRESTAZIONI Le versioni di base sono già ben equipaggiate e il modello Executive è un’offerta tutto compreso (navigatore, telecamera di retromarcia ecc.). I prezzi sono considerevolmente aumentati rispetto al precedente modello 1,3 l benzina. COMPORTAMENTO L’ammortizzamento morbido favorisce il rollio nelle curve strette, ma il comportamento nel complesso è equilibrato. Questa Jazz avara di sensazioni di guida è un’auto da guidare in tranquillità. MOTORE E TRASMISSIONE Il sistema ibrido tende a privilegiare le fasi di guida elettriche, quindi il motore sincrono da 109 CV. Il 4 cilindri 1,5 l funziona come generatore per il secondo motore elettrico. Può anche operare direttamente sulla trazione, ad esempio in autostrada. Il tutto esprime accelerazioni solide, ma si rivela rumoroso a media e forte andatura. La responsabilità è soprattutto del cambio CVT, nonostante i cambi di marcia simulati.
SICUREZZA La maggior parte dei sistemi di assistenza, tra cui il regolatore adattivo, sono presenti su tutti i modelli. L’Executive monta l’allerta per l’angolo cieco e il traffico trasversale. Efficacia della frenata mediocre. 34 touring | giugno 2021
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CONSUMO La massimizzazione della guida elettrica si chiude con consumi urbani e fuori porta ridotti. La media del test di 5,1 l/ 100 km è superata in autostrada, ma resta moderata.
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TCS IT
TECNICA
Gli arcani della ricarica Le auto elettriche non sono tutte uguali in fatto di ricarica delle batterie. Un’operazione che è notoriamente spartita tra i feudi della tecnologia monofase e trifase. Il TCS presenta uno studio sullo stato dell’arte. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | TECNICA JOEL WOODEN
I
n linea di principio, la ricarica domestica di un’automobile avviene semplicemente. Le cose si complicano in viaggio quando si impiegano colonne a corrente continua (DC, Direct Current). Ciò a causa dei diversi sistemi che equipaggiano le auto, ma anche a causa di fattori esterni quali la temperatura ambiente.
Caricatori trifase
ISTOCK
Lo studio del TCS dimostra che per la ricarica a corrente alternata (AC, Alternate Current), i caricatori di bordo trifase da 11 kW e 400 V diventano la norma. Questa potenza di ricarica utilizza efficacemente l’infrastruttura elettrica normalmente disponibile negli edifici. La tecnologia trifase presenta il vantaggio di triplicare la potenza elettrica utile senza modificare la sezione dei cavi conduttori. All’opposto, i sistemi mono e bifase sono sottoposti, in Svizzera come in altri paesi, ad una regolamentazione sugli squilibri di carico. Questo porta a limitare considerevolmente la potenza massima di ricarica sugli apparecchi monofase rispetto a quelli trifase.
tenza dei sistemi monofase su più fasi, quindi di aumentare la potenza di ricarica senza derogare alle norme vigenti. Parallelamente, l’efficienza delle vetture contribuisce anch’essa notevolmente a far crescere l’autonomia espressa in tempo, e influenza così anche la velocità di ricarica. Se analizziamo i dati tecnici, no-
RICARICA AC (CORRENTE ALTERNATA)
tiamo che alcune automobili dotate di una potenza di ricarica inferiore, sono più efficienti sulla strada di altre con potenza di ricarica maggiore. Altro elemento da considerare.
Corrente continua Praticamente tutti i modelli sono ormai compatibili con le colonne di ricarica rapide a corrente continua (DC). La gestione della potenza di ri-
RICARICA DC (CORRENTE CONTINUA)
▪ In principio, i caricatori
▪ I veicoli dotati di una
di bordo da 11 kW permettono una ricarica notturna a domicilio.
grande batteria raggiungono potenze e velocità di ricarica maggiori.
▪ I veicoli a ricarica mono-
▪ Attualmente i costruttori
fase provengono essenzialmente dal Giappone.
Tesla e Porsche possiedono la tecnologia di ricarica più avanzata.
▪ In virtù della regolamen-
tazione svizzera sugli squilibri di carico, la velocità di ricarica di questi veicoli è nettamente inferiore rispetto ai modelli con caricatore multifase.
▪ A parte le due marche
citate sopra, non vi è praticamente alcuna correlazione tra il prezzo dell’automobile e la velocità di ricarica.
carica tramite l’elettronica della colonnina consente potenze nettamente superiori (da circa 50 kW a 350 kW, teoricamente) rispetto a quelle a corrente alternata (AC). La potenza che può essere sopportata dalla batteria dipende però principalmente dal suo livello di carica, pertanto gli accumulatori agli ioni di litio non si ricaricano a velocità costante. Vi si aggiunge inoltre un influsso dettato dalla temperatura esterna. A conti fatti, la stretta correlazione tra la capacità della batteria e la potenza di ricarica dimostra che i grandi accumulatori sopportano maggiori potenze rispetto a quelli piccoli, quindi si ricaricano più in fretta. Con una nota di merito a Tesla e Porsche, che si smarcano nettamente dalla concorrenza, come sarà presto il caso per l’Audi GT e la Hyundai Ioniq 5. •
Questione di fase I sistemi trifase accelerano i tempi di ricarica.
La tecnologia trifase è quindi divenuta pressoché lo standard per quasi tutti i costruttori, in particolare europei. Soltanto i giapponesi persistono nel montare caricatori monofase: fatto che porta le vetture attuali che superano i 350 km di autonomia a richiedere tempi di ricarica molto lunghi. Troviamo tuttavia sul mercato apparecchi, quali il Juice Phaser, che permettono di ripartire la pogiugno 2021 | touring
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e ecial p s a t Offer oci di TCS s per i
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Non c’è quasi nulla di più seducente del profumo di prodotti appena sfornati, che spira dalla cucina. Questo è subito possibile in un batter d’occhio con il set «Baking» bamix® M200, con una gamma particolarmente ampia di accessori. Questo elegante talento della cucina è accompagnato da lama multiuso, frusta, disco frullatore,
lama per carni e verdure, nonché da un pratico set di bicchieri. «In cima» a tutto c’è la base magica completa, il Processor, lo SliceSy® e il pratico supporto, in cui gli accessori possono essere conservati e il frullatore ad immersione può essere deposto a portata di mano. Nell’allegato ricettario trovate meravigliose idee per le ricette.
Cognome, Nome: Strasse, Nr.: CAP, Luogo: E-Mail:
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Quantità: Per gli ordini online, nel processo di pagamento utilizzare il codice sconto TCS2021. Per gli ordini scritti, compilare e firmare il buono d‘ordine e inviarlo all‘indirizzo sotto indicato o via e-mail: Bamix AG, Hauptstrasse 23, 9517 Mettlen, tel. 071 634 60 10, info@bamix.ch, www.bamix.ch
TECNICA
SKODA ENYAQ IV
Integrale da 360 CV La calandra con le prese d’aria colorate danno il tocco a questa break allo stesso tempo virtuosa ed esplosiva.
L’ingombrante cugina elettrica dalla Cechia Con il suo design seducente, questa crossover rischia fortemente di mettere in ombra le cugine basate sulla piattaforma elettrica di VW.
C N4,79 m; bagagliaio: 530 l E1,6 l, 200 CV, el. 110/113 CV, totale: 360 CV; automatico 8 rap., 4×4; batteria 11,5 kWh; da 0 a 100 km/h in 5,2 s; autonomia el.: 42 km L69 900 fr. PEUGEOT 508 PSE SW
Un’ibrida plug-in come elemento di punta Addio alle leggendarie Peugeot GTI, largo ai modelli griffati PSE. Una famiglia inaugurata dalla 508 ibrida plug-in che accumula 360 CV. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
FOTO ALD
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eugeot Sport Engineered o PSE: come la grande maggioranza dei costruttori, anche la casa di Sochaux ricorre all’ibridazione per i suoi futuri modelli sportivi o comunque ad elevate prestazioni. E così, la 508 PSE può vantarsi di essere la Peugeot di serie più potente di tutti i tempi. Bando tuttavia ai facili entusiasmi: in effetti questo modello disponibile come berlina o station wagon ha caratteristiche piuttosto da GT vitaminizzata. Oltre alla carreggiata allargata (2,4 cm), quest’auto bardata di minigonne si fa notare per i tocchi di colore giallo kryptonite, la tonalità che identificherà il marchio PSE. Idem all’interno con le impunture del medesimo colore. Per il resto, siamo di fronte a una station wagon imbevuta di sportività con uno spazio abitabile e un ba-
gagliaio immutati, dato che la batteria agli ioni di litio è sotto il divano. La novità sta nell’1,6 l turbo accoppiato direttamente a un motore elettrico anteriore e unito ad un secondo propulsore montato sull’asse posteriore. Di default, la 508 parte in modalità elettrica. Una pressione più decisa sull’acceleratore e passa in modalità ibrida erogando buone prestazioni. I 360 CV e la propulsione dei 520 Nm sono appannaggio della modalità Sport e annullano con facilità le 2 t di questa familiare che, nonostante le ruote da 20″, conserva il comfort della marca. Questa plug-in rilancia la trazione integrale. Modello pressoché «tutto compreso», la 508 SW include la visione notturna a infrarossi. Il caricatore di bordo da 7,4 kW è uno dei rari optional. ◆
alandra illuminata da LED, carrozzeria con numerose spigolature e silhouette slanciata: raramente avevamo visto una Skoda così sensuale, sebbene lo stile del marchio ceco si sia notevolmente affinato in questi ultimi anni. Basata sulla tecnologia dell’Audi Q4 e-tron e della VW ID.4, la Skoda Enyaq iV vi aggiunge un tocco design pur salvaguardando l’abituale rapporto prezzo-prestazioni. Logicamente, questa trazione posteriore riprende i motori sincroni da 180 e 204 CV posti sull’asse posteriore. Dopo una breve prova, annotiamo che questa versione è più dinamica che non sportiva. Eroga comunque una buona andatura in base ai 5 modi di guida disponibili. Il peso conseguente dovuto alle batterie agli ioni di litio (tra i 350 e i 500 kg) è compensato dal baricentro basso. Apprezzabile
anche il raggio di sterzata ridotto, mentre l’ESP tollera leggere derive del treno posteriore. Disponibile con batteria di potenza lorda di 60 oppure 80 kWh, la Skoda Enyaq rivendica un’autonomia massima di 532 km. È dotata di caricatore di bordo da 11 kW e può essere allacciata a colonnine di 100 rispettivamente 125 kW. Lo spazioso abitacolo è declinabile in vari allestimenti ispirati ad ambienti abitativi moderni con l’impiego di materie sostenibili o riciclate. Un piccolo pannello digitale affianca un grande schermo tattile da 13”. Il tutto può essere completato da un display head-up a realtà aumentata (1670 fr.). Piuttosto ben equipaggiata, la Enyaq propone optional a prezzi abbordabili. Seguiranno una trazione integrale e un modello RS. ◆
N4,65 m; bagagliaio: 585 l E180/204 CV, 310 Nm; traz. post.; da 0 a 100 km/h da 8,5 s; batterie: 58/77 kWh netti; autonomia (WLTP): 410/532 km Lda 42 590 a 51 490 fr. La prestanza Il look slanciato e dotato di stile è completato dagli imponenti cerchi da 19 a 21”.
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TECNICA
VW CADDY LIBERTY 2.0 TDI DSG
Una multispazio molto Golf
Affinata Sempre riconoscibile, la VW Caddy esibisce contorni più dolci.
N4,50 m; bagagliaio: 1213–2556 l E2 l turbodiesel, 122 CV, 320 Nm; DSG 7 rapporti; 0–100 km/h in 13,5 s; consumo in prova: 6,4 l/100 km; autonomia: 781 km L33 890 fr. I veicoli multispazio si liberano della loro rusticità. Lo dimostra la 5a versione della VW Caddy che condivide la piattaforma con l’altera Golf. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
D
avanti alla strumentazione digitale prolungata dal grande schermo tattile, abbiamo l’impressione di esserci accomodati dentro una VW Golf, che fa sempre tendenza nel segmento delle compatte. Una sensazione ancora più strana se pensiamo che la VW Caddy è una multispazio, veicolo che ha origini commerciali. Ma il nuovo modello tende a perdere rusticità grazie alla piattaforma MQB, quella appunto della Golf. Inoltre, ottiene l’accesso alle nuove tecnologie, abbandonando le vecchie sospensioni (molle) a balestra del treno posteriore. Un simbolo.
Misure in crescita Parallelamente, la Caddy vede le sue dimensioni crescere sia in lunghezza (+9 cm) sia in larghezza (+6 cm). Sebbene sempre massiccia, la carrozzeria si affina. La fascia scolpita che percorre il
cofano e i fari che salgono versione Liberty. Nell’uso lungo il portellone impriquotidiano, questa stiva può mono maggior carattere. essere massimizzata ripieInoltre, anche chi soffre di gando il divano o addirittura sindrome SUV sarà sedotto rimuovendolo. Ben studiato. dalla posizione di guida sopraelevata. Anche la monuCiò detto, la Caddy non è più mentale plancia di bordo fa un semplice veicolo commeril suo effetto, salvo per il detciale adattato al trasporto di taglio che è fatta di plastiche persone. Sia il filtraggio delle dure, al pari sospensioni, dell’insieme di tutto fuorché Non è più un utilitario questo abitarigido, sia Vasto abitacolo/bagagliaio colo che vuol la sua tenuta Motore/cambio piacevole essere prioripiuttosto preLivello tecnologico tariamente cisa la avviciConsumo moderato funzionale. A nano ad tal proposito, un’auto conPrezzi non da multispazio le ampie porte venzionale. Optional inflazionisti scorrevoli ofStesso diInterni con molta plastica frono un acscorso per Garanzia limitata (2 anni) ceso ideale al i sedili AGR divano. Divisiopzionali che bile in configurazione ⅓ – conciliano tenuta e comfort. ⅔, garantisce un eccellente Anche l’insonorizzazione inspazio per le gambe, inoltre fine è in crescita. gli schienali sono regolabili. Il bagagliaio di dimensioni In tema di motorizzazione record può contenere due eu- nessuna follia, ma il 2 l turropallet. Un po’ peccato per bodiesel da 122 CV muove la la moquette che riveste la sua massa – pur sempre di
Il bagagliaio trae vantaggio dal divano ribaltabile, ma pure estraibile.
quasi 1,9 t – abbastanza vivacemente. Questo grazie alla coppia subito disponibile e all’apporto giudizioso del cambio a doppia frizione. Sarebbe pertanto ancora più spiacevole demonizzare questo diesel economico e docile, considerato che due catalizzatori SCR si incaricano di contenerne le emissioni di ossidi di azoto (NOX). Altro miracolo della piattaforma MQB, la Caddy monta sistemi di assistenza d’avanguardia (guida autonoma di livello 2, allerta per l’uscita dai parcheggi). Come su una Golf. I prezzi ovviamente non sono più tanto da multispazio e crescono ancora con la scelta degli optional. Come su una Golf… ◆ giugno 2021 | touring
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L’ESPERTO TCS I poggiatesta possono compromettere la funzione di sicurezza del seggiolino auto.
Il problema dei poggiatesta REDAZIONE TOURING
I
poggiatesta possono intralciare il corretto posizionamento di un seggiolino in auto. Jürg Reinhard, specialista della Consulenza mobilità TCS, risponde alle domande più importanti.
Cosa fare se il poggiatesta non può essere regolato correttamente?
FOTO STUDIOHUGER, EF
Alcuni produttori di auto raccomandano di rimuovere il poggiatesta in modo che il bambino si sieda comodamente e non ci sia una cavità tra lo schienale del sedile e il seggiolino. In un test approfondito, il TCS e i club partner europei hanno constatato che i poggiatesta contribuiscono malgrado tutto ad accrescere la sicurezza del bimbo in caso di scontro da dietro. Così vi raccomandiamo di non rimuoverli. Su varie vetture si possono inserire ruotati di 180° per fornire comfort e sicurezza al bimbo. Quali sono gli effetti dei poggiatesta sulla comodità dei seggiolini?
A causa dei poggiatesta, in alcune situazioni il seggiolino risulta essere più verticale, pertanto il bambino siede
meno comodo e tende a piegarsi in avanti. In caso di frenata brusca potrebbe inoltre scivolare o essere proiettato in avanti. La mancanza di contatto tra l’imbottitura dello schienale del sedile e il seggiolino stesso riduce la superficie di contatto tra i due elementi diminuendo il supporto, con il rischio che il seggiolino si inclini lateralmente. Gli agganci Isofix sono ideali in ogni caso. Cosa bisogna considerare nella scelta e nel montaggio?
Spesso i poggiatesta sono fissati al sedile e non è possibile regolare neppure l’altezza. Così occorre provare a montare il seggiolino sul veicolo con il piccolo passeggero. Sarà utile provare ad allungare completamente la protezione per la testa del seggiolino, perché i bimbi crescono in fretta. Se il seggiolino è dotato di cintura Top-Tether, bisogna assicurarsi che il fissaggio sia possibile nelle asole e con il corretto dispiegamento della cintura. E nella scelta dell’auto?
Per la sicurezza dei piccoli è auspicabile che i poggiatesta dell’auto quando sono mon-
tati non impediscano la completa aderenza dello schienale del seggiolino al sedile, affinché non sorgano lacune né in fatto di sicurezza né di comfort. Uno schienale regolabile (con un ampio raggio) può aumentare il comfort dei bimbi e permette di tenere meglio in considerazione le caratteristiche del seggiolino. Per quanto riguarda la posizione di seduta del bimbo, nel limite del possibile la parte superiore del corpo dovrebbe avere un’inclinazione di ca. 30 gradi. Garantendo sempre la completa aderenza tra seggiolino e schienale del sedile su tutta la superficie. •
CONSIGLI ▪
Usare preferibilmente i fissaggi Isofix.
▪
Evitare cavità tra il seggiolino e lo schienale del sedile.
▪
I poggiatesta dell’auto possono spesso essere smontati oppure montati a rovescio, girati di 180 gradi.
▪
Se lo schienale è regolabile, inclinare il seggiolino a circa 30 gradi.
▪
Consultare i risultati dei test del TCS sui seggiolini per bambini.
JÜRG REINHARD Funzione: test seggiolini per bambini e sviluppo futuro sicurezza dei bam bambini in auto Professione: capo pro progetto Test & Mobilità Età: 57 anni Contatto:
tcs.ch/esperto
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Private Selection Hotels &
Touring Club consigliano due offerte esclusive:
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Hotel La Barcarolle a Prangins presso Nyon WINE & DINE NEL ROMANTICO GIOIELLO SUL LAGO LEMANO
Rapidamente raggiungibile, splendidi vigneti, vista mozzafiato sul lago, cucina eccellente e tanto tempo da dedicare a se stessi.Questo romantico gioiello è situato direttamente sul lago a Prangins presso Nyon, la storica città portuale tra Losanna e Ginevra già visitata addirittura da Giulio Cesare! Le camere con balcone e splendida vista sul lago, e l'accogliente atmosfera classico-moderna invitano al pieno relax. La superba ampia vista sul lago dischiude letteralmente nuovi orizzonti! L'hotel La Barcarolle è ideale per un romantico weekend gastronomico, ma anche per ogni tipo di escursione a piedi, in bicicletta o sul lago.Visitate il museo nazionale ospitato nel Castello di Prangins (1730) e i suoi giardini, situati a soli pochi minuti a piedi dall'hotel.
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Questi prezzi sono validi per un'occupazione doppia. Sovrapprezzo per l'occupazione singola: CHF 40.00 per persona a notte. L'offerta è prenotabile ogni giorno fino a 1 novembre 2021
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Junior suite con vista sulla Jungfrau e panorama sulle montagne
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Camera familiare Jungfrau con vista sulle montagne
da CHF 585.00
Beausite Park Hotel Wengen
GO U RM E T A PPU N TA M E N TO CO N J U N G FR AU E L AU B E RH O RN I N B E AUSI T E PA RK H OT E L W E N G E N
Camera singola: Camera singola lato foresta (senza vista)
CHF 260.00
Camera singola Jungfrau con vista sulle montagne
CHF 320.00
Valido dal 20 maggio al 10 ottobre 2021
Questo piccolo paradiso in mezzo delle montagne si trova a Wengen, senza traffico. Con vista sulla Jungfrau e le Alpi dell'Oberland Bernese offre puro relax: pace, aria pura e molto sole - una moderna area SPA, un laghetto balneabile e una cucina squisita: Il Beausite Park Hotel vi offre la cena per tutti gli ospiti/bambini prenotati per camera durante tutto il soggiorno.
SVAGO
Il leone dell’Assia adorna ancora oggi lo stemma di stato, ma senza corona e spada.
FOTO ALAMY, SH FOTODESIGN, WIESBADEN MARKETING GMBH, ALD, CARTE KEYSTONE
SPECIALE ASSIA
Al centro della Germania c’è molto da scoprire
GERMANIA
Assia
La città di Francoforte sul Meno è una meta turistica ben nota. Ma si visita poco il resto dell’Assia tutto attorno. Così in queste pagine speciali desideriamo farvi scoprire un po’ della bellezza e della molteplicità di questo Land tedesco centrale.
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Le maestose terme di Wiesbaden, l’emblema della città.
Città in vena di spumante A metà del 19° secolo, gli esponenti dell’alta società erano ospiti abituali delle terme di Wiesbaden, le cui sorgenti calde furono già apprezzate dai romani. La vivace capitale dell’Assia, ricca anche architettonicamente, ha conservato il fascino di un tempo. E come allora qui si dà molta importanza al savoir-vivre.
Wiesbaden
TESTO JULIANE LUTZ
U
n signore parcheggia la bici, entra nel piccolo padiglione e mette un thermos sotto il getto della «Kochbrunnen», la fontana da cui sgorga l’acqua della più calda sorgente termale. «Perché dovrei prendere degli integratori alimentari quando qui abbiamo un’acqua così ricca di minerali?» ci spiega aggiungendo che la beve regolarmente.
All’origine Wiesbaden era una piccola città con le terme, poi solo nel 19° secolo si sviluppò in un importante centro termale. A differenza di 46 touring | giugno 2021
oggi, in quel tempo gli ospiti delle terme si accalcava solo intorno alla «Kochbrunnen», dove le «ragazze della fontana» riempivano i bicchieri di acqua calda curativa, perché ricca di sodio e cloruro.
Le sorgenti termali dell’Assia Già i romani godettero dei benefici delle sorgenti calde. In totale se ne contano 26. Durante il periodo d’oro delle cure, dalla metà del 19° secolo allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, furono costruiti attorno a 250 tra hotel e pensioni per ospitare gli
ospiti ricchi e nobili. Alcune splendide facciate dell’epoca si possono ancora ammirare perché ben conservate. I grandi palazzi possedevano addirittura terme private riservate ai clienti. Alcuni hotel che non avevano le loro sorgenti, ma volevano partecipare al boom delle terme, si facevano consegnare l’acqua in barili. Gli ospiti che soggiornano all’Hotel Schwarzer Bock possono ancora approfittare della propria sorgente. Pure il simbolo di Wiesbaden, l’elegante Kurhaus costruito da Friedrich von Thiersch,
risale all’epoca in cui le cure facevano affluire un sacco di soldi. Davanti al portico decorato da colonne doriche e ioniche si estende il prato con in mezzo una fontana a cascata. Oggi la parte sinistra dell’edificio neoclassico con ornamenti art nouveau ospita il casinò, che ai tempi era una parte indispensabile di una rinomata città termale e un’importante fonte di reddito. La concessione per il gioco d’azzardo venne rilasciata a Wiesbaden già nel 1771. Chi soggiorna in città dovrebbe concedersi una visita alla magnifica Kaiser-
SVAGO Friedrich-Therme, aperta nel 1913 al pubblico. Le camere, decorate in stile art nouveau, sono per lo più ancora nello stile dell’epoca. Vasca idromassaggio, bagno di vapore, panche di pietra riscaldata e pioggia di ghiaccio tropicale – i visitatori di oggi hanno l’imbarazzo della scelta. Nel bagno termale è obbligatorio essere nudi, a parte un giorno la settimana in cui si può indossare il costume. È evidente che nella capitale dell’Assia, in quei quartieri che si trovano sul Reno, l’acqua gioca un ruolo molto importante. Ma Wiesbaden, la porta del Rheingau, è anche una città del vino e dello spumante. È sede del quartier generale di Henkell & Co, che nel 2018, dopo aver acquisito Freixenet, è diventato il più gran produttore di vino spumante del mondo. Ogni anno, il gruppo Henkell-Freixenet imbottiglia da novanta a cento milioni di bottiglie solo a Wiesbaden. Dunque lo si deve assaggiare. O almeno un bicchiere di Riesling è d’obbligo. È una città che si
sa divertire. L’offerta di cultura, gastronomia, ma anche di natura è molteplice e la qualità della vita è alta. Inoltre, la sua posizione è privilegiata: il Reno a sud, la bassa catena montuosa del Taunus a nord, la zona di coltivazione della frutta «Ländchen» a est e il Rheingau a ovest.
La Villa Clementine è ancora oggi il più bel palazzo di Wiesbaden.
Secolo con tanti stili Dopo un bicchiere di vino o spumante, si parte alla scoperta a piedi del centro città. Se pensate che i tanti edifici maestosi come Villa Clementine in Wilhelmstrasse o la stazione ferroviaria risalgano a epoche diverse, vi sbagliate. Nel 1800, vivevano 2500 persone. Wiesbaden crebbe fino a 100mila nel 1905, un aumento di popolazione che portò una vivace attività edilizia, soprattutto dal 1850 al 1914. In quel periodo era in voga lo storicismo, ovvero la riproposizione ed ispirazione a diversi periodi della storia dell’arte: neogotico, neorinascimentale, neobarocco, neoclassicismo. Vi erano rappresentati → tutti gli stili apprezzati
Vista dall’alto sulla capitale dell’Assia con l’imponente Chiesa del Mercato.
FOTO JULIANE LUTZ; WIESBADEN MARKETING; ESWE VERKEHR, WIESBADEN
Alla Kochbrunnen un tempo alcune ragazze distribuivano l’acqua curativa.
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Il tempio circolare sul Neroberg, l’apprezzato parco di Wiesbaden.
La storica funicolare del Neroberg con un sistema di con trappesi ad acqua.
dall’imperatore Guglielmo II, che veniva spesso alle terme. Mancava l’art nouveau perché considerato come espressione dello spirito contemporaneo anti-monarchico. Ma da quando nel 2019 il privato cittadino F. W. Nees ha donato al Museo Wiesbaden la sua collezione privata, composta da oltre 700 oggetti in stile art nouveau, la città è diventata uno dei centri dell’art nouveau in Europa.
Una piscina speciale Ancora oggi, un quarto del territorio della città è costituito da boschi. Le oltre quattordici aree verdi furono create nel 19° e 20° secolo per gli ospiti delle terme. Chi desidera può fare un’escursione che parte dai parchi e arriva sino alle montagne del Taunus. Un must è una visita al Neroberg, monte alto 245 metri, anch’esso creato a metà del 19° secolo. Un’opzione potrebbe essere quella di prendere la storica funicolare Nerobergbahn, o farsi accompagnare da un taxi di fronte alla chiesa ortodossa russa di Santa Elisabetta, completata nel 1855. Il duca Adolf von Nassau la fece costruire per la moglie russa, la granduchessa Elisabetta, che morì dopo un solo anno di matrimonio. Il «who’s who» dell’alta nobiltà russa è sepolto nel cimitero accanto. 48 touring | giugno 2021
Da qui si può fare una breve passeggiata fino al tempio monoptero sul Neroberg con vista sulle cupole dorate della chiesa ortodossa russa e su Wiesbaden. Il posto ideale per un picnic sarebbe la Löwenterrasse sopra il vigneto di quasi 500 anni. Gestito dalle Cantine dell’Assia, fornisce l’uva per il popolare «Wiesbadener Neroberg». Un’altra attrazione è l’Opelbad in stile Bauhaus, inaugurato nel 1934, si dice ricordi una nave per la sua forma ed è considerata la piscina più bella della Germania. Il nome risale a Wilhelm von Opel della dinastia automobilistica della vicina Rüsselsheim, che coprì oltre la metà dei costi di costruzione. Una giornata non può dunque iniziare meglio che visitando e immergendosi nella piscina che ti dà l’impressione di avere la città ai tuoi piedi. •
DA SAPERE Alloggio: Oranien Hotel & Residences, ben ubicato, graziosa terrazza Mangiare: Benner’s Bistro nomie nel Kurhaus, ottima cucina; Vinothek Laquai, vini ricercati; Café Maldaner, dolci e specialità di caffè alla «viennese» Info: wiesbaden.de/tourismus La pandemia da coronavirus al momento limita ancora il turismo in Germania.
Nuotata con vista nell’Opelbad del 1934 in stile Bauhaus.
Le cupole dorate della chiesa russo ortodossa sono visibili da lontano.
Protezione ottimale per i vostri viaggi In caso di malattia, panne o incidente in viaggio verso la vostra destinazione come ad esempio la Germania. Con il Libretto ETI del TCS siete ben assicurati per l’intero anno. Contattateci per informazioni: 0800 140 000 tcs.ch/eti Lo speciale Assia è stato realizzato su invito dell’Ufficio del turismo dell’Assia (Hessen Tourismus), Wiesbaden Congress & Marketing GmbH, Rheingau-Taunus Kultur und Tourismus GmbH, Taunus Touristik Service e. V. come pure di partner regionali e il viaggio è stato sponsorizzato dalle FFS.
SVAGO Il viaggio in ovovia da Rüdesheim al monumento Niederwald è assolutamente da fare.
Un Riesling al giorno… toglie il medico di torno Il Rheingau si estende da Flörsheim sul Meno a Lorch sul Reno. Bad Nauheim La lingua di terra tra il fiume e il Taunus non è solo conosciuta Wiesbaden per i suoi vini, ma anche per le sue attrazioni paesaggistiche.Bad Homburg Se un giorno la visitate, poi vi ritornerete.
S
imon Schreiber è un ingegnere in viticoltura ed enologia e nell’azienda vinicola, e nella fabbrica di spumante che un giorno dirigerà, ha applicato ciò che ha imparato durante la sua esperienza in Nuova Zelanda. Ad esempio, la degustazione dei vini accompagnata da passeggiate tra i filari. Anche l’elegante edificio in mezzo ai vigneti, dove si svolgono le degustazioni, è stato creato su sua iniziativa nel 2018. Il giovane viticoltore pluripremiato è responsabile del marketing e della viticoltura, suo padre Uwe è responsabile dello spumante e dei vigneti. I prodotti della cantina certificata
biologica di Hochheim sul Meno sono reputati eccellenti. «Ogni secondo filare è rinverdito con trenta piante diverse che fioriscono e attirano le api», spiega il 27enne. «I residui della pianta rimangono a terra, diventano humus, che ha un effetto positivo sulla fertilità delle viti». Se il contenuto di humus nel suolo viene aumentato all’uno per cento, si risparmia tanto CO2 quanta ne emette un essere umano in tutta la sua vita. Le viti vengono spruzzate con una miscela di zolfo, rame e bicarbo-nato di sodio. Ciò
che è di moda oggi era ancora considerato insolito nel 1990, quando Uwe Schreiber iniziò a convertire i suoi quindici ettari di vigneti alla viticoltura biologica. L’azienda vinicola
Simon Schreiber, pluripremiato viticoltore, ha molte idee.
Hattenheim Eltville Hochheim
Rüdesheim
Schreiber è una delle 570 aziende vinicole del Rheingau, la patria del Riesling. Rappresenta il 78% dei 3200 ettari di terreno coltivato. L’uva da vino rosso rappresenta solo il 12%. Anche il pinot nero di questa zona gode di un’eccellente reputazione.
Una striscia di terra benedetta Da queste parti il vino pregiato è considerato un nettare benefico, in particolare il Riesling, uno dei vitigni tedeschi più antichi. La lingua di terra tra il Reno e il Taunus settentrionale, è benedetta da clima mediterraneo, bellezza paesaggistica, castelli, monasteri e città af- → giugno 2021 | touring
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Hochheim è nota oltre che per il vino anche per le sue tipiche case.
L’Abbazia Eberbach in una valle tra boschi e vigneti è perfetta per girare un film.
La graziosa Eltville è nota per i suoi vini, spumanti e per le sue rose.
fascinanti. Nel 1845 la regina Vittoria, che teneva il Ries ling in grande considera zione, visitò Hochheim nell’alto Rheingau. Si dice che abbia coniato il detto «Un buon Hock tiene lontano il dottore». Per molto tempo, in Inghilterra «Hock», abbrevia zione di Hochheimer, è stato sinonimo dei vini di punta tedeschi. Si dice che in occa sioni speciali i reali britan nici amino ancora bere il Riesling del vigneto Hoch heim, che – non a caso – porta il nome di Victoria.
Città delle rose A Eltville, la città più grande e più antica del Rheingau, con una popolazione di oltre 17mila abitanti, i protagonisti non sono solo il vino e lo spumante – con la sede delle aziende M. M. e Vaux – ma anche le rose. In estate 50 touring | giugno 2021
22mila cespugli di rose di di verse varietà, anche antiche, fioriscono lungo il Reno e nel fossato del castello dei prin cipi elettori del Palatinato, intorno al quale si allineano molte splendide tenute ari stocratiche. Come spesso ac cade nel Rheingau, lungo il fiume si trova una bancarella per la degustazione e dove i viticoltori fanno a turno per servire il vino. Sappiate che il «Piffche» è l’unità di misura più piccola e corrisponde a 0,1 litri. Una pista ciclabile conduce lungo il Reno fino a Rüdes heim. Nei tempi precorona virus, la storica viuzza Dros selgasse veniva percorsa da folle di turisti piuttosto rumorosi. Vale la pena visi tarla? Sì. In situazioni nor mali, si può provare il caffè di Rüdesheim. In una tazza
All’interno dell’abbazia è stato girato il film «Il nome della rosa».
speciale viene servito flambé il brandy locale «Asbach Uralt» con zucchero e un piz zico di panna. Anche nei giorni caldi conserva un buon sapore. E il viaggio in ovovia fino al monumento Niederwald è semplicemente un must per la favolosa vista che offre sul Reno. Anche a causa della pandemia che tiene lontani i turisti stra nieri, gli albergatori e ristora tori stanno reinventando Rüdesheim per farne una destinazione per gli ospiti esigenti che rifuggono dal turismo di massa.
Dove Sean Connery era un monaco Se quando li visiti, ti sembra di aver già visto gli impres sionanti interni dell’Abbazia di Eberbach, probabilmente hai ragione. Nelle riprese del film «Il nome della rosa» del 1985/1986, Sean Connery, alias Guglielmo da Basker ville, indaga su una serie di omicidi avvenuti nel 14° se colo in un monastero bene dettino. Il regista poteva sce gliere tra 300 monasteri, ma alla fine l’abbazia cistercense, attiva dal 1136 al 1803 e quasi completamente conser
SVAGO
DA SAPERE Alloggiare: Hotel Kloster Eberbach, Eltville Mangiare: Klostermühle, Kiedrich, gustosi vini propri, alta cucina, ambiente piacevole Weinhaus Zum Krug, Hattenheim, ottima cucina e vini propri, ricco di charme Visitare vigneti:
weingut-schreiber.de kloster-eberbach.de kaufmann-weingut.de
Acquistare: negozio del convento nell’Abbazia St. Hildegard
FOTO JULIANE LUTZ, FILMAGENTUR RHEINGAU, STADT HOCHHEIM AM MAIN, ARCHIVIO FOTO CITTÀ DI ELTVILLE AM RHEIN, HERMANN HEIBEL
Info: rheingau.com
vata, è stata ritenuta il luogo perfetto. I visitatori potrebbero passare giorni ad esplorare l’intera struttura. Si consiglia vivamente di provare la passeggiata-degustazione di vini sulle orme dei monaci. Per farlo vale la pena radunare amici e parenti, dato che il tour è offerto solo a gruppi di almeno quindici persone. Guide esperte vi conducono attraverso sei stazioni, per esempio il dormitorio con la volta a crociera, che serviva da scriptorium nel film, e ogni volta aprono un vino diverso delle Cantine dell’Assia, produttori di vini di alta qualità. Ogni anno, due milioni di bottiglie di vino e spumante vengono imbottigliate nella più grande cantina della Germania. Molto più piccola ma altrettanto rinomata è la tenuta vinicola Kaufmann a Hattenheim. Alcuni nomi dei
suoi vini, come il «Tell Rheingau Riesling» e la cintura rossa appenzellese indossata dal proprietario Urban Kaufmann, sono chiari indizi della sua origine svizzera. Il 49enne ha gestito a lungo uno dei migliori caseifici dell’Appenzello. Ma il suo sogno è sempre stato quello di produrre vino. Nel 2013, dopo una lunga ricerca, ha rilevato una tenuta con venti ettari dei migliori vigneti intorno ad Hattenheim. «Un vino deve essere così stimolante che non vedi l’ora di bere il prossimo sorso», spiega Kaufmann. Per riuscirci, lui e la sua compagna Eva Raps hanno cambiato molte cose. Nel 2014 hanno avuto la loro prima vendemmia e nel 2017 sono passati alla coltivazione biodinamica. I vini sono certificati Demeter. Kaufmann è riservato, ma le sue ambizioni sono grandi, anche per
quanto riguarda l’uva. Per quanto concerne la produzione di Riesling, è già considerato un indirizzo di punta. Un altro suo obiettivo è quello di arrivare al top con il vino rosso in Germania e sembra essere sulla buona strada: nel 2018 ha lanciato sul mercato l’«Hassel Pinot Noir GG VDP, Grosse Lage», annata 2016, e nella guida dei vini Eichelmann è stato dichiarato «miglior Pinot Noir del Rheingau». •
Urban Kaufmann lavorava formaggio e ora la vite, con successo.
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Terme all’insegna dell’arte Un tempo la piccola città di Bad Nauheim nel distretto di Wetterau era Wiesbaden una famosa stazione termale per cardiopatici. Del suo glorioso passato rimangono le architetture termali e, con lo Sprudelhof, la più imponente testimonianza dello Jugendstil tedesco, conosciuto come art nouveau.
I
fan di Elvis dovrebbero conoscere Bad Nauheim perché la stella del rock’n roll ha vissuto qui durante il servizio militare in Germania. Ma la città è la meta preferita soprattutto per gli amanti dell’art nouveau per visitare lo Sprudelhof.
All’origine il villaggio era noto per le sue saline e poi, dopo il crollo del mercato del sale intorno al 1800, si scoprì la possibilità di guadagnare denaro sfruttando le doti curative dell’acqua salata estratta dai pozzi. Nel 1835 furono aperti i primi bagni con sette vasche e nel 1850 arrivò il primo ospite dagli Stati Uniti. Ma fu la natura a imprimere la svolta decisiva. Poco prima del Natale del 1846, dopo un temporale e un terremoto, un getto di diversi metri di acqua salata Lo Sprudelhof è un gioiello dello Jugendstil, con cui è difficile competere.
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schizzò dal suolo sibilando e nel 1855 una trivellazione portò alla luce la seconda sorgente. L’acqua estratta è termominerale: abbassa la pressione sanguigna e dà sollievo al cuore. A Nauheim viene così conferito il titolo di «Bad» (terme). In questo modo Bad Nauheim divenne un rinomato centro di cura del cuore frequentato dalla gente comune così come da personalità altolocate, come Sissi, l’imperatrice d’Austria, o l’ultima zarina di Russia. Lo Sprudelhof deve la sua esistenza al Granduca Ernst Ludwig di Assia e del Reno (1868–1937), progressista e amante dell’arte. Il nipote della regina Vittoria durante le visite in Inghilterra si era entusiasmato per il movimento Arts and Crafts, il cui scopo era la rivalutazione
dell’artigianato. Commissionò così all’architetto Wilhelm Jost la progettazione di nuove strutture termali, con una sala in cui bere l’acqua, dei parchi e lo Sprudelhof, che circonda le sorgenti curative ricche di bollicine. Durante un tour, l’attenzione dei visitatori è catturata dagli elementi art nouveau su facciate, portali, torri dell’orologio e finestre. Lampade a forma di pesce, decorazioni di balconi che ricordano le bolle di anidride carbonica, ornamenti a forma d’onda nelle cornici delle porte – il tema dell’acqua come forza salutare attraversa tutto il complesso, che comprende due edifici amministrativi e 265 bagni separati distribuiti in sei stabilimenti. Lo sviluppo dell’art nouveau da stile floreale ad austero è riconoscibile du-
Bad Nauheim Bad Homburg
Hatt
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rante il periodo di costruzione dal 1905 al 1911. Gli interni degli edifici e i cortili ornamentali del complesso architettonico sono stati decorati in modi diversi da artisti famosi. Ogni edificio è un’opera d’arte in sé. La struttura è rimasta in funzione fino agli anni ‘80, attualmente è vuota e, in parte, in fase di ristrutturazione. Chi vuole fare qualcosa per la sua salute, Bad Nauheim è ideale, avendo nove sorgenti curative. Si può fare una passeggiata sino al complesso termale originario a forma di ferro di cavallo dove son serviti tre tipi d’acque curative. ◆
DA SAPERE Alloggio: K7 Boutique Hotel, centrale e chic Mangiare: Rote Pumpe, sidro e specialità dell’Assia come lo Spundekäs Informazioni: bad-nauheim.de
SVAGO L’orangerie del castello in cui un tempo visse «Eliza».
Rilassamento nel lusso delle bollicine
Il Principe di Galles con l’originale cappello «Homburg».
Bad Homburg vor der Höhe vicino a Francoforte sul Meno è una delle città più belle della regione del Taunus ed è il punto di partenza ideale per scoprire il sud dell’Assia. In più da qui sono partiti alla conquista del mondo anche un cappello e un personaggio dei cartoni animati.
FOTO ALAMY, JULIANE LUTZ, WDR/TRICKSTUDIO LUTTERBECK
P
asseggiando negli ampi giardini delle terme, si è tentati per un momento di pensare che il tempo si sia fermato. Quasi ogni giorno, le orchestre suonano nel padiglione della musica e la gente beve il caffè in quello che un tempo era il portico. Ma la città di 54mila abitanti, a soli venti minuti da Francoforte sul Meno, con le sue ville eleganti, i vicoli tortuosi e le case a graticcio, è saldamente ancorata al presente. Il Kaiser-Wilhelms-Bad, ad esempio, risale al 1890, ma all’interno i fan del benessere possono rilassarsi nell’ambiente contemporaneo della «Kur Royal Day Spa». Anche a Bad Homburg vor der Höhe il successo iniziò con le acque curative, quando nel 1834 fu riscoperta la sorgente «Elisabethenquelle», un tempo utilizzata per la produzione di sale. Ancora oggi, la pom-
posa Elisabethenbrunnen è la più importante delle dieci sorgenti curative pubbliche del parco termale. A seconda della profondità, hanno una composizione minerale diversa e aiutano a trattare differenti malesseri. Alla fine, però, fu il casinò che attirò un sacco di soldi, in particolare rubli, dato che il resort termale nel Taunus era popolare anche tra gli aristocratici russi. La chiesa ortodossa russa costruita da Louis Benois, la cui prima pietra fu posata in presenza dello zar Nicola II, è una testimonianza di quest’epoca vissuta all’insegna del lusso. Il fatto che i gerenti del casinò, François e Louis Blanc, arrivarono nella sonnolenta città residenziale nel 1841, dopo che il gioco d’azzardo fu vietato in Francia nel 1836, è merito di Elisabeth, langravia di Assia-Homburg (1770– 1840). La figlia del re britannico Giorgio III era tanto
artistica quanto socialmente attiva e portò molto denaro nel suo matrimonio con Federico d’Assia-Homburg. Fece sistemare strade e giardini e migliorò le condizioni di vita dei poveri. Sull’onda di questi investimenti, i fratelli Blanc sfruttarono il potenziale di Bad Homburg e in effetti il loro casinò divenne una calamita per le persone distinte e ricche. I visitatori interessati alla storia della visionaria «Eliza» possono saperne di più visitando il castello di Homburg con la sua orangerie, un magnifico giardino d’inverno. Il simbolo della città, la Torre Bianca, è un ricordo dell’antica Hohenburg medievale. Se vi piacciono i vecchi film di Hollywood, 1930–1950, sapete che tipo di cappello indossavano gli uomini, ovvero un «Homburg», che ancora oggi è prodotto qui. Edoardo, Principe di Galles, poi Re Edoardo VII, amava ve-
DA SAPERE Alloggio: Steigenberger Hotel, elegante e ben ubicato Mangiare: Restaurant Le Blanc, Spielbank Bad Homburg, ottima cucina Info: bad-homburg.de
nire a Bad Homburg a fine 19° secolo. Un giorno vide il cappello da caccia di suo nipote, Imperatore Guglielmo II, e gli piacque così tanto che si fece fare un cappello basato su tale modello da indossare tutti i giorni. È così che l’«Homburg» si diffuse nel mondo. Pure il famoso topo arancione «Die Maus», con le varie sue avventure illustrate in cartoni animati, proviene da qui, perché per decenni la sua ideatrice Isolde Schmitt-Menzel vi ha vissuto. • giugno 2021 | touring
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MAURITIUS IMAGES
SALUTE
Processionaria Evitare il contatto con i suoi peli urticanti.
I peli velenosi irritano le vie respiratorie e la pelle
Allergologo aha! Centro Allergie Svizzera
TESTO SANDRA EGLI
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inora la processionaria delle querce era presente prevalentemente nel sud della Svizzera. A causa dei cambiamenti climatici, tuttavia, la si ritrova ormai sempre più spesso anche sull’Altopiano Centrale. TCS MyMed ne ha parlato con aha! Centro Allergie Svizzera. Come si fa a riconoscerla e dove le piace insediarsi? I bruchi della processionaria della quercia si trovano di solito sulle querce. Durante il giorno dimorano in gruppi su tronchi e rami e la sera migrano in colonne sulle cime degli alberi per nutrirsi. Sono ben pelosi, di colore nero-bluastro e crescono fino a 4 centimetri di lunghezza. In quale periodo dell’anno è consigliabile prudenza? Da fine maggio i bruchi della processionaria della quercia sviluppano peli velenosi e sono visibili sulle querce esposte al sole: ai margini della foresta, nelle piscine, nei parchi. È facile entrare 54 touring | giugno 2021
PETER SCHMIDGRENDELMEIER
in contatto con i peli poiché rimangono attaccati ai tronchi degli alberi anche nella tela delle pupe. L’azione velenosa perdura per anni. Quali sono i sintomi del contatto accidentale con i peli? I peli urticanti contengono la taumetopoeina, una proteina tossica che, al contatto, può scatenare varie reazioni accompagnate da forte prurito ed eruzioni cutanee, come spiega il prof. dr. med. Peter SchmidGrendelmeier, allergologo e membro del comitato scientifico consultivo di aha! Centro Allergie Svizzera: in caso di dermatite tossica/irritativa la pelle si infiamma, in caso di orticaria da contatto si formano dei pomfi. Oltre alle reazioni di natura irritativa, sono anche possibili reazioni allergiche. È necessario consultare un medico ogni volta che si entra a contatto con l’insetto?
Se si verificano reazioni cutanee e/o respiratorie, è necessario consultare un medico di famiglia o un allergologo. Con il giusto trattamento medico, i sintomi si placheranno relativamente in fretta, secondo l’allergologo Schmid-Grendelmeier. ◆ Si può leggere l’intervista integrale su tcs-mymed.ch Quali argomenti inerenti alla salute vi interessano? Mandateci i vostri desideri a: med@tcs.ch
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CLUB
Svizzera – si litiga pure in tempi di coronavirus Regione che vai, processo che trovi. L’ultima edizione del Barometro TCS delle controversie mette in luce gli effetti che la pandemia ha avuto sulla conflittualità. Per la lettura in chiave sociologica dei risultati ci siamo di nuovo affidati all’esperto Ueli Mäder. → TESTO DOMINIC GRAF | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
Più di una persona su sette coinvolta in una causa nel 2020.
giugno 2021 | touring
57
Ginevra e dintorni: conflitti frequenti ed onerosi
228 giorni
In termini di frequenza non si riscontrano differenze significative fra le regioni. L’Arco lemanico rimane l’area con la maggior concentrazione di liti, seguita da Ticino e Zurigo. Come negli anni precedenti, nella Svizzera centrale si litiga meno frequentemente, però più a lungo. Solo la Svizzera nordoccidentale è ancor meno conciliante. All’opposto troviamo il Ticino, il più rapido a risolvere una controversia. In media, in Svizzera un procedimento è durato 207 giorni, vale a dire sei in meno rispetto al 2019. La vertenza più lunga conclusa nel 2020 si protraeva da 6084 giorni, ovvero oltre 16 anni.
Costi
2019
Media: 1611 franchi (2019: 1745 franchi) il più costoso: 137 934 franchi
1492 fr.
2020
Svizzera nordoccidentale
210 giorni
2019
Media: 207 giorni (2019: 213 giorni) il più lungo: 6084 giorni
15,8%
Durata
1637 fr.
15,1%
1546 fr.
Persone ogni 100 in media 15,2% (2019: 14,8%)
13,7%
Frequenza
1666 fr.
14%
I contenziosi in cifre per regione statistica
224 giorni
L’esperto consultato in merito non si dice affatto sorpreso dai risultati dello studio: «Nel 2020 la crisi sanitaria ha ulteriormente intensificato le problematiche sociali, colpendo in particolare le persone meno abbienti e famiglie confinate in spazi ristretti. Ampie fasce della popolazione si preoccupano del futuro. Nell’incertezza la gente ha i nervi a fior di pelle e vuole ottenere giustizia. La pandemia costringe l’individuo a confrontarsi con se stesso ed interrogarsi sul valore delle cose: cosa conta veramente? Porsi queste domande può dare una certa pace, ma è l’impatto del coronavirus sulla realtà vissuta a dominare, ciò che finisce per esacerbare le tensioni» spiega Ueli Mäder.
206 giorni
È
passato appena un anno dall’ultimo Barometro TCS delle controversie, un anno segnato dalla pandemia da Covid-19 che ha cambiato il mondo. La vita sociale si è praticamente fermata e la gente non ha più motivi per litigare. O così si potrebbe supporre. Ma le cose non stanno così, anzi. È quanto emerge dall’ultima indagine condotta su circa 436 000 polizze del portafoglio clienti TCS. Detto in sintesi, nella Svizzera non si è litigato di meno ma leggermente di più. Nel 2020 è cresciuto il numero di dossier aperti rispetto all’anno precedente: in media, le controversie hanno coinvolto più di una persona su sette (15,2%), contro il 14,8% del 2019.
2020
2019 2019
2020
1657 fr.
225 giorni
12,6%
1643 fr.
244 giorni
12,1%
1708 fr.
13,3%
217 giorni
1509 fr.
202 giorni
12,3%
Zurigo
2020
Svizzera centrale
58 touring | giugno 2021
2019
2020
Arco lemanico
2019
2020
Ticino
1246 fr.
149 giorni
16,8%
1656 fr.
194 giorni
16,2%
1743 fr.
203 giorni
17,1%
1941 fr.
17,1% I valori indicati sono le medie ponderate relative alle sette grandi regioni della Svizzera.
212 giorni
Mittelland
CLUB
2019
1303 fr.
13,8%
189 giorni
1668 fr.
223 giorni
12,8%
2020
Svizzera orientale
punta scherzosa, mettendo però subito in chiaro: «Seriamente parlando Ginevra continua ad essere la piazza più costosa, con un’alta densità di avvocati che esigono parcelle alte e vogliono guadagnarci con le cause. Tutto qui».
Uomini di nuovo più bellicosi Un leggero divario si riscontra nella litigiosità fra uomini e donne. Dopo che i numeri si erano allineati nel 2019, l’anno scorso gli uomini hanno litigato il 10 percento più del gentil sesso. Un passo indietro sulla strada dell’uguaglianza? No, ribatte Ueli Mäder, le diffeIn pillole: Ueli Mäder, 69 anni, professore emerito renze fra i generi si stanno livellando: di sociologia presso l’Università di Basilea dove «Si tratta di un aumento moderato e inha diretto, fra gli altri, un corso di studi in analisi dica semplicemente che sussistono andei conflitti. cora delle differenze nel gestire i conflitti. Non stupisce affatto, tanto più che taggi e svantaggi: «Da un lato il genitore finiscono in tribunale soprattutto conche lavora al domicilio può occuparsi troversie legate alla circoladei figli, ad esempio zione. E dire che gli uomini «Ampie fasce preparando i pasti; si ritengono migliori al vodeve esdella popolazione dall’altro lante, ma poi fanno danni sere sempre disponisi preoccupano anche parcheggiando». bile per il datore di lavoro. La sicurezza del futuro» Ed infatti le differenze fra sociale diventa Ueli Mäder, i sessi emergono soprattutto sociologo quindi essenziale. nel campo della mobilità, dove gli uomini litigano il doppio delle Il telelavoro può aumentare o restrindonne. Nel complesso, tuttavia, il congere la libertà del dipendente, che si actenzioso stradale è diminuito di pari colla una parte dei costi operativi. Una passo con il calo generalizzato del trafformula ideale, a seconda dell’azienda e fico, frenato dai provvedimenti anti-Co- delle preferenze personali, potrebbe esvid messi in atto. Non solo la frequenza sere lavorare un terzo delle ore da casa». delle controversie si è ridotta del cinque L’incremento delle controversie sorte percento, anche i costi e la durata sono nei rapporti di lavoro riguarda princidiminuiti rispettivamente del sette e sei palmente gli uomini (+33% rispetto al percento. 2019). Ueli Mäder lo ricollega al modo di concepire la coppia e alla ripartizione Marcata crescita prevalente dei compiti: l’uomo dedica delle liti sul lavoro maggior tempo all’attività retribuita e Se la mobilità ha provocato meno conmeno alle faccende domestiche; sente troversie, si assiste invece ad un auquindi di più la minaccia di perdere il mento delle controversie di diritto priposto di lavoro, specie se lui s’identifica vato, inerenti cioè al lavoro, alla fortemente con il tradizionale ruolo di locazione e ai consumi. Interessa tutte «capofamiglia» e provveditore, che si le regioni ed è stato globalmente del tende ad idealizzare. • 5 percento. Rispetto alla situazione pre-pandemia l’aumento è stato particolarmente sensibile nei contesti professionali (+17%). Una spiegazione plausibile sarebbe, secondo il sociologo, il Le analisi si basano sul portafoglio clientela del TCS che comprende: nella protezione giuridica fatto che «durante la pandemia sono 255 000 polizze; nella protezione giuridica pridiminuiti gli spostamenti come pure la vata 151 000 polizze; nella protezione giuridica propensione agli acquisti. Viceversa immobiliare 30 000 polizze. Si riferiscono alle procedure giuridiche aperte (per la frequenza), sono venuti in primo piano il lavoro e il rispettivamente concluse (per i costi e la durata) privato». Ciò si è manifestato in partico- nel 2020. lare modo laddove il lavoro è entrato L’indagine può essere scaricata gratuitamente da: tcs.ch/barometro-litigi nelle case. L’home office comporta vangiugno 2021 | touring
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CHRISTIAN JAEGGI
Sono per contro notevolmente diminuiti i costi delle controversie. La più onerosa del 2020 è arrivata alla somma impressionante di quasi 138 000 franchi; mediamente il cliente ha sborsato 1611 franchi, cioè 134 franchi o quasi l’otto percento meno del 2019. «In tempi precari le persone stanno più attente ai soldi». Secondo Ueli Mäder sarebbero pochi a dirsi: «Finché ci sono, tanto vale spenderli». La regione di Ginevra rimane la più cara per chi adice le vie legali. Qui si spende quasi il 30% più che in Ticino, che ora risulta la regione dove i litiganti se la cavano con i costi procedurali più bassi. «Sarà che al Sud si è ancora un po’ più arcaici e prevale la legge del più forte», commenta Mäder con una
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P
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ALD
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Rinuncia alla sospensione È abitudine diffusa fra i motociclisti deporre la targa per non pagare il premio responsabilità civile durante la pausa invernale. In alternativa, molte compagnie offrono la cosiddetta rinuncia alla sospensione per evitare dispendiose formalità amministrative e far risparmiare all’assicurato le relative spese. Questi paga il premio
annuale integrale, ma in compenso gli viene concesso uno sconto del 25–30 percento. Il TCS consiglia: per stabilire se vale la pena di rinunciare alla sospensione occorre valutare ogni caso singolarmente. Se la moto non viene utilizzata per tutto il semestre invernale, di regola conviene depositare la targa. • Di quale assicurazione avete bisogno e come potete informarvi? Il TCS vi fornisce gratuitamente le informazioni per rispondere a queste e altre domande sul mondo delle assicurazioni. Visitateci su tcs.ch/info-assicurazioni
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Muoversi sicuri in famiglia grazie al TCS
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Tramite l’affiliazione per famiglie il TCS garantisce ai soci ampliate prestazioni in tutti i loro spostamenti, indipendentemente dal mezzo usato. Bastano pochi semplici passi per modificare ed aggiornare la propria copertura. TESTO DOMINIC GRAF
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È per rispondere a queste nuove condizioni che nel 2018 è stato creato il nuovo «TCS Societariato Famiglie e coppie» che copre tutti i componenti che vivono nella
stessa economia domestica, e ciò sui diversi mezzi di trasporto utilizzati, sia privati che pubblici.
Adesione su misura Il pacchetto senza pensieri «Famiglie e coppie» protegge non solo il socio, ma anche il/ la partner o coniuge e i figli che così beneficiano a loro volta dell’insieme dei servizi e vantaggi offerti dal societariato. Invece del veicolo, ora sono al centro le persone, che
sono protette a 360 gradi, in auto, moto, veicolo a noleggio o condiviso, bici ed e-bike. Inoltre vanno sicuri anche in treno o bus; il TCS interviene infatti pure qualora non riuscissero a giungere a destinazione a causa del maltempo o della soppressione di mezzi pubblici. In caso di questioni legali potranno poi fare affidamento sul servizio di informazioni giuridiche Lex4you o sulla TCS Protezione giuridica circolazione.
AVETE DELLE DOMANDE? Vi consigliamo volentieri ed in modo personalizzato per l’estensione del societariato TCS. Per informazioni chiamateci gratuitamente allo 0800 140 000.
L’upgrade conviene a tutti i soci che desiderano sfruttare al massimo la loro affiliazione al TCS, scegliendo la copertura più adatta. ◆
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OLIVIER VOGELSANG
CLUB
A capofitto nella mobilità elettrica A seguito del successo delle precedenti edizioni, il TCS anche quest’anno organizza gli eMobility Days in tutta la Svizzera. Un modo piacevole per scoprire la mobilità elettrica. TESTO PASCALE STEHLIN
F
amiliarizzarsi con la mobilità elettrica in un ambiente rilassato? È possibile grazie al TCS, che organizza per il terzo anno consecutivo gli eMobility Days. Le giornate sono previste da maggio a ottobre in dodici località svizzere e permettono alle persone interessate di scoprire gli ultimi modelli di vetture elettriche e il loro funzionamento. Da Meyrin a Rivera, passando da Sempach, sarà possibile provare, lungo un percorso test, diversi veicoli messi a disposizione da una decina di marche diverse presenti per l’occasione.
Consigli mirati Gli esperti del TCS saranno disponibili tutta la giornata per fornire consigli preziosi in materia d’elettromobilità, sia
che si tratti di spiegare la ricarica a domicilio o in viaggio alle diverse colonnine, sia per parlare delle particolarità tecniche di ogni modello. Nello stand del TCS verranno poi esposti anche dei monopattini elettrici. Anche gli appassionati delle due ruote troveranno di che soddisfare la loro curiosità, grazie ad uno stand dedicato ad alcuni modelli di moto elettriche.
Anche in Ticino Gli eMobility Days sono aperti a tutti, ma consigliamo d’iscriversi anticipatamente se desiderate effettuare un test di guida con una determinata autovettura. Il numero di luoghi proposti s’è arricchito quest’anno di due fermate supplementari, una a Friburgo e una a Soletta nel mese di settembre e pure di una in
I partecipanti potranno scoprire i segreti della mobilità elettrica.
TCS EMOBILITY DAYS Provare delle auto elettriche e scoprire tutte le sfaccettature dell’elettromobilità? Quest’anno sono in programma le giornate seguenti: 29 maggio 5 giugno 12 giugno 19 giugno 26 giugno 4 settembre 11 settembre 18 settembre 25 settembre 9 ottobre 16 ottobre 30 ottobre
Neuchâtel Meyrin Sion Winterthur Münchenstein Losanna Berna Friburgo Soletta Sempach Svitto Rivera
tcs.ch/edays
Ticino a ottobre e precisamente a Rivera. In ogni sito, sarà presente la rispettiva sezione del TCS che incontrerà i visitatori rispondendo a tutte le loro eventuali domande sui prodotti e i vari servizi disponibili. ◆
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.ch giugno 2021 | touring
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CLUB
Restare in carreggiata Anche se il veicolo fa le bizze il lavoro non aspetta certo.
Via libera agli affari grazie alla TCS Carta Aziendale
TESTO DOMINIC GRAF
A
rtigiani, dirigenti, addetti al servizio esterno, corrieri, tassisti e tanti altri ancora: chi si muove per lavoro o affari dipende molto dal veicolo. Per i professionisti un ritardo per un guasto o incidente può avere conseguenze più incisive rispetto ai privati. In genere basterà scusarsene con il cliente, ma nel peggiore delle ipotesi una panne può costare cara.
Si sbaglia a credere che i servizi di assistenza stradale si equivalgano tutti. Ci sono diverse ragioni per optare per la TCS Carta Aziendale e garantirsi una mobilità senza interruzione. 66 touring | giugno 2021
Garanzia mobilità per veicoli aziendali Con tutto il dovuto rispetto, il soccorso stradale del TCS non teme confronti. Non solo è il maggiore operatore in Svizzera ma anche il migliore: i suoi 220 pattugliatori fanno ripartire otto volte su dieci il mezzo in avaria, che si tratti di gomma a terra, batteria scarica o tamponamento. Basta una chiamata e intervengono sul posto, 24 ore su 24, in Svizzera e nel Liechtenstein con competenza e rapidità. Il conducente può così riprendere direttamente il viaggio a bordo del veicolo aziendale e mantenere fede agli impegni nei confronti della
clientela. Che apprezzerà. Nei rari casi in cui fosse impossibile riparare il veicolo sul luogo il TCS provvede ad organizzare la prosecuzione del viaggio. Mentre il veicolo viene trasportato nell’officina desiderata, il TCS ne predispone uno sostitutivo e se ne assume le relative spese. Si evita così di dover interrompere il lavoro. Contrariamente alla concorrenza il TCS non fornisce un veicolo sostitutivo qualsiasi, bensì uno di identica categoria. Può sembrare ovvio, ma il tipo di veicolo può essere determinante per l’azienda. Immaginatevi il falegname diretto al cantiere che avesse una panne con il furgone e che dovesse riprendere il tragitto con una Smart. La TCS Carta Aziendale garantisce la continuazione del viaggio non soltanto delle persone bensì di tutto il materiale e dell’attrezzatura necessaria allo svolgimento dell’attività. È questo che il TCS intende per mobilità senza interruzione.
SHUTTERSTOCK
Per la clientela puntualità e affidabilità contano molto. Non rischiate di rimanere bloccati in strada. Una panne può creare grossi disagi e perdite di denaro, un incidente sconvolgere tempistiche già strette. La TCS Carta Aziendale vi fa ripartire senza indugio. Perché possiate rimanere sempre operativi.
L’ESPERTO TCS
Stipula semplice e protezione su misura
È possibile scegliere per ogni veicolo la copertura adatta, decidendo se fruire del soccorso solo in Svizzera o in tutta Europa, in combinazione o meno con la protezione giuridica circolazione. Grazie al contratto flessibile, valido per un anno, il cliente non è vincolato a lungo termine. Con il TCS le aziende che desiderano assicurarsi una mobilità senza interruzione hanno al fianco un partner fidato ed esperto. E, dulcis in fundo, in occasione del 125° anniversario del TCS beneficiano di uno speciale sconto giubileo del 50 percento sulle nuove sottoscrizioni. •
TCS CARTA AZIENDALE CON SCONTO GIUBILEO Con la TCS Carta Aziendale imprese, organizzazioni, fondazioni e associazioni fruiscono dei seguenti servizi: ▪
Soccorso stradale e assistenza in caso di incidente 24 ore su 24
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Prosecuzione del viaggio in almeno 8 casi su 10
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Mobilità ininterrotta (veicolo sostitutivo della stessa categoria, assunzione delle spese di viaggio e albergo)
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Copertura per tutti i guidatori sui veicoli assicurati
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Su richiesta: estensione della copertura a tutta Europa
In occasione del 125° anniversario il TCS concede uno sconto del 50% sui nuovi contratti per il primo anno. Informazioni e sottoscrizione: azienda.tcs.ch Consulenza telefonica: 0842 440 440
LAVORO
Posso fare telelavoro dal mio camper?
«
Ho un camper e sto valutando se trasformarlo in posto di lavoro mobile. Così potrei fare home office viaggiando. È possibile e cosa dicono le normative al riguardo?
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Il premio individuale può essere calcolato online e il contratto sottoscritto comodamente con pochi clic. Non importa se si possiede una sola automobile o un grosso parco macchine, la TCS Carta Aziendale conviene a tutte le PMI, indipendentemente dal settore.
TESTO VERA BEUTLER
Se lei dispone dell’infrastruttura per le postazioni di home office, adeguata, non parte con armi e ba- potrà lavorarci. gagli e l’azienda è d’accordo, non c’è in via di principio ragione per La questione si complica qualora cui non possa lavorare dal camper. intendesse partire con il suo «uffiOrmai lavorare da casa è diventato cio su ruote». È opportuno inforun fenomeno diffuso. Tuttavia marsi su eventuali obblighi di notimancano leggi specifiche in matefica ed autorizzazione vigenti ria. Soltanto l’Ordinanza Covid-19 all’estero. Da notare che può, di contiene delle disposizioni sul tele- massima, essere richiamato in lavoro, peraltro limitate alla dusede in qualsiasi momento. Inoltre rata dell’obbligo imposto dal Conlei è tenuto a salvaguardare gli insiglio federale. Se non prescritto teressi legittimi della padrona (obdalle autorità, non ha diritto bligo di fedeltà), che potrebbero all’home office. La padrona può contrastare con i suoi progetti di stabilire direttive generali sull’ese- viaggio. Se ad esempio l’avvistascuzione del lavoro, sempre nel risero al campeggio durante l’orario spetto dei diritti della personalità d’ufficio, non è escluso che ciò del dipendente. Non può invapossa, in qualche modo, dannegderne la sfera privata né sorvegiare l’immagine gliarne sistematicamente il comdell’azienda. • portamento. Ove necessario per Vera Beutler, esigenze operative può disporre dr. iur. responsabile delle regole circa l’installazione Info-Centro Diritto & Assicurazioni tecnica (ad es. informatica) o la gestione del lavoro LEX4YOU ma non può, in linea di principio, «lex4you» è una piattaforma interattiva di consupresentarsi senza lenza giuridica per la vita preavviso a casa di tutti giorni – comprensua per controlsibile, attuale e pratica. larla. Se dunque Il TCS è al vostro fianco per il camper soddisfa le questioni giuridiche. lex4you.ch i requisiti aziendali giugno 2021 | touring
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FORUM
Cuore sportivo Nel maggio del 1974, avevo 23 anni, acquistai un’Alfasud d’occasione con 11 000 chilometri al prezzo di 8700 franchi. Pur nobilitata dallo scudetto del biscione non piaceva affatto a mia moglie per via del colore smorzato, sul beigerosa. Per quei tempi, l’Alfasud era un concentrato di tecnologia ed aveva del futuristico. Dotata di motore Boxer (concept Porsche), ribassata, con cam bio manuale a quattro marce corte e altrettanti freni a disco, mi fece sentire come Clay Regazzoni, tanto che mi inardii a verniciarci delle strisce GT e a montarci un piccolo volante da For mula 1. Era dav vero unica nel suo ge nere, con le sue forme arrotondate e la coda alta uscite dalla penna del mitico Giorgio Giugiaro. Otto Renfer
Giardinetto su ruote Correva il 1969. Avevo 21 anni e per 1900 franchi mi comprai finalmente l’auto, una Fiat 850 del 1965, che si ri velò tutta arrugginita. I primi giorni fu rono meravigliosi finché sotto il sedile del passeggero davanti si aprì una falla, attraverso la quale si vedeva l’asfalto. E poi fu la volta della traversa, che fortu natamente mi ripararono in garanzia. Il pavimento lo aggiustai da me, visto che non avevo i soldi per l’officina: misi uno strato di poliestere, lo coprii di 5 kg di terriccio per risparmiare sul materiale e ancora del poliestere. Sopra ci appog giai un tappeto e così la mia ragazza e futura moglie potette di nuovo sedersi accanto a me senza timore di finir sulla strada! Trascorremmo innumerevoli ore piacevoli nella nostra casetta da giardino, come ribattezzammo la 850 per via della riparazione artigianal biologica: gite in Ticino e nei Grigioni, uscite per andare a ballare a Zurigo. Ancora ora, dopo oltre 42 anni di ma trimonio, pensiamo con nostalgia a quei tempi, noi due giovani innamorati stretti stretti nella piccola auto. A ma lincuore dovetti separarmi dall’amata macchina dopo soli due anni, nel 1971. Otto Gerber 68 touring | giugno 2021
L’amore passa per l‘auto Che i ricordi della prima automobile non siano così arrugginiti come probabilmente lo è purtroppo il veicolo, lo dimostra la nostra sempre apprezzata serie. Senza Vespa a Spa Dalla vendita della mia Vespa del 1952 ad un collega della Swissair a Ginevra ricavai la somma necessaria per acqui stare la prima auto nel 1954: una Fiat Topolino del 1939 con circa 136 mila chilometri per 1500 franchi. Che natu ralmente provai subito compiendo un viaggio assieme a Jacqueline, la mia ragazza di allora. Dopo due giorni e 750 km su strade talora dissestate, rag giungemmo finalmente Spa in Belgio, la sua città natale. Godemmo appieno la nostra decappotabile per un anno circa, dopodiché fui costretto a rivendere il gioiellino per ragioni finanziarie. Invece è sempre al mio fianco, da oltre mezzo secolo, Jacqueline, la mia fedele compa gna di viaggio e di una vita. Kurt Stäuble
FORUM
touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Dominic Graf Jérôme Lathion Juliane Lutz Pascale Stehlin Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Sara Bönzli Stephan Kneubühl Andreas Waber Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Susanne Troxler (T)
Scriveteci… Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata.
La Peugeot 203 serviva anche da mini camper.
Vacanze indimenticabili con la mia Peugeot 203 Anno 1964. Quanti ricordi ho delle vacanze trascorse in Italia, soprattutto grazie alla Peugeot 203. Con la mia amica – che poi più tardi divenne mia moglie – e la 203 siamo andati in un campeggio nelle vicinanze di Ancona. Non avevamo la tenda, dormivamo arrangiandoci in automobile. Sul portapacchi del tetto, ben affrancato, vi era un box fatto su misura da allestire poi come zona cottura con anche un pratico tendalino a pareti laterali. In modo da trasformare l’automobile quasi in un camper. Durante una gita lungo la costa ci siamo fermati in un villaggio per salire su una torre panoramica ad ammirare spiaggia e mare. Improvvisamente ho visto un ragazzo che saltellando cercava di rubare qualcosa sul portapacchi e dal tettuccio aperto. Accanto a lui vi era un altro tipo che faceva da palo. Così sono sceso al volo dalla scala a chiocciola stabilendo sicuramente un record mondiale nella
corsa dei 500 metri. Urlavo come una cornacchia. Ho perso i sandali… ma quando sono arrivato alla mia auto, i due erano già spariti. Peter Jufer
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch
Traduzioni Grazia Annen (I) Philippe Rawyler (F) Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch Vantaggi socio Marcel Zimmermann Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
Lettere dei lettori
Grazie ETI!
Avvolgicavo in campeggio
Dopo 23 giorni finalmente il mio partner ha potuto rientrare ieri dal Togo. Una grossa sfida, ma per fortuna la situazione si è conclusa positivamente. Vi ringrazio infinitamente per il vostro coinvolgimento e le cure molto efficaci, il tutto fatto con estrema gentilezza. Il mio partner era rassicurato che il suo caso fosse seguito, anche se da lontano, da un medico che gli ha fornito consigli pertinenti. Ammiro quanto fate e siamo stati fortunati ad essere assistiti dal TCS con tanta professionalità.
Grazie per il vostro eccellente servizio e il modo in cui avete risolto i problemi. Mio marito e io vi siamo profondamente riconoscenti. Adesso è seguito dal suo medico. Inoltre il nostro mini-
bus dovrebbe arrivare a casa domani.
Il mio amico ha avuto un incidente con lo scooter in Thailandia. Volendo seguire l’ambulanza con il mio scooter, sono caduto pure io. Siamo stati così accompagnati entrambi all’ospedale sulla stessa ambulanza. Ho contattato il TCS che a distanza si è attivato subito e in modo efficace ci ha organizzato il volo di rientro. Un momento indimenticabile: dopo l’ospedalizzazione di una settimana a Bangkok, abbiamo preso posto su un volo Swiss, in Business Class, con tanto… di birra svizzera. Nomi noti alla redazione
Ho notato che i campeggiatori, anche sperimentati, non srotolano completamente l’avvolgicavo, ciò che può provocare un incendio. Mi immagino purtroppo le conseguenze disastrose che una tale negligenza potrebbe avere in un campeggio ben affollato. Katharina Jähde @ (pompiera) Sempre colpa degli altri? Touring 4/2021
Stimo che il 90% dei ciclisti del tempo libero siano imprudenti. Mi piacerebbe che il TCS, Mobilità pedonale Svizzera, Sentieri Svizzeri e l’UPI lavorino di comune accordo per separare la circolazione di pedoni e ciclisti. Victor Ruch @
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
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TESTO SUSANNE TROXLER | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER
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Colpire le bottiglie Materiale: dieci bottiglie PET della stessa dimensione, palla, bastone, foglio, matita. Preparazione: Riempi le bottiglie con la stessa quantità d’acqua. Disegna una tabella con dieci righe sul foglio di carta e numerale. Devi fare una colonna per giocatore. Scegli un prato piatto e raggruppa le bottiglie formando una punta di freccia. Devono essere vicine l’una all’altra, ma senza toccarsi. Usa il bastone per marcare da dove si tirerà e si proverà a colpire in un solo lancio tutte le bottiglie (cadendo una trascina l’altra). Regole del gioco: Ci sono dieci manche. Ad ogni manche ogni persona lancia due volte la palla. Si assegna un punto per ogni bottiglia caduta. La persona che colpisce tutte le bottiglie in una volta con un solo lancio (= strike) riceve venti punti e può rigiocare. Il numero di punti ottenuti è scritto sul foglio. Alla fine i punti vengono sommati. Vince chi raggiunge il punteggio più alto. Buon divertimento!
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PREMIO Stai andando con tua sorella maggiore alla lezione di equitazione fuori dal villaggio. Siete sulla strada principale. È diritta e con buona visibilità, ma senza marciapiede. Dove e come la percorrete? • A. Fianco a fianco, stando completamente sul lato destro della strada. • B. Fianco a fianco, completamente sul lato sinistro. • C. Uno dietro l’altro, il più piccolo davanti, completamente sul lato sinistro della strada.
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IN GIRO CON
ANDREAS JUTZELER
JST Mountain Drive, l’offroader fra le carrozzine Andreas Jutzeler ha inventato una carrozzina da sterrato. Il bernese ha dedicato 25 anni a realizzare il progetto, segnato da innumerevoli contraccolpi. Non si è mai perso d’animo ed è felice di ridare una fetta di libertà alle persone disabili. TESTO DINO NODARI | FOTO EMANUEL FREUDIGER
P
er Andreas Jutzeler arrendersi non è mai stata un’opzione. Negli ultimi 25 anni, l’iniziatore della JST Multidrive di Erlenbach nella Valle della Simme si è impegnato ad inseguire il suo sogno: ovvero costruire una sedia a rotelle che consentisse alle persone con mobilità ridotta di superare ogni tipo di terreno, anche impervio, con pendenze fino al 32%, fango, sabbia o coperto di ghiaia. Ha passato ore infinite ad armeggiare nella sua officina meccanica presso la stazione inferiore della funivia sullo Stockhorn nell’Oberland bernese. L’idea gli era venuta osservando i disabili in sedia a rotelle che dovevano essere portati di peso sulle scale. Si era detto: «Non esiste che una persona rimanga bloccata da qualche gradino, quando l’uomo va sulla Luna. Ci deve essere un sistema». Ci ha messo 25 anni, ma alla fine lo ha trovato.
Quando si è in ballo… L’ex garagista ormai in pensione è convinto che ci sia un grande bisogno di carrozzine per tutti i terreni, oggi ancor più che in passato. Ma lanciandosi nell’impresa non immaginava certo che ci sarebbe voluto tanto tempo per arrivare al traguardo – dal primo prototipo alla carrozzina da sterrato prodotta di 72 touring | giugno 2021
serie dalla JST Multidrive. È consapevole che la sua creazione non lo renderà ricco, ma non gli importa. Le sfide lo hanno sempre stimolato. «Quando si è in ballo bisogna ballare» risponde alla domanda perché ha inseguito con tale tenacia il suo progetto, nonostante le grosse difficoltà e i numerosi insuccessi che ha dovuto incassare. Non sono d’altronde mancate le critiche, anche da parte dei famigliari, preoccupati di vederlo consacrare tanto tempo, oltre che denaro, al progetto che non sembrava voler decollare. Tanto maggiore è stata la soddisfazione sua e della sua équipe, quando un anno fa, in barba agli scettici, la Mountain Drive ha finalmente ottenuto l’omologazione adempiendo i severi requisiti per gli equipaggiamenti medicinali. La gioia è però stata di breve durata: invece di poter iniziare con la distribuzione, la pandemia da coronavirus gli ha di nuovo messo i bastoni fra le ruote, nel vero senso della parola. Ma ora sono pronti a ridare alle persone con mobilità ridotta una grande fetta di autonomia: «Che bello poter di nuovo fare delle escursioni nella natura!» esclama Thomas Merz, ambasciatore JST Mountain Drive. Grazie ai ruotini aggiuntivi davanti e dietro la carrozzina può affron-
tare sentieri anche scoscesi. È dotata di due motori elettrici ed ammortizzatori per velocità fino a 9 km/h e si guida comodamente con joystick montato al bracciolo destro o sinistro. In alternativa sono disponibili modelli con telecomando che possono essere manovrati da un accompagnatore. La sedia a rotelle viene fornita direttamente a privati, istituzioni o rivenditori al prezzo di circa 25 mila franchi nella versione di base.
Noleggiabile per una gita In collaborazione con la Fondazione Cerebral le JST Mountain Drive possono essere noleggiate per escursioni in sette posti, tra cui per ora sullo Stockhorn, presso il Museo all’aperto di Ballenberg, ad Arosa e recentemente presso il parco Arboretum nel Giura vodese. A medio termine la fondazione prevede di estendere l’offerta ad una ventina di destinazioni escursionistiche. Anche se è stata una strada lunga ed irta di ostacoli, Andreas Jutzeler la rifarebbe, ma diversamente, facendo tesoro delle lezioni imparate – a proprie spese. ◆ multidrive.ch cerebral.ch/de/jst
«Non esiste che una persona rimanga bloccata da qualche gradino, quando l’uomo va sulla Luna» Andreas Jutzeler il «padre» della carrozzina da sterrato, prodotta nell’Oberland bernese
Lontano dall’asfalto Thomas Merz sulla Mountain Drive assieme al suo ideatore (a destra).
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GIOCA & VINCI
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GRANDI OCCASIONI per vincere
no: 20 giugmine
r ultimo te cipare te r a p r e p i ai gioch
OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI IN PALIO il nuovissimo smartphone Nokia X20 Dual SIM da 128 GB L’X20 è il nuovo cellulare di punta firmato Nokia. Il brillante display Full HD misura 6,67” ed è realizzato in vetro Gorilla resistente agli urti. La batteria da 7000 mAh consente un’autonomia eccezionalmente lunga. La memoria già di per sé grande di 128 GB può essere estesa fino a 1 TB con una scheda SD. Le elevate prestazioni sono assicurate da 8 GB di RAM e dall’ultimo sistema operativo Android garan-
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tito per tre anni, così come dalla funzionalità sulla nuova rete 5G. La fotocamera principale da 64 megapixel ha un’ottica Zeiss con impostazioni di grandangolo, macro e di profondità. Quanti apprendisti vengono assunti ogni anno nel settore svizzero dell’automobile? Inviate un SMS con tmi061 xxxx (xxxx = apprendisti) al numero 5555.
OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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IN PALIO il nuovo smartphone Nokia G20 Dual SIM da 64 GB
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IN PALIO il nuovo smartphone Nokia G10
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valore CHF 149.–
Il display con risoluzione HD+ del Nokia G20 misura 6,5”. Il dispositivo dispone di 4 GB di RAM e 64 GB di memoria, che può essere estesa fino a 512 GB con una scheda SD. Il sistema con fotocamera quadrupla consiste in un obiettivo principale da 48 megapixel a cui si aggiungono un grandangolo, un macro e un bokeh. Nokia offre una garanzia di aggiornamento del sistema operativo per la fotocamera.
Per il G10, Nokia offre un’autonomia fino a tre giorni. La memoria interna ha una capacità di 32 GB, che può essere estesa fino a 512 GB con una scheda SD. Il dispositivo funziona sull’ultima versione 11 di Android, gli aggiornamenti di sistema sono garantiti per i prossimi due anni. La fotocamera principale dispone di 13 MP ed è supportata da un obiettivo macro da 2 MP e da un sensore di profondità da 2 MP.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi062 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi063 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.
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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.
TICINO Bollettino della Sezione Ticino
Viaggi estremi ai confini del mondo
#6 | Giugno 2021
Intervista a Lorenzo Barone, il viaggiatore coraggioso che ha affrontato in bicicletta il freddo glaciale incontrando l’amore, a pagina 78
SEZIONE TICINO
Festeggiamo insieme a voi importanti traguardi Rivista touring, No. 11, anno 1961
I coniugi Colotti su una Vespa dell’epoca I signori Franco e Luigina Colotti
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el 1896 a Ginevra, grazie a un gruppo di 205 appassionati ciclisti, nasceva quello che oggi conosciamo come il più grande club di mobilità in Svizzera, il TCS. Nei suoi 125 anni di storia, il Club si è adattato velocemente alle esigenze dei suoi Soci, passando dall’essere una realtà per ciclisti prima e automobilisti poi, a quella che oggi definiamo di «mobilità multimodale», che integra la mobilità in tutte le sue forme. Quest’anno festeggeremo insieme a voi questo importante anniversario, con una tournée organizzata in 12 città svizzere. Programma che, alla luce dell’attuale situazione pandemica e delle rispettive restrizioni, subirà una piccola variazione: l’appuntamento previsto nel mese di giugno nel nostro Cantone, in Piazza del Sole a Bellinzona, sarà posticipato al mese di settembre 2021.
I coniugi Colotti e la loro prima Auto, una Lloyd Borgward.
I nostri Soci al centro del Club Se oggi possiamo celebrare il raggiungimento di questo grande traguardo, è anche grazie a voi, che ci siete sempre stati vicino. Una vicinanza che incarna perfettamente le parole del nostro motto: «TCS - sempre al mio fianco». Dovete sapere che uno degli aspetti che ci inorgoglisce di più, è quando allo sportello o al telefono, ci fate sapere di essere nostri Soci da 30, 40, 50 e più anni. Percepire dal vostro tono di voce, dalla vostra espressione del volto, questo forte senso di appartenenza nei confronti del Club, ci spinge, ogni giorno, a fare del nostro meglio. Quest’anno desideriamo celebrare anche voi: quale migliore occasione di un 60° anniversario? La signora Antonella Colotti ha gentilmente voluto condividere con noi i 60 anni di matrimonio e societariato TCS dei suoi genitori Franco e Luigina Colotti, ai quali
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84 000 copie 10 volte all’anno Marco Colandrea Sara Bönzli (TCS)
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«Auguri ai miei genitori Colotti Franco e Luigina per i loro 60 anni di matrimonio. Si sono sposati il 6 maggio 1961 a Baden e da allora hanno sempre vissuto in Svizzera. Vi voglio tanto bene». Vostra figlia Antonella Colotti re steggia Volete fe i? o n a insieme stra foto ci una vo rrenza ra Inolt te co ri ando la i menzion il vostro anno d e ere ta s s ra e b te le s ce , potre S C T l to u a blicati s societari ati e pub lla Rivista selezion d mero e u n o im s pros touring. h ti@tcs.c : sezione Indirizzo
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Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout
facciamo i nostri più sentiti ringraziamenti e auguri. Uno speciale ringraziamento va anche al nostro Socio Sergio Mazzali che ci ha consegnato di persona un cimelio storico del Club, anch’esso, per pura coincidenza, del 1961.
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581, 6802 Rivera sezioneTI@tcs.ch Stampa
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Un amore sbocciato in viaggio, a 50 gradi sotto zero Intervista a Lorenzo Barone
Quando è nata l’idea di viaggiare in bicicletta e qual è stato il suo primo viaggio? L’idea di viaggiare in bicicletta è nata dopo aver smesso con il parkour, una disciplina sportiva, il cui obiettivo è quello di superare con le abilità del proprio corpo qualsiasi ostalolo si presenti da un punto A a un punto B. A causa delle forti sollecitazioni alle ginocchia, sono stato costretto a cambiare sport. Dopo essermi dedicato per un anno al calisthenics, disciplina affine al fitness e alla ginnastica, all’età di 17 anni ho cominciato a sognare in grande. La mia idea, inizialmente, era quella di partire per il Lago di Garda per allenare le mie capacità di tuffo, ma non avendo molti soldi a disposizione, avevo pensato di percorrere la tratta di 500 chilometri in bicicletta. Alla fine, ho deciso di partire direttamente per il Portogallo, percorrendo 8’000 chilometri. Prima della partenza, ho fatto una settimana di prova su una montagna vicino a casa, per capire cosa mi potesse servire per il viaggio. Nonostante questa simulazione, nel viaggio per il Portogallo, ho portato più materiale rispetto al necessario. Che emozioni si provano nel viaggiare in solitaria? Mi piace molto viaggiare in solitaria, seguo il mio ritmo e non devo adattarmi a quello degli altri. È un ottimo modo per conoscere le persone del luogo, la loro
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Quella che stiamo per raccontarvi è l’incredibile storia di Lorenzo Barone, un ragazzo italiano che pochi anni fa, con il raggiungimento della maggiore età, ha deciso di cancellare l’espressione «zona di comfort» dal suo vocabolario. A soli 23 anni, Lorenzo ha alle sue spalle numeri che farebbero impallidire anche il più esperto tra i viaggiatori. Negli ultimi 5 anni ha attraversato 43 nazioni in bicicletta, percorrendo oltre 66 000 chilometri nelle condizioni più avverse,
passando dalle rigide temperature dell’Artico, al caldo del Deserto del Sahara. Come in ogni storia avvincente, non mancano i colpi di scena: lo scorso anno, durante una traversata in bicicletta di 5’000 chilometri in Siberia, Lorenzo ha incontrato l’amore, Aygul, giovane ragazza russa che ha sposato a inizio 2021. Lo abbiamo intervistato per conoscere da vicino le sue imprese di viaggio e suoi progetti futuri.
cultura, mentre quando si viaggia in due o più persone, questo aspetto viene un po’ a mancare perché si è già in compagnia, e anche i residenti, sono più restii ad avvicinarsi. Quando si è in due, è inevitabile che si debba scendere a compromessi. Ricordo ad esempio, mentre mi trovavo in Turchia, di aver suggerito al mio compagno di viaggio di sistemare la tenda al buio per evitare di essere scoperti, perché lì, non è consentito accamparsi con le tende all’aperto. Nonostante il mio avviso, il compagno di viaggio ha preferito tenere la lampadina accesa, fino al momento in cui è sopraggiunta la polizia. Amo il piacere di essere libero, anche se a volte, il viaggio in due può risultare entusiasmante, e talvolta più semplice, in caso di imprevisti.
portare con me avere una riserva di 24 litri. Di solito comunque, quando parto, mi preparo adeguatamente al viaggio in programma.
Quali sono le più grandi difficoltà che ha incontrato durante i suoi viaggi in bicicletta? L’aspetto più duro che io abbia affrontato in viaggio fino a oggi, penso sia il freddo. Passare dal nostro clima, a temperature di 50-55 gradi sotto zero non è una passeggiata, ma se si è preparati, tutto è possibile. Ho pedalato al freddo ma anche anche al caldo, nel Deserto del Sahara per mantenermi idratato, bevevo 12 litri d’acqua al giorno. Sul telefono avevo le mappe dei pozzi, ma non sapendo cosa avrei trovato e se l’acqua fosse potabile, ho sempre preferito
Come si affronta una notte in tenda a -50 gradi in Siberia? Le maggiori difficoltà si incontrano nella fase di preparazione, trascorrere la notte in tenda a quelle temperature non è un’esperienza così traumatica. La vera sfida è montare la tenda dopo aver pedalato 50-60 chilometri al freddo, e stanchi, tirare fuori gli oggetti dai bagagli, sciogliere la neve per bere e prepararsi da mangiare. Quando mi trovo sdraiato nel sacco a pelo, anche se le temperature sono molto rigide, posso dire che vivo la mia fase di relax. Il sacco a pelo che ho, può essere utilizzato fino ai -40 gradi, ma grazie all’abbigliamento e a qualche altro accorgimento, riesco a dormire anche a temperature inferiori. Dopo circa un’ora, o poco più, il corpo piano piano scalda l’aria nel sacco a pelo e la sensazione che provi, è molto simile a quella che si può avere nel letto di casa. In viaggio, con il tempo, cominci a conoscere meglio il tuo corpo e i tuoi limiti. Io ad esempio ho
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capito che in Siberia, per gestire in sicurezza i miei viaggi, non devo superare i 60 chilometri di pedalata al giorno. I suoi viaggi sono spesso molto estremi, che cosa la spinge a intraprendere avventure così impegnative? L’esigenza di spingermi in avventure più dure, paradossalmente, è nata viaggiando. Dopo la mia prima esperienza in Portogallo, ho fatto altri tre viaggi, brevi perché avevo deciso di continuare a studiare, ma poco dopo ho sentito la necessità di partire, così ho preso la bici e sono andato via per 8 mesi. Ho raggiunto la Danimarca, l’Islanda e Capo Nord e per mantenermi facevo il giocoliere per strada. Il vento, il freddo e la pioggia mi hanno fatto uscire dalla zona di comfort. Da lì, mi sono attrezzato per affrontare il freddo e sono ripartito, destinazione Lapponia, in Finlandia, dove le temperature si aggiravano attorno ai -30 gradi. È stato fantastico, mi sono sentito vivo! A partire da quel momento però, qualosa è cambiato, ho girato l’Europa in lungo e in largo per altri 12’000 chilometri, ma non sentivo più l’emozione di un tempo, mi sembrava di essere entrato in una sorta di routine. Mi svegliavo, pedalavo, facevo la spesa, cucinavo, dormivo e ripartivo. A seguito di molte riflessioni, e nonostante le poche informazioni a disposizione, ho deciso di andare in Pamir, un altopiano
situato tra il Kirghizistan e il Tajikistan, per raggiungere la vetta a 4’000 metri di altitudine. Dopo tanta fatica, arrivato a destinazione, mi sono sentito nuovamente vivo. In quel momento, ho capito che per sentirmi felice, avrei dovuto affrontare viaggi non convenzionali, che sono poi quelli che mi hanno insegnato di più. Ci sono stati dei momenti durante i quali ha pensato “non ce la faccio, getto la spugna”? I momenti più duri, quelli dove sono arrivato alla soglia delle mie possibilità psicofisiche, sono proprio quelli durante i quali ho dovuto stringere maggiormente i denti e non mollare. Il passato inverno mi è capitato di rimandare, solo a causa di limiti tecnici, un viaggio che avevo programmato qui in Siberia, perché le camere d’aria cedevano per il freddo. Durante il suo viaggio ha incontrato anche quella che oggi è la sua coniuge, Aygul, come vi siete conosciuti? Lo scorso anno mi trovavo qui, nella Siberia orientale, per un viaggio sulla tratta che porta da Magadan a Jakutsk. Avendo il visto in scadenza, stavo per lasciare la Russia, ma prima di prendere la Transiberiana, ci tenevo a visitare il celebre Lago ghiacchiato Bajkal, così mi sono fermato, ho scattato una foto e l’ho pubblicata sul mio profilo Instagram. Aygul, per pura coincidenza, ha visto la foto online, mi ha scritto e da quel momento abbiamo cominciato a chiacchierare virtualmente. Lei, in quel momento, si trovava a San Pietroburgo per studiare, ma essendo tutto fermo a causa del Covid, ha deciso di prendere un volo e visitare il lago ghiacciato, sul quale abbiamo poi camminato – trainando slittini - per ben 120 chilometri. La situazione creatasi con l’emergenza sanitaria, ha fatto sì che lo Stato russo mi
prolungasse a più riprese il visto, grazie al quale ho potuto trascorrere del tempo insieme ad Aygul e consolidare il nostro rapporto. Quali sono i viaggi che ricorda con maggiore piacere? Tutti i viaggi mi hanno fatto crescere e insegnato qualcosa. Tra quelli che ricordo con maggior piacere, sicuramente il Marocco, che ho percorso su strade per lo più sterrate in «fat-bike» come anche il trekking sulla cima più alta del Nord Africa, il Jbel Toubkalil. Mi sono piaciute molto anche l’Islanda e la Lapponia, quest’ultima forse perché è stata la mia prima vera esperienza al freddo, o anche l’India, sulla catena dell’Himalaya. Quali sono i suoi progetti e viaggi futuri? Vorrei avventurarmi in viaggi senza un percorso già prestabilito, ad esempio, mi piacerebbe costeggiare l’Oceano Artico oppure andare in Groenlandia con la slitta o con la «fat-bike». Le idee sono molte e non mi precludo nulla, l’importante è che siano viaggi stimolanti, quindi per gusto personale, con un certo grado di difficoltà. Giugno 2021
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Alla scoperta della Svizzera con il travel blog di Mini Me Explorer
Le 8 città svizzere da visitare con i bambini (e perché) A cura di Nazarena, Augusta e Jenny La Svizzera non è solo cioccolato, orologi e formaggio… e neppure valli, laghi e vette alpine. Non è solo natura incontaminata, boschi e prati verdi. La Svizzera è anche centri urbani, e vi assicuriamo che le nostre città non sono solo belle e ben curate, ma anche ricche di attrazioni e di storia per chi viaggia con i bambini. In questa nuova edizione della rivista vi portiamo alla scoperta di 8 città svizzere, ideali per una visita in famiglia.
Basilea
Berna
Lo sapevate che a Basilea ci sono più di 40 musei? Ovviamente non tutti adatti ai bambini, ma tra quelli che meritano sicuramente una visita, troviamo il Museo Jean Tinguely, museo interattivo dedicato all’artista svizzero. Il museo si trova dall’altra parte del fiume Reno per cui consigliamo di raggiungerlo con l’antica barca di legno che si muove utilizzando unicamente la forza della corrente dell’acqua. Sempre opera dell’artista è la famosa fontana con i giochi d’acqua, si trova nel centro città, vicino al teatro. Una visita la merita anche la piazza del mercato che è dominata dall’imponente municipio di color rosso, sede del governo del Cantone di Basilea Città. Durante la settimana, sulla piazza si vendono frutta e verdura fresca e fiori. Attraverso le vie della città vecchia si raggiunge anche il Münsterplaz, la piazza con la cattedrale. Da lì godrete dell’incredibile vista sul fiume Reno e il via vai delle barche. Adatti ai bambini anche il Puppenhaus (museo delle bambole), il fantastico zoo e il museo Beyeler, collezione di 250 capolavori di arte moderna e contemporanea raggiungibile in tram.
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In soli due giorni avrete la possibilità di visitare quasi tutta la città di Berna, partendo dalla splendida città vecchia con le sue viuzze, le fontane e le case dai tetti rossi perfettamente conservate. Attendete lo scoccare dell’ora sotto la torre dell’orologio e godetevi lo spettacolo offerto dalle statuine di orsi e umani che danzano al ritmo del carosello. Entrate poi nella casa nella quale ha vissuto il famoso scienziato Albert Einstein e sempre nei dintorni, una visita al Bundensplatz, un vivace spazio che si trova davanti al Palazzo Federale, sede del parlamento e del governo. Proseguendo sulla Kramgasse, salite sul ponte Nyddegbrüke che si affaccia sul fiume Aare, offre un magnifico scorcio della città vecchia. Visitate poi il famoso parco degli orsi, in cui si trovano alcuni simpatici orsi
Lucerna
Lucerna è adattissima per una gita in giornata, consigliamo di visitarla rigorosamente a piedi. Partite dal famoso Ponte della Cappella, un ponte in legno lungo 200 metri che, con la sua iconica torre ottagonale sull’acqua, rappresenta il simbolo della città. Da non perdere il Monumento del Leone, una struggente opera commemorativa
all’interno di un recinto protetto affacciato sulla riva del fiume. Nelle vicinanze della fossa degli orsi si trova il Rosengarten (un parco molto bello e profumato). Da non perdere la bellissima cattedrale di Berna: vale assolutamente la pena percorrere i 344 scalini che portano in cima e godere del panorama mozzafiato. Non possono mancare una visita al modernissimo centro di Paul Klee, realizzato dall’architetto Renzo Piano e una puntata allo zoo, in cui si trovano oltre 200 specie di animali.
raffigurante un leone morente. A pochi passi dal monumento si trova il Museo dei ghiacciai, un luogo assolutamente da non perdere se andate a Lucerna con i bambini! Immergetevi poi nel dedalo di viuzze della città vecchia, arrivando ad un altro bellissimo ponte in legno: il Ponte del Mulino. Anche questo ponte è interamente coperto da una struttura in legno a capriate, tra le cui travi potrete scorgere e ammirare alcuni dipinti storici. Terminate la giornata con una rilassante passeggiata sul lungolago ed una visita alla Chiesa dei Gesuiti, un edificio in stile barocco. Da non perdere, il bellissimo Museo dei Trasporti, ma per visitarlo occorre un’intera giornata!
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Lugano
Lugano è piena di bellissimi luoghi da scoprire! Suggeriamo di partire dal centro storico a piedi e, costeggiando il
Zurigo
Non si può andare a Zurigo senza dedicare una giornata alla visita del fantastico zoo, dove risiedono 380 specie di animali in ambienti ricostruiti fedelmente, come la serra Masoala, una riproduzione del Madagascar. Oltre ad una visita del centro città come la famosissima Banhofstrasse, le vie della città vecchia lungo il fiume Limmat, il nuovo quartiere Europaallee, e la piazza dell’Opera, vi consigliamo il museo Fifa, non solo adatto per gli appassionati di calcio, il WOW museum, il museo dell’illusione ottica, e il nuovissimo museo del cioccolato Home of chocolate di Lindt, raggiungibile in tram o bus dal centro città. Se vi dovesse avanzare del tempo, allora merita una visita anche il Landesmuseum, il museo nazionale svizzero dove si trovano diverse esposizioni adatte ai bambini, come quella sulla storia della Svizzera. È davvero incredibile, super interattiva e in italiano! Potete anche fare una passeggiata raggiungendo il Politecnico e godere di una magnifica vista della città.
Losanna
lago, arrivare fino al Parco Ciani, un luogo meraviglioso con aiuole curatissime e coloratissime, presso il quale troverete anche un parco giochi, perfetto per lasciar sfogare i vostri bambini. Se il caldo dovesse farsi sentire, noleggiate un pedalò oppure trascorrete una giornata al Lido, potrete scegliere di tuffarvi dai trampolini della piscina o direttamente nel lago. Un modo alternativo di visitare la città è quello di salire sul trenino turistico. Se
invece doveste avere voglia di camminare, salite sul Monte Brè o sul Monte San Salvatore (entrambi raggiungibili anche con la funicolare), per ammirare dall’alto un panorama mozzafiato. Se il meteo non dovesse essere dei migliori, potete visitare il Lac o uno dei tanti musei dedicati ai bambini, come il Museo in Erba o quello di Storia Naturale. E per finire la giornata? Cenate in un Grotto, un tipico ristorante locale in cui assaggiare prodotti tipici.
Ginevra Ginevra è tutta da scoprire. Cosa fare con i bambini, oltre a visitare la città vecchia? Qui è nata l’industria orologiera e quindi non potete perdervi l’orologio fiorito: un orologio-aiuola di 5 metri di diametro, nei pressi del Giardino degli Inglesi. Nelle vicinanze, sul lungolago, l’imponente jet d’eau. Se vi organizzate bene, potete arrivarci a bordo di una simpatica Mouettes gialla, il tipico taxi acquatico. Rimanendo in tema orologi, il museo Patek Philippe – pur essendo stato concepito per gli adulti – riesce ad incantare anche i bambini. Nella via accanto stupiteli con il mostro di Frankenstein – sotto forma di statua.
Sciaffusa
Altre visite raccomandatissime: il museo della Croce Rossa, splendidamente interattivo e adattissimo anche ai più piccoli: tratta in modo semplice e delicato (ma mai banale) la difficile tematica dei diritti umani. Hanno un’audioguida in italiano, cosa volete di più? Gli adolescenti un po’ nerd apprezzeranno certamente anche la visita guidata al CERN.
Sciaffusa si presta perfettamente ad una visita in famiglia, vanta il più grande centro storico pedonale di tutta la Svizzera. Ammirate gli edifici riccamente affrescati e perdetevi in un mondo magico, fatto di miti greci, baccanali e cavalieri mongoli, poi divertitevi a
trovare tutti i bovindi (i tipici balconcini vetrati) della città, che sono 171. Strada facendo troverete certamente l’accesso alla strana fortezza rotonda sopra la città: si chiama Munot e nel suo fossato vivono decine di simpaticissimi cerbiatti. Ovviamente non potete perdervi l’escursione con l bus urbano alle Cascate del Reno, nel comune di Neuhausen am Rheinfall. Tra giri in barca alla rupe in mezzo alle cascate, parco giochi nel bosco ed un percorso panoramico che dal castello di Laufen vi conduce nel punto dove la forza dell’acqua ruggisce forte come un leone, nessun bambino riuscirà ad annoiarsi.
Losanna è l’unica città svizzera ad essere servita dalla metropolitana. Grazie ad essa, si raggiungono comodamente tutti gli angoli della città. Una visita nella città vecchia è quasi d’obbligo: la cattedrale gotica di Notre Dame o salire la scalinata verso il belvedere, perdersi nelle viuzze senza traffico. Un’attività speciale
potrebbe essere quella di imbarcarsi sull’antico battello a vapore per scoprire il lago Lemano. Le attrazioni però più importanti sono senz’altro il museo Olimpico, che racconta della storia dei giochi olimpici ed è circondato da un giardino da favola e l’Aquatis, l’acquario di acqua dolce più grande d’Europa.
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Unità d’ordinazione 12 bottiglie
90
Miraval Rosé Côtes de Provence AOP annata 2020* uvaggio: Grenache, Cinsault, Syrah, Rolle 75 cl art. 211808
ogni bottiglia CHF
16.
95
Paragone con la concorrenza 22.95
Unità d’ordinazione 6 bottiglie
50
Domaine Lafage Miraflors
Languedoc-Roussillon annata 2019* uvaggio: Grenache Gris, Mourvèdre 75 cl art. 212045
ogni bottiglia CHF
11.
95
invece di 15.90
Unità d’ordinazione 6 bottiglie
17.50
Scheiblhofer Big John White
Burgenland annata 2020* uvaggio: Chardonnay, Sauvignon Blanc 75 cl art. 307819
ogni bottiglia CHF
13.95
Paragone con la concorrenza 19.50
Unità d’ordinazione 6 bottiglie
Solo fino a esaurimento dello stock! * Si riservano cambiamenti di annata!
Cabriola by Borsao
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