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Touring 12-2020 / 01-2021 italiano

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LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA

#12/1 | DIC 20/GEN 21 | FR. 4.50

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Zoé Renault e in elettrich Appy prova a

SPORT E PANDEMIA Intervista alla Consigliera federale Viola Amherd

NOTTI STELLATE Da sempre attirano chi ama la fotografia

L’inverno

in balia del Covid CON

IONE TCS SEZ O TICIN p. 75


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SOMMARIO

Stagione invernale a noi!

2021: nuove norme di circolazione

14

26

Test della Toyota Yaris ibrida

36 EDITORIALE

LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA

dossier Andare avanti fra misure che mutano in continuazione

11 Stazioni di sci e Covid

a fine della crisi da Covid-19 non è ancora in vista, nonostante le notizie incoraggianti che ci giungono dai laboratori di ricerca. Aziende di settori quali il turismo, l’organizzazione di eventi o la gastronomia vedono minacciata la loro stessa esistenza dalle drastiche restrizioni imposte dalle autorità. Molte consuetudini ed appuntamenti tradizionali sono già stati cancellati. Dilaga l’incertezza. Cosa sarà della stagione invernale, di vitale importanza per le località sciistiche? Sperando che potrà aver luogo dedichiamo il nostro dossier a consigli ed approfondimenti in tema. Come altri media, anche noi siamo alle prese con misure anti-pandemia talora imprevedibili, suscettibili di cambiare a breve termine. Vi preghiamo quindi di scusarci se qualche reportage o foto non dovesse essere in linea con le ultime disposizioni. La produzione della nostra rivista richiede più settimane. Facciamo del nostro meglio per essere sempre il più aggiornati possibile.

16 Intervista alla ministra

L

Felix Maurhofer caporedattore

Come ci si organizza per poter offrire sciate in sicurezza Viola Amherd si confronta con lo sport invernale

18 Mangiare sulle piste Gastronomia apprezzata per qualità e cortesia

mobilità 26 Sulle strade nel 2021 Nuove regole della circolazione in vigore da gennaio

28 Progetto elettrico Ad Appy in Francia gli abitanti girano tutti in Renault Zoé

31 A causa del coronavirus Per le prossime festività Nez Rouge non sarà in servizio

22 Piste sicure Si interviene pure con esplosivi per evitare valanghe e incidenti

Mascherina, anche per gli sciatori

11 Copertina: Modella: Dominique Voramwald Indossa una sciarpa tubolare con mascherina integrata Trucco: Jarmila Kovacovsky Foto: Emanuel Freudiger

dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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Land Rover Defender

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SOMMARIO

Chasseron: notti stellate

In viaggio per l’aurora boreale

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Il TCS aiuta i soci anche in casa

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I miei vantaggi club 58 TCS Benefits: svago sulla neve 59 TCS Benefits: scuole di sci 71 Concorso Tourolino 74 Tre occasioni di vincita

tecnica 36 Test della Toyota Yaris Quarta generazione in veste ibrida dai bassi consumi

41 Attenzione alla batteria Accumulatore a dura prova e rischio di subire una panne

43 Mazda MX-30

club 62 Il TCS e il Covid Panoramica sul 2020 del direttore generale Jürg Wittwer

66 TCS Home Progetto del TCS per venire in aiuto ai proprietari di case

68 Rimpatrio di un ticinese

Una crossover dal prezzo competitivo e tanti assistenti

Grazie al Libretto ETI da Procida all’ospedale di Lugano

svago

rubriche

52 Fotografare le stelle Workshop con pernottamento in alta montagna

56 Panorama stellato Soggiorno magico nel Giura vodese all’albergo Chasseron

TCS Sezione Ticino

29 Il consulente 35 Salute 47/69 L’esperto TCS 70 Forum 70 Impressum 71 Tourolino 72 In giro con 74 Gioca & vinci

76 77 78 79 80 81 82

Ringraziamenti Chi guida non beve In memoria di Franco Felder Novità a Rivera È nata «in bicicletta» Regali: idee natalizie Controlli tecnici a Rivera

Grazie TCS, con scritti e disegni

61 Touring n. 2

Temi trattati nella prossima edizione della rivista: dossier sui 125 anni del Touring Club Svizzero, test Polestar 2, reportage turistico in Cambogia. Data di pubblicazione: 21.01.2021

dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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ATTUALITÀ CLUB

Partiamo? Con i calendari TCS pianificare le vacanze è facile.

Festività e vacanze scolastiche a colpo d’occhio Il TCS pubblica sul suo sito una panoramica delle ferie scolastiche e dei festivi in Svizzera, di facile lettura.

I

l primo gennaio è giorno festivo ufficiale in tutta la Svizzera. Mentre il due gennaio, ossia il «Berchtoldstag», è festivo solo in 13 cantoni; in Argovia, Friburgo e Glarona lo è peraltro solo in determinate zone. L’elenco varia da un cantone all’altro e talora addirittura da un comune all’altro. Lo stesso vale per le chiusure delle scuole: a titolo d’esempio prendiamo il Canton Sciaffusa: qui nel 2021 gli allievi hanno due settimane, dal 30 gennaio al 14 febbraio, per andare sulla neve. In Ticino, devono aspettare fino al 13 febbraio per godersi le vacanze invernali, di una sola settimana.

Il TCS prende commiato dall’ex presidente centrale, compagno di viaggio di lunga data, avv. Franco Felder. Il ticinese, deceduto a 91 anni, è stato presidente centrale del TCS dal 1987 al 1996, oltre che in precedenza della Sezione Ticino. Il TCS porge sincere condoglianze alla famiglia e ricorda lo scomparso come persona stimata e presidente benvoluto.

L’avv. Franco Felder è stato presidente centrale del TCS per 10 anni.

Posto che vai, feste e ferie che trovi

Info turistiche TCS nell’app del DFAE

«Svizzera: vacanze scolastiche 2021» e «Svizzera: festività 2021»: i due calendari che presentiamo sulle nostre pagine fanno luce nella giungla delle feste e ferie, colpa del federalismo elvetico. Grazie alle panoramiche chiaramente strutturate e alle voci colorate si può consultare e paragonare direttamente tra di loro tutte le vacanze scolastiche e i festivi ufficiali della Svizzera, senza dover controllare cantone per cantone. Un servizio gratuito TCS offerto al pubblico su internet.

Travel Admin, l’app del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) per i viaggi, utilizza ora anche le informazioni turistiche del TCS. Grazie alla partnership con il TCS, il DFAE può ora fornire ai connazionali svizzeri all’estero raccomandazioni ancora più esaustive. Saperne di più e scaricare l’app: traveladmin.ch

Scaricare e stampare da tcs.ch/calendario

NUOVE NORME E CONSIGLI FOTO TI-PRESS/SAMUEL GOLAY, F1ONLINE, ALD

TCS in lutto: morto l’avv. Franco Felder

Galateo al volante Il 1° gennaio 2021 in Svizzera entrano in vigore nuove norme di circolazione, anche per l’autostrada. Per tener conto dei cambiamenti, l’USTRA ha rivisto la sua guida sul corretto comportamento in autostrada. L’utile opuscolo è da subito disponibile presso tutte le sezioni nonché sul sito web del TCS. Per consultare la nuova Guida autostradale: tcs.ch/autostrada

Travel Admin consigli di viaggio sempre aggiornati del DFAE e TCS.

VERO O FALSO – IL TCS SFATA I MITI

«Il TCS è solo un semplice soccorso stradale» Il TCS è al Suo fianco anche in caso di maltempo o soppressione dei mezzi pubblici. dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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Due incompatibili Prove svolte dai tecnici del TCS non lasciano dubbi: l’accoppiata gomme estive e catene da neve è pessima, in quanto penalizza il comportamento della vettura. Parecchi automobilisti che abitano a bassa quota in zone risparmiate dalla neve rinunciano a montare i termici. In vista di qualche sporadica ondata di gelo o neve basterà certo mettere le catene. Ma è un’idea viabile? Per saperlo il TCS ha messo a confronto due veicoli, entrambi a trazione anteriore, uno dotato di invernali premium, l’altro di pneumatici estivi catenati. Il verdetto è chiaro e inappellabile: lo spazio di frenata da 50 a 0 km/h misurato con gli invernali è di 24 m, contro i 34 m dell’auto che calza estivi e catene. Stesso risultato sfavorevole nel test di partenza e accelerazione su neve, dove la vettura con le gomme invernali raggiunge i 50 km orari in tempi più brevi. Ulteriori test mostrano che la guida si fa molto instabile con gomme estive catenate

sull’asse motore. Il problema è particolarmente evidente in curva dove l’auto a trazione anteriore sbanda a causa della perdita di controllo sul retrotreno. Sulle trazioni posteriori, nelle brusche manovre di scansamento il veicolo con catene dietro risulta inguidabile per la scarsa aderenza delle ruote anteriori. Il TCS consiglia: ▪ montare le catene da neve solo su

gomme invernali; ▪ salvo indicazione contraria montare

le catene da neve sulle ruote motrici (davanti sulla trazione anteriore, dietro sulla trazione posteriore); ▪ gli invernali «veri» si riconoscono dal simbolo del fiocco di neve sulla fiancata; ▪ i sistemi ABS ed EPS non possono sostituire la gommatura invernale.

tcs.ch/ portale-video

Inefficaci È fortemente sconsigliato montare le catene su gomme estive.

UAM, ossia la mobilità urbana in aria

8 touring | dicembre 2020 / gennaio 2021

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milioni di franchi, questo il totale di danni materiali causati ogni anno da collisioni con animali selvatici in Svizzera. Secondo statistiche di assicuratori, nei cantoni Giura, Grigioni e Friburgo il rischio di tali incidenti stradali, in cui muoiono migliaia di animali, è particolarmente alto e occorre stare attenti soprattutto guidando al mattino e alla sera nonché nelle zone boschive.

LA FOTO

Vestiti d’allegria Il colore è il miglior rimedio contro la tristezza delle giornate grigie e fredde d’inverno. La prova dall’Avenue de la Harpe, a Losanna: qui, una sessantina di persone riunite nell’associazione «Tricot Graffiti de la Harpe» si sono armate di 200 kg di lana, uncinetto e ferri da maglia per confezionare «abiti» variopinti per decorare bici, pali ed alberi. L’insolita esposizione può essere ammirata fino ad aprile.

il video del test

Mentre la pandemia virale costringe molte compagnie a tenere a terra la loro flotta, del tutto o in parte, c’è chi scommette sulla mobilità aerea, ma del terzo tipo. È quanto risulta da uno studio della società di consulenza tedesca Roland Berger: entro il prossimo trentennio, la cosiddetta «Urban Air Mobility», ovvero la conquista dello spazio aereo per i trasporti in città, potrebbe generare profitti per circa 90 miliardi di dollari USA all’anno. Per citarne uno degli

LA CIFRA

autori, il Senior Partner Manfred Hader, «secondo nostre stime nel 2050 saranno attorno ai 160 000 droni commerciali a volare nei cieli». Circa 110 metropoli e regioni in tutto il mondo starebbero già creando i presupposti per far decollare in un futuro non troppo remoto taxi e altri aeromobili VTOL. Nel primo semestre 2020 sarebbero stati investiti 907 miliardi in questo mercato d’avanguardia, più di venti volte in più rispetto al dato 2016 (40 milioni USD).

LA PAROLA

Sastrugi (o zastrugi). Parola di origine russa. Indica ondulazioni, scanalature e creste irregolari causate dall’erosione eolica sul manto di neve. Si distinguono per le punte rivolte controvento, simili alle onde hawaiane che si frangono, talora altissime, cavalcate dai surfisti. Sono ripidi sul lato sopravvento e inclinati sul lato sottovento.


FOTO KEYSTONE, LA POSTA, ALD

ATTUALITÀ

Auto: calze da neve ammesse in Svizzera

Moto elettrica a 408 km/h – è record

Dal 1° dicembre 2020 in Svizzera le cosiddette autosock sono autorizzate come alternativa in tessuto alle tradizionali catene da neve metalliche. Dopo il benestare del legislatore gli automobilisti potranno circolare con questo accessorio omologato in presenza del segnale «Catene per la neve obbligatorie».

La Voxan Wattman è la moto elettrica più veloce al mondo. All’aeroporto di Châteauroux in Francia su un tratto di un miglio ha infatti raggiunto la velocità di 408 km/h, conquistando il record mondiale per una moto elettrica. Il primato per le motociclette tradizionali è di 606 chilometri all’ora.

Moto alla riscossa Sono andate a ruba nel 2020: con 27 978 immatricolazioni tra gennaio e ottobre le motociclette hanno battuto il record di vendite del 2015.

Corrono le consegne

Avanzano i robot

La crisi coronavirus dà slancio alle vendite per corrispondenza e al settore logistico. Da gennaio a settembre 2020 il commercio online è aumentato del 32,9% su base annua. La crescita è stata particolarmente pronunciata per gli attrezzi sportivi e gli alimentari, cresciuti rispettivamente del 67,4 e 55,7%. Il boom di consegne a domicilio spiega il grande numero di furgoni sulle nostre strade.

Boom di vendite nella robotica di servizio: nel 2019 sono aumentate del 32 percento a 11,2 miliardi di dollari USA, secondo la International Federation of Robotics. Il fatturato è cresciuto addirittura del 110 percento nel settore logistico, e del 34% per i robot domestici; positivo l’andamento anche per gli apparecchi medicali con i robot chirurgici che segnano un plus del 28%.

Mercato auto con il freno a mano tirato Ottobre nero per il settore in Svizzera: sono state immatricolate 20 975 vetture, ovvero 5128 veicoli nuovi in meno rispetto al mese precedente, con un calo del 19,6%.

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DOSSIER

La mascherina diventa obbligatoria sulle seggiovie.

La pandemia fa da sfondo alla stagione fredda Come nel caso di Glacier 3000, i comprensori sciistici vivono una stagione fredda insolita e piena d’incertezze. In ogni momento, il governo svizzero potrebbe bloccare di colpo gli impianti di risalita. Ecco la nostra inchiesta.

LEANDRE DUGGAN

L’

TESTO ALINE BEAUD

appello è stato lanciato in ottobre con la campagna «Tutti in pista!»: la stagione sciistica inizierà come previsto malgrado la pandemia, spiegano le Funivie Svizzere, in collaborazione con Swiss Snowsports, la compagnia aerea Swiss e oltre 50 gestori d’impianti di risalita e stazioni sportive invernali. Un messaggio di speranza che ha avuto una buona eco a inizio ottobre, fino all’impennata dei casi di coronavirus due settimane più tardi. «A fine ottobre tutti vogliono andare sulla neve, spiega Berno Stoffel, direttore di Funivie Svizzere (FS). Ma la situazione è cambiata e ormai bisogna fare tutto il possibile per garantire la stagione». A tal fine, le FS hanno istituito un piano di protezione rigoroso, convalidato perfino dall’Ufficio federale della sanità pubblica. Con il suo pacchetto di misure destinato alle stazioni sciistiche, Berno Stoffel ritiene d’andar ancor più lontano del Consiglio federale: «L’uso della mascherina o di una sciarpa tubolare dotata di prote-

zione è obbligatoria su tutti gli impianti, sia che si tratti di seggiovie o di tappeti mobili, sia mentre si fa la fila». Inoltre, le FS hanno regolarmente degli scambi informativi con i comprensori sciistici sui problemi e le esperienze riscontrati, dato che la maggior parte delle stazioni inizia un inverno insolito dopo una stagione estiva piuttosto calma.

Una clientela nazionale L’estate è stata positiva per alcune stazioni che puntano maggiormente sulla clientela interna, mentre quelle che mirano ai turisti internazionali hanno visto la loro cifra d’affari sciogliersi. D’altronde, a fine settembre, il settore registrava una diminuzione della frequentazione del 18% rispetto all’estate 2019. «Le regioni della Svizzera centrale e dell’Oberland bernese hanno subito un duro colpo (-50%) a causa dell’assenza della clientela straniera», spiega Berno Stoffel. A titolo di confronto, il comprensorio turistico di Arosa ha conosciuto una crescita note-

vole quest’estate. Un record, secondo il direttore di FS. Da parte sua, Glacier 3000 ha visto la propria clientela crollare del 25% da luglio a ottobre rispetto al 2019. Il comprensorio ha aperto le sue porte tutti i giorni dalla fine del confinamento lo scorso mese di giugno. «Dato che circa il 40% della nostra clientela è internazionale, siamo rimasti sorpresi in bene», spiega Bernhard Tschannen, direttore di Glacier 3000. Ha trascorso una stagione calda molto interessante accogliendo svizzeri provenienti da tutto il Paese. Dal 28 settembre, grazie alle importanti nevicate, è di nuovo possibile sciare sul ghiacciaio, mentre la stagione avrebbe dovuto iniziare in novembre. «Vogliamo dare un segnale positivo aprendo le piste», sottolinea. Sul ghiacciaio, oltre all’obbligo della mascherina per i collaboratori e i clienti nei luoghi previsti, il trasporto in funivia è limitato su base volontaria dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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a 80 persone (prima erano 125) e i finestrini restano aperti durante il tragitto di 7 minuti. «La nostra clientela deve sentirsi sicura e a proprio agio. Ragione per cui non abbattiamo i prezzi per non attirare più persone». Una strategia privilegiata anche da FS.

È necessario uniformare Ben accolte, le misure hanno potuto essere testate durante l’estate, ma alcuni punti restano problematici. Nel canton Vaud, l’applicazione SocialPass permette di registrarsi al proprio arrivo e all’uscita dai ristoranti (nel canton Vaud chiusi almeno fino al 30.11). «Dato che ci troviamo a cavallo dei cantoni di Berna, Vaud e Vallese, alcuni clienti non conoscono l’applicazione», spiega Bernhard Tschannen, che vorrebbe un sistema uniformato per tutta la Svizzera. Secondo lui è necessario informare regolarmente la clientela quando fa la fila e ricordare le misure sanitarie, come l’uso della mascherina e il distanziamento. «Gli sci permettono già una certa distanza, ma non basta», aggiunge. Anche la gestione del personale rappresenta una sfida sul ghiacciaio. Mentre alcuni lavoratori francesi sono usciti a fine ottobre da una quarantena pianificata, gli altri possono direttamente mettersi all’opera dopo l’attualizzazione della lista dei Paesi a rischio per la Svizzera. In caso di car pooling, i collaboratori devono portare la mascherina e devono assolutamente mantenere le distanze nelle loro pause. «Dobbiamo rimanere rigidi verso noi stessi», conclude Bernhard Tschannen.

Mancano i turisti stranieri La mancanza di clientela estera sarà compensata da quella elvetica? Berno Stoffel di FS risponde spiegandoci che le 10 più grandi stazioni invernali accolgono una clientela costituita per il 42% da stranieri. Senza i mercati asiatici e americani, la stagione sarà difficile e, anche stavolta, gli svizzeri non compenseranno questa carenza. Per contro, secondo il direttore di FS, i piccoli comprensori o quelli di taglia media con una clientela pendolare saranno meno toccati. E per cercare di motivare un po’ gli appassionati, insiste sul fatto che le uscite sulla neve saranno ben più piacevoli: «Senza i clienti stranieri ci sarà più posto sulle piste quest’inverno». • 12 touring | dicembre 2020 / gennaio 2021

Scenario catastrofico E se i comprensori sciistici dovessero chiudere quest’inverno? A dipendenza dell’evoluzione della pandemia in Svizzera, è possibile che il Consiglio federale chiuda completamente le stazioni sciistiche quest’inverno, un divieto che può essere decretato anche a livello cantonale. I comprensori sciistici devono essere pronti a ogni eventualità. «Non penso che un simile scenario sia immaginabile, dichiara Berno Stoffel, direttore di Funivie Svizzere. Le conseguenze per il ramo turistico svizzero sarebbero notevoli e il Consigliere federale Alain Berset, che ho incontrato a metà ottobre, ne è cosciente».

L’inverno, stagione decisiva Economicamente, l’inverno è decisivo per i trasporti a fune svizzeri. Gli impianti di risalita generano circa il 73% delle loro entrate annuali in questo periodo, o per alcuni addirittura il 90%. A tal proposito, Glacier 3000 e Moléson sono le eccezioni con il 54%, rispettivamente il 70%, degli introiti generati in estate (anno 2018). «Ma tutto dipenderebbe dalla durata e dal periodo di chiusura, precisa Véronique Kanel, portavoce di Svizzera Turismo. Le vacanze di Natale, come pure i mesi di febbraio e marzo (vacanze scolastiche) sono determinanti per la stagione invernale». Già nel mese di marzo, durante l’interruzione anticipata della stagione, il settore degli impianti ha subito una perdita di guadagno di oltre 300 milioni di franchi, e ciò malgrado la stagione

fosse iniziata bene, con una frequentazione che superava del 10% la media quinquennale (a fine febbraio). «Al tempo stesso, il settore alberghiero ha registrato una diminuzione dei pernottamenti del 23,9% rispetto al 2018/19», indica Véronique Kanel. Secondo Berno Stoffel, alla chiusura degli impianti era seguito direttamente un esodo dei vacanzieri, privando le regioni montane dei mezzi finanziari derivanti dal turismo. Secondo il direttore di FS, una riduzione dei ricavi superiore al 30% sarebbe molto delicata per la maggior parte delle stazioni e ne minaccerebbe un terzo. E a pesare sarebbe soprattutto lo stato del loro bilancio contabile, piuttosto che la taglia del comprensorio sciistico. Le società molto indebitate e che hanno effettuato numerosi investimenti saranno particolarmente a rischio. «È tutta una questione di liquidità», riassume Berno Stoffel. I crediti concessi in primavera nell’ambito del Covid-19 hanno aiutato molto il settore, ma non basteranno se la mannaia della chiusura dovesse compromettere la stagione. Da questa decisione scaturirebbero due conseguenze per le stazioni: «Bisognerebbe trovare del denaro per sopravvivere a corto termine e bloccare di colpo gli investimenti». Non dimentichiamo però che il rinnovo degli impianti era già stato ritardato a causa della crisi dell’euro nel 2015, quando il settore degli impianti di risalita era di nuovo sulla buona strada.


DOSSIER

L’importanza degli impianti di risalita svizzeri

73%

È la percentuale della cifra d’affari generata in inverno per il trasporto di persone.

Interruzione forzata Quali sarebbero le conseguenze di una chiusura degli impianti?

16 027

Il numero di collaboratori nel ramo degli impianti di risalita in Svizzera.

Proiezioni per la stagione «Abbiamo fatto delle proiezioni al di sotto della media. Gli imprevisti meteorologici e l’assenza di gruppi internazionali avranno pure un ruolo importante quest’inverno», spiega Bernhard Tschannen che s’aspetta una ripresa tra 2 o 3 anni, a meno che non arrivi prima un vaccino. «Facciamo del nostro meglio per rispettare le misure ed evitare una chiusura. In un caso simile, sarebbe fondamentale ridurre i costi e trovare delle fonti di reddito per il dopo Covid», specifica il direttore di Glacier 3000. Una strategia di diversificazione che si è già rivelata pagante al Moléson, dove si punta maggiormente sull’estate. «Tuttavia, le nostre spese sono più importanti in inverno – revisione dei battipista, personale esclusivamente invernale ecc. –, saremmo quindi in pericolo in caso di chiusura totale. Ma non penso che tutto l’inverno sarà… confinato», spiega Antoine Micheloud, direttore degli impianti del Moléson.

ADOBE STOCK

Abbonamenti venduti Ma cosa succederà con gli abbonamenti in caso di chiusura? La maggior parte delle stazioni lo rimborserà proporzionalmente ai giorni di chiusura dovuti al coronavirus. «Questa certezza è un aspetto essenziale per i clienti», ci dice Véronique Kanel. Malgrado tutto, Stoffel notava già a fine ottobre una diminuzione del 20-25% delle vendite d’abbonamenti per questa stagione. •

2459

Il numero d’impianti di risalita svizzeri che beneficiano di una concessione federale o di un’autorizzazione cantonale. (Stato: fine 2018)

1,39 miliardi

Il prodotto faro dell’inverno La sciarpa tubolare con mascherina integrata farà senz’altro scalpore quest’inverno, sia sulle piste che altrove. In Vallese, la ditta hä? commercializza dei prodotti testati in laboratorio e conformi alle raccomandazioni della Swiss National Covid-19 Science Task Force. Lavabile e alla moda, quest’accessorio 2.0 unisce l’utile al dilettevole per la stagione sciistica 2020/2021. Da notare che può essere indossato anche nei trasporti pubblici e ovunque vige l’obbligo della mascherina. Resta una domanda: come si potrà distinguere questa sciarpa tubolare con protezione sanitaria da un’altra? Diversi modelli, 39.90 fr., ha-wear.com

La cifra d’affari generata da questo settore nell’inverno 2017/18 e l’estate 2018. In totale, il prodotto del trasporto di persone in inverno ammonta a 728 milioni e quello estivo a 269 milioni. La ristorazione e il settore alberghiero generano 268 milioni e 127 provengono da altri prodotti.

250 000 fr.

È il costo di gestione di una giornata in un grande comprensorio sciistico (oltre 25 milioni di cifra d’affari). Questo costo ammonta a 66 600 fr. in una stazione di taglia media (tra i 5 e 25 milioni di cifra d’affari). A titolo di confronto, la gestione giornaliera dello zoo di Zurigo ammonta a 76 000 fr.

1 persona su 4

Nelle regioni di montagna, una persona su 4 lavora direttamente o indirettamente per il turismo. Fonte: Funivie Svizzere, 2019

Da notare che le ricerche effettuate nell’ambito di quest’articolo hanno avuto luogo a fine ottobre e all’inizio del mese di novembre 2020. In considerazione della rapida evoluzione dell’attualità, è possibile che alcune informazioni non siano più valide a causa di nuove normative.

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Fuori dalle piste battute Le gite in quota con gli sci sono sempre più popolari, tendenza questa destinata a rafforzarsi. Chi vuole essere il primo a lasciare le proprie impronte nella neve immacolata deve però essere addestrato a valutare correttamente i pericoli alpini. REPORTAGE FELIX MAURHOFER

È

una fredda mattina d’inverno quella che abbiamo scelto per la nostra salita sul Meniggrat. Ci troviamo nella Diemtigtal dove compiremo un percorso abbastanza facile, che non sembra però disdegnato dai più rodati: infatti al parcheggio Meniggrund vediamo alcuni fissare con gesti esperti pelli di foca sugli sci. Chissà fin dove si spingeranno. In questa splendida giornata la neve fresca attira numerosi adepti impazienti di solcare la neve fresca, scalare la vetta affidandosi solo alle proprie forze per poi scivolare giù dai pendii lontano dalle masse. Con la sua varietà di cime che invitano a essere conquistate, la zona nell’Oberland bernese è diventata una vera mecca per gli appassionati di

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sciescursionismo. Si farà bene ad arrivare presto. Soprattutto nei fine settimana è infatti difficile trovare un posteggio libero.

Non per tutti Per il rischio di valanghe questo sport non è peraltro adatto agli inesperti. Chi volesse cimentarsi in un tour deve conoscere la montagna ed essere pratico nell’uso dell’equipaggiamento di sicurezza. Deve essere in grado di pianificare l’uscita, «leggere» i bollettini meteo e giudicare il pericolo di slavine in modo da scegliere il percorso più sicuro. Le prime volte è opportuno farsi accompagnare da una guida alpina o sciescursionisti provetti. Al riguardo segnaliamo i corsi proposti dalle scuole di


DOSSIER alpinismo e dal Club Alpino Svizzero (CAS). È consigliato seguire un corso base che comprenda il materiale, evitando così di doverlo acquistare a caro prezzo.

Crescente domanda Quest’inverno le guide alpine e le scuole di alpinismo prevedono una crescente richiesta di corsi di sciescursionismo. Non da ultimo per l’incertezza che regna quanto all’apertura delle stazioni invernali. Sperando che le misure di contenimento della pandemia di Covid-19 consentano i tour in quota, Michael Wicki del centro Bergpunkt ha aumentato del 10 percento l’offerta di corsi d’introduzione. Secondo Fabienne Bögli, portavoce media del Club Alpino Svizzero, sarebbero già quasi tutti esauriti i corsi di prova di sciescursionismo organizzati dal CAS. Dando per scontata una crescita delle attività outdoor quest’inverno, la più importante rafassociazione alpinistica del paese raf forza le misure di sensibilizzazione ai pericoli della montagna. Inoltre ci si starebbe già preparando alla stagione rivedendo il piano di protezione per le 153 capanne gestite. •

Nei corsi sulle valanghe i novelli sciescursionisti apprendono ad usare l’attrezzatura di sicurezza.

Conoscere i pericoli alpini I tour in montagna sono in voga, ma richiedono esperienza e preparazione.

CONSIGLI PER DIVERTIRSI IN SICUREZZA Attrezzatura Sci da escursionismo K2 Wayback 96 (645 franchi); attacchi da scialpinismo Fritschi Xenic (329 franchi); scarponi da scialpinismo Scott Cosmos III (569 fr.); pelli Colltex Clariden (215 fr.); bastoni da scialpinismo Black Diamond Expedition 3 (109 fr.); zaino da scialpinismo Ortovox Ascent 32 (179 fr.) Equipaggiamento antivalanga Set Safety Bächli con ARVA, pala e sonda (445 fr.); farmacia «Care Plus First Aid Kit Basic» (25 fr.) Corsi di scialpinismo Scuole di alpinismo: bergundtal.ch, mammutalpineschool.com, bergpunkt.ch Club Alpino Svizzero: sac-cas.ch Bollettino valanghe: slf.ch Lettura consigliata: «Sport di montagna in inverno», edizioni CAS (44 fr.) dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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«Le settimane bianche? Mai trascorse all’estero» La ministra dello sport e della difesa Viola Amherd (PPD) è molto impegnata nella lotta alla pandemia Covid-19 che mette in forse le manifestazioni sportive a carattere popolare e professionistiche e vede di nuovo mobilitato l’esercito. Nostra intervista su una stagione invernale molto particolare.

I

TESTO DINO NODARI

n montagna è caduta la prima neve. È già andata a sciare?

Viola Amherd: No, normalmente non scendo in pista prima di Natale. Ma non mancherò di andarci più in là.

Quest’inverno tutti noi passeremo le ferie esclusivamente in Svizzera?

Di questi tempi è difficile fare previsioni affidabili. Dobbiamo seguire da vicino l’evolversi della crisi sanitaria. Fortunatamente viviamo in un paese con un’offerta di strutture per il tempo libero e lo sport varia ed articolata. Per quanto mi riguarda, non ho mai trascorso all’estero la settimana bianca.

Quest’anno praticare sport sulla neve sarà diverso dal solito. Le piste da sci saranno aperte?

I comprensori stanno sviluppando concetti per garantire l’osservanza delle regole d’igiene e delle distanze. I preparativi sono a buon punto e spero che le attività outdoor possano svolgersi in sicurezza. D’altronde l’inverno invita a muoversi all’aria aperta e ci sono tanti modi, oltre allo sci, che lo consentono nel rispetto delle misure anti-contagio.

A cosa sta pensando?

Sci di fondo, escursioni o trekking con le ciaspole, ad esempio. E perché no, qualche battaglia a palle di neve (ride). E lo sport di punta?

Lo sport di punta è stato duramente colpito dall’epidemia. Per attenuarne le conseguenze, la Confederazione ha stanziato un pacchetto di aiuti nell’ordine di 550 milioni di franchi per il settore sportivo. Ciò tiene pure conto del fatto che numerose competizioni professionistiche hanno luogo senza spettatori, facendo venir meno gli introiti dalla vendita di biglietti. Se le cose non migliorano, purtroppo ciò rimarrà così ancora per qualche tempo.

«Quest’inverno fare après-ski non è certo consigliato» Viola Amherd, consigliera federale Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

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DOSSIER

Cosa ne è dei campi di sci molto popolari fra bambini e ragazzi? Parecchi sono già stati cancellati. Per ora non sono stati proibiti. Ma saranno possibili questa stagione?

Se le norme di protezione possono essere osservate, i campi sono permessi. Comunque anche qui dobbiamo monitorare attentamente la situazione. Se vengono organizzati per un grande numero di bambini potrebbe essere difficile imporre le regole d’igiene e distanziamento. Delle settimane bianche scolastiche della mia gioventù non ricordo solo le battaglie a palle di neve, ma anche a cuscini. Ovvio che in questi momenti spassosi è impensabile mantenere le distanze. In questa fase dobbiamo rimanere flessibili e rivedere costantemente cosa è possibile e cosa no. Molti di questi campi sulla neve sono organizzati da «Gioventù+Sport». Quest’anno si terranno dei corsi di formazione per i monitori?

KEYSTONE / GAETAN BALLY

È nostro fermo proposito assicurare che l’educazione fisica di bambini e giovani possa proseguire e anzi intensificarsi. La formazione di monitori G+S non deve interrompersi. Per questo motivo abbiamo adottato diversi provvedimenti. Se, ad esempio, un corso di ripetizione viene annullato causa Covid-19, la validità del riconoscimento s’allunga automaticamente. Vi sono programmi spostati online e determinati moduli pratici che si tengono tuttora sul campo. Club ed associazioni che avevano in programma dei corsi G+S quest’anno riceveranno comunque i sussidi previsti affinché non vengano a trovarsi in difficoltà finanziarie. Dobbiamo evitarlo se non vogliamo indebolire la promozione delle attività giovanili. Per molte associazioni questi corsi rappresentano una fonte di guadagno vitale. In futuro non mancheranno quindi monitori G+S?

Non vedo problemi per il perfezionamento di coach già riconosciuti, mentre è probabile un leggero calo fra coloro che erano in procinto di iniziare la formazione base. Nei limiti del possibile

cercheremo di compensarlo offrendo dei corsi online. Spero che le attuali problematiche non impatteranno sui corsi sportivi destinati a bambini e ragazzi. L’offerta G+S è molto importante non soltanto per i giovani, ma nell’interesse dello sport per tutti. Quali risvolti economici prevedete per l’industria che ruota intorno agli sport invernali?

Al momento non sono quantificabili perché molto dipende da come si svilupperà la pandemia nelle prossime settimane. Se le misure adottate dalla Confederazione e dai Cantoni faranno presa determinando un’inversione di tendenza, ad esempio a livello di ospedalizzazioni, l’accesso agli impianti sportivi sarà senz’altro meno problematico. Per contro, quest’inverno fare après-ski non è, per ovvie ragioni, certo consigliato; ciò è suscettibile di colpire duramente certe strutture. Dopo l’intervento in primavera, l‘esercito è nuovamente in campo per contenere il virus. Cosa dovrà essere migliorato per affrontare la seconda ondata?

I militari hanno fatto un ottimo lavoro durante la prima ondata. Con un’unica eccezione abbiamo risposto a tutte le richieste d’aiuto. Questo è un buon risultato e dimostra che le nostre forze armate sono ben preparate alle emergenze. Sono molto soddisfatta pure dalla mobilitazione avvenuta in parte tramite sms. Talora i cantoni hanno però ordinato una presenza eccessiva di militari poi rimasti inutilizzati. Vogliamo evitare di schierare risorse che poi mancano ai rispettivi posti di lavoro. Lungi da me fare dei rimproveri ai Cantoni. La crisi sanitaria senza precedenti e le immagini drammatiche che giungevano dall’Italia li ha spinti a richiedere, per precauzione, più effettivi di quanti si siano poi rivelati necessari. Chi decide dove far intervenire l’esercito?

Lo Stato maggiore federale Protezione della popolazione che è sottoposto alla direttrice dell’Ufficio federale della sanità pubblica. L’esercito non si autoincarica. Noi forniamo l’occorrente e ciò che ci viene ordinato. Per gestire la seconda ondata esamineremo più rigorosamente le domande che ci perver-

ranno dai cantoni. Questi dovranno dimostrare che non v’è alternativa all’impiego del militare. Non vogliamo sottrarre manodopera all’economia in via preventiva. Oggi l’esercito sostiene soprattutto le infrastrutture pubbliche. Il ricorso a ospedali militari è immaginabile?

Al momento non è un’opzione. Per gestire un ospedale militare dovremmo reclutare personale già impegnato nelle strutture pubbliche, il che non avrebbe senso. L’esercito è chiamato ad aiutare gli organici medico-sanitari sul posto e contribuire a che i pazienti siano assistiti in modo ottimale. Oltra alla crisi coronavirus, l’esercito è sollecitato anche sul fronte delle emissioni di CO2. L’elettromobilità è un tema per le nostre forze armate?

Sì, sempre di più. Stiamo elaborando un concetto in materia ambientale per l’esercito. Recentemente ho inoltre emanato una direttiva volta a far sì che in futuro vengano acquistati, per principio, solo veicoli elettrici. Naturalmente, ne sono esclusi i carri armati e altri veicoli fuoristrada. Lei stessa viene da un cantone di montagna. La mobilità elettrica costituisce una chance anche per le regioni più rurali?

Sì, assolutamente. Siamo tutti chiamati a limitare le emissioni inquinanti. Le prestazioni richieste ai veicoli sono certamente maggiori nelle regioni più isolate rispetto alle città. Ma ci sono sempre più veicoli elettrici a trazione integrale. Grazie ad un crescente ventaglio di modelli, vieppiù economici, do per scontato che le auto elettriche circoleranno sempre più numerose anche sulle strade di montagna. • dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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Sorrisi e sudore sulle piste Una giornata sugli sci è perfetta solo se anche la pausa in baita è all’altezza delle nostre esigenze. Buona gastronomia, servizio veloce, atmosfera accogliente: tutto questo si aspettano gli ospiti, senza pensare al duro lavoro del personale per offrire, spesso in uno spazio ristretto, la magia della baita. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO RAPHAEL HÜHNERFAUTH

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avanti alla baita a bordo pista Gletschergrotte il gerente Kari Kempf dà da mangiare agli scoiattoli. Per ora tutto è ancora calmo. Il ristoro al di sopra della località sciistica vallesana di Saas-Fee, con un’ampia terrazza e vista sul ghiacciaio, è molto apprezzato: la cucina è buona, il panorama è bello e l’atmosfera cordiale. La coppia di gerenti Kari e Nicole è rilassata e dunque pure il personale è di buon umore. Come loro sono tanti i ristoratori, cuochi e camerieri che ogni giorno nelle località sportive invernali della Svizzera si fanno in quattro per soddisfare i clienti. La giornata ideale sugli sci richiede che pure il ristoro sia all’altezza delle sempre crescenti aspettative degli sportivi. Per vedere quali siano gli sforzi che si celano dietro la magia della baita ho rimboccato le ma-

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niche per qualche ora aiutando il personale della Gletschergrotte. Mentre aiuto in terrazza a distribuire coperte e menù, la squadra in cucina è già a pieno ritmo. Mani esperte affettano le patate per i rösti, nelle padelle l’olio è caldo e nelle pentole bolle l’acqua. Una cameriera prepara gli antipasti. Altri dipendenti giungono alla spicciolata e alle 9.40 arrivano già i primi clienti. In cucina si preparano gli spaghetti per il pranzo del personale, che è servito dalle 10.15. Alle 11 fuori sono occupati solo un paio di tavoli. Una mezzora più tardi però la situazione è decisamente cambiata: una coda di sciatori affamati aspetta davanti a una piccola barriera che ha installato Kari. Il gerente accoglie le persone e le conduce ai tavoli. «La barriera è necessaria

Team del ristoro indaffarato in spazio esiguo nel febbraio 2020.

– spiega – altrimenti si riverserebbero sulla terrazza in modo disordinato».

Ogni gesto è calcolato Il personale lavora come una macchina ben oliata. Sandra, una parrucchiera di Friburgo, si occupa delle bibite. Riempie un boccale dopo l’altro di birra, bicchieri d’acqua o limonata. Vino e caffè scorrono a fiumi. Dalla cucina si sente la voce dell’aiuto cuoco che pronuncia i numeri dei piatti pronti e il personale si fa spazio tra i tavoli con i vassoi colmi di cibo: carpaccio di cervo, rösti, insalata o la cholera (torta salata). Cerco di rendermi utile portando pietanze e bibite. Non è semplice ricordarsi la disposizione dei tavoli con i relativi numeri. Ogni volta che vado in confusione, mi


DOSSIER

La Gletschergrotte sopra Saas-Fee è una sosta prediletta degli sportivi in inverno.

Di buon umore anche sotto stress: Kari Kempf e Nicole Bovey.

faccio perdonare con un sorriso. Do una mano a Fabienne a lavare piatti e posate, ma non riesco a tenere il suo ritmo. Ogni suo gesto sembra calcolato ed eseguito a velocità sorprendente. Bianca, una simpatica austriaca, che arriva dal settore sanitario, da sola si occupa dei tavoli all’interno del locale. Il cuoco e gli aiuti cuoco lavorano a pieno regime, ma l’umore è buono. «È un lavoro faticoso, ma mi piace. Non potrei mai stare seduto tutto il giorno ad una scrivania», mi confessa il ceco Vit ai fornelli. Il personale è giovane. Tutti lavorano qui perché amano la montagna, come Fabienne. Di professione è disegnatrice per architettura d’interni, ma dopo aver trascorso le vacanze a SaasFee ha cercato lavoro quassù. La gerente Nicole interviene sempre dove è richiesta una mano in più. Il suo carattere energico ma posato la rende perfetta per questo lavoro in cui si deve dominare lo stress. Naturalmente ci sono anche gli ospiti difficili, ma si conta fino a tre e via verso i prossimi clienti. Kari continua a far accomodare gente appena i tavoli si liberano, distribuisce i menù, sgombera i tavoli, li pulisce. Ha la situazione sotto controllo. Quando

Un paio d’ore tra il personale: la redattrice Juliane Lutz.

un bambino inavvertitamente fa cadere il dessert per terra, pulisce senza batter ciglio. Intanto io faccio la spola tra il lavello, i tavoli all’interno e la terrazza. Senza accorgermi sono già trascorse tre ore e mezza. Gradualmente la situazione si fa più tranquilla. In cucina si pensa già a domani: gratin e pasta. Sandra fa un po’ di calcoli e fa sapere che ha distribuito 40 litri di birra e oltre 100 caffè con o senza grappa. Sul suo viso nemmeno una traccia di stress. «Succede sempre qualcosa. Ne ho bisogno», afferma la 29enne. Domani indosserà ancora i panni della cameriera. In genere però Kari e Nicole scambiano i ruoli del personale ogni giorno: una volta al servizio del buffet, un’altra ai tavoli, un’altra ancora alla pulizia. Posizioni cambiate anche in cucina. Non importa quale sia il loro ruolo, l’impegno è grande per soddisfare sempre i clienti.

Piano C La mia visita è avvenuta in febbraio, quando il mondo sembrava ancora essere normale. Poi è arrivato il coronavirus. «Abbiamo dovuto chiudere da un giorno all’altro, ho avuto solo il tempo

di pulire», mi dice Nicole in una telefonata a fine ottobre. Per il ristorante di montagna marzo e aprile sono ancora mesi di alta stagione. Tutti i 14 dipendenti sono stati messi a lavoro ridotto. La cancellazione di cinque settimane della stagione invernale 2019/2020 a causa del lockdown ha provocato un danno alla gastronomia di montagna del Vallese stimato attorno a 60–70 milioni di franchi per perdita di fatturato. Nicole afferma che la sua stagione estiva è andata bene visto che molti svizzeri hanno deciso di trascorrere le vacanze all’interno dei confini nazionali. Le cifre esatte saranno note solo alla fine dell’anno. La Gletschergrotte aprirà i battenti in concomitanza con l’avvio degli impianti sciistici e la preparazione delle piste per la discesa a valle, verosimilmente a inizio dicembre. Ma cosa succederà se le località sciistiche saranno costrette ad un secondo confinamento? Riusciranno a superare la perdita di una stagione invernale? «Sarebbe un duro colpo, ma in qualche modo ce la faremo», rivela Nicole. «Il nostro obiettivo è fare andare avanti la Gletschergrotte a tutti i costi». • dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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In pausa forzata, l’après-ski aspetta di rinascere Solidamente ancorato nelle abitudini degli sciatori, l’après-ski festoso contribuisce alla salute economica delle stazioni invernali. Quest’inverno il virus impone un freno, ma gli attori del turismo non prevedono la sua morte a corto termine. Testimonianze a Verbier (VS) e a Villars-sur-Ollon (VD). TESTO JÉRÔME LATHION

«L’après-ski come lo conoscevamo è fermo al palo», ci dice subito Vincent Michellod, originario di Verbier, vicepresidente e municipale del turismo e degli sport nel futuro comune di Val de 20 touring | dicembre 2020 / gennaio 2021

Bagnes (n.d.r.: nato dalla fusione dei comuni di Bagnes e Vollèges). «Questa stagione ci concentreremo sullo sci. L’après-ski sopravviverà in modo codificato, conformemente alle direttive della Confederazione e di Gastrosuisse». A Villars, sul versante vodese delle Alpi, Sergei Aschwanden gli fa eco: «La priorità andrà alla frequentazione delle piste. Se le condizioni sono buone, potremo contare su 15 000, o addirittura 17 000 sciatori al giorno, come nelle annate positive prima della pandemia», spera il direttore dell’associazione turistica della Porte des Alpes (Villars– Gryon–Les Diablerets–Bex). Che relativizza le conseguenze per il suo comprensorio: «A Villars, l’après-ski è un’animazione tra le tante. Se degli

eventi vengono annullati, le ricadute sono meno gravi che per le stazioni che puntano molto, o persino tutto, sull’après-ski».

Bar e club indeboliti Nei due casi ci si preoccupa quindi soprattutto dei ristoranti d’altitudine che, in caso d’apertura, dovranno assicurare il servizio nel rispetto delle norme sanitarie. Mentre per le strutture di tipo bar/club nei villaggi, la cui frequentazione sarà nel migliore dei casi limitata e controllata, la sorte è preoccupante. Ma la situazione è discordante. Sui circa 25 locali che conta Verbier, due hanno già chiuso, «di cui uno molto gettonato sulla Place Centrale. Altri potrebbero aggiungersi», prevede amaramente Vincent Michellod. La situazione risulta meno allarmante per la decina

FOTO ALAMY, COMMUNE DE BAGNES, ÉTAT DE VAUD

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a frase choc è stata pronunciata a fine settembre dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz: «Sì al piacere dello sci, ma senza après-ski!». Blackout dunque, quest’inverno, sulle feste che hanno fatto la reputazione d’Ischgl – «la Ibiza delle Alpi» – e di altre stazioni austriache. Le direttive delle nostre autorità per l’inverno 2020/2021, seppur meno drastiche rispetto a quelle dei vicini austriaci, comportano comunque un duro colpo per le stazioni alpine, che si preparano ad una stagione sciistica calma, in attesa di giorni migliori.


DOSSIER

I momenti di convivialità a lato delle piste e nelle stazioni invernali non possono più mancare.

s’è rivelato illusorio. A questo punto, Sergei Aschwanden vuol credere in una possibile edizione nel marzo 2021. E guarda ancor più «L’après-ski è sempre «Al giorno d’oggi avanti: «Bisogna esistito. Solo che se si scia in maniera dare agli sciatori n’è fatto un business intensa per 3-4 ore, la voglia di tornare in cui dei nuovi attori prima d’approfittare nelle stazioni a fine stagione. Cerne traggono il loro del sole bevendo chiamo un grande profitto» qualcosa» evento capace di riSergei Aschwanden, Vincent Michellod, unire 4000 festivadirettore dell’associazione consigliere comunale (municipale), Porte des Alpes, Villars Verbier lieri con concerti e offerte gastronomiche». Ma per ora il direttore deve accontentarsi di promettere, se possibile, delle animazioni all’aperto più modeste, ESCLUSI GLI ECCESSI nel rispetto delle esigenze sanitarie.

L’après-ski non è morto

di strutture di Villars. «Nessuno ha chiuso e non sono annunciati fallimenti, grazie ad un’estate 2020 migliore rispetto al settore alberghiero», ci dice Sergei Aschwanden. A Villars, come altrove, i raduni festosi dopo una giornata sulla neve hanno una storia. I nostalgici si ricordano le animazioni con musica e bar organizzati dall’Ufficio turistico sulla Place du Marché, dalle 16 alle 20: un complemento apprezzato dopo la chiusura degli impianti. Ogni sera, con il bel tempo, si contavano 500 o più persone. Senza dimenticare la Ski&Snow Fiesta, distribuita su due settimane a fine stagione. Nel marzo 2020 doveva essere proposto il 5° Afterseason Festival, ricco di concerti di musica elettronica. Non ha avuto luogo e il suo rinvio all’autunno

I nostri due interlocutori condividono infatti un credo: l’après-ski non morirà. «La moda è legata ad un cambiamento importante avvenuto nella pratica dello sci. Gli impianti di risalita sono migliorati, i tempi d’attesa diminuiti. «Al giorno d’oggi si scia in maniera intensa per 3–4 ore, prima d’approfittare del sole bevendo qualcosa con gli amici», spiega Vincent Michellod. E un momento conviviale, bevendo qualcosa a lato delle piste – o in paese – è, secondo lui, un fattore importante di coesione: «I monitori e il personale degli impianti si ritrovano con gli sciatori e i turisti all’ora dell’aperitivo, dopo il lavoro. È una comunità intera che fa vivere la stazione in inverno». Ex sportivo d’élite, Sergei Aschwanden da parte sua lancia uno sguardo lucido sul fenomeno, senza moralizzare: «L’après-ski è sempre esistito. Solo che se n’è fatto un business in cui dei nuovi attori ne traggono il loro profitto». Il deputato PLR nel Gran Consiglio vodese si concede una riflessione conclusiva: «Per finire è come con la vendita d’alcolici negli autogrill. Piuttosto che vietare, sarebbe meglio poter contare sulla responsabilità d’ognuno». •

Verbier (3000 residenti annuali e fino a 10 volte di più in alta stagione) e Villars (3500 abitanti e fino a 17 000 sciatori al giorno in caso di buone condizioni) hanno un punto in comune: una numerosa clientela anglofona – pure le scuole internazionali vi contribuiscono –, la cui reputazione «turbolenta» non è più da dimostrare. Eppure, l’inquietudine non è all’ordine del giorno. Se riconosce che gli inglesi hanno «portato movimento nella località», il municipale di Bagnes non ritiene giusto ingigantire la situazione e ricorda che Verbier accoglie ospiti di circa 50 nazionalità. «I giovani sono generalmente sportivi. Se la sera festeggiano, il giorno dopo sciano. Non abbiamo mai temuto degli eccessi inquietanti da parte loro. Del resto, il comune ha un servizio di polizia che funziona e s’è dotato di 43 videocamere di sorveglianza, installate nei punti strategici». Da parte sua, il direttore della Porte des Alpes relativizza pacatamente la situazione a Villars: «La stazione invernale è piuttosto discreta e gli après-ski sono sempre stati tranquilli. Malgrado alcuni eccessi, i comportamenti sono rimasti perlopiù accettabili».

Queste informazioni e dichiarazioni sono state raccolte nel mese di novembre. Sono presentate con riserva di modifiche dovute alla situazione pandemica.

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I custodi della neve Il comprensorio sciistico Engelberg-Titlis pone notevoli sfide agli addetti agli impianti e alla sicurezza degli utenti. Lo sa bene Christoph Bissig che da trent’anni vi lavora come capo piste e soccorso. Nella sua carriera non sono mancati gli incidenti mortali e ha pure dovuto chiudere delle aree sciabili, per fortuna raramente. REPORTAGE FELIX MAURHOFER

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on le sue discese e fiancate ripide il Titlis non è certo una collinetta per sciatori alle prime armi. Ma Christoph Bissig è legato a questo massiccio e al suo ghiacciaio che sta fondendo. Da trent’anni il 60enne si occupa del servizio piste e soccorso nella stazione invernale. Ne conosce ogni centimetro, anche gli angoli più remoti. La metà dei suoi anni l’ha trascorsa qui. Ha vissuto momenti di gioia ritrovando persone disperse e portando in salvo feriti. E altri tragici. Nonostante ne abbia viste tante, Bissig si rattrista pensando a chi non ce l’ha fatta. Spesso, però, sono le stesse vittime a causare l’incidente, sia per imprudenza e incoscienza o perché sopravvalutano le proprie capacità.

L’impegno di chi lavora dietro le quinte Christoph Bissig ha imparato il mestiere dalla gavetta, maturando un enorme bagaglio d’esperienze e conoscenze. Dopo decenni sul campo, lo specialista non perde facilmente la calma. La giornata di lavoro inizia presto la mattina, dopo che i gattisti hanno finito il loro turno di notte. Se non c’è pericolo di valanghe, si parte dall’alto. «Oltre ad esaminare le demarcazioni verifichiamo che non vi siano buche nelle piste o protezioni come reti rotte», spiega

Bissig. Soltanto dopo aver controllato ogni metro – ci vogliono circa 2 ore – ed accertato che sia tutto in perfetto ordine, il responsabile apre le piste che attireranno fino a 8000 sciatori e patiti di sport invernali al giorno.

Esplosioni controllate La procedura è completamente diversa in caso di situazione valanghe cri critica: «Il 70 percento della re regione presenta canaloni» illustra Bissig e spiega la sfida che si trova ad affron affrontare assieme alla sua équipe. Già alle quattro del mattino fanno deto detonare, con comando a di distanza, cariche esplosive

FORMAZIONE IN PIÙ FASI

Il capo piste e soccorso Christoph Bissig durante il controllo delle piste nel comprensorio del Titlis.

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Nelle stazioni di sport invernali non potrebbero mancare i pattugliatori e specialisti del servizio piste e soc soccorsi. Tocca a loro garantire il per perfetto stato delle aree sciabili, della protet segnaletica e delle barriere protettive, prevenire valanghe con l’aiuto di esplosioni controllate, soccorrere ed evacuare i feriti. La formazione viene organizzata dall’Associazione Funivie svizzere (FUS). Sono previsti diversi corsi per l’ottenimento dei brevetti di pattugliatore, conducente di veicoli battipista, specialista in brillamento staccavalanghe, fino alla qualifica di capo piste e soccorso. Nelle stazioni invernali svizzere lavorano circa 2500 specialisti responsabili per circa 7500 chilometri di piste. Gli standard di sicurezza vengono stabiliti dall’associazione FUS e testati ed omologati periodicamente a cura di esperti interni.


DOSSIER

PISTE – FATTORE DI COSTO IMPORTANTE Secondo cifre delle Funivie svizzere (FUS), la gestione piste genera un onere notevole. I relativi costi operativi giornalieri in una stazione invernale di medie dimensioni con ricavi complessivi fino a 25 milioni di franchi si suddividono come segue: 4700 franchi per l’innevamento, 2300 franchi per la sicurezza e 9300 per la preparazione e battitura delle piste. In totale 16 300 franchi per giornata d’esercizio. Con una media di 63 giorni d’apertura i costi per la manutenzione delle piste ammontano ad 1 milione di franchi circa per stagione invernale.

Circa quattro tonnellate d’esplosivo sono necessarie ogni stagione nel comprensorio del Titlis.

da tre cannoni e due torri localizzati sui pendii a rischio. Questi impianti fissi per il distacco artificiale di valanghe facilitano sensibilmente il lavoro di prevenzione. Metodi alternativi sono il tiro da elicottero e teleferiche Catex. Vi sono però zone che richiedono il disgaggio manuale. Per mettere in sicurezza un pendio, team composti da due pattugliatori-artificieri, ovvero con permesso d’uso di cariche staccavalanghe, lanciano 1,5 chili d’esplosivo nei banchi di neve pericolanti. A detta del capo piste, ogni stagione se ne consumerebbe un quantitativo di ben quattro tonnellate.

FOTO FELIX MAURHOFER, DIETMAR STIPLOVSEK (1)

Rischio valanghe Christoph Bissig e i suoi uomini procedono ad esplosioni attivate manualmente.

Il massiccio del Titlis presenta molte zone di distacco valanghe che devono essere disinnescate.

Appena terminata l’ispezione piste ed eseguite eventuali operazioni di distacco valanghe, Bissig e la sua équipe si tengono pronti per prestare soccorso oppure eseguono delle riparazioni. Dopo l’ultimo giro di controllo cedono il posto ai battipista. Durante i lavori di preparazione, le piste sono chiuse perché in manovra i mezzi cingolati possono essere ancorati ad un cavo di acciaio che rischierebbe di ferire gravemente gli sciatori in caso di collisione, spiega Bissig. A proposito, gli è già capitato di dover chiudere l’accesso alle piste? Alcune volte, in seguito a nevicate abbondanti o in primavera, a causa del pericolo di valanghe bagnate. Ma in genere assieme alla sua squadra riuscirebbero ad intervenire in tempo e tenere aperto il comprensorio dice ancora Bissig, visibilmente orgoglioso. • dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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«La nostra è la palestra outdoor più bella» Davide Codoni nutre grandi aspettative per la stagione bianca malgrado la crisi di coronavirus. Nell’intervista il direttore di Swiss Snowsports spiega come le scuole svizzere di sci si stanno preparando ad un inverno fuori dal comune. INTERVISTA DOMINIC GRAF | FOTO DAVID BIRRI

Può dirci in poche frasi in che senso una giornata tipica trascorsa nelle scuole svizzere di sci sarà diversa dagli altri anni?

Davide Codoni: Abbiamo elaborato un piano efficace di protezione per le nostre scuole di sci, convalidato dalle autorità. Ma non sarà questo aspetto, pur importante, che porremo al centro dell’esperienza. Da noi gli ospiti vivranno momenti fantastici sulla neve. Come gli altri anni, anzi di più, non vediamo l’ora di accoglierli. Cosa si aspetta per i prossimi mesi?

Attendiamo grandi cose. Siamo confortati dall’andamento in estate e autunno. Gli ultimi mesi hanno dimostrato che la gente sente il bisogno di muoversi all’aperto. Da noi troveranno la più bella palestra outdoor. E potranno valersi di 7000 maestri di sport sulla neve presso oltre 150 scuole di sci sparse sul territorio. Negli ultimi mesi vi siete preparati ad affrontare un’eventuale seconda ondata di Covid-19?

La seconda ondata è già realtà ed impone a ciascuno un comportamento re-

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sponsabile all’insegna della solidarietà. È in gioco la salute, e la salute ha la priorità assoluta su tutto il resto. La crisi ci impegna in diversi ambiti, dalla gestione del rischio alla collaborazione con gli operatori turistici e l’assicurazione di disoccupazione. Ne abbiamo discusso in maniera approfondita nel quadro della conferenza dei direttori delle scuole, creato una piattaforma interna di scambio ed intratteniamo pure contatti stretti con il settore turistico e sportivo. Quest’inverno è molto probabile la defezione di tanti turisti provenienti dall’estero. Solitamente qual è la loro quota fra gli iscritti alle scuole svizzere di sci?

Gli svizzeri rappresentano il 70 percento. Il numero degli stranieri tende ad aumentare nelle destinazioni affermate a livello internazionale come Verbier, Zermatt, Davos e St. Moritz. Altre sono più orientate alla clientela interna. Date le circostanze contiamo in ogni caso su un’affluenza indigena netta nettamente più elevata rispetto al passato. C’è un limite per una scuola di sci toccato il quale non conviene più restare aperta?

Le scuole di sci sono aziende e come tali operano scelte imprenditoriali che devono prendere in considerazione una serie di parametri quali la redditività, lo sviluppo della domanda, gli investimenti necessari. Il perdurare della crisi coronavirus rischia di causare la chiusura definitiva di singole scuole?

Vi sono sempre scuole che aprono e altre che chiudono, è impossibile opporsi al cambiamento strutturale. La pandemia è però una situazione straordinaria. Lo Stato ha reagito adeguando le condizioni quadro, con crediti Covid-19, indennità per lavoro ridotto, clausola di rigore ecc. Negli ultimi tempi constatate una riduzione di maestri di sci e di snowboard disponibili?

No, finora non avvertiamo una diminuzione di istruttori ed istruttrici di sport invernali. •

«La gente sente il bisogno di muoversi all’aperto» Davide Codoni, direttore Swiss Snowsports


Per il 90° anniversario della fondazione di Swissair nel 1931

„Capitano SWISSAIR“ Ciascun orologio è un pezzo unico Sul retro è riportata la scritta Swissair e il numero di serie individuale.

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Queste leggi modificano le nostre abitudini di guida All’inizio dell’anno entrano in vigore nuove norme della circolazione stradale. Esse riguardano, in egual modo, automobilisti, pedoni e ciclisti e comporteranno un cambiamento delle abitudini nel traffico. Qui di seguito scoprite cosa varrà dal prossimo anno. TESTO DINO NODARI | FOTO FELIX MAURHOFER

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al 1° gennaio cambierà parecchio sulle nostre strade. In autostrada, ai semafori o nelle zone 30 entrano in vigore nuove regole, alcune delle quali erano richieste da anni dal TCS. Ad esempio, sulle autostrade le nuove norme riguardanti il corridoio di soccorso, l’immissione a cerniera e il sorpasso a destra avranno un impatto considerevole sulle nostre abitudini di guida.

In autostrada Ora in autostrada varrà il principio dell’immissione a cerniera. Quindi, se una corsia è chiusa a causa di lavori in corso, gli utenti della strada devono agevolare l’inserimento dei veicoli che circolano sulla corsia chiusa. Ciò dovrebbe evitare che la corsia soppressa venga abbandonata troppo presto, formando così una colonna. La cosiddetta «immissione a cerniera» esiste già da parecchio tempo e viene già adottata da molti automobilisti, ma la novità è che ora c’è una norma di legge che prevede anche delle sanzioni. In futuro sarà anche possibile superare sulla destra altri veicoli in caso di code, traffico rallentato o incidenti, un desiderio da tempo espresso dal TCS. Naturalmente, bisogna continuare a guidare con la dovuta cautela, quindi cambiare corsia per sorpassare e poi reimmettersi sulla corsia originaria.

Una terza modifica riguarda il corridoio di soccorso, che diventa obbligatorio. Ai mezzi con le luci lampeggianti blu deve essere garantito un varco al centro delle corsie di marcia. Sulle autostrade a tre corsie, i veicoli sulla corsia centrale e di destra dovrebbero allinearsi sulla destra, mentre i veicoli sulla corsia di sinistra dovrebbero allinearsi a sinistra. La normale corsia di emergenza non può venire occupata. Inoltre, si dovrebbero attivare al più presto le luci di emergenza per avvertire gli altri utenti della strada. Queste tre misure sono raccomandate da anni dal TCS, per facilitare il lavoro dei soccorritori e usare al meglio l’infrastruttura. Gli utenti della strada che non rispettano le nuove disposizioni saranno multabili.

Nell’abitato Un altro cambiamento riguarda gli assistenti di parcheggio. I conducenti che attivano questo dispositivo non sono più costretti a tenere le mani sul volante durante la manovra. Devono però rimanere vigili e pronti a intervenire ed essere in grado di controllare il proprio veicolo in ogni momento. Il TCS appoggiava questa modifica di legge, in modo che l’automobilista non fosse criminalizzato dall’uso dell’assistente di parcheggio, presente su un numero sempre maggiore di veicoli.

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Cambierà anche la politica dei parcheggi per i veicoli elettrici e per le due ruote motorizzate. È stato infatti creato il nuovo simbolo «Stazione di ricarica» ad uso esclusivo delle auto elettriche. In questo modo, verranno segnalati i posteggi che dispongono di una stazione di ricarica per veicoli elettrici. Ora, tali posteggi potranno essere dipinti di verde, permettendo così agli automobilisti di individuare subito dove c’è una stazione di ricarica. Il TCS consiglia di adattare l’offerta di tali parcheggi all’utilizzo effettivo. Per le bici elettriche veloci, le motociclette e i ciclomotori la sosta nei parcheggi sarà a pagamento se c’è il segnale «Parcheggio contro pagamento».

Ciclisti Un altro cambiamento per le biciclette e i ciclomotori dovrebbe far piacere agli interessati: ora, infatti, sono autorizzati a svoltare a destra con il semaforo rosso, a condizione che sia segnalato espressamente. Un progetto pilota in questo senso ha avuto successo a Basilea. Un’altra novità riguarda i bambini fino a 12 anni, che potranno circolare in bicicletta sul marciapiede quando non ci sono piste o corsie ciclabili. Oggi possono farlo solo i bambini in età prescolare. Sebbene possano insorgere dei conflitti con i pedoni, il Consiglio federale

è convinto che questa norma contribuisca a prevenire gli incidenti. Il TCS raccomanda comunque di circolare sul marciapiede solo a passo d’uomo e di indossare il casco. Inoltre, nelle Zone 30 si potranno installare nuovi segnali indicanti che il diritto di precedenza da destra non si applica. Così, in futuro sarà possibile allestire piste ciclabili con diritto di precedenza.

Patente di guida Dal 2021 i giovani potranno ottenere la licenza di allievo conducente (categoria B e BE) già a partire dai 17 anni d’età, ma dovranno seguire un apprendimento di 12 mesi se non hanno ancora compiuto 20 anni. Con questa modifica la Confederazione spera in una maggiore esperienza pratica e più sicurezza nella circolazione stradale. Per i giovani nati tra il 2001 e il 2003, il cambiamento ha come conseguenza che devono darsi da fare subito, perché chi ottiene la licenza di allievo conducente prima del 31 dicembre non deve passare attraverso la fase di apprendimento di un anno. I giovani del 2003 che ottengono la licenza di allievo conducente entro il 31 dicembre 2021, possono guidare già a 17 anni e non devono neppure completare 12 mesi di apprendimento. Non sarà, però, possibile sostenere l’esame di guida prima del 18° compleanno. ◆


MOBILITÀ

ALTRE MODIFICHE

Dal gennaio 2021 i bambini fino a 12 anni potranno circolare in bici sui marciapiedi.

La velocità massima ammessa per i veicoli a motore leggeri con rimorchio fino a 3,5 tonnellate viene aumentata da 80 a 100 km/h, purché sia il veicolo che il rimorchio siano omologati per circolare a tale velocità. Inoltre il Consiglio federale ha abrogato il divieto di servire e vendere bevande alcoliche nelle aree di servizio autostradali contemplato nell’Ordinanza sulle strade nazionali. Un’altra modifica riguarda i camion d’epoca, che continueranno ad essere soggetti a divieto di circolazione notturna, ma che adesso potranno circolare la domenica.

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MOBILITÀ

Un villaggio attacca la spina La Renault ha equipaggiato con una dozzina di Zoé un piccolo comune nei Pirenei. Per tre anni, si testerà sul campo se un’automobile elettrica al 100 percento sia adatta all’uso quotidiano anche nelle regioni più isolate. TESTO JULIANE LUTZ

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ves Huet confessa di non essere un grande appassionato di auto. Per lui una vettura rimane essenzialmente un mezzo per andare da A a B. «Finora non sono stato fedele a nessuna marca né ho avuto preferenze in fatto di propulsione o colore», ammette il sindaco di Appy, contattato per telefono. Eppure, la Zoé è riuscita ad entusiasmarlo: «È un’auto semplice con una buona autonomia. E in montagna la frenata rigenerativa è molto utile».

Un continuo saliscendi Appy è un tipico borgo di montagna come ce ne sono tanti in Francia. È venuto alla ribalta perché è il primo ad aver adottato una mobilità 100 percento Con il bel tempo il test procede a meraviglia. Manca ancora la prova dell’inverno.

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elettrica. Per i prossimi tre anni i cittadini del piccolo villaggio nel dipartimento dell’Ariège testeranno la nuova Renault Zoé e condivideranno le loro esperienze con il marchio. Protagonisti i 25 abitanti, fra famiglie con bambini piccoli, coppie di mezz’età e pensionati, ognuno con esigenze diverse. Ad accomunarli una necessità, ovvero che dell’auto non possono fare a meno: la panetteria più vicina si trova a 15 chilometri, il supermercato a 20, il liceo a 25 e l’ospedale a ben 40 chilometri di distanza. L’autonomia fino a 395 chilometri garantita dall’elettrica della Losanga bestseller in Europa doLa Zoé piace anche al sindaco Yves Huet, che di auto si interessa poco.

vrebbe quindi bastare per soddisfare i bisogni di mobilità di tutti. Altro fattore, la topografia del luogo. Appy si trova a 1000 metri d’altitudine, il che può essere una sfida per il motore. «Le condizioni ci sono parse ideali per verificare l’idoneità all’impiego quotidiano e la polivalenza di un veicolo interamente elettrico»,


IL CONSULENTE dichiara il portavoce della casa trans­ alpina Yann Chénot. E sfatare qualche preconcetto persistente contro la svolta verso la mobilità elettrica.

FOTO ALD

Fino a 5000 km senza guasti Dal 4 luglio gli undici nuclei familiari hanno a disposizione una Zoé, identica salvo per il colore che potevano scegliere secondo i loro gusti. Ove possibile, la Renault ha fornito dispositivi di ricarica a domicilio (colonnina/wallbox), oltre ad installare una stazione di rifornimento pubblico. Il progetto, che il costruttore svolge in cooperazione con l’agenzia francese Publicis, è impostato su tre anni. Le prime reazioni sarebbero molto posi­ tive, confermano a Boulogne­Billancourt: «Gli utenti non finiscono di essere sor­ presi dalle prestazioni e dal comfort of­ ferto dalla piccola elettrica», riferisce Yann Chénot. Gli fa eco il sindaco. Gli abitanti sarebbero molto soddisfatti. «Da inizio luglio fino ad oggi tutti hanno per­ corso in media tra i 4000 e i 5000 chilo­ metri. La Zoé affronta senza problemi le pendenze e finora non si sono avuti gua­ sti». Resta da vedere se i suoi compaesani si saranno convertiti all’elettrico e quanti decideranno di acquistare la Zoé al ter­ mine della sperimentazione. Dipende dalla situazione personale e dalle possi­ bilità economiche di ciascuno. «Certo, è un modello molto parsimonioso nell’im­ piego, ma costa più di altre utilitarie con­ venzionali, e il prezzo non è alla portata di tutti», spiega Huet. E per il momento anche la meteo è stata benevola. È ora curioso di vedere come se la caverà la Zoé d’inverno, su strade tortuose coperte di neve e ghiaccio. • Il progetto di Appy è voluto dalla Renault per confutare le argomentazioni contro una svolta verso la mobilità elettrica.

Animali in auto: come trasportarli Gli amici a quattro zampe ci accompagnano anche in auto, talora senza essere assicurati a dovere. Cosa dice la legge e a quali sanzioni va incontro chi guida con Fido accanto o con il micio coricato sul cruscotto? TESTO URS-PETER INDERBITZIN

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l Codice stradale non contiene prescrizioni di sicurezza speci­ fiche per il trasporto di animali in auto. Il Tribunale federale ha però stabilito in una sentenza che risale a quasi dieci anni fa le dispo­ sizioni applicabili nella fattispecie. Allora aveva confermato la multa di 300 franchi inflitta ad un auto­ mobilista dalle autorità argoviesi che aveva circolato con un gatto rannicchiato sul cruscotto fra vo­ lante e parabrezza e che gli intral­ ciava la visuale. Nella loro sen­ tenza, i giudici di Losanna hanno sancito che l’uomo aveva violato la norma che prescrive di collocare il carico in modo sicuro.

Animali considerati «carico trasportato» Fatto salvo il trasporto a titolo commerciale nonché con veloci­ pede e moto, la giurisprudenza non si pronuncia esplicitamente sul trasporto animali. Né il Codice della strada né la Legge sulla pro­ tezione degli animali contiene spe­ cifiche norme al riguardo. Al tra­ sporto di cani, gatti, uccelli ed altri animali domestici si applica per analogia l’articolo 30 della Legge federale sulla circolazione stradale il quale prevede che il ca­ rico deve essere collocato in modo che non sia di pericolo né di osta­ colo ad alcuno e che non possa ca­ dere. Inoltre il conducente deve provvedere affinché non sia osta­ colato nella guida, ad esempio che non sia compromessa la visibilità.

Il modo più sicuro per viaggiare con cani e gatti – sia per loro sia per le persone – sono i trasportini (gabbie). Non è però sanzionabile chi trasporta un cane abituato a rimanere tranquillo sul divanetto o nel vano portabagagli di una sta­ tion wagon, purché non disturbi o metta a rischio nessuno.

Pallottola vagante Per evitare che possa trasformarsi in pericolo per gli occupanti in caso d’incidente è consigliato al­ lacciare il cane sul sedile poste­ riore con apposita imbracatura che s’attacca alle cinture di sicurezza o trasportarlo nel portabagagli della familiare utilizzando una rete di­ visoria. Chi trasporta un animale non assicurato correttamente e viene coinvolto in una collisione rischia la riduzione delle presta­ zioni assicurative per grave negli­ genza del conducente. Crash test a velocità di 50 km/h mostrano che un cane di 20 chili non saldamente assicurato vola attraverso l’abita­ colo come un proiettile sprigio­ nando una forza di oltre mezza tonnellata. Guidando in modo previdente la gita sarà più gradevole per l’ani­ male. Brusche frenate ed accelera­ zioni vanno evitate. Uno stile calmo e difensivo riduce lo stress non solo per il conducente e i pas­ seggeri, ma anche per il quadrupede. Inter­ calate delle soste fre­ quenti per far muo­ vere il cane. •

La sentenza (6B_894/2010) mette in chiaro che gli animali non de­ vono peraltro essere allacciati con le cinture, obbligo che si URS-PETER riferisce esclusivamente INDERBITZIN agli occupanti il veicolo, cioè al conducente e ai consulente giuridico passeggeri.

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Private Selection Hotels & Touring Club consigliano due offerte esclusive: SÖND WÖLLKOMM!

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L'Appenzello si trova tra l'Alpstein e il Lago di Costanza, in una zona pittoresca, caratterizzata da colline vellutate e case dai colori vivaci. Numerosi sentieri escursionistici, piste ciclabili e la ferrovia dell'Appenzello conducono a luoghi romantici. Sorgenti limpide sgorgano dalla roccia e dal terreno, l'aria è fresca e pura. L'hotel a 4 stelle superior Hof Weissbad, situato direttamente ai piedi dell'Alpstein, è il luogo ideale per rilassarsi, vivere, divertirsi o semplicemente per essere. Qui incontrerete persone simpatiche, la maggior parte delle quali provenienti dall'Appenzello - maliziose, comopolite e divertenti.

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MOBILITÀ

Nez Rouge si ferma nel 2020 Stop al servizio di accompagnamento per chi non se la sente di rientrare da solo al volante della propria auto: dopo trent’anni Nez Rouge deve lasciare a casa i suoi volontari, ma si organizza già per il futuro. TESTO DINO NODARI

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uest’anno tutto è diverso dal solito. Anche consuetudini ormai assodate come quella di farsi ricondurre gratuitamente a casa da un autista di Nez Rouge dopo un aperitivo in ditta o una cena fra amici o in famiglia. Da trent’anni, l’azione svolta da privati a titolo volontario contribuisce a prevenire incidenti ed aumenta così la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Nel solo mese di dicembre 2019 sono intervenuti 10 000 volte. «La pandemia da Covid-19 pone Nez Rouge di fronte ad una situazione inusitata e ci costringe purtroppo a sospendere il servizio», dichiara Christel Sommer, responsabile della segreteria di Nez

Rouge. Ribadisce però l’importanza di sensibilizzare gli automobilisti sui pericoli della guida in stato d’ebbrezza: proteggetevi, organizzate per tempo come rincasare dopo una bicchierata, decidete in anticipo chi guiderà, chiamate qualcuno per farvi portare a casa, prendete un taxi o i mezzi pubblici oppure rimanete a dormire sul posto, questo il messaggio in vista delle feste di fine anno.

Una grande famiglia È presto per dire se Nez Rouge riprenderà l’attività l’anno prossimo e in quale forma. «Dipenderà da come evolverà la pandemia da Covid-19 dopo l’inverno» afferma Christel Sommer. Per il momento il futuro sarebbe

pieno di incognite sia per la loro organizzazione, sia per i Cantoni e la Confederazione. «Nell’ipotesi che l’emergenza rientri vorremmo di nuovo regalare le nostre prestazioni nel 2021» questo l’auspicio di Nez Rouge. Sommer tiene a sottolineare che oltre all’impegno a favore della sicurezza stradale, per loro riveste grande importanza anche l’aspetto sociale. «I volontari sentirebbero molto la mancanza dei contatti umani se non potessero ritrovarsi l’anno prossimo. Per migliaia di loro, Nez Rouge è come una grande famiglia».

Crowdfunding Il coronavirus spinge la digitalizzazione, anche di Nez Rouge. La sezione di Zurigo

starebbe infatti sviluppando un software per la gestione volontari, il coordinamento e il controllo dei passaggi fruibile da tutte le sezioni. L’obiettivo è metterle in rete e permettere loro di collaborare e trattare le richieste tramite smartphone, eliminando così ampiamente la carta. Quattro sezioni avrebbero dovuto introdurre il nuovo programma già quest’anno. A Zurigo era poi previsto di raccogliere i fondi necessari per finanziare il progetto distribuendo dei volantini. I costi della pianificazione e realizzazione sono stimati in oltre 100 000 franchi, somma che la sezione spera ora di poter raccogliere mediante una campagna di crowdfunding. ◆

KEYSTONE–SDA

La mascotte Rudolph incita gli automobilisti a comportarsi in maniera responsabile.

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Scorciatoie nelle montagne L’incertezza legata al coronavirus fa sì che sempre più svizzeri decidano di trascorrere le vacanze nel proprio Paese o nelle nazioni limitrofe. Nel periodo in cui i passi vengono chiusi, i treni auto permettono di guadagnare tempo prezioso per attraversare le Alpi.

Sei servizi di treni navetta sono disponibili in Svizzera.

TESTO ALINE BEAUD

U

na volta inserita la prima, tirato il freno a mano e regolato la radio sulla frequenza 88,2 MHz, il tragitto a bordo del treno nella galleria del Lötschberg può aver inizio. I bambini spalancano gli occhi nel corridoio oscuro, alla ricerca di un qualsiasi punto di riferimento, mentre gli adulti approfittano della pausa nell’abitacolo della loro vettura. Quindici minuti più tardi, eccoli arrivati sull’altro versante della montagna; a passo d’uomo scendono dal treno e proseguono poi il loro

viaggio su quattro ruote. Pratico, rapido e sicuro.

Sei servizi In Svizzera esistono 6 servizi di treni navetta per coloro che desiderano caricare il proprio veicolo su un treno e attraversare così le alpi. Se la maggior parte delle compagnie propone un’offerta tutto l’anno, il tragitto Kandersteg– Iselle (I) della BLS è aperto solamente da marzo a ottobre, mentre quello tra Andermatt e Sedrun è disponibile durante la chiusura del passo dell’Oberalp, ossia da novembre a metà maggio circa.

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Le compagnie vendono i biglietti online e, sulle linee Kandersteg–Goppenstein e Briga–Iselle, viene proposto anche uno sconto per i veicoli di peso inferiore a 3,5 t e con un massimo di 9 posti. Per la linea della Vereina, i ticket devono essere acquistati in loco, dei biglietti online dovrebbero essere disponibili dalla prossima stagione invernale. I prezzi sono sempre intesi per veicolo, conducente e passeggeri compresi. Per determinare la categoria del veicolo fa stato la licenza di circolazione. Per quanto riguarda le prenotazioni, sono

obbligatorie sulle linee Kandersteg–Iselle e Andermatt– Sedrun. Le altre offerte funzionano secondo il principio «primo arrivato, primo servito».

Frequenza Gli orari dettagliati sono disponibili sui siti internet delle diverse compagnie, che informano pure sulle condizioni del traffico, ma va detto che la maggior parte opta per una cadenza oraria regolare durante la giornata. Ad esempio, per la linea della Furka (Realp–Oberwald), il servizio è proposto ogni 60


MOBILITÀ

minuti in giornata dal martedì al giovedì e ogni 30 minuti dal venerdì al lunedì.

Su due ruote

Imbarco facile I servizi combinati strada-rotaia sono semplici e rapidi. Un momento di pausa apprezzato prima di riprendere la strada.

Ciò vale anche per il servizio della Furka, dove i ciclisti devono prendere i treni regionali dal dicembre 2020, mentre i motociclisti viaggiano nella parte anteriore del treno. Siccome tra Andermatt e Sedrun il servizio è in funzione solo nella stagione fredda, il trasporto non è per ovvi motivi proposto a ciclisti e motociclisti.

Occorre contare circa 5 minuti per caricare la propria auto sul vagone (calcolate una quindicina di minuti per Kandersteg–Iselle). Per contro, le moto e le bici devono essere pronte 15 minuti prima della partenza (o addirittura 30 minuti per la tratta Kandersteg– Grandi dimensioni I camper e le roulotte possono Iselle). Il conducente e i pasutilizzare senza problemi cinseggeri di un’auto restano que delle offerte di treni auto. seduti nel veicolo, coi finePrima della partenza vale strini chiusi, durante il traperò la pena informarsi sulle gitto. I ciclisti e i motociclisti dimensioni e il peso ammessi viaggiano a bordo della cardalle diverse compagnie, inrozza pilota sulle linee della BLS. Su quella della Vereina, i formazioni che sono disponibili online. Il trasporto da motociclisti (min. 80 km/h) restano seduti sul loro veicolo Andermatt a Sedrun è possibile unicamente per i veicoli durante il tragitto. Mentre i ciclisti (bici normali o elettri- con un peso fino a 3,5 tonnelche), sono invitati a prendere late e che misurano al masil treno tra Klosters Platz e La- simo 2,5 metri d’altezza e 2,3 metri di larghezza. • vin, rispettivamente Susch.

FOTO SWISS-IMAGE.CH/ANDY METTLER (2), BLS

Panoramica delle diverse offerte di treni auto Denominazione Tratta

Orari*

Lötschberg

Kandersteg (BE)– Goppenstein (VS)

Lötschberg

Kandersteg (BE)– Iselle (I)

Sempione

Briga (VS)–Iselle (I)

lu – ve mezzogiorno: 15 minuti 2 treni ora/direzione ve mezzogiorno – do: 3 treni ora/direzione finesettimana tra Natale e Pasqua: 7 treni per ora e direzione servizio estivo da 60 minuti marzo a ottobre offerta molto limitata (v. orari online) ogni 90 minuti 20 minuti

Furka

Realp (UR)– Oberwald (VS)

Oberalp

Vereina

Durata

ma – gio: 1 treno per 20 minuti ora e direzione ve – lu: 2 treni per ora e direzione Andermatt (UR)– servizio invernale da 50 minuti Sedrun (GR) novem. a metà maggio da 2 a 3 treni per giorno e direzione Klosters Selfranga (GR) 2 treni per ora 18 minuti –Sagliains (GR) e direzione

Prezzo del biglietto singolo auto** da 25 fr. moto da 50 cm3: 19 fr. bici/moto***: 10 fr.

Azienda e anno di entrata in funzione BLS, 1960

Utilizzo

prenotazione obbligat. auto**: 98 fr. moto da 50 cm3: 65 fr. bici/moto***: 38 fr. auto**: da 24 fr. bici/moto: 15 fr. auto**: 27 fr. (33 fr. da ottobre a fine maggio) moto da 50 cm3: 20 fr. moto***: 12 fr. prenotazione obbligatoria auto**: 65 fr.

BLS, 2000

ca. 10 000 veicoli all’anno

BLS, la BLS ha ripreso il servizio nel 2017 MGB, 1982

ca. 167 000 veicoli all’anno ca. 230 000 veicoli nel 2019

MGB, 1982

ca. 1840 veicoli nel 2019

auto**: 34 fr. (39 fr. da dicembre a fine aprile) moto: 21 fr. (22 fr. da dicembre a fine aprile)

RHB, 1999

ca. 529 000 veicoli nel 2019

ca. 1,1 milioni di veicoli all’anno

* Gli orari sono presentati a titolo indicativo e possono variare in funzione del traffico, delle condizioni meteo ecc. Informazioni dettagliate sui siti internet degli operatori. ** veicoli a motore fino a 3,5 t / max. 9 posti *** moto fino a 50 cm3 di cilindrata

dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

33


Brutta sorpresa? La TCS Protezione giuridica privata viene in Suo aiuto. A volte un’offerta sembra cosÏ allettante che deve coglierla subito. Ma cosa succede se qualcosa va storto? In questi casi un buon consiglio può costare molto caro. Si protegga subito come consumatore, lavoratore, locatario o paziente con la TCS Protezione giuridica privata.

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SALUTE

Micro-sonno: cosa è e come comportarsi TESTO SANDRA EGLI

Quando si parla di micro-sonno? Daniel Brunner: Non è un termine scientifico e non ha una chiara definizione. Nel linguaggio corrente e sulla stampa viene spesso usato per descrivere la tendenza ad addormentarsi involontariamente o per un breve sonno che si conclude con uno stimolo al risveglio. Da cosa si distingue il micro-sonno? Indipendentemente dalla durata del «micro-sonno», la maggior parte delle persone si accorge di essersi addormentata solo perché si sveglia di soprassalto. In una posizione corporea rilassata con la testa sostenuta, spesso non ci se ne accorge nemmeno.

Anche quando ci si addormenta normalmente, ad occhi chiusi, è come se si facesse un breve tuffo da cui ci si risveglia ogni volta per alcuni secondi fino a raggiungere uno stato di sonno stabile dopo pochi minuti. È necessario un accertamento medico se si ha una persistente stanchezza diurna? Se la stanchezza interferisce con la vita quotidiana se ne deve discutere con il medico di famiglia. Mentre la stanchezza può avere varie cause di natura medica (ormoni, infezioni, fenomeni di carenza, psiche, disturbi del sonno, dolori ecc.), una maggiore tendenza ad addormentarsi è quasi sempre associata a disturbi del sonno-veglia.

Come si stabilisce che si tratta solo di privazione del sonno? Chiunque riesca a dormire più a lungo quotidianamente e lo faccia nei giorni di riposo, è con molta probabilità privato del sonno. La prova definitiva è fornita da una fase di test di due settimane con un sonno prolungato di 60–120 minuti al giorno. Se la sonnolenza e la stanchezza diminuiscono, si dorme semplicemente troppo poco. Cosa fare se si nota che ci si stanca sempre più alla guida? Non si dovrebbe mai guidare un veicolo se si ha una notevole tendenza ad addormentarsi. In caso di sonnolenza, è necessario fare urgentemente una pausa. Un periodo di riposo di 10–15 minuti è molto efficace se la pausa ad occhi chiusi sul sedile dell’auto è seguita dall’assunzione di una bevanda tonificante. • Quali argomenti inerenti alla salute vi interessano? Mandateci i vostri desideri a: med@tcs.ch

DANIEL BRUNNER responsabile Centro medicina del sonno Hirslanden

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TECNICA

TOYOTA YARIS 1.5 HYBRID PREMIERE EDITION

Più che mai

cittadina

Rifiniture in crescita I materiali utilizzati sono più pregiati.

E3 cil. 1.5 benzina + elettrica, 116 CV combinati W5,1 l/100 km (auto del test), etichetta energia A Vautonomia: 708 km kpeso: 1227 kg (auto del test) P11,3 s da 0 a 100 km/h L31 500 fr. La Toyota Yaris, quarta generazione, brilla nel traffico urbano, dove la riuscita tecnologia ibrida e i consumi ridotti fanno meraviglie. Un’auto che emerge anche per l’ampio ventaglio di sistemi di assistenza forniti di serie.

Consumo moderato/autonomia Piacere della guida urbana Buona andatura/riprese consistenti Comportamento preciso rassicurante Dotazione di sicurezza completa

TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER

Notevole il display head-up Servizi gratuiti 6 anni/60 000 km

36 touring | dicembre 2020 / gennaio 2021


P Ibrida affermata Modalità elettrica e termica operano in buona armonia.

SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO

Tagliata per la vita di città La Toyota Yaris Hybrid eccelle nel traffico d’agglomerato.

Toyota Yaris 1.5 Hybrid Premiere Edition: 5 porte, 5 posti; 31 500 fr. Gamma: dalla 1 l Active, 72 CV (17 900 fr.) alla 1,5 l Hybrid Premiere Edition, 116 CV (31 500 fr.) Opzioni (modelli base): vernice metallizzata (690 fr.), navigatore (990 fr.), parcheggio automatico (1500 fr.), audio JBL, display head up (1400 fr.) Garanzia: 3 anni di fabbrica, 5 anni sistema ibrido; 3 anni assistenza; garanzia anticorrosione: 12 anni (condizioni) Importatore: Toyota AG, 5745 Safenwil, toyota.ch DATI TECNICI Motore: 3 cilindri, 1,5 l benzina 91 CV, sincrono 80 CV, 141 Nm, 116 CV combinati; batteria ioni di litio; cambio CVT, trazione anteriore Peso: 1227 kg (auto test), totale ammissibile 1615 kg, carico rimorchiabile 450 kg

70%

Rumorosità ad andatura autostradale 150 cm

Cambio CVT poco piacevole Relativa rigidità (ruote da 17”) Salite di giri soffocate Accessibilità posteriore ristretta Raggio di sterzata mediocre/visibilità Grande leva del cambio obsoleta

passo 256 cm lunghezza 394 cm larghezza 175 cm bagagliaio: 286–768 litri pneumatici: 205/45R17, min. 185/65R15

ioniera delle city-car ibride, la Toyota Yaris IV rivaleggia senza timore con le motorizzazioni classiche, anche in tema di prezzo. Al di là della potenza aumentata che raggiunge i 116 CV, l’associazione del 1,5 l benzina e del motore sincrono da 80 CV esprime tutto il suo talento nella guida urbana. La partenza avviene strettamente in modalità elettrica e il sistema riesce a trarre il meglio dalle due motorizzazioni nella massima discrezione. Anche il 3 cilindri non eccede mai in fatto di rumore. L’unico neo sta nella brevità delle fasi di guida puramente elettrica. Sia quel che sia, i consumi di questo sistema propulsivo sono bassi con una media di 5,1 l/100 km durante il test. L’obiettivo è raggiunto.

Per giunta, questa Yaris, alimentata da una batteria agli ioni di litio più potente, eroga solide riprese non appena si evade dalla città. Davvero gradevole nella guida quotidiana. Al contrario, il 3 cilindri a ciclo Atkinson non ama le salite di regime vivaci e sembra raggiungere il limite appena lo si sollecita a fondo. Non è peraltro questa la filosofia della Yaris. Peccato, perché il telaio abbassato, che si allarga anche di 5 cm pur rimanendo compatto, si rivela nettamente più ludico. Il treno anteriore si iscrive perfettamente nelle curve, sostenuto da uno sterzo preciso e consistente. Un’agilità di buon auspico per la sportiva Yaris GR.

Ambiente rilassato La quarta generazione diventa anche più sfrontata esibendo forme rielaborate che evocano i manga nipponici. Questa giapponese «made in France» cura anche la sua presentazione interna. La plancia di bordo dai tratti più elaborati adotta un rivestimento in schiuma – inedito su una city-car Toyota – e un velluto innovativo che riveste le portiere. Apprezzabili anche i sedili sportivi tanto eleganti quanto comodi di questa versione Premiere Edition. Unico neo, l’ammortizzamento è rigido a bassa velocità e la rumorosità piuttosto importante ad andatura autostradale. Senza contare che il 3 cilindri si mette a rombare alla minima salita. Una cittadina per paesi pianeggianti. La Yaris dispone comunque di una serie impressionante di aiuti alla guida, a cominciare dal regolatore adattivo. Meglio ancora, questa versione è dotata di un display «testa alta» che proietta numerose informazioni a colori. Una qualità degna dell’alta gamma. • dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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TECNICA

TCS MoBe: Andrea Scuderi

DINAMICA DI COMPORTAMENTO

COSTI DEI SERVIZI

Accelerazione (0–100 km/h) : Elasticità1: 60-100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 120 km/h:

Servizi gratuiti 6 anni/60 000 km. Poi: (km/mese) ore mano d’opera (fr.)2 15 000/12 1,2 305.– 30 000/24 2,1 574.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 13,1 3996.–

1

11,3 s 6,5 s 7,8 s 10,9 m 34,5 m 61 dBA 71 dBA

COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km fr./mese fissi variabili 15 000 55 449.– 239.– 30 000 37 449.– 478.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS) TCS ASSICURAZIONE AUTO premio annuo3:

635.–

CONSUMO AL BANCO DI PROVA

Quasi invariato, lo spazio sul divano.

ciclo fabbrica WLTP Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2 Etichetta energia (A–G):

misto 4,3 l/100 km 98 g/km 174 g/km A

CONSUMO DEL TEST 5,1 l/100 km serbatoio: 36 litri

autonomia: 708 km

1 i valori misurati dipendono molto dallo stato di carica della batteria. 2 incl. materiale 3 esempio di offerta per un socio TCS 36enne, domiciliato a Berna, responsabilità civile e casco totale, chilometraggio annuo 10 000 km, garage coperto, premio annuo senza spese.

il video del test

Capacità corretta vista la compattezza dell’auto. Che look! Il gruppo ottico e la fascia luminosa del portellone.

tcs.ch/ portale-video

Toyota Yaris Hybrid in dettaglio CARROZZERIA Allargata e abbassata, la carrozzeria presenta tratti «nipponizzanti», quali le prese d’aria scolpite. Quasi invariato, lo spazio dietro è dignitoso vista la compattezza dell’auto. L’accesso soffre dell’angolo di apertura ridotto delle portiere. Il bagagliaio cubico rimane nella fascia inferiore del segmento. ABITACOLO La qualità percepita è in progresso, ad immagine del rivestimento in schiuma della plancia di bordo. Quest’ultima è organizzata su due livelli e include uno schermo tattile da 8”. Oltre allo schermo multifunzione del cockpit, il tutto è completato da un display head-up a colori che fornisce diverse informazioni a grandi caratteri. COMFORT Degni di nota soprattutto i sedili sportivi in pelle e tessuto comodi e dal buon sostegno dorsale. Per il resto, l’ammortizzamento con ruota da 17” è abbastanza rigido in città, mentre in autostrada l’auto si rivela relativamente rumorosa. PREZZO-PRESTAZIONI La Yaris è ben messa, anche se i prezzi sono in aumento. La dotazione è generosa e pure innovativa, a dipendenza delle 6 versioni proposte. Il regolatore adattivo è di serie e la maggior parte dei modelli include tutte le dotazioni per il comfort. Si aggiungono la gratuità della manutenzione per 6 anni o 60 000 km. COMPORTAMENTO Baricentro abbassato e ripartizione delle masse ottimizzata si traducono in un comportamento stabile molto rassicurante. Il treno anteriore affronta le curve con precisione, lo sterzo è consistente e la frenata è dotata di mordente. MOTORE E TRASMISSIONE Il motore benzina da 1,5 l e il motore sincrono operano in buona armonia in città e offrono riprese solide. Peccato che le fasi puramente elettriche siano corte e il CVT faccia rombare il 3 cilindri, di base piuttosto discreto, alla minima salita. CONSUMO Con la sua tecnologia ibrida affermata, la Yaris durante il test si è accontentata di 5,1 l/100 km. Molto sobria in città. SICUREZZA La notevole dotazione di serie comprende inediti airbag centrali, il riconoscimento della segnaletica, il regolatore ACC e il mantenimento attivo della corsia. Sistemi di assistenza che funzionano bene. Frenata efficace.

38 touring | dicembre 2020 / gennaio 2021

CREDITS: con la gentile partecipazione della modella di fortuna Chantale Hofer.

CHECK-UP TCS


Una patch con una riproduzione della Patrouille Suisse del pittore Wilfred Hardy e altre ugualmente fantastiche con motivi ritraenti il Tiger, tutte in stile vintage, risaltano sulle maniche di questo giubbotto classico da aviatore

Autorizzato ufficialmente ✯ Realizzata a mano in vera pelle ✯ Quattro patch sulle maniche ✯ Con logo ricamato sul petto

✃

Dal 1964 il nome “Patrouille Suisse” si identifica con alcuni dei valori tipici elvetici come: precisione, dinamismo e sicurezza. Affidabile come un orologio svizzero, la squadriglia acrobatica disegna nel cielo le sue figure da oltre 55 anni, imprese che l’hanno resa famosa a livello internazionale. Che la indossi in occasione della prossima esibizione della Patrouille Suisse, o semplicemente perché Le piace, la giacca di pelle di The Bradford Exchange con una patch della Patrouille Suisse di Wilfred Hardy è un capo che si contraddistingue per il suo stile di tendenza e Le permette di decollare in qualsiasi momento. L’articolo è realizzato come una classica giacca da aviatore e trasmette un‘avventurosa sensazione vintage. Prodotto a mano in resistente vera pelle marrone, presenta un colletto staccabile in finta pelliccia d‘agnello ed è elegantemente decorato da ricami sul petto e quattro patch sulle maniche. La fodera interna è impreziosita da autentici disegni tecnici di un F-5E Tiger II. In totale sei tasche esterne garantiscono un‘elevata usabilità: sulla parte frontale due chiuse da cerniera e due con patta applicata, più due aggiuntive laterali. Disponibile nelle taglie maschili M, L, XL e XXL. Il Certificato di Autenticità allegato attesta l‘unicità di questo giubbotto stile aviatore. Ordini oggi stesso la Sua esclusiva giacca di pelle “Commander”! Prezzo: Fr. 299.90 o 3 rate mensili di Fr. 99.95 (+ Fr. 11.90 spedizione e servizio) VC20-007.01 Garanzia di Reso con validità di 30 giorni

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Trattamento dei dati personali: Trova informazioni dettagliate sulla protezione dei dati alla pagina www.bradford.ch/datenschutz. La società The Bradford Exchange non Le invierà alcuna offerta per e-mail, telefono o sms. Può modificare sempre, in ogni momento, le Sue preferenze di contatto, mettendosi in comunicazione con noi all’indirizzo o al numero di telefono indicati a lato. Qualora non volesse più ricevere le nostre proposte neanche per lettera, La invitiamo a comunicarcelo via telefono, e-mail o tramite lettera.


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TECNICA

Prevenire la panne

Prestar attenzione Le batterie sono sottoposte ad un processo di invecchiamento. Controllarne regolarmente lo stato.

Principale causa di panne, la batteria è messa a dura prova fin dai primi freddi. Bisogna quindi prendersene cura e stare attenti ai segnali premonitori di un accumulatore che giunge a fine vita.

CONSIGLI DEL TCS

TESTO MARC-OLIVIER HERREN | TECNICA RETO BLÄTTLER | FOTO EMANUEL FREUDIGER

I

mmancabilmente la batteria è al primo posto delle statistiche delle panne del TCS, con un’incidenza attuale del 37%. L’attenzione va aumentata in inverno, stagione dove viene sollecitata maggiormente. Inoltre, l’accensione del motore richiede più energia perché il freddo aumenta la viscosità dell’olio, e parallelamente, riduce la carica. Ricorderemo anche che la batteria è soggetta ad un processo di invecchiamento. Non di rado va sostituita dopo cinque anni. Segnali premonitori permettono di identificare una batteria lacunosa. Bisogna ad esempio inquietarsi se il motorino d’avviamento gira più lentamente oppure tende a incepparsi. Stesso discorso se la luminosità delle spie del cruscotto affievoliscono. Poli corrosi indicano, d’altro

canto, che la tenuta stagna non è più ottimale. Sulle auto dotate di sistema start-stop, un sensore verifica lo stato della batteria. Se il sistema non funziona più, neppure dopo un lungo tragitto, allora significa che verosimilmente la batteria sta raggiungendo la fine della vita.

Verificare la carica La tensione, che viene segnalata sul cruscotto prima di partire, fornisce una prima indicazione in merito allo stato della batteria. Ma di principio è bene farla verificare in un’officina specializzata. Bisogna precisare che una batteria usata non è più in grado di accumulare molta energia. In caso di frequenti tragitti brevi e uso intenso del riscaldamento, è raccomandabile ricaricare la batteria almeno una volta al mese. Per non

essere sempre costretti ad aprire il cofano, esistono degli adattatori. Essi sono avvitati sulla batteria e i cavi raggiungono la calandra, dove basterà allacciare il caricatore. Nel caso di batterie ad elevate prestazioni EFB e AGM, ci si dovrà assicurare anche che il caricatore sia compatibile con la tecnologia start-stop. L’ideale è utilizzare apparecchi completamente automatici dotati di protezione contro i corto circuiti e l’inversione della polarità. Se si cambia la batteria, è consigliato scegliere un modello adatto al veicolo, consultando le istruzioni d’uso oppure il libretto di servizio. Oltre agli accumulatori tradizionali al piombo, si trovano anche batterie al gel, particolarmente resistenti alla scarica, e modelli agli ioni di litio più leggeri utilizzati sulle automobili sportive. ◆

1

Quando una batteria compie 3 anni, è consigliabile farla controllare ogni anno. Se ne potrà così costatare l’invecchiamento e sostituirla per tempo.

2

Elementi lasciati inseriti, così come un alternatore o un trasformatore di tensione (auto elettriche) difettosi, possono pure esser la causa di una mancata accensione.

3

In caso di cambio della batteria, un modello al piombo è spesso sufficiente sulle auto tradizionali. Con un sistema startstop o sensori integrati per la batteria, di principio sono necessari accumulatori EFB o AGM.

4

Se la batteria inizia a cedere, è possibile chiamare il soccorso stradale del TCS. Il controllo diagnostico e la manodopera sono spesso forniti gratuitamente ai soci.

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TECNICA Come su una concept-car, le porte della Mazda MX-30 si aprono a libro. La carrozzeria è più crossover che SUV.

MAZDA MX-30 REVOLUTION VINTAGE

Porte aperte sulla città N4,39 m; bagagliaio: 341 l E145 CV, 271 Nm; cambio a 1 rapporto; 0–100 km/h in 9,7 s; batteria 35,5 kWh; consumo (prova): ca. 22 kWh/100 km; autonomia: ca. 160 km L42 900 fr. Ad immagine delle portiere con apertura a libro, la crossover MX-30 si smarca a vantaggio di peso e prezzo, ma a detrimento dell’autonomia. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER

Q

uest’auto elettrica incarna un paradosso. Mentre le dimensioni e le qualità stradali da crossover la destinerebbero ad un uso interurbano, la sua batteria da 35,5 kWh la confina all’interno del traffico d’agglomerato. Una scelta deliberata di Mazda che ha preferito puntare su un peso ridotto e prezzi attrattivi. E in effetti, questa crossover con tanto stile quanto ben equipaggiata è proposta ad un prezzo da city-car elettrica.

Nella pratica, i 200 km (WLTP) annunciati di fabbrica si riducono a circa 160 km. Quantomeno nel traffico urbano e su autostrade in pianura. Perché non appena si affrontano tracciati più vallo-

nati, il raggio d’azione non supera praticamente i 130 km. Un rammarico, perché questa crossover ha un tocco stradale davvero morbido. Senza dimenticare la panoplia di sistemi d’assistenza che includono di serie regolatore adattivo e display head-up. Si dovrà quindi giocare assiduamente con le leve al volante per recuperare il massimo di energia.

Materiali durevoli Quest’auto urbana di fatto, accoglie i suoi occupanti in un ambiente posto sotto il sigillo dello sviluppo sostenibile. Rivestimenti in sughero a base di scarti di tappo e tessuto alle portiere fatto con bottiglie di PET riciclate contribuiscono all’impressione pregiata che emana l’abita-

colo. Idem per i sedili in cuoio artificiale che offrono una seduta confortevole. Si apprezza inoltre l’accesso offerto dalle porte con apertura a libro, un’eredità del coupé RX-8. I posti dietro di questa grande compatta offrono tuttavia uno spazio per le gambe davvero mediocre e i finestrini di piccola taglia creano un senso di claustrofobia. In strada, il motore sincrono da 145 CV imprime una buona andatura, ma conformemente alla vocazione della MX-30, non ha accenni sportivi. La velocità è peraltro limitata a 140 km/h. Il suo rumore artificiale di turbina non è affatto sgradevole. Meno apprezzabile la leva del cambio ripreso dalle Mazda automatiche, che ha un carattere recalcitrante. Zavor-

Prezzi competitivi Tocco stradale morbido Design/Ambiente interno Dotazione pletorica Assistenti sofisticati Autonomia limitata Spazio dietro minimo Leva cambio recalcitrante

rata dai 310 km della batteria, la crossover ha un buon equilibrio. Piuttosto dell’agilità, prevale il comfort di marcia. Quanto alla ricarica, può essere fatta tramite una presa Tipo 2 o una colonnina veloce (potenza massima 50 kW). All’insegna del prezioso sistema di visione panoramica e dei fari a matrice, la MX-30 propone equipaggiamenti all’ultimo grido. Chi è preoccupato dalla sua autonomia deve pazientare: la versione con range extender e motore Wankel non arriverà prima del 2022. •

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.ch dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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TECNICA

Una leggenda vivace Quarant’anni orsono, il coupé Audi quattro contribuiva a lanciare la moda delle auto a trazione integrale. Una saga in continua evoluzione. TESTO MARC-OLIVIER HERREN

N

essuno sospettava che il coupé dai fianchi prominenti svelato al Salone di Ginevra del 1980 avrebbe sconvolto la storia dell’automobile. Al pari della Subaru, le Audi che esibivano il logo quattro (scritto in minuscolo per ragioni estetiche) hanno rivoluzionato le modalità di trazione e, pertanto, la motricità delle automobili.

La leggenda di questo coupé a 4 posti deve molto ai suoi exploit in competizione. Impegnata nei rally dal 1981, l’Audi quattro ha rapidamente vinto la sfida. Meno spettacolare delle sportive classiche, ha tratto il massimo profitto dalla motricità assicurata dalla trazione integrale. Tremendamente efficace, ma poco spettacolare.

Al punto che i suoi detrattori minimizzavano il merito dei piloti. Critiche che non hanno risparmiato la pilota francese Michèle Mouton, una delle rare donne allora impegnate nei rally. Sempre affascinato dall’Audi quattro, il pilota tedesco Harald Demuth, che ha partecipato ai collaudi iniziali, respinge queste critiche. Ricorda anzi oggi che la vettura era molto esigente da guidare sul piano tecnico e su quello fisico. La tendenza a sottosterzare di questa integrale nelle situazioni estreme – trasmetteva infatti invariabilmente il 50% della potenza sui due assi anteriore e posteriore – costituiva una vera sfida per i piloti. Lo stesso Harald Demuth, in una situazione ancora più

Se la denominazione quattro è sempre attuale, la tecnica è costantemente evoluta. Mentre la mitica Ur-quattro utilizzava una trazione integrale permanente con differenziale a bloccaggio manuale, quest’ultimo, dal 1986, è stato sostituito da un differenziale centrale Torsen. Sui modelli Audi TT e A3 a motore trasversale, questo sistema meccanico ha poi lasciato posto ad un giunto viscoso. In seguito, è quindi stata introdotta la ripartizione asimmetrica della coppia. 10,5 milioni di modelli quattro più tardi, la trazione integrale Audi equipaggia anche i modelli elettrici Audi e-tron. Qui, i motori fissati su ciascun asse trasferiscono la potenza alle quattro ruote, assistiti da una ripartizione vettoriale della coppia sull’asse posteriore. Il nome resta, la tecnologia evolve costantemente. • Sempre adulata Ben apprezzata dagli svizzeri, l’Audi Ur-quattro scatena più che mai le passioni.

«Prima di accendere il motore, bisogna assolutamente abbassare il finestrino»: Thomas Brunner impone questo rituale a tutti i conducenti invitati a bordo della sua Audi quattro del 1995. Percependo il rombo evocativo del 5 cilindri da 200 CV a 10 valvole, ringraziamo in modo spontaneo per la premura questo garagista specializzato nel restauro di modelli quattro. Anche per l’aggiunta: «Portate i giri del motore a 3000!». Infatti, è il regime che boosta il 2,2 l turbo e mette letteralmente in tensione questo coupé dalle forme senza tempo. L’auto sale valorosamente di giri in modo lineare e siamo pienamente rassicurati dalla motricità di questa quattro. Dato che Brunner ha rinnovato l’auto nei più piccoli dettagli, pare di sedersi al volante di un modello appena uscito dalla fabbrica, a cominciare dalla precisione impeccabile dello sterzo. Un sogno che ha il suo prezzo: le Audi Ur-quattro si trattano a prezzi superiori a 70 mila fr., ben oltre i 55 mila del 1981. Prezzo che a suo tempo superava quello delle Porsche 911 SC. Oggi i migliori esemplari spariscono ancora prima di essere messi sul mercato.

FOTO ALD

La linea senza tempo della quattro non ha una ruga. Aveva fatto tanto furore negli anni Ottanta.

estrema, era al volante della berlina Audi 100 quattro, che in uno spot pubblicitario divenuto anch’esso leggendario, risaliva un trampolino per il salto con gli sci innevato.

ACCENTI ROMBANTI

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TECNICA

La Renault Twingo in modalità elettrica

Facezie in pista La trazione integrale della Yaris GR conquisterà i fan dei circuiti.

N3 porte, 4 posti E1,6 l turbobenzina, 261 CV, 360 Nm; cambio 6 marce, 4×4; da 0 a 100 km/h in 5,5 s; 230 km/h; consumo (fabbr.): 8,2 l/100 km, CO 186 g/km L37 900 fr. 2

La piccola Yaris turbolenta a richiesta Da tranquilla city-car, la Toyota Yaris diventa un animale di razza nella sua declinazione GR sotto l’impulso di un 3 cilindri strapotente.

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ell’ora in cui numerosi piccoli bolidi salutano la scena, la minuscola Toyota Yaris rivisitata dal reparto sportivo Gazoo Racing (GR) ci regala un cocktail esplosivo. Questa tre porte dalla linea abbassata di 9 cm differisce notevolmente dalla Yaris convenzionale. Ad esempio, la parte dietro allargata poggia sulla piattaforma compatta Toyota (GA-C). Oltre alla calandra più aggressiva, la poppa dai fianchi bombati che le conferisce uno stile aggressivo sottolinea le ambizioni sportive di questa auto che serve come modello per l’omologazione nei campionati di rally WRC. Sotto il cofano, scopriamo l’esuberante 3 cilindri 1,6 l erogante 261 CV. Quanto basta per segnare un rapporto peso-potenza di 4,9 kg/CV. Performance possibile anche grazie al ricorso a materiali leggeri che risparmiano 65 kg. Polimeri rinforzati con fibra di

carbonio per il tetto, alluminio per il cofano, il portellone e le porte. Così dotata, la Yaris GR è spinta dal ritmo di rombi granulosi. La sonorità giusta, insomma. E per incanalare tanto impeto, Toyota ha optato per una trasmissione integrale a ripartizione variabile. A seconda delle modalità selezionabili tramite rotella, la ripartizione della coppia anteriore/posteriore oscilla tra 60/40, 30/70 o 50/50 in pista. In aggiunta, il pacchetto pista – per ben 4900 fr. – comporta due differenziali Torsen a slittamento limitato che gestiscono la coppia lateralmente. All’opposto, il pacchetto Premium (2900 fr.) comprende il navigatore e un eccellente display head-up. Nessun dubbio che quest’auto di razza, i cui eccessi certamente contenuti saranno compensati dal nugolo di Toyota ibride in circolazione, farà faville in Svizzera. •

È il turno della Twingo di conserva un comportamento convertirsi all’elettrificavivace. Ciò che spinge l’ESP a zione. Dal momento che la intervenire con prontezza. sua piattaforma era stata concepita in partenza per La batteria da 22 kWh è acospitare questo tipo di vetcreditata di un’autonomia tore energetico, l’inserimento WLTP da 190 km. La leva del nel sottofondo della batteria cambio consente di scegliere agli ioni di litio non intralcia tre livelli di recupero dell’ené l’abitabilità né la capacità nergia. Grazie a un sistema del bagagliaio. Il motore sindi bordo che accetta fino a crono derivato dalla Renault 22 kW, la ricarica alle colonZoé eroga 82 CV e una nine pubbliche coppia di 190 Nm. avviene più in Sufficiente Confretta. Con per assicutrariamente rare buone alla Zoé, la accelerabatteria è zioni, aninclusa nel che se le prezzo della pazzie sono Twingo Electric La Twingo Electric si riconosce off-limits per (da 20 900 fr.). Il per calandra e stripping laterale. questo propulsovrapprezzo risore bloccato a 135 km/h. spetto ai modelli a benzina In ogni modo, questa mini equivalenti si limita a qualcity-car a motore posteriore che migliaio di franchi. •

Lusso sino-francese L’opulenta berlina DS9 viene a colmare un vuoto enorme nell’alta gamma francese. Concepita nel centro tecnico PSA di Vélizy, sarà fabbricata in Cina. Là dove il mercato le offre il maggiore potenziale. Sebbene lunga 4,93 m, la DS9 punta il segmento delle familiari premium e d’alta gamma, come confermano i prezzi annunciati (da 55 000 a 75 000 fr. circa). L’auto esprime la raffinatezza tipica di DS. La plancia di bordo rivestita in cuoio è ad esempio montata a mano. Degno di nota soprat-

tutto l’ampio spazio per le gambe sul divano dotato di sedili massaggianti e ventilati. Il contenuto tecnologico è dello stesso livello e propone una sospensione attiva che scansiona il fondo stradale e un sistema di visione notturna infrarosso. La DS9 sarà introdotta da maggio in versione benzina e ibrida ricaricabile eroganti entrambe 225 CV. Un modello PHEV 4×4 da 360 CV seguirà. Il 2021 sarà anche segnato dall’arrivo di una sostituta della DS4. • DS9 Passo di 2,90 m e tratti longilinei le conferiscono lo stile di una grande berlina.

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TECNICA

LAND ROVER DEFENDER 110 P400 FIRST EDITION

Arrampicatore imborghesito

Un bestione che mantiene le qualità da 4×4, anche se ci fa sentire sganciati dal terreno.

La trasmissione 4×4 è configurabile in molteplici modi.

N4,76 m; bagagliaio: 646 l E3 l turbobenzina, 400 CV, 550 Nm; cambio aut. a 8 rapporti, 4×4; 0–100 km/h in 6,1 s; consumo (prova): 12,9 l/100 km; autonomia: 659 km L95 500 fr. Dopo 4 decenni di inerzia, lo shock tecnologico era atteso. Il Defender fa un balzo diventando un arrampicatore elitario. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER

S

e i puristi lo troveranno edulcorato, chi era frenato dalla sua ruvidezza sarà entusiasta per l’inatteso comfort. Bisogna dire che la Land Rover Defender – il modello antecedente risale al 1983 – ha barattato il suo telaio a longheroni contro la struttura monoscocca in alluminio dell’augusta Range Rover, inclusa tutta la panoplia di tecnologia annessa. Ci ritroviamo quindi su una monumentale 4×4 dall’alto della quale ci compiacciamo a guardare gli adepti delle grandi SUV. Questo mastodonte «rangerizzato» è però fiero di aver mantenuto alcuni tratti della buona vecchia Land Rover, quali il tetto ornato di superfici vetrate e i parafanghi posteriori sporgenti. Lo si riconosce però so-

prattutto per le sue intatte ruote. Strumento benvenuto doti di arrampicatore. Gli visto che la visibilità a bordo sbalzi corti conservano andi questo colosso è più che un goli di attacco e uscita da miraggio. Nella buona tradivera 4×4, mentre la sospenzione Land Rover, il Defender sione, ormai sa gestire le pneumatica, condizioni Scalatore antologico fa salire l’alpiù estreme. Comfort di marcia inedito tezza da terra Motore gradevole e tonico a 29 cm, ossia Sebbene anVasto abitacolo modulabile 2 cm in più ch’esso conCrescita qualità percepita della Range tribuisca alla Rover, con rivoluzione Fuoristrada ora elitario una profonculturale, Consumi deludenti dità di guado l’abitacolo Ingombro/Peso identica di fonde abilPrezzo robusto 90 cm. Banmente matedite le leve, la riali robusti gestione della trasmissione ed innovativi. La sculturale integrale e della batteria dei traversa in magnesio della differenziali avviene tramite plancia di bordo incornicia pulsanti. In quest’universo ad esempio rivestimenti graasettico, il Defender agdevoli al tatto. Stesso digiunge la funzione di cofano scorso per i rivestimenti virtualmente invisibile: delle gommati che guarniscono il telecamere riprendono inbagagliaio. Non si è lesinato fatti suolo e posizione delle sui materiali. Inoltre, l’abita-

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bilità è all’altezza delle dimensioni del veicolo. L’ampio divano scorrevole offre, in opzione, accesso a due sedili supplementari. Parallelamente, la sospensione pneumatica si fa gioco delle irregolarità stradali per offrire un comfort di marcia degno di una grande ammiraglia. E il 6 cilindri in linea a ibridazione leggera emana un ronzio elegante e salite di regime iper esplosive. L’aggiunta del compressore elettrico aumenta la tonicità di questa 4×4 pesante (2,7 t) imbrigliata da un ESP castrante. Peccato che i 9,9 l/100 km siano soltanto teorici. Potremo comunque sempre ripiegare sulla versione plugin. Quanto ai nostalgici del vecchio Defender, potranno ancora aggiungere scaletta e argano, come ai bei tempi. •


KEYSTONE

L'ESPERTO TCS

Prescrizioni sul CO2 dei furgoni

I furgoni devono diventare più efficienti dal punto di vista energetico per rispettare i valori limite di CO2.

REDAZIONE TOURING

I

l traffico (incluso quello aereo) è responsabile di un terzo del consumo energetico in Svizzera. Un grande potenziale di risparmio è costituito dai furgoni e trattori a sella leggeri. Per questo motivo il 1° gennaio 2020 sono entrate in vigore normative sul CO2 per questi veicoli.

Durante il confinamento numerosi negozi online hanno fatto veramente grossi affari. Comunque il commercio via internet era in forte crescita in Svizzera già prima della pandemia da coronavirus. Nel 2019 gli acquisti in rete secondo l’Associazione svizzera di vendita a distanza (ASVAD) hanno registrato un aumento dell’8,4% rispetto al 2018. Il volume accresciuto di colli richiede anche più veicoli per la consegna, facendo crescere le immatricolazioni di autofurgoni e trattori a sella leggeri (in breve, veicoli commerciali leggeri, VCL). Secondo l’Ufficio federale dell’energia (UFE) nel 2019 sono stati immatricolati circa 34 000 nuovi VCL. Ciò corrisponde ad un incremento del 12,6% rispetto ai 30 200 furgoni immatricolati nel 2018.

Quali sono le misure previste dall’attuazione della legge sull’energia per contenere i consumi dei VCL?

Dall’inizio di quest’anno, ogni importatore deve rispettare un obiettivo individuale di emissioni di CO2 per la propria flotta di veicoli nuovi. Questo viene calcolato in funzione del peso a vuoto basato su un valore medio per ogni VCL pari a 147 grammi di CO2 per chilometro. Se le emissioni di CO2 per la flotta di veicoli nuovi supera tale valore soglia, scatta una sanzione di 109 franchi per ogni grammo eccessivo emesso. Come vengono conteggiate le emissioni di CO2?

Viene fatta una distinzione tra grandi e piccoli importatori. I primi potranno far riferimento alla media delle emissioni dell’intera flotta, per cui i veicoli più inquinanti potranno essere compensati grazie a modelli a basso consumo. Invece i piccoli importatori dovranno computare le emissioni per ciascun veicolo. Gli importatori potranno pure scambiare quote attraverso una borsa del CO2 oppure creare raggruppamenti di emissioni.

Cosa prevede il futuro?

Secondo l’UFE nel 2019 la media delle emissioni di CO2 per i VCL si è fissata a 181,5 grammi per chilometro percorso. Per raggiungere l’obiettivo di 147 grammi di CO2 per chilometro dovranno essere importati e immatricolati un numero crescente di veicoli più efficienti. Fortunatamente l’offerta di VCL a consumo contenuto diventa sempre più ampia. Vari servizi di spedizione e consegna pacchi impiegano inoltre furgoni elettrici, che ben si prestano in questo tipo di attività. •

ASPETTI PUNTUALI DELLE NUOVE NORMATIVE

1

Fino al 2022 valgono particolari disposizioni introduttive (phasing-in e supercrediti).

2

Gli importatori possono costituire dei raggruppamenti di emissioni che permettano di raggiungere gli obiettivi.

3

I piccoli produttori, che immatricolano in Europa meno di 22 000 VCL l’anno, possono beneficiare di valori limite speciali (vale pure in Svizzera).

4

Si possono far valere le innovazioni tecnologiche (eco-innovazioni).

ELIA LIMARZO Funzione: capo progetto Test & Mobilità Professione: ingegnere automobilistico Età: 27 anni Contatto:

tcs.ch/esperto

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TECNICA

Un’agile silhouette caratterizza la prestigiosa Cilo Diamondblaze.

Npeso: 26 kg, totale ammissibile: 130 kg EBosch Performance Line CX, 250 W/85 Nm; cambio a catena a 12 rapporti; batteria: 625 Wh Lda 5990 franchi CILO DIAMONDBLAZE CXF°07 CARBON

Diamante di montagna Un sistema di trazione armonico e prestazionale, così come ottime proprietà in salita e in discesa sono i pregi della biammortizzata in carbonio di Cilo. Buoni anche qualità delle rifiniture e prezzo.

Cilo per la sua e-mountainbike punta su componenti di qualità come l’ammortizzatore Fox a braccio oscillante.

TESTO E FOTO FELIX MAURHOFER

C

on questa mountainbike elettrica da enduro Diamondblaze, proposta da M-Way, Cilo sembra abbia piazzato un buon colpo. Questa biammortizzata di carbonio piace al primo sguardo. Ma sarà convincente pure in montagna? A giudicare dalle sue componenti, non sembrano esserci dubbi.

Sufficiente energia La bici è mossa dall’affermato motore Bosch Performance Line CX da 2,8 kg, con 250 watt di potenza nominale e una coppia di 85 Newton metro. L’energia viene erogata dalla batteria integrata nel telaio al ritmo di 625 watt per ora. Forza sufficiente, quindi, per sca-

lare montagne durante albase alla forza e alla fremeno due ore. Nella nostra quenza della pedalata. La prova, lunga 42 km e con un Cilo affronta con il giusto apdislivello di 1200 metri, la porto di trazione anche le sabici ha conlite più ripide. vinto. PerDato che il Rifinitura pregiata corsa con la motore imGrande stabilità di marcia seconda moprime sempre Armonia cambio e trazione una spinta dalità di assiBuona autonomia stenza alla leggera, anpedalata più che la parPrezzo / Prestazioni elevata (Tour, tenza non è Clicchettio del motore 140%), alla problematica. Peso relativamente elevato L’unico bocfine il display indicava ancone amaro cora il 40% di riguarda la batteria disponibile. posizione del sensore magnetico sui raggi, che può ruoBosch propone quattro livelli tare leggermente. Purtroppo di assistenza alla pedalata. Bosch al momento non offre Davvero gradevole viaggiare una soluzione migliore ai cocon la modalità e-MTB. Reastruttori, per cui bisognerà gisce in modo progressivo ed portarsi qualche attrezzo eroga il supporto ideale in d’emergenza in gita.

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La geometria del telaio e l’ampia corsa di forcelle e sospensione posteriore (150 mm) sono abbastanza ammortizzanti, e, insieme alle ruote da 29”, offrono una buona dose di stabilità di marcia. Garantita anche la giusta agilità. In salita la sospensione si muove appena, evitando spreco di energia. Il cambio a 12 rapporti ben si armonizza e consente un dosaggio ideale della frequenza di pedalata. La corsa del reggisella telescopico di ca. 150 mm offre sufficiente margine. Anche il display Durion della Bosch è di facile uso. La Cilo Diamondblaze compete con la concorrenza in fatto di qualità, prestazioni e prezzo. Un margine di miglioramento concerne il peso. ◆


SVAGO

Ammirare l’aurora boreale

Momento magico L’aurora boreale e il cielo stellato sopra Luosto, Finlandia.

Da un anno l’Arctic Route collega le due cittadine di Tromsø e Rovaniemi. I turisti possono così raggiungere in autobus le attrazioni della Scandinavia del nord e, se fortunati, vivere uno degli spettacoli più belli che la natura possa offrire. REPORTAGE DOMINIC GRAF

C

ome prima cosa, si deve accendere il fuoco. Lentamente l’interno della casetta di tronchi d’albero si riscalda e nell’aria si diffonde il profumo della resina d’abete che brucia nel camino. Mani, piedi e naso si scongelano a poco a poco e anche una lacrimuccia può continuare la sua discesa lungo la guancia – un souvenir emotivo raccolto presso Luosto, nella Lapponia finlandese, quando uno dei più bei spettacoli della natura è apparso all’orizzonte, quando avevamo già perso la speranza.

Due ore nella neve Dopo diverse trasferte non andate a buon fine e nonostante i pronostici negativi, facciamo l’ultimo disperato tentativo. La probabilità di vedere stanotte le luci polari è stimata attorno al 20 percento, a dire il vero è troppo poco per uscire con la macchina fotografica e il cavalletto e resistere per ore a meno 15 gradi. Ma questa è la notte prima del rientro a casa, l’ultimissima possibilità rimasta. E la forza di volontà che ci ha fatto resistere per due ore al freddo e con la neve fino al collo, è stata ri-

pagata con uno splendido regalo.

Che apparizione! Verso le undici il cielo si fa più chiaro, le nuvole spariscono e le stelle fanno la loro apparizione – un buon segno. E poi, come per incanto, all’orizzonte si scorge una striscia lucente. Prima una linea appena accennata di colore verde scuro, poi il cielo si colora in modo sempre più netto e brilla nelle tonalità del verde, dal chiaro allo scuro, come se qualcuno avesse aperto una cassa del tesoro. A un certo punto la

luce scompare per poi apparire di nuovo in un’altra posizione e in una forma leggermente diversa. Lo spettacolo dura un’ora. Un momento magico che provoca le lacrime a donne e uomini che altrimenti non si lasciano commuovere facilmente. È la fine e il coronamento di una caccia che ha avuto inizio una settimana fa nella cittadina norvegese di Tromsø. Tromsø è la più grande città della Norvegia settentrionale e patria dell’Università, dell’orchestra sinfonica, del festival del film e del Burger

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King più a nord del mondo. L’ex villaggio di pescatori oggi è il luogo di attrazione per turisti, scienziati e studenti. Vie pedonali riscaldate, una ricca offerta di cultura e intrattenimento nonché una scena gastronomica appassionante rendono interessante una visita a Tromsø. Una cittadina viva che essendo a 350 chilometri a nord del circolo polare artico è anche una meta prediletta per i cacciatori dell’aurora boreale. Sul minibus si viaggia nel buio della notte. L’espressione in volto della guida ci rivela già al momento di salire a bordo che oggi non si vedranno le luci polari. Raggiungiamo comunque i punti di osservazione, ma il cielo rimane scuro e la gita termina due ore prima del previsto. La natura è semplicemente così: non si sa mai se è dalla nostra parte, spiega la guida norvegese con un perfetto accento britannico. È valsa comunque la pena compiere la gita, perché siamo venuti a conoscenza di molte cose riguardo alle magiche luci. Mentre i vichinghi vi vedevano risplendere le arma-

ture delle valchirie, la popolazione dei Sami crede che siano le anime dei defunti. Oggi l’apparizione in cielo di fasci luminosi colorati che mutano rapidamente nel tempo e nello spazio è spiegabile scientificamente: «È un fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre generato dall’interazione di particelle cariche di origine solare con la ionosfera terrestre. Le particelle vengono attirate dal campo magnetico terrestre in direzione dei poli, per questo si vedono al meglio nel circolo polare», spiega la guida mentre il bus scorre sulle strade buie che portano a Tromsø. Nell’emisfero settentrionale il fenomeno si chiama aurora boreale, mentre nell’emisfero meridionale si chiama aurora australe. Il colore delle luci varia a seconda dell’altezza in cui le particelle del vento solare reagiscono con l’ossigeno: «A un’altezza di 100 chilometri – continua a spiegare – brillano di colore verde, tra i 150 e 600 chilometri sono rosse o blu». In questo momento al gruppo che lo ascolta con attenzione basterebbe qualsiasi colore. Tuttavia la natura sta-

L’Arctic Route, dal 2019 i bus attraversano il nord della Scandinavia.

La Cattedrale del Mare Artico, emblema di Tromsø, costruita nel 1965. Tromsø è la città universitaria più settentrionale al mondo.

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SVAGO

Bungalow alla finlandese A Luosto l’alloggio è fatto di tronchi d’albero.

Casa dolce casa Le capanne con caminetto, cucina e sauna.

notte non è dalla parte dei cacciatori delle luci del nord. Rimane da sperare che in Finlandia avranno più fortuna.

Luosto ha molto da offrire. Anche i cacciatori della luce polare troveranno ciò che cercano.

Sull’Arctic Route

CARTA KEYSTONE

Dopo tre giorni in Norvegia si prosegue in direzione est. Meta: Luosto nella Lapponia finlandese. Grazie alla linea tra Tromsø e Rovaniemi introdotta un anno fa, il nord della Scandinavia può essere visitato da dicembre a marzo in tutta comodità con l’autobus. L’Arctic Route si estende lungo 550 chilometri e rende onore al suo nome. La stretta carreggiata ad una corsia perlopiù ricoperta di neve e ghiaccio rappresenta una sfida per ogni conducente. Senza gomme chiodate non si va da alcuna parte. Per fortuna abbiamo un autista che conduce il bus con nonchalance. Conosce il percorso come le sue tasche. Cosa gli piace del suo lavoro? «Il panino al salmone del negozio in cui faremo ben presto una pausa», risponde sorridendo nello specchietto retrovisore. La maggior parte del viaggio si svolge nel silenzio. Lo scorrere monotono fuori dal finestrino di campi, colline ed abeti ricoperti di neve ha un

effetto rilassante, quasi meditativo. Senza accorgersi ci si perde nei pensieri e il lungo viaggio trascorre velocemente. Dopo dieci ore – se si desidera il viaggio può essere compiuto in due giorni con un pernottamento a Kilpisjärvi sul confine finno-norvegese – il nostro bus raggiunge Rovaniemi, la capitale della Lapponia finlandese. Due ore con un minibus e si arriva a Luosto.

Casette in tronchi Nella piccola località di sport invernali anche in marzo la coltre di neve è di diversi metri e trasforma in corridoi le strade che portano agli alloggi. La maggior parte dei turisti pernotta in casette di tronchi d’albero con cucina, camino e naturalmente, una sauna. Slitta, ciaspole e mantelli possono essere noleggiati gratuitamente. In italiano, francese o svizzero tedesco possono essere prenotate gite in motoslitta alla fattoria delle renne. Una giovane coppia bernese è appena rientrata entusiasta da un safari nella foresta su una slitta trainata da una muta di husky. «Ci siamo fidanzati», ci confida visibilmente commossa. Non importa se sport invernale o romanticismo di coppia –

Purtroppo anche al secondo tentativo, in un tour guidato sulla collina di Lapivaara, il cielo non è dalla nostra parte. Uno spesso strato di nuvole ricopre Luosto. La guida, un ricercatore di stelle finlandese, tenta invano di salvare la gita con una presentazione riguardante la sua attività. Gradualmente dobbiamo rassegnarci a non vedere il tanto agognato fenomeno celeste. Peccato, ma non del tutto, perché il nord della Scandinavia è semplicemente troppo bello e ricco di piacevoli sorprese. Con o senza aurora boreale, è un viaggio che val la pena intraprendere. È calato il buio dell’ultima notte. Domani ci trasferiremo a Rovaniemi e la sera saliremo sull’aereo che ci riporterà in Svizzera. Ancora un’occhiata al cielo e uno sguardo al sito che indica la probabilità di vedere l’aurora boreale: 20%. A dire il vero troppo poco. Ma partiamo lo stesso. Non si sa mai. ◆ Il viaggio è avvenuto su invito di Kontiki Viaggi e può essere prenotato anche seguendo l’itinerario in senso inverso.

Tromsø

Luosto

SWE

Rovaniemi

FIN NOR Oslo

Helsinki Stoccolma

RUS

400 km

DA SAPERE Trasferta: volo Kontiki Zurigo–Tromsø (ca. 4 ore); rientro da Rovaniemi Periodo di viaggio: da dicembre a marzo Pernottamenti: Thon Hotel Polar a Tromsø; Santa’s Chalets Rakka a Kilpisjärvi; Lapland Hotels Luostotunturi a Luosto Attività a Tromsø: tour cittadino, Cattedrale del Mare Artico, caccia all’aureola boreale in minibus, gastronomia nei mercati coperti; a Luosto: sci di fondo, gite in ciaspole o motoslitta, safari in slitta trainata da husky; a Rovaniemi: Museo dell’Artico Agenzia: Kontiki Viaggi, kontiki.ch

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Cassiopea e Orione nell’obiettivo In un workshop sulla fotografia delle stelle i partecipanti imparano la tecnica per immortalare la volta celeste e vivono la magia del pernottamento ad alta quota. REPORTAGE JULIANE LUTZ

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N

on appena l’ultima cabinovia rag­ giunge la stazione a valle, il Bettmer­ horn viene avvolto dalla quiete più assoluta. Dopo le cinque di pomeriggio il risto­ rante panoramico è deserto, l’unico rumore è costituito dal gorgoglio delle macchine del caffè ancora calde. Non è rimasto più nessuno, a parte noi: il fotografo Markus


SVAGO

Eichenberger e quattro appassionati che vogliono essere introdotti alla fotografia delle stelle. Mentre fuori il cielo sopra le montagne innevate impallidisce, srotoliamo i nostri sacchi a pelo sul pavimento in mezzo alle file di tavoli. Nessuno si lamenta della mancanza di un materasso, perché sarà una notte piuttosto breve. Alle 18.30 teoria, poi cena, dalle 21 alle

24 fotografia all’aperto, pausa, sveglia alle 2 e di nuovo fuori a fotografare. Riposare di nuovo per un paio d’ore al fine di poi riuscire a cogliere l’alba. Questo è il programma di Markus.

Stelle invece di dollari Il 49enne consulente finanziario ha alle spalle una fulgida carriera in banca. A un Quello che sembra un UFO, è il ristorante Bettmerhorn.

certo punto però una crisi da Notte magica burnout gli ha fatto prendere Con una fondue di formaggio un’altra strada. Un viaggio facciamo il carico di energia spontaneo di qualche giorno per le ore da trascorrere nel si è trasformato in un tour di buio della notte. Siamo fortu15 mesi in Africa, in Medio nati: il termometro segna Oriente, in India e in Nepal. solo meno tre gradi e l’inizio Quando i soldi sono poi finiti, di febbraio ci regala un cielo è tornato a indossare giacca e privo di nuvole. Ad un’altezza cravatta nel settore finanziadi 2647 metri nel ristorante rio. Tuttavia la voglia di scovuoto immerso nel silenzio prire altre realtà l’ha ben pre- il resto del mondo sembra essto portato in Cina dove ha sere lontanissimo. Perlomeno lavorato in una società di sino a quando un gatto delle produzione radiotelevisiva e nevi fa la sua apparizione dove ha scoperto la passione dietro l’angolo. per la fotografia. Per l’agenzia Getty Images ha immorQuando poco prima delle 21 talato tutti gli stadi e, seppur prendiamo lo zaino con l’apautodidatta, gli è riuscito il parecchiatura e usciamo dal colpaccio di vendere le sue ristorante, la Via Lattea è stufoto in tutto il mondo in ocpenda al di sopra del ghiaccasione delle Olimpiadi. ciaio dell’Aletsch. Con l’aiuto Dopo diverse tappe a Londra, dell’app «Sky Guide» Markus Dubai e Barcellona, ora vive identifica con il nome di Casnel Canton Argovia e da 5 siopea una costellazione paranni lavora come fotografo e ticolarmente luminosa. «La videomaker. Si è avvicinato puoi però riconoscere anche alle stelle perché – ci spiega – dalla sua forma a W disesi deve fare qualcosa di spegnata dalle sue cinque stelle ciale per potersi guadagnare principali», ci spiega. In direda vivere con la fotografia. zione di Briga scintillano tre I suoi workshop «Chasing stelle una vicina all’altra: è la Stars» sono proposti quando Cintura di Orione. Da fuori il si verifica la luna nuova, sia ristorante Bettmerhorn fiocain inverno che in estate. mente illuminato sembra un UFO che vola solitario nella «Diaframma 2.8 o più basso, notte. L’atmosfera è incantetempo di esposizione 10 o vole, non smettiamo di scatal massimo 15 e valore ISO tare fotografie a tutto ciò che 6400», sono le impostazioni ci circonda. «Dato che le consigliate da Markus. E la stelle sono in movimento – composizione dell’immagine: spiega Markus – è difficile «Un terzo montagna, due capire se l’immagine è a terzi cielo stellato». Detto fuoco». Il consiglio è di prencosì, fotografare le stelle dere come riferimento il prosembra possibile. Ognuno filo delle montagne. Se i conpartecipa al workshop per torni sono a fuoco, allora un motivo diverso. Alois, 66 anche l’immagine lo è. anni, ha deciso di iscriversi al corso dopo aver assistito ad Prima di uscire di nuovo una conferenza di Markus. Il nella neve immersa nel buio, 44enne Philipp invece vuole facciamo due ore di pausa approfondire la sua abilità sdraiati nei nostri sacchi a nel campo della fotografia pelo. Al risveglio non ci sono delle stelle. E Paul, un più le luci dei fari del gatto 78enne con l’hobby della fodelle nevi a disturbare l’attografia, ha deciso di usare mosfera. Markus ci rende atgli astri come soggetto per tenti sul cambiamento della le sue prossime cartoline di forma del manico del Gran auguri natalizi. Carro. Prendendolo come → dicembre 2020 / gennaio 2021 | touring

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SVAGO

punto di riferimento, ci si può rendere conto di come le stelle si siano spostate nell’arco celeste.

I partecipanti al workshop si preparano per l’immagine perfetta. Foto: ME

Dal giallo al rosa

Vista spettacolare sul Bettmerhorn in direzione est. Foto: ME

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WORKSHOP «CHASING STARS» Da gennaio si tengono di nuovo i workshop sul Bettmerhorn ed Eggishorn. Costo: 400 franchi per fotografi (per osservatori di stelle: 200 fr.) inclusi documentazione didattica, cena e pernottamento. markuseichenberger.com

FOTO JULIANE LUTZ, MARKUS EICHENBERGER (2)

Il fascino del Cervino all’alba.

Alle 6 e 15 comincia lentamente l’alba. Guardiamo incantati in direzione del Cervino e del Weisshorn e scattiamo fotografie. Il cielo si colora di un delicato giallo zolfo che diventa arancione fuoco, che infine si tinge di rosa intenso. È un momento magico. Di ritorno nel ristorante ci sediamo stanchi al tavolo e siamo tutti d’accordo che è valsa la pena rinunciare al sonno per imparare a osservare e fotografare le stelle. Improvvisamente risuona una canzone, un aspirapolvere comincia a ronzare nel locale. Senza che si accorga di noi, il personale del ristorante ha già cominciato a prepararsi per un’altra giornata ad alta quota. Il tempo da favola attirerà anche oggi molti visitatori. Beviamo ancora un caffè, mentre fuori un parapendio fluttua nell’aria verso valle. In vetta la vita comincia solo quando alle 9 le cabinovie e gli impianti riprendono a funzionare. •


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Notti magiche nel Giura vodese Lo Chasseron è una meta imperdibile per escursionisti, patiti di sport invernali e famiglie. Qui, a quota 1600 metri, vi attende l‘Hotel du Chasseron, il belvedere più alto del Giura vodese, aperto su un magnifico panorama alpino giorno e notte, tutto l’anno. TESTI DOMINIC GRAF E JULIANE LUTZ

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opo la deliziosa raclette servita nella sala che ricorda le romantiche atmosfere da baita di montagna, la maggior parte dei clienti riscendono a valle armati di

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torcia frontale, con le racchette da neve, gli sci o la slitta. Qualcuno però trascorrerà la notte in una delle sei camere disponibili – ma non senza essere andato ancora una volta fuori sulla terrazza.

Fa freddo e buio, in lontananza si vedono solo le luci di Yverdon ed Orbe. Una volta che gli occhi si sono abituati all’oscurità, questo posto, che svetta nel Giura vodese a 1607 metri di altitudine , si presenta in tutta la sua bellezza. Grazie al basso livello di inquinamento luminoso, il cielo stellato si stende sopra di noi nitidissimo, tale ad un planetario naturale. Ci rannicchiamo imbacuccati sulla sdraio davanti all’edificio e ammiriamo il cielo su di noi con una tazza di tè bollente in mano. Altri preferiscono fare una passeggiata digestiva nei dintorni; lo


SVAGO

DA SAPERE

Altrove sotto un tetto di stelle

Dove alloggiare: l‘Hotel du Chasseron dispone di sei camere con 38 letti (a due, a cinque, sei o dieci letti), a partire da 45 franchi a persona. Richiesta la prenotazione. Salita a piedi: l’albergo si raggiunge in circa 2,5 ore (dislivello intorno ai 500 metri). Ciaspole indispensabili d’inverno (noleggio a Les Rasses). Trasporto in motoslitta su richiesta. Cosa mangiare/bere: fondue al Mauler, tartare di manzo, raclette a volontà, meringhe con doppia panna, piatti di stagione, scelta di vini tipici.

Hotel Fex: albergo ricco di storia, si trova alla fine dell’omonima valle chiusa alle auto nell’Alta Engadina. È ideale per chi è in cerca di quiete e vuol dormire sotto le stelle. Camere semplici e ristorante arredato in stile rusticale. Specialità grigionesi con ingredienti di stagione, di produzione locale. Camera doppia da 250 franchi, hotelfex.ch

Come arrivare: in auto fino a Ste-Croix / Les Rasses (75 minuti da Berna, 50 minuti da Losanna); in treno fino alla stazione di Ste-Croix, quindi in bus fino a Les Rasses (2 ore e 17 minuti da Berna). chasseron.ch

Hotel du Chasseron L’albergo d’alta quota offre una vista indimenticabile sul cielo.

sguardo si perde nella notte infinita; ci divertiamo a scrutare il firmamento cercando Sirio e la costellazione del Grande Carro, poi lasciamo vagare i nostri pensieri. Sono momenti pieni di magia che riscaldano i sensi e l’anima, nonostante le temperature sotto zero.

FOTO DOMINIC GRAF, ALD

Chi si alza presto trova un tesoro Dopo un po’ rabbrividiamo sotto i nostri giacconi imbottiti. Ci ritiriamo dunque in camera. E infilati sotto le calde coperte ci lasciamo cullare dal silenzio più assoluto che avvolge l’Hotel du Chasseron.

Hotel Chetzeron: struttura moderna e chic situata a 2112 metri sopra le piste di Crans-Montana con vista strepitosa. D’inverno è accessibile solo a piedi, con gli sci o servizio navetta con gatto delle nevi. Ristorante gourmet e lussuosa spa per ritrovare la connessione con il pianeta. Camera doppia da 400 franchi (stagione invernale), chetzeron.ch

La dormita ristoratrice non dovrebbe però protrarsi troppo a lungo. I più mattinieri saranno ripagati dalla strepitosa vista sull’intero massiccio del Giura illuminato dai primi raggi di sole. L’impressionante catena montuosa si stende per oltre 250 chilometri, dal Säntis al Monte Bianco. Nel chiarore, le cime sembrano un esercito di nobili cavalieri schierati a guardia della valle e dei suoi abitanti. Non importa a quale ora ci si affacci su questo bel balcone di montagna: lo spettacolo che si gode da quassù vale ben la fatica della salita. •

Berggasthaus Sulzfluh: «Dietro la luna a sinistra» è questo lo slogan proposto dai giovani gestori dell’albergo adagiato nella catena del Reticone. Posizionato a 1772 metri d’altitudine, invita gli amanti della natura incontaminata. Al riparo da ogni inquinamento luminoso, è un nido di charme per coppie innamorate e cacciatori di stelle. Alcune alcove in legno con mobili semplici e lume di candela. Cucina alpina semplice ma sostanziosa. Camera doppia da 200 franchi (incl. metà pensione), sulzfluh.ch

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rispettivi Skioo Pass, abilitare la propria carta di credito e selezionare la stazione sciistica desiderata. È possibile precaricare il pass con l’importo desiderato oppure utilizzare la funzione postpaid per pagare semplicemente alla fine della giornata sulle piste.

ropa, in Francia, Italia, Spagna o Andorra. Non solo permette di saltare le code e ridurre al minimo i contatti, ma dà anche accesso ai più bei posti per gli sport invernali nelle Alpi – con un’unica carta per tutti. •

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TCS BENEFITS Imparare divertendosi Si guadagna in ogni caso ad assolvere un corso presso una scuola svizzera di sci.

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Sciolti sulle ginocchia! Le scuole svizzere di sci si sono adattate alle particolari esigenze di sicurezza e non vedono l’ora di accogliere principianti, sciatori provetti e chi aveva appeso i bastoni al chiodo. Nei corsi base e di rinfresco, tutti potranno affinare la loro tecnica.

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e montagne sono la più bella palestra outdoor della Svizzera, parola di Davide Codoni, direttore di Swiss Snowsports che abbiamo intervistato per questo «Touring». Ma come in ogni palestra che si rispetta, anche qui ci vogliono istruttori qualificati: maestri di sci e snowboard che, in oltre 150 scuole riconosciute insegnano a sciare bene e migliorare costantemente la tecnica. Non importa il livello, per ogni cliente viene impostato un programma su misura, vario e divertente, con feedback individuale. Anche coloro che ci riprovano dopo una lunga assenza, rispolverando gli sci o lo snowboard, troveranno il corso che fa per loro nelle scuole

svizzere di sci, aperte a tutti gli amanti della neve.

Concetto rigoroso di protezione Quest’anno, però, tutto è un po’ diverso dal solito e la pandemia da Covid-19 non risparmia neanche l’arena bianca. Grazie alla sistematica attuazione delle norme federali e cantonali generali, come pure al concetto di protezione anti-contagio adottato da tutte le scuole svizzere di sci, la sicurezza degli ospiti è pienamente garantita. Le rigorose misure d’igiene e distanziamento valgono per tutte le fasce d’età e per tutti i tipi di corsi offerti – compresi i corsi di gruppo per i quali i soci del TCS fruiscono di uno sconto del 10%.

Non solo sport Tuttavia, chi si iscrive a lezioni di sci o snowboard fa molto di più che imparare a fare le prime curve a spazzaneve o slalomare elegantemente. Sotto l’accorta guida degli istruttori nelle loro inconfondibili tute rosse tutti possono perfezionare le loro capacità e forma sportiva. I maestri, impegnati e simpatici, offriranno loro giornate divertenti ed emozionanti; con competenza e buonumore aiuteranno gli allievi non solo a diventare più sicuri ed esperti sugli sci ma li accompagneranno anche sui pendii più belli, agli impianti di risalita meno affollati e, dulcis in fundo, ai ristori di montagna che servono gustosi maccheroni dell’alpigiano o i rosti più saporiti. •

L’OFFERTA TCS I soci TCS approfittano di uno sconto del 10% su un corso di gruppo settimanale in una scuola svizzera di sci ufficiale. Buono valido per lezioni di sci e snowboard durante l’intera stagione invernale 2020/2021. Riscattabile solo una volta per ogni socio (socio TCS o un membro della sua famiglia). Non cumulabile con altre promozioni. Lo sconto non è retroattivo: non è applicabile a prenotazioni già pagate. Per beneficiare dello sconto, mostrare la tessera socio TCS al momento del pagamento allo sportello della scuola svizzera di sci.

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Caro TCS ti ringrazio

Riscontri graditi Le lettere di ringraziamento ci sono di stimolo e incoraggiamento.

Alla fine dell’anno ci pervengono numerose lettere di ringraziamento da parte di soci che hanno potuto contare sul TCS nei momenti di bisogno. Per noi, questa posta è il più bel regalo di Natale.

L’AIUTO DEL TCS IN UN ANNO*

TESTO DOMINIC GRAF

FOTOMONTAGGIO TOURING

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hi su carta pregiata e chi su una semplice bella cartolina postale, chi con una grafia elegante e chi con mano malferma o scarabocchiando, talora disegnando qualche cuoricino o stella colorata: i messaggi di ringraziamento che riceviamo sono variati ed individuali come lo sono i nostri affiliati. Per gli addetti che quotidianamente assistono i soci alle prese con l’auto in avaria, incidenti o imprevisti in viaggio, controversie legali, in Svizzera o all’estero, sul tragitto verso la scuola o durante le ferie in campeggio, le loro parole sono al tempo stesso segno di riconoscimento e motivazione. Anche il direttore generale del TCS Jürg Wittwer si dice toccato leggendo que-

sta corrispondenza: «Soprattutto in questo 2020 segnato dall’emergenza coronavirus, che ha richiesto un impegno straordinario alle nostre collaboratrici e ai nostri collaboratori, tutti gli attestati di gratitudine sono fonte di soddisfazione e stimolo a perseverare. Aiutare è la nostra missione e i riscontri così positivi mostrano che la compiamo con successo giorno dopo giorno. Un sincero grazie a tutti i nostri soci per la loro fedeltà, riconoscenza e le espressioni di stima».

Un legame solido cresciuto nel tempo La fedeltà dei soci è un nostro valore cruciale che emerge da molte lettere. Spesso i mittenti appartengono al TCS da decenni,

tant’è che ci chiamano «il mio TCS». Che grande complimento! Per fortuna si sarebbero dovuti valere di noi solo raramente, ma il TCS ci sarebbe sempre stato, pronto ad assisterli nei frangenti difficili, è questo il tenore di numerosi messaggi. Ed è proprio ora, passando in rassegna l’anno che volge al termine, che tanti sentono il desiderio di ringraziare chi li ha soccorsi e aiutati. A titolo d’esempio citiamo il socio che ci scrive dalla Romandia: «Caro TCS! Ci tengo a ringraziarvi della solerzia e professionalità con cui ci avete assistito dopo il mio incidente in Germania. Che gradevole sorpresa poi trovare i cioccolatini e il gentile biglietto d’auguri al nostro rientro… Evviva il TCS!». ◆

360 000

interventi TCS Patrouille (soccorso stradale)

55 000

interventi tramite Centrale ETI

6900

accertamenti medici

1400

trasporti di pazienti

40 000 contenziosi

7000

informazioni giuridiche per telefono

1300

persone assistite in media ogni giorno dal TCS * cifre tratte dal Rapporto annuale TCS 2019 Tutto sul maggiore club della mobilità svizzero al sito: tcs.ch

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«Il TCS è preparato a tempi come questi» Il nostro direttore generale Jürg Wittwer getta uno sguardo agli ultimi intensi mesi. Nell’intervista spiega come il TCS sta gestendo la crisi da Covid-19, in bilico fra emergenza e affari correnti, e quali lezioni trae per il futuro da questa situazione senza precedenti. INTERVISTA DOMINIC GRAF | FOTO OLIVIER VOGELSANG

Come sta andando attualmente il TCS?

Jürg Wittwer: Il TCS sta bene, a dispetto del coronavirus. Siamo un’organizzazione di soccorso e come tale preparati ad assistere i nostri soci proprio nelle emergenze come questa. Siamo messi bene: il TCS non ha debiti. Attraverserà anche questa tempesta e grazie alle sue solide basi saprà uscirne positivamente. Già nella prima ondata della pandemia abbiamo riportato in Svizzera

migliaia di soci bloccati all’estero e rimborsato a decine di migliaia le spese per viaggi cancellati. Come aiuta il TCS i soci in questi frangenti?

Fin dallo scoppio dell’epidemia siamo stati al fianco dei nostri soci: con rimpatri, rimborsi dei costi d’annullamento, consulenza medica tramite TCS MyMed e priorizzando il soccorso stradale agli operatori medico-sanitari; abbiamo poi creato una

Mantiene il sangue freddo Jürg Wittwer sul tetto della sede centrale del TCS di Vernier vicino a Ginevra.

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pagina con giochi educativi in tema di sicurezza stradale per divertire i bambini confinati in casa. Inoltre, grazie ai nostri campeggi abbiamo contribuito in maniera sostanziale a che centinaia di migliaia di connazionali potessero trascorrere delle belle vacanze malgrado le circostanze problematiche. Quali sono state le sfide più grosse negli ultimi mesi?

La sfida maggiore è stata senz’altro quella di garantire

il nostro servizio 24 ore su 24, con la consueta efficienza. Nonostante il lockdown, le misure imposte per frenare il diffondersi del virus, il passaggio al telelavoro da casa e soprattutto nonostante i casi di quarantena e malattia in seno al nostro organico. Qual è stata l’impressione che ha avuto in questo periodo dei collaboratori?

Malgrado lo stress e le inquietudini private il nostro personale fa un lavoro ecce-


CLUB zionale per traghettare il TCS collaboratori più esperti sono tra le onde: i nostri pattuglia- dovuti venire in ufficio, latori prestano aiuto ai nostri sciando il rifugio sicuro della soci sulle strade, malgrado loro casa per istruire i neoasil rischio di contagio; durante sunti. E non è certo scontato il confinamento hanno peral- mantenere la calma vedendo tro soccorso in i dossier impivia prioritaria «Il TCS attraverserà larsi sulla scriil personale me- anche questa vania e con il dico-sanitario. telefono che tempesta e grazie Quando ce n’è non smette di alle sue solide basi squillare. Abstato bisogno, molti nostri biamo poi trasaprà uscirne collaboratori, sformato la positivamente» dall’IT alla sala riunioni Jürg Wittwer, centrale ETI, direttore generale del TCS della nostra hanno lavorato sede di Vernier fino a notte tarda o nei fine in ufficio sinistri improvvisettimana. Gliene sono molto sato, rispettando comunque grato. le distanze di sicurezza tra i posti di lavoro. Soprattutto la centrale ETI ha operato a pieno regime. Quali misure sono state adottate per poter smaltire la forte mole di richieste?

Abbiamo raddoppiato il numero di addetti alle cancellazioni già durante la prima ondata. Non è stato facile. I

Quale capitano del TCS deve guidare la nostra nave attraverso gli scogli: cosa ci vuole per una buona gestione della crisi?

Un’adeguata preparazione, sangue freddo, decisioni rapide e condivise. Lei è al timone del TCS dal 2016. Quest’anno è stato il più difficile?

È stato certamente un anno molto intenso che ha richiesto provvedimenti straordinari. Eppure non abbiamo potuto trascurare le attività correnti. La vita continua e si sviluppa a dispetto, o meglio, con il coronavirus. Abbiamo ad esempio messo in piedi la nuova assistenza casa TCS Home nella Svizzera occidentale, avviato una hotline dedicata alla mobilità elettrica, realizzato le eMobility Days in Svizzera e continuato ad impegnarci per la sicurezza stradale. La crisi non tocca tutti i settori del TCS con la stessa virulenza. Mentre TCS Training & Events si è praticamente fermato a causa della pandemia, i campeggi hanno segnato un record d’affluenza. Di questi tempi, un ampio spettro d’attività come

il nostro rappresenta un vantaggio strategico?

Il fulcro della nostra attività è il societariato. Fortunatamente, i nostri soci ci sono fedeli anche in questi momenti difficili. Ne sono particolarmente lieto perché dimostra quanto il TCS, che sta per compiere 125 anni, sia radicato nella realtà svizzera. È certamente utile avere un’attività diversificata anche in aree meno esposte o che, inaspettatamente, approfittano persino della crisi. Il semi-confinamento ha costretto i confederati a restare in Svizzera durante l’estate. Con i nostri 29 campeggi, abbiamo potuto contribuire a valorizzare la Svizzera come destinazione di vacanze attrattiva a contatto con la natura. La nostra offerta è stata accolta molto bene: ad oggi abbiamo registrato 730 000 pernottamenti nelle nostre strutture. È un record che conferma quant’è bella la Svizzera, e che merita di essere scoperta e girata in lungo e in largo. L’anno prossimo segna una data importante per il TCS. Sarà un 125° sotto tono?

medica sono stati tanto sollecitati. La crisi ha fatto crescere la popolarità dell’automobile e della bici – e quando la gente si muove, il TCS è lì, pronto ad intervenire. Il TCS fornisce un prezioso aiuto per molti imprevisti della vita quotidiana. La sua offerta può essere estesa ad altri ambiti?

Come detto prima, stiamo ampliando i nostri servizi; ricordo la nuova assistenza casa che proponiamo ai nostri soci. In caso di guasto all’impianto elettrico o acqua ci pensa il TCS ad organizzare un intervento immediato a domicilio. Collaboriamo con imprese artigiane locali ed attiviamo il servizio di picchetto per i soci. In fondo, si tratta di un ulteriore tassello di mobilità, oggi i confini fra dentro e fuori casa stanno svanendo, specie per chi possiede un’auto elettrica. Il TCS è molto impegnato nella mobilità elettrica. In che senso questo influisce sul modello di business?

La svolta elettrica è inarrestabile; a titolo privato basti Nient’affatto. Festeggeremo dire che nessuno dei miei colil giubileo in barba alla crisi. leghi che sono già passati ad Prevediamo dei fantastici un’auto elettrica tornerebbe eventi in numerose città sviz- indietro. Il TCS dal canto suo zere. si è adattato. «Il nostro personale Oggi, la nostra Il 2020 non Patrouille rifa un lavoro si è ancora mette in careccezionale per chiuso. Cosa reggiata anche traghettare il TCS augura al TCS veicoli elettrici da qui a fine guasti. E tra le onde» anno? Jürg Wittwer chiunque abbia Un Avvento bisogno di una tranquillo, vacanze di Natale stazione di ricarica o di conserene e a tutti, soci e collasulenza qualificata può rivolboratori, di rimanere in gersi al TCS. buona salute. Quali lezioni trae dalla crisi Covid per il futuro del TCS?

Il TCS svolge un ruolo importante per la Svizzera e i soci. Mai come durante la pandemia il TCS Libretto ETI e i consigli della nostra équipe

Dove vede il TCS fra vent’anni?

Siamo e saremo sempre al fianco dei nostri soci, ovunque e in qualsiasi momento abbiano bisogno di noi, in viaggio o a casa – sempre a portata di chiamata. ◆

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TCS eCharge: è semplice ricaricare un’auto elettrica Da dieci anni, il TCS s’impegna fortemente a favore della mobilità elettrica. Già oggi, propone ai suoi soci soluzioni pragmatiche e moderne, ad esempio l’applicazione TCS eCharge. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER

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on quasi 5000 stazioni di ricarica elettrica, la Svizzera dispone di una delle reti pubbliche più fitte d’Europa. In teoria 8,6 veicoli si condividono un punto di ricarica, essendo 43 000 le auto puramente elettriche immatricolate nel nostro paese. Nonostante il rapido sviluppo dell’infrastruttura, da potenziare ulteriormente, il rifornimento in viaggio sarebbe tuttora uno dei principali ostacoli all’acquisto di un veicolo con la spina: come emerge dal recente Barometro TCS dell’elettromobilità, il 41% degli intervistati ritiene infatti insufficiente il numero di colonnine pubbliche. Una persona su sette considera poi la procedura di ricarica troppo complicata. Nonostante queste riserve, l’elettromobilità finirà per affermarsi. Infatti, secondo lo studio, la metà degli svizzeri non esclude di muoversi con un’auto elettrica in futuro.

Accesso a oltre 48 000 stazioni Quale maggiore club della mobilità in Svizzera, il TCS è chiamato a plasmare il cambiamento. Una sfida questa che ha raccolto senza esitare, come spiega Bernhard Bieri, direttore della divisione Club: «Vogliamo accompa-

gnare i nostri soci verso la mobilità del futuro proponendo loro consigli e tanto savoir-faire, ma anche soluzioni concrete. Ad esempio, forniamo dispositivi propri per la ricarica domestica che il pattugliatore del TCS provvede ad installare al domicilio del cliente; inoltre lo istruisce sull’uso, offrendo un servizio completo. In caso di guasto, garantiamo la sostituzione entro sei ore».

Viaggiare in elettrico anche più lontano È vero che il 90% delle operazioni di ricarica avviene a casa o a destinazione. Tuttavia, per le distanze più lunghe gli automobilisti devono ovviamente potersi servire di punti di ricarica sul percorso. «Ci occupiamo anche di questo per i nostri soci», conferma così Bernhard Bieri. «In collaborazione con Swisscharge abbiamo messo a punto una propria app e tessera per ricarica. TCS eCharge consente di accedere a oltre 48 000 punti di ricarica pubblici in tutta Europa. Utilizzando la carta di credito TCS, i soci beneficiano poi di uno sconto del cinque percento sul costo della ricarica. Inoltre, il TCS si impegna per accelerare la creazione di una rete di ricarica rapida e rendere le ta-

64 touring | dicembre 2020 / gennaio 2021

riffe quanto più trasparenti». TCS eCharge non indica solo le stazioni che si trovano nelle vicinanze; l’app permette anche di pagare direttamente la ricarica, senza tassa base o d’abbonamento. In caso di problemi il TCS presta supporto telefonico 24/7. Grazie all’app, si possono programmare ed affrontare viaggi più estesi, in tutta tranquillità.

Il TCS informa dalla A alla Z Soprattutto ora che stiamo entrando nel caldo della svolta elettrica il TCS intende affiancare i suoi soci con informazioni e consigli pratici. «Da luglio 2020 offriamo una hotline dedicata alla mobilità elettrica per rispondere ai quesiti dei nostri soci in tema», afferma Bernhard Bieri. Da segnalare poi la funzione di ricerca auto sul sito TCS, che agevola notevolmente la scelta di un veicolo adatto ai propri bisogni e al budget personale. È opinione diffusa che le auto elettriche costino troppo – il 49 percento degli intervistati nell’ambito dell’E-barometro ne giudica troppo alto il prezzo d’acquisto. Eppure il mercato offre già oggi una decina di modelli per meno di 35 000 franchi. Inoltre, il TCO (total cost of ownership),

ovvero il costo totale di proprietà per tutta la vita utile del veicolo è notevolmente più basso rispetto a quello delle propulsioni convenzionali. Soltanto i prezzi di listino sono sempre relativamente elevati. Per orientare i soci sugli sviluppi del mercato, il TCS prevede di riproporre le giornate eMobility già organizzate con successo negli ultimi due anni: in diverse località della Svizzera, gli interessati potranno farsi un’idea della vasta offerta di veicoli elettrici, farsi consigliare da esperti e, come clou, provare su strada i modelli di ultima generazione. ◆

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Una delle 4958 stazioni La Svizzera vanta una delle reti pubbliche di ricarica più capillari d’Europa.

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TESTO DOMINIC GRAF | FOTO FABIAN HUGO

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arlis Stampfli preferisce andare sul sicuro. La 73enne si è già rivolta alla hotline tre volte e si dice stupefatta della qualità del servizio fornito. Residente a Zauggenried (BE), è affiliata al TCS da mezzo secolo – ed orgogliosa di esserlo. «Il Touring Club non mi ha mai delusa e mi ha aiutata in numerose situazioni difficili. Quest’anno, ad esempio, il mio partner ed io abbiamo dovuto rinunciare ad un viaggio prenotato da tempo. Grazie al Libretto ETI, che possiedo da decenni, il TCS si è assunto le spese di annullamento».

Al fianco del socio fuori e dentro casa Oltre alla protezione viaggi e al soccorso stradale, la signora Stampfli è titolare della TCS Protezione giuridica privata e TCS Protezione giuridica circolazione. Così, quando tre anni fa le capita fra le mani il volantino promozionale per TCS Home, non esita ad informarsi in dettaglio sulla nuova offerta. Il colloquio con una collaboratrice del club la convince ad aggiungere TCS Home ai prodotti già fruiti. Unico interrogativo, il prezzo non indifferente di 99 franchi all’anno. Ma a pensarci bene, non è poi esagerato se ottengo davvero le prestazioni promesse, si dice la nostra socia di lunga data. La pa-

drona di casa sa per esperienza che un guasto apparentemente banale può rivelarsi complicato, tanto da richiedere l’intervento di un tecnico qualificato. Allora occorre cercare l’artigiano o specialista adatto e fissare un appuntamento. Il che può essere difficile soprattutto se il guaio si verifica al di fuori degli orari di servizio, i fine settimana o durante le ferie e chiusure aziendali. Talora è impossibile aspettare con la riparazione, ad esempio se il riscaldamento fa le bizze in pieno inverno.

Se si rompe la caldaia o lo scarico del wc Con TCS Home, si può stare tranquilli. «Ho un numero che posso chiamare in ogni momento per segnalare il danno. Al resto provvede il TCS». Marlis Stampfli lo ha sperimentato di persona. E a più riprese. L’anno scorso per un problema con la caldaia e quest’anno quando gli scarichi di due water – in casa ci sono tre toilette – si sono rotti contemporaneamente. In entrambi i casi è stata assistita con solerzia al telefono e dopo alcuni accertamenti per evitare ulteriori danni, il suo interlocutore le ha inviato un artigiano che ha aggiustato il danno sul posto, il giorno stesso. Il cliente non deve neppure preoccuparsi per quanto riguarda i costi dell’intervento. «Le due fatture sono state pa-

gate direttamente dal TCS, senza burocrazia» racconta Marlis Stampfli. Dal canto suo, ha apprezzato specialmente il fatto che conoscesse le ditte incaricate e che il TCS si appoggi a gente di mestiere nella regione. Senza esserne consapevole, la signora mette in risalto un aspetto importante del servizio. Con questa offerta di assistenza domestica, il TCS mira infatti a creare una rete regionale di imprese artigianali indipendenti e serie. Invece di fare concorrenza a chi opera già in zona, il TCS funge da intermediario, tiene a precisare il capo progetto Daniel Wyss: «D’altronde gli artigiani ci sostengono attivamente. Succede regolarmente che veniamo contattati da professionisti desiderosi di partecipare al nostro progetto».

Aiutare è la nostra forza e missione TCS Home consente al maggior club della mobilità della Svizzera di portare, dalle strade nelle case, la competenza che lo contraddistingue da sempre: soccorrere chi si trova in difficoltà. Ed il servizio risponde ad un reale bisogno: «Impianti idrico sanitari che perdono, scarichi intasati, radiatori che non funzionano, lavastoviglie allagate – ecco i problemi più frequenti che abbiamo risolto con successo» illustra Daniel Wyss. Il servizio si trova an-

cora in fase sperimentale e viene testato in regioni selezionate, altre seguiranno. «Quest’autunno abbiamo lanciato TCS Home in tutta la Svizzera romanda nonché nei cantoni Vallese, Berna, Basilea Città e Basilea Campagna. Inoltre attualmente stiamo valutando quali ulteriori elementi integrare come pure l’opzione di estendere il servizio, dai proprietari d’immobili, anche ai locatari, spiega il responsabile. ◆

PRONTO INTERVENTO CASA Guasto all’impianto acqua o elettrico, al riscaldamento, alla serratura della porta d’ingresso o alla lavatrice? Per ogni emergenza basta chiamare TCS Home che mobilita il professionista richiesto. Ecco come procedere: 1. Disponibilità 24/7, la hotline risponde alle chiamate giorno e notte. 2. Una prima consulenza telefonica permette di circoscrivere il danno. 3. Se il problema non può essere risolto al telefono, TCS Home incarica un artigiano specializzato. 4. Questi si attiva nei tempi più brevi possibili e ripara il guasto presso il cliente. Il TCS prende a carico i costi dell’intervento. Maggiori informazioni su tcs-home.ch

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CLUB

Soccorso d’emergenza in frangenti difficili Doveva essere una bella vacanza in barca a vela di prim’autunno. Ed infatti tutto va per il meglio. Ma prima di rientrare in Svizzera, Giovanni Conte si ammala gravemente su un’isola nel Golfo di Napoli. È solo, lontano dai suoi cari. Grazie all’accorto intervento del TCS il ticinese viene rimpatriato d’urgenza ed è ora sulla via della guarigione. TESTO JULIANE LUTZ

A

l termine del viaggio in barca a vela da Antibes a Procida in compagnia del nipote e degli amici, Giovanni Conte rimane sul veliero attraccato nel porto della piccola isola; vuole finire di sistemare, mentre gli altri rientrano in Svizzera. Scoppia un incendio a bordo che l’82enne riesce a spegnere con l’estintore. Tuttavia dopo un poco, avverte dei forti dolori al torace, e gli viene la febbre alta. «Mio padre era da solo sulla barca, ma eravamo in contatto con la capitaneria del porto di Procida, lì si sono accorti che qualcosa non andava», racconta il figlio Mario, che ci narra i fatti al telefono. «Hanno chiamato l’ambulanza perché papà sembrava disorientato e confuso, vaneggiava, probabilmente per la febbre». L’anziano viene

portato al presidio medico dell’isola. Quando i figli ne vengono informati, decidono di recarsi immediatamente sul posto, preoccupati dopo la telefonata avuta con il padre, che fanno fatica a capire. «Sapere nostro padre in queste gravi condizioni, da solo su una piccola isola vicino a Napoli ci ha angosciato», racconta Mario Conte. Al solo ricordo, la voce di Mario Conte tradisce ancora l’ansia suscitata dalla diagnosi del medico che trovano al loro arrivo nel piccolo ambulatorio: polmonite acuta, probabilmente provocata dalla polvere secca respirata mentre l’uomo spegneva le fiamme. Il figlio avverte immediatamente la centrale d’intervento ETI. Appena ricevuta la chiamata, gli operatori si mettono in

contatto con il medico di famiglia del socio in Ticino che conferma che il suo paziente soffre già di problemi polmonari. Parlano anche con il dottore sull’isola campana per avere un quadro preciso della situazione e accertare se il socio sia in grado di essere trasportato in Svizzera oppure se basterebbe trasferirlo in una clinica più attrezzata sulla terraferma.

Aiuto rapido e competente Dopo ulteriori chiarimenti, gli addetti ai soccorsi all’estero del TCS attivano le misure necessarie: un’ambulanza con infermiera e medico a bordo viene inviata sull’isola in traghetto per prendere in consegna il paziente e trasportarlo all’aeroporto di Napoli dove lo attende già l’equipaggio dell’aereo che lo porterà Il porto di Procida richiama immagini di vacanze spensierate. Per Giovanni Conte finiscono purtroppo in ospedale.

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L’ESPERTO TCS a Milano. Da qui Giovanni Conte viene trasferito, di nuovo in ambulanza, all’ospedale Civico di Lugano. «Tutto è stato organizzato alla perfezione. Il rientro è durato appena tre, quattro ore», ricorda Mario Conte, che è rimasto al fianco del padre per tutto il tempo, anche durante il volo. Si dice impressionato dall’efficienza, professionalità e gentilezza di tutte le persone coinvolte nell’operazione di soccorso, in primis medici e infermieri, a terra e in aria.

MAURITIUS IMAGES/ HEMIS.FR

La sicurezza in valigia

TCS LIBRETTO ETI LA PROTEZIONE VIAGGI IN CIFRE Nel 2019 sono stati trattati e liquidati 6912 casi per malattia, infortunio o decesso nell’ambito del Libretto ETI. In totale si sono effettuati 1403 rimpatri in Svizzera. Sette dottoresse e dottori svolgono ogni giorno degli accertamenti medici in seno alla TCS Assistenza alle persone. Ove necessario, un’equipe di altri quattro medici e cinque infermieri accompagnano i pazienti nei trasporti sanitari. Muoversi sicuri – grazie alla protezione viaggi ETI Affinché possiate godere delle vostre meritate vacanze e gite fuoriporta, siamo sempre al vostro fianco, in Svizzera e all’estero, 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana. Basta una chiamata e i nostri esperti turistici, pattugliatori e medici vi aiuteranno, in maniera rapida e competente. Maggiori informazioni su tcs.ch/eti oppure allo 0800 140 000

IN VIAGGIO

Aria di Natale a bordo, cosa dice il codice?

«

In vista delle feste natalizie mi piace decorare casa. Vorrei però addobbare pure la mia auto. Mi chiedo se è consentito oppure ci sono precisi limiti imposti dalle normative?»

PICTURE PRESS

Lo stato di salute di Giovanni Conte è tanto serio da richiedere un soggiorno in ospedale di tre settimane. Quando, poco prima della chiusura del giornale, la redazione Touring prende contatto con il figlio, questi c’informa che il padre si trova nella Clinica di riabilitazione di Novaggio dove dovrebbe rimanere almeno altre due settimane. Il paziente non vedrebbe però l’ora di tornare a casa a Magliaso e alla vita di sempre. «Grazie alle competenze del personale e alle ottime attrezzature della Clinica di Novaggio, si sta riprendendo», si rallegra Mario Conte. Tutta la famiglia possiede il TCS Libretto ETI, da tanti anni: «Ma quest’esperienza ci ha mostrato fattivamente quanto sia importante tutelarsi contro gli imprevisti in viaggio», dichiara sollevato. •

TESTO VERA BEUTLER

Nel periodo prenatalizio può decorare la Sua casa dando sfogo alla fantasia con luci, ninnoli e un tripudio di colori. Il veicolo, per contro, deve in ogni momento essere idoneo alla circolazione e in perfetto stato di sicurezza anche durante l’Avvento. A cominciare dalla visuale verso l’esterno. Secondo la pertinente ordinanza, il conducente deve poter osservare liberamente la carreggiata al di là di un semicerchio di 12 m di raggio. Sui vetri, dentro e fuori, non deve quindi apporre accessori suscettibili di intralciare la visuale e ridurne la trasparenza a meno del 70 percento. Bando quindi a grandi ciondoli a forma di Babbo Natale appesi allo specchietto retrovisore e adesivi sul parabrezza o sui finestrini anteriori. In via di massima potrà incollare un paio di piccole stelline a quelli posteriori. Gli ornamenti sui veicoli non devono distrarre eccessivamente l’attenzione degli altri utenti della strada. Non devono avere luce propria né essere illuminati o lumi-

nescenti. Niente renne lampeggianti quindi, né nell’auto, né attaccate alla carrozzeria. Per quanto simpatici, se gira con gingilli di questo genere rischia di essere multato da un agente addetto alla sicurezza stradale. Le decorazioni natalizie, come qualsiasi altro oggetto trasportato, devono essere fissate saldamente. Non devono potersi staccare né mettere in pericolo gli occupanti. Si accerti inoltre che non La infastidiscano guidando. Eventuali figurine quali angeli di Natale vanno assicurate bene, in modo che non volino attraverso l’abitacolo in caso di brusche manovre di frenata. • Vera Beutler, dr. iur. responsabile di «lex4you».

LEX4YOU «lex4you» è una piatta-forma interattiva di consulenza giuridica per la vita di tutti giorni – comprensibile, attuale e pratica. Il TCS è al vostro fianco per le questioni giuridiche. lex4you.ch

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FORUM

Scriveteci…

touring impressum

Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata.

Rivista del Touring Club Svizzero Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE)

Il sole a mezzanotte Nel 1969 decisi di partire per il Nord, alla scoperta del sole di mezzanotte. Per non attraversare la Germania due volte, scelsi di passare per Mosca. Dopo una meticolosa preparazione e munito dei visti necessari, potetti finalmente mettermi in viaggio alla fine di maggio 1970. Feci tappa a Praga, Varsavia, Mosca, Leningrado, Helsinki. Superato il punto di triplice frontiera tra Svezia, Norvegia e Finlandia giunsi a Bodø giusto in tempo per godermi lo spettacolare fenomeno. La mia inglesina non passò certo inosservata. Specie in Russia la gente mi chiedeva: «Ma dov’è il motore»? Oppure: «Quanto costa un’auto così»? Lungo il tragitto caricai alcuni autostoppisti, fra cui un soldato dell’Armata rossa che volette scendere un chilometro prima di arrivare al suo villaggio e una contadina con tanto di gallina viva al seguito. Al ritorno, sul tratto dell’A1 appena inaugurato poco prima dello svincolo di St. Margrethen,

Troppi limiti di velocità

Una mattina verso le 9.30 ho preso l’autostrada a Rancate in direzione Lugano. Il percorso era limitato a 80 km/h forse per la pioggia. Arrivo a Bissone inizio ponte diga e c’è il cartello 100 km/h, a metà ponte 80 km/h, a fine ponte, inizio galleria, 100 km/h, poi in galleria fino uscita Lugano, 80 km/h. Non vi sembra che un utente possa andare in confusione per quattro cambi di velocità sulla stessa strada in circa un chilometro? Forse per incassare multe? Patricio Calderari @ Un po’ di educazione!

Mi capita spesso di incrociare motoveicoli con i fari abbaglianti accesi… non è perché c’è qualcuno seduto sul seggiolino posteriore, ma è a causa del conducente che volutamente li mette nella posizione abbaglianti! Per chi incrocia questi maleducati la situazione è di grande disturbo. Ho anche

Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf

Venuti da lontano Una piccola in giro per il grande mondo.

persi il giunto cardanico anteriore. Raccolsi i pezzi e li fissai con un filo metallico. Riuscii a rientrare a Berna guidando con attenzione. Werner Burri @

Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch

sentito che per la loro maggior sicurezza alcuni «maestri di scuola guida» consigliano gli allievi ad adottare questo comportamento scorretto. Un altro problema che ho costatato, questione posteggi: mi capita spesso di vedere automobilisti che parcheggiano i loro veicoli fuori dalle linee indicate. Questa situazione «po-

trebbe» anche essere sorvolata se i parcheggi a disposizione fossero tanti e liberi. Capita però spesso che questi signori e/o signore (maleducati/e) occupino due parcheggi con una sola auto, quando i posti liberi sono limitati a scapito di altri che devono girare in tondo alla ricerca di un posteggio.

Due grandi amori

auto abbia meno acciacchi del suo pilota. Se potesse parlare ne avrebbe di storie da raccontare.

Ho comperato la mia Fiat 600 D nel marzo del 1962. È stata la mia unica vettura acquistata veramente nuova, e mi ha accompagnato tutta la vita. Dopo un amorevole restauro, e trascorsi più di cinquant’anni, la possiedo ancora. Recentemente ho festeggiato con la mia adorata famiglia e la mia amata auto il 50º di matrimonio. Tutto sommato sembra che la mia

Rinaldo Bottinelli @

Egidio Lovaldi @

La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).

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Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Susanne Troxler (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 69 936 Totale: 1 133 461 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch Vantaggi socio Marcel Zimmermann Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00


TOUROLINO

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«Tourolino» ama i Brunsli più di tutto e ha scoperto una vecchia ricetta per questi biscotti natalizi che desidera condividere con te. Li adoreranno pure nonni e padrini.

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Gustosi regali fatti in casa

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TESTO SUSANNE TROXLER | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER

RICET TA + LAVORET TO

Brunsli a cubetti in vasetti di marmellata Ingredienti/materiale: 200 g zucchero, 500 g nocciole macinate, 250 g cioccolato nero, 2 pizzichi di cannella, 10 cucchiai d’acqua o di caffè forte senza caffeina; zucchero per guarnire, mattarello, spatola, piatti grandi o teglie da forno, vasetti grandi di marmellata vuoti. Impasto: mescolare bene lo zucchero, le nocciole e la cannella in una ciotola. Rompere a pezzetti il cioccolato e scioglierlo lentamente in una ciotola a bagnomaria. Unire il cioccolato liquido al caffè o all’acqua e agli altri ingredienti. Lavorare il tutto con le mani fino ad ottenere un impasto compatto che non attacca. Preparazione: cospargere il piano di lavoro con un po’ di zucchero in modo che l’impasto non attacchi. Stendere poi la pasta formando un quadrato con uno spessore di circa 5 millimetri. Con un coltello tagliare i bordi irregolari e metterli da parte. Tagliare dei quadrati di circa 1 centimetro e metterli su un piatto o direttamente sulla teglia. Se la pasta è troppo appiccicosa, usare una spatola. Impastate nuovamente i bordi tagliati, stendeteli e tagliateli a quadrati fino ad usare tutta la pasta. Lasciare asciugare i Brunsli all’aria per circa 24 ore. Confezione: decorare i vasetti con i dolciumi a piacimento, fai uso della tua immaginazione!

CONCORSO ONLINE

PREMIO

Come vai in slitta Davos giù dai pendii innevati senza pericolo di incidente? •

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A. Sedendo in posizione eretta e mettendo i piedi sui pattini anteriori. B. Attacco la mia slitta assieme a quella del mio miglior amico o amica. C. Mi metto disteso a pancia in giù.

Partecipa al concorso entro il 17.1.2021 collegandoti al nostro sito internet touring.ch. Buona fortuna!

In palio un set di giochi con una pista di biglie «GraviTrax Pro, il gioco di società «Viaggio in Svizzera» e il puzzle 3-D della Lamborghini per un totale di 130 franchi, generosamente offerto da Carlit + Ravensburger. La risposta corretta del concorso n. 11 era A.

Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.

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IN GIRO CON

ROLAND COLLOMBIN

Sapori vallesani nel bar di un discesista leggendario Medaglia d’argento in discesa ai Giochi olimpici invernali del 1972, gravemente infortunato a due riprese a Val d’Isère nel 1974 e 1975, il fenomeno di Versegères dirige ora con successo un bar specializzato in raclette. Incontro a «La Streif» di Martigny. TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO VALÉRIE PINAUDA

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ncorniciate sulle pareti del locale, le pagine ingiallite del quotidiano La Suisse, ormai scomparso, raccontano vecchi exploit. Meno sbiadito e ben visibile, il manifesto del documentario della RTS «Un duel au sommet» (in italiano «Il duello infinito»), uscito nel 2018. Bernhard Russi contro Roland Collombin ai Giochi di Sapporo, nel 1972. Oro in discesa per l’urano, tecnico meticoloso, e argento al vallesano, simpatico scavezzacollo… Oggi, nel suo bar «La Streif», il titolare ride di questa rivalità: «Bernhard è venuto qui a mangiare, da amico, come Franz Klammer d’altronde». Ed è felice dell’impatto che il documentario televisivo ha avuto sulla frequentazione del bar per raclette, aperto a fine del 2014 a Martigny-Bourg.

Da Collombin, ora si può addirittura rompere un tabù che per molto tempo ha prevalso nella stampa sportiva: non evocare mai Val d’Isère – «Val de misère» – e le due spettacolari cadute del 1974 e 1975 che hanno messo fine alla carriera sportiva, dopo una doppia frattura delle vertebre. «Fino ad allora avevo avuto fortuna. Su consiglio dei medici ho preferito non sfidare più la sorte. Ad ogni modo non avevo più bisogno di dimostrare qualcosa», ci confida. 72 touring | dicembre 2020 / gennaio 2021

cipo per almeno quattro persone! Da me tutto è più semplice, si può venire da soli e farsi servire già dalle 17». Senza dimenticare una posizione ideale nel cuore del quartiere animato del Bourg, eccezion fatta per le attuali restrizioni.

Appassionato di velocità La sua riconversione sarà inizialmente un po’ caotica. Mentre Russi mantiene la notorietà grazie alla pubblicità, Collombin se la gode. «Ho approfittato della vita e sono stato criticato per questa scelta», confessa. Per trovare una pista Collombin bisogna infatti lasciare la sua Val de Bagnes natale e recarsi nel comprensorio di Nax Mont-Noble, nella Val d’Hérens. Senza rancore, il vallesano preferisce riderci su: «Forse esisterà dopo la mia morte!».

La raclette, liberamente La saggezza arriverà con il matrimonio e gli impegni familiari – due figli oggi adulti. Nel 1985, apre a Versegères il bar «La Colombe», suo soprannome nei momenti di gloria, e parallelamente nel 1988 riprende dal padre il commercio di bibite. La prossimità di Verbier e delle piste gli garantisce buoni affari e così nel 1992 vende «La Colombe». «La Streif» – una strizzata d’occhio a Kitzbühel, la «regina delle piste» che s’è concesso il lusso di ridiscendere due anni fa – è la sua ultima sfida. Rivendica il successo sulla base di un’idea semplice: «Si vanta il formaggio per raclette di Bagnes, ma provate a mangiarne nella valle senza riservare in anti-

Se lascia il suo fornello, lo fa specialmente per occuparsi della promozione dei vini che tre cantinieri del Basso Vallese producono a suo nome. Circa 15 000 bottiglie l’anno, firmate Roland Collombin. Per l’appassionato di velocità è l’occasione di percorrere le strade svizzere – era in Ticino poco prima del nostro incontro – al volante d’auto potenti come le Porsche, la sua marca preferita da anni. Insomma, l’entrata nella terza età è molto attiva per colui che confessa di non aver «mai amato il lavoro» e che soffierà 70 candeline il prossimo febbraio. La chiave del suo brio risiede forse in quel senso della convivialità che, da buon vallesano, continua a coltivare. E quindi, già sin d’ora, tanti auguri e… salute, «La Colombe»! ◆

«Fino ad allora avevo avuto fortuna. Su consiglio dei medici ho preferito non sfidare più la sorte» Roland Collombin già campione di discesa e ristoratore, Martigny

Ricordi Roland Collombin e un ingrandimento fotografico della gara ai Giochi di Sapporo (1972).


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GIOCA & VINCI

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GRANDI OCCASIONI per vincere

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OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI IN PALIO il nuovo iPhone 12 5G 128 GB Valore CHF 939.– Il nuovo iPhone, lanciato di recente, definisce ancora una volta nuovi parametri. Il chip A14 Bionic è il più veloce mai installato in uno smartphone. Il display OLED da 6,1” colpisce per la risoluzione di 2532×1170 pixel con 460 ppi e offre i migliori risultati anche in modalità video. La registrazione viene effettuata con Dolby Vision. La fotocamera è dotata di un grandangolo e di un obiettivo ultragrandangolare con zoom digi-

tale, entrambe le fotocamere funzionano perfettamente anche in modalità notturna. Il dispositivo si avvia tramite riconoscimento facciale. L’iPhone 12 è uno dei primi dispositivi a funzionare nello standard 5G. Quanti milioni di franchi ha stanziato la Confederazione per il settore sportivo a causa della pandemia? Inviate un SMS con tmi121 xxx (xxx = milioni) al numero 5555.

OCCASIONE 2 – SUDOKU 1

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IN PALIO l’Apple iPad Wi-Fi + Cellular 128 GB

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IN PALIO l’Apple Watch Series 6

Valore CHF 589.–

Valore CHF 449.–

L’Apple iPad può essere utilizzato come strumento di lavoro con le applicazioni Office mentre si è in viaggio. Tuttavia, grazie alle sue prestazioni è particolarmente indicato per il gioco, lo streaming e la navigazione. Anche le videoconferenze via FaceTime e altre applicazioni funzionano perfettamente. Il display da 10,2” ha colori intensi e contrasti cristallini. Il tablet, estremamente interessante, viene avviato tramite Touch-ID.

Il nuovo Apple Watch Series 6 non è solo bello da vedere, ma con i suoi tanti sensori può fare molto più di un classico orologio. Misura costantemente il livello di ossigeno nel sangue, può fare un ECG, registrare le attività di fitness – sempre e ovunque, per una vita sana e attiva. Vengono visualizzate umidità e pressione dell’aria, posizione del sole, altitudine ecc. Ed è possibile anche telefonare senza avere il cellulare, basta un abbonamento di telefonia mobile.

Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi122 e le tre cifre al numero 5555.

Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi123 e le tre cifre al numero 5555.

Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.

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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.


TICINO Bollettino della Sezione Ticino

#12/1 | Dicembre 2020 / Gennaio 2021

La Sezione Ticino augura a tutti i suoi Soci

Buone Feste e sereno 2021... ...a pagina 76


SEZIONE TICINO

Festività natalizie Grazie a tutti!

La Sezione Ticino del TCS desidera ringraziare tutti i suoi Soci per la fiducia e la vicinanza mostrate in occasione dell’anno appena trascorso. Un anno particolarmente difficile, durante il quale l’incertezza creatasi con la pandemia da Covid-19 ha fatto da padrona, plasmando le nostre abitudini. Mesi durante i quali abbiamo dovuto cambiare più volte approccio personale e professionale, chiudere, riaprire, adattarci ed essere coraggiosi. Nel momento in cui stiamo scrivendo questo ringraziamento e arrivederci al 2021, non sappiamo ancora come evolverà la situazione nel periodo di festività natalizie, quel che ci auguriamo è che possiate tutti passarle serenamente in famiglia e con il desiderio che il prossimo anno possa portare ciò che il 2020 non ha saputo darci: tranquillità emotiva, salute e un graduale ritorno alla normalità. È arrivata la fine dell’anno e con esso anche il momento di tirare le somme. Ripercorrere il 2020 senza menzionare ciò che ha cambiato i piani di tutti sarebbe impossibile, ci terremmo però a

raccontarvi, lasciando per un momento da parte aspetti che sono al di fuori del nostro controllo, ciò che di buono è stato fatto. Siamo un club, e come tale, viviamo di relazioni. I cambiamenti, a partire dalla nostra organizzazione, non sono mancati. Il rinnovo del Comitato, con l’arrivo di sette nuovi membri e del sottoscritto neoeletto, ha portato una ventata di novità in «casa»; sono innumerevoli le idee e i progetti sui quali siamo già al lavoro e dei quali comincerete a vedere i primi risultati nel 2021. È stato sviluppato un piano di lavoro che vedrà i Gruppi locali del TCS lavorare in sinergia, con il fine di dare un’immagine ancora più solida del Club e un maggiore senso di unione e coesione sul territorio. Il 2020 non è stato solo un anno dedicato al miglioramento dei servizi e prodotti già esistenti, ma anche di creazione e ampliamento. Ci riferiamo ad esempio all’apertura del Servizio di vendita auto – da subito molto richiesto – per andare incontro alle esigenze dei Soci che desiderano vivere il processo di acquisto e vendita di un’auto d’occasione con maggiore chiarezza e tranquillità; al Servizio di sanificazione all’ozono, ideato per eliminare gli agenti patogeni e garantire così maggiore sicurezza e pulizia all’interno dell’abitacolo del proprio veicolo; al Servizio Controllo roulotte 100km/h, per essere sicuri di viaggiare a norma anche all’estero e al Servizio diagnosi, ideato per dare supporto tecnico ai garage più piccoli. Un’altra novità è stata l’apertura – in

TCS SEZIONE TICINO

Punto di contatto via alla Chiesa 10, 6802 Rivera Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e controlli tecnici.

Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout

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84 000 copie 10 volte all’anno Marco Colandrea Sara Bönzli (TCS)

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pieno «lockdown» – del canale YouTube come ulteriore mezzo d’informazione, rendendo così ancora più capillare la comunicazione ai propri Soci. Le novità non sono certo mancate, quello che invece è mancato è stato il non potervi vedere con la stessa frequenza di prima, quel piacevole dialogo che contraddistingue una realtà locale. Ora è giusto così, limitare i contatti evitando assembramenti per cercare di uscirne al più presto e più forti di prima. Buone feste e arrivederci al 2021! Il presidente della Sezione Ticino del TCS Avv. Fabio Stampanoni

Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581, 6802 Rivera sezioneTI@tcs.ch Stampa

dicembre 2020 / gennaio 2021

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Per il viaggio: ViaCard, Bollo ecologico (D), Telepass (I, F, E, P), Patente internazionale, Vignetta autostradale per CH e Austria, info e pagamenti Pedemontana Telefono 091 935 91 35, Fax 091 935 91 20 sezioneTI@tcs.ch, www.tcs-ticino.ch


SEZIONE TICINO

Guido io? Guidi tu?

Per la sicurezza di tutti: chi guida, non beve!

«

GUIDO IO? GUIDI TU?»: questo il titolo della campagna di sensibilizzazione promossa dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto “Strade Sicure” patrocinato dal Dipartimento delle istituzioni. Obiettivo: prevenire i rischi legati all’abuso di alcol alla guida, con una particolare attenzione all’imminente periodo natalizio. Il momento delle festività, seppur inevitabilmente segnato in questo 2020 dalle restrizioni legate all’emergenza sanitaria, è infatti sovente sinonimo di brindisi e di momenti di convivialità in famiglia o tra conoscenti. Ecco che allora è bene ancora una volta ricordare una semplice regola affinché il tempo dedicato alla serenità non prenda una brutta piega: chi guida non beve.

Foto: Polizia cantonale

Quest’anno gli agenti impiegati nel servizio di pattuglia provvederanno a distribuire un prospetto informativo che riporta in modo chiaro tutti gli aspetti di cui occorre tener conto sul tema dell’alcol alla guida. Allo stampato sarà inoltre allegato un utile gadget: si tratta di un

portachiavi con una moneta da usare per sorteggiare chi sarà chiamato a condurre prima e dopo i brindisi. Quest’ultimo si impegnerà a non consumare alcolici, assumendo il ruolo di “safe-driver”. In questo modo si vuole suggerire una strategia vincente. Un piccolo sacrificio e una scelta responsabile possono infatti fare la differenza per il conducente e per tutti gli altri. Stando alle statistiche dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), nel 2019 si sono verificati in Svizzera 3’870 incidenti la cui causa principale è attribuibile all’alcol. Di questi, circa 2’400 si sono conclusi con dei danni materiali, mentre in oltre 1’400 casi vi sono state delle conseguenze per le persone con esiti che vanno dal ferimento lieve al decesso. A questi numeri si aggiungono quelli relativi alle revoche delle licenze di condurre per guida in stato di inattitudine che, sempre in Svizzera nel 2019, hanno raggiunto quota 13’128. E a tal riferimento, la Legge sulla circolazione stradale (LCStr) parla

chiaro: i conducenti devono avere le attitudini fisiche e psichiche necessarie per guidare un veicolo. In caso di dubbio è inoltre imperativo astenersi dal mettersi al volante. Durante un controllo o in occasione di un incidente, la polizia può sottoporre a un’analisi dell’alito i conducenti di veicoli e gli utenti della strada anche senza un sospetto concreto (art. 55 cpv. 1 della Legge sulla circolazione stradale). Se viene comprovata la non idoneità alla guida, diverse misure amministrative e penali sono previste.

Qui sopra, lo schema che riporta le principali misure in caso di violazione. Scegliere dunque di non mettersi alla guida in condizioni alterate significa evitare situazioni di grave pericolo e sanzioni severe. Fai una scelta responsabile. Chi guida non beve.

Ulteriori informazioni qui Un ringraziamento particolare va ai partner che aderiscono alla campagna

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SEZIONE TICINO L’ex presidente TCS Franco Felder, nel 1988, con una delle prime auto elettriche in commercio, la Microcar Spid.

Ricordiamo con gratitudine ed affetto un eminente presidente del TCS e la sua preziosa ed importante opera svolta in favore del Club.

Franco Felder Abbiamo appreso della sua scomparsa con stupore, rammarico e incredulità, perché la figura di Franco Felder faceva parte del quotidiano del TCS. Il suo attaccamento al TCS risaliva a oltre cinquant’anni fa. Infatti, nella primavera del 1966, Franco Felder venne eletto presidente del Gruppo del Luganese e nel 1970 chiamato alla testa della nostra Sezione, entrando nel contempo, a livello di Sede centrale, nel Consiglio di amministrazione e assumendo la vicepresidenza nazionale. Da subito Felder s’era distinto per le sue notevoli risorse: in particolare, quale attento osservatore della società, seppe anticipare l’evoluzione moderna della mobilità pubblica e privata favorendo sempre più la sicurezza e il rispetto dell’ambiente. In quegli anni, perorò l’insegnamento dell’educazione stradale nelle scuole, promosse le giornate giuridiche e lo studio sul regolamento per la rottamazione delle auto, avviò la costruzione del Centro tecnico di Noranco, sostenne la creazione di posteggi da affittare ai soci e diede il via alle prime giornate ecologiche «In bici col TCS». 78

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Nel 1980, eletto municipale a Lugano, Felder rinunciò momentaneamente al TCS per meglio dedicarsi alla cosa pubblica. Tornerà sette anni dopo, in qualità di Presidente centrale: carica che mantenne fino al 1996. Sotto la presidenza Felder, il TCS seppe profilarsi sulla scena nazionale assumendo il ruolo di interlocutore competente e di riconosciuta obiettività, pertanto, ascoltato con attenzione anche dalle massime istanze politiche federali. Felder ha saputo promuovere oltralpe un’immagine qualificante del Ticino e dei ticinesi, grazie al suo modo di muoversi con sensibilità ed attenzione. Il TCS poté così esprimersi autorevolmente su tutti i temi di grande importanza nazionale allora al centro di accesi dibattiti, come: Ferrovia 2000, la politica coordinata dei trasporti, le nuove trasversali ferroviarie alpine ed il loro finanziamento, i limiti di velocità e l’aumento dei dazi doganali sui carburanti. La sua attività per la vita del Club si dimostrò dinamica e innovativa: con la pubblicazione di una seconda raccolta di studi giuridici sulla circolazione stradale,

l’inaugurazione della nuova stazione mobile per il perfezionamento della guida, l’offerta di una nuova assicurazione responsabilità civile, la centrale di informazione stradale via onde radio, la costruzione della Sede centrale a Vernier e le nuove linee direttrici della politica del TCS. Felder ebbe, fra l’altro, il privilegio di festeggiare i primi cent’anni del TCS. Per la sua poliedrica attività in favore del TCS, la sua signorilità, la semplicità nei contatti, la cortesia e competenza, Franco Felder rimarrà vivo nella memoria non solo nella Sezione Ticino, ma anche nelle Sezioni confederate e soprattutto fra i molti soci e collaboratori del TCS.


SEZIONE TICINO

Una nuova postazione per combattere il Covid-19 al TCS di Rivera La Sezione Ticino del TCS, a partire dallo scorso novembre, ha messo a disposizione una parte degli spazi del suo Centro di Rivera, come base di partenza per i veicoli di pronto intervento della Federazione Cantonale Ticinese Servizio Autoambulanze (FCTSA). Un supporto logistico che permetterà – si prevede fino a marzo 2021 – di migliorare l’efficienza degli spostamenti sul territorio cantonale in caso di emergenza. L’aggravarsi della pandemia nell’ultimo periodo, nello specifico nel nostro Cantone, ha indotto il Consiglio di Stato a un’ulteriore stretta sulle misure di protezione, con il fine di arginare e limitare i contagi da Covid-19. L’aumento dei casi durante il periodo autunnale ha attivato una collaborazione tra la Federazione

Cantonale Ticinese Servizio Autoambulanze (FCTSA) e la Sezione Ticino del TCS. Una squadra di soccorritori è di picchetto 7 giorni su 7 a Rivera e dalle 2 alle 4 ambulanze stazionano sulla pista collaudi del Centro, pronte all’intervento e al trasferimento di pazienti affetti dal virus qualora si presentasse la necessità.

Una collaborazione che si aggiunge a quella nata lo scorso aprile in occasione della prima ondata del virus, durante la quale la Sezione Ticino del TCS ha ospitato, presso il suo Villaggio di vacanza di Scruengo in Leventina, i militari della Sezione 3 delle Scuole sanitare 42 dell’Esercito Svizzero.

Ampliati i Controlli tecnici a Rivera:

introdotto il servizio «Velocità 100 per rimorchi»

In Germania, a determinate condizioni, i veicoli che trainano roulotte e altri rimorchi possono circolare a 100 km/h sulle autostrade e superstrade. Le autorità tedesche, per poter circolare a questa velocità, richiedono un documento che attesti l’idoneità del rimorchio. Da questa necessità, nasce un servizio specifico del TCS.

La Sezione Ticino del TCS, grazie al nuovo servizio «Velocità 100 per rimorchi», si offre quale intermediario di fiducia per il controllo e la verifica dell’idoneità del rimorchio per circolare a norma di legge in Germania. Il controllo, che per i Soci ha un costo di CHF 80 al posto di CHF 160, è inclusivo della richiesta dell’attestato presso le autorità

tedesche e dell’etichetta «100» (obbligatoria). Un servizio utile che si aggiunge ai tanti già disponibili presso il Centro tecnico di Rivera. Novità 2021: A partire dall’1.1.2021, sulle autostrade svizzere gli autoveicoli leggeri con rimorchio il cui peso totale non supererà le 3,5 t, potranno circolare a 100 km/h. Per essere certi che il rimorchio sia idoneo, è sufficiente controllare nel libretto di omologazione, non è quindi richiesto alcun esame presso la Sezione della circolazione. Per richiedere un controllo o per avere maggiori informazioni potete visitare la pagina www.tcs.ch, oppure contattarci allo 091 935 91 35 o all’indirizzo sezioneti@tcs.ch. dicembre 2020 / gennaio 2021

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È nata «in bicicletta»,

la rivista ticinese che promuove la mobilità lenta Lo scorso 14 ottobre, presso lo Stadio di Cornaredo a Lugano, è stato presentato il primo numero della Rivista «in bicicletta», un progetto nato dalla Federazione Ticinese di Ciclismo (Ticino Cycling) con il fine di promuovere e incentivare la pratica del ciclismo a tutti i livelli. Valori che sposano quelli del TCS, nato nel

1896 proprio grazie alla volontà di un gruppo di ciclisti, e che coglie quindi questa opportunità per collaborare, a partire dal 2021, per progetti di comune interesse volti a favorire la mobilità lenta. Tra queste menzioniamo: l’educazione stradale, l’attività della bicicletta e dell’e-bike come anche la promozione

del territorio. Per scoprire com’è nata la rivista e quali sono i futuri obiettivi dell’associazione abbiamo fatto qualche domanda all’ex corridore nonché segretario di Ticino Cycling, Rubens Bertogliati.

È stato da poco presentato il primo numero della Rivista «in bicicletta», un nuovo progetto che ha il fine di promuovere il ciclismo in Ticino. Com’è nato questo progetto? Il primo motivo è che sentivamo ormai da tempo il bisogno di comunicare in maniera più capillare le nostre attività sul territorio. Quando si tratta di promuovere le iniziative locali non sempre è facile comunicarle a tutti, con la rivista abbiamo invece un ottimo mezzo per informare gli appasionati delle due ruote in tutto il Ticino. Il secondo motivo è legato a un fattore culturale, ogni giorno tantissimi ciclisti si spostano pedalando sul territorio, non solo per sport. Il nostro desiderio è quello di riunire «sotto allo stesso tetto» tutti gli appassionati di questa disciplina, sia essa bici da strada, rampichino, bmx o e-bike. Creando un gruppo, una massa critica che nutre lo stesso interesse, diventa anche più facile farsi sentire sui temi relativi alla mobilità lenta. Oggi, rispetto a molti anni fa, viviamo la bicicletta non più solo come uno sport, ma anche come soluzione di spostamento ecologico, diventa quindi importante avere un punto di riferimento in questo senso.

Rispetto a quando ha iniziato lei con questa disciplina, i bambini e ragazzi di oggi non hanno più l’abitudine di andare in bicicletta. Quali pensa possano essere degli incentivi per far scoprire ai più piccoli il piacere di pedalare all’aperto? Credo che ogni bambino, raggiunta l’età di 4 o 5 anni, si trovi ancora oggi ad approcciare la bicicletta. Il problema è che crescendo questa venga piano piano abbandonata. Rispetto a 30 anni fa, oggi si hanno molte più possibilità, viviamo in un periodo storico durante il quale i bambini sono sollecitati da molti più stimoli, siano essi di natura sportiva, ludica, artistica o musicale. A livello di numeri non credo sia cambiato molto, penso invece che ci sia un differente approccio: si è passati dalla bici da strada a una predominanza di «mountain bike». I ciclodromi possono essere un’ottima soluzione per portare avanti nel tempo la cultura della bicicletta a tutti i livelli.

ciclistica nel suo insieme, partendo dai più piccoli. Anche durante le manifestazioni di natura competitiva che organizziamo, quelle del «Kids Tour» – dedicate a bambini e ragazzi – abbiamo una categoria denominata «promo» dove lo scopo non è arrivare primi al traguardo ma pedalare in compagnia, divertendosi. A lungo termine invece vorremmo lavorare alla costruzione di un velodromo e di un ciclodromo nel Cantone, con il fine di insegnare ai bambini ad andare in bicicletta in uno spazio sicuro e a mantenerne l’abitudine nell’arco del tempo. All’estero esistono già luoghi di questo tipo, penso ad esempio al «Tom Dumoulin Bike Park», adatto a famiglie e a persone di tutte le età.

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Quali sono le priorità che come Ticino Cycling avete nel breve termine e quali invece i vostri obiettivi nel futuro prossimo? L’obiettivo a breve termine è quello di continuare a promuovere l’attività

Dove è possibile affiliarsi a Ticino Cycling? La quota di affiliazione è di 30 franchi/ anno e comprende la ricezione, 3 volte all’anno, della rivista «in bicicletta». Chi volesse iscriversi può farlo scrivendo un’email a contatto@graficadesign.ch con i propri dati: nome, cognome, indirizzo e telefono. Ringraziamo in anticipo chi sosterrà questo bellissimo movimento e invitiamo tutti a seguirci sul nostro sito: www.ticino-cycling.ch.


SEZIONE TICINO

TCS, in soccorso anche per i regali Il Natale è alle porte e per molti la caccia al regalo perfetto è già cominciata. Il desiderio di sorprendere i propri cari con un bel regalo è sempre grande, anche se - come recita il detto – «è il pensiero che conta». Noi qui sotto ve ne proponiamo una selezione, ma se doveste avere ancora dei dubbi, saremo lieti di darvi qualche consiglio. Vi aspettiamo per un saluto prima delle festività!

Idee regalo

Adattatore per autoradio con 10% di sconto Un accessorio ideale da integrare nell’impianto audio esistente dell’auto. Con Car DAB+ avrete più stazioni radio e una qualità del suono superiore. Seggiolini auto Cybex ora con 20% di sconto per i Soci! • Cybex Sirona da CHF 489.– a CHF 399.– • Cybex Pallas da CHF 349.– a CHF 279.– • Cybex Solution da CHF 229.– a CHF 189.–

Idee per l’inverno Caricabatterie per veicoli: La stagione invernale non sarà più nemica del vostro veicolo di trasporto, sia esso uno scooter, una moto o un’automobile. Un caricabatterie portatile vi permetterà di non avere problemi quando riavverete nuovamente il motore, pronti a ripartire verso nuove destinazioni. Bosch C3 Battery Charger: CHF 99.–

• Car DAB+ Radio Adapter Highway 200, da CHF 129 a CHF 116 • Car DAB+ Radio Adapter Highway 400, da CHF 199 a CHF 179 • Car DAB+ Radio Adapter Highway 600, da CHF 229 a CHF 206 Catene da neve TopLine, sconto 20% su tutta la gamma

Non lasciate che l’inverno freni la vostra voglia di viaggiare, scegliete le catene più adatte al vostro veicolo e partite per una sciata in compagnia di amici o famigliari. TCS Prodotti Locali – Il Box di Natale: CHF 89.– La confezione di Prodotti Locali TCS, nata con la collaborazione della Enoteca Zamberlani di Piotta, ha il fine di valorizzare i produttori che ogni giorno si impegnano nella realizzazione di beni a chilometro zero sul territorio. Che cosa troverete nel Box di Natale? 1 Pastafrolle della Val Bedretto, 1 Pepe della Vallemaggia

1 Polenta Il Mugnaio 1 Miele Millefiori 1 Caffè Masaba 1 bottiglia di Merlot Bianco 1 bottiglia di Merlot Rosso Per ordinare il vostro Box, scansionate con il vostro telefono cellulare il QR code e visitate il nuovo e-shop TCS.

Vignetta autostradale 2021: CHF 30 per i Soci sotto ai 26 anni* La vignetta autostradale è tra quegli articoli che non possono mai mancare sotto all’albero, provare per credere! *Disponibilità: 1 vignetta per Socio.

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SEZIONE TICINO

I nostri controlli in un colpo d’occhio! Al Centro tecnico TCS di Rivera effettuiamo controlli tecnici che permettono di gestire meglio la manutenzione della propria auto ed evitare costosi interventi che possono, a volte, rivelarsi anche inutili. La garanzia sta per scadere e vuole conoscere lo stato dell’auto? Ha ricevuto la convocazione al collaudo e vuole sapere lo stato della sua auto? Con quali costi? Sta valutando l’acquisto di un veicolo e desidera sapere se si tratta di una vera occasione? Ecco che un controllo, con la consulenza e l’esperienza di esperti, permette di avere risposte chiare.

Standard (60 min.) Controllo della fanaleria, freni, e ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli). Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS 80 fr. Pre-collaudo auto (40 min.) Si valuta tutto lo stato dell’auto che deve essere presentata al collaudo ufficiale. È rilasciata una lista di interventi necessari da presentare al proprio garagista di fiducia. Prezzo: 120 fr. Prezzo Socio TCS: 60 fr. Se durante il pre-collaudo l’auto risulta già a norma, si potrà usufruire del Pacchetto SOLO PER SOCI TCS: l’auto viene collaudata subito ricevendo uno sconto sulla tariffa del controllo TCS. Sconto: 30 fr. sul pre-collaudo Pre-collaudo furgoni e camper (50 min.) Si valuta lo stato del furgone o del camper che deve essere presentato al collaudo ufficiale. Per i Camper non è incluso il controllo circuito gas della zona abitata. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Sanificazione auto (30 min.) Pulizia completa dell’abitacolo: aspirazione e lavaggio con soluzione detergente a base di alcol, igienizzazione spray e purificazione ad ozono. Prezzo: 80 fr. Prezzo Socio TCS: 60 fr.

Novità

Test occasione (100 min.) Controllo della fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidentata). Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Test occasione con potenza motore* (140 min.) Controllo della fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidentata) e con il controllo della potenza motore. Prezzo: 300 fr. Prezzo Socio TCS: 170 fr. Potenza motore auto (80 min.) Controllo della potenza del motore di automobili Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Potenza motore moto (50 min.) Controllo della potenza del motore per motociclette Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr.

Tachimetro (50 min.) Controllo per la coerenza della velocità indicata. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Controllo specifico (10 minuti) Controlli dedicati alla ricerca di specifici difetti secondo il tempo (per ogni 10 min.). Prezzo: 30 fr. Prezzo Socio TCS: 15 fr. Check-up vacanze (60 min.) Partire senza problemi! Un controllo per evitare delle «panne» che possono rovinare le vacanze. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Vendita auto Vendiamo la sua auto senza preoccupazioni e senza sforzo in maniera professionale e neutrale al prezzo corrente di mercato. Ci contatti per maggiori informazioni oppure tcs.ch/vendita-auto

Test garanzia (100 min.) Controllo della parti coperte dalla garanzia prima che questa scada. Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr.

Velocità 100km/h roulotte e rimorchi (60 min.) Omologazione per la Germania che permette di viaggiare a 100 km/h in autostrada trainando una roulotte o un rimorchio. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr.

Sicurezza (30 min.) Controllo fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali. Prezzo: 100 fr. Prezzo Socio TCS: 50 fr.

*Per effettuare la potenza del motore si consigliano pneumatici di controllo forniti dal garagista. È sconsigliato effettuarla con pneumatici invernali, da corsa, nuovi o rigommati. Inoltre la potenza motore sarà spinta fino alla velocità massima indicata dagli pneumatici.

Luogo e orari Centro tecnico TCS Via alla Chiesa 10, 6802 Rivera. Orari d’apertura: lun–gio 07.30–18.00 ven 07.30–16.30 sab 08.00–12.00

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Appuntamenti Telefono: 091 935 91 35 Internet: tcs-ticino.ch e-mail: sezioneTI@tcs.ch

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