LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
COMPROMESSO ACCETTABILE Il TCS e la legge sul CO2
#11 | NOVEMBRE 2020 | FR. 4.50
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ni auto seggioli el TCS nel test d
BILANCIO POSITIVO Test di lunga durata per la Tesla Model S 85
La città del
CON
IONE TCS SEZ O TICIN p. 67
futuro
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SOMMARIO
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Bimbi in auto: test seggiolini Test della ibrida Ford Kuga
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Città del futuro: visionari al lavoro
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EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
dossier La città di domani sarà intermodale e connessa
10 Utopie urbane
a metà della popolazione mondiale vive nei centri urbani. Mentre altrove le metropoli quali Shanghai stanno esplodendo, in Svizzera le città crescono ormai a ritmo rallentato, salvo che nelle agglomerazioni. Le città del futuro dovranno svilupparsi sul piano economico, ecologico e sociale, sviluppo questo che non può prescindere dalla mobilità. In questa prospettiva si dovranno trovare innanzitutto soluzioni efficaci per decongestionare il traffico. Le ricette più promettenti in questo senso sono l’intermodalità e la digitalizzazione. Si tratterà in particolare di connettere in maniera intelligente, invece di contrapporli, i diversi mezzi di trasporto. È vero che qua e là si stanno sperimentando concetti innovativi che combinano auto, bici ed offerte di sharing. E anche se iniziano a fare presa, rimane ancora molto da fare per gli urbanisti e i politici.
14 Malmö si reinventa
L
La trasformazione della città tra passato e futuro L’ottimismo svedese passa per sostenibilità e gestione traffico
mobilità 26 Legge sul CO2 Intervista a Peter Goetschi, presidente centrale del TCS
30 Seggiolini auto Risultati del test su 18 prodotti per la sicurezza dei bimbi
16 Capitale delle Alpi Sion e il progetto di grande città in terra vallesana
22 Jan Gehl L’urbanista danese che trasforma le città
Record per l’aereo elettrico
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Felix Maurhofer caporedattore Copertina: Zurigo nel 2040 Illustrazione Nicolas Kristen
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SOMMARIO
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Tesla, batterie ok per 6 anni!
Seat Leon e dinamismo
Neve e ghiaccio: padroneggiare il proprio veicolo
Novembre il via alle crociere: sogno o realtà?
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tecnica 32 Test Ford Kuga Una versione ibrida ricaricabile che alterna elettrico a termico
36 Tesla Model S 85 Nel test di lunga durata le batterie hanno convinto
svago 43 Si salpa per mare Ci imbarchiamo sull’Aidanova per una crociera da sogno
46 In Turchia nella neve Freeride ed eliski con Ueli Kestenholz e Jérémie Heitz
48 Aspettando il Natale Viaggio gustoso a Norimberga tra lebkuchen e salsicce
Touring n. 12/1
club
TCS Sezione Ticino
52 Corsi di guida invernali Reportage di una giornata sulla neve con il TCS
55 Protetti in rete Il TCS ti è al fianco anche sulle vie digitali
58 Solidarietà per i bimbi Consegnati 420 seggiolini auto in Moldavia e Bielorussia
I miei vantaggi club 54 Private Selection Hotels 62 Gioca e vinci online 63 Concorso Tourolino 66 Tre occasioni di vincita
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Torna la giornata della luce
72 73 74
Corso montaggio catene TCS
Telepass Eleonora Bianchi, giornalismo aspettando Berkeley Ciclismo: intervista a Giacomo Nizzolo Controlli tecnici a Rivera
rubriche 31 Il consulente 41/59 L’esperto TCS 61 Forum 61 Impressum 63 Tourolino 64 In giro con 66 Gioca & vinci
Norimberga tra biscotti tipici e birra
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Temi trattati nella prossima edizione: Svizzera – paese delle vacanze invernali, nuove regole della circolazione 2021, test della Toyota Yaris, strada artica da Tromsö tra stelle e luci polari, intervista al direttore generale del TCS Jürg Wittwer Data di pubblicazione: 3.12.2020
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TCS: due nuovi vicepresidenti
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Giornata della luce: renditi visibile, ma con stile! «Made Visible» offre tante idee creative per il fai da te. E per la Giornata della luce mette in palio premi attrattivi.
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iovedì 5 novembre 2020 ricorre la 14a edizione della «Giornata della luce». Per l’occasione diverse azioni ricorderanno che la stagione più buia dell’anno comporta un rischio di incidenti stradali fino a dieci volte maggiore, soprattutto per chi si sposta a piedi, in bici o in monopattino. Nell’ambito dell’iniziativa «Made visible» il TCS s’impegna per una migliore visibilità nel traffico e dimostra che con un pizzico di creatività sicurezza fa bella rima con stile e divertimento. Ora su madevisible.swiss/giornata-della-luce potete partecipare ad un concorso online e testare le vo-
stre conoscenze in tema. Vi aspettano fantastici premi e buoni. Ma vale comunque sempre la pena visitare la piattaforma che, oltre a consigli di sicurezza, presenta una collezione sfiziosa quanto pratica con oltre 300 capi d’abbigliamento ed accessori riflettenti. Non solo, vi troverete tante proposte per il bricolage: video tutorial che insegnano a rendere meglio visibili bici, sedie a rotelle, sacche da palestra ecc. con elementi riflettenti e luminosi. Idee fai da te che consentono a tutti di contribuire, ognuno a modo suo, ad accrescere la sicurezza sulle nostre strade.
I neoeletti vicepresidenti Fabienne Bernard e Thomas Lüthy.
«TCS Park & Pay» nell’app del TCS La ricerca affannosa di un parcheggio fa parte del passato. Adesso, tramite «TCS Park & Pay», l’utente ha accesso alla più grande rete di parcheggi digitale della Svizzera. L’app indica i posti liberi nelle vicinanze e permette di pagare il biglietto con lo smartphone anziché al parchimetro. Di più su tcs.ch/park-and-pay
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Il presidente centrale Peter Goetschi ottiene forza nuova: il consiglio di amministrazione del TCS gli affianca due valide persone per sostituire i vicepresidenti uscenti Carlo Vitalini e Thierry Burkart. Sono stati eletti infatti nuovi vicepresidenti Fabienne Bernard (56), presidente della sezione Vallese, e Thomas Lüthy (63), presidente della sezione Zurigo.
L’assicurazione auto del TCS conta fra le più popolari in Svizzera. In un sondaggio condotto su 1150 intervistati da bonus.ch il TCS si piazza terzo fra 11 operatori a confronto, con un voto globale di 5,3. Secondo le risposte fornite, i punti di particolare forza sarebbero la gestione sinistri e il servizio alla clientela del TCS.
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Là sulla montagna La stagione sciistica dovrebbe iniziare come previsto: «Tutti in pista!», questo l’invito lanciato ai confederati dai gestori di impianti di risalita e diversi partner privati per attrarli sulla neve. Dopo la chiusura intempestiva in marzo, che ha provocato ai comprensori sciistici perdite per oltre 300 milioni di franchi, seguita poi da un’estate stentata, gli impianti di risalita puntano sulla stagione invernale per rifarsi. Economicamente, saranno mesi decisivi: talune destinazioni producono in questo periodo tra il 75 e il 90 percento del loro fatturato annuale. Ecco perché Funivie svizzere lanciano, in collaborazione con una cinquantina di impianti di risalita, grandi stazioni turistiche per gli sport invernali, Swiss Snowsports e la compagnia aerea Swiss, la campagna «Tutti in pista!». Il messaggio alla popolazione: la stagione sciistica decollerà secondo calendario, nonostante la pandemia. I promotori sottolineano che i clienti potranno cancellare senza spese le setti-
mane prenotate qualora dovessero scoppiare dei focolai locali di coronavirus e non correranno quindi rischi finanziari. Inoltre la sicurezza degli ospiti sarà garantita dalla messa in atto di efficaci concetti di protezione. La mascherina sarà obbligatoria in tutte le telecabine. Divertimento sulla neve sì, ma senza après-ski pieni e festaioli.
Vacanze in Svizzera Il consigliere federale patrocinatore della campagna Guy Parmelin e capo del DEFR conferma che le località sciistiche sono pronte a ripartire. E rilancia l’appello dell’estate scorsa: «Cari concittadini, restate in Svizzera per le vacanze!». Allora, molti confederati lo avevano ascoltato e trascorso le ferie in montagna o in un campeggio del TCS. Il richiamo della neve La stagione sciistica nel nostro Paese.
Le bici pieghevoli prendono il treno Le FFS e la ditta Faltrad plus Srl si associano per proporre un progetto pilota che combina trasporti pubblici e bici pieghevole ad una trentina di persone della regione di Bienne sull’arco di un mese. Questo test, iniziato a metà settembre, è la risposta al cambiamento delle abitudini di mobilità dall’inizio della crisi sanitaria della Covid-19. Collegare mobilità individuale e collettiva permette una grande flessibilità ai pendolari che possono così agevolmente 8 touring | novembre 2020
giostrarsi tra i vari modi di trasporto. Ma l’uso della bicicletta, benché in pieno boom, resta limitato a causa della mancanza di posto a bordo dei treni, bus e nei pressi delle stazioni. Un problema che gli utilizzatori di bici pieghevoli non riscontrano visto che possono trasportarle come bagaglio. Tramite questo progetto pilota le FFS desiderano in modo particolare raccogliere informazioni utili al fine di concepire delle offerte mirate di mobilità combinata.
LA CIFRA
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Tante saranno le nuove stazioni di rifornimento di idrogeno che apriranno in Svizzera entro la fine del 2020, a Zofingen, Rümlang, Crissier e Berna. Serviranno camion (350 bar) e automobili (700 bar). Oltre ai punti esistenti a San Gallo e Hunzenschwil, all’inizio dell’anno prossimo la rete si arricchirà di altri due distributori, a Rothenburg e Geuensee nel canton Lucerna.
LA FOTO
Touché! Talora è difficile rispettare le distanze canoniche, ad esempio nel fervore di un duello all’arma bianca. Come quelli ingaggiati all’Epic Festival che si è svolto all’inizio del mese di ottobre nell’antico castello di Morges. Pur dovendo adeguare i loro costumi alle regole di sicurezza, gli amanti dei film di cappa e spada sono stati felici che lo spettacolo medievale abbia avuto luogo, sebbene con delle restrizioni.
LA PAROLA
Il ciclo Atkinson è una variante del motore a 4 tempi che regola diversamente l’aspirazione e la compressione della miscela aria-carburante. La valvola di aspirazione si chiude in ritardo dando miglior prestazione a regimi alti. Il rendimento inferiore a giri ridotti è compensato dal motore elettrico. Perciò si legge di questo ciclo per le ibride.
FOTO KEYSTONE, WIKIPEDIA, ALD
ATTUALITÀ
Sbarco pesante
Più fondi ai TP
Sono arrivati in Svizzera, in prima mondiale, 7 camion Hyundai a idrogeno. Entro la fine dell’anno, le aziende che fanno capo a Pro mobilité H2 utilizzerano una flotta di 50 Hyundai Xcient Fuel Cell mossi con un sistema a celle a combustibile che alimentano un motore elettrico. 1000 le unità programmate sulle strade entro il 2023.
Il Consiglio federale propone di aumentare il credito a favore del traffico regionale viaggiatori (TRV) per il periodo 2022–2025 a circa 4,4 miliardi di franchi. L’incremento è di 300 milioni rispetto al quadriennio in corso. Il TRV comprende i trasporti pubblici all’interno di una regione con treni, bus, battelli o impianti a fune.
Il pasto è servito Una navetta autonoma circola nel campus dell’EPFL di Losanna per distribuire agli studenti i pasti nell’ambito di un progetto pilota.
Si vola ora da BER
Car valet automatico
L’aeroporto di Berlino Brandeburgo «Willy Brandt» – in breve BER – è entrato in funzione al 31 ottobre, con un ritardo di otto anni. Una serie di imprevisti ha posticipato più volte il completamento. Ci hanno messo lo zampino pure un sistema antincendio che non voleva funzionare e il fallimento di una ditta coinvolta nella costruzione. Il costo di 2 miliardi di euro, si stima sia lievitato a sei.
Bosch, Mercedes-Benz e l’operatore di servizi di parcheggio Apcoa stanno gettando le basi del futuro parcheggio autonomo senza conducente: è al via il collaudo del sistema Automated Valet Parking (AVP) in un autosilo dell’aeroporto di Stoccarda. La prima autovettura di serie al mondo ad essere dotata della tecnologia necessaria è la nuova generazione Mercedes Classe S.
Con 8 anni di ritardo, ma Berlino ha ora un nuovo aeroporto.
Anche gli impianti a fune riceveranno più fondi.
Swiss-Moto frena Prevista dal 18 al 21 febbraio 2021 a Zurigo, la fiera non si svolgerà nella forma consueta. Si sta valutando l’organizzazione di un evento ridimensionato, dal vivo, digitale o totalmente virtuale. novembre 2020 | touring
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30 chilometri a est di Abu Dhabi, entro il 2016 sarebbe dovuta sorgere Masdar City, una specie di gigantesco laboratorio di ricerca CO2 neutrale: energia solare come fonte energetica primaria, una nuova architettura edilizia che consentiva di avere ombra e fresco a temperature di 50 gradi, treni ad alta velocità senza conducente al posto delle auto e circuiti intelligenti ecologici ed economici. E quale fulcro di tutto, l’istituto Masdar, dove gli scienziati compiono ricerche nel campo della sostenibilità. Abu Dhabi vuole rendersi indipendente dal petrolio e diventare protagonista dell’energia eolica e solare. Mentre il fabbisogno energetico degli Emirati Arabi Uniti è ai massimi livelli mondiali, le 10 touring | novembre 2020
50 000 persone insediate nell’area desertica dovrebbero consumare solo un quarto di energia pro capite. Visti da lontano gli edifici in stile orientale e gli UFO a specchi parabolici sembrano un’oasi uscita da un film di fantascienza, ma esaminati da vicino i piani ambiziosi dell’emirato non erano aderenti alla realtà. La ricerca va avanti da molto tempo – che si tratti di piscicoltura, di innovative centrali geotermiche o di impianti di desalinizzazione – e vi sono rappresentate aziende di spicco fra cui Siemens e General Electric. Fino al 2017, però, era stato realizzato solo il 5% degli edifici progettati e nel 2019 vi vivevano solo poche migliaia di persone. Ora si prevede di completare il progetto, che dovrebbe costare intorno ai 15–20 miliardi, entro il 2030.
Epcot – visione Disney della città Walt Disney non è stato solo un talentuoso disegnatore e produttore di film d’animazione, ma aveva anche una visione chiara di una città moderna a forma di anello: Epcot – acronimo di Experimental Prototype Community of Tomorrow. Nel mezzo un grande albergo con centro congressi, circondato da una zona commerciale e di intrattenimento di 50 ettari. Gli edifici residenziali e i parcheggi sarebbero stati raggruppati, mentre le case unifamiliari si trovavano ai margini. Disney prevedeva che i circa 20 000 abitanti si sarebbero spostati su monorotaie, come avviene oggi in molti aeroporti e città americane, oppure utilizzassero i cosiddetti people-mover, sistema di trasporto automa-
tico da punto a punto. Forse Disney aveva già previsto il collasso delle città a causa della crescente motorizzazione, perché già nel 1966 voleva relegare auto e camion nel sottosuolo. Nel livello più basso avrebbero circolato i camion, per non disturbare il traffico durante le operazioni di carico e scarico, mentre alle auto sarebbe stato riservato un tubo a un livello superiore. Le aziende innovative avrebbero potuto aprire filiali fuori da Epcot, per usare la città come banco di prova per i nuovi prodotti. Tipico dello spirito progressista degli anni Sessanta era il suo piano di dotare ogni casa e appartamento delle tecnologie più moderne. Disney, uomo abituato al successo, non trovò però i finanziamenti necessari né ottenne il permesso di costruzione. →
© FOSTER + PARTNERS, © WALT DISNEY
Masdar City – oasi ecologica nel deserto
DOSSIER
Città del futuro
Dalla città torre alla nuova Arca di Noè Un tempo in primo piano c’era soprattutto il traffico, oggi è il clima. E la scarsità di spazio è tuttora un problema per pianificatori, architetti e visionari. Sette affascinanti utopie urbane dell’ultimo secolo. TESTO JULIANE LUTZ
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ià nei primi trent’anni del 20° secolo, l’aumento del traffico e il rapido incremento della popolazione avevano portato ai limiti molte metropoli. Pianificatori urbani ed architetti avevano disegnato utopie urbane nelle quali l’automobile, pur simbolo di libertà, era destinata a venir messa al bando. Già negli anni Sessanta nuove tecnologie e concetti facevano sbocciare idee fantastiche: città in cui le aziende potevano
testare i loro ultimi prodotti o con interi insediamenti in un unico edificio.
Sostenibile e CO2 neutrale Oggi, in tempi di cambiamenti climatici, le priorità sono cambiate. L’emirato di Abu Dhabi progetta un’oasi nel deserto a zero emissioni di CO2, mentre il governo russo vuole creare un insedia-
mento nel cratere di una miniera dismessa. E un architetto ha perfino riproposto l’idea dell’Arca di Noè tramite delle isole galleggianti. Nessuna di queste utopie è perfetta, ma le idee spettacolari che le animano sono davvero impressionanti. •
Tuttora moderna Nel 1966 Walt Disney presentò Epcot, la sua visione urbana che doveva essere realizzata in Florida.
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Ville Contemporaine – edificare in altezza
Broadacre City – periferia lacunosa
striale avrebbero dovuto con sentire alla gente di lavorare Sebbene il Museo Guggen fuori dalle città. Il concetto heim di New York sia uno dei «Broadacre City», presentato suoi edifici più famosi, l’archi tra il 1932 e il 1935, prevedeva vaste città giardino in cui ogni tetto Frank Lloyd Wright pa ventava le città industriali den famiglia avrebbe ottenuto samente popolate. Cresciuto 4000 metri quadrati di terreno nel rurale Wisconsin, era per poter vivere in maniera dell’opinione che per sentirsi a autosufficiente. Le case svi loro agio gli individui avessero luppate congiuntamente da bisogno di natura, spazio suf architetti e abitanti sarebbero ficiente e senso di libertà. state realizzate con materiali edili di provenienza locale, Credeva anche fortemente nell’automobile, perché rega dovevano essere leggere e lava la libertà alle persone. I alimentate a energia solare. veicoli a motore, il telefono e Secondo la visione di Lloyd Wright, queste città sarebbero la produzione di massa indu 12 touring | novembre 2020
dovute sorgere raggruppate attorno ad autostrade di colle gamento. Già negli anni Trenta, però, il suo progetto fu bocciato dagli urbanisti. Ai loro occhi appariva troppo individualista, con troppo spreco di terra e l’automobile vi aveva un posto troppo pre dominante. Chi non la posse deva sarebbe stato penaliz zato ed era impossibile servire vasti insediamenti per mezzo di autobus pubblici. Oggi, tuttavia, sono innumerevoli i sobborghi, anche molto meno idilliaci, che caratteriz zano gli Stati Uniti.
Carenza di alloggi e caos stradale: molte metropoli cresciute nel corso dei se coli hanno dovuto lottare con questi problemi dopo la fine della prima guerra mondiale. Il progetto pre sentato nel 1922 da Le Corbusier di una città ultra moderna e rigorosamente geometrica rappresentava, per così dire, la contromi sura radicale creata a tavo lino. Il centro sarebbe do vuto essere un punto di snodo del traffico con la stazione ferroviaria e una piattaforma di atterraggio per i taxi aerei. Attorno ad esso Le Corbusier preve deva 24 torri per uffici e al loggi residenziali, per ben 50 000 persone. I grattacieli avrebbero ospitato servizi alberghieri e strutture ricre ative e per la collettività. I grattacieli sarebbero stati circondati da giardini e par chi con ristoranti, teatri o garage. Questo centro avrebbe dovuto accogliere 500 000 persone. A sinistra dei grattacieli erano situati degli edifici pubblici, a de stra la zona industriale con stazioni ferroviarie per le merci. I restanti 2,5 milioni di abitanti – che l’architetto svizzero chiamava semiur bani o suburbani – li allog giava dentro una cintura verde nelle città giardino. Voleva distribuire il traffico in rapido aumento su tre li velli: un livello sotterraneo per i camion, in superficie era ammesso il traffico a breve percorrenza, mentre per il traffico di transito ve loce aveva progettato strade sopraelevate larghe e dritte. Dopo il 1945, in Europa si costruirono molti insedia menti simili, che però si ri velarono poco vivibili.
DOSSIER
Città del futuro Arcology – la città in un palazzo
costruito un complesso di case, siti lavorativi, campi e Già nel 1969, l’architetto itaspazi per 5000 persone. La liano Paolo Soleri aveva casua idea fu ben accolta in pito che la mobilità urbana si Giappone, densamente posarebbe paralizzata se si fosse polato. Nel 1996, Soleri procontinuato a puntare sull’augettò per un consorzio di tomobile. Fondò quindi il mo- aziende l’Hyper Building, un vimento arcologico. Questa grattacielo alto un chilometro combinazione delle parole ar- capace di contenere 100 000 chitettura ed ecologia denopersone. L’elettricità sarebbe mina un’intera città che si stata prodotta da impianti sotrova all’interno di un unico lari e turbine eoliche. Le serre gigantesco edificio autosuffiavrebbero consentito un ciente. I residenti vi dovrebcerto grado di autosufficienza. bero vivere, lavorare, coltivarvi Ma tutto andò in fumo a il cibo e smaltirvi anche i rifiuti. causa della recessione ecoDi conseguenza nessuno nomica. Nel frattempo a New avrebbe più bisogno di laOrleans è in attesa di un invesciare la casa. Secondo Soleri, stitore il progetto Noah (foto). era possibile perseguire il Firmato dall’architetto statuniprincipio dell’arcologia in vatense E. Kevin Schopfer, l’edirie forme e dimensioni, come ficio suddiviso in tre parti e strutture floreali o terrazzaalto 366 metri, accoglierà mimenti. Nel 1970 aveva avviato gliaia di appartamenti, alberArcosanti in Arizona, dove gli ghi, centri commerciali, adepti della sua idea hanno scuole e casinò.
NICOLAS KRISTEN, E. KEVIN SCHOPFER: NOAH, AB ELISE ARCHITECTS: ECO-CITY2020, VINCENT CALLEBAUT ARCHITECTURES: LILYPAD
Eco-City 2020 – vivere nel cratere
tive. La luce del giorno penetra in città tramite una cupola Quello che sembra il set di un di vetro ricoperta di pannelli film di James Bond, forse un solari, che forniranno anche giorno potrebbe diventare un l’elettricità necessaria. Inoltre, habitat per 100 000 persone. la copertura del tetto protegPare, infatti, che il governo gerà gli abitanti dagli sbalzi di russo progetti di costruire una temperatura, che d’inverno città del futuro – chiamata toccano i 70 gradi sotto zero «Eco-City 2020» – all’interno mentre d’estate salgono a del cratere di 500 metri di +40°. «Eco-City 2020» doun’ex miniera sperduta nella vrebbe diventare anche Siberia orientale. Su tre livelli un’attrazione per i turisti, che altrimenti tendono a non verticali dovrebbero sorgere una fattoria, edifici residenavventurarsi in questa zona ziali, aree boschive e ricreainospitale.
Lilypad – l’Arca di Noè del futuro Quando gli oceani s’innalzeranno a causa del riscaldamento globale, inondando città o intere nazioni, ci sarà bisogno di alternative alle città convenzionali. Una di queste potrebbe essere quella proposta dall’architetto belga Vincent Callebaut con le sue Lilypad: una specie di moderna Arca di Noè priva di emissioni e ispirata alla gigantesca ninfea amazzonica, co-
struita con fibre di poliestere rivestite di biossido di titanio, che fluttua sulle correnti oceaniche. Una sola di queste isole galleggianti potrebbe accogliere fino a 50mila futuri rifugiati climatici. Un lago d’acqua dolce al centro, circondato da monti artificiali, funge da serbatoio d’acqua potabile. Il cibo si ottiene da orti di alghe e con l’acquacoltura; l’energia con pannelli solari, turbine eoliche e una centrale idroelettrica. novembre 2020 | touring
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Una città modello Situata all’estremità sud della Svezia, nella metà degli anni Novanta Malmö si trovava in una profonda crisi. Oggi la terza città più grande del Paese guarda al futuro con ottimismo grazie alle soluzioni innovative adottate. Dall’esempio di Malmö si possono imparare tante cose in tema di sostenibilità e gestione del traffico.
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TESTO JULIANE LUTZ | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
nserita nella regione dell’Öresund, Malmö è ormai conosciuta come una delle città più innovative al mondo. Il capoluogo della contea di Scania conta cittadini provenienti da oltre 170 Paesi e continua a crescere, attirando manodopera da ovunque. Eppure fino a 25 anni fa Malmö era votata all’obsolescenza. La crisi dei suoi cantieri navali aveva distrutto innumerevoli posti di lavoro – nel 1995 si registrava qui il maggior numero di disoccupati. Molti scelsero di lasciare la città. Si dovette toccare il fondo della depressione per avviare la svolta e trasformarsi da centro industriale in centro innovativo. La pietra miliare viene posta nel 1998 con
la fondazione di un’università specializzata in IT, scienze ambientali e sostenibilità. Una potente spinta è stata impressa dall’apertura nel 2000 del Ponte di Öresund che collega la Svezia con la Danimarca e che ha creato un’area metropolitana transfrontaliera che punta su biotech, tecnologie verdi, istruzione di qualità e infrastrutture avanzate. Dal 2005 si staglia nel cielo il simbolo della nuova Malmö: il Turning Torso, futuristico grattacielo firmato dall’architetto Santiago Calatrava.
Nel rispetto del clima La filosofia della città si lascia riassumere in una parola: sostenibilità, in
tutti i settori. Malmö è una delle prime città in Svezia a rendere obbligatoria la separazione dei rifiuti organici per la produzione di biogas che va ad alimentare gli autobus pubblici. E questo è stato solo il primo passo per diventare la città più rispettosa dell’ambiente di tutta la Svezia. L’obiettivo è azzerare le emissioni di CO2 entro il 2030. Gran parte dell’energia viene prodotta mediante l’eolico. Con oltre 6500 metri quadrati, Malmö è anche il comune svedese con la più grande superficie di collettori solari. Sono poi programmati ben cinque impianti geotermici con trivellazioni fino a 7000 metri di profondità. Questi sono solo un paio di esempi di come Malmö si concentri sull’uso di energia alternativa. L’obiettivo di ridurre del 20 percento il consumo di energia per abitante entro il 2020 è già stato raggiunto nel 2006. Un importante contributo è stato recato dalla smart grid: per mezzo di numerosi sensori posti nella rete elettrica, è sempre noto dove l’energia è in eccedenza e dove invece scarseggia. Grazie al contatore intelligente, lo smart meter, gli abitanti di alcuni quartieri possono sapere quando l’energia è più conveniente e usarla in quel momento.
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DOSSIER
Città del futuro Precedenza a bus e bici Anche se la città, che oggi conta 330 000 abitanti, cresce costantemente – nel 2030 il loro numero dovrebbe salire a 400 000 – non esistono problemi di traffico. Ciò perché l’amministrazione cittadina facilita sistematicamente l’uso dei mezzi pubblici e delle biciclette. In questo senso Malmö collabora strettamente con i comuni vicini per capire come scoraggiare il ricorso all’auto a favore del treno. In seguito alla costruzione del Ponte di Öresund la stazione centrale di Malmö è stata ampliata con una sezione sotterranea e sono state aggiunte altre due stazioni. In questo modo i flussi di pendolari sono stati smistati per evitare il sovraccarico dei mezzi pubblici di trasporto. In più è stato facilitato il cambio tra ferrovia e bus aumentandone la frequenza e soprattutto introducendo bus a due piani. Per far sì che anche gli abitanti di Malmö usino meno le proprie auto, l’amministrazione comunale ha introdotto la normativa seguente: ogni volta che si pianifica uno stabile con uffici o alloggi, le imprese edilizie sono obbligate a offrire agli utenti un servizio di carpooling per cinque anni. Non è necessario che lo creino loro, basta che si coordino con uno dei vari offerenti sul mercato. Malmö vuole diventare anche una delle migliori città ciclabili al mondo. 500 chilometri di ciclopiste rettilinee rendono la bici il mezzo di trasporto più veloce a livello locale. Molti dei 23 000 posti di lavoro sono concentrati attorno alle stazioni ferroviarie e dunque i pen-
dolari sono incentivati a compiere in sella il tragitto da casa alla stazione per prendere il treno che li porta al lavoro. Innumerevoli stazioni per il noleggio di biciclette – a prezzi vantaggiosi – attirano i visitatori o gli abitanti in periferia a usare la due ruote invece del treno o del bus. Tipico del luogo è l’Hotel e Residenza Ohboy nel nuovo quartiere Westhafen, che è stato concepito su misura per soddisfare i bisogni dei ciclisti. Ogni nuovo inquilino riceve la tessera di socio di un’agenzia di carsharing e un abbonamento mensile per i mezzi di trasporto pubblici.
Più alberi per il clima Nell’ex città industriale si piantano costantemente nuovi alberi lungo le strade, per abbellire i quartieri e per l’effetto positivo sul clima. Le superfici che verranno edificate solo fra alcuni anni vengono sfruttate per degli orti urbani e skatepark. Gli spazi verdi vengono allestiti secondo i desideri dei residenti che hanno sempre il diritto di essere consultati: grazie al dialogo aperto con loro, l’amministrazione di Malmö ha ottenuto molti buoni consigli per la riqualificazione urbana. •
Il modello Malmö
La città sul Mar Baltico è diventata un modello di città sostenibile. Tre aspetti cui ispirarsi altrove:
Diventare clima neutrali Si usa energia rinnovabile: eolica, solare e biogas. Pertanto gli abitanti devono separare i rifiuti organici. Il gas così prodotto va ad alimentare i bus cittadini. Creare incentivi Per incoraggiare gli abitanti a servirsi dei mezzi pubblici e delle biciclette, la città deve rendere attraente il loro utilizzo e facile il loro accesso. A Malmö esistono numerose stazioni di noleggio bici e sufficienti posteggi per biciclette, soprattutto nei pressi delle stazioni ferroviarie. Gli autobus cittadini sono confortevoli e la frequenza delle corse è stata aumentata in modo da ridurre i tempi di attesa. Coinvolgere i cittadini A Malmö amministrazione cittadina e abitanti praticano un dialogo aperto e continuativo. I cittadini possono comunicare le proprie richieste tramite il sito del comune. La partecipazione attiva dei residenti al processo decisionale permette di conoscerne i desideri. Così, le autorità ricevono proposte costruttive su come rendere la città sostenibile, nell’interesse della gente e dell’ambiente.
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Sulla corda Secondo il piano di mobilitĂ , Sion sarĂ collegata alla stazione di Veysonnaz con teleferica.
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DOSSIER
Città del futuro
Sion si candida a capitale svizzera delle Alpi Il capoluogo vallesano propone ai comuni confinanti di riunirsi nella «Grand Sion». Dalla fusione nascerebbe un comprensorio con 90mila abitanti la cui voce si leverebbe più forte nel coro delle città svizzere. Si compirebbe così l’ambizioso progetto di riqualifica avviato una ventina di anni fa. A colloquio con il primo cittadino Philippe Varone. TESTO JÉRÔME LATHION | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
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idea è nell’aria da tempo, ma l’annuncio ufficiale ha suscitato una forte risonanza coincidendo con il rientro dopo le ferie. Alla fine di agosto 16 comuni del Vallese centrale, da Savièse a Evolène, sono stati invitati dalle autorità sedunesi ad aggregarsi nella «Grand Sion» che conterebbe, entro il 2050, una popolazione sui 90mila residenti potendo così ambire a diventare a pieno titolo «capitale svizzera delle Alpi». Philippe Varone (PLR), che è a capo dell’esecutivo della città da una legislatura, schizza le grandi linee del progetto: «Eravamo già stati contattati dai comuni vicini e se ne parla pure altrove. Ecco perché abbiamo preferito un approccio proattivo elaborando, assieme ad un gruppo d’esperti, un piano d’intenti per i prossimi trent’anni. Al pari di Grenoble o Innsbruck, Sion è un importante nodo di comunicazione nel cuore delle Alpi. Con il Campus Energypolis, la città vanterà poi un moderno centro di ricerca e sviluppo per l’energia e le geoscienze. Sono tutti atout da schierare nel dibattito politico a livello cantonale e nazionale». L’appello è stato accolto con scetticismo da alcune comunità montane, ligie alla loro identità tradizionale. Taluni critici hanno sollevato il dubbio che si voglia creare un «cantone nel cantone». Philippe Varone ribatte imperturbabile e con fare conciliante: «È vero che certi equilibri potrebbero essere alterati. Ma l’opposizione fra pianura e montagna è un discorso ormai obsoleto. Dobbiamo pensare il territorio in chiave regionale.
La fusione va intesa come trait d’union fra realtà a valle e monte. Lo scenario d’aggregazione prospettato sarebbe quasi un ritorno al passato. Il sindaco di Sion ne ricorda gli antecedenti antichissimi, non senza una punta di benevola malizia: «In epoca romana i Seduni erano insediati su tutta la parte centrale del Vallese».
Muoversi via aria Quale sarà l’impatto sulla mobilità di un progetto di tale portata? Da premettere che in Municipio si scarta fin d’ora l’opzione di collegare la montagna alla valle tramite un massiccio potenziamento della rete stradale. Piuttosto, qui si punta sul trasporto a fune – scelta, questa, ovvia secondo Philippe Varone: «Ci credo molto. È una tecnologia interessante in un’ottica di sviluppo sostenibile per non parlare dei costi di manutenzione notevolmente inferiori rispetto alla strada». L’assetto viario di domani sarà a forma di «T»: linee di autobus esistenti saranno sostituite con funivie combinate a bus navetta che serviranno i villaggi e le località a monte. Un primo passo è stato compiuto di recente. Lo scorso luglio, le autorità hanno messo allo studio il loro progetto di cabinovia Sion–Les Mayens de l’Ours (Veysonnaz) per un costo stimato sui 30 milioni di franchi, che ha innescato una trentina di opposizioni. In teoria, il concetto sarebbe estendibile alla riva destra del Rodano, ad esempio fino ad Anzère. «Ma la realizzazione di un sistema di questo tipo, tecnicamente estremamente impe- →
«L’opposizione fra pianura e montagna è un discorso ormai obsoleto. Dobbiamo pensare il territorio in chiave regionale» Philippe Varone sindaco di Sion (PLR)
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«Ronquoz 21» Il progetto ridisegnerà l’odierno quartiere industriale grande 60 ettari.
gnativa, deve essere coerente», puntualizza il capo dell’amministrazione cittadina.
Il futuro corre lungo i binari La futura cabinovia è pianificata a sud della stazione FFS. Si prevede di costruirne il terminale di partenza sul lotto occupato dagli uffici del quotidiano Le Nouvelliste, acquistato dal Comune. A poche decine di metri, nel 2021 aprirà il Campus Energypolis che raggrupperà la sede vallesana distaccata del Politecnico federale di Losanna (EPFL), il dipartimento di ingegneria della scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale HES-SO e la Fondazione The Ark. Il centro di competenza attirerà un migliaio di studenti, professori e ricercatori. Per far fronte all’aumentata frequentazione, Città e FFS stanno portando avanti ampi lavori di ristrutturazione che prevedono l’accesso alla stazione in auto da sud. Il parcheggio esistente sarà riconvertito e comprenderà 14 piazze di fermata, 52 posti per soste brevi, 2 per i disabili e 23 per moto. A distanza di poche centinaia di metri dalla stazione per i pendolari saranno predisposti due parcheggi d’interscambio P+R. Sul lato nord sorgerà il nuovo quartiere Cour de Gare. I lavori di costruzione faranno scomparire i posteggi ricavati sul sito dismesso delle vecchie cantine Charles Bonvin. L’attuale piazzale davanti alla stazione verrà rimaneggiato e riservato ai bus, taxi e alla clientela dei negozi e sportelli FFS. Comprenderà uno spazio conviviale paesaggiato. Infine, la mobilità dolce sarà promossa 18 touring | novembre 2020
con misure mirate: oltre ad un percorso pedonale sicuro che porterà al Campus Energypolis, la stazione offrirà 148 stalli per bici sul lato sud e 129 sul lato nord. Infine, a partire da dicembre, sarà collegata ad Aproz tramite una nuova linea di bus.
Dopo l’industria, la ricerca Con l’apertura del Campus Energypolis il tessuto urbano a sud della stazione FFS cambierà profondamente. La fra-
zione Ronquoz, oggi a vocazione industriale, diventerà una realtà mista, con abitazioni, uffici, negozi e infrastrutture pubbliche. Il bando di concorso indetto dal comune è stato vinto dal progetto firmato Herzog & De Meuron e Michel Desvigne Paysagiste che saranno gli architetti della trasformazione. «Ronquoz 21» comprende 60 ettari, s’articolerà intorno ad un’area ricreativa e sarà attraversato da un cordone boscoso. Entro il 2050, «conterà
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Città del futuro
Cose fatte e che si faranno Spazi conviviali: la Rue du Grand-Pont, la Place du Midi e l’Espace des Remparts sono frutto di interventi riusciti per rendere la città più vivibile, grazie all’integrazione armoniosa del traffico motorizzato e pedonale. La rigenerazione urbana iniziata circa vent’anni fa è tuttora in corso, con l’apertura prevista in autunno di un’ulteriore zona pedonale sull’Avenue du Midi, al termine di ingenti lavori di ristrutturazione. Al riguardo Philippe Varone ribadisce: «È necessario recuperare lo spazio pubblico, ad esempio rimuovendo i parcheggi in superficie e creando luoghi d’incontro vegetalizzati».
MODELLAZIONE BASE E FOTO: CITTÀ DI SION, ALD
Navette autonome: lanciato quattro anni fa in collaborazione con AutoPostale e l’EPFL, il progetto sperimentale «SmartShuttle» proseguirà nei prossimi mesi con l’introduzione a Uvrier, ad est di Sion, di un servizio di bus navetta a chiamata fruibile tramite smartphone.
10 000 abitanti/impieghi» anticipa Varone. «Il nostro obiettivo è valorizzare il perimetro intorno a Energypolis e fare di Ronquoz 21 un quartiere dell’innovazione, a misura d’uomo: «La gente voleva un quartiere verde, fresco ed accogliente, con una variegata offerta di svago, sport e cultura». Per le aziende insediate sul posto ci sarebbero possibilità di rilocalizzarsi, soprattutto nella zona industriale Les Iles, non lontano dall’aeroporto.
A proposito di aeroporto, quale ruolo assumerà nella riqualificazione urbana? A sentire il sindaco «Sion è un polo molto attivo – penso a H55, spinoff di Solar Impulse, pioniere dell’aviazione elettrica – sia nella ricerca che nel soccorso alpino e nella formazione. I voli d’affari vanno bene; resta molto da fare per sviluppare quelli commerciali, specie nella stagione turistica. Spero si raggiunga presto un mix equilibrato dei vari settori operativi». •
Mobilità elettrica: all’inizio di quest’anno Sion, con 43 punti di ricarica per 35mila abitanti, figurava in cima alla lista delle città svizzere meglio attrezzate per la mobilità elettrica. Uno sforzo destinato ad intensificarsi. In collaborazione con i fornitori di energia Oiken ed evpass SA, si prevede di installare complessivamente circa 100 punti di ricarica. novembre 2020 | touring
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La mobilitĂ digitale del futuro che ti rende felice!
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Città del futuro Qual è il ruolo del settore dei trasporti nel futuro sviluppo delle città? Come dev’essere pianificato e gestito il traffico passeggeri e merci affinché le nostre città rimangano vivibili e a misura d’uomo? Cos’è una mobilità buona per il domani? Domande che Jörg Beckmann, direttore dell’Accademia della mobilità del TCS, affronta in questo articolo.
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TESTO JÖRG BECKMANN | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
e città contemporanee sono in gran parte il prodotto della storia dei trasporti. Ai vettori di tra sporto, che consentono la circo lazione di persone e merci, esse non devono soltanto la loro dimensione, al tezza e densità, ma anche la loro vivibi lità e sostenibilità. A seconda dell’epoca in cui si sono sviluppate e dello spirito dei tempi, recitano un ruolo più o meno fondamentale le grandi tecnologie di trasporto – dal traffico pedonale e cicli stico ai sistemi collettivi su strada e bi nari, fino al traffico individuale moto rizzato. Questi tre pilastri del traffico moderno continueranno a plasmare la struttura urbana anche in futuro, ma non nella stessa forma imperfetta, ossia non collegati in rete, che ha caratteriz zato gli ultimi decenni. I vecchi confini pianificatori, tecnologici, imprendito riali e culturali sfumeranno e porte ranno a nuove forme di mobilità, molto più interconnesse.
Già oggi nelle città europee sono pre senti gli indizi di questo cambio di pa radigma: dai vettori del traffico che agiscono singolarmente ad un sistema di trasporto multimodale complessivo. Le tante sfaccettature del carsharing e del pooling offrono una mobilità indivi duale senza dover per forza possedere un veicolo proprio, le piste ciclabili nei quartieri permettono alla mobilità at tiva e motorizzata di muoversi ad al tezza d’occhi, i nuovi modelli commer ciali digitali e le piattaforme di mobilità connettono ai trasporti pubblici la con divisione di bici, monopattini e scooter in forma di «Mobilityasaservice» (MaaS, la mobilità come servizio condi viso). Da una moltitudine di nuove of ferte di mobilità, nelle città sta gradual mente emergendo un nuovo ecosistema, che si situa tra il classico trasporto pub blico collettivo e il trasporto privato in dividuale. Al contrario di alcuni vecchi mondi del traffico urbano, in cui, a se conda delle città, il ritmo era dato dal trasporto pubblico o dal trasporto mo torizzato individuale, questo ecosi
stema è nettamente più aperto, flessi bile e agile. Con ogni nuovo servizio, questo ecosistema soddisfa un’esigenza di mobilità personale in modo migliore, più a buon mercato e più affidabile ri spetto ai mezzi di trasporto individuali o pubblici del passato. O perlomeno è questa la promessa del futuro del nuovo mondo della mobilità emergente.
Visione del trasporto Non sorprende che questa visione del nuovo trasporto cittadino sia guidata in larga misura da attori dell’economia di gitale che, con la loro forza finanziaria e innovativa, stanno trainando i tradi zionali attori del trasporto. O almeno molti hanno questa impressione. Il grido di battaglia «Digitalizzare!» rie cheggia forte negli stabilimenti dei co struttori automobilistici, attraverso le stazioni e negli uffici della pianifica zione stradale. Ma la digitalizzazione del traffico è davvero la condizione sine qua non per la mobilità del futuro? Cosa possono o potrebbero fare le tec nologie digitali alla luce delle grandi sfide della società urbana del 21° secolo, dall’equità sociale alla sostenibilità eco logica, che non si fermano neppure da vanti al settore dei trasporti? Chiunque in futuro desideri una città vivibile con un sistema di trasporti a misura d’uomo, che consenta una mo bilità rispettosa dell’ambiente, non può vedere la digitalizzazione come unico obiettivo degli odierni sforzi di cambia mento. Quasi nessuno nelle città euro pee, alla domanda su cosa sia ideale per il traffico del domani, citerà una vi sione di mobilità completamente digi talizzata, automatizzata e ad alta velo cità basata sul modello di Buckminster Fuller (architettoinventore americano, ndr). In una prospettiva del genere, le offerte digitali di trasporto e le automo bili a guida autonoma appaiono in defi nitiva solo come pacchetti ingannevoli in quanto promettono di liberarci dalle inadeguatezze delle soluzioni di mobi lità oggi esistenti, ma che allo stesso
tempo producono nuovi rischi senza mettere realmente le persone e la na tura al centro del nuovo mondo urbano e del traffico. Nel settore dei trasporti in particolare, le tecnologie digitali devono quindi di ventare «conviviali», vale a dire tecni che adeguate alla vita, perché soltanto così possono soddisfare le variegate esigenze di mobilità della città. Per ri spondere al desiderio di una futura città più sicura, salutare, pulita, acco gliente e felice, in cui il traffico sia net tamente più rispettoso di oggi del clima e delle risorse, dobbiamo utilizzare le tecnologie digitali per cercare soluzioni che vadano ben oltre le promesse di sal vezza di una «Green Growth» (crescita economica ecologica, ndr). Sì, certo, nella città del futuro tutti i veicoli mo torizzati saranno a trazione elettrica. Sì, in molti quartieri le navette a guida au tonoma amplieranno il trasporto pub blico, e sì, saranno impiegati i droni per consegnare le merci. Ma tutto questo da solo non rende ancora una città ade guata al futuro e ai nostri nipoti. Chiunque in futuro desideri vivere in una città aperta alla diversità deve ne cessariamente permettere alla gente di spostarsi in tanti modi differenti. Le forme di mobilità urbana devono essere collegate in rete con l’aiuto delle tecno logie digitali, così da conservare la loro varietà. Chi in futuro preferisce andare in giro con un monopattino condiviso, deve poterlo fare in maniera ancora più sicura di oggi, chi vuole andare al la voro con la bicicletta elettrica, deve po terlo fare sulle ciclopiste ancora più ve locemente di oggi, chi desidera infine parcheggiare la propria automobile da qualche parte, deve poterlo fare anche un domani. E allora, per parafrasare Rosa Luxemburg, ad un simile mondo della mobilità, reso possibile anche dalla digitalizzazione, si dovrebbe applicare rigorosamente la massima: «la mobilità è sempre anche la mobilità degli altri!». • novembre 2020 | touring
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La città riconquistata Nella sua lunga carriera Jan Gehl si è impegnato per migliorare la vivibilità di oltre 200 città. Nell’intervista spiega perché le sue idee incontrano spesso resistenze e perché la città intelligente non ha nulla a che vedere con la tecnologia. TESTO DOMINIC GRAF | ILLUSTRAZIONI NICOLAS KRISTEN
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a oltre 50 anni Jan Gehl aiuta le città di tutto il mondo a diventare più vivibili. L’architetto esperto nel campo della pianificazione urbana pone sempre l’uomo al centro dello spazio che abita. Ad interessarlo, l’interazione delle persone con le forme costruite e i propri simili, ovvero la vita fra gli edifici. È convinto che abbiamo bisogno di luoghi di condivisione che favoriscano l’incontro e permettano di ritrovare il tempo perduto, lontano dal traffico spasmodico. Per raggiungere quest’obiettivo, cerca di ricreare un paesaggio urbano a scala umana. In altre parole, una città degna di essere vissuta non dovrebbe muoversi alla velocità delle auto, ma a passo d’uomo. Secondo l’ottantaquattrenne, la vivibilità di una città si misurerebbe dal numero di anziani e bambini sulle strade. Strade che d’altronde devono essere sicure ed accoglienti affinché i genitori vi lascino giocare i figli. Perché una strada, una piazza o un vicolo si trasformi in spazio pubblico luogo di tutti è essenziale promuovere la mobilità dolce – a piedi e in bici – anche a scapito del trasporto motorizzato individuale. Se Copenaghen è diventata un modello di vivibilità lo deve in gran parte a Jan Gehl. Facendo tesoro delle ricerche e delle indagini svolte negli anni Sessanta come professore universitario, ha contribuito a trasformare la città trafficata, caotica dominata dalle auto facendola diventare l’odierna metropoli a misura di pedoni e ciclisti. Tanto che oggi la capitale danese si classifica regolarmente fra le città con la migliore qualità di vita del mondo. La metamorfosi di Copenaghen non è passata inosservata a livello internazionale, consacrando Jan Gehl fra le star dell’architettura e dell’urbanistica. Sono seguite infatti collaborazioni con metropoli come New York, Londra e Shanghai, Melbourne, Mosca e Buenos
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Aires. Lo studio «Gehl Architects», fondato nel 2000, ha finora consigliato circa 250 città in una cinquantina di paesi ad adottare misure perlopiù semplici, ma efficaci che le ha rese più inclusive e vivibili. I danesi hanno lasciato la loro traccia anche in Svizzera: nel 2004, «Gehl Architects» hanno effettuato un’analisi dettagliata dello spazio pubblico per la città di Zurigo, proponendo una serie d’interventi per la moderazione del traffico che prevede un collegamento pedonale fra la stazione centrale e la Bahnhofstrasse. Nel 2017 è stata la volta di Berna a commissionare uno studio per la rivalutazione dell’area fra la Marktgasse, la Kleine Schanze e il ponte Nydegg. Gehl e il suo team hanno proposto interventi mirati quali per esempio la rivitalizzazione dello Stadtbach (torrente urbano aperto), capaci di esaltare il fascino della città vecchia secondo il motto del progetto «Eine Altstadt für Alle», ovvero «Una città vecchia per tutti». Sempre a Berna «Gehl Architects», su incarico delle FFS, hanno sviluppato strategie per un utilizzo intelligente della zona intorno alla stazione, con parcheggi d’interscambio park + ride e servizi per l’ultimo miglio, sia per i viaggiatori che per le merci. A prima vista, le idee di Gehl non sono particolarmente spettacolari, ma sono economiche, pragmatiche e rapidamente realizzabili. Eppure si scontrano spesso con l’avversità al cambiamento della gente. Particolarmente osteggiato, il divieto di circolazione delle auto su singole strade o interi quartieri; soprattutto gli esercenti tendono ad essere contrari paventando risvolti negativi sull’afflusso di clienti. Ad un esame retrospettivo, questi timori iniziali si rivelano infondati. La pedonalizzazione non soffoca, anzi dà ossigeno agli af- →
Prima di Gehl Herald Square a New York era dominata dal traffico convulso.
Dopo Gehl Herald Square ha ripreso a vivere.
DOSSIER
CittĂ del futuro
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DOSSIER
Città del futuro «Per carità, non toglieteci anche il cielo! Dobbiamo stare attenti ed essere restrittivi per evitare che venga invaso da gadget tecnologici» Jan Gehl
fari. Non sono d’altronde rari i commerci che sono tornati a fiorire nelle zone chiuse al transito delle auto. Secondo Jan Gehl, tuttavia, è importante procedere per gradi, liberando le strade progressivamente per pedoni e ciclisti com’è avvenuto sull’arco di decenni a Copenaghen. Le tappe di riconversione diventano così visibili ma indolori, e quindi meglio accettate dai residenti.
Una città può funzionare senza automobili?
Le dieci città più vivibili al mondo
Certamente! Venezia ne è il migliore esempio. Lì ci si muove a piedi o via acqua. L’unica cosa che manca per farne la città perfetta del 21° secolo è un’efficiente e moderna metropolitana sub lagunare.
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Signor Gehl, la mobilità quotidiana gioca un ruolo importante nell’ambito della Sua attività. Distanze brevi fra casa, lavoro, negozi, scuole, ristoranti e parchi sono essenziali per la qualità di vita in città. Ci può precisare cosa s’intende per percorsi brevi?
Anche qui occorre una politica dei trasporti rigorosa e coerente, imperniata sulla sostenibilità. Dobbiamo sempre chiederci in quale città vogliamo abitare, altrimenti le nostre strade saranno presto dominate dalle autovetture autonome. Per quanto sofisticate, queste nuove tecnologie non guariranno certo i vecchi mali della strada, ovvero la congestione e l’allocazione di risorse eccessive al traffico.
In un tale contesto, l’auto non avrebbe più posto, o comunque soltanto un posto ridotto. Perché molti centri urbani fanno fatica a limitare il traffico?
Ho lavorato con 200 città e comuni, ai quattro angoli della Terra. Quasi ovunque ho incontrato forti resistenze a toccare anche solo marginalmente sistemi di trasporto consolidati. Ad essere particolarmente preoccupati erano i piccoli negozi. Le esperienze fatte fino ad oggi dimostrano però in maniera probante che tali cambiamenti fanno bene non solo ai cittadini, ma anche alle aziende. Ecco perché le città stanno ripensando lo spazio urbano facilitando ed incentivando gli spostamenti a piedi e in bici. Se l’approccio fosse sbagliato, le forze di mercato hanno avuto tutto il tempo per rigettarlo e far marcia indietro. 24 touring | novembre 2020
* con il contributo di «Gehl Architects» Fonte: Economist Intelligence Unit (EIU)
Droni e taxi aerei promettono di risolvere presto tutti i nostri problemi di trasporto. Lei cosa ne pensa?
Per carità, non toglieteci anche il cielo! Dobbiamo stare attenti ed essere restrittivi per evitare che venga invaso da gadget tecnologici. La mobilità verticale è spesso associata alla città intelligente del futuro. Cos’è secondo Lei una città «intelligente»?
Il termine «intelligente» può significare molte cose – sovente ciò che viene definito intelligente risulta molto caro. Ma piuttosto che investire fortemente in tecnologie ed innovazioni costosissime, non sarebbe altrettanto «intelligente» stimolare la vita pubblica, favorendo la condivisione dello spazio fra pedoni e ciclisti? Dopotutto la città è di tutti e riguarda ogni singolo abitante. Una città conviviale non costa poi tanto, è sana, sostenibile e si potrebbe cominciare a costruirla già da domani. •
ASHLEY BRISTOWE
Anne Hidalgo, la sindaca di Parigi, ha presentato recentemente una visione di sviluppo urbanistico inedita ed interessante, la cosiddetta «Città dei 15 minuti». L’idea è di rimodellare Parigi in modo che gli abitanti possano raggiungere tutti i servizi e strutture di cui hanno bisogno in 15 minuti o meno. A piedi o in bicicletta, benintesi.
Cosa succederà con l’affermarsi dei veicoli a guida autonoma?
Vienna* (Austria) Melbourne* (Australia) Sydney* (Australia) Osaka (Giappone) Calgary* (Canada) Vancouver* (Canada) Toronto* (Canada) Tokio (Giappone) Copenaghen* (Danimarca) 10. Adelaide* (Australia)
«Quasi ovunque ho incontrato forti resistenze a toccare anche soltanto marginalmente i sistemi di trasporto consolidati» Jan Gehl, architetto e consulente di design urbano
, ho!” “Ho, ho torno le gira in ta a N o b le Bab o di Nata all‘alber
L’albero di Natale e il treno del paese delle meraviglie Illuminato, in movimento su tre livelli e accompagnato da musica Ispirato alla straordinaria arte di Thomas Kinkade, questo affascinante capolavoro “L’albero di Natale e il treno del paese delle meraviglie” dona a casa Sua una speciale atmosfera natalizia.
Illuminato!
Con i suoi 12 edifici illuminati a festa e più di 30 statuine questo capolavoro realizzato e dipinto a mano è una decorazione natalizia esclusiva per la grande festa dell’anno. Mentre Babbo Natale gira intorno all’albero e il treno percorre il paesaggio da sogno, risuona un meraviglioso medley con le più belle melodie natalizie. Si lasci affascinare da questa scena sonora. Si assicuri per tempo questa straordinaria decorazione natalizia: l’edizione è limitata!
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Termine di ordinazione: 7 dicembre 2020
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Sì, ordino la scultura illuminata “L’albero di Natale e il treno del paese delle meraviglie” Desidero
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«La legge sul CO2 è un compromesso accettabile» Biglietti aerei più cari, nuove tasse su benzina e nafta. Queste e altre misure per contribuire a diminuire le emissioni di CO2 in Svizzera. Intervista con Peter Goetschi, presidente centrale del TCS sui motivi per cui il Club sostiene la nuova legge sul CO2. INTERVISTA DINO NODARI | FOTO EMANUEL FREUDIGER
La nuova legge sul CO2 è stata adottata dalle Camere federali dopo quasi tre anni di deliberazioni. Come valuta il risultato?
Peter Goetschi: Per rispondere devo fare una premessa. La Svizzera ha ratificato l’Accordo di Parigi e con questa firma si è impegnata a ridurre le proprie emissioni di CO2: entro il 2030 devono essere dimezzate rispetto al 1990. Questa è la base di partenza sulla quale il Parlamento ha elaborato la revisione totale della legge sulle emissioni di gas serra. In effetti il testo finale contiene inadeguatezze, incongruenze e anche questioni aperte, tuttavia si tratta di un buon compromesso svizzero che permette alla Svizzera di assumersi le proprie responsabilità. Per quale motivo il TCS sostiene questa legge?
Abbiamo presentato e difeso gli interessi dei nostri soci e abbiamo ottenuto risultati concreti. Di centrale importanza per noi è stato fissare un tetto massimo all’incremento della tassa di compensazione sui combustibili, perché il consumatore deve sapere cosa deve aspettarsi: fino a un massimo di 10 centesimi al litro entro il 2024, 12 centesimi al litro dopo il 2025. Si tratta per certo di costi supplementari, che gli utenti della strada dovranno assumersi, ma se considerati all’interno del quadro generale, sono accettabili. In fondo è anche importante sottolineare che per la mobilità individuale motorizzata non sono stati decisi dei divieti. A quanto ammonta la quota di emissioni di CO2 provocata dal settore dei trasporti?
Con l’Accordo di Parigi ci siamo impegnati a diminuire le emissioni di gas serra. La mobilità attualmente provoca quasi il 40 percento delle emissioni di CO2 del nostro Paese. Risulta pertanto 26 touring | novembre 2020
Peter Goetschi è convinto che la legge sul CO2 costituisca un buon compromesso svizzero.
MOBILITÀ
chiaro che si debba intraprendere qualcosa.
meno inquinante il settore dei trasporti. LA LEGGE SUL CO2 Per questo dobbiamo riflettere e discuEntro il 2030 la Svizzera deve ridurre tere, senza timori e tabù, di sovvenzioni, della metà le sue emissioni di CO2 riQuanto incide l’aumento di dieci incentivi economici e altre misure possispetto al 1990, come richiesto dall’Accentesimi sulla mobilità individuale bili. Se il cittadino deve dare il proprio cordo di Parigi. La revisione totale motorizzata? contributo alla riduzione delle emissioni della legge sul CO2 segna la svolta. Con un’auto che consuma 7,3 litri di di CO2, allora il costo dell’automobile puGli importatori di carburanti fossili benzina ogni 100 chilometri e percorre lita non dovrebbe essere comparativadevono aumentare il loro contributo 13 500 chilometri l’anno, mente più elevato. Attualdi compensazione delle emissioni di «Il nostro obiettivo l’aumento di dieci centemente stiamo elaborando 2 generate. Entro il 2024 la comCO simi corrisponde a una richieste concrete perché è che i nostri soci pensazione per litro di carburante alla spesa di poco meno di 100 anche in futuro non basta adottare una pompa può aumentare al massimo franchi l’anno. Non si dilegge ambiziosa ed esiabbiano la libera di dieci centesimi, dal 2025 di dodici scute il fatto che si tratti gente, dobbiamo anche centesimi. Per auto e camion venscelta del mezzo di costi supplementari, dare alla popolazione i gono inaspriti o introdotti nuovi valori dobbiamo tuttavia tenere mezzi per prendere parte di trasporto, in limite di CO2. Anche l’olio combusticonto che il consumo mea questa nuova forma di particolare l’uso bile sarà più caro. Il limite della tassa dio di carburante è in dimobilità. dell’auto» sui combustibili passerà dagli attuali minuzione. Infine questa Peter Goetschi, 120 franchi a tonnellata a 210, se le Il barometro TCS sulla somma è destinata a uno presidente centrale del TCS emissioni dei combustibili non calemobilità elettrica ha scopo specifico e serve a ranno a sufficienza. Dal 2023, in caso mostrato che si deve lavorare per compensare le emissioni di CO2. Ai nodi sostituzione dell’impianto di riscalmigliorare l’infrastruttura di ricarica. stri occhi l’aumento della tassa di dieci damento, è stato introdotto un valore Se si passa veramente alla mobilità eletcentesimi è ragionevole. limite di CO2 per i vecchi edifici. I voli trica, è necessario un miglioramento di linea e charter in futuro costeranno La legge sul CO2 è criticata sia da dell’infrastruttura di ricarica. Chi abita tra i 30 e i 120 franchi in più, a sesinistra che da destra. È piuttosto in casa propria in genere non incontra conda della classe prenotata e della chiaro che ci sarà un referendum. problemi nell’installare una stazione di distanza percorsa. La legge prevede Si tratta di una legge complessa e ambiricarica, contrariamente a chi abita in infine la creazione di un fondo per il ziosa, che regola la necessaria riduzione appartamento. Devono essere trovate soclima che apporterà i mezzi finanziari delle emissioni di gas serra entro il luzioni pure per chi posteggia lungo la utili per progetti miranti a ridurre le 2030. Tocca molti settori, introduce dei strada e nei pressi del posto di lavoro. Si emissioni di gas serra. Il fondo verrà costi e di certo non è perfetta. Tuttavia tratta, in un certo senso, di un approvvialimentato tra l’altro dagli introiti della adesso dobbiamo guardare avanti. La gionamento di base. Infine c’è margine tassa sul CO2 e da quella sui biglietti legge ci dà una certa sicurezza per gli di miglioramento anche per quanto riaerei. anni a venire per quanto riguarda la diguarda le colonnine di ricarica veloce. rezione che la Svizzera prenderà nel diCon il coronavirus e il cambiamento battito sul clima. La nuova legge non liclimatico siamo confrontati con E questa legge è solamente l’inizio mita la mobilità individuale, che è di due temi mondiali. La legge sul CO2 oppure già la fine della discussione grande importanza in Svizzera e per la a questo punto ha dunque ancora sul clima? quale il TCS continuerà a impegnarsi Nessuno dei due. La legge regola la riduanche in futuro. Il nostro obiettivo è che un senso? La situazione è questa e dobbiamo trozione delle emissioni di CO2 entro il i nostri soci anche in futuro abbiano la vare una soluzione anche 2030 e dobbiamo sostelibera scelta del mezzo di trasporto, in alla crisi climatica. La pan- «La pandemia non nere questo compromesso particolare l’uso dell’automobile. Se si demia del coronavirus non perché è necessario e accreano incentivi per rendere la mobilità ci sottrae ai nostri ci sottrae ai nostri doveri e cettabile. Per noi del TCS è ancora più sostenibile, si va nella giusta anche il TCS, con i suoi 1,5 doveri» però importante che direzione. Peter Goetschi quando si chiede qualcosa milioni di soci, si è impeA quali incentivi si riferisce? gnato a cambiare la mobial cittadino lo si aiuti anDobbiamo sostenere in modo concreto lità individuale in chiave sostenibile. Se che ad applicare la legge. È essenziale rigli automobilisti, in particolare per consideriamo infine la nuova legge dal manere mobili: la mobilità è una conquiquanto riguarda la mobilità elettrica, punto di vista della mobilità, è ragionesta di cui abbiamo bisogno ed è anche la che costituisce perlomeno la tecnologia vole anche nella difficile situazione ecobase del nostro benessere. Deve essere attualmente disponibile atta a rendere nomica in cui ci troviamo attualmente. più ecosostenibile. ◆ novembre 2020 | touring
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È fatta! Grande eco mediatica per il record del volo elettrico più lungo al mondo.
Record mondiale elettrizzante TESTO REDAZIONE TOURING
È
il 31 agosto. Marco Buholzer impugna i comandi del Pipistrel Velis Electro che si libra in aria emettendo un ronzio. Solo uno sparuto gruppetto li saluta dai bordi della pista 34 in questa grigia mattina: parte all’aerodromo di Schänis (SG) la sfida dei due svizzeri, ovvero di stabilire il primato del volo in elettrico più lungo, rimandato alla vigilia per le cattive condizioni meteo. Un giorno uggioso, ma memorabile: qualunque sarà l’esito dell’impresa, imprimerà un forte slancio allo sviluppo dell’aviazione sostenibile.
La prova dell’aria A livello internazionale diversi produttori hanno già 28 touring | novembre 2020
effettuato voli sperimentali con aeromobili elettrici, ma finora solo a breve raggio. Morell Westermann è futurologo nel campo dell’aviazione. «Volevo dimostrare in prima persona che già oggi siamo in grado di volare in elettrico su lunghe distanze» spiega il ricercatore seduto nel cockpit accanto a Buholzer. La loro destinazione: l’isola tedesca di Norderney nel Mare del Nord, lontana 700 km. Lungo la rotta sono previste dieci fermate.
Supporto a terra Il Velis Electro non è in grado di compiere il volo non-stop. Per tappa faranno circa 100 chilometri, nonostante l’autonomia di 200 km. «Non è ra-
gionevole atterrare con la batteria agli sgoccioli, in aria devi sempre fare i conti con imprevisti quali temporali, pista indisponibile o nebbia», precisa Buholzer. I piloti sono appoggiati da due équipe a terra che li precedono ed installano l’impianto di ricarica con corrente continua per il tratto successivo.
Sbarco festoso Il Velis Electro atterra su Norderney il 2 settembre alle 15.46 davanti ad un pubblico di 200 ospiti. È una giornata di sole, perfetta per poter festeggiare i protagonisti dell’exploit, i piloti e la loro squadra di terra. Il Velis passa sotto il getto d’acqua a forma di arco con il quale viene ac-
colto dai pompieri dell’isola frisone orientale. Appena scende, l’equipaggio viene circondato dai rappresentanti dei media giunti numerosi sul posto per intervistare la coppia trionfante. Westermann fa notare che: «La propulsione elettrica è quattro volte più efficiente del motore a combustione. Per volare 700 chilometri abbiamo speso appena 50 euro di corrente».
Missione compiuta Sul volo di ritorno, che dura di nuovo tre giorni ed è interrotto da 10 scali, il tempo peggiora a vista d’occhio. Il 6 settembre, con la pioggia e volando appena al di sotto di una spessa coltre di nuvole, il biposto tocca terra a Schänis. «In totale abbiamo macinato 1400 chilometri, battendo il nostro stesso record» si rallegra Westermann. «Volare è
FOTO JULIEN MARCHAL, DENNIS SCHULMEYER
È durato tre giorni il volo elettrico da Schänis a Norderney compiuto dai pionieri svizzeri Marco Buholzer e Morell Westermann. Dieci gli stop necessari per ricaricare le batterie, per un costo di 50 euro.
MOBILITÀ una scuola di vita» commenta soddisfatto, mentre spinge nell’hangar l’aereo ultraleggero.
Velivolo elettrico con certificazione di tipo Il Velis Electro viene costruito dall’azienda slovena Pipistrel. «È ideale per l’addestramento di piloti in quanto consente ripetuti atterraggi e decolli», afferma Buholzer. Ecco perché ha fondato già due anni fa una scuola di volo elettrico. Tuttavia, fino a poco tempo fa non era autorizzato ad impartire lezioni mancando la certificazione da parte dell’UFAC. Dopo la procedura, durata oltre due anni, in giugno il Velis Electro l’ha finalmente ottenuta: è il primo aereo full-electric omologato al mondo. Le sue caratteristiche: potenza: 57,6 kW, batterie: 24,8 kWh, peso: 428 kg. •
SCHÄNIS Schänis è il maggior campo volo alianti della Svizzera. A prescindere dalla fase di decollo, il volo a vela è clima neutrale. La visione dell’aerodromo è di operare a zero emissioni entro il 2030. Era quindi predestinato a diventare la base della prima scuola di volo elettrico del mondo.
Partenza del Velis Electro al 3° giorno da Münster-Telgte.
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MOBILITÀ
Seggiolini quasi tutti buoni Nel secondo ciclo di prove il TCS ha analizzato 18 dispositivi di ritenuta. La maggior parte dei prodotti supera gli standard minimi, invece due sono bocciati ed ottengono il voto «non consigliato». ★★★★★ ★★★★☆ ★★★☆☆ ★★☆☆☆ ★☆☆☆☆
TESTO ALINE BEAUD | TEST JÜRG REINHARD
U
na cosa è certa, la pletora di prodotti in commercio non facilita affatto la scelta dei genitori in cerca di un seggiolino adeguato, conveniente e sicuro. Innanzitutto occorre selezionare il gruppo adatto al proprio bambino (in base al suo peso o alla grandezza in cm); idealmente prima dell’acquisto si proverà ad installare il modello prescelto nel veicolo di famiglia e ad allacciarvi il piccolo. Ma attenzione, taluni prodotti messi in vendita presentano gravi lacune. È proprio per separare il grano dal loglio che il TCS svolge, da oltre mezzo secolo, rigorosi test sulle novità che arrivano sul mercato. Quattro i principali criteri testati: sicurezza, maneggevolezza, ergonomia e contenuto di sostanze nocive.
Test TCS seggiolini auto 2020 II Marca
Modello
Categoria
Cybex Cybex ABC Design ABC Design Babystyle Babystyle Joie Nuna Recaro Bébé Confort Maxi-Cosi Recaro Besafe Britax Römer Renolux Avova Bébé Confort Maxi-Cosi
Aton B i-Size + Base M 2 3 Aton B i-Size 2 4 Tulip 2 Tulip + Isofix Base Tulip 2 Oyster Capsule 2 7 Oyster Capsule + Duofix Isofix Base 2 7 i-Spin Safe 2 3 Prym 1 Salia 1 Mica 1 8 Mica 1 8 Salia Elite 1 iZi Modular X1 + iZi Modular i-Size Base 1 Advansafix i-Size 6 Olymp i-Size 6 Sperling-Fix i-Size 6 Morion 4 6 8 Morion 4 6 8
45–87 cm 45–87 cm 45–85 cm 45–85 cm 40–83 cm 40–83 cm 40–105 cm 40–105 cm 40–105 cm 40–105 cm 40–105 cm 40–105 cm 61–105 cm 76–150 cm 76–150 cm 76–150 cm 100–150 cm 100–150 cm
eccellente molto consigliato consigliato consigliato con riserva non consigliato
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Valutazione TCS ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★☆☆ ★☆☆☆☆ ★☆☆☆☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★★☆ ★★★☆☆ ★★★☆☆ ★★★☆☆ ★★★★☆ ★★★☆☆ ★★★☆☆ ★★★☆☆ ★★★★☆ ★★★★☆
1
montaggio in auto nel senso di marcia o rivolto all’indietro 2 montaggio solo rivolto all’indietro 3 montaggio solo con Isofix, non con la cintura della vettura 4 montaggio con Isofix o con la cintura della vettura 5 declassato per il contenuto di sostanze tossiche 6 montaggio nel senso di marcia 7 difficile da ottenere in Svizzera (prezzo convertito in franchi) 8 prodotti identici
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IL CONSULENTE
Scontro auto-bici: di chi è la colpa? Si sente spesso dire che in un incidente tra auto e bici l’automobilista è sempre nel torto, il che non è del tutto sbagliato. L’automobilista può infatti essere ritenuto responsabile anche se gli è stata negata la precedenza. TESTO URS-PETER INDERBITZIN
A Sconsigliato Il sistema Smart Kid Belt non protegge in caso di urto.
Nel secondo campione (in totale 18 prodotti) testato dal TCS in autunno, 9 risultano «molto consigliati» e 7 «consigliati». Ciò significa che superano, talora in maniera conseguente, i requisiti minimi. Ciò non vale per il seggiolino Babystyle Oyster Capsule, usato con o senza base Duofix Isofix, il quale chiude con un «non consigliato» per l’eccessivo contenuto di sostanze tossiche. Tutti i modelli esaminati sono omologati a norma i-Size (ECE R129); il precedente regolamento ECE R44/4 basato sul peso o l’età del bambino verrà abolito nel 2022.
ALD
Accessorio allettante, ma pericoloso «Smart Kid Belt» è un riduttore per adattare la cintura di sicurezza dell’auto alla statura del pargolo (5–12 anni o 15–36 kg) che cresce; soluzione che permetterebbe di fare a meno del seggiolino, evitando quindi grosse spese ai genitori. Un crash test effettuato dal TCS in collaborazione con il club della mobilità tedesco ADAC e l’organizzazione a difesa dei consumatori Stiftung Warentest ha allarmato gli esperti. L’accessorio non protegge né in caso di collisione frontale né nell’impatto laterale, anzi, il passeggero rischia gravi lesioni interne, alla testa e alle vertebre cervicali. Sconsigliamo fortemente il video l’utilizzo di questa sedel test dicente «alternativa» tcs.ch/ portale-video miracolosa. •
un incrocio in una zona 30 di Basilea, un ciclista aveva rubato la precedenza all’automobilista che procedeva da destra. La collisione era inevitabile. La vettura lo trascinava per qualche metro per poi travolgerlo due volte, con la ruota anteriore e posteriore. L’uomo moriva tragicamente sul posto. L’automobilista veniva accusato di omicidio colposo, ma la causa veniva archiviata perché la procura cantonale di Basilea Città non riusciva a provare in maniera concludente la negligenza dell’imputato.
Mancata precedenza
I congiunti del ciclista ucciso sono insorti contro questa decisione davanti al Tribunale federale. Per i giudici di Mon Repos era «incontestabile» che il deceduto aveva violato il diritto di precedenza dell’automobilista; ciò non toglieva che questi rimaneva responsabile anche di un’eventuale altrui imprudenza e che aveva tralasciato di accertarsi che neppure da sinistra stesse sopraggiungendo qualcuno. Per la corte era chiaro che ciclista e automobilista non si erano avvistati che tardivamente l’uno dell’altro. Le caratteristiche del luogo e la dinamica dei fatti erano tali che l’omessa precedenza da parte del ciclista non era da considerarsi fattore eccezionale e atipico al punto da essere al di fuori di ogni prevedibilità, questo il tenore della sentenza (6B_782/2019).
Nella motivazione i giudici premettevano che nel quartiere residenziale, densamente edificato, la visibilità all’intersezione risultava ridotta. Entrambe le parti coinvolte non si sarebbero accorte con sufficiente anticipo dell’altro veiNonostante l’indiscussa corresponcolo che circolava sulla trasversale. sabilità della vittima della colliDato che vigeva il diritto di precesione resterebbe comunque da denza a destra, sia il ciclista che chiarire la presunta violazione del’automobilista avrebbero dovuto gli obblighi di prudenza da parte concentrare la piena attenzione sul dell’automobilista. Il caso torna traffico proveniente in questo quindi all’istanza inferiore che dosenso. Il conducente della vettura vrà appurare se questi avrebbe poavrebbe giustamente rivolto lo tuto evitare lo scontro e di consesguardo dapprima a destra per asguenza la morte del ciclista. Il sicurarsi che la strada fosse libera. tribunale cantonale di Basilea è Il ciclista, che proveniva da sinistra, chiamato a verificare pure se l’automobilista stava circoaveva l’obbligo di verificare a sua lando a velocità adevolta che non sopraggiungesse un guata alle condizioni veicolo con diritto di precedenza. La corte d’appello del canton Basistradali. • lea Città concludeva che l’automobilista non poteva aspettarsi che un altro utente gli invadesse repentinamente la carreggiata, tagliandola all’ultimo momento. La condotta del ciclista veniva URS-PETER giudicata eccezionale e di INDERBITZIN gravità tale da escludere la responsabilità dell’automobiconsulente giuridico lista. novembre 2020 | touring
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TECNICA Aspetto da SUV La Ford Kuga si arrotonda e si allunga di ben 9 cm.
FORD KUGA 2.5 PHEV ST-LINE X
Ancora di salvezza ibrida
Cruscotto classico con strumentazione digitale di bon ton.
E4 cilindri 2,5 l benzina + elettrica, 225 CV accumulati; batteria 14,4 kWh W4,6 l + 7,6 kWh/100 km (nel test), etichetta energia A kpeso: 1938 kg Pda 0 a 100 km/h in 9,5 s L45 500 fr. Oltre alle motorizzazioni classiche, la Ford Kuga si è arricchita di una versione ibrida ricaricabile che alterna felicemente mobilità elettrica e termica. Il tutto curando al meglio l’abitabilità e il comfort di marcia.
Sistema ibrido prestazionale Autonomia elettrica/consumi Comfort e piacere di marcia Abitabilità e modularità Rapporto prezzo-prestazioni
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Buon cambio CVT Sistemi di assistenza convenienti
32 touring | novembre 2020
L Nessuna trazione 4×4, ma una modalità offroad che condanna l’ESP.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Ford Kuga 2.5 PHEV ST-Line X: 5 porte, 5 posti; 45 500 fr. (veicolo del test: 52 850 fr.) Gamma: da 1,5 l Trend, 120 CV (28 000 fr.) a 2 l diesel 4×4 Vignale, 190 CV (49 200 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (800 fr.), pacchetto assistenti (1500 fr.), fari a matrice, display head up (750 fr.) Garanzia: 2 anni o 3 anni/100 mila km; 2 anni di assistenza; anticorrosione: 12 anni Importatore: Ford Motor Company (Switzerland) SA, 8304 Wallisellen, ford.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri, 2,5 l benzina, 152 CV, sincrono, 131 CV, 225 CV accumulati; batteria ioni di litio 14,4 kWh, caricatore di bordo 3,7 kW; cambio a variazione continua, trazione anteriore Peso: 1938 kg (auto test), totale ammissibile 2320 kg, carico rimorchiabile 1200 kg
70%
Comportamento fiacco 167 cm
Sterzo poco comunicativo Mantenimento di corsia nervoso Ingombro (larghezza importante) Assenza di una versione 4×4 plug-in Peso rimorchiabile penalizzato Qualità percepita eterogenea
passo 271 cm lunghezza 462 cm larghezza 188 cm bagagliaio: 405–1481 litri pneumatici: 225/55R19, min. 225/60R18
a terza generazione della Ford Kuga si distingue in positivo dal gruppo delle SUV ibride ricaricabili. Non tanto perché le sue prestazioni dinamiche e il suo design siano eccezionali, ma occorre riconoscere che il sistema ibrido si ingegna di prolungare al massimo le fasi di motricità elettrica. Al punto che si ha la sensazione di superare i 56 km di autonomia elettrica annunciati. Anche nel traffico urbano, la Kuga PHEV non esita a sollecitare puntualmente il 2,5 l benzina, e in parallelo, cerca di sfruttare al massimo le fasi di recupero di energia. Ci si meraviglia quindi nel costatare i chilometri totalizzati dal motore sincrono sul computer di bordo. Dotata di 4 modalità di marcia, come la maggior parte delle ibride plug-in, questa SUV si avvia inizialmente in elettrico. Il grosso 4 cilindri a ciclo Atkinson si attiva non appena premiamo più decisamente sul gas, emettendo un ronzio leggermente roco che rompe il silenzio ambientale, ma allo stesso tempo, conferisce un po’ di carattere benvenuto. I 225 CV accumulati del sistema ibrido sono erogati in modo più progressivo che sportivo. La Kuga PHEV tuttavia vanta una buona andatura. E il cambio a variazione continua che simula i passaggi di rapporto ci riconcilia con questo tipo di trasmissioni generalmente affette da effetti di pattinamento. Queste buone premesse si ripercuotono favorevolmente sui consumi del test (4,6 l + 7,6 kWh/100 km). Bastano una decina di ore per rifocillare la batteria agli ioni di litio da 14,4 kWh con la rete domestica e meno di 4 ore ad una colonnina AC. I due cavi sono forniti di serie.
Comfort e nonchalance Sebbene il peso aggiuntivo sia limitato per un’ibrida plug-in, la Kuga a trazione anteriore esprime un comportamento piuttosto pesante, che lo sterzo poco comunicativo non migliora. Meglio godersi il suo apprezzabile comfort di marcia e la sua notevole abitabilità. La presenza della batteria non penalizza lo spazio posteriore, dove il divano scorrevole su 14 cm offre un agio da re per le gambe. Quanto basta per dimenticare la forte presenza di plastica nell’abitacolo. Resta il fatto che questa versione ST-Line X è ben equipaggiata. E il ventaglio completo di aiuti alla guida è offerto a prezzi modici. Senza contare che il sovrapprezzo del sistema ibrido non ha nulla di astronomico. • novembre 2020 | touring
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TECNICA
CHECK-UP TCS
TCS MoBe: Andrea Scuderi
DINAMICA DI COMPORTAMENTO
COSTI DEI SERVIZI
Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 120 km/h:
(km/mese) ore mano d’opera (fr.) 30 000/24 2 472.– 60 000/48 2,4 719.– Manutenzione per 180 000 km: 30 000 km/2 anni 17,5 4216.–
9,5 s 5,6 s 11,6 m 33,5 m
1
1
58 dBA 68 dBA
incl. materiale
COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km
fr./mese fissi variabili 15 000 71 622.– 253.– 30 000 45 622.– 506.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS) TCS ASSICURAZIONE AUTO premio annuo2:
790 fr.
esempio di offerta per un socio TCS 36enne, domiciliato a Berna, responsabilità civile e casco totale, chilometraggio annuo 10 000 km, garage coperto, premio annuo senza spese.
Dettagli Ford Kuga 2.5 PHEV CARROZZERIA Con i suoi contorni arrotondati, la Kuga appare più aerodinamica. Le misure in crescita riservano uno spazio generoso per i posti dietro, modulabili grazie al divano scorrevole su 14 cm. Anche con posizione totalmente indietreggiata, il bagagliaio mantiene una capacità che supera i 400 l. La versione plug-in cede un volume di 64 l. Il divano si ribalta tramite due maniglie. Fondo piuttosto alto. ABITACOLO La plancia di bordo ospita uno schermo digitale da 12,3” personalizzabile, un po’ sovraccarico di informazioni. È affiancato da uno schermo tattile da 8”. L’intuitività nell’insieme è corretta. L’ambiente molto SUV trae beneficio da una qualità percepita superiore all’impressione che suscita. Ma ancora svariate plastiche dure.
2
ciclo misto fabbrica WLTP 1,4 l + 16,8 kWh/100 km 32 g/km Emissioni di CO2: 174 g/km Emissioni di CO2 (2019): Etichetta energia (A–G): A CONSUMO DEL TEST 4,6 l + 7,6 kWh/100 km auton. 971 km serbatoio: 45 litri batteria: 14,4 kWh il video del test tcs.ch/ portale-video
Bagagliaio un po’ ridotto sulla versione plug-in. Aerodinamici Il posteriore e il portellone dal taglio inclinato.
PREZZO-PRESTAZIONI La dotazione è corretta a partire dal modello Trend (divano scorrevole, schermo tattile, fari LED ecc.). La versione ST-Line X aggiunge la strumentazione digitale, il navigatore, il climatizzatore a due zone… Pacchetti di optional a prezzi moderati. La garanzia di fabbrica si limita a 2 anni. COMPORTAMENTO La plug-in rivela una certa pesantezza nel movimento e una tendenza chiaramente sottosterzante, anche se tiene bene la sua traiettoria. La sensazione asettica trasmessa dallo sterzo non contribuisce a migliorare la sensazione di dinamismo. MOTORE E TRASMISSIONE Il sistema ibrido opera in perfetta armonia e s‘ingegna per massimizzare le fasi di mobilità elettrica. Idem per le fasi di ricarica. Senza esser sportive, accelerazioni e riprese son robuste. Comandato da un pratico elemento rotante, il cambio a variazione continua è poco soggetto ai tradizionali effetti di pattinamento. CONSUMO La media del test si è fissata a 4,6 l + 7,6 kWh/100 km. La Kuga si distingue per le lunghe fasi in mobilità elettrica. Batteria ricaricabile da presa domestica. SICUREZZA Per 1500 fr., la Kuga fornisce la quasi totalità dei sistemi di assistenza di ultimo grido. Il mantenimento della corsia si rivela un po’ nervoso.
34 touring | novembre 2020
CREDITS: sulle rive del lago di Wohlen, vicino al camping TCS di Berna-Eymatt. Con la partecipazone dell’appassionato di stand-up paddle Mathias Wyssenbach.
CONSUMO AL BANCO DI PROVA Divano scorrevole e schienali regolabili.
COMFORT I sedili dai rivestimenti morbidi, il buon assorbimento delle grandi gomme e il silenzio in modalità elettrica offrono un eccellente piacere di marcia. Il silenzio è parzialmente rotto dall’inserimento del grosso 2,5 l benzina.
Pubbliredazionale: Restare in forma al volante dopo i 70 anni
SICURI AL VOLANTE ANCHE DOPO I 70 ANNI Viaggiare in modo sicuro in un traffico sempre più intenso è una sfida. Dopo i 70 anni si è esperti e routinier al volante. Adesso questa esperienza è riconosciuta anche dalla legge: dal 2019, il controllo medico periodico per i conducenti è obbligatorio solo a partire dai 75 anni. In passato questo limite era a 70 anni. Qui o sul sito web della campagna di prevenzione Routinier 70plus potete scoprire come mantenere e sviluppare ulteriormente le vostre competenze nel traffico stradale.
Potete fare molto per essere in forma al volante Nelle strade molto trafficate, percezione e reazione sono importantissime. In generale, oggi c’è meno rispetto reciproco e il traffico diventa sempre più frenetico. Qui, è indispensabile avere sensi svegli per poter reagire in tempo. Studi dimostrano che la vista
cambia a partire dai 30 anni e la memoria dai 50. Invecchiando è quindi normale portare gli occhiali e per restare svegli sono utili semplici ausili come i cruciverba, il Sudoku e altri esercizi. Gli obiettivi di Routinier 70+ La campagna sostiene la generazione 70+ nella mobilità sicura. In auto, in bicicletta o con i trasporti pubblici. Approfittate delle offerte gratuite su Internet. Avete domande sul tema «Guida sicura a 70+»? Allora scriveteci all’indirizzo info@routinier70plus.ch o chiamateci al numero 031 328 31 33.
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L’auto è una delle forme di mobilità più apprezzate quando si tratta di viaggiare in modo indipendente. È quindi una buona cosa che l’età del controllo medico per i conducenti sia stata posticipata di cinque anni. Dopotutto la generazione 70+ ha decenni di esperienza nel traffico stradale. Questa competenza merita di essere conservata e ampliata. Il modo migliore per farlo è con semplici esercizi che rinfrescano le conoscenze teoriche con compiti che allenano il cervello o con l’autovalutazione della capacità di guida. Una soluzione che unisce l’utile al dilettevole. Infatti, chi fa volentieri gite con i nipoti o con gli amici, o semplicemente si sposta spesso e volentieri in auto, ha una grande responsabilità. Una responsabilità che non va trascurata. La guida sicura si basa su un apprendimento e una formazione continua che durano tutta la vita.
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140 000 KM IN TESLA MODEL S 85
La batteria ha retto l’urto Come precursore della mobilità elettrica, la Tesla Model S ha attirato lodi, ma ha pure alimentato alcuni dubbi in fatto di affidabilità e longevità delle batterie. Un test di lunga durata del TCS ha appena sbaragliato il tanto temuto declino della capacità delle batterie. REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER | TEST MARTIN BOLLIGER
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ella sua veste grigia metallizzata appena sbiadita, la Tesla Model S del 2014 non rivela la sua età e ancora meno i 140 000 km che segna il contachilometri. Questa versione S 85 è stata acquistata nel 2018 a 92 000 chilometri dal TCS Consulenza mobilità con lo scopo di verificare la bontà delle attese riposte nella giovane marca californiana. Promesse che globalmente sono state mantenute.
Capacità mantenuta
lati modici. Basandoci su consumi di 0,2 kWh/km e un prezzo di 15 ct/kWh, otteniamo una media di 735 fr. all’anno (basata sui 49 000 km percorsi in 2 anni). A titolo di paragone, la fattura in benzina si eleverebbe a 2678 fr. per un’Audi S4 che consuma 6,3 l/100 km (dato normato). Come tutte le Tesla acquistate prima del maggio 2017, la Model S 85 beneficiava di un accesso gratuito illimitato ai supercharger della marca. Un diritto trasferibile per le autovetture d’occasione.
Primo elemento atteso al varco, la grande batteria agli ioni di litio da 85 kWh ha retto bene all’urto. Dopo 6 anni, conserva ancora il 90% della sua capacità nominale. Un bilancio che conferma le asserzioni pubblicate nel rapporto ambientale di Tesla. Bisogna precisare che l’autovettura del test era parcheggiata all’esterno, quindi esposta a grandi variazioni di temperatura. Parallelamente, i costi energetici si sono rive-
Ogni tipo di ricarica è stato vagliato durante il nostro test, dalla presa domestica 240 volt e 8 ampere fino alla presa industriale 400 volt e 16 ampere. Fatto degno di nota, è emerso che la Tesla analizza costantemente la tensione e il flusso energetico, adattando così la capacità di carica alle circostanze. Essa gestisce quindi al meglio sia una ricarica alla presa domestica, sia quella,
UN MIX SVIZZERO FAVOREVOLE Il bilancio ecologico di un’auto elettrica dipende fortemente dal mix energetico di ciascun paese. Questo termine definisce il fattore di emissioni di CO2 dell’elettricità. Riconosciuto sul piano internazionale, esprime in pratica il grado di «purezza» dell’elettricità calcolando la quantità di anidride carbonica emessa nella produzione di un chi36 touring | novembre 2020
lowattora (kWh). L’anno scorso il mix energetico dei fornitori svizzeri di elettricità si è fissato a 128 g/kWh di CO2 (139 g nel 2018). Un bilancio nettamente più brillante di quello fatto segnare dalla Germania con 401 g. Con una media di 22,3 g/km di CO2, il bilancio ecologico di un’auto elettrica si rivela particolarmente favorevole in Svizzera.
più veloce, su una colonnina a muro trifasica del TCS. Quando la batteria è scarica, la Model S allacciata ad una presa supercharger si rivela persino vorace. Qualche secondo dopo averla collegata, la velocità di ricarica accelera rapidamente fino a raggiungere la media di 120 kWh. Quando l’autonomia giunge verso la fine, l’auto reagisce con misure moderate. Riduce progressivamente la potenza e un’informazione specifica appare sulla strumentazione. Restrizioni in fatto di recupero energetico si manifestano invece quando la batteria è troppo fredda per incamerare energia.
dili e ampio abitacolo ne fanno una perfetta ammiraglia. Il motore sincrono da 388 CV esprime allo stesso tempo dolcezza di funzionamento e accelerazioni folgoranti. Il centro di gravità basso fa dimenticare la loAccelerazioni decise Comfort di marcia Rumore ad alta velocità Comportamento posato Abitabilità/bagagliaio Costi di manutenzione Estremità della carrozzeria non visibili Batteria chiave Sedili scivolosi/poca tenuta Sistema da riprestinare
Affidabilità e costi Qualche difetto è emerso durante i 49 000 km percorsi. È stato necessario ricalibrare i sensori della pressione dei pneumatici, eliminare rumori a livello dell’asse posteriore, il gioco dell’albero di trasmissione o ancora fissare degli elementi delle sospensioni. Il costo delle riparazioni e di manutenzione si è limitato a 420 fr. per 10 000 km, ossia circa i due terzi di un’auto standard di pari categoria. Durante il periodo del test, il costo chilometrico TCO, inclusi gli ammortamenti, si è limitato a 55 ct./km.
Tonicità e comfort Questa grande berlina offre un comfort degno della categoria superiore. Silenzio di marcia, filtraggio delle sospensioni, comodità dei se-
gica pesantezza di questa Model S 85 che, ben piantata a terra, offre un autentico piacere di guida. Anche se non raggiunge l’alta gamma europea, la qualità perce-pita è onesta. In soli 6 anni, i pulsanti di origine Mercedes e l’enorme schermo tattile stile tablet appaiono invecchiati. Ciononostante, questo elemento che gestisce molteplici funzioni, tra cui la ricarica e l’accesso alle colonnine attraverso il navigatore, si rivela intuitivo. Unico neo: capita spesso che la strumentazione digitale scompaia. Ci si trova allora davanti un
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pannello nero privo di tachimetro. Dopo aver consultato alcuni forum su internet, è emerso che il problema può essere risolto premendo simultaneamente sui pulsanti al volante, come su un computer. Vista l’assenza di concessionarie locali, in caso di guasti bisogna contattare il call center Tesla. Dopo una certa attesa, in genere questo permette di risolvere i problemi. Quanto ai servizi di manutenzione, le prenotazioni possono risultare seccanti ed è stato necessario attendere a lungo per fissare un appuntamento oppure per ricevere dei pezzi di ricambio. Luci e ombre dei sistemi commerciali del futuro. •
Le automobili elettriche hanno invaso la Svizzera Nell’arco di 5 anni, l’offerta di auto elettriche si è vistosamente estesa ai maggiori segmenti del mercato. Un’analisi svolta dal TCS rivela che, durante il medesimo lasso di tempo, l’autonomia media è più che raddoppiata, passando da 127 a 334 km, mentre il prezzo d’acquisto per chilometro si è quasi dimezzato precipitando da 334 a 167 fr./km. Se questa evoluzione proseguirà nei prossimi 5 anni, è probabile che il prezzo delle automobili elettriche giungerà a parità con le auto convenzionali.
Vento in poppa I segmenti delle city-car e delle compatte sono cresciuti in modo particolare, contribuendo a rendere la mobilità elet-
trica molto più accessibile. Sono già stati registrati oltre 30 modelli prodotti da 16 marche diverse. I prezzi oscillano globalmente tra i 23 000 e i 62 000 franchi, mentre il ventaglio delle autonomie si estende da 100 a 560 chilometri. Ciò detto, la maggior parte dei modelli rivendica una portata che supera i 200 chilometri. L’altro trend in forte crescita riguarda l’alta gamma e le automobili di lusso. Si sono registrati 12 modelli provenienti da 5 marche. Le autonomie vanno da 283 a 610 chilometri e la forchetta dei prezzi varia da 70 000 a 135 700 franchi. Salvo qualche eccezione, i diversi modelli sono disponibili per un giro di prova presso i concessionari.
N4,97 m Emotore sincrono, 388 CV, 440 Nm; trazione posteriore; da 0 a 100 km/h in 5,6 s; consumo (test): 18,1 kWh/100 km; autonomia: 300–330 km Lca. 90 000 fr.
In piena forma Anche dopo 6 anni, la Tesla Model S 85 del TCS conserva una bella carrozzeria e la capacità della batteria non è diminuita di molto.
novembre 2020 | touring
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SEAT LEON 1.5 ETSI FR
Con stile e carattere
Più longilinea Sempre fondamentalmente compatta, la Seat Leon si allunga di 9 cm.
N4,37 m; bagagliaio: 380 l E1,5 l turbobenzina, 150 CV, 250 Nm; DSG a 7 rapporti; da 0 a 100 km/h in 8,4 s; consumo (prova): 6,6 l/100 km; autonomia: 681 km L32 950 fr. La quarta edizione della Seat Leon esibisce uno stile elaborato e una tecnologia di punta, pur conservando il dinamismo caro alla marca. TESTO E FOTO MARC-OLIVIER HERREN
L’
esclamazione «Hola! Hola!» risuona nell’abitacolo di stile e il comando vocale evolutivo ubbidisce alle ingiunzioni del pilota. Che poi ritrova la scritta Hola! proiettata a terra all’uscita dall’auto. Al pari di Skoda, anche Seat non è più un parente povero del gruppo VW. La compatta Leon adotta gli ultimi ritrovati tecnologici esaltando i valori che sono alla base del suo successo, a cominciare da una carrozzeria dal taglio ricercato che ne fa una delle compatte dal carattere più affermato. La plancia di bordo tutta spigolature è frutto della stessa filosofia. Un ambiente moderno dominato dal cockpit completamente digitale che equipaggia la versione FR. Se l’intuiti-
vità è buona, rimpiangiamo l’assenza di qualche tasto fisico. Non fosse che per selezionare le varie modalità di guida. Sia quel che sia, i passeggeri davanti siedono su sedili sportivi tanto avvolgenti quanto morbidi e il passo aumentato di 5 cm offre uno spazio per le gambe dietro inusualmente ampio. Il climatizzatore a tre zone e la luce ambientale personalizzabile danno un tono. Stigmatizzeremo soltanto la presenza di plastiche di bassa gamma – anche se non è una sorpresa. Siamo comunque in casa Seat. Nella norma del segmento, il volume del bagagliaio è invariato.
Agilità e tonicità Fedele alla tradizione, la Seat Leon esprime un comportamento ammantato di sporti-
vità. Il treno anteriore abbastanza incisivo e lo sterzo molto diretto garantiscono le sensazioni di guida. Un lato ludico che è un filo più presente che sulla cugina Audi A3. Esso è corroborato dalla reattività e dalle vivaci salite di regime del motore da 1,5 l dotato di una buona dose di carattere. Parallelamente, il propulsore a ibridazione leggera (motore/generatore da 48 V) capace di viaggiare in modalità di veleggiamento, si rivela frugale, con un consumo di 6,6 l/100 km durante la nostra prova su strada. Il telaio attivo (950 fr. in opzione) esprime allo stesso tempo cullante morbidezza dell’ammortizzamento e rigidezza sportiva senza eccessi. Il treno anteriore del modello
Stile allestimento e design Prezzo-prestazioni Comportamento/tonicità Spazio dietro generoso Tecnologia di bordo Digitalizzazione molto spinta Qualità percepita mediocre Rumori di percussione
provato lasciava tuttavia udire dei rumori percussivi sulle piccole irregolarità stradali. Dotata di sistemi d’assistenza all’ultimo grido, la Seat Leon si lascia guidare dal regolatore predittivo che rallenta all’avvicinarsi delle intersezioni e che adatta la velocità in funzione dei limiti. Come spesso accade, questo dispositivo è vittima dell’aleatorietà del riconoscimento della segnaletica. Sebbene sia necessario fare ricorso alla lista degli optional, la Seat Leon vanta pur sempre un rapporto prezzo prestazioni favorevole. •
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L'ESPERTO TCS
Euro 6, differenze di classe REDAZIONE TOURING
I richiami per aggiornamenti del software di auto non in regola con le emissioni non risparmiano neppure le Euro 6. Questa classe ambientale è sempre valida per l’omologa zione di veicoli nuovi, ma dalla sua introduzione è stata inasprita a più riprese dando luogo a diverse sottocatego rie, ognuna con una propria sigla. Qualche chiarimento è quindi d’obbligo. È lecito aspettarsi ulteriori manipolazioni dei gas di scarico sulle auto nuove?
No. A settembre 2019 sono entrati in vigore standard omologativi più stringenti che impediscono scarti sen sibili fra emissioni di ossidi di azoto (NOX) misurate su strada e in laboratorio. Ciò ri chiede catalizzatori più effi cienti e nel caso dei motori a gasolio, il ricorso frequente a soluzioni come l’AdBlue. Rispetto ai modelli omolo gati Euro 6 fino a tre anni fa, i diesel più recenti a norma Euro 6dTemp e Euro 6d espellono molto meno ossidi di azoto. Rispetto al passato, qual è il livello d’inquinamento dei diesel di ultima generazione?
I veicoli Euro 5 coinvolti nello scandalo delle emis sioni truccate scaricavano nell’aria tra i 500 e 2000 mg di NOX per chilometro. I mo delli Euro 6 richiamati sulla scia del Dieselgate, perlopiù delle gamme 2014–2017, ar rivavano a loro volta ancora a circa 200 fino a 1000 milli grammi. Per contro le auto Euro 6dTemp EVAP ISC ed Euro 6dISC, nelle varianti sia a benzina che a diesel, emettono in genere meno di 50 mg di NOX /km, anche in condizioni di traffico reali. Le abbreviazioni EVAP e ISC cosa significano?
EVAP richiama le cosiddette emissioni evaporative. Per superare la relativa prova, l’auto parcheggiata ed espo sta ad elevate temperature non deve disperdere nell’am biente idrocarburi in quan tità superiore a 2 grammi in 48 ore (in precedenza la du rata era limitata a 24 ore). Con l’ISC, acronimo che sta per «In Service Conformity», si verifica sul campo che i veicoli in circolazione con servino nel tempo e rispet tino i parametri di omolo gazione anche dopo anni
d’utilizzo e aver percorso de cine di migliaia di chilometri. L’evoluzione della normativa non finisce però qui. Quali saranno i passi successivi?
Da inizio 2020 le auto nuove vengono omologate secondo l’Euro 6dISCFCM (Fuel Consumption Monitoring). Si continua ad applicare il test EVAP. FCM significa che i consumi d’energia sono co stantemente rilevati in mar cia dal computer di bordo. Questi dati, letti e analizzati in forma anonimizzata dal si stema di diagnostica, forni scono all’UE le basi statisti che per l’ulteriore sviluppo di misure per il clima. Preve dibilmente dal gennaio 2021 si potranno importare in Svizzera solo auto nuove con formi all’Euro 6dISCFCM. •
La norma europea è stata oggetto di diverse revisioni.
IL TCS CONSIGLIA
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Su www.tcs.ch/ricercaauto è possibile consultare l’offerta di auto nuove filtrandola per emissioni di CO2, costi, numero di posti, tipo e consumo di carburante, peso rimorchiabile e altri criteri.
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I veicoli con la spina, ibride ed elettriche pure, non si prestano (ancora) come auto trainante o monovolume familiare né a coloro che non possono ricaricare la vettura posteggiata al luogo di lavoro.
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Le auto diesel sono sempre inadatte per i tragitti brevi.
Chi preferisce rimanere fedele al motore termico può acquistare un’auto a benzina o diesel con la coscienza tranquilla. I bassi livelli NOX dei nuovi modelli non tarderanno ad impattare positivamente sulla qualità dell’aria. ERICH SCHWIZER
Funzione: esperto Consulenza mobilità Professione: ingegnere automobilistico Età: 56 anni Contatto:
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La nave da crociera è un mondo a sé stante Il mese di novembre per alcune compagnie di navigazione segna l’inizio delle crociere. Il momento giusto dunque per raccontare una storia di viaggio da parte di una persona che non ha mai pensato di salpare a bordo di una nave sino a quando ha dovuto farlo per lavoro. REPORTAGE JULIANE LUTZ
D
i fronte a questo tema ho sempre fatto un passo indietro. L’idea di trascorrere diversi giorni su una nave da crociera in compagnia di migliaia di persone mi sembrava spaventosa. Aspettare in mezzo a una folla di passeggeri che il ri-
storante apra le sue porte o doversi battere per avere l’ultima sedia a sdraio sul ponte, non mi attirava affatto. Ero certa che mi sarei subito sentita soffocare in uno spazio limitato e in un secondo tempo anche annoiata. E che dire del fatto che su una nave si può mangiare a qualsiasi ora del giorno? Chi è in grado di resistere a questa tentazione che in men che non si dica si trasforma in chili di troppo? Questi erano i pensieri che
L’AIDAnova a tutta velocità. La nave di 6000 passeggeri è entrata in servizio nel 2018.
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SVAGO mi ronzavano in testa sino al giorno in cui, per esigenze di lavoro, mi sono ritrovata a salire su una nave da crociera. Vista dal porto di Las Palmas sull’isola di Gran Canaria, l’AIDAnova – lunga 337 metri e alta 69 – sembra un colosso, ma poi, una volta all’interno, sembra proprio gigantesca. Costruita per ospitare 6000 passeggeri, è fortunato chi riesce a trovare al primo tentativo la sua cabina dopo aver affrontato le varie scale e gli interminabili corridoi.
La tentazione gastronomica
Quel tocco in più Le onde blu caratterizzano l’AIDAnova nel suo aspetto esteriore.
Stuzzicante I diversi cuochi a bordo propongono piatti di alto livello. Fatti tentare!
Immediatamente dopo essermi installata in cabina, si è avverato il mio timore: la cucina sull’Aidanova è molto buona: sia al buffet che nei ristoranti con servizio al tavolo. Si comincia a colazione con un caffè eccellente e panetteria raffinata al Bistro French Kiss e si va avanti per tutta la giornata. Piatti di pesce deliziosi si trovano ad esempio al Ristorante Ocean’s, mentre nel Teppanyaki Asia Grill si mangia assistendo allo spettacolo dei cuochi e infine gli appassionati dell’alta gastronomia ogni sera riservano un tavolo al lussuoso Ristorante Rossini. Per lo standard svizzero i prezzi sono relativamente abbor-
dabili, ma sarebbe un peccato non approfittare della varietà di cucine offerte dai ristoranti presenti a bordo. Viaggiando per una settimana sull’Aidanova si deve prevedere un aumento di peso di circa due chili, conferma l’amministratrice generale Heidi Rothe, responsabile della nave fatta eccezione per la navigazione. Un rimedio tuttavia esiste: molta attività sportiva. Una palestra sorpren44 touring | novembre 2020
dentemente grande, molti corsi di gruppo e un percorso di jogging sul ponte esterno rendono facile l’impresa di bruciare le calorie ingerite.
C’è posto per tutti A bordo si trovano migliaia di passeggeri, ma non ci si accorge.
Nessuna folla, nessuna noia Anche il pregiudizio riguardante l’affollamento sulla nave si è rivelato privo di fondamento: grazie ai venti ponti e in totale 35 locali tra ristoranti, bar e club, i passeggeri non rischiano di pestarsi i piedi a vicenda. Anche quando è il momento di scendere dalla nave per intraprendere le gite non ci sono tempi di attesa grazie alla buona organizzazione. In più ci sono abbastanza sedie a sdraio per tutti. Chi però desidera un posto in particolare, soprattutto se al sole, deve arrivare prima degli altri. Per quanto riguarda il rischio di annoiarsi: è nullo. Chi desidera, può occuparsi dal mattino alla sera. Si potrebbe ad esempio cominciare il mattino alle 8 con la corsa sul percorso di jogging, alle 11 fare un lavoretto manuale, poi un po’ di wellness nella bella e attrezzata spa oppure sdraiarsi al sole, e poi, dopo un’abbondante pausa di mezzogiorno, guardarsi un film alle 16, per poi alle 18 seguire un corso di cucina o un po’ più tardi un corso di tango argentino, in seguito ascoltare l’offerta musicale delle star di Aida, prima che alle 22 si partecipa a una degustazione di gin e alla fine ci si diverte al Club Cube Party. Ed erano soltanto alcuni esempi del programma disponibile ogni giorno. Di quando in quando su tutti i ponti ri-
L’occhio vuole la sua parte È bello mangiare in ambienti particolari.
SVAGO suona la voce del manager dell’intrattenimento che annuncia l’imminente inizio di qualcosa. L’Aidanova dispone addirittura di uno studio televisivo, lo Studio X, unico nel suo genere al mondo. Ogni giorno vengono prodotti show proposti ai passeggeri. In più la sera venti artisti offrono uno spettacolo in due fasce orarie nel Theatrium che ha una capienza di 1400 spettatori. C’è anche una Mystery Room e un Biergarten con la musica stile Oktoberfest.
Tranquillizzare la coscienza Fin qui tutto bene. Ma come si può conciliare una vacanza in crociera con la propria coscienza ambientale? La maggior parte delle navi in effetti usa ancora olio combustibile e appesta sia il mare che l’aria. Una consolazione può essere costituita dal fatto che l’Aidanova, in servizio dal 2018, è la prima al mondo ad essere alimentata da gas naturale liquefatto, che permette di ridurre l’inquinamento. Alla domanda cosa si faccia contro il foodwaste, ovvero lo spreco alimentare, il capitano Marc-Dominique Tidow dichiara che sulla nave si monitora la produzione di cibo per evitare le eccedenze e si adottano misure per limitarle. I resti alimentari sono triturati, compressi e portati a terra come compostaggio. Un impegno che avviene da anni sulle navi AIDA. Una sera si lasciano alle spalle le luci del porto di Las Palmas, al risveglio la mat-
tina dopo si sta navigando in mezzo al mare e il giorno seguente, poco prima del calar del sole, si rallenta per attraccare a Porto do Funchal. E dopo una gita ricca di impressioni a Madeira si ritorna sull’albergo galleggiante. Questo tipo di viaggio è veramente particolare. E ho potuto convincermi del fatto che: una nave così grande costituisce un mondo a sé stante, una specie di isola, nella quale non c’è spazio per la quotidianità. Quando l’ultimo giorno di febbraio siamo salpati da Gran Canaria, in Europa si è iniziato a parlare di epidemia da Covid-19, ma in viaggio non è mai stato sentito come un problema. A ricordarlo sulla nave c’erano solo qualche dosatore in più per gel disinfettante per le mani con la richiesta di usarlo prima di entrare al ristorante. Era come se le preoccupazioni della vita reale fossero rimaste a terra. E anche l’umore migliora di giorno in giorno, grazie alla possibilità di riposarsi e di dedicarsi ad altri pensieri. Quando dopo un paio di giorni di navigazione siamo ritornati a terra mi sono improvvisamente resa conto che – contrariamente a quanto pensassi – la crociera è una vacanza che fa per me. ◆ Il viaggio è stato compiuto su invito di AIDA e con il sostegno di Edelweiss.
La variopinta Madeira Durante la gita sull’isola di Madeira abbiamo visitato anche Câmara de Lobos.
DA SAPERE Viaggio: Edelweiss ha in programma le destinazioni di Gran Canaria e Maiorca, flyedelweiss.com
Crociera: ad esempio: il 3.4.2021 AIDAnova parte da Gran Canaria e fa tappa a Lanzarote, Sevilla/Cadiz, Malaga e Barcellona sino ad arrivare a Maiorca (arrivo: 10.4.2021). Prezzo totale per due persone da 1789 franchi* (cabina interna). Misure di protezione: la lista è lunga. Un paio di esempi: è stato adeguato il numero di passeggeri per ridurre il contatto tra le persone, i processi di check-in sono semplificati, e introdotti servizi senza contatto, in ogni ambiente interno vige l’obbligo della mascherina (personale/ passeggeri), fatta eccezione per gli ospiti seduti al posto in bar e ristoranti. aida.ch * stato: 5 ottobre 2020
Avviso: a causa del coronavirus le possibilità di viaggio sono attualmente limitate. Al momento di terminare questo articolo – ad esempio – Spagna e Portogallo erano sulla lista dei paesi a rischio elevato di contagio stilata (e costantemente attualizzata) dell’Ufficio federale della sanità pubblica. Nonostante ciò la redazione non vuole limitare troppo i temi dedicati allo svago perché intende fornire ai lettori idee di viaggio che forse potranno realizzare nel prossimo futuro.
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Freeride dove si inventò lo snowboard TESTO FELIX MAURHOFER
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are eliski in Turchia è una delle nuove offerte outdoor di TCS Viaggi. Una settimana di discese interminabili e risalite in elicottero è un’esperienza esclusiva e garantisce un divertimento di alto livello. L’albergo Hasimoglu ad Ayder, un paesino arroccato in una valle stretta, garanti-
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sce sonni tranquilli e il vicino eliporto gestito da Air Zermatt fornisce la qualità svizzera. Le settimane di eliski nei Monti del Kaçkar sono accompagnate dagli specialisti della disciplina Jérémie Heitz e Ueli Kestenholz. Originario di Thun, Kestenholz conosce bene la regione turca, lo abbiamo intervistato.
Nei Monti del Kaçkar quali sono le caratteristiche dell’eliski?
Ueli Kestenholz: Per quanto riguarda il territorio e la neve direi che è un miscuglio tra il Canada e le Alpi con un pizzico di Giappone. Si trovano vette alpine con un’altezza di 3900 metri sul livello del mare, molte valli con pareti aperte, ma anche canali ripidi e zone boschive. Grazie a
FOTO FM, ALD
I Monti del Kaçkar in Turchia sono la mecca dell’eliski con oltre 400 discese per tutti i gusti e ogni esperienza. Questa regione montuosa di ben 1700 metri quadrati è sempre ricoperta di neve e mette a disposizione degli ospiti un’ampia infrastruttura.
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FREERIDE IN TURCHIA Viaggio: voli da Ginevra o Zurigo via Istanbul sino Trabzon (Trebisonda). Trasferta in bus sino Ayder. Soggiorno: all’albergo Hasimoglu*** con eliporto Equipaggiamento di sicurezza gratuito: zaino ABS, apparecchio di ricerca in valanga ARVA, pala e sonda Nel villaggio turco di Ayder si trova l’hotel Hasimoglu e l’eliporto.
L’esperto di freeride Jérémie Heitz accompagna il gruppo e mostra la sua abilità nella neve fresca.
Date: Jérémie Heitz (sci): 13–21.2.2021 Ueli Kestenholz (sci/snowboard): 27.2–7.3.2021 Numero partecipanti: 15 persone a viaggio
Tuttavia mi piace fare quella che conduce in uno dei paesini di montagna. La gente del posto è ospitale e ti permette di fare un salto nel passato. Ti invitano a bere un tè a casa loro e così ti rendi conto di come gli abitanti riescano a vivere con poco.
una superficie di oltre 1700 metri quadrati con una gran varietà di pendii e pendenze, i freerider con gli sci o lo snowboard hanno innumerevoli possibilità di lasciare le loro tracce nella neve fresca. Ci sono discese di oltre 2000 metri di dislivello. In questa località è garantita la neve fresca?
Come in altre zone montane pure in Turchia non si può garantire al cento per cento la neve fresca. Tuttavia, grazie alla vicinanza al Mar Nero, la neve in genere non manca. Il manto nevoso è stabile e così il pericolo di valanghe è contenuto.
Cosa desidera offrire ai partecipanti del suo gruppo? Chi si occupa della sicurezza?
Le guide alpine che vi lavorano già da varie stagioni, conoscono molto bene il territorio, osservano costantemente la coltre di neve e redigono i bollettini delle valanghe. Se la situazione si fa troppo pericolosa, esistono attività alternative come escursioni con le ciaspole. Quali discese preferisce?
Dato che ce ne sono tante di ottima qualità, è difficile sceglierne una in particolare.
Sia con lo snowboard oppure con gli sci, il mio obiettivo è offrire agli ospiti un’avventura adrenalinica, ma allo stesso tempo sicura, nella neve fresca. Desidero anche trasmettere consigli sul fuoripista e, di quando in quando, fare un qualche trick. Chi gestisce gli elicotteri?
Dato che si dà molta importanza alla sicurezza e all’affidabilità, i piloti e i meccanici sono di Air Zermatt. Gli elicotteri utilizzati sono i validi Ecureuil B3.
Prezzo: da 8800 fr. Prenotazioni: tcsreisen.ch Fare eliski oggigiorno è ancora sostenibile?
È una questione delicata e dipende dal punto di vista. Trovo che ogni tanto ci si possa concedere uno sfizio che abbia un carattere esclusivo. Durante l’anno m’impegno a vivere in modo ecologico, nel limite del possibile, anche per potermi permettere l’esperienza dell’eliski senza troppi rimorsi di coscienza. È vero che i turchi hanno inventato lo snowboard?
Anni fa visitai il paesino di Meşeköy, dove vidi che gli abitanti facevano surf sulla neve con assi di legno, dette lazboard. Mi raccontarono che si tratta di una tradizione antichissima per trasportare la merce in inverno. Per questo motivo ritengo che lo snowboard sia stato inventato dai turchi e non dallo statunitense Jack Burton. ◆ Ueli Kestenholz Il 45enne bernese è uno sportivo polivalente e grazie allo snowboard è salito anche sul podio alle Olimpiadi.
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Panpepato, salsicce e angioletti d’oro A Norimberga si può vivere il periodo prenatalizio con tutti i sensi visitando l’antico mercatino di Natale, che anche quest’anno occuperà la piazza nel nucleo storico della città bavarese. Un’esperienza che vi svelerà i segreti del lebkuchen e delle tipiche salsicce, particolarmente buone d’inverno. REPORTAGE JULIANE LUTZ
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SVAGO
C
on n agilità alcuni ta gliano la scorza di limone e di arancia candite, mentre altri con vigore lavorano la pasta nelle scodelle. Un gruppo di 22 persone sta par tecipando al corso di cucina da Cookionista per imparare a preparare l’Elisenlebku chen (panpepato di Elisa). «In un Elisenlebkuchen è con sentito il 10% di farina, ma un vero intenditore ne fa a meno», afferma Karin Witt genstein, gerente dei corsi. Una coppia canadese e la fi glia ascoltano le indicazioni con attenzione e s’impe gnano per distribuire la pa sta sulle piccole cialde in modo preciso. «L’altezza ide ale della pasta è di 0,5 cm», li istruisce Karin. Infine i tradizionali lebkuchen di Norimberga vengono cotti dodici minuti a 180 gradi. «Appena sfornati devono essere ancora morbidi», di chiara l’esperta. Un profumo delizioso riempie il locale e tutti provano con l’acquolina in bocca i propri primi bi scotti speziati ascoltando il racconto della leggenda se condo cui vennero creati da un fornaio che con questa ri cetta riuscì a guarire la figlia.
Fascino del mercato
Souvenir azzeccato Zwetschgenmännla del mercato natalizio.
Ricoperto di cioccolato, con la glassa bianca o colorata, rotondo o quadrato, in una graziosa scatola di latta o in un sacchettino trasparente, durante la passeggiata al mercato di Natale – detto del Bambin Gesù – si vede il lebkuchen in tutte le varia zioni. Nella città tedesca già nel 1395 esisteva il mestiere di fornaio di panpepato. Ma anche di Zwetschgenmännla, piccoli pupazzi fatti di pru gne secche e abiti di stoffa, Lebkugeln, praline al gusto di panpe pato, Rauschgold
ri engel, angioletti ri coperti con un foglio di alluminio color oro, e altri prodotti artigianali. L’aria è intrisa del profumo di vin brulé e delle tipiche sal sicce che prendono il nome della città. Dentro le 180 ca settine in legno i venditori si contendono i visitatori locali e stranieri. Si sente parlare ceco, spagnolo, italiano e svizzero tedesco. Il mercato natalizio di Norimberga, che ha luogo nella forma attuale dal 1948, attira ogni anno ol tre due milioni di persone. Questo appuntamento inver nale porta nella seconda città più grande della Baviera molti turisti provenienti dall’Asia e dagli Stati Uniti. Senza di loro il Christkindle smarkt, che la città è riuscita a organizzare anche nell’anno della pandemia da Covid19, sarà meno affollato, ma probabilmente sarà di verso dal solito anche a causa delle misure di protezione. In ogni caso, la cerimonia di apertura del mercato di Natale il venerdì ante cedente la prima domenica d’Avvento, rimane uno spetta colo indimenticabile. Al mat tino presto il balcone della Chiesa di Nostra Signora s’il lumina sull’Angelo di Natale di Norimberga che indossa un abito dorato e recita il pro logo alla folla di visitatori.
Ricordi storici Nel periodo prenatalizio No rimberga è particolarmente attrattiva grazie all’atmo sfera festosa che regna nell’a rea del mercato. Ma non solo per questo. Anche se il centro cittadino dell’epoca medie vale è stato quasi totalmente distrutto dai bombardamenti della 2a Guerra Mondiale, al cuni angoli ricchi di sto ria sono conservati. Il trio Weinstadel (edificio medie novembre 2020 | touring
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SVAGO vale), Henkerturm e Henkersteg (la casa e il ponte del boia) costituirebbero lo sfondo ideale per un film storico. Se si cammina Wießgerberglungo la Wießgerberg asse o si attraversa la piazza presso la torre viTiergärtnertor con vi sta sulla Casa di Albrecht immagiDürer si riesce a immagi narsi bene come fu un tempo questa città. E salire al Castello Imperiale è d’obbligo. Chi ha freddo può riscaldarsi
nella birreria Altstadthof con una Rotbier, la birra rossa artigianale, altra specialità di Norimberga. In alternativa ci sono caffè e biscotti di spezie appena sfornati da Wicklein, uno dei più grandi tra i 36 produttori di panpepato. Qui la pasticcera Katinka Friedrich racconta che un tempo il panpepato si trovava solo nelle farmacie e che grazie alle sue spezie è un dolce, oltre che molto buono, anche sano. •
DA SAPERE Viaggio: in treno si arriva ad es. da Zurigo a Norimberga, passando da Stoccarda, in 5 ore e 40 minuti. Attraversamento della frontiera: si prega di verificare la lista attualizzata (RKI) delle zone a rischio a causa del coronavirus.
Il viaggio è stato realizzato su invito dell’Ufficio del turismo di Norimberga. Il trasporto in treno è stato offerto dalle FFS.
Pernottamento: Hotel Victoria, vicino alla stazione ferroviaria e al mercato di Natale, camere confortevoli, personale cortese e ottima colazione con pure le salsicce di Norimberga e, nel periodo natalizio, lebkuchen. hotelvictoria.de
Gastronomia: piatti locali e birra rossa artigianale presso la birreria Altstadthof hausbrauerei-altstadthof.de
Lebküchnerei Wicklein, wicklein.de Corsi di panpepato: ad es. alla scuola Cookionista, cookionista.com Panpepato: la gente del posto fa gli acquisti nella panetteria Düll, nella pasticceria Neef, o nella Lebküchnerei Fraunholz
Dal dolce al salato La porzione può essere di sei, otto o dodici salsicce accompagnate con crauti o insalata di patate. Nel ristorante Bratwurstglöcklein il tutto viene servito in un piatto di zinco a forma di campana. Il locale pullula di ospiti. Il fatto non sorprende perché il ristorante è un indirizzo immancabile per gli appassionati di salsicce di Norimberga.
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Sul motivo della loro forma simile a delle dita finissime – lunghe da sette a nove centimetri – circolano le più svariate leggende. Apprendisti macellai le hanno fatte pasIl servizio al tavolo delle salsicce di Norimberga è veramente particolare.
Altre informazioni: christkindlesmarkt.de
sare dal buco della serratura per offrirle a dei viandanti affamati? Oppure è perché nel 18° secolo si è avuto un periodo in cui scarseggiava la carne e allora si è dovuto ridurre la dimensione delle salsicce? Una cosa è però certa, riguardo alle salsicce di Norimberga, le cui prime tracce risalgono al 1313: l’insaccato può contenere esclusivamente carne di maiale priva di tendini e cotenna, con al mas-
simo 35 percento di grasso e un pizzico di maggiorana, sale e pepe. Allo stato crudo le salsicce pesano 25 grammi. Sono autorizzate a produrle 30 macellerie e alcune aziende industriali nella zona di Norimberga, che le confezionano sotto vuoto, le congelano o le inscatolano per poi venderle in tutto il mondo. Dal 2003 il Nürnberger Rostbratwurst è tutelato in tutta l’Unione europea come «indicazione geografica protetta» (IGP). Un’associazione costituita dai rappresentanti della città e delle macellerie vigila sul rispetto delle regole di produzione e di vendita. Spesso gli stessi cittadini di Norimberga segnalano all’associazione casi di falsificazione che scoprono nei loro viaggi in Germania e all’estero. Attenzione dunque, con le salsicce di Norimberga non si scherza! •
FOTO NÜRNBERGER CHRISTKINDLESMARKT/FLORIAN TRYKOWSKI, JULIANE LUTZ, EMANUEL FREUDIGER
Angoli storici da visitare: il Weinstadel e l’Henkersteg, il ponte del boia.
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Preparati ad affrontare neve e ghiaccio
Nello slalom i partecipanti guidano testando il limite d’aderenza.
I corsi di guida invernale del TCS consentono agli automobilisti non solo di acquisire una migliore sicurezza in condizioni di viabilità critica, ma anche di sondare i propri limiti, oltre che quelli del veicolo. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
S
imon Stähli osserva Herbert che si sta avvicinando a 60 km orari. Con voce pacata istruisce via radio l’uomo che sta affrontando con la sua auto il tracciato ghiacciato sul vecchio aerodromo di St. Stephan. D’improvviso si accendono due segnali luminosi all’estremità della pista. Herbert rallenta. «Niente paura, frena a fondo e non togliere il piede dal pedale», lo incoraggia Simon. In questa lezione ci esercitiamo a turni a frenare senza sbandare. Dopo due o tre tentativi, tutti i partecipanti riescono ad ese-
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guire la frenata d’emergenza mantenendo dritto il veicolo.
Competenza di guida fra teoria e pratica Ci troviamo nella Simmental. La valle offre condizioni ottimali per il corso di guida invernale: temperature sottozero e piste perfettamente ghiacciate. Tuttavia, nel 2020 il corso si è svolto per l’ultima volta a St. Stephan. D’ora in poi avrà luogo a Bourg St. Pierre (VS) o a Zernez (GR). Secondo Stähli il corso TCS perfezionamento neve e ghiaccio consente di ottimizzare la tecnica di guida su
strade sdrucciolevoli. Inoltre s’impara a conoscere i limiti della propria vettura e a gestirla anche in situazioni estreme. A tal fine Stähli ha sviluppato un programma impegnativo. Prima di scendere in pista, seguiamo la parte teorica nell’aula riscaldata. L’istruttore ci spiega nozioni quali trasferimento di carico, frenata d’emergenza, sovra e sottosterzo o tecnica di guida in curva su strada innevata. Dopo il ripasso dei principi della dinamica, si tratta di applicare quanto appena ap-
«Volevo sperimentare come si comporta la mia auto su neve e ghiaccio e mettermi alla prova. Ho trovato il corso istruttivo e davvero interessante. Ora mi sento più sicura al volante» Sabrina Neuenschwander, Seftigen
CLUB
Si parte con la teoria per approfondire i concetti base della fisica.
L’istruttore spiega in dettaglio l’esercizio da fare sulla pista ghiacciata. La partenza in salita su ghiaccio è particolarmente insidiosa.
preso: slalomare su ghiaccio senza sbandare ed evitando di abbattere i coni.
Divertirsi sì, ma sotto controllo «Mi sono divertito e ho incontrato persone con cui sono entrato subito in sintonia. Sarebbe ottimo se molti assolvessero il corso, migliora chiaramente la sicurezza di guida» Pascal Dreier, Gelterkinden
Prima della pausa pranzo Simon Stähli spiega come vanno affrontate le curve. «È importante ridurre la velocità in anticipo. Se la carreggiata è innevata ed entri in curva andando troppo forte rischi di andare fuori traiettoria» ammonisce. Quindi, levare il piede dall’acceleratore, puntare lo sguardo laddove si vuole arrivare, all’occorrenza frenare delica-
tamente; infilare la curva e percorrerla concentrati. Ripetendo è utile spingersi al limite per sperimentare il momento in cui l’auto inizia a slittare e capire quando e come intervenire. Quindi l’istruttore dirige il gruppetto verso un pendio. Qui, partire è difficile. A meno di avere la trazione integrale, le ruote tendono a pattinare, malgrado l’ESP. Secondo Stähli, in questi frangenti vi sarebbero solo due opzioni: o si montano per tempo le catene, oppure desistere e tornare indietro. Nell’esercizio successivo dobbiamo effettuare una
sequenza di rapide manovre: frenare e sterzare, poi scansare un ostacolo ed effettuare un cambio di corsia senza frenare, il tutto a macchinetta. Come ciliegina sulla torta, l’esperto ci invita a cimentarci nel drifting, ovvero la derapata controllata: una pratica spassosa, ma non priva di rischi che non va assolutamente tentata fuori dall’area di addestramento. ◆ Per l’inverno 2020/21 TCS Training & Events organizza corsi di guida sicura su neve e ghiaccio a Bourg St. Pierre (VS) e Zernez (GR). tcs.ch/corsi-guida
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Senza e-mobilità non c’è svolta energetica All’Arena della mobilità, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga si è felicitata per i progressi della mobilità elettrica e anche in futuro vorrebbe puntare sugli incentivi piuttosto che sui divieti. TESTO DINO NODARI | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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iaggiamo molto, anche durante la pandemia. Allo stesso tempo, il traffico richiede molta energia e causa emissioni di CO2. Sebbene per il settore dei trasporti le sfide fossero enormi già prima della pandemia, negli ultimi mesi sono diventate ancora più importanti e attuali. A metà settembre a Berna, con i temi di grande tendenza digitalizzazione, elettrificazione e mobilità, l’Arena svizzera della mobilità dell’Accademia della mobilità del TCS è giunta quindi al momento giusto.
Obiettivi ambiziosi Sia per gli specialisti del Congresso della mobilità sia per i politici presenti all’Eventforum di Berna è chiaro che: «Senza mobilità elettrica non riusciremo nella svolta energetica». Conformemente all’occasione e nel rispetto dell’ambiente, la presidente della Confederazione e ministra dei trasporti Simonetta Sommaruga è arrivata alla
manifestaqualcosa di più zione sulla Teper l’elettromosla di servizio. bilità. Secondo La presidente Simonetta Somsi è detta sodmaruga, negli disfatta del ultimi anni è fatto che ad cresciuta la conagosto circa il sapevolezza che 16 percento dei il traffico debba nuovi veicoli apportare il suo immatricolati contributo alla disponessero riduzione delle La presidente della Confedera- emissioni di di un’alimenzione Simonetta Sommaruga tazione eletCO2. Tuttavia, all’Arena della mobilità a Berna. trica. «Sono in questo ammolto felice per questo svibito si punta sugli incentivi luppo». Sulla base di queste giusti anziché sui divieti. La cifre e della roadmap elettro- presidente ha argomentato in mobilità, che persegue l’omodo analogo ad una dobiettivo di portare al 15 permanda riguardante l’obbligo cento entro il 2022 la quota di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici di nuova nei condomini. «Tra i locatori immatricolazione, Simonetta e i datori di lavoro, la consaSommaruga ha osservato: pevolezza che oggi un’infra«Mi chiedo se non avremmo struttura del genere ci voglia, potuto porci obiettivi ancora non farà che aumentare». più ambiziosi?»
«Spina d’oro»
Alla presidente della Confederazione è stato anche chiesto se la legge sul CO2 non avrebbe dovuto contenere
In occasione dell’Arena della mobilità l’associazione svizzera per l’elettromobilità Swiss eMobility ha assegnato
il premio 2020 «Spina d’oro dell’elettromobilità». Si tratta di un riconoscimento che viene conferito ogni anno al Cantone, alla Città o al Comune che si è distinto per l’impegno a favore della mobilità elettrica. Per la prima volta, quest’anno ci sono stati due vincitori: i cantoni di Berna e Turgovia hanno entrambi convinto la giuria. Il Canton Berna si è guadagnato il riconoscimento per una promozione completa a favore dei veicoli e delle infrastrutture di ricarica, mentre Turgovia negli ultimi quattro trimestri ha registrato una quota dell’8,3% di auto elettriche. In termini di nuove immatricolazioni di automobili elettriche a batteria, gli abitanti della Svizzera orientale sono leader indiscussi. Per la giuria, ciò è da ricondurre ad un programma di incentivazione ben ideato, che si basa sull’uso esclusivo di elettricità rinnovabile, che finanzia i veicoli elettrici e le infrastrutture di ricarica e prevede anche un bonus per l’installazione di impianti fotovoltaici. ◆ Scambio di idee all’Arena svizzera della mobilità.
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Seggiolini venuti dalla Svizzera Nel 2019 il TCS aveva raccolto ben 420 seggiolini auto usati destinati a bambini in Moldavia e Bielorussia. Finalmente sono stati consegnati – un momento toccante per il nostro inviato.
Consegna ufficiale tramite Ilija Uzelac (secondo da s.) in veste di delegato del TCS.
TESTO JULIANE LUTZ
Responso ampiamente sopra le attese Lanciata dalla Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA), l’iniziativa è stata abbracciata dai club affiliati forte58 touring | novembre 2020
mente impegnati per la sicurezza degli utenti della strada, i quali hanno invitato i propri soci a donare i loro seggiolini non più utilizzati a favore di famiglie bisognose nell’Europa orientale. I paesi beneficiari sono stati scelti dalla FIA. Prima di noi, l’ACI italiano e l’ÖAMTC austriaco avevano già aderito all’azione. Tra gennaio e maggio 2019 i soci TCS hanno potuto consegnare presso 12 sezioni i seggiolini dismessi, purché conformi al regolamento ECE R44 serie 03/04 e R129. Tutti i prodotti raccolti sono stati esaminati meticolosamente da esperti circa il loro stato e la loro idoneità. Con 420 dispositivi, l’obiettivo del TCS, ovvero 100 seggiolini, è stato di gran lunga superato. Già nel dicembre 2019 erano infatti stati trasportati in Moldavia i primi 210 seggiolini, il 10 febbraio di quest’anno era par-
tita la seconda spedizione con l’altra metà da Vernier per il viaggio di 12 giorni a Minsk. Purtroppo, per motivi poco trasparenti il lotto è rimasto bloccato alla dogana bielorussa durante parecchi mesi prima di giungere infine alla sede del BKA.
Focus sulla sicurezza dei bambini a bordo «Il club automobilistico BKA distribuisce i seggiolini a famiglie disagiate, con più bambini, o con bambini disabili», spiega Ilija Uzelac. Durante il suo breve soggiorno nella capitale bielorussa ha visitato anche un’organizzazione per persone con disabilità. Per la maggior parte degli svizzeri, l’acquisto di un seggiolino non costituisce una grossa spesa. Ma qui supera il budget di molte famiglie, il cui reddito mensile medio non arriva a 500
FOTO ALD
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resenti, in quest’occasione, alcuni giornalisti, una rappresentante in uniforme del corpo di polizia stradale bielorusso e tre famiglie, felici di essere fra i destinatari dei seggiolini raccolti e consegnati dal TCS. L’incontro si è svolto l’11 agosto presso la sede del club automobilistico bielorusso BKA. «È stato molto emozionante sentire la sincera gratitudine delle famiglie», racconta Ilija Uzelac. Il corporate brand manager del TCS ha preso parte all’atto ufficiale in rappresentanza del TCS e pronunciato un discorso in russo.
L’ESPERTO TCS
Un gesto di solidarietà fattiva e sensata Ilija Uzelac si dice entusiasta dell’accoglienza riservatagli dal BKA: «I collaboratori sono stati gentilissimi e premurosi, mi hanno mostrato tutto e si sono occupati di ogni cosa». Lo stesso direttore si sarebbe reso disponibile per una lunga conversazione. Il club bielorusso sarebbe molto moderno, infatti si presenta in rete con un sito bilingue, russo e inglese. «Abbiamo parecchio in comune, nonostante la differenza d’età: loro sono attivi da appena 22 anni mentre nel 2021 il TCS festeggerà 125 anni dalla fondazione; abbiamo entrambi dei modelli di business innovativi e offriamo servizi avanzati per la mobilità» conclude il brand specialist del TCS. Per lui, che si occupa quotidianamente del nostro marchio, l’azione è stata un ottimo esempio di come un ente senza scopo di lucro qual è il TCS possa assumere le sue responsabilità sociali, esprimendo nel contempo la propria dimensione internazionale. •
Grazie! A nome dei bimbi bielorussi disabili.
AUTORITÀ
Bullismo a scuola: chi protegge mio figlio?
«
Sul cammino di scuola mio figlio viene spesso schernito o malmenato dai bulli di turno. Pure in aula subisce atti di prepotenza. Ma i docenti non devono sorvegliare gli alunni?»
TESTO VERA BEUTLER
In classe e negli intervalli sì. L’obbligo di custodia della scuola termina però appena gli allievi lasciano la struttura e imboccano la strada di casa. Ecco perché la legge non può risolvere il problema, o comunque solo in parte. I genitori affidano i figli minorenni alla scuola, il cui personale è responsabile della loro incolumità psicofisica durante l’orario delle lezioni. Ciò non significa peraltro che la scuola sia un ambiente ovattato: né un graffio né una cattiveria detta da un compagno avrà delle conseguenze legali.
diffamazione, può anche costituire reato di coazione. Il docente responsabile che non interviene contro atti di mobbing o cyber mobbing a scuola, viola i suoi doveri di vigilanza ed è sanzionabile. Dati i tempi lunghi della giustizia, con ogni probabilità una denuncia non aiuterebbe la vittima. Pertanto dovrebbe essere considerata quale ultima ratio. Come primo passo Le consiglio di affrontare apertamente il problema con l’insegnante di Suo figlio e discutere le misure da adottare, coinvolgendo, ove opportuno, il servizio socio-scolastico o la direzione dell’istituto frequentato. •
Le cose cambiano qualora l’insegnante venisse a conoscenza o sospettasse certi alunni di ostilità contro Suo figlio, sistematiche, ripetute e persistenti, oppure se lo Vera Beutler, dr. iur. emarginassero o aggredissero fisiresponsabile camente. Da notare che il cyber di «lex4you». mobbing è una LEX4YOU condotta penalmente rilevante: si «lex4you» è una piatta-configurerebbe ad forma interattiva di consulenza giuridica per la esempio laddove vita di tutti giorni – comqualcuno diffonprensibile, attuale desse immagini e pratica. offensive di Suo Il TCS è al vostro fianco per figlio in rete. Tale le questioni giuridiche. lex4you.ch fattispecie, oltre a
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MAURITIUS IMAGES
franchi. La donazione di seggiolini è quindi particolarmente apprezzata e rappresenta un sostegno prezioso quanto concreto. «Il BKA s’impegna enormemente per promuovere la sicurezza nel traffico. «L’azione è stata Hanno un campo un ottimo esempio attrezzato per l’educazione stradale e di come un ente i bambini vengono senza scopo di avviati al giusto lucro qual è il TCS comportamento fin dall’asilo», racconta possa assumere le il 53enne. Ecco persue responsabilità ché la consegna dei sociali» seggiolini è avveIlija Uzelac, nuta esplicitamente corporate brand manager TCS all’insegna del trasporto sicuro in auto dei piccoli piuttosto che come aiuto a persone economicamente svantaggiate.
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touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Susanne Troxler (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 69 936 Totale: 1 133 461 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch Vantaggi socio Marcel Zimmermann Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
Scriveteci… Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. Cercasi testata in pieno deserto Nel novembre 1989 abbiamo intrapreso un viaggio in coppia per compiere l’attraversata dell’Africa occidentale fino al mese di maggio del 1991. Nell’affrontare il Sahara, il nostro motore ha bruciato una valvola. Visto che i posti per cambiare la testata erano rari in pieno deserto ci siamo arrangiati in qualche modo per arrivare fino a Tamanrasset, senza dimenticare di chiedere aiuto per telefono al TCS per ricevere il pezzo di ricambio. 1000 km dopo siamo giunti al campeggio nello stesso momento dell’incaricato TCS del trasporto, che ha così potuto riprendere subito l’aereo per Algeri. Alla domanda: quanto tempo avrebbe aspettato il nostro arrivo? «Il tempo necessario, Inshallah», ci ha risposto sorridendo. Il nostro pullmino VW nei 30 000 km ha subito solo 3 forature, una perdita nel circuito d’acqua e questa valvola. Non è certo che il materiale di oggi sia così affidabile! Eric Dumauthioz, Froideville
Alla ricerca di un segnale nel massiccio di Hoggar.
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch
Lettere dei lettori Patente per rimorchio
Grazie ETI! Lunedì sera, mio marito è stato trasportato dalla Rega per essere ospedalizzato d’urgenza al Claraspital di Basilea. Salvo un «piccolo difetto tecnico» all’aereo il rimpatrio si è svolto senza intoppi. Con questo scritto vorrei sinceramente ringraziarvi dell’aiuto che ci avete dato. Non so proprio come avremmo potuto affrontare e superare queste giornate difficilissime senza la vostra gentilezza e professionalità. Anche la mia famiglia in Svizzera si è sentita appoggiata nel migliore dei modi.
Grazie per come avete organizzato tutto. Grazie all’infermiera, che si è rivelata una vera perla; all’ambulanza e ai sanitari che mi hanno soccorso in Italia, in maniera ineccepibile; per il letto o meglio la brandina,
comodissima! Grazie al medico con cui mi avete messo in contatto telefonicamente! Grazie all’assistenza del TCS mi sono sempre sentita in ottime mani e in sicurezza.
Mia madre ed io vorremmo ringraziarvi di cuore per tutto ciò che avete fatto per noi. Davvero incredibile! Ci avete aiutato a sbrigare le formalità amministrative, venendo incontro alle nostre richieste e ad ogni nostro desiderio; siete stati raggiungibili 24 ore su 24 e potevamo valerci di traduttori e di quant’altro avessimo bisogno. Ve ne siamo molto grati. Continuate così, siete fantastici! Nomi noti alla redazione
Mi capita spesso di incontrare conducenti convinti che, essendo muniti di licenza B, possano circolare con roulotte al traino caricata al massimo purché questa non pesi più di 3,5 t. Sbagliano: è la massa totale del convoglio a far stato. Per le combinazioni di veicoli costituite da un veicolo trattore cat. B e un rimorchio di oltre 750 kg occorre la licenza BE se superano le 3,5t. René Grandjean @ Incidenti alle strisce gialle Touring 9/2020, «Il consulente»
I fatti riportati sono evidenti. Sarebbe interessante conoscere sentenze su pedoni distratti che attraversano repentinamente maneggiando il telefono, causando scontri. Hans R. Ott @
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
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Sul marciapiede devo camminare… • • •
A. …il più lontano possibile dalla strada. B. …in equilibrio sul bordo del marciapiede. C. …dal lato della strada.
Partecipa al concorso entro il 29.11.2020 collegandoti al nostro sito internet touring.ch. Buona fortuna!
Un set che comprende il gioco Grand Tour Switzerland e il libro «Mon grand livre de contes et légendes suisses 2», di un valore totale di 104 franchi generosamente offerto da Helvetiq.
La risposta corretta del concorso n. 10 era A.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.
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IN GIRO CON
OLIVIER RACINE
«Il mio zaino è leggero, nel caso in cui dovessi correre»
TESTO ALINE BEAUD
C
onosciuto persino in Corea del Nord, per aver offerto un sasso del Cervino e un Toblerone a Kim Jong-un, Olivier Racine ha pubblicato ad inizio 2020 la tetralogia «À l’aventure», per le edizioni Paulo-Ramand di Parigi. In questi volumi racconta il suo giro del mondo, intrapreso un po’ per caso tra il 1988 e il 1992. «Son stati gli anni più belli della mia vita. Vivevo sulla spiaggia in Thailandia, avevo comperato una barca per proporre lo sci nautico ai turisti». Ma dato che le spese di manutenzione s’accumulavano e i soldi scarseggiavano, s’impose una scelta: investire, rientrare a mani vuote in Svizzera o partire per un giro del mondo. «Sono salito su uno yacht per Hong Kong e ho iniziato il mio giro del mondo, che per finire è durato 4 anni». Durante questo viaggio ha dormito per soli 3 mesi in hotel (il resto del tempo è stato invitato) e regolarmente tornava alla sua base in Thailandia. «Ciò mi ha cambiato», spiega lo scrittore con un grande entusiasmo frammisto ad un pizzico di nostalgia.
Prodotto immateriale Ma nessun rimpianto per quest’avventuriero che ha già visitato 114 nazioni, di cui tre minuti abbondanti passati a Santa Lucia… Ultimo viaggio in ordine di data, 64 touring | novembre 2020
l’Africa australe. «In viaggio mi capitano spesso delle avventure, e ancora una volta l’ho scampata bella», racconta colui che ha schivato per poco l’attacco di un rinoceronte durante un safari in Botswana. Un viaggio che s’inserisce in un nuovo progetto. «Ho intenzione di scrivere diversi libri, tra cui uno dal titolo ‘J’ai fait le tour du monde avec mon frigo’ (Ho fatto il giro del mondo con il mio frigo, ndt), che evoca le calamite e le cartoline che s’acquistano per ricordare i propri viaggi». Un viaggio più lussuoso, ma non privo d’avventure per colui che, avendo messo da parte un po’ di soldi, ha deciso d’investire in un prodotto immateriale, sotto forma di ricordi. La sua lista dei sogni è lunga e alcuni, oltre all’Africa australe, sono già stati realizzati, come quello di spassarsela al volante di una Formula 1 a Magny-Cours. L’avventura continuerà nel 2022 su un rompighiaccio elettrico a idrogeno a destinazione dell’Antartico.
La libertà, prima di tutto Nel suo fedele compagno di viaggio, uno zaino Eastpak di meno di 6 chili, porta generalmente solo il minimo necessario: vestiti, infradito, scarpe da città e carta di credito. «Bisogna essere il più leggeri possibile per poter correre, non si
sa mai…», aggiunge seriamente. Perché d’imbrogli ne ha vissuti tanti, ad esempio in Pakistan nel 2019, dove per poco non si fece arrestare alla frontiera con l’Afghanistan. «Mi hanno interrogato per 4 ore, ero terrorizzato!». Si è poi fatto scortare fino a Peshawar, città pachistana di 2 milioni d’abitanti, in cui era l’unico turista. L’avrete capito, questo personaggio pittoresco non ama i vincoli. Preferisce viaggiare senza costrizioni. Nelle sue peripezie, conta anche sulla protezione giuridica del TCS e sul Libretto ETI. Vi ha fatto ricorso ultimamente, durante il viaggio con l’Orient Express, per il rimborso di una notte d’hotel a Venezia. Mentre in Giordania è per una grave inondazione a Petra che ha potuto contare sull’assicurazione viaggi del TCS, per farsi rimborsare le spese supplementari dovute alla catastrofe. In seguito a un piccolo malinteso con una delle telefoniste, è stato ricevuto alla sede del club a Blandonnet. «La risposta del responsabile fu brillante, ho avuto diritto a un servizio 5 stelle al TCS e ho passato un bel momento a Ginevra, val la pena farsi attaccare da un rinoceronte… Anche questa è avventura!». ◆
«Attraverso i miei viaggi, investo in un prodotto immateriale, sotto forma di ricordi» Olivier Racine scrittore e avventuriero
L’avventura prima di tutto In Formula 1 a Magny-Cours o altrove.
FOTO ALD
Avventuriero e scrittore losannese, Olivier Racine narra il suo primo giro del mondo in un racconto uscito nel corso del 2020 e composto da 4 tomi. Per l’occasione ritorniamo su alcune delle sue peripezie più memorabili, dal Pakistan al Botswana.
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GIOCA & VINCI
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GRANDI OCCASIONI per vincere
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OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI
ultimo te cipare per parte i ai gioch
IN PALIO lo smartphone Apple iPhone SE Valore CHF 449.– Nell‘iPhone SE è integrato il potentissimo chip A13 Bionic. Tutto funziona al meglio: navi gazione, applicazioni, giochi e realtà virtuale. Il design in allu minio e vetro è elegante e robusto allo stesso tempo. Il sistema di telecamere è stato ulteriormente ottimizzato, con sentendo la realizzazione di vi deo ad alta risoluzione e foto grandiose. Il nuovo modello SE
ha tutto quello che ci si aspetta da un iPhone di alta classe della Apple. Quanti chilometri hanno percorso i due pionieri svizzeri con il loro aereo elettrico stabilendo un record? Inviate un SMS con tmi111 xxx (xxx = chilometri) al numero 5555
OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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OCCASIONE 3 – SUDOKU 2
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IN PALIO l‘Apple Watch 6
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IN PALIO l‘Apple AirPods Pro
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Gli AirPods Pro di Apple dispongono di una cancellazione attiva del rumore con microfono rivolto verso l‘esterno. Si adattano comodamente pur re stando ben fissi all‘orecchio. Con una ricarica funzionano fino a 4,5 ore, inoltre possono essere ricaricati nell‘apposita custodia wireless per un totale di 24 ore di durata della batteria.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi112 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi113 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.
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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.
TICINO Bollettino della Sezione Ticino
#11 | Novembre 2020
Pronta per Berkeley con Calcutta nel cuore L’intervista e il reportage di Eleonora Bianchi a pag. 70
SEZIONE TICINO
«Fate vedere chi siete!»
In foto, l’edizione 2019 della Giornata della Luce organizzata al Centro TCS di Rivera
Il 5 novembre 2020 torna la Giornata della luce, tradizionale evento del TCS che si impegna a sensibilizzare gli utenti della strada sull’importanza, in particolare in inverno, di rendersi visibili durante le ore con poca luce, invitando a indossare vestiti con inserti riflettenti e ad assumere un atteggiamento prudente alla guida.
Il
5 novembre 2020, in collaborazione con la Polizia cantonale, si terrà la quattordicesima edizione della Giornata della luce promossa da «MADE VISIBLE». Quest’anno, la tradizionale campagna di sensibilizzazione TCS sulla sicurezza stradale, avrà luogo alla Migros di Sant’Antonino, presso la quale verrà allestita un’area dedicata nel rispetto di tutte le normative di protezione da Covid-19. Una giornata che ha il fine di informare il pubblico sul maggiore rischio d’incidenti stradali durante i mesi autunnali e invernali, specialmente per le persone che si spostano a piedi, in bicicletta, in monopattino, con l’e-bike e con lo scooter nelle ore notturne e al crepuscolo. Il rischio di non essere visti da altri utenti della strada, in particolar modo dagli automobilisti, aumenta esponenzialmente nelle stagioni più fredde.
Negli ultimi 10 anni è stato rilevato che da novembre a febbraio, dalle 5:00 alle 9:00 e dalle 17:00 alle 19:00, la probabilità di rimanere feriti o uccisi in incidenti aumenta fino al 58% rispetto al resto dell’anno. Il consiglio è quello di indossare indumenti con inserti riflettenti per aumentare la portata del campo visivo di chi sopraggiunge, riducendo così drasticamente il rischio di collisioni. Sul sito della campagna TCS «MADE VISIBLE» è possibile trovare una serie di capi d’abbigliamento alla moda ritenuti idonei a migliorare la visibilità nel traffico, una lista che viene costantemente aggiornata. È importante menzionare che un materiale riflettente dà garanzia di visibilità fino a 140 metri di distanza, rispetto alla visibilità standard dell’occhio umano pari a 25 metri. Per l’occasione invitiamo tutti i Soci allo stand, la nostra Sezione distribuirà
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iamo il Vi aspett 2020 bre 5 novem Sant’Andi s gratuitamente una ro ig alla M nostri ir Rit ate i serie di gadget a r vi tonino. er rende tema. Inoltre, in loco, g a d g et p ! io u lb troverete una postavisibili a zione di realtà virtuale dalla Polizia cantonale, dove sarà possibile vivere in prima persona un’esperienza che simulerà il sopraggiungere di veicoli indossando differenti tipologie di vestiti: scuri, chiari e con elementri rifrangenti. Il TCS raccomanda agli utenti della strada più vulnerabili di prestare particolare attenzione quando si effettuano spostamenti, come anche un atteggiamento prudente e di guida difensiva quando ci si trova al volante.
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SEZIONE TICINO
Intervista a Eleonora Bianchi
Pronta per Berkeley con Calcutta nel cuore In questa edizione vi portiamo nuovamente in terre straniere, questa volta con il racconto di Eleonora Bianchi, 26enne del Luganese con una grande passione per i viaggi e il giornalismo. Una passione, quest’ultima, che ha maturato mentre frequentava il Bachelor in Diritti Umani (laurea triennale) presso l’Università di Padova, percorso accademico che l’ha portata a viaggiare molto e a documentare esperienze significative in zone di guerra, presso le quali si trovava come impiegata volontaria per progetti umanitari. A partire da febbraio 2021, Eleonora partirà per la California per frequentare il Master di giornalismo alla Berkeley University - tra gli atenei più prestigiosi al mondo – cominciato lo scorso settembre in remoto a causa del Covid-19. Prima di lasciarvi alla penna di Eleonora e al suo reportage di Calcutta, in India (sulla pagina a lato), le abbiamo fatto qualche domanda sulle sue esperienze in campo sociale e sui suoi progetti futuri.
Nel corso del suo percorso di studi in diritti umani ha intrapreso molteplici viaggi di volontariato per progetti umanitari in India, Iraq, Siria e Tanzania. Che cosa l’ha spinta a partire e di che cosa si è occupata? Tutto è cominciato a 18 anni, il mio sogno in quel periodo era quello di intraprendere una carriera nell’ambito della cooperazione internazionale. Un obiettivo che ho poi rielaborato maturando per dare voce a un’altra passione, quella per il giornalismo. È comunque rimasta invariata la voglia di lasciare un contributo positivo al prossimo, sentimento che mi ha spinta a partire per questi viaggi di natura sociale, ancor prima di intraprendere il percorso accademico in diritti umani. Le mie funzioni durante questi progetti umanitari sono state molteplici, penso ad esempio alla raccolta fondi - creata in collaborazione a un’altra volontaria - per dare sostegno alle persone durante il periodo di guerra in Siria o all’esperienza in India,
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dove mi occupavo insieme ad altri volontari, di fornire assistenza medica di base, accoglienza e supporto morale ad anziani e malati terminali. In Iraq ho fornito il mio aiuto in un campo profughi mentre in Tanzania ero in team con alcuni operai per i lavori di costruzione di una scuola. Viaggiando ha conosciuto culture e tradizioni diverse, nazioni in conflitto e con importanti problemi politici. Che cosa l’ha colpita maggiormente delle realtà che ha incontrato? Che cosa si porta dietro di queste esperienze? Ci sono molti aspetti che mi hanno colpita positivamente, anche se ce n’è uno che ho particolarmente apprezzato: l’accoglienza. Dal Guatemala fino all’Iran ho sempre incontrato persone gentili e premurose, ed essendo donna e spesso anche viaggiatrice solitaria, è stato umanamente appagante. Un episodio che mi ha invece scosso, l’ho vissuto mentre mi trovavo in Siria. In quel
periodo la nazione era sotto attacco, di giorno come anche di notte, sentivo il frastuono dei bombardamenti. Ricordo ancora quando, mentre stavamo cambiando la valuta dei soldi delle donazioni, un ordigno è esploso a una manciata di metri da me. Osservando il comportamento delle persone ho imparato a gestire quei momenti di tensione. Pensavo tra me e me «se loro stanno vivendo quella situazione difficile da anni, posso riuscirci anche io per 2 settimane». Penso che in questi paesi, nonostante le difficoltà, l’essere umano riesca a tirare fuori il meglio di sé. Mi ha colpito la tenacia e voglia di ripartire delle persone. Progetti che mi hanno arricchita interiormente e che hanno ampliato il mio interesse verso il giornalismo investigativo e di guerra; luoghi dove si celano, dietro ai problemi, anche le storie più belle. È stata da poco ammessa al Master in giornalismo presso la Berkeley Universi-
SEZIONE TICINO
ty, un posto riservato solo a 60 studenti su 95’000 candidati. Come si sente ad aver passato una selezione così rigida e che cosa si aspetta da questa nuova sfida? Devo ammettere che è stata una grande sorpresa, non me l’aspettavo e ne sono molto felice! Purtroppo a causa del Covid-19 la data della mia partenza è
prorogata a febbraio 2021. Sto già seguendo lezioni e lavorando a progetti in remoto, ma il giornalismo è uno di quei lavori dove il contatto umano è ancora fondamentale. Non vedo l’ora di vivere la cultura, le tradizioni del Paese e di immergermi in questa nuova stimolante sfida.
Quali sono i suoi obiettivi e dove si vede tra 10 anni? Vorrei una carriera nel giornalismo investigativo, se non addirittura di guerra, lavorare a progetti importanti come i grandi giornalisti del passato e avere al mio fianco una troupe di colleghi fidati. Così, è come mi vedo da qui a 10 anni.
Reportage di Calcutta, India. A cura di Eleonora Bianchi
riportano alla realtà. “Si diventa lebbrosi come si diventa tiranni: ereditarietà o contagio.” Forse a questo si riferiva Flaiano. L’esperienza più romantica da fare in Sudder Street è attraversare Dharmatala per guardare il sole nascere sul fiume Hughly, figlio del Gange che si consegna all’oceano. Sonu dice che ci si può anche nuotare, se non si ha il ciclo Shiva non ha nulla in contrario. Così ci si avvia nella città, che lentamente trova la forza di svegliarsi. Si ha la sensazione di muoversi sul set di un regista ubriaco che preferisce il colore alla logica. Chi espone i copertoni rubati in vendita, chi prepara Lassi di mango e cannella, chi si buca una vena, chi lava i figli in una bacinella. Un uomo si spazzola i denti mentre parla con un barbiere, distratto dalle risate di teppistelli che lanciano semi di rudraksha ai Tuc-Tuc incolonnati, a causa di una mucca che blocca il traffico. Tutti le suonano, nessuno la tocca. A due passi dalla strada, il parco con le arroganti cupole del Victoria Memorial a spezzare il verde. S’impongono a ricordare quella che un tempo fu culla intellettuale, perla del Golfo del Bengala fino ai primi del novecento. Altri due passi e si viene investiti da esalazioni calde e fetide. Provengono da una delle quasi tremila baraccopoli sature di liquami putridi. Vivono induisti, buddisti, musulmani e cristiani ammassati insieme, non che abbiano scelta. Qui
la religione non divide, ma la morte unisce. Si crepa di dissenteria, di lebbra, di peste. Carcasse in putrefazione e umidità opprimente rendono i conati di vomito cenni quotidiani. Poi cambia. Un mercato di spezie all’angolo. È profumo di noce moscata, patchouli e ambra. È legno di sandalo. Sacchi di cumino e anice sorreggono pile di coloratissimi sari in seta. Un bambino suggerisce ai viaggiatori di far leggere la mano a sua madre, che compare da dietro una nuvola d’incenso Nag Champa con più anni in viso di quanti ci si possa aspettare. Sonu si versa in mano una manciata di semi di cardamomo e zucchero, sorride e se li butta in bocca. L’aroma impregna i pensieri: sarà bagno di sviluppo per i ricordi. Scendendo la brughiera che porta al fiume, sui gradini del Gath si intravede la cenere di un funerale che cessa di fumare. Accasciata a terra, una donna in lino bianco e lacrime rasa i capelli a suo figlio. “Era suo padre, ora è con Kalì”, spiega Sonu. Sale timido il sole, dipingendo la nebbia di rosa, come nei racconti di Terzani. Pace assoluta. Immergendosi fino ai fianchi, accarezzando il pelo dell’acqua con le dita, si percepisce l’unicità del momento. È magia. La sera un santone svelerà il motivo: da quattromila anni quel fiume accompagna i morti per ricongiungerli alla vita e dopo tredici giorni, le anime troveranno un corpo nuovo.
Alba nella città della gioia, strada con latrine a cielo aperto, cani sporchi, ratti enormi e russare di uomini addormentati sui marciapiedi. Un caffè, figurarsi. La modernità di Nuova Delhi da qui è lontana come la cima dell’Himalaya, ci si immerge negli slums di periferia. Lo splendore Bollywoodiano si è dimenticato di questa macchia di città, che fatica a riconoscersi parte di un mondo tutto diamanti e coreografie danzanti. La vita si riassume tutta ai bordi di strade senza nome, lavate solo dai monsoni annuali, in cui generazioni di intoccabili nascono, mendicano e si abbracciano la notte, per addormentarsi in sudici nugoli di smog. “Calcutta è la fogna dell’umanità” scriveva qualcuno. Percorrendo l’unico vicolo con un lampione funzionante, gli eroinomani accasciati a terra osservano smorzati i passanti. È in posti come questi che le sorelle di Madre Teresa, vengono a recuperare anime e corpi. Sonu si sofferma ad osservare un talk show incastrato nel televisore di un’opaca vetrina, sognare fa bene a tutti, ma per gli indiani è crudele. Se i volti schiariti dei presentatori TV li invitano a desiderare, basterebbe loro passeggiare davanti all’Oberoi Grand Kolkata per la dose di insulti necessaria a smettere di provarci. E se azzardi ad immaginare una società incorruttibile, i poliziotti che a fine mese raccolgono estorsioni ai malati che elemosinano ti
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Corso montaggio catene TCS
Circolare senza preoccupazioni anche in inverno L’inverno è ormai alle porte, anche se il freddo ha già fatto capolino nelle ore al crepuscolo. Le vette bianche delle montagne ci catapultano già con l’immaginario alle festività natalizie, periodo durante il quale, in auto, è bene farsi trovare preparati in caso di manto stradale nevoso. La Sezione Ticino del TCS ha inserito a tal proposito un nuovo corso che permetterà a tutti gli automobilisti di viaggiare tranquilli durante il periodo invernale: il Corso montaggio catene.
el corso Prezzo d i TCS: p e r i so c hi 20 franc : n o socio Prezzo n chi 60 fran
S
e per alcune persone montare le catene è un’attività che non richiede particolare sforzo, per molte altre è un lavoro che può creare qualche grattacapo. Nulla di cui vergognarsi, d’altronde alle nostre latitudini non nevica tutti i giorni. Vi è però un pensiero piuttosto diffuso, quello del «tanto se nevica resto a casa, non guido» salvo poi ritrovarsi, quel fatidico giorno, a bordo strada con le quattro frecce accese (luci di emergenza), senza sapere come proseguire la corsa. Quando questo
succede, non ci si può certo dare delle colpe, difficilmente ci si mette nel parcheggio di casa - magari anche stretto e condiviso - a fare prove di montaggio sulla propria auto. Rientra tra le attività che ci si augura di non dover mai affrontare: un po’ perché si spera nella fortuna e un po’ perché «in un qualche modo faremo». Il montaggio catene è un’attività piuttosto semplice, a patto che si sappia dove mettere le mani. Quello che vi proponiamo è un corso, della durata di mezza giornata, durante il
Le iscrizioni possono essere effettuate sul sito www.tcs-ticino.ch, oppure inoltrate tramite email (sezioneti@tcs.ch) o tramite l’apposito tagliando al seguente indirizzo: TCS Sezione Ticino, Via alla Chiesa 10, 6802 Rivera Nome Cognome
quale vi verrà insegnata la giusta tecnica di applicazione, senza però avere lo stress dell’imprevisto. Un metodo che permetterà a tutti i partecipanti di vedere i propri pneumatici corredati da questo accessorio in meno di 15 minuti. Oltre alla parte pratica, i nostri istruttori daranno una solida base di teoria per affrontare nel migliore dei modi la stagione invernale al volante. Consigliamo in ogni caso un atteggiamento prudente e vigile alla guida in quanto, in particolare durante la stagione più fredda, la visibilità e le condizioni del manto stradale sono spesso precarie.
Contenuti e svolgimento del corso: • Tutti i partecipanti saranno in grado di montare le catene sul proprio veicolo in meno di 15 minuti • Quale tipologia di catene è preferibile e quali consigliamo • Cosa dice la legge sull’equipaggiamento invernale • Funzionamento dei sistemi: ABS, ESP e ASR • La frenata in inverno • Quali sono gli pneumatici più adatti per la stagione invernale
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Indirizzo CAP e Luogo Telefono e/o email N. Socio N. Licenza di condurre Preferenza data e orario
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Prime disponibilità, Centro TCS Rivera: 17.11.2020 e 28.11.2020 • 1ª sessione: Ore 8.30–12.00 • 2ª sessione: Ore 13.00–16.30
SEZIONE TICINO
Ciclismo:
«Nel 2021 punto alla Milano-Sanremo» La vita in volata di Giacomo Nizzolo, che racconta i successi di una stagione ciclistica ai tempi della pandemia. Giacomo Nizzolo, 31enne ciclista italiano in forze al NTT Pro Cycling Team, ci racconta la sua stagione di corse che, nonostante le incertezze causate dalla pandemia, gli ha dato grandi soddisfazioni. L’atleta brianzolo, domiciliato in Ticino dal 2013, ha infatti centrato due importanti successi, aggiudicandosi lo scorso agosto, grazie a due volate magistrali, il titolo di Campione italiano e di Campione europeo di ciclismo su strada. Solo un infortunio, che lo ha costretto ad un prematuro ritiro dalla passata edizione del Tour de France - vinta dallo sloveno Tadej Pogacar – gli ha tolto la possibilità di contendersi posizioni di rilievo, ma il morale è alto in vista del prossimo anno. La pandemia ha colpito duramente anche il mondo dello sport, dopo l’annullamento di molte delle gare in programma, la stagione ciclistica è potuta ripartire anche se con un’importante rivisitazione del calendario. Questi cambiamenti, come anche la quarantena, hanno in un qualche modo influito sulla sua preparazione fisica e quella dei suoi avversari? Qui in Ticino siamo stati fortunati, abbiamo sempre avuto la possibilità di allenarci all’aperto e questo ha sicuramente influito positivamente a livello mentale. Ho per questo svolto la maggior parte della mia preparazione sulle strade del Cantone e solo in minima parte con sessioni di allenamento sui rulli tra le
mura di casa. Nonostante ciò, è innegabile che a causa della pandemia la gestione degli allenamenti sia stata più difficile del solito. Non credo che questo abbia però penalizzato quegli avversari che, nel rispetto di normative Covid-19 diverse dalle nostre, non hanno potuto allenarsi all’esterno. Quando si è superato il momento più difficile della pandemia, tutti hanno avuto almeno due mesi per prepararsi adeguatamente alle prime gare. Gli avversari che si sono allenati bene in quel lasso temporale, hanno da subito ottenenuto dei bei risultati. Nel mese di agosto è riuscito a realizzare un’impresa titanica. Vincere, con due volate al cardiopalma, sia il Campionato italiano che quello europeo. Se lo aspettava? È stata una stagione strana, la pandemia ha creato una situazione di incertezza per tutti, ma sono contento perché le sensazioni in sella sono sempre state molto buone fin dall’inizio. L’avvio di stagione è stato particolarmente incoraggiante, ho colto subito una top5 alla Milano-Sanremo e in quel momento il Campionato italiano è diventato un obiettivo importante. La seconda vittoria, quella ottenuta al Campionato europeo, è arrivata di slancio sull’onda dell’entusiasmo della prima. Prima della partenza ho pensato «non ho nulla da perdere, non ho pressioni, provo a dare il massimo e vediamo che cosa succede». Sono
contento che alla fine il risultato mi abbia premiato. Lo scorso agosto è stato convocato dalla sua squadra per competere nella più prestigiosa gara di ciclismo a tappe: il Tour de France. Dopo un ottimo avvio, durante il quale ha ottenuto un terzo posto alla Nizza-Sisteron – terza tappa del Tour – si è ritirato per dolori fisici nel corso dell’ottava tappa. Che cosa è successo? Ho purtroppo avuto uno strappo muscolare al polpaccio, ho provato a tenere duro qualche giorno ma quando abbiamo visto che la situazione peggiorava, ho dovuto fare la scelta più saggia, quella di alzare bandiera bianca. Dal 2013 risiede nel Canton Ticino, come si trova a vivere e ad allenarsi qui? Mi trovo molto bene, è una zona che apprezzo particolarmente a livello paesaggistico perché offre le condizioni ideali per i miei allenamenti. Si possono trovare zone pianeggianti così come salite con differenti pendenze. Quali sono i suoi obiettivi a breve termine e quale invece il sogno nel cassetto? Il mio primo obiettivo è sicuramente quello di rimettermi al più presto fisicamente mentre l’obiettivo per il prossimo anno è quello di vincere la Milano-Sanremo. ottobre 2020
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SEZIONE TICINO
I nostri controlli in un colpo d’occhio! Al Centro tecnico TCS di Rivera effettuiamo controlli tecnici che permettono di gestire meglio la manutenzione della propria auto ed evitare costosi interventi che possono, a volte, rivelarsi anche inutili. La garanzia sta per scadere e vuole conoscere lo stato dell’auto? E ancora… È stato convocato al collaudo e vuole sapere se l’auto è pronta a superarlo? Con quali costi? Acquista un’auto usata e desidera sapere se sia una vera occasione? Ecco che un controllo, con la consulenza e l’esperienza di esperti, permette di rispondere a molti quesiti. Standard (60 min.) Fanaleria, freni, e ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli) Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS 80 fr. Precollaudo auto (40 min.) Si valuta tutto lo stato dell’auto che deve essere presentata al collaudo ufficiale. È rilasciata una lista di interventi necessari da presentare al proprio garagista. Prezzo: 120 fr. Prezzo Socio TCS: 60 fr. Se durante il precollaudo l’auto risulta già a norma, si potrà usufruire del Pacchetto
SOLO PER SOCI TCS: l’auto viene collaudata subito ricevendo uno sconto sulla tariffa del controllo TCS. Sconto: 30 fr. sul precollaudo Precollaudo autofurgoni e Camper (50 min) Si valuta lo stato dell’autofurgone o Camper che deve essere presentato al collaudo ufficiale. Per i Camper non è incluso il controllo del sistema a gas nella zona abitativa. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Sanificazione auto (30 min) Pulizia completa dell’abitacolo: aspirazione e lavaggio con soluzione detergente a base di alcol, igienizzazione spray e purificazione ad ozono. Prezzo: 80.- Fr. Prezzo Socio TCS: 60.- fr.
Test occasione (100 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Test occasione con potenza motore* (140 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, tachimetro, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) e con il controllo della potenza motore Prezzo: 300 fr. Prezzo Socio TCS: 170 fr. Test garanzia (100 min) Controllo delle parti coperte dalla Garanzia dell’auto prima che questa scada. Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Sicurezza (30 min) Fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali Prezzo: 100 fr. Prezzo Socio TCS: 50 fr. Potenza motore auto* (80 min) Controllo della potenza del motore di automobili Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr
Potenza motore moto* (50 min) Controllo della potenza del motore per motociclette Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Tachimetro (50 min) Controllo per la coerenza della velocità indicata Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Diversi (10 min) Controlli dedicati alla ricerca di specifici difetti secondo il tempo (per ogni 10 min.) Prezzo: 20 fr. Prezzo Socio TCS: 10 fr. Check-up vacanze (60 min) Partire senza problemi! Un controllo per evitare delle «panne» che possono rovinare le vacanze. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Vendita auto Vendiamo la sua auto senza preoccupazioni e senza sforzo in modo professionale e neutrale al prezzo corrente di mercato. Ci contatti per maggiori informazioni. * Per effettuare la potenza del motore si consigliano pneumatici di controllo forniti dal garagista. È sconsigliato effettuarla con pneumatici invernali, da corsa, nuovi o rigommati. Inoltre la potenza motore sarà spinta fino alla velocità massima indicata dai pneumatici.
Luogo e orari Centro tecnico TCS Via alla Chiesa 10, 6802 Rivera. Orari d’apertura: lun–gio 07.30–18.00 ven 07.30–17.30 sab 08.00–12.00
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Appuntamenti Telefono: 091 935 91 35 Internet: tcs-ticino.ch e-mail: sezioneTI@tcs.ch
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