LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
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SOMMARIO
25
Zep/Titeuf e l’educazione stradale a scuola
20 36
Val Poschiavo: dai ghiacciai alle palme
Test Mercedes GLB 250 4MATIC
EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
dossier
mobilità
La Svizzera è varia e bella, scopriamola insieme
11 Parchi downhill
25 Tragitto di scuola
a pandemia di coronavirus ha messo in ginocchio il turismo. Le agenzie registrano un crollo dell’80 percento delle prenotazioni di viaggi all’estero. Ma è l’intero settore, dalla gastronomia agli impianti di risalita, ad accusare perdite drammatiche. Nota confortante in questa crisi, negli ultimi mesi molti connazionali, restati in patria, l’hanno girata e si sono goduti le tante meraviglie naturalistiche e culturali che il nostro paese ha da offrire: dal Giura al Seeland, «terra dei laghi», passando per il versante orientale, occidentale e meridionale delle Alpi, la Svizzera rivela una varietà e bellezze uniche che meritano di essere visitate. In quest’edizione vi presentiamo alcuni suggestivi itinerari ed attività entusiasmanti sull’uscio di casa. Lasciatevi ispirare dal nostro dossier!
15 Nel Giura in moto
L
Molti impianti di risalita attirano gli amanti di bici e avventure Giornata con emozioni genuine lungo quattro cantoni svizzeri
18 Le pietre raccontano Tante avventure nella Surselva a spasso tra castelli diroccati
Il fumettista Zep e Titeuf collaborano con il TCS
30 Legge vie ciclabili Presa di posizione del TCS dopo la consultazione
35 Inaugurazione Ceneri Aperta la galleria di base, compiuta l’opera del secolo
20 Val Poschiavo Nel paesaggio percorso dal treno rosso del Bernina Express
Vie ciclabili sicure
30
Felix Maurhofer caporedattore
Copertina: Titeuf sul tragitto casa-scuola, Zep in esclusiva per la campagna di prevenzione del TCS
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SOMMARIO
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58
Audi A3 Sportback
Da Berlino al Mar Baltico
62 53
Le giornate TCS per provare veicoli elettrici I miei vantaggi club 46 Private Selection Hotels 60 Gioca e vinci online 66 Suisse Caravan Salon 74 Tre occasioni di vincita
Alta Svevia, road tour tra castelli
tecnica 36 Test Mercedes GLB Questa SUV familiare unisce comfort a solide prestazioni
40 Pneumatici invernali Nel tradizionale test del club i prodotti consigliati
47 Polestar 2
club 62 Guidare un’elettrica Le giornate del TCS per conoscere i veicoli elettrici
64 Visibili in autunno Consigli TCS per gli utenti della strada in questa stagione
67 L’app per il parcheggio
Una berlina della marca elettrica affiliata a Volvo
Il modulo TCS Park & Pay per i posteggi in Svizzera
svago
rubriche
53 Germania e castelli In cabrio scoprendo l’Alta Svevia tra storie nobili e antiche birrerie
58 Crociera fluviale Al ritmo dell’acqua da Berlino fino al Mar Baltico
TCS Sezione Ticino
31 Il consulente 52/65 L’esperto TCS 70 Forum 70 Impressum 71 Tourolino 72 In giro con 74 Gioca & vinci
76 77 78 79 80 82
Pericoli alla guida Telepass Monte San Salvatore e TCS di nuovo insieme Cibo online, un nuovo trend Ritrovare la felicità viaggiando in bicicletta Controlli tecnici a Rivera
Made visible per circolare più sicuri
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Touring n. 11
Temi trattati nella prossima edizione della rivista: dossier sulla città del futuro, test Ford Kuga PHEV, test lunga durata Tesla S, pan di zenzero e atmosfera natalizia a Norimberga, corsi TCS di guida invernali Data di pubblicazione: 29.10.2020
ottobre 2020 | touring
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Al Suo fianco anche in caso di mezzi soppressi. I mezzi pubblici La piantano in asso impedendoLe di proseguire il viaggio? Niente paura se non riesce a giungere a destinazione il giorno stesso: grazie al Suo TCS Societariato Famiglia basta una chiamata e La aiuteremo a trovare soluzioni di trasporto alternative o un hotel sul posto pagato da noi. Facciamo di tutto per consentire a tutta la famiglia di giungere a destinazione in sicurezza.
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ATTUALITÀ CLUB
Un anno mirabile per i campeggi TCS Nonostante l’apertura ritar data, TCS Camping dovrebbe chiudere il 2020 con un en nesimo record. Alla fine di agosto i pernottamenti erano 606 000, in aumento del 13 percento sullo stesso periodo del 2019. Anche l’autunno si prospetta ottimo: le prenota zioni online superano già del 120 percento circa quelle re gistrate lo scorso anno. Info e prenotazioni: tcs-camping.ch eMobility Helpline Il TCS non vi lascia soli con i vostri dubbi.
Linea diretta col TCS per ogni quesito sulla mobilità elettrica La mobilità elettrica è una tematica controversa che solleva molte domande. Risposte dalla nuova hotline TCS.
Q
ual è l’automobile elettrica che fa per me? A chi con viene installare una wall box a domicilio? Come funziona l’app eCharge del TCS? Come si presenta oggi la gamma di veicoli con la spina e quali autonomie garantiscono i vari modelli? Sono domande come queste che interes sano i soci e cui il TCS risponde con il suo vasto knowhow.
Un numero per la mobilità verde Da subito essi possono rivolgersi semplicemente al Contact Center chiamando il numero dedicato della «eMobility Helpline». I nostri esperti si occuperanno delle loro
domande con la consueta profes sionalità, in modo neutrale e senza impegno. Con questo ulteriore servizio il TCS conferma il suo ruolo da pio niere nella transizione in atto, po nendosi come primo interlocutore per le questioni legate alla mobi lità elettrica. L’offerta viene ad ag giungersi alle numerose iniziative e strumenti già esistenti quali le eMobility Days, le stazioni di rica rica domestica TCS o ancora l’app eCharge. Il TCS può così accompa gnare i soci verso la mobilità del futuro, fornendo loro consigli e informazioni ad hoc.
Assista Zurigo cambia indirizzo Assista Protezione giuridica SA trasloca. Dal 1° ottobre, la sede zurighese si trova in Räffelstrasse 26 a 8045 Zürich. La maggiore assicura zione di tutela giuridica pri vata svizzera ha uffici opera tivi, oltre che a Zurigo, anche a Bellinzona, Basilea, Berna, San Gallo, Ginevra, Losanna e Neuchâtel. Informazioni: tcs-assista.ch
TCS eMobility Helpline: 0844 888 333
5A STAGIONE TCS ESPORTS LEAGUE
E-Sport al top
FOTO HUENERFAUTH, EF
Vento in poppa TCS Camping prolunga di altre due settimane.
Il torneo Rocket League è ripartito: ul tra rapido, tattico, spettacolare vede in lizza le migliori squadre del momento. Le gare della quinta stagione possono essere seguite in streaming su Twitch.tv o sul sito web della Lega. Le finali del 14 novembre saranno trasmesse pure su srf.ch/sport nonché per la prima volta live dagli studi della RTS. tcs-esports-league.ch
Assista Protezione giuridica SA tratta ogni anno 40 000 casi.
VERO O FALSO – IL TCS SFATA I MITI
«Bici in panne? Tanto non mi aiuta nessuno» La TCS Patrouille La aiuta anche per bici ed e-bike in panne.
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Sicuri in curva I sistemi antibloccaggio convenzionali delle moto non sono una ricetta miracolosa per la frenata in curva. Gli ABS cornering, invece, hanno dato esiti convincenti in pista. La frenata costituisce una delle manovre più critiche in sella e la caduta è quasi inevitabile se la ruota anteriore si blocca, soprattutto in curva. Acquistare una moto dotata di ABS cornering è pertanto molto consigliato. Per verificare l’efficacia di questo particolare sistema antibloccaggio il TCS, in collaborazione con l’Ufficio prevenzione infortuni (upi), ha svolto una serie di test presso il suo centro guida di Lignières (NE). Tre i modelli testati sul circuito: BMW R 1250 GS, Ducati Hypermotard 950 SP e Triumph Speed Triple RS.
Risultati probanti I due piloti hanno effettuato frenate in curva a 60 e 80 km orari, velocità difficilmente gestibili con moto sprovviste di ABS cornering. Grazie al controllo elettronico dell’angolo d’inclinazione, la
pinzata è riuscita senza problemi. Il dispositivo non ha soltanto consentito di mantenere la traiettoria, ma pure di ridurre lo spazio di frenata. A 60 km/h, la distanza d’arresto misurata oscilla tra 15 e 17,5 m. Senza ABS, la prova sarebbe risultata estremamente ardua per i piloti. Tuttavia, l’ABS, per quanto sofisticato, non è una panacea anticaduta. Non si sottrae alle leggi della fisica e quindi la prudenza rimane un imperativo vitale. ABS cornering è in opzione sulla BMW (550 fr.) e di serie su Ducati e Triumph. I tre sistemi funzionano diversamente l’uno dall’altro. Quello della Ducati, ad esempio, è calibrato sulla guida sportiva. Una ragione in più per assolvere un corso così da padroneggiare perfettamente l’ABS che equipaggia la 2 ruote.
Dedalo delle piattaforme decodificato
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Uomo rana Il Rotsee a nord di Lucerna è molto amato da vogatori ed escursionisti. Ma sul fondo del lago si trovano migliaia di bombe a mano. Durante un’ulteriore operazione dei sommozzatori della polizia lucernese e dell’esercito, all’inizio di settembre sono stati recuperati alcuni di questi ordigni. Nel 1916 oltre 10 000 granate finirono nel Rotsee a seguito dell’esplosione di un magazzino di munizioni. Cinque persone persero la vita.
LA CIFRA
17,3% ovvero 3617 unità; è di tanto che sono aumentate le motociclette immatricolate tra gennaio e agosto 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno venendo a totalizzare 24 556 veicoli. Gli scooter registrano a loro volta un incremento del cinque percento. L’emergenza coronavirus ha dato una forte spinta ai trasporti individuali, a scapito dei mezzi pubblici.
Senza ABS cornering la frenata in curva è altamente pericolosa.
La concentrazione dei gruppi automobilistici ha accelerato l’utilizzo delle piattaforme comuni su modelli a volte molto differenti. Per piattaforma si intende la struttura, ma anche numerosi pezzi come gli elementi della sospensione, la strumentazione, i sedili ecc. Queste strategie sono spesso incomprensibili al profano, visto che le vetture che si basano sulla stessa piattaforma, sono poi avvolte in altre carrozzerie. Il Catalogo 2020 della «Revue automobile» contri-
LA FOTO
buisce a far luce su questo aspetto visto che elenca le piattaforme. Ad esempio si scopre che i modelli eclettici tipo Audi A1, Seat Tarraco, Skoda Superb o ancora VW T-Cross condividono la struttura modulare MQB. Pure molto informativo, l’indice dei motori che presenta i modelli equipaggiati da un blocco identico. Si viene a sapere dunque che il gruppo Renault-Nissan 1,6 l equipaggia pure Dacia Duster, Nissan Juke o anche Renault Mégane. Istruttivo.
LA PAROLA
Segnali bassi sono dette quelle luci poste accanto ai binari con lampade bianche disposte a triangolo nella parte anteriore. Sono usati per la messa in sicurezza della zona dei binari, per le manovre e l’esercizio dei treni. Il significato varia a seconda della combinazione di luci accese, ossia via libera, via libera con prudenza o fermata.
ATTUALITÀ
FOTO KEYSTONE , MATHIAS WYSSENBACH, EMANUEL FREUDIGER
Motor show – agenda vieppiù sguarnita Dopo l’annullamento del Salone dell’automobile di Ginevra (GIMS) 2020, Auto Zürich, in programma ad inizio novembre, era destinato a prendere la staffetta nel calendario dei motor show in Svizzera. Viste le attuali restrizioni, gli organizzatori hanno però deciso di posticipare l’evento in primavera (14–18 aprile). Dopo l’ennesima defezione dei ginevrini, la fiera multimarca di Zurigo si presenta come il più importante appuntamento del settore in Svizzera nel 2021. L’accento è di nuovo posto sulla vendita ai privati.
La crisi tocca le FFS
Bene le plug-in Gli ibridi ricaricabili sono fra i rari comparti dell’industria automobilistica a crescere in Svizzera. A fine agosto, la loro quota di mercato è aumentata dall’1 al 4,6%. Aggiungendovi l’11,7% delle ibride classiche, le auto a doppia motorizzazione (termico ed elettrico) rappresentano ben il 16,3% del totale. Uno sviluppo promettente.
Dopo un primo semestre 2020 positivo, la pandemia da Covid-19 ha fatto crollare di un terzo il numero di passeggeri delle FFS. Se nel 2019 erano 1,29 milioni le persone trasportate al giorno, nel pieno della crisi il dato è sceso a circa 810 000. Ne è risultata una perdita semestrale di 479 milioni di franchi. Ora le cose stanno andando un po’ meglio. Grazie a sostegni federali la liquidità delle FFS è assicurata. Inoltre in aprile si è adottato un pacchetto di misure che fino a fine anno dovrebbe permettere di risparmiare in totale 250 milioni.
La storia nella roccia Il castello di Lenzburg, lo Château di Chillon o magari i tre Castelli di Bellinzona? Chi ama i siti medievali il 4 ottobre non ha che l’imbarazzo della scelta: sono 25 le roccheforti e i castelli da scoprire in occasione della Giornata dei Castelli Svizzeri e che aspettano piccoli e grandi visitatori con un variegato programma d’attività. ottobre 2020 | touring
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DOSSIER
Flusso d’adrenalina
Il salto di Fabio Jungen è troppo rischioso per i principianti.
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È in voga tra gli amanti della bici e dell’avventura: il downhill. In Svizzera vari impianti di risalita puntano su questa versione spettacolare e adrenalinica della mountain bike con speciali parchi. Le discese irte di ostacoli richiedono una preparazione. TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER
A
ffrontare un trail con una bici munita di forcelle ammortizzate deve essere un’esperienza unica. Dato che un percorso di questo tipo è pieno di ostacoli, mi sono rivolto all’esperto di downhill Fabio Jungen di Amsoldingen, nell’Oberland bernese. Al primo incontro ho notato che sul corpo ha varie cicatrici ed escoriazioni. «Facendo downhill è inevitabile, fa parte di questo sport», mi spiega e aggiunge: «Sinora ho rotto il gomito, la clavicola e anche un paio di
Godersi la discesa nel tratto senza ostacoli.
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costole». Alla domanda se fosse disposto a insegnare la sua disciplina ad un principiante, ha risposto subito con un sì entusiastico.
Esercizi di frenata E così un paio di settimane dopo ci troviamo alla stazione di partenza della funivia Kandersteg-Sunnbüel. L’esperto mi assicura che si tratta di un trail percorribile anche da un principiante come me. Ne è sicuro perché ha partecipato alla sua costruzione. Mentre indosso l’equipaggiamento protettivo – casco, guanti, occhiali, ginocchiere e gomitiere – Fabio controlla le bici. Poi saliamo con la funivia sino a 1932 m. Ma prima di affrontare i 720 metri di
DOSSIER
EQUIPAGGIAMENTO Bici da downhill: Santa Cruz V10 CC (6800 fr.), santacruzbikes.ch
Casco: Alpinestars Missile Tech Airlift Face (450 fr.) Occhiali: Smith Squad MTB Gravy (120 fr.)
Esercitare la frenata è importante per poter affrontare la discesa in tutta sicurezza.
Le prime curve paraboliche per entrare in sintonia con il percorso.
Protezioni: Paragon Lite Knee (80 fr.), Paragon Lite Elbow (70 fr.), Paragon Plus Protection Vest (150 fr.) Abbigliamento: Drop Pro Shorts (200 fr.), Drop Pro Long Sleeve Jersey (120 fr.), Drop 6.0 Glove (60 fr.) Tutto su alpinestars.com
dislivello che ci separano da Kandersteg, devo fare un corso accelerato di guida. Fabio mi mostra la corretta posizione sul rampichino, come si frena con la ruota anteriore e come si lavora sui pedali spostando il baricentro. Gli esercizi non sono per nulla semplici. Tuttavia con il tempo riesco a padroneggiare meglio la mia due ruote off road.
105 curve paraboliche Adesso Fabio è convinto che ce la farò ad affrontare il trail e dunque spingiamo le bici al punto di partenza. Davanti a noi ci attendono 5 chilometri di percorso con 105 curve paraboliche, 25 salti (jump) e molti altri ostacoli. La sfida consiste nel percorrere i vari tra-
gitti disseminati di ostacoli senza toccare il suolo coi piedi. I tragitti facili si chiamano flowtrail e quelli difficili downhilltrail e – come le piste da sci – sono contrassegnati in base al livello di difficoltà in colore blu, rosso e nero. Il percorso comincia subito con una serie di curve paraboliche e Fabio mi spiega come prenderle in modo corretto. «Azionare i freni, continuare a modulare la frenata e puntare con lo sguardo l’uscita di curva. In questo modo nulla può andar storto», mi spiega con voce assolutamente calma. Ha infatti notato che sono un po’ nervoso. Fabio parte per primo e io lo seguo. Freno troppo e le ruote perdono il contatto con la su→ perficie, ma in un qualche modo rie-
Scarpe: Scott MTB AR (120 fr.) scott-sports.com
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DOSSIER
PARCHI MTB CON TRAIL PER PRINCIPIANTI Lenzerheide: bikekingdom.ch Verbier: verbierbikepark.ch Flumserberg: flumserberg.ch/bikerberg St. Moritz-Bernina: engadin.ch/bike Kandersteg-Sunnbüel: sunnbuel.ch
Per i grandi salti occorre prima far tanta esperienza.
sco a rimanere in sella. Per riuscire nel downhill si devono avere, oltre che un po’ di muscoli, molta testa, e si deve entrare nel flow. Sono le parole di Fabio che mi tornano alla mente. Dopo un paio di curve e le relative correzioni dell’esperto, acquisto fiducia in me stesso e lascio scorrere il rampichino. La tensione si scioglie e comincio a divertirmi. All’inizio però evito i salti.
Dal jump al table Giunti a metà del trail, Fabio mi dice che è il momento di tentare un piccolo salto, in gergo MTB: jump. Definisce il mio percorso e la velocità con cui affrontarlo, mi ripete il fatto che è una questione di testa e che devo semplicemente mantenere la posizione di base e lasciare scorrere la bici. Ed ecco che compio i primi piccoli salti con successo. A questo punto riesco a immaginarmi come possa essere per lui, che fa salti lunghi oltre dieci metri includendo anche un backflip, nientemeno che una capovolta di 360 gradi all’indietro. In seguito la discesa continua con il «Chi14 touring | ottobre 2020
cken Run»: una serie di collinette che portano all’ostacolo più impegnativo per me: un table, ovvero un salto da una rampa di legno. L’asso della MTB mostra come si affronta correttamente un table. L’importante è alzare il manubrio subito dopo essersi lanciati. Mi concentro, alzo il manubrio con forza e volo in direzione della zona di atterraggio. A parte il colpo che ricevo al momento dell’impatto, tutto fila liscio. Dopo un paio di curve, raggiungiamo il traguardo del trail e ritorniamo alla stazione di partenza su una strada alpina asfaltata. Arrivati, ripuliamo i rampichini e abbiamo ancor tempo per rivivere le emozioni della discesa compiuta. Ammetto che ora posso capire il motivo per cui il downhill sia in voga. Grazie all’assistenza di Fabio tutto è andato bene. Raccomando ai principianti di chiedere consiglio ad un discesista esperto in mountain bike. Il giorno dopo un paio di muscoli della schiena sono indolenziti, ma il ricordo dell’esperienza è tutto sommato positivo. ◆
In pillole Il 26enne esperto in downhill Fabio Jungen è cresciuto nella regione del Saanenland e oggi abita ad Amsoldingen (BE), dove ha il negozio di bici Mountain Roots. Ha compiuto la sua prima gara a 13 anni e in qualità di semi-professionista ha partecipato a gare di Coppa Europa. Di mestiere è falegname e lavora a tempo parziale per Flying Metal, dove costruisce trail e pumptrack. Nel tempo libero partecipa a gare di Enduro, che si svolgono solo in discesa e si sviluppano su una serie di prove speciali. Le salite sono tratti di trasferimento tra le varie prove speciali, che non vengono cronometrate, ma devono comunque essere percorse entro un tempo limite.
DOSSIER
Presi per le gole del Giura Prima di inforcare la moto studiamo la cartina pregustando il piacere della gita.
Welschenrohr è un punto di partenza ideale per escursioni sulle creste.
Gorges du Pichoux Qui guidare la moto è gioia vera.
Strada secondiaria con poco traffico fra Moutier e Le Pichoux.
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Strade che si snodano tortuose fra passi e chiuse selvagge, piene di fascino, fanno del Giura una meta perfetta per i motociclisti in cerca di emozioni genuine. Una giornata attraverso quattro cantoni, inanellando gemme naturalistiche e cittadine storiche.
imbocchiamo la strada secondaria poco trafficata per Le Pichoux passando da Perrefitte e Souboz; curve lunghe e ottima visuale fanno battere il cuore del centauro. Che piacere tirare per campi e pascoli fra fattorie e piccoli paesini sonnecchianti, e tutto ciò praticamente indisturbati.
TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER
N
el corso dei millenni il fiume Sorne si è scavato profondamente nella pietra calcarea, formando le bizzarre Gorges du Pichoux. Davanti a noi, il nastro d’asfalto s’insinua fra pareti strette e scoscese, tipiche delle gole del Giura: ci attendono sette chilometri di brividi che solo la moto sa regalare, ma anche l’emozione unica di scoprire scorci di natura belli da mozzare il fiato. Tanto che dal canto nostro decidiamo di fare subito il bis: appena giunti a Berlincourt facciamo dietrofront e ritorniamo a Undervelier. Non manchiamo di visitare la Grotta di Sainte-Colombe: vero e proprio santuario d’abri, incastonato nella roccia, che attira numerosi pellegrini. Laufen Tre torri ed altrettante porte per entrare nel grazioso borgo.
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Fuori dai sentieri battuti Ci siamo dati appuntamento per il nostro tour nel Giura in sella alla Suzuki V-Strom 1050 XT a Balsthal. Qui troviamo già la prima «Klus», uno degli angusti passaggi che collegano le numerose vallate trasversali del Giura. È un punto di partenza ideale, facilmente raggiungibile tramite l’A1. Prendiamo in direzione Moutier passando per il parco naturale di Thal. Dopo una sosta a Welschenrohr adagiata ai piedi del Weissenstein con la Gola del Lupo (Wolfsschlucht) proseguiamo sul tratto tranquillo, ma serpeggiante verso Grandval e Moutier, dove ci attendono le prossime gole, quelle non meno spettacolari di Moutier. Deviamo su Courrendlin e ci godiamo lo stupendo paesaggio corrugato. Da Moutier poi
Bon appétit a St-Ursanne Dopo essere sbucati per la seconda volta dalle Gorges du Pichoux ci dirigiamo verso Delémont. Ci inerpichiamo sul Col des Rangiers, che sembra fatto apposta per una cavalcata su due ruote. Arriviamo a St-Ursanne puntuali per la pausa pranzo. Il borgo storico in riva al Doubs è definito, a ragione, perla del Giura. Parcheggiamo davanti all’Hôtel du Bœuf dove ordiniamo carpe fritte, specialità che si serve raramente nei ristoranti. Per dessert prendiamo il Soufflé glacé à la Fée verte, davvero deliziosissimo. Dopo mangiato facciamo una bella passeggiata digestiva per visitare la famosa Collegiata con il suo chiostro, autentico gioiello architettonico, nonché il ponte a quattro archi sul Doubs con la statua dedicata a San Giovanni Nepomuceno.
St-Ursanne a metà giro è ideale per una sosta programmata.
DOSSIER
Dulcis in fundo la ciliegina sulla torta
Agile moto da turismo e non solo Abbiamo approfittato del tour per provare la nuova Suzuki V-Strom 1050 XT. La tourer enduro mostra un eccellente equilibrio e notevoli prestazioni. È dotata di diversi sistemi d’assistenza quali il ride by wire che permette di impostare tre modalità di guida. Le sospensioni sul rigido sono regolabili tramite comoda manopola. Agile e performante, oltre che robusta, è una motocicletta progettata per viaggiare sull’asfalto, ma che non disdegna lo sterrato. motore: V2, 1037 cm3; CV: 107; coppia massima: 100 Nm/6000 giri/min; serbatoio 20 l; consumo: 4,8 l/100 km; CO2: 112 g/km; peso: 247 kg; prezzo: 16 495 fr. moto.suzuki.ch
Ci lasciamo alle spalle St-Ursanne e puntiamo su Sceut. Toccata e fuga a Delémont; quindi continuiamo lungo La Birse fino a Laufen, lungo un tratto disteso con alcune curve lunghe che invitano a veleggiare. È difficile sottrarsi allo charme medievale di questa cittadina con il suo muro di cinta parzialmente conservato a cui si accede per tre porte intatte. Da vedere, in particolare, la Obertor con la torre dell’orologio e il municipio in stile barocco. Facciamo sosta in uno dei tanti simpatici caffè per concederci uno spuntino energetico prima di affrontare anche il Passwang, l’ultima tappa del nostro tour. La strada sinuosa è divertimento puro e tocca il suo culmine nel punto più alto del passo, dove attraversa il crinale del Giura sotto lo Zingelentunnel. Ci fermiamo per ammirare il suggestivo panorama che si apre sotto i nostri occhi. Rimontiamo in sella e facciamo rotta su Balsthal. Termina qui, fin troppo presto, la nostra gita che ci ha portato attraverso i quattro cantoni di Soletta, Berna, Giura e Basilea Campagna. ◆
DA SAPERE
Il Giura invita al mototurismo con i suoi percorsi sinuosi e panoramici.
Luogo di culto La Grotte de Sainte-Colombe.
Ottime le carpe fritte gustate a St-Ursanne.
Periodo consigliato: tra maggio e ottobre Percorso: 150 km Mangiare: hotelduboeuf.ch App: St-Ursanne – Perle du Jura Informazioni: j3l.ch
Il Passwang è uno dei momenti clou della nostra uscita nel Giura.
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Le pietre raccontano
Castelli lungo il Reno Anteriore Accanto alla torre c’era la chiesa della fortezza di Jörgenberg.
Nella Surselva una dozzina di castelli diroccati invitano a gite avventurose in un’atmosfera medievale. Alcuni dei ruderi sono situati in posizioni imprendibili, da brividi garantiti. A spasso fra dirupi e antiche leggende. TESTO CHRISTA ARNET | FOTO ARNETPRESS
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egli oltre 60 tra castelli, chiese fortificate, torri e rocche che in tempi antichi costellavano la valle del Reno Anteriore, oggi rimangono fossati, portali e cinte murarie, che ne testimoniano la grandezza passata. Le più interessanti a livello architettonico sono le vestigia di Waltensburg, anche se le storie più appassionanti sono legate alle tre rovine di Obersaxen. Stando alla 18 touring | ottobre 2020
leggenda, tra le pietre del Moregg sarebbero nascoste bocce d’oro mentre Schwarzenstein e Saxenstein custodirebbero a loro volta dei preziosi forzieri sotterrati.
Misterioso Schwarzenstein Non si consiglia tuttavia di andare alla caccia di questi tesori perché sono sorvegliati dagli spiriti delle nobildonne che vissero nei manieri. Inoltre i ruderi di Saxenstein e Moregg sono difficil-
Come un nido d’aquila, le rovine di Kropfenstein appese alla roccia.
mente accessibili e Schwarzenstein si confà solo ai più temerari. Dopo una breve camminata in discesa dal villaggio di Tusa infatti ci si ritrova improvvisamente sull’orlo di un precipizio: una parete di roccia di 450 metri con in fondo il Reno Anteriore. Il castello che un tempo troneggiava sulla valle ora sembra un bizzarro frammento di pietra nascosto dalla sterpaglia. Verosimilmente venne fondato nel 13° secolo dalla Signoria di Rhäzüns e ampliato in tre tappe. Sono ancora visibili parti dell’ingresso, delle mura di cinta e della torre nonché resti delle strutture abitative. Un cartello con la scritta «si declina ogni responsabilità» mette in guardia il visitatore. Ma comunque l’accesso è possibile solo arrampicandosi! In effetti sono stati installati ganci e ringhiere, ma si consiglia di non ten-
DOSSIER
Lo spazioso cortile della fortezza di Jörgenberg con le panchine, la fontana e la zona barbecue è ideale per picnic in famiglia.
tare a meno di essere pratici di vie ferrate e non soffrire di vertigini.
Signorile Jörgenburg Già da lontano si possono scorgere le rovine della fortezza di Jörgenburg o Jörgenberg (in romancio: Munt Sogn Gieri), che infatti sono le più grandi della Surselva. Le sue torri si ergono su uno sperone roccioso al di sopra della stazione di Rueun della ferrovia retica (RhB). Se si sale dalla valle ci vogliono 45 minuti, partendo invece da Waltensburg e camminando sui sentieri la passeggiata dura solo 15 minuti. Come si legge sulla tavola informativa, la struttura ha una superficie di 100 per 70 metri ed esisteva già nell’ottavo secolo. All’inizio del 14° secolo apparteneva ai signori von Friberg e dopo la loro estinzione attorno al 1330 passò ai nobili von Rhäzüns, che nel 1462 la vendettero al monastero di Disentis. Oggi la torre di vedetta costituisce il fulcro della rovina. Appoggiata ad essa si trova un edificio destinato ad abitazione e di fronte, ancora all’interno del perimetro, si trovano i resti di una chiesa con un campanile molto ben conservato. L’attrazione principale è costituita dall’ampio cortile interno con la cisterna e le terrazze nonché panchine, zona barbecue e fontana con acqua potabile. Un luogo ideale per picnic in famiglia!
Drammatico Kropfenstein Le rovine più spettacolari della regione sono quelle di Kropfenstein (in romancio: Casti Grotta), un castello costruito in una grotta naturale. La struttura risalente al 13° secolo sembra un nido
d’aquila adagiato sulla roccia al disotto della strada Brigels–Waltensburg. Le mura esterne alte tre piani sono attaccate al bordo della parete rocciosa verticale, mentre le mura interne e parti del tetto sono costituiti dalla roccia sporgente. La zona d’ingresso è stretta e alta e solo nella parte più interna lo spazio si amplia sino a raggiungere una larghezza di sei metri. Si pensa che nella parte anteriore ci fosse il granaio e in quella posteriore, dove si riconoscono un lavandino in sasso e delle finestre, si trovassero gli alloggi. Durante la stagione invernale in questa struttura si doveva letteralmente gelare. Chi vi avrà abitato? Predoni o prigionieri? E invece no! I documenti risalenti al 14° e al 15° secolo certificano che apparteneva ai Signori von Kropfenstein, una delle famiglie più in vista dell’Oberland grigionese. ◆
Niente comfort Nel castello di Kropfenstein nel 14° e 15° secolo viveva una nobile famiglia dell’Oberland grigionese.
DA SAPERE Ancora più castelli Su entrambi i lati della valle del Reno Anteriore gli sguardi dei passanti sono attirati da torri e rovine in pietra. Sono facilmente raggiungibili: la fortezza di tre piani Canaschal a Trin risalente al 12° o 13° secolo, la torre di vedetta Ringgenberg/ Zignau del 13° secolo e la torre chiamata «La Tuor» eretta attorno al 1200 nel paesino di Schlans. Informazioni sulle rovine: surselva.info
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Ghiacciai e‌ pizzoccheri
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DOSSIER
Val Poschiavo Una valle di alta montagna e mediterranea allo stesso tempo.
In autunno i Grigioni sono talmente belli che siamo tornati a visitare un angolo particolare di questo cantone della Svizzera orientale: la Val Poschiavo. Da tempo la piccola valle italofona con le sue specialità gastronomiche e ricchezze naturali non è più una meta riservata a pochi intenditori. TESTO DINO NODARI
N
on sorprende il fatto che i poschiavini che si trovano lontani dalla propria terra abbiano nostalgia di casa. Quando, in provenienza dal Passo del Bernina, si guarda verso la valle lunga 26 chilometri, si scorge uno splendido scenario che si estende dai ghiacciai alpini al nord alle palme mediterranee al sud. La posizione particolare della valle di collegamento nord-sud ai piedi del Passo del Bernina e vicina all’Italia ha caratterizzato la storia e la cultura della regione.
Il forte legame dei poschiavini alla propria valle fa sì che ancora oggi molti giovani rimangano fedeli alla loro patria – diversamente da molte altre regioni delle Alpi. La posizione geografica di transito tra nord e sud e la vicinanza con l’italiana Valtellina non furono però sempre all’origine di ricchezza. Da un lato perché la vita nella regione alpina era inevitabilmente caratterizzata da scarsità di risorse e dall’altra perché si è spesso trovata esposta alle bizze degli eventi storici. Non sorprende dunque che sino ottobre 2020 | touring
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Casa Tomé Qui il tempo si è fermato.
al 19° secolo molti poschiavini emigrarono per cercare fortuna all’estero. Molti la trovarono nelle città europee, dove aprirono caffè e pasticcerie che li resero benestanti. Nel cuore rimasero comunque legati alla loro patria, a tal punto da ritornarvi per costruire a Poschiavo eleganti ville e palazzi ornate da giardini che ancora oggi caratterizzano l’aspetto del paesino di montagna. L’amor patrio e la forte passione per la valle si sentono e si vedono ancora oggi.
Vita quotidiana Una visita alla Casa Tomé fa capire quanto sia stata dura e povera la vita un tempo in questa valle. Si tratta di uno degli edifici contadini più antichi e meglio conservati dell’arco alpino, che racchiude in sé oltre 650 anni di storia locale. Una parte della casa risale addirittura al medioevo essendo stata costruita nella metà del 14° secolo. Da allora il tempo si è fermato, a parte 22 touring | ottobre 2020
Pizzoccheri Un piatto sostanzioso che gli abitanti della valle cucinano spesso e con propria ricetta.
qualche minima modifica. Non è mai stato installato un impianto sanitario e nemmeno una cucina moderna. Anche dopo la partenza nel 1990 della famiglia che la abitava, in condizioni anacronistiche, la casa non subì alcuna ristrutturazione. Chi fa tappa a Poschiavo, dovrebbe assolutamente visitare questo impressionante testimone della vita alpina. Molto interessante è anche il Museo Poschiavino allestito nel Palazzo de Bassus-Mengotti, un edificio eretto nel 1655, in cui si riesce a rivivere la vita di un tempo.
Pizzoccheri & Co. La nostalgia e l’amore per un paese si manifestano anche nella voglia di mangiare un piatto di casa propria. E in fatto di gastronomia, la piccola Poschiavo ha molto da offrire. In tutta la Lago di Poschiavo gita in battello.
Bernina Express Il capolavoro tecnico impressiona ancora oggi, in foto il viadotto elicoidale di Brusio.
DOSSIER
Il Giardino dei Ghiacciai L’impressionante fenomeno naturale soprannominato le marmitte dei giganti.
Da oltre 20 anni Viaggi TCS organizza gite su misura in piccoli gruppi. In questo modo si possono prenotare viaggi per giocare a golf in Svizzera o una gita autunnale all’insegna della natura e della gastronomia nella Val Poschiavo.
Svizzera sono noti i pizzoccheri. Chi non desidera prepararli da sé, si fa semplicemente invitare ad una festa di famiglia. Tra gli abitanti della valle è un piatto che ancora oggi viene cucinato spesso – e ogni famiglia secondo la propria ricetta. Degli ottimi pizzoccheri si possono comunque gustare anche nei ristoranti della valle – ad esempio al Ristorante Motrice a Poschiavo, dove la verdura e l’insalata provengono dall’orto di casa. In questa regione in effetti si dà molta importanza ai prodotti locali. Capunet (gnocchetti di spinaci), taiadin (pasta fresca) o pulenta in flur (polenta alla panna) sono i piatti preparati in molti ristoranti con ingredienti di produzione poschiavina. Chi desidera eliminare le calorie accumulate grazie alle pietanze locali – deliziose, ma sostanziose – trova sufficienti possibilità. La valle offre in particolare molte escursioni da fare a piedi o in bici. E chi desidera imparare ancora qualcosa, a Cavaglia, poco al di sopra di Poschiavo, trova il cosiddetto Giardino dei Ghiacciai. Situato ai piedi del massiccio del Bernina e del Piz Palü, è costituito da particolari formazioni originate dal ghiacciaio, dette marmitte dei giganti. Un sentiero didattico conduce a queste enormi buche glaciali – una trentina di sino a 14 metri di profondità – scavate nelle rocce dalla potente e costante pressione dell’acqua del ghiacciaio. Si tratta di una visita da non perdere ed è gratuita. ◆
Periodo di viaggio 19–23 ottobre 2020 18–22 ottobre 2021 Programma di viaggio Con il treno panoramico Bernina Express si parte da Coira per la più spettacolare traversata delle Alpi. Il capolavoro tecnico, che fa parte del Patrimonio mondiale Unesco, affascina ancora oggi e conduce attraverso paesaggi maestosi. Il viaggio in treno conduce sino a Poschiavo e lungo il cammino si fa tappa al Giardino dei Ghiacciai a Cavaglia. Scoprite la tradizionale coltivazione di castagne e ammiratela nel cuore di un castagneto. Avventuratevi nelle pittoresche viuzze di Poschiavo sulle tracce della movimentata storia della valle. Visitate il Mulino Aino e la Casa Tomé, dove vi verranno svelati i segreti della produzione dei pizzoccheri. Il finale è costituito da una gita sul Lago di Poschiavo. Dimensione del gruppo 10–15 persone
FOTO ALD
Un percorso didattico conduce attraverso il Giardino dei Ghiacciai e spiega l’origine dei grossi buchi.
VIAGGI AUTUNNALI TRA NATURA E GASTRONOMIA
Prezzo 1390 franchi (a persona in camera doppia per soci TCS) tcsreisen.ch/valposchiavo
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DOSSIER
Che c’è di bello nei dintorni?
Con il progetto «bleib hier» la TCS Accademia della mobilità promuove offerte di svago diversificate a chilometro zero nell’area di Berna: ce n’è per tutti i gusti, dal camping in fattoria alle lezioni di enologia in casa.
Campeggio da privati possibile anche senza l’auto.
TESTO JULIANE LUTZ
Tanto da scoprire e fare senza andare lontano Sono solo due delle numerose proposte prenotabili nell’ambito del progetto «bleib hier» cioè «resta qui» tramite l’Accademia della mobilità. L’affiliata del TCS intende sviluppare una piattaforma dedicata alle attività ricreazionali sostenibili che non costringano a fare dei lunghi tragitti. Nasce con una duplice 24 touring | ottobre 2020
motivazione: da un lato in Svizzera gli spostamenti nel tempo libero costituiscono la parte del leone del traffico complessivo e i trasporti aerei, che qui da noi provocano il 18% delle emissioni di gas serra, sono aumentati massicciamente prima che scoppiasse la crisi da Covid-19. E dall’altro negli ultimi anni è andata rafforzandosi la tendenza al turismo di prossimità e a forme di mobilità improntate ad una crescente sensibilità ecologica. Il progetto viene quindi a cappello ora che la pandemia ha fatto sì che la gente desista da viaggi estesi. «Come dice il nome del progetto, vogliamo incoraggiare le persone a trascorrere le ferie nelle vicinanze, scoprendo le bellezze a portata di mano e puntando su modalità di trasporto a basso consumo di risorse» spiega Mirjam Stawicki, corresponsabile del progetto. Ad esempio usando biciclette cargo con rimorchi speciali, che possono essere noleggiate direttamente tramite l’Accademia della mobilità e Carvelo2go.
Borsa delle idee originali Attualmente sono 29 le opzioni fruibili nel cantone pilota di Berna e che ruotano intorno ai tre perni «servizi personali fuori dal comune per vacanze a casa», «camping alternativo nella regione» e «Carvelo per microavventure dietro l’angolo». «E se ne aggiungono sempre di più» dichiara Stawicki. Con i campeggi ufficiali svizzeri pieni per il coronavirus, spazi creati ad hoc stanno vivendo un vero boom. «Ecco perché stiamo cercando ulteriori partecipanti che mettano a disposizione i loro terreni privati. Siamo altresì interessati a nuove idee di carattere gastronomico o legate alla natura», fa il punto della situazione. Il progetto «bleib hier», sostenuto dal Cantone e dalla Città di Berna nonché da SvizzeraEnergia e dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, continuerà fino all’estate 2022. Se avrà il successo auspicato è previsto di estenderlo poi a livello nazionale. ◆ bleibhier.ch
FOTO GENTLETENT
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erché non dormire in tenda, sotto le stelle e la mattina cogliere mele dall’albero a braccia piene, circondati da cani, gatti, cavalli che popolano la fattoria bicentenaria di Mühleberg condotta dai grandi amanti degli animali Daniel Riesen e Marianne Mathys? Oppure ingaggiare un’enologa esperta per imparare tutto sulle sei regioni vinicole della Svizzera: Sara De Giorgi lo fa al domicilio del cliente cui racconta, fra l’altro, cosa rende così affascinanti tipi di vino squisiti, ma poco conosciuti quali Mondeuse Noire o Räuschling.
MOBILITÀ
Ciccia, si torna sui banchi! In vista del rientro a scuola il fumettista Zep ha messo Titeuf al servizio della sicurezza stradale del TCS. Otto messaggi chiave trasmessi su un poster dal monello con il ciuffo biondo ribelle. Il ginevrino si dice soddisfatto del risultato di questa «bella sfida» e non esclude un’ulteriore collaborazione con il club. → INTERVISTA JÉRÔME LATHION | FOTO OLIVIER VOGELSANG
Philippe Chappuis, in arte Zep, assieme a Titeuf, il piccolo eroe che lo ha reso famoso in tutto il mondo.
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ue albi in cantiere, collaborazioni a campagne di promozione della salute fra Ginevra, Parigi e Bruxelles: il semi confinamento imposto dalla pandemia è stato proficuo per Philippe Chappuis, in arte Zep, che nonostante il suo fitto carnet ha affiancato il TCS in vista della riapertura delle scuole: sarà infatti Titeuf il testimonial di otto messaggi di sensibilizzazione riuniti su un cartellone didattico destinato ai nostri partner, enti e addetti all’educazione stradale nelle elementari (vedi riquadro). «Il soggetto mi piaceva. Così mi sono buttato. È stata una bella sfida perché all’inizio ero un po’ riluttante, le auto non sono mai state il mio forte» racconta Zep, artista che non si tira indietro quando si tratta di mettere il suo famoso «figliolo» al servizio di una buona causa. E pazienza se significa darci sotto per finire in tempo per il ritorno sui banchi di scuola: «Ho lavorato di notte per il TCS» sorride il disegnatore che abbiamo incontrato nel suo atelier nel cuore di Ginevra per parlare dell’inedita collaborazione.
Il protagonista de «La Loi du Préau» (ovvero «La Legge del cortile») entra nelle scuole svizzere già cresciutello, a trent’anni! Un esordio atteso, ma un po’ tardivo, non pensa?
Veramente no. I fumetti di Titeuf sono molto popolari fra i ragazzini che mi inviano tantissimi disegni. Queste manifestazioni d’affetto mi toccano molto. Da giugno 2019, su iniziativa di un privato e della città di Carouge, Titeuf ha addirittura una sua statua in bronzo esposta nel cortile dell’Ecole JacquesDalphin, la scuola dove è nato, fatto davvero insolito. In Svizzera l’unico altro protagonista di fumetti ad avere ricevuto questo onore è Corto Maltese, che si erge di fronte al lago Lemano nel Lavaux. In Asia ho peraltro scoperto un affresco gigante a sua immagine presso un istituto scolastico di Pechino e, cosa ancor più stupefacente, il maxi-ritratto di un Titeuf nero in Tanzania.
Il percorso più sicuro non è sempre il più veloce! Esamina bene con i tuoi genitori le varie possibilità. È meglio fare una piccola deviazione piuttosto che attraversare una strada trafficata.
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Il progetto di prevenzione che la vede alleato al TCS è una prima assoluta. Com’è nato il sodalizio?
Anche se non me ne ricordo con esattezza, probabilmente sarò già stato contattato in passato a tale proposito. Fra il 1995 e il 2005 ero impegnatissimo, mi offrivano uno, due lavori al giorno. All’epoca mi mancava il tempo per occuparmi di tutte le proposte. Quella del TCS mi è stata rilanciata da un conoscente ginevrino. Ho trovato l’idea molto «cool». Mi hanno sottoposto dei testi che ho potuto illustrare in piena libertà. Tutti hanno un possibile legame con Titeuf e il suo universo e mi hanno dato lo spunto per delle vignette che potrebbero benissimo inserirsi in una storia.
Se hai un problema durante il tuo tragitto, non esitare a chiedere consiglio all’agente di educazione stradale della tua scuola. Saprà sicuramente darti dei suggerimenti per arrivare a scuola in modo sicuro.
Titeuf ha fan in tutte le regioni della Svizzera. Gli albi sono stati tradotti in 25 lingue. Si esprime in modo molto originale, usando espressioni inventate come «figissimo». Ciò non ne fa il peggior incubo per i traduttori, per alludere ad un personaggio della serie?
Titeuf è stato tradotto dapprima in olandese, poi in tedesco. Dicono che se un’opera è traducibile dal francese al tedesco lo è anche nelle altre versioni. Certo Titeuf potrebbe dare del filo da torcere per come parla. Mi diverto a giocare con le parole. Prendiamo «règle», che in francese sta sia per ciclo mestruale che per riga metrica. Titeuf capisce fischi per fiaschi, ma se il doppio senso non funziona in un’altra lingua potrebbe creare grosse difficoltà. Tocca al traduttore adattare i dialoghi, trovando una soluzione che faccia ridere pure i lettori stranieri. Ho supervisionato l’inglese e il tedesco nei limiti delle mie conoscenze, ma quando è stata la volta del mandarino ho dovuto rinunciare (sorride). In genere mi fido dell’editore.
Per essere sempre visto dagli automobilisti, indossa indumenti chiari e porta degli elementi riflettenti. Esistono tanti articoli e consigli cool sul sito madevisible.swiss.
MOBILITÀ
«Il soggetto mi piaceva. Così mi sono buttato. È stata una bella sfida, all’inizio ero un po’ riluttante, le auto non sono mai state il mio forte» Zep disegnatore e sceneggiatore
Lei è padre di tre figli che ha allevato in città. Come avete vissuto il tragitto casa-scuola?
Abbiamo sempre abitato vicino alla scuola frequentata dai nostri figli e li abbiamo accompagnati a piedi. Più in là, sono stati liberi di decidere se andarci in bici. Li abbiamo incoraggiati a portare il casco e ci siamo raccomandati che non circolassero con gli auricolari. I nostri sforzi non hanno sempre sortito gli esiti desiderati, però non ne abbiamo mai fatto un → dramma (ride).
Nello studio del fumettista la luce è spesso rimasta accesa fino all’alba per realizzare l’incarico del TCS.
Il percorso per arrivare a scuola è bello… a condizione di rispettare i consigli di sicurezza. In assenza del marciapiede, cammina sul lato sinistro della strada, cioè in senso contrario alle auto. Se c’è un muro o un ostacolo cambia lato. Non dimenticare che sei un esempio per i bambini più piccoli di te!
Al passaggio pedonale, applica la regola d’oro: fermarsi, guardare, ascoltare, attraversare camminando. Lo stesso vale in una zona senza passaggio pedonale. Rispetta anche le indicazioni dei pattugliatori scolastici e dei semafori.
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Quando vai a scuola
Ho dei ricordi alquanto terrorizzanti. Sono cresciuto a Onex, e ho avuto la fortuna di essere assegnato ad una scuola nuova. Sul tragitto venivamo però molestati da un gruppo di bulli che ci rubavano i quaderni e la merenda. Il traffico non poneva invece alcun problema, dovevamo attraversare soltanto una strada, sorvegliata da una pattugliatrice scolastica. Le lezioni di bici sono state un’esperienza particolarmente traumatica. A dieci anni non ci sapevo andare, all’esame ho urtato le barriere e sono persino finito contro il banco degli istruttori (ride). Ho comprato la mia prima bici a vent’anni e l’ho spinta fino ad un grande parcheggio deserto per esercitarmi.
Perché no? Trovo simpatica l’idea di non fare la morale ai bambini, ma piuttosto di istruirli con una punta d’umorismo. Vediamo comunque già come verrà accolta questa prima e se i disegni sanno insegnare i giusti comportamenti nel traffico. Per il resto dipende tutto dalla mia disponibilità di tempo; magari troveremo un buco. •
Se c’è usa il marciapiede e fai attenzione ai pedoni dato che hanno la precedenza. Per evitare di farti male, indossa il casco e le protezioni per i gomiti e le ginocchia.
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L’agente di polizia
tuo percorso
è un tuo alleato
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Siamo a buon punto e l’ultima fatica dovrebbe essere nelle librerie l’anno prossimo come annunciato. Siccome tutta la trama è ambientata in una colonia di vacanza nel verde difficilmente avrei potuto affrontare la sicurezza stradale. Ma forse ci sarà qualcosa del genere nell’albo successivo. Pensa che la collaborazione avrà un seguito e che il TCS avrà ancora posto nella Sua agenda piena di impegni editoriali?
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Scegli bene il
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Renditi
La strada non è
visibile!
un campo di gioco
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Attraversa
la strada come un pro
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In macchina?
Con il monopattino fai attenzione ai pedoni
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… ma non fino all’entrata della scuola!
Fai attenzione se prendi
l’autobus
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Il percorso più sicuro non è sempre il più veloce! Esamina bene con i tuoi genitori le varie possibilità. È meglio fare una piccola deviazione piuttosto che attraversare una strada trafficata.
Se hai un problema durante il tuo tragitto, non esitare a chiedere consiglio all’agente di educazione stradale della tua scuola. Saprà sicuramente darti dei suggerimenti per arrivare a scuola in modo sicuro.
Per essere sempre visto dagli automobilisti, indossa degli indumenti chiari e porta degli elementi riflettenti. Esistono tanti articoli e consigli « cool » sul sito madevisible.swiss
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Al passaggio pedonale, applica la regola d’oro : fermarsi, guardare, ascoltare, attraversare camminando. Lo stesso vale in una zona senza passaggio pedonale. Rispetta anche le indicazioni dei pattugliatori scolastici e dei semafori.
Se c’è, usa il marciapiede e fai attenzione ai pedoni dato che hanno la precedenza. Per evitare di farti male, indossa il casco e le protezioni per i gomiti e le ginocchia.
4 Il percorso per arrivare a scuola è bello… a condizione di rispettare i consigli di sicurezza. In assenza del marciapiede, cammina sul lato sinistro della strada, cioè in senso contrario alle auto. Se c’è un muro o un ostacolo cambia lato. Non dimenticare che sei un esempio per i bambini più piccoli di te!
7 Assicurati di essere puntuale per evitare di correre quando arriva l’autobus. Quando si avvicina, allontanati dal bordo della strada. Quando scendi dal bus, non correre per attraversare la strada, visto che l’autobus copre la visuale agli automobilisti!
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© Touring Club Svizzero 2020 – www.tcs.ch - sro@tcs.ch
Dal canto Suo parteggia spesso per il bambino che è stato. Se lo ricorda il Suo cammino di scuola?
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Il 17° albo di Titeuf uscirà nel 2021; conterrà qualche striscia che riprende la tematica della prevenzione elaborata per il TCS?
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Se devi farti accompagnare a scuola in auto, scendi dall’auto un po’ più lontano dall’entrata, per non aumentare il rischio di incidenti davanti alla scuola.
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AMPIA DIFFUSIONE Già nella fase concettuale la nostra attenzione si è focalizzata sul ragazzino con la testa a uovo. «Titeuf va a scuola, vive avventure con i suoi amici. Zep era quindi il partner ideale per illustrare con una strizzata d’occhio i messaggi prevenzionali ai bambini», spiega Christophe Nydegger, responsabile Sicurezza stradale TCS. Il poster, che ha una tiratura di 20mila copie, è distribuito nelle scuole primarie e usato
Assicurati di essere puntuale per non dover correre quando arriva l’autobus. Quando si avvicina, allontanati dal bordo della strada. Quando scendi, non correre per attraversare la strada, visto che l’autobus copre la visuale agli automobilisti!
nell’ambito Touring dell’educazione stradale agli allievi dai 7 agli 11 anni. «Gli agenti di polizia preposti a questo compito, come pure gli insegnanti e le associazioni di genitori svolgono un ruolo essenziale nella prevenzione. Possono ordinare questo sussidio divertente quanto istruttivo tramite lo shop del nostro sito tcs.ch», conclude Christophe Nydegger.
Se devi farti accompagnare a scuola in auto, scendi dall’auto un po’ più lontano dall’entrata, per non aumentare il rischio di incidenti davanti alla scuola.
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MOBILITÀ
Gottardo Bike Strade separate garantiscono una maggiore sicurezza ai ciclisti.
Vie ciclabili sicure attraverso la Svizzera Nel frattempo il Consiglio federale ha posto le basi giuridiche per l’attuazione del nuovo articolo costituzionale che lascia ai Cantoni la competenza per la realizzazione di ciclovie. In futuro, però, essi avranno l’obbligo di prevedere percorsi ciclistici su base vincolante e di garantirne una rete coerente e sicura. Si è appena conclusa la procedura di consultazione sulla norma che sarà integrata nell’articolo costituzionale.
ziali e luoghi di lavoro, scuole ed altri edifici pubblici nonché commerci e strutture per il tempo libero. Data la crescente diffusione di biciclette elettriche si auspicano inoltre opportuni raccordi fra le zone d’insediamento. In quest’ottica il Consiglio federale promuove itinerari di qualità e di lunga percorrenza che consentano ai ciclisti di circolare sicuri e spediti, ovvero in modo continuo senza doversi fermare, ove possibile. Eventuali percorsi ciclabili soppressi dovranno in ogni caso essere sostituiti.
Responsabilità dei Cantoni
Ruolo della Confederazione
Secondo questo progetto, la creazione di vie ciclabili deve essere di competenza dei Cantoni. In futuro questi saranno obbligati a pianificare ciclovie in modo vincolante. La nuova legge pre-
Mentre i Cantoni saranno quindi responsabili della pianificazione, attuazione e manutenzione, la Confederazione potrà sostenerli fornendo loro informazioni tecniche, consulenza, geo-
TESTO DINO NODARI
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l boom delle due ruote continua: nel 2019 sono state vendute in Svizzera ben 230 000 biciclette e 133 000 e-bike. Ciò corrisponde ad un aumento di un buon cinque percento rispetto all’anno precedente, aumento che per le bici elettriche è stato di quasi il 20 percento. Circa due terzi delle economie domestiche possiedono almeno una bici, tradizionale o a batteria. Non c’è da stupirsi, quindi, che nel 2018 l’elettorato abbia accettato con il 73,6% il decreto federale teso a valorizzare le vie ciclabili. Il Touring Club Svizzero si è notevolmente impegnato per l’emendamento costituzionale teso a migliorare la convivenza fra auto, trasporti pubblici, mobilità pedonale e ciclistica.
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KEYSTONE
In futuro saranno i Cantoni che dovranno pianificare in modo vede inoltre che i Cantoni realizzino itinerari ciclabili, diretti e sicuri – in vincolante ciclovie e realizzare reti ciclabili coese e sicure sul territorio. Importante per lo sviluppo della mobilità multimodale. particolare per collegare aree residen-
IL CONSULENTE dati e supporto in fase di sperimentazione. Berna ha la facoltà di costruire a sua volta vie ciclabili nelle aree di sua competenza, ad esempio presso svincoli autostradali o su strade nazionali a traffico misto. Si ricorda, a titolo d’esempio, il tracciato nelle Gole della Schöllenen realizzato nel quadro di lavori lungo la strada del passo del San Gottardo tra Göschenen e Andermatt (UR). La Confederazione potrà, a determinate condizioni, mettere a disposizione terreni per infrastrutture ciclistiche e potenziare la rete di percorsi ciclabili nazionali.
Legge a sé stante Il disegno di legge sulle vie ciclabili si appoggia alla Legge federale sui percorsi pedonali e i sentieri. Tuttavia, non ne costituirà un’integrazione: da un lato per l’importanza della bicicletta e le specificità dell’infrastruttura che si distingue nettamente da quella per i pedoni e dall’altro perché sarebbe inopportuno rendere più complessa una legge già consolidata nella prassi, come ribadito dal Consiglio federale.
Posizione del TCS Il TCS, forte della sua grande esperienza in materia di sicurezza stradale, ha partecipato alla consultazione concernente la legge federale sulle vie ciclabili. «Il maggiore club della mobilità in Svizzera è favorevole alla normativa ad hoc che regola i bisogni e gli aspetti specifici della mobilità ciclistica. Il TCS è consapevole dell’importanza assunta dalla bicicletta negli spostamenti quotidiani, sia nel traffico pendolare e per motivi di svago, sia nella prospettiva di sviluppare una mobilità multimodale», dichiara Peter Goetschi, presidente centrale del TCS. Riguardo alla nuova legge, il club difende una separazione generale dei flussi di traffico, con quello lento da un lato e quello motorizzato e pubblico che si svolge su assi molto transitati dall’altro; ricorda che: «La differenza di velocità tra biciclette e automobili, in genere superiore ai 10 km/h, rappresenta un grosso rischio». Sarebbe d’altronde imperativo mantenere una netta gerarchia della rete stradale, soprattutto in ambito cittadino: «Le principali arterie non devono essere declassate a forza di interventi di moderazione del traffico, provvedimenti urbanistici oppure riduzioni dei limiti di velocità» sostiene chiaramente Peter Goetschi. •
Le insidie dei sistemi di assistenza alla guida Le moderne tecnologie di bordo quali frenata d’emergenza automatica, rilevatore di stanchezza e simili aumentano sicurezza e comfort di guida. Attenzione però a non sottovalutarne i rischi. TESTO URS-PETER INDERBITZIN
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e nostre strade sono sempre più trafficate tanto che il minimo errore e anche una piccola distrazione possono avere conseguenze disastrose. Con l’intensificarsi della circolazione, gli automobilisti hanno imparato ad apprezzare i sistemi avanzati di assistenza alla guida (in breve ADAS), che aiutano ad affrontare situazioni vieppiù complesse. Per quanto sofisticati non sono però privi d’insidie. Il conducente può ad esempio far fatica ad elaborare mentalmente i tanti dati che l’elettronica di bordo gli fornisce di continuo oppure essere indotto a fidarsene alla cieca e non intervenire nel momento critico. Invece, massima concentrazione al volante e attenzione alla circolazione sono sempre di rigore.
È responsabile chi guida
guard» e frenata automatica ci si deve avvicinare al veicolo che precede più di quanto ammesso dal codice.
Sistema inattivo Anche viaggiare con un dispositivo di assistenza spento può costituire un grosso pericolo, come ha dovuto sperimentare il conducente di una BMW M6. Egli guidava con il controllo elettronico della stabilità («Dynamic Stability Control») disattivato, oppure – circostanza attenuante riconosciuta a suo favore dalla corte – in modalità di corsa MDM («M Dynamic Mode» inserito). All’entrata in autostrada andava già a 130 km orari; mentre s’immetteva dalla corsia d’accelerazione premeva a fondo il pedale del gas, tamponando di sbieco una VW Sharan che procedeva sulla normale corsia di marcia. Sotto l’impatto, questa si rovesciava, continuando a slittare sul tetto per un centinaio di metri. Il Tribunale federale lo ha condannato (sentenza 6B_405/2020) ad una pena detentiva di 15 mesi sospesa condizionalmente. Il conducente inesperto – egli aveva infatti preso in leasing il bolide appena tre settimane prima – pretendeva di aver sbandato e perso il controllo dell’auto nel tentativo di evitare un veicolo nero con spoiler che si era trovato davanti. L’argomento non ha convinto i giudici, che hanno respinto il suo ricorso. •
Chi fa uso di mezzi tecnici di aiuto alla guida quali il mantenimento di corsia o il regolatore di velocità adattivo deve essere in grado di utilizzarli correttamente. In caso di condizioni ambientali, quali ad esempio strada innevata, tali da comprometterne l’efficacia, il conducente deve adattare la sua guida così da padroneggiare costantemente il veicolo, anche in caso di guasto al sistema. È questo il tenore della sentenza del Tribunale federale (1C_95/2014) che risale a sei anni fa. Vale a dire che in caso di incidente, la responsabilità è, e rimane, del conducente. Non si possono incolpare i dispositivi tecnici neppure della mancata osservanza della distanza di sicurezza in autostrada come URS-PETER stabilito dalla sentenza INDERBITZIN 6B_1072/2017. Neanche se l’auto è dotata di cruise conconsulente giuridico trol adattivo con «braking
ottobre 2020 | touring
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Terminale di trasbordo Dietikon: dalla gomma al ferro e viceversa Il terminale di trasbordo FFS Cargo si trova a Dietikon (ZH). Qui ogni giorno grandi quantità di merci, alimentari, beni di consumo, materiale da costruzione e quant’altro, vengono trasferite dalla rotaia alla strada e viceversa. Abbiamo fatto un sopralluogo per vedere come funziona il trasporto combinato. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER
L
e manovre si svolgono essenzialmente su quattro fasci di binari lunghi fra i 100 e i 180 metri. Sono appena passate le dieci quando vediamo un solitario reach-stacker, un carrello elevatore che assomiglia ad un mostruoso robot uscito da un film di fantascienza, collocare un container su un carro ferroviario. È pieno di barili e bottiglie di birra vuoti che tornano al deposito della fabbrica. Per trasportarli su strada sarebbero necessari quattro camion. Poi l’operatore muove il braccio telescopico dell’impilatore su un contenitore silo e lo piazza nell’ultimo spazio libero su un treno merci in sosta sul binario.
Si comincia presto Le apparenze ingannano. Ciò che sembra un modesto impianto intermodale è il maggiore dei dieci terminali FFS Cargo per il traffico combinato domestico. Numerosi prodotti che ritroviamo nel commercio al dettaglio o che ordiniamo online passano per Dietikon. Da lunedì a venerdì si inizia alle cinque di mattina, quando termina il divieto di transito notturno vigente per i veicoli pesanti. Sembra di essere in un formicaio, è un andirivieni incessante di camion che caricano o scaricano semirimorchi, container marittimi, casse mobili, che ritirano o depositano la loro merce. Ogni giorno, un totale di cinque convogli ferroviari, che pos32 touring | ottobre 2020
sono comprendere fino a 20 carri, fanno la spola tra Lugano, Cadenazzo, Stabio, Renens e Oensingen e lo snodo sul fiume Limmat. Ci vogliono cinque minuti per movimentare un container dal camion sul treno e viceversa. Verso le otto torna un po’ di calma. Dalle tre del pomeriggio si tocca il secondo picco e si continua a forte ritmo fino a sera. Quattro addetti – due al check-in e due alle operazioni di carico-scarico degli autocarri e camion – gestiscono un’enorme mole di lavoro: nel 2019 a Dietikon sono state trasbordate 27 627 unità di carico, equivalenti a 47 882 TEU (contenitori ISO di 20 piedi). Le aziende di spedizione prenotano pianali sui treni merci tramite una piat-
taforma simile a quella di booking.com. Scelgono fra 150 punti di servizio ed inseriscono le stazioni di partenza e destinazione desiderate nonché le modalità del trasporto. Per le merci sensibili al fattore tempo quali i prodotti congelati i clienti possono usufruire della rete express, opzione che consente di spedire le merci la sera tardi affinché giungano a destinazione già nelle prime ore del giorno successivo.
mentari, materiale da costruzione, articoli elettronici), il trasporto combinato offre molteplici vantaggi. Da un lato permette di evitare ritardi e il traffico spesso congestionato sui grandi assi stradali, vantaggio apprezzato da autisti, operatori logistici e manager in quanto si possono rispettare meglio
Ma indipendentemente dal tipo di merce (aliReach-stacker Indispensabili per la movimentazione di container.
MOBILITÀ i tempi di consegna concordati. Inoltre le merci viaggiano pure negli orari in cui i camion sono fermi a causa del divieto di circolazione notturna. E dall’altra, le imprese che ricorrono al trasporto su rotaia possono poi farsi rimborsare una parte della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni
(TTPCP) per i chilometri percorsi dal e al terminal. Infine, ma certo non meno importante, il trasporto ferroviario rappresenta una soluzione nettamente più ecosostenibile considerate le minori emissioni di CO2.
Non solo frutta A Dietikon, ogni giorno vengono trasferiti innumerevoli carichi da un mezzo di trasporto all’altro, pallet di acqua minerale, scatolame, surgelati come bastoncini di pesce,
elettrodomestici, ma anche forniture di legno, gesso, calcestruzzo, sabbia di quarzo o sale antigelo ecc. «La maggior parte dei prodotti freschi distribuiti in Svizzera viene trasbordata qui a Dietikon, sette giorni alla settimana», afferma il responsabile Marco Hagmann. In termini quantitativi, l’ortofrutticolo rappresenta la principale categoria di merci movimentate. «Durante la crisi del coronavirus, il non food è diminuito drasticamente, per contro sono aumentati i lotti di frutta e verdura dal Ticino al nord della Svizzera», spiega Hagmann. Le merci pericolose arrivano in speciali container certificati ISO su camion o treni cargo. I conducenti di veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose
Fresca Frutta e verdura di stagione – attualmente pesche – vengono trasbordate in grandi quantità.
(ADR) devono aver assolto un particolare addestramento; pure la squadra di Dietikon viene regolarmente istruita. I carichi devono essere muniti di targa che indichi la classe di pericolo delle merci trasportate, ad esempio in caso di sostanze chimiche infiammabili. Per le emergenze, lungo i binari è collocata un’enorme vasca di raccolta con rivestimento antincendio. Se la targa ADR non è in piena regola, la merce può essere rifiutata già al check-in. Per le operazioni di smistamento, i treni merci in arrivo, talora lunghi fino a 400 metri, vengono scomposti e i carri ricomposti per i convogli in partenza. Gli attuali binari sono ormai troppo corti ed insufficienti per smaltire l’inarrestabile crescita dei volumi. Un nuovo hub di trasbordo FFS Cargo dovrebbe essere inaugurato fra quattro anni, sempre a Dietikon. •
Bastano 5 minuti per trasbordare un container.
Nel 2019 sono passate per Dietikon 27 627 unità di carico.
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MOBILITÀ
AlpTransit è compiuta
Con la galleria del Ceneri il Ticino vive un salto quantico.
Con l’apertura della galleria di base del Ceneri l’opera del secolo è realizzata. TESTO DOMINIC GRAF
F ALD
ulcro dell’infrastruttura ferroviaria sul corridoio europeo tra Rotterdam e Genova, la NFTA potenzia l’intermodalità spostando le merci dalla strada alla rotaia, e migliora la protezione delle Alpi. Con l’apertura della galleria di base del Ceneri lo scorso 4 settembre la nuova ferro-
via transalpina è ora ufficialmente completata. In occasione della cerimonia d’inaugurazione, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha ringraziato il popolo del coraggioso sì espresso alle urne nel 1992: «È stato lo spunto per una politica di trasferimento del traffico in-
telligente, della quale ancora oggi possiamo andare fieri». Processo questo non concluso e che continuerà in futuro con ulteriori misure.
Grande città con quartieri importanti La galleria di base del Ceneri riveste un’enorme importanza non solo per il
traffico merci e le tratte a lunga distanza, ma pure per il trasporto passeggeri regionale. Il Ticino otterrà una rete celere che dimezzerà i tempi di percorrenza fra gli agglomerati di Bellinzona e Locarno a nord e Lugano a sud, avvicinandoli. Come ribadito dal presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi, «la galleria del Ceneri cambierà forse anche la nostra identità di Ticinesi. Il Ticino diventerà una grande città con ‘quartieri’ importanti nel Sopra e Sottoceneri». •
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TECNICA
MERCEDES-BENZ GLB 250 4MATIC
La SUV familiare
allrounder Cockpit digitale presente sulla maggioranza delle Mercedes-Benz.
E4 cilindri 2 l turbo benzina, 224 CV W9,0 l/100 km (media del test), etichetta energia F Vautonomia: 667 km kpeso: 1835 kg (modello del test) P8,5 s da 0 a 100 km/h L56 400 fr. Mercedes-Benz prosegue con tenacia la sua occupazione del segmento SUV lanciando la GLB. Il modello familiare dal design pulito unisce comfort, abitacolo modulabile e solide prestazioni. Naturalmente a prezzo d’alta gamma.
Piacere di guida/comfort Abitabilità/Modularità (opzionale) Accelerazioni/Riprese solide Motricità/Attitudine offroad Tecnologia di bordo
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Display head-up elaborato Ambiente luminoso
36 touring | ottobre 2020
I Stabilizzatore di velocità in discesa, prezioso nel fuoristrada.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Mercedes-Benz GLB 250 4Matic: 5 posti; 56 400 fr. (veicolo test: 73 109 fr.) Gamma: dalla 180d, 116 CV (45 500 fr.) alla AMG 35 4Matic, 306 CV (71 400 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (1010 fr.), pack assistenza (2033 fr.), sedili scorrevoli (485 fr.), 3a fila di sedili (1010 fr.), display head-up (1333 fr.) Garanzia: 3 anni/100 000 km di fabbrica, 30 anni di assistenza + garanzia anticorrosione (se fatta manutenzione) Importatore: Mercedes-Benz Schweiz AG, 8952 Schlieren, mercedes-benz.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri, 2 l turbo benzina, 224 CV, 350 Nm a 1800 giri/min; cambio a 8 rapporti a doppia frizione, 4×4. Peso: 1835 kg (veicolo del test), totale ammissibile 2205 kg, carico rimorchiabile 2000 kg
SUV classica Carrozzeria senza fronzoli e tetto rialzato per un’abitabilità massima. 75%
Prezzo e politica degli optional 166 cm
Design SUV senza accenti Consumo medio Comportamento placido Frenate del mantenimento corsia Allerta di parcheggio troppo sensibile Maniglia del fondo bagagliaio fragile
passo 283 cm lunghezza 465 cm larghezza 185 cm bagagliaio: 570–1805 litri pneumatici: 235/50R19, min. 215/65R17
l suo stile possente e scevro di fronzoli non lascia dubbi: la Mercedes Benz GLB è una SUV che privilegia gli aspetti pratici. Il passo allungato di 10 cm rispetto alla monovolume Classe B e il tetto rialzato liberano spazi generosi per il divano. Certamente il suo aspetto non è dei più eccitanti, ma nessuno se ne rammaricherà. Tanto meno gli occupanti dietro, che godono di molto agio per la testa e ampi finestrini, contrariamente agli abitacoli spesso striminziti risultanti dai canoni attuali del design. Appena più corta della maggiore GLC, l’inedita GLB fabbricata… in Messico è dotata in opzione di un divano scorrevole su 14 cm e può anche accogliere una terza fila di sedili. Come le sue pari, questa SUV pesca abbondantemente nella banca degli organi Mercedes. Si ritrova perciò il pannello digitale che riunisce la strumentazione. Questo elemento innovativo è munito di pulsanti rapidi. Un compromesso giudizioso che ammorbidisce gli eccessi della digitalizzazione. Altrettanto spoglio della carrozzeria, l’allestimento interno è anch’esso molto SUV. È valorizzato da inserti in alu e carbonio, mentre l’atmosfera luminosa (64 colori a scelta) aggiunge un tocco accogliente. Senza esser molto voluminoso, il bagagliaio beneficia del pavimento regolabile a due livelli.
SUV a uso multiplo La GLB è orientata al comfort. Se ne apprezzano la sospensione preventiva e l’insonorizzazione curata in autostrada. Queste predisposizioni si pagano con una leggera tendenza al rollìo in curva e un comportamento rilassato, sebbene non troppo frustrante per il dinamismo. Questo tanto più che il 2 l turbo spinto a 224 CV esprime due volti: dolce e con tanta coppia nella guida fluida, esso esprime una bella tonicità ad andatura più sostenuta, emettendo persino qualche suggestivo suono metallico. In più, questa integrale che normalmente viaggia a trazione anteriore, in modalità Sport trasferisce il 30% della coppia sull’asse posteriore. Quanto basta per stabilizzare la traiettoria e contenere l’effetto della coppia. Il pacchetto Offroad di questa versione 4Matic permette di affrontare senza problemi percorsi accidentati. Con un supplemento, inoltre, la GLB offre diversi optional tra cui un display head-up a colori molto informativo. Ben fatto, ma non a buon mercato. • ottobre 2020 | touring
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→
TECNICA
TCS MoBe: Elia Limarzo
DINAMICA DI COMPORTAMENTO
COSTI DEI SERVIZI
Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 120 km/h:
Servizi gratuiti 10 anni/100 000 km. Poi: (km/mese) ore mano d’opera (fr.) 1 25 000/12 1,3 388.– 50 000/24 1,7 446.– Manutenzione per 300 000 km: 25 000 km/anno 27 8199.–
8,5 s 6,3 s 5,7 s 11,7 m 37,6 m
1
60 dBA 68 dBA
incl. materiale
COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km
fr./mese fissi variabili 25 000 75 762.– 764.– 50 000 56 762.– 1528.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS) TCS ASSICURAZIONE AUTO premio annuo2:
991 fr.
2 esempio di offerta per un socio TCS 36enne, domiciliato a Berna, responsabilità civile e casco totale, chilometraggio annuo 10 000 km, garage coperto, premio annuo senza spese.
CONSUMO AL BANCO DI PROVA Sedili modulabili e scorrevoli su 14 cm.
ciclo fabbrica NEDC fabbrica WLTP Emissioni di CO2 (WLTP): Media svizzera di CO2 Etichetta energia (A–G):
misto 7,4 8,9 202 g/km 174 g/km F
CONSUMO DEL TEST 9,0 l/100 km serbatoio:
autonomia 667 km 60 litri il video del test
Fondo rimovibile e spazio del vano regolabile. Poppa molto SUV La forma quadrata va a beneficio dell’abitabilità posteriore.
tcs.ch/ portale-video
Mercedes GLB 250: dettaglio CARROZZERIA Dall’alto dei suoi 4,65 m, la GLB è una vera SUV familiare. Il divano scorrevole (opzionale) permette di modulare lo spazio per le gambe e la capacità del bagagliaio. Di forma cubica, quest’ultimo presenta un vano di carico piatto quando il fondo è nella posizione elevata. Portellone elettrico abbastanza veloce. ABITACOLO La presentazione interna è semplice e spoglia. Solide le rifiniture e materiali di buona qualità, ad eccezione delle plastiche dure delle parti inferiori. I comandi del pannello digitale di casa sono intuitivi (tasti diretti, schermo tattile e comando vocale intelligente). La strumentazione è personalizzabile all’infinito. COMFORT A parte una punta di rigidezza a velocità ridotta, il telaio adattivo fornisce una buona dose di comfort e la rumorosità è contenuta; apprezzabili nei lunghi viaggi. Sedili del divano, relativamente rigidi. PREZZO-PRESTAZIONI Le tariffe sono quelle delle SUV d’alta gamma. La dotazione di base include il cockpit digitale, la telecamera di retromarcia e il fondo del bagagliaio amovibile ecc. Il divano scorrevole, il portellone elettrico e la climatizzazione a due zone appaiono sui modelli superiori. Equipaggiamento decente con i pacchetti Premium (a partire da 4300 fr.). Manutenzione costosa una volta esauriti i termini dei servizi gratuiti (10 anni/100 000 km). COMPORTAMENTO Più orientato al comfort che alla sportività, il telaio incita alla guida fluida. Una SUV mediamente agile ma non goffa. Lo sterzo preciso e l’eccellente motricità offerta dalla trazione integrale garantiscono infatti dinamismo. MOTORE E TRASMISSIONE Il 2 l e il cambio a 8 rapporti con doppia frizione agiscono in buona armonia. Molto morbido, questo motore turbo da 224 CV fornisce accelerazioni solide e dimostra carattere nella guida energica. CONSUMO La media misurata di 9,0 l/100 km è molto vicina al dato WLTP di fabbrica. Un appetito piuttosto elevato per una SUV che viaggia per la maggior parte del tempo in modalità 4×2. SICUREZZA Sistemi utili a parte alcune frenate intempestive del sistema di mantenimento della corsia. Il pacchetto Assistenti (2033 fr.) fornisce la maggior parte dei sistemi di assistenza alla guida.
38 touring | ottobre 2020
CREDITS: foto scattate in un’accogliente cava di ghiaia in Romandia. Con sentiti ringraziamenti al simpatico personale.
CHECK-UP TCS
Prestazioni all’avanguardia
www.vredestein.ch
Quadro lodevole Benché non brillante, il risultato complessivo del nostro test sulle gomme invernali è di tutto rispetto. Gran parte dei 29 candidati ottiene il voto almeno «consigliato». Tocca ora ad ognuno trovare le gomme che gli si confanno al meglio. REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN | FOTO ADAC/WOLFGANG GRUBE | TEST RETO BLÄTTLER
N
el complesso i prodotti vagliati nell’ambito del tradizionale test pneumatici del TCS forniscono risultati rispettabili, benché nessuno arrivi all’eccellenza. Nella dimensione 205/55 R16, 5 dei 16 modelli esaminati ottengono un «molto consigliato», 7 un «consigliato». Soltanto un prodotto deve accontentarsi del voto «consigliato con riserva», mentre 2 chiudono con un «non consigliato». Nel campione 235/55 R17 un solo pneumatico è «molto consigliato», 11 si meritano il voto «consigliato», mentre il peggiore è «consigliato con riserva».
Nella penombra La Lapponia ha offerto condizioni impietose, ma ideali per mettere alla prova le qualità dei pneumatici concepiti per l’inverno.
40 touring | ottobre 2020
Dimensione 205/55 R16 Sono le gomme più usate sui veicoli di categoria medio-bassa, e vengono montate da compatte quali Ford C-Max, Renault Mégane e VW Golf. I cinque modelli «molto consigliati» sfoderano prestazioni omogenee. Il Bridgestone convince soprattutto sul bagnato, risultando per contro il meno longevo. I 7 prodotti «consigliati» sono accomunati da leggere debolezze sull’asciutto che si manifestano perlopiù sulle ruote posteriori. In curva sono necessarie frequenti correzioni della traiettoria per contrastare la tendenza al sovrasterzo sul re-
trotreno. Il problema è particolarmente evidente sul Semperit, «consigliato con riserva», ma che si comporta bene sul bagnato e sulla neve. L’unico rigommato testato, il King Meiler, si busca un «non consigliato» perché impiega ben 12,4 metri più del Bridgestone nelle prove di frenata sul bagnato effettuate a 80 km/h. Viceversa resiste meglio di quest’ultimo all’usura, e percorre 45 000 km, ovvero 16 000 km più del Bridgestone. Lo stesso discorso vale per il Tristar, che risulta scarso su fondo bagnato e subisce l’effetto aquaplaning a 68 km/h allorché il Bridgestone inizia a galleggiare soltanto a 85 km orari.
Dimensione 235/55 R17 Questa misura è destinata a SUV familiari (Audi Q3, Ford Kuga ecc.) e furgoni quali il VW Transporter. Il Michelin è l’unico ad aver performato bene in tutte le discipline rilevanti, ricevendo un
TECNICA
«molto consigliato». Il drappello degli 11 pneumatici «consigliati» si suddivide in tre gruppi: nel primo abbiamo il Goodyear e Kleber che se la cavano entrambi bene sul bagnato e su neve, ma accusano debolezze sull’asciutto. Idem il Bridgestone, che eccelle sul bagnato. Nel secondo gruppo ecco il Dunlop e il Vredestein che fanno bella figura sull’asciutto e bagnato però cedono su neve e ghiaccio. I sei modelli del terzo gruppo mostrano debolezze in diversi criteri, ora sull’asciutto, ora sul bagnato o sulla neve. Indipendentemente dalla carreggiata, il divario negli spazi di frenata non supera comunque i 6,6 metri. Il Semperit «consigliato con riserva» va in aquaplaning a 74 km/h contro gli 82 km/h del miglior concorrente. In compenso dura ben 57 900 km. In questa dimensione è particolarmente importante scegliere pneumatici adatti a specifici impieghi. ◆
Balletto ritmato La Ford Kuga è stata fortemente sollecitata per testare le gomme 235/55 R17.
ALCUNI CONSIGLI il video del test 205
il video del test 235
tcs.ch/portale-video
All’acquisto di pneumatici nuovi, il TCS raccomanda di optare per prodotti che abbiano raggiunto almeno il voto «consigliato» nelle principali discipline esaminate. A seconda dell’uso previsto, talora possono entrare in linea di conto anche marche meno quotate e brand secondari. Si dovrà comunque far attenzione che tutti e quattro i pneumatici abbiano la stessa data di produzione affinché garantiscano qualità tecniche identiche. Frutto di 47 anni d’esperienza, il test del TCS pone l’accento sulla sicurezza (comportamento su asciutto, bagnato e a velocità di punta), senza peraltro trascurare aspetti ecologici oltre che economici.
Confrontare vale la pena! Di seguito i risultati dettagliati del test che evidenziano pregi e difetti di ogni modello permettendo di individuare quello che meglio soddisfa le proprie esigenze. →
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Test TCS: pneumatici invernali 205/55 R16 91H Marca Tipo Etichetta europea1 Fondo asciutto Fondo bagnato Neve Ghiaccio Comfort/rumore Consumo2 Usura Alta velocità Voto globale Valutazione TCS3 Vantaggi Inconvenienti
Bridgestone Blizzak LM005
Michelin Alpin 6
Dunlop Winter Sport 5
Hankook i*cept RS2
C/A/71 68% 84%4 68% 66% 52% 70% 60%5 superata 70%
C/B/69 60% 70% 68% 66% 58% 68% 80% superata 68%
C/B/69 60% 64% 70% 64% 50% 74% 80% superata 66%
E/B/72 60% 70% 68% 62% 46% 72% 70% superata 66%
★★★★☆
★★★★☆
Pneumatico molto equilibrato; miglior voto su bagnato; buono su asciutto e per consumo di carburante, su neve e ghiaccio Resa chilometrica più bassa
★★★★☆
Pneumatico molto equilibrato; ottimo per usura; buono su asciutto e bagnato nonché su neve e ghiaccio
Pneumatico molto equilibrato; miglior voto per consumo di carburante; ottimo per usura; buono su neve e ghiaccio
Maxxis Premitra Snow WP6 E/B/70 70% 64% 60% 64% 60% 66% 60% superata 62%
★★★★☆
Pneumatico molto equilibrato; buono su asciutto e bagnato nonché su neve, ghiaccio e per consumo di carburante e usura
Falken Eurowinter HS01 E/B/70 52% 64% 56% 62% 50% 62% 70% superata 52%
Continental WinterContact TS860 C/B/72 50% 74% 70% 66% 60% 66% 60% superata 50%
★★★★☆
★★★☆☆
★★★☆☆
Pneumatico molto equilibrato; miglior voto su asciutto e per rumore; buono su neve e ghiaccio Resa chilometrica più bassa
Buono su bagnato e ghiaccio nonché per usura Lievi debolezze su neve; maggior consumo di carburante; lievi debolezze su asciutto6
Miglior voto per rumore; buono su bagnato, neve e ghiaccio nonché per consumo di carburante Resa chilometrica più bassa; lievi debolezze su asciutto6
Vredestein Wintrac Pro
Nokian WR Snowproof 7
Bridgestone Blizzak LM005
C/B/72 66% 64% 54% 62% 46% 68% 70% superata 54%
C/B/69 60% 52% 60% 56% 56% 68% 70% superata 52%
B/A/72 50% 80% 66% 62% 50% 74% 70% superata 50%
Pneumatici invernali 235/55 R17 103V Marca Tipo Etichetta europea 1 Fondo asciutto Fondo bagnato Neve Ghiaccio Comfort/rumore Consumo2 Usura Alta velocità Voto globale Valutazione TCS3 Vantaggi Inconvenienti
Michelin Pilot Alpin 5
ESA+TECAR SUPERGRIP PRO C/C/72 56% 58% 66% 64% 40%5 64% 94% superata 56%
C/B/68 72%4 64% 74% 62% 50% 68% 80% superata 68% ★★★★☆
Pneumatico molto equilibrato; miglior voto su asciutto e neve; ottimo per usura
Scala di valutazione e raccomandazione TCS Asciutto, bagnato, neve, ghiaccio, comfort/rumore, consumo di carburante, usura
Raccomandazione TCS
42 touring | ottobre 2020
Dunlop Winter Sport 5 SUV C/B/69 66% 60% 54% 60% 44% 66% 80% superata 54%
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
Miglior voto su ghiaccio e per usura; buono su neve Lievi debolezze su bagnato; pneumatico più rumoroso; maggior consumo di carburante; lievi debolezze su asciutto 6
Miglior voto per consumo di carburante; ottimo per usura; buono su bagnato, neve e ghiaccio Lievi debolezze su asciutto6
Ottimo per usura; buono su asciutto e bagnato nonché su ghiaccio e per consumo di carburante Lievi debolezze su neve6
Buono su asciutto e bagnato nonché su ghiaccio, per consumo di carburante e usura Lievi debolezze su neve6
★★★★★
★★★★☆
★★★☆☆
★★☆☆☆
★☆☆☆☆
80%
60%
40%
20%
0%
superata con riserva
non superata
Prova alta velocità Voto globale
Goodyear UltraGrip Performance + C/C/71 56% 66% 64% 62% 52% 74% 80% superata 56%
superata
★★★☆☆
Buono su asciutto e neve nonché per consumo di carburante e usura Lievi debolezze su ghiaccio e bagnato6
80%
60%
40%
20%
0%
eccellente
molto consigliato
consigliato
consigliato con riserva
non consigliato
★★★☆☆
Miglior voto su bagnato e per consumo di carburante; buono su neve e ghiaccio nonché per usura Lievi debolezze su asciutto6
TECNICA
Goodyear UltraGrip 9+
Sava Eskimo HP2
C/B/71 50% 70% 74% 60% 54% 72% 60% superata 50%
C/C/71 48% 48% 60% 64% 50% 72% 70% superata 48%
Toyo Observe S 944 E/B/69 46% 60% 64% 68% 60% 72% 60% superata 46%
Pirelli Cinturato Winter E/B/66 44% 66% 74% 66% 60% 66% 60% superata 44%
Giti GitiWinter W1 E/B/70 42% 44% 70% 64% 50% 68% 70% superata 42%
C/B/72 36% 68% 72% 62% 60% 70% 60% superata 36%
King Meiler Winter Tact WT817 C/B/71 36% 2% 52% 60% 42% 68% 90% superata 2%
Tristar Snowpower HP C/C/70 66% 0% 24% 60% 52% 70% 60% superata 0%
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★☆☆☆
★☆☆☆☆
★☆☆☆☆
Miglior voto su neve; buono su bagnato e per consumo di carburante Resa chilometrica più bassa; lievi debolezze su asciutto6
Buono su neve, ghiaccio e per consumo di carburante; ottimo per usura Lievi debolezze su bagnato e asciutto6
Miglior voto su ghiaccio e per rumore; buono su bagnato, neve e per consumo di carburante Resa chilometrica più bassa; lievi debolezze su asciutto6
Miglior voto su neve e per rumore; buono su bagnato e per consumo di carburante Resa chilometrica più bassa; lievi debolezze su asciutto6
Buono su neve e ghiaccio nonché per consumo di carburante e usura Lievi debolezze su bagnato e su asciutto6
Miglior voto per rumore; buono su bagnato, neve e ghiaccio nonché per consumo di carburante Resa chilometrica più bassa; debolezze su asciutto6
Miglior voto per usura; buono per consumo di carburante Debolezze su asciutto; pneumatico più rumoroso; debole su bagnato6
Buono su asciutto e per consumo di carburante Resa chilometrica più bassa; debolezze su neve; debole su bagnato6
Kleber Krisalp HP3
Pirelli Winter Sottozero 3 C/B/72 50% 64% 58% 56% 42% 64% 60% superata 50%
Cooper Discoverer Winter C/C/69 48% 48% 66% 62% 50% 72% 60% superata 48%
Fulda Kristall Control SUV C/C/70 48% 48% 58% 62% 58% 70% 70% superata 48%
Continental WinterContact TS 850 P C/C/72 42% 72% 56% 60% 48% 68% 80% superata 42%
Semperit Speed-Grip 3 SUV E/C/72 32% 56% 58% 64% 48% 72% 94% superata 32%
C/B/69 50% 62% 70% 62% 52% 70% 60% superata 50%
★★★☆☆
Semperit Speed-Grip 3
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
Buono su bagnato, neve e ghiaccio nonché per consumo di carburante Resa chilometrica più bassa; lievi debolezze su asciutto6
Buono su bagnato Resa chilometrica più bassa; consumo di carburante elevato; lievi debolezze su neve, ghiaccio e asciutto6
Buono su neve, ghiaccio e per consumo di carburante Resa chilometrica più bassa; lievi debolezze su asciutto e bagnato6
Miglior voto per rumore; buono su ghiaccio, per consumo di carburante e usura Lievi debolezze su neve, asciutto e bagnato6
Ottimo per usura; buono su bagnato, ghiaccio e per consumo di carburante Lievi debolezze su neve e asciutto6
1
2
lettera 1: voto nel consumo (A–G); lettera 2: voto nella frenata su bagnato (A–G); cifra: rumore esterno in decibel (dB)
6
porta al declassamento
7
modificato da DOT 0120
La resistenza al rotolamento influisce sul consumo di carburante.
Il Kumho WinterCraft WP51 è stato tolto dalla tabella della dimensione 205/55 R16 in quanto la produzione attuale ha subito modifiche che hanno cambiato le caratteristiche del prodotto in maniera sensibile. Non è quindi possibile fornire un giudizio affidabile sul prodotto.
3
vedi scala di valutazione
4
miglior voto in questo criterio (carattere in neretto)
5
peggior voto in questo criterio (carattere in rosso e in grassetto)
★★☆☆☆
Miglior voto su ghiaccio e per usura; buono per consumo di carburante Lievi debolezze su bagnato e neve: debolezze su asciutto6
GUIDA «PNEUMATICI INVERNALI 2020» Come di consueto l’opuscolo «Pneumatici invernali 2020» pubblicato dal TCS è ottenibile in forma cartacea ed elettronica. Contiene, oltre all’attuale test, i risultati delle ultime prove su pneumatici all season, nonché tutt’una serie di informazioni e consigli utili in tema di gomme. Potete ordinarne una copia o scaricare il documento sul sito pneumatici.tcs.ch
ottobre 2020 | touring
43
AUDI A3 SPORTBACK 35 TFSI ADVANCED
Un tocco di design in aggiunta Dal 1996 l’Audi A3 figura tra i simboli dell’auto compatta d’alta gamma. La 4a generazione prosegue in questo solco unendo design elaborato, comfort e tecnologia di punta. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
P
ur conservando un’inconfondibile aria familiare, la 4a edizione esibisce un’andatura profondamente dinamica. Finemente cesellata, la carrozzeria presenta contorni netti associati ad una linea delle fiancate concava. Un bel lavoro dei designer messo in risalto da misure in crescita (+3 cm in altezza e in larghezza). L’Audi A3 appare di conseguenza inchiodata a terra. L’allestimento dell’abi-
tacolo nasce sotto la medesima stella. La plancia di bordo dai contorni decisi integra il cockpit digitale, ormai di rigore sui prodotti del gruppo Volkswagen, incorniciati da pannelli nero laccato. Siamo nel meglio dell’alta gamma, salvo per la stonatura offerta da alcune plastiche dure, soprattutto dietro. Sia quel che sia, questa A3 dall’ambiente tecnologico
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La giusta angolazione L’Audi A3 unisce dinamismo e design ricercato. All’insegna delle prese d’aria a 5 settori.
senza eccessi – la strumentavela vivace e reattivo, all’inzione digitale si limita a tre segna delle rapide salite di diversi pannelli – incita a regime. Molto design anmettersi alla guida. Questo a ch’essa, la corta leva del cammaggior ragione per il fatto bio è ergonomica. Il telaio che anche con le ruote da 19" dotato di asse posteriore a il filtraggio delle sospensioni 4 bracci si rivela altrettanto resta preventivo. Ritroviamo gradevole. L’Audi A3 Sportanche l’1,5 l back è dotata della casa con di un comporDesign sportivo elaborato ibridazione tamento agile Comportamento ludico leggera, sostee preciso, che Motore scattante e sobrio nuto cioè da la distingue Ambiente di stile un motorenettamente Tenuta e comfort dei sedili generatore dalla cugina che eroga Golf. Sterzo Prezzo/dotazione avara 12 V. Con quecomunicativo Alcune plastiche indegne ste premesse e frenata inciAffidabilità ACC predittivo le partenze e siva contribule riprese aviscono al piavengono con una bella dose cere di guida, e ciò nella di tonicità. Senza eccedere sobrietà promessa dall’ibriin potenza, il 4 cilindri si ridazione leggera.
Tecnologica Oltre alle molto teoriche funzioni di comunicazione tra veicoli (Car-to-X), degno di nota il regolatore adattivo della velocità con assistente predittivo. Un sistema che aiuta a decelerare in prossimità di incroci e rotonde, ma che viene spesso ingannato da un sistema di riconoscimento della segnaletica imperfetto. Unico vero neo, il prezzo finale che si aggira per finire sui 50 000 fr. • Ambiente tecnologico e sobriamente chic.
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TECNICA
POLESTAR 2
Screziatura elettrica Bell’aplomb Spalle muscolose e forme minimaliste. La firma luminosa resta molto Volvo.
FOTO ALD
STORIA RECENTE
N4,61 m; bagagliaio: 405/35 l Esincrono 2×150 kW, 408 CV combinati, 660 Nm; cambio monorapporto, 4×4; 0-100 km/h in 4,7 s; batteria ioni di litio 78 kWh, caricatore di bordo 11 kW; consumo (fabbrica): 19,3 kWh l/100 km; autonomia (WLTP): 470 km
L57 900 fr.
Con la berlina Polestar 2, la marca elettrica affiliata a Volvo si lancia nel segmento delle auto di grande volume. Un anti-Tesla equilibrata. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
P
oche auto rispondono così bene all’accezione della globalizzazione automobilistica come la Polestar 2. Fabbricata in Cina, questa elegante 5 porte elettrica è stata concepita nella sede svedese della marca secondo canoni tecnici e stilistici europei. Questa in sintesi l’origine di un prodotto che vuole essere di concezione europea oltre che fortemente sostenibile. Poche chiacchiere, la Polestar 2 appartiene a quei modelli che promettono di incentivare la mobilità elettrica.
Innanzitutto, la piattaforma multi-vettore di Volvo non ha richiesto concessioni stridenti. La batteria costituita da 2 strati (499 kg) è piazzata in forma di H e di T sotto i sedili e nell’ingombrante tunnel centrale. L’abitabilità non è certo quella di una Tesla 3, ma rimane piuttosto buona, mentre i passeggeri dietro non sono seduti troppo in alto. Inoltre, il ricorso al tetto panoramico in vetro ha
preservato lo spazio per la testa. Stessa costatazione per la capacità del bagagliaio – appena paragonabile a quella di un’auto compatta – portata a 1050 l grazie all’immenso portellone e al sedile ribaltabile. Con queste premesse, la forma della carrozzeria, relativamente rialzata, oscilla tra berlina e crossover. In virtù del DNA scandinavo, la linea esprime una bella prestanza, pur restando minimalista.
Buon compromesso La Polestar 2 si vanta di essere la prima auto interamente connessa al sistema Android. Ci si tranquillizzi, però, perché la strumentazione costituita da uno schermo da 11″ e da un touchscreen degno di un tablet è affiancata anche da alcuni benvenuti pulsanti fisici. Più sconcertante l’avviamento che non richiede accensione: un sensore posto nel sedile rileva quando il conducente è pronto a partire. A quel punto basta azionare il joystick trasparente che co-
manda la trasmissione monorapporto. Altra sorpresa, l’acceleratore funge da pedale del freno virtuale azionando una forte decelerazione appena si alza il piede. Un sistema tuttavia modulabile e disattivabile. Superate queste emozioni, i due motori sincroni posti su ciascun asse esprimono tutta la loro verve elettrica. Senza avere l’effetto catapulta di alcuni modelli elettrici, le riprese e le accelerazioni sono toniche. Un compromesso giudizioso che dovrebbe permettere di avvicinare il raggio d’azione promesso di 470 km. Sia quel che sia, la Polestar 2 ha tutto della confortevole ammiraglia. L’elettronica s’incarica di ripartire la coppia dei due motori e gestir il peso di 2,1 t. Oltre a molteplici dettagli, la parentela con Volvo emerge dalla panoplia di sistemi di assistenza completa. Con la differenza che la Polestar fornisce tutto di serie. Stesso discorso per il sistema che integra una telecamera 360°,
Dedicata inizialmente alla competizione, la Polestar è stata acquistata da Volvo che l’ha promossa marca indipendente nel 2017. È controllata in parti uguali da Volvo e dalla cinese Geely, essa stessa proprietaria del fabbricante svedese. L’acquisto avviene unicamente online. Ma gli interessati possono scoprire le automobili nei due Polestar Space di Ginevra e Zurigo. La manutenzione (intervalli di 2 anni) sarà probabilmente affidata ad alcune agenzie Volvo.
L’imponente portellone facilita l’accesso al bagagliaio.
preziosa vista l’assenza di visibilità dovuta a cofano e posteriore. Ad eccezione del pacchetto Performance che include ammortizzatori regolabili manualmente, gli optional sono pochi. Un bel colpo per una berlina venduta a meno di 60 000 franchi, chiamata a smuovere gli adepti delle auto termiche. E poi gli interni di stile in materiali vegani faranno un po’ dimenticare la fabbricazione delocalizzata in Estremo Oriente. ◆ ottobre 2020 | touring
47
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TECNICA
PEUGEOT 508 SW HYBRID GT LINE
L’eleganza sostenibile N4,78 m; bagagliaio: 530 l E1,6 l 180 CV, elettrica 110 CV, 225 CV totali, 360 Nm; cambio aut. a 8 rap.; da 0 a 100 km/h in 8,2 s; batteria 11,6 kWh; consumo (prova): periurbano 4,0 l + 12 kWh/100 km; autostrada (senza carico): 7,2 l; autonomia elettrica: 38 km
L56 560 fr.
È il turno della break Peugeot 508 SW di convertirsi all’ibridazione plug-in, guadagnando in sobrietà quel che perde nel tocco stradale. TESTO E FOTO MARC-OLIVIER HERREN
C
ome si temeva, la Peugeot 508 fa una carriera discreta, all’insegna del triste destino riservato alle familiari, trascurate a favore delle SUV. Un peccato se consideriamo la linea scultorea della versione SW che rammenta le scattanti shooting-brake. Il modello ibrido ricaricabile che prende posto sulla piattaforma multi-vettore del gruppo PSA si distingue solo per il logo azzurrino sulla carrozzeria. Dentro, si ritrova l’ambiente ricco e caloroso della sua dinastia.
Al pari dei suoi congeneri, anche la 508 Hybrid nasconde bene il suo gioco. Il motore sincrono da 110 CV è unito al cambio automatico, mentre il blocco delle batterie agli ioni di litio è siste-
mato sotto i sedili. Questa trazione anteriore si distingue inoltre per l’adozione di un asse posteriore a bracci multipli. Nonostante una potenza combinata di 225 CV, questa versione non vuol essere sportiva, ma privilegiare il comfort di marcia, così come testimonia l’insonorizzazione curata.
viene armoniosamente, fatta astrazione per i leggeri contraccolpi al cambio a 8 rapporti.
Tutto fuorché avida
Se Peugeot promette un’autonomia elettrica da 52 km, bisogna fare calcolo in realtà con poco meno di 40. Un raggio d’azione decente. Con il caricatore di bordo da 7,4 A batteria Confortevole ammiraglia kW (300 fr.), piena, questa Consumo ridotto la ricarica ad ibrida viaggia Autonomia EV onorevole una colonin modalità Comfort/baule preservato nina pubblica elettrica. Ne avviene in ca. risulta un apContraccolpi al cambio 3 ore. Di serie prezzabile Telaio meno brioso viene però piacere nella Caricatore di bordo 7,4 kW fornito solo guida urbana in opzione, niente cavo AC un cavo con e fluida in aupresa dometostrada. Il stica. L’ibrida si distingue per 4 cilindri 1,6 l si desta solo i suoi consumi moderati quando si sollecita maggiormente il gas. L’operazione av- nell’uso periurbano. E anche
Che linea L’aspetto della break 508 Hybrid non è stato modificato.
FINE DI UN’ERA Le penalizzazioni dovute al rafforzamento delle misure anti CO2 sconvolgono le gamme automobilistiche. Così, la Peugeot 508 benzina da 225 CV è scomparsa a vantaggio di questa versione ibrida. Lume di speranza, Peugeot lancerà la gamma ibrida ad alte prestazioni PSE (Peugeot Sport Engineered) con una 508 con 360 CV.
senza ricarica, il motore turbo da 1,6 l assorbe soltanto poco più di 7 l/100 km. Onesti per un’auto con un sovrappeso di circa 300 kg. In questa versione, la station wagon 508 perde il tocco stradale che ci aveva conquistati sulla versione termica da 225 CV (Touring 9/2019). Cionondimeno, quest’ibrida non è goffa e mantiene una buona dose di dinamismo. Inoltre, l’abitabilità posteriore e il volume utile restano pressoché immutati. Rispetto alla versione termica con prestazioni equivalenti, il sovrapprezzo della 508 Hybrid ammonta a 7000 franchi. ◆
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TECNICA
PORSCHE 911 TURBO S
Bestiale ma con discrezione N4,54 m; bagagliaio: 128/264 l E3,8 l 6 cilindri biturbo, 650 CV, 800 Nm; PDK a 8 rapporti, 4×4; da 0 a 100 km/h in 2,7 s; max. 330 km/h; consumo (prova): 12,2 l/100 km L271 600 fr. In barba alla sua potenza pantagruelica di 650 CV, la 911 Turbo S rimane un modello di polivalenza. Un coupé bestiale per tutti i giorni. TESTO E FOTO MARC-OLIVIER HERREN
L
a scheda tecnica della Porsche Turbo S Plus sconvolge più che mai le statistiche. La potenza aumenta di 70 CV e la coppia massima, disponibile da 2500 giri/min, cresce di 50 Nm. Nonostante tali dati allucinanti, l’aspetto di questo coupé 2+2 non sconfina affatto nell’ostentazione. Anche l’alettone ampliato si integra dietro con discrezione. Se la si guarda meglio, però, la carreggiata aumentata (+4 cm) e le enormi ruote miste da 20″ e 21″ tradiscono il temperamento da aviogetto di questo bolide che appare incollato a terra. Un’impressione consolidata dalle pinze dei freni gialle che ospitano la bellezza di 10 pistoni ciascuna. Stupefacente.
Viva … Queste cifre non devono tuttavia farci dimenticare che la 911 Turbo S ha una vocazione da gran turismo. Non può quindi rivaleggiare con gli animali da pista che sono le sorelle GT3 e GT2 RS. La scoraggia il suo peso che sfiora i 1700 kg. In effetti è
vero che il comportamento di questa sportiva fa nascere in abbrivio una sensazione di pesantezza. Che però scompare fin dalla prima serie di curve, gestite dal treno posteriore sterzante e dal treno anteriore assetato di curve. A maggior ragione perché il telaio con la sospensione attiva appare ben presente e la trazione integrale esprime pure qualità da trazione posteriore. Il treno posteriore poi vi aggiunge la sua faccia ludica. Resta il fatto che il 4×4 è una garanzia, così come la frenata iper-potente, ancorché priva di eccessivo mordente. Prima di partire, consulteremo anche l’inedito indicatore di temperatura dei pneumatici, giusto per assicurarci che le ruote siano pronte ad ogni peripezia.
(–0,2 s) è delle più notevoli. Mostro di polivalenza, si adegua con naturalezza anche alle zone 30, dove il rovente 6 cilindri boxer fa le fusa a 1000 giri/min, anche se non ama i dossi. È allora che estrae dal cilindro il sistema idraulico che rialza l’asse anteriore di 4 cm. Un dispositivo azionabile fino a 35 km/h e programmabile via GPS. Arte sopraffina. Sebbene questo coupé, certamente molto largo, possa essere utilizzato per fare la spesa, rimane più a suo agio in autostrada. Concepito per arrivare a 330 km/h, l’8° rapporto molto lungo si accon-
Inchiodata a terra, la Porsche 911 Turbo S monta ruote miste da 20 e 21 pollici.
Supercar polivalente Accelerazioni folgoranti Condotta ambivalente Frenata demenziale Sobrietà in autostrada Discrezione benvenuta Prezzo astronomico Peso e ingombro Rumore di rotolamento
tenta, a velocità «civile», di circa 10 l/100 km. Ragionevole per una bestia da 650 CV. Unica macchia di questo quadro, il prezzo che è fortemente aumentato. Niente di catastrofico per i «budget ristretti» che potranno comunque essere ampiamente accontentati da una 911 4S al costo di 111 600 franchi in meno. •
L’alettone più grande aumenta la portanza ad alta velocità.
… e conciliante Siamo fortemente rassicurati nel costatare che la Turbo S non si limita al ruolo di supercar destinata a sfilare davanti ai locali di moda o a giocare con il launch control, anche se la fulmineità dell’accelerazione da 0 a 100 km/h ottobre 2020 | touring
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L'ESPERTO TCS Energia fatta in casa Con il fotovoltaico l’auto elettrica è ancora più verde.
REDAZIONE TOURING
Conviene combinare l’auto elettrica con un impianto fotovoltaico privato?
È senz’altro una buona idea ricaricare l’auto con energia elettrica prodotta in casa. Da dove proviene l’energia che alimenta le automobili elettriche in Svizzera?
In Svizzera due terzi dell’elettricità viene generata da fonti rinnovabili a basso tenore di CO2 (energia idrica, solare ed eolica, biomassa), e il rimanente terzo da energia nucleare. È l’economia privata a trainare il solare, con sussidi concessi dalla Confederazione. L’energia prodotta con impianti fotovoltaici in Svizzera basta per rifornire oltre 800 000 auto elettriche. Quanta elettricità consuma un’auto elettrica?
Dipende da quanto viene usata. Un’auto che percorre 15 000 km all’anno «beve» circa 3000 kWh, circa quante ne richiede la caldaia in un appartamento di 4 locali. E quanto deve essere grande un impianto fotovoltaico?
Per soddisfare il consumo annuale di una vettura elettrica occorrono collettori solari sui 52 touring | ottobre 2020
ISTOCK
Il pieno di sole COSTI/BENEFICI 15 metri quadri. È peraltro consigliato predisporre un impianto il più grande possibile; quanto più ampio è l’impianto, tanto più redditizio sarà. Ovviamente, i limiti sono dati dalla superficie del tetto e dal proprio budget. L’energia prodotta sul tetto della casa o del garage come arriva nel veicolo?
Tramite una presa elettrica o stazione di ricarica a parete (wallbox). Un sistema di gestione intelligente farà fluire il massimo di energia autoprodotta nel «serbatoio» del veicolo. Se questo è fuori casa o ha le batterie piene, l’energia solare va ad alimentare gli altri elettrodomestici quali il boiler o frigorifero, la cucina o pompa di calore. Quella inutilizzata viene immessa nella rete e rimunerata dalle aziende elettriche. E cosa succede quando il sole è coperto?
Allora l’automobile elettrica preleva corrente dalla rete come tutti gli altri apparecchi. Ciò succede soprattutto d’inverno quando la resa dei pannelli solari non basta a coprire il proprio fabbisogno energetico.
È possibile ottimizzare l’autoconsumo con una batteria domestica?
La batteria della vettura elettrica è il primo passo in questa direzione. La gestione intelligente delle varie utenze permette di ottimizzare ulteriormente i consumi domestici di elettricità. Quasi la metà degli impianti solari nuovi è dotata di accumulatore di corrente stazionario per sfruttare l’energia solare anche di notte. Ciò consente di regolare ancora meglio i propri consumi e accrescere l’autonomia. •
Spesa necessaria per un impianto solare al netto dei sussidi* ▪ 3 kWp, 10 moduli, ca. 17 m2, costo ca. 10 000 fr., 15 000 km, auto elettrica ▪ 6 kWp, 18 moduli, ca. 30 m2, costo ca. 13 000 fr., 30 000 km, auto elettrica ▪ 10 kWp, 30 moduli, ca. 51 m2, costo ca. 20 000 fr., 50 000 km, auto elettrica Risparmio annuo fattibile con un impianto solare* ▪ caldaia: 500 fr. che non pesano più sulla bolletta elettrica ▪ riscaldamento con pompa a calore: 1000 fr. non spesi per l’acquisto di olio combustibile ▪ auto elettrica: 1000 fr. non spesi per rifornirsi di carburante * valori medi. Costi e risparmi effettivi variano a seconda dell’edificio, delle condizioni regionali e locali nonché delle modalità di utilizzo.
MARTIN BOLLIGER Funzione: responsabile consulenza mobilità Professione: Master of Science Età: 49 anni Contatto:
tcs.ch/esperto
SVAGO
Un tuffo nel barocco tra mare svevo e Danubio Il Lago di Costanza è stupendo, ma anche l’entroterra tedesco offre itinerari ricchi di storia e cultura. Road trip per i sontuosi castelli dell’Alta Svevia, fra storie di nobili casati ed antiche tradizioni birrarie. REPORTAGE JULIANE LUTZ
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ettnang è conosciuta per la sua ottima birra. Infatti, si vanta di produrre il miglior luppolo del mondo. Ma pochi sanno che la cittadina situata a nord-est poco distante dal Lago di Costanza custodisce la magnifica residenza dei Conti di Montfort, che s’installarono qui nel 1260. Nel 1712 Anton III visitò i suoi pa-
Chi sale al castello che svetta su Sigmaringen s’immerge nella storia quasi millenaria degli Hohenzollern.
renti alla corte di Salisburgo e rimase impressionato dagli sfarzi barocchi. Incaricò Christoph Gessinger, uno dei più gettonati architetti dell’epoca, di costruire una dimora confacente ad un signore di nobile lignaggio come lui. I lavori si rivelarono tanto costosi che il progetto dovette essere abbandonato. Dopo un incendio nel ottobre 2020 | touring
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1753 suo nipote Ernst iniziò la ricostruzione, servendosi anche lui soltanto dei migliori artisti quali la pittrice Angelika Kauffmann, che lo ritrasse due volte. Per finanziare queste ambizioni dovette ricorrere ad un grosso prestito degli Asburgo, i quali avevano mire sulle proprietà dei Montfort. Nel 1779, il dominio, fortemente indebitato, venne ceduto all’Austria, ma passò al Württemberg già nel 1810. L’ultimo rampollo, il Conte Anton IV, visse in una casa ben più modesta che oggi ospita l’osteria della birra Krone: lo stemma all’ingresso ne ricorda il nobile padrone alla cui morte, nel 1787, la stirpe si estinse.
All’ombra del gigante Continuiamo sulla B30 diretti verso un altro gioiello nascosto nelle idilliache campagne dell’Alta Svevia. Il castello di Aulendorf nell’omonima città di 10 000 abitanti appartenuto ai Signori di Königsegg è un monumento Tettnang è famosa per la sua birra, ma pure per il castello perfettamente conservato e curato.
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eclettico che raggiunse il suo attuale aspetto durante diverse fasi costruttive; dalle prime fortificazioni erette nel 12° secolo agli ampliamenti barocchi dopo la fine della Guerra dei Trent’anni e infine i lavori di trasformazione in stile neoclassicistico del tardo Settecento. Venduto alla Deutsche Reichspost nel 1941, il castello servì prima da lazzaretto e poi da centro associativo, rischiando di andare completamente in rovina. Rilevato poi nel 1987 dal Land Baden-Württemberg e restaurato senza badare a spese negli anni Novanta oggi è in parte occupato da uffici amministrativi. Le stanze inutilizzate sono aperte al pubblico, che può ammirarne gli ambienti eleganti ma vuoti: infatti, tra il 1941 e il 1987, il castello fu lasciato all’incuria e spogliato del suo ricco inventario. Un’app ne ricostruisce la storia attraverso aneddoti e vicende, ad esempio sulle origini della sequoia
Il Castello di Aulendorf, già sede dei Conti di Königsegg, è uno scrigno pieno di storie.
SVAGO
Riservatevi del tempo per un sorso rinfrescante nella birreria del castello.
piantata intorno al 1860, generosamente regalata ai castellani da Guglielmo I di Württemberg. All’epoca le piante esotiche andavano di moda. Ma pare che i giardinieri del sovrano fossero ben contenti di sbarazzarsi di quel seme venuto dalla California. Si racconta che vi avevano ordinato un «lot», unità di misura di una decina di grammi, che gli americani interpretarono come «a lot», cioè «un grosso quantitativo». È a questa fornitura, nata da un malinteso, che si deve il notevole patrimonio di alberi monumentali nella regione. Di fronte al castello si vedono anche gli antichi laboratori artigiani quali il birrificio datato al 1692. La produzione di birra cessò di repente nel 1965 quando venne dislocata in Algovia; comunque è stata risuscitata sapientemente da Florian Angele che nel 2008 ha aperto la sua
Schlossbrauerei Aulendorf proprio di fronte ai vecchi giardini del castello.
Nessi con la Francia La Mazda MX-5 affronta briosa i 44 chilometri fino a Sigmaringen passando per villaggi e campi su cui aleggia il profumo del fieno lasciatovi ad asciugare. La bella giornata invita ad aprire il tettuccio. La cittadina sulle sponde del Danubio è un luogo pregno di storia, tra l’altro fu sede (1944/45) del governo della Francia di Vichy. A chi volesse rifocillarsi prima di salire al castello che si staglia su uno sprone roccioso consigliamo il Café Seelos che serve una leccornia: la torta reale al cioccolato bagnata al rum. Tagliata a fette rivela i colori degli Hohenzollern.
volte e rimodellata e trasformata. Dal 1535 divenne residenza degli Hohenzollern, antica dinastia tedesca di principi elettori che furono re di Prussia e imperatori di Germania. Vale davvero la pena visitarne i bagni moderni, i ricchi salotti con i divani extralarge per poter accomodare le dame nei loro abiti opulenti e soprattutto studiare l’armoriale che illustra l’astuta politica matrimoniale della famiglia, che aveva ramificazioni nell’alta aristocrazia europea.
Il piccolo regno riuscì, grazie alle particolari relazioni con la Francia, a mantenere la propria indipendenza anche sulla scia delle guerre napoleoniche che ridisegnarono la mappa dell’Europa dopo il 1800. E ciò per il semplice quanto curioso fatto che un’amica dell’Imperatrice francese era andata in sposa al principe di Hohenzollern-Sigmaringen. La nostra visita termina nel cortile del maestoso castello lasciandoci stupefatti a chiederci perché fiotti di turisti americani ed
La nostra cabriolet Mazda MX-5 ci aspetta mentre esploriamo Sigmaringen.
La fortezza originaria risale all’11° secolo; nel corso del tempo venne distrutta più ottobre 2020 | touring
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SVAGO Dal 1535 il castello sul Danubio fu residenza dei conti e poi principi di Hohenzollern.
asiatici preferiscano fare tappa a Neuschwanstein, perdendosi questa meraviglia.
L’oro della terra Percorrendo la strada sinuosa verso Meersburg la MX-5 mostra tutta la sua agilità. Maggior attrazione della graziosa cittadina è il Nuovo Castello dalla cui terrazza si gode una magnifica vista sul Bodanico. Nel 1526, a seguito della riforma, i principi vescovi di Costanza si trasferirono nel vecchio Burg di Meersburg. Considerandolo ormai troppo umile e tetro, nel 1710 l’allora titolare Johann Franz von Stauffenberg incaricò ChriIl Nuovo Castello di Meersburg con la sua terrazza panoramica vale bene una sosta.
stoph Gessinger della costruzione della nuova residenza, i cui lavori si protrassero sotto i suoi successori. Orientamento insolito per i tempi, il Nuovo Castello si affaccia sul lago che all’epoca era molto trafficato. Dal 1741 venne aggiunta la cappella, che rappresenta una copia in miniatura della vicina Basilica di Birnau. I preziosi arazzi e putti non erano certo semplici decorazioni, ma simboleggiavano pure i diritti terreni del principe vescovo. Stupendi gli affreschi sul soffitto della scalinata interna realizzati nel 1761. Il magnifico foyer non è altro se non
l’idealizzazione del commissionante Franz Conrad von Rodt che s’insediò nel Nuovo Castello nel 1762. Privilegio della signoria, le scene di caccia sottolineano lo status altolocato che i principi vescovi ebbero nel 18° secolo. Dalla terrazza si gode una bella veduta sulla città bassa dove spicca un imponente edificio rosso: il «Greth» ovvero l’antico granaio. Va ricordato che per secoli Meersburg, Ueberlingen e Lindau vendevano frumento alla Confederazione elvetica. È a questo commercio che l’Alta Svevia dovette in parte la sua ricchezza che permise ai signori
del barocco di erigere i loro splendidi palazzi. • Questo viaggio è stato sostenuto da Oberschwaben Tourismus GmbH e Mazda Svizzera.
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20 km
Sigmaringen
Aulendorf
G E R M A N I A Meersburg
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DA SAPERE Tettnang: Hopfengut N°20, azienda produttrice di luppolo con buona locanda e museo annesso. Si raggiunge (ad es.) tramite l’Hopfenpfad, sentiero didattico lungo 4 km. hopfengut.de
Aulendorf: Thermal-Hotel, albergo chic e moderno con accesso diretto alle terme Schwaben thermal-hotel.com
Hofgut Tiergarten, complesso nel verde con appartamenti e camere ideali per famiglie, ricco buffet tutti i giorni.
FOTO JULIANE LUTZ, ALD, CARTA KEYSTONE
hofgut-tiergarten.com
Sigmaringen: godibilissima la torta Hohenzollern servita al Café Seelos, Tel. 0049 (0)7571 12842
Meersburg: Gutsschänke, ristorante con splendida vista lago, piatti semplici. gutsschaenke-meersburg.de
Info sulla regione:
oberschwaben-tourismus.de
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Un viaggio al ritmo dell’acqua La crociera fluviale è un’alternativa originale per vedere paesaggi e città in totale relax. Lo dimostra il viaggio con la Thurgau Saxonia da Berlino al Mar Baltico. Natura incontaminata e quiete rilassante sono gli ingredienti di questo percorso a bordo di un battello. REPORTAGE MARKUS FÄSSLER
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cormorani non si lasciano per nulla impressionare dal rombo del motore della nostra nave. Dalle cime degli alberi osservano l’imbarcazione che lentamente si muove in direzione nord. Lungo la riva si scorgono paesaggi mutevoli: fitte foreste, canneti, ninfee qui e là, case di vacanza e numerose panchine. Improvvisamente un capriolo attraversa il canale a nuoto per poi scomparire nella foresta. Qui domina la natura. E per la prima volta si osservano i dintorni da un punto di vista nuovo: quello del fiume. 58 touring | ottobre 2020
Un ascensore per battelli I primi chilometri della crociera fluviale con la Thurgau Saxonia da Berlino fino al Mar Baltico si snodano sul canale Oder-Havel, che fa parte del sistema idroviario Berlino–Stettino. Lungo questa rotta di collegamento tra la Germania e la Polonia si incontrano, oltre che diverse chiuse, anche l’ascensore per imbarcazioni di Niederfinow, il più vecchio della Germania. La nave avanza lentamente nella bocca dell’imponente costruzione del 1934 per posizionarsi in una vasca piena d’acqua. Senza scossoni
e praticamente senza rumore il lift entra in funzione. In soli cinque minuti porta la nave 36 metri più in basso. Davanti a noi possiamo goderci il paesaggio con la prospettiva a volo d’uccello e guardando in alto invece ci si rende conto delle dimensioni della struttura costituita di innumerevoli incastri: 14 000 tonnellate di acciaio sono tenute insieme da cinque milioni di rivetti.
Nonostante la mascherina La maggior parte degli ospiti assiste a questo spettacolo per la prima volta. Non è il caso di Regina Mowitz. La novantenne di Berlino e sua figlia Sybille compiono questa esperienza per la quinta volta di seguito. E il coronavirus non è stato più forte della loro voglia di rifare ancora una volta il viaggio. Una buona decisione. Nonostante l’obbligo della mascherina nei tragitti dalla cabina agli spazi comuni e al pontile nonché sul bus durante le varie gite a terra, la crociera mantiene intatto il suo fascino. Il buffet del mattino è ormai un ricordo, ma dato che la gustosa omelette viene servita al tavolo, la rinuncia risulta sopportabile. La pulizia più profonda e più frequente delle cabine ga-
SVAGO Appena fuori Berlino la natura comincia a dar spettacolo.
Le panchine sulla riva ornano il canale da Berlino fino al Mar Baltico. Il canale Oder-Havel è un’oasi verde con una ricca fauna e flora.
rantisce un’ulteriore sicurezza, così come la misurazione quotidiana della febbre da parte del medico di bordo. Tutte misure precauzionali che permettono agli ospiti di godersi la vacanza nonostante la pandemia.
Parigi è… in Polonia La destinazione della nostra prima gita a terra ha alle spalle un tragico passato. Stettino, la settima città più grande per popolazione della Polonia durante la Seconda Guerra Mondiale ha subito la distruzione dei bombardamenti a causa della presenza del porto e degli impianti industriali. Per fortuna la zona di Waly Chrobrego (Hakenterrasse) è stata però risparmiata. Ornata da tre edifici monumentali dell’inizio del 20° secolo – l’Università della Marina, il Museo Nazionale e il palazzo governativo – questa terrazza sul fiume Oder soprattutto alla sera è il luogo d’incontro per gli abitanti e i visitatori. Durante la gita, una volta arrivati alla Plac Grunwaldzki, sembra di essere a Parigi: da questa piazza partono come dei raggi di sole otto strade. Non a caso, la capitale francese ha fatto da modello architettonico per la città → polacca.
La Thurgau Saxonia è pronta per il viaggio sull’ascensore per imbarcazioni Niederfinow.
Buona sera Stettino La città portuale polacca ha una tragica storia alle spalle.
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SVAGO Al porto di Stralsund le antiche case in mattoni incontrano il moderno museo oceanografico Ozeaneum.
Mar Baltico
Vitte (Hiddensee) Rügen
Stralsund
Greifswald Wieck Wolgast
Usedom
Anklam
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Due giorni più tardi la Thurgau Saxonia raggiunge Hiddensee, la tappa più a nord della crociera. Anche qui il mondo animale sembra non curarsi della presenza dei visitatori che, a bordo di una carrozza, scoprono l’isola del Mar Baltico priva di autovetture. Lepri, oche e un capriolo sembrano giocare a nascondino su uno degli ampi campi verdi mentre il sole cala lentamente annunciando la fine di un’altra giornata ricca di emozioni. Di quando in quando il nostro veicolo sobbalza, la causa non sono le strade, bensì una gomma un po’ sgonfia. Jimmy, il conducente della nostra carrozza, non si scompone e chiama semplicemente il locale noleggiatore di biciclette. Pochi minuti dopo arriva e con una pompa risolve il problema.
Un’esperienza per tutti Anche se la crociera lungo i canali da Berlino fino al Mar Baltico non è più un viaggio per pochi intenditori, rimane
un’esperienza di viaggio straordinaria. Se i fiumi e i canali sono gli elementi base di una crociera fluviale, il viaggio attraverso numerose baie, in particolare la vasta Laguna di Stettino (Stettiner Haff) situata sulla foce del fiume Odra e di una larghezza di 50 chilometri, e l’ultimo tratto in mare aperto, è piuttosto unico. Ed è un’esperienza fatta quasi in solitaria. Visto che a causa del passaggio obbligatorio in ascensore, questo tragitto è percorribile solamentte da piccole imbarcazioni – un lift più grande è però già in fase di costruzione. Con i suoi 82 metri di lunghezza la Thurgau Saxonia ha già la dimensione esatta. In più, a parte alcune barche sportive e chiatte da trasporto, il traffico fluviale è minimo, praticamente nullo se confrontato con le autostrade d’acqua del Danubio e del Reno. ◆ Il viaggio è stato compiuto su invito di Thurgau Travel. Il Mar Baltico con le sue dune e spiagge è tutto da godere facendo un giro sull’isola Hiddensee.
Eberswalde
50 km
Wollin
PL Stettino
Schwedt Hohensaaten Niederfinow
Berlino
DA SAPERE Escursioni e gastronomia: consigli per le tappe più importanti: Berlino: Porta di Brandeburgo, Reichstag, Unter den Linden. Un gelato al caffè Florida (Klosterstrasse 15, Berlino-Spandau). Stettino: Museo della navigazione, Castello di Stettino. Un cocktail alla Steakhouse Colorado (Wały Chrobrego 5). Stralsund: Ozeaneum (Hafenstrasse 11), Chiesa di San Nicola, nave scuola a tre alberi Gorch Fock. Un caffè nella torrefazione Kontor Scheele (Fährstrasse 23). Usedom: le terme imperiali di Ahlbeck, Heringsdorf e Bansin. Un panino al pesce nella Fischkiste (Neue Strandstrasse 22, Zinnowitz). Rügen: le scogliere di gesso nel Parco nazionale di Jasmund. Un’anguilla arrostita con patate al ristorante Aalkate (Am Aalkaten 13, Ostseebad Baabe).
CARTA KEYSTONE
Le altre tappe lungo il viaggio sono: Wollin, Wolgast, Greifswald Wieck, Vitte (Hiddensee), Anklam, Schwedt, Hohensaaten, Eberswalde. Agenzia: Thurgau Travel propone la crociera fluviale di undici giorni «Da Berlino alle isole del Mar Baltico» sulla Thurgau Saxonia a partire da 2290 fr. (a p.; doppia occupazione). Partenze in primavera: 13 maggio, 23 maggio, 23 giugno 2021. thurgautravel.ch
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Una Neuchâtel elettrificante Prove su strada di auto elettriche di diverse marche, informazioni sul tema dell’elettromobilità e molto altro: è quanto offerto anche quest’anno dai TCS eMobility Days in varie località della Svizzera. Un evento interessante, come dimostra la nostra visita a Neuchâtel all’inizio di settembre.
Pure chi è arrivato casualmente come Manon Zürcher e Janine Teissl, hanno sfruttato gli eMobility Days.
TESTO JULIANE LUTZ | FOTO OLIVIER VOGELSANG
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l sole splende, 25 gradi e dal lago riecheggia il suono del battello a vapore. In questo radioso 5 settembre ci si aspetta che tutti quelli che possono si stanno godendo la tarda estate sull’acqua o in montagna. Eppure, poco prima delle dieci, alcuni interessati sono agli stand del TCS sulla Place du Port di Neuchâtel a porre domande sulla mobilità elettrica oppure si fanno spiegare dai concessionari le particolarità della Mini Cooper SE o della Renault Kangoo Z. E. Le auto lasciano di continuo questa piazza tra il lago e la schiera di palazzi storici per un giro di prova, mentre altre vi fanno ritorno silenziosamente.
Tesla Model 3, DS E-Tense, BMW i3 o Kyburz eRod: al TCS eMobility Day di Neuchâtel, i visitatori possono informarsi e provare su strada 21 veicoli elettrici di 13 marche. È presente anche il Touring Shop con e-bike ed e-monopattini. Questi ultimi possono essere testati subito su un mini percorso. Sul posto ci sono anche i collaboratori della società specializzata in soluzioni energetiche Energie 360°. E chi vuole maggiori informazioni riguardo all’infrastruttura di ricarica lungo l’«E-Grand Tour of Switzerland», le riceve allo stand di Svizzera Turismo. I numerosi dispenser con disinfettanti e i segnali di distanziamento testimoniamo il concetto di protezione elaborato espressamente per l’evento. Un obbligo per i giri di prova: ma62 touring | ottobre 2020
scherine per il conducente e il concessionario che lo accompagna.
Visita improvvisata Tra le visitatrici ci sono anche Manon Zürcher e Janine Teissl. Le due amiche volevano trascorrere una bella giornata a Neuchâtel e si sono imbattute per caso nell’evento. Prendono al volo l’opportunità di informarsi. Alla domanda se le interessa l’elettromobilità, Manon risponde che vive ancora a casa con il padre e condivide con lui l’automobile. «Ma è vecchia e ce ne vorrà una nuova. Mentre lui non è convinto della mobilità elettrica, io sono assolutamente favorevole». Al momento Janine non possiede un’auto propria, ma è già certa che la prossima avrà una trazione elettrica. «Conosco la Tesla, ma ne so piuttosto poco su altri marchi che hanno in programma dei veicoli elettrici», afferma la giurista. S’immagina una vettura senza tanti fronzoli, adatta anche alle famiglie. Poco dopo ascolta con interesse le spiegazioni della collaboratrice di un garage Honda. Invece Manon, studentessa di veterinaria, ammira i modelli Tesla. «L’automobile che mi immagino deve comunque avere stile», dichiara.
Relax totale Jean-Luc Vautravers, presidente della sezione TCS di Neuchâtel, che ha sempre supportato l’organizzazione degli eMobility Days, sottolinea l’atmosfera rilassata. Alcune persone aspettano
Janine Teissl ha potuto familiarizzarsi con la Honda-e.
Fan di Tesla Manon Zürcher ha preso posto al volante e studiato ogni dettaglio.
CLUB davanti all’autovettura che hanno scelto per un giro di prova, altri si fanno accomodare all’interno dei veicoli dai concessionari che gli illustrano le singole caratteristiche, mentre altri ancora provano gli e-monopattini sul percorso. «Ho l’impressione che qui a Neuchâtel i visitatori apprezzano che i collaboratori dei garage, del TCS o di Energie 360° gli dedichino del tempo per rispondere nel dettaglio alle loro domande».
Presenza notevole Anche l’ampiezza della gamma dei modelli esposti è notevole. «Nel 2019, quando abbiamo iniziato con questi eMobility Days, avevamo dovuto davvero combattere per coinvolgere le varie marche», spiega René Hug, responsabile di progetto della manifestazione. Quest’anno, durante la crisi del coronavirus, la situazione è completamente cambiata. «Nel frattempo, l’interesse degli importatori e dei concessionari ad essere qui è diventato talmente grande che non abbiamo potuto accontentare tutti per motivi di spazio». Uno dei dodici garagisti presenti è Alfredo Gandoy di Boudry. La sua Honda-e è costantemente in movimento. «La maggior parte viene qua per fare un giro di prova su una Tesla oppure una BMW, ma poi vedono la Honda e la Chi voleva poteva provare su un percorso i monopattini elettrici del Touring Shop.
Soddisfatto, Jean-Luc Vautravers, presidente della sezione.
vogliono conoscere», dichiara. Per lui la giornata si è ripagata.
Evento riuscito Inizialmente si erano annunciate 100 persone per 90 giri di prova. Alla fine della giornata erano stati contati più di 300 visitatori ed erano stati fatti 140 giri di prova a questo evento che non era riservato solo ai soci TCS, ma era aperto a tutti coloro che si interessano alla mobilità elettrica e anche a chi vi è capitato per caso. «La gente ha capito che nello stesso luogo poteva conoscere diverse marche e modelli. Mentre normalmente, per farlo bisogna recarsi dai differenti concessionari», afferma Vanessa Burgener, che organizza i TCS eMobility Days assieme a René Hug. La loro conclusione: anche la Place du Port si è dimostrata la sede appropriata. ◆
ALTRI TCS EMOBILITY DAYS Quest’anno gli interessati possono ancora compiere giri di prova su auto elettriche e informarsi su tutti gli aspetti dell’e-mobilità durante le seguenti giornate: 3 ottobre Crissier 10 ottobre Berna 17 ottobre Sempach 24 ottobre Oensingen 31 ottobre Meyrin tcs.ch/edays
Tutto sotto controllo: gli organizzatori Vanessa Burgener e René Hug.
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CLUB
Addobbi riflettenti Essere visto è importante quando si è un utente della strada.
Rendersi più visibili per andare più sicuri In autunno cresce il pericolo d’incidenti dovuti alla scarsa visibilità. Ora gli automobilisti devono guidare con particolare attenzione; pedoni e ciclisti vestiranno così da non passar inosservati. Consigli TCS da seguire e label «Made visible». TESTO DOMINIC GRAF
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iamo in strada molto più spesso di quanto pensiamo, ad esempio portando fuori Fido, facendo un salto al chiosco sotto casa, recandoci al lavoro o a scuola, uscendo per correre o fare una passeggiata. Tutte situazioni in cui ci esponiamo ai pericoli del traffico, senza però esserne pienamente consapevoli. Eppure l’insidia è sempre in agguato, anche nei pochi metri fino al parcheggio in cui abbiamo lasciato la vettura o alla fermata dell’autobus. Soprattutto se ci spostiamo all’imbrunire o di notte il rischio d’incidenti è triplo, se per giunta piove o nevica è
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L’ESPERTO TCS
IL TCS AIUTA IN CASO DI LITIGI In autunno il rischio d’incidenti aumenta e di riflesso la frequenza delle liti. Il barometro delle controversie del TCS indica che i contenziosi riguardano perlopiù fatti avvenuti sulle strade. La TCS Protezione giuridica circolazione tutela in maniera completa fornendo assistenza e consulenza personalizzata nonché sicurezza finanziaria.
Stipulare ora e tutelarsi: tcs.ch/circolazione
addirittura dieci volte più elevato che di giorno. D’inverno le condizioni atmosferiche e visive possono mutare d’improvviso. Basta una piccola distrazione per rimanere coinvolti in un incidente stradale talora grave e che può sfociare in costose azioni legali (vedi riquadro).
Rifrangenti: dettagli di grande effetto Molti incidenti si verificano praticamente a causa della scarsa visibilità al tramonto o nel buio. Circolando a piedi o in bici con abiti scuri si è visibili da una distanza di appena 25 metri. Indumenti chiari e colori segnaletici o fluorescenti portano invece la visibilità a 40 metri, gli elementi catarifrangenti addirittura a 140 metri. Prima gli utenti motorizzati ci vedono, più tempo hanno per frenare o scansarci. Un incidente su due potrebbe essere evitato con appena un secondo di più per reagire. Ecco perché in autunno il modo più facile per muoversi sicuri è, oltre alla massima prudenza, farsi attivamente notare.
FOTO MAURICE SINCLAIR
La sicurezza va sempre di moda Accorgimenti riflettenti sono particolarmente efficaci se si portano su parti del corpo in movimento. Applicati a mani, piedi, braccia permettono di identificare immediatamente il pedone o chi circola con una due ruote. La linea TCS «Made visible» comprende oltre 300 prodotti luminosi e riflettenti che non garantiscono soltanto la visibilità nel traffico bensì abbinano pure stile e praticità. • Sicuri durante l’autunno tcs.ch/regole-della-circolazione madevisible.swiss
LAVORARE
Pagare i bambini per i lavoretti – si può?
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Siamo in piena stagione di raccolta. Non ce la faccio da solo. Posso farmi aiutare dal figlio dei miei vicini pagandogli qualche soldo?»
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La TCS Protezione giuridica circolazione aiuta anche in molti altri frangenti, ad esempio laddove sorgessero dispute nella compravendita di un veicolo o con l’officina per riparazioni non effettuate a regola d’arte o come pattuito.
TESTO VERA BEUTLER
Dipende dall’età del ragazzino e fisiche e psichiche» dei giovani. dai compiti affidatigli. Per lavori Sono pure vietati lavori con rischio leggeri come la raccolta dell’uva d’incidente, come quello di cadere nell’orto o giardino privato, per dall’alto raccogliendo ciliegie. legge si possono impiegare bambini al di sotto dei 13 anni, a conL’ultimo scoglio, i genitori o chi per dizione di non comprometterne la essi: questi potrebbero impedire salute e sicurezza. Non esiste una che il figlio svolga il lavoro nel lista esaustiva dei lavori permessi. tempo libero proposto, pur legalTuttavia, raccogliere l’uva per ore mente autorizzato. Fino all’età di intere in un vigneto disagevole e 18 anni compiuti ci vuole infatti il scosceso non costituisce ovvialoro consenso. E se il ragazzino mente un «lavoro leggero». Nei pedei vicini contadini aiuta già attiriodi in cui si tengono le lezioni vamente con i lavori nella fattoria i minori non possono comunque di famiglia? Ciò è ammissibile, a lavorare più di tre ore al giorno patto che l’impegno non leda il rispettivamente nove ore settibene del minore; per le aziende manali; durante le vacanze scolaagricole valgono altre disposizioni stiche l’orario massimo di lavoro in materia di diritto è invece di 8 ore giornaliere e 40 del lavoro. • ore settimanali. Questi limiti valgono anche per chi è tra i 15 e 18 Vera Beutler, dr. iur. anni, che può però eseguire pure responsabile di «lex4you». lavori non «leggeri», sempreché non siano pericolosi. Ma i lavori pericoLEX4YOU losi sono ammessi «lex4you» è una piatta-solo per chi è di età forma interattiva di consulenza giuridica per la superiore ai 18 anni. vita di tutti giorni – comAd esempio sono prensibile, attuale considerati «pericoe pratica. losi» lavori che «suIl TCS è al vostro fianco per perano obiettivale questioni giuridiche. lex4you.ch mente le capacità ottobre 2020 | touring
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ALD
CLUB
Il futuro del camping
Suisse Caravan Salon apre i battenti per gli amanti del plein air.
In tempi di coronavirus il campeggio si conferma la forma di viaggio più sicura e flessibile. Lo Suisse Caravan Salon a Berna mette in mostra le tante sfaccettature della vacanza all’aperto, fra presente e futuro. TESTO DOMINIC GRAF
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a 53a edizione della più importante fiera del turismo itinerante in Svizzera si svolge in circostanze particolari: lato organizzatori si è sollevati che lo Suisse Caravan Salon possa aver luogo nel 2020, ciò che non era affatto scontato benché sia stato elaborato un ampio piano di protezione; i professionisti sono, dal canto loro, reduci da una autentica «camping mania» suscitata dalla crisi pandemica.
Quest’anno, infatti, molti svizzeri hanno trascorso le ferie in tenda, roulotte, motorhome o alloggio glamping scoprendo questa formula che abbina flessibilità, contatto con la natura e mobilità con tutti gli agi abituali, ma che soprattutto consente di 66 touring | ottobre 2020
rispettare senza problemi le distanze di sicurezza. Per quanto rallegrante, il boom pone il settore di fronte a nuove sfide. Lo Suisse Caravan Salon dà un’idea di come ci si sta preparando a rispondere alla crescente domanda di vacanze e viaggi all’insegna dell’individualità.
Piano di protezione su misura Lo Suisse Caravan Salon si svolge dal 22 al 26 ottobre 2020 presso il centro fieristico Bernexpo di Berna. Per garantire la sicurezza dei visitatori, espositori e partner che collaborano all’evento, è stato studiato un piano di sicurezza e d’igiene su misura, in linea con i requisiti dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e del Canton Berna.
La fiera costituisce un’occasione ideale per trovare allettanti ispirazioni per le prossime partenze. La maggiore vetrina del settore del camping e caravanning svizzero mette di nuovo in luce le più recenti tendenze in fatto di veicoli ricreazionali ed equipaggiamento outdoor: roulotte, case mobili, chalet, caravan pieghevoli, carrelli tenda, tende da tetto, verande per roulotte. Quale più grande gestore di campeggi in Svizzera e partner dello Suisse Caravan Salon, il TCS vi partecipa con un proprio stand. Gli addetti presenti saranno lieti di informare e consigliare gli interessati sulle novità, innovazioni ed ultimi sviluppi nelle sue 24 strutture in Svizzera nonché sui vantaggi offerti dal TCS Societariato camping. ◆
BUONO DA 5 FRANCHI Il 53° Suisse Caravan Salon avrà luogo a Berna dal 22 al 26 ottobre 2020 presso la Bernexpo. Quest’anno i biglietti sono ottenibili soltanto online, nessuna vendita in loco. Con il codice pubblicato qui sotto i soci del TCS beneficiano di uno sconto* di 5 franchi sul biglietto d’entrata. * fatta eccezione per il 26.10.2020. Berna, 22–26 ottobre 2020
Suisse Caravan Salon.ch
codice personale
sc20tcs valido unicamente online su suissecaravansalon.ch/ticket offerto da
CLUB
Il parcheggio in tasca con l’app del TCS «TCS Park & Pay» schiude l’accesso alla maggiore piattaforma digitale per i parcheggi in Svizzera. Il modulo è facile da usare ed offre molteplici vantaggi, dal calcolatore del percorso al pagamento senza contante del tempo effettivo di sosta. TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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tiamo andando a trovare certi nostri amici a San Gallo in auto. Non conoscendo la città cerchiamo un parcheggio vicino a casa loro. Dopo aver girato per un po’ nel quartiere, adocchiamo finalmente un posto libero. Parcheggiamo e frughiamo nelle tasche in cerca di monete da inserire nel parchimetro. Poiché non sappiamo quanto durerà la nostra visita, paghiamo per tre ore con il rischio di dover tornare di corsa all’auto per rinnovare la sosta se ci fermeremo più a lungo. Sono situazioni snervanti come questa che la funzione «Park & Pay» integrata nell’app del TCS risparmia al socio.
Ampia scelta Il modulo riunisce i più importanti gestori di parcheggi digitali in Svizzera; Il parchimetro sempre a portata di mano.
ciò significa che si potrà fare a meno di installare sullo smartphone le varie app dei singoli provider quali Parkingpay, Sepp-Parking o ancora E 24. I nostri soci possono così fruire della più grande rete digitale di parcheggi della Svizzera. Il TCS, dal canto suo, estenderà costantemente l’offerta.
Parcheggiare senza stress «Park & Pay» include una mappa che consente di localizzare tutti i posteggi pagabili tramite app. Non solo, non ci si deve neppure preoccupare di come arrivarci, grazie al pianificatore d’itinerario integrato. Al primo utilizzo, occorre
soltanto registrare numero di targa e carta di credito per l’addebito in tutta sicurezza. Una volta parcheggiata l’auto, l’orario può essere impostato tramite «Park & Pay». Al termine della sosta la tariffa viene prelevata dalla carta di credito depositata. L’app offre l’ulteriore vantaggio di poterla interrompere manualmente, cosicché viene fatturata solo la durata effettiva, precisa al minuto. Per determinati parcheggi il tempo può anche essere prolungato comodamente tramite app. Il modulo indica le modalità disponibili per il parcheggio scelto.
L’assistente digitale «Park & Pay» è pratico e semplifica la vita all’utente mediante il calcolatore di percorso che lo guida al COME IMPOSTARE posteggio e l’addebito «PARK & PAY» del tempo di sosta effetScaricare l’app TCS tivo. Consente di pardall’App Store o Goocheggiare rilassati, tra gle Play e installarla sullo l’altro senza il fastidio smartphone di dover racimolare gli Aprire l’app TCS spiccioli necessari ed evitando multe per ticket di parcheggio Selezionare la funzione scaduto. ◆ «Park & Pay»
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Inserire (una sola volta) numero di targa e dati carta di credito
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L’Opel Rekord con le marce al volante è stata un’affidabile compagna di viaggio.
L’amore passa
Che i ricordi della prima automobile non siano così arrugginiti come probabilmente lo è purtroppo il veicolo, lo dimostra la nostra apprezzata serie. Con la Renault 4 in Alaska Nel 1976 partii con Ursula, la mia ragazza di allora, per gli USA e il Canada alla scoperta dei meravigliosi parchi nazionali sul continente nordamericano. Avevamo tutto il tempo del mondo e decidemmo di portarci la nostra Renault 4 dalla Svizzera, così da risparmiarci l’acquisto di un’auto in loco. A tal scopo avevamo modificato la R4 in modo da poterci dormire. Ci imbarcammo su una nave cargo polacca nel porto tedesco di Bremerhaven. Ci mettemmo una settimana per approdare a New York. Toccammo la nostra prima meta, l’Alaska, dopo 1400 km percorsi su strade sterrate. Dall’estremo Nord ci spostammo quindi verso il Guatemala, che raggiungemmo senza grossi problemi. Ma dopo dieci mesi on the road, la R4 stava rendendo l’anima, tanto che decidemmo di disfarcene: quattro ore prima di prendere l’aereo per tornare a casa la vendemmo per 99 dollari. Werner Holzgang 68 touring | ottobre 2020
1400 km di sterrato La R4 e il suo proprietario lungo l’Alaska Highway.
FORUM
Trovata… per strada Comprai la mia prima auto nel 1964: un’Opel Rekord Olympia del 1953 che vidi a lato di un marciapiede vicino alla stazione di Schlieren (ZH) con un bi glietto che riportava un numero di tele fono e il prezzo di 400 franchi. Chiamai il proprietario e c’incontrammo per un giro di prova. Segnava neanche 22 000 chilometri. Una stretta di mano e, pa gata in contanti, me la portai a casa con le vecchie targhe che poi resi al vendi tore. L’Opel aveva le marce al volante e lo starter, ma niente sincronizzatore. Si accendeva con il pedale del gas e azio nando lo starter. Allora, la benzina co stava 30 ct/l. Mi fu fedele compagna in tante scorribande attraverso la Svizzera. Mai un problema, salvo per una gomma bucata in centro a Coira. Ci feci 259 000 km prima di cambiarla con una Opel Rekord del 1959 con tettuccio panora mico per soli 450 fr. Sempre nel 1964 diventai socio TCS. Max Schuler
A musi lunghi Comprai la Mini Morris 850 modello 1965 nel 1970. Sei giorni dopo aver conseguito la patente invitai una ragazza carina a far un giro in macchina, che purtroppo non ci avrebbe portato lontano. Guidavo a velo cità sportiva (gradassi ce ne sono sempre stati!) in direzione di Andermatt quando, in prossimità di Wassen sulla cantonale ci
per l’auto Vola Maggiolino! Dovetti aspettare di avere 23 anni (1958) o meglio i soldi necessari per po termi permettere una VW Maggiolino di seconda mano. L’anno successivo la mia ditta mi inviò in Inghilterra per due anni. Nel gennaio 1959 partii alla volta di Croydon, in periferia di Londra. La traversata della Manica fu catastrofica, tempesta, pioggia, freddo e lo stomaco che protestava in continuazione. Poco dopo l’arrivo dovetti recarmi a Glasgow in Scozia per riparare il macchinario di un cliente. Strada facendo avvertii un rumore sempre più forte proveniente dall’auto: guasto al differenziale, pensai d’acchito, preoccupato. Giunto a Glas
gow – di sabato – cercai una concessionaria VW, dove mi confermarono la diagnosi, ma purtroppo lì non avevano i pezzi di ricambio necessari. Mi indicarono un’officina a Edimburgo cui rivol germi. Non mi restò che rimettermi in viaggio per la capitale scozzese. For tunatamente, lì il mecca nico mi tranquillizzò: nes sun problema al differenziale, c’era solo da sostituire un cuscinetto. Mi disse di tornare il lunedì per la riparazione. Ed eccomi, straniero sprovveduto, a do vermi organizzare il fine settimana in una città sconosciuta. Trovai tutto chiuso la domenica, neanche un cinema, museo né qualche partita per accorciarmi l’at tesa. Una cosa che scoprii in Inghilterra e che non ho più visto altrove furono le barriere ferroviarie a scor rimento oriz zontale. Qui, l’albero non si abbassava dall’alto verso il basso, bensì scorreva da destra a sinistra, venendo a bloccare il traffico da un lato e lasciando la via li bera per il treno dall’altro.
fu un blocco del traffico e tamponammo violentemente l’auto davanti a noi. Avevo scambiato il pedale del gas con il freno! La mia Mini aveva il muso tutto ammac cato e perdeva liquidi come un annaffia toio. Non ci restò che andare alla stazione di Wassen a piedi per poter tornare a casa in treno. Che tempi indimenticabili! Albert Studler
Un sogno azzurro A 23 anni, nell’aprile del 1965, acqui stai l’automobile dei miei sogni, una Opel Kadett de Lux. Color cielo, con il tetto bianco, ci volevano ben 7530 fran chi perché diventasse mia. Per l’esat tezza 7230, dato che ottenni uno sconto del 4%, ossia 300 franchi perché la pagai in contanti. Immatricolai questa mia prima vettura il 1° maggio del 1965. Avrei passato giornate intere a lucidare il tetto bianco, tale era la gioia che mi regalava e ogni uscita era un’e sperienza impagabile. Il mio «primo amore» durò 6 anni, finché la vendetti a mio fratello, di 4 anni più giovane. A parte l’occasionale gomma a terra non mi procurò nessun grattacapo e non ebbi incidenti. Ne conservo tanti bei ricordi. Come del primo viaggio lungo – perlomeno lo fu per me – che ci feci nel 1967 quando valicai il passo del San Gottardo per scendere in Ticino e recarmi fino al campeggio di Campo Felice a Tenero. Herbert Suter
Hans Eichenberger ottobre 2020 | touring
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FORUM
Scriveteci…
touring impressum
Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata.
Rivista del Touring Club Svizzero Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE)
Fedeltà alla Citroën Nel 1971 ho comperato la prima 2 CV 6 battezzandola «Marie», come mia moglie. Ci ha portato in giro per mezza Europa senza problemi, ma visto che era bianca, mi sembrava troppo noiosa. Così ho dipinto i nostri due stemmi di famiglia sulle porte, tanto che ci sembrava di far parte di un clan reale. Una volta ho cozzato contro un palo di cemento e nel parafango posteriore si è formato un taglio: vi ho dipinto un bersaglio, scrivendo: «1 centro × 2 franchi». E mi ha fruttato 90 fr. che ho poi utilizzato per acquistarne uno nuovo. Un’altra volta l’incidente fu con un camion. Un terribile «strapp» e il tetto era sparito. Mi sono girato cercando la parte superiore e ho visto che la stavo trascinando. Giunto ad una percorrenza di 95 000 km, ho preso un’altra 2 CV rossa, poi una verde e una blu. Dopo 12 anni di fedeltà alle 2 CV mia moglie desiderava finalmente una vera vettura, così il garage è stato occupato da una Citroën BX. Mia figlia racconta ancora oggi come lei e
Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Com’era bello girare con questa «due cavalli» adornata regalmente.
il fratello stavano in piedi sui sedili posteriori con la testa fuori dal tettuccio, ululando e piegandosi durante le curve. Peter Frank
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch
Destinazione finale Bulgaria Touring 5/2020, Mobilità
Rifiuti a bordo strada
Ecco nella mia fotografia il mucchio di lattine di alluminio schiacciate che ho raccolto di recente su un tratto di neanche un chilometro fra Täuffelen ed Epsach, nel Seeland bernese. Per non parlare delle varie bottigliette PET, intere o tagliuzzate e spazzatura varia che non sono stato a documentare. Con i bordi della carreggiata tosati di fresco l’obbrobrio era lì, alla luce del giorno. I rifiuti finiscono nelle pance delle mucche, e basta anche un frammento di metallo o plastica ad ucciderle. Perché non lanciate un appello per ribadire che le strisce erbose non sono delle discariche? Grazie! Marcel Pointet @ 70 touring | ottobre 2020
A Murmansk, la più grande città situata oltre il circolo polare, ho avvistato un camion della ditta Bertschi AG di Dürrenäsch. Nel centro poi, capita di veder circolare postali svizzeri con la tipica livrea gialla. E ci si crederebbe a Monaco prendendo uno degli ex bus dei trasporti del capoluogo bavarese riconoscibili dal Kindl, la figura araldica che sfoggiano ancora. Qui, nella Russia del nord con il suo clima rigido e le strade dissestate, i veterani nostrani sono molto richiesti perché, perfettamente manutenzionati da AutoPostale e mandati in pensione in ottimo
stato, presteranno servizio ancora per parecchi anni. Arnold Fröhlich @ Sostare con motore acceso
Si vedono sempre più vetture in sosta con il motore che gira a vuoto, magari perché l’automobilista sta aspettando qualcuno, è indaffarato con chissà cosa, o è addirittura sceso lasciando il veicolo incustodito per sbrigare qualche faccenda. Avrei una gran voglia di mettermi al volante e nasconderlo dietro l’angolo! Non solo è vietato tenere il motore acceso in sosta, ma con gli attuali problemi climatici e il dibattito sull’inquinamento dell’aria (stop ai diesel), considero un tale comportamento stupido ed irrispettoso. Heinrich Anker @
MERCATO ITALIA Vacanze in Sardegna proprietario CH affittò dei app. belli al mare info su www.miasarda.com o 0792512406
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Susanne Troxler (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 69 936 Totale: 1 133 461 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch Vantaggi socio Marcel Zimmermann Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
TOUROLINO
Frutta sfiziosa
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Ogni stagione ci offre ottima frutta svizzera. «Tourolino» ti mostra come fare il tutto ancora più goloso e far sgranare gli occhi alla prossima festa di compleanno ai tuoi amici.
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TESTO SUSANNE TROXLER | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER
RICET TA
Frutta al cioccolato Ecco tutto ciò che ti occorre: frutta di stagione, cioccolato fondente, decorazioni (granelli colorati, noci o nocciole tritate), bastoncini di legno, ciotola resistente, pentola per bagnomaria, un mestolo di legno, un vassoio o una teglia da forno ricoperta di carta da forno, grembiule da cucina. Per iniziare metti tutto quanto sul tavolo da lavoro e preparati. Lava molto bene la frutta e asciugala completamente; è importante perché l’acqua altrimenti fa scorrere via il cioccolato fuso che non si può attaccare. Per mele e pere togli il torsolo (a nessuno piace poi sputare i semi). Infila bene il bastoncino di legno nella frutta in modo poi da poterlo impugnare. Ora prepara il bagnomaria: riscalda l’acqua nella pentola fino ad un massimo di 50°C. Presta attenzione a non scottarti, chiedi aiuto ad un adulto. Poni il cioccolato da sciogliere nella ciotola e poi mettila nell’acqua calda della pentola. Appena il cioccolato è diventato liquido, prendi ad uno ad uno i bastoncini con infilato il pezzo di frutta e girali finché la frutta risulta tutta ricoperta di cioccolato fondente. Appoggia ora i bastoncini sul vassoio o sulla teglia ricoperta di carta da forno in modo che la frutta si asciughi. In circa due ore la frutta al cioccolato è pronta.
CONCORSO ONLINE
PREMIO
Perché al crepuscolo o quando fa buio è meglio indossare vestiti chiari e ancor meglio se con parti riflettenti? •
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A. Affinché gli altri utenti della strada mi vedano meglio. B. Perché così i miei genitori vedono meglio le macchie e possono lavarle via subito. C. Proteggono meglio dal bagnato e dal freddo.
Partecipa al concorso entro il 25.10.2020 collegandoti al nostro sito internet touring.ch. Buona fortuna!
Un’entrata famiglia (due adulti e due bambini) del valore di 149 franchi, generosamente offerta da Aquaparc.
La risposta corretta del concorso n. 9 era C.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.
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IN GIRO CON
HANS «SCHÜBA» PAPPA
Lo chiamavano «il leone di Davos» 1960: l’anno in cui è diventato socio del TCS e ha festeggiato il suo ultimo campionato svizzero. Originario di Davos, è stato uno dei leggendari giocatori di disco su ghiaccio della Svizzera, in un tempo in cui si giocava senza casco e per la gloria. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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l suo sguardo da combattente Hans Pappa l’ha conservato intatto. Anche a 84 anni quando racconta le sue storie sul ghiaccio mostra i denti incorniciati da un sorriso. Nei suoi occhi riluce ancora una forte determinazione come se si stesse preparando ad un tiro. Un tiro per cui questo difensore dell’HC Davos dal 1953 al 1967 è stato famoso nel mondo dell’hockey svizzero. Era soprannominato «cecchino», «bomber» oppure, a causa del suo temperamento, la sua potenza e volontà: «il leone di Davos». Soprannomi che ancora adesso richiama alla memoria con una punta di malcelato orgoglio. La maggior parte della gente però del giocatore conosce un nome più innocuo: dato che già da giovane aveva sempre un forte appetito e una vera passione per le salsicce (in tedesco: Schübling), invece di Hans veniva chiamato «Schüba». Attualmente vive con la moglie nella sangallese Oberbüren, dove si è trasferito alla fine della sua carriera di hockey. A volte gli mancano le montagne, ma si sente bene anche qui, dove ha trovato anche il suo luogo preferito, il prato attorno ad un grande stagno. Distante solo un paio di minuti dal suo appartamento, vi andiamo in-
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sieme per parlare della sua esperienza di giocatore di hockey professionista.
stagione… a me capitava sempre», aggiunge Pappa. Nonostante tutte le offerte di ingaggio dalla Svizzera e dall’estero, rimase fedele al «suo» HCD per tutta la carriera sportiva e vinse due volte sia il campionato svizzero che la Coppa Spengler. Inoltre con la nazionale svizzera ha partecipato a cinque campionati mondiali e ai Giochi olimpici invernali di Cortina d’Ampezzo nel 1956.
Per l’HC Davos ha vissuto, «Chi vuole essere mobile, sudato e sanguinato Alla domanda se l’hockey giocato sta con il TCS» oggi sia più duro rispetto agli anni Cinquanta e Sessanta risponde con una risata. «Più veloce sì, e anche più tattico, atletico e professionale. Ma non più duro», dichiara Hans Pappa, che un tempo vinse la medaglia di pelle di maiale per il maggior numero di minuti di penalità raccolti in una stagione. Non ha mai indossato un casco o altro equipaggiamento di sicurezza. Ferirsi era all’ordine del giorno. Oggi una cosa così è impensabile. «È giusto che i giocatori si proteggano, ma non vedo in loro la voglia di lottare con sacrificio per la propria squadra», afferma l’ex giocatore senza peli sulla lingua. E di nuovo il leone mostra i suoi artigli: «Ho vissuto, sudato e sanguinato per l’HC Davos. I professionisti di oggi giocano per il portafoglio e molti sono viziati». Ai suoi tempi i soldi non erano il fattore motivazionale della disciplina. «Ricevevamo cinque franchi per ogni allenamento, non di più. Dovevamo pagare i bastoni di tasca propria, e se ne potevano consumare anche oltre una dozzina a
L’altra passione di Hans Pappa sono le auto. Proprio per questo fece l’apprendistato di lattoniere con l’obiettivo di lavorare in una carrozzeria. I piani però sono poi cambiati, si è messo in proprio e si è fatto un nome come fabbro. Nonostante ciò il fascino per le auto è rimasto immutato, come lo dimostra il suo parco macchine con la Jaguar E-Type e la Volvo PV 544 nonché la tessera di socio del TCS da 60 anni. Per lui è ovvio che: «Chi vuole essere mobile, sta con il TCS», dichiara Hans «Schüba» Pappa con la sua notoria determinazione nello sguardo. ◆
«L’HC Davos e le auto, queste sono le mie grandi passioni» Hans Pappa già giocatore della nazionale svizzera di hockey
Luogo preferito Attorno a questo stagno Hans Pappa si rilassa godendosi la natura.
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GIOCA & VINCI
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GRANDI OCCASIONI per vincere
22 e: t t o obrm ine
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OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI IN PALIO l’ultimo smartphone Nokia 8.3 da 128 GB con 5G Valore CHF 649.– L’8.3 è il modello di punta di Nokia oltre che il primo smartphone 5G del produttore per connessioni mobili super veloci. Il dispositivo è dotato di una fotocamera quadrupla ultragrandangolare con funzione macro e tecnologia PureView sviluppata con Zeiss. I contenuti video vengono visualizzati in qualità HDR. La memoria flash ha una capacità di 128 GB, e anche la
memoria principale è a sua volta ben attrezzata con 8 GB, garantendo elevate prestazioni. Quante curve paraboliche sono state affrontate in mountain bike nel nostro reportage sul percorso downhill di 5 km Kandersteg-Sunnbüel? Inviate un SMS con tmi101 xxx (xxx = curve) al numero 5555
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IN PALIO il cellulare per attività outdoor IN PALIO il cellulare per anziani Samsung XCover 4S Valore CHF 228.– Emporia Smart3 mini
Valore CHF 169.–
L’XCover è realizzato per condizioni estreme: è certificato IP68 e MIL-STD 810G, il che lo rende impermeabile, resistente alla polvere e alle cadute. L’involucro antiscivolo assicura che il dispositivo rimanga nella borsa e abbia una tenuta stabile. Il display ad alta risoluzione da 5“ visualizza foto, mappe e gli altri contenuti in modo chiaro e dettagliato. Con la fotocamera da 16 MP e il flash LED è possibile fare foto e video pure in condizioni di scarsa illuminazione. Il touch screen può essere usato in modo ottimale anche con i guanti, se questi sono necessari per lavoro.
Questo smartphone è noto per il suo funzionamento logico. L’interfaccia utente è stata progettata per essere semplice e autoesplicativa. Il pulsante fisico home e la compatibilità con gli apparecchi acustici semplificano ulteriormente l’uso. Il tasto di chiamata d’emergenza può essere pre-programmato su un numero di telefono da comporre. Lo Smart3, che pesa 145 g, è resistente alla polvere e agli schizzi d’acqua secondo IP54. Viene fornito un manuale di istruzioni.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi102 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi103 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.
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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.
TICINO Bollettino della Sezione Ticino
#10 | Ottobre 2020
Ritrovare la propria felicitĂ viaggiando in bicicletta La storia di Yuri Monaco a pagina 80
SEZIONE TICINO
Le mascherine sono sempre indice di sicurezza? Il 2020 si può dire sia stato un anno di grandi cambiamenti. Se da un lato c’è la volontà di dimenticare e lasciarsi alle spalle un periodo drammatico - quello del Covid-19 - dall’altro lato, per non vanificare gli sforzi fatti fino a oggi, è richiesta anche una buona dose di adattamento. Chissà ancora per quanto, il distanziamento sociale, l’utilizzo frequente di gel disinfettanti e mascherine, faranno parte delle nostre nuove abitudini. Con l’avvento delle misure di protezione, sono spesso sorti dibattiti: «è giusto autorizzare gli assembramenti» oppure «bisognerebbe rendere obbligatorio l’utilizzo delle mascherine?». Noi del TCS non siamo esperti virologi, ma ci teniamo a portare alla vostra attenzione un pericolo di natura stradale, che ci è stato più volte segnalato anche da voi Soci.
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egli ultimi mesi, medici, politici, radio, tv e quotidiani, hanno spesso trattato temi legati alla prevenzione dal virus Covid-19. Tra gli oggetti di discussione, ancora oggi, vi è quello delle mascherine. C’è chi le vorrebbe obbligatorie come nella vicina Penisola e chi invece ritiene, che servano solo se utilizzate in determinati contesti o se classificate come DPI FFP2 e FFP3. Un ulteriore problema, di differente natura, è l’utilizzo della mascherina in auto. Ci riferiamo alla «moda» dilagante della passata estate, quella della mascherina appesa allo specchietto retrovisore. Un’abitudine che fino a qualche tempo fa, spettava ai famosi Arbre Magique e, tornando indietro di qualche anno, a peluche, dadi e ad altri accessori. Quello che ne consegue è una carenza di visibilità alla guida, come riportato nelle due foto in pagina, è facile rischiare di non vedere un’automobile che sopraggiunge o, ancor peggio, dei pedoni. Oggigiorno le distrazioni si sono moltiplicate rispetto a un tempo, basti
pensare all’utilizzo improprio dei telefoni cellulari in auto o, addirittura, di persone che camminano completamente assorte dallo schermo del proprio smartphone senza prestare attenzione all’area circostante. Il suggerimento, per la
TCS SEZIONE TICINO
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Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout
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84 000 copie 10 volte all’anno Marco Colandrea Sara Bönzli (TCS)
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sicurezza di tutti, è quello di riporre la mascherina in un vano o in un punto che non ne comprometta lo stato di protezione, ma che allo stesso tempo non metta al bando un aspetto per il quale ci battiamo da anni, quello della sicurezza.
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Monte San Salvatore e TCS insieme per valorizzare il territorio
Il nostro Cantone, considerato Oltralpe una tradizionale meta per trascorrere le vacanze, offre luoghi incantevoli da visitare oltre ad un clima particolarmente favorevole. Tra i siti che meritano una menzione, vi è sicuramente quello del Monte San Salvatore, che con la sua vetta regala un panorama mozzafiato sul Lago Ceresio, sulla pianura lombarda e sulle catene delle Alpi Svizzere e savoiarde. Al fine di migliorare l’esperienza dei visitatori sul Monte San Salvatore, in collaborazione alla Sezione Ticino del TCS, sono state installate 9 nuove tavole sinottiche nei punti panoramici.
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Ticino ogni anno attrae centinaia di migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Basti pensare che nel 2019, solo nel nostro Cantone, si sono registrati 2’309’518 pernottamenti. Tra le principali e frequentate attrazioni turistiche del Cantone, consigliata anche dalla più grande piattaforma di viaggi al mondo Tripadvisor, vi è quella del Monte San Salvatore. Una meta che offre molteplici possibilità: dalla tranquilla passeggiata domenicale in famiglia, all’arrampicata di «via ferrata» per gli escursionisti più esperti. Per gustarsi al meglio i sentieri che partono da Paradiso
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fino alla vetta - dove si può godere di una vista a 360 gradi - sono state implementate 9 tavole sinottiche, pensate per dare ai visitatori una migliore esperienza e descrizione delle aree del territorio circostanti. Le nuove installazioni presenti nei punti panoramici sono state studiate per superare anche le barriere linguistiche e per essere quindi facilmente interpretate. A ognuna di esse, così come alle panchine adiacenti, è stata infatti assegnata una differente colorazione. Un’implementazione che va così ad aggiungersi alla già ricca offerta che il «Pan di Zucchero» presenta ai suoi visitatori, come la possibilità di deliziare di piatti di qualità all’insegna della cucina mediterranea presso la veranda e terrazza - con oltre 200 posti a sedere del Ristorante Vetta, della possibilità di visita al museo e dell’utilizzo di spazi congressuali per riunioni e colloqui. La collaborazione, a favore della valorizzazione del territorio, tra la Sezione Ticino del TCS e la Società Funicolare del Monte San Salvatore, è
nata lo scorso febbraio, in concomitanza al giubileo dei 130 anni di quest’ultima. Un importante traguardo, che celebra inoltre il primato di più vecchio impianto di risalita turistico in Ticino. Se avete in programma di visitare questa speciale montagna, ricordatevi di inoltrarci uno scatto da uno dei punti panoramici, saremo lieti di condividerlo sulle nostre pagine Instagram e Facebook. Vi aspettiamo! Per avere maggiori informazioni sugli orari di apertura-chiusura dell’impianto e le rispettive tariffe, vi invitiamo a visitare il sito web www.montesansalvatore.ch oppure telefonare allo +41 91 985 28 28.
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Ordinare cibo a domicilio? Un’abitudine sempre più in voga
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’ingente richiesta di prodotti alimentari online da parte dei consumatori, creatasi durante il periodo di lockdown da Covid-19, ha portato numerose realtà locali di fronte a un bivio: la chiusura totale o l’adattamento dei processi aziendali con la digitalizzazione. Nel settore della ristorazione, molti attori hanno sfruttato le potenzialità di alcuni servizi già esistenti specializzati nella consegna di cibo a domicilio, per portare avanti la propria attività – nonostante la temporanea chiusura – e soddisfare così la domanda del mercato. Se vivete in un centro urbano vi sarà sicuramente già capitato di incontrare sul vostro cammino i così detti «riders» o «drivers», fattorini incaricati dai ristoranti ed esercizi pubblici locali, per la consegna di cibo a domicilio. I riders molto spesso si spostano su mezzi di trasporto a mobilità sostenibile, biciclette ed e-bike, con un grosso zaino quadrato e isolante sulle spalle, al fine di preservare lo stato delle pietanze trasportate. Qualora vi voleste cimentare per la prima volta in un ordine di cibo online, e organizzare un veloce pranzo o una cena alternativa, vi sarà sufficiente accedere al motore di ricerca Google e digitare le
Il commercio e la vendita di prodotti online in tempi recenti, sta portando – dati alla mano - a un graduale cambio nelle abitudini di acquisto delle persone. Non a caso, per il secondo anno consecutivo, il colosso di e-commerce Amazon si è aggiudicato il titolo di brand con il più alto valore al mondo. Un mercato che gli fa eco, e che di recente ha subito un’importante accelerazione nel periodo Covid-19, è quello del «Food delivery», la consegna di cibo a domicilio. I dati sono significativi: Statista, il più grande portale online di statistiche al mondo, riporta una crescita del settore in Svizzera pari al +25,5% nel 2020. parole «consegna cibo a domicilio». Vi apparirà una lista di piattaforme specializzate nel settore, ai quali molti ristoranti, bar e gelaterie in zone adiacenti alla vostra abitazione, affidano il trasporto. Una volta scelta la specialità preferita ed effettuato l’ordine, potrete seguire tramite un apposito link che riceverete tramite SMS, il vostro pasto fino alla porta di casa vostra, dove vi attenderà il rider. Il successo di questa formula ha attirato l’attenzione di una nota catena di fast food, che, per non lasciare quote di mercato ai concorrenti, ha introdotto di
recente anche in Ticino il servizio di consegna a domicilio. La paura collettiva generatasi con l’avvento della pandemia ha portato molti utenti ad effettuare, per la prima volta o con una maggior frequenza, dei pagamenti online, e a far cadere le barriere nei confronti di un canale ritenuto ancora poco affidabile o poco conosciuto. Il portale tedesco Statista ha riportato, nel periodo che va dal 2019 al 2020, una crescita globale del settore «Food delivery», e un tasso di crescita annuale previsto del 8,3% (in Svizzera) sul volume di fatturato del mercato (20202024).
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Ritrovare la propria felicità viaggiando in bicicletta Monaco La storia di Yuri
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vacanze estive hanno da poco lasciato spazio agli impegni scolastici e professionali, i pomeriggi trascorsi a prendere il sole in riva al lago e le sere passate a contemplare i colori di un tramonto in spiaggia sono ormai solo piacevoli ricordi. In questa edizione vi vogliamo riportare per un attimo in viaggio, con una storia coraggiosa e avvincente, quella di Yuri Monaco,
29enne della Capriasca, autore del blog «Lento e bello – cronache semiserie di viaggi in bicicletta». La storia di Yuri è cominciata una sera di alcuni anni fa, mentre, sdraiato sotto ad un cielo stellato, rifletteva sulla propria vita. In quell’occasione, per la prima volta si è reso conto di provare un forte senso di insoddisfazione, dovuta a una quotidianità che non gli apparteneva più. Di lì a poco, la scelta di licenziarsi dal proprio
lavoro per seguire la propria bussola interiore, quella che lo avrebbe portato a percorrere migliaia di chilometri in giro per il mondo in solitaria. Yuri ci ha spiegato quali sono stati i luoghi che lo hanno affascinato maggiormente e come è cambiata la sua vita da quando, la sua felicità, è diventata la sua più grande priorità.
Sul suo blog scrive che la scelta di viaggiare in bicicletta è nata da un profondo senso di insoddisfazione personale. Quando ha capito che viaggiare sarebbe stata la soluzione per ritrovare la serenità? È stato il frutto di un processo durato molto tempo. Tempo fa, terminata la scuola reclute e ritornato da un soggiorno linguistico di tre mesi negli Stati Uniti, trovai un lavoro presso un ufficio del luganese come centralinista. Accettai quel posto ammaliato dallo stipendio, ma ben presto cominciai a sentirmi frustrato. A fine mese puntualmente «bruciavo» i soldi in cose futili con il solo scopo di alleviare l’insoddisfazione di quella vita. Quando iniziai a capire le dinamiche che si erano create, presi
consapevolezza che non avrei né potuto né voluto continuare in questo modo e che, se non avessi intrapreso un cambiamento, sarei rimasto succube a vita di questa situazione ed il solo pensiero di potermici abituare mi terrorizzava, così mi licenziai e intrapresi una nuova formazione. Dovetti ricominciare da capo. Avendo smesso di lavorare e non avendo risparmiato nulla, iniziai a vivere solo con lo stretto necessario. Basta discoteche, vestiti nuovi, telefono nuovo, basta ristoranti. Basta futilità. Mi resi conto che ad ogni cosa superflua eliminata, trovavo altro superfluo da togliere e questo mi faceva stare sempre meglio. Capii infine che non ero io a possedere le cose, bensì erano le cose a possedere me; più me ne liberavo più
leggero e sereno mi sentivo. È probabilmente in questo periodo che per la prima volta mi sono sentito padrone della mia vita. Decisi di tracciare da solo il mio sentiero, cercando di ascoltare le mie necessità e dandogli assoluta priorità. Per quanto riguarda il viaggio in bicicletta, iniziai quasi per caso. Partii in bicicletta da Lugano assieme a un’amica e andammo fino in Val Bregaglia per una colonia estiva di cui eravamo monitori. Ci mettemmo due giorni ad arrivare e una settimana a riprenderci dagli acciacchi, ma fu meraviglioso. Provai un tale senso di soddisfazione, di appagamento e di libertà che non provavo da molto, troppo tempo. Sentivo che il connubio viaggio-bicicletta poteva essere la via da percorrere.
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Negli ultimi anni ha pedalato per decine di migliaia di chilometri, in Europa, in Asia e di recente anche in Sud America. Quali sono gli insegnamenti che ha colto viaggiando? Sarò banale, ma tra tutti gli insegnamenti che ho colto viaggiando ce n’è uno che li riassume e li accomuna tutti: ho imparato che il mondo è un posto meraviglioso e che le persone che lo popolano lo sono ancora di più. Ho vissuto sulla mia pelle la bontà incondizionata delle persone nonostante le enormi differenze socioculturali. Ho imparato a vedere la bellezza e la ricchezza nella diversità di ognuno di noi. Il bambino che vive in un piccolo paesino senza corrente elettrica, ha lo stesso sogno di qualunque bambino ticinese così come il sogno di un anziano iraniano è che un giorno possa esserci pace tra musulmani e cristiani. Viaggiando in località remote e lontane dal turismo di massa ho imparato che ci sarà sempre qualcuno disposto a condividere un posto a tavola, un materasso o un angolo di giardino per piantare la tenda. Il mondo è un posto bellissimo e vederlo in sella ad una bicicletta mi ha creato una bellissima dipendenza. Si dice che chi viaggia in solitaria impara a conoscere se stesso. Cosa ne pensi di questa affermazione? Condivido questa affermazione in buona parte, sicuramente mi sono conosciuto più in viaggio che nel resto della mia vita. Da un lato trovo che la solitudine favorisca sicuramente l’introspezione e questo trovo sia uno degli aspetti più belli ma allo stesso tempo difficili con cui convivere, specie all’inizio. Mi sono reso
conto, viaggiando in solitaria, di quanto non fossi più abituato ad ascoltarmi. Non avevo mai il tempo di rapportarmi intimamente con me stesso perché in un modo o nell’altro avevo sempre la mente occupata. Ho avuto momenti molto forti e talvolta difficili nella solitudine; vivendo in uno stato di completa libertà e autodeterminazione, la mente iniziava a scavare e a far riaffiorare emozioni e sentimenti dimenticati, se non addirittura repressi. Nel mio caso il cambiamento è stato un processo lungo e laborioso e sicuramente anche questi momenti di introspezione hanno contribuito a forgiare sempre più questa idea di vita. Tuttavia credo che la conoscenza di sé stessi passi sempre attraverso l’altro, nonostante l’introspezione aiuti molto in questo senso. Credo che il nostro vero specchio risieda nelle altre persone perché è quando ci relazioniamo con qualcuno che mettiamo in gioco il nostro modo di essere e di pensare. Lo scambio costante con persone sconosciute, di lingua e cultura completamente diverse, mi ha permesso di conoscere aspetti di me che ancora non conoscevo. Viaggiare mi ha aiutato ad aprirmi verso gli altri e a cercare il contatto con le persone del posto. Che cos’è che non deve mai mancare nello zaino prima di ogni partenza? Resto dell’idea che tutto è utile ma nulla è indispensabile. All’inizio viaggiavo molto pesante poiché credevo di aver bisogno di tutto, con il tempo e l’esperienza ho visto che anche riducendo tutto al minimo c’è sempre qualcosa di cui si sarebbe potuto fare a meno. Se proprio dovessi menzionare qualcosa però, non partirei mai senza la mia tenda. La tenda per me è sinonimo di libertà assoluta. Trascorrere la notte a contatto con la natura e i suoi ritmi, è qualcosa di impagabile. Questa è la versione più romantica dei fatti, ma la tenda mi dà anche quella sicurezza psicologica di protezione quando decido di fermarmi in luoghi poco appartati come parchi o scuole. I viaggi intrapresi l’hanno sicuramente portata ad affrontare numerose insidie, tipiche del viaggiatore con lo zaino in spalla. Quali sono stati i momenti più difficili? Ci sono stati dei momenti durante i quali ha avuto paura? Viaggiare in questo modo porta inevitabilmente a vivere ogni momento in maniera molto intensa perché l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Ma in fondo è proprio questo il bello. Il momento più
difficile è stato sicuramente quando, dopo due mesi di quarantena completamente isolato nel Sud del Cile, ho preso l’ardua decisione di tornare a casa con l’ultimo volo in partenza dal Cile e accantonare così il mio sogno di attraversare le Americhe dalla Patagonia all’Alaska. Rientrare prematuramente in Ticino dopo aver fatto dei sacrifici e tornare alla routine dalla quale volevo allontanarmi è stato difficile, ma d’altronde è un brutto periodo a livello globale. Per quanto riguarda la paura, non scorderò mai quando in Bulgaria, a mia insaputa, montai la tenda all’interno del territorio di due sciacalli. Sentii dapprima dei versi inquietanti, poi li vidi a pochi metri mentre stavo preparando la cena. Dal momento che non si intimidirono nemmeno quando mi avvicinai urlando e con in mano un bastone, mi rifugiai nella tenda e vi rimasi dentro per dodici ore, sveglio, sentendoli camminare a pochi metri da me. Quali sono le nazioni visitate che l’hanno colpita maggiormente? Ha un aneddoto che ricorda con piacere da condividere con noi? Sicuramente l’Iran. Un paese meraviglioso come la gente che lo popola. Quando dopo tre mesi di viaggio stavo giungendo alla frontiera iraniana ebbi paura. Mi vennero in mente le notizie della televisione e le reazioni catastrofistiche delle persone alle quali avevo detto che ci sarei andato da solo in bicicletta. Poco prima della frontiera un’auto iraniana si fermò davanti a me, scesero delle persone che mi regalarono dolci e sigarette in segno di benvenuto. Passata la frontiera mi fermarono almeno dieci volte dei militari che, armati fino ai denti, mi salutarono toccandosi il cuore con la mano destra (un tipico gesto locale di ringraziamento e saluto). Quello stesso giorno, arrivato a Khoy, fui fermato da un signore lungo la strada, mi invitò a cena e a trascorrere la notte sotto il suo tetto. C’era tutta la sua famiglia. Dormii a casa loro per tre notti e l’ultimo giorno mi regalarono un paio di pantaloni eleganti. In Iran le persone sono molto ospitali, mi trovavo infatti a dover rifiutare inviti a cena di perfetti sconosciuti, solo perché avevo già detto di sì a qualcun altro. Ogni giorno trovavo braccia tese dai finestrini delle auto, che mi lasciavano in dono frutta, dolci e sigarette. Mentre scrivo ricordando questi momenti, ho una fitta al petto e gli occhi colmi di lacrime per l’emozione. ottobre 2020
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I nostri controlli in un colpo d’occhio! Al Centro tecnico TCS di Rivera effettuiamo controlli tecnici che permettono di gestire meglio la manutenzione della propria auto ed evitare costosi interventi che possono, a volte, rivelarsi anche inutili. La garanzia sta per scadere e vuole conoscere lo stato dell’auto? E ancora… È stato convocato al collaudo e vuole sapere se l’auto è pronta a superarlo? Con quali costi? Acquista un’auto usata e desidera sapere se sia una vera occasione? Ecco che un controllo, con la consulenza e l’esperienza di esperti, permette di rispondere a molti quesiti. Standard (60 min.) Fanaleria, freni, e ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli) Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS 80 fr. Precollaudo auto (40 min.) Si valuta tutto lo stato dell’auto che deve essere presentata al collaudo ufficiale. È rilasciata una lista di interventi necessari da presentare al proprio garagista. Prezzo: 120 fr. Prezzo Socio TCS: 60 fr. Se durante il precollaudo l’auto risulta già a norma, si potrà usufruire del Pacchetto
SOLO PER SOCI TCS: l’auto viene collaudata subito ricevendo uno sconto sulla tariffa del controllo TCS. Sconto: 30 fr. sul precollaudo Precollaudo autofurgoni e Camper (50 min) Si valuta lo stato dell’autofurgone o Camper che deve essere presentato al collaudo ufficiale. Per i Camper non è incluso il controllo del sistema a gas nella zona abitativa. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Sanificazione auto (30 min) Pulizia completa dell’abitacolo: aspirazione e lavaggio con soluzione detergente a base di alcol, igienizzazione spray e purificazione ad ozono. Prezzo: 80.- Fr. Prezzo Socio TCS: 60.- fr.
Test occasione (100 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Test occasione con potenza motore* (140 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, tachimetro, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) e con il controllo della potenza motore Prezzo: 300 fr. Prezzo Socio TCS: 170 fr. Test garanzia (100 min) Controllo delle parti coperte dalla Garanzia dell’auto prima che questa scada. Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Sicurezza (30 min) Fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali Prezzo: 100 fr. Prezzo Socio TCS: 50 fr. Potenza motore auto* (80 min) Controllo della potenza del motore di automobili Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr
Potenza motore moto* (50 min) Controllo della potenza del motore per motociclette Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Tachimetro (50 min) Controllo per la coerenza della velocità indicata Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Diversi (10 min) Controlli dedicati alla ricerca di specifici difetti secondo il tempo (per ogni 10 min.) Prezzo: 20 fr. Prezzo Socio TCS: 10 fr. Check-up vacanze (60 min) Partire senza problemi! Un controllo per evitare delle «panne» che possono rovinare le vacanze. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Vendita auto Vendiamo la sua auto senza preoccupazioni e senza sforzo in modo professionale e neutrale al prezzo corrente di mercato. Ci contatti per maggiori informazioni. * Per effettuare la potenza del motore si consigliano pneumatici di controllo forniti dal garagista. È sconsigliato effettuarla con pneumatici invernali, da corsa, nuovi o rigommati. Inoltre la potenza motore sarà spinta fino alla velocità massima indicata dai pneumatici.
Luogo e orari Centro tecnico TCS Via alla Chiesa 10, 6802 Rivera. Orari d’apertura: lun–gio 07.30–18.00 ven 07.30–17.30 sab 08.00–12.00
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