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Touring 05 / 2020 italiano

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LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA

#5 | MAGGIO 2020 | FR. 4.50

5

ere trascorr idee per onfinati c il tempo in casa

SUV FAMILIARE E POLIVALENTE Test della Skoda Kamiq

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AIUTARE NELLA CRISI L’impegno del TCS

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SOMMARIO

Ecco le batterie europee

29 Mobilità verticale tra sogni e realtà

10

Mezzi pubblici adatti alla 3a età

32

EDITORIALE

LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA

dossier La nostra rivista, contrappunto alla crisi da coronavirus

15 Droni da trasporto

iviamo un momento eccezionale, la pandemia da coronavirus ci impone restrizioni, molte aziende e lavoratori autonomi lottano per sopravvivere. Viaggi e progetti da tempo pianificati sono rimandati sine die. Noi tutti siamo chiamati a collaborare e sostenere chi, come il personale delle strutture medico-sanitarie e i tanti volontari, sta facendo uno sforzo straordinario su tutti i fronti per superare l’emergenza. Anche il TCS presta aiuto e ve lo raccontiamo su queste pagine. E benché non cessino di giungerci notizie sugli effetti devastanti causati dal Covid-19, il ritmo di pubblicazione non ci permette di dare il giusto spazio al tema, per quanto pressante ed urgente. Come da nostra vocazione ci dedicheremo quindi anche in questo numero alla mobilità. Sperando di offrirvi, care lettrici e cari lettori, un gradito diversivo in questi tempi difficili. State attenti e rimanete in buona salute!

18 Pionieri svizzeri

V

Quattro domande all’Ufac, a Skyguide e al TCS La visione futura di casa nostra della mobilità verticale

20 Il dopo Solar Impulse André Borschberg e le sue nuove idee verdi per il cielo

mobilità 24 Auto per la Bulgaria I nostri vecchi veicoli diesel esportati all’estero

29 Ricerca e batterie L’Empa studia e crea una versione europea

35 Presidente centrale TCS Intervista a Peter Goetschi sul dopo coronavirus

22 Strategia droni L’Accademia della mobilità del TCS ha un nuovo incarico

In Bulgaria le nostre occasioni

24

Felix Maurhofer caporedattore Copertina: © 2017 The Foreign Office Collective

maggio 2020 | touring

3


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SOMMARIO

36

41

Test della Skoda Kamiq

L’elettrica Mini Cooper

72 São Tomé e Príncipe, un vero paradiso!

Incontro con Loco Escrito e la sua musica I miei vantaggi club 46 Gioca e vinci online 50 Private Selection Hotels 67 Benefits TCS 74 Tre occasioni di vincita

51

tecnica 36 Test della Kamiq Abitabilità e tecnologia sorprendenti per questa Skoda

39 Vettura elettrica L’offerta crescente e la maggior autonomia la rendono attrattiva

43 Auto ferma per il virus Il telelavoro ha fatto sì che molte auto restassero in garage

svago 47 Cosa fare se confinati Come trascorrere il tempo se bloccati in casa dal Covid-19

51 Isole al largo dell’Africa São Tomé e Príncipe, luoghi incontaminati del pianeta

club

TCS Sezione Ticino

54 Il club aiuta nella crisi Sempre al vostro fianco e la parola al direttore generale

58 Barometro TCS dei litigi Ora anche le donne si battono per i loro diritti

61 Sicuri sulla due ruote La nuova assicurazione TCS per biciclette e bici elettriche

76 79

Resoconto Assemblee gruppi regionali

80

L’organizzazione del lavoro ai tempi del Covid-19

82

Telepass

Pandemia e mobilità elettrica: cosa succederà?

64 Crisi sanitaria La telemedicina del TCS ben apprezzata dai soci nel bisogno

rubriche 31 Il consulente 45/65 L’esperto TCS 69 Forum 69 Impressum 71 Tourolino 72 In giro con 74 Gioca & vinci

Idee per chi è confinato a casa

47

Touring n. 6

Temi trattati nella prossima edizione della rivista: dossier mobilità condivisa, test della Peugeot 2008, viaggio in Georgia, seggiolini auto per la sicurezza dei bimbi Data di pubblicazione: 28.05.2020

maggio 2020 | touring

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ATTUALITÀ CLUB

I centri guida del TCS potrebbero riaprire l’8 giugno.

Coronavirus: dopo il lockdown il TCS riparte passo dopo passo Le misure per combattere l’emergenza toccano anche diversi settori del TCS. Nonostante i primi allentamenti in alcuni ambiti, in altri occorre pazientare ancora. Qui di seguito vi informiamo sulle attività che potrebbero riprendere

e le relative date. Attenzione: questi dati sono senza garanzia e suscettibili di modifiche a seconda dell’ulteriore sviluppo della situazione. Agli interessati consigliamo di consultare le pagine web indicate per avere conferma.

Corsi di guida I centri di guida di Derendingen, Emmen, Betzholz, Niederstocken, Frick, Erstfeld, Rivera, Lignières, Cossonay e Plantin restano chiusi almeno fino e incluso il 7 giugno 2020. Tutti i corsi di guida, anche quello per la formazione complementare obbligatoria per neopatentati, sono dunque annullati fino a tale data. Le iscrizioni possono essere effettuate online per corsi a partire dall’8 giugno. training-events.ch

Giornata di educazione stradale a San Gallo Di comune accordo con la polizia e la sezione TCS San Gallo-Appenzello Interno la giornata di educazione stradale del 6 giugno per gli scolari è stata cancellata e rinviata al 2021. Informazioni e dettagli al riguardo seguiranno a tempo debito.

FOTO TCS

tcs.ch/sicurezza-stradale

eMobility Days Alcuni appuntamenti dedicati alla mobilità elettrica con test drive gratuiti di autovetture, biciclette e monopattini a batteria sono stati purtroppo rimandati a date non precisate. Ecco il nuovo programma: Rinviati (nuove date da comunicarsi a breve) 9 maggio: Füllinsdorf (BL) 13 giugno: Meyrin (GE) 27 giugno: Birr (AG)

Campeggio L’epidemia da coronavirus ha colto alla sprovvista i fan di vacanze all’aria aperta già in piena fase di preparazione all’imminente stagione camperistica. L’insieme dei 24 campeggi del TCS hanno posticipato il riavvio della loro attività almeno fino all’8 giugno. Soggiorni da questa data possono essere prenotati direttamente presso il campeggio prescelto, online o telefonicamente. A causa della persistente incertezza il TCS ha deciso di rimandare all’estate 2021 l’apertura del villaggio «Pop-Up Glamping» nell’altopiano di Plaun (comune di Laax). tcs-camping.ch

Coloro che nel frattempo volessero farsi ispirare da altri campeggiatori, pianificare o addirittura prenotare la prossima vacanza plein air potranno valersi della guida digitale Camping-Insider, prezioso quanto utile compagno d’avventura. camping-insider.ch Il TCS Pop-up Glamping ritornerà nell’estate 2021.

Avranno probabilmente luogo 22 agosto: Oerlikon (ZH) 29 agosto: San Gallo (SG) 5 settembre: Neuchâtel (NE) 12 settembre: Sion (VS) 3 ottobre: Crissier (VD) 10 ottobre: Berna (BE) 17 ottobre: Emmen (LU) 24 ottobre: Oensingen (SO) tcs.ch/edays

maggio 2020 | touring

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Ripartire, ma più in là Se la crisi colpisce in modo trasversale il turismo, non mancano i segnali positivi. Invece di esigere l’immediato rimborso del viaggio prenotato, molti clienti accettano di rimandarlo. È impossibile stimare le perdite che il settore turistico svizzero subisce a causa del lockdown, ma sono immense. Eppure, in questi tempi difficili la clientela si mostra fedele verso la propria agenzia o l’operatore turistico abituale. «La stragrande maggioranza è aperta e disponibile a ripiegare su una proposta alternativa», si rallegra Walter Kunz, direttore della Federazione svizzera di viaggi.

Clienti solidali «Appena scoppiata la crisi, molti chiedevano il rimborso in preda al panico per le notizie diffuse nei media» racconta Pascal Wieser, direttore di Vögele Reisen. Nel frattempo le cose si sarebbero calmate. Circa il 70 percento avrebbe cambiato prenotazione o accettato dei buoni. «Sono prevalentemente i più giovani o anziani a voler essere rimborsati,

e questi ultimi sono meno propensi a fissare per una data futura, ancor incerta». Anche da Car-tours.ch non si sarebbe verificato il temuto fuggi fuggi di clienti, che perlopiù si mostrano comprensivi. «Siamo felici di riscontrare una grande solidarietà. D’altra parte è legittimo chiedere indietro i soldi. Comprendiamo chiunque voglia programmare il viaggio serenamente e più in là, quando la situazione si sarà stabilizzata», dichiara il responsabile Urs Tanner. Henri-Pierre Galletti, direttore TCS Viaggi, si dice stupefatto dell’equanimità con cui la clientela affronta i fatti: «La maggior parte opta per spostare la prenotazione, alcuni per buoni viaggio». Talora sarebbero addirittura contenti di non trovarsi in giro per il mondo in questo periodo fuori dal normale.

Le ferie da sogno? Rinviate, non annullate. Sono in molti infatti a decidere così.

8 touring | maggio 2020

Pasqua in casa La pandemia da coronavirus ha scongiurato l’esodo pasquale: niente code al San Gottardo, come mostra la foto a lato: il Giovedì Santo, l’A2 a Silenen era deserta. La polizia cantonale urana ha confermato che per quel ponte festivo il traffico verso Sud è stato pochissimo. Rispetto al 2019, il Venerdì Santo era ridotto al 4 percento, il Sabato dell’8 percento e la Domenica e il Lunedì dell’Angelo è risultato di appena il 4 percento.

LA CIFRA

500 milioni di franchi, è questa la flessione mensile dell’utile accusata dalle aziende dei trasporti pubblici a causa della situazione straordinaria dovuta al Covid-19. Finora circa 150 000 persone hanno depositato il loro AG. Su incarico del Consiglio federale il servizio di base è garantito, malgrado una riduzione significativa dell’offerta dei trasporti pubblici.

Covid-19 – brusca frenata del traffico Il decreto federale, che ha incitato la popolazione a rimanere in casa e prediligere il telelavoro per arginare l’epidemia da coronavirus, ha avuto grosse ripercussioni sul volume del traffico. Secondo Viasuisse nella prima settimana del lockdown gli intasamenti segnalati sono diminuiti di oltre il 60 percento, con soli 251 annunci rispetto ai 732 dell’analoga settimana del 2019 e ai 657 diffusi nel mese precedente. Un quarto circa degli avvisi concernerebbe

LA FOTO

rallentamenti o ingorghi nelle zone frontaliere, dove i controlli ai confini sono stati rafforzati. Stando all’Ufficio federale delle strade (USTRA) nel periodo in esame il traffico si è ridotto, in termini globali, del 30– 40%. ln particolare il traffico in direzione dei paesi vicini Francia, Germania ed Austria è calato del 70–75 percento, mentre quello verso l’Italia è diminuito dell’80–90 percento.

LA PAROLA

Narciso figlio della divinità fluviale Cefiso e della ninfa Liriope nella mitologia greca, si innamorò del suo riflesso e così annegò cercando di abbracciarlo. Si racconta che un narciso sia poi sbocciato nel luogo dove si sedeva Narciso. A maggio, i narcisi selvatici crescono anche in Svizzera, ad esempio nelle Prealpi, in Ticino e nel Giura.


FOTO KEYSTONE, EMANUEL FREUDIGER, ALD

ATTUALITÀ

Svizzera virtuale

Le pagine del gas

In attesa di poter scoprire dal vivo le bellezze del Canton Vaud, ora le si può già pregustare comodamente dal proprio salotto. Infatti, il sito Vaud Tourisme mette a disposizione nuovi video in formato tridimensionale a 360 gradi. Anche altri enti del turismo, in particolare quello dei Grigioni e di Lucerna, hanno arricchito la loro offerta digitale. E per una panoramica a tutto tondo delle innumerevoli attrazioni naturali e culturali del nostro paese vale davvero la pena visitare le pagine online di Svizzera Turismo.

Cambia look il sito internet cng-mobility.ch, progetto comune delle aziende regionali del settore svizzero del gas. Disponibile nelle tre lingue nazionali si presenta ampliato nei contenuti venendo a coprire ulteriori motorizzazioni alternative (elettrica, carburanti sintetici, idrogeno). Offre articoli di fondo sulle varie propulsioni e i relativi costi, emissioni di CO2 ecc. Vi si trovano funzioni utili quali la mappa delle stazioni di rifornimento vicine e l’elenco aggiornato dei veicoli a gas naturale compresso (GNC) e notizie in tema di mobilità sostenibile.

myswitzerland.com

Solidarietà timbrata Costa cinque franchi il francobollo speciale emesso dalla Posta in relazione con la pandemia da coronavirus. L’incasso sarà devoluto alla Catena della Solidarietà e alla Croce Rossa Svizzera, che lo distribuiranno a persone con bisogni urgenti dovuti al virus Covid-19. È disponibile in fogli da dieci per la somma di 50 franchi.

La soglia della neutralità carbonica Dopo 40 000 km un’auto elettrica di media categoria provoca meno gas serra rispetto ad un veicolo comparabile con motore termico. Il calcolo dell’Istituto Paul Scherrer si basa sull’utilizzo di energie a emissioni zero. Il dato è quindi applicabile alla Svizzera, ma non indiscriminatamente ad altri paesi. maggio 2020 | touring

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10 touring | maggio 2020


DOSSIER

Gli aerotaxi elettrici che decollano e atterrano in verticale e trasportano merci o persone sono considerati la prossima grande innovazione nella mobilità urbana. Tecnica, soldi e progetti sembrano essere a disposizione, ora rimane la questione di chi alla fine avrà la meglio. TESTO DINO NODARI

I taxi mettono le ali

Lilium Jet Presto questi aerotaxi potrebbero sorvolare le nostre città.

FOTO ROBIN RUNCK

S

ono la grande promessa della mobilità del futuro: gli aerotaxi. In tutto il mondo la ricerca si sta concentrando sugli aeromobili VTOL (acronimo inglese di: Vertical Takeoff and Landing, ovvero: decollo e atterraggio verticale) per il trasporto di passeggeri. E le promesse per il futuro sono così grandi che a metà marzo, in piena emergenza coronavirus, sono state investite ingenti somme in progetti che sono ancora ben lontani dalla fase di commercializzazione. A partire dal 2025 la start up di Monaco di Baviera Lilium vuole offrire un primo servizio urbano. In marzo, in seguito ad un ciclo interno di finanziamento, si è aggiunta un’iniezione di 240 milioni di dollari. Tra gli investitori si contano fornitori di capitali di rischio, ma anche la banca del Liechtenstein LGT e l’ex campione mondiale di Formula Uno Nico Rosberg.

Di città in città Anche se dovremo attendere ancora a lungo sino a che i velivoli di nuova generazione voleranno al di sopra delle nostre teste, da tempo circolano dichiarazioni promettenti e stupende immagini di prototipi a terra e in volo di prova. La missione di Lilium: «Sognavamo un mondo in cui ognuno può volare dove vuole e quando vuole. Da città a città o dalla periferia al centro, vogliamo offrire la possibilità di → viaggiare su chiamata in maggio 2020 | touring

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36 motori elettrici possono far accelerare il Lilium Jet fino a 300 km/h.

Volocopter Ancora con il pilota a bordo durante un volo di prova a Singapore.

modo veloce, ecologico e a prezzo accessibile». In concreto la società bavarese vuole offrire flotte aeree e un servizio di aviotrasporto che colleghi i centri urbani tra di loro. L’apparecchio Lilium Jet è equipaggiato di 36 motori elettrici, ha un’autonomia di 300 chilometri e raggiunge una velocità massima di 300 km/h. Il jet offrirà posto per cinque persone. Da notare che questa start up intende guadagnare non con la vendita di apparecchi, bensì con il servizio di taxi volanti.

sostiene che con l’attuale densità di energia delle batterie agli ioni di litio non è possibile avere l’autonomia promessa. Nella rivista tedesca «Spiegel» due esperti di aviazione hanno confermato i calcoli dell’esperto anonimo. In risposta all’articolo, un portavoce di Lilium ha spiegato che: «Non sosteniamo che oggi, con gli attuali prototipi, riusciamo a coprire una distanza di 300 chilometri». La società è fiduciosa che riuscirà a raggiungere questo obiettivo entro il 2025.

In Germania il progetto di Lilium è reputato un modello valido che suscita interesse al più alto livello politico e fa sognare la gente. Tuttavia si sono sollevate anche voci critiche, secondo cui le promesse della start up bavarese sono destinate al fallimento semplicemente perché non superano la prova delle regole di fisica. Nella rivista specializzata «Aerokurier» un esperto, di cui non è stato fatto il nome,

Mentre il progetto di Lilium si concentra su distanza e velocità, la società anch’essa tedesca Volocopter si è prefissata un altro obiettivo. Il mix di drone ed elicottero è previsto per un impiego su brevi tragitti nelle metropoli. Dal 2011 si compiono dei voli con prototipi – il più recente ha effettuato un volo di un chilometro e mezzo a Singapore. Per questioni di sicurezza, a bordo c’era un pilota, ma in avvenire

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Elicottero o drone?


DOSSIER

FOTO NIKOLAY KAZAKOV, ALD

Critica Gli esperti esprimono dubbi sulla portata dichiarata da Lilium.

gli aerotaxi dovranno funzionare con la guida autonoma. Il Volocopter 2X è elettrico e dispone di 18 rotori. Al momento il Volocopter offre posto per un passeggero, mentre in futuro dovranno poter salire a bordo sino a sei persone. Anche questo progetto è sostenuto da potenti finanziatori, come il gruppo automobilistico cinese Geely Holding e la Daimler. Non è ancora ben chiaro quando i primi Volocopter offriranno un servizio di aerotaxi nelle metropoli. «Siamo ancora ai blocchi di partenza per quanto riguarda la realizzazione dei primi voli di linea degli aerotaxi nelle città», affermava già nel 2018 Florian Reuter, CEO di Volocopter. Nel frattempo a Singapore: «Stiamo valutando le possibilità tecniche ed elaborando in comune le direttive aziendali al fine di rendere possibile la sperimentazione a Singapore», afferma Ho Yuen Sang, direttore dell’autorità competente in materia di aviazione → civile a Singapore. maggio 2020 | touring

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DOSSIER

Sperimentazione mondiale I concorrenti di Lilium e Volocopter sono numerosi e in parte sono sostenuti da potenti sponsor. Per il 2025 Airbus Helicopters in collaborazione con Siemens ha in programma la messa in esercizio del CityAirbus, un aerotaxi che vola autonomamente. Anche il produttore di elicotteri statunitense Bell lavora ad un aerotaxi a decollo verticale. L’anno scorso è stato reso noto che Porsche, insieme a Boeing, vuole prendere parte a questo mercato del futuro e ancora quest’anno dovrebbero tenersi i primi voli di prova. Nel frattempo il servizio di trasporti Uber coopera con tre fabbricanti di aeromobili – Embraer, Karem Aircraft e Pipistrel – per riuscire a compiere i primi test degli aerotaxi quest’anno. Da notare che in febbraio – nel quadro della lotta al coronavirus – è stato impiegato l’apparecchio cinese EHang 216: con un volo di prova è stato trasportato un pacco di emergenza ad un ospedale distante quattro chilometri nella città di Hezhou. I voli di andata e ritorno sono stati realizzati senza pilota e con guida autonoma.

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Nexus di Bell L’aerotaxi a decollo verticale del costruttore di elicotteri americano.

FOTO ALD

La lista di progetti è ancora molto lunga. È evidente che con questa nuova forma di mobilità è possibile guadagnare molti soldi. Stando ad uno studio di Porsche Consulting del 2018, la crescita del mercato subirà un’accelerazione a partire dal 2025. Sino al 2035 Porsche Consulting stima il mercato per i trasporti aerei urbani a 32 miliardi di dollari. La società finanziaria statunitense Morgan Stanley prevede addirittura che entro il 2040 il mercato potrà crescere sino a raggiungere quota 1,5 miliardi di dollari l’anno. ◆

CityAirbus Il progetto multinazionale di Airbus Helicopters e Siemens.

Porsche e Boeing vogliono collaborare lanciandosi insieme nel mercato del futuro.


DOSSIER

In Svizzera vedremo presto spiccare il volo i primi droni da trasporto? E come sarà l’integrazione degli aerotaxi nel traffico aereo? Le risposte dell’Ufficio federale dell’aviazione civile, Skyguide e TCS a quattro domande. TESTO JULIANE LUTZ

A questa domanda l’Ufficio federale dell’aviazione civile (Ufac) ha risposto che non è possibile fare previsioni. L’avvio dell’attività di queste società dipende da diversi fattori: la maturità economica e tecnologica, il quadro normativo e l’accettazione sociale. Attualmente l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) sta elaborando le basi normative affinché le aziende di aerotaxi possano avviare la loro attività. Una consultazione in merito a livello europeo è prevista nell’ultimo trimestre 2020. Se la consultazione avrà luogo con profitto e se avrà un effetto sul successivo processo legislativo, è difficile da dire. Dal punto di vista tecnologico gli aerotaxi sono realizzabili già oggi, afferma Jürg Wittwer, direttore generale del TCS, che ha trattato a fondo il tema dei droni. Tuttavia – sostiene il direttore generale – passerà ancora tanto tempo fino a che saranno emanate le regole quadro per gestire un’attività commerciale di questo tipo. Wittwer ritiene che al più presto nel 2022 verrà autorizzata un’attività di prova, ad esempio per coprire il tragitto tra Zurigo e l’aeroporto di Kloten. I flying taxi sono più realtà che fantasia: la ricerca sulle nuove tecnologie ha fatto progressi dietro le quinte e avanza più velocemente del previsto. Nelle città svizzere dove atterreranno gli aerotaxi? Per

fare un esempio, nelle stazioni ferroviarie?

Taxi volanti e droni da trasporto: realtà o fantasia?

CHRISTOPH RUCKSTUHL/NZZ

Vari produttori di aerotaxi elettrici sembrano aspettare solo il segnale di partenza. Quando decolleranno i primi passeggeri?

Se gli aerotaxi saranno disponibili oltre che negli aeroporti anche nelle stazioni o in altri luoghi dipende sia dalla pianificazione del territorio che dall’accettazione sociale, spiega l’Ufac. Stando a Jürg Wittwer un luogo di atterraggio centrale per i droni-taxi si può trovare in ogni città svizzera. Esclude però i tetti delle stazioni ferroviarie, perché ancora troppo spesso sono spioventi. Dato che sono più silenziosi e più sicuri degli elicotteri, si può immaginare che i dronitaxi circolino lungo rotte fisse, al di sopra di autostrade e linee ferroviarie, nelle immediate vicinanze dei centri urbani. In Svizzera si è già oltre la fase di test per quanto riguarda i droni da trasporto?

Negli Stati Uniti l’affiliata di UPS, UPS Flight Forward, dal 2019 ha già spedito migliaia di test medici con i droni in parallelo al servizio di corriere a terra, mentre in Svizzera non siamo ancora a questo punto. Sinora La Posta ha testato il trasporto di campioni di laboratorio tra gli ospedali all’interno delle città di Zurigo e Lugano con un’autorizzazione Ufac. A causa dell’emergenza coronavirus, i voli di prova sono però stati sospesi. Nel 2019 l’Ufficio dell’aviazione civile ha autorizzato ancora un progetto del Politecnico federale di Losanna (EPFL). Nei cantoni Vallese e Vaud già dal 2017 circolano droni con il compito di spruzzare in modo mirato fertilizzanti e pesticidi sui campi agricoli. Il direttore generale del TCS Wittwer è scettico sul fatto

che nel breve termine si possano vedere volare droni da trasporto, dato che in Svizzera la maggior parte della merce non deve essere trasportata in tempi molto ristretti. In futuro i droni da trasporto potranno volare ovunque sul territorio o soltanto in corridoi prefissati?

Dall’estate 2019 Skyguide, in collaborazione con l’Ufac e la società statunitense Airmap, sta lavorando al progetto «U-Space» per l’integrazione dei voli di drone nello spazio aereo. Non sono previsti dei corridoi speciali. Si è invece optato per tracciare i droni che volano al di fuori del campo visivo tramite il GPS e «U-Space» e renderli visibili sugli schermi radar dei gestori del traffico aereo. In questo processo interamente automatico gli operatori dei droni, analogamente ai piloti dei velivoli più tradizionali, elaborano un piano di volo e comunicano al sistema quando, dove, per quanto tempo e a che altezza intendono volare. Il sistema controlla i dati e, se non si genera un conflitto, dà l’ok al piano di volo. Grazie a «U-Space» in futuro ad esempio i voli di trasporto possono avere luogo anche nelle vicinanze di aeroporti, dato che la torre di controllo ne è stata informata e garantisce che non interferisca con il volo degli aerei. Il sistema dovrebbe essere accessibile anche agli operatori che fanno volare i droni nel campo visivo e al di sotto di 150 metri. Attualmente l’Ufac sta definendo la normativa in modo che il sistema possa passare dalla fase test al funzionamento regolare. • maggio 2020 | touring

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Per il medico d’urgenza condizioni stradali difficili e gran distanze combinate insieme sono spesso causa del rallentamento del tempo d’intervento sul luogo dell’incidente. Per questo motivo, in uno studio di fattibilità l’ADAC sta analizzando la possibilità di usare un multicottero al posto dei normali mezzi di soccorso. TESTO JULIANE LUTZ

L’Istituto di medicina d’emergenza e di management sanitario dell’Università di Monaco di Baviera sta compiendo simulazioni al computer di interventi di salvataggio aereo di ADAC sulla base di dati reali, per capire se un multicottero possa essere un mezzo più efficace rispetto ai normali mezzi di salvataggio. In Svizzera la scelta del mezzo di soccorso viene lasciata alla decisione delle autorità cantonali, in Germania invece i medici d’emergenza si recano sul luogo dell’incidente sempre in automobile invece che in ambulanza. Nell’esercizio di simulazione il computer svolge la funzione di coordinatore della centrale operativa che valuta le condizioni d’intervento per decidere se il medico si sposta in automobile o in multicottero. «Vogliamo soprattutto capire quale

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Se il medico d’urgenza arriva in multicottero

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mmaginatevi di subire un grave incidente e il medico corre in vostro aiuto a bordo di un taxi-drone con propulsione elettrica. Pensate che si tratti forse di un film di fantascienza? No, ben presto potrà essere realtà. In uno studio di fattibilità l’ADAC Luftrettung – il ramo specializzato nel salvataggio aereo del maggiore club automobilistico tedesco – sta analizzando la possibilità di usare i multicotteri per interventi di pronto soccorso.

velocità e quale autonomia sono necessarie in modo che il multicottero arrivi più presto rispetto ad un normale veicolo su strada», afferma Aaron Erd, direttore di progetto presso il salvataggio aereo di ADAC.

Meno medici significa più tecnologia La ricerca che si sta svolgendo in Germania di un nuovo tipo di velivolo da impiegare nel pronto soccorso è mirata a trovare un rimedio alla chiusura di ospedali e alla mancanza di medici che rendono ancora più difficile il salvataggio aereo soprattutto nelle aree più discoste. «Con un multicottero si può coprire una superficie maggiore e dunque è possibile garantire il servizio anche con meno medici d’urgenza a disposizione», spiega Erd. Per

lo studio sono state scelte come modello la città di Ansbach in Baviera e il Land Renania-Palatinato, dove l’ADAC è già presente con delle stazioni di salvataggio aereo. Inoltre «in queste regioni geografiche – continua Aaron Erd – si è confrontati con aree montagnose e valli profonde, che ostacolano e ritardano l’intervento dei medici». La presentazione dei risultati della ricerca è prevista nel terzo trimestre del 2020. Sulla base dello studio verranno effettuati voli di prova da parte di un pilota di un aeromobile di nuovissima generazione realizzato dalla società tedesca Volocopter. Questa società con sede a Bruchsal è leader nello sviluppo di multicotteri elettrici a decollo verticale che fungono da taxi dell’aria. Nel 2016 la società ha


ADAC LUFTRETTUNG/ ANDREA FABRY

DOSSIER ottenuto l’autorizzazione provvisoria per il suo VoloCity. Si tratta di un multicottero che offre posto per il pilota, il medico e l’equipaggiamento sanitario. Il velivolo pesa 700 chili ed è alto due metri e mezzo, il diametro della corona su cui sono installati i rotori si estende per 11,3 metri. Mantenendo un’altezza di volo di 100 metri può circolare ad una velocità massima di 110 km/h. L’autonomia al momento è di 35 chilometri. La ricarica del VoloCity avviene con una linea di alta tensione e in più è previsto il cambio delle batterie dopo ogni intervento, in modo che sia subito pronto per ripartire. Queste caratteristiche sono

considerate sufficienti per cominciare con i primi test. Nelle regioni prese a modello parallelamente ai voli di prova «interverrà sempre un medico a bordo di un’auto», afferma Aaron Erd. Per l’impiego effettivo nel servizio di soccorso medico l’ADAC punta su un ulteriore sviluppo tecnologico.

ADAC nuovamente precursore Rispetto agli elicotteri, il multicottero elettrico ha un’impronta di CO2 migliore, un costo inferiore ed è molto più facile da guidare. «Gli elicotteri rimarranno comunque sempre necessari per trasportare persone infortunate

e malati gravi. Per noi – spiega Erd – è importante migliorare il servizio di salvataggio su terra affiancando la nuova tecnologia. Con questo nuovo studio di fattibilità dedicato al multicottero l’ADAC conferma il suo ruolo di punta nel campo del salvataggio di emergenza aereo. «Quando 50 anni fa si cominciò ad impiegare elicotteri, l’ADAC venne deriso», ricorda il responsabile della comunicazione Jochen Oesterle. Nel frattempo la rete di salvataggio aereo tedesca è una delle più fitte al mondo e – con più di 50 elicotteri e 36 stazioni – l’ADAC è una delle maggiori organizzazioni di salvataggio aereo in Europa. ◆

La foto ben presto potrebbe esser realtà, dato che l’ADAC ha in programma voli di prova già nel 2020.

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Due società svizzere stanno concentrando gli sforzi nella realizzazione di velivoli a decollo verticale od obliquo per la mobilità porta a porta. I prototipi di Dufour Aerospace e iii-Solutions potranno diventare realtà fra qualche anno. TESTO FELIX MAURHOFER

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sere testato un prototipo 1:1. Fra cinque anni il primo «aEro 3» potrebbe ottenere l’autorizzazione per questo tipo di voli dall’Ufficio dell’aviazione civile. Per lo sviluppo del prototipo la start up ha preventivato un investimento attorno ai dieci milioni di franchi. L’autorizzazione e la produzione richiederanno altre diverse decine di milioni. L’aereo ad ala inclinata verrà venduto a un prezzo che oscilla tra uno e due milioni di franchi. Thomas Pfammatter è convinto che in un futuro non troppo lontano la mobilità verticale entrerà nella nostra vita quotidiana grazie agli evidenti vantaggi di efficienza energetica e risparmio economico. In più l’«aEro 3» può decollare e atterrare ovunque.

Dufour Aerospace ha già testato l’«aEro 1» nell’aerodromo di Raron. Attualmente stanno provando il secondo prototipo.

L’aerotaxi elettrico Un ulteriore progetto svizzero è il velivolo a decollo obliquo «Bitcraft one» di iii-Solutions. La mente dietro questo progetto è Andreas Reinhard. Il noto fisico e pilota è l’autore di diverse invenzioni che hanno fatto furore come ad esempio il velivolo «Stingray». Il progetto di aerotaxi «Bitcraft one» è costituito Velivolo ibrido «aEro 3», un giorno sostituirà gli elicotteri.

FOTO ALD

La mobilità verticale si fa strada in Svizzera

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el futuro prossimo la mobilità verticale acquisterà sempre più importanza, ne sono convinti gli esperti di aviazione. Anche le imprese svizzere stanno sviluppando dei velivoli per questo nuovo tipo di mobilità. Con l’aereo ad ala inclinata «aEro 3» la start up Dufour Aerospace vuole portare nei cieli un’alternativa all’elicottero che sia a basso consumo energetico. «L’aEro 3 a cinque posti decolla verticalmente con quattro motori elettrici e poi compie il viaggio in orizzontale con una turbina a cherosene», spiega Thomas Pfammatter, pilota di elicottero e fondatore di Dufour Aerospace. Il sistema di decollo verticale – come un elicottero – e poi di viaggio orizzontale – come un aereo – è estremamente silenzioso, ecologico e a basso consumo energetico. E necessita tre volte meno carburante rispetto ad un elicottero della stessa stazza. Un giorno il velivolo funzionerà esclusivamente con batterie o a idrogeno. All’«aEro 3» bastano 400 cavalli, mentre un elicottero ne ha bisogno di 1000 per la sua prestazione di volo. In modalità ibrido il velivolo ha un’autonomia di 800 chilometri, per una velocità di 320 km/h. Anche in rapporto alla manutenzione – afferma Pfammatter – il sistema ibrido è più a buon mercato. Di conseguenza, il prezzo di viaggio sarebbe quattro volte più a buon mercato di quello che ora paga un passeggero di elicottero. Attualmente a questo progetto lavora un team di 15 persone, che ha già testato il volo di un piccolo prototipo. Pfammatter calcola che ci vorranno ancora tre anni sino a che potrà es-


DOSSIER Il «canard» di iii-Solutions è a basso consumo energetico.

Studio del «Bitcraft one» con cabina passeggeri rotante.

da una cabina per sei persone, un carrello per l’atterraggio sia su strada che rotaia e quattro eliche oblique a funzionamento elettrico. Dal lato aerodinamico, si tratta di un «canard», ovvero un velivolo in cui gli stabilizzatori orizzontali sono disposti anteriormente rispetto al baricentro, e dunque davanti all’ala. Con questa configurazione è possibile volare consumando poca energia e grazie ai molteplici motori e al rapporto di planata al di sopra di 8 è garantita una sicurezza superiore alla media in caso di totale guasto dei motori. Inoltre il «Bitcraft one» dispone di un paracadute. Il velivolo è predisposto

per 20 minuti di volo, mantenendo una velocità di 140 km/h. Per Reinhard questo modello di aereo rappresenta la soluzione per offrire un servizio di trasporto porta a porta con un consumo minimo di energia, massimo comfort per i passeggeri nonché un’emissione minima di rumore. Attualmente il team di iii-Solutions è occupato con lo sviluppo del prototipo 1:4. Reinhard ritiene che la mobilità aerea urbana assumerà sempre più importanza in futuro e che potrà completare in modo mirato quella su strada e rotaia, ma solo se sarà più efficiente e più silenziosa di quella attuale. • Info: iii-solutions.ch; dufour.aero

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André Borschberg, pioniere dell’aviazione svizzera, è in prima linea fra chi scommette sulle energie verdi nei cieli. Anche se in un primo tempo le macchine volanti saranno limitate alle zone urbane, è convinto che cambieranno profondamente la nostra mobilità. INTERVISTA JÉRÔME LATHION | FOTO ANNA PIZZOLANTE

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Con Solar Impulse è stata realizzata una visione. Come vede la mobilità verticale ora?

André Borschberg: Innanzitutto ricordo che l’obiettivo del progetto Solar Impulse non era quello di rivoluzionare l’aviazione, ma di modificare l’opinione pubblica nei confronti delle energie rinnovabili. Se allora era ancora marginale, nel frattempo l’elettrico si è imposto come forte motore di trasformazione, proprio come lo è stata, all’epoca, l’automobile. La perdita di potenza è minima, il 95% arriva sull’elica, ciò che riduce i consumi complessivi. Il secondo vantaggio sta nella semplicità di manutenzione dei propulsori elettrici: a zero emissioni, silenziosi, economici, stanno conquistando crescenti consensi, e infatti sono sempre più numerosi chi crede nelle potenzialità di questi apparecchi. Soprattutto i notevoli progressi compiuti nel decollo e atterraggio verticale (VTOL) ne fanno un’interessante alternativa agli elicotteri convenzionali. 20 touring | maggio 2020

Quali ostacoli possono frenare lo sviluppo del green fly?

«I voli di droni ed aerei dovranno essere coordinati»

educe dal successo di Solar Impulse, André Borschberg, uno dei protagonisti del primo giro intorno al mondo di 40mila chilometri concluso nel 2016 a bordo di un aereo ad energia solare, ha fondato a Sion la società H55 SA. La start up, che promuove la propulsione elettrica nell’industria aeronautica, ha sviluppato, in collaborazione con il produttore ceco BRM Aero, il biposto da addestramento elettrico Bristell Energic Flight Trainer. Dovrebbe essere certificato alla fine del 2021 e a disposizione per le scuole di volo nel 2022. L’ex CEO di Solar Impulse è certo che la mobilità verticale elettrica accelererà notevolmente in un futuro prossimo.

Vi sono ancora diversi ostacoli da affrontare, in particolare per quanto riguarda la capacità, tuttora limitata, delle batterie, che fa sì che per il momento i velivoli elettrici rimangano circoscritti alla mobilità urbana. La seconda sfida interessa la certificazione. I costruttori devono garantire la piena sicurezza dei loro velivoli, e come mostrano i recenti contraccolpi della Boeing in fase di test, queste procedure sono complesse e possono durare. Soffermiamoci sulla UAM, la mobilità aerea urbana: oltre ai taxi volanti, quali altri apparecchi sono sulle rampe di lancio?

Aeromobili per uso individuale sono già operativi negli Stati Uniti. Il drone Blackfly accoglie un passeggero che non deve possedere il brevetto di pilota. Si comanda con un semplice stick. E sa qual è l’età minima legale per pilotarlo? Non saprei, 14 o 15 anni?

Cinque! Presto, diversi modi di trasporto merci e persone si avvicineranno e si sovrapporranno: droni per la consegna a domicilio, velivoli a pilotaggio remoto (APR) che richiedono poca istruzione, e gli aerei tradizionali – tutti dovranno coordinare le loro attività e condividersi lo spazio di volo. Occorrono quindi standard e regolamentazioni, elaborarli richiederà tempo. Le auto circolano da oltre un secolo e a tutt’oggi la segnaletica non è unificata in Europa. Come si potrà sincronizzare sviluppo normativo e tecnologico?

In effetti, questo rappresenta il terzo grande ostacolo. Dobbiamo integrare i nuovi sistemi e

i cambiamenti che comportano. La tecnologia è pronta, ma molte questioni devono essere risolte sul piano giuridico. È come l’auto a guida autonoma, verrà, ma ci vorrà tempo. Comunque non lo considero un problema; procedendo a tappe impareremo ad apprezzarne i pregi, il fatto che non inquina, non disturba ed è più sicura. Non rischiamo di spostare semplicemente gli ingorghi dal suolo all’aria?

Il vantaggio della mobilità verticale è che non dipende da infrastrutture con capacità limitate come la rete stradale e ferroviaria. Ovviamente il traffico aereo va controllato e gestito ma le capacità operative possono essere Protagonista dell’exploit del Solar Impulse, oggi André Borschberg si consacra allo sviluppo della mobilità verticale elettrica.

IDENTIKIT André Borschberg nasce a Zurigo nel 1952. Si laurea in ingegneria meccanica all’EPFL nel 1976 e consegue il Certificato in Business Management alla facoltà di commercio ed economia HEC di Losanna nel 1977–78. Già pilota militare delle Forze Aeree Svizzere, entra nella storia dell’aviazione realizzando, nel 2015– 16 il giro del mondo in due tappe a bordo del rivoluzionario Solar Impulse, velivolo capace di librarsi senza combustibile progettato insieme a Bertrand Piccard. Nel 2015 fonda, congiuntamente a Sébastien Demont e Gregory Blatt, membri del Team Solar Impulse, la spin-off H55 SA a Sion. Informazioni al sito h55.ch


DOSSIER aumentate fino ad un limite da definire. In ogni caso, si eviteranno stazioni sovraffollate e strade congestionate. Gli utenti vanno preparati. Chi se ne incaricherà?

È difficile a dirsi. Attualmente, solo i piloti di elicotteri sanno eseguire decolli e atterraggi verticali (VTOL), e non sono molti. Ma le modalità di volo saranno via via semplificate ed anche la guida autonoma è programmata. Sarà interessante osservare la facilità con cui l’utente si adatterà (sorride). La sicurezza dei velivoli, in particolar modo quelli leggeri, è garantita con ogni tempo?

Il trasporto aereo è soggetto a severi requisiti di sicurezza, gli stessi si applicheranno alle attività commerciali svolte con droni. Soprattutto gli aeromobili leggeri potranno valersi di sofisticati dispositivi di controllo e comunicazione a terra. Inoltre, sono in grado di raccogliere numerose informazioni meteo, a tutto beneficio della sicurezza. Quale ruolo riveste la H55 in quest’ampio contesto?

Noi siamo «facilitatori». Forti del know-how di 16 anni maturato in seno a Solar Impulse, la nostra squadra intende sviluppare soluzioni per la propulsione elettrica affidabili che altre compagnie potranno integrare in taxi aerei e VTOL.

Avete preferito stabilirvi nel Vallese invece che negli USA…

La Svizzera non si deve svalutare rispetto alla Silicon Valley. Vanta un alto livello d’istruzione e un articolato tessuto di piccole e medie imprese dinamiche. Il Vallese poi si è trasformato in polo di ricerca ed innovazione: ospita l’antenna del Politecnico federale di Losanna fortemente impegnata nel settore dell’energia, la HES-SO e l’aeroporto di Sion che vuole posizionarsi come scalo per l’aviazione elettrica. Per noi rappresenta una location ideale. Siamo stati accolti molto positivamente dagli ambienti politici. A più lungo termine dovremo però prendere piede negli Stati Uniti se vogliamo convincere gli investitori. ◆

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DOSSIER Si giocherà nei cieli, ma si prepara a terra: il futuro dei trasporti.

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on ogni probabilità ci troviamo alle soglie della più profonda rivoluzione nel settore dei trasporti dopo l’automobile» dichiara Jörg Beckmann, sociologo del traffico e direttore dell’Accademia della mobilità del TCS. Da giocattolo per i più ricchi, l’auto si è trasformata, nel giro di 100 anni, in mezzo di trasporto per le masse; oggi, lo stesso sviluppo si prospetta per droni, multicotteri e aeromobili VTOL, ovvero capaci di decollare ed atterrare in verticale, che in un avvenire non troppo remoto potrebbero modificare radicalmente le modalità di muovere persone e merci nel 21° secolo. Grazie ai continui progressi nell’elettrificazione e automatizzazione, questa forma di mobilità non sarebbe più roba da fantascienza. Oggi, si stanno rimescolando le carte del mercato. Molti attori – tra cui start up, compagnie aero22 touring | maggio 2020

«Metteremo le ali a tutti i veicoli che oggi si muovono a terra» Jörg Beckmann, direttore Accademia della mobilità TCS.

nautiche, costruttori di automobili e fornitori di servizi di mobilità – stanno studiando soluzioni nuove, si testano prototipi e stringono alleanze per essere pronti all’appello. Una fra tante, la joint venture fra Hyundai e Uber, che stanno progettando taxi volanti. Neanche i club della mobilità possono ignorare i segni premonitori del cambiamento che verrà. Essendo l’unico membro FIA a disporre di una propria Accademia, al TCS è stato pertanto affidato il compito di impostare una strategia in materia di «unmanned aerial vehicles» (UAV, aeromobili a pilotaggio remoto), sfida, questa, che Jörg Beckmann e il suo team raccolgono entusiasti.

TCS pioniere Il TCS svolgerà l’incarico nella cosiddetta Accademia droni, concepita come centro di competenza. «Il nostro obiettivo è, da un lato, di capire gli sviluppi nel settore nascente della mobilità

verticale, anticipando le possibilità d’impiego oggi, domani e dopodomani. E dall’altro di mettere a punto proposte concrete affinché i nostri soci possano sfruttarla proficuamente», spiega Beckmann. Quali, ad esempio, i corsi di pilotaggio droni organizzati da TCS Training & Events. Oltre mille le iscrizioni registrate l’anno scorso, a testimoniare il forte interesse presente nel pubblico. Dopo questo inizio promettente, tocca ora passare al lavoro concettuale e dar prova di inventiva. Jörg Beckmann non vede l’ora: «Metteremo le ali a tutti i veicoli che oggi si muovono a terra. Per costruire le basi del futuro prossimo venturo è importante non limitare il pensiero creativo». È convinto che il TCS farà da pioniere e contribuirà all’affermazione della mobilità verticale. Poprio come 100 anni fa, quando l’auto sostituì il calesse e i cavalli entrarono nel motore. •

FOTO EMANUEL FREUDIGER, ALD

TESTO DOMINIC GRAF

Decolla l’Accademia droni del TCS

La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) ha incaricato l’Accademia della mobilità TCS dell’elaborazione di una strategia nell’ambito dei droni. Una sfida complessa, ma ricca di opportunità per il nostro laboratorio d’idee.


Premiere in occasione del 55° anniversario della Patrouille Suisse, autorizzata da licenza ufficiale

Patrouille Suisse Giacca da volo

Con fantastiche toppe ritraenti la Patrouille Suisse e il Tiger

Patch in conformità con lo stile del Commander Tiger Zero

Fodera interna in tessuto stampa Tiger

IT - Da 55 anni la Patrouille Suisse affascina per la sua precisione e le sue spettacolari formazioni nel cielo. Patrouille Suisse è più di un detto, Patrouille Suisse è il biglietto da visita perfetto per la Svizzera, poiché la squadriglia acrobatica del nostro esercito può competere in qualsiasi momento con i team di jet più famosi del mondo.

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Destinazione finale Bulgaria I vecchi diesel svizzeri, che vengono dismessi, hanno spesso davanti a loro una seconda vita. Abbiamo equipaggiato una Toyota Avensis con un GPS e l’abbiamo rintracciata in Bulgaria. TESTO RENATO BECK | FOTO MICHAEL WĂœRTENBERG

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MOBILITÀ

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a nostra Toyota Avensis ha avuto una vita automobilistica di tutto rispetto. Era stata messa in circolazione sulle strade svizzere per la prima volta nel 2001. 16 anni e 200 000 chilometri dopo, era arrivata a fine carriera. Infatti era rimasta ferma al San Gottardo a causa di un guasto alla frizione e, considerati i tanti anni di servizio e il cattivo stato generale, il garage non consigliava una riparazione. La vecchia carriola era da buttare, un vero rottame.

Come l’Avensis, in Svizzera ci sono ogni anno circa 50 000 automobili. Gli svizzeri non guidano volentieri le auto vecchie: con una media di 8,6 anni, il nostro paese ha uno dei parchi veicoli più giovani d’Europa. Solo gli austriaci sostituiscono le auto ancora prima. I veicoli dismessi spariscono dalle nostre strade e tolti dalla circolazione. Una piccola parte viene riciclata, mentre una maggioranza si mette in viaggio. Ciò che qui è un rottame, che non supera i test dei gas di scarico o che costituisce un pericolo per l’ambiente circostante, trova quasi sempre un acquirente riconoscente da qualche parte del mondo. La nostra Toyota finisce dapprima dal nostro garagista a Zurigo. Poi interviene un mediatore. Si tratta di commercianti che non fanno domande e raccolgono tutto quel che c’è in giro. L’uomo riprende la vettura per cento franchi. Ma prima che l’Avensis venga rimorchiata dal suo parcheggio a Schlieren, nascondiamo un trasmettitore GPS nel vano portaoggetti. Vogliamo esserci quando la nostra auto inizierà magari una nuova vita. Pleven, Bulgaria. Snodo stradale nel nord del paese e una delle maggiori città del commercio di automobili in Bulgaria. Vi si rivendono soprattutto le importazioni da Germania, Austria e Svizzera. Il nostro trasmettitore GPS ha emesso l’ultimo segnale da una zona industriale alla periferia della città. È successo oltre un anno fa, da allora silenzio radio.

Prefabbricati e occasioni svizzere: Pleven è un punto di smercio delle auto d’esportazione.

Nell’area in questione gli affari vengono gestiti da un rivenditore d’auto di nome Wesselin. «Wessel» in bulgaro significa fortuna. Ci fingiamo clienti e Wesselin ci mostra la sua flotta. «Solo qualità → maggio 2020 | touring

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svizzera», dice e sa che tale affermazione è particolarmente apprezzata. Le auto d’occasione svizzere, infatti, godono di una reputazione eccellente in Bulgaria. Sono considerate pulite, ben tenute e impeccabili dal punto di vista tecnico. Wesselin, il fortunato, è bravo negli affari.

delle camere a Gränichen e Muri, dove i suoi uomini possono dormire. Poi vanno a trovare i concessionari svizzeri, di cui conoscono già le offerte attuali grazie alle app di vendita. Caricano quindi il loro Sprinter con quattro veicoli e tornano indietro. Un viaggio costa 1000 euro incluse le tasse doganali.

Sul suo terreno ci sono decine di veicoli, compresi alcuni furgoni commerciali ancora con i simboli aziendali dei loro ex proprietari svizzeri. L’Iveco di un giardiniere di Allschwil, nella regione basilese, si può avere per l’equivalente di 5000 franchi. Anno di costruzione: 2003; norme delle emissioni: Euro 2. In molti centri città europei, da Bruxelles fino a Bucarest, l’Iveco sarebbe tolto dalla circolazione, anche a Ginevra sarebbe bloccato, almeno nei periodi con forti picchi di inquinamento. In Bulgaria invece continua ad avere via libera.

L’usato indesiderato

Wesselin è in attività da 30 anni. Ogni due settimane vola in Svizzera per organizzare le forniture per il suo commercio. Infatti, i suoi dipendenti ci sono appena andati con un Mercedes Sprinter e un lungo rimorchio. Assieme ad un altro rivenditore d’auto, Wesselin ha affittato

Le auto tedesche sono particolarmente apprezzate in Bulgaria.

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I bulgari sono clienti ben visti dai rivenditori d’auto svizzeri. Le vendite verso la Bulgaria sono raddoppiate già nel 2015 e nel 2018 si attestavano a circa 16 000 automobili. I commercianti bulgari sono buoni acquirenti di vecchie carriole difficilmente smerciabili. Wesselin non fa domande, paga in contanti e si occupa di far sparire velocemente le vetture dai parcheggi dei rivenditori elvetici. Ci spiega come funziona: un artigiano o un qualsiasi altro cliente desidera comprare un’auto nuova. Vuole scambiare la sua vecchia macchina, in modo da liberarsene. Adesso la vecchia auto si trova nel cortile del concessionario e oscura dunque la vista delle vetture nuove fiammanti. «I rivenditori svizzeri non vogliono l’usato vecchio», racconta Wesselin, «perché attrae principalmente gli stranieri, che non possono permettersi

L’Iveco arancione proveniente da Allschwil (BL) si può avere per 5000 franchi.

I rivenditori bulgari di auto portano ogni anno nel loro paese 16 000 occasioni svizzere.


MOBILITÀ

Non tutti i rottami possono essere rimessi in sesto dai competenti meccanici bulgari.

un’auto nuova e costosa». Veicoli indesiderati, clientela indesiderata – e così Wesselin ottiene questa merce a buon mercato. Chiediamo se ha una Toyota Avensis. Qui non ce n’è, dice. Il segnale è muto e non troviamo la nostra macchina. Probabilmente si trova in un garage sotterraneo oppure è stata rottamata e demolita. Il viaggio dell’Avensis potrebbe essere finito, mentre migliaia di sue colleghe inquinanti giunte dalla Svizzera continuano a circolare. Infatti, quella della nostra vecchia Toyota non è una storia unica. La Bulgaria è la piattaforma dei commercianti d’autovetture di tutti i Balcani. Nel 2017 vi sono stati importati oltre 100 000 veicoli d’occasione dai soli Stati dell’Unione europea, un terzo dei quali erano vecchi diesel che non possono più entrare in molti centri città dell’Europa. Non ci sono leggi e prescrizioni che ne limitano l’importazione in Bulgaria, a causa delle regole dei mercati interni dell’UE e della mancanza di norme legislative bulgare. Ora però anche lì c’è in discussione un progetto di legge, che prevede il divieto d’importazione per i veicoli diesel più vecchi di 15 anni. La Bulgaria sta aspettando che la commissione UE dia il nullaosta. Il bisogno di una regolamentazione appare ur-

gente: sulle strade bulgare una vettura su due ha più di 20 anni. La Bulgaria è il cimitero europeo delle auto, con la differenza che le automobili non vi riposano serenamente, ma avvelenano l’ambiente e i polmoni. Nei prossimi anni, la corsa all’importazione in paesi come la Bulgaria o la Polonia potrebbe aumentare ulteriormente. Se le nazioni europee più ricche chiudono i loro centri città ai vecchi diesel, ci sarà un impatto diretto sugli Stati dell’Europa orientale. Molte «puzzole» che saranno ritirate dalla circolazione, finiranno in città come Sofia. La ONG Transport and Environment, che ha sede a Bruxelles, mette in guardia da un «afflusso verso Est di veicoli diesel usati non modernizzati a basso costo». Il problema viene quindi trasferito anziché risolto. La conclusione dell’ONG: «L’inquinamento atmosferico viene esportato da ovest ad est».

migliaia di veicoli che aspettano un proprietario. Ci fermiamo da un grande rivenditore alla periferia di Dupnica. Ancora una volta, recitiamo la parte dei clienti e ci informiamo per un’automobile piccola ed economica. Questa volta però non riceviamo risposta. Poniamo domande sulle garanzie tecniche, sulla provenienza delle macchine ecc. L’uomo si gratta la testa e ci indica l’uscita: «Pensavo che voleste comprare un’auto? Perché tutte queste domande?».

Strutture mafiose

Dupnica è incassata in una conca ai margini dei Monti Rila, è una città di provincia stretta e non bella da vedere, dove vivono circa 30 000 persone, la maggior parte delle quali coinvolta in un modo o nell’altro nel commercio delle auto. Con oltre un centinaio di rivenditori, Dupnica è la capitale bulgara dell’usato. E terra di mafia. Qui, il commercio di auto e la criminalità organizzata sono legate indissolubilmente.

Per comprendere l’entità del flusso delle importazioni, basta andare nel sudovest del paese, a Dupnica. Sull’autostrada in provenienza da Sofia si viaggia attraverso una terra vuota, una regione tra le più povere d’Europa. Poi si apre un’ampia vallata, dolci catene montuose fiancheggiano la strada. E qui sorge un parcheggio dopo l’altro con migliaia e

I veicoli sono di dubbia qualità, secondo notizie di stampa i catalizzatori vengono spesso tolti, perché contengono metalli preziosi. Dupnica è la stazione finale del nostro viaggio, un luogo deprimente e il rovescio della medaglia della discutibile politica europea in materia di diesel. • maggio 2020 | touring

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MOBILITÀ

Batterie made in Europa Mentre l’elettromobilità è sul punto di affermarsi, è palese la dipendenza dei costruttori automobilistici europei dalla tecnologia delle batterie di produzione asiatica. In futuro ciò dovrebbe cambiare e i ricercatori svizzeri si trovano al centro di questo sviluppo. TESTO E FOTO DINO NODARI

I

l passaggio alla mobilità elettrica rappresenta anche una svolta radicale per l’industria automobilistica. Al posto del motore, l’elemento centrale di un veicolo diventa il pacco batterie. Mentre il know-how motoristico si trova principalmente in Europa, da qualche anno i paesi asiatici hanno un netto vantaggio nella tecnologia degli accumulatori. I grandi fabbricanti

CATL e BYD sono cinesi, Panasonic viene dal Giappone, mentre LG e Samsung dalla Corea del Sud. Secondo la volontà dell’Unione europea, in futuro anche l’Europa dovrebbe svolgere un ruolo preminente in questo settore chiave. È infatti ormai chiaro che il fabbisogno di batterie da trazione per le automobili elettriche crescerà massic-

ciamente nei prossimi anni. E al momento si calcola che oltre il 90 percento di tali componenti giunge unicamente dall’Asia. Nel 2017 la Commissione europea ha dato vita alla «European Battery Alliance», per sviluppare le competenze e le capacità produttive in Europa e ridurre così la dipendenza dalle industrie

La squadra di Corsin Battaglia (dietro), qui con Marie-Claude Bay e Daniel Landmann, svolge ricerche sulle nuove generazioni di batterie all’Empa di Dübendorf.

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MOBILITÀ asiatiche. Gli esperti ritengono che solo per soddisfare la domanda europea di batterie agli ioni di litio, sarebbero necessarie 20 cosiddette gigafabbriche (Gigafactories), ossia impianti di grosse dimensioni per la produzione di accumulatori.

Sotto la guida svizzera A metà febbraio è stato dato il segnale di partenza ufficiale per il progetto di ricerca europeo sulle batterie «SeNSE». Cinque istituti di ricerca e sei aziende di sette paesi europei tenteranno nei prossimi anni di far progredire ulteriormente la batteria agli ioni di litio. Il progetto di ricerca sarà coordinato dalla Svizzera dal ricercatore dell’Empa Corsin Battaglia. Tra i partner coinvolti c’è anche l’industria svedese Northvolt, che nei prossimi anni prevede di costruire in Europa due gigafabbriche per batterie per veicoli. L’UE finanzia «SeNSE» con dieci milioni di euro. «Stiamo lavorando alla prossima generazione di batterie agli ioni di litio», spiega Corsin Battaglia. A differenza delle attuali batterie da trazione, la prossima generazione avrà una maggior densità energetica, una migliore chimica delle celle, nonché una migliore gestione dell’accumulatore: al posto degli anodi di grafite pura si punterà su Densità energetica Vengono testate diverse celle di batterie.

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quelli fatti di compositi silicio-grafite. La percentuale di cobalto critico viene ulteriormente ridotta nel catodo. Nuovi additivi nel fluido elettrolitico e strati protettivi dovrebbero far invecchiare più lentamente la batteria e rendere possibili più cicli di ricarica. Ad una maggiore durata di vita e ad una migliore capacità di ricarica veloce contribuiranno anche nuovi sensori, che dall’interno delle celle della batteria forniscono dati al sistema di gestione. Questi dati dovrebbero permettere una gestione della temperatura notevolmente più sofisticata rispetto alle odierne celle agli ioni di litio.

Piccoli passi Ma cosa significa questa ricerca per i consumatori, ci si può aspettare un salto epocale? «In genere, nella ricerca sui materiali ci vuole sempre un certo lasso di tempo finché i materiali siano maturi per il mercato. Sicuramente non ci si potrà aspettare un raddoppio delle capacità entro un anno», relativizza Corsin Battaglia. Si tratta di compiere una serie di diversi passaggi, ognuno dei quali è importante. Lo scopo, però, è che alla fine del progetto i risultati possano essere trasferiti alla produzione. È chiaro che in futuro la tecnologia delle batterie sarà importantissima. «L’UE parla di un mercato europeo nell’ordine di 250 mi-

liardi di euro all’anno», spiega Battaglia. Affinché in futuro anche l’Europa possa spartirsi una fetta della torta, bisogna dapprima fare ricerca, dato che in Asia già da anni stanno lavorando su questa tecnologia. «Dobbiamo innanzitutto colmare il ritardo nella produzione di celle per batterie», si dice convinto Corsin Battaglia. Solamente allora le case automobilistiche europee non dipenderanno più dalle batterie asiatiche.

Svezia e Germania Tutti gli aspetti della ricerca «SeNSE» sono volti a produrre le celle della prossima generazione nelle gigafabbriche europee. Un ruolo cruciale nel progetto lo recita la società svedese Northvolt. L’azienda è stata fondata nel 2016 da due ex-collaboratori di Tesla, che avevano partecipato alla costruzione della gigafabbrica della Tesla in Nevada (USA). Attualmente Northvolt sta progettando la prima gigafabbrica europea con una produzione di 32 GWh all’anno, che dovrebbe sorgere in Svezia. Un’altra di queste super fabbriche con una produzione annua di 16 GWh dovrebbe venire costruita a Salzgitter, in Germania, in joint venture con Volkswagen. A titolo di paragone: secondo le informazioni della direzione, la gigafabbrica Tesla del Nevada produce attualmente circa 30 GWh all’anno. ◆

Pile a bottone I test sono effettuati con questo tipo di batterie.


IL CONSULENTE

Legge inclemente con i prepotenti a pedali Molti utenti della strada lamentano il comportamento irresponsabile e lo scarso rispetto delle norme della circolazione dei ciclisti, specie in città. Ma il codice punisce anche chi trasgredisce sulla due ruote. TESTO URS-PETER INDERBITZIN

L Materie prime Bisogna evitare soprattutto l’uso del cobalto.

In laboratorio Il ricercatore Empa Corsin Battaglia.

BATTERIE ALLO STATO SOLIDO Il team di Corsin Battaglia all’Empa è coinvolto in un altro progetto di ricerca europeo: il progetto «SOLiDIFY» guarda ancora più avanti nel futuro e sviluppa le batterie della generazione del dopodomani, le cosiddette batterie a litio-metallo a stato solido. Diversamente dagli odierni accumulatori agli ioni di litio e a quelli della prossima generazione, queste batterie allo stato solido non contengono sostanze fluide infiammabili. Sono quindi più sicure e resistenti al calore. Possono anche fornire prestazioni superiori ed essere ricaricate e scaricate più velocemente. Secondo l’opinione degli esperti, questi accumulatori – di generazione 4b – potrebbero essere pronti per il mercato tra una decina d’anni. Con la metà del peso e della dimensione, dovrebbero fornire la stessa capacità di immagazzinamento delle odierne batterie agli ioni di litio. E dovrebbero risultare dimezzati anche i costi di produzione.

e autorità possono avvalersi di numerose clausole per sanzionare i ciclisti spericolati che violano le norme della circolazione, compromettendo la sicurezza del traffico. Innanzitutto applicando l’Ordinanza concernente le multe disciplinari (OMD) e il relativo allegato che riassume le contravvenzioni per le quali il conducente fallibile è soggetto a pena pecuniaria. Ad esempio, l’elenco delle multe stabilisce che la circolazione non autorizzata sul marciapiede è sanzionabile con 40 franchi, mentre bruciare un semaforo rosso può costare 60 franchi. Inoltre gli uffici competenti possono vietare la circolazione al ciclista se ha messo in pericolo seriamente o ripetutamente gli utenti della strada o se ha usato il velocipede in stato di ebrietà. Il divieto può essere disposto per almeno un mese (art. 19 cpv. 3 della Legge federale sulla circolazione stradale [LCStr]). Non solo, possono anche intervenire preventivamente, disponendo accertamenti della capacità di condurre in bicicletta: conformemente al già citato art. 19 cpv. 2 LCStr non possono circolare in velocipede le persone che non sono in grado di farlo in modo sicuro a causa di una malattia fisica o psichica oppure di una dipendenza. In tal senso l’autorità può vietare del tutto a queste persone di guidare la bicicletta.

Incidente mortale

6B_1280/2019 e 6B_1289/2019 del 20.2.2020). I fatti risalgono al luglio del 2017 e si sono prodotti ad un incrocio. Il ciclista fallibile era passato con il rosso, investendo in pieno un 44enne sulle strisce pedonali. L’impatto era stato molto violento, tanto che la vittima, gravemente ferita, era deceduta tre settimane dopo l’incidente. I giudici hanno condannato il ciclista per omicidio colposo a 180 aliquote giornaliere da 270 franchi sospese condizionalmente e al pagamento dei danni nell’ordine di oltre 13 000 franchi (soggiorno in ospedale, spese mediche ecc.).

Pretium doloris Particolarmente contestata, in sede di ricorso, la questione del risarcimento del danno morale ai congiunti della vittima. La Corte ha finito col ridurlo nella misura del 25%, giudicando che con la sua condotta negligente il deceduto si era reso corresponsabile dell’incidente: egli non aveva infatti aspettato che scattasse il verde per i pedoni, incamminandosi sulle strisce appena le auto erano ferme davanti al semaforo. Il ciclista colpevole dovrà versare alla vedova 30 000 franchi, 15 000 a ciascuno dei genitori e 7500 franchi alla sorella della vittima a titolo di risarcimento del danno morale subito. Anche se disponesse di assicurazione responsabilità civile privata, con ogni probabilità gli verrà accollata una parte dei costi. •

Le trasgressioni al codice stradale sono all’ordine del giorno. Di sovente, chi circola in bicicletta tende a prenderle alla leggera. E sbaglia, perché si rischiano stangate come quella recenteURS-PETER mente inflitta dal Tribunale INDERBITZIN federale ad un ciclista che aveva provocato la morte consulente giuridico di un pedone (sentenza

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Sempre più anziani I TP devono adeguarsi all’evoluzione demografica.

Mobilità senza barriere Con Easy Bus, il Gruppo Iveco risponde all’invecchiamento della popolazione tedesca. In Svizzera, le aziende dei trasporti pubblici si sono mosse già da tempo, adattando il proprio parco veicoli ai cambiamenti demografici. Ne è un esempio il costruttore rossocrociato di bus elettrici Hess che siamo andati a visitare. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EPD-BILD/DIETER SELL, EMANUEL FREUDIGER, ALD

N

ella città bavarese di Füssen, nel distretto dell’Algovia orientale, le persone a ridotta capacità motoria non hanno difficoltà a spostarsi con i mezzi pubblici. Ai due Easy Bus Iveco già operativi se ne aggiungeranno altri sette, già ordinati dal consorzio dei TP regionali algoviesi. I veicoli vengono incontro alle esigenze dei cittadini senior: la parte anteriore è stata ingrandita e la porta d’entrata, normalmente alquanto stretta, è stata ampliata e dotata di rampa pieghevole per consentire pure ai viaggiatori con ausili per la deambulazione di salire davanti. Hanno un’area allungata per stazionare la sedia a rotelle e posti in piedi e a sedere riservati a persone con deambulatore accanto al conducente e alla seconda porta. Anche se a bordo viaggiano più persone munite di

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supporti alla mobilità, gli altri passeggeri possono percorrere agevolmente lo spazioso corridoio centrale, privo di gradini. Inoltre, due posti a sedere rialzati rendono più semplice per disabili e anziani accomodarsi e scendere. Possono poi orientarsi più facilmente grazie alle indicazioni gialle ben visibili.

dotati di dispositivo di inginocchiamento del mezzo, ovvero che si abbassano e sollevano lateralmente per agevolare l’entrata e l’uscita dei passeggeri. Ma Iveco Bus, il secondo costruttore di autobus europeo, svolge un ruolo da pioniere nel settore dei veicoli adeguati agli utenti più anziani.

Iveco ha sviluppato Easy Bus insieme agli esperti dell’Università Fresenius di Idstein, in Germania, e alla filiale della Deutsche Bahn che gestisce autolinee regionali. Disponibile da metà 2019, l’allestimento speciale costa solo 7500 euro in più rispetto ai convenzionali pullman low entry del marchio Iveco.

Stupisce che altri fabbricanti non fiutino le grandi opportunità offerte dal rapido invecchiamento della popolazione sul continente: nel 2019, in Europa ben 90,5 milioni di abitanti erano over 65. Se oltreconfine si sta realizzando solo ora l’urgenza della problematica, la Svizzera ha reagito già nel 2004, varando la Legge sui disabili (LDis), che ha dato forte impulso ad investimenti ed adattamenti delle infrastrutture per eliminarne gli svantaggi: la legge stabilisce

Svizzera esemplare È vero che ormai sono all’ordine del giorno mezzi per il trasporto pubblico


MOBILITÀ che i veicoli dei trasporti, edifici e spazi pubblici esistenti vanno adattati ai bisogni dei cittadini portatori di handicap o anziani entro il 2023. Secondo l’Ufficio federale dei trasporti, in Svizzera i passeggeri a mobilità ridotta devono poter usare i mezzi pubblici in autonomia, ovvero senza l’assistenza da parte del personale. Ecco quanto dichiarato: «A nostra conoscenza nessun altro paese applica criteri tanto rigorosi quanto la Svizzera per garantire alle persone di muoversi senza ostacoli».

Tre monitor sui nostri bus Lo conferma una visita alla sede della Carrosserie Hess AG a Bellach, nel Canton Soletta. Il costruttore è conosciuto fra l’altro per i suoi elettrobus che circolano in numerose città svizzere. «Negli autobus, il passeggero in carrozzina viaggia contro il senso di marcia. Deve però poter consultare le informazioni sulle prossime fermate. Ecco perché in Svizzera le vetture sono equipaggiate del terzo monitor, montato a sua volta contro il senso di marcia», spiega Yves Brügger, responsabile vendite della Hess. Ce lo indica a bordo di un bus destinato alla città di Bienne. Dettaglio, questo, che cerchiamo invano sul veicolo in fase di allestimento nel capannone della fabbrica destinato ad un cliente austriaco. «Se da noi le specifiche per garantire trasporti pubblici accessibili vengono attuate celermente e in modo sistematico, all’estero talora sono indietro di anni», spiega Brügger. In Svizzera, autobus a pianale ribassato erano già in servizio prima del 2004.

Fra i più recenti accorgimenti segnala che: «Oggi, progettiamo pedane per 500 anziché 350 kg, dato che le sedie a rotelle elettriche diventano sempre più pesanti. E anche la zona multifunzione di 3,2 metri riservata a deambulatori e passeggini è più generosa che sulle altre marche». Con ciò si sarebbero praticamente esaurite le possibilità di configurazione. Tutt’al più si potranno ottimizzare i sistemi di assistenza, permettendo ad esempio all’autista un più preciso accosto alle banchine in modo da facilitare ulteriormente l’ingresso e l’uscita. Sarebbe forse opportuno istruire più intensamente gli utenti con esigenze spe-

Monitor extra per utenti in carrozzina standard sui mezzi pubblici in Svizzera.

ciali: «La nostra flotta è ben attrezzata per il trasporto di anziani e persone con deambulazione difficoltosa: pianale ribassato, ampi spazi multifunzione e dispositivi quali maniglie ecc. per tenersi durante la corsa» afferma Rolf Meyer, responsabile comunicazione di Bernmobil. L’azienda bernese di TP si autoproclama leader svizzero per l’alto livello di comfort ed accessibilità offerto. «Spesso basterebbe consigliare ai passeggeri alcune astuzie facili, ad esempio di abituarsi a salire dietro, usando la seconda porta e dirigersi subito verso destra andando ad occupare lo scompartimento a quattro posti riservato alle persone disabili», suggerisce Meyer. •

Nel 2018 la Svizzera contava 1 149 305 abitanti ultrasettantenni. Secondo stime di Pro Senectute, fra le persone sopra i 75 anni circa 120 000 soffrono di capacità motorie ridotte, di cui 10 000–12 000 al punto da rendere indispensabile l’uso del deambulatore. Il supporto verrebbe però utilizzato effettivamente soltanto dalla metà di questi anziani.

Prodotto per l’estero Meno a misura di anziano il bus costruito da Hess per un committente austriaco.

Carrozzine elettriche pesanti – Hess ha aumentato a 500 kg la portata delle rampe.

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MOBILITÀ

Emergenza coronavirus: quali lezioni trarne Mentre la crisi sanitaria sembra essere ad una svolta, i pronostici sulle conseguenze socio-economiche della pandemia da Covid-19 sono unanimi: ci vorrà un immenso sforzo per uscire dalla più grave recessione del dopoguerra che si sta delineando. Quali lezioni possiamo trarre dall’attuale crisi? Peter Goetschi, presidente centrale del TCS, ci fornisce le proprie valutazioni. REDAZIONE TOURING

EMANUEL FREUDIGER

Quale impatto avrà l’attuale crisi sull’economia?

Peter Goetschi: Se la crisi ci ha colpito in maniera folgorante, uscirne, sul piano economico, sarà lungo e difficile. Quasi tutti i settori sono stati toccati in contemporanea e i motori della nostra crescita economica sono fermi. Inoltre è evidente che export e consumi interni s’inceppano se viene a mancare un elemento primordiale.

Quale elemento?

È questo che la crisi ci insegna?

Questa crisi dimostra che la libertà di movimento è il fondamento della nostra economia ed è essenziale al funzionamento della nostra società. La mobilità rappresenta il perno che muove gli ingranaggi in tutti gli ambiti del vivere quotidiano. Nel giro di qualche settimana ci siamo resi conto che senza mobilità individuale i nostri ospedali non sono in grado di funzionare, e che senza trasporti stradali la catena di approvvigionamento alimentare si blocca.

Esattamente. Proprio ora che siamo confrontati a varie sfide dobbiamo perseverare e puntare sulle qualità che fanno la forza della Svizzera. I cambiamenti strutturali non si possono imporre dall’alto, vanno preparati con ampio anticipo e attuati in sintonia con lo sviluppo tecnologico.

Si sarebbe dovuto fare di più per combattere il nuovo coronavirus?

In tempi di crisi c’è sempre chi si agita e chi riflette prima di agire. Il nostro governo ha preferito la seconda opzione, consapevole che per essere osservate sistemati«Dobbiamo camente, le fare leva sullo misure dovevano spiccato senso essere comprese e condivise dalla civico del popolo gente. Si sono svizzero» dati il tempo per Peter Goetschi spiegare, esortare, presidente centrale convincere le perTouring Club Svizzero sone invece di punirle. Con il dovuto distacco nessuno negherebbe che il successo del nostro paese si nutre della ricerca costante del compromesso, basandosi sulla responsabilità, individuale e collettiva, dei nostri cittadini. Ecco la chiave del successo della Svizzera, ieri come oggi! Anche le imprese sanno che devono continuamente rinnovarsi ed evolvere per difendere la loro posizione sul mercato. Le autorità dal canto loro capiscono che qui da noi solamente la politica dei piccoli passi crea le basi necessarie per la realizzazione di progetti ambiziosi.

A quali sfide pensa?

Mi riferisco al riscaldamento globale. Si tratta di una sfida monumentale che ci impone un radicale cambiamento dei nostri stili di vita e di consumo. Occorrono provvedimenti oggi impensabili che richiedono l’adesione e la partecipazione attiva della popolazione. Non siamo sulla strada giusta?

Il TCS sostiene gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, come l’intera classe politica svizzera. Tuttavia, negli attuali frangenti ne vanno riconsiderati modi e tempi di attuazione. Staremo a vedere se la Legge sul CO2 all’esame del Parlamento otterrà il consenso dei cittadini. La vedo scettico. Perché?

Perché è contraria al principio fondamentale menzionato poc’anzi e graverebbe sull’economia in un momento in cui va sostenuta con tutti i mezzi a disposizione. Il progetto di legge parte dal presupposto che bisogna tassare il consumatore, ritenendolo incapace di discernere cosa è bene per lui. Sono dell’opinione che dobbiamo piuttosto far leva sullo spiccato senso civico del popolo svizzero ed invocare la responsabilità dei cittadini e delle imprese. Al Parlamento spetta poi il compito di promuovere le innovazioni tecnologiche che ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi climatici fissati, incoraggiando la popolazione ad adottarle. ◆ maggio 2020 | touring

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TECNICA

SKODA KAMIQ 1.5 TSI STYLE

SUV urbana

polivalente

E4 cilindri 1,5 l turbobenzina, 150 CV W6,7 l/100 km (media del test), etichetta energia D Vautonomia: 741 km kpeso: 1375 kg Pda 0 a 100 km/h in 11,0 s L32 980 fr. Nella squadra delle SUV di casa Skoda, la Kamiq sostituisce degnamente la Yeti con un’abitabilità esemplare e operando un salto tecnologico. Per giunta, la versione da 150 CV esprime un’innegabile vitalità.

Pratico veicolo familiare Abitabilità dei posti dietro Comfort/tenuta sedili sportivi Motore traboccante di vitalità Comportamento vivace omogeneo

TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER

Tecnologia all’avanguardia Sistemi di assistenza alla guida

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C Ambiente digitale con strumentazione e schermo tattile.

Astuzie Ombrello e proteggi-portiera estraibile.

SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Skoda Kamiq 1.5 TSI Style: 5 porte, 5 posti; 32 980 fr. (auto del test: 40 647 fr.) Gamma: dalla 1 l TSI Active, 95 CV (23 040 fr.) alla 1.5 l TSI Monte Carlo, 150 CV, (34 180 fr.) Opzioni: vernice metallizzata, (690 fr.), pack Style, navigatore, cockpit virtuale, telecamera retromarcia, ACC, assistente parcheggio ecc. (1990 fr. con sconto), pianale amovibile (180 fr.), telaio adattivo (480) Garanzia: 2 anni di fabbrica, assistenza illimitata (se fatti servizi); anticorrosione: 12 anni (con condizioni) Importatore: Amag, skoda.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri, 1,5 l turbo­ benzina, 150 CV, 250 Nm a 1500 giri/min; cambio DSG a 7 rapporti, trazione anteriore Peso: 1375 kg (auto test), totale ammissibile 1800 kg, carico rimorchiabile 1250 kg

Tuttofare Senza avere grande stile, la Skoda Kamiq emana una certa presenza. 80%

Stile senza originalità 156 cm

Assorbimento sospensioni (18 pollici) Molte dotazioni sono opzionali Motricità del treno anteriore Qualche indicatore poco leggibile Nessuna versione a trazione integrale Garanzia minimalista (2 anni)

passo 265 cm lunghezza 424 cm larghezza 179 cm bagagliaio: 400–1506 litri pneumatici: 215/45R18, min. 195/60R16

erto, la Skoda Kamiq si profila come l’ennesima SUV urbana, per giunta dotata di un design convenzionale. Senza ostentazione, questa station wagon fuoristrada nasconde tuttavia molteplici qualità. Bisogna dire che la piattaforma MQB-A0 le permette di accedere alle più recenti tecnologie del gruppo Volkswagen, di cui Skoda ormai non è più il parente povero. Ce ne rendiamo conto alla vista della strumentazione digitale configurabile in 5 pannelli completata da un ampio schermo tattile. Non è facile trovare di meglio nella categoria, e anche più su. A ciò si aggiunge una qualità percepita in crescita, come attesta il rivestimento della plancia di bordo in schiuma morbida dall’aspetto gradevole. Naturalmente il tutto rimane spoglio, addirittura austero. È sempre una Skoda.

Ancora, il vasto spazio per le gambe e le ampie sedute del divano offrono una comodità eccezionale per un veicolo di 4,24 metri. Difficile anche rinunciare ai morbidi sedili sportivi che assicurano un’eccellente tenuta. Certo, la modularità è rudimentale e il divano ribaltabile crea un grosso nel bagagliaio dalla capacità onesta.

Temperamento a iosa Mossa da motori 3 cilindri, la gamma Kamiq è capeggiata però da un 4 cilindri da 150 CV. Docile in ambito urbano, vista la sua coppia massima erogata a 1500 giri/min, questo propulsore sovralimentato brilla in vivacità, all’insegna delle sue salite nei giri molto rapide fin verso 6200 giri/min. Un motore tonico e molto reattivo valorizzato dal cambio a doppia frizione del gruppo. Questo 1,5 l con disattivazione parziale dei cilindri appare talvolta un po’ nervoso, ma se ne apprezza la vitalità e i consumi medi moderati (6,7 l/100 km). Questo temperamento giocoso è in accordo con il telaio agile ed equilibrato, a cui la sospensione adattiva conferisce maggior rigore in modalità Sport. Unico neo, il treno anteriore fatica a contenere l’impeto della cavalleria. Peccato che la piattaforma MQB-A0 non preveda la trasmissione integrale. Questa Skoda, che può montare sistemi di assistenza alla guida di ultimo grido vede il suo prezzo salire, tanto più che numerosi equipaggiamenti vengono proposti soltanto in opzione. Non esistono miracoli. • maggio 2020 | touring

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TECNICA

CHECK-UP TCS

TCS MoBe: Andrea Scuderi

DINAMICA DI COMPORTAMENTO

COSTI DEI SERVIZI

Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 120 km/h:

(km/mese) ore mano d’opera (fr.)  15 000/12 0,8 667.– 30 000/24 1,5 1108.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 28 8872.–

4,5 s 6,0 s 11,1 m 35,8 m n. m. n. m.

1

incl. materiale

COSTI D’ESERCIZIO fr./mese fissi variabili 15 000 69 516.– 330.– 30 000 48 516.– 660.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS)

km/anno ct./km

TCS ASSICURAZIONE AUTO premio annuo2:

746.30 fr.

esempio di offerta per un socio TCS 36enne, domiciliato a Berna, responsabilità civile e casco totale, chilometraggio annuo 10 000 km, garage coperto, premio annuo senza spese. 2

CONSUMO AL BANCO DI PROVA Spazioso I passeggeri dietro sono viziati.

ciclo fabbrica WLTP Emissioni di CO2 (WLTP): Media svizzera di CO2: Etichetta energia (A–G):

misto 6,5 167 g/km 174 g/km D

CONSUMO DEL TEST 6,7 l/100 km serbatoio:

autonomia: 741 km 50 litri il video del test tcs.ch/ portale-video

Buona media Bagagliaio abbastanza voluminoso. Spigolature Prestanza e importante superficie vetrata.

CARROZZERIA Con più carattere rispetto alla Yeti, la Kamiq adotta il design di famiglia delle SUV Skoda, vale a dire solidità con più prestanza. Malgrado la compattezza, offre molto spazio dietro, dove le sedute sono anch’esse generose. Il bagagliaio cubico può essere modulato con l’aiuto di un pianale amovibile (180 fr.). Il ribaltamento dei sedili altrimenti crea un dislivello importante. ABITACOLO Dall’apparenza sobria, il posto di guida risulta ben allestito. I materiali di buona qualità contornano un ampio schermo tattile e una strumentazione elaborata dalla manipolazione intuitiva. Alcuni indicatori di piccole dimensioni non sono molto visibili. COMFORT I morbidi sedili sportivi e l’ottima insonorizzazione a velocità costante offrono un apprezzabile piacere di marcia, in particolare in autostrada. Nell’uso urbano, l’assorbimento delle sospensioni (ruote da 18”) manca di finezza. PREZZO-PRESTAZIONI La dotazione di base è semplicemente corretta. La versione Style offre climatizzazione a due zone, cerchi da 17”, chiusura keyless. Il pacchetto mySkoda che fornisce la maggior parte delle comodità è pressoché irrinunciabile. Qualche meschinità sull’equipaggiamento e una lista di optional infinitamente lunga. COMPORTAMENTO Sotto la regia del telaio adattivo abbassato di 1 cm, la Kamiq rivela un comportamento rassicurante e un filo ludico, anche grazie al peso contenuto. Peccato che il treno anteriore sia un po’ sopraffatto dalla vivacità del motore turbo. Lo sterzo, un po’ molle, può essere reso più solido attivando la modalità Sport. MOTORE E TRASMISSIONE Il 4 cilindri da 150 CV fa trascendere la Kamiq. Questo motore sovralimentato offre un buon piacere nella circolazione urbana e sale prontamente di regime, al punto di mostrarsi aggressivo e relativamente rumoroso se sollecitato. Ma le accelerazioni sono molto presenti. CONSUMO Come ci si attende da una SUV di città a trazione anteriore, il consumo medio è ragionevole (6,7 l/100 km). SICUREZZA A parte il sistema anticollisione e l’assistente per il mantenimento della corsia, tutti i sistemi di assistenza sono opzionali. Efficace, la frenata di tipo mordente.

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CREDITS: con la complicità del personale del caseificio Stalder a Riggisberg (BE), produttore di emmental, ca. 100 kg per forma!

9,0 s

1

Skoda Kamiq in dettaglio


TECNICA

ALD

AUTO ELETTRICHE: CONSIGLI DEL TCS Da considerare I nuovi modelli elettrici sono attrattivi. Vale la pena rifletterci.

L’auto elettrica guadagna credibilità Comperare un’auto elettrica ancora fino a poco tempo fa era una scelta civica, persino un azzardo. Il moltiplicarsi dei modelli e l’aumento delle autonomie cambiano la prospettiva. Resta lo spettro del virus. TESTO MARC-OLIVIER HERREN

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migliori ambasciatori della mobilità elettrica sono gli automobilisti che hanno compiuto il grande passo. Tra questi, sono rari quelli che si pentono a causa dell’autonomia ridotta. Per giunta, i costruttori si ingegnano per accrescere la capacità delle batterie. Oggi le city-car annunciano autonomie che superano i 300 chilometri, mentre i grandi modelli raggiungono i 500 km. Sebbene questi valori non sempre si realizzano, è un dato di fatto che le vetture elettriche si stanno vieppiù liberando dalla maledizione della panne da batteria piatta. In aggiunta, l’ondata di nuovi modelli promette di attirare nuovi gruppi target. E la maggior parte delle categorie automobilistiche sono coperte o stanno per esserlo. Un grande impulso giungerà

poi dalle city-car e dalle auto compatte prodotte da grandi marche che lanciano modelli appositamente concepiti per la mobilità elettrica (Peugeot e-208, VW ID3 ecc.). Ne conseguirà parallelamente una democratizzazione dei prezzi.

Spazio al divertimento Contrariamente ai modelli iniziali piuttosto spogli, le nuove auto elettriche giocano la carta dell’originalità. L’abitacolo della city-car Honda prende ad esempio la forma di un confortevole bozzolo associato ad una strumentazione digitale degna di un film di fantascienza, mentre la berlina Polestar 2 esibisce un interno vegano e ancora la SUV Mazda MX-30 rilancia le porte che si aprono a libro. Ma l’automobile elettrica ha anche spesso un lato ludico, come dimostra la Mini SE le

cui accelerazioni e riprese non hanno nulla da invidiare ai modelli a benzina. Quanto basta per far digerire il sovrapprezzo all’acquisto e i limiti imposti dalla ricarica. A questo proposito, si delineano due tendenze tra i nuovi modelli. Se la maggior parte continua a far salire i valori dell’autonomia, altri si accontentano di batterie più modeste, quindi di un raggio d’azione periurbano, ossia circa 200 chilometri. Una scelta che certamente limita il potenziale di impiego, ma ha il vantaggio di contenere il sovrappeso (145 kg sulla Mini SE) e soprattutto di migliorare il bilancio CO2 non sempre straordinario delle autovetture elettriche. Unico neo, i fermi della produzione imposti dall’attuale pandemia di coronavirus rischiano di intaccare la disponibilità già ridotta in partenza. ◆

Autonomia 3 giorni (o più) Disporre di una batteria ancora carica per oltre la metà dopo una giornata di utilizzo è la garanzia per una guida rilassata. Parimenti, una capacità residua che permetta di proseguire la marcia per oltre 45 minuti rassicura il conducente. In autostrada questo equivale ad un’autonomia di 75 km e di 30 km nel traffico urbano. Colonna di ricarica rapida domestica Poter ricaricare la batteria in 5 ore a domicilio o sul luogo di lavoro è una garanzia di flessibilità. La durata di ricarica varia in funzione della capacità della batteria. Un allacciamento alla rete di 400 volt è ottimale in Svizzera. Questo consente di ottenere una ricarica massima di 100 km per ora. Presa di ricarica rapida in viaggio (DC Fast Charge) Una presa per corrente continua (CCS, ChaDeMo o Tesla) permette di effettuare ricariche rapide durante i lunghi viaggi. La batteria può così essere ricaricata in meno di un’ora alle colonnine veloci. Prestazioni di garanzia e manutenzione Di principio, una garanzia di 8 anni oppure 160 000250 000 km copre la batteria. Le garanzie, prestazioni di manutenzione e condizioni di finanziamento generali dovrebbero essere almeno equivalenti a quelle offerte per un veicolo tradizionale. maggio 2020 | touring

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TECNICA

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L’elettricità trasforma la Mini Il passaggio dal termico all’elettrico non è evidente. Nessun problema però per la Mini il cui carattere ludico non ha sofferto. Al contrario. TESTO E FOTO MARC-OLIVIER HERREN

C

he piacere affrontare una serie di curve al volante di questa Cooper SE. Come ogni Mini che si rispetti, e forse ancora di più, resta incollata alla carreggiata e la sua guida molto diretta reagisce con prontezza. Normale con un baricentro abbassato di 3 cm e una batteria istallata sotto i sedili. Indubbiamente si risente di una certa pesantezza, visto che l’auto ha 145 kg in più. Niente di proibitivo nella fattispecie, perché il motore sincrono – che anima già la BMW i3 – eroga accelerazioni esplosive. E contro ogni attesa, questa furia è ben imbrigliata dal sistema antipattinamento che viene in soccorso in modo impercettibile del treno anteriore. Nel momento in cui tutti i piccoli bolidi sono sacrificati sull’altare della lotta al CO2, questa ci-

ty-car elettrica dà loro il cambio con fierezza. E tanto peggio se, al posto delle sonorità racing, bisogna accontentarsi del suono virtuale che serve ad allertare i pedoni.

Morale: è innanzitutto adatta per tragitti urbani, anche se è possibile raggranellare qualche chilometro inserendo la modalità Green+ che sopprime le funzioni di comfort.

Rovescio della Resta una Elettrica concorrenziale medaglia, le buona sorComportamento ludico sospensioni presa: per Accelerazioni esplosive sono state nouna volta abDotazione di serie tevolmente biamo a che Ambiente Mini preservato irrigidite per fare con una contenere i Mini ben Autonomia periurbana chili suppleequipaggiata. Ammortizzatori rigidi mentari. Il La versione di Raggio di sterzata colmo per una base include city-car: quegià il navigasta Mini è infatti destinata tore e la climatizzazione a essenzialmente all’uso urdue zone. Ed a conti fatti, ci bano. Una vocazione dettata si rende conto che questa 3 dalla potenza modesta della porte elettrica non è affatto batteria agli ioni di litio. Dupiù cara – a parità di equipagrante la prova, la capacità giamento – della Cooper S utile dichiarata di 28,9 kWh da 192 CV. Quando dicevamo non ha permesso di superare che la Mini si propone come i 160 km, seppure con un reale alternativa alle comtempo primaverile freddo. patte sportive. •

PEDALE UNICO DAVVERO UTILE Ecco una nuova operazione di marketing, avevano pensato numerosi osservatori al lancio del «e-Pedal» sulla Nissan Leaf di seconda generazione. Il pedale dell’acceleratore supplisce quello del freno azionando una frenata ricaricante non appena lo si rilascia. L’auto decelera allora progressivamente fino all’arresto completo. La Mini elettrica adotta un dispositivo simile, anch’esso essenzialmente concepito per la circolazione urbana. Sollevando il piede, avviene una decisa decelerazione ed il motore diventa un generatore che trasforma l’energia cinetica per caricare la batteria. Nel traffico urbano, questo dispositivo assicura una frenata fino all’arresto totale. Inizialmente la brusca decelerazione sorprende, ma poi ci si abitua e si impara a dosare la pressione sull’acceleratore per modulare l’intensità della frenata. Molto pratico. Da notare che questo dispositivo è di norma attivo, ma può essere disinserito.

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TECNICA

Io resto in casa e con me la mia auto Ferma ma in forma: consigli del TCS per evitare danni al veicolo in tempi di confinamento. TESTO TOURING | FOTO EMANUEL FREUDIGER

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ui di seguito vi suggeriamo alcune semplici misure affinché la vostra auto superi il lockdown (confinamento) e riparta senza problemi una volta sradicato il coronavirus. Pneumatici: siccome perdono da 0,1 a 0,3 bar al mese, prima di stazionare l’auto è bene aumentare la pressione delle gomme (a freddo) di 0,5 bar rispetto al dato indicato dal costruttore. Si eviteranno così danni da sottogonfiaggio che rischiano di provocare forature. Prima di riavviare l’auto ristabilire la pressione corretta delle gomme.

Liquidi: controllare i livelli dell’olio motore e del liquido dei freni prima e dopo lo stop prolungato. Batteria: continua ad alimentare il quadro strumenti e le periferiche anche se l’auto è ferma. È opportuno staccarla per evitare che si scarichi, meglio con aiuto professionale per non rischiare un cortocircuito. Ove possibile, la si può collegare ad un mantenitore di carica. Carburante: sui veicoli più nuovi si lascerà poca benzina nel serbatoio per evitare che ne permei la parete. Per i vei-

Riposo forzato senza conseguenze prendendo le dovute precauzioni.

coli più vecchi si consiglia invece di fare il pieno per almeno i tre quarti per evitare che il carburante evapori e che la lamiera arrugginisca. Sui veicoli a diesel si farà il pieno completo per evitare che la condensazione alteri la qualità del carburante e danneggi il motore. Elettriche: prima di stazionare il veicolo elettrico per un tempo indeterminato caricare la batteria all’80% per non trovarla scarica volendo

rimettere in moto l’auto. Grazie ai moderni sistemi di gestione la batteria può rimaner collegata alla presa senza danneggiarsi. Verificare il livello del liquido dei freni. Luogo di deposito: posteggiare il veicolo preferibilmente in luogo chiuso, privato e fresco al riparo dagli agenti atmosferici e da visite indesiderate (faine). Pulire ed asciugare con molta cura gli interni prima di mettere il veicolo in «quarantena». ◆

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L’ESPERTO TCS

Gomme semi-slick: per pista o anche strada? REDAZIONE TOURING

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e semi-slick provengono dal mondo delle corse, ma sono ammesse anche nella normale circolazione stradale. Si contraddistinguono per una mescola particolarmente morbida e un profilo sportivo. Si tratta di gomme sempre più apprezzate nel mondo del tuning. A titolo esemplificativo abbiamo esaminato una gomma di tipo semi-slick nell’ambito del test pneumatici estivi nella dimensione 225/40 R18. Al vaglio criteri selezionati quali prestazioni, comportamento in caso di aquaplaning, consumo di carburante nonché rumorosità. È possibile viaggiare sulla strada con gomme semi-slick?

CONSIGLI

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La pista è il terreno d’impiego prediletto dei pneumatici semi-slick. Chi intende montare sul proprio veicolo una semi-slick anziché una normale gomma estiva deve essere consapevole dei rischi.

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Se le gomme semislick sono usate per le gare, ma sono montate anche per raggiungere la pista, bisognerà essere ben coscienti delle lacune a bassa temperatura e adottare un comportamento prudente e adeguato.

ALD

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Verificare regolarmente la pressione dei pneumatici. Affinché la gomma semi-slick possa raggiungere la temperatura di funzionamento ottimale, i costruttori prescrivono sovente una pressione fissa.

La parola chiave è la temperatura. Affinché una semislick funzioni in modo ottimale, deve prima essere portata ad una data temperatura. Idealmente la temperatura operativa di una gomma del genere si situa tra gli 80 e i 100 °C. In pista, grazie ai giri di riscaldamento, ciò non costituisce un problema. Nell’uso quotidiano invece raggiungerla può porre delle difficoltà. Su carreggiata asciutta una semi-slick fredda a 100 km/h si ferma in 36 metri, ciò che corrisponde alla distanza d’arresto di una buona gomma estiva. A temperatura ideale, questo valore si accorcia di 3 m. A temperature superiori, un pneumatico semi-slick ha un potenziale maggiore rispetto ad un pneumatico estivo UHP tradizionale. Rimane assolutamente stabile anche a velocità elevate e si lascia guidare con precisione. Sopporta forze laterali decisamente maggiori, quindi consente velocità più alte in curva. La deduzione logica sarebbe che la resa chilometrica risulti inferiore rispetto alle comuni gomme estive. La performance di una gomma semi-slick sull’asciutto è però tale che, rispettando le norme della circolazione stradale, in pratica non arriva mai a toccare i suoi limiti.

Quali sono gli svantaggi e quando è consigliata prudenza?

La pioggia oppure una bassa temperatura ambiente può raffreddare ulteriormente le gomme. In queste condizioni i suoi vantaggi si riducono e un veicolo dotato di semi-

slick accuserà un cedimento nell’handling, ma anche nello spazio di frenata sul bagnato (fino a 10 m supplementari) rispetto ad una gomma estiva standard. Anche nell’aquaplaning, le semi-slick perdono decisamente terreno. Se la velocità in cui si innesca il fenomeno (con 7 millimetri di acqua sulla strada) per una buona gomma estiva è di 80 km/h, con una semi-slick l’aderenza si perde già a 70 km/h. Per quanto concerne il concon carbusumo di carbu rante, per il quale fa registrare circa 5,8 l/100 km, e la malrumorosità, mal grado l’ampia susu perficie di concon tatto la semi-slick si piazza a livello della gomma estiva tradizionale.

In sintesi

I pneumatici semi-slick sono progettati per la guida sportiva.

Per uscire in strada con vento e pioggia, è meglio non usare una semi-slick. I numerosi vantaggi che questi pneumatici offrono su fondo asciutto non sono sufficienti a giustificare le debolezze e i rischi che registrano sul bagnato. Con una buona gomma estiva si è certi di viaggiare più sicuri. • RETO BLÄTTLER Funzione: esperto test veicoli e accessori Professione: meccanico d’auto e venditore tecnico Età: 41 anni Contatto:

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Il tempo è troppo prezioso per trascorrerlo in ozio Avete già visto tutte le serie televisive e riordinato armadi e pulito auto e garage? Ecco quindi alcuni suggerimenti su cosa fare con tutte le ore libere nella crisi ancora in corso. Anche se le restrizioni sono state allentate, il nostro quotidiano rimarrà certamente molto più tranquillo per un po’ di tempo rispetto a prima. TESTO JULIANE LUTZ | ILLUSTRAZIONI NICOLAS KRISTEN

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Tempo per allargare l’orizzonte Sì, i «TED talks» (serie di conferenze) sono interessanti, ma ci sono altre possibilità per ampliare il proprio sapere. Per esempio, tramite Coursera, una delle più grandi piattaforme MOOC (Massive Open Online Course) ovvero corsi di formazione online gratuiti o a pagamento accessibili a chiunque da qualunque parte del globo. Ora su Coursera sono proposti corsi da parte di 190 università e imprese di tutto il mondo. Tra questi si

Viaggi virtuali Coloro che amano viaggiare non stanno passando un bel periodo perché i confini di molte Nazioni sono chiusi e le compagnie aeree hanno ridotto i voli praticamente a zero. Tuttavia c’è un modo per calmare la voglia di viaggiare: le capitali internazionali, i famosi musei, castelli e parchi in tutto il mondo ora si possono visitare virtualmente. In questo modo durante un pomeriggio è possibile ammirare i magnifici palazzi di Vienna, passeggiare all’interno delle mura del grandioso Castello di Praga e rilassarsi su una panchina del St. James’s Park a Londra. Le visite compiute comodamente dal divano di casa possono anche essere un’ottima preparazione per le future gite dal vivo. Sui siti degli uffici del turismo dei diversi paesi e città si trovano offerte virtuali per tutti i gusti. Gli amanti dell’arte trovano il loro museo preferito con un click e i parchi si trovano facilmente su youtube. Un altro pozzo inesauribile di proposte per i giramondo è il progetto «Google Arts & Culture».

La cultura dal divano Sono in tanti a sognare di vedere uno spettacolo alla The Metropolitan Opera o dimenticare lo stress quotidiano guardando un balletto nella Bayerische Staatsoper. Spesso purtroppo però le idee non si realizzano a causa del budget limitato o dell’esaurimento dei biglietti. Tuttavia oggigiorno è possibile godersi la cultura anche senza viaggiare a New York, Monaco, Vienna o Zurigo. Subito dopo l’introduzione del divieto per gli spettacoli svolti in un luogo pubblico o privato, molte agenzie di concerti e teatri hanno messo a disposizione gratuitamente le rappresentazioni in live streaming o video on demand, per rendere possibile la partecipazione alla cultura anche durante l’emergenza sanitaria. Ed è forse proprio in questa fase senza stress da calendario stracolmo di appuntamenti, che si trova l’occasione per godersi uno spettacolo che dura anche diverse ore. Basta entrare nel sito del teatro, della sala da concerto o del festival e scegliere cosa si desidera guardare.

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SVAGO trovano Google, l’università tecnica di Monaco o l’università di Yale. Big Data, social media marketing o introduzione alla psicologia – chi desidera imparare ha solamente l’imbarazzo della scelta. La cosa bella: per potersi permettere la formazione continua non è necessario avere un ricco salvadanaio, perché molte offerte hanno prezzi accessibili o sono addirittura gratuite. In ogni caso, chi desidera un certificato, paga circa 50 dollari. Facendo così si sfrutta il confinamento per imprimere una nuova spinta alla propria carriera professionale.

Far qualcosa da sé

Aiutare gli altri

A che punto sono i lavori in giardino? Non volevamo mica tagliare l’edera rampicante la primavera scorsa? E in bagno avevamo deciso un anno fa di sostituire le piastrelle, ma non è stato fatto ancora nulla. Con il tempo a disposizione adesso è giunto il momento di rimboccare le maniche e mettersi finalmente al lavoro per realizzare i progetti do-it-yourself continuamente rinviati. Di portali e riviste fai da te ce ne sono a volontà e piante, piastrelle e tanto altro ancora arrivano a casa con un paio di click. Sui siti dei negozi di ferramenta e dei centri di giardinaggio si trovano consigli utili, ma dato che in questo periodo il web è sollecitato in modo straordinario, non sarebbe male cercare indicazioni nel modo tradizionale. Forse sugli scaffali della propria libreria (o di un vicino) si trova già un manuale sull’edera rampicante.

La pandemia che sembra non finire mai e che ci impone restrizioni fino a poco tempo fa impensabili, mette a dura prova i nostri nervi. Un valido e utile metodo per non cadere in depressione consiste nel darsi da fare per gli altri. Ad esempio aiutando gli anziani che vivono da soli. Per molti di loro il dover rimanere chiusi in casa è un po’ come essere agli arresti domiciliari. Il modo migliore e più facile per stare vicini a loro senza metterli in pericolo di contagio consiste nel chiamarli al telefono regolarmente. Di sicuro nel vicinato c’è gente che ne beneficerebbe. Chi vuole muoversi, potrebbe andare a fare la spesa per gli anziani che non possono uscire e allo stesso tempo dare il cambio ai volontari della prima ora che hanno bisogno di ricaricare le batterie. Anche se l’epidemia dovesse rallentare prossimamente, gli esperti consigliano agli anziani di rimanere prudenti ancora a lungo e di evitare i luoghi affollati. Di possibilità per cercar o dar aiuto ce ne sono tante: i comuni, le comunità ecclesiali o gli scout, il servizio di aiuto al vicinato di Migros e Pro Senectute o quello di consegna a domicilio di Coop e Croce Rossa Svizzera… •

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camera singola * prima colazione quotidiana * la sera di arrivo: un menù di 4–6 portate

Beau Site Park Hotel & Jungfrau Spa, Wengen (05.06.-11.10.2020) Hotel Residence, Vaduz (maggio/giugno-31.10.2020) Wellnesshotel Golf Panorama, Lipperswil (28.04.-30.10.2020) Hotel Bad Horn, Horn al Lago di Costanza (giugno-24.07.2020 & 23.08.-30.10.2020) Weissbad Lodge, Weissbad (maggio/giugno-30.10.2020) (Dépendance 50m dall›Hof Weissbad, SPA, cena e prima colazione all›Hotel Hof Weissbad)

Hotel Cailler, Charmey – Gruyère (maggio-24.09.2020 & 28.09.-31.10.2020) Seehotel Wilerbad, Wilen al Lago di Sarnen (maggio/giugno-31.10.2020) Seminar- & Wellnesshotel Stoos, Stoos (maggio/giugno-01.11.2020) Boutique-Hotel La Rocca, Porto Ronco / Ascona (05.06.-31.10.2020) Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, Lago di Lugano / Porlezza (15.05.-11.7.2020 & 16.8.-31.10.2020)

* utilizzo gratuito dell‘area wellness (dove segnato) * partecipazione al programma di attività ed utilizzo gratuito delle biciclette (dove segnato con P e B) * accesso libero agli impianti di risalita (dove segnato) * un buono da CHF 50.– utilizzabile durante il vostro soggiorno nella spa, al bar oppure nel ristorante del proprio hotel

ALLEMAGNA

Prezzi per persona per 2 notti

Hotel Ritter, Durbach (maggio-30.10.2020)

Prezzo speciale TCS nella camera doppia

Bio- & Wellnesshotel Alpenblick, Höchenschwand (Schwarzwald) (maggio-30.09.2020) Wellnesshotel Auerhahn, Schluchsee (maggio-30.09.2020) Hubertus unplugged, Balderschwang (Oberallgäu) (maggio-27.09.2020)

AUSTRIA

Standard:

CHF 299.–

Superior/sud:

CHF 359.–

Prezzo speciale TCS nella camera singola Standard:

CHF 344.–

Superior/sud:

CHF 404.–

Forster’s Naturresort, Neustift im Stubaital (05.06.-30.10.2020)

Prenotazioni e informazioni:

FRANCIA

Esclusivamente con Private Selection Hotels & Tours

Hotel L'Estelle en Camargue, Camargue (maggio/giugno-17.07.2020 & 16.08.-01.11.2020)

T +41 41 368 10 05 (lu-sa) www.privateselection.ch

Legende P partecipazione al programma di attività W utilizzo gratuito dell‘area wellness

I B

accesso libero agli impianti di risalita utilizzo gratuito delle biciclette

Per prenotare online: www.privateselection.ch/touring


SVAGO

Due piccoli puntini nel Golfo di Guinea Avete mai sentito parlare di São Tomé e Príncipe? Il piccolo stato indipendente al largo dell’Africa centro occidentale, fino a poco fa conosciuto soltanto come produttore di cacao e caffè, è uno degli ultimi luoghi incontaminati della Terra.

NIGERIA

Golfo di Guinea

Bioko

CAMERUN

Príncipe

São Tomé

GABON

D

Annobón

REPORTAGE JULIANE LUTZ

ezanove è un buon autista. Pilota il minibus con destrezza intorno alle pozze d’acqua e sfreccia lungo le curve della strada sterrata. Va di fretta per non farci perdere il traghetto. Sul tragitto ci fermiamo a Boca do Inferno ad est di São Tomé, attrazione naturale dove le onde dell’oceano si frangono schiumose e con fragore contro il canale di rocce di basalto. Ecco una prima impressione della natura esuberante che qui regna sovrana, palme e imponenti baobab, mangrovie, banani e felci, piante di cacao, alberi di mango. Incontriamo donne che trasportano le merci sulla testa

e famiglie di maiali che vivono allo stato brado, scansando l’occasionale cane che scappa abbaiando per non finire sotto le ruote del furgoncino. Ad un certo momento il giovane fa una brusca manovra per evitare un fuoristrada che c’incrocia pericolosamente vicino. Il tempo stringe, ma Dezanove mantiene la calma e deposita i suoi clienti in tempo per imbarcarci per la prossima tappa, l’Ilhéu das Rolas. Grande neanche 200 ettari giace a cavallo dell’Equatore, ha una pietra miliare a marcare il confine tra i due emisferi. L’esperienza di mettere un piede in ogni parte del mondo è imperdibile!

Senza fretta Le isole gemelle nell’Atlantico all’altezza del Gabon sono ancora poco visitate. Abitata da 200 000 persone circa, vi si arriva con volo TAP da Lisbona (soltanto 3 partenze settimanali). A chi vi approda per la prima volta pare un piccolo Eden pacifico. Eppure, una volta queste isole colonizzate dai lusitani, erano la capitale della cioccolata. Le numerose grandi fattorie abbandonate, chiamate Roças, testimoniano questo passato di sfruttamento, continuato anche dopo l’abolizione della schiavitù. Il declino iniziato dopo l’indipendenza dal Portogallo nel 1975, è stato ulteriormente

100 km

aggravato dal crollo dei prezzi del cacao e da una serie di malattie nelle coltivazioni. Oggi vengono prodotte solo quantità ridotte di cacao pregiato, esportate principalmente in Portogallo e Francia. Un terzo degli abitanti vive con meno di 1,90 dollari al giorno. L’economia è fragile, la maggior parte degli isolani si tiene a galla con il piccolo commercio e l’agricoltura. Oppure va avanti con sussidi statali. Non Laudin, la nostra guida. Figlio di contadini, sogna una vita diversa. Ha imparato l’inglese da autodidatta per poter accompagnare i turisti e finanziarsi

CARTINA KEYSTONE

Bellezza drammatica La Boca do Inferno sulla costa orientale di São Tomé.

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Isola incantata

La realtà della vita Il villaggio São João dos Angolares. Terreiro Velho dove nasce il famoso cioccolato di Claudio Corallo.

A menadito La guida e futuro avvocato Laudin conosce ogni angolo delle isole.

52 touring | maggio 2020

gli studi di legge. «Tutto è possibile se lo desideri davvero», afferma. São Tomé ha tanto da dare, a cominciare dalla bellezza della flora e fauna. La vita scorre pigramente al refrain di «leve, leve!»: «Qui la frenesia non esiste, viviamo nel presente». Una vacanza in questo paradiso deve essere di classe, lontano dalle masse. Il 27enne vuole trasmettere ai visitatori l’entusiasmo e il rispetto per questi posti primordiali. Non mancano le escursioni da fare, dalla foresta pluviale alla capitale oppure alla scoperta di villaggi semplici quali São João dos Angolares, regolarmente colpito da piogge torrenziali o ancora al nord per far whale watching e ascoltare i canti delle megattere, gigantesche balene che migrano per queste acque turchesi.

São Tomé è stupenda, ma la più piccola Príncipe, distante un’ora di volo, è magia pura. La metà del territorio è occupata dal Parco Naturale Obô, che preserva una straordinaria biodiversità, fra colline vulcaniche e scarpate coperte da una vegetazione lussureggiante, edifici fatiscenti in piena giungla, spiagge una più bella dell’altra. E nella capitale San António – che conta appena 1300 abitanti – il tempo sembra sospeso. Merita una sosta l’atelier del «re del cioccolato» Claudio Corallo. Il fiorentino vive in Africa dagli anni Settanta ed è considerato una star negli ambienti della produzione di questa delizia, dalla fava alla tavoletta. Lo visitiamo nell’antica roça recuperata, Terreiro Velho sovrastante la selva e il mare. L’accesso lastricato alla casa padronale decrepita è ricoperta di trifoglio. Claudio Corallo vi coltiva 30 mila piante di cacao, che discendono dalle prime giunte dal Brasile. Veniamo a sapere che il vero cioccolato 100% non è assolutamente amaro, se lo è, vuol dire che «il frutto è difettoso o trattato malamente».

Rifugio tropicale A nord-ovest di Príncipe si trova Roça Sundy, incastonata in un villaggio ai margini di una magnifica foresta. L’antica tenuta è stata residenza estiva di un presidente, poi restaurata e trasformata in signorile boutique hotel. I clienti si ritrovano in terrazza a cenare mentre i bambini del villaggio giocano sotto il maestoso albero di kapok dirimpetto e si sentono le musiche provenienti dalle vecchie case operaie annesse all’ex piantagione. Di livello ancor più alto, il Sundy Praia Lodge con le sue villette tendate, un’oasi di tranquillità immersa nella foresta tropicale che offre una


SVAGO

DA SAPERE Dove si trova: il secondo paese più piccolo dell’Africa è situato a circa 200 chilometri al largo del Gabon e della Nigeria. Come arrivare: con volo TAP via Lisbona. Quando venire: periodo ideale tra giugno ed inizio settembre. Vaccinazioni: obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla; consigliata contro l’epatite A, profilassi antimalarica raccomandata. Moneta locale: Dobra (1 franco = circa 23 Dobra); consigliato portare euro e cambiarli in loco. Taluni esercizi accettano le carte di credito. Relax sulla spiaggia privata dell’albergo Sundy Praia.

Da portare: adattatore universale. Sostenersi da soli senza dipendere dallo Stato – giovane fruttivendola a São Tomé.

squisita cucina bio per risto­ rarsi dopo una giornata tra­ scorsa in spiaggia a dondo­ larsi nelle ceste appese agli alberi. Qui, l’Africa ancora incontaminata incontra il lusso patinato.

Turismo sostenibile Questi ed altri due resort fanno parte di HBD, un bel progetto di valorizzazione dell’isola promosso da Mark Shuttleworth, un imprendi­ tore sudafricano con cittadi­ nanza britannica ed inven­ tore del sistema operativo Ubuntu. Il miliardario si dice se ne sia innamorato quando visitò Príncipe per la prima volta nel 2010, anni dopo aver avvisto i puntini formati dall’arcipelago nell’Atlantico durante la sua partecipa­ zione come prima astronauta africano ad una missione spaziale nel 2002. Fino a maggio 2019, Shuttleworth ha investito 128 milioni di euro per realizzare la sua vi­ sione, cioè lanciare e conso­ lidare il turismo sostenibile ed autentico prima pratica­ mente inesistente su Príncipe salvaguardando pure le fore­ ste ed espandendo l’attività agricola. Oggi HBD occupa

Con chi partire: l’operatore Let’s go Tours organizza giri turistici, vacanze escursionistiche e soggiorni balneari a São Tomé e Príncipe, ad es. 12 gg. da 3815 franchi (a p. in camera doppia, senza viaggio a/r). letsgo.ch

oltre 640 collaboratori, per­ lopiù nel settore alberghiero. Il personale viene reclutato localmente, formato e pagato più del salario minimo, quat­ tordicesima inclusa. Grazie alla sua generosità e al fat­ tivo impegno, Shuttleworth è diventato la figura trainante dello sviluppo dell’isola. Ma altri ancora vogliono fare la differenza quali la diret­ trice dell’albergo Roça Sundy, Ana Moto. La portoghese ha fondato «From Principe to the World», laboratorio di cu­ cito dove vengono confezio­ nati accessori con tessuti et­ nici e che schiude una fonte di guadagno agli artigiani dell’isola. «Sono felice se pos­ siamo aiutare anche uno solo dei 7000 abitanti a cambiar vita», dice la 33enne sorri­ dendo fiduciosa. • Il reportage è stato realizzato su invito di Let’s go Tours.

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Anche nella crisi al vostro fianco Con il paese paralizzato dal Covid-19, il TCS si attiva per i soci e per tutti coloro che mantengono in funzione il nostro sistema. È proprio nei momenti più difficili che diventa palese il valore di un’organizzazione come il nostro club che nei 125 anni della sua storia ha saputo superare più di una crisi. Qualche esempio. TESTO DOMINIC GRAF

Bici cargo elettriche per i corrieri volontari In questo periodo in molte località si è sviluppato un forte spirito di solidarietà a favore delle persone che si trovano in isolamento per proteggersi dal virus o in quarantena per il sospetto di contagio. Ad esempio tanti volontari fanno la spesa per le persone vulnerabili che non possono uscire di casa. In tal modo contribuiscono ad arginare il contagio e allo stesso tempo aiutano le persone ad affrontare la vita quotidiana. Il TCS mette a disposizione di questi volontari la sua flotta Carvelo2go gratuitamente. Basta un’email e organizzazioni, enti, aziende o privati possono usufruire di una delle oltre 300 bici cargo elettriche presenti in 70 città. Per garantire la sicurezza generale gli utenti sono chiamati a lavare e/o disinfettare accuratamente le mani prima e dopo ogni utilizzo e pulire manubrio, manopola del cambio, computer di bordo, sellino, vano di carico e batteria dopo l’uso. Iscrizioni: info@carvelo2go.ch

Bici cargo gratuite per sostenere chi fa la spesa alla gente più vulnerabile.

Soccorso stradale gratuito In questa emergenza il personale sanitario sta compiendo uno sforzo encomiabile a beneficio dell’intera popolazione. Per eseguire il proprio lavoro molti medici, infermieri e assistenti di cura hanno bisogno dell’auto, moto, e-bike o bicicletta. In condizioni normali un guasto al veicolo è solo un fastidioso contrattempo, ora invece può avere conseguenze disastrose. Per garantire la loro mobilità, il TCS sostiene tutti i collaboratori di ospedali, studi medici, servizi Spitex, case per anziani e di cura con il soccorso stradale gratuito e prioritario. A prescindere dalla tessera di socio, basta una telefonata con l’indicazione che si appartiene al personale sanitario svizzero per far intervenire il servizio di assistenza stradale in modo tempestivo e sollecito. Numero del soccorso stradale del TCS: 0800 140 140

Misura di protezione Invece della stretta di mano, un po’ di disinfettante.

Misure di protezione per i pattugliatori Pur dando la priorità al personale sanitario, il soccorso stradale del TCS è pronto a intervenire per aiutare tutti. Per proteggere se stessi e i clienti, durante gli interventi i pattugliatori applicano le norme d’igiene e di condotta prescritte dall’Ufficio federale della sanità pubblica. Di conseguenza si rinuncia alla tradizionale stretta di mano e si mantiene la distanza minima di due metri. E nei casi in cui non fosse possibile mantenere la distanza di sicurezza tutti i 210 pattugliatori sono equipaggiati con mascherina protettiva, disinfettante e anche guanti monouso. Se la riparazione non è possibile sul luogo dell’avaria, i pattugliatori rinunciano a prendere a bordo i clienti, dato che il veicolo di soccorso non garantisce la distanza minima di sicurezza perché è disponibile soltanto il posto accanto al conducente. Il TCS offre al cliente un’alternativa di trasporto appropriata e sicura. Diventi ora socio TCS: tcs.ch/societariato

54 touring | maggio 2020


CLUB

Fondo di solidarietà Dal 27 aprile alcuni settori hanno potuto riprendere la loro attività. L’allentamento disposto dal Consiglio federale è però graduale e sono molti che non possono ancora tornare a lavorare. Alcuni di essi potrebbero però rendersi utili negli ospedali o nel settore dei trasporti, dove resta ancora molto da fare. Partendo dall’Associazione Svizzera dei Maestri Conducenti, l’Associazione Svizzera dei trasportatori stradali Astag e il TCS, con il sostegno della Conferenza svizzera dei governi cantonali e La Posta, hanno realizzato la piattaforma Corosol. L’obiettivo di questo «Fondo di solidarietà del coronavirus» è di mettere in contatto le aziende dei settori della mobilità – trasporti e logistica – e del settore della salute con chi è colpito dal lockdown. Attraverso questo sito gli interessati possono offrire il loro servizio come assistente in campo sanitario o autista. E i capi del personale possono annunciare i posti vacanti. I rapporti di lavoro sono a tempo determinato e retribuiti o meno a seconda del caso. Ulteriori informazioni e iscrizioni: corosol.ch

FOTO EMANUEL FREUDIGER, CARVELO2GO, REGA

Intervento ETI all’estero Al TCS sono giunte oltre 20mila telefonate in relazione al coronavirus – il 350 percento in più rispetto allo stesso periodo del 2019. La maggior parte delle persone ha ricevuto un aiuto immediato tramite la consulenza e le informazioni fornite dagli esperti, mentre 5400 casi sono stati seguiti da specialisti e medici della centrale d’intervento ETI. Per molti soci e i loro famigliari il TCS ha organizzato il rimpatrio in Svizzera in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri. 43 persone all’estero hanno dovuto esser ricoverate o sottoposte ad accertamenti medici approfonditi. Un socio gravemente colpito dal coronavirus è stato rimpatriato con successo dalla Rega su mandato del TCS dall’Egitto sotto speciali misure di protezione. Soprattutto all’inizio della crisi l’app del TCS ha mostrato la sua grande utilità: grazie al modulo «Travel Safety» i soci hanno potuto essere localizzati velocemente e l’aiuto coordinato in modo ancora più efficiente. Info sull’app TCS e i suoi vantaggi: tcs.ch/app

Covid-19 in Egitto La Rega riporta un malato in Svizzera.

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CLUB

Tre domande a Jürg Wittwer Il direttore generale del TCS sull’importanza del TCS in tempi di crisi e la straordinaria capacità di adattamento dei suoi collaboratori. Perché il TCS è particolarmente importante in tempo di crisi?

Jürg Wittwer: Il TCS è importante perché è necessario. Lo dimostrano le migliaia di telefonate che abbiamo ricevuto nelle ultime settimane. Numerosi soci hanno chiamato per informarsi sulle modalità di viaggio e i provvedimenti sanitari. In qualità di TCS non possiamo curare i malati di Covid-19, però possiamo far sì che le persone, in particolare infermieri, medici, addetti alle pulizie negli ospedali possano usufruire di una mobilità senza intoppi. Non da ultimo il TCS è un punto fermo in una situazione caotica. Il TCS, con i suoi quasi 125 anni di attività, esisteva già all’epoca dell’influenza spagnola e il nostro logo con lo stemma svizzero significa anche che alla fine ogni crisi viene superata. E ciò ispira fiducia. Come menzionato prima: tra le altre cose il TCS viene anche in aiuto al personale sanitario con il soccorso stradale gratuito. Una questione di onore?

Con 210 pattugliatori altamente qualificati, il servizio di soccorso stradale del TCS è il più importante e rapido della Svizzera e anche l’unico presente su tutto il territorio. Siamo quindi in

grado di garantire un procedimento veloce ed efficiente in caso di guasto. In una situazione difficile come questa, ritengo sia nostro dovere offrire tale servizio al nostro personale sanitario. Quali misure avete adottato per proteggere i 1600 collaboratori TCS?

Dato che siamo un’organizzazione di pronto intervento, il nostro obiettivo prioritario consiste nel mantenere in funzione l’attività. Nella fase iniziale la nostra preoccupazione più grande è stata quella di un contagio fra i collaboratori. Nel caso di un solo malato avremmo dovuto chiudere un intero reparto. Per questo motivo abbiamo subito introdotto limitazioni di accesso alle nostre centrali e abbiamo potenziato l’infrastruttura per il telelavoro. Mentre i nostri pattugliatori sono stati istruiti ed equipaggiati con il materiale necessario per poter continuare a svolgere i propri compiti. Nel loro caso non è evidentemente possibile fare telelavoro ed è sorprendente vedere come sono concentrati e rilassati durante gli interventi per strada, mentre tutti gli altri si ritrovano isolati in casa. L’attività del club continua come sempre. Con creatività e capacità di adattamento supereremo anche questa crisi. ◆

«Il TCS è un punto fermo in una situazione caotica» Jürg Wittwer (53) direttore generale TCS

FOTO EMANUEL FREUDIGER

Se la distanza non può essere mantenuta vengono utilizzati mascherine e guanti.

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Trattamento dei dati personali: Trova informazioni dettagliate sulla protezione dei dati alla pagina www.bradford.ch/datenschutz. La società The Bradford Exchange non Le invierà alcuna offerta per e-mail, telefono o sms. Può modificare sempre, in ogni momento, le Sue preferenze di contatto, mettendosi in comunicazione con noi all’indirizzo o al numero di telefono indicati a lato. Qualora non volesse più ricevere le nostre proposte neanche per lettera, La invitiamo a comunicarcelo via telefono, e-mail o tramite lettera.


«Le donne hanno imparato a far valere i propri diritti» L’attuale Barometro del TCS delle controversie riconferma le differenze territoriali per frequenza, durata e costi dei casi legali. Cresce il numero di pratiche rosa, in quasi tutti gli ambiti. TESTO DOMINIC GRAF | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN

I

Il barometro delle controversie 2019 conferma le significative differenze geo-

I risultati mostrano che a Ginevra quasi una famiglia su cinque (19,3%) è stata

1637 fr.

Svizzera orientale 1656 fr.

194 giorni

16,16%

1941 fr.

212 giorni

17,09%

Ginevra e dintorni

1668 fr.

12,77%

Svizzera centrale Mittelland

223 giorni

Zurigo

1643 fr.

244 giorni 12,10%

1509 fr.

202 giorni

12,34%

Svizzera nordoccidentale

Sempre più litigiose ll numero di cause avviate da donne è ormai quasi identico a quello degli uomini.

206 giorni

15,12%

14,01%

Barometro TCS delle controversie nelle 7 grandi regioni

224 giorni

grafiche della prima edizione pubblicata l’anno scorso (vedi riquadro). In media, si litiga di più nella regione del Lemano, sia per frequenza (17%) che per costo (1941 franchi). Per contro, con 244 giorni, la maggiore durata si rileva nella Svizzera centrale. Lo studio basato sul portafoglio di circa 440 000 polizze gestite dalla TCS Protezione giuridica nel 2019, è ora ancora più rivelatore in quanto vengono analizzate, oltre alle sette grandi regioni del paese, anche le cinque principali agglomerazioni (Basilea, Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo).

1666 fr.

n Svizzera, lo scorso anno più di una persona su sei è stata implicata in un contenzioso, sia nell’ambito della mobilità o del lavoro, sia per quanto riguarda i consumi oppure l’abitazione affittata o di proprietà. In media, le vertenze sono durate 213 giorni venendo a costare 1745 franchi, con singoli casi molto più onerosi e lunghi. Il procedimento più costoso che il TCS ha sostenuto nel 2019 ha totalizzato costi per 264 000 franchi. Nel 2019 si è poi conclusa una vertenza protrattasi per ben 15,5 anni (5678 giorni).

Ticino

Frequenza

Durata

Costi

persone ogni 100 in media 14,8%

in media 213 giorni caso più lungo: 5678 giorni

in media 1745 franchi caso più caro: 264 000 franchi

58 touring | maggio 2020

I valori indicati sono le medie ponderate relative alle sette grandi regioni della Svizzera.


CLUB

SVIZZERI ALLO SPECCHIO I CONTENZIOSI NEL 2019 L’indagine ad ampio raggio sulle controversie è stata presentata in tre parti per la prima volta nel 2019. In futuro sarà pubblicata integralmente una volta all’anno. Si basa sul portafoglio clienti della TCS Protezione giuridica circolazione (259 000 polizze), protezione giuridica privata (153 000 polizze) e protezione giuridica immobili (28 000 polizze) e si riferisce a vertenze aperte (frequenza) o chiuse (costi e durata) nel 2019. Lo studio completo è scaricabile gratuitamente da tcs.ch/barometro-litigi

certamente ad una città fredda dove il denaro scorre abbondante e più veloce che altrove; spendendo molto e soprat­ tutto per l’acquisto di beni di lusso, pro­ babilmente scarseggiano le risorse per far fronte a lunghe e costose procedure legali, peraltro dall’esito incerto», ipo­ tizza Mäder.

Donne inclini alla lite quanto gli uomini coinvolta in una lite lo scorso anno, quasi il doppio rispetto a Berna, di gran lunga la più conciliante (11% circa).

Bernesi, i confederati più bonari? L’ennesima prova della bonarietà tipica dei bernesi? Sono davvero così restii a litigare? «Touring» ha chiesto spiega­ zioni al sociologo Ueli Mäder e al suo collega Hector Schmassmann, rice­ vendo delle risposte interessanti. Il pro­ fessor Mäder sottolinea comunque che, trattandosi di valutazioni più soggettive e intuitive che scientifiche, vanno talora lette con il sorriso e un pizzico di ironia. Signor Mäder, gli abitanti della capitale sono davvero così accomodanti o è uno stereotipo? «Berna è la roccaforte della democrazia del consenso. La gente pre­ ferisce affrontare i conflitti diretta­ mente e risolverli all’amichevole. Pre­ vale il desiderio di armonia», spiega il noto ricercatore. In caso di disputa, di solito sono interessati ad arrangiarsi rapidamente fra di loro. «Così rispar­ miano tempo prezioso e possono pren­ dersela più comoda nella vita quoti­ diana» aggiunge. Gli fa eco Hector

Schmassmann: «Berna è più omogenea rispetto alle città di confine come Gine­ vra dove le differenze culturali possono dare adito a liti. Pertanto qui è più facile che le parti riescano a negoziare un ac­ cordo consensuale». A proposito di luoghi comuni: Zurigo ha fama di essere attaccabrighe, per cui è nella patria di Zwingli che ci si aspette­ rebbe di riscontrare la litigiosità più ele­ vata, ossia per frequenza, durata e costi. È vero che è terza per querele attivate (il 15% dei residenti vi è coinvolto), ma la principale agglomerazione elvetica spende meno denaro (1488 franchi) e tempo per beghe legali (200 giorni). Schmassmann lo spiega così: «Zurigo è caratterizzata da una diffusa conflittua­ lità. Tuttavia, per evitare perdite finan­ ziarie, molti contenziosi vengono risolti in via extragiudiziale». Anche secondo Ueli Mäder, la durezza degli zurighesi sarebbe spesso più di facciata che reale. Uno sguardo dietro le apparenze rivelerebbe l’aspetto unifi­ cante del litigio: «Sappiamo che la fri­ zione genera calore. Questo non nuoce

Il barometro del TCS delle controversie non esamina lo sviluppo soltanto per regioni e agglomerazioni bensì anche distinguendo fra i sessi. Degno di men­ zione il fatto che lo scarto nel tasso di litigiosità è praticamente rientrato in quasi tutti gli ambiti giuridici: con il 12,6% le donne sono implicate in contenziosi quasi quanto gli uomini (12,8%), se non di più: ad esempio, in materia privata ed immobiliare risul­ tano addirittura più pronte a invocare la legge. «Le donne sono sempre più attive professionalmente e, come corollario, hanno imparato a far valere i propri di­ ritti», commenta Hector Schmassmann. L’unica eccezione riguarda la circola­ zione, dove gli uomini continuano a liti­ gare il doppio. Perché sussiste un tale divario nel settore della mobilità? A sen­ tire l’esperto, la casistica sarebbe chiara: «Le donne si muovono meno con mezzi di trasporto privati rispetto agli uomini, che notoriamente hanno il piede più pe­ sante sull’acceleratore. Di conseguenza questi sono coinvolti più spesso in colli­ sioni e conflitti riconducibili all’eccesso di velocità», afferma Ueli Mäder. • maggio 2020 | touring

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I

confederati amano pedalare, come dimostrano le statistiche. In Svizzera circolano oltre 6 milioni di velocipedi e 650 000 biciclette elettriche. Dato deplorevole, ogni anno si registrano 34 000 furti di bici, ciò che

LA «TCS ASSICURAZIONE BICI» Formula tutto compreso: Assunzione costi di riparazione in caso di incidente Niente franchigia per le riparazioni effettuate presso partner convenzionati Protezione antifurto in tutta Europa Rimborso costi di noleggio della bici sostitutiva Rimborso spese per la sostituzione dell’equipaggiamento e degli accessori danneggiati

corrisponde all’80% di tutti i veicoli rubati. Nota bene: con 4658 incidenti all’anno che provocano lesioni corporali, andare in bicicletta non è affatto privo di pericoli.

Trasporto all’officina di fiducia Fondato nel 1896 da ciclisti ginevrini, il TCS si impegna da sempre per la mobilità lenta. La nuova assicurazione offre una tutela completa e moderna per bici, e-bike e conducente, che include la copertura casco e antifurto in tutt’Europa, oltre al soccorso stradale 24 ore su 24 in Svizzera. Qualora la bici fosse danneggiata al punto da non ripartire dopo un inci-

dente o non fosse possibile ripararla in loco, il pattugliatore del TCS trasporterà il conducente all’officina desiderata. E il TCS provvederà a che questi possa arrivare a destinazione in sicurezza assumendosene, ove necessario, i costi per il noleggio di una bici sostitutiva.

in futuro affinché il cliente possa valutare con cognizione di causa qual è la protezione ottimale adatta alle sue esigenze. Se la bici viene riparata da un partner TCS, vien meno la franchigia di 100 franchi.

Al fine di offrire un servizio riparazioni di prim’ordine, il TCS si avvale di una rete di oltre 70 specialisti in tutta la Svizzera. Fabio Di Giovanna, product manager «due ruote» del TCS, spiega che: «I rivenditori bici specializzati offrono una consulenza competente per cicli di alta qualità. È a loro che ci appoggeremo

Secondo Bernhard Bieri, direttore Club, la nuova assicurazione conviene in particolar modo ai soci TCS grazie all’esclusivo vantaggio a loro riservato: «I nostri soci fruiscono non soltanto di condizioni di favore, possono altresì estendere la copertura a tutte le biciclette possedute dal nucleo familiare». ◆

Una polizza per tutta la famiglia

La «TCS Assicurazione Bici» copre tutte le biciclette del nucleo familiare del socio stipulante.

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CLUB

La salute spiegata accessibile a tutti Tramite la nuova piattaforma TCS MyMed oltre 100 esperti rispondono alle domande dei soci sui più svariati temi relativi alla salute. Presto saranno integrate anche liste di controllo, approfondimenti ed ulteriori servizi. TESTO DOMINIC GRAF

È

meglio fare il pieno di carburante con i guanti? E se a bordo dell’auto ci sono più persone, serve mettere la mascherina chirurgica? Cosa fare per alleviare i sintomi se si è allergici ai pollini? In genere, per questioni legate alla salute ci si rivolge ad operatori professionisti o specialisti. Ma oggi, grazie ai moderni mezzi di comunicazione e informazione spesso si può fare a meno di recarsi dal medico. L’assistenza a distanza svolge un ruolo vieppiù importante, soprattutto nelle emergenze come quella attuale provocata dal nuovo coronavirus.

FOTO EMANUEL FREUDIGER, ISTOCK

Consapevole dell’importanza che la salute digitale (la cosiddetta «digital health») assume già oggi ed assumerà ancor di più in futuro, il TCS ha rafforzato le proprie strutture lanciando la piattaforma «MyMed». Philippe Klaus, diret-

tore TCS Assistenza alle persone, ne illuprofessori che danno risposte neutrali e stra i retroscena: «Dal 1958 il TCS verificate a quesiti rilevanti sulla salute. sostiene i titolari del Libretto ETI in caso di malattia o incidente all’estero. Oggi, Con il nostro sito offriamo innanzitutto l’aspettativa di vita si è notevolmente alla possibilità di informarsi in prima perlungata e consente a molti di viaggiare di sona, porre domande e seguire trend atpiù ed anche in età più avantuali, quali l’espanzata. Di riflesso sono notevolsione, a livello mente aumentate le richieste mondiale, del di informazioni relative alla Covid-19. Proposalute. Grazie a ‹MyMed› posniamo articoli, insiamo ora gestirle in maniera terviste, filmati su più efficace e rapida». Fa notemi di medicina tare che: «I contenuti vengono convenzionale. elaborati dal TCS in collaboraMyMed facilita zione con cliniche, studi mel’approccio a matedici, università, associazioni e rie talora comfondazioni oppure con l’Ufficio plesse». della sanità pubblica. La nostra équipe si compone di un Il grande interesse centinaio di specialisti, fra cui «‹MyMed› facilita riscontrato dal l’approccio a materie primari, direttori sanitari e lancio e dalla pubblicazione degli talora complesse» Serve la mascherina? articoli tramite Philippe Klaus La parola agli esperti direttore TCS Assistenza alle persone Info-Feed nell’app di «MyMed». TCS motiva i responsabili ad ampliare costantemente i contenuti e adeguarli alle esigenze degli utenti: «Badiamo a che siano di facile comprensione ed accessibili anche ai neofiti. Oltre a prodotti e servizi innovativi, teleconsulti quali «OneDoc», video multimediali istruttivi nonché liste di controllo per viaggiatori con particolari problematiche sanitarie, prevediamo di creare ulteriori rubriche, ad esempio di anatomia per visualizzare e spiegare gli organi vitali e illustrarne le patologie». Per il TCS l’emergenza coronavirus rappresenterebbe una grande sfida che però offrirebbe l’opportunità di sviluppare ulteriormente l’attività nel campo dell’e-health. In merito, Klaus ricorda che: «In aggiunta alla piattaforma ‹MyMed› il club ha dato vita alla nuova cattedra di telemedicina d’urgenza assieme al Centro di pronto intervento dell’Inselspital a Berna e alla facoltà di medicina dell’università di Berna». • tcs-mymed.ch

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CLUB

Visita in remoto Online o per telefono, il parere del medico può rassicurare il paziente preoccupato.

«I tempi sono maturi per la telemedicina» L’emergenza coronavirus ha portato in primo piano i servizi medici a distanza. La dottoressa Serena Barberis dell’équipe ETI-Med, ne spiega caratteristiche ed opportunità. Risponde altresì alle domande più frequenti sul Covid-19.

da gigante e sono evoluti e cambiati i comportamenti delle persone. I tempi sono maturi per la telemedicina. Il futuro sarà digitale. L’assistenza ai pazienti dovrà e potrà beneficiarne.

In qualità di medico attualmente viene molto sollecitata a chiarire In seno a ETI-Med Lei stessa la pratica. ansie e dubbi sollevati dal Covid-19. Come valuta questo sviluppo? Ad esempio, non sono solo gli anziani La telemedicina non sostituisce il cona finire in terapia intensiva. Il decorso sulto né la visita tradizionale. È però uno della malattia è diverso nei giovani?

INTERVISTA SANDRA EGLI | FOTO MARGHERITA DONATI

Quali sono le domande più frequenti in tempi di Covid-19?

Serena Barberis: I nostri clienti vogliono sapere soprattutto quanto dura l’infezione e il periodo d’incubazione, quali strumento efficace e moderno a condisono i rischi di ammalarsi e come tenersi zione che venga utilizzato secondo rein forma fisicamente. Ma soprattutto ci gole chiare. Occorre definire con precichiedono di trasmettere messaggi di con- sione ciò che il medico può fare a forto a famigliari malati che si trovano distanza. È altresì fondamentale garanall’estero, che spesso non possono contire la protezione dei dati personali. tattare direttamente. Cerchiamo di acD’altra parte, visto l’aumento dei contentarli e quando ci riusciamo vencontatti tramite internet, questi gono a crearsi momenti molto toccanti sistemi permettono di gestire meglio ed emozionali. L’attuale situazione fa sì che molte persone debbano ricorrere alle tecnologie digitali e alla telemedicina. 64 touring | maggio 2020

le risorse e sgravare e proteggere il personale…

Infatti. Le tecnologie di comunicazione medico-paziente hanno compiuto passi

È appurato che patologie croniche pregresse costituiscono un rischio a qualsiasi età. Normalmente i giovani sono meno vulnerabili perché il loro organismo resiste meglio all’attacco del virus e in genere non presentano molteplici fattori di rischio. Per contro, le persone più anziane tendono a soffrire già di diversi problemi di salute, che in caso di contagio vengono ad accumularsi. Cosa consiglia a chi vive assieme a una persona con problemi cronici alle vie respiratorie?


L’ESPERTO TCS Se si tratta di una malattia acuta, occorre immediatamente informare il medico di famiglia. Insieme, si deciderà se è opportuno effettuare il tampone per la diagnosi del Covid-19. Se un famigliare o convivente rientra nel gruppo a rischio e si è esposti personalmente al pericolo di contagio sul lavoro come si può proteggere i propri congiunti?

«La telemedicina è uno strumento moderno ed efficace»

Si teme che il confinamento aggravi anche le violenze domestiche. Come ci si può proteggere?

Non ci sono regole generali, ma ricordo che ogni maltrattamento Dr.ssa Serena Barberis, medico FMH ETI è un reato. Se si subisce un atto di violenza ci si deve rivolgere senza indugio alla polizia o all’Aiuto alle vittime. Situazioni già critiche possono deteriorarsi drammaticamente e precipitare a causa del lockdown e dell’isolamento che questo comporta. •

TCS MYMED La piattaforma del TCS fornisce informazioni aggiornate ed esaustive su tematiche attuali riguardanti la salute, naturalmente anche sulla pandemia da coronavirus: numerosi articoli specialistici, interviste a medici, professori ed esperti forniscono consigli e risposte alle domande più frequenti. La presente intervista è disponibile in versione estesa con ulteriori chiarimenti utili sul sito tcs-mymed.ch

IN VIAGGIO

Posso subaffittare il mio posteggio?

«

Vivo in un appartamento in città. Posso subaffittare ad un pendolare l’annesso posto auto oppure la padrona può opporsi?»

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Ogni contatto diretto deve essere evitato e le misure igieniche seguite scrupolosamente. La disciplina è vitale: fare la doccia appena rientrati, mantenere la distanza consigliata, non condividere asciugamani o biancheria da bagno e da letto, indossare una mascherina chirurgica, lavarsi o disinfettarsi le mani ripetutamente e non toccarsi il viso con le mani non pulite. Se è impossibile osservare queste precauzioni, occupare locali separati e rinunciare a tutte le funzioni professionali che comportano un contatto diretto con soggetti che hanno contratto il virus.

TESTO VERA BEUTLER

In via di massima subaffittare un posto auto non pone problemi, purché vengano osservate le leggi in materia di locazione ed eventuali norme di diritto pubblico. Per subaffittare il posteggio privato occorre il previo consenso del locatore. Questi può vietarlo se non gli vengono comunicate le condizioni di locazione, se queste sono abusive o qualora gliene derivassero grossi svantaggi (pregiudizio essenziale). Se il posteggio è una pertinenza dell’appartamento, valgono le disposizioni a tutela dell’inquilino previste dal diritto di locazione: nella fattispecie, la locatrice non può disdirle il posteggio perché intende subaffittarlo.

Anche nel caso in cui la padrona fosse d’accordo, non è detto che le cose finiscano qui: se, infatti, la città autorizza il parcheggio esplicitamente per una particolare categoria di utenti, e la locatrice accetta un subaffitto non conforme al regolamento comunale, potrà intervenire mettendo in atto i provvedimenti di sua competenza. Trattandosi di parcheggi pubblici, il permesso di stazionare potrebbe poi essere vincolato al domicilio nell’area interessata e le relative tessere assegnate di conseguenza. In tale ipotesi, la sublocazione a terzi non residenti sarebbe ovviamente esclusa. •

Vera Beutler, dr. iur. Tuttavia, questa clausola protetresponsabile tiva viene meno laddove il posto di «lex4you». auto fosse funzioLEX4YOU nalmente indipendente dall’abita«lex4you» è una piatta-zione: Lei ha forma interattiva di consulenza giuridica comunque la faper la vita di tutti giorni – coltà di subaffitcomprensibile, attuale tarlo, ma se disape pratica. prova la locatrice Il TCS è al vostro fianco per potrebbe reagire le questioni giuridiche. lex4you.ch dando disdetta.

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touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Susanne Troxler (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch Vantaggi socio Marcel Zimmermann Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00

Scriveteci… Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. Il pick-up Mio fratello maggiore era bravo a far lavori manuali e maneggiava bene il cacciavite. Nell’atelier di nostro padre ha trasformato un’abbandonata Volkswagen in un pick-up. Ha rimosso la cella passeggeri del Maggiolino e saldato due sedili sul telaio. Ha dotato addirittura l’assale posteriore di doppie gomme e così quel veicolo è tornato a funzionare. Era circa il 1972 e nella regione collinare turgoviese del Seerücken ho avuto il privilegio – in quanto piccolo della famiglia – di sedermi accanto a mio fratello per il primo giro ufficiale di prova. All’epoca avevo soltanto sette anni ed ero abbastanza ansioso di girare con quel veicolo, non riuscivo nemmeno a tenermi al sedile. Per sicurezza però mio fratello aveva aggiunto una pratica sbarra e mi ci aggrappai. Qualche tempo dopo fu montato nella parte posteriore un ponte di carico e così questo trabiccolo fu utilizzato per la raccolta delle mele. Naturalmente non era immatricolato e così

Tassa elettrica

Ogni volta che facciamo il pieno di carburante noi paghiamo, salvo errore, 74 ct. per litro di tassa alla Confederazione per la manutenzione delle strade, e lo reputo giusto. Ma i possessori di veicoli completamente elettrici non pagano, al momento, nessuna tassa e soprattutto non ho ancora sentito o letto niente in merito. Vuol dire che circa 30 000 automobilisti utilizzano la rete stradale gratuitamente. Certo, in proporzione è poco, ma sempre più in aumento. Chiedo dunque come la Confederazione porrà rimedio a tale ingiustizia crescente. Guy Minoli @

Come da lei menzionato, oltre la metà del prezzo del carburante al distributore si compone di tasse. Queste servono a finanziare le infrastrutture di trasporto o ad alimentare la cassa generale della Confederazione.

Pick-up divertente Il test di guida del nostro trabiccolo.

veniva usato solo nei campi e nei sentieri attorno. Più tardi venne utilizzato pure per spettacoli divertenti al Circo Royal. Christian Boss @

Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch

Con l’elettrificazione del parco automobilistico, le infrastrutture di trasporto e la cassa generale della Confederazione perdono, in effetti, delle entrate importanti. Accettando il Fondo per le strade nazionali e il traffico di agglomerazione (FOSTRA) nel 2017, il popolo ha ugualmente dato il suo accordo all’introduzione di un’imposizione per veicoli elettrici. La Confederazione ha così previsto di prelevare nei prossimi anni una tassa forfettaria sui veicoli elettrici al fine di coprire il deficit del finanziamento per le infrastrutture di trasporto. La Confederazione non ha però ancora fissato una data per l’entrata in vigore; preferisce dare il tempo a questi nuovi modi di propulsione alternativi di affermarsi. Secondo il Consiglio federale

questa tassa sarà dell’ordine di circa 370 franchi all’anno per veicolo, con l’obiettivo di generare entrate di circa 110 milioni di franchi entro il 2030. Laura Salamin, servizio politico del TCS Sviluppo batterie Touring 10/2019, dossier

Un motore elettrico ha un’efficienza dell’85%, mentre un buon diesel arriva ad oltre il 40%. In frenata l’elettrico recupera energia invece di disperderla. L’unico problema è costituito dalla batteria, per i noti svantaggi che comporta. Urge quindi promuoverne lo sviluppo, e non soltanto a carico di chi conduce un’auto a propulsione elettrica. Di certo non sarà la lobby del petrolio a sostenerlo. Josi Reichlin @

La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).

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TOUROLINO

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A volte puoi scoprire nel cielo palloni aerostatici. Magari hai già anche sognato di vedere il paesaggio dalla navicella del pallone. «Tourolino» ti mostra come puoi costruire una mini mongolfiera.

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Il mondo visto dall’alto TESTO SUSANNE TROXLER | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER

1. Prendere dalle riviste il numero desiderato di pagine e togliere eventuali graffette metalliche. Inserire le pagine una nell’altra. Posizionare il lato lungo della sagoma del pallone sulla piega. Disegnare la forma e ritagliarla.

LAVORET TO MANUALE

2. Posizionare le forme dei palloni aperti esattamente l’una sopra l’altra. (Se ci sono più di dieci strati, usare il punteruolo per pungere i fori per il cucito assicurarsi di farlo su un tavolo da lavoro).

Mongolfiera di carta Ecco cosa ti serve: riviste, forbici, penna, ago, filo, nastro adesivo, modello di mongolfiera e navicella (vedi su touring.ch, «I giochi Tourolino»), carta A4 un po’ spessa, ev. un punteruolo.

3. Prendere 50 cm di filo, infilarlo nell’ago e cucire il mazzo nella piega con punti semplici, dall’alto verso il basso e indietro. Legare le due estremità. 4. Rinforzare la parte inferiore del pallone con nastro adesivo in quattro punti ben distribuiti.

CONCORSO ONLINE

PREMIO

6. Piegare la navicella, le linee tratteggiate vi indicano come. Piegare le parti sovrapposte verso l’interno.

Dove posso far volare il mio modellino di elicottero? • • •

A. Sopra le mucche al pascolo. B. In stazione sopra i binari. C. Fuori dalla zona di divieto di volo.

Partecipa al concorso entro il 24.5.2020 collegandoti al nostro sito internet touring.ch e indicando la giusta risposta. Buona fortuna!

5. Per fare la navicella, utilizzare la copertina della rivista (carta più spessa), posizionandola sul modello della navicella, disegnarne i contorni e poi ritagliarli.

7. Prendere 50 cm di filo, infilarlo nell’ago e collegare la navicella ai quattro punti rinforzati del pallone. Un set di giochi per Nintendo Switch «Animal Crossing: New Horizons», «Pokémon Schild» e «Super Mario Maker 2» del valore di ca. 234 fr., gentilmente offerto da Nintendo La risposta corretta del concorso n. 4 era B.

Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.

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IN GIRO CON

LOCO ESCRITO

Fortissimo – il ritmo della musica e della vita Non s’inanellano premi prestigiosi andando adagio – parola di Loco Escrito, al secolo Nicolas Herzig. Il fenomeno latino è sulla cresta dell’onda, ma tiene i piedi saldi per terra. Non è solo la musica ad ispirarlo, bensì pure il rombo della sua moto. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO LINDA POLLARI

G

li piacciono le moto, basta guardare i suoi video per capirlo. Nicolas Herzig, meglio conosciuto col nome d’arte Loco Escrito, si presenta al nostro appuntamento in auto. Arriva con una Mercedes Classe E quando, visto il personaggio, ci aspetteremo di vederlo scendere da una Ferrari rossa fiammante. Eppure lo svizzero con radici colombiane che spopola a suon di ritmi latini, è rimasto coi piedi per terra. Ed infatti il 33enne smonta subito lo stereotipo dell’artista stravagante: «Non sono tipo da ostentazioni lussuose». Per lui, l’importante è che l’auto sia piacevole da guidare e, siccome viaggia molto, confortevole.

Ammette che non disdegnerebbe certo una supersportiva Porsche GT3, da portare in pista. E forse questo sogno diventerà presto realtà per la star del reggaeton nato a Medellín e cresciuto a Wetzikon che ha iniziato a scrivere testi in spagnolo e rappare già a dieci anni. Fa furore nel 2015 con il brano «Bien Contento» che presenta al talent show della televisione svizzera «Die grössten Schweizer Talente». Da allora, le cose gli stanno andando alla grande. Nel 2018 trionfa agli MTV Europe Music Awards come «Best Swiss Act». Nel 72 touring | maggio 2020

2019 vince nella categoria «Best Hits» agli Swiss Music Awards con «Adiós», facendo il bis nel 2020 con «Punto». Ad oggi, ha conquistato il disco di platino per tre suoi singoli, oltre a un doppio platino. Ed il suo palmarès non finisce qui, conquista le platee anche in Spagna e nell’America del Sud.

Il prezzo del successo Ma la fama si paga: il padre di una bambina piccola è via per tre mesi all’anno. Alla domanda se non gli pesa assentarsi tanto risponde: «Ogni lavoro, per quanto fantastico, ha degli svantaggi. Per vivere l’emozione del palco devo viaggiare». Comunque ha dei precisi obiettivi, ed è consapevole di ciò che sta facendo e perché. Per lui, conta chi ha intorno. Il suo team di lunga data si compone di una dozzina di persone fra manager e produttori che di solito lo accompagnano in tournée. Con tutti i chilometri che macina apprezza il soccorso stradale che ha dovuto chiamare più volte. D’altronde tutta la sua famiglia è affiliata al TCS, tiene a precisare. Non basta la voglia di sfondare. Se molti l’hanno, Nicolas Herzig sta perseguendo con tenacia il suo sogno di diventare un grande della musica latina: «Naturalmente ci

vuole talento, bisogna saper cantare e vendersi, ma il successo è fatto di duro lavoro», dichiara. Analizza continuamente dove potrebbe migliorare e per lui, il «no» non esiste. Invece di lamentarsi che il coronavirus abbia fatto saltare ingaggi programmati da tempo, non ha esitato un secondo a lanciare assieme al soulman Seven la maratona di concerti in diretta streaming «Alles wird gut» (Andrà tutto bene, ndr.). Caparbio, va per la sua strada e non c’è ostacolo che possa fermarlo. Neanche il terribile incidente in moto che subisce nel 2015, quando viene travolto da un autista distratto. Nonostante la lunga degenza in ospedale, seguita poi da mesi di riabilitazione, non ci pensa proprio a mettere la sua passione ruggente in un cassetto. Non rinuncerebbe per nulla al mondo al brivido della velocità, alla sferzata di adrenalina che la moto gli regala. «Certo, ora sono più prudente, prima pigiavo troppo sull’acceleratore» confessa. Adesso, invece di correre, veleggia: in sella alla Harley Davidson Street Glide Special la guida è paciosa. In sella riesce a dimenticare completamente quel che lo circonda. ◆

«Naturalmente ci vuole talento, bisogna saper cantare e vendersi, ma il successo è fatto di duro lavoro» Nicolas Herzig, in arte Loco Escrito, al top delle classifiche

Mercedes Classe E anziché una Testarossa. Il cantante è rimasto coi piedi per terra.


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GIOCA & VINCI

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GRANDI OCCASIONI

21 o: a m ggrim ine

per vincere

ultimo te cipare per parte i ai gioch

OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI IN PALIO lo smartphone Samsung Galaxy Note 10 da 256 GB Il Galaxy Note 10 di Samsung offre prestazioni di altissimo livello sotto ogni aspetto. Display, telecamera e performance sono eccellenti. L’apparecchio può essere utilizzato con la penna integrata. Con questa penna e il display arrotondato, che misura 6,3“ in diagonale, l’apparecchio è perfetto per le piccole mansioni lavorative da sbrigare in viaggio, ma soprattutto per la

Valore CHF 979.–

navigazione in rete e il gioco. L’involucro in vetro di facile presa si adatta bene alla mano. La qualità delle foto e dei video è eccellente. Il Galaxy Note 10 è un prodotto di qualità superiore. In quale anno la Commissione europea ha dato vita alla «European Battery Alliance»? Inviate un SMS con tmi051 xxxx (xxxx = anno) al numero 5555

OCCASIONE 2 – SUDOKU 1

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OCCASIONE 3 – SUDOKU 2

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IN PALIO lo smartphone Huawei P30 Dual SIM da 128 GB

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IN PALIO lo smartphone Nokia 7.2 Dual SIM da 128 GB

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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.


TICINO Bollettino della Sezione Ticino

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Le Assemblee all’insegna del virtuale Nella foto: l’unica assemblea condotta in modalità tradizionale, quella del Gruppo del Luganese.

Gli altri gruppi hanno optato per la modalità via e-mail. Il pensiero dei presidenti di Gruppo a pagina 76


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Assemblee dei Gruppi locali

Qui Gruppi, a Voi Sezione! Quella luganese è stata l’unica assemblea in presenza dei Soci. Il nuovo Comitato 2020-2023: da sinistra Claudio Salathé, l’arch. Andrea Bernardazzi, Simone Boldini, il presidente avv. Fabio Stampanoni, l’avv. Nicole Volonté Pagani e Stefano Rezzonico

I

n un articolo condiviso, i quattro Presidenti dei Gruppi che compongono la nostra Sezione, ovvero Bellinzona e Valli, Locarnese e Valli, Luganese e Mendrisiotto, riferiscono in merito alle Assemblee dei soci che quest’anno non sono uscite, in buona parte, indenni dall’emergenza sanitaria che purtroppo tocca tutti noi da alcune settimane. Punto salinte di quest’anno sono state le nomine statutarie per il triennio 2020–2023. Infatti, come spiega Patrick Passalia, il Comitato del TCS Gruppo del Locarnese e Valli, da lui presieduto, quest’anno aveva potuto prepararsi al meglio per la propria assemblea generale ordinaria, così come per il calendario delle attività con alcuni eventi già previsti da proporre ai propri delegati ed ai soci. Ma chi

Patrick Passalia, presidente del Gruppo Locarnese e Valli.

A questo punto il grande rispetto per le persone e le vite in gioco hanno imposto di prendere provvedimenti, quali l’annullamento dell’assemblea in presenza e il reinventare il tutto sotto una veste nuova. È stato così deciso, nel rispetto della salute delle persone, di votare per via circolatoria, coinvolgendo

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Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout

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84 000 copie 10 volte all’anno Marco Colandrea Sara Bönzli

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avrebbe mai immaginato di trovarsi di fronte ad una situazione talmente nuova e complessa da obbligare la gente in casa e fermare oltre la metà dell’economia cantonale, svizzera e mondiale?

tutti i soci che si erano iscritti ed avevano mostrato interesse a partecipare all’Assemblea del Gruppo. Questa situazione tuttavia, ci permette di fermarci, o rallentare e rivedere alcune questioni sotto un altro punto di vista, continua Patrick Passalia. Vediamo la nostra regione, il Locarnese, che vive di turismo è colpito profondamente e sicuramente i mesi a venire saranno tutt’altro che facili. Certo lo Stato mette a disposizione miliardi per le nostre aziende, ma ciò non basta. Il fatto di aver rallentato, ed in alcuni casi di essersi completamente fermati, ci fa notare come la mancanza di vie d’accesso dirette e privilegiate sarà probabilmente un ulteriore svantaggio nel rilancio della nostra regione. È chiaro, e forse utopico, pensare che vista la situazione d’emergenza, qualcuno possa decidere di accelerare i tempi, se non bruciare le tappe, nell’iter di progettazione e delibera del collegamento diretto A2-T21. Un progetto di rilancio e miglioramento delle qualità di vita per molte persone, e sicuramente un aiuto per il turismo e probabilmente per le attività economiche. Senza dimenticare che si tratterebbe di investire alcune centinaia di milioni di franchi e quindi posti di lavoro ed indotto per la regione. Sarebbe l’opportunità per lo Stato di sfruttare la situazione per investire nel paese, nella pianificazione territoriale, in particolare delle strade, affinché la circolazione diventi più fluida e sempli-

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ce, così come potrebbero essere aumentate e migliorate tutte le infrastrutture per la mobilità lenta, che, forse, potrebbero dar man forte nel rilancio di una regione in difficoltà con infrastrutture stradali non all’altezza. Un semplice pensiero, una semplice opinione, balenata nella mente mentre mi spostavo la mattina presto da casa all’ufficio, essendo parte di una di quelle attività necessarie e che quindi ha la fortuna di continuare a lavorare, notando che se si arrivasse così in fretta come in questi tempi, la regione del lago Maggiore sarebbe sicuramente uno splendido attore all’interno dell’offerta turistica nazionale ed internazionale. Anche il Gruppo Bellinzonese e Valli, ha vissuto il periodo dell’Assemblea ordinaria nel pieno dell’emergenza Covid-19, adottando un analogo sistema di Franco Rezzonico, coinvolgimento dei laureato all’UNI di propri soci, in Zurigo in econometria alternativa e finanza. Attualmente responsabile vendita all’assemblea fisica. energia all’AET Un peccato, sostiene il nuovo presidente del Gruppo, Franco Rezzonico. Infatti l’assemblea ordinaria 2020 è coincisa con un importante rinnovamento del Comitato del nostro Gruppo. Ben 5 membri su 7 hanno lasciato la carica, per raggiunto numero massimo di mandati, o per scelta personale. L’Assemblea sarebbe stata la degna occasione per ringraziare tutti loro per il grande impegno dimostrato negli anni in seno al nostro Comitato. In particolare il Presidente che mi ha preceduto, Ing. Nelio Rigamonti, che con il suo Comitato nell’ultimo decennio ha sicuramente dato un contributo fondamentale al rafforzamento del Gruppo lasciando un segno tangibile. Ha elevato la prevenzione a tema chiave e ha saputo intensificare le attività per i delegati e per i soci. Il nuovo Comitato riprende un’eredità importante ma al contempo preziosa con la ferma volontà di continuare nel solco tracciato. Restano in carica Sarah Sulmoni (segretaria) e Adolfo Rei (cassiere), che vengono affiancati dal nuovo presidente Franco Rezzonico e da Cristina Mossi Meroni (vice presidente e resp. manifestazioni). La volontà è quella di ulteriormente rinfoltire i ranghi e

consolidare la squadra nei prossimi anni per affrontare le sfide future e rinnovare le attività. La visione che contraddistingue il nuovo Comitato è quella di rafforzare ulteriormente lo spirito del Gruppo regionale mantenendo nel contempo una simbiosi vincente con gli altri Gruppi nella Sezione cantonale. Inoltre un’attenzione particolare va all’evoluzione della mobilità individuale che stiamo vivendo. Un tema su tutti è la sua elettrificazione che rappresenta un cambiamento, un’innovazione e un’opportunità che deve stare a cuore al TCS. A differenza degli altri Gruppi, quello del Luganese ha invece potuto tenere la propria Assemblea ordinaria, che si è svolta regolarmente il 4 marzo all’Hotel de L’avv. Fabio Stampanola Paix di Lugano. ni, presidente del Come spiega il Gruppo del Luganese Presidente del Gruppo, Avv. Fabio Stampanoni, il fatto di aver previsto una data per l’Assemblea anticipata rispetto all’usuale appuntamento della seconda parte del mese di marzo (e ciò per ragioni legate al coordinamento dei calendari della Sezione e di tutti i Gruppi), ha reso possibile accogliere i nostri soci come ogni anno (seppur con una partecipazione minore del solito, in quanto le prime raccomandazioni legate all’emergenza sanitaria che stava facendo capolino, ci hanno imposto di adottare alcune misure che hanno indotto alcuni soci, già iscritti, a rinunciare alla partecipazione). Anche a Lugano si è reso necessario procedere al rinnovo delle cariche statutarie. Tutti i membri di Comitato in carica sono stati confermati, fatta eccezione per Piergiorgio Grassi, il quale, dopo tanti anni di presenza in Comitato, non ha potuto sollecitare un ulteriore mandato, per raggiunti limiti statutari. A Piergiorgio Grassi va un grande ringraziamento per la passione e la competenza che ha dedicato alla cura dei conti e del segretariato del nostro Gruppo in tutti questi anni. In sua sostituzione, quale nuovo membro di Comitato, abbiamo il piacere di aver potuto accogliere l’Avv. Nicole Volonté Pagani. Avvocato e notaio, attiva quale libera professionista a Lugano, è sindaco di Cureglia. Da un triennio il nostro

Comitato non aveva più una donna al proprio interno: l’avvento di Nicole coincide con la certa opportunità di avere trovato una persona capace, competente e con la giusta sensibilità, che potrà completare al meglio la nostra squadra. Il Gruppo del Luganese, ha purtroppo dovuto rinunciare al posteggio di via Brentani, uno degli elementi portanti del Gruppo, creato alcuni decenni orsono grazie alla lungimiranza di chi allora aveva in mano le redini del Gruppo. Infatti abbiamo dovuto procedere con la chiusura dello stesso a fine febbraio 2020, in quanto i proprietari del sedime da noi utilizzato intendono procedere con l’edificazione di un nuovo stabile. Questo evento ha sollecitato ulteriormente il tema con cui il nostro Comitato già si confronta regolarmente: cosa fare nell’interesse dei nostri soci? Quali servizi proporre? Quali opportunità cogliere? L’emergenza che stiamo tutti intensamente vivendo è anche un momento di profonda riflessione, che impone a noi tutti una rianalisi delle nostre abitudini e delle nostre priorità. Essa ha aperto la strada a nuovi progetti su cui si sta lavorando in queste settimane, con l’obiettivo di agevolare i soci TCS del Luganese con servizi che vanno al di là dell’assistenza automobilistica. Nel contempo siamo sempre vigili con la viabilità del Luganese. Purtroppo il tema del traffico intenso e delle colonne che costantemente pervadono il nostro territorio, è una costante e ciò su tutto il territorio cantonale: inutile dire che il Luganese non ne è immune. Solo l’attuale emergenza sanitaria, che costringe la maggior parte di noi a casa, ha ridotto sensibilmente questa problematica. Il nodo di Manno, il tratto di strada che da Agno porta a Ponte Tresa, il piano viario della Città. Questi i grandi capitoli che anche in futuro daranno ancora molti grattacapi e noi cercheremo di dare il nostro apporto, nell’interesse di una viabilità sicura e, per quanto possibile, efficiente. Molto si è fatto, ma molto è ancora da fare, in particolare, se si pensa ad esempio al piano viario cittadino: desta ancora delle preoccupazioni e dei dubbi, sia alle Autorità, che agli utenti che ne fanno uso quotidianamente. Molti sono stati gli sforzi intrapresi, ma ritentiamo che ulteriori margini di miglioramento siano possibili: vediamo con piacere un costante impegno delle Autorità per cercare di coglierli. maggio 2020

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Se a Lugano una Signora è entrata a far parte del Comitato, a Mendrisio è una Signora ad aver assunto la Presidenza del Gruppo. Infatti l’Avv. Sarah L’avv. Sarah Stadler, Stadler ha sostituito nuova presidente del l’Ing. Enzo Pfister, il Gruppo del Mendrisiotquale lascia questo to. Laureata in legge è libera professionista incarico, che ha come Avvocato e ricoperto con molta notaio. passione ed intensità. Anche Mendrisio, rileva l’Avv. Stadler, ha dovuto rinunciare alla propria Assemblea Ordinaria, che si tiene da alcuni anni tradizionalmente presso l’Hotel Coronado, optando per una soluzione virtuale. L’Avv. Stadler condivide la visione del Presidente del Gruppo del Luganese: questo particolare momento che stiamo vivendo costringe a fare delle riflessioni più o meno profonde sui più disparati temi. Certo è che l’attuale emergenza sanitaria si è posta davanti a noi con grande irruenza trovandoci, in quasi tutti gli ambiti, del tutto impreparati. In poco tempo ci siamo (ri)organizzati, abbiamo aguzzato l’ingegno trovando soluzioni pratiche, concrete e percorribili per far fronte alle molteplici difficoltà che un rallentamento della vita comporta. Dopo i primi momenti di sconforto ed umano senso di smarrimento, stiamo dimostrando che nessuno ha intenzione di pagare il prezzo di questa crisi, dapprima di natura prettamente sanitaria, ed economico-finanziaria poi.

Nel tempo di organizzarsi, è emerso il senso di appartenenza e gli appelli alla solidarietà tra generazioni diverse e persone più bisognose si sono moltiplicati. Telelavoro, home-working et similia, ce ne siamo resi conto, hanno un importante impatto sul traffico del nostro Cantone. Sino a qualche settimana fa, in coda al radio-giornale, vi erano gli annunci di Via Suisse in collegamento da Bienne: con una improvvisata e quantomai discutibile capacità di chiaroveggenza, ognuno di noi era in grado di anticipare con precisione dove erano situati gli imbottigliamenti del caso. Il nostro Cantone è soffocato nel traffico. Lo sappiamo. Ma quanto stiamo vivendo ci fa tuttavia comprendere che il lavoro non deve imperativamente, ogni giorno della settimana, essere svolto dal rispettivo posto di lavoro. Ed il graduale ritorno alla quotidianità ce lo farà comprendere ancor più. Sarebbe una grave negligenza vanificare gli importanti sforzi posti in atto nell’ultimo mese, seppur necessari e non altrimenti evitabili. Ma questi sforzi, che assurgono a prove generali, sono senz’altro meritevoli di essere perfezionati, adattati ed implementati. Per il bene di tutti: del singolo e della collettività e non da ultimo, dell’ambiente. Ci si attende ad esempio, quali misure, orari di inizio lavoro dilazionati sull’arco di una mattinata, affinché non vi siano mezzi pubblici affollati, lavoro durante il fine settimana come chiesto da alcune associazioni di categoria, e molte altre misure ancora. Chissà quante altre ve ne sono. Occorre tuttavia avere la volontà di trovare delle soluzioni percorribili e

condivisibili, affinché si possano trovare i consensi necessari alfine di non ritornare alla normalità, in quanto di normale, forse, prima vi era ben poco. Si ritiene che anche il TCS possa in questo importante momento dare il proprio contributo, facendosi sentire a livello locale, cantonale e svizzero. Ci sta particolarmente a cuore la solidarietà, in tutte le sue forme, che si concretizza attraverso il concetto di società inclusiva. La tecnologia e l’informatica vieppiù performanti, permettono oggi di avere a disposizione veicoli che possono essere di imprescindibile aiuto anche per le persone con disabilità. Si ritiene che anche in questo ambito il TCS possa avere un’importante voce in capitolo affinché nelle innumerevoli attività sostenute (circolazione stradale, vacanze, tempo libero, ecc.) l’inclusione possa sempre fungere da filo conduttore. Un breve viaggio, quello appena concluso, tra i Gruppi che compongono la nostra Sezione, i cui Comitati sono confrontati, certo, con tematiche prettamente locali, ma tutte collegate con un obiettivo comune: operare nell’interesse dei soci del TCS. Uno spirito di coesione e di collaborazione trasversale, di cui questo articolo scritto a «otto mani» vuole essere una chiara espressione. Molti sono i temi che la Sezione sarà chiamata ad affrontare nel prossimo triennio: i Gruppi sono pronti a darle supporto e sostegno, come è normale che accada in ogni buona famiglia, la nostra famiglia: quella del TCS.

Nomine statutarie in breve Il Gruppo del Luganese Il presidente avv. Fabio Stampanoni è stato riconfermato come pure Simone Boldini, Claudio Salathé, Stefano Rezzonico e l’arch. Andrea Bernardazzi. Nuova eletta l’avv. Nicole Volonté Pagani. Libera professionista e Sindaco di Cureglia. Non ripresentati sono il tesoriere Piergiorgio Grassi e Antonio Lucchini.

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Il Gruppo del Bellinzonese e Valli Nuovo presidente Franco Rezzonico, laureato all’UNI ZH in econometria e finanza ed oggi responsabile vendita energia AET. Riconfermati: Sarah Sulmoni e Adolfo Rei. Nuova eletta è Cristina Mossi-Meroni. Non ripresentati sono l’ing. Nelio Rigamonti, l’on. Raffaele De Rosa, l’ing. Alessandra AlbertiZucconi, Piero Casari e Nicola Paolucci.

Il Gruppo del Mendrisiotto Nuova presidente è l’avv. Sarah Stadler, libera professionista e da sei anni in Comitato. Riconfermati i membri di Comitato uscenti Ing. Tiziano Calderari, l’avv. Andrea Carri, Nicola Corti e l’avv. Gianfranco Zazio. I nuovi eletti sono l’avv. Luca Pestelacci e l’ing. informatico Daniele Raffa. Non ripresentati sono l’ing. Enzo Pfister, il dir. Massimo Meroni e l’Ing. Enzo Prada.

Il Gruppo del Locarnese e Valli Il presidente Patrick Passalia è stato riconfermato come pure Angelo Tabacchi, l’ing. Filippo Tadini, Adele Guscetti-Zaccheo e Deborah Generelli. Nuovo eletto è l’ing. Massimo Dalessi, esperto in infortunistica stradale. Non ripresentato è Mattia Storni.


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L’impatto del Covid-19 rallenterà la crescita della mobilità elettrica?

L’industria dell’automobile è tra i mercati mondiali più colpiti dall’emergenza sanitaria, i dati registrati lo scorso marzo riportano un crollo delle immatricolazioni in Europa, con previsioni poco incoraggianti da parte degli analisti nel breve-medio termine. Secondo uno studio pubblicato nel mese di aprile da Deloitte, tra le più importanti società di revisione al mondo, vivremo un rallentamento globale nella transizione verso la mobilità elettrica, a causa del temporaneo crollo della domanda di mercato e della produzione industriale.

S

olo nel mese di gennaio, l’UST (Ufficio Federale di Statistica), pubblicava confortanti risultati sulle immatricolazioni di veicoli elettrici sul territorio svizzero, riportando una crescita, dal 2018 al 2019, del +143,9%. Anche le immatricolazioni nel mercato dell’automobile nel suo insieme, nella area UE e Aels (Svizzera, Islanda, Norvegia e Liechtenstein), erano cresciute del 1,2% tra un anno e l’altro. Nessuno avrebbe mai immaginato, che poco tempo dopo, i dati registrati dall’industria sarebbero stati così drammaticamente diversi. L’istituto tedesco CAM (Center of Automotive Management) riporta all’interno della sua ricerca pubblicata sul magazine francese Autoactu, per quel che concerne il mese di marzo, una decrescita del -53% sulle nuove immatricolazioni di automobili in Europa, mentre nella vicina penisola – rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha addirittura registrato un allarmante -85,42%. Una crisi che avrà ripercussioni, secondo l’analisi pubblicata da Deloitte, anche nel mercato della mobilità sostenibile, non

nel lungo, ma nel breve periodo. Le ragioni a sostegno della tesi sono molteplici, a partire dal crollo del prezzo del petrolio, che favorirebbe l’acquisto di veicoli tradizionali a discapito di quelli elettrici, più costosi rispetto a quelli dotati di motore termico. È comprensibile che in un momento di recessione economica, questo possa costituire un fattore determinante nella scelta d’acquisto di un’autovettura. Ma il problema non si limita solo alle scelte di acquisto del singolo, ma di tutto ciò che avviene nel processo industriale della creazione del prodotto, in questo caso delle automobili a propulsione elettrica. Un aspetto significativo infatti, riguarderebbe l’approvigionamento delle batterie, sempre Deloitte sostiene che «il principale produttore di batterie al mondo, con una quota superiore al 50%, è stato fermo e avrà significative ripercussioni sulla filiera internazionale, con un aumento dell’incertezza sulle tempistiche di trasformazione del settore e sulle stime per il 2020». Inoltre, in questo periodo di chiusura delle imprese di settore, i mancati introiti previsti, porteranno a un inevitabile

rallentamento sullo sviluppo di questo segmento, come dichiarato da Giorgio Barbieri, Senior Partner di Deloitte e responsabile italiano per il settore Automotive, «la complessità della tecnologia legata allo sviluppo della mobilità elettrica richiede enormi investimenti pluriennali, oggi poco compatibili con la contrazione dei margini di profitto e la crisi di liquidità delle imprese. A questa possibile contrazione degli investimenti, vanno aggiunti anche gli effetti dello slittamento del lancio di nuovo modelli elettrici, dovuti anche al rinvio dei principali eventi di settore». Il graduale passaggio alla mobilità sostenibile non è messo in discussione ed è inevitabile, come riportato in una ricerca effettuata e pubblicata dal TCS il 18 novembre 2019, dove uno svizzero su due si è dichiarato propenso all’acquisto di un veicolo elettrico nei prossimi 3 anni. Una risposta più concreta potremo averla solo nei prossimi mesi, compatibilmente a quella che sarà l’evoluzione della situazione con il virus.

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L’organizzazione del lavoro ai tempi del Covid-19 La crisi internazionale dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19 ha toccato la quasi totalità della popolazione mondiale, mettendo a dura prova, oltre al personale sanitario e le strutture ospedaliere, anche l’intero sistema economico-sociale degli Stati e le abitudini delle persone. Con la chiusura delle principali attività decisa gradualmente dalle Autorità federali e cantonali, ecco come si è organizzata la Sezione Ticino del TCS.

Lo staff della Sezione Ticino organizzato in modalità «telelavoro».

N

ella sede TCS di Rivera i primi provvedimenti sono scattati quando si è registrato il primo caso di contagio da Covid-19 in Ticino, primo tra i Cantoni ad essere stato colpito dal virus. Le autorità in campo hanno avuto, per questo motivo, l’arduo compito di prendere per prime le decisioni sulle misure di prevenzione da adottare a tutela della salute dei cittadini. Restrizioni che con l’aumentare dei contagi si sono gradualmente irrigidite e hanno indotto la Sezione a un progressivo cambiamento del piano di lavoro. Le funzioni amministrative, da sempre assolte dal personale in sede, vengono eseguite tramite il telelavoro, oggi anche spesso chiamato con il termine inglese «smart working». Tra queste la gestione dei Telepass e dei social media, la

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consulenza e la risposta alle richieste informative dei Soci per i prodotti TCS, corsi e appuntamenti presso il centro tecnico. Le attività che normalmente richiedono un contatto diretto con i Soci sono state invece sospese fino a nuovo avviso, nel rispetto delle normative sanitarie in vigore. Ciononostante, tutto il team di collaboratori della Sezione, insieme ai colleghi dell’Ufficio della Sezione della Circolazione di Camorino e agli istruttori TCS, si tiene regolarmente in contatto con riunioni virtuali tramite le applicazioni Skype Business, Facetime e i gruppi Whatsapp suddivisi per aree di lavoro. I tecnici continuano a svolgere, a turni, lavori di manutenzione ai mezzi di trasporto e alle apparecchiature della Sezione in attesa che si sblocchi la situazione. L’unica mansione quotidiana ad essere rimasta invariata avviene al

mattino – mantenendo le distanze consigliate - con il personale della Posta, al momento del ritiro di pacchi e o lettere raccomandate. Il periodo di «lavoro ridotto» è inoltre, per tutto il team, preziosa occasione di studio e aggiornamento, grazie all’area di E-learning TCS. Anche in questo caso è stato interessante sperimentare diverse modalità di studio, ad esempio prendendo spunto da alcuni istituti scolastici, abbiamo constatato che le sessioni di apprendimento condivise all’interno di un gruppo di lavoro sono state quelle recepite come più interessanti, per via della possibilità di dialogo e confronto diretto sulle tematiche trattate. È un periodo non facile, ma dal quale stiamo cogliendo qualche utile spunto per migliorare alcuni processi di lavoro per quando tutto tornerà alla «quasi» normalità.


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La quarantena dà vita a un nuovo progetto della Sezione Ticino del TCS Il digitale, in questo periodo di pandemia, come mai in precedenza è entrato a far parte delle nostre vite, portandoci a una veloce transizione verso il futuro. L’isolamento a casa, soprattutto per i più giovani, ha influito considerevolmente sull’aumento del consumo di contenuti disponibili in rete, dai social network, alle piattaforme di streaming video per arrivare alla formazione, quest’ultima spostata temporaneamente online, in attesa della riapertura delle scuole. Stare a casa per evitare contagi è tra i principali provvedimenti emanati dal

Governo per combattere la pandemia e per questo motivo, per rimanere vicino ai nostri Soci, il team di lavoro ha pensato di dar vita a un nuovo progetto digitale. La Sezione Ticino ha in programma la realizzazione di una serie di video nei quali sarà possibile conoscere da vicino le attività che vengono normalmente svolte nella sede di Rivera e non solo. Nelle registrazioni verranno trattati argomenti come: consigli teorici e pratici di guida, formazione sui seggiolini auto per genitori, consigli per il mantenimento corretto della propria auto, solo per

citarne alcuni. I contenuti verranno caricati regolarmente sulla piattaforma di condivisione video You Tube. Per visualizzare i video comodamente da casa sarà sufficiente un click, basterà digitare «TCS Ticino» e premere sul tasto «iscriviti». Saremmo lieti di ricevere vostri suggerimenti sui temi di vostro interesse, potete farlo mandandoci una email all’indirizzo sezioneti@tcs.ch. Vi aspettiamo numerosi.

Il TCS ospita personale dell’Esercito svizzero nel suo Villaggio vacanza di Scruengo L’Esercito svizzero, nelle scorse settimane, è sceso in campo nella lotta contro il

coronavirus, seguendo, in occasione dei corsi di ripetizione e delle scuole reclute, una formazione sanitaria mirata presso il Villaggio vacanza TCS di Scruengo in Leventina, volta a superare la situazione di crisi creatasi con la pandemia da Covid-19. L’Esercito svizzero si è infatti detto pronto ad impiegare i propri soldati, nel caso ve ne fosse necessità, a supporto delle autorità civili e cantonali. La sezione 3 delle Scuole sanitarie 42 dell’Esercito svizzero, composta da 41 militari, potrebbe aggiungersi agli oltre

150 militari attualmente impiegati a sostegno di tutti gli infermieri degli ospedali dell’EOC e delle cliniche private. Sono invece state annullate sul piano nazionale fino alla fine di giugno, come riportato sull’articolo del Corriere del Ticino dello scorso 31 marzo, tutti i corsi di ripetizione non direttamente collegati all’emergenza sanitaria. La permanenza dell’Esercito svizzero presso il Villaggio vacanza di Scruengo è prevista fino al 15 di maggio 2020.

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