LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
#3 | MARZO 2020 | FR. 4.50
DALLA POLINESIA AI GRANDI FIUMI
5000
Crociere nuovo stile
In pista al
r GIMS pe biglietti S i soci TC
Salone TRE ORSETTI IN TRASFERTA
Trasporto di animali tra zoo
CON
IONE TCS SEZ O TICIN p. 83
È tempo di mettersi in gioco La nuova Golf Ancora più intelligente e ancora più interconnessa: la nuova Golf stabilisce nuovi standard digitali. Funzioni intelligenti quali il Voice Control, l’Innovision Cockpit e l’IQ.Light, garantiscono il massimo comfort durante ogni viaggio e sono facili da usare quanto uno smartphone. Per tutti coloro che viaggiano spesso e desiderano restare interconnessi sempre e ovunque. Ulteriori informazioni sulla nuova Golf sono disponibili al sito www.volkswagen.ch o presso il vostro partner Volkswagen.
SOMMARIO
Viaggio all’estero per tre orsetti
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Test Opel Corsa, sesta edizione
42 Con motori alternativi in pista al Palexpo
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EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
speciale salone Il Salone dell’auto fra tradizione e futuro
18 Il futuro dell’auto
una strana sensazione quella che ci coglie alla vigilia del 90° Salone, che apre come Geneva International Motor Show, in breve GIMS. Una sigla che fa tendenza ed è presagio di mutamenti: finiti i tempi in cui Ginevra si limitava a portare in passerella carrozzerie scintillanti e motori ruggenti, l’edizione 2020 emerge cambiata nella forma come nei contenuti ed intende dare sfoggio della sua veste rinnovata. È una rassegna futuristica che ci viene proposta, in chiave più digitale. Sempre focalizzata sulla quattro ruote, il GIMS vuole essere spunto di riflessione sulla mobilità di domani e al tempo stesso palestra dove provare, sull’inedito circuito indoor, le propulsioni alternative. Nonostante la defezione di case importanti, fra le presenti vedremo delle novità attesissime. Un soffio rivitalizzante verrà pure dall’Estremo Oriente, con lo sbarco di numerosi marchi inediti.
20 Problema o opportunità
È
L’analisi dell’esperto indipendente Bertrand Rakoto Cosa succede con le vecchie batterie delle autovetture
22 Dagli scarti si crea l’auto L’industria automobilistica dona una seconda vita ai rifiuti
mobilità 32 Trasporto speciale Quando degli orsi partono in camion per l’Inghilterra
38 Auto in abbonamento Un’alternativa per chi non desidera acquistarne una
40 Ricarica induttiva Allo studio la tecnologia per ricaricare l’auto viaggiando
28 Il TCS al Palexpo Gli stand in cui venire a contatto con il club si sono moltiplicati
Le star del Salone
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Marc-Olivier Herren vice caporedattore Copertina: «GIMS Discovery», Illustrazione 3D Dorier Group
marzo 2020 | touring
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TCS Assicurazione auto Richieda oggi stesso un preventivo senza alcun impegno e scopra il Suo potenziale di risparmio. tcs.ch/assicurazione-auto 0800 801 000
SOMMARIO
51
62
Captur, Renault da città
Polinesia in nave cargo
Il TCS Contact Center al servizio dei soci
74 Crociera, piace ad ogni età
I miei vantaggi club 6 Gioca e vinci online 48 Private Selection Hotels 55 Softcarwash, lavaggio verde 82 Tre occasioni di vincita
56
tecnica 42 Test della Opel Corsa La nuova generazione concepita nell’era PSA
45 Costi al chilometro Mi costa di più viaggiare con una elettrica o una tradizionale?
46 Sviluppo rete svizzera
club 68 Vita dopo il servizio TCS Cosa succede alle vecchie auto del soccorso stradale
73 Panne alle e-auto Le maggiori cause di guasto in inverno per le elettriche
76 Rimpatriato a Mendrisio
Sarà sempre più facile ricaricare le vetture elettriche
Dopo l’incidente in moto in un luogo fuorimano svedese
svago
rubriche
56 Famiglie a bordo Qualche consiglio per crociere con i figli piccoli
62 Crociera alternativa Con una nave cargo tra le varie isole della Polinesia
65 Turismo fluviale Ancora da compiere notevoli passi per proteggere l’ambiente
Touring n. 4
TCS Sezione Ticino 84 85 86 88 89 90
Assemblee dei gruppi locali La mobilità con l’amico a quattro zampe 14 musei da visitare con i bambini Controlli tecnici a Rivera Novità 2020: l’evento dedicato alla sicurezza dei bambini Collaudi «on the road», si riparte!
53/77 L’esperto TCS 54 Salute 78 Forum 78 Impressum 79 Tourolino 80 In giro con 82 Gioca & vinci Seconda vita per le auto TCS
68
Temi trattati nella prossima edizione della rivista: occhi puntati sul campeggio, ditte con flotta di auto elettriche, test Nissan Juke, in treno attraverso l’Ecuador Data di pubblicazione: 26.03.2020
marzo 2020 | touring
5
Gioca e vinci con il TCS! teggia r o s G N I TOUR VIP 2 tickets ge) per (Skyloun attoo», T l e s a B « il io 2020, al 24 lugl Basilea a m r e s a C azione: i partecip d e in m r Te 2020 24 marzo
Ogni mese nuove possibilità di vincita online www.touring.ch/play-and-win
ATTUALITÀ CLUB
Record di iscritti ai corsi di guida TCS Nel 2019 TCS Training & Events ha svolto, nei suoi sei centri di sicurezza stradale e tre piste per il perfezionamento guida invernale, 5152 corsi ed eventi. Con un totale di 85 773 iscritti, il ricorso alla nostra offerta segna un record. Qui, i partecipanti apprendono a guidare sicuri in auto, moto e con veicoli utilitari, in tutte le condizioni. L’elettromobilità avanza, ma ora occorre investire di più nell’infrastruttura di ricarica.
Le auto elettriche avanzano: il TCS plaude alla crescita Nel 2019 in Svizzera sono state immatricolate 13 200 nuove auto elettriche, il 140 percento in più rispetto all’anno precedente.
A
fine 2019 in Svizzera erano immatricolati 28 716 veicoli elettrici a batteria (BEV) e 98 399 ibridi, pari al 2,7 percento del parco totale di 4,6 milioni di automobili – una quota, che in termini assoluti appare ancora modesta. Tuttavia, le cifre relative alle nuove immatricolazioni indicano una netta crescita delle elettriche ed ibride. Nel giro di un anno, il totale di BEV in Svizzera è quasi raddoppiato (+13 197 immatricolazioni). Rispetto al 2018 l’aumento è stato del 143,9 percento per le elettriche pure e di oltre il 70% (+26 376) per le ibride, mentre le auto alimentate a benzina sono aumentate in minima parte (+1,9%)
Il 9 marzo 2020 la TCS eSports League inaugura la quarta stagione e vede di nuovo in campo le dieci migliori squadre svizzere di Rocket League, il videogioco non violento di auto-calcio. Le gare sono trasmesse in streaming con commento.
Nel complesso, nel 2019 oltre il 12 percento di tutte le nuove immatricolazioni erano dei BEV (4,2%) oppure ibridi (8,4%). Grazie a questi progressi, già oggi è a portata di mano l’obiettivo della Roadmap 2022 della Confederazione che prospetta un aumento al 15% della quota di BEV o ibride fra le nuove immatricolazioni. Quale cofirmatario, il TCS se ne dice soddisfatto e continuerà a sviluppare ulteriormente il proprio impegno nell’ambito dell’elettromobilità (stazioni di ricarica domestica, app eCharge, eMobility Days ecc.).
tcs-esports-league.ch
Insieme al Salone di Ginevra
FOTO ENERGIE 360, TCS, ALD
Il TCS lancia Pincamp.ch zioni degli esperti ADAC che ogni anno effettuano circa 5500 ispezioni in loco. Il campeggiatore ha così la garanzia di trovare informazioni neutre oltre che a risposte affidabili.
Frequentatissimi I corsi del TCS migliorano la sicurezza stradale.
TCS eSports League: via alla 4a edizione
e i diesel accusano di nuovo un netto calo dell’11,9%.
OLTRE 9000 CAMPEGGI ONLINE
PiNCAMP è la guida campeggi digitale nuovo di zecca sviluppata dal TCS in collaborazione con l’ADAC. La piattaforma permette di confrontare oltre 9000 campeggi in 8000 destinazioni europee, in parte prenotabili online. Vi confluiscono, oltre alle recensioni degli utenti (già ora 36 000), le valuta-
tcs.ch/corsi-guida
Mai più persi nella giungla dei camping in tutta Europa.
Ancora incerti su come andare a Ginevra per il Salone dell’auto? Perché non provare il car sharing? Sulla piattaforma Ride2Go potrete visualizzare le corse offerte e pubblicarne delle proprie. Condividere il veicolo fa bene all’ambiente e rende il viaggio più divertente. tcs.ch/ride2go
marzo 2020 | touring
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Chiuso al traffico
LA CIFRA
Ginevra è la prima città svizzera ad attivare un divieto di circolazione in centro per l’allerta smog. Toccati i veicoli più inquinanti. Ancora pendente un ricorso contro la misura. Appena una settimana dall’entrata in vigore delle nuove regole antismog nel Canton Ginevra, lo scorso 23 gennaio è scattato per la prima volta il divieto di circolazione per determinati veicoli nel centro città a causa dell’inquinamento dell’aria previsto oltre i valori limiti. Questi ultimi sono peraltro controversi in quanto Ginevra applica standard più severi per la qualità dell’aria rispetto ad altre città svizzere o nell’UE. Con effetto dal 15 gennaio Ginevra ha introdotto il sistema «Stick’Air». Per accedere al centro tra le ore 6 e 22, le auto devono essere munite sul parabrezza del contrassegno ambientale obbligatorio adatto alla categoria, che costa 5 franchi. A seconda del grado d’inquinamento atmosferico rilevato, vi potranno circolare soltanto certi tipi di veicoli.
Chi possiede già una vignetta francese «Crit’Air» non deve acquistare pure il contrassegno ginevrino.
Per ora niente multe Le sezioni ginevrine di TCS ed Astag, l’associazione svizzera dei trasportatori stradali, hanno presentato ricorso contro il provvedimento, argomentando che la competenza di istituire contrassegni ambientali spetta alla sola Confederazione. La Corte costituzionale del Tribunale cantonale di Ginevra ha deciso, poco prima dell’entrata in vigore della misura, che le sanzioni contemplate (fino a 500 franchi) siano sospese finché il Tribunale non si sarà pronunciato in merito al ricorso.
Google Maps compie 15 anni
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Škoda Octavia sono state immatricolate in Svizzera nel 2019 secondo le statistiche di auto-svizzera. Risulta così ora l’automobile più venduta da noi. La seguono la VW Tiguan (7018), la VW Golf (6596) e la Tesla Model 3 (5028). In fondo alla statistica con un solo esemplare venduto nel 2019 troviamo le super sportive Maserati Stradale, Ferrari Testarossa oppure la McLaren MP4.
LA FOTO
In attesa della sentenza, il TCS non vende contrassegni «Stick’Air».
In caso di allerta smog lo Stick’Air dice se l’auto può entrare in centro a Ginevra.
Tutto inizia l’8 febbraio 2005 con l’annuncio, da parte dei realizzatori di Google, di un servizio cartografico digitale. La mappatura del globo si farà anche grazie al rilevamento di ditte svizzere. Ma perché Google Maps decolli appieno si dovrà attendere l’apparizione dell’iPhone. Oggi, conta oltre un miliardo di utenti. Il primo cellulare della Apple lanciato nel 2008 aveva il servizio preinstallato, rendendo le mappe fruibili ovunque e sempre.
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Per il 15° anniversario sono state introdotte cinque nuove funzioni, fra cui si segnalano in particolare: la visualizzazione dei punti d’interesse (ristoranti, attrazioni ecc.) nelle proprie vicinanze e le informazioni sul traffico aggiornate in tempo reale (inclusi mezzi quali treni, tram, bus). Questa opzione sarà senz’altro apprezzata da pendolari e persone in transito. La piattaforma open data dei TP è gestita dalle FFS su incarico dell’Ufficio federale dei trasporti.
Nel paese delle carote Peter Coniglio ha fatto goal! Gli enti Wildtiere di Argovia, Wildhut di Friburgo e l’Uni di Ginevra hanno trasferito leporidi dalle campagne friburghesi in Argovia, per un progetto di ripopolamento. Il romando Jeannot Lapin diventa dunque Meister Lampe come viene chiamato in Svizzera interna (in italiano noto come Peter Coniglio), dovrebbe sentirsi perfettamente a casa nel paese delle carote.
LA PAROLA
Martedì grasso, giorno che segna la fine del carnevale. Il termine si riferisce all’ultimo giorno in cui si consumavano cibi succulenti, alla vigilia del digiuno quaresimale, ossia il Mercoledì delle ceneri. Molti sono i festeggiamenti e cortei con musica, maschere e carri. Mitico, variopinto e pazzo, il Mardi Gras di New Orleans, fra i più grandi e noti.
ATTUALITÀ
Amag, già 75 anni!
Ginevra, al femminile
Dalla sua fondazione, nel gennaio 1945, la nuova società Amag è indissociabile dal settore automobilistico svizzero. Dopo i suoi inizi caratterizzati dall’importazione della marca britannica Standard, dei Maggiolini VW o ancora dal montaggio delle auto americane, Amag detiene oggi un’impressionante quota di mercato (29,4%).
La metà dei 500 cartelli che segnalano i passaggi pedonali nella città di Calvino è ora raffigurata al femminile. In totale sono stati creati sei nuovi pittogrammi, fra cui di una donna incinta ed una anziana. Il rinnovo della segnaletica, costato 56 000 fr. al contribuente, vuole far riflettere sul ruolo delle donne nello spazio pubblico.
FOTO EMANUEL FREUDIGER, KEYSTONE, TCS, ISTOCK
Sion si ricarica Una classifica di Juicar relativa alla rete di ricarica elettrica dà un voto poco lodevole alle grandi città: il fornitore di abbonamenti e-auto vede Ginevra all’11° posto, Zurigo al 16°. Vince a sorpresa Sion, con 43 punti per 35 000 abitanti. Con 0,27 colonnine ogni 1000 abitanti, i cantoni ZH e GE sono superati dal Ticino che ne vanta 1,74, Appenzello-Interno con 1,55 e Grigioni con 1,21.
Il boom dei camper Le vendite di camper in Svizzera sono cresciute del 76,6% dal 2014. L’aumento, che nel 2019 è stato del 14,1%, non accenna a rallentare.
Sion in cima alla classifica di Juicar per la rete di ricarica elettrica.
Parità sulle strade illustrata ora con pedoni femminili.
Viaggi sostenibili Un sondaggio condotto dalla Federazione svizzera di viaggi (FSV) fra i maggiori operatori promette un 2020 di successo. Si confermano fra le destinazioni più gettonate Spagna, Cipro, USA, Egitto e Grecia. Le preoccupazioni climatiche si fanno sentire un po’ nelle prenotazioni: in leggera crescita i viaggi in treno e più richiesti gli alberghi che soddisfano elevati standard ecologici. marzo 2020 | touring
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TCS E-MOBILITY DAYS Vi siete persi le prove sul circuito al GIMS? Eccovi allora i TCS eMobility Days! In quei giorni si avrà la possibilità di provare gratuitamente nuovi modelli elettrici di automobili, bici oppure scooter. Tali eventi avranno luogo quest’anno undici volte in tutta la Svizzera. Annunciarsi ora su tcs.ch/edays
10 touring | marzo 2020
SPECIALE SALONE
GIMS ossia il Salone dell’auto che trascende La 90a edizione del Geneva International Motor Show (GIMS) accenderà i riflettori dal 5 al 15 marzo. Se i visitatori potranno provare delle vetture alternative, non mancheranno di lustrarsi gli occhi con una carrellata di novità. Una nostra selezione. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | ILLUSTRAZIONE 3D DORIER GROUP
marzo 2020 | touring
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Mente a briglia sciolta
ATOUT MODULARE Il preparatore zurighese Rinspeed prosegue i suoi studi prospettici di auto del futuro aggiungendo un nuovo membro alla sua famiglia di veicoli modulari. La concept car MetroSnap è composta di due parti distinte e separabili: un telaio che ospita il gruppo propulsore e una sovrastruttura ad uso multiplo. Staccabile, quest’ultima può svolgere la funzione di navetta per passeggeri, elemento per il trasporto di merci o di negozio ambulante. Brillante.
TOCCO ESOTICO Oltre ad una nutrita delegazione cinese, il Salone accoglierà la versione definitiva della supercar Vega EVX concepita da una giovane azienda srilankese. La sua scultorea carrozzeria in fibra di carbonio nasconde due motori elettrici eroganti in totale 804 CV. Quanto basta per fare da 0 a 100 km/h in 3,1 s. Le batterie che non superano i 55 kWh promettono un’autonomia di circa 300 km. Un primo passo promettente per una giovane società fondata a fine 2013.
12 touring | marzo 2020
MCLAREN ELVA È la sportiva in tutta la sua essenzialità. Barchetta dei tempi moderni, la McLaren Elva è priva di parabrezza, ma un sistema inedito di gestione dei flussi d’aria protegge gli occupanti dagli elementi. Cosa auspicabile, visto che il V8 biturbo da 815 CV catapulta questa roadster estrema a 200 km/h in 6,7 s. Il telaio è ovviamente realizzato in fibra di carbonio. Ultima nata della famiglia Ultimate Series, la Elva è limitata a 399 esemplari. Venduti a circa 1,6 milioni di franchi ciascuno….
SPECIALE SALONE
FERRARI ROMA Eleganza senza tempo e raffinatezza caratterizzano questo coupé 2+2 che privilegia la semplicità d’uso piuttosto che le prestazioni esacerbate. Il V8 biturbo da 3,9 l comunque trasferisce alle ruote posteriori non meno di 620 CV. È accoppiato a un cambio a 8 rapporti con doppia frizione. Il peso di quest’autentica GT si vuole contenuto (meno di 1500 kg). Le prestazioni sono molto Ferrari: 3,4 s da 0 a 100 km/h per una velocità max. di 320 km/h.
Uno show bollente TOYOTA GR YARIS Sotto la pressione del CO2, numerosi marchi abbandonano le city-car muscolose. Non è il caso di Toyota la cui 3 porte Yaris GR si annuncia fortemente ludica. I 261 CV del suo 3 cilindri turbo da 1,6 l la proiettano da 0 a 100 km/h in 5,5 s. Ma soprattutto, questa impressionante cavalleria è addomesticata da una trazione integrale con due differenziali a slittamento limitato opzionali. In aggiunta, la trasmissione è garantita da un cambio a 6 marce manuali. Sensazioni assicurate!
PORSCHE 718 GTS 4.0 MERCEDES-AMG GLE 63 Nella categoria SUV, la sportività è incarnata dalle versioni coupé, alla moda. È il caso del modello GLE 63 Coupé il cui design fa perfettamente coppia con un comportamento orientato al dinamismo. Un sistema ad ibridazione leggera a 48 volt con motore-generatore ha il compito di limitare i consumi di tale integrale dal carattere davvero deciso. AMG presenta pure la versione GLA 45 della SUV compatta Mercedes di seconda generazione.
Ritorno alle sane origini per la Porsche Boxster e Cayman che ereditano il 6 cilindri in dotazione alle sorelle GT4. Questo motore boxer accreditato di 400 CV è associato a un cambio manuale a 6 marce. E dal momento che la coppia massima è annunciata a un regime di 7800 giri/min, le sensazioni promettono di essere forti: da 0 a 100 km/h in 4,5 s e 293 km/h come velocità massima. Ciò detto, la vedette di casa Porsche al Salone sarà la 911 Turbo S.
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AUDI A3 La compatta di Audi è giunta ora alla 4a generazione. Senza sorprese, condivide la piattaforma con la VW Golf e verrà dunque declinata anche in versione ibrida. La nuova A3 sarà caratterizzata da maggiori agilità e dinamismo. Sarà ancora più il caso per la versione Sportback svelata in grande anteprima. Nella buona tradizione Audi dispone di trazione integrale. Il tutto accentuato da un telaio adattivo che punta sulla polivalenza.
Compatte a iosa VW GOLF L’8a generazione dell’inamovibile Volkswagen Golf, esposta in prima svizzera, fa letteralmente faville. L’impressionante scelta di motorizzazioni incluse in particolare delle versioni a ibridazione leggera 48 volt e ibride plug-in. Ginevra avrà diritto alle prime mondiali dei modelli GTD, GTE (plug-in) e della mitica GTI. Queste diverse varianti oltre alla carrozzeria station wagon giungeranno progressivamente sul mercato nel corso dell’anno.
SEAT LEON Pilastro della gamma Seat, la compatta Leon è stata concepita in Spagna, giusto per smarcare la sua piattaforma nata dal gruppo VW. La berlina raggiunta i 4,37 m (+9 cm) e la station wagon a 4,64. Sofisticata, la tecnologia include un regolatore adattivo predittivo. L’ampia gamma di motorizzazioni comprende versioni ibride e a gas naturale. La famiglia Leon sarà guidata da una versione a prestazioni elevate Cupra animata da un motore ibrido ricaricabile.
14 touring | marzo 2020
SPECIALE SALONE
TOYOTA YARIS E fanno quattro per l’amata Toyota prodotta in Francia. Nonostante una lunghezza quasi invariata, il passo cresce di 5 cm, per avere più spazio a bordo. La motorizzazione principe è un 3 cilindri 1,5 l accoppiato a un motore elettrico con potenza combinata di 116 CV. Annunciata come economica, dovrebbe accontentarsi di 3,7 l/100 km. La Yaris, che si vanta di essere la city-car più sicura al mondo, disporrà in particolare di un regolatore ACC stop and go.
HYUNDAI I20
VW CADDY
Di ritorno a Ginevra, la marca coreana propone diverse novità tra cui la più significativa sarà la city-car i20. Il suo stile totalmente rivisitato è sottolineato da una calandra dagli spigoli decisi. La strumentazione passa al digitale con due grandi schermi da 10 pollici. Hyundai presenta altresì una versione rimaneggiata della compatta i30. Altra grande protagonista la 3a generazione della mini city-car i10 la cui commercializzazione partirà in estate.
Volkswagen resta fedele alle multispazio inaugurando la 5a generazione della Caddy in prima mondiale. La versione per uso personale adotta un passo un po’ allungato, mentre la linea del tetto è leggermente spiovente. Il nuovo design è sottolineato da una innovativa firma luminosa. Questo veicolo apprezzato da famiglie e sportivi integra anche un ampio tetto panoramico e nuovi sistemi di assistenza. La versione Cargo è disponibile con due lunghezze del passo.
HONDA JAZZ E:HEV La city-car Honda sarà d’ora in poi disponibile sul mercato europeo unicamente in versione ibrida e:HEV. Il gruppo motopropulsore costituito da un motore benzina da 1,5 l e due motori elettrici eroga una potenza di 109 CV. Honda annuncia consumi misti (WLTP) di 4,5 l/100 km per 102 g/km di CO2. Sistemi di assistenza come il regolatore adattivo e il mantenimento della corsia sono forniti di serie.
marzo 2020 | touring
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POLESTAR 2 In assenza di Volvo, la fiaccola è ripresa da Polestar, marchio elettrico del gruppo. La berlina con portellone Polestar 2 farà il suo esordio su diversi mercati europei, mentre in Svizzera giungerà in un secondo tempo. Questa integrale è mossa da un motore da 408 CV connesso a una batteria da 78 kWh. La Polestar 2 si distingue per il suo sforzo di sostenibilità. I tessuti dei sedili sono realizzati con bottiglie di PET riciclate e i tappeti sono fatti con vecchie reti da pesca.
La scelta elettrizzante MAZDA MX-30
BMW 330E
In occasione del suo centenario, il fabbricante giapponese commercializzerà il suo primo veicolo elettrico. Riprendendo le sembianze della CX-30, la MX-30 è una SUV coupé compatta da 4,40 m dotata di porte con apertura a libro. Contrariamente alla concorrenza, l’autonomia offerta dalla batteria da 35 kWh si limita a circa 200 km. La potenza è di 140 CV. Occhiolino ai tempi in cui Mazda produceva tappi, la console centrale presenta rivestimenti in sughero.
La casa bavarese prosegue l’elettrificazione della sua gamma a passo forzato. È il turno della Serie 3 accogliere delle motorizzazioni ibride ricaricabili. Versioni berlina e station wagon saranno infatti disponibili dall’estate sul mercato elvetico. La potenza combinata di 252 CV può, in caso di forte sollecitazione, essere portata brevemente a 292 CV. Ma l’obiettivo resta soprattutto viaggiare in modalità elettrica. BMW indica un’autonomia che oscilla tra i 55 e i 68 km.
LEXUS UX 300E I primi passi elettrici di Lexus spettano alla crossover compatta UX 300e che riprende il design del suo alter ego termico. Con la differenza che la presenza delle batterie contribuisce ad abbassare il baricentro a vantaggio della tenuta di strada. Questo modello dispone di un motore elettrico da 204 CV associato ad una batteria agli ioni di litio da 54 kWh che può essere ricarica alle colonnine da 50 kW. Lexus annuncia un’autonomia di 400 km (ciclo NEDC).
RENAULT TWINGO Z.E. Destinata a un uso essenzialmente urbano, questa prima Twingo elettrica condivide la piattaforma con la cugina Smart. Il gruppo motopropulsore proveniente dalla Renault Zoe sviluppa 82 CV. È alimentato da una batteria agli ioni di litio di 21 kWh che non incide né sull’abitabilità né sul volume del bagagliaio. Il sistema di ricarica è concepito per colonnine fino a 22 kW. L’autonomia annunciata è di 165 km. Sufficiente per un’auto di 3,61 m per il traffico d’agglomerato.
16 touring | marzo 2020
SPECIALE SALONE
AIWAYS U5 Ginevra consacrerà il lancio sul mercato europeo della giovane marca cinese Aiways – fondata nel 2017. I visitatori scopriranno la versione definitiva della SUV elettrica U5, presentata lo scorso anno nella sua versione cinese. I più fortunati avranno anche l’occasione di guidarla nel quadro delle prove GIMS Discovery. Gli altri si consoleranno ammirando la concept car U6ion, una SUV compatta coupé.
Diversità automobilistica SKODA OCTAVIA La versione break dell’auto più diffusa in Svizzera ha acquisito prestanza. Allungata di 2,2 cm, si apre su un immenso bagagliaio da 640 l (+30 l). Parallelamente, l’Octavia beneficia di un allestimento valorizzato e di un equipaggiamento sofisticato. In particolare, head-up display, climatizzazione a tre zone e fari a matrice. Ginevra avrà diritto alla prima della versione sportiva RS che prende la forma di un’ibrida ricaricabile da 245 CV che rivendica un’autonomia elettrica di 55 km.
MERCEDES CLASSE E
KIA SORENTO
L’emblematica ammiraglia si regala un restyling e pure una infinità di sistemi di assistenza inediti. Grazie alle informazioni trasmesse in tempo reale, il regolatore adattivo anticipa gli ingorghi e riduce la velocità. Nel contempo, l’assistente anti-ingorghi autostradale supplisce il conducente e segue le demarcazioni fino a circa 60 km/h. Il sensore per l’angolo cieco con allarme all’uscita dal veicolo previene il conducente, che apre la portiera, dell’arrivo di un altro utente sul suo lato.
Prodotta in 3 milioni di unità dal suo lancio nel 2002, questa SUV ha dato un forte contributo all’immagine della marca coreana. La 4a generazione di quest’auto a vocazione globale esibisce un design più ostentatorio dagli spigoli decisi. Come la più parte dei suoi congeneri, la Kia Sorento IV sarà disponibile in versione ibrida. Totalmente rivisitato, il vasto abitacolo include un grande schermo tattile e il cambio è comandato attraverso una ghiera rotante.
Visitare il Salone: guida pratica Il 90° Salone dell’automobile di Ginevra (ribattezzato Geneva International Motor Show – GIMS) si terrà dal 5 al 15 marzo. Saranno esposte oltre 900 autovetture, tra cui più di 150 in anteprima europea o mondiale nei sei padiglioni (halle 1–6) di Palexpo, la halle 7 sarà riservata esclusivamente alla mobilità alternativa, «GIMS Discovery». Biglietti d’entrata: adulti, 16 fr.; ragazzi dai 6 ai 16 anni e beneficiari AVS/AI, 9 fr.; gruppi da 20 persone, 11 fr./a testa (se acquistati tramite internet o app). Mentre i biglietti venduti sul posto sono maggiorati di 5 franchi. Uno sconto del 50% viene applicato sui biglietti per entrate dalle ore 16. La biglietteria online è già aperta. Altri punti vendita: i biglietti possono pure essere acquistati su ticketmaster.ch oppure fnac.ch (e anche nelle filiali FNAC).
Orari d’apertura: in settimana, il GIMS sarà aperto dalle ore 10 alle 20; nei finesettimana dalle 9 alle 19. In automobile: diversi parcheggi posti in un raggio di 5 km e serviti da bus navetta gratuiti. I posteggi sono a pagamento (25 fr. al giorno e per veicolo). In treno: stazione Ginevra-aeroporto a 3 minuti dalla halle 7 del Palexpo. Le FFS propongono treni speciali oltre a biglietti combinati a prezzi ridotti (ffs.ch/gims). In bus: con l’offerta combinata unireso, giornaliera gratuita nel perimetro «Tout Genève zone 10» (unireso.com). Informazioni: dettagli e attualità dell’ultima ora sui siti internet gims.swiss, tcs.ch e touring.ch
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L’automobile a un crocevia L’automobile vive una trasformazione senza precedenti. Resta ancora da sapere in quale misura i cambiamenti in corso verranno concretizzati. Con l’analista indipendente Bertrand Rakoto facciamo il punto sulle prospettive. INTERVISTA MARC-OLIVIER HERREN
I costruttori sondano assiduamente molteplici forme di nuova mobilità. L’automobile tradizionale è destinata alla marginalizzazione?
quazione molto complicata da risolvere, perché s’allontana l’accessibilità alla mobilità.
Bertrand Rakoto: In quest’ultimo decennio, il settore automobilistico ha investito più di 40 miliardi di franchi nella nuova mobilità, ossia l’elettrificazione, la vettura connessa, la guida autonoma, la condivisione dell’automobile ecc. Attualmente, questa volontà frenetica di voler trasformare l’autovetture tende però a rallentare e i vari fabbricanti fanno un passo indietro. Osservano in modo più pragmatico a quale scadenza commercializzare le differenti tecnologie. È stata creata una dinamica, ma ci si accorge che l’automobile non diventerà semplicemente una nuova comodità. In Europa, ci si trova sempre in una fase di crescita e di trasformazione dell’automobile, spinta specialmente dalla fiscalità in Paesi come la Germania e la Francia. Alla fine, l’automobilista sente sempre il bisogno di possedere un veicolo, anche se il carsharing guadagna sempre più terreno.
Le vetture ibride ricaricabili hanno più senso in questo momento?
È l’introduzione della norma d’emissioni per flotte automobilistiche che, per i costruttori, passa dalla messa a punto dei veicoli elettrici. Anche se la domanda attuale è bassa, essi devono poterli realizzare. Questo mutamento sarà sostenuto da una tassazione accresciuta dei veicoli termici, come pure da aiuti per l’acquisto di modelli elettrici. Questi due effetti ridurranno un po’ lo scarto di prezzi tra i due tipi di motorizzazioni. Il problema è che si aumenterà il costo d’accesso ai veicoli, con il rischio di renderli inaccessibili alle famiglie. In realtà, conviene portare avanti una politica sensata in materia di potere d’acquisto. E qui si tratta di un’e18 touring | marzo 2020
L’altro tema dominante è la guida autonoma. A che punto siamo attualmente?
Questo settore è ormai riservato ai produttori di componenti per auto, che si lanciano con i loro propri veicoli. Ma questi ultimi vanno piuttosto a inserirsi in sistemi di transito urbano integrati alla mobilità condivisa. Dunque il livello 5 d’autonomia, ossia delle vetture senza volante, non sarà destinato a tutti. Inizialmente s’assisterà all’apparizione di robotaxi o di mininavette autonome. Ma ciò non prima del 2030. Perché innanzitutto si dovranno abbassare i costi di produzione e poi, parallelamente, le città dovranno preparare delle zone delimitate per dei veicoli simili. Infine, il grande problema consiste nella guida in ambiente misto. Attualmente, i veicoli convenzionali non sono ancora sufficientemente connessi per tale scopo. Appunto, quali sono le prospettive per la vettura autonoma individuale?
Vedremo piuttosto apparire delle vetture di livello 4, che potranno muoversi
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In questo contesto, qual è la grande priorità dei costruttori automobilistici in Europa?
L’Europa è il mercato in cui presentano il maggior interesse. Questi veicoli hanno accesso alle zone in cui sono in vigore delle restrizioni di circolazione. Rispondono sia alle necessità di mobilità allargata sia alle norme d’emissioni. Il problema sta nel prezzo d’acquisto, poiché la loro produzione è costosa. A tal proposito, ci s’aspetta molto dalle vetture a ibridazione leggera. Molto meno onerosa, la tecnologia da 48 volt produce degli effetti positivi sulle emissioni di CO2 e i veicoli sono poco svantaggiati in termini di prezzo e di peso.
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in modo autonomo su delle corsie separate, per esempio delle zone urbane delimitate o delle autostrade. Ma i costruttori devono ancora pazientare, dato che non dispongono di tecnologie normate per il grande pubblico. Ciò non dipende solo dal veicolo, ma anche dal suo ambiente tecnologico. È infatti necessaria la diffusione del 5G affinché i veicoli possano comunicare in tempo reale. Inoltre, ciò presuppone che l’insieme del parco veicoli sia connesso. Per questo, bisogna calcolare circa 25 anni, ciò che rinvia al 2040 la commercializzazione di veicoli autonomi di livello 4 alla portata di tutti.
rosi costruttori s’allontanano un po’ dall’Europa, dove è più difficile realizzare margini importanti. La redditività passa dalla presenza su dei mercati in crescita, come la Cina oppure l’America del Sud. Senza tuttavia allontanarsene, un fabbricante non deve soprattutto focalizzarsi sul Vecchio Continente. Ad esempio General Motors se n’è ritirato e i costruttori asiatici non cercano più necessariamente di crescere in questo mercato. Si accontentano d’adattare le loro gamme locali senza però sviluppare dei modelli riservati all’Europa. Allo stesso modo, altre marche, come Ford, privilegiano le vetture a vocazione mondiale.
«Oggi c’è una perdita di fiducia reciproca tra i poteri politici e i costruttori» Bertrand Rakoto, analista indipendente
Una scadenza decisamente lontana…
Nel frattempo arriveranno dei veicoli di livello 3, probabilmente nel corso di questo decennio. Ma data l’assenza di un quadro giuridico, specialmente in Europa, molti costruttori li venderanno sotto il marchio di livello 2. Con l’elettrificazione a marcia forzata, non si cancella il vantaggio che detengono i costruttori europei nel settore dei motori a combustione?
I fabbricanti hanno davvero una carta da giocare perché, alle nostre latitudini, la natura dell’elettrificazione è diversa da quella della Cina, ad esempio. Ma è chiaro che promuovendo l’elettrificazione, si riduce un importante vantaggio degli europei in termini di motori termici. In realtà siamo in una fase di precipitazione, in cui c’è poco ascolto tra i costruttori e i poteri politici. Da una parte, i politici hanno cambiato bruscamente la fiscalità per i veicoli senza dare il tempo sufficiente ai costruttori di reagire e d’ammortizzare le loro spese. Per contro, il dieselgate del gruppo Volkswagen ha suscitato dubbi tra i politici. Oggi c’è una perdita di fiducia reciproca. A tal punto che la legislazione tende a forzare la tecnologia. Bisogna comunque sapere che quest’ultima può avanzare solo al proprio ritmo. Dei cambiamenti troppo brutali rischiano di causare degli stalli finanziari. I costruttori come intendono ammortizzare gli investimenti colossali effettuati?
Ciò inizia da una diversificazione a livello mondiale. Si constata che nume-
E quale attitudine adottano i costruttori europei?
Hanno assolutamente interesse a mantenere le loro posizioni in questo mercato in cui sono forti. Ma cercano anche d’avere una base mondiale, come avvenuto con il matrimonio tra FCA (Fiat Chrysler Automobiles, ndr.) e PSA (gruppo che controlla Peugeot, Citroën e Opel, ndr.) per non dipendere solamente dall’Europa, dove i margini si ridurranno sempre di più. A lungo termine, la politica dirigista scelta dai governi diventa quindi un po’ un lascia o raddoppia. In questo contesto tormentato, che ne sarà delle SUV, talvolta confrontate con la rabbia popolare?
Non bisogna dimenticare che la domanda per le SUV è ancora ben presente. E poi, dato il loro ingombro, hanno il vantaggio d’esser più facili da ibridizzare. Si possono così installare delle batterie più grandi. Detto ciò, non si può legiferare eternamente contro una domanda dei consumatori, che apprezzano l’estetica, il sentimento di sicurezza e quel particolare comfort dato dalle versioni SUV. E sarà ancor più difficile lottare contro questa domanda naturale dato che esiste su scala mondiale, in Cina, nell’America del Nord e nei Paesi emergenti. È difficile immaginare un brusco cambiamento di mercato, soprattutto visto che le SUV daranno il loro contributo all’elettrificazione. • Bertrand Rakoto è analista indipendente specializzato nell’intelligenza di mercato. D’origine francese, vive negli Stati Uniti.
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Le batterie delle auto elettriche: problema od opportunità? Il riciclaggio delle batterie agli ioni di litio delle auto elettriche non è una questione di fattibilità, bensì di economicità. Non da ultimo perché resistono più a lungo del previsto al punto che possono addirittura superare la durata di vita dell’auto. TESTO DOMINIC GRAF
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poco a poco ai detrattori della mobilità elettrica scarseggiano gli argomenti. Le infrastrutture di ricarica in Svizzera e in Europa vengono ampliate praticamente a vista d’occhio, in più si aggiunge la possibilità di installare stazioni di ricarica a domicilio per la casa o l’ufficio. I Battery Electric Vehicle (BEV) – veicoli che utilizzano esclusivamente un motore elettrico alimentato da batterie – hanno un’autonomia che li rende sempre più concorrenziali sul mercato e il loro prezzo di acquisto scende costantemente. Quest’anno si può trovare una conferma di questa tendenza al Geneva International Motor Show (GIMS), dove molti produttori presentano nuovi modelli elettrici che i visitatori possono provare personalmente sulla pista allestita nel quadro del GIMS Discovery.
La soluzione più pulita Le batterie continuano ad attirare critiche a causa dell’impatto ambientale derivante dalla produzione di batterie e dall’estrazione dei metalli litio e cobalto che le compongono. La produzione di una batteria richiede l’impiego di grandi risorse – per questo un’auto elettrica prima di essere messa in circolazione presenta un bilancio di CO2 peggiore di un veicolo a benzina o diesel. Se si considera però l’intero ciclo di vita di un veicolo – dalla costruzione alla rottamazione passando dall’uti20 touring | marzo 2020
lizzo – l’auto elettrica è la soluzione più pulita in Svizzera (vedi box). Tutti questi argomenti non riescono però a mettere a tacere le controversie sulle batterie. Per Krispin Romang, direttore dell’associazione Swiss eMobility, un confronto critico con il tema delle batterie è necessario e importante, perché spinge all’ulteriore ottimizzazione e sviluppo. D’altro canto: «Il tema deve essere affrontato con il giusto senso delle proporzioni e in un’ottica globale. Chi desidera essere mobile, dovrebbe essere anche consapevole che consuma sempre materie prime – non importa se il motore usa risorse fossili, idrogeno o batterie elettriche», ricorda Romang. Inoltre lo sorprende il fatto che per molti le batterie nelle auto costituiscono un problema, non però quelle di altri apparecchi che usano nel quotidiano come smartphone, laptop, videocamere, trapani e spazzolini da denti elettrici: anch’esse contengono litio e cobalto.
Recupero del 90% dei metalli L’accumulatore d’energia è la componente della mobilità elettrica che offre il maggiore potenziale. Negli ultimi anni infatti le batterie sono già state migliorate notevolmente, un progresso che si riflette nell’evoluzione dei prezzi: dal 2010 i prezzi per le batterie agli ioni di litio sono diminuiti di quasi il 90 per-
SPECIALE SALONE cento. Inoltre si stanno ricercando nuove soluzioni nell’intento, ad esempio, di eliminare il cobalto. Attualmente la ricerca si concentra su batterie al litio-zolfo, litio-aria o vetro. Ma la strada per arrivarci è ancora lunga. Nei prossimi anni con ogni probabilità nella mobilità elettrica verranno usate ancora principalmente batterie agli ioni di litio. Per migliorare il bilancio ambientale delle batterie e con esso dell’elettromobilità nel suo insieme, è necessario soprattutto chiudere i cicli dei materiali. Stando alla Fondazione Auto-Recycling Svizzera già oggi dalle batterie si può recuperare quasi il 90% dei metalli. «Esistono diverse possibilità – in genere in combinazione tra loro – per il trattamento delle batterie agli ioni di litio: fusione, idrolisi o anche procedimenti di frantumazione», spiega il direttore Daniel Christen. Non è la fattibilità ad impedirne il riciclaggio su larga scala, ma piuttosto la scarsa disponibilità di scarti, ovvero non ci sono abbastanza batterie vecchie da riciclare.
Sorprendente longevità delle batterie Ciononostante ci sono già numerose aziende, a livello internazionale, che si stanno preparando al futuro e si sono specializzate nel riciclaggio di batterie agli ioni di litio. In Svizzera, la Batrec Industrie SA a Wimmis (BE) è l’unica in grado di riciclare su larga scala batterie di ogni tipo. Tuttavia sono poche le batterie agli ioni di litio di veicoli che vengono avviate al riciclaggio, come mo-
stra pure la quota di recupero di batterie di e-bike l’anno scorso. Considerando il boom delle bici elettriche, Batrec aveva previsto 130 tonnellate di batterie usate da riciclare, mentre alla fine il quantitativo effettivo è stato di neanche 30–40 tonnellate. Secondo gli esperti il tasso di riciclaggio delle batterie è basso perché si sono rivelate notevolmente più longeve di quanto previsto in origine. Ciò vale anche per gli accumulatori delle auto elettriche, come conferma Daniel Christen di Auto-Recycling Svizzera: «Calcolando sulla base di 1000 cicli di ricarica e un’autonomia di 200 km, le batterie al litio durano almeno tanto quanto l’auto stessa. E tenendo conto che l’autonomia oggi è notevolmente aumentata, si può tranquillamente sostenere che una batteria può addirittura sopravvivere al veicolo». Si apre dunque la possibilità di un ulteriore uso: una seconda vita. Così vari fabbricanti d’auto stanno partecipando a progetti che si concentrano sul riutilizzo. «Riteniamo ci sia potenziale soprattutto per l’immagazzinamento stazionario di corrente. Si potrebbe stoccare il surplus di corrente proveniente da fonti rinnovabili, stabilizzando le reti elettriche», prospetta Christen. In conclusione si può affermare che le batterie delle elettriche non costituiscono un problema, bensì un’opportunità, a condizione che un giorno, dopo il primo e secondo uso, ritornino nel ciclo dei materiali e rinascano sotto nuova forma. •
ANALISI CICLO DI VITA Grazie all’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) attuata da esperti di FIA, ADAC e ÖAMTC – affiancati dal TCS – è stato messo a punto uno strumento di paragone che mostra quanto biossido di carbonio (CO2), metano (CH4) e gas esilarante (N2O) provoca un veicolo dalla produzione alla rottamazione. Lo studio ha rivelato che la produzione di auto elettriche emette molto più gas serra rispetto ai veicoli con motore a combustione. Per quanto riguarda l’uso, invece, le elettriche ottengono un risultato molto migliore, anche se il mix elettrico è determinante nei rispettivi paesi presi in considerazione. In Svizzera approfittano del mix elettrico sostenibile (oltre il 60% da energie rinnovabili) e attualmente, considerando tutta la loro durata di vita, provocano meno gas serra rispetto a veicoli con motore a combustione. Dettagli Life Cycle Assessment su tcs.ch/lca
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Vecchie reti da pesca in vetture nuove Bucce di chicchi di caffè o pezzetti di t-shirt: ieri erano solo spazzatura, oggi invece l’industria dell’auto richiede qualsiasi tipo di merce riciclata. Economia circolare è la parola d’ordine attuale. E il cosiddetto recycling si vende bene. TESTO JULIANE LUTZ
Scarti vegetali Poco prima, a dicembre, Ford aveva reso pubblica una collaborazione con McDonald’s: il costruttore automobilistico userà i residui delle bucce dei chicchi di caffè, che vengono eliminati in enormi quantità dal gigante del fast food. Mischiati a sostanze sintetiche e ad altri additivi sono trasformati in materiale composito, che pare sia fino al 20% più leggero delle materie utilizzate finora. Debbie Mielewski, responsabile del reparto sostenibilità di Ford, ha affermato che è immaginabile anche il riutilizzo delle bucce dei pomodori o della scorza delle patate. 22 touring | marzo 2020
Che nel settore siano riciclate le bottigliette di PET usate non è una novità. Per esempio, il filato per le imbottiture delle BMW i3 e i8 – sul mercato dal 2013 e rispettivamente 2014 – è ottenuto da bottiglie di plastica tritate e poi liquefatte. Ma con vecchie reti da pesca e bucce del caffè, il riciclaggio con ogni tipo di materiale possibile sta forse toccando una nuova punta massima nell’industria dell’auto?
Si è sempre riciclato «La varietà di materiali è certamente aumentata negli ultimi anni e quindi anche le materie industriali e i materiali compositi sono diventati più complessi», afferma Daniel Christen della Fondazione Auto-Recycling Svizzera. In accordo con i tempi e la voglia di sostenibilità dei clienti, i costruttori pubblicizzeranno sempre di più l’impiego di prodotti del riciclaggio. «Eppure il riutilizzo di materiale di scarto non è una novità nell’industria dell’auto. Sin dagli inizi il metallo – di cui un’auto è fatta per il 70–75% – è stato sempre rifuso e riutilizzato», precisa l’esperto. E l’idea del «recycling» come si intende oggi viene dibattuta già dagli anni ’90. «Che oggi l’industria automobilistica insista maggiormente su questo tema è legato anche al fatto che non ha di certo guadagnato popolarità in altri FOTOS
Anche il vecchio fa il nuovo: oltre alle reti riciclate, i fabbricanti d’auto vogliono riutilizzare plastica proveniente dal mare.
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on la definizione di «veicolo più sostenibile del mondo», il progettista automobilistico scandinavo Henrik Fisker ha presentato in gennaio la sua lussuosa SUV elettrica al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas. Non si trattava solo della trazione o del tetto ricoperto da pannelli solari. Per i tappeti è stato utilizzato il nylon proveniente da rifiuti marini come le vecchie reti da pesca. I rivestimenti interni erano fatti, tra l’altro, di resti di magliette. Sulla vettura hanno trovato spazio anche gli scarti di gomma prodotti durante la lavorazione dei pneumatici. Prossimamente la Fisker Ocean dovrebbe andare in produzione di serie.
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Cinture di sicurezza e rifiuti marini Pare che le aziende ci stiano lavorando a pieno regime. Renault ha appena annunciato che sulla nuova Zoe sarà impiegato per la prima volta al mondo un tessuto il cui filato è ottenuto al 100 percento da un mix di scarti di cinture di sicurezza, residui tessili e bottiglie di plastica. Andrà a rivestire fino a 8 metri quadrati di ogni veicolo. Nel 2019 Volvo ha ottenuto il prestigioso «Plastics Recycling Awards Europe» per una versione modificata della XC60. Il tunnel centrale dell’auto consiste di plastiche ottenute, tra l’altro, da reti da pesca e corde riciclate. E parti dei sedili di vecchi modelli Volvo fuori produzione servono da materiale fonoassorbente sotto il cofano del motore. L’automobile non sarà prodotta in serie, ma si può immaginare che in futuro questi materiali riciclati saranno impiegati in modo esteso, come ha indicato Volvo da noi interpellata. Tra l’altro, i tappetini delle Volvo sono già realizzati con ri-
fiuti plastici ripescati in mare. E dal 2025 ogni automobile del gruppo sino-svedese dovrà essere composta per almeno il 25 percento da materiali riciclati. Neppure gli esperti come Stefan Reindl o Daniel Christen sanno dire dove si situa la soglia massima di materia riciclata sui veicoli. Nel settore automobilistico i limiti sono dettati da un lato dalla logica economica e dall’altro dalla sicurezza stradale e dalle sollecitazioni estreme. «Sui prodotti del riciclaggio le oscillazioni di qualità possono essere maggiori rispetto alla merce nuova», afferma Daniel Christen. La stessa Volvo riconosce come il 25 percento sia un obiettivo ambizioso. Ma alla luce delle ulteriori ricerche e della sempre maggiore disponibilità di plastica riciclata, la soglia limite non è ancora raggiunta, dicono a Göteborg. Anche alla BMW sono bravi in fatto di economia circolare. Secondo il rapporto sulla sostenibilità, già oggi fino al 20 percento delle sostanze termoplastiche presenti nei veicoli provengono dal riciclaggio. E l’obiettivo dei progettisti è di sostituire gradualmente tutte le materie plastiche degli interni delle BMW con materiali riciclati e naturali. Già da tempo i clienti della casa appoggiano i piedi su tappetini prodotti anche con resti di reti da pesca ritrattati. E dalla BMW comunicano che attualmente si sta lavorando intensamente su come riutilizzare la plastica proveniente da fiumi e laghi. ◆
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ambiti», spiega Stefan Reindl, direttore dell’Istituto per l’industria automobilistica di Geislingen an der Steige, in Germania. Inoltre, siccome alcune materie prime come il petrolio sono limitate, le aziende sono costrette a riciclare il più possibile. E poi c’è la direttiva europea 2000/53/CE, che non solo impone che dal 2015 il 95% di un’auto, a seconda del peso, dev’essere riutilizzabile, ma incentiva anche l’impiego di materiale riciclato.
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Una berlina elettrica smaniosa di drifting Auto elettrica rima immancabilmente con guida virtuosa. Una filosofia che non bandisce comunque delle varianti stilistiche. Come abbiamo sperimentato durante uno stage su neve e ghiaccio al volante della superpotente berlina Taycan, temibile arma anti-Tesla di Porsche. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
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adroneggiare i 761 CV di una Taycan Turbo S, su un circuito gelato nella sperduta Lapponia finlandese non dovrebbe, a priori, porre problemi particolari. Tanto più che avevamo già provato il drifting, senza difficoltà, con una BMW M5 sull’aerodromo di Gstaad-Saanen e anche con un’inoffensiva Honda CR-V ibrida sull’anello speciale del TCS a Les Diablerets. Questo era l’approccio teorico… prima d’imparare che la trazione integrale assicurata dai due blocchi elettrici della Taycan si comporta diversamente rispetto agli abituali 4×4. Mentre questi ultimi ripartiscono generalmente la coppia su ogni asse nella misura del 50%, la Taycan può trasferire fino al 100% della potenza verso l’avantreno o il retrotreno. Invece, come sottolineato dall’istruttore di Porsche Ice Experience, per tenere una ripartizione 50/50, bisogna mantenere le ruote anteriori diritte. Senza di che, la maggioranza della coppia è trasmessa alle ruote posteriori e al sovrasterzo programmato. Non una cosa da poco, sapendo che si dovranno per forza tenere le ruote diritte per divertirsi facendo volare la neve lungo il circuito.
I preparativi
Viva il drifting Data la larghezza rassicurante dell’anello di drifting, ci diciamo che ci sarà modo di divertirsi senza eccessivi brividi. E difatti mettiamo subito di traverso il macchinone di 5 metri. Con il piede costantemente sull’acceleratore, la Taycan solleva un polverone di neve che va subito a maculare il finestrino laterale. Sembra quasi d’essere al Trofeo Andros. Fino a quando la vettura tende a sovrasterzare e il riflesso atavico della controsterzata riappare. La sanzione è inesorabile: la Taycan parte in testacoda e va a conficcare le sue 2,3 tonnellate in un muro di neve. Il minore dei mali. L’intervento di una SUV Cayenne permette d’estrarla senza danni. Ci rimettiamo di nuovo in pista, ma con maggior umiltà. Cosa c’è di più esaltante che divertirsi nel domare una Taycan, facendo volteggiare la neve polverosa finlandese? ◆
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Per prepararci alla sfida, ci lanciamo in un piccolo slalom tra i coni. Sterzando le ruote anteriori, diamo un bel colpo d’acceleratore. L’effetto dell’incredibile coppia (1050 Nm) è immediato: la prosperosa parte posteriore della Taycan slitta rapidamente. E altrettanto velo-
cemente, rimettiamo le ruote diritte per continuare la traiettoria desiderata. Delicato ma, dopo alcuni giri, si ha l’impressione di poter affrontare un circuito sinuoso. Ed effettivamente riusciamo a portare il mezzo in derapata. Salvo che ci vuole una certa dose di coraggio per tenere il gas costante, vedendo la poppa avvicinarsi pericolosamente ai muri di neve. In generale va bene, ma non sempre. Siamo quindi sollevati nel constatare che i suddetti muri sono costituiti da neve polverosa. Preferibile, quando si è al volante di un bolide fatturato 237 500 franchi, senza optional…
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AUTONOMIA MESSA A DURA PROVA CON –30°
Nugoli di polverosa Una volta partita in derapata, la berlina Taycan fa il suo show. Tenuta di strada In rettilineo, il bolide propone delle accelerazioni sensazionali.
Da tener sott’occhio La percentuale di carica residua della batteria.
I tecnici di Porsche annunciano fieramente un’autonomia massima di 412 km per la Taycan Turbo S. Apprezzabile per una sorta d’aereo fantasma che passa da 0 a 100 km/h in 2,8 s. Ma che ne sarà di queste belle promesse in una glaciale giornata lappone in cui il termometro oscilla tra i –29° e i –34°? Sapendo inoltre che l’enorme batteria di 93 kWh dev’essere riscaldata per liberare tutto il suo potenziale. Alla partenza della nostra prova su strada, la batteria segnava circa 80%. Bisognava pur preriscaldare il mezzo. Senza troppo preoccuparcene, spingiamo a fondo l‘integrale, i cui pneumatici chiodati di 1,5 mm se la ridono del manto stradale innevato. Giriamo così negli incantevoli paesaggi lapponi. Almeno fin quando non ci tocca preoccuparci della batteria… la cui carica cala a vista d’occhio. Ci rassegniamo a passare alla modalità economica Range, che sollecita solo il blocco anteriore. Ma il sistema di navigazione annuncia ostinatamente 0% all’arrivo. Non senza averci riservato qualche brivido, la nostra Taycan avrà comunque percorso circa 200 km, prima di ripiegare in modalità Turtle. Che consente solo alcune centinaia di metri per posteggiare in luogo sicuro. Molto onesto, in queste condizioni estreme.
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La pista indoor nel padiglione 7 del Palexpo permetterà di mettersi al volante per la prima volta di un’auto «alternativa».
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In pista verso il futuro grazie al GIMS e al TCS Il Salone dell’auto si è reinventato e propone al visitatore l’inedita chance di vivere in prima persona la mobilità alternativa, soprattutto elettrica. Quale miglior partner cui appoggiarsi per l’impeccabile svolgimento dei test drive se non il TCS che vi aspetta nel padiglione 7 al Palexpo di Ginevra. TESTO JÉRÔME LATHION | ILLUSTRAZIONE 3D DORIER GROUP
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hi finora non avesse mai guidato un’elettrica si trova in buona compagnia. Secondo dati raccolti al GIMS 2019, il 97% dei visitatori non ha ancora avuto modo di provarne una. Il 70% si è però detto pronto a farlo, purché preparato a dovere. La 90a edizione del Salone ginevrino con il «GIMS Discovery» punta sul massimo coinvolgimento del pubblico che va ben al di là della semplice informazione. Per tutta la durata della rassegna, i visitatori potranno mettersi al volante di veicoli forniti dalle Case costruttrici partecipanti: saranno 13 mila le «drive experience» assistite da un loro rappresentante nonché da un responsabile e 3 istruttori di TCS Training & Events che si svolgeranno nel padiglione 7. La pista indoor ne viene ad occupare i 13 mila mq in passato riservati alla fiera specialistica. È lunga 456 metri, con pavimentazione riciclabile, curve strette e larghe e rettilinei simili ad una strada vera.
Dominano le elettriche Il futuro si tinge di verde per l’auto, che sarà ibrida, all’idrogeno, gas naturale e soprattutto elettrica. Come lo sono le 48 diverse vetture da provare, che partiranno in gruppi da 10 alla volta. «In media, ogni modello sarà in pista ad intervalli di cinquanta minuti». A calcolare gli «slot» è JeanPierre Knoblauch, incaricato dell’operazione per TCS Training & Events assieme al suo team: «In veste di consulenti tecnici e ingegneri verificatori ci tocca controllare l’impianto e garantire la sicurezza di tutti coloro che si muoveranno nella halle», spiega il responsabile TCS. Un compito da non sottovalutare visto che si tratterà di gestire tra 300 e 600 giri al giorno, oltre alla folta affluenza di spettatori e ospiti di spicco: la VIP Lounge si trova infatti nel bel mezzo della pista, at-
trezzata su una zona di 300 m2, uno spazio vetrato concepito per 300 persone che accoglierà varie conferenze.
Minuti contati
«Su certi tratti, il percorso consente di sfoderare belle accelerazioni» Jean-Pierre Knoblauch, TCS Training & Events
Una sfida ben impegnativa, che JeanPierre Knoblauch affronta fiducioso: «È vero che avremo più veicoli in pista che nei corsi di guida che organizziamo da TCS Training & Events, ma avremo pure più giorni a disposizione. Affinché tutto funzioni alla perfezione, sarà però necessaria una rigorosa disciplina da parte di tutti gli attori coinvolti». Sarà fondamentale rispettare una scaletta serrata: un test drive non dovrà eccedere i 10 minuti. In compenso saranno accompagnati da un esperto del relativo marchio, in totale quasi una cinquantina. Questi spiegherà al guidatore le caratteristiche tecniche del modello prescelto, rispondendo in loco alle domande. Da segnalare che gli interessati potranno ottenere esaustive informazioni e chiarimenti sull’elettromobilità allo stand del TCS (padiglione 4). Per ovvie ragioni di sicurezza, bando alle ambizioni di segnare dei record di velocità! Jean-Pierre Knoblauch, che non vede l’ora di tagliare il nastro, promette tuttavia: «Il circuito consente di farsi un’idea della notevole coppia già ai bassi regimi e provare l’accelerazione su alcuni tratti. GIMS Discovery è il formato ideale per dissipare i preconcetti che sussistono tutt’oggi sulle propulsioni alternative, mettendone in risalto i vantaggi nell’uso quotidiano». L’offerta di giri di prova è limitata viste le centinaia di migliaia di visitatori attesi. Chi volesse prenotarsi dovrà iscriversi all’estrazione tramite l’app GIMS lanciata lo scorso dicembre. ◆ Informazioni e materiale scaricabile al sito gims.swiss
CASE ALL’APPELLO Numerose grandi marche che espongono al GIMS nei padiglioni 1–6 hanno garantito il loro sostegno mettendo a disposizione per i test drive accompagnati alcuni dei loro modelli di nuova generazione. Si potranno così provare sul circuito allestito nel padiglione 7. Per la prima GIMS Discovery scendono in pista: Aiways, Audi, BMW, DS Automobiles, Honda, Hyundai, Kia, Mercedes-Benz, Porsche, Renault, Seat, Skoda, Smart, Toyota e Volkswagen. marzo 2020 | touring
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Restyling – ovvero Salone nuovo, veste nuova per il TCS Il Salone ginevrino si rilancia ed apre la 90a edizione come Geneva International Motor Show. Il TCS amplia a sua volta la propria presenza al Palexpo. Ecco dove trovarci. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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o stand del TCS rappresenta per molti habitué del Salone un polo di quiete per riprendersi dai clamori e dal trambusto della grande fiera dell’auto; qui possono bere un caffè, informarsi sul Touring Club Svizzero, la nostra missione e le nostre prestazioni, farsi consigliare e approfittare di speciali sconti Expo. Nulla di ciò è cambiato se non il fatto che quale maggiore club della mobilità svizzero ci presentiamo in una veste aumentata, a misura del ruolo di «presenting partner» per i nuovi formati GIMS Tech e GIMS Discovery. A tal fine, lo stand principale è stato ingrandito affinché possiamo esprimere appieno il nostro know-how e la nostra diversità.
Abbiamo traslocato Tradizionalmente, il TCS accoglieva i visitatori nel padiglione 2. Ora, ci siamo spostati alla Halle 4 per garantirci una maggiore visibilità accanto agli espositori del calibro di Renault, 28 touring | marzo 2020
Toyota o Lexus. Veniamo ad occupare ben 357 metri quadri, tutti all’insegna dell’informazione e del divertimento. Oltre a rilassarsi nella lounge e al bar caffè si può mettere alla prova la propria prontezza di riflessi nella frenata d’emergenza riprodotta dal nostro simulatore d’urto, ovviamente assistiti da un istruttore TCS. La TCS eSports Rocket League, che strizza l’occhio ai giovani (e non solo), offre poi la possibilità di misurarsi con altri visitatori o amici nel popolare videogioco di autocalcio.
Benvenuti al TCS Il nostro stand presenta l’universo del club ed offre attraenti sconti Expo.
La mobilità cambia e il club con essa Da qualche tempo, il TCS si impegna nel settore della mobilità elettrica. L’appuntamento di Ginevra permette di presentare prodotti e servizi con cui accompagniamo il cambio di paradigma che tocca i nostri modi di muoverci: ad esempio l’App TCS eCharge, che mette a portata di smartphone tutta la rete di
Ospite illustre Nel 2019 il CF Ignazio Cassis (davanti) incontra il presidente centrale del TCS Peter Goetschi (2° da d.).
SPECIALE SALONE stazioni di ricarica in Europa oppure la Ricerca auto TCS che consente una selezione neutrale e dettagliata delle vetture disponibili sul mercato, per motorizzazione e tipo di carburante, in modo da individuare quella più adatta ai propri bisogni. Vale quindi la pena intrattenersi al nostro stand. Ma non troppo, infatti la nostra apparizione non si limita a questa postazione.
Mano al volante Nel padiglione 6 è presente il Touring Shop che espone tutta una serie di prodotti per la micromobilità urbana, da provare ed ordinare direttamente in loco, accessori quali caschi per bici, monopattini elettrici ed altre proposte per il cosiddetto ultimo miglio. Si possono testare sull’area attrezzata accanto allo stand, assistiti da un nostro istruttore qualificato. La pista è stata concepita con la partecipazione della Mobe, il nostro servizio consulenza mobilità ed è affidata ad un team di esperti TCS. Rientra nel nuovo concetto GIMS Tech, una vetrina riservata alle aziende tecnologiche d’avanguardia, start-up ed operatori del settore dei trasporti. Proseguendo, si arriva allo spazio GIMS Discovery, la novità più attesa e spettacolare del Salone al suo debutto nel padiglione 7, che per l’occasione è stato trasformato in circuito per i test drive
lungo oltre 400 metri. Qui, i visitatori registrati possono abbracciare la tendenza del momento, saggiando una cinquantina di auto a propulsione alternativa come quelle a batteria. La struttura ed i giri di prova sono organizzati ed affidati all’equipe di TCS Training & Events.
Sicuri in strada GIMS Discovery offre, oltre all’emozione di guidare veicoli ancora sconosciuti ai più, uno spazio ideale per sensibilizzare ai pericoli e ai vari rischi del traffico. Quale migliore posizione per i nostri specialisti di sicurezza stradale? Al loro stand, condiviso con rappresentanti della Polizia, il pubblico può sperimentare il TCS Seat-belt, un apposito dispositivo che mostra dal vivo l’importanza di allacciarsi le cinture. Sempre in tema di prevenzione, gli interessati potranno scoprire la collezione TCS Made Visible, la linea di abbigliamento ed accessori riflettenti che pone la moda al servizio della sicurezza. E siccome si apprende a muoversi correttamente nel traffico fin da piccoli, il TCS presenta «Weelo», il videogame educativo per giovani ciclisti che insegna a destreggiarsi intuitivamente fra le insidie della circolazione e ad impararne le regole divertendosi a giocare al piccolo alieno omonimo. ◆
IL TCS AL SALONE DELL’AUTO 2020 Stand principale del TCS padiglione 4, stand n. 4131: lounge, bar caffè servito, TCS eSports League, simulatore stopcrash con istruttore TCS, informazioni e consulenza sui prodotti TCS incl. sconti Expo, concorso a premi, Carvelo2go, TCS Patrouille e-bike, stazioni di ricarica elettrica TCS, veicolo adibito al soccorso stradale TCS e tante altre attrazioni. Stand Touring Shop padiglione 6, (GIMS Tech), stand n. TECH6480: esposizione, consulenza e vendita di diversi prodotti per la micromobilità urbana compresi nell’assortimento del Touring Shop (ad es. vari e-monopattini). Possono essere provati in loco sulla pista allestita accanto allo stand. Stand TCS Sicurezza stradale, padiglione 7, (GIMS Discovery), stand n. 7023: simulatore Seat-belt, Made Visible, Weelo e labirinto per bambini.
eSports La TCS League attira soprattutto i giovani visitatori.
Ingresso: il biglietto d’entrata costa 21 franchi (se acquistato alla cassa) oppure 16 franchi (online). I soci TCS beneficiano di due entrate gratuite ciascuno per un totale di 5000 biglietti (fino ad esaurimento). Ordinazione dei biglietti e informazioni dettagliate sul Salone dell’auto di Ginevra tramite il sito tcs.ch/gims
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MARS 2020 GENÈVE
VIVI L’ESPERIENZA DELLA MOBILITÀ DI DOMANI AL GIMS 2020 La novantesima Geneva International Motor Show entusiasma con tante novità: puoi provare le auto più moderne e sostenibili al GIMS Discovery, scoprire le tecnologie di domani al GIMS Tech e partecipare in esclusiva al GIMS VIP Day il 4 marzo, una giornata destinata agli argomenti che modellano la mobilità di oggi e di domani. gims.swiss #gimsswiss
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5-15 MARCH 2020
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Per la prima volta in Svizzera: al Salone dell’auto di Ginevra, padiglione 6, stand 6050.
DRIVE TOGETHER
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MOBILITÀ
Viaggio europeo per tre giovani orsi vodesi Lo Zoo di Servion (VD) ha detto addio, a metà gennaio, a tre orsi bruni siriani. Destinazione: Inghilterra. Un viaggio di diverse ore, via strada e mare, per questi futuri riproduttori. Facciamo luce sulle particolarità di un trasporto in cui prevale il rispetto per l’animale.
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TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO OLIVIER VOGELSANG
L’orso bruno siriano è protetto nell’ambito di un programma iniziato allo Zoo di Servion.
L’anestesia a distanza, una misura preliminare prima di manipolare l’animale destinato al trasporto.
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MOBILITÀ
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Servion è una fredda mattina di gennaio. Dietro la pesante porta di ferro, i bramiti ripetuti di un’orsa intimorita. Nell’attiguo recinto all’aperto, i suoi tre piccoli Laïka, Jaïko e Newton – 2 anni ciascuno, ma oltre 80 chili di peso – sono sottoposti in successione ad anestesia e portati prudentemente in un vicino hangar. Lì, il loro risveglio sarà accelerato prima di venir chiusi in tre gabbie da trasporto cosparse di paglia fresca. È infatti da svegli che i giovani orsi bruni siriani affronteranno il viaggio, su strada e via mare, che li condurrà allo Zoo Park di Hamerton (GB). Qui finiranno la loro adolescenza, prima di essere integrati in un programma di preservazione della specie, iniziato proprio due anni fa a Servion, e in fase di finalizzazione. «Attualmente esiste un migliaio d’esemplari in cattività, ci dice Pierre Ecoffey, biologo e responsabile degli animali presso lo zoo vodese. Difficile invece sapere quanti vivono ancora allo stato selvatico…». La dottoressa Alexandra Durrer di Vevey, veterinaria specializzata in diagnostica e anestesia, controlla le tappe mediche dell’operazione prima della partenza – narcosi, peso, prelievo di sangue, rianimazione – e precisa: «In linea di massima ogni animale viaggia in stato di veglia. Il suo corpo procede così ad una migliore autoregolazione e si evita il rischio di disidratazione e d’ipotermia». Senza dimenticare che un animale addormentato potrebbe vomitare e soffocarsi. A suo dire, l’unico nemico durante il trasporto è lo stress. «Bisogna garantire delle gabbie spaziose e con una buona aerazione». Le tre gabbie previste sono inoltre generosamente imbottite per attutire ogni urto violento che potrebbe essere causato dal nervosismo degli animali.
Rare le imprese specializzate Davanti al loro camioncino e al rimorchio, Karl Heuer, responsabile del convoglio, e il suo assistente Michael Fröhlich sono pronti per procedere al carico. Lavorano per la MSO International Zoo Services GmbH, la ditta tedesca incaricata. È una delle due imprese attive in Europa, l’altra è l’olandese Ekipa, che rispondono alle esigenze richieste 34 touring | marzo 2020
Alexandra Durrer, la veterinaria incaricata, verifica sul corpo addormentato l’efficacia del suo tiro con le freccette.
Risveglio accelerato L’orso deve assolutamente ritrovare uno stato di veglia prima di compiere il viaggio.
Preparazione della gabbia da trasporto Un po’ di paglia per proteggere l’animale dal freddo.
per il trasporto rispettoso degli animali selvatici su lunghe distanze. Sono arrivati soltanto il giorno prima, dalle rive del Reno. Con calma, Karl Heuer elenca le tappe importanti della sua missione: Basilea, Calais, Dover, Hamerton. «In totale 860 km, ossia al massimo 24 ore di strada e di nave, contando le pratiche doganali e le condizioni della Manica, che possono ritardare la partenza del traghetto». Il nostro interlocutore, attivo nella ditta dal 2012, ha attraversato l’Europa in lungo e in largo, fino in Ucraina. «Lavoriamo soprattutto per gli zoo, ma anche per delle ONG come il WWF nell’ambito di programmi di ripopolamento. O anche su richiesta delle autorità». Ricorda così d’aver scortato dei leoni, sequestrati su ordine in Ungheria, fino in BosniaErzegovina. È il suo terzo intervento a Servion. «E tornerò presto da voi, stavolta a Basilea, per prendere a carico un ippopotamo», aggiunge sorridendo.
«Un duro risveglio» Un orsetto riprende conoscenza prima di partire per l’Inghilterra.
Esclusi i tempi morti Karl Heuer, che possiede un diploma di guardiano d’animali, vede il suo mestiere come una vocazione: «Prima l’animale, è questo il mio motto! Ciò vale sia a casa mia che al lavoro». Come dire che farà del suo meglio per prendersi cura dei suoi tre protetti durante la prova che li attende. Quindi, non ci saranno fermate, dato che i due colleghi si alterneranno alla guida. «Una sosta prolungata non è necessaria per una distanza simile. Ma in Europa esistono delle aree di sosta dove ci si può fermare per nutrire e controllare gli animali in caso di spostamenti più lunghi». A proposito di cibo, anche se un’abbondante razione di mele e carote fa parte del convoglio per far fronte a ogni eventuale fame… da lupo, il responsabile l’accetta a bordo solo pro forma. «In una giornata gli animali di questa taglia non hanno per forza bisogno di nutrirsi. Per contro, possiamo abbeverarli grazie ad un cassone scorrevole posto in fondo alla gabbia da trasporto», ci spiega.
I conducenti Karl Heuer (a d.) e il suo assistente, Michael Fröhlich, si daranno il cambio alla guida.
Il carico degli animali richiede l’intervento del personale dello zoo.
Una volta caricati gli orsi, spazio all’ultima tappa prima della grande partenza: la trasmissione dei documenti necessari al corretto superamento dei controlli doganali (v. pagina seguente). marzo 2020 | touring
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Responsabilità e piacere Mezzogiorno è dunque passato, il convoglio è ora partito. Pierre Ecoffey ha fiducia nei suoi partner di giornata, a cui ha affidato il benessere dei suoi benamati. E condivide un po’ la loro avventura, lui che in particolare ha già garantito il trasporto di due volpi polari dalla Normandia, in compagnia del suo direttore, Roland Bulliard: «È una grande responsabilità, ma soprattutto un piacere. E un po’ anche una minivacanza, poiché queste brevi trasferte ci permettono anche di mantenere un contatto diretto con i parchi faunistici. Comunque per i lunghi tragitti e i grandi animali, occorrono un equipaggiamento e dei veicoli adeguati». Per ulteriori informazioni: zoo-servion.ch, hamertonzoopark.com Il convoglio è pronto per il percorso di circa 860 km. Si prevede una giornata di viaggio.
Armati di… pazienza e tanti documenti Una breve trasferta necessita però una lunga preparazione amministrativa! Ci son infatti voluti mesi per assicurare la partenza degli orsetti oltre Manica. In servizio a Servion, Pierre Ecoffey riassume la situazione: «Più la specie è protetta, più il numero d’autorizzazioni richieste aumenta per prevenire i traffici illegali, ciò che di per sé è positivo». Dato che l’orso bruno siriano figura nell’allegato II della Convenzione di Washington (Cites) – protezione meno rigorosa –, ogni trasferimento è innanzitutto sottoposto ad una domanda d’autorizzazione Cites formulata dal paese esportatore e da quello importatore. In Svizzera, le autorità veterinarie federali rilasciano questo documento dopo aver consultato, se necessario, l’ufficio veterinario cantonale interessato. L’esportatore può, dal momento in cui riceve le due autorizzazioni, scegliere il trasportatore e un’impresa cosiddetta «spedizioniere», che provvederà a prevalidare il dossier presso le autorità doganali implicate durante il trasporto. Non si tratta proprio di una formalità e così, prese dal dubbio, le autorità tedesche hanno tolto il loro veto solo alla vigilia della partenza prevista per i tre orsi. «La pressione è particolar36 touring | marzo 2020
mente forte sulla Svizzera», spiega il responsabile degli animali di Servion. E a complicare questo caso specifico ci si son messi anche gli inglesi, dimostratisi molto puntigliosi sul piano sanitario e con una Brexit che non aiuta a distendere la situazione… Un’ultima esigenza,
Trasmissione Pierre Ecoffey (a d.) consegna al capo del convoglio i documenti doganali raccolti.
che fa sorridere Ecoffey: una fattura. Certo, gli orsi sono trasferiti nell’ambito di un programma in via di costituzione. «Ma, per le dogane, l’animale è considerato come una merce che deve aver un valore». Un ostacolo aggirato grazie alla fatturazione di un importo simbolico. ◆
Eleganza & Passione
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MOBILITÀ
L’auto si abbona, non si compra In Svizzera, l’abbonamento auto va diffondendosi. Fioccano le offerte a forfait, ma l’utilizzo a tempo piuttosto che il possesso della vettura non è adatto a tutte le esigenze. TESTO FELIX MAURHOFER
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egli ultimi mesi sono decollati numerosi servizi: Carvolution, Galaxus, Auto Kunz, Upto, Sixt Unlimited, Juicar, Clyde oltre all’esclusivo Book by Cadillac, che rispondono alla crescente domanda di noleggio auto a tariffa flat. Il funzionamento è semplice: il cliente seleziona la vettura online, inserisce i suoi dati personali e pochi giorni dopo eccola consegnata chiavi in mano. In genere il canone mensile comprende tassa di registra-
zione, imposte, assicurazioni, manutenzione ordinaria e sostituzione pneumatici. I costi del carburante e di parcheggio sono invece a carico del cliente che può scegliere la durata dell’abbonamento – minimo 1 mese – e il numero di chilometri inclusi. La maggior parte degli operatori propone un’ampia gamma di auto, dalle utilitarie ai furgoncini. Fa eccezione Juicar, che offre solo elettriche. Chi preferisce l’esclusività – che ovviamente ha il suo prezzo – può prenotare il pac-
Abbonamenti auto a confronto Fornitore Modello Prezzo/mese Chilometri inclusi/mese Assicurazioni Franchigia Cambio pneumatici Durata contrattuale minima Termine di disdetta Tassa di registrazione Servizio e riparazioni Informazioni
Clyde VW Polo 698 fr. 1500 km RC casco totale collisione 1000 fr. compreso 3 mesi mensile no compresi clyde.ch
Carvolution Fiat 500 366 fr. 1750 km RC casco totale casco totale 1000 fr. compreso 6 mesi mensile 390 fr. compresi carvolution.com
Upto Peugeot 208 699 fr. 1700 km RC casco totale collisione 1000 fr. compreso 6 mesi mensile no compresi upto.ch
Juicar BMW i3 (94 Ah) da 399 fr. 0.30 fr./km RC casco totale secondo abbonamento compreso 1 mese mensile 299 fr. compresi juicar.com
chetto premium Book by Cadillac con tanto di concièrge. È interessante notare che gli abbonamenti auto in Svizzera non fanno necessariamente capo alle tradizionali concessionarie o agli importatori ufficiali. Dietro Upto sta infatti una start-up che emana dal gruppo assicurativo Axa Winterthur.
Auto a tempo L’abbonamento auto costituisce una valida alternativa per chi ha bisogno di guidare per un periodo di tempo limitato e non vuole assumersi impegni a lungo termine. Secondo il direttore Olivier Kofler, a fine 2019 Carvolution contava circa 1000 clienti. In media fruirebbero del servizio per 26 mesi, cambiando auto una volta all’anno. La categoria più richiesta sarebbero le piccole come la Fiat 500, ma anche le auto elettriche andrebbero per la maggiore. A differenza di Carvolution, Upto non fornisce cifre, ma parla di uno sviluppo degli affari soddisfacente. Interrogato in merito, il suo responsabile Karsten Fuhrmann conferma che le elettriche sono particolarmente gettonate. Le FFS offrono già da tempo e con successo il pacchetto «Green Class FFS» che combina l’abbonamento ai trasporti pubblici con il noleggio a lungo termine
Dati aggiornati a fine 2019, con riserva di modifiche
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Senza pensieri Il noleggio a termine sotto forma di abbonamento mensile prende piede.
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IL CONSULENTE di una vettura elettrica. Una BMW i3 abbinata all’abbonamento generale di seconda classe con adesione annuale a Mobility e Publibike è disponibile a partire da 1006 franchi mensili. Secondo gli esperti l’abbonamento auto ha buone chance di affermarsi, dato l’elevato potere d’acquisto della Svizzera, specie nelle aree urbane. Ha senso se si ha bisogno del veicolo solo temporaneamente – ad esempio per ragioni di lavoro. Oppure se ci si vuole togliere lo sfizio della cabrio durante l’estate. Per contro se la vettura verrà utilizzata per diversi anni, saranno più indicate altre forme di finanziamento, dall’acquisto in contanti al leasing.
Formula più cara Il principale vantaggio dell’abbonamento auto flat consiste nella flessibilità che offre al cliente. Questi è libero di cancellare o prolungarlo, nonché di cambiare tipo di veicolo in qualsiasi momento. Da Clyde nel 2019 la VW Polo Comfortline 1.0 da 115 CV (prezzo di listino 23 150 franchi) costava 698 franchi al mese con 1500 chilometri coperti. Escluse invece le spese per carburante e parcheggio. A confronto: il calcolatore costi chilometrici del TCS arriva ad una spesa fissa di 470 franchi al mese per il medesimo modello (pure senza contare rifornimento benzina e parcheggi). Con l’abbonamento a Clyde si pagano quindi 228 franchi in più. «Il calcolo dei costi chilometrici del TCS serve per valutazioni a lungo termine», afferma il nostro esperto Erich Schwizer: si riferisce ad un’auto nuova, ammortizzata sull’arco di otto anni e con un totale di 160 000 km percorsi. È vero che i veicoli recenti hanno costi di manutenzione modesti, a fronte però di una forte perdita di valore. Viceversa, più l’auto è vecchia, maggiori sono i costi di manutenzione e il rischio di ingenti riparazioni. Il noleggio considera durate nettamente ridotte e più frequenti cambi dell’auto. Non comporta neppure l’onere di doverla rivendere al miglior prezzo ottenibile per le usate. Sussistono poi differenze per quanto riguarda i premi praticati dalle assicurazioni (nazionalità, luogo di residenza, posto in garage sotterraneo ecc.) come pure le imposte sui veicoli a motore. Ad esempio, vi sono cantoni che concedono uno sconto limitato nel tempo sulle auto elettriche di nuova immatricolazione. •
Attenzione alle entrate delle autostrade I veicoli che stanno circolando in autostrada hanno la precedenza su quelli che l’imboccano. Chi, appena entrato, s’inserisce sulla corsia di sorpasso rischia di essere punito con multa e ritiro della patente. TESTO URS-PETER INDERBITZIN
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li ingressi autostradali sono punti critici e teatro di frequenti incidenti. Si tende a dimenticare che i veicoli che già viaggiano in autostrada hanno la precedenza su quelli che vogliono immettersi. Particolarmente pericoloso è poi tagliare in diagonale, portandosi subito sulla corsia di sorpasso appena entrati incuranti dei veicoli che vi transitano a velocità elevata. Imboccando l’autostrada si dovrà dare gas e mettersi al passo con il flusso di veicoli usando la corsia di accelerazione. Si starà attenti ai conducenti che sopraggiungono e si cercherà un varco per inserirsi agevolmente nel traffico. Si eviterà pure di andare troppo lenti per non tramutarsi in un pericoloso ostacolo in movimento per gli altri. Si tenga presente che i conducenti che procedono sulla corsia di marcia hanno la precedenza e non sono tenuti a spostarsi a sinistra per far entrare un veicolo.
Sorpasso diretto È una manovra molto azzardata eppure ultimamente si osserva sempre più spesso, anche con traffico intenso: mettersi sulla corsia di sorpasso direttamente dalla corsia d’accelerazione, bloccando chi vi sta guidando a forte andatura.
grave delle norme della circolazione – che ha violato intenzionalmente effettuando un sorpasso in autostrada con intralcio dei veicoli sopravvenienti – ad una pena pecuniaria sospesa condizionalmente di 80 aliquote giornaliere di 120 franchi e multa di 1500 franchi. Inoltre, gli è stato inflitto il ritiro della patente per almeno tre mesi.
Chi segue deve mantenere le distanze In questo contesto è interessante un’altra decisione del Tribunale federale (1C_26/2018) che riguarda l’autista di un furgone: questi si trovava in autostrada sulla corsia sinistra quando, all’altezza di un’entrata, un’auto gli si è piazzata repentinamente davanti. Anziché rallentare e frapporre uno spazio sufficiente fra sé e l’auto che l’aveva superato, l’uomo l’ha tallonata a 100 km all’ora per 1500 metri, tenendosi a soli 10 metri di distanza. Per i giudici di Mon Repos questo comportamento costituisce un’infrazione grave del codice stradale, che nella fattispecie hanno sanzionato con il ritiro della patente per tre mesi. Attenzione quindi: chi deve frenare bruscamente a causa di un’auto che s’inserisce in autostrada con prepotenza è tenuto a ristabilire immediatamente la giusta distanza di sicurezza. •
Recentemente il Tribunale federale si è mostrato inclemente al cospetto di un automobilista che si è infilato dritto sulla corsia di sorpasso senza mettere la freccia (sentenza 6B_132/2019): l’automobilista che stava sopraggiungendo non ha potuto fare a URS-PETER meno di frenare a fondo per INDERBITZIN evitare la collisione. Il guidatore fallibile è stato conconsulente giuridico dannato per infrazione
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Le auto elettriche di domani si caricheranno viaggiando? In futuro potrebbe essere possibile ricaricare le batterie delle auto elettriche in viaggio grazie alla tecnologia induttiva. Tale metodo è al centro delle ricerche svolte da due studenti della Scuola universitaria professionale di Lucerna. TESTO JURI SCHULER E FABIAN RENGGLI
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n molti conosciamo già la pista per automobiline Carrera o la carica wireless dei nuovi spazzolini da denti elettrici e degli smartphone. Si tratta della ricarica induttiva delle batterie che avviene senza l’utilizzo di cavi, semplicemente posizionando il dispositivo su una superficie apposita. La maggior parte dei caricatori wireless utilizza l’induzione magnetica, ovvero usano il magnetismo per trasmettere energia. Ben presto questa tecnologia potrebbe diventare realtà anche nel campo della mobilità. Ciò significa che viaggeremo come sui binari, grazie ad un approvvigionamento di corrente costante e senza cavi proveniente direttamente dalla carreggiata stradale.
Sperimentazioni in atto frastrutture di ricarica hanno bisogno di spazio, ad es. posteggi e luoghi di sosta per gli utenti. Un altro problema è costituito dal fatto che abitando in un appartamento in affitto sono disponibili
Sul fondo del veicolo viene collocato un ricevitore (bobina di ricezione), mentre nel rivestimento della carreggiata sono inserite varie bobine che fungono da trasmettitori. Queste ultime sono rifornite di energia elettrica. Il tutto funziona nel modo seguente: mediante la corrente le bobine inserite nella pavimentazione producono un campo magnetico. Il campo magnetico fa in modo che la bobina sul veicolo la riceva e la possa trasformare nuovamente in energia elettrica. Questa energia prodotta viene utilizzata per caricare la batteria che fa funzionare il motore.
Aumenta la pressione Sono lontani i tempi in cui le auto elettriche si acquistavano a caro prezzo per poter percorrere pochi chilometri alla volta. Grazie allo sviluppo della tecnologia delle batterie oggi sul mercato si trovano elettriche già da 25 000 franchi con autonomia fino a 400 km per ricarica. Con l’attuale infrastruttura le batterie si ricaricano in breve tempo sino a oltre l’80%, ad esempio durante una pausa in autostrada. Con il diffondersi dei veicoli elettrici cresce anche la pressione sul rifornimento di energia. Le in40 touring | marzo 2020
poche colonnine di ricarica o addirittura nessuna perché non è possibile installarle nell’immobile. Tutte queste problematiche verrebbero meno se i veicoli rientrassero con le batterie piene.
La ricarica induttiva durante la corsa è oggetto di test su tratte speciali.
Negli ultimi anni sono stati portati avanti vari progetti, talora con fondi pubblici o nel quadro di programmi di sostegno. Nel 2017 a Tel Aviv è stata inaugurata la prima pista di prova per
MOBILITÀ la ricarica induttiva. Installata e gestita da ElectRoad, una start-up israeliana fondata per sviluppare il progetto e poi rinominata in ElectReon. Sulla parte inferiore del veicolo è stato inserito un ricevitore per l’alimentazione wireless, mentre le condotte di rame integrate nell’asfalto producono l’energia necessaria. Stando alle indicazioni di ElectReon, i ricevitori sono compatibili con tutti i veicoli elettrici. Uno speciale metodo di costruzione consente di inserire fino ad un chilometro di bobine nel rivestimento stradale. I prezzi per la realizzazione e l’ulteriore ampliamento del sistema non sono ancora noti.
Cina, Svezia e Australia
FOTO LAIF, ALD
In diversi paesi si sta lavorando a progetti simili. Nella città cinese di Jinan a scopo di esperimento è stato installato un rivestimento solare che si carica automaticamente di energia. In Australia si testa un asfalto al grafene che non solo conduce elettricità, ma riduce anche di metà la quantità di cemento impiegata diminuendo di conseguenza le emissioni di diossido di carbonio generate durante la produzione. In più, grazie alla sua capacità di condurre il calore, ci sarebbe la possibilità di riscaldare le strade in inverno per evitare lo spargimento di sale o di applicarlo nella tecnica degli edifici come riscaldamento nel pavimento. Naturalmente per l’impiego su grandi superfici si deve tenere conto del fattore ecologico e del fabbisogno di energia. La Svezia punta su concetti consolidati. Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici che il paese si è fissato entro il 2030, vi si sta conducendo una ricerca Il futuro potrebbe essere quello di caricare le elettriche direttamente durante la corsa.
sul metodo di approvvigionamento e trasmissione di corrente tramite binari e braccio mobile simile a quello già usato oggi per far funzionare i bus di linea o i treni (il cosiddetto pantografo), con l’unica differenza che invece di sopra qui il captatore viene alloggiato sotto il veicolo. Resta da vedere se e come questa soluzione sia compatibile con l’attuale infrastruttura irta di ostacoli (in particolare dossi e ponti). Questo è probabilmente anche il motivo per cui alcune imprese svedesi si stanno allontanando dal progetto di strada elettrificata costruita vicino a Stoccolma chiamata «eRoadArlanda» per confrontarsi con il tema dell’induzione sull’isola di Gotland. Nelle piste di prova il manto è composto di una serie di spire di rame che, inserite a dieci centimetri di profondità, sono collegate alla rete elettrica. Le spire entrano in funzione solo nel momento in cui un veicolo sosta o vi viaggia sopra.
Ulteriori vantaggi del sistema La tecnologia induttiva permette non solo di accorciare i tempi di attesa alle colonnine di ricarica, ma anche di ridurre la dimensione delle batterie. Piccole batterie significano minor impiego di risorse per la loro produzione. In questo modo si diminuirebbe anche il peso dei veicoli a vantaggio dell’efficienza del motore e della durata di vita dei materiali usati per l’infrastruttura. Inoltre sussiste anche la possibilità di accelerare lo sviluppo della guida autonoma, perché il veicolo sarebbe in grado di seguire la carreggiata anche senza il riconoscimento visivo della segnaletica orizzontale. Inoltre la rete di approvvigionamento potrebbe trasmettere le informazioni da veicolo a veicolo (car2car communication), gestire il traffico in modo attivo e contribuire così alla riduzione degli incolonnamenti.
Ostacoli allo sviluppo Prima di poter applicare su tutto il territorio la ricarica induttiva dei veicoli in corsa occorrono ancora diverse indagini preliminari. Oltre alle questioni circa l’applicabilità alla nostra infrastruttura stradale e la disponibilità di mezzi finanziari, si devono considerare gli aspetti legati alla progettazione elettrotecnica. Un impiego efficiente di campi di induzione richiede una grande quantità di elettricità che deve essere immessa nella strada. La strada elettrificata deve essere dunque conciliabile con
i sistemi già esistenti senza che venga messa in pericolo la salute di persone e animali. Ad esempio non deve interferire in alcun modo con il funzionamento di apparecchi come i pacemaker. Inoltre dovrebbe essere introdotto un nuovo sistema di pagamento per calcolare l’energia prelevata dai singoli veicoli ed emettere la fattura all’indirizzo del titolare del veicolo. ◆ Autori: Juri Schuler è responsabile della costruzione di infrastrutture presso Gruner Berchtold Eicher SA a Zugo. Fabian Renggli è responsabile della gestione flotta e logistica presso il TCS a Emmen. Entrambi sono iscritti al programma Executive MBA dell’Università di Lucerna – Economia.
La valutazione dell’Ustra L’Ufficio federale delle strade (Ustra) ritiene che l’impiego su tutto il territorio della ricarica induttiva in corsa abbia scarse probabilità di realizzazione. La risposta dell’Ustra a riguardo: «La Confederazione, in collaborazione con i rappresentanti dei settori automobili, elettricità, immobili e flotta di veicoli e le loro associazioni nonché i rappresentanti di cantoni e comuni s’impegna affinché la quota di autovetture elettriche sul totale delle nuove immatricolazioni aumenti sino al 15% entro il 2022. Per raggiungere questo obiettivo è necessaria un’infrastruttura di ricarica efficiente. L’Ufficio federale delle strade s’impegna tra l’altro ad equipaggiare le piazzole di sosta lungo le strade nazionali con stazioni di ricarica veloce». «Oltre a ciò stiamo lavorando al tema della mobilità elettrica attraverso la ricerca sulla tecnologia stradale e siamo molto aperti alle innovazioni tecniche. Tuttavia la ricarica induttiva è molto complessa e richiede grandi investimenti sia nell’infrastruttura che nelle vetture. Dato che l’autonomia dei veicoli aumenta sempre di più e i tempi di ricarica si riducono sempre di più, ci si chiede se gli ingenti investimenti necessari per un impiego su tutto il territorio potranno mai essere ammortizzati. Inoltre la carreggiata svolge diverse funzioni come la riduzione del rumore, il drenaggio e l’antisdrucciolo, che non devono venire compromesse dalla rete di cavi per l’induzione». marzo 2020 | touring
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TECNICA
OPEL CORSA 1.2 TURBO AUT. ELEGANCE
La 6a generazione
in orbita
Classica La plancia di bordo ben strutturata ed ergonomica.
E3 cilindri 1,2 l turbo benzina, 130 CV W6,8 l/100 km (media del test), etichetta energia A Vautonomia: 644 km kpeso: 1235 kg (modello del test) P9,6 s da 0 a 100 km/h L27 490 fr. Prima Corsa concepita nell’era PSA, la cittadina Opel perpetua il carattere sobrio delle sue predecessore offrendosi però un comportamento più incisivo. Un lato valorizzato anche dalla vivacità del 3 cilindri da 130 CV.
City-car moderna omogenea Armonia cambio-motore Motore da 130 CV discreto/scattante Comportamento equilibrato Sedili anteriori molto confortevoli
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Insonorizzazione ottima Fari a matrice efficaci
42 touring | marzo 2020
N Esclusivi I fari a matrice con 8 elementi LED sono efficaci.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Opel Corsa 1.2 Turbo Elegance automatica: 5 porte, 5 posti; 27 490 fr. (auto del test: 34 310 fr.) Gamma: dalla 1,2 l Corsa, 75 CV (16 990 fr.) alla Corsa-e Elegance, 136 CV (36 990 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (800 fr.), ACC + co. (590 fr.), sensori di retromarcia, allarme angolo cieco ecc. (890 fr.), fari a matrice (890 fr.), navigatore, schermo tattile 10” (990 fr.) Garanzia: 2 anni di fabbrica, 1 anno di assistenza; anticorrosione: 12 anni (senza cond.) Importatore: Opel Svizzera SA, 8952 Schlieren, opel.ch DATI TECNICI Motore: 3 cilindri 1,2 l turbo benzina, 130 CV, 230 Nm a 1750 giri/min; cambio aut. a 8 rapporti, trazione anteriore Peso: 1235 kg (auto del test), totale ammissibile 1650 kg, carico rimorchiabile 1200 kg
Una vera Opel Linee semplici e fluide valorizzate dal tetto bicolore (590 fr.). 75%
Consumi non eccezionali 144 cm
Sospensioni un po’ rigide (ruote 17”) Dotazione di serie mediocre Spazio per le gambe dietro Visibilità laterale e posteriore Ambiente interno molto sobrio Garanzia di fabbrica (2 anni)
passo 254 cm lunghezza 406 cm larghezza 175 cm bagagliaio: 309–1118 litri pneumatici: 205/45R17, min. 195/55R16
o, l’Opel Corsa non ha perso la sua anima entrando a far parte della galassia PSA. Sebbene la sua gestazione sia stata condotta a spron battuto – due anni e mezzo per convertirla alla piattaforma del gruppo – questa sesta generazione non traumatizzerà gli «opelisti» puri e duri. Tutto è infatti posto sotto il segno della sobrietà. A cominciare dalla carrozzeria che esibisce linee dolci sostenute dalla firma luminosa della casa. Stesso discorso per l’abitacolo dove la plancia di bordo dal design gradevole ingloba armoniosamente il modulo multimediale da 10” (opzionale). E contrariamente alla tendenza del momento, questa versione Elegance conserva la strumentazione analogica fatta di ampi indicatori. Non ce ne lamenteremo. La presentazione non offre ulteriori fronzoli, ma l’aspetto delle plastiche dure ispira fiducia, al pari delle rifiniture.
Più sorprendente la tenuta, e soprattutto, il comfort offerti dalla selleria in stoffa e similpelle di serie. Chi prende posto davanti è viziato. Meno fortunati gli occupanti sul divano. Se i sedili morbidi sono sempre al loro posto, lo spazio per le gambe è piuttosto striminzito, malgrado la crescita del passo (+3 cm). Quantomeno il passeggero mediano non è maltrattato.
Telaio riuscito La grande novità risiede nel comportamento, assolutamente PSA. Siamo di fronte perciò alla Corsa indubbiamente più ludica di tutti i tempi. Il treno anteriore incisivo e l’agilità naturale di questa city-car entusiasmano sui percorsi sinuosi. Una facilità confortata dal baricentro abbassato e dallo sterzo comunicativo. Questa «peugeotizzazione» riuscita è coronata dal 3 cilindri PSA da 130 CV. Molto docile nel traffico urbano, questo motore sovralimentato coniuga nel contempo dolcezza e vivacità non appena si forza l’andatura. È assecondato magistralmente dal cambio automatico della casa con 8 rapporti che si alternano giudiziosamente. Senza eccedere nelle vibrazioni, il propulsore emana sonorità brillanti in modalità Sport. Oltre ad una relativa rigidità delle sospensioni, la Opel Corsa non esalta neppure in materia di consumi (media del test: 6,8 l/100 km). Comunque ci si potrà sempre orientare sulla versione elettrica Corsa-e da 136 CV proposta a prezzi attrattivi. • marzo 2020 | touring
43
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TECNICA
CHECK-UP TCS DINAMICA DI COMPORTAMENTO Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h):
9,6 s 5,2 s 6,4 s 11,3 m 35,4 m
TCS MoBe: Andrea Scuderi
Insonorizzazione: 60 km/h: 120 km/h:
61 dBA 68 dBA
COSTI DEI SERVIZI (km/mese) ore mano d’opera (fr.)¨1 15 000/12 1,1 294.– 30 000/24 1,7 536.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 31,8 7643.– 1
incl. materiale
COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km
fr./mese fissi variabili 15 000 62 482.– 288.– 30 000 42 482.– 577.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Opel: da 85 a 178 fr. CONSUMO AL BANCO DI PROVA Un po’ al limite, lo spazio sul divano.
ciclo fabbrica WLTP fabbrica NEDC 2.0 Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2: Etichetta energia (A–G):
misto 5,7 4,5 129 g/km 174 g/km A
CONSUMO DEL TEST 6,8 l/100 km serbatoio:
autonomia 644 km 44 litri il video del test tcs.ch/ portale-video
Tipica, l’architettura del bagagliaio di una city-car. Con carattere, il posteriore dalla forma elaborata. Tetto spiovente e spoiler posteriore.
Opel Corsa 1.2 T in dettaglio CARROZZERIA Fornibile unicamente in versione 5 porte, la Corsa conserva tratti tipicamente Opel. Lo spazio davanti è generoso, mentre i passeggeri dietro devono fare i conti con uno spazio per le gambe appena sufficiente. Il bagagliaio dalla configurazione cubica è nella norma del segmento. Visibilità periferica ridotta e sensori di retromarcia opzionali. ABITACOLO Molto classica, la presentazione interna e la plancia di bordo allestiti in modo ordinato sono di bon ton. Lo schermo tattile (7” di serie) include un sistema multimediale dotato della connettività usuale (app, comandi vocali ecc.). COMFORT A parte la sospensione rigida indotta dalle ruote da 17 pollici (400 fr.), l’insonorizzazione curata e il comfort notevole dei sedili anteriori offrono un’apprezzabile piacere di marcia. In più, il motore 3 cilindri si rivela discreto. PREZZO-PRESTAZIONI Sebbene i prezzi siano in rialzo, la Opel Corsa resta più abbordabile rispetto alla Peugeot 208. A partire dalla versione Edition, la dotazione è onesta (sedili stoffa-similpelle, climatizzatore). Il livello Elegance si arricchisce di fari LED, cerchioni in lega da 16 pollici ecc. Numerosi equipaggiamenti in opzione, ma a prezzi modici. Garanzia minimalista (2 anni). COMPORTAMENTO Il peso contenuto e il telaio equilibrato di questa city-car chiaramente sottosterzante creano un comportamento rassicurante. Agile, la Corsa affronta con sicurezza le curve strette. Lo sterzo preciso e l’assenza di effetto di coppia al volante contribuiscono al piacere di guida. MOTORE E TRASMISSIONE La versione 130 CV del 3 cilindri PSA seduce per la sua piacevolezza nell’uso urbano e autostradale. Questo motore sovralimentato eroga riprese istantanee e sale facilmente di giri. E ciò senza vibrazioni eccessive. Funziona in perfetta armonia con il cambio automatico a 8 rapporti. CONSUMO Con il piede leggero, si riesce a mantenere la Corsa sotto i 7 l/100 km. La media del test (6,8 l/100 km) non ha nulla di eccezionale per una city-car moderna. SICUREZZA La maggior parte dei sistemi di assistenza sono opzionali, anche se a prezzi modici. I fari a matrice esclusivi forniscono un buon apporto in tema di sicurezza.
44 touring | marzo 2020
TECNICA
Quasi lo statu quo Un test comparativo del TCS dimostra che le autovetture termiche ed elettriche presentano costi al km equivalenti sulla durata. Il prezzo d’acquisto elevato è compensato dai costi convenienti dell’energia. REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN | TEST HEINZ EHRAT
I
l test del TCS, che prendeva in considerazione 10 anni di utilizzo, giunge a rovesciare i luoghi comuni sui costi TCO (Total Cost of Ownership) delle auto elettriche. Questa valutazione ha esaminato cinque vetture tra le più vendute di ciascuna famiglia di propulsione. Nel bilancio finale, è emerso che i costi energetici e di manutenzione inferiori delle auto elettriche compensano, su una durata di 10 anni, il loro prezzo d’acquisto superiore. In effetti, più il chilometraggio effettuato cresce, più il potenziale di risparmio delle auto elettriche progredisce. Morale della favola: è il modo d’impiego e non il tipo di propulsione a determinare quale sia il veicolo più economico.
metraggi annui contenuti (7500 km). Il nostro test comparativo si è basato su ricariche elettriche notturne effettuate ad una colonnina domestica (15 ct./kWh). Su 150 000 km/10 anni, un’auto elettrica può essere più vantaggiosa rispetto ad un veicolo termico di prezzo d’acquisto inferiore. Con un chilometraggio annuo maggiore (300 000 km/ 10 anni), il vantaggio delle elettriche sul fronte dei costi del vettore energetico cresce notevolmente. A titolo esemplificativo, una Tesla Model 3 costa circa 42 000 franchi in meno di una VW Tiguan a benzina. Parimenti, i costi TCO della Renault Zoe ammontano alla metà rispetto a quelli della Ford Fiesta. Ciò detto, l’auto a benzina lowcost Dacia Sandero TCe 90 resta la più conveniente e la costosa Tesla S la più cara in tutti i casi considerati. •
Come mostra il grafico qui sotto, le auto elettriche diventano interessanti sulla lunga durata già con chilo-
La chiave USB per calcolare i costi di manutenzione.
COSTI KM, LA CHIAVE USB DEL TCS Come d’abitudine, il TCS ha calcolato il costo chilometrico medio di un’auto a benzina standard del prezzo di 35 000 fr. Per un chilometraggio annuo di 15 000 km, resta invariato a 71 ct./km, dato che i prezzi energetici sono rimasti più o meno stabili. La chiave USB (16 GB) «Costi chilometrici 2020» elaborata dal TCS permette di calcolare in tutta semplicità i costi di gestione delle auto. È anche indicata per le moto. Un aiuto ideale per la dichiarazione fiscale. Il suo prezzo è di 19 fr. per i soci TCS (non soci, 29 fr.) + spese di spedizione (5 fr.). Ordinabile dal sito: infoguida.tcs.ch
Costi TCO auto termiche/elettriche in 10 anni 75 000/150 000/300 000 km 170 000 150 000 125 000 100 000 75 000 elettrica (prezzi nuovi)
50 000 25 000
FOTO ALD
10 000 0 CHF
1
2
3
Dacia Sandero TCe 90
1
2
3
Ford Fiesta 1.0 SCTi
1
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Renault Zoe
3
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BMW i3
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Hyundai Kona EV
1
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3
Tesla Model 3
1
2
3
1
2
Toyota Skoda Kodiaq 2.0 RAV4 Hybrid TDI 4×4
3
1
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3
1
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3
Tesla VW Tiguan 2.0 Model S TSI 4M
1 Costi dopo 10 anni/75 000 km; 2 Costi dopo 10 anni/150 000 km; 3 Costi dopo 10 anni/300 000 km I veicoli hanno un valore residuo di 0 fr. per i calcoli oltre i 10 anni.
benzina/ diesel (prezzi nuovi)
costi fissi e variabili (incl. carburante) senza ammort.
marzo 2020 | touring
45
La rete è pronta per la mobilità elettrica Con oltre 3600 punti di ricarica pubblici, attualmente la rete svizzera conta fra le più capillari al mondo. Non soltanto, anche il numero delle colonnine di ricarica rapida è notevole. TESTO MARTIN BOLLIGER
A chi si mette in viaggio per la prima volta con un’autovettura elettrica si raccomanda vivamente di procurarsi le app, i siti internet e 46 touring | marzo 2020
i sistemi di navigazione idonei a individuare le postazioni adatte. Per la ricarica veloce in corrente continua esistono tre diversi tipi di connettori, inoltre i sistemi di accesso e di fatturazione sono svariati e lo stesso dicasi dei modelli tariffari. Comunque, con un po’ di preparazione si trova subito un punto in cui poter ricaricare la propria automobile. Informazioni complete sono disponibili su siti internet indipendenti: per esempio, «ichtankestrom.ch» dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) mostra tutte le stazioni di ricarica pubbliche e indica se sono libere oppure occupate. Anche l’app «TCS eCharge» elenca le stazioni con l’aggiunta di dettagli come tipo di presa, capacità massima, sblocco e identificazione, tipi di pagamento, tariffe, disponibilità e molto altro ancora. Inoltre, permette di prenotare la ricarica.
Molta autonomia con la ricarica rapida Chi viaggia in Svizzera e desidera fare rapidamente il «pieno» all’autovettura elettrica, può contare su una rete di ricarica veloce con oltre 575 stazioni, ognuna delle quali ha fino a 20 terminali di ricarica in corrente continua. Le capacità di carica delle colonnine si situano tra i 50 e i 150 kW, ciò che equivale ad un aumento dell’autonomia compreso tra 250 e 750 km in un’ora. E la tendenza è in crescita. La maggior parte delle stazioni ha
un sistema di sblocco e fatturazione simile a quello dei distributori di carburante self-service, che accetta carte di credito o speciali tessere di ricarica. Per quanto riguarda le stazioni di ricarica veloce, il costruttore Tesla fa da pioniere in tutta Europa sin dal 2013. I proprietari di una Tesla possono ricaricarla in Svizzera presso 21 stazioni supercharger con capacità fino a 150 kW.
Ricaricare a casa Per migliorare il comfort di ricarica e garantire anche la gestione del carico, ci sono le stazioni di ricarica domestiche. Esse vengono allacciate a une presa di corrente compatibile (opzione plug-andplay) o installate fisse e controllate regolarmente dall’elettricista. Il TCS offre diverse soluzioni plug-andplay. L’allacciamento elettrico domestico fornisce tra i 3,7 e gli 11 kW di corrente alternata, ossia tra 15 e 50 chilometri di autonomia all’ora. Attualmente si stanno studiando le possibilità di ricarica wireless per i veicoli elettrici. La vettura viene posizionata su piastre ad induzione e si ricarica automaticamente. Siccome si calcola che le automobili trascorrono il 95 percento del tempo ferme su un parcheggio, è qui che dovrà essere posata l’infrastruttura necessaria. Si trovano in fase di test anche i cosiddetti robot di ricarica, che un domani potrebbero ricaricare autonomamente le elettriche negli autosili. ◆
GOFAST/EGELMAIR PHOTOGRAPHY
L
e auto elettriche sono sempre più apprezzate e pure per quanto concerne l’autonomia vi sono grossi progressi. Nonostante possano percorrere centinaia di chilometri, hanno comunque bisogno di una rete di stazioni di ricarica capillare. Da una decina d’anni, questa infrastruttura viene potenziata anche in Svizzera, in parte su iniziativa privata, in parte con il sostegno della mano pubblica. Attualmente sul territorio ci sono 3641 stazioni di ricarica, un numero quasi uguale a quello dei distributori di carburante. Ogni auto elettrica dispone di un caricabatterie con il quale si allaccia alla presa di corrente compatibile. La corrente alternata della presa viene convertita in corrente continua dal dispositivo e quindi assorbita dalla batteria. Oggi quasi tutte le auto elettriche posseggono pure un’opzione di ricarica rapida a corrente continua (DCFC). Con questo sistema il caricabatterie si trova all’interno dell’infrastruttura di ricarica e la corrente continua passa direttamente dal cavo della colonnina alla batteria dell’auto, senza usare il caricabatterie incorporato. Veicolo e stazione comunicano tra loro affinché la ricarica si effettui in maniera ottimale.
TECNICA La Svizzera vanta una delle reti di ricarica elettrica più fitta al mondo.
DA SAPERE Velocità di ricarica: la velocità di ricarica determina quanti chilometri di autonomia possono essere caricati in un’ora. Viene indicata in km/h. La velocità di ricarica dipende da vari fattori: dalla capacità della stazione e dalla capacità di ricarica che l’auto può assorbire. La rapidità della ricarica è limitata dal valore più basso. Consumo energetico: criterio altrettanto importante, in quanto un veicolo parsimonioso circola con meno energia. Per un’auto elettrica a quattro o cinque posti si calcolano in media 20 kWh/100 km, equivalente a circa 2 litri di carburante ogni 100 km. CO2: le auto elettriche circolano a emissioni zero. L’approvvigionamento di energia elettrica provoca 26 grammi di CO2/km. Il CO2 emesso nella produzione della batteria viene compensato dopo i primi 20 000–40 000 km percorsi (a seconda del luogo di produzione e della dimensione della batteria nonché della qualità della corrente utilizzata per la sua produzione). Connettori: connettore tipo 2: inlet dell’auto standard per ricarica normale in corrente alternata a potenza di 230/400V. Chademo: standard per la ricarica rapida, diffuso sulle marche giapponesi. In origine ricariche a 50 kW, oggi vi sono in Svizzera stazioni che caricano ad una potenza di 150 kW. CCS: tipo di connettore molto diffuso in Europa e privilegiato da costruttori americani ed europei. In origine ricarica a 50 kW, oggi in Svizzera frequente con potenza di 150 kW. Tesla: stazioni di ricarica della casa accessibili solo ai propri veicoli e ricarica ad una potenza di 150 kW. Modelli più recenti compatibili con CCS. Su Tesla più vecchie il connettore tipo 2 è impiegato pure per ricariche rapide; disponibile adattatore per Chademo. tcs.ch
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ADLE R Spa Resorts & Lodges - un affare di famiglia NEI PRIVATE SELECTION HOTELS & TOURS Luoghi unici per esperienze indimenticabili. Rigenerazione completa per corpo, spirito e anima. Una vacanza all'ADLER significa decelerazione olistica a stretto contatto con la natura che nutre l'anima e rilassa il corpo. Lasciatevi andare e vivete pienamente ogni momento della vostra vacanza. ADLER Spa Resorts & Lodges sono oggi 5 unici ed eccezionali hotel 5* e rifugi esclusivi in Alto Adige e Toscana - con una storia familiare di oltre 200 anni – quella della famiglia Sanoner. In tutti gli ADLER Spa Resorts & Lodges sono inclusi i seguenti servizi (per più dettagli si prega di consultare il nostro sito web): • • • •
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14.05.-31.05.20 4.10.-3.12.2020
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Prenotazione online: www.privateselection.ch/touring - Mail: info@privateselection.ch - Tel. 041 368 10 05
TECNICA
FOTO ALD
L’accentuato frontale che caratterizza la spaziosa Opel Zafira.
N4,9 m; bagagliaio: 60–316 cm E2 l turbodiesel, 177 CV, 400 Nm; cambio aut. 8 rapporti; 0–100 km/h in 10,4 s; consumo (in prova): 7,5 l/100 km; autonomia: 933 km L52 860 fr. OPEL ZAFIRA LIFE BUSINESS INNOVATION
Salone modulabile Grazie a sedili in cuoio e tettuccio panoramico, la nuova Opel Zafira sembra una navetta per VIP. Solida multispazio con buone prestazioni.
Un cockpit ben ordinato e con tutto a portata di mano.
TESTO FELIX MAURHOFER
U
na fusione tra furgone e monovolume grande, spaziosa, molto versatile: ecco come può essere definita la nuova Opel Zafira Life. La quarta generazione di questo modello non ha più niente in comune con la prima Zafira originaria del 1999. La nuova Zafira si è definitivamente allontanata dal segmento delle monovolume per ergersi a concorrente della VW Multivan T6 e affini.
Lavorazione robusta L’Opel Zafira Life Business Innovation che abbiamo provato, con la forma cubica, la lunghezza di 4,9 m e la configurazione dei sedili è una vera navetta per VIP. I quattro sedili posteriori in cuoio possono essere spostati a piacimento e offrono molto spazio per le gambe e la testa.
Grazie al tettuccio in vetro frazionato, il comparto dei passeggeri gode di un tocco esclusivo. L’abitacolo allestito con molta plastica e dall’aspetto spartano, si presente ben rifinito e privo di fronzoli.
intuitivi e logici. Un po’ assurdamente i comandi del climatizzatore si trovano invece sotto lo schermo tattile. Il modello provato era equipaggiato con diversi sistemi di assistenza, dall’avviso di superamento corsia, passando per le luci abbaglianti Interno automatiche fino al regolaDentro balza subito all’octore adattivo della velocità. chio l’assenza della console Grazie al grande parabrezza, centrale nel la visibilità è cockpit. La molto buona. Modularità interna strumentaNelle manoVisibilità periferica zione princivre di parComfort di marcia pale è analocheggio, è Vani portaoggetti gica, con un utile l’assicontrasto riustente con teComandi climatizzatore scito con lo lecamera di Design esterno schermo tatretromarcia. Materiali dell’abitacolo tile multimeAnche nella diale. Degno configuradi nota il display head-up zione Lounge la modularità facilmente regolabile. L’uso è pressoché infinita. Un paio del sistema audio tramite il di manipolazioni e i sei sedili navigatore così come le altre istallati sui binari sono smonimpostazioni dell’auto sono tati. Il turbodiesel da 2.0 litri
Il tettuccio in vetro dà alla versione Business un tocco esclusivo.
e 177 CV gira con eleganza e offre una riserva di potenza sufficiente. Buoni, l’armonia con il cambio automatico a 8 rapporti e il comfort di marcia con le sospensioni dalla taratura piuttosto morbida. Al posto del classico joystick, il cambio automatico è comandato da una ghiera rotante. In caso di condizioni stradali difficili, la Zafira Life è dotata del controllo della trazione «IntelliGrip». La nuova Zafira è disponibile in tre lunghezze e diverse motorizzazioni. A partire dal 2021 dovrebbe anche aggiungersi una variante elettrica. • marzo 2020 | touring
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TECNICA
RENAULT ZOE R135 Z.E. 50 INTENS
City car elettrica in progresso Sebbene la sua livrea sia cambiata poco, la Renault Zoe consolida lo statuto di city car elettrica con un’autonomia e prestazioni in crescita. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
C
tata al suolo. Ma è nel trafin ambiente urbano, ma anfico urbano che dà il meglio cora un po’ limitato per delle del suo potenziale. La morbiandate e ritorno tra città didezza e la docilità del motore verse. Preciseremo anche che sincrono gala modalità rantiscono Eco è adatta Autonomia decente una piacevoall’uso Ideale nell’agglomerato lezza a tutto cittadino, Accelerazioni/Riprese tondo. Per ma si rivela Dotazione completa facilitare ultetroppo reErgonomia comandi riormente la strittiva fuori guida, la moporta. Al limite per tragitti tra città dalità B rafPrezzo colonnina da 50 kW forza ulteriorDi dimensioni Maniglie porte posteriori mente le stabili, la decelerazioni Renault Zoe quando si lascia il gas. Un efII offre lo spazio abituale di fetto meno marcato rispetto una city car. Si distingue per alla Nissan Leaf, ma pratico. sedili sopraelevati e un bagagliaio di capacità ridotta. La Queste prestazioni migliostrumentazione digitale fa rate sono accompagnate da bella mostra di sé insieme un’autonomia portata a 385 a comandi standard ed un km (ciclo WLTP). Nell’uso grande tablet tattile. La dotainvernale, più esigente, abzione è buona e il suono d’avbiamo realizzato una media vertimento preventivo per dell’ordine di 230 km. Un pedoni può esser disinserito. raggio d’azione apprezzabile Meglio così. •
erto, la Renault Zoe di seconda generazione si accontenta all’apparenza di ritocchi estetici che le conferiscono maggior personalità. Nondimeno resta una city car elettrica dall’aspetto pimpante, rallegrato da fari LED di serie. In realtà, i progressi sono notevoli a livelli di accelerazione e autonomia.
Fornibile ormai con batteria agli ioni di litio da 51 kWh, la versione R135 si rivela molto tonica. Le accelerazioni sono vivaci e le riprese vigorose, al punto che ci si sorprende a far fischiare le gomme quando si sollecitano a fondo i 135 CV. Questo temperamento forte compensa il peso della batteria (385 kg) alloggiata nel sottofondo. Senza fornire le prestazioni da go-kart di alcuni modelli elettrici, la Zoe è ben pian-
RICARICA RAPIDA Fin dagli esordi nel 2012, la Renault Zoe ha progressivamente visto crescere la sua batteria da 22 a 41 kWh, per finalmente culminare a 52 kWh. Come sulla maggior parte delle city car, l’autonomia è così considerevolmente cresciuta. Tuttavia il volume della batteria resta identico. L’adozione di una pompa di calore permette anche di limitare le perdite dovute al riscaldamento. Altra novità, la ricarica può essere fatta su colonnine rapide da 50 kW. Ma a meno di sborsare 1050 fr. per quest’opzione, la Zoe si ricarica ad una colonnina di 22 kW. Ampiamente sufficiente. Come sempre, le batterie sono a noleggio (da 94 a 144 fr./mese). Altrimenti occorre sborsare 10 000 franchi supplementari. Lo sportellino della ricarica fa accedere a una presa CCS.
N4,09 m; bagagliaio: 338 dm E135 CV, 245 Nm; cambio 1 rapporto; 0–100 km/h in 9,5 s; batteria 52 kWh; consumo (prova): ca. 21 kWh/100 km; autonomia: ca. 230 km L31 200 fr. 3
Design evolutivo Il cofano e la calandra ridisegnati conferiscono maggiore espressività.
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TECNICA
Il look adatto Carrozzeria lavorata e protezione del sottoscocca.
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La SUV urbana per eccellenza N4,23 m; bagagliaio: 395 dm³ E1,3 l turbo benzina, 155 CV, 270 Nm; cambio EDC 7 rap.; da 0 a 100 km/h in 8,6 s; consumo (prova): 7,8 l/100 km; autonomia: 615 km L34 100 fr. Più abitabile che mai, la Renault Captur si propone quale SUV polivalente, offrendo una tecnologia e una tonicità di prim’ordine. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER, ALD
N
on sorprende che le city-car perdano colpi se osserviamo la cura che viene messa nelle SUV urbane di nuova generazione. Con il parabrezza e il cofano maggiormente inclinati, la Captur si distanzia dai look tondeggianti. Parallelamente, i fianchi scolpiti e la carrozzeria bicolore creano un aspetto attrattivo, evidenziato dalla firma luminosa. Ma la Captur non si limita a questa esteriorità di tendenza. Oltre all’ampia offerta di aiuti alla guida (v. riquadro), la digitalizzazione investe l’abitacolo. La plancia di bordo è dominata da un grande schermo tattile verticale dall’immagine molto chiara. Avremmo tuttavia gradito una gestione più intuitiva della radio. In opzione (300 fr.) è possibile ottenere una strumentazione digitale a 3 campi molto evoluta. L’insieme può altresì essere valorizzato di diversi pacchetti di personalizzazione, scintillanti o sobri.
gimi bassi. All’opposto, non disdegna le salite di regime e si spinge fino ai 6000 giri/ min. Senza essere davvero sportivo, eroga prestazioni solide. Il tutto è valorizzato La Captur trae beneficio da da un cambio automatico a una fase di crescita (+11 cm) doppia frizione con 7 rapper offrire uno spazio geneporti piuttosto reattivo. Pur roso agli occupanti dietro. non essendo E il divano inla più ludica tegrale scorreAbitabilità/Modularità delle piccole vole su 16 cm Prestazioni/piacevolezza SUV, la Repermette di Buon comportamento nault Captur modulare la Livello tecnologico conquista per capacità del Dettagli/personalizzazione il suo combagagliaio che portamento guadagna voAmmortizzamento rigido piacevole ma lume. La sua Consumo deludente rigoroso. Lo configuraLunghezza di frenata sterzo più dizione però retto offre un è un po’ torbuon ritorno di informazioni. tuosa, anche se il doppio Unica sorpresa negativa la fondo libera uno spazio ben lunghezza relativa della freordinato. nata (freni posteriori a tamTonicità in crescita buro). Altri nei: l’ammortizSotto il cofano, il 4 cilindri zamento un po’ rigido e i 1,3 l raggiunge i 155 CV. Que- suoi consumi mediocri, ma sto propulsore vitaminizzato l’esemplare provato aveva unisce gradevolezza e vigore. solo pochi km. In estate poNella guida urbana, la 4×2 trà essere compensato dalla viaggia senza difficoltà a reversione plug-in da 140 CV. • E dal momento che, a parte le portiere dal suono vacuo, la qualità percepita è di buon livello, l’ambiente è assicurato.
ASSISTENTI DEMOCRATIZZATI La Renault Captur è un vibrante esempio della democratizzazione dei sistemi di assistenza. Ancora pochi anni fa era difficile immaginare una SUV urbana dotata di regolatore adattivo con funzione stop and go. Nella pratica, questo dispositivo che ricorre ad una telecamera frontale e ad un radar funziona in modo soddisfacente, seppure al costo supplementare di 1100 fr. Associato all’assistente per il mantenimento della corsia (attivo da 60 km/h), che corregge la traiettoria dell’auto senza rivelarsi troppo nervoso, garantisce in pratica una guida autonoma di grado 2. È poi spalleggiato da un’allerta angolo cieco connessa non più da sensori ma da radar. Altro progresso notevole, il sistema di frenata attivo che rileva pedoni e ciclisti funziona sia di giorno sia di notte.
Rilevamento di pedoni e ciclisti con telecamera e radar.
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L’ESPERTO TCS
Label rivisto e corretto REDAZIONE TOURING
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al 2012 l’Unione europea impone ai fabbricanti di pneumatici di informare i consumatori sulle proprietà dei loro prodotti mediante apposita etichetta. Questa distingue fra classi di efficienza in termini di consumo carburante, aderenza sul bagnato e rumore esterno di rotolamento. Nel novembre 2019, il Consiglio dell’UE ha adottato una decisione in vista della riforma del label, programmata da tempo. All’inizio del 2020, la commissione ha presentato una bozza che comporterà una serie di modifiche all’odierna etichetta europea, valide dal maggio 2021. Cosa cambierà in concreto?
Finora l’etichetta non valuta le prestazioni degli invernali nelle diverse condizioni metereologiche tipiche della stagione fredda. Ciò rende difficile la scelta per l’acquirente. Il nuovo adesivo indicherà, in aggiunta alle note caratteristiche, anche se il copertone è adatto alla guida su neve e ghiaccio. Tale attitudine sarà simboleggiata da uno o en-
CONSIGLI
1
Il test pneumatici TCS informa il consumatore in maniera affidabile sulla qualità dei prodotti.
2
Dovendo acquistare gomme nuove si sceglierà un modello che risulti almeno «consigliato» nei criteri esaminati.
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Talora anche una marca meno conosciuta può essere adatta alle esigenze individuali.
ALD
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Se il test TCS non fornisse dati per la dimensione desiderata, l’etichetta pneumatici europea può essere senz’altro d’aiuto.
trambi i relativi pittogrammi, ovvero la montagna a tre cime con il fiocco di neve e/o il triangolo per il grip sul ghiaccio. I costruttori certificheranno così che nelle prove di omologazione la gomma rispetta il valore minimo dell’indice di aderenza conformemente al pertinente regolamento. L’adozione di questi nuovi standard aiuta i clienti nei paesi centro europei e nordici a trovare l’invernale adatto. Ne sono però esclusi i pneumatici chiodati. Cambia poi notevolmente anche la grafica dell’etichetta. E i pneumatici ricostruiti?
Dopo l’entrata in vigore l’obbligo dell’etichettatura potrebbe essere esteso anche a questo tipo di pneumatico. Seguiranno altre modifiche?
I cambiamenti non si esauriranno qui: infatti, sono previsti nuove valutazioni e parametri di classificazione quanto ad efficienza energetica, consumi di carburante, aderenza su bagnato e rumore da rotolamento. Vi sono altresì richieste che spingono affinché la tenuta sul bagnato delle gomme usate (profondità battistrada 2 mm) venga rilevata con test di frenata. Quant’è affidabile l’etichetta?
I test pneumatici eseguiti ogni anno dal TCS insieme con gli enti partner ADAC e ÖAMTC mostrano che i valori dichiarati dai produttori si discostano spesso da quelli effettivi. È vero che la nuova etichetta europea riporterà importanti indicazioni per i consumatori. Noi del TCS ribadiamo tuttavia che per scegliere il prodotto ottimale occorre sempre considerare l’insieme dei fattori in gioco. •
Confronto discipline fra etichetta europea e test pneumatici TCS Criteri testati Asciutto
Bagnato
Neve
Ghiaccio Rumore Consumo Usura Alta velocità
Stabilità di guida Maneggevolezza Frenata Frenata con ABS Aquaplaning longitudinale Aquaplaning trasversale Maneggevolezza Tenuta di strada laterale Frenata con ABS Trazione Maneggevolezza Frenata con ABS Tenuta di strada laterale Rumore interno Rumore esterno Resistenza al rotolamento Consumo di carburante
Etichetta EU TCS test per pneumatici pneumatici ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔
Testiamo i pneumatici estivi per 13 criteri importanti, gli invernali per 18.
RETO BLÄTTLER Funzione: esperto test veicoli e accessori Professione: meccanico d‘auto e venditore tecnico Età: 41 anni Contatto:
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MAURITIUS IMAGES / MEDISCAN / ALAMY
SALUTE
«Il virus di Epstein-Barr è una malattia comune» TESTO SACHA ERCOLANI
In quali casi il virus di Epstein Barr (EBV) è un’emergenza? Dr. Aristomenis Exadaktylos: L’EBV appartiene alla famiglia Herpesviridae ed è responsabile della mononucleosi infettiva. Nella maggior parte dei casi, la patologia si risolve spontaneamente, ma in soggetti immunodepressi o in chi non osserva il necessario riposo può causare complicanze. Anche complicazioni dovute a disidratazione o a sovrainfezioni batteriche possono trasformarlo in un’autentica minaccia per la salute. In che modo ci si accorge dell’avvenuto contagio? L’infezione da EBV è di fatto una malattia largamente diffusa, e si stima che la maggioranza della popolazione sia infettata dal vi-
rus. Se l’infezione scoppia, sebbene si ritenga che solamente una persona infetta su due si possa poi ad un certo punto ammalare, ci si sente subito molto debilitati, come in presenza di un’influenza. Febbre, cefalea e dolore agli arti, ma anche forte mal di gola, linfonodi ingrossati e dolori addominali caratterizzano il quadro clinico. Qual è il trattamento corretto per i sintomi? Nel caso di un’infezione con decorso «normale», il trattamento da seguire è perlopiù sintomatico, assicurando un’adeguata idratazione e ricorrendo ai consueti medicinali specifici per la febbre e il dolore. In caso di difficoltà deglutitoria dovuta alle tonsille gonfie e alla sensazione dolorosa, i liquidi possono es-
sere apportati per via endovenosa. Pazienti di gruppi a rischio possono eventualmente ricorrere ad appositi farmaci antivirali. Per quanto tempo il virus è contagioso e in che modo si trasmette? Questa patologia è detta «malattia del bacio» in quanto si trasmette attraverso la saliva. Dato che questa prassi di contatto fisico è largamente diffusa nella società, il virus si diffonde in tempi molto rapidi. Di base, ogni portatore sano è in grado di infettare una persona che non sia mai giunta in contatto con l’EBV. Dal momento dell’infezione all’insorgenza dei primi sintomi decorrono di norma una o due settimane, ma talvolta anche fino a dieci settimane. ◆
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Softcarwash: lavaggio auto sostenibile
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Chi si affida a Softcarwash gode di un triplice vantaggio: fa bene all’auto, al portafoglio e all’ambiente. L‘azienda che opera con successo in tutta la Svizzera, da Basilea a Lugano, offre un servizio di autolavaggio non soltanto economico, ma anche rispettoso dell’ambiente.
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a prima volta all’autolavaggio si dimentica difficilmente. Soprattutto per i bambini più piccoli è un’esperienza affascinante. Seguono la procedura effettuata da spazzole rotanti, rulli e ventilatori con un misto fra meraviglia e timore, rannicchiati nei loro seggiolini dietro i finestrini pieni di schiuma, mentre scroscianti getti d’acqua e possenti soffi d’aria scuotono la vettura. Da adulti sentiamo ancora una lieve trepidazione quando c’infiliamo nel tunnel che con un po’ di fantasia diventa una spassosa galleria degli orrori per tutta la famiglia.
Pulizia a fondo Ma non è tanto il divertimento quanto piuttosto il risultato del lavaggio che conta. Oggi, per il cliente sono determi-
nanti aspetti quali la cura dolce e l’effetto conservante, nonché l’impatto ambientale. Fra i principali operatori del settore in Svizzera, Softcarwash garantisce una pulizia efficace e sostenibile grazie a tecnologie moderne, processi automatizzati intelligenti e materiali pregiati utilizzati nei suoi autolavaggi sparsi sul territorio.
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zata dopo il trattamento biologico con microrganismi. In altre parole: Softcarwash è dolce con l’auto, gentile con l’ambiente e senza pietà contro lo sporco. • marzo 2020 | touring
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Scalo a Mykonos, sosta rifocillante con l’hotel galleggiante al largo.
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Bimbi a bordo – e la nave va Malgrado la preoccupazione per l’ambiente, le crociere sono in auge, anche fra le famiglie. Ma salpare con bimbi in fasce è davvero una buona idea? Abbiamo deciso di andare in avanscoperta per «Touring» nel Mar Egeo portandoci le nostre figliolette. → REPORTAGE DINO NODARI
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Dove dormire? La prova letti in cabina.
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ccoci pronti ad imbarcarci. Ci troviamo, con armi e bagagli, davanti alla Norwegian Jade ormeggiata nel porto di Civitavecchia (Italia). Dal molo, la nave ci appare gigantesca, una reggia capace di accogliere 2400 ospiti. Saliamo a bordo con la voglia di trascorrere qualche giorno di relax, partecipare a gite emozionanti e darci ai piaceri della tavola. Non vediamo l’ora di prendere il largo, seppure con una punta di nervosismo: la nostra piccolina ha 10 mesi, la sorella maggiore ha appena compiuto due anni. Sarà pericoloso? Abbiamo pensato a tutto? Lo scopriremo tra mare e terra.
Passeggino e fascia porta bebè Qui la premessa è d’obbligo: viaggiando con bimbi piccoli è impensabile partire alla 58 touring | marzo 2020
ventura, prenotare il primo volo che capita e via col vento. Facendo i bagagli (compresi pannolini, pappe e merendine per il viaggio) abbiamo scelto, dopo qualche incertezza, il passeggino e la fascia porta bebè per le escursioni a terra. La Norwegian mette pure a disposizione pannolini per neonati, che si pagano extra. Entrando nella nostra cabina troviamo il divano letto già aperto, ma così non c’è più posto per la culla. La ripieghiamo, le bimbe potranno senz’altro dormire insieme sul divano letto. Per evitare che cadano piazziamo il passeggino davanti. Ahimé, ci blocca l’accesso al balcone e riusciamo a muoverci a malapena fra le nostre «quattro mura». Non importa, la sicurezza viene prima del confort e potremo sempre riporre il
passeggino durante la navigazione. Ne avremo bisogno soltanto per le escursioni sulla terraferma. Comunque anche così stiamo stretti, ma non contiamo di trattenerci molto in cabina se non per dormire.
Gite a Santorini e Atene Santorini, la nostra prima tappa, si staglia all’orizzonte quando ci svegliamo l’indomani. Per andare a riva prendiamo i tender. I membri dell’equipaggio sono onnipresenti e gentilmente ci aiutano con le bambine e il passeggino. Impariamo presto che è bene presentarsi all’appello in anticipo per sbarcare fra l’enormità di crocieristi che si riversano sull’isola – soprattutto quando vi attraccano più navi contemporaneamente. Troviamo le gondole della funivia che sale dal
porto alla città di Fira prese d’assalto e dobbiamo metterci in fila. Ci vorrà poi pazienza anche per visitare l’Acropoli ad Atene, dov’è vietato salire con il passeggino. Non rimane che prendere i bambini in braccio o sulle spalle se non vogliono o possono camminare da soli e salire incolonnati fra le frotte di turisti. Durante le gite è opportuno prevedere delle soste. Per quanto stupendi, monumenti ed attrazioni finiscono con l’annoiare i pargoli. Si prevedano quindi pause gelato e momenti di svago nei parchi giochi per farli scatenare.
A ritmo di bambino La prima sera decidiamo per il buffet self-service, ci sembra un modo simpatico e poco complicato per cenare. La grande sa scegliere da sola quel che le va di mangiare.
SVAGO
Sull’Acropoli con la bimba sulle spalle. Il buggy resta giù. Armadietti, cassetti e ripiani per riporre le cianfrusaglie.
Per la piccina ordiniamo la pappa. Nel ristorante principale servono invece alla carta, menù per bambini compresi. Il personale è premuroso e cordiale, sia ai buffet sia al tavolo; ci portano subito il seggiolone e tutti i ristoranti hanno cibo adatto anche per bebè. Come dire che siamo tutti ben pasciuti, riveriti e serviti.
Stradine strette Talora è una sfida manovrare il passeggino fra le viuzze. Paradiso per bimbi Che spasso la piscina con lo scivolo!
Ci sta a cuore non stravolgere i ritmi dei pasti e di riposo cui le bimbe sono abituate. Desideriamo che si sentano a loro agio. Norwegian consente di prenotare le cene prima della partenza, affinché i passeggeri possano mangiare sempre alla stessa ora. Il primo orario è peraltro quello più richiesto e si rischia di trovare poi occupato. Prendendo le dovute precauzioni, come quella di met- → marzo 2020 | touring
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Ordinare da casa in modo semplice e comodo
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tere il buggy davanti al letto e di allacciare dei braccialetti con nome e numero telefonico al polso delle bimbe non temiamo in nessun momento per la sicurezza e il benessere delle nostre figlie. È bene portarsi thermos e latte in polvere qualora la prole avesse sete durante le escursioni a terra. Dato che sulla nave ristoranti e bar non chiudono, latte e acqua bollente sono ottenibili dovunque, giorno e notte. Un’astuzia: munirsi di buoni walkie-talkie per comunicare a bordo. Viste le dimensioni di questi resort galleggianti è facile perdersi se ci si divide: in alto mare, i cellulari non hanno campo e il wifi di bordo può costare carissimo. Se hanno funzione VOX, possono persino sostituire il babyphone, che talora non funziona a causa delle spesse pareti d’acciaio.
Se si naviga con bambini molto piccoli, occorre pianificare la crociera nei dettagli. Per il resto, il viaggio non pone particolari problemi, tant’è che i nostri timori iniziali si sono rivelati del tutto infondati.
Varietà e confort A bordo si possono rispettare orari ed abitudini dei bambini come in qualsiasi albergo normale o a casa. Sulla nave l’offerta di intrattenimenti è sconfinata; ve n’è per tutti i gusti e ad ogni scalo si scoprono luoghi nuovi. Vi si aggiunge la comodità, apprezzatissima, di non dover fare e disfare le valige ripetute volte lungo l’itinerario. Organizzandosi a dovere e con la necessaria dose di flessibilità, una vacanza sul mare è una bella esperienza per tutti, grandi e piccoli. ◆
DA SAPERE La nave: la Norwegian Jade, lunga 294 metri e larga 32 accoglie oltre 1037 membri dell’equipaggio e 2402 passeggeri. Offre un variegato programma d’attività per tutte le età. Si pratica freestyle cruising: nei ristoranti si veste casual o elegante, secondo le proprie preferenze. Lingua di bordo: inglese. Ristorazione: buffet, pub, bar, ristorante principale o altri locali di ristoro con specialità, in totale 16 possibilità per soddisfare ogni palato. Condizioni per l’età dei passeggeri: all’imbarco su navi Norwegian Cruise Line
i bebè devono avere almeno sei mesi. Per crociere con tre o più giornate consecutive di sola navigazione, l’età minima è di 12 mesi. Programma per i figli: diverse offerte per bambini e ragazzi da sei mesi a 17 anni. Le attività proposte possono variare da una nave all’altra. ncl.com
Cabina Giocare è sempre possibile anche con poco spazio.
Il reportage è stato realizzato su invito di Norwegian Cruise Line.
In spiaggia Perfetta per far divertire i bambini.
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In nave cargo verso i mari del Sud Una crociera sulla «Aranui 5» da Tahiti alle Isole Marchesi è un modo insolito per scoprire luoghi esotici nel mezzo di una natura intatta, dove il tempo sembra essersi fermato. Benvenuti in Polinesia. TESTO CHRISTA ARNET | FOTO ARNET PRESS
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ppena sbarcati saliamo al belvedere a ridosso del porto di Ua Pou. Il sudore imperla le nostre fronti bruciate dal sole, mentre sassi spigolosi ci trafiggono i piedi. L’aria pullula di minuscole mosche che ci punzecchiano senza pietà. Ma arrivati in cima ci si dimentica subito le pene patite. Tutt’intorno, le alte vette spuntano dalle acque cristalline come frecce, tali a campanili in uno scenario stupefacente che pare dipinto. Al molo è attraccata una curiosa imbarcazione: davanti sembra una normale nave da carico con due gru e stive e nella parte posteriore una nave da crociera con i suoi ponti terrazzati. È la «Aranui 5», il nostro albergo galleggiante.
Fuori dal mondo Ua Pou è una delle sei isole abitate dell’arcipelago delle Marchesi, il più lontano dall’Occidente, che dista 1500 chilometri da Tahiti. Di produzione locale c’è solo frutta e pesce, il resto deve essere importato, dalla birra ai pannolini, dai materassi alla scavatrice. Da generazioni, la merce arriva a bordo della «Aranui», che serve le isole ogni due o tre settimane. Quando andiamo a terra, Tino, la nostra guida, ci fa notare orgoglioso: «Tutto quello che vedete l’abbiamo portato qui noi!», indicando case, macchine, mucche e capre, persino la chiesa.
Gli abitanti dell’isola Hiva Oa aspettano di poter caricare le loro mercanzie.
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In questo viaggio l’erede del mitico postale della Polinesia trasporta 1443 tonnellate di merce caricata a Papeete, e ritornerà con appena 290 tonnellate, soprattutto copra e frutta. Vi si aggiungono 287 passeggeri provenienti da Francia, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Germania e Svizzera, sistemati sia in funzionali dormitori con più letti, sia in cabine confortevoli o in alcune suite lussuose. Ufficialmente catalocatalo gata come traghetto, la «Aranui 5» offre La guida Tino era capo cargo sulla «Aranui 3», ora dismessa.
tutto ciò che il viaggiatore, per quanto esigente, possa desiderare: ristorante spazioso, sale conferenze, biblioteca, tre bar, boutique e palestra, ambulatorio medico, nonché spa e pool. Ma contrariamente ai trambusti delle crociere convenzionali, qui regna un’atmosfera distesa. I passeggeri si ritrovano con l’equipaggio al bar, a cantare e discutere insieme. La lavanderia è condivisa, come lo sono i pasti. Niente tavoli riservati, né abbigliamento formale. Pareo per le signore, camicia colorata e short per gli uomini, ospiti paganti e personale di bordo, capitano compreso. E seguendo gli usi isolani, a bordo ci si dà rigorosamente del tu. Spiega il nostro lettore germanofono Frank: «In Polinesia l’uso del lei è considerato offensivo».
Le porte del paradiso Viaggiando su una nave cargo il tempo cessa la sua
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Uno strano natante al largo di Fakarava.
corsa frenetica, ci si gode la navigazione, interrotta solo per caricare e scaricare la merce nei vari scali. Il passeggero non si accorge comunque quasi delle relative operazioni, in quanto su ogni isola toccata vengono organizzate attività e svaghi, accompagnati da guide che parlano le principali lingue dei turisti. Ogni sera, questi vengono preparati al programma dell’indomani: gite in bus o fuoristrada, passeggiate o trekking, visite di villaggi, gallerie d’arte e mercati d’artigianato, siti storici e spettacoli folcloristici.
L’itinerario prefissato può sempre subire variazioni per le condizioni meteo o esigenze dovute al cargo. D’altronde certe tappe sono state inserite nella rotta mercantile fra Tahiti e le Marchesi a scopi prettamente turistici. All’andata, la nave compie un’apposita sosta per permetterci di fare il bagno nella splendida laguna blu di Fakarava, circondata dalla barriera corallina. Al ritorno sarà la volta di Rangiroa, il più grande atollo nell’arcipelago delle Tuamotu noto per la sua ricca fauna marina e i suoi allevamenti di perle. La
nostra crociera toccherà il culmine a Bora Bora, dove rimarremo una giornata intera, per far shopping nel piccolo capoluogo – uniche le perle nere – e vivere appieno la magia della Polinesia: immersioni fra squali del reef e mante, picnic su un idilliaco motu, cioè un isolotto privato, fino al tramonto con il suo gioco indimenticabile di luci e colori, cullati dal suono struggente dell’ukulele.
Quanta meraviglia! La mattina dopo veniamo svegliati dal rumore metallico della catena dell’ancora gettata nel porto di Papeete. Si conclude qui il nostro viaggio da sogno di cui ci restano 536 fotografie, un pareo colorato, due piccole figurine di legno, un ciondolo di perla e la nostalgia di posti meravigliosi, via dai ritmi spasmodici della vita moderna. ◆ Il viaggio è stato sponsorizzato dalla Compagnie Polynésienne de Transport Maritime. Hanavave La Baia delle Vergini sull’isola Fatu Hiva.
RUS USA Oceano Pacifico
Hawaii
Marchesi AUS
DA SAPERE La destinazione Le Marchesi sono un gruppo di isole vulcaniche appartenenti alla Polinesia francese. Le parti emergenti di una catena montuosa sottomarina sono ora coperte di foreste tropicali, ora spoglie. Vi sono disseminati villaggi tranquilli, santuari, miriadi di baie che si insinuano nella costa. Anche se internet e auto sono arrivati fin qui, si rimarrà conquistati dalla maestria degli artigiani e dall’ospitalità della gente. Ogni isola offre qualcosa di particolare: siti archeologici sulla principale, Nuku Hiva, grandi statue di pietra tipiche della cultura polinesiana su Hiva Oa, dove si trovano le tombe di Jacques Brel e Gauguin nonché i musei a loro dedicati. Periodo consigliato Fra marzo ed ottobre, benché il mare sia spesso agitato fra metà giugno e metà settembre. Temperature intorno ai 30 gradi tutto l’anno. La nave La «Aranui 5» può trasportare fino a 1700 tonnellate di merce e 295 passeggeri. Tutte le cabine sono climatizzate e dispongono di doccia/wc. A bordo si parla francese e inglese. Conferenze pure in tedesco. 14 giorni per la rotta Papeete– Fakarava–Marchesi (soste a Nuku Hiva, Ua Pou, Hiva Oa, Fatu Hiva, Tahuata e Ua Huka)–Rangiroa–Bora Bora–Papeete. Tariffa a persona in cabina standard con pensione completa ed escursioni da 4300 euro. aranui.com
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Vecchi motori Ancora molti sono in servizio su Meno, Danubio o Rodano.
Crociere sui fiumi ancora lontane dall’impatto zero Il fluvioturismo inquina meno delle crociere sui mari del mondo. Il settore è però lontano dall’ecosostenibilità. I carburanti sintetici aiuterebbero a ridurre le emissioni nocive, ma mancano incentivi e regolamentazioni al riguardo. TESTO JULIANE LUTZ
I
viaggi sull’acqua vivono un autentico boom. Soprattutto le crociere marittime segnalano regolarmente prenotazioni da record. Ma anche i fiumi sono vieppiù affollati, come mostrano le statistiche relative al numero di passeggeri su Reno, Danubio, Volga ed altre grandi arterie europee. Se erano 852 249 nel 2013, nel giro di cinque anni i fluvioturisti sono raddoppiati, arrivando a 1,637 milioni nel 2018 secondo lo studio annuale «Il mercato delle crociere fluviali» pubblicato da IG River Cruise e dalla Fede-
razione tedesca delle imprese di viaggi. È un dato di fatto che, a parte alcune lodevoli eccezioni, le navi da crociera che solcano i mari sono delle bombe inquinanti. Si parla invece ancora poco dell’effetto sull’ambiente del fluvioturismo, sempre più popolare.
Sui fiumi si naviga nel vuoto normativo «È risaputo che i trasporti marittimi sporcano molto più della navigazione interna», afferma Daniel Rieger, responsabile Politica dei tra-
sporti in seno alla NABU, la maggiore organizzazione tedesca per la conservazione dell’ambiente e la protezione della biodiversità. «Sui fiumi, le imbarcazioni sono alimentate esclusivamente a diesel convenzionale, mentre nel traffico marittimo si brucia olio combustibile pesante, fino a 3500 volte più inquinante». Oggi, parecchi battelli fluviali utilizzano il green diesel, raffinato in modo da provocare minori emissioni nocive del gasolio. Ad esem→ pio Thurgau Travel che
Sviluppo delle crociere fluviali nelle cifre del polo Port of Switzerland 1000
800
600
400
200
0
2008
2013
2018
numero navi passeggeri e battelli numero giorni d’arrivo
Fonte: Porti renani svizzeri
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UE clima neutrale entro il 2050? Parecchi armatori frenano sul diesel verde.
Prestazioni ambientali nel fluvioturismo – l’impegno dei principali Società
Eliminazione dei rifiuti di plastica In prova: erogatori d’acqua per sostituire le bottigliette, cannucce di cartone, rinuncia a bicchieri di plastica
Lotta allo spreco alimentare Pasti perlopiù serviti al tavolo anziché a buffet
Agenzia viaggi Mittelthurgau (RMT)2
Da quest’anno rinuncia a cannucce di plastica, piatti e posate monouso, distribuzione di bottigliette d’acqua riutilizzabili
Acquisti secondo numero passeggeri, si servono piccole porzioni
Rivage Crociere fluviali3
Vedi Croisi Europe Navi Emerald-Waterways: rinuncia ad articoli di plastica monouso; acquisto all’ingrosso per ridurre imballaggi di plastica; pressione sui fornitori Riduzione progressiva della plastica usa e getta: cannucce di vetro, bottigliette riutilizzabili, riciclo bottiglie per bevande PET (ovunque si abbia influsso sull’armatore)
Vedi Croisi Europe Navi Emerald-Waterways: nuovo sistema di ordinazione per ridurre gli avanzi
Vedi Croisi Europe Navi Emerald-Waterways: luci LED
Pasti in parte serviti al tavolo anziché a buffet; talora i passeggeri possono preordinare i pasti; quanto non servito è a disposizione dell’equipaggio
100% luci LED su tutte le navi del brand Scylla, sulle altre saranno via via sostituite con luci LED
Croisi Europe1
Thurgau Travel
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Illuminazione a bordo Tutte le navi rinnovate dispongono di luci LED, su quelle più vecchie il 50% delle luci è a LED, ove mancano saranno progressivamente sostituite LED su tutte le navi della classe Excellence
Riduzione dei consumi d’acqua Docce, lavandini, impianti di sciacquo (cassette wc) a basso consumo idrico
Opzione carbon offset per i clienti Allo studio (progettto di riforestazione)
Moderni impianti di trattamento acque reflue su tutte le navi della classe Excellence, sciacqui wc a bassissimo consumo in nove su dieci navi cl. Excellence Vedi Croisi Europe. Navi Emerald-Waterway: soffioni doccia/pulizia nave a basso consumo idrico
Compensazione tramite Myclimate dal 2019
Compensazione tramite Myclimate da inizio 2014 su tutte le crociere Rivage
Impianti di trattamento Compensazione dal 2019 delle acque reflue e riutilizzo (Thurgau Travel raddopparziale dell’acqua filtrata pia la somma pagata dal cliente e la investe in un fondo vincolato. Una parte va a sostenere un progetto ecologico in Birmania)
SVAGO
Nonostante questi esempi virtuosi, i trasporti fluviali sono sempre lontani dagli standard imposti ad esempio al traffico stradale. In mancanza di specifiche normative, sui fiumi europei circolano tuttora molti natanti con vecchi motori. «A preoccupare sono soprattutto le emissioni di fuliggine, polveri fini e ossidi di azoto», ammonisce l’esperto.
Tecnologie verdi Sono sistemi del tipo Clean Air Tecnology (CAT) che si auspica diventino pratica corrente nella navigazione fluviale. Ne è un esempio la Excellence Empress appena varata dal gruppo Twerenbold Reisen. L’operatore fluvioturistico conferma che
lato sono esattamente ciò che chiediamo», commenta soddisfatto Rieger. Finora, l’Excellence Empress è l’unico battello fluviale a livello mondiale ad essere dotato di questa tecnologia avanzata.
SEVENS + MALTRY
gestisce oltre 40 imbarcazioni, ha scelto di collaborare con armatori orientati a questo tipo di carburante ed anche il gruppo Twerenbold Reisen usa combustibile verde sulle proprie navi della classe Excellence.
«In Europa prevale un approccio positivo alla protezione dell’ambiente e del clima nel settore fluvioturistico, mentre i fornitori USA si mostrano alquanto insensibili alla questione ecologica» Daniel Rieger, Esperto di politica dei trasporti dell’ente ambientalista Naturschutzbund Deutschland (NABU)
questi impianti di depurazione efficienti riducono di almeno il 75% le emissioni di ossidi di azoto e del 90% le polveri fini rilasciate nell’atmosfera. «Catalizzatori SCR combinati a filtri antipartico-
Mancano direttive in materia di CO2 «Negli ultimi anni l’inquinamento atmosferico e le misure adottabili per combatterlo sono venuti a trovarsi al centro dell’attenzione anche nel trasporto di persone sui fiumi», osserva Rieger. «Gli interventi verso l’obiettivo zero emissioni lasciano però a desiderare – per il semplice fatto che il settore non è soggetto a norme per la riduzione del CO2». È vero che sono già operativi traghetti con motore elettrico, tuttavia dimensioni e peso delle batterie renderebbero questa propulsione solo parzialmente applicabile alla navigazione fluviale. Più interessanti sarebbero, secondo l’esperto della NABU,
operatori sul mercato svizzero Alimentazione elettrica da terra Nei porti dotati dell’infrastruttura necessaria
Tutte le navi della classe Excellence sono dotate di shore connection; usata ovunque sia disponibile l’infrastruttura portuale necessaria Vedi Croisi Europe Navi Emerald-Waterways: tutte con shore connection; usata ovunque sia disponibile l’infrastruttura portuale necessaria Tutte le navi full charter sul Reno e Danubio sono dotate di shore connection; usata ovunque sia disponibile l’infrastruttura portuale necessaria
Carburante green diesel
Trattamento gas di scarico
La flotta è alimentata a carburante sintetico («gas to liquid» – alternativa meno inquinante del gasolio, n.d.r.)
Praticamente tutta la flotta è stata modernizzata (motori a norma Euro 6)
Tutte le navi classe Excellence sono alimentate con diesel verde (minori emissioni nocive del gasolio, n.d.r)
La nuova Excellence Empress ha catalizzatore SCR e filtro antiparticolato. Si sta valutando la possibilità di dotarne tutta la flotta
Vedi Croisi Europe Niente diesel verde sulle navi Emerald-Waterways
Vedi Croisi Europe Le navi Emerald-Waterways non sono dotate di questi sistemi, sono a norma CCNR 2
Scylla, la compagnia di navigazione partner di Thurgau Travel, utilizza carburante sintetico con biocomponenti. Altri partner utilizzano in parte diesel verde
Le compagnie di navigazione partner di Thurgau Travel stanno investendo in questo settore
i carburanti sintetici, purché prodotti con elettricità da fonti rinnovabili. Il processo di conversione sarebbe peraltro costoso e complesso, in quanto passa attraverso diverse fasi a seconda del combustibile da generare – gas, idrogeno, diesel. Molti armatori esiterebbero quindi ancora a riqualificare ed aggiornare la flotta e continuano a preferire il gasolio. Alla lunga, però, l’investimento green pagherebbe in quanto i motori moderni sono più efficienti e consumano meno. Daniel Rieger ricorda l’agenda UE volta a conseguire la neutralità climatica entro il 2050. In quest’ottica le compagnie armatoriali avrebbero tutto l’interesse ad ordinare fin d’ora navi a zero emissioni, visti i tempi di consegna: la costruzione di una nave da crociera richiede infatti qualche anno.
C’è di mezzo il mare Nel confronto internazionale, egli dà comunque una buona pagella agli operatori al di qua dell’Atlantico: «In Europa prevale un approccio positivo alla protezione dell’ambiente e del clima nel settore fluvioturistico, mentre i fornitori USA si mostrano alquanto insensibili alla questione ecologica». Daniel Rieger consiglia ai viaggiatori attenti all’ambiente di prenotare su navi nuove in catalogo, che tendono ad essere equipaggiate delle tecnologie più recenti. ◆
1 Croisi Europe è una società francese. È stata considerata nel confronto per l’importante ruolo che svolge nel settore fluvioturistico nella Svizzera romanda. 2 L’agenzia viaggi Reisebüro Mittelthurgau (RMT) fa parte del gruppo Twerenbold Reisen e possiede 10 navi della classe Excellence. RMT opera pure con navi noleggiate. 3 Rivage Crociere fluviali si affida a tre compagnie di navigazione per i viaggi premium in Europa: Croisi Europe, il brand Scenic EmeraldWaterways e Lüftner Cruises. Quest’ultima non ha fornito le informazioni richieste dalla redazione entro la chiusura della rivista.
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CLUB
Nuova vita per le veterane gialle In media, un veicolo adibito al soccorso stradale TCS serve per sette anni o 250 000 chilometri. Ma una volta tolta la livrea, cosa succede con il mezzo? Non è la fine, come scopriamo visitando l’officina centrale che si occupa del nostro parco auto ad Emmen. → TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Atto simbolico Prima di rinascere a nuova vita, l’auto si spoglia di scritte e stemma.
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È
un gesto quasi rituale quello eseguito da Thomas Schnider. Quando stacca il grande logo TCS dal cofano della vettura dopo averlo riscaldato con il phon, è un po’ come privarla della sua identità, dell’anima. Eppure la Chevrolet Captiva, che ha prestato soccorso per sei anni e mezzo sulle strade ticinesi, sta per rinascere a nuova vita, senza la divisa del TCS.
Ricambi che valgono Il 32enne meccanico diagnostico d’automobili «sveste» il veicolo di tutti gli adesivi con scritte e logo TCS. Anche componenti elettronici e persino una portiera vengono smontate con attenzione. «Sono pezzi originali di qualità» dichiara. Gli fa eco il capo Luigi Esposito, da 24 anni al servizio del TCS e che dirige l’officina centrale addetta alla Patrouille, rivelando un importante ulteriore impiego dei veicoli dismessi: «Innanzitutto rimuoviamo quanto potrà servirci per riparare rapidamente i veicoli della nostra flotta, parafanghi, portiere, motori e cambi automatici ci fanno sempre comodo e rappresentano una risorsa che permette di risparmiare». Attualmente hanno sette-otto vecchi veicoli a portata di mano, stazionati nel parcheggio retrostante. A partire da un’anzianità di 7 anni o 250 000 km percorsi, un veicolo della TCS Patrouille è considerato a fine ciclo e viene sostituito. I veicoli nuovi fiammanti – dal 2015 il TCS arruola le VW Caddy – sono già pronti ad essere 70 touring | marzo 2020
Come nuova La portiera riusata su un altro veicolo della TCS Patrouille.
Thomas Schnider è uno dei 4 meccanici impiegati dell’officina centrale TCS.
CLUB
IL SOCCORSO STRADALE N. 1 DELLA SVIZZERA
Pensionata La Chevrolet Captiva ha prestato servizio in Ticino per più di sei anni.
integrati nell’assistenza stradale ed aspettano il loro turno in bella riga dietro quelli fuori uso. La cosiddetta ZG – dal tedesco Zentralgarage – di Emmen costituisce la piattaforma centrale e il fulcro di tutto l’autoparco TCS. «Oltre a smantellare i veicoli dismessi ed effettuare riparazioni più ingenti, siamo noi a prendere in consegna i nuovi arrivi, apponiamo le scritte ed eseguiamo gli adattamenti specifici secondo il capitolato della TCS Patrouille», spiega il responsabile. Un nuovo veicolo viene equipaggiato di computer di bordo moderno, scatola attrezzi completa e su misura e gancio di traino adatto a rimorchiare mezzi in avaria più pesanti. Secondo Luigi Esposito, con piena dotazione arriva ad un peso totale di quasi 2500 kg. Attualmente, la flotta del TCS comprende oltre 200 veicoli adibiti al soccorso stradale. E sono veramente necessari, come dimostrano eloquentemente le cifre riportate nel riquadro.
Circolo virtuoso degli scarti Una volta smembrato dai nostri meccanici, il veicolo viene ceduto ad una ditta di riciclaggio in Svizzera. L’ultimo anello della catena si chiude con il recupero e la trasformazione dei metalli come preziose materie prime (acciaio di costruzione, alluminio riciclato). Prima della rottamazione vengono drenati tutti i liquidi, cioè olio, refrigerante, carburante residuo, mentre i componenti intatti quali gruppo motore, elementi di carrozzeria, vetri, elettronica ed allestimenti interni, vengono rivenduti.
Grazie a questo procedimento, un’auto si ricicla quasi al 90%.
Ritornano sulle strade Eppure solamente uno su due veicoli dismessi del TCS viene avviato direttamente al riciclo. Cosa succede con l’altra metà? «Perché il nostro autoparco rimanga snello e gestibile e siccome non preleviamo pezzi da tutti i veicoli, li vendiamo a garage o privati», risponde Luigi Esposito. Pur non soddisfacendo più gli elevati requisiti che il TCS pone alla propria flotta, molti sarebbero ancora in buono stato e consentirebbero di fare ancora parecchi chilometri per uso privato. «In questi casi è particolarmente importante che non restino tracce di emblemi o altri dettagli distintivi per evitare che un acquirente privato lo guidi poi sotto le presunte spoglie del TCS», mette subito in chiaro il responsabile della nostra officina centrale. •
Il TCS e i suoi partner forniscono assistenza stradale più di 330 000 volte all’anno, pari ad oltre 900 interventi al giorno. Con un tempo di attesa medio di 35 minuti, garantisce un aiuto rapido ed efficace, permettendo all’82% dei soci soccorsi di proseguire il viaggio in caso di guasto oppure incidente in Svizzera e nel Liechtenstein. Da subito, il societariato TCS comprende anche il depannage per bici ed e-bike. Basta una chiamata e i nostri pattugliatori intervengono. Qualora non fosse possibile la riparazione sul posto, la 2 ruote verrà portata nell’officina di fiducia del socio, il quale sarà trasportato a destinazione assieme alla famiglia.
Luigi Esposito (52) è a capo dell’officina centrale del TCS a Emmen, in periferia di Lucerna.
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TCS Kids Help: la migliore protezione per Suo figlio Il braccialetto TCS Kids Help è il compagno ideale per Suo figlio. Grazie al braccialetto identificativo al polso può sempre ritrovare velocemente Suo figlio in caso d’emergenza. TCS Kids Help è solo una delle tante prestazioni dell’affiliazione famiglia oltre a tante altre prestazioni come ad es. protezione mezzi pubblici e copertura in caso di maltempo e soccorso stradale no 1 in Svizzera. zione famiglia Tutto sull’affilia 140 000 al numero 0800 Societariato per
famiglie
CLUB Ancora rari Nel 2019 il TCS è stato chiamato solo 1200 volte per guasti alle auto elettriche, su 330 000 interventi in totale.
Statistica panne su elettriche Primi 10 casi di avaria con auto elettriche in inverno (novembre/dicembre/gennaio)
Guasti alle e-auto: tra normale e strano Le e-auto sono meno soggette ad avarie rispetto ai motori a scoppio. Tuttavia, quest’inverno la Patrouille TCS è intervenuta oltre 500 volte in soccorso di vetture elettriche in panne. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
D
urante la stagione invernale il soccorso stradale del TCS viaggia a pieno regime. Nonostante le temperature calde nei mesi di novembre, dicembre e gennaio, i pattugliatori del TCS sono entrati in azione a ritmo continuo: gli «angeli gialli» sono intervenuti oltre 80 000 volte e in 512 casi il «paziente» era un’auto elettrica. Le cause di panne a una vettura elettrica sono svariate e spesso non sono affatto diverse da quelle ai veicoli con motore a combustione. Molto spesso, più precisamente in quasi un quarto dei casi di guasto a un’e-auto, quest’inverno i pattugliatori sono stati chiamati a causa di una spia accesa. Come per tutti gli altri veicoli moderni, spesso si tratta di un errore di sistema, che nella maggior parte dei casi si risolve con un aggiornamento del software da parte del garagista. Altri frequenti motivi delle avarie erano le gomme a terra o una batteria a 12 volt del sistema di bordo capricciosa, da non confondere con la batteria d’alimentazione ad alto voltaggio delle e-auto. Ogni tanto però i soccorritori stradali del TCS sono chiamati per avarie che
succedono solamente alle auto elettriche, come ad esempio un problema al cavo di ricarica, alla spina elettrica o alla batteria ad alto voltaggio. Con quest’ultima bisogna fare particolare attenzione: il veicolo elettrico con la batteria scarica può essere soccorso solo da un pattugliatore qualificato. Egli infatti conosce le norme di sicurezza prescritte dal fabbricante e ha la competenza tecnica per agire correttamente nel caso specifico. Anche se le panne alle auto elettriche sono rarissime, tutti i pattugliatori del TCS ricevono un’istruzione specifica per fornire a questi veicoli e ai loro conducenti un aiuto il più possibile efficace e sicuro. Quest’inverno, dopo l’intervento del servizio di soccorso sono riuscite a riprendere la strada ben tre auto elettriche su quattro.
Mancanza di ricezione: richiede l’intervento del TCS Talvolta comunque un’avaria ad una vettura elettrica può essere dovuta anche semplicemente alla tecnologia moderna combinata con la disattenzione o lo stress del conducente, come nello strano caso seguente: David Ringgenberg, pattugliatore nella regione di Basilea, è
Componente colpita spia pneumatici batteria di bordo 12V batteria di alimentazione (alto voltaggio/AV) cavo di ricarica AV parte elettrica indicatore di carica spia luminosa AV, sistema generale spia luminosa della gestione del motore presa di carica AV
numero panne 121 83 60
in % 23,6 16,2 11,7
36 31 18 14
7,0 6,1 3,5 2,7
14
2,7
13 10
2,5 2,0
Fonte: Touring Club Svizzero
stato chiamato da un cliente la cui Tesla Model S si era bloccata al quarto piano sotterraneo del garage di un albergo basilese. «Quando sono arrivato, l’uomo che proveniva dalla Romandia mi ha spiegato che la sua vettura non riusciva più a partire. Non aveva con sé la chiave, ma lo smartphone. Come alcune altre marche, la Tesla si può mettere in moto anche tramite telefonino, senza aver dunque bisogno della chiave. Il problema di questo automobilista: né lo smartphone né l’automobile avevano ricezione. E a causa della grande distanza, era fuori discussione andare a prendere la chiave a casa sua in Svizzera francese. Infruttuosi anche i tentativi di connettersi tramite il wifi di un moderno impianto di ventilazione e una telefonata alla hotline di Tesla. Ecco perché sia la marca che il TCS consigliano ad ogni conducente di portare sempre con sé la chiave. «Alla fine, è dovuto intervenire uno dei nostri partner, che ha caricato l’automobile su un camion con pianale ribassato e l’ha riportata in superficie. Qui, ritrovando la ricezione, il signore ha potuto far ripartire la sua Tesla e tornare a casa», racconta il pattugliatore. ◆ marzo 2020 | touring
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Il Contact Center: a stretto contatto con il cliente Circa 500 000 telefonate, 250 000 domande scritte e 1400 chat dal vivo: è questo il bilancio aggiornato del TCS Contact Center. Qui, circa 140 collaboratori si occupano in continuazione e con solerzia delle richieste dei soci e dei nuovi clienti. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO OLIVIER VOGELSANG
C
hi pensa al TCS ha in mente probabilmente i pattugliatori a bordo dei loro veicoli gialli. È invece meno al centro dell’attenzione il Contact Center, il servizio per la clientela del TCS e quindi la linea diretta verso l’esterno. È molto probabile che i soci TCS abbiano già usufruito una o più volte della consulenza o del supporto del Contact Center. Che si tratti di societariato, di questioni riguardanti il Libretto ETI, di stipulare un’assicurazione per l’automobile o la
Pronto, è il TCS? Il cliente al centro dell’attenzione.
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protezione giuridica oppure di ottenere la carta di credito del TCS, in tutti questi casi la signora Rossi o il signor Bernasconi vengono indirizzati al Contact Center. Qui ogni giorno i collaboratori fanno tutto il possibile affinché le richieste dei clienti vengano esaudite in modo competente, professionale, veloce e cordiale. E questo in tedesco, francese o italiano, a seconda della lingua prescelta.
Qualità ed efficienza Il Contact Center è suddiviso in due sedi: a Vernier vicino
Ginevra e a Schönbühl presso Berna. In caso di picchi straordinari di chiamate, si ricorre anche ai collaboratori esterni di una società partner di Baden. Ci sono 110 collaboratori del Contact Center in diretto contatto con i clienti tramite telefono, mail, posta o live chat. Gli esperti addetti esclusivamente alle assicurazioni auto sono riuniti in un’unità separata. C’è poi il team che si occupa di pianificare e dirigere il servizio secondo le necessità, in modo che ai clienti sia garantita una raggiungibilità otti-
male. I collaboratori del reparto supporto specialistico e operativo si impegnano per un servizio d’eccellenza, che assicuri competenza specialistica e qualità del lavoro prestato. «La qualità è la nostra massima priorità, pertanto ogni mese vengono valutate tre telefonate per ogni collaboratore, che poi vengono discusse tra questi e il suo capo», informa Senta Krieg, responsabile del Contact Center. Il livello di qualità viene inserito in modo trasparente in una tabella dei risultati per ogni sede, team e collaboratore. Ogni telefonata è un’opportunità per consigliare il cliente in modo completo e soddisfacente e per indicare eventuali possibilità di ottimizzazione. «Se chi chiama
CLUB
CONTACT CENTER: IL 2019 IN CIFRE ▪ Nel Contact Center 140 collaboratori si occupano delle richieste dei soci e dei potenziali nuovi clienti. ▪ Si è risposto a circa 500 000 telefonate. ▪ Il tempo medio per trattare ogni chiamata era di 7 minuti e mezzo. ▪ Sono state evase circa 250 000 richieste scritte. ▪ Si è risposto in 1400 chat dal vivo. Il Contact Center è raggiungibile allo 0844 888 111.
Lavoro d’équipe per rispondere al meglio a chi ci chiama.
racconta che andrà negli Stati Uniti con moglie e figli e l’operatore del Contact Center vede che solo il padre possiede un Libretto ETI, rende attento il cliente sulle possibilità di estenderlo a tutta la famiglia e poi gli consiglia il passaggio alla protezione mondiale», spiega la responsabile Senta Krieg.
cenda anche tra i diversi mento fondamentale. Chi lateam», precisa Krieg. Le espe- vora al Contact Center deve rienze precorse dei candidati essere empatico e avere affisono un aspetto piuttosto senità con le persone: «I clienti condario. Alcuni hanno semdevono sentirsi consigliati nel pre lavorato in un call center, migliore dei modi, devono altri provengono dalla gastro- aver chiarito tutti gli interronomia o hanno un master in gativi già dopo un solo collopsicologia oppure tornano a quio e terminare la telefonata lavorare dopo il congedo masorridendo. Vogliamo che i ternità o si mantengono così nostri clienti siano entusiasti». agli studi. Ci sono anche sei Un lavoro per apprendisti che Si è sulla buona persone cordiali vengono formati strada. Le valutaIn questo lavoro si ha successo per diventare spezioni dei clienti soltanto se si dispone di una cialisti del dialogo sono positive sia grande conoscenza del procon il cliente (AFC). telefonicamente dotto e del sistema e si è bravi che per iscritto. a «leggere» le persone. PerL’importante è che «Mediamente ci attanto, i nuovi collaboratori soddisfino gli eletestiamo sulla nota vengono istruiti intensivavati requisiti che 5,6 (su un massimo mente per un mese e in segli vengono impodi 6)», conferma «Vogliamo guito ottengono ulteriori forsti. «Bisogna paKrieg. Non sormazioni per rinfrescare le droneggiare oralprende quindi che che i nostri conoscenze. In questo modo mente e per iscritto clienti siano quasi un terzo di i collaboratori che lavorano al due delle tre lingue tutti i prodotti del entusiasti» fronte – il primo livello di con- nazionali. PrereTCS vengano piazSenta Krieg, tatto – riescono già a risponquisiti per poter responsabile TCS zati dal Contact Contact Center Center». Sicuradere a moltissime delle doproporre il promande dei clienti. Le richieste dotto appropriato mente aiuta il fatto più complicate, per le quali al caso specifico sono: saper che gli impiegati lavorano in sono eventualmente necessari ascoltare, porre le domande modo molto indipendente e, accertamenti con altri reparti giuste e pensare in rete, ma ad esempio, che possono esdel TCS, vengono trattate al anche avere dimestichezza sere accomodanti a loro disecondo livello. Le richieste con i canali digitali, poiché screzione, ma sono anche inscritte sono di competenza del sempre più richieste arrivano coraggiati a contribuire con la team media-pool. «Siamo cotramite chat in diretta o social loro personalità. Ciò permette munque un’unica squadra e media», indica Krieg. E natudi instaurare dei buoni coni collaboratori si aiutano a viralmente la cordialità è l’eletatti con i clienti, afferma
Senta Krieg. I reclami sono invece in calo: solo l’uno percento nel 2019. Del loro trattamento si occupa un team di specialisti a Vernier. Succede comunque regolarmente anche che i soci TCS ringrazino o elogino il buon servizio. «La cultura del feedback è importante per poter ottimizzare costantemente i nostri processi e il servizio», spiega Krieg.
Obiettivo: maggiore digitalizzazione Senta Krieg e la sua squadra lavorano instancabilmente all’ulteriore aumento della soddisfazione dei clienti. Con quasi l’89,9 percento, è stato quasi raggiunto il livello di servizio desiderato del 90 percento, ossia che i collaboratori rispondano a 900 telefonate su 1000. Se a fine 2018 il tempo medio per una telefonata con postelaborazione era di oltre nove minuti, adesso è di circa sette minuti e mezzo. È stato possibile ridurre drasticamente anche il tempo di risposta alle richieste scritte. «Oggi, in linea di massima i clienti ricevono una risposta entro 24 ore», dice Senta Krieg, la quale vorrebbe che in futuro soci e potenziali nuovi clienti possano usufruire del servizio del Contact Center 24 ore su 24. Di conseguenza si sta lavorando ai requisiti tecnici e all’ulteriore digitalizzazione. • marzo 2020 | touring
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CLUB
Motociclista rimpatriato dal Circolo polare artico Dalla Svezia con dolore, ovvero la vicenda di Fabio Dell’Oca, il ticinese vittima di un incidente con tripla frattura della caviglia durante una vacanza in moto la scorsa estate. Oggi l’incidente non è più che un brutto ricordo, grazie all’aiuto efficiente e solerte del TCS. Guarito, il nostro socio racconta. E ringrazia. TESTO JÉRÔME LATHION
Arrivati alla meta senza intralci, il 12 agosto alle ore 16, già sul cammino del ritorno, la sventura è in agguato all’altezza di Vilhelmina, cittadina isolata di 4000 abitanti. Infatti Fabio è costretto ad eseguire una brusca manovra quando un’automobile sbuca d’improvviso da una strada secondaria. «Stavamo rientrando in albergo dopo aver fatto il pieno. Nel tentativo di evitare la collisione sono caduto e la moto mi è venuta addosso, schiacciandomi la gamba sinistra», racconta il malcapitato. Volendo alzarsi, sente una fitta lancinante alla gamba sinistra. Viene aiutato dagli astanti che chiamano i soccorsi. «Sono stato trasportato in una clinica annessa ad una struttura di cura e riposo a Vilhelmina», continua l’infortunato. «Sfortunatamente non erano equipaggiati per farmi la radiografia, quindi mi hanno applicato un gesso e riportato in albergo».
Ospedale cercasi Titolare di Libretto ETI da dieci anni – una precauzione voluta dalla moglie – Fabio Dell’Oca chiama la Centrale d’intervento dalla sua camera. L’operatore che gli risponde apre il dossier e gli comunica immediatamente per sms gli ulteriori passi: l’indomani stesso, il 13 agosto, non essendo disponibile un’ambulanza, l’infortunato viene trasportato all’ospedale di Lycksele, a 123 km di distanza, da un servizio taxi locale. «Una 76 touring | marzo 2020
Ai confini dell’Europa Il viaggio si interromperà bruscamente per i centauri venuti dal Ticino.
Selfie Fabio Dell’Oca poco prima dell’incidente.
delle rare strutture ospedaliere che si trovano a quelle latitudini, nell’estremo settentrione della Svezia» spiega Fabio Dell’Oca. Le lastre parlano chiaro: tripla frattura della caviglia sinistra. Richiama il TCS e si consulta con un interlocutore dell’équipe medica. Questi accerta la situazione ed autorizza il rimpatrio del socio con aereo di linea. L’addetto all’assistenza all’estero si occupa quindi della prenotazione dei voli e
gli trasmette i ticket sul suo cellulare. Il 14 agosto Fabio Dell’Oca viene trasferito all’aeroporto di Umea, il più vicino, eppure distante ben 130 km da Vilhelmina. Da qui prende l’aereo fino alla capitale, dove s’imbarca sul volo Finnair Helsinki– Milano Malpensa. Allo scalo lo aspetta un taxi con il quale si reca direttamente all’ospedale di Mendrisio. Viene ricoverato lo stesso giorno verso le sette di sera.
Tutto è bene quel che finisce bene Fabio Dell’Oca deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Dopo l’operazione seguono numerose sedute di fisioterapia. Nel frattempo, il 9 settembre 2019, gli giunge a sorpresa la lieta notizia che la sua moto è rientrata a sua volta e si trova, leggermente danneggiata, dal suo meccanico a Chiasso.
FOTO ALD
A
nche una persona del Sud può non andare in cerca del sole durante le vacanze. Fabio Dell’Oca, 62 anni, domiciliato a Morbio Inferiore, confessa di essere sempre stato attratto dai paesi nordici: «Sono andato spesso in Scandinavia, in nave e aereo». Ma quel fatidico 4 agosto 2019, è in motocicletta che parte accompagnato da un amico. I due si lasciano alle spalle il Ticino per compiere un viaggio cui Fabio tiene molto: il periplo della Svezia, fino al Circolo polare artico.
DER L’ESPERTO TCS EXPERTE TCS «È stata consegnata dal TCS assieme al mio casco e tutto il bagaglio» ricorda il ticinese che ha recuperato non soltanto il sorriso, ma anche la piena mobilità. Si è ristabilito ed è tornato a camminare senza le stampelle.
Lettera di ringraziamento
PARTIRE SENZA PENSIERI CON LA PROTEZIONE ETI PLUS Adesso il Libretto ETI offre una tutela in viaggio ancora più ampia grazie alla variante introdotta di recente «Protezione ETI Plus», che garantisce le seguenti prestazioni esclusive: copertura delle spese di annullamento fino a 120 000 franchi per caso, senza franchigia; auto a noleggio sostitutiva, senza franchigia, assicurazione del bagaglio (franchigia 200 franchi); copertura illimitata delle spese di cura all’estero. Informazioni e ordinazioni: 0800 140 000, tcs.ch/eti
Il ticinese ha aderito al TCS nel lontano 1977, anno in cui ha comprato la sua prima vettura. In precedenza è dovuto ricorrere al TCS e precisamente al soccorso stradale solo in tre occasioni: due volte a causa di problemi con la motocicletta, una per una panne in automobile.
Ambasciatore ETI Reduce da quest’esperienza, per fortuna conclusasi positivamente, si è fatto spontaneamente testimone e sostenitore convinto dell’ETI. Lo citiamo al riguardo: «Sicuramente consiglierò la vostra organizzazione e il vostro servizio a parenti, amici e conoscenti», conclude il nostro socio di lunga data. •
ABITARE
Tenda da sole rovinata dalla vicina di sopra
«
La vicina del piano superiore annaffia regolarmente le sue piante sul balcone. A lungo andare l’acqua che sgocciola dall’alto ha danneggiato la mia tenda da sole. Chi paga?»
TESTO VERA BEUTLER
Se abita in affitto, in primis il loca- Nei condomini la situazione tende tore, in caso di comproprietà la co- a complicarsi. Ove non diversamunità dei condomini o, a seconda mente stabilito nel regolamento, le del regolamento, la vicina che ha tende da sole costituiscono un elecausato il danno. Se tuttavia rimento che determina l’aspetto mane a guardare per mesi finché esteriore e il decoro architettonico la tenda è completamente inzupdell’edificio e come tale rientrano pata, rischia di dover pagare di tafra le parti comuni e non devono sca Sua. Infatti, appena nota che essere danneggiate o comprol’acqua cola copiosa dall’alto bamesse nella loro funzione dai congnando regolarmente la Sua tenda, domini. Se il regolamento amdovrà segnalarlo subito alla pamette fioriere e la vicina non drona. La padrona di casa deve annaffia oltre il tollerabile sarà la farsi carico della riparazione o socomunità dei proprietari a doversi stituzione. Può decidere di sosteassumere i costi di riparazione o nerne il costo oppure spedire la sostituzione della tenda. Se il refattura alla responsabile. Potrebbe golamento le vieta, con ogni properò anche inviarla a Lei quale babilità la vicina dovrà risarcire il danno, a meno che non sia coinquilino qualora avesse segnaprevista una diversa rilato lo stillicidio in ritardo, aggrapartizione delle spese. vando ulteriormente il danno. In questo caso, è Lei a dover pagare Vera Beutler, dr. iur. la fattura. Perlopiù non potrà nepresponsabile di «lex4you». pure farsi rimborsare dalla Sua assicurazione responLEX4YOU sabilità civile privata. In effetti, «lex4you» è una piattadanni a terzi che si forma interattiva di consulenza giuridica verificano gradualper la vita di tutti giorni mente per una – comprensibile, attuale azione prolungata e pratica. sono generalmente Il TCS è al vostro fianco per esclusi da queste le questioni giuridiche. lex4you.ch polizze. marzo 2020 | touring
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MW
Fabio Dell’Oca ha espresso la sua gratitudine con una lettera di cui pubblichiamo qualche passaggio. Il 20 novembre scrive al servizio TCS d’assistenza all’estero: «Un grazie particolare va ai suoi collaboratori con i quali mi sono intrattenuto telefonicamente e con messaggi una dozzina di volte nel giorno dell’incidente e nei due giorni successivi. Si sono dimostrati molto cordiali, disponibili, professionali, competenti e celeri nel risolvere il problema dovuto al mio rimpatrio (prenotazioni taxi e voli di rientro, trasporto negli aeroporti, preoccupazione per il mio stato di salute, contatto con il vostro medico) e al rimpatrio della moto (trasporto su camion). Vi ringrazio inoltre per aver preso a vostro carico tutte le spese riguardanti l’accaduto».
FORUM
Scriveteci…
touring impressum
Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. Straordinario Maggiolino Nel 1978 andai negli Stati Uniti con entrambe le mie sorelle per un anno. Visto che lì per girare occorreva un’automobile ma essendo giovani studentesse non avevamo i soldi per comperarne una, la persona che mi ospitava me ne ha organizzata una. L’ha trovata abbastanza velocemente, e così ci mostrò un Mag-
Rivista del Touring Club Svizzero
giolino VW, «di età molto avanzata», preso per circa 200 dollari. La parte posteriore era smussata, il motore scoperto e dietro al posto del divano ci si sedeva sulla moquette. Inoltre non aveva né frecce né spia per il serbatoio! Comunque ci portava in giro. Quando dovevamo svoltare a sinistra la pilota metteva fuori il braccio e se invece si andava a destra il compito toccava a chi sedeva accanto. E se lì non sedeva nessuno… pazienza! Una volta che ero da sola, sono rimasta senza benzina al centro di un incrocio. Ma gli americani sono stati talmente gentili, alcuni mi hanno spinto a bordo strada, mentre altri sono corsi al primo distributore a cercare il carburante. Sembra una bella avventura, e ad essere sincera, lo è stata veramente. Esthi Stobaugh
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto «Di età molto avanzata», ma andava e frenava!
Non far discriminazioni Touring 12/19–1/20, il consulente
Premetto che oltre ad essere automobilista, guido pure la moto. Concordo che il comportamento del motociclista che citate non sia permesso. Ma che non si spenda neanche una parola sugli altri utenti (penso agli automobilisti!), lo trovo discriminatorio. Incrocio spesso vetture dai rumori assordanti e ben oltre ogni limite. Allora ritengo che siamo di fronte ad un problema in materia di collaudi. Apparentemente vengono tollerate varie modifiche tecniche di motori. Occorre prendere sul serio la lotta contro il rumore nel traffico, anche punendo più spesso i trasgressori! J. Wyss @ No ai veicoli rumorosi
Nell’edizione di dicembre/ gennaio citate il caso di un motociclista argoviese incolpato per aver provocato emissioni sonore troppo ele78 touring | marzo 2020
quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch
vate. Ma siamo franchi: numerose vetture equipaggiate di scappamenti speciali emettono quotidianamente rumori assordanti nelle nostre città. Ad esempio a Losanna nel solo mese di settembre sono stati denunciati quindici veicoli. A Friburgo, città e campagna, diversi controlli della polizia cantonale durante l’estate hanno individuato decine di auto non a norma. I loro proprietari sono dunque stati pregati di portare le vetture per una verifica all’Ufficio della circolazione. Siamo coraggiosi: questi dispositivi devono essere vietati, per rispetto della popolazione che aspira a più tranquillità e che deve subire tali disturbi. Questo flagello deve essere combattuto con un’applicazione stretta della legislazione. Tali veicoli non de-
vono più circolare sulle nostre strade. Marcel Roulin @ Aereo elettrico Touring 12/2019-1/2020
Una buona cosa, purtroppo una goccia nell’oceano. Per poter far funzionare il traffico aereo a Zurigo, quotidianamente viaggiano treni merci con circa 1600 tonnellate di cherosene nel Mitteland. Il rifornimento di carburante vien fatto esente da tasse, in modo da poter volare attraverso tutta Europa con importi a sole due cifre. Un volo di ritorno da New York dovrebbe essere tassato a 400 franchi se si applicassero le tariffe del traffico stradale (calcolo: Zurigo– NY: 6300 km, consumo medio per passeggero: 4,0 l/ 100 km, tassa: 0,8 fr./l). Yves Kaleja @
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Susanne Troxler (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch Vantaggi socio Marcel Zimmermann Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
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Partecipa al concorso entro il 22.3.2020 collegandoti al nostro sito internet touring.ch e indicando la giusta risposta. Buona fortuna!
Una entrata famiglia (2 adulti, 2 bambini) del valore totale di 156 franchi, generosamente offerta dal Museo svizzero dei trasporti a Lucerna.
La risposta corretta del concorso n. 2 era A.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.
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IN GIRO CON
ANNINA WIDMER
Una passione per i purosangue Il suo mondo è sempre stato quello dei cavalli. Annina Widmer da fantina ad attuale Head of Racing al White Turf, la gara ippica sul lago ghiacciato di St. Moritz. Il compito dell’argoviese è far sì che questo evento invernale si svolga senza intoppi. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO MARCO HARTMANN
L
a 41enne Annina Widmer fissa il circuito innevato sul lago di St. Moritz. «Sono necessari 27 centimetri affinché il ghiaccio riesca a sostenere le tribune e le altre strutture. Ora vi sono circa 50 centimetri», ci spiega l’ex fantina. Alla vigilia della prima domenica di gare del White Turf l’elegante tendopoli bianca sul lago è vuota, a parte qualche artigiano intento a compiere dei ritocchi. Il telefonino di Widmer suona di continuo: membri del consiglio di amministrazione del Rennverein St. Moritz, proprietari di cavalli o rappresentanti comunali – tutti vogliono qualcosa dall’Head of Racing. Tuttavia la veterinaria è la calma in persona. «Sono la coordinatrice di tutto l’evento. Avere dei nervi saldi è un vantaggio», conclude ridendo.
Le gare nel sangue Grazie ai vicini della sua famiglia, che possedevano dei cavalli da corsa, è entrata in contatto con il mondo delle gare. Lei stessa ha partecipato con successo a numerose competizioni come fantina tra il 1996 e il 2006. A Oberwil-Lieli (AG) ha aperto uno studio veterinario e – naturalmente – i pazienti principali sono i cavalli. Ora però ha dovuto ridurre il lavoro da veterinaria perché la doppia funzione 80 touring | marzo 2020
è formata acqua. Per evitare qualsiasi rischio, ha deciso di accorciare il percorso di gara, che normalmente va dai 1300 ai 2700 metri, a solo 800 m di lunghezza. Una decisione presa anche negli anni precedenti.
Un evento per tutti di membro del consiglio d’amministrazione del Rennverein St. Moritz e di co-CEO del Comitato organizzatore del White Turf assorbe molto del suo tempo e della sua presenza. Alla domanda come si diventa la responsabile delle gare di skikjöring, trotto e galoppo – una funzione che svolge per la terza volta – risponde con modestia: «Si deve avere un’idea dello svolgimento delle gare e conoscere gli attori delle competizioni ippiche. E dato che il mondo delle corse di cavalli in Svizzera è piuttosto piccolo, si sono rivolti a me».
Tutto sotto controllo Il giorno della gara la scena cambia completamente. Già molto prima della partenza alle 11.30 famiglie con bambini nelle loro tute da sci variopinte camminano tra le tende, signore e signori in pelliccia sorseggiano la prima flûte, alle bancarelle si servono boccali di birra e in una tenda di BMW, uno degli sponsor principali dell’evento sportivo e sociale, si tiene un vernissage cui partecipa il jet set internazionale. Si possono sentire le lingue più svariate, oltre ai vari dialetti svizzero tedeschi. Nel frattempo Annina Widmer ha fatto verificare la condizione del ghiaccio. A causa delle temperature primaverili, in alcuni punti del circuito si
Al più tardi alla prima gara quando i cavalli e i loro cavalieri sfrecciano sul fondo innevato con i sulky – i calessini con i pattini – l’atmosfera si fa magica e anche i visitatori che altrimenti hanno ben poco da spartire con i cavalli rimangono affascinati dallo spettacolo. Il White Turf, che nel 2020 ha luogo per la 113a volta, è un magnete di pubblico. Ogni anno le competizioni nelle tre domeniche consecutive di febbraio attirano 30 000 visitatori. «Il panorama, la neve, l’atmosfera – tutti sono euforici, non solo i cavalieri. Il White Turf non è paragonabile ad alcuna altra competizione ippica in Svizzera», sostiene Annina Widmer. Nella sua voce si nota chiaramente l’emozione che questo evento suscita ancora in lei, nonostante lo viva per la 25a volta. ◆
«Il panorama, la neve, l’atmosfera – il White Turf non è paragonabile ad alcuna altra competizione ippica in Svizzera» Annina Widmer Head of Racing White Turf
La veterinaria con i cani Indi e Mali in una tribuna sul lago di St. Moritz.
marzo 2020 | touring
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GIOCA & VINCI
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GRANDI OCCASIONI
19 a m rzom:ine
per vincere
r ultimo te cipare per parte i ai gioch
OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI IN PALIO lo smartphone Huawei Mate 30 Pro 128 GB Valore CHF 849.– Il design e la lavorazione del Mate 30 Pro di Huawei soddisfano qualsiasi esigenza. Il telaio in alluminio e il display da 6,5” sono leggermente arrotondati. La batteria da 4200 mAh ha una capacità eccezionale, e anche dopo un giorno di uso intensivo dispone ancora di circa il 50% della sua autonomia. Le fotocamere, dotate della funzione di riconoscimento degli oggetti, sono semplicemente eccellenti. Il dispositivo offre anche altre
funzioni di AI come il riconoscimento di oggetti e il contatore di calorie. Quanti chilometri hanno percorso i tre orsetti dello zoo vodese di Servion nella trasferta fino a quello di Hamerton in Inghilterra? Inviate un SMS con tmi031 xxx (xxx = chilometri) al numero 5555
OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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OCCASIONE 3 – SUDOKU 2
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Valore CHF 449.–
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IN PALIO il tablet Apple iPad mini 7,9” WLAN
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IN PALIO il telefonino per attività outdoor Crosscall Shark-X3 Valore CHF 119.–
L’iPad mini pesa solo 300 g e ha uno spessore di soli 6,1 mm. Con il suo chip Bionic A12, il dispositivo è fino a 3 volte più veloce del suo predecessore e offre le massime prestazioni. La durata della batteria fino a 10 ore è sufficiente per l’intera giornata. Il display offre un’elevata luminosità, un’ampia gamma di colori con oltre 3 milioni di pixel e un rivestimento antiriflesso. È uno strumento di lavoro perfetto per quando si è in viaggio, ma anche un tablet ideale per giocare e guardare film.
Crosscall è specializzata in telefonini per attività outdoor. Il modello Shark-X3 è particolarmente adatto a chi è spesso esposto all’acqua, in particolare all’acqua corrosiva del mare. Ad esempio, il dispositivo non affonda. È impermeabile fino a 60 minuti a una profondità di 2 metri. Può anche inviare segnali luminosi sott’acqua o un SMS di emergenza automatico. Il sistema notturno è dotato di una potente torcia e di un LED rosso. Nell’involucro è integrato un fischietto con il quale è possibile inviare un segnale di chiamata d’emergenza.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi032 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi033 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.
82 touring | marzo 2020
Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.
TICINO Bollettino della Sezione Ticino
#3 | marzo 2020
La mobilità con l’amico a quattro zampe L’Incredibile storia di Jonathan e Jek… Pagina 85
SEZIONE TICINO
Assemblee dei Soci dei Gruppi locali:
2020: nomine statutarie
L
e assemblee dei Soci dei Gruppi locali del Touring Club Svizzero sono state convocate. L’ordine del giorno contempla le consuete trattande statutarie con l’approvazione del verbale dell’ultima Assemblea, la relazione del Presidente, la relazione finanziaria per il 2019, la presentazione del preventivo 2020, un breve riassunto della attività intraprese e quelle programmate per l’anno in corso. Quest’anno in particolare si terranno le nomine statutarie che precedono quelle a livello cantonale dell’Assemblea del 19 maggio al Palazzo dei Congressi di Lugano. Molte le partenze per raggiunti limiti statutari che porteranno a un sensibile rinnovo dei comitati. I Soci che desiderano partecipare all’assemblea della propria giurisdizione sono pregati di annunciarsi ai recapiti indicati. L’invito ai Delegati avverrà invece con invio personale. Di seguito sono segnalate le date, i luoghi e le modalità d’iscrizione. Gruppo Bellinzonese e Valli Il Comitato invita i delegati, soci e ospiti all’assemblea che avrà luogo lunedì, 16 marzo 2020 alle ore 17.45, presso il Centro Civico di Arbedo-Castione. L’Assemblea terminerà con un intervento del Consigliere di Stato Raffaele De Rosa (membro di Comitato uscente) sul tema «Quale è la visione del CdS di fronte all’aumento costante degli ingorghi sulla nostra rete stradale?». Seguirà una cena offerta a tutti i partecipanti. L’iscrizione è obbligatoria all’indirizzo manifestazioni.tcs@bluewin.ch entro il 02 marzo 2020.
Gruppo del Luganese Mercoledì, 4 marzo 2020 alle ore 18 presso l’«Hotel De la Paix», Via Cattori 18 a Lugano, si terrà l’assemblea alla quale farà seguito una cena offerta a tutti i soci partecipanti alla stessa. Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 2 marzo 2020 allo 091 922 88 61 oppure all’indirizzo info@tcs-lugano.ch.
Gruppo del Locarnese e Valli L’assemblea si terrà presso l’«Hotel Ascona» in Via Signor in Croce 1 ad Ascona, venerdì 26 marzo 2020 alle ore 18. Al termine dei lavori assembleari verrà offerta la cena. Le iscrizioni sono da inoltrare entro il 22 marzo 2020 all’indirizzo
TCS SEZIONE TICINO
84
84 000 copie 10 volte all’anno Marco Colandrea Sara Bönzli
touring
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marzo 2020
Gruppo del Mendrisiotto L’«Hotel Coronado» in Via F. Borromini 10 a Mendrisio ospiterà l’assemblea mercoledì, 11 marzo 2020 alle ore 18. Al termine dei lavori assembleari seguirà la tradizionale cena sociale offerta ai soci e ai delegati (per accompagnatori sarà richiesta una partecipazione di fr. 40.–). L’iscrizione è obbligatoria e dovrà pervenire entro il 4.3.2020. La si può comunicare all’indirizzo email tcs.mendrisiotto@gmail.com oppure allo 079 171 48 96.
Punto di contatto via alla Chiesa 10, 6802 Rivera Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e controlli tecnici.
Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout
adele.guscetti@gmail.com oppure allo 079 213 20 10.
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581, 6802 Rivera sezioneTI@tcs.ch Stampa
Swissprinters AG Brühlstrasse 5 4800 Zofingen
Per il viaggio: ViaCard, Bollo ecologico (D), Telepass (I, F, E, P), Patente internazionale, Vignetta autostradale per CH e Austria, info e pagamenti Pedemontana Telefono 091 935 91 35, Fax 091 935 91 20 sezioneTI@tcs.ch, www.tcs-ticino.ch
SEZIONE TICINO
L’incredibile storia di Jonathan e del suo gatto Jek In questa edizione abbiamo il piacere di raccontarvi la storia di due atipici viaggiatori, quella di Jonathan Duca, 25enne di Locarno, e del suo gatto Jek. In poco tempo le loro avventure sono diventate virali sul web, la loro pagina Instagram «Travel with my cat» conta oggi circa 27 000 fan provenienti da tutto il mondo. Ma i viaggi di Jonathan – e del suo fedele amico a quattro zampe – sono cominciati in seguito ad un tragico evento che gli ha sconvolto la vita. Lo abbiamo incontrato nella nostra sede TCS di Rivera, per conoscere da vicino la sua toccante storia.
Quando è stato il momento in cui ha deciso di viaggiare? Nel 2014 ho avuto un grave incidente in auto, che mi ha portato ad affrontare un duro percorso di recupero psicofisico, fatto di 18 operazioni chirurgiche, 5 delle quali alla testa. Da quel fatale momento ho purtroppo avuto diverse complicazioni di salute, soprattutto alla testa, con le quali mi trovo confrontato tuttora. Le conseguenze di questo incidente, che si protraggono da ormai 6 anni, mi hanno portato a convivere con una forma di depressione. Potete capire come questo episodio abbia radicalmente cambiato il mio modo di vivere. L’idea di viaggiare è nata come percorso terapeutico, una via per sconfiggere la tristezza con la quale mi trovo spesso confrontato. Nel dicembre del 2018 ho così deciso di partire un mese in solitaria in Marocco e vedere se cambiando aria e visitando nuovi luoghi, ne avrei tratto beneficio in salute. Com’è nata l’idea di viaggiare proprio con il suo gatto? Sono molto affezionato a Jek, l’ho preso quando aveva 3 mesi alla Protezione animali, il fine era quello di avere qualcuno al mio fianco che potesse farmi sentire meglio e mi aiutasse nel recupero post incidente. Per questo motivo il mio legame con lui è molto forte. Inoltre è molto sensibile, quando mi sento poco bene lui lo capisce, mi cerca e mi sta
vicino, dandomi equilibrio. Al rientro da quel primo viaggio in Marocco avevo capito che non volevo separarmi da Jek. Mi mancava. Io avevo bisogno di lui e lui di me. Viaggiare e al contempo avere un animale a casa da solo non poteva certo essere una soluzione plausibile. Così ho pensato: «perché non portarlo con me?». E così ho fatto! Come affrontate i vostri lunghi viaggi a quattro ruote? Abbiamo a disposizione due Toyota Land Cruiser, entrambi allestiti per soggiornarci, a dipendenze del viaggio che dobbiamo affrontare, scegliamo il veicolo più adatto. Non c’è bisogno di chissà che tecnologie, abbiamo l’essenziale per poter viaggiare tranquilli. In viaggio Jek è un gatto molto tranquillo, dorme praticamente sempre quindi non mi dà alcun tipo di problema. In auto, ai piedi del posto del passeggero, ha la sua lettiera per i bisogni. È sveglio unicamente quando l’auto non è in movimento, mi fa sorridere il modo nel quale ogni volta che ci fermiamo mi guarda con aria interrogativa, quasi a volermi chiedere «siamo in colonna o posso scendere?» Da qualche tempo documenta sui social network i suoi viaggi con Jek in giro per l’Europa e Africa. Avete riscosso un grande seguito sui social network, come se lo spiega?
Abbiamo cominciato a viaggiare nel gennaio del 2019, ma ho deciso di creare una pagina dei nostri viaggi sui social network solo in luglio. Da quel momento non ho fatto altro che caricare quelle che sono le nostre giornate, la nostra quotidianità. La svolta c’è stata quando un quotidiano locale ha notato una nostra foto in gita, da quel momento siamo stati invitati anche in TV ed è cominciato ad aumentare il nostro seguito. L’ho fatto per gioco, dopo che alcune persone mi avevano consigliato di documentare i nostri viaggi. Non mi sarei mai aspettato questo successo. Che viaggi avete già fatto insieme? E qual è il suo prossimo obiettivo e sogno nel cassetto? Abbiamo girato la Svizzera e l’Italia in lungo e in largo, siamo stati in Francia, Spagna, Germania, Olanda ed Africa. Con me Jek ha scoperto la montagna e il mare, la neve, i prati e le spiagge. Il sogno da realizzare è quello di fare il giro del Sud America insieme, ma non è semplice da organizzare, anche finanziariamente. L’idea è quella di riuscirci entro il 2022, noi ci crediamo. Per chi volesse ripercorrere o seguire i prossimi viaggi di Jonathan e Jek, lo può fare digitando «Travel with my cat» su Facebook, Instagram o sul blog «www. travelwithmycat.org», sui quali è anche possibile sostenere i loro viaggi. marzo 2020
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I 14 musei da non perdere per una visita con bambini secondo le mamme di «Mini Me Explorer» A cura di Jennifer e Augusta di «Mini Me Explorer»
Forse avrete notato anche voi che rispetto a molti anni fa, i musei di oggi si sono evoluti tantissimo nelle proposte educative; in ogni museo troviamo postazioni interattive per catturare maggiormente l’attenzione dei bambini. Postazioni dove il bambino non è solo
spettatore ma un attivo partecipante grazie a: esperienze, workshop, laboratori, atelier e all’ausilio delle nuove tecnologie. Il museo non è più un luogo noioso nel quale si impara e basta, ma uno spazio dove si impara facendo. Nei nostri viaggi
sul territorio abbiamo visitato diversi musei con i nostri bambini e ne abbiamo scelti alcuni che secondo noi sono veramente validi e che vi consigliamo di visitare almeno una volta nella vita. Vi assicuriamo che non ci si annoia!
i s o ci o diritto n n Bambini amanti di TRASPORTI: senza dubbio il Museo dei Trasporti di Lucerna è ciò che fa per loro ha 0% di al 2 sconto È un museo adatto a tutte Sarebbe impossibile condenscoprire, attraverso le età, c’è molto da osservare sare tutte le possibilità che un tour virtuale di venti e tante attività alle quali offre questo museo in poche minuti, l’origine e le varie fasi partecipare. Simulazioni di righe. Una giornata vi basterà di produzione del cioccolato, volo, cantieri edili nei quali a malapena, soprattutto se de- un’esperienza unica nel suo i bambini possono giocare con ciderete di avventurarvi nella genere. Non è un caso che ruspe, codici morse, planeta«Swiss Chocolate Adventure», sia il museo più visitato in rio e tanto, ma tanto altro. un’attrazione che vi porterà a Svizzera!
Bambini appassionati di SPORT: note di merito a due musei, il Fifa a Zurigo e il Museo Olimpico di Losanna
Il Fifa World Museum parla di calcio e delle sue mille sfaccettature, dai giocatori,
alle maglie, alle emozioni che questo sport suscita ogni giorno in milioni di persone distribuite in tutto il mondo. Un museo nuovo, bellissimo architettonicamente parlando e all’interno del quale i bambini hanno la possibilità di immedesimarsi e vivere l’esperienza con gli occhi di un calciatore. Anche il Museo
Olimpico di Losanna, strutturato su tre piani e dotato di tecnologie all’avanguardia, offre un ricco archivio storico sportivo. Le esperienze multisensoriali proposte, attraverso giochi e video, facilitano la conoscenza delle discipline olimpiche anche ai più piccoli, stimolandone l’interesse. I trofei e le
medaglie esposte all’interno delle sale danno un senso di immediata vicinanza agli atleti che negli anni hanno partecipato a queste competizioni di caratura mondiale. Consigliamo inoltre la passeggiata nel parco di 8000 mq, dove troverete esposte delle meravigliose opere d’arte.
Passione per l’ARTE? Le nostre due proposte sono: il Jean Tinguely a Basilea e il Paul Klee a Berna Il museo Tinguely di Basilea è adatto ai bambini che vogliono approcciarsi per la prima volta al mondo dell’arte. Le macchinesculture realizzate dal famoso artista svizzero, con materiali di recupero, permettono di vivere l’arte in maniera
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insolita. Tutto sembra pensato per incuriosire i bambini, e forse è proprio così: si dice che i bambini fossero il pubblico preferito da Tinguely. A Berna, sotto le onde d’acciaio disegnate da Renzo Piano, vi segnaliamo il centro
Paul Klee – nella cui grande sala sono esposte opere selezionate di questo artista svizzero. Per le famiglie il pezzo forte è certamente l’atelier (ri)creativo a cui si può accedere gratuitamente: forse il miglior atelier d’arte di tutta la Svizzera.
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FILM E CINEMA: il super Museo dedicato a Charlie Chaplin sulle colline di Vevey Visitando questo museo non potrete che rimanere a bocca aperta, sicuramente supererà quelle che sono le vostre aspettative. A farvi immergere nel mondo cinematografi-
co, un film dedicato all’artista, che ha passato i suoi ultimi anni di vita proprio nella favolosa villa (ora museo) sulle colline di Vevey. Un’incredibile ricostruzione
delle ambientazioni e delle scenografie presenti nei suoi film vi darà la possibilità di diventare, con i vostri bambini, dei veri e propri attori.
Bambini appassionati di GIOCATTOLI e bambole? Ecco il Museo Spielzeug Welten di Basilea Anche se non siete appassionati di bambole e giocattoli, questi spazi all’interno del Spielzeug Welten di Basilea sapranno attirare la vostra
attenzione e quella dei vostri bambini; quattro piani dedicati ai giochi «di una volta», alle bambole, alle casette delle bambole e ai loro
accessori, alle giostre e agli orsetti di peluche. Pensate che con i suoi 2500 esemplari, questo museo, vanta il primato di più grande
collezione di orsi di peluche al mondo. Un’incredibile collezione privata messa a disposizione dei visitatori nel cuore della città.
Bambini amanti di NATURA e ANIMALI: Museo all’aperto Ballenberg – Oberland Bernese Il Museo all’aperto del Ballenberg è composto da 110 edifici rurali provenienti da ogni regione della Svizze-
ra. Durante la passeggiata in questa splendida area, i bambini potranno accarezzare i 250 animali della fattoria,
concedersi un giro sulla giostra d’epoca, giocare e conoscere i giocattoli «di una volta» e provare gli attrezzi
che usano gli artigiani. Un viaggio nel passato per conoscere tradizioni e storia della nostra nazione.
Il primo museo al mondo dedicato all’ALIMENTAZIONE: l’Alimentarium di Vevey Il protagonista dell’Alimentarium di Vevey è il cibo, in tutte le sue forme. Si parla della sua storia e dell’evoluzione che ha subito nel corso dei secoli e dei millenni, per
poi passare al luogo dove il cibo viene preparato: la cucina. «Quali alimenti consumiamo?», «come li cuciniamo?», «quale è il loro apporto nutritivo?». Sono
tutte domande alle quali l’Alimentarium cerca di dare risposta. Il pezzo forte, pensando alle famiglie, è certamente il piano superiore del museo: la sezione dedicata
all’apparato digerente. In questa area i bambini possono facilmente comprendere il percorso che il cibo fa all’ interno del corpo, entrando «fisicamente in un intestino».
I DIRITTI UMANI: il Museo internazionale della Croce Rossa Il Museo internazionale della Croce Rossa è stato creato da sei architetti di grido all’interno del quale vengono trattati molti temi importanti della nostra società. Il visitatore
La SCIENZA per tutti: il Technorama di Winterthur Un museo unico nel suo genere. I bambini possono svolgere esperimenti scientifici, test, giochi e assistere a dimostrazioni varie, come ad esempio quella del funzionamento dei fulmini. Tanto spazio per giocare con la scienza dove vi è un solo divieto: «proibito non toccare».
viene condotto in un arduo ma illuminante percorso, nel quale vengono mostrate le enormi difficoltà che affrontano uomini, donne e bambini in tantissime parti del mondo.
Vengono inoltre illustrati i retroscena della guerra e della pace, delle persecuzioni e della violenza, nonché delle catastrofi umanitarie e naturali.
Un po’ di STORIA: Il Museo dei fossili a Meride, il Museo del Gottardo e il Kulturama di Zurigo
Tre tuffi nel passato in epoche diverse e tre musei per far conoscere ai bambini cosa esisteva prima di noi. Al
museo dei fossili del Monte San Giorgio di Meride si organizzano anche splendidi atelier ed esperienze in realtà aumentata e in realtà virtuale, per avvicinare i bambini alla conoscenza del nostro territorio e di quello che c’era 200 milioni di anni fa. Per comprendere da vicino l’evoluzione dell’uomo e delle
diverse specie animali nel corso dei secoli, è obbligatorio fare tappa al Kulturama di Zurigo. Anche il Museo del Gottardo è molto interessante, in particolar modo per coloro che desiderano approfondire la storia del nostro territorio, ma è indicata anche per una visita con bambini.
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I nostri controlli in un colpo d’occhio! Al Centro tecnico TCS di Rivera effettuiamo controlli tecnici che permettono di meglio gestire la manutenzione della propria auto ed evitare costosi interventi che possono, a volte, rivelarsi anche inutili. La garanzia sta per scadere e vuole conoscere lo stato dell’auto? E ancora… Siete stato convocato al collaudo e vuole sapere se l’auto è pronta a superarlo? Con quali costi? Acquista un’auto usata e desidera sapere se sia una vera occasione? Ecco che un controllo con la consulenza e l’esperienza di esperti permette di rispondere a molti quesiti. Standard (60 min.) Fanaleria, freni, e ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli) Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS 80 fr. Precollaudo auto (40 min.) Si valuta tutto lo stato dell’auto che deve essere presentata al collaudo ufficiale. È rilasciata una lista di interventi necessari da presentare al proprio garagista. Prezzo: 120 fr. Prezzo Socio TCS: 60 fr. Se durante il precollaudo l’auto risulta già a norma, si potrà usufruire del Pacchetto
SOLO PER SOCI TCS: l’auto viene collaudata subito ricevendo uno sconto sulla tariffa del controllo TCS. Sconto: 30 fr. sul precollaudo Precollaudo autofurgoni e Camper (50 min) Si valuta lo stato dell’autofurgone o Camper che deve essere presentato al collaudo ufficiale. Per i Camper non è incluso il controllo del sistema a gas nella zona abitativa. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr.
Test occasione (100 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Test occasione con potenza motore* (140 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, tachimetro, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) e con il controllo della potenza motore Prezzo: 300 fr. Prezzo Socio TCS: 170 fr. Test garanzia (100 min) Controllo delle parti coperte dalla Garanzia dell’auto prima che questa scada. Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr.
Potenza motore moto* (50 min) Controllo della potenza del motore per motociclette Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Tachimetro (50 min) Controllo per la coerenza della velocità indicata Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Diversi (10 min) Controlli dedicati alla ricerca di specifici difetti secondo il tempo (per ogni 10 min.) Prezzo: 20 fr. Prezzo Socio TCS: 10 fr. «Ceck-up» vacanze (60 min) Partire senza problemi! Un controllo per evitare delle «panne» che possono rovinare le vacanze. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr.
Sicurezza (30 min) Fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali Prezzo: 100 fr. Prezzo Socio TCS: 50 fr. Potenza motore auto* (80 min) Controllo della potenza del motore di automobili Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr.
* Per effettuare la potenza del motore si consigliano pneumatici di controllo forniti dal garagista. È sconsigliato effettuarla con pneumatici invernali, da corsa, nuovi o rigommati. Inoltre la potenza motore sarà spinta fino alla velocità massima indicata dai pneumatici.
Luogo e orari Centro tecnico TCS Via alla Chiesa 10, 6802 Rivera. Orari d’apertura: lun-gio 07.30–18.00 ven 07.30–16.30 sab 08.00–12.00
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Appuntamenti Telefono: 091 935 91 35 Internet: tcs-ticino.ch e-mail: sezioneTI@tcs.ch
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Novità seggiolini auto:
arriva la giornata informativa per genitori vengono più comunemente fatti e che possono mettere a repentaglio la sicurezza dei bambini.
Alcune tematiche trattate durante il corso: • Scelta e cambio del seggiolino, le 3 categorie disponibili • Test TCS • Errori comuni • Fissaggio e allacciamento corretto • Normative in vigore • Novità e consigli • Prova pratica Ogni anno circa 300 bambini sono vittime di incidenti in auto. Un bambino su due risulta non essere allacciato correttamente e uno su quattordici, addirittura non allacciato. Quest’ultimo fattore rappresenta una minaccia per la sicurezza dei bambini, esponendoli di fatto, a grossi rischi. Il TCS è da più di 50 anni attivo nell’ambito della sicurezza dei bambini in auto. Per questo motivo sono regolarmente svolti test sulla qualità e sicurezza dei seggiolini,
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comunicate le ultime novità del settore e pubblicati utili consigli. A questo proposito, la Sezione Ticino del TCS ha il piacere di comunicarvi la realizzazione di un corso gratuito, della durata di mezza giornata, per formare ed informare i neo-genitori e genitori in materia di seggiolini auto. Un’importante occasione di formazione teorica e pratica, finalizzata al chiarimento dei dubbi, degli errori che
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Prima disponibilità, Centro TCS Rivera: 6 maggio 2020 • 1ª sessione: Ore 9.00–12.00 • 2ª sessione: Ore 13.30–16.30 Le iscrizioni sono da inoltrare tramite email sezioneti@tcs.ch oppure tramite apposito tagliando al seguente indirizzo: TCS Sezione Ticino, CP 581, 6802 Rivera
Modulo di richiesta Nome Cognome Indirizzo CAP e Luogo Età figli N. Socio
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Preferenza orario 1ª sessione: Ore 9.00–12.00 2ª sessione: Ore 13.30–16.30 Data Firma
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Riparte la stagione dei collaudi «on the road»
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opo il successo dello scorso anno, durante il quale sono stati registrati più di 1000 collaudi, la Sezione Ticino del TCS si prepara a una nuova stagione di spostamenti sul territorio. Su mandato della Sezione della Circolazione cantonale, la postazione mobile del TCS presenta la duplice funzione di «centro tecnico» e «punto di contatto», offrendo una vicinanza nei confronti dei soci ancora più capillare e
decentralizzata. Il furgone MercedesBenz Sprinter tornerà a sostare, a partire dal 16 marzo, in diverse località del Canton Ticino, rievocando una storia vecchia di decenni quando, prima con i pattugliatori e poi con i tecnici sezionali, venivano svolti i controlli tecnici e dei gas (anti-inquinamento) tramite un furgone. Per chi non conoscesse il servizio, questo centro diagnostico mobile (CDM), è
attrezzato nella parte posteriore con una mini officina per permettere di effettuare i collaudi ufficiali delle motociclette leggere e, nella parte anteriore, di un accogliente sportello per fornire ogni informazione e dare la possibilità d’acquisto dei prodotti TCS, dal Societariato e Libretto ETI, al Telepass e Viacard, e tanto altro... senza dimenticare un buon caffé! 2020 Offerta olo conto (s 25% di s ne io z ta s po presso la ui seguenti C S) s mobile T TCS: prodotti riato • Societa TI E o tt • Libre ta is s s •A
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Mendrisio, Centro Sportivo Adorna Lugano, Posteggio Campo Marzio Muzzano, Camping TCS Tenero-Contra, parcheggio Campo sportivo in Via alle Bree Locarno, posteggio presso i Canottieri Locarno Cevio, Piazzale Corpo Pompieri Biasca, Piazzale Autolinee Bleniesi Biasca, Parcheggio Cimitero Chiesa Malvaglia Ambrì, Centro TCS – Aerodromo Ambrì
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