LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
ELEZIONI FEDERALI 2019 Un rinnovo con obiettivo la mobilità futura
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SOMMARIO
32
Come incrociare i cavalli sulle strade
Test dell’ibrida Toyota Corolla
40 Amare il pianeta: sostenibilità del viaggio
11
EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
dossier Salvare il pianeta, ovvero il peso delle scelte quotidiane
12 Coscienza verde
a protezione ambientale è sulla bocca di tutti. I governi stanno discutendo come risolvere il problema dei gas a effetto serra, fra polemiche e contrasti. vvio che anch io mi chieda cosa posso fare personalmente per inquinare meno. Mi rendo subito conto che dovrei cambiare le mie abitudini, ad esempio preferire la bici all auto, trascorrere le vacanze in Svizzera e non su una spiaggia del Mediterraneo, comprare prodotti a chilometro zero invece che quelli importati o addirittura trasformare la mia casa secondo lo standard Minergie. Penso che dobbiamo iniziare ognuno a casa propria se vogliamo ridurre la nostra impronta ecologica. Senza rinunce radicali, ma piuttosto comportandoci in maniera più consapevole. l azione che conta, per quanto possa sembrare una goccia nell oceano.
14 Carburanti futuri
L
Qualche consiglio per viaggiare in modo più responsabile Intervista ad Anthony Patt, professore all’ETH di Zurigo
19 Guida ecologica I corsi Eco-Drive aiutano a risparmiare carburante
mobilità 26 Elezioni 2019 Gruppi parlamentari a Berna, tre domande sulla mobilità
32 Cavalli sulle strade Comportamento da adottare in presenza di cavalieri
35 Protezione giuridica I rischi del guidare in autunno, importante essere ben assicurati
20 E-bike d’occasione A cosa occorre prestare tanta attenzione all’acquisto
Rinnovo del Parlamento
26
Felix Maurhofer caporedattore
Copertina: Illustrazione Nicolas Kristen
ottobre 2019 | touring
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SOMMARIO
45
Le oche del Burgenland
52
La Porsche 911 Carrera
58 Visitare la Namibia in treno
A Ginevra, allievi in gara da tutta Europa I miei vantaggi club 48 Namibia: sconto per i soci 55 Bauhaus centenario 57 TCS Benefits: auto in palio 83 Gioca e vinci online
48
tecnica 36 Pneumatici invernali Il nostro test si è concentrato su prodotti per furgoni e cittadine
40 Test Toyota Corolla Una compatta ibrida bardata di sistemi di assistenza
44 Skoda Kamiq
club 56 Fan del campeggio A Berna per scoprire le nuove mode della passione all’aperto
58 Sicuri sulla strada L’educazione stradale per gli scolari d’Europa a Ginevra
63 Corsia d’emergenza
SUV urbana con interni spaziosi, vasto baule e tecnologia
I veicoli della Patrouille TCS mostrano la giusta via
svago
rubriche
48 La Namibia in treno Paesaggi africani da godere sferragliando sui binari
52 Oche austriache Nel Burgenland tra fattorie e nidificazione di varie specie
TCS Sezione Ticino
47/65 L’esperto TCS 54 Salute 67 Forum 67 Impressum 69 Tourolino 70 In giro con 73 Gioca & vinci
76 77 78 80 82
A teatro con il Dottor Ciabotto Intervista a Marco Romano Viaggio in Moldavia con bambini Intervista a Fabio Regazzi Formazione a due fasi, le novità
In palio una Suzuki con TCS Benefits
57 Touring n. 11
Temi trattati nella prossima edizione della rivista: dossier sulla mobilità per ogni generazione, test dei seggiolini auto, test della Renault Clio, l’autunno nel Montafon, Arena svizzera della mobilità. Data di pubblicazione: 31.10.2019
ottobre 2019 | touring
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ATTUALITÀ CLUB Capi riflettenti La nota modella Nadine Strittmatter in passerella per il TCS.
Made Visible – il trend che veste la sicurezza sulle strade La campagna Made Visible del TCS porta in passerella una collezione che fa scintille al maggiore salone svizzero di moda.
I
l TCS si allea con i giovani talenti del design svizzero per promuovere la sicurezza nel traffico. Firmata dal gruppo di stilisti ginevrino ArchivesTM, la collezione di street style è stata presentata alla 16a edizione di Mode Suisse a Zurigo, il maggiore appuntamento del settore in Svizzera. I capi riflettenti dimostrano che ci si può vestire sicuri e ben visibili senza rinunciare allo stile. I creativi hanno reinventato alcuni capi basici del guardaroba, da donna e uomo, quali l’impermeabile e il pullover, creando 10 look sfiziosi quanto funzionali. I dettagli integrati e gli accessori ad alta visibilità sono estetici ed efficaci al tempo stesso. Una fusione
«TCS – Real Help» due OttoCar per lo spot girato dal TCS.
Nuovo concorso online «EcoDrive Rallye». Dopo il record di partecipazione segnato in primavera, fino al 29 settembre compreso sono in palio 600 premi immediati, 17 settimanali e, come trofeo principale, una Toyota C-HR 1.8 completamente ibrida del valore di 33 800 franchi. Partecipare su rallye.ecodrive.ch
Informazioni: madevisible.swiss
20˚ Colloquio Asut: aperte le iscrizioni!
E se provassi un’elettrica? FOTO MADE VISIBLE ANJA WURM, ALD
Premio d’argento a «TCS – Real Help», lo spot del TCS in corsa nel comparto sicurezza stradale e prevenzione infortuni all’AutoVision, il festival internazionale dedicato ai film e alle produzioni multimediali per l’industria automobilistica. Ha inoltre vinto l’OttoCar Black (corrispondente all’oro) nella categoria miglior regia. La premiazione si è svolta il 12 settembre all’IAA di Francoforte.
Nuovo rally EcoDrive
che fa presa: «Mi piace l’idea di combinare moda e visibilità creando uno stile moderno quanto intelligente», dichiara la top model Nadine Strittmatter, che ha sfilato indossando uno dei look. Per la promozione nei social media ci si affida ad altri tre influenzatori: Michèle Krüsi (The Fashion Fraction), Rafael Beutl (Bachelor 2014) e Alison Liaudat (Bangbangblond) mostrano sui rispettivi canali come personalizzano la visibilità nel loro modo di vestire quotidiano. Effetto sorpresa assicurato poi dalle borse per la spesa ispirate al marchio Migros. Uno statement forte e luminoso per la sicurezza sulle strade.
«TCS E-TEST DRIVE DAY»
La e-mobility sta vivendo un autentico boom. Volete mettervi al volante di varie auto elettriche, senza alcun impegno? Il TCS, vostro partner per la mobilità che cambia, invita gli interessati a prove di guida gratuite con diverse marche. Appuntamento quindi al TCS il 12 ottobre: i nostri istruttori
Doppio onore
e rappresentanti delle marche partecipanti informeranno sulla gamma di modelli ottenibili, stazioni di ricarica, costi, autonomie e quant’altro. Prenotare un test drive: tcs.ch/etest
Il pieno alla presa Come si guida una vettura elettrica?
«Enable future mobility»: questo il motto del 20° Colloquio Asut in programma il 13 novembre al Kursaal di Berna. Interverranno relatori di spicco per discutere del futuro della mobilità, fra aspettative e realtà. Approfittate del prezzo speciale per soci TCS di 360 franchi. Iscrizioni su events.asut.ch
ottobre 2019 | touring
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Arte lungo i binari Ad inizio ottobre si taglierà il nastro di un’ennesima super attrazione a Losanna: apre la nuova sede del Museo cantonale di Belle Arti, a due passi dalla stazione ferroviaria. Oltre all’indirizzo, anche le dimensioni sono straordinarie per la Svizzera: la costruzione a clinker ricorda un edificio industriale ed è lunga 145 metri, larga 21 ed alta 22, per una superficie complessiva di 8090 m2. I nuovi ambienti del Musée Cantonal des Beaux Arts (MCBA) sono abbastanza vasti da poter contenere la ricca collezione che comprende circa 10 000 oggetti. Si è così risolto il problema di ristrettezza che affliggeva la vecchia sede nel Palais de Rumine. L’enorme cantiere non è però finito, due ulteriori musei, quello del design e quello della fotografia, sono destinati ad aggiungersi, dando forma a Plateforme 10, un vibrante quartiere culturale.
Un posto molto particolare Il complesso, firmato dallo studio barcellonese Fabrizio Barozzi e Alberto
Veiga, costeggia i binari del tratto Ginevra–Losanna e sorge su un’area storicamente adibita a deposito e ceduta dalle FFS in cambio di un terreno ad ovest della capitale vodese. Il progetto recupera il blocco della stazione originale, mantenendone alcuni dettagli architettonici, come il monumentale atrio con la vetrata ad arco alta 18 metri oggi trasformato nel foyer del museo e dal quale i visitatori potranno vedere scorrere i treni. Oltre agli spazi espositivi la struttura ospita un elegante ristorante, un ampio auditorium e una biblioteca. Vanta poi un grande portone d’accesso per le forniture di opere trasportate in camion. Sul costo totale di 84 milioni di franchi, 34 milioni provengono da privati. La mostra inaugurale, che apre il 5 ottobre, è dedicata ad una selezione di opere donate al museo.
Forte e diretta l’architettura del nuovo Museo ideata dal duo Barozzi/Veiga.
Occasioni che lasciano la Svizzera Sebbene la Svizzera non abbia più industrie automobilistiche, si profila pur sempre come paese esportatore. Infatti lo scorso anno oltre 169 000 vetture sono partite all’estero, indica la Fondazione Autorecycling Schweiz. Naturalmente si tratta di veicoli usati che non avevano più il loro posto su un mercato indigeno reputato di alta gamma. Questa tendenza è in crescita dall’inizio del decennio. Nel 2010 le esportazioni non superavano le 92 000 unità. 8 touring | ottobre 2019
Secondo la Fondazione le occasioni svizzere sono spesso in buono stato, dunque ben richieste. Nel 2018 la Libia (27 607 unità) e la Polonia (26 189) erano in testa. Da notare: il prezzo unitario medio differisce in modo impressionante secondo la destinazione: 480 fr. per la Libia contro 16 620 fr. per la Gran Bretagna. Mentre il riciclaggio delle auto in Svizzera diminuisce: i 7 centri di rottamazione affiliati alla Fondazione hanno smaltito 72 000 veicoli (–6,5%).
LA CIFRA
7
secondi, è questo il tempo medio che i titolari del Libretto ETI bisognosi di assistenza medica hanno dovuto attendere prima di essere collegati con uno specialista nel periodo vacanziero tra luglio ed agosto. Ogni anno sei medici svolgono oltre 5000 consulenze telefoniche dalla Centrale ETI. Basta chiamare il numero d’emergenza +41 58 827 22 20 e premere poi il tasto 1.
LA FOTO
Metano Le mucche non sono proprio rispettose dell’ambiente: eruttano grandi quantità di metano, un gas serra dannoso per il clima. A Noer, nello Stato federato tedesco Schleswig-Holstein, questa produzione di metano è ora oggetto di un’indagine approfondita. Le vacche vengono dotate di dispositivi di misurazione per scoprire se le loro emissioni nocive possono essere ridotte con una miscela di erbe aromatiche.
LA PAROLA
Maverick Il termine che significa anticonformista o ribelle risale ad un personaggio realmente esistito. Samuel A. Maverick, firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza del Texas del 1836, rifiutò per tutta la vita di marchiare i capi di bestiame del suo allevamento. Ancora oggi, i cowboy chiamano così i vitelli non marchiati.
ATTUALITÀ
Case vacanze online
Parking intelligente
Charming Hideaways è un portale per affitti turistici oltre Reno, per tutti i gusti e budget, dal mulino riattato sul Mare del Nord alla fattoria rusticale nella Foresta Nera. Il sito risponde alla forte richiesta di alloggi di vacanze in Germania, destinazione fra le più gettonate dagli svizzeri.
L’anno prossimo il TCS lancerà una nuova piattaforma parcheggi digitale, volta a semplificare la ricerca di posteggi e rendere più efficiente l’interazione fra utenti, proprietari e gestori di app. Parcheggiare diventerà quindi più facile, grazie ad un ulteriore canale che consente di risparmiare tempo, benzina e costi.
charming-hideaways.de
FOTO KEYSTONE, ALD
Aston Martin, due «svizzere» carissime 6,4 milioni di dollari, questa la cifra battuta all’asta negli Stati Uniti per una delle quattro Aston Martin DB5 del 1965 lanciata sui tornanti della Furka da James Bond alias Sean Connery in una delle più appassionanti scene del film Goldfinger. Alla stessa vendita, una DB5 Shooting Brake, mai uscita dalla Svizzera, è stata assegnata per 1,76 milioni di dollari.
Assistente vocale Anche Zermatt Turismo si dota dell’assistente personale Alexa per rispondere alle domande poste ai suoi sportelli dai viaggiatori ed ospiti.
DB5 Shooting Brake un classico d’epoca.
Cintura salvavita Nel 1959, la Volvo presentava la rivoluzionaria cintura a 3 punti. Svelata al Salone di Francoforte sarà poi adottata da tutte le marche automobilistiche. Dopo le reticenze iniziali, gli utenti si convincono via via ad usarla, tanto che nel 2018 in Svizzera il 95% dei guidatori e il 94% dei passeggeri anteriori se la sono allacciata. Resta da persuadere chi siede dietro, di cui il 22% viaggiava senza.
Capodanno a Dresda Il TCS organizza un fantastico viaggio di cinque giorni per San Silvestro. Porterà a Dresda, con visita a numerosi siti d’interesse culturale. Informazioni e programma: tcs-viaggi.ch/dresda
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Vettura raffigurata: SEAT Ateca FR 2.0 TDI, 150 CV, cambio DSG a 7 rapporti, 4Drive, 5 porte. Consumo combinato 5.5 l/100 km, 145 g CO2/km (137 g Ø vetture nuove), 24 g CO2/km messa a disposizione energia, categoria di efficienza energetica: E. Offerta valida fino al 31.10.2019. Solo per varianti di motore e cambio con trazione integrale 4Drive. L’offerta non è valida per la CUPRA Ateca.
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DOSSIER
Abbiamo un solo pianeta. E senza di esso non possiamo sopravvivere. Possiamo rifornirci unicamente delle risorse di un pianeta per il nostro vivere quotidiano. Di quanti pianeti hai bisogno? footprintcalculator.org REDAZIONE TOURING | ILLUSTRAZIONI NICOLAS KRISTEN
ottobre 2019 | touring
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In viaggio rispettando l’ambiente: è facile Se si rinuncia a un volo in aereo per andare in vacanza si fa del bene all’ambiente. Tuttavia la singola persona può fare molto di più durante un viaggio da un punto di vista sia ecologico che sociale. Il lato positivo: sono necessari soltanto alcuni minimi cambiamenti nel proprio comportamento. Di seguito vi proponiamo un paio di suggerimenti. TESTO JULIANE LUTZ
Meglio andar a Trieste che a Venezia. Anche bella e non sovraffollata.
12 touring | ottobre 2019
Dove andare in viaggio? È proprio necessario andare lontano? Si potrebbe invece partire per godersi un paio di mini avventure che mostrano sotto una luce diversa i dintorni della propria casa. Chi vive in una grande città potrebbe prendere il bus o il tram e partire alla scoperta di quartieri poco conosciuti, rientrare a casa a piedi e vivere così in modo diverso la propria zona di residenza. Oppure può prendere il sacco a pelo, trovare un bel posticino in mezzo alla natura e dormire sotto il cielo stellato (prima meglio chiedere il permesso al comune di riferimento). Chi ha bisogno di altre idee, può cliccare sul blog di Alastair Humphreys, l’ideatore del concetto delle micro avventure. Numerose ispirazioni si trovano anche su Instagram con #microadventures. Bene, la decisione è stata presa: è assolutamente necessario cambiare aria. Ma deve proprio essere una destinazione già presa d’assalto? Dove interi quartieri sono costituiti perlopiù da alloggi airbnb al punto da creare problemi agli abitanti perché non trovano più appartamenti alla portata delle proprie finanze? Ci sono invece così tante belle
DOSSIER
alternative. Che ne direste di Trieste invece di Venezia o Girona invece di Barcellona? In internet si può trovare ispirazione a volontà, dato che numerosi blogger e riviste si dedicano ora al tema «viaggi alternativi». Avete già sentito parlare della «Capitale Verde Europea»? Dal 2009 questo titolo viene assegnato ogni anno dalla Commissione europea alle città che sono riuscite a far sposare con successo la protezione dell’ambiente con la crescita economica. Allora perché non premiare gli sforzi di queste località andando a visitarle? Nella lista si trovano perle tanto splendenti quanto sconosciute come Nimega, Lubiana e Vitoria-Gasteiz. A raggiungere l’obiettivo della sostenibilità in montagna si sono dedicate 23 località in Austria, Germania, Italia e Slovenia riunendosi nel gruppo dal bel nome «Alpine Pearls». Naturalmente vi è rappresentata anche la Svizzera con Arosa, Disentis, Interlaken e Les Diablerets. Questi comuni hanno in comune il fatto che sono raggiungibili facilmente con i mezzi di trasporto pubblici e tutte le attrazioni al loro interno sono visitabili senza automobili. E ancor di più condividono tanti altri criteri all’insegna della sostenibilità ecologica. alastairhumphreys.com https://ec.europa.eu/environment/ europeangreencapital/ alpine-pearls.com
Scelta dell’alloggio Una volta che la destinazione delle vacanze è stata scelta e che la selezione degli alberghi è stata ristretta ad una manciata di opzioni, la decisione su dove alloggiare dovrebbe essere guidata dalla filosofia del gestore dell’albergo. La gestione tiene sotto controllo consumo energetico? Privilegia i prodotti a chilometro zero e gli artigiani locali? Queste, le domande che potrebbero guidarvi nella scelta finale. In Svizzera, Austria, Germania, Italia, Slovenia e Grecia si sono raggruppate 90 aziende sotto l’etichetta «Biohotels».
L’associazione s’impegna a promuovere un turismo responsabile, sostenibile e biologico. Tutti gli alberghi si sono sottoposti alla certificazione di qualità ecologica. Chi viaggia volentieri in Germania dovrebbe fare attenzione al marchio Viabono, con il quale si certificano gli alloggi – dagli alberghi agli ostelli – che rispettano gli standard di qualità ambientale. biohotels.info/it, viabono.de
Tutte le vie portano alla meta Con il treno si raggiunge ogni angolo d’Europa e le aziende di pullman coprono una rete di collegamenti sempre più estesa. Chi vuole sapere con quali mezzi di trasporto può raggiungere la meta desiderata, può consultare l’applicazione del TCS «Mobilità semplice», dove ottiene una panoramica delle possibilità con l’indicazione dei tempi di percorrenza. E poi ci sono le piattaforme web per l’organizzazione della condivisione dell’automobile. Una delle più grandi in Europa è Blablacar. Ma l’anno scorso anche il TCS insieme al tedesco ADAC e ad ACA France ha lanciato una piattaforma di carpooling creando «ride2go». Vantaggioso dal lato sia ecologico che economico, il passaggio in auto in genere è anche divertente, perché consente di conoscere nuove persone e di creare dei contatti. Sia che si offra sia che si prenda un passaggio. blablacar.com ride2go.com
Meno plastica nel bagaglio I rifiuti di plastica sono un problema globale, alla cui soluzione possiamo contribuire usandone meno. Per questo motivo meglio scegliere contenitori ricaricabili per shampoo e sapone, invece di comprare sempre nuovi prodotti in confezioni piccole. Se si opta per posate riutilizzabili per il campeggio, borse di stoffa e borracce si riesce ad evitare molti rifiuti di plastica. E per chi ama il caffè o il tè caldo, vale la pena prendere una bottiglia termica e i relativi bicchieri.
Marchio locale In vacanza o in viaggio ci si comporta spesso diversamente rispetto alla vita quotidiana a casa. Si raccomanda comunque di non perdere buone abitudini come evitare lo spreco d’acqua e di corrente elettrica. Non fare docce lunghissime, spegnere la luce quando si esce da un locale, abbassare o, se possibile, spegnere l’aria condizionata. Durante le gite nella natura valgono gli stessi principi che a casa: rimanere sui percorsi segnalati per non mettere in pericolo fauna e flora. Se si riflette un attimo, grazie a solo un paio di comportamenti, si può rafforzare l’economia locale e contribuire così alla sopravvivenza dei piccoli commerci e dei piccoli artigiani che vivono anche del turismo degli alloggi e della ristorazione. Se ci si rivolge alla gente del posto per ottenere delle informazioni turistiche, si viene a conoscenza di consigli di nicchia e di conseguenza si visitano piccoli negozi e ristoranti locali. Si consiglia dunque di mangiare piatti locali e di evitare il cibo delle catene di ristoranti, nonché di comprare alimentari dai produttori (senza imballaggi di plastica) provenienti da mercatini locali. È anche bene dare una buona mancia perché nella maggior parte dei casi la busta paga di guide turistiche, autisti e dipendenti di alberghi e ristoranti è molto magra. Se si ha bisogno di un’auto nel luogo delle vacanze, si possono usare dei servizi di car sharing molto diffusi ovunque in alternativa alle grandi compagnie di autonoleggio per risparmiare e per creare fonti di lavoro alla gente del posto. Sulla rivista online Roadmap Magazine vi è una lista degli offerenti divisi per paese. • roadmap-magazine.de (in tedesco o inglese)
ottobre 2019 | touring
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Alternative con futuro? Quando si pensa ad un modo per migliorare il bilancio climatico, in genere viene in mente la mobilità elettrica. Ora tuttavia esistono anche carburanti ecologici alternativi. Anthony Patt, esperto climatico all’ETH di Zurigo, ci offre una sua valutazione su quali potrebbero avere un futuro. INTERVISTA JULIANE LUTZ
Per lungo tempo l’e-fuel era solo un prodotto di nicchia, adesso invece sta vivendo un boom. Quali ritiene siano le chance per il futuro?
In campi in cui non ci sono valide alternative, l’e-fuel ha buone chance. Ad esempio nell’industria dove sono necessarie temperature molto alte, che non si possono raggiungere con l’energia elettrica. Ma soprattutto nel traffico marittimo e quello aereo, dato che ancora per i prossimi 50 anni non sarà possibile sorvolare gli oceani con le sole batterie. Nel traffico stradale, invece ritengo che i combustibili sintetici abbiano molto meno probabilità di affermarsi rispetto alla mobilità elettrica. Già oggi durante la fase di produzione del carburante climaneutrale derivato da idrogeno e anidride carbonica si perde il 50 percento dell’energia ricavata. Della quantità di energia rimarimanente ne viene perso un altro 80 perpercento nel motore termico. Per contro, nell’e-mobilità si ha una perdita di energia minima nell’immagazzinamento in batteria e nella rete di distribuzione. È necessaria circa dieci volte più energia per perpercorrere la stessa distanza con
e-benzina che con un motore a trazione elettrica. Ritengo che le auto elettriche, che costano ormai poco più di quelle con motore a combustione tradizionale, siano imbattibili. Inoltre sono più veloci, più pulite e più silenziose. Gli esperti del centro di ricerca ICCT (International Council of Clean Transportation) ritengono che nel 2030 sino al 16 percento del carburante impiegato nel traffico stradale potrebbe derivare da rifiuti e scarti dell’agricoltura e selvicoltura. Ci si dovrebbe concentrare sul biocarburante?
Non penso. Non conosco i risultati dei ricercatori ICCT, ma direi che quanto meno biocarburante avremo sulle strade, tanto meglio sarà per noi. Se cominciassimo a produrre più biocarbu-
rante ci sarebbero gravi conseguenze per l’ambiente. Già solo per il fatto che sarebbero necessarie estese superfici di terreno e molta acqua. In più la mobilità elettrica diventerà sempre più a buon mercato in modo che alla fine sarà più economico guidare un’auto a batteria che a benzina o diesel. E il biocarburante costa ancora più dei carburanti normali. E se riusciremo veramente a fare il grande cambiamento passando alla mobilità elettrica, ha più senso avere un unico sistema invece di due paralleli. E quali sono le prospettive dell’idrogeno?
Potrebbe forse essere impiegato nei ca camion a lunga percorrenza, per quanto questi avrebbero bisogno di grandi batterie. Il problema maggiore è però che l’infrastruttura per l’idrogeno è ancora limitata. Ma forse nel caso dei camion a lunga percorrenza basterebbero po poche stazioni di ricarica. Nel caso di un camion che
Residui come la paglia, base per biocarburanti.
14 touring | ottobre 2019
DOSSIER
«Prevedo l’impiego di e-fuel nel traffico marittimo e aereo» Anthony Patt, esperto climatico all’ETH di Zurigo
CARBURANTI ALTERNATIVI Con questo termine s’intendono carburanti che non hanno un’origine fossile.
viaggia da Zurigo a Monaco di Baviera basterebbero una stazione al punto di partenza e una a quello di arrivo. D’altra parte mi hanno convinto i test appena fatti in Germania e in Svezia con linee aeree elettriche per i camion sull’autostrada. Sui lunghi percorsi si alimentano tramite pantografo e così hanno bisogno solo di una piccola batteria per il tragitto da e per l’autostrada. In questo modo vengono eliminati i problemi di autonomia. Il calcolo è subito fatto: tra circa cinque anni si saranno risparmiati i costi per le infrastrutture, perché i motori elettrici necessitano di notevolmente meno energia dei motori a combustione tradizionali. Tra i carburanti alternativi allora avrà un futuro solo l’e-fuel?
Nel traffico aereo e marittimo potrebbe essere così, mentre sulle strade prevedo l’affermarsi della mobilità elettrica. Per auto, furgoncini e camion che percorrono solo tragitti brevi, le batterie sono in cima alla lista: soddisfano ed anzi superano tutte le aspettative e il settore si sta sviluppando molto velocemente. Per quanto riguarda i camion a lunga percorrenza invece ritengo più adatte le linee aeree elettriche sull’autostrada in combinazione con piccole batterie rispetto ai motori a idrogeno. Questa soluzione tuttavia richiede un forte impegno da parte della politica a livello europeo. • Anthony Patt, 54 anni, professore esperto in questioni ambientali al Politecnico federale di Zurigo.
Biocarburanti e carburanti biogeni Nella prima generazione sono state impiegate piante che avrebbero potuto essere destinate anche all’alimentazione, un fatto non accettabile da un punto di vista etico. Nella seconda generazione vengono impiegate solo piante non commestibili per la produzione di carburante. Attualmente hanno ottenuto risultati molto promettenti i test condotti su residui colturali come la paglia. Per questo motivo Clariant nel 2020 ha in progetto in Romania di aprire una bioraffineria per la produzione di 50 000 tonnellate l’anno di etanolo da cellulosa ricavato dalla paglia. Per i biocarburanti della terza generazione vengono modificati ed elaborati microorganismi e alghe. Sino a poco tempo fa i ricercatori riponevano grandi speranze nelle alghe a causa della loro alta produttività di biomassa, ma ora sono giunti alla conclusione che la bioenergia da microalghe non è ottenibile economicamente nel medio periodo. Idrogeno Può essere ricavato dall’acqua con l’impiego di tanta energia e un’ulteriore quantità di energia è necessaria per condensarlo. L’impor-
tante è che l’elettricità provenga da fonti rinnovabili come per esempio energia solare ed eolica. Sinora comunque, per ragioni di costo, il 70 percento dell’idrogeno utilizzato viene prodotto mediante steam reforming: un processo industriale in cui l’idrogeno viene ricavato dal metano. Le celle a combustibile producono elettricità tramite una reazione elettrochimica in cui l’idrogeno viene combinato con l’ossigeno per formare acqua. Esistono sì veicoli con motore a idrogeno, ma manca l’infrastruttura. Attualmente in Svizzera esistono solo due stazioni di ricarica a idrogeno. Altre tre sono programmate. E-fuel Sono carburanti sintetici che non si differenziano da benzina e diesel per quanto ne riguarda le qualità base. La produzione è tuttavia dispendiosa. Dopo la produzione di idrogeno da energia solare ed eolica, viene impiegata l’anidride carbonica per ricavare dall’idrogeno gas naturale o combustibile liquido. Idealmente la CO2 proviene dall’aria, in modo che si crei un ciclo e che la combustione nel motore sia climaneutrale. Gli e-fuel non sono (ancora) disponibili su vasta scala. ottobre 2019 | touring
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DOSSIER
Check-up eco Il nuovo programma di analisi del ciclo di vita LCA permette di confrontare le emissioni di gas serra prodotte dai veicoli con diversi sistemi propulsivi, e ciò dalla culla alla tomba. TESTO FELIX MAURHOFER
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e auto elettriche sono davvero meno inquinanti di quelle dotate di motore a combustione La risposta dal nuovo soft are per esperti Life C cle Assessment (LCA) che valuta il bilancio totale di gas serra generati da un veicolo, non solo durante l utilizzo, bens dalla catena di montaggio fino allo smaltimento a fine vita. Commissionato da AMTC, IA e ADAC e accompagnato fin dall inizio dal TCS, il programma consente di confrontare diverse propulsioni, dal termico al diesel passando per le ibride ed elettriche. Lobiettivo è di stabilire la tecnologia che consente la maggiore riduzione dei principali gas serra che sono l anidride carbonica (C 2), il metano (C 4) e il protossido di azoto (N2 ). Lanalisi tiene anche conto dell impatto sul clima spesso trascurato della componente energetica, a cominciare dall estrazione delle materie prime al trasporto fino alla distribuzione dei combustibili. Non viene per contro considerato l apporto nell atmosfera di C , C, N X, n la massa del partico-
lato (PM) n il numero di particelle (NP), per cui la LCA non pu sostituirsi alle misurazioni PEMS n ai test Green NCAP, ma piuttosto completarli. I dati raccolti devono quindi essere scomposti nelle diverse categorie di veicoli. inora erano difficilmente rappresentabili in chiave transnazionale, suddivisi per tipo di motorizzazione, peso, potenza batteria, mi carburanti ed energetico nonch altri fattori. Con l analisi del ciclo di vita s intende permettere al consumatore di fare un confronto esaustivo dei diversi sistemi propulsivi, che varia da un paese all altro.
L’importanza delle filiere energetiche Sia per i motori a combustione che per quelli elettrici sono possibili diversi canali d approvvigionamento energetici. In via di principio il bilancio di gas serra emessi è tanto più positivo quanto minore è la quota di energia primaria necessaria per la produzione del carburante e del veicolo da fonti fossili (carbone, petrolio, gas naturale).
Il parametro centrale è l input durante la vita utile del veicolo, vale a dire l energia necessaria al suo funzionamento. I modelli piccoli e leggeri sono, ovviamente, più efficienti e consumano meno risorse in fase di produzione e uso, soprattutto se guidati in maniera eco responsabile. Nelle alimentazioni a batteria e celle a combustibile la durata di vita del veicolo, della batteria da trazione e della pila incide in maniera determinante sul bilancio ecologico complessivo. Per quanto riguarda la frazione rinnovabile di bioenergia occorre tener conto delle implicazioni etiche e sociali (vedi il dilemma cosiddetto «food vs fuel», ossia «cibo o energia»), escludendo effetti negativi sull ambiente. Le biomasse da rifiuti o residui e gli agrocarburanti di seconda e terza generazione risultano meno problematici in tal senso, si pensi al carburante derivato dalle alghe. In linea di massima si devono applicare criteri ecologici anche alla produzione di combustibili di origine fossile. ◆
Emissioni di gas serra durante la vita utile di un’auto svizzera (schema di principio)
Come dimostra l’analisi del ciclo di vita, le auto elettriche (linea verde) partono penalizzate a causa della complessa produzione della batteria. Con l’aumentare del tempo di utilizzo, lo svantaggio iniziale si trasforma in un vantaggio climatico.
produzione
Auto elettrica 35 kWh capacità batteria durata batteria 150 000 km 175 g CO2 eq/kWh
benzina diesel gas naturale pila a combustibile auto elettrica
funzionamento durata di vita totale
16 touring | ottobre 2019
smaltimento
Ipotesi di base 13 000 km/anno 15 anni di funzionamento
DOSSIER
L’arte di muoversi, diversamente La quota di mercato delle auto a propulsioni alternative è quasi raddoppiata tra il luglio 2018 e il 2019, mentre il totale dei veicoli nuovi immatricolati resta stabile. Facciamo il punto su queste motorizzazioni, che hanno il vento in poppa. TESTO ALINE BEAUD
Trazioni alternative, ossia…
Quota di mercato
95 g di CO2 al chilometro
Definizione d auto svizzera: « uesto termine generico designa tutti i tipi di propulsori che non funzionano sola mente a benzina o a diesel. Nella cate goria dei veicoli alternativi si raggrup pano quelli che vanno a gas (bio o no), a etanolo (bio o no), a idrogeno (cella a combustibile o combustione) oppure a elettricità (ibridi inclusi)».
Per la prima volta, la quota di mercato delle motorizzazioni alternative su pera la soglia del 1 al primo seme stre 19 (parte cumulata gennaio– luglio: 1 ,8 ). Nel solo mese di luglio 19, essa è quasi raddoppiata rispetto allo stesso mese estivo dello scorso anno ( ) e ammonta all 11,9 .
il valore medio a cui si mira per le automobili, a partire dal prossimo anno. Attualmente è fissato a 13 grammi. Secondo auto svizzera, è ne cessaria una forte progressione del mercato delle propulsioni alternative per raggiungere quest obiettivo. ◆
Parco automobilistico svizzero Nel 18, si contavano 19 181 vetture puramente elettriche, ossia volte in più di quelle registrate nel ( automobili).
19 729 veicoli Secondo auto svizzera, è il numero d automobili nuove con trazioni alter native messe in circolazione nel 19 tra gennaio e luglio, in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein. In tutto, in questo periodo, sono state immatri colate 18 auto (– , rispetto al periodo precedente).
72% na grande maggioranza degli sviz zeri considerano la possibilità d acqui stare un modello a trazione alternativa quando sceglieranno la loro prossima auto. Per contro, solo il prevede un acquisto nei prossimi anni, mentre il 1 afferma di voler comprare un tale veicolo entro 1 anni.
2323 Il numero dei siti che dispongono di stazioni pubbliche di ricarica ( 3 ri spetto al 1 gennaio 18). Si contano pure 1 3 stazioni di gas naturale bio gas e stazioni servizio a idrogeno (stato al 1 gennaio 19).
Le vendite migliori di autovetture elettriche e ibride ricaricabili (primo semestre 2019) 2572 unità Tesla Model 3 774 unità Renault Zoe 445 unità BMW i3 413 unità Hyundai Kona EV 364 unità Mitsubishi Outlander PHEV 288 unità Jaguar I-Pace EV400 242 unità Nissan Leaf 231 unità Audi e-tron 55 228 unità Tesla Model S 220 unità Volvo XC60 Twin Engine *elettrica **ibrida ricaricabile
Sviluppo della parte di mercato delle propulsioni alternative in percentuale (C
* * * * ** * * * * **
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10% 8% 6% 4% 2%
3 114 726 veicoli a benzina 1 374 246 veicoli diesel 79 737 veicoli ibridi (benzina-elettrico, diesel-elettrico) 19 181 veicoli puramente elettrici
Fonte: auto-svizzera, Barometro mobilità 2018, Ufficio federale di statistica, svizzeraenergia
0%
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2017
BEV = vettura elettrica PHEV = vettura ibrida ricaricabile HEV = vettura ibrida elettrica classica GNC = vettura a gas naturale
2018
2019 1° sem.
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DOSSIER
MERCEDES-BENZ EQC 400
N4,78 m; bagagliaio: 500 l E408 CV, 760 Nm; batteria 80 kWh; 4×4; da 0 a 100 km/h in 5,1 s; consumo (prova): ca. 25,5 KWh/100 km, autonomia: ca. 330 km L84 900 fr.
Onda elettrica pronta a colpire
La connettività aiuta a gestire la ricarica a distanza. Un plauso per il comando vocale intuitivo.
Tante marche passano alla mobilità elettrica a cominciare dall’alta gamma. Ad esempio la Mercedes, il cui primo prodotto EQ è un’enorme crossover dall’agilità incredibile. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO PIA NEUENSCHWANDER
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a nuova ondata di auto elettriche dalle dimensioni monumentali sconcerta un gran numero di automobilisti. Numerosi costruttori puntano infatti su delle S V che, oltre al vantaggio di essere le vetture in voga del momento, sembrano predestinate per accogliere gli enormi moduli delle batterie. La Mercedes enz E C è un vibrante esempio di tale fenomeno, lei che sotto il pavimento ospita una batteria modulare da 38 cellule. isultato finale: questa mole di ioni di litio vanta una capacità di 8 h che si paga con una massa di g solo per la batteria. A priori, il peso totale ( g) di questa crossover dalla linea dinamica, potrebbe far storcere il naso. Invece non è il caso, perch i 8 CV erogati dai due motori posti su ciascuno dei due assi conferiscono un temperamento focoso a questo pesante veicolo, il cui cofano si impenna letteralmente quando schiacciamo il gas a tavoletta in modalità Sport. n carattere scatenato non è la caratteristica principale di un auto elettrica, 18 touring | ottobre 2019
Ambiente per cui per avvicinarci all autonomia L’abitacolo promessa di 3 m, inseriremo la mooffre la scelta dalità Ma ange. ine del divertitra 64 tonalità d’illuminazione. mento, per , poich qui il pedale dell acceleratore risulta molto frenato. Passeremo allora alla modalità Eco, dove la E C esprime il piacere che ci Se l E C non è evidentemente a buon si attende da un auto con la strepitosa mercato, ha il merito di essere equipagcoppia di Nm. Si potrà poi giocare giata correttamente e di non imporre con le leve al volante modulando l introppi acquisti opzionali. Cederemo tensità del recupero di enertuttavia vogia: un ampia gamma di poslentieri alla SUV elettrica polivalente sibilità che vanno dalle ruote tentazione Piacere di marcia libere fino ad un recupero dell allestiRiprese muscolose estremo che rende quasi inumento in Comportamento piacevole tile l uso del pedale del freno. cuoio imbotAllestimento interno superbo tito ( 9 fr.) Dotazione di serie corretta Nell uso quotidiano, l autonoche ben si mia reale è circa di 33 m. sposa con l ilRapporto peso/dimensioni Come sulla maggior parte dei luminazione Visibilità posteriore limitata modelli della concorrenza, ambientale. non è certamente fenomeDavvero acnale, ma permette di effettuare tragitti cogliente. Contro ogni attesa, inoltre, interurbani. Inoltre se si trova una col E C fa ben dimenticare il suo peso lonnina da 11 , stando a Mercedes, quando la si maltratta su percorsi siin minuti si pu ricaricare all 8 . nuosi. Pure l ESP, chiamato all opera, uesta operazione è già relativamente ha un comportamento moderato. Sorrapida sulle colonnine CSS in Svizzera. prendente, il traino di 18 g. ◆
DOSSIER
Guidare sostenibile Chi desidera disfarsi di certe cattive abitudini ed imparare a guidare in modo più sicuro, economico e meno inquinante acquisirà le nozioni necessarie frequentando uno dei corsi Eco-Drive proposti da TCS Training & Events. TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO EMANUEL FREUDIGER, ALD
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uali sono gli errori più frequenti che gli istruttori osservano nei corsi Eco Drive Lo abbiamo chiesto a ean Pascal ersier, responsabile corsi auto presso TCS Training Events. gni anno, nei sei centri sparsi in Svizzera una settantina di istruttori si occupano mediamente di partecipanti desiderosi di adottare uno stile di guida a basso consumo di carburante e ad emissioni ridotte. Secondo lui, i principali sbagli sarebbero «la scarsa previdenza al volante e, sul cambio manuale, il fatto di aspettare troppo a mettere la marcia più alta». La maggioranza degli iscritti provengono da aziende od organizzazioni convinte dall approccio seguito. Di durata giornaliera, i corsi Eco Drive sono spesso combinati con lezioni di perfezionamento su pista Eco Safet . ggi, le iscrizioni individuali sono in numero minoritario. Ci si spiega con l introduzione dei corsi obbligatori per neoconducenti. In quella sede, il concetto di guida ottimizzata, ovvero efficiente, è stato integrato nella seconda giornata della formazione fasi. E già prima, nelle autoscuole, i maestri trasmettono agli allievi le basi della guida eco responsabile. Di conseguenza, i partecipanti ai corsi TCS hanno fra i 3 e anni e si dicono soddisfatti dell istruzione che ricevono, malgrado le diffuse riserve con cui si presentano ai corsi. «Molti sono sorpresi dai dati rilevati dal computer di bordo, che bastano a fugare l impressione di lentezza iniziale. E
sono soprattutto stupefatti dal risparmio di carburante ottenibile con Eco Drive», si rallegra ersier.
Dopo le automatiche… Il responsabile fa notare che le differenze fra cambio manuale e automatico sono notevolmente diminuite negli ultimi anni, fatto che peraltro non incide molto sui contenuti dei corsi: «Lobiettivo è di favorire un comportamento consapevole, indipendentemente dal tipo di veicolo pilotato. Pure chi guida un automatica ha interesse a ridurre i consumi correggendo il proprio modo di guidare. Insegniamo ai partecipanti che sul cambio manuale le marce vanno gestite analogamente al funzionamento del cambio automatico. Ci significa essenzialmente guidare a basso numero di giri e salire rapidamente di marcia. Durante le lezioni si scoprono poi altri vantaggi della trasmissione automatica, quali la marcia a ruota libera, ovvero per inerzia, consentita da taluni sistemi, come pure il recupero dell energia in fase di decelerazione e frenata.
… aspettando le ibride Si prevede di integrare altres le ibride nei corsi Eco Drive. Gli istruttori si sono d altronde già adattati alle nuove propulsioni nel quadro di eventi, corsi o prove e sono pronti a rilevare l enneennesima sfida. «Neanche il motore ibrido esime il conducente dal perfezionare la propria guida se vuole aumentarne l autonomia», puntualizza ean Pascal ersier. ui, l acceleratore va dosato ancora diversamente.
L’ESPERTO CONSIGLIA La guida ecologica richiede una serie di accortezze adottabili anche senza previo corso.
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Scegliere la vettura più adatta alle proprie esigenze.
Controllare regolarmente la pressione pneumatici, eliminare pesi superflui dall’auto, limitare l’uso del climatizzatore.
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Guidare in maniera previdente: anticipare il percorso e tenersi a basso regime. Preferire un’andatura fluida a una guida dinamica.
Rispettare e comunicare con gli altri utenti della strada, specie mediante le frecce.
Sfruttare le possibilità tecniche di risparmiare carburante, ad esempio il taglio dell'alimentazione.
n corso specifico permette di acquisire le nozioni necessarie. Meglio si conosce la tecnologia, più facile risulta sfruttarla con criterio», conclude poi l esperto. ◆ Informazioni sui corsi e consigli: ecodrive.ch; training-events.ch
«Molti sono sorpresi dai valori rilevati dal computer di bordo, che bastano a fugare l’impressione di lentezza iniziale. E soprattutto sono stupefatti dal risparmio di carburante ottenibile con Eco-Drive» Jean-Pascal Bersier, responsabile corsi auto per TCS Training & Events
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E-bike usata, consigli per l’acquisto Una bici elettrica d’occasione può essere un affare. Ma attenzione! Prima di concludere, l’oggetto dei desideri deve essere controllato minuziosamente in ogni sua parte, batteria inclusa. TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER | TEST BERNHARD SCHWAB
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no sguardo al mercato dell usato evidenzia che v è un offerta ampia quanto diversificata di bici elettriche. Al tempo stesso si nota che le e bi e subiscono un forte deprezzamento nel giro di poco tempo, spiegabile da un lato con l incalzante innovazione dei prodotti e dall altro con il fatto che i componenti sono soggetti a rapida usura e che ricambi per i modelli più vecchi sono spesso difficili da reperire. Ci premesso, si trova merce di buona qualità e a prezzi interessanti. Va da s che prima di decidere si valuterà attentamente lo stato generale, le parti meccaniche e soprattutto quelle elettriche della bici d occasione. cchio alla batteria, che costituisce l elemento decisivo. poi importante informarsi sulla disponibilità di pezzi di ricambio per quel particolare modello. Di regola, il costo di una bici elettrica usata è molto più basso rispetto al suo prezzo di listino pagato anche recentemente. Confronti su internet dimostrano infatti che nel primo anno una due ruote elettrica perde circa il 3 del valore, dopo due anni vale appena la metà. ovvio che la bici di seconda mano costi di più se si sono eseguiti ampi interventi (sostituzione della batteria, del it catena, dell impianto freni o persino del motore). Prezzi più elevati sono poi giustificati presso rivenditori specializzati che concedono una garanzia sull usato.
Le batterie invecchiano Prima di comprare una bici elettrica d occasione, è fondamentale valutare lo stato del motore e dell accumulatore per capirne bene la vita residua. In funzione della potenza e dell autonomia, la batteria dura mediamente cinque o sei anni. Si farà bene a verificare se ve ne 20 touring | ottobre 2019
Mantenuta a dovere un’e-bike usata renderà a lungo buoni servigi al nuovo padrone.
DOSSIER
Costo delle batterie: esempi (tratti dal listino di Veloplus) Bosch Classic e PowerPack (400 Wh) da telaio Bosch Performance PowerPack (500 Wh) da telaio Bosch Power Tube (500 Wh) orizzontale Bosch Power Tube (500 Wh) verticale Shimano Steps BT-E8020 (500 Wh) montaggio integrato al telaio Shimano Steps (418 Wh) da portapacchi Fazua Evation 1.0 (250 Wh) BMZ PowerPack per sistema Flyer 26V (454 Wh) Panasonic SIB 2.0 (630 Wh) Flyer Panasonic 26V agli ioni di litio manganese (416 Wh) Flyer Panasonic 36V agli ioni di litio manganese, Deluxe dal 2012 (554 Wh) Flyer Panasonic 36V agli ioni di litio manganese, Next Generation dal 2014 (540 Wh) Flyer
250.– 530.– 580.– 270.– 400.– 680.– 710.– 540.– 190.– 500.– 500.– 590.–
I prezzi possono variare a seconda del fornitore nonché della marca e del modello di bici. Differenze si riscontrano anche fra batterie nuove e rigenerate.
sono ancora in commercio e quanto costerà cambiarla. A seconda del modello di e bi e, si dovrà prevedere una spesa da meno di a1 e più franchi. Alternativamente vi sono aziende specializzate nella rigenerazione di vecchie batterie, operazione che consiste nel sostituirne il pacco con nuove celle (ad es. MES Mobil Energ Services Gmb ).
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n trattamento corretto è essenziale per la vita della batteria, che comunque si degrada progressivamente anche se la bici non viene usata. Non sono quindi tanto i chilometri percorsi ad essere determinanti bens la durata di conservazione (shelf life). una questione di definizione da quando una batteria sia da ritenersi esaurita. na perdita di capacità del circa all anno è da considerarsi normale, il 1 è sempre nel margine di tolleranza. Ci significa che dopo quattro anni la capacità di accumulo di una pila al litio tende a collocarsi intorno all 8 di quella iniziale. ra i fattori responsabili del deperimento rientrano le condizioni di stoccaggio, le temperature cui la batteria viene esposta (meglio se conservata al fresco) e i cicli di carica scarica. buona norma controllare che il contenitore non sia danneggiato e che i contatti siano puliti e non ossidati. scontato che la bici sia completa del caricatore originale.
Non sollecitarla al massimo subito dopo una sosta prolungata all’esterno. Attendere qualche minuto. Quando la temperatura del nucleo torna sopra lo zero, la batteria eroga di nuovo potenze normali.
Passando per un negozio specializzato e a seconda del modello di bicicletta si potrà richiedere un rapporto diagnostico di efficienza energetica completo con il numero di cariche e lo stato di salute generale della batteria. Cos si potrà estrapolare il chilometraggio totale e quindi il livello di usura generale del veicolo a due ruote, sistema di trazione,
CURA DELLA BATTERIA
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In caso di non utilizzo prolungato – specie d’inverno – staccare e conservare in luogo asciutto a più di 7 °C al riparo dal freddo che rischia di danneggiare la batteria.
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Temperatura di stoccaggio ideale: da 10 a 20 °C.
Evitare le scariche profonde. La batteria deve essere conservata a metà carica. Verificare regolarmente e se necessario ricaricarla.
Se l’e-bike viene usata anche nella stagione fredda, aspettare che la batteria si riscaldi un po’ prima di ricaricarla. Se possibile ricaricare lentamente.
impianto frenante, telaio e ruote comprese.
Check-up approfondito Consigliamo di prendere in considerazione soltanto bici tenute bene, controllando la presenza di graffi e altri segni di intensa sollecitazione, rotture e guasti da cadute. Anche pause estese possono compromettere il funzionamento dell e bi e. bene informarsi per quanto tempo è rimasta inattiva durante l inverno e dove è stata riposta. Macchie di ruggine su bulloni e dadi lasciano supporre che l e bi e è stata ferma in un posto umido. Catena, pignone e punti di difficile accesso sporchi o incrostati possono tradire errori e negligenze. Le pastiglie dei freni sono usurate Alcune marche forniscono un libretto di manutenzione simile a quello delle auto.
Prova su strada Dopo l esame visivo si raccomanda di fare un classico giro di prova, richiesta cui nessun venditore serio si opporrà. Più lunga l uscita, meglio si potrà comprovare lo stato della batteria e se l autonomia e l assistenza alla pedalata corrispondono ai propri bisogni. Le marce s inseriscono fluidamente Il motore lavora morbido e senza intoppi eagisce istantaneamente oppure è lento a rispondere ai comandi na serie di rapidi avvii e arresti permette di verificare la forza ed efficacia dei freni. Smontate e rimontate displa e batteria. I contatti devono essere puliti e i connettori devono innestarsi senza fatica. Anche le luci, che sulle e bi e devono essere installate fisse, vanno controllate. Attenzione: eventuali riparazioni, adattamenti o equipaggiamenti da aggiungere o far eseguire dopo l acquisto possono rivelarsi onerosi. ◆ ottobre 2019 | touring
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Voli verdi – primi decolli nel 2030 Il riscaldamento climatico e l’aumento costante del numero di passeggeri non permettono più tergiversazioni: l’aviazione deve imperativamente rinnovarsi. Eppure, la tecnologia destinata ai voli commerciali a emissioni zero, e in particolare agli aerei elettrici, stenta a… decollare. TESTO ALINE BEAUD
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l trasporto aereo mondiale, responsabile del 2–3% delle emissioni antropiche di diossido di carbonio, sprigiona nell’aria più di 800 milioni di tonnellate di CO2, secondo l’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale (OACI). In Svizzera, l’Ufficio federale dell’ambiente indica che i voli internazionali in partenza dalla Svizzera corrispondono al 10% delle emissioni di CO2. Una cifra importante, se si considera che il numero di passeggeri progredisce (+67% dal 2000 secondo l’Ufficio federale di statistica). I voli commerciali a emissioni zero appaiono quindi come uno dei temi cruciali per il futuro dell’aeronautica. Ma la tecnologia attuale non permette ancora la standardizzazione dei voli verdi.
«C’è questo sentimento d’urgenza e il settore aeronautico potrà dare delle risposte con un po’ di tempo. Nell’attesa d’avere le tecnologie necessarie ad una decarbonizzazione completa, è fondamentale limitare il CO2. È una fase di transizione», assicura Jean-Marc Thévenaz, direttore esecutivo di Easyjet Svizzera. Glenn Llewellyn, responsabile dell’elettrificazione presso Airbus, condivide pienamente questo parere: «Il problema non è l’aviazione, ma il diossido di carbonio. I voli a emissione zero non sono un’utopia, abbiamo già provato che simili sposta22 touring | ottobre 2019
EASY JET
Decarbonizzare l’industria aeronautica
DOSSIER 530 km È l’autonomia a cui punta Easyjet per l’aereo elettrico-ibrido.
menti sono possibili a livello locale». D’altronde il costruttore aeronautico ha un chiaro obiettivo: far volare degli aerei elettrici-ibridi di 100 passeggeri entro il 2030. Nell’ambito della sua strategia di decarbonizzazione e di riduzione dell’impatto sonoro, Easyjet ha iniziato un partenariato con Wright Electric, una start up americana creata nel 2016 da un team d’ingegneri aeronautici, d’esperti della motopropulsione e di chimici specializzati nelle batterie. In questa collaborazione, i due enti intendono sfruttare il primo aereo commerciale elettrico-ibrido nel corso del prossimo decennio. L’aereo così sviluppato dovrebbe coprire il 20% dei voli proposti attualmente dalla compagnia aerea, accogliere 100 passeggeri e disporre di un’autonomia di 530 chilometri. Nel mirino c’è il raggiungimento dell’obiettivo emissioni zero, entro 20 anni, per i voli a corto raggio. Il secondo percorso aereo più frequentato in Europa, Amsterdam–Londra, dovrebbe diventare in futuro una via al 100% elettrica.
Un problema di peso La principale sfida dell’energia elettrica, secondo Airbus, consiste nel riuscire a immagazzinarla in modo efficiente, sia a livello di peso che di volume. Al contrario, un serbatoio presenta il vantaggio di svuotarsi e d’alleggerirsi nel corso del tragitto. «È necessaria una grande quantità di batterie per uguagliare le prestazioni del carburante. In un’automobile elettrica, ad esempio, la batteria può rappresentare fino ad un terzo del peso a vuoto», si legge sul sito del costruttore aeronautico. Airbus stima che un chilo di cherosene equivale a circa 25–30 kg di batterie. «Per un volo Ginevra–Amsterdam si consumano circa 2,5 tonnellate di carburante. Il solo peso delle batterie equivarrebbe quindi a circa 75 tonnellate, ciò che corrisponde al peso
attuale di un aereo con dei serbatoi pieni. Di conseguenza l’aereo elettrico peserebbe quasi 150 tonnellate. E quindi, semplicemente, non potrebbe volare. La tecnologia attuale è ancora carente», spiega il direttore esecutivo di Easyjet Svizzera.
Le altre strategie Comunque non tutta la ricerca si concentra su quest’unica tecnologia. Glenn Llewellyn, di Airbus, lavora anche ad altre opzioni, come l’idrogeno e i carburanti sostenibili. «Queste tecnologie sono complementari», stima l’esperto. La propulsione ibrida, secondo il costruttore, permetterebbe d’utilizzare un apparecchio termico in certe fasi di volo, ottimizzando così il consumo. «Non bisogna trascurare nessuna pista. Una sola soluzione non sarà abbastanza efficace», conferma ancora Thévenaz. Easyjet ha già ridotto le sue emissioni del 32% dal 2000 e auspica di raggiungere il 38% nel 2022, ossia un obiettivo di 72 grammi di CO2 per passeggero ogni chilometro. La compagnia si sforza di ridurre il proprio impatto ecologico, specialmente tramite diverse collaborazioni con Airbus, Derwent Engineering o Safran. Tra le misure già attuate, si possono citare dei sedili più leggeri, un riduttore di rumore sotto le ali e l’acquisizione d’apparecchi più silenziosi e che consumano meno cherosene. Uno dei prossimi obiettivi a breve termine? Ridurre il consumo del rullaggio al suolo, che avviene attualmente con i reattori, utilizzando delle propulsioni elettriche. I primi test avranno luogo dal prossimo anno a Tolosa e la compagnia mira ad una riduzione annua di 55 000 tonnellate di CO2. «Questo risparmio è già realizzabile grazie alle tecnologie esistenti. Bisogna procedere a tappe per decarbonizzare l’industria dell’aeronautica», ricorda ancora il direttore di Easyjet Svizzera. •
L’AVIAZIONE ELETTRICA IN SVIZZERA Esiste una decina di progetti d’aereo elettrico, a diversi stadi di concretizzazione, spiega Antonello Laveglia, portavoce dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC). «Essi riguardano principalmente gli aerei di piccola taglia e sono molto eterogenei». Se alcune idee possiedono un carattere commerciale, altre sono legate a delle scuole tecniche o sono sorte grazie all’impulso di privati. «Ma tutti questi progetti hanno un denominatore comune: la presenza di appassionati dell’aviazione», indica il portavoce, che cita in particolare l’impresa H55 come uno degli esempi già concreti d’utilizzo di un piccolo aereo elettrico svizzero. Si tratta di un aereo destinato alla formazione e messo a punto da persone che avevano collaborato con Solar Impulse. Per ciò che riguarda l’aviazione commerciale con grandi apparecchi a emissione zero, Antonello Laveglia è in accordo con gli specialisti: l’orizzonte è meno «immediato». Per contro, ritiene che la Svizzera sia un terreno di gioco interessante per lo sviluppo della tecnologia dei voli verticali e degli aereitaxi. «Il quadro legale e quello economico, nonché le competenze presenti in Svizzera (università, alte scuole ecc.) sono molto competitivi a livello internazionale», spiega Laveglia, che al tempo stesso s’interroga sull’accettazione di simili voli da parte della società. ottobre 2019 | touring
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DOSSIER
24 touring | ottobre 2019
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Cuore pieno di amore Ciondolo filigranato in argento sterling dorato
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Elegante scatola di presentazione inclusa.
Con incisione sul retro: “Cats fill a heart with love” (“Gattini riempiono il cuore con amore”). Grandezza originale.
Altezza del ciondolo: ca. 3,2 cm. Lunghezza della catenina: ca. 46 cm.
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Che ne sarà della mobilità? Il 20 ottobre il popolo svizzero è chiamato alle urne per rinnovare il Parlamento. Il clima dovrebbe dominare le campagne elettorali. In questo contesto, come verrà affrontato il tema dei trasporti? Il TCS ha chiesto riscontri a Palazzo federale. INTERVISTA DINO NODARI
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2. Prezzo dei carburanti: per compensare le emissioni di CO2 dovute al traffico si ipotizza di aumentare il prezzo della benzina nella misura fra 10 e 12 centesimi per litro di carburante. Qual è la posizione assunta in merito dai gruppi parlamentari e quale tetto si considera accettabile? 3. Clima: il Consiglio federale ha recentemente rivisto al rialzo gli obiettivi per la riduzione di CO2 affinché la Svizzera possa essere clima neutrale entro il 2050. Quali misure vanno adottate nell’ambito dei trasporti per raggiungere questo traguardo?
KEYSTONE
uali ricette vengono proposte dai diversi schieramenti politici per gestire la crescita della mobilità, compensare le emissioni di CO2 e raggiungere gli obiettivi fissati nella politica climatica svizzera? Di seguito le risposte ottenute dalla nostra rivista a tre quesiti chiave.
1. Sviluppo della mobilità: negli ultimi decenni la popolazione residente della Svizzera è passata da 4,7 milioni nel 1950 ad oltre 8,4 milioni nel 2016. Nello stesso arco di tempo le prestazioni del trasporto persone sono cresciute nove volte. Stando ai pronostici, la tendenza dovrebbe ulteriormente intensificarsi, allorché le infrastrutture stradali e ferroviarie sono già ai limiti delle loro capacità. Quali misure vanno adottate per far fronte ad una mobilità in aumento?
26 touring | ottobre 2019
MOBILITÀ
Gruppo UDC Quali misure vanno adottate per far fronte alla crescita della mobilità?
Negli ultimi undici anni la Svizzera ha registrato un incremento demografico di un milione dovuto all’immigrazione. L’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa vuole porvi un freno. Occorre poi eliminare le strozzature del traffico per ridurre l’elevato costo delle ore in coda, predisponendo i mezzi finanziari necessari nel quadro del Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato.
L’UDC si oppone a nuove imposte e divieti, tutte misure che nuocciono al commercio e finiranno per creare una società a due velocità – voluta dalla sinistra – in cui solo i ricchi potranno permettersi l’automobile. Per contro, sosteniamo lo sviluppo di nuove tecnologie propulsive meno inquinanti e a basso consumo.
Riteniamo accettabile l’aumento dibattuto, che ammonterebbe a dieci-dodici franchi al mese. Queste entrate devono servire primariamente a ridurre i consumi di oli minerali in Svizzera invece di partire all’estero. Dobbiamo accelerare sui veicoli elettrici e migliorare la rete di stazioni di ricarica.
Gruppo socialista
Come deve contribuire la mobilità al raggiungimento degli obiettivi climatici della Confederazione?
Quali misure vanno adottate per far fronte alla crescita della mobilità?
L’UDC è contraria all’aumento del prezzo dei carburanti. Con l’attuale aliquota d’imposta di 10–12 centesimi al litro i prezzi in Svizzera sono già fra i più alti in Europa. Un’ecotassa aggraverebbe il problema del turismo del pieno verso i paesi confinanti. La proposta è controproducente e senza effetto sul clima mondiale.
Gli svizzeri non saranno più felici macinando ancora più chilometri in auto. Siamo contrari ad un aumento delle capacità delle strade, ciò che pone un freno automatico alla crescita economica. I fondi vanno utilizzati per la manutenzione necessaria delle strutture esistenti. Viceversa si devono promuovere i mezzi pubblici e la mobilità lenta in bici (elettrica) e a piedi. Il traffico merci va convogliato su rotaia e, una volta realizzato, tramite il sistema cargo sotterraneo.
Come deve contribuire la mobilità al raggiungimento degli obiettivi climatici della Confederazione?
Qual è la Vostra posizione circa un aumento dei prezzi dei carburanti e qual è il limite massimo accettabile?
Qual è la Vostra posizione circa un aumento dei prezzi dei carburanti e qual è il limite massimo accettabile?
Attraverso la progressiva elettrificazione del traffico stradale. Le norme sul CO2 devono essere irrigidite di pari passo con l’UE. Occorre incentivare l’acquisto di auto elettriche. Queste non devono però rientrare nel conteggio delle emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni. Altrimenti si favorirebbe l’importazione parallela di grosse SUV, rendendo nulli i benefici per il clima.
Gruppo liberale-radicale Quali misure vanno adottate per far fronte alla crescita della mobilità?
La crescita della mobilità rispecchia il maggiore benessere economico della
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MOBILITÀ popolazione, fatto di per s positivo. Le strozzature nella rete stradale vanno eliminate in maniera puntuale. Il Parlamento ha recentemente approvato le ulteriori fasi per il potenziamento della ferrovia e della strada, che saranno finanziate grazie al nuovo I e ST A, fortemente appoggiati dai liberali. Qual è la Vostra posizione circa un aumento dei prezzi dei carburanti e qual è il limite massimo accettabile?
bene che la legge stabilisca un tetto, la cui entità dovrà essere fatta dipendere dalle misure di riduzione del C 2 implementate nel traffico stradale. n aumento del prezzo dei carburanti di 8–1 centesimi al litro pare realistico, tant è vero che la nostra frazione lo ha già sostenuto al Nazionale. Come deve contribuire la mobilità al raggiungimento degli obiettivi climatici della Confederazione?
Il traffico è il principale generatore di C 2 in Svizzera. logico che contribuisca a ridurre l inquinamento che provoca. L obiettivo di rendere la Svizzera clima neutrale entro il richiede innovazioni nei trasporti e un mi d interventi indipendenti dalla tecnologia. pensabile un percorso di riduzione delle emissioni mediante la definizione di valori limite C 2. E dovranno essere prese in considerazione misure d incentivazione nei trasporti aerei e stradali.
Gruppo PPD Quali misure vanno adottate per far fronte alla crescita della mobilità?
ipensare la pianificazione del territorio affinch le persone possano abitare più Prezzo del carburante Qual è l’aumento massimo sostenibile?
vicino al posto di lavoro. Introduzione di un adeguato («Mobilit pricing») per tutti i modi di trasporto. Spostare il trasporto merci sottoterra «Cargo souterrain» per sgravare la strada. Aumento delle corsie sulle autostrade più trafficate ed eliminazione delle strettoie. Treni a due piani e incremento della loro frequenza. Sviluppo dei trasporti con droni. Qual è la Vostra posizione circa un aumento dei prezzi dei carburanti e qual è il limite massimo accettabile?
I nostri provvedimenti devono essere compatibili con i paesi vicini e l E. n massiccio aumento unilaterale del prezzo dei carburanti in Svizzera stimolerebbe il turismo del pieno, a scapito della competitività della nostra economia e dei nostri introiti fiscali. n eventuale ecotassa deve tener conto del livello dei prezzi nei paesi limitrofi e della forza del franco. Come deve contribuire la mobilità al raggiungimento degli obiettivi climatici della Confederazione?
Come deve contribuire la mobilità al raggiungimento degli obiettivi climatici della Confederazione?
Incentivazione risoluta dell elettromobilità tramite stimoli, agevolazioni fiscali e programmi di sostegno, ma rinuncia a divieti. Mantenimento delle centrali nucleari per coprire il crescente bisogno di energia elettrica. Promozione del car pooling (auto condivisa).
Per noi Verdi i trasporti costituiscono oggi l area prioritaria su cui intervenire. Dal non devono più essere ammesse alla circolazione automobili alimentate con combustibili fossili. Le prescrizioni sulle emissioni di C 2 per le vetture e gli autofurgoni nuovi non devono essere annacquate, ma attuate rigorosamente e senza indugio. Vanno inoltre adottate le misure necessarie per realizzare la strategia delineata poc anzi.
Gruppo I Verdi Quali misure vanno adottate per far fronte alla crescita della mobilità?
Tre le linee d azione da seguire: evitare spostamenti (videoconferenze, prossimità casa lavoro tramite un opportuna pianificazione territoriale) spostare il traffico a favore della mobilità dolce (ciclisti e pedoni) e dei mezzi pubblici sfruttare l infrastruttura in maniera più efficiente per snellire il traffico. contro ogni logica che nelle ore di punta 1,1 persone occupino una vettura e che si costruiscano parcheggi sempre più grandi per veicoli sempre più grandi. Qual è la Vostra posizione circa un aumento dei prezzi dei carburanti e qual è il limite massimo accettabile?
Il centesimo per il clima non è un imposta dissuasiva bens procura i fondi necessari per lottare nei limiti del fattibile contro le emissioni di gas serra. Per i Verdi è chiaro che occorre compensare al 1 il C 2 emesso dai combustibili. n ecotassa va fissata di conseguenza. 28 touring | ottobre 2019
Emergenza clima Che misure attuare per raggiungere gli obiettivi ambientali?
Gruppo PBD Quali misure vanno adottate per far fronte alla crescita della mobilità?
La mobilità, per quanto responsabile, avrà comunque bisogno di infrastrutture. n attenta pianificazione permetterà di utilizzare in maniera mirata le risorse disponibili e decongestionare la rete viaria. Anche in futuro i trasporti su gomma e rotaia vanno sviluppati di pari passo e concepiti in un ottica integrata. Strada e ferrovia devono lavorare insieme e non l una contro l altra. Inoltre, si tratta di sfruttare al meglio le chance della digitalizzazione. Qual è la Vostra posizione circa un aumento dei prezzi dei carburanti e qual è il limite massimo accettabile?
Il P D si dichiara favorevole ad un aumento del prezzo dei carburanti. Se vogliamo davvero cambiare le cose e com-
IL CONSULENTE battere il cambiamento climatico occorrono misure magari impopolari e dolorose, ma indispensabili per salvaguardare l ambiente. Come deve contribuire la mobilità al raggiungimento degli obiettivi climatici della Confederazione?
Sosteniamo l iniziativa per i ghiacciai, che prevede di vietare entro il i combustibili fossili in Svizzera. L elettromobilità va promossa sistematicamente e i trasporti pubblici potenziati a loro volta. Approviamo un aumento del prezzo dei carburanti come pure un ecotassa sui biglietti aerei. Idee e soluzioni innovative devono essere conseguentemente favorite a livello federale.
Gruppo verde-liberale Quali misure vanno adottate per far fronte alla crescita della mobilità?
La Confederazione spende miliardi per lo sviluppo dell infrastruttura di trasporto. Gran parte va a finire nell asfalto e cemento. Eppure, le strade accusano già oggi massicce sovraccapacità fuori dalle ore di punta. Sistemi di dosaggio del traffico intelligenti, modelli moderni nell ambito del lavoro e della scuola nonch l adozione del Mobilit Pricing possono risolvere questi problemi, permettendo di risparmiare denaro e pesare meno sull ambiente. Qual è la Vostra posizione circa un aumento dei prezzi dei carburanti e qual è il limite massimo accettabile?
Siamo per una tassa sul clima per i carburanti da restituire alla popolazione. Proponiamo di allinearla a quella prelevata sui combustibili fossili, ci che comporterebbe un aumento del prezzo della benzina di circa centesimi. Come deve contribuire la mobilità al raggiungimento degli obiettivi climatici della Confederazione?
na tassa sul clima da applicare a carburanti e biglietti aerei saprà creare gli incentivi giusti, mentre i rimborsi derivanti dalla redistribuzione degli introiti da ecotasse premieranno comportamenti rispettosi dell ambiente. avoreggiamo l istituzione di una borsa dei transiti alpini che riduca il trasporto pesante sulle nostre strade. Ed infine sosteniamo un offensiva decisamente a favore di propulsioni alternative energeticamente efficienti, basate su fonti rinnovabili, in particolare l elettromobilità. ◆
Ubriaco in bici – quando scatta il ritiro della patente Chi circola in stato di ebbrezza non mette in pericolo soltanto se stesso bensì pure gli altri utenti della strada. Anche per i ciclisti, l’alcol è tabù se non si vogliono rischiare sanzioni, talora pesanti. TESTO URS-PETER INDERBITZIN
A
lle feste fra amici è normale bere qualche bicchiere. Soprattutto quando si lascia la macchina a casa e si prende la bici perch si abita vicino e la meteo promette sereno fino a tardi difficile resistere alla tentazione di fare un brindisi di troppo. Sbaglia per chi crede che tanto in bici non pu succedere nulla. Il codice della strada richiede esplicitamente la piena idoneità alla guida, su qualsiasi veicolo, anche non motorizzato quali bici, carrozze, carri e simili. Ci sono precise regole e limiti: per ciclisti è tollerato un tasso alcolemico fino allo , per mille, oltre al quale si è sanzionabili. In caso di incidente, si è passabile di pena detentiva o multa, di regola nell’ordine di qualche centinaio di franchi. Non solo, si rischia pure una riduzione delle prestazioni assicurative come pure il divieto di circolazione in bicicletta, per una durata minima di un mese.
lare in bici. Tali provvedimenti vengono adottati per recidiva o singola violazione, se si riscontra un alcolemia molto elevata (valori superiori al , per mille).
Sospetto di alcolismo Le autorità possono sottoporre il soggetto ad un test della capacità di guida qualora sorga il dubbio che possa avere un problema con l alcol. Diagnosi confermata, nella fattispecie, da un istituto di psichiatria forense e psicoterapia. Assodato l abuso cronico di alcol, le autorità hanno disposto il ritiro della patente per l auto e il divieto di circolare in bici a tempo indeterminato. Trascorsi due anni dall incidente e sulla base di una seconda perizia, il conducente ha riottenuto la patente, ma a titolo condizionale con l obbligo di astinenza assoluta, da controllare ogni sei mesi mediante analisi dei capelli. Essendo venuto meno a queste disposizioni, l uomo dovette consegnare nuovamente la patente. Il Tribunale federale ha poi confermato la sospensione con sentenza 1C 8 1 . Nella motivazione i giudici fanno presente che il ricorrente non ha superato la sua dipendenza, per cui persiste l incapacità di guidare. ◆
Ritiro della patente E se si supera la soglia dello , per mille Nella peggiore delle ipotesi, il ciclista che viene fermato dalla polizia in stato di forte ebrietà pu perdere la licenza di condurre per tutti i veicoli a motore. quanto sperimentato tempo fa da un uomo che aveva perso il controllo della sua e bi e andando a sbattere frontalmente contro il palo di una recinzione. Dal test etilometrico risult una concentrazione fra il ,3 e il 3, 9 per mille (in grammi di alcol per chilogrammo di peso corporeo), ragione per la quale l fficio della circolaURS-PETER zione competente impose il INDERBITZIN ritiro cautelativo della patente per i veicoli a motore e consulente giuridico il divieto preventivo di circo-
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Tanti sogni d’oro viaggiando in treno I treni di notte sono ecologici e costituiscono un’eccellente alternativa ai viaggi aerei, rispettosa dell’ambiente. In totale la Svizzera viene servita da otto linee con destinazioni in Germania, Austria e nei paesi dell’Est, e ciò a tariffe abbordabili. Ecco il punto della situazione. TESTO ALINE BEAUD
L’offerta in Svizzera Attualmente vi sono 8 collegamenti diretti in partenza dalla Svizzera. Assenti, nel tabellone, l’Italia, la Francia, il Belgio e la Spagna: «I treni di notte verso la vicina penisola sono stati sospesi nel 2009 per mancanza di passeggeri. La concorrenza delle compagnie aeree low-cost e dei treni diurni ad alta velocità delle FS italiane avevano fatto perdere lustro ai treni notturni», riassume Frédéric Revaz, portavoce delle FFS. Stesso discorso per la DB (ferrovie tedesche), che ha a sua volta soppresso questi collegamenti nel 2016. Ai tedeschi è subentrata la compagnia ferroviaria austriaca ÖBB che ha rilevato i collegamenti e che attualmente gestisce con successo 18 linee 30 touring | ottobre 2019
proprie e collabora con partner per otto ulteriori destinazioni. Nel 2018 l’impresa ha trasportato oltre 1,4 milioni di passeggeri a bordo dei suoi Nightjet. «In collaborazione con vettori nazionali serviamo un’ampia rete di collegamenti notturni. In Svizzera ci appoggiamo alle FFS», conferma il portavoce ÖBB Bernhard Rieder. Ci si accomoda sui Nightjet austriaci da Zurigo alla volta di Berlino, Amburgo, Graz, Linz oppure Vienna. Tramite i partner, si raggiungono poi destinazioni quali Villach, Zagabria, Budapest o Praga. I biglietti notturni partono da 29 euro per i più economici posti a sedere e da 60 nei vagoni cuccetta o letto, indica il rappresentante dell’azienda austriaca.
Clientela sensibile ai prezzi I prezzi salgono comunque a seconda dello standard desiderato. Vi sono tre categorie tariffarie. I posti seduti per i viaggiatori attenti al budget, cabine cuccette adatte a famiglie e comitive nonché i vagoni letto che regalano un comfort superiore. Le prenotazioni in Svizzera sono a livelli soddisfacenti, tant’è che le tratte Zurigo–Vienna o Amburgo spesso registrano rapidamente e con ampio anticipo il tutto esaurito. «A prescindere da considerazioni ecologiche, per i viaggiatori è soprattutto il prezzo ad essere determinante. È su questo aspetto che dobbiamo concentrare i nostri sforzi di persuasione», afferma il responsabile ÖBB.
Confronto aereo e treno di notte, Zurigo–Berlino corsa semplice Il costo del biglietto per un volo da effettuare il 22 novembre è praticamente identico a quello del biglietto ferroviario in cabina cuccette a sei posti. Ovviamente, l’aereo è più Mezzo di trasporto
Orario
Durata
Easyjet dall’aeroporto di Zurigo a Berlino Tegel
20.00 – 21.25
1 ora 25
Nightjet, ÖBB da Zurigo centrale alla stazione principale di Berlino
20.00 – 7.54
rapido, ma atterrando a Berlino alle ore 21.25 si dovrà ancora spostarsi fino in centro, oltre a dover pagare un pernottamento supplementare. Prezzo viaggio sola andata 22.11.2019* 59.95 fr.
Emissioni CO2 per persona 54,92 kg/174 kg **
88.85 fr. con bagaglio in stiva di 23 kg 11 ore 54
29 euro, posto seduto
35 kg
59.90 euro, cabina cuccette a 6 posti 69.90 euro, cabina cuccette a 4 posti
139.90 euro, VL 2 posti 89.90 euro, VL 1 posto * Biglietto di sola andata per un adulto, venerdì 22 novembre 2019. Data della nostra ricerca su internet: 5 luglio 2019 nei siti nightjet.com ed easyjet.com. ** Secondo il suo portavoce, Easyjet produce emissioni di CO2 pari a 78,46 g per passeggero e chilometro. Su un volo di 700 chilometri, ciò corrisponderebbe a 54,92 kg. Stando alla compagnia, le cifre variano in funzione del tipo di aereo e delle modalità di volo. Per la stessa tratta, il sito myclimate calcola emissioni nettamente superiori (174 kg) in classe economica.
ÖBB/NIGHTJET
I
l riscaldamento climatico non risparmia neanche i viaggiatori. Sempre più sensibili all’impronta ecologica che lasciano nei loro spostamenti all’estero, cercano delle alternative che non inquinino come l’aereo. Eccone una che presenta numerosi vantaggi: i buoni vecchi treni di notte. Si arriva in pieno centro città, riposati e di buon mattino, risparmiando una notte in albergo oltre ai fastidiosi controlli di sicurezza all’aeroporto. E dormendo, il tempo passa più in fretta. Ciliegina sulla torta: le emissioni di CO2 sono nettamente inferiori a quelle provocate da chi preferisce volare. Un fattore, questo, da non sottovalutare.
MOBILITÀ I giovani riscoprono il piacere di viaggiare in treno, soprattutto sulle rotte internazionali.
Inizio di tendenza uanto alla concorrenza dei voli, anche questi ultimi attirano sempre più utenze. « uest anno trasporteremo un numero record di passeggeri. Ci premesso, sembrerebbe che i treni di notte non abbiano poi inciso tangibilmente sulle scelte dei viaggiatori», dichiara l addetto stampa di Eas et, David olle . Ciononostante, e pur senza poter presentare cifre al riguardo, presso le S si ipotizza che i giovani, par ticolarmente consapevoli dell impatto ambientale della loro mobilità, cambieranno preferenze e modi di trasporto: «Constatiamo un aumento della domanda per i viaggi internazionali in treno. Sembra quindi che vada delineandosi una nuova tendenza», ci spiega ancora il portavoce. Scommettendo su una domanda in crescita e un mutamento nei comportamenti della generazione , l e regia federale, dieci anni dopo aver cessato il servizio, medita di sviluppare l offerta notturna: «Stiamo considerando un ritorno nel settore, ma per ora non c è ancora nulla di deciso e rimangono da definire collegamenti e destinazioni. Attualmente sono in corso delle valutazioni, e una collaborazione con è per il momento l opzione privilegiata», confermano a erna. ◆
COLLEGAMENTI NOTTURNI DIRETTI DALLA SVIZZERA Nightjet, ÖBB Zurigo–Basilea–Berlino Zurigo–Basilea–Amburgo Zurigo–Feldkirch–Graz Zurigo–Feldkirch–Linz– Vienna Partner ÖBB Zurigo–Villach–Zagabria Zurigo–Linz–Praga Zurigo–Budapest Ferrovie tedesche (DB) Basilea–Kiel (InterCity, solo posti seduti)
Orario dalle 20 alle 7.54 dalle 20 alle 7.51 dalle 20.40 alle 7 dalle 21.40 alle 7.55
Durata 11 ore 54 11 ore 51 10 ore 20 10 ore 15
dalle 20.40 alle 10.43 dalle 21.40 alle 10.57 dalle 21.40 alle 9.19
14 ore 03 13 ore 17 11 ore 39
dalle 23.13 alle 11.22
12 ore 09
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Cavalieri per strada, al volante e in sella Qual è il giusto comportamento da adottare imbattendosi in equidi per strada? Abbiamo chiesto consiglio a due esperti che ci spiegano le regole di una convivenza armoniosa e rispettosa di tutti gli utenti della strada. Quando bipedi e quadrupedi si incontrano. TESTO ALINE BEAUD | FOTO OLIVIER VOGELSANG
G
inevra vanta il maggior numero di cavalli per abitante. Non è quindi raro incrociarne, montati o alla longhina, guidando attraverso la città sul Lemano. «Cerchiamo di tenerci quanto più lontani dal traffico, ma non possiamo evitarlo del tutto per raggiungere i campi e le ippopiste, talora anche solo
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per attraversare una carreggiata», dichiara Laurent Girardet, co presidente dell Associazione dei cavalieri della regione di Versoi (AC V). Ed anche se tutti hanno il diritto di transitare sulle carreggiate, non sempre bi e quadrupedi se la condividono armoniosamente. Va premesso che i cavalli sono soggetti alle regole
della circolazione come tutti gli altri utenti, ad esempio non devono procedere affiancati, salvo se sono più di sei – ma anche le formazioni vanno frazionate – e devono spostarsi sulla striscia erbosa per agevolare il sorpasso ai veicoli. Si deve altres far uso di riflettenti in caso di scarsa visibilità. «Pur attenendoci al codice, purtroppo spesso su-
biamo atteggiamenti scorretti da parte di taluni automobilisti», lamenta avier e , co presidente AC V. Accelerare, far ruggire il motore, non mantenere la giusta distanza, abbagliare con i fari, ecco alcune delle inciviltà commesse da automobilisti che forse non sanno come impostare un sorpasso
MOBILITÀ
Anche in sella vanno rispettate le regole della circolazione.
«L’animale può voltarsi di repente, disarcionare il cavaliere o far danni alla carrozzeria del veicolo» Laurent Girardet
La strada è di tutti Ovvero l’arte di incrociarsi con mutuo rispetto.
Pericolo! Il guidatore passa raso all’equide.
«Il cavallo, per quanto mansueto, resta un animale selvatico, un essere vivente con una propria testa» Xavier Rey
o comportarsi incrociando un equide, montato o alla longhina. Ci vale anche per chi va in e bi e. «Le biciclette elettriche sono silenziose e veloci. Se il ciclista suona il campanello per avvertire del proprio passaggio, il cavallo, imbizzarrito, pu scattare di colpo in preda al panico», aggiunge avier e sottoli neando che basta il rumore di teloni allentati scossi dal vento di autocarri o rimorchi a spaventare l ungulato. E gli fa eco Laurent Girardet: «Lanimale pu voltarsi di re pente, disarcionare il cava liere o anche far danni alla carrozzeria del veicolo che gli passa accanto».
Animali da fuga Per capire le cause di queste reazioni occorre un po di psi cologia equina: il cavallo ha un campo visivo quasi circo lare di 3 gradi, ma con due angoli ciechi, la parte imme diatamente posteriore alla groppa e il triangolo davanti
e sotto il muso. «Il cavallo, per quanto mansueto, resta un animale selvatico, un es sere vivente con una propria testa», ricorda avier e . «In caso di pericolo, la sua strategia di difesa è la fuga». uando un veicolo si avvi cina da dietro e gli si incolla non riesce a vederlo, ma sente il rumore. Vi è allora il rischio che si giri o faccia un salto per schivarlo. L intenditore usa una meta fora per rendere l idea: «Se vedete un bambino ai bordi della strada che gioca con un pallone, non accelererete di certo! Con i cavalli è buona norma comportarsi allo stesso modo e con le stesse precauzioni». vviamente, ogni esemplare è diverso. Le reazioni dipendono anche dalla razza, dal tempera mento e dall esperienza dell animale. Il cavaliere, dal canto suo, deve essere sem pre padrone della situazione e rimanere vigile. ◆
Come comportarsi? Tre semplici regole Per Laurent Girardet la convivenza fra gli utenti della strada richiede rispetto reciproco. Data l’imprevedibilità degli equidi, Xavier Rey invita ad osservare le seguenti accortezze: segnalare la propria presenza in maniera appropriata, adeguare la velocità e mantenere una distanza minima per non spaventare il cavallo. «Andando in bici o e-bike, si potrà avvertire a voce, salutando cortesemente invece di suonare il campanello. Il quadrupede è abituato all’uomo, e non sarà colto di sorpresa». Avvicinandosi ad un equide, conviene rallentare in modo da aver il tempo di reagire ad eventuali scatti improvvisi. Infine, si sorpasserà piano, tenendo una distanza minima di 1,5 metri per non rischiare di essere colpiti dal cavallo recalcitrante. Sopraggiungendo da dietro, fuori dal campo visivo dell’animale, è invece raccomandabile tenere almeno tre metri di distanza. I protagonisti del foto-shooting: scatti in posa per Marie e il suo cavallo Apple nonostante l’indole mite del pezzato, per una maggior sicurezza.
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TCS Libretto ETI: sicurezza durante le vacanze autunnali e per tutto l’anno. Lo stipuli ora e approfitti di una protezione completa per i lunghi viaggi e le gite brevi.
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MOBILITÀ
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Insidie dell’autunno Con la TCS Protezione giuridica circolazione si va sul sicuro.
Sicuri al volante in autunno Con i primi freddi, il TCS mette in guardia contro i rischi della stagione. Se malgrado le precauzioni succedesse qualcosa facendo insorgere una lite, la TCS Protezione giuridica circolazione aiuta. TESTO DOMINIC GRAF
L
e giornate si accorciano, si fa notte prima, la temperatura scende nebbia, pioggia, fogliame sulla strada rendono difficoltosa la guida. D autunno l automobilista deve affrontare condizioni di scarsa visibilità e carreggiate bagnate che richiedono riflessi pronti per evitare ciclisti e pedoni vestiti di scuro che spuntassero repentinamente nel buio o animali selvatici che invadessero la strada nelle zone boschive.
Tutelati a tutto tondo Per consentire una preparazione ottimale alla guida autunnale, il TCS ha predisposto sul suo sito, alla rubrica « egole della circolazione»,
un elenco di avvertenze e consigli dettagliati. Ad esempio, si raccomanda di montare le gomme invernali già da ottobre, badando a che presentino una profondità del battistrada di almeno mm. Altrettanto importante è controllare la batteria, le luci e i tergicristalli. ppure, volendo andare sul sicuro, e lo consigliamo vivamente, si porterà il veicolo in uno dei centri tecnici TCS per un controllo preinvernale completo. Molti rischi possono essere minimizzati con un comportamento previdente e prudente. Ma nonostante tutta la diligenza, non si pu escludere che si verifichino degli eventi imprevisti o persino incidenti. In questi casi, far
valere i propri diritti pu risultare snervante, oltre che dispendioso in termini di tempo e denaro, soprattutto per i neofiti. Ed è qui che la TCS Protezione giuridica circolazione si rivela pagante.
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Il verdetto finlandese Come capita spesso, i pneumatici invernali sottoposti al nostro implacabile test del TCS non ottengono risultati eccellenti. Il bilancio è corretto per le gomme da city-car, mentre quelle per i furgoni si riscattano dopo il disastro delle versioni estive. REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN | FOTO ADAC/WOLFGANG GRUBE | TEST RETO BLÄTTLER
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l pari del test comparativo TCS 2019 delle gomme estive, quello dei pneumatici invernali organizzato in Finlandia si è concentrato sui prodotti che equipaggiano le city-car e i furgoni. Tra le 16 gomme da 185/65 R15 destinate alle cittadine, solo 3 hanno ottenuto la menzione «molto consigliato». La maggior parte ha ottenuto un «consigliato», mentre 2 modelli sono risultati «non consigliati». Dopo il disastro delle gomme estive dei furgoni – oltre la metà dei
In notevole crescita Le gomme invernali per i furgoni sono di migliore qualità.
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modelli giudicata «non consigliata» – il test comparativo invernale ha offerto risultati più rassicuranti. Solamente 4 dei 15 prodotti testati hanno bocciato l’esame risultando «non consigliati». Tre hanno ottenuto un «consigliato» e gli altri se la sono cavata con un «consigliato con riserva». Un esito rassicurante che avviene a detrimento della longevità.
Misura 185/65 R15 Questa dimensione è ora una delle più diffuse sulle automobili cittadine quali
ad esempio Peugeot 207, Renault Clio e VW Polo. I 3 modelli «molto consigliati» si sono rivelati molto omogenei. A causa di debolezze su fondo ghiacciato, le gomme Hankook e Continental hanno inoltre mancato di poco la nota massima. Metà dei prodotti ha inoltre espresso buone qualità su fondo bagnato. «Non consigliato», il modello Davanti di nuova distribuzione ha richiesto 10 metri in più del migliore per fermarsi in frenata. Il suo compagno di sventura Toyo ha invece peccato su strada innevata. La metà delle gomme ha risposto alle attese in questa disciplina. Poche le disparità registrate su ghiaccio e in fatto di consumi (differenza di 0,3 l/100 km). Infine, la gomma più duratura (Michelin) ha percorso una distanza superiore di più della metà rispetto alla Nokian.
TECNICA
Misura 205/65 R16 Queste gomme equipaggiano minibus e furgoni quali Ford Transit e VW T5/T6. Il trio di testa è costituito da prodotti di alta gamma che, non esente da difetti, ha ottenuto un «consigliato». Solo tre modelli sono stati giudicati buoni sull’asciutto. Sebbene uno solo abbia raggiunto la stessa nota sul bagnato, nel complesso il risultato è migliore rispetto a quello degli estivi. Il risultato d’insieme per l’aquaplaning non è tuttavia brillante e solo 2 sono stati convincenti sulla neve. Inoltre, questa categoria offre poca trazione, fattore importante per i veicoli utilitari. La metà dei prodotti è stata giudicata soddisfacente sul ghiaccio. Il progresso registrato rispetto agli estivi vien pagato in fatto di longevità. Il migliore ha percorso 40 500 km contro gli 80 000 del suo alter ego estivo. ◆
Idonee La metà delle 185 è efficace sulla neve.
il video del test tcs.ch/ portale-video
TEST DI RIFERIMENTO Già da tre anni, il test comparativo del TCS dei pneumatici invernali ha fatto rotta verso la Lapponia per le prove sulla neve. Una volta di più, le condizioni di innevamento si sono rivelate molto soddisfacenti. Giova ricordare che il TCS consiglia di circolare unicamente con veri pneumatici invernali. Essi si riconoscono perché espongono il fiocco di neve sul fianco. Una indispensabile garanzia di sicurezza su strade bagnate, ghiacciate e innevate.
Consultate le tabelle! Troverete i risultati dettagliati di questo test nelle due pagine seguenti. L’ideale per trovare un prodotto di proprio gradimento. →
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Test TCS: pneumatici invernali 185/65 R15 88T Marca Tipo Label UE pneumatici 6 Fondo asciutto Fondo bagnato Neve Ghiaccio Comfort/rumore Consumo1 Usura Prova di alta velocità Voto globale Valutazione TCS2 Vantaggi Inconvenienti
Dunlop Winter Response 2 C/C/67 6 64% 72% 72% 60% 56% 78% 4 60% superata 68%
Kleber Krisalp HP3 7
Pirelli Cinturato Winter E/B/66 62% 70% 62% 62% 58% 62% 60% superata 64%
C/B/69 68% 64% 60% 60% 54% 66% 70% superata 64%
★★★★☆
★★★★☆
Pneumatico molto equilibrato, miglior voto su neve, miglior voto per consumo di carburante, buono su asciutto e bagnato
Continental WinterContact TS860 C/B/71 60% 74% 66% 58% 58% 72% 60% superata 58%
★★★★☆
Pneumatico molto equilibrato, miglior voto su asciutto, buono su neve e ghiaccio, buono per consumo di carburante e usura
Pneumatico molto equilibrato, miglior voto per rumore, buono su neve e ghiaccio, buono su asciutto e bagnato
Hankook Winter i*cept RS2 W452 E/C/71 60% 68% 60% 58% 52% 58% 70% superata 58%
★★★☆☆
Miglior voto su bagnato, miglior voto per rumore, buono su neve e su asciutto, buono per consumo di carburante e usura Lievi debolezze su ghiaccio 3
Michelin Alpin A4 8 E/C/70 66% 68% 54% 64% 50% 56% 5 80% superata 54%
Falken Eurowinter HS01 E/B/70 56% 60% 52% 52% 52% 70% 60% superata 52%
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
Buono su asciutto e bagnato, buono su neve, buono per usura Lievi debolezze su ghiaccio3, lievi debolezze per consumo di carburante
Miglior voto per usura, buono su asciutto e bagnato, buono su ghiaccio Lievi debolezze su neve 3, maggior consumo di carburante
Buono su bagnato, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su neve, lievi debolezze su ghiaccio3, lievi debolezze su asciutto
Pneumatici invernali 205/65 R16C 107/105T Marca Tipo Label UE pneumatici 6 Fondo asciutto Fondo bagnato Neve Ghiaccio Comfort/rumore Consumo1 Usura Prova di alta velocità Voto globale Valutazione TCS2 Vantaggi Inconvenienti
Continental VanContactWinter C/B/73 6 64%4 62% 56% 54% 5 48% 66% 50% superata 50%
Pirelli Carrier Winter
Michelin Agilis Alpin
E/C/73 62% 44% 54% 56% 42% 72% 60% superata 44%
E/B/71 42% 52% 60% 62% 46% 70% 70% superata 42%
Vredestein Comtrac 2 Winter E/B/71 52% 58% 36% 60% 36% 66% 60% superata 36%
Goodyear Cargo UltraGrip 2 11 C/C/71 32% 54% 36% 60% 54% 66% 60% superata 32%
Falken Eurowinter Van01 C/A/72 46% 44% 30% 64% 58% 74% 70% superata 30%
Bridgestone Blizzak W810 E/C/75 28% 30% 58% 54% 36% 70% 50% superata 28%
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★☆☆☆
★★☆☆☆
★★☆☆☆
★★☆☆☆
Miglior voto su asciutto, miglior voto su bagnato, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su neve, lievi debolezze su ghiaccio, durata chilometrica più bassa 3
Buono su asciutto, buono per usura, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su neve, lievi debolezze su ghiaccio, lievi debolezze su bagnato 3
Miglior voto per usura, buono su neve, buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su bagnato, lievi debolezze su asciutto 3
Buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su bagnato, lievi debolezze su asciutto, debolezze su neve 3
Buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su bagnato, debolezze su asciutto3, debolezze su neve
Miglior voto su ghiaccio, miglior voto per usura, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su asciutto, lievi debolezze su bagnato, debolezze su neve 3
Buono per consumo di carburante Debolezze su bagnato, debolezze su asciutto3, lievi debolezze su neve e ghiaccio, durata chilometrica più bassa
Esigenze per valutazione TCS Asciutto, bagnato, consumo di carburante, usura
★★★★★
★★★★☆
★★★☆☆
80%
60%
40%
Prova di alta velocità Voto globale Valutazione TCS
38 touring | ottobre 2019
superata
★★☆☆☆
★☆☆☆☆
20%
0%
superata con riserva
non superata
80%
60%
40%
20%
0%
eccellente
molto consigliato
consigliato
consigliato con riserva
non consigliato
TECNICA
Vredestein Snowtrac 5
Goodyear Ultragrip 9 9
Nokian WR D4 10
Gislaved Euro*Frost 6
C/C/69 50% 54% 56% 62% 48% 74% 60% superata 50%
C/C/67 60% 72% 48% 60% 56% 66% 60% superata 48%
C/A/68 48% 52% 70% 64% 52% 76% 50% superata 48%
E/C/71 54% 46% 56% 64% 58% 72% 60% superata 46%
★★★☆☆
Kumho WP51 Wintercraft E/C/70 56% 54% 46% 62% 46% 64% 50% superata 46%
Viking WinTech
Sava Eskimo S3+
E/C/71 60% 46% 60% 64% 56% 68% 60% superata 46%
E/C/68 38% 54% 72% 64% 56% 70% 70% superata 38%
Toyo Snowprox S943 7 C/C/70 50% 58% 8% 60% 58% 68% 70% superata 8%
Davanti Wintoura E/C/72 42% 0% 34% 66% 54% 78% 70% superata 0%
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★☆☆☆
★☆☆☆☆
★☆☆☆☆
Buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su bagnato e neve, lievi debolezze su asciutto 3
Buono su asciutto e bagnato, buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su neve 3
Buono su neve, buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su bagnato, durata chilometrica più bassa, lievi debolezze su asciutto 3
Miglior voto per rumore, buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su asciutto, lievi debolezze su neve, lievi debolezze su bagnato 3
Buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su asciutto e bagnato, lievi debolezze su neve3, pneumatico più rumoroso, durata chilometrica più bassa
Buono su asciutto, buono su neve e ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su bagnato 3
Miglior voto su neve, buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su bagnato, debolezze su asciutto 3
Miglior voto per rumore, buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su asciutto, lievi debolezze su bagnato, debole su neve 3
Miglior voto su ghiaccio, miglior voto per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su asciutto, debolezze su neve, debole su bagnato 3
Kumho PorTran CW51
Matador MPS 530
Uniroyal Snow Max 2
Yokohama WY01
Sava Trenta M+S
BFGoodrich Activan Winter
Goodride SW612
E/C/71 28% 38% 50% 58% 50% 70% 50% superata 28%
E/C/73 28% 46% 58% 54% 34% 58% 50% superata 28%
E/C/73 26% 48% 66% 54% 32% 58% 50% superata 26%
F/B/72 46% 26% 50% 60% 60% 70% 60% superata 26%
E/B/73 28% 56% 16% 54% 44% 66% 60% superata 16%
E/B/71 42% 12% 48% 64% 44% 76% 70% superata 12%
E/B/72 38% 48% 12% 64% 42% 78% 50% superata 12%
Maxxis Vansmart Snow WL2 C/A/71 60% 56% 10% 62% 54% 72% 60% superata 10%
★★☆☆☆
Buono per consumo di carburante Debolezze su bagnato, debolezze su asciutto3, lievi debolezze su neve e ghiaccio, durata chilometrica più bassa
1
★★☆☆☆
★★☆☆☆
★★☆☆☆
★☆☆☆☆
★☆☆☆☆
Debolezze su asciutto 3, lievi debolezze su neve e ghiaccio, maggior consumo di carburante, durata chilometrica più bassa
Miglior voto su neve Debolezze su asciutto3, lievi debolezze su bagnato e ghiaccio, maggior consumo di carburante, durata chilometrica più bassa
Miglior voto per rumore, buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su asciutto, debolezze su bagnato3, lievi debolezze su neve
Buono per consumo di carburante, buono per usura Debolezze su asciutto, lievi debolezze su bagnato e ghiaccio, debole su neve 3
Miglior voto su ghiaccio, miglior voto per usura, buono per consumo di carburante Lievi debolezze su asciutto, debole su bagnato3, lievi debolezze su neve
La resistenza al rotolamento influisce sul consumo di carburante
bagnato (A–G); cifra: rumorosità esterna in decibel (dB)
2
vedi scala di valutazione
7
3
porta al declassamento
8
disponibile il successore Michelin Alpin 6
4
miglior voto in questo criterio (carattere in colore nero e in neretto)
9
disponibile il successore Goodyear UltraGrip 9+
5
peggior voto in questo criterio (carattere in rosso e in neretto)
10
disponibile il successore Nokian WR Snowproof
6
1a lettera: voto criterio consumo (A–G); 2a lettera: voto criterio frenata su
11
disponibile il successore Goodyear UltraGrip Cargo
indice di carico (LI 92)
★☆☆☆☆
Miglior voto su ghiaccio, miglior voto per consumo di carburante Debolezze su asciutto, lievi debolezze su bagnato, debole su neve3, durata chilometrica più bassa
★☆☆☆☆
Buono su asciutto, buono su ghiaccio, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze su bagnato, debole su neve 3
INFOGUIDA «PNEUMATICI INVERNALI ‘19» Come d’abitudine, la preziosa infoguida «Pneumatici invernali 2019» edita dal TCS è disponibile in versione cartacea e digitale. Oltre ai risultati dell’ultimo test, contiene un nuovo test comparativo tra varie misure di pneumatici così come una serie di informazioni utili sul tema gomme. Si può ordinarla oppure scaricarla dal sito pneumatici.tcs.ch.
ottobre 2019 | touring
39
TECNICA
TOYOTA COROLLA 2.0 HSD E-CVT STYLE
Una compatta ibrida più
smaliziata
E4 cilindri 2 l benzina + elettrica, 180 CV W5,5 l/100 km (media del test), etichettaEnergia A Vautonomia: 789 km kpeso: 1565 kg (modello del test) P8,9 s da 0 a 100 km/h L44 900 fr.
Rilanciando la fortunata serie di Corolla, la compatta di casa Toyota scopre di avere carattere. E dato che ora pure la propulsione ibrida è evoluta, ci troviamo di fronte ad un’auto contemporanea bardata di sistemi di assistenza.
Ibrida dal design più seducente Eccellente in città/buona ammiraglia Telaio rassicurante Consumi/emissioni Motorizzazione ibrida riuscita
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Dotazione ultra completa (Style) Sistemi di assistenza di serie
40 touring | ottobre 2019
L
Armoniosa, l’associazione tra il 2 l e il motore elettrico.
Di bon ton La plancia di bordo e la strumentazione moderna. Dinamica Il muso accattivante è ispirato ai catamarani… Toyota dixit.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Toyota Corolla 2.0 HSD e-CVT: 5 porte, 5 posti; 44 900 fr. (veicolo del test: 45 300 fr.) Gamma: dalla 1.2 Turbo Active, 116 CV (25 900 fr.) alla 2.0 HSD e-CVT Premium, 180 CV (45 900 fr.) Opzioni: vernice perlata (400 fr.), selleria cuoio (1400 fr.), decorazioni cromate (590 fr.), Garanzia: 3 anni di fabbrica, 5 anni sulle componenti ibride, 3 anni di assistenza (con cond.); garanzia corrosione: 12 anni Importatore: Toyota AG, 5745 Safenwil, toyota.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri, 2 l benzina + elettrico, potenza combinata 180 CV, 202 Nm; cambio e-CVT (treno epicicloidale); batteria nickel idruro. Peso: 1565 kg (auto test), totale ammissibile 1910 kg, carico rimorchiabile 750 kg
70%
Potenza di 180 CV poco percettibile 144 cm
Accesso e abitabilità sedili posteriori Volume del bagagliaio ridotto Peso elevato per una compatta Effetto del cambio CVT Modalità di guida poco differenziate Commutazione fari
passo 264 cm lunghezza 437 cm larghezza 179 cm bagagliaio: 313–1004 litri pneumatici: 225/40R18, min. 225/45R17
a carriera della To ota Auris è stata tanto breve e poco degna di nota quanto quella della Corolla è stata lunga. Il gigante giapponese ha dunque avuto la buona idea di proporne la 1 a generazione. n filo più lunga dell Auris ( cm), la Corolla inaugura una carrozzeria il cui originale muso si addice perfettamente alla versione ibrida. Stesso discorso per l abitacolo, dove non vi è più traccia di plastiche a buon mercato. Al contrario: la plancia di bordo dai rivestimenti pregiati è al passo con i tempi. Certo, il coc pit digitale e i tasti dissimulati dietro il volante creano un po di confusione, ma sempre meglio che perdersi negli abissi dei sotto menu. uesta compatta per eccellenza propone sedili sportivi comodamente avvolgenti. Il bilancio è meno lodevole dietro, dove l accesso e lo spazio sono molto mediocri. Senza contare il sentimento un po claustrofobico causato dalla scarsa superficie vetrata dovuta alla linea aerodinamica. Pratico da caricare, il bagagliaio concede un po di volume alla tecnologia ibrida.
Imperiale nell’agglomerato uesta ennesima generazione ibrida si rivela davvero riuscita. Nel traffico urbano, la Corolla SD trae enorme profitto dalla doppia motorizzazione. Le transizioni avvengono in tutta dolcezza e il motore da 8 interviene a pieno. Il tutto a beneficio del piacere di marcia e dei consumi. Sempre fragile, la modalità strettamente elettrica si reinserisce non appena il piede torna ad essere leggero. Lo schema è simile sulle strade di campagna. In più, il cambio CVT in evoluzione è diventato discreto, tranne in autostrada dove il mulinare degli ingranaggi in accelerazione si fa sentire. Nel complesso, questa Corolla offre un apprezzabile comfort di marcia, con in più una buona reattività in fase di accelerazione grazie alla potenza combinata dei due motori. Non parliamo per di sportività: la Corolla resta innanzitutto un ibrida, al punto che talvolta ci si chiede dove siano finiti i 18 CV promessi. Stessa filosofia per quanto riguarda il telaio: con il suo baricentro abbassato, la Corolla si rivela molto rassicurante senza tuttavia esprimere qualità sportive. Nulla di insopportabile per una vettura che vanta una panoplia di sistemi di assistenza e una dotazione di serie molto ricca. ◆ ottobre 2019 | touring
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→
TECNICA
TCS MoBe: Herbert Meier/Andrea Scuderi
DINAMICA DI GUIDA
COSTI DEI SERVIZI
Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 120 km/h:
8,9 s 5,2 s 6,1 s 11,4 m 35,3 m
Manutenz. gratis 4 anni/60 000 km. Poi: (km/mese) ore mano d’opera (fr.)£1 15 000/12 1,2 343.– 30 000/24 2,0 554.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 13,5 4788.– 1
61 dBA 71 dBA
Dettagli Toyota Corolla HSD
incl. materiale
COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km
fr./mese fissi variabili 15 000 78 665.– 309.– 30 000 51 665.– 617.– Tariffa oraria per il calcolo TCS 145 fr. (UFS), agenzie Toyota: da 85 a 178 fr. CONSUMO AL BANCO DI PROVA
Mediocre, lo spazio per le gambe dietro.
(2017/1151 UE) ciclo misto (l/100 km) TCS WLTP 5,0 Fabbrica WLTP 5,3 Fabbrica NEDC 2.0 3,9 Emissioni di CO2: fabb. (NEDC): 89 g/km Emissioni di CO2: TCS (WLTP): 123 g/km Etichetta energia (A–G) A CONSUMO DEL TEST 5,5 l/100 km autonomia 789 km serbatoio: 43 litri ciclo normato TCS: 5,1 l/100 km MISURAZ. EMISSIONI STRADA (TCS)
misurato nota
CO mg/km 132 95%
NOX mg/km 8,0 96%
particelle n/km 2,0×1010 99% il video del test
Meno volume, per batteria sotto il piano di carico. La linea laterale sale verso l’alto sul posteriore dell’auto.
tcs.ch/ portale-video
CARROZZERIA Il design muta radicalmente pur conservando un tocco futurista raffinato. La vernice bicolore di serie conferisce un tocco sportivo. L’accesso ai posti posteriori è penalizzato dallo scarso angolo di apertura delle portiere. Lo spazio sul divano è piuttosto ridotto e il bagagliaio della versione ibrida concede 48 l. ABITACOLO La plancia di bordo affinata è rivestita da materiale schiumoso e ornata di impunture rosse. Si sposa bene con la strumentazione digitale e lo schermo tattile, concorrendo all’impressione generale progressista generata da quest’ibrida. Sedili in pelle con fascia centrale in tessuto. COMFORT A parte il mulinare del cambio CVT a pieno carico in autostrada, offre un buon piacere di marcia, in particolare grazie alla sospensione adattiva fornita di serie. PREZZO-PRESTAZIONI Se la versione di base è già dignitosamente equipaggiata, la Style gode di una dotazione molto completa (navigatore, strumentazione digitale, sedili riscaldabili). Prezzo d’acquisto relativamente alto, ma prestazioni di garanzia generose e manutenzione gratuita per 4 anni. COMPORTAMENTO Senza essere sportivo, il telaio si rivela equilibrato e rassicurante, oltre ad essere assecondato da uno sterzo preciso. Le differenze tra i vari modi di guida selezionabili sono poco percettibili. MOTORE E TRASMISSIONE La sinergia tra motore a benzina 2 l ad iniezione indiretta e il motore elettrico da 80 kW è perfettamente rodata. Il piacere di guida, notoriamente in ambiente urbano, è eccellente. Se le prestazioni sono di buon livello (8,9 s da 0 a 100 km/h), non si ha tuttavia la sensazione di avere 180 CV a disposizione, seppure si tratti di una potenza assolutamente rispettabile. CONSUMO La Corolla si è accontentata di 5,5 l/100 km durante l’arco del test, un valore molto vicino ai 5,3 l indicati dalla fabbrica (WLTP). Questa ibrida sfrutta a pieno il suo potenziale di risparmio di carburante all’interno dell’abitato, dove il motore elettrico viene chiamato sovente al lavoro. La partenza avviene sempre in modalità elettrica. SICUREZZA La versione Style è dotata di serie di una moltitudine di aiuti alla guida, tra i quali il regolatore adattivo e il display head-up. Frenata efficace e ben dosabile.
42 touring | ottobre 2019
CREDITS: sentiti ringraziamenti a Kayak Aventure, La Roche (FR), kayakaventure.ch
CHECK-UP TCS
TECNICA
Più profilata Linea aerodinamica in progresso e fari allungati.
MERCEDES-BENZ B 200 AMG LINE
Della dinastia delle monovolume N4,42 m; bagagliaio: 455 l E1,3 l turbo benzina, 163 CV, 250 Nm; cambio DCT a 7 rap.; da 0 a 100 km/h in 8,2 s; consumo (prova): 7,3 l/100 km; autonomia: 589 km L45 365 fr. Mentre le monovolume compatte svaniscono inesorabilmente, la Mercedes-Benz Classe B rimane fedele al suo concetto fondamentalmente familiare, ancorché nel suo caso di alta gamma.
Un tetto leggermente spiovente e nuovi gruppi ottici posteriori.
TESTO E FOTO MARC-OLIVIER HERREN
U
n tempo adulate dalle famiglie, le monovolume compatte scompaiono una dopo l altra o si trasformano in S V. Tutto il contrario della Mercedes Classe i cui clienti non sono disorientati: a parte qualche ritocco stilistico, questa monovolume equilibrata conserva i tratti della precedente. Potremmo persino pensare ad un semplice lifting. Impressione presto cancellata dal viatico tecnologico dell auto che abbiamo già scoperto sull innovativa Classe A. itroviamo quindi il grande pannello digitale che raggruppa la strumentazione e i comandi tattili, che richiedono evidentemente una certa dimestichezza. uesto fa s che siamo un po sommersi da informazioni e molte indicazioni sono espo-
ste con un carattere piuttosto Stesso discorso per i posti diepiccolo. Tutto si semplifica tro, che offrono ampio spazio per quando si pronuncia un per le gambe. nico neo, il « e Mercedes». Il comando divano scorrevole su 1 cm vocale evolu( fr.) e lo tivo riesce schienale riSpazio dietro generoso allora, ad baltabile ( Piacere di marcia esempio, a fr.) – indiPrestazioni rintracciare spensabili su Livello tecnologico un indirizzo una monovoComando vocale evoluto dettagliato sul lume – sono navigatore in fatturati e Prezzo/Politica tempo record. tra. n filo degli optional Ed agli incroci, meno caModularità in opzione le telecamere piente (–33 l), Motore 1,3 un filo nervoso proiettano il bagagliaio sullo schermo cubico è le immagini del traffico. Inmolto accessibile. somma, è già domani. Per non parlare della funzione di Vero dinamismo Sotto il cofano, regna il chiave numerica che condo nsizing. Molto reattivo, sente la condivisione dell auil piccolo 1,3 l eroga solide tomobile. accelerazioni e sale rapido Seduto in posizione sopraele- di giri sotto l impulso di un turbo attivo già a bassi revata, il pilota si sente bene gimi. Ne deriva un motore in questo universo dalla quaun filo nervoso. Normale per lità percepita molto curata.
Accesso facile Il bagagliaio dal pratico piano di carico.
una cilindrata ridotta che sviluppa 1 3 CV. Ci detto, questa monovolume regala un notevole comfort di marcia, in particolare in autostrada. Come sulla Classe A, il comportamento si rivela più rassicurante che ludico. Annoteremo inoltre gli accenni di frenata intempestivi dell assistente per il mantenimento della corsia (di serie) quando si sfiorano le linee continue in autostrada. n auto con elementi innovativi, ma spesso opzionali e costosi. ◆ settembre 2019 | touring
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TECNICA
SKODA KAMIQ
N4,24 m; bagagliaio: 400 l E1.0 TSI, 95/115 CV; 4×2; da 0 a 100 km/h da 9,9 s.; consumo (misto): da 5,0 l l/100 km, CO 113 g/km Lda 22 550 a 30 190 fr.; 150 CV e TGI (dicembre)
Il lungo cofano caratterizza questa SUV con la rispettabile altezza da terra di 18 cm.
2
Skoda entra nel gruppo delle SUV urbane con proverbiali qualità: interni spaziosi, baule vasto e, meno scontato, tecnologia moderna.
Il portellone e il gancio di traino (opzionali) sono elettrici.
TESTO MARC-OLIVIER HERREN
S
aremmo tentati di dire: una S V da città in più, se non fosse che la S oda amiq propone un abitabilità e un volume utile inversamente proporzionali alla sua compattezza. In effetti, parleremmo piuttosto di una crossover che si avvicina alle brea integrali, dato che, ad esclusione delle luci diurne separate dai fari, il muso piuttosto placido si distanza dall ostentazione usuale su talune S V. Le linee, tuttavia, non dispiacciono. Inoltre, la amiq è basata sulla piattaforma delle cit car del gruppo Vol s agen, ci che le consente di accedere alle più recenti tecnologie di questo segmento. n opportunità che traspare nella strumentazione affidata, quale opzione, ad un largo schermo tattile (9, ) e 44 touring | ottobre 2019
un coc pit virtuale (1 , ). Disponibile in varie configurazioni, quest ultimo si rivela molto leggibile. Inoltre una carta SIM ne assicura la connessione al eb. Siamo pure gradevolmente sorpresi dalla qualità dei rivestimenti in schiuma che ornano la plancia di bordo o dalle impugnature delle portiere cromate gradevolmente scolpite.
Spazio a profusione Malgrado i suoi , m, la amiq offre un abitabilità posteriore esemplare, ad immagine dell enorme spazio per le gambe. Insieme all ampiezza delle superfici vetrate, questo farà sentire davvero bene gli occupanti dietro. Tutto in tema famiglia. Al contrario, la modularità è molto basica e si riduce ai due schienali dei sedili ribaltabili. Guarnito con mo-
quette rustica nel puro stile S oda, il bagagliaio voluminoso trae beneficio dal doppio fondo amovibile. Le motorizzazioni sono quelle del gruppo V . Come su altri modelli, il 3 cilindri turbo da 11 CV piace per la silenziosità e le riprese decise. Pu essere abbinata ad un cambio DSG a rapporti oppure manuale a marce con una leva stabile e precisa. Il telaio di questa S V a trazione anteriore esprime un eccellente compromesso tra filtraggio e rigidità. Se le versioni Ambition e St le sono abbastanza ben equipaggiate, appare irrinunciabile l aggiunta di uno dei pacchetti opzionali per godere di alcuni importanti equipaggiamenti (telecamera di retromarcia, regolatore adattivo ecc.). uanto meno questi ultimi hanno un prezzo modico. ◆
UNA SUV O NIENTE Mentre la city-car Skoda Citigo ha venduto 116 unità lo scorso anno – una miseria –, le SUV Karoq e Kodiaq sul mercato svizzero hanno sfondato. Quest’evoluzione è sintomatica dell’attrazione esercitata dalle SUV. Rassicurati per l’impatto di CO2, le SUV urbane, che ricorrono in principio alla trazione 4×2, hanno il vento in poppa. Per giunta, la gamma Kamiq sarà completata dal modello G-TEC da 90 CV a gas naturale, dunque con emissioni di CO2 e NOX ridotte. Peccato che Amag sia uno dei rari importatori a credere in questa tecnologia consolidata.
FOTO ALD
Familiare contemporanea
TECNICA Immutabile Pur restando fedele alla sua linea, la 911 allargata sembra incollata a terra.
PORSCHE 911 CARRERA 4S
Facilità sconcertante N4,52 m; bagagliaio: 132 l E6 cilindri boxer 3 l biturbo, 450 CV, 530 Nm; PDK 8 rap., 4×4; da 0 a 100 km/h in 3,4 s; consumo (prova): 10,7 l/100 km; autonomia: 598 km L167 100 fr. Di infinita efficacia su pista, la Porsche 911 si adatta a meraviglia al traffico. Una sportiva bivalente che alza le asticelle del settore. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
A
priori, si esita ad avventurare i CV dell inamovibile coup Porsche nelle zone 3 . Il timore è per ingiustificato, dal momento che il cilindri bo er esibisce una docilità indescrivibile. uanto ai timorosi di lasciare il profilo del paraurti sui dossi, avranno sempre la possibilità di sollevare il telaio attraverso un intelligente sistema idraulico.
Talenti multipli S , questa ottava edizione della 911 si vuole più polivalente che mai. A cominciare dalla sospensione adattiva, che elimina ogni eccesso di rigidità nella guida standard e in autostrada. E siccome l insonorizzazione è stata perfezionata, le lunghe distanze non spaventano più. In città come sulle strade di campagna, possiamo far viaggiare questo prosperoso coup a circa 1 giri min, con il cambio a doppia frizione rapido a passare all ottava marcia appena possibile. Di fatto, possiamo usare la
911 anche per fare la spesa. ortunatamente il treno pona volta ribaltati, gli schiesteriore di questa trazione innali posteriori del coup tegrale tollera ancora leggere liberano infatti un volume derive. Inoltre le folgoranti utile apprezzabile. attute a salite del bo er fino a parte, la 911 esprime sempre giri min ci rassicurano sulla il meglio nell uso sportivo. ferocia del bolide. Tanto più Nonostante la carreggiata alche in modalità Sport, ci delilargata, il bolide esibisce un ziano le accelerazioni più intreno anteriore di raddopcisive e i cambi ben spontapiata agilità. Inchiodati alla nei del cambio PD . Senza carreggiata, parlare delle inanelliamo scalate di Eccellente sportiva una curva marcia acutilizzabile nel quotidiano dopo l altra compagnate Agilità mostruosa provando un dai relativi Boxer prestazionale/docile piacere amplivocalizzi. Dotazione ora decente ficato dalle Peccato che Digitalizzazione riuscita ruote postetale potenriori sterzanti ziale non Prezzo elevato e in crescita (opzionali) e possa essere Comportamento dall impertursfruttato che edulcorato (per i puristi) babile stabilità in pista, dove Consumi con una guida del telaio. Difla modalità dinamica ficile di far Sport Plus uscire il coup permetterà di dai cardini. uesta 911 molto esprimere ancora maggiore indulgente perdona la magfuria. In alternativa, ci pogior parte delle sbavature tremo dilettare con il sistema alla guida. en rassicurante d infotainment finalmente per i piloti meno agguerriti aggiornato. In effetti questa frustrante per i puristi che re- ottava generazione ha vissteranno forse delusi da quesuto la sua rivoluzione digista assoluta facilità di guida. tale. Nessun auto vi sfugge. ◆
MODALITÀ PIOGGIA ALLA RISCOSSA Porsche da tempo accarezzava l’idea di una tecnologia che prevenisse l’aquaplaning e altri pericoli legati alla carreggiata bagnata. La scelta di gomme più larghe sulla 911 ha accelerato i tempi, che inaugura infatti la modalità di guida Wet. Questo sistema innova sfruttando dei sensori acustici posti nei passaruota anteriori. Questi rilevano gli schizzi d’acqua e, di conseguenza, lo stato della carreggiata. Oltre i 50 km/h, sul pannello digitale viene visualizzato un messaggio che incita il conducente ad attivare la modalità Wet. In simbiosi con i sistemi di assistenza, essa rende il pedale del freno più rigido e soprattutto anticipa le reazioni del sistema anti-sbandamento e del ripartitore di coppia. Testata in pista, la modalità Wet riduce drasticamente gli accenni di sbandata. Quanto basta per imbrigliare i 450 CV della belva. L’alettone favorisce il raffreddamento del motore.
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TECNICA
VW T-CROSS 1.0 TSI STYLE
Una nuova nata, già matura Fedele alla filosofia VW, la T-Cross porta una buona dose di polivalenza tra le SUV urbane, con in aggiunta un solido bagaglio tecnologico. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
L
a T Cross si iscrive nella scia delle sorelle V Tiguan e T oc. asata sulla piattaforma della cit car Polo, si distingue per la sua vocazione planetaria. Arrivata tardi nel segmento delle S V urbane in ebollizione, si distingue esibendo una modularità ben studiata. Piuttosto che dilungarci sul suo design molto convenzionale, metteremo in risalto la gestione del suo abitacolo. Nonostante la taglia ridotta, l accesso al divano è davvero facile. Inoltre i passeggeri dietro godono di uno spazio per le gambe sorprendentemente ampio, modulabile grazie al fatto che il sedile scorre su 1 cm. In aggiunta, gli schienali ( ) sono regolabili. ueste buone qua-
lità influiscono anche sul un classico sulle auto V , bagagliaio, la cui capacità ma che non era scontato pu essere portata a litri. ritrovare in questa categoria. E per coronare il tutto, lo schienale del sedile davanti isogna dire che la T Cross è si ripiega per imbarcare gli all avanguardia sul piano tecoggetti lunghi. nologico. La en fatto, per versione St le Abitabilità/Modularità una piccola è dotata di siArmonia cambio/motore auto di ,11 m. stemi di assiComportamento piacevole stenza che Buona dotazione di serie Meno ammiconsentono Assistenti alla guida revole la preun inizio di sentazione guida autoInterni con molta plastica dell abitacolo noma (livello Design senza originalità dominato da ). Inoltre Risposta del turbo rivestimenti in l equipaggiain partenza plastica dura. mento di seLambiente un rie (climatizpo scevro è fortunatamente zatore a due zone, fari LED raffinato da inserti di fattura ecc.) è inusualmente comonesta. Ma ancora di più pleto. dalla strumentazione digitale che forma un blocco con Senza strafare, il 3 cilindri lo schermo tattile. Diventato eroga prestazioni ben com-
N4,11 m; bagagliaio: 385 l E3 cilindri 1 l turbo benzina, 115 CV, 200 Nm; cambio DSG 7 rap.; da 0 a 100 km/h in 10,2 s; consumo (prova): 6,8 l/100 km, autonomia: 588 km L32 150 fr.
Aria di famiglia Il design della T-Cross sposa la linea delle SUV VW. Ben concepito, ma non entusiasmante sul piano stilistico.
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misurate, tanto più che opera in perfetta armonia con il cambio a doppia frizione. Piacevoli sorprese vengono anche dal comportamento agile e piuttosto ludico, favorito anche da uno sterzo preciso e consistente. Lassenza di una versione × è l unico rimpianto di una S V decisamente molto urbana nonostante un altezza da terra di 18 cm. ◆
Spaziosa grazie anche al divano scorrevole di serie.
Capiente La gestione del vano bagagli è ben studiata.
PICTURE ALLIANCE/DPA
L'ESPERTO TCS
Il pieno giusto in viaggio
Paese che vai, carburante che trovi. Qual è quello adatto alla propria auto?
CONSIGLI
REDAZIONE TOURING
In quali paesi i carburanti hanno denominazioni diverse rispetto a quelle utilizzate qui in Svizzera?
Nella epubblica Ceca e in Slovacchia il diesel si chiama «nafta». en riconoscibile la benzina «Natural 9 », in scritta verde come qui da noi. Le cose si complicano nell Europa occidentale. Per il diesel, in rancia in genere si usa il termine «gazole», in Italia «gasolio» e sulla penisola iberica «gas leo». In Spagna e nel Portogallo la benzina si chiama «gasolina». Se anzich gas leo si mette gasolina, ovvero benzina, non si dovrà proseguire il viaggio, v è il rischio di danneggiare il motore alimentato a diesel. Come posso sapere quale dei diversi carburanti ottenibili è adatto alla mia vettura?
Consapevole dei dubbi linguistici che l automobilista incontra sulle strade comunitarie, ru elles ha reagito introducendo una nomenclatura unificata: dal 1 ottobre 18 i distributori devono apporre le nuove sigle e simboli su pompe e pistole d erogazione, mentre i costruttori automobilistici li indicano nel manuale d uso e sul tappo del serbatoio dei modelli più
recenti con un apposito adesivo. Si eviterà cos di incappare in errori facendo rifornimento. estano comunque in uso le definizioni abituali per i carburanti premium. Come si presentano le nuove forme e sigle?
Per la benzina abbiamo un cerchio contenente la lettera «E» abbinata ad un numero che indica la massima percentuale bio aggiunta (alcol etilico), ad esempio «E ». Il diesel ha invece l etichetta quadrata con all interno la lettera « » e un numero: « » vuol dire che si tratta di gasolio contenente al massimo il di biodiesel. Perché all’estero v’è una maggiore varietà di prodotti?
Lofferta risponde alla domanda e al parco veicoli di un dato paese. L nione europea ( E) intende promuovere la mobilità ecosostenibile sostituendo, almeno in parte, i combustibili fossili con una quota biogena, uti-lizzando sostanze residue e legno o di origine vegetale. a poi fissato degli obiettivi per quanto riguarda le quote di energia da fonti rinnova-bili. In Svizzera non si hanno quote paragonabili.
Da noi benzina e diesel non hanno componenti biogene?
S , in parte. La normativa svizzera ammette contenuti di massimo il di etanolo per la benzina e il di biodiesel, ci che corrisponde alla E e al . Non occorre dichiararlo esplicitamente. Mancando in Svizzera la E1 , non v è finora necessità di adottare le denominazioni europee. Cos’è la E10?
E1 è un tipo di benzina che contiene fra il e 1 di etanolo. I motori a benzina a norma Euro e Euro funzionano generalmente senza problemi con la E1 , venduta in rancia dal 9 e in Germania dal 11. Sui veicoli più vecchi pu provocare danni al motore già dopo poche migliaia di chilometri. ◆
1
La senza piombo 95 «E5» e 98 «E5» è compatibile con tutti i motori a benzina. Il carburante contraddistinto dalla sigla «B7» è adatto a tutti i diesel.
2
Se il distributore non avesse benzina senza piombo 95 con l’etichetta «E5», come può succedere ad es. in Francia, si ripiegherà sulla Super Plus 98, pur più costosa.
3
Prima di mettere E10 consultare il manuale d’uso o informarsi in concessionaria. Per i veicoli più vecchi controllare se figurano sulla lista dei veicoli «compatibile con E10» disponibile su internet.
4
Non aspettare di essere quasi a secco di carburante, piuttosto mantenere una riserva sufficiente ad arrivare al prossimo distributore se le pompe sono tutte occu occupate o fuori servizio. ERICH SCHWIZER
Funzione: esperto Consulenza mobilità Professione: ingegnere automobilistico Età: 56 anni Contatto: tcs.ch/esperto
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Sotto il cielo stellato della Namibia La scoperta dei diamanti, il colonialismo tedesco, la segregazione razziale imposta dal Sudafrica, infine l’indipendenza: la Namibia ha vissuto una storia movimentata. Paesaggi magnifici, infrastrutture funzionanti e una democrazia stabile ne fanno una meta esotica, ma accessibile anche a chi predilige i viaggi in treno. REPORTAGE DINO NODARI
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SVAGO
I
l tempo è una nozione vaga in Namibia, sospesa fra passato e presente. La natura è di una bellezza mozzafiato e scorre, sempre diversa, al di là delle ampie vetrate dell’African Explorer, vero e proprio hotel su rotaie confortevole e in cui aleggia un pizzico di spirito pionieristico. Non da meno la ricchissima fauna selvatica che scopriamo mentre il treno attraversa la savana, incrociamo springbok, antilopi e qualche occasionale mandria di zebre, quasi facessimo parte di una spedizione in terra sconosciuta.
Gioco di luci e ombre Con le sue spettacolari dune Sossusvlei è una tappa d’obbligo in ogni viaggio nell’ex Africa Tedesca del Sud-Ovest. Il momento migliore per godere il folgorio di colori è l’alba, quando le montagne di sabbia sono più rosa che rosse, per poi tingersi di un arancione acceso fino a diventare di un intenso color mattone. Illuminate dal sole da un lato, dall’altro sprofondano nell’ombra in un costante gioco di chiaroscuri. Si può provare a scalare una delle dune, di cui la più alta arriva a toccare intorno ai 390 metri. Attenzione però che sul mezzogiorno i contorni svaniscono sotto il sole alto nel cielo e il caldo si fa insopportabile. Sossusvlei si trova nel Namib, considerato il deserto più antico del mondo. Oggi, fa parte del parco Namib-Naukluft, la maggiore riserva naturale del continente.
Fantasmagorica la volta celeste sotto l’Equatore.
La rete ferroviaria della Namibia risale in gran parte al periodo coloniale tedesco, ovvero ai primi del 20° → secolo, e non serve che ottobre 2019 | touring
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Sossusvlei e l’intenso gioco di colori nel deserto del Namib.
parte del paese abitato da appena , milioni di persone, ma grande il doppio della Germania. Alcune zone sono raggiungibili solo per strade spesso non asfaltate. Da parte mia ho il privilegio di viaggiare a bordo dell African E plorer, treno di lusso le cui carrozze panoramiche sono rivestite di legno ed arredate con eleganza anni Cinquanta ed evidente amore per i dettagli vintage. La cucina poi, per quanto ristretta, sforna piatti squisiti quanto elaborati.
madrepatria. Nel 19 vi venne costruito il primo collegamento ferroviario con la capitale indhoe . ggi ben pochi abitanti vantano origini germaniche, ma il passato coloniale è onnipresente. Vi si possono ammirare numerosi edifici in tipico stile illhelmino, la ohenzollern
Eredità coloniale S a opmund, che sorge sulla costa atlantica, assomiglia ad una tranquilla cittadina trapiantata dalla Germania. in questo porto che a cavallo del Novecento i coloni approdarono numerosi, tanto che divenne presto un importante centro commerciale. un posto incantevole in cui gli architetti tedeschi cercarono di ricreare le atmosfere della 50 touring | ottobre 2019
Lo Spitzkoppe è chiamato anche Cervino della Namibia.
haus, l antico Tribunale o la birreria bavarese. Niente di meglio, per quanto singolare, che farsi servire una tipica torta foresta nera al Caf Anton. Neanche l indipendenza ottenuta nel 199 è riuscita a cancellare le tradizioni germaniche. vero che non si aspett ad africanizzare i
nomi di talune vie di origine tedesca, eppure l onomastica di strade e siti memoriali continua a suscitare controversie. Lo Spitz oppe, detto anche il Cervino d Africa, è testimonianza viva di un passato più remoto della corsa ai diamanti, del dominio tedesco e
SVAGO
Incontri ravvicinati al Parco nazionale Etosha.
DA SAPERE
ANGOLA
Itinerario: partenze da Città del Capo o Windhoek. Dal canyon Fish River alle dune di Sossusvlei, passando per la tranquilla cittadina Swakopmund, fino al Parco nazionale Etosha.
Parco Nazionale Etosha 200 km
Swakopmund Windhoek
Oceano Atlantico
Parco Nazionale Namib-Naukluft
BOTSWANA
N A M I B I A
Tour operator: Railtour.ch Treno: autentico albergo su rotaie, l'African Explorer, dispone di tre tipi di cabine e livelli di sistemazione, carrozza ristorante climatizzato e carrozza bar. Tour operator: Railtour.ch.
SUDAFRICA
dell apartheid applicato dal governo sudafricano anche alla Namibia. Nelle imponenti formazioni granitiche si sono conservate le pitture rupestri lasciate dai San, tribù di cacciatori raccoglitori. Purtroppo i disegni in ossido di ferro, alcuni risalenti a anni fa, hanno sofferto gli effetti del turismo di massa. Pare che taluni visitatori li inumidissero con gassose per farli risaltare me-
glio sulle foto. sservando il cielo notturno del deserto si è invasi da sensazioni struggenti. Non essendovi inquinamento luminoso, le stelle sembrano vicinissime, a portata di mano. Nell arido Nord si trova il famoso Parco nazionale Etosha, che copre la metà del territorio svizzero. Durante un fotosafari si possono avvistare tantissime specie di animali
che vengono ad abbeverarsi alle pozze d acqua tutto l anno. na visione surreale è il Pan Etosha, immensa distesa salina dove il bianco scompare all orizzonte, rotto solo dalle mandrie che corrono veloci mentre l aria torrida illude i nostri occhi. Non per nulla è conosciuto come «luogo dei miraggi». ◆ Questo viaggio è stato realizzato con il sostegno di «Lernidee Erlebnisreisen» e Railtour Suisse SA. Charme d’antan gli interni dell’African Explorer.
Gastronomia: il ristorante climatizzato propone menù a tre portate serviti con doppio turno per la cena. Nella carrozza bar aperta 24h ci si può rilassare con una birra fresca alla spina, ottimo vino rosso sudafricano, seguire le presentazioni della guida o leggere un libro. Abbigliamento: non è richiesto un guardaroba da sera, a bordo si veste in modo informale. Date di viaggio: Città del Capo–Namibia: 18.10–2.11.2020, 8–23.11.2020, 14–29.1.2021, 14.2–1.3.2021 da 7145 franchi Namibia–Città del Capo: 31.10–15.11.2020, 21.11– 6.12.2020, 27.2–14.3.2021 da 7145 franchi Vantaggi soci TCS: sconto di 300 fr. prenotando entro il 31.10.2019 con partenze nel 2020; buono di 60 fr. di consumazione a bordo. Indicare il numero di socio alla prenotazione p.f.
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L’oca è in voga nel Burgenland Sia domestica che selvatica assume un ruolo sempre più importante nel Land austriaco del Burgenland. In un parco nazionale vi è un’area di nidificazione per molte specie di oche e nelle fattorie torna in auge. REPORTAGE JULIANE LUTZ
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bacino imbrifero più grande dell Europa occidentale, si concentra una fauna e una flora straordinarie.
Paradiso per uccelli Vi ha fatto ritorno lo sciacallo dorato e si trovano specie di cavallette introvabili in altre parti dell Austria perch estinte. Ma il parco nazionale è prima di tutto un paradiso per gli uccelli. Nell arco di un anno vi fanno sosta attorno a 3 specie per un breve o lungo periodo. Per le oche grigie questo parco è addirittura la zona di nidificazione più importante dell Europa centrale. «In primavera il parco accoglie numerose oche grigie – spiega napp –
per un totale di quasi diecimila. Di queste circa 1 sono in fase di cova». «Naturalmente ci sono anche altre specie», aggiunge Denise eiter, anche lei guida nel parco per gli ospiti del St. Martins Therme Lodge. «Abbiamo anche l oca lombardella e a volte addirittura l oca di balano, l oca granaiola, la tadorna ferruginea, la collorosso e quella del Canada», illustra la ranger del parco e biologa comportamentale. Le guide conducono nel momento giusto i visitatori allo armsee. Sullo sfondo di un tramonto stupendo, uno stormo di oche grigie si esibisce in impressionanti formazioni di volo.
«Vede i punti a margine della uchslochlac e », domanda Alois Lang del Parco Neusiedler See–See in el. Attraverso il cannocchiale i punti nei pressi dello stagno salmastro si rivelano essere degli storni e delle pavoncelle. ueste ultime, come altri uccelli che prediligono questo tipo di habitat naturale, si trovano sulla lista rossa delle specie a rischio di estinzione in Europa, spiega Lang. Lesperto indica una pianta da fiore viola e spiega che è un astro marino ed è raro trovarlo nelle zone lacustri. Il paesaggio privo di alberi offre le condizioni migliori per
FOTO JULIANE LUTZ, DDP/PICTUREPRESS, ARCHIVIO NP NEUSIEDLER SEE/RUPERT KOGLER, ALFRED TRUNK/VARIO IMAGES, CARTINA KEYSTONE
A
occhio nudo sembra che il Lago di ic sia attorniato solo da un canneto. Ma con il suo cannocchiale onald napp riesce a scovare una garzetta. «Se ne contano unicamente tra i 1 e i 1 esemplari in questa zona», spiega il biologo della fauna selvatica, che fa da guida ai visitatori attraverso lo See in el, una zona del Parco nazionale del lago di Neusiedl. In quest area di confine tra le Alpi e la steppa ungherese si alternano canneti, stagni salmastri che si prosciugano a cadenza periodica, piccole spiagge, prati da fieno e superfici adibite a pascolo. Attorno al Lago di Neusiedl, il
Un’oca grigia osservata da vicino è un animale veramente grazioso.
SVAGO
Uno stormo di oche grigie in formazione di volo il mattino.
Anche olfgang Scheiblauer ha a cuore il tema delle oche, ma in modo diverso. uando tra il 9 e il 1 l esperto in finanze viveva nel urgenland, spesso veniva invitato a pranzi di lavoro. E raramente gli piacevano i piatti a base di oca che gli venivano serviti.
La garzetta è un ospite piuttosto raro nel parco nazionale. I ranger Denise Reiter e Ronald Knapp osservano le formazioni di volo delle oche allo Warmsee.
Autunno dorato Il urgenland è sempre bello, ma l autunno è la stagione in cui il paesaggio si esprime al meglio. Dato che il Land più orientale dell Austria in media all anno ha il maggior numero di ore di sole del Paese, la probabilità di poter godere di un ottobre e un novembre dorati è alta. na meta da non perdere è ust, una cittadina che si trova sul Lago di Neusiedl. Il centro è composto di magnifiche case private risalenti tra il 1 e il 19 secolo con ampi cortili in-
DA SAPERE Soggiorno: St. Martins Therme & Lodge, Frauenkirchen. Resort con ampia struttura termale. Qui si possono prenotare tour guidati con i ranger stmartins.at
Seehotel Rust, direttamente a bordo acqua. seehotelrust.at
Parco nazionale: il centro visitatori a Illmitz offre un ampio programma per tutto l’anno con escursioni guidate da esperti. nationalpark-neusiedlerseeseewinkel.at
Vino: vigneto Feiler-Artinger, Rust, feiler-artinger.at Weinwerk Burgenland, vinoteca con 600 diversi vini del Burgenland weinwerk-burgenland.at
AU STRI A Lago d i Ne u s i e d l Rust
UNGHERIA
L’uomo delle oche
Per questo motivo, a un certo punto ha deciso di fare di meglio e nel 1 ha acquistato di questi animali da cortile e ha creato il marchio «meine eideGans», traducibile con «le mie oche da pascolo». Al contrario delle oche da ingrasso che di regola vivono 1 settimane al massimo, i suoi animali possono trascorrere tutta la loro vita – che dura da a 8 settimane – all aria aperta, negli ampi prati del sud del urgenland. « itengo che mangiando la carne si possa sentire che un animale è stato allevato in libertà», sottolinea Scheiblauer. Nel frattempo possiede 1 oche e collabora con molti agricoltori. Il suo obiettivo è trasformare un prodotto stagionale – il massimo della domanda avviene tra la festa di San Martino e Natale – in un prodotto per tutto l anno. Le oche intere o a pezzi rimangono dei bestseller, ma negli shop online gli appassionati possono acquistare tanto altro come ad esempio strutto, salsicciotti, consomm o hamburger. Molto abilmente Scheiblauer è riuscito a formare una comunità di appassionati delle oche offrendo sempre di più. Come per il maiale, anche di un oca non si butta via niente. Tra i prodotti derivati: le piume per le trapunte e i colli per i cani (da masticare).
Burgenland
specie che nidificano al suolo. Grazie al fatto che vaste superfici del parco sono state rese idonee al pascolo, con la presenza di bufali d acqua selvatica e bovini da steppa ungherese, vengono limitate le piante che vanno a intaccare l ambiente idoneo agli uccelli. Con il cannocchiale rivolto verso il rthenlac e si possono ammirare un migliaio di oche grigie che si sono stabilite in questo stagno salmastro.
15 km
terni. n portale particolarmente bello orna l ingresso del vigneto eiler Artinger, che dal 13 è gestito da arin e urt eiler. La coppia produce Neuburger, elschriesling, laufr n isch o Cabernet ranc, per citare solo alcune delle varietà prodotte seguendo il metodo biodinamico. Il suolo e le piante vengono arricchite e rafforzate con preparati speciali come il cornoletame, ovvero letame di vacca infilato nel cavo di un corno e sotterrato per lasciarlo fermentare durante l inverno. Si consiglia di provare i Grammelpogatscherln, una specie di focaccine. E il vino gioca sempre un ruolo importante nel urgenland, soprattutto in autunno quando è anche la stagione delle oche. ◆ ottobre 2019 | touring
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SALUTE
Perché le ferite causate da morsi possono essere mortali TESTO SACHA ERCOLANI
In caso di una ferita causata da un morso è opportuno assumere un antibiotico? Aristomenis E ada t los: Non esistono molte ricerche significative sul tema, ma un medico pu valutare la situazione e decidere come procedere. Ma gli antibiotici sono prescritti spessissimo.
I morsi di gatto aumentano il rischio di infezione.
ARISTOMENIS EXADAKTYLOS
Quali complicazioni possono esserci, per esempio se si viene morsi da un cane? Statisticamente parlando, i morsi di cane provocano più problemi a livello locale (per via della forza del morso), e vengono quasi sempre curate da un medico. ltre al ferimento dei muscoli, dei tendini, dei nervi o delle ossa, possono avvenire gravi infezioni intorno alla parte morsa. Ci viene accompagnato per esempio da gravi accumulazioni di pus o di un avvelenamento del sangue generalizzato. Ci è il caso non solo per morsi di cani, ma soprattutto per quelli di gatto. Il rischio di contrarre
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un avvelenamento del sangue è ancor più elevato in caso di morsi di gatto. Purtroppo: piccola causa, ma grande effetto.
la rabbia porta alla morte. na immediata vaccinazione contro la rabbia pu evitare che essa si scateni.
A quali vaccinazioni bisogna pensare in caso di una ferita da morso? Tetano e rabbia. In caso di morsi di animali sospettati di avere la rabbia, soprattutto di pipistrelli, volpi, cani selvaggi o altri animali, va consultato immediatamente un medico. Se non curata,
Che cosa si può fare se la ferita è profonda e non c’è nessun medico nelle vicinanze? Pulire il meglio possibile e disinfettare. Evitare di tenere la ferita chiusa in modo impermeabile, tenere ferma il più possibile la parte che è stata morsa (fascia, stecca) e cercare un medico. ◆
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Sulle tracce del Bauhaus Un’architettura innovatrice, un design rivolto a tutti, idee per un mondo più giusto – fondato nel 1919 da Walter Gropius, il Bauhaus compie 100 anni. Il viaggio dei lettori celebra il movimento e ne ripercorre la storia attraverso le sue sedi nella Germania orientale. TESTO JULIANE LUTZ
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el 1919 l architetto berlinese alter Gropius venne nominato a capo del auhaus statale di eimar, nato dalla fusione dell e Scuola granducale di arti e mestieri e l Accademia di elle Arti di eimar. Su invito dell eclettico direttore, grandi nomi del tempo quali L onel eininger e ohannes Itten assunsero delle cattedre attirando studenti da tutto il mondo che, animati da un indomito spirito di libertà, dovettero stupire non poco gli abitanti della tranquilla cittadina. qui che il rapporto tra tecnologia ed arte venne rielaborato radicalmente, cambiandolo per sempre.
TILLMANN FRANZEN
Le radici del design industriale Il viaggio nel cuore della Turingia porterà ai siti del auhaus riconosciuti Patrimonio dell manità dall NESC . Si visiteranno i quartieri co-
struiti secondo i suoi canoni a eimar e si scopriranno la storia, le idee e i personaggi di quella che è stata una delle pietre miliari della modernità. E a cui dobbiamo oggetti iconici quali la sedia tubolare Modello 3 di Marcel reuer o la famosa lampada agenfeld. Nel tempo a disposizione i partecipanti saranno liberi di esplorare i luoghi, ad esempio gli edifici in cui vissero i massimi poeti tedeschi Goethe e Schiller.
Siti del Bauhaus Nel 19 , il auhaus dovette lasciare eimar per ragioni politiche e trasloc nella più liberale Dessau. Nel 19 s insedi nell edificio progettato da Gropius, che anche cent anni dopo non ha perso nulla del suo fascino essenziale, oltre le mode. La « ochschule f r Gestaltung» conobbe la massima fama nella capitale dell allora Libero Stato di Anhalt. ui, si
ebbe la produzione in serie di oggetti a buon mercato per le masse che si volevano coinvolgere in un gesto rivoluzionario di eguaglianza sociale, attraverso l architettura, il design e il teatro. Con Paul lee, che insegn al auhaus dal 19 , e annes Me er, arrivato nel 19 e diventatone direttore nel 19 8, la Svizzera firm a sua volta una pagina di spicco negli annali del auhaus. n must per ogni estimatore del auhaus, la visita all ufficio del direttore, al palcoscenico e alle case dei maestri concepite dallo stesso Gropius.
L’ultimo capitolo Nel 193 , la sede di Dessau chiuse i battenti perch malvista dal partito nazista locale. Mies van der ohe, l ultimo direttore, lo riapr a erlino come «Libero istituto per l insegnamento e la ricerca» privato, che oper
fino alla chiusura definitiva nel 1933. Egli aveva preferito la capitale a Lipsia, ai primi del secolo influente centro dell industria tessile e del mobile, e nei cui laboratori venivano prodotti numerosi oggetti ispirati allo stile auhaus. Da segnalare pure l imponente complesso museale Grassi che ospita importanti esposizioni d arte applicata e design aperte alle vendite e dove si possono ammirare numerose opere delle avanguardie novecentesche. Lipsia, centro fieristico di grande richiamo, è nota ai turisti come Piccola Venezia. Imperdibile quindi una crociera tra i suoi suggestivi canali e ponti. Si rientrerà dal viaggio con la valigia piena di impressioni indimenticabili, al di là del auhaus. ◆ Si veda il programma dettagliato del viaggio dei lettori (in lingua tedesca) su: tcs-reisen.ch/bauhaus
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CLUB
DAVID BIEDERT
Lo Suisse Caravan Salon aspetta gli amanti, piccoli e grandi, delle vacanze all’aria aperta.
Alla fiera del camping Il 52° Suisse Caravan Salon, appuntamento immancabile per chi ama la vacanza all’aperto, aprirà i battenti a fine ottobre a Berna. Saranno 350 gli espositori sul posto, con la Scandinavia ospite d’onore. TESTO ALINE BEAUD
C
on la stagione del turismo itinerante agli sgoccioli, benvenga l occasione di pregustare già il prossimo viaggio aggiornandosi sulle nuove tendenze e sviluppi del settore. i visitatori attesi per la esima edizione del maggiore salone Berna, 24–28 ottobre 2019
Suisse Caravan Salon.ch
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sc19tcs offerto da
svizzero del camping, in programma nella capitale federale alla erne po dal al 8 ottobre. Da segnalare in particolare lo spazio dedicato alla «Vanlife», movimento che fa sempre più adepti. Sarà senz altro interessante conoscere le storie ed idee di chi ha deciso di trascorrere
Buono di CHF 5.– Questo buono comporta una riduzione del prezzo di entrata per adulti (CHF 10.– anziché 15). I buoni non sono cumulabili e non vengono rimborsati. È possibile utilizzare il buono anche online su suissecaravansalon.ch/ticket inserendo il codice personale (riportato qui a lato). Il biglietto a prezzo ridotto potrà così essere stampato comodamente già a casa. Altrimenti si può presentare il buono compilato alle casse dell’esposizione. Questo buono non è valido lunedì 28.10.2019 per la promozione speciale da 5 franchi.
Cognome, nome CAP, località E-mail Le fotografie scattate ai visitatori dell’esposizione o agli espositori possono essere utilizzate per scopi pubblicitari.
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3 giorni all anno in giro per il mondo. Non mancheranno aneddoti esilaranti quanto istruttivi nei racconti di questi moderni nomadi, che spiegheranno i vantaggi e svantaggi di una vita vissuta su quattro ruote. Dopo l Alta Svevia Algovia, quest anno il posto d onore passa alla Scandinavia, con le sue sconfinate foreste, la miriade di fiordi bagnati da acque cristalline sullo sfondo di una natura maestosa. Gli appassionati del Grande Nord avranno la possibilità di ripercorrere l itinerario dalla Norvegia alla ussia attraverso le immagini catturate da ost a Abert. ltre a paesaggi stupefacenti, la conferenza di questo gran viaggiatore permetterà di scoprire musiche e delizie ga-
stronomiche della regione (biglietti online o sul posto).
Ve n’è per tutti Per la gioia delle famiglie, nel padiglione 1 sarà allestito il paradiso dei bambini dove i ragazzini potranno giocare, riposarsi delle tante cose viste o divertirsi con il bricolage. na pausa certo gradita anche dai genitori. Il TCS, il maggiore club della mobilità svizzero, accoglierà i visitatori nel suo angolo lounge per un caffè o consigli in tema di caravaning, informazioni sui campeggi TCS o sul societariato per camperisti, oppure sul portale Camping Insider. Coloro che meditassero l acquisto di una roulotte o di un altro veicolo ricreazionale potranno farsi consigliare dagli esperti presenti di campingberatung.ch. ◆
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Il presidente centrale del TCS Peter Goetschi porge il benvenuto ai ragazzi.
Campioni in erba di sicurezza stradale Per il 34° Concorso europeo di educazione stradale (ETEC), ventidue squadre composte da quattro ragazzi fra i 10 e 12 anni provenienti da 18 paesi hanno mostrato a Ginevra le loro abilità sulla due ruote e la loro padronanza delle regole della circolazione stradale. TESTO ADÉLITA GENOUD | FOTO STUDIO POURLESYEUX
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enerd mattina regna già un atmosfera allegra nel padiglione al Pale po a Ginevra per l apertura della 3 a edizione dell ETEC, il concorso di educazione stradale fondato dalla ederazione Internazionale dell Automobile ( IA) e organizzato dal Touring Club Svizzero (TCS) in collaborazione con la polizia ginevrina. I partecipanti, seduti composti sui gradini ad ascoltare con aria saggia il benvenuto e gli incoraggiamenti di Peter Goetschi e ean Todt, rispettivamente presidente centrale del TCS e della IA, nonch di Serge Dal usco, Consigliere di Stato ginevrino incaricato del Dipartimento delle infrastrutture. Tutti e tre hanno parole di riconoscimento per i ragazzi come pure per i club automobilistici e le organiz58 touring | ottobre 2019
zazioni scolastiche che, insieme con i corpi di polizia si impegnano per la prevenzione stradale. Nel caso di Ginevra, va notato che un unità della polizia di prossimità svolge ogni anno circa 18 ore di educazione stradale agli alunni, a cominciare dalla prima elementare.
Esercizi di destrezza Dopo il via ufficiale alle gare, i ragazzi, tutti rigorosamente con indosso casco e maglietta con i rispettivi colori nazionali, si lanciano nelle diverse prove in programma. tto le discipline, dagli esercizi di destrezza in bicicletta, reale e virtuale, ai questionari a scelta multipla sulle varie norme della circolazione stradale. ules, gareggiante originario dell Alsazia si accinge ad in-
forcare la bici. Non è qui da solo, ci sono anche sua madre ed alcuni sostenitori venuti dalla rancia. Lui e i tre compagni della sua squadra sono perfettamente allenati, essendosi imposti prima alle regionali e poi alle nazionali per qualificarsi per la finale europea. Sotto l occhio vigile di un poliziotto si destreggia sul percorso ad ostacoli, strettissimi fra loro, mentre alcuni giovani spettatori trattengono il respiro. ules, con le mani che impugnano saldamente il manubrio, tiene gli occhi fissi sulla pista. Superata la prova con maestria, ecco già il secondo circuito ad attenderlo, ancor più impegnativo del primo. Stavolta si tratta di manovrare fra dei birilli senza urtarli. Ancora massima concentrazione, quindi! Più in
là deve aggirare un ostacolo girando in tondo e con una sola mano, mentre l altra afferra una catena. ltimo test, frenare con precisione millimetrica senza toccare le tavolette. Il regolamento vuole che una sola delle tavolette disposte in bilico pu cadere, altrimenti si perdono punti. Due bambine che lo stanno a guardare esprimono apprezzamento per la prestazione del giovane. Commenti pertinenti, visto che in classe hanno elaborato un dossier Il presidente della FIA, Jean Todt, elogia i gareggianti.
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ORGANIZZAZIONE Il Concorso europeo di educazione stradale si svolge ogni anno in un paese diverso. L’odierna, 34a edizione è stata ospitata dalla Svizzera nel Palazzo delle esposizioni e dei congressi a Ginevra (Palexpo).
Ci vuole equilibrio per la prova della catena.
Per i promotori del concorso, la Federazione Internazionale dell’Automobile, l’obiettivo precipuo è di sostenere l’educazione stradale dei più giovani affinché assimilino un comportamento sicuro e attento nei loro spostamenti in bici, e ciò oltre la loro infanzia. Da adulti, infatti, molti si metteranno alla guida di un veicolo motorizzato.
che documenta i punti critici lungo il tragitto di scuola a Grand Saconne , un lavoro supervisionato dalle loro in segnanti e accompagnato dalla polizia. Notiamo anche che dietro una barriera, una piccola spettatrice che sven tola una bandierina svizzera sta facendo alcuni segni ad una partecipante serba. La lingua non sembra affatto costituire un ostacolo alla comunicazione fra le due giovincelle, che si scambiano un sorriso complice.
Caschi griffati ualche metro oltre, l quipe polacca aspetta che l organiz zatrice completi la registra zione per entrare nella sala dei test scritti. Poco distante è allestito lo spazio anima zione. Ci troviamo i giovani ungheresi concentrati in torno ad un tavolo. ui non vengono esaminate le loro conoscenze delle regole della circolazione. Si tratta piutto sto di esprimere tutta la loro creatività. In che modo De corando un casco bianco con adesivi, matite e pennarelli. E che sfogo di talenti! I ra gazzi firmano un autentica collezione di simpatici copri capi, che vengono presentati ad un pubblico ammirato. Il concorso si concluderà verso le ore 1 di queste belle
Selezione: ogni nazione fa gareggiare quattro partecipanti, due ragazze e due ragazzi, emersi vincitori ai concorsi nazionali indetti nei rispettivi paesi e nel cui ambito viene testata la loro abilità ciclistica su strada.
L’occhio vigile di chi indossa l’uniforme! Abilità su due ruote Ogni ostacolo è una sfida per gli allievi.
giornate di metà settembre. Ma prima, le ventidue squa dre affronteranno le otto postazioni sviluppate dagli esperti del TCS e della poli zia, e ci con assoluta disci plina e serietà. Nessuno che grida o disturba. E anche se al termine saranno designati i vincitori, l evento è innanzi tutto un incontro amichevole, all insegna del divertimento. Per la cronaca ha vinto la e pubblica Ceca. Afferma Martine Cano, presi dente della ederazione fran cese di cicloturismo: «I parte cipanti sono ancora molto giovani, è importante mante nere la dimensione ludica». Ed infatti, gli organizzatori hanno previsto, al termine delle gare, visite al Castello di Chillon e in una nota fab brica di cioccolato. n gran plauso al dipartimento TCS della sicurezza stradale per la perfetta organizzazione. ◆ ottobre 2019 | touring
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Vedere bene, guidare meglio Una buona vista è essenziale per la sicurezza al volante. Volete vederci chiaro? Allora sottoponetevi ad un esame delle vostre abilità visive: presso McOptic il servizio è al momento gratuito per i soci del TCS. TESTO DOMINIC GRAF
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olti incidenti succedono per abilità visive insufficienti o perché gli utenti della strada sopravvalutano le proprie capacità psicofisiche, vista compresa. A prescindere dai richiedenti la patente di allievo conducente o altre categorie, non v’è obbligo di legge per l’automobilista di farsi controllare la vista ad intervalli prestabiliti. Eppure, una visita periodica dall’ottico rappresenta un importante fattore di sicurezza nel traffico. Esperti quali McOptic lo consigliano ogni due anni. Inoltre, un checkup dell’efficienza visiva contribuisce al benessere personale e consente di intervenire con opportuni sistemi compensativi qualora si rilevasse un deficit.
l’opportunità di sottoporsi ad un esame presso lo specialista della visione. L’acutezza visiva è naturalmente correlata allo stato generale della persona, oltre che alla salute degli occhi. Dopo un colloquio preliminare un ottico diplomato di McOptic determina il tipo e la gravità del difetto visivo dell’automobilista. A seconda della situazione si prescriveranno le
correzioni necessarie – garantendo così gli standard visivi indispensabili ad una guida in piena sicurezza per sé e per gli altri utenti.
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Adesivo speciale su un centinaio di veicoli TCS per mostrare come formare la via di soccorso.
Il TCS sensibilizza per la corsia di soccorso Un varco di soccorso può salvare delle vite. Affinché gli utenti della strada sappiano come comportarsi, il TCS ha apposto un adesivo di avvertenza su circa 100 veicoli della sua Patrouille. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
S
econdo l fficio federale delle strade, nel 18 si sono verificati 1 8 incidenti in autostrada che hanno richiesto l intervento di un ambulanza o di un veicolo di polizia, dei pompieri o servizi doganali. A volte, per raggiungere il luogo dell incidente hanno dovuto percorrere diversi chilometri attraverso le colonne. A causa della mancanza di un varco di soccorso, ci sono sempre più ritardi che nel peggiore dei casi costano vite umane. Purtroppo molti utenti della strada non conoscono il modo corretto di liberare il passaggio per i veicoli di emergenza.
percepisce il segnale di allarme (luce blu o sirena intermittente) bisogna sgomberare immediatamente la carreggiata. Ad oggi in Svizzera non esiste peraltro alcuna norma esplicita su come formare un corridoio d emergenza tra i veicoli. Per responsabilizzare i conducenti sul corretto comportamento in caso di incidente e aumentare la sicurezza sulle autostrade, il TCS ha applicato dei particolari adesivi sul retro di un centinaio dei veicoli della sua Patrouille. La grafica di facile comprensione illustra a colpo d occhio come si forma una corsia di soccorso.
Iniziativa TCS
Aprire un varco
Secondo l articolo cpv. della legge federale sulla circolazione stradale, quando si
Chi si imbatte in un ingorgo deve attivare le quattro frecce e farsi subito sponta-
neamente da parte – anche se gli altri veicoli non lo fanno. Infatti, qui vale la regola: siate i primi e cos aiuterete gli altri a comportarsi correttamente. Sulle autostrade con più di due corsie nella stessa direzione, i veicoli che viaggiano sulla corsia sinistra si stringono quanto possibile a sinistra, mentre sulle altre corsie ci si deve spostare su quella più a destra. A meno che non sia assolutamente necessario, non bisogna mai circolare nella corsia d emergenza, ma restare allineati ai lati finch la coda non si dissolve. In galleria manca spesso la corsia d emergenza, ci che rende difficile aprire un varco di soccorso. In questi casi si consiglia di mantenersi il più vicino possibile al bordo della carreggiata. ◆
LA NORMATIVA ALL’ESTERO Nei paesi esteri vigono spesso regole differenti, a volte non ce ne sono affatto. Alcuni esempi. Germania: obbligo. Il passaggio deve essere formato tra la corsia di sinistra e le altre. Le infrazioni sono sanzionate con una multa pecuniaria fino a 320 euro e un mese di divieto di guida. Austria: obbligo. Come in Germania. Le infrazioni sono sanzionate con una multa fino a 726 euro. Francia & Spagna: nessun obbligo diretto. Tuttavia si prescrive che ai mezzi di soccorso deve essere data la possibilità di transitare. Italia & Paesi Bassi: nessuna normativa. USA & Canada: nessun obbligo. Si applica tuttavia la cosiddetta «moveover-law» secondo cui i conducenti che si avvicinano al luogo di un incidente, se possibile non devono circolare sulle corsie adiacenti e devono ridurre la velocità. ottobre 2019 | touring
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Fra vicini, la lite non è lontana Ecco la seconda parte del Barometro delle controversie del TCS: dopo la circolazione, l’indagine rappresentativa per la Svizzera propone una fotografia delle diatribe che insorgono intorno all’abitazione propria, suddivise per regioni, frequenza e durata. TESTO DOMINIC GRAF | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
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itando il famoso passaggio tratto dal dramma «Guglielmo Tell» di Schiller, «la persona più brava di questo mondo non pu rimanere in pace, se al cattivo vicino non piace». , come vuole il proverbio, quando uno vuole, due litigano. quanto emerge dalla seconda parte del barometro delle controversie del TCS, dedicato alla proprietà immobiliare. Sulla base di polizze gestite dalla TCS Protezione giuridica Assista, l analisi di ampio respiro fornisce risultati interessanti quanto istruttivi sulla durata, la frequenza e i costi delle vertenze immobiliari ed attinenti fra gli altri al diritto di vicinato, edilizio ecc. Il grafico
sottostante mostra le medie per l insieme degli ambiti legali nelle principali regioni della Svizzera. I riscontri che commentiamo di seguito si riferiscono primariamente alle liti tra vicini.
Al Sud liti frequenti, brevi e meno costose In Ticino si registra il record assoluto di vertenze immobiliari. Se nella media nazionale neanche una su venti eco nomie domestiche viene coinvolta in un conflitto che interessa la propria abitazione, in Ticino sono il doppio, cioè una su dieci all anno. Il più delle volte le dispute sorgono nel vicinato. Secondo lo studio, rispetto alla regione 3198 fr. 240 giorni Ticino
Ginevra e dintorni
Frequenza
Durata
Costi
persone ogni 100
in giorni
in franchi
1623 fr.
3,96%
1337 fr.
205 giorni
285 giorni
5,24%
3068 fr.
9,8%
Svizzera centrale Mittelland
La durata più lunga si riscontra invece nella Svizzera orientale, dove i contrasti fra vicini si protraggono mediamente per giorni. na durata un po meno lunga, ovvero 98 giorni, Svizzera orientale ma sempre notevolmente superiore alla media nazionale, si registra nella Svizzera centrale. 239 giorni
2911 fr.
Zurigo
3,25%
2546 fr.
302 giorni
4,42%
Svizzera nordoccidentale
338 giorni
4,01%
1693 fr.
209 giorni
3,81%
Distribuzione geografica delle controversie immobiliari
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di Ginevra, al Sud delle Alpi si litiga ben quattro volte di più che nel resto del paese con chi vive accanto. Nota interessante: per quanto riguarda le spese sostenute, la situazione è esattamente opposta. In Ticino, il costo medio per vertenza è di franchi, allorch nella Svizzera centrale, la regione più onerosa, si paga quasi il decuplo, ovvero 8 franchi. Lo stesso discorso vale per la durata. In Ticino la pratica si chiude infatti mediamente entro 11 giorni, un periodo relativamente breve.
Le donne litigano più spesso Analizzando la durata delle liti fra vicini per gruppi di età, risulta che gli anziani, (over ) litigano quasi esattamente per un anno. Per la generazione (fascia fra i3 e anni), la durata si dimezza.
L’ESPERTO TCS
LAVORARE
Ai ferri corti Il Ticino è la zona in cui la casa – con annessi e connessi – suscita più liti che nelle altre regioni.
«
Vorrei dedicarmi alla politica. Il mio superiore può eventualmente opporsi a quest’aspirazione?»
GETTY IMAGES
Posso entrare in politica?
TESTO VERA BEUTLER
Suddividendo poi i dati per sesso, sono leggermente più numerose le donne che aprono un contenzioso rispetto agli uomini (rispettivamente il e per cento). Viceversa, questi ultimi sborsano cifre più elevate per difendere i loro interessi immobiliari rispetto alle proprietarie, cioè il per cento in più. Inoltre, le vertenze attivate dagli uomini nell ambito della protezione giuridica immobili durano più a lungo, mediamente si sono contate sei settimane. La seconda parte del barometro delle controversie del TCS conferma le differenze regionali in fatto di litigiosità: se nell ambito della circolazione stradale sono gli zurighesi e i ginevrini a litigare con maggiore frequenza, nell immobiliare il primato spetta di gran lunga al popolo ticinese. Per completare il nostro « arometro», nel mese di dicembre presenteremo la terza, ed ultima, valutazione dei dati rilevati nel settore della tutela legale. Sarà focalizzata sul diritto privato e rivelerà dove abitano dipendenti, inquilini, pazienti e consumatori più inclini alla lite in Svizzera. ◆ Le valutazioni del barometro delle controversie si basano sul portafoglio clienti della TCS Protezione giuridica immobili e sono riferite a vertenze aperte oppure risolte nel 2018. La suddivisione geografica corrisponde alle sette grandi regioni usate normalmente dall’Ufficio federale di statistica.
No, non pu vietarlo. A seconda portavoce. Se la ditta ha un predella sua funzione o dell orientaciso profilo politico, allora pu esimento della ditta, potrebbe per gere dal personale che si astenga imporle delle limitazioni. Se si ridal manifestare pubblicamente pacopre una carica pubblica, si ha direri contrari alle strategie azienritto a giorni liberi e a pagamento. dali indipendentemente dal ruolo Impegnandosi in politica lei eserricoperto. cita il diritto costituzionale alla libertà d espressione. E pu farlo Se il suo impegno politico non anche laddove la sua opinione pone problemi ai sensi della legge contrasti con quella del superiore. sul lavoro e ottiene la carica amNella fattispecie va tuttavia fatto bita, ha diritto a giorni liberi. Leun distinguo: l impegno politico sercizio di un mandato pubblico non deve ledere l obbligo di lealtà viene considerato alla stregua di del dipendente nei confronti del assenze per malattia o infortunio: datore di lavoro. Ci significa che se avesse già fruito dei congedi redovrà prestare la sua attività contribuiti che le spettano, deve dediformemente alle condizioni concarsi ai suoi impegni politici nel tempo libero. A meno che il trattuali e senza creare sensibili disagi sul lavoro. In nessun caso il suo superiore non si modatore di lavoro deve accettare stri generoso. ◆ esternazioni perseguibili penalVera Beutler, dr. iur. mente o che per esempio infranresponsabile gono la norma antirazzismo. In via di «lex4you». di principio il capo LEX4YOU non pu costringerla a esprimere «lex4you» è una piattauna determinata forma interattiva di consulenza giuridica per la opinione contro la vita di tutti giorni – comsua volontà, salvo prensibile, attuale nei casi in cui rape pratica. presenta l impresa Il TCS è al vostro fianco per verso l esterno in le questioni giuridiche. lex4you.ch veste di dirigente o ottobre 2019 | touring
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touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Susanne Troxler (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch TCS Viaggi Mario Brunelli Vantaggi socio Marcel Zimmermann Assistente prestazioni Club Dominique Voramwald Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
Scriveteci… Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. Oltre la «cortina di ferro» La mia prima auto fu una pel e ord degli anni 19 che i miei genitori mi diedero per farmi le ossa come automobilista. Nonostante le sue malandate condizioni – ruggine e tettuccio non impermeabile – nell estate del 19 8 intrapresi un viaggio con un compagno degli scout attraversando i paesi della cortina di ferro per arrivare fino in Lapponia. Che avventura! A Norimberga è stato necessario sostituire l albero cardanico. A Praga, il pedale del freno si è bloccato e dunque nuova visita dal meccanico che è intervenuto come poteva. Cos poi a Varsavia problemi ad un cilindro e ad un altro a Mosca. Ma grazie alla topografia piana niente riparazione, abbiamo cos potuto proseguire il nostro periplo. Per contro le pendenze delle autostrade tedesche hanno richiesto un nuovo passaggio in un officina pel per sostituire le valvole saltate. Comunque numerosi pure i bei ricordi, specialmente le esperienze con la popolazione. E come
Bando alla pigrizia
Anche alle persone piccole piace guidare l autovettura. Per poter reagire adeguatamente il sedile deve per essere regolato sulla propria altezza. Non basta riuscire appena a sbirciare sopra il volante. Non siate dunque troppo pigri. na corretta regolazione del sedile è un requisito essenziale per la sicurezza di guida, vostra e degli altri utenti della strada. Peter Gunz @
Opel Rekord Il logo TCS sul cofano non poteva mancare.
non citare anche il lungo interrogatorio della polizia sovietica a causa di qualche fotografia non autorizzata Peter Auer, Truttikon
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch
fluenzare le decisioni delle autorità politiche federali. Non dobbiamo mai dimenticare che noi cittadini automobilisti paghiamo il prezzo intero del litro di carburante, comprensivo di tutte le tasse, e non abbiamo in contropartita l uso di strade e autostrade che siano libere dal traffico e funzionanti. Solo un atteggiamento come quello del nostro presidente centrale pu contribuire a trovare le giuste soluzioni. Flavio Bruschi @
Atteggiamento condiviso Touring 7-8/2019, Il punto
Va bene una, ma mille?
o apprezzato molto i contenuti e i toni dell articolo del nostro presidente centrale Peter Goetschi dal titolo «In tempi e clima mutevoli, non partiamo per la tangente». uesto deve essere l atteggiamento del nostro Club rispetto agli estremismi esasperati che sempre più frequentemente si manifestano nel nostro paese, con l intento non nascosto di in-
Cosa succede se sulle strade non circoleranno una ma centinaia o migliaia di auto elettriche Per ricaricare la batteria all 8 occorrono –8 minuti. uante colonnine ci vorrebbero per far fronte ad un tale assalto N il rumore del traffico – an-
che le elettriche devono essere udibili – n le polveri fini riconducibili all usura dei pneumatici diminuiranno. Adesso, le vecchie auto finiscono esportate nel Vicino riente o in Africa. Cosa ne sarà delle ibride ed elettriche Dovranno essere rottamate dopo neanche 1 anni Inizialmente, saranno forse sovvenzionate e privilegiate, ma solo finch allo stato mancheranno le entrate dal traffico veicolare (vedi l esempio della Norvegia che ha soppresso le relative agevolazioni). Se vogliamo davvero proteggere l ambiente, non ci riusciremo certo con bestioni pesanti come le Tesla, Audi o Porsche. In tema, non nuocerebbe armarsi di una maggiore dose di realismo e buon senso. Peter Balbi @
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
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IN GIRO CON
THOMAS BINGGELI
La bici, primo amore che dura una vita Il fondatore del marchio e-bike Stromer e della ditta Thömus Veloshop non si ferma mai. Oltre a promuovere innovazioni tecniche nel campo della bici, Thomas Binggeli sta creando lo Swiss Bike Park a Oberried. Una struttura unica in Europa. TESTO E FOTO FELIX MAURHOFER
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l villaggio di Oberried è adagiato su una collina tra Thörishaus e Niederscherli nel canton Berna. Arrivando sul posto, non ci si rende immediatamente conto di cosa stia prendendo forma fra le fattorie con i tetti a spiovente.
Attualmente, la località non è dominata solo da biciclette e campi coltivati, bensì anche da ruspe gialle che spostano tonnellate di terra. Con passo deciso Thomas Binggeli (46 anni) si dirige verso il grande cantiere, dove sta sorgendo lo Swiss Bike Park. «Qui stiamo creando il Dirtpark con linee di salto e pump track», spiega salutando il responsabile del cantiere. In questo ambiente il pioniere della bicicletta si sente visibilmente a suo agio. Il bike park che si estende su una superficie di 2000 metri quadrati e in cui ha investito 15 milioni di franchi non è che l’ultimo di tanti progetti perseguiti dal nostro interlocutore. Secondo i piani, sarà inaugurato nel 2021. Comunque già in ottobre, Oberried ospiterà i Red Bull Pump Track World Championships. Una volta completata, l’enorme struttura accoglierà non solo atleti di punta, ma anche ciclisti amatoriali. Ognuno potrà sperimentare la gioia di salire in sella alla due ruote, imparare la tecnica giusta e in questo modo aumentare la sicu70 touring | ottobre 2019
rezza. Inoltre, secondo il suo fondatore, il parco fungerà anche da piattaforma di sviluppo e test della due ruote. Un magnete per il gran pubblico, che attirerà ancor più ciclofili delle sue note vendite outlet.
Sostenere l’e-bike Il progetto dello Swiss Bike Park è la testimonianza concreta della grande passione che Binggeli nutre da sempre per la bicicletta. Di formazione idraulico, già a 17 anni cominciò a smontare e rimontare bici nella fattoria dei genitori. Chi avrebbe mai pensato che Thomas Binggeli un giorno sarebbe diventato il creatore di uno dei marchi svizzeri di e-bike più famosi? A lui il merito di aver subito riconosciuto l’importanza delle bici elettriche. «Ritengo che le e-bike siano il mezzo di locomozione ideale, economico ed ecologico, sia per andare al lavoro che per il tempo libero. Inoltre – aggiunge ancora Binggeli – incoraggia molti a riprendere a fare dello sport». Il trend delle e-bike è in auge da diversi anni, ma è convinto che ci troviamo solo all’inizio della fase di sviluppo e che il settore crescerà ancora. Nella produzione di e-bike sarebbero essenziali: servizio al cliente e affidabilità, capacità della batteria e potenza del motore nonché interconnessione e sicurezza.
Per la propria strada, fra alti e bassi Anche la carriera del pioniere delle biciclette assomiglia ad un itinerario in montagna, un saliscendi che comunque ha dato esiti perlopiù positivi e tante soddisfazioni. Nel 1991 fonda la società Velo Service Oberried, tre anni più tardi crea la società d’importazione ProCycle. In seguito fa il suo ingresso nel commercio di tessuti, lancia l’ebike Stromer e tiene a battesimo la Thömus SA. Il dinamico imprenditore sostiene squadre di ciclisti, organizza gare ed eventi nonché corsi di bicicletta. Thömus Veloshop è conosciuta in tutta la Svizzera e conta una cinquantina di dipendenti. Per due anni ha diretto la ditta svizzera produttrice di bici BMC Switzerland SA, un’esperienza negativa che lo ha spinto a tornare alle origini. «Chi vuole essere innovativo deve anche saper far fronte alle sconfitte», afferma Binggeli. Nella sua vita ha rischiato molto. Ha mille idee e non si stanca di intraprendere nuovi progetti. È nella sua natura. E se ha bisogno di liberarsi la testa, monta in sella e pedala alla volta di Gantrisch. ◆
«Lo sviluppo dell’e-bike è solo agli inizi» Thomas Binggeli CEO e collaudatore Thömus SA
Il pump track è ancora un cantiere. Ben presto Thomas Binggeli vi accoglierà sportivi di punta.
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TICINO Bollettino della Sezione Ticino
#10 | ottobre 2019
Efficienza stradale e ferroviaria, con uno sguardo all’elettromobilità I pezzi di un «puzzle» che comporranno il futuro degli spostamenti descritti da Marco Romano, a pagina 77 e Fabio Regazzi a pagina 80
SEZIONE TICINO
Gruppo Locarnese e Valli del TCS
«Che 48 Dottor Ciabotto» Il Gruppo locale ha il piacere di invitare i Soci TCS a teatro, venerdì 8 novembre 2019 alle ore 20:30, presso il teatro del Gatto di Ascona e offre l’entrata gratuita a tutti i Soci che si iscriveranno per gustarsi una spassosa commedia dialettale.
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l carrozzone di «Maggiainscena» procede nuovamente spedito verso i vari palcoscenici del Cantone che, con l’esperienza maturata in questi anni, abbiamo imparato a conoscere per bene. A bordo del convoglio, accanto ad attrici e attori della prima ora, hanno preso posto nuovi amici che si sono ottimamente integrati nella Compagnia. Altri hanno preso un periodo di pausa, con la speranza che possano presto «ricomparire». Reduce dalle ultime esperienze, durante le quali si è esibita con due commedie musicali che sono molto piaciute,
Maggiainscena torna per così dire alla normalità proponendo una commedia in due atti in prevalenza dialettale; la spinta propulsiva e la voglia di fare bene restano immutate, così come il desiderio di «entrare» in nuovi personaggi, mescolato alla malinconia di abbandonare i precedenti. La nuova trama che i nostri abili registi, Ulia Ramelli e Fabio Cheda, hanno dapprima individuato e poi adattato, racconta le spassose vicissitudini del Dottor Ciabotto, protagonista della commedia in programma. La storia si svolge nel rudimentale «gabinetto» del
TCS SEZIONE TICINO
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84 000 copie 10 volte all’anno Marco Colandrea Sara Bönzli
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SEZIONE TICINO
Marco Romano: La propulsione elettrica perno della futura mobilità Intervista a cura di Renato Gazzola
plici. Prima di tutto occorre sfatare falsi miti e aumentare il consenso attorno alle opportunità date dall’elettrificazione del parco veicoli. I Comuni, i Cantoni e la Confederazione devono giocare un ruolo esemplare nel convertire le loro flotte. La legislazione in materia edilizia deve essere adattata a questo sviluppo sia nei Cantoni sia a livello federale con disposizioni chiare e unitarie sull’infrastruttura necessaria per la ricarica.
Lo sviluppo della mobilità elettrica è fondamentale per il nostro Paese. Essa coniuga perfettamente rispetto per l’ambiente e necessità di mobilità individuale, anche nelle zone rurali. Ci muoviamo sempre di più: farlo senza emissioni, con un’efficienza energetica maggiore rispetto ai motori termici e con energie rinnovabili, è una soluzione favorevole. Senza dimenticare che ciò comporta sempre più l’abbandono della dipendenza dall’importazione di combustibili fossili da Paesi lontani, continuando, invece, a sostenere l’innovazione e la produzione di energia rinnovabile in Svizzera. Un «win-win» per l’economia e per l’ambiente. Lei è vice presidente, dal 2013, dell’Associazione Swiss eMobility che annovera anche l’Accademia della Mobilità del TCS, come vede il prossimo futuro per questo importante consesso? Swiss eMoblity s’impegna a livello nazionale coinvolgendo oltre 60 attori dell’economia privata, delle istituzioni e di organizzazioni in difesa della mobilità elettrica. La spina è connessa, ma occorre premere sull’acceleratore. In Svizzera la diffusione di automobili elettriche e delle relative infrastrutture necessita di una robusta spinta politica. Siamo indietro nel contesto internazionale, servono urgentemente migliori condizioni quadro e una regolamentazione più favorevole. Infatti le statistiche sulle immatricolazioni non mentono, però gli obiettivi dichiarati della Confederazione sono ambiziosi. Non pensa che si dovrebbe fare di più? La percentuale di auto elettriche immatricolate (incluse le ibride ricaricabili elettricamente) è deludente. Essa arriva solo a un misero 1%, questo malgrado un mercato in forte evoluzione, un’offerta sempre più attrattiva e un’accresciuta sensibilità da parte della popolazione. La qualità e la scelta di
automobili a trazione elettrica cresce significativamente e questo lo si riscontra anche nelle statistiche sulle «prime immatricolazioni». L’obiettivo del settore è chiaro: 10% delle nuove auto vendute nel 2020 deve avere una «spina», la Confederazione vuole arrivare al 15% entro il 2022. I sistemi bonus-malus devono chiaramente orientare il cliente. Nei primi sei mesi del 2019 si è registrato un record assoluto: le nuove immatricolazioni elettriche hanno raggiunto 6000 unità. Non dimentichiamo poi che l’elettrificazione dei veicoli genera anche chance e opportunità lavorative per le nuove generazioni. Gli assi di impegno sono molte-
In effetti quest’ultima necessità è un punto chiave per il successo dell’auto elettrica. Ma qualcosa si muove: l’USTRA ha previsto forti investimenti per dotare le strade nazionali di stazioni di ricarica, il Cantone Ticino ha votato dei sussidi per chi acquista le colonnine ed anche il TCS offre ai suoi soci delle stazioni di ricarica a prezzi concorrenziali. Ci sono altre idee in proposito? Un elemento chiave è infine la disponibilità e la capillarità di stazioni di ricarica pubbliche. Queste devono essere chiaramente riservate agli utenti «a spina» ed essere contrassegnate in maniera univoca in tutto il Paese. Non è solo compito dell’ente pubblico, anche i privati possono realizzare soluzioni interessanti o proporre collaborazioni vincenti pubblico-privato. Grande responsabilità compete ai Comuni e ai Cantoni, ma a livello federale occorrono un forte coordinamento e la messa a disposizione di piattaforme digitali utili ai conducenti per muoversi con efficienza ed efficacia: dove posso ricaricare, come e con quali tempi e costi. L’Associazione ha generato una fruttuosa pressione sul Consiglio federale affinché lungo gli assi delle strade nazionali sia disponibile una rete di colonnine di ricarica veloce accessibile a tutte le tipologie di auto elettriche, senza discriminazione di marca e modelli. Un successo, attualmente in fase di realizzazione e sicuramente utile per stimolare anche i conducenti più reticenti. Il Ticino in questo ambito è un esempio positivo per la densità di colonnine presenti. Avanti, la spina è attaccata! ottobre 2019
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Sorprendente viaggio in Moldavia con bambini Sul numero di settembre vi avevamo anticipato che, in collaborazione con il «travel blog» delle mamme di Mini Me Explorer, vi avremmo presentato su questa edizione, il viaggio in una meta europea poco visitata ma con una storia che merita di essere conosciuta. Si tratta del viaggio in Moldavia di Augusta che, nelle prossime due pagine, vi racconterà la sua coinvolgente avventura – della durata di dieci giorni – nella nazione più povera dell’Europa, durante i quali ha visitato, con la sua famiglia, queste tre località: Chisinau, Cricova e Butuceni. Il motivo che li ha spinti a partire è stato quello di completare la loro personale visita dell’Europa. A cura di Augusta, Mini Me Explorer Arco di Trionfo, Chisinau
Chisinau La capitale è Chisinau, dove siamo atterrati e dove è iniziato il nostro viaggio in Moldavia. La prima impressione non è stata proprio delle migliori: in centro ci sono diversi cantieri, tante case e palazzoni in stile soviet che cadono a pezzi, e anche la via principale – la Stefan Cel Mare – non è proprio un gioiello. Dimenticavo, le attrazioni vere e proprie (in termine di monumenti) sono esattamente tre! Aggiungete una manciata di musei e poco altro, ed il gioco è fatto.
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Ecco la lista di quello che abbiamo visitato a Chisinau, in 4 giorni: • Arco di Trionfo • Cattedrale della Nascita di Nostro Signore • Parco Grădina Publică Ştefan cel Mare şi Sfînt • Il Museo Nazionale di Etnografia e Storia Naturale • Museo di Storia Militare • Delfinario Nemo • Via 31 agosto 1989
Detto questo non pensiate che il nostro soggiorno a Chisinau sia stato orrendo: passeggiando per vie e viuzze, ed in particolare la via «31 agosto 1989», la città ci è a poco a poco entrata nella pelle e ne abbiamo apprezzato le sue molteplici sfaccettature: la sicurezza, i viali alberati ed i numerosi parchi, gli splendidi ristoranti dove il lusso costa meno che una pizza margherita da noi, la gente semplice e cordiale. Alla fine, sarebbe valsa la pena avere più giorni a disposizione.
SEZIONE TICINO
Cantine di Stato della Repubblica Moldava, Cricova
Cricova La seconda tappa del nostro viaggio in Moldavia è stata Cricova. Se ci andate sarà sicuramente per bere del buon vino. La cittadina ospita le Cantine di Stato della Repubblica Moldava che tradotto in numeri significa un labirinto di gallerie sotterranee lunghe più di 120 chilometri, contenente più di 10 milioni di bottiglie. Impressionante? Si tratta della seconda cantina più grande al mondo. Il primato nel mondo lo detiene la cantina di
Milestii Mici, situata anch’essa in Moldavia. La visita di Cricova dura un paio di ore e va prenotata necessariamente in anticipo, visto che è d’obbligo prendere parte ad un tour guidato (in inglese) che parte ad orari stabiliti. Alle «gallerie del vino», poste ad una profondità di 90 metri, si accede con dei trenini rossi elettrici e fa freddo – 12 gradi per essere precisi – quindi pantaloni lunghi ed una
alloggio in campagna a Butuceni
Butuceni Il nostro viaggio in Moldavia procede e raggiungiamo Butuceni, la nostra ultima tappa. Come descrivere questo luogo spettacolare? Si tratta in un villaggio rurale e tradizionale, dove la gente vive in maniera semplice ed il tempo sembra essersi fermato. Contemporaneamente è anche un villaggio museo che fa parte del complesso archeologico di Ohrei Vechi. Butuceni si trova all’interno di una sorta di canyon e l’abbiamo scelto per passare un paio di giorni in campagna, in un’eco pensione «diffusa» alquanto suggestiva.
Cosa fare a Butuceni? Nelle ore più calde, abbiamo fatto il bagno in piscina… piccolo lusso della nostra fattoria, per il resto del tempo abbiamo esplorato. Una passeggiata nel villaggio è d’obbligo… la strada principale è in terra battuta e si può vedere come si vive ancora oggi nella campagna moldava. E poi ci sono decine di pozzi colorati un po’ dappertutto e, se guarderete dietro ai cancelli (decorati), vedrete delle vecchie casette che certamente hanno visto tempi migliori, semplici ma belle, alcune affrescate e altre ancora con colonne. A una decina di minuti di cammino, su
Il nostro viaggio continua… in Transnistria. Da Butuceni ci siamo spostati nella misteriosa Transnistria, ovvero l’autonoma Repubblica Moldava di Pridniestrov, che pur essendosi autoproclamata indipendente dalla Moldavia, non è mai stata
maglia sono praticamente obbligatori. Vi riporto il commento di mio figlio: «In Islanda faceva meno freddo!» Però rideva (mentre in Islanda no!). Anche se non sembrerebbe, la visita è adatta ai bimbi, che nello stupore si divertiranno davanti ai numerosissimi tunnel (sembra di entrare in un labirinto) e dove ogni via sotterranea prende il nome da un tipo di vino diverso. Si vedono (letteralmente) migliaia di enormi botti dove il vino invecchia, alcuni settori della produzione, un cinema ed un museo di vini pregiati provenienti da mezzo mondo. Agli adulti consiglio di scattare una foto all’unica bottiglia esistente di Easter Jerusalem annata 1902. Per chi non l’avesse capito, è la bottiglia di vino più costosa al mondo! Alla fine della visita c’è la degustazione di vini, noi ne abbiamo assaggiati cinque: un bianco, un rosé fenomenale, un rosso, uno spumante ottenuto con metodo Champenois ed uno dolce, tipo moscato.
un promontorio dietro il villaggio, c’è Ohrei Vechi con il suggestivo monastero Pestere, ricavato in una grotta nella parete rocciosa. L’ingresso lo troverete accanto ad un piccolo campanile bianco; se siete donne copritevi i capelli con un foulard, fate una donazione, scendete le scale e lasciatevi incantare dalle icone, dall’atmosfera e dalle celle dove i monaci dormivano – sulla nuda pietra – per sfuggire alla persecuzione dei tartari. Da una fenditura/finestra nella roccia si gode un bel panorama ma attenzione ai bimbi: c’è uno strapiombo e nessuna barriera di protezione! Seguendo il sentiero si passa davanti ad una croce (altra vista panoramica) e poi si raggiunge un altro bel monastero, bianco e abbastanza recente come costruzione – il monastero di Orhei Vechi. Girandoci attorno abbiamo trovato una grande voliera piena di uccelli curiosi, con fitte penne davanti agli occhi (che rimangono seminascosti) che ci qualcuno sono piaciuti immensamente.
riconosciuta tale da nessuno stato. In pratica un viaggio in una «nazione fantasma». Potete seguire tutte le nostre avventure sul blog: www.minimeexplorer.ch
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Fabio Regazzi
Prepararsi ad aggiornare le capacità stradali e ferroviarie nel sottoceneri Intervista a cura di Renato Gazzola Lo sviluppo e la crescita economica di una regione dipendono molto anche dall’efficienza e dalle adeguate capacità delle infrastrutture che servono alla mobilità. Nell’ultimo decennio abbiamo osservato, soprattutto nel Mendrisiotto, un continuo peggioramento della tenuta delle vie di comunicazione stradali ed un altalenante assetto di quelle ferroviarie.
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Sebbene si sia portato a termine il progetto della Stabio-Arcisate, rimangono ancora punti lacunosi sui tempi di percorrenza e le coincidenze, mentre per l’alta velocità Alptransit è sempre ferma a Lugano! Nei prossimi anni è imperativo chinarsi e preparare l’opinione pubblica su due grandi progetti per migliorare l’attuale situazione: l’aggiornamento dinamico della tratta autostradale fra Lugano e Mendrisio e l’avvio degli studi di
progettazione di Alptransit da Lugano al confine. In questa seconda parte della intervista al Consigliere nazionale Fabio Regazzi, affrontiamo alcuni aspetti tematici che spesso ricorrono nelle discussioni sui vettori di trasporto, sui loro sistemi di finanziamento e sulla fiscalità a carico degli utenti. Il problema viario che attanaglia da anni maggiormente la A2 è la carenza di
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capacità del tratto da Lugano a Mendrisio. Finora l’USTRA ha escogitato alcuni rimedi, che stanno dando buoni risultati, lavorando soprattutto sui limiti dinamici di velocità, ma anche facendosi aiutare da un sofisticato programma informatico e da puntuali rilevamenti per permettere a tutti di viaggiare anche se a velocità ridotta. Negli scorsi mesi è stato presentato sempre dall’USTRA un progetto per risolvere in modo definitivo questi «colli di bottiglia» con la costruzione di due nuove gallerie ed utilizzare, se necessario, le corsie d’emergenza come vie di marcia fra Lugano-sud e Mendrisio. Tenuto conto che la A2 è la principale direttrice stradale nord-sud per la Svizzera, ma anche per il Ticino, cosa pensa di queto progetto, viste già le critiche mosse da alcune cerchie ambientaliste? Occorre esaminare attentamente il progetto e le importanti misure fiancheggiatrici proposte. Oggi le sensibilità sono diverse rispetto agli anni ’60, non solo nella popolazione, ma anche in politica e nei vari uffici federali. Le prime bozze di progetto vanno esattamente in questo senso: la terza corsia tra Lugano e Mendrisio viene colta come opportunità per la riqualifica e il reinserimento ambientale e da un punto di vista sia paesaggistico, sia per la qualità di vita dei comuni e dei cittadini lungo l’asse autostradale. Uno degli obiettivi, oltre a quello di snellire il traffico, e anche di cogliere questa opportunità per una riqualifica ambientale e paesaggistica lungo questo importante asse di transito. Molto importante, e l’USTRA lo sta facendo bene, è il coinvolgimento di tutte le cerchie interessate già in questa fase di progettazione. Penso in particolare alle commissioni d’accompagnamento politiche, in cui comuni e Commissioni regionali dei trasporti possono integrare le proprie riflessioni e le proprie esigenze, rispettivamente quelle delle realtà confrontate oggi con i congestionamenti che si vogliono risolvere. Questo modo di operare sta dando frutti
interessanti, e mi auguro che anche le associazioni ambientaliste ragionevoli abbiano a dare il loro contributo per migliorare il progetto. La Consigliera federale Simonetta Sommaruga, nel dare la notizia che gli studi per il completamento di Alptransit a sud di Lugano ripartiranno dopo il 2025, ha chiaramente affermato che i due progetti, stradale e ferroviario, del BassoCeresio e Mendrisiotto sono complementari, quindi ambedue necessari. Alla luce di queste dichiarazioni, come vede, in futuro, in che modo saranno finanziati i fondi FIF e FOSTRA ed i mezzi pubblici di trasporto urbano? Avranno ancora un senso i finanziamenti incrociati strada-ferrovia? I finanziamenti incrociati strada-ferrovia – per i quali i soldi versati dagli automobilisti attraverso i dazi e sovraddazi sul carburante vengono dirottati per il finanziamento del trasporto pubblico – sono ahinoi una realtà consolidata nella politica dei trasporti svizzeri. Ho la sensazione che, di fronte all’alta priorità politica di cui gode il trasporto pubblico, questo finanziamento incrociato sarà difficile da eliminare a breve termine. Quindi, prima di biasimare gli automobilisti come elemento «problematico» della politica dei trasporti, va ricordato che grazie ad essi è stato ed è possibile finanziare il trasporto pubblico e le grandi infrastrutture, su tutte Alptransit. Ad ogni modo fa piacere che anche Simonetta Sommaruga inizi a parlare di complementarietà tra strada e ferrovia, ma alla prova dei fatti sembra comunque ancora prevalere la visione dei due vettori come uno di serie A e uno di serie B, o se preferite uno da tassare e l’altro da sussidiare. Occorre, meglio prima che poi, superare definitivamente la guerra di religione tra trasporto pubblico e privato poiché le automobili stanno compiendo passi da giganti dal punto di vista dell’impatto ambientale, per quanto importante esso sia. Strada e ferrovia
sono entrambe necessarie e complementari, tanto più in un Cantone come il nostro che per la sua struttura morfologica non potrà mai disporre di un trasporto pubblico capillare come quello in altre regioni – più urbane – della Svizzera. E non da ultimo rappresenta un valore svizzero anche la libertà individuale, quella di poter scegliere il mezzo di trasporto, senza avere i sensi di colpa e senza essere massacrato di tasse e imposte. L’ex Consigliera federale Doris Leuthard ha avviato degli studi per l’implementazione della vignetta elettronica al posto di quella autocollante annuale. Come ora è noto, dal 2022 ci sarà un primo approccio, ma è chiaro che ciò sarà un passo verso il road-pricing, che dovrebbero pagare tutti gli utenti della strada e anche tutti i passeggeri delle ferrovie e dei mezzi pubblici, per ogni chilometro percorso. Non si sa se sparirà così l’imposta di circolazione o se sarà uguale in tutta la Svizzera, quindi contributi livellati, pensa che la popolazione ed i Cantoni siano pronti ad accettare questo nuovo sistema d’imposizione fiscale? Un vero e proprio mobility pricing – che comprende tutti i vettori – non avrebbe un carattere fiscale ma porrebbe gli incentivi in modo tale da sfruttare al meglio le capacità del sistema dei tras-porti svizzero. Il problema è che la gran parte dei fautori di questo sistema quando dice mobility pricing pensa in realtà al road pricing e a nuovi metodi per tassare gli automobilisti come ha ad esempio recentemente deciso il Gran Consiglio zurighese a maggioranza rosso-verde. E, premesso che come automobilisti siamo già chiamati alla cassa più che a sufficienza, questo mi trova decisamente contrario. Se dunque si vuole introdurre un nuovo modo per sfruttare meglio le capacità e ridurre le punte – che per altro sono altrettanto problematiche nel trasporto pubblico – lo si faccia per tutti i mezzi di trasporto, compresa la ferrovia, i bus e gli impianti di risalita. Per questa ragione mi sono opposto anche alla vignetta elettronica, che vedo come una sorta di grimaldello per introdurre nuove forme di pedaggio. E non da ultimo c’è anche il tema, non proprio indifferente, della privacy e della protezione dei dati: trasmettere costantemente informazioni in relazione ai chilometri percorsi, posizioni e altri dati sensibili non è certo quello che gli automobilisti chiedono in questo momento. ottobre 2019
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Formazione a due fasi, novità per il 2020
A partire dal 01.01.2020 entrerà in vigore una modifica dell’Ordinanza federale sull’ammissione alla circolazione. Questa modifica di legge toccherà nello specifico i neopatentati, nel lasso di tempo che intercorre tra l’ottenimento della licenza di condurre in prova e quella definitiva. I titolari di una licenza di condurre in prova, con l’arrivo del nuovo anno, saranno tenuti a frequentare una sola giornata di corso, che prenderà il nome di «formazione complementare» al posto dell’attuale «formazione a due fasi». Vi spieghiamo cosa cambierà passo per passo.
Per i titolari di una licenza di condurre in prova con scadenza nel 2019:
Per i titolari di una licenza di condurre in prova con scadenza nel 2020 o più tardi:
• I titolari di una licenza di condurre in prova con scadenza nel 2019 riceveranno la licenza di condurre definitiva soltanto se hanno seguito i due corsi della «formazione a due fasi» (1°giorno + 2°giorno). • I titolari di una licenza di condurre in prova giunta a scadenza, che non hanno seguito entrambe le giornate di corso a «due fasi» e non hanno quindi ricevuto la licenza di condurre definitiva, non sono autorizzati a condurre. Essi possono tuttavia richiedere la licenza di condurre definitiva dal 1° gennaio 2020 dimostrando di aver frequentato l’attuale 1° giorno della «formazione a due fasi» oppure la nuova giornata di «formazione complementare».
• I titolari di una licenza di condurre in prova che giunge a scadenza nel 2020 o più tardi saranno tenuti a seguire la nuova giornata di «formazione complementare» oppure dimostrare di aver seguito l’attuale 1° giorno della «formazione a due fasi». • Una persona che ha ottenuto la licenza di condurre in prova prima del 31.12.2019 può seguire l’attuale corso 1° giorno «formazione a due fasi» al posto della nuova giornata di «formazione complementare». Il corso di «formazione complementare» dev’essere frequentato entro tre anni. • Una persona che ottiene la licenza di condurre in prova dopo il 31.12.2019 deve seguire la «formazione complementare» entro dodici mesi dal rilascio della stessa.
Obiettivi della «formazione complementare»: la «formazione complementare» è un corso obbligatorio riservato ai neopatentati, da effettuarsi entro un anno dal rilascio della licenza di condurre in prova. Ha come obiettivo la presa di consapevolezza del neoconducente, delle sue attitudini, dei suoi limiti e delle sue capacità della gestione dei rischi durante la guida. Il fine ultimo è quello di migliorare la sicurezza stradale.
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132 corse, 5 vittorie, 5 pole position, 212 punti nel campionato mondiale e vice campione del mondo nel 1974 su Ferrari: questo è l’impressionante bilancio di Clay Regazzoni, il pilota svizzero di Formula 1 di maggior successo di tutti i tempi. Con l’orologio da polso “Clay Regazzoni: Una Vita al Limite” dedichiamo a questa leggendaria personalità della Formula 1 un’edizione che lo ricordi degnamente e nella quale il suo straordinario spirito continui a vivere. Ordini adesso, subito, questo articolo realizzato in tiratura mondiale limitata! Prezzo: Fr. 229.80 o 3 rate mensili di Fr. 76.60 (+ Fr. 11.90 spedizione e servizio) 578-FAN29.01
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