LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
#9 | SETTEMBRE 2019 | FR. 4.50
UNA FAMILIARE ELEGANTE
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Test Peugeot 508 SW
NEW YORK, META DA SOGNO
un test: vetture in imbi quanti b rci? sta possono
Vero polo d’attrazione
Ricomincia
la scuola
CON
IONE TCS SEZ O TICIN p. 67
100 ANNI 1919
2019
EDIZIONE SPECIALE PREGIATO RETRO:
Numerazione progressiva incisa sul retro di ogni singolo pezzo
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L’orologio viene consegnato in un raffinato astuccio ed accompagnato da un certificato di autenticità
INTERESSANTI DETTAGLI L‘EVENTO: nel 2019 si festeggiano i 100 anni della locomotiva Ce 6/8 II. L’EDIZIONE LIMITATA: l’orologio da polso è numerato ed è in edizione limitata distribuita in tutto il mondo. INDICAZIONI IMPORTANTI: la cassa dell’orologio è realizzata in pregiato acciaio inox . E’ dotata della funzione di cronometro e il quadrante è
disegnato ispirandosi alla cabina del macchinista di una locomotiva Ce 6/8 II. Anche la silhouette della Ce 6/8 è parte integrante del quadrante. Prezzo: Fr. 199.80 o 3 rate mensili di Fr. 66.60 (+ Fr. 11.90 spedizione e servizio) Numero del prodotto: 578-FAN15.01
Diametro: ca. 4 cm
GARANZIA DI RESA VALIDA 120 GIORNI
I 100 anni della locomotiva Ce 6/8 II, il “Coccodrillo” Omaggio all‘arte ingegneristica svizzera La locomotiva Ce 6/8 II, conosciuta, nella lingua parlata, come il coccodrillo, è stata per generazioni la locomotiva svizzera per eccellenza per l‘interno del paese e per l‘estero. E‘ considerata una delle locomotive elettriche più efficienti e più belle da vedere e vale ancora oggi come simbolo della passione ingegneristica della Svizzera. Nel 2019 si festeggiano i 100 anni di questa leggendaria locomotiva.
Tiratura mondiale limitata L‘orologio da polso „Ce 6/8 II coccodrillo“ ripercorre i bei tempi di questa icona del Gottardo e riuscirà ad entusiasmare tutti gli appassionati di trenini. L‘oggetto si caratterizza per il preciso movimento al quarzo e un originale quadrante con elementi della cabina del macchinista di una locomotiva Ce 6/8 II. Questa edizione speciale è limitata e distribuita in tutto il mondo. Vale la pena che Lei ordini il prima possibile! Per ordinare online no. di riferimento: 61663
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BUONO D’ORDINE ESCLUSIVO Termine di ordinazione: 23 settembre 2019 No. di riferimento: 61663 / 578-FAN15.01
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SOMMARIO
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La grande storia dell’aviazione svizzera Test della Peugeot 508 station wagon
28 Gioie e ansie della scuola per tutti quanti
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EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
dossier New York vale sempre un viaggio
A
25 anni ebbi qui il mio primo lavoro. Fu un’esperienza fantastica durante la quale New York mi catturò e fece innamorare, della sua architettura, della gente così diversa, della cucina cosmopolita. Da allora, non ha perso nulla del suo fascino che riassaporo ad ogni mio ritorno. Ma dagli anni Novanta, molto è cambiato. La strategia «Tolleranza zero» del già sindaco Rudy Giuliani ha riportato la sicurezza nella città ed attirato tanti, forse troppi, nuovi residenti. I prezzi sono esplosi, ed oggi un soggiorno sulle sponde dell’Hudson si paga, talora più del dovuto. Eppure non c’è posto dove nascano più idee e tendenze. Non conosco uno skyline più emblematico, né un calendario culturale più vario e sconfinato. La metropolitana resta il mezzo più conveniente per spostarsi, e con il CityPASS si può risparmiare sull’ingresso di molte attrazioni. Ed ora che la megalopoli sta rimutando profondamente, è il momento di dedicarle uno «special». Lasciatevi conquistare!
10 Benvenuti sui banchi Inizia il nuovo anno scolastico: siamo tutti pronti?
14 Genitori e allievi Un sondaggio del TCS per far luce sui principali problemi
16 Percorso casa-scuola Impegnarsi per promuovere la sicurezza degli scolari
mobilità 22 Salone di Ginevra Intervista a Olivier Rihs, da luglio nuovo direttore del GIMS
24 Voli con passeggeri Cento anni fa dei temerari lanciavano l’aviazione di linea
26 Misurazione del rumore Motori: fracasso assordante o suono piacevole?
20 Auto e seggiolini sicuri Il TCS ha verificato quanti bimbi trovano posto in quale auto
Ma le moto fanno rumore?
Juliane Lutz responsabile rubrica svago Copertina: Foto: Pia Neuenschwander Illustrazione: Nicolas Kristen
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settembre 2019 | touring
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Gioca e vinci con il TCS! sponsored by
Prossimo sorteggio: biglietti VIP per Peter Marvey and Friends, Maag Halle Zurigo
G TOURIN sorteggia s icket T P I V 2 3 × Connor h a r a S « r pe .2019, 1 1 . 6 » 9 1 Tour 20 dion, Hallensta Zurigo : ipazione di partec e in m r 9 e T bre 201 24 settem
Ogni mese nuove possibilità di vincita online www.touring.ch/play-and-win
SOMMARIO
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Audi e-tron: che retrovisore!
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DS3, una SUV con tanto stile
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A Laax Glamping temporaneo su un alpeggio
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I miei vantaggi club 4 Gioca e vinci online 6 TCS Benefits 52 Capodanno a Dresda con il TCS 66 3 occasioni di vincita
Manhattan ammirata dall’acqua
tecnica 28 Peugeot 508 SW Il nostro test concerne questa break nobile
35 Audi e-tron Una SUV elettrica polivalente con comfort e autonomia
svago 37 Speciale New York Una destinazione molto amata e che ognuno desidera visitare
45 Attività consigliate Nella Grande Mela si balla, si va in crociera o si mangia etnico
club
TCS Sezione Ticino
57 Tende di lusso Nei Grigioni il TCS sperimenta una nuova forma di camping
60 Intervista a Nigro L’attore svizzero girovago risponde con umorismo
62 Visibili sulla strada Abbigliamento e accessori riflettenti per la sicurezza
68 69 70 71 72 74
Biasca capitale della mobilità TCS Mendrisiotto in gita Blog e viaggi Moto elettrica, la prova Intervista a Fabio Regazzi Ricarica con incentivi
rubriche 36/63 L’esperto TCS 53 Salute 55 Tourolino 56 Forum 56 Impressum 64 In giro con 66 Gioca & vinci
Leonardo Nigro gira con l’ETI
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Touring n. 10
Temi trattati nella prossima edizione: in giro consapevoli dell’ambiente, test della Toyota Corolla e dei pneumatici invernali, in treno attraverso la Namibia, Caravan Salon. Data di pubblicazione: 26.09.2019
settembre 2019 | touring
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ATTUALITÀ CLUB
K-Tipp elogia l’app del TCS
Il servizio di soccorso per la casa è testato ora nelle regioni di Berna e del Lago di Ginevra.
TCS Home prende piede in terra romanda Oltre alla regione di Berna, da qualche tempo il TCS sta testando il servizio di soccorso in casa pure in Romandia. Un primo bilancio.
I
l TCS è conosciuto per il soccorso stradale. Siccome però le avarie non si verificano solo sulla strada, ma anche tra le proprie quattro mura, il TCS mette a disposizione la sua competenza di affidabile aiutante in caso di emergenza anche per i proprietari di abitazioni. Introdotta inizialmente a Berna, l’area di prova di TCS Home è stata estesa alla regione occidentale del Lago Lemano – ed è un successo. La maggior parte dei casi annunciati – l’87% – provengono infatti dalla Romandia. Per poter prestare aiuto velocemente 24 ore su 24, il TCS ha creato una rete di svariate decine di artigiani, come idraulici, elettricisti, falegnami o fabbri. Inoltre
Durante le vacanze estive, la centrale ETI si è attrezzata per l’aumento del numero di chiamate di soccorso. Per i mesi di luglio e agosto ci si aspettano in totale oltre 150 mila telefonate e oltre 300 rimpatri. Allo scopo sono stati assunti 30 assistenti plurilingue supplementari.
Fino a 500 franchi l’anno Nella maggior parte dei casi gli specialisti accorrono per problemi idraulici e «liberano» dall’intasamento lavandini, tubature, gabinetti o docce. Frequenti cause d’intervento sono state anche i guasti agli elettrodomestici e ai riscaldamenti. Il TCS si assume fino a 500 franchi di costi all’anno, senza franchigia. Attualmente TCS Home si può ottenere al prezzo di lancio di 99 franchi annui. tcs-home.ch
Per i soci tariffa online vantaggiosa
La cattedra grazie al TCS FOTO EMANUEL FREUDIGER
L’app del TCS per il traffico e le code indica anche i posteggi disponibili.
150 000 chiamate nel periodo delle ferie
sono stati conclusi accordi di collaborazione con servizi di serramenti, fabbricanti di tapparelle o di elettrodomestici.
«TELEMEDICINA»
Dal 2020 l’Università di Berna istituirà una cattedra di assistente per la telemedicina d’urgenza. Con questo termine si intende il trattamento o la diagnostica tra medico e paziente a grande distanza, ad esempio per telefono. Con la sua lunga esperienza in questo campo, il TCS ha elaborato assieme all’In-
L’app del TCS, oltre a tante altre funzioni, può essere utilizzata per controllare in tempo reale la disponibilità di oltre 180 parcheggi in Svizzera. La rivista dei consumatori K-Tipp ha testato il modulo di 10 autosili a Zurigo e ne trae un bilancio positivo: «L’app funziona in modo affidabile. Le informazioni sono in linea con l’occupazione». tcs.ch/app
selspital di Berna il concetto per questa cattedra, unica nell’Europa di lingua tedesca. Sarà sostenuta dal TCS con 115 000 franchi all’anno per la durata di un quadriennio.
I medici del TCS effettuano più di 5000 accertamenti all’anno.
Fino alla fine di settembre, la maggior parte delle assicurazioni per l’auto possono essere cambiate. Con la vantaggiosa tariffa online, lo sconto ecologico e molto altro ancora, il TCS offre ai suoi soci soluzioni assicurative esclusive e convenienti. Calcolate subito il premio! tcs.ch/assicurazione-auto
settembre 2019 | touring
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Minimi scossoni Il dibattito sul clima non ha influenzato gran che il mercato automobilistico svizzero nel primo semestre. Il boom delle auto elettriche è essenzialmente imputabile all’effetto Tesla Model 3. Fatto rallegrante, la quota di mercato delle auto a propulsione alternativa ha raggiunto 10,6% nel primo semestre, contro il 6,3% precedente. Questo slancio civico degli automobilisti elvetici è dovuto soprattutto ai modelli ibridi (6,5%), la cui offerta è stata sensibilmente ampliata quest’anno. Le auto elettriche seguono con un buon 3,8%, ma la forte crescita delle vendite registrate (+147%) si spiega con l’arrivo in massa delle Tesla 3. Fatto che ha placato le attese dei clienti tra cui alcuni avevano già proceduto all’ordinazione nel 2016. Sia quel che sia, questo modello si piazza al quarto posto delle immatricolazioni globali e si prende quasi la metà delle vendite elettriche complessive. Al contrario, la fornitura di modelli diesel ha proseguito il suo declino (–11,2%). E dal momento che questa situazione va
a beneficio di quelli a benzina, il livello medio delle emissioni di CO2 non si è affatto sistemato. Questo tanto più che i modelli 4×4 – auto e SUV a trazione integrale – continuano la loro lenta ma inesorabile progressione, andando a coprire la metà delle immatricolazioni (50,4%). Per finire, il passaggio alla nuova norma 6d-Temp potrebbe causare qualche fastidio ad alcune marche.
Amag, Frey… e gli altri Ma la vera sorpresa dell’estate è giunta dal gruppo PSA le cui 4 marche (Citroën, DS, Peugeot, Opel) saranno distribuite dal gruppo Emil Frey. In un sol colpo, quest’ultimo accrescerà la sua quota di mercato dell’8,9% e tallonerà il gigante Amag (circa il 30% delle vendite). Di conseguenza, oltre la metà del mercato svizzero sarà controllato da due gruppi.
L’auto si parcheggia da sola
8 touring | settembre 2019
Bici con le ali A prima vista sembra solo un’auto sportiva. Andrzej Burek, un polacco appassionato di auto, ha realizzato il suo sogno di possedere una Mercedes SLS AMG. Con orgoglio ha presentato la vettura di fronte al Palazzo della Cultura di Varsavia, guidandola in silenzio. Quando però aprì le porte ad ali di gabbiano, divenne chiaro il motivo per cui non si sentiva alcun rumore. Ha costruito l’auto sportiva intorno alla sua bicicletta.
LA CIFRA
252 Tanti i km/h raggiunti alla Hyperloop Pod Competition di Los Angeles dal prototipo del team finalista di Swissloop composto da studenti del Politecnico di Zurigo e altre scuole svizzere, piazzatisi secondi. Vince la capsula dei ricercatori della TU di Monaco, alzando a 463 km/h l’asticella per il trasporto in tunnel sotto vuoto. La gara è organizzata dalla SpaceX di Elon Musk.
L’afflusso delle Tesla 3 ha fatto esplodere le vendite di auto elettriche!
Daimler e Bosch hanno ottenuto l’autorizzazione ufficiale per il loro sistema di Automated Valet Parking nel garage multipiano del Museo Mercedes-Benz di Stoccarda. Secondo i responsabili rappresenta una pietra miliare sulla via della guida completamente autonoma di livello 4, essendo la prima funzione di questo tipo approvata per l’uso quotidiano. Basterà un’app per fruirne: l’utente scende dalla vettura e la invia in una piazzola di sosta via smartphone.
LA FOTO
Dopo essere stata rilevata dall’infrastruttura intelligente del parcheggio, l’auto viene condotta al posto posteggio assegnato. I sensori Bosch disseminati nell’edificio monitorano il corridoio di guida e l’area circostante, mentre le tecnologie a bordo della vettura traducono i comandi in manovre. Il veicolo percorre rampe e si sposta fra i vari piani, in piena autonomia. Al ritiro il conducente lo richiama al punto di consegna semplicemente tramite il suo cellulare.
LA PAROLA
Nieuw Amsterdam Questa colonia olandese è stata fondata nel 1624 su una vasta area intorno ad un’isola collinare che i locali chiamavano «Manna-hatta». Fu immediatamente il centro amministrativo fino a quando la colonia si arrese senza combattere agli inglesi nel 1664. Da allora la zona si chiama New York e l’isola collinare?
ATTUALITÀ
FOTO REUTERS, ALD
Il mezzo che aspetti è affollato o ritarda? Google Maps implementa due nuove funzionalità, disponibili per oltre duecento città in tutto il mondo, fra cui Ginevra, Losanna, Basilea, Berna e Zurigo. La prima fornisce informazioni sul traffico e i tempi di percorrenza stimati dei trasporti pubblici per sapere se il bus o treno che si vuol prendere è in orario o di quanto ritarda; la seconda, previsioni sul grado di occupazione utili per decidere se conviene aspettare la corsa successiva. Gli aggiornamenti in tempo reale consentono di pianificare al meglio gli spostamenti urbani.
Libero servizio
L’addio definitivo È giunta veramente l’ora di annunciare la morte del venerabile Maggiolino VW (prodotto fino al 2003). Infatti quest’estate l’ultima New Beetle – che dal 1998 ha sostituito la leggendaria auto del popolo – ha lasciato la catena di montaggio messicana. La sua sparizione mette così fine ad una saga iniziata nel 1938.
Il servizio di condivisione di monopattini e biciclette in Svizzera presenta disparità in materia di prezzi e l’abbondanza di sistemi, specialmente a Zurigo, contribuisce a rendere il mercato opaco al consumatore. Sono queste le conclusioni principali di un’inchiesta effettuata da Comparis nelle dieci città svizzere più grandi. L’analisi rivela fino al 50% di scarto tra le tariffe dei diversi prestatari di Zurigo. Secondo la responsabile dell’inchiesta Andrea Auer, per i lunghi tragitti, sarebbe meglio privilegiare una bicicletta al monopattino elettrico.
Boeing a picco Il divieto di volo imposto al 737 Max provoca al gigante aerospaziale americano una perdita trimestrale di 2,94 miliardi di dollari, precipitandolo nella crisi finanziaria più grave della sua storia. Crolla anche il fatturato, che risente della flessione dei ricavi nell’ordine di due terzi rispetto allo stesso trimestre dell’esercizio precedente. settembre 2019 | touring
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Per un inizio scolastico alla grande Per molti bambini, e pure per i genitori, il primo giorno di scuola è un grande passo verso il mondo degli adulti. Suscita gioia, nervosismo e forse anche un po’ di ansia. Ecco alcuni consigli di facile applicazione per rendere indimenticabile – in senso positivo – questo primo giorno. TESTO DINO NODARI | FOTO PIA NEUENSCHWANDER | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
L
a fine delle vacanze estive per tanti bambini corrisponde all’inizio della scuola: si apre un nuovo capitolo del libro della vita. Il passaggio dall’asilo alla scuola elementare è un grande passo anche per i genitori che vivono il cambiamento in primissima persona. Nella maggior parte dei casi i piccoli sono contenti e orgogliosi di andare a scuola e di appartenere finalmente al mondo dei «grandi». In alcuni casi però i bambini sono ansiosi o timorosi di compiere questo passo tanto importante. In più talora i genitori fanno fatica a staccarsi, lasciando che i figli diventino più indipendenti. E alle questioni psicologiche si aggiungono quelle pratiche. Quale percorso casa-scuola lo attende? Come aiutarlo a integrarsi in classe? È meglio la cartella o lo zaino?
Bando alle minacce L’associazione mantello degli insegnanti svizzeri (LCH) è convinta che i genitori possano contribuire alla preparazione dei figli al primo giorno di scuola. L’importante è creare un clima di base positivo, in cui prevalga gioia e fiducia. I genitori possono ad esempio ricordare (o re-immaginare) il loro primo giorno di scuola e raccontare la bella esperienza fatta e possono andare assieme ai figli a scegliere il materiale scolastico necessario. L’associazione consiglia inoltre di prendere sul serio le emozioni del bambino, che siano di gioia o di timore, senza esprimere un giudizio. Parlare dunque apertamente sia della felicità che della 10 touring | settembre 2019
paura del primo giorno. Alcuni bambini hanno bisogno di più tempo per adattarsi alla nuova situazione. L’importante – sostiene l’LCH – è non minacciare con frasi del tipo: «Quando inizierai ad andare a scuola, cambierà tutto» o: «Quando andrai a scuola, non potrai più fare questo o quello». L’inizio della scuola è un evento cardine non solo per i bambini e i loro genitori. Anche per i maestri è un momento molto importante, sottolinea l’associazione mantello. Il personale scolastico è cosciente che assumerà un ruolo tanto cruciale quanto delicato nella vita degli allievi. Per questo motivo gli istituti scolastici investono molto tempo nella fase di accoglienza dei nuovi piccoli scolari. Alcune scuole organizzano giornate delle porte aperte prima delle vacanze estive per permettere ai bambini di conoscere la loro aula e i loro futuri maestri. Altre scuole invece hanno introdotto addirittura un sistema di padrinato secondo cui un allievo dell’ultimo anno prende sotto la propria ala protettiva uno dei piccoli. L’obbiettivo è comunque farli sentire benvenuti.
Questione d'allenamento Già prima dell’inizio vero e proprio della scuola i genitori possono esercitare il cammino casa-scuola (v. riquadro). E poi, se possibile, andare a giocare nel cortile della scuola. In questo modo i bambini conoscono la struttura scolastica e si sentono più facilmente e velocemente a proprio agio. Anche l’or-
PERCORSO CASA-SCUOLA: CONSIGLI TCS PER GENITORI Fate in modo che i vostri figli possano sperimentare in modo attivo il percorso casa-scuola. Rinunciate al trasporto in auto. Accompagnate i bambini diverse volte lungo l’itinerario sino a scuola o allo scuolabus. Non scegliete il tragitto più breve, bensì quello più sicuro. Se andate a prendere il bambino dopo scuola, aspettate direttamente davanti all’uscita dello stabile e non sul lato opposto della strada. Fate attenzione che si fermi sempre sul marciapiede prima di attraversare la strada: deve attendere sempre davanti alle strisce pedonali sino a che le ruote dei veicoli sono ben ferme. Spiegate al bambino che deve anche fare attenzione ai segnali luminosi del traffico. Fatelo uscire di casa per tempo, perché lo stress e la fretta aumentano il rischio di incidenti. Permettetegli di usare la bici per andare a scuola solo quando siete sicuri che si destreggi bene nel traffico. Esercitate il percorso casa-scuola anche in bicicletta. Fate in modo che indossi sempre il casco e usatelo sempre anche voi.
ganizzazione della giornata può essere esercitata in anticipo comportandosi come se la scuola fosse già iniziata. Questo è anche il momento ideale per creare lo spazio in cui il bambino farà i compiti di scuola. È infatti importante che a casa il piccolo allievo disponga di un luogo tranquillo e ordinato tutto per sé. Conviene inoltre scegliere una scrivania e una sedia regolabili in modo che possano crescere insieme con il bambino. ◆
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Il tragitto degli allievi visto dai genitori Un sondaggio TCS su un campione rappresentativo di genitori fornisce ragguagli interessati sui percorsi casa-scuola in Svizzera, dai pericoli che preoccupano maggiormente alle misure adottate per renderli più sicuri. E conferma che i romandi sono alacri tassisti dei loro pargoli. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO PIA NEUENSCHWANDER | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
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ono rari i genitori perfettamente tranquilli sapendo i loro figli sulla strada che li porta a scuola. La maggior parte è in preda ad un’apprensione più o meno fondata, al pensiero che possa succedere loro qualcosa. Per conoscere meglio i pericoli più fortemente percepiti, il TCS, in collaborazione con l’istituto demoscopico Link, ha condotto un sondaggio fra 500 persone con figli di età fra i 4 e i 13 anni nella Svizzera tedesca e romanda.
L’indagine indica che due terzi di tutti gli scolari in Svizzera devono affrontare un tragitto lungo fino ad un chilometro. Tre quarti devono attraversare la strada, taluni anche 3 volte. Ecco spiegato perché le ansie dei genitori si concentrano sul traffico motorizzato. Le maggiori fonti di pericolo sono la
LO SAPETE GIÀ? Essere affiliati al TCS significa far affidamento al miglior accompagnatore. Da subito ognuno può estendere la protezione a tutta la famiglia - i figli fino a 26 anni di età sono inclusi senza costi supplementari. Il miglior soccorso stradale della Svizzera, ora include pure la bicicletta.
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In caso di soppressione dell’ultimo mezzo pubblico o per le conseguenze di intemperie, il TCS organizza il pernottamento e ne assume i costi.
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Il TCS vi aiuta, voi e i vostri famigliari, in caso di contenziosi che sorgessero a seguito di un incidente stradale a piedi, in bici o sui mezzi pubblici.
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In caso di emergenza, il braccialetto TCS Kids Help consente di ritrovare rapidamente i più piccoli membri della famiglia. Il braccialetto è gratuito per i figli dei soci con l’affiliazione famiglia.
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Qui potete attualizzare il societariato: tcs.ch/cambiare, tel. 0844 888 111
distanza, la densità del traffico nel perimetro scolastico e i limiti di velocità troppo elevati. In due terzi dei casi il percorso incrocia un tratto stradale in cui i veicoli vanno a 50 km/h. Un bambino su dieci è addirittura costretto ad attraversare una strada dove si circola a 80 chilometri all’ora!
Il fossato che divide Il Röstigraben, cioè le differenze di mentalità fra Svizzera francese e tedesca, emerge chiaramente nelle misure prese dai genitori interpellati quando è in gioco la sicurezza sul percorso scolastico: coloro che fanno da tassisti per i bambini sono molto più numerosi nella Svizzera romanda, dove il 30 per cento degli intervistati hanno confermato di portare regolarmente i bambini a scuola in automobile, contro appena il 7 per cento che dice di farlo nella Svizzera tedesca. Riscontro interessante, le differenze geografiche spariscono mettendo in correlazione reddito e modalità di trasporto: al di qua e al di là della Sarine, il 21% dei nuclei famigliari con un reddito di oltre 10 000 franchi al mese tendono a trasportare i figli in auto, nella fascia tra 6000 e 10 000 franchi la quota scende al 10 per cento. Le ragioni più frequenti perché si sceglie di condurli a scuola in auto sono la sicurezza e il risparmio di tempo (vedi la posizione del TCS in tema di genitori tassisti nel riquadro dell’articolo a pagina 19.) Nella Romandia sono i genitori ad accompagnare i bambini a scuola, allorché nella Svizzera tedesca è usanza diffusa che i bambini vanno a scuola autonomamente insieme ai coetanei (65 contro 40 per cento). Netta differenza poi pure per quanto riguarda la bicicletta come mezzo per andare a scuola: nella Svizzera germanofona
quasi il 70% la usa quotidianamente o più volte alla settimana, contro appena il 37% dei bambini romandi che inforcano la due ruote con una certa frequenza. Quale motivo ipotizzato, il fatto che quasi tutti i bambini svizzero tedeschi (85 per cento) assolvono un test per ciclisti, allorché sono soltanto poco più della metà (55 per cento) a farlo nella Svizzera romanda. Qui, per contro, sono più diffusi gli scuolabus e i pattugliatori scolastici.
Le sette regole d’oro Impegnato da oltre 60 anni per la sicurezza di tutti gli utenti del traffico, soprattutto dei più vulnerabili, il TCS consiglia quanto segue a genitori e bambini perché affrontino il tragitto di scuola serenamente. Consiglio n. 1: Percorrete il tragitto più volte prima dell’inizio dell’anno scolastico assieme al vostro bambino o bambina per renderlo attento/a ad eventuali pericoli. Consiglio n. 2: Scegliete il percorso più sicuro, non quello più corto. Consiglio n. 3: Fate indossare a vostro figlio/a abiti chiari e riflettenti. Consiglio n. 4: Prima di attraversare sulle strisce fermatevi al bordo del marciapiede, guardate in entrambe le direzioni ed osservate il traffico. Aspettate che le ruote dei veicoli non si muovano più («ruote ferme, bimbi salvi»). Consiglio n. 5: Non attraversate correndo, ma camminando normalmente. Consiglio n. 6: Sulle strade senza marciapiede camminate sul lato sinistro. Consiglio n. 7: Siate sempre un buon esempio per vostro figlio/a. I bambini sono acuti osservatori ed imitano il comportamento degli adulti. ◆ Video con consigli sul percorso casa-scuola tcs.ch/portale-video
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Prescrizioni 1) due freni efficienti 2) copertoni in buono stato 3) catarifrangente davanti (bianco) e dietro (rosso) 4) catarifrangenti sui pedali (gialli) 5) luce davanti e dietro Raccomandazioni 6) campanello 7) lucchetto 8) casco e vestiti riflettenti 9) assicurazione responsabilitĂ civile
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Sicuri sul percorso casa-scuola La sicurezza lungo il tragitto casa-scuola non è mai troppa. Autorità, istituti scolastici e comitati dei genitori si impegnano affinché i bambini possano compierlo senza rischi.
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TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO PIA NEUENSCHWANDER | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
er i bambini delle scuole d’infanzia e gli allievi di elementari, medie e altri istituti il percorso casa-scuola è sempre una sfida che devono affrontare quotidianamente. E ciò nonostante il fatto che i responsabili degli istituti scolastici, i comuni e i cantoni nonché il TCS facciano tanto per la loro sicurezza. A dipendenza dell’età, gli scolari vanno a piedi, in monopattino, bicicletta, e-bike o motorino. Proprio quando gli allievi devono percorrere lunghe distanze in bicicletta, lo stato della due ruote è molto importante per la loro sicurezza. Ad affrontare questo tema sono spesso le scuole.
L’impegno dei genitori Il comitato dei genitori delle elementari e delle medie di Thierachern nel Canton Berna ha constatato che gli allievi non sempre circolano con biciclette in buono stato. In collaborazione con il direttore scolastico Michael Reber il comitato ha preso l’iniziativa di sottoporre le biciclette a controlli
CONSIGLI PER I GENITORI Una priorità del servizio di sicurezza stradale del TCS è la sensibilizzazione dei bambini sui pericoli del traffico. Così il club della mobilità ha pubblicato vari opuscoli e materiale didattico. Gratuitamente si possono ottenere giochi come il Triplo o diversi opuscoli tipo «A piedi o con altri mezzi» ordinandoli su tcs.ch.
annuali. Insieme ad un esperto i genitori controllano le biciclette e i caschi degli allievi. Se qualcosa non è a posto, gli allievi ricevono una lista dei difetti con il compito di metterli in ordine. La scuola elementare Pestalozzi a Thun ha addirittura cominciato ad organizzare i controlli come se fossero dei piccoli eventi. «Insieme a meccanici di biciclette e alla Pro Velo nonché al comitato dei genitori verifichiamo lo stato delle bici ed impostiamo un percorso di sicurezza. In più offriamo una merenda», spiega la direttrice scolastica Regine Gfeller. I comitati o assemblee dei genitori possono anche avere voce in capitolo per quanto riguarda l’infrastruttura dei tragitti casa-scuola, delle isole pedonali e dei segnali stradali. Il comitato dei genitori delle scuole di Riggisberg ad esempio ha provveduto a far modificare la segnaletica nei pressi dell’istituto scolastico. Gli istruttori del traffico della Polizia sono diventati un elemento essenziale per la sicurezza, perché garantiscono l’educazione stradale sin dalla scuola elementare. Ulteriori provvedimenti delle scuole possono essere la creazione di un gruppo pedibus, ovvero uno «scuolabus a piedi» con cui genitori
o allievi più grandi accompagnano i bambini a piedi lungo il percorso.
I percorsi casa-scuola La città di Berna analizza regolarmente la sicurezza lungo i tragitti casa-scuola nei pressi degli istituti scolastici. L’anno scorso l’autorità comunale, insieme alle direzioni scolastiche, ai comitati dei genitori e agli istruttori del traffico, ha lanciato un progetto con l’obiettivo di controllare la sicurezza in 18 luoghi. Già nel 2012 la città migliorò tutti i percorsi e le strisce pedonali all’interno del perimetro di scuole e asili con un raggio di 300 m. Come altri comuni, pure Zurigo ha istituito un gruppo di lavoro con il compito di occuparsi della sicurezza sul percorso casa-scuola. Tra l’altro ha introdotto il «Micro Scooter Kids Day», una giornata dedicata all’esercitazione nel traffico con i monopattini.
Sempre meno incidenti I provvedimenti per la promozione della sicurezza stradale, dalle campagne del TCS al miglioramento dei tragitti casa-scuola passando per l’educazione stradale, stanno dando i frutti sperati. Stando alle statistiche, nel 1980 erano rimasti feriti gravemente 1670 bambini, nel 2015 il loro numero è diminuito a 182. Gli incidenti più frequenti avvengono per distrazione attraversando la strada accanto o sulle strisce pedonali. Seguono al secondo posto, sempre per frequenza, le collisioni con la bicicletta. ◆
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Tempo di… numeri! Lo sapevate che alle elementari appena il 17 per cento degli insegnanti sono uomini? Oppure che il TCS, attento alla sicurezza degli utenti della strada più piccoli e vulnerabili, ha distribuito oltre mezzo milione di gilet riflettenti dal 2013 ad oggi? Queste ed altre cifre in tema. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO PIA NEUENSCHWANDER | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
Oltre 4600 scuole elementari in Svizzera Nel nostro paese vi sono in totale 4620 scuole per l’insegnamento elementare, di cui 4249 pubbliche.
Classi inferiori fermamente in mano alle donne Nel 2017/2018 si contavano 50 879 insegnanti dalla 3a all’8a classe, di cui ben l’83,1 per cento femminili.
Come ti chiami? Probabilmente Mia, Luca, Emma o Noah, essendo questi i nomi più diffusi tra i nati nel 2012 e 2013 e che oggi rieccheggiano nei cortili di scuola.
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DOSSIER
Iniziano ad andare a scuola 83 200 è questa la cifra approssimativa dei bambini di sei/sette anni che ora entrano in prima elementare**, che nella Svizzera francese è denominata «cycle primaire 3». *In mancanza di cifre aggiornate per il canton Argovia, ci si è riferiti alle relative indicazioni contenute negli «Scenari 2018–2027» di UST. Nel caso degli altri cantoni si tratta di dati approssimativi. ** solo scuole pubbliche
AG*
NW
6481
390
AR
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550
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AI
SH
156
794
BL
SZ
2700
1700
BS
SO
1500
2600
BE
SG
10100
5200
FR
TI
3401
2963
GE
TG
4786
2671
GL
UR
338
340
Gilet ad alta visibilità Ogni anno il TCS fornisce a titolo gratuito circa 80 mila gilet riflettenti agli allievi delle elementari per aumentarne la visibilità e dunque per maggior sicurezza sul tragitto casa-scuola. Dal 2013 se ne sono distribuiti in totale ben 560 000.
GR
VD
1702
7986
Costo della prima dotazione Per equipaggiare i bambini all’entrata nella scuola, i genitori devono spendere fra 85 e 371 franchi a seconda dei gusti e desideri propri e dello scolaretto.
JU
VS
690
3400
Set cartella: da 67.30 fr. (4 pezzi: cartella, sacco da ginnastica, astuccio, portamatite) fino a 329 fr. (6 pezzi: cartella, borsa sportiva, astuccio, portamatite, borsellino, kletties) borraccia: da 12.90 a 26.90 fr. box merenda: da 5 a 15 fr.
LU
ZG
4000
1135
NE
ZH
FONTI: VARI DIPARTIMENTI DELL’ EDUCAZIONE, UST, COMMERCIO AL DETTAGLIO
1740
15400
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Genitori e maestri si preparano ad un rientro ben carico Genitori-taxi troppo numerosi; insegnanti motorizzati confrontati con una rarefazione di posteggi, per molti a pagamento: in varie sedi il rientro scolastico si trasforma in incubo per gli attori adulti, soprattutto negli agglomerati. TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO PIA NEUENSCHWANDER | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
I
genitori-taxi? «Alcuni, se potessero, entrerebbero nelle aule scolastiche con l’auto». La battuta è firmata Jean-Marc Haller, segretario generale del Sindacato degli insegnanti romandi (SER) – 8 associazioni cantonali e 7000 membri nella Svizzera romanda. Se da un lato capisce il sentimento d’insicurezza che porta a tale comportamento – legato al timore per incidenti, rapimenti o liti tra scolari –, dall’altro deplora un’abitudine non sempre giustificata (leggere il riquadro). Dal canto loro, gli insegnanti devono far fronte a delle crescenti difficoltà in materia di posteggi. Sono infatti finiti i tempi in cui il maestro, retribuito dal comune, faceva anche da custode e aveva un alloggio di funzione nell’edificio scolastico.
«Quest’ultimo è rimasto una risorsa importante, in funzione fino agli anni ’70», precisa Jean-Marc Haller. L’insegnante di scuola elementare, oggi impiegato dello Stato (ndr: nell’articolo ci si riferisce alla Romandia, a seconda del cantone può dunque valere un altro regolamento), non deve più essere domiciliato nel territorio comunale. Risultato: «Il pendolarismo è aumentato, con delle differenze geografiche legate ad alcuni fattori, come il prezzo degli affitti».
Insegnanti mobili In assenza di dati statistici, il SER non è in grado di quantificare la parte d’insegnanti che privilegia l’auto per recarsi al lavoro. Ma talvolta è indispensabile ricorrere ad un veicolo, specialmente quando bisogna trasportare del materiale pedagogico o portarsi a casa un importante volume di quaderni da correggere. Alcuni insegnanti devono in effetti dividere il loro tempo lavorativo in più sedi e non tutte le 18 touring | settembre 2019
scuole – tra le quali alcune chiudono già presto – dispongono di aule che permettono ai docenti di lavorare sul posto dopo le lezioni. «Valuto attorno al 15% il tasso degli insegnanti costretti a degli spostamenti professionali motorizzati durante la giornata», confida il segretario generale. Che deplora, in questo contesto, una tendenza che si sta generalizzando: «Ciò che era gratuito diventa a pagamento»! La riduzione delle facilitazioni di stazionamento in prossimità delle scuole è aggravata, a suo dire, dallo sviluppo del tempo parziale, che mette in movimento sempre più persone, e quindi anche più auto da posteggiare. «Sarebbe auspicabile una maggior flessibilità delle autorità, almeno per i casi particolari, sospira JeanMarc Haller. Una cosa è certa: la conversione alla mobilità lenta non è semplice per la nostra categoria».
Il cantone adagiato sul Lemano conosce tutti gli aspetti del problema, in città e in campagna. Questi i dati del prossimo rientro: 58 istituti scolastici, ma 165 edifici scolastici, di cui un terzo è situato nel centro città; 2400 insegnanti di scuola elementare e 36 500 scolari attesi, vale a dire 800 in più dello scorso anno. «In centro, oltre al parcheggio, gli insegnanti non sono aiutati dalle condizioni di circolazione. Molti di loro optano per una due ruote oppure i trasporti pubblici. Ciò è più difficile nei comuni di campagna, dove la riduzione delle cadenze si rivela talvolta poco compatibile con gli orari di lavoro, prosegue Philippe Lemière. Nel limite del possibile c’impegniamo per soddisfare i desideri di prossimità espressi dal personale. Ma abbiamo un margine di manovra limitato, poiché prima occorre tener conto delle esigenze degli istituti».
La situazione pare meno tesa nei cantoni prevalentemente rurali. A testimoniarlo è «Il pendolarismo è aumentato, con delle Fabien Kohler, responsabile della differenze geografisezione Gestione che legate ad alcuni al Servizio giurasRitorno al mittente siano dell’insefattori» Jean-Marc Haller, gnamento (SEN). Philippe Lemière, assistente segretario generale del Sindacato presso la Direzione generale degli insegnanti romandi (SER) Sui circa 600 insedell’insegnamento obbligatognanti delle elerio (DGEO) del canton Ginevra, è senmentari, oltre 400 sono attivi al di sibile a queste lamentele: «I parcheggi fuori dei due centri urbani di Delémcostituiscono un problema, ma gli ediont e Porrentruy. Come dire che la fici scolastici appartengono ai comuni, maggior parte deve far ricorso all’autotiene subito a ricordare. Quindi non mobile: «Durante le nostre discussioni possiamo che rinviare i docenti alle con la direzione delle scuole, non abautorità comunali per trovare, se posbiamo ricevuto feedback particolari sibile, delle soluzioni per i posteggi. che indicano un malcontento, se non Va inoltre sottolineato che la mobilità il problema riguardante i genitori dolce è fortemente sostenuta dal Conche depositano rapidamente i figli a siglio di Stato e che, come datore di lascuola», confida il responsabile. Le auvoro, lo Stato non deve teoricamente torità giurassiane si concentrano dunfornire posti di stazionamento per i que prioritariamente sulla mobilità tragitti casa-ufficio. E nemmeno i codolce degli scolari, favorendo il tramuni». gitto scolastico a piedi o col Pedibus. ◆
DOSSIER
GENITORI DA TRANQUILLIZZARE Responsabile della sicurezza stradale al TCS, Christophe Nydegger non nasconde la sua perplessità: «Le infra infrastrutture stradali sono sempre più si sicure, il numero d’incidenti sul per percorso casa-scuola diminuisce. Questo dovrebbe rassicurare i genitori, ma decisamente non è il caso. Il pericolo relativo all’aumento del numero di veicoli sulle strade, l’incertezza nel sapere se il proprio bambino è giunto tranquillamente a destinazione o semplicemente il lato pratico di poter lasciar a scuola il proprio figlio quando si parte per il lavoro, sono probabilmente dei motivi che spingono i genitori a rive rivestire il ruolo di tassista». Per chiarire questi elementi, è at attualmente in corso un’inchiesta nel reparto guidato da Ny Nydegger. Lo scopo è sondare le inquietudini parentali, i risultati sono attesi per il rientro. interve «L’inchiesta ci permetterà di intervenire in modo mirato e con cognizione di causa presso i genitori, ma anche di consigliarli comunicando in maniera assem diretta, ad esempio tramite le assemblee dei genitori o i social». Parallela Parallelamente, il TCS porterà avanti dei test destinati ad aumentare la sicurezza dell’attraversamento dei passaggi pe pedonali senza semafori o senza pattu pattugliatori scolastici. La soluzione testata permetterà pure ai genitori d’essere avvertiti quando il loro figlio avrà rag raggiunto il perimetro scolastico, e di conseguenza rassicurarli.
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Multispazio a prova di famiglia Con il declino delle monovolume, installare seggiolini in automobile diventa più complicato. Un test comparativo del TCS su 18 veicoli mostra comunque un quadro perlopiù positivo per quanto riguarda l’attenzione ai bisogni dei piccoli passeggeri. Le multispazio dettano esempio. REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN | TEST JUERG REINHARD | FOTO EMANUEL FREUDIGER
N
é i prospetti pubblicitari né i crash test Euro NCAP forniscono informazioni dettagliate sulla praticità del veicolo in fatto di trasporto bimbi. A colmare la lacuna, il TCS che ogni anno esamina un campione di auto per quanto riguarda le modalità d’installazione dei seggiolini. Nel 2019 è toccato a 18 modelli molto diffusi venduti a prezzi base inferiori a 50 000 franchi, fra cui compatte, SUV, break e multispazio. Queste ultime e la SUV Citroën C5 hanno ottenuto il miglior voto («eccellente»). Le multispazio (Citroën Ber-
lingo, Peugeot Rifter e Opel Combo), che fanno capo al gruppo PSA, hanno d’altronde la stessa piattaforma. In via di principio il TCS consiglia di trasportare i bambini dietro, sui posti laterali. La maggioranza dei veicoli consente un’installazione facile e sicura in seconda fila, ma l’eccellenza, per questo aspetto, va al trio formato dalle SUV Citroën C5, Opel Grandland e Honda CR-V. Dato rallegrante, tutti i modelli salvo la Renault Kadjar sono compatibili con i seggiolini i-Size. Alcuni veicoli perdono però punti per mancanza di spazio, restrizioni d’uso o cinture
Le multispazio si sono rivelate ben adatte per montare i seggiolini.
Test comparativo TCS: installazione di seggiolini auto Marca/modello
Audi Q3
Citroën Berlingo
Citroën C5 Aircross
Ford Focus
Honda CR-V Hybrid
Hyundai Kona MercedesBenz A 180
Nissan Leaf
70% 60% 30% 370 l 33 799.–
MercedesBenz B 200 70% 55% 30% 486 l 36 400.–
Sedile passeggero ant. 2a fila, posti laterali 2a fila, posto centrale Bagagliaio Prezzo da (fr.) Valutazione TCS Vantaggi Inconvenienti
70% 74% 30% 675 l 39 900.–
50% 72% 100% 983–1538 l 23 800.–
70% 92% 70% 580 l 30 900.–
50% 65% 30% 575 l 32 800.–
50% 89% 30% 497 l 43 900.–
50% 64% 30% 361 l 19 920.–
★★★★☆
★★★★★
★★★★★
★★★☆☆
★★★★☆
Sedile passeggero con Isofix. Adatta per trasporto di 2 bimbi sulla 2a fila. Accesso Isofix ottimo. Cinture molto lunghe. Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale*
Adatta per trasporto di 3 bimbi sulla 2a fila, possibile con fissaggio Isofix
Sedile pasAdatta per seggero con trasporto di Isofix. Adatta 2 bimbi sulla per trasporto 2a fila. Cinture di 3 bimbi sulla molto lunghe 2a fila. Nessuna Posto cenlimitazione di trale della 2a spazio su sedile fila sufficiente solo per rialzo anteriore. Cinture molto senza schienale* lunghe Secondo il costruttore, posto centrale della 2a fila non adatto
Molto adatta per trasporto di 2 bimbi sulla 2a fila. Nessuna limitazione di spazio su sedile anteriore. Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale*
★★★☆☆
★★★★☆
★★★★☆
★★★☆☆
Adatta per trasporto di 2 bimbi sulla 2a fila. Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale*
Disattivazione automatica dell’airbag del sedile del passeggero. Adatta per trasporto di 2 bimbi sulla 2a fila. Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale*
Disattivazione automatica dell’airbag del sedile del passeggero. Trasporto possibile di 2 bimbi sulla 2a fila. Cinture molto lunghe. Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale*
Sedile passeggero con Isofix. Trasporto possibile di 2 bimbi sulla 2a fila. Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale* e non autorizzato per tutte le categorie di seggiolini. Limitazione di spazio su sedile anteriore.
* test con seggiolini montati sui posti laterali della seconda fila Valutazione del veicolo (condizioni minime per la raccomandazione TCS) ★★★★★ eccellente (adatto per almeno 4 bambini in totale o per 6 bambini con riserva e molto adatto per 3 bambini sulla panca) ★★★★☆ molto consigliato (adatto per almeno 3 bambini dietro di cui 2 sulla panca)
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★★★☆☆ consigliato (adatto per almeno 3 bambini o con riserva adatto per 4 bambini) ★★☆☆☆ consigliato con riserva (adatto per 2 bambini sulla panca) ★☆☆☆☆ non consigliato (con riserva adatto per almeno un bambino)
70% 50% 30% 400 l 38 990.–
DOSSIER
troppo corte. Le tre multispazio testate offrono un accesso particolarmente agevole al posto centrale della seconda fila. Il dato non sorprende considerando la carrozzeria anche da piccolo utilitario. Inoltre, i tre posti dispongono di punti di ancoraggio Isofix e Top Tether, fatto straordinario nel campione del test. Per contro, le disposizioni ristrettive non consentono di installare un seggiolino sul posto centrale della Renault Kadjar. Sul posto centrale delle altre 14 automobili oggetto del nostro test è ammesso soltanto un rialzo senza schienale. La SUV Seat Tarraco è l’unica con una terza fila di sedili, non vi è però prevista l’installazione di seggiolini. Buono a sapersi.
Precauzioni davanti Il sedile passeggero anteriore dovrebbe essere utilizzato per il trasporto di bambini soltanto se gli altri sono già occupati. Occorre assolutamente disattivare l’airbag frontale se il seggiolino viene montato contro il
senso di marcia. Da notare che qui la sicurezza è nettamente migliorata: ad esempio le due Mercedes-Benz in esame dispongono di un dispositivo di disattivazione automatica, mentre sulle altre l’airbag si stacca manualmente. Non è necessario disattivare l’airbag se il bambino viaggia in posizione normale, in direzione di marcia, e con il sedile spostato quanto più all’indietro. Infine, la Mercedes B200 e l’Audi Q3 sono dotate di cinture molto lunghe sulla panca posteriore.
Ultimo consiglio ai genitori Il test dimostra che numerose vetture offrono ancora margini per conformarsi alle specifiche esigenze delle famiglie. A cominciare dalle istruzioni d’uso in parte troppo restrittive o contraddittorie. Anche l’accessibilità agli ancoraggi Isofix e Top Tether può essere migliorata. In ogni caso si farà bene ad effettuare un giro di prova con tutta la famiglia a bordo prima dell’acquisto di una nuova vettura. ◆
Opel Combo
Opel Grandland X
Peugeot Rifter Peugeot Pure Tech 508 SW
Renault Kadjar Seat Tarraco
Toyota Corolla Toyota RAV4 Touring
Volvo V60 T8
50% 72% 100% 983–1538 l 20 900.–
70% 83% 30% 520 l 33 200.–
50% 72% 100% 775–1355 l 28 320.–
70% 69% 30% 530 l 37 140.–
50% 55% 30% 472 l 23 400.–
70% 71% 50% 760 l 36 250.–
50% 71% 30% 596 l 27 200.–
50% 68% 30% 580 l 31 400.–
50% 74% 30% 529 l 46 150.–
★★★★★
★★★★☆
★★★★★
★★★★☆
★★★☆☆
★★★★☆
★★★★☆
★★★☆☆
★★★★☆
Adatta per trasporto di 3 bimbi sulla 2a fila con ancoraggio Isofix
Sedile passeggero con Isofix. Molto adatta per trasporto di 2 bimbi sulla 2a fila. Accesso Isofix ottimo Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale*
Adatta per trasporto di 3 bimbi sulla 2a fila con ancoraggio Isofix
Sedile passeggero con Isofix. Adatta per trasporto di 2 bimbi sulla 2a fila. Cinture molto lunghe Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale* e non autorizzato per tutte le categorie di seggiolini
Trasporto possibile di 2 bimbi sulla 2a fila. Accesso Isofix ottimo Disattivazione dell’airbag sedile passeggero tramite pulsante. Secondo il costruttore, posto centrale 2a fila inapproppriato
Sedile passeggero con Isofix. Trasporto possibile di 3 bimbi sulla 2a fila. Accesso Isofix ottimo
Adatta per trasporto di 2 bimbi sulla 2a fila. Accesso Isofix ottimo Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale*
Adatta per trasporto di 2 bimbi sulla 2a fila. Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale*
Adatta per trasporto di 2 bimbi sulla 2a fila. Accesso Isofix ottimo. Cinture molto lunghe Posto centrale della 2a fila sufficiente solo per rialzo senza schienale*
Auto adatta per montare seggiolini ■ ottimo ■ buono ■ soddisfacente ■ con riserva ■ non adatta
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Il Salone di Ginevra riparte con una marcia in più Dal 1° luglio Olivier Rihs è a capo della rassegna che nel 2020 spegnerà 90 candeline. Deciso ad attrarre espositori e pubblico puntando su una maggiore vicinanza alle realtà del mercato, ci dà qualche anticipazione delle cose che vedremo l’anno prossimo al Geneva International Motor Show. INTERVISTA JÉRÔME LATHION | FOTO OLIVIER VOGELSANG
«Oggi non si può più essere dogmatici, la mobilità va considerata nella sua interezza» Olivier Rihs ha assunto le redini del GIMS lo scorso luglio.
Visionario Il nuovo direttore vuole conferire al Salone dell’auto una portata più ampia.
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MOBILITÀ
Nel 2019 il Salone ha attirato 602 000 visitatori, 100 000 meno del previsto. La cosa La preoccupa?
Non più di tanto. Un’affluenza di questo ordine è vivibile, ma è chiaro che dobbiamo consolidarla, non solo in termini di visite fisiche, ma anche digitali. Da notare che il traffico sul sito è aumentato in misura esponenziale nel 2019. Dopo le clamorose assenze alle ultime due edizioni, dobbiamo prepararci a ulteriori abbandoni nel 2020?
Per il momento non abbiamo da comunicare nuove defezioni, anzi, ed è motivo di gioia, alcuni costruttori assenti negli ultimi due anni hanno segnalato la loro intenzione di ritornare a Ginevra. Siccome gli espositori richiedono una programmazione flessibile, la lista definitiva non sarà disponibile prima del mese di dicembre. Ma siamo sulla buona strada. Il successo del Salone è innegabile su internet e social media: 1,5 milioni di visite sul sito, 5,8 milioni di view su Instagram, 154 000 follower su Facebook. Il digitale è una minaccia supplementare che fa concorrenza alla partecipazione fisica in loco al GIMS?
No. Il digitale è importante perché consente di raggiungere e rendere partecipi gli interessati ovunque si trovino e in ogni momento. Anche coloro che non
potessero esserci fisicamente a Ginevra hanno la possibilità di seguirci e continuare così a coltivare la passione per i motori. Quest’anno abbiamo ottimizzato il nostro sito e fatto confluire tutti i canali su un’unica piattaforma. Ma ovviamente chi viene a Ginevra vuole vivere qualcosa di unico. Ecco perché abbiamo integrato nuovi elementi per un più diretto coinvolgimento dei visitatori. Mi piace pensare al GIMS come ad un festival. Ci si va per la musica, ma anche per la gastronomia, l’atmosfera, e altro ancora. Il nostro è l’evento fieristico di maggior risonanza della Svizzera, se vogliamo che lo resti dobbiamo essere innovativi e reinventarci di anno in anno.
matici, la mobilità va considerata nella sua interezza. Anche le case automobilistiche lo hanno capito: si sono trasformate in organizzatori della mobilità diversificata, non più mono prodotto. Il Palexpo potrà soddisfare i bisogni futuri del GIMS?
Ormai sono finiti i tempi in cui gli espositori facevano sfilare a Ginevra più modelli della stessa marca di colori differenti. Sono qui per presentare i loro prodotti-faro. Le esigenze di spazio si sono ridotte di conseguenza. Il Palexpo è una struttura compatta, centrale ed efficace. Risponde ai nostri requisiti e a mio parere non saranno necessari degli ampliamenti.
Può svelarci qualche primizia?
Innanzitutto la «GIMS-Discovery». Per l’occasione, il padiglione 7 si trasformerà in una pista di prova interna dove ci si potrà avvicinare ai veicoli a propulsione alternativa. Secondo una ricerca, il 97% dei visitatori del 2019 non ha mai provato a guidare un veicolo elettrico. Vi rimedieremo con un’apposita area test drive aperta al pubblico. La seconda novità è lo spazio «GIMS-Tech» che metterà in mostra start-up e aziende impegnate sul fronte delle tecnologie più avanzate, segnatamente la connettività nei veicoli. La terza infine riguarda la stampa: la seconda giornata, la cosiddetta «GIMS-Media Day» aggiungerà un tocco mondano al Salone, proponendo sei conferenze ed incontri ad altrettanti stand, a tu per tu con relatori di spicco. Fra gli altri, spero che riusciremo a far salire sul palco Elon Musk, presidente e fondatore di Tesla (ndr). Il grande pubblico ne fruirà a sua volta, seppur indirettamente, grazie ai circa 10 000 giornalisti accreditati.
In primavera ha prospettato un GIMS quale centro di competenza per la mobilità innovativa. Questa visione è ancora attuale e se sì non sarebbe opportuno impostare il Salone in formato permanente?
Una cosa dopo l’altra (ride)! Un tale progetto richiederebbe l’appoggio di diversi partner e andrebbe declinato in chiave squisitamente internazionale. Dobbiamo dapprima far evolvere il nostro concetto; per adesso vogliamo che l’appuntamento con il GIMS sia nella testa della gente tutto l’anno, ma che rimanga comunque una ricorrenza periodica, fissata sempre per le due prime settimane in marzo a Ginevra. ◆ Il Salone ha segnato un calo di frequentazione nel 2019.
L’automobile sembra non far più sognare i giovani. Il GIMS deve aprirsi ad altre forme di mobilità quali la due ruote, abbracciando le tendenze del momento?
Non è affatto vero. Sappiamo che la maggioranza dei visitatori del fine settimana hanno fra i 18 e i 25 anni. L’automobile continua a far sognare perché è ancora simbolo di libertà, benché guidare sia diventato più difficile e costoso per i giovani. Queste fasce si muovono con pragmatismo servendosi del mezzo più adatto, fra cui le due ruote elettriche o il monopattino. Il GIMS si è già fatto testimone ed interprete di questo mutamento. Oggi non si può più essere dog-
EMANUEL FREUDIGER
I
cinque mesi trascorsi a Ginevra in veste di «osservatore» hanno confermato, ed anzi rafforzato il credo di Olivier Rihs: «Si sbaglia a misurare il successo di un evento in base al passato. Dobbiamo considerare gli sviluppi del mercato e le abitudini della clientela, in costante evoluzione». Il direttore del Geneva International Motor Show (GIMS), che assume le sue piene funzioni per l’edizione anniversario, risponde serenamente alle critiche suscitate dalla scorsa edizione: calo di visitatori, che sono stati 602 000, cioè il 9% in meno rispetto al 2018 e defezione di marchi importanti. La riconquista è già in atto e novità di rilievo sono state annunciate a partire dalla novantesima edizione, in programma dal 5 al 15 marzo 2020. Abbiamo incontrato il biennese al Palexpo, sede storica del Salone vicino all’aeroporto di Ginevra che si rilancia come Geneva International Motor Show, ovvero GIMS.
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Battesimo dell’aria per passeggeri impavidi 100 anni fa, un Häfeli DH-3 spicca il volo a Dübendorf, ponendo la pietra miliare di quella che diventerà l’aviazione di linea in Svizzera. Nel 1931 nasce la Swissair e il traffico aereo civile dispiega le ali nei cieli elvetici.
D
opo la Prima Guerra Mondiale il Dipartimento militare decide di ridurre drasticamente la flotta di aerei a 30 unità ed altrettanti piloti. A quei tempi, non esiste un servizio di trasporto aereo per passeggeri vero e proprio in Svizzera. Ci sono soltanto alcuni pionieri ad offrire dei voli per il pubblico in occasione dei diversi raduni, procurandosi così i mezzi per finanziare la costruzione e manutenzione dei loro fragili biposti. Inoltre vengono organizzati, sporadicamente, dei voli ad hoc per privati. Ma si è ancora lontani dal traffico aereo di linea rossocrociato.
Visionario ed ottimista Il maggiore Arnold Isler, comandante dell’aviazione e successivamente diret24 touring | settembre 2019
tore del dipartimento federale di aeronautica, fa propria la missione di promuovere decisamente l’aviazione svizzera preparandola al ruolo centrale che è sicuro assumerà in un futuro non distante. A tal fine ritiene essenziale una reciproca quanto proficua cooperazione fra settore militare e civile.
dini che venga creato un collegamento via aria, dapprima sperimentale, fra Dübendorf e Berna-Kirchlindach con apparecchi e piloti militari: il 18 gennaio 1919, la stampa viene informata del lancio di A commemorazione Il un servizio regolare di posta francobollo emesso per aerea sotto la direzione il centenario del tradell’aerodromo militare di sporto aereo svizzero. Dübendorf. Per la cronaca però: l’avvio ufficiale, previMa per il momento, l’aviazione militare sto per il 28 aprile 1919, deve essere rinè nettamente avanti rispetto a quella civiato al 1° maggio a causa del maltempo. vile. Per sostenere quest’ultima, Isler Contro vento prende l’iniziativa affidandone all’eserGià prima, fra gennaio e febbraio, il cito le formalità doganali nonché il sertrasporto aeropostale viene testato vizio meteorologico e per le fasi di desulla tratta Zurigo–Berna, a partire dal collo a Dübendorf. Ma non si ferma qui. 1° febbraio, si vola fino a Losanna. Dopo Muove un passo coraggioso dando or-
BIBLIOTECA ETH ZURIGO, FONDAZIONE SVIZZERA IMMAGINI AEREE/ FOTOGRAFO: WALTER MITTELHOLZER
TESTO HANS WEDER
MOBILITÀ una velocità di 145 km orari. Inizialmente, il servizio incontra un discreto successo, tant’è che vengono inoltrate quasi mille lettere al giorno, ma purtroppo presto la domanda crolla. Il maggiore Isler rilancia, autorizzando il trasporto di passeggeri e piccoli colli. Inoltre, la tratta viene estesa fino a Ginevra. Per i passeggeri, il viaggio si rivela a dire poco rocambolesco: i temerari vengono accomodati nello spartano cockpit sul sedile dell’osservatore con indosso casco, tuta ed occhiali da aviatore! Il pilota vola a vista e solo con l’aiuto di una bussola, per giunta approssimativa. Il costo di un biglietto, ad esempio da Dübendorf a Berna, è di 100 franchi, tanti per l’epoca: allora in Svizzera un operaio guadagna 290 franchi lordi per una settimana lavorativa, che dura 50 ore. Al termine della fase di sperimentazione, nell’ottobre 1919 la direzione aeroportuale di Dübendorf propone ad operatori privati di rilevare il servizio di posta aerea. Il militare vi contribuirebbe mettendo a disposizione, gratuitamente per i primi tre mesi, i suoi velivoli, rifornimento di carburante incluso, e l’uso condiviso delle proprie infrastrutture.
In anticipo sul suo tempo L’Häfeli DH-3 è il primo aereo di linea in Svizzera. Eccolo mentre sorvola Wimmis (BE).
i due mesi di prova, il bilancio è perlopiù positivo: «Gli aerei postali sono decollati normalmente malgrado le condizioni meteorologiche talora avverse. In alcuni giorni con tempo critico, i voli sono stati cancellati per evitare che le forti precipitazioni danneggino l’apparecchio. La destinazione Losanna è stata servita nei limiti del possibile e tenendo conto del bollettino meteo per la zona fra Berna e Losanna e della benzina necessaria per l’intera percorrenza Dübendorf–Losanna. In caso di forti venti contrari fra Dübendorf e Berna il consumo sale a tal punto da rimanere a corto di carburante già a metà rotta».
Lettere, pacchi, persone Si vola con un biplano del tipo Häfeli DH-3 costruito a Thun, che raggiunge
Per quanto generosa, l’offerta non trova interessati e il servizio postale militare viene sospeso definitivamente alla fine di ottobre 1919. Sebbene il progetto non ha successo finanziario, stimola il settore privato, dimostrando che esistono i presupposti per la creazione del traffico aereo di linea in Svizzera. I tempi non sono ancora del tutto maturi per le idee del maggiore Isler. Ci vorranno ancora alcuni mesi perchè vengano realizzati i primi collegamenti regolari per passeggeri civili. Seppur poco longevo, il servizio postale da
CRONISTORIA DEL TRAFFICO AEREO DI LINEA 1919: Fondazione delle prime compagnie aeree quali la Ad Astra. Servizio aeropostale Zurigo–Berna–Losanna–Ginevra. 1922: la compagnia Ad Astra serve regolarmente la tratta Ginevra–Zurigo–Norimberga. 1924: La Aéro Lausanne vola da Losanna a Lione con scalo a Ginevra. La Sabena serve la tratta Amsterdam– Rotterdam–Bruxelles–Basilea. 1925: La Svizzera diventa piattaforma dell’aviazione civile europea con diversi collegamenti. Fondazione a Basilea della Balair. 1928: La Balair assicura i voli diretti Zurigo–Berlino, allora la più lunga tratta senza scalo. 1931: Nasce la Swissair. 1935: Swissair mette a regime un Douglas DC-2, dotato di 14 posti. 1939: La Svizzera viene servita da 15 aviolinee internazionali. La rete comprende inoltre otto linee di raccordo interne. Apertura dell’aerodromo di Locarno-Magadino.
Dübendorf a Berna e poi fino a Losanna inaugura l’era del traffico aereo di linea in Svizzera. Poco dopo quel 1° maggio di cento anni fa, vengono infatti fondate le prime compagnie ae aeree, quali l’antesignana Aero AG a Zurigo, seguita poco dopo a Ginevra da Avions-Tourisme. Alla fine del 1919 inoltre la Ad Astra sorge dalle ceneri della Frick & Co. Diventerà la prima compagnia aerea a regime regolare in Svizzera. È poi la volta di nomi famosi quali Balair, Alpar, AeroGesellschaft San Gallo, per citarne solamente alcuni. ◆
Il maggiore Isler, uno dei pionieri e convinto promotore dell’aviazione civile svizzera.
Fonte: il libro «Startbereit – Die Entstehung des Linienflugverkehrs in der Schweiz 1919–1939» (ISBN 978-3-033-07182-7) sugli esordi dell’avia dell’aviazione civile svizzera è ottenibile nelle librerie o direttamente al sito ch-luftfahrt.ch.
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MOBILITÀ
Quanto è forte il rumore delle moto? TESTO DINO NODARI
R
ombi e ruggiti tornano a risuonare sui passi alpini. Con il tubo di scarico rombante si sale in cima alla montagna. Un suono intenso che – secondo i punti di vista – per tanti motociclisti è essenziale per sperimentare appieno la sensazione di libertà, mentre per gli abitanti locali e gli alpinisti è un fracasso assordante. Certo è che le lamentele riguardanti il rumore delle moto sono in crescita, e non solo sui passi alpini. Le misurazioni del rumore da parte della polizia e di varie organizzazioni danno in parte ragione a chi reclama. Perciò, su mandato dell’Ufficio federale dell’ambiente il TCS ha verificato queste affermazioni su un totale di 29 veicoli, tra cui 16 motociclette, sette scooter e –
Le misurazioni del TCS non hanno riscontrato valori di rumorosità eccessivi sulle motociclette scelte per i test.
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a titolo comparativo – sei automobili. Quattro motociclette erano dotate di impianto di scarico sportivo, una aveva il motore elettrico. Gli scooter testati avevano il cambio variomatic e uno il motore elettrico. Le automobili comprendevano una compatta, una station wagon, una monovolume, una SUV, un’auto sportiva e una vettura elettrica.
Ferrari la più rumorosa Fatto interessante: i rilevamenti acustici hanno dimostrato, ad esempio, che nell’inserirsi in curva o accelerando in uscita, una Ferrari F430 Spider è nettamente più rumorosa di una motocicletta. I valori misurati più elevati corrispondevano addirittura all’equivalente del rumore di 24 veicoli che transitavano contemporaneamente con il massimo
IL CONTRIBUTO DEI FONDI FONOASSORBENTI La riduzione del rumore maggiore si ottiene installando delle pavimentazioni fonoassorbenti. Una superficie sottile con granulati più piccoli riduce sensibilmente il rumore di rotolamento già mentre questo si forma. Inoltre, i pori nel rivestimento sono in grado di assorbire parte dei rumori ancora presenti. I costi d’installazione non differiscono in modo significativo rispetto ad una pavimentazione convenzionale. Di solito, invece, lo strato superiore va sostituito prima; spesso però questi costi supplementari possono essere compensati dal fatto che si può rinunciare a misure edili più dispendiose, come i ripari fonici, il che porta anche notevoli vantaggi dal punto di vista dell’architettura urbana. In Romandia si installano pavimentazioni fonoassorbenti già da parecchi anni, nel frattempo vengono utilizzate sempre di più anche in Svizzera tedesca e in Ticino. Da nuovi, i rivestimenti fonoassorbenti riducono le emissioni sonore di circa sei decibel. Alla fine della loro vita ottengono pur sempre una diminuzione del rumore di circa tre decibel, che equivale ad un dimezzamento del traffico.
MAURITIUS IMAGES
Il rumore della strada può essere snervante. Sulla rumorosità delle motociclette, le opinioni divergono. Per alcuni è un suono piacevole, per altri è un fracasso insopportabile. Fra rumore percepito ed effettivo, la prova dei fatti del TCS.
IL CONSULENTE livello sonoro consentito. Confrontando le varie motociclette è stato appurato che la percezione soggettiva del rumore non corrispondeva ai valori rilevati. Le moto a quattro cilindri vengono spesso percepite come più fluide e silenziose delle formose due cilindri. I valori riscontrati non confermano questa immagine soggettiva. Infatti le moto più vecchie e con un chilometraggio elevato non sviluppano di regola una rumorosità maggiore.
Canti e tintinnii La motocicletta elettrica si è fatta notare per il suono particolarmente sibilante in accelerazione. Il rumore dominante assomiglia ad una combinazione tra «canto di meccanica» e «sferragliare della catena». Secondo i valori misurati, si posiziona all’incirca a metà classifica. Per l’auto elettrica, invece, la componente dominante è il rumore del rotolamento dei pneumatici, specialmente in piena accelerazione. Infatti, i veicoli a propulsione elettrica offrono una potenziale diminuzione delle emissioni acustiche soltanto a bassa velocità e con poco carico. È interessante notare come l’apparecchio di misurazione non abbia rilevato una pressione sonora maggiore degli impianti di scarico sportivi consentiti in Svizzera rispetto agli impianti di serie più rumorosi. I tubi di scarico sportivi si sono dimostrati privi di problemi a condizione che non vengano ulteriormente modificati dal proprietario del veicolo.
Stile di guida adeguato In generale si può affermare che per quanto riguarda le motociclette equipaggiate a norma di legge non si sono riscontrati valori di rumorosità eccessivi. Se si confrontano le emissioni sonore delle moto (media di tutte le motociclette senza contare gli scooter) con quelle delle automobili (media di tutte le auto senza la Ferrari), emerge che in curva le moto sono più rumorose di 4,4 decibel e di 3,2 decibel nella guida costante, mentre di 12,9 decibel all’uscita delle curve. Perciò, mediante uno stile di guida adeguato tutti i conducenti possono evitare inutili rumori molesti. Diverso il discorso nel caso di impianti di scarico illegali oppure modificati. Se con una rielaborazione una moto viene portata a 83,5 decibel, provoca un rumore più forte di due motociclette che transitano contemporaneamente con 80 decibel ciascuna. ◆
Al volante occorre essere sempre concentrati Telefonare o usare un sistema di comunicazione e di informazione mentre si guida può comportare una multa salata e persino il ritiro della patente come ulteriore sanzione. Pensiamo alla sicurezza! TESTO URS-PETER INDERBITZIN
I
l comportamento di taluni conducenti lascia esterrefatti. Maneggiano con il cellulare, navigano sui social media, controllano se hanno ricevuto una e-mail o inviano dei messaggi. Nei casi più estremi capita di vedere automobilisti intenti a scrivere sul loro portatile o addirittura a guardare un film. Tutto ciò è contro la legge. Il codice della strada è imperativo al riguardo e statuisce che: il conducente deve padroneggiare costantemente il veicolo, in modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza.
Il conducente deve, in altre parole, rivolgere la sua piena attenzione al traffico per essere in grado di reagire rapidamente ed efficacemente alle insidie sempre in agguato. Vale a dire che guiderà tenendo conto delle circostanze concrete come la densità del traffico, il luogo, l’ora, la visibilità e le prevedibili fonti di pericolo.
Almeno una mano al volante L’automobilista può distogliere lo sguardo dal traffico e dirigerlo sul cruscotto per controllare la velocità e il carburante, purché per una durata non lunga. Non è rimproverabile se guarda brevemente sull’orologio o il navigatore. La legge vieta però qualsiasi attività che possa compromettere la guida. Ciò significa che il volante va sempre tenuto almeno con una mano, utilizzando l’altra, se non occupata a manovrare, per azionare le frecce, il cambio o il tergicristallo ecc. Chiunque infrange questa prescrizione è suscettibile di multa e rischia addirittura
di vedersi revocare la licenza di condurre. È stata infatti questa la sanzione inflitta ad un conducente nel canton Argovia per aver scritto con una biro sul foglio di carta che teneva appoggiato sul volante, distogliendo ripetutamente lo sguardo dalla strada. La giustizia argoviese gli ha inflitto una multa di 200 franchi. Non solo. L’autorità competente per la revoca delle licenze, giudicando l’atto un’infrazione medio grave alle norme della circolazione stradale, ha disposto anche il ritiro della patente per un mese. Il Tribunale federale ha confermato questo provvedimento. Non è valsa a nulla l’argomentazione secondo cui l’automobilista avrebbe tenuto sempre entrambe le mani sullo sterzo e non avrebbe assunto una posizione del corpo tale da impedire una guida sicura. I giudici hanno invece ribadito che l’attività aveva impegnato la mano destra e quindi intralciato la guida tanto che l’automobilista non sarebbe stato in grado di rispondere adeguatamente e con le manovre opportune alla situazione stradale, questo il tenore della sentenza (1C_566/2018).
URS-PETER INDERBITZIN consulente giuridico settembre 2019 | touring
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TECNICA
E4 cilindri, 1,6 l turbobenzina, 225 CV W8,2 l/100 km (media del test), etichetta energia E Vautonomia: 757 km kpeso: 1665 kg (veicolo del test) P8,1 s da 0–100 km/h L54 980 fr.
PEUGEOT 508 SW 1.6 GT
La break in versione
nobile
Le familiari non sono più in odore di santità. Peugeot si è quindi ispirata alle shooting brake per elaborare una 508 tanto elegante quanto muscolosa, dal comportamento di alto livello. E pazienza se l’abitabilità peggiora.
Auto familiare con design di classe Comfort di marcia generalizzato Comportamento impeccabile Allestimento e materiali di pregio Dotazione e sistemi di assistenza
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Raggio di sterzata Emissioni ridotte
28 touring | settembre 2019
Alla moda Qualità e accostamenti di materiali seducenti.
Bello Lo schermo tattile è affiancato da tasti stile pianoforte. Quintessenza da break Muso espressivo e linea degradante del tetto.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Peugeot 508 SW 1.6 GT aut.: 5 porte, 5 posti; 54 980 fr. (veicolo del test: 62 460 fr.) Gamma: dalla 1,5 l HDi Allure, 130 CV (39 140 fr.) alla 2 l HDi GT, 180 CV (55 540 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (900 fr.), pelle Sellier (1500 fr.), ACC, mantenimento corsia (450 fr.), assistente di parcheggio, telecamera di retromarcia (450 fr.), sistema night vision (1200 fr.), portellone elettrico (400 fr.) Garanzia: illimitata, 3 anni/80 mila km, 2 anni di assistenza (cond.); corrosione: 12 anni Importatore: Peugeot (Svizzera) Schlieren, peugeot.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri turbo, 1,6 l benzina, 225 CV, 300 Nm a 1900 giri/min; cambio aut. 8 rapporti, trazione ant. Peso: 1665 kg (veicolo test), totale ammissibile 2048 kg, carico rimorchiabile 1600 kg
80%
Accesso posteriore e spaziosità Motore turbo fiacco ai bassi giri
139 cm
.
P
Consumi un po’ elevati Comandi poco intuitivi Prestazioni di garanzia minime Carico utile e rimorchiabile ridotti Regolazione manuale protezione bimbi
passo 280 cm lunghezza 479 cm larghezza 186 cm bagagliaio: 530–1780 litri pneumatici: 235/40R19, min. 215/55R17
eugeot ha consapevolmente scelto di infrangere i codici di un segmento in declino. Nella scia della frizzante berlina di cui riprende l’espressivo muso, la station wagon 508 SW esprime dinamismo abbassandosi di 6 cm e accorciandosi di 5 cm rispetto alla versione precedente. Non siamo effettivamente lontani dalle shooting brake lanciate un tempo dalle marche di lusso. Un effetto sottolineato dal posteriore fasciato da una banda nera punteggiata di LED tridimensionali. Identica sensazione si ha nell’abitacolo dove il cruscotto molto sobrio è guarnito da materiali pregiati. Ci si crederebbe in un’auto d’alta gamma, con la differenza che gli inserti in quercia grigia sono fatturati 50 fr. Un’inezia. Certo, la 508 riprende il display head-up di Peugeot che non fa l’unanimità, non bisogna illudersi. La strumentazione digitale comunque è parametrabile in 5 modalità, tra le quali un ampio schermo in stile infrarossi con l’opzione night vision.
C’era da attendersi che l’abitabilità avrebbe pagato il prezzo del nuovo look scultoreo di questa station wagon. Le scarse superfici vetrate e i larghi bordi del tetto resi necessari dai finestrini senza telaio generano sensazioni claustrofobiche, sia davanti sia dietro. Sul divano il tutto è aggravato da uno spazio per le gambe molto mediocre, con per giunta l’impossibilità di infilare i piedi sotto i sedili anteriori. Quanto meno lo spazio per la testa (+4 cm rispetto alla berlina) è decente. Stesso discorso per la capacità del bagagliaio ad imbocco molto basso e decisamente comodo.
Ottima guidabilità Al pari della berlina, la break 508 SW brilla per le sue caratteristiche di guida. Dotata di sospensione adattiva di serie, la versione GT si comporta in maniera impeccabile e precisa, assorbendo efficacemente ogni irregolarità stradale. Un ottimo lavoro, fatta astrazione per l’assistenza eccessiva dello sterzo nei tratti urbani e la tendenza soporifera del motore 1,6 l a bassi regimi. Questo atipico propulsore turbo chiede di salire di giri per liberare a pieno i suoi 225 CV. Allora rivela una bella vitalità e accelerazioni toniche. In un certo senso, questa 508 SW GT è un’auto moderna dai due volti. I prezzi in netta ascesa sono compensati dalla dotazione generosa e dagli optional a prezzi modici. ◆ settembre 2019 | touring
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Buono: Soddisfazione clienti 05/2018
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TECNICA
CHECK-UP TCS DINAMICA DI GUIDA Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 120 km/h:
TCS MoBe: Herbert Meier
COSTI DEI SERVIZI 8,1 s 4,1 s 4,9 s 11,2 m 34 m 59 dBA 68 dBA
Manutenzione (km/mese) ore mano (fr.)© 15 000/12 1,0 280.– 30 000/24 2,1 643.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 20,2 6064.– 1
1
incl. materiale
COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km
fr./mese fissi variabile 15 000 94 781.– 396.– 30 000 63 781.– 793.– Tariffa oraria per il calcolo TCS 145 fr. (UFS), agenzie Peugeot: da 82 a 180 fr.
Peugeot 508 SW 1.6 GT CARROZZERIA Elegante e nobile, la 508 SW piace per il design moderno. L’accesso dietro è un po’ stretto e lo spazio per le gambe deludente per una familiare. Cubico e facile da caricare, il bagagliaio è nella norma. Due leve per abbassare gli schienali e creare un vano di carico molto ampio. ABITACOLO L’ambiente profitta dell’abbinamento di materiali pregiati e di tendenza. Ad eccezione della parte bassa delle portiere, le rifiniture sono quasi d’alta gamma. Ritroviamo la strumentazione rialzata e lo schermo tattile da 10” con tasti in stile pianoforte che equipaggiano altri modelli Peugeot. L’intuitività del sistema di infotainment è migliorabile.
CONSUMO AL BANCO DI PROVA (UE 80/1268) urbano extra urb. misto Fabbrica: — — 5,7 132 g/km Emissioni di CO2: Etichetta energia (A–G): E CONSUMO DEL TEST Mediocre, lo spazio offerto ai passeggeri.
8,2 l/100 km autonomia 757 km ciclo normalizzato TCS: 7,2 l/100 km serbatoio: 62 litri MISURAZ. EMISSIONI STRADA (TCS)
misurato nota
CO mg/km 656 77%
NOX mg/km 21.0 90%
particelle n/km 2,1×E10 99% il video del test tcs.ch/ portale-video
CREDITS: castello di Bumpliz, in periferia di Berna.
Il pratico bagagliaio ben rivestito.
Il posteriore elegante non sfigurerebbe su una shooting brake.
COMFORT È uno dei punti forti di questa break a sospensione adattiva. L’assorbimento preventivo e l’insonorizzazione curata ne fanno un’eccellente ammiraglia. I sedili in pelle Sellier (opzionali) con diverse regolazioni offrono una tenuta sufficiente. PREZZO-PRESTAZIONI Fornita a un prezzo inferiore rispetto alla concorrenza d’alta gamma, la 508 è ben equipaggiata già dal secondo livello di allestimento (navigatore, climatizzatore bi zona, accesso keyless). La GT ha in più sospensione adattiva, fari LED, sedili in pelle/alcantara ecc. Unici nei, la garanzia e i consumi nella media. COMPORTAMENTO Di peso contenuto (1665 kg), questa grande familiare esprime un temperamento agile e sportivo. Il telaio tarato in modo equilibrato trae beneficio dalla sospensione adattiva e dal piccolo volante che comanda lo sterzo. Nelle curve affrontate a velocità sostenuta emerge soltanto tardivamente una leggera tendenza al sottosterzo. Molto rassicurante. MOTORE E TRASMISSIONE Il 4 cilindri 1,6 l turbo eroga buone accelerazioni (8,1 s da 0 a 100 km/h), ma libera i 225 CV a giri relativamente alti, come indica il regime massimo che culmina a 5500 g/min. Cambio automatico a 8 rapporti, dolce e preciso. CONSUMO La media di 5,7 l/100 km dichiarata per il ciclo NEDC è poco realista. Il ciclo normalizzato del TCS ha fatto segnare 7,2 l e la media nel test 8,2 l. Accettabile. Misurate emissioni inquinanti ridotte. SICUREZZA La dotazione di base può essere completata a prezzi abbordabili. Fari LED efficaci e frenata molto potente. settembre 2019 | touring
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TECNICA
Lo stile della DS3 ricorda la grande DS7. Come su ogni SUV, elementi in plastica proteggono la carrozzeria. La pinna di squalo laterale è stata mantenuta.
DS3 CROSSBACK 130 SO CHIC
Valorizza la diversità N4,12 m; bagagliaio: 350 l E3 cilindri 1,2 l turbobenzina, 130 CV, 1750 Nm; cambio aut. a 8 rap.; 0–100 km/h in 9,2 s; consumo (prova): 7,3 l/100 km, autonomia: 602 km L36 000 fr. Segno dei tempi, la DS3 passa da berlina a SUV. Un cambiamento obbligato che porta un tocco d’alta gamma esacerbato e appariscente. Viva i rombi Una presentazione originale e un’ergonomia tra le più corrette.
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
D
i fronte alla «SUV mania» i costruttori non hanno più scelta: la seconda generazione DS3 ha dunque ceduto il posto alla versione Crossback, un’autentica SUV urbana a 5 porte. Le sue forme bombate e l’altezza da terra di 17 cm le conferiscono una prestanza che la sua taglia estremamente compatta non farebbe supporre.
Cavallo di battaglia delle ritrovate ambizioni di DS, questa SUV si vuole d’alta gamma e ha nel mirino l’Audi Q2 e la Mini Countryman. Per riuscirci, la Crossback prende in prestito molti elementi stilistici della sorella maggiore DS7. Il risultato assume le forme di una piccola SUV dal design espressivo con qualche accenno blingbling. All’insegna delle maniglie delle portiere a scomparsa il cui apparire ripetuto con l’avvicinarsi al veicolo finisce per irritare. 32 touring | settembre 2019
L’aspetto distintivo della DS3 Crossback è altrettanto marcato nell’abitacolo, posto sotto il segno del rombo. Come sulla DS7, ritroviamo perciò molteplici elementi che hanno questa forma inusuale. È ad esempio il caso dei pulsanti tattili che popolano la console centrale. Se l’ergonomia non ne guadagna, quanto meno non ci perde. Una volta abituati a questi comandi anticonformisti, tutto va bene a bordo di questo stiloso bozzolo. La bella fattura dei materiali e le cromature ghiglioscinate SUV urbana di richiamo Allestimento interno Confortevole ammiraglia Telaio vivace e agile Motore volonteroso Manutenzione gratis 8 anni Abuso di effetti stilistici Abitabilità posteriore tirata Prezzo e optional inflazionistici
producono il loro effetto. Apprezzabile pure la strumentazione digitale che privilegia l’essenziale e le grandi cifre del display head-up (500 fr.). Viste le dimensioni, nei sedili posteriori la Crossback offre uno spazio piuttosto limitato che fa pensare alle city-car, al pari del vano bagagli i cui 350 litri sembrano illusori. Quanto meno la panca propone un vero posto a sedere centrale. Apprezzabile.
Divoratrice di km Un filo rigida a bassa andatura, la Crossback rivela un filtraggio delle sospensioni sorprendentemente conciliante in autostrada. Dotata anche di un’insonorizzazione curata, questa SUV urbana si rivela perciò ottima sui lunghi tragitti. Sebbene non faccia dimenticare il lato assai giocoso della berlina, il comportamento si rivela perlomeno agile e ludico. Un buon livello per la categoria. Senza essere potente, il 3 cilindri
Un bagagliaio cubico che ricorda la categoria delle city-car.
piace per la disponibilità e le buone riprese, il tutto con una certa discrezione. Eccetto qualche contraccolpo, il cambio automatico a 8 rapporti completa in modo positivo il quadro. Lato negativo della salita di gamma, la DS3 Crossback tende a diventare costosa. Se la dotazione di base è corretta, le molte opzioni fanno salire il costo finale. È il caso degli aiuti alla guida (grado 2) e dei molteplici elementi indispensabili per personalizzare quest’auto ostentativa nella giusta misura. ◆
TECNICA L’angolo morto è dotato di una banda colorata lampeggiante.
Lo schermo 7 pollici fornisce immagini con un’eccellente risoluzione.
Ecco il retrovisore virtuale La SUV Audi e-tron inaugura i retrovisori virtuali. Al di là di un look incisivo, questa tecnologia porta dei vantaggi, ma non solo. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER/ALD
A
vevamo preso l’abitudine di vederli sulle avveniristiche concept car. Ora Audi va oltre, proponendo sulla sua grande SUV elettrica dei retrovisori virtuali in opzione (2010 fr.). Il buon vecchio retrovisore finisce nel dimenticatoio e viene sostituito da un supporto affusolato a forma di L, la cui estremità a sei lati accoglie una camera miniaturizzata. Le immagini digitali sono proiettate su uno schermo Oled situato nella parte alta della portiera. Questo schermo tattile dispone di una regolazione
automatica della luminosità e di un sensore d’avvicinamento. Il posizionamento dell’immagine e la regolazione del retrovisore di destra avvengono facendo scorrere il dito, come su uno smartphone. Audi enumera diversi vantaggi. A cominciare dal miglioramento dell’aerodinamicità rispetto ai voluminosi retrovisori classici delle SUV. Ciò consente di migliorare il coefficiente di resistenza (Cx) del 3,7% e d’attenuare i rumori dell’aria. Inoltre, il retrovisore virtuale riconosce
Assistenti di domani I fabbricanti lavorano alacremente per proporre nuovi aiuti alla guida in ambito urbano. Continental presenterà così al Salone di Francoforte un assistente di biforcazione a destra che mira a proteggere ciclisti e pedoni. Questo dispositivo usa dei sensori radar di 77 gigahertz, contro i precedenti 24 GHz, che individuano con maggior precisione gli utenti del traffico e gli ostacoli. I sensori riescono a vedere un ciclista che si trova
tre tipi di situazioni: autostrada, diramazione e posteggio. In autostrada, il campo visivo si riduce per valutare meglio le velocità con guida rapida. In caso di biforcazione o di cambio di corsia con freccia inserita, l’immagine laterale è ingrandita. Infine, il campo visivo è allargato verso il basso durante le manovre. Sembrerebbe quindi tutto idilliaco, almeno in teoria. Nella pratica, questi retrovisori richiedono una buona dose d’adattamento. Senza contare che, quasi certa-
dietro ad un veicolo, una situazione che l’automobilista avvista difficilmente. Se quest’ultimo inizia una manovra di svolta con rischio d’incidente, i sensori mandano un segnale all’impianto di frenata e l’autovettura viene immobilizzata prima di un’eventuale collisione. Questo dispositivo identifica pure i pedoni e gli scooteristi.
mente, i proprietari di una e-tron utilizzeranno talvolta anche un’auto classica. In particolare, è apprezzabile il fatto che il sensore dell’angolo morto sia integrato nello schermo sotto forma di una banda verde o preventiva gialla. L’eccellente contrasto degli schermi è talvolta compromesso dalla forte luminosità, in particolar modo nella guida notturna, quando non è sempre evidente scorgere i ciclisti. Vale anche la pena abituarsi alle differenti distanze fornite dai tre modi d’uso. Insomma, si finisce con l’esitare tra l’utilità reale di quest’innovazione e il lato gadget tecnologico. Sebbene non sia da disdegnare, per una SUV, una riduzione della larghezza di 15 cm. ◆
tiva della guida autonoma. Ad esempio, permetterà di realizzare un aiuto intelligente alle manovre di scansamento. ◆
Segnalazione di ciclisti durante una svolta a destra.
Questa nuova tecnologia radar pone anche le basi per i sistemi di assistenza del futuro, specialmente nella prospetsettembre 2019 | touring
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TECNICA
AUDI E-TRON ADVANCED
Non conosce mezze misure Nel contempo berlina ben confortevole e arrampicatrice domenicale, questa possente SUV Audi elettrica vanta un’estrema polivalenza. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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a propulsione elettrica consente cocktail tanto sorprendenti quanto esplosivi. All’insegna di quest’Audi e-tron a priori pesantuccia (2565 kg) e ingombrante, ma capace di brillare in molteplici situazioni. Innanzitutto i suoi due motori elettrici montati daSchermo tattile con scrittura sovrapposta.
Un joystick dalla forma inedita.
vanti e dietro primeggiano in fatto di piacere di marcia e tonicità. Un rapido effetto boost spinge la potenza a 408 CV e la coppia a 664 Nm, rendendo l’auto esuberante. Ludica, ma vorace in fatto di chilowatt. Ciò detto, l’autonomia indicata dal computer di bordo è credibile, al contrario di molti modelli elettrici, tanto che si può fare affidamento sui circa 350 chilometri promessi con la batteria agli ioni di litio completamente carica. L’Audi e-tron ha anche il vantaggio di essere ricaricabile in fretta alle colonnine di carica rapida (fino a 150 kW). È inoltre possibile far montare una seconda presa sul parafango anteriore destro (opzionale, 590 fr.).
Un tappeto volante Dotata di sospensione pneumatica di serie, viaggia nel comfort generale. Gli occupanti dietro godono di uno spazio comparabile a quello di una gran berlina, mentre il bagagliaio non è troppo penalizzato dalle batterie. Vera ammiraglia, l’e-tron fa anche buona figura sui percorsi sinuosi dove inanella le curve con precisione. Una guida in stile muscle-car sorprendentemente piacevole. Tanto più che le enormi ruote da 21” riescono a gestire la massa di questo veicolo pesante, ancorché per nulla goffo. In ogni caso, è a disposizione un’infinità di assistenti alla guida super sofisticati. La maggior parte opzionali, be-
SUV elettrica polivalente Comfort/abitabilità Tecnologia di punta Prestazioni/piacevolezza Autonomia decente Ingombro/peso Dotazione minima Utilità dei retrovisori virtuali
ninteso. Degno di nota l’assistente per la retromarcia, molto efficace. Abbiamo apprezzato meno i retrovisori virtuali. Il fatto è che questa e-tron è un’auto del terzo tipo. Interamente digitale, la strumentazione è concentrata su due schermi tattili elegantemente integrati in una plancia di bordo d’alta gamma, al pari della qualità percepita. Infine, la modalità off-road solleva il pianale di questa lussuosa SUV, che si trasforma allora in un fuoristrada in grado di trainare 1800 kg. Davvero forte. ◆
N4,90 m; bagagliaio: 660 l Eelettrica, 361 CV, 561 Nm, batteria 95 kW; 4×4; da 0 a 100 km/h in 5,7 s; consumo (prova): ca. 27 kWh/100 km; autonomia ca. 350 km L91 800 fr. Legende Legende
SUV pressoché classica Eccettuata la calandra semi-chiusa e le pinze dei freni arancioni.
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Ricaricare l’auto elettrica a casa
L’installazione di una wall-box è cosa da specialisti.
CONSIGLI
REDAZIONE TOURING
Cos’è una wall-box?
Le wall-box sono delle stazioni da montare alla parete che consentono di ridurre i tempi di ricarica. In via di massima tutte le batterie quindi anche quelle delle vetture, possono essere ricaricati al proprio domicilio alla normale presa domestica a corrente alternata (CA). Tuttavia è sconsigliato servirsene per l’automobile per una serie di ragioni, fra cui la potenza base limitata di 2 kW disponibile nella maggior parte dei contesti residenziali. Le wall-box dunque si rivelano essere un sistema sicuro per ricariche casalinghe del veicolo in monofase con potenze da 3,7 kW e trifasiche da 11 o 22 kW. Posso installare una stazione a parete da solo?
L’installazione di una stazione a parete non è un lavoro fai da te bensì è consigliato vivamente di affidarla ad un impiantista qualificato. Il montaggio presuppone una richiesta di collegamento e notifica al fornitore di energia elettrica. Per le modalità vedansi i regolamenti del gestore locale. In via di mas36 touring | settembre 2019
sima la wall-box è connessa fissa alla rete CA mediante cavo di ricarica integrato o separato con connettore CEE. Sulle stazioni di ricarica del TCS è staccabile, cosicchè può essere sostituito rapidamente in caso di problemi. Come funziona la ricarica?
In Europa è in uso prevalentemente il connettore del tipo 2 per ricariche in corrente alternata. Auto e stazione, correttamente accoppiate, dialogano tramite il cosiddetto contatto Proximity Pilot (PP) che determina la portata di corrente del cavo di connessione, mentre il Control Pilot (CP) trasmette le informazioni di comunicazione all’automobile. Appena questa rileva l’avvenuta connessione s’attiva l’immobilizzatore e la stazione di ricarica le invia un preciso segnale. Quattro gli stati indicati: nessun’auto collegata, auto collegata, ma non pronta alla ricarica; ricarica in atto ed errore nella ricarica. Se l’automobile è pronta ad essere ricaricata, l’unità di con-trollo della wall-box rilascia la corrente ed avvia l’operazione di ricarica. Il veicolo
regola ed adegua la corrente prelevata in base all’indicazione del segnale della stazione, interrompendo l’operazione a ricarica completata. A seconda che la ricarica avviene in monofase (L1) o trifase (L1, L2, L3) sono impegnati i relativi contatti del connettore. Per concludere ricordiamo che sui connettori di tipo 2 è sempre presente, oltre a fase e neutro (N), il conduttore di protezione terra (PE). ◆
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Affidare l’installazione a persone qualificate.
Un’assistenza clientela rapida è essenziale per non rimanere bloccati in caso di guasto.
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È il valore più debole dell’impianto (auto, cavo, wall-box) a determinare la potenza massima di ricarica.
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Un cavo fisso aumenta il comfort nei luoghi privati o ad accesso limitato. Raccomandiamo però di avere un cavo di ricarica a bordo.
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Nei luoghi non privati, liberamente accessibili, è consigliato prevedere un dispositivo di abilitazione che impedisca utilizzi da parte di soggetti non autorizzati.
LARS TANNER Funzione: capoprogetto Tecnica & Economia Professione: ingegnere automobilistico Età: 27 anni Contatto:
tcs.ch/esperto
EMANUEL FREUDIGER
L’ESPERTO TCS
NEW YORK
Il cuore pulsa per New York Sognate la vostra prima volta nella Grande Mela oppure pensate di conoscerla a menadito? Scoprite con noi il nuovo quartiere Hudson Yards, i sapori e colori del Queens, fra spazi verdi e scorci sull’acqua. Questo e di più nello speciale dedicato alla città che non dorme mai. → TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Manhattan vista dal battello è uno spettacolo anche per i visitatori frequenti.
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La città nella città Un nuovo quartiere cambia drasticamente il panorama urbano nella parte ovest di Manhattan. Hudson Yards è un progetto controverso, ma anche tipico per una metropoli spesso definita come una fabbrica di sogni. Occorre dunque visitarlo. Senza dimenticare, il Vessel.
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l suo completo è elegante e il suo sorriso è un «megawatt smile»: Sean è una presenza splendente ed è l’uomo ideale per interpretare «Mr. Hudson Yards» in questo quartiere nuovo di zecca in cui tutto è bello e caro. Un luogo in cui i grattacieli disegnati da architetti famosi brillano nel cielo e i negozi degli shopping mall – da Fendi a Micro Scooter – hanno lo scopo di attirare acquirenti che non devono badare al prezzo. L’uomo dal bell’aspetto, responsabile del marketing per il progetto Hudson Yards, cammina di continuo attorno all’area in cui si trova l’edificio-scultura intitolata The Vessel, che dall’inaugurazione in primavera attira visitatori a frotte desiderosi di percorrerla in lungo e in largo. Parla con i visitatori, risponde a domande, sorride molto e ha
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sempre lo sguardo attento a ciò che succede attorno a lui.
La visione di Mister Ross Fino a poco tempo fa qui regnava la pace, questa zona tra Hell’s Kitchen e Chelsea nell’ovest di Manhattan poco distante dal fiume Hudson. Una manciata di autostrade, un tunnel e i binari di Penn Station – nulla di più. Sino all’arrivo del miliardario selfmade-man proveniente dal Michigan Stephen Ross, proprietario della società di immobili di lusso Related Companies. Iniziò 13 anni fa a realizzare la sua visione. Tra la 30th e la 34th e tra la 10th e la 12th Avenue doveva sorgere una città nella città su una superficie di 11 ettari. La sua idea era quella di un L’adorabile Sean saluta i visitatori in qualità di Mr. Hudson Yards.
Il Vessel alto 46 metri è senza ombra di dubbio un polo d’attrazione per ogni tipo di turista.
«Museo dell’architettura» in cui venivano raccolti grandi nomi di architetti come Childs o Foster. Di formazione contabile, nel 2009 si assicurò i diritti di costruzione con il gruppo canadese Oxford Properties Group e nel 2012 diede inizio ai lavori. I binari di Penn Station vennero coperti con una gigantesca piattaforma, sulla quale ora si ergono i grattacieli e una parte della Park Avenue, che è stata costruita sui binari della Grand Central. Con circa 25 miliardi di dollari Hudson Yards è il progetto immobiliare privato più caro degli Stati Uniti e i suoi
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edifici hanno cambiato drasticamente l’aspetto della skyline occidentale di Manhattan.
Luogo di lavoro per 40 000 persone Quando nel 2026 sarà terminata l’ultima fase di costruzione, Hudson Yards sarà costituito di dodici torri con uffici e appartamenti – una dispone addirittura di una piattaforma panoramica a 335 metri di altezza aperta al pubblico –, uno shopping mall con 100 negozi, un centro culturale, un hotel e una scuola. 40 000 persone troveranno un posto di lavoro in uffici, negozi, ristoranti e bar. La maggior parte dei 4000 appartamenti sono praticamente riservati a clienti di lusso. Solo nel grattacielo numero 15 di Hudson Yards si trovano alcuni appartamenti per chi ha possibilità finanziarie più modeste e che ven-
gono assegnati tramite una lotteria organizzata dalla città di New York. È stato il desiderio di Ross che è diventato ricco costruendo appartamenti a prezzi accessibili. A molti non piace il sogno diventato realtà di Ross. Il nuovo quartiere è stato sovvenzionato con sgravi fiscali milionari da New York, una città in cui scarseggiano gli spazi abitativi e in cui sono numerosi i senza tetto. Da qui il soprannome: «Ghetto dei milionari». E sono in molti a criticare il fatto che i grattacieli disegnati da famosi architetti sembrano un po’ tutti uguali.
Non perdetevi il Vessel A questo punto, vale la pena fare una visita a Hudson Yards, per raggiungere il quale è stata addirittura ampliata la linea numero 7 della
Attraverso le finestre del Vessel l’Hudson Yards sembra costruito con tasselli di mosaico.
L’architettura diventa arte. Una delle torri e il centro culturale.
metropolitana. Si consiglia di camminare sulla High Line, il percorso pedonale tra piante e suppellettili costruito su una ferrovia sopraelevata in disuso che a nord termina in questo nuovo quartiere. È anche una parte della New York in continuo movimento e in cui i sogni crescono letteralmente in cielo. In più sono da vedere gli shopping mall, che offrono il meglio del meglio sul mercato. E da non perdere è il Vessel, una struttura in acciaio a forma di torre alveolare alta quasi 46 metri con varie scale disegnata dall’ar-
chitetto britannico Thomas Heatherwick. Per visitare l’edificio-scultura è ormai necessario prenotare. L’interno è composto da un dedalo di 154 scale collegate su diversi livelli che intersecandosi delimitano 80 piattaforme panoramiche da cui osservare la città: le innumerevoli gru, i grattacieli e l’Hudson. In questo modo il quartiere di Hudson Yards sembra un’opera d’arte costituita dai tasselli di un mosaico. ◆ settembre 2019 | touring
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The Vessel, è la scalinata di New York, questo edificioscultura è composto solo da scale connesse tra loro da piattaforme.
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NYC per principianti e non Se c’è qualcuno che conosce New York è Chris Heywood, addetto al marketing internazionale di questa destinazione top. Ai soci del TCS rivela i migliori luoghi per chi viaggia da solo, in coppia o con la famiglia, insomma per tutti. Una delle viste migliori sullo skyline di Manhattan si gode ad esempio da Long Island City nel Queens. Nota a pochi è poi la sensa zionale vista da Governors Island in direzione di Lower Manhattan. E per chi preferisce veder scorrere la città dall’alto, la piattaforma panoramica Top of the Rock nel Rockefeller Center permette di ammirare il Central Park e nell’altra direzione ben oltre l’Empire State Building. Per i più romantici ecco il parco St. Luke in the Fields, che appartiene all’omonima chiesa sull’Hudson Street tra Christopher e Barrow Street. Uno stupendo angolo pervaso dalla quiete nel West Village. Il Brooklyn Botanic Garden nel periodo della fioritura dei ciliegi è poesia pura. Conosce NYC come le sue tasche Chris Heywood e il suo ‘ufficio’ sulla 7th Avenue.
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Gli appassionati di musica regale ranno un piacere alle loro orecchie nel Lincoln Center. Qui hanno luogo spettacoli nel Metropolitan Opera House MET e concerti della New York Philharmonic. Vi si può ascoltare anche del jazz, nel Dizzy’s Club. Village Van guard, Blue Note e Jazz Standard ri mangono sempre gli indirizzi princi pali per chi ama questo genere. Nel leggendario Apollo Theater ad Harlem si troverà ottima live music e vale la pena visitare la Webster Hall appena rinnovata e riaperta nel Village. Tappa immancabile, il Broadway con il suo ricchissimo cartellone di musical. A tu per tu con l’arte Appuntamento al West Chelsea, tra W 26th Street e W 19th Street e la 11th e 10th Avenue. La Lower East Side offre a sua volta molte
gallerie interessanti: i collezionisti tro veranno pane per i loro denti nel qua drato formato da Delancey Street, Ca nal Street, Chrystie Street ed Essex Street. Chi viaggia con bambini deve asso lutamente andare a vedere un musical di Disney tipo «The Lion King». Un’at trazione per le famiglie è quindi lo zoo nel Central Park e anche i dinosauri nel Museum of Natural History affascine ranno i piccoli. Da visitare la Jim Hen son Gallery con tutti i personaggi dei Muppet nel Museum of Moving Image nell’Astoria nel Queens. Insieme ai figli si può compiere un tour in speedboat sull’Hudson e magari anche una capa tina al «Serendipity 3» sulla 60th. Qui dal 1954 vengono serviti dei leggen dari frappé e specialità di gelato al cioccolato. Oltre a questi posti, ci sono delle Hidden Gems, gemme nascoste, ovvero luoghi poco conosciuti da non perdere. Ad esempio il Queens, il quartiere multietnico per eccellenza
di New York. Basta prendere la linea 7 della metropolitana e scendere alle diverse fermate. Jackson Heights invita ad assaggiare cucine da ogni dove, respirando la New York più autentica. I Rockaways nel Queens sono invece l’eldorado dei surfisti urbani. Un nuovo traghetto vi conduce i visitatori in un’ora dal Financial District. Nel Bronx si rimarrà affascinati dal quartiere Belmont con l’Arthur Avenue – la vera Little Italy. Ma anche Woodlawn, la parte più verde e a nord del Bronx, è degna di una sosta prolungata. Qui abitano ancora molti irlandesi.
Impressionante la vista da Long Island City sul ponte di Queensboro e Manhattan.
Davvero bello è altresì il Woodlawn Cemetery, dove sono sepolte numerose celebrità. A chi desidera rilassarsi si consiglia di prendere un traghetto partendo dalla punta sud di Manhattan in direzione di Governors Island. Infatti vi si possono gustare ostriche, riposare su amache, fare glamping o andare in bicicletta, senza essere disturbati dal traffico automobilistico. E questa oasi di tranquillità si trova a soli sette minuti da Manhattan.
scontati. Per pochi soldi si può sempre mangiare presso uno dei tanti foodtruck oppure in un locale nel Queens. I musei in genere prevedono una giornata o una mezza giornata la settimana in cui l’ingresso è gratuito o ridotto. Shakespeare al Central Park è una stupenda attrazione che si può godere senza biglietto, nonché i fuochi di artificio del 4 luglio. Per fare solo qualche esempio. ◆
New York è alla portata di tutti i budget purché visitata durante un giorno festivo come il Fourth of July o Labor Day perché i prezzi degli alberghi sono più bassi. E si farà bene a rimanere la domenica perché a New York è una notte a buon mercato. I mesi più vantaggiosi per un soggiorno sono gennaio e febbraio. In questi due mesi, ma anche in estate, c’è la «Broadway Week» o «Restaurant Week», durante la quale si può assistere a spettacoli o pranzare a prezzi
nyc.com/free
I cinque borghi della megalopoli Manhattan
Il più settentrionale dei distretti copre 110 km2 dove vivono 1,4 milioni di abitanti. Pur tra le aree più povere, ha perso molto dei suoi connotati negativi. Offre dei bei parchi, il famoso stadio degli Yankee e lo zoo, il più grande degli USA.
Iconica, non ha bisogno di grandi presentazioni, da aggiungere forse che la più piccola delle circoscrizioni (estensione di 59 km2) è la più densamente popolata con oltre 1,6 milioni di abitanti.
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New York Botanical Garden
Bronx
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Queens
Brooklyn
È il più grande dei borghi per superficie e il secondo per popolazione. Con 280 km2 occupa un terzo del territorio di NYC, di cui fa parte dal 1898. Vanta la più grande diversità culturale, essendo la metà dei 2,4 milioni di residenti nati all’estero.
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Da 20 anni il borgo nella parte sud-est grande 180 km2 sta attirando sempre più newyorchesi in fuga dalla caotica Manhattan. Tanto che è arrivato a 2,6 milioni di abitanti. Deve la sua particolare identità al fatto che era una città autonoma prima dell’annessione nel 1898. Non perdetevi Coney Island, la spiaggia di New York con il parco di divertimenti, Williamsburg, il quartiere degli artisti o quello storico di Park Slop.
Wave Hills
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Bronx
Oasi verde estesa su 152 km2, conta 475 000 abitanti. Dista circa 30 minuti in traghetto da Manhattan. Da visitare Snug Harbor e anche il villaggio-museo vivente Historic Richmond Town. settembre 2019 | touring
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Nel Bronx dipinto di verde Coloro che pensano che il Bronx sia quel luogo malfamato teatro di sanguinose guerre fra gang, dovranno ricredersi. Offre angoli naturali stupendi, e non solo da quando si sta rivalorizzando il distretto. City Island Lunga appena 2,4 chilometri, la piccola isola è un mondo a parte. Dal Pelham Bay Park nella parte settentrionale del quartiere, è collegata alla terraferma dall’omonimo ponte. È vero che all’orizzonte si scorgono i blocchi degli alloggi sociali, ma il posto conserva intatte le caratteristiche di pittoresco villaggio di pescatori, con le sue tipiche casette di legno e barche ormeggiate ai moli. Un posto magico lontano dal trambusto e dai grattacieli di Manhattan. Venire con driver Uber o Lyft.
New York Botanical Garden Sito nel cuore del Bronx, si estende su oltre 101 ettari. Racchiude boschetti, erbari, stagni, una collezione di azalee e il roseto Peggy Rockefeller, particolarmente affascinante durante il picco di fioritura in tarda primavera. Il NYBG è un must per gli amanti delle piante e merita una visita tutto l’anno. Ha una programmazione ricca con eventi, conferenze, mostre dedicate al giardinaggio e alla paesaggistica, oltre che all’arte. Arrivare: metro North Railroad o Subway B, D o 4 fino a Bedford Park Blvd. Station.
Wave Hill Incantevole parco con serre e terrazze fiorite affacciato sull’Hudson, si trova nell’elegante zona di Riverdale. La palazzina al centro, costruita come dimora nel verde da un avvocato di successo nel 1843, è famosa per essere stata la residenza di personaggi illustri come Mark Twain, Theodore Roosevelt e Arturo Toscanini. Dal 1960, appartiene alla Città di New York ed è sede di un centro culturale. Si raggiunge facilmente da Manhattan con la metro North Railroad. 44 touring | settembre 2019
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Prepara e vende cibo direttamente sulla Roosevelt Avenue.
A tavola nel Queens, anzi… a tavoletta All’ombra dei quartieri più famosi della Grande Mela, il Queens non sbandiera ai quattro venti il suo fascino. È però in ascesa, attirando gente proveniente da ogni dove. Una toccata e fuga alla scoperta di questo colorato distretto multi etnico, una vera mecca dei «foodies». →
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Corona Plaza dove si respira ancora il Queens più autentico.
Coloratissima torta sfornata in una pasticceria messicana.
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l nostro giro gastronomico parte dalla Corona Plaza che si trova in un sobborgo dove i turisti arrivano più per caso che per intento. Ci si arriva con la linea 7 della metropolitana che sferraglia attraverso il Queens: soprannome International Express proprio perché diretto al più grande dei cinque distretti di New York per superficie e con la più alta concentrazione e varietà di migranti. Riunisce genti di tutte le nazionalità, ognuna con la propria tradizione culinaria. Luoghi da insider si trovano nei quartieri ispanici di Corona e quello confinante di Jackson Heights o Elmhurst, dalla forte presenza asiatica.
Sapori messicani Esneider Arevalo, cuoco e musicista punk, guida il nostro piccolo gruppo con entusiamo tutto meridionale attraverso le cucine del suo 46 touring | settembre 2019
La responsabile di Beky è presente ogni giorno al lavoro.
La Cemita farcita con formaggio vaccino va a ruba da Beky.
quartiere. Il 51enne colombiano abita a Queens da 34 anni. Si inizia in una pasticceria messicana che vende le torte più colorate immaginabili. Non sono però queste bombe dolci che vuole farci provare, ma dei panini tipici. Eccoci a seguirlo a passo spedito sotto i binari sopraelevati fino al Beky Bakery & Coffee Shop in 103 rd Street, locale gestito da una piccola signora messicana. Davanti v’è un negozietto che vende pasticcerie e dietro un minuscolo ristorante da dove osserviamo il panettiere al lavoro. Da non perdere la Cemita, una specialità dello Stato di Pueblas e che prende il nome dall’omonima città: una pagnotta imbottita di carne, cipolle, formaggio Oaxaca dalla consistenza simile a quella della mozzarella, avocado, salsa piccante ai peperoncini jalapeño, tanto deliziosa quanto abbondante da
bastare a tutta la nostra comitiva che se la divide equamente – leccandoci i baffi!
Il modo di vivere sudamericano Ripartiamo alla volta di Roosevelt Avenue. È un susseguirsi di saloni di manicure, mercatini di abbigliamento e statuette sacre, ambulanti che vendono la loro merce per le strade invase dalla musica assordante. Questo ambiente effervescente incoraggia molti nuovi arrivati a creare il proprio business, racconta Esneider. Non pochi riescono a vivere il sogno americano, diventando padroni di un negozio o ristorante. «Avete fatto caso che qui scarseggiano filiali McDonald’s e simili?», ci fa notare. A Corona, Jackson Heights o Elmhurst le grandi catene stentano a mettere piede, la gente preferisce servirsi di commercianti e locali
che offrono prodotti e pietanze del loro paese d’origine. Nel quartiere la gentrificazione procede a rilento rispetto al resto di New York, ma anche qui gli affitti sono alle stelle fra la frustrazione degli abitanti di lunga data. «Un bilocale costa fra i 1400 e 1600 dollari al mese», lamenta Esneider. All’angolo Roosevelt Avenue e Junction Boulevard dove inizia il quartiere di Jackson Heights la nostra guida entra in un ristorante colombiano e ne esce con dei panini. Ci accodiamo al nostro cicerone verso l’incrocio Roosevelt Avenue/Warren Street, nel bel mezzo di Little Esneider Arevalo non delude le curiosità culturali né culinarie.
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Pique y Pase Pepin, un foodtruck nel quartiere ispanico Jackson Heights.
Ad Elmhurst ci si abitua a vedere il menu in vetrina.
GASTROTOUR NEL QUEENS Culinary Backstreet Tours offre tre diversi giri gastronomici attraverso il più grande distretto di New York. Quello descritto, «The United Kitchens», dura tra 5 e 6 ore e si snoda attraverso Corona, Jackson Heights ed Elmhurst. Lungo l’itinerario si degustano delle specialità street food, presso coffee shop e ristoranti. Prezzo tutto compreso 150 $ a persona. culinarybackstreets.com
Ecuador. Il foodtruck Pique y Pase Pepin propone bevande esotiche che assaggiamo in barba al loro aspetto poco invogliante. Ad esempio il quaker, drink preparato con denso succo del frutto della passione con l’aggiunta di fiocchi d’avena; oppure il mo morocho, una specie di budino di mais liquido. Si rivelano dei rinfreschi sorprendente sorprendentemente gustosi quanto nu nutrienti. Il mordi e fuggi continua e ci porta in un negozio di ali alimentari dall’apparenza nor normalissima. Ma a sorpresa scopriamo, nella parte ante ante-
Mani in pasta fresca e fatta in casa per la noodle soup.
riore, un erboristeria cinese, nel retro il bancone di un macellaio che vende salsicce per le varie comunità sudamericane, messicana, colombiana ed argentina. Ed al centro, prodotti per la cucina messicana. È pratica diffusa fra i commercianti condividere i locali e quindi anche le spese, ci spiega Esneider. Ci sediamo nel caffè della Bakery La Gran Uruguaya per riprendere fiato. Sullo schermo tv stanno trasmettendo una partita di calcio – fra due squadre tedesche! A differenza delle scene che siamo abituati a vedere negli Starbuck, qui nessuno è attaccato al computer. Gli avventori si rilassano sorseggiando un tè o conversano fra di loro. «La lentezza è un valore che accomuna chi ha radici sudamericane, e che coltivano fra di loro e con i forestieri», commenta la no-
stra guida. Ed è evidente che a Corona e Jackson i ritmi di vita sono latini. Come lo sono gli orari degli esercizi: qui si apre quando piace e conviene al padrone o gerente.
Asia on Broadway Proseguiamo verso Elmhurst passando per la Roosevelt e Pettit Avenue. I ristoranti e negozi che costeggiano Broadway hanno nomi esotici come Lucky Huang o Ginseng Palace Trading. Aggirandoci fra le insegna con le scritte asiatiche ci crediamo teleportati in Estremo Oriente. Gustiamo dei dumpling, squisiti, nel ristorante tibetano Lhasa Liang Feng, ma non possiamo attardarci: Esneider ci incita a seguirlo al supermercato americano, dove si trovano gli ingredienti per tutti i piatti più esotici, dai ranocchi vivi alla zucca luffa. Ci saremmo volentieri aggirati più a lungo nello sconfinato
reparto verdure. Purtroppo Eseneider incita alla fretta. Ci accompagna in un ristorante cinese tradizionale, con anatre arrosto appese in vetrina e il cuoco che maneggia cordoli di pasta fresca. Sebbene siamo tutti sazi, non possiamo resistere al profumo della zuppa di noodle. Che bontà! La maratona di cinque ore si conclude in una gelateria che offre delizie rinfrescanti, involtini e dolci di ispirazione cinese, thailandese, malaysiana. Ci lasciamo cadere sfiniti sulle panche mentre Esneider ordina il gelato al durian, noto per essere il frutto più puzzolente della terra. A dispetto del nome, ed odore, poco invitanti, è però inaspettatamente aromatico al palato. Finisce su queste note il nostro viaggio, breve ma intenso, nel mondo del cibo attraverso il Queens. ◆ settembre 2019 | touring
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l Manhattan che ci viene servito come aperitivo è sapientemente abbinato alla vista panoramica sui grattacieli della Grande Mela. Eccoci infatti imbarcati per una crociera con cena intorno alla famosa isola omonima. Sorseggiando il cocktail rinfrescante adocchiamo già la punta dell’Empire State Building risalente al 1931 seguito subito dopo dall’impressionante complesso residenziale Via 57 West dell’architetto danese Bjarke Ingels, che è venuto ad aggiungersi allo skyline del West Side di New York solo nel 2016. Lo sguardo
è poi attratto dalla longilinea torre dell’uruguaiano Rafael Viñoly. Costruita sulla Park Avenue ed alta 426 metri è visibile da tutti e cinque i borghi di New York.
Una serata speciale La magnificenza di New York deve molto alla sua architettura e per coglierla in tutto il suo splendore non c’è niente di meglio di una gita in battello: gli edifici vengono presentati su un vassoio d’argento. All’inizio del tour, i passeggeri sono però tutti occupati a scattare selfie o a brindare. All’altezza dell’ex
portaerei USS Intrepid, da tempo trasformato in museo, il battello a forma di zattera con le finestre panoramiche – non per nulla il suo nome ricorda i parigini bateaux mouches – si immette sul fiume Hudson in direzione dell’estremità sud di Manhattan. La maggior parte degli ospiti vestiti elegantemente hanno prenotato la Dinner Cruise della compagnia Bateaux New York per festeggiare un evento speciale, personale o di affari. Dai tavoli echeggiano le risa, dal ponte risuonano note di jazz e blues, in perfetta sintonia con il posto.
Manhattan vista dall’acqua Una gita in battello sui fiumi Hudson ed East River è un’opportunità magnifica per scoprire New York e un’esperienza anche per chi conosce già la grande metropoli. Con una Dinner Cruise si combinano perfettamente la vista sullo skyline e la cena.
Fantastica by night. Le luci della città che non dorme mai.
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La città s’illumina A sinistra scorrono i grattacieli del nuovo quartiere di Hudson Yards. Vista dall’acqua la scultura-edificio The Vessel sembra minuscola. E gli elicotteri che decollano dall’eliporto sulla 30th sembrano degli insetti. Poco dopo il battello passa davanti all’One World Trade Center, il cui pennone sembra proprio fare il solletico al cielo. La luce della sera bagna i grattacieli. Quando da lontano spuntano l’isolotto di Ellis Island e la Statua della Libertà, numerosi passeggeri si accalcano nuovamente sul ponte per scattare delle foto. All’altezza di Battery Park un cameriere porta un bouquet di rose rosse ad un tavolo. Un giovane ha scelto la crociera sul fiume per chiedere la mano della sua compagna. Un gesto romantico che fa applaudire tutti gli ospiti circostanti. Una Dinner Cruise attorno a Manhattan è un appuntamento elegante.
Le torri di Hudson Yards brillano nel sole serale.
Prima che il capitano svolti nell’East River, uno dei traghetti di Staten Island passa accanto e viene inghiottito dall’orizzonte che si sta tingendo di arancione. Proprio nel momento in cui viene portato in tavola il piatto principale, il battello passa sotto il mitico ponte di Brooklyn. E sorge il dilemma: meglio fare foto o godersi la cena finché è calda?
Statua della Libertà ad un palmo di mano Dopo essere passato sotto i ponti sospesi di Manhattan e Williamsburg, il battello compie un’altra virata. Nel frattempo tutti i ponti sono illuminati e si sono accese le luci anche nei grattacieli lungo l’East River e sull’altro lato a Brooklyn. Chissà quanti impiegati si staranno attardando in ufficio fra gli addetti alle pulizie già al lavoro? Lo skyline, ormai nero, si staglia sullo sfondo blu notte. Delle coppie sul ponte si lasciano andare alla magia del momento strette in un abbraccio. Lentamente il battello naviga verso la Statua della Libertà che di rado può essere ammirata così da vicino. Mentre risaliamo l’Hudson, una cantante dalla voce potente e magnetica invita gli ospiti a ballare. Chi rimane seduto al tavolo ordina ancora da bere. L’atmosfera è rilassata e il pubblico visibilmente di buon umore quando alle 22 il battello riapproda al Chelsea Piers. I partecipanti raggiungono la terraferma allegri. Non importa se c’è qualcosa da festeggiare: un’escursione serale così, cullati dalle acque, è comunque un’esperienza particolare. E il divertimento garantito. ◆
HOTEL CONSIGLIATI Boro, Long Island City, Queens
In una zona tranquilla del Queens e distante da Manhattan soltanto pochi minuti in subway si trova questo bell’albergo in stile industrial chic. Le spaziose ed eleganti camere presentano un arredamento minimalista. E dal balcone si può ammirare una vista stupenda sul ponte di Queensboro e sull’East Side. Nel ristorante Beebe’s viene servita new american cuisine. Il bar e la terrazza sono il punto d’incontro per cosmopoliti che apprezzano un ambiente di stile. Camera doppia da 208 $. borohotel.com
Marriott Marquis, Times Square
Situato nel bel mezzo dei teatri di Broadway, questo albergo è ideale per tutti coloro che desiderano trovarsi nel vivo dell’azione. Ottimo punto di partenza per esplorare i dintorni. L’hotel con 1966 camere vanta la più grande sala fitness della città, una terrazza e un ristorante panoramico rotante che offre una vista spettacolare e sempre diversa. Si consiglia di prenotare Times Square View Rooms, perché le camere si affacciano direttamente sul mare di luci di Times Square. Doppia da 378 $. marriott.com
Bateaux New York La Dinner Cruise della durata di circa tre ore (menù di 3 portate; acqua, caffè e tè inclusi) ha luogo ogni sera. Imbarco: alle 18.15 al Chelsea Piers, partenza alle 19, rientro alle 22. Prezzi: do–gio: da 149.90 $, ve: da 154.90 $, sa: da 159.90 $ bateauxnewyork.com
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Piaceri personali da assaporare e favolose bellezze da esplorare L̓uccellino di Private Selection è partito in volo e ha testato per le lettrici e i lettori della rivista Touring un paio di idee all̓ insegna delle escursioni e del piacere. Il suo commento in breve: indimenticabili!
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IL TICINO DAL SUO LATO PIÙ BELLO Dopo essere tranquillamente giunto a Locarno in treno, sono stato accolto in stazione e ho passato una prima notte riposante al boutique hotel Remorino di Minusio. Nel secondo giorno, di buon mattino mi sono recato a a Sonogno con l̓autopostale. Qui, proprio alle spalle della selvaggia e romantica Valle Verzasca, ho percorso l̓omonimo sentiero che fiancheggia pittoresche cascate e cappelle, su piccoli ponti e attraverso fitte foreste di castagni, fino ad arrivare in fondo alla valle. Naturalmente senza tralasciare di rifocillarmi, in un caratteristico «grotto», con le specialità ticinesi. Per finire, mi sono goduto una tranquilla oradi relax nel parco subtropicale del boutique hotel Remorino. Il giorno successivo mi sono diretto a Rasa, un tipico villaggio di montagna nella bellissima Centovalli. Da qui ho fatto un̓escursione sulla Corona di Pinz, rifacendomi gli occhi con fantastici panorami. Percorrendo numerosi tornanti, sono sceso fino a Ronco sopra Ascona, dove dopo una cena raffinata ho trascorso la notte nell̓ idilliaco hotel boutique La Rocca. Il giorno successivo è stata la volta della terza valle ticinese: la Val Bavona. Da San Carlo, l̓ ultimo paese di questa valle isolata, ho percorso un comodo e meraviglioso sentiero fino a Bignasco. Dopo aver vissuto tutte queste indimenticabili esperienze sono tornato a «La Rocca» e mi sono concesso un̓eccellente cena d̓addio. – 4 notti a partire da
CHF 695.– a persona*
– 2 notti ciascuna presso gli Hotel Remorino a Minusio et la Rocca a Porto Ronco – Ogni mattina Prima colazione dal ricco buffet – Ticino ticket per viaggiare gratuitamente sui mezzi di trasporto pubblici – Trasporto bagagli da hotel a hotel – Mappe e descrizione del percorso – 2 cene con il trattamento di mezza pensione del boutique hotel La Rocca (L’Hotel Remorino non serve la cena)
STRAORDINARIA ESTATE INDIANA NELL̓ ENGADINA SUPERIORE Quando sono giunto con l̓auto all̓ hotel Castell di Zuoz, il paesaggio brillava di profonde tonalità di oro. Come prima cosa mi sono goduto la spa, al termine della quale mi attendevano selezionate prelibatezze e una notte riposante. Il secondo giorno ho passeggiato lungo sentieri favolosi e per lo più pianeggianti attraverso le foreste di pini dell̓ Engadina, i villaggi e una brughiera fino a raggiungere Celerina dove, insieme ai miei bagagli, mi aspettavano una fantastica spa e un̓altra cena deliziosa. Ben riposato e con uno squisito pic-nic nel mio zaino, ho quindi raggiunto Furtschellas con l̓autopostale. Da qui ho fatto un̓escursione lungo i laghi dell̓Alta Engadina su un sentiero di alta quota con viste mozzafiato, fino ad arrivare a Pontresina. All̓ hotel Saratz mi sono goduto l̓ intero programma di trattamento di classe: prima nell̓ hamam e poi con un menu «dine around» da 4 portate. Ben ritemprato con un̓abbondante colazione, ho iniziato la via di ritorno verso Zuoz, dove ho nuovamente sperimentato l̓ospitalità engadinese, una cena d̓addio e una notte riposante all̓ hotel Castell. – 3 notti a partire da
CHF 650.– a persona
oppure 4 notti a CHF 765.– a persona in camera doppia (sovrapprezzo camera singola: CHF 30.– a notte) – 1 pernottamento presso l̓ hotel Castell di Zuoz – 1 pernottamento presso il Cresta Palace Hotel di Celerina – 1 pernottamento presso l̓ hotel Saratz di Pontresina – Disponibile come optional: ultima notte presso l̓ hotel Castell di Zuoz – Con mezza pensione (abbondante buffet di colazione e cena da 4-6 portate) – Utilizzo delle strutture per il wellness – 3 x vitto per il vostro pic-nic durante il viaggio – Trasferimento bagagli da Zuoz a Celerina, da Celerina a Pontresina e trasferimento ospiti e bagagli per coloro che hanno lasciato l̓auto a Zuoz, ritorno a Zuoz. Questa offerta è prenotabile fino al 12.10.2019.
Questa offerta è prenotabile fino al 20.10.2019. Prezzi per persona. Bassa stagione (22.9. – 20.10.) a 695.– in camera doppia oppure 745.– in alta stagione (11.7 – 22.9) Sovrapprezzo per camera a uso individuale: CHF 50.– a notte (l̓offerta può essere prolungata a piacere)
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NEW YORK
Un ballo da Alvin Ailey La compagnia di danza moderna di New York è famosa, ma sono in pochi a sapere che nella sede principale di Manhattan si possono fare corsi di ballo. Al ritmo dell’Africa occidentale.
L
a ragazza texana sembra essere sprofondata in uno stato di estasi mentre balla nella sala muovendo la testa in modo circolare e lasciando volare i capelli in ogni direzione. La osservo e ammiro la sua forza d’espressione. Siamo di continuo sollecitati a compiere passi di danza al ritmo dei tamburi di un quartetto africano. Il corso «West African for Beginners» è impegnativo. Noi, 24 donne e un uomo, ci sentiamo sotto pressione. La maggior parte dei partecipanti indossa una fascia di stoffa con disegni africani attorno ai fianchi e a giudicare da come ballano non è la prima volta che seguono questo corso. Il maestro Maguette Camara, che si è già esibito sul palco insieme ai Rolling Stones, incoraggia, corregge e balla sempre in-
sieme a noi. Il coreografo e musicista senegalese è uno dei 50 maestri presso Ailey Extension, il nome con cui la famosa compagnia Alvin Ailey American Dance Theater offre corsi aperti a tutti. Negli anni Novanta a New York assistetti per la prima volta ad una esibizione di questa compagnia di danza e rimasi colpita e affascinata dal mix di grazia emotiva ed energia atletica sprigionato dai ballerini. Da allora questa scuola fondata nel 1958 dall’afroamericano originario del Texas Alvin Ailey fa parte di questa città come il traghetto di Staten Island. Il fatto che da Ailey Extension si possano seguire lezioni di danza è sconosciuto pure a molti newyorchesi. Quando lo scoprii, mi ripromisi che un giorno o l’altro avrei frequentato questa scuola. E ora mi trovo proprio in una sala
da ballo all’interno del Joan Weill Centre for Dance poco lontano da Columbus Circle. Riprendiamo a ballare, questa volta disposti in fila davanti alla parete a specchio, tendiamo le braccia in alto, ci pieghiamo sfiorando il pavimento, ci giriamo, facciamo dei passi in avanti e di lato. La lezione di un’ora e mezza è faticosa, ma fa scorrere le endorfine nel corpo. Dopo il corso mi sento positiva e sorprendentemente non stanca. Con estrema leggerezza mi reco al prossimo appuntamento attraversando la bella Manhattan al calare della sera. Maguette aveva ragione quando disse prima di ballare: «La West African Dance all’inizio sarà difficile, ma poi avrà su di voi l’effetto di un’iniezione di energia». ◆ Ailey Extension Vi sono a scelta oltre 80 corsi di danza e fitness per diversi livelli. Una lezione: 22 dollari, tessera da 5 per 95 dollari o da 10 per 180. Joan Weill Centre for Dance, 405 West 55th Street, Manhattan
Sempre live Ogni corso qui è accompagnato da musicisti.
Abilità La donna texana sembra fatta per questo ballo.
aileyextension.com Maguette Camara, un maestro del ballo alla Ailey Extension.
settembre 2019 | touring
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TCS VIAGGI
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Nella manifattura di porcellane di Meissen.
Fuochi d'artificio di Capodanno a Dresda.
FINE D’ANNO RICOLMO DI CULTURA
Un Capodanno d’incanto a Dresda Il TCS ha organizzato per i suoi soci un incantevole viaggio per Capodanno nella città culturale di Dresda. Vivete un Capodanno indimenticabile all’insegna dello splendore delle bellezze della città di Dresda, la «Firenze sull’Elba» dell’est. Vi attende un ricco e vario programma culturale.
Programma di viaggio 5 giorni/4 notti 28 dicembre 2019 – 1° gennaio 2020 1° giorno: (Ginevra)–Zurigo–
Monaco–Dresda. Volo in mattinata in partenza da Ginevra o Zurigo per Dresda con scalo a Monaco. Trasferimento all’Hotel Steigenberger in centro città. Check-in. Aperitivo di benvenuto. Cena di benvenuto nel ristorante panoramico Luisenhof. 2° giorno: Al mattino, escur-
sione a Moritzburg con il treno nostalgico a vapore Lössnitzer. Si prosegue per Meissen. Pranzo e visita della manifattura di porcellane.
3° giorno: Al mattino visita guidata della città. Si termina alla famosa Frauenkirche. Partecipazione al momento di raccoglimento con l’accompagnamento dell’organo. Pranzo. Pomeriggio a disposizione.
La sera, nel Wallpavillon dello Zwinger vi attende un concerto di gala. 4° giorno: Al mattino visita
del museo «Grünes Gewölbe». Pomeriggio a disposizione. Crociera della sera di Capodanno sull’Elba. Vi attendono menu da 4 portate, spuntino di mezzanotte, musica e balli. Splendida vista sui fuochi d’artificio. 5° giorno: Nel corso della
Segue visita al castello di Wackerbarth, nota azienda vinicola dove potrete degustare 4 vini della regione. 52 touring | settembre 2019
mattinata vi sarà il trasferimento all’aeroporto e volo di ritorno a Zurigo o Ginevra con scalo a Monaco.
DATA E PREZZI DEL VIAGGIO 28.12.19–1.1.20 da/a (Ginevra) Zurigo Prezzi per soci TCS a persona in CHF In camera doppia, prestazioni incl.: 5 giorni/4 notti da/a Ginevra o Zurigo con SWISS/ LUFTHANSA, minimo di 15/massimo di 25 persone Supplementi: doppia uso singola Non soci TCS Supplemento gruppi piccoli 15–19 persone Spese di gestione della pratica Riduzione: trasferta privata (senza volo) Sconto prenotazioni anticipate per i soci TCS (entro 30.9.19)
2695.–
560.– 200.– 140.– 60.– 250.– 100.–
INFORMAZIONI DI VIAGGIO Punti forti TCS Visita della manifattura di porcellane di Meissen; degustazione di vini al castello di Wackerbarth; raccoglimento con musica d’organo nella Frauenkirche; concerto di gala allo Zwinger; veglione di Capodanno su battello panoramico. Servizi Voli A/R con SWISS/ LUFTHANSA (Ginevra)– Zurigo–Monaco–Dresda in classe Economy; tasse aeroportuali e di sicurezza; tutti i trasferimenti; 4 pernottamenti nell’hotel**** «Steigenberger»; 4×BB; 2×LU; 1×DI 1× cenone di Capodanno; vino da tavola, acqua, caffè o tè ai pasti; escursioni e visite esplicitamente menzionate nel programma dettagliato; ingressi; documentazione completa di viaggio; guida turistica locale esperta; accompagnatore TCS spiegazione: BB=colazione; LU=pranzo; DI=cena
Non compreso Spese personali; mance; pasti e bevande non menzionati; spese di gestione della pratica di 60 franchi, assicurazione spese di annullamento, rientro e cure. Si raccomanda il TCS Libretto ETI Europa, prenotabile su tcs.ch/eti Da sapere I cittadini svizzeri che desiderano visitare la Germania sono pregati di munirsi di una carta d’identità valida. Si applicano le condizioni di viaggio di TCS Viaggi consegnate unitamente all’iscrizione. Con riserva di modifiche del programma di viaggio.
Organizzazione, prenotazione e informazioni dettagliate TCS Tourismus Service Center Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Telefono 0800 163 111 vl@tcs.ch o tcs-viaggi.ch/dresda
SALUTE
In estate mantenere «la mente fredda» TESTO SACHA ERCOLANI
Con quali infortuni o malattie si confronta prevalentemente il pronto soccorso in estate? Dr. Aristomenis Exadaktylos: D’estate affluiscono al pronto soccorso un numero particolarmente elevato di soggetti di ogni età per le cause più disparate, oltre a tutte le solite malattie e infortuni purtroppo inevitabili. Dagli infortuni ai concerti all’aperto fino alle criticità legate alla calura negli anziani. Inoltre poiché durante la stagione estiva molti medici di famiglia sono in vacanza, siamo particolarmente oberati. Non esistono i cosiddetti «incidenti intelligenti», ma com’è possibile evitare in generale gli infortuni? Estate significa esposizione ai raggi solari, esplosione ormo-
nale, e spesso tutto ciò si traduce in un eccesso di sfrenatezza. A tutte le età. Il sole e il calore ci rendono talvolta un po’ troppo avventati, impedendoci di ragionare «a mente fredda», nel senso più letterale del termine. Non esistono «incidenti intelligenti», ma a volte si può dire «avvenuti in circostanze stupide». Capita che un’ambulanza esca d’urgenza per poi constatare sul posto una vera e propria banalità. Quando è opportuno chiamarla? L’ambulanza viene inviata, dopo aver ricevuto una telefonata d’emergenza al 144, una volta accertata l’effettiva necessità nel rispettivo luogo dell’incidente. Gli smistatori che lavorano presso le centrali possiedono
grande esperienza e avvallano l’uscita di questi mezzi solo laddove opportuno. Se, una volta giunti in ospedale, si appura che la situazione era meno grave del previsto, ci rallegriamo tutti della bella notizia. Se, tuttavia, qualcuno richiede un’ambulanza riferendo fatti falsi perché in stato di ebbrezza, o magari alla ricerca di un taxi economico, il fatto è legalmente perseguibile. La cosa, infatti, non è affatto divertente perché proprio quella stessa ambulanza avrebbe potuto, potenzialmente, salvare una vita altrove. L’influenza estiva è da temersi quanto quella invernale? Si tratta di un’influenza a tutti gli effetti, anche se con un decorso solitamente più blando. ◆
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Malattie o incidenti possono succedere ovunque – anche in vacanza e in viaggio. Con il TCS Libretto ETI si è assicurati per ogni evenienza. 0800 140 000 tcs.ch/eti
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Ti abbiamo preparato un Tourolino speciale rientro scolastico. Cosa c’è di strano in questo percorso per la scuola? Scoprilo!
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Si ritorna sui banchi di scuola TESTO ALINE BEAUD | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER
OSSERVAZIONE
CONCORSO ONLINE
PREMIO
Quale affermazione è sbagliata per un ciclista che circola in una rotonda? □ □
□
A. Devo rispettare la precedenza da destra. B. Devo viaggiare al centro della corsia in una rotonda semplice. C. Non ho assolutamente il diritto di circolare in una rotonda.
Partecipa al concorso entro il 22.09.2019 collegandoti al nostro sito internet touring.ch e indicando la giusta risposta. Buona fortuna!
Trova le 10 anomalie di questo disegno. Arriva la fine delle ferie, (e in alcuni cantoni sono già terminate!) e si torna a scuola. In questo disegno ci sono elementi strani che non sono al posto giusto. Cercali!
In palio il set con lo zaino Padded Pak’r Melted Melon e la valigia Tranverz S Blakout Stop di un valore totale di 208 franchi, generosamente offerto da Eastpak. La risposta corretta del concorso n. 7/8 era B.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.
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FORUM
Scriveteci…
touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero
Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata.
Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE)
Mi ricordava una «americana» Luglio 1967. Arrivato nel Canton Ticino dalla vicina Italia nel 1964 con una Simca 1000 già agli sgoccioli, ecco la mia prima automobile targata TI (e naturalmente la prima tessera del TCS) che presento orgoglioso agli amici del Ristorante Brocca di Lugano Besso. Da sinistra «Ciccio» Brocca, il collega attore della RSI Pierpaolo Porta e l’ing. Oscar Hoffman. L’autovettura è la NSU Typ 110 con motore rotante, grande novità tecnica ma destinata a scomparire. Un’utilitaria che a me, giovane attore venticinquenne, pareva una «americana», perché nella linea mi ricordava la Chrysler di Franca Rame e Dario Fo (futuro premio Nobel!) che talvolta mi facevano guidare negli spostamenti della loro Compagnia Teatrale. Purtroppo, la tanto sognata e ammirata NSU si rivelò poi un vero disastro dal lato meccanico e me ne liberai dopo solamente due anni. Adalberto Andreani, Mezzovico
Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger
A Lugano mostro la NSU, la mia prima auto «ticinese» e anche la tessera TCS.
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch
Grazie TCS, grazie Rega
Auto a idrogeno
Rotonde a doppia corsia
All’inizio di dicembre 2018 ho potuto sperimentare in prima persona la competenza, solerzia e gentilezza di tutte le persone che lavorano al TCS, specie nei confronti dei pazienti. Ne ho beneficiato quando, colpito da un attacco cardiaco, sono stato soccorso e ricoverato in Italia. Il TCS ha poi fatto intervenire la Rega, che mi ha rimpatriato alla clinica universitaria di Basilea, dove sono stato operato. Oggi, dopo quattro anestesie, sto riprendendo le mie forze e posso affermare, assieme ai miei medici, che devo al TCS e alla Rega il fatto di essere ancora vivo. Io e la mia famiglia desideriamo esprimere la più profonda gratitudine a tutti coloro che mi hanno aiutato in questi momenti difficili. Grazie, grazie di cuore. Ed ogni bene e buona fortuna a tutti voi.
Touring 6/2019
Gli allievi conducenti non imparano a guidare nelle rotatorie a doppia corsia? Conducono sulla destra per prendere la seconda o terza uscita anche laddove c’è la corsia di preselezione. In Olanda ci pensano dei dossi antivelocità ad incanalare il traffico per evitare che si rimanga sulla corsia esterna.
Fritz Schüpbach @ 56 touring | settembre 2019
Vorrei aggiungere al vostro articolo che l’auto a idrogeno è contraria alla Strategia energetica 2050, come lo sono d’altronde i veicoli elettrici. L’agenda 2050 prevede che l’elettricità proveniente da centrali nucleari possa essere sostituita attraverso un potenziamento ambizioso delle fonti rinnovabili e il risparmio di elettricità. Eppure, la crescita del parco auto elettriche e a idrogeno renderebbe inevitabile la costruzione di nuovi impianti di gas. Quando sarebbe certamente più efficiente puntare direttamente sull’auto a gas invece di trasformare dapprima il gas in elettricità e, una volta prodotta, uti lizzare quest’ultima per alimentare dei veicoli. Christian Hellwig @
Franz von Atzigen @ Errata corrige Touring 7-8/2019
Nell’articolo, che trattava del test TCS sugli scooter a trazione elettrica pubblicato nell’edizione 7/8 della rivista Touring, si è verificato un errore. La potenza della Piaggio Vespa Elettrica non è di 2,65 kW come indicato nella tabella, ma di 3,5 kW. Ce ne scusiamo. Redazione Touring
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Oliver Marti (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch TCS Viaggi Mario Brunelli Vantaggi socio Marcel Zimmermann Assistente prestazioni Club Dominique Voramwald Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
CLUB
TCS Pop-up Glamping: campeggio ad alto livello Sull’Alpe di Plaun, sulle alture di Laax (GR), il TCS ha allestito il primo villaggio Pop-up Glamping della Svizzera. E già dopo una sola notte trascorsa in una delle 20 tende di lusso, si capisce la differenza tra camping e glamping. Nostro reportage nei Grigioni. → TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Glamping a 1620 m di quota Il villaggio pop-up salta subito all’occhio.
settembre 2019 | touring
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«Una cosa del genere non l’avevo mai vista» Elena (a d.) e la sua famiglia sono entusiasti del villaggio pop-up.
L
a curiosità aumenta mentre apriamo la cerniera. E dopo le nostre grandi aspettative – dopo tutto, si tratta di un campeggio glamour – già alla prima occhiata il ventre della tenda dalla forma a cipolla ci sorprende ancor di più: tappeto, presa multipla, lampade sui comodini, due sedie, un divano, letti veri e perfino una macchina del caffè infatti fanno parte dell’inventario. Chi ha già pernottato in una normale tenda da campeggio con sacco a pelo e materassino isolante, già dopo una notte in questa tenda di cotone di 25 m² percepirà la differenza tra camping e glamping.
«Ogni tenda è formata da 60 singole parti», spiega il re58 touring | settembre 2019
sponsabile del campo Florian Engl. Assieme ad un collaboratore, il 29enne si occupa del benessere degli ospiti. Sin dall’accoglienza iniziale: dopo un caloroso benvenuto, Florian Engl spiega «come funzionano le cose qui». Per esempio, che ogni tenda possiede una propria toilette compostante oppure che non si dovrebbe disturbare le marmotte che vivono nell’area. O ancora che l’unica navetta diretta tra il villaggio e Laax parte alle 10.40. Se la si perde, bisogna sobbarcarsi una passeggiata di 15 minuti fino alla fermata dei mezzi pubblici più vicina. Alla fine dell’introduzione, mette in mano a ogni ospite un’elegante tazza smaltata. «Potete usarla per prendere
«L’Alpe di Plaun è il posto ideale»
Il perché il TCS abbia scelto proprio questo alpeggio tra le montagne grigionesi, lo spiega Oliver Grützner, responsabile Turismo e Tempo libero del TCS: «L’Alpe di Plaun è il luogo ideale. Anche perché l’infrastruttura necessaria, come acqua, elettricità e collegamenti ai trasporti pubblici è già disponibile».
Il villaggio TCS pop-up si trova sull’Alpe di Plaun a 1620 metri di altitudine. Il termine pop-up deriva dall’inglese e indica qualcosa di simile ad un allestimento imprevisto, provvisorio e limitato. Infatti, dopo il 29 settembre anche il campo scomparirà completamente: nulla lascerà trasparire che su questo pascolo idilliaco un tempo c’era il primo villaggio pop-up della Svizzera.
Un altro vantaggio del posto è costituito nelle quasi infinite possibilità di escursioni e attività. Che si tratti di passeggiare, andare in bici, nuotare nel lago di Cauma o semplicemente di rilassarsi e osservare le marmotte che giocano: qui ognuno trova qualcosa di adatto ai propri gusti. «L’offerta si rivolge a coppie di città, famiglie attive e appassionati, che cer-
gratis il caffè, il tè o l’acqua di sorgente fresca», dice Engl. La tazza è nel contempo anche un piccolo souvenir, che si può poi portare a casa. Un’accoglienza simpatica. Ci si sente subito parte della famiglia del campo.
CLUB
Il glamping attira ospiti da ogni dove La comunità del campo è di conseguenza eterogenea: una madre con due bambini non vuole perdersi l’avventura glamping esattamente come un gruppo di cinque escursionisti del Giura o come una giovane coppietta di Berna. Grazie al suo carattere pionieristico, il Pop-up L’acqua fresca di montagna è a disposizione degli ospiti gratuitamente. Glamping attira sull’Alpe di Plaun anche giornalisti e influencer. È il caso di Noël, un giornalista di viaggi di Amsterdam, specializzato in nuovi concetti turistici e destinazioni sconosciute. Lui lo chiama «detourism». «Quando l’ho scoperto, mi è stato chiaro che dovevo vederlo», afferma il 52enne avventuroso. Anche Elena di Zurigo è rimasta molto sorpresa positivamente dal villaggio glamping. Si presenta come influencer e gestisce un Il responsabile del campo Florian Engl dà suggerimenti escursionistici. blog per le famiglie. «Provo il glamping con mio marito e le cano un’esperienza speciale mie due figlie. E devo ammettra la natura dell’esclusiva tere: non ho mai visto una Surselva abbinata ad un allog- cosa del genere. Sono una gio confortevole, al cibo regio- persona comoda, ma comunnale e al buon vino», afferma que amo trascorrere il tempo Oliver Grützner. nella natura con la mia famiNiente tenda convenzionale L’interno ricorda una camera d’hotel.
glia. Qui trovo entrambe le cose». Nonostante la varietà degli ospiti, tutti condividono l’entusiasmo per il villaggio glamping e la possibilità di vivere la natura sulla propria pelle, senza doversi privare del comfort. Nella grande tenda comune, allestita nello stesso stile delle tende degli ospiti, si fa velocemente conoscenza sorseggiando un longdrink. E, se si vuole, non si resta soli a lungo neppure durante la cena di tre portate nel ristorante La Vacca, distante una decina di minuti a piedi.
Molto lusso a prezzi ragionevoli I prezzi per due notti per due persone in mezza pensione partono da 490 franchi a tenda. I bambini fino a cinque anni pernottano gratis. I soci del TCS e del TCS Camping club beneficiano di uno sconto del dieci percento. Oltre alla cena, è incluso anche un pacchetto pranzo e un tè per l’escursione, come pure un cestino della colazione, che al mattino viene depositato davanti alla tenda. Inol-
tre gli ospiti ricevono sconti su funivie e impianti di risalita, oltre ad altre prestazioni. Per la fame o la sete tra i pasti, si possono comprare spuntini e bevande nel locale negozietto. Giovani o vecchi, lupi solitari o gruppi di parenti, dopo un soggiorno tutti capiscono: è così che si fa glamping al massimo livello. ◆ Ulteriori informazioni e prenotazioni direttamente al sito internet tcs-glamping.ch
GLAMPING E SOSTENIBILITÀ Al TCS sta molto a cuore l’ambiente nell’ambito del Pop-up Glamping, perciò è stata riservata un’attenzione speciale alla sostenibilità. In accordo con tutti gli agricoltori, i cacciatori, il guardiacaccia e altre persone del luogo, sono stati adottati i seguenti provvedimenti: Servizi igienici: le toilette compostanti convertono le feci in prezioso terriccio e l’urina in nitrato d’ammonio fertilizzante. Acque di scarico: l’acqua delle docce in comune confluisce in un serbatoio e viene trattata da uno speciale impianto di depurazione. Inoltre, a disposizione degli ospiti c’è un sapone da doccia biodegradabile. Rifiuti: i rifiuti vengono raccolti separatamente e tutta l’area viene controllata regolarmente, affinché sul prato non resti niente che possa essere trasportato dal vento fin sui pascoli delle mucche. All’arrivo, ogni ospite riceve inoltre una tazza smaltata da usare per tutta la durata del soggiorno. Selvaggina: il villaggio si trova poco sopra un insediamento di marmotte. Le uscite dalla tana sono segnalate da cartelli. La tana principale si trova fuori dal campo e in accordo con il guardiacaccia è stata dotata di una protezione aggiuntiva.
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«Io non vado in vacanza, io viaggio» Leonardo Nigro (45 anni) è noto per i film, la televisione e la pubblicità. In questa nostra intervista, l’attore ci parla di spontaneità e sicurezza quando si viaggia, dei 40 metri più lunghi della sua vita e del perché è felice che la gente non pensi alla carta igienica quando lo vede. INTERVISTA DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Leonardo Nigro vive a Zurigo con la famiglia.
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Perché non Le piace la parola ferie?
Leonardo Nigro: Suona come se per due settimane si sia rimasti sempre e solamente allungati su una sdraio. Posso capire quelli che trovano rilassante stare in spiaggia senza far niente, per riprendersi dallo stress quotidiano. Ma il mio obiettivo è di sperimentare il più possibile, di conoscere la gente e il paese visitato. Trovo che sia questa la differenza tra andare in vacanza e viaggiare. Ad esempio, frequento solitamente ristoranti in cui mangia anche la gente del
CLUB
posto. Ciò sfocia spesso in incontri e conversazioni avvincenti e in suggerimenti personali, che poi metto in pratica spontaneamente.
Niente automobile, molte possibilità per il tempo libero e l’incredibile magia del ghiacciaio dell’Aletsch… un luogo di energia.
La spontaneità è dunque importante per Lei. Ma non comporta anche dei rischi, specialmente se si parte con la famiglia?
Viaggiare fa parte del Suo lavoro. Le piace questo particolare modo di muoversi?
Naturalmente, da quando c’è mio figlio devo pianificare più di prima. Tuttavia ci sono anche vantaggi a non preparare tutto nei minimi particolari: ad esempio, se qualcuno si ammala, è più facile fare nuovi programmi. Ma mi rendo conto di essere diventato un po’ meno spericolato. Per farvi un esempio, oggi non nuoterei più al buio in quel fiume del Costa Rica, dove il giorno prima avevo visto dei coccodrilli oltre che pinne di squalo. Mi sarei preparato meglio e avrei saputo che dovevo tornare indietro prima dell’alta marea. A proposito: sono stati i 40 metri più lunghi della mia vita! Malgrado la preparazione, per quanto accurata, in viaggio può sempre capitare qualcosa. Come protegge lei e la famiglia in caso di emergenza?
Sì, qualcosa può sempre succedere. Ma non la considero una buona idea pensarci di continuo o addirittura viaggiare con timore o paura. La maggior parte delle volte succede qualcosa proprio se ci si fanno troppi pensieri. In questi casi, naturalmente è d’aiuto anche il Libretto ETI, che adesso ho stipulato nella versione per tutta la famiglia. Con l’ETI in valigia si viaggia spensierati. Perché ha scelto l’ETI?
Da un lato, gli fanno fiducia moltissime persone – perciò non dev’essere male. D’altra parte per me il TCS sta per concretezza svizzera, fiducia e competenza. Semplicemente, mi sento in buone mani. Alcuni pensano al TCS soltanto in termini di soccorso stradale. Ma è solamente una minima parte delle prestazioni che fornisce. Mi ha molto colpito il fatto di ricevere aiuto in quasi tutti gli ambiti della vita, dalla consulenza per l’acquisto della bici elettrica più adatta ai miei bisogni al servizio di interpretariato a cui ho dovuto far ricorso in una farmacia filippina. Il Libretto ETI vale anche in Svizzera. Lei viaggia anche in patria?
Ovviamente! Saliamo regolarmente a Bettmeralp, sia in estate che d’inverno.
È diverso. Con il tempo subentra anche molta routine: ormai mi bastano dieci minuti per preparare i bagagli. Ma certo, mi godo i viaggi in auto o aereo alle diverse location, l’anticipazione, la curiosità di quello che sto per vivere. Nella maggior parte dei casi, ho il tempo di acclimatarmi sul posto. Una cosa che mi piace. Ha mai usato il Suo talento da attore durante un viaggio?
Non di proposito. A quanto pare, però, il mio fascino ha funzionato, al punto che in aereo mi hanno già proposto un posto in classe business. Che ho accettato di buongrado.
pensa o si sente davvero. Altri modelli sono i miei genitori. Eh sì, anche il calciatore Gennaro Gattuso, perché un tempo, tanti chili fa, giocavo benissimo a calcio e questo tipo battagliero, che dà sempre tutto, mi ha fortemente influenzato. Nonostante i Suoi svariati ruoli televisivi e cinematografici, il pubblico La conosce soprattutto per uno spot pubblicitario dei cioccolatini. Non Le dà fastidio?
No, per niente. Ne vado perfino fiero. Dopotutto, lo spot viene diffuso da ben dieci anni in Svizzera e Germania ed è lo spot pubblicitario svizzero di maggior successo della storia. Trovo divertente che la gente mi riconosca e mi offra pure del cioccolato. Davvero? La gente Le dà del cioccolato?
Sì, e spesso anche. Oppure sono dispiaciuti di non averne con sé. Ne nascono situazioni divertenti in ascensore, mentre faccio la spesa o al ristorante. Allora a volte Leonardo Nigro penso: per fortuna fai la pubblicità della cioccolata e non della carta igienica o di cose simili. ◆
«Solitamente frequento ristoranti in cui mangia anche la gente del posto»
Come attore bisogna recitare ruoli differenti. Quale Le è più consono: il cattivo o l’eroe?
Ogni ruolo ha il suo fascino e dipende da come lo si interpreta. Se per esempio recito un boss della mafia oppure un assassino, mi pongo come obiettivo che gli spettatori non lo vedano soltanto in negativo, ma che ne conoscano il carattere in profondità e capiscano perché è così cattivo. Ciò da un lato richiede una preparazione meticolosa – sin dall’inizio delle riprese conosco il testo perfettamente a memoria –, ma dall’altra parte anche una certa naturalezza e flessibilità. A volte, durante le riprese interagisco spontaneamente con i miei partner o il materiale di scena. Ciò rende credibile la mia recitazione. Ha un modello?
Sì, mio figlio. Da quando è nato ho riscoperto molte cose che pensavo di aver perso: ad esempio, una sfacciataggine positiva che, nel solco della correttezza politica, consente di dire ciò che si
LA PROTEZIONE DI VIAGGIO COMPLETA Ci vuole poco per far sorgere un contrattempo in vacanza. Pertanto, affidatevi alla protezione viaggi completa del TCS valevole per un anno intero. Con il Libretto ETI il TCS vi assiste in modo veloce e affidabile – in ogni vostro spostamento, perfino in Svizzera. Ora il TCS aiuta anche in caso di problemi con i bagagli, con le onerose franchigie per l’auto a noleggio e rimborsa il costo di biglietti, ad esempio se non potete assistere ad un concerto a causa di malattia – in Svizzera o all’estero. 0800 140 000, tcs.ch/eti In pillole Leonardo Nigro (*15.2.1974) è un attore svizzero. Oltre a diversi ruoli in serie televisive popolari (Tatort, Squadra speciale Cobra 11, Seitentriebe ecc.) ha partecipato a film come Grounding - gli ultimi giorni di Swissair, I fratelli neri e Una campana per Ursli. Nel 2014 gli è stato assegnato il Premio per la Televisione e il Cinema svizzero per Oro verde come miglior attore non protagonista. Dal 1999 Nigro è legato a Mayumi Steiner. Insieme hanno un figlio, Leano (7).
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CLUB
Visibilità – quando la sicurezza sposa la moda «Made Visible», la campagna che promuove la visibilità nel traffico lento, ha ispirato una collezione di lifestyle che coniuga moda e sicurezza. Per proteggersi e brillare in strada. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO TCS, MAURICE SINCLAIR
L
a visibilità va a braccetto con lo stile, è questo il messaggio diffuso mediante la campagna «Made Visible» di TCS e Ufficio prevenzione infortuni (upi) e che vuole essere fonte d’ispirazione per le menti creative del mondo della moda – dai designer ai produttori tessili. Perché sono loro i principali influenzatori e propulsori di come vestiamo nel quotidiano. La collaborazione con il gruppo ginevrino di stilisti ArchivesTM lancia impulsi inediti ed esalta il trend della visibilità in strada. Il gruppo è stato infatti incaricato di creare una decina di look con accessori versatili che rendono chi li indossa più visibili e sicuri. Sulla via tracciata da anni dai ben noti gilet fluorescenti.
S come sicuri e sfiziosi In una società come la nostra, in cui la mobilità lenta diventa sempre più importante, occorre ripensare l’abbigliamento che portiamo nella vita quotidiana. È risaputo che una scarsa visibilità provoca numerosi incidenti stradali. Di notte e sull’imbrunire il pericolo di rimanervi coinvolti è triplo rispetto al giorno ed addirittura dieci volte superiore con pioggia notturna o neve. Ecco perché la visibilità deve essere un fattore centrale, di cui tener conto già nei bozzetti di una nuova collezione. Ne è un esempio luminoso, nel vero senso della parola, la linea «Made Visible» che propone abbigliamento ed accessori, attraenti e pratici al tempo stesso. Victor Prieux di ArchivesTM ci anticipa i primi dettagli della collezione che sarà ufficialmente presentata il 31 agosto alla Mode Suisse Edition 16: «Sarà un mix di capi per donna e uomo, con trench, parka e giacca jeans. Sfruttiamo le tecnologie ad alta visibilità, prendendo spunto dal mondo dello sport, dell’aviazione e dell’automobi lismo». Scommettendo sempre anche 62 touring | settembre 2019
«Made Visible» Vestire per essere visibili, perché la sicurezza sta nel dettaglio.
L’ESPERTO TCS
Una storia di successo Con la nuova collezione che sfilerà in passerella alla Mode Suisse la campagna entra nel terzo anno consecutivo. Dal lancio nel 2016 ad oggi, oltre mille persone hanno partecipato ai casting organizzati a Zurigo, Berna, Ginevra e Lugano che invitavano la popolazione a farsi fotografare con abiti ed accessori trasformati per testarne la visibilità. Una giuria apposita ha così selezionato tra tutti i partecipanti otto modelle e modelli come testimonial che, su manifesti esposti in tutta la Svizzera, mostrano come personalizzare il guardaroba così da essere meglio visibili nell’ambiente senza rinunciare allo stile. L’iniziativa è sostenuta anche da partner di spicco quali On Running, Scott, Adidas Runners, Freitag, Rukka, SportXX, Dosenbach, Doodah o Bikester. «Made Visible» viene finanziata dal Fondo di Sicurezza Stradale (FSS) ed è, per portata, la campagna più grande per la promozione della sicurezza stradale mai condotta in Svizzera. ◆
VINCETE 2×2 BIGLIETTI PER LA MODE SUISSE! Mode Suisse è una piattaforma nazionale di promozione della moda e del design elvetico. Sfilate, showroom e shop effimeri si rivolgono al pubblico interessato nonché a specialisti del settore. Prendete parte al nostro sorteggio e con un pizzico di fortuna potete così vincere due biglietti d’ingresso alla Mode Suisse Edition 16 a Zurigo, sabato 31 agosto 2019. Partecipare su: madevisible.swiss/sorteggio
LAVORARE
Giovani e lavoro notturno. Si può?
«
La ditta in cui sto assolvendo il mio apprendistato esige che lavori anche di notte. Mi hanno detto che non è ammissibile. È vero?»
ISTOCK
sull’effetto a sorpresa: «Fra l’altro abbiamo sviluppato maniche con lato riflettente che basta rimboccare per essere visibili nell’oscurità», rivela ancora Prieux.
TESTO VERA BEUTLER
In via di massima la legge vieta il lavoro notturno per gli adolescenti. Indipendentemente dagli orari lavorativi dell’azienda, questa non può occupare minori di età inferiore ai 16 anni oltre le otto di sera. Compiuti i 16 anni, l’apprendista può lavorare al massimo fino alle ore 22. Ai sensi di legge, la notte non dura comunque tanto. Se l’azienda fissa alle 5 di mattino l’inizio del turno diurno, quest’orario vale anche per i giovani. Non c’è peraltro regola senza eccezioni. In determinati settori il lavoro notturno è infatti permesso anche per i giovani. In particolare se è indispensabile e nell’interesse della loro formazione professionale, le autorità competenti possono autorizzare il lavoro notturno tra le ore 22 e le 6 durante al massimo 9 ore. Nella fattispecie il datore di lavoro deve garantire le opportune pause e far sì che l’attività dell’apprendista si svolga sotto la supervisione di una persona adulta e
qualificata. Il lavoro notturno non deve compromettere la frequenza della scuola professionale. Per alcuni settori sono previste eccezioni ancora più ampie. Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), ha esentato dall’obbligo di autorizzazione specifiche formazioni professionali di base, fra cui i settori alberghiero e della ristorazione, della sanità e le panetterie. Da notare che anche qui il lavoro notturno è soggetto a precise regolamentazioni. Inoltre sono del tutto escluse dal campo di applicazione della Legge sul lavoro, e quindi pure quello prestato di notte, le aziende agricole. ◆ Vera Beutler, dr. iur. responsabile di «lex4you».
LEX4YOU «lex4you» è una piattaforma interattiva di consulenza giuridica per la vita di tutti giorni – comprensibile, attuale e pratica. Il TCS è al vostro fianco per le questioni giuridiche. lex4you.ch
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IN GIRO CON
CHRISTIAN HUBER
Un bernese autista di scuolabus a New York Trasferirsi in un altro Paese è un po’ come reinventarsi. Quando Christian Huber è andato a vivere con la moglie negli Stati Uniti, ha dovuto cambiare mestiere. Oggi accompagna bambini e ragazzi sul tragitto casa-scuola. Un’attività che lo rende felice. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO CHRISTIAN HUBER
L
a giornata comincia presto. Durante il periodo scolastico già alle 5.30 Christian Huber deve lasciare la sua casa a Stanfordville nello Stato di New York. Puntualmente alle sei di mattina si presenta al deposito dei bus a Dover Plains, prende la chiave e comincia con i controlli obbligatori del veicolo, che deve effettuare prima di iniziare le varie corse: funzionano le luci e le frecce, si aprono le finestre e le porte, i sedili sono tutti provvisti di cinture? Il simpatico bernese lavora come autista di scuolabus e ogni giorno trasporta 75 bambini e ragazzi negli istituti scolastici di Dover, dalla scuola elementare al liceo. È stato l’amore a portare il 52enne negli Stati Uniti. In Svizzera aveva imparato il mestiere del contadino lavorando poi per parecchio tempo come tecnico del suono, tra l’altro per il gruppo musicale Span. È così che ha incontrato la sua futura moglie, un’americana che 30 anni fa si era trasferita in Svizzera come cantante. «Quando abbiamo compiuto 50 anni, abbiamo deciso di tornare nel Paese di origine di mia moglie», spiega Huber. Il trasloco è avvenuto nel settembre del 2017. Durante la ricerca di un lavoro ha visto l’offerta di un posto presso First Student, una delle più grandi società che si occupano del trasporto di allievi e studenti per conto di istituti scolastici negli Stati Uniti e in Canada. Invece di dedicarsi alla sonorizzazione di
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brani musicali ora siede al volante di uno scuolabus giallo del marchio Thomas. Ogni giorno percorre da 150 a 170 chilometri e il lavoro lo soddisfa, anzi lo diverte. «Naturalmente si devono mantenere i nervi ben saldi perché i bambini possono fare un gran baccano e devono stare tranquilli seduti e allacciati. Ma è comunque sempre divertente», afferma il bernese. E racconta che gli allievi lo salutano con gioia il mattino quando arriva a prenderli e quando c’è da aspettare un po’ sul parcheggio della scuola ascoltano insieme musica.
Sicurezza innanzitutto L’autista è rimasto impressionato dall’importanza che si dà negli Stati Uniti alla sicurezza dei bambini rispetto alla Svizzera. Anche i genitori investono molto di più nella protezione dei propri figli. «Quando il mattino tutti i bus sono arrivati davanti alla scuola, viene sbarrato il parcheggio. Solo dopo gli allievi vengono fatti scendere dal veicolo, uno dopo l’altro, sotto l’occhio vigile di un maestro», racconta Christian Huber. In questo modo si garantisce che tutti i bambini entrino effettivamente nell’edificio scolastico. Davanti ad un passaggio a livello, non importa se la barriera è alzata o il segnale luminoso è verde, l’autista deve fermarsi per verificare che non si stia avvicinando un treno. E solo dopo può attraversare i binari. Lo Stato di New York ha anche una delle
leggi più severe in materia di formazione di autisti di scuolabus. Dopo aver conseguito la licenza di condurre statunitense, Christian Huber ha dovuto seguire delle lezioni teoriche e pratiche per un mese. Inoltre ha dovuto assolvere un ulteriore corso di sicurezza della durata di 30 ore. Le giornate lavorative di Huber sono strutturate molto chiaramente: dalle 6.30 a poco prima delle 9 porta gli allievi a scuola. In seguito ha libero sino a mezzogiorno. A partire dalle 14.00 riporta gli allievi a casa e dalle 15.00 si occupa delle squadre di baseball e calcio, accompagnandole alle partite che giocano in trasferta. Adesso è in ferie sino alla riapertura delle scuole a settembre. Continua comunque a lavorare trasportando comitive di ragazzi nei campi estivi o gruppi di partecipanti a feste come i matrimoni. Negli Stati Uniti lo scuolabus è il mezzo di trasporto più a buon mercato che i privati possono prendere a noleggio. Christian Huber non corre il pericolo di annoiarsi. Ha un cane, un motoscafo e spesso va allo Yankee Stadion. Ci confida: «Qui mi sono trasformato in un fan del baseball». ◆
«Negli USA i bambini crescono in un ambiente più protettivo rispetto alla Svizzera» Christian Huber, dalla campagna bernese alla guida di scuolabus nel nord di New York.
Con il suo Thomas, nel periodo scolastico Christian Huber percorre 150 km al giorno.
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GIOCA & VINCI
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GRANDI OCCASIONI per vincere
22 re: e sett mrbmine
ultimo te cipare per parte i io ai g c h
OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI IN PALIO lo smartphone Samsung Galaxy Note 9 da 128 GB incl. scheda SD da 512 GB Valore CHF 999.– Il Samsung Galaxy Note 9 ha una memoria integrata di 128 GB, che può essere aumentata di ben 512 GB con la scheda SD inclusa. L’enorme display da 6,4“ può essere commutato da 2020×1080 pixel a 2960×1440. È incredibilmente nitido e riproduce colori brillanti dall’elevato contrasto. Gli appunti si possono memorizzare in formato digitale grazie alla S-Pen in do-
tazione. Le fotocamere consentono di far foto e video di qualità eccellente. La batteria da 4000 mAh mantiene operativo il Note 9 fino a due giorni. Quanti allievi in totale l’autista Christian Huber trasporta con lo scuolabus a New York? Inviate un SMS con tmi091 xx (xx = xx allievi) al numero 5555
OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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OCCASIONE 3 – SUDOKU 2
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IN PALIO il tablet Huawei Media Pad M5 Lite LTE IN PALIO lo smartphone sportivo Crosscall Action X3 da 32 GB Valore CHF 349.– da 32 GB Valore CHF 379.– Il brillante display da 10,1“ con 1080 pixel del Huawei Media Pad M5 Lite mostra contenuti ricchi di dettagli e dai colori accesi. Gli altoparlanti quad stereo con suono surround 3D, firmati Harman Kardon, forniscono i migliori effetti sonori di una sala da concerto. Per lavorare in modo efficiente, il pad può essere utilizzato con la penna digitale. Un tablet in cui nulla è lasciato al caso.
Progettato per l’uso all’aperto in condizioni estreme, il Crosscall Action X3 pesa solo 213 grammi nonostante il suo robusto corpo in metallo e plastica. Il touch screen da 5“ può essere azionato anche con dita umide e guanti. La memoria interna di 32 GB può essere aumentata con una scheda SD. La batteria da 3500 mAh rende il dispositivo indipendente dalla rete elettrica per circa due giorni.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi092 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi093 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.
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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.
TICINO Bollettino della Sezione Ticino
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Il ÂŤblogÂť per i viaggi in famiglia Consigli e itinerari dedicati a chi viaggia con bambini per gustarsi luoghi ed esperienze in Ticino e nel mondo. Info a pagina 70
SEZIONE TICINO
Alpine Mobility Days
Biasca capitale della mobilità Dal 13 al 15 settembre l’evento, unico in Svizzera, proporrà un ricco e variegato programma della storia e del futuro dei mezzi di trasporto privati e pubblici con ospite il famoso «Museo dei Trasporti»
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al 13 al 15 settembre, dalle ore 10 alle ore 18, si svolgerà a Biasca, nella suggestiva area ai piedi della cascata Santa Petronilla, l’Alpine Mobility Days. Un evento unico nel nostro paese, che valorizza il Ticino e la regione Tre Valli per la sua capacità di proporre un suggestivo e variegato programma per persone di tutte le età. Dinamici protagonisti della tre giorni, la storia e il futuro dei molteplici ambiti della mobilità. Saranno infatti esposti e si potranno provare, su un percorso riservato, monopattini, scooter, biciclette, motoci-
cli, automobili, carrozze, trattori, camion, autobus, treni, droni ed elicotteri. In passerella sia i veicoli storici, sia quelli attuali, nonché dei prototipi futuri unici nel loro genere. Questa seconda edizione della manifestazione permetterà ai visitatori di vivere in prima persona l’evoluzione intercorsa negli ultimi 100 anni nel contesto della mobilità, con la possibilità di paragonare le soluzioni tecnologiche applicate ai veicoli storici con quelle sviluppate per i veicoli attuali e i prototipi. Un evento che vorrebbe sempre più divenire un appuntamento irrinunciabile.
TCS SEZIONE TICINO
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84 000 copie 10 volte all’anno Roberto Morandi Sara Bönzli
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L’Alpine Mobility Days sarà anche un’attraente occasione per visitare l’esposizione «Unter Strom/Sotto tensione» allestita dal Museo dei Trasporti di Lucerna. Un appassionante viaggio nello sviluppo della mobilità sostenibile dalle sue origini fino al giorno d’oggi. L’accesso all’esposizione statica è gratuito mentre per partecipare alle diverse prove dinamiche è prevista una giornaliera del costo di CHF 10.–. In loco sarà presente anche un servizio di ristorazione.
Punto di contatto via alla Chiesa 10, 6802 Rivera Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e controlli tecnici.
Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout
Ospite speciale: «Museo dei Trasporti», Lucerna
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581, 6802 Rivera sezioneTI@tcs.ch Stampa
Swissprinters AG Brühlstrasse 5 4800 Zofingen
Per il viaggio: ViaCard, Bollo ecologico (D), Telepass (I, F, E, P), Patente internazionale, Vignetta autostradale per CH e Austria, info e pagamenti Pedemontana Telefono 091 935 91 35, Fax 091 935 91 20 sezioneTI@tcs.ch, www.tcs-ticino.ch
SEZIONE TICINO
Sabato 12 ottobre
La gita sociale del Gruppo del Mendrisiotto È con particolare piacere che il Gruppo invita i Soci TCS del Mendrisiotto e i loro famigliari alla tradizionale gita cultural-gastronomica che quest’anno avrà come meta il Piacentino, in Emilia Romagna. Si terrà sabato 12 ottobre con partenza da Mendrisio. Un’occasione per condividere momenti simpatici in compagnia e scoprire luoghi incantevoli.
C
on un comodo pullman si raggiungerà l’azienda vinicola La Stoppa, fondata oltre cento anni fa, a Rivergaro in Val Trebbiola, non lontano dal fiume Trebbia. Una visita guidata della struttura e l’aperitivo anticiperanno il pranzo, che si terrà sempre all’interno dell’azienda, durante il quale si gusteranno tutte le migliori specialità come i salumi misti piacentini, i tortelli di ricotta e spinaci, i «pisarei e fasò», la coppa arrosto con patate e i dolci casalinghi. Durante il pranzo è prevista anche la degustazione dei vini locali quali il Trebbiolo, il Barbera della Stoppa, I Padri, il Buca delle Canne e il Malvasia e la grappa (lastoppa.it). Nel pomeriggio si potrà visitare liberamente il pittoresco borgo di Grazzano Visconti In Val Nure. Si tratta di un paese interamente realizzato nel XIX secolo in stile neo-gotico, che riproduce l’architettura trecentesca ed è ricco di spazi verdi, come lo splendido parco del castello, quest’ultimo edificato invece nel 1395 su concessione del Signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti. La proprietà dei Visconti di Modrone si lega indissolubilmente alla vita di questa famiglia, in particolare a quella del Duca Giuseppe
di Modrone (1879–1941). Era un uomo speciale, oggi lo definiremmo visionario. Ricco di interessi e molto colto, fu grande appassionato di musica e sostenitore del Teatro alla Scala; abile pittore; Presidente dell’Inter dal 1914 al 1919; a capo dell’azienda chimico-farmaceutica Carlo Erba, fu inventore di profumi e marchi famosi dell’epoca e imprenditore attivo anche nel settore tessile. Fu anche un generoso filantropo, impegnato, per esempio, a debellare la malaria all’inizio del 1900. Tuttavia la sua più grande impresa è stata Grazzano Visconti. Quando Giuseppe eredita il castello dal padre, infatti, molte parti della struttura sono in rovina. Egli ne rimane comunque affascinato e decide che sarà il cuore del suo progetto: creare un luogo dove poter vivere, come in un borgo medievale, lontani dalla città e dalle industrie, coltivando la terra e dedicandosi all’artigianato. Affiancato dall’architetto Campanini, procede quindi al restauro e la trasformazione del castello. A fine pomeriggio, sulla via del ritorno, è prevista una fermata presso l’ottimo Caseificio Serafini di Gossolengo per il rifornimento di tortellini, ravioli, lasagne e ogni genere di salumi.
Programma e iscrizione 07.15 Ritrovo al piazzale piscine a Mendrisio. 07.30 Partenza puntuale. (Non si aspettano i ritardatari) e pausa lungo il viaggio. 10.30 Arrivo presso l’Azienda Vinicola La Stoppa. Visita guidata, aperitivo e pranzo. 15.00 Visita libera di Grazzano Visconti e il suo castello (grazzano.it). 18.00 Ritorno con fermata al Caseificio. Arrivo a Mendrisio per le 20:30.
Costo: fr. 65.– (viaggio, pranzo e bibite, mancia all’autista) da pagare sul pullman, (preparare i soldi contati). I posti sono limitati per cui occorre iscriversi telefonando solo allo 091 647 36 81 (Ing. Enzo Pfister, presidente), entro sabato 14 settembre, comunicando il proprio numero di telefono e il numero di socio TCS. Per ogni socio sono ammessi al massimo due nominativi. (Coloro che si erano già preventivamente iscritti durante «la grigliatina di giugno» a Lattecaldo sono pregati di riconfermare l’iscrizione).
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«Mini Me Explorer» e il TCS in viaggio insieme Siamo lieti di annunciare, a partire da questo mese, la collaborazione con il «travel blog» di Mini Me Explorer. Ma che cosa fa esattamente un «travel blogger» e chi si cela dietro a questo nuovo progetto nato in Ticino?
P
artiamo dagli inizi. Questa figura nasce con l’avvento dei social network e dei cosiddetti «influencer», gli influenzatori dell’era digitale. Instagram, piattaforma sulla quale è possibile condividere foto e video di ogni tipo, è stato un po’ il promotore di quello che oggi è il passatempo di molti appassionati e il lavoro per innumerevoli professionisti che ogni giorno comunicano in rete condividendo storie, appartenenti alle più svariate aree di interesse: sport, arte, intrattenimento, cucina e in questo caso, viaggi. Il blog diviene così, grazie al supporto di piattaforme come Instagram e Facebook,
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un mezzo che può contare su una maggiore visibilità rispetto al passato, indicato per coloro che intendono informarsi e approfondire sul web. Mini Me Explorer è un blog che propone idee e consigli per chi viaggia con i propri bambini, in Ticino, in Europa e nel mondo. Nasce dall’idea di Jennifer Blotti, maestra di scuola dell’infanzia di professione e mamma di due bambini entrambi di 9 anni, che partendo da zero ha aperto una pagina web sulla quale raccontare i propri viaggi, portando spunti e curiosità ad altre famiglie potenzialmente interessate ad intraprendere una gita o una vacanza fuori porta.
Un’idea che covava già da tempo ma che ha preso forma grazie alla «spinta» di un’amica che le ha dato il «calcio d’inizio». Appassionata da sempre di viaggi, la sua modalità di affrontare una qualsiasi partenza è cambiata con la nascita dei bimbi, ed è su questo che si basa l’idea di Mini Me Explorer. L’obiettivo della pagina è quello di riuscire a fornire una guida completa sui viaggi, che non si limiti solo alla narrazione, ma che aiuti le famiglie a scegliere ad esempio un ristorante, un luogo in cui acquistare prodotti tipici o una particolare attività da non perdere. Il blog, per poter garantire la massima qualità, segue una regola ben precisa: tutti i contenuti redatti devono essere basati sul vissuto personale e, in caso di prodotti e servizi, provati e valutati da un membro del team di Mini Me Explorer. Il progetto si è arricchito grazie alla collaborazione di due madri amiche, Augusta ed Alexandra, che sono subito subentrate per condividere a loro volta le proprie esperienze di viaggio. Oggi, a distanza di tre anni dalla nascita del blog, a completare il team, si è aggiunta una quarta mamma, Nazarena. Un minimo comune denominatore che ha permesso al team di ampliarsi e di portare con costanza nuovi contenuti. A oggi online sono presenti più di 300 articoli, la maggior parte dei quali tradotta anche in lingua inglese. Una collaborazione che sta pagando: ogni giorno il blog ha sempre più visitatori, tanti anche oltre confine. Sul prossimo numero della rivista pubblicheremo la storia di un viaggio particolare, che vi permetterà di avventurarvi con il pensiero in una meta europea poco visitata ma con una storia che merita di essere conosciuta. Scriveteci sulla pagina Instagram «tcs.ticino» e sulla pagina Facebook «Tcs Sezione Ticino» per scoprire in anteprima di che nazione si tratta.
SEZIONE TICINO
Mercato delle 2 ruote:
l’elettrico pronto a dare una scossa Il rombo dei motori come lo conoscevamo fino ad oggi, sta pian piano lasciando spazio al sibilo del motore elettrico, un’alternativa di mobilità orientata alla sostenibilità ambientale che cresce, soprattutto nel segmento dell’industria automobilistica, in maniera vertiginosa. L’Ufficio federale di statistica e l’Ufficio federale delle strade (UST/USTRA) hanno infatti registrato una crescita del +134,9% sulle immatricolazioni di automobili elettriche nel nostro Cantone nel primo semestre 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018. Se per le automobili l’espansione in termini di vendite è importante – e lo possiamo vedere tutti i giorni guardando sulle nostre strade - il settore dei motocicli sta vivendo una crescita globalmente più lenta, i grandi protagonisti del mercato stentano ancora a proporre soluzioni elettriche. Al contrario, esistono alcune giovani realtà di nicchia che sono subentrate in questo segmento, tra queste possiamo ad esempio menzionare l’azienda californiana Zero e l’italiana Energica. Tra i big, in questo momento, solo Harley Davidson e BMW hanno portato novità in questo senso. La svolta in termini di vendita, per quanto concerne il mercato delle moto, potrebbe aver luogo grazie alla spinta di Dorna, che ha introdotto nell’ambiente
delle competizioni la categoria MotoE. Proprio lo scorso luglio si è tenuta, in concomitanza della ben più nota MotoGp, la prima gara di moto elettriche sul circuito tedesco del Sachsenring, decretando di fatto l’inizio di una nuova era. Come avvenuto con la Formula E, l’implementazione nelle corse di questa novità, potrebbe suscitare maggiore interesse, in primis nei produttori che oggi si contendono la leadership di mercato. Ricordiamo che anche a Berna, lo scorso 22 giugno, si è corsa una tappa del campionato di Formula E, suscitando non pochi malumori per i problemi di viabilità generati (molte anche le critiche per i costi elevati e la carenza di sponsor per un evento di questa portata). Solo il tempo potrà risponderci su quando effettivamente ci sarà un cambio di rotta, noi nel frattempo ci siamo portati avanti ed abbiamo testato una “due ruote” entry-level distribuita in Ticino, già guidabile a partire dai 16 anni di età.
Ecco l’e-moto, reattiva e silenziosa Ci siamo cimentati, sulla pista della Sezione Ticino del TCS qui a Rivera, nella prova di una Quantya Evocity, moto costruita in Asia, «personalizzata» a Lugano con l’intento di migliorarne potenza e autonomia, soddisfacendo così
le esigenze degli utenti di casa nostra. L’approccio in sella è spiazzante, molto di più di quello che può essere in un primo momento il feeling alla guida di un’automobile elettrica. Forse perché la moto, a differenza delle «quattro ruote», è spesso associata al suo inconfondibile rombo. Superata questa prima fase di adattamento, abbiamo eseguito alcuni esercizi di handling sia in spazi ristretti che in spazi più ampi, riscontrando una buona reattività e maneggevolezza della moto nei movimenti. La guida risulta essere piacevole e il peso della batteria non si fa sentire, un problema che invece i modelli elettrici con potenza superiore oggigiorno accusano ancora. Il suo peso complessivo è di 120kg. La «Evocity» monta delle ruote da 12 pollici, il che la rende utilizzabile perlopiù da un pubblico di statura medio-bassa. Prestazionalmente il modello è paragonabile ad un «cinquantino», con la caratteristica però di essere più basso nella sua struttura. Lo scatto è veloce ma con un’erogazione dolce e alla portata di tutti, questo anche grazie alle due modalità di guida selezionabili: eco e sport. La potenza attuale è di 1,5 kw nominale, con un picco di 4 kw ed una velocità massima di 60km/h. L’autonomia di percorrenza, con un ciclo di utilizzo misto, è di 35–40 km. Non permette quindi di spostarsi per lunghi tragitti. Dal 2020, lo stesso modello avrà un aggiornamento importante, monterà una batteria di dimensioni uguali con una resa di performance 2,5 volte superiore. L’autonomia sarà di circa 100 km e la potenza nominale sarà di 4 kw, con un picco di 18 kw. Come per la maggior parte delle e-bike, anche questa moto è dotata di una batteria estraibile, ed è quindi possibile caricarla tramite una presa sia a casa che sul posto di lavoro. Il tempo di ricarica completa si attesta attorno alle 6 ore. Nel suo complesso la Quantya Evocity è consigliata prettamente per un utilizzo urbano in quanto le sue dimensioni la rendono particolarmente comoda per spostarsi nel traffico delle vie cittadine e la sua autonomia, oggi, non le permette di affrontare itinerari che vadano oltre al percorso casa-lavoro. Il prezzo del modello che abbiamo provato è di CHF 3890.-.
Info e sito: www.quantya.com luglio/agosto 2019
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Sopraceneri L’Ufficio federale delle strade (USTRA), con la votazione su FOSTRA, ha preso possesso interamente delle autostrade A2, A13 e della P394; in pratica l’ossatura viaria principale del Cantone e di riflesso la maggior parte delle decisioni sulle infrastrutture stradali saranno prese a Berna. Sarà quindi di basilare importanza la presenza di parlamentari ticinesi nelle Commissioni dei trasporti? La presenza della nostra regione nella Commissione dei trasporti è determinante a prescindere da questi progetti. La politica dei trasporti è per definizione la politica di ridistribuzione (la cosiddetta Verteilungspolitik) in cui le diverse regioni del paese si contendono grossi crediti e opere infrastrutturali. Queste ultime, oltre a dare lavoro ad imprese locali al momento della realizzazione, creano le basi per lo sviluppo economico e il benessere. Va detto che in questa concorrenza tra regioni il Ticino ha una
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certa abilità: pensiamo alle trasversali alpine o, più recente, al secondo tubo autostradale del San Gottardo. Quest’ultimo dossier si è concluso nel 2016 con la decisione del popolo di procedere alla costruzione della seconda canna. Solo poco tempo prima questa opzione appariva tutt’altro che scontata, dal momento che ancora nel 2010 il Consiglio federale escludeva a priori questa soluzione. Ho avuto l’occasione per vivere e contribuire in prima persona (sono fra l’altro stato relatore per questo dossier al Consiglio nazionale) ad un’azione concertata e corale del nostro cantone, la quale ha al contempo dimostrato che un Ticino unito è in grado di raggiungere obiettivi importanti a Berna. Iniziando dal nord del Ticino, la progettazione della seconda galleria del San Gottardo è in fase di rifinitura e
sono già ultimati o, in corso, i lavori predisposti per il collegamento e per la rinaturalizzazione dello spazio ad Airolo con la copertura dell’autostrada. Pensa che ad opere ultimate, non vedremo più le code chilometriche davanti ai portali? È difficile da dire, anche perché mancano oltre 10 anni all’apertura della seconda canna e ancor di più alla messa in esercizio di entrambi i tubi. Sicuramente senza corsie opposte nella stessa canna – una volta risanato l’attuale tubo – il rischio di incidenti e dunque di chiusura dell’asse sarà inferiore, la sicurezza del collegamento aumenterà e quindi il sistema sarà più stabile. Oggi l’allacciamento viario tra il nostro cantone e il resto del Paese è in balìa di incidenti, panne, meteo e altri fattori imprevedibili. Con la seconda canna si riducono molto questi fattori non controllabili e in particolare il collegamento sarà garantito anche in caso di incidenti grazie soprat-
SEZIONE TICINO
Fabio Regazzi:
La prossima legislatura sarà cruciale per la mobilità del sopraceneri Intervista a cura di Renato Gazzola.
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opo l’approvazione del Fondo per le infrastrutture ferroviarie (FIF), l’anno scorso, con larga maggioranza, il Popolo svizzero ha accolto il Fondo per la rete delle strade nazionali (FOSTRA), stabilendo così la parità dei due maggiori sistemi di trasporto del nostro Paese. Con ciò, siamo però lungi dall’ottimizzazione e dall’ammodernamento delle strutture di base per far fronte in modo incisivo alla richiesta di mobilità attuale e futura. Sebbene la ferrovia in Ticino abbia preso un leggero vantaggio sulla strada con l’inaugurazione di Alptransit e il rinnovo parziale del materiale rotabile, con la prossima apertura della galleria di base
tutto alle corsie di emergenza. Non va tuttavia dimenticato che il popolo svizzero ha scelto di non aumentare la capacità, dunque è lecito presupporre che di colonne ne vedremo purtroppo ancora. Quanto sarà importante per l’economia della Leventina e per la sicurezza del traffico, il nuovo Centro di controllo dei mezzi pesanti di Giornico? Premetto che su questo importante progetto ho presentato alcuni atti parlamentari a Berna per cercare di mettere pressione al Consiglio federale. Si tratta di un investimento di 250 milioni di franchi che per una regione come la Leventina non è poco. A questo si aggiungono gli indotti dall’attività del centro di controllo, e in particolare una quarantina di nuovi impieghi qualificati in una regione periferica. La valle ha sempre fatto di necessità virtù, riuscendo a
del Monte Ceneri, il costante potenziamento della rete TILO, la messa in funzione della Mendrisio-Arcisate e l’innalzamento dei tunnel per permettere al traffico merci di usufruire appieno della linea Bellinzona-Gallarate, rimane tuttora monco il completamento di Alptransit verso sud, sempre fermo a Lugano. La strada ha d’altronde risolto l’annoso problema della galleria di risanamento del San Gottardo che le cittadine ed i cittadini svizzeri hanno approvato in votazione popolare e che la sua prevista costruzione permetterà d’apportare un inequivocabile miglioramento della sicurezza lungo i 17 km, fra Airolo e Göschenen, con la separazione dei flussi di traffico. Ma la strada, in Ticino, deve ancora recuperare e realizzare altre
opere di primaria importanza, in particolare collegare il Locarnese con la rete autostradale e porre rimedio alle carenze di capacità viaria nel Sottoceneri che sfociano quotidianamente in ingorghi e rallentamenti. Su tutto questo, Touring ha intervistato Fabio Regazzi, Consigliere nazionale e Membro della Commissione dei trasporti del nazionale, che oltre ad illustrarci le peculiarità e la tempistica dei vari progetti in allestimento, si soffermerà su quali opere previste nel nostro Territorio si focalizzeranno le principali decisioni che la Confederazione si avvia a prendere nella prossima legislatura e sulle eventuali difficoltà che incontreranno a causa della concorrenzialità di altre opere in altri Cantoni.
cogliere le opportunità di un asse di transito. È stato così anche questa volta. Inoltre, grazie al centro sarà possibile gestire al meglio il traffico in transito dei mezzi pesanti. Ma soprattutto il centro fungerà da filtro e deterrente per i mezzi pesanti o i conducenti che non sono in regola. Per la sicurezza del traffico – sia merci che turistico – i controlli severi, soprattutto ai mezzi in transito, saranno molto importanti. Dopo alcuni ritardi i lavori sono finalmente iniziati e dovrebbero concludersi nel 2022-2023.
È presto per dirlo ma, ricollegandomi a quanto detto sopra, i rappresentanti delle diverse regioni non saranno certo particolarmente motivati a sostenere i progetti degli altri. Si tratta di creare le giuste alleanze e mettere in luce i vantaggi dell’opera. Il progetto prevede una serie di importanti compensi ecologico-ambientali in una regione, quella del Piano di Magadino, particolarmente sensibile. Con un investimento complessivo di quasi 1,5 miliardi (se si pensa non tanto meno che la seconda canna del Gottardo!) si tratta di un progetto fondamentale per la regione e direi per tutto il cantone: da locarnese, che quindi ben conosce la situazione, sono pronto ad impegnarmi nella prossima legislatura a Berna, in primis nella Commissione dei trasporti, sempre che i cittadini ticinesi mi confermino la loro fiducia.
Nella prossima legislatura, arriverà sui banchi della Commissione dei trasporti del Nazionale, il progetto della galleria Quartino-Cadenazzo, parte integrante del collegamento A2-A13. A suo modo di vedere, questo progetto avrà vita facile o cozzerà contro l’agguerrita concorrenza delle molte richieste di altri Cantoni?
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Mobilità elettrica sempre più conveniente
Il 25 giugno scorso l’amministrazione cantonale ha lanciato una campagna di incentivi a favore della mobilità elettrica sostenendo sia l’acquisto di un nuovo veicolo con 4000 franchi, metà dal Canton Ticino e metà dagli importatori d’auto che hanno aderito alla promozione, sia l’acquisto e la posa a domicilio di una colonnina di ricarica con 500 franchi. Il TCS è in prima fila per quest’ultima.
Come funziona? È possibile richiedere la propria colonnina di ricarica direttamente sul sito del TCS (www.tcs.ch), nella sezione «stazioni di ricarica per veicoli elettrici».
Promemoria Gita al Museo dei Trasporti Il Gruppo TCS del Luganese rammenta ai suoi Soci che c’è ancora una disponibilità di 20 posti per la gita al Museo dei Trasporti di Lucerna, in programma il prossimo 5 ottobre e pubblicizzato sull’ultimo numero. La partenza è fissata alle ore 7.30, dal Posteggio TCS di Via Brentani a
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Con l’acquisto è compreso anche il servizio di montaggio e l’assistenza in caso di guasti. Il prezzo esposto online è privo di sconto, la domanda per il contributo di CHF 500.- deve essere effettuata dopo l’acquisto. La richiesta deve essere inoltrata all’ufficio competente (UACER) tramite il formulario (www.ti.ch/incentivi) inclusi gli allegati richiesti, al più tardi 30 giorni dopo la data della fattura dell’installazione della stazione di ricarica fissa. Questa offerta del TCS è stata elaborata in collaborazione con Protoscar, azienda ticinese con sede nel Mendrisiotto che vanta un’esperienza più che ventennale nell’ambito della mobilità elettrica.
Installazione
Lugano. Con torpedone e crociera sul Lago dei Quattro Cantoni si raggiungerà il Museo dei Trasporti. Il rientro verso il Ticino, in serata, prevede una pausa al Caseificio di Airolo per la cena in compagnia. L’arrivo a Lugano è previsto alle ore 22:30 circa. Il prezzo per partecipante è di 80 franchi per gli adulti (65 franchi con un abbonamento metà prezzo delle FFS) e 50 franchi per giovani fino a
16 anni. Nel prezzo sono compresi il viaggio, l’entrata al museo dei trasporti e la cena.
Il pattugliatore TCS, unitamente a un consulente, una volta verificati i dettagli tecnici relativi alla predisposizione della rete elettrica presso il domicilio dell’interessato, provvederà alla fornitura della colonnina, alla sua installazione e a procedere a una spiegazione e dimostrazione del funzionamento. I diversi tipi di colonnine di ricarica sono visibili presso il Centro TCS di Rivera. In caso di guasti, il TCS è l’unico fornitore in Svizzera in grado di garantire un intervento e l’eventuale sostituzione in sole sei ore dalla richiesta.
Iscrizioni TCS Gruppo del Luganese, CP 6494, 6900 Lugano; oppure manifestazioni@ tcs-lugano.ch, comunicando nominativo, numero di socio e indirizzo completo. Importante: segnalate il possesso di un abbonamento metà prezzo e l’età degli eventuali bambini.
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