LA RIVISTA TA PIÙ T PIÙ LETTA TA DELLA T DELL SVIZZERA
UN’IBRIDA POLIVALENTE
#7/8 | LUG/AGO 2019 | FR. 4.50
VACANZE CREATIVE All’estero per imparare qualcosa di nuovo
Test della Volvo V60 T8
4
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SOMMARIO
Scuola: bambini e cartelle visibili
32 Corsa sui monti: nuova moda nella natura
11
38
Colpo elettrico per la Volvo V60 nel nostro test
EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
dossier La Svizzera, un autentico paradiso naturale
11 Correre in montagna
i sono innumerevoli meraviglie naturali attorno al nostro globo: il Grand Canyon negli SA, i fiordi norvegesi, il cratere del Ngorongoro in Africa. Altrettanti posti famosi che per molti viaggiatori figurano sulla lista delle mete imperdibili, ancora da visitare, o già visitate. ppure, si dimentica spesso che per goderci paesaggi incantevoli non dobbiamo fare il giro del mondo. Per quanto piccola, la Svizzera cela molteplici zone ricreative variegate, una pi suggestiva dell’altra. La redazione partita in cerca di perle che siamo lieti di presentarvi in questo numero, dalla al-de-Travers nel Giura neocastellano, alla torbiera alta Büsselimoos presso Berna passando per le formazioni carsiche ai piedi dell’Hohgant. on finisco mai di stupirmi di quanta bellezza ci offre la natura sull’uscio di casa.
17 Oasi verdi in città
C
Trail running, una disciplina a stretto contatto con la natura Chi non parte in vacanza può cercarvi distensione e frescura
22 Isole in Svizzera Di ogni dimensione e con varie attività per ogni persona
mobilità 28 Arena della mobilità In settembre a Berna indetta dall’Accademia affiliata al TCS
30 Scooter elettrici Un test comparativo per questi veicoli alla moda
32 Cartelle di scuola La sicurezza sul tragitto passa anche dallo zaino degli scolari
24 Val-de-Travers Escursioni tra acqua e assenzio nella regione neocastellana
Scooter ooter elettrici ttrici alla a lente
30
Felix Maurhofer caporedattore
Copertina: Janic Schweizer nell’antico Orto Botanico di Zurigo. Foto: Emanuel Freudiger
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SOMMARIO
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Parigi, corso per dessert
60
Da rimorchio a barca
Assemblea dei delegati TCS a Neuchâtel
82 A pesca in Irlanda
55
tecnica 38 Test Volvo V60 T8 Una station wagon ibrida ricaricabile polivalente
50 Ciclisti e camion Angolo morto: per maggior sicurezza sulle strade
52 Al mare con l’elettrica Possibile andare in Italia o Francia con Tesla e Kona
svago 55 Vacanze creative Corso foto, di pasticceria o di pesca all’estero
72 Scrupoli di coscienza Il dilemma prima delle ferie: volare o soluzioni alternative
club
TCS Sezione Ticino
77 Campagna seggiolini Successo della raccolta per i bimbi in Moldavia e Bielorussia
78 Centro di guida Adeguato quello di Betzholz alla crescente richiesta di corsi
82 Assemblea dei delegati Conti soddisfacenti del club presentati in terra neocastellana
I miei vantaggi club 4 Private Selection Hotels 6 TCS Benefits 80 Gioca e vinci online 90 3 occasioni di vincita
92 93 94 96 97 98
Monte Tamaro per le famiglie Gita al Museo dei trasporti Intervista a Martino Colombo Offerte Telepass Ustra: traffico più fluido Controlli a Rivera
rubriche 33 Il consulente 35 Il punto 54/83 L’esperto TCS 65 Salute 85 Forum 85 Impressum 86 Tourolino 88 In giro con 90 Gioca & vinci
Educazione stradale UE a Ginevra
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Touring n. 9
Temi trattati nella prossima edizione della rivista: rientro a scuola, richiesti i treni notturni, test della Peugeot 508 sw, aspetti poco noti di New York, il Glamping e il TCS. Data di pubblicazione: 15.08.2019
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ATTUALITÀ CLUB Drive in Tanti bei film a Betzholz e Cossonay.
Servette Geneva eSports si conferma La 2a stagione della TCS eSports League ha coronato nuovamente il Servette Geneva eSports nell’avvincente finale contro Lausanne-Sport eSports. I ginevrini sono ancora i migliori in Svizzera nella ocket League. L’interesse di pubblico confermato da 15 trasmissioni in diretta su Twitch.tv seguite per 173 626 minuti. tcs-esports-league.ch
Cinema all’aperto nei centri TCS a Cossonay e Betzholz Una serata al Drive-in fa rivivere il mito della cultura popolare americana anni Cinquanta. Riproposto con qualche ritocco.
O
FOTO FOTOFINDER, ALD
rganizzato in collaborazione con il cinema locale, il quarto Drive-in del TCS aud attende gli appassionati della settima arte al 16 e 1 agosto al centro di sicurezza stradale di Cossonay. Seduti nella loro auto, potranno godersi la chicca Green Book, premio Oscar per il miglior film 2019, proiettato venerdì sera. Segue, l’indomani, il e Leone, che si rivolge a tutta la famiglia e girato con animali veri. el centro guida Betzholz a inwil Z ), il cinema all’aperto si svolgerà dal 14 agosto al 1 settembre. In cartellone, fra gli altri, Bohemian hapsod con ami Malek, scar come miglior attore protagonista.
Più posti a Cossonay
I ginevrini hanno difeso con successo il titolo conquistato nel 2018.
Il Lago di Costanza visto dall’alto
Dopo il successo delle scorse edizioni, la zona parcheggi stata ingrandita per poter accogliere un pubblico pi numeroso. Si consiglia di riservare in quanto la disponibilità di posti auto, come pure sulla gradinata coperta, limitata. Benvenuti anche pick-up e camper, purch non pi alti di 2 m. poi stata ampliata l’offerta gastronomica. Lo spazio ristorazione aperto a tutti, dalle 18.30. Su presentazione della loro tessera, i soci TCS a Cossona riceveranno un buono per una bevanda gratuita. Le proiezioni avranno luogo con ogni tempo.
Il viaggio club porterà nei cieli i nostri lettori interessati alla storia dell’aviazione: visite agli stabilimenti ornier e S Technics a urigo-Kloten, nonch volo in zeppelin della durata di 45 minuti. Date: dal 6 all’ settembre e dall’1 al 3 ottobre 2019. tcs-reisen.ch/zeppelin
Informazioni e prenotazioni: tcs-vd.ch; driveinmovies.ch
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Fiumi di festaioli
LA CIFRA
Si preannuncia da record la nuova edizione della Fête des Vignerons sulla Riviera svizzera. Per smaltire l’enorme afflusso di pubblico sono state organizzate delle misure mirate. Fra il 1 luglio e l’11 agosto, eve ospiterà la tradizionale Fête des ignerons sulle sponde del Lemano. A distanza di 20 anni dall’ultima edizione, ci si attende visitatori nell’ordine di 00 000 persone che invaderanno il centro città. Ogni giorno, le rappresentazioni vedranno in scena 5500 attori e figuranti, 850 cantanti, 300 bambini coristi che si esibiranno fianco a fianco con gruppi musicali, ginnasti e commedianti.
Precedenza alle due ruote Queste cifre lasciano presagire che per almeno un mese, il traffico sarà fortemente perturbato sulla Grande Piazza e nel perimetro delle festività. Per decongestionare la zona, l’ingresso nel quartiere sarà riservato ai soli titolari di autorizzazione speciale. Per incoraggiare
la gente a rinunciare all’auto, si sono predisposti nuovi parcheggi per 400 biciclette e 00 moto nelle vicinanze dell’Arena. na particolare segnaletica consentirà l’accesso ai diversi posti.
Più mezzi pubblici Inoltre, le linee di bus regionali MC e le FFS aumenteranno le loro percorrenze diurne e serali. Ma si potrà viaggiare anche sull’acqua: infatti la CGN, compagnia generale di navigazione del Lemano, adotterà a sua volta un orario speciale per le corse in battello. Gli interessati troveranno tutte le informazioni di dettaglio sulle restrizioni al traffico prima e durante questa grande festa direttamente al sito
Il cellulare dà fastidio in strada
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Sono i franchi che vengono spesi all’anno per mantenere un chilometro di sentiero escursionistico secondo l’Associazione mantello Sentieri Svizzeri. Si contano poi 1500 volontari circa che ogni anno s’impegnano a favore della rete lunga 65 000 chilometri. Per le camminate nella natura, l’80 dei nostri connazionali di ambosessi scelgono gli itinerari segnalati.
LA FOTO
cartoriviera.ch/fevi2019
Città in festa Il centro di Vevey brulicherà di visitatori.
Interrogati sui fattori che maggiormente disturbano nel traffico stradale, gli svizzeri puntano il dito contro pedoni e conducenti distratti dal telefonino. quanto emerge da un sondaggio rappresentativo condotto da Marketagent su incarico di comparis.ch, che gestisce la maggior piattaforma svizzera di compravendita auto. Il 63 percento sarebbe irritato dai pedoni che guardano il cellulare mentre attraversano sulle strisce. Questo comportamento disturba soprat-
800
tutto gli ultra 50enni: nella fascia di età tra i 50 e i 65 anni il 1 percento se ne dice infastidito, tra i 30 e i 49 anni la quota corrispondente scende al 60 per cento e fra i 14 ai 29 anni al 56. n altro motivo di irritazione indicato dal 52 per cento sta nell’utilizzo del cellulare o degli auricolari da parte dei pedoni sul marciapiede. Per quanto riguarda i conducenti di auto, anche telefonare o trafficare con il cellulare durante la guida disturberebbe il 52 degli interpellati.
Pentecoste nel fango Da tre decenni, il Festival Internazionale ff-Road di Somogybabod in ngheria offre un’esperienza adrenalinica agli amanti del fuoristrada: la pazzia fangosa di quattro giorni conta come il pi grande evento di questo tipo in Europa. uest’anno il piccolo comune ha accolto oltre 20 mila partecipanti. Sul terreno accidentato parecchi dei 1200 veicoli in lizza si sono incagliati nel fango.
LA PAROLA
Kōreisha In Svizzera, la L blu obbligatoria per chi sta facendo scuola guida. In questo ambito i giapponesi sono un passo avanti, oltre al segnale per chi impara a guidare, vi sono adesivi speciali che identificano le persone audiolese e disabili. per i conducenti di età superiore ai 0 anni vi il cosiddetto segnale ōreisha.
ATTUALITÀ
Altdorf snodo TP
Regioni ben servite
L’Ufficio federale dei trasporti ha approvato il progetto di FFS e Canton ri per il potenziamento della stazione di Altdorf: binari allungati per consentire ai treni di lunga percorrenza, che transitano per la galleria base del S. Gottardo, di fermarsi e due nuove stazioni bus trasformeranno Altdorf in importante snodo di trasporto pubblico.
I trasporti pubblici presentano un quadro soddisfacente: in tutte le regioni della Svizzera, treni, bus e fermate risultano essere in buono stato, le obliteratrici funzionano e i sedili sono perlopi in ordine. La buona qualità dei mezzi pubblici regionali confermata da un rapporto dell’Ufficio federale dei trasporti UFT .
FOTO KEYSTONE/VALENTIN FLAURAUDX, GIORGY VARGA, ALD
Maiorca vuota a metà Attualmente, Maiorca lamenta una bassa di turisti, dopo anni di cifre da record. In giugno, secondo il settore, la percentuale di occupazione camere sarebbe sceso al 50-60%. Particolarmente marcato il calo di visitatori tedeschi e britannici, causa la Brexit e la crescente popolarità di regioni turistiche alternative nel Mediterraneo orientale quali ad esempio la Turchia.
Paralberghiero al top Nel 201 il settore paralberghiero in Svizzera ha registrato 16,6 milioni di pernottamenti, in aumento del 4,2 per cento rispetto al 201 .
Dopo le masse L’isola attende visitatori.
Di buon livello i trasporti pubblici regionali.
Il prezzo è decisivo Per l’83,5 per cento degli svizzeri sarebbe il rapporto prezzo-prestazioni il criterio determinante per la scelta di un viaggio. Il 3 inizia a pianificarlo entro 3 mesi prima della partenza. Per il 0,5 per cento l’accesso i-fi un must. Solamente un terzo dice di caricare fotografie su Instagram ed altri social media. quanto risulta da un’indagine lastminute.ch fra oltre 3000 persone.
Glarnerland gratis Chi prenota un soggiorno nel canton Glarona con almeno due pernottamenti entro il 30 aprile 2020 riceverà in regalo i biglietti a/r per i mezzi pubblici in seconda classe. glarnerland.ch
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Anche in caso di
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DOSSIER
I bastoni sono un gradito aiuto in certi tratti.
Per monti e valli a corsa Il trail running è una disciplina relativamente giovane, ma assolutamente in voga. Nella riserva naturale di Hohgant-Seefeld gli itinerari di corsa si snodano attraverso paesaggi molto diversi tra loro. → TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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A
ttenzione a non inciampare! A destra la discesa verso la Valle di Justis, a sinistra una parete d’erba in forte pendenza. Riduco la velocità e mi concentro su ogni passo che compio in questo tratto lungo il sentiero di montagna tra il Gemmenalp e il Niederhorn. Lo ammetto, invece di correre potrei semplicemente camminare, ma qualche mese fa sono stato contagiato dalla febbre del trail running. Prima di conoscere quest’attività sportiva, facevo un po’ di jogging come allenamento per l’alpinismo, poi però è subentrata una leggera noia. Per contro, il trail running su percorsi escursionistici in montagna non smette di affascinarmi. Si sale e si scende, il paesaggio è affascinante e molto variato a seconda della struttura del terreno. Devo mantenere alta la concentrazione, mentre con il jogging in pianura posso far scorrere i pensieri liberamente. Inoltre il trail running ha un effetto positivo sul corpo mantenendolo in forma. La corsa in salita raf-
Il percorso trail offre uno stupendo panorama.
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forza la muscolatura delle gambe, il terreno che cambia costantemente stabilizza le articolazioni dei piedi, favorisce la flessibilità e l’equilibrio. Allo stesso modo possono essere migliorati agilità e coordinamento. A dire il vero però corro sui percorsi di montagna anche per godermi il piacere del contatto con la natura. L’aria è pura e chi ha un occhio di riguardo per il paesaggio circostante, scopre sempre nuove cose. Come ad esempio quando scorgo degli stambecchi che brucano sul Burgfeldstand in mezzo a fiori alpini dai fantastici colori. Ecco, ora il sentiero si allarga di nuovo e posso già vedere la mia meta e punto di partenza, il Niederhorn.
Un mantra aiuta a correre Il mio scenic trail è cominciato alla stazione a monte del Niederhorn, che ho raggiunto comodamente con la funivia.
Da qui dapprima si scende in direzione di Flösch e poi, attraversando l’Häliloch, si raggiunge l’Alpe Oberburgfeld. Il tratto è ideale perché il corpo non deve dare il massimo già all’inizio. È un privilegio correre in una cornice così suggestiva. Parte del trail scorre all’interno della riserva naturale di Hohgant-Seefeld. È caratterizzata da brughiere, formazioni carsiche con grotte profonde e ramificate, boschi di pini silvestri e una flora tipica delle alpi calcaree. Quando fa bel tempo la vista da quassù è semplicemente mozzafiato. Con il trio di picchi maestosi Eiger, Mönch e Jungfrau davanti agli occhi e il lago di Thun ai piedi attraverso il fianco montano in direzione del Gemmenalphorn. A Oberberg inizia la salita sulla vetta di 2061 metri. A questo punto, con 220 metri di dislivello, si deve affrontare il tratto più ripido. Un esperto di trail running mi ha consigliato di crearmi un mantra per correre. Allora, ispirandomi al libro di arrampicata di Tommy Caldwell, ho
DOSSIER scelto Push». Mi aiuta a non mollare e a trovare le necessarie energie di riserva. Passo dopo passo supero un paio di escursionisti e riesco a mantenere il ritmo della corsa sino al punto pi alto. Una volta arrivato sulla vetta devo dapprima respirare profondamente per calmare il battito cardiaco. ale la pena riposarsi un momento. ui infatti la vista panoramica a 360 gradi su una della pi belle riserve naturali della Svizzera straordinaria. allo Augstmatthorn al Lombachalp e l’Hohgant, ai cui piedi si staglia il arrenfeld Innerbärgli, sino al roccioso Trogenhorn. In questa regione dell’Emmental viene voglia di percorrere tutti gli itinerari, prima o poi. Si pu anche correre da riz ad abkern attraverso il Passo del Grünenberg oppure dall’Alpe Lombach all’Harder passando dall’Augstmatthorn. I tanti sentieri escursionistici possono essere combinati a piacere e offrono una grandioso palestra tutta da scoprire per gli appassionati di trail running. ◆
Molto importante per il trail running è avere il giusto equipaggiamento.
Consigli per far i primi passi
Belle tratte di trail running
Si distinguono diverse forme di trail running. Il cross running è la corsa su strade sterrate o sentieri boschivi senza grandi ostacoli. Nel cross trail si corre su percorsi escursionistici e di montagna con salite e discese anche ripide. Più estremo è il trail adventure, dove si corre su tratti alpini e si raggiungono vette anche alte. E infine l’ultra trail che porta a compiere itinerari molto lunghi e impegnativi.
Giura St. Imier–Chasseral 42 km – 3.40 ore – 1123 hm
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Oberland bernese Hohgant-Seefeld 8,4 km – 1.30 ore – 320 hm Gemmenalphorn (2061 m)
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Burgfeldstand (2063 m)
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CARTA KEYSTONE
Oberburgfeld (1838 m)
Niederhorn (1933 m)
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Scegliere un percorso che permette, ad intervalli, di inoltrarsi sul terreno. In questo modo il corpo può adattarsi alle nuove condizioni. Provare diversi fondi ed allenarsi gradualmente ad affrontare il terreno.
Oberland bernese Helsana Trail Gstaad–Saanen 6,5 km – 0.45 ore – 36 hm Svizzera centrale Engelberg «End of the world» 11 km – 1.30 ore – 764 hm Grigioni Passo del Forno–Piz Daint 10,7 km – 2.20 ore – 856 hm Ticino Robiei Trail 11,5 km – 3 ore – 1086 hm
Non forzare il ritmo della corsa. Controllare il battito cardiaco con un apparecchio apposito. Scegliere brevi trail di montagna con lievi pendenze. Prevedere esercizi per rafforzare la muscolatura delle gambe e del tronco. Il salto con la corda rafforza la muscolatura dei piedi e delle gambe. Esercizi di equilibrio in un ruscello (saltare di pietra in pietra). Bere a sufficienza durante la corsa. Rispettare le riserve naturali, non uscire dai percorsi.
LISTA DI CONTROLLO L’equipaggiamento per il trail running dipende dal tipo di terreno. In ogni caso è meglio scegliere scarpe solide con suola profilata. L’equipaggiamento base: Scarpe da trail con suola profilata Indumenti da corsa traspiranti, impermeabili e antivento Protezione solare (cappello, occhiali e crema) Zaino da trail (10 litri) con sacca idrica, indumenti di ricambio e snack Orologio GPS da corsa Torcia frontale Bastoni da trail Farmacia d’emergenza Telefonino Per il reportage abbiamo testato l’equipaggiamento dei marchi Scott, Black Diamond e Suunto.
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Bella da far paura Da oltre trent’anni in Svizzera 1819 torbiere alte e paludi basse nonché 89 zone palustri di importanza nazionale sono protette mediante un articolo della Costituzione federale. Una fortuna per gli amanti della natura che vi trovano la pace e ricaricano le batterie in mezzo a piante tanto rare quanto affascinanti. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER
A
ncora oggi l’immagine della palude legata alla paura di venire inghiottiti da questa zona di passaggio tra la terra ferma e l’acqua. In realtà invece le paludi o torbiere non sono altro che fantastiche oasi di pace con una vegetazione speciale e rara. Ad esempio la torbiera alta di Büsselimoos vicino a Berna. La relativamente piccola riserva naturale di 3,5 ettari di superficie caratterizzata da una quantità particolarmente grande di pennacchi a foglie larghe. A inizio estate il perianzio dei fiori forma una specie di enorme tappeto bianco di due ettari nella torbiera alta del Büsselimoos. n’altra pianta particolare la rosolida, una specie carnivora che attira gli insetti mediante speciali profumi, li stordisce e poi se ne appropria.
Il 90% di tutte le torbiere è scomparso Contrariamente a molte altre torbiere in Svizzera, quelle di Büsselimoos non sono state drenate n usate a scopo agricolo. La loro origine risale a 10 000– 12 000 anni dopo il ritiro dei ghiacciai. Negli ultimi 200 anni in Svizzera scomparso il 90 percento di tutte le torbiere. ato che per i contadini non avevano valore e gli insetti che vi vivevano erano portatori di malattie, nel 19 secolo si cominci a drenarle e a bonificarle. i vennero costruiti dei sentieri e vennero rese coltivabili. elle torbiere alte venne ricavata la torba da usare nei giardini o come combustibile. La torba un materiale che si origina dall’accumulo progressivo delle parti morte dei vegetali che crescono nella torbiera. In alcune località della Svizzera si and avanti a eliminarle addirittura sino agli anni ovanta. Molte torbiere basse vennero decimate, perch ruscelli e fiumi vennero canalizzati per prevenire inondazioni. Soltanto nei giorni nostri riconosciuto appieno il valore ambientale 14 touring | luglio / agosto 2019
delle torbiere: trattengono grandi quantità di precipitazioni, legano il CO2 tra i vari strati e offrono un habitat naturale a piante rare.
Protezione dal 1987 Alcune torbiere godevano di protezione già da prima, ma in maniera generalizzata lo sono solo a partire dal 198 con l’approvazione dell’iniziativa popolare per la protezione delle paludi, la cosiddetta iniziativa othenthurm. a allora 126 torbiere basse, 551 torbiere alte e 89 zone palustri sono dichiarate di importanza nazionale per la loro particolare bellezza e sono protette tramite un articolo della Costituzione federale. Inoltre esistono ancora numerose torbiere alte e basse la cui protezione garantita da ordinamenti cantonali e comunali. Coloro che si sono già confrontati con questo tema conoscono la zona palustre dell’Entlebuch nel Canton Lucerna che dal 2001 riconosciuta ufficialmente come riserva della biosfera dall’ nesco. Su una superficie di 400 m 2 si trovano 44 torbiere alte, 61 torbiere basse nonch quattro grandi paesaggi palustri: si tratta della pi alta concentrazione di paludi protette in Svizzera. Tuttavia il cantone pi ricco di paludi e torbiere Berna. ui si trovano 18 torbiere basse e 9 torbiere alte d’importanza nazionale ad esempio dall’isolata torbiera alta di Chaltenbrunner sopra Meiringen a quella facilmente raggiungibile di Büsselimoos. Il 20 percento di tutte le torbiere e paesaggi palustri che sono protetti a livello costituzionale si trovano su territorio bernese», afferma uedi eller, e incaricato cantonale per la protezione delle torbiere. Grazie alla loro quiete le paludi sono luoghi ideali per riposarsi e rilassarsi e sono un posto estremamente affascinante per coloro che hanno la botanica come hobby: Proprio nelle torbiere alte cre-
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DOSSIER
Questa torbiera di 3,5 ettari è ben conservata ed è protetta a livello nazionale dal 1983.
La particolarità di Büsselimoos è la ricca presenza di pennacchi a foglie larghe.
Büsselimoos vicino a Berna è una delle 98 torbiere alte del cantone ricco di zone umide.
Anche la rosolida carnivora (drosera rotundifolia) che cresce qui è una pianta affascinante.
Questo muschio forma strati di torba dello spessore anche di un metro per lunghi periodi.
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DOSSIER La lucertola palustre vive nelle torbiere alte della regione fin dal ritiro dei ghiacciai.
La bella Andromeda polifolia (rosmarino di palude) è una delle sette tipiche piante delle torbiere alte.
Cumuli di sfagni visibili in superficie intervallati da depressioni.
Anche la carice brunastra cresce a Büsselimoos. Fa parte della famiglia delle ciperacee.
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scono particolari tipi di piante, che non esistono altrove e che negli ultimi 180 anni sono scomparse al 90 percento». Per riuscire a conservare il 10 percento rimasto, vale la pena impegnarsi a fondo.
alle torbiere alte l’approvvigionamento di nutrienti maggiore. Per questo motivo qui si diffondono piante pi esigenti rispetto all’habitat naturale, che rendono queste torbiere pi ricche di specie.
Per saperne di più
«Mummie di palude»
Torbiere alte: anche dette sfagneti, non hanno contatto con l’acqua sotterranea e vengono alimentate unicamente da precipitazioni. ato che la pioggia scarsa di minerali, hanno una vegetazione particolare. La loro vegetazione di solito ben riconoscibile per la presenza di cumuli di sfagni particolari muschi di torbiera intervallati da depressioni pi o meno profonde. La torbiera alta di regola rappresenta il risultato dell’evoluzione di una torbiera bassa: questo processo passa attraverso la formazione della cosiddetta torbiera intermedia, o di transizione, che presenta caratteristiche morfologiche, del suolo e della vegetazione intermedie rispetto ai due tipi principali.
In uropa sono noti 00 casi delle cosiddette mummie di palude resti umani conservati dentro una torbiera soprattutto in Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, animarca e Germania settentrionale. La maggior parte dei cadaveri risalgono all’era del ferro e sono maschi. A causa della mancanza di ossigeno e dell’acidità nell’acquitrino non sono presenti microrganismi che possano decomporre i cadaveri. In particolare la grande quantità di acido tannico disciolto nell’acqua contribuisce al perfetto stato di conservazione. In taluni casi stato possibile addirittura riconoscere i lineamenti del viso, capelli e abbigliamento. I ricercatori non sono concordi su chi siano questi individui: criminali condannati, persone assassinate, che vennero fatti sparire nelle paludi o vittime sacrificali Si tende a quest’ultima spiegazione per la tipologia della violenza subita e per il fatto che un tempo si credeva che le paludi fossero abitate da spiriti e che costituissero un passaggio verso l’aldilà. ◆
Torbiere basse: si formano quando in un avvallamento si raccoglie acqua ricca di sostanze nutritive o quando laghi o stagni si colmano a causa del graduale deposito di torba. engono alimentate da acqua sotterranea e di superficie ricca di minerali. ispetto
DOSSIER
Oasi verdi in città New York ha il Central Park, Londra l’Hyde Park e Amburgo il Planten un Blomen. Anche nelle città svizzere si trovano stupende oasi verdi che permettono di sfuggire allo stress del traffico e alla tristezza del cemento. Ecco qualche consiglio, da Basilea fino a Locarno.
TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Nell’antico Orto Botanico di Zurigo, relax assicurato.
Zurigo – Il luogo di forza profumato alle erbe Non lontano dalla nota Bahnhofstrasse, dove lo spazio dominato da vetro e cemento, troneggia l’antico rto Botanico di urigo. Situato sull’antico bastione ur atz», quest’oasi incantata offre pura quiete e vista panoramica. alla sua creazione nel 1833 il parco non ha perso il suo charme: la ricca fauna, i profumi allettanti dell’orto con le erbe aromatiche e le panchine in angoli intimi rendono questo giardino un vero e proprio luogo di forza in mezzo al centro finanziario della Svizzera. Il parco aperto dalle alle 19 e durante l’inverno dalle alle 18. luglio / agosto 2019 | touring
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Lucerna – All’ombra della storia Le Mura del Musegg con le sette torri formano l’antico confine cittadino di Lucerna e oggi è un luogo turistico molto frequentato. Le mura sono accessibili e offrono una vista panoramica stupenda sulla città, sul lago, e naturalmente anche su Pilatus e Rigi. A solo un paio di minuti a piedi di distanza dal nucleo storico, davanti alla Torre Schirmer si trova un minuscolo parco anche con la possibilità di sedersi. Un angolo veramente particolare per rilassarsi nella pausa pranzo, riposarsi dallo shopping, mangiare un gelato oppure anche semplicemente rinfrescarsi all’ombra degli alberi godendosi le mura ricche di storia.
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Dietro le Mura del Musegg si nasconde una stupenda vista sulla città di Lucerna.
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GREEN CITY INDEX Nel 2018 l’agenzia Travel Bird ha pubblicato il Green City Index. Lo studio indica tra l’altro le città che hanno più metri quadrati di verde per abitante. Ecco le città più verdi al mondo:
Losanna – Il prato dal tocco nobiliare A margine del quartiere di uchy, direttamente sul lungolago del Lemano e nelle immediate vicinanze del Museo limpico, si estende il Parco enantou. La grande area pubblica con i suoi rododendri, camelie, frassini e piante esotiche nonch l’ampio prato erboso considerato il pi bel parco di Losanna per alcuni addirittura dell’intera Svizzera. Qui si danno appuntamento pedoni, ciclisti, s ater e in generale persone in cerca di sole e di ozio. al 200 il oyal Thai Pavillon ha conferito un tocco di nobiltà all’ambiente. Il gioiellino dorato fu un regalo del defunto re tailandese Bhumibol, che dal 1933 al 1951 visse a Losanna. Con un’altezza di 16 metri il pi grande padiglione tailandese mai costruito nell’emisfero occidentale.
1. Reykjavik (Islanda), 410,84 m2 2. Auckland (Nuova Zelanda), 357,20 m2 3. Bratislava (Slovacchia), 332,99 m2 4. Göteborg (Svezia), 313,87 m2 5. Sydney (Australia), 235,73 m2 6. Praga (Cechia), 220,54 m2 7. Roma (Italia), 166,47 m2 8. Berna (Svizzera), 131,73 m2 9. Amburgo (Germania), 114,07 m2 10. Riga (Lettonia), 113,04 m2 … 22. Zurigo (Svizzera), 79 m2
Basilea – Il parco di 847 alberi Il Royal Thai Pavillon al Parco Denantou di Losanna rilascia una pace esotica.
Con ben 9,1 ettari di superficie, il Kannenfeldpark, nella periferia occidentale della città, è la più vasta area verde di Basilea. Oltre 800 alberi di 180 specie diverse rendono il parco un’oasi verde molto apprezzata sia dagli abitanti che dai turisti. Al suo interno si trovano numerosi giochi, fontane, un chiosco, un teatro, una capanna di legno e un roseto. Per avvicinare i visitatori alle rarità arboree presenti nel parco è stata creata una guida che li conduce lungo il sentiero didattico degli alberi.
Ginevra – La perla sul lago La seconda città più grande della Svizzera conta anche fra quelle più pittoresche – non da ultimo grazie alle sue numerose aree verdi. Una particolarmente bella è il Parc de la Perle du Lac sulla riva destra del Lemano. Sia la gente del posto che i visitatori da tutto il mondo cercano pace e frescura nel grande parco pubblico, dove hanno a disposizione sedie a sdraio per gustarsi la vista magica sul Monte Bianco. Nei mesi di luglio e agosto inoltre vengono proiettati gratuitamente dei film.
Locarno – Il labirinto dei fiori Dal 2005 il Parco delle Camelie a Locarno attira gli amanti dei fiori e della pace in mezzo alla natura. L’oasi di 10 000 m² di superficie sul Lago Maggiore custodisce 850 varietà di camelie, 30 siepi che formano una sorta di labirinto, due stagni con giochi d’acqua, un padiglione didattico nonché un piccolo anfiteatro. Il parco delle camelie è aperto dalle 9 alle 18, in inverno sino alle 16.45. Ogni primavera il parco viene tirato a lucido per la famosa Festa delle Camelie (ingresso all’evento 10 franchi). luglio / agosto 2019 | touring
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Luoghi sognati
Un posto per decelerare
Invitati a chiudere gli occhi, il 34% degli svizzeri sognano di essere trasportati al mare, il 27% ai bordi di un lago appartato e il 21% vorrebbe riaprirli su un’alpe coperta di fiori.
Nella natura A casa propria Intorno a casa (balcone, giardino) Attività dentro casa
Mai senza la mia doccia! Gli uni non rinuncerebbero per nulla al mondo al comfort, neanche durante le vacanze nel verde, gli altri sono sollevati al pensiero di disconnettersi fuoriporta. Uno studio commissionato da Svizzera T rismo fa luce sul rapporto che intratteniamo con la natura. Tu Turismo
Fuori, in città / in paese Altrove Addio stress: la maggioranza degli svizzeri stacca la spina nella natura.
Attività praticate nel verde Escursionismo, trekking
TESTO ALINE BEAUD | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
Nuoto, immersioni Footing Ciclismo su strada Rampichino (Mtb)
La natura dietro l’angolo, o quasi
Sport acquatici (kayak, surf...) Arrampicata, alpinismo
Quasi un quarto degli svizzeri interpellati si ritrova nella natura appena varcata la porta di casa. La metà circa abita a meno di 10 minuti, il 30% a più di una decina di minuti dal verde.
Svizzeri grandi camminatori: 4 su 5 fanno escursionismo o l’hanno fatto in passato, mediamente 6,3 giorni all’anno.
A tu per tu con gli animali a selvatici ali L L’ L’84 84 percento degli svizzeri hanno già osservato una volpe in piena natura, il 73% una lepre, il 63% una marmotta, il 60 un camoscio e il 55 hanno avvistato uno stambecco. 20 touring | luglio / agosto 2019
DOSSIER
Accoglienza Solo uno su tre svizzeri vorrebbe trascorrere una notte sotto il cielo stellato. Per contro, alloggiare in un rifugio di montagna, purché provvisto di acqua calda, piacerebbe al 64%.
Attrazioni naturali natural ra i in Svizzera ral UK 72%
FR
65%
35
20%
vicinissimo a casa 20%
30%
40%
50%
60%
70%
59%
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nel mio paese
60%
in un altro paese
Bellezze di casa nostra: solo il 21% degli svizzeri pensa che vi siano posti più belli all’estero, contro il 40% degli olandesi. In totale, il 41% degli svizzeri dichiara di apprezzare la natura vicino a dove vivono.
32% 32%
20%
8%
29%
Un minimo di comfort
20% 10%
40 40%
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27 30 0%
13%
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47
36
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NL
18%
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28
CH
24%
24
14
DE
41%
10%
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20%
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40%
ancora oggi
50%
60%
70%
80%
in passato
Senza campo
Campeggio Oltre la metà degli svizzeri ha già dormito più volte in tenda da adulti, il 19% lo ha fatto almeno una volta.
Ritrovarsi in qualche posto senza connessione suscita sentimenti contrastanti. Il 4% si sente stressato temendo di perdersi qualcosa d’importante, il 13% si agita immaginandosi che capiti qualcosa. Sapere di non essere raggiungibili è liberatorio per un quarto, mentre il 35% si sente rilassato perché nessuno lo disturba.
Oltre la metà degli svizzeri confessa di non poter fare a meno della doccia lontano dalla civiltà, né di un letto comodo. Abiti puliti mancherebbero al 31%, il telefonino funzionante invece solo al 15 percento.
Fonte: «La nature, lieu d’évasion et de régénération dans le contexte d’une société toujours plus compétitive», sondaggio condotto dall’Istituto demoscopico Sotomo su incarico di Svizzera Turismo, maggio 2019. Nel complesso sono state raccolte 5340 opinioni, di cui 2117 in Svizzera.
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L’isola che c’è
1)
Cime innevate, foreste verdeggianti e laghetti cristallini, è per queste bellezze naturali che è nota la Svizzera. Ma se in estate cercate un’isola, non dovete andare lontano. Anche da noi si trovano fantastici lembi di terra bagnati dalle acque. TESTO DINO NODARI
V
edendo l’immagine di una spiaggia soleggiata su un’isola, sono in pochi a pensare che si trovi in Svizzera. ppure anche qui ve ne sono, e non hanno niente da invidiare alle rivali pi famose. Su alcune si scoprono ruderi e castelli intatti, altre sono sede di monasteri e solo poche sono in mano privata. Come ad esempio il Castello di Mauensee su un’isola nel mezzo dell’omonimo lago situato nel Canton Lucerna. Chi non dispone dei mezzi finanziari necessari per permettersi un’intera l’isola tutta per sé, pu comunque godersi delle magnifiche giornate da obinson Crusoe senza varcare i confini elvetici.
2) 3)
1) Isola di Ogoz L’isoletta nel Lago della Gruyère sorta nel 194 in seguito al completamento del bacino artificiale. spita le rovine di un castello con due torri e una cappella e pu essere raggiunta con una chiatta o a piedi quando il livello dell’acqua basso.
4)
2) Isole Lorelei Nelle giornate di sole garantiscono atmosfere caraibiche. all’inaugurazione nel giugno 2005, le isole costituite di 3,3 milioni di tonnellate di roccia dello scavo del tunnel ferroviario di base del San Gottardo sono diventate un’apprezzatissima meta per gitanti nel Lago di ri.
3) San Pancrazio La pi grande delle Isole di Brissago nel Lago Maggiore gode di un clima particolarmente mite. Ad approfittarne pure il mondo vegetale. el Giardino botanico possono essere ammirate 1700 specie di piante provenienti da ogni continente. 10)
4) Nel lago di Cauma Nei pressi di Flims nel Canton Grigioni si trova il Lago di Cauma. no specchio d’acqua famoso anche grazie alla sua temperatura rispetto agli altri laghetti di montagna perch alimentato da sorgenti sotterranee calde. L’isola in mezzo al lago pu essere raggiunta a nuoto. 22 touring | luglio / agosto 2019
FOTO KEYSTONE (3), WIKIPEDIA (6), MW (1)
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5)
5) Schwanau La piccola isola nel Lago di Lauerz (SZ) è lunga solo 200 metri e nel punto più largo ne misura appena 55. Idilliaca, offre una stupenda vista sia sui due Mythen che sul Rigi. Il ristorante sull’isola fa di questo luogo un’oasi di pace e piacere culinario. 6)
6) San Pietro L’unica isola nel Lago di Bienne oggi è solo una penisola perché nel 19° secolo venne collegata alla terraferma. Utilizzata già dai romani, divenne famosa grazie ai soggiorni descritti da Jean-Jacques Rousseau e Johann Wolfgang Goethe.
7) Schönenwerd
7) 8)
Ufenau e Lützelau nel Lago di Zurigo sono ben note e apprezzate tappe escursionistiche. Meno conosciuta invece l’isola di Schönenwerd davanti a Richterswil. Ci si arriva in battello o a nuoto. Questo splendido pezzetto di terra venne acquistato all’asta nel 1848 dal Comune di Richterswil per 100 franchi – una bagatella per i nostri giorni!
8) Castello di Chillon
9)
L’isola che custodisce uno dei castelli più fotografati al mondo si trova a cinque chilometri a sud di Montreux. Il Castello di Chillon troneggia su un isolotto roccioso sulla riva orientale del Lago Lemano. L’isola è separata dalla riva solo da una fossa larga dieci metri.
9) Castello di Bottmingen È verosimilmente l’unica isola della Svizzera con una propria fermata del tram. Anche se chiamarla isola è forse un po’ esagerato, visto che è tutta occupata dal Castello di Bottmingen (BL), raggiungibile con il tram numero 10 direttamente dalla stazione FFS di Basilea.
10) Castello di Wörth La piccola isola è raggiungibile attraverso un ponte di legno dalle rive del Reno a Neuhausen (SH). Nel Medioevo il Castello di Wörth serviva da piazza di trasbordo merci. Trasformato in ristorante, offre una vista mozzafiato sulle Cascate del Reno. ◆ luglio / agosto 2019 | touring
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Quando l’oro blu offusca la Fata verde
L’assenzio e l’acqua, un’unione naturale nella Val-de-Travers.
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DOSSIER Il ponte del Sautde-Brot, lungo il corso dell’Areuse, è stato riparato più volte.
alla fontana, un distillatore locale mette a disposizione dei camminatori una bottiglia d’assenzio e dei bicchieri. Un salvadanaio permette di lasciare un’offerta e un numero di telefono garantisce un rifornimento in caso di penuria. Il gesto generoso, ma meglio accettarlo al ritorno! Il sentiero per accedere alle prime cascate calcolare almeno un’ora di cammino si fa quasi subito ripido ed ritmato da passaggi con scalini impietosi per delle gambe poco allenate. per raggiungere Fleurier sono necessarie non meno di quattro ore supplementari!
I capricci dell’Areuse
La Val-de-Travers (NE) è la culla dell’assenzio. Uno scenario calcareo sorprendente ha generosamente dotato la regione di acqua, assolutamente indispensabile alla sovversiva bevanda. L’elemento liquido e la roccia qui si uniscono armoniosamente offrendo sensazioni indimenticabili. REPORTAGE JÉRÔME LATHION | FOTO NATHALIE LATHION-RUDIN
S
copriamo allora alcune bellezze caratteristiche della al-de-Travers in terra neocastellana, in compagnia di uno dei suoi ospiti pi illustri: ean- acques ousseau (1712–1778). Scacciato dalla sua città d’origine dopo aver pubblicato L’Emilio, il filosofo ginevrino trov asilo dal 1762 al 1765 a Môtiers, a quel tempo in terra prussiana. Camminatore instancabile, l’uomo dei Lumi pot appagare qui la sua passione per le escursioni meditative come quella, per lui nascente, della botanica.
Il suo erbario conservava tracce del grande e del piccolo assenzio, della melissa oppure dell’issopo Lo ignoriamo. per contro certo che l’assenzio, il distillato ricavato tra l’altro da queste piante, nacque a Couvet alla fine del suo secolo. iventato blu o Fata verde», conquist poi progressivamente il mondo intero nel corso del secolo seguente. Ma l’acqua pura, il suo indispensabile complemento, era già acclamata dal filosofo in questi luoghi: Non saprei esprimere quanto sia gradevole la vista di tutte queste belle acque in mezzo alle rocce e ai boschi nei momenti di calura …), e si sarebbe tentati di berne senz’aver sete», scriveva al maresciallo di Lussemburgo nel 1763.
Cascata e grotta Oltre alla sua residenza diventata museo, si pu scoprire in prossimità del villaggio, camminando lungo il margine della foresta, la cascata di Môtiers, fiancheggiata dalla grotta di ousseau». L’antro, che serve da rifugio a diverse specie di pipistrelli, fu un ritiro caro al filosofo in esilio. Nelle vicinanze, anche le gole della Poëta aisse meritano d’essere scoperte. All’inizio dell’escursione, va segnalata una simpatica curiosità: la Fontana di Louis. In una scatola attigua
Lasciamo quindi questo sforzo agli escursionisti pi agguerriti e optiamo per un’altra passeggiata, familiare e imperdibile: le gole dell’Areuse. La miglior cosa lasciare l’auto alla stazione di Noiraigue, prima di seguire il corso d’acqua per un’escursione di oltre tre ore. uesta gita consente d’estraniarsi dal mondo accompagnati dalla musica mutevole delle acque, diventando per oltre 10 m lo spettatore di tutti i capricci possibili di un fiume e del suo ambiente. opo un’oretta di cammino accanto al fiume, ancora relativamente calmo, si raggiunge il ponte del Saut-de-Brot. iverse volte vittima delle piene, l’arcata stata riparata a pi riprese e si presenta nel suo aspetto attuale dalla fine del 19 secolo. il manufatto pi antico di un percorso che ne conta diversi. ui l’Areuse penetra nelle prime falesie calcaree. Superata questa gola, il fiume si calma poco a poco. Il suo corso si amplia, la foresta lascia spazio ad alcuni prati e compaiono le prime abitazioni,
Il Creux du Van, vasto anfiteatro calcareo scolpito dall’erosione.
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DOSSIER La cascata della Poëta Raisse si scopre partendo da Môtiers.
LA VAL-DE-TRAVERS IN BREVE Informazioni, consigli e documentazione turistica possono essere ottenuti nel centro d’informazione locale di Neuchâtel Tourisme, Place de la Gare, 2103 Noiraigue, tel. 032 889 68 96. Anche il sito del comune di Val-de-Travers fornisce informazioni. neuchateltourisme.ch val-de-travers.ch
I sentieri escursionistici sono chiaramente segnalati grazie a Neuchâtel Rando, Espacité 1, 2300 La Chauxde-Fonds. neuchatelrando.ch
Per sapere tutto sulla Fata verde, la sua abolizione (nel 1910 in Svizzera) e il suo ritorno (nel 2005), senza dimenticare l’epoca della clandestinità – ma qui si preferisce parlare di «resistenza» –, non può mancare una visita alla Maison de l’absinthe (GrandRue 10, 2112 Môtiers). Questo piccolo museo, recente ed istruttivo, è anche un luogo in cui è presentata la produzione di una trentina di distillatori, ossia circa la metà dei produttori locali. Ai visitatori viene proposta una degustazione. Da notare che l’associazione Pays de l’Absinthe, transfrontaliera, propone grazie alla Route de l’absinthe, un itinerario di scoperta dalla Val-de-Travers a Pontarlier (F), un altro grande centro di produzione non lontano dal confine. maison-absinthe.ch routedelabsinthe.com
incluso un hotel ideale per una meritata sosta. ccoci arrivati a Champ-du-Moulin, dove ritroviamo ean- acques Rousseau, che ne aveva fatto un punto di partenza privilegiato per le sue escursioni botaniche. I pochi chilometri che ci separano ancora dal Pont des Clées costituiscono decisamente l’apice della gita: qui infatti l’Areuse riprende un vigore straordinario e s’insinua fragorosamente nelle gole, profonde e impressionanti. Uno spettacolo che si pu assaporare dalle passerelle soprelevate. Si pu in seguito seguire il fiume fino a Boudry, 26 touring | luglio / agosto 2019
da dove raggiungerà tranquillamente il lago di euchâtel. ppure eccovi un’altra variante, lasciare le sue rive e dirigersi verso la stazione di Bôle, per prendere il treno che in un quarto d’ora riporta a oiraigue, dove avevamo lasciato l’automobile.
Il maestoso Creux du Van Le gole dell’Areuse fanno parte della bandita federale di caccia del Creu du Van. Sarebbe peccato lasciare la al-deTravers senza una riverenza all’omonimo sito. L’accesso alla cima del maestoso anfiteatro calcareo, che da 20 000 anni veglia sull’entrata della valle, pu
essere effettuato a piedi partendo da oiraigue 1 m). In auto, si raggiunge pi comodamente la sua cima seguendo le indicazioni disponibili da Couvet e fino alla Ferme de Soliat 1386 m). ui un sentiero di circa un chilometro permette di passeggiare sul bordo della falesia, alta oltre 160 m, e di vedere il lago e il litorale neocastellano. La storia di questo circo unico risale a 200 milioni d’anni fa, quando un mare depose degli strati sedimentari. Col passare del tempo, l’erosione glaciale, poi fluviale, perfezionarono il capolavoro. In un certo senso, un’altra storia d’acqua ◆
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Libertà su una Libertà su una Libertà su una moto Chopper moto Chopper moto Chopper Pronti per un giro in moto Pronti perescono un giro entusiasmante! Ad ogni ora dalin moto Pronti per un giro in moto garageentusiasmante! tre moto con i motori rombanti Ad ogni ora escono dal entusiasmante! Ad ogni ora escono dal garage tre moto con i motori rombanti garage realizzato tre moto con icon motori L’orologio da parete, il rombanti design
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da un pendolo in metallo e due pesi a forma
di pistoni. Madi la pistoni. cosa più straordinaria accade ad ogni ora quando tre più motociclisti escono dal ad garage Ma la cosa accade ogni con Ma larombanti cosa straordinaria più estraordinaria accade ad ora ogni iquando motori si accende la luce delle fi- ora tre motociclisti escono dal garage con quando tre motociclisti esconoNon dal sigarage con nestre e sul manifesto lasci i motori rombanti e sipubblicitario. accende la luce delle fii motori rombanti e si accende lasubito! luce delle fisfuggire questa opportunità ed ordini nestre e sul manifesto pubblicitario. Non si lasci
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BUONO D’ORDINE ESCLUSIVO Termine di ordinazione: 12 agosto 2019 BUONO D’ORDINE ESCLUSIVO No.didiordinazione: riferimento:12 61498 / 01-17513-001 Termine agosto 2019 BUONO D’ORDINE ESCLUSIVO Sì, ordino l`orologio da parete Termine di ordinazione: 12 agosto 2019 No. di riferimento: 61498 / 01-17513-001 Libertà su una moto Chopper Sì, ordino l`orologio parete No. dida riferimento: 61498 / 01-17513-001 Pagherò in contrassegno al ricevimento della merce Libertà su una moto Chopper Sì,importo ordino l`orologio da parete l’intero contrassegno al ricevimento Pagherò in rate Libertà sumensili una moto Chopperdella merce l’intero importo Pagherò in mensili contrassegno al ricevimento della merce Pagherò in rate
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Un festival per la mobilità che verrà La mobilità come la viviamo oggi è destinata a cambiare profondamente. Nel mese di settembre, l’Accademia della mobilità del TCS inaugurerà l’Arena svizzera della mobilità a Berna. Abbiamo chiesto al direttore Jörg Beckmann di parlarci di quest’inedito Festival dell’innovazione. INTERVISTA DINO NODARI | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Lei dove ravvede le maggiori sfide nell’ambito della mobilità?
Jörg Beckmann: predisporre nuove tecnologie e nuovi modelli commerciali nell’ottica più vasta di preservare ambiente e risorse. Ispirandoci al motto «A far la cosa giusta si fanno soldi» dobbiamo ripensare l’economia dei trasporti se vogliamo muovere merci e persone in maniera sostenibile. Se saprà rispondere alla crescente disponibilità ad agire contro il cambiamento climatico, il settore potrà trasformarsi in potente motore d’innovazione nell’interesse della società nel suo insieme. Cosa sono, secondo lei, offerte di mobilità sostenibili?
Ogni soluzione capace di migliorare l’efficienza energetica nonché l’utilizzo dello spazio e i servizi di trasporto per il benessere delle generazioni odierna e future. Cruciale in tal senso il passaggio dalla propulsione a combustione a quella elettrica. Altresì centrale sviluppare interfacce tra trasporti pubblici e traffico motorizzato individuale in chiave vieppiù collaborativa. Condividendo quanto più sistematicamente veicoli, percorsi e infrastrutture, otterremo un più proficuo grado di sfruttamento. Al tempo stesso vanno promosse forme di mobilità attiva, cioè a piedi e in bici. Ne è un esempio di successo Carvelo2go, la nostra piattaforma di condivisione di cargo bike elettriche. L’Arena della mobilità aprirà i battenti in settembre a Berna. Cosa vedranno i visitatori?
Il programma si articola lungo le tre principali linee di trasformazione in atto nella mobilità: l’elettrificazione dei trasporti, la mobilità condivisa e l’automatizzazione del traffico stradale con l’avvento dell’automobile a guida auto28 touring | luglio / agosto 2019
noma. Abbiamo invitato circa 200 relatori, provenienti dalla Svizzera e dall’estero, che affronteranno queste tematiche durante 4 giorni di workshop e dibattiti. I nostri partner svizzeri presenteranno i loro progetti innovativi in proprie sessioni e nel quadro della grande esposizione. Non v’è una vetrina paragonabile in Svizzera dove il pubblico interessato possa gettare uno sguardo tanto ravvicinato su cosa ci riserverà il futuro della mobilità. Qual è l’obiettivo dell’Arena?
Vogliamo creare un punto d’incontro per gli attori dei diversi comparti della mobilità, in piena evoluzione. Per risolvere le problematiche del traffico non possono continuare a rimanere ripiegati su sé stessi e parlare fra di loro, con le solite note cerchie. È soltanto nel dialogo, cooperando che grandi aziende affermate, piccole start-up pioneristiche, politici lungimiranti e ricercatori critici potranno farsi interpreti della transizione verso una mobilità durevole. Perché un evento di tale respiro?
Ci vuole una certa grandezza critica in termini di know-how, nazionale ed internazionale, per far emergere il nuovo. I protagonisti della nuova mobilità di paesi come la Svizzera, Germania, Austria, Francia, Olanda, Svezia, Danimarca e USA hanno bisogno di una grande palestra come l’Arena della mobilità dove riunirsi, scambiarsi le esperienze e imparare gli uni dagli altri. L’Arena offre loro momenti di confronto e scambio in pochi giorni ma tanto più fertili, in un unico luogo. La scaletta è molto densa.
Sì, come nel caso di un festival della musica, anche il nostro programma si svolge su tre palcoscenici paralleli. Il
tutto, in un’atmosfera distesa. Abbiamo studiato diversi formati che consentono contatti diretti; nessuno che viene a trovarci deve temere che le sue domande e i suoi commenti rimangano inascoltati. Nonostante il folto programma ciò che conta sono le occasioni di porre relatori ed espositori a tu per tu con i partecipanti. Non sarà quindi una fiera per soli addetti ai lavori?
Ci rivolgiamo sia ad un pubblico specialistico che a persone interessate. La tematica «Traffico & Mobilità» riguarda noi tutti, perché ci tocca nel quotidiano. D’altronde i partner espositori si rallegrano di poter raccogliere esperienze ed opinioni non filtrate dagli utenti, i primi fruitori dei servizi di mobilità che producono. È prevista un’edizione 2020?
Ma certamente! Desideriamo istituire l’Arena come un appuntamento fisso nell’agenda di tutti gli operatori del settore della mobilità svizzera. ◆
ARENA DELLA MOBILITÀ Scoprite la mobilità del futuro al maggiore forum svizzero per l’innovazione nei trasporti: la prima Arena svizzera della mobilità si svolge a Berna dal 16 al 19 settembre 2019. Ad organizzarla, l’Accademia della mobilità SA, affiliata del TCS, con il patrocinio pubblico dell’Ufficio federale delle strade USTRA, dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) tramite il suo programma SvizzeraEnergia nonché la Città e il Canton Berna. Ulteriori partner premium sono la Posta Svizzera, le FFS ed Energia 360°. mobilitaetsarena.ch
MOBILITÀ
«In Svizzera non v’è una vetrina paragonabile dove chi è interessato possa gettare uno sguardo su cosa ci riserverà il futuro della mobilità» Jörg Beckmann
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L’italiana convince
Quattro e-scooter Sottoposti a test Torrot Muvi, Kumpan 1954 Ri, Vespa Elettrica e Niu N1S (da s.).
Gli scooter a trazione elettrica sono attualmente molto richiesti. Il TCS ha esaminato quattro modelli disponibili in Svizzera e li ha testati nell’uso quotidiano. Una premessa: la qualità ha il suo prezzo, anche nel settore dell’elettromobilità. TESTO DINO NODARI | TEST LARS TANNER
L
a mobilità elettrica continua ad avanzare. apprima sono state elettrificate le bici, poi sono venute le auto ed ora la tendenza punta sugli e-scooter. uesti si prestano idealmente agli spostamenti nei centri abitati, non inquinano e sono praticamente silenziosi. n motivo sufficiente per il TCS, assieme all’A AC Automobil club tedesco), per testare quattro scooter elettrici disponibili in Svizzera. Tutti i modelli provati rientrano nella categoria A1 e hanno una velocità massima di 45 m/h. A partire dal 1 gennaio 2021, gli scooter saranno inclusi nella nuova categoria AM velocità massima di 45 m/h, cilindrata massima di 50 cc o potenza massima di 4 W e potranno essere guidati già a partire dai 15 anni. Gli e-scooter dovevano dare prova di s nei quattro seguenti criteri: uso quotidiano, ergonomia, propulsione e carat30 touring | luglio / agosto 2019
teristiche di guida. In sintesi, le differenze pi marcate si sono constatate nell’illuminazione, nei tempi di ricarica e nelle batterie estraibili, nei freni, nel raggio di autonomia della versione di base, nonch nel prezzo.
Scooter elettrico iconico n molto consigliato andato alla Vespa lettrica, lo scooter pi caro del test. L’italiana convince per la buona ergonomia e la migliore autonomia nella versione di base. Purtroppo, in questo scooter elettrico cult non possibile rimuovere la batteria, ma in compenso la espa offre un ampio vano oggetti sotto il sedile. Inoltre, vanta i tempi di ricarica pi brevi tra i modelli esaminati. A causa del suo peso elevato, la espa lettrica risulta difficile da spingere, per dispone di retromarcia integrata, il che aiuta.
La sorpresa venuta soprattutto dall’economico scooter iu 1S, che ha superato il test con un consigliato». Sotto il suo allestimento alla moda si cela una tecnica moderna e ben studiata. La batteria estraibile alloggiata nel pianale del veicolo. Ci abbassa il baricentro e consente anche di avere un capiente vano oggetti sotto il sedile. L’illuminazione si affida completamente alla tecnologia L , anche se la luce proiettata dal faro principale potrebbe essere migliore. Il iu non ha invece convinto nel test di frenata, inoltre ha registrato il tempo di ricarica pi lungo di tutti gli scooter esaminati.
Vince il test la Vespa che dispone della maggiore autonomia.
MOBILITÀ Ha concluso con un consigliato anche il Torrot Muvi. Le ruote da 16 pollici influiscono positivamente sulla stabilità di guida, ma il comfort delle sospensioni penalizzato dalla rigidità delle molle. Il comfort nettamente migliore con due persone a bordo, sebbene ci sia poco posto a causa del sedile corto e, per il passeggero, poche possibilità di tenersi saldo. Se per si circola da soli, il Torrot Muvi contrariamente al iu adatto anche a persone alte. L’illuminazione non riuscita a convincere gli esperti. nico tra gli scooter testati, il Torrot Muvi ha fallito il test in salita.
Problemi di software na brutta figura l’ha fatta il umpan 1954 i, che ha concluso il test solo con un consigliato con riserva». Il produttore ha promesso miglioramenti. ella versione di base, questo costoso scooter dispone dell’autonomia pi limitata. Il raggio si pu per estendere con set di batterie supplementari a pagamento. Durante il test il umpan stato penalizzato da continui problemi di software. La pessima illuminazione del faro ha
comportato un abbassamento della nota complessiva, poiché l’illuminazione costituisce un elemento essenziale per la sicurezza e così non garantisce una guida notturna sicura. Il umpan ha convinto invece per l’ottimo telaio, lo spazio sufficiente per le persone di alta statura e per un allestimento ben ideato con molte possibilità di stivaggio. Che la qualità abbia il suo prezzo, lo dimostra la espa lettrica. Comunque, anche possibile guidare uno scooter consigliato per metà del prezzo della espa, come dimostra il iu 1S. Il nettamente pi caro Torrot Muvi non riesce proprio a brillare, a causa della scarsa illuminazione e dell’esito negativo ottenuto nel test di pendenza. Il umpan avrebbe il potenziale per un piazzamento migliore, ma la scarsa illuminazione e l’elettronica inaffidabile hanno condotto al giudizio consigliato con riserva». Sono quindi le esigenze personali a determinare l’acquisto e a far cadere la decisione sul modello pi adatto, infatti ogni scooter ha i suoi pregi e i suoi punti deboli. ◆
Passeggero Non tutti i modelli offrono abbastanza spazio.
CONSIGLI Prima dell’acquisto, accertarsi dove poter ricaricare lo scooter. Non tutte le batterie sono estraibili. Analizzare il profilo di guida, perché le batterie supplementari aumentano il prezzo d’acquisto. Fare dei giri di prova, vi sono modelli di varie dimensioni. Seguire le istruzioni di manutenzione e messa fuori servizio per salvaguardare la batteria. I fari sul manubrio offrono una miglior illuminazione in curva. Verificare la rete dei rivenditori e l‘assistenza guasti.
Test e-scooter 2019 fino a 45 km/h Marca/modello
Kumpan 1954 Ri
FOTO ADAC
Potenza (kW) 4 Batteria estraibile sì 33 2 Autonomia minima (km) 1 Consumi incl. dispersione di corrente (kWh/100 km) 5,2 Tempo totale di ricarica (ore) 5,5 Accelerazione 0–40 km/h (s) 6,1 Prezzo (in fr.) 5790 Rivenditori in Svizzera kumpan-electric.ch ponderazione Uso quotidiano 0,25 18% Ergonomia 0,25 74% Propulsione 0,25 46% Caratteristiche di guida 0,25 58% Voto complessivo 28% ★★☆☆☆ Valutazione TCS Punti forti buon telaio, sistema Punti deboli batteria modulare, adatto a conducenti di alta statura illuminazione pessima, problemi con il software, rifiniture in parte approssimative 1
Autonomia in modalità Power, autonomia maggiore in modalità Eco, ma con conseguente velocità ridotta.
2
Versione base con 1 batteria, estendibile a 3 batterie per un’autonomia fino a 99 km.
3
Autonomia versione base con batteria da 25Ah, in opzione batteria da 36 Ah per un’autonomia di 67 km.
Torrot Muvi
Niu N1S
2 sì 48 3 4,7 5,5 6,9 5500 torrot.ch
2,4 sì 53 3,5 8,5 7,1 3670 niu.com
Piaggio Vespa Elettrica 2,65 no 76 5,8 3,8 6,9 6995 vespa.ch
42% 46% 46% 44% 46%
62% 46% 42% 40% 48%
64% 66% 64% 48% 60%
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★★☆
batteria estraibile, adatto a conducenti di alta statura, sistema frenante di serie, app disponibile illuminazione scarsa, sospensioni dure, debolezze in salita
batteria estraibile, autonomia adeguata, app disponibile frenata mediocre, tempo di ricarica notevole, seduta poco confortevole per il conducente
miglior autonomia di fabbrica, brevi tempi di ricarica, telaio confortevole, app disponibile batteria non estraibile, veicolo pesante, prezzo d’acquisto molto elevato
eccellente molto consigliato consigliato consigliato con riserva non consigliato
80–100% 60–79% 40–59% 20–39% 0–19%
★★★★★ ★★★★☆ ★★★☆☆ ★★☆☆☆ ★☆☆☆☆
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MOBILITÀ Rifrangenti e colori chiari migliorano la visibilità, quando la luce è poca.
Scolari, fatevi vedere! Nelle prossime settimane per molti bambini in Svizzera si apre un nuovo capitolo: inizieranno ad andar a scuola. Con loro, lo zaino, fedele compagno di viaggi. Il TCS ha esaminato diversi modelli per accertarne la visibilità sull’imbrunire. TESTO DINO NODARI | FOTO HEINZ EHRAT | TEST RETO BLÄTTLER
S
ul cammino di scuola i bambini devono affrontare situazioni talora critiche, ad esempio per attraversare la strada. Il TCS, da sempre attento alla sicurezza dei più vulnerabili nel traffico, ha svolto un test per verificare la loro visibilità con scarsa luce. Gli esperti del servizio Consulenza mobilità si sono serviti di due manichini, l’uno con vestiti chiari, l’altro con abiti scuri. Quindi, queste controfigure sono state equipaggiate con diversi modelli di zaini e cartelle in commercio e posizionate in determinati punti della strada. Le prove hanno dimostrato in tutta evidenza che con poca luce l’abbigliamento scuro è praticamente invisibile per gli altri utenti della strada. Migliore il risultato ottenuto se si ricorre a colori chiari ed appariscenti. Grazie al maggior contrasto, questi risaltano nel buio facendo sì che chi li indossa venga visto in tempo dagli automobilisti. Applicando poi qualche elemento catarifrangente si migliora anche notevolmente la visibilità. Questi extra assorbono la luce incidente e ne riflettono la sor32 touring | luglio / agosto 2019
gente. Se si è percepiti da più lontano, i conducenti possono così reagire adeguando la velocità. Si riducono così gli spazi di frenata e quindi il rischio di incidenti. La campagna «Made Visible» promossa dal dipartimento sicurezza stradale del TCS insegna come farsi vedere nella circolazione e gli accorgimenti da adottare in tal senso.
Accessori ed idee fai da te Materiali rifrangenti che aumentano la sicurezza nel buio sono ottenibili nei negozi e online, in tante forme e varianti, dalle scarpe ai pantaloni passando per i berretti. Acquistando degli articoli per bambini si preferiranno quelli che hanno già integrati dei dettagli riflettenti. Questi rendono il bambino visibile da una distanza di 150 metri se illuminati dalla luce di fari e lampioni. Un trucco è di fotografare il prodotto nel negozio con il flash inserito. Sulla foto si vedranno subito gli elementi riflettenti. Ove mancassero, si potrà sempre personalizzare in un secondo tempo i capi d’abbigliamento ed equipaggiamenti quali giacche, pantaloni, biciclette e
zaini con accessori di sicurezza. Sul sito www.madevisible.swiss si trovano numerose e pratiche idee fai da te, oltre a materiale riflettente da ordinare quali adesivi, pittogrammi da applicare con il ferro da stiro, cordoncini o spray. Tre i punti cui prestare attenzione per ottenere l’effetto desiderato: in primo luogo, la circolazione si svolge intorno ai bambini, quindi devono essere visibili a 360 gradi. Secondo, si consiglia di posizionare gli elementi riflettenti su parti del corpo in movimento quali braccia e gambe. In tal modo, vengono scorti meglio dagli altri utenti della strada. E terzo, per la loro altezza, i fari di una vettura che si avvicina inquadrano dapprima la parte inferiore del corpo. È quindi consigliato calzare scarpe riflettenti, che si vedono per primi.
Colori chiari e luminosi Tuttavia, vestiti chiari e riflettenti possono essere in parte coperti dalla cartella o dallo zaino. Pertanto, li si sceglierà in tinte chiare e luminose e con inserti catarifrangenti. Occhio pure alla qualità: deve essere a norma DIN 58124 che stabilisce standard minimi di comfort, impermeabilità e sicurezza. Per essere efficaci, i catarifrangenti sulla cartella devono misurare 2 cm e più. Decisivo è altresì il loro colore: fra tutti quelli bianchi e gialli risultano più luminosi nell’oscurità. In aggiunta si possono usare dei LED lampeggianti.
IL CONSULENTE MOBILITÀ Vezzo simpatico, da soli non garantiscono per una visibilità sufficiente.
Come regolare lo zaino ltre a dover essere ben visibile lo zaino deve anche essere ergonomico e confortevole. Come regolare correttamente uno zaino scolastico, da viaggio o per altri usi Innanzitutto la grandezza deve essere adeguata alla statura di chi lo porta. Fattore importante, poi, la giusta distribuzione del peso. n buono zaino dovrebbe essere dotato di cintura lombare per non caricare eccessivamente le spalle», raccomanda il dottor Sebastian Bigdon, vice primario di ortopedia e chirurgo traumatologo all’Inselspital di Berna. In tal modo si evitano ripetute compressioni della colonna vertebrale e vibrazioni che devono essere costantemente ammortizzate dalla muscolatura. Per le tratte pi lunghe, e se lo zaino molto carico, opportuno riaggiustarlo accuratamente dopo ogni sosta. a fermi comunque consigliato appoggiare lo zaino a terra per riposare la schiena, consiglia Bigdon. Per le uscite brevi e se si va pi leggeri basterà riallacciare la cinghia e controllare che sia ben tesa, come lo devono essere le spalliere. Preparando lo zaino, la regola generale vuole che gli oggetti pi pesanti vadano sistemati in basso e possibilmente vicino allo schienale. Pi il carico aderisce al dorso, minore risulterà la sollecitazione. ◆ Appena visibili i piccoli pedoni illuminati da fari anabbaglianti da 40 metri.
Ben visibili invece le stesse controfigure, ma con indosso prodotti «Made Visible».
Pizzicati appena sotto il cartello dei 50 km/h Sarà successo a tutti gli automobilisti, al più scrupoloso e al meno disciplinato, di essere incappato in un radar mentre andava troppo forte e di aver così ricevuto una multa da pagare per eccesso di velocità. TESTO URS-PETER INDERBITZIN
P
articolarmente vessanti sono le sanzioni di 40 franchi inflitte per aver superato di un solo chilometro il limite di velocità ammesso. ppure essere beccati dal radar senza aver palesemente messo a rischio la sicurezza degli altri utenti considerando le condizioni di viabilità o l’ora. Anche i controlli posti praticamente sotto il segnale della località suscitano irritazione e si portati a chiedersi se siano legittimi o se vi sono distanze minime per il loro posizionamento. In Germania, la normativa prevede da 50 a 200 metri. in Svizzera
Conformemente all’articolo 16 cpv. 2 dell’ rdinanza sulla segnaletica stradale, la prescrizione annunciata valevole nel punto o a partire dal punto in cui collocato il segnale. i conseguenza, la velocità massima di 50 m/h all’interno della località vige dall’altezza del cartello 50. Molti conducenti, all’entrata nell’abitato, tolgono semplicemente il piede dal gas e continuano ad avanzare invece di moderare la velocità. na negligenza che pu venir a costar caro. In teoria la polizia pu piazzare un dispositivo di controllo della velocità anche immediatamente dopo il cartello 50 e sanzionare i conducenti colti in fallo. Non si gode di nessun bonus se si lascia semplicemente correre l’auto senza decelerare come prescritto.
Veloce, per abitudine Non dato sapere se la polizia segue direttive interne di non posizionare dei radar nelle immediate vicinanze del cartello di località. ecentemente il Tribunale fe-
derale stato chiamato a pronunciarsi sul caso di un automobilista colto dal radar 0 metri dopo il cartello di località. Invece dei 50 m orari ammessi il conducente di un furgone stava andando a 0 all’ora, detratta la tolleranza rimanevano sempre 25 m di troppo. Pur conoscendo bene il tratto, egli non aveva frenato subito a 50 m/h per pura abitudine», in quanto ai suoi occhi la strada aveva tutte le caratteristiche per essere considerata fuori abitato. Per i giudici era chiaro: il conducente ha infranto con piena consapevolezza il limite di velocità valido nell’abitato. L’argomentazione secondo cui, pur conoscendo i luoghi, non avrebbe adattato la velocità a quella segnalata per abitudine esprime, per la corte, indifferenza agli interessi protetti dalla legge degli altri utenti del traffico». Il suo comportamento rivelerebbe una generale mancanza di rispetto delle regole della circolazione e lascerebbe capire che sarebbe solito entrare nel centro abitato a velocità eccessiva. Ci giustifica la condanna per grave infrazione alle norme della circolazione ad una pena pecuniaria sospesa dii 60 aliquote giornaliere da hi 9000 franchi 150 franchi nonché all pagamento ulta di 1500 di una multa franchi. Inoltre, noltre, il ricorrentee rischia il ritiro dellaa patente per almeno tre re mesi. ◆
URS-PETER TER INDERBITZIN TZIN consulente nte giuridico o luglio / agosto 2019 | touring
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25.06.19 11:06
IL PUNTO
In tempi e clima mutevoli, non partiamo per la tangente Sullo sfondo del dibattito acceso, talora incendiario, sul cambiamento climatico, la mobilità si ritrova sotto attacco. Per quanto sia lecito interrogarsi sui comportamenti personali, sbaglia chi torna alla carica con la richiesta di puntare il tutto e per tutto sulla rotaia.
L
FOTO ISTOCK (1), EMANUEL FREUDIGER
a mobilità una conquista che va coltivata e preservata. stata, e continua ad essere, un motore che spinge la nostra qualità di vita e il benessere di tutti noi. ovvio che dobbiamo rispettare il clima, fattore altrettanto basilare. Le discussioni al riguardo non devono tuttavia dividere i fronti in «buoni» e «cattivi» bensì dare il giusto spazio a pareri e valutazioni divergenti, tenendo conto dei molteplici interessi in campo. Purtroppo, assistiamo ad un confronto vieppi esacerbato che rischia di farci perdere di vista il quadro globale. ppure stato proprio quest’approccio globale che ha permesso di trovare le maggioranze politiche necessarie al finanziamento delle strutture stradali e ferroviarie. Ma appena garantiti i fondi per il potenziamento della rotaia, ecco chi rimette in forse quelli predisposti per l’ampliamento della rete viaria, con i soliti argomenti detti e ripetuti. Ma così finiamo nell’impasse! La ra cresce e popolazione svizzera con essa la mobilità.. Secondo le co pubblicate prospettive di traffico dall’Ufficio federalee dello svisporti publuppo federale, i trasporti o entro il 2040 blici crescerebbero traff f ico moff del 51 percento e ill traffico torizzato privato dell 18%. uesto scenario in evidente dente contrasto con la realtà: giàà oggi, i treni sono sovraffollatii e difficilmente diff f icilmente ff potranno assorbiree il grosso dei trend delineatii per i prossimi decenni. L’auto a guida autonoma potrebbe tutt’al ’al pi far concorrenza al treno che viaggiaa spesso quasi vuoto o
«Dobbiamo concepire una mobilità efficiente, funzionale e finanziabile» Peter Goetschi Presidente centrale Touring Club Svizzero
a tarda ora ma non al pendolarismo in automobile. Piuttosto influenzerà, e forse rivoluzionerà, i trasporti pubblici come li conosciamo oggi.
E-monopattini e TIR Affinch la mobilità del futuro sia ecologica, economica e socialmente sostenibile dobbiamo superare la ripartizione puramente bimodale positivo-negativo e puntare sulla multimodalità con una forte diversificazione. La mobilità nel suo insieme va gestita in maniera
responsabile ed efficace così da rispondere al meglio alle esigenze concrete. La soluzione sta nell’utilizzo efficace e puntuale dei vari mezzi disponibili: dal monopattino elettrico al camion. Magari non ce ne rendiamo conto, ma i mezzi pesanti forniscono servizi indispensabili alla nostra vita quotidiana. Il TCS si da sempre opposto ad una politica riduzionistica, in bianco e nero. obbiamo concepire una mobilità efficiente, funzionale e finanziabile. on rinunciamo a tali criteri neanche nel pieno del dibattito sì importante sul clima. iscutiamone, al di là delle ideologie, con prammatismo e moderazione. ◆ luglio / agosto 2019 | touring
35
MOBILITÀ
H. KRIEG
La bicicletta autonoma necessita di tre ruote. Solo con due cadrebbe senza un conducente.
Ecco la bici che guida da sola Alcuni professori dell’università tedesca di Magdeburgo stanno lavorando su una bicicletta a guida autonoma, che idealmente potrebbe colmare le lacune del trasporto pubblico. Il primo prototipo potrebbe girare per la capitale della Sassonia-Anhalt già nel 2020. TESTO JULIANE LUTZ
U
na bicicletta che va in giro da sola senza nessuno in sella? Chi pensa che si tratti di «una bufala» è in ritardo sui tempi. Infatti, nell’epoca in cui vengono condotte prove nel traffico di vetture e camion a guida autonoma, perché non dovrebbero circolare anche delle bici a guida autonoma. Ecco dunque l’esperimento dell’esperto di meccatronica Stephan Schmidt e dell’informatico Sebastian Zug, professori dell’università di Magdeburgo. Nel quadro di un progetto, la bicicletta ha già effettuato diversi giri in un parco della capitale della Sassonia-Anhalt. La tre ruote – una due ruote cadrebbe senza un conducente – è equipaggiata con un motore nel mozzo, manubrio automatizzato, scanner al laser, videocamere e sensori 36 touring | luglio / agosto 2019
radar. In una fase successiva dovrebbe essere testata nel perimetro di un’azienda del luogo. «Abbiamo testato le sue funzioni, il suo modo di vedere i dintorni e come lavorano gli algoritmi dei sensori», spiega l’esperto meccatronico Schmidt. Le prove sono state molto promettenti. Tuttavia, il riconoscimento sicuro dell’ambiente circostante rimane una grossa sfida e c’è tutta una serie di situazioni alle quali una vettura a guida autonoma non è confrontata. «È successo che un’escursionista arrivava davanti alla bici con un cane. La donna era su un lato del sentiero del parco e l’animale sull’altro lato, mentre il guinzaglio si trovava in mezzo», ricorda Schmidt a titolo di esempio. Anche gli psicologi del traffico dell’università tedesca si
stanno occupando intensamente della bicicletta, poiché nella realtà questa sarà ben spesso confrontata all’interazione con gli altri utenti della strada. «Siccome circola sulle piste ciclabili, vanno evitate le collisioni con i pedoni, che spesso procedono su queste corsie», dice Schmidt. E come segnala i cambi di direzione o come indica agli incroci con chiarezza agli automobilisti che adesso sta per partire? Sono molte le questioni ancora da verificare.
Per l’ultimo miglio Secondo Stephan Schmidt ci sono molte ragioni per realizzarla. La bicicletta sarebbe ideale per colmare le lacune del trasporto pubblico e per l’impiego dove altrimenti si userebbe l’automobile. Ad esempio, qualcuno che abita in periferia potrebbe richiedere una bicicletta autonoma
mentre viaggia sul treno regionale, così che la troverebbe pronta al suo arrivo in stazione. Una volta portato a casa il passeggero, la due ruote tornerebbe da sola al deposito del servizio di condivisione di biciclette. È adatta anche ai piccoli trasporti nelle aree urbane: potrebbero utilizzarla i servizi di recapito dei pacchi oppure i servizi di consegna di pizze e altro cibo. Bisogna però ancora lavorare sulla situazione giuridica. Lui e i suoi colleghi coinvolti nel progetto stanno discutendo con il ministero della circolazione della Sassonia-Anhalt, per ottenere un’autorizzazione speciale, affinché la bicicletta possa circolare da sola sulle piste ciclabili. L’interesse da parte dei servizi di recapito pacchi e delle start-up del settore della mobilità è già grande. Secondo Schmidt è possibile che già dall’autunno 2020 a Magdeburgo circolino dei prototipi a guida autonoma. Tuttavia, ci vorrà un certo tempo prima che la bici possa essere utilizzata per dei servizi. ◆
MOBILITÀ
La versione su ruote di Airbnb «MyCamper» è la prima piattaforma di condivisione per veicoli da campeggio della Svizzera. Il concetto è al passo con i tempi, come è stato di recente riconosciuto anche da un programma televisivo. TESTO DOMINIC GRAF
I
n Svizzera sono immatricolati quasi 100 000 tra camper, pullmini da campeggio e roulotte. Tuttavia, quando i costosissimi camper non sono sulla strada, giacciono perlopiù inutilizzati in garage.
20–30% in meno Questo problema è stato rilevato da Michele Matt – egli stesso un appassionato del campeggio e proprietario di un minibus VW di nome Charly – che nel 2015 ha fondato la start-up «MyCamper». Sulla prima e unica piattaforma svizzera di condivisione per veicoli da viaggio, i privati o i centri di noleggio possono proporre i loro camper ad una tariffa giornaliera fissata da loro stessi. Viceversa, essa permette alle per-
sone che non possiedono un veicolo di avere l’opportunità di fare delle vacanze in campeggio. I prezzi sarebbero in media tra il 20 e il 30 percento inferiori agli standard di mercato. «Gli offerenti possono coprire i loro costi senza grossi sforzi. Inoltre ci occupiamo noi dell’assicurazione, da adesso anche di quella sull’abitacolo», spiega il chief camping officer Michele Matt. Questo concetto di economia di condivisione, di cui un noto esempio è Airbnb, è al passo coi tempi. «Oggi, vengono distribuiti attraverso MyCamper già una decina di veicoli al giorno. In media i proprietari noleggiano il loro camper per 43 giorni all’anno e guadagnano 5866 franchi»,
indica Matt. Ma il potenziale è lungi dall’essere esaurito. In costante contatto con partner nazionali e internazionali, tra cui anche la piattaforma Camping Insider del TCS, «MyCamper» vuole continuare a crescere.
Successo in TV Ad accrescere la notorietà ha contribuito anche l’apparizione allo show televisivo «La Fossa dei leoni» («Die Höhle
der Löwen Schweiz»), dove cinque rinomati investitori presentano i prodotti innovativi delle start-up. Se ai leoni piace quel che vedono, sostengono finanziariamente gli imprenditori in cambio di una quota aziendale. «Da tutti e cinque è venuto un sì al finanziamento di 300 000 franchi per il 10 percento della quota societaria. In più, dopo la trasmissione si è presentato un investitore che ci ha prestato altri 150 000 franchi», dice soddisfatto Michele Matt. Il viaggio di «MyCamper» è appena cominciato e sicuramente in futuro acquisterà ancora più velocità. ◆
NEL CUORE DEL CAMPEGGIO Con l’adesione ad un TCS Camping-Club approfittate, ad esempio, di uno sconto fino al 20% sui campeggi del TCS, della Camping Card International o della Camping Key Europe, del soccorso stradale per camper fino a 7,5 t e di molto altro ancora. tcs.ch/socio-camping Come maggior offerente di campeggi in Svizzera, il TCS desidera condividere il suo bagaglio di esperienze e la sua competenza con le parti interessate – e anche lasciarsi ispirare. «Camping-Insider», la guida dei campeggi digitale, offre tutto ciò che c’è da sapere in fatto di campeggio. camping-insider.ch
ALD
Il team di MyCamper con il fondatore e chief camping officer Michele Matt (3° da s.).
luglio / agosto 2019 | touring
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TECNICA
VOLVO V60 T8 AWD R-DESIGN
Una station plug-in
di classe
Minimalismo e design scandinavo. Con in più materiali pregiati.
E4 cilindri 2 l benzina, 303 CV + motore elettrico 87 CV, totale 390 CV W6,4 l/100 km + 3,2 kWh (media del test), etichetta energia A Vautonomia: 933 km P5,1 s da 0 a 100 km/h L78 800 fr. La break V60 è l’agente segreto al servizio delle ibride ricaricabili. Con un look di tendenza, conferma il ruolo di pioniera delle plug-in. Un modello di polivalenza adatto sia ai tragitti urbani sia a quelli autostradali.
Polivalenza (elettrica, stradista, 4×4) Station wagon design Presentazione interna e rifiniture Comfort elevato Prestazioni/accelerazioni
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Consumi moderati Prestazioni garanzia e manutenzione
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Lo schermo tattile funziona come un tablet! Ahi ahi… le ditate.
a seconda versione della station wagon 60 plug-in non tradisce la sua missione originaria: proporre una mobilità interamente elettrica in città pur brillando sulle lunghe distanze. uesto condensato tecnologico che poggia sulla piattaforma «grandi automobili di olvo spicca per la sua linea slanciata, abbassata di 5 cm. Molto di pi che una 90 rimpicciolita. L’allestimento della versione T parla la lingua dell’alta gamma. Gli inserti in vero metallo sposano bene i materiali valorizzanti di questo bozzolo pieno di stile. Se ne apprezzerà il tocco minimalista tipicamente scandinavo, anche se un filo di originalità rispetto agli altri modelli olvo non avrebbe guastato. Tanto pi che il prezzo , invece, notevolmente maggiorato.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Volvo V60 T8 AWD R-Design: 5 porte, 5 posti; 78 800 fr. (veicolo del test: 95 150 fr.) Gamma: dalla D3, 150 CV (46 150 fr.) alla T8 R-Design, 390 CV (78 800 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (1800 fr.), navigatore, infotainment, connettività (4300 fr.), ACC, rilevatore angolo morto (2000 fr.), telecamera di retromarcia (520 fr.) Garanzia: 5 anni/150 000 km di fabbrica e sistema ibrido; corrosione: 12 anni Importatore: Volvo Cars Switzerland, 8052 Zurigo, volvocars.ch
Detto ciò, non possiamo tuttavia lamentarci del bagaglio tecnologico. otato di 303 C , l’oramai inamovibile 4 cilindri turbo della casa opera di concerto con un motore elettrico da C . uesto complesso motorizzato orchestrato dalla modalità ibrida che gestisce con intelligenza la doppia propulsione. Fintanto che non si schiaccia troppo sul gas, la 60 avanza nel silenzio tipicamente elettrico. na guida virtuosa consentita per una quarantina di m. uest’autonomia tuttavia difficile da quantificare, perch il motore a benzina scatta spesso a supporto dell’elettrico. esta il fatto che in queste condizioni, la possente T pu avvicinarsi agli 1,9 l/ 100 m dichiarati. ell’uso quotidiano, il conducente tuttavia non ricaricherà sistematicamente la batteria da 11,6 Wh. Bisognerà perci piuttosto considerare la media di 6,4 l rilevata durante il test.
DATI TECNICI
La classe… per le ibride ricaricabili, senza trascurare il design.
Motore: 4 cilindri, 2 l benzina turbo, 303 CV + elettrico 87 CV, totale 390 CV, 400 + 240 Nm; cambio aut. 8 rapporti, 4×4. Peso: 2131 kg (veicolo del test), totale ammissibile 2570 kg, carico rimorchiabile 2000 kg
Ammiraglia dinamica
70%
Prezzo di base e optional elevati 142 cm
Peso notevole (2,1 t) Rapporto lunghezza/volume baule Visibilità periferica/ingombro Autonomia elettrica limitata (~40 km) Assenza di ricarica rapida Sistema multimediale complicato
passo 287 cm lunghezza 476 cm larghezza 185 cm bagagliaio: 529–1441 litri pneumatici: 235/45R18, min. 235/45R18
uest’auto familiare comunque predestinata alle lunghe distanze, esercizio che compie nel massimo comfort. Per giunta, i 390 C di questa versione elettrificata erogano accelerazioni da far invidia a numerosi modelli sportivi. on diremo altrettanto del telaio appesantito dalle batterie alloggiate nel massiccio tunnel centrale. Sia quel che sia, con il baricentro basso la T ben piantata sulla strada ed esprime un comportamento molto rassicurante. Senza contare che questa pseudo-integrale trae beneficio dalla propulsione posteriore offerta dal motore elettrico. n atout per la motricità e un aiuto sulla neve. uando si parla di polivalenza ◆ luglio / agosto 2019 | touring
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TECNICA
DINAMICA DI GUIDA Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 120 km/h:
TCS MoBe: Herbert Meier
COSTI DEI SERVIZI 5,1 s 2,9 s 3,4 s 11,8 m 34,3 m
Manutenzione grat. 10 anni/150 000 km Poi (km/mese) ore mano d’opera (fr.)©1 15 000/12 1,4 476.– 30 000/24 1,7 671.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 3,1 3015.– 1
58 dBA 68 dBA
incl. materiale
COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km
fr./mese fissi variabile 15 000 107 963.– 380.– 30 000 69 963.– 761.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Volvo: da 130 a 190 fr. CONSUMO AL BANCO DI PROVA (UE 715/2007) misto Fabbrica: 1,9 l + 14,3 kWh 30 g/km Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2: 137 g/km Etichetta energia (A–G): A La batteria si ricarica in 4 ore circa.
CONSUMO DEL TEST 6,4 l + 3,2 kWh/100 km ciclo normalizzato TCS: 5,4 l + 10,2 kWh serbatoio/batteria: 60 litri/11,6 kWh autonomia: 933 km MISURAZ. EMISSIONI STRADA (TCS)
misurato nota
CO mg/km 268 90%
NOX mg/km 2,0 99%
particelle n/km 3,7×1010 98% il video del test
Vano bagagli non enorme, ma ben configurato. La poppa cuneiforme contribuisce all’aspetto deciso della break.
tcs.ch/ portale-video
Volvo V60 T8 in dettaglio CARROZZERIA Allungata di 12 cm, la station wagon esibisce una linea decisa. L’abitabilità posteriore è adeguata ai suoi 4,76 m, ma non eccezionale. Idem per il vano bagagli, nonostante un volume teorico aumentato di circa 100 l. La visibilità posteriore e le dimensioni non facilitano le manovre. Telecamera a 360° efficace. ABITACOLO Allestimento e materiali sono di fattura eccellente. L’ambiente sostanzialmente di alta gamma è valorizzato dai comandi ergonomici. La maggior parte delle funzioni si controlla via schermo tattile derivato dai tablet. La sua manipolazione e i molteplici sottomenu richiedono un periodo di adattamento. COMFORT È il suo punto forte. L’insonorizzazione curata, il telaio equilibrato e i sedili dalla tenuta perfetta fanno meraviglie nei lunghi tragitti. Al contrario, l’autonomia elettrica non supera i 40 km. PREZZO-PRESTAZIONI La dotazione di serie (climatizzatore bi zona, strumentazione digitale, fari LED) è in crescita, ma se si vogliono degli optional, la fattura si avvicina in fretta ai 100 000 fr. Prezzo temperato dai consumi contenuti e dalla manutenzione gratuita per 10 anni/150 000 km. COMPORTAMENTO Questa ibrida ricaricabile nasconde bene le sue 2,1 t. Il telaio e la taratura delle sospensioni operano intelligentemente e lo sterzo è molto preciso. Inoltre, la motricità è supportata dalla trazione integrale. MOTORE E TRASMISSIONE Il motore benzina (303 CV) e quello elettrico (89 CV) situato sul posteriore si alleano per offrire prestazioni da break sportiva. Il conducente può tuttavia scegliere di viaggiare in modalità puramente elettrica. Se la batteria è scarica o vi è bisogno di potenza supplementare, entra in funzione il motore a benzina. La batteria da 11,6 kWh è ricaricabile con una presa di Tipo 2 o tramite la rete domestica. CONSUMO Con il piede leggero, l’autonomia elettrica potrebbe pure essere intorno ai 45 km. In media, la V60 ha consumato 6,4 l e 3,15 kWh/100 km. Un buon valore per un’auto da 390 CV. Rimane il fatto che i consumi dipendono fortemente dalla modalità ibrida. SICUREZZA La dotazione è mediocre. Bisogna ricorrere agli optional per raggiungere un livello di sicurezza di standard Volvo.
40 touring | luglio / agosto 2019
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Il domani le appartiene La prospettiva della propulsione elettrica e della guida autonoma spingono Mercedes Benz a reinterpretare le esigenze dell’automobile. In tale contesto, la vettura sperimentale ESF 2019 si propone quale vettore tecnologico che inaugura circa una ventina di innovazioni. Alcune saranno applicate in un prossimo futuro. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
Ambiente sotto controllo La concept-car SF 2019 scandaglia costantemente l’ambiente circostante con l’ausilio di una serie di telecamere, sensori a ultrasuoni e radar. Comunica inoltre con altri utenti del traffico e trasmette loro degli avvertimenti in diversi modi: proiezione di colori sulla calandra, impulsi dei sensori del tetto, proiezione di messaggi sul lunotto posteriore e avvisi vocali. I fari sono dotati di una nuova tecnologia non abbagliante. iverse misure mirano a ridurre a monte l’impatto degli incidenti pre-safe). In caso di incollonamento, il sistema Impuls ear attenua ad esempio gli effetti di un tamponamento. A tal fine, la Mercedes lascia uno spazio di sicurezza rispetto al veicolo davanti, quindi appena prima dell’impatto accelera fortemente per ridurre l’effetto dell’urto con quello che sopraggiunge troppo rapidamente da dietro. na vera e propria zona di deformazione virtuale.
n’attenzione particolare stata riservata alle situazioni pericolose che coinvolgono gli utenti non protetti pedoni e ciclisti). urante le soste e le manovre, il sistema di protezione a 360 allerta il conducente e gli altri utenti del rischio di collisione. Alle biforcazioni, la frenata d’emergenza attiva rileva anche i pedoni ed i ciclisti che vanno nella stessa direzione dell’auto e interviene se necessario. Se un ciclista si trova nell’angolo cieco al momento di svoltare, l’automobilista viene avvisato con un segnale visivo e sonoro. Se non reagisce, la partenza impedita da una secca frenata oppure da una riduzione dell’accelerazione. uale ultima ratio, viene azionata la frenata autonoma fino all’arresto completo del veicolo. 42 touring | luglio / agosto 2019
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Utenti non protetti
TECNICA
Adattamento alla guida autonoma Le vetture autonome modificheranno profondamente l’approccio alla sicurezza: per prima cosa gli airbag per il conducente dovranno sparire dai volanti che diventano retrattili. Mercedes ha perci sviluppato un airbag alloggiato nella plancia di bordo simile a quello del passeggero davanti. visto che per quanto riguarda i passeggeri, ci si metterà comodi in posizione rilassata, gli airbag a tendina diventano inutili. n airbag laterale integrale vi porrà rimedio creando due cuscini laterali. Protegge spalle, braccia e testa oltre alla persona a lato. Il prototipo SF inaugura anche un airbag posteriore che assorbe gli impatti frontali. Alfine di proteggere i passeggeri, il gonfiaggio con aria compressa non avviene in modo uniforme, ma all’interno di una struttura tubolare. La parte centrale di tale struttura riempita di aria ambientale. Mercedes stima una riduzione delle lesioni facciali e cervicali del 30%.
Bambini protetti
Il triangolo robot esce da sotto la ESF 2019, basata sulla GLE plug-in, per segnalare una panne. Zona, messa in sicurezza.
I sedili per i bambini non saranno pi i grandi assenti nella protezione preventiva. Mercedes ha sviluppato un seggiolino di sicurezza connesso all’auto tramite onde radio. In caso di un probabile impatto, le cinture dei seggiolini si tendono e un elemento di protezione contro gli impatti laterali fuoriesce dallo schienale. Le cinture a 5 punti assicurano una tenuta pi efficace. La loro tensione anticipata di qualche millesimo di secondo riduce l’abituale lasco della cintura. al momento che i genitori non possono sorvegliare i bimbi adagiati sui sedili schiena alla strada, sulla strumentazione digitale combinata vengono proiettate animazioni che informano sul loro stato. Infine, un sistema di sorveglianza del sedile evita errori di manipolazione. tto simboli apposti sul seggiolino guidano l’utilizzatore nel montaggio tappa dopo tappa. luglio / agosto 2019 | touring
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A
prima vista, il Tetra-Pod sembra un accessorio sfuggito ad uno stoc militare. Tuttavia, malgrado la sua livrea marziale verde oliva, questo rimorchio un autentico prodotto per il tempo libero, per di pi molto ingegnoso. A tal punto che gode di una gran popolarità nel suo Paese d’origine, il Canada, dove se ne vendono circa 3000 unità l’anno. L’importatore ean-Bernard och, affascinato da quest’invenzione, ne ha iniziato la diffusione in Svizzera. opo aver negoziato senza troppe difficoltà gli ostacoli legislativi, questo mezzo che richiede sia una licenza di circolazione per rimorchio sia una licenza di navigazione ora pronto per lanciarsi all’assalto delle strade e dell’acqua. Istruzioni per l’uso.
Operazione meccano i primo acchito, il Tetra-Pod sorprende per la sua compattezza 2,55 m di lunghezza e il suo aspetto da container su ruote. ifficile immaginare che questo rimorchio si trasformerà in un’imbarcazione dopo un quarto d’ora di manipolazioni. La teoria finisce qui, perch la sua apertura richiede una certa abitudine e il rigoroso rispetto di tappe definite. Niente di complicato per gli appassionati di meccano ambulanti. unque, dopo aver sistemato il rimorchio vicino ad un’area per la messa in acqua, si allunga il timone. In seguito si socchiude uno dei due robusti elementi in polietilene, da ben 50 g ognuno. Fortunatamente il coperchio trattenuto da due martinetti. opo averli scollegati, si ribalta l’ele-
mento mobile e, miracolo, il nostro rimorchio diventa una barca. Malgrado una certa incredulità, il tutto prende una forma definitiva quando viene montato il motore elettrico. a notare che tutta l’operazione va fatta togliendo diverse copiglie. Attenzione quindi a non dimenticarle nella febbrilità del montaggio, che richiede buoni muscoli. La nostra imbarcazione biposto si cala in acqua come un natante convenzionale. Si scopre allora una robusta barca a fondo piatto dotata di due panche amovibili. d ecco il Tetra-Pod pronto per un’uscita a pesca, o addirittura un remake pacifico dell’operazione verlord. Prima però, occorre imbarcare tutto il necessario per la sicurezza, di
La metamorfosi del Tetra-Pod Il principio è quello del coltellino svizzero, ma applicato al rimorchio. Il Tetra-Pod, un singolare mezzo multifunzionale, si apre in un batter d’occhio per trasformarsi in una robusta barca. L’avventura ha inizio. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Rimorchio compatto di 2,55 m Nessuno immaginerebbe che il Tetra-Pod si trasformerà presto in una vera barca.
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Preliminari Il coperchio di 50 kg è trattenuto da due martinetti. Si può tranquillamente verificare se il materiale per la sicurezza è completo.
Montaggio del motore Il piccolo blocco elettrico da 1 kW s’installa rapidamente. La batteria poggia sulla parte superiore.
TECNICA rigore sui battelli (gilet di salvataggio, ancora, pagaia ecc.). Jean-Bernard Koch, fondatore della marca di motori elettrici ePropulsion, ha scelto un blocco amovibile di 1 kW, l’equivalente di 3 CV termici. Questo piccolo motore, sormontato da un accumulatore, propulsa la barca prontamente e in un silenzio assoluto. Dotato di una buona stabilità, il Tetra-Pod è facile da guidare e reagisce bene ai cambiamenti di direzione. Nessun grande brivido però, dato che la velocità massima è di circa 10 km/h e l’autonomia di 45 minuti. È senz’altro utile portare con sé una batteria di riserva. Per i navigatori più esigenti, l’importatore propone un tendalino con due pannelli solari. Così il Tetra-Pod può scorrazzare un’intera giornata.
La situazione è meno divertente dopo l’attracco, poiché il gioco del meccano ricomincia. Ma gli acquirenti di un Tetra-Pod saranno felici di sapere che il loro coltellino canadese funge pure da rimorchio polivalente, addirittura ribaltabile. Ironico, Jean-Bernard Koch rivela che i cantieri navali ai quali ha proposto il Tetra-Pod hanno ridacchiato. A dire il vero, l’importatore sta concentrando le sue forze nel settore del camping-caravanning. Oltre alla sua multifunzionalità, l’ingegnoso rimorchio offre un carico utile di 510 kg che dovrebbe attirare i detentori di camper, spesso confrontati con problemi di sovraccarico. Tutto molto allettante. Non resta che sborsare 7180 fr. per il rimorchio e il motore elettrico. •
SCHEDA TECNICA Tetra-Pod: doppia immatricolazione rimorchio e barca Lunghezza: da 2,55 m a 3,31 m (configurazione barca); larghezza: 1,38 m Peso a vuoto: 240 kg; peso totale: 750 kg; carico utile: 510 kg Tetra-Pod: 4800 fr., incl. consegna e spiegazioni per la messa in acqua Motore: ePropulsion Spirit 1.0 Outboard 1 kW: 2380 fr. Importatore: jbk-marketing, 1678 Siviriez (FR), tetra-pod.ch Per divertirsi: video su YouTube
E la barca va Un’imbarcazione quasi come le altre. Il Tetra-Pod passa inosservato con il suo silenzioso motore elettrico.
Apertura dello scafo Il coperchio del rimorchio viene appoggiato sul timone estensibile, che è stato allungato in precedenza.
E la barca fu Il rimorchio si è ora eclissato, il Tetra-Pod è pronto a sfidare le onde. Preferibilmente non troppo agitate.
Messa in acqua Basta far scivolare il fondo della barca per immergere il Tetra-Pod. Tutta l’operazione può essere svolta in un quarto d’ora.
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La metà delle McLaren sono delle Spider, come quest’ultima creazione da 720 CV.
S
ono tempi duri per le auto decappottabili. Spesso considerati come modelli di nicchia, sono dunque vittima degli sbalzi congiunturali del settore automobilistico. Come era stato il caso negli anni Settanta, quando poche marche rimasero fedeli a questo tipo di carrozzeria simbolo di grande eleganza. L’avvento della roadster Mazda MX-5 e la popolarità di auto come le cabrio Golf o Peugeot 205 ridiedero ossigeno a questo segmento. ltre ai marchi d’alta gamma, anche alcune case generaliste si gettarono in questo filone ritornato sulla cresta dell’onda. Poi venne la grande moda delle coup cabrio coperte da un tetto rigido a scomparsa, che li trasformava in auto 4 stagioni.
Segmento abbandonato ggi gli investimenti massicci imposti dall’elettrificazione e la guida autonoma hanno incitato molti costruttori a trascurare le cabrio, alla sorprendente immagine di W che non proporrà pi alcun modello fino al 2020 quando vi sarà il lancio della nuova S T-Roc. La roadster BM Z4 sfuggita per un soffio al trend, contrariamente all’Audi TT che non avrà eredi. Ad eccezione del successo strepitoso della Mini, non troviamo più alcuna cabriolet abbordabile. La resistenza garantita dalle marche d’alta gamma tedesche insieme alle supercar, sempre di moda. 46 touring | luglio / agosto 2019
Queste cabrio che resistono TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO ALD, EMANUEL FREUDIGER
MCLAREN 720S SPIDER 720S, una decappottabile che raggiunge i 325 km/h: ci si chiede a cosa serva. Indubbiamente, impressiona il pubblico. In casa McLaren, l’ambizione quella di offrire prestazioni estreme in ogni ambito. la Spider nata dalla supercar 720S non fa eccezione. Il suo compito facilitato dalla struttura monoscocca in carbonio ultra rigido che non richiede i rinforzi necessari per altre cabriolet sportive. Il peso supplementare della Spider si riduce pertanto a soli 49 g, secondo il fabbricante. na crescita di massa dovuta oltretutto al tetto retrattile, naturalmente in fibra di carbonio. Restiamo peraltro basiti di fronte all’esilità dei montanti anteriori, garanzia di buona visibilità. Idem dietro, dove degli archi rampanti in vetro prolungano la carrozzeria.
Cavalli di fuoco Non certo avara di soluzioni inedite, la 720S Spider inaugura un pannello del tetto elettrocromatico che passa dalla trasparenza all’effetto verniciato premendo un bottone. Ci liberiamo furtiva-
mente di questo gadget da 10 440 fr. per aprire il tetto in soli 11 secondi. In questa configurazione, il biturbo da 20 C esprime senza ritegno le sue tonalità gutturali. n piacere puro far lavorare i rapporti con i selettori al volante. ese ancora pi estreme dalla strepitosa coppia di 70 m, le accelerazioni sono fulminanti. Bisogna per calmarsi immediatamente se si vuole restare nei limiti di legge. n giro sulle autostrade tedesche ci ha tuttavia permesso di constatare che questa Spider eroga accelerazioni interminabili anche senza far volare via il cappello ai suoi occupanti. Per le statistiche, precisiamo che la velocità di punta scende di 16 m/h con il tetto aperto. Ma chi oserebbe lamentarsi Tanto pi che questa Spider fuori norma accetta anche di farsi portare a spasso in completo relax, godendo delle sue sconcertanti qualità di agilità e facilità. Molto meno radicale che il suo prezzo di partenza di 311 500 fr. ◆
TECNICA
BMW Z4 SDRIVE20I La 3a versione della roadster BMW Z4 rilancia il tetto in tela. Il look dallo stile elegante è di pari passo con il telaio ben posato. Fortunatamente la coup Toyota Supra passava di lì, altrimenti la BM 4, fuori produzione dal 2016, non avrebbe probabilmente avuto discendenti. Lo sviluppo congiunto di questi due modelli ha lasciato tracce sulle misure della 4 che si considerevolmente allargata +7,4 cm). Il suo aspetto pi robusto accompagnato da un design dalle forme deliberatamente accentuate. Ad immagine di un cofano orlato da un paraurti da cui emergono svariate prese d’aria. na roadster che esibisce forme decisamente contemporanee.
Tela quattro stagioni Durante la sua gestazione, la moda delle coupé-cabrio si esaurita. La 4 baratta perci fortunatamente il pesante tetto rigido estraibile con una capote in tessuto. La sua struttura multistrato assicura nel contempo una buona isolazione fonica e una protezione efficace contro gli elementi. na vera auto quattro stagioni. La capote si ripiega inoltre elettricamente in soli 10 secondi. n piccolo frangivento posto tra i due archetti ri-
gidi contribuisce ad attenuare i mulinelli d’aria, che sono effettivamente poco percettibili. In tal modo, la 4 si presta bene anche per un uso aperto, persino in autostrada. Ci detto, la BM 4 conserva un innegabile temperamento da roadster o meglio da cabrio sportiva. L’allargamento della carreggiata e il leggero accorciamento del passo hanno generato una trazione posteriore giocosa, tanto agile quanto inchiodata alla strada. Le curve si inanellano ad andatura elevata sotto il giogo di uno sterzo direttissimo, seppur solo mediamente comunicativo. L’ESP appena sollecitato. Il 2 l turbo inoltre spinge bene, soprattutto in modalità Sport, con il cambio automatico che diventa aggressivo e scala le marce con decisi colpi di gas. Stile racing ed efficace, anche se la sonorità in versione virtuale invadente. In fondo l’auto pi gradevole da guidare aperta. Infine, questa 4 abbastanza ben equipaggiata strumentazione digitale, selleria in pelle pu essere dotata di sistemi di assistenza davvero utili nel quotidiano. ◆
Solidità Il tetto in tela è costituito da quattro strati che garantiscono l’isolazione.
Design elaborato e prestanza Concezione capote e salvaguardia del bagagliaio Comportamento agile e rigidità Prestazioni/armonia cambio-motore Tecnologia di bordo/assistenti Ventaglio dei motori (4 e 6 cilindri) Manutenzione gratuita per 10 anni/100 000 km Inflazione di optional Sonorità del motore invadente Telaio relativamente rigido Sensazione sterzo
N4,32 m; bagagliaio 281 l E2 l turbo, 197 CV, 320 Nm; cambio aut. 8 rap., trazione post.; da 0 a 100 km/h in 6,6 s; consumo (prova): 7,8 l/100 km; autonomia: 666 km L53 180 fr.
Una vera roadster con una carrozzeria più aggressiva e design. Quasi ostentazione.
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TECNICA
Ludica in pista Ma su strada, l’ESP non concede derive, senza essere troppo invadente.
TOYOTA GR SUPRA PREMIUM
Coupé più che roadster N4,38 m; bagagliaio: 290 l E6 cilindri, 3 l turbo, 340 CV, 500 Nm; cambio aut. a 8 rap., trazione post.; 0–100 km/h in 4,3 s; consumo (fab.): 7,4 l/100 km, CO 170 g/km L79 900 fr. 2
TESTO MARC-OLIVIER HERREN
I
l futuro dell’auto sarà fatto di collaborazioni. Alla ricerca di un sei cilindri in linea e di un’architettura propulsiva per riproporre la stirpe Supra, Toyota non poteva che scegliere l’opzione BMW. visto che anche i Bavaresi erano in cerca di partner, la Supra di quinta generazione e la 4 sono state concepite fianco a fianco. Senza concedere nulla sul fronte roadster, la Toyota Supra doveva rimanere un autentico coupé. na volta definite le dimensioni della piattaforma di base al termine di aspre trattative, le due biposto sono perci state sviluppate in modo strettamente distinto. Prima di ritrovarsi sulle catene di montaggio della fabbrica Magna Steyr di Graz Austria). Tutto un programma.
Patto Tokyo-Monaco La Supra si distingue per il lungo cofano e il tetto a doppia onda della sua antenata 2000GT del 1967. Si aggiunge l’ala integrata della precedente Supra e nume48 touring | luglio / agosto 2019
rose nervature e scolpiture. Pi giapponese non si può. nell’abitacolo che si esprime il contrasto, poich a parte la strumentazione da , ”, ovunque si respira un ambiente bavarese, dal sistema multimediale ai pulsanti del climatizzatore. Non siamo perci sorpresi, n tantomeno delusi, di ritrovare il 6 in linea spinto a 340 CV. Con la sovralimentazione turbo a doppia entrata, la curva della coppia si appiattisce da 1600 giri/min e la Supra esprime morbidezza a tutto campo. Meno entusiasmanti gli accenti vellutati del motore in modalità ormal. Il motivo sta nella volontà di Toyota di concepire una sportiva utilizzabile quotidianamente e su lunghi tragitti. Siamo effettivamente meravigliati dall’ottima insonorizzazione in autostrada e dal filtraggio preventivo delle sospensioni attive fornite di serie. Passiamo alla modalità Sport, dove tutto accelera e assapo-
riamo con gioia la rigidità del telaio. Le accelerazioni sono muscolose e il cambio automatico si premura di scalare le marce per migliorare le riprese. Il passo corto, il differenziale attivo e lo sterzo molto diretto si alleano per sublimare l’agilità di questo coup agile che romba attraverso il doppio scarico e gli altoparlanti. n po’ artificiale, ma le prestazioni ci sono. questa Toyota dispone anche di un bagagliaio decente che si chiude con un rumore solido. n’altra qualità molto BMW. ◆
Un vero coupé venduto soltanto in versione Premium con full optional.
Se non avesse trovato un partner, Toyota avrebbe rinunciato a rilanciare la linea Supra. Il fatto è che con una produzione annua di appena 1600 unità, un costruttore automobilistico, per quanto sia tra i leader mondiali, esita a lanciarsi in una costosa avventura industriale. D’altro canto Audi ha appena annunciato che non darà un erede al coupé TT, uno dei maggiori attori di questo segmento ormai di nicchia. Scomparsi pure i coupé abbordabili Hyundai oppure Peugeot RCZ. Nonostante le cifre talvolta risibili, come le 90 Porsche Cayman immatricolate in Svizzera lo scorso anno, i coupé conservano tuttavia una reale attrattiva. Ad immagine dell’Alpine A110 superata per il titolo di Auto europea dell’anno di poco dalla Jaguar I-Pace. E se la salvezza dei coupé sportivi giungesse dalle auto elettriche?
FOTO ALD
Assente da 17 anni, il coupé Toyota Supra resuscita con la complicità della roadster BMW Z4. Motore molto bavarese con telaio molto Toyota.
I COUPÉ SPORTIVI IN AFFANNO
TECNICA
PORSCHE CAYENNE COUPÉ
L’altra dimensione della SUV Appena lanciata, la grande SUV Porsche si vede affiancare da una versione coupé il cui design armonioso promette scintille. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
FOTO ALD
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on ci avremmo forzatamente scommesso visto l’aspetto di mastodonte stiloso, ma la BM 6 apparsa nel 200 assume a pieno titolo il ruolo di precorritrice. Questa massiccia SU stata dapprima imitata dalla Mercedes-Benz GL Coup e, recentemente, dall’Audi 8. Porsche non poteva certamente ignorare il fenomeno e ne ha tenuto conto nello sviluppo della Cayenne III. Come spesso accade, gli ultimi arrivati non sono necessariamente relegati a far da comparsa. Francamente, infatti, vediamo male che la Cayenne Coup non riesca a conquistare il pubblico a giudicare dalla sua linea fluida che rischia di mettere in ombra anche la versione
standard. i fatto, la Coup dovrebbe garantire un terzo delle vendite della gamma Ca enne.
Più dinamica All’inesorabile ricerca di dinamismo, Porsche ha sottoposto la Cayenne a mini restyling. Il montante anteriore pi inclinato, la linea del tetto pi bassa di 2 cm e il portellone ha una pendenza pi marcata. Così si ottiene un effetto pi arcuato della linea superiore, seppure senza eccessi. Tanto che la Coup capace di sedurre per l’armonia delle forme. Per giunta, l’abitabilità non soffre affatto di questo lifting. Lo spazio per la testa salvaguardato grazie ad un abbassamento di 3 cm dei sedili nessun problema quindi per i passeg-
geri fino a 1,80 m. L’insieme resta spazioso, tanto pi che la versione di serie prevede due posti singoli. Il divano a tre posti invece opzionale, ma fortunatamente senza costi supplementari. nica vittima dell’operazione, il bagagliaio che perde 145 l. Sportività oblige, la Cayenne Coup si irrobustisce allargandosi di 1, cm ed esibisce un grosso alettone estraibile a partire da 90 m/h. Lo stile quello della 911, ma non davvero pi grazioso. A parte le regolazioni del telaio, la Coup condivide gli attributi tecnici della Ca enne. Malgrado un guadagno di circa 50 g, il peso totale cresce a causa di una dotazione arricchita. Ci detto, la Coup esprime un comportamento
N4,93 m; bagagliaio: 625 l Ebenzina 340/440/550 CV; cambio aut. a 8 rap., 4×4; da 0 a 100 km/h da 3,9 s; consumo (fab.): da 9,3 l/100 km, CO da 212 g/km Lda 109 700 a 193 300 fr. 2
molto dinamico e regala piacere al volante, anche grazie allo sterzo attivo di serie. Bello inanellare le curve a velocità sostenuta. Si noti che i motori mantengono la stessa potenza e che il pulsante rotativo al volante riserva effetti boost. Certo, i prezzi aumentano di 6200–8500 fr. a seconda delle versioni, ma visto che la dotazione di serie fa altrettanto ◆ Quattro posti di serie e spazio per la testa molto buono.
Lo spoiler adattivo Mai visto su una SUV, per quanto sportiva.
Il posteriore inclinato non segue una curvatura troppo pronunciata. Tetto panoramico di serie.
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TECNICA Angolo morto L’assistente di svolta riconosce le bici, ammesso che non siano troppo vicine.
Affidabili, ma... Per gli autisti di mezzi pesanti spesso è difficile scorgere i ciclisti nascosti nell’angolo morto. Assieme all’upi, il TCS ha valutato la situazione testando due dispositivi d’allarme.
CONCLUSIONI
TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO MOBE
A
lcuni camion dispongono già di assistenti di svolta che avvertono dell’angolo morto. Ma ciò è ancora piuttosto raro. Una regolamentazione europea che esige l’obbligo di tali dispositivi sui veicoli nuovi è in fase d’elaborazione. Tuttavia non dovrebbe entrare in vigore prima del 2022. Gli assistenti di svolta presenti attualmente su alcuni camion ricorrono a diverse tecnologie: sensori radar, a ultrasuoni e ottici. In questo modo, la zona visibile dell’autista è ampliata tramite un sistema di telecamere collegato a uno schermo oppure con l’integrazione di sensori d’allarme. Idealmente, un
ciclista che circola alla destra di un camion è avvistato da 0 a 30 km/h. Un primo test è stato realizzato con un Mercedes-Benz Actros, dotato di un assistente di svolta che funziona mediante due sensori radar istallati sul parafango destro dell’asse posteriore. Quando una bici si trova nell’angolo morto, un triangolo luminoso lampeggia sul montante anteriore e resta poi acceso, accompagnato da un segnale acustico. Questo dispositivo indica in modo affidabile la presenza di una bici su una pista ciclabile. Per contro, l’individuazione è aleatoria se il ciclista è molto vicino al camion. Una constatazione
Una spia luminosa avverte della presenza di un ciclista nell’angolo morto del camion.
attestata dal costruttore. Sono scattati anche alcuni falsi allarmi, provocati specialmente dai guardrail. Morale: spetta all’autista conoscere il potenziale dell’assistente di svolta. Il TCS ha valutato anche il sistema Easy Fit di Bosch, ossia un dispositivo di telecamera a 360 gradi. Quattro camere grandangolari scrutano il perimetro del veicolo ed eliminano così il pericolo dell’angolo morto. Il conducente dispone di una panoramica delle immagini su uno schermo. Quest’installazione si rivela preziosa durante le manovre. Ma è difficile stimare la distanza e la velocità di una bici in movimento. ◆
Diversi assistenti di svolta (telecamere/sensori) sono disponibili sui nuovi veicoli o come optional. L’offerta è in costante aumento. Come gli altri aiuti alla guida, gli assistenti di svolta contribuiscono realmente alla sicurezza solo se l’autista ne conosce il potenziale e i limiti. I falsi allarmi devono essere ridotti al minimo. In caso contrario, l’assistente non sarà credibile agli occhi dell’autista. L’abbinamento con un sistema di frenata d’emergenza permetterebbe di ottenere una massima efficacia. Per ridurre durevolmente gli incidenti, è importante che i ciclisti siano coscienti che l’angolo morto nasconde diversi pericoli.
Pubblicità
www. 50 touring | luglio / agosto 2019
.ch
TECNICA
CHEVROLET CORVETTE GRAND SPORT FINAL EDITION
La coerenza del look N4,51 m; bagagliaio: 287 l EV8 6,2 l, 466 CV, 630 Nm; cambio aut. a 8 rap., trazione post.; 0–100 km/h in 3,9 s; consumo (prova): 12,5 l/100 km; autonomia: 560 km L130 000 fr. La settima edizione di questa icona sportiva all’americana saluta il suo pubblico con un’edizione limitata che punta sull’ostentazione estrema. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Q
uest’ultima Corvette C rappresenta un’apoteosi della supercar in stile SA. n bolide che sta a metà tra l’automobile culto e il mostro roboante dalle qualità anacronistiche. na Corvette sempre una scelta deliberata. Lo ancora di pi nel caso di questa Final dition arancio Sebring agghindata di elementi in carbonio. Impossibile pensare di essere discreti. Anche inserendo per errore la modalità co, peraltro velleitaria, non si riesce ad ammutolire il monumentale scarico a 4 uscite sempre pronto a liberare il suo assordante rombo metallico.
Abbiamo per le mani l’accessorio perfetto per sfilare sui boulevard di aytona Beach o Beverl ills. alle nostre parti, questa sportiva americana dalle qualità di muscle car si adatta male alle insidie
che pullulano nei centri urSi sarà capito che questa bani. on tanto perch il ultima Corvette eccelle nei sia in affanno la sua dispograndi spazi e sulle strade nibilità a bassi regimi eccesinuose, dove le sue enormi zionale ma ruote la incolle lame degli lano all’aDesign sconvolgente spoiler che sfalto. on Prezzo-prestazioni sfiorano la esattamente Sonorità esibizionista carreggiata agile 1,6 t), Sospensioni efficaci asfaltata renla Corvette Consumo credibile dono assai comunque arduo il superassicurante Ingombro/larghezza ramento dei dato che Altezza da terra molto ridotta dossi stradali curva senza Tecnologia da fine serie che la Corbattere ciglio vette coe affronta le stretta ad affrontare a passo virate strette con precisione d’uomo. I conducenti estrochirurgica, al punto che versi tuttavia accetteranno avremmo gradito sentire volentieri questo comproPronta allo scatto messo da lumaca che offrirà con lo scappamento loro nel contempo un bagno a 4 uscite. di folla tra i curiosi affascinati da questo mostro d’altri tempi. n entusiasmo che scema in manovra, vista la larghezza da camion e il raggio di sterzata che complicano le cose.
Affatto discreta vestita di arancione e inserti in carbonio, la Final Edition si fa notare.
qualche sensazione in pi dal telaio. on ci lamenteremo, però, tanto pi che l’ SP tutto meno che castrante e i freni in carboceramica sono tanto potenti quanto dosabili. Senza dimenticare che la permissiva modalità Trac trasforma questa atavica trazione posteriore in una fabbrica di testa-coda. La pista in questo caso d’obbligo. Il fatto che il 6,2 l da 466 C sempre altrettanto generoso, anche se taluni gli preferiranno la furia pi violenta dei motori turbo. on ce la sentiamo tuttavia di disprezzare questa vestale dei motori atmosferici il cui si appresta a migrare in posizione centrale posteriore. Crimine di lesa maestà ma che fa tanto Ferrari. ◆
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TECNICA
Andare al mare con un’auto elettrica Numerosi automobilisti rinunciano ad acquistare un’auto elettrica per il timore d’avventurarsi all’estero. Il TCS ha voluto sapere se quest’angoscia è giustificata. Direzione: Toscana e Costa Azzurra. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO LARS TANNER
P
artire in Italia o Francia con un’auto elettrica sinonimo di stress. Soprattutto per l’incognita costituita dalle reti di ricarica. Per vederci pi chiaro, il dipartimento Consulenza Mobilità del TCS si lanciato all’assalto del Mediterraneo, partendo dalla sua sede di mmen.
La Toscana in Kona Per primo si raggiunto Firenze, poi Savona, al volante di una undai ona. na ricerca, effettuata prima del viaggio, ha rivelato che le colonnine di ricarica non erano accessibili ai fornitori svizzeri. stato dunque necessario passare dall’applicazione di una società italiana, in questo caso extcharge. L’applicazione era operativa poco dopo la registrazione e la carta di ricarica arrivata in Svizzera circa una settimana dopo l’ordinazione. Tramite l’app stato versato un acconto. Sapendo che nelle aree autostradali non erano disponibili stazioni di ricarica veloce, stato necessario lasciare l’autostrada, e quindi passare da pedaggi supple52 touring | luglio / agosto 2019
mentari, per fare il pieno. Alle stazioni rapide, la ricarica 80% durata tra i 35 e i 50 minuti. Fino a Firenze sono state necessarie tre fermate. Lo sblocco delle colonnine non ha posto problemi. D’altronde non c’erano altri veicoli elettrici che vi stazionavano. urante i 1512 m percorsi, la ona ha consumato in media 21,6 Wh/ m per un importo di 184 fr. 56 ct. per ogni Wh ricaricato).
Costa Azzurra e Tesla Il secondo itinerario portava a Cavalaire-sur-Mer con una Tesla S85, in autostrada via Lione e ritorno su strade nazionali fino a Grenoble. ltre alla rete propria di Tesla, il TCS s’ messo alla ricerca di punti di ricarica rapidi che accogliessero le auto di altre marche, e dunque le prese Tipo 2 CCS. Come in Italia, si dovuto ricorrere a un fornitore locale, ossia Chargemap. La carta giunta in Svizzera dopo aver versato 20 euro e i pagamenti sono stati successivamente regolati con fattura. Gran vantaggio della rete francese: le colonnine rapide sono installate nelle
aree di sosta e non bisogna quindi lasciare l’autostrada. el corso dei 1715 m effettuati, il consumo ammontato a circa 22 Wh/100 m. Contrariamente ad alcuni nuovi modelli, la S85 ricaricabile gratuitamente nelle stazioni Tesla. Altrimenti il costo sarebbe salito a 30 ct. per Wh, ossia 100 fr. In fin dei conti, questi due viaggi hanno dimostrato che chiaramente fattibile andare in vacanza al mare con un’auto elettrica. L’infrastruttura ben presente ed affidabile. All’estero il TCS consiglia di ricorrere all’applicazione evwa , il cui software di navigazione menziona le stazioni di ricarica che rispondono alle specificità di ogni veicolo. ◆
A destinazione Una verifica preliminare delle reti estere previene brutte sorprese.
CONSIGLI Pianificare accuratamente il proprio itinerario per evitare ogni tipo di stress. Verificare la compatibilità delle stazioni di ricarica e dei fornitori. Utilizzare i filtri delle applicazioni o le informazioni su internet. Portare con sé un cavo di ricarica per poter connettersi alle colonnine e alle prese del settore. Regola del 20/80%: non scendere sotto il 20% di autonomia e non caricare oltre l’80% (durata ottimale della ricarica).
L’influenza di un box da tetto Un box da tetto è stato installato sulla Hyundai Kona per valutarne l’incidenza sul consumo. Sul percorso scelto dal TCS, la Kona ha consumato circa 19,7 kWh/100 km con il box carico e 14,4 kWh senza box, ossia una differenza considerevole di 5,3 kWh. Va precisato che questo percorso includeva un breve tratto autostradale.
In Italia, non vi sono stazioni di ricarica rapide sulle aree autostradali.
TECNICA Che look! In versione S line, l’Audi A1 adotta una calandra nera titanio e prese d’aria scolpite.
AUDI A1 SPORTBACK 30 TFSI S LINE
La city-car blu orizzonte N4,03 m; bagagliaio: 335 l E1,0 l turbobenzina, 116 CV, 200 Nm; cambio DSG 7 rapporti; da 0 a 100 km/h in 9,5 s; consumo (prova): 6,4 l/100 km; autonomia: 625 km L32 750 fr. L’Audi A1 scopre di avere spigoli e una bella personalità, sebbene un po’ di muscoli in più non farebbero male a questo ambizioso bolide. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
È
francamente seducente nella sua livrea blu immacolato sottolineata da cerchi da 17 bianchi. Grazie alla carrozzeria pi spigolosa punteggiata di LED, la beniamina di casa Audi cambia radicalmente aspetto. Per temperare un po’ gli ardori, precisiamo tuttavia che la maggior parte degli attributi si pagano a caro prezzo. Con Audi eravamo abituati, ma questa city-car che pu essere equipaggiata con una serie di optional innovativi batte ogni record: 51 mila fr. il modello provato! Quanto meno, l’Audi A1 trae beneficio dal suo scatto di crescita +6 cm in lunghezza guadagnando in abitabilità. Lo spazio per le gambe dietro non fenomenale, ma visto che i piedi scivolano sotto i sedili, gli occupanti sono trattati bene. Il regno della prodigalità riservato a chi
davanti. Il conducente di fronte a una strumentazione digitale completata da uno schermo tattile di ultima generazione. Il top per un’auto da città, ad immagine del navigatore affiancato da un touchpad. Il tutto incorniciato da una plancia di bordo dai contorni affilati molto design. quando scende la notte, questa A1 S line si accende di un’incomparabile illuminazione blu. L’unica perplessità proviene dalla qualità molto eterogenea delle plastiche. In crescita di 65 l, il vano bagaglio offre un’eccellente capacità per il segmento.
Errore di casting
per le versioni da 150 o 200 CV. etto ciò, il motore da 1 l fa un lavoro onorevole, in particolare perch assecondato da un cambio a doppia frizione rapido nel scegliere il rapporto ideale. Pressoch neutro, il telaio sportivo della S line anche rassicurante. Anche nelle curve veloci, l’Audi A1 non batte ciglio, tanto che l’ESP costretto alla disoccupazione tecnica. Per il divertimento, avremmo gradito un telaio pi vivo, per sentire le emo-
Design dinamico seducente Cockpit/Plancia di bordo Armonia cambio/motore Comfort preservato Bagagliaio Manutenzione gratis (10 a.) Prezzi/optional inflazionisti Sensazioni del telaio Qualità percepita incerta Garanzia fabbrica (2 anni)
zioni trasmesse dalla piccola belva. La soluzione quella di regalarsi la versione 200 C da 3 00 fr. n piccolo sforzo supplementare visto che comunque sappiamo già che passeremo valorosamente alla cassa. ◆
Nero su blu Anche dietro tonalità di carattere. Da notare i fari LED.
La voglia di mettersi al volante tanta, ma qui sopraggiunge una piccola delusione, perch il motore 3 cilindri da 116 C non mantiene le promesse fatte dal design. n errore di casting che potremo sempre correggere optando luglio / agosto 2019 | touring
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L’ESPERTO TCS ➍
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➊
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Funzionamento I gas di scarico raggiungono il filtro ❶, quindi passano in piccoli canali ❷ e sono diretti verso le pareti porose ❸ prima dell’uscita ❹. Le particelle rimangono intrappolate nei canali. Sensori di pressione avviano la rigenerazione quando il filtro è saturo. Le particelle sono bruciate a circa 600 gradi e trasformate in diossido di carbonio.
Che efficacia, questi filtri! REDAZIONE TOURING
L’inasprimento continuo delle norme ha permesso di ridurre considerevolmente le emissioni nocive. I valori limite delle polveri fini liberate dai motori diesel PM sono passati da 50 mg/km Euro 3 di inizio anni 2000, a 4,5 mg/km dall’Euro 5b), ossia in calo del 91%. na limitazione del numero effettivo di particelle emesse PN pure stata introdotta con la norma uro 6b. Test del TCS hanno rivelato che il gas che fuoriesce dai filtri contiene meno particelle dell’aria ambiente. uesta riduzione stata possibile grazie al costante miglioramento dei filtri così come all’evoluzione dei sistemi di iniezione ad alta pressione common rail). Qual è oggi la percentuale di veicoli equipaggiati di filtri antiparticolato in Svizzera?
L’introduzione della norma Euro 5b nel settembre 2009 ha di fatto reso obbligatori i filtri. el 2018, il 8,3 degli 1,4 milioni di autoveicoli a gasolio immatricolati erano dotati di un filtro. Se si considera che le auto recenti per54 touring | luglio / agosto 2019
corrono mediamente pi chilometri di quelle vecchie, si pu stimare che la quota filtrata ammonti all’88,6%. Le proiezioni dimostrano che la loro incidenza salirà al 96 entro il 2025 e che dal 2030 non sarà pi percorso nemmeno un chilometro da veicoli sprovvisti di filtro. Cosa si può dire dell’efficacia e della longevità dei filtri in presenza di chilometraggi elevati?
I filtri antiparticolato si rivelano molto efficaci e grazie alle fasi di rigenerazione innestate regolarmente circa ogni 600–1000 m), garantito un trattamento efficace degli agenti inquinanti, anche con chilometraggi elevati. Misurazioni delle particelle fatte dal TCS su auto che avevano percorso oltre 150 000 m hanno dimostrato che i filtri funzionavano ancora impeccabilmente. Le concentrazioni di polveri fini erano comparabili a quelle delle auto nuove e anch’esse inferiori ai valori misurati nell’atmosfera. E le auto a benzina?
Tutti i veicoli a combustione emettono polveri fini, ma in
proporzioni diverse. ariano principalmente a seconda del tipo di motore. Così il motore diesel produce un gran numero di particelle di fuliggine, ma consuma ed emette meno CO2. Al fine di migliorare questi valori nei motori a benzina, i costruttori hanno applicato lo stesso modo di funzionamento con iniezione diretta del carburante. Ci ha provocato un aumento importante delle particelle fini emesse. Per questa ragione alcuni fabbricanti equipaggiano taluni
loro modelli a benzina con filtri antiparticolato. pensabile che tale pratica venga generalizzata nei prossimi anni. Nel 2018, meno dell’1 dei modelli a benzina era dotato di filtri antiparticolato. i conseguenza, i 44 miliardi di chilometri-veicolo sono stati percorsi quasi esclusivamente da autovetture senza filtri. Stime dell’ fficio federale dell’ambiente FAM e del TCS indicano che l’incidenza dei 3,2 milioni di modelli a benzina sulla totalità delle emissioni di polveri fini delle automobili ammonti al 26,3 . ◆
SASCHA GRUNDER Funzione: responsabile Ambiente e Support Professione: dipl. Scienze dell’ambiente ETH Età: 50 anni Contatto:
tcs.ch/esperto
ILLUSTRAZIONI OPEL
A che punto siamo in materia di filtri antiparticolato per le automobili diesel?
SVAGO
Fra lucci e delfini nell’isola di smeraldo L’Irlanda è il paradiso della pesca. Offre paesaggi splendidi che si specchiano nei laghi e fiumi. Le sue coste indomite attirano fiotti di appassionati. I neofiti chiedano alla gente del posto. Saprà aiutare. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
S
e Portumna non si trovasse sul Lough Derg nessuno s’interesserebbe di questo piccolo villaggio con solamente due chiese e qualche pub, perlopiù chiusi. Fra alcune case grigie spuntano i resti di un albergo distrutto dalle fiamme. Per fortuna qui c’è il negozio Palmerston Stores dove acquistare di tutto, dalla canoa alla tosatrice. Ma gli articoli più importanti sono gli utensili da pesca, scelti sapientemente dalla proprietaria Maureen Curran. La regola: prima di avventurarsi nel Lough Derg si domandi a lei. Purtroppo, quando mi presento la signora è assente per un lutto. Il figlio ne sa comunque altrettanto sulle esche migliori per la pesca alla trota e al luccio. Non solo lui, tutti gli avventori del negozio hanno qualche dritta che non lesinano allo svizzero alle prime armi. E che è impaziente di acchiappare un bell’esemplare luccicante e guizzante.
Il re dei predatori d’acqua dolce Di ritorno nel mio cottage a Clonmoylan mi riscaldo davanti al caminetto crepitante, indaffarato con l’attrezzatura appena comprata quando bussano alla porta. Deve essere il mio ghillie, cioè la guida che mi porterà in barca a pescare insieme. Con il suo ampio sorriso, Mark Jerome infonde simpatia a prima vista. Anche il tempo è dalla nostra mentre prepariamo la piccola barca a motore con cui andremo ad insidiare i pesci nel lago largo 35 km. Senza una guida esperta dei luoghi sarei completamente perso. Ha con sé tutt’un arsenale di esche, robusti Wobbler e fantasiosi pesciolini artificiali. Dopo aver fissato l’esca mi istruisce nella tecnica dello spinning: «Getta l’amo e poi alterna varie jerkate, quindi colpetti laterali, qualcuno dall’alto verso il basso, aspetta che affondi l’esca e recupera veloce». Detto fatto e poco dopo il primo luccio
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Di che essere fieri Mark Jerome con la trota catturata nel Lough Derg.
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ha già abboccato! Ma siccome agli irlandesi non piace, lo lasciamo libero. D’altronde siamo a caccia di trote. Raggiunta una postazione più adatta, Mark lascia derivare la barca in drifting. Mentre le onde ci spingono gentilmente verso il centro del lago, mi racconta di quella volta in cui un martin pescatore era atterrato proprio sulla sua canna. I compagni lo avevano preso in giro, dicendo che l’uccello aveva solo voluto mostrargli chi era, fra i due, il vero maestro! Fra una storia e l’altra, il tempo passa e la quantità di lucci catturati aumenta. Quando il sole sta tramontando, il mio ghillie cambia tattica. Passiamo alla traina. Ed allora occorre innestare il Wobbler dorato acquistato da Palmerston Stores. Navighiamo lentamente in prossimità della riva quando il mulinello della mia lenza si mette a cantare. «Oh, big fish!», esclama Mark, arrestando il motore per permettermi di recuperare lentamente. La preda mi dà proprio del filo da torcere! Il mio polso accelera mentre mi sforzo di mantenere la calma e non perdere la preda che si mostra molto combattiva. Magari è una trota penso speranzoso mentre la tiro fuori dall’acqua. Ho ragione! E che esemplare! La giornata non poteva proprio concludersi meglio. Contenti e orgogliosi rientriamo ed ormeggiamo la barca. Anne Hilty ci attende già in cucina al Red Oak Restaurant. È la proprietaria, assieme al marito Güst, dei cottage di vacanza Clonmoylan. L’aiutiamo a preparare la trota. Lavata, salata e farcita alle erbe aromatiche, ce la gustiamo per cena con patate ed asparagi.
Fra merluzzi gialli e delfini ballerini Al porto di Roundstone ci accoglie una puzza terribile. Un carpista riempie le sue nasse di aringhe mezze putrefatte e ci indica i migliori posti per la pesca al pollack – talora denominato pure merluzzo giallo – lungo la costa intorno a Clifden. «Utilizzate esche argentate», consiglia. Ed aggiunge un: «Buona pesca!» d’incoragMaureen Curran ha in serbo consigli per ogni pescatore che approda a Portumna.
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giamento mentre ci stiamo già allontanando. Nonostante le occasionali uscite con i suoi ragazzi, Dean Gibson confessa di non essere esperto di pesca allo sgombro. Purtroppo, il professionista che doveva accompagnarci ha problemi con la sua imbarcazione, quindi dobbiamo cambiare programma. Invece di uscire in mare, decidiamo per la pesca dagli scogli. È altrettanto appassionante, promette Dean, che gestisce l’hotel Connemara Sands Beach a Ballyconneely con la moglie Kathy. Eccoci quindi sfrecciare verso la costa per strette stradine di campagna. Una lieve brezza ci soffia in viso quando ci incamminiamo verso il mare sotto lo sguardo curioso delle pecore, mentre qualche lepre selvatica scappa via impaurita. Il momento più propizio per la pesca è durante l’alta marea, e bisogna posizionarsi al riparo da spruzzi che potrebbero regalare una doccia inopportuna. Ci arrampicchiamo sulla roccia scivolosa spingendoci sempre più oltre attratti dal rumore del mare. Mi torna in mente la raccomandazione dell’uomo incontrato prima ed opto per un cucchiaino (blinker) Stucki, una marca made in Switzerland. Purtroppo non vedo neanche un’abboccata. In compenso mi godo la danza dei delfini e il concerto di una colonia di foche assiepate poco lontano.
Lenze teleguidate Dubitando che ci troviamo davvero nella buona postazione, Dean manda un messaggio ad una zia che abita nelle vicinanze e che conosce la zona come le proprie tasche. Ed eccola a guidarci tramite telefonino verso acque più pescose. In tali frangenti, la digitalizzazione può tornare utile! Buttiamo le lenze e le rilasciamo. E la preda abbocca al primo colpo! Dopo un breve combattimento, tiro fuori un pollack. Ancora due di questa taglia e la cena è assicurata, si rallegra Dean. Lo spot è davvero fruttuoso, tanto che dopo mezz’ora abbiamo catturato quanto basta e avanza. Siamo proprio fortunati! Anche il tempo irlandese, notoriamente piovoso e imprevedibile, questa sera si mostra benevolo, e gli Uno dei castelli che sorgono sulle sponde del lago di Lough Derg.
SVAGO
scogli dalle forme bizzarre si colorano di magiche tinte rosse e gialle.
Pesce delle mie brame A Connemara Dean Gibson punta su pollack e sgombri, presenti in grandi quantità.
Non solo la costa, anche l’entroterra dell’isola verde smeraldo è una mecca per i pescatori. Una miriade di laghi grandi e piccoli invitano alla pesca a mosca della trota, mentre i fiumi, generosi, brulicano di grandi salmoni e grosse trote.
RICETTE DI PESCE
Bottino grazie al cucchiaino Stucki usato su consiglio di un pescatore locale.
Pollack con salsa al chorizo Salare e pepare i filetti di pollack spellati, quindi passarli nella farina. Lasciar cuocere brevemente finché la carne del pesce non diventa soda. Sciogliere e far imbrunire 100 g di burro, aggiungere cinque cucchiai di capperi, una manciata di scorzette di limone e 100 g di chorizo sminuzzato. Rosolare per altri 5 minuti e distribuire la salsa sul pesce.
Trota ripiena al cartoccio Squamare il pesce e togliere le interiora. Salare leggermente e riempirlo con qualche pezzetto di burro, rosmarino, timo e prezzemolo tritato. Adagiare la trota su un foglio di alluminio e chiudere il cartoccio. Cuocere in forno preriscaldato a 170° per 25–35 minuti. Servire con un contorno di patate ed asparagi.
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Dove c’è il fumo, c’è anche tanto sapore
DA SAPERE Come arrivare: voli giornalieri Aer Lingus da Zurigo a Dublino. aerlingus.com
Viaggiare sul posto: Hertz autonoleggio direttamente all’aeroporto. hertz.ch, tcs-autonoleggio.ch
Dove alloggiare: Lough Derg; struttura d’accoglienza Clonmoylan, cottage individuali sul mare, incl. barca da pesca, 880 franchi per settimana.
consiglia il cavetto d’acciaio. Esche per pesca d’acqua dolce; Wobbler affondamento argento e dorato o Savage Gear 3D Roach. Pesca in mare; cucchiaino (blinker) argento min. 20 g. Informarsi sulle normative locali in materia di pesca. A Connemara non occorre licenza per la pesca in mare e alla trota marrone.
clonmoylan.ch
Negozio ideale per pescatori: Portumna, Palmerston Stores,
Ballyconneely; Connemara Sands Beach Hotel direttamente sul mare. Camera doppia da 125 euro/giorno.
Informazioni sulla pesca nei dintorni di Clifden, allthingsconnemara.ie
garrykennypalmerstonstores.com
connemarasands.com
Come vestire: a strati con giacca termoisolante e impermeabile, abiti da pioggia e stivali di gomma.
IRLANDA DEL NORD
Valuta: euro Esperto di pesca del Lough Derg (ghillie): Mark Jerome, Angling guide and boat hire Portumna, (00353) 838 328 098, bellamadra@gmail.com Attrezzatura: canna spinning (telescopica o ad innesti, 270 cm, potenza di lancio 40 g) con bobina stazionaria (monofilo 0,28 mm). Sia per la pesca al luccio e alla trota che in mare si
Dublino
Clifden
Portumna
Lough Derg
I R L A N D A 100 km
Soddisfatti, portiamo il nostro bottino all’albergo. Come menu serale, ean decide di cucinare il pollac con salsa al chorizo. A tavola penso che non c’ proprio nulla di meglio di un piatto di pesce di giornata con patatine fritte in abbinamento alla birra locale Bridewell Red prodotta a Clifden. In quel momento so che tornerò. e sono certo. Ma con pi tempo per esplorare le bianche spiagge sabbiose, lenza sulla spalla, ovvero nello zaino. mi cimenter nella pesca a piedi. ◆ Questo reportage è stato realizzato su invito di Rolf Meier Reisen. Per acchiappare il pesce desiderato ci vuole l’esca giusta.
Una tappa istruttiva ci conduce al porto di Aillebrack, per una visita al Connemara Smokehouse. D’altronde, chi dice pesce, dice anche affumicatura. Il proprietario e maestro affumicatore Graham Roberts ci aspetta davanti all’immobile bianco affacciato al mare. «Come on in!», ci invita ad entrare con voce gentile e ci fa strada. L’azienda vanta una pluridecennale tradizione che egli seguita a praticare ed affinare con passione e grande impegno. Sono specializzati nell’affumicatura del salmone selvaggio e biologico, ma lavorano anche filetti di aringa e sgombri. Graham tiene a precisare che utilizza esclusivamente coltelli Victorinox. In un’ora, riesce a sfilettare più di 40 salmoni. Dopodiché il pesce viene salato per parecchie ore, lavato, asciugato e poi affumicato per 8–10 ore sul legno di faggio. Questa delicata fase richiede una grande esperienza e savoir-faire. Il segreto sta nei tempi, ed infatti è il padrone a deciderne la durata, che varia in base alle condizioni atmosferiche. Solo quando egli è soddisfatto del risultato dell’affumicatura, il pesce viene refrigerato per un giorno e quindi tagliato a fette. Gli assaggi sono tutti deliziosi, come posso convincermi al momento della degustazione. I miei preferiti sono gli sgombri al pepe. Informazioni: smokehouse.ie Vista mare L’affumicatoio di Graham Roberts.
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Tutti a bocca aperta! Preparare tre dessert dei ristoranti stellati di Alain Ducasse. È questo il programma della nostra gita golosa a Parigi. Un modo per ravvivare, con una nota gastronomica, un soggiorno turistico nella capitale francese. REPORTAGE ALINE BEAUD
R
avioli di agrumi, babà all’armagnac e chocolat brioche café». Tre dessert serviti nei ristoranti dello chef triplamente stellato Alain ucasse, tre opere d’arte che ci apprestiamo a confezionare oggi, durante questo corso di pasticceria 3*». La pressione sale! A dire il vero, ci si pu chiedere se sia veramente possibile riprodurre questi capolavori gastronomici. Fortunatamente la presenza di Anne-Cécile allard e di Lisa Le Tirilly, mastre pasticciere nella scuola di cucina Alain ucasse a Parigi, rassicurante. Come pure il fatto che il corso sia aperto a tutti, anche ai principianti. poi, s’inizia tranquillamente, bevendo un caff durante il giro delle presentazioni. In seguito indossiamo i nostri grembiuli firmati Alain ucasse non senza un pizzico di fierezza e ci mettiamo all’opera.
Effluvi appetitosi Amalgamiamo 0 grammi di burro e 200 grammi di farina nella vaschetta di un robot. Parallelamente, una partecipante monta delle uova e del sale con il frullino, mentre un’altra persona si occupa di versare un miscuglio di miele e lievito nella scodella della nostra preparazione iniziale. In seguito vi aggiungiamo le uova, uno alla volta, e impastiamo per una quindicina di minuti nel robot. Intanto che i tintinnii metallici della macchina creano un ambiente sonoro, prepariamo lo sciroppo all’armagnac arricchito con vaniglia e scorze di limone e arancia. Mmh dalla pentola arriva un profumino! Un po’ pi tardi, quando i babà saranno cotti e raffreddati, li faremo sguazzare con precauzione una decina di minuti in questo nettare succulento.
Un chiaroscuro di agrumi Sotto la guida delle due esperte in pasticceria, procediamo alla realizzazione delle ricette in modo collettivo. ogni partecipante, se lo desidera, pu dare una mano. La pasta dei ravioli ha una consistenza leggermente rugosa: la semola di grano fine che le conferisce questa caratteristica. opo averla impastata, la spianiamo con un utensile apposito che fissiamo alla macchina. Andrebbe bene anche un matterello», precisa Anne-Cécile, anticipando la nostra domanda. Perché il materiale da cucina automatico, pur essendo utile, non indispensabile. Infatti non necessario attrezzarsi pi di tanto. Il robot da cucina, per esempio, pu essere tranquillamente sostituito da un frullino elettrico o dall’olio di gomito. Per contro, una bilancia indispensabile», sottolinea la responsabile. In pasticceria, la precisione conta!». I nostri ravioli saranno presentati in un guazzetto di agrumi, ossia un succo di frutta aromatizzato con note di citronella e vaniglia nonch dello 60 touring | luglio / agosto 2019
Sfornati Si lasciano raffreddare i babà prima d’immergerli nello sciroppo. Anne-Cécile Dallard verifica che l’impasto dei babà sia filante.
SVAGO zucchero grezzo di canna. uesto dolce nettare sarà decorato con dei segmenti di pompelmo e arancia. Prepariamo i frutti con un coltello affilato e mettiamo gli spicchi su una teglia. Un incanto per gli occhi, grazie ai colori incantevoli degli agrumi che formano una sublime digradazione vitaminizzata. La pasticceria decisamente un’arte che stimola i cinque sensi.
Le molecole del cioccolato Guazzetto di agrumi I segmenti dei frutti sono preparati con molta cura.
Il primo punto delicato del corso la preparazione del cioccolato nero. Le temperature, misurate con un termometro pure lui indispensabile , devono essere molto precise. Pare sia colpa delle molecole. Ma in quest’occasione non sarà necessario padroneggiare la chimica, perch la teoria finisce qui. Prima di tutto il cioccolato riscaldato a 55 gradi, poi raffreddato a 26 e in seguito riscaldato lentamente a bagnomaria fino a 30 gradi. Attenzione a non superarli, altrimenti bisognerà rifare tutto», avverte Lisa Le Tirilly, sempre all’erta. Il cioccolato viene poi immediatamente posto e appiattito tra due fogli chitarra per formare dei dischi. uesti andranno a completare il dessert al cioccolato.
Pronti per la degustazione
Fonde, ma stupisce comunque la vista e le papille: il buon dessert al cioccolato.
Appena prima della degustazione, al momento di preparare i piatti, la pressione sale ulteriormente. Tagliare il babà in modo che stia ben diritto nel piatto non complicato, ma posizionare una minuscola foglia d’oro decorativa, con delle pinzette, un’operazione che rasenta la chirurgia. Bilancio: i piatti non sono veramente degni di un tre stelle be’, siamo dei novellini e il sorbetto al cioccolato fonde rapidamente. Per contro, in bocca, il risultato sarà all’altezza delle tre distinzioni. opo tre ore e mezza passate dietro ai fornelli, il momento tanto atteso della degustazione. Le papille fremono al contatto con la tenera consistenza del babà che abbiamo appena bagnato, parsimoniosamente, immergendolo di nuovo nell’armagnac. Il dolce chocolat brioche café offre un gusto pronunciato di cacao, alleggerito dalla granita al caff . Sorprendenti, i ravioli nel loro guazzetto di agrumi faranno l’unanimità tra i tre partecipanti. on vediamo l’ora di preparare questa delizia ai nostri cari, per lasciarli a bocca aperta. opotutto, oltre alle nuove conoscenze acquisite, abbiamo ora nelle mani un certificato e un grembiule firmati Alain ucasse. ◆ Questo reportage ha beneficiato del sostegno di TGV Lyria, di Atout France e della scuola di cucina Alain Ducasse a Parigi.
DA SAPERE Raggiungere Parigi: ad es. con il TGV Lyria fino a Parigi-Gare de Lyon. Il collegamento da Ginevra dura ca. 3 ore, da Zurigo ca. 4 ore.
Tocco finale prima della degustazione del babà all’armagnac.
Scuola di cucina Alain Ducasse: oltre ai corsi di pasticceria, come «La pâtisserie 3*» (da 170 euro), il cui contenuto varia regolarmente, questa scuola propone dei corsi d’enologia e di cucina, nonché dei programmi rivolti a bambini e adolescenti. L’edificio, situato nel 16° arrondissement, dispone di cucine moderne e di un negozio. I corsi, aperti ai principianti, si svolgono in francese o in inglese e accolgono al massimo 10 partecipanti. ecolecuisine-alainducasse.com
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Fotografare sino a che diventa buio. Le partecipanti davanti al faro di Fornaes.
In Danimarca alla ricerca dello scatto perfetto Scoprire un paese attraverso l’obiettivo è l’esperienza offerta dai viaggi fotografici. Lo scambio diretto con altri fotografi amatoriali guidati da un professionista ci fa vedere il mondo con occhi diversi. REPORTAGE JULIANE LUTZ
1° giorno: Vale la pena soffrire un po’ Il forte vento penetra nelle ossa e mi fa battere i denti. Tornerei volentieri in albergo per riscaldarmi sotto lo spesso piumone del mio letto. Ma a Korsor ecco apparire improvvisamente l’imponente ponte stradale sospeso immerso in una luce prima dorata e poi rosata. E di colpo non sento più il freddo e non faccio che scattare fotografie a raffica. Per uno scatto riuscito si può pure soffrire un po’. Il ponte dello Storebaelt lungo 18 chilometri, che collega due isole danesi, è la prima tappa importante del viaggio fotografico in Danimarca. Siamo nove partecipanti, tutte donne, con un’età tra i 40 a 65 anni e siamo accompagnate dalla guida turistica Claudia Kristensen e da Philipp Dubs, fotografo zurighese maestro dell’immagine. Ho prenotato questo viaggio perché in quanto giornalista di viaggio desidero migliorare le mie capacità fotografiche. Mi rendo tuttavia subito conto che un tour di questo tipo non è 62 touring | luglio / agosto 2019
Per un soggetto come il ponte dello Storebaelt si deve anche soffrire e sopportare il vento.
SVAGO considerabile come un semplice corso fotografico. Philipp è una persona calma, riservata e parla poco. E non ci dice nulla su cosa dobbiamo o dovremmo fare. Per questa prima giornata ci ha fornito un’infarinatura teorica generica – quali impostazioni della macchina fotografica sono ideali per immortalare i paesaggi e in particolare per le ampie distese della Danimarca – e poi siamo partiti per affrontare la parte pratica. Alle mie domande Philipp risponde spesso con altre domande, a volte chiedendomi quale emozione intendo suscitare al momento di scattare una fotografia. Una risposta che all’inizio mi sembrava criptica, ma nel corso della giornata ne ho capito il senso: è centrale per la riuscita di un’immagine (eccetto se si tratta di un’istantanea) e dovrebbe essere formulata prima di ogni scatto fotografico.
PHILIPP DUBS
2° giorno: Con calma si fotografa meglio Quando il mattino viaggiamo verso Ejer Bavnehoj, una delle vette più alte della Danimarca, nelle orecchie mi risuonano ancora le parole di Philipp: «Prendetevi tutto il tempo necessario per cercare il soggetto e l’inquadratura». La sera prima non l’avevo fatto e davanti al noto ponte avevo cominciato a saltellare di qui e di là per cercare la prospettiva migliore. Con il risultato che non sono rimasta contenta di alcuna immagine. Adesso mi concedo del tempo e fotografo solo la torre di Ejer Bavnehoj e poi al rientro nell’Hotel Molskroen
Il ponte circolare di Aarhus può essere fotografato da infinite prospettive.
a Ebeltoft solo una barca rossa su un prato, ma da prospettive sempre diverse. La sera Philipp e Claudia ci portano al faro di Fornaes. Pur avendo diverse ore a disposizione, il tempo sembra scarseggiare, perché ai nostri occhi si presentano molti soggetti da fotografare: il faro dal davanti con il campo di colza sulla destra, il campo da solo, le pietre ricoperte di muschio… ma poi alla fine tutti si ritrovano sulla spiaggia, azionano il comando scatto remoto e immortalano il faro con il fascio di luce in movimento nel buio.
3° giorno: A cancellare c’è tempo La mattina è dedicata al commento delle foto. Un momento per me importante. Le altre partecipanti utilizzano macchine reflex e diversi obiettivi. Davanti a me sul tavolo la mia piccola compatta Sony RX100, che nei miei viaggi di lavoro mi ha sempre accompagnato dando buoni risultati. Ma è sufficiente? Philipp si concede del tempo con ogni partecipante per osservare le foto insieme. Le altre donne fotografano ad alto livello. Alcune potrebbero addirittura diventare professioniste. Hanno anche scoperto dei soggetti che io non ho neppure visto. Philipp, che usa l’editore di immagini Lightroom, ci insegna come si può trasformare una buona foto in una ottima mediante solo alcune piccole modifiche, ad esempio, ritagliandole. Mi riprometto di farne tesoro: d’ora in poi non cancellerò più una foto prima di averla vista con calma al computer. Sono l’ultima a discutere con Philipp. Risultato? Non devo proprio vergognarmi delle mie fotografie.
4° giorno: Viaggiare aguzza la vista Già alle 8 di mattina siamo in pista e torneremo in albergo solo verso le 23. Questo è il prezzo da pagare per
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Mare, nuvole e barche La Danimarca è ideale per la fotografia di paesaggi.
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SVAGO
PER UNA FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO BEN RIUSCITA Come impostare l’apparecchio per viaggi in Scandinavia secondo Philipp Dubs. Diaframma Paesaggio: 8–16; primi piani: 2.8–5.6; crepuscolo: 8; notte: 1.4–8 Impostazioni Modalità esposizione: automatica, MODE A/Av Modalità di misurazione: multizona Bilanciamento del bianco: automatico (AWB/ WB Auto) Qualità dell’immagine: RAW o RAW + JPEG Spazio colore: AdobeRGB Campo di messa a fuoco: S (AF singola, AF-S; Canon – One Shot) Riduzione del rumore a lunga esposizione: disattivato Alberi magici Un viaggio fotografico aguzza la vista e la realtà davanti all’obiettivo diventa straordinaria.
avere la luce migliore. Dopo un’ora in viaggio, presso Aarhus ci fermiamo su una spiaggia con il mare che lascia trasparire delle pietre. Al primo sguardo la scena non sembra granché, ma poi osservando meglio le pietre, le loro forme e i loro colori risultano essere dei soggetti interessanti da fotografare. Questo viaggio è anche un’occasione per aguzzare la vista e individuare dei soggetti che prima non avrei mai scoperto. Il mio soggetto preferito diventa il ponte circolare sospeso tra terra e mare, che si può fotografare da mille prospettive. Mentre fotogra100 km fiamo «The Infinite Bridge» ci scambiamo impressioni e opinioni e così impariamo sempre nuove cose. È ciò che già all’inizio ci aveva sollecitato Ebeltoft a fare Philipp. Per il necessario relax tra una seduta e l’altra ci pensa ClauAarhus dia, che ha il compito di mostrarci alD A N I M A R C A cuni degli angoli più belli del paese. Korsor Dopo una passeggiata attraverso
Stabilizzatore: disattivato
A mano Sensibilità ISO: ISO 200 o maggiore Modalità sequenza immagini: scatto singolo Stabilizzatore: attivato Campo di messa a fuoco: spot/AF (punto singolo centrale)
SWE Copenaghen
Philipp Dubs Il fotografo originario di Zurigo ha imparato il mestiere da zero: tecnico da Minolta, impiegato in un laboratorio fotografico e sette anni assistente presso illustri fotografi. Dopo aver lavorato presso agenzie e riviste, nel 2010 ha fondato la scuola di fotografia Photomundo GmbH, che offre corsi e viaggi per fotografi amatoriali. Il 44enne è specializzato in paesaggi, ritratti e foto in bianco e nero.
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Modalità sequenza immagini: blocco specchio o auto scatto 2 sec. Campo di messa a fuoco: punto singolo AF o fuoco manuale (MF)
DEU
philippdubs.ch photomundo.ch
Con cavalletto Sensibilità ISO: ISO 200
Aarhus saliamo sulla terrazza in cima al centro commerciale Salling. Ci sediamo al sole prima di fotografare lo stabile ultramoderno della biblioteca Dokk1 finché cala la notte.
5° giorno: Nuove prospettive Il mattino è in programma la visita al punto panoramico sulla collina di Jernhatten non lontano da Ebeltoft, che offre una stupenda vista sulla costa. Per raggiungerlo percorriamo un sentiero costeggiato da alberi nodosi. A me sembra un bosco incantato e non riesco a smettere di scattare foto. Ancora una volta il fatto di tenere in mano una macchina fotografica è riuscito a trasformare la realtà in qualcosa di straordinario. In seguito, dopo il picnic presso il tumulo rotondo di Poskaer, il mio sguardo abbraccia il paesaggio dello Jutland. Prima di questo viaggio pensavo che la Danimarca fosse un paese grazioso, ma nulla di più. Adesso sono affascinata da questa estesa pianura immobile. Guardare il mondo attraverso l’obiettivo, può anche cambiare il modo in cui vediamo le cose. ◆ Il reportage è stato compiuto su invito di Baumeler Reisen. Attualmente Baumeler Reisen offre tour fotografici in Danimarca, Irlanda, Islanda e Madeira. baumeler.ch/koerper-geist/fotoreisen
PRISMA BY DUKAS
SALUTE
Quando prendere il sole provoca eruzioni cutanee TESTO SANDRA EGLI
Che cosa si intende con il termine allergia al sole? Bettina avazzolo: Si parla di allergia al sole quando la pelle dopo l’esposizione al sole reagisce con arrossamenti, pomfi, vescicole e prurito. on si tratta di un’allergia vera e propria, cio di una reazione immunitaria eccessiva. ella maggior parte dei casi, dietro ad un’allergia al sole si cela una dermatite polimorfa solare o un’acne di Maiorca. Da che cosa è causata una dermatite solare? In caso di una dermatite solare polimorfa, i sintomi si presentano ore o addirittura giorni dopo un’esposizione al sole prolungata, sotto forma di arrossamenti, vescicole, noduli o pomfi, insieme a prurito, spesso in parti
del corpo che non erano state esposte al sole da molto tempo. «Polimorfo significa multiforme, poich le reazioni cutanee possono essere molto diverse. na particolare forma di dermatite solare l’acne di Maiorca, in cui l’irradiazione sulla pelle reagisce a sostanze contenute in creme solari o cosmetici, provocando pustole e papule, simili a quelle che vengono a formarsi in chi soffre di acne. Le parti pi colpite sono collo, spalle, braccia, schiena e scollatura. Si possono evitare queste reazioni cutanee? Sì. Abituando la pelle lentamente al sole, si possono evitare dermatosi solare polimorfe. Ogni esposizione al sole andrebbe fatta ragionevolmente.
necessario usare ogni volta un protettore solare per raggi VA e VB, e proteggere la pelle con indumenti. bene evitare il sole di mezzogiorno ed eventualmente assumere vitamina A, C ed , nonch selenio, calcio e betacarotene per rafforzare la pelle. Per evitare un’acne da Maiorca, sarebbe inoltre necessario rinunciare all’utilizzo di lozioni contenenti profumi e molto grasse, e preferire protettori solari senza grassi e senza emulsionanti. In quali casi bisognerebbe rivolgersi ad un medico? affreddando le parti cutanee colpite e interrompendo l’esposizione al sole, solitamente le eruzioni cutanee se ne vanno da sole. Se invece le parti colpite si infiammano, necessario rivolgersi a un medico. ◆
BETTINA RAVAZZOLO esperta di aha! Centro Allergia Svizzera
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luglio / agosto 2019 | touring
65
15 persone trovano posto nella funivia Eggberge, una delle più capienti urane.
Il Sentiero alpino è tutto da godere, non solo per il sole.
Funivie, margherite e Guglielmo Tell Grazie ai tanti impianti di risalita, Uri è il cantone perfetto per abbinare escursioni e viaggi in funivia. Un buon esempio è il Sentiero alpino della Valle di Schächen, che si può coronare con una visita al Museo di Guglielmo Tell a Bürglen. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER
L
a funivia rossa che da Flüelen-Eggberge ci porta in vetta, pu essere definita spaziosa, dato che pu trasportare sino a 15 persone. el cantone delle funivie considerata grande, dato che quella che collega Burgirütti all’Alpe di Buggi pu contenere al massimo due persone e 1 delle 36 funivie nel canton ri sono costruite soltanto per quattro persone.
Dalla stazione di montagna Eggberge a 144 metri di altezza si pu ammirare una grandiosa vista panoramica del Lago di ri, sulle cui acque proprio in questo momento s’incrociano due battelli di linea. Il Gitschen con la sua croce sulla vetta sembra giocare a nascondino tra le nuvole. Per un’ora saliamo passando accanto a prati stracolmi di fiori: qui crescono margherite, ranuncoli, soldanelle alpine e rododendri solo per citarne alcuni. Accanto al Lago di Flesch che pi che altro una grande pozzanghera, organizziamo il nostro picnic e mangiamo con lo sguardo rivolto verso gli abeti rispecchiati nel la66 touring | luglio / agosto 2019
Le tratte in funivia fan parte dell’attrattiva di questa gita.
URI TOURISMUS AG
SVAGO
Villaggio di Tell
Talmente scuro che il Fleschsee, sarebbe la scena ideale per un thriller.
ghetto. Con il cielo rannuvolato e l’acqua scura, il Lago di Flesch sarebbe un approppriato luogo per inscenare un delitto per un thriller svizzero. opo esserci rifocillati per bene continuiamo a salire sino a raggiungere il punto panoramico üenderegg a 1874 metri di altezza e ci godiamo la vista sulle valli circostanti. ui regna una quiete straordinaria. In giro ci sono solo alcuni rari escursionisti. A Hüenderegg si gode di un fantastico panorama e di pace.
Con la funivia Biel-Kinzig, in cui a parte noi due ci starebbero altre sei persone, scendiamo sino a Brügg dove prendiamo l’autopostale sino a nterschächen, un paesino piuttosto tranquillo. L’attrazione qui si chiama otel Alpina. na rivelazione il cordon bleu con il delicato formaggio alpino, i bocconcini croccanti di trota di fiume e la torta di mele. Rafforzati da una buona e sostanziosa colazione, il giorno seguente saliamo a bordo dell’autopostale in direzione di nterschächen- ntere Balm. Sulla base delle buone previsioni meteo, avevamo organizzato l’escursione sul Sentiero alpino della alle di Schächen in questi due giorni, ma ora ci ritroviamo in mezzo alla nebbia. Perlomeno il paesaggio acquista una nota un po’ mistica. I campanacci delle mucche risuonano attraverso la nebbia, ma gli animali rimangono invisibili ai nostri occhi. Presso una piccola salita, che comincia con un paio di scale, a sinistra e a destra del sentiero crescono innumerevoli cespugli di mirtilli e acetose. « uasi come in un orto», esclamiamo. In questa seconda tappa la flora ancora pi bella rispetto a prima. Tanto pi avanziamo in dire-
zione del istorante atzi, quanto pi la nebbia si dirada e riusciamo a farci un’idea della bellezza del mondo alpino. Ancora alcuni sentieri sassosi, un tratto in discesa e ci troviamo accomodati sulla terrazza del ristorante. Mentre ammiriamo le sagome di Fleckistock, wächten, Clariden, äspen e altre montagne, mangiamo carne secca e spätzli. uasi in silenzio religioso ci godiamo la vista prima di annunciarci, mediante il telefono della stazione di montagna, per un viaggio con la funivia Spiringen-Ratzi e ciondoliamo verso valle. ◆ Il reportage è stato realizzato su invito di Uri Tourismus.
a Spiringen in autopostale sono solo un paio di minuti sino a Bürglen. Il grazioso villaggio di 4000 abitanti interamente all’insegna di Guglielmo Tell. Consigliamo di farsi raccontare la sua storia dalla guida Paul Arnold. Il pensionato sprizza entusiasmo da tutti i pori mentre parla dell’eroe nazionale. Accanto alla Cappella di Tell del 1582, nella quale sono conservati i documenti pi antichi della storia di Tell, si trova il piccolo museo concepito nel 2016. ale veramente la pena visitarlo. Al secondo piano i visitatori vengono informati in modo succinto su come veniva visto il combattente per l’indipendenza attraverso i diversi secoli. sappiate che: Friedrich Schiller non ha inventato Tell. Le visite guidate private Tell a Bürglen (150 fr. più ingresso al museo 8 fr. adulti) si possono prenotare su uri.info
LE TAPPE Eggberge–Fleschsee–Selez– Ruogig–Biel Distanza: 8,3 km Durata: ca. 2 ore e 40 Salita: 376 m Discesa: 197 m
Untere Balm–Heidmanegg– Schwand–Älpeli–Ratzi Distanza: 10,4 km Durata: ca. 3 ore Salita: 231m Discesa: 560 m
Altitudine (m)
Altitudine (m)
1950 1800 1650 1500 1350 km
2100 1950 1800 1650 1500 km 2
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Informazioni: funivia FlüelenEggberge. Un’ora circa di salita moderata, altrimenti in generale un’escursione leggera. Viaggio con la funivia Biel-Kinzig a Brügg. Da qui si prende l’autopostale fino a Unterschächen. Pernottamento all’Hotel Alpina. Vitto: ad es. al chiosco di Flesch
4
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Informazioni: autopostale sino a Unterschächen-Untere Balm. Escursione leggera che però richiede sicurezza sulle gambe. Viaggio con la funivia SpiringenRatzi a Spiringen. Sosta: ristorante alpino Ratzi
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Un gioiello variegato e sfavillante REPORTAGE GABRIELLE ATTINGER
U
n’immagine che riscalda il cuore anche di chi non particolarmente ippofilo: appena lasciati liberi, gli stupendi cavalli bianchi galoppano fuori dal recinto scuotendo al vento la loro criniera. I nobili lipizzani sono di casa a Lipica. rgoglio e vanto della Slovenia, la famosa scuola equestre venne fondata nel 1580 dall’arciduca Carlo d’Asburgo come allevamento della corte imperiale. ggi vi sono 1 scuderie sparse in uropa. ella maestosa tenuta a sud della capitale si pu visitare l’antica stalla ed accarezzare gli animali, mentre nella palestra si svolgono lezioni di addestramento ed esibizioni con musica e commento divulgativo. eniamo a sapere che i puledri nascono morelli e che un esemplare su cento conserverà il manto scuro. Il museo documenta la storia dell’allevamento, attivo da quattro secoli. opo tanta teoria, perch non farsi rapire per un giro in carrozza nei pascoli per viali alberati e parchi alla scoperta del Carso?
Il lungomare di 47 chilometri Geograficamente Lipizza, in sloveno Lipica, potrebbe essere situata nel Mittelland bernese, fra verdi pianure e dolci colline coperte da frutteti e vigneti. Ma a differenza della Svizzera, ci vogliono appena 50 chilometri per arrivare al Mediterraneo, costeggiato da palme e filari di oleandri. Il litorale si snoda lungo 4 chilometri ed ospita numerosi luoghi d’interesse. Sul confine con la Croazia troviamo le saline di Pirano, dove ancora oggi il fiore di sale viene estratto secondo vecchi metodi e che sono state la fonte dello sviluppo di questa bella città mediterranea. Pi a nord visitiamo l’allevamento ittico Fonda: padre, sorella e fratello con la passione per il mare hanno fondato l’azienda che ne rifornisce i migliori ristoranti di tutta la Slovenia e dei Paesi vi68 touring | luglio / agosto 2019
S L O V E N I A
50 km
Lubiana
ITA Pirano Ad ri a
La Slovenia viene spesso paragonata alla Svizzera. Grande appena la metà, è uno scrigno pieno di sorprese. Alla scoperta di montagne, laghi e borghi incantevoli. E non solo.
AUSTRIA
Postumia Lipizza
CROAZIA
Magnifici cavalli lipizzani, conosciuti nel mondo intero.
cini. Anche in Svizzera Irena Fonda scuote la testa: non conoscendolo, da noi non si apprezzerebbe il gusto del pesce di mare fresco di giornata. Fortunatamente per noi filistei, le visite alle gabbie galleggianti nel mezzo del golfo di Pirano per assistere all’alimentazione non sono riservate ai soli intenditori. La famiglia orgogliosa della produzione secondo metodi rispettosi della natura. L’impianto considerato un esempio di itticoltura sostenibile, ed infatti sussidiata dal Fondo europeo per la pesca. Appena la nostra barca si avvicina alle enormi vasche rotonde, la superficie dell’acqua tutta un brulicare di bocche che si contendono il mangime gettato in mare. Irena Fonda, biologa laureata, ci invita ad indovinare il numero di pesci tenuti in queste reti immerse e ancorate a grandi profondità. Se le nostre stime differiscono ampiamente, siamo invece d’accordo su una cosa: l’entusiasmo della nostra guida contagioso. na volta tornati a terra veniamo invitati a fare la prova del palato. Assaggiamo il famoso branzino in un ristorante tipico:
L’ora del pasto all’allevamento ittico Fonda a Portorose.
a giudizio unanime, ha un sapore davvero squisito!
La perla della costa istriana A ridosso della località balneare di Portorose troviamo una delle cittadine pi suggestive della costa: Pirano, città marinara e cosmopolita, costruita su un lembo di terra nell’omonimo golfo bagnato dall’Adriatico, conserva ancora le sue possenti mura medievali. Per visitare il centro occorre lasciare l’auto e
SVAGO Salotto della città, la Piazza con il varco sul porticciolo di Pirano.
proseguire a piedi. La piazza Tartini, ovale e pavimentata di marmo, è regno dei ragazzi che giocano a unihockey e di bambini che si rincorrono scalzi. Intorno, ristoranti e bar all’aperto invitano ad aperitivi o cene. Un buon consiglio è la passeggiata fino alla chiesa in cima alla collina. Da lì si può vedere la vicina Trieste. Più lontano, brillano pure le luci di Venezia.
FOTO ALD, CARTA KEYSTONE
Prossima tappa imperdibile le grotte di Postumia, le più estese del Carso sloveno e le più visitate d’Europa. L’accesso è facile: dapprima in trenino sotterraneo per circa 4 chilometri, quindi per passerelle e lungo un percorso guidato alla scoperta di un intreccio fantasmagorico di gallerie e caverne gigantesche che sembrano inghiottire la processione di turisti come fossero delle lucciole smarrite.
Un po’ Mozart un po’ Venezia Sosta obbligata in Slovenia è la capitale, Lubiana. Con il colle del castello e il centro storico fortemente influenzato dallo stile barocco di Salisburgo, oltre che dell’Art-Nouveau, questa bomboniera adagiata sul fiume Ljubljanica merita di
DA SAPERE Come arrivare: Adria Airways offre 2 voli giornalieri diretti Zurigo–Lubiana adria.si
Dove pernottare: Grand Hotel Union, Lubiana, elegante union-hotels.eu
Un must, le grotte di Postumia.
essere percorsa in lungo e in largo, serenamente. I suoi numerosi ponti, fra cui il Triplo Ponte e il Ponte dei Draghi, richiamano atmosfere veneziane. Vale la pena fare una gita in battello oppure passeggiare attraverso le vie del centro indisturbati dal traffico. Nella zona pedonale circolano infatti soltanto biciclette e qualche elettrobus. Non si contano i bar e bistrò, oltre ai ristoranti aperti fino a tarda ora; centinaia poi i negozietti che offrono la loro mercanzia, perlopiù di produzione biologica locale. Ci vorrebbe proprio più tempo per scoprire le ulteriori attrazioni di Lubiana. ◆
Kempinski Palace Portoroz, Portorose, un vero palazzo sulla costa kempinski.com
Hotel Jama, alloggio confortevole vicino all’entrata alle grotte di Postumia postojnska-jama.eu/it
Da visitare: scuderia Lipica, Lipica 5, Sesana lipica.org
Allevamento ittico Fonda, Portorose fonda.si
Grotte di Postumia Informazioni di viaggio: Ente sloveno per il turismo slovenia.info/it
Il reportage è stato realizzato su invito dell’Ente sloveno per il turismo.
luglio / agosto 2019 | touring
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Tel Aviv – Gerusalemme, fra profano e sacro Se la Città Santa regala al visitatore un tuffo nella sua storia plurimillenaria, Tel Aviv lo attende a soli 65 chilometri, esuberante e proiettata verso il futuro. Un viaggio fra antichità e modernità, breve eppure indimenticabile. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
M
ilitari israeliani che cantano e ballano a braccia intrecciate – scene così si vedono soltanto a Gerusalemme dove non sono affatto insolite, ci spiega la nostra guida Itzik. Sta per iniziare lo Shabbat (festa del riposo) e gli ebrei, ultraortodossi o laici, si accalcano al Muro del Pianto per pregare. Un gruppo di scolari del Talmud si uniscono gioiosi al canto dei soldati, vanno di corsa perché appena non si riesce più a distinguere un filo di lana grigia da uno blu, inizia la festa del riposo. Mentre la notte scende sulla Città Santa e il Muro del pianto si tinge di luce gialla, continuiamo a passeggiare nelle viuzze strette fino alla Basilica della Natività. Ci sentiamo euforici, dopo le tante sensazioni vissute durante la giornata, peraltro piovosa. Ci aggiriamo, un po’ storditi, in questo luogo di culto, che è fra le principali mete dei pellegrinaggi cristiani in Terra Santa. È stato un succedersi di impressioni indelebili; già di buon’ora ci siamo spinti fino al mercato di Mahane Yehuda popolare fra turisti e residenti dove quasi 300 fra venditori ambulanti e negozi offrono merce di ogni genere in un’atmosfera vivacissima pervasa da odori e profumi esotici. E non ci troviamo in questo posto brulicante di gente solo per curiosità. Circondati da avventori e commercianti che mercanteggiano a più non posso cerchiamo gli ingredienti del pranzo che prepareremo noi a casa di Ruth Yudekovitz. È l’ideatrice di «Shuk and cook», formula di accoglienza che permette di scoprire le tradizioni e specialità culinarie ebraiche dal vivo.
La storia ad ogni piè sospinto Dopo esserci rifocillati, siamo pronti per andare alla scoperta di questa città affascinante dalle mille sfaccettature. Come punto di partenza la nostra guida ci fa 70 touring | luglio / agosto 2019
salire al cimitero ebreo sul Monte degli Ulivi il cui crinale scende nella Valle del Cedron. Da qui godiamo la vista spettacolare sulla Città Santa, quindi scendiamo ai giardini dei Getsemani ed entriamo nella città vecchia attraverso la Porta dei Leoni. Seguiamo le stazioni della Via Dolorosa fino alla Basilica del Santo Sepolcro. Ci rendiamo conto che non basterà certo un giorno per visitare tutta Gerusalemme.
La città bianca Di carattere completamente diverso Tel Aviv, trendy e modaiola: mentre a Gerusalemme il passato è onnipresente, la «collina della primavera» – questa la traduzione del suo nome – invita al divertimento e al dolce far niente. A Giaffa, il più antico porto del mondo, ammiriamo le vestigia arabe, ma appena fuori dal quartiere storico ci ritroviamo fra impressionanti grattacieli, catapultati nell’Israele moderno, culla della tecnologia d’avanguardia. Passeggiando attraverso le vie di questa città che pullula di vita ed energia, giovane con i suoi appena 100 anni, è un susseguirsi di diverse epoche – da Sarona, ex colonia fondata dai templari tedeschi, al Boulevard Rothschild con la sua imponente presenza di architettura Bauhaus. Non si contano poi i musei prestigiosi quali l’Eretz-Israel-Museum o il Museum of Art. Per non parlare della ricchissima offerta gastronomica: dai ristoranti di pesce sul lungomare ai locali gourmet non si ha che l’imbarazzo della scelta. Un ultimo consiglio: da non perdersi assolutamente le spiagge chilometriche di questa Miami d’Oriente, che ne ha per tutti i gusti: da quelle attrezzate per gli sportivi amanti di surf, ai lidi frequentati da famiglie con bambini. ◆ Questo viaggio è stato realizzato con il sostegno di Kuoni.
DA SAPERE Come arrivare: El Al e Swiss offrono regolarmente voli diretti Zurigo – Tel Aviv. Prevedere tempo sufficiente per i rigorosi controlli di sicurezza. Passaporto valido obbligatorio. Valuta: nuovo shekel israeliano, 1 fr. vale circa 4 NIS. Albergo a Tel Aviv: Hotel Tal by the beach, camera doppia da 240 franchi; atlas.co.il
Sicurezza: in Israele la protezione dei cittadini è di capitale interesse. In caso di disordini politici evitare luoghi molto affollati. Muoversi: i trasporti pubblici si fermano per lo Shabbat, dall’imbrunire del venerdì al tramonto del sabato, nonché durante le festività ebraiche. In alternativa funzionano taxi e bus gestiti da palestinesi. Periodo di viaggio: climaticamente il periodo migliore è la primavera o il tardo autunno.
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L’allegria dei soldati per la festa dello Shabbat davanti al muro del pianto di Gerusalemme. Le spiagge di Tel Aviv attirano surfisti da tutto il mondo.
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Volare con la testa L’aereo è sempre più a buon mercato e accessibile ad un’ampia clientela: è un mezzo di trasporto ben comune. Però l’aumento della sensibilità ecologica ha messo in discussione la crescita del traffico aereo. Se si riflette un po’ si trovano alternative per ridurre l’impatto ambientale anche se si va lontano. TESTO JULIANE LUTZ
Il costo è alto Gradualmente tuttavia tra la gente si diffonde il rimorso di coscienza, perché la tendenza al volo facile ha un costo. Stando agli esperti, il traffico aereo con tribuisce nella misura del 2 sino al 4% alle emissioni fossili di CO2 provocate dall’essere umano e del 5% al riscalda mento climatico globale. «Un unico volo in ferie può danneggiare il clima più di un anno intero in auto e del riscalda mento a gasolio di una casa messi in sieme», comunica lo studio del WWF. Anche la digitalizzazione del mondo e la sempre crescente fame di dati avviene a discapito dell’ambiente. Per usare i ser vizi Cloud o postare foto sono necessari enormi centri di calcolo che hanno un fabbisogno immenso di energia elet trica. Nel 2015 lo streaming di video e film ha costituito già il 63% del traffico globale di dati in internet e nel 2020 sa lirà all’80%, come indica lo studio di Greenpeace «Clicking Clean». Anche la produzione di telefonini, che richiede l’estrazione di materie prime come me talli e terre rare, provoca il consumo di una quantità enorme di energia. Te nendo conto che nel 2017 già 3 miliardi possedevano uno smartphone, è facil 72 touring | luglio / agosto 2019
mente immaginabile che la loro produ zione sia un fattore di grave inquina mento. Ma chi può ancora immaginarsi di vivere senza telefonino?
La vergogna di volare Per contro, la vita è immaginabile anche con un numero minore di voli. A causa delle sempre più frequenti proteste sul clima e della diffusione della consape volezza che il traffico aereo sia tutt’altro che ecologico, il volo aereo è diventato un capro espiatorio. La vergogna di vo lare è ormai un concetto affermato. La fondazione zurighese Myclimate ha ri scontrato un notevole aumento delle persone che compensano le emissioni di CO2 provocate dal volo in aereo. «Lo straordinario calore estivo, la revisione della legge sul CO2 in Consiglio Nazio nale e la forte presenza nei media di Greta Thunberg – tutto ciò ha portato già nel 2018 all’80% in più di compensa zioni di CO2 da parte di privati», afferma il direttore marketing Kai Landwehr. «Nel primo trimestre 2019 si era rag giunto già il 200% in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e nei mesi di aprile e maggio abbiamo os servato addirittura una crescita di oltre il 400%». Mediante un calcolatore presente sul sito di Myclimate le persone che vo gliono dimostrare la propria coscienza ambientale s’informano sull’impronta di carbonio del proprio volo nonché l’im porto necessario per la compensazione, che poi la fondazione investe in uno dei 100 progetti per la protezione climatica distribuiti in 30 Paesi. La somma pagata dal passeggero controbilancia la quan tità di emissioni di gas a effetto serra che hanno un impatto sul clima. I critici ritengono che le compensazioni clima tiche siano un metodo spiccio per met tersi in pace la coscienza, ma di fatto il CO2 generato dal volo aereo al più tardi dopo due anni viene risparmiato da un’altra parte. Ad esempio in Kenia,
FOTO ISTOCK
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hi desidera visitare Barcellona trova in internet voli già da 36 franchi. Un viaggio nella capi tale della Catalonia costa dun que come un pasto al ristorante. Mentre uno di ottomila km a Miami poco più di 400 franchi. Sono solo due delle innu merevoli offerte di volo a buon mercato. Spiccare il volo per assistere a un con certo a Londra, andare al mare nel fine settimana o in vacanza in Asia, per molti è diventata una forma di svago scontata. Dal 1990 il traffico aereo nel mondo è quasi triplicato e ogni anno au menta del 4%. Stando al WWF sono pro prio gli svizzeri ad essere dei frequent flyer: rispetto ai Paesi vicini salgono su Boeing o Airbus il doppio delle volte.
SVAGO dove grazie a Myclimate vengono introdotte cucine efficienti che riducono il fabbisogno di legna per il fuoco. In questo modo una famiglia rilascia sino a due tonnellate di anidride carbonica in meno nell’atmosfera all’anno.
Viaggiare con testa Compensare i voli è uno dei modi possibili di affrontare la questione climatica. Volare di meno rimane comunque il comportamento più efficace. È veramente così necessario prendere un aereo per partecipare a brevi incontri di lavoro, quando si potrebbe fare una videoconferenza? E nella sfera privata ci si chiede se si debba proprio scegliere delle mete raggiungibili solo in aereo. In realtà nelle nostre vicinanze esistono molte destinazioni di vacanza attraenti e l’Europa è visitabile comodamente anche in pullman o in treno. Volare dalla Svizzera a Parigi non ha molto senso. Chi si concede un po’ di tempo in più, arriva in tempi più brevi del previsto anche a Londra. Il viaggio con l’Eurostar dalla parigina Gare du Nord alla City di Londra dura solo due ore e un quarto. Il biglietto di andata e ritorno è ottenibile per meno di 100 euro.
Sopra le nuvole sorgono anche pensieri ecologici.
Se non si vuole rinunciare alla visita di Paesi lontani e affascinanti, si può dimostrare una certa sensibilità ecologica facendo una scelta mirata delle compagnie aeree, degli itinerari di volo e degli aeroporti. «Non si dovrebbe scegliere l’offerta più a buon mercato, bensì la compagnia con gli aerei più moderni e a minor impatto ambientale», sostiene Hansjörg Egger, presidente dei giornalisti svizzeri esperti in aviazione (SAJ). Chi sceglie un volo diretto invece di un itinerario con diverse tappe intermedie causa meno emissioni di CO2. «Sono migliori anche i voli da aeroporti regionali perché gli apparecchi non devono percorrere lunghe vie di rullaggio e non devono aspettare a lungo con i motori accesi prima di decollare» spiega Egger, che ci illustra anche un paradosso. Le compagnie aeree low-cost, che con le loro tariffe stracciate contribuiscono all’aumento del traffico aereo, sono spesso quelle che dispongono delle flotte più moderne per poter volare più economicamente. «In questo modo sottraggono clientela alle compagnie aeree nazionali, con la conseguenza che queste non hanno più fondi sufficienti per rinnovare costantemente la propria flotta». •
PER L’AMBIENTE: MENO VOLI E PIÙ CONSAPEVOLEZZA Per essere clima neutrali non si dovrebbe volare. Invece di salire a bordo di un aereo per brevi incontri di lavoro, sarebbe meglio una videoconferenza. Per quanto riguarda le vacanze, si potrebbe fare propria la regola adottata dai viaggiatori ecologici professionisti: scegliere il treno o il pullman per viaggi di sino a quattro ore di trasferta o sino a 800 chilometri di distanza. Il vantaggio: si arriva direttamente nella città principale del Paese di destinazione e non in un aeroporto lontano dalla meta di viaggio. Quanto meno si vola, tanto meglio. È preferibile compiere un lungo viaggio all’anno invece di tanti brevi viaggi, perché è nelle fasi di decollo e atterraggio che si produce la maggior quantità di emissioni nocive. Nel scegliere la compagnia aerea è bene fare attenzione alla flotta. Quanto più gli apparecchi sono nuovi, tanto meno consumano e inquinano. Stando agli esperti in aviazione in genere sono le compagnie low-cost e le piccole compagnie aeree ad avere gli apparecchi più moderni perché sono più attente al fattore risparmio. Scegliere preferibilmente voli diretti: quanto più l’aereo deve atterrare e decollare, quanto meno il volo è rispettoso dell’ambiente. Gli aeroporti regionali sono meno dannosi ecologicamente per le vie di rullaggio più corte e l‘aereo non deve attendere a lungo con i motori accesi prima del decollo. luglio / agosto 2019 | touring
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L’Europa ospite del TCS Dopo Winterthur nel 2002, quest’anno sarà Ginevra ad ospitare il concorso europeo di educazione stradale (ETEC), in programma dal 12 al 15 settembre 2019. Marc Baertsch, responsabile del servizio Educazione stradale al TCS, spiega cosa aspetta i circa 250 partecipanti.
Marc Baertsch
INTERVISTA DOMINIC GRAF | FOTO FIA, EMANUEL FREUDIGER
Cos’è l’European Traffic Education Contest (ETEC)?
Marc Baertsch: In poche parole si tratta dei campionati europei di educazione stradale. In quest’occasione, un centinaio di ragazzi tra i dieci e dodici anni di età provenienti da 22 paesi gareggeranno in bicicletta. ovranno assolvere diverse prove, teoriche e pratiche, fra cui una gimcana, un giardino della circolazione e un gioco digitale per riconoscere i pericoli del traffico. Abbiamo addirittura una stazione dotata di visore di realtà virtuale. Ci assisteranno poliziotte e poliziotti di otto corpi di polizia 74 touring | luglio / agosto 2019
di tutta la Svizzera romanda che fungeranno da arbitri e attribuiranno i punteggi durante la competizione. onostante l’aspetto agonistico, si tratta pur sempre di un incontro che pone al centro il divertimento d’altronde i partecipanti sono già vincitori, avendo superato le selezioni nazionali. Di fatto, come ci si qualifica per le europee?
L’ETEC la finale delle giornate nazionali di educazione stradale promosse in tutta Europa. Le due migliori ragazze e i due migliori ragazzi dei vari paesi vengono alla
«I partecipanti sono già tutti vincitori»
sede del concorso insieme a due coach e ai loro accompagnatori, stavolta Ginevra in totale conteremo circa 250 persone. I codici della strada vigenti nelle diverse nazioni variano da un paese e l’altro. I partecipanti all’ETEC devono attenersi semplicemente alle norme svizzere?
Infatti, le normative divergenti nei vari paesi, ognuno con proprie leggi, prescrizioni e segnaletiche, costituiscono un’autentica sfida. Ad esempio in ussia non soltanto ci si deve fermare allo
CLUB
Prove varie All’ETEC 2019 a Ginevra parteciperanno un centinaio di giovani tra i 10 e 12 anni provenienti da 22 paesi.
stop, ma anche alzare la mano. uesto gesto potrà sembrarci strano, ma non verrà certo bocciato dalla giuria. Al fine di garantire pari condizioni a tutti i partecipanti consegniamo loro un manuale con tutti i segnali utilizzati per questo concorso. Non si tratta di imporre lo standard svizzero bensì di rendere i ragazzi attenti alle differenze. in alcuni casi ci si adegua alla maggioranza: ad esempio, il cartello segnaletico per l’autostrada, di colore verde in Svizzera, all’ T C sarà blu. Una comitiva tanto numerosa va intrattenuta. Quale programma di svago e di contorno avete preparato?
dove riceveranno il materiale di cui avranno bisogno: programma, numeri di partenza, caschi ecc. In serata si svolgerà il saluto ufficiale, la presentazione degli addetti nonch la cena. Il venerdì, poi, si terranno le gare, la premiazione e la cerimonia di chiusura al Palexpo di Ginevra, nonché uno spettacolo a sorpresa seguito dalla serata in discoteca a Blandonnet. edicheremo la giornata di sabato a far conoscere un po’ di Svizzera ai giovani. Li porteremo anche in visita ad una fabbrica di cioccolato nella zona della Gruyère e al castello di Chillon. L’escursione terminerà con un altro spettacolo la sera. infine, domenica, i partecipanti rientreranno a casa.
Dopo l’arrivo il giovedì, le squadre vengono accolte separatamente dal nostro staff e accompagnate all’albergo
Ha menzionato il materiale del concorso. Il TCS ha trovato un partner oltre
TEXNER – GLI SPECIALISTI CHE VESTONO L’OCCASIONE La Texner SA produce abbigliamento funzionale di qualità, articoli promozionali personalizzati, accessori ed articoli sportivi nonché soluzioni complete di identità della marca sia per club locali che per imprese multinazionali. I prodotti moderni e individualizzati contribuiscono anche alla visibilità e, di riflesso, alla sicurezza nel traffico stradale. Da alcuni anni, l’impresa innovativa con sedi nel canton Vallese, a Ginevra e Zurigo, coltiva una partnership di successo con il Touring Club Svizzero. Oltre all’impegno nell’ambito dell’ETEC a nome della sicurezza stradale del TCS, la Texner è responsabile del set speciale del TCS destinato ai giovani pattugliatori scolastici. texner.ch
che sponsor prezioso nella Texner.
Sì, da vari anni quest’azienda ci sostiene predisponendo il materiale per i nostri pattugliatori scolastici. specializzata in articoli promozionali e indumenti funzionali riflettenti che devono soddisfare requisiti rigorosi in materia di sicurezza e adesso naturalmente si schiera al fianco del nostro club anche in occasione del concorso T C. ui, sponsorizza le magliette, le bandierine segnaletiche, i numeri di partenza e le medaglie per un valore di oltre 12 000 franchi.
Perché tocca al TCS l’onore di organizzare l’edizione 2019 dell’ETEC?
L’ T C stato fondato nel 1986 da ADAC, ANWB, ÖAMTC e TCS e nel frattempo passato sotto l’egida della Fédération Internationale de l’Automobile FIA). Ogni anno, si svolge in uno dei paesi aderenti, nel 2019 per la 34esima volta. L’ultimo concorso organizzato dal TCS risale al 2002 in quel di Winterthur. Ci siamo quindi candidati presso la FIA per l’odierna edizione e siamo molto lieti di vedercela assegnare. ◆ luglio / agosto 2019 | touring
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CLUB
Imparar a pedalare in modo «alieno» Weelo è il nome del nuovo gioco educativo del TCS per i bambini che vanno in bici. L’app gratuita riesce nel difficile equilibrio tra divertimento e prevenzione. Touring ha giocato a Weelo – e ne è entusiasta. TESTO DOMINIC GRAF
W
eelo, un piccolo extraterrestre la cui astronave è precipitata sul pianeta terra, deve cercare diversi oggetti per riparare il relitto. A tale scopo prende in prestito una bicicletta per recarsi in città. Ma siccome non conosce la città e le insidie del traffico, il giocatore ha il difficile compito di guidare Weelo attraverso i vari quartieri della città e di superare numerosi ostacoli. È così che si può riassumere brevemente la storia del nuovo gioco educativo del TCS.
Il divertimento è in primo piano Il gioco, che si può scaricare da App Store o Google Play, dovrebbe far conoscere ai bambini le varie sfide che si annidano nella circolazione stradale. In effetti, si tratta di uno strumento di prevenzione, tuttavia: «In primo piano c’è sicuramente il gioco»,
afferma Marc Baertsch, responsabile dell’educazione stradale del TCS. «Durante il gioco non si parla mai di sicurezza stradale, regole della circolazione o altre cose teoriche. La giocatrice o il giocatore impara intuitivamente e divertendosi a muoversi nel traffico stradale», spiega Baertsch.
Si impara inconsciamente
Lo dimostra già il primo approccio: la registrazione è un gioco da ragazzi, la grafica piuttosto fresca e l’utilizzo molto facile. In breve: sin dall’inizio il giocatore è immerso nella storia, il fattore divertimento è enorme… anche per gli adulti. Dopo solo un paio di impostazioni e alcune brevi sequenze filmate di spiegazioni, il simpatico alieno si avvia attraverso le strade e inizia a raccogliere oggetti. Lungo il percorso bisogna identificare cartelli stradali, osservare le regole della precedenza o ri-
I compiti, la raccolta e le sequenze sono sapientemente intrecciati tra loro e assicurano un flusso di gioco molto variato ed avvincente. In un primo momento il giocatore non si rende nemmeno conto che al contempo sta imparando a conoscere i segnali stradali o a gestire una situazione delicata, come ad esempio la condotta in caso di angolo cieco di un camion. E queste lezioni giocose sono proprio l’obiettivo di Weelo, come spiega Marc Baertsch. «Volevamo creare uno strumento digitale di prevenzione per i bambini al passo
conoscere potenziali pericoli. Ogni tanto si usa il campanello della bicicletta, come ad esempio per evitare la collisione con un gatto. Mentre a volte viene saziata con frutti magici anche la fame irrefrenabile di Weelo.
con i tempi, che non si caratterizzasse per la nuda teoria e superati modelli di domanda-risposta. Con Weelo l’effetto lezione avviene, per così dire, in modo collaterale». Sebbene il numero di bambini che vanno in bicicletta sia in leggero calo, specialmente nelle città, la bicicletta continua ad essere uno dei mezzi di spostamento preferito. Tuttavia, per muoversi nel traffico il più possibile senza rischi, è essenziale conoscere le regole e saper valutare gli altri utenti della strada. «Anche se non sostituisce la guida e l’esercizio, ad esempio nei giardini della circolazione delle scuole e dei comuni, Weelo aiuta ad avvicinare i bambini alle regole del traffico stradale – e lo fa addirittura giocando e divertendosi», afferma Marc Baertsch. ◆
EDUCAZIONE STRADALE TCS Volete saperne di più su Weelo oppure sull’impegno del TCS nel settore dell’educazione stradale? Allora visitate il TCS online. Vi troverete altri giochi educativi, diversi opuscoli e materiale o accessori riflettenti per la bicicletta.
Imparare giocando Weelo non si basa sull’apprendimento teorico, ma ci insegna ad andar bene in bici.
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FOTO TCS
tcs.ch/weelo
FOTO LIONEL BALMER
CLUB
Raccolti ben oltre 430 seggiolini auto Il TCS ha organizzato, collaborando con la FIA, una raccolta di seggiolini auto da donare a famiglie bisognose dell’Europa dell’Est. L’azione si è conclusa con un bel successo, oltre 430 i seggiolini raccolti e controllati. REDAZIONE TOURING
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a gennaio 2019, TCS e FIA Federazione Internazionale dell’Automobile) hanno invitato la popolazione residente in Svizzera a donare i seggiolini non pi utilizzati consegnandoli nelle sedi di una delle dodici sezioni del TCS partecipanti alla raccolta. uest’azione di solidarietà, destinata a famiglie poco abbienti della Moldavia e della Bielorussia, ha riscosso un vero successo, permettendo di raccogliere in pochi mesi oltre 430 seggiolini auto. opo un primo controllo nelle sezioni, i tecnici del TCS hanno effettuato una rigorosa verifica dei modelli ricevuti, certificando l’idoneità dei seggiolini nel ri-
spetto delle pertinenti norme di sicurezza in vigore. Saranno trasportati in Moldavia e in Bielorussia e i Club partner del TCS ne garantiranno la distribuzione.
Tutti i seggiolini per bambini vengono ora portati in Moldavia e Bielorussia.
Donazione generosa Il TCS ringrazia tutti coloro che hanno donato il loro seggiolino auto.
TCS INFOGUIDA L’anno di costruzione del seggiolino auto è riportato sull’etichetta arancione. Attualmente sono ammessi solo seggiolini la cui etichetta reca il numero di omologazione ECE R44.03, R44.04 o R129. Ulteriori informazioni in tema di seggiolini auto e sulle direttive per la sicurezza dei bambini a bordo nell’infoguida TCS «Bambini in auto» edita in 11 lingue, da ordinare su: infoguida.tcs.ch
Nel consegnare il prezioso carico al trasportatore, Christophe ydegger, responsabile della sicurezza stradale del TCS, ha dichiarato: Ancora una volta, la popolazione svizzera si dimostrata generosa nei confronti dei paesi meno favoriti e siamo fieri di aver sostenuto quest’azione, perch la sicurezza stradale non conosce frontiere. Ci fa piacere sapere che i seggiolini arrivano a famiglie che altrimenti non potrebbero permetterselo». ◆ luglio / agosto 2019 | touring
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I corsi di guida del TCS sono richiesti. Al punto che il maggior centro di perfezionamento ha raggiunto i limiti. Ora il centro Betzholz sarà ampliato con una pista e con la terra di riporto del cantiere si sta realizzando una nuova area per il fuoristrada. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
L’
anno scorso il TCS ha impartito circa 000 corsi di perfezionamento nella guida con 90 000 partecipanti: l’equivalente di quasi 22 corsi al giorno. Cresce, infatti, l’esigenza di migliorare le proprie capacità di guida e conoscere i limiti di automobile, motocicletta, camion, camper e traino di rimorchi. oger golf, direttore di TCS Training vents, spiega
così questa corsa ai vari programmi dei corsi di guida: I requisiti richiesti agli utenti della strada aumentano di continuo. Molti conducenti hanno capito che un corso di guida con il proprio veicolo serve sia alla propria sicurezza sia a quella degli altri utenti della strada. Inoltre tremendamente divertente ed garanzia di un’esperienza duratura e positiva».
Raggiunti i limiti di capacità Tuttavia, con il grande e crescente interesse per i corsi, da qualche tempo il TCS al limite delle sue capacità. Perfino nel centro di guida pi grande, il centro Betzholz vicino a inwil Z ), le esigenze dei clienti possono essere soddisfatte solamente con qualche difficoltà. In passato, spesso dovevamo respingere dei clienti e prenotarli addirittura per l’anno seguente. Inoltre, si registra un aumento della domanda specialmente per il traffico pesante e le aziende di trasporto pubblico», spiega oger golf. Nonostante il sito sia delimitato dal maggiore raccordo autostradale della
Due nuovi gioielli per Betzholz
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CLUB Svizzera», si trovata una soluzione per sopperire alle ristrettezze: dove prima c’era un parcheggio e il percorso fuoristrada, stata letteralmente spalmata a terra una pista nuova di zecca.
Terra riciclata
In soli nove mesi di cantiere da ottobre 201 a giugno 2019 sorta una pista per i vari corsi lunga 280 metri e larga 38. dotata di una piattaforma idraulica, che fa sbandare i veicoli sull’asse posteriore, di un fondo scivoloso lungo un centinaio di metri e di tre grandi ostacoli d’acqua. Inoltre la nuova pista multifunzionale, cio adatta a ogni tipo di veicoli, anche a quelli molto pesanti», afferma oger golf. Attualmente si sta ancora lavorando sugli ul-
Per la pista sono stati spostati 26 000 metri cubi di terra, equivalenti a 1285 carichi su camion. Tuttavia questa enorme quantità di terra non ha abbandonato il perimetro del centro, ma stata riutilizzata con intelligenza, si pu quasi dire riciclata: Siccome l’e terreno per il fuoristrada ha dovuto fare spazio alla nuova pista, abbiamo usato la terra di riporto per una nuova pista off-road in un’altra zona», spiega oger golf mentre guarda gli istruttori di guida del TCS che provano per la prima
timi dispositivi tecnici, prima di metterla in servizio nell’agosto di quest’anno.
Nove mesi è durata la fase di costruzione della nuova pista.
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Gli istruttori del TCS testano il terreno fuoristrada, mentre sullo sfondo si svolgono gli ultimi lavori sulla nuova pista.
Fuori dalla zona comfort ci si esercita alla guida sullo sterrato.
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CLUB
IMPARARE CON LA PRATICA Con oltre un centinaio di istruttori qualificati, TCS Training & Events propone corsi di perfezionamento nella guida nei sei centri di Stockental (BE), Betzholz (ZH), Plantin (GE), Lignières (NE), Emmen-Lucerna (LU) e Derendingen (SO). Il collaudato concetto di formazione «Imparare con la pratica» si rivolge ai conducenti di qualsiasi tipo di veicoli: scooter, motociclette, automobili, veicoli commerciali leggeri e pesanti, camion a rimorchio, minibus, pullman, autobus di linea e autosnodati, ma anche veicoli speciali di polizia, pompieri, militari, sanitari ecc. tcs.ch/corsi-guida
volta l’impianto con alcune vetture 4×4. L’entusiasmo è dipinto sul volto dei professionisti della guida.
Sfide per tutti Guida in diagonale, ripartenze su ripide salite, sterzate su fondo fangoso o attraversamenti nell’acqua, pendii sabbiosi e rocciosi, sono solo alcune delle sfide che aspettano i partecipanti su questo percorso. È il posto giusto per chi, per una
L’area per il fuoristrada è stata costruita in gran parte con il materiale del cantiere della nuova pista.
volta, vuole mettere alla prova se stesso e il proprio veicolo su un terreno del genere, lontano dalle strade asfaltate. Questa pista è molto amata dai privati, ma anche da persone e aziende che ogni tanto devono spostarsi su terreni aperti: «Ad esempio, da noi si allenano i funzionari delle costruzioni o la polizia», indica Roger Egolf.
Con le due nuove costruzioni, il centro TCS di guida Betzholz può accogliere circa il 20% in più di frequentatori e frequentatrici dei corsi. Complessivamente, su una superficie di nove ettari ora sono disponibili nove piste. A Betzholz, però, non solo si guida e s’impara. L’area, l’infrastruttura e la posizione ideale si adattano perfettamente a manifestazioni di ogni genere, che si tratti di assemblee generali, sfilate di moda, cinema in auto, grigliate oppure festival come quello musicale Rock the Ring. ◆
Al vostro fianco anche fuori dai confini svizzeri Con Travel Safety dell’app TCS avete un alleato prezioso a portata di mano in caso di eventi che mettono in pericolo il soggiorno all’estero.
Travel Safety dell’app TCS informa su eventi che violano la sicurezza.
REDAZIONE TOURING
KEYSTONE
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erremoti, eruzioni vulcaniche, attentati terroristici: all’estero, a seconda della destinazione scelta, non si può mai escludere un evento che possa minacciare la vostra sicurezza. È proprio allo scopo di fornire informazioni, consigli e la protezione adeguata in questi casi che nel 2018 il TCS ha sviluppato Travel Safety per offrirla gratuitamente nella sua applicazione. Sinora la garanzia di un contatto permanente con il club anche al di fuori dei confini svizzeri ha sedotto più di 28 000 soci.
L’utente può scegliere tra due modalità. La modalità «viaggio» autorizza gli esperti della centrale di conoscere la posizione dell’utente ogni tre ore. In caso di eventi potenzialmente pericolosi, l’utente riceverà dei messaggi di allerta che gli permetteranno di valutare la situazione e di evitare la zona interessata.
Zona di pericolo
gli aggiornamenti sull’evento che mette a rischio la sicurezza.
La modalità «attiva» è messa in funzione nel caso in cui si sospetti una situazione di pericolo. Con l’attivazione il TCS approfondisce l’osservazione della zona e intensifica
In media al giorno la centrale d’intervento tratta una cinquantina di domande mediante telefono oppure SMS. Naturalmente le modalità
possono essere disinserite in ogni momento. Travel Safety si disattiva automaticamente non appena avviene il rientro in Svizzera. I dati dell’utente sono protetti secondo le norme di legge e sono resi anonimi o eliminati dopo tre mesi. ◆ tcs.ch/app
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CLUB
ASSEMBLEA ORDINARIA DEI DELEGATI CENTRALI
Il TCS a vele spiegate L’organo supremo del TCS si è riunito lo scorso 14 giugno a Neuchâtel su invito della locale sezione in fermento. Motivo di gran soddisfazione per tutto il club, i successi conseguiti nell’esercizio 2018. TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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iorno memorabile, il 14 giugno vede le donne in sciopero su molte piazze e strade svizzere e lo Xamax in ripresa, come lo è lo stesso cantone. Neuchâtel ha infatti riannodato il trend di crescita economica e riportato il tasso di disoccupazione ai livelli del 2008. Conseguenza inevitabile di questo sviluppo, di per sé rallegrante, l’aumento dei bisogni in fatto di mobilità: «Ogni giorno il nostro cantone accoglie sui 34 000 pendolari», tiene a precisare Laurent Favre, consigliere di Stato responsabile del Dipartimento dell’Ambiente e dello Sviluppo territoriale, intervenuto nel quadro dell’Assemblea generale dei delegati del TCS 2019.
«Occorre riossigenare le montagne, soffocate dal traffico», ammonisce il consigliere di Stato. In seguito gli fa eco il Presidente della sezione ospitante Jean-Luc Vautravers ricordando che le autorità hanno approvato il progetto per la linea ferroviaria diretta (RER) Neuchâtel–La Chaux-de-Fonds. E svela piani interni non meno straordinari, ovvero la fusione delle sezioni TCS Neuchâtel e Giura neocastellano. Il connubio dovrebbe concretizzarsi nel corso dell’anno prossimo. «La sfida della modernizzazione ci impone delle riforme istituzionali coraggiose», afferma l’uomo forte della sezione Neuchâtel, felice di una collaborazione che pone fine agli annosi antagonismi, ormai obsoleti.
I segni dei tempi sono positivi, con le circonvallazioni di Le Locle e La Chaux-deFonds e il risanamento della galleria Vue-des-Alpes da attuarsi entro il 2030.
Crescita su più fronti
I delegati centrali del TCS si sono riuniti in Assemblea a Neuchâtel.
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Si dice a sua volta molto soddisfatto Jürg Wittwer, passando in rassegna l’esercizio trascorso. Il direttore generale
mette in risalto l’aumento, significativo, del numero di affiliati grazie all’introduzione del nuovo modello di adesione: il TCS vede accrescere le proprie fila di oltre 5000 soci individuali e di 117 904 societariati famiglie e coppie. Anche la divisione Tempo libero si presenta in eccellente forma: nel 2018 i 23 campeggi hanno registrato 594 000 pernottamenti. A confronto Sandra Herren, direttrice Mobilità & Tempo libero, indica i 514 000 pernottamenti per 30 campeggi del 2012. Infine, grandi speranze sono riposte nel rilancio dell’organizzazione di viaggi tramite la nuova TCS Voyages SA. Nata lo scorso anno, raccoglie l’eredità del Voyages Club TCS Genève ed è sottoposta a Fabienne Bernard: «Perseguiamo una strategia a lungo termine che trae forza dalla fiducia ispirata dal TCS», di-
L’ESPERTO CLUB TCS chiara la signora Bernard, membro del consiglio di amministrazione e presidente del TCS allese.
Uscita annunciata del vicepresidente
IN VIAGGIO
Zero alcol per capitani della domenica
«
D’estate usciamo spesso con il gommone. Mi chiedo se devo rinunciare completamente a bere dell’alcol se prendo il timone?»
KEYSTONE
Con le finanze in buona salute, le quote associative resteranno invariate nel 2020. nica nota dolente di questa Assemblea generale, le dimissioni annunciate dal vicepresidente centrale del TCS, Thierr Burkart, con effetto dalla primavera del 2020. L’avvocato argoviese, consigliere nazionale PLR, intende candidarsi al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati in occasione delle elezioni parlamentari di quest’autunno.
TESTO VERA BEUTLER
«Dopo anni d’impegno, è giunto il momento di cedere il posto ad altri. Resterò comunque legato al TCS. Il mio cuore batte giallo. E continuerà a farlo!» Thierry Burkart
Presidente della sezione argoviese dal 2011, membro del consiglio di amministrazione e vicepresidente nazionale dal 2012, l’instancabile difensore degli interessi del TCS sotto la cupola di Palazzo federale, spiega così la sua decisione: opo anni d’impegno, giunto il momento di cedere il posto ad altri. Ma sono lieto di rimanere ancora per un anno fra di voi. ester comunque legato al TCS. Il mio cuore batte giallo. continuerà a farlo!». na promessa, questa, che, per l’occasione, il vicepresidente uscente ha formulato in perfetto francese. La prossima Assemblea ordinaria dei delegati centrali del TCS in agenda venerdì 19 giugno 2020 a ugo. ◆
Non del tutto, ma deve comunque essere pienamente capace di condurre. Per la guida di canotti pneumatici senza motore attualmente vige il limite dello 0,5 per mille, ma solo ancora quest’anno. Pertanto, chiunque presentasse facoltà psicofisiche compromesse sotto l’influsso di alcol, viene considerato incapace di guidare non solo nella circolazione stradale, bensì anche sull’acqua. i conseguenza, non abilitato a condurre natanti. L’Ordinanza sulla navigazione interna ammette una concentrazione di alcol nel sangue non superiore allo 0,5 per mille, indipendentemente dalle dimensioni e dal tipo di imbarcazione.
grado di condurlo in sicurezza. La polizia sempre autorizzata ad effettuare le analisi del tasso alcolemico dell’alito ritenute opportune. Qualora fosse coinvolto in un incidente in barca, dovrà anche in futuro contribuire a far chiarezza sulle cause e la dinamica dei fatti sia a bordo di uno acht che di un gommone. Soprattutto se l’incidente causasse feriti o addirittura morti, dovrà inoltre avvertire immediatamente la polizia. uesta potrebbe sottoporla a test etilometrico. Se risultasse che ha bevuto (troppo ci potrebbe determinare conseguenze sfavorevoli a suo cap n processo p rico nell’ipotesi di un o per il calcolo colo delle prestaicurative. ◆ zioni assicurative.
al 2020 entrano in vigore norme meno rigide soprattutto per i conVera Beutler, er dr. iur. er, duttori di canotti piccoli non motoresponsabile onsabile di «lex4you». ex4yyou». rizzati. ella fattispecie, un tasso alcolemico dello 0,5 per mille non LEX4YOU significa pi auto«lex4you» è una piattamaticamente che forma interattiva di si incapaci di guiconsulenza giuridica per la vita di tutti giorni darli. Tuttavia chi – comprensibile, attuale prende i comandi e pratica. anche di un semIl TCS è al vostro fianco per plice gommone le questioni giuridiche. lex4you.ch deve essere in
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FORUM All’ombra del Vesuvio il sottoscritto a 21 anni in un campeggio a Napoli nel 1963.
A tutta birra
L‘amore passa per l‘auto Che i ricordi della prima automobile non siano così arrugginiti come probabilmente lo è purtroppo il veicolo, lo dimostra la nostra apprezzata serie. Cambio olio ogni 1500 km La mia prima vettura stata una Fiat Topolino C del 1951. La comprai nel 1963 per 300 franchi. Perch potessi portarla al collaudo dovetti farla riparare per altri 450 franchi circa. Ma la spesa valse la pena: ci feci tanti viaggi non solo nelle ferie, ma anche per andare al lavoro a Menziken nel canton Argovia, abbastanza lontano da ster in periferia di urigo dove abitavo. isto che all’epoca non c’erano ancora delle autostrade vere e proprie, ogni giorno il tragitto casa-lavoro rappresentava un mini-viaggio. Le distanze coperte mi costrinsero a frequenti cambi dell’olio, prescritti ogni 1500 m. Li eseguivo io stesso, come pure il servizio lubrificanti e non desistetti neanche da una revisione totale del motore, con tanto di pistoni, cuscinetti e quant’altro da sostituire. ltre agli occasionali guasti, anche consistenti, da riparare: giunto Giubo, asse posteriore, aletta del ventilatore, carburatore ghiacciato quando la colonnina del mercurio scendeva sotto 0 gradi, mentre con la pioggia avevo problemi di accensione a causa dello spinterogeno bagnato. ppure non mancarono le varie belle esperienze. Come il viaggio pi lungo che ci feci, a apoli. su per il fianco del esuvio fin dove si poteva. Arno Pachera 84 touring | luglio / agosto 2019
Correva il 1964 quando ricevetti la prima auto da mio fratello, una Citroën 2C 6. on mi piant mai in asso, neppure durante il viaggio al sud della Francia. vero che il motore, surriscaldato, and in tilt. Ma bast smontare il cofano perch riprendesse poi a marciare senza pecca. Indimenticabili anche le uscite sui passi, dove ci divertivamo a sgominare allegramente le 1200. Infatti, la eu Chevau aveva una tenuta di strada fenomenale e s’infilava in curva a tutto gas. La francesina aveva un unico nemico, la ruggine. Per la cronaca, ancora oggi, mezzo secolo dopo, guido sempre una Citroën, una marca a mio avviso sottovalutata in Svizzera. A torto. Alex Treachi
Piedi bagnati La mia prima autovettura stata una Mini Morris 1000 del 1968. uando pioveva forte, sotto i pedali si bagnava tutto. Ci volle pi di un meccanico prima che la causa venisse scoperta: l’antenna della radio di bordo era stata montata sul parafango. II cavo dell’antenna arrivava all’interno dell’abitacolo attraverso il passaruota. proprio lì, tra Mini Morris Piedi bagnati con la pioggia, altrimenti per il resto era adorabile.
il passaruota e l’abitacolo, ci si era dimenticati di inserire una guarnizione di gomma a tenuta stagna. A parte questo, la mia adorata macchinina era assolutamente a posto. Lo starter era speciale, perch in posizione di riposo sporgeva di circa 5 centimetri dal cruscotto e quando era necessario doveva essere spinto indietro. Albert Bernet
FORUM
touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Oliver Marti (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch TCS Viaggi Mario Brunelli Vantaggi socio Marcel Zimmermann Assistente prestazioni Club Dominique Voramwald Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. 058 787 30 00
Scriveteci… Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. Una città generosa ari anni fa, di passaggio a St. Paul, Minnesota, SA, ho ricevuto una contravvenzione per non aver pagato il parcometro. Così ho poi provveduto a far il versamento della multa tramite cheque postale e dimenticato l’accaduto. ualche settimana pi tardi, ho ricevuto dal sindaco di St. Paul una lettera in cui c’era scritto: [... I giudici della Corte vi annunciano che questa multa stata annullata ai turisti. Le norme relative al traffico stradale sono fatte per facilitare la vita degli abitanti, cosa di facile comprensione. St. Paul una città con una reputazione di generosità nel nostro Paese. oi desideriamo che rientrate a casa vostra dopo esservi sentiti bene a casa nostra! Siete i benvenuti a St. Paul e speriamo di rivedervi spesso». Con allegato lo cheque di 2 dollari. Paul-Emile Muller, Meyrin
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima automobile e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch
Radar e gilet gialli
Pedoni e cartelli stradali
Touring 05/2019
Sono molti anni che sono affiliato al TCS e vi ringrazio per tutto ci che fate. orrei farvi partecipi di qualche mia riflessione. Pedoni: approvo certamente la precedenza nei loro confronti, lo sono anch’io a volte, ma occorrerebbe precisare l’importanza di assicurarsi dello scambio di uno sguardo con gli utenti del traffico motorizzati. Tra monopattini e smartphone, certi dimenticano che un veicolo di oltre una tonnellata non può fermarsi in pochi centimetri. Zona 30 di notte: la moda lanciata da Losanna sembra andare nel senso di un limite a 30 km/h di notte nelle zone abitate. Trovo buona quest’idea per ridurre i rumori, ma prima di infastidire del tutto automobilisti, motociclisti e ciclomoto-
Grazie per averci informato dei nuovi radar detti tourelle in funzione sulle strade francesi dopo i danni provocati a quelli tradizionali dai manifestanti in gilet giallo. In effetti il movimento di contestazione civile in Francia molto pi grave di quanto ci si immagina in Svizzera. si sentono notizie che pure i nuovi radar sono già stati vandalizzati. Gli atti di inciviltà sono considerati atti di resistenza, e gli attacchi a queste apparecchiature non avranno fine. Purtroppo la loro distruzione non che un sintomo di un male pi profondo. All’occorrenza una dialettica stata formulata, il cui esito resta ancora incerto. In Svizzera, le notizie di attacchi ai radar sono molto rare. forse la prova che da noi gli automobilisti vivono felici? A. Duperrut, Liebefeld
A St. Paul, gentili con i turisti in auto.
risti, non sarebbe meglio in un primo tempo occuparsi di quella percentuale minima che ha il sistema di scappamento troppo rumoroso e non omologato one d’incontro 20 mal segnalate: visto che possiedo una vettura equipaggiata di una telecamera che legge i cartelli stradali cosa che in futuro sarà standard su ogni veicolo , ho constatato che i cartelli con limite a 30 risultano piccoli e praticamente illeggibili per questa telecamera. Inoltre per le zone a 20 m/h, il numero così piccolo e mescolato ad un disegno che non viene riconosciuto del tutto. on esiste un diametro minimo per questa segnaletica Per non parlare dei segnali di fine limitazione che spesso sono del tutto assenti. R. Darioly, Renens
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
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TOUROLINO
COME FUNZIONA?
Imparare a disegnare Non sempre facile disegnare i nostri amici animali. uesta nostra mini guida ti mostra come rappresentare, tratto dopo tratto, diversi animali, quali la rana, la gallina o la pecora. Allora prendi subito in mano una matita e un foglio!
GIOCO 1
Cerca i 10 errori. 86 touring | luglio / agosto 2019
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Prendete in mano la matita!
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La tua matita ha una punta ben aguzza? Allora puoi prepararti a disegnare qualche animale più bello e vero che in natura! Segui la nostra mini guida e potrai così illustrare le cartoline postali o sorprendere i tuoi cari. TESTO ALINE BEAUD | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER
GIOCO 3
Text GIOCO 2
Trova l’ombra corrispondente.
Collega i punti per scoprire il disegno.
CONCORSO ONLINE
PREMI
Di quale colore sono le lettere dell’autocollante CH sulle automobili, segno distintivo della nazionalità?
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A. rosso
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B. nero
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C. verde
Partecipa al concorso entro l‘11.08.2019 collegandoti al nostro sito internet touring.ch e indicando la giusta risposta. Buona fortuna!
Un pass giornaliero per una famiglia (2 adulti, 2 bambini) del valore di 156 franchi, offerto generosamente dal Museo svizzero dei trasporti.
La risposta corretta del concorso n. 6 era A.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.
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IN GIRO CON
MARC ATALLAH
La mobilità da salvare, oltre la fantasia e la scienza Marc Atallah, direttore della Maison d’Ailleurs a Yverdon, se ne intende di fantascienza. Lo abbiamo incontrato per riflettere sui modi di trasporto del futuro. Ci racconta come s’immagina la mobilità, al di là del dogma post-liberale. TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO OLIVIER VOGELSANG
C
i aspettavamo storie di autovetture volanti e treni supersonici dal nostro interlocutore. Ma, a sorpresa, eccoci a camminare a piedi e a scorazzare con il calesse!
Sorprende il discorso del quarantunnenne Marc Atallah, dal 2011 a capo della Maison d’Ailleurs di Yverdon-les-Bains. Nella Casa dell’Altrove sono conservati oltre 100 000 oggetti legati alla fantascienza, alle utopie e ai viaggi straordinari. Senza dimenticare la raccolta di circa 20mila documenti relativi a Jules Verne (1828–1905), capostipite del genere fantascientifico. Atallah si alterna fra la direzione del museo e l’attività d’insegnamento e ricerca all’università di Losanna (UNIL), dove si è laureato nel 2008 in letteratura fantascientifica, dopo studi in fisica all’EPFL.
Concetti da ripensare Mette subito in chiaro una cosa: «La fantascienza studia l’impatto antropologico delle tecnologie e delle forze che pervadono la società». Se il viaggio è stato un tema centrale nella letteratura del Novecento – con le opere emblematiche di Verne – ora non è più, secondo Atallah, un soggetto «très funky» nella narrativa fantastica. Secondo lui si delineano due correnti: «Vi 88 touring | luglio / agosto 2019
sono scrittori che paventano la densificazione dei trasporti fino allo spasmo e altri che ne evocano la scomparsa per esaurimento delle risorse in un futuro post-apocalittico. Entrambi i filoni offrono interessanti spunti di indagine sul piano letterario». Ai suoi occhi, la mobilità non può essere scollegata dal più ampio contesto socioeconomico. Personalmente Atallah si dice pessimista vista l’evoluzione della nostra società impregnata del credo liberale. «Dal 19° secolo abbiamo costruito un mondo utopico basato sull’individualismo, la mancanza di limiti e la gratificazione istantanea». E nulla sembrerebbe preannunciare un ripensamento, malgrado le promesse delle tecnologie più avanzate. Cita l’esempio dell’auto elettrica: «Certo, è rispettosa dell’ambiente, ma poi la si vuole veloce, spaziosa e soprattutto individualizzata». La guida autonoma? «Il principale argomento a sostegno è la prospettiva di allungare i tempi di lavoro, si potrà così telefonare, rispondere alle mail e consumare viaggiando. Finendo con l’alienarsi ulteriormente».
gionevole rispondere al malcontento degli automobilisti, responsabili di strade vieppiù intasate, potenziando sistematicamente le infrastrutture viarie? «Si continua a porre le domande sbagliate, prigionieri della stessa mentalità di sempre» lamenta. Dobbiamo guardare in faccia alla realtà per evitare che la situazione diventi insostenibile. Ed è qui che la fantascienza offre uno spiraglio di speranza, avviando una riflessione diversa a partire dall’estrapolazione delle tendenze attuali. Contro una visione eccessivamente disfattista ricorda comunque che: «Dopo Voltaire sappiamo che in una società libera, l’uomo è libero di decidere il proprio destino». Come si immagina il veicolo del futuro che gli piacerebbe usare? «Sarebbe in sintonia con un mondo che abbia ritrovato la sua dignità e lasci la persona libera di misurare lo spessore del tempo. Un mondo che ammetta la frustrazione e la noia, facendoci riscoprire il piacere di camminare a piedi e, perché no, risuscitare la trazione a cavallo». ◆
«Sarebbe in sintonia con un mondo che abbia ritrovato la sua dignità e lasci la persona libera di misurare lo spessore del tempo» Marc Atallah direttore della Maison d’Ailleurs, docente-ricercatore alla Facoltà di lettere dell’UNIL
Riappropriarsi del tempo L’intellettuale dubita che si faccia bene a voler curare i mali di oggi con le solite ricette. È davvero ra-
Maestro di fantascienza sogna una società liberata dalla tirannia dell’immediatezza.
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GIOCA & VINCI
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GRANDI OCCASIONI per vincere
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OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI IN PALIO lo smartphone Samsung Galaxy S10e da 128 GB Valore CHF 674.– Le due caratteristiche principali dello smartphone Samsung Galaxy S10e sono l’elevata velocità di lavoro e l’eccellente qualità fotografica, che lo rende un modello all’avanguardia tra i più recenti. Il suo display misura 5,8“. La parte retro è realizzata in vetro di alta qualità e l’intera finitura può essere definita eccellente. L’S10e si avvia grazie al sensore di impronte
digitali o al riconoscimento del volto. Da quanti paesi provengono i giovani partecipanti all’ETEC (concorso europeo di educazione stradale) organizzato dal TCS in settembre a Ginevra? Inviate un SMS con tmi071 xx (xx = paesi) al numero 5555
OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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IN PALIO il tablet Samsung S5e
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OCCASIONE 3 – SUDOKU 2
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IN PALIO lo smartwatch Samsung Galaxy Watch Active 4 GB Valore CHF 259.–
Il tablet S5e di Samsung è dotato di un display OLED ad altissimo contrasto e vanta un’elevata velocità di funzionamento. Un suono eccellente viene offerto sia tramite gli altoparlanti sia dalle cuffie AKG in dotazione. 398 grammi e 6,6 millimetri di spessore: il tablet è super leggero e sottile. È leggermente più grande di un foglio di formato A5. Può essere ricaricato rapidamente tramite la presa USB-C.
Questo smartwatch vanta una moltitudine di funzioni interessanti. Misura la frequenza cardiaca, riconosce lo sport praticato da chi lo indossa, registra i percorsi e i dati corrispondenti e l’andamento del sonno. L’orologio e le relative app per smartphone sono facili da usare. Il Samsung Galaxy Watch Active pesa solo 25 grammi e con il cinturino in gomma è comodo da indossare.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi072 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi073 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.
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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.
TICINO
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Bollettino della Sezione Ticino
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SEZIONE TICINO
Sabato, 14 settembre 2019
Tradizionale giornata delle famiglie al Monte Tamaro PROGRAMMA • dalle 09:45 ritrovo nel posteggio della stazione di partenza delle telecabine per il Tamaro, a Rivera (a 200m dall’uscita della autostrada A2 per RiveraMonteceneri e a 300m dalla stazione ferroviaria di Rivera) • dalle 09:45: distribuzione biglietti per la risalita libera, in prossimità della stazione di partenza • alle 11:30: aperitivo di benvenuto sulla terrazza del Ristorante Alpe Foppa • alle 12:30: inizio pranzo all’interno del Ristorante Alpe Foppa
Il Gruppo del Luganese del TCS organizza, per tutti Soci della Sezione Ticino del TCS, la tradizionale giornata delle famiglie al Monte Tamaro di Rivera.
P
er i Soci della Sezione, l’invito del Gruppo del Luganese al tradizionale raduno di fine estate sarà una simpatica occasione per trascorrere una giornata in compagnia di amici e famigliari, nella splendida cornice del Monte Tamaro dove, oltre all’accogliente ristorante Alpe Foppa, si trovano anche il laghetto, le attività sportive, il punto panoramico e la celebre chiesa di Santa Maria degli Angeli, capolavoro architettonico di Mario Botta. Il programma inizia alle 11:30 con l’aperitivo di benvenuto, offerto sulla
terrazza esterna del ristorante. I Soci iscritti potranno ritirare il biglietto per la risalita in telecabina già a partire dalle ore 9:45, in prossimità della partenza degli impianti. La giornata, e tutte le attività previste nel programma, saranno offerte ai Soci ed ai propri familiari: risalita libera di andata e ritorno, aperitivo, pranzo e le bibite! L’evento si terrà con qualsiasi tempo.
ISCRIZIONI Le iscrizioni devono pervenire entro venerdì, 6 settembre 2019 in forma
TCS SEZIONE TICINO
Punto di contatto via alla Chiesa 10, 6802 Rivera Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e controlli tecnici.
Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout
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84 000 copie 10 volte all’anno Roberto Morandi Sara Bönzli
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cartacea all’indirizzo TCS Gruppo del Luganese, CP 6494, 6900 Lugano oppure per e-mail all’indirizzo manifestazioni@tcs-lugano.ch comunicando anche il numero di Socio del capofamiglia e indicando quanti partecipanti di età superiore a 12 anni e quanti di età inferiore a 12 anni intendono partecipare all’evento. I posti sono limitati, le iscrizioni saranno considerate nel loro ordine di ricezione e saranno valide unicamente a seguito della conferma scritta da parte del nostro segretariato.
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581, 6802 Rivera sezioneTI@tcs.ch Stampa
Swissprinters AG Brühlstrasse 5 4800 Zofingen
Per il viaggio: ViaCard, Bollo ecologico (D), Telepass (I, F, E, P), Patente internazionale, Vignetta autostradale per CH e Austria, info e pagamenti Pedemontana Telefono 091 935 91 35, Fax 091 935 91 20 sezioneTI@tcs.ch, www.tcs-ticino.ch
SEZIONE TICINO
Gruppo del Luganese
Gita al museo della mobilità
A grande richiesta il Gruppo del Luganese organizza, per i propri Soci, una gita al Museo dei Trasporti di Lucerna, presso il quale potrà essere vissuta e rivisitata la mobilità del passato, del presente e del futuro.
L
a partenza è fissata per sabato 5 ottobre 2019 alle ore 7.30 dal Posteggio TCS di Via Brentani a Lugano. Con un comodo torpedone ci si recherà a Brunnen, da dove si partirà per una crociera sul Lago dei Quattro Cantoni che porterà i partecipanti direttamente al Museo dei Trasporti. Seguirà la visita libera delle numerose attrazioni interattive che danno vita agli
universi espositivi dedicati a strada, ferrovie, acqua, aria e cosmo. La grande Arena, con il suo bacino d’acqua e le numerose animazioni, invita a rilassarsi con qualsiasi condizione meteo. Il Media World, il moderno mondo tematico, e il museo dedicato al famoso pittore svizzero Hans Erni completano l’esperienza davvero unica che potrete vivere nel museo più visitato della Svizzera.
Il rientro verso il Ticino, in serata, prevede una pausa al Caseificio di Airolo per la cena in compagnia. L’arrivo a Lugano è previsto alle ore 22:30 circa. Il prezzo per partecipante è di CHF 80.– per gli adulti (CHF 65.– con un abbonamento metà prezzo delle FFS) e CHF 50.– per giovani fino a 16 anni. Nel prezzo sono compresi il viaggio, l’entrata al museo dei trasporti e la cena. Non è compreso il pranzo a Lucerna, che pertanto è libero e può essere consumato direttamente al Museo. Le iscrizioni possono essere effettuate in forma cartacea all’indirizzo TCS Gruppo del Luganese, CP 6494, 6900 Lugano; oppure per posta elettronica all’indirizzo manifestazioni@tcs-lugano.ch, comunicando nome e cognome, numero di socio, indirizzo completo (possibilmente anche di posta elettronica). Importante: segnalate il possesso di un abbonamento metà prezzo e, in caso di partecipazione di bambini e ragazzi, indicate la loro età. Le iscrizioni saranno considerate in ordine d’entrata e saranno valide unicamente solo dopo la conferma scritta da parte del nostro segretariato.
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Martino Colombo:
impegnarsi a ricercare un armonioso sviluppo
Le sfide che ci attendono, sia nella pianificazione del territorio, sia in quella della mobilità, abbisognano del concorso di tutti, magari con un approccio diverso alle differenti tematiche, avendo semmai il coraggio di rinunciare a qualche privilegio pur di progredire anche in futuro.
Dal 2010, fino al mese di aprile scorso, lei è stato a capo della Sezione della mobilità del Dipartimento del territorio: com’è cambiata la mobilità in questi dieci anni? Se guardiamo a livello internazionale, lo sviluppo tecnologico ha dato avvio ad un radicale mutamento in questo settore: la sharing economy incentiva sempre più l’acquisto di prestazioni o servizi al posto dei prodotti. Il bike sharing o servizi, come Uber, sono gli esempi più lampanti. Nelle grandi città stanno prendendo sempre più piede i monopattini elettrici: tramite il proprio smartphone si può rintracciare in ogni angolo della città una di queste trottinette, sbloccarla, utilizzarla e lasciarla dove si vuole, pagando il dovuto. Non va dimenticato il boom delle biciclette elettriche che consentono tragitti e distanze fino a qualche anno fa proibitivi. E a livello nazionale?
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Con lo sviluppo di nuove possibilità e forme di spostamento, notiamo che la domanda di mobilità è in costante crescita. Nel corso del tempo si è passati da giornate strutturate in modo «tradizionale» (lunedì-venerdì dedicati al lavoro, sabato agli acquisti, domenica al tempo libero) a giornate in cui le attività sono sempre più sovrapposte, variegate e distribuite sul territorio. Negli anni ‘80 e ‘90 i grandi centri urbani hanno incentivato gli investimenti nei trasporti pubblici in risposta alla crescente saturazione delle strade. Oggi, quest’ultima situazione si diffonde sempre più anche nei trasporti pubblici nelle ore di punta. In Ticino la situazione non sembra molto differente… Anche da noi registriamo fenomeni analoghi: i posti di lavoro sono cresciuti,
gli spostamenti per il tempo libero sono in continuo aumento e nelle ore di maggior traffico le strade sono sfruttate al massimo e basta un imprevisto per bloccare un’intera regione. Negli scorsi quindici anni a livello cantonale sono stati fatti importanti sforzi per offrire forme di mobilità alternative all’automobile, penso alla creazione della rete TILO con treni moderni e confortevoli di tipo S-Bahn ogni 30 minuti fino a sera tardi, alla realizzazione di fermate ferroviarie nuove, alla promozione del bike sharing e della mobilità aziendale. L’utenza ferroviaria è raddoppiata in poco meno di dieci anni, segno che se l’offerta è di qualità la popolazione reagisce positivamente e la utilizza. E allora perché, nonostante questo successo, la situazione sulle nostre strade non è migliorata?
SEZIONE TICINO
Martino Colombo (1972) è nato a Friburgo, coniugato e padre di tre figli. Cresciuto a Lugano, nel 1996 si è diplomato ingegnere civile all’ETH di Zurigo. Si è poi specializzato quale ingegnere del traffico presso le Ferrovie federali a Berna. Nel 2002 viene assunto al Dipartimento cantonale del territorio nella Sezione della mobilità, di cui diventa responsabile nel 2010. Da maggio 2019 è nominato direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità.
La mobilità è strettamente legata al principio economico della domanda e dell’offerta. Laddove si creano nuove possibilità le persone ne approfittano generando nuova domanda. Uno dei fattori di regolazione di questo principio è solitamente il costo. Tuttavia nella nostra testa mobilità fa rima con libertà e le ipotesi di fissare un prezzo «reale» ai nostri spostamenti, che consideri la globalità dei costi generati, non trovano terreno fertile nella discussione politica. Per questa ragione il prezzo da pagare diventa non più monetario ma si misura in tempo perso in colonna e in stress al volante. Sembra di essere in un circolo vizioso, ci sono delle soluzioni? Senza illudersi di eliminare completamente le colonne e i disagi stradali, occorre lavorare su più livelli. Quello delle infrastrutture e dei servizi resta il principale. Sul nostro territorio sono numerosi i progetti in gestazione. Con l’apertura della galleria di base del Ceneri nel 2021 si svilupperà una nuova offerta ferroviaria e di autobus, con corse e servizi potenziati in tutte le regioni, si tratterà di una vera rivoluzione per il nostro Cantone. Se guardiamo più avanti, tra i progetti più impegnativi vi sono la rete tram-treno del Luganese, la circonvallazione di Agno e Bioggio o il collegamento A2-A13 tra Bellinzona e Locarno. Non vanno dimenticati i numerosi
investimenti per la rete ciclabile negli agglomerati o per la riqualifica di quartieri e strade di attraversamento. Accanto all’ente pubblico, anche il cittadino e partecipante alla mobilità può dare un contributo importante. Non dobbiamo dimenticare infatti che il traffico lo creiamo noi ed è quindi fondamentale un cambio di mentalità. Non c’è più solo la classica scelta tra automobile e trasporto pubblico; a dipendenza della destinazione da raggiungere, spesso c’è la possibilità di combinare più mezzi od optare per altre soluzioni. È quella che si definisce intermodalità o multimodalità: auto fino alla stazione poi treno oppure bus per una tratta e poi bike sharing per l’ultimo chilometro. Occorre uno sforzo da parte di tutti per effettuare i propri spostamenti con la modalità più intelligente e sostenibile. E in tanti casi, sui brevi tragitti, potremmo lasciare l’automobile a riposo e fare un po’ di movimento fisico a beneficio anche della nostra salute. Dal 1º maggio di quest’anno è stato nominato, dal Consiglio di Stato, Direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità. Quali sono le sfide che l’attendono? L’unità che dirigo, oltre a occuparsi della mobilità, tratta lo sviluppo territoriale in senso molto più vasto: dalla valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio naturale alla tematica complessa della pianificazione degli insediamenti.
La popolazione è sempre più sensibile ai temi quali la cura del paesaggio o l’inserimento armonioso delle edificazioni nel territorio. Anche la questione dell’impatto ambientale delle attività della nostra società è sempre all’ordine del giorno. Si tratta quindi di riuscire a trovare il giusto equilibrio tra il necessario sviluppo urbanistico ed economico ed una adeguata qualità del costruito, tenendo conto dell’impatto in termini di paesaggio, ambiente e mobilità. Un compito non semplice… Sulla carta i principi sono condivisi da tutti, le difficoltà sorgono quando si tratta di passare al concreto. A quel punto emergono le sensibilità politiche e le differenze nelle priorità e negli accenti da dare. Il compito non è semplice ma è affascinante perché occorre condividere idee, essere creativi e grazie al contributo di collaboratori motivati e competenti riusciamo solitamente a trovare soluzioni convincenti e attuabili. Ogni tanto abbiamo la tendenza a vedere solo i problemi e le difficoltà ma se ci guardiamo in giro con un’ottica un po’ più distaccata e tollerante ci accorgiamo di avere la fortuna di vivere in un territorio ricco di sfaccettature e possibilità con un paesaggio che molti ci invidiano. La vera sfida sta nell’approfittare di questa situazione favorevole, contribuendo a mantenerla tale e a svilupparla in modo armonioso anche in futuro.
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Viaggiare
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Presso il Centro TCS di Rivera oppure su tcs-ticino.ch QUALI MEZZI?
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DOVE FUNZIONA?
COME PAGARE?
SEZIONE TICINO
USTRA (Ufficio federale delle strade)
Traffico più fluido
All’Assemblea TCS Sezione Ticino, l’ing. Marco Fioroni, capo filiale USTRA di Bellinzona, ha presentato l’attività in Ticino e le proposte di misure da adottare per poter aumentare la portata dell’autostrada e migliorare la situazione del traffico. Il traffico sulle strade nazionali è in costante crescita. Gli agglomerati urbani saranno quindi ancora più sovraccarichi e le ore di coda giornaliere aumenteranno. Per quanto riguarda il tratto ticinese della A2, quali misure intende adottare a corto termine per far fronte a questa situazione? Per rendere maggiormente fluido il traffico fra Lugano e Chiasso USTRA già nel 2012, quale misura fiancheggiatrice al cantiere per il risanamento della galleria Melide-Grancia, ha introdotto i limiti variabili di velocità. In sostanza, negli orari di punta del mattino e della sera, il limite di velocità veniva abbassato per aumentare la capacità di trasporto dell’autostrada e ridurre di conseguenza le colonne. È infatti dimostrato che la maggior capacità dell’autostrada è data con una velocità di 80 km/h. La grande novità di quest’anno – e in effetti si tratta di una «prima» a livello svizzero – è data dall’automatizzazione del sistema che regola questi limiti variabili di velocità, in base alla reale densità del traffico. Questo nuovo sistema utilizza in modo anonimo i dati emessi dalla strumentazione GPS dei veicoli o dai telefoni cellulari, rilevando in particolare la velocità e i tempi di transito nei singoli settori, attivando poi il limite di velocità più opportuno. Questa nuova gestione dinamica consente di armonizzare il limite di velocità sul tratto e di rendere più fluido il traffico, rispetto a quanto avveniva in precedenza, ovvero mediante la gestione manuale della segnaletica.
Lei ha anche presentato il progetto «POLUME», una misura a medio termine per potenziare la capacità autostradale da Lugano a Mendrisio. Di che cosa si tratta? Il progetto «POLUME» – necessario per far fronte all’incremento della richiesta di viabilità a sud di Lugano - prevede di utilizzare l’attuale corsia di emergenza come terza corsia di marcia unicamente negli orari di punta, ossia quando la capacità massima dell’autostrada viene superata. Ciò significa che il potenziamento autostradale sui tratti a cielo aperto verrà attuato utilizzando unicamente il sedime attuale, quindi senza sottrarre ulteriore territorio. Grazie all’uso dinamico della terza corsia e al potenziamento delle gallerie San Salvatore e Maroggia-Bissone, sarà possibile migliorare sensibilmente la viabilità autostradale (ma anche quella sulle strade cantonali, che verranno sgravate dal traffico) e di conseguenza ridurre l’inquinamento atmosferico legato alla presenza di veicoli fermi in colonna. Riteniamo che il progetto POLUME rappresenti l’unica alternativa da oggi fino alla messa in servizio di Alp AlpT Transit T ransit (a sud di Lugano) per far fronte al costante incremento del traffico e per evitare che nel 2030 autostrada e strade cantonali siano regolarmente sature. Cosa ci può dire in merito al coordinamento del progetto «POLUME» con il completamento di Alp AlpT Transit T ransit a sud di Lugano?
USTRA e l’UFT (Ufficio federale dei trasporti) lavorano in modo coordinato per garantire una mobilità ottimale a lungo termine a vantaggio dell’intera regione. In effetti, i progetti «POLUME» e AlpT AlpT Transit ransit hanno finalità complementari e non alternative. Va inoltre considerato che il dimensionamento dell’intervento sull’autostrada A2 è coerente con questi princìpi, tanto è vero che si prevede l’utilizzo dinamico di una corsia già esistente (quella di emergenza) e si rinuncia a costruire una terza corsia permanente, allargando l’attuale sedime autostradale. Come verranno finanziati? Il «POLUME» farà capo al Programma di sviluppo strategico delle Strade nazionali (PROSTRA) che il Consiglio federale sottopone ogni quattro anni al Parlamento, il quale vota i diversi crediti sulla base dell’avanzamento dei progetti e della loro priorità. Allo stato attuale il «POLUME», che comporta un investimento globale di circa un miliardo di franchi, principalmente destinati al risanamento delle gallerie esistenti e alla realizzazione del tunnel che consentirà all’autostrada di aggirare Bissone con grande vantaggio ambientale, rientra nell’orizzonte realizzativo 2030/2040. Il prolungamento olungamento verso sud di Alp AlpT Transit Transit – la cui messa in esercizio non è ancora determinata e comunque non può ragionevolmente prospettarsi prima del 2050 – farà invece capo al Fondo per l’infrastruttura ferroviaria, che tuttavia fino al 2025 non prevede mezzi per questo progetto. Infine, circa il progetto ogetto Alp AlpT Transit T ransit è bene considerare che entro il 2025 sarà allestito il solo studio preliminare, che consentirà di valutare la sostenibilità del prolungamento verso sud. A seguire, solo dopo aver definito e raggiunto opportuni accordi transfrontalieri, si potrà dare avvio alla prima fase progettuale vera e propria. luglio/agosto 2019
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I nostri controlli in un colpo d’occhio! Al Centro tecnico TCS di Rivera si effettuano controlli tecnici che permettono di meglio gestire la manutenzione della propria auto ed evitare costosi interventi che possono rivelarsi inutili. Oppure nei casi in cui la garanzia sta per scadere e si vuole conoscere lo stato dell’auto. E ancora… si è stati convocati per il collaudo e si vuole sapere se l’auto è pronta a superarlo e con quali costi? Si vuole acquistare un’auto usata e si desidera che sia una vera occasione? Ecco che un controllo con la consulenza e l’esperienza di esperti permette di rispondere a molti quesiti. Standard (60 min.) Fanaleria, freni, e ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli) Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS 80 fr. Precollaudo auto (40 min.) Si valuta tutto lo stato dell’auto che deve essere presentata al collaudo ufficiale. È rilasciata una lista di interventi necessari da presentare al proprio garagista. Prezzo: 120 fr. Prezzo Socio TCS: 60 fr. Se durante il precollaudo l’auto risulta già a norma, si potrà usufruire del Pacchetto
SOLO PER SOCI TCS: l’auto viene collaudata subito ricevendo uno sconto sulla tariffa del controllo. Sconto: 30 fr. sul precollaudo Precollaudo autofurgoni e Camper (50 min) Si valuta tutto lo stato dell’auto furgone o Camper che devono essere presentati al collaudo ufficiale. Per i Camper non è incluso il controllo del sistema a gas nella zona abitata. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr.
Test occasione (100 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr. Test occasione con potenza motore* (140 min) Fanaleria, Freni, ammortizzatori, tachimetro, organi direzionali, motore (accensione, alimentazione, livelli), verifica carrozzeria (incidente) e con il controllo della potenza motore Prezzo: 300 fr. Prezzo Socio TCS: 170 fr. Test garanzia (100 min) Controllo delle parti coperte dalla Garanzia dell’auto prima che questa scada. Prezzo: 240 fr. Prezzo Socio TCS: 120 fr.
Potenza motore moto* (50 min) Controllo della potenza del motore per motociclette Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Tachimetro (50 min) Controllo per la coerenza della velocità indicata Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr. Diversi (10 min) Controlli dedicati alla ricerca di specifici difetti secondo il tempo (per ogni 10 min.) Prezzo: 20 fr. Prezzo Socio TCS: 10 fr. «Ceck-up» vacanze (60 min) Partire senza problemi! Un controllo per evitare delle «panne» che possono rovinare le vacanze. Prezzo: 160 fr. Prezzo Socio TCS: 80 fr.
Sicurezza (30 min) Fanaleria, freni, ammortizzatori, organi direzionali Prezzo: 100 fr. Prezzo Socio TCS: 50 fr. Potenza motore auto* (60 min) Controllo della potenza del motore di automobili Prezzo: 180 fr. Prezzo Socio TCS: 90 fr.
* Per effettuare la potenza del motore si consigliano pneumatici di controllo forniti dal garagista. È sconsigliato effettuarla con pneumatici invernali, da corsa, nuovi o rigommati. Inoltre la potenza motore sarà spinta fino alla velocità massima indicata dai pneumatici.
Luogo e orari Centro tecnico TCS Via alla Chiesa 10, 6802 Rivera. Orari d’apertura: lun-gio 07.30–18.00 ven 07.30–16.30 sab 08.00–12.00
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luglio/agosto 2019
Appuntamenti Telefono: 091 935 91 35 Internet: tcs-ticino.ch e-mail: sezioneTI@tcs.ch
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