LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
ARGENTINA TUTTA DA VIVERE Dalle cascate al nord fino agli spazi selvaggi del sud
AUTO EUROPEA DELL'ANNO Test della Jaguar I-Pace
CON
IONE TCS SEZ O TICIN p. 67
#3 | MARZO 2019 | FR. 4.50
8
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Il via all’evoluzione
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SOMMARIO
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Cingoli e sci per autoveicoli
Occhi puntati sul Salone dell’auto
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30
Test Jaguar I-Pace
EDITORIALE
LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA
speciale salone Il Salone, ovvero l’auto da toccare
M
algrado un «GIMS» più al passo con il terzo millennio abbia spodestato il suo nome storico, il Salone internazionale dell’automobile di Ginevra non sfugge agli sconvolgimenti di cui è vittima il settore. Il fatto è che tra lo spettro di nuove normative, il ciclo WLTP e gli scandali, i costruttori sono immersi in una tormenta senza precedenti. Un’ondata che tocca tanto il Geneva International Motor Show quanto i suoi omologhi di Francoforte e Parigi. Eppure, nonostante le tante defezioni che toccano questa edizione, sarebbe sbagliato trascurare che l’automobile è un oggetto altamente emozionale. Non basterà quindi presentarla sulle reti sociali o in «eventi esclusivi». A Ginevra, circa 700 000 appassionati affluiranno per ammirare, meglio per toccare le carrozzerie. Tra tante sorprese, assisteranno alla rinascita della leggendaria Hispano-Suiza, cofondata 125 anni fa da un ingegnere ginevrino, ritornata sotto forma di supercar elettrica. E chi ha detto che l’auto non sa reinventarsi?
10 Rassegna ginevrina Carrellata di novità da vedere e toccare con mano
16 Ibride ricaricabili Il parere di Neel Jani su una tecnologia che affascina
mobilità 25 Canton Grigioni Dal divieto di circolazione fino all’arrivo di straordinari veicoli
28 Trazioni alternative Vendite d’auto: buoni segnali dalle motorizzazioni moderne
20 Realtà aumentata La tecnologia svizzera WayRay in aiuto ai conducenti
24 Il TCS al Salone Stand informativo e per un attimo di relax
Microlino per la città
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Marc-Olivier Herren vice caporedattore Copertina: Nicolas Kristen
marzo 2019 | touring
3
CONTROLLO E PRECISIONE STRAORDINARIAMENTE ASSOCIATI A UNA GUIDA SPORTIVA Eccellente frenata sia sull’asciutto che sul bagnato
Sterzata di precisione e tempestiva ad alte velocità
Eccellente controllo della vettura specialmente in curva
SOMMARIO
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La Citroën C5 per famiglie
Ostello o albergo?
56 42
Campionessa mondiale dal TCS per guidare I miei vantaggi club 24 Sconto soci per il Salone 48 In Germania tra VW e Porsche 55 20% di sconto da Vögele Shoes
Argentina, tra ghiacciai e cascate
tecnica 30 Test Jaguar I-Pace La prima elettrica della marca del felino ha fatto centro
34 L’ibrida Honda CR-V Triplice alleanza per attirare sempre più appassionati
37 Porsche 911 Una ottava edizione per questa leggendaria sportiva
svago 40 Ostelli della gioventù Pratiche infrastrutture rimesse a nuovo adatte ad ogni età
42 Terra affascinante Le mille attrattive della grande Argentina tra acqua e ghiaccio
club
TCS Sezione Ticino
56 Corso di guida Quando in pista scende una campionessa vogatrice
60 TCS Home Il soccorso domestico del club, un progetto pilota
rubriche 39/60 L’esperto TCS 53 Salute 59 Forum 59 Impressum 63 Tourolino 65 In giro con 66 Gioca & vinci
68 69 70 71 72 74
Assemblee dei Gruppi locali Il TCS incontra l’USTRA Soggiorni e corsi Mobilità nel Locarnese Imposta di circolazione Controlli tecnici a Rivera
Nelle ditte dell’auto tedesche
46 Touring n. 4
Temi trattati nella prossima edizione: dossier sulla sicurezza stradale, test dell’Audi A3 g-tron e dei pneumatici estivi, uno sguardo alla stagione del campeggio. Data di pubblicazione: 28.3.2019
marzo 2019 | touring
5
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ATTUALITÀ CLUB
E la bici va Carvelo2go ha già conquistato 54 città e comuni in Svizzera.
Carvelo2go è venuta per restare e continuare a crescere Continua la storia di successo di Carvelo2go: a tre anni dal lancio approda in sempre nuove città, sviluppando costantemente la sua rete. Il 2018 è stato segnato da una crescita particolarmente forte.
N
el 2018 la prima piattaforma al mondo per la condivisione di bici da cargo elettriche ha vissuto un’ennesima ondata di espansione. Offerto dall’Accademia della mobilità del TCS e dal Fondo di sostegno Engagement della Migros, il servizio ha aperto i battenti in altre 30 città e comuni fino in Ticino con la postazione di Bellinzona. Prenotabile tramite l’app TCS «Mobilità semplice», oggi è presente in 54 municipalità con 256 biciclette e conta 11 000 utenti registrati, ovvero quasi il doppio rispetto al 2017 (+96%). Un incremento analogo si rileva per le corse effettive (+111%). Cio significa che Carvelo2go è stato utilizzato 17 000 volte. Nel 2019 si aggiungeranno 75 bici da carico in Ticino, Vallese e in ulteriori località romande.
Bici da carico elettriche al posto dell’auto Per poter soddisfare ancora meglio le esigenze della clientela lo scorso anno si è svolto un sondaggio online cui hanno partecipato 1000 persone circa. Stando alle risposte, le e-cargo bike vengono usate principalmente per il trasporto di bambini (42,1%), seguito dalle uscite per fare commissioni (41,5%). Il 42,3%, ovvero quasi la metà, ha indicato che si serve della bici da carico elettrica laddove di solito prenderebbe un veicolo dotato di motore a combustione. Jonas Schmid, responsabile del progetto, se ne rallegra: «Carvelo2go vuole rendere la mobilità in Svizzera un po’ più sostenibile e regalare tanti momenti di gioia: felicità da (tr)asporto, cioè happiness to go».
Dolce dono Alle sedi di Ginevra e Losanna il TCS gestisce due piccole produzioni di miele di città. Derivato da nettare di fiori viene servito nei ristoranti per il personale e può essere acquistato dai collaboratori. I ricavi vengono devoluti interamente a organizzazioni caritatevoli, in ultimo alla Fondazione Cerebral che ha ricevuto 2000 franchi provenienti dalla vendita della produzione 2017.
TCS Libretto ETI a prezzo speciale Anche in viaggio i soci del TCS possono sempre fare affidamento sull’aiuto del club. Stipulando un nuovo TCS Libretto ETI entro il 31 marzo 2019, approfittano ora di uno sconto del 25%.
carvelo2go.ch
Nuova guida campeggi FOTO CARVELO2GO, EMANUEL FREUDIGER
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Da febbraio 2019 è disponibile la nuova guida campeggi edita dal TCS. Su 500 pagine vengono presentati oltre 850 campeggi in tutt’Europa, di cui oltre 100 illustrati da foto. La novità: le valutazioni relative a posizione, livello di costruzione, impianti sanitari e servizi. È la compagna ideale sia una volta in viaggio, sia a casa dove consente una pianificazione
minuziosa delle vacanze. È in vendita nel Touring Shop (v. link), presso i punti di contatto e campeggi del TCS oppure in libreria. Mentre i TCS soci campeggiatori la ricevono in regalo. tcs-camping.ch/guida
Letture online
Camping senza frontiere in 850 posti in tutta Europa.
Sapevate che si può leggere il «Touring» in digitale? All’omonimo indirizzo web vi sono inoltre novità appassionanti e approfondimenti sui più svariati temi legati alla mobilità. Visitate il nostro sito! touring.ch
marzo 2019 | touring
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Hai detto Brexit?
LA CIFRA
Il modo in cui la Gran Bretagna uscirà dall’Unione europea è ancora completamente incerto. Comunque i collegamenti aerei tra la Svizzera e l’isola sono già assicurati.
Ancora 150 voli al giorno
volare verso Londra e le altre città britanniche, mentre British Airways servirà le tratte tra l’isola e Zurigo, Ginevra e Basilea. Tuttavia, dopo la Brexit, una compagnia aerea registrata in Gran Bretagna potrà volare dalla Svizzera verso le destinazioni dell’Unione europea solo se almeno il 51 percento del suo azionariato ha sede nell’UE o nella Confederazione. Easyjet, ad esempio, si è premunita di aprire società in Svizzera e in Austria e in futuro potrà portare passeggeri da questi Paesi verso tutte le destinazioni dell’UE.
Un accordo sul traffico aereo siglato nel dicembre 2018 tra Berna e Londra garantisce che anche dopo il 29 marzo continueranno a restare in vigore senza interruzioni le regole attuali, ossia circa 150 voli giornalieri tra i due Paesi. In altre parole: Swiss potrà continuare a
Si prevedono poche difficoltà anche per la compagnia ferroviaria Eurostar. «Diamo per scontato che potremo svolgere i nostri servizi come al solito anche dopo la Brexit», rispondono i responsabili da Londra.
In 29 giorni (e per la precisione al 29 marzo) la Gran Bretagna abbandonerà l’Unione europea (UE). Tuttavia, continua a non essere chiaro se ci sarà una Brexit dura senza accordi di libero scambio. In questo caso il Regno Unito diventerà un Paese terzo. Al momento, comunque, per i viaggiatori svizzeri dovrebbe cambiare poco. Continueranno a non avere bisogno di un visto per recarsi nel Regno Unito (durata del soggiorno: fino a tre mesi).
Londra sarà raggiungibile facilmente anche dopo la Brexit.
Depositare l’AG rimane gratuito Dal mese di marzo 2018 i titolari di un abbonamento generale (AG) FFS non pagano più una tassa se vogliono depositare il loro AG. Si trattava di una norma temporanea che sarebbe dovuta decadere il 1° marzo di quest’anno. Ora il settore dei trasporti pubblici ha deciso di abrogare definitivamente questa tassa di deposito. Chi desiderava depositare il proprio abbonamento generale per un massimo di 30 giorni, finora pagava ogni volta una tassa di 10 franchi. 8 touring | marzo 2019
Questi giorni gli venivano accreditati poi sotto forma di riduzione di prezzo dell’AG sulla fattura dell’anno seguente. In seguito al calo dello 0,3 percento dell’imposta sul valore aggiunto, il settore aveva deciso di riversare ai clienti le entrate supplementari che ne derivavano, cancellando la tassa per la durata di un anno, ossia tra il 1° marzo 2018 e il 28 febbraio 2019. L’anno scorso si sono registrati circa 170 000 depositi dell’abbonamento generale FFS.
4878 Questo il numero di hotel e centri benessere presenti in Svizzera nel 2017. Nei Grigioni si registra la più alta densità con 728 strutture, segue poi il canton Berna con 711 infrastrutture di questo tipo. Sciaffusa è il cantone che ha registrato il minor numero di pernottamenti in 27 alberghi e terme soltanto. Inoltre anche nel canton Zugo l’offerta è limitata a 31 stabilimenti.
LA FOTO
Scivoloni C’è gente che è scivolata «nella» vasca da bagno, ma pochi sono quelli che scivolano «con» la vasca da bagno. Ad esempio i pazzi che si sono presentati sulle piste di Stoos (SZ) con vasche addobbate per compiere veloci scivoloni. Oltre 90 squadre erano infatti presenti alla leggendaria gara quest’anno. Addirittura in soli 20 secondi i primi sono arrivati al traguardo, mentre altri hanno impiegato oltre un minuto.
LA PAROLA
Sirene Ibridi mitologici femminili, il cui canto fa perdere la rotta a navi e naviganti non solamente negli scritti di Omero. I suoni urlanti delle nostre sirene possono non avere molto in comune con il canto, ma il loro scopo è molto importante e non ha niente in comune con la melodia che fa perdere la testa a uomini e topi.
ATTUALITÀ
Belp: diminuzione dell’attività
FOTO MAURITIUS IMAGES, ARCHIV YVES DEBRAINE, KEYSTONE
Nel 2018 l’aeroporto di Berna Belp ha registrato una diminuzione del 17% del numero dei passeggeri (passaggi di solo 151 780 persone) dovuta al fallimento di Skywork Airlines. Il numero dei movimenti è pure calato (–6%), mentre l’aviazione per affari e i voli di soccorso hanno conosciuto un leggero aumento.
Il Vallese interattivo
Foto inedite Scoprire Charlie Chaplin sotto una nuova luce grazie ad una esposizione delle foto di Yves Debraine. Fino al 5 aprile al Chaplin’s World.
Il sito internet dedicato al turismo vallesano è stato dotato di un nuovo strumento interattivo che permette di marcare i propri interessi facendoli apparire sulla cartina con l’ausilio di simboli. Ci si può informare tramite varie rubriche: attività, eventi, luoghi, webcam. Il non plus ultra per pianificare gite e ferie. vallese.ch
Sciar a buon mercato
Raccogliendo rifiuti
A Stoos, con l’acquisto di due giornaliere per adulti, sciano gratis anche tutti i bambini della famiglia fino a 15 anni. E un fine settimana tra le Alpi della Gruyère (due pernottamenti, due ski-pass giornalieri) parte già da 205 franchi. Con offerte del genere il resto della stagione invernale è ancora più divertente. Tutte le offerte sul sito di Svizzera Turismo.
I rifiuti lungo la strada che percorreva mentre faceva jogging disturbavano enormemente l’imprenditore svedese Erik Ahlström. Così partì con un sacchetto e mentre correva raccoglieva l’orrenda spazzatura. Nacque la nuova tendenza chiamata plogging (termine composto da jogging e plocka up, che in svedese significa raccogliere). Un’idea che dovrebbe fare quanti più proseliti possibili.
myswitzerland.com
L’inquinamento dell’aria diminuisce L’inquinamento dell’aria dovuto alle emissioni di NO2 è diminuito in tutta la Svizzera: il calo più netto è stato osservato nei pressi degli assi di transito dei centri urbani (–12,5 percento rispetto all’anno 2017). Le emissioni di NO2 si situano perlopiù sotto oppure entro i valori limite, come ha indicato Strada Svizzera nel suo Vademecum 2019. marzo 2019 | touring
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Uno show 2019 Inossidabile, l’89° Salone internazionale dell’automobile promette di offrire un ricco spaccato del mondo dell’automobile, con il suo lotto di novità rivelate all’ultimo minuto, di prototipi futuristi e di immancabili supersportive. Quanto basta per far dimenticare le assenze e accogliere inattesi nuovi venuti. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
Un futuro prospettico ed emozionale TRASPORTI RIVISITATI
FOTO ALD
La guida semi-autonoma guadagna terreno in tutti i segmenti automobilistici, all’insegna delle nuove city-car che propongono ora un’autonomia di grado 2. Lo zurighese Rinspeed va molto più lontano immaginando un concetto di trasporto robotizzato dove veicoli modulari accolgono di volta in volta merci e passeggeri.
RITORNO AL FUTURO Nel 1904, l’ingegnere ginevrino Marc Birkigt e l’imprenditore Damian Mateu fondavano a Barcellona la società Hispano Suiza. Oltre 12 000 auto di lusso furono prodotte nello spazio di quattro decenni. 125 anni dopo, i discendenti del catalano fanno rivivere la marca con la supercar elettrica Carmen basata su una struttura in carbonio.
10 touring | marzo 2019
SPECIALE SALONE
all’altezza Tra sogno e sportività estrema
FORNASARI GT 311 GIGI Questo coupé due posti che celebra il bolide Fornasari impegnato nella Mille Miglia del 1956 esalta il patrimonio automobilistico italiano. A metà tra auto personalizzata e sportiva classica degli Anni ’50, la Fornasari GT 311 Gigi offre prestazioni esplosive e un abitacolo raffinato in stile italiano. Un coupé rombante che ospita un V8 General Motors con potenze che vanno da 500 a 650 CV.
ENGLER F.F SUPERQUAD Tra le creazioni esotiche che pullulano a Ginevra, degna di nota questa, metà auto e metà quad, che vanta un rapporto peso/potenza di 1 kg/CV. Imballata in una carrozzeria in carbonio e titanio e posta sul telaio in alluminio, è spinta da un V10 biturbo da 850 CV per un peso, appunto di… 850 kg. Velocità di punta: 350 km/h.
TOYOTA GR SUPRA La gamma Toyota ritrova finalmente un po’ di pepe con questo coupé biposto compatto basato sulla stessa piattaforma della BMW Z4. Come i predecessori, è mosso da un V6 longitudinale che convoglia i suoi 340 CV sul treno posteriore. Un differenziale attivo si occupa di ripartire la potenza tra le due ruote. L’accelerazione da 0 a 100 è annunciata in 4,3 s. Esordio previsto quest’estate.
PORSCHE 911 CABRIO
MCLAREN SPIDER Il costruttore britannico propone una primavera a cielo aperto. I due modelli 600LT (foto) e 720S arrivano sotto forma di spider. Le accelerazioni sono altrettanto demoniache che sui rispettivi coupé: 2,9 s da 0 a 100 per la 720S il cui hardtop scompare in 11 s. Qui i prezzi sono ancora maggiori: 311 500 franchi per la 720S.
Appena apparso il coupé 911, Porsche passa alla versione cabriolet. Disponibile inizialmente in versione Carrera S e 4S, è sovrastata da una capote in tela con un lunotto in vetro. La struttura del tetto nasconde elementi in magnesio e archetti che impediscono alla stoffa di gonfiarsi ad alta velocità. Prezzo importante: da 175 600 fr.
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Cittadine e compatte resistono PEUGEOT 208 Fase di crescita per questo modello di seconda generazione che punta a 4,05 m. Con le sue forme scolpite e la sua caratteristica firma luminosa, la 208 contribuisce alla strategia della crescita di gamma del marchio di Sochaux. Prodotta soltanto a cinque porte, si vedrà affiancata da una versione elettrica con 450 km di autonomia nel nuovo ciclo WLTP.
RENAULT CLIO Leader europea del segmento, la 5a edizione Clio resta fedele al design della precedente e mantiene una lunghezza quasi identica (-1,4 cm). Sorprende maggiormente all’interno dove troneggia un gran schermo da 9,3 pollici in stile tablet verticale. La Clio avrà la fortuna di inaugurare la prima motorizzazione ibrida del gruppo Renault.
MAZDA3
FOTO ALD
E quattro per la compatta giapponese! Prodotta con carrozzeria a 4 e 5 porte, la Mazda3 esprime tratti raffinati. Ma la grande innovazione risiede nella sua motorizzazione a benzina da 2 l a tasso di compressione elevato, come su un diesel. Questa tecnologia è sostenuta da un sistema ad ibridazione leggera.
SKODA SCALA
MERCEDES-BENZ CLA
La marca ceca punta a far salire le vendite invadendo il mercato delle compatte. Il modello Scala condivide la filosofia degli aspetti pratici cara a Skoda esibendo un bagagliaio insolitamente voluminoso per la categoria (467 litri). Lo spazio all’interno di quest’autovettura da 4,36 m si preannuncia altrettanto generoso. Più convenzionali le motorizzazioni con dei motori benzina da 3 o 4 cilindri con potenze inizialmente da 95 a 150 CV.
Quatta quatta, la precedente CLA ha venduto 750 000 unità. Questa nuova generazione del coupé 4 porte acquista prestanza e cresce di 5 cm in larghezza e in lunghezza. Riprende molteplici innovazioni della compatta Classe A, ad esempio il sofisticato comando vocale e la navigazione con realtà aumentata. In un primo tempo, questo coupé sarà mosso da un 4 cilindri da 225 CV. Ginevra ospiterà una versione shooting brake della CLA.
12 touring | marzo 2019
SPECIALE SALONE
Scintille in prospettiva AUDI E-TRON La marca tedesca annuncia un’ampia offensiva elettrica. Ginevra consacrerà uno studio di SUV che prefigurerà la futura Q4 attesa per la fine del 2020. La concept-car coupé GT e-tron (foto) intravista a Los Angeles dice di più: due motori elettrici da 590 CV e un’autonomia che supera i 400 km (WLTP).
VW BUGGY La piattaforma modulare destinata alle future auto elettriche di VW può essere impiegata in tutte le salse. O quantomeno è il messaggio che esprime questo studio stilistico ispirato alle buggy di un tempo. La realtà sarà più prosaica, poiché questa base tecnica servirà prossimamente alla compatta urbana della famiglia ID.
HONDA URBAN EV
KIA SOUL EV
Sebbene indicato come concept-car, questo modello incarna la versione quasi definitiva della city-car elettrica che Honda commercializzerà già alla fine di quest’anno. Entro il 2025, le auto elettrificate rappresenteranno due terzi delle vendite della marca giapponese in Europa.
Al pari di Hyundai, Kia punta con decisione sulla carta elettrica. Logicamente, la mini monovolume Soul EV riprende il motore da 204 CV già montato su altri modelli del gruppo coreano. Stesso discorso per la grande batteria da 64 kWh che consente autonomie vicine ai modelli termici. Commercializzazione al più tardi quest’estate.
CITROËN AMI ONE Questo studio cubico si avvicina più a una Smart che alla spigolosa Citroën Ami 6 degli Anni ’60. Si accede a questa biposto attraverso due portiere ad apertura asimmetrica. L’interno, spoglio all’estremo, è dominato dal piantone dello sterzo sormontato da una strumentazione minima. Normale per una city-car elettrica.
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SPECIALE SALONE
Le SUV impazzano su tutti i fronti SKODA KAMIQ La marca ceca si attiva su tutti i fronti. Oltre alla berlina Scala, Skoda esordisce tra le SUV compatte con la Kamiq. Basata sulla piattaforma della Golf, esibisce un’ampia calandra e un’altezza da terra aumentata. Il bagagliaio punta a 400 l. La Kamiq si distingue per il largo pannello di strumentazione digitale da 10,2 pollici.
SSANGYONG KORANDO C300 Vedette della marca coreana, la Korando si rinnova profondamente. Sempre compatta (4,45 m), aumenta di 4 cm sia in lunghezza sia in larghezza. Le motorizzazioni sovralimentate erogano 136 CV (diesel) e 163 CV (benzina). La Korando esiste in versione 2 e 4 ruote motrici.
MITSUBISHI ASX
FOTO ALD
Forte del suo successo planetario, Mitsubishi lancia la seconda generazione della sua SUV compatta. Il design, in particolare il frontale, è diventato più espressivo. Disponibile a 2 e 4 ruote motrici, l’ASX è mossa da un 2 l benzina a 16 valvole. Da ora lo schermo multimediale è di dimensioni maggiori.
BMW X5 PLUG-IN
VW T-ROC R
Ciclo WLTP oblige, BMW ha rielaborato le sue motorizzazioni ibride ricaricabili. Conseguenza: la massiccia SUV X5 XDrive45e rivendica un’autonomia elettrica di 80 km, consumi di 2,1 l/100 km ed emissioni di CO2 di 49 g/km. Una plug-in molto scattante: grazie ai suoi 394 CV che le permettono di passare da 0 a 100 km/h in 5,6 s.
Finora riservate all’onnipotente Golf, le versioni sportive R di Volkswagen conquistano le SUV. L’onore di inaugurare questo regime vitaminizzato è toccato alla compatta T-Roc. Secondo logica dovremmo ritrovare sotto il suo cofano il bollente 2 l turbo della potenza di circa 300 CV.
Visitare il Salone: guida pratica L’89° Salone internazionale dell’automobile di Ginevra apre i battenti dal 7 al 17 marzo. Verranno presentate molte vetture, tra cui varie in anteprima. Sono annunciati circa 180 espositori – tra cui quest’anno pure russi e cinesi – che condivideranno i sei padiglioni (halle) di Palexpo essendo la halle 7 riservata per i subappaltatori e i rappresentanti del ramo a livello nazionale. Biglietti d’entrata: adulti, 16 fr.; ragazzi dai 6 ai 16 anni e beneficiari AVS/AI, 9 fr.; gruppi da 20 persone, 11 fr./a testa. Uno sconto del 50% viene applicato sui biglietti venduti sul posto dalle ore 16. La biglietteria online è già aperta. I soci del TCS beneficiano di una riduzione di 3 fr. (direttamente sull’app TCS Benefits o al sito tcs.ch/benefits). Nessuno sconto alle casse. Altri punti vendita: i biglietti possono pure essere acquistati su ticketmaster.ch o fnac.ch (e anche nelle filiali FNAC). 14 touring | marzo 2019
Orari d’apertura: in settimana, il Salone sarà aperto dalle ore 10 alle 20; nei finesettimana dalle 9 alle 19. A partire da martedì 12 marzo, la halle 7 aprirà già alle 9.30 in settimana e alle 8.30 nel finesettimana. In auto: diversi parcheggi in un raggio di 5 km serviti da bus navetta gratuiti. Posteggi a pagamento (25 fr. al giorno e per veicolo). In treno: stazione Ginevra-aeroporto a 3 minuti dalla halle 7 del Palexpo. Le FFS propongono biglietti combinati a prezzi ridotti. In bus: la linea 5 TPG collega il Salone al centro città e sarà rinforzata da un servizio di bus espressi. Informazioni: dettagli e attualità dell’ultima ora sui siti internet gims.swiss, tcs.ch e touring.ch
SPECIALE SALONE
In lotta per l’eternità
Tre firme La 208 mette in risalto i codici stilistici di Peugeot.
Al di là dei duelli che sosterranno la Peugeot 208 e la Renault Clio a Ginevra, i creatori della 208 illustrano le strategie messe in campo per perennizzare una city-car dal volume gigantesco. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
L’
ondata delle SUV mette in difficoltà tutti i segmenti automobilistici. Perciò quando si tratta di dare un successore a una citycar come la Peugeot 208, che genera una produzione di circa 300 000 unità annue in Europa, la sfida è importante. Il futuro non preoccupa oltremodo Nicolas Bonnardon, capo della produzione 208: «Ad un certo punto della propria vita, l’automobilista avrà sempre bisogno di una city-car. Su questa seconda generazione, l’idea era di adattarsi ad una clientela ben variata, che spaziasse dai nuovi venuti ai pensionati passando per le famiglie con due auto». Non evidente tuttavia quando si tratta di prolungare una storia di successo iniziata dalla truculenta 205 nel 1983.
A questo proposito, il direttore stilistico di Peugeot, Gilles Vidal, afferma che non è mai stata questione di ispirarsi alle SUV ma al contrario, di ricreare un piccolo bolide seducente come era la 205 all’epoca. Con una ricetta inedita già applicata sulla berlina 508: «Il nostro obiettivo consiste nell’estremizzare i concetti automobilistici, vale a dire a rendere un’auto attrattiva nel suo segmento. Superare i limiti, è questo che fa la purezza di un segmento», si entusiasma Gilles Vidal. E aggiunge che la nuova 208 esibisce forme più muscolose, ma non troppo, e il suo parabrezza inclinato all’indietro va di pari passo con un cofano più orizzontale. «È una filosofia che Peugeot applicherà all’insieme della sua gamma», afferma Gilles Vidal.
FOTO ALD
ED ECCO LA STRUMENTAZIONE 3D Uno degli elementi caratterizzanti della Peugeot 208 era il cruscotto i-cockpit, la strumentazione sopraelevata talvolta sgradita ai conducenti di grande statura. Il nuovo modello rinnova questa strumentazione passando alla tecnologia 3D, che si ripropone di facilitare la vita al conducente gerarchizzando le informazioni. Queste ultime sono ripartite su due livelli e sono mobili. Ad esempio i messaggi di allarme sono dapprima proiettati momentaneamente sul primo livello per attirare l’attenzione del conducente, senza interferire sulla sua attenzione rivolta al campo stradale. Priva dell’abituale copertura, la strumentazione ha i bordi aperti e le sue estremità accolgono altre funzioni, quali i lampeggianti. Una maniera ludica di informare il conducente, Peugeot dixit.
Dimensioni accresciute Per finire, la nuova 208 abbandona la compattezza – parola d’ordine che prevaleva sulla prima edizione – per crescere fino a 4,05 m. «Siamo nel cuore del segmento delle city-car», annota Nicolas Bonnardon. Parallelamente, la dotazione segue la via della democratizzazione intrapresa in molte categorie: «ad eccezione del sistema di visione notturna, la 208 potrà essere equipaggiata di sistemi identici a quelli della grande 508». Altro particolare della 208 II, la versione elettrica (136 CV, autonomia WLTP di 450 km) condividerà gli stessi livelli di dotazione delle motorizzazioni diesel e benzina. A parte un logo cromato dai riflessi bicolori, l’estetica sarà quasi identica. «Un’autovettura elettrica dal look specifico tende ad accrescere lo stress vissuto dall’automobilista ad esempio in tema di autonomia», spiega Gilles Vidal. ◆
Tridimensionale La strumentazione della 208 gerarchizza le informazioni.
marzo 2019 | touring
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Vettura ibrida, quando elettricità e carburante vanno a braccetto.
Ibride: l’attenzione è tutta loro Il loro contributo tecnologico è tanto affascinante quanto pesante. Ma di cano generalmente un’autofronte alla stretta legislativa in tema di CO2, i costruttori a breve termine nomia elettrica di circa 40 km e un valore di CO2 non hanno altra scelta che spingere le vendite di ibride ricaricabili. che non supera i 50 g/km. Un’opzione nel contempo emozionante e onerosa per il cliente. Quest’ultima condizione esTESTO MARC-OLIVIER HERREN | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
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e automobili ibride ricaricabili sono vitali per rispettare i futuri obiettivi CO2 e controbilanciare il calo delle vendite di auto diesel», il presidente dell’associazione mantello auto-svizzera François Launaz si dice convinto dei benefici della filiera ibrida plug-in. E sostiene che queste vetture a doppia mo16 touring | marzo 2019
torizzazione rappresentino un’eccellente soluzione per il traffico pendolare, poiché permettono di attraversare le aree urbane in modalità elettrica. Da parte loro, i costruttori automobilistici non hanno altra opzione che questa soluzione transitoria se vogliono rispettare il valore medio di emissioni di CO2, drasticamente ridotto a 95 g/
km dal 2020. Praticamente da domani. Taluni osservatori percepiscono peraltro un certo panico. Le auto elettrificate – da intendere come modelli elettrici e ibride plug-in – appaiono indispensabili di fronte alle previsioni che indicano ancora una lunga vita per i motori termici. Ricordiamo che le ibride ricaricabili rivendi-
sendo richiesta per beneficiare di un bonus ecologico all’interno dell’Unione europea.
Incidente di percorso La strada sembra quindi spianata per una diffusione su larga scala delle ibride plug-in. Uno slancio tuttavia frenato dall’introduzione, l’autunno scorso, della norma WLTP per la misura dei consumi con cui la guida elettrica ha meno impatto ri-
SPECIALE SALONE spetto al vecchio ciclo NEDC. D’un tratto, alcune plug-in hanno superato i 50 g/km di CO2 ed hanno così perso il bonus. Conseguenza: taluni modelli sono stati dunque ritirati dal mercato. Bisognerà ad esempio attendere il lancio dei nuovi modelli VW Golf e Passat per rivedere delle versioni plug-in. Questa problematica non dovrebbe tuttavia toccare il mercato svizzero, meno dipendente dal bonus. I costruttori riprendono ora l’offensiva a pieno regime. Quest’anno, una quindicina di grandi marche inseriranno nuove ibride ricaricabili nella loro gamma. E sono in vista soluzioni per i modelli che superano la soglia dei 50 g/ km di CO2. Volvo indica che i consumi delle plug-in dei modelli di quest’anno, quindi da maggio, consumeranno l’8% in meno. Caso emblematico, BMW porterà l’autonomia elettrica della SUV X5 a circa 80 km, ciò che dovrebbe farla di nuovo scendere sotto i 50 g/km di CO2 nel ciclo WLTP. Nessuno si lamenterà dell’allungamento del raggio d’azione elettrico che, nella pratica, spesso non supera i 30 chilometri. Per forza di cose, la «plug-inite» ha contagiato anche gli scettici, come Renault, che ancora poco tempo fa predicava l’elettrico puro. Fatto più insolito, Mercedes-Benz si propone di riabilitare il motore diesel affiancandolo ad un motore elettrico ricaricabile. Al contrario, il gruppo PSA inaugurerà quest’anno delle versioni ibride con motore a benzina, mentre inizialmente aveva lanciato delle ibride con motore diesel.
Effetto boost Auto ibrida non rima necessariamente con efficienza energetica. Infatti il mondo della competizione ha forte-
mente contribuito allo sviluppo di questa tecnologia (v. intervista). In casa Porsche si ritiene che non sia per nulla contraddittorio cercare di risparmiare energia massimizzando le prestazioni. A dimostrazione di ciò, la gamma Panamera è capeggiata dalla Turbo S, un’ibrida ricaricabile che eroga 550 CV. Una filosofia simile presiederà il lancio quest’anno del primo modello firmato Polestar, la divisione ad alte prestazioni di Volvo. Quest’onda di versioni plug-in non riuscirà tuttavia a rilegare nel dimenticatoio le ibride classiche di cui Toyota resta l’indiscussa protagonista. Quest’anno vedrà infatti l’apparizione dei modelli Corolla e RAV4 così come della SUV Honda CR-V, una fresca convertita. Parallelamente, l’ibridazione leggera (mild-hybrid) contribuirà a ridurre le emissioni di numerosi modelli termici.
La giungla dei cicli Per l’automobilista, le ibride ricaricabili sono delle piccole rivoluzioni. Se il fascino tecnologico ed il piacere di guida sono innegabili, questa nuova forma implica costi d’acquisto sensibilmente maggiori. Altro piccolo dispiacere, il 2019 fungerà da anno transitorio per l’indicazione dei dati tecnici. I consumi e l’economia saranno ancora spesso indicati in base al vecchio ciclo NEDC. Senza contare che l’Unione europea ha elaborato il ciclo «NEDC correlato», che prende in considerazione alcuni criteri del ciclo WLTP. Una vera giungla. Gli importatori non sono del resto avvantaggiati, dato che dovranno aspettare l’entrata in vigore della legge sul CO2 per conoscere l’impatto che avranno le ibride plug-in sulle emissioni globali della loro flotta. Insomma una situazione poco rallegrante. ◆
Il parere del pioniere Dal 2014, lei ha pilotato una Porsche 919 Hybrid, in seguito ha vinto la 24 Ore di Le Mans nel 2016. Era consapevole di contribuire all’evoluzione di una tecnologia che avrebbe influenzato la produzione di serie?
bile quando occorre superare un trattore oppure un autocarro su una strada di montagna. È indubbiamente un atout per la sicurezza.
Neel Jani: Come piloti ci si focalizza essenzialmente sulle condizioni in gara e si presta attenzione all’usura per evitare rotture. Si è tuttavia consapevoli che questi impieghi estremi serviranno in futuro per la produzione su larga scala. Il cambiamento con le ibride è la disponibilità immediata e completa della coppia. Ragione per la quale sulla 919 ci sforzavamo di curare le fasi di recupero dell’energia.
Assolutamente. Con una doppia motorizzazione, abbiamo il meglio di due mondi. Il motore elettrico eroga sempre il 100% della coppia in accelerazione, mentre il motore termico garantisce la necessaria autonomia sulle lunghe distanze. Il piacere è intatto perché il dinamismo dell’auto è preservato.
Al volante di un’ibrida in mezzo al traffico si ritrovano certe sensazioni vissute con un’auto da competizione?
Attualmente, preferisco le ibride perché si gode di maggiore libertà. Possiamo guidare al ritmo che meglio crediamo senza preoccuparci della ricarica. Alcune auto elettriche si rivelano tuttavia molto dinamiche. Sono una buona alternativa per circolare in Svizzera, ma non per le autostrade tedesche. È qui che sta la differenza più grande. ◆
Vi sono talune analogie, ad esempio l’accelerazione da 0 a 50 km/h al semaforo verde. È più consistente che con un modello termico e consuma meno carburante. Personalmente apprezzo in particolare il surplus di potenza disponi-
Ciò detto, è possibile provare piacere nel guidare un’ibrida di serie?
Tra un’auto ibrida e una elettrica qual è la sua versione preferita?
IN PILLOLE Il biennese Neel Jani (35 anni) è tra i migliori piloti di endurance. Tra un anno gareggerà anche in Formula E.
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Doris K
Troppa poca elettricità 12 Gsxr1000
È così 988
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Che le auto elettriche siano rispettose dell’ambiente, è una gran cavolata. Non sono neppure più ecologiche di quelle a combustione. Già solo la produzione di una batteria emette cinque tonnellate di CO2, l’equivalente della combustione di quasi 2000 litri di diesel.
L’esperto risponde Secondo l’analisi del ciclo di vita, un’auto elettrica di classe media emette tra 20 e 45 tonnellate di CO2. Di queste, da 7 a 15 tonnellate sono per la batteria, a seconda della dimensione e del processo di produzione, tra 7 (mix energetico svizzero) e 22 tonnellate (mix energetico europeo) di CO2 per il propulsore, più altre 5 o 6 tonnellate per la costruzione del veicolo. Per un’auto ibrida moderna (a benzina) di media categoria si producono tra 35 e 40 tonnellate di CO2. A titolo di confronto: secondo un’analisi del ciclo di vita, 40 tonnellate di CO2 corrispondono alle emissioni di 14 000 litri di benzina o 12 500 litri di diesel.
La Svizzera non ha abbastanza corrente per elettrificare tutto il traffico. Potrebbe scarseggiare già solo con una quota del 15% di veicoli elettrici in circolazione.
L’esperto risponde L’elettrificazione di tutto il parco automobili del Paese richiederebbe un ulteriore 25% del fabbisogno attuale di elettricità in Svizzera.
Gio Perez
La favola delle batterie 5
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Le batterie si possono riciclare soltanto in teoria. Nella realtà vengono bruciate, perché nessuno è in grado di smontare le minuscole celle con sufficiente precauzione, senza che inizino a incendiarsi.
L’esperto risponde L’efficienza energetica ed economica del riciclaggio di una vecchia batteria è il presupposto imprescindibile per l’elettromobilità (anche solo a causa del valore e della penuria delle materie prime in essa contenute). I relativi processi si trovano in fase di sviluppo, quindi un impiego industriale sembra prossimo.
Chiacchiere al vaglio dell’ETH Per alcuni salverà il mondo, per altri invece è «una gran cavolata»: quando si parla di elettromobilità, sono molti ad atteggiarsi a grandi esperti. Questa cultura da bar si riscontra in particolare nei commenti agli articoli online. «Touring» ha raccolto una selezione di affermazioni superficiali trovate in rete e le ha fatte verificare a Konstantinos Boulouchos, professore di tecnica energetica al Politecnico federale (ETH) di Zurigo.
TESTO DOMINIC GRAF
Marco A.
Attenzione all’elettrosmog! 303
Ancora un paio d’anni e saranno installati dei misuratori di elettrosmog e le auto elettriche saranno vietate a causa delle emissioni di elettrosmog sulle strade più trafficate.
101 L’esperto risponde Non c’è da aspettarsi proprio niente, una radiazione elettromagnetica verso l’esterno non esiste neppure nel caso dei veicoli elettrici. 18 touring | marzo 2019
SPECIALE SALONE
MIDI ZG
Nessun sussidio per le e-auto pure 13
Tim Ranos
Assolutamente ibrida
In Svizzera non ci vogliono incentivi per le auto elettriche pure. (…) Il futuro sta nelle alimentazioni a idrogeno e a gas.
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7 L’esperto risponde Al momento non è possibile prevedere quale quota di mercato avrà in futuro un determinato tipo di trazione. A medio-lungo termine, però, le automobili a batteria elettrica avranno un ruolo importante. Per spingere un’auto con cella a combustibile ci vorrà una quantità di energia primaria maggiore di 2 o 2,5 volte rispetto a un’auto alimentata a batteria. A lungo termine, comunque, i veicoli a celle a combustibile hanno buone chance per il traffico a lungo raggio, anche perché con l’idrogeno si può immagazzinare l’energia rinnovabile stagionale. Tuttavia, l’infrastruttura necessaria deve ancora essere costruita.
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L’esperto risponde Con le alimentazioni ibride che hanno una potenza ragionevole, c’è un alto potenziale di risparmio energetico e di riduzione di CO2, che viene stimato in circa il 30%. Tuttavia, l’obiettivo a lungo termine di raggiungere «quasi zero» emissioni di CO2 per le automobili richiede in gran parte energia primaria rinnovabile, sia per l’approvvigionamento di elettricità di un’e-auto, sia per alimentare un motore a combustione efficiente con carburante sintetico rinnovabile.
Gonzo
Viaggiare con il sole 427
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Ma perché non si installano gli impianti fotovoltaici direttamente sul tetto delle automobili? Abbinati a un accumulatore (leggero) risolverebbero i problemi di autonomia. E se per caso un giorno non splende il sole, interviene l’accumulatore.
L’esperto risponde Un impianto fotovoltaico sul tetto di una vettura di classe media, anche nel breve periodo sul mezzogiorno con il sole che splende non riuscirebbe a produrre più di 0,5 kW di corrente elettrica. Una potenza del genere non basterebbe neppure a far funzionare la climatizzazione. A titolo di paragone: la potenza elettrica necessaria per spingere un’auto elettrica di classe media è di circa 5 kW (ossia 10 volte in più) in città e di un po’ più di 20 kW in autostrada a 120 km/h.
Personalmente ritengo che sia sbagliato passare a un’auto completamente elettrica. Se però si tratta di una soluzione ibrida, sono assolutamente a favore. Riconvertire l’energia di frenata, che altrimenti andrebbe perduta, in energia riutilizzabile, è la cosa più intelligente che si possa fare. Se poi si abbina un motore a diesel o a benzina efficiente, tutto contribuisce.
Stoni TG
Elettricità contaminata
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L’elettromobilità è bella e buona. Ma finché trarremo l’elettricità dalle centrali atomiche o a carbone, anche i veicoli elettrici saranno «contaminati». Le auto elettriche avranno senso solo quando la corrente proverrà da energie rinnovabili. In breve: prima ci vuole la svolta energetica!
L’esperto risponde In linea di massima questa affermazione è giusta. Detta con più precisione: la decarbonizzazione di tutta la produzione elettrica mondiale dovrebbe avvenire almeno nello stesso momento (o ancora meglio: un po’ prima) dell’elettrificazione della mobilità.
ALD
L‘ESPERTO Konstantinos Boulouchos (63) è professore all’istituto di tecnica energetica del Politecnico federale di Zurigo. Tra i suoi campi di ricerca ci sono le tecnologie per la conversione energetica e per realizzare sistemi a combustione energeticamente efficienti e con quasi zero emissioni. Ultimamente sta lavorando anche allo sviluppo delle strategie migliori per un sistema energetico sostenibile a livello globale e nazionale.
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I display testa alta standard rischiano d’aver vita dura. La tecnologia svizzera WayRay, che permette di proiettare delle informazioni sulla guida stradale direttamente nella realtà, arriverà infatti prossimamente sul mercato. TESTO ALINE BEAUD
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n vero e proprio sconvolgimento tecnologico! È quanto propone WayRay, mettendo la realtà aumentata al servizio degli automobilisti e rivoluzionando nel contempo l’esperienza di guida. La ditta, creata nel 2012 e con sede a Zurigo, ha sviluppato un sistema di proiezione olografica che diffonde delle informazioni utili destinate al conducente. Ma non solo, dato che anche il passeggero avrà diritto alla sua parte di dati sul parabrezza. Realtà aumentata Le possibilità di affissione sono multiple.
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Grado di concentrazione richiesto Innovativa, la tecnologia si differenzia dai display testa alta standard grazie a tre vantaggi principali: un ampio campo visivo (potenzialmente anche 180°), una gradevole distanza tra il parabrezza e le immagini nonché un proiettore compatto. «Inoltre, il numero d’informazioni varia a seconda del grado di concentrazione richiesto al conducente», spiega Philippe D. Monnier, amministratore e azionista della
società. Ad esempio, su una strada di campagna scarsamente trafficata, l’automobilista vedrà così apparire dei punti d’interesse oltre alle informazioni di base. Al contrario, a un incrocio o in caso di traffico intenso, il parabrezza sarà più sobrio e proporrà unicamente dei dati legati alla guida stradale e alla sicurezza, quali la velocità o gli allarmi anticollisione e di angolo cieco. «Oltre a un proiettore intelligente e al relativo software, i nostri ingegneri hanno sviluppato un sottile film basato sulla nanotecnologia che, per diffrazione, genererà gli oggetti virtuali sotto forma di ologrammi. Per migliorare l’esperienza del cliente, bisogna porsi la domanda della scelta e della quantità d’informazioni diffuse, ma anche riflettere sulla loro collocazione e visualizzazione», indica ancora lo specialista.
FOTO ALD, MATHIAS WYSSENBACH
Rivoluzione olografica nell’abitacolo
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In campagna, WayRay può proiettare pure punti d’interesse turistico, ad esempio.
Nei video dimostrativi della ditta, i pericoli sono ad esempio simbolizzati da un triangolo, tuttavia le interfacce variano in funzione delle aspettative. «Dato che le auto s’assomigliano sempre più, i nostri clienti desiderano puntare sulle interfacce utenti per distinguersi», aggiunge Philippe D. Monnier, la cui impresa collabora attualmente con oltre 20 costruttori automobilistici. Per ora, non viene resa nota la loro identità, ma WayRay conta tra i suoi investitori Porsche, Hyundai Motor e Alibaba. La ditta, che dovrebbe essere valutata a 1 miliardo di dollari entro fine 2019, impiega 260 persone ed è pronta, dopo cinque anni di sviluppo, a entrare in fase d’industrializzazione dei suoi due prodotti.
Applicazioni apposite WayRay Navion, è un prodotto destinato al mercato delle vetture già esistenti. Da quest’anno è disponibile in versione di prova negli Stati Uniti. Da Sicurezza Le immagini proiettate aiutano l’automobilista.
parte sua, la tecnologia della marca, che sarà integrata nelle auto nuove, dovrebbe essere commercializzata a partire dal 2020–2021. Per quanto riguarda le modalità d’uso del prodotto, la piattaforma WayRay dispone anche di un kit di sviluppo di software che permette agli interessati di creare delle apposite applicazioni e di arricchire ulteriormente l’intelligenza. Ad esempio, il vincitore di un recente concorso organizzato dalla ditta ha sviluppato un programma che localizza gli idranti e aiuta i pompieri a guadagnare preziosi secondi durante gli incendi. Tuttavia, il potenziale della ditta non finisce qui. «Ogni superficie trasparente può mutarsi in un potenziale display per la nostra tecnologia. Essa può essere applicata anche nei treni, battelli, bus, camion o addirittura sulle finestre degli immobili», spiega Philippe D. Monnier che punta l’attenzione anche verso la guida autonoma, sulla quale WayRay sta già lavorando. ◆
«Il numero d’informazioni varia a seconda del grado di concentrazione richiesto al conducente» Philippe D. Monnier amministratore e azionario di WayRay.
Guida autonoma o informazioni dedicate ai passeggeri.
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Una citycar elettrica che fa breccia nei cuori Un padre e i suoi due figli di Zurigo vogliono far risorgere la «bubble car» con la loro Microlino. «Touring» è salito a bordo di questa minuscola autovettura e il viaggio non è stato niente male. Stiamo forse assistendo al lancio di un veicolo con una storia di successo tutta svizzera. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO DANIEL KELLENBERGER
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a Microlino attende la sua entrata in scena in un garage a Küsnacht. E non si può trattenere uno spontaneo «oh». La piccola citycar elettrica è talmente carina che vien voglia di prenderla in braccio e coccolarla. La somiglianza con la BMW Isetta non è un caso. «Siamo stati ispirati da un documentario TV sull’elettrificazione di un’Isetta», afferma Merlin Ouboter. Lui, il fratello Oliver e il padre Wim, l’inventore dei micro scooter e monopattino, sono gli autori del marchio famigliare Micro. Elettrizzati da ciò che avevano visto nel documentario, hanno contattato l’inventore, sono saliti a bordo 22 touring | marzo 2019
del prototipo della e-Isetta e hanno cominciato a studiare il progetto di un veicolo su misura per la città. «In media in un’auto siedono 1,3 persone e vengono percorsi 35 km al giorno. Nonostante ciò, la maggior parte dei produttori costruisce veicoli a 5 posti, ben lontano dai bisogni di un conducente medio», afferma il 23enne. Per questo motivo è nata l’idea di progettare una microvettura elettrica per soddisfare i bisogni di mobilità urbani.
Bozza e prototipo
Il responsabile del marketing di Microlino apre la straordinaria porta anteriore basculante, si accomoda e io mi siedo accanto a lui. Lo spazio
Nel 2015 la famiglia Ouboter ha ingaggiato il designer automobilistico Marco Brunori, che aveva già studiato le passate microcar dall’Isetta alla Heinkel Trojan. Il suo com-
è quello che è: per chi è massiccio, l’abitacolo può risultare piuttosto stretto. Dentro domina la semplicità. Perlomeno c’è un tetto apribile e un porta bicchiere sul lato del passeggero. I comandi sono inseriti nella porta anteriore: aria condizionata con due livelli, bocchette d’aria di ventilazione, marcia avanti e retro, luci, riscaldamento sbrinatore del parabrezza e la modalità di guida eco.
pito: filtrare la quintessenza e condensarla in una nuova bubble car elettrica. Sprovvisti di know-how in campo automobilistico, i tre Ouboter per la parte tecnica si sono rivolti a studenti dell’Università di scienze applicate di Winterthur (ZHAW). Il risultato: l’elaborazione di tre lavori di bachelor. «La nostra inesperienza si è rivelata un vantaggio. Abbiamo fatto cose che gli altri non avrebbero mai osato», spiega Merlin Ouboter. Normalmente nello sviluppo di auto si devono percorrere molte tappe tra le bozze e i prototipi. Il padre e i figli hanno invece fatto subito costruire dei prototipi sulla base di disegni elaborati in Cina. Il loro sogno: esporre la Microlino al Salone di Ginevra, per testarne l’accoglienza. Grazie ai loro contatti, nel 2016 hanno ottenuto 6 m2 di superficie espositiva. E la loro piccolina ha fatto parlare di
SPECIALE SALONE sé. «Per scherzo abbiamo stilato una lista di prenotazione per 500 esemplari e abbiamo detto che se fosse stata riempita, avremmo fatto sul serio», ricorda Ouboter. Dopo quattro giorni la lista contava già 500 nomi. La famiglia giunge alla conclusione di aver proprio scoperto una nicchia di mercato: un veicolo a due posti elettrico per la popolazione urbana.
quando – dopo tante difficoltà – il primo prototipo è finalmente atterrato a Kloten, è caduto dal muletto. «Era piuttosto ammaccato, ma dato che alla Fiera del giocattolo di Norimberga mancavano solo due giorni, non ci rimaneva altro che mostrarlo così». E mettono un cartello con: «shit happens» e la spiegazione della disavventura. «In fondo questa sventura è stato un successo, perché ha suscitato molta simpatia», ha spiegato Ouboter.
Ouboter preme sull’acceleratore. Viaggiamo a 50 km/h attorno al Lago di Zurigo. La Fan e colori minicar può arrivare sino a In uno showroom a Zurigo si 90 km/h. Che fosse manegpuò fare la conoscenza della gevole, me lo aspettavo, però nuova bubble car e compiere non avrei mai pensato che un giro di prova, prima di avesse una tenuta di strada poterla ordinare online. Da così buona. Sono sorpresa aprile, la configurazione medal fatto che ci si siede in podiante un nuovo sito web. I sizione piuttosto rialzata in colori possono essere scelti questo veicolo che è una via tramite facebook: sono otto, di mezzo tra una moto e un’auto. Non appena la Micro- dal Gothic Black al Vienna White passando dal Paris lino si ferma bruscamente al semaforo che si tinge di rosso Mint. Il prezzo base è sui 13 000 fr. Per la manutenmi rendo conto del suo tipo zione ed eventuali riparadi frenata. zioni si fa capo alla collaboraUna volta terminato il Salone zione con Bosch Car Services. di Ginevra ha avuto inizio la Il fatto che la Microlino ricerca di un fabbricante, ma renda onore al nome è evii grandi nomi non prendono dente parcheggiando accanto seriamente i pivellini. Finala una Porsche Cayenne, che mente nel 2017 la famiglia è sembra un gigante. Nelle riuscita a concludere una città sovraffollate di auto in joint venture con il fornitore cui i parcheggi sono un bene Tazzari a Imola, che aveva prezioso, le minicar sono un già prodotto piccole auto asso nella manica. Con solo elettriche. La produzione di 2,40 metri la si può postegesemplari è avviata, mentre giare anche trasversalmente gli Ouboter continuano ad e passare in ogni pertugio. avere prenotazioni in esposiRientrando una signora su zioni. Si arriva a 125 000. un’Audi Q8, ci sorride al vederci passare, un uomo al seNell’estate del 2018 la Micromaforo ci fissa per tutta la lino supera tutti i test per l’ofase di rosso e degli allievi ci mologazione e in dicembre i indicano ridendo. Questa picdiritti passano da Tazzari al colina non lascia indifferente produttore tedesco di veicoli nessuno. Da aprile saranno sportivi elettrici Artega, che forniti i primi esemplari in la produce a Delbrück. Ora Svizzera, in estate seguirà la sembra che tutto fili liscio. Germania. Tra i vari tentativi Ma il trio ha dovuto affronintrapresi per far risorgere le tare anche vari ostacoli, che bubble car, quello degli Ouli ha fatti dubitare un po’. Ci boter sembra poter trasforsono stati problemi di comumare un miraggio in realtà. ◆ nicazione con la Cina e poi,
Semplicità I comandi sono inseriti nella porta anteriore.
Naturalmente ha anche un bagagliaio con un volume di 300 l.
«L’Isetta» in versione 2.0. Il passo dietro è più stretto che davanti.
MICROLINO IN BREVE Lunghezza: 2,40 m; larghezza: 1,50 m; peso a vuoto: 435 kg (senza batteria); bagagliaio: 300 l; potenza: 11 kW, da 0 a 50 km/h: 5 s; categoria: L7e Prezzo di base: circa 13 000 fr. (batteria di 8 kWh; autonomia 125 km). La batteria di 14 kWh (autonomia 200 km) ha un supplemento tra i 2000 e i 2500 franchi. Tre versioni: Townie, Urbanite e Metropolitan, una limitata edizione speciale
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SPECIALE SALONE
Il Salone dell’auto in modalità elettrica Fedele al Palexpo, il TCS accoglie quest’anno al suo stand il pubblico all’insegna della mobilità elettrica. Previsti divertimenti e novità. TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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lla fine dello scorso anno, il club ha sottoscritto la «Roadmap mobilità elettrica 2022», rispondendo all’appello della Confederazione. L’obiettivo dichiarato è quello di portare al 15 percento la quota di veicoli elettrici nelle nuove immatricolazioni di auto da turismo entro 4 anni. È dunque in quest’ottica che il TCS sarà presente all’89° Salone dell’auto di Ginevra (Halle 2, stand 2232). Una bella occasione per mostrare gli sforzi effettuati dal TCS a favore della mobilità elettrica, ma anche per aiutare gli appassionati e informare i visitatori.
Sviluppata assieme a diversi partner, consente di localizzare circa 35 000 stazioni di ricarica in Europa. Per numerose di esse vengono indicate le tariffe e possono essere riservate 30 minuti prima dell’arrivo. Offerta speciale Salone: gli utilizzatori dell’app «eCharge» che hanno sottoscritto una carta di credito TCS beneficiano, pagando con la carta, di uno sconto del 20 percento su ogni ricarica durante 3 mesi. Lo stand ospiterà anche una bici cargo elettrica di Carvelo2go, piattaforma di condivisione elaborata dall’Accademia
Assistenza «elettrica» Questi ultimi potranno così conoscere il nuovo rimorchio di soccorso per veicoli elettrici «mobile charging device», di cui si sono equipaggiati i servizi di soccorso stradale. La sua batteria di bordo consente una ricarica e assicura il proseguimento del tragitto fino alla prossima colonnina di ricarica. Al Palexpo saranno pure presentate le varianti della TCS Wall-Box, colonnine di ricarica destinate ai veicoli ibridi o ai veicoli elettrici, per l’uso domestico privato, collettivo o al lavoro. Queste stazioni possono essere ordinate al TCS. Un pattugliatore provvederà a consegnarle, installarle e ne spiegherà il funzionamento. In caso di panne, il TCS garantisce la loro sostituzione entro 6 ore. Da notare che questo mondo potrà essere conosciuto da vicino grazie alla realtà virtuale. «Un’animazione ludica permetterà d’immergersi nell’universo elettrico», promette Elise Schmid, Event manager e responsabile del progetto. Uno schermo tattile presenterà anche la nuova applicazione TCS «eCharge». 24 touring | marzo 2019
Colonnine consegnate e istallate da un pattugliatore.
della mobilità del club. I soci TCS beneficiano di un ribasso del 50 percento sul noleggio di questo veicolo, ideale per il cittadino pratico e rispettoso dell’ambiente. Allo stand, giovani e meno giovani potranno poi scoprire la TCS eSports League, lanciata nel 2018 sulla base del gioco di calcio-auto «Rocket League». In omaggio: la possibilità di disputare una partita! Per la seconda stagione sono già sin d’ora in preparazione delle novità, sulle quali Touring ritornerà.
Pausa caffè Il personale addetto all’accoglienza sarà ovviamente a disposizione per informare gli interessati sulle proposte e le prestapresta sotto zioni del club, che potranno essere sottoscritte beneficiando di un’offerta speciale Salone. Il TCS, sempre attento al comfort dei suoi ospiti di passaggio, anche quest’anno ha allestito al centro del suo pren stand uno spazio lounge, ideale per prendere distanza dalla folla e degustare un pro caffè preparato da un barista, vero e proprio artista in materia. Insomma, d’ob una sosta allo stand 2232 è d’obdocumen bligo: per stupirsi, documenco tarsi, completare la propria copertura TCS o per concedersi meri un breve momento di meritato rilassamento. Buona visita! ◆
SCONTO TCS Ordinando online il bi bibenefiglietto i soci TCS benefi ciano di uno sconto di d’en3 franchi sul prezzo d’en trata (due biglietti adulto per socio). Basta andare sul sito apposito del TCS. Oppure direttamente sull’app TCS (TCS Benefits). Attenzione: alle casse del Palexpo non sarà concesso nessun ribasso. tcs.ch/benefits
MOBILITÀ
BIBLIOTECA JAURA, VALCHAVA
Un postale coi cingoli, oltre alla cabina per i turisti della Val Müstair vi era spazio per pacchi e bagagli.
Quando le auto… sciavano Viaggiare oggi in auto nelle valli alpine è un divertimento per tutto l’anno. Nei Grigioni non è stato sempre così e in questa tipica regione di montagna si è pure creata una situazione unica in Europa: prima un divieto assoluto di circolare con le auto e poi l’apparizione di straordinari veicoli da neve. TESTO HEINI HOFMANN
N
ei Grigioni il divieto assoluto di circolazione per le auto – descritte come qualcosa che «soffia fumo, fa rumore e puzza» e in più costituisce «un pericolo di morte sulle strade per esseri umani ed animali» – divise l’opinione pubblica. Da una parte si schierarono coloro che lo lodarono come una dimostrazione di coraggio di un popolo, dall’altra invece coloro che lo criticarono come una testimonianza di ottusità da parte di gente retrograda. Il divieto rimase in vigore 25 anni e poi lasciò spazio all’esatto opposto: auto che viaggiano sugli sci! L’automobile fece la prima comparsa in Svizzera nel 1896 all’Esposizione nazionale di Ginevra – dunque con un decen-
nio di ritardo rispetto al resto d’Europa. In più, mentre ovunque l’auto avanzava imperterrita alla conquista del mondo, i Grigioni nel 20° secolo decisero di andare controcorrente, nonostante fosse una località dominata dal settore alberghiero in piena belle époque. Alla ferrovia venne dato il via libera, per contro all’auto venne mostrato il cartellino rosso. In tutta la regione l’automobile venne dichiarata «macchina non grata». Può anche dipendere dal fatto che i grigionesi poterono partecipare direttamente al processo decisionale con il loro voto. In questo modo, contrariamente alla politica ferroviaria, la politica dell’auto dei Grigioni si trasformò non solo in un caso straordinario in tutta
l’Europa, ma anche in un fatto curioso e anacronistico della storia dell’auto. Il risultato fu una situazione straordinaria e di difficile comprensione se si pensa che i grigionesi – come ben descrisse un allievo nel suo tema – «si alimentano di turisti», ma nel loro cantone non circolavano auto. Nel 1900 fu introdotto il divieto in tutto il territorio dei Grigioni sulla base di una decisione del Piccolo Consiglio, l’esecutivo cantonale. Verosimilmente fu l’Engadina a produrre la goccia che fece traboccare il vaso; nel messaggio al Gran Consiglio il divieto dell’esecutivo cantonale venne motivato con queste parole: «Il divieto del 1900 è stato imposto a causa dell’effettivo pericolo e disturbo alla circolazione stradale in Engadina da parte di proprietari stranieri di veicoli».
Ben dieci votazioni Ad alcuni piaceva questa «oasi di pace», mentre ad altri dava fastidio questa «frontiera medievale». E di quando in quando si crearono situazioni vera- → marzo 2019 | touring
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MOBILITÀ
Carrozze a benzina trainate dai cavalli (tipica immagine di St. Moritz attorno al 1920).
mente assurde: ad esempio un conte di Carrara, proprietario di cave di marmo, con il suo nobile veicolo dovette fermarsi a Castasegna. Da qui l’auto venne trainata dai cavalli. Anche Karl August Lingner, il re dei prodotti Odol e salvatore del Castel Tarasp, per raggiungere il parco della sua proprietà con l’auto dovette farla trainare dai cavalli a partire dal confine. La situazione straordinaria durò un quarto di secolo sino a che – dopo ben dieci votazioni popolari – il divieto venne abrogato nel 1925.
Una volta abrogato il divieto di circolazione per le auto, anche nei Grigioni l’auto poté iniziare la propria conquista del territorio. Le strade sui passi, collegamento naturale tra nord e sud attraverso la barriera alpina, rappresentavano comunque una sfida per queste «carrozze a benzina» soprattutto negli inverni ricchi di neve. Per i costruttori di auto particolarmente ingegnosi fu l’occasione per superare l’ostacolo attraverso un accorgimento tanto semplice quanto geniale. Ai veicoli furono inseriti sci e cingolati. Il risultato furono situazioni divertenti anche solo per il fatto che non appena ebbero il permesso di entrare nei Grigioni, le auto impararono a sciare… È così che davanti ai nobili hotel engadinesi fece l’apparizione un veicolo a dir poco particolare: un’auto in acciaio con cingolati dietro e sci sotto le ruote anteriori. Il fabbricante di veicoli André Citroën presentò i primi prototipi andando personalmente a St. Moritz. Con questi veicoli da neve anche il viaggio sul Passo dello Julier divenne un’avventura confortevole. I veicoli cingolati sono più vecchi delle «autochenille» come André Citroën 26 touring | marzo 2019
chiamò i suoi veicoli da neve (chenille significa appunto bruco). Già all’inizio del 20° secolo – sulla base di una scoperta inglese – negli Stati Uniti entrarono in circolazione i pesanti caterpillar. Il loro punto debole era la velocità troppo limitata, adatti dunque per il lavoro sui cantieri edili, ma non per scopi militari e turistici. Decisive furono poi le modifiche apportate dall’ingegnere francese Adolphe Kégresse (1879–1943) alla corte dello zar russo Nicola II, prima con pelle di cammello poi con nastri di gomma. Nel garage dello zar venivano dunque custoditi molti veicoli fuoristrada e addirittura veicoli con pattini sotto le ruote anteriori per viaggiare sulla neve. In seguito anche Lenin si servì della nuova tecnica con una Rolls Royce cingolata. Anno di costruzione 1915.
Citroën in pole position A causa della rivoluzione russa Adolphe Kégresse fece ritorno in Francia, lavorò per André Citroën e diresse la nuova fabbrica per veicoli «autobruco», che poi più tardi vennero spesso chiamati Kegresse. Oltre ai modelli civili vennero anche prodotti versioni militari sia blin-
date che non. Dal 1928 vennero sostituiti i modelli in serie B2, B10 e B14 dalla serie più potente C4 e C6. In campo civile le «autochenille» vennero impiegate per trasporti pubblici in montagna (invii postali), per pompieri e ambulanze, agricoltura e guardie forestali nonché per fare manovre di alaggio. I veicoli caterpillar vennero però usati soprattutto nel turismo e nelle nuove attività del tempo libero invernali per gite nella neve e sopra i passi, per trainare gli sciatori e le slitte e pure per viaggi sulla spiaggia e spedizioni di caccia. Ben presto arrivarono sul mercato anche altri prodotti simili, di White (USA) e di Hanomag (D). Nel caso di quest’ultimo addirittura anche nella versione moto, il «Kettenkrad» (Ketten-Kraftrad). La fine dei veicoli cingolati di Citroën venne decretata da un fallimento nel 1934. I nuovi veicoli con trazione integrale di Jeep e Land Rover consumavano di meno ed erano più veloci. L’agricoltura invece si orientò verso il trattore. Una cosa è certa: l’Engadina e St. Moritz in particolare con i loro alberghi icona a quel tempo giocarono un ruolo importante nella promozione delle autochenille. ◆
FOTO: COLLEZIONE MARCO JEHLI, CELERINA; BIBLIOTECA JAURA, VALCHAVA E ARCHIVIO BADRUTT’S PALACE HOTEL, ST. MORITZ
L’avvento dell’«autobruco»
IL CONSULENTE
Collisione in montagna con conseguenze La scampagnata in oldtimer su una strada di montagna è finita male per un lettore di Touring: considerevoli danni materiali alla Porsche in seguito ad una collisione di striscio e un decreto d’accusa ingiustificato. TESTO URS-PETER INDERBITZIN
E
Rally Già ai tempi venivano organizzate gare transfrontaliere, riunione di veicoli particolari. André Citroën, a St. Moritz con la famiglia, al volante di un prototipo nel 1929.
In versione cabriolet Il postale della Val Müstair mentre si arrampica sul passo del Forno.
ra una bella domenica estiva quando un socio del TCS con la sua Porsche 356 cabriolet viaggiava sul passo dell’Etzel presso Feusisberg e fu coinvolto in un incidente con danni materiali. La collisione di striscio con il veicolo in senso inverso con targhe tedesche avvenne all’altezza di una stretta curva a destra. In quel punto la strada dell’Etzel è larga 4,4 metri e presenta una pendenza del 13,5% circa. La visuale sul traffico in senso inverso è inoltre limitata in quel punto a causa della curva e della vegetazione. La polizia era giunta sul posto e aveva redatto un rapporto. Alcuni mesi dopo il conducente della classica sportiva di 55 anni fa ricevette posta dal ministero pubblico. Nel decreto d’accusa gli veniva mossa l’imputazione di violazione semplice delle norme sulla circolazione stradale per non aver adattato la velocità alle condizioni della strada, del traffico e della visibilità. Avrebbe dovuto pagare una multa di 300 franchi e spese procedurali per 800 franchi. Oltre a ciò era stata avviata una procedura amministrativa in vista di un ammonimento se non addirittura del ritiro della patente.
Leggere il rapporto di polizia Il proprietario della Porsche d’epoca da 95 CV aveva quindi preso visione degli atti e rilevato diverse imprecisioni nel rapporto di polizia. In particolare gli era balzato all’occhio che il luogo della collisione sul rapporto dell’incidente non era stato indicato correttamente. Dopo essersi consultato con la sua compagnia di protezione giuridica, l’Assista Protezione Giuri-
dica SA, aveva inoltrato ricorso. Durante l’udienza con il magistrato competente, grazie alle foto disponibili e facendo riferimento ai frammenti di vernice, colore e vetro rinvenuti altrove, gli è stato possibile dimostrare che la polizia nel suo referto aveva indicato un luogo dell’incidente errato. Risultato? Il conducente dell’oldtimer aveva quindi richiesto l’archiviazione del caso, cosa che il pubblico ministero avrebbe accettato unicamente se fosse stata esperita una costosa perizia. Per finire, il procuratore pubblico si è ricordato di una disposizione della legge sulla circolazione stradale praticamente ormai sconosciuta e tanto meno osservata: l’obbligo di usare l’avvisatore acustico prima di una curva senza visibilità. Il conducente ha accettato l’imputazione – iscritta nel nuovo decreto – di non avere suonato il clacson della sua Porsche, nonostante sarebbe stato necessario. La nuova multa è stata fissata a 100 franchi, mentre le spese procedurali ridotte a 500 franchi sono state assunte da Assista SA. Anche l’ammonimento o persino il ritiro della patente sono stati esclusi, poiché in caso particolarmente lieve di infrazione delle norme, si rinuncia ad avviare un procedimento amministrativo. ◆
URS-PETER INDERBITZIN consulente giuridico marzo 2019 | touring
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a svolta epocale sembra essere scoccata. 21 591 immatricolazioni nel 2018: mai prima d’ora erano arrivate sulle nostre strade così tante nuove autovetture a propulsione alternativa. Rispetto all’anno precedente il loro numero è cresciuto nettamente di circa il 23 percento. La quota di veicoli elettrici, ibridi, a gas naturale compresso CNG e a idrogeno sul mercato globale ha raggiunto il 7,2 percento. Come indica una stima di auto-svizzera, quasi la metà delle immatricolazioni alternative riguardava auto elettriche o ibride plug-in, con una quota di mercato del 3,2%. Ma non è solo la domanda in Svizzera a delineare una chiara tendenza. Per l’87 percento dei costruttori e fornitori tedeschi, le nuove strategie di trazione sono il principale fattore di crescita nel settore. Secondo lo studio «Branchenkompass Automotive 2019» (una panoramica del settore dell’automotive), nei prossimi anni il fatturato sarà trainato
dai motori elettrici, a celle a combustibile a idrogeno e a gas naturale. Sussiste, però, ancora incertezza su quale sarà la propulsione che alla fine si imporrà, scrivono gli autori dello studio. Mentre l’anno scorso tutte le forme di trazione alternativa sono aumentate, il mercato globale è diminuito del 4,6 percento. In totale sono stati venduti in Svizzera 300 000 veicoli. Per il portavoce di auto-svizzera Christoph Wolnik non c’è motivo di rattristarsi: «Come nello sport anche per il mercato dell’auto ogni serie prima o poi finisce. Il calo si spiega con l’introduzione lo scorso settembre della nuova procedura di prova WLTP per tutte le nuove vetture, notevolmente più impegnativa. Molte consegne di veicoli sono state rinviate al nuovo anno». In leggero calo anche il mercato delle auto usate. Sono stati registrati circa 856 000 cambi di proprietario, ossia l’1,9 percento in meno dell’anno precedente.
Trazioni alternative: fuori dalla nicchia Il 2018 non è stato un anno particolarmente positivo per i rivenditori svizzeri di automobili: sia per i veicoli nuovi, sia per il mercato dell’usato. Per contro è aumentata nettamente la domanda di trazioni alternative. TESTO DINO NODARI | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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Grande scelta Ma per quale motivo i modelli a propulsione alternativa sono sempre più apprezzati? Per l’associazione di categoria auto-svizzera ci sono diverse ragioni: la scelta di modelli con queste motorizzazioni è cresciuta notevolmente e continuerà ad espandersi. Inoltre, lo svizzero medio si interessa sempre più a questa tematica e acquista veicoli corrispondenti. Secondo auto-svizzera è quindi chiaro: «Le trazioni alternative sono uscite definitivamente dalla nicchia». Tuttavia, è altrettanto chiaro che c’è ancora bisogno di molto di più se la Svizzera vuole davvero raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi di riduzione del CO2 nel settore dei trasporti. Già l’anno prossimo il valore medio fissato per le automobili scenderà a 95 grammi di CO2 per chilometro, mentre oggi è di 130 grammi. Senza un ulteriore forte aumento della quota di mercato delle trazioni alternative, la riduzione prospet-
MOBILITÀ tata non potrà avvenire. Per questo motivo, da circa un anno con il progetto «10/20» auto-svizzera si è posta l’obiettivo che nel 2020 una nuova autovettura su dieci dovrà essere pura elettrica o ibrida plug-in. Solo con veicoli a basse o zero emissioni c’è la possibilità di raggiungere gli obiettivi di riduzione nel traffico stradale.
Sicuri, puliti e silenziosi Considerati i progressi delle trazioni alternative, il presidente di auto-svizzera François Launaz si dichiara ottimista: «Assistiamo a uno sviluppo positivo
a numerosi livelli. I costruttori fanno a gara per annunciare il lancio di modelli a trazione alternativa. Contemporaneamente i motori a combustione sono sempre più spesso combinati con un motore elettrico e quindi sviluppati con un sistema ad alimentazione ibrida». Tutti questi fattori vanno nella direzione di una riduzione delle emissioni di CO2, prosegue François Launaz. «La circolazione stradale del futuro sarà sicura, pulita e silenziosa. Abbiamo tutte le ra-
gioni per rallegrarci della mobilità del futuro, che con il contributo di molti altri protagonisti intendiamo preparare per la tabella di marcia dell’elettromobilità. Se adesso riusciamo anche a creare le relative condizioni quadro tramite investimenti nell’infrastruttura stradale, potremo aumentare significativamente l’efficienza e così far risparmiare alla nostra economia nazionale due miliardi di franchi l’anno che oggi paghiamo in danni causati dagli ingorghi». •
Mobilità del futuro Vari costruttori si apprestano a seguire la via tracciata da Tesla.
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TECNICA
JAGUAR I-PACE FIRST EDITION EV400
Elettrizzante
felino
Materiali pregiati dominano l’abitacolo.
E2 motori elettrici, in totale 400 CV W32,16 kWh/100 km (media del test), etichetta energia A Vautonomia: 280 km kpeso: 2263 kg (auto del test) P4,8 s da 0 a 100 km/h L107 700 fr.
Jaguar fa centro con la sua prima SUV elettrica I-Pace. Prestazioni e comfort eccellenti, adeguata l’autonomia. La sportiva elettrica – eletta auto svizzera dell’anno – presenta inoltre rifiniture di lusso e un design elegante.
Prestazioni eccellenti Comfort di guida elevato Design riuscito Buona dotazione per il comfort Autonomia adatta all’uso quotidiano
TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Costi dei servizi ridotti Dotazione per la sicurezza
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Q Schermi futuristici per audio e climatizzazione.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Jaguar I-Pace First Edition: 5 porte, 5 posti; 107 700 fr. (veicolo del test: 108 760 fr.) Gamma: dalla I-Pace S, 400 CV (82 800 fr.) alla I-Pace HSE, 400 CV (97 200 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (1060 fr.), tettuccio panoramico (1380 fr.), pacchetto carbonio (260 fr.), telecamere a 360 gradi (440 fr.) Garanzia: 3 anni/100 000 km di fabbrica, 3 anni assistenza mobilità; corrosione: 6 anni (condizioni) Importatore: Jaguar Land Rover Svizzera SA, 5745 Safenwil, jaguar.ch DATI TECNICI Motori elettrici anteriore e posteriore 2×200 CV, potenza globale 400 CV; trazione integrale. Peso: 2263 kg (auto del test), totale ammissibile 2670 kg, carico rimorchiabile 750 kg
La Jaguar I-Pace con il riuscito design sportivo. 85%
Forte consumo di energia 157 cm
Poca autonomia per una batteria da 90 kWh Peso elevato/carico utile ristretto Caricatore a bordo limitato a 7 kW Diametro di sterzata ampio Visibilità migliorabile
passo 299 cm lunghezza 468 cm larghezza 190 cm bagagliaio: 638–1453 litri pneumatici: 245/50R20, min. 235/65R18
uesta Jaguar ha le caratteristiche da sprinter di un felino. In soli 4,8 secondi, i 400 CV dei due motori elettrici spingono la SUV I-Pace da 0 a 100 km/h senza il minimo rumore. Bisogna davvero tenersi stretti. Impressionante la coppia erogata di 696 Nm, immediatamente a disposizione. In fatto di prestazioni, nulla da rimproverare alla prima auto elettrica di casa Jaguar. Anche il comportamento è ottimo. Il felino è ben messo sulla strada. Lo sterzo è diretto ed offre una buona risposta. L’unico neo è il peso importante di 2,2 tonnellate che si fa sentire nelle curve veloci. Per il resto, con la I-Pace si viaggia nel comfort, grazie anche alle sospensioni pneumatiche. Una Jaguar che divora con identica facilità viaggi in autostrada e scorribande su strade di montagna innevate. Infatti i due motori elettrici sono collegati ai treni anteriore e posteriore, offrendo una buona trazione su tutt’e quattro le ruote. In aggiunta, il telaio può essere rialzato aumentando l’altezza da terra. Per quanto riguarda il consumo, il test ha portato con sè una certa disillusione. La Jaguar è vorace e abbisogna di 32,16 kWh per 100 km. A questa stregua, la batteria da 90 kWh basta per 280 km. Con questi valori, seppure in condizioni invernali, questo felino elettrico non è del tutto ideale per i lunghi viaggi. Tuttavia la batteria può essere ricaricata all’80% in circa 45 minuti ad una colonnina di ricarica rapida.
Interni eleganti In rapporto alla concorrenza, la I-Pace brilla per l’elegante carrozzeria sportiva ed i pregiati interni. Il cockpit trasmette una ventata di avanguardia, è gradevolmente luminoso e le rifiniture sono eccellenti. La strumentazione principale dietro il volante fornisce tutti i parametri di guida importanti. La console centrale è dominata dagli schermi del sistema multimediale e del climatizzatore, che potevano disporre di un menu meglio strutturato. Comunque la nuova tecnologia consente di trovare tutto piuttosto in fretta e così di familiarizzarsi. Lo spazio nell’abitacolo è corretto, i sedili sono comodi ed i numerosi sistemi di assistenza permettono di viaggiare in modo rilassato. Due appunti tuttavia vanno fatti: da un lato la visibilità periferica risulta limitata e dall’altro il volume del bagagliaio è abbastanza ridimensionato. ◆ marzo 2019 | touring
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TECNICA
DINAMICA DI COMPORTAMENTO Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h):
4,8 s 2,3 s 3,3 s 12,8 m 36,2 m
TCS MoBe: Herbert Meier
Insonorizzazione: 60 km/h 120 km/h
58 dBA 68 dBA
COSTI DEI SERVIZI Servizio gratis 4 anni/100 000 km, poi km/mese ore mano d’opera (fr.)¡1 15 000/12 0,3 157.– 30 000/24 0,9 249.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 11,6 3520.– 1
incl. materiale
COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km
fr./mese fissi variabile 15 000 135 1188.– 495.– 30 000 87 1188.– 989.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Jaguar: da 153 a 209 fr. Il volume del bagagliaio è un po’ ridotto.
CONSUMO AL BANCO DI PROVA (WLTP) urbano extra urb. misto TCS – – – fabbrica – – 21.2 0 g/km Emissioni di CO2: Media di CO2 in CH 2018: 137 g/km Etichetta energia (A–G): A CONSUMO DEL TEST 32,16 kWh/100 km autonomia 280 km percorso normaliz. TCS: 28,0 kWh/100 km Capacità batteria: 90 kWh
Jaguar I-Pace in dettaglio CARROZZERIA La prima auto elettrica di Jaguar esibisce un design caratteristico, anche se non eccessivamente stravagante. Il muso corto e il passo allungato promettono ampio spazio internamente, anche se poi nella realtà questo si verifica solo parzialmente. Infatti se per i passeggeri l’auto offre dimensioni confortevoli, il bagagliaio di 638 litri (molto teorici) non ha niente di straordinario. La visibilità periferica è mediocre. ABITACOLO L’interno è lussuoso, rivestito in pelle chiara e modanature in metallo e legno. Lavorazione e morbidezza sono eccellenti. Anche i comandi multimediali si allineano a questa filosofia. COMFORT Il comfort offerto è buono: vi contribuiscono le sospensioni pneumatiche regolabili, l’ampia dotazione per il comfort e anche i sedili in pelle regolabili in molteplici modi. PREZZO-PRESTAZIONI Le aspettative per un’auto di questa classe di prezzo sono elevate. E la I-Pace riesce in gran parte a soddisfarle. Le prestazioni sono molto buone e anche i costi di energia sono contenuti. L’allestimento manca di alcuni dettagli che su un’auto di lusso devono esserci. Degne di nota le prestazioni per i servizi, costi gratuiti fino a 4 anni o al raggiungimento di 100 000 km. Scarsa la garanzia anticorrosione di 6 anni.
il video del test
Il vano anteriore per il cavo di ricarica. Il portellone inclinato è armonizzato con il design.
COMPORTAMENTO Grazie alla ripartizione 50:50 delle masse, tcs.ch/ il comportamento è molto equilibrato. La portale-video batteria nel sottofondo, che pesa 606 kg, garantisce un baricentro basso quindi un’ottima tenuta di strada. Lo sterzo è molto diretto, ma non riesce a far scordare del tutto l’importante peso a vuoto. La trazione integrale garantita dai due motori elettrici consente una guida neutra in curva. MOTORE E TRASMISSIONE Le prestazioni sono eccellenti. La I-Pace scatta da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi. Impressionante la coppia di 696 Nm disponibile da subito. CONSUMO Durante il test la Jaguar ha consumato 32,16 kWh/100 km, ciò che tra le auto elettriche è un dato elevato e pregiudica l’autonomia. SICUREZZA Buona dotazione di serie. Mancano tuttavia airbag laterali posteriori e l’airbag per le gambe per il conducente.
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CREDITS: luogo: Ufficio federale dell’energia, Ittigen (BE). Con un sentito ringraziamento.
CHECK-UP TCS
QUANDO VIAGGIARE ERA ANCORA UN‘ AVVENTURA Orologio prodotto in una speciale edizione limitata Nel 1930 l’illustratore L. Ferrand ha creato il meraviglioso frontespizio del depliant del lussuoso treno Gottardo Pullman Express, la cui preziosa riproduzione colorata decora lo sfondo del quadrante e l’elegante scatola di questo orologio da collezione. La bella illustrazione colorata rappresenta il lussurioso treno davanti alla chiesa di Wassen con i ponti e le gallerie. Dall’atmosfera si può intuire come fosse confortevole il viaggio verso Sud. Il nostalgico design dell’orologio fa risaltare l’illustrazione colorata di L. Ferrand e al Suo polso sarà un oggetto ancora più prezioso. Il piccolo quadrante, che segna l’orario, è in stile di un vecchio orologio della stazione. La bella cassa in acciaio è accompagnata da entrambi i lati da un elegante cinturino di cuoio. Questo orologio da collezione è in edizione limitata per tutto il mondo. Ordini, quindi, subito l’orologio da polso numerato “Gottardo Pullman Express“!
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TECNICA
HONDA CR-V HYBRID
Il meglio di tre mondi La propulsione ibrida non smette di meravigliare i fan, all’insegna del sistema della Honda CR-V che ricorre ad un generatore intermedio. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
H
onda ha appena compiuto la sua rivoluzione culturale in tema di propulsione ibrida. Presente da lunga data in questo segmento, il brillante motorista giapponese ci aveva abituati a sistemi ibridi detti in parallelo. L’inconveniente di questo sistema è che il motore termico e quello elettrico sono raccordati allo stesso albero di trasmissione. Non è perciò possibile circolare in modalità puramente elettrica, come fa notare Kotaro Yamamoto, consigliere tecnico di Honda Europa. Desiderosa di proporre anche una modalità puramente elettrica, Honda avrebbe potuto scegliere l’opzione del range extender, soluzione che presuppone tuttavia l’adozione di una batteria
relativamente grande (da 3 a 5 kWh). «Volevamo una batteria più piccola, per risparmiare peso, spazio e costi», precisa Kotaro Yamamoto. Risultato dell’esercizio: il modello faro della gamma, la SUV CR-V, inaugura un sistema che unisce un quattro cilindri benzina con ciclo Atkinson (145 CV) e due motori elettrici montati sull’anteriore. Nulla di spettacolare
in sé, se non per il fatto che uno dei due motori elettrici funge da generatore che alimenta il secondo (184 CV). «E contrariamente ai sistemi ibridi connessi ad un gruppo epicicloidale che causa perdite di energia, la Honda CR-V dispone di una trasmissione a rapporto fisso», sottolinea Kotaro Yamamoto. Fine del cambio CVT che pareva eterno. frizione ruote
motore benzina
generatore
motore elettrico
batteria ioni di litio
La triplice alleanza In pratica, la CR-V circola per buona parte del tempo in modalità ibrida, con il motore a benzina che fornisce la potenza al generatore che in seguito alimenta il motore elettrico. Secondo Honda, la CR-V funziona più della metà del tempo in modalità elettrica a 60 km/h e circa un terzo a 100 km/h. In città, oscilla tra modalità ibrida ed elettrica, con la batteria da 1,5 kWh che permette ca. 2 km di uso puramente elettrico. Infine, per un massimo di potenza, il motore a benzina può funzionare in presa diretta con le ruote grazie alla chiusura di una frizione. Nell’uso quotidiano, le varie modalità di funzionamento non sono percettibili. Resta il fatto che talvolta si ha l’impressione di esser su una SUV con range extender, perché il rumore del motore appare un po’ ritardato. Il prezzo da pagare per un risparmio di carburante stimato tra il 20 e il 30% da Yamamoto. ◆
N4,60 m; bagagliaio: 497 l E2 l, 145 CV, elettrico 184 CV; cambio a 1 rapporto, 4×2, 4×4; da 0 a 100 km/h in 8,8 s; consumo (fabbrica): da 5,3 l/100 km, CO da 120 g/km Lda 43 900 fr. 2
FOTO ALD
Trio infernale Un motore benzina e due elettrici davanti. Dietro la batteria.
34 touring | marzo 2019
TECNICA
TOYOTA RAV4
Più ibrida che mai In 25 anni, la Toyota RAV4 è evoluta sul filo delle mode. All’improvviso, la 5a generazione diventa più SUV ma resta profeta dell’ibridazione. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
N
el 1994, la RAV4 inaugurava la moda delle SUV compatte. Fu l’inizio di un successo inarrestabile durato 25 anni. 8 milioni di unità più tardi, tale precursora ha uno stile più aggressivo marcato da un frontale espressivo con fasce ed elementi poligonali. Sebbene le dimensioni siano quasi invariate, questa SUV familiare inaugura la nuova piattaforma mondiale del gruppo. Nel contempo, l’altezza da terra guadagna 1,5 cm e sale a 19 cm.
Motori a scelta Sebbene sia disponibile con un semplice 2 l benzina, la RAV4 sarà quasi esclusivamente distribuita in versione ibrida con un 3 cilindri 2,5 l (ciclo Atkinson) unito ad un
motore elettrico anteriore. Le versioni 4×4 aggiungono un secondo propulsore elettrico montato sull’asse posteriore a doppio trapezio. Con questa dotazione, la SUV guadagna 25 CV e prestazioni di prim’ordine, sebbene il sistema ibrido la predestini principalmente agli agglomerati, dove la doppia motorizzazione lavora in tutta armonia. Con una guida dinamica, si ritrova l’effetto di «mulinamento», seppure attenuato, e una rumorosità piuttosto sensibile indotti dal gruppo epicicloidale che funge da scatola del cambio. L’insieme è però progredito e pure l’assorbimento delle sospensioni convince. Il baricentro abbassato contribuisce poi al comportamento ben equilibrato della RAV4. Apprezzabile anche lo sterzo più comunica-
tivo. La motricità infine trae beneficio dal ripartitore di coppia, trasmessa fino all’80% sull’asse posteriore. L’anima SUV contagia anche la plancia di bordo dove uno schermo tattile convive con comandi della ventilazione costituiti da enormi bottoni rotanti. Questione di look. Ciò detto, i materiali pregiati valorizzano l’ambiente. Idem per i comodi sedili sportivi. Il passo allungato (+3 cm) porta beneficio allo spazio per le gambe dei passeggeri dietro e soprattutto al volume del bagagliaio (+79 l). Se i prezzi sono in rialzo, la dotazione è ampia. Il sistema di sicurezza con rilevamento dei pedoni e il climatizzatore a due zone sono di serie. Senza contare la manutenzione gratuita (60 000 km). ◆
N4,60 m; bagagliaio: 580 l Eibrida 218/222 CV, benzina, 175 CV; 4×2, 4×4; da 0 a 100 km/h da 8,1 s; consumo (fabbrica): da 4,5 l/100 km, CO da 102 g/km Lda 30 900 a 53 200 fr.
VISTA POSTERIORE Il buon vecchio retrovisore vive anche lui la sua rivoluzione. Quello della RAV4 funziona in modo classico oppure, una volta ribaltato, trasmette le immagini filmate da una telecamera inserita dietro il vetro del portellone. Vantaggio: il conducente beneficia di una visione perfetta anche quando sul divano siedono persone alte oppure se il vano bagaglio è pieno. Molto nitide, le immagini offrono un’eccellente visibilità posteriore, con lo zoom per giunta. Tuttavia lo scorrimento nervoso delle stesse alla lunga può infastidire il guidatore.
L’aspetto tagliente della RAV4 va di pari passo con attitudini migliorate nel fuoristrada.
FOTO ALD
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Retrovisore collegato ad una telecamera.
marzo 2019 | touring
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TECNICA Tocco di colore L’arancione spennellato su carrozzeria e barre del tetto.
CITROËN C5 AIRCROSS 180 SHINE
Preserva lo spirito familiare N4,50 m; bagagliaio: 580 l E1,6 l turbo benzina, 180 CV, 250 Nm; cambio aut. a 8 rapporti, 4×2; da 0 a 100 km/h in 8,2 s; consumo (prova): 8,5 l/100 km; autonomia: 623 km L40 800 fr. Con il divano formato da 3 sedili individuali, la C5 Aircross si propone quale erede delle monovolume. Un’autentica SUV familiare. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
L
a moda delle SUV ha eclissato la maggior parte delle monovolume, senza tuttavia conservarne gli abitacoli modulari. Simile alla cugina Peugeot 3008 dal look più trendy, la Citroën C5 Aircross fa un’eccezione degna di nota riservando tre sedili di dimensioni identiche agli occupanti posteriori. Come sulle monovolume di un tempo, questi sedili dispongono di schienali reclinabili, scorrono lungo 15 cm e sono ribaltabili. Una vera gioia per il terzo erede della famiglia, troppo spesso condannato a sedersi nello scomodo posto centrale. L’architettura porta vantaggi anche al bagagliaio il cui volume, già rispettabile, può salire a 720 l facendo scorrere in avanti i sedili. Quando questi sono ribaltati, si ottiene un fondo perfetta36 touring | marzo 2019
mente piano. Precisiamo che Comfort, soprattutto Questa SUV eredita ammortutte le versioni sono dotate tizzatori con smorzatori di sedili individuali. D’altro idraulici progressivi che ne canto, la C5 Aircross è ben equipaggiata, dato che la ver- allungano la corsa. Perciò esprime un sione Shine oftocco strafre selleria in Tre posti effettivi dietro dale superbo. pelle, navigaModularità/volume utile Si ha l’imtore e molteComfort di marcia pressione di plici aiuti alla Armonia motore-cambio sorvolare l’aguida. Prezzo/dotazione sfalto, il tutto senza artifici La carrozzeria Consumi deludenti tecnologici arrotondata è Qualità percepita media costosi. Unico conforme alla Ruote 19” rigide (opzione) neo, le ruote vocazione fada 19” imprimiliare della mono un accenno di rigidità SUV, abbellita dagli inserti ad andatura ridotta. colorati e diverse possibilità di personalizzazione. L’inSenza essere sportivo, il comterno è all’insegna del bon portamento è sufficienteton, malgrado alcune plastimente dinamico e lo sterzo che poco pregiate. La strumolto indiretto non nuoce mentazione è concentrata alla precisione. Ottima sorsu uno schermo digitale da presa, il motore turbo 1,6 l 12,3”. Leggibile e dotato di 5 varianti grafiche. unisce nel contempo docilità
Modularità Sedili scorrevoli con schienale reclinabile.
e solide accelerazioni, che esprime persino un timbro con accenti racing in guida dinamica. Il motore opera in armonia con il cambio automatico a 8 rapporti. Al contrario, i consumi di fabbrica (5,8 l/100 km) sono illusori. SUV solida, la C5 Aircross possiede un’impressionante altezza da terra (23 cm) e uno stabilizzatore di velocità in discesa. Bisognerà tuttavia accontentarsi della trasmissione 4×2 con gestione elettronica Grip Control. Il modello ibrido plug-in è atteso entro fine anno, ma pure lui senza motore posteriore. ◆
TECNICA
PORSCHE 911
La facilità senza tempo Nulla assomiglia di più a una 911 che l’8a versione. A parte il fatto che la leggendaria sportiva di Porsche è più efficiente e un filo addolcita. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
F
atta eccezione per la griglia ad ampie sbarre che sormonta il posteriore e la fascia luminosa dietro, coi suoi fari filiformi, non abbiamo veramente l’impressione di trovarci di fronte ad un nuovo modello. È all’interno che l’evoluzione lascia il posto alla rivoluzione: il pomello del
cambio sparisce per far posto ad una piccola leva a metà tra il joy-stick e il rasoio elettrico. La galassia di pulsanti di un tempo fa spazio ad uno schermo tattile da 10,9 pollici ben integrato in una plancia di bordo orizzontale che fa l’occhiolino al modello originale del 1963. Sobria e design. Affiancato da piccoli in-
dicatori digitali, l’enorme contagiri resta però analogico. L’onore è salvo. Resta il fatto che la 911 entra decisamente nell’era dei sistemi di assistenza prendendo in prestito vari equipaggiamenti (mantenimento della corsia, visione notturna infrarossi ecc.) dalle consorelle di casa Porsche. Non solo: propone
Un’autentica 911 seppure allargata di 4,5 cm al fine di accogliere le nuove ruote miste.
N4,52 m; bagagliaio: 132 l E6 cilindri boxer 3 l biturbo, 450 CV, 530 Nm; 4×2, 4×4, cambio PDK 8 rapporti; da 0 a 100 km/h da 3,4 s; consumo (fabbrica): da 8,9 l/100 km Lda 156 700 fr. La 911, sfida eterna
FOTO ALD
Quali sono state le maggiori difficoltà nel rinnovare un’icona come la 911?
Volevamo un look più muscoloso, che implica ad esempio dei passaruote anteriori più grandi. Parallelamente l’aumento della carreggiata anteriore conferisce maggiore stabilità e precisione.
La sfida più impegnativa è stata conservare la sua immagine complessiva pur Nessuna rivoluzione lato motori? aumentandone le prestazioni e rendendola più abbordabile nell’uso quotidiano. L’integrazione della sovralimentazione turbo è avvenuta con il modello preceIn aggiunta, abbiamo cercato di anticidente. Tuttavia, pur mantenendo la pare, con uno sforzo importante, i desideri ancora inespressi della clientela. Sul stessa base, la sfida è stata quella di ottepiano tecnico, abbiamo dovuto gestire il nere maggiore potenza e non alterare peso indotto dalle nuove norme dei crash la sonorità in seguito all’introduzione dei filtri anti-particolato. test o l’esigenza crescente di piccoli motori di volta in volta necessari dai nuovi Con l’avvento della Taycan elettrica, equipaggiamenti per il comfort. Perché la larghezza aumenta?
la 911 riuscirà a difendere la supremazia da 0 a 100 km/h?
anche un’innovazione con il sistema di rilevamento della carreggiata umida attraverso sensori ad ultrasuoni posti sotto i passaruote. Il conducente può così inserire la modalità WET che previene le sbandate. Un atout per i porschisti meno esperti.
Imborghesita Tale innovazione riassume il carattere di questa 911 i cui genitori hanno voluto spingere più in là i limiti dinamici così come quelli del comfort di guida. Un po’ disillusi, i veri porschisti scopriranno una sportiva dall’indicibile facilità di guida. Sorprende comunque il fatto di essere incollati al pelo della strada e di beneficiare di un telaio che contiene sovra e sottosterzo. Su questa 911, si è un tutt’uno con l’asfalto. E salutarmente, il 6 cilindri boxer esce indenne pure dall’obbligo dei filtri anti-particolato in termini di carattere e sonorità. Con una curva della coppia appiattita (+30 Nm) e un guadagno di 30 CV, questa mitica coupé rosicchia 0,4 s da 0 a 100 km/h. Questo nonostante un peso accresciuto di 65 kg. La 911 insomma continuerà a farci sognare. Un sogno certo un po’ meno accessibile visti i prezzi in considerevole crescita. Ma dato che cresce anche la dotazione…
In effetti non è facile gareggiare con un bolide elettrico in questa disciplina: le versioni sportive della 911 tuttavia consentiranno accelerazioni di pari livello. Che si dice dell’ibridazione sulla 911?
Nulla è stato deciso. Tuttavia disponiamo di uno spazio libero nel cambio PDK per inserirvi un motore elettrico, se la legge ce lo imporrà. ◆ Andreas Pröbstle, capoprogetto della gamma 911.
marzo 2019 | touring
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EMANUEL FREUDIGER
L’ESPERTO TCS
La vigilanza è preponderante
I sistemi di assistenza aiutano, ma hanno pure dei limiti.
CONSIGLI REDAZIONE TOURING
Ci vengono proposti sistemi d’assistenza sempre più sofisticati – sono efficaci o solo costosi? I sistemi di assistenza hanno lo scopo di rendere più sicura la guida. Ove possibile, nello sviluppo di nuove funzioni si fa ricorso ai sensori già predisposti. L’interazione e fusione dei dati raccolti consentono inedite applicazioni. Prendiamo l’ABS: i sensori rilevano il numero di giri ruota e trasmettono il dato alla centralina per impedire che le ruote si blocchino. Successivamente si sono aggiunti sensori dell’angolo di sterzata e di imbardata; controllando ogni singola ruota (ESP) il sistema è in grado di evitare sbandamenti. Oggi, i veicoli moderni sfruttano sensori radar e telecamere ed avviano le contromosse necessarie in caso di ostacoli sulla carreggiata, frenando o adattando la distanza di sicurezza in colonna. Dove ravvede potenziali per la sicurezza? La frenata di emergenza scatta se il guidatore si distrae, decelerando e, nei sistemi più evoluti, agendo sul volante per prevenire colli-
sioni o perlomeno mitigarne l’impatto. Il cruise control adattivo (ACC) si regola poi sul flusso del traffico; mantiene la velocità impostata dal conducente accelerando o rallentando per rispettare la distanza di sicurezza desiderata. Sono utili pure i cosiddetti Lane Assist, che aiutano a rimanere al centro della propria corsia in base alle linee di demarcazione ovvero assistono il conducente nei cambi di corsia. Se si attivano le frecce, il dispositivo agisce insieme al monitoraggio dell’angolo cieco e segnala il sopraggiungere di un’altra auto. Il sistema di assistenza alle sterzate di emergenza interviene invece con impulsi mirati sul volante nelle manovre di scansamento brusche. Allora il guidatore può incrociare le braccia? La tecnologia coadiuva il guidatore, ma non si sostituisce alla persona, che rimane sempre responsabile. Gli assistenti favoriscono la sicurezza purché si rimanga attenti. Non hanno niente a che vedere con la guida autonoma. D’altronde non è garantito che funzionino im-
peccabilmente in tutte le condizioni, i sensori radar possono essere disturbati da nebbia, pioggia o neve. La legge statuisce chiaramente che nessun assistente alla guida, per quanto sofisticato, esonera il conducente dalla responsabilità. Cosa occorre sapere su questi aiuti elettronici? Occorre essere consapevoli dei limiti tecnici, soltanto così se ne possono sfruttare le potenzialità. Ad esempio i sensori radar dell’ACC reagiscono perlopiù in modo affidabile alla presenza di veicoli
1
I sistemi di assistenza aumentano la sicurezza soltanto se si guida restando concentrati.
2
Gli odierni sistemi di assistenza non hanno niente a che fare con la guida autonoma.
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I sistemi di assistenza non deresponsabilizzano il guidatore. Il manuale d‘uso della vettura contiene informazioni importanti sui sistemi installati a bordo. È quindi imperativo leggerlo attentamente.
che precedono. Per contro, a seconda del dispositivo, moto, bici e pedoni possono sfuggire al rilevamento. Anche le modalità d’uso variano da un modello d’auto all’altro. Se non si conosce ancora bene il proprio mezzo e tutte le dotazioni, si farà bene a studiare le relative avvertenze. ◆ BERNHARD SCHWAB Funzione: esperto consulenza mobilità Professione: ingegnere automobilistico Età: 48 anni Contatto:
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Bella Lui un tempo sanatorio oggi è un ostello della gioventù.
Come in hotel La camera doppia è confortevole e arredata con stile.
Convertita Juliane Lutz si sente sorprendentemente bene nell’ostello.
Ostelli non solo per Camere a più letti, docce in comune e mobilio scarno – gli ostelli della gioventù sono riservati solo ai giovani per non spendere troppo o sono adatti anche agli adulti che cercano un’alternativa all’albergo e all’Airbnb? Due redattori hanno voluto trovare la risposta al quesito. TESTO JULIANE LUTZ, DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
P
ur ritenendo positiva la filosofia di questi alloggi, ho pernottato raramente in ostelli della gioventù. Ho nella mente gli impianti sanitari poco invitanti e in generale l’ambiente maleodorante. Dato che comunque negli ultimi anni sono stati investiti molti soldi negli ostelli della gioventù e aperte pure nuove strutture, ho voluto tornarci.
A questo fine ho scelto l’Ostello della Gioventù Crans Montana a causa della sua storia: costruito nel 1930 in stile Bauhaus come sanatorio di lusso, l’edificio si chiama Bella Lui, che in un antico dialetto vallesano significa «bella luce». Situata su un altopiano in mezzo agli abeti e 40 touring | marzo 2019
tra le località di Crans e Montana, la struttura spicca per la sua posizione privilegiata. All’interno domina ancora un’atmosfera del tipo «Montagna incantata»: lunghi corridoi, con le camere ai lati, tre terrazze rivolte a sud, innumerevoli finestre attraverso le quali filtra molta luce solare. A dominare è la quiete. Quando arrivo nel pomeriggio non intravvedo ospiti. Saranno sulle piste. Dato che ho il sonno leggero, ho prenotato una camera doppia a uso singolo. Sì, oggi è possibile. Il locale arredato con mobili in quercia offre tutto il necessario: abbastanza spazio per i bagagli, una scrivania, due lampade
da lettura e un buon materasso, come ho potuto constatare. Il piccolo bagno è funzionale e migliore di quelli che si trovano in molti alberghi a buon mercato. E come si mangia? A cena nella sala con vista sulle Alpi vallesane viene servito un menù a più portate con pesce per 17.50 franchi ed è di buona qualità. Seguendo la prassi in uso negli ostelli, non c’è il servizio al tavolo, ma solo self service e alla fine si riordina anche il proprio posto. Oltre a me, ci sono solo un paio di persone, ma è anche tardi. Mi concedo comunque il tempo per godermi l’ampio salone in cui risalta il mix di stile tra vecchio e
nuovo. È la zona d’incontro della casa. Chi lo desidera, qui può facilmente entrare in contatto con altri ospiti. Il mattino successivo a colazione domina un gran via vai. Giovani e meno giovani in tenuta da sci si servono al buffet, i bambini saltano di qua e di là. Anche questa volta mi convince la qualità dell’offerta – formaggio, salumi, yoghurt e succo. Il caffè dalla macchinetta è addirittura buono. La visita mi ha decisamente fatto cambiare idea sugli ostelli. Ci tornerò. ◆ Ostello Gioventù Crans Montana, esempi di prezzo: letto in camera da 6 da 40 fr., camera doppia a uso singolo da 95 fr. (ribasso con Hostel Card 7 fr.), colazione inclusa. youthhostel.ch/cransmontana
SVAGO
Posizione pratica vicino a Palazzo federale e alla piscina Marzili. Luminosa sala da pranzo L’ostello della gioventù di Berna si presenta bene.
giovani H
eiko non è un fan del tennis. Mentre prepariamo i nostri letti, il giovane mi racconta che è australiano e che arriva ora da Interlaken. Gli dico che avrei preferito trovarmi nella sua patria per vedere dal vivo Roger Federer gareggiare agli Australian Open, e lui reagisce con un pigro «Ah, tennis…». Heiko e io oggi condividiamo la stessa camera. Nel pieno della notte poi due altri giovani si uniscono a noi nella camera a sei letti. Ammetto: un po’ nervoso lo ero, prima di fare l’ingresso nell’Ostello della Gioventù Berna. Non mi piace affatto l’idea di dover sopportare un ospite che russa nella camera a più letti nonché di dover andare in corridoio per usare la doccia e il gabinetto. Ma alla ricezione sono subito rassicurato dalla cordialità del personale, dall’arredamento moderno e anche dalla prima
impressione lasciata dalla camera assegnatami. Il letto a castello è comodo, nell’ampio armadietto c’è posto per tutto e lo custodisce anche al sicuro da malintenzionati. Anche gli impianti sanitari sono puliti e pratici. In ogni angolo si nota che questa casa è stata appena rinnovata. L’ostello dispone di 184 letti, di cui 49 senza barriere architettoniche. Dopo aver preso possesso del letto, è l’ora della cena. Al buffet c’è spezzatino di vitello alla panna con fagiolini e pasta, una piccola scelta di insalate e frittelle di mela al forno con salsa di vaniglia. Il cibo e le porzioni sono in ordine, non si tratta di cucina stellata, ma di certo vale il prezzo di 17.50 franchi. Attorno a un tavolo rotondo dei giovani discutono animatamente di temi di politica – il fatto non mi sorprende, dato che l’ostello è situato ai piedi
Buone impressioni Dominic Graf nella camera a più letti dove ha pernottato.
di Palazzo federale. Un tavolo più in là un ragazzo con le cuffiette ha lo sguardo concentrato sullo schermo del suo laptop e la bocca piena di pasta. Accanto a lui una coppia sta consultando una cartina parlando svedese. La notte trascorre tranquilla – sino a che il russare del mio vicino mi strappa dal sonno. Per mezzora sono combattuto tra due opzioni: sopportare o intervenire dandogli un colpetto sulla spalla. Poi però smette di russare e riesco a riaddormentarmi. Conclusione: ritengo che gli ostelli della gioventù siano migliorati al punto di essere assolutamente una valida alternativa a un albergo. Tuttavia, la prossima volta mi concederò una camera singola. ◆ Ostello Gioventù Berna, esempi di prezzo: letto in camera a 6 da 37 fr., singola da 99 fr., (ribasso con Hostel Card 7 fr.), colazione inclusa. youthhostel.ch/bern
ALTRI OSTELLI DI PUNTA Tra i 51 Ostelli della Gioventù presenti in Svizzera, 45 vengono gestiti in proprio e sei in franchising. Ce n’è per tutti i gusti, persino dei castelli, come a Brugg, Mariastein e Sils im Domleschg. A chi piace un ambiente famigliare, allora conviene scegliere l’Ostello della Gioventù Seelisberg vicino al Praticello del Grütli, che offre solo 25 letti, mentre l’ostello a Gstaad, che è anche un certificato Hotel Bike, può ospitare 164 persone. E gli ostelli a Zugo, Montreux e St. Moritz appena ristrutturati si presentano in tutto il loro splendore. youthhostel.ch
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L’esperto, il fumatore e la gola del diavolo
42 touring | marzo 2019
SVAGO
L’Argentina non è solo Buenos Aires. Anche se tutte le strade portano alla capitale, vale la pena prendere la via verso nord con meta le cascate dell’Iguazú oppure verso sud per esplorare gli ampi spazi selvaggi della Patagonia. REPORTAGE DOMINIC GRAF
U Perito Moreno Uno dei rari ghiacciai che crescono ancora.
Fitz Roy Il massiccio viene chiamato popolarmente «il fumatore».
del Paese, il Lago Argentino. n tempo lo scrittore Ed è il punto di partenza ideJorge Luis Borges ale per gite ed escursioni. descrisse gli argenParticolarmente consigliabile tini come «italiani che parlano spagnolo, vorreb- è ad esempio il tour in battello sul lago in direzione bero essere inglesi e credono dell’Estancia Cristina. L’imdi vivere a Parigi». In effetti l’architettura di Buenos Aires, barcazione passa accanto a iceberg grandi come case e la sua gastronomia nonché la mentalità dei porteños, come luccicanti in varie sfumature di blu. L’Estancia Cristina è si chiamano gli abitanti della una suggestiva fattoria isocapitale, ricordano una melata situata nel cuore del tropoli in Europa piuttosto Parco nazionale Los Glaciache un crogiolo di culture in Sudamerica. Circa 13 milioni res ed è il punto ideale di partenza per tour a bordo di di persone abitano nella Jeep 4×4 in direzione del «Gran Buenos Aires», che ghiacciaio Upsala. Colui che equivale ad un abitante su quattro dell’intero Paese. Se si conosce questo territorio lascia alle spalle la capitale in come le sue tasche è Pedro. direzione sud verso la Patago- Da un anno il 34enne accomnia, questa immagine cambia pagna i turisti attraverso lo completamente. Steppe che si splendido parco nazionale. estendono all’infinito, un paio Arrivati in uno dei più bei punti panoramici ci mostra di caracara che beccano una carcassa di guanaco, forse an- con un gesto teatrale il secondo più grande imponente che un gaucho all’orizzonte – ghiacciaio dell’Argentina che con solo due abitanti al km2 si trova dietro di lui. «Questa qui si può veramente fare il bellezza, questa forza della pieno di natura. Il paesaggio natura… si ritira, sta mopiù impressionante si trova rendo. Prendiamoci cura del nel sud ovest nella Provincia nostro pianeta, in modo da di Santa Cruz, dove la steppa poter godere ancora di questi piatta e brulla si fonde con splendidi ghiacciai», spiega le Ande e i suoi imponenti con enfasi la guida turistica ghiacciai. al piccolo gruppo, che ha forIl centro turistico della mato un semicerchio davanti provincia è rappresena lui. Per proteggersi dal tato dalla città di vento forte tipico della 20 000 abitanti El Patagonia, Pedro ha orecCalafate. Chiamata coperto anche le orec come gli arbusti chie con la sua berturiretta di lana. I turi simili al crespino e tipici di questa sti ascoltano con zona, questa loattenzione e tutti calità è situata annuiscono con direttamente il capo. In sesul più Caracara L’uccello grande rapace si alimenta specchio principalmente di carogne. d’acqua marzo 2019 | touring
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guito si distribuiscono di nuovo sulla piccola piattaforma e scattano selfie.
L’esperto Il ghiacciaio Upsala è uno dei 48 che sono alimentati dal Campo di ghiaccio Patagonico Sud, che si estende su una superficie di 13 000 km² attraverso l’Argentina e il Cile. È il più grande ghiacciaio nell’emisfero australe al di fuori dell’Antartico. La «star» dei ghiacciai argentini
non è però Upsala, bensì uno un po’ più piccolo chiamato Perito Moreno. Situato anche questo nel Parco nazionale Los Glaciares, è uno dei rari ghiacciai al mondo che sta ancora crescendo – sino a due metri al giorno! Come un enorme viale bianco, la lingua di ghiaccio si estende per chilometri attraverso la valle sino a raggiungere il Lago Argentino. Osservandolo da lontano l’immagine del ghiacciaio è affascinante, da
vicino toglie letteralmente il fiato. Grazie a un ingegnoso sistema di passerelle, la parete di ghiaccio, alta sino a 70 metri e larga cinque chilometri, può essere ammirata a distanza molto ravvicinata. Scricchiola e cigola – e il ghiacciaio si moltiplica: quasi ogni minuto si staccano enormi blocchi di ghiaccio dalla parete e cadono nell’acqua tuonando. Uno spettacolo naturale, che rimane impresso nella mente. Il Immensità Un battello con ca. 100 persone a bordo davanti al Perito Moreno.
La guida Pedro informa sul Parco nazionale «Los Glaciares».
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SVAGO BOL
Il paesino di El Chaltén si trova ai piedi delle Ande e viene «protetto» da due cime imponenti, che sembrano due torri di vedetta: il Cerro Torre e Fitz Roy. Per gli esperti scalatori entrambe le montagne sono una sfida non da poco. Ma anche a chi non è in vacanza con funi e ramponi, le «torri» offrono perlomeno un magnifico soggetto fotografico – se si ha fortuna. In effetti, la maggior parte del tempo le montagne si nascondono dietro nuvole spesse e si possono vedere in tutta la loro magnificenza solo raramente. Per questo motivo il Fitz Roy viene chiamato dalla gente del posto anche «Chaltén»: il fumatore.
La Gola del Diavolo Le cascate dell’Iguazú sono formate da ben 275 salti d’acqua.
ghiacciaio è stato chiamato con il nome dello scopritore argentino Francisco Pascasio Moreno. In breve: Perito Moreno, nel senso di «esperto».
CARTA KEYSTONE
Il fumatore A tre ore d’auto da El Calafate si trova El Chaltén, la località più giovane dell’Argentina. Fondata nel 1985, in seguito a dispute territoriali con il Cile, la località di 1600 persone oggi è una meta per escursionisti e alpinisti. Con
le piccole case colorate questo paesino potrebbe anche trovarsi in Scandinavia. Qui però la birra è un po’ più a buon mercato. La sera gli alpinisti e i turisti di tutto il mondo s’incontrano nei numerosi bar e ristoranti, mangiano uno steak, raccontano delle loro gite e si scambiano consigli. Sono soprattutto i più giovani che si danno appuntamento qui, un fatto che conferisce a questa cittadina in apparenza sonnecchiante
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Nonostante la straordinaria bellezza, il clima aspro e soprattutto ventoso della Patagonia alla lunga può risultare piuttosto stancante. Il termometro sale raramente oltre i 20°, anche in estate. Per questo si raccomanda – avendo già affrontato il lungo viaggio per raggiungere l’Argentina – un volo nel nordest subtropicale, per la precisione a Iguazú nella Provincia di Misiones. Qui si estendono su una distanza di 2,7 km le più grandi e larghe cascate del mondo. Le Cascate dell’Iguazú sono costituite di 20 più grandi e 255 più piccoli getti d’acqua con un’altezza che varia da 64 a 82 metri. Si trovano al confine con lo Stato brasiliano del Paranà: la parte più grande si trova sul lato argentino, mentre la più piccola in Brasile. Per vedere le cascate nella loro completa bellezza ci si può spostare sul lato brasiliano. Ma attenzione: è un turismo magnetico. Sui sentieri e sulle piattaforme si assembra una massa di gente, duro scattare una foto in solitaria. Alzarsi presto vale la pena in
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ogni caso! A causa della sua forma a U il gigantesco sistema di cascate si chiama anche «Garganta del Diablo», ovvero la Gola del Diavolo. Quando si è in piedi sulla grande piattaforma in mezzo alle cascate tre le masse d’acqua assordanti si capisce il perché di questo nome. ◆ Questo reportage è stato compiuto su invito di Dorado Latin Tours. Si possono visionare altre foto nella relativa galleria su touring.ch
DA SAPERE Volo: Zurigo–Buenos Aires con Edelweiss (diretto, 14 ore). Periodo: l’Argentina si trova nell’emisfero australe. Il periodo di viaggio migliore è da ottobre a metà dicembre (primavera/inizio estate) e da aprile a metà giugno (autunno/inizio inverno). In quanto ottavo Paese più grande al mondo, in Argentina ci sono diverse zone climatiche – dal nord tropicale sino al sud subpolare. Valuta: 100 peso argentini = 2.66 fr. Pernottamenti: Hotel de las Americas, Buenos Aires; Hosteria Senderos, El Chaltén; Hotel Sierra Nevada, El Calafate; Mercure Iguazu Hotel Iru, Puerto Iguazú. Organizzatore: Dorado Latin Tours è specializzato in viaggi in Argentina. dorado-latintours.ch
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Nel triangolo tedesco della mobilità È impressionante quante storie di mobilità si possano scoprire tra Hannover e Lipsia. Qui migliaia di veicoli d’epoca aspettano solo di raccontarsi. Ma non mancano nemmeno le anticipazioni di ciò che il futuro ci riserverà nel settore automobilistico. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
I
Land della Bassa Sassonia e della Sassonia, in particolare il triangolo formato da Hannover, Lipsia e Einbeck, sono meta di pellegrinaggio per gli appassionati di auto e moto che vogliono conoscerne la storia. In questo triangolo tedesco della mobilità si possono scoprire delle vere perle. Come il PS-Speicher (il silo dei cavalli vapore CV) a Einbeck, la Bulli-Old-
Per i fan dei Bulli timerhalle (il padiglione dei veicoli d’epoca Bulli) ad Hannover, l’Autostadt (la città dell’automobile) a Wolfsburg e la fabbrica di Porsche a Lipsia, pista di prova inclusa. Nel PS-Speicher a Einbeck si ha uno sguardo d’insieme sugli oltre 2000 veicoli che compongono la collezione di Karl-Heinz Rehkopf. Nel museo, che è allestito in un vec-
Il silo dei CV presenta la storia della mobilità in forma multimediale.
Il futuro in mostra nel tunnel del tempo al PS-Speicher.
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stupore sia per grandi che piccini. L’esposizione è completata con esposizioni temporanee, come quella attualmente in corso sulla storia della mobilità elettrica.
chio silo per grano risalente al 1899, su una superficie di 6500 mq si possono ammirare più di 400 pezzi. Ogni piano costituisce una tappa di un percorso che permette ai visitatori di rivivere tutte le epoche della storia bicentenaria della mobilità. Dalla più piccola auto (Peel P50) sino alla mobilità dell’avvenire, comprese le moto di tutte le generazioni, sono abilmente messe in scena e illustrate con moderne tecniche multimediali. Veramente affascinanti sono gli esemplari esposti ad esempio nella Milchbar, latteria in stile anni Cinquanta, o nella scena del campeggio oppure ancora nel tunnel del tempo. Qui vengono integrati sapientemente anche i contesti politico, sociale ed economico della mobilità. A Einbeck sono garantiti momenti di grande
Il padiglione dei Bulli d’epoca conserva tesori come il primo T1.
I visitatori della Bulli-Oldtimerhalle nella zona industriale di Hannover non credono ai propri occhi: ciò che da fuori sembra un magazzino abbandonato, al suo interno si trasforma in uno scrigno che custodisce la storia dei Bulli, gli autoveicoli commerciali per il trasporto di merci o persone prodotti da Volkswagen. Qui si trova ogni generazione dei leggendari Transporter: dal T1 sino ai modelli speciali. In totale sono rappresentati 65 anni di storia dei mitici pulmini VW. Tutti gli esemplari sono stati abilmente restaurati ed è incredibile vedere quante variazioni stravaganti esistono dei Bulli. I visitatori possono addirittura dare un’occhiata alle officine, dove gli specialisti riescono a trasformare
TCS VIAGGI CLUB I robot provvedono alla verniciatura nella fabbrica Porsche a Lipsia.
esemplari arrugginiti in gioiellini da esposizione.
Una città per l’auto Le quattro ciminiere della fabbrica VW e le due imponenti torri di vetro dell’Autostadt sono i simboli che rappresentano i due mondi a Wolfsburg. Da una parte l’enorme stabilimento, dove i modelli VW vengono costruiti in serie, dall’altra il parco tematico, con gli edifici museali e gli otto padiglioni dedicati ai singoli marchi. L’ingresso alla città-fabbrica è costituito dal Forum del gruppo VW con esposizioni interattive che vanno dalla sostenibilità con «Level Green» alla costruzione dell’automobile con «Autowerk», in cui vengono mostrate le fasi di produzione di sette modelli. Se si desidera un momento di
relax basta recarsi al cinema panoramico dove vengono proiettati cortometraggi divertenti. Da non perdere la «Zeithaus», la Casa del tempo, con una mostra di 60 auto, sia storiche che recenti, di tutti i marchi. Si tratta delle pietre miliari in campo automobilistico che rappresentano i modelli di riferimento per tecnica, design, metodo di produzione e concetto. Una cosa è certa: un giorno non basta per visitare con la dovuta calma tutti i 28 ettari dell’Autostadt.
derni al mondo è un’esperienza che vale la pena compiere. È affascinante vedere come qui tutto fila liscio come l’olio. È anche interessante notare come l’ergonomia sia stata applicata in modo intelligente. Dopo il tour nella fabbrica cresce il desiderio di mettersi al vo-
lante di uno di questi bolidi. Ma prima di far rombare il motore sulla pista di prova lunga 3,7 km, si passa nel centro visitatori a forma di diamante. Nel piccolo museo possono essere ammirate icone targate Porsche. ◆ Il programma dettagliato di questo TCS Viaggi Club a pagina 48.
Spaccato di motore nell’Autostadt a Wolfsburg.
Nella fabbrica di Porsche a Lipsia un migliaio di robot lavorano insieme a 4300 dipendenti che avvitano, saldano e verniciano, per un totale di 300 fasi di lavoro e 5000 componenti, per costruire 600 Panamera o Macan al giorno. La visita al padiglione di produzione fra i più momarzo 2019 | touring
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Con noi potrete vivere le sensazioni della Porsche mettendovi al volante.
Alla scoperta di Bulli, VW e Porsche: un’affascinante storia dell’automobile! Il TCS organizza in esclusiva per i suoi soci un viaggio alla scoperta della patria di Bulli, VW e Porsche. Scoprite la storia sempre vivente delle automobili a Hannover, Wolfsburg e Lipsia. Godetevi piaceri gastronomici e una ricca cultura. Unitevi a noi: ne rimarrete entusiasti. Programma di viaggio 5 giorni/4 notti 19–23.8.19, in tedesco 26–30.8.19, in francese 1° giorno: Zurigo o Ginevra
(Monaco)–Hannover: volo al mattino per Hannover. Prima attrazione: visitate lo stabilimento delle automobili d’epoca nella categoria veicoli commerciali VW. Vi aspetta una collezione impressionante di «Bulli» (dal 1950 fino al 2018). Cena e pernottamento. 2° giorno: Wolfsburg: la
giornata odierna è dedicata alla scoperta degli stabilimenti e musei Volkswagen a Wolfsburg. Visitate lo stabilimento e i padiglioni espositivi. Pranzo. Rientro a Hannover. Pernottamento. 48 touring | marzo 2019
3° giorno: trasferimento a
Lipsia. Lungo il tragitto, visita della grande esposizione privata di automobili e motociclette di Einbeck. Si prosegue verso Lipsia. Cena. Pernottamento a Lipsia. 4° giorno: al mattino, visita
alla fabbrica di Porsche. Visita dello stabilimento con spiegazione particolareggiata della manifattura di Panamera & Co. Il pomeriggio potete sperimentare come passeggeri la forza centrifuga e aderenza al terreno di una Porsche. O preferite essere alla guida? Cena e pernottamento a Lipsia. 5° giorno: mattinata a
disposizione. Il pomeriggio, trasferimento all’aeroporto di Lipsia e volo di rientro a Zurigo o Ginevra.
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DATE E PREZZI DI VIAGGIO 19–23.8.19 da/a Zurigo (in tedesco) 26–30.8.19 da/a Ginevra (in francese) Prezzi per soci TCS a persona in CHF In camera doppia, prestazioni incl. 5 giorni/4 notti da/a Zurigo o Ginevra con SWISS/LUFTHANSA min. 15/max. 25 persone Supplementi doppia uso singola non soci TCS supplemento gruppo piccolo 15-19 persone * sconto prenotazione anticipata per soci TCS, valido fino al 31.3.2019
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Si applicano le condizioni di viaggio di TCS Viaggi consegnate unitamente all’iscrizione. Con riserva di modifiche del programma di viaggio.
PUNTI FORTI TCS Visita guidata del museo Bulli ad Hannover, visita guidata degli stabilimenti e musei VW di Wolfsburg, visita guidata della collezione privata di automobili a Einbeck, visita guidata della manifattura di Porsche a Lipsia, esperienza come passeggeri di una Porsche su pista a Lipsia, accompagnatore TCS dalla/alla Svizzera Servizi Volo diretto con SWISS/ LUFTHANSA Zurigo o Ginevra (Monaco)–Hannover/ritorno Lipsia–Zurigo o Ginevra in classe economy, tasse aeroportuali e sicurezza, tutti i trasferimenti, 2 pernottamenti nell’hotel**** «Mercure Hannover City», 2 pernottamenti nell’hotel**** «Innside Leipzig by MELIA», 4× BB, 2× LU, 2× DI, vino da tavola, acqua, caffè o tè ai pasti, escursioni e visite esplicitamente menzionate nel programma dettagliato, ingressi, esperienza come passeggero in una Porsche sulla pista di Lipsia, documentazione esaustiva di viaggio, guida turistica locale esperta, accompagnatore TCS spiegazione: BB=colazione; LU=pranzo; DI=cena
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IN FORMA AL VOLANTE CON PIÙ DI 70 ANNI Guidate un’auto e avete più di 70 anni? Rallegratevi: da quest’anno la visita medica periodica per i conducenti è obbligatoria soltanto a partire dai 75 anni. Finora il limite era di 70 anni. Per essere bene in forma e guidare un’auto in modo sicuro fino a quel controllo, è importante che vi assumiate le vostre responsabilità nella circolazione stradale. In questo vi aiuta la campagna di prevenzione Routinier 70+ con consigli utili, esercizi, autocontrolli e uno stand fieristico interattivo. Che grazie allo stato di salute sempre migliore dei settantenni il limite per la visita medica per i conducenti sia stato innalzato di 5 anni è un fatto positivo. Congratulazioni! Però questo significa simultaneamente che adesso avete la responsabilità di mantenervi in forma per la guida fino alla visita medica a 75 anni. Ne vale anche la pena se fate qualche gita in auto con i vostri nipotini. Quanto meglio guidate, tanto maggiore la sicurezza con cui circolate e tanto più bella diventa la giornata passata insieme. La guida sicura si basa su un apprendimento e una formazio-
Allenamento live allo stand fieristico Fateci visita in una fiera – l’allenamento live è piacevole e aumenta la vostra sicurezza sulla strada. Allo stand potete mettere alla prova in modo interattivo la vostra attenzione e le vostre nozioni nella circolazione stradale. Il simulatore di guida è l’ideale per controllare percezione e reazioni. Provatelo in una fiera nelle vostre vicinanze. Potete apprendere le date delle fiere nel sito www.routinier70plus.ch o telefonando allo 031 328 31 33.
ne continua durante tutta la vita. È importante, perché il traffico stradale diventa sempre più fitto e i segnali e le leggi cambiano. Potete fare molto per essere in forma al volante Andare in montagna per un’escursione, visitare gli amici o fare la spesa – l’auto vi rende indipendenti anche se avete più di 70 anni e vi garantisce una qualità di vita elevata. Perciò vale la pena di fare attivamente qualcosa a questo riguardo. Nella terza età l’acuità visiva e l’udito calano. Anche le capacità motorie diminuiscono lentamente. Inoltre la capacità di reazione rallenta. Sono tutti fattori importanti per guidare un’auto. Però per fortuna ci sono molte contromisure da prendere per continuare a guidare l’auto in modo sicuro. Allenatevi con www.routinier70plus.ch La campagna Routinier 70+ vi offre un aiuto eccellente. È focalizzata sui conducenti come voi, che hanno compiuto 70 anni. Vi insegna in modo semplice e comprensibile con quali esercizi e test di autocontrollo potete mantenervi in forma al volante, allenare il corpo e la mente e rinfrescare le vostre nozioni teoriche. Pertanto Routinier 70+ offre un contributo importante affinché restiate mobili in tutta sicurezza. Che ne dite di iniziare subito con l’allenamento? – Ne vale sicuramente la pena!
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SALUTE
Oltre 7000 infortuni in slitta ogni anno
Quando si slitta, le scarpe e le loro suole fungono praticamente da freni, e per questo motivo dovrebbero avere una suola profilata.
TESTO SACHA ERCOLANI
Secondo le statistiche, slittare non è solo una delle attività invernali più divertenti, ma pure in cui avvengono più infortuni (secondo l’upi, ogni anno circa 7000). A essere coinvolti in questo tipo di incidenti sono soprattutto i bambini? Aristomenis Exadaktylos: Non solamente, ma essi rappresentano sicuramente la maggior parte di questo tipo di infortunio. È tuttavia difficile pronunciarsi a questo proposito, poiché spesso i bambini vengono accompagnati da un adulto. Ma negli ultimi anni vediamo sempre più adulti dedicarsi a quest’attività. Quale tipo di infortunio avviene più spesso?
Innanzitutto bisogna differenziare tra allegri capitomboli e cadute che avvengono scendendo a tutta velocità nel bosco. Secondo la mia esperienza, gli infortuni più gravi avvengono colpendo alberi e sbarramenti. Il peso di una o due persone può accelerare molto la velocità della slitta, tramutandola in un incontrollabile proiettile. Per questo motivo, ci si ferisce soprattutto alle gambe, alle braccia e alla testa. Perché alle gambe? Esistono senz’altro varie ragioni. Basta frenare una volta in modo sbagliato, e le gambe non sono più in grado di frenare e possono rimanere incastrate tra la slitta e un albero. Inoltre, spesso chi slitta non indossa scarpe adatte.
E alla testa? Spesso, chi slitta è catapultato fuori dal suo trabiccolo e sbatte la testa sulla pista o contro un albero. Purtroppo, spesso la testa non viene protetta. Secondo lei, dovrebbe essere introdotto l’obbligo di portare il casco per chi slitta? Non mi piace la parola obbligo, ma posso solo calorosamente consigliare a chiunque di indossare una protezione del genere, così come lo fanno gli sciatori (anche qui non vige un obbligo). La nostra testa è preziosissima, e andrebbe ben protetta, sia quando si è giovani che quando si è più in là con gli anni. ◆ Quali argomenti inerenti alla salute vi interessano? Mandateci i vostri desideri a: med@tcs.ch
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La primavera può arrivare Vögele Shoes è un marchio sinonimo di scarpe e accessori di qualità a prezzi accessibili per ogni stagione. La società di lunga tradizione dimostra inoltre una sensibilità ecologica ad esempio con la novità del buono per il recycling.
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osa fare con le scarpe che non si mettono più? Se le vecchie calzature sono rovinate al punto che non possono nemmeno essere consegnate alla raccolta di abiti usati, in genere finiscono nella pattumiera. Ma non deve essere per forza così!
1 franco al paio Vögele Shoes, una delle più grandi aziende storiche di moda delle calzature in Svizzera, offre un buono recycling del valore di 1 franco per ogni paio di scarpe consegnate in filiale. Insieme al partner I:CO si occupa di riciclarle in modo
corretto. Per ogni acquisto a partire dai 10 franchi si può usare il buono in una delle oltre 200 filiali presenti in Svizzera. Dunque: la prossima volta che andate da Vögele Shoes portate le vostre scarpe usate e prendete il buono.
Per tutta la famiglia e ogni occasione Anche quest’anno i soci TCS approfittano per l’intero mese di marzo del 20 percento di sconto su tutto l’assortimento di Vögele Shoes. Non importa se si cercano comode sneaker, eleganti tacchi a spillo o formali scarpe da uomo: da Vögele Shoes si trova sempre – anche grazie
alla consulenza professionale di uno degli oltre 1200 collaboratori – la scarpa su misura per tutta la famiglia e tutte le occasioni. Oltre che per l’assortimento di scarpe, l’offerta di marzo vale anche per gli accessori e le borse nonché per la collezione primaverile appena arrivata sugli scaffali dei negozi. Dovete solo mostrare la tessera di socio TCS alla cassa e fare shopping a buon mercato senza problemi. La primavera può arrivare! Tra l’altro, la tessera di socio può essere usata anche nell’app del TCS e alla voce «TCS Benefits» si può anche vedere quanto si è risparmiato. ◆
L’OFFERTA TCS 20% di sconto sull’intero assortimento di Vögele Shoes (accessori e borse incluse) Validità: 1–31.3.2019 L’offerta è valida in tutte le filiali di Vögele Shoes. Prima di pagare mostrare la tessera di socio TCS alla cassa. L’offerta non è valida nello shop online né per articoli già ribassati, carte regalo e forniture. Non è cumulabile con altre offerte (ad es. saldi). Questa offerta e altri vantaggi per i soci si possono trovare pure nell’app TCS alla voce «TCS Benefits» oppure online su tcs.ch/benefits
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Formazione di guida TCS per assi mondiali Sull’acqua, la campionessa di canottaggio Jeannine Gmelin stacca tutti. E sulla strada? Al centro TCS per il corso di formazione complementare obbligatoria la neo conducente ha dimostrato di sapere anche frenare. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Potenza di donna Jeannine Gmelin è tra i più gran atleti di canottaggio al mondo.
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Coppia perfetta La vogatrice adora la sua X2, sponsorizzata da BMW Dielsdorf.
CLUB
Tenersi stretti! Gmelin e la sua passeggera durante una frenata.
N
eppure oggi la vendi Uster. Per molto tempo, totenne Jeannine Jeannine Gmelin pensava di Gmelin non deve non essere fatta per la guida. rinunciare compleNon si sentiva a proprio agio tamente al suo elemento neppure nei panni di passegpreferito, l’acqua. Eppure, gera. Tuttavia quando, due sul fondo scivoloso inondato anni fa, la vogatrice profesd’acqua del Centro di guida sionista e soldatessa tempoBetzholz a Hinwil (ZH), si ranea si era trasferita a Stans, muove su un elemento scono- aveva dovuto ammettere che sciuto. In questa fredda giorcon l’auto molte cose diventanata di gennaio, la campiovano più facili. E così, all’età nessa europea in relativamente «Mi ha colpito tarda di 28 anni, carica, vincitrice della Coppa del aveva fatto l’esoprattutto la mondo generale e professionalità same di guida. campionessa mon«Adesso sono nete tranquillità diale del 2017 tamente più flessidegli istruttori bile e indipendella categoria Skiff (singolo di dente. Con l’auto del TCS» canottaggio), sta posso risparmiare Jeannine Gmelin completando il molto tempo per corso di formazione compleandare ai molti appuntamentare obbligatoria (FCO) menti, impegni e allenaper neo conducenti. menti».
15 000 km in 8 mesi Ha ottenuto la patente nel maggio dell’anno scorso, e la sfrutta anche: «Da quando posso guidare ho già percorso 15 000 chilometri», dichiara la simpatica ragazza
Sebbene si descriva come una buona conducente che guida con prudenza, apprezza questo corso. Nel novembre 2018 era già stata ospite del centro di Betzholz, dove aveva frequentato un marzo 2019 | touring
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CLUB corso di guida invernale. In entrambe le occasioni ha potuto conoscere meglio la propria vettura. «Mi ha colpito soprattutto la professionalità e la tranquillità degli istruttori TCS. La loro competenza si poteva percepire molto bene», afferma Gmelin.
Elogi alla guidatrice Jeannine Gmelin è una dei dodici partecipanti al corso FCO odierno. Fa già parte di quei neo conducenti che rientrano nelle nuove regole per la licenza di condurre definitiva e che al posto di due corsi devono frequentare solo un FCO (v. riquadro). Se glielo si fa notare, si mostra sorpresa: «Proprio non lo sapevo. Fantastico!». Nono-
stante questo, o forse proprio per questo motivo, la donna prende il corso sul serio. Scambia opinioni con i vicini di banco e ascolta attentamente il collaboratore del TCS Marc Rief. Anche al volante assolve i compiti in modo serio e concentrato. Padroneggia con abilità la guida in curva su fondo scivoloso o le frenate d’emergenza. Lo riconosce anche Marc Rief, che elogia questa celebre partecipante: «Delle conducenti come Jeannine non mi preoccupo. Si vede subito che è una guidatrice coscienziosa». Purtroppo tra molti giovani conducenti, soprattutto maschi, domina ancora una specie di atteggiamento competitivo, tipo Scambio vivace con il vicino di banco nell’aula di teoria.
«sono più veloce e coraggioso di te», dichiara l’esperto istruttore. Ecco perché il corso di formazione complementare si concentra molto sulle cause e le conseguenze di un incidente. «Chi conosce quali gravi conseguenze finanziarie, giuridiche e psicologiche comporta un incidente, ci pensa bene prima di intraprendere una manovra temeraria», spiega Rief. Certe stupidaggini sono tabù per Jeannine Gmelin, anche solo a causa della sua carriera. Infatti, ai Giochi olimpici del 2020 a Tokyo punta a niente di meno della medaglia d’oro. E per non correre il rischio di un incidente o un ferimento, in Giappone non guiderà l’auto, «o forse al massimo dopo le gare». Ora è ben attrezzata per farlo. ◆
Insegnare con piacere Marc Rief sa come coinvolgere i partecipanti. Frenata a fondo Gmelin padroneggia la sua BMW X2 anche in situazioni estreme.
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NUOVE REGOLE Il 14.12.18 il Consiglio federale ha disposto la modifica della formazione di guida. Che concerne pure la formazione complementare obbligatoria (FCO). Novità: Le persone la cui licenza di condurre in prova scade prima dell’1.1.2020, continuano a frequentare i corsi FCO 1+2 (come finora). Mentre le persone la cui licenza di condurre in prova scade dopo l’1.1.2020, devono frequentare un solo corso di formazione complementare. Bisogna frequentare entro 12 mesi il precedente corso FCO 1 oppure il nuovo corso unico di sette ore in vigore dal 2020. I soci del TCS beneficiano di uno sconto di 50 fr. Informazioni e iscrizioni: training-events.ch
FORUM
touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Oliver Marti (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann Pubblicità: Cumi Karagülle Roger Müller Chantale Hofer, verlag@tcs.ch TCS Viaggi Mario Brunelli Vantaggi socio Marcel Zimmermann Assistente prestazioni Club Dominique Voramwald Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. +41 58 787 30 00
Scriveteci… Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. La mania per la Mini L’anno scorso sono stato onorato per i miei 50 anni di appartenenza al TCS. Questo giubileo mi ha ricordato perché, nel 1968, decisi di diventare socio: mi ci voleva un’auto! L’oggetto dei miei desideri, una Mini d’occasione per 3200 franchi. Pensai bene di dotarla di un paio di cinture a due punti che acquistai dal TCS. Nel 1969 partimmo, io e la mia ragazza, per una vacanza in Inghilterra. Ci mettemmo un giorno da Bienne attraverso la Francia fino a Calais dove ci imbarcammo per Dover. Ma dovetti comprare un secondo biglietto per il traghetto, siccome avevo perso quello prenotato con il TCS. A Torquay, nel sudovest della Gran Bretagna, un mattino ritrovammo la Mini con tre ruote soltanto, il ladro era però stato tanto cortese da lasciarci almeno le viti. In quel viaggio percorremmo quasi 3000 chilometri. Oggi non avrei più il coraggio di fare tanta strada con una bagnarola come quella. Ma eravamo giovani, in vena d’avventure e
Benvenuto il servizio dei medici volanti Touring 2/2019
Grazie per aver presentato il lavoro dei medici volanti Medhome della regione di Friburgo. Si può solo sperare che questo esempio venga copiato in altre regioni. Ne abbiamo veramente bisogno. Purtroppo i medici generalisti hanno sempre più tempi di attesa lunghi e le visite domiciliari sono sempre più rare, insomma finiti i bei tempi dei medici di famiglia. In caso di necessità non resta che rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale più vicino, magari chiamando l’ambulanza. Fatto questo che risulta molto costoso oltre che sovraccaricare il servizio di pronto soccorso ospedaliero. Ma ciò entra poi automaticamene nelle abitudini dei pazienti, visto che non hanno più a disposizione il medico di famiglia quando necessita. Gli studi di medici riuniti e il modello
Una Mini «Three Wheeler», suo malgrado!
spensierati. Inoltre, non si conoscevano ancora i sistemi di sicurezza moderni quali ABS, airbag, zona di deformazione ecc. Jürg Ulrich, Kreuzlingen
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una fotografia a: touring@tcs.ch
Medhome sono dunque soluzioni molto gradite e probabilmente anche più economiche. H. Kleinewefers @ Combattere il rumore stradale Touring 12/1-2018/19, Esperto TCS
Avete scritto: «Il rumore va combattuto con misure che facciano presa alla fonte». In effetti i principali responsabili sono le automobili e moto Tuning e v’è chi ne esalta il rombo fino a renderlo insopportabile mediante un flap nello scarico. E tutto ciò con il benestare del legislatore. Paradossalmente, per poter essere immatricolati in Svizzera, i veicoli devono essere adattati alle nostre norme – aumentandone i decibel. Heinrich Bischof, Wittenbach
Il trucco c’è e lo si sente Touring 12/1-2018/19, Esperto TCS
L’immagine con il doppio scarico modificato di un’auto a pagina 46 del «Touring» 12/1 che illustra il contributo dell’esperto TCS, la dice lunga! Le autorità – in sede di collaudo dei veicoli – la finiscano di tollerare gli impianti di scarico truccati, ovvero personalizzati (come si usa dire oggi). Il loro suono spesso molto forte disturba soprattutto chi vive nei quartieri residenziali. Secondo me, le pavimentazioni fonoassorbenti previste per le nostre strade costerebbero caro e non porteranno l’auspicata riduzione del rumore. Sarebbe dunque più efficace usare il gas con criterio e soprattutto smetterla di smanettare a tutte le ore. Johann Ulrich Wyss @
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).
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CLUB
TCS Home: il soccorso domestico Il TCS estende la sua attività principale – il soccorso stradale – ai proprietari di case unifamiliari e di appartamenti in condominio. TCS Home è sempre raggiungibile, offre un rapido aiuto sul posto e si assume addirittura i costi. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
I
mmaginate: è tarda sera, fuori c’è un freddo pungente e il vostro riscaldamento si blocca. Che catastrofe! E non è finita: il vostro artigiano di fiducia non risponde al telefono. Che fare? O vi avvolgete nelle coperte più calde e aspettate il «salvataggio» fino all’indomani oppure: chiamate il numero d’emergenza 24 ore su 24 di TCS Home e ricevete immediatamente aiuto.
L’artigiano arriva direttamente a casa Che si tratti di un elettricista, di un idraulico oppure di un servizio di serramenti: basta una telefonata a qualsiasi ora del giorno o della notte. Il TCS si occupa immediatamente della panne Sempre al vostro fianco Ora il TCS soccorre anche in caso di avarie a casa.
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a casa vostra e vi propone lo specialista adatto al problema. E le lunghe attese o le aziende poco serie sono soltanto un ricordo del passato. Nel caso in cui abbiate già un artigiano che conosce casa vostra, potete precisarlo quando contattate il TCS. Se per caso la persona di fiducia non fosse disponibile, il TCS attinge dalla sua vasta rete di operatori professionisti e affidabili oppure vi manda un artigiano pattugliatore del TCS.
Controllo e assunzione dei costi Il pronto soccorso è una cosa, i costi sono un’altra. Purtroppo accade regolarmente che gli artigiani fatturino ai clienti dei costi troppo elevati. TCS
Home mette fine anche a questo problema. Il TCS controlla le fatture con professionalità e può dirvi esattamente se il conteggio è corretto. Affinché la riparazione non sovraccarichi troppo il vostro bilancio domestico, il TCS si assume fino a 500 franchi di riparazioni annue.
Nelle zone di Berna e Ginevra TCS Home è un progetto pilota del Touring Club Svizzero e inizialmente sarà testato unicamente nella regione di Berna oltre che nell’agglomerato di Ginevra. Sottoscrivetelo già adesso e approfittate del conveniente prezzo di lancio per questo nuovo tipo di protezione per la vostra casa. ◆
L’ESPERTO TCS
«La piastra della cucina non funzionava più. Siccome mio marito, che se ne occupa solitamente, era in viaggio di lavoro, ho chiesto l’aiuto di TCS Home. In breve tempo l’artigiano era qui e ha riparato il danno». Tanja, 45 anni, casalinga
Stefan, 40, manager
«Lavoriamo entrambi al 100% e non abbiamo né tempo né voglia di occuparci di organizzare un artigiano. Ecco allora che interviene TCS Home» Gina, 37, impiegata di commercio e Stefan, 41, responsabile di progetto
«Nella mia vecchia casa c’è sempre qualcosa di rotto. Una volta perde un tubo dell’acqua, un’altra volta non passa corrente da una presa o il riscaldamento impazzisce. Così grazie a TCS Home riesco a dormire serenamente» Hansruedi, 61, docente
I VOSTRI VANTAGGI CON TCS HOME Aiuto immediato: consulenza e organizzazione di un artigiano 24 ore su 24 Per ogni caso: viene reperito lo specialista giusto – dall’elettricista all’idraulico o al servizio di serramenti Basta frodi: controllo professionale delle fatture del vostro artigiano Assunzione dei costi: fino 500 fr./anno Prezzo di lancio: solo 99 fr./anno Acquisizione, zone di validità e altre informazioni: tcs-home.ch o 0844 888 111
LAVORO
Arrivare tardi in ufficio
«
Neve e ghiaccio hanno mandato in tilt il traffico, facendomi arrivare tardi al lavoro. Devo recuperare le ore perse?»
KEYSTONE
«Lo scarico della doccia era intasato. Erano le 23, ma nonostante l’ora tarda è bastata una telefonata alla hotline di TCS Home per organizzare un artigiano. L’aiuto rapido e serio mi ha convinto completamente».
TESTO VERA BEUTLER
In via di principio sì. È vero che talvolta le scuole rimangono chiuse per le forti nevicate, ma il mondo del lavoro è più duro. Se giunge in ufficio in ritardo per un ingorgo stradale o la cancellazione dei treni si tratta di cause di forza maggiore che esulano dalla responsabilità del datore di lavoro. Pertanto l’azienda può legittimamente esigere che recuperi le ore perse o trattenerle dalla busta paga. Infatti, il datore di lavoro è tenuto al pagamento dello stipendio soltanto laddove ad impedire il regolare svolgimento delle prestazioni siano cause inerenti alla persona del dipendente, ad esempio se si ammala.
luogo diverso della sua consueta sede di lavoro. Se il viaggio dura più del previsto a cause delle intemperie, aumentano di conseguenze le ore di lavoro che le saranno calcolate come effettive. E ancora, cosa succede quando, pur arrivando puntuale in ufficio si ritrova a girare i pollici perché la rete informatica non funziona per una bufera di neve? Allora potrà bere tranquillamente un caffè, sicuro di essere retribuito. Qui la sua inoperosità è formalmente imputabile al datore di lavoro. Essendo in mora con l’accettazione, è tenuto al pagamento del salario senza che lei debba prestare ulteriormente il suo lavoro. ◆
La situazione è un po’ più favoreVera Beutler, dr. iur. vole se rimane bloccato nella neve responsabile di «lex4you». durante una trasferta di lavoro. Da premettere che in genere il tragitto LEX4YOU non viene conside«lex4you» è una piattarato come prestaforma interattiva di conzione lavorativa. sulenza giuridica per la Rientra invece nel vita di tutti giorni – computo dell’oracomprensibile, attuale rio lavorativo e pratica. Il TCS è al vostro fianco per la differenza di le questioni giuridiche. tempo che impiega lex4you.ch per recarsi in un marzo 2019 | touring
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Boutique-Hotel La Rocca**** a Ronco s/Ascona Questo raffinato boutique hotel è situato in una posizione incantevole sopra il Lago Maggiore. 19 stanze arredate in modo individuale offrono una nobile casa temporanea. Nel ristorante panoramico vizieremo con piatti mediterranei e classici. Troverete relax nel meraviglioso giardino, la piscina coperta e la spiaggia privata.
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Hotel Casa Berno**** a Ascona L‘ hotel a 4 stelle gestito personalmente si trova al di sopra del Lago Maggiore in mezzo a un parco subtropicale. Le camere e le suite stupiscono per il comfort moderno, la vista fantastica e un tocco di lusso. L‘ elegante ristorante panoramico propone capolavori culinari. Una grande piscina vi invita al relax. Boutique-Hotel Remorino**** a Minusio-Locarno Un luogo incantevole per gli intenditori del classico stile mediterraneo, proprio sul Lago Maggiore e a pochi passi dal centro di Locarno. Le eleganti camere con balcone soleggiato e un magnifico giardino con piscina vi invitano a soffermarvi. La colazione viene servita nel soleggiato ristorante o sulla terrazza.
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TOUROLINO
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La lince europea, con i due ciuffi di peli sulle orecchie e la vista eccezionale, è la protagonista di questo numero di Tourolino.
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Incontro con il più grande felino d’Europa TESTO ALINE BEAUD | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER
BRICOLAGE
Da 77 cm a 1,4 m (compresa la coda)
La lince europea Tra i 17 e i 25 kg
15 anni di speranza di vita
Famiglia dei felini
Specie dei carnivori
CONCORSO ONLINE
La si riconosce facilmente grazie ai suoi due buffi pennelli sulle orecchie, ossia i due ciuffi di peli neri. La lince, con il suo mantello chiazzato, è un animale discreto. Sa confondersi nel paesaggio e sia il suo udito che la sua vista sono molto sviluppati. Essendo un carnivoro, si nutre delle proprie prede, come camosci o caprioli, che caccia durante la notte. Il più grande felino europeo è un animale solitario, ogni adulto possiede il proprio territorio che può estendersi da 10 a 400 km, a seconda delle prede a disposizione. In libertà, la lince vive in Europa e in Asia, di preferenza nel bosco. Può essere osservata in cattività, ad esempio negli zoo di Servion (VD) e Les Marécottes (VS) oppure al Sikypark Crémines (BE).
Questa descrizione è ispirata dal libro (in francese) «Animaux extraordinaires de Suisse romande», Virginie Jobé-Truffer, Creaguide Collection.
PREMI
Cosa significano questi tratti gialli sulla carreggiata? □ □ □
A. Proibito il parcheggio. B. Passaggio solo per le carrozzine. C. Corsia ciclabile.
Partecipa al concorso entro il 24.03.2019 collegandoti al nostro sito internet touring.ch e indicando la giusta risposta. Buona fortuna!
Un’entrata famiglia (2 adulti, 2 bambini) di un valore totale di 90 fr., generosamente offerta dal Technorama.
La risposta corretta del concorso n. 2 era A.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.
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IN GIRO CON
«Ginevra deve diventare il forum della mobilità del futuro» TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO OLIVIER VOGELSANG
H
a venduto le prime auto durante i suoi studi, si è lanciato nella giovane start up Scout 24, in particolare nella piattaforma digitale AutoScout 24, prima di diventare direttore dell’azienda – 300 impiegati – tra il 2011 e il 2018. Conta al suo attivo 26 visite al Salone dell’auto di Ginevra. Olivier Rihs, cinquantenne originario di Bienne, ha fatto delle vetture e del digitale il suo mondo. Un doppio bagaglio che gli è valsa la nomina di direttore, dal prossimo mese di luglio, del Geneva International Motor Show (GIMS). Succederà ad André Hefti, che resta al timone di questa 89a edizione del mega raduno ginevrino. Il nostro interlocutore è contento di assumere le redini di questo evento, dopo un periodo d’osservazione e d’apprendistato: «Un Salone compatto, idealmente accessibile, centrale in Europa e soprattutto in territorio «neutro», ciò che esclude il dominio di marche nazionali. Il GIMS è la festa annuale del settore automobilistico e deve restarlo». La defezione di costruttori a lungo fedeli? Un fenomeno spiegabile che non spaventa il futuro direttore: «Bisogna esporre vetture su un tappeto rosso quando si può ammirarle sul proprio computer o smartphone? È comprensibile che certe marche scelgano altri canali». Del resto, l’assenza di Opel lo scorso anno non ha avuto alcuna incidenza sul numero d’entrate. E tutte le assenze non sono per forza definitive. Veicoli elettrici, interconnessi, autonomi: l’auto del futuro mobilita sempre
più partner. Quest’evoluzione avrà delle incidenze anche sulla manifestazione ginevrina. Olivier Rihs vi si prepara sulla base di un credo: «Una marca non definisce più da sola gli standard di mobilità. Bisogna quindi passare dall’esposizione all’evento». Secondo lui, Ginevra deve diventare un appuntamento an-
«Bisogna mantenere ciò che funziona, come l’emozione e il divertimento» Olivier Rihs futuro direttore del Geneva International Motor Show (GIMS)
nuale riguardante le esigenze di un pubblico desideroso di una mobilità pulita e compatibile con le nuove tecnologie.
Riunire le competenze In questo contesto, il futuro direttore guarda più lontano e lancia una grande sfida a se stesso: fare del GIMS il forum annuale mondiale della mobilità del futuro. «Potrebbe diventare il centro di competenze per raccogliere delle sfide, come ad esempio l’unificazione degli standard di connettività. Oggi le marche sviluppano le loro tecnologie ognuna per conto suo e ciò non è una garanzia d’efficienza». Altre piste di riflessione: lavorare maggiormente sulla digitalizzazione – dunque ottimizzare per esempio la biglietteria online – e la realtà virtuale. «In futuro dovrebbe essere possibile visitarci da ogni posto, senza per forza venire a Ginevra». Si tratta di grandi cantieri che, ne è cosciente, non può affrontare da solo: «Ho bisogno del sostegno dei costruttori, ma anche degli ambienti politici ed economici ginevrini». Queste promettenti visioni equivalgono allora a un addio alle carrozzerie da sogno e alle hostess disinvolte? No, le basi non verranno sacrificate: «Bisogna mantenere ciò che funziona, come l’emozione e il divertimento», taglia corto Olivier Rihs. D’altronde, per lui, il piacere di guidare una bella vettura farà parte in futuro degli svaghi dell’uomo attivo, anche se poi un veicolo autonomo gli permetterà di lavorare al suo interno nei giorni feriali... ◆ marzo 2019 | touring
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GIOCA & VINCI
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GRANDI OCCASIONI
24 marzo:
per vincere
rmine ultimo te cipare per parte i ai gioch
OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI IN PALIO lo smartphone Samsung Galaxy Note 8 Valore CHF 583.– Il Samsung Galaxy Note 8 è uno smartphone di fascia alta dotato di un grande display Super AMOLED da 6,3 pollici, elegante e full screen. La sua leggibilità è impeccabile anche alla luce del sole. Vanta inoltre una doppia fotocamera principale da 12 megapixel, doppio obiettivo, zoom 2×, un’apertura F1.7 e molte altre funzionalità, come
la fotocamera anteriore da 8 MP. E non dimentichiamo l’utilissima S Pen. Che numero ha lo stand TCS al Salone dell’auto di Ginevra? Inviate un SMS con tmi031 xxxx (xxxx = stand TCS) al numero 5555
OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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IN PALIO il Samsung Galaxy S2 Tablet 32 GB LTE
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OCCASIONE 3 – SUDOKU 2
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IN PALIO lo smartwatch Samsung Gear Fit2 Pro
Valore CHF 340.–
Valore CHF 180.–
Il Galaxy Tab S2 di Samsung, con il suo favoloso display da 9,7 pollici, pesa solo 392 g nonostante la solida struttura in metallo: in altre parole è più leggero di una rivista. Ha uno spessore di 5,6 mm. La memoria può essere estesa fino a 128 GB con una scheda SD. Il tablet, con il suo potente processore, consente di navigare, giocare, ascoltare musica, guardare video e film e lavorare in modo efficiente anche in mobilità, grazie ad un pacchetto Office.
Lo smartwatch Gear Fit2 Pro di Samsung è definito un Activity Tracker. Riconosce lo sport praticato da chi lo indossa e monitora le attività e i relativi valori, come ad esempio la frequenza cardiaca. È efficace anche durante gli sport acquatici, poiché è impermeabile fino a 5 ATM in conformità alla norma ISO 22810. Gear Fit2 Pro funziona anche senza collegarlo al cellulare.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi032 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi033 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci, Casella postale, 3024 Berna.
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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto 16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca & vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.
TICINO Bollettino della Sezione Ticino
#3 | marzo 2019
Imposta di circolazione :
il parere del TCS La proposta di modifica della legge del Consiglio di Stato sotto la lente del Comitato della Sezione Ticino. Obbiettivo: conciliare la nuova imposta con le aspettative degli automobilisti a pagina 72
SEZIONE TICINO
Le assemblee dei Soci dei Gruppi locali L’assemblea generale ordinaria dei Soci TCS dei Gruppi locali del Bellinzonese e Valli, Locarnese e Valli, Luganese e Mendrisiotto sono state convocate ufficialmente sul foglio ufficiale n. 12 del 8.2.2019. L’ordine del giorno contempla
Bellinzonese e Valli Il Comitato invita i Delegati, Soci e ospiti giovedì, 14 marzo 2019 alle ore 17:45, presso la sala multiuso «Al Ciossetto» di Sementina. Seguirà l’aperitivo e la cena, a pagamento, per i Soci che si iscriveranno entro il 1º marzo all’indirizzo e-mail manifestazioni.tcs@bluewin.ch.
le consuete trattande statutarie con l’approvazione del verbale dell’ultima Assemblea, la relazione del Presidente, la relazione finanziaria per il 2018, la presentazione del preventivo 2019, un breve riassunto della attività intraprese e
Gruppo del Locarnese e Valli L’assemblea si terrà presso l’Hotel «La Palma au Lac», viale Verbano 29 a Muralto. venerdì 15 marzo 2019 alle ore 18:00. Seguirà la cena, a pagamento, per i Soci che si iscriveranno entro il 11 marzo all’indirizzo e-mail adele.guscetti@gmail.com oppure telefonicamente allo 079 213 20 10.
TCS SEZIONE TICINO
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84 000 copie 10 volte all’anno Roberto Morandi Sara Bönzli
touring
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Gruppo del Luganese Mercoledì, 27 marzo 2019 alle 18:00 presso l’Hotel «De la Paix» in via Cattori 18 a Lugano, si terrà l’assemblea alla quale farà seguito una cena offerta a tutti i soci partecipanti ed iscritti alla stessa. Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 20 marzo allo 091 922 88 61 oppure in forma elettronica a info@tcs-lugano.ch.
Gruppo TCS del Mendrisiotto L’Hotel «Coronado» in Via F. Borromini 10 a Mendrisio ospiterà l’assemblea mercoledì 13 marzo 2019 alle 18.30. Per l’Assemblea non è richiesta alcuna iscrizione ma per la cena, che seguirà, è obbligatoria e la si può comunicare all’indirizzo tcs.mendrisiotto@gmail.com oppure allo 091 171 48 96 entro il 4 marzo. I signori Delegati sono tenuti a partecipare e verranno avvisati personalmente.
Punto di contatto via alla Chiesa 10, 6802 Rivera Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e controlli tecnici.
Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino Tiratura Edizioni Redazione Layout
quelle programmate per l’anno in corso. Di seguito sono segnalate le date, i luoghi e le modalità d’iscrizione. I Delegati sono invece convocati personalmente tramite posta oppure e-mail.
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581, 6802 Rivera sezioneTI@tcs.ch Stampa
Swissprinters AG Brühlstrasse 5 4800 Zofingen
Per il viaggio: ViaCard, Bollo ecologico (D), Telepass (I, F, E, P), Patente internazionale, Vignetta autostradale per CH e Austria, info e pagamenti Pedemontana Telefono 091 935 91 35, Fax 091 935 91 20 sezioneTI@tcs.ch, www.tcs-ticino.ch
SEZIONE TICINO
Indispensabile collaborare per una migliore mobilità
Incontro USTRA-TCS È quanto ribadito nel recente colloquio fra le rappresentanze dell’USTRA e del TCS alla vigilia dell’inizio della costruzione della galleria autostradale di risanamento del San Gottardo e della progettazione di due altre grandi opere, quali: il collegamento della A2 con la A13 e l’eliminazione della strozzatura fra Lugano e Mendrisio.
L
’incontro aveva principalmente lo scopo di meglio conoscere programmi, priorità e progetti, che riguardano il Ticino, dell’Ufficio federale delle strade, in particolare dall’inizio del 2020, quando due segmenti stradali, ora appartenenti al Cantone, passeranno di proprietà della Confederazione, e quindi saranno parti integranti della rete delle strade nazionali e cioè: il tratto dallo svincolo autostradale di Camorino alla rotonda di San Materno di Ascona e il tratto da Stabio al confine. Di fatto, l’USTRA diventerà proprietaria dell’importante «spina dorsale» della nostra rete di collegamento cantonale, che è quella che ci garantisce la quasi totalità della mobilità interna. È chiaro, inoltre, che il potere decisionale per le grandi opere previste in futuro passerà alla Confederazione. Certamente i vantaggi, soprattutto finanziari, sono evidenti, ma c’è anche da tener presente che i programmi d’attuazione potranno entrare in concorrenza con quelli di altri Cantoni e, in quest’ambito, non mancherà certo il lavoro ai nostri parlamentari a Berna.
Il campo d’azione dell’USTRA prevede tutta una serie d’interventi aventi quale fine non solo la costruzione di nuove opere o l’eliminazione dei punti critici, ma anche la manutenzione e la salvaguardia dell’ingente valore dell’infrastruttura autostradale presente in Ticino. L’imbattersi in un cantiere, magari di lunga durata, non è sempre cosa gradita all’automobilista, ma dobbiamo renderci conto che la sicurezza dipende molto dalla regolare manutenzione della strada. Fra le grandi opere in fase avanzata di progettazione e pianificazione, oltre alla seconda galleria del Gottardo e la copertura dell’autostrada ad Airolo, ben accettate dalla popolazione, c’è la costruzione del Centro di controllo per i mezzi pesanti di Giornico, che sarà operativo fra 2-3 anni. Scendendo più a sud, l’obiettivo è focalizzato sul collegamento fra la A2 e la A13, il cui progetto, curato dal Cantone, è stato inoltrato a Berna. I tempi per questa realizzazione si protrarranno per una decina d’anni. Nel Sottoceneri, il semisvincolo di Sigirino, dopo qualche rallentamento è quasi in
dirittura d’arrivo, mentre la sistemazione con l’ampliamento della tratta fra Lugano sud e Mendrisio, potrà essere realizzata solo nel corso della terza tappa prevista da FOSTRA nel periodo 2030-2040. Per la Stabio-Gaggiolo, l’USTRA analizzerà meglio le proposte studiate a suo tempo e le rielaborerà. Sono state poi esaminate e discusse altre tematiche: dalla richiesta d’esenzione del pagamento della vignetta autostradale per la Mappo-Morettina, la controversa semaforizzazione della TI21, le modifiche alla Legge sulla circolazione stradale fresche di consultazione, l’impatto della linea «tram-treno» sulla cantonale Manno-Bioggio con lo svincolo di Suglio ed altre migliorie che s’intendono portare alla A2 con impianti di segnaletica automatizzata. L’USTRA e il TCS sono consci delle grandi sfide in cantiere e della necessità di raccogliere attorno ad esse il massimo consenso possibile della popolazione e degli organismi politici locali e cantonali. Perciò il regolare scambio di informazioni e di opinioni fra i due Enti sarà proficuo per far maturare i differenti progetti, evitando che la mancanza di collaborazione e la messa in atto di azioni ostruttive conducano inevitabilmente al peggioramento della mobilità, già ora critica, e rimandando nel tempo il miglioramento e lo sviluppo delle infrastrutture viarie. Da sinistra: Marco Fioroni, responsabile filiale di Bellinzona; Guido Biaggio , vice-direttore USTRA Svizzera; Carlo Vitalini, presidente TCS-Sezione Ticino e Renato Gazzola, portavoce TCS
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Villaggio di vacanza TCS per ogni occasione Il TCS Sezione Ticino offre un luogo incantevole per poter organizzare un soggiorno in Leventina tra il verde e le montagne. Questa struttura ospita per molte settimane all’anno i corsi di guida per giovani desiderosi di ottenere la licenza di guida con una preparazione di alto livello e nel contempo in modo divertente e conviviale.
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ltri gruppi come scuole o associazioni possono approfittare di questa oasi di tranquillità per passare qualche giorno di svago o per svolgere le più disparate attività. Il Villaggio di vacanza TCS si trova a Scruengo-Quinto, a qualche chilometro di distanza dall’autostrada (Uscita Quinto). Dispone di 100 posti letto suddivisi in diverse casette, una mensa, un campo sportivo e due aule equipaggiate con sistemi audiovisivi. Dieci rampichini e 2 tennis da tavolo sono inoltre a disposizione degli ospiti. Il personale, diretto da Katty Meloni, è a
Junior e Senior Driving: sono aperte le iscrizioni Presso il Villaggio di vacanza TCS sono organizzati i corsi Junior Driving, dedicati ai giovani da 16 a 18 anni che vogliono affrontare l’esame teorico ufficiale «Scooter, cat. A1 limitata e auto, cat. B». Una settimana intensa, con vitto e alloggio inclusi, in cui apprendere la teoria legislativa (regole, segnaletica, ecc.) ed esercitarsi sulle domande d’esame. A fine
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completa disposizione per offrire tutto quello di cui si necessita per rendere il soggiorno indimenticabile. Questo può essere in pensione completa, mezza pensione (se si vogliono compiere escursioni o attività durante la giornata lontano dal centro) oppure pernottamento con colazione per chi è solo di passaggio. Anche diversi compleanni e matrimoni hanno trovato un luogo ideale per festeggiare.
Nelle vicinanze sono disponibili strutture sportive e turistiche, luoghi d’interesse che permettono di organizzare in modo interessante le giornate. Sull’aerodromo di Ambrì, anch’esso a due passi dal Villaggio di Vacanza TCS, è stata realizzata una pista per corsi di guida. Essa permette di abbinare al soggiorno attività originali quali un corso di perfezionamento per conducenti, un corso per migliorare la guida con camper o trainando roulotte oppure per un gruppo di motociclisti che vuole alternare escursioni sui passi alpini a esercizi in pista. Marco Gazzola, responsabile dei Corsi TCS, è a vostra disposizione allo 091 935 91 21 e vi saprà orientare se siete interessati a simili attività.
Matthias Brantschen, responsabile amministrativo, vi potrà fornire informazioni e attende le vostre riservazioni allo 091 935 91 30.
Inoltre il TCS mette a disposizione, a tariffe ridotte 3 pulmini da 9 posti per chi avesse difficoltà negli spostamenti e per le escursioni nella regione.
settimana si terrà poi l’esame ufficiale con un Esperto di Camorino. Nel corso sono compresi inoltre i «primi soccorsi», l’approccio alla guida pratica dell’auto su pista chiusa al traffico, le conferenze su vari aspetti della guida, un buono per il corso di sensibilizzazione, necessario per presentarsi all’esame pratico (tariffa fr. 950.– tutto compreso) e in omaggio una lezione di pratica. I corsi sono aperti solo ai Soci TCS.
Il corso Senior Driving è invece svolto a Rivera, senza però il pernottamento (tariffa fr. 700.– tutto compreso), ed è aperto ai giovani a partire dai 19 anni. Informazioni supplemetari, dettagli e le date dei corsi possono essere visionati sul sito tcs-ticino.ch dove è possibile anche iscriversi.
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Viabilità:
grosse novità per il Locarnese Inviata a Berna la «bozza verde» del collegamento veloce A2—A13 e presentata la convenzione per la realizzazione della galleria che metterà in sicurezza il tratto tra Ascona e Moscia
S
ono due le principali novità che riguardano la viabilità del Locarnese. La prima concerne il collegamento veloce A2-A13: nei primi giorni di febbraio, il Dipartimento del territorio ha inviato a Berna, all’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), il piano generale per il preavviso federale. La seconda novità permetterà di mettere in sicurezza un tratto stradale vitale per il traffico di transito e a vocazione turistica: quello che da Ascona conduce a Moscia. A tale proposito, negli scorsi giorni, il DT ha presentato una convenzione, sottoscritta dal Cantone, dalla Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia (CIT) e dal Comune di Ascona, che porterà alla realizzazione di una galleria sulla litoranea tra Brissago e Ascona.
La «Bozza verde» Il Dipartimento del territorio ha elaborato il Progetto generale del Collegamento A2-A13: un piano sviluppato dal consorzio Tarabusino con l’accompagnamento dell’USTRA, sulla base della Variante 6A.
Se la stima dei costi nel 2012 ammontava a 1,3 miliardi di franchi, a preventivo 2018 ne figurano 1,4. La differenza è principalmente dovuta alla serie di accorgimenti che sono stati adottati in favore dell’ambiente. Il finanziamento sarà a carico della Confederazione, attraverso il FOSTRA, il fondo per le strade nazionali.
A2–A13: il Locarnese sarà collegato all’autostrada Gli obiettivi del progetto sono evidenti: migliorare le condizioni di mobilità e la sicurezza della circolazione, collegando il Locarnese all’autostrada, mediante un tracciato adeguato che sgravi il comprensorio dal traffico parassitario; tutelare l’ambiente, limitando l’impatto fonico e l’inquinamento; valorizzare le risorse territoriali, e contribuire al riordino territoriale del Piano di Magadino.
Magadino che tiene conto dei vari settori interessati: dall’agricoltura alle attività industriali e commerciali, dalle componenti naturali allo svago e – non da ultimo – il turismo» ha affermato al proposito il direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali.
I prossimi passi Il progetto sarà valutato dall’UFAM, il quale prenderà una posizione entro la meta di quest’anno. In base all’esito del preavviso, il Cantone avrà la possibilità di adattare o completare il progetto, per consegnarlo definitivamente a Berna entro la fine del 2019. Nel 2020 USTRA farà suo il progetto e avvierà così la procedura di approvazione del Progetto generale presso il Consiglio federale. Una volta approvato dal Governo federale si passerà alle successive fasi progettuali. I lavori potrebbero iniziare tra il 2023 e il 2025 e verrebbero terminati entro il 2035. I tempi di esecuzione sono infatti stimati in circa 8-9 anni.
Galleria di Ascona-Moscia: per una maggiore sicurezza Un chilometro e mezzo di lunghezza per circa 95 milioni di franchi d’investimento, suddivisi tra Cantone (55%), Comuni della CIT (40%) e Comune di Ascona (5%). Sono queste le cifre più significative del progetto relativo alla galleria Ascona-Moscia. Si porrà così rimedio a un problema che affligge da più di vent’anni la viabilità della litoranea. Un’arteria, questa, molto trafficata e soggetta a rischio d’instabilità geologica.
La tratta Cantonaccio-Acapulco Zali: «Un collegamento vitale per il Sopraceneri» «Questo collegamento rientra in una visione più ampia e dinamica di riorganizzazione territoriale del Piano di
La strada cantonale Ascona – Brissago è parte integrante dell’asse principale alpino A13. Nella tratta denominata “Via Moscia” che si estende per circa 1500 metri, la strada presenta una geometria tortuosa e una larghezza insufficiente ad accogliere il volume di traffico che si attesta a 12 800 veicoli al giorno su media annuale e a 18 000 veicoli al giorno nel periodo estivo dato che la zona è a vocazione turistica.
Nuovo percorso ciclopedonale La nuova strada che verrà realizzata sottoterra (in galleria), permetterà di offrire a tutti gli utenti un attrattivo percorso ciclopedonale, soprattutto in considerazione, della forte vocazione turistica della regione.
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Consultazione sulle imposte di circolazione
La posizione del TCS Il Consiglio di Stato ha lanciato la consultazione, terminata il 15 febbraio, per definire il nuovo sistema di calcolo dei tributi a carico degli automobilisti ticinesi per il 2020. Il Comitato della Sezione Ticino del TCS non può aderire alla proposta di modifica di legge proposta, in quanto essa è condizionata dal raggiungimento di un gettito elevato, che continuerà a mantenere il Ticino fra i Cantoni con le imposte e tasse di circolazione più care della Svizzera.
L
a criticità della formula non è legata alla sua concezione ma piuttosto al fatto che deve generare un gettito preventivamente definito e non basato sul reale fabbisogno. Inevitabilmente qualsiasi formula porterà, a queste condizioni, a diminuire l’imposta a determinate categorie di vetture a discapito di altre che se la vedranno aumentare. Solo un gettito non predefinito e basato sul reale fabbisogno permetterebbe di diminuire l’imposta a tutte le vetture che compongono il parco veicoli cantonale. Citiamo comunque alcune osservazioni sulla formula proposta. Reputiamo la massa «a vuoto», quindi il peso dell’auto con il guidatore, decisamente più reale rispetto a quanto oggi
La formula Imposta in CHF = (10% della massa a vuoto) + (b x CO2) b = se il CO2 è tra 0 – 120 g/km 0.9 121 – 140 g/km 2.0 141 – 180 g/km 2.7 > 180 g/km 3.4
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contemplato («Peso a pieno») e il 10% di questo valore costituisce la tassa base. Un valore dinamico a dipendenza della tipologia della vettura, anche se due di queste sono svantaggiate: le famigliari e le auto elettriche. Le prime sostanzialmente pagheranno una tassa base maggiore anche se sono «socialmente» necessarie e indispensabili per famiglie numerose. Le seconde pagano una tassa base maggiorata per trasportare le batterie, parte indispensabile per avere un trasporto sostenibile a livello ambientale questo è in controtendenza all’idea di favorire la loro espansione. Non da ultimo, in termini generali, comunque il maggior peso delle attuali vetture è stato voluto per aumentarne la sicurezza, ciò che stride con una penalizzazione per il peso. Comunque queste considerazioni sono piuttosto concettuali poiché i «supplementi» che ne scaturiscono restano contenuti. Un altro aspetto che consideriamo critico è l’evoluzione del valore delle emissioni
di CO2 rispetto ai cicli di omologazione. Queste misure si sono rivelate irreali poiché praticamente le automobili consumano più carburante e quindi producono più CO2 di quanto annunciato dai costruttori. Le misurazioni fino ad oggi sono state effettuate su rulli in laboratorio con le vetture spogliate di ogni accessorio che ne aumentasse il consumo. Per rendere più realistici questi valori saranno corretti di + 5–10% in una prima fase nel 2020, per giungere al nuovo ciclo di omologazione (WLTP) che sarà di ca. + 20–25% maggiore e entrerà in vigore dal 2021. Una domanda sorge spontanea: dovremo attenderci un sensibile aumento delle imposte di circolazione a causa dei valori delle emissioni di CO2 che aumenteranno rispetto a oggi per gli stessi modelli in soli due anni oppure, per contenere l’aumento, verranno modificati i valori (b) della formula?
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L’evoluzione del parco veicoli Quest’aspetto non è sufficientemente considerato e la modifica proposta non tiene conto dei repentini cambiamenti della tipologia del parco veicoli cantonale, che come auspicato e secondo le previsioni, sarà condizionato dall’avvento della trazione elettrica, che aumenterà il numero di queste vetture, le quali pagano solo la tassa base. Queste sintetiche osservazioni indicano che il modello di imposta presentato avrà una vita effimera e che, a breve, si dovrà ristudiare la formula, soprattutto se si vuol mantenere un gettito dell’imposta predefinito. Esempio: le auto «tradizionali» a motore termico dovranno sempre più compensare i mancati introiti delle auto elettriche con conseguente aumento della loro imposta di circolazione. Si dovranno cambiare quindi i coefficienti della formula per mantenere il gettito fiscale inalterato. Non da ultimo la nuova imposta di circolazione potrà comportare reazioni negative dagli ambienti socialmente sensibili poiché la diminuzione delle imposte di circolazione delle auto di lusso e sportive con il nuovo calcolo, anche se corretta, deve essere compensata, sempre per la ragione che il gettito è predefinito, con un aumento di quelle relative ad auto di categoria citycar e mini. Questa proposta di modifica di legge non risponde in modo esauriente alla riuscita raccolta di firme per l’iniziativa «Per un’imposta di circolazio-
ne più giusta!», ad inizio 2018, che ne chiedeva la modifica.
eccessiva penalizzazione della categoria degli automobilisti.
L’iniziativa
I proventi dell’imposta di circolazione confluiscano in un «conto mobilità» (sul modello federale FOSTRA).
L’imposta di circolazione per i veicoli immatricolati la prima volta a partire dal 1.1.2009 sia fissata unicamente in funzione delle emissioni di CO2, fatta salva un’imposta minima non superiore a fr. 200.–. L’imposta di circolazione sia fissata esclusivamente sulla base di atti soggetti a referendum, senza alcuna delega al Consiglio di Stato. Il TCS per i primi due punti è soddisfatto. Il ricavo annuo delle imposte di circolazione relative alle automobili sino a t 3,5 non ecceda gli 80 milioni di franchi (stato il 31.12.2016. La proposta di modifica di legge risponde solo in minima parte alla richiesta contemplata dall’iniziativa. Infatti la diminuzione del gettito doveva assicurare un plafonamento di non più di CHF 80 mio. I gettiti ipotizzati nei prossimi anni restano di circa CHF 26 mio più alti di quanto auspicato e non corrispondono al reale fabbisogno con conseguente
La creazione di un conto stradale nella contabilità cantonale è contemplato ma a solo scopo informativo. L’impossibilità legale di vincolarlo all’imposta rende però la sua esistenza meno determinante ai fini esposti dall’iniziativa. Un aspetto comunque importante da prendere in considerazione è che questo conto presenta un importo medio annuale di CHF 106 mio. Questo non deve essere rapportato al solo gettito fiscale delle automobili, che nel 2018 ammonta a CHF 110 mio, ma a quello di tutto il parco veicoli che utilizza la rete stradale compresi quindi autocarri, rimorchi ecc. che sempre nel 2018 è invece di 136 mio. Questa differenza di ca. CHF 26 mio in più del gettito dell’imposta sulle sole automobili giustifica la richiesta espressa nell’iniziativa di un plafonamento del gettito a CHF 80 mio a copertura del fabbisogno stradale di 106 mio.
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