La rivista della mobilità
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amanti gite per colato del cioc
PROSSIMI ALLA REALTÀ Videogiochi di corse auto
Le minacce della
DIVERTE COME UNA GRANDE
natura
Test nuova Ford Fiesta
SPORT INVERNALE
IMMERSI NELLA PACE SOLITARIA CON
IONE TCS SEZ O TICIN p. 99
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SOMMARIO
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Videogiochi, tra guida virtuale e realtà in circuito Nostro test della Ford Fiesta
32 Catastrofi naturali: a Bondo la più recente
14 EDITORIALE
La rivista della mobilità
dossier I parcheggi gratuiti possono promuovere il car pooling
8 Valanghe a Evolène
n mezzo contro gli ingorghi di pendolari sulle nostre strade potrebbe essere il car pooling (automobile condivisa). Da alcuni anni ci sono varie piattaforme online come lablacar oppure arpooling. ppure il car pooling non è niente di nuovo per quanto riguarda il traffico del tempo libero. Se amici o associazioni hanno in programma un’escursione in compagnia, spesso si ritrovano su un parcheggio gratuito ben situato. Da l partono poi tutti assieme con poche automobili. Purtroppo ho dovuto constatare personalmente che parcheggi del genere sono sempre pi a pagamento. n futuro, se si vuole promuovere il car pooling queste possibilità di posteggio gratis dovrebbero essere situate in luoghi centrali o nei pressi delle uscite autostradali.
12 Permafrost
U
Gli insegnamenti del pericolo bianco nel Canton Vallese Suolo ghiacciato e conseguenze del riscaldamento climatico
14 Visita a Bondo Luogo sconvolto pochi mesi fa da una natura minacciosa
mobilità 24 Simulazioni di guida Quando i videogiochi si avvicinano alle gare sportive
28 Guidare già da 17 anni? Fa già discutere la revisione della formazione due fasi
30 Bici elettriche con ABS Tendenze, sviluppi oltre a esigenze dei clienti di e-bike
18 Caduta massi Un software di simulazione ne calcola i possibili problemi
20 Inondazioni Quando un’oasi verde può diventare bacino di ritenzione
Una Mini rivisitata svizzera
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Felix Maurhofer caporedattore
Copertina: Slavina a Anzère (VS) © Keystone / Jean-Christophe Bott
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SOMMARIO
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62
Pick-up Classe X di Mercedes
Magia natalizia al Tegernsee
26
Asut: svizzeri scettici su guida autonoma
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I miei vantaggi club 69 Provare i maestri di sci svizzeri 70 2 per 1 alle «Portes du Soleil» 71 Natale con Tom e Tina 76 Eventi a prezzi vantaggiosi
Norvegia: sci e barca tra i fiordi
tecnica 32 Test della Ford Fiesta L’ottava generazione offre piacere di guida e assistenti
36 Quale fanale scegliere Test comparativo dei fari: laser, LED/matrice, xeno o alogeni
44 Fuoristrada da città
club 78 Visibili nel traffico Made Visible e prevenzione stradale nella giornata della luce
80 Bici da carico in città Il 3° Carvelo Camp le conferma valida alternativa all’auto
83 Collaboratrice TCS
Opel Crossland X e Mini Cooper Countryman ibrida ricaricabile
Sale riunioni senza segreti per Annamaria Giustolisi
svago
rubriche
56 Nei Carpazi polacchi Paradiso per gite in ciaspole lontano dallo stress
59 Sci di fondo in Engadina La Val Fex regala quiete e natura anche a chi è alle prime armi
TCS Sezione Ticino
23 Calendario: dicembre/gennaio 36/89 L’esperto TCS 87 Fumetto 90 Forum 90 Impressum 93 Tourolino 96 In giro con 98 Gioca & vinci
100 101 102 104 106
Nez Rouge Ticino Corsi TCS 2017: un successo! Ciclisti e pedoni: questione di... equilibrio Fantasmi in autostrada TCS, in soccorso anche per i regali
Giornata della luce 2017
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Touring n. 2
Temi trattati nella prossima edizione della rivista: in viaggio con gli animali, test della VW Polo, ricaricarsi al sole di Madera, Cambogia o Senegal, corso TCS droni. Data di pubblicazione: 25.1.2018
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Distanza minima Siccome i ciclisti vengono spesso superati troppo da vicino dalle automobili, adesso Pro Velo chiede una distanza minima di 1,5 metri fissata per legge in fase di sorpasso. Le strade svizzere sono tra le più sicure del mondo. Eppure c’è un potenziale di miglioramento. L’anno scorso sulle strade elvetiche sono rimasti feriti gravemente 854 ciclisti e 24 sono morti. Da oltre dieci anni non si segnalano miglioramenti e il numero di incidenti gravi è perfino aumentato leggermente. E per quanto riguarda le e-bike il numero di incidenti gravi è addirittura triplicato. Ora Pro Velo, l’associazione mantello dei ciclisti, chiede una distanza minima legale per i sorpassi di biciclette. Perché i sorpassi troppo ravvicinati da parte delle auto distraggono le persone che vanno in bici.
«Distanza sufficiente» Attualmente la distanza in fase di sorpasso è regolata in modo che sia garan-
tita una «distanza sufficiente» e che si possa sorpassare solo «se lo spazio necessario è ben visibile e libero». Inoltre, si richiede una «particolare prudenza». L’associazione chiede adesso una distanza minima prescritta per legge di 1,5 metri, se i ciclisti vengono superati da conducenti di veicoli a motore. Pro Velo sottolinea come un incidente ciclistico su dieci in Svizzera succede mentre il ciclista è sorpassato da altri veicoli. Il sorpasso ravvicinato è un problema di sicurezza e ci sono Paesi nei quali vige una distanza di sorpasso minima, come ad esempio la Spagna, il Portogallo, la Francia e l’Inghilterra. Per questo motivo «è giunto il momento che il sorpasso di ciclisti sia regolato chiaramente anche in Svizzera», scrive Pro Velo in un comunicato.
Due shuttle autonomi per Vaud
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759 franchi al mese è quanto spendono in media le famiglie svizzere per i trasporti. In altre parole, per l’acquisto e la gestione di veicoli, biglietti dei trasporti pubblici e per i viaggi in aeroplano. Ciò corrisponde al 7,6% del reddito famigliare medio disponibile. Lo si evince dai risultati del censimento dei budget dell’Ufficio federale di statistica per il 2015.
LA FOTO
Cool Runnings 2018 La storia si ripete, ma questa volta in versione femminile e le bobbiste non provengono dalla Giamaica. Stiamo parlando della prima squadra di bob nigeriana che è riuscita a qualificarsi ai Giochi Olimpici di Pyeongchang. Per l’equipaggio di bob a due come pilota vi è Seun Adigun, mentre come frenatrici Ngozi Onwumere e Akouma Omeoga. Per il paese dell’Africa occidentale è la prima partecipazione ai Giochi invernali.
Sicurezza dei ciclisti Sorpassi con distanza minima di 1,5 metri?
Dopo Sion e Marly anche il Canton Vaud prevede due minibus a guida autonoma. Per poter circolare nel traffico durante i due anni del test, i veicoli dell’azienda di trasporto «Morges Bière Cossonay» (MBC) devono prima essere collaudati dall’Ufficio federale delle strade (Ustra). Oltre agli aspetti concernenti le strade e la sicurezza, saranno esaminati attentamente l’impianto di illuminazione, l’apertura d’emergenza e i freni. L’ispezione federale obbligatoria si svolgerà
LA CIFRA
nel centro regionale TCS di Cossonay – il luogo ideale per la fase di test degli shuttle in situazioni sconosciute, senza mettere in pericolo il traffico. I bus autonomi della MBC potranno così ottenere la certificazione. Dal 10 dicembre 2017 saranno integrati nel traffico pesante e circoleranno, tra l’altro, fino ad una scuola. Per motivi di sicuil video rezza un accompagnatore sarà sempre presente a tcs.ch/ bordo. portale-video
CITAZIONE
«Molti amano le auto veloci e i motori rumorosi, perché la velocità e il rumore impediscono di riflettere su se stessi»
Truman Capote (1924–1984) non ci ha regalato solo romanzi come «Colazione da Tiffany», ma anche aforismi intelligenti.
ATTUALITÀ
No a nuova linea Berna–Friburgo
FOTO KEYSTONE, OBI GRANT, TIM SCOTT/FLUID IMAGES, ALD
l onsiglio federale ha esaminato un eventuale cambio del tracciato della linea ferroviaria erna- riburgo, in modo da aggirare Schmitten- lamatt e abbreviare cos anche il tragitto tra erna e Losanna. giunto alla conclusione che un nuovo tracciato non porterebbe alcun risultato positivo.
Pickerl digitale
Peugeot da 7,2 mio. scritta alla 500 iglia di ndianapolis nel 191 , una Peugeot L45 rand Pri è stata aggiudicata per 7,2 milioni di dollari. Diventa cos la Peugeot pi cara al mondo.
l contrassegno autostradale per l’Austria (Pic erl) esiste ora anche in versione digitale. Per l’anno 2018 si possono ordinare online i contrassegni per auto e moto. antaggio: il contrassegno digitale non dovrà essere incollato al parabrezza. Periodo di validità e prezzi uguali alla versione autocollante. tcs.ch/pickerl
Romandia: nella neve con le racchette
Escursioni sciistiche cronometrate
he si tratti di escursioni per contemplare la natura o a vocazione pi sportiva, la guida «Les plus belles balades en raquettes de Suisse romande» raggruppa una trentina di itinerari molto variati. ltre ad una presentazione molto dettagliata del percorso, fornisce qualche suggerimento per luoghi di distensione o curiosità nelle vicinanze.
Nel anton riburgo ora si possono cronometrare le escursioni con gli sci. La scelta comprende i percorsi it’à s i delle 4 regioni scii stiche della ru ère, ossia harme , oléson, aun e La erra. isogna semplicemente caricare l’applicazione « imtoo» sullo smartphone e attivare la funzione PS quando si parte.
creaguide.ch
Belle gite con le racchette da neve in Romandia.
fribourgregion.ch
Pickerl Ora anche digitale.
App per l’inverno n linea con la stagione, «Svizzera obile» ha esteso a 0 m i percorsi per racchette da neve, piste da slitta, sentieri invernali e piste da fondo. L’offerta ingloba ora 500 itinerari.
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DOSSIER
Una neve fatale ricca d’insegnamenti Segnato da una serie di valanghe devastatrici nel febbraio 1999, il villaggio d’Evolène (VS) è diventato d’allora un modello in materia di prevenzione e d’impegno in caso di catastrofe. Ritorno sugli eventi e spiegazioni del municipale incaricato ora della sicurezza. TESTO JÉRÔME LATHION | FOTO EMANUEL FREUDIGER, KEYSTONE
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Q
uella domenica sera del 21 febbraio 1999, Patric Sierro, già municipale al comune d’ volène, se la ricorda ancora bene: « ro ad Arolla dal venerd precedente. Dovevo ridiscendere l’indomani e invece son rimasto bloccato l cinque giorni senza elettricità. Stavamo evacuando gli immobili nella parte alta del villaggio, come misura preventiva, quando la neve è scesa a volène». erso le 20. 0, due valanghe si sono infatti staccate una dopo l’altra a quota 2900 m, sopra le frazioni di illaz e La Sage, che sovrastano volène. La loro corsa terminò nei pressi della strada cantonale, impedendo qualsiasi possibilità di collegamento tra il villaggio, Les audères e Arolla. l bilancio finale fu pesante: sette chalet spazzati via, 12 vittime. osti diretti della catastrofe per il comune vallesano: alcune centinaia di migliaia di franchi. Un duro colpo per la popolazione, ma anche per gli attori del ramo turistico. La valle d’Arolla restò chiusa una settimana e le perdite per il settore alberghiero oltre che per gli impianti di risalita ammontarono a decine di migliaia di franchi.
Valanga di neve polverosa del 22 febbraio 1999, successiva a quella devastatrice, questa volta presso la zona sciistica.
ggi, di ritorno agli affari comunali, Patric Sierro è alla testa del dicastero della sicurezza. Di valanghe ne sono scese ancora da allora. A suo avviso però, i fatti di quel periodo furono memorabili in quanto improvvisi e difficilmente prevedibili: «Le case portate via si trovavano ai margini della zona rossa (ndr.: quindi molto esposte al rischio) e le vittime censite erano nella zona blu (moderatamente esposta). A memoria d’uomo, in paese non si erano mai viste valanghe scendere cos in basso. La neve polverosa accumulatasi nella zona di stacco ha trasci-
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Patrick Sierro, municipale, davanti al teatro della tragedia.
V A L L E S E
V
a
l
4 km
d ’ H é r e n s
Lac des Dix
Evolène Villaz La Sage Les Haudères
Arolla
nato pi in basso una massa di neve bagnata, dall’effetto devastante. Le condizioni non permettevano una valutazione della situazione in elicottero. all’epoca, non si procedeva a delle esplosioni preventive con le mine al di sopra delle zone abitate, in quanto ciò era considerato troppo pericoloso».
Ampie protezioni Prima lezione della catastrofe: le opere di protezione situate all’entrata del villaggio e quelle volte a rendere pi sicura la strada d’Arolla, che datano degli anni ttanta, dovevano essere completate. L’aiuto della onfederazione e del anton allese, entrambi generosi dopo quanto accaduto, ha permesso d’accelerare le misure, in costante sviluppo da
quel momento. « on diversi milioni di franchi abbiamo potuto mettere in sicurezza le zone in cui si staccano le valanghe, grazie all’aiuto di reti e di ripari antivalanghe, sovvenzionati per il 90 ». Da pi anni, per garantire la
sicurezza, vengono pure effettuate delle esplosioni di mine al di sopra dei villaggi, secondo le norme e le raccomandazioni in vigore emanate dalla onfederazione. « nizialmente la popolazione era un po’ spaventata, ma ora
UN ALLIEVO ESEMPLARE Ironia della storia: le autorità «anche se certi ricorsi sono ancora pendenti», ammette d’Evolène preparavano dal il municipale. Come dire che 1998 un progetto di regolale relazioni tra il comune e le mento comunale in caso di catastrofi e di situazioni stra- autorità cantonali non sono sempre in perfetta armonia. ordinarie. Gli avvenimenti del febbraio 1999 hanno ra- Nel 2014, Evolène è stato scelto come comune di pidamente confermato con crudeltà la sua utilità. Termi- prova in un esercizio di sinato nel 2006, il documento mulazione volto a testare la cellula di gestione del candefinisce in modo chiaro le tone. Degli esercizi simili competenze comunali ed sono stati istituiti nel 2001. extracomunali in materia di Prossimo appuntamento prevenzione e d’intervento, atteso dagli attori della sicuistituendo pure uno stato rezza comunale: il test maggiore di gestione di cui Patrick Sierro è membro. Nel d’esercizio sul terreno che coinvolgerà pompieri, prote2015, anno in cui il Vallese zione civile, colonna di socha pubblicato la sua carta dei pericoli, il comune era da corso ed esercito. Degli incontri cruciali, poiché il loro molto tempo in chiaro con la propria versione del docu- buon svolgimento e il loro risultato condizionano le mento, nonché con il suo piano regolatore delle zone, sovvenzioni cantonali.
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si fida. L’avvertiamo sempre prima e non procediamo alle esplosioni in caso di dubbio». A quest’arsenale classico della prevenzione va aggiunta un’attenzione particolare, da parte del servizio forestale comunale, per la foresta protettrice. osco la cui efficacia non è del resto stata veramente messa alla prova dal 1999. « utte le slavine provocate preventivamente si sono fermate prima di raggiungere i primi alberi», prosegue Patric Sierro. L’approccio delle misure preventive, soprattutto per via dei costi elevati dei sistemi a graticolato o a rete, è in effetti cambiato. ui diversi progetti di posa di aze sono allo studio. uesto sistema permette delle esplosioni anche in caso di cattivo tempo o di nebbia. Una struttura precedentemente istallata nei luoghi a rischio consente di ricaricare in continuazione due gas, l’ossigeno e il propano, secondo i
DOSSIER bisogni. L’esplosione è comandata a distanza. Il vantaggio finanziario di tale soluzione è evidente: «È da 40 a 50 volte meno costosa rispetto alla posa di ripari antivalanghe». Da non trascurare nel contesto attuale (leggere qui accanto).
Aiuto tecnologico La protezione contro le valanghe beneficia anche dell’evoluzione costante degli strumenti di sorveglianza, di misura e d’informazione. In particolare, Evolène accoglie una nuova stazione meteo che permette una conoscenza più minuziosa delle condizioni nivologiche. A tal proposito aggiungiamo la creazione nel marzo 2010, da parte dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF), della piattaforma comune d’informazione sui pericoli naturali GIN. «Uno strumento che permette di rafforzare i controlli e che facilita, ad esempio, la gestione delle evacuazioni preventive», commenta Patrick Sierro. Evolène adempie alle esigenze della protezione detta integrale? Patrick Sierro pensa di sì, «anche se non ci si può premunire contro tutto». Quindi ci sono ancora progetti aperti per i prossimi dieci anni. Saranno realizzati o meno in funzione dei budget cantonali. In questo contesto, il nostro interlocutore si compiace del sostegno del suo cantone al progetto di collegare Les Haudères ad Arolla tramite teleferica, in quanto ciò ridurrebbe i costi di protezione dell’asse stradale. Stima: 25 mio. Da parte sua, il comune ha inserito un importo di 150 000 franchi nel suo budget 2018 per la protezione contro i pericoli naturali: frane, colate torrenziali e valanghe. Ma più di questi pericoli, Patrick Sierro teme «il» grande terremoto atteso in Vallese dal... 1946. ◆
Un vallesano su tre minacciato Pascal Stoebener, capo della sezione Pericoli naturali del Servizio delle foreste, dei corsi d’acqua e del paesaggio (SFCEP) del Canton Vallese, vigila sulla popolazione che per il 35% risiede in una zona pericolosa. A partire dal 1° gennaio 2018, tutti gli esperti del Canton Vallese attivi nella prevenzione dei pericoli naturali saranno raggruppati in uno stesso servizio con lo scopo d’assicurare una sinergia migliore e offrire una sola porta d’accesso ai partner del cantone. Un caso unico in Svizzera. Tra questi specialisti figura il vallesano Pascal Stoebener, collaudato nella protezione contro le valanghe nella sua veste di capo della sezione Pericoli naturali del SFCEP.
Oggi la popolazione d’altitudine risulta sufficientemente protetta?
Dalle prime misure di protezione, all’inizio degli anni Cinquanta, qual è la somma concessa dalla Confederazione e dal Vallese per la costruzione di opere antivalanghe?
I gran cantieri di protezione sono terminati. Dei progetti considerati come complementari saranno differiti di alcuni anni, salvo importanti imprevisti. Per il resto, puntiamo sugli inneschi preventivi delle valanghe e sulle misure organizzative. I nostri servizi d’osservazione regionali danno consigli alle autorità e raccomandano, in caso di bisogno, delle evacuazioni.
Globalmente sono circa 800 milioni di franchi, utilizzati per le opere di protezione legate a valanghe, frane e smottamenti di terreno. Questi lavori sono stati sovvenzionati all’80% da Confederazione e Cantone. Delle restrizioni hanno costretto quest’ultimo a ridurre di circa la metà il suo budget «Pericoli naturali» per il 2017. Quale montante s’aspetta nel 2018?
Dal 2014 dobbiamo accontentarci di mezzi finanziari ridotti del 40%, come del resto avviene per tutti gli altri servizi. Con riserva dell’approvazione del budget 2018 da parte del Gran Consiglio, le somme accordate dovrebbero avvicinarsi ancora a quelle attribuite quest’anno: 15 milioni di franchi per la neve e i pericoli geologici e altri 15 milioni per quelli legati all’idrologia.
Uno studio basato sulla lettura comparata della carta dei pericoli e della statistica degli abitanti ci ha detto lo scorso anno che il 35% della popolazione del cantone vive in una zona di pericolo, tanto in pianura quanto in montagna, di cui il 3% minacciata dalle valanghe. Si può quindi sempre far meglio… Ma come garantire la sicurezza con meno mezzi a disposizione?
Lo stato delle foreste protettrici – elemento chiave naturale della protezione detta integrale – è soddisfacente?
Effettivamente è un elemento essenziale. Sono stati investiti oltre 20 mio. per la cura del bosco e 1600 ettari vengono trattati ogni anno per mantenere le popolazioni di specie prioritarie. Ma occorre tener conto delle tempeste, del riscaldamento e della mondializzazione, che fanno apparire nuovi parassiti e nuove malattie. Le popolazioni di frassini sono così state decimate. Senza dimenticare la pressione esercitata dagli animali selvatici, dai cervi in particolare, che frena il rinnovamento delle foreste.
L’esperto vallesano Pascal Stoebener.
E per quanto concerne il riscaldamento, si potrebbe pensare che a termine esso ridurrà il rischio di valanghe nelle Alpi. Vero o falso?
Il limite delle nevicate salirà certamente, ma oltre i 2000 metri si avranno probabilmente più periodi con delle precipitazioni intense, con una neve più umida che avrà anche una miglior coesione. La neve potrebbe quindi accumularsi più facilmente sui pendii ripidi e causare grandi valanghe, ciò che è invece raro con la neve polverosa. Quindi no, il pericolo non sarà ridotto. Tutti i comuni coinvolti sono oggi aggiornati con il loro piano di zone di pericolo e di destinazione?
In Vallese, i piani delle zone di pericolo devono essere sottomessi all’inchiesta pubblica prima di poter essere integrati nei piani regolatori, ciò che rallenta la procedura. Oggigiorno, il 90% delle zone di pericolo sono conosciute e integrate. Prenderemo in considerazione il restante 10%. Le carte di pericolo vengono riviste ogni 15-20 anni, in seguito all’evoluzione delle conoscenze e del perfezionamento delle modellizzazioni oppure dell’evoluzione delle condizioni locali, come ad esempio il rimboschimento delle zone di partenza delle valanghe.
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Le catastrofi naturali più devastanti della Svizzera
563 Lago Lemano (Tauredunum)
1356 Basilea BS
Frana e tsunami Vittime: dozzine fino a centinaia Danni: montante sconosciuto
Terremoto Vittime: da 100 a 2000 Danni: sconosciuto
Permafrost, il gigante dormiente All’incirca il 5% del suolo svizzero è perennemente ghiacciato. Il suolo permafrost si riscalda però sempre più e le conseguenze di questo fenomeno possono essere tragiche, come dimostra la frana di Bondo. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO MATHIAS WYSSENBACH
D
a anni ormai, quando si parla di permafrost emergono anche termini come riscaldamento climatico, frane, caduta massi e colate detritiche. Tuttavia il permafrost, detto anche permagelo, non è una catastrofe naturale, al contrario. Il suolo perennemente ghiacciato svolge una funzione importante in alta montagna, crea stabilità e mantiene letteralmente insieme le montagne. Diventa pericoloso per l’essere umano e l’ambiente naturale soltanto quando il suolo disgela. Ma cos’è esattamente il permafrost, quanto è diffuso e quali rischi si nascondono nella profondità del terreno?
Cos’è il permafrost? Si parla di permafrost quando il suolo registra una temperatura pari o inferiore a zero gradi celsius per al-
meno due anni. Questo strato perennemente ghiacciato consiste principalmente di roccia, macerie, detriti e acqua gelata che, a seconda delle condizioni climatiche, può raggiungere uno spessore di diverse centinaia di metri. In genere si trova al di sotto di uno strato superficiale che può scongelare all’aumentare della temperatura. Per questo motivo, il permafrost non è visibile in superficie. Cumuli di detriti, morene e pareti rocciose possono contenere permafrost e può apparire sotto varie forme, sia in orizzontale che in verticale.
Dove si trova il permafrost? In Svizzera le zone di permafrost sono localizzate al di sopra del limite della vegetazione arborea, in genere si trovano in cumuli di detriti e pareti rocciose a partire da
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2500 m di altitudine. Stando all’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) il suolo può essere analizzato solamente mediante dispendiose trivellazioni e misurazioni. In oltre venti punti nelle Alpi svizzere l’istituto SLF svolge ricerche su fori di trivellazione e grazie a questa rete di misurazioni può trarre importanti conclusioni sulla situazione del permafrost. Sulla base di queste informazioni è stato anche elaborato un modello che mostra la concreta estensione del permafrost in tutta la Svizzera: all’incirca il 5%, ovvero ben 2000 chilometri quadrati del nostro suolo nazionale sono perennemente ghiacciati, ciò che corrisponde in pratica alla superficie del Canton San Gallo. L’enorme territorio permafrost si trova nella regione alpina dei cantoni di Berna, Grigioni e Vallese.
Da un punto di vista globale, un quarto della superfice dell’emisfero settentrionale si trova in una zona di permafrost. Le più grandi aree sono situate nelle regioni polari, in alta montagna, nel Canada del Nord, in Alaska, in Siberia orientale e Groenlandia. In Groenlandia il terreno è costituito al 99 percento da permafrost.
Quando il permafrost diventa un pericolo? Per diversi motivi il permafrost ha una grande importanza per gli esseri umani e l’ambiente naturale. Soprattutto per le strutture alpine come skilift, protezioni antivalanghe, case o interi insediamenti il suolo permafrost costituisce una solida base – a meno che non scongeli. Ma proprio questo succede da qualche tempo. A causa del riscaldamento climatico il ghiaccio permanente nel sot-
DOSSIER
1515 Biasca TI
1584 Yvorne VD
1618 Piuro I
Alluvione Vittime: ca. 600 Danni: sconosciuto
Frana Vittime: ca. 120 Danni: sconosciuto
Frana Vittime: ca. 900 Danni: sconosciuto
Lo scongelamento del permafrost può avere conseguenze dannose per l’essere umano e l’ambiente naturale.
© DATEN: SWISSTOPO, BAFU
Espansione Circa 2000 km2 del territorio svizzero sono permanentemente congelati.
tosuolo comincia a sciogliersi e provoca minacciosi cambiamenti nella topografia. Una delle conseguenze è instabilità e tensione delle edificazioni costruite su suolo permafrost. uando il terreno perde in stabilità, possono verificarsi anche assestamenti, frane, caduta massi e colate detritiche, che minacciano pure gli insediamenti nelle valli. Anche la frana di ondo, che nell’agosto di quest’anno ha trascinato di-
versi milioni di metri cubi di materiale roccioso nella al ondasca, viene spiegata con il regresso del permafrost. razie ai fori di trivellazione e alle misurazioni delle temperature di superficie nonché alle misurazioni delle deformazioni, l’ stituto per lo studio della neve e delle valanghe raccoglie importanti dati sullo sviluppo del permafrost. Dato che anche il contenuto d’acqua nello strato
scongelato è rilevante per la stabilità dei pendii, l’istituto SL misura con speciali sonde il quantitativo d’acqua presente nei vari strati di terreno. Attraverso esperimenti di laboratorio controllati e modelli numerici si possono simulare i meccanismi che provocano la reptazione dei pendii nel permafrost. L’obiettivo è capire meglio i processi e riconoscere in tempo i pericoli.
scongelamento di questa biomassa potrebbe rilasciare metano, uno dei principali gas serra, e biossido di carbonio contribuendo cos al riscaldamento climatico. ricercatori ritengono che globalmente nelle zone di permafrost si libereranno sino a 1 00 giga tonnellate di carbonio corrispondenti a circa il doppio della quantità che attualmente si trova nell’atmosfera terrestre.
Permafrost, bomba a orologeria globale?
uesto fenomeno è noto all’istituto SL , ma riguarda soprattutto regioni in Siberia, anada e Alas a. « n Svizzera abbiamo soprattutto suolo minerale. iò significa che alle nostre latitudini il problema del rilascio di metano dal suolo permafrost non esiste e che perciò non conduciamo ricerche in questo senso», afferma la collaboratrice dell’istituto SL ornelia Accola. ◆
ltre alle conseguenze visibili dello scongelamento del permafrost, ve ne sono di invisibili con effetti non soltanto locali, ma anche globali. Stando all’Associazione nternazionale Permafrost ( PA) durante milioni di anni nel globo terrestre si sarebbero sedimentate enormi quantità di materiale biologico nel suolo permafrost. Lo
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1806 Goldau SZ
1834 Alpi centrali
1868 Alpi centrali
1881 Elm GL
Frana Vittime: ca. 500 Danni: 420 milioni di fr.
Alluvione Vittime: 27 Danni: 700 milioni di fr.
Alluvione Vittime: 50 Danni: 1,1 miliardi di fr.
Frana Vittime: 114 Danni: 84 milioni di fr.
Tornerà a farsi sentire La frana staccatasi dal Pizzo Cengalo e la successiva colata detritica hanno colpito duramente il paese di Bondo in Val Bregaglia. I lavori di sgombero procedono, ma il pericolo di catastrofe non è ancora passato. TESTO DINO NODARI | FOTO EMANUEL FREUDIGER
N
on importa a chi lo si chieda a ondo, tutti sanno esattamente cosa stessero facendo il 2 agosto alle 9. 0. iocavano con i loro nipotini, passeggiavano in centro, rifornivano i clienti. on un gran frastuono in quella mattina si sono staccati dal Pizzo engalo nella grigionese al regaglia tre milioni di metri cubi di roccia e si sono abbattuti a valle, seguiti da una slavina di fango. estimoni oculari a ondo dicono che si era formata una nebbia talmente fitta da nascondere le montagne.
Da quel giorno orribile di tarda estate sono trascorsi tre mesi. A parte gli operai, i militari e il personale del servizio civile, che sono al lavoro lungo il letto del fiume e la strada cantonale, in giro non c’è praticamente nessuno, ma il rumore è intenso e diffuso. Ancora a metà novembre nel grazioso paesino risuona una colonna sonora particolare: il martell o degli enormi macchinari è una compagnia costante durante il giorno. nfatti la strada di ondo deve essere riaperta alla circolazione il pi velocemente possibile.
Colate di fango Il paese di Bondo in settembre.
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Detriti e fango Attraverso un ponte militare provvisorio di 4 metri si raggiunge il paese bregagliotto. l nucleo storico è stato in gran parte risparmiato dal fango, nonostante ciò anche a metà novembre sono molto rare le persone che s’incontrano per strada. Le case sembrano abbandonate. Solo un cane e pi tardi un gatto si aggirano per il paese. l rumore dei lavori si ode in modo meno distinto nelle viuzze tortuose. Neanche cento passi pi avanti ci si ritrova davanti a un muro di detriti e fango alto diversi
metri. mmediatamente accanto un portone e resti di muro. ui un tempo c’era un edificio e una falegnameria. Donato Salis è dietro il bancone del suo ristorante. ndossa un maglione blu con la scritta « ondo con amore» all’altezza del cuore. L’azione di solidarietà ha raccolto molto consenso in paese, molti abitanti lo indossano con orgoglio. «Sono nato qui», racconta Salis «non ho paura della montagna». Dal engalo scende sempre qualcosa. «A volte di pi , a volte di meno», scherza il ristoratore. A dire il vero si preoccupa del futuro del suo ristorante. « a non mollo, vado avanti».
COS’È SUCCESSO? Il 23 agosto alle 9.30 dal Pizzo Cengalo si sono staccati tre milioni di metri cubi di roccia e sono precipitati a valle. Lungo la Bondasca si è sviluppata una colata di fango. Per la prima volta dalla sua installazione è scattato il sistema di sorveglianza automatico e il paese di Bondo con 200 abitanti è stato completamente evacuato. Grazie al bacino di ritenzione Bondo è stato in gran parte risparmiato. Purtroppo nella frana sono rimasti dispersi otto escursionisti. E solo due giorni più tardi dal Cengalo si è verificato ancora uno smottamento di natura liquida. Gravida di conseguenze è stata però la colata di fango nella notte del 1° settembre. Il bacino di ritenzione non è più riuscito a bloccare la colata e il fango si è riversato nel fiume del letto della Maira, che è traboccato su diverse strade e ha causato danni ingenti. Il ponte sopra la Maira è rimasto sotterrato da tre metri di detriti. Solo a metà ottobre una gran parte della popolazione ha potuto fare rientro a Bondo.
1910 Altipiano
1951 Alpi UR, GL, GR, VS TI
Alluvioni Vittime: 27 Danni: 500 milioni di fr.
Valanghe Vittime: 98 Danni: 150 milioni di fr.
DOSSIER
Marcello Negrini, responsabile CAS operazioni di salvataggio, si trovava in montagna al momento della spaventosa frana.
Frana Dal Pizzo Cengalo si sono staccati al 23 agosto tre milioni di metri cubi di roccia.
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1965 Mattmark (lavori alla diga) VS
1987 Alpi UR
1993 Vallese e Ticino
Caduta parte del ghiacciaio Vittime: 88 Danni: sconosciuto
Alluvione Vittime: 8 Danni: 1,2 miliardi di fr.
Alluvioni Vittime: 3 Danni: 900 milioni di fr.
«Dalla montagna sono scivolati fino a valle massi grandi come case»
Christian Gartmann, portavoce stato maggiore Bondo
Attività percettibile
Il Cengalo è sorvegliato da numerosi radar che ne misurano il movimento. Ci sono inoltre apparecchi che misurano il livello dell’acqua della Bondasca: se le variazioni di livello registrate sono tali da poter causare uno smottamento, tutti i semafori di Bondo segnalano il rosso e
Strada cantonale Lavori alla vitale via di comunicazione (sopra a sinistra). Detriti Bondo a novembre (sopra).
vengono azionate luci intermittenti e una sirena di allarme. In più gli apparecchi radar che misurano il movimento nella montagna fanno scattare l’allarme e da quando è stato lanciato la popolazione ha tempo quattro minuti per mettersi in sicurezza prima che una colata di fango possa raggiungere il paese. Sull’entità della frana che si è staccata a fine agosto ce ne dà un’idea Christian Gartmann, portavoce dello stato maggiore a Bondo:
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Milena Fanconi ha dovuto lasciar il suo hotel.
«Dalla montagna sono scivolati fino a valle massi grandi come case».
«Via, via, via!» Per il momento la gerente d’albergo Milena Fanconi sta ospitando solo un paio di operai. «Pioveva a catinelle, ma era comunque caldo. Improvvisamente il cielo si è oscurato», ricorda. Con una torcia in mano è andata giù al fiume. «Non c’era più acqua e
non si sentiva nulla». Tornata di nuovo in albergo è stata accolta da urla: «Via, via, via!». Grazie alle operazioni di sgombero precedenti, le valigie erano già pronte e il paese è stato evacuato in tempo. Per vari giorni gli abitanti non hanno potuto tornare alle case. «Il rientro è stato traumatico», racconta Milena Fanconi. Davanti e accanto all’hotel si erano ammassati fango misto a detriti che rag-
FOTO: BLICK, KEYSTONE
Anche Marcello Negrini è cresciuto in Val Bregaglia. L’alpinista e responsabile delle operazioni di salvataggio della Sezione Bregaglia del Club Alpino Svizzero (CAS) conosce il Pizzo Cengalo come le sue tasche. «L’attività nella montagna era percettibile», afferma Negrini e racconta di uno scricchiolio udibile sotto la roccia. E Negrini è sicuro: «È chiaro che dalla montagna cadrà ancora qualcosa. La questione è quando e quanto». Tornerà a farsi sentire. Dopo la paura vissuta nei primi giorni, l’atmosfera in paese è tornata ad essere più rilassata, racconta l’alpinista. A incoraggiare la popolazione è il fatto che si vede che i lavori avanzano. E si è anche avuta la dimostrazione che gli apparecchi radar funzionano, perché hanno fatto scattare l’allarme in modo da poter evacuare l’intero paese.
DOSSIER
1999 Alpi
1999 Tutta la Svizzera
Valanghe Vittime: 17 (12 a Evolène) Danni: 600 milioni di fr.
Tempesta «Lothar» Vittime: 14 Danni: 1,8 miliardi di fr.
l’edificio deve essere abbattuto, non li puliamo». L’importante adesso è che le persone colpite possano tornare al più presto a vivere in una situazione di normalità, afferma il portavoce stato maggiore Christian Gartmann. Idilliaco scorcio di come era (sopra). Forza della natura La colata di fango ha travolto tutto (sopra a destra).
giungevano i due metri di altezza. Anche la falegnameria accanto ha subito danni ingenti. Nella cantina di Fanconi le porte non hanno retto la pressione e il fango ha messo tutto sotto sopra. «Il congelatore è stato ribaltato e le bottiglie galleggiavano in cantina». Nei magazzini e garage adiacenti non hanno ancora messo a posto. «Dobbiamo prima vedere se ha ancora senso farlo, perché se
La causa precisa della frana non è ancora nota. Attualmente sono in corso le indagini e le valutazioni, ci riferisce l’Ufficio foreste e pericoli naturali dei Grigioni. Anche per quanto riguarda i danni materiali non ci sono ancora delle cifre. Prima di tutto dovrebbero progredire i lavori di ripulitura. La situazione di pericolo si è ridimensionata, ma si dovrà verosimilmente fare ancora i conti con caduta massi dal Cengalo e con colate di fango su Bondo. ◆
FRANA, SMOTTAMENTO & CO. Frana: caduta di materiale roccioso con conseguenze catastrofiche (più di un milione di metri cubi). Smottamento: distaccamento di blocchi di roccia da una parete rocciosa (da 100 sino a un milione di metri cubi). Caduta massi: caduta di singoli massi o blocchi di roccia. Slavina: processo secondo cui da una determinata zona improvvisamente si stacca neve o ghiaccio e precipita verso valle seguendo una traiettoria sotto forma di valanghe nubiformi o radenti e si ferma in una zona di deposito.
Colata di fango: una slavina costituita di acqua, terra, detriti e anche tronchi d’albero. Le colate si sviluppano nel corso superiore in forte pendenza di un torrente e scivolano velocemente verso valle. Raggiunta la zona in pianura rallentano sino a fermarsi in un punto dove si ammassa tutto il materiale trasportato. Inondazione: situazione in cui aree in genere secche vengono invase dall’acqua. Le cause delle inondazioni possono essere tra l’altro esondazioni di laghi, di torrenti ma anche deflusso superficiale in caso di piogge torrenziali oppure riemersione delle acque sotterranee.
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2000 Gondo VS
2003 Tutta la Svizzera
Colata detritica Vittime: 13 Danni: 730 milioni di fr.
Ondata di caldo Vittime: ca. 1000 Danni: sconosciuto
2005 Svizzera centrale e Canton Berna
Alluvioni Vittime: 6 Danni: 3 miliardi di fr.
Andrin Caviezel con le pietre artificiali usate.
In ufficio il fisico affina la tecnica di misurazione.
dei modelli numerici. ome funziona il software tarato tramite esperimenti, ce lo spiega lo scienziato a Davos. l suo ufficio è pieno di vari utensili, tra cui sassi artificiali, sensori e droni. Dietro a due schermi di computer siede aviezel e valuta i dati misurati dal RA S.
Chi lancia pietre per professione Grazie a un software di simulazione possono essere calcolati i pericoli legati alla caduta massi. Esperimenti sul campo con sassi artificiali migliorano la precisione delle analisi e aiutano a pianificare misure di protezione. Esperto in questo campo è l’istituto SLF a Davos. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
Q
uando il fisico Andrin aviezel si reca in auto al lavoro, il suo sguardo scorre dal paese di rienz rinzauls sino alla zona di caduta massi sulla montagna. Di recente qui si sono verificati degli smottamenti che hanno raggiunto la valle e
messo in pericolo il villaggio e la strada cantonale. ra si tratta di valutare il pericolo imminente e di predisporre misure di protezione. a in futuro come saranno le traiettorie dei frammenti di roccia e quanto grave il pericolo aviezel può rispondere a queste domande urgenti,
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dato che è direttore del progetto RA S dell’ stituto per lo studio della neve e delle valanghe (SL ). RA S significa «Rapid ass ovement Simulation» ed è un software di simulazione che permette di calcolare tra l’altro potenziali pericoli di caduta massi e creare
FOTO: SLF / FELIX MAURHOFER
Sino a 100 km/h « uesto software di simulazione è geniale perché, a differenza di altri programmi, riesce a riprodurre molto fedelmente il fenomeno reale, illustrando in modo dettagliato sia la forma del masso che il terreno coinvolto», spiega aviezel. La simulazione infatti, viene verificata tramite esperimenti sul campo, con gli scienziati che fanno cadere dal pendio massi che pesano sino a 800 chili. Nell’autunno 2017 il direttore di progetto aviezel con il suo team ha iniziato gli esperimenti sul Passo l ela. Le pietre artificiali provviste di sensori, con un peso che va da 40 a 800 chili, sono state trasportate con un elicottero al punto di partenza. A proposito, il SL produce da sé le pietre artificiali. on l’aiuto di una piattaforma idraulica i ricercatori rovesciano i grandi massi lungo il pendio di 00 metri e con una pendenza di 40 gradi. sensori sviluppati special-
DOSSIER
2007 Altipiano e Giura
2017 Bondo GR
Alluvioni Vittime: 4 Danni: 2,1 miliardi di fr.
Frana Vittime: 8 Danni: sconosciuto
Sensori con modelli delle pietre artificiali.
curve delle pietre artificiali a forma di ruota», afferma aviezel. noltre ho scoperto che non sempre le pietre pesanti cadono pi lontano di quelle leggere.
Nuovi test nel bosco Grandi massi poco prima di essere lanciati.
mente per questi esperimenti misurano accelerazione, rotazione e altezza del salto. Le analisi mostrano che i grandi massi raggiungono una velocità di sino a 100 m h e compiono sino a cinque rotazioni al secondo. Stando a aviezel, importante per la simulazione sono oltre a questi parametri anche la distanza percorsa che può essere misurata con apparecchi PS. noltre, tramite due telecamere posizionate in modo da filmare da due diIl SLF produce in casa le pietre in cemento per i test.
il video (tedesco)
verse angolature, viene seguita la traiettoria dei massi. ramite queste riprese può essere ricostruita in modo preciso la traiettoria in D. razie agli esperimenti con oltre 200 pietre si sono raccolte numerose misurazioni, che i fisici valutano e introducono nel software di simulazione e cos il programma li regola e li sviluppa. li esperimenti hanno riservato delle sorprese « n quanto lanciatore di pietre professionale mi hanno sorpreso le ampie
uanti pi esperimenti si svolgono su suoli con condizioni diverse, dal prato sino al terreno detritico, tanto pi preciso potrà essere il software di simulazione, afferma aviezel. Attualmente vengono compiuti anche i primi test nel bosco. uesti risultati confluiranno in un nuovo modulo del programma. L’obiettivo è che gli ingegneri che dovranno pianificare le misure di protezione future, potranno fare affidamento all’ingegnoso RA S. n questo modo il ponte in al alanca presso useno che è minacciato dalla caduta massi può essere ricostruito in un luogo sicuro. ◆
VALANGHE E CADUTA MASSI L’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) è noto soprattutto per la sorveglianza e la ricerca su valanghe, permafrost ed ecosistema della montagna. Il centro di ricerca e di prestazione di servizi fa parte dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). Nell’istituto SLF a Davos lavorano circa 140 persone. Oltre al noto bollettino della neve l’istituto fornisce consulenza per la protezione antivalangare, analisi di incidenti provocati da slavine e sviluppa sistemi di allerta per pericoli naturali. Da questa tradizione è stato creato il modulo RAMMS, che negli ultimi anni è stato ampliato con moduli per smottamenti, colate detritiche e caduta massi.
www.slf.ch
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Danni immensi L’Aa di Engelberg sommerse la parte alta della valle nel 2005.
I
n Svizzera l’agosto 2005 sarà ricordato per le inondazioni rovinose. La catastrofe ha colpito anche ampie zone del Canton Nidvaldo. Le masse d’acqua del torrente Aa di Engelberg hanno provocato la rottura degli argini nel tratto da Grafenort a Dallenwil, inondazioni e deposito di detriti.
In fondo alla valle, invece, l’acqua scorreva nel previsto corridoio di scarico.
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Nella parte più bassa e densamente popolata della valle sono stati evitati danni maggiori grazie alla parte già realizzata di un progetto di protezione contro le piene. L’acqua eccessiva è stata lasciata straripare dal letto del fiume in un punto previsto e fatta scorrere attraverso un corridoio di sfogo tra Ennetbürgen e Buochs sino al Lago dei Quattro Cantoni. Il maltempo ha fatto toccare al torrente Aa di Engelberg il record di 230 metri cubi d’acqua al secondo, che corrisponde a 1642 vasche da bagno piene sino all’orlo. Grazie a nuovi elementi basculanti il deflusso presso Buochs si è ridotto a 150 metri cubi al secondo, una quantità d’acqua che ha potuto scorrere senza danni attraverso il letto del fiume. Se non si fosse ridotto il carico d’acqua, probabilmente gli argini si sarebbero rotti e Buochs sarebbe stata inondata. E il volume d’acqua del torrente Aa sarebbe aumentato sino al punto da mettere a rischio anche l’argine nella curva di Ennerberg. L’esondazione avrebbe invaso l’autostrada A2 e avrebbe provocato danni ingenti nella zona d’insediamento. E verosimilmente si sarebbero verificate delle alluvioni a monte, colpendo anche Oberdorf, Stans e Stansstad. Lo rivela una ricostruzione teorica della catastrofe naturale senza le misure di protezione esistenti. I danni sarebbero ammontati a oltre 150 milioni di franchi.
FOTO AA DI ENGELBERG: © DDPS; SIMULAZIONE DI HEGMATTEN: NIGHTNURSE IMAGES, ZURIGO
Protezione innovativa
DOSSIER
Oggi oasi verde, domani bacino di ritenzione Sono finiti i tempi in cui gli argini e i canali erano gli unici strumenti per proteggere il territorio dalle inondazioni. Dove c’è spazio si allagano determinate aree, mentre gli insediamenti vengono messi in sicurezza. TESTO JULIANE LUTZ
Dal 2007 sono state compiute quattro delle sei tappe previste del progetto lungo l’Aa di ngelberg. ltre all’allargamento dell’alveo del fiume e al rafforzamento degli argini, elementi centrali del progetto sono anche quattro bacini di ritenzione tra Dallenwil, uochs ed nnetb rgen, che lasciano scorrere in modo controllato l’acqua in eccesso. n questo modo si garantisce che nel letto del fiume rimanga sempre un volume d’acqua che corrisponde alla capacità del tratto successivo.
Un rischio calcolato ra i primi in Svizzera, il progetto lungo l’Aa di ngelberg si basa su una protezione differenziata contro le piene e su analisi del rischio. «Dalla presunta sicurezza assoluta si passa sempre pi al rischio calcolato», afferma i tor Schmidiger, direttore dell’Ufficio per la gestione del rischio a Stans. iò significa, in parole semplici, che in caso di maltempo si lasciano allagare delle superfici ben determinate, che non provocano alcun danno o danni solo minori. Nella zona del torrente Aa di ngelberg si trovano l’aeroporto di uochs e una piscina. Per questa ragione, vengono protette dalle inondazioni altre zone in cui vi sono degli agglomerati. razie al fatto che è chiaramente determinabile quando, dove e quanta acqua vi è in eccesso, i responsabili dei comuni e i pompieri possono impiegare le loro risorse nel modo pi efficace. « l si-
stema ha dato buoni risultati. necessario spazio, ma noi a Nidvaldo l’abbiamo. Purtroppo questi progetti spesso falliscono perché manca terreno libero da edificazioni», spiega Schmidiger. ià negli anni ttanta si è capito che per la protezione contro le piene, costruire sempre pi argini e canali non risolve mai completamente il problema. «Non esiste la protezione totale. La natura ha sempre un asso nella manica», continua Schmidiger. noltre le edificazioni supplementari attorno al fiume sono problematiche dal punto di visto ecologico. «L’area attorno all’Aa di ngelberg è diventata una zona ricreativa continua Schmidiger. Sono stati creati sentieri e accessi che permettono di raggiungere il fiume a piedi e lungo il fiume oggi si trova un sentiero arricchito di opere d’arte».
L’esempio di Hegmatten Una tribuna di calcio su un argine ricoperto di verde,
l’alveo del fiume Riedbach di nuovo in armonia con la natura e nuovi stagni creati presso il astello egi dal 2017 l’area di egmatten presso il distretto di berwinterthur ha guadagnato in valore ricreativo. dovrà diventare ancora di pi un’area naturale per piante e animali. iò che a prima vista sembra un’oasi verde, in realtà da quest’anno assolve anche un altro compito: in caso d’inondazione, un campo di atterraggio per alianti, i campi di calcio nonché la limitrofa terra coltivata nell’area di egmatten diventano un bacino di ritenzione delle acque. uno dei progetti pi attuali riguardanti la protezione differenziata contro le piene, che si accompagna alla valorizzazione del paesaggio. Se il fiume ulach, che scorre in gran parte in un canale al di sotto del centro di interthur, s’ingrossa troppo, l’acqua si ammassa vicino al centro e alla stazione ferroviaria centrale. La conseguenza: inondazioni che, stando al direttore delle costruzioni del
anton urigo, potrebbero provocare danni nell’ordine di anche 400 milioni di franchi. ra, in caso di forti piogge, si devia una parte dell’acqua da un canale di sfogo sotterraneo attraverso un nuovo canale di collegamento sino allo spazio di ritenzione di egmatten. L’acqua raccolta viene infine fatta defluire da un impianto in modo controllato e deviata nel Riedbach. n questo modo nel fiume ulach non si raccoglie pi acqua in eccesso. noltre uno speciale sostegno in legno di nuova costruzione a lsau R terschen blocca il materiale galleggiante che potrebbe intasare il deflusso nello spazio di ritenzione. Nel frattempo, nel anton urigo sono stati creati già oltre venti di questi spazi di ritenzione, ma pi piccoli, che s’inseriscono in modo armonico nel paesaggio circostante. i sono alte probabilità che a fruire del bacino di ritenzione di egmatten saranno soprattutto persone e animali, perché solo ogni 0 anni si verifica una piena che inonda parte del territorio. solo ogni 100 anni si prevedono intemperie tali da causare tanta acqua in eccesso da occupare tutto lo spazio di ritenzione, ma che poi sarà fatta defluire in modo controllato. ◆ Hegmatten La simulazione mostra dove fu trattenuta l’inondazione.
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IL CONSULENTE
Massi: il pericolo vien dall’alto! Sulle strade alpine, prealpine e giurassiane, gli automobilisti devono spesso evitare pietrisco sulla strada oppure interi massi che si sono staccati dalla roccia. Il cartello stradale «caduta massi» invita alla prudenza chi transita su quei tratti. TESTO URS-PETER INDERBITZIN
D
opo importanti precipitazioni o forti sbalzi di temperatura, il pericolo di franamento di materiale dai versanti aumenta sensibilmente. I luoghi maggiormente a rischio sono generalmente segnalati con un cartello stradale triangolare di pericolo «caduta massi» – ma non sempre. Situato fuori dalle località, circa 150–250 metri prima della zona pericolosa, questo cartello mette in guardia contro i tratti con rocce a rischio di caduta e induce alla cautela per l’eventuale presenza di sassi sulla carreggiata. Quale comportamento adottare quando si guida in questi frangenti? Occorre moderare la velocità, ma anche attraversare senza esitazioni la zona a rischio e non fermarvisi in nessun caso né rimanervi in sosta.
Chi risponde del danno? Se la caduta di rocce causa un danno al veicolo, ci troviamo di fronte ad un danno della natura. Con questa definizione si intendono in particolare i danni causati dalle forze della natura – grandine, valanghe, venti tempestosi, frane o inondazioni – tutti eventi coperti dall’assicurazione casco parziale. Di conseguenza, i danni al veicolo dovuti alla caduta di massi sono presi a carico da questa copertura assicurativa, dopo deduzione di un’eventuale franchigia. L’automobilista sprovvisto di casco parziale paga invece di tasca sua. Quanto al conducente debitamente assicurato, ma che ha commesso l’imprudenza di fermarsi per troppo tempo in una zona a rischio
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso dopo che la giustizia cantonale aveva già rifiutato le pretese avanzate, per il motivo che URS-PETER fino a quel moINDERBITZIN Colpito mento nessun consulente alla testa masso pericoloso giuridico Qualche tempo fa si era staccato il Tribunale fededalla parete, ma rale ha statuito su un caso unicamente dei detriti. I giutragico legato alla caduta di dici di Losanna hanno ritemassi (4A_562/2012). Un nuto che le misure di sicumotociclista che circolava su rezza adottate dal Cantone un’arteria stradale costegerano sufficienti e conformi giata da una parete di roccia agli standard di manutennel canton Nidvaldo è decezione applicati nel tratto straduto in seguito alla caduta di dale in questione. Il Tribumassi. I suoi familiari hanno nale federale argomentava avviato una causa per reinfatti che non si poteva esisponsabilità civile contro il gere dall’autorità cantonale cantone, richiedendo un riche assumesse delle spese sarcimento per danni e intesproporzionate rispetto ressi di 20 mila franchi e 30 all’uso che veniva fatto della mila franchi per torto morale. strada. ◆ segnalata da un apposito cartello di pericolo, o di avervi parcheggiato l’auto, perderà il diritto al risarcimento.
KEYSTONE
Attenzione caduta massi Moderare la velocità, ma non fermarsi!
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CALENDARIO
Dicembre/Gennaio Natale è alle porte. Dunque è giunto il momento ideale per intraprendere qualcosa di bello e significativo con i propri cari e godersi appieno la gioia dell’attesa delle giornate di festa.
Montreux Noël
GIOVEDÌ
7.
12
Montreux, lungolago entrata gratuita montreuxnoel.com
Marchio con tridente
GIOVEDÌ
14.
12
Sino al 24 dicembre sul lungo lungolago di Montreux prende vita il Mercato di Natale. Ben 160 chalet addobbati e illuminati offrono artigianato locale.
Sino a metà aprile nel Pantheon di Basilea sono esposte 30 creazioni dei fratelli Maserati. Una storia a quattro ruote degna di essere visitata. Basilea, Pantheon Entrata: 10 fr. pantheonbasel.ch
DOMENICA
31.
12
Mietere, arare, seminare
MARTEDÌ
26.
12
La 48a edizione dell’esposizione di macchine agricole e attrezzi Mäder a Niederwil è ricca di sorprese. Oltre ai classici macchinari, scoprite i nuovi trend.
San Silvestro in Ticino Il calendario delle festività rigurgita di eventi per Capodanno: ad esempio a Lugano e Bellinzona musica e spettacoli creeranno un’atmosfera indimenticabile, mentre a «Locarno on Ice» si pattina sul ghiaccio. Da non dimenticare, il tanto apprezzato concerto di Capodanno con fuochi d’artificio ad Ascona. varie città ticinesi entrata gratuita ticino.ch
Niederwil, 26–30.12 entrata gratuita, aperitivo maeder-ag.ch
GIOVEDÌ
11. 1
Gratis alla Ferienmesse La fiera delle vacanze e viaggi si presenta con una novità nel 2018. Oltre ai temi classici anche un’esposizione straordinaria dedicata alla bici con una pista test. Berna, Bernexpo, 11–14.1 entrata gratuita solo con prenotazione online su tcs.ch/expo
«Bon appétit»
VENERDÌ
12.
1
Il Festival Gourmet di San Moritz festeggia il 25° anniversario. Numerosi hotel partner consentono di dare un’occhiata al mondo dei famosi chef internazionali. St. Moritz, 12–20.1 prezzi a seconda del menu e del locale stmoritz-gourmetfestival.ch
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Il futuro del piacere al volante è virtuale?
Le sensazioni forti possono sfociare in un ritiro della patente.
Sony presenta una versione ben rimaneggiata del gioco simulatore complicato da gestire e va di guida GranTurismo, per la prima volta con un cronometrista ufficiale, a sbattere contro la maggior parte delle barriere di sicuTAGHeuer. Riflessione tra guida virtuale e realtà del circuito. TESTO HENRY PLOUIDY
I
n centro a Modena, città dell’Emilia Romagna, alcune tende bianche attirano i numerosi curiosi. Attorno a loro, sei supercar sembrano fare la guardia. Per tutti i tifosi della scuderia Ferrari, ma non solo, Modena è il km 0 della bella meccanica italiana. E questo luogo non è stato scelto a caso da Kazunori Yamauchi per presentare l’ultima evoluzione del gioco su PlayStation GranTurismo. Quest’uomo, tanto appassionato quanto umile, ha creato nel 1997 il gioco per Sony Interactive Entertainment. Racconta che in 20 anni, GranTurismo è stato acquistato in quasi 77 milioni d’esemplari, ciò che ne fa il gioco di corsa automobilistica più popolare al mondo. Tutte le supercar prodotte nella regione sono presenti nel gioco, ma non mancano
le Alfa Romeo, Aston Martin, BMW o McLaren che soltanto una minoranza d’automobilisti avrà la fortuna di pilotare. Ce ne sono più di 150 da scegliere in questa versione denominata Sport. I giocatori possono personalizzarle a piacimento per offrir loro ogni piccolo dettaglio che conta. Grazie al grafismo curato nei minimi dettagli al quale il team creativo è giunto, i bolidi che rombano a sinistra o a destra del giocatore sembrano delle foto in movimento, come pure i dettagli dei diversi circuiti disponibili. E per la prima volta, Sony ha come partner la manifattura orologiera svizzera TAGHeuer, per aggiungere ulteriori emozioni alla competizione, esattamente come sul circuito in cui scorrono i millesimi di secondo di ogni concorrente. In realtà, Sony è andata ben oltre alla sem-
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plice presentazione, creando una messa in situazione in cui i giornalisti invitati hanno avuto l’occasione di confrontarsi gli uni agli altri, con i joystick davanti a schermi 4K o con il capo coperto da un casco di realtà aumentata, ma anche al volante di alcune delle vere supercar del gioco. Tra finzione e realtà il limite s’assottiglia e, in materia di controllo della propria guida, c’è di che imparare in ognuno degli universi, reale e virtuale.
Principianti all’opera Per convincersene, confrontiamo le esperienze del sottoscritto, che non ha mai giocato a GranTurismo, e di una collega, senza licenza di condurre. I primi giri di ruota sulla PlayStation si rivelano catastrofici, malgrado la semplicità del circuito d’iniziazione. Il bolide virtuale è
rezza, il cronometro prosegue la sua folle corsa e, malgrado diversi tentativi, il tempo non scende mai sotto il fatidico limite.
Ma GranTurismo Sport può essere giocato in modi diversi: in un sedile a impulsi, al volante davanti ad un grande schermo ad alta definizione o in realtà aumentata, grazie ad un casco che offre una visione a 360° dell’ambiente. E qui, poco a poco, si acquisisce rapidamente l’abilità, malgrado l’assenza delle sensazioni date dai pedali e dalla forza d’accelerazione. Imparo velocemente a guidare il mio bolide e anche a superare altri concorrenti. La concentrazione è grande, il piacere di giocare intenso e, dopo un intero pomeriggio trascorso a pilotare, i movimenti delle mani e dei piedi acquisiscono un senso, avvicinandosi quindi alla realtà. La mia collega, lei, è abituata ai giochi video e GranTuri-
MOBILITÀ
Come i professionisti Guida virtuale impregnata di realismo.
smo non le pone problemi, malgrado non si sia mai messa al volante. Confessa però che riesce a immaginarsi ciò a cui occorre prestar attenzione durante la guida reale, come ad esempio dove portare lo sguardo avvicinandosi ad una curva e alla sua uscita, come prevedere la distanza di frenata o come affrontare una chicane.
FOTO ALD
Dal virtuale alla realtà Il giorno successivo a quest’entrata in materia, l’appuntamento è fissato all’Autodromo di Modena per essere dapprima pilotati, e poi pilotare, chi una BMW M6, chi una Lamborghini Aventador o una Mercedes AMG GT oppure ancora una Porsche 911 Carrera 4 GTS. Anche se dovutamente equipaggiati con un casco da competizione, il risveglio è brutale. Siamo nel pieno delle sensazioni e girare a più riprese sulla Lamborghini Aventador attraverso la sfilza di curve, come passeggero di un pilota professionista, provoca la stessa perdita di punti di riferimento che in un aereo da caccia. Nell’abitacolo di cuoio dell’auto italiana, dalle rifiniture esemplari, tutto è sinonimo di forza. Fatta l’esperienza, la mia collega ripete che può immaginarsi come
opera il suo pilota per mantenere la supercar sul circuito, e dice di pensare che questo nuovo GranTurismo Sport merita pienamente il suo nome di simulatore di guida. In realtà, quando si sale a bordo della Lamborghini Huracan per rifinire a puntino la progressione da 0 a 100 km/h e il susseguente slalom tra i coni, la realtà è ben diversa. La vettura possiede delle forze d’accelerazione e di frenata fuori dal comune, ma ha pure un’inerzia e ciò il gioco non lo indica ancora. Eppure il piacere e il bisogno di concentrazione sono presenti in entrambi i casi, e il creatore del gioco ha orchestrato superbamente la sua messa in scena. Tra due giri di circuito, il primo come passeggero e poi come pilota, i partecipanti dovevano giocare a GranTurismo fianco a fianco, in un hangar, assistiti da campioni del gioco. Si trattava di stabilire il miglior tempo e di conseguenza non sono mancate palpitazioni e concentrazione. E nemmeno il desiderio d’evitare danni.
Futuro promettente Da cui nasce spontanea la domanda anticipata nel titolo: e se il futuro del piacere della guida automobilistica fosse nel gioco in rete? Ovunque
nel mondo, l’automobile individuale a motore termico pone problemi ed è praticamente impossibile prendere il minor rischio possibile. Manca lo spazio sufficiente per dar libero sfogo al proprio desiderio di giocare. Per contro, il gioco testato permette ogni follia, ma non
senza conseguenze. Come nella guida reale è necessario acquisire una buona tecnica, far conoscenza con ciò che si ha tra le mani, concentrarsi ed essere coscienti delle leggi della fisica. Tutti gli ingredienti del divertimento sono presenti, senza i rumori e la puzza. L’ideatore del gioco e TAGHeuer non si sono sbagliati: Sony prevede già l’arrivo della Formula E e ha appena sottoscritto un partenariato con la FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile, organizzatrice, per creare assieme un campionato in rete. Il responsabile della sponsorizzazione di TAGHeuer pensa che «il futuro delle reti sociali è nel gioco; oltre a far rivivere la nostra tradizione di cronometristi delle corse automobilistiche, possiamo avvicinarci a milioni di giocatori, per il 99% maschili e oltretutto giovani». Come dire: un’associazione vincitorevincitore. ◆
Jean-Claude Biver Il CEO di TAGHeuer è entusiasta.
«TAGHeuer si connette al domani»
La presenza di un cronometrista ufficiale in GranTurismo sembra naturale, dato che il gioco s’avvicina incredibilmente alla realtà. Cos’è stato a sedurla e a convincerla in questa presenza virtuale? Jean-Claude Biver: Una marca orologiera del 21° secolo deve stare al passo coi tempi, dirigendone il presente per farne il futuro. In questo senso, TAGHeuer è certamente la marca orologiera che prova maggiormente a connettersi al domani, con ossessione e ostinazione. Per questo motivo, un partenariato con GranTurismo è perfetto, differente e in linea con il nostro messaggio avanguardista. La nostra marca apparirà sullo schermo di milioni di case nel mondo e ci permetterà più che mai di connetterci alle giovani generazioni. Inoltre, la storia di TAGHeuer è intimamente legata al mondo delle corse automobilistiche, facendo di questo partenariato un’evoluzione naturale della nostra connessione con questo universo. dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
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Sabato 24° febbraio 2018 | ore 19.30 | KKL Lucerna | sala concerti Domenica 25° febbraio 2018 | ore 17.00 | KKL Lucerna | sala concerti
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Un riuscito connubio di musica classica e arte circense
Philharmonie Baden-Baden Carlos Domínguez-Nieto DIREZIONE MUSICALE Kilian Rosenberg DIREZIONE ARTISTICA & REGIA Il concerto-spettacolo «A Circus Symphony» fonde la musica classica con le più suggestive discipline acrobatiche del circo. Mentre la grande Orchestra filarmonica di Baden-Baden interpreta le più belle melodie di Smetana, Bizet, Chabrier, Ippolitow-Iwanow, Fauré, Saint-Saëns, Massenet, Berlioz, Leoncavallo, Anderson e Ciajkovskij,
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artisti di fama internazionale, fra cui dei laureati del «Cirque du Soleil» e del «Festival Mondial du Cirque de demain», affascinano il pubblico con vertiginose performance acrobatiche. Venite a scoprire una nuova espressione dell’incantato mondo del circo, sublimata dalla migliore sala per concerti d’Europa, il KKL di Lucerna!
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MOBILITÀ
Il futuro era ieri Negli USA si sognava l’auto a guida autonoma già nel 1957.
E se cedessimo il volante? I sistemi di assistenza alla guida sono ben accetti dagli automobilisti svizzeri, ma tempomat e regolatore di distanza non bastano certo a sostituire il conducente. Che d’altronde è ancora ben saldo ai comandi. TESTO DINO NODARI
I
FOTO EMANUEL FREUDIGER, ALD
l sogno dell’automobile autonoma è vecchio quasi quanto l’automobile stessa e la sua realizzazione sembra dietro l’angolo. nvece delle interminabili code, che ne direste di farvi una siesta o giocare con i bambini, oppure lavorare tranquillamente mentre la vettura si guida da sé Nel 1957 compagnie di elettricità USA stavano già pubblicizzando vetture a guida autonoma. ggi, aziende in tutto il mondo stanno dando corpo alla mobilità del futuro. loro sforzi si basano sui dati intelligenti. li smart data e le opportunità che schiudono sono stati al centro del simposio asut svoltosi a erna in novembre. l S è stato fra gli organizzatori.
Svizzeri scettici a la gente è veramente pronta per la guida autonoma Per sondare il polso agli svizzeri, l’ P Suisse SA ha condotto uno studio su incarico dell’Associazione sviz-
zera delle telecomunicazioni (asut). risultati, presentati nel quadro del simposio, confermano che i nostri connazionali nutrono forti riserve nei confronti di veicoli ad elevata automazione o pienamente automatizzati. Allo stato attuale, soltanto il 25 degli interpellati li considerano ragionevoli.
pendentemente dal sesso e dall’età degli intervistati, come pure da automobilisti ed utenti dei trasporti pubblici ( P).
Uso collettivo
Autopostale sta già esaminando il pilotaggio automatico per i propri scopi. L’automazione viene d’altronde valutata molto pi favorevolmente nel settore della mobimaggiori vantaggi vengono lità pubblica peraltro rav«Occorrono molti dati che privata. visati per Se la magquanto riper creare offerte gioranza è guarda la moallettanti» bilità delle Dominik Herrmann dell’avviso professore per la privacy e la che possa persone ansicurezza dei sistemi d’informazione, contribuire a ziane. ali Università di Bamberga migliorare soluzioni per perla qualità dei mettono a chi trasporti non volesse o pubblici nelle città e regioni potesse pi periferiche, servizi di sharing guidare di ricondu o scuolabus senza condumanere mobili. cente suscitano uesto giudizio reti invece grosse retipositivo cenze. viene condili autonombili autonombiliviso sti escludono indi-
che percorrerebbero pi chilometri all’anno su veicoli a guida autonoma. iceversa, gli utenti dei P sono suscettibili di passare a questi veicoli laddove consentano loro di lavorare durante il tragitto. quali si prestano anche a servizi di noleggio senza conducente, ad esempio per farsi portare in stazione o a scuola mentre il viaggio di ritorno si compierebbe a vuoto. li interrogati prevedono che, tutto sommato, la guida autonoma rischia di aumentare il traffico e acuire gli intasamenti delle strade. « risultati dimostrano che questa tecnologia, ancora nuova e in gran parte sconosciuta, provoca timori diffusi nella popolazione», concludono gli autori dell’indagine. «La popolazione tenderebbe a preferire l’uso di veicoli automatizzati nei trasporti pubblici ma stenta a riconoscerne l’utilità effettiva nel privato.» li esperti intervenuti non hanno saputo indicare con precisione quando la guida autonoma sarà un dato di fatto. Probabilmente, però, l’industria evolverà pi rapi-
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Guidare a 17 anni? Le critiche alla formazione in due fasi introdotta nel 2005 furono aspre e destarono molto rumore. La stessa cosa sta accadendo per la revisione attualmente in discussione. Cosa dovrebbe cambiare e cosa no. TESTO DINO NODARI
N
onostante i molti sistemi di assistenza a bordo, guidare l’automobile è diventato più complicato. Ci sono più veicoli e persone che devono condividere l’infrastruttura e le condizioni della circolazione sono diventate più complesse. Inoltre i giovani neopatentati sono in media più soggetti a incidenti. Per questi motivi nel 2005 è stata introdotta in Svizzera la cosiddetta formazione in due fasi. La prima fase è composta dalla formazione teorica e pratica fino all’esame di guida. Il periodo di prova di tre anni con l’ob-
bligo di formazione continua costituisce la seconda fase. Le critiche a questo sistema di formazione non si sono fatte attendere a lungo. Le principali si possono riassumere così: troppo complicata, troppo costosa e impegnativa sotto il profilo amministrativo. A ciò si aggiunge che non ha ottenuto l’effetto voluto in termini di sicurezza stradale.
Cosa dovrebbe cambiare Non c’è quindi da meravigliarsi se la scorsa primavera il Consiglio federale ha presentato un’ampia revisione
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della formazione di guida e l’ha inviata in consultazione. Scopo della modifica è di facilitare la procedura d’esame, coordinare meglio tra loro le due fasi, rafforzare la parte formativa pratica e di ridurre i costi per i nuovi conducenti. In concreto, il Consiglio federale ha proposto che le persone che hanno meno di 25 anni possono accedere all’esame pratico soltanto se sono in possesso della licenza di allievo conducente da almeno 12 mesi. Per mantenere inalterata l’età minima a 18 anni, la licenza di allievo conducente dovrebbe dunque essere concessa già al compimento del 17° anno d’età.
Un’altra novità: chi vuole svolgere l’esame di guida deve frequentare almeno due lezioni individuali con un maestro di guida. Già durante la procedura di consultazione la modifica è stata contestata perché potrebbe guidare una vettura con il cambio manuale anche chi ha svolto e superato l’esame con un cambio automatico. Dovrebbe restare, invece, il periodo di prova di tre anni dopo l’ottenimento della patente. Ora però i giovani conducenti dovrebbero frequentare un solo corso di formazione continua, seppur nei primi sei mesi del periodo di prova. Novità in vista an-
MOBILITÀ
CINQUE FASI PER IL CONSEGUIMENTO DELLA PATENTE AUTO (come da progetto del CF del 26.4.17 posto in consultazione) Corso di teoria della circolazione e relativo esame
1
Età minima: 16 anni Durata corso: otto ore ripartite su più moduli Esame di teoria (validità temporale illimitata) Superando l’esame si ottiene la licenza per allievo conducente Formazione tecnica di base («scuola guida»)
2
Presupposto: licenza per allievo conducente (validità illimitata), certificato corso di pronto soccorso Età minima: 17 anni Requisito minimo: due ore di guida obbligatorie con istruttore professionista Prova pratica
3
Età minima: 18 anni Presupposto 1: aver svolto le due ore di guida obbligatorie Presupposto 2: per i minori di 25 anni, almeno un anno di pratica con licenza per allievo conducente Licenza di condurre in prova
Nel 2019–2020 forse già a 17 anni al volante?
che per i motociclisti: le categorie e le regole per ottenere la licenza di condurre dovrebbero essere adeguate alle norme dell’UE. In futuro, l’accesso alla guida di motoveicoli dovrebbe avvenire solo attraverso le categorie A1 (125 cm3) e A2 (fino a 35 kW). Il passaggio ad una categoria superiore sarebbe possibile solo dopo aver superato un apposito esame.
FOTO DREAMSTIME
Aspre critiche Alla fine di ottobre la procedura di consultazione è terminata. Ed è emerso che in pratica nessuno è favorevole a tutte le modifiche proposte. La critica più aspra è venuta dalle fila dei maestri di guida. L’Associazione svizzera dei maestri di guida e la sua sezione zurighese hanno parlato di proposte esplosive e ad alto rischio. Le misure proposte avrebbero «conseguenze pericolose e devastanti»: più incidenti, feriti e
morti. Ai maestri di guida dà fastidio soprattutto che sia stata cancellata la seconda giornata di corsi della seconda fase. Incomprensibile è anche la proposta di consentire la guida già ai 17enni. L’Ufficio prevenzione infortuni (upi) vede con favore i progetti del Consiglio federale. Tuttavia pone un punto interrogativo sulla questione della guida a 17 anni, le cui eventuali conseguenze negative sulla sicurezza stradale andrebbero esaminate. L’upi considera problematica la riduzione a 16 anni dell’età minima per i motoveicoli di categoria A1.
Opinione del TCS Il maggior club della mobilità della Svizzera appoggia la proposta del Consiglio federale di ottimizzare la formazione di guida. Secondo il TCS, il pacchetto di provvedimenti assicura una forma-
4
Età minima: 18 anni Periodo di prova: tre anni Obbligo di una giornata di formazione complementare nei primi sei mesi Licenza di condurre definitiva
5
Età minima: 21 anni Presupposto: patente non revocata durante il periodo di prova Validità temporale illimitata
zione di guida più efficiente e più severa e permette risparmi sui costi per ottenere la licenza di condurre, senza sacrificare la sicurezza stradale. Il TCS giudica positivamente la diminuzione da due a una delle giornate di corsi della due fasi. Assieme alla prevista formazione di guida, questa razionalizzazione consente di ottenere la patente a minor costo, senza comunque compromettere la qualità della formazione. Il TCS boccia alcune delle misure proposte dal Consiglio federale, come ad esempio le lezioni individuali obbligatorie con un maestro di guida per imparare a frenare e a guidare in modo ecologico ed energeticamente efficiente. Il
TCS ritiene sbagliato anche il periodo minimo di pratica di dodici mesi per i minori di 25 anni che vogliono accedere all’esame pratico. Stessa cosa dicasi poi per la possibilità di guidare automobili con cambio manuale se l’esame di guida è stato compiuto con un veicolo dotato di cambio automatico. Ora saranno valutate le varie prese di posizione. L’ultima parola sulla revisione spetta al Consiglio federale, tuttavia una decisione non è attesa entro la fine di quest’anno. Alcuni elementi della revisione dovrebbero entrare in vigore verso la metà del 2019, i rimanenti all’inizio del 2020. ◆
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MOBILITÀ
Nel 2018 arrivano le bici elettriche con l’ABS Un contributo significativo alle innovazioni riguardanti le e-bike è fornito da Bosch eBike Systems. Il suo direttore Claus Fleischer ci parla di tendenze, sviluppi ed esigenze della clientela. INTERVISTA FELIX MAURHOFER | FOTO FELIX MAURHOFER/ALD
Nel 2018 la Bosch lancerà l’ABS per e-bike, perché c’è voluto così tanto?
In soli tre anni abbiamo sviluppato e collaudato un ABS di serie, che presto sarà testato dai gestori di flotte in Germania e in Svizzera. Dopodiché avremo bisogno di un certo periodo per presentare il sistema antibloccaggio ai costruttori. Nell’autunno del 2018 saranno in commercio le prime bici elettriche con l’ABS della Bosch.
L’ABS dovrebbe diventare ancora più compatto.
In qualità di fornitori di sistema quali sono le vostre principali sfide?
Quanto costerà il sistema di frenata ABS?
Siccome il costruttore lo integra in un sistema d’insieme e dovrà apportare alcune migliorie alla forcella e al mozzo anteriore, un’e-bike dotata di ABS costerà all’incirca 500 franchi in più di una senza ABS. Si tratta comunque di una stima approssimativa e il prezzo dipende dai fabbricanti delle bici. Come procede lo sviluppo dei motori elettrici?
Le prestazioni di guida che abbiamo oggi sono più che sufficienti. Non credo che abbia senso un aumento della coppia (giri). Il nostro motore più potente sviluppa 75 Nm. Se si vogliono rispettare le specifiche delle biciclette odierne, non c’è più margine. Aumenteranno le capacità delle batterie?
Adesso siamo attorno alle 1000 wattora con due batterie. Costatiamo però che sono pochi coloro che sfruttano completamente la capa-
Claus Fleischer si occupa delle innovazioni per le biciclette elettriche.
cità di carica. A mio avviso, si potrebbe andare verso le 600 Wh per batteria, però è anche una questione di prezzo. Pertanto il raggio di autonomia non potrà aumentare all’infinito. Nella questione delle batterie sta assumendo un ruolo sempre più importante il design. Si sta procedendo ad integrare completamente la batteria nel telaio. Per farlo abbiamo sviluppato il Power Tube 500.
È un sistema di assistenza alla guida che aumenta la sicurezza del ciclista. Per quanto riguarda la connessione in rete c’è molta carne al fuoco. Qui si tratta di offrire del valore aggiunto al conducente. Qualcosa come il navigatore, i dati delle attività sportive o il monitoraggio dell’e-bike.
Quali innovazioni bisogna attendersi sulle biciclette elettriche?
Attualmente l’entusiasmo e la domanda sono alti. Nel frattempo il cliente ha scoperto che l’e-bike dà molto piacere di guida. Con la bici elettrica si può circolare più a lungo e più spesso che con una normale bicicletta. Tra una decina d’anni in Europa centrale una bici su due sarà elettrica.
La mobilità del futuro sarà elettrificata, automatizzata e connessa in rete. Con ciò non mi riferisco alla guida autonoma, ma all’automazione parziale, come ad esempio il cambio elettrico. L’ABS automatizza il processo di frenata.
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Il mercato delle biciclette elettriche si svilupperà positivamente?
Si tratta di anticipare quel che vorrà in futuro la clientela. Per qualche anno abbiamo ancora abbastanza idee in cantiere. Comunque è sicuro che non costruiremo in proprio le bici a pedalata assistita dalla A alla Z. Come funziona il rapporto con i costruttori?
Abbiamo stretti contatti con i fabbricanti e regolari scambi di opinioni. Un piatto forte è la connettività. Stiamo pensando a quali valori aggiunti possiamo offrire ai clienti. Si tratta dello sviluppo complessivo delle applicazioni appropriate. ◆
LE CIFRE DI BOSCH E-BIKE SYSTEMS Dal 2009 la Bosch eBike Systems produce unità di alimentazione, batterie e computer di bordo per e-bike. Oltre 70 grandi marche di biciclette montano componenti Bosch. L’ingegnere meccanico Claus Fleischer è direttore di Bosch eBike Systems dal 2012.
MOBILITÀ
La sportiva Wheeler i-Rider HD è adatta per percorsi ripidi.
WHEELER I-RIDER HD
Scalatrice dalla grande spinta NPeso: 21 kg; telaio 15, 17, 19, 21 pollici EYamaha PW-X, 250 W, 80 Nm; cambio Shimano a 20 rapporti; batteria: 500 Wh, 36 volt; costi di servizio: 135 fr.; autonomia: 40 km/1400 metri di dislivello (modalità High) L3590 fr.; batteria supplementare 1050 fr. La e-mountain-bike Wheeler i-Rider HD affronta con bravura le ripide piste di montagna, anche se non è completamente ammortizzata. TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO PASCAL BERCHTOLD
L
e e mountain bi e sono ora davvero di ten denza e conquistano vieppi i percorsi di montagna. Abbiamo testato il modello heeler i Rider D. Sebbene non sia completa mente ammortizzato, im pressiona immediatamente il design sportivo con la batte ria ben inserita nel telaio. d è risaputo che una bella bici incita a buone prestazioni. onvincente la buona rifini tura di tutti gli elementi, dal telaio fino ai cavi fissati in modo ordinato.
Facilità d’uso isto che raramente i fan della mountain bi e circole ranno di notte, la bici è senza impianto illuminante. o munque se fosse il caso lo si può istallare in opzione, e lo si azionerà con l’interruttore
posto sulla manopola, e sarà att di potenza, offrendo un alimentato dalla batteria. A sostegno alla pedalata che va proposito dei comandi: le cin dalla modalità co all’ tra que modalità di assistenza Power. l sistema di trasmis alla pedalata sione è do si possono tato di di Rifinitura solida inserire dal versi sensori Proprietà sportive manubrio. l di misura Impianto frenante solido displa , ade zione. ltre Assistenza alla pedalata guatamente alla velocità buona rinforzato, è di crociera informativo e e alla fre Motore rumoroso si lascia leg quenza di Il motore funziona per un gere con faci pedalata, po’ all’arresto dei pedali lità sia di viene misu giorno sia di notte. montato rata anche la coppia erogata dietro il manubrio e in tal dal ciclista. n questo modo modo rimane protetto da il suo polso resterà sotto con rami e sterpaglia. ndica ve trollo anche durante salite locità, distanza del percorso lunghe e ripide. La batteria e quella complessiva, stato può accumulare 500 h a della carica e modalità di olt. l costruttore offre la assistenza selezionata. mountain bi e, del peso di 21 g, nelle usuali misure 15, 17, l potente motore amaha 19 e 21 pollici. n virt del eroga fino a 80 Nm e 250 peso della bicicletta, occorre
Dominante e robusto: il notevole display fissato al manubrio.
scegliere tragitti lungo i quali non è necessario portarla a lungo, per evitare un sovraf faticamento muscolare. Non trascurabili sono anche i freni, che permettono una frenata dosabile ed equili brata.
Guida sportiva La e mountain bi e heeler i Rider D convince per la sua buona qualità ed è adatta sia per il cross countr sia per le piste sterrate. L’uso è semplice, consente una guida sportiva ed esprime sicu rezza anche su terreni scon nessi. L’autonomia è buona e il rapporto prezzo presta zioni è in ordine. ◆
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TECNICA
FORD FIESTA TITANIUM 1.0 SCTI AUT.
Una piccola che
si distingue Lo schermo tattile domina il cockpit.
E3 cilindri 1.0 l turbo benzina, 100 CV W6,8 l/100 km (media del test), etichetta energia E Vautonomia: 617 km kpeso: 1275 kg (modello del test) P12,1 s da 0 a 100 km/h L21 000 fr.
Sistemi di assistenza come una grande, interno pregiato e buon comportamento contraddistinguono l’ottava generazione della Ford Fiesta. Un’icona dell’utilitaria che offre molto e sa regalare anche piacere di guida.
Elevato comfort di guida Buona insonorizzazione Abitacolo pregiato Sedili confortevoli Sistema multimediale pratico
TESTO E FOTO FELIX MAURHOFER
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Buone le prestazioni del 1,0 l benzina turbo.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Ford Fiesta Titanium 1.0 SCTi automatica: 5 porte, 5 posti; 21 000 fr. (modello del test: 23 260 fr.) Gamma: dalla 1.1 Trend, 70 CV (14 500 fr.) alla 1.5 l Duratorque TDCI Vignale, 120 CV, (23 200 fr.) Opzioni: Park Pack Plus (700 fr.), audio B&O (350 fr.), pacchetto inverno (400 fr.) Garanzia: 3 anni fabbrica/ 100 000 km, mobilità illimitata; corrosione: 12 anni (con condizioni) Importatore: Ford Motor Company SA, 8304 Wallisellen ford.ch DATI TECNICI Motore: 3 cilindri, 1,0 l turbo benzina 100 CV, 170 Nm; cambio automatico a 6 rapporti, trazione anteriore Peso: 1275 kg (auto del test), totale ammissibile 1680 kg, carico rimorchiabile 1000 kg
La nuova Fiesta ha un aspetto aerodinamico. 75%
Consumi deludenti 148 cm
Sterzo asettico Cambio automatico un po’ grezzo Bordo di carico alto Poco spazio per le gambe dietro
passo 249 cm lunghezza 404 cm larghezza 174 cm bagagliaio: 292–1093 litri pneumatici: 195/55R16, min. 195/60R15
L
a ord iesta è stata prodotta in 17 milioni di esemplari dal suo debutto nel 197 . ra siamo all’ottava generazione e rispetto alle precedenti è cresciuta per quanto concerne il comfort. La carrozzeria di questa icona dell’utilitaria risponde ai gusti di oggi e possiede una eleganza discreta fino ad arrivare ad un frontale di nuova concezione che rompe tale discrezione. Per quanto riguarda l’allestimento e le prestazioni abbiamo testato la versione itanium la iesta è diventata un’auto sicura e confortevole con buone qualità sui lunghi tragitti.
sistemi di assistenza di cui è dotata la versione itanium sono certamente notevoli per una piccola automobile. Sistema anticollisione, assistente di parcheggio, riconoscimento dei cartelli, regolatore adattivo o ancora fari automatici sono di serie. uttavia, ord non è al passo coi tempi solo con gli aiuti alla guida: nell’abitacolo e per l’allestimento del coc pit infatti non si è risparmiato. Sono stati impiegati materiali pregiati. Dopo essersi abituati all’angolazione verticale degli strumenti principali, si apprezza soprattutto l’ergonomia del grande schermo tattile che fornisce l’accesso a numerose applicazioni. La qualità dell’accoglienza a bordo si accompagna ad una spaziosità generosa per i posti anteriori, ma soltanto sufficiente per i passeggeri che prendono posto sulla panca posteriore.
Leggermente rumorosa La ord iesta del nostro test era mossa da un cilindri turbo benzina da 1,0 l. 100 offrono una potenza sufficiente per muovere onestamente la vettura dal peso di 1275 g. uando si preme il gas, il motore diventa un filo rumoroso, per il resto, però, gira con sorprendente eleganza. l cambio automatico avrebbe potuto eseguire le cambiate un filo in anticipo, a volte la scelta del rapporto non è evidente. ttimamente risolta la taratura del telaio: sufficientemente rigido per gestire le curve rapide, assorbe comunque le irregolarità stradali. Nessuna meraviglia, la piccola vettura è equipaggiata con il sistema di ripartizione della coppia motrice orque ectoring ontrol. noltre in tema di sicurezza l’ottava edizione della iesta non ha nulla di cui vergognarsi. sistemi di assistenza ricevono informazioni da ben due telecamere, tre sensori radar e 12 sensori a ultrasuoni. ◆ dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
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TECNICA
DINAMICA DI COMPORTAMENTO Accelerazione (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h):
12,1 s 6,6 s 9,4 s 10,7 m 34,1 m
TCS MoBe: Herbert Meier
CARROZZERIA Visivamente la nuova Fiesta non porta nessuna novità. La carrozzeria ricorda la precedente, fatta eccezione per il frontale molto caratterizzante.
Insonorizzazione: 60 km/h: 60 dBA 120 km/h: 69 dBA COSTI DEI SERVIZI Manutenzione ore mano d’opera (km/mese) (fr.)¥1 30 000/24 1,7 454.– 60 000/48 2 566.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 11,1 3063.– 1
incl. materiale
COSTI D’ESERCIZIO km/anno ct./km
fr./mese fissi variabili 15 000 54 442.– 234.– 30 000 36 442.– 469.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Ford da 125 a 185 fr. CONSUMO AL BANCO DI PROVA Sul divano lo spazio si riduce.
(ciclo UE 80/1268) urbano extra urb. misto TCS 8,0 4,9 6,02 fabbrica 6,9 4,2 5,2 136 g/km Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2: 134 g/km etichetta energia (A–G): E 2
Non ha convinto per quanto concerne il consumo misto normato. Si sta facendo chiarezza.
CONSUMO DEL TEST 6,8 l/100 km serbatoio: 42 litri
autonomia 617 km il video del test
Gli schienali sono ribaltabili e frazionabili.
La parte posteriore è rimasta classica.
La Ford Fiesta in dettaglio
tcs.ch/ portale-video
ABITACOLO Per questo segmento di prezzo è ben rifinito e dotato di materiali pregiati. L’offerta di spazio davanti è buona, mentre dietro le cose si fanno strette, come usuale per una piccola auto. Le operazioni di carico del bagagliaio sono rese difficili dal bordo di carico alto. Sul cockpit spicca il touchscreen da 6,5 pollici di facile uso dotato di Apple Play. I comandi del riscaldamento sono posti purtroppo in basso e piuttosto poco visibili. COMFORT Il comfort di guida è favorito dalla buona insonorizzazione e dai comodi sedili. Anche l’ammortizzamento è sufficientemente confortevole. La dotazione per il comfort della versione Titanium è ampia. Tra essa troviamo tra l’altro climatizzatore automatico, sistema keyless e mani libere bluetooth. PREZZO-PRESTAZIONI La Fiesta convince per i costi di manutenzione. Gli intervalli per i servizi di 30 000 km o 24 mesi sono ottimi per un’auto di piccola taglia. Anche il rapporto tra prezzo e dotazione è molto buono. Il rapporto peso-potenza e le prestazioni sono tuttavia un po’ tirati. COMPORTAMENTO Nel complesso il comportamento della Fiesta 1.0 Ecoboost è sicuro. La taratura del telaio è sufficientemente sportiva e non mostra debolezze nemmeno nelle curve affrontate a velocità sostenuta. Lo sterzo in posizione mediana avrebbe però potuto essere più preciso. MOTORE E TRASMISSIONE Il motore turbo benzina da 1,0 l con iniezione diretta è conosciuto ed è stato premiato più volte. Sulla Fiesta del test il motore erogava 100 CV con una coppia massima di 170 Nm. Si tratta di dati onesti per un’auto del peso di 1275 kg. Non convince a pieno il cambio automatico a 6 rapporti. CONSUMO Il consumo del test è ancora accettabile (media di 6,8 l/100 km). L’autonomia di 617 km per questa categoria è buona. SICUREZZA Degni di nota sono risultati i freni efficaci. Buona impressione è stata suscitata anche dai sistemi di assistenza. Mancanza dell’airbag per le ginocchia del conducente.
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COLLABORAZIONE: location: aerodromo Thun-Allmend. Si ringrazia il gruppo volo a motore di Thun
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LED a matrice I diodi che proiettano la luce su altri veicoli sono disattivati.
Piena luce sui fari La scelta dei gruppi ottici per l’automobile è diventata più complicata con l’apparizione di nuove tecnologie. Fari alogeni, allo xeno, LED oppure laser? Una nostra panoramica su vantaggi e svantaggi dei vari sistemi. REDAZIONE TOURING
A
l momento di acquistare un’automobile nuova, la scelta del tipo di fanali merita di essere dovutamente valutata. Anche perché non è per nulla semplice giudicare le varie tecnologie, dato che ciascuna presenta punti forti e punti deboli. Un confronto diretto dimostra che i fari allo eno forniscono la migliore qualità luminosa. on i fari alogeni, l’automobilista ha l’impressione che il potenziale di luce sia limitato in termini di colore, di chiarezza e di portata.
Al contrario, i fari L D sembrano nettamente pi potenti. Non sorprende quindi il fatto che i fari allo eno siano cos apprezzati. Nell’alta gamma,
la tendenza va verso il full L D oppure ai sistemi laser combinati con i L D.
Fari alogeni li alogeni sono i classici fari che troviamo sulle versioni tradizionali di base delle autovetture. Una lampada alogena è comparabile ad una lampadina ad incandescenza. All’interno troviamo un filamento di wolframio che diventa incandescente quando la corrente viene inserita. La potenza luminosa e la longevità risultano accresciute dalla presenza di un gas alogeno, ad esempio bromo oppure iodio. Nel caso di lampade alogene 4, le funzioni anabbaglianti e abbaglianti sono assicurate da un filamento doppio.
36 touring | dicembre 2017 / gennaio 2018
fari alogeni sono ancora molto apprezzati per il buon rapporto prezzo prestazioni. Di notte, il colore bianco giallastro è gradevole per l’occhio. Sebbene ritenuti meno potenti rispetti ai fari allo eno, possono avvicinarvisi se si scelgono lampadine di marca. on una regolazione ottimale, i fari alogeni forniscono un’intensità luminosa elevata sia al crepuscolo sia di notte e soddisferanno pienamente la maggioranza degli automobilisti. Le lampadine che equipaggiano le auto di categoria inferiore sono spesso di qualità mediocre. tuttavia possibile cambiarle ad un costo contenuto. Attenzione tuttavia al fatto che su taluni modelli l’operazione di smontaggio e mon-
taggio è complicata, quindi costosa.
Fari allo xeno uesta tecnologia offre maggiore luminosità, ma non è proposta di serie, se non su alcune varianti di equipaggiamento superiori. isogna
Fari LED I diodi prendono il posto delle lampadine.
L’ESPERTO TCS
Test comparativo dispositivi di illuminazione Tecnologia
alogeni
xeno
LED/matrice
laser
Vantaggi
Buon rapporto prezzo-prestazioni Nell’equipaggiamento di base Sostituzione rapida e a buon prezzo Diverse qualità di lampade alogene Luce bianca-giallastra gradevole
Fascio chiaro quasi simile alla luce diurna Design Portata accresciuta dei proiettori Illuminazione ottimale della carreggiata, anche in curva e svoltando
Design/linea visiva Quasi simile alla luce diurna Longevità Fascio complesso e orientabile con precisione fin nei minimi angoli Illuminazione ottimale che non acceca il traffico che arriva in senso inverso
Luce molto chiara di portata estremamente lunga
Portata e chiarezza minori se paragonate ai fari xeno Longevità inferiore ai fari LED e xeno
Prezzo più elevato/ sovente fatturato in opzione Costi di riparazione Fascio maggiormente distribuito se il faro è sporco Forte uso del liquido lava-vetri del faro se utilizzo frequente Obbligatorio un sistema automatico anti accecamento
Prezzo più elevato/ sovente fatturato in opzione In caso di difetto, sostituzione di quasi tutto il modulo Obbligatorio un sistema automatico di regolazione della portata
Tecnologia cara, sovente unicamente per le vetture di lusso
Svantaggi
prevedere tra i 1000 e i 1500 euro per acquistarla. fari allo eno diffondono una luce bianca simile a quella naturale e assicurano una portata pi lunga e una migliore illuminazione laterale. razie alla regolazione automatica, anche la comodità d’uso è migliore. noltre, la tecnologia bi eno ha permesso la commutazione automatica tra anabbaglianti e abbaglianti.
FOTO OPEL
CONSIGLI
Per quanto concerne gli svantaggi, annotiamo i costi ma anche le possibili avarie alle lampadine e al sistema di regolazione. li automobilisti che viaggiano in senso contrario inoltre si lamentano spesso di essere abbagliati. uesto problema può essere dovuto ai proiettori sporchi. Per questa ragione, essi sono obbligatoriamente dotati di un dispositivo di pulizia, ciò che porta ad un maggior consumo di liquido lava vetri.
Fari LED L’illuminazione a diodi elettroluminescenti ha conquistato l’alta gamma e anche alcuni modelli compatti. omposto da diodi, il corpo illuminante è molto flessibile
e necessita meno spazio rispetto a quelli tradizionali. Una manna per i designer. La tecnologia L D è gestita esclusivamente dall’elettronica e, in ragione della sua temperatura di colore elevata, diffonde una luce ancora pi simile a quella del giorno rispetto ai fari allo eno. fanali a L D si distinguono inoltre per il basso consumo di energia. nconveniente noto: quando un singolo L D è difettoso, tanto vale cambiare l’intero modulo o addirittura il proiettore. L’arrivo dei L D con tecnologia a matrice permette di modulare automaticamente lunghezza e ripartizione del fascio luminoso. Una telecamera riconosce i veicoli che precedono o incrociano l’autovettura. La disattivazione mirata di alcuni moduli L D evita a quel punto di abbagliare gli altri utenti, continuando tuttavia ad illuminare al meglio il resto del campo stradale.
Fari laser uesta tecnologia è destinata agli automobilisti che desiderano fari di lunga gittata.
1
Prima dell’acquisto della vettura, stabilire il tipo di corpo illuminante desiderato. Si può prendere come criterio di scelta il tempo di lavoro necessario per cambiare una lampada guasta.
2
Assicurarsi che i proiettori siano puliti, in particolare nella brutta stagione.
3
Fari con sistema di pulizia: portare con sé del liquido lava-vetri di riserva.
4 5
Fari alogeni: tenere lampade di ricambio a portata di mano.
Possono essere combinati con gruppi ottici L D oppure L D a matrice. ostosi, i fari laser sono appannaggio dell’alta gamma. Alla fine dei conti, la scelta di un dispositivo d’illuminazione è questione di prezzo. Sia quel che sia, le varie tecnologie presentano tutte qualità e difetti. Senza dimenticare che tutte sono oggetto di continui progressi tecnici. ◆
Attenzione ai fanali non autorizzati. Lampade di ricambio, spesso prive della menzione ECE, allo xeno o a LED per attacco H4 o H7 in genere non sono ammesse.
6
Fari a portata regolabile manualmente: definire la portata in funzione del carico seguendo le istruzioni d’uso.
PASCAL BERCHTOLD Funzione: responsabile Tecnica & Economia, TCS Emmen Professione: diagnostico auto e consulente economico Età: 40 anni Contatto:
tcs.ch/esperto
dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
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MERCEDES-BENZ CLASSE X
Campagna d’immagine in Cile
NLunghezza: 5,34 m; carico utile: 1,1 t, carico rimorchiabile: 3,5 t Eturbodiesel 163/190 CV; 4×4 inseribile con riduttore; da 0 a 100 km/h da 10,9 s; consumo (misto): da 7,4 l/100 km, CO2 da 195 g/km
Lda 41 260 a 43 800 fr., in primavera seguirà il V6 diesel 258 CV
Come molti costruttori, Mercedes-Benz ha ceduto al fascino rustico dei pick-up. Un segmento al quale la marca porta un tocco di stile. Presa di contatto in Cile, paese d’elezione di questo tipo di automobile. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
I
l massiccio ercedes enz lasse sembra trovarsi a casa sua in mezzo ai grat tacieli di Santiago del ile. ome in altri Paesi dell’Ame rica Latina, il pic up qui è un’autovettura diffusa. Una filosofia automobilistica che si situa a metà tra il culto che gli americani dedicano a que ste robuste camionette e la necessità effettiva di disporre di veicoli adatti alle piste sterrate. on la sua calandra a due barre cromate, questo nuovo pic up di dimensioni medie (mid size) aggiunge un tocco raffinato al suo loo marziale. Anche i conducenti del grande ord 150 il
pic up full size all’ameri cana per eccellenza ci guar dano con aria sconcertata. Primo pic up firmato er cedes enz, il lasse è di fatto un derivato del Nissan Navara. sce dalle stesse catene di montaggio barcel lonesi, cos come il Renault Alas an. iò detto, l’inge gnere capo Stephan anger, nostro ospite a bordo per un centinaio di chilometri, ci esprime tutta la sua fierezza per la «mercedizzazione» riuscita del veicolo. nfatti strumentazione e plancia di bordo riprendono molti ele menti tipici della marca.
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Parleremo quindi volentieri di alta gamma nell’universo dei pic up, solitamente co nosciuti per le rifiniture fun zionali con tanta plastica. Una volta lasciati alle spalle gli imbottigliamenti e lo smog ricorrenti della capitale cilena, abbiamo avuto modo di costatare che questo vei colo, come annunciato, ha piuttosto caratteristiche da SU . Sulle autostrade rettili nee di questo Paese lungo 4 00 m, il lasse dimo stra infatti un comfort so noro e vibrazioni che non hanno nulla a che vedere con un veicolo utilitario. l risul
Alla moda Il Classe X non sfigura affatto in ambiente urbano.
tato di un rinforzo mirato del telaio a tralicci e dell’isola zione tra vano motore e abi tacolo. uanto basta per atte nuare sensibilmente il rullare del quattro cilindri diesel da 19 , anch’esso d’origine Nissan. ramai si condivide davvero tutto, anche se il atteso per la primavera sarà puramente ercedes. L’onore è salvo.
La tenuta c’è odesti manufatti di legno hanno ceduto da un po’ la scena ai fasti architetturali di Santiago. l lasse viaggia ora su strade di campagna piuttosto ben tenute. La pro gressività dell’ammortizza mento già notata in auto strada si riconferma. i si aggiunge un comportamento rigoroso per un pic up: sono i vantaggi dell’asse poste
TECNICA
Curato Diversi elementi sono stati ripresi dalle auto.
Cinque posti con posizione dominante sul divano.
Veicoli utilitari diventati modelli di tendenza Come mai i costruttori manifestano questo interesse per i pick-up?
l mercato mondiale dei pic up rappresenta attualmente 2,5 milioni di unità per anno e registra una crescita costante. Prevediamo che raggiunga i milioni entro 5 anni.
FOTO ALD
Fuoristrada Marce ridotte e bloccaggio del differenziale lo autorizzano ad andare ovunque.
riore a 5 bracci e molle elicoidali, al posto delle vecchie balestre. Sui tratti sconnessi non si percepisce alcuno sbandamento, ma lo sterzo, seppure consistente, rimane molto poco diretto. necessario, spiega Stephan anger, perché una guida molto diretta rischierebbe di rovesciare il carico. i eravamo in effetti dimenticati che questa accogliente doppia cabina ha anche una vocazione utilitaria. La larghezza portata a 1,92 m sarà uno spasso sulle strette carreggiate europee permette di imbarcare una paletta ferroviaria sul cassone. Pi alto e pi largo rispetto a quella dei pic up usuali, quest’ultimo offre una capacità un filo accresciuta. n compenso, il lasse nella sua esecuzione standard concede un’altezza
da terra ridotta di 2 cm (20 cm). uttavia l’offroad non spaventa questa arrampicatrice che riprende la sperimentata trazione integrale con differenziale di Nissan e un sistema di stabilizzazione in discesa.
I buchi non fan paura Dopo il passaggio di prammatica attraverso i vigneti di un’azienda, affrontiamo un tratto punteggiato da profonde buche. erchiamo di mettere alla prova il lasse , che sussulta fortemente ma supera con baldanza gli ostacoli. Stephan anger non è pi sul nostro sedile posteriore. uanto a noi, stiamo sempre aspettando il primo colpo di coda che pensavamo ci assestasse questo pic up. Decisamente orientato all’alta gamma, il lasse . ◆
L’Europa resta però fanalino di coda?
on vendite annue di 1 0 000 unità, si tratta chiaramente di un mercato di nicchia. a anche in questo caso prevediamo un trend favorevole che dovrebbe portare a circa 1 0 000 unità entro 2 anni. L’ uropa resterà comunque un piccolo mercato, in particolare per il fatto che in molti Paesi i pic up sono penalizzati dalla loro mole importante. ciò anche se si tratta soprattutto di modelli «mid size».
Matthias Klein manager marketing del Mercedes-Benz Classe X
È cambiata anche la clientela quindi…
n effetti, la percezione del pic up è molto diversa tra il nord e il sud dell’ uropa. n Paesi come la Svezia, sono veicoli piuttosto inneggianti al lifest le che si utilizzano per trainare una barca o andare a caccia. Nei Paesi meridionali, il pic up è prevalentemente un veicolo a vocazione utilitaria.
A cosa è dovuto questo fermento?
E cosa succede in Svizzera?
ltre all’arrivo di nuove marche, veicoli dallo stile pi marcato, come il ord Ranger o ancora il Amaro , hanno contribuito a modificare l’etichetta puramente utilitaria attribuita ai pic up.
Direi che circa il 0 dei clienti lo utilizza sia per ragioni utilitarie sia private. irca un terzo però ne fa un uso strettamente privato e soltanto il 10 dei pic up sono dei puri veicoli utilitari.
dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
39
TECNICA
MAZDA CX-5 G 194 REVOLUTION AUT.
Resistenza atmosferica
N4,55 m; bagagliaio: 506–1620 l E2,5 l benzina, 194 CV, 258 Nm; cambio aut. 6 rap., 4×4; da 0 a 100 km/h in 9,2 s; consumo (prova): 8,7 l/100 km; autonomia: 666 km L45 600 fr. La SUV Mazda CX-5 adotta un grosso quattro cilindri benzina a disattivazione dei cilindri per ridurre i consumi. E funziona. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
I
n una fase in cui il diesel non odora pi di santità, l’opzione benzina riguadagna terreno. Su veicoli pesanti come le SU (Sport Utilit ehicle), le versioni turbocompresse si rivelano però spesso voraci di carburante. edele alla filosofia legata ai motori atmosferici con un rapporto di compressione elevato, azda ha appena dotato la 5 di un 2,5 l a disattivazione dei cilindri che operano a velocità costante e a basso carico. uesta operazione è garantita da un comando integrato nelle punterie idrauliche delle valvole d’aspirazione e scarico dei due cilindri esterni. Un’opzione diversa dal sistema ideato inizialmente da ol swagen con i suoi motori 1.4 S sui quali la disattivazione tocca invece i cilindri interni.
n modalità disattivata, le Ombre e luci Rovescio della medaglia, valvole dei cilindri esterni questo 4 cilindri di grossa cidella 5 restano chiuse. Uno stato non percettibile dal lindrata esprime un funzionamento un tantino ruvido e conducente. Del resto, la SU una sonorità riparte senza non molto il minimo Design, qualità percepita gradevole, cedimento Consumi ragionevoli soprattutto in quando si riComportamento intuitivo accelerazione. accelera con Abitabilità, bagagliaio ortunatadecisione. Assistenti innovativi mente è però Sebbene infeappena udiriore a quella Motore ruvido e rumoroso bile nell’uso di un motore in accelerazione autostradale, turbo, la copCambio relativamente dove la 5 pia si rivela poco reattivo fa peraltro sufficienteVisibilità posteriore buona impresmente alta per sione. dem conferire un alla pompa: la media regibuon allungo con il pedale strata (8,7 l 100 m) è davdel gas a metà corsa. noltre consente di circolare a regimi vero onorevole per una tracontenuti nell’uso urbano. n- zione integrale automatica di 1, tonnellate. Avremmo fine ritroviamo le allegre satuttavia gradito dei cambi lite nei giri tipiche dei motori di rapporto un po’ pi inciatmosferici con il piede a tasivi. voletta fino a 500 giri min.
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Bella presenza Il frontale ha rinunciato agli inserti in plastica a favore delle cromature. Classe.
Per il resto, questa seconda edizione della 5 dallo stile affinato offre un’alternativa credibile alle SU d’alta gamma. l loo interno è di bella fattura e i posti dietro, facilmente accessibili, sono spaziosi. Apprezzabile la modularità del bagagliaio. noltre, questa SU dal comportamento piacevole propone sistemi di assistenza alla guida molto utili ad una tariffa moderata (1 00 fr.). iteremo il displa head up che proietta le informazioni sul parabrezza con una grafica ben studiata. Niente a che vedere con l’austerità che regna nel segmento premium. ◆ Disattivazione Le punterie regolano le valvole.
TECNICA
MEANIE 2.0T
Mini revival alla moda elvetica Adattare un vecchio modello agli standard attuali è possibile. Un ingegnere svizzero ha rivisitato la Mini originale ribattezzandola per l’occasione in Meanie. Una Mini del genere «grande lupo cattivo». TESTO MARC-OLIVIER HERREN
FOTO ALD
N
ell’arco di quattro decenni (1959– 2000), l’emblematica ini credeva di averne viste di tutti i colori. a non aveva fatto i conti con la folle scommessa del giovane ingegnere Raffael eierli che, per il suo lavoro di diploma all’Alta scuola di Rapperswil, si è messo in testa di costruire un’auto a motore centrale sulla base di un’oldtimer. La scelta è subito caduta sulla ini. Sistematosi in un’officina all’intero di un cortile, Raffael eierli, spalleggiato da due colleghi di studio, si è messo al lavoro su una carrozzeria nuova acquistata a prezzo d’oro presso il ritish otor eritage. 17 settimane e 1000 ore di lavoro pi tardi,
la ini ribattezzata eanie è diventata realtà. uttavia, se l’aspetto esteriore restava quello noto dell’icona delle mini cit car, la tecnica era profondamente diversa. A cominciare dal posizionamento del motore, passato dall’anteriore al posteriore. ista l’esiguità del compartimento anteriore, era evidente anche che la eanie avrebbe avuto una trazione posteriore. Altro sacrilegio al mito britannico, il motore 2 l turbo preso a prestito dalla olf . l propulsore, che occupa tutto lo spazio posteriore, è garante del lato corsaiolo della eanie, al pari della struttura tubolare che rinforza la carrozzeria. Dopo aver ricevuto il suo diploma,
Raffael eierli ha voluto fare un passo ulteriore per avere l’omologazione U .
longitudinale sono prodotte artigianalmente. iò che spiega il prezzo «equivalente a quello di una Porsche 911 4S ben equipaggiata», cioè 150 000 fr. sorbitante ma è cos piacevole guardare la eanie compiacersi a «driftare» in tutti i sensi. ◆
Scontro con la realtà Per riuscirci, il giovane ingegnere ha richiesto il sostegno della società mil re lassics. onfrontato a 17 000 pagine di prescrizioni, un crash test e diverse altre prove, Raffael eierli si è detto scioccato dalla complessità del procedimento. a il 28enne tecnico non si è lasciato scoraggiare: dopo diverse modifiche, la eanie ha ottenuto l’omologazione europea, quindi svizzera. ggi, 5 unità di colori diversi sono in fabbricazione presso Roos ngineering a Safenwil. Automobili di cui molte parti struttura tubolare, puntone
Nca. 3,05 m; biposto Emotore centrale posteriore 2 l turbo, 220 CV, 340 Nm; 847 kg, trazione posteriore; da 0 a 100 km/h sotto i 4 s; consumo: 6,3 l/100 km Lprezzo alle stelle!
Tocco britannico Cuoio e strumenti tondi sono un must.
Peso dietro Ripartizione delle masse 40:60. Una Meanie molto Mini L’aspetto è quasi identico all’originale.
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TECNICA
SKODA KAROQ
La SUV compatta per definizione È l’archetipo della SUV moderna: aspetto aggressivo, gran modularità e tecnica di ultimo grido fanno della Karoq un’auto funzionale. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
Resta il fatto che siamo confrontati con un puro prodotto Skoda, come testimoniano le sue linee espressive ma senza fronzoli a cui ci ha abituato la sorella maggiore Kodiaq da 4,70 m. La Karoq è un’auto solida che per di più esprime un’immagine di qualità. Lo si
nota dalla plancia di bordo funzionale rivestita da pregiata plastica morbida. È qui che si inserisce pure il fattore tecnologico sotto forma di uno schermo tattile centrale di 9,2” opzionale che offre l’accesso a ogni funzione di connettività moderna. E Skoda, un tempo parente povera del gruppo VW, inaugura un sistema di strumentazione digitale con quattro modalità di visualizzazione a scelta. Il lato avanguardista.
Molto abitabile Era prevedibile: questa SUV offre un’apprezzabile abitabilità tenuto conto della compattezza. I passeggeri dietro godono di uno spazio per le gambe modulabile, se consideriamo l’opzione del divano scorrevole lungo 15 cm con schienali regolabili (410 fr.). Anch’esso tipicamente Skoda, il gran bagagliaio rettango-
lare presenta una capacità variabile tra 479 e 521 l. Anche le motorizzazioni sono elaborate. La Karoq beneficerà del nuovo 1,5 l benzina a disattivazione parziale dei cilindri. Un motore turbo da 150 CV che assicura un buon dinamismo. Non privo di interesse, il piccolo 1 l a 3 cilindri da 115 CV eroga prestazioni davvero corrette. Come la Yeti, la Karoq esiste in versione 2 e 4 ruote motrici (frizione a dischi multipli). Le prime sono dotate di semplice asse di torsione posteriore, le seconde di un asse a bracci multipli. Divertente da guidare, la Karoq ha l’agilità che contribuisce al lato divertente delle SUV compatte. Equipaggiata dignitosamente in versione di base, vanta un ampio ventaglio di assistenti alla guida. Unico neo: la garanzia minimalista (2 anni). ◆
N4,38 m; baule: 521–1630 l Ebenzina 115/150 CV, diesel 150 CV; 4×2 e 4×4; consumo (misto): da 5,0 l/100 km, CO2 da 120 g/km Lda 25 590 a 38 190 fr. (190 CV TDI segue) Offroad La luce da terra è di 18 cm.
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Modularità I sedili posteriori scorrevoli sono estraibili.
I SEDILI ESTRAIBILI Credevamo fossero scomparsi ai tempi delle venerabili monovolume, invece la Karoq resuscita i sedili posteriori estraibili. Una volta ripiegati a portafogli, le sedute sono smontabili, come sull’Espace di un tempo. Il volume utile esplode allora a 1810 l. Enorme. Habitué dei trucchi pratici, Skoda non si è limitata a questo: la console mediana è dotata di un porta-bicchiere con rivestimento aderente che permette di svitare il tappo di una bottiglietta con una sola mano. Degni di nota inoltre pure il piccolo cestino istallabile nelle controporte, i supporti per tablet dietro gli schienali dei sedili anteriori e il pratico ombrello di bordo. Semplice e ben fatto.
FOTO ALD
L
a Skoda Yeti è stata vittima del destino leggendario dell’abominevole uomo delle nevi? Un fatto è certo: questa denominazione che poteva far paura ai bambini è sopravvissuta il tempo di una sola generazione, seppure di successo, e lascia ora la scena alla Karoq. Questa vera SUV compatta di 4,38 m (+16 cm), si inserisce tra le cugine Seat Ateca e VW Tiguan. E in un sol colpo, fa fare alla marca un salto qualitativo ereditando le ultime raffinatezze tecnologiche del gruppo VW.
TECNICA
SUBARU IMPREZA
Atavicamente integrale
Dinamica Grande compatta di 4,46 m, l’Impreza esibisce spoiler e minigonne laterali.
N4,46 m; bagagliaio: 385 l Ebenzina 114/156 CV; cambio CVT, 4×4; da 0 a 100 km/h da 9,4 s; consumo (misto): da 6,2 l/100 km, CO da 140 g/km Lda 24 150 a 35 150 fr.
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2
FUTURO EUROPEO ASSICURATO
Caduta nell’anonimato, la Subaru Impreza rilancia giocando le carte della sicurezza e della dotazione. Un’integrale in crescita d’attrattiva. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
I
n un quarto di secolo l’immagine della compatta Subaru è stata sostenuta soprattutto dalle versioni S , emanazioni delle auto da rall . ggi messa in ombra dalle SU del piccolo costruttore giapponese, l’ mpreza prende nuovo slancio adottando la piattaforma modulare della casa. Parallelamente, il design si smarca dall’anonimato delle versioni precedenti. l lungo cofano esibisce scolpiture pronunciate, mentre il posteriore spiovente di questa 5 porte hatchbac esibisce fari degni di nota. Una quinta generazione piuttosto equilibrata. videntemente la ricetta di base resta la stessa: motori a cilindri contrapposti (bo er) e trazione integrale permanente, con l’aggiunta che Subaru resta ormai pratica-
mente fedele solo al cambio a variazione continua ( ). Una scelta dettata notoriamente dal regolatore adattivo e dal mantenimento della corsia di cui sono equipaggiate tutte le versioni. semplare. noltre il terzo livello di dotazione offre anche l’allarme per l’angolo cieco e per il traffico trasversale posteriore. on questa dotazione di comfort di punta, vanta sempre un rapporto prezzo prestazioni di prim’ordine.
Imperturbabile All’abituale motricità senza lacune di questa integrale, si aggiunge un baricentro un po’ abbassato e soprattutto, una lunghezza ( 4,5 cm) e una larghezza ( ,5 cm) accresciute. uesto fa s che l’ mpreza sia inchiodata alla carreggiata ed esente da ogni rollio. l bo er 2 l atmosferico
da 15 imprime un dinamismo corretto e sale allegramente di giri fino a 000 giri min. Niente miracoli in tema di cambio : gradevole e piuttosto reattivo nell’uso fluido, a quel punto comincia a mulinare rumorosamente. a i progressi di questa trasmissione che simula 7 rapporti sono notevoli. La stessa costatazione vale per la qualità curata dell’abitacolo. Uno schermo tattile da 8 pollici dall’aspetto monolitico troneggia sulla console centrale. uesta compatta di grandi dimensioni emerge dal gruppo pure per lo spazio per le ginocchia dei passeggeri posteriori. l bagagliaio dal volume pressoché invariato è invece nella norma. isti anche i progressi in tema di insonorizzazione e vibrazioni, si propone oggi come una buona ammiraglia. ◆
Con vendite nell’ordine delle 40 000 unità, Subaru rimane un piccolo attore in Europa. Tanto da interrogarsi sulla sua permanenza. «Malgrado i futuri limiti in tema di CO2, Subaru è decisa a lanciare nuovi modelli e garantire importanti investimenti al fine di conformarsi alle norme europee», rassicura David Dello Stritto, general manager delle vendite. E ciononostante il compito reso più arduo dalla trazione integrale e dai motori boxer. «Non rinunceremo a questi due elementi. Sono l’essenza stessa della marca», afferma David Dello Stritto, precisando che Subaru si sforzerà di alleggerire le parti mobili dei boxer. Per contro, la marca si limiterà alla sua politica di piattaforma globale utilizzabile per le auto dei segmenti C e D. Si dovrà quindi dire definitivamente addio alle city-car Justy, che a suo tempo avevano fatto furore in Svizzera.
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Fuoristrada Design gradevole/rifiniture corrette SUV maneggevole e funzionale Abitabilità dietro, vero 3° posto Buon equipaggiamento, tecnologia aggiornata Comportamento sereno Cambio automatico appropriato Nessuna trazione integrale Rumori aerodinamici e motore non sempre silenzioso Allestimento molto classico Allarme mantenimento corsia inserito erroneamente Garanzia minimalista (2 anni)
Ripiegabile La capacità del bagagliaio oscilla tra 410 e 520 l con l’opzione divano scorrevole.
OPEL CROSSLAND X 1.2 EXCELLENCE AUT. Archetipo della SUV urbana, l’Opel Crossland X prende il posto della mini monovolume Meriva da cui eredita dettagli pratici. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
F
ine delle mini monovolume, largo alle mini SU ! Accontentate le richieste di una clientela che privilegia loo e posizione di guida sopraelevata a detrimento della modularità. vero che questa cugina prossima della itro n Aircross bardata di protezioni plastificate ed elementi antincastro non manca per niente di portamento. quipaggiata per l’avventura urbana, visto che in assenza di trazione integrale non può ambire allo sterrato, l’ pel rossland fila idealmente nella giungla urbana grazie al suo fisico compatto e al raggio di sterzata ridotto. Una buona dose di modularità comunque resiste: il bagagliaio ha un doppio fondo che assicura una superficie di carico piatta quando gli schienali del divano sono ribaltati. l volume utile inoltre è onesto per un’auto di questa taglia. Può essere modulato optando per il divano scorrevole lungo 15 cm ( 00 fr.). Una buona scelta, dal momento che lo spazio per le gambe dei passeggeri è di-
mensionato generosamente. per una volta, il passeggero in mezzo viaggia in buone condizioni. spirato allo stile SU , l’interno è dominato da plastiche dure e stile sobrio. a l’abitacolo è accogliente e lo schermo tattile da 8 ravviva il tutto. Astrazione fatta per il lato sonoro del cilindri in accelerazione e per i rumori aerodinamici in autostrada, la rossland offre un piacere di marcia davvero dignitoso. Di potenza modesta, il motore 1,2 l beneficia del sostegno sempre giudizioso del cambio automatico a rapporti. Nel complesso, nell’uso quotidiano questa SU è dotata quindi di una certa vivacità. La rossland è inoltre ben piantata sulla carreggiata, anche se la guida manca un po’ di sensazioni, visto il treno anteriore asettico. L’auto può contare su un ampio ventaglio di sistemi di assistenza alla guida. Apprezzabile il displa head up ( 50 fr.) molto ben leggibile, meno l’incerto sistema di riconoscimento della segnaletica. ◆
N4,21 m; bagagliaio: 410–810 l E1,2 l turbo benzina, 110 CV 205 Nm; cambio aut. 6 rapporti, 4×2; da 0 a 100 km/h in 11,8 s; consumo (prova): 7,3 l/100 km; autonomia: 616 km L27 000 fr.
Look adatto all’impiego La Crossland ha tutti gli attributi stilistici delle SUV urbane.
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TECNICA
da città MINI COOPER SE ALL4 COUNTRYMAN In versione ibrida ricaricabile, questa SUV si rivela idonea per la città. Ambiente ricco di stile e abitabilità la fanno da padrone.
SUV ibrida plug-in polivalente Divertente duo 3 cilindri/motore elet. Prestazioni e comportamento Ambiente/insonorizzazione Abitabilità e bagagliaio invariati
T
emevamo la transizione tra la modalità elettrica e l’entrata in funzione del cilindri benzina, ma non c’è da avere paura. orte dei geni della supersportiva i8, questa SU urbana concilia sorprendentemente bene il silenzio della modalità elettrica con il ronzio tinto di sportività dell’1,5 l turbo. l fatto è che quest’ultimo è doverosamente rivestito e gli ingegneri gli hanno conferito un timbro che emana un innegabile carattere. Nessuno schiamazzo quindi quando il blocco termico si desta per erogare muscolose accelerazioni, visto che la potenza cumulata ammonta a 224 .
Resta il fatto che questa ountr man S si dimostra pi dinamica che veramente sportiva. l suo peso ( 250 g circa) dovuto a batterie e motore elettrico si fa infatti sentire. Piuttosto avara di sensazioni, questa SU compatta è tuttavia quantomeno inchiodata alla carreggiata e rivela un comportamento quasi neutro, posta sotto il giogo di un SP dall’inter-
vento facile. roviamo un pizzico di follia sul fronte del cilindri che esprime vivaci salite di regime. a proviamo piacere anche a circolare in modalità elettrica. Annunciata a 41 m, l’autonomia (batteria da 7, h) non eccede i 0 m. Ampiamente sufficiente per circolare senza emissioni nelle agglomerazioni. Al contrario, i l del serbatoio rendono impossibili i lunghi tragitti. ini con il loo da SU , la ountr man riprende l’ambiente ricco di stile della marca. L’abitacolo è sommerso di materiali di tendenza. l grosso quadrante centrale si distingue esibendo vari colori quando si accendono le spie di avviso. Polivalente, questa SU ha un divano posteriore rialzato che riserva un buono spazio per le ginocchia. Nella norma, il bagagliaio perde solo 45 l a beneficio del motore elettrico sotto il pavimento. atto positivo, questa 4×4 da salotto non costa di pi della versione sportiva della ountr man. Anche se però parliamo di un prezzo non indifferente. ◆
Manutenzione gratuita per 10 anni o 100 000 km Peso a vuoto importante (1,7 t) Sensazioni di guida asettiche Sospensione rigida Politica degli optional Strumentazione riflettente
Ibrida plug-in L’autonomia in modalità puramente elettrica raggiunge la trentina di km.
N4,30 m; bagagliaio: 405–1275 l E1,5 l benzina, 136 CV + elettrica 88 CV, 224 CV accumulati; cambio aut. 6 rapporti, 4×4; da 0 a 100 km/h in 6,8 s; consumo (prova): 5,8 l/100 km + elettricità L42 900 fr.
Maxi Mini Con i suoi 4,30 m, la Countryman dietro offre uno spazio apprezzabile.
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TECNICA
OPEL INSIGNIA COUNTRY TOURER
L’opzione off-road
Autonomie rassicuranti Un test TCS sulle auto elettriche si è concluso con dati sulle autonomie accettabili, sebbene inferiori alle indicazioni di fabbrica.
I
l test comparativo realizzato per alcune trasmissioni consumeristiche ha messo alla prova la Nissan Leaf, la Renault oe e la pel Ampera e. La prova ha simulato un viaggio in vacanza. ltre al conducente, le tre vetture avevano a bordo un passeggero (75 g), due bambini (2× 0 g) e dei bagagli (20 g). test su strada si sono svolti in convoglio con il riscaldamento acceso. Sottoposte a condizioni uniformi (temperatura esterna a ca. 10 ), le tre auto hanno circolato fintanto che si è accesa la spia che indica un basso livello di carica. A quel punto le batterie sono state ricari-
cate nell’impianto accreditato del S a mmen. Risultato finale: le auto hanno fornito circa il 58 dell’autonomia annunciata dai costruttori per una ricarica della batteria. a precisato che questa percentuale ha considerato le perdite di energia verificatesi durante la ricarica. oncretamente i veicoli hanno registrato le seguenti autonomie: Leaf 144 m, Ampera e 04 m e oe 2 2 m. Distanze che non permettono di affrontare lunghi viaggi, ma raggi d’azione rassicuranti nell’uso quotidiano. ome noto per i telefonini, anche queste batterie invecchiando perdono di efficienza. ◆
Test autovetture elettriche Auto Prezzo Capacità della batteria (dati del costruttore) Capacità effettiva misurata
fr. kWh
Nissan Leaf 38 595.– 30,00
kWh
30,18
62,48
52,62
Consumo effettivo
kWh/ 21,02 100 km km 250
20,53
22,68
520
400
km
304
232
Autonomia secondo ciclo (ECE R101) Autonomia secondo condizioni in convoglio
144
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Opel Ampera-e 41 900.– 60,00
Renault Zoe 39 400.– 41,00
delli. Si è arricchito dell’ pel nsignia ountr ourer. Perfetta rappresentante di questa categoria, questa versione fuoristrada si riconosce per le protezioni nere che bordano la carrozzeria e le barre anti incastro anteriore e posteriore. L’altezza da terra è aumentata di 2,5 centimetri. Disponibile in versione diesel 170 210 e benzina 2 0 , la ountr ourer è dotata di una trazione integrale a ripartizione indipendente della coppia sull’asse posteriore. Apprezzabile la sospensione con corsa allungata. Avventura Ben equipaggiata, la Country Tourer ha un supplemento di 3500 fr.
Il «lattaio» di Renault Fiocco di neve Il logo delle gomme invernali.
Velocità massima e gomme invernali uono a sapersi: le gomme invernali prodotte dopo il 15 gennaio 2017 che non sopportano la velocità massima raggiungibile con il veicolo, devono essere segnate con il simbolo del «fiocco di neve». uesto indica che le qualità minime normali richieste sulla neve sono rispettate. La disposizione non si applica alle gomme S , che di principio devono essere invece omologate per la velocità massima, come le estive.
ome altri costruttori, Renault si è lanciata molto presto nella costruzione di veicoli commerciali. uesta rustica camionetta pe Laitier diede origine dal 1900 alla stirpe dei veicoli utilitari della casa francese. ossa da un motore da ,5 , rivendicava un carico utile di 250 g. È qui il latte fresco La Renault Type Laitier. FOTO TCS, CONTINENTAL, RENAULT, ALD
Trio elettrizzante Nissan Leaf, Renault Zoe e Opel Ampera-e.
Le station wagon fuoristrada fanno fatica ad emergere di fronte allo strapotere delle SU . uttavia, questo segmento inaugurato da Audi A Allroad, Subaru utbac e olvo 70 costituisce un’alternativa intelligente per gli automobilisti che necessitano di un veicolo capace di affrontare sentieri dissestati o innevati. ueste station wagon si distinguono per il comfort di marcia e la tenuta di strada molto vicini alle auto da cui discendono. Attualmente, il segmento conta una mezza dozzina di mo-
TECNICA
E-MOTORINO MEIJS MOTORMAN
Piccolo e chic
Anche i cavi sono istallati in modo appropriato.
Poca potenza
Il ciclomotore elettrico Meijs Motorman si presta bene per brevi uscite. TESTO FELIX MAURHOFER
S
obrio, gradevole e senza inutili fronzoli: cos si presenta il ei s otorman. li elementi stilistici caratteristici sono il grande fanale, la sella, le pedivelle in legno e la batteria a forma di serbatoio. l telaio nero è ben fatto e composto essenzialmente d’acciaio. fornibile, come per un qualsiasi motorino, in un’unica dimensione. l contachilometri è inserito nel fanale e offre varie informazioni, quali il chilometraggio giornaliero o lo stato della batteria. Motocicletta elettrica naked con elementi stilistici attrattivi.
Naltezza sella: 75 cm; peso 45 kg Emotore brushless 2 kW, 60 Nm; 45 km/h, autonomia 55 km; batteria: 1,5 kWh, tempo di ricarica: 5 ore Lda 6500 fr.
l piccolo motociclo dallo stile carat teristico e dal peso di 45 g è mosso da un motore elettrico da 2 posto sul mozzo che lo fa accelerare fino ad un massimo di 45 m h, ciò che corrisponde ad una bici elettrica veloce. n partenza cos come su salite ripide il motore da 0 Nm arranca un po’. razie alla grande sezione dei pneumatici e alla sella molleggiata, il motorino elettrico assorbe bene le irregolarità della strada circolando a velocità ridotta. on un’autonomia di 55 m non sono tuttavia possibili grandi viaggi. La batteria, «travestita» da serbatoio, con i suoi 1,5 hè purtroppo caricabile unicamente montata sul ciclomotore. Un’operazione che richiede circa 5 ore. freni a disco sono assolutamente efficaci. n breve, un ciclomotore attraente che cattura l’attenzione e offre un certo piacere di guida per brevi tragitti in città. ◆
PORSCHE 911 CARRERA 4 GTS
Un po’ sbruffona
N
ella sua livrea rosso carminio assortita di griglie d’areazione nere, questa S non passa certo inosservata. Normale, dato che questo modello assicura il legame tra le usuali 911 e l’estrema . Lo notiamo quando azioniamo
la chiave rossa carminio anch’essa. roppo cool! l bo er l fa esplodere il suo cavernoso rombo metallico. Siamo proprio al volante di una vera Porsche, anche se rimpiangiamo la rinuncia forzata ai motori atmosferici. uesta S non se ne cura: i suoi
450 ringhiano con un impeto notevole: il decollo di un razzo che termina soltanto verso 7200 giri min. a molto prima nell’uso di tutti i giorni, se non vogliamo commettere un delitto da pirata della strada. questo il vero dilemma di questa sportiva le cui caratteristiche richiedono di potersi esprimere in pista, a cominciare dalla fulmineità delle sette marce del cambio
FOTO ALD
Viva lo sport Un muso affinato e un telaio abbassato di 2 cm.
N4,53 m; bagagliaio: 125 + 260 l E3 l biturbo, 450 CV, 550 Nm; cambio PDK 7 rap., trazione integrale; da 0 a 100 km/h in 3,6 s, 308 km/h; consumo (prova): 10,5 l/100 km L159 300 fr.
a doppia frizione. iò detto, ci si consolerà selezionando la modalità Sport, che non ritarda eccessivamente i cambi di marcia e aziona il riproduttore di suono. una delizia ascoltare i crepitii e i clangori Corsaiola adatta alla strada Sensazioni da pilota Accelerazioni esplosive Cambio PDK spontaneo Sedili sportivi comodi Prezzo/politica optional Ergonomia obsoleta Nessun regolatore ACC
rilasciati dal doppio scarico al momento di lasciare l’acceleratore. Una finzione davvero corsaiola. a come ogni 911, questa versione conserva anche una vera polivalenza, all’insegna dei sedili sportivi che conciliano tenuta e morbidezza del rivestimento in alcantara. ◆
dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
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TECNICA Sembra reale Stesi al posto di guida di fronte al circuito cittadino.
Le monoposto di Formula E offrono sensazioni emozionanti ai piloti. Ci siamo quindi infilati nel cockpit della DSV-02 elettrica. Quantomeno nella versione che serve da simulatore ai piloti di Gran Premio. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
L’
ambientazione riproduce alla perfezione i 2,7 m del ran Premio di ontréal che si è svolto in luglio. l pubblico però brilla per la sua assenza e l’agitazione dei bo si riduce all’ambiente asettico di un locale officina. l fatto è che ci troviamo nello stabilimento della divisione Performance di DS Automobili, situata non molto lontano dall’opulenta ersailles. sso ospita un simulatore sul quale i due piloti della DS 02 vengono a memorizzare i 12 tracciati delle 12
prove del campionato di ormula . Dal momento che la maggioranza si svolge nei centri di grandi città, gli assi del volante devono forzatamente familiarizzarsi con le peculiarità del percorso. Senza contare la gestione puramente strategica dell’autonomia della batteria.
in posizione semi sdraiata, come in 1. lemento centrale, il volante è identico a quello dell’auto da corsa. uniti di semplici cuffie collegate al tecnico in servizio, siamo pronti per lanciarci all’assalto del circuito canadese che scorre su un grande schermo semicircolare.
l simulatore si compone di un coc pit di P2 quello in carbonio di ormula sarebbe troppo costoso che rimane in posizione fissa. Dopo esserci infilati nello stretto abitacolo, ci sediamo
Guida divertente
DSV-02 Un bolide elettrico con scocca in carbonio ultraleggero.
48 touring | dicembre 2017 / gennaio 2018
Una pressione sul pulsante rosso del volante ed eccoci partiti per una seduta di prove virtuale! Le forti sensazioni trasmesse dal volante si sentono bene le vibrazioni
FOTO ALD
A tutto gas in Formula E virtuale contrastano con il silenzio che regna nel locale. a quante emozioni! Non facile gestire il pedale del gas e il dosaggio dei freni in questo ambiente asettico. algrado gli inviti del tecnico, è presto fatto ritrovarsi sul ciglio della strada. l miracolo della tecnologia permette tuttavia all’auto virtuale di riattraversare le file di gomme e altri ostacoli per tornare sul tracciato. Un testa coda Nessun problema: basta schiacciare il gas a tavoletta per far compiere all’auto un «180 gradi». Divertente certo, ma il tempo non passa mai su questo tracciato che richiede la massima concentrazione, anche restando bloccati alla seconda marcia delle tre di cui è dotata l’auto. iunti ai bo dopo meno di 2 minuti, siamo esausti per gli sforzi che richiede il volante super reattivo. Per giunta, lo scorrere del paesaggio a lato può dar il mal di mare ai non iniziati di questo universo spazio temporale che ricorda la fantascienza. uanto alla realtà, nel giugno 2018 transiterà da urigo, tappa che è stata inserita dalla A nel campionato di ormula . ◆
TECNICA non noi. Preferiamo aspettare la prossima curva a 270 gradi per apprezzare il lavoro del differenziale orsen. odulando il gas di fino, il treno anteriore contiene in modo progressivo i 00 Nm di questo piccolo mostro dalla livrea sportiva elegante. nfine un bel rettilineo permette di
GIRO IN DS3 PERFORMANCE A VAL D’OR
Circuito nel verde Escursione sull’insolito circuito di prova del gruppo PSA al volante della DS 3 Performance. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO NICOLAS ZWICKEL
H
a uno charme da far paura il piccolo circuito di al d’ r, attiguo ai locali che ospitano i settori di competizione di Peugeot itro n. Niente lunghi rettilinei: questo circuito di 1,7 m serpeggianti nel bel mezzo di un’area boschiva riproduce i diversi tipi di rivestimento che gli automobilisti incontrano quotidianamente. nessuna via di fuga: è presto fatto finire fuori strada o tra gli arbusti. Limite bizzarro ma godibile. il terreno da gioco predestinato per una cit car dinamica come la DS Performance. Le ostilità
iniziano con una esse coperta da acciottolato, per giunta scivoloso. eglio quindi reprimere la foga del 208 erogati dall’1, turbo, e come i collaudatori, verificare le sospensioni concilianti di questa sportiva votata al compromesso. ffettivamente, non emerge alcuna rigidità. Un asfalto usurato, quindi rugoso, segue il pavé. Possiamo dare gas, ma non troppo, perché si arriva presto in cima ad un dosso, dove i piloti di R decollano. a
far lavorare il limitatore attorno ai 500 giri min. Una bella frenata ben dosata e ritroviamo acciottolato e asfalto usurato. l circuito è già finito. Ripartiamo quindi per un nuovo giro per assaporare l’agilità di questa divertente mini che non supera i 1200 g. ◆
Sportiva chic Carrozzeria nero opaco e rifiniture dorate brillanti.
NLunghezza: 3,95 m; bagagliaio: 285 l E1,6l turbo benzina, 208 CV, 300 Nm; 0–100 km/h in 6,5 s; consumo (misto): 5,4 l/100 km; 125 g/km di CO2 L32 100 fr. (28 600 fr. con bonus)
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Uno pneumatico invernale deve dare il meglio nelle diverse condizioni climatiche: con temperature intorno ai 7 gradi o meno, su fondi ghiacciati, bagnati e innevati, in città, in campagna o in autostrada. Con gli pneumatici FALKEN EUROWINTER HS01, l’inverno non sarà più un problema - non importa ciò che viene. Chiedete al vostro concessionario per i pneumatici invernali FALKEN! Più informazioni su: www.falkenpneumatici.it o www.fibag.ch
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Fiordi e neve Gli sciatori alloggiano in barca nelle Alpi di Lyngen vicino a Tromsø.
50 touring | dicembre 2017 / gennaio 2018
SVAGO
Piaceri invernali fuori dall’ordinario Avete voglia di neve e sport, ma non di folla? Fuggite dallo stress grazie a «Touring» e lasciatevi condurre in luoghi dove non ci sarà quasi nessun altro. Leggete, sognate, prenotate, partite e soprattutto divertitevi.
In Norvegia dalla barca direttamente sugli sci
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Quasi soli nella natura dei Carpazi polacchi
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Sci di fondo nella Val Fex, l’Engadina silenziosa!
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Nascondigli solitari in Svizzera: tre proposte
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A sciare
D
opo brevi schiarite, da nord si avvicinano nuvole nero pece. In pochi minuti comincia a nevicare intensamente tanto da ridurre la visibilità a zero. Mi affretto a calare il cappuccio sulla testa e seguo le tracce che mi portano in direzione della vetta. Mi sento come se stessi camminando in una capanna di vetro bianca che inghiotte ogni cosa. L’unica musica di accompagnamento è il lieve scricchiolino provocato dagli sci sulla neve fari-
nosa. Poi di colpo il palcoscenico naturale cambia di nuovo. Il cielo si schiarisce e posso scorgere attraccata sulla riva del mare la nostra imbarcazione, la Vulkana. Qui, nelle Alpi di Lyngen presso Tromsø il tempo può cambiare molto repentinamente. Ci dobbiamo abituare in fretta, ha detto stamattina Tore Bergbjørn, la nostra guida alpina. In effetti, una mezz’ora più tardi veniamo deliziati da ampie schiarite e il nostro gruppo può rifarsi gli occhi guardando la meta
52 touring | dicembre 2017 / gennaio 2018
del giorno, lo Store Kågtind alto 1228 metri. Qui terminano le montagne dove si pratica lo sci escursionismo, una quota dove invece in Svizzera ha inizio la gran parte dei tour. Ma queste montagne non sono da sottovalutare, perché si parte dal livello del mare. Due ore prima, a bordo della Vulkana, abbiamo atteso la scialuppa che ci porta alla spiaggia di sassi. Poi abbiamo messo le pelli sugli sci, il sacco in spalla e abbiamo at-
tivato l’apparecchio di ricerca dei travolti dalle valanghe. Come quasi ovunque in Norvegia prima di veder apparire i pendii scoscesi abbiamo attraversato una rada boscaglia di esili betulle.
Tempo mutevole La guida alpina Tore sale imperturbato sempre più in alto, guarda solo di quando in quando sul suo GPS. Gli ultimi metri che ci separano dalla vetta li compiamo sulla cresta molto stretta. Gli dei del cielo non sono clementi e
SVAGO
tra i fiordi Le vette delle Alpi di Lyngen in Norvegia sono un paradiso per lo sci escursionismo. Scalarle per poi ridiscenderle avendo come campo base un battello è un’esperienza straordinaria. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
LA VULKANA
Discesa tra cielo, monti e mare.
ci negano tutta la vista. Inoltre soffia un vento talmente freddo che ci impedisce di fare un seppur modesto picnic sulla vetta. A questo punto non ci resta che attendere la prossima pausa tra una nuvola e l’altra per poi scendere sugli sci con la vista del mare sempre presente. Improvvisamente il tempo si rischiara e ci lanciamo nella discesa sopra una fantastica neve farinosa. Scendiamo creando curve geniali fino a che le cosce cominciamo a bruciare e ci obbligano a
effettuare una breve pausa. Come in estasi, riprendiamo la discesa sino a che il limite della neve termina improvvisamente poco prima della riva del mare. Qui troviamo fissata su un palo una casetta decorata con corna di renna in cui si trova il libro della vetta. Con orgoglio inseriamo i nostri nomi. Nella baia ci aspetta paziente la Vulkana, il cui camino fu-
mante ci segnala che la sauna e l’hotpot – una vasca di acqua calda – sono già pronti per accoglierci. Dopo che la scialuppa ci ha portati a bordo e l’attrezzatura è stata rimessa a posto, ci rifocilliamo con merluzzo e patatine poi prendiamo una birra e indossiamo il costume per immergerci nell’hotpot che si prende cura dei nostri muscoli strapazzati dalla sciata. Durante il viaggio attraverso
L’ex motobarca di pescatori lunga 22 metri e larga 6 è stata trasformata in una perfetta base per attività outdoor come tour con gli sci o escursioni. Oltre all’equipaggio costituito da un capitano, un cuoco e un assistente, offre posto per 12 persone in cuccette doppie o quadruple. A dire il vero, grazie alla ristrutturazione con molto legno e amore nel dettaglio, Vulkana è un’oasi wellness galleggiante. Sul ponte c’è un hotpot e all’interno ci sono una sauna, un hammam e una Lounge Zen con caminetto. Nel paesaggio montagnoso e costellato dai fiordi della Norvegia un battello è il mezzo di locomozione ideale perché si possono raggiungere velocemente molti punti di partenza per gite.
dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
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Preparazione per il prossimo tour. Il libro della vetta del Store Kågtind è sulla riva del mare.
i fiordi il paesaggio dominato dalle vette scorre davanti a noi come in un avvincente film. All’hotpot segue la sauna e un breve pisolino prima della cena. sensazionale scoprire cosa ci serve in tavola il cuoco. Sono perlopi prelibatezze provenienti dal mare pescoso come merluzzo alla salsa di chili o sgombro affumicato. Sazi e stanchi ci accomodiamo nelle cuccette e ci addormentiamo in un baleno, mentre il battello punta a sette nodi di velocità verso la prossima meta.
Gite infinite
Max cucina un delizioso pasto nella piccola cambusa.
ià solo le Alpi di L ngen offrono innumerevoli possibilità per lo sci escursionismo. La guida alpina ore ci rivela che anche una vita trascorsa a compiere scalate non basterebbe a conquistare tutte le vette di questa regione. Nel vasto mondo montuoso il nostro gruppo di dieci persone non ha praticamente incontrato anima viva. Le pareti della montagna non hanno soluzione di continuità e dunque possono essere percorse da cima a fondo in un colpo solo, un fatto che le rende cos straordinarie. Se il
tempo è clemente e la superficie è ricoperta da un paio di centimetri di neve farinosa, questo è semplicemente il paradiso dello sci escursionismo. n quattro giorni siamo saliti e ridiscesi da cinque vette per un totale di 4900 metri. ul ana si è rivelata essere il perfetto campo base
Relax dopo il tour nell’hotpot sul ponte o all’interno nella Lounge Zen.
Salita direttamente dal mare sino alla vetta del Nordfjellet.
54 touring | dicembre 2017 / gennaio 2018
SVAGO Hamnes
Storslett
DA SAPERE
Breivikeidet Mare di Norvegia
n Alp
s
Tromsø
Lyng e
con tutti i comfort. n genere di notte il battello si fermava a un molo. ome quella volta ad amnnes, un antico villaggio di pescatori con graziose casette in legno e svariati essicatoi per i merluzzi. Sia i pescatori sia i contadini vivono in questi piccoli insediamenti difficilmente accessibili. Sono costituiti perlopi da una fabbrica di pesce, un paio di case sparse e se si ha fortuna si trova un piccolo chiosco. La vita durante i mesi invernali attorno alle Alpi di L ngen è semplice. A parte un paio di renne e molte pernici bianche non abbiamo visto neanche un essere umano. omunque le acque qui sono molto ricche di pesce, e c’è da mangiare per tutti. Le giornate qui in Norvegia, anche se in maggio non diventa pi cos scuro, trascorrono troppo velocemente. L’ultimo giorno saliamo sul Nordf ellet alto
Olderdalen
Viaggio: voli con Scandinavian Airlines (SAS) o Swiss via Oslo a Tromsø.
Lyngseidet
flysas.com
Attrezzatura: equipaggiamento completo per lo sci escursionismo con relativo abbigliamento, a seconda del tour: ramponi, piccozza e imbragatura, vestiti di ricambio, abbigliamento per il tempo libero e costume da bagno.
Oteren
Nordkjosbotn
N O R V E G I A
FIN
20 km
S V EZIA
Valuta: corona norvegese (1 franco = 8 corone).
1000 metri, dalla cui vetta possiamo scorgere roms . ome in ogni tour i pendii sono stupendi, solo che qui nelle nostre discese non siamo pi deliziati dalla neve farinosa. l divertimento è comunque garantito. A malincuore togliamo gli sci e durante la trasferta sul battello ci guardiamo alle spalle con nostalgia. Una cosa è certa, tornerò il pi presto possibile per lasciare altre tracce sulla neve nelle Alpi di L ngen. ◆
Cibo: piatti a base di pesce, agnello o renna.
Protezione ottimale per ogni viaggio
Periodo migliore: da marzo a maggio
Malattia o incidente in una destinazione discosta come le Alpi di Lyngen? Con il TCS Libretto ETI si è assicurati per ogni evenienza. Ulteriori informazioni per telefono allo 0800 888 855 oppure al sito eti.tcs.ch
Alberghi: The Edge a Tromsø o vedi su tcs.ch/prenotare-hotel
Cartine: Lyngenhalvoya nord e sud (fogli 2780 e 2781), 1:50 000 Imbarcazione Vulkana: prezzo per 4 giorni Ski by boat 1650 NOK più 330 NOK per la guida alpina. Prenotazioni e informazioni di dettaglio:
Da avere per lo sci escursionismo La moderna attrezzatura per lo sci escursionismo è concepita per essere resistente e pesare poco. La scelta di fabbricanti di equipaggiamento è ampia e in ogni stagione sul mercato appaiono nuovi prodotti innovativi. Di seguito vi illustriamo una selezione in cui abbiamo tenuto conto anche dei marchi svizzeri. Prima dell’acquisto si consi-
glia di provare sulla neve soprattutto gli sci, gli attacchi e gli scarponi. mportante è che l’escursionista conosca le apparecchiature di sicurezza e di soccorso in modo da agire correttamente e velocemente in caso di necessità. Si raccomanda anche di seguire corsi di sci escursionismo.
vulkana.no
❶
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❸
Equipaggiamento per sci escursionismo ❶ Casco: Scott Couloir 2 ❷ Giacca: Mammut Alvier HS ❸ Calzoni: Mammut Alvier HS ❹ Scarponi: Scott Superguide Carbon ❺ Sci: Scott Superguide 105 ❻ Attacchi: Fritschi Tecton 12 ❼ Bastoni: Scott Riot 18 ❽ Pelli di foca: Colltex ct40 ❾ Ramponi sci: Fritschi Traxion ❿ Berretto: Mammut Tweak Beanie ⓫ Guanti: Mammut Shelter Mars Glove ⓬ Airbag: Mammut Pro Protection 3.0 45 l ⓭ Farmacia: set Deuter First Aid ⓮ Sonda: Mammut Carbon Probe 240 Light ⓯ Pala: Mammut Alugator Ride ⓰ Ricetrasmittente ARVA: Barryvox Pulse
❾ ⓯ ❿ ⓫ ❹ dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
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Incontro ravvicinato con lupi e orsi I Carpazi polacchi sono un paradiso per gli escursionisti con le ciaspole e per gli amanti degli animali. Questa regione, vicina al confine con l’Ucraina, è il luogo ideale per chi vuole sfuggire allo stress quotidiano. REPORTAGE JULIANE LUTZ
T
utto tace. Non si sente nemmeno un cinguettio. A parte i e e me nessuno si sta dirigendo verso la alle del San. n cambio, nella neve scorgiamo le tracce lasciate da molti animali. « uesta è l’orma di un corvo» mi spiega i e, quando mi fermo davanti all’impronta di un’ala tesa. l tedesco 52enne è la mia guida durante il soggiorno in Polonia. Prima di dedicarsi al tema dei viaggi outdoor per anni è stato attivo nel campo della protezione della natura. A un certo punto mi rende attento a dei peli rimasti appiccicati alla resina sulla corteccia di un albero. Sono le tracce lasciate da un orso che ha voluto marcare il territorio. l distretto di ieszczad che dà il nome ai arpazi polacchi in lingua originale è un para-
diso per gli amanti degli animali. Si stima che qui vivano duecento orsi e quattrocento lupi, tutte le specie di aquile europee e di avvoltoi alpini, e sono stati avvistati anche gatti selvatici e linci. Pare che queste ultime si possano attirare spruzzando nell’aria il profumo « bsession» di alvin lein, perché lo adorano, come mi rivela i e.
Lontano da tutto Accanto al fiume San calziamo le ciaspole, mangiamo i panini e beviamo il tè caldo del thermos. Si sente solo il gorgoglio del corso d’acqua. n cielo non si scorge nemmeno una striscia di condensa. Siamo solo a due ore di cammino dalla Lodge ilcza ama, ma già è scomparsa qualsiasi traccia di civilizzazione. Sulla via del ritorno nei pressi di Smolni
A volte si vedono lupi in lontananza e li si sente.
passiamo davanti a una chiesetta di legno posta su un’altura. Stando ad un cartello, venne costruita nel 1791 e dedicata all’arcangelo ichele. Poco prima di raggiungere la Lodge, mi spavento a La chiesa in legno di Chmiel è tra le più belle.
Magia invernale, il fiume San nei pressi di Lutowiska.
Sulle orme degli animali. La guida Mike controlla la fototrappola.
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SVAGO Vista sulla Magura Stuposianska con l’Ucraina sullo sfondo.
Uno dei 200 orsi che vivono nei Carpazi.
capanna. Ma sono felice di raggiungere la Lodge senza incontrare alcun animale. Vediamo poi un paio di lupi e un orso curioso sulle immagini scattate di notte dalla fototrappola di Mike.
Il fascino della capanna causa di un rumore strano. È il richiamo di un corvo. «Se segui questi uccelli spesso trovi i lupi, perché li accompagnano nella speranza di trovare cibo», mi spiega la guida. Mi torna in mente adesso che due giorni prima, quando era venuto a prendermi all’aeroporto a Rzeszów, con gli occhi lucidi dall’emozione mi aveva raccontato che aveva sentito un branco di lupi ululare vicino alla sua
Prima di accomodarci a cena dobbiamo accendere la stufa nella nostra capanna. In quanto cittadina senza chalet in montagna devo prima di tutto farmi mostrare come funziona. Poi tutto fila liscio e un piacevole tepore si diffonde nel piccolo locale. Andrzej e la moglie Anna, una maestra, gestiscono l’isolata Lodge presso Lutowiska vicino al confine ucraino. Anche i quattro figli già adulti vivono qui e a volte li aiutano.
In estate si ha bisogno di ogni mano, perché le foreste dei Carpazi sono in voga tra gli escursionisti. Il ristorante nella grande casa in legno è strapiena di pelli, corna e animali imbalsamati. Addirittura le piastrelle della stufa danno un’indicazione della passione del padrone di casa: la caccia. Andrzej un tempo era guardaboschi e va ancora a caccia. Ciò che uccide, finisce nel piatto. E Anna cucina in modo fantastico: pierogi (raviolini), barszcz (zuppa di barbabietole e ravioli), bigos (stufato di carne), gulasch con funghi, tutto ciò che la cucina polacca offre. In più ogni giorno sforna deliziose torte. Le porzioni sono così abbondanti che riuscirebbero a saziare un affamato boscaiolo. «Hai
Anna e Andrzej nella loro Lodge Wilcza Jama.
con te il passaporto?», mi chiede Mike il mattino seguente. Il programma prevede di andare da Ustrzyki Górne a Polonina Caryńska. I Carpazi nella punta sudorientale della Polonia s’innal-
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SVAGO La regione Bieszczady è ideale per bei giri con le ciaspole.
DA SAPERE Eurotrek offre il tour di 8 giorni con le ciaspole nei Carpazi con la guida turistica Mike Dittrich. Sono inclusi: le trasferte dall’aeroporto Rzeszów al Lodge e ritorno, 7 pernottamenti, 6 giorni pensione completa, ingressi nonché ciaspole e bastoni a noleggio. Partenze: 3.2 e 10.2.2018, prezzo da 1289 fr. (in camera doppia) Voli: Zurigo–Rzeszów (con scalo intermedio) ad es. da 300 euro con prenotazione anticipata
Eremita moderno, Henri adora la solitudine della regione.
zano come un becco di uccello nell’Ucraina. Per questo motivo, s’incappa spesso in controlli di confine sia da parte dei polacchi che degli ucraini. Per due ore camminiamo in salita e in silenzio. Sento che la quiete di questo luogo mi fa bene perché la mia vita stressante a casa mi sembra ormai più lontana della luna. Sulla cresta soffia un vento ghiacciato. Catene di colline ricoperte di fitti boschi misti si estendono fino all’orizzonte. Da qui riusciamo a
Beata solitudine Durante la pausa Mike mi racconta che qui non è stato sempre così disabitato. Fino alla Seconda Guerra Mondiale infatti vivevano fianco a fianco, e pure si sposavano, persone provenienti da Polonia, Ucraina e Slovacchia. Su una vecchia cartina mi mostra i villaggi di Carynskie e Przyslup, che si trovavano nel punto esatto dove ora la capanna Koliba offre un rifugio agli escursionisti. Dal 1945 al 1950 su questa terra si protrassero violenti scontri tra l’esercito russo e l’ala militare dei nazionalisti ucraini. In quel periodo furono deportati in prigione o in campi
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seat24.de
P O L O N I A Sa
Lutowiska
n
UCRAINA Wetlina
SLOVACCHIA
10 km
Muczne Ustrzyki Górne
Bi eszczady (Voi vodato della P recarp azi a)
di lavoro centinaia di migliaia di ucraini. Case in rovina e una chiesetta come quella presso Smolnik ricordano ancora paesini che da lungo tempo sono abbandonati e dimenticati. Solo negli anni Sessanta sono tornate ad abitare qui delle persone, in genere gente che vuole staccare completamente dalla civiltà. Nei giorni seguenti saliamo a partire da Wetlina sino allo Smerek alto 1222 metri. Sulla via verso Muczne facciamo una sosta e visitiamo un piccolo museo che documenta la diffusa attività di estrazione del carbone di legna nei Carpazi polacchi. Lungo il nostro tour vediamo di continuo impianti del carbone abbandonati in mezzo al nulla. Ma ancora oggi i
carbonai si guadagnano il pane quotidiano vivendo come eremiti. Ammiriamo la bella chiesa di Chmiel e visitiamo Henri, un amico di Mike. Negli anni Novanta questo tedesco di Mannheim venne qui per organizzare un festival e ora vive in un container edile ristrutturato in mezzo al bosco nutrendosi di alimenti di propria produzione e lavorando come programmatore di software per guadagnare qualche soldo. Sembra che lui e Andrzej siano stati i primi a insediarsi di nuovo nella regione attorno a Lutowiska, racconta Mike. Nel frattempo però sono in tanti ad aver scoperto la bellezza dei Carpazi polacchi, ma per fortuna non ancora troppi. ◆ Il reportage è stato realizzato su invito di Eurotrek.
FOTO JULIANE LUTZ, MIKE DITTRICH, CARTA KEYSTONE
vedere l’intero mondo montagnoso dei Carpazi e naturalmente il Tarnitza. Con soli 1346 metri è il monte più alto della regione. E l’Ucraina è sempre davanti ai nostri occhi. A un certo punto, nei pressi di un incrocio incontriamo altri escursionisti con le ciaspole. La discesa è ripida e conduce attraverso innumerevoli piante di ginepro e strani superfici di terreno spoglio. Nella capanna Koliba, che appartiene all’Università di Varsavia, compriamo da una signora caffè solubile, mangiamo i nostri panini e ci riscaldiamo un po’.
SVAGO
LOOK
Lo sciatore solitario nella valle Fex gode di pace e molta tranquillità e di un paesaggio incantevole.
Nel silenzio della valle… rock’n’roll
DA SAPERE Alloggio: Hotel Privata, direttamente sulla piazza di Sils Maria, albergo piccolo e carino.
Se volete darvi allo sci di fondo cosa c’è di meglio dell’Engadina? E se oltre a ciò cercate quiete e natura, allora il luogo ideale è Sils o meglio ancora la Val Fex, il paese delle meraviglie in inverno.
Ristorazione: La Passarella, Via da Marias 93, Sils, ottimi Capuns, originali e tipici. Grond Café, Via da Marias 134, Sils, luogo di ritrovo per fondisti e buongustai.
TESTO DINO NODARI
U
na parolaccia risuona nell’aria rompendo il silenzio ma solo per pochissimo. Le colline e le montagne ricoperte di neve attorno a me sembrano assorbire immediatamente qualsiasi fonte di rumore sino a neutralizzarla completamente. Si sentono solo il cinguettio degli uccelli e, di quando in quando, gli zoccoli dei cavalli che trainano una carrozza con i turisti attraverso la trasognata al e . Sdraiato sulla schiena nella neve cerco ora di rimettere i lunghi sci sotto il mio corpo. Lo sci di fondo si rivela pi difficile del previsto. perché mai ho deciso di provare lo s ating invece della tecnica classica entre questa domanda mi frulla in testa, mi concentro sull’impiego dei bastoni. l maestro di sci di fondo eppo, che dimostra di avere molta pazienza con me, mi spiega che cado perché
non riesco a tenere il ritmo. All’inizio non voleva nemmeno credermi quando gli ho detto di non aver mai messo ai piedi degli sci di fondo. «La scivolata funziona molto bene», mi dice. quando reagisco dicendogli: «Adesso devo solo lavorare sull’impiego dei bastoni» 1:2, 1:2 continua a dirmi nella speranza che io capisca. a non riesco. Per i principianti si tratta non solo di esercitare l’equilibrio sugli sci, ma soprattutto di riuscire a sviluppare un legame con essi, afferma eppo. poi, per lo s ating, ci vuole anche un po’ di muscolatura.
Tecniche a confronto A un certo punto eppo vuole sapere perché ho scelto lo s ating. «Perché pensavo di avanzare pi velocemente», mi limito a dirgli. entre prendo una boccata d’aria eppo comincia a espormi la sua filosofia. «La tecnica classica è come la musica in
una cattedrale, mentre lo s ating è come il roc ’n’roll». A eppo piace molto la tecnica classica a me invece il roc , ma non come quello che sto vivendo sulla neve. i rendo conto che per i principianti la al e è meno adatta. Per me sarebbe meglio gi a Sils, dove se ce la faccio posso andare sulla pista di fondo anche di notte. Alla fine l’incredibile calma e trasognatezza a e Platta mi ricompensa degli sforzi profusi. n inverno la valle lunga sei chilometri si presenta come un paese delle meraviglie invernali. Appena dopo la piazza centrale di Sils comincia la salita verso una delle pi trasognate valli laterali dell’ ngadina. ui si è definitivamente lontani dalla confusione e dal rumore delle città.
50a maratona non deve per forza essere lo sci di fondo, anche se risulta
Equipaggiamento: il necessario per lo sci di fondo da Giovanoli Sport, Via da Marias 35, Sils Maria. Corsi di sci di fondo: scuola svizzera di sci Corvatsch, Via da Marias 93, Sils Maria, corsi di gruppo a partire da 60 franchi per corso (2 ore), lezione privata da 85 franchi (1 ora).
essere una scelta naturale in ngadina con i suoi 220 chilometri di piste. Nella al e in cui non circolano auto si trova anche un sentiero escursionistico e nella piazza di Sils aria ci sono a vostra disposizione carrozze trainate dai cavalli dei fratelli lal na. Per godersi appieno il paesaggio naturale si viaggia ricoperti da pelli di pecora e coperte. Un’esperienza molto pi comoda rispetto allo sci di fondo. uttavia: chi desidera mettersi alla prova, può partecipare alla 50a aratona engadinese di sci l’11 marzo 2018. ◆
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w
Un inverno che si scioglie in Quando i giorni sono più grigi e più freddi, la cioccolata torna di nuovo in voga. Allora vi proponiamo di vedere in prima persona come è prodotta questa prelibatezza oltre che di assaggiarla. E fabbricare delle proprie creazioni. Cinque consigli di gite dal dolce sapore. ESTHER WYSS/JULIANE LUTZ | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN
A
lcuni visitatori del aestrani’s hocolarium siedono comodamente nel affè Schoggi e bevono, naturalmente, una cioccolata calda. passano in rassegna il loro percorso esperienziale nel mondo del cioccolato. n primavera il fabbricante della svizzera orientale aestrani ha inaugurato il suo hocolarium in un edificio dall’aspetto futuristico nella sua sede di produzione a lawil. Su una superficie di 2000 metri quadrati i visitatori vengono informati sulla produzione del dolce «peccato». l tour di circa un’ora, che può essere compiuto da soli o in un gruppo guidato, è un mi riuscito tra un percorso interattivo e un mondo ma-
gico. n un filmato un ricercatore della felicità spiega, facendo l’occhiolino, come faccia la felicità a entrare nella cioccolata. Nel locale delle materie prime scopriamo, attraverso immagini in grande formato e teche didattiche, quali ingredienti vengono impiegati, dalle fave di cacao sino al prodotto finito. coraggiosi possono anche vivere l’esperienza della mungitura grazie a una speciale installazione. Al pi tardi quando lo sguardo si posa nella cucina dello zucchero, viene l’acquolina in bocca. ui viene preparata la dolce schiuma di cui sono fatte le apprezzate «banane di cioccolato». nella « l c sschleuse» (traducibile con: il canale della felicità),
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avvolti da mille luci si scorgono gatti della fortuna cinesi che salutano i visitatori, innumerevoli quadrifogli, ferri di cavallo e altri portafortuna. n pi , attraverso uno spesso tubo a forma di spirale scorre simbolicamente della cioccolata.
Non esitare: assaggia n una galleria di vetro lunga 80 metri dei filmati illustrano la produzione di questo dolce dalle origini antichissime. hi arriva nei giorni feriali, sperimenta da vicino come vengono prodotte e impacchettate tavolette e barrette. Le illustrazioni di lobi spiegano ai
visitatori come vengono alla luce i deliziosi cioccolatini. n determinati orari l’amato pappagallo blu prende addirittura vita e accompagna nel tour i bambini a partire dai tre anni. Nel tour del hocolarium i visitatori naturalmente possono anche fare assaggi a volontà, in diverse tappe trovano diversi tipi di cioccolata. hi desidera essere creativo, in cambio di 10 fr., nella pasticceria espositiva può far fondere una tavoletta e decorarla a piacimento. ra vi sono corsi di creazione di San Nicolao. l tour termina nello shop, dove si possono acquistare tutte le dolci seduzioni di aestrani.
Maestrani’s Chocolarium, Flawil (SG), aperto ogni giorno, varie offerte ad es. giro di scoperta individuale o di gruppo; adulti 14 fr., fino 6 anni gratis, 6–16 anni 8 fr., consigliato l’acquisto online dei biglietti su chocolarium.ch
SVAGO
bocca
Camille Bloch
Läderach
Maison Cailler
Lindt Chocolateria
A fine ottobre è stato inaugurato il nuovo centro dedicato alle visite « amille loch». Lungo un tour interattivo di 90 minuti i fan della cioccolata s’immergono nella storia dell’impresa familiare di 88 anni e dei loro bestseller Ragusa e orino. hi vuole diventare creativo, lo può fare in tre atelier accompagnato da una guida esperta. Sono disponibili anche un bistro e un negozio. poi, ad un certo punto, i piccoli visitatori perdono l’interesse nella cioccolata perché fuori c’è un bellissimo parco giochi.
A ilten, nel anton larona, L derach mostra la catena di produzione partendo dalla fava di cacao e arrivando sino alla cioccolata fluida. Per godersi appieno lo «Schoggi rlebnis» si può scegliere tra un tour individuale di 0 minuti con filmati e una visita al laboratorio di produzione del cioccolato di copertura. un tour di un’ora in un gruppo guidato in cui i fan possono porre tutte le domande possibili riguardanti la cioccolata. Una piccola degustazione è sempre inclusa. Poi, nel negozio outlet si può fare scorta.
Lungo un percorso esperienziale di un’ora e mezza i visitatori vengono informati sull’appassionante tema del cacao e della asa ailler, dai suoi inizi sino alle pi recenti creazioni. Naturalmente c’è anche la possibilità di provare i prodotti. Nell’Atelier du hocolat sia grandi che piccini possono seguire dei corsi (da 20 a 77 fr.). uest’anno i bambini possono creare, sotto la guida di personale esperto, addobbi natalizi commestibili. n pi sono a disposizione un caffè, un negozio e anche un parco giochi.
mparare dai ma tres vestiti di bianco come si producono le praline o gli orsetti di cioccolata, è possibile grazie alla Lindt hocolateria. Si viene a sapere anche molto su come viene prodotta la cioccolata e cosa la rende speciale. questa specialità la si può subito assaggiare. hi desidera approfondire il sapere senza corso e godersi un buffet con 0 qualità di cioccolata, potrà farlo nuovamente da maggio al «Lindt Swiss hocolate perience» a un paio di metri di distanza nel pi grande Lindt hocolate Shop della Svizzera a ilchberg.
Courtelary, aperto ma-do; adulti 15 fr., fino 6 anni gratis, 6–16 anni 8 fr., workshop in atelier da 29 fr. chezcamillebloch.swiss
Bilten, aperto lu-sa, giro/guida: adulti 10 fr., ragazzi (8–16 anni) 7.50 fr., giro guidato: adulti 15 fr., ragazzi 10 fr. schoggi-erlebnis.ch/bilten
Broc, aperto giornalmente, adulti 12 fr., fino a 16 anni accompagnati da un adulto gratis cailler.ch/maison-cailler
Kilchberg, appuntamenti speciali su prenotazione. Prezzi a seconda del corso, ad es. corso di Natale per famiglie da 70 fr. lindt.ch
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SVAGO
Tutti a bordo, si salpa per i mercatini natalizi! Magico panorama montano a Rottach-Egern.
La piccola MS Wallberg è una delle tre imbarcazioni dell’Avvento.
I Rottacher Bläser suonano melodie natalizie.
FOTO ALD
Un consiglio per vivere l’Avvento in modo diverso e per chi non teme la folla né le onde: sul lago bavarese Tegernsee si possono visitare direttamente con il battello tre mercati di Natale. Eccezionale! TESTO JULIANE LUTZ
P
aesini pittoreschi attorno al lago, montagne innevate sullo sfondo e al di sopra il cielo blu bavarese – in inverno il lago Tegernsee si presenta nella sua veste migliore per respirare un’atmosfera di festa natalizia. E il fatto più bello: qui si può viaggiare con il battello da un mercato di Natale all’altro.
Dal Tegernsee partono la MS Tegernsee, la MS Rottach-Egern e la piccola MS Wallberg verso Rottach-Egern e a Bad Wiessee e ritorno. Ognuno dei tre mercatini emana uno charme particolare. Quello a Rottach offre, oltre ad accessori per il presepe e lavoretti artigianali in feltro, anche il più alto albero di Natale cresciuto libero in Alta Baviera. A Bad Wiessee il mercato si trova direttamente nel punto in cui approdano le barche e vi si trovano corna intagliate, scarpe di feltro e vin brûlé nonché punch al whisky bavarese. E sulle sponde del Tegernsee le bancarelle sono posizionate in modo romantico davanti all’imponente
Nonostante la ressa, l’atmochiesa del castello. Cioccolasfera è mite e tipica del Natini di Waakirchen, formaggio di Kreuth e costumi tradi- tale. Lo conferma il capitano Andreas Vogt della società di zionali fatti a mano – chi è navigazione bavarese, che ancora alla ricerca di regali, guida uno dei battelli dell’avqui li trova. Ora vengono ofvento. «La ferti anche gente è di tour di 45 mibuonumore. nuti da RottaSe non si è ch-Egern e a troppo bordo i passtretti, si seggeri venscambiano gono deliziati volentieri dalla musica Al capitano Andreas Vogt piace quattro dei Rottacher l’atmosfera del Tegernsee. chiacchiere». Bläser. InLui e un altro collaboratore cluso nel prezzo di 14 euro c’è anche una tazza di punch. della società di navigazione durante i fine settimana
Tutti sul battello
L’unico fatto è che non si deve avere timore di essere attorniati da tanta gente, perché il servizio dei battelli navetta per l’avvento, inaugurato nel 2012, riscuote un gran successo. Sembra che tutti gli abitanti della regione circostante vogliano salirvi a bordo. E pure gli abitanti di Monaco non esitano a compiere una trasferta di un’ora per andare al Tegernsee, la loro destinazione privilegiata per il fine settimana.
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dell’avvento sono sempre presenti sul pontile per aiutare le mamme a portare a bordo le carrozzine o ad accompagnare le persone più anziane. Naturalmente prendono in consegna anche innumerevoli auguri di buone feste. Il capitano Vogt, che abita a Lenggries, a 40 minuti di distanza, trova che i mercatini natalizi sulle sponde del lago emanino un fascino tutto particolare. E si reca volentieri con i suoi bambini a Rottach-Egern, perché durante l’avvento viene offerto di tutto anche ai visitatori più piccoli. ◆
DA SAPERE Il Tegernsee è raggiungibile con l’auto o il treno in un’ora partendo da Monaco di Baviera. Tragitti in battello: battelli navetta: 9–10.12, 16–17.12, dalle 14 alle 19. Giornaliera: 8 euro, bambini sino a 12 anni gratis. Biglietti ottenibili nei mercati natalizi. Gite di 45 minuti con musica (senza sbarco intermedio): 9.12, 16.12, 23.12 da/a Rottach-Egern, partenza ore 13 (23.12 pure 14.30), 14 euro. Biglietti su muenchenticket.de Pernottamento: chi desidera concedersi un po’ di lusso, sceglie l’Hotel Überfahrt a Rottach-Egern. Qui in cucina si trova il miglior cuoco di Germania Christian Jürgens. Belle camere, stupenda atmosfera. CD (2 persone) da 325 euro con colazione a buffet e ingresso spa. seehotel-ueberfahrt.com I soci TCS possono prenotare l’albergo su tcs.ch/prenotare-hotel
SVAGO
Rilassarsi lontano da tutto e da tutti Anche nella Svizzera densamente popolata si trovano ancora alberghi isolati, in cui si può godere l’inverno. Un paio di giorni qui è come una cura di lunga durata. TESTO JULIANE LUTZ
A
FOTO ALD
lla stazione della funicolare a St. Luc si è ancora attorniati da gente che attende di salire. Ma lassù l’atmosfera diventa ben presto calma. Da Tignousa nessuno è in viaggio a piedi in direzione dell’hotel Weisshorn. Dopo un paio di curve si scorge la solitaria costruzione in pietra, che dal 1891 lontana da tutti troneggia sulla Val d’Anniviers. È meta degli appassionati della montagna e di chi vuol voltare le spalle per un attimo alla vita cittadina.
Dopo un’ora e mezza di cammino attraverso un corridoio di neve raggiungiamo l’hotel. All’interno i pavimenti in legno scricchiolano sotto il peso dei nostri passi e una scala di pietra ci conduce nei locali degli ospiti. Verosimilmente è rimasto come un secolo fa. La piccola e confortevole camera è ricoperta di legno, dalla finestra si possono ammirare le montagne imbiancate. Sullo stesso piano gli ospiti condividono docce e toilette. Non c’è lusso e non ce n’è bisogno. La semplicità si addice meglio a questo luogo solitario.
Con l’espressione vista panoramica si pubblicizza spesso e volentieri una struttura, ma in questo caso è proprio azzeccata. Nella sala da pranzo si ha l’impressione di fluttuare sulle montagne vallesane. La vista sui quattromila innevati è mozzafiato. Probabilmente il gerente Oliver Stadelmann ha già notato che i suoi ospiti perdono la cognizione del tempo a causa dello stupore provocato dalla meraviglia della natura. Un pranzo può durare anche ore. Qui sopra a 2337 m il mondo sembra essersi fermato e lo si vuole ammirare il più a lungo possibile. Poi si può partire con gli sci (l’albergo è luogo di tappa della «Haute Route Impériale») o con le ciaspole o nel vicino comprensorio sciistico St. Luc/Chandolin. Forse sarebbe meglio non attendere troppo per rendere visita a questa località. In primavera è stata girata la serie televisiva tedesca «Capelli Code» che andrà in onda a partire dall’autunno 2018. A questo punto il Weisshorn non sarà più una meta solo per pochi eletti.
Hotel Weisshorn, 23 camere, doppia da 280 fr. (incl. colazione e cena di 4 portate). Viaggio: dalla stazione di arrivo Tignousa in 1,5 ore a piedi (possibilità di farsi venire a prendere) o con le ciaspole in ca. 2 ore dal ristorante Gîte du Prilett. weisshorn.ch
Un rifugio a Glarona
Nel dicembre 2016 è stato inaugurato il Berghotel Mettmen sull’omonima alpe a 1600 m nel Canton Glarona. I padroni di casa Romano e Sara Frei-Elmer definiscono la loro struttura un mix tra una capanna e un albergo. Agli ospiti si dà del tu e si mangia tutti insieme su un grande tavolo. Ma ci sono anche una mini area dedicata al wellness e WLAN gratuito. Berghotel Mettmen, 16 camere e 1 suite (tutte con doccia e WC), doppia da 169 fr. (incl. colazione e cena di 4 portate), pernottamento continuato 27.12–7.1, 8.1–2.4 solo da ve a do. Viaggio: funivia Kies-Mettmen. berghotel-mettmen.ch
Idillio a 2008 metri
Da 16 mesi al di sopra del comune lucernese Lungern sono tornati gli escursionisti che soggiornano nella rustica Bärghuis Schönbüel. Vi attendono camere arredate con accuratezza, un confortevole salottino da pranzo, una buona cucina nostrana e una terrazza panoramica. Bärghuis Schönbüel, 13 camere, doppia da 100 fr. a p. (incl. colazione e cena di 3 portate), camere familiari a buon prezzo, pernottamento da ve a lu 23.12–2.4 (da 2 a 19.2 continuato). Viaggio: ad es. in funivia da Lungern a Turren, poi a piedi 1,5 ore. berghaus-schoenbueel.ch
Pure set cinematografico L’Hotel Weisshorn costruito nel 19° secolo.
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LE INSEGNE D’ORO
FOTO ALD
Le camere s’ispirano agli Anni Venti.
Al ristorante viene servita cucina franco-cinese.
HOTEL PROVOCATEUR, BERLINO
Quel tocco di provocazione Da quest’anno la scena alberghiera berlinese si arricchisce dell’Hotel Provocateur: una piccola casa accogliente con un concetto di design insolito, ma che ti fa sentire subito a tuo agio. TESTO JULIANE LUTZ
B
erlino offre una gran selezione di hotel, ma di veramente particolari ce ne sono solo alcuni. Uno di questi è per me il Provocateur inaugurato nel 2017 con appena 58 camere. Per quanto riguarda il design, l’architetto d’interni Saar afrir ha voluto creare un’atmosfera che ricorda la Parigi dei ruggenti Anni enti. i è riuscito: testiere del letto imbottite, drappi di velluto rosso o blu in combinazione con pietra scura e ottone, e marmo nero in bagno. basta premere un pulsante per trasformare un’immagine del
noto fotografo ai Stuht in un video. utto ciò può stimolare la fantasia. Un mio consiglio: non pernottate soli.
Il bar al centro l cuore pulsante dell’albergo è il bar, molto frequentato sia dagli ospiti che dai berlinesi. iò che mi è piaciuto di pi sono stati i drin straordinari e gustosissimi, che un’artista ha messo in scena con illustrazioni sul men del bar e che basta sentirne il nome per aver voglia di sorseggiarli: Aperoteur o ang oom ang. bbene s , come il design dell’arredamento,
anche le bibite sono in sintonia con la voglia di provocazione dell’albergo. l piccolo ristorante olden Phoeni arredato usando sfumature di nero, oro e rosso è anch’esso una reminiscenza degli Anni enti. ui il mattino gli ospiti si ritemprano con spremute di frutta fresca e deliziose tartine. La sera Duc Ngo vi serve cucina franco cinese di alto livello. Si consiglia di prenotare con anticipo perché i pochi posti sono ben ambiti. Non solo l’arredamento, la cucina e il bar rendono particolare questo albergo, ma anche il personale che vi lavora. Ad esempio, il suo direttore Ronald Spicale, un uomo elegante che, seppur non ancora quarantenne, può già sfoggiare un curriculum di tutto rispetto. poi c’è ic , addetta al servizio, che grazie al suo sorriso ti conquista al primo sguardo. Ancora un punto a favore: l’hotel si trova poco distante dal u’damm. La prossima volta a erlino, farò di certo il bis in questo albergo. ◆
Il bar del Provocateur è divenuto il punto d’incontro di Berlino anche per gente famosa.
Un po’ di Parigi a Berlino Con charme e arredamento ricercato l’albergo colpisce pur essendo nell’eccentrica città.
L’arredamento ti riporta ai ruggenti Anni Venti. Al bar s’incontra l’intera Berlino e l’offerta di drink è imbattibile.
La posizione a due passi dal Ku’damm è perfetta. Hotel Provocateur, Brandenburgische Strasse 21, Berlino, doppia da 150 euro. provocateur-hotel.com I soci del TCS possono prenotare l’albergo anche direttamente su tcs.ch/prenotare-hotel
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L’
isola di Usedom e l’entroterra circostante del Land eclemburgo Pomerania Anteriore sono famosi soprattutto grazie alle loro spiagge baltiche e alle graziose città anseatiche. a in questa regione della ermania settentrionale c’è molto di pi da scoprire.
Test e dramma Raffiche di vento, pioggia sferzante e dense nuvole oscure troneggiano sopra i boschi e conferiscono a Peenem nde, che si trova sulla punta estrema dell’isola di Usedom, un’atmosfera cupa e malinconica. Al margine della strada verso il sito di sperimentazione e sviluppo missilistico si trova un’alta recinzione con cartelli che delimitano la zona vietata. poi improvvisamente da dietro le nuvole appare un enorme edificio. la centrale elettrica dove venne prodotta
l’energia per il funzionamento dell’impianto di 25 chilometri quadrati. ggi è la sede del useo ecnico Storico dedicato alla base di test missilistici Peenem nde. ui i visitatori vengono informati su tutti gli aspetti legati allo sviluppo di razzi dagli esordi con ernher von raun sino alla uerra redda, senza tralasciare il lato drammatico dei lavoratori coatti. L’impressionante esposizione è ben allestita, informativa e istruttiva. L’enorme sito di sperimentazione e sviluppo venne eretto in breve tempo durante gli anni di guerra e poi in gran parte distrutto dai bombardamenti degli Alleati.
Aerei e locomotive Ad un paio di chilometri da Peenem nde si trova l’aeroporto di eringsdorf con il useo « angar 10», in cui è possibile ammirare varie icone dell’aviazione, dal
esserschmitt f 109 sino allo a 9U e il leggendario P 51 ustang. La particolarità è che tutti gli aerei sono in funzione e sorvolano regolarmente Usedom. Da qui decolla anche l’Antonov An 2 per compiere giri turistici. Non sull’isola, bens nell’entroterra si trova la cittadina di Pasewal , dove si può visitare il centro espositivo Lo schuppen. Si tratta di un museo originale che illustra la storia ferroviaria tedesca dai Prussiani sino alla DDR.
Il primo volo A pochi passi c’è An lam, che vide nascere «il primo uomo volante» tto Lilienthal. Non stupisce che il noto aviatore sia stato onorato con un piccolo ma squisito museo. l tedesco costru apparecchi ingegnosi capaci di spiccare il volo a partire da basse colline. uesti voli sono documentati nel museo con fotografie impressionanti.
Viaggio nel tempo Per ammirare conquiste tecnologiche che vanno dai primi apparecchi volanti ai razzi spaziali, il posto giusto è sulla costa del Mar Baltico. Un magnete di visitatori è anche la città anseatica di Stralsund. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
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Gioiellini Per digerire tutta questa tecnica si consiglia di visitare la città anseatica di Stralsund. l nucleo storico è un vero gioiellino grazie agli edifici storici e alle imponenti chiese. l quartiere portuale ospita l’ zeaneum, un acquario che attira i visitatori come un magnete. Un po’ pi fuori, sull’isola di D nholm, si trova il Nautineum, il museo del mare che illustra ad esempio l’attività di pesca o la ricerca marittima. i si trova anche il famoso laboratorio subacqueo elgoland. razie alla sua posizione centrale, il pittoresco castello circondato dall’acqua ellenthin nell’omonima località su Usedom è una base ideale per tutte le escursioni. Non perdetevi questo particolare hotel con proprio birrificio e torrefazione del caffè. ◆ I dettagli del viaggio club per i nostri lettori a pagina 68
TCS VIAGGI CLUB
Hans-Jörg Görl
Bernd Lukasch
Klaus-Dieter Berndt
Direttore del Museo Otto Lilienthal e fisico, 63 anni, di Anklam
Guida turistica ed elettrotecnico, 64 anni, di Stralsund
Perché s’impegna per l’Associazione Lokschuppen?
Nel Museo Otto Lilienthal c’è un oggetto che le sta più a cuore?
Perché Stralsund è un magnete del turismo?
Dal 1998 contribuisco attivamente perché posso mettervi a frutto il mio sapere e la mia esperienza.
S , ma non ha a che fare con l’aviazione. Si tratta di una macchina a vapore della fabbrica di tto Lilienthal. i tengo tanto perché per lungo tempo si è pensato non ne esistessero proprio pi .
un’antica città anseatica con architettura di pregio. Non si trova sul mare come pensano in tanti, bens sullo stretto braccio di mare chiamato Strelasund.
Cosa trovano i visitatori nel museo?
Ha un luogo preferito?
i siamo concentrati sulla persona di tto Lilienthal, non siamo dunque un museo meramente tecnico. ostriamo come è riuscito a realizzare il suo sogno di volare e chi lo ha influenzato e accompagnato in questa impresa.
S , il porto. Un luogo dove succede sempre qualcosa: ha molti locali e tanti eventi come la regata.
Presidente dell’Associazione Lokschuppen e ingegnere, 68 anni, di Strasburg
Quale esperienza offrite ai visitatori in questo museo?
n prima linea cerchiamo di conservare la storica tecnica ferroviaria e di spiegarla ai visitatori. ffriamo anche pernottamenti in vagoni letto ed organizziamo concerti. Ha un oggetto che le sta più a cuore?
A dire il vero la locomotiva a vapore della serie 5, perché di questo modello non ne restano che tre esemplari in tutto il mondo.
Tecnologia imponente all’interno della centrale a carbone.
Com’è diventato direttore del museo?
stato un caso. Attraverso un teatro studentesco berlinese ho avuto il contatto con An lam e poi tutto è andato molto velocemente.
Perché ha scelto di fare la guida turistica?
Si è sempre all’aria fresca e a contatto con sempre nuovi ospiti dai quali s’impara sempre qualcosa. il mio mestiere da sogno, perché ho il privilegio di lavorare in un paesaggio straordinario ricco di attrazioni.
Il razzo V1 con un treno S-Bahn sullo sfondo.
Peenemünde qui volò per la prima volta un razzo V2.
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TCS VIAGGI CLUB
Sconto ni tazio preno te per a ip ic t n a
Volo con un Antonov An-2 Grande attrazione del viaggio.
CS i soci T .– 0 CHFo1f0ino al
Vista panoramica di Stralsund.
valid 018 31 .1 .2
Razzi, aerei, treni e mare
l resto del programma è pure appassionante: il centro di esercitazioni militari a Peenem nde, la rimessa di locomotive a Pasewal oltre al centro di ricerca marina Nautineum a Stralsund. Prelibatezze enogastronomiche e dolciumi pense ranno a soddisfare i vostri sensi. infine, i paesaggi mozza fiato davvero incantevoli soddisferanno anche i vostri occhi e la vostra anima. n breve: la varietà delle impressioni non mancherà di soddisfarvi.
Programma di viaggio 5 giorni 4 notti 7 11 giugno, gioved luned (in francese) 14 18 giugno, gioved luned (in tedesco) 1° giorno: in mattinata, volo
in partenza dalla Svizzera per erlino egel. rasferi mento dall’aeroporto all’isola di Usedom. Aperitivo di benvenuto seguito da cena. 2° giorno: escursione a Stral
sund. isita della mostra al Nautineum dedicata alla pesca, all’idrografia, alle vie marittime e all’edilizia na vale. isita della città ansea tica di Stralsund. ardo pomeriggio a disposizione. ena al porto di Stralsund. 3° giorno: escursione giorna
liera sulle tracce dei pionieri della ferrovia e dell’aviazione. A Pasewal , scoprite la ri
messa delle locomotive inau gurata nel 189 . Su una su perficie di 000 m2 vedrete delle locomotive a vapore, delle draisine e dei vagoni letto dell’antico treno gover nativo della DDR. Ad An lam imparerete tutto ciò che c’è da sapere sul pioniere dell’a viazione tto Lilienthal. ena in hotel. 4° giorno: volo panoramico
a bordo dell’Antonov An 2 e visita del centro di esercita zioni militari di Peenem nde. our storico guidato attra verso il centro di esercita zioni militari. L’attrazione della giornata sarà il volo panoramico di 0 minuti a bordo dell’Antonov An 2. La sera, cena finale in hotel. 5° giorno: trasferimento
all’aeroporto di erlino egel e volo di ritorno in Svizzera *voli: Ginevra–Monaco–BerlinoTegel A/R **voli: Zurigo–Berlino-Tegel A/R
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PREZZO PER I SOCI TCS a persona in camera doppia da CHF 2495.–* *sconto prenotazioni anticipate entro 31.1.18 già calcolato Programma di viaggio e prezzi visionabile al sito TCS: tcs-viaggi.ch/usedom
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INFORMAZIONI Punti chiavi TCS Volo panoramico di 60 minuti a bordo di un Antonov An-2; cena finale; bibite (vino, birra, acqua minerale, caffè, tè) incluse ai pasti; accompagnatore TCS dalla/alla Svizzera
assicurazione annullamento, rientro e cure (si consiglia il libretto TCS ETI Europa). Si veda su: eti.tcs.ch
Servizi Voli Svizzera-Berlino A/R con Lufthansa (GE) o Swiss (ZH) in classe economy; trasferimenti in pullman da turismo gran comfort, 4 notti con BB all’hotel 4**** «Wasserschloss Mellenthin»; 1× LU; 2× DI; 1 cena di benvenuto + 1 cena finale; aperitivo di benvenuto; tutti gli ingressi e le visite menzionate nel programma; guide locali specializzate
Formalità d’ingresso nel paese I cittadini svizzeri che desiderano entrare in Germania sono pregati di munirsi di una carta d’identità valida
Non compreso Spese personali, pasti e bevande non menzionati,
BB=colazione; LU=pranzo; DI=cena
Organizzazione, prenotazione e informazioni TCS-Service Center Turismo Maulbeerstrasse 10 3001 Berna Tel. 0800 163 111 vl@tcs.ch tcs-viaggi.ch/usedom
FOTO ADOBE STOCK
Scoprite insieme a noi la storia dell’evoluzione tecnologica nel Meclenburgo Pomerania Anteriore. L’attrazione principale sarà il volo panoramico di 60 minuti con un Antonov An-2.
VANTAGGI SOCIO
«Testa i nostri maestri di sci», questo l’invito alla giornata del 16 dicembre.
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presso 8 scuole di sci accompagneranno gli allievi per una discesa gratuita. « esta i nostri maestri di sci», ecco lo slogan della giornata delle porte aperte organizzata dalle scuole di sci svizzere all’insegna di un servizio personalizzato e orientato all’esperienza sulla neve. la prima volta che le scuole di sci svizzere lanciano questa proposta per avvicinare gli interessati a questa disciplina sportiva, favorendo cos l’incontro a tu per tu con l’istruttore. D’altronde, è sempre meglio provare invece che comprare a scatola chiusa!
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dall’1 dicembre 2017 fino al 1 gennaio 2018. Non è ripetibile e vale per un solo socio o un suo familiare. l S e le scuole di sci svizzere vi augurano buon divertimento sulla neve. ◆
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Arena bianca da sogno 600 chilometri di piste, 196 impianti di risalita, 30 snowpark, 99 ristoranti: le «Portes du Soleil» sono il più grande comprensorio invernale del mondo – e i soci TCS vi godono di sconti attrattivi.
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A perdita d’occhio divertimento sconfinato alle «Portes du Soleil».
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ed esercizi della regione offrono riduzioni fino al 15 sui prezzi regolari. ruite di quest’offerta unica, ed immergetevi nella meravigliosa natura fra Svizzera e rancia muovendovi da una stazione e una valle all’altra, da un paese all’altro. he vi regaleranno un divertimento senza frontiere. ◆
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Natale con
Tom e Tina Le festività sono alle porte e Tom e Tina hanno già spolverato gli addobbi natalizi. Tom non sa ancora che sotto l’albero troverà il carroattrezzi radiocomandato che desidera da tempo, mentre Tina sgranerà tanto d’occhi quando spacchetterà la bicicletta elettrica dei suoi sogni. Con queste e tante altre promozioni riservate ai soci, fare dei regali diventa una doppia gioia – per chi li acquista e poi per chi li riceve. dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
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SPECIALI DI STAGIONE
Natale con
Tom e Tina Imparare divertendosi in un corso di gruppo per sci o snowboard he siate ancora alle prime armi o sciatori provetti, un corso preparatorio all’insegna del divertimento vi permetterà di fare bella figura sulla neve. Dall’1.12.2017 al 1.1.2018 i soci o un loro familiare potranno assolvere un corso settimanale di gruppo con uno sconto del 10 in una delle 154 scuole di sci svizzere accreditate.
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annua. vero che sono sempre pi numerosi i soci a godere del programma vantaggi, ma c’è ancora del potenziale. Appena il 17 ne ha approfittato, vale a dire che quasi 4 su 5 si sono lasciati sfuggire le interessanti occasioni offerte loro. om e ina sanno bene che l’adesione al S non garantisce soltanto l’accesso al
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miglior soccorso stradale in Svizzera e ad ottimi prodotti assicurativi. soci beneficiano in quasi tutti gli ambiti della vita, dalla mobilità quotidiana ai viaggi all’estero, fra intrattenimenti spettacolari e sconti presso oltre 20 000 esercizi in tutto il mondo. dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
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20%
Münsingen, Wil SG, Soletta
Michael Hirte Ave Maria 20–22.12.2017
Nessuno riesce ad incantare con l’armonica a bocca come Michael Hirte. Nel tour «Ave Maria» rapisce gli spettatori con la sua live band in un mondo onirico.
20%
Ginevra, Saint-Maurice, Yverdon-les-Bains, Berna, Briga
Celtic Legends 24.2.18–1.3.2018
Basilea
20%
Durante due ore, i giovani artisti di Galway, Dublino e Belfast mescoleranno il ritmo impetuoso del tip tap con la grazia del balletto, la frenesia della musica e la malinconia bucolica delle ballate irlandesi per farvi viaggiare fin nel cuore dell’Irlanda selvaggia.
Palazzo Colombino 5.12.17–4.1.18
Benvenuti nel mondo della fantasia e del piacere! L’insolito teatro in combinazione dell’haute cuisine con un intrattenimento di prima classe. Nell’atmosfera esclusiva nella nostalgica tenda a specchio, vi attende un raffinato menu di quattro portate, creato da Peter Moser.
20%
25% KKL Lucerna, sala concerti
Thun, Zurigo-Oerlikon, Basilea
Lago dei cigni 9-21.1.2018 Puntuale per il periodo natalizio il grande balletto classico è in tournée – le migliori ballerine e i migliori ballerini di una scuola molto nota vengono in Europa per affascinare il pubblico con un magnifico balletto classico russo.
Il gran concerto del Capodanno cinese 26.1.2018 Il gran concerto per il Capodanno cinese è un incanto di colori e suoni che offre allo spettatore uno scorcio della straordinaria ricchezza della cultura cinese. I brani, interpretati negli sgargianti costumi tradizionali, vi faranno scoprire il vasto repertorio delle composizioni e degli strumenti popolari cinesi.
EVENTS
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Basilea, Zurigo
Il piccolo principe
20%
dal
20%
Basilea, Berna, Zurigo, Ginevra, Thun
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«Il piccolo principe» di Antoine de Saint-Exupéry: la storia di un giovane ambasciatore di una stella straniera, è ben nota. La magia universale che circonda questa storia vista per la prima volta in versione «musical» per grandi e piccoli.
«Ogni musica ha il suo cielo», disse Verdi. In programma i frammenti più popolari delle sue rappresentazioni liriche come La Traviata, Rigoletto, Aida, Il Trovatore, Nabucco, Vespri siciliani.
26–30.12.2017
Zurigo (Bauschänzli)
Circus Conelli
il tipico circo di Natale a Zurigo
17.11–15.12.2017
20% Soletta, Uster, Berna, Coira, San Gallo, Baden
Jackson Singers 18–23.12.2017
Un fuoco d’artificio di emozioni, un’autenticità inconfondibile, un fascino enorme, un ritmo e un temperamento trascinante: un concerto con i Jackson Singers è un evento unico ed irripetibile.
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Zurigo, Losanna (Prilly) e Davos
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La stella di Art on Ice a Zurigo, Losanna e Davos è la cantante britannica Emeli Sandé. Altri protagonisti dello spettacolo sono la band svizzera Pegasus e sul ghiaccio si potranno ammirare Stéphane Lambiel e, per l’ultima volta in Svizzera, Evgenj Plushenko.
0900 800 810 (CHF 1.19/min.)
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Le lanterne fatte con le rape per la sfilata nella Giornata della luce.
Decorazione dei vestiti, è così facile rendersi visibili.
«Sono curiosa di vedere come brilleremo» Il dipartimento Sicurezza stradale del TCS e i suoi partner hanno organizzato a Berna una sfilata di lanterne di rapa. La campagna «Made Visible» dimostra che la visibilità non salva solamente delle vite, ma può essere anche un momento alla moda. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO PIA NEUENSCHWANDER
U
na trentina di bambini si sono resi visibili in occasione della Giornata della luce del 16 novembre. Nonostante la temperatura gelida c’era un gran fermento nel laboratorio sulla Waisenhausplatz di Berna. Il TCS, l’Ufficio prevenzione infortuni (upi) e la polizia cantonale bernese hanno invitato due classi a provare gli indumenti decorati con motivi luminosi e riflettenti, come stelle, cerchi, farfalle o palloni da calcio. «È veramente divertente decorare gli abiti con soggetti luminosi così simpatici», dice Laila di dieci anni. Mentre la sua coetanea Seraina non vede l’ora che arrivi il buio: «Sono curiosa di vedere come brilleremo».
«La campagna è sentita» L’iniziativa fa parte della campagna di prevenzione «Made Visible», che vuole migliorare la visibilità nel traffico. Il fatto che «farsi vedere» sia anche un piacere e possa essere alla moda, non lo dimostrano soltanto gli occhi radiosi dei bambini. All’evento s’interessano anche numerosi passanti, s’informano a riguardo 78 touring | dicembre 2017 / gennaio 2018
e ritirano gratuitamente una spilla fluorescente. Secondo il responsabile della campagna Helmut Gierer, l’iniziativa è stata un completo successo e indubbiamente un altro passo in avanti per la sicurezza del traffico: «Con ‹Made Visible› siamo solamente all’inizio, ma personalmente vedo sempre più persone che si rendono consapevolmente visibili. Anche i tanti riscontri positivi dimostrano che la nostra campagna è presa in considerazione», si rallegra l’esperto di sicurezza stradale del TCS.
Sciarpa al direttore Ustra Intanto calano le tenebre e i bambini si preparano al momento saliente della giornata: una sfilata di lanterne di rape con destinazione finale la Piazza federale. Ovviamente i piccoli sfilano davanti a Palazzo federale accompagnati da genitori e maestri, indossando nuovi berretti, giacche e pantaloni, oltre alle speciali lanterne «Made Visible». Ad aspettarli c’è Jürg Röthlisberger, direttore dell’Ufficio federale delle strade (Ustra), che accoglie gen-
tilmente la brillante compagnia. Per ringraziarlo gli scolari gli consegnano una sciarpa riflettente fatta da loro. Il direttore dell’Ustra si mostra colpito dalla creatività degli scolari e si felicita per il successo dell’iniziativa. «‹Made Visible› è una bella campagna, soprattutto perché si rivolge in primo luogo ai bambini. Iniziative come quella di oggi sono tessere importanti del mosaico della sicurezza stradale. Queste cose si instillano direttamente nella coscienza e sicuramente non vengono dimenticate in fretta», ha dichiarato Röthlisberger. Oltre a suggerimenti utili, la campagna di tre anni comprende informazioni sugli indumenti e gli accessori più appropriati, che potrebbero salvare delle vite in caso d’emergenza. La responsabilità complessiva della campagna spetta al Touring Club Svizzero, con la collaborazione dell’Ufficio prevenzione infortuni, mentre il finanziamento è assicurato dal Fondo per la sicurezza stradale (FSS). ◆ madevisible.swiss
CLUB
I PRINCIPALI CONSIGLI A COLPO D’OCCHIO Per i pedoni Indossare indumenti chiari con inserti luminosi fluorescenti. Particolarmente efficaci sono materiali riflettenti posti sulle parti del corpo in movimento, come le bande luminose attorno a caviglie e polsi.
Sfilata Perfettamente visibili i bambini diretti sulla Piazza federale.
Per i ciclisti Per legge sulla bici le luci e i riflettori sono situati davanti, dietro e sui pedali (eccetto pedali da corsa, pedali di sicurezza e simili). Usare possibilmente un’illuminazione fissa e una supplementare sul corpo. Verificare regolarmente il loro funzionamento. I catarifrangenti sui raggi o i pneumatici riflettenti assicurano la visibilità laterale. Per gli automobilisti Fare attenzione a che l’illuminazione funzioni in modo impeccabile. Adattare la guida alla visibilità e alle condizioni meteo. Assicurarsi di avere una vista chiara tutt’attorno, tenendo puliti il parabrezza e i finestrini. Non devono essere coperti di neve e ghiaccio. Al momento di comprare l’auto fare attenzione che il veicolo sia dotato di fari che seguono le curve.
Made Visible Gli scolari come pure alcuni collaboratori di Confederazione, polizia, upi e TCS si sono resi ben visibili.
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CLUB
La bici cargo, nuova auto da città Il 3° Carvelo Camp dell’Accademia della Mobilità del TCS ha fatto chiarezza: già oggi in molte città del mondo le bici da carico sono una valida alternativa all’auto. Si parla addirittura di una svolta epocale. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER, ALD
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ggi il 25 percento di tutti i trasporti merci in città possono già essere effettuati con biciclette da carico», afferma Martin Blum dell’agenzia per la mobilità di Vienna. E la cinquantina di persone riunite in una sala della Generationenhaus di Berna annuisce. Blum è uno dei numerosi relatori nazionali e internazionali intervenuti quest’anno al Carvelo Camp. Assieme a rappresentanti della politica, dell’economia e della scienza, la sala pullula di competenze in ma-
Dalla giostra alla bici funebre
pure come attestano chiaramente le testimonianze provenienti da Austria, Germania, Olanda e Svizzera, la bici da carico è davvero qualcosa di rivoluzionario, promettendo niente di meno che di sostituire l’automobile in città. E non solo: attualmente le cargo bike vengono utilizzate anche come mini supermercati, bar cocktail e pizzerie mobili, giostre e perfino carri funebri.
L’espressione «svolta epocale» sembra essere esagerata per una semplice bicicletta dotata di pianale di carico. Ep-
Qualcosa del genere si può ipotizzare anche per la Svizzera? «Assolutamente sì», af-
teria di bici da carico. È già la terza volta che l’Accademia della Mobilità del TCS organizza questa piattaforma per sviluppatori, in cui esperti, pionieri e persone interessate interagiscono in modo proattivo. «Le biciclette cargo rappresentano una svolta epocale», prosegue Martin Blum. E di nuovo la platea annuisce.
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ferma Jörg Beckmann, direttore dell’Accademia della Mobilità. «In Svizzera siamo leader sia in termini di utilizzo che di ricerca di idee. In città come Berna e Basilea si vedono già biciclette da carico usate per scopi commerciali», afferma Beckmann. E l’elettrificazione apre possibilità del tutto nuove. Mentre nelle grandi nazioni ciclistiche come l’Olanda oppure la Danimarca si circola perlopiù ancora senza assistenza elettrica, le e-cargo bike sembrano fatte apposta per la topografia irregolare della Svizzera. «Il nostro modesto obiettivo è di dare un contributo significativo alla rivoluzione del traffico cittadino. Nei centri urbani la classica automobile diventerà sempre
Per Carvelo2go Jörg Beckmann (da s. a d.), Mirjam Stawichi e Jonas Schmid. Al Carvelo Camp scambio di idee e di esperienze.
A Copenaghen le cargobike trasportano anche lo sperma.
più problematica e costosa. La bicicletta da carico potrebbe dunque anche essere definita la nuova auto da città», spiega Jörg Beckmann.
La rivoluzione è in atto Uno sguardo a qualche cifra mostra che la rivoluzione non è un semplice desiderio idealista, ma è già in pieno svolgimento. Ad esempio, in Olanda il colosso della logistica DHL ha sostituito 35 veicoli con altrettante cargo bike, ciò che equivale ad un buon 10% del totale della sua flotta. A Vienna il numero di biciclette da carico è raddoppiato in poco tempo. Tra i mesi di gennaio e maggio 2017 sono state messe in cir-
colazione addirittura più cargo bike (310) di autovetture elettriche (220). Questo rapido sviluppo è da ricondurre anche alle svariate ed efficienti possibilità di utilizzo. Con la bicicletta da carico i corrieri dei take-away sono mediamente più veloci del 20 percento rispetto all’autovettura, ottenendo così il quattro percento di ordinazioni in più. E a Berlino, Amazon per la sua offerta «Prime now» utilizza cargo bike elettriche in una consegna su cinque. Come afferma un esperto di logistica tedesco, è in particolare «l’ultimo miglio» di un trasporto merci ad essere nettamente più efficiente e meno caro se effettuato con una bicicletta da
carico piuttosto che con un furgone. Al momento qui da noi si sta puntando soprattutto alla condivisione delle biciclette da trasporto e dunque ad un’accessibilità il più semplice possibile. Carvelo2go dell’Accademia della Mobilità del TCS è infatti la maggiore piattaforma di condivisione di bici da carico del mondo, e la tendenza è in crescita. «Ciò rende la Svizzera migliore di noi», afferma l’olandese Jos Sluijsmans, fondatore del Cargo Bike Festival. Ma è proprio per questo che siamo al Carvelo Camp: per scambiarci idee e proseguire la rivoluzione, spiega Slujismans. ◆
140 POSTAZIONI IN 22 CITTÀ Carvelo2go costituisce un’offerta di cargo bike condivise, lanciata nel 2015 dall’Accademia della mobilità del TCS e dal fondo di sostegno Engagement Migros con l’appoggio di molti altri partner, fra cui il TCS e il programma Energia Svizzera dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) oltre alla Posta. Con 140 postazioni distribuite in 22 città elvetiche, Carvelo2go è diventata la più grande piattaforma di sharing per biciclette da carico elettriche al mondo. Dopo l’iscrizione gratuita e il pagamento di una tassa di prenotazione di 5 franchi, ogni ora costa 2 franchi. A titolo di esempio, un’escursione di otto ore per una famiglia di quattro persone costa solo 21 franchi. Fra le 22 e le 8 non c’è tariffa oraria. Esiste anche la possibilità di stipulare un abbonamento annuo di 90 franchi, con cui si riceve uno sconto del 50 percento su tutti i noleggi. carvelo2go.ch
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Private Selection Hotels & TCS consigliano due offerte esclusive: da
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Ski & Wellness a Samnaun
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Lo Chalet Silvretta Hotel & Spa****, rinnovato di recente, si trova nel cuore del paese di Samnaun e dispone di 24 stanze in stile chalet, nonché di 7 nuove suite alpine e di una grande suite penthouse Suite di ca. 90m2. Nel centro benessere alpino Silvretta è possibile rilassarsi al meglio dopo una giornata avventurosa in montagna. Attraverso un passaggio sotterraneo si arriva direttamente alla grande piscina romana di Chasa Montana Hotel & Spa. Al ristorante assaporate una cucina ispirata dalla triplice frontiera (Svizzera, Italia e Austria) o lasciatevi sorprendere con specialità dell’Engadina nella «Bündnerstube» arredata in modo tradizionale.
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Rilassarsi sulla riviera del lago di Thun
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CS Rothorn (Nord) 584.– (anziché 699.–)
Prenotazioni e informazioni
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CLUB
ANNAMARIA GIUSTOLISI
La fata buona della Laupenstrasse
Ci si affida a lei Annamaria Giustolisi mentre prepara una delle cinque sale riunioni a Berna.
Quando gli organi TCS si riuniscono a Berna, contano anche piccolezze come l’abbinamento dei cosi aspettano che tutto sia organizzato alla lori nelle stanze. E se qualche perfezione. È qui che entra in gioco Annamaria volta il fornitore del catering Giustolisi con il suo amore per il dettaglio. dimentica le decorazioni per TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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a prima cosa che colpisce di Annamaria Giustolisi è il suo sorriso smagliante. La 62enne è la calma fatta persona anche quando la tensione è alta. E trova sempre il tempo per una parola gentile. Come assistente amministrativa impiegata al 50 percento nel dipartimento Corporate Communication del TCS, si occupa principalmente di organizzare le sale riunioni. Questi spazi alla Laupenstrasse di Berna sono molto richiesti: qui si riuniscono, tra l’altro, la presidenza, il consiglio d’amministrazione oltre a diverse commissioni. C’è bisogno di talento organizzativo per mantenere una visione d’insieme. A volte, Annamaria Giustolisi prenota le sale già un anno prima. Di solito le prepara il giorno
prima, disponendo tavoli e sedie secondo i desideri, fa rifornimento di acqua e frutta e poi rimette in ordine gli spazi per le riunioni successive. Si occupa anche di prenotare alberghi, ristoranti per le cene o di organizzare il catering per i pasti di mezzogiorno. «I pranzi di lavoro del Consiglio d’amministrazione vengono consumati in piedi e quindi il cibo dev’essere relativamente leggero. Bisogna pensare a tutto in anticipo», spiega la signora Giustolisi. Durante i giorni di riunione il cibo recita un ruolo da non sottovalutare. Questa siciliana di nascita, arrivata a Uster quando aveva sei anni, presta molta attenzione al particolare. Per lei è importante creare l’atmosfera giusta. Per questo
i tavoli, lei corre a comprarli. «Questi dettagli vengono notati», dice soddisfatta.
Multifunzionale Il lavoro al TCS è solo una parte della vita di Annamaria Giustolisi. In origine impiegata di commercio, questa madre di tre figli adulti ha compiuto anche altre formazioni. Afferma di aver sempre voluto progredire, senza mai fermarsi. Così da qualche anno è anche consulente per il colore e lo stile, nonché terapista energetico. E a 60 anni ha preso addirittura tre diplomi di coaching: mentale e dello stress, della personalità ed esistenziale e coaching integrale. Nel 2018, oltre al suo lavoro a tempo parziale al TCS, lavorerà come terapista, coach e docente in un istituto professionale di coaching. Uno dei suoi interessi è quello di preparare la gente ad affrontare la terza fase
della vita. In questo modo avrà ancora meno tempo libero per dedicarsi a dipingere, leggere, andare a passeggio con il suo cane e cantare nel coro Cantissimo di Schönbühl, una passione da vera siciliana. ◆
BOTTA E RISPOSTA Quali qualità ritiene siano indispensabili per il Suo lavoro? Un grande talento organizzativo, flessibilità e la convinzione che niente sia impossibile. Lei pianifica tutto meticolosamente. C’è qualcosa che può renderla nervosa? Se improvvisamente i collaboratori del TCS vogliono una sala riunioni, nonostante tutte le stanze siano già riservate da tempo. Cosa consiglia se scoppia il caos e lo stress? Di respirare profondamente un paio di volte e cercare delle soluzioni il più velocemente possibile. Ed alcune situazioni di stress si possono gestire meglio con un sorriso.
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CLUB
DREAMSTIME
I passi in bici Una bella sfida che però può diventare un doloroso evento.
Caduta sul passo dell’Albula I ciclisti più esperti conoscono la sensazione: a una faticosa salita segue una rigenerante discesa. Ma se ci si distrae un attimo la via verso valle può diventare dolorosa. Come nel caso di Isabelle K.* sul passo dell’Albula. TESTO DOMINIC GRAF
I
l ciclismo è la grande passione di Isabelle. Appena le è possibile, trascorre il fine settimana in sella alla sua due ruote – e non per fare qualche comoda gita nei paraggi, ma per cercare i propri limiti. «La cosa che mi piace di più è affrontare un passo da sola», afferma l’allenatissima 36enne. Essendo socio del TCS ha subito stipulato la TCS Bike Assistance, quando questa venne lanciata all’incirca un anno fa. «Volevo assicurarmi contro ogni evenienza. E il soccorso stradale per le biciclette è l’ideale». All’epoca Isabelle non immaginava ancora che già a breve avrebbe avuto bisogno della Bike Assistance.
Pantaloncini strappati ed escoriazioni brucianti Durante un soleggiato fine settimana di ottobre decide di fare un giro che la porterà, tra l’altro, sul passo dell’Albula. Va in auto dall’albergo dove ha pernottato fino ai piedi del passo, punto di partenza del suo ciclotour. Come al solito è in giro da sola. La salita procede senza problemi e quando è in vista della cima
già pregusta la discesa. Ma la gioia dura poco. Affrontando una curva Isabelle barcolla e cade. Con i pantaloncini da ciclista strappati ed escoriazioni che bruciano sulle gambe e sulle spalle ci mette un po’ a rialzarsi. «Per fortuna non c’era niente di rotto, a parte la bici. La ruota anteriore era piegata e la catena strappata», ricorda Isabelle.
sono sentita veramente in buone mani», dice entusiasta. Che poi il TCS si sia assunto tutti i danni alla bicicletta è stato un po’ come la ciliegina sulla torta. «Ringrazio il TCS per il suo aiuto senza complicazioni e soprattutto il pattugliatore Sulzer, che è stato molto umano e gentile occupandosi di me e della mia bicicletta», conclude Isabelle. ◆
Soccorso perfetto Dolorante, si siede sul ciglio della strada accanto alla bicicletta rotta e pensa a cosa deve fare. «È un caso per la TCS Bike Assistance, dopo tutto quella messa peggio è proprio la bici», pensa e chiama così il numero d’emergenza. Già solo mezz’ora dopo incontra il soccorritore del TCS Freddy Sulzer. Questi si prende subito cura di Isabelle, la porta fino all’auto, le dà una bottiglia d’acqua e medica le ferite con disinfettante e garza. Più volte il pattugliatore si assicura che la donna stia bene. Poi carica la bici nel suo veicolo e la riporta in albergo. «Il signor Sulzer è stato molto gentile durante tutto il tragitto e mi
CI RACCONTI LA SUA ESPERIENZA Aiutarvi è la nostra missione e la vostra testimonianza è il nostro motore. Avete vissuto un’esperienza indimenticabile con il TCS? Raccontatecela e prendete parte alla nostra campagna per un maggiore aiuto reciproco. Ci racconti la sua esperienza club.tcs.ch/testimonianze Oppure per posta: TCS, «Esperienza con i soccorritori», Bahnhofstrasse 5, 3322 Schönbühl Si possono leggere storie di soci anche nel libro «Runde Geschichten um eckige Pannen» di François Loeb (in tedesco): francois-loeb.com
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NOVITÀ CLUB
Per svolgere un test dei box per cani si ha bisogno di cani! Il TCS ha perciò costruito due manichini che resistono a un urto di 22 g.
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esano 19 chili, hanno uno scheletro di sbarre d’acciaio massiccio e un rivestimento vistoso: ovviamente, nonostante la lingua a penzoloni, questi manichini gialli non possono essere scambiati per veri cani, ma svolgono appieno la loro funzione per il test internazionale dei bo da trasporto per cani. Assieme alla fondazione tedesca arentest, il S ha testato 19 bo da trasporto per cani e relative cinture di sicurezza. Affinché i test fossero rappresentativi, sono stati sviluppati due scheletri diversi, uno steso e l’altro in ginocchio, resistenti alle reali forze di gravità che si verificano durante una collisione (fino a 22 volte l’accelerazione gravitazionale).
grado di cucire un rivestimento imbottito dall’aspetto canino. La ricerca si è rivelata pi difficile del previsto. Le forme complesse e la richiesta che l’involucro fosse facile da rimuovere, per poter procedere a impostazioni e riparazioni, hanno scoraggiato molti tappezzieri. Alla fine, comunque, la ditta rlacher Polster di Langenthal è stata incaricata di cucire il rivestimento. lo sforzo è stato pagante: nonostante i manichini si siano sformati a causa dei tanti violenti urti e sia stato necessario raddrizzare o sostituire alcune parti d’acciaio, si è riusciti ad effettuare con successo il test dei bo per cani. Scoprirete tutti i particolari e i risultati del test sulla prossima edizione della rivista « ouring». ◆
Per l’involucro è poi stata cercata una ditta che fosse in
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Test dei box per cani svolto con successo grazie ai manichini concepiti dal TCS.
Gomme invernali: una precisazione Nella rivista « ouring», edizione n. 9 2017, abbiamo pubblicato un articolo a proposito della guida con pneumatici invernali in estate. l fatto che in caso d’incidente si possa incorrere in una riduzione delle prestazioni assicurative non dipende da una sentenza processuale concreta, ma da una valutazione giuridica generale. Un lettore ci ha fatto notare che i veicoli di obilit circolano con i pneumatici invernali durante tutto l’anno. obilit dichiara, però, che le sue
gomme non arrivano mai fino al minimo legale di 1, mm, ma vengono sostituite quando dispongono ancora di un cospicuo margine di sicurezza. uttavia, con il calore estivo e l’alta velocità i pneumatici invernali si consumano molto rapidamente. Di conseguenza, durante i tragitti il minimo legale può essere facilmente superato. l S è del parere che, se succede un incidente stradale, il rischio di una riduzione di prestazioni non sia pi soltanto ipotetica.
Il futuro dell’e-mobilità
1° posto per il TCS lettori delle riviste «Auto llustrierte» e «auto illustré» hanno votato i migliori fornitori di prestazioni e prodotti del mondo dell’automobile. Per il « est of rands» sono state valutate 40 aziende suddivise in 1 categorie. Nel ramo club automobilistici e associazioni il S si è piazzato chiaramente davanti alla concorrenza con poco meno del 40 percento di tutti i voti (A S 2 , , ASS 10, ). l maggior club della mobilità della Svizzera è, quindi, anche ufficialmente il migliore. l premio è stato ritirato a urigo da Nicole tzberger, responsabile rand Strateg , la quale ha dichiarato: « enché il S sia molto di pi di un club automobilistico, ottenere la vittoria è un bel riconoscimento».
l 24 gennaio 2018 si svolgerà a erna ( ventforum) l’8 ongresso svizzero della e mobilità. ltre a temi nazionali riguardanti lo sviluppo del mercato, l’ecobilancio e le condizioni quadro politiche si darà uno sguardo oltre frontiera. l Paese ospite di quest’anno è l’ landa. soci S hanno una riduzione del 25 sull’entrata. mobilityacademy.ch
Da Amburgo a Southampton Un viaggio del S con molti momenti salienti: dopo alcuni giorni sensazionali ad Amburgo, in programma c’è una speciale crociera verso Southampton con la ueen ar 2. Un’esperienza che i soci del S non dimenticheranno tanto presto. Questo viaggio si svolgerà dal 12 al 19 agosto 2018. Informazioni e prenotazioni direttamente al sito tcs-reisen.ch/reise-hamburg
Imponente La Queen Mary 2 nel porto di Amburgo.
FOTO EMANUEL FREUDIGER, ALD (2)
Attenti al cane!
FUMETTO
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Da CHF 4
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Viaggiare sicuri anche in rete: grazie al nuovo TCS Libretto Protezione Internet. Stipulare ora per tutelarsi. 0800 800 995 tcs.ch/libretto-protezione-internet * Prezzo valevole nel primo anno per persone singole (famiglie/coppie CHF 68.-). Dal 2° anno vale il prezzo regolare di CHF 68.- per la variante individuale e CHF 98.- per coppie/famiglie.
L’ESPERTO TCS
Comperare a scatola chiusa Lo stesso articolo è più buon mercato online che nel negozio. Tuttavia quando si usa una tastiera, è un attimo commettere un errore. Quali sono le specificità e i confini giuridici di un acquisto su internet? TESTO BINA RUTZ
D
iversamente dall’acquisto in negozio, al momento dell’acquisto online il cliente non ha la possibilità di vedere la mercanzia. noltre a causa di un errore di battitura, rischia di ordinare un prodotto diverso da quello desiderato oppure ancora di sottoscrivere un contratto di compravendita con il semplice clic sul pulsante «Acquistare». ltretutto contrariamente ad una diffusa ma errata credenza il diritto svizzero non prevede per il
commercio online nessuna disposizione particolare sui termini di recesso né sul diritto di restituzione. ciò diversamente dal diritto europeo, che prevede il diritto di revoca di un contratto di compravendita online senza motivazione nel termine di 14 giorni.
Cos’è sleale? uantomeno il 1 aprile 2012, tramite l’art. cpv. 1 lett. s della Legge federale contro la concorrenza sleale (L S), è entrata in vigore una disposizione sul commercio elettronico che sottopone la vendita online a precisi obblighi. A partire da tale data, si comporta in modo sleale chi offre BINA RUTZ Funzione: giurista della protezione giuridica e capo gruppo «diritto del lavoro, della locazione e dei con consumatori sumatori» Il TCS è al vostro fianco per le questioni legali: diritto.tcs.ch
Le condizioni in calce Regole specifiche nel commercio elettronico valgono anche per l’accettazione delle condizioni generali di vendita ( ). Ad esempio il cliente deve poterne ragionevolmente prendere conoscenza anche in internet. La premessa è quindi quella che prima di concludere il contratto, le siano leggibili
CONSIGLI
1
Controllare che l’offerente online abbia pubblicato un Impressum con un indirizzo postale completo (non soltanto una casella postale).
2
Prima di sottoscrivere l’acquisto, leggere le CGV e verificare i costi di spedizione.
3
In caso di acquisti all’estero considerare anche i dazi doganali e l’imposta sul valore aggiunto.
4
Se possibile pagare tramite fattura (nessuna comunicazione di dati bancari sensibili) e possibilmente non in anticipo.
EMANUEL FREUDIGER
Scritte in piccolo Per le CGV relative ad acquisti online vigono regole particolari.
merci, opere o prestazioni mediante commercio elettronico, omettendo di 1) indicare in modo chiaro e completo la sua identità e il suo indirizzo di contatto, incluso il suo indirizzo di posta elettronica, 2) indicare le singole fasi tecniche della conclusione di un contratto, ) mettere a disposizione mezzi tecnici adeguati che permettono di individuare e correggere errori di immissione prima dell’invio dell’ordinazione, 4) confermare immediatamente per via elettronica l’ordinazione del cliente.
senza problemi e in modo completo. noltre devono potere essere scaricate, salvate e stampate senza difficoltà. Anche nell’ambito della sottoscrizione di un contratto di compravendita online, l’acquirente deve esprimere il proprio accordo alle , ciò che avviene principalmente attraverso l’attivazione del visto sull’opzione specifica (« o letto ed accettato le ») oppure attraverso una finestra separata del browser dove appaiono le con l’invito ad accettarle. ◆
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FORUM
Scriveteci…
touring impressum
Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. 9000 km con il pullmino VW inita la scuola reclute, nel giugno 1971 decisi di acquistare un pullmino del 19 4 assieme ad un amico per 50 franchi. isto che necessitava di riparazioni e lavori alla Anche fuoristrada il nostro pullmino VW faceva una bella figura.
Rivista del Touring Club Svizzero
carrozzeria per finire abbiamo investito 118 franchi. n seguito abbiamo trasformato il bus in modo da poterci anche dormire. cos siamo partiti per la urchia. Abbiamo costeggiato la costa turca passando da aziantep, alat a, Sivas, a seri, An ara e stanbul. Dopo sei settimane, 9000 chilometri e quasi nessuna riparazione notevole, siamo tornati a casa arricchiti da numerose esperienze. All’epoca non sapevo ancora che sarei stato contagiato dalla febbre del viaggio. non mi lascia tuttora! Markus Buchser, Rubigen
@
Cerchiamo: foto scattate dai lettori
Siete particolarmente fieri di una foto originale o speciale scattata che ritrae gente, paesaggi, situazioni, monumenti. Condividete la foto con noi e i lettori inviandola a touring@tcs.ch con un breve commento.
Grazie TCS!
Seppur con ritardo vorrei ringraziarvi per il vostro sostegno. All’inizio di ottobre dovevo accompagnare a remgarten una coppia di sposi con la mia autovettura d’epoca. a questa non partiva! Spingere non serviva a niente, non si trattava della batteria. Allora il pattugliatore del S, signor Di Natale, si è messo con calma a controllare tutto, l’avviamento ecc. a armeggiato qua e là e dopo un po’ di tempo si è finalmente messa in moto. Per sicurezza ha perfino provato a spegnere il motore. stato proprio come a Natale: grazie signor Natale! Dr. Ruth Wullschleger @ Più lenti per meno code Touring 11/2017
Sarebbe molto intelligente se si vigilasse sul traffico e si regolassero gli ingorghi con una riduzione dei limiti di velocità. L’ landa attua questa pratica già da molto tempo e funziona in modo eccellente. nfatti, generalmente gli utenti della strada
si attengono alle prescrizioni in materia di velocità. n Svizzera, con tutti quelli che circolano stabilmente a sinistra, ciò non funzionerebbe. nnanzitutto, gran parte degli automobilisti dovrebbe imparare a riconoscere quello che c’è sui segnali di velocità e cosa significa. a forse i miracoli esistono anche qui da noi. Willy von Ins @ Sistema a cerniera geniale Esperto TCS, Touring 10/2017
« ortesia in autostrada», è il titolo dell’articolo in cui si richiede di essere cortesi in caso di riduzione delle corsie. l sistema è sicuramente geniale, se tutti vi si attenessero. uttavia, sembra ci sia una gran paura di non essere lasciato rientrare. della falsa cortesia: «Non mi sposto sulla corsia di inserimento ». n un modo o nell’altro ci si ritrova sempre in coda e la corsia di inserimento resta vuota. olto
spesso le colonne arrivano fino agli incroci, perché qui semplicemente si sbloccano, che ci sia spazio o no. a questo è un altro problema. orrei quasi cancellare il consiglio numero (con traffico fluido inserirsi circa 150 metri prima) e, prima dei cantieri, tirerei una linea continua arancione fino a poco prima dell’ostacolo, cos che ognuno è costretto a percorrere la corsia fino alla fine. Sono favorevole a campagne che ricordino come dovrebbe funzionare. S. Caduff @ Autopostale autonomo Touring 11/2017
Sono stato autista di bus per 27 anni e non riesco a capire queste stupidaggini. ome sarà il futuro razie a Dio, adesso sono in pensione e non devo pi occuparmi di queste follie. Altrimenti sarei semplicemente stato allontanato. Erich Sardella @
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (www.touring.ch).
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Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Jérôme Lathion Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Oliver Marti (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 71 538 Totale: 1 190 995 Edizione/Marketing Reto Kammermann TCS Viaggi Mario Brunelli Vantaggi socio Marcel Zimmermann Assistente prestazioni Club Dominique Voramwald Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 10 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Pubblicità: Publicitas SA Seilerstrasse 8, Casella postale, 3001 Berna +41 58 680 95 30, publicitas.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. +41 58 787 30 00
PEOPLE
Super ambiente al «Super Monday»
Altri li spettacgo .ch
Che Roger Federer avrebbe vinto gli Swiss Indoors 2017, i soci all’aperitivo TCS non lo sapevano ancora, ma grazie al direttore del torneo Roger Brennwald hanno gettato uno sguardo dietro le quinte e poi ammirato Denis Shapovalov.
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FOTO MATHIAS WYSSENBACH
Amy Macdonald, cantante
Florian Schwab e Sarah Rösti
Paul Hübscher, Hanna Studer e Barbara Born
Roger Brennwald, direttore torneo
Céline Schueppen e Peter Gisler
Andrea e Urban Zurfluh Christoph Lüthi, Francesco Triglia e Roman Thaler
Gerhard Dietrichsteiner, Mathias Pfister e Simon Pfister Rebekka Kenel
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Materiale morbido 6 impostazioni della temperatura Lavabile in lavatrice a 30°C Dimensioni (L x P): 130 x 180 cm
Tutti i prodotti possono essere ordinati esclusivamente su www.touringshop.ch. Partner contrattuale e di logistica: Diafora AG, 8045 Zürich. Spese di spedizione 9,80 CHF
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TOUROLINO
Fuori è bagnato e gelato. E magari non sai come far passare il tempo nella tua bella calda stanzetta? Eccoti qualche suggerimento. Con questi giochi e la ricerca degli oggetti nascosti con concorso non ti annoierai.
TESTO DOMINIC GRAF | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER
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per giornate fredde
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Giochi divertenti
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GIOCO 2
GIOCO 1
Aiuta Babbo Natale a trovare il suo asinello!
Copia il disegno aiutandoti con i quadretti.
GIOCO 3
Confronta i due disegni e trova le dieci differenze! dicembre 2017 / gennaio 2018 | touring
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CONCORSO Partecipazione entro il 7.1.2018 per e-mail a: tourolino@tcs.ch o cartolina postale a: TCS, Redazione Touring, «Tourolino» Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna. La risposta del concorso n. 11 era C. Complimenti ai vincitori: Mario Vallario (Davesco), Vincent Carron (Martigny), Roland Galliker (Ginevra), Melanie Balsiger (Uetendorf), Alice Eggenberger (Grabs) e Martina Agostini (Zurigo).
PREMI
Trova i 5 disegni nascosti nell’immagine e annota in quale casella sono (ad esempio: disegno 1 nella casella A1). Inviaci poi la tua risposta per e-mail o posta per partecipare al nostro speciale concorso invernale!
1. 2.
1.—
@
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4 entrate all’atelier «Piacere cioccolatato per piccoli e grandi» a Broc Kai Mech di fuoco del film «The LEGO Ninjago Movie»
5.—
Inviaci un’e-mail a tourolino@tcs.ch con la soluzione giusta per partecipare al sorteggio e provare a vincere uno dei premi a lato.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati di volta in volta sulla rivista Touring.
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5 entrate al Swiss Vapeur Parc a Le Bouveret
I premi sono generosamente offerti da Maison Cailler, Lego e Swiss Vapeur Parc.
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IN GIRO CON
A casa alle
Portes du Soleil Didier Défago, medaglia d’oro in discesa nel 2010, si è ritirato dalle gare e si è riconvertito nella concezione di piste. L’atleta di Morgins scia però sempre con piacere nella regione che l’ha visto nascere. INTERVISTA JÉRÔME LATHION | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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idier Défago ha «appeso gli sci» al chiodo nel 2015. A Morgins, dopo la sua vittoria olimpica del 2010, una Già nell’autunno 2013, Bernhard Russi l’aveva avvicipista di 2 km porta il suo nome. Le piace e con quali nato in Canada con una proposta: assisterlo nel suo sentimenti l’affronta? Sono rimasto colpito oltre che onorato. Ne provo fierezza per la compito di «disegnatore» di piste per la Federazione stazione e per me. È una pista per tutti. L’inizio è classificato internazionale di sci (FIS) e gli organizzatori di competizioni. come pista nera, ma si può aggirare. Gode di un buon innevaSenza dubbio con l’idea di farne il suo successore designato. mento naturale, ma purtroppo non dispone di un impianto di Missione accettata. Parallelamente, resta sotto contratto con risalita direttamente legato ad essa. Rossignol e partecipa allo sviluppo del materiale di questa marca. Come dire che l’ex campione di Morgins, 40 anni e 16 podi all’attivo, non ha voltato le Quest’inverno l’abbiamo vista imboccare DIDIER spalle al circo bianco. E da sempre è nel comil trampolino gigante del 2° Riverstyle DÉFAGO prensorio sciistico delle Portes du Soleil, sua di Morgins. Pronto per una riconversione sciatore regione d’origine, che ama scivolare sulla neve. nel freestyle? PREFERENZE Come atleta si è sempre alla ricerca di sfide e Colore: blu Il nuovo lavoro le piace e la sottrae in modo questa m’attirava. Ho ceduto alla proposta deVeicolo: Honda CR-V accettabile dalla famiglia e da Morgins? gli organizzatori e fatto 5–6 salti, dopo lunghe Musica: pop–hard rock Mi sposto come prima, ma per dei soggiorni più spiegazioni e un salto di regolazione. È stata una sensazione indimenticabile, ma non tale da brevi (da 4 a 5 giorni). Ciò che permette una Paese: Svizzera/Canada transizione dolce e si rivela conciliabile con una convertirmi verso tale disciplina, che richiede Film: serie NCIS vita di famiglia. Ho detto a Bernhard Russi che molto allenamento per poter eseguire le figure. Cibo: selvaggina accettavo, ma che volevo partecipare a un progetto dall’A alla Z, in questo caso le Olimpiadi Prenderà parte nuovamente ad un’edizione di Pechino nel 2022. Quindi mi reco più volte all’anno in Cina. della Patrouille des Glaciers? Inoltre, il mio mandato con Rossignol mi permette di seguire Vi ho partecipato due volte, nel 2010 e nel 2012, con mio fral’evoluzione tecnica del materiale e quella degli atleti. Per contello e un amico. Serbo il ricordo di un’esperienza molto bella tro ho molto da imparare in ambito amministrativo. in uno splendido scenario. Ma bisogna viverla con l’idea di non soffrire troppo… La prossima stagione sarà purtroppo già molto carica e non riuscirei a prepararmi bene. Di ritorno in Svizzera, dove va a sciare? Durante tutta la mia carriera sportiva ho apprezzato il fatto di Dalla neve all’acqua. Nel preludio del Bol d’Or 2014, poter rigenerarmi alle Portes du Soleil. Mi piacciono anche la si è vista a bordo di un veliero sul Lemano. Trovata Zermatt o Verbier, ma sono rimasto molto legato a questo comprensorio esteso, che collega 12 stazioni ripartite su due pubblicitaria o passione? nazioni. Qui lo sciatore vede sparire qualsiasi nozione di fronÈ lo stesso elemento! (ride). Mi era stata proposta la Celebrity tiera. Senza abbandonare le piste, se ne ha il tempo, può traRace e mi piacciono le novità. È stato piacevole far squadra con scorrere un breve soggiorno in diverse stazioni svizzere o frangiovani attivi nel mondo della vela. È uno sport molto tattico. cesi e incontrare degli abitanti e delle mentalità differenti. È un Poi un amico mi ha introdotto alla navigazione in solitaria che vantaggio unico. ho potuto praticare con piacere sul lago di Neuchâtel. ◆ 96 touring | dicembre 2017 / gennaio 2018
Uscita famigliare a Morgins per Didier DĂŠfago e i suoi figli, TimĂŠo (8 anni) e Alexane (10 anni).
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GIOCA & VINCI
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GRANDI OCCASIONI
18 re: e dic mb rmine
ultimo te cipare per parte i ai gioch
OCCASIONE 1 – Gioco per i lettori IN PALIO lo smartphone più desiderato al mondo: l’Apple iPhone X Valore CHF 1199.– I media e chi ha potuto testarlo sono entusiasti dell’ultimo smartphone Apple.Infatti l’iPhone X definisce nuovi parametri: le migliori prestazioni sul mercato, un design di prim’ordine e un fantastico display da ben 5.8”. Il tutto coronato da nuove funzionalità: l’iPhone X si attiva mediante l’impeccabile riconoscimento del volto. La fotocamera è dotata di grandangolo e teleobiettivo, stabilizzazione dell’immagine e zoom 10×. Il sensore da 12 MP garantisce fotografie di qualità incredibile. Mettiamo dunque in palio lo smartphone del futuro. Tuttavia il
vincitore dovrà avere un po’ di pazienza: il modello è infatti andato a ruba in tutto il mondo. L’attesa sarà senz’altro premiata.
Qual è il peso massimo (in kg) delle pietre artificiali che il fisico SLF Andrin Caviezel fa scendere dal pendio per le prove pratiche di simulazione caduta massi? Inviate un SMS con tmi121 xxx (xxx = peso massimo in kg) al numero 5555.
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IN PALIO l’Apple iPhone 8 da 64 GB Valore CHF 839.–
L’iPhone 8 Plus è uno smartphone dell’ultima generazione Apple. La scocca è fatta di vetro e alluminio, come le navicelle spaziali. Grazie alla precisa rifinitura, il dispositivo è resistente agli schizzi d’acqua e alla polvere. La ricarica è wireless. Il modello Plus dispone del brillante display True Tone Retina da 5.5”. La fotocamera integrata con stabilizzazione dell’immagine è stata ancora migliorata e presenta un sensore di dimensioni maggiori. Il grandangolo e il teleobiettivo sono dotati di zoom digitale (10× per le foto e 6× per i filmati). Riconoscimento tramite sensore di impronte digitali.
L’iPhone 8 è la versione più piccola del Plus precedentemente descritto. La differenza principale sta nel display da 4.7” e peso nettamente inferiore con solo 148 g. La fotocamera è dotata di uno zoom digitale 5×. Il riconoscimento avviene tramite il sensore di impronte digitali posizionato sul tasto Home. La durata delle conversazioni può raggiungere le 14 ore, mentre se si naviga su internet l’autonomia è di 12 ore. Il sistema operativo è l’ultimo aggiornamento Apple, iOS 11.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi122 e le tre cifre al numero 5555.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi. Inviate un SMS con scritto tmi123 e le tre cifre al numero 5555.
Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Casella postale, 3024 Berna.
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Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro familiari. I vincitori dei concorsi «Gioca & Vinci» di Touring saranno estratti a sorte e avvertiti direttamente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Non sarà possibile ricorrere alle vie legali.
TICINO Bollettino della Sezione Ticino
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TCS, in soccorso anche per i regali! Suggerimenti e idee per le imminenti feste a pagina 106
AUGURI e GRAZIE tcs, sempre al tuo fianco!
SEZIONE TICINO | SUGGERIMENTI
Rientro in sicurezza con Nez Rouge Durante le fredde notti di dicembre, i volontari di Nez Rouge Ticino si divertono giocando, chiacchierando, leggendo e attendendo lo squillo del telefono che li porterà a spasso per il Cantone.
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uando poi a fine anno si leggono le statistiche e ci si rende conto di quanti chilometri sono stati macinati e quante persone sono state portate a casa in completa sicurezza, ci si rende effettivamente conto dell’utilità di questo servizio! Dalla nascita di Nez Rouge nel lontano 1984 ad oggi si è registrato un incremento notevole sia per quel che concerne i volontari iscritti sia per le persone riaccompagnate. Dal 2015 ci si avvale inoltre della collaborazione con il progetto cantonale «Strade
TCS SEZIONE TICINO Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino
Punto di contatto via alla Chiesa 10, 6802 Rivera Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e controlli tecnici.
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Sicure», un altro «atout» molto importante che ha di sicuro contribuito al grande successo riscontrato lo scorso anno. Ricordiamo che ogni intervento è assolutamente gratuito, non si rilascia alcuna informazione alla Polizia (anche perché si chiede solo un numero di telefono per facilitare l’incontro) e permette a chiunque, non solo alle persone che hanno un po’ esagerato con le bevande alcooliche, di poter far rientro al domicilio in tutta sicurezza. Un volontario che si iscrive all’associazione non è obbligato a svolgere sempre ser-
Tiratura Edizioni
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Redazione Roberto Morandi
ma Program re b m e Dic ti i e i s aba
nerd Tutti i ve 0 alle 2.00 .0 2 2 e ll a d enica 31 0 m o D 6.0 .00 alle dalle 22
vizio, può iscriversi liberamente quando vuole presenziare alle diverse manifestazioni. La serata con maggior richiesta resta sempre e comunque quella di San Silvestro ed è per questo che a dicembre si è sempre alla ricerca di nuovi volontari. Potete trovare ulteriori informazioni al sito www.nezrougeticino.ch. Altri recapiti: info@nezrougeticino.ch oppure 079 740 00 41 Nez Rouge vi esorta ad approfittare del servizio in caso di necessità o addirittura ad accogliervi calorosamente in qualità di nuovi volontari! •
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581, 6802 Rivera sezioneTI@tcs.ch
Layout Sara Bönzli
Stampa Swissprinters AG, Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen
Per il viaggio: ViaCard e Telepass (I), Télépeage (F), Bollo ecologico (D) Vignetta autostradale per CH e Austria, info e pagamenti Pedemontana
Tel 091 935 91 35 Fax 091 935 91 20 sezioneTI@tcs.ch www.tcs-ticino.ch
CORSI | SEZIONE TICINO
Corsi di guida TCS:
ottimo successo! Sulle piste di Rivera e Ambrì il TCS ha organizzato, nel 2017, quasi 500 corsi con 5’430 partecipanti. Oltre ai corsi obbligatori «2 fasi», molto gettonati e apprezzati sono i corsi «Junior e Senior Driving» e «terza età».
L
a paletta di corsi proposti è molto ampia. Ai corsi della «2 fasi» per il conseguimento della licenza di condurre definitiva, si aggiungono differenti corsi di formazione e di perfezionamento per conducenti di veicoli privati e professionali, Camper e roulotte, moto fino alle biciclette elettriche. Nel corso del 2017, sono stati organizzati anche corsi speciali (auto e moto) per la Polizia comunale di Lugano e per gli autisti della Croce Verde. Il tutto esaurito è stato registrato dai 14 corsi «Junior e Senior Driving» che preparano i giovani alla guida e all’esame teorico ufficiale che si tiene alla fine del corso. I corsi di perfezionamento, sovvenzionati dal Fondo per la Sicurezza Stradale, sono dedicati a chi si vuole aggiornare sulle norme della circolazione e sperimentare in pista, in tutta sicurezza, manovre
d’emergenza che contribuiscono ad aumentare la sicurezza sulle strade. L’associazione «Pensionati dello Stato (APS)» ha preso a cuore, in particolare tramite il membro di Comitato Remo Caldelari, la prevenzione degli incidenti e dal 2008 ad oggi ha organizzato 30 sessioni di corsi «terza età», per i suoi iscritti, con oltre 300 partecipanti di ambo i sessi.
Tutti hanno espresso grande soddisfazione in un sondaggio condotto a fine corsi esprimendo anche elogi all’istruttore e maestro conducente Milton Lafranca che, oltre a condurre i corsi, ne cura i contenuti. Sul sito pensionati-stato.ch si possono leggere varie testimonianze che ne comprovano l’efficacia. •
Lafranca da istruzioni via radio durante gli esercizi
Parte teorica dei corsi
Per ulteriori informazioni e iscrizioni tcs-ticino.ch oppure telefonicamente allo 091 935 91 21.
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SEZIONE TICINO | MOBILITÀ
Ciclisti e pedoni:
Foto Pini: Swiss Engineers
una questione di… equilibrio
Pista ciclopedonale Tegna-Avegno: ponte sulla Maggia.
In Ticino, le prime piste ciclabili risalgono alla metà degli anni ’90. Da allora in poi, i tratti di pista ciclopedonale si sono moltiplicati. Oggi, complice la revisione parziale della Legge sulle strade del 2012 e la strategia per una mobilità sostenibile, avviata dal Dipartimento del territorio all’inizio del 2014, il ruolo del Cantone è cambiato e ha visto il potenziamento del settore che si occupa dei percorsi ciclopedonali. Ma come far convivere ciclisti e pedoni? A cura del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino 102
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el corso degli ultimi decenni, si è passati dalla promozione dei percorsi escursionistici, dedicati soprattutto allo svago e al turismo, alla pianificazione e alla realizzazione di percorsi ciclabili d’interesse regionale, più utili agli spostamenti quotidiani e che in precedenza erano di competenza dei Comuni. Un’espansione, questa, dettata dalla sempre maggiore richiesta, da parte degli utenti della mobilità dolce, di spazi nei quali poter transitare in maniera più sicura. 1998: Primo percorso ciclabile in ticino Il primo percorso ciclabile è stato realizzato nel 1998. Si tratta di quello nazionale N3 Airolo-Chiasso (ovvero il tratto finale dell’itinerario Basilea-Chiasso). «Durante i primi anni, il Cantone si è occupato, in particolare, della promozione di percorsi escursionistici, dedicati soprattutto allo svago e al turismo, come, per esempio, quello ciclabile della Vallemaggia, oppure, appunto, il citato percorso nazionale» – conferma Gabrio Baldi, Caposettore mobilità ciclabile e pedonale dell’Ufficio cantonale delle infrastrutture e dei trasporti, precisando che «su questi percorsi, i conflitti tra pedoni e ciclisti sono generalmente piuttosto rari, in quanto i tracciati si trovano spesso lontano dalle zone urbanizzate e il numero di pedoni è di regola poco elevato». Maggiore probabilità di conflitto all’interno delle località I conflitti maggiori e più frequenti si riscontrano all’interno delle località, specialmente dove i due tipi di utenza per spo-
starsi condividono lo stesso tracciato. In particolare, la convivenza tra pedoni e ciclisti su determinati tratti ciclopedonali può essere problematica soprattutto a causa della differenza di velocità tra ciclisti e pedoni. Inoltre, «l’apparato viario urbano ticinese spesso non consente la suddivisione dei flussi ciclabili e pedonali» – sottolinea Baldi, aggiungendo che «il più delle volte, le costruzioni a ridosso delle carreggiate stradali impediscono la realizzazione di piste o corsie ciclabili dedicate. Pertanto, in numerosi casi, i ciclisti sono costretti a viaggiare lungo le corsie veicolari, mentre, dove ciò è ritenuto tecnicamente possibile, possono condividere alcuni percorsi con i pedoni» (marciapiedi promiscui o zone pedonali). Marciapiedi promiscui I cosiddetti marciapiedi promiscui, ovvero quelli rivolti sia ai pedoni che ai ciclisti, sono realizzati conformemente all’articolo 65, capoverso 8 dell’Ordinanza sulla segnaletica stradale (OSStr). La circolazione in bici sui marciapiedi può eccezionalmente essere autorizzata su tratti a forte traffico, ad esempio per rendere i percorsi casa-scuola più sicuri. Più infrastrutture per gli spostamenti pendolari «Oggi la politica del Cantone in ambito mobilità ciclabile è cambiata e mira ad essere più incisiva nell’attuazione di infrastrutture adatte agli spostamenti pendolari in bici» – rammenta Baldi, aggiungendo che «per questo motivo, dal 2012, con la revisione parziale della Legge sulle strade, abbiamo esteso le nostre competenze as-
sumendo anche la pianificazione e l’attuazione dei percorsi ciclabili d’interesse regionale, in precedenza di competenza dei Comuni. Questi percorsi attraversano sovente il tessuto urbano rendendo possibili gli spostamenti quotidiani in bicicletta. Gli stessi devono pertanto essere realizzati prestando attenzione non solo al traffico individuale motorizzato ma anche ai flussi pedonali importanti che contraddistinguono i quartieri degli agglomerati» – sottolinea Baldi. Prima regola: un comportamento corretto Con quale criterio il Cantone costruisce le piste ciclabili, rispettivamente quelle ciclopedonali? «Dove lo spazio lo consente e il rapporto costi/benefici è positivo, si tende a suddividere i flussi ciclabili da quelli pedonali» – spiega Gabrio Baldi. «Tuttavia, come già detto, ciò è estremamente difficile a causa della mancanza di spazio. Se la suddivisione non è possibile, allora si tende a realizzare percorsi più larghi per far sì che sia i ciclisti che i pedoni possano beneficiare di un maggiore comfort. Per mitigare le criticità, sono attuabili diverse misure di segnaletica orizzontale e verticale con l’intento di suddividere gli spazi o rendere attenti gli utenti sul fatto che si trovano in un ambiente condiviso. Va comunque ricordato che, spesso, diverse situazioni critiche si risolverebbero con l’uso del buon senso. Infatti, purtroppo, nella maggior parte dei casi è l’indisciplina di un utente, sia esso ciclista o pedone, a provocare disagi o a mettere in pericolo gli altri». Bici elettriche: velocità sotto la lente Con l’avvento delle bici elettriche, oggi un numero sempre maggiore di persone è in grado di spostarsi più velocemente in bicicletta, «e la velocità è certamente la causa di maggior pericolo quando si tratta di condividere uno spazio viario» – precisa Baldi. Un problema, questo, con il quale sono confrontate, già da qualche tempo, anche le principali città d’oltralpe: infatti, i marciapiedi promiscui e le strade ciclopedonali non sembrano più essere larghi a sufficienza. È anche per questo motivo che a livello svizzero è molto acceso il dibattito sulla verifica e l’aggiornamento delle norme che regolano la conduzione della mobilità ciclopedonale. •
Pista ciclopedonale Canobbio-Sureggio: ponte 2
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SEZIONE TICINO | APPROFONDIMENTO
Fantasmi in S’incontrano di rado, ma quando appaiono le conseguenze sono quasi sempre disastrose e funeste. Parliamo dei «ghost drivers», cioè di quegli automobilisti che entrano in contromano in autostrada o che si rimettono in viaggio da un’area di sosta dalla stessa via da cui, poco prima, sono entrati.
La «Mano austriaca» . . .
RENATO GAZZOLA
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nche se il loro numero è quantitativamente limitato – in Svizzera causano meno del 2 per mille degli incidenti autostradali – essi rappresentano un fenomeno tuttora attentamente seguito e studiato da parte dei gestori delle infrastrutture autostradali di tutto il mondo, che penano a trovare dei validi e finanziariamente sostenibili rimedi.
Ma perché si entra in contromano in autostrada? Le cause all’origine di questo fenomeno sono generalmente due: • la casualità, originata sempre dall’errore umano; • la volontarietà, ossia la messa in pratica di un atto deliberato o di sfida. La prima riconduce automaticamente al conducente ed alle sue debolezze: abuso di alcol o sostanze stupefacenti, disattenzione o distrazione, uso di apparecchiature elettroniche, avanzata età, problemi di salute e d’orientamento, difficoltà d’interpretazione della segnaletica. Nella seconda troviamo i potenziali suicidi e chi intende compiere azioni pericolosissime da kamikaze. In Europa le idee non mancano Nell’ambito del congresso della ASECAP (Associazione dei gestori delle autostrade a pedaggio europee), svoltosi quest’anno a Parigi, s’è stilato un bilancio degli interventi e dei provvedimenti intrapresi nelle diverse nazioni per arginare il problema. 104
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«Alt» su fondo giallo fosforescente e sta testando un radar già in funzione in Svezia. Sono state presentate anche altre tecnologie già in uso in diverse parti del mondo, come: grandi pannelli indicatori, sistemi a fotocellule con sirene e forti luci sicuramente utili in determinate strade e svincoli; buon interesse hanno destato i vari modelli di «Tyre Killer» (squarcia pneumatici) soluzioni draconiane e le catapulte idrauliche: quest’ultimi sistemi danneggiano però il veicolo.
S’è appreso che molto è stato fatto nella posa di segnaletica orizzontale e verticale, nel migliorare il profilo geometrico dell’infrastruttura nei pressi delle rampe d’ingresso, nel prolungare le separazioni nelle corsie d’entrata, ecc. È stata presentata anche la cartellonistica e i diversi sistemi segnalatori per chi s’appresta ad imboccare l’autostrada in contromano. Una soluzione che ha fatto breccia in alcune nazioni è la «Mano austriaca»: una mano nera stilizzata che intima l’alt ai «fantasmi». La troviamo, con diversi accessori, in Austria, Slovenia, Croazia, Portogallo, Danimarca, Grecia e altri Paesi dell’est europeo. Francia e Spagna hanno messo a punto dei dispositivi con sensori di allerta acustici e visivi. Mentre l’Italia, che malgrado abbia un sistema d’incanalamento con le barriere per l’incasso del pedaggio, soffre anch’essa di tale fenomeno, ha adottato un cartello con la scritta
. . . e in Svizzera? Il tema è sotto la lente dell’Ufficio federale delle strade USTRA da molto tempo. Sono stati effettuati numerosi studi e si sono cercate diverse possibili soluzioni. Bisogna tener presente che la risoluzione di questo problema è parecchio complesLo svincolo di Varenzo con il sistema d’allarme
Sala di controllo con monitoraggio delle rampe d’accesso.
sa, sia per le molteplici cause all’origine di queste manovre, sia perché i punti interessati non sono circoscritti alle sole entrate e uscite (circa il 50% dei casi), ma anche all’interno dell’autostrada nelle aree di sosta e di servizio (per il restante 50%). L’USTRA, già nel 2009, ha deciso di posare dei cartelli di divieto di accesso sulle 420 entrate ed uscite autostradali svizzere, nelle aree di sosta e in quelle di servizio e potenziando nel contempo anche la segnaletica orizzontale, mediante la posa di frecce direzionali sull’asfalto. Una misura che si è rivelata sicuramente efficace, ma che non ha portato ad una totale diminuzione delle entrate in contromano. Il progetto pilota «ticinese» Fra gli addetti ai lavori, anche al di fuori dai nostri confini, suscita grande attesa la
Foto: Ustra
autostrada Sistema Tyre killer
divulgazione del rapporto finale sul progetto in sperimentazione dal 2014 in Ticino. L’Ufficio federale delle strade USTRA, in collaborazione con una ditta privata ticinese, ha sviluppato questo progetto pilota per rilevare e gestire i veicoli che si immettono in autostrada in contromano. Due svincoli autostradali sulla A2 – a Varenzo, direzione Sud-Nord e a Lugano Sud, direzione Sud-Nord – sono stati equipaggiati con queste nuove apparecchiature che sono collegate con la centrale della Polizia di Camorino. Il nuovo sistema, monitorato e costantemente perfezionato nei due anni di prova, è costato all’incirca 200 mila franchi, interamente a carico della Confederazione. Funzionamento: quando un veicolo entra in contromano, viene immediatamente intercettato da un sensore.
Un segnale luminoso (divieto di accesso) ed uno acustico avvisano il conducente, mentre una telecamera filma tutti gli spostamenti della vettura in tempo reale. Se il conducente non reagisce a queste segnalazioni e continua la sua marcia in senso errato, il sistema allerta immediatamente la polizia cantonale che lancia subito una segnalazione via radio a tutti gli automobilisti e attiva i semafori sul rosso in senso inverso poco prima dell’entrata in autostrada. Se anche i semafori vengono ignorati, sarà infine la pattuglia della polizia cantonale che tenterà di fermare il veicolo. Si passerà ora all’analisi dell’esperienza e della sua efficacia, in modo da valutare se sarà opportuno adottare questo sistema su tutte le entrate e le uscite della rete delle Strade nazionali. •
L’incidente del 26 ottobre Nella cronaca sull’incidente capitato ad un settantaquattrenne, immessosi in contromano in autostrada a Lugano-Sud, ha destato sorpresa la notizia del mancato funzionamento del sistema sperimentale. Eugenio Sapia, portavoce dell’USTRA, ne spiega le ragioni. Il malcapitato automobilista s’è introdotto in contromano nella bretella d’uscita dell’autostrada a passo d’uomo, quindi ad una velocità inferiore alla taratura del
sistema fissata a 15 km/h – ciò per evitare falsi allarmi soprattutto dovuti al passaggio di animali o selvatici – non permettendo così al dispositivo di rilevare l’intrusione. Dopo una breve sosta davanti al segnale luminoso «divieto d’accesso», sempre lentamente, si è inoltrato in autostrada provocando l’incidente. Un comportamento che desta parecchie perplessità e che sarà oggetto di un attento esame da parte degli esperti.
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