La rivista della mobilità
#7 | LUGLIO 2016 | FR. 4.50
75
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IONE TCS SEZ O TICIN p. 75
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SOMMARIO
Valutate 10 aree di servizio in tre Paesi
20
Test della Suzuki Baleno ibrida
30
Auto sotto i 95 g/km di CO2 a confronto
Mille franchi per l’auto: vera occasione?
34
8 EDITORIALE
La rivista della mobilità
dossier Andare sul sicuro con il test auto-occasione del TCS
S
ono ancora tanti i nostri connazionali che comprano automobili usate, sebbene lo scorso anno in Svizzera siano stati immatricolati oltre 300 000 veicoli nuovi a condizioni talora molto vantaggiose per i clienti. Stando alle statistiche, il mercato elvetico offre circa 200 000 auto d’occasione, per un valore di 3 miliardi di franchi. Secondo l’indice dei marchi, ciò corrisponde a 20 000 franchi per veicolo. Sulle maggiori piattaforme online si trovano ben 160 000 veicoli, la numero uno fra di esse registra oltre 11 milioni di visite al mese. Il dato interessante è che il 35 percento di tutte le ricerche riguarda le SUV. Nonostante i prezzi attrattivi praticati sui veicoli nuovi, un’auto usata rappresenta una valida opzione, specie per i neo conducenti. Ce ne sono già da circa 1000 franchi, come mostrato da un nostro test. Prima dell’acquisto consigliamo comunque di sottoporre la vettura prescelta al test auto-occasione del TCS. Vale di certo la pena usufruire della competenza dei nostri esperti nei centri tecnici. Felix Maurhofer caporedattore
8 Solo mille franchi Due veicoli d’occasione in un test insolito
12 Mercato dell’usato Qualche consiglio per comperare un’auto d’occasione
14 75 anni per la Jeep L’appassionante storia di un’icona a quattro ruote
mobilità 20 Il test degli autogrill Quale accoglienza nelle aree di servizio autostradali?
22 La guida in età avanzata Fino a quando potrò mettermi al volante della mia amata auto?
24 Sulle strade europee Colpo d’occhio sulle principali norme di circolazione
Giubileo per un’icona
14 Copertina: Emanuel Freudiger
luglio 2016 | touring
3
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Oberland Bernese Hotel Eden, Spiez Hotel Kirchbühl, Grindelwald Beausite Park Hotel, Wengen Svizzera Orientale Bad Horn Hotel & Spa, Horn (Lago di Costanza) Wellnesshotel Golf Panorama, Lipperswil
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Ticino Esplanade Hotel Resort & Spa, Minusio-Locarno Boutique-Hotel La Rocca, Porto Ronco/Ascona
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SOMMARIO
A Delémont i delegati TCS
56
Il campione Marcel Fässler
I paesaggi costieri del New England
58
I miei vantaggi club 4 Dolce vita nei Private Selection Hotels 54 Cicloturismo in Francia 61 Sconti agli Swiss Indoors a Basilea 63 Corsi e-bike del TCS
42
tecnica 30 Test Suzuki Baleno Ben dotata questa piccola ibrida seduce anche per i consumi
34 Emissioni di CO2
Confronto di quattro veicoli con tassi inferiori a 95 g/km
36 Alfa Romeo Giulia
club 58 Campione in pista Abbiamo seguito Marcel Fässler nella gara a Spa-Francorchamps
63 E-bike contro auto
Promettente l’atteso ritorno della trazione posteriore
Una simulazione d’incidente per sensibilizzare gli scolari
svago
rubriche
42 USA: storia e acqua Nella regione di New England tra patrimonio storico e coste
48 La prima volta Scoprire la Scozia in treno e auto a noleggio
51 Giardini in Svizzera Immersi nei fiori del paradiso dei coniugi Benz-Sommer
Touring n. 8
17/29 L’esperto TCS 19 Calendario: luglio 2016 38 Prestazioni TCS 40 Gli sfiziosi 67 Forum 67 Impressum 68 Tourolino 70 In giro con 73 Gioca & vinci
70
TCS Sezione Ticino
56 Assemblea TCS I delegati centrali del club si sono radunati a Delémont
L’intervista a Müslüm
75 76 77 78 80 82
Telepass online Offerta seggiolini Assemblea dei delegati Moto-itinerario Valle Maggia Circolazione, voce ai Soci Premiazione concorso bimbi
Per colorare l’estate in acqua
40
Temi trattati nella prossima edizione della rivista: dossier sul rientro scolastico, test della Mercedes Benz classe E oltre a una selezione di alberghi sui laghi svizzeri. Data di pubblicazione: 28.7.2016
luglio 2016 | touring
5
Itinerari al computer Adesso i percorsi possono essere calcolati in modo migliore e modulabile. Il pianificatore di itinerari del TCS online è stato ottimizzato e modernizzato sotto molti aspetti. Oggigiorno, chi ha in programma un viaggio si fa preparare spesso il percorso migliore da un apposito calcolatore online. Nella sua veste di maggior club della mobilità della Svizzera, per il TCS è importante poter offrire sul sito internet un pianificatore affidabile per gli itinerari in Svizzera e all’estero. Così lo si è ottimizzato con nuove utili funzioni. Basato su una tecnologia migliorata, il pianificatore di itinerari ha un design reattivo dell’ultima generazione, che ne permette l’uso senza problemi pure su tablet o smartphone. Come prima viene prestata gran attenzione agli itinerari in auto, in treno e mezzi pubblici (come pure in aereo per le lunghe distanze). La novità è che, anche per i brevi tragitti, si è tenuto conto di Park+Rail, Park+Ride,
car e bike-sharing. Inoltre la cartina mostra pure itinerari multimodali, che indicano come percorrere i tragitti selezionati con diversi mezzi di trasporto. In più, a chi vuole valicare un passo, il pianificatore del TCS fornisce le informazioni aggiornate sulla viabilità dei passi alpini. E in caso di una chiusura, l’itinerario è modificato automaticamente. Naturalmente, oltre alle nuove funzioni, si trovano ancora quelle tradizionali. Ad esempio si possono confrontare le emissioni di CO2 oltre a prenotare i biglietti del treno o aereo presso il fornitore dei servizi. Sulla mappa sono segnalati anche i pedaggi stradali all’estero, un optional offerto soltanto da pochi pianificatori d’itinerari.
È questa la percentuale delle cabrio in vendita su autoscout24.ch in rapporto all’offerta totale di veicoli per Basilea-Campagna. Il semi cantone supera così Zugo (7,7%) e Turgovia (7,5%). Il Ticino si situa al centro della classifica con 6,4%. Mentre ad eccezione di Ginevra, gli altri cantoni romandi figurano nella seconda parte della lista e il Giura fanalino di coda.
LA FOTO
Sicurezza All’anno oltre 300 ragazzi sono coinvolti in incidenti con la bici sulle strade. Perciò il TCS organizza ogni anno, in collaborazione con i corpi di polizia cantonali e comunali, una giornata nazionale di educazione stradale. Questa volta si è svolta ad inizio giugno a Langnau nell’Emmental. Circa 150 scolari tra i 10 e i 12 anni vi hanno preso parte imparando in modo ludico ad essere più sicuri nel traffico stradale.
Reclamo per passeggero ingombrante
6 touring | luglio 2016
8,1%
www.tcs.ch/itinerari
Calcolatore d’itinerari del TCS con funzioni nuove e collaudate.
Immaginatevi di essere su un volo a lungo raggio e davanti a voi siede uno in sovrappeso. In sé nulla di speciale. Il problema sorge però se, a causa del peso dell’uomo pure alto 1,95 m, lo schienale s’inclina talmente all’indietro che le vostre gambe non hanno più spazio per muoversi. È quanto è successo a un passeggero che si è ritrovato con lo schienale davanti inclinato all’indietro da 5 a 10 cm a causa del peso del compagno di viaggio. Il malcapitato ha sporto denun-
LA CIFRA
cia vincendo la causa a Francoforte. La compagnia aerea ha dovuto rimborsare al passeggero il 50% del biglietto perché non ha potuto dormire a causa della mancanza di comfort. Stando alla sentenza, le compagnie aeree devono tener conto della presenza di passeggeri in sovrappeso ed essere ritenute responsabili del fatto che tali passeggeri facciano inclinare lo schienale da 5 a 10 cm in più rispetto a quanto previsto tecnicamente a causa dell’usura del materiale.
CITAZIONE
«I problemi dei motori diesel sono risolti. Adesso dobbiamo occuparci di quelli a benzina»
Volkmar Denner Il capo del fornitore di componenti per auto Bosch all’internazionale Simposio Motori di Vienna.
ATTUALITÀ
Bici-cargo a Vevey
S. Gottardo illustrato
Mosimann Collection
Dopo Berna e Basilea, anche gli abitanti di Vevey possono ora noleggiare delle bicicargo elettriche, grazie alla piattaforma di condivisione carvelo2go. Basta iscriversi, riservare il mezzo e andarlo a cercare al suo posto. Il noleggio è gratuito per i soci del TCS fino al mese di settembre 2016, i dettagli sul sito
La costruzione della galleria ferroviaria del San Gottardo spiegata ai bambini. Il libro illustrato di Konrad Beck è un’opera consigliabile.
2500 libri di cucina (uno raro su come si mangiava nell’antica Roma), 251 foto con personalità, menu d’epoca originali e molti altri documenti sono stati consegnati dal noto chef a farfallino Anton Mosimann allo Swiss Education Group. Una collezione da ammirare la domenica pomeriggio a Le Bouveret (VS) alla scuola alberghiera César Ritz.
FOTO EMANUEL FREUDIGER (3), ALD
www.carvelo2go.ch
Il cuoco Mosimawnn all’inaugurazione della collezione.
Parahotellerie Suisse
Mobilità elettrica
Il fumetto di Touring
Le deboli precipitazioni nevose e il franco forte sono all’origine delle scarse cifre registrate da Bed&Breakfast Switzerland, Interhome, gli ostelli della gioventù e TCS Camping tra novembre e aprile secondo un sondaggio. Solo Reka ha fatto registrare un percento in più di prenotazioni. Le previsioni per l’estate sono migliori, dato che gli svizzeri pensano di trascorrere nel Paese le ferie.
Scambiare la propria auto, a benzina o diesel, con un’elettrica per una durata prolungata (da 24 a 48 ore): è il concetto dell’azione eCar4Car nell’ambito della Giornata della mobilità elettrica 2016 di cui Nissan e BMW sono partner. Così potete testare il veicolo sui vostri tragitti quotidiani e verificare se questo tipo di motorizzazione vi si addice. Appuntamento su
Sulle strade i pattugliatori del TCS vivono anche storie avventurose e divertenti – spunti ideali per un racconto a fumetti. Touring inizia così una collaborazione con il vignettista svizzero Christophe Badoux, che creerà episodi – disegnati in stile ligne claire – ispirati al lavoro quotidiano dei pattugliatori. Buon divertimento!
Dall’estate grandi aspettative per il settore paralberghiero.
www.ecar4car.ch
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Il test di due occasioni a buon mercato dimostra che non è tutto oro quello che luccica. Prima dell’acquisto, le automobili usate andrebbero assolutamente verificate da un esperto del TCS e provate su strada.
TESTO DINO NODARI & FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Occasioni Vantaggioso Cosa ha ancora da offrire l’usato?
TOYOTA COROLLA WAGON 1.6 4×4 Potenza: 77 KW Anno: 1994 Chilometraggio: 139 000 km
8 touring | luglio 2016
Il percorso in salita al Gurnigel fa parte del test.
DOSSIER
D
iverse occasioni che rientrano nel nostro budget sono esposte nel centro di un commerciante libanese. Esternamente la gran parte dei veicoli usati sembra davvero in discreto stato. Ad un esame più attento, qua e là scopriamo tuttavia alcune tracce di ruggine. Nella fascia di prezzo che ci siamo fissati, sotto i 1000 franchi, entrano in linea di conto una
Toyota Corolla Wagon e una BMW serie 3. Ma prima dell’acquisto vorremmo chiarirne l’effettivo stato con un giro di prova e sottoporle al test TCS per le auto d’occasione. Il commerciante non ha nulla in contrario e ci augura buon viaggio. Finalmente, dopo un’attesa che mi pare interminabile, salgo a bordo dell’auto dei miei sogni di quando avevo
18 anni. Certo, la BMW 316i Compact ha anche lei ben 18 anni e 273 000 km sulle spalle, ma pazienza. Le scritte si scrostano, vabbè. Una BMW ribassata con cerchi cromati per meno di 1000 franchi, mi dico sorridendo, mentre mi avvio lentamente. La lentezza non è però dovuta alla prudenza del guidatore, ma piuttosto all’oggetto dei miei sogni, che fa fatica ad ingranare le marce. L’auto
a basso prezzo Comfort di guida La Toyota è più silenziosa.
In salita La BMW sale di giri più in fretta.
che tanto desideravo da ragazzo si rivela un tantino fiacca, e accelerando mi vibra il volante. In curva poi cigola e scricchiola un po’ tutta. Per i suoi 22 anni la Toyota sembra davvero in ordine. A parte qualche piccola traccia di ruggine e i sedili consumati, a prima vista non c’è niente da ridire. Apro l’auto tramite la chiusura centralizzata, regolo il sedile e gli specchietti e accendo il motore che risponde subito. Uno sguardo al cruscotto mi fa capire che qui non siamo ancora entrati nell’era digitale. A confronto Chi ha scelto meglio?
BMW 316I COMPACT Potenza: 75 KW Anno: 1998 Chilometraggio: 273 000 km
Questione di prezzo Economico non sempre è meglio.
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DOSSIER
Test di frenata La BMW si ferma per prima.
La vecchia occasione ha comunque un indicatore «Economy». Il motore a benzina da 1,6 litri parte con prontezza e avanza ronzando sommesso. Nelle curve la giapponese oscilla un po’, ma per il resto il comportamento è buono. Per verificare quello che queste vecchie glorie riescono ancora a sfoderare ci rechiamo al via della gara in montagna del Gurnigel (passo nelle Prealpi bernesi) lunga 3753 metri! Dal momento che rispettiamo strettamente i limiti di velocità, non batteremo certo il record di pista. Al contrario, in salita la pendenza dell’8,4 percento è un’autentica sfida, tanto che neanche volendo toccheremmo gli 80 km/h consentiti. La BMW percorre la distanza nel tempo di 3:50.93, mentre la Toyota ci impiega un po’ di più con 4:07.57. Le due veterane affrontano dignitosamente il resto del passo, e anche la discesa non pone alcun problema. Il test di accelerazione vede le due auto rivaleggiare sulla pista dell’aerodromo. In questo caso è la BMW ad avere la peggio, perché la Toyota esce meglio dai blocchi di partenza. Nel test di frenata è invece la tedesca a risultare migliore, anche perché dispone già dell’ABS. Su strada nessuna delle due candidate fa brutta figura. Certamente ci sono strattoni, vibrazioni e cigolii, ma non siamo mai a 10 touring | luglio 2016
disagio durante la nostra uscita. Tutto sommato, entrambe le vetture hanno superato il giro di prova. Almeno per noi. Siamo curiosi di sapere cosa ne pensa l’esperto del TCS Josef Matter. Parcheggiamo con sentimenti contrastanti davanti al centro tecnico del TCS della Sezione Waldstätte. Matter passa le due auto al setaccio. Non nasconde il suo scetticismo. Dapprima fa a sua volta un breve giro di prova. Quindi controlla gas di scarico, ammortizzatori, batteria, liquido dei freni ed infine la carrozzeria, tutto viene esaminato minuziosamente. Il test dura oltre un’ora per ciascun veicolo. Il verdetto finale è impietoso: ad un esame approfondito nessuna delle due può dirsi in buono stato. Si farà quindi bene ad investire in un test auto-occasione prima di firmare il contratto per l’acquisto di un’auto usata. Ne vale la pena in tutti i casi; nei veicoli così datati problemi dovuti all’usura e alla corrosione non sono affatto rari e possono venire a costare caro. Per riparare queste occasioni si spenderanno facilmente 1000 franchi e più. Nel caso delle nostre due auto si tratterebbe di sborsare addirittura alcune migliaia di franchi volendone godere ancora a lungo. Sono infatti gravi i danni causati dalla ruggine e quant’altro, in particolare sulla BMW. ◆
Confronto auto
Toyota
BMW
Spazio di frenata
2
5
Accelerazione
4
3
Gurnigel (percorso di gara) 1
4
TCS test auto-occasione
3
1
Abitacolo
4
2
Carrozzeria
2
2
Prezzo-prestazioni
3
1
Comportamento
3
2
Consumo
9,3 l/100 km
10,7 l/100 km
Motore
4
2
Sicurezza
2
2
Totale
27
23
5 punti = il massimo; 1 punto = il minimo
Nessuna vincitrice La ruggine affligge entrambe le auto.
Sentimenti misti Al centro tecnico TCS della Sezione Waldstätte.
TCS TEST AUTO-OCCASIONE
L’esperto Josef Matter ispeziona i veicoli.
Passaruota Qui la ruggine agisce in fretta.
Perdite I segni del tempo colpiscono anche le auto.
Costosi I danni da ruggine sono eccessivi.
Alti Per la BMW, i valori dei gas di scarico superano la soglia.
Chi all’acquisto di un’automobile usata non intende basarsi soltanto sulle indicazioni del venditore e non dispone nella sua cerchia di conoscenze di una persona esperta, può farsi aiutare dal TCS. Nei centri tecnici regionali, il club esegue infatti un apposito test. Si esaminano tutte le componenti, dal telaio al motore, dalle sospensioni ai freni e per finire anche le parti elettroniche. Il test auto-occasione del TCS è proposto ai soci a partire da 120 franchi (i prezzi variano da un centro tecnico all’altro). Questa verifica è consigliata per individuare rapidamente se l’autovettura desiderata presenta difetti nascosti. www.occasions-test.tcs.ch
Bilancio dell’esperto TCS Josef Matter Toyota Corolla Wagon 1.6 4×4
BMW 316i Compact
Meccanica
Aspetto
Telaio
Pneumatici
Parti elettriche
Freni
Pneumatici
Vari danni dovuti a ruggine
Minigonne laterali arrugginite
Gas di scarico sopra la soglia
Passaruota arrugginito
Freno a mano
Parafango arrugginito
Passaruota leggermente arrugginito
Freno anteriore destro poco reattivo
Usura asse anteriore
Batteria debole
Cinture di sicurezza logorate
Tubo del freno screpolato
Tubi non impermeabili
luglio 2016 | touring
11
L’icona Jeep festeggia i suoi
75 anni Il 5 giugno 1941, la prima Willys-Overland lasciava le catene di montaggio. Nata in battaglia, iniziava così la leggenda Jeep, che darà vita al segmento delle 4×4, tanto apprezzato oggi.
TESTO MARC-OLIVIER HERREN
R
ari sono i prodotti il cui nome è passato ai posteri sotto forma di termine generico. Jeep è oggi sinonimo di veicolo fuoristrada, come il kleenex evoca i fazzoletti di carta o lo scotch il nastro adesivo. La saga Jeep è iniziata nel 1940, quando il governo americano lanciò un’offerta d’appalto a 135 fabbricanti, invitati a concepire una fuoristrada da ricognizione leggera. Il capitolato d’oneri esigeva in particolare una carrozzeria rettangolare, una trazione integrale e un parabrezza abbassabile. Malgrado fu la piccola società Bantam a vincere l’offerta, è la Willys-Overland, unica ditta ad avere delle capacità produttive elevate, che ottenne il contratto.
Icona verde oliva Dopo una prima versione denominata Willys MA, iniziarono le cose serie con il modello MB. Dove M significa «military» e A designa il numero di serie. Lunga 3,36 m, la Jeep definitiva pesava quasi una tonnellata, ossia molto di più degli ipotetici
600 kg stipulati dal capitolato costretto ad abbandonare il d’oneri. Ciononostante, queproprio cavallo. Iniziava così sta 4×4 angolosa, sottoposta la leggenda Jeep, tanto più a ogni tipo di corvée immagiche in Europa l’US Army rinabile, divenne uno dei magnunciò a rimpatriare le Jeep giori protagonisti della Sealla fine della guerra. La carconda guerra riera civile mondiale. dell’icona poVisto che teva cominWillys non ciare. riusciva a Dalla 4×4 sostenere i alla SUV ritmi di proSe le Jeep miduzione inlitari furono fernali, sarà Amenità La Jeep fu una compagna rapidamente Ford ad esapprezzata dai soldati americani. convertite a sere chiaogni tipo d’uso, dal 1945 mata alla riscossa, dal 1942, Willys introdusse il modello dall’US Army. Identica alla CJ-2A, dove CJ significa CiviWillys MB, la Ford GPW lian Jeep. Di dimensioni idenpassa per quella che ha dato il suo nome alla Jeep. Il quale tiche alla MB militare, se ne è tratto dall’acronimo GP, per distingueva grazie ai suoi fari più grandi, facendo così pasGeneral Purpose (uso genesare la famosissima calandra rale). Una spiegazione che, della Jeep da 9 a 7 barre. Un tuttavia, non fa l’unanimità. tocco stilistico ancora oggi Comunque sia, la Jeep miliindissociabile dalla famiglia tare sarà prodotta in circa Jeep. Questo veicolo fu se640 000 unità dal 1941 al guito da molteplici evoluzioni 1945, di cui 368 000 Willys che segnarono la storia delle MB. La sua polivalenza e fuoristrada. Nel 1946, la Willa sua robustezza ne fecero lys Wagon propose un primo il giocattolo preferito dei solabbozzo delle SUV attuali dati americani. I quali, nel (Sport Utility Vehicle), sfogsepararsene, provavano la stessa difficoltà di un cowboy giando una carrozzeria break
in acciaio. Un mezzo dall’abitacolo modulabile, promosso pioniere della vettura per il tempo libero. Questa evoluzione si precisò con la Jeep Wagoneer del 1963, iniziando il segmento delle SUV di lusso, che conciliava trazione integrale e cambio automatico. Il concetto è stato rifinito poi nel 1974
1941–45 Willys-Overland MA/MB.
14 touring | luglio 2016
1945–49 Jeep CJ-2A (Civilian Jeep).
1946–65 Willys Wagon.
1946–48 Willys Jeepster.
FOTO GETTY IMAGES (1), ALD
I modelli che hanno segnato l’avventura Jeep
DOSSIER
Jeep Trailcat La forza di un prototipo potenziato da un V8 turbo di 707 CV!
Futuro ornato di passatismo
Polivalenza La Jeep si è convertita a ogni tipo d’uso.
con l’apparizione della Jeep Cherokee. Per quanto riguarda la discendenza delle buone e vecchie MB e CJ, è incarnata, da ben trent’anni, dalla Jeep Wrangler. Se i fari sono rettangolari, la calandra ostenta le sue sette sbarre, come ogni Jeep che si rispetti. Nulla ha
impedito a tale saga di perdurare. Nemmeno i vari cambiamenti di proprietari, dato che Willys è stata successivamente riacquistata dalle società Kaiser, American Motors Company e Renault, per poi finire nel grembo di Fiat-Chrysler. Anche questo fa la forza di una leggenda fondata su 75 anni di storia. ◆
«La Jeep Willys è la nostra più grande forza e, al tempo stesso, la nostra più grande debolezza», questa constatazione riportata da Guillaume Drelon, capo marketing per l’Europa, testimonia la difficoltà nell’assicurare la discendenza di un’icona automobilistica. E precisa: «Da un lato, la Jeep ha inventato la 4×4. Ma dal lato opposto, si deve spiegare al pubblico che i prodotti attuali non hanno più nulla a che vedere con la rustichezza delle fuoristrada di un tempo». In realtà, l’accentramento del mercato europeo sulle SUV compatte facilita il lavoro di Jeep in termini d’emissioni di CO2. Senza contare l’apporto delle versioni 4×2. «Data questa situazione, ognuna delle nostre gamme manterrà una versione Trailhawk con capacità di attraversamento. Questo aspetto fa parte della storia di Jeep, e non vogliamo assolutamente rinnegarlo», sottolinea Drelon. D’altronde la storia è onnipresente sulle Jeep contemporanee. Oltre ai fa-
mosi passaruota quadrati e alla calandra a barre, i designer della marca si divertono a dissimulare degli elementi stilistici. I fari posteriori della Renegade riprendono così la croce che ornava le taniche della Willys. Altro esempio, la sagoma di quest’ultima è apposta sul parabrezza e i fari del Cherokee. Guillaume Drelon riassume: «La Willys è il prodotto imprescindibile sul quale la nostra marca si appoggerà sempre. Ha ispirato la Wrangler e continuerà a farlo per le generazioni future». Questi tratti passatisti non intaccano assolutamente le ambizioni del costruttore americano, le cui vendite sono arrivate a 1,2 milioni d’unità lo scorso anno, in rialzo del 22%. Questa marca mondiale mira a raggiungere la soglia dei 2 milioni per il 2018. Ma prima, ai fan di Jeep, viene proposta quest’anno una versione «75th Anniversary Special Edition», per ognuna delle quattro gamme.
IL CLAN DEL JEEP OWNERS GROUP Dal 2014, gli aficionados della marca Jeep dispongono di un club ufficiale. Il Jeep Owners Group (JOG) trae ispirazione dal famoso Harley-Davidson Owners Group (HOG). Nella zona Europa conta 64 000 soci, i quali hanno celebrato ad inizio giugno i 75 anni della marca durante un Jeep Camp in Spagna. 1963–83 Jeep Wagoneer.
1974–83 Jeep Cherokee I.
https://ownersgroup.jeep.com
luglio 2016 | touring
15
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01.10.2016 ZURIGO HALLENSTADION The Legend of Zelda™: Symphony of the Goddesses is produced by Jason Michael Paul Productions, Inc., and Nintendo. The Legend of Zeld is a trademark of Nintendo. All music and associated trademarks are owned and used under licence from Nintendo.
L’ESPERTO TCS
Deprezzata del 70% in quattro anni!
Perdita colossale Un’auto nuova comperata 4 anni fa non vale più che il 30% del prezzo ufficiale di allora.
REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN
DREAMSTIME
È
la conseguenza del franco forte, ma non solo: un’auto nuova acquistata quattro anni fa perde il 70% del suo valore al momento di negoziarne la ripresa. Questa costatazione è basata sulle quotazioni del mercato pubblicate dalla società EurotaxGlass’s. Prendiamo l’esempio di una VW Golf 1.4 TSI Comfortline da 122 CV il cui prezzo a nuovo era di 31 100 franchi nel 2012. Quattro anni più tardi, quest’automobile con ormai 65 000 km non vale che 9400 franchi secondo le quotazioni Eurotax, ossia il 30% del valore a nuovo.
zitutto imputabile alla politica monetaria, la quale causa un calo sostanziale delle tariffe. Attualmente, una Golf 1.4 TSI Comfortline nuova costa solo 26 050 fr. pur presentando un livello tecnologico più elevato. Con un supplemento di 1160 fr., offre ad esempio la connessione bluetooth, la radio digitale DAB+ e l’accesso a diverse applicazioni. Altro progresso evidente, i consumi medi sono passati da 6,2 a 5,3 l/100 km. Ciò che, nella pratica, permette di calcolare un risparmio di 0,5 l, ossia diverse centinaia di franchi su quattro anni.
Una costatazione
Ricordiamo che già nell’estate 2011 gli importatori avevano reagito al rafforzamento del franco proponendo equipaggiamenti supplementari, ribassi e vari eurobonus. Tanto che numerose vetture nuove sono state vendute ad un prezzo nettamente inferiore ai prezzi di listino. I garagisti sono quindi stati costretti a ridurre il prezzo delle auto d’esposizione o d’occasione, al fine di mantenere un differenziale di prezzo invogliante rispetto ai modelli nuovi.
Questo tasso di deprezzamento tocca praticamente l’insieme del mercato automobilistico. Nello spazio di quattro anni è passato dal 60 al 70%. Una costatazione che vale pure per i modelli di ampia diffusione delle altre marche. Per auto poco ricercate, quali berline automatiche a quattro porte e trazione anteriore, l’erosione può raggiungere persino i tre quarti del prezzo ufficiale a nuovo. Come è possibile? Questa pressione sui prezzi è innan-
Il proprietario che intende cambiare l’automobile di quattro anni con un modello recente può restare scioccato dal valore di ripresa. Ma vale la pena annotare che molti acquirenti hanno beneficiato di sconti, ciò che addolcisce la pillola. E visto che i prezzi attuali del nuovo sono scesi in misura considerevole, la somma da sborsare è diminuita di conseguenza. Resta il fatto che oltre ad una svalutazione massiccia dei modelli d’esposizione, l’abbandono del tasso di cambio minimo euro-franco, un anno e mezzo fa, si è tradotto in una nuova serie di sconti e ribassi. Oggi, gli importatori privilegiano dei bonus basati sul corso delle divise. Quanto alle occasioni, il TCS non prevede grandi cambiamenti sull’arco dei prossimi mesi. ◆
CONSIGLI
1
In commercio non si troveranno occasioni di 4 anni proposte al 70% del prezzo a nuovo. Bisogna attendersi piuttosto il 60% in funzione della domanda e della quantità di offerte su internet.
2
Gli automobilisti che non vogliono subire una perdita del 70% in quattro anni faranno bene a tenere la loro auto. Andrà bene almeno ancora altri quattro anni e non perderà più di un ulteriore 15–20% in quel lasso di tempo. Nonostante la sostituzione delle parti d’usura, i costi globali ammonteranno appena alla metà di quelli dei primi quattro anni.
ERICH SCHWIZER Funzione: esperto Consulenza mobilità Professione: ingegnere automobilistico Età: 53 anni Contatto: www.tcs.ch/esperto luglio 2016 | touring
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Pura Swissness alpina – nel paradiso dello shopping SILVRETTA HOTEL & SPA SAMNAUN
Vacanza attiva con itinerari in bicicletta ed escursioni nel magnifico comprensorio di Silvretta-SamnaunIschgl, relax con le nuove proposte del centro spa, i piaceri della cucina regionale o i menu senza lattosio e glutine su richiesta e, per le famiglie, l’intrattenimento per bambini – godetevi tutto questo presso la nostra struttura. Samnaun propone inoltre l’interessante shopping duty-free! Godetevi il vostro soggiorno nell’apprezzato e accogliente ambiente alpino del nostro hotel.
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L’hotel a quattro stelle Silvretta è situato nel villaggio di Samnaun sul lato svizzero del «Dreiländereck» tra Svizzera, Italia e Austria a circa 1’850 m sul livello del mare. L’arredamento dell’hotel richiama la tradizione alpina e il calore del legno, ricavato per lo più dal pino cembro autoctono (cirmolo), rende le camere estremamente accoglienti. Nella hall dell’albergo potrete trascorrere momenti piacevoli davanti al camino o al bar, il rivestimento in legno della «Bündner Stube» ben si armonizza con l’orientamento culinario del ristorante, che propone specialità regionali dei Grigioni. Percorrendo un passaggio sotterraneo raggiungerete il partner-hotel Chasa Montana Hotel & Spa, dove potrete usufruire della piscina coperta romana (18 x 9 m) nonché dell’ampio centro termale (1’500 m2) con saune, zone di riposo e centro di bellezza e massaggi. Sono inoltre disponibili la sala giochi per bambini e l’assistenza ai bambini nonché la sala fitness. In estate, 250 km di percorsi escursionistici e 80 km di itinerari in bici vi consentiranno di esplorare paesaggi naturali di rara bellezza. Godrete inoltre di un’offerta globale di servizi. Vi consigliamo anche di prevedere tempo sufficiente da dedicare allo shopping. Grazie ai vantaggi del duty-free conviene soprattutto acquistare articoli di marchi prestigiosi. Gli ZEGG Store offrono un‘ampia scelta di marchi di lusso, in più fate il pieno alla vostra auto duty-free!
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CALENDARIO
Luglio
Offerte allettanti per appassionati della cultura musicale, delle youngtimer o dell’equitazione. Da gustare come dessert dopo le ultime partite europee di calcio. Luglio non è fatto per chiudersi in casa.
DOMENICA
10
VENERDÌ
1
Cultura a San Gallo Sino al 23 luglio S. Gallo riunisce i fan della musica ricercata. Nel cortile interno del museo riecheggiano note di brani rari provenienti da vicino e da lontano. Museo storico ed etnologico San Gallo Biglietto singolo da 25 fr. www.kulturfestival.ch
Les Estivades Il grande mercato a St. Ursanne quest’estate offre nuovamente una serie di belle attività. Consiglio: al mercato delle pulci si trovano diversi oggetti curiosi. Nucleo storico di St. Ursanne Gratuito www.estivades.ch
VENERDÌ
15 MERCOLEDÌ
13
7° Hublot Polo Cup ad Ascona Lo sport equestre del Polo è sinonimo di gioco veloce e di cavallerizzi esperti. Una disciplina reale apprezzata anche per il suo fair play. Per tre giorni gli appassionati potranno ammirare molti «Hooks» e «Pushes» eseguiti a regola d’arte. Un evento non solo per i fan dei cavalli! Aerodromo di Ascona Biglietti: 10 fr. www.poloclubascona.ch
Dolce musical A Thun, in riva al lago e con vista sulle alpi bernesi, verrà inscenato il musical «Sugar – A qualcuno piace caldo» ispirato al mitico film con Marilyn. Sino al 27.8. Palcoscenico sul lago a Thun Biglietti da 88 fr. www.thunerseespiele.ch
DOMENICA
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Youngtimer & Classics Il TCS vi invita al secondo raduno Youngtimer & Classics. Motori roboanti e carrozzerie senza tempo sino all’annata 1996 attendono i visitatori. Area CCA, Pratteln Gratuito www.tcsyoungtimerclassic.ch
SABATO
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Open Air elettronico Gli appassionati della musica elettronica scelgono Riehen come meta estiva. Nella serie «Sun.set» si esibisce Martin Buttrich un DJ noto e apprezzato in tutti i club. Parco Fondation Beyeler, Riehen Gratuito, entrata al museo vantaggiosa www.fondationbeyeler.ch
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Dove prevedere la prima sosta? Gli esperti del TCS hanno esaminato dieci aree di servizio sulla via delle ferie al fine di scoprire l’accoglienza riservata ai viaggiatori. Quelle svizzere hanno ottenuto voti molto buoni. REDAZIONE ALINE BEAUD
T
homas, 10 anni, ha un bisogno impellente. Dunque i suoi genitori devono fermarsi alla prossima area di servizio autostradale. La prima pausa sulla via delle vacanze. Dopo aver posteggiato l’auto, bisogna attraversare il parcheggio e trovare al più presto dove sono le toilette all’interno dell’edificio… e costatare che purtroppo sono a pagamento. Mentre il piccolo scalpita, il papà cerca una moneta per accedere al WC. Il cancelletto ruota, la porta si richiude… Finalmente.
Le stazioni di servizio permettono ai vacanzieri, come la famiglia di Thomas, di soddisfare i propri bisogni di base – andare in bagno, ristorarsi, svagarsi, rilassarsi ecc. – restando vicini all’autostrada. Tuttavia, l’accoglienza loro riservata varia significativamente da un’area all’altra. Ragion per cui,
nel marzo scorso gli esperti del TCS si sono impegnati in un test di 10 autogrill in Svizzera, Francia e Italia. Le aree di servizio valutate sono situate sulla via delle vacanze lungo quattro assi di transito: sull’A1 passando dal confine di Ginevra, sul Gran San Bernardo, sul Sempione e sull’A2 valicando la frontiera a Chiasso. Le aree di ristoro vi riservano un’accoglienza adeguata?
Cinque criteri Prima costatazione: l’offerta di ristoro e di aree di picnic (coefficiente del 20%) mostra grosse disparità. Per esempio, al Relais del San Bernardo è possibile riscaldare il cibo dei neonati nel microonde, c’è una zona picnic all’aperto e nel ristorante vengono proposti numerosi piatti per bambini. Una varietà che non è presente in tutte le aree di servizio esaminate, ad esempio in quella italiana di Verbano. Un problema in particolare per i novelli genitori
che vogliono nutrire i loro bebè o per le famiglie che vorrebbero risparmiare qualche soldo portandosi già il loro picnic. Niente di peggio che essere confinati a fare uno spuntino nell’abitacolo o in piedi accanto all’automobile parcheggiata! Anche un altro criterio di paragone, i servizi igienici (coefficiente 25%) presentano
grossi scarti di valutazione. Ne sono state valutate le tariffe, la pulizia, la presenza di fasciatoi. Se per questa categoria la stazione di servizio ticinese di Coldrerio può vantarsi della nota massima, quelle di Agogna e di Saint Vincent-Châtillon in Italia ottengono solo un «sufficiente». Le due aree di servizio italiane denotano qualche difetto: assenza di fasciatoi,
Test comparativo delle aree di servizio 2016 Svizzera
Autostrada
Francia
Italia
40 km
Coldrerio
La Côte
Relais del San Bernardo
Bonneville Fontanelles
Valleiry
Agogna
Lario
Saint VincentChâtillon
Verbano
A2
A1
A9
A40
A40
A26
A9
A5
A8/A26
A41
Besançon
Circolazione & parcheggio
47%
53%
56%
35%
65%
53%
53%
47%
44%
44%
Ristorazione & picnic
87%
80%
93%
64%
87%
93%
22%
54%
30%
22%
Animazione & svago
56%
92%
100%
44%
64%
83%
50%
44%
50%
50%
Acquisti
100%
100%
100%
86%
100%
86%
100%
100%
100%
100%
Ginevra
Servizi igienici
100%
83%
89%
78%
78%
89%
56%
72%
56%
89%
A40
Valutazione globale
★★★★☆
★★★★☆
★★★★★
★★★☆☆
★★★★☆
★★★★☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
molto buono
buono
20 touring | luglio 2016
sufficiente
insufficiente
molto insufficiente
★☆☆☆☆ ★★☆☆☆ ★★★☆☆ ★★★★☆ ★★★★★
non consigliato consigliato con riserva consigliato molto consigliato eccellente
A41
FRAN
MOBILITÀ
Qualche infrastruttura valutata nel test
Un’area di picnic allestita all’esterno. Un sogno!
FOTO CHRISTOPH PAPSCH/VARIO IMAGES (1), TCS, CARTA KEYSTONE
Il sentiero per i pedoni garantisce sicurezza sul parcheggio.
carta igienica a terra e pavimento bagnato. Immaginiamo dunque i genitori che cambiano il loro neonato sul sedile posteriore dell’auto… Un esercizio scomodo, tanto più se l’abitacolo è sovraccarico o se la pioggia complica ulteriormente la situazione. Per quanto riguarda la circolazione e il parcheggio (20%), la maggior parte delle aree di
Zurigo
n Berna
Lucerna
Svaghi e acquisti
SVIZZERA
A1 A9
A2 A40
A5
CIA
A26
A8 A9
ITALIA
servizio testate sono messe male. Non possiedono un camminamento continuo per i pedoni attraverso il parcheggio o dispongono di posteggi stretti. L’accesso alle persone a mobilità ridotta non è garantito o lo è solo parzialmente. E la sicurezza dei pedoni è trascurata. Su questo punto, l’autogrill di Fontanelles in Francia si distingue proponendo un sentiero ininterrotto attraverso il parcheggio così come un posteggio con relativa colonnina di servizio per camper e roulotte. Ottiene perciò la nota «buono».
Milano
Per Thomas e tutti i bambini come lui che si trovano per ore bloccati in auto è fondamentale poter sgambettare da qualche parte prima di rimettersi in viaggio. Nel bilancio del test, il criterio «animazione e svago» conta per il 20%. Vi sono valutate
la presenza e la posizione delle aree da gioco, le informazioni turistiche a disposizione come pure la connessione WiFi. Le infrastrutture svizzere di La Côte e Relais del San Bernardo, così come quella di Valleiry in Francia si distinguono con la menzione «molto buono». Ultimo criterio considerato, la possibilità di fare acquisti (15%), è giudicata ovunque molto buona. Tutti gli autogrill valutati nelle tre Nazioni propongono una scelta variegata di prodotti e specialità regionali. Nel complesso, le nove aree di servizio autostradali valutate nel test comparativo del TCS ottengono tutte la valutazione «consigliato» oppure «molto consigliato». Ad eccezione di quella Relais del San Bernardo che ottiene addirittura un «eccellente», ossia il non plus ultra. •
Speciale per camper Un’offerta che non è disponibile ovunque.
Fasciatoio Dove cambiare il bimbo se non vi è questo pratico angolo?
Ricaricare l’auto elettrica è possibile su due delle aree valutate.
luglio 2016 | touring
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Sono ancora in grado di guidare? I nuovi requisiti medici minimi imposti al conducente entrano in vigore in luglio. Un adeguamento che solleva interrogativi tra le persone anziane. Qualche spiegazione si impone. TESTO ALINE BEAUD
L
a demenza: un termine contro verso che fa la sua apparizione nella lista degli accertamenti medici prescritti per i conducenti che entra in vigore ad inizio luglio. Oltre all’acutezza visiva, al campo visivo (120 gradi) e all’udito (più esigenze), l’adeguamento delle capacità di guida minime da soddisfare dagli automobi listi non professionali riguarda anche i disturbi delle funzioni cerebrali di ori gine organica (demenza). Questo con cetto suscita dubbi tra gli anziani, come ad esempio Hansueli Bleiker, 87 anni, già esperto di guida e fondatore di un centro di consulenza per conducenti anziani a Morschach (SZ). Secondo lui,
il nuovo provvedimento causerebbe un aumento dei test cognitivi, che – tramite delle domande – determinano se una persona è affetta da demenza o no. «Le persone anziane rimangono desta bilizzate da questo tipo di valutazioni e trovano certe domande troppo astratte – precisa l’esperto. La maggior parte degli anziani preferisce sottoporsi ad un test di guida, che permetta di valu tare direttamente le capacità pratiche sulla strada». L’anno scorso sono stati effettuati circa 300 controlli di idoneità alla guida nel Canton Zurigo in seguito ad una decisione del medico, contro una quarantina a Ginevra e 140 a Berna.
Guido Bielmann, portavoce dell’Ufficio federale delle strade, spiega il senso di queste modifiche: «Noi non desideriamo limitare la mobilità degli anziani, ma piuttosto adeguarla alle rispettive capa cità». Al riguardo cita anche le restri zioni alla guida, che risultano meno limitanti di un ritiro della licenza di con durre. Ad esempio quando ad un condu
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luglio 2016 | touring
22
MOBILITÀ scapito delle corse di prova, si limita a rispondere che si devono attendere le statistiche. Una cosa è certa, a partire dal primo luglio, i medici che valutano gli anziani dovranno seguire una formazione specifica e, in caso di dubbio, dovranno rivolgersi ad uno specialista per un’analisi piÚ approfondita.
Rimettersi in questione
FOTOLIA
Quando abbandonare il volante? Una questione sensibile per gli anziani.
cente si chiede di optare per un veicolo automatico o di guidare solo di giorno. Inoltre, Guido Bielmann afferma che i medici potranno sempre disporre una corsa su strada in caso di dubbio. Unica condizione, dovranno accompagnare il loro paziente durante la prova pratica. Per quanto riguarda la questione se il numero dei test cognitivi aumenterĂ a
Sono ipotizzabili delle soluzioni alternative, continua Guido Bielmann. Se una persona anziana non se la sente piÚ di andare in macchina, potrà sempre consegnare la licenza di condurre di sua spontanea volontà . A Zurigo lo scorso anno sono stati 4917 che l’hanno fatto (di cui la maggioranza anziani), contro 1000–1500 a Ginevra e 4829 a Berna. In Svizzera la maggior parte dei conducenti consegna la patente su base volontaria. Rinunciare alla patente di guida non significa mettere una croce sulla propria mobilità . Esistono altre opzioni, come i trasporti pubblici, i taxi o i servizi di trasporto della Croce Rossa, spiega Guido Bielmann. Gli anziani che desiderano rinfrescare le proprie conoscenze hanno anche la possibilità di seguire un
UN CONTROLLO MEDICO OGNI DUE ANNI Gli automobilisti devono sottoporsi a un esame medico ogni due anni, a partire dal compimento dei 70 anni. In Svizzera, 550 000 automobilisti sono colpiti da questa misura, stando all’Ufficio prevenzione infortuni. Attualmente sono in corso discussioni per aumentare l’età minima degli esami medici a 75 anni.
corso di guida del TCS rivolto agli ultra sessantenni. Possono anche smettere spontaneamente di guidare durante le ore di punta o sulle strade molto frequentate. Tocca a ognuno rimettere in discussione la propria capacità di guida. Da parte sua, Hansueli Bleiker non è pronto ad abbandonare il volante: Il medico mi ha appena dato luce verde, dice prima di aggiungere pensieroso: Chissà se un giorno dovrò dire addio per sempre all’auto?. • Per i soci del TCS
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Pulizia perfetta in 8 mosse Polvere, capelli, macchie: in auto si accumula tanta sporcizia. La pulizia regolare dell’abitacolo è quindi un aspetto importante della cura dell’auto. Ci siamo rivolti ad esperti e ora sappiamo tutto quello che si deve fare, oltre a passare l’aspirapolvere. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
P
1 Aspirapolvere Il primo passo è il più impegnativo. Il passaggio accurato dell’aspirapolvere su sedili, pavimento e bagagliaio necessita di molto tempo. Dopodiché, secondo gli esperti, l’auto risulta pulita solo al 20–30 percento. Perciò l’aspirapolvere non dovrebbe essere già riposto nell’armadio, perché ce ne sarà ancora bisogno più tardi. Importante: dapprima rimuovere tutti i tappetini e gli oggetti sciolti.
Aria compressa Si possono spolverare facilmente con l’aria compressa le bocchette dell’aria, i pulsanti e gli angoli difficilmente raggiungibili. Le persone allergiche o sensibili alla polvere dovrebbero spolverare regolarmente la loro auto con l’aria compressa.
er la maggioranza, la cura dell’abitacolo dell’auto finisce con l’aspirapolvere. Benché a prima vista abbia l’aria di essere pulito «ha poco a che vedere con una pulizia a fondo», precisa Arben Islami. Il comproprietario della «A Pilatus Reinigungen und Autopflege GmbH» sa bene di cosa parla. Da sei anni dirige questa impresa della Svizzera centrale che si occupa della cura delle automobili e da 13 è un professionista delle pulizie. Gli abbiamo chiesto di mostrarci come si effettua una pulizia professionale dell’abitacolo e l’abbiamo osservato al lavoro assieme alla sua squadra.
Pulita come un’auto nuova Per un’automobile compatta mediamente sporca, gli «uomini delle pulizie» hanno bisogno da tre a quattro ore di
lavoro. Al primo colpo sembra un tempo molto lungo, ma corrisponde realmente all’impegno necessario per una pulizia completa dell’abitacolo. L’auto verrà pulita da cima a fondo in otto tappe: dall’aspirapolvere allo shampoo per finire con uno spruzzo di profumo. Alla fine il risultato rispecchia gli sforzi: un abitacolo pulito quanto quello di un’auto nuova di zecca. Una ripulitura del genere costa tra 250 e 500 franchi. Arben Islami consiglia di pulire personalmente la propria vettura ogni due settimane, passando l’aspirapolvere, lavando i vetri e strofinando un panno in microfibra sul telaio. Una volta all’anno si consiglia una pulizia professionale, per eliminare le macchie ostinate, i granelli di polvere e i capelli o peli di animale. Con una pulizia del genere, le auto dei fumatori o i veicoli in cui viaggiano anche animali, vengono letteralmente rigenerate. Ad esempio, tramite uno speciale trattamento all’ozono l’auto può essere liberata dallo sgradevole tanfo di sigaretta. •
Fare lo shampoo Sui sedili e sul pavimento si accumulano batteri, polvere e sporco, che neppure l’aspirapolvere più potente riesce a rimuovere. Si possono però eliminare con uno shampoo. Attenzione: non fare lo shampoo alle parti in pelle!
3 Telaio e intercapedini Per pulire il cruscotto, le scanalature delle porte e altri spazi intermedi basta un comune detergente universale. Importante: usare un panno in microfibra. Non è solo più igienico, ma protegge anche i materiali.
2 26 touring | luglio 2016
4
MOBILITÀ
CONSIGLI DELL’ESPERTO Cosa si può fare contro i peli dei cani? Con un aspirapolvere potente e un’apposita spazzola si riesce a rimuovere la maggior parte dei peli. Si consiglia, però, di passare dal professionista se si vuole una pulizia completa. È una cosa cui gli allergici dovrebbero prestare molta
attenzione quando comprano un’occasione. A quali macchie si dovrebbe reagire subito? Le macchie di latte e di vomito sono molto difficili da togliere se seccano.
Arben Islami, comproprietario A Pilatus Reinigungen und Autopflege GmbH.
Quali sono gli errori da evitare assolutamente durante le pulizie? Spesso si usa il detergente concentrato non
diluito. Potrebbe provocare danni permanenti. Inoltre, la pelle dovrebbe essere trattata solo con prodotti adatti. Cosa occorre per pulire da sé l’interno dell’auto? Aspirapolvere, detergente universale e uno per vetri, carta casa e panno di microfibra. Ad esempio, sono buoni i prodotti delle marche Riwax, Sonax e Maxolen.
Pulire i vetri Il professionista consiglia di usare un detergente per vetri con alcool. Asciuga prima e non lascia aloni sgradevoli. Per inciso: il vecchio contrassegno autostradale si può rimuovere senza problemi con un po’ di detergente per vetri e una lametta.
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8
Tornador Il professionista ama questo apparecchio. Il Tornador è una specie di pistola pulitrice a testina rotante, che combina aria pressurizzata e detergente. In questo modo si può pulire con efficacia l’interno delle porte e i tappetini. Una buona alternativa tra l’aspirapolvere e lo shampoo.
Deodorante Alla fine ritorna in servizio l’aspirapolvere. Bisogna semplicemente passarlo un’altra volta nell’abitacolo. Come tocco finale si può dare una spruzzata di deodorante per l’auto sui tappeti e i sedili. Adesso l’interno non solo sembra nuovo di zecca, ma profuma anche come nuovo.
7 6 Tappetini I tappeti vanno tolti subito all’inizio e puliti solamente all’esterno dell’auto. Con l’aspirapolvere e lo shampoo si può rimuovere tutto lo sporco. Con il Tornador si fa un po’ più veloce e si ottiene la stessa efficacia. Interno Chi vuole davvero valorizzare la propria auto, ne cura anche l’interno.
luglio 2016 | touring
27
MOBILITÀ
Passa al garage... con il motore EA189 Buone notizie per i clienti VW. Il TCS ha testato il motore diesel EA189 prima e dopo le correzioni. Conclusione: i proprietari di un motore di questo tipo non devono aver paura di passare in officina a fare le necessarie modifiche. TESTO DINO NODARI
C
hi sotto il cofano della sua automobile ha un motore diesel EA189 del Gruppo VW finora sapeva soltanto che questo modello monta un software truccato e che perciò, prima o poi, dovrà passare in garage. Negli ultimi mesi si è speculato molto su ciò che queste correzioni comportano per i clienti. In particolare si è parlato di un maggiore consumo di carburante. Adesso, i primi test comparativi dimostrano che questi timori sono infondati. Con l’appoggio della FIA e assieme ai club partner tedesco (ADAC) e austriaco (ÖAMTC), il TCS ha sottoposto alcuni veicoli del genere ad un esame, prima e dopo le modifiche.
Benefici ambientali Secondo gli esperti, dopo le prove su strada tutti e quattro i veicoli in questione funzionano ancora in modo silenzioso e sviluppano la stessa potenza di prima. Anche il banco di prova ha indicato le stesse prestazioni che offrivano prima. Nessuno, poi, è rimasto sorpreso dal fatto che le prescrizioni sui gas di scarico (Euro 5) siano rispettate. Prima ci pensava il software manipolato e dopo le correzioni era ovvio che tali norme venissero rispettate. Infatti, il nuovo software ha ricevuto il nullaosta dalle autorità dell’UE competenti per le omologazioni. 28 touring | luglio 2016
EA189 Le auto con questo motore devono tornare in garage.
Importanti per l’ambiente sono, però, anche le emissioni di ossidi di azoto (NOx), che non sono contemplate nella serie di misurazioni obbligatorie per legge. Su di esse l’aggiornamento del software ha avuto un effetto positivo. Infatti, con il nuovo sistema informatico le emissioni di NOx sono scese del 12 percento sull’Audi e addirittura fino al 36 percento sulla Golf.
Consumo Dopo la sostituzione del software, la Golf non ha registrato un significativo aumento dei consumi (più 0,15 litri su 100 chilometri). Mentre sull’Audi non si
MAGGIOR CONSUMO Uno spiacevole aspetto collaterale riscontrato: rispetto ai dati di fabbrica, l’Audi A4 testata dal TCS registra un maggior consumo di 0,7 litri sui 100 chilometri, sia prima che dopo la correzione del software. Secondo l’accordo in vigore tra Auto Suisse (l’associazione che raggruppa gli importatori svizzeri) e il TCS, nel caso di uno scarto pari o superiore a 0,6 litri all’importatore viene data l’opportunità di dimostrare l’esattezza dei dati. Se questi non vengono dimostrati, le informazioni sui consumi dovranno essere corrette.
è addirittura verificato alcun aumento. In conclusione, il nuovo software offre ai consumatori una minore emissione di NOx a parità di consumo e prestazioni di guida. Perciò il TCS consiglia di non aver paura a passare in garage. •
FOTO ALD
Negli ultimi due mesi sono state testate tre Audi A4 Avant 2.0 TDI e una VW Golf con cambio manuale. Sul banco di prova sono state effettuate le misurazioni delle emissioni, dei consumi e della potenza. Alcune prove sono state svolte anche sulla strada, specie per quel che riguarda la dinamica di guida. Nel frattempo, il software truccato oggetto dello scandalo è stato rimosso dai concessionari ufficiali delle marche Audi e Volkswagen e l’elettronica del motore è stata corretta.
L’ESPERTO TCS
Occhio alle occasioni Il prezzo è attrattivo e dall’esterno l’automobile sembra in ordine. Ma che ne è della garanzia all’acquisto di una vettura d’occasione? Il venditore può escludere da questa garanzia i difetti nascosti? TESTO RAPHAËL SCHILT
V
orrei acquistare una SUV che ha 8 anni e che esternamente si presenta in buono stato. Ciò che mi rende sospettoso è il fatto che il venditore vuole escludere dalla garanzia anche i difetti nascosti. È ammissibile?
L’acquisto alla cieca di un veicolo di occasione è questione di fiducia. Solo chi conosce bene il commerciante o il privato e sa che si tratta di una persona affidabile e degna di fiducia, dovrebbe acquistare un’occasione senza ulteriori approfondimenti. In tutti gli altri casi vale il detto «fidarsi è bene, non fidarsi è meglio».
RAPHAËL SCHILT Funzione: giurista della protezione giuridica e responsabile del gruppo esperto «circolazione stradale, responsabilità civile e assicurazioni» Romandia Professione: avvocato Età: 31 anni
Va sul sicuro, almeno per un certo periodo, chi acquista un’auto con una garanzia totale. In questo caso ad esempio il garagista si fa garante per qualsiasi difetto per la durata di un anno. È spesso il caso per le occasioni costose. In generale tuttavia il garage offre una garanzia unicamente per specifici difetti o pezzi e ciò per un tempo determinato – spesso tre mesi – o un certo numero di chilometri. In nessun caso si tratta di condizioni legali, poiché la durata minima della garan-
zia dev’essere di almeno un anno, a meno che non venga esclusa in modo esplicito e generale. Recentemente tale ultima prassi è frequente per i casi di veicoli d’occasione molto vecchi, che hanno una storia spesso non del tutto conosciuta. Per essere valida, il relativo accordo tra le parti deve essere chiaro e univoco e recitare ad esempio: «si esclude qualsiasi garanzia» oppure «senza garanzia per eventuali difetti». In tal caso, fondamentalmente, anche i difetti nascosti non sono coperti dalla garanzia. Anche in questi casi, tuttavia, il venditore non è completamente al riparo da responsabilità, ad esempio nel caso in cui il compratore si trovi confrontato con difetti che ragionevolmente non poteva prevedere, ad esempio un difetto ai freni dopo pochi chilometri percorsi o quando il venditore lo ha ingannato in modo fraudolento, presentandogli il veicolo come non incidentato, quando lo era. O ancora
se viene comunicato un numero di chilometri errato. Tuttavia è spesso molto difficile dimostrare che l’inganno è stato volontario. La clausola «venduto nello stato di fatto», secondo gli esperti esclude unicamente la garanzia sui difetti che era possibile costatare durante l’ispezione visiva e il giro di prova, ad esempio pneumatici lisci, ruggine visibile o piccole ammaccature. Tale clausola non libera invece il venditore dalla responsabilità riguardo a difetti nascosti, in particolare quelli che per l’acquirente non sono suscettibili di essere costatati durante una pur accurata ispezione del veicolo. ◆
CONSIGLI
1
Controllare nel libretto dei servizi che i lavori di manutenzione prescritti siano stati fatti.
2
Contratto di compravendita: verificare se nell’offerta di vendita sono incluse anche le rassicurazioni fatte verbalmente.
3
Quando è stato fatto l’ultimo collaudo? Attenzione: uno recente non garantisce l’assenza di lacune.
4
Prima dell’acquisto effettuare un giro di prova di almeno mezz’ora nell’abitato, fuori città e in autostrada.
ALD
Auto d’occasione Quale parte della garanzia può essere esclusa dal venditore?
luglio 2016 | touring
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SUZUKI BALENO 1.2 SHVS COMPACT TOP
Brillante compatta
sbarazzina La Suzuki Baleno ha un aspetto gradevole. Questa piccola ibrida dotata di vari sistemi di assistenza esprime buone prestazioni, una discreta spaziositĂ e grazie alla costruzione leggera, consumi ridotti. TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER
E4 cilindri, 1,2 l benzina, 90 CV W4,9 l/100 km (consumo durante il test), etichetta energia B Vautonomia: 698 km kpeso: 1015 kg (auto del test) P12,9 s da 0 a 100 km/h L21 990 fr.
30 touring | luglio 2016
TECNICA
Rapporto prezzo-prestazioni al top
Sterzo poco comunicativo
Ricco equipaggiamento
Rumorosità in autostrada
Consumi ridotti
Bordo di carico alto
Sistema multimediale intuitivo
Regolazione dei sedili
Buona scelta del motore
Spazio per la testa dietro
Peso ridotto
Abitacolo con tanta plastica
P
uò tranquillamente essere definita una vettura sbarazzina, frizzante ed economica. Stiamo parlando della nuova versione della Suzuki Baleno. Il modello testato (Baleno 1.2 SHVS Compact Top) viene assemblato in India e non presenta stravaganze, perché le sue doti si trovano tutte sotto la carrozzeria. Là sotto infatti troviamo parecchia tecnologia e un abitacolo sorprendentemente spazioso. Un colpo brillante da parte di Suzuki, che non passerà certo inosservato dalla concorrenza. L’elegante compatta è lunga appena 4 metri e larga 1,7 metri. In pratica è sola-
SCHEDA TECNICA VEICOLO TESTATO Suzuki Baleno 1.2: 5 porte, 5 posti; 21 990 fr. (auto del test: 22 580 fr.) Gamma: dalla Unico 1,2 l, 90 CV (17 990 fr.) alla Sergio Cellano Top automatica, 111 CV (22 490 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (590 fr.), sensori per la pioggia (390 fr.), dispositivo di traino (1200 fr.) Garanzia: 3 anni di fabbrica/ 100 000 km, 3 anni mobilità; antiruggine: 12 anni (con condizioni) Importatore: Suzuki Automobile Schweiz AG, Emil Frey Strasse, 5745 Safenwil, www.suzuki.ch
Il cockpit fornisce ordine e visibilità ai necessari strumenti.
mente un paio di centimetri più corta di altre city-car. Con queste misure si potrebbe pensare che per i passeggeri ci sarà da stringersi, ma non è così. Sia davanti sia dietro lo spazio per le gambe è buono, meno generoso quello per la testa di chi si accomoda sui sedili posteriori. In fatto di spaziosità la «piccola» auto esce quindi alla grande. Il bagagliaio di 355 l è adeguato alla categoria. Sebbene il volume arrivi a 1085 litri con i sedili abbassati, le operazioni di carico risultano piuttosto disagevoli a causa del bordo alto.
DATI TECNICI
La Baleno offre sufficiente spazio ai campeggiatori per le loro uscite.
Motore: 4 cilindri, 1,2 l benzina, 90 CV + generatore d’avviamento con 50 Nm; cambio manuale a 5 marce, trazione anteriore Peso: 1015 kg (auto del test), totale ammissibile 1405 kg, carico rimorchiabile 1000 kg
La cinque porte non si distingue certo per gli accessori o gli elementi decorativi alla moda. Tuttavia merita un apprezzamento la strumentazione in tonalità blu. Vi spicca un piccolo display a colori che indica tanto la forza g quanto la potenza richiesta. Lo schermo tat- → luglio 2016 | touring
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tile del sistema multimediale si comanda intuitivamente e anche la connessione con lo smartphone funziona senza problemi. Nel cockpit tutto è al suo posto e si trova facilmente. Anche se è dominato dalla plastica dura, l’abitacolo è ben rifinito.
Consumi ridotti Nonostante il nome, la Baleno con i suoi 90 CV del motore 1,2 l benzina non è certamente un fulmine. Ma attenzione, il sistema ibrido chiamato SHVS contribuisce nell’accelerazione e grazie al peso ridotto di soli 1015 kg, la piccola vettura se la cava con dignità. Il motore 4 cilindri gira in modo davvero discreto. Inoltre, il sistema ibrido sfrutta un cosiddetto Integrated Starter Generator, che sostiene il motore a combustione e recupera l’energia prodotta in frenata. In questo modo in partenza ed accelerazione sono garantiti 50 Nm supplementari di spinta. Un contributo significativo al basso valore dei consumi di 4,9 l per 100 km rilevati. Anche nel traffico urbano il sistema propulsivo rivela i suoi vantaggi, dal momento che il conducente cambia marcia prima e viaggia in
Il benzina 1,2 l riceve appoggio dal motore elettrico in fase d’avvio e d’accelerazione.
Tra gli strumenti principali un piccolo display fornisce al conducente dati aggiuntivi.
modo più economico. Il motore, come detto, gira bene, ma in salita richiede di passare rapidamente al rapporto inferiore. A bordo della Suzuki Baleno si viaggia su un telaio rigido e anche i sedili poco imbottiti non offrono uno spiccato comfort di marcia nelle lunghe trasferte. Per sua natura, la piccola e maneggevole compatta ha i suoi punti di forza ovvi nel traffico urbano e sui percorsi sinuosi. In queste situazioni, nonostante uno sterzo non proprio preciso, la city-car regala un buon divertimento di guida.
tore automatico e i sedili riscaldati. Per quanto riguarda i sistemi di assistenza da notare tra gli altri il regolatore adattivo, l’allarme anticollisione con frenata d’emergenza oltre alla telecamera di retromarcia. La Suzuki inoltre è ben equipaggiata anche in materia di sicurezza. Unico neo i freni che potrebbero avere più mordente, considerando lo spazio d’arresto fatto registrare di quasi 40 metri da 100 km orari.
Quasi una all-inclusive In fatto di dotazione di serie Suzuki alza l’asticella del segmento compatto. In tema di comfort troviamo il climatizza-
Forte di questa dotazione, Suzuki porta sul mercato un’auto compatta dal rapporto prezzo-prestazioni davvero buono. Per poco più di 20 000 franchi si acquista un’auto super equipaggiata, che saprà tenere egregiamente il passo con la concorrenza. ◆ La carrozzeria non segue i canoni classici.
FELIX MAURHOFER COLLAUDATORE A mio parere la nuova Baleno è una compatta ben riuscita. Di aspetto gradevole, convince con un equipaggiamento tecnologico funzionale. Un buon prodotto a prezzo ridotto. 80%
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TECNICA
8
8 10 6–
cm
92 cm
68
–8
3c
m
146 cm
101 cm
passo 252 cm lunghezza 399,5 cm larghezza 174,5 cm
Lo spazio per le gambe è davvero tanto per chi viaggia sui sedili dietro.
L’alta soglia di carico del bagagliaio non rende pratiche le operazioni di stivaggio.
larghezza interna: ant. 144 cm, post. 140 cm bagagliaio: 355–1085 litri pneumatici: 185/55 R15, min. 175/65 R15
DINAMICA DI COMPORTAMENTO
COSTI D’ESERCIZIO
Accelerazioni (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in 4a) 80–120 km/h (in 4a) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 61 dBA 120 km/h: 70 dBA
km/anno ct./km
CARROZZERIA Il design della Suzuki Baleno esprime stile e maturità. Un’impressione replicata dagli interni. Lo spazio davanti è buono, dietro passeggeri più alti di 1,80 m potrebbero avere qualche problema. La visibilità posteriore è limitata dalle misure ridotte del lunotto.
CONSUMO AL BANCO DI PROVA
ABITACOLO Gli interni sono spartani, ma grazie all’illuminazione blu, il cockpit risulta vivace. Cattura l’occhio il display con navigatore e sistema multimediale di serie. Nell’abitacolo si ha una sensazione di minimalismo, ma anche di gradevolezza.
CHECK-UP TCS 12,9 s 8,9 s 10 s 10,8 m 39,9 m
TCS MoBe: Reto Blättler
fr./mese fissi variabili 15 000 52 420.– 227.– 30 000 35 420.– 454.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Suzuki: 80–168 fr.
(ciclo UE 80/1268) urbano extra urb. misto COSTI DEI SERVIZI TCS n. m. n. m. n. m. Nessun servizio gratuito fabbrica 4,7 3,6 4,0 94 g/km Manutenzione ora mano d’opera Emissioni di CO2: (km/mese) (fr.) 1 Media svizzera di CO2 2015: 139 g/km B 20 000/12 1,3 273.– etichetta energia (A–G): 40 000/24 1,4 376.– CONSUMO DEL TEST Manutenzione per 180 000 km con 15 000 km/anno 18 4431.– 4,9 l/100 km autonomia 698 km 1
serbatoio: 37 litri
incl. materiale
Tabella comparativa La Suzuki Baleno sottoposta al nostro test si distingue per i suoi consumi ridotti oltre che per la buona dotazione di serie.
Suzuki Baleno 1.2 ibrida
Mazda 2 1.5 Revolution
Prezzo (fr.)
21 990.–
24 250.–
Cilindrata (cc)
1242
1496
Potenza (kW/CV)
66/90
85/115
Coppia massima (Nm/giri min)
120/4400
148/4000
Consumo (l/100 km)
4,0 B
4,81 C2
Volume del bagagliaio min./max. (l)
355/1085 (VDA)
255/887 (VDA)
Costi al chilometro (fr./km)
0,52
0,56
Costi di manutenzione4
4430.–
4413.–
7/2016
5/2015
1
3
Test «Touring» 3
PREZZO-PRESTAZIONI La Baleno presenta un ottimo rapporto prezzo-prestazioni. I costi dei servizi, i consumi ridotti così come il deprezzamento limitato fanno buona impressione. COMPORTAMENTO Lo sterzo poco diretto è molle. Inoltre il telaio è tarato in modo abbastanza rigido, il che conferisce alla vettura un buon comportamento stradale ma penalizza il comfort.
Il video del test
1
COMFORT La Suzuki ha qualcosa da offrire anche in termini di equipaggiamento: monta di serie climatizzatore automatico, regolatore di velocità e sedili riscaldati.
2
2
dati secondo l’importatore efficienza energetica secondo l’importatore su 15 000 km/anno 4 su 180 000 km (15 000 km/anno)
COLLABORAZIONE: luogo: campeggio TCS Eymatt presso Berna
MOTORE E TRASMISSIONE Il motore benzina da 1,2 l si trova a suo agio grazie ai 90 CV e accelera da 0 a 100 km/h in 12,9 secondi. Il cambio a 5 marce ben distribuite ha innesti facili e precisi. CONSUMO Grazie al motore a benzina ben commisurato assistito dalla tecnologia ibrida, la Baleno fa registrare consumi davvero ridotti. Vi contribuisce il peso a vuoto di appena 1015 kg. SICUREZZA Sono di serie tra gli altri il regolatore adattivo, l’allerta anticollisione con frenata d’emergenza e la telecamera per la retromarcia, utile in manovra. Lo spazio d’arresto da 0 a 100 km/h di circa 40 metri è piuttosto lungo e non più al passo con i tempi. I fari allo xeno offrono una buona visione. luglio 2016 | touring
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Quattro autovetture
a regime 95 g
Acquistare un’automobile le cui emissioni di CO2 non superano i 95 g/km: ecco un gesto di civiltà. Ma queste lodevoli intenzioni sono ricompensate nella quotidianità? Un test del TCS che esaminava quattro city-car ha fornito risultati promettenti. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
L’
affidabilità dei dati dei consumi indicati dai costruttori è spesso messa in dubbio. Per fare un po’ di chiarezza su questa tematica che regolarmente gode degli onori della cronaca, il TCS ha svolto un test comparativo di quattro city-car con emissioni inferiori a 95 g/km di CO2 e alimentate da diversi vettori energetici. Il test metteva a confronto una Fiat Panda a gas naturale, una Renault ZOE elettrica, una Mitsubishi Space Star a benzina e una Peugeot 208 diesel. Di prezzo inferiore ai 25 mila franchi, questi modelli
34 touring | luglio 2016
sono stati sottoposti al test TCS classico, mentre i consumi e le emissioni sono stati misurati nell’ambito di un percorso specifico.
Estrema frugalità Questo percorso (detto ECO TCS), che riproduceva condizioni simili a quelle del ciclo di omologazione di fabbrica, è stato compiuto in fila indiana dalle quattro vetture. Uno strano convoglio che ha sortito risultati non meno sorprendenti: i valori misurati si sono rivelati inferiori al ciclo «misto» di fabbrica. In testa, troviamo la Renault ZOE elettrica che non emette
un solo grammo di CO2 nella circolazione. È seguita dalla Fiat Panda (64 g/km) che beneficia dell’aggiunta del 20% di biogas, considerato neutro in fatto di CO2. Terza, la Peugeot 208 diesel con 2,7 l/100 km (71 g/km di CO2). Ultima, la Mitsubishi Space Star si è accontentata di 3,8 l/100 km di benzina, ossia 0,3 l in meno del dato di fabbrica. Comunque un eccellente risultato. Questi risultati brillanti sono da relativizzare precisando che possono essere raggiunti soltanto in condizioni ottimali (tracciato, meteo, traffico). Nel quotidiano, bisogna piuttosto cal-
colare un maggior consumo dell’ordine del 10–20%. La classifica s’inverte in fatto di spese di consumo: la Renault ZOE registra i costi energetici più elevati essendo gravata dal noleggio delle batterie. Questo nonostante la modica fattura per l’elettricità.
Le fonti del CO2
Oltre alle emissioni vere e proprio, la valutazione della disciplina del CO2 tiene conto delle emissioni di questo gas a effetto serra nella fase di produzione del carburante e del veicolo. In Svizzera, que-
TECNICA
Pronti, partenza, via! Si va alla caccia del CO2 valutando le emissioni dei diversi veicoli.
sto corrisponde a 82 g per kWh di elettricità. Per le energie fossili, il gas naturale (11% di CO2 per litro ottenuto) è meno inquinante della benzina (35%). La produzione del veicolo dell’elettrica Renault Zoe è quasi il doppio rispetto alla Mitsubishi Space Star in termini di dispendio di energia. Nel bilancio CO2 finale la Renault elettrica domina sempre le sue concorrenti alimentate con carburanti fossili, ma in maniera meno smaccata.
Piacere di guida Questo test di quattro city-car aveva anche una parte ludica. La disciplina del piacere di guida è stata vinta dalla Peugeot 208 la cui maggior potenza e il comportamento equilibrato hanno convinto i collaudatori. Quanto alla vittoria finale per il complesso delle disci-
Partenza per 25 km Percorso in convoglio.
Per finire Auto tutte molto frugali.
CO 2 RIBASSATO «CO2ribassato» è il nome della campagna di SvizzeraEnergia volta a promuovere i veicoli a basso consumo energetico. Tutte le auto con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km e appartenenti alla classe di efficienza energetica A sono raggruppate sotto il criterio «CO2ribassato». Il sito internet presenta tutti questi modelli. www.co2ribassato.ch
pline, è andata alla Renault ZOE, nonostante la poca autonomia di circa 150 chilometri. Ciò detto, gli altri modelli non demeritano affatto. Come la Peugeot 208, la Mitsubishi Space Star è dotata di buone qualità stradali, mentre la Fiat Panda a gas naturale si è rivelata la più pratica. Nel suo caso, come per la Renault ZOE, rimane il problema di una rete di stazioni di rifornimento ancora limitata. ◆
Il video del test
Marca/ modello
Mitsubishi Space Star 1.2 Style automatica benzina
Fiat Panda 0.9 TAir Lounge gas naturale (GNC)
Renault ZOE R240 Intens elettrica
Peugeot 208 HDI 100 S&S Active diesel
Prezzo (fr.)
17 190.–
17 700.–
23 600.–
21 850.–
Test globale del veicolo
63%
59%
67%
65%
Piacere di guida
50%
50%
50%
91%
CO2 secondo percorso ECO TCS Produzione guida (g/km) 1
88,9
79,4
0,0
70,4
Produz. carburante (g/km) 2
31,1
8,7
9,6
19,7 27,1
Produzione veicolo (g/km) 3
22,2
27,7
40,5
CO2 globale (g/km)
142,2
115,8
53,5
117,2
Nota CO2 bilancio globale
74%
81%
96%
80%
Costi consumo (fr./100 km) secondo percorso ECO TCS
5.60
4.90
10.50
4.10
Valutazione globale
★★★★☆ (65%)
★★★★☆ (63%)
★★★★☆ (73%)
★★★★☆ (68%)
Vantaggi
Vasta rete di stazioni di benzina Prezzo-prestazioni Debole peso a vuoto Buona modularità Distanza di frenata
Abitacolo pratico ed accogliente Diametro di sterzata e visibilità periferica Autonomia (gas naturale e benzina)
Nessuna emissione diretta Comfort di guida Buona dotazione Bagagliaio voluminoso Tipo di riscaldamento
Vaste rete del diesel Comportamento equilibrato Comfort di guida Sostegno sedili Buone prestazioni
Inconvenienti
Abituarsi al cambio a variazione continua Accesso al bagagliaio Lacune nella tenuta dei sedili
Rete poco diffusa di stazioni di gas naturale Prestazioni Dotazione, anche per la sicurezza Sterzo
Numero ristretto di colonnine di ricarica Autonomia limitata Costi energetici (affitto batterie) Modularità
Scarsa dotazione Abitacolo con tanta plastica Abitabilità Leggibilità del contatore di velocità
1
con energia svizzera mista
2
secondo fattori di energia primaria UFE
3
su 15 000 km/anno (mobitool.ch)
luglio 2016 | touring
35
ALFA ROMEO GIULIA
L’attesa trazione posteriore Sia la mancanza del modello Giulia sia quello della trazione posteriore avevano lasciato un gran vuoto in seno a un’Alfa Romeo allo sbando. Promettenti, sia il ritorno alle origini sia il comportamento brillante.
dard hanno tre modalità di guida gestite tramite ghiera.
certa sofisticazione tecnologica, ad esempio nella ripartizione separata della coppia sulle ruote posteriori e nella gestione attiva della portanza ad alta velocità. È pur vero che può raggiungere i 307 km/h.
I motori sono di tipo più classico. Inizialmente, la Giulia sarà mossa da un 2,2 diesel in due varianti di potenza. Un filo ruvido a regimi bassi, questo motore è dotato di un allungo importante (fino a 450 Nm). Abbiamo apprezzato maggiormente il 2 l benzina turbo da 200 CV, che pur restando lineare, esprime una sonorità nel contempo discreta e rabbiosa. Ma la scintilla di follia della Giulia è incarnata dalla Quadrifoglio. Il suo V6 biturbo derivato da casa Ferrari eroga 510 CV di fuoco (da 0 a 100 km/h in 3,9 s). Tale modello che ricorre massicciamente all’architettura leggera, esprime anche una
Proposta in tre varianti d’equipaggiamento, la Giulia classica non è da meno. Corretta, la dotazione di base comprende allarmi anticollisione e per il mantenimento della corsia. L’allestimento interno resta nella media della categoria premium. Senza fronzoli, la plancia esprime linee armoniose. Da notare lo schermo dell’infotainment elegantemente inserito nella console centrale. Lo spazio dietro è nella norma del segmento. Soltanto il bagagliaio, non proprio pratico, stona un po’. Sul fronte dei prezzi, la Giulia si situa nella fascia inferiore del segmento, con 5 anni di manutenzione gratuita in aggiunta. •
TESTO MARC-OLIVIER HERREN
I
nterminabile, è durata trent’anni l’eclissi dall’ultima trazione posteriore, l’Alfa Romeo 75 apparsa nel 1985. Attesa come il messia, la berlina Giulia è investita dell’immane compito di rilanciare questa marca di gran tradizione ma in declino. E il men che si possa dire è che l’operazione parte su ottime basi. Era da tempo che un’Alfa Romeo non esprimeva tanta omogeneità. Niente di miracoloso. La casa del Biscione ha semplicemente riesumato le ricette che hanno generato la leggenda dell’auto sportiva all’italiana. Impiantato longitudinalmente, il motore muove le ruote posteriori. Un’architettura che si basa su una ripartizione più che ottimale delle masse. In linea con l’ultimo
grido tecnologico, il telaio ricorre a sospensioni anteriori a doppio braccio oscillante, completate da un asse di sterzo semi-virtuale, e a un asse posteriore a bracci multipli. Il tutto costruito in alluminio. La Giulia privilegia infatti i materiali leggeri, all’insegna dell’albero di trasmissione in fibra di carbonio.
Rigore e dolcezza Il risultato è tanto entusiasmante quanto inatteso: quest’auto ben piantata sulla carreggiata esprime un tocco stradale e un comfort di marcia sorprendenti per una vettura dal carattere sportivo. Impressionante vedere come assorba le irregolarità del fondo e i rumori esterni. Altra particolarità, lo sterzo è ultra diretto. Le versioni stan-
NLunghezza: 4,64 m; bagagliaio: 480 l Emotori: turbodiesel 150/180 CV, benzina 200/510 CV; consumo (misto): da 4,2 l/100 km, 109 g/km di CO Lda 41 550 a 87 000 fr. 2
36 touring | luglio 2016
FOTO ALD
Alfa Giulia Una linea classica e un telaio di alta tecnologia. Galleria d’immagini su Touring iPad.
TECNICA
«L’Alfa resterà ancorata in Italia» mere un grande dinamismo alla vettura, in particolare ad un modello come la Quadrifoglio. Non è solo una scelta, ma una necessità.
La Giulia segnerà finalmente il rilancio di Alfa Romeo?
Ovviamente lo speriamo. Di fatto, il coupé 4C ha dato il la a questa nuova era, spingendo certamente all’estremo i nostri valori di dinamismo. La Giulia invece rappresenta una prima pietra di una produzione su vasta scala.
La moda in tale segmento è però piuttosto per la trazione integrale…
Questa piattaforma può accogliere anche una trasmissione a trazione integrale. Del resto la introdurremo a fine anno. Prevediamo che le vendite della Giulia saranno ripartite in parti uguali tra trazione posteriore e 4×4. Ciò detto, il comportamento dell’auto è talmente equilibrato che non si percepisce alcun rischio al volante dei modelli mossi dalle sole ruote posteriori. Senza dimenticare l’apporto dei sistemi di assistenza alla guida. Di fatto, l’auto è il
Perché un ritorno alla trazione posteriore?
È la trazione originaria delle Alfa Romeo. Certo l’abbiamo lungamente tradita con la trazione anteriore, ma quando si è trattato di pensare ad una nuova partenza, una delle prime decisioni è stata quella di riappacificarci con la trazione posteriore. Questa tecnologia è irrinunciabile se vogliamo impri-
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Fabrizio Curci è responsabile della marca Alfa Romeo in Europa.
frutto di una perfetta sintonia tra un telaio di qualità e la tecnologia di bordo. Prossima tappa per Alfa Romeo, una SUV?
Sì e poggerà sulla stessa piattaforma della Giulia. Senza anticipare misure precise, è possibile immaginare quindi che avrà approssimativamente le stesse dimensioni. Si tratterà di una SUV molto sportiva. La sveleremo a fine
anno e la vendita seguirà ad inizio 2017. La SUV e la futura grande berlina faranno quindi crescere decisamente le vendite di Alfa Romeo?
Effettivamente la nostra pianificazione dei prodotti prevede vendite a livello di 400 mila unità entro il 2020. Preciso che la produzione si farà in Italia, paese dove la marca vuole restare ancorata. ◆
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TECNICA
VOLVO S90/V90
FOTO ALD
Mutazione di Volvo: fase II
NLunghezza: 4,94 m; bagagliaio: 500/560 l Ebenzina 254/320 CV, diesel 150/190/235 CV, plug-in 320+87 CV; consumo misto: da 4,9 l/100 km, 116 g/km CO Lda 50 300 a 96 500 fr.
La break V90 si distingue per la poppa cuneiforme. Da notare la calandra dalla forma concava.
2
La berlina e la station wagon Volvo S/V90 proseguono la rivoluzione di palazzo iniziata dall’imperiale SUV XC90. Due possenti modelli d’alta gamma pionieri in tema di sicurezza e motorizzazioni.
La berlina S90 con l’elegante coda.
TESTO MARC-OLIVIER HERREN
V
olvo si propone più che mai quale credibile alternativa ai potentati tedeschi d’alta gamma. Un’ambizione che la berlina S90 e la station wagon V90 concretizzano con argomenti di peso. Costruite sulla stessa piattaforma della XC90, queste auto lunghissime (quasi 5 m) ne condividono la fluidità e la sobrietà del design scandinavo ma anche l’innovativa dotazione per la sicurezza. Volvo intende restare leader in questo settore e lo dimostra: tutte le S/V90 sono dotate di sistema di sicurezza anticollisione che rileva pedoni, ciclisti e grossi animali. Inoltre, dispongono di un dispositivo che previene l’uscita di strada e un regolatore di velocità adattivo. Autoproclamata sacerdotessa della
guida autonoma, Volvo inaugura anche un assistente alla guida evoluto che funziona fino a 130 km/h senza che l’auto abbia bisogno di seguirne un’altra.
La legge del 4 cilindri Oltre alla motorizzazione plug-in (407 CV) ripresa dalla XC90, che annuncia un’autonomia di 45 km in modalità elettrica, la serie 90 propone varie astuzie relative ai motori, tutti 4 cilindri 2 l sovralimentati. Il motore diesel 235 CV della D5 frantuma i tempi di risposta del turbo usando un compressore elettrico. In un baleno (0,5 s), quest’ultimo inietta l’aria compressa che stimola l’entrata in funzione delle ventole del turbo. Nella pratica, il motore della D5, già dolce ed elastico, si rivela molto
reattivo fin dalla partenza, tanto da farci dimenticare l’assenza di un V6. Un po’ meno il caso per i motori a benzina, il cui funzionamento è comunque raffinato e tonico. All’insegna della T6 da 320 CV il cui turbo è spalleggiato da un compressore a regimi bassi e medi. Questi propulsori sono accoppiati a cambi automatici a 8 rapporti. Facendo ricorso con generosità all’alluminio, le S/V90 contengono bene le oscillazioni, nonostante la loro massa importante (da 1800 kg a vuoto). Si distinguono soprattutto per il loro comfort di marcia e l’insonorizzazione. Molto confortevoli, anche se il conducente, isolato dal mondo esterno, cercherà invano qualche sensazione.
Si accontenterà dell’ambiente accogliente dell’abitacolo dallo stile epurato, ma arricchito da vari inserti e decorazione in legno. I super sedili dagli schienali affinati contribuiscono ad accrescere l’impressionante spazio per le gambe dietro. Nella media del segmento, il bagagliaio ben rivestito della break è sufficientemente voluminoso e funzionale. Le S/V90 faranno la differenza grazie alla dotazione completa dalla versione Momentum. E l’infinità di optional sofisticati risponde alle attese dell’alta gamma. Idem per la manutenzione gratuita (10 anni/ 150 000 km). Promettente. • luglio 2016 | touring
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Al via la stagione
balneare… L’estate ha inizio, pronto il costume? Per meglio godersi l’acqua ci sono a disposizione molti oggetti utili, belli o originali. Come una tavola galleggiante per… lo yoga.
YOGA TRA LE ONDE Lo yoga è bello, altrettanto lo Stand up Paddling, ancora meglio è lo yoga sull’acqua. Lo rende possibile la tavola Yoga SUP Board con misura extra large. Conleys, 2249 fr. www.conleys.ch
IDEE JULIANE LUTZ
DONUT SENZA ZUCCHERO
BOMBE D’ACQUA A tutti piacciono le bombe d’acqua. Con la fabbrica di palloncini «Easymaxx» si possono produrre 88 bombe d’acqua in pochi secondi, senza… soffiare.
Questo esemplare di plastica gigante è allettante tanto quanto un vero donut. Ma senza calorie. Scommettiamo che il salvagente piace non solo ai bambini. Big Mouth Toys, 39.55 fr. www.enjyomedia.ch
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PROTEZIONE PER LA PELLE L’accessorio vitale nella borsa da spiaggia è la crema solare. Questa protezione con filtro minerale della linea Nuxe è ben tollerata dalla pelle sensibile. Nuxe, da ca. 23 fr. nei grandi magazzini
BATTELLO PER DUE Si può trasportare pure con i mezzi pubblici e si gonfia velocemente. Con il «Tramper» di Grabner si possono scoprire comodamente laghi e fiumi. Grabner, ca. 1767 fr. www.globepaddler.ch
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40 touring | luglio 2016
SACCHETTO CON… PINNA
I prodotti presentati non sono del TCS. Si vendono solo sui siti internet indicati o nei relativi negozi. I prezzi sono da considerarsi puramente indicativi, in quanto suscettibili di modifiche in qualsiasi momento.
I tradizionali sacchetti da spiaggia non gli bastavano. Così lo stilista Tilo Ahmels ha ideato questo sacchetto impermeabile carino a forma di pesce. Tilo Ahmels, 29.50 fr. www.tiloahmels.ch
GLI SFIZIOSI
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UNA PISCINA DA FAVOLA La sirenetta non si trova solamente a Copenaghen. Adesso, grazie al nuovo set speciale Mermaiding, ovunque nuotano numerose ondine. Ocean Pearls, 109 fr. www.galaxus.ch
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SVAGO CON IL PALLONE In acqua i bambini giocano volentieri al pallone. Di certo si divertiranno ancora di più se ci sono anche leoni, giraffe e altri animali africani.
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FOTO A PROVA D’ACQUA
COSTUME CON PROTEZIONE UV
L’Olympus TG-4 deve venire con voi al lido. È impermeabile, ha una lunghezza focale di 25–100 mm e grazie al wlan le foto sono subito inviate agli amici.
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luglio 2016 | touring
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SVAGO
Acqua, a perdita Composto da sei Stati, il New England mostra il lato più prestigioso degli Stati Uniti. Dotato di un ricco patrimonio storico, offre ai visitatori i luoghi più antichi e le coste di una bellezza mozzafiato. E ovunque si gusta… l’astice.
CANADA
REPORTAGE JULIANE LUTZ
MAINE Bar Harbor VERMONT
STATI UNITI Portland
NEW YORK
NEW HAMPSHIRE
MASSACHUSETTS
Tipico del New England sono i fari. Qui il noto Portland Headlight.
42 touring | luglio 2016
Parco d’Acadia
Portsmouth
Boston
O C E A N O A T L A N T I C O
Cape Cod Sandwich CONNECTICUT RI Woods Hole Newport Martha’s Vineyard New York City
100 km
«C
hi arriva a Martha’s Vineyard, s’innamora subito perdutamente di quest’isola, l’unica cura è tornarci», afferma Doris che è cresciuta qui e che come assistente di volo ha visto tutto il mondo, ma vi ha sempre fatto ritorno. Lo stesso è accaduto a Jackie Kennedy Onassis, un’altra fan dell’isola. Negli anni Ottanta entrambe hanno preso spesso l’ultimo aereo del venerdì con destinazione Vineyard Haven. Una volta l’ex first lady chiese a Doris di condurla nella sua casa di vacanza. «Naturalmente ho acconsentito, ma prima dovevo recarmi al mio bedand-breakfast poiché per quella sera si erano annunciati ospiti». E non credettero ai loro occhi quando mi videro con Jackie Kennedy Onassis.
Jackie Kennedy adorava Martha’s Vineyard.
FOTO MAINE OFFICE OF TOURISM, MARTHA’S VINEYARD CHAMBER OF COMMERCE, KEYSTONE/UNITED ARCHIVES (1), CARTA KEYSTONE
d’occhio
Idilliaco è il villaggio di pescatori Menemsha su Martha’s Vineyard.
Fari e spiagge incantevoli da sempre hanno reso l’isola un magnete per i ricchi e i famosi. In estate il numero degli abitanti passa da 22 000 a 120 000. Le case di vacanza partono da 3000 dollari di affitto la settimana. Non si deve per forza pernottare sull’isola, ma visitarla sì. Basta una gita in bici a Edgartown per capire le ragioni del mito che avvolge l’isola. In questa località da cartolina si contendono gli sguardi dei visitatori le case di legno in stile Greek Revival, che un tempo appartenevano ai capitani delle baleniere. Oppure a bordo di un’auto si scoprono i paesaggi bucolici della zona di Up Island. La strada conduce attraverso viali di quercia e lungo muretti risalenti a oltre 200 anni fa che servivano a segnalare i confini dei terreni. In generale però si vedono solo le cassette delle lettere perché chi abita qui possiede almeno 3000 ettari di terreno. A Menemsha la gente locale, e → gli ospiti famosi, verosiluglio 2016 | touring
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Newport del presente Sull’Ocean Drive vivono i ricchi di oggi.
Barche e castelli Da Martha’s Vineyard in due ore si raggiunge Newport nel piccolo Stato di Rhode Island passando per la graziosa Woods Hole su Cape Cod. Tra il 1930 e il 1983 a Newport si è tenuta l’America’s Cup che ha fatto della città, con i suoi vicoli e viuzze, «la capitale mondiale dei velisti». Chi non fa vela viene per le sue «mansion». Le ex dimore estive dei 44 touring | luglio 2016
Newport del passato «The Breakers» era la residenza estiva dei Vanderbilt.
Lo stile «a torta nuziale» dell’architettura nel New England emana un fascino tutto suo.
Vanderbilt o Berwind sono veri e propri castelli. Particolarmente imponente è «The Breakers», che ha fatto costruire il magnate delle ferrovie Cornelius Vanderbilt dal 1893 al 1895 seguendo il modello dei palazzi rinascimentali. La più grande residenza privata di Newport è sempre stata più un museo che una casa, ma in ogni caso vale la pena visitarla. Durante la gita attraverso saloni, stanze da letto e cucine i visitatori vengono a sapere molto della vita dei ricchi, ma anche dei loro domestici. Il fatto che la vita dei milionari durante The Gilded Age (dal 1877 sino attorno al 1900) non fosse sempre dorata lo si può dedurre dalla proprietà «The
Elms» del re del carbone Edward J. Berwind. Nel palazzo ispirato a un castello parigino è appeso un ritratto dell’elegante Elizabeth Drexel Lehr, che nella prima notte di nozze il marito le confidò di ritenerla ributtante e di averla sposata solo per i soldi. Ma lei non poté lasciarlo perché altrimenti sarebbe stata messa al bando dalla società di allora.
Cuochi e libertà A poco più di tre ore d’auto verso nord si arriva facilmente a Portsmouth lungo il fiume Piscataqua. Negli ultimi anni la graziosa località di 21 000 abitanti nello Stato del New Hampshire ha attirato molti giovani imprendi-
tori, artisti e chef stellati, che erano stanchi e stressati della vita di New York. È impressionante l’ingente numero di ottimi ristoranti. Ma anche solo prendere un Lobster Roll sulla passerella di fronte al Prescott Park è un vero piacere per il palato. I panini imbottiti di carne di astice fanno parte dell’alimentazione di base nel New England. In genere si collegano gli astici al Maine, ma anche nel New Hampshire è un elemento predominante. Il motto «Live free or die» di questo Stato federato sembra che lo seguano anche i crostacei che tiene in mano Michael Sanders. I piccoli occhi luccicano per rabbia impotente, mentre cercano di difendersi. Il commerciante di pesci e
FOTO ONNE VAN DER WAL (1), GAVIN ASHWORTH (1), JOHN W. CORBETT, FOTOLIA (1), JULIANE LUTZ
milmente anche presidenti degli Stati Uniti, comprano i frutti di mare negli stessi negozietti. Da questo paesino di pescatori si raggiungono le scogliere di Gay Head. La tradizione vuole che la loro colorazione di rosso deriva dal fatto che un gigante prendeva i pesci nel mare e poi li gettava contro le rocce per poi affumicarli.
SVAGO
Cresciuto a lobster Michael Sanders, pescivendolo di Portsmouth.
Natura maestosa Vista sul Schooner Head nell’Acadia National Park.
Soggetto per foto Il centro variopinto di Bar Harbor.
crostacei Sanders vende già in terza generazione lobster e apprezza ancora adesso questa prelibatezza, meglio con un po’ di burro.
Uccelli e crostacei Dopo tre ore di viaggio attraverso il verde dei boschi si svolta a Bangor nella strada numero 1 in direzione del Parco nazionale di Acadia nello Stato del Maine. Le case qui si riducono a dimensioni normali e uomini robusti avanzano di corsa a bordo
Paradiso per cacciatori Il re dei negozi, L. L. Bean a Freeport.
dei loro enormi pick up. Con i suoi 200 chilometri quadrati l’Acadia National Park è il quinto più piccolo parco nazionale degli Stati Uniti, tuttavia per il ranger John è tra i più belli grazie alle sue montagne e coste. «Dato che ci troviamo a metà strada tra Polo Nord ed Equatore – spiega il ranger – abbiamo flora e fauna di entrambe le zone». E con oltre 300 tipi di uccelli, è un vero paradiso per gli amanti dei volatili. Gli escursionisti hanno a disposizione 125 miglia di sentieri, che sono perlopiù corti, ma ripidi. John consiglia di percorrere la Park Loop, una strada lunga 27 miglia, che conduce attraverso attrazioni come Sand Beach, Jordan Pond e Mount Cadillac. È proprio vero che dalla montagna di 466 metri di altezza
Bella città Il quartiere portuale della fiorente Portland.
la vista sulle estensioni dell’isola Mount Desert è magica. Più tardi nella vicina località di pescatori Bar Harbor ci si rende conto che nel Maine gli astici sono onnipresenti, ornano cuscini, servono come figura pubblicitaria e sono in cima a ogni menù. Nello Stato federato più orientale degli Stati Uniti la caccia all’astice è il secondo settore economico più importante dopo il turismo. Chi è abile nella pesca può guadagnare almeno mezzo milione di dollari l’anno. Sempre disponibili in abbondanza, nel XIX secolo i carcerati scioperarono per aver qualcos’altro nel piatto.
Pescatori e high life Di ritorno in direzione sud si percorre la strada costiera
numero 1, che conduce in stupende cittadine come Camden. E di quando in quando il mare luccicante sembra fare l’occhiolino ai viaggiatori. La meta è il negozio outdoor L. L. Bean a Freeport, che non deve mancare durante una visita del Maine. Fondata nel 1912 dall’appassionato cacciatore e pescatore Leon Leonwood Bean, da sempre è l’azienda leader negli Stati Uniti per tutto il materiale che serve a caccia, pesca o campeggio. Basta una visita al reparto della pesca a mosca per capire perché L. L. Bean è un’istituzione. E dove trovi un altro posto in cui si può fare shopping 24 ore al giorno? I viaggiatori dovrebbero visitare anche Portland, la città più popolosa e in pieno boom del Maine. Alcuni ritengono → luglio 2016 | touring
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SVAGO
DA SAPERE Informazioni generali: Per entrare negli Stati Uniti gli svizzeri hanno bisogno di un’autorizzazione al viaggio ESTA. Per il noleggio di un’auto basta una licenza di guida in formato carta di credito. Livello dei prezzi nel New England simile a quello in Svizzera.
Bar Harbor ME: Hotel Atlantic Oceanside: belle camere con vista mare. www.barharbormainehotel.com
Portland ME: Hotel Portland Harbor: edificio elegante in centro, belle camere, ottimo ristorante «Eve’s at the Garden» www.portlandharborhotel.com
Dormire e mangiare: Woods Hole (Cape Cod) MA: Woods Hole Inn, grazioso alloggio vicino ai traghetti. www.woodsholeinn.com
Martha’s Vineyard MA: Harbor View Hotel, Edgartown. Magnifico con vista su un faro. Ottima colazione. Consiglio: suite nei Captain’s Cottages. www.harbor-view.com
Newport RI: Francis Malbone House. Alloggio stupendo centrale in un edificio del 1760.
Contrasto a Boston L’Old State House, attorniato da modernità.
www.malbone.com Oasi di quiete Il più vecchio cimitero di Boston.
22 Bowen’s Wine Bar & Grill, Steaks e Seafood www.22bowens.com Portsmouth NH: Fairfield Inn by Marriott www.fairfieldinn.com/psmfi
Boston MA: The Colonnade: un albergo bello da consigliare vivamente con grandi stanze, vicino a Boston Common e alle vie dello shopping. Il ristorante dell’albergo «Brasserie Jo» offre una fantastica cucina francese e vini eccellenti. www.colonnadehotel.com
«The Elephant Walk»: buona cucina cambogiana. www.elephantwalk.com «The Beehive:» delicata cucina internazionale, bibite squisite e musica. www.beehiveboston.com
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che la graziosa città di 67 000 abitanti sia la nuova San Francisco. In ogni caso qui pulsa la vita, non importa se nel quartiere portuale Old Port, o nei ristoranti e nei negozi tra la Commercial e la Congress Street e nei giorni festivi nel Two Lights State Park con i fari.
Trampolino di lancio Entrata del Campus di Harvard.
E che gli studenti prima dell’inizio degli esami invernali si ritrovano nudi sotto la statua del fondatore «John» per lanciare un urlo di gruppo.
Nudi e assassini «Si dice Hahvahd, non Harvard», spiega Justin. Lo studente che ci fa da guida ha scelto la facoltà di scienze ambientali all’università d’élite e gioca pure a football americano. Grazie al suo talento d’intrattenitore le informazioni fornite durante il tour di «Hahvahd» rimangono impresse nella mente, come ad esempio che ogni anno dei 26 000 candidati ne vengono ammessi solo 1800. 46 touring | luglio 2016
Donò i fondi John Harvard reso immortale con una statua.
La storia viene scritta a grandi lettere anche sull’altro lato del fiume Charles a Boston. Nella città, in cui il vecchio e il nuovo formano un’unità armonica, hanno avuto inizio i primi moti indipendentisti. È stato il rivoluzionario Samuel Adams, a essersi abilmente ribellato all’autorità inglese. Durante una gita in città la guida fa rivivere il passato nel più vecchio cimitero, davanti all’Old
State House del 1713 e nei pressi dello storico Hotel Omni Parker. Qui John Wilkes Booth preparò l’omicidio del presidente Abraham Lincoln e John F. Kennedy chiese la mano a Jacqueline Bouvier. Boston, l’eleganza scolpita nella pietra, offre molto e si lascia scoprire al meglio a piedi, ad esempio passeggiando attraverso Beacon Hill, un quartiere dal fascino d’altri tempi, con strade di mattoni e lanterne a gas, meglio conservato degli Stati Uniti. Anche oggi Boston va a gonfie vele. Qui vengono fondate più imprese tecnologiche che nella Silicon Valley e poi non è lontana da Cape Cod, Martha’s Vineyard, New Hampshire e Maine. ◆ Il viaggio è stato sponsorizzato da Knecht Reisen e Discover New England.
Lo studente Justin fa visitare Harvard in modo simpatico.
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La prima volta
in Scozia
A chi desidera immergersi per la prima volta nella Scozia ricca di fascino e di storia, si consiglia di iniziare il viaggio in treno con la West Highland Line e di noleggiare poi un’auto per scoprire le innumerevoli attrazioni strada facendo. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
I
l viaggio sulle rotaie attraverso la Scozia comincia con un fischio acuto lanciato dall’assistente di bordo. Il treno diesel della West Highland Line avanza lentamente dalla stazione di Glasgow Queen Street in direzione di Mallaig. I sobborghi grigi della maggiore città scozzese scorrono davanti ai nostri occhi e la pioggia disegna delicati ornamenti sui vetri. È così al nord dell’isola britannica. Ci si deve abituare al clima variabile con tanti rovesci e frequenti raffiche di vento. Per quanto il maltempo faccia parte della Scozia come la cornamusa appartiene alle Highlands, nella carrozza riscaldata mi sento a mio perfetto agio. Specie quando ci servono un tè nero fumante e scones con modi tanto squisiti da farci dimenticare la giornata uggiosa.
Il viaggio in treno di circa quattro ore attraverso le Highlands permette di immergersi appieno nel paesaggio scozzese. Al di là dei finestrini si susseguono i tanti lochs (laghi), bens (montagne), glens (valli) in un diaporama aspro e talora monotono. Dopo Glasgow la linea ferroviaria segue il fiume Clyde, poi svolta in direzione del tanto decantato Loch Lomond, quindi 48 touring | luglio 2016
sale verso il Rannoch Moor per toccare infine Fort William passando da Tulloch e Spean Bridge. La piccola cittadina esercita una particolare attrazione su molti turisti e soprattutto alpinisti, perché si trova ai piedi del Ben Nevis, con i suoi 1344 metri la montagna più alta della Gran Bretagna. Fort William è però anche un punto di partenza ideale per esplorare le West Highlands. Ma prima di partire nell’auto noleggiata, su consiglio di una persona del posto decido di visitare il piccolo e bel museo, il West Highland Museum, situato nel centro della località. Qui si scoprono molte cose interessanti sui clan, la loro storia e i loro usi e costumi.
Luoghi selvaggi Con tutte queste informazioni ancora fresche nella mente, parto in direzione di Spean Bridge e poi direttamente verso Commando Memorial. Da qui si gode una vista mozzafiato sulla montagna Ben Nevis. Scure nuvole si rincorrono all’orizzonte, suscitando un’atmosfera dal tocco drammatico. Dopo una capatina al canale di
Standing Stones a Kilmartin.
Caledonia presso Gairloch mi avvio alla scoperta di una delle numerose cascate scozzesi. Attraverso una «single track road» procedo lungo il Loch Lochy sino alle cascate Cia-aig, che meritano davvero una sosta. Dopodiché mi tocca affrontare la parte selvaggia delle West Highlands per arrivare alla mia prossima meta, il pittoresco castello Tioram sulla penisola di Ardnamurchan. L’itinerario si snoda lungo la famosa Road of Isles, dove si trova il Glenfinnan Memorial e accanto l’omonimo viadotto reso famoso dalla saga cinematografica di Harry Potter. Dopo la biforcazione a Lochailort segue l’interminabile strada «Sound of Arisaig» una via molto suggestiva. Quando si è in viaggio si è sempre tentati di fermarsi per fare il pieno di immagini. Tioram non mi delude, è veramente uno dei castelli più scenografici del Paese. Nella vicina Salen faccio un
SVAGO
Tipico per la Scozia Castle Stalker nella pioggia.
Glencoe, teatro del massacro del clan dei MacDonalds. Glenfinnan Il ponte ferroviario dei film di Harry Potter.
Pittoresche le cascate Cia-aig.
po’ di scorte e rientro a Fort William. A questo punto, a seconda del tempo a disposizione, ci sono due possibilità. O la visita dell’Eilean Donan Castle sulle tracce del film Highlander e l’isola Skye nell’arcipelago delle Ebridi oppure andare a Inveraray passando da Oban. A dire il vero Skye è una tappa obbligata e Inveraray Castle è il castello per eccellenza.
dunque non si dovrebbe assolutamente saltare. Oltre alle distillerie di whisky di Highland Park o Talisker su quest’isola si possono ammirare molti beni culturali e bellezze naturali. Nonostante ciò la mia scelta ricade su Oban, perché un altro castello incantevole (lo Stalker) mi aspetta su una piccola isola di fronte alla costa. Eretto nel 1450 e ristrutturato su iniziativa e con la fattiva cooperazione dell’attuale proprietario, non potrebbe trovarsi in una posizione più pittoresca. Tutt’altro che tranquilla ci si presenta la cittadina di Oban, distante un paio di miglia, in cui l’eccessivo numero di negozi di souvenir conferma l’alta presenza di turisti. Da non perdere la McCaig’s Tower e la Oban Distillery. Tale distilleria è importante perché è proprio attorno ad essa che venne costruita l’odierna città. A Oban ci si può imbarcare sui traghetti che servono le isole di Mull,
Colonsay o Coll, che meritano tutte di essere visitate. Non m’intrattengo a lungo in città, perché ho in programma di recarmi nella valle di Kilmartin, in cui si estende un monumentale insediamento preistorico con le cairns (tombe a tumulo) e le standing stones. Dopo Kilmartin sento il bisogno di una pausa per elaborare tutte le impressioni raccolte, desiderio questo che mi porta nel venerando pub The George a Inveraray.
Castello fiabesco e massacro In passato, la pittoresca località di Inveraray si trovava in un altro punto sulla riva del Loch Fyne, ossia proprio dove oggi si erge l’omonimo castello fiabesco, che costituisce un ideale soggetto fotografico. Prima però di visitare il castello non mi lascio scappare l’occasione di acquistare una bottiglia del prelibato Loch → Fyne Whisky nella bottega locale. luglio 2016 | touring
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Inverness
S k y e Loch Ness
S C O Z I A Loch Lochy Spean Bridge
Mallaig Glenfinnan Fort William Salen
M u l l
Kilmartin
Ben Nevis Loch Leven Glencoe West Highland Line Oban
Inveraray Loch Fyne
Loch Lomond Edimburgo
Glasgow
DA SAPERE Come arrivare: voli diretti da Zurigo a Edimburgo. Da qui con ScotRail sino a Glasgow. Ingresso: passaporto valido o carta d’identità.
Prossima stazione, la riva occidentale del Loch Lomond, che costeggio sino a Inveraray dove mi concedo una breve sosta al Drover’s Inn Pub, un tradizionale locale scozzese. Il viaggio continua attraverso paesaggi che si assomigliano nel loro ruvido fascino, passando da Drover’s Inn è un tipico pub scozzese.
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Crianlarich lungo scenografiche montagne da arrampicata fino ad approdare al centro visitatori di Glencoe. Qui vengo a sapere tutto sul leggendario massacro del clan dei MacDonalds, sull’alpinismo nella valle, sulla geologia nonché sulla fauna. Per far ritorno a Fort William preferisco non prendere la strada diretta, bensì la panoramica che contorna il Loch Leven. Per concludere decido di visitare il Glen Nevis presso Fort William. La bella valle glaciale con le sue scroscianti cascate e il Visitor Centre sono perfette per sgranchirsi le gambe con brevi escursioni e scattare ancora qualche fotografia. La Scozia in generale e le West Highlands in particolare offrirebbero ancora tanto da scoprire. Ma insomma, chi dice che basta visitare questa straordinaria terra selvaggia una sola volta nella vita? ◆
Regole della circolazione: attenzione, si guida a sinistra! Limite di velocità: nei centri abitati 48 km/h, sulle strade principali 96 km/h. Dove pernottare: The Glasgow City Hotel, www.jurysinns.com, Alexandra Hotel a Fort William, www.strathmorehotels.com; The George a Inveraray. www.thegeorgehotel.co.uk. Alloggi economici nei bed&breakfast, che si trovano ovunque. West Highland Line: tragitto Glasgow–Fort William verso Mallaig. Biglietti da: 23 sterline; orario dei treni: www.scotrail.co.uk Noleggio auto: Easydrive Car Rental, North Road, Fort William. Prenotazione: reservations@easydrivescotland.co.uk Valuta: sterline inglesi o scozzesi. Abbigliamento: sono indispensabili vestiti che proteggono dal tempo incostante e calzature impermeabili. Periodo consigliato: da maggio a ottobre. www.visitbritain.it
FOTO FELIX MAURHOFER, ALD (1), CARTA KEYSTONE
20 km
SVAGO Amore per il giardino I coniugi Benz-Sommer di Avry-devant-Pont.
Sguardo meditativo sulle Prealpi friburghesi.
IL LIBRO
Romanticismo nel padiglione sul ciglio del lago.
Un paradiso di rose sul lago Siete ancora alla ricerca di destinazioni estive per una gita in Svizzera? Che ne dite di visitare un magnifico giardino? Ad esempio quello creato da Irène e Thomas Benz-Sommer. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER
«U
na vita senza giardino? Impensabile!», afferma Irène Benz-Sommer. E dato che lei ama talmente le piante, ha creato insieme al marito Thomas un paradiso verdeggiante. Altrimenti non si può chiamare il prato rigoglioso che si trova dietro la sua casa ad Avry-devant-Pont sul lago di Gruyère. Tutto è cominciato nel 1996 quando comprarono la casa. C’era sì un’aiuola di fiori e un sentiero lastricato, ma non era di loro piacimento. Non avevano dei modelli concreti a cui ispirarsi per incominciare a scavare e a piantare. «Sapevo soltanto che nel giardino volevo rose, lavanda e il bosso sempreverde», si ri-
corda la signora. «Naturalmente abbiamo discusso su come sarebbe dovuto diventare: il tradizionale giardino di rose tra abeti e arbusti di bosco», aggiunge il marito. In generale le nostre idee coincidevano. «Quando si affronta insieme un progetto come questo – dice Thomas – è necessaria una certa armonia». Con il loro motto «Rimbocchiamoci le maniche e cominciamo» i Benz-Sommer possono ispirare altre persone che sognano di avere un bel giardino, ma che hanno paura del primo passo. Gli investimenti finanziari e di tempo – almeno otto ore la settimana a testa – sono ingenti, ma valgono veramente la pena. Oggi un sentiero
Le sontuose peonie ornano il giardino.
conduce attraverso un arco di rose sino ad un romantico padiglione sul ciglio del lago. Normalmente già all’inizio di giugno fioriscono molte rose, ma quest’anno fanno le preziose e siamo ancora in loro attesa, ci spiega la signora. Tra metà giugno e metà luglio normalmente il suo giardino è colmo di «Cornelia», «Dentelle», insomma tanti tipi di rose. «Dopo la centoventesima rosa ho smesso di contare», ci dice suo marito con un ampio sorriso. Durante la nostra visita il terreno è ancora ornato da sontuose peonie. Gli alberelli di bosso, in parte tagliati amorevolmente dal padrone di casa, crescono generosamente nel giardino, così come la lavanda. Mobili in metallo e figure in metallo e pietra conferiscono al giardino un tocco francese. Nel 2001 i Benz-Sommer, cominciarono ad aprire la loro oasi ai visitatori in alcuni giorni
Il giardino di Irène e Thomas Benz-Sommer è uno dei 24 «Traumgärten der Schweiz» (AT-Verlag), che l’autrice Sarah Fasolin e il fotografo Benedikt Dittli presentano nel volume illustrato e commentato in lingua tedesca. 22 giardini sono di proprietà privata e di questi 13 si possono però visitare su prenotazione. Offerta per i lettori: i soci TCS possono ordinare il libro (ISBN: 978-3-03800895-8) per 47.90 fr. (invece di 59.90 fr.) spese di spedizione incluse al sito www. at-verlag.ch. Scrivere «touring» nello spazio del codice del buono sconto. Offerta valida sino al 28 luglio 2016 e solo invii in Svizzera.
determinati. A un diplomatico brasiliano è piaciuto talmente tanto il giardino che per quattro estati consecutive durante il suo viaggio di ritorno settimanale da Berna a Ginevra ha introdotto una pausa ad Avry-devant-Pont per godersi in tutta pace la bellezza floreale. È comprensibile. Proprio nelle giornate di forte calura è ideale fermarsi nel giardino sul lago con le panchine poste in angolini intimi e con i fiori bianchi e in tutte le sfumature di rosa. Allo stesso tempo i cittadini stressati trovano un luogo in cui rilassarsi. Al sol guardare le piante ci si sente già più sollevati. Se poi si sente anche il gracidare delle rane e l’appassionata cuoca Irène Benz-Sommer vi offre una fetta di torta, diventa una pausa perfetta. ◆ Si può visitare il giardino previa prenotazione nei pomeriggi di mercoledì e sabato. www.rosegarden-benz.ch
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Charlie Chaplin rivive sulle rive del Lago di Ginevra Il museo inaugurato di recente Chaplin’s World a Vevey è la meta ideale per una gita in famiglia. Qui i cinefili trovano piena soddisfazione, ma anche i bambini si divertono grazie all’esposizione interattiva. TESTO JULIANE LUTZ
Il patriarca Chaplin con la moglie Oona e i figli negli anni ‘60.
Sul Lemano Sir Charles Spencer Chaplin, noto come Charlie Chaplin o Charlot, fu un uomo che non lasciava nulla al caso e controllava tutto fin nei minimi particolari. Ma il fatto che «Tramp» il vagabondo fu il ruolo della sua vita.
La villa signorile di Vevey fu la casa di Chaplin dal 1952 al 1977.
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trascorse gli ultimi anni della sua vita sulle rive del Lago di Ginevra è dovuto ad un caso. Nel 1952 durante un viaggio attraverso l’Europa – era diretto ad una prima del film «Luci della ribalta» a Londra – venne a sapere che gli fu negato il rientro negli Stati Uniti. L’attore infatti nutriva simpatie per l’Unione Sovietica e per questo nella sua patria d’elezione era considerato uno sgradito comunista. Senza esitare Chaplin decise così di trasferirsi in Svizzera. Durante un viaggio lungo il Lemano l’autista gli raccontò della bella casa signorile che era in vendita a Corsier-sur-Vevey. L’artista la comprò, mobili compresi. Il sontuoso edificio oggi è la sede del nuovo museo Chaplin’s World. La sorpresa piacevole è che i locali in parte sono arredati come ai tempi in cui la casa era abitata. Come il salone o la sala da pranzo, dove ogni giorno puntualmente alle 18.45 ci si sedeva a cena. «Chi arrivava tardi, doveva rimanere fuori», afferma Barbezat-Perrin. Chaplin era un uomo che viveva seguendo regole ferree. Anche nel suo ufficio, in cui lavorò sino al giorno della morte il 25 dicembre 1977, si trovano ancora molti mobili di quei tempi. Dappertutto in casa sono appese innumerevoli foto dell’album privato di famiglia. I figli di Chaplin vendettero la proprietà nel 2001 e collaborarono con i due promotori del museo Yves Durand e Philippe Meylan.
Le ombre di CC Ma Chaplin nella sua villa non viene presentato solo come amorevole marito e padre. Si è dato spazio anche ai suoi lati negativi. In una stanza «scandalo» si possono vedere numerosi ritagli di giornale che riferiscono delle sue «ombre», come ad esempio la sua predilezione per le giovani donne. La documentazione dell’uomo privato Charlie Chaplin è così ampia che solo per questo motivo si può rimanere per ore nella villa. Per poter elaborare tutto ciò che si è letto e visto, prima di proseguire la visita nello studio cinematografico, si consiglia di concedersi una pausa all’aria fresca nel parco di quattro ettari.
FOTO BUBBLES INCORPORATED SA, FONDS DEBRAINE, ROY EXPORT SAS
A
l primo colpo d’occhio si crede quasi che l’attore viva ancora. Chi accede nella villa sulle rive del Lemano è accolto da una figura di cera, che sembra proprio Charlie Chaplin, che vi tende la mano per salutarvi. Qui nel signorile Manoir de Ban, costruito nel 1840 a Corsier-sur-Vevey, visse il britannico dal 1952 sino alla sua morte nel 1977. Verosimilmente furono giornate felici, perché la ricchezza accumulata professionalmente gli permise un alto tenore di vita e il suo grande amore Oona rimase al suo fianco sino alla fine. Durante questi 25 anni Chaplin scrisse sceneggiature, compose musica e si occupò della sua opera omnia. Inoltre nacquero i quattro ultimi figli dei totali otto della coppia Chaplin, che durante tale periodo si rivelò molto ospitale con il vicinato. «A Halloween e Pasqua dai Chaplin c’era praticamente tutto il paese», afferma la portavoce del museo Annick Barbezat-Perrin.
SVAGO
Un Chaplin di cera saluta i visitatori del suo museo.
«Easy Street» La scena dà il via al giro nello studio cinematografico.
Povero genio Nell’edificio in calcestruzzo tutto ruota attorno all’artista Charlie Chaplin. Dopo una breve introduzione nel cinema di casa si passeggia attraverso temi che sono dedicati a un determinato film o ritaglio della sua vita. Nel primo locale ad esempio si può ammirare la ricostruzione del set del film muto «Easy Street» (in italiano conosciuto con il nome «Charlot poliziotto» o «La strada della paura») del 1917. Qui sono state anche allestite delle stanze che riproducono le situazioni dei suoi anni di gioventù. Come la piccola e povera stanza in cui alloggiò in povertà con la madre malata e il fratellastro e dalla quale si vedeva il negozio ricco di prodotti alimentari, che però loro non si potevano permettere. La stanza buia e angusta trasmette al visitatore la condizione di estrema ristrettezza in cui visse Chaplin. Personaggi dei film come il poliziotto sono riprodotti in cera. Le figure in cera – in totale 30, di cui si occupano ogni giorno quattro collaboratori – sono presenti in tutto il museo. Il motivo: Chaplin’s World è gestito dalla Compagnie des Alpes a cui appartiene anche il museo delle cere Musée Grévin a Parigi e che svolge un ruolo preminente nella concezione del progetto di 60 milioni a Vevey. Ben apprezzata La riproduzione della macchina di «Tempi moderni».
2 × Chaplin Barbiere ebreo in «Il grande dittatore» (1940).
Divertimento per tutti In un altro locale si trova la riproduzione della macchina del famoso film del 1936 «Tempi moderni», sulle cui ruote dentate i bambini possono sdraiarsi per essere fotografati dai genitori. Il museo, non è soltanto un luogo per i cinefili nostalgici. Anche i bambini trovano pane per i loro denti, grazie ad esempio ai numerosi cappelli alla Charlot che possono provare o alle sbarre che possono piegare per entrare nella cella di «Tempi moderni».
Mix attrattivo dai film originali come City Lights (1931) o Tempi moderni (1936) alle imitazioni.
Anche per i conoscitori di Charlot il museo è interessante perché è il risultato di una ricerca approfondita. «Ha avuto così tanto successo perché era un perfezionista», spiega la portavoce Annick CHAPLIN’S WORLD Barbezat-Perrin. Quando Orari: lu–do, 10–18 ore Chaplin negli anni 1910 cominPrezzi: adulti 23 fr., ciò a fare il regista e a produrre ragazzi (6–15) 17 fr., film, le pellicole generalmente studenti e da 60 erano girate in un giorno, un anni 21 fr. fatto che non favoriva la qualità Il ristorante del prodotto. Egli invece si «The Tramp» a prendeva la libertà di rifinire mezzogiorno il lavoro fino a che era soddiserve cucina da bistrot e da marsfatto. Anche chi non è fan del film muto o di Charlot, durante la visita riconosce la genialità dell’uomo, che riuscì a legare la comicità con la critica sociale e che era non solo attore, ma pure regista, compositore e sceneggiatore. Un’unica visita a Corsier probabilmente non basta per elaborare il tutto. ◆
tedì a sabato sera dalle 19 cucina gastronomica. Al pianterreno ci sono caffè e snack.
Viaggio:: sulla proprietà vi sono numerosi parcheggi a pagamento. Oppure con il bus 212 dalla stazione di Vevey sino alla fermata Chaplin (15 min). www.chaplinsworld.com
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In bicicletta lungo la Costa dell’Atlantico Ampie pinete profumate, chilometri di spiagge della «Côte d’Argent», il vento fresco dell’Atlantico e le dune di sabbia più alte d’Europa. Scoprite insieme a noi il proverbiale savoir-vivre dei francesi in questo piacevole giro in bicicletta lungo la varietà della Costa dell’Atlantico.
Piste ciclabili
lantico, in parte nel parco naturale «Les Landes», nel più grande bosco dell’Europa occidentale, e in parte anche lungo un fiumiciattolo o attraverso pittoreschi paesini fino a raggiungere gli hotel. Qui vi attende la vostra valigia per il pernottamento successivo. Infatti i bagagli viaggiano in pullman e ci pensa il conducente del pullman a loro. Anche chi viaggia da solo si troverà bene in gruppo. Pedaliamo insieme in bicicletta, a pranzo mangiamo un picnic preparato con cura sempre dall’autista del pullman e ogni sera sediamo ad una grande tavolata prenotata per noi e ci godiamo insieme le specialità della regione.
Ad eccezione di un paio di chilometri, percorriamo tutto il viaggio su piste ciclabili ben asfaltate lungo l’At-
Guidiamo comodamente su piste ciclabili perlopiù pia-
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Siete pronti?
neggianti, scendendo di quando in quando per ammirare un corbezzolo, l’estrazione della resina o una pianta particolarmente bella. Riuscirete a tenere il passo senza problemi. Se invece preferite, potete noleggiare anche una bicicletta elettrica. Naturalmente non mancheremo di fare anche qualche
sosta in un bistro in cui il caffè è particolarmente buono o dove servono un aperitivo imperdibile. La parola d’ordine è dunque «godersi la vacanza».
Gastronomia a noi! Le ostriche sono un lusso altrove, ma sulla Costa dell’Atlantico sono all’ordine del giorno. L’offerta comprende
Bayonne Una delle numerose belle località della Francia.
FOTO SHUTTERSTOCK
I
n collaborazione con Baumeler Reisen, il TCS ha organizzato in esclusiva per i suoi soci un avvincente giro in bicicletta per amanti della natura, dei bagni, della calma e della gastronomia, oltre che per ciclisti amatoriali. Una grande quantità di esperienze e scoperte vi attendono. Rimarrete affascinati dalla regione e di sicuro ci tornerete! Se siete alla ricerca di un giro in bicicletta piacevole, culturalmente interessante, non troppo difficile ma all’insegna di esperienze culinarie di valore in una regione relativamente poco conosciuta, lo avete trovato!
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INFORMAZIONI
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CS i soci T 0.– CHF 10 ino al f valido 016 31 .07.2
Il giro cicloturistico costeggia pure le dune di sabbia più alte d’Europa.
DATE DI VIAGGIO E PREZZI Prezzi per soci TCS a persona in CHF. In camera doppia incl. prestazioni e prestazioni extra TCS. 8 giorni/7 notti da/a Basilea
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3–10.9.16 sa–sa 2470.– 420.– 120.– 200.–
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prevalentemente pesce e frutti di mare: è raro trovare specialità a base di pesce più fresche di qui, e le preparazioni sono molto inventive, ce n’è di sicuro per tutti i gusti! Il vino Bordeaux è noto in tutto il mondo. Ma non berrete soltanto vini già noti, degusterete anche vini nuovi.
L’Aquitania tra natura e gastronomia.
L’esperienza è divertente e di stimolo per le papille gustative. E se qualcuno poi, da qualche parte nel mondo, vi proporrà un «Côtes de Blaye» fruttato, vi torneranno in mente le istantanee di questo itinerario cicloturistico.
Bayonne La città medievale sorge alla confluenza dei fiumi Adour e
Nive e, con le sue vecchie case con travature a traliccio, è una delle località più belle della Francia. La città è viva, non è un museo, eppure si ha la sensazione che Eleonora d’Aquitania stia per spuntare da un momento all’altro da dietro l’angolo. Per fortuna durante questo giro in bicicletta avrete abbastanza tempo per perdervi in questo gioiello di città. Anche la cena in un tipico ristorante basco vi piacerà di sicuro.
Ciclisti amatoriali Questo viaggio è adatto soprattutto per gli amanti della bicicletta che preferiscono viaggiare in pianura, su piste ciclabili ben organizzate, dando uno sguardo alla bellezza del paesaggio, gustandosi la buona compagnia e naturalmente anche specialità gastronomiche locali. •
Come si viaggia? Voli diretti con easyJet da Basilea a Bordeaux Attrazioni TCS Degustazione di vini, cena finale, sufficiente tempo libero per fare belle scoperte, guida di viaggio/guida in bici TCS/ Baumeler dalla/alla Svizzera Prestazioni Volo di linea Basilea–Bordeaux andata e ritorno, tasse varie, 7 pernottamenti, base mezza pensione, drink di benvenuto, bibite (soft drink, acqua) e snack durante i giri in bici, trasferimenti come da programma, visita guidata di Bordeaux, visite come da programma, presenza di un pullman come accompagnamento* oltre all’autista, trasporto bagagli, bicicletta di qualità a 24 marce (Stöckli) con borsa + borraccia, documentazione di viaggio completa * possibilità di trasporto per due persone
Non inclusi Spese personali, pasti e bevande non menzionati, assicurazione annullamento, rientro e spese di cura (consigliamo il libretto TCS ETI Europa. Si veda il sito internet) www.eti.ch
Da sapere Per l’ingresso in Francia, i cittadini svizzeri devono essere in possesso di un passaporto o di una carta d’identità in corso di validità. Il nostro partner di viaggio Si applicano le condizioni di viaggio speciali di Baumeler Reisen AG che saranno inviate insieme alla documentazione d’iscrizione. Con riserva di modifiche al programma di viaggio.
Organizzazione, preno tazione e informazioni Baumeler Reisen, Zinggentorstrasse 1, 6002 Lucerna Telefono +41 41 418 65 65 via e-mail: info@baumeler.ch o www.tcsviaggi.ch/bordeaux
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CLUB
Al servizio della
strada
I delegati centrali del TCS hanno approvato una risoluzione che invita entrambe le Camere del Parlamento ad adottare il progetto FOSTRA nella versione decisa dal Consiglio Nazionale.
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TESTO DINO NODARI, DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
li abitanti del Canton Giura hanno dovuto attendere tanti anni per avere un’autostrada e dell’attesa ne ha risentito anche l’economia, ha ricordato Pierre-Arnauld Fueg, presidente della Sezione giurassiana. Con queste parole sono stati lanciati i temi inerenti alla politica dei trasporti durante l’Assemblea dei delegati del TCS tenutasi a Delémont il 17 giugno. Fueg ha così proseguito: «Neppure gli ingorghi sono un problema esclusivo dei grandi centri, infatti anche le strade del Giura sono spesso intasate a causa del forte traffico di frontalieri».
Approvata una risoluzione Di ingorghi stradali, o per meglio dire della manutenzione e dell’ampliamento delle strade, si occupa anche il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA). 56 touring | luglio 2016
Anche dopo il rifiuto dell’Iniziativa della Vacca da mungere d’inizio giugno, il TCS si impegna a favore di un buon metodo di finanziamento della rete viaria svizzera. In tal senso il FOSTRA è prioritario. Con uno sguardo all’Iniziativa della Vacca da mungere, il vice-presidente Thierry Burkart ha affermato che ora c’è bisogno di una politica dei trasporti giudiziosa, come quella prospettata dal FOSTRA nella versione adottata dal Consiglio Nazionale. «La strada è l’infrastruttura di trasporto più importante del nostro Paese», ha spiegato Burkart. Secondo il TCS, il FOSTRA e il programma di sviluppo strategico delle infrastrutture costituiscono gli elementi chiave per il futuro della mobilità in Svizzera. I delegati si sono detti assolutamente d’accordo e hanno approvato una risoluzione che ribadisce l’invito all’Assemblea parlamentare di formulare e
adottare definitivamente questo concetto di finanziamento nella versione approvata dal Consiglio Nazionale. L’appoggio è andato anche al supplemento d’imposta sugli oli minerali di 4 centesimi. «In questo caso abbiamo un beneficio diretto di questi soldi», ha sottolineato Thierry Burkart. Con un fatturato netto di 348 milioni di franchi e un utile di circa 2 milioni, l’ultimo esercizio si è chiuso con un risultato positivo. Nel corso del 2015 sono stati consolidati e ulteriormente sviluppati i cambiamenti riguardanti la struttura della gestione operativa, introdotti l’anno precedente. Un andamento particolarmente positivo ha riguardato il Libretto ETI e i vari prodotti di protezione giuridica. Nel 2015 è stato possibile introdurre varie novità e innovazioni: un Case Management e un centro di compe-
Jürg Wittwer Il nuovo direttore generale del TCS entrerà in carica al 1° luglio 2016.
Grande cinema La bella sala cinematografica ha accolto i delegati del club provenienti da tutta la Svizzera.
tenza per i servizi legati ai viaggi, l’acquisizione del servizio Assistance per due grossi importatori d’auto, il lancio del primo e-bike sharing cargo pubblico al mondo, l’introduzione di moderni concetti gastronomici nel settore del campeggio, il nuovo progetto della rivista Touring, così come la focalizzazione sui rimpatri nell’assistenza alle persone. Nessun cambiamento invece nell’ambito dell’importo massimo della quota sociale. La proposta del CdA è stata accolta all’unanimità. ◆ Peter Goetschi, presidente del club, ha diretto i vari lavori assembleari.
Thierry Burkart, vice-presidente del TCS, ha parlato della politica dei trasporti.
In concomitanza con il giubiministrazione, così che la sua leo del centenario della senomina a socio onorario è zione Giura, l’Assemblea dei avvenuta tra gli scroscianti delegati 2016 si è svolta a applausi dei delegati. «Sono Delémont. Nella grande sala lieto di tornare in seno al TCS cinematografica Cinemont, i come socio onorario e di podelegati e vari collaboratori ter continuare a intrattenere del TCS si sono accomodati le amicizie», ha dinelle poltronicine. L’ordine del chiarato Steiner. giorno è stato affrontato sotto Sempre all’unanila perfetta guida del presimità, Michael dente del club e direttore Meier è stato generale a. i., Peter Goetschi. eletto nuovo Oltre all’approvazione del membro del Conprotocollo dell’anno scorso, siglio d’amminidel rapporto di gestione e strazione. Il simpadelle quote sociali immutate, tico giurista, anche al centro dell’attenzione c’efuturo presidente rano diverse persone. Ad della sezione Uri Michael Meier, presidente desiesempio, è stato dato il bendel TCS dal prosgnato della venuto al nuovo direttore gesimo ottobre, si è Sezione Uri, è stato eletto nuovo nerale del TCS Jürg Wittwer. detto particolarDurante il suo breve discorso, mente lieto di po- membro del CdA del TCS. Wittwer ha sottolineato come ter contribuire attisi senta onorato di lavorare vamente ad assicurare le per il maggiore club della future condizioni quadro della mobilità della Svizmobilità in Svizzera. Un altro mozera. Dopo due mento saliente riore abbondanti, guardava la nomina la «rappresentadi Peter Steiner a zione» al cinema socio onorario del è giunta al terTCS. Steiner si è mine e i presenti fatto un’ottima rehanno festeggiato putazione per il suo la Sezione del straordinario impeGiura con una gno quando era «soirée» spensiepresidente della rata sotto forma Socio onorario Peter Sezione Waldstätte, Steiner, ex presidente di un aperitivo della Sezione di nonché membro seguito da una Waldstätte e membro del Consiglio d’am- del Cda. serata di gala. luglio 2016 | touring
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«In gara smetto di es Marcel Fässler è senz’altro fra i corridori rossocrociati di maggior successo. Touring ha accompagnato l’ambasciatore del marchio TCS per un fine settimana di gara sbirciando dietro le quinte dell’eccitante mondo dei piloti di Audi. Un reportage da Spa-Francorchamps. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO AUDI COMMUNICATIONS MOTORSPORT
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l grande Rolex ai margini della pista indica che sono le 21.30. Alla fioca luce degli ultimi raggi di sole, Marcel Fässler cammina sul circuito ormai vuoto, dove nel pomeriggio i bolidi sfrecciavano a 300 km/h durante i giri di prova. Si ferma davanti ad una rete metallica, getta il suo zaino dall’altra parte per poi passare anche lui dall’altro lato strisciando sotto
la recinzione. «È la scorciatoia per andare in albergo», spiega Fässler ridendo. È nella sua natura di corridore imboccare la strada più corta e veloce; in fondo è così che si guadagna da vivere. E che sia un campione lo dimostra il fatto che lo svittese è al servizio di Audi Sport già da ben sei anni: il tre volte – e primo svizzero – vincitore della famosa gara 24 Ore di Le Mans, nonché Campione del mondo Endurance fa parte dell’élite assoluta
dell’automobilismo. Ha voglia di ribadirlo anche durante questo fine settimana in Belgio, in occasione della 6 Ore di Spa-Francorchamps. È la gara preferita da Marcel Fässler, che per due volte è salito sul gradino più alto del podio.
Corsi del TCS Marcel Fässler è tra i piloti più esperti del World Endurance Championship WEC (Campionato del Mondo Endurance). Il 40enne è la prova vivente che negli sport motoristici si può ancora essere attivi ai massimi livelli
Alta concentrazione Marcel Fässler aspetta il suo turno e segue teso l’andamento della corsa.
«Poco prima di salire in auto, faccio pressione nel punto tra il pollice e l’indice»
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sere gentile» anche in età avanzata. «Mi sento in forma come non mai. Finché sarò così veloce, continuerò. Sono sicuro che ho davanti a me ancora qualche annetto», dichiara. Sarebbe però da ingenui non riflettere sul dopo-carriera, ammette lo stesso padre di quattro figlie. Non può – o non vuole – ancora dire quale direzione prenderà, ma: «Posso immaginarmi di aumentare il mio impegno per il TCS». Dal 2013 Marcel Fässler è ambasciatore del marchio TCS Training & Events e ogni anno lavora come istruttore di diversi corsi di guida sicura. In questo ambito, lui stesso ha potuto raccogliere preziose esperienze e imparare qualcosa. «Esercitarsi in
specifiche situazioni della circolazione, come ad esempio frenare nelle curve prese ad alta velocità, è stato molto istruttivo anche per me», constata Fässler. Ognuno può imparare qualcosa ad un corso di guida, apportando così un contributo alla sicurezza del traffico stradale. Perciò i corsi gli stanno a cuore anche a livello privato. Non solo perché è ambasciatore del marchio TCS Training & Events, ma «perché è davvero qualcosa di positivo». Il simpatico svittese è stato un vero e proprio colpo di for-
tuna per il TCS. Egli non rappresenta soltanto valori fondamentali del TCS come l’affidabilità, l’impegno appassionato e la modestia, ma è anche considerato estremamente affabile e semplice. In una parola: gentile. All’inizio della sua carriera gli venne perfino fatto notare che lo era fin troppo per riuscire a primeggiare. Ai suoi critici Fässler ha dimostrato il contrario. C’è infatti una differenza tra il Marcel Fässler in pista e fuori dalla pista: «Appena mi siedo in un’auto da corsa, smetto di essere gentile!», dichiara. Per calarsi
Il gentile Fuori dalla pista lo svittese è considerato molto affabile e cordiale. È tra i piloti più popolari di tutto il circuito.
con sicurezza nella modalità da competizione, ha sviluppato un rituale con il suo trainer mentale: «Poco prima di salire in auto, faccio pressione nel punto tra il pollice e l’indice. In questo modo accendo simbolicamente il mio motore interno, come succede su un’autovettura. Da quel momento sono completamente concentrato e pronto a partire».
Balletto ai box Le prove libere e quelle di qualificazione sono finite. È sabato, giorno di gara. Fässler sta facendo colazione nel →
In modalità gara Appena si siede in auto, Fässler sfodera tutta la sua grinta. A questo punto conta solo essere più veloce dei concorrenti.
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Colazione Benoît Tréluyer, Marcel Fässler, André Lotterer e l’ingegnere di gara Leena Gade (da sinistra a destra) sono una squadra collaudata.
centro Audi con i compagni di squadra André Lotterer e Benoît Tréluyer, con loro c’è l’ingegnere di gara Leena Gade. L’armonia è palpabile, nonostante le personalità diverse. L’atmosfera è molto rilassata. I tre piloti formano una squadra già dal 2010. Le numerose vittorie le hanno conquistate assieme e nel corso degli anni sono diventati buoni amici. Benché in macchina possa sedere solamente uno di loro, la comprensione e il rispetto reciproco sono componenti
una compagnia di danza, «ballano» in uno spazio ristretto attorno all’auto e al suo pilota. Nonostante l’incredibile velocità, non si ha mai la sensazione che abbiano fretta o che siano in preda alla frenesia.
Sei ore di battaglia
La gara parte alle 14.30 in punto. 34 auto da corsa scattano con un rumore assordante fra le urla dei 58 000 spettatori circa che li incitano dagli spalti. Le prossime sei ore saranno un’autentica battaglia di logoramento per tutti i piloti, macchine e le equipe in lizza. L’Audi R18 di Marcel Fässler, un prototipo di circa 1000 CV con moCambio pilota Fässler cede il volante ad un suo tore diesel compagno di squadra. V6 di 4 litri e fondamentali del successo. Si alimentazione ibrida, non tratta di uno sport di squadra, vive una giornata ideale. Surin cui oltre ai piloti v’è tutt’un riscaldamento, avaria al siesercito di specialisti ad intestema ibrido, due scontri e ragire in perfetta sintonia. due sanzioni in gara sono Come testimonia una visita ai un’ipoteca troppo pesante box: mentre due dozzine tra per poterne uscire vittorioso. ingegneri e tecnici sono inL’Audi che inalbera il numero tenti a seguire sugli schermi 7 finisce dunque quinta. Conogni angolazione e movisiderate le difficoltà non è, mento della vettura che sfrec- tutto sommato, un brutto ricia in pista, i meccanici si esisultato, ma scarso rispetto biscono in una complessa alle attese. Va meglio alla secoreografia durante le ferconda vettura Audi. Il team mate, indispensabili, ai box. che in teoria era più debole Ogni gesto è studiato, ogni arriva al traguardo senza movimento è controllato e ha problemi e vince la corsa a uno scopo specifico. Come sorpresa.
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Relax Un massaggio aiuta ad allentare lo stress fisico e mentale.
Nonostante il fine settimana di gara non proprio eccellente, il nostro Marcel Fässler non ha perso il sorriso. Non vede l’ora di rientrare per trascorrere del tempo in famiglia e naturalmente che arrivino le altre gare, come la prossima che si svolgerà a Le Mans. Fässler è un uomo che preferisce guardare al futuro invece che al passato, fedele alla massima del filosofo danese Søren Kierkegaard secondo cui: «La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti». ◆
CHI È MARCEL FÄSSLER Nato il 27 maggio 1976 a Gross Domicilio: Gross vicino Einsiedeln Stato civile: sposato con Isabel, quattro figlie (Shana, Elin, Yael, Delia) Hobby: sci e mountain bike Maggiori successi: vincitore della 24 Ore di Le Mans nel 2011, 2012, 2014, Campione mondiale WEC nel 2012 TCS Training & Events con Marcel Fässler corsi guida sportiva a Lignières 9.7, 26 e 27.8, 20 e 21.10.2016 Track Days Anneau du Rhin (F) 25 e 26.10.2016 www.tcs.ch/guidasportiva
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Inviare il tagliando d’ordinazione debitamente compilato a: Swiss Indoors Basel, «Offerta speciale TCS», Bettenstrasse 73, 4123 Allschwil
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TAGLIANDO D’ORDINAZIONE OFFERTA SPECIALE PER SOCI TCS
CLUB Omaggio alla bandiera Quando non lavora per il Touring, Michela Ferrari fa il tifo per gli atleti svizzeri.
MICHELA FERRARI
Una «momò» a Berna Era già al Touring prima dell’attuale mobilio. Da oltre tre decenni Michela Ferrari fa l’assistente di redazione della rivista dei soci. Ed è anche la più grande appassionata di sport del TCS. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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n realtà al momento di posar per questa foto Michela Ferrari avrebbe tutte le ragioni per essere triste. Il «suo» FC Lugano ha appena perso la finale di Coppa contro lo Zurigo. Eppure siede sorridente come sempre al suo posto di lavoro nella redazione Touring. «È davvero un peccato, ma abbiamo comunque festeggiato dentro e fuori dallo stadio come se avessimo vinto. Era fantastico!», racconta la ticinese appassionata di sport. Calcio, basket, gare di sci e soprattutto il tennis sono la grande passione dell’assistente di redazione. La si ritrova spesso ad eventi sportivi, soprattutto se sono avvolti dai colori rossocrociati. La sua seconda «passione» – come è ovvio dopo 62 touring | luglio 2016
oltre 30 anni di esperienza professionale – è il Touring. Dal 1985, la 51enne redige, corregge, organizza e coordina l’edizione italiana della rivista dei soci TCS. «Sono qui da prima dei mobili», scherza nel suo buon tedesco con l’affascinante accento italiano.
di contatto o di congiunzione tra i lettori e la redazione si impegna a fondo affinché gli impulsi dei lettori trovino ascolto anche tra i responsabili, in modo che la rivista Touring possa progredire e migliorare continuamente.
Choc culturale
Michela Ferrari è cresciuta a Riva San Vitale, all’estremità meridionale del Lago di Lugano. «Sono una tipica momò», dice riferendosi al nomignolo degli abitanti del Mendrisiotto, che spesso finiscono le frasi con la sillaba «mó»; un po’ come si fa con Anello di contatto «oder» in Svizzera tedesca e Assieme ai suoi due colleghi, «ou bien» in Romandia. Dopo Michela Ferrari forma il la scuola cantonale di com«pool trilingue» della redamercio a Bellinzona presentò zione Touring. Oltre al lavoro la candidatura al TCS a redazionale e amministrativo, Berna. «Avevo 20 anni, votra i suoi compiti c’è anche il levo lavorare e conoscere un contatto con i lettori. Chi ha nuovo luogo», spiega la sua una domanda, un suggeridecisione dell’epoca. Tuttavia, mento da dare o una reazione già durante la sua prima viriguardante la rivista ha sita nella capitale federale buone possibilità che riceva venne a confronto con le difuna risposta da questa siferenze culturali: «Ero in angnora dal cognome tutto ticipo per il colloquio di lasprint. Nel suo ruolo di anello voro al TCS e per accorciare
l’attesa ordinai un caffè in un bar. Purtroppo invece di un espresso – com’è buona regola nel Canton Ticino – il cameriere mi servì un… caffelatte. Fu un vero choc, ma imparai subito ad ordinare esplicitamente un espresso, se non addirittura il ristretto». Benché dopo 31 anni e qualche espresso si sia ormai abituata alle differenze, riesce ancora a ridere dei suoi inizi. ◆
BOTTA E RISPOSTA Che destinazione consiglia in Ticino? Amo la Leventina. La valle e la natura sono meravigliose per passeggiate ed escursioni praticamente in ogni stagione. Ha qualche hobby a parte lo sport? Leggere, viaggiare e dedicarmi ai miei dodici nipoti. Ha già progetti per il dopo TCS? Vorrei trascorrere ancora più tempo con la mia famiglia e i miei amici e fare delle grandi feste assieme a loro.
CLUB
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1 Simulazione in condizioni reali Un’automobilista vuole immettersi nel traffico, non vede il ciclista sull’e-bike e ci sbatte contro.
Scontro tra un’auto e una e-bike A Renens (VD) circa 200 scolari hanno potuto vedere cosa capita se una bici elettrica si schianta contro un’auto. La simulazione dovrebbe sensibilizzare sui pericoli insiti nel traffico. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO MATHIAS WYSSENBACH/PCV
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na breve disattenzione, una valutazione errata della situazione ed ecco che succede il guaio: l’auto e l’e-bike si scontrano. Il ciclista viene proiettato sul cofano e resta steso sull’asfalto. Per fortuna si tratta solo di una simulazione, la scena è preparata, il guidatore della bici elettrica è un cascatore professionista. Eppure gli spettatori – circa 200 alunni della scuola media di Renens (VD) – possono vedere «dal vivo» cosa succede in caso di incidente, compreso l’inter-
vento dei soccorsi in ambulanza e le operazioni della polizia.
Incidenti evitabili «La simulazione dovrebbe sensibilizzare gli utenti della strada sui pericoli insiti nel traffico e sulle regole della circolazione», spiega Roman Angermann, esperto del TCS per la sicurezza stradale. Gran parte degli incidenti del genere potrebbero essere evitati se le regole stradali fossero osservate. Le conseguenze possono essere gravi specialmente in caso di colli-
sione tra mezzi di trasporto di potenza differente. È allora tanto più importante che anche i conducenti di e-bike siano consapevoli dei pericoli. Infatti: «Chi guida una bici o una e-bike cerca sempre la scorciatoia», afferma Angermann. La simulazione di un incidente fa parte della campagna «Il comportamento corretto», promossa dal TCS, dalla polizia cantonale vodese, dai servizi stradali del Canton Vaud e dal Fondo per la sicurezza stradale. Assieme ai partner e alla SPSL (Service de protection et sau-
7 Il video del crash-test
vetage de Lausanne) il TCS si impegna affinché gli utenti della strada siano «in forma» per affrontare la strada con un prezioso bagaglio di esperienze già in età scolastica. Oltre alla simulazione, i ragazzi hanno potuto sperimentare sulla propria pelle quattro situazioni estreme, dall’auto che si capotta al test della cintura di sicurezza. • CORSI TCS E-BIKE Imparate come ci si sposta nel traffico con la massima sicurezza in sella a una bici elettrica durante un corso per e-bike. www.tcs.ch/corsi-e-bike
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FUMETTO
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Successo del rally d’Europa 2016 Durante il finesettimana di Pentecoste si è svolto a Sevenum, in Olanda, il 55° Rally d’Europa. Il celebre raduno europeo di camper ha messo a dura prova gli organizzatori: invece dei 350 veicoli previsti ne sono arrivati oltre 500. TESTO TOURING | FOTO VERENA E HANS PETER HILTBRAND
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urante quattro giorni gli amanti del camping di tutta Europa si sono ritrovati al campeggio De Schatberg, nel comune olandese di Sevenum. Più di 1000 persone di una ventina di nazioni hanno risposto all’invito dell’annuale grande manifestazione di campeggiatori, il 55° Rally d’Europa. L’idilliaca atmosfera da bivacco e l’ampia proposta culinaria hanno contribuito al successo dell’evento. Nonostante l’inatteso gran numero di partecipanti, tutti hanno trovato un posto per campeggiare. Numerose escursioni e attività – dalla bella e tradizionale cerimonia d’apertura allo show con gli uccelli rapaci per non dimenticare lo spettacolo di danza brasiliana – hanno caratterizzato il finesettimana di Pentecoste.
Sul posto c’era anche una rappresentanza del TCS. Insieme alla Federazione svizzera del camping e del caravanning (FSCC), il TCS ha offerto un ricco aperitivo a tutti i presenti. Per l’occasione il rappresentante del TCS, Ernst Dätwyler, si è congedato dal comitato del Rally d’Europa. Un degno successore è stato trovato nella persona di Hans Peter Hiltbrand,
presidente onorario della FSCC. L’«anziano sempre in servizio» fa parte del comitato già da anni e di conseguenza dispone dell’esperienza necessaria. Hans Peter Hiltbrand è la persona ideale per far sì che la collaborazione futura tra TCS e FSCC sia mantenuta e, se del caso, migliorata. In occasione dei prossimi rally tutti i partecipanti provenienti dalla Svizzera dovrebbero presentarsi come un’unica entità. Un vantaggio sotto ogni aspetto per il campeggio svizzero. Dopo i giorni ricchi di eventi in Olanda, la patria del camping, nella giornata di lunedì, sul prato della festa si è radunato chi voleva ascoltare le parola di commiato. Con 222 veicoli, la Germania era di gran lunga la nazione più rappresentata, seguita dalla Svizzera con 53 e dalla Gran Bretagna con 45. Dopo il «sciogliete le righe» le bandiere sono state ammainate e quella del Rally d’Europa è stata consegnata alla Croazia, prossimo Paese organizzatore. Infatti il 56° Rally d’Europa si terrà nel camping Nijvice sull’isola di Krk, dal 1° al 5 giugno 2017. Touring ne riferirà in autunno, gli opuscoli si possono ordinare direttamente alla FSCC. •
I camperisti alla cerimonia d’apertura.
A tavola, tutti soddisfatti!
Un’animata serata con le danze brasiliane.
Gestione del rally Ernst Dätwyler, H. P. Hiltbrand e Rolf Häring (da s. a d.) nella foto a lato; mentre qui alcuni camper svizzeri.
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FORUM
touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero (TCS) Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Oliver Marti (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 Fax +41 58 827 50 25 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 83 246 Totale: 1 334 694 Edizione/Marketing Reto Kammermann Natascia Prosperi Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 12 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Pubblicità: Publicitas SA Seilerstrasse 8, Casella postale, 3001 Berna +41 58 680 95 30, publicitas.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. +41 58 787 30 00
Scriveteci… Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. Il bus VW camuffato da svizzero Nel marzo del 1970 andai in Sudafrica. Lì, assieme ad un amico, ristrutturai un vecchio pullmino VW del 1958, con il quale ci mettemmo a girare l’Africa. Tra l’altro, avevo sviluppato uno speciale bullone radiale, grazie al quale si potevano montare le doppie ruote e così migliorare l’aderenza sulla sabbia. Dopo due anni di lavori di trasformazione del mitico VW, finalmente partimmo all’avventura. Da Johannesburg a Città del Capo e da lì verso Windhoek in Namibia, poi attraversammo Botswana, Rodesia (Zambia) e arrivammo in Tanzania e Kenya. La croce svizzera che avevamo dipinto sul pullmino non voleva avere solo un significato patriottico. A quei tempi, nel resto dell’Africa la targa sudafricana evocava l’apartheid e, per usare un eufemismo, non era necessariamente la benvenuta. Lo stemma svizzero dunque avrebbe dovuto servirci da lasciapassare camuffando la nostra provenienza. Alla fine del 1972
Usura pneumatici
Siamo continuamente sollecitati a sostituire i pneumatici prima che l’usura del battistrada raggiunga il limite legale di 1,6 mm. Sacrosanto. Recentemente Quattroruote ha evidenziato un calo di prestazioni su fondo bagnato con usura del 50%, vale a dire con scolpitura di circa 4 mm. Da decenni i produttori mettono sul mercato pneumatici con uno strato di usura, quindi con scolpitura del battistrada di 7/8 mm, ma è possibile utilizzarne solo 5 o 6 mm al massimo. Ma perché non aumentare la profondità della scolpitura a 10 mm? Cosa lo impedisce? Si sono fatti enormi progressi nella struttura dei pneumatici e relative prestazioni, ma nulla in questo ambito. Mancanza di incentivo economico o limiti tecnici? Aggiungendo appena 2 mm si aumenterebbe la vita del pneumatico di circa il 40%:
Attraverso l’Africa con il bus VW di Martin Messerli.
tornai a Johannesburg, ma il mitico bus VW restò in Kenya, lo avevamo venduto per 60 sterline inglesi (800 franchi dell’epoca). Martin Messerli, Berna
Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una foto a: touring@tcs.ch
immaginiamo l’impatto ecologico di muovere il 40% in meno di pneumatici nuovi e diminuire della stessa percentuale lo smaltimento di quelli usati prolungando la vita di ogni carcassa, la parte più costosa del pneumatico. Troppo semplice ma soprattutto poco redditizio per i produttori? F. Istria @ Mortalità pedonale Attualità, Touring 5/2016
Vorrei intervenire sulla notizia riguardante la mortalità sulle strade svizzere, in particolare ai passaggi pedonali. Prima, gli automobilisti erano obbligati ad arrestarsi davanti alle strisce non appena i pedoni si fermavano un istante per valutare la possibilità di attraversare la strada senza pericoli. Oggi non funziona
più così: ogni mattina, durante il tragitto per recarmi al lavoro, è un incubo! Non contenti di tapparsi le orecchie con cuffie e musica a tutto volume, un bel po’ dei nostri concittadini si immettono sui passaggi pedonali senza neppure rivolgere un’occhiata a chi può costituire un pericolo per loro! E fanno così pure quando non hanno le orecchie tappate! Come siamo arrivati a tanto? Joao Sousa @ Fari posteriori
Incontro di frequente veicoli che circolano nei tunnel, in zone d’ombra o con la pioggia con accese solo le luci davanti (diurne). In queste cattive condizioni di visibilità è obbligatorio accendere anche i fari posteriori. È per la sicurezza di tutti! Georges Albert @
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (www.touring.ch).
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TOUROLINO
COME FUNZIONA?
Un volo in mongolfiera Forse hai già visto delle mongolfiere nel cielo quest’anno? Le mongolfiere sono anche chiamate palloni ad aria calda e fanno parte degli aerostati. Un pallone ad aria calda è composto da una navicella. Si tratta di una specie di grande cesta, generalmente in vimini, nella quale il pilota e i passeggeri stanno in piedi. Ad essa viene installato un bruciatore a gas che riscalda l’interno del pallone. Il terzo elemento principale del pallone è l’involucro: una tela, generalmente composta da nylon, resistente al calore. È la parte più grande del pallone, è spesso colorata e può avere forme divertenti. Per decollare si deve innanzi tutto dispiegare la tela sul suolo e agganciarla alla navicella. In seguito, bisogna far gonfiare l’involucro immettendovi dell’aria. Questa viene poi riscaldata grazie al bruciatore a gas. Una volta gonfiata con l’aria calda, la mongolfiera può prendere il volo. Dato che l’aria calda è più leggera di quella fredda, il pallone sale. Per atterrare, basterà smettere di riscaldare al termine del volo.
GIOCO 1
Trova i 10 errori.
GIOCHI MOBILI
Dove si trova…? Per questo gioco, in cui bisogna essere almeno in 3 persone, avrai bisogno di una cartina stradale. Per esempio quella della Svizzera. Una volta aperta, uno dei giocatori cerca una località e chiede: «Dove si trova…?» dicendo il nome del luogo ad alta voce. Ad esempio, Bulle o Lugano. Gli altri giocatori devono in seguito cercare la località sulla cartina e indicarla. Il più rapido può quindi far cercare agli altri una nuova destinazione. L’avrai già capito, è un gioco di rapidità utile anche per imparare la geografia!
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OUR
Un bel giro in
O N
OLI
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mongolfiera Quali elementi compongono un pallone aerostatico? E come fa a prendere il volo o a ridiscendere a terra? Domande che trovano risposta in questo numero di Tourolino. Ti auguriamo una buona lettura! TESTO ALINE BEAUD | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER
GIOCO 2
GIOCO 3
Cerca l’ombra giusta.
Quale pezzo manca al puzzle?
CONCORSO
Cosa significa questo segnale?
Partecipazione entro il 10 luglio 2016 per e-mail a: tourolino@tcs.ch oppure cartolina postale a: TCS, Redazione Touring, Tourolino, Maulbeerstr. 10, 3001 Berna.
La risposta del concorso n. 6 era A. Complimenti ai vincitori: Martin Truppe (Winterthur), Klara Hauser (Romanshorn) e Bettina Lindauer (Brunnen).
PREMI
1.
Un set di due entrate bambino di un valore totale di 78 franchi.
2.
Un’entrata famiglia del valore totale di 48 franchi.
3.
Un’entrata famiglia (2 adulti, 2 bambini) di un valore di 30 franchi.
□
A. Precedenza rispetto al traffico inverso □ B. Senso unico □ C. Circolare tutto a destra
@
Inviaci un’e-mail a tourolino@tcs.ch con la soluzione giusta per partecipare al sorteggio e provare a vincere uno dei premi a lato.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati di volta in volta sulla rivista Touring.
I premi sono stati generosamente offerti da Aquaparc, Sensorium e dallo zoo di Servion.
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IN GIRO CON
«Godo così di tutte
le libertà» Semih Yavsaner (36 anni) è Müslüm. Touring si è intrattenuto con il comico e musicista, figlio d’immigrati turchi, per parlare di code, della sua doppia vita e dell’opera artistica chiamata Svizzera. TESTO DOMINIC GRAF | FOTO ROGER REIST
C
apelli lunghi e ricci, perfetto dialetto bernese, aspetto curato: alla prima occhiata non ci sono somiglianze tra il composto e riservato Semih Yavsaner e il suo personaggio Müslüm che, con sopracciglia finte e baffi, canta di politica e migrazione giocando sui cliché legati alla comunità turca. E questa è proprio l’intenzione: mentre Müslüm conquista il pubblico – soprattutto svizzero tedesco, Semih non vuole essere riconosciuto dalla gente. Come Müslüm gira in tutta la Svizzera. Qual è il suo mezzo di trasporto preferito? Preferibilmente viaggio con l’auto. In questo modo posso muovermi in modo anonimo e dunque anche più velocemente. Durante le tournée inoltre mi sposto con il team a bordo del nostro pullman. Così dopo un concerto, mi rilasso ed elaboro ciò che ho vissuto sul palcoscenico.
Lei vive a Berna. Perché ha prescelto questa città? Berna emana un’energia speciale. I bernesi non si preoccupano tanto di ciò che può pensare la gente. In determinati quartieri gli abitanti vivono la diversità e la multiculturalità in modo molto naturale. È raro trovare lo stesso altrove in Svizzera. Un microcosmo in cui anch’io mi sento a mio agio.
Si è mai chiesto come mai Müslüm ha così tanto successo in un Paese piuttosto conservatore come la Svizzera? Non ritengo che la Svizzera sia un Paese conservatore. Qui ci sono semplicemente molte SEMIH YAVSANER persone che amano il proprio Paese e che con(MÜSLÜM) tribuiscono alla sua identità e alla sua immaintrattenitore gine ognuno a modo suo. In questo senso noi PREFERENZE siamo tutti artisti che danno forma a un’opera Colore: blu tur(ch)ese d’arte chiamata Svizzera. Müslüm è uno di queVeicolo: VW Golf Plus sti. L’importante comunque non è ciò che facMusica: pop d’immigrato ciamo, bensì che lo facciamo. Davanti alla fondue siamo tutti uguali, come direbbe Müslüm. Paese: tutto il mondo Così come noi siamo tutti uguali davanti al TCS.
Cosa la fa arrabbiare del traffico in Svizzera? Il fatto che si creano code così facilmente. A Film: La sposa turca Istanbul ad esempio c’è molto traffico, ma i veiCibo: zukedon Cosa intende? coli sembrano comunque avanzare. Qui a volte Non importa se guidano un’auto superlusso o basta una ventina di auto per formarsi un imuna Fiat 500 – al TCS tutti vengono trattati allo stesso modo. bottigliamento. Allo stesso tempo però la coda ha un lato posiIn primo luogo si tratta di trasmettere una sensazione di sicutivo: solo dopo essere rimasti bloccati per un po’ si apprezza rezza e di affidabilità. Anche Müslüm trasmette sensazioni ed veramente la circolazione. emozioni. Non importa per chi lo faccia, tutti sono «semplicemente» persone. Così come anche al Touring Club Svizzero. Si può dire che lei conduce una specie di doppia vita. Müslüm e il TCS hanno dunque molto più in comune di quanto Quanto tempo occupa Müslüm nella vita di Semih? si possa pensare in un primo momento. Molto. Quasi ogni giorno interpreto in un qualche modo il ruolo di Müslüm. Ma mi piace! Nei suoi panni godo di tutte le Cosa ne sarà in futuro di Müslüm? libertà, senza dovermi giustificare. Per questo motivo separo Attualmente stiamo girando la seconda stagione dello spettamolto chiaramente la figura privata da quella artistica. colo comico televisivo Müslüm Television. In autunno poi partiremo in tournée con l’album Apochalüpt. In seguito però farò Ha un luogo preferito in Svizzera? una breve pausa creativa. È come se per un momento mi fermo A dire il vero l’intera Svizzera è un paradiso. Attualmente però in coda per poi rimettermi in circolazione. ◆ è l’Engadina a farmi battere il cuore più forte. 70 touring | luglio 2016
Müslüm apprezza le luci della ribalta. Il suo creatore e interprete, Semih Yavsaner, per contro preferisce l’anonimato.
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OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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Il Sony Xperia M5 offre tutta la tecnologia di primissimo livello, ad esempio con la fotocamera principale da 21 megapixel e quella frontale da 13 megapixel (particolarmente indicata per scattare selfie), uno schermo full-HD e uno slot per schede SD che permette di espandere la memoria fino a 200 GB. Questo modello è inoltre resistente all’acqua e alla polvere, come certificato dall’IP68. Le rifiniture sono impeccabili e l’involucro dorato è un valore aggiunto alla bellezza di questo smartphone.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi072 e le tre cifre al numero 5555.
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Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Casella postale, 3024 Berna.
Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro familiari. I vincitori dei concorsi «Gioca & Vinci» di Touring saranno estratti a sorte e avvertiti direttamente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Non sarà possibile ricorrere alle vie legali.
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«THE CLASSIC CIRCUS DINNER & SHOW PACKAGE» Due star s'incontrano: CLASSIC CIRCUS & VICTORIA-JUNGFRAU Grand Hotel & Spa Nel cuore del suggestivo paesaggio montano dell'Oberland Bernese con vista sulla Jungfrau sorge il VICTORIA-JUNGFRAU Grand Hotel & Spa e, nel mese di settembre, anche il maggiore polo culturale mobile svizzero, DAS ZELT – Chapiteau PostFinance. Scoprite il nuovo entusiasmante show CLASSIC CIRCUS! Capolavori della musica classica e delle colonne sonore cinematografiche eseguiti dal celebre Musikkollegium Winterthur, una delle istituzioni più storiche d'Europa, si fondono in uno spettacolo circense artistico di calibro mondiale per dare vita a uno show davvero unico. Prima dello spettacolo potrete gustare la gastronomia d'eccellenza dell'executive chef Stefan Beer, che vi servirà un menù creato appositamente per voi nel nuovo ristorante «La Terrasse» del VICTORIA-JUNGFRAU Grand Hotel & Spa 5*S. Godetevi un intrattenimento esclusivo nella prestigiosa atmosfera di un Grand Hotel, con una vista incomparabile sul massiccio della Jungfrau.
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TICINO
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Bollettino della Sezione Ticino
tcs-pedaggi.ch
Noleggio Telepass: ora online! Finalmente il Telepass arriva nelle case e, comodamente dal proprio domicilio, potete ottenerlo a noleggio in modo semplice. Il sistema permette di scegliere un noleggio a lungo termine oppure mensile per il periodo delle ferie. L’apparato sarà spedito a casa vostra entro 2 giorni dall’ordine (porto CHF 6.–) oppure lo si potrà ritirare subito al Centro TCS di Rivera. luglio 2016
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SEZIONE TICINO | OPPORTUNITÀ
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gliarvi e valutare insieme i vari modelli. Vi ricordiamo che la legge impone l’utilizzo del seggiolino fino ai 12 anni o fino all’altezza di 150cm. Ma acquistare il modello giusto non è sufficiente: una ricerca UPI e TCS ha rilevato che solo il 50% dei bambini viaggia allacciato in modo corretto. Un bambino non allacciato a dovere, oppure alloggiato in un sistema di ritenuta
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reale pericolo di ferirsi gravemente! Per questo motivo, oltre ai migliori seggiolini sul mercato e all’allettante ultra sconto del 10%, vi offriamo anche la corretta installazione del seggiolino sul vostro veicolo, la consulenza professionale e competente del nostro personale qualificato e il servizio post vendita. •
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Telefono 091 935 91 35 Fax 091 935 91 20 SezioneTI@tcs.ch www.tcs-ticino.ch
VITA DEL CLUB | SEZIONE TICINO
Una sezione in splendida forma
Si è tenuta lo scorso 19 maggio la 102.ma Assemblea dei Delegati della Sezione Ticino. All’ordine del giorno, oltre ai consueti punti statutari, l’intervento dell’On. Claudio Zali, ministro del Dipartimento del Territorio che, davanti a una sala in maggioranza contraria, ha difeso il tema della «tassa di collegamento» votata il 5 giugno scorso. La Sezione Ticino, anche se ha superato il secolo di vita, è in splendida forma.
RMO | FOTO EVENTMORE
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ella nuovissima sala Eventica del Centro CAST di Castione, l’Ing. Nelio Rigamonti, presidente del Gruppo locale Bellinzona, ha accolto il folto pubblico dando il benvenuto nella regione che, ha ricordato, attende con ottimismo l’apertura di Alptransit riponendo grandi speranze nella futura galleria ferroviaria del Monte Ceneri che dovrebbe diminuire il traffico pendolare tra Bellinzona e Lugano, ma esprimendo anche qualche timore di marginalizzazione per le valli, in particolar modo per la Leventina, non conoscendo ancora il futuro destino dell’attuale linea ferroviaria del San Gottardo. Il presidente cantonale, avv. Carlo Vitalini, ha poi dato inizio ai lavori assembleari passando la parola all’On. Zali, sottolineando lo spirito democratico del Club che non appoggiava la «Tassa di collegamen-
to». Il Presidente ha poi riassunto la posizione del TCS riguardo il finanziamento della rete stradale svizzera che, attraverso FOSTRA, il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato in discussione a Berna, dovrebbe assicurarsi la manutenzione e lo sviluppo a lungo termine in modo soddisfacente. Vitalini ha poi ricordato, sempre in ambito di mobilità, l’appoggio alla petizione contro un PVP (Piano viario del polo luganese) poco performante, con molti difetti da correggere, e l’appoggio agli ecoincentivi, purtroppo bocciati in votazione nel giugno 2015. Sinceri ringraziamenti sono stati poi rivolti a tutti i Gruppi locali per l’impegno dimostrato a favore della costruzione di una seconda galleria autostradale al San Gottardo nella sentita votazione di febbraio scorso. Per finire, ha ribadito l’importanza del ruolo dei Delegati come «antenne»
sul territorio che possono individuare e segnalare immediatamente eventuali problematiche che la Sezione potrà analizzare e, se del caso, intervenire con le autorità preposte. Il dir. Morandi ha poi riassunto le attività svolte durante l’anno, ponendo l’accento sul noleggio dei Telepass per le autostrade italiane, servizio appena iniziato ad aprile che sta riscuotendo un grande successo, e l’assistenza per la rete autostradale Pedemontana Lombarda con la possibilità di pagare i pedaggi o aprire conti targa direttamente presso il Centro di Rivera. Il tesoriere Fausto Filippini ha concluso l’assemblea illustrando la situazione finanziaria per l’anno 2015, apparsa in piena salute, che i Delegati hanno approvato all’unanimità e hanno quindi confermato il mantenimento dell’attuale tassa sociale. ∞ luglio 2016
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SEZIONE TICINO | MOTO ITINERARI
Valle Maggia: tra natura e architettura
Nuovo mese, nuovo moto itinerario, questa volta «a tutta natura». Partendo da Rivera, sede del TCS Ticino, il passo del Monte Ceneri in un attimo si apre su una splendida vista a 360 gradi sulla piana di Bellinzona, mentre ampie curve in discesa ci fanno raggiungere il fondovalle. In pochi chilometri si arriva ad Ascona dove il traffico della città lascia il posto ai primi cartelli indicanti Centovalli, Valle Verzasca e Valle Maggia, meta del nostro tour. TESTO E FOTO LUCA OLIVIERI
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l cristallino fiume Maggia e le sue spiagge fanno capolino tra la vegetazione, accogliendo i primi impavidi bagnanti mentre sinuose curve si susseguono fino ad Avegno dove case, in pietra locale perfettamente conservate, raccontano lo stretto legame di questa valle con la natura circostante. Pochi chilometri più a nord si arriva poi ad Aurigeno, paese che ha dato i natali al sindaco-pittore Giovanni Antonio Vanoni che, tra il 1835 e il 1880, affrescò numerose cappelle tra Valle Maggia e Valle Verzasca. Maggia, paese che prende il nome dal fiume che a sua volta nomina questa splendi-
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da valle, merita una sosta. Passando per l’abitato ci si trova presto di fronte alla Parrocchiale di San Maurizio che, con la sua imponente scalinata di 100 gradini, nasconde un «segreto»... provate a contarli. Si sale di quota e la strada, sempre ricca di curve, comincia a farsi più stretta tra le montagne, la guida rilassata e rotonda permette di godere a pieno il percorso e gli splendidi panorami che lo incorniciano. Cevio, con i suoi palazzi patrizi e lo splendido Pretorio completamente decorato con stemmi araldici, rappresenta idealmente il punto di rottura tra la parte bassa e quella alta della valle. Una visita al
Museo di Valmaggia permette di conoscere la storia di questi affascinanti luoghi, mentre «il sentiero dei grotti» permette di capire come la necessità aguzza l’ingegno. Infatti dopo una gigantesca frana, le cavità rimaste tra le pietre percorse da fresche correnti sotterranee, sono state trasformate in grotti dove formaggi e salumi si conservavano alla perfezione. Saranno i grotti e i «tesori» custoditi al loro interno, ma lo stomaco inizia a farsi sentire e la vastissima offerta di ristoranti -anche con terrazza sul fiume- sono pronti ad accogliere e rifocillare gli affamati mototuristi.
Di nuovo in sella si attraversa Peccia, località famosa grazie all’unica cava di marmo bianco di tutta la Svizzera e sede della Scuola di Scultura. Da lì una serie di tornanti stretti, tutti da guidare, fanno da porta d’ingresso alla valle Lavizzara, dove la natura ci circonda e ci avvolge completamente, montagne altissime ed imponenti ci accompagnano fino a Mogno. In questo piccolo villaggio la natura ha fatto sentire tutta la sua forza distruttiva per ben due volte, due enormi valanghe lo hanno colpito: prima nel 1667 e poi nel 1986, spazzando via anche la chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Chiesa che oggi, grazie all’architetto Mario Botta, è diventata un luogo d’interesse, e non soltanto per i fedeli. La sua particolare ed affascinante forma cilindrica in pietra grigia e il tetto di vetro spiovente meritano sicuramente una visita. A pochi metri di distanza si trova invece la «Tòrba de Mogn», esempio di rustico ticinese, punto di partenza per diverse escursioni nei dintorni. Qualche curva ed ecco l’imponente muro di 130 metri della diga del Sambuco che lascia senza fiato. Alle sue spalle l’omonimo lago artificiale ricorda un fiordo con le montagne scoscese che si tuffano nelle acque di uno spettacolare blu intenso. Attraversando la conca del Grasso è ancora una
volta la natura a farla da padrona, maiali e mucche scorrazzano liberi per i campi verdissimi, mentre l’asfalto si fa via via più rovinato. Siamo costretti a fermarci davanti alla sbarra che limita l’accesso al lago del
Narét visto che la strada non è ancora stata completamente pulita dalla neve... poco male, i panorami splendidi dei quali abbiamo goduto fin qui e questa sbarra chiusa ci danno un più che valido motivo per tornare a scoprire la Valle Maggia. •
PERCORSO IN BREVE Le località toccate dall’itinerario sono: Rivera, Ascona, Avegno, Aurigeno, Maggia, Cevio, Peccia, Mogno, Lago del Sambuco. (Ritorno sullo stesso itinerario fino ad Ascona) Km totali: 133 Luoghi d’interesse: • Museo di Valmaggia, Cevio www.museovalmaggia.ch • Scuola di Scultura, Peccia www.bildhauerschule.ch/it/ indicazioni/marmo • Chiesa di San Giovanni Battista, Mogno, www.chiesadimogno.ch Difficoltà del percorso: Percorso semplice inizialmente larghe carreggiate che vanno via via restringendosi aumentando la quota. Dopo la diga del Sambuco asfalto rovinato con buche. Verificare apertura strada che porta al Lago di Narét
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SEZIONE TICINO | CIRCOLAZIONE STRADALE
Lettera di Romano Vannoni, Aurigeno
ate n i l c e r e t t e l c Le bici ? e s o l o c i r e p sono pita giornate mi ca imane di belle tt ea se ch te es an i, qu al n «I canton re sulle strade per o zz na de spesso di vede Ca Locarnola e m co do co eu forte traffi re delle ps o, di incrocia pi a em ic es at pr un fare e sdraiate in otte da person nd io co ez el te es et cl pr ci a bi a un olo. Ho assistito tre en m o, in rt a 10 cm dal su ua Q omali mezzi› a si atne di ‹codesti an o. Se non aves en tr to au un va ge un gi ag sopr
do nista, accenden one del camio zi ta en is tt cl ci l’a il o at n, tir clacso i e suonando il o…. lic bi l de gli abbagliant e ot dare sotto le ru ti rischiava di an colosità di ques l’idea della peri o n nd co re i se ch so or Non do rim anche gli pseu i tt ge og ni ra st mezzi, come e gli altri ni bi m ba i de all’interno ovani…». utilizzati dai gi
Il TCS risponde Le chiamano biciclette orizzontali, reclinate, recubents, wheelbase bike, bents, trikes (a tre ruote), quad (a quattro ruote), ce ne sono di svariati modelli e possono essere anche carenate. Non sono nate recentemente, ma hanno una lunga storia risalente al 1880! I cultori di questo tipo di bicicletta ne illustrano soprattutto i vantaggi: la posizione confortevole, ergonomia, il rendimento, l’efficienza aerodinamica, la velocità, ecc., ma parlano poco della sicurezza nella circolazione. Bisogna affermare, per sgomberare il campo da malintesi, che queste biciclette sono omologate e possono circolare liberamente in Svizzera. Devono utilizzare le piste e le corsie ciclabili e per il conducente è raccomandato il porto del caschetto da ciclista. Inoltre per farsi meglio notare nel traffico è consigliabile munire il mezzo di una bandierina posta su un’astina di ca. 2 m di altezza, dietro il sedile. I punti più controversi, che possono generare degli incidenti, in particolare per al80
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cuni modelli, sono le ripartenze in caso di «stop» come pure circolare in città con traffico elevato, per le biciclette più basse. In caso di ostacoli (buche, binari, elementi di moderazione) diventa più difficile superarli perché non si vede bene il punto di contatto. La visuale non è ottimale e alcune manovre diventano difficoltose a causa della lunghezza della bicicletta. Per i non allenati, il pedalare in salita diventa instabile, inoltre chi viaggia su strade strette con un trikes o un quad, può subire dei sorpassi pericolosi soprattutto da parte degli autocarri. In caso di incidente certe carenature possono creare alcuni problemi. Queste biciclette devono essere equipaggiate secondo le disposizioni, avere uno specchietto retrovisore e montare fanaleria adeguata. Dobbiamo tener presente che tutti i ciclisti, a dipendenza del mezzo che usano, sono l’anello più debole, assieme ai pedoni, nella circolazione stradale. Quindi si consiglia di scegliere percorsi poco trafficati, itinerari segnalati, ciclopi-
ste e corsie ciclabili che, nelle regioni segnalate dal socio (Piano di Magadino, Valle Maggia) non mancano di certo! Negli ultimi anni sono stati introdotti anche vari tipi di rimorchietti (trailer) e seggiolini, anteriori o posteriori, per il trasporto di bambini, che si possono trainare o montare sia su biciclette normali, sia su quelle reclinate. Sia per il bambino trasportato sia per queste componenti esistono delle specifiche regole da rispettare: peso, misure, età, cinture, caschetto, montaggio, visuale e libertà di manovra del conducente. Per gli altri «strani oggetti utilizzati dai giovani», come i giropodes, trottinettes, varie «tavole», alcune funzionanti anche con motore elettrico, molti tra questi non sono autorizzati a circolare sulle pubbliche vie, perché considerati «giocattoli». I costruttori devono segnalare compiutamente se il mezzo è omologato dalle Autorità e di conseguenza il venditore deve informare il cliente mettendolo in guardia su un eventuale uso improprio.
Lettera di Andrea Citterico, socio TCS
Ingorghi, co lonne e
Ci tenevo a se gnalare come l’attivazione de maforo rosso, l sepresso i portal i delle gallerie stradali del M autoonte Ceneri e del San Salvat nelle ore di punt ore a, contribuisca a paralizzare to talmente il già congestionato traffico autost dale del Cant raon Ticino. La scellerata gest dell’accensione ione dei semafori ro ssi per 20 min provoca infatt uti, i delle regolari colonne con re va paralisi de latil traffico in di rezione Sud, es tese
semafori
dall’uscita di Lu gano Sud fino all’uscita di Lu no Nord, talvol gata arrivando fi no a Taverne. La tuazione di cong siestione si protra e poi per divers ore prima di e tornare alla no rmalità. Non si venga a dire mi che lo scopo è di fluidificare traffico, in quan il to l’effetto sort ito è esattamen l’opposto; senz te a la regolazion e semaforica traffico scorre il rebbe regolare senza problem Disastroso! i.
Il TCS risponde La regolazione dei flussi di traffico sui tratti più congestionati della rete autostradale svizzera per mezzo dei semafori, posizionati alle entrate delle gallerie di una certa lunghezza, ha quale scopo principale di evitare che la colonna di veicoli sosti all’interno della galleria medesima e per diverso tempo. Se venissero utilizzati per fluidificare il traffico, si dovrebbe diminuire anche fortemente il limite di velocità, per esempio, a 60 km/h dal Ceneri a Chiasso. È quindi un problema legato alla sicurezza e non alla fluidità. Basterebbe un banale incidente o, peggio ancora, l’incendio di un veicolo, per trasformare la galleria in un inferno, con gravi conse-
guenze per gli utenti incolonnati e poche possibilità per i soccorritori di giungere tempestivamente sul luogo del sinistro. Questo sistema gestito dall’USTRA, è praticato sui tratti autostradali più trafficati in tutta la Svizzera e, in Ticino, sulla A2 nelle rampe d’accesso alla galleria del San Gottardo e a sud dalla galleria del Monte Ceneri fino a quella dopo il ponte di Meli-
de. L’attivazione dei semafori è automatica dal momento in cui le pedane di dosaggio rilevano un flusso di traffico importante che causa inevitabili colonne. Non dobbiamo dimenticare che sul tratto sottocenerino della A2 si contano giornalmente oltre 70’000 passaggi (punto di rilevamento di Grancia), cifra che intacca la capacità della stessa autostrada.
ti e aspetti che sovente fanno discutere gli utenti della strada. Non esitate a segnalarci circostanze anomale e fatti vissuti, anche con foto. La conoscenza e la prevenzione aiutano
a rendere la circolazione sulle nostre strade più sicura e meno conflittuale. Scrivere a TCS-Sezione Ticino, CP 581, 6802 Rivera e-mail: sezioneTI@tcs.ch
Rubrica «voce ai soci» Avete rilevato problemi stradali? Segnaletica, situazioni, regole, curiosità. Questa rubrica da spazio ai soci che desiderano essere ben informati quando viaggiano. Presenteremo comportamen-
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SEZIONE TICINO | EDUCAZIONE STRADALE
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on la campagna di sensibilizzazione sul tema della sicurezza nel tragitto «casa-scuola», il TCS si rivolge ai conducenti con l’intento di proteggere i bambini, soprattutto nel momento in cui attraversano la strada. A questo scopo è stato utilizzato lo slogan «Ruote ferme, bimbi salvi» insieme alla distribuzione di 80’000 gilet di sicurezza, consegnati gratuitamente dal TCS ai bambini delle scuole elementari, all’inizio dell’anno scolastico.
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touring |
luglio 2016
In relazione a questa campagna informativa, il TCS Sezione Ticino-Gruppo del Mendrisiotto, ha istituito un concorso di disegno, indirizzato alle classi di terza, quarta e quinta elementare di Balerna. La somma di denaro vinta ha permesso alle classi di organizzare la passeggiata scolastica. Tutti i disegni sono stati valutati da una giuria composta in egual misura da rappresentanti della scuola, il dir. Christian Pagani e la segretaria Ana Maria Borges,
e dai membri di comitato TCS Avv. Sarah Stadler e Avv. Gianfranco Zazio, i quali hanno decretato i 12 fortunati vincitori (di cui 5 qui illustrati). Tutti i disegni premiati sono visibili su www.tcs-ticino.ch. Per valorizzare la creatività espressa da tutte le classi, la Galleria Arteincorso di Chiasso ha allestito, in giugno, per conto del Gruppo del Mendrisiotto TCS, una mostra delle opere, dove è avvenuta la premiazione con una gustosa merenda. •
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MARTEDI 15.11.2016 | HALLENSTADION ZURIGO | 20 ORE SCONTO RISERVATO AI SOCI TCS – PAUL SIMON! Biglietti con il rispettivo codice promozionale al sito www.ticketcorner.ch, In caso di prenotazioni si prega di indicare il relativo codice promozionale. indicando il codice promozionale anche per telefono al numero Max. 2 biglietti per ciascun ordine. 0900 800 800 (CHF 1.19 min.) nonché presso tutti i comuni punti di I biglietti VIP sono esclusi dalla promozione. prevendita Ticketcorner. L’offerta è limitata e non cumulabile. SCARICA APP GRATIS ORA! Newsletter e tutti gli eventi alla: www.abc-production.ch
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BUONO D’ORDINE ESCLUSIVO Termine di ordinazione: 15 agosto 2016
Diametro: ca. 4 cm
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Con movimento al quarzo • Con funzione stop-watch • In pregiato acciaio • Ogni orologio è numerato sul retro • Orologio da polso sportivo in metallo • Edizione limitata in tutto il mondo • Certificato di autenticità numerato a mano • Con Garanzia Soddisfatti o Rimborsati valida 120 giorni
Omaggio all‘arte ingegneristica svizzera La locomotiva Ce 6/8 II, conosciuta, nella lingua parlata, come il coccodrillo, è stata per generazioni la locomotiva svizzera per eccellenza per l‘interno del paese e per l‘estero. E‘ considerata una delle locomotive elettriche più efficienti e più belle da vedere e vale ancora oggi come simbolo della passione ingegneristica della Svizzera. L‘orologio da polso „Ce 6/8 II coccodrillo“ ripercorre i bei tempi di questa icona del Gottardo e riuscirà ad entusiasmare tutti gli appassionati di trenini. L‘oggetto si caratterizza per il preciso movimento al quarzo e un originale quadrante con elementi della cabina del macchinista di una locomotiva Ce 6/8 II. Questa edizione speciale è limitata e distribuita in tutto il mondo. Vale la pena che Lei ordini il prima possibile!
(MMAA)
Per cortesia, scrivere in stampatello
Via/N. Cap/Città E-mail Firma
Telefono
Il quadrate ha come modello la cabina del macchinista della locomotiva Ce 6/8 II.
Sul retro è incisa la numerazione.
www.bradford.ch fb.com/BradfordExchangeSchweiz
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Con il certificato di autenticità e la scatola di presentazione.
Per ordinare online no. di riferimento: 55461
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