La rivista della mobilità
#4 | APRILE 2016 | FR. 4.50
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QUATTRO RUOTE STERZANTI Sulla Renault Megane GT
i tici estiv pneuma TCS nel test
LA FORMULA E IN SVIZZERA
Appassiona piloti e pubblico
L’IRAN IN TRENO
COME UNA FIABA DA 1001 NOTTE La perfetta
e-bike per me
CON
IONE TCS SEZ O TICIN p. 75
VIAGGIATE ALLA GRANDE. CON IL NOKIAN ZLINE SUV
TECNOLOGIA UNICA DELLE PARETI LATERALI IN ARAMIDE
ECCEZIONALE PIACERE DI GUIDA anche in condizioni difficili
irrigidisce e rafforza le pareti laterali, aumentando così la loro resistenza alle penetrazioni ed ai tagli
NUOVA MESCOLA DI GOMMA CON SILICE DI CORALLO
MANOVRABILITA’ ACCURATA E STABILE anche ad elevate velocità ed in curva
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rimane sempre solida e mantiene un contatto affidabile con la superficie della strada
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SPORTIVO, EQUILIBRATO AD ELEVATE PRESTAZIONI
VINCITORE DEL TEST „La Nokian ha raggiunto i migliori risultati in termini di prestazioni di frenata e di manovrabilità sulla superficie asciutta e bagnata.“ OFF ROAD 4/2015
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SOMMARIO
Test dispositivi d’illuminazione per bicicletta
16 La giusta scelta dell’e-bike
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Comportamento zen al volante: un quiz divertente
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Test della Renault Megane GT
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EDITORIALE
La rivista della mobilità
dossier La rivista ha fatto breccia nei lettori
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opo nove edizioni del «Touring» in formato rivista è tempo di stilare un bilancio. Alla nostra redazione sono giunte numerose reazioni da parte dei lettori che dimostrano che la nuova veste del «Touring» ha fatto breccia nei loro cuori. Abbiamo ricevuto soltanto pochi riscontri negativi, riscontri che consideriamo importanti perché ci servono da suggerimenti per correggere il tiro. Anche l’integrazione nella rivista dei 13 bollettini delle Sezioni è stata un successo: i lettori ricevono così in un sol colpo tutte le informazioni rilevanti del TCS. Tendenze positive ci vengono altresì confermate dai primi dati intermedi forniti dalla società di ricerca dei media WEMF per quanto riguarda il numero di lettori per copia e la diffusione della rivista. Ma non ci riposiamo sugli allori, bensì ci impegniamo a migliorare costantemente la rivista. Felix Maurhofer caporedattore
8 Bicicletta elettrica Il boom continua, vi aiutiamo a scegliere il modello adatto
14 Elettrificare una bici Set fai da te: fattibile?
16 Impianto fari due ruote 8 dispositivi d’illuminazione in un test comparativo TCS
mobilità 24 Gare di Formula E Nel 2017 si correrà magari anche in Svizzera?
26 La parola ad un pilota Sébastien Buemi conduce la classifica della Formula E
27 Un quiz istruttivo Che tipo di conducente siete?
18 Nuove motociclette Un debole per i modelli retrò
20 Sicuri sulla moto Corsi TCS per ritornare in sella dopo la stagione invernale
Per scegliere la gomma migliore
Copertina: Foto: Pia Neuenschwander Modello: Steven Forster Agenzia: Time Model Agency Vestiti messi a disposizione da: PKZ Berna Casco e bicicletta: Centro Sci+Bici Berna
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aprile 2016 | touring
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SOMMARIO
Grand Tour of Switzerland in moto
56 Viaggio dei lettori in Iran
Noleggiare un’e-bike a prezzo speciale
Sei concerti solo per i soci TCS
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La rivista della mobilità
tecnica 35 Pneumatici estivi Brillanti risultati per quasi tutti i prodotti sottoposti a test TCS
42 BMW 750 Li
club 65 77 Bombay Street Concerti esclusivi per i soci
66 Ritratto TCS Peter Wirz riconsegna ai soci i veicoli bloccati da una panne
Salotto ambulante ricco di high tech e piacere di guida
rubriche
44 Alpine Vision Una scommessa audace la rinascita di Alpine? Intervista
svago 58 Il té pomeridiano Una moda che sta prendendo piede anche in Svizzera
62 Un gioiello poco noto La città tedesca di Münster affascina per molti aspetti
Touring n. 5
TCS Sezione Ticino
23 Calendario: aprile 2016 29/41 L’esperto TCS 46 Gli sfiziosi 54 Prestazioni TCS 55 Un salto in città
76 77 78 80 80 81 82
Assemblea dei Delegati Viaggio a Monza Pericolose cattive abitudini How! 77 Bombay Street Pattugliatori scolastici Ascona Harley Days Opportunità a Rivera
San Gallo
60 67 67 68 70 73
Vantaggi socio Forum Impressum Tourolino In giro con Gioca & vinci
Quel tocco personale alla bici
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Temi della prossima edizione: speciale campeggio, test Infiniti Q30, Olanda tra bici e corsi d’acqua, intervista a Timea Bacsinszky. Data di pubblicazione: 28.4.2015 aprile 2016 | touring
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Effetto gabbiano Nella scia della berlina Model S, Tesla lancia la Model X per l’Europa. Una SUV elettrica con le porte ad ala di gabbiano le cui qualità ricordano sia una monovolume sia una fuoristrada. Il costruttore californiano è un po’ un messia quando si parla di auto elettriche. Bisogna dire che, in questo mercato che fatica a decollare, le 1550 Model S vendute in Svizzera l’anno scorso possono essere considerate un vero successo. Commercializzata come SUV, la Model X è quindi ancora più attesa. Questione di rendere il tutto più stuzzicante, Tesla ha optato per due portiere ad ala di gabbiano che dovrebbero facilitare l’accesso alle due file di sedili posteriori, anche in parcheggi stretti. Di fatto, un primo contatto, ci ha permesso di costatare che le due portiere ad assistenza elettrica liberano un’immensa apertura. Dotata a scelta di 6 o 7 posti, la Model X riprende la ricetta dei sedili individuali modulabili, come su una monovolume che si rispetti. E contro ogni attesa, i due posti in fondo riservano un’abitabilità davvero dignitosa per de-
gli adulti. Condividendo gran parte degli organi della berlina S, questa longilinea automobile (5,02 m) si distingue inoltre per il bagagliaio voluminoso cui si aggiunge un secondo vano anteriore. Da notare, il peso in crescita di 100 kg.
Integrale scattante Dettaglio insolito, la portiera sul lato del conducente si chiude elettricamente premendo sul pedale del freno. Come la berlina, la Model X ama fare il dragster elettrico: la versione P90D passa da 0 a 100 km/h in 3,4 s annunciando comunque un’autonomia di 470 km. Oltre alla trazione 4×4, la Model X vanta altre due caratteristiche da SUV: l’altezza da terra aumentata di 8 cm e il carico rimorchiabile di 2268 kg. Nonostante alcune incertezze, il mercato svizzero dovrebbe essere fornito in estate. I prezzi variano tra gli 80 500 e i 120 200 fr.
La Confederazione risarcisce i danni
6 touring | aprile 2016
Nuda protesta Lo hanno rifatto! Alcuni anni fa dei ciclisti dimostrarono in tutto il mondo con una World Naked Bike Ride per ottenere più visibilità nella circolazione stradale. Quest’anno a Melbourne (foto) sono stati 200 partecipanti a dimostrare – più o meno – nudi. Il pubblico ha accolto con umore il loro messaggio. A causa delle condizioni climatiche, in Europa l’evento avrà luogo in estate, non si sa ancora se a Bruxelles, Amsterdam o Londra.
LA CIFRA
15,1 È la percentuale di bici elettriche vendute in più nel 2015 rispetto all’anno precedente in Svizzera. Si parla in totale di 66 332 nuove e-bike. Di tutte le biciclette vendute, una su cinque ha il motore elettrico. Molto apprezzate sono le e-mountain bike. Nel 2015 ne sono state vendute ben 19 687, che corrisponde ad un aumento del 43,7% rispetto al 2014.
Tesla Model X Una SUV elettrica dalla buona abitabilità.
Immaginatevi di guidare su un’autostrada e nei pressi di un cantiere di imbattervi in una corsia scivolosa come se fosse insaponata. Proprio questo è accaduto a una motociclista sull’autostrada all’altezza di Lucerna. La donna è scivolata con la moto mentre affrontava una curva a sinistra e ha riportato delle ferite. La causa della caduta è la patina oleosa che ricopriva la corsia. La Confederazione, in quanto proprietaria della strada e committente dell’opera, deve
LA FOTO
versare alla motociclista 13 000 franchi di risarcimento danni. Pur prestando un’adeguata attenzione, la donna non era in grado di riconoscere la minaccia di pericolo e né poteva prevedere di trovarsi di fronte ad una superficie estremamente scivolosa, ha dichiarato il Tribunale federale. Il tratto pericoloso avrebbe dovuto essere segnalato non solo con il cartello «Lavori», ma pure con quello di «Strada sdrucciolevole» (sentenza 4A_479/2015 del 2.2.16).
CITAZIONE
«A vedere la lenta diffusione delle colonne di ricarica elettriche, quella dell’idrogeno promette di esser nettamente superiore»
Carlos Ghosn Per il CEO della casa Renault-Nissan, l’idrogeno è un’opzione interessante, ma meno verde che l’elettricità dal pozzo alla ruota.
ATTUALITÀ
FOTO GETTY IMAGES, GRÉGOIRE KORGANOW/LA COMPANY, ALD
19 volte slowUp Il 17 aprile ha inizio la nuova stagione slowUp in Ticino. Per ben 19 volte ci si può muovere usando solamente l’energia dei propri muscoli – in bicicletta, pattini in linea o altro ancora – su tratte senza camion, auto e moto. Infatti, queste tratte saranno chiuse al traffico. A tale sorta di festa popolare senza motore per un giorno vi partecipano tra l’altro pure le regioni Werdenberg-Liechtenstein, Sciaffusa-Hegau, Mountain Albula e la Schwyz Swiss Knife Valley. La stagione slowUp terminerà il 25 settembre sul Lago di Zurigo. www.slowup.ch
Prezzo benzina Più soldi per la cassa federale.
Benzina più cara Il Consiglio degli Stati ha approvato il decreto sul «Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato» con alcune modifiche. In questo fondo affluirà il 60% dell’imposta sugli oli minerali. Attualmente al traffico stradale viene destinata solo la metà. Inoltre, il supplemento fiscale sugli oli minerali verrà aumentato di 4 ct. al litro!
A Basilea si pedala! Buone notizie per gli amanti delle bici cargo elettriche: la piattaforma di condivisione carvelo2go, lanciata a fine settembre a Berna, si estende a Basilea. D’ora in poi, gli abitanti della città renana potranno noleggiare una delle cargo bike per qualche ora, quanto basta per fare la spesa o per una comoda gita. Come? Niente di più facile: basta iscriversi, prenotare e ritirare il mezzo al suo posto. Fino a settembre 2016, il noleggio è gratuito per i soci TCS. Da questa primavera, il concetto dovrebbe pure estendersi ad altre città. www.carvelo2go.ch
DS in Francia, una storia svizzera La Francia rappresenta un mercato strategico di grande importanza per l’avvenire di DS Automobiles, marca premium che si è disancorata da Citroën. La sua espansione in Francia ha un sapore spiccato elvetico visto che al direttore commerciale di DS Amaury de Bourmont, è stato attualmente affiancato Sébastien Vandelle che ricopre così la carica di direttore sviluppo. Punto comune, entrambi sono stati direttori di filiale in Svizzera, de Bourmont alla testa di Peugeot mentre Vandelle del gruppo Peugeot Citroën. aprile 2016 | touring
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Quale
e-bike fa per me? In primavera avete voglia di cimentarvi su una bicicletta dotata di assistenza a motore? Due esperti danno consigli sulla scelta dei modelli e sulla relativa sicurezza. TESTO JULIANE LUTZ | ILLUSTRAZIONI NICOLAS KRISTEN
I
l mercato delle e-bici continua a crescere. Secondo Velosuisse, nel 2015 sono state vendute 66 332 e-bike nuove, il 15,1 percento in più rispetto all’anno precedente. Nel frat-
tempo, per soddisfare l’enorme domanda, l’offerta di biciclette a motore si è ampliata. Ma quale bici è quella più adatta a ciascuno? Per facilitare la scelta abbiamo definitivo cinque
categorie e chiesto consiglio anche allo specialista Marius Graber su cosa prestare attenzione al momento dell’acquisto, oltre a qualche suggerimento concreto di modelli. Esperto di e-bike Marius Graber è redattore tecnico della rivista specializzata «Velojournal» ed è attivo nel commercio delle biciclette.
8 touring | aprile 2016
DOSSIER
L’E-BIKE IN BREVE MOTORI Il motore centrale è la soluzione migliore nella maggior parte dei casi: affronta senza riscaldarsi anche salite molto lunghe (es. passi alpini), spinge bene a bassa velocità e può essere combinato a tutti i tipi di cambio. Il motore sulla ruota posteriore funziona solo in combinazione con un cambio a catena (o con l’esclusivo cambio nel pignone), perciò sono possibili solo brevi assistenze alla pedalata. Durante le salite molto lunghe (passi) accusa problemi di riscaldamento. Pertanto il motore posteriore è impiegato soprattutto su modelli sportivi e veloci. CAMBI I cambi nel mozzo consumano meno la catena e i denti delle corone e si possono azionare anche da fermi (es. al semaforo o a un incrocio). L’unità di commutazione delle marce resta protetta all’interno del mozzo. Tuttavia, cambiare sotto sforzo, ossia durante le salite in montagna, non è senza difficoltà e richiede al conducente una certa tecnica di cambio marcia, soprattutto su quelle e-bike con il motore che tira anche sulla catena. Il cambio nel mozzo è ora disponibile in versione a variatore continuo (Nuvinci). Ultimamente Shimano e Nuvinci offrono anche modelli con cambio automatico, grazie al quale il guidatore non deve più cambiare i rapporti da sé. Inoltre, i cambi nel mozzo si possono combinare con le cinghie dentate, che necessitano di poca manutenzione (al posto delle catene oliate). Il cambio con deragliatore è più leggero di quello nel mozzo e funziona un po’ più facilmente (sebbene la corretta pressione dei pneumatici sia un fattore decisivo). Si aziona correttamente anche sotto sforzo, quindi in montagna funziona più facilmente. L’usura e i costi di manutenzione sono però più elevati e il rischio che la catena fuoriesca è un po’ più alto (eventualità che non dovrebbe succedere con un corretto innesto del cambio).
E-bike per lunghe escursioni Per chi ama compiere lunghe escursioni in bici durante i fine settimana e in vacanza è ideale una trekking e-bike. Questi modelli danno buona prova di sé anche per andare al lavoro. I modelli più sportivi sono dotati di telaio a diamante o trapezoidale, ma ce ne sono anche in versione mono tubolare per tranquille gite. La SpeedPed di Swiss-Urbanbikes è dotata di un motore intelligente, che spinge con forza anche sui pendii più lunghi. La sua batteria è due o tre volte più grande di quella di una normale bicicletta elettrica. Risulta essere il modello ideale per un
Forza SpeedPed di Swiss-Urbanbikes.
tragitto casa-lavoro molto lungo. La Bluelabel Charger GX di Riese & Müller è una bici da turismo adatta per lunghi viaggi anche su strade in cattivo stato. I pneumatici larghi forniscono molto comfort, sicurezza e consentono di circolare facilmente anche su strade forestali e di campagna. La Charger GX combina il potente mo-
tore Bosch GX con l’affidabile cambio nel mozzo Rohloff. Grazie alla sospensione doppia, le bici della serie TX di Flyer offrono molto comfort durante lunghe escursioni. Su questa e-bike da strada è stata montata la tecnologia di ammortizzazione delle mountain bike. È la bicicletta ideale per tutti coloro che amano la comodità.
MARIUS GRABER CONSIGLIA Le bici elettriche da trekking dovrebbero disporre di una gamma piuttosto ampia di rapporti di trasmissione e di marce. Ciò al fine di circolare speditamente in pianura, pur avendo a disposizione un numero sufficiente di marce corte per la montagna. Chi compie viaggi lunghi dovrebbe accertarsi che la capacità della batteria sia sufficiente per i suoi progetti e portare sempre con sé una seconda batteria. Trekking e-bike di buona qualità da circa 3500 fr.
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Semplice Bluelabel Charger GX di R&M.
Comoda Serie TX di Flyer.
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Potente Levo di Specialized.
Equilibrata xDuro FatSix RC di Haibike.
Stabile Roxtar C 8.0 di Bergamont.
MARIUS GRABER CONSIGLIA Su tutte le e-mountain bike bisogna fare attenzione che abbiano rapporti del cambio sufficientemente corti per i pendii più ripidi. Gomme larghe rendono più facile e sicura la guida fuoristrada. Buone e-mountain bike da circa 2800 fr.
Bici elettriche fuoristrada Le mountain bike elettriche procurano un gran piacere di guida anche fuori dalle strade asfaltate. Nonostante il motore non funzioni al massimo senza qualche sforzo fisico, si risparmia comunque fiato, così che pure le coppie che non hanno pari allenamento possono ritrovare il piacere di fare una gita in bici assieme. Le MTB si dividono in hardtail (sospensione solo anteriore) e fully (doppia sospensione). Le hardtail sono meno costose, più leg10 touring | aprile 2016
gere e, secondo necessità, si possono equipaggiare di parafango e di un semplice portapacchi, così da poter essere usate anche nel quotidiano. Con il loro sistema di sospensioni, le fully garantiscono una guida sicura, leggera e comoda, specialmente su terreni difficili. Costano però qualche centinaio di franchi in più delle hardtail. Sulle e-MTB la posizione del motore è obbligatoriamente centrale, sia perché si presta alle lunghe
salite sia perché fornisce la massima assistenza alle basse velocità. La Levo di Specialized è una MTB di ultima generazione con potente motore centrale (Brose), batteria integrata e buona sospensione completa. I pneumatici extra larghi «Plus» facilitano la guida della bici e garantiscono buona trazione e comfort su fondo sterrato. La xDuro FatSix RC di Haibike ha gomme di
grande spessore, con le quali si può circolare in scioltezza anche sulla neve. I pneumatici larghi garantiscono molta sicurezza di guida sullo sterrato e si ha la sensazione di trovarsi su strade asfaltate anche quando si è su accidentati sentieri forestali. La Roxtar C 8.0 di Bergamont è una mountain bike semplice ma stabile, dotata di sospensioni complete, un potente motore, oltre a robuste ed agili ruote da 27,5 pollici.
DOSSIER
Con stile E-Swing di Tour de Suisse.
Pratica Sahel Compact di Kalkhoff.
Preziosa Chiyoda Xpress di Tout Terrain.
Bici elettriche da città Le city-bike sono ideate per l’uso quotidiano. Sono disponibili in molte variazioni, da quelle chic a quelle super spartane. Dal momento che perlopiù si usano ogni giorno e nelle più disparate condizioni climatiche, si rivela un vantaggio dotarle di un portapacchi e di un buon parafango.
La E-Swing di Tour de Suisse è una bella bici elettrica per la città e per facili escursioni. Ora è disponibile il modello con il cambio automatico: il cambio nel mozzo elettronico innesta automaticamente la marcia giusta. La bici viene costruita su richiesta del cliente ed è disponibile in molti colori.
La Sahel Compact Impulse di Kalkhoff è una bici pratica per la città. Con ruote da 20 pollici è compatta, agile e si parcheggia ovunque. È pure un’eccezionale bici per la famiglia, grazie alla facile regolazione in altezza di sella e manubrio. La Chiyoda Xpress di Tout Terrain combina un cambio nel pignone della corona con un motore GoSwissDrive sulla ruota posteriore. Una cinghia dentata fornisce una trasmissione silenziosa e pulita. Tale sistema intelligente, e che richiede poca manutenzione, è prezioso nell’uso quotidiano.
MARIUS GRABER CONSIGLIA Sulle bici elettriche da città si può trascurare la dimensione della batteria, poiché i comuni modelli attuali bastano per l’uso quotidiano. I cambi nel mozzo necessitano di qualche cura in meno e possono essere azionati anche da fermi, ciò che si rivela vantaggioso nel traffico «stopand-go». Oltre a motore, cambio e freni, vale la pena verificare attentamente i «componenti d’uso quotidiano», ad esempio se il faro è abbastanza luminoso, i parafanghi sufficientemente lunghi e il cavalletto abbastanza robusto per sopportare una bike pesante 20 chili (almeno) più eventuali acquisti. È facile da manovrare e si possono montare saldamente eventuali rimorchi, seggiolini per bambini o trailer? Su questo aspetto molti modelli lasciano a desiderare. Sulle bici elettriche da città è un vantaggio avere una cinghia dentata al posto della catena, dato che non va oliata e non sporca i vestiti. Chi vuole spostarsi su un’ebike da città di ottima qualità, la troverà da circa 2500 fr.
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IN GIRO SICURI Le raccomandazioni dell’esperto del TCS Roman Angermann 1. Corsi: un’e-bike – a prescindere che raggiunga i 25 km/h o i 45 km/h – è più un motociclo che una bicicletta. Perciò, per i principianti vale sempre la pena frequentare un corso d’introduzione. Sul sito del TCS si trovano i corsi proposti dalle varie sezioni del TCS. Chi non sale più in sella da molto tempo, dovrebbe iniziare guidando per qualche mese una e-bike fino a 25 km/h. 2. Casco: un’e-bike non è una bicicletta convenzionale, perciò indossate sempre un casco. Sulle bici fino a 45 km/h è obbligatorio. 3. Illuminazione: al momento dell’acquisto, i conducenti di e-bike dovrebbero assicurarsi che il fascio luminoso sia lungo e farsi consigliare in modo esaustivo. 4. Freni: le bici elettriche necessitano dei migliori freni possibili. I freni a disco danno vantaggi significativi rispetto a quelli a pinza. Ad esempio, sono più efficaci quando piove o su terreni fangosi. Infatti, sporcizia e umidità vengono spazzati via dalla forza centrifuga del disco, mentre con i freni a pinza restano attaccati al cerchio. Pure per i freni vale la pena farsi consigliare dal rivenditore specializzato. www.tcs.ch/it/corsi
MARIUS GRABER CONSIGLIA Buoni freni e capacità di usarli nel modo giusto sono un obbligo in questo segmento. Il cambio dovrebbe offrire rapporti sufficientemente grandi e veloci e l’illuminazione dev’essere davvero buona. E-bike di ottima qualità con velocità fino a 45 km/h a partire da circa 3000 fr.
Lussuosa ST2-S di Stromer.
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La classe veloce Se i 25 km/h di una e-bike convenzionale dovessero essere troppo pochi, c’è a disposizione il segmento delle bici elettriche veloci. Con una potenza che tocca i 500 Watt, queste due ruote a pedalata assistita raggiungono i 45 km/h. Tuttavia, una bike del tipo S-Pedelec non è per conducenti inesperti.
La ST2-S di Stromer è una potente e veloce bici elettrica, completamente equipaggiata con la tecnologia più moderna: grande batteria da 980 Wh, cambio elettronico azionabile tramite pulsante, nonché un sistema GPS che in caso di furto segnala dove si trova la bici. Un faro particolarmente luminoso garantisce la migliore visibilità notturna.
Fluida Sprint di Canyon.
Sulla Sprint di Canyon è il prezzo ad essere eccezionalmente buono. Le grandi ruote da 29 pollici assicurano molta silenziosità e fluidità di marcia. La E-Giro-Gates di Cresta è una graziosa e-bike della casa svizzera di grande tradizione, che è adatta per i quotidiani tragitti al lavoro. La trasmissione a cinghia al posto della catena richiede la minima cura e mantiene puliti i vestiti.
Graziosa E-Giro-Gates di Cresta.
DOSSIER
Versatile Load di Riese & Müller.
MARIUS GRABER CONSIGLIA Prima dell’acquisto bisogna assolutamente provarle, perché non tutti sono a loro agio nel manovrare una cargo bike. È d’obbligo un cavalletto ben stabile per caricare e scaricare facilmente. Chi ama la guida sportiva è più a proprio agio con una cargo bike a due ruote. Fa eccezione il modello di Butchers & Bicycles dotato di sistema a inclinazione in curva. Per chi trasporta spesso merci pesanti è ideale un modello a tre ruote. Buone cargo bike a partire da circa 4000 fr.
Multifunzionale Family di Urban Arrow.
Bici da soma Mk1-E di Butchers & Bicycles.
Le cargo bike Le e-bike da carico sono delle vere e proprie vetture familiari, che possono tranquillamente sostituire l’auto all’interno delle città. Con loro si possono trasportare senza problemi tra 50 e 100 chili di carico. Come motorizzazione montano quella delle normali bici elettriche fino a 25 km/h. In questo segmento si bada meno alla velocità; è più importante una coppia
motrice elevata per l’accelerazione e le salite. A livello di manovrabilità, le cargo bike si differenziano comunque molto dalle altre bici elettriche. La Load di Riese & Müller è una bici da trasporto molto versatile e stabile in marcia con motore centrale Bosch. La sospensione doppia assicura che la bici appoggi meglio sulla strada e scorra in modo fluido. È ottenibile con diverse varianti di cambio e di strutture, come seggiolini per bambini e protezione dalle condizioni climatiche.
La Urban Arrow è un grosso veicolo da trasporto olandese con motore centrale Bosch. Ne vengono proposti diversi modelli di lunghezza variabile e con varie capacità di carico. Nella versione Family si possono sistemare al sicuro uno o due bambini. È possibile acquistare una copertura antipioggia. La Mk1-E di Butchers & Bicycles è una bici da trasporto a tre ruote con un’ampia superficie di carico e tecnologia a inclinazione. In questo modo si possono affrontare le curve in modo rapido ed elegante. Il veicolo è spinto da un motore centrale Bosch con cambio Nuvinci nel mozzo. Su richiesta è ottenibile con trasmissione a cinghia. ◆
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Da bicicletta a rilassante e-bike Metamorfosi In poco tempo la bici diventa un’e-bike a tutti gli effetti.
Sul mercato ci sono diversi kit di conversione con i quali la bici tradizionale si trasforma in versione elettrica. Può un profano eseguire da sé l’intervento con i componenti forniti o conviene rivolgersi a un punto assistenza? TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO PIA NEUENSCHWANDER, EMANUEL FREUDIGER
L
e offerte sembrano allettanti: in solo mezz’ora dovrebbe essere possibile trasformare una normale bicicletta a pedali in una bike elettrica. Ci siamo procurati un apposito kit di componenti della marca tedesca Pendix per verificare se è davvero così semplice. Studiando le istruzioni di montaggio diventa subito chiaro che, come si legge nella documentazione, è meglio coinvolgere un esperto. Fissiamo quindi un appuntamento nel Centro Sci+Bici di Berna. Decisione saggia, perché se fossimo rimasti nel nostro locale hobby avremmo fallito a causa della mancanza di attrezzi speciali come il giravite a cricchetto o l’estrattore del movimento centrale. Con lo specialista, finiamo il montaggio in un’ora e mezza. Proviamo poi la nuova e-bike su strada: fila tutto liscio. •
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Istruzioni e componenti Dapprima abbiamo studiato le istruzioni di montaggio e le parti del motore elettrico.
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Sensore contagiri Il sensore va sistemato nel posto giusto, altrimenti l’e-bike non funziona correttamente.
Discutere sul dafarsi Definire come procedere alla trasformazione assieme al meccanico di bici.
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Smontaggio movimento centrale Per questo ci vogliono diversi utensili speciali.
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DOSSIER
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Trazione Una volta avvitato il portabatteria, si può montare il motore.
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Cavo Collegare il cavo dell’alimentazione al portabatteria.
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Batteria Montati l’alimentazione e il movimento centrale, inseriamo la batteria carica.
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Pedale destro Montare le corone per i pedali.
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Tuning Dopo la messa a punto, l’e-bike può essere messa in funzione.
Calibrazione Il primo giro di prova serve all’auto-calibrazione del sistema.
Pendix: trazione: motore sul movimento centrale brushless; autonomia: 105 km; velocità: 25 km/h; peso: 5,9 kg; prezzo: 1690 fr.; prezzo Bike Scott Sub Evo 30: 899 fr.; costo montaggio: 150 fr.; www.pendix.ch Rool’in: trazione: motore su ruota anteriore; autonomia: 65 km; velocità: 25 km/h; peso: n.d.; prezzo: da 650 euro; costi montaggio: nessuno www.rool-in.com
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Brillano anche nelle prove Come scegliere l’illuminazione adeguata per la due ruote tra gli innumerevoli fari venduti nei negozi? Il TCS fa luce su tale domanda, mettendo a dura prova 8 dispositivi d’illuminazione. Test comparativo. TESTO ALINE BEAUD | FOTO STEFANO SCHRÖTER, EMANUEL FREUDIGER
U
na sovrabbondanza di prodotti nei negozi. Un ventaglio di prezzi che va dal buon mercato al premium. Argomenti di marketing? Chi più ne ha, più ne metta. I ciclisti hanno l’imbarazzo della scelta in materia di dispositivi d’illuminazione. Un ac-
quisto che d’altronde è essenziale, considerato che garantisce la loro sicurezza sulle strade. Per aiutare gli appassionati della bicicletta nella scelta, il TCS ha messo alla prova 8 dispositivi d’illuminazione disponibili nei vari negozi, da quelli a buon mercato fino a quelli più cari.
E la luce fu Dopo il giro d’acquisti, effettuato a inizio febbraio, gli esperti TCS della Consulenza mobilità hanno testato la maneggevolezza dei sistemi d’illuminazione. Un criterio che influiva al 20% nella bilancia del test. In particolare sono stati valutati: il montaggio
dei fari, l’uso con o senza guanti, il cambio delle pile o la ricarica della batteria. Stando all’Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV), i dispositivi d’illuminazione per le bici standard devono essere visibili a una distanza di 100 m, di notte e con
Test comparativo TCS set luci per bici Marca/ modello
Light&Motion Urban800 Bike Headlight
knog Blinder ARC 1.7
Busch + Müller IXON Pure
proFEX 20LUX 3Watt LED
SMART 7LUX Polaris S
SMART Polaris 5 White LED
Disponibile da
VeloPlus
SportXX
Coop Edile+Hobby
Jumbo
Ochsner Sport
Manor
Prezzo/faro posteriore (fr.)
160.–/50.–
70.–/29.–
100.–/incl.
33.–/incl.
20.–/15.–
30.–/incl.
Peso in g (incl. pile)
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117
258
206
176
174
Illuminamento in lux a 10 m
60
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36
29
4
0
Angolo d’illuminazione/visibilità
90°/330°
60°/160°
25°/310°
80°/150°
20°/310°
20°/310°
Batteria/pile
batteria
batteria
batteria/pile
pile
pile
pile
Vantaggi
Ottima qualità Ottimo illuminamento Ottima visibilità per gli altri
Ottima qualità Batteria sostituibile Buon illuminamento con le pile Peso Batteria e caricatore inclusi nel set Buon illuminamento
Buona qualità Buona qualità Buon illuminamento Lunga durata Lunga durata d’illuminazione d’illuminazione
Buona qualità Lunga durata d’illuminazione
Inconvenienti
Lo scaricamento totale può danneggiare la batteria Durata d’illuminazione
Lo scaricamento totale può danneggiare la batteria Durata illuminazione Visibilità laterale
Peso Qualità, il faro si è rotto nella caduta Durata d’illuminazione
Visibilità laterale
Illuminamento Intensità luminosa
Illuminamento Intensità luminosa
Valutazione globale
★★★★☆
★★★★☆
★★★★☆
★★★★☆
★★★☆☆
★★★☆☆
16 touring | aprile 2016
DOSSIER studiando le foto scattate durante il test. Questo criterio possiede la sua parte di soggettività. Il verdetto è chiaro: i fari che ricevono buone note, in termini di visibilità da parte degli altri, ma che non permettono di vedere bene, sono bocciati e ottengono soltanto la menzione «consigliato». Nel test si è pure valutata la durata dell’illuminazione, la presenza di un regolatore d’intensità luminosa (modelli Urban800, Blinder ARC 1,7 e Ixon Pure) o quella di un indicatore per lo stato della batteria (stessi modelli). Questi aspetti, legati alla funzionalità dei prodotti, avevano un’influenza del 50% sul risultato. Test comparativo Il TCS vi aiuta a scegliere un’illuminazione di qualità.
tempo chiaro, senza abbagliare. Essendo tale esigenza difficilmente misurabile in modo oggettivo, gli esperti del TCS hanno preferito orientarsi sulla norma minima tedesca, ossia 10 lux a 10 m. Un lux (lx) è un’unità di misura che indica l’illuminamento su una superficie a
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8.–/incl.
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155
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2
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30°/310°
50°/200°
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Prezzo attraente Lunga durata d’illuminazione
Prezzo attraente Lunga durata d’illuminazione
Illuminamento Intensità luminosa
Qualità, il faro si è rotto nella caduta Visibilità laterale Illuminamento Intensità luminosa
★★★☆☆
★★☆☆☆
una determinata distanza. Da notare che qui si è misurata solo la luce del faro anteriore. In tale ambito, il faro Urban800 di Light&Motion si distingue nettamente dai concorrenti con 60 lx a 10 m. Polaris 5 e il set Go/On, entrambi con 0 lx a 10 m, sono decisamente i peggiori del test. Da notare però che, malgrado qualche pessimo risultato in termini d’illuminamento, tutti gli 8 prodotti testati rispondono alla norma svizzera. Per contro, certi fari con buone note non garantiscono la visibilità laterale. Una lacuna colmabile portando, ad esempio, abiti o raggi catarifrangenti. Un conto è essere visti, un altro è vedere. L’illuminazione (ciò che vede il ciclista) è quindi stata misurata per ogni faro, calcolando l’angolo del fascio luminoso e
E se li trattiamo male? Terzo e ultimo criterio, la qualità dei set d’illuminazione (influenza 30%). I ciclisti più assidui usano la due ruote tutti i giorni e con ogni tempo. Nelle notti piovose, stando al sito seeyou-info.ch, il rischio d’incidente in bici è 10 volte più elevato rispetto al giorno. L’illuminazione è di conseguenza indispensabile in caso d’acquazzoni e deve resistere alle intemperie. Dunque, direzione… doccia per gli 8 fari che hanno subito una simulazione di pioggia durante un’ora. E con i maltrattamenti siamo solo all’inizio… I fari sono poi stati immersi in acqua per 30 secondi a 5 cm di profondità. Scopo dell’operazione: simulare una pozzanghera nella quale avrebbero potuto cadere. Il set Go/On e il faro 7LUX Polaris S di Smart hanno denotato punti deboli. E siccome talvolta i ciclisti lasciano cadere i loro fari, non si è esitato a verificare la resistenza dei set ai
I NOSTRI CONSIGLI
1
Munitevi di vestiti chiari e di gilet (o bracciali) catarifrangenti. Tali gilet esistono anche per i cani.
2
Aumentate la vostra visibilità laterale utilizzando caschi, raggi o spray riflettenti.
3
Pensate all’ambiente e privilegiate le batterie ricaricabili alle pile alcaline.
4
I fari principali non devono lampeggiare. Una luce complementare lampeggiante, diretta in avanti, può essere utilizzata. Mentre dietro ciò è proibito.
5 6
Posizionate il faro in modo tale da non abbagliare gli altri utenti.
Per i fari senza un preciso limite chiaro-scuro, il punto più luminoso del fascio dev’essere diretto verso il suolo a circa 10 m dalla fonte. Gli altri sono collocati orizzontalmente o inclinati leggermente verso il basso.
Colpo di fulmine Il set 20LUX è efficace e non caro. Carente, solo per la visibilità laterale.
tormenti della gravità. Come? Facendoli cadere per 3 volte da 1,1 metro, ossia l’altezza media dei manubri. In questo caso, i fari Ixon Pure e il set Go/On non hanno superato la prova, rompendosi al momento dell’impatto. Conclusione: malgrado i buoni risultati del test, certi fari si distinguono in modo significativo dagli altri e il prezzo non sempre è responsabile. ◆ aprile 2016 | touring
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Moto Guzzi V9
Motociclette spesso
retrò
Un po’ meno brillante del millesimo precedente, quest’annata motociclistica quantomeno ribolle di novità e per giunta in quasi tutti i segmenti. Una panoramica nel mondo «Anni ‘60» e con norme antinquinamento più restrittive. TESTO JÉRÔME DUCRET/ACTUMOTO.CH
A
ssistiamo persino ad alcune sorprese, ad immagine della Ducati che non esita ad inventare un nuovo tipo di cruiser attraverso la sorprendente X Diavel. Questa moto è lunga, bassa, fatta per viaggiare a velocità ridotta e farsi ammirare, con una posizione di guida piedi avanti. Ma è anche un purosangue capace di accelerazioni fulminanti, delle giuste inclinazioni in curva ed è dotata degli ultimi ritrovati elettronici e assistenti alla guida di ogni genere. Altra novità atipica, BMW esce anch’essa dal suo quadro tradizionale lanciando una motocicletta di piccola cilindrata (meno di 500 cm3), la G 310 R, svilup18 touring | aprile 2016
pata in collaborazione con un gigante indiano delle due ruote, TVS. Un appuntamento, con la diversità.
Norme più severe I nuovi modelli 2016 devono adattarsi alle nuove norme europee Euro 4, che impongono standard più restrittivi in materia di emissioni inquinanti e di rumore. Per molte marche, la soluzione passa attraverso una riduzione delle potenze, ma una maggiore coppia – la forza che misura la capacità di accelerazione istantanea – a bassi e medi regimi di rotazione del motore, ossia laddove è davvero utile nella guida su strada, ad esempio aumentando la cilindrata. Per altre
marche, come la KTM con la sua 690 Duke, gli ingegneri hanno fatto un lavoro considerevole per migliorare l’efficacia del motore senza cambiare il volume: più leggero, più economico, meno rumoroso e addirittura più potente. E a proposito di piccole cilindrate, una nuova venuta si è appena inserita nel segmento tra le 125 e le motociclette con più di 600 cm3. KTM 390 (Duke e RC) e Kawasaki Ninja 300 e Z 300 sono infatti state affiancate da una Yamaha MT-03 senza carenatura. Quanto serve a soddisfare i piloti due ruote meno abbienti o meno esperti, senza però rinunciare ad
un’esperienza di guida piacevole. Ma l’arrivo quest’anno (dal 1° aprile) della nuova patente A limitata a 35 kW di potenza, anziché i 25 kW attuali, modifica un po’ le abitudini. La Svizzera si conforma alle norme europee, ciò che elimina costi inutili per i costruttori, mentre per i motociclisti non cambia nulla in termini di sicurezza. Tutta-
Ducati X Diavel
DOSSIER
via, se numerose moto possono facilmente essere limitate a 35 kW, o sono già naturalmente calibrate per questo limite, questa nuova normativa dovrebbe anche imporre l’uso di una cilindrata minima di 400 cm3 per superare l’esame di guida. Questo impedisce sfortunatamente di impiegare, ad esempio, una Z 300 o una Yamaha MT-03. È comunque possibile che questo aspetto della nuova regolamentazione sia applicato soltanto dall’anno prossimo.
FOTO ALD
Il neo retrò Se il mondo delle sportive è in calo, quello delle motociclette elettriche rappresenta tuttora una nicchia minima. Pochi grandi costruttori vi sono entrati o prevedono di farlo (prototipo Harley e maxi scooter BMW), e se parliamo di modelli di serie, i costi sono ancora molto alti. Al contrario, l’universo delle moto che potremmo classificare come «neo retrò» ha il vento in poppa. Si tratta di macchine moderne la cui estetica è ispirata al passato. Citiamo la Scrambler Ducati, disponibile quest’anno anche in una versione più piccola, la Scrambler Sixty Two. Oppure le Moto Guzzi V8, a cui si aggiungono le V9 più potenti, ma ancora accessibili per chi non vuole spendere 20 000 franchi ed è poco a suo agio con grosse moto. Le Yamaha della serie Faster Sons (XSR 700 e 900), ossia meccaniche moderne, stilisticamente trasformate per riallacciarsi agli Anni ’60 e ’70 sono altrettanti esempi di questo trend. Oppure ancora la BMW R NineT Scrambler, nuova incarnazione del motore boxer raffreddato ad aria. Altri modelli, come le nuove Triumph Classic, passano al raffreddamento liquido inte-
BMW R NineT Scrambler
grando discretamente il radiatore necessario. La recente Street Twin, la T120 e la Thruxton 120 sostituiscono così progressivamente le versioni raffreddate ad aria delle diverse declinazioni della Bonneville. Harley Davidson, leader di lunga data in quest’ambito, aggiunge sospensioni di alta qualità alle sue Sportster e rivede il look delle Forty-Eight e Iron. E persino una marca francese, Mash, si cimenta con le piccole cilindrate (meno di 400 cm3) dal look vintage, poco costose perché le componenti provengono in parte dalla Cina.
Ritorna l’Africa Twin Per concludere la nostra carrellata di novità c’è da dire che il segmento delle enduro da strada è sempre in pieno slancio. Come d’abitudine, è guidato quest’anno dalla BMW R 1200 GS, ma la vera diva è la nuova Honda CRF 1000 L Africa Twin. È la rinascita di un nome mitico, con lo stesso spirito, ma molto più moderno. Una motocicletta abbastanza potente e polivalente, capace di lunghe escursioni come di andare un po’ dappertutto fuoristrada, con la novità di un cambio semi-automatico utilizzato per la prima volta nell’off-road. •
SCOOTER MENO EUFORICI Il mondo degli scooter è meno dinamico quest’anno rispetto a quello delle moto. Degno di nota, comunque, tra le 125 cm3 l’arrivo imminente del Piaggio Medley, uno scooter a ruote alte che assomiglia al Liberty, ma dotato di uno spazioso vano sottosella e la presenza, con lo Yamaha NMAX, del primo modello di questo segmento ad adottare un sistema di distribuzione meccanica variabile. Ciò lo rende economico nell’uso senza rinunciare alle prestazioni. Kawasaki regala invece un fratellino 125 al suo J 300, disponibile anch’esso in verde e nero. Tra i maxi scooter, BMW migliora i suoi C 650 e Yamaha raffina il suo TMAX. Da notare pure l’arrivo del Quadro 4, il primo quattro ruote inclinabili del mercato, che può essere guidato con la patente auto.
Honda Africa Twin.
aprile 2016 | touring
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DOSSIER
Sicuri in moto con un training di guida Andare in moto può essere pericoloso, ma non per forza. L’esperto di sicurezza stradale del TCS Adrian Suter (41) spiega come, con un corso di perfezionamento di guida, si impara a conoscere i propri limiti, la propria due ruote e a valutare correttamente le situazioni critiche.
C
TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
on l’arrivo della primavera inizia la stagione moto. Perché in questo periodo si registrano incidenti così frequenti?
Adrian Suter: All’inizio della stagione, quasi tutti i motociclisti devono recuperare il livello di automatismi, sensibilità e reattività nella guida persi durante la pausa invernale. La maggior parte degli incidenti avvengono perché si valutano male la velocità, le situazioni e le distanze. In che misura si può minimizzare il rischio di incidente tramite un corso di perfezionamento?
Scopo dei nostri corsi è in prima linea quello di sensibilizzare i partecipanti sui diversi fattori che dipendono direttamente dal conducente: velocità, attenzione, visibilità. Chi riesce a giudicare correttamente questi aspetti, riduce in misura notevole il rischio di incidente. I conducenti già rodati potrebbero ad esempio iniziare la stagione con la nostra proposta Moto Warm-up. Qui, oltre ad affinare i sensi e riattivare la sensibilità di guida, si verifica anche il funzionamento della motocicletta e lo stato dell’equipaggiamento.
ducenti debuttanti a quelli esperti. Ci si impratichisce con situazioni che il motociclista si trova a gestire ogni giorno: manovre lente, guida in curva, frenate corrette ecc. Ai conducenti più esperti viene proposto il corso Moto Avanzati, in cui ci si allena a manovre inusuali e situazioni d’emergenza. Nel corso Moto Sport, destinato agli amanti della guida sportiva, si apprende a guidare ad alta velocità sull’unico circuito da gara della Svizzera a Lignières. Possono trarne beneficio anche motociclisti con decenni di esperienza?
Molti dei partecipanti frequentano il loro primo corso dopo anche 30 anni di moto-
«Chi ha assolto il training con profitto torna di sicuro» ciclismo. Finora tutti si sono detti entusiasti e sorpresi di quanto abbiano potuto imparare nonostante la pluriennale esperienza. Perciò molti si iscrivono subito ad un corso successivo. Infatti: chi ha assolto il training con profitto torna di sicuro, magari accompagnato da amici e parenti.
L’offerta di corsi del TCS è molto variegata. A chi si rivolgono questi corsi?
I soci del TCS approfittano di sconti sulle tariffe al pubblico?
Per iniziare si consiglia il corso Moto Basis, indirizzato a tutti i motociclisti, dai con-
Sì, da un lato i nostri soci beneficiano di una riduzione fino a 40 franchi sui corsi di
20 touring | aprile 2016
perfezionamento di guida. E dall’altro, la maggior parte viene sovvenzionata dal Fondo per la sicurezza stradale con un contributo di 100 franchi. Infine, ma non per ultimo, ricordiamo che un corso di perfezionamento di guida è davvero un’idea regalo azzeccata per centauri di ogni livello. Può essere acquistato sotto forma di voucher. ◆
CORSI DI GUIDA TCS PER MOTO Moto Warm-up: la preparazione ottimale alla nuova stagione. 1 giorno, da 350 franchi Moto Basis: sensibilizzazione alle situazioni quotidiane di guida della moto. 1 giorno, da 350 franchi Moto Basis Passeggero: guida sicura con un passeggero. 1 giorno, 350 franchi Moto Avanzati: esercizi che vanno oltre le situazioni quotidiane. 1 giorno, da 350 franchi Moto Road: corsi sulla strada con videoregistrazione e analisi delle immagini. 1 giorno, da 400 franchi Moto Sport: guida sportiva sul circuito di Lignières. 1 giorno da 400 franchi Moto Afterwork: breve e compatto nel dopolavoro. 2 ore e mezzo, 120 franchi Centri: Betzholz (ZH), Stockental (BE), Derendingen (SO), Emmen (LU), Lignières (NE), Plantin (GE) www.tcs.ch/it/corsi Adrian Suter è un appassionato della moto.
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CALENDARIO
Aprile
Cultura della bici urbana, ciclismo su pista e strade senz’auto – il mese di aprile è all’insegna della bici. Non manca nemmeno la musica e la gastronomia. Un formaggio ha ora addirittura la propria festa.
MARTEDÌ
5
VENERDÌ
1
Urban Bike Festival Città e bici possono andare d’accordo. Questo nuovo festival celebra la cultura della bici urbana con esposizioni ed eventi interessanti e divertenti. Sino al 3.4. Schiffbau, Zurigo entrata gratuita www.urbanbikefestival.ch
Musica a Stans Per sei giorni, jazz, pop e world music della miglior qualità. Le giornate musicali di Stans si propongono in una nuova veste senza aver perso il loro charme. Stans diversi segmenti di prezzo www.stansermusiktage.ch
VENERDÌ
29 GIOVEDÌ
14
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Che formaggio! La Tête de Moine è l’orgoglio gastronomico del Giura; la sua ottima fama supera i confini cantonali. Un buon motivo per dedicare una festa a questo formaggio. Dal 29 aprile al 1 maggio ha luogo la prima «Festa della Tête de Moine» – un’occasione stupenda per visitare il Giura. Bellelay diversi segmenti di prezzo www.tetedemoine.ch
Centro mondiale del Ciclismo, Aigle entrata gratuita www.velodromes.ch
VENERDÌ
15
Street Food Festival Avventuratevi in un viaggio culinario! Per tre giorni nelle 65 bancarelle dello Street Food Festival a Lucerna vengono preparati e offerti cibi straordinari. Palaghiaccio Lucerna entrata gratuita www.streetfood-festivals.ch
DOMENICA
17
Giornata senz’auto Allo slowUp Ticino pedoni, ciclisti e skater circolano liberamente tra Bellinzona e Locarno – assolutamente senz’auto, solo con la forza dei muscoli. Da Bellinzona a Locarno partecipazione gratuita www.slowup-ticino.ch
aprile 2016 | touring
23
Adrenalina
elettrica
Motore Gruppo propulsore concepito da Renault Sport Trazione posteriore Potenza massima: 200 kW (270 CV) Potenza in modalità gara: 170 kW (230 CV) Motore elettrico a magneti permanenti
Brividi per le spettacolari manovre di sorpasso degli spericolati piloti nei centri città. Lo offre la Formula E senza il rombo dei motori e i gas di scarico. Già l’anno prossimo questa serie automobilistica potrebbe fare tappa in Svizzera. TESTO DINO NODARI, ALINE BEAUD
Zurigo o Losanna? Perlomeno il lato giuridico è già stato chiarito. In dicembre il Consiglio federale ha deciso di consentire le gare su circuito con veicoli elettrici. Un’eccezione a favore della Formula E. Grazie a questa deroga in Svizzera si potrà di nuovo tenere un Gran Premio, oltre 60 anni dopo che il leggendario Juan Manuel Fangio trionfò sul circuito del Bremgarten vicino a Berna. Recentemente, 24 touring | aprile 2016
sembrava che la prima Formula E elvetica avrebbe fatto tappa a Lugano, ma alla fine i ticinesi si sono sorprendentemente ritirati. Anche Losanna era interessata a ospitare la Formula E, ma di fronte alla concorrenza di Lugano e Zurigo non aveva manifestato ufficialmente il proprio interesse. «Nel momento in cui abbiamo sentito che Lugano aveva abbandonato il progetto della Formula E, abbiamo estratto il nostro dossier dal cassetto», afferma Marc Vuilleumier dell’amministrazione losannese. L’esecutivo cittadino si sta occupando del dossier, ma non ha ancora presentato una candidatura ufficiale. In questo modo Zurigo è in pole position. L’estate scorsa l’associazione E-Mobil Züri ha consegnato la candidatura per il 2017 presso la FIA.
Trasmissione Selezione al volante Cambio sequenziale
Renault Z.E 15 della scuderia Renault e.dams
Batterie Peso: 200 kg Voltaggio: 600 volt Tempo d’utilizzazione: 25 minuti (circa) Tempo di ricarica: 90 minuti (circa)
fila liscio, è possibile ospitarla già a partire dal 2017», afferma Oehen fiducioso. Prima però devono essere superati alcuni ostacoli per poter gareggiare nel centro cittadino. Il comitato organizzatore zurighese ha già in mente un circuito. Lo start e il traguardo sarebbero al porto di Enge, e i bolidi sfreccerebbero sulla via Alfred-Escher e davanti agli alberghi Hyatt e Baur au Lac, e lungo il lago per fare ritorno al porto di Enge.
«Attualmente sono in corso le trattative Zurigo oppure Losanna? sui requisiti per organizGià totalzare la Formula E in Svizmente contagiato dal bel zera», spiega Stephan Oehen, virus della Formula E è portavoce di E-Mobil Züri. Se Jean-Claude Biver. Con il suo la realizzazione avrà inizio a marchio di orologi Tag Heuer partire dal 2017 o dal 2018, l’imprenditore svizzero è il dipende dalla città di Zurigo cronometrista ufficiale della e dalla Formula E. «Se tutto serie di gare elettriche. «Mi
Brakes (freni) Due sistemi idraulici separati azionati dallo stesso pedale Pinze in lega d’alluminio Dischi in carbonio
farebbe molto piacere se in Svizzera avesse luogo di nuovo un Gran Premio automobilistico – uno che usa energia pulita e che non danneggia il nostro stupendo ambiente», afferma l’imprenditore per quanto riguarda la possibilità di organizzare questo evento in Svizzera. Non ci sono nomi famosi solo tra i piloti e gli sponsor. Il campione di Formula 1 per quattro volte Alain Prost è co-proprietario della scuderia Renault e.dams. «Mi piace soprattutto il fatto che il campionato è al 100 percento elettrico e che si svolge nei centri città», spiega così la sua passione. Ha voluto partecipare a quest’avventura dall’inizio. Il fatto che adesso anche le città svizzere si interessino alla Formula E, dimostra che le gare elettriche vengono prese ora sul serio nel mondo automobilistico. ◆
FOTO SWISS-IMAGE.CH (2)
O
ra le gare sono completamente elettriche. Dopo il successo raccolto dalla prima stagione nell’autunno del 2014, attualmente è in corso la seconda edizione della serie automobilistica dedicata a monoposto interamente elettriche. Vi partecipano personalità che si conoscono dalla Formula 1. Nick Heidfeld, Bruno Senna, Nelson Piquet jr. e lo svizzero Sébastien Buemi sono al volante in questa stagione nella serie di gare ecologiche. Nella prima stagione Buemi si è classificato addirittura secondo nella classifica generale e in questa stagione la conduce. Gli appassionati svizzeri della Formula E possono tranquillamente sperare che già l’anno prossimo le gare elettriche potranno avere luogo anche in Svizzera.
MOBILITÀ
Formula E Telaio Cellula di sopravvivenza in carbonio e alluminio Alettoni anteriore e posteriore: carbonio Carrozzeria: carbonio e kevlar
Tyres (pneumatici) Michelin 18 pollici concepiti specificatamente per la Formula E
La serie automobilistica: la serie automobilistica dedicata a monoposto interamente elettriche viene organizzata dalla Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA). Nove team con due piloti ciascuno gareggiano per la vittoria del giorno oltre che per la classifica generale. La stagione viene programmata in modo anticiclico rispetto alla maggior parte delle altre serie automobilistiche in inverno. La gara: nella Formula E tutto si svolge in un giorno, sempre di sabato, la prova libera avviene al mattino, le qualifiche sul mezzogiorno e la gara nel pomeriggio. Le corse si svolgono su un circuito cittadino lungo da uno a tre chilometri e dura circa 50 minuti, questa stagione tra l’altro a Pechino, Parigi, Berlino e Londra.
I bolidi: nella prima stagione hanno partecipato tutti i team con un solo modello, una Spark-Renault SRT_01E. Ma dalla seconda stagione il campionato si aprirà alla competizione fra vari costruttori e molte scuderie punteranno sui propri bolidi. Il peso massimo della batteria è di 320 kg e la velocità massima di 225 km/h. Il cambio dei veicoli: le batterie non sono ancora così avanzate da riuscire a coprire l’intero circuito. Per questo a metà percorso i piloti cambiano la propria monoposto. Per il cambio del veicolo c’è un tempo limite, che varia a seconda del circuito di gara e che non deve essere superato per garantire la sicurezza. Gli svizzeri: oltre a Sébastien Buemi, l’attuale pilota in testa alla classifica generale, anche Simona de Silvestro fa parte dei piloti che parteci-
pano a questa serie automobilistica. Nella prima stagione anche Fabio Leimer e Alex Fontana erano sulla lista dei piloti. Pure due sponsor svizzeri vi partecipano: la banca Julius Bär e il marchio orologiero Tag Heuer. L’uomo forte: il detentore di quote e CEO della Formula E è lo spagnolo Alejandro Agag. Questo Bernie Ecclestone della Formula E è imprenditore, politico e genero dell’ex premier spagnolo José Maria Aznar. Altri detentori di quote sono tra l’altro i gruppi mediatici Discovery Communications e Liberty Global. Il fanboost: i fan hanno la possibilità di «dar una spinta» ai piloti preferiti durante la gara. I tre piloti con il maggior numero di voti ottengono il cosiddetto fanboost. Cioè nella loro seconda auto possono attivare 100 kJ di energia supplementare.
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MOBILITÀ
«Non si lavora senza uno scopo» Vicecampione 2014/15 di Formula E, Sébastien Buemi ci racconta la sua passione per questo nuovo campionato automobilistico e ci spiega come lui lo vive dall’interno. Intervista a un pilota svizzero senza pari. TESTO ALINE BEAUD | FOTO EMANUEL FREUDIGER
S
ébastien Buemi disputa quest’anno la seconda stagione del campionato mondiale di Formula E, in seno alla scuderia Renault e.dams. L’elvetico ci rivela le sue impressioni su questa nuova disciplina che mira a promuovere i veicoli elettrici nei centri cittadini. Cosa le piace particolarmente nel campionato di Formula E?
Sébastien Buemi: Quando ho iniziato, non sapevo bene cosa dovevo aspettarmi. Avevo voglia di far parte di questa esperienza perché credo ai veicoli elettrici, soprattutto nelle città. Inoltre, il regolamento del campionato si sta aprendo per permettere alle squadre di sviluppare i propri cambi, motori e sospensioni posteriori. Infine, la possibilità di potersi confrontare nel cuore delle città, ha pure suscitato in me un forte interesse. Appunto, ci parli dell’ambiente che si respira nelle città.
Quando disputo delle prove in luoghi impressionanti come Miami, Berlino e Mosca oppure, quest’anno, Parigi, sento veramente d’essere in città. C’è un bell’ambiente, anche se non tutte le corse si svolgono nei centri cittadini. E i tifosi, riesce a sentirli?
Siccome il motore elettrico non fa rumore, li sento soprattutto alla partenza della corsa, al bordo della pista. Qual è per lei la difficoltà maggiore da assumere in Formula E?
Riuscire a essere rapidi e al tempo stesso risparmiare energia. Il numero di giri da compiere durante la corsa è molto elevato rispetto al 26 touring | aprile 2016
consumo. Se non facessi sforzi per economizzare l’energia, mi mancherebbero un paio di giri e terminerei la corsa troppo presto. Bisogna trovare il giusto equilibrio, ma non è facile. Durante la prima stagione, tutti i concorrenti avevano a disposizione la stessa vettura. Era quindi il pilota a far la differenza durante le corse?
No, non soltanto. Alla base avevamo tutti la stessa monoposto, ma esistono talmente tante possibilità di regolare il veicolo che ciò fa una grande differenza sul risultato. Anche se, ovviamente, il pilota ha un grande impatto sulla corsa. A cosa pensa quando è al volante della sua monoposto?
Mi concentro sulla corsa e cerco di risparmiare energia. Inoltre, tento di evitare il surriscaldamento della batteria, altrimenti non funziona più. Quando guido con un motore termico, non mi pongo questo genere di domande… Per un pilota quali sono le altre differenze tra Formula 1 e Formula E?
Principalmente la Formula E è più pesante, tutto il sistema di batteria pesa circa 300 kg. Questo peso è situato nella parte posteriore della vettura, ciò che la rende più instabile. C’è molta inerzia nelle curve. E in più, il veicolo elettrico non ha la frizione. Si schiaccia semplicemente un bottone, s’inserisce la prima, e si parte! Malgrado il fatto che la Formula 1 sia più competitiva, per via del suo regolamento, trovo che la Formula E resti certamente interessante da correre, anche se è più difficile da pilotare.
E il campionato sarà ancora più complesso…
La corsa diventerà ogni anno più lunga, con ancor più potenza. Si spingono i limiti, rendendo le vetture più economiche e migliorando la tecnologia. Attualmente abbiamo a disposizione due veicoli per pilota. A partire dalla quinta stagione, tra 3 anni, avremo solo una vettura per tutta la corsa. Bisognerà poi vedere se potremo continuare a correre in bei posti. Appunto, una manche potrebbe svolgersi in Svizzera. È uno dei suoi sogni?
Assolutamente! Questo tema m’interessa particolarmente e lo seguo da molto vicino. Spero veramente di poter correre in Svizzera. A suo avviso, qual è il valore aggiunto che la Formula E potrebbe portare ad un Paese come il nostro?
In Svizzera, e altrove nel mondo, degli ingegneri saranno incaricati di sviluppare tecnologie affinché i motori elettrici, le batterie e altri aspetti diventino ancora più efficaci. Secondo me, queste evoluzioni potranno essere utilizzate anche nelle automobili del futuro. In Formula E non si lavora senza uno scopo! ◆
Sébastien Buemi sogna di correre ad Aigle, ma si accontenterebbe volentieri di disputare una prova di campionato in Svizzera.
MOBILITÀ
QUIZ
Che tipo di conducente siete? Abbiamo preparato un quiz che vi permetterà di determinare il vostro grado di «comportamento zen» in auto! Per ogni situazione scegliete semplicemente l’affermazione che più vi si addice. TESTO ALINE BEAUD | ILLUSTRAZIONE CHRISTOPHE BADOUX
1. Mentre guidate, un pedone si butta praticamente sotto le vostre ruote, senza nemmeno aver guardato prima di attraversare la strada:
□ A. Niente di grave, avevate anticipato questo comportamento e rallentato. □ B. Vi dite: «Un altro che non presta attenzione»! □ C. Avete un solo desiderio: mostrargli il dito medio. 2. Lungo un tratto stradale dov’è proibito superare, un veicolo circola troppo adagio davanti a voi:
□ A. Senza esitare, richiamate insistentemente l’attenzione del conducente con i vostri fari. □ B. Accettate la situazione con pazienza. □ C. Tallonate questo veicolo e borbottate degli insulti al conducente. 3. Guidando verso casa incappate in una serie di semafori rossi:
□ A. Ce l’avete con il mondo intero. □ B. Che fortuna, potete ascoltare il vostro programma radiofonico fino alla fine. □ C. Grrr, come se aveste solo questo da fare! 4. Il flash del radar scatta per un eccesso di velocità…
□ A. Vi dite che siete colpevole e che in effetti viaggiavate troppo velocemente. □ B. Vi viene in mente una lunga serie di parolacce e urlate a più non posso nel vostro veicolo. □ C. Di sicuro, una volta ricevuta la multa, farete ricorso!
5. I bambini sono rumorosi – quasi insopportabili – e siete in viaggio da tanto tempo:
□ A. Non ne potete più e tentate di distrarli invano. □ B. Il troppo è troppo: all’arrivo tutti saranno puniti. □ C. I giovani devono avere il loro spazio, ma il rumore è comunque scocciante. 6. Siete in ritardo e la circolazione è intensa:
□ A. E, come se non bastasse, piove. □ B. Andate su tutte le furie. □ C. Non serve correre, bisogna partire in tempo. 7. La vostra auto vi lascia a piedi…
□ A. È semplice: chiamate il TCS. □ B. Che iella, proprio la settimana scorsa l’avevate portata al garage! □ C. Calcolate il tempo che perderete e vi arrabbiate. 8. Un motociclista vi sorpassa a tutta velocità su una lunga strada diritta:
□ A. Vi lamentate: «Che inferno, ancora questi maledetti motociclisti»! □ B. Ridete dentro di voi e… sperate che si faccia beccare da un radar. □ C. Sognate di poterlo imitare.
9. Una nonnina attraversa la strada lentamente, molto lentamente:
□ A. Oh, com’è carina questa nonna! La salutate con la mano. □ B. Battete nervosamente le dita sul volante… e ripartite prima che lei raggiunga il marciapiede. □ C. Non sarebbe così grave, ma oggi siete veramente di corsa. 10. Avete trascorso una bella serata al ristorante. Una brutta sorpresa vi aspetta al parcheggio; la portiera della vostra auto è danneggiata:
□ A. Vi scappa una sfilza di parolacce! Senza contare che la serata è ormai rovinata. □ B. Avete un’assicurazione posteggio, ma vi arrabbiate comunque al pensiero di dover sbrigare le pratiche. □ C. Prima di tutto andate a guardare se la persona ha lasciato qualche informazione sul parabrezza. Per sapere a quale dei tre profili di conducente corrispondete, calcolate ora il numero di punti per ogni affermazione scelta e addizionateli: Totale:
punti
→
Valutazione: 1. A=0, B=1, C=2 | 2. A=1, B=0, C=2 | 3. A=2, B=0, C=1 | 4. A=0, B=2, C=1 | 5. A=1, B=2, C=0 | 6. A=1, B=2, C=0 | 7. A=0, B=1, C=2 | 8. A=2, B=1, C=0 | 9. A=0, B=2, C=1 | 10. A=2, B=1, C=0
aprile 2016 | touring
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MOBILITÀ
Risultati del quiz
Comprendere meglio l’aggressività in auto
Ecco il momento del verdetto.
Cosa significa, per un conducente, essere protetto dall’abitacolo della propria vettura?
Se avete ottenuto da 0 a 6 punti, siete:
Saggezza e serenità. Dimostrate una calma imperturbabile e sapete far fronte alle differenti situazioni stressanti al volante, senza arrabbiarvi. Inoltre non vi lasciate provocare dagli altri utenti della strada, anche se guidano talvolta in modo scorretto, o addirittura pericoloso. Complimenti!
Pascal Roman: Spesso la vettura è identificata alla propria persona o, in casi estremi, è vissuta addirittura come il prolungamento di sé stessi. Una volta in questo spazio, l’automobilista può sentirsi libero da tutte le regole e censure. Un paradosso, sapendo che la strada è uno spazio ricco di norme. Ma l’abitacolo è uno sfogo e così, trovarsi alla guida della propria auto, può portare a dei comportamenti regressivi. Gli altri utenti della strada sono visti come una minaccia alla propria integrità e al proprio veicolo. Inoltre, il fatto di sentirsi protetto dall’auto può contribuire ad un sentimento di onnipotenza.
Se invece avete totalizzato tra 7 e 13 punti, siete:
In generale, siamo predisposti a quest’aggressività?
Il tipo zen
Sì, ciò ha a che vedere con la sopravvivenza della specie. È addirittura una forma d’espressione condivisa tra gli individui. Per esempio, nello sviluppo del bambino, l’aggressività lo aiuta a differenziarsi dagli altri e a costruirsi un proprio posto nei legami.
Il brontolone Protetti dall’abitacolo della vostra vettura, vi sentite liberi d’insultare coloro che ostacolano la vostra strada e che si comportano in modo inadeguato. Niente di troppo cattivo, sapete infatti anche dare il giusto peso alle cose e non v’innervosite a ogni momento. Quando siete alla guida, imparate ad anticipare le diverse situazioni stressanti o pericolose, ciò potrebbe evitarvi non poche seccature.
Se invece raggiungete tra 14 e 20 punti, siete:
Esistono dei mezzi concreti per dominare quest’aggressività?
Non esistono ricette miracolose. Occorre saper prendere una certa distanza dalla propria vettura e dalla sua idealizzazione. In altre parole, è essenziale ridarle il suo posto: l’automobile è un mezzo. Va fatta una riflessione. Si può poi anche adattare lo spazio veicolare, con l’intento di liberarsi dai movimenti d’aggressività che possono accompagnare la guida. Per esempio ascoltando la propria musica preferita o l’emissione radiofonica prediletta. Inoltre, anche il fatto di prevedere sufficiente tempo per effettuare un tragitto, può rivelarsi utile contro stress e irruenza. •
L’incavolato nero Siete vittima di una crisi di nervi quasi ogni volta che un piccolo fastidio vi blocca la strada. Imparate a vivere filosoficamente gli eventi con dei semplici gesti: partire prima ed essere in forma quando ci si mette in strada può rivelarsi utile. Tenete poi presente che la tolleranza è la parola chiave sulla strada. Respirate profondamente e, soprattutto, non dimenticate di leggere la breve intervista qui accanto. Nota: questo questionario è un semplice divertimento e non ha nessuna pretesa scientifica.
28 touring | aprile 2016
Pascal Roman Professore di psicologia clinica, psicopatologia e psicoanalisi all’Università di Losanna.
L’ESPERTO TCS
Ubriachi su due ruote La signora Gerber è passata con il semaforo rosso circolando in bicicletta e in stato di ebrezza. La polizia l’ha fermata, informandola che avrebbero anche potuto ritirarle la patente di guida. È corretto? TESTO ANNE WEGMÜLLER
C
hi guida, non beve. Ciò vale anche per chi circola in bicicletta. Tuttavia, diversamente da un automobilista in stato di ebrezza, che costituisce un grave pericolo per gli altri utenti della strada, un ciclista mette piuttosto in pericolo sé stesso. Infatti, anche le conseguenze penali e le sanzioni della legge sulla circolazione stradale sono meno severe nei confronti di un ciclista rispetto ad un automobilista che circola in stato di ebrietà. Eppure, circolare in bici in stato di ebrezza non costituisce un’infrazione di poco conto.
ANNE WEGMÜLLER Funzione: giurista protezione giuridica e responsabile del gruppo esperti «circolazione stradale, responsabilità civile e assicurazioni» Svizzera tedesca Professione: avvocato
EMANUEL FREUDIGER
Età: 31 anni
La legge stabilisce che anche i veicoli senza motore possono essere guidati solo da conducenti in perfette condizioni, dunque, tra l’altro, non ubriachi.
A casa a piedi Chi viene fermato con più dello 0,5 per mille di alcol nel sangue, rischia una multa che – sommata ai costi amministrativi – può raggiungere svariate centinaia di franchi. Più è elevato il tasso alcolemico, maggiore è la multa.
L’importo di questa può variare da cantone a cantone. Inoltre, nei confronti di un ciclista che circola ubriaco può essere pronunciato un ammonimento o addirittura un divieto di guidare la bici. La stessa cosa vale se un ciclista mette in pericolo la circolazione in modo grave o ripetutamente. Chi viene beccato in sella «sbronzo», deve aspettarsi che la bici gli venga confiscata e che debba tornare a casa a piedi.
Salta la patente I ciclisti palesemente ubriachi possono anche incorrere nel ritiro della patente dell’auto. In tal caso vale il seguente criterio: chi viene colto più volte a circolare in bici con oltre l’1,5 per mille o addirittura con più del 2,5 per mille, viene sospettato di essere dipendente da sostanze alcoliche. In casi del genere si procede (a pagamento) a una cosiddetta valutazione dell’idoneità alla guida, dove si verifica se il conducente rappresenta un
pericolo per la circolazione. A seconda del risultato, il ciclista può mantenere la licenza di condurre dell’auto o si procede al ritiro cautelativo della patente per un periodo illimitato. Il ritiro durerà finché l’abilità alla guida non potrà essere nuovamente dimostrata, ossia fino a quando il conducente è «sobrio». Quindi, se la signora Gerber dovesse essere sospettata di avere problemi di alcolismo, la minaccia della polizia è assolutamente giustificata. ◆
CIÒ CHE DOVREBBE SAPERE IL CICLISTA
1
Le capacità di un ciclista con un’alcolemia dello 0,8 per mille si riducono dell’80 percento e il rischio d’incidente aumenta di 10 volte.
2
I ciclisti sotto l’effetto dell’alcol hanno un rischio fino a tre volte maggiore di avere incidenti mortali.
3
Non appena i ciclisti diventano un rischio per gli altri, gli si può vietare di guidare la bici.
4
Chi va in bici sotto l’effetto dell’alcol e causa l’incidente deve attendersi la riduzione delle prestazioni assicurative.
Non è una buona idea Anche i ciclisti ubriachi possono essere chiamati alla cassa.
aprile 2016 | touring
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E4 cilindri 1,6 l turbo benzina, 205 CV W8,7 l/100 km (media del test), etichetta energia E Vautonomia: 574 km kpeso: 1505 kg (modello del test) P7,2 s da 0 a 100 km/h L31 500 fr.
RENAULT MEGANE GT TCE 205 EDC
Brillante sterzo
a quattro ruote Non contenta di condividere numerose componenti con le sue sorelle Espace e Talisman, la Renault Megane esagera adottando un telaio a 4 ruote sterzanti sulla versione GT. Come stravolgere una compatta posata. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
30 touring | aprile 2016
TECNICA
Comportamento ludico
Consumo di fabbrica ottimista
Apporto del sistema a quattro ruote sterzanti
Sospensioni rigide Motricità su fondo bagnato
Motore tonico/armonia con il cambio
Modularità del bagagliaio
Dotazione di serie generosa Abitabilità/comfort anteriore
Accesso al posto di guida complicato dai rigonfiamenti dei sedili sportivi
Rapporto prezzo-prestazioni
Comandi del sistema multimediale
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO
Il look GT Quest’edizione diverge dalle Megane standard per i vari attributi sportivi, ad esempio la caratteristica calandra.
Renault Megane GT TCe 205 EDC: 5 porte, 5 posti; 31 500 fr. (veicolo del test: 35 650 fr.) Gamma: dalla TCe 100, 100 CV (19 900 fr.) alla GT TCe 205, 205 CV, (31 500 fr.) Opzioni: vernice metallizzata speciale bleu iron (900 fr.), schermo tablet + navigatore (1500 fr.), regolatore di velocità adattivo (650 fr.), sedili sportivi cuoio/alcantara (1200 fr.) Garanzia: 3 anni di fabbrica, 3 anni d’assistenza (con servizi effettuati); garanzia antiruggine: 12 anni (condizioni) Importatore: Renault Svizzera SA, 8902 Urdorf, www.renault.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri, 1,6 l turbo benzina, 205 CV; cambio doppia frizione a 7 rapporti, trazione avanti, 4 ruote sterzanti Peso: 1505 kg (veicolo del test), totale ammissibile 1924 kg, carico rimorchiabile 1650 kg
S
iamo chiari: la Renault Megane di quarta generazione si vuole soprattutto una compatta che propone numerose comodità. Un’auto confortevole che anticipa l’arrivo del conducente e gli lancia un’occhiata accogliente attraverso la sua firma luminosa anteriore coi LED disposti a forma di C e coi fari posteriori che ne percorrono tutta la larghezza. Un tocco di stile unito al lato pratico di questa compatta fondamentalmente piuttosto saggia. Poi c’è il pizzico di follia o d’ingegno, a seconda, costituito dal sistema a 4 ruote sterzanti di cui è dotata
Sport in blu Ambiente sobrio e sportivo abbellito da accenti blu. E grande schermo tattile.
di serie la versione GT. Per far capire subito come stanno le cose, quest’ultima esibisce ampie prese d’aria e un diffusore posteriore. Stesso discorso nell’abitacolo, decorato da inserti blu, con in opzione, sedili avvolgenti in alcantara molto accattivanti. Tutti indizi che fanno pensare al primo contatto che qualcosa sta per succedere.
Agilità e stabilità da vendere E infatti, fin dai primi giri di ruota, siamo rapiti dal comportamento atipico di quest’auto che si vuole comunque più GT che GTI. Fino a 60 km/h (80 in modalità Sport) le ruote posteriori sterzano quasi impercettibilmente in senso opposto rispetto a quelle anteriori, aumentando l’agilità. Oltre questa velocità, le 4 ruote sterzano invece tutte nella stessa direzione al fine di accrescere, stavolta, la stabilità. Nella pratica, la Megane → aprile 2016 | touring
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TECNICA GT propone un’esibizione di agilità inserendosi in modo super preciso nelle curve. Ad andatura vivace, esprime inoltre un comportamento neutro poco comune su una normale trazione anteriore, a tal punto che ci si crederebbe al volante di un’integrale, tanto il treno posteriore è ben piantato. La modalità Sport – da parte sua – conferisce ancora più reattività allo sterzo, che permette di sentire ancora meglio la strada. Il motore 1,6 l da 205 CV non è da meno. Questo propulsore downsizing, seppure sia docile nella guida normale, diventa esuberante non appena si preme sul pedale del gas. Assecondato da uno spontaneo cambio a doppia frizione, proietta la Megane fin verso 6200 giri/min prima di passare al rapporto seguente. Una bella accelerazione, anche se le cambiate non sono sempre calibrate in modo ottimale. In queste condizioni, il launch control (partenza controllata) sembra piuttosto un gadget che non fa che sottolineare i limiti del treno anteriore, il quale si mette a slittare violentemente. In effetti, la motricità è corretta ma non brillante, anche grazie all’ESP
4 modalità Modificano la reattività del motore e dello sterzo, ma non la taratura del telaio.
5 ambienti luminosi L’abitacolo muta dal blu sportivo al tranquillo seppia.
che regola il tutto in modo assai discreto. In fatto di consumo, la media di 8,7 l/100 km non è spettacolare, ma resta accettabile viste le prestazioni fornite.
stema di infotainment, e ci si può anche divertire selezionando uno dei cinque ambienti luminosi a scelta.
Il rovescio della medaglia di questa adepta dello slalom speciale è che le sospensioni del telaio sportivo sono rigide e si pagano sulle irregolarità nella guida urbana. Altrimenti, la Megane si rivela gradevole sui lunghi tragitti. Si apprezza la tenuta e la morbidezza dei sedili in alcantara così come la presentazione interna. Va detto che eredita alcune plastiche morbide e soprattutto, un grande schermo da 8,7” dalle sue consorelle. Ci si abitua inoltre in fretta al menu derivato dai tablet con il quale si gestisce la quasi totalità delle regolazioni e del si-
Va detto infine che lo spazio per i passeggeri dietro è soltanto dignitoso, nonostante la lunghezza aumentata di 6 cm. Stesso discorso per il vano bagagli, conforme agli standard della categoria ma dalla modularità poco indovinata. La Megane GT brilla soprattutto per il rapporto prezzo/prestazioni. A parte il navigatore (300 fr.) e il regolatore di velocità adattivo (650 fr.), è dotata della maggior parte dei comfort. Mancano unicamente alcuni sistemi di assistenza di ultimo grido. Ciò detto, un’auto da 205 CV con 4 ruote sterzanti per 31 500 fr. è indubbiamente notevole. ◆ Non manca nulla Diffusore, doppio scarico e luci che si prolungano sui fianchi.
MARC-OLIVIER HERREN COLLAUDATORE Da saggia compatta, la Megane si trasforma in bel giocattolo grazie alla magia delle 4 ruote sterzanti. Come una tecnologia semplice può trasformare un’auto. E a costo contenuto. 90%
32 touring | aprile 2016
8
113 8–
cm
94 cm
–8 57
1c
m
144 cm
105 cm
passo 267 cm lunghezza 436 cm larghezza 181 cm
Sedili sportivi in alcantara Perfetta sintesi di tenuta e comfort.
Non molto pratico Bordo di carico alto e un gradino notevole coi sedili ribaltati.
CHECK-UP TCS
TCS MoBe: Herbert Meier
DINAMICA DI COMPORTAMENTO
COSTI D’ESERCIZIO
Accelerazioni (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 61 dBA 120 km/h: 69 dBA
km/anno ct./km
7,2 s 3,8 s 4,6 s 11,4 m 36,7 m
fr./mese fissi variabili 15 000 66 538.– 291.– 30 000 45 538.– 583.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS, agenzie Renault: da 105 a 184 fr.) CONSUMO AL BANCO DI PROVA
(ciclo UE 80/1268) urbano extra urb. misto COSTI DEI SERVIZI TCS 8,3 5,1 6,3 Manutenzione ore mano d’opera fabbrica 7,8 4,9 6,0 140 g/km (km/mese) (fr.) 1 Emissioni di CO2: 15 000/12 0,7 157.– Media svizzera di CO2: 139 g/km 30 000/24 1,0 244.– etichetta energia (A–G): E Manutenzione per 180 000 km con 15 000 km/anno 17,8 4835.– CONSUMO DEL TEST 1
8,7 l/100 km serbatoio: 50 litri
incl. materiale
autonomia 574 km
Tabella comparativa
Prezzo (fr.)
Renault Megane GT TCe 205 EDC 31 500.–
VW Golf GTI 2.0 TSI DSG 39 850.–
Cilindrata (cc)
1618
1984
Potenza (kW/CV)
151/205
161/220
Coppia massima (Nm/giri min)
280/2400
350/1500
Consumo (l/100 km)
6,3 E2
6,31 E
Volume del bagagliaio min./max. (l)
384/1247 (ISO)
380/1270 (ISO)
Costi al chilometro (fr./km)3
0.66
—
Costi di manutenzione Test «Touring» 1 3
4
CARROZZERIA Il design della versione GT è abbellito da dettagli sportivi e valorizzato da una notevole firma luminosa. Spazio generoso davanti e nella norma dietro. Idem per il bagagliaio, anche se si deve avere a che fare con un bordo di carico alto e con un fastidioso gradino quando si ribaltano i sedili. ABITACOLO La rifinitura GT è ornata di materiali pregiati. Il sistema di infotainment concentrato sullo schermo tattile in stile tablet assicura un uso intuitivo delle diverse funzioni. Peccato che non abbia un comando a distanza. Buona la leggibilità del display head-up (400 fr.). COMFORT A parte le sospensioni rigide, la Megane offre un buon livello di comodità. Sedili sportivi in alcantara (1200 fr.) con tenuta perfetta. L’insonorizzazione è buona. PREZZO-PRESTAZIONI A partire dalla seconda versione, lo schermo tattile da 8,7” con navigatore, il climatizzatore a due zone e i sensori di parcheggio posteriori sono di serie. La GT include poi i fari LED, l’accesso keyless ecc. Difficile con 205 CV e le 4 ruote sterzanti fare di più per un simile prezzo. Valutazione Eurotax media.
Il video del test
Senza essere una vera GTI, la Megane GT vi si avvicina, tanto il suo comportamento è ludico. L’unica differenza sta nella potenza inferiore… e nel prezzo.
larghezza interna: ant. 145 cm, post. 143 cm bagagliaio: 384–1247 litri pneumatici: 225/40R18, min. 225/45R17
4835.–
—
4/2016
5/20135
dati secondo l’importatore 2 efficienza energetica secondo l’importatore su 15 000 km/anno 4 costi totali su 180 000 km (15 000 km/anno) 5 VW Golf 2.0 TDI DSG Highline
COLLABORAZIONE: centro di perfezionamento alla guida TCS Derendingen (SO).
COMPORTAMENTO La guida a 4 ruote sterzanti offre una grande agilità a velocità moderata e una maggiore stabilità nella guida autostradale. Divertente guidare la GT su percorsi sinuosi. Lo sterzo diretto (2,5 giri di volante) dà il suo contributo e assicura una buona percezione della carreggiata. MOTORE E TRASMISSIONE Dotato di coppia, il motore 1,6 l turbo offre eccellenti accelerazioni. A parte la scelta di rapporti non sempre giudiziosa in modalità sportiva, il cambio a doppia frizione lavora bene. Motricità perfettibile. CONSUMO Nell’uso quotidiano, i consumi superano ampiamente i dati di fabbrica ma rimangono accettabili, viste le prestazioni. SICUREZZA La dotazione è piuttosto mediocre. Un plauso per i fari LED di serie. aprile 2016 | touring
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OFFERTA PER SOCI TCS
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FOTO ALD
TECNICA
Risultati omogenei per le gomme estive Soltanto 3 dei 32 prodotti esaminati dal TCS hanno ottenuto un voto globale inferiore a «consigliato». Il dettaglio di questo bel risultato di gruppo nelle dimensioni 185/65 R15 e 225/45 R17. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
I
recenti test comparativi chiudono quasi sempre col medesimo bilancio: eccetto qualche rara pecora nera, la quasi totalità dei pneumatici esaminati fornisce buone prestazioni. Nell’ultima edizione, 11 modelli hanno sfiorato l’eccellenza ottenendo la valutazione «molto consigliato», mentre 18 si sono aggiudicati un rispettabile «consigliato». Due si sono dovuti accontentare di un «consigliato con riserva» e uno è stato bocciato in quanto «non consigliato». Questi giudizi negativi sono perlopiù dovuti a prestazioni carenti registrate su carreggiata bagnata.
Dimensione 185/65 R15 Pneumatici di questo tipo vanno a equipaggiare le city-car o talune compatte, come la Citroën C3, la Fiat Punto e la Subaru Impreza. Vi troviamo 7 prodotti «molto consigliati» e 7 «consigliati». Un quadro lusinghiero appena offuscato da 1 «consigliato con riserva» e da 1 «non consigliato». Questa bella prestazione d’insieme viene innanzitutto fornita su
fondo asciutto, dove soltanto 3 modelli hanno registrato lacune che rendono la guida imprecisa e compromettono la reattività. Sul bagnato, 8 gomme sono risultate molto equilibrate e 6 consigliate. Fa da contraltare il GT Radial, modello che impiega 11 metri in più del pneumatico migliore per fermarsi nel test di frenata. Inoltre la sua resistenza all’aquaplaning è di circa 20 km/h inferiore. Quanto a longevità, emerge che la maggior parte dei modelli giudicati ottimi è meno performante sul bagnato.
Dimensione 225/45 R17 Queste gomme si montano su automobili di categoria compatta e media, quali le Audi A3/A4, Mercedes Classe A/B/C o ancora Ford Focus. Con 4 volte «molto consigliato» e 11 «consigliato», anche qui il bilancio è omogeneo. Un solo modello ha ricevuto un «consigliato con riserva». Sorprendentemente, solo 5 gomme hanno espresso le qualità sportive che ci si attende da questa dimensione su fondo asciutto. Resta il fatto che
Prestazioni convincenti La gran maggioranza delle gomme testate si è rivelata performante.
soltanto 2 prodotti vi hanno denotato delle carenze. Su carreggiata bagnata, 6 gomme hanno convinto, mentre 9 hanno accusato leggere debolezze. Per quanto riguarda il consumo di carburante, lo scarto maggiore rilevato risulta essere di 0,4 l/100 km. Infine, sul fronte dell’usura, i modelli meno resistenti percorrono distanze che non superano i → 30 000 chilometri. •
RUMENO O TURCO? Il Pirelli Cinturato P1 Verde ha sorpreso con grossi divari prestazionali sul bagnato fra i vari treni di gomme testati. I 28 pneumatici acquistati della dimensione 185/65 R15 erano di provenienza turca e rumena. Questi ultimi performavano tutti bene, mentre quelli prodotti in Turchia risultavano nettamente inferiori sia per quanto concerneva la frenata sia nell’handling. Un dato che è poi stato confermato da una seconda prova. Pirelli ha imputato queste anomalie al fatto che nello stabilimento interessato si era omesso di cambiare la mescola come da nuove specifiche, errore nel frattempo corretto. Non potendo realizzare il test in condizioni adeguate, il modello Pirelli è stato così eliminato dalla nostra tabella. aprile 2016 | touring
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Test pneumatici estivi: 185/65 R15 88H Marca Modello Etichetta europea5 Fondo asciutto Fondo bagnato Comfort/rumore Consumo1 Usura Prova alta velocità Voto globale Valutazione TCS Vantaggi Inconvenienti
Vredestein Sportrac 5 E/B/70 74% 70%3 44% 68% 70% superata 68%
Dunlop Continental Sport ContiPremiumContact 5 BluResponse C/A/70 B/A/67 78% 76% 64% 64% 42% 38% 70% 74% 70% 70% superata superata 66% 66%
★★★★☆
Pneumatico molto equilibrato, ottimo sul bagnato, buono in tutte le discipline di sicurezza, buono sull’asciutto, consumo di carburante e usura
★★★★☆
★★★★☆
Pneumatico Pneumatico molto equilimolto equilibrato, miglior brato, buono in voto sull’atutte le discisciutto, buono pline di sicuin tutte le disci- rezza, buono pline di sicusull’asciutto e rezza, buono sul bagnato, e per consumo di per consumo carburante e di carburante e usura usura
Goodyear EfficientGrip Performance B/A/68 70% 68% 32%4 68% 70% superata 66%
Hankook Kinergy Eco K425 E/A/69 76% 66% 48% 70% 60% superata 66%
Nokian Line
★★★★☆
★★★★☆
Pneumatico molto equilibrato, buono in tutte le discipline di sicurezza, buono sull’asciutto e bagnato, e per consumo di carburante e usura
Pneumatico molto equilibrato, buono in tutte le discipline relative alla sicurezza, buono sull’asciutto e bagnato, buono per consumo di carburante
Sava Intensa HP
Infinity Ecosis
C/B/70 76% 64% 38% 74% 60% superata 64%
Kumho Ecowing ES01 KH27 E/B/70 72% 62% 46% 68% 60% superata 62%
E/C/69 56% 66% 32% 66% 70% superata 56%
E/C/70 58% 54% 60% 64% 60% superata 54%
★★★★☆
★★★★☆
★★★☆☆
Pneumatico Pneumatico Buono sul molto equilimolto equilibagnato, brato, buono brato, buono buono per in tutte le disci- in tutte le disci- consumo di pline relative pline relative carburante e alla sicurezza, alla sicurezza, usura Lievi debobuono sull’a- buono sull’alezze sull’asciutto e basciutto e bagnato, buono gnato, buono sciutto2, pneuper consumo di per consumo di matico più rumoroso carburante carburante
★★★☆☆
Buono per consumo di carburante, miglior voto per rumore Lievi debolezze sul bagnato2
Test pneumatici estivi: 225/45 R17 94Y Marca Modello Etichetta europea5 Fondo asciutto Fondo bagnato Comfort/rumore Consumo1 Usura Prova alta velocità Voto globale Valutazione TCS Vantaggi Inconvenienti
Continental ContiSportContact 5 E/A/72 86%3 72% 44% 68% 70% superata 70% ★★★★☆
Pneumatico molto equilibrato, miglior voto sul bagnato, miglior voto sull’asciutto, buono per consumo di carburante e usura
ESA-Tecar Spirit 5 UHP
Pirelli P Zero
Vredestein Ultrac Vorti
C/B/69 76% 60% 48% 84% 64% superata 66%
F/A/72 72% 70% 48% 68% 64% superata 66%
E/B/70 84% 60% 48% 60% 64% superata 64%
★★★★☆
★★★★☆
★★★★☆
★★★☆☆
Pneumatico molto equilibrato, miglior voto per consumo di carburante, buono in tutte le discipline relative alla sicurezza, buono per usura
Pneumatico molto equilibrato, buono in tutte le discipline di sicurezza, buono sull’asciutto e bagnato, e per consumo di carburante e usura
Pneumatico molto equilibrato, ottimo sull’asciutto e bagnato, buono in tutte le discipline di sicurezza, e per consumo di carburante e usura
Buono sull’asciutto, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze sul bagnato2
Scala di valutazione TCS Asciutto, bagnato, consumo di carburante, usura
Voto globale Valutazione TCS
36 touring | aprile 2016
Sava Intensa UHP
Nokian zLine
E/C/67 66% 58% 50% 62% 94% superata 58%
C/A/72 66% 56% 40% 70% 64% superata 56%
★★★☆☆
★★★★☆
★★★☆☆
80%
60%
40%
superata
Yokohama Advan Sport V105 F/A/72 86% 56% 40% 56%4 80% superata 56%
★★★☆☆
Miglior voto per usura, buono sull’asciutto e per consumo di carburante, miglior voto per rumore Lievi debolezze sul bagnato2
★★★★★
Prova alta velocità
Il video del test
Hankook Ventus S1 evo2 K117 E/A/71 74% 58% 44% 72% 64% superata 58%
★★★☆☆
Buono sull’asciutto, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze sul bagnato2
★★☆☆☆
Miglior voto sull’asciutto, ottimo per usura Lievi debolezze sul bagnato2, consumo di carburante più elevato
★☆☆☆☆
20%
0%
superata con riserva
non superata
80%
60%
40%
20%
0%
eccellente
molto consigliato
consigliato
consigliato con riserva
non consigliato
Uniroyal RainSport 3 C/A/72 54% 60% 40% 76% 60% superata 54% ★★★☆☆
Buono sul bagnato, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze sull’asciutto2
TECNICA
Michelin Energy Saver+
Barum Brillantis 2
Bridgestone Turanza T001
C/A/68 68% 54% 40% 78% 90% superata 54%
E/C/70 60% 50% 46% 66% 80% superata 50%
C/B/71 78% 50% 54% 76% 70% superata 50%
★★★☆☆
Miglior voto per consumo di carburante e usura, buono sull’asciutto Lievi debolezze sul bagnato2
Michelin Pilot Sport 37 E/A/71 84% 64% 50% 66% 54% superata 54%
★★★☆☆
Ottimo per usura, buono per consumo di carburante, buono sull’asciutto Lievi debolezze sul bagnato2
Toyo Proxes T1 Sport8 E/B/71 78% 52% 44% 62% 54% superata 52%
Nexen Semperit N Blue HD Plus Comfort-Life 2 E/C/68 78% 48% 34% 72% 70% superata 48%
E/C/70 68% 46% 32% 68% 80% superata 46%
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
Miglior voto sull’asciutto, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze sul bagnato2
Miglior voto sull’asciutto, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze sul bagnato2
Ottimo per usura, buono sull’asciutto e per consumo di carburante Lievi debolezze sul bagnato2, pneumatico più rumoroso
Firestone Firehawk SZ90
Fulda SportControl
Semperit Speed-Life 2
E/B/71 66% 50% 34% 66% 70% superata 50%
C/B/68 52% 50% 50% 74% 84% superata 50%
C/C/72 60% 50% 42% 78% 74% superata 50%
★★★☆☆
★★★☆☆
★★★☆☆
Ottimo sull’asciutto, buono sul bagnato e per consumo di carburante, miglior voto per rumore Lievi debolezze per usura2
Buono sull’asciutto, buono per consumo di carburante Lievi debolezze sul bagnato e per usura2
Buono sull’asciutto, buono per consumo di carburante e usura Lievi debolezze sul bagnato2, pneumatico più rumoroso
★★★☆☆
Ottimo per usura, buono per consumo di carburante, miglior voto per rumore Lievi debolezze sull’asciutto e bagnato2
Nankang Green-Sport Eco-2+ E/B/70 62% 34% 44% 62% 70% superata 34%
GT Radial Champiro VP16
★★☆☆☆
★☆☆☆☆
E/C/69 46% 0% 44% 66% 80% superata 0%
Buono sull’aOttimo per sciutto, buono usura, buono per usura per consumo Debolezze sul di carburante Molto scarso bagnato2, consumo di sul bagnato2, carburante più debolezze sull’asciutto elevato
GT Radial Champiro HPY9 E/B/70 80% 46% 46% 70% 54% superata 46%
Maxxis Victra VS01 E/B/71 78% 34% 42% 70% 64% superata 34%
★★★☆☆
★★★☆☆
★★☆☆☆
Buono sull’asciutto, buono per consumo di carburante, buono per usura Lievi debolezze sul bagnato2
Ottimo sull’asciutto, buono per consumo di carburante Lievi debolezze sul bagnato e per usura2
Buono sull’asciutto, buono per consumo di carburante, buono per usura Debolezze sul bagnato2
1
La resistenza al rotolamento influisce sul consumo di carburante
2
porta al declassamento
3
miglior voto in questo criterio (carattere in neretto)
4
peggior voto in questo criterio (carattere in rosso)
5
1a lettera: consumo carburante (A–G); 2a lettera: frenata su bagnato (A–G); cifra: rumore esterno in decibel (dB)
6
successore GT Radial Champiro FE1 già disponibile
7
successore Michelin Pilot Sport 4 già disponibile
8
successore Toyo Proxes T1 Sport plus già disponibile
9
successore GT Radial Champiro Sport Active già disponibile
L’OPUSCOLO «PNEUMATICI ESTIVI 2016» Disponibile in versione cartacea o digitale, l’info guida «Pneumatici estivi 2016» edita dal TCS fornisce un prezioso aiuto al momento di acquistare nuove gomme. Tanto più che i risultati del test comparativo sono presentati in modo più attrattivo. Vi si trova anche una serie d’informazioni sui pneu-
matici. Ordinazione o download direttamente sul sito www.pneumatici.tcs.ch. I test dei pneumatici estivi e invernali sono anche consultabili attraverso l’applicazione del TCS per iPhone, iPod Touch e iPad. Essa offre in particolare una funzione di ricerca in base alla dimensione desiderata.
aprile 2016 | touring
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TECNICA
Gomme sicure e resistenti
buona aderenza sul bagnato e un migliore assorbimento delle irregolarità del fondo stradale. Lato prezzo, costerebbe circa il 10% in più di un modello tradizionale.
I guasti ai pneumatici causano seccature e perdite di tempo. I prodotti di nuova concezione consentono di continuare il viaggio comodamente e in tutta sicurezza, anche se si fora.
Un’altra innovazione sono i cosiddetti pneumatici selfsealing. Queste gomme non perdono aria in caso di perforazione del battistrada. Se questo si buca, del materiale sigillante richiude immediatamente il danno dall’interno. Tuttavia, il sistema non è efficace quando l’avaria interessa le pareti laterali. Questa tecnologia viene già utilizzata da diversi costruttori, come ad esempio Continental o Pirelli. •
TESTO E FOTO FELIX MAURHOFER
T
utti temiamo di rimanere a piedi per una gomma forata. Specialmente se ci succede lontano dalla civiltà. Allora, non resta altro che darsi da fare o chiamare il soccorso stradale del TCS. Da qualche anno, in genere le nuove auto non hanno più la ruota di scorta o il ruotino. Sono invece dotate di uno spray antiforatura che però serve al massimo per danni superficiali. Un’alternativa è quella di montare pneumatici con proprietà d’emergenza, quali i run flat con fianchi autoportanti, che permettono di percorrere circa 80 chilometri a velocità di fino a 80 km/h, quanto basta per raggiungere
l’officina più vicina. Tali pneumatici hanno comunque lo svantaggio di una maggiore rigidezza e di ammortizzare male le irregolarità della carreggiata. Adesso Bridgestone ha sviluppato un nuovo run flat, denominato Drive Guard, che offre un elevato comfort di guida e controllo del veicolo, anche da sgonfio. Da notare che i run flat richiedono obbligatoriamente la presenza di un dispositivo di monitoraggio della pressione pneumatici. La nostra prova del nuovo Bridgestone ha dato esito positivo. Dopo aver martellato nella fiancata un grosso chiodo, facendo fuoriuscire tutta l’aria, siamo partiti, non
senza qualche punta di apprensione. Ma già dopo le prime curve ci siamo rilassati constatando la buona stabilità di guida e manovrabilità della vettura, sia nelle curve strette, sia in autostrada a 80 km/h. Ma come funziona questo nuovo tipo di gomma? Dispone di una parete esterna ottimizzata, rafforzata e resistente agli urti, capace di sopportare il peso del veicolo anche a pressione zero. Secondo il fabbricante, la sofisticata carcassa di poliestere garantirebbe un’elevata resistenza al riscaldamento, allungando di riflesso la durata di vita del pneumatico. La novità di casa Bridgestone offrirebbe inoltre una
CONSIGLI TCS IN CASO DI FORATURA Una pressione pneumatici corretta previene le panne. Conviene investire in una ruota di scorta o di emergenza. I run flat consentono di proseguire la marcia con pneumatico sgonfio. Gli spray antiforatura rimediano solo a danni minori. Per motivi di sicurezza non cambiare mai le gomme sull’autostrada.
Perfino i grossi chiodi non mandano a terra le nuove gomme.
aprile 2016 | touring
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WOLFGANG GRUBE
L’ESPERTO TCS
Dimensione dei pneumatici
Il prodotto idoneo È primordiale equipaggiare il proprio veicolo con pneumatici della giusta dimensione.
REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN
N
on lo ripeteremo mai abbastanza: i quattro pneumatici sono l’unico punto di contatto tra la strada e l’auto. Devono perciò offrire una tenuta ottimale e non scendere a compromessi in fatto di maneggevolezza, indipendentemente dalle condizioni di guida. È fondamentale sceglierli della dimensione corretta, riportata nel manuale tecnico del veicolo, sul montante della porta oppure sullo sportello del serbatoio. In caso di dubbi, si consiglia di rivolgersi a un professionista (garagista, importatore, Ufficio della circolazione o centro tecnico TCS). È opportuno munirsi della licenza di circolazione, perché l’ufficio della circolazione richiederà la cosiddetta «Approvazione del tipo» (ad es. VW Passat: 1VC 470). Se è indicata solo la lettera X, significa che il dato è ancora in fase di chiarifica.
Come leggere i codici Per molti, le cifre che definiscono la dimensione (ad es. 205/55 R16 91 V) restano un mistero. Ricordiamo che 205 esprime la larghezza in mm, 55 il rapporto tra l’altezza del
fianco e la larghezza della gomma, e 16 è il diametro del cerchio in pollici. Inoltre, V indica la classe di velocità massima omologata, in questo caso 240 km/h. Più misterioso ancora, l’indice di carico esprime la portata massima consentita per singola ruota in funzione della pressione, dove 91 sta per 615 kg.
La giusta dimensione È estremamente importante conoscere la dimensione adeguata per la propria vettura dovendo scegliere un pneumatico nuovo. Va da sé che si preferiranno prodotti che abbiano ottenuto la menzione «consigliato» o «molto consigliato» nel test del TCS. Se la dimensione desiderata non è stata testata, è possibile fare riferimento a quelle più prossime, con uno scarto di +/– 10 mm. Per esempio il risultato del test di una gomma da 195/65 R15 91 T fornisce un’indicazione valida per la dimensione 185/65 R15 91 T e 205/65 R15 91 T. L’importante è montare quattro pneumatici identici per marca, diametro, indice di carico e di velocità. Acquistando un treno di
gomme nuove, non dimenticate di verificarne la data di fabbricazione, che risulta dal numero DOT a quattro cifre marcato sul fianco. 3714 significa che il pneumatico è stato prodotto nella 37a settimana del 2014. Un ultimo accenno alle offerte talora allettanti su internet. Spesso questi pneumatici vengono spediti direttamente ad un’officina partner. Ne possono scaturire dei costi di montaggio più elevati, laddove si trattasse di un gommista rivenditore specializzato. ◆
CONSIGLI
1
Per motivi di sicurezza (distanza di frenata, stabilità ecc.) è sconsigliato «finire» le gomme invernali in estate.
2
Controllate mensilmente la pressione dei pneumatici. Ciò accresce la sicurezza e fa risparmiare denaro.
3
Una moneta da 1 franco è utile per verificare se il profilo corrisponde al minimo consigliato dal TCS (3 mm). Basta introdurla nell’intaglio del battistrada dal lato testa. Finché il piedistallo con la scritta Helvetia è coperto, la gomma potrà affrontare la stagione.
RETO BLÄTTLER Funzione: esperto test veicoli e accessori Professione: meccanico d‘auto e venditore tecnico Età: 37 anni Contatto: experte.mobe@tcs.ch
aprile 2016 | touring
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Monumentale La BMW 750 Li misura 5,24 m. Galleria fotografica su Touring iPad.
BMW 750 LI XDRIVE
Enorme condensato tecnologico N5,24 m; bagagliaio: 515 l E4,4 l V8 turbo 450 CV , 8 rapporti; 4 ruote sterzanti, 4×4; da 0 a 100 km/h in 4,5 s; consumo (prova): 10,3 l/100 km; autonomia 757 km L140 700 fr. Fedele a precetti della stirpe, la BMW Serie 7 delinea il cammino della tecnologia automobilistica. Nell’era dell’infotainment e dei sistemi di bordo, questa berlina stupefacente, rasenta l’orgia tecnologica. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
A
cosa serve testare un mostro da 5,24 m pensato per i potenti del mondo e destinato a soddisfare i deliri automobilistici dei super ricchi dei paesi emergenti? Ebbene, vale la pena perché la BMW Serie 7 imbarca grosso modo tutto quanto propone la tecnologia automobilistica attuale e si fregia di innovazioni quali la telecamera stereo che analizza il rivestimento stradale o i comandi gestuali.
Lounge high tech Il conducente proverà quantomeno un sentimento di frustrazione alla vista di questa 750 Li allungata, poiché i due sedili individuali posteriori invogliano a farsi scarrozzare, piuttosto che mettersi al volante di questo salotto ambulante. Oltre allo spazio 42 touring | aprile 2016
per le gambe che fa pensare alle stretch limousine, le due poltrone dotate di tutte le regolazioni immaginabili sono davvero tentatrici. Questo tanto più che i due schermi fissati sul retro dei sedili anteriori invitano ad approfittare delle infinite possibilità del sistema d’infotainment e l’impianto audio vi accoglierà come in una sala da concerto. Gli studiosi apriranno il tavolino pieghevole alloggiato nella console centrale per lavorare in un ambiente vellutato reso ancor più gradevole dal cielo stellato del tetto panoramico in vetro, creato grazie all’inserimento di LED. Per avere tutto sotto controllo, un tablet amovibile da 7” permette di gestire tutte le funzioni di connettività e comfort, come ad esempio tirare le tendine e godere di
un’intimità fuori dal comune. E scegliere tra le 8 fragranze del diffusore per ambiente.
Informazioni a iosa Inizialmente sconcertato, il conducente seduto in quest’universo di legno pregiato con qualche rifinitura in ceramica, troverà molto di che consolarsi. A cominciare dagli 8 programmi a 3 livelli d’intensità della funzione massaggio. Potrà pure giocare con la moltitudine d’informazioni che appaiono sullo schermo tattile della console centrale, con il solo neo che tale genere di auto fornisce talmente tante indicazioni che possono diventare indigeste, nonostante la possibilità di ricorrere ai comandi vocali e al touchpad inserito nella ghiera di comando centrale. Fortunatamente gli assistenti alla
INTELLIGENTE La chiave con schermo serve da telecomando e si ricarica per induzione. Permette di visualizzare a distanza il livello dei liquidi, l’autonomia rimanente e di programmare il riscaldamento ausiliario. Ancora più sofisticata, comanda inoltre l’opzione di parcheggio autonomo. Infine, la BMW Serie 7 inaugura pure i comandi gestuali. Col movimento di un dito, è possibile modificare il volume della radio o rispondere a una telefonata. Più un gadget che qualcosa di davvero utile.
Telecomando Chiave intelligente con schermo.
TECNICA guida vegliano. L’allarme di mantenimento della corsia attivo agisce ad esempio senza eccessi di nervosismo. Apprezzabile anche il sensore anticollisione posteriore che evita gli urti in retromarcia.
Tecnologia d’avanguardia Salotto ambulante Motore/cambio Guida stupefacente Infotainment al top Sedili massaggianti Manutenzione gratuita per 10 anni
Due volti Al colmo del benessere, il conducente prova un grande piacere nel mettere alla prova il talento di quest’automobile la cui struttura è rinforzata con fibre di carbonio. Il V8 a benzina biturbo si lascia condurre sull’imponente coppia di 650 Nm e al ritmo di un cambio automatico dall’incommensurabile dolcezza. Se non fosse per il cambio di sonorità, sarebbe impossibile intuire il cambio spontaneo tra gli otto rapporti. Il quadro è completato dalle sospensioni pneumatiche. Ma non c’è quindi il rischio di addormentarsi al vo-
Design senza accenti Indigestione tecnologica Optional costosi Comandi gestuali un po’ gadget
lante? Affatto. Una volta portati a destinazione i prestigiosi passeggeri, l’autista potrà scoprire la seconda faccia della 750 Li. Una forte pressione sul gas e il motore esplode sotto il cofano per proiettare la vettura da 0 a 100 km/h in un tempo degno di una supersportiva. La morbidezza del V8 lascia il posto a riprese focose e sonorità
Ambiente lounge Spazio e lusso a profusione. E un sistema di infotainment all’ultimo grido.
rabbiose. E ci si ritrova a provocare le GTI. Questo dinamismo è valorizzato da quattro ruote sterzanti e dal telaio attivo, con ammortizzatori variabili e barre antirollio attive in aggiunta. In modalità «Adaptive» questo insieme agisce in modo tanto giudizioso quanto sorprendente. E dire che siamo al volante di un’auto il cui passo
supera la lunghezza di una Smart. Ebbene sì, la BMW 750 Li è un indescrivibile miscuglio d’indolenza e impeto. Un’unione che non si sospetterebbe di ritrovare in questo bastimento dal design senza sorprese. Un’annotazione: per godere di tutto questo, va detto che la vettura provata montava equipaggiamenti opzionali per ben 67 000 fr. •
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TECNICA
ALPINE VISION
Rinasce un mito È una scommessa audace, ma anche un’opportunità per riportarsi ai fasti passati: Renault rilancerà il suo brand sportivo con un coupé ispirato alla leggendaria Berlinette A110. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
A
parte gli appassionati di rally e delle sportive estreme, chi conosce ancora l’Alpine? Intimamente legata a Renault, attuale proprietario del marchio, nasce nel 1955 e scrive pagine importanti nella storia agonistica con la Berlinette A110. Una sportiva senza concessioni, da 650 kg e forme arrotondate, entrata nel mito. La saga continua nelle vesti del coupé A310, finché, nel 1995, il sipario scende discretamente sulla A610. Rimarrà chiuso fino all’annuncio a sorpresa, nel 2012, di un rilancio. Primo segno concreto, Carlos Goshn, CEO del gruppo Renault-Nissan, ha presentato recentemente una superba show-car che ha già l’80% de-
gli elementi della vettura di serie promessa entro fine anno. Fortunatamente, tale «opportunità strategica» per Renault non è intrisa di eccessi neo-classici. La Vision fa infatti numerose citazioni stilistiche della Berlinette, ma esibisce soprattutto un design moderno che non è da meno rispetto ai rari coupé compatti della concorrenza. Alpine punta chiaramente al mercato delle sportive di lusso e fra le rivali blasonate che si appresta a sfidare non si può non citare la «Porsche Cayman».
Propulsione leggera Di quest’auto avara di dati tecnici, si sa comunque che è tutta imperniata sul motore centrale posteriore. E poiché «la forma segue la funzione», ci si attende una sportiva che
mira all’essenziale senza essere radicale. Il progetto ricalca il cofano bombato e i doppi fari della Berlinette A110 e si sofferma sul lunotto posteriore pronunciato. Sotto quest’ultimo romberà un 4 cilindri turbo da 1,8 l Renault rivisitato e accoppiato ad un cambio doppia frizione 7 marce. Non si sa invece nulla della potenza, se non che i cavalli montati basteranno a garantire uno sprint di tutto rispetto con uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi. L’Alpine Vision è un universo di pelle, alluminio e carbonio. Sedili avvolgenti in cuoio imbottito per calarsi in un ambiente dinamico, enfatizzato dal tasto «sport» presente sul volante insieme alle levette del cambio. Strumentazione rigorosamente all’a-
L’impetuosa Berlinette A110 Icona delle circa 30 000 unità di Alpine prodotte.
vanguardia con tanto di schermo TFT. La commercializzazione di questo coupé prodotto a Dieppe è prevista per il secondo trimestre del 2017. Alla prima generazione seguiranno altre. Secondo Carlos Goshn un marchio, specie se con ambizioni planetarie, non può vivere di un solo modello. Soprattutto se, come affermato dal CEO, ci si vorrà garantire l’autonomia finanziaria. La sfida è lanciata. •
FOTO ALD
Alpine Vision Erede eclettica della leggendaria A110.
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«Eleganza alla francese»
Questione di geni La Vision segna il ritorno della A con la freccia.
Bernard Ollivier ha guidato, per quattro anni, la gestazione del nuovo coupé. Il direttore generale di Alpine ci rende partecipi della sua vibrante emozione.
I
INTERVISTA MARC-OLIVIER HERREN
n origine l’ambizione era di costruire una sportiva estrema nella tradizione Alpine?
Bernard Ollivier: La prima intenzione è stata quella di creare un’auto che avesse i geni di Alpine. Sarebbe stato criminale rinnegare il pedigree della marca. Questa si fonda innanzitutto sull’eleganza alla francese, ossia sulla fluidità delle linee. Abbiamo così lavorato sull’aerodinamica dal sottoscocca utilizzando un fondo piatto e un diffusore, per evitare elementi poco estetici quali spoiler o alettoni. Per la versione stradale abbiamo preferito un’eleganza semplice, naturale. Un altro tratto tipicamente Alpine è l’agilità tramite la leggerezza. A titolo d’esempio citerei la console centrale nell’abitacolo. E dulcis in fundo: il piacere di guida. Cosa c’è d’inedito in questo approccio?
Abbiamo voluto, ed è una novità, un’auto per tutti i giorni. La fusione di elementi del passato e odierni contribuisce a fare dell’Alpine un’auto molto particolare sul mercato. Nessuna concorrente esprimerà tutte queste caratteristiche insieme. Il target è quindi cambiato?
Noi puntiamo principalmente sugli appassionati che amano le belle meccani-
che, tra i quali contiamo un numero non indifferente di donne. Del resto intendiamo costruire vetture molto eleganti ed estetiche, ad immagine del colore bianco della show-car Vision. Dirò di più: il cahier des charges prevedeva che l’auto fosse facilmente accessibile pure alle donne con la gonna. La leggerezza resta un elemento centrale. Che ne è del peso?
La produzione resterà comunque a Dieppe…
Sì, questo stabilimento è importante perché è la culla storica dell’Alpine. Inoltre, gli impianti poco automatizzati comportano una fabbricazione tuttora molto manuale. È un fattore decisivo se s’intende produrre una sportiva di lusso originale. Non vogliamo limitarci a proporre l’ennesima sportiva derivata da una vettura di grande serie. Qual è la fascia di prezzo mirata?
Non cercheremo di vendere a carissimo prezzo, ma piuttosto di giustificare un prezzo da segmento premium. In fatto di qualità dovremo misurarci con rivali del calibro della Porsche Cayman. Detto ciò, la grande sfida consiste nel riaffermare la marca, rendendola profittevole nel tempo. È la vera difficoltà quando si rilancia un prodotto che era uscito di scena e quindi non molto conosciuto in numerosi Paesi. ◆
Non farò cifre, per ora. Tuttavia l’Alpine passerà da 0 a 100 km/h in 4,5 s, un valore più che dignitoso. Ma contrariamente ad altre marche, noi raggiungeremo queste prestazioni attraverso il rapporto peso/potenza, perciò non avremo bisogno di così tanti cavalli rispetto a talune concorrenti. Viene infatti a innescarsi un circolo virtuoso: un’auto leggera non ri«L’Alpine sarà un’auto chiede un motore molto potente, quindi per tutti i giorni e anche quest’ultimo punterà anche sulla sarà meno pesante. clientela femminile» Idem per cambio e freni, che sono di dimensioni inferiori. Questa combinazione ci permette di sviluppare un’auto moderna, che regalerà piacere già da velocità moderate e ovviamente nelle curve, e sarà parsimoniosa in termini di emissioni di CO2. Un aspetto che conta per chi privilegia le auto cittadine.
aprile 2016 | touring
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VIAGGI DEI LETTORI
Moschee dalle cupole turchesi e luccicanti, palazzi e rovine risalenti alla notte dei tempi così come maestosi giardini nel deserto. In Iran si respira l’atmosfera delle mille e una notte a pieni polmoni. Non stupisce dunque il fatto che questo Paese stia diventando una meta prediletta dagli amanti della cultura. REPORTAGE DINO NODARI
Khosh amadid – benvenuti!
È
appena scoccata la mezzanotte. Il nostro atterraggio è stato morbido. Sull’autostrada circolano soltanto poche autovetture in direzione di Teheran. Il taxista pigia sull’acceleratore e dagli altoparlanti rimbomba la musica, ritmi e brani in lingua persiana ma comunque familiari. Chaartaar è il nome della band, ci racconta l’autista aggiungendo che è attualmente in voga tra i giovani iraniani perché combina i canti tradizionali persiani con moderna musica elettronica. Passiamo davanti al Mausoleo di Khomeini e – appena poco dopo essere atterrati in Iran – ci troviamo già in mezzo a questo Paese degli ayatollah. Da un lato la repubblica islamica e dall’altro l’Iran che si sta aprendo alla modernità.
Teheran notturna Teheran di notte si presenta diversamente da come mi aspettavo. Durante il giorno la capitale ospita 15 milioni di persone, ovvero i suoi abi48 touring | aprile 2016
tanti e tutti i pendolari che arrivano dalla popolosa periferia. Adesso, nel bel mezzo della notte, è quasi deserta; nulla a confronto con le metropoli occidentali che non si fermano mai.
Paradiso di vacanza? Lo ammetto, prima di partire ero un po’ scettico. L’Iran è una repubblica islamica autoritaria in cui vengono calpestati i diritti dei suoi cittadini, in particolare quelli delle donne; in cui gli adulteri e gli omosessuali vengono impiccati; in cui non è garantita la libertà di parola e di stampa. Dunque si deve proprio trascorrere le vacanze in un posto simile? Una risposta a questa domanda non è facile trovarla, soprattutto dopo solamente poche ore di soggiorno in Iran. «Welcome to Iran» è la frase di benvenuto che si riceve all’aeroporto, all’albergo e sulle strade e non soltanto da parte della gente che vive grazie al turismo. Piano
piano questo Paese sta uscendo dall’isolamento in cui è stato costretto per tanti anni. Agli iraniani ora piace presentare il proprio Paese ai sempre più numerosi visitatori. E lo fanno celebrando l’esotismo dell’Oriente. Accanto alla civiltà di oltre 2500 anni e ai paesaggi mozzafiato, l’Iran offre pure la possibilità di entrare in contatto con gente cordiale, attenta e anche pronta ad aiutare.
Immagine del mondo Isfahan è considerata la capitale culturale dell’Iran. La città lungo il fiume Zayandeh Rud si presenta proprio come un viaggiatore in Oriente s’immagina la città delle mille e una notte. Da sempre nell’oasi fluviale i ponti svolgono un ruolo importante. Uno dei più impressionanti è il Si-o-se Pol con i suoi 33 archi. Di notte sono illuminati e rappresentano uno spettacolo non soltanto per gli spiriti romantici. Il centro dell’antica città culturale è
costituito però dalla Meydan-e Imam, ossia la Piazza dell’Imam. Un tempo si chiamava Naqsh-e Jahan (l’immagine del mondo) e, con la sua superficie di 510 per 160 metri, è la seconda piazza urbana più grande al mondo. Attorno alla gigantesca piazza una fila di arcate ospita vivaci bazar e case da tè. Su ogni lato di questa piazza si trova un edificio maestoso. La miglior vista sulla piazza viene offerta dalla sala del trono dell’ex palazzo reale Ali Qapu. Si consiglia di visitare la piazza sia di giorno che di notte. Qui s’incontra molta gente del posto che, con un tappeto e vivande sotto braccio, organizza un picnic in famiglia. Dappertutto si viene accolti con queste parole: «Khosh amadid», che significa: benvenuti! Gli iraniani non sono mai importuni, bensì sempre vivamente interessati. E anche pronti a raccontare qual-
Isfahan La Piazza dell’Imam è la seconda più grande al mondo.
Sepoltura celeste La Torre del Silenzio nella città di Yazd. Yazd I lucernari dissipano il calore e fanno entrare la luce.
Piastrelle blu Arte persiana nella Moschea Jame.
cosa sulle attrazioni storiche o sulla vita quotidiana in Iran. Oppure prestano un treppiedi al turista che nella sua gita notturna vuole scattare una fotografia – e si scusano anche per essere forse stati troppo invadenti. Lungo il fiume Zayandeh Rud si trova il quartiere armeno Jolfa con la cattedrale Vank. A dire il vero ora a Isfahan non vivono più tanti armeni, Il ponte di Si-o-se Pol dal centro di Isfahan al quartiere armeno.
ma si trovano ancora molte chiese. Sul treno in direzione sud si entra facilmente in contatto con la gente e si parla subito del quartiere armeno. Nello scompartimento gli occhi di due studenti improvvisamente s’illuminano. Molti iraniani – confessano i giovani – vanno lì per fare il pieno di alcol. Per i cristiani, gli ebrei e gli zoroastriani valgono delle eccezioni al divieto. Fintanto che non vendono alcol ai musulmani, queste minoranze possono introdurlo e berlo. «Le nostre feste sono piuttosto scalmanate», racconta uno degli studenti ammiccando. Ma non si festeggia in pubblico, bensì sempre in privato tra amici. Alla domanda se un ragazzo e una ragazza possono uscire
COSÌ PARLÒ ZARATHUSTRA La città di Yazd è la più importante meta di pellegrinaggio e il centro religioso degli zoroastriani. Questa religione risale al 1800 a.C. e oggi conta ancora 20 000 discepoli nel mondo. Lo zoroastrismo è una delle più antiche religioni monoteiste e addirittura il cristianesimo, l’ebraismo e l’islam avrebbero adottato alcuni principi contenuti negli insegnamenti del profeta Zarathustra. A Yazd c’è un Tempio del Fuoco, in cui la fiamma arderebbe ininterrotta da 1500 anni. Gli zoroastriani credono ai quattro elementi fuoco, acqua, terra e aria, e nel fuoco perpetuo venerano la divinità suprema Ahura Mazdā. A Yazd troviamo inoltre due Torri del Silenzio, dove i defunti venivano deposti in balia degli avvoltoi che, divorandoli, li restituivano all’eterno ciclo di nascita e morte. Il rito tradizionale della «sepoltura celeste» è ormai proibito in Iran. Gioco di luci Di notte i 33 archi sono illuminati.
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Persepoli Attraverso la Porta delle Nazioni si entra nell’area del Palazzo.
Shiraz Una sala di preghiera nella Moschea Nasir al-Mulk.
Rilievi La guardia del corpo del re nel Palazzo delle 100 colonne.
Spezie Lo zafferano è uno dei souvenir preferiti dall’Iran.
la sera e anche baciarsi, fanno spallucce, sbuffando e ribadiscono con molta energia che: «La vita in Iran si svolge tra le quattro mura e non sulla strada pubblica».
Regno dei persiani
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minare sino in cima al Kuh-e Rahmat, la montagna ai cui piedi venne costruita Persepoli, vengono ricompensati con una vista stupenda su questa antica città. Iscrizioni rinvenute a Persepoli sembrano indicare che già ai tempi degli achemenidi nella zona dell’attuale Shiraz doveva trovarsi un importante insediamento. La città è situata a 60 km da Persepoli ed è considerata una delle mete più degne di essere visitate in Iran. La «città delle rose e dei poeti» è anche molto gettonata come destinazione degli iraniani per trascorrervi la luna di miele. Un buon punto di partenza per esplorare la città è l’antica fortezza. Dall’imponente
costruzione in mattoni mancano solo pochi metri per raggiungere la moschea Vakil. La struttura è ornata riccamente con fiori, tralci di vite e variopinti uccelli. All’interno della sala di preghiera si ergono 48 colonne che trasmettono la sensazione di trovarsi in un bosco. Proprio accanto alla moschea si trova il bazar. Al mercato vengono offerte soprattutto spezie, tappeti e stoffe. Sono rimasti intatti anche alcuni stupendi cortili interni. Shiraz si trova a un’altezza di 1540 metri s.l.m., direttamente ai piedi delle montagne. Già nel Medioevo disponeva di un’ampia rete di acquedotti sotterranei che tuttora irrigano i famosi giardini cittadini. Nel giardino
Eram ci si rende immediatamente conto del perché Shiraz viene denominata anche la «città delle rose».
Nasi rifatti A Teheran le donne che si incontrano sulla pubblica via indossano il velo più come accessorio moderno che non come copricapo imposto dalla religione. Negli ultimi anni tra di loro si è diffuso un altro modo di farsi belle: quello chirurgico. Infatti, l’intervento del bisturi per ritoccare il proprio profilo oppure addirittura la figura non è più un’eccezione, anzi. In effetti per le strade di questa grande metropoli s’incontrano un po’ dappertutto donne che portano un cerotto sul naso.
FOTO DINO NODARI, DOLLARPHOTOCLUB (1)
A Persepoli ci si sente definitivamente immersi nell’antica Persia. Venne costruita nel 515 a.C. da Dario il Grande e i suoi successori per essere una delle cinque capitali dell’Impero achemenide. In quest’epoca il regno persiano era la più grande potenza territoriale al mondo. La città venne nominata Persepolis dai greci, che significa appunto città dei persiani. Nel 332 a.C. venne conquistata da Alessandro Magno e saccheggiata dalle sue truppe. Ancora oggi, a distanza di 2500 anni, girando tra le rovine si può avere un’idea di quanto fosse maestoso il regno. Colonne imponenti e rilievi ben conservati di quest’epoca testimoniano gli antichi fasti imperiali. Coloro che si danno la pena di cam-
VIAGGI DEI LETTORI Alla moda Le iraniane danno molta importanza al loro aspetto esteriore.
Per ogni gusto Artigianato nel bazar a Shiraz.
DA SAPERE La Torre Azadi L’emblema della capitale Teheran.
Musei imperdibili La metropoli offre però anche molti musei interessanti. Uno fra tutti, il Palazzo Golestan, che fino al 1979 fu la residenza ufficiale dello scià di Persia. Nel 1967 qui venne incoronato Mohammad Reza Pahlavi, l’ultimo a salire sul Trono del Pavone. Oggi nel museo sono esposti soprattutto gioielli, armi e vestiti della famiglia reale. Gli interessati ai gioielli non dovrebbero assolutamente perdersi il Museo Nazionale dei Gioielli. Nel caveau la banca nazionale iraniana conserva una strepitosa collezione di tesori accumulati dalle dinastie persiane, tra cui anche il Darya-i-Noor, il più grande diamante di 182 carati. Consigliabile è anche il Museo
dei tappeti oppure quello dedicato al vetro e alla ceramica. Tutto sommato si può dire che un viaggio di esplorazione in Iran è anche un incontro con i propri pregiudizi. Alcuni vengono confermati, ad esempio quando navigando in internet si trovano siti censurati e quando andando all’aeroporto si viene sottoposti a tre controlli di sicurezza. L’interesse degli iraniani ad altri stili di vita è palpabile nelle discussioni sul velo oppure sulla libertà di stampa che affrontano con gli ospiti stranieri. Parlando si allarga il proprio orizzonte e tanti preconcetti reciproci svaniscono come per incanto. Così è stato anche per me. •
Visto: per poter entrare in Iran gli svizzeri hanno bisogno un visto. A questo fine è necessario avere un passaporto valido almeno 6 mesi oltre la data del viaggio, compilare un formulario per la richiesta del visto, scattare due foto passaporto a colori, presentare la conferma del volo e la prenotazione dell’hotel così come una conferma di polizia del deposito delle proprie impronte digitali. Lingua: farsi, nei centri principali spesso si parla inglese. Fuso orario: in estate +2.30, in inverno +3.30 ore. Valuta: rial (IRR) 1 franco corrisponde a 30 000 rial (stato a inizio febbraio). I prezzi però sono spesso indicati in tuman, un tuman corrisponde a 10 rial. Le carte di credito vengono accettate solo in casi eccezionali. Si raccomanda di cambiare i soldi direttamente all’arrivo in aeroporto. I traveller cheque non sono accettati. Corrente: 220 V. È necessario un adattatore solo per spine a tre poli. Le spine a due poli funzionano.
Comunicazione: i cellulari svizzeri si possono usare senza particolari problemi. Non è però possibile telefonare via skype. Negli alberghi si trova WLAN, ma i siti con contenuti politici sono bloccati. Sia la rete della telefonia mobile che internet sono controllati. Si raccomanda dunque di non inviare foto né documenti che fanno riferimento alla situazione politica in Iran. Fotografare: chi desidera fotografare la gente, dovrebbe prima chiedere il permesso. È vietato fotografare edifici pubblici, impianti militari e manifestazioni. Alcol: pure nei gran hotel non sono servite bibite alcoliche. È proibito importarle. Abbigliamento: le regole degli iraniani sull’abbigliamento valgono anche per i turisti. Per gli uomini: niente pantaloni corti né camicie con le maniche corte. Le donne devono indossare un velo che copra i capelli. Anche le forme del corpo devono essere coperte: si consiglia dunque un camicione (o casacca) lungo sino alle ginocchia. aprile 2016 | touring
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VIAGGI DEI LETTORI Shiraz
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Alla scoperta delle bellezze dell’Iran
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Programma 14 giorni/13 notti 20 settembre – 3 ottobre 2016 1° giorno: Volo Svizzera – Teheran con coincidenza a Istanbul. 2° giorno: Mattino libero. Nel pomeriggio, visita della capitale. Tra le altre cose si visiteranno il palazzo del Golestan, oggi museo. 3° giorno: Teheran. Visita del palazzo estivo dello scià. Passeggiata a Darband, meta di escursioni degli abitanti di Teheran. In oltre visita al monumento di Azadi e cena sulla torre di Merhdad. 4° giorno: Partenza in treno speciale per la città di Sari. 5° giorno: La città santa di Mashhad, uno dei sette siti santi dell’Islam sciita. 6° giorno: Visita delle sontuose moschee e il vivace ba-
zar della città commerciale di Kerman. 7° giorno: Una breve corsa in treno attraverso il deserto vi porta alla cittadella di Bam, patrimonio culturale mondiale UNESCO. 8° giorno: Visita di Yazd, città degli adoratori del Fuoco Sacro. Il treno speciale prosegue la sua corsa per Isfahan. 9°–10° giorno: Due giorni pieni sono dedicati ad un’approfondita esplorazione d’Isfahan, città più impressionante dell’Iran. 11° giorno: Alla scoperta di Persepoli e Pasargadae. Spostamento in pullman a Shiraz. 12° giorno: Visita di Shiraz, città delle rose e dei poeti. 13° giorno: Visita di Bishapur, la città dello Shahpur. 14° giorno: Volo di ritorno in Svizzera.
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PREZZI PER SOCI TCS a persona in CHF, con almeno 20 persone Cabina da 4 letti Habibi Cabina da 2 letti Ali Babà Cabina da 2 letti Aladino (1 cabina doccia per vagone) Cabina da 2 letti Califfo (doccia privata & WC in cabina) Supplemento camera singola in hotel Supplemento gruppo piccolo 15–19 persone Supplemento non soci TCS
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Persepoli/Pasargadae Kerman Bishapur Shiraz A R A BI A Bam PA K S A UDI T A 400 km
6430.– 7990.– 8450.– 15 180.– 1160.– 450.– 200.–
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INFORMAZIONI DI VIAGGIO Attrazioni TCS Visita dei palazzi dello scià a Teheran Corsa con la «ferrovia del Gottardo dell’Iran» attraverso il Monte Elbrus Ospiti dei beduini nel deserto di Lut Visita di 7 siti patrimonio culturale mondiale UNESCO Visita di officine di artigiani di Isfahan con uno specialista Autentica visita di uno zurkaneh con introduzione agli sport tradizionali I giardini del Paradiso di Shiraz La città sconosciuta del re dei Sasanidi Shahpur
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Istanbul–Zurigo o Ginevra con Turkish Airlines in classe economica • Tasse aeroportuali e supplemento carburante • 9 pernottamenti in hotel di buona categoria media
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Disposizioni d’ingresso nel Paese I cittadini svizzeri devono essere in possesso di un passaporto di viaggio valido per 6 mesi dopo la data di rientro e di un visto per l’Iran (CHF 125.– incl. richiesta). Si applicano le condizioni di viaggio e di contratto di Kira Reisen.
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UN SALTO IN CITTÀ
Cuore della Svizzera orientale Jolanda Neff è cresciuta a Thal vicino a San Gallo e ha frequentato la scuola nella capitale del Cantone. La professionista di mountain bike è sempre in giro per il mondo per le gare, ma è rimasta legata a Jolanda Neff apSan Gallo. Alla domanda quali siano i prezza la vivacità di San Gallo come base luoghi da visitare, la 23enne non deve tra una gara e l’altra pensarci a lungo. La si incontra nel Cafè di mountain bike. Gnuss a gustarsi un latte macchiato, ad un Poetry-Slam nella Grabenhalle oppure ancora a spasso nella zona ricreativa Drei Weieren. La numero uno nella classifica femminile di mountain bike apprezza inoltre la vicinanza delle montagne e del Lago di Costanza. Quanto basta a farla tornare spesso e volentieri ai luoghi della sua infanzia.
San Gallo La campionessa di mountain bike Jolanda Neff adora la scena culturale, i molti svaghi offerti da San Gallo e i bei paesaggi naturali che circondano il capoluogo ricco di storia. CONSIGLI JOLANDA NEFF | ILLUSTRAZIONE ANDREA PETER
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6 Bar pieno di charme
Non solo cartoleria
Musica e divertimento
Per gustarsi un buon caffè con un cioccolatino fatto in casa, come lo sono tutti i prodotti serviti nel locale.
Cancelleria e oggettistica, bistrò e takeaway: da Schiff si va per fare compere e rifocillarsi con uno spuntino.
Ricavato da una vecchia scuola, oggi la Grabenhalle è l’indirizzo privilegiato per concerti e festival.
1
Café Gnuss, Lämmlisbrunnenstrasse 4, aperto da mercoledì a domenica
3
Bürowelt Schiff, Marktgasse 5, aperto da lunedì a sabato
5
Grabenhalle, Unterer Graben 17, aperto tutti i giorni
Antipasti a volontà
Cultura nell’ex Ringdepot
Parco in città
Nella focacceria vengono serviti antipasti in tutte le variazioni, ma anche piatti di pasta e insalate.
Appuntamento al vecchio deposito di locomotive e treni per gli appassionati di teatro, cinema e cultura.
Una passeggiata nell’area ricreativa regala relax allo stato puro. Nei laghetti si può addirittura nuotare.
2
Focacceria, Metzgergasse 22, aperta da lunedì a sabato
4
Lokremise St. Gallen, Grünbergstrasse 7, aperto da lunedì a domenica
6
Drei Weieren, Dreilindenstrasse 50
aprile 2016 | touring
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Hospental Ben caratteristico.
Kapellbrücke Il più fotografato a Lucerna.
La Svizzera vista da una Harley Percorrere i più bei itinerari del Gran Tour of Switzerland in sella ad una Harley-Davidson è un connubio tra avventura e cultura oltre che un piacere al volante. E la meteo ci mette lo zampino. TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER, FELIX MAURHOFER
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opo un paio di chilometri di rodaggio la Road Glide Ultra del noto marchio Harley-Davidson si trasforma in un’ideale compagna di viaggio. Il colosso di oltre 400 chili si lascia poi condurre con leggerezza lungo le rotonde dei villaggi e le curve dell’Emmental. Se il tempo non fa le bizze, il Grand Tour attraverso la Svizzera in sella alla massiccia moto è un puro piacere. Alla consegna del veicolo presso il noleggiatore autorizzato Harley-Davidson a Thun ho dovuto deglutire un paio di volte prima di riprendermi dalla vista delle sue dimensioni. Ma la voglia di avventura ha ben presto avuto la meglio sulle preoccupazioni e dopo un’approfondita introduzione e la preparazione del veicolo ho fatto vibrare e scoppiettare il motore per procedere in direzione di Burgdorf. In seguito ho preso l’autostrada, dunque il percorso più veloce – cosa insolita per un biker – per raggiungere il parcheggio davanti al Museo Franz Gertsch. Gli L’Emmental offre gastronomia, arte e... ottime curve.
56 touring | aprile 2016
enormi ritratti iperrealisti dell’artista contemporaneo sono da ammirare e costituiscono una tappa obbligatoria oltre al castello nel pittoresco nucleo storico della cittadina del Canton Berna.
Prelibatezze dall’Emmental E ora ha inizio un percorso che offre agli appassionati della potente due ruote curve geniali che serpeggiano attraverso il paesaggio collinare. Sfrecciare comodamente attraverso l’Emmental è un po’ come fare del wellness se non si hanno i minuti contati. E comunque qui nessuno ha fretta soprattutto quando si tratta di produrre il formaggio. Me ne rendo conto nel caseificio dimostrativo di Affoltern. Dopo questa visita istruttiva si deve assolutamente mettere nel bagaglio un pezzo di saporito Emmental. Passando attraverso Sumiswald e Ramsei si scende verso Emme per proseguire attraverso Langnau lungo il fiume Ilfis sino a Trubschachen. Qui si può di nuovo assaggiare delle prelibatezze.
Curve a iosa lungo le rive pittoresche del Lago di Thun.
Prima però di poter divorare i biscotti assisto alla presentazione multimediale della storia centenaria di Kambly. Rinvigorito dallo spuntino faccio strepitare i pistoni e sfreccio senza fermarmi attraverso la pittoresca Entlebuch sino a raggiungere il noto ponte Kapellbrücke a Lucerna. Attorniato da turisti asiatici intenti a fare selfie scendo dal mio destriero un po’ stanco, passeggio sul ponte e mi concedo un delizioso vol-auvent, il «Lozärner Fritschi-Paschtete», al ristorante Zunfthaus Pfistern. La città avrebbe ancora tanto da offrire, ma io devo proseguire passando da Svitto via Sattel sino a Einsiedeln. Qui mi attende la Madonna nera per una visita nella cappella delle Grazie. L’abbazia con la
Einsiedeln e la sua imponente abbazia meritano sempre una visita.
SVAGO
MOTO DA SOGNO
chiesa barocca non può passare inosservata. Una visita che richiederebbe molto più tempo, ma un vero biker ha bisogno di vento sul viso e si sente sempre spinto oltre. E così porto il mio bolide verso Pfäffikon e sfreccio sull’autostrada per raggiungere la prossima attrazione a Sargans. Nel frattempo il cielo si rannuvola sempre più, un oscuramento che ben si abbina con il sistema di gallerie della miniera di Gonzen, dove viene estratto minerale di ferro. Poco prima dell’arrivo di una pioggia intensa riesco a rifugiarmi nel garage dell’Hotel Tamina a Bad Ragaz. In quest’albergo appena rinnovato mi sento in buone mani e posso rilassarmi, in particolare i muscoli non proprio abituati a domare un’Harley-Davidson. The Chedi è un hotel dove gli affaticati biker possono riprendersi totalmente.
Chi desidera percorrere l’itinerario del Grand Tour of Switzerland con una Harley, può prenotare e noleggiare la sua moto da sogno da uno dei 13 Harley-Davidson Authorized Rentals. A disposizione ci sono i modelli più nuovi dallo Sportster sino al Rushmore. L’intero Grand Tour è lungo 1643 chilometri e conduce attraverso 25 tratte situate nelle regioni più attrattive della Svizzera. Sul sito www.myswitzerland.com/grandtour possono essere effettuate tutte le prenotazioni necessarie, dall’albergo sino al veicolo. La guida e le cartine si possono richiedere al sito www.swisstravelcenter.ch.
Le previsioni meteo non prospettano niente di buono: fuori piove a catinelle e non è consigliabile affrontare il mio tragitto che passa sul San Bernardino a causa delle forti nevicate. Purtroppo devo rinunciare alla strada attraverso il passo che mi porterebbe in Ticino e poi ad Andermatt. Avrei volentieri ammi-
Passo del Susten Valicare il passo innevato non è stata una passeggiata.
rato la mitica gola della Viamala a Thusis, camminato sulla piazza del villaggio di Splügen, visitato il castello in centro a Bellinzona e affrontato le serpentine della Tremola per raggiungere la cima del San Gottardo. Nulla di tutto ciò. Indosso controvoglia i vestiti per ripararmi dalla pioggia e guido il più velocemente possibile attraverso Hirzel, Brunnen e Altdorf sino ad Andermatt. Nonostante il clima invernale non mi voglio rovinare del tutto il tour e rendo una visita al villaggio urano di Hospental. Fatto ritorno ad Andermatt mi dirigo nel The Chedi e quasi non oso entrare nella reception di lusso con indosso gli abiti da biker. Ma il personale non si lascia impressionare e mi consiglia di riscaldarmi concedendomi una pausa relax nell’annesso bagno turco.
Monti e laghi Le montagne tinte di bianco – è autunno inoltrato – sono un segno tangibile che affrontare l’attraversata dei passi Furka e Grimsel per andare a Meiringen non è una buona idea. Decido di andare a Interlaken passando dal Brünig. A Göschenen però mi ricredo e cambio direzione per proseguire, nonostante le condizioni avverse, sul passo del Susten sino a Meiringen superando alcuni punti difficili. Finalmente, mentre costeggio il Lago di Brienz, il sole fa capolino di tanto in tanto tra le nuvole, e mi accompagna sino a Interlaken. Qui seguo il lato destro della riva del Lago di Thun sino alle Grotte di San Beato, che devono essere assolutamente visitate. Rientrato a Thun con alcune centinaia di chilometri in più sul contachilometri e un ampio sorriso sul volto riconsegno a malincuore l’Harley-Davidson, mia fedele compagna di viaggio. Fare l’esperienza del Grand Tour in sella ad una moto è un’esperienza imperdibile e non ha nulla da invidiare al famoso coast to coast dall’Atlantico al Pacifico. ◆ aprile 2016 | touring
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È scoccata l’ora del tè La tradizione britannica del tè pomeridiano, l’«afternoon tea» sta raccogliendo i consensi di sempre più svizzeri. Abbiamo provato tre locali in cui, tra tramezzini, scones, pasticcini e molto tè, ci si sente quasi come sull’isola europea. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Al Bellevue Palace a Berna dove è già stata ospite la Regina Elisabetta, l’«afternoon tea» è celebrato con tutti i crismi.
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onostante Jamie Oliver e Yotam Ottolenghi, la Gran Bretagna non viene ancora considerata come il Paese del piacere gastronomico. Nelle cucine e nei salotti dell’isola sono tuttavia presenti tradizioni stupende come ad esempio l’«afternoon tea». Da ringraziare è un nobile britannico del XIX secolo, che un pomeriggio, tra un pranzo consumato troppo presto e una cena ancora lontana, si fece portare in camera un po’ di pane, biscotti e un tè. Gli piacque talmente tanto che rese popolare questa cerimonia anche tra i suoi illustri amici nobili. Ed è così che nacque l’«afternoon tea». In numerosi alberghi della Gran Bretagna viene offerto generalmente tra le 15 e le 17. Tradizionalmente comprende i cosiddetti tramezzini con salmone, uovo e cetriolo e diversi pasticcini. E naturalmente gli scones, una focaccina di farina, burro e latte, che si serve con marmellata di fragole e clotted cream, ovvero panna rappresa di latte di mucca bolElegante Alzatina, servizio in lito. Negli porcellana e ambiente accurato. ultimi anni l’«afternoon tea» ha conquistato anche la Svizzera. Ad esempio tra l’inverno e la primavera, quando fuori il tempo può essere ancora poco gradevole, è il momento ideale per celebrare appieno questa tradizione britannica. Tre locali in cui vale la pena fare questa esperienza all’ora del tè.
Bellevue Palace, Berna È un piacere anche solo guardare questo venerando hotel in cui hanno alloggiato numerosi attori, politici e teste coronate. Anche la Regina Elisabetta vi è stata ospite e probabilmente vi ha sorseggiato del tè. Ci si accomoda nei profondi divani o sulle storiche seggiole nella lobby e si è serviti con ricercata gentilezza. In modo classico vengono offerti tramezzini, scones e piccoli pasticcini su un’alzatina a due piani – una gioia per il palato. I quattro tramezzini per persona sono imbottiti con salmone, formaggio, prosciutto, pomodoro e cetriolo. Il tutto accompagnato da una coppetta colma di
pickles, i sottaceti. Attenzione: dato che a molti non piacciono le uvette, i delicati scones del Bellevue contengono cranberries, i mirtilli rossi americani. Non è compresa la clotted cream, ma anche la crème double dell’Emmental è deliziosa. Poi l’acquolina in bocca viene per un pasticcino alla frutta, una mini torta di Linz e altro ancora. La carta è ben rifornita: cinque qualità di tè nero, tre di tè verde, sei infusi d’erbe e di frutta fornite dal bernese Teeladen sulla Länggasse. E non da ultimo: nel prezzo è compreso una seconda porzione di tè.
Hotel d’Angleterre, Ginevra Chi varca questa soglia non se ne torna di certo a casa con l’appetito in bocca. Su un’enorme alzatina con coperchio vengono offerti all’ospite sei tramezzini con salmone, cheddar, pomodoro, cetriolo e crema d’uovo, sette pasticcini e due scones. Uno spettacolo anche per gli occhi. Carino: il servizio da tè fiorito e la vista sul getto d’acqua. E, ben pronto, sul tavolo si trovano i Classici Tramezzini al salmone, bicchieri prosciutto o formaggio. per lo champagne, che poi inevitabilmente viene comandato subito. E ad una flûte di Ruinart è difficile dire di no in questa cornice ideale. Dettaglio non indifferente: gli scones arrivano con e senza le uvette. Invece di clotted cream viene servita una delicata crème double della Gruyère. La pasticceria – tra cui un mini macaron verde, un cheesecake o un piccolo éclair – una poesia. Carino: chi non ce la fa a mangiare tutto, il personale offre di mettere il resto in una doggybag. Da citare è anche l’offerta abbondante e straordinaria del commerciante parigino di tè Betjeman & Barton: dieci tè neri, nove bianchi e verdi, due tè rossi
dal Sudafrica e quattro infusi alle erbe e alla frutta. Tra questi ci sono specialità come «Eden Rose», un delizioso tè nero con foglie di rosa o il tè verde «La dame du lac» con pennellate di sapore di mela, bacche, susina mirabella e caramello.
Ristorante Carlton, Zurigo Sulla Bahnhofstrasse è un gran via vai, mentre ad un paio di passi di distanza, e precisamente nel Ristorante Carlton, regna una calma benefica. L’«afternoon tea» viene servito in un grande locale. A molti tavoli si sente parlare inglese e queste voci quasi superano il volume della musica classica di sottofondo. Carino: i mazzi di fiori freschi dai colori delicati. Assieme al tè, della propria casa Segmüller Collection, viene anche portata una clessidra che mostra quanto si deve attendere prima di iniziare a gustare. Accanto si trova anche una piccola teiera con acqua calda nel caso in cui il tè diventi troppo forte. Gli ospiti possono scegliere tra sette tè neri, cinque tè verdi, tre Deliziosi Delicati scones si alter- Oolong, nano a gustosi mini pasticcini. uno bianco, uno giallo e cinque tè alle erbe. I numerosi tramezzini nell’alzatina sono delicati e in parte si discostano un po’ dai sapori classici. Ci sono dunque anche quelli con roastbeef oppure con paté di fegato. I dolci, tra cui piccoli cake e dadi ripieni di fudge, caramello fondente, o crema di fragole, sono così gustosi che si vuol spazzare velocemente il piatto. Per concludere vengono serviti ancora due mini scones, che potrebbero tranquillamente essere più grandi e gustosi. Molto positivo: l’estremamente cortese cameriere. Il piatto e le posate vengono cambiate non appena si passa dal salato al dolce. •
OFFERTE DI AFTERNOON TEA Bellevue Palace, Berna, ogni giorno dalle 14 alle 18, 35 franchi per persona, lo champagne non è incluso nell’offerta. Carlton, Zurigo, da settembre a maggio e da mercoledì a sabato, dalle 14.30 alle 17.30, 39 franchi per persona, con champagne (Laurent Perrier) 55 franchi. Hotel d‘Angleterre, Ginevra, ogni giorno dalle 15 alle 18, 47 franchi per persona, con champagne (Ruinart) 59 franchi.
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Tour de Suisse La Via del Cuore è una delle più belle tratte panoramiche per ciclisti esistente al mondo. Percorsa in sella ad una e-bike offre splendide opportunità di scoprire la Svizzera in un modo nuovo, leggero e divertente. E i soci TCS approfittano di uno sconto sostanzioso.
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bellezze; non a caso viene chiamata anche «Glacier Express del traffico lento». La Via del Cuore si snoda attraverso l’itinerario ciclistico numero 99 ed è perfettamente segnalata lungo l’intera tratta. In 14 posti si pos-
sono noleggiare le biciclette elettriche Flyer, che possono essere restituite in un qualsiasi altro posto di noleggio. In questo modo, ognuno può comporre il proprio itinerario personale. E all’energia necessaria ci pensano non meno di 15 posti dove si può
ILLUSTRAZIONE ANDREA PETER, FOTO SWISS-IMAGE
al Lago di Costanza a quello di Ginevra, circa 720 chilometri ininterrotti di percorsi ciclistici tra i più belli, suddivisi in 13 straordinarie tappe: chi viaggia sulla Via del Cuore vive la Svizzera in tutte le sue sfaccettature e
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LE NOSTRE TAPPE Losanna–Romont
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Romont–Laupen
63 km
Laupen–Thun
64 km
Thun–Langnau
72 km ▲▲▲
Langnau–Burgdorf
45 km
Burgdorf–Willisau Willisau–Zugo
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Zugo–Einsiedeln
44 km
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Einsiedeln–Rapperswil
58 km ▲▲▲
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Rapperswil–Wattwil
54 km
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Wattwil–Herisau
55 km
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Herisau–Altstätten
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Altstätten–Rorschach
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▲
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Railbon Payserie: 0216 0000 0281 rentabike.ch aprile 2016 | touring
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È qui, nel nucleo di Münster, città tedesca della Renania Settentrionale-Vestfalia, che il missionario Ludger, vescovo della città, ordinò i primi lavori di costruzione oltre 1200 anni fa. La costruzione della cattedrale ebbe inizio ben più tardi, nel 1225.
La città delle 80 chiese Ma i turisti hanno già lasciato la piazza e ora seguono Julia Grossekathöfer in una pittoresca viuzza selciata. Ecco un ponticello e un fiume, l’Aa. «Il polmone della città», indica Julia gesticolando e fornendoci informazioni preziose. Fra l’altro veniamo a sapere che la città e i suoi dintorni contano non meno di 80 chiese e cappelle. A parte ciò, Münster ha tanti altri assi nella manica. Ci si
Poco conosciuta, Münster si rivela una destinazione ideale per gli appassionati d’arte e delle passeggiate. Vi invitiamo alla scoperta di questa città di 300 000 abitanti che non ha nulla da invidiare alle vicine Colonia e Düsseldorf. REPORTAGE ALINE BEAUD
Lo charme discreto della
Cattedrale Da ammirare pure lo splendido orologio astronomico.
sposta facilmente in bicicletta e, con l’arrivo della bella stagione, ci si può rilassare sulle rive del lago Aasee. Nel cuore pulsante della città, sulla via Prinzipalmarkt, i visitatori vengono definitivamente conquistati dallo charme di questa città ancora misconosciuta.
Tetti a gradoni Qui una sfilza di case con splendidi frontoni – 48 per l’esattezza – risalenti al XII secolo si mettono in mostra per i passanti. Anche queste abitazioni, una più bella dell’altra, furono distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale, ma poi ricostruite con un tocco moderno, pur conservandone lo stile originale. Le arcate, dove i commercianti un tempo vendevano la loro merce, oggi sono luoghi che invitano a passeggiare. Se ci si avvia lungo la via Spiekerhof, ci si ritrova a tu per tu con la statua di un Kie-
bella Münster
Le case a gradoni contribuiscono allo charme della bella città tedesca.
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FOTO PRESSEAMT MÜNSTER (2), ALINE BEAUD
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he facciata orrenda, pensiamo alla vista del gigantesco muro ovest del Duomo di S. Paolo. Solo 16 piccole vetrate interrompono la superficie in gres porcellanato. «La facciata non fa l’unanimità nemmeno tra la gente del posto», rassicura la guida Julia Grossekathöfer rivolgendosi alla comitiva di turisti venuti a visitare Münster. «Il 90% del centro città venne distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale», ci spiega mentre il vento scompiglia i suoi capelli. Questa parete dunque non è che una delle conseguenze della ricostruzione. Se viene osservata da sud, la cattedrale presenta però il suo lato migliore. Si può ammirare la ricchezza della sua architettura romana con influssi gotici e moderni.
SVAGO
Lago Aasee Un’oasi di relax non lontano dal centro città.
penkerl, figura simbolica di Münster. Questo commerciante ambulante del XIX secolo barattava informazioni in cambio di mercanzie. Trasportava i suoi beni con una «kiepe» in groppa. «E chissà perché le uova si trovano in fondo al cesto», ironizza la guida accennando alla gerla in spalla alla statua. In effetti, la ripartizione del carico lascia alquanto a desiderare!
Mosaico di Picasso Preso congedo dalla guida, il nostro gruppo di turisti si dirige verso il Museo Picasso che comprende una superficie espositiva di oltre 600 metri quadri. La piazza situata davanti all’edificio val bene una visita. Visto dall’alto, il selciato che la ricopre forma il ritratto del celebre pittore. Il mosaico è basato su un’immagine scattatagli dal famoso fotografo Robert Capa.
Kiepenkerl Un vero simbolo della città!
Moderno La nuova sede del museo LWL conquista con la sua architettura.
Guida turistica Julia Grossekathöfer fornisce preziose informazioni.
Storia millenaria L’autentico gioiello culturale di Münster, da non perdere assolutamente, è il Museo LWL d’arte e di cultura. Riaperto nel settembre del 2014 dopo la completa ristrutturazione, offre ai visitatori un circuito artistico che passa attraverso 51 sale e ripercorre oltre 1000 anni di storia. E nel nuovo complesso tutto è stato pensato con cura, fin nei minimi dettagli. Alcune sale sono state concepite specialmente per valorizzare le opere della collezione. Ne è un esempio il Cristo sulla croce trionfale di legno, presentato in un’ampia sala blu, la prima che ci accoglie all’esposizione. La nuova sede del museo rappresenta a sua volta un capolavoro dal punto di vista architettonico. Il complesso dispone non solamente di una grande corte luminosa, ma comunica sapientemente con l’esterno grazie a numerose vetrate. Fuori, sulla piazza della cattedrale, scorgiamo Julia Grossekathöfer dietro a una delle finestre. Sta già salutando l’ennesimo gruppo di turisti, venuti anch’essi a scoprire i tesori sconosciuti di quest’incantevole città tedesca. ◆
Chiesa San Lamberti Uno degli 80 edifici religiosi della città.
DA SAPERE Come arrivare? Volo con destinazione Düsseldorf, poi in treno dall’aeroporto a Münster, durata del viaggio in treno circa 1,5 ore. Dove pernottare? Consigliamo l’hotel Mövenpick 4 stelle Superior. L’albergo gode di una posizione eccezionale a qualche passo dal lago Aasee. Il centro città di Münster dista 1,5 km e si raggiunge in 15 minuti a piedi. Una sauna e uno spazio fitness di oltre 350 m2 invitano al relax dopo una giornata in gita. Un’altra particolarità è l’apiario, installato sul tetto dell’albergo, dove 20 000 api producono un delizioso miele, venduto alla ricezione. Dove mangiare? Kleiner Kiepenkerl, situato nel centro storico in un grazioso fabbricato a mattoni ocra. Potete gustare piatti e vini della regione. www.kleiner-kiepenkerl.de
Altes Gasthause Leve, ristorante tipico risalente al 1607! La sala interna è decorata con ceramiche di Delft e si servono eccellenti piatti regionali. www.gasthaus-leve.de
Chesa Rössli, ristorante contiguo all’hotel Mövenpick. Ideale per chi desidera rifocillarsi in un ambiente ovattato e riservato, lontano dai sentieri battuti. Un must per tutti i cultori della gastronomia. www.chesa-roessli.de
Cosa visitare? La cattedrale San Paolo, Domplatz 28, entrata gratuita. www.paulusdom.de
Museo Picasso, Picassoplatz 1, entrata adulto: 10 euro. www.kunstmuseum-picasso-muenster.de
Museo LWL, Domplatz 10, entrata adulto: 8 euro. www.lwl-museum-kunst-kultur.de
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CLUB
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uando due anni fa, mentre si trovava a Ems nei Grigioni, Esra Buchli ebbe problemi con la frizione della sua autovettura, chiamò in aiuto il TCS. Fu raggiunto immediatamente da un pattugliatore e rimorchiato fino a Coira. Da allora Esra è socio TCS. È invece iniziata qualche tempo prima la sua carriera come batterista dei 77 Bombay Street. Il gruppo, da lui fondato assieme ai fratelli
Matt, Joe e Simri-Ramon nel 2007, è da anni sulla cresta dell’onda e ha un posto fisso nelle classifiche musicali elvetiche. Con le loro canzoni schiette e genuine sono riusciti sia a rendere estremamente popolare il genere folk-pop in Svizzera sia ad abbattere le barriere linguistiche, unendo la Svizzera sotto la stessa musica.
In un altro mondo Il TCS è pertanto estremamente felice di essersi aggiudicato i 77 Bombay Street per
una serie esclusiva di concerti nazionali. In sei città svizzere – da San Gallo a Vevey passando naturalmente anche da Lugano – i soci del TCS avranno il piacere di godersi da vicino la celebre band al prezzo eccezionale di soli 30 franchi, all’interno di un ambiente intimo. Il «TCS Stars on Stage» può infatti contenere un numero limitato di 300–500 spettatori. Questa atmosfera personalizzata trasmette ai concerti un carattere unico, che garantisce ricordi indelebili. Ed è
Inebriante, intimo, esclusivo: si presenta così «TCS Stars on Stage» con i 77 Bombay Street. Durante sei concerti in altrettante città svizzere, i soci del TCS potranno godersi questa celebre band elvetica in un dirompente ambiente piccolo ma raffinato per soli 30 franchi.
proprio questo lo scopo della stessa band: «Per una sera la gente deve potersi ritrovare in un altro mondo». A coronamento delle serate di concerti ci sarà anche la possibilità per qualcuno, con un po’ di fortuna, di incontrare personalmente la banda dei 77 Bombay Street durante un «Meet and Greet». •
LE SEI DATE Zurigo Giovedì 28.4 Komplex Klub Emmenbrücke Venerdì 29.4 Viscose Lugano Sabato 30.4 Studio Foce Basilea Mercoledì 11.5 Sudhaus San Gallo Giovedì 12.5 Kugl
TESTO DOMINIC GRAF
Sei concerti 77 Bombay Street
Vevey Venerdì 13.5 Rocking Chair
Biglietti su: www.tcs.ch/ 77bombaystreet
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200 biglietit! i
solo per i soci del TCS
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ALD
TCS Stars on Stage Un evento musicale indimenticabile in esclusiva per i soci TCS.
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CLUB
PETER WIRZ
La calma è la virtù dei forti Da oltre 30 anni Peter Wirz e il suo team fanno in modo che i veicoli rimasti in panne ritornino ai loro proprietari. La sua ricetta vincente: mantenere la calma. Sempre.
sua bella roulotte. Non ebbi obiezione alcuna! Così diedi l’acqua ai fiori e poi caricai la roulotte», ci racconta divertito il nostro interlocutore.
TESTO DOMINIC GRAF | FOTO EMANUEL FREUDIGER
Intanto, il sorriso si è allargato e Peter Wirz inanella una storia dopo l’altra. Come l’incontro con tre enormi mastini che si trovavano nel gran bagagliaio di un veicolo da trainare, o quel bimbo dimenticato in una roulotte, oppure l’anguria che dovette recuperare da un’automobile guasta. Tutti questi casi hanno avuto un denominatore comune: affrontata con calma e senza lasciarsi stressare, qualsiasi situazione, per quanto insolita, si è risolta positivamente.
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uando, nel lontano 1982, Peter Wirz entrava al servizio del TCS, in Svizzera veniva introdotto l’orario cadenzato, in Germania Helmut Kohl prestava giuramento come cancelliere e si festeggiava la prima del celeberrimo film E.T. Ne è passato del tempo. E Wirz continua a lavorare per il TCS, nella stessa città, nello stesso campo operativo. Assunto con la mansione d’autista di camion, passa poi dietro la scrivania come coordinatore responsabile, veste in cui si occupa a tutt’oggi dell’organizzazione dei trasporti di veicoli che non sono in grado di riprendere il viaggio dopo un’avaria: un mestiere impegnativo, che non richiede soltanto abilità manuale, ma anche attitudine a trattare 66 touring | aprile 2016
con le persone. Peter Wirz le possiede entrambe.
Simpatici aneddoti Sul lavoro l’aiuta la circospezione che lo contraddistingue. «Mantenere la calma si è sempre rivelata la strategia migliore», afferma il 62enne. Wirz parla con voce pacata e uniforme. Mostrare le proprie emozioni non rientra nel suo carattere. Eppure le sue labbra accennano un sorriso malizioso, quando gli viene chiesto di raccontare qualche episodio della sua vita professionale. Per esempio, si ricorda di quella volta in cui dovette rimorchiare un’automobile con roulotte a causa di un guasto al motore. «Volevo caricare il convoglio, quando la proprietaria trafelata mi chiese di innaffiare dapprima i gerani appesi alla
Un capo alla pari Peter Wirz racconta volentieri degli aneddoti, ma per quello che lo riguarda personalmente, diventa taciturno, quasi timido. È così anche quando gli tocca descrivere i suoi compiti come capo del reparto Trasporti nella sede del TCS a Oensingen. Infatti,
34 anni di esperienza TCS Nella sua carriera Peter Wirz ha già vissuto tante situazioni curiose.
già la sola parola «capo» sembra dargli fastidio. «In primo luogo siamo colleghi, che collaborano su un piano di parità e che possono contare gli uni sugli altri», spiega. «Ma qualcuno deve pur prendere le decisioni. E questo tocca al sottoscritto». Wirz è responsabile di una squadra di dieci autisti, due dei quali stanno svolgendo l’apprendistato di autista di veicoli pesanti. •
BOTTA E RISPOSTA Coltiva qualche hobby per compensare il lavoro? Suono il corno in una banda di ottoni. Cosa la fa arrabbiare del suo lavoro? Il fatto che la professione di autista abbia un bassissimo riconoscimento. Molta gente è scettica e nutre dei pregiudizi nei confronti dei mezzi pesanti e di chi li conduce. Dove va normalmente in vacanza? Quando parto preferisco il Nord oppure la montagna. Faccio fatica a distendermi e ricaricare le batterie nelle regioni calde.
Scriveteci…
touring impressum Rivista del Touring Club Svizzero (TCS)
Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata. Vernice fresca La Fiat Balilla del 1936 di Hans Röllin.
Prima auto, primo amore «Ho acquistato la mia prima automobile nel 1953, era una Fiat Balilla del 1936 con 18 CV. A causa della vernice ormai consunta, decisi di sottoporre Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare con una foto a: touring@tcs.ch
il mio nuovo mezzo di trasporto ad una cura di bellezza. Doveva essere bicolore: in grigio la carrozzeria, in blu i voluminosi parafanghi. La sera di quello stesso giorno ci fu un ballo alla stazione centrale di Zurigo. Nella ressa, una bellissima ragazza mi pestò un piede. Mentre si scusava ripetutamente, le dissi: «Non fa niente. Ma a titolo di risarcimento dovrebbe ballare un po’ con me». Lei accettò e dopo il ballo mi era già chiaro che non l’avrei lasciata andar via tanto facilmente. Le chiesi gentilmente se potevo andare a prenderla per fare una gita con la mia nuova auto e lei acconsentì con gioia. Tuttavia, quando mi presentai sul posto dell’appuntamento le chiesi ancora un favore: siccome la vernice sulla mia Fiat non si era ancora asciugata completamente, avrebbe dovuto toccare solo la maniglia della portiera! Poi la vita fece il suo corso e nel frattempo siamo sposati felicemente da 60 anni». Hans e Esther Röllin, Zurigo
Le diurne non bastano
Segway e compagnia
Guidare in autostrada
Constato di continuo che molti automobilisti si limitano ad accendere le luci diurne e quindi non i fari posteriori – perfino nel caso della polizia o di maestri di guida. Ho chiamato diverse volte il numero delle radio riservato agli annunci di colonne o disagi e le ho informate che molti automobilisti viaggiano senza luci posteriori anche in condizioni di nebbia fitta. Non riesco proprio a capire perché nessuno informi e lanci un appello affinché i fari posteriori vengano accesi in queste pericolose situazioni. C’è forse gente che non sa che i fari diurni sono solo anteriori? Ringrazio il TCS se prendesse in considerazione le mie constatazioni e per tutto quello che intraprende quotidianamente e in modo esemplare a favore della sicurezza.
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I Segway sono proprio quello di cui ha bisogno la nostra comoda società. Specialmente per quelle persone che non usano mai una scala e preferiscono molto di più andare su e giù con l’ascensore e le scale mobili piuttosto che muovere un passo o vanno in macchina fino all’entrata del negozio e occupano i parcheggi riservati ai disabili. Se questi mezzi elettrici da divertimento venissero adattati anche per lo sterrato, sarebbero usati anche per le passeggiate in montagna. Le capanne del CAS dovrebbero mettere a disposizione un numero sufficiente di prese di corrente. In conclusione: stiamo scherzando!
Perché si chiedono sempre più corsie sulle autostrade, se quelle esistenti non sono usate? Se i limiti di capacità sono raggiunti, il traffico si ferma. Perché allora si circola quasi esclusivamente sulla sinistra, nonostante a destra ci sia sufficiente spazio o addirittura non sopraggiunga alcun veicolo? Va ricordato che la corsia di destra non è riservata esclusivamente ai camion. Circolare a destra è addirittura prescritto dalla legge… ma chi se ne frega? Una volta che ci si ritrova a sinistra, si resta incollati a sinistra anche se non ci sono veicoli all’orizzonte. Negligenza, mancanza di concentrazione, tattica intimidatoria o cosa? Sveglia, prego…
Kaspar Ryser, Amsoldingen
Rolf Brühwiler, Buochs
Fritz Marthaler, Bienne
Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Juliane Lutz Dominic Graf Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Oliver Marti (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 Fax +41 58 827 50 25 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 83 246 Totale: 1 334 694 Edizione/Marketing Reto Kammermann Natascia Prosperi Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 12 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Pubblicità: Publicitas SA Seilerstrasse 8, Casella postale, 3001 Berna +41 58 680 95 30, publicitas.ch Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. +41 58 787 30 00
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (www.touring.ch).
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TOUROLINO
COME FUNZIONA?
Zoom sulla bici cargo Hai già sentito parlare delle bici cargo? La bici cargo, o cargo bike, è un veicolo a due, tre o quattro ruote che assomiglia molto a una bicicletta. Si tratta, in effetti, di un derivato della bicicletta. Alcune bici-cargo possiedono un’assistenza elettronica, un motore e una batteria, che aiutano il ciclista ad avanzare. Ma qual è l’utilità di questi mezzi? Grazie a questo tipo di veicoli, è possibile trasportare dei carichi pesanti e grossi, per esempio le commissioni. Ma non è tutto: nella cassetta della bici cargo possono sedersi in posti protetti fino a due bambini, lasciandosi guidare da un adulto. È davvero divertente! Inoltre, le bici cargo sono molto pratiche, soprattutto in città per effettuare dei tragitti brevi, per esempio per recarsi alla panetteria o anche in biblioteca. Sono pure economiche: contrariamente all’auto, non è infatti necessario pagare un posteggio o delle tasse stradali! La bici cargo è utile per gli spostamenti in città, ad esempio per andare fino al negozio.
1. Piega in due il foglio in senso diagonale, poi aprilo. Ripeti l’operazione con l’altra diagonale.
2. Le pieghe sono ben marcate sul foglio. Poi abbassa gli angoli verso il centro del foglio.
3. Una volta abbassati i quattro angoli…
4. ... gira il foglio e abbassa di nuovo gli angoli verso il centro.
GIOCHI MOBILI
Il piglia naso, un origami divertente Ecco un gioco semplice che non passa mai di moda, per il quale hai bisogno di un foglio di carta quadrato e pennarelli. Aiutati con il disegno riportato qui sopra per formare il piglia naso (detto anche «Inferno o paradiso?»). Quando lo hai costruito, pittura ogni triangolo con un colore diverso e scrivi un messaggio all’interno. Per esempio, «sei gentile» o «non sei divertente». Quando lo hai decorato, puoi giocare con un amico o un’amica che dovrà scegliere una cifra tra 1 e 10. Infila le dita sotto nelle fessure. Apri e chiudi il gioco il numero di volte scelto, per esempio 5. Il tuo amico sceglie quindi uno dei colori e tu potrai leggergli il messaggio nascosto. Non esitare a chiedere aiuto ai genitori.
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5. Il tuo piglia naso è quasi pronto.
6. Piega un po’ la carta dal centro, per segnare meglio gli angoli.
7. Ed ecco che il tuo gioco è pronto.
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l’origami
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Facile e divertente,
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In questo numero, impara a preparare un «piglia naso» di carta. Un gioco che puoi personalizzare, dando libero sfogo alla tua immaginazione. Scopri anche le biciclette cargo e i loro numerosi vantaggi. E soprattutto, divertiti! TESTO ALINE BEAUD | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER
GIOCO 2
GIOCO 1
Quale via conduce all’asilo?
Quale bici non ha la sua copia?
CONCORSO
Quale equipaggiamento è indispensabile per la tua sicurezza durante un giro in bici? □
A. Borraccia □ B. Pantaloncini □ C. Casco
Partecipazione entro il 10 aprile 2016 per p e-mail a: tourolino@tcs.ch o tramite cartolina postale a a: TCS, Redazione Touring, Tourolino, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna concors La risposta del concorso n. 3 era A, divieto di slittare. vincitori Complimenti ai vincitori: Linda Parini (Pura), Aline Diday (Losanna) e Sven (Eich Waldispühl (Eich).
@
Inviaci un’e-mail a tourolino@tcs.ch con la soluzione giusta per partecipare al sorteggio e provare a vincere uno dei premi a lato.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati di volta in volta sulla rivista Touring.
PREMI
1.
1 biglietto famiglia (2 adulti, 2 bambini), di un valore totale di 90 fr.
2.
1 abbonamento annuale di un valore totale di 50 fr.
3.
3 x 1 biglietto famiglia (2 adulti, 2 bambini), valore di 37 fr. ciascuno.
I premi sono stati gentilmente offerti da Technorama, Swiss Vapeur Parc e il castello di Chillon.
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IN GIRO CON
Un chopper a
emissioni zero Un’idea fissa, un infortunio sportivo, una formazione tecnica e una buona dose di perseveranza hanno motivato il 42enne Bruno Forcella a ideare e costruire una moto chopper elettrica fuori classe.
TESTO FELIX MAURHOFER | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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uesto e-chopper della marca Sinecycles, configurato in modo sobrio, è bello, funzionale e anche veloce. L’ingegnere elettronico dell’Oberland bernese vi ha lavorato per due anni.
tutto l’accelerazione della moto… sono stato quasi catapultato dalla sella. Vi è però il rovescio della medaglia. Con l’e-chopper si può circolare solo su strade private perché non ha ancora ottenuto l’autorizzazione.
Qual è la cosa per cui prova più orgoglio? Si deve essere un po’ pazzi per sviluppare una moto Ho ottenuto molte reazioni positive a livello internazionale, elettrica di questo tipo? perché il design del mio mezzo attira l’attenzione. Mi è già Sono un biker fino al midollo e l’idea del chopper elettrico era stato proposto di presentare la mia creazione in alcune esposida tempo che mi frullava in testa. Ma il rumore del motore è zioni e sono stato contattato da molti giornalisti specializzati pura musica per le orecchie degli appassionati dei chopper. Alprovenienti da tutto il mondo che volevano lora sì che si deve essere pazzi per trasformare redigere un articolo per la loro rivista di moto. questo mezzo in elettrico. Quando poi un inforBRUNO tunio mi ha costretto a sospendere l’attività FORCELLA sportiva, ho iniziato a concretizzare e svilupChe aspetto deve avere una buona moto? ingegnere elettronico pare la mia idea. La spinta interiore, di portare La priorità è la velocità. Per me una moto è un’oPREFERENZE a fine il mio progetto, è stata poi così forte che pera d’arte in tutta la sua interezza e deve espriColore: nero mi ha motivato sino a non potermi più tirare inmerlo anche nel suo aspetto. Non mi attirano le Veicolo: moto dietro. Dunque ho trascorso gli ultimi due anni moto senza carattere. Musica: tutta praticamente davanti al computer e nella mia officina. Quando passerà alla produzione in serie? Paese: USA Non ho la sfera di cristallo. Tuttavia si sono diFilm: thriller mostrati interessati sia potenziali acquirenti E da dove è giunta l’ispirazione? Cibo: messicano che commercianti. Son convinto del suo potenMi piace leggere riviste specializzate e così ne ziale, ma c’è ancora bisogno di solidi investitori. ho visto un paio su ordinazione ben toste. Guardandole ho pensato che anch’io volevo fare qualcosa di unico. Sta già pensando a un prossimo modello? Dato che, grazie alla professione, avevo a che fare con i motori A dire il vero ho un paio di idee per la testa. In concreto però elettrici, mi sembrava chiaro che dovesse essere un e-chopper. ancora nulla. Chissà nella mia officina cosa riuscirò ancora a creare fondendo varie componenti tra loro… Si deve dunque avere molte conoscenze tecniche? Sì, assolutamente, perché è un’impresa molto complessa. Si Lei allora crede al futuro della mobilità elettrica? deve avere tutto sotto controllo, dalla meccanica sino alle comSono fermamente convinto che l’e-mobilità prima o poi si afferponenti elettroniche. Ritengo che una persona senza preparamerà. In futuro si dovranno realizzare anche sistemi di gezione tecnica si ritroverebbe subito in difficoltà. stione del traffico intelligenti. Non sono però del tutto convinto che si definiranno attraverso la mobilità autonoma. E com’è stato il viaggio inaugurale? Tuttavia l’obiettivo deve essere una mobilità ecologica senza È stato un momento speciale, dopo le infinite ore trascorse www.sinecycles.com troppe code. • chiuso in officina. Tutto è funzionato alla perfezione, soprat-
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E-chopper Per due anni Bruno Forcella è rimasto chiuso a lavorare in officina prima di poter salire in sella al suo mezzo.
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ACT ENTERTAINMENT QUALITY EVENTS DIE BEGEISTERN
IL NUOVO SHOW – PER LA PRIMA VOLTA A BERNA!
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14.05.2016 BERNA POSTFINANCE ARENA
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18.04.2016 ZURIGO HALLENSTADION
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02.04.2016 ZURIGO KONGRESSHAUS
Scon ode: Promoc6 1 s e Y
PLAYING TWO ALBUMS IN THEIR ENTIRETY PLUS HITS LIKE ”OWNER OF A LONELY HEART“, ”STARSHIP-TROOPER“ AND MANY MORE...
27.05.2016 ZURIGO VOLKSHAUS
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GIOCA & VINCI
GRANDI OCCASIONI per vincere
18 aprile:
ultimo per termine e ar partecip i ai gioch
OCCASIONE 1 – Gioco per i lettori IN PALIO 2 notti per 2 persone presso l’hotel Schweizerhof, Lenzerheide Valore ca. CHF 1300.– In palio: 2 pernottamenti per 2 persone in una camera di categoria Alpenchic o Nostalchic (a seconda della disponibilità), cena a 6 portate, accesso all’area wellness BergSpa incl. hammam, lezioni quotidiane di Activity e un trattamento al rhassoul con oli (nell’hammam), pass «S» per gli impianti di risalita del comprensorio sciistico Lenzerheide/Arosa. Sponsor del premio: www.schweizerhof-lenzerheide.ch Domanda: Quante gomme estive ha esaminato il TCS? Inviate un SMS con scritto tm041 xx (xx = gomme) al numero 543. L’hotel Schweizerhof si trova a Lenzerheide, nel cuore delle alpi grigionesi. Un paradiso per gli sportivi, per gli amanti delle escursioni in montagna e per chi cerca pure riposo e tranquillità. Le spaziose camere della categoria Alpenchic, le accoglienti Nostalchic o le ca-
OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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OCCASIONE 3 – SUDOKU 2
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mere standard ad un prezzo più conveniente: c’è una formula pensata per tutti, single, coppie e famiglie. Inoltre, lo Schweizerhof propone ai suoi ospiti il più grande hammam in un hotel dell’arco alpino e cinque ristoranti di primo livello.
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IN PALIO l’Phone 6s 32GB oro rosa
IN PALIO un iPad Air 2 16GB WiFi Valore CHF 749.–
Con il suo involucro di colore oro rosa, il modello 6s è un concentrato di eleganza. Sullo schermo 3D-Touch è possibile registrare più impronte digitali, per poter utilizzare l’apparecchio sia con la mano destra sia con la sinistra. Per la trasmissione di telefonate e dati, l’iPhone utilizza la velocissima rete LTE e uno standard WLAN di ultima generazione. La fotocamera principale, con i suoi 12 megapixel, è tra le migliori nel segmento smartphone.
Con le sue dimensioni ridotte e un peso inferiore a 500 grammi, l’iPad Air 2 è il compagno ideale per quando ci si trova fuori casa. Il display retina ad alta risoluzione da 9,7 pollici permette di visualizzare fotografie, video e giochi nella migliore qualità. Il chip AX8 garantisce alte prestazioni e una durata della batteria fino a 10 ore. È possibile scaricare dallo Store innumerevoli applicazioni, che rendono l’iPad un apparecchio utile sia per lavorare sia per svagarsi.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi042 e le tre cifre al numero 543. Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Casella postale, 3024 Berna.
Valore CHF 599.–
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi (le altre devono essere completate di volta in volta con le cifre da 1 a 9). Inviate un SMS con scritto tmi043 e le tre cifre al numero 543.
Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro familiari. I vincitori dei concorsi «Gioca & Vinci» di Touring saranno estratti a sorte e avvertiti direttamente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Non sarà possibile ricorrere alle vie legali.
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INFOS & BILLETS
Sponsor principal
Contribution aux frais Patronage d’infrastructure
Partenaire médias
Bon de commande
La réduction est valable pour les dates suivantes: (cocher la date souhaitée)
VE 17.6.2016 Ma 21.6.2016 SA 5.6.2016 ME 29.6.2016
Prénom/nom: Adresse: NPA/lieu:
Je commande:
MA 05.7.2016 JE 07.7.2016 ME 13.7.2016 JE 14.7.2016 Prix normaux: MA/ME
Téléphone (en journée):
JE-SA
Adulte CHF 68.– CHF 78.– AVS/édud. CHF 58.– CHF 68.– Enfa. (moins d. 16) CHF 48.– CHF 58.–
E-mail: Commande sur www.sektor1.ch (sous Promocode, saisir «touring») ou par envoi postal de ce bon (Karl‘s kühne Gassenschau, Schaffhauserstrasse 21, 8006 Zurich). Taxe de CHF 9.– (en cas de commande en ligne, voir les indications sur la page de commande)
Voyage en train
Réduction sur 2 billets au maximum! Contingent dans la limite des places disponibles. En cas d’épuisement du stock de billets disponibles à la date souhaitée, je commande des billets pour l’une de ces deux dates de rechange: 1.
2.
Prix spécial TCS: CHF 10.– de réduction par billet!
Billets et infos sur: www.sektor1.ch et à Ticketcorner
… a partir de juin 2016 à Winterthour
TCS TICINO
#04 | Aprile 2016
Bollettino della Sezione Ticino
Bikers: la stagione inizia… mettiti in forma! Con l’arrivo della primavera, sempre più motociclisti percorrono le nostre strade in sella alle loro rombanti due ruote. Il TCS propone delle giornate di corso per riprendere padronanza col veicolo e aggiungere nuove esperienze alla propria guida. La Sezione Ticino organizza, al centro di Rivera, corsi di perfezionamento della guida per motociclisti la domenica 10 aprile e il sabato 30 aprile. Informazioni e iscrizioni: 091 935 91 21 – www.tcs-ticino.ch
SEZIONE TICINO | VITA ASSOCIATIVA
Convocata l’Assemblea cantonale
Il Centro CAST Ticino dove si terrà l’assemblea 2016.
La sala del Centro Manifestazioni Mercato Coperto a Mendrisio che ha ospitato l’assemblea cantonale nel 2015.
L
’Assemblea generale ordinaria dei Delegati della Sezione Ticino del Touring Club Svizzero è convocata, quest’anno, al Centro CAST Ticino di Castione giovedì, 19 maggio 2016, alle ore 18:00 con il seguente ordine del giorno: 1. Approvazione del verbale dell’Assemblea generale ordinaria del 19 maggio 2015, svoltasi al Centro Manifestazioni Mercato Coperto a Mendrisio. 2. Premiazione dei migliori apprendisti del ramo auto-meccanico.
3. Relazione presidenziale per l’anno 2015: discussione e approvazione. 4. Relazione del direttore sull’attività 2015: discussione e approvazione. 5. Relazione del tesoriere sul conto d’esercizio e bilancio al 31.12.2015; Rapporto dei revisori statutari. Discussione e approvazione. 6. Nomine statutarie. 7. Determinazione delle quote sociali 2017. 8. Eventuali.
Tiratura Edizioni
TCS SEZIONE TICINO Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino
84 000 copie 12 volte all’anno
Redazione Roberto Morandi sezioneTI@tcs.ch Layout Sara Bönzli
L’Assemblea della Sezione Ticino è costituita dai 180 Delegati, appartenenti ai quattro Gruppi locali (Mendrisiotto, Luganese, Bellinzonese e Valli, Locarnese e Valli) e suddivisi proporzionalmente all’effettivo dei soci del Cantone, dal presidente cantonale e dai dodici membri del Comitato sezionale. I Delegati sono nominati dall’Assemblea dei soci dei Gruppi locali. I Delegati riceveranno la convocazione e i documenti assembleari per posta. •
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581 6802 Rivera Telefono 091 935 91 22 Stampa Swissprinters AG Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen
Indirizzi TCS Punto di contatto a Rivera: informazioni sul societariato, libretto ETI, protezione giuridica Assista, corsi, scuola guida, collaudi e controlli tecnici. Per il viaggio: ViaCard (I), Télépeage (F) Contrassegno per le polveri fini (D) Vignetta autostradale per CH e Austria Seggiolini per bambini e articoli Shop
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TCS Sezione Ticino Via alla Chiesa 10 Casella postale 581 6802 Rivera Telefono 091 935 91 35 Fax 091 935 91 20 SezioneTI@tcs.ch www.tcs-ticino.ch
ETI pronto intervento Tel. +41 58 827 22 20 (emergenze) Patrouille TCS: Tel.: 0800 140 140 (richiesta intervento) 0844 888 111 (Informazioni) Infostrada 163 (50 cts./chiamata + 50 cts./min.)
Foto: © Clodio-123RF
VITA ASSOCIATIVA | SEZIONE TICINO
T
ra le offerte di svago di una giornata il gruppo del Luganese propone per i propri soci il 21 maggio 2016, una gita a Monza per visitare la splendida villa reale durante la mattinata per poi approfittare del pomeriggio per girovagare nel centro città. Spesso non bisogna andare troppo lontano per scoprire luoghi bellissimi. Villa reale Costruita per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria nel 1780 come residenza estiva per il figlio Ferdinando d’Asburgo, governatore della Lombardia austriaca si erge ai piedi dei colli brianzoli. Il sito fu scelto per la sua bellezza, per la sua vicinanza a Monza e per la posizione, strategicamente importante, lungo la direttrice Milano-Vienna. L’architetto Piermarini, progettò l’edificio, in stile neoclassico, secondo la sobria tradizione tipologica delle ville lombarde, ma ispirato al fasto e alla grandiosità del-
la reggia di Caserta, alla cui realizzazione aveva partecipato come allievo del Vanvitelli. Al corpo centrale si aggiunsero due ali laterali per le stanze padronali e degli ospiti, e altre due sezioni destinate alla servitù, alle stalle, per un totale di quasi settecento stanze! Si potranno visitare gli Appartamenti Reali, con gli arredi personali dei sovrani residenti: Umberto I, figlio di Vittorio Emanuele II, e sua moglie la Margherita di Savoia, la «prima Regina d’Italia» e gli appartamenti privati con il belvedere. Programma e iscrizioni La partenza è fissata alle 8.00 da Cornaredo, sul parcheggio per Pullman sul lato verso il fiume. Durante la mattinata saranno organizzati due gruppi che visiteranno a turno, alle 10:00 e alle 11:30, gli appartamenti reali. Ci si sposterà poi in centro città dove si pranzerà al ristorante Fantello e si avrà la possibilità di passeggiare tra le vie del cen-
tro storico. Il rientro è previsto alle 17.30. La tariffa è di fr. 60.– e comprende la trasferta, la visita e il pranzo. Le iscrizioni sono da comunicare a info@tcs-lugano.ch oppure allo 091 922 88 61 (pomeriggio) ed è indispensabile menzionare il proprio numero di Socio. I posti sono limitati e saranno presi in considerazione i primi 50 iscritti. • aprile 2016 |
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Pericolose cattive abitudini RENATO GAZZOLA
Non è raro imbattersi, in particolare su strade periferiche, in comportamenti poco consoni di alcuni conducenti, che spesso, sfruttano egoisticamente la sede stradale, inducono gli altri utenti ad effettuare manovre che potrebbero avere conseguenze pericolose e sanzionabili. A cosa ci riferiamo? Ad alcuni autisti dei servizi pubblici di linea e ai camion per la raccolta dei rifiuti.
Le fermate improprie dei bus di linea Le fermate dei bus di linea sono notoriamente ben segnalate e delimitate; godono molte volte di spazi separati dalla carreggiata, arredati di pensilina, panchina, pannelli indicatori degli orari, distributori automatici dei biglietti. Queste aree sono riservate prevalentemente e unicamente ai servizi pubblici per far salire o scendere i loro utenti in tutta sicurezza. La pianificazione di queste fermate fuori dalla carreggiata deve inoltre permettere il passaggio delle automobili mentre l’autobus effettua l’operazione di carico e scarico. La manovra di entrata e di uscita dalle fermate è adeguatamente stabilita dalla Legge sulla circolazione stradale azionando gli indicatori di direzione. Rientrando sulla carreggiata di marcia è precisato che «Se il conducente di un veicolo del ser-
vizio di linea nelle località annuncia mediante gli indicatori di direzione lampeggianti, a una fermata segnalata, l’intenzione di partire, i veicoli che sopraggiungono da tergo devono se necessario moderare la velocità o fermarsi per agevolargli la partenza. Il conducente del veicolo del servizio di linea deve azionare gli indicatori di direzione lampeggianti solo quando è pronto a partire; egli deve aspettare se i veicoli che sopraggiungono da tergo non possano fermarsi per tempo (art. 17 cpv. 5 ONC). Inoltre l’art. 36 cpv. 4 della LCStr stabilisce che «Il conducente che si appresta a entrare nella circolazione non deve ostacolare gli altri utenti della strada; questi hanno la precedenza». Capita però che in alcune occasioni i conducenti degli autobus fermano il loro veicolo in mezzo alla strada, anziché nell’apposita area loro riservata, anche se libera,
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per far salire o scendere i viaggiatori, nonostante lo spazio apposito davanti la fermata permetta una sosta più adeguata e sicura. Probabilmente la spiegazione di questo anomalo comportamento di alcuni conducenti dei bus di linea è riconducibile ad eventuali ritardi sulla tabella oraria, sovente troppo stretta e che non tiene in debita considerazione la densità del traffico di alcune tratte, ma più plausibile al fatto dell’insofferenza di molti autisti a non voler aspettare quando ripartono, dando la precedenza ai veicoli in transito, sebbene la regola impone l’agevolazione del loro rientro da parte degli altri utenti. Ma questa egoistica abitudine può essere causa, se la fermata è prolungata, oltre al blocco dei veicoli che seguono, a indurre alcuni automobilisti a manovre pericolose, come: il sorpasso dell’autobus anche
CIRCOLAZIONE STRADALE | SEZIONE TICINO senza una buona visuale sul traffico, il sorpasso con linea continua e magari oltre un’aiola spartitraffico con messa in serio pericolo dei pedoni che possono sbucare da davanti al bus! Lo zig-zag degli autocompattatori che raccolgono i rifiuti Nessuno mette in dubbio l’utilità del servizio della raccolta dei rifiuti. Ma anch’esso dev’essere effettuato nel rispetto delle regole della circolazione stradale e seguendo una corretta pianificazione del «giro» di svuotamento dei cassonetti. La possibilità per gli automobilisti di trovarsi un autocompattatore in contromano, che ti blocca la marcia all’improvviso, non è remota. Trovandosi i luoghi di raccolta dei cassonetti delle immondizie sia a destra, sia a sinistra della strada, spesso succede che gli addetti al loro svuotamento procedono a zig-zag, spostandosi da un lato all’altro della strada oltrepassando linee di sicurezza e viaggiando, per brevi tratti,
in contromano per meglio procedere nel loro lavoro. Anche in questo caso, non ci sono regole che permetterebbero a questi veicoli di non rispettare il codice della strada. Il superamento di linee di sicurezza non è consentito per fermarsi in senso inverso. Sia nel caso delle fermate degli autobus di linea, sia nelle manovre arbitrarie dei
mezzi per la raccolta dei rifiuti la sicurezza degli altri utenti della strada è messa in seria discussione. Sicuramente una migliore pianificazione degli orari da una parte e del «giro» dall’altra permetterebbe di garantire una migliore fluidità del traffico e non creare situazioni scabrose agli utenti della strada, inducendoli ad eccedere in manovre di una certa pericolosità e spesso sanzionabili. •
Nuova rubrica! Spazio ai Soci . . . Problemi stradali? Segnaletica, situazioni, regole, curiosità: con questa nuova rubrica daremo spazio ai soci che desiderano essere ben informati quando viaggiano e presenteremo comportamenti e aspetti che sovente fanno discutere gli utenti della strada. Non esitate a segnalarci circostanze anomale e fatti vissuti sulla strada anche con foto.
La conoscenza e la prevenzione aiutano a rendere la circolazione sulle nostre strade più sicura e meno conflittuale.
Scrivere a: TCS-Sezione Ticino CP 581 6802 Rivera oppure all’e-mail: SezioneTI@tcs.ch
Le foto mostrano situazioni che possono indurre in comportamenti pericolosi e sanzionabili.
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SEZIONE TICINO | EVENTI
77 Bombay Street in Ticino Il famoso gruppo svizzero folk rock «77 Bombay Street» terrà sei concerti in diverse città svizzere. Proporranno il loro conosciuto e tradizionale repertorio a cappella. Uno di questi eventi, organizzati dal TCS e riservati ai soli Soci (presentazione a pag. 65), approderà a Lugano, allo Studio Foce, sabato 30 aprile.
L n Cooldow Club: lietti 200 big gratuiti!
a Sezione Ticino del TCS, per l’evento che si terrà al sud delle Alpi, vuole premiare i giovani Soci della categoria «Cooldown Club» fino a 25 anni d’età, offrendo loro l’entrata! I primi 200 che si recheranno a Rivera con la tessera di Socio «Cooldown» potranno ritirare il biglietto gratuitamente. Ogni Socio ha diritto ad un solo biglietto. Sul sito tcs-ticino.ch verrà segnalato quando la disponibilità dei biglietti sarà terminata. I biglietti del concerto sono normalmente acquistabili sul sito www.tcs.ch/77bombaystreet al prezzo speciale di fr. 30.00, ma solo per Soci TCS. Ricordiamo che il Centro di Rivera è aperto da lunedì a giovedì dalle 7:30 fino alle 18:30 il venerdì la chiusura è anticipata alle 16:45 mentre al sabato dalle 8:00 alle 12:00. Una serata musicale e di emozioni tutta dedicata alla grande famiglia del Club della mobilità e con un occhio di riguardo alle nuove generazioni. ∞
I pattugliatori scolastici Come consuetudine, due membri del Comitato del Gruppo del Mendrisiotto del TCS, durante il mese di marzo, hanno consegnato nelle Scuole di Vacallo, Morbio Inferiore, Balerna, Coldrerio e Mendrisio, gli attestati di pattugliatore scolastico ed un piccolo presente a tutti gli allievi che prestano servizio a favore dei loro compagni di scuola.
L’avv. Sarah Stadler e l’avv. Gianfranco Zazio premiano i pattugliatori.
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urante tutto l’anno i pattugliatori scolastici, ovvero gli scolari con giubbottino fosforescente e paletta, sorvegliano i passaggi pedonali in prossimità delle loro sedi scolastiche e aiutano i loro compagni ad attraversare le strisce pedonali in tutta sicurezza. Un lavoro encomiabile svolto per la sicurezza stradale ma anche un arricchimento personale assumendo un compito di responsabilità nel rischioso campo della mobilità. La speran-
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tugliatori l’attestato per l’anno scolastico 2015/2016 ed un piccolo presente. Per il corrente anno scolastico, i pattugliatori scolastici sono aumentati di 12 unità: dai 105 dello scorso anno, a 117. Un segno tangibile di apprezzamento! ∞
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za è che questi comportamenti corretti rimangano anche in futuro quando i pattugliatori di oggi saranno gli automobilisti di domani. I responsabili del TCS, Gruppo del Mendrisiotto, hanno ritenuto di dare il giusto rilievo all’iniziativa e coadiuvati dai Direttori dei diversi Istituti Scolastici, la Vice-Presidente del Gruppo del Mendrisiotto avv. Sarah Stadler ed il delegato alla Sezione Ticino Avv. Gianfranco Zazio, hanno consegnato personalmente ai pat-
LA STAGIONE BIKERS INIZIA CON UNA PERLA
ASCONA HARLEY DAYS A ncora una volta l’arancione e il nero, colori che compongono il logo della famosissima due ruote, coloreranno l’esclusiva cittadina lacustre ma questa volta sarà la sua famosissima Piazza a celebrare l’evento dal 27 al 29 maggio. Spettacoli, Artisti di strada, bancarelle, concerti «live» e tante… tante moto saranno i protagonisti! Meta turistica fra le più amate della Svizzera, Ascona è un paradiso terrestre affacciato sul lago con uno straordinario passato fatto di storia, arte e cultura. La posizione privilegiata del borgo ed il clima mite permettono di offrire degli
eventi di grande richiamo che sanno sod- rante il quale non mancherà tanta buona disfare anche i palati più raffinati. Le ele- musica suonata dal vivo, un intratteniganti boutique per lo shopping, l’invitan- mento costante proposto da diversi artisti te Lido, i mercati locali, i ristoranti e l’«Harley Village» dal suo «mix» di comgastronomici e le magnifiche passeggiate mercianti accompagnati dai migliori conel verde creano un mosaico di alternati- struttori di moto «custom». Inoltre il primo premio della lotteria, la ve per grandi e piccini. Ascona, la piccola Saint-Tropez della Sviz- cui estrazione avverrà sabato 28 maggio, zera, dal suo suggestivo lungolago, dalle sarà una bellissima Harley Davidson 883, pittoresche viuzze piene di angoli da sco- messa in palio grazie alla collaborazione prire e con il fascino che l’accarezza… sa- dello sponsor principale «Casino Locarno» prà restituire ai «bikers» innumerevoli ricordi da condividere una volta tornati a casa. Questo scenario sarà quindi un im- Segnatevi già le date sull’agenda e ∞ perdibile spettacolo nello spettacolo du- … sa vedum a Ascona!
Programma Venerdì 27 maggio
Sabato 28 maggio
Domenica 29 maggio
17:00 Inizio della manifestazione 19:00 Capoeira Ticino: un’arte marziale magica
10:00 Body Painting 15:00 Ride: Ascona e le sue colline 22:00 Estrazione lotteria: 1º premio Harley Davidson 883
11:00 Coro Bambini 13:30 Ascona Big Band (Jazz) 16:00 Falconeria Locarno
Live Music: 20:00 Pink Jelly Bean (band Hard-Rock) 21:30 Philipp bluedög Gerber (Blues)
Live Music: 16:30 Steelrider Country Band 21:00 Dirty Dolls
Inoltre Artisti di strada animeranno il lungolago
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SEZIONE TICINO | OPPORTUNITÀ
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Il corso del tempo Orologio da uomo <wm>10CAsNsjY0MDCx0LUwNbewNAcAVNjHeA8AAAA=</wm>
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