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Touring 2 / 2016 italiano

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La rivista della mobilità

UN CHIARO SÌ IL 28 FEBBRAIO

#2 | FEBBRAIO 2016 | FR. 4.50

13

Intervista a Patrizia Pesenti

i per prodott re a t n o affr do d e r f il

POLIVALENZA LUSSUOSA

Test Mercedes GLC

Invasione

VIAGGIO DEI LETTORI

FUTURA

LA MONGOLIA DEGLI SCIAMANI CON

IONE TCS SEZ O TICIN p. 67

di strani mezzi


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ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN

EDITORIALE

In futuro viaggeremo su vetture autonome?

I

n tutti gli angoli del mondo si studiano e si ricercano nuove forme di mobilità. Certamente in futuro sia nel traffico individuale che in quello pubblico verranno lanciati modelli inediti. Negli ultimi decenni si sono registrati progressi nel campo dei motori, con l’avvento di quelli ibridi o elettrici e si sono sperimentate formule innovative quali la mobilità condivisa. È palese che la mobilità diventa sempre più efficiente e sempre più interconnessa. Oggi bastano un paio di click per comprare un biglietto del treno, noleggiare un’auto o una bicicletta. Oppure possiamo organizzare un passaggio su un veicolo o condividere un parcheggio servendoci di un’app. Ma ci sono ancora tante altre cose che si stanno muovendo in Svizzera, come i primi tentativi di una mobilità autonoma. Al momento spostarsi dal punto A al punto B con veicoli che guidano da soli è ancora una visione, ma potrebbe anche diventare ben presto realtà. L’avvenire resta aperto e imprevedibile… lasciamoci sorprendere! Felix Maurhofer caporedattore

febbraio 2016 | touring

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SOMMARIO

La rivista della mobilità

febbraio 2016

dossier 10

La mobilità del domani Sei tesi su come ci si sposterà

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Bus navetta autonomi Intervista e reportage in Vallese

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In viaggio con la tecnologia Sempre aggiornato con le applicazioni

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Visioni della mobilità del futuro

Mobilità condivisa in Svizzera Per risparmiare anche qualche soldo

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mobilità 26 Il secondo tubo, una questione di buon senso

26

Sì al tunnel di risanamento Intervista alla socialista Patrizia Pesenti

28

Un secondo portale termico Verifica dei camion anche dal lato Nord

tecnica 30

Test della Mercedes-Benz GLC Comfort da ammiraglia del motore

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Autonomia delle ibride plug-in Test comparativo di quattro modelli

Il test della Mercedes GLC

30 Test delle auto ibride plug-in

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svago 50

Ospizio Bernina e Alp Grüm Con il trenino rosso alla fine del mondo

Mezzi futuristi di ogni genere

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febbraio 2016 | touring

5


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SOMMARIO

La rivista della mobilità

Come reagisce la mia Panamera in pista

febbraio 2016

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club 57

Ritratti TCS Emanuel Freudiger, il fotografo di Touring

rubriche 29/38 Contatto con lo sciamano e i suoi riti

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53

Un salto in città

59

Impressum

60

Tourolino

62

In giro con

64

Prestazioni TCS

65

Gioca & vinci

Soggiorno nel silenzio dell’Alp Grüm

50

ParkU: posteggi garantiti

54

La neve lo appassiona

62

Touring n. 3

Copertina: Ryno Motors, Ian Lyman

L’esperto TCS

TCS Sezione Ticino 68

Nez Rouge

69

Diagnostica tecnica

70

Villaggio di vacanza TCS

71

Gottardorama: salute e ambiente

73

Votazione Gottardo: sicuramente SÌ!

74

Opportunità a Rivera

L’essenziale per stare al caldo

42

Temi trattati nella prossima edizione della rivista: occhi puntati sul Salone di Ginevra, assistenti alla guida, test Audi A4 e centrale ETI. Data di pubblicazione: 3.03.2016 febbraio 2016 | touring

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Big bang automobilistico a Las Vegas Un volante retrattile e ripiegabile, un braccialetto che permette di dare ordini vocali alla propria vettura o ancora l’avvento dei comandi gestuali: il Consumer Electronics Show di Las Vegas si è imposto, nel corso degli anni, come il tempio della rivoluzione automobilistica. All’inizio di gennaio, questo salone ha visto

Assalto al treno...

Chi desidera viaggiare attraverso la galleria del San Gottardo con il treno inaugurale, deve affrettarsi. Sino a fine gennaio, sul sito www.gottardo2016.ch si può partecipare al concorso e sperare di aggiudicarsi uno dei restanti 490 posti in palio. Tuttavia le possibilità sono scarse, visto che nelle prime due settimane del concorso si sono già annunciate oltre 140 000 persone. I posti per il viaggio d’inaugurazione del 1° giugno saranno estratti a inizio febbraio.

le marche tradizionali affiancare le star della Silicon Valley e altre start up di successo. Sicché l’automobile troneggia ormai a fianco degli ultimi deliri in materia d’elettronica del divertimento. E qui non si parla più di cavalli vapore, ma di guida autonoma, connettività e parcheggio comandato a distanza.

Presenza svizzera La visionaria Etos, della zurighese Rinspeed, è stata svelata a Las Vegas.

LA FOTO Pareti verdi

Il moovel lab del Gruppo Daimler si è lanciato in uno strano progetto: ricoprire alcune Smart Fortwo (5 m2) con piante e farle circolare in tutta Stoccarda. Queste piante su ogni auto assorbirebbero 7 kg di CO2 per anno, secondo la ditta. Fra breve dovremo annaffiare l’auto?

Record sulla Jungfrau Nel 2015 è stato trasportato per la prima volta sullo Jungfraujoch un milione di visitatori. Il milionesimo ospite – una giovane tedesca – è salito in dicembre sul trenino a cremagliera che conduce a 3454 metri di quota. Come annuncia la dirigenza, lo scorso anno si è approfittato soprattutto dell’aumento della domanda asiatica. La frequenza di visitatori è aumentata anche sugli altri impianti appartenenti al gruppo. Così, il numero di passeggeri è cresciuto del 18 percento sulla funicolare dell’Harder, del 2,5 sulle gondole di First e dell’1,7 sulla ferrovia di Mürren. Al contrario, un aspetto negativo è rappresentato dal cattivo inizio della stagione sciistica 2015/2016 nel comprensorio della Jungfrau, nel quale il gruppo ferroviario ha una partecipazione del 60%.

LA CIFRA

14.30 È questa l’ora fatidica per gli amanti dello sci, dello snowboard e di altri sport sulle nevi. Stando alla Suva, l’apice del numero d’incidenti sulle piste si registra a metà pomeriggio. Un dato che si basa sulle analisi statistiche emesse dagli assicuratori. Più precisamente, un inci-

8 touring | febbraio 2016

CITAZIONE

dente su quattro avviene in quel momento, mentre alle 9.30 la probabilità di tale disavventura raggiunge appena il 7%. Conviene quindi adattare lo stile di sciata alla propria forma e capacità. E per i superstiziosi... beh, non resterà che togliere gli sci prima dell’orario critico!

«Il cambiamento delle tecnologie di trazione sarà un lento sviluppo»

Herbert Diess Il capo di VW al «Sonntagsblick» alla domanda se i motori a benzina e diesel sono morti.


ATTUALITÀ

Revisione del Regolamento della TCS Patrouille Il TCS ha proceduto ad una revisione del Regolamento che disciplina i Servizi TCS Patrouille. La nuova versione è valida dal 1° febbraio 2016 per tutti i soci delle categorie motorizzate, compresi i giovani motorizzati (Cooldown Club) e i titolari di una Carta partner o giovani. Il documento definisce le condizioni d’in-

tervento della TCS Patrouille in caso di guasto o incidente. La revisione apporta un’estensione degli eventi coperti oltre a miglioramenti nelle prestazioni complementari. Questa nuova versione può essere scaricata da www.tcs.ch oppure richiesta gratuitamente telefonando allo 0844 888 111. Formula E Le monoposto elettriche possono sfrecciare nelle città svizzere.

Via libera ai bolidi elettrici

Il Consiglio federale ha deciso di autorizzare le corse di Formula E (veicoli elettrici) in Svizzera. Da aprile vale dunque un’eccezione al divieto di gare su suolo elvetico, ma solo per corse con veicoli elettrici. Sarà necessaria però una nuova regolamentazione. Transgiurassiana e lungaggini

L’inaugurazione dell’autostrada A16, che collega Bienne (BE) a Boncourt (JU), non avverrà sicuramente quest’autunno, come inizialmente previsto. Dei ritardi sul tratto Court–Loveresse (BE) – ultima tappa rilevante – dovrebbero rimandare alla primavera 2017 la messa in servizio completa della Transgiurassiana. Ribasso sui noleggi Sunny Cars

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In senso contrario nei sensi unici

L‘APP

Anno nuovo, regole nuove per le bici. Le rotonde celano insidie per i ciclisti, come dimostra un’analisi dell’Ufficio delle strade. Per accrescere la loro sicurezza, da gennaio vige la norma secondo cui nelle rotonde a più corsie non devono più circolare completamente a destra. Per le rotonde a corsia unica era già così. Inoltre, con l’ordinanza sulla circolazione stradale valida dal 1° gennaio, le autorità e i Comuni possono consentire ai ciclisti di percorrere i sensi unici an-

Tutto sulle valanghe L’applicazione «White Risk» è un obbligo per tutti coloro che d’inverno sono in giro nella neve fresca facendo freeride o escursioni con le pelli di foca. Mostra l’ultimo bollettino delle valanghe, oltre alle condizioni meteo e della neve aggiornate. L’app contiene anche diversi strumenti, come tra l’altro alcune conoscenze di base che aiutano a valutare il pericolo di valanghe e la situazione sul terreno.

che nella direzione opposta. Ma, se ciò dovesse risultare troppo pericoloso, può essere posto un divieto. Un’altra novità è che le e-bike lente (fino a 25 km/h) non devono più spegnere il motore sul marciapiede, come invece devono sempre fare le bici elettriche veloci. Finora vigeva anche il divieto di staccare i piedi dai pedali della bici, divieto che ora è stato abrogato. Abrogata pure la norma per cui le bici con rimorchio non devono ostacolare nessuno sulle piste ciclabili.

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DOSSIER

Energia pulita, innovazioni tecnologiche, applicazioni e offerte di sharing stanno rivoluzionando il settore della mobilità e cambieranno radicalmente il nostro modo di vivere. Dove ci condurranno queste novità? Ce lo anticipa Jörg Beckmann, direttore dell’Accademia della mobilità, affiliata del TCS. Sei tesi. REDAZIONE JULIANE LUTZ | ILLUSTRAZIONI NICOLAS KRISTEN

Il nuovo futuro delle auto Decarbonizzazione L’accordo internazionale sul clima di Parigi del 15 dicembre 2015 ha decretato la fine definitiva dell’era del carbone, del petrolio e del gas e dunque la decarbonizzazione. Ciò significa non solo una svolta energetica ma anche una rivoluzione nel settore automobilistico, che dice addio ai veicoli a combustione di proprietà privata per dare il benvenuto alle auto a propulsione elettrica, idealmente usate da più utenti. Grazie a ciò, ci sarà forse la possibilità a lungo termine di 10 touring | febbraio 2016

una mobilità post fossile in cui l’energia necessaria per alimentare i veicoli elettrici potrà essere prodotta in modo rinnovabile e non mediante la combustione di carbone e petrolio. L’auto del futuro – elettrica, condivisa e forse anche a guida autonoma – soddisferà sempre

più le esigenze effettive degli utenti. Non deve più essere supermotorizzata. Dato che anche sulle autostrade si può circolare al massimo a 120 km/h, basta un motore elettrico con una sufficiente autonomia e buona coppia. L’autonomia resta finora il punto problematico delle auto elet-

triche, ma sta recuperando terreno rispetto a quella dei veicoli con motore a combustione. Il motivo sta nel fatto che nel prossimo futuro i prezzi delle batterie caleranno e risulterà sempre più economico integrarne dei pacchi potenti, aumentando → l’autonomia dei veicoli.


febbraio 2016 | touring

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Deprivatizzazione Sull’onda della share economy sempre più beni vengono condivisi o noleggiati invece di comprarli soltanto per noi stessi. E ciò vale anche per le automobili, che in Svizzera vengono usate in media un’ora al giorno. All’inizio qui c’era soltanto Mobility. Ma grazie a smartphone e app, negli ultimi anni sono sorti diversi servizi di sharing per auto e bici così come modelli di condivisione del parcheggio. Una volta i servizi di carsharing erano legati ad una rete di stazioni; l’auto doveva essere ritirata e riconsegnata al medesimo punto. Nel frattempo si sta affermando il cosiddetto sistema di free floating. Dopo l’uso le auto vengono semplicemente posteggiate in un parcheggio pubblico della stessa città. Lo offre ad esempio Mobility con Catch a car a Basilea. Presto l’azienda avvierà anche una formula oneway. Ciò permetterà di prele-

vare un’auto a Ginevra per poi lasciarla a Zurigo. Un’alternativa di carsharing fra privati è poi costituita da Sharoo, con cui il proprietario dell’automobile offre a noleggio il suo veicolo a terzi, che ne hanno bisogno in quel momento. Tutti questi servizi

ci rendono sempre più propensi a rinunciare a una propria autovettura. Già oggi Mobility serve 120 000 clienti in Svizzera. Sharoo – al quale partecipano m-way, un’affiliata della Migros, Mobiliare e Mobility – conta ben 12 000 utenti registrati.

Veicoli autonomi

Jörg Beckmann dirige l’Accademia della mobilità di Berna fin dalla sua fondazione nel 2008. Laureato in sociologia del traffico e ingegnere urbanista, è noto in tutta Europa come profondo conoscitore della materia.

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I veicoli che guidano da soli riassumono in sé i tre trend di trasformazione menzionati prima: decarbonizzazione, demotorizzazione e deprivatizzazione. Il motore elettrico consentirà di viaggiare in modo più pulito, efficiente e addirittura autonomo. Dato che il veicolo non dovrà essere per forza in mano privata, potrà essere richiesto dagli utenti come un taxi su chiamata. Si sale a bordo, si raggiunge la meta, si scende e si lascia il posto al prossimo. La licenza di condurre, che sinora era la chiave per accedere alla mobilità, non sarà più necessaria. Basterà un’applicazione. Resta da vedere se queste percorrenze saranno a paga-

mento. Durante il tragitto il cliente potrà navigare in internet, fare la spesa e tante altre cose. Ci saranno grandi imprese interessate a che quante più persone possibili utilizzino le loro auto, acquistino i loro prodotti o forni-

scano loro i propri dati mentre viaggiano. Le innovazioni tecnologiche future, sia per quanto riguarda la guida che la navigazione, faranno emergere nuovi modelli di affari che cambieranno a loro volta la mobilità.


DOSSIER

Le auto di domani Di sicuro tra 20 o 30 anni non circoleremo su anonimi veicoli gestiti da Swisscom, Google o Apple. Anzi, in futuro saremo circondati da una ricca varietà di modelli e motori. Anche l’automobile

La rinascita della bici Sarebbe sbagliato ridurre il futuro della mobilità solo all’auto a guida autonoma. Per la maggior parte dei tragitti in città sono d’altronde più adatte le bici delle vet-

privata avrà ancora un futuro. Dato che è una delle nostre passioni, la rendiamo sempre migliore, più ecologica e naturalmente più sicura. Lo dimostrano i sempre più sofisticati sistemi di guida assistita istallati a bordo. Anche la mobilità elettrica e l’automobile condivisa sono sorte come un tentativo di eliminare gli effetti collaterali indesiderati. Ma con ogni probabilità l’autovettura privata non sarà più il primo e principale mezzo di trasporto. Rimarrà come status symbol oppure elemento di distinzione, così come adesso ci si compra un orologio prezioso più come gioiello che non come strumento utile per misurare il tempo.

ture autonome; in particolare la cargo bike con motore elettrico. Con questo mezzo si possono trasportare senza fatica due bimbi o un carico di sino a 100 chili e percorrere quei tre chilometri per i quali

Sfruttare il viaggio Un tempo si trattava di andare da A a B con un mezzo di trasporto. Poi lo scopo era quello di spostarsi da un luogo all’altro nel modo più affidabile e infine lo si doveva fare il più velocemente possibile. In futuro si sfrutterà il tempo trascorso in viaggio per fare tante cose. Con le auto tradizionali non si poteva perché ci si doveva

in genere si usa ancora l’auto. Inoltre oggi a livello pubblico i responsabili dei trasporti vogliono promuovere la mobilità attiva e lenta. Queste politiche richiedono veicoli a basso consumo di energia. Non dimentichiamo che la maggior parte della gente ormai lavora davanti a un computer e fa poco moto. Pertanto ci si rallegra di ogni chilometro che si può percorrere con l’impiego delle proprie forze senza doversi rinchiudere nuovamente in auto, sebbene questa si muova in modo autonomo. Tutti questi fattori depongono a favore della bicicletta che vivrà una rinascita folgorante. Ecco da una parte gli hipster urbani che hanno riscoperto la bici come nuovo status symbol; e dall’altra i più anziani che si sono rimessi in sella, grazie alla due ruote elettrica. La forte domanda trova espressione in una variegata gamma di modelli che non ha nulla da invidiare all’offerta di automobili. Ve ne sono per tutti i gusti. ◆

concentrare sulla guida. Al massimo si poteva ascoltare la radio. Per contro, con un’auto autonoma si può navigare in internet, fare la spesa o impiegare il tempo in altro modo. E chi va in bici fa comunque qualcosa di benefico per la salute del corpo e della mente. Ben presto la mobilità smetterà di essere passiva e diventerà attiva e sempre più individuale.

L’ACCADEMIA DELLA MOBILITÀ Affiliata del TCS, è un laboratorio indipendente per pensare e fare. I suoi sette collaboratori si confrontano con tutti gli aspetti del traffico e della mobilità. È diretta dal 49enne Jörg Beckmann, già esperto all’Istituto di ricerca del traffico in Danimarca e consulente politico presso l’Associazione europea per il traffico e l’ambiente, nonché direttore principale del Consiglio Europeo per la sicurezza dei trasporti a Bruxelles. Oggi Beckmann è anche vicedirettore del TCS e direttore dell’Associazione Swiss eMobility. Nel 2013 ha inaugurato il congresso mondiale per la mobilità collaborativa (wocomoco), sotto la cui regia si svolge pure il congresso annuale della mobilità elettrica in Svizzera. Nel settembre 2015 l’Accademia ha lanciato – con il sostegno di Migros, BLS, città di Berna e TCS – la prima piattaforma a livello mondiale per il noleggio di cargo bike elettriche: dopo Berna, nel 2016 il servizio sarà esteso a Basilea e altre città svizzere.

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Minibus autonomi diventano realtà

Mettere in circolazione alcuni minibus senza conducente su suolo pubblico. È questa la nuova sfida di Raphaël Gindrat, uno dei fautori del progetto di mobilità urbana realizzato a Sion da AutoPostale Svizzera. Co-fondatore della spin-off BestMile, l’ex studente del Politecnico di Losanna sta sviluppando un programma informatico per la gestione a distanza e in tempo reale di veicoli autonomi. Incontro con un visionario di 28 anni. TESTO ALINE BEAUD | FOTO ALAIN HERZOG, EPFL

M

entre le compagnie ameri­ cane Google e Uber stanno ancora sviluppando i loro veicoli a guida autonoma, l’azienda svizzera BestMile entra nel mercato dei bus senza conducente. In collaborazione con AutoPostale Sviz­ zera, la Città di Sion e il Canton Vallese, stanno realizzando un progetto inno­ vativo di mobilità urbana, avviato lo scorso dicembre e che dovrebbe durare due anni. Un esperimento il cui obiet­ tivo è quello di testare il trasporto di passeggeri sulle strade pubbliche tra­ mite due bus navetta a guida autonoma. BestMile non è comunque un neofita in materia, dato che ha già sperimentato sei veicoli senza conducente all’interno del campus del Politecnico federale di Losanna (EPFL) per svariati mesi nel 2015. Inoltre, in anteprima mondiale, ha pure sviluppato una particolare ap­ plicazione per smartphone che consente ai vari suoi utenti di ordinare a distanza dei servizi, come per esempio un taxi Uber. 14 touring | febbraio 2016

La sua azienda partecipa attivamente al progetto di bus navetta autonomi condotto da AutoPostale Svizzera a Sion. In che cosa consiste esattamente il progetto?

Raphaël Gindrat: Il progetto mira a testare durante due anni una flotta di veicoli autonomi in condizioni reali. Attualmente, procediamo a una fase di valutazione su un sito privato, prima di aprire questo servizio al pubblico nell’a­ prile prossimo. Dobbiamo inoltre proce­ dere alla formazione del personale. Del personale? Ma i bus navetta non sono autonomi?

Sì, abbiamo già esperienza in questo campo, visto che l’anno scorso abbiamo fatto circolare sei bus navetta a guida autonoma sul campus dell’EPFL e parte­ cipato a diversi progetti europei in ma­ teria. Inoltre, forniamo ad AutoPostale la nostra piattaforma di gestione dei vei­ coli, una specie di torre di controllo per bus autonomi. Questa tecnologia forni­ sce tutte le informazioni che permet­ tono di far funzionare un sistema di tra­ sporto del genere. Essa gestisce gli orari e li riadatta in caso di ritardo. Grazie al nostro programma informatico, trasfor­ miamo dei grossi robot (i bus autonomi, ndr.) in un sistema di trasporto pubblico efficace e sicuro. Il vostro programma è indispensabile per questi veicoli?

La nostra tecnologia è inutile senza i bus navetta, ma è anche vero il contrario. Senza informatica, i veicoli senza auti­ sta sfruttano solo una minima parte del loro potenziale, poiché non possono co­ ordinarsi. Attualmente, collaboriamo con parecchie imprese che producono minibus a guida autonoma, come Easy­ mile, Local Motors e Navya. Entro due anni, potrebbero diventare nostri part­ ner anche i costruttori di veicoli tradi­ zionali senza conducente…

Certamente, ma a bordo dei minibus ci sarà comunque un membro del perso­ nale che accoglierà i passeggeri e li informerà. Inoltre, alcuni impiegati lavoreranno in una sala di gestione del traffico per verificare il buon funzio­ namento dei veicoli.

Desiderate quindi entrare sul mercato delle vetture autonome?

State aiutando AutoPostale Svizzera a realizzare questo progetto?

Sì e per una seconda fase pensiamo ad altre forme di veicoli automatizzati, che dovrebbero essere equipaggiati ad


DOSSIER

Sei bus a guida autonoma hanno circolato per diversi mesi sul campus dell’EPFL l’anno scorso, sotto la regia di Raphaël Gindrat.

Si parte Il bus navetta non si stanca di percorrere ripetutamente lo stesso tragitto. Un vero affare!

Interno accogliente! Qui i passeggeri possono sedersi comodamente e lasciarsi trasportare.

A destinazione Le porte del bus navetta si aprono alla fermata per far scendere gli studenti.

esempio con una piattaforma simile alla nostra.

blico». Oltre alle previste collaborazioni con gli operatori di trasporto a Sion e Marly, siamo focalizzati sui siti privati, come gli aeroporti, le stazioni sciistiche o gli impianti industriali. Qui non è necessario alcun permesso di circolazione per veicoli a guida autonoma.

Tra cinquant’anni non ci saranno più conducenti. D’altronde l’essere umano è un pessimo guidatore. Ogni anno 1,2 milioni di persone restano uccise sulle strade e quasi il 95% degli incidenti è causato da un errore umano.

Secondo lei, è davvero possibile concorrere con giganti come Google e Uber?

I ricercatori di Google dispongono di una notevole esperienza in questo La sua impresa ha sviluppato anche campo. Tuttavia, prevedono di commerun’applicazione per smartphone che cializzare i loro veicoli a guida autoconsente agli utenti di far arrivare un noma o la loro tecnologia soltanto tra veicolo autonomo, 3 o 5 anni. I progetti chiamando ad di Google e Uber sono esempio un taxi ambiziosi, poiché vor- «Fra cinquanta anni, Uber. Perché rebbero sostituire le non ci saranno più proporre un tale automobili con siconducenti a bordo» strumento? stemi autonomi alAttualmente, gli trettanto efficienti. In utenti devono adattarsi all’offerta e «suEuropa le ambizioni sono più modeste, biscono» il sistema. In futuro, i bus nanoi sviluppiamo veicoli senza conduvetta autonomi saranno disponibili 24 cente che hanno un breve raggio d’aore su 24 e si adatteranno alla domanda zione e circolano a 20 km/h. Sono però degli utenti. Questi potranno quindi ripronti ad essere messi sul mercato. chiedere i veicoli durante le ore morte, Analogamente al progetto di Sion… come di notte, quando le vetture non Sì. Per i progetti condotti in ambiente circolano di continuo. Nell’estate 2015, urbano, si tratta innanzitutto di infittire grazie alla nostra applicazione abbiamo le reti in alcuni centri cittadini, di proesaminato la fattibilità di questa idea. lungare le linee degli autobus e di doUn’anteprima mondiale! tare di bus navetta autonomi certe zone pedonali. Ad esempio, collaboriamo con Anche gli utenti di Sion potranno utilizzare l’applicazione? i trasporti pubblici friburghesi allo Assolutamente, le funzioni definitive scopo di collegare una fermata dell’aunon sono tuttavia ancora state stabilite. tobus dell’agglomerato friburghese al sito industriale di Marly Innovation Secondo lei, ci saranno ancora Center. Le navette copriranno quindi conducenti a bordo delle automobili una distanza di 800 metri. In questo tra una cinquantina d’anni? caso si tratta di un progetto «semipub-

Alla lunga, quindi, queste navette contribuiranno ad aumentare la sicurezza stradale?

Sì, perché i veicoli autonomi hanno il vantaggio di disporre di un sacco di sensori, di una visione periferica e reagiscono più in fretta dell’uomo. Infine, queste macchine non sono mai stanche, non bevono e non si distraggono. Contribuiranno quindi in modo massiccio ad aumentare la sicurezza sulle strade. ◆

Raphaël Gindrat, ex studente di ingegneria civile e co-fondatore di BestMile. Questa spin-off dell’EPFL, che occupa attualmente una decina di collaboratori, sviluppa una tecnologia di punta per veicoli a guida autonoma.

febbraio 2016 | touring

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DOSSIER

Google Feeling a Sion AutoPostale Svizzera sta testando due minibus elettrici a guida autonoma, che dalla primavera dovrebbero trasportare passeggeri a Sion. Impressioni dal vivo. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER

«M

a quanto sono carini!», viene da pensare adocchiando i due minibus a guida autonoma, che aspettano il via sulla Place de la Planta di Sion chiusa al traffico. Questi veicoli tondeggianti, lunghi 4,8 m, assomigliano ad autobus giocattolo di grossa taglia. Forse il fabbricante francese Navya e AutoPostale Svizzera hanno tratto lezione dagli USA, dove le numerose Google-Car continuano a far infuriare gli automobilisti a causa della loro velocità ridotta. Ma davanti a un minibus elettrico dall’aspetto così divertente diventa un po’ più difficile arrabbiarsi. È la prima volta che in Svizzera viene messo in servizio un bus na-

vetta autonomo, che trasporterà persone su suolo pubblico. Il progetto suscita interesse al di là dei confini nazionali, tant’è che al varo, lo scorso 17 dicembre, era presente addirittura una troupe televisiva giunta da Taiwan. Finalmente un bus si mette lentamente in movimento. A bordo ci sono sei giornalisti e un collaboratore della ditta svizzera BestMile, che ha svi16 touring | febbraio 2016

Presentazione ufficiale a metà dicembre a Sion.

luppato il software (vedi inpidi cambiamenti tecnologici. tervista). Il minibus sobbalza Uno di questi minibus costa delicatamente sul selciato e 170 000 franchi, a cui si agfa una fermata. Su un monigiungono i costi delle stator i passeggeri vedono a che zioni di ricarica e la manupunto del percorso si trova tenzione mensile. il veicolo in quel momento. Un altro schermo mostra Dal 18 dicembre i bus circoInterno confortevole del come il bus percepisce il lano quasi quotidianamente minibus autonomo. mondo esterno. Grazie a sensu un terreno sperimentale sori sul tetto, davanti e dietro, privato a Sion. Il capoluogo lizzati in un progetto di due può avanzare con una precicantonale vallesano è stato anni per il trasporto di passione al centimetro e riconoscelto perché vi ha sede il seggeri attraverso le zone scere persone, ostacoli e seMobilitylab, in cui svolgono d’incontro di Sion e verso i gnalazioni. Durante la corsa ricerche in comune AutoPoinaugurale deve superare an- stale Svizzera, la città di Sion, castelli di Valère e Tourbillon. Durante ogni tragitto ci sarà che un ostacolo improvviso: il Canton Vallese, il Politeca bordo un collaboratore che una mamma con una carroznico di Losanna e la Scuola in caso di bisogno premerà il zina sta attraversando la superiore specializzata della tasto d’emergenza. «La sicupiazza proprio davanti al suo Svizzera occidentale. rezza innanzitutto», dichiara naso. Il bus si arresta immeMichel. diatamente. La prova è supeOra si tratta di chiarire le rata. Adesso può rilassarsi basi giuridiche. «In Svizzera Forse in futuro i bus navetta anche Daniel Landolf, capo non esiste un’autorizzazione saranno impiegati di AutoPostale Svizzera, che per veicoli senza vosu spazi fieristici o in prima del battesimo del lante», indica Jürg regioni periferiche, fuoco aveva ammesso di speMichel, responsabile dove non conviene rare che tutto funzionasse del progetto per Autoavere un servizio di bene. Interrogato sul perché Postale. Si è però in autobus permanente. la sua azienda si sia lanciata stretto contatto con «Ad ogni modo, i veiin questa avventura spiega l’Ustra e con l’Ufficio coli autonomi non soche essa vuole trasformarsi federale dei trasporti. stituiranno gli autisti in un fornitore di mobilità Se tutto procede per il Jürg Michel, responsabile del nel servizio di linea», globale, rispondendo con i meglio, dalla primaprogetto per assicura Michel. ◆ bus a guida autonoma ai ravera i bus saranno uti- AutoPostale.


DOSSIER

Segway e compagnia,

ammessi su strada? Skateboard a motore, monocicli autobilanciati e altri veicoli elettrici di svago si diffondono nelle nostre città. Sono stati anche i regali più gettonati delle scorse strenne natalizie. Un regalo che però può lasciare l’amaro in bocca dato che non tutti questi nuovi gingilli hanno il permesso di circolare sulla strada.

TESTO ALINE BEAUD, DINO NODARI | FOTO EMANUEL FREUDIGER

S

freccia davanti a noi, rilassato. Le mani in tasca, accelera e poi rallenta. Mentre sta facendo lo slalom tra le co­ lonne di un immobile, riu­ sciamo finalmente a raggiun­ gerlo. Frena e appoggia un piede a terra. Nicolas Sara­ mon ci mostra come funzio­ nano i monocicli elettrici. «Veicoli come questi potreb­ bero contribuire a risolvere i problemi d’incolonnamento e d’inquinamento in città», esclama questo informatico che da tre anni vende ruote elettriche della marca So­ lowheel attraverso il suo sito internet. Un pioniere in questo campo. Vende una cinquantina di apparecchi all’anno ad un prezzo che oscilla tra 1000 e 2500 fran­ chi. E la tendenza è al rialzo. Da poco, anche Mediamarkt e Galaxus, per citarne solo al­ cuni, li hanno messi sul mer­ cato. Propongono tra 20 e 40 prodotti ciascuno. Dopo che tutti hanno visto Justin Bie­ ber sfrecciare su uno skate­ board elettrico, perché non vendere questi veicoli alla moda anche in Svizzera? Semplicemente perché non tutti questi aggeggi sono am­ messi sulla strada. Una situa­ zione delicata che i distri­ butori non mancano di menzionare ai loro clienti.

La giungla!

Il superpedone Nicolas Saramon deplora il divieto che grava sui monocicli elettrici.

Dal 1° giugno 2015, i veicoli elettrici per svago sono equi­ parati ai ciclomotori – leggeri o no – secondo l’articolo 18 → dell’Ordinanza concer­ febbraio 2016 | touring

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nente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV). Conseguenza diretta: questi apparecchi devono circolare sulla strada o sulle ciclopiste. Sono dunque esclusi dai marciapiedi e dalle zone pedonali. D’altra parte devono rispettare le prescrizioni tecniche di queste categorie di veicoli, e dunque sono esclusi dalla circolazione stradale e possono essere utilizzati solo su suolo privato. Gli apparecchi equiparati ai ciclomotori devono inoltre essere immatricolati. Questo vale per tutta la Svizzera. Ecco ciò che riguarda la teoria, perché in pratica è una giungla!

Informarsi per tempo Gli esperti in materia consultano la sintesi pubblicata dall’Ufficio federale delle strade (Ustra) che elenca le principali prescrizioni tecniche per questo tipo di veicoli. Gli altri dovranno accontentarsi di informarsi presso i venditori domandando loro se il veicolo scelto soddisfa i requisiti posti dall’Ustra, qual è la sua potenza e se è ammesso sulla strada. «È una tematica molto complessa, sottolinea Marco Cortesi, portavoce della polizia della città di Zurigo. Conviene dunque informarsi bene prima dell’acquisto». Allo scopo di chiarire la situazione, la polizia zurighese ha pubblicato online un opuscolo che indica chiaramente quali veicoli sono autorizzati sulla strada e quali sono vietati.

Multa e confisca Ma cosa si rischia esattamente? «Uno dei miei clienti si è visto confiscare il suo monociclo elettrico, spiega il ginevrino Nicolas Saramon. Un altro si è fatto semplicemente invitare a scendere dal suo particolare mezzo e a rientrare a casa in bus». A Zurigo le sanzioni sembrano essere più severe. Stando a Marco Cortesi la gente non sa 18 touring | febbraio 2016

che oltre alla denuncia si può subire anche costi di procedura e amministrativi. Riassumendo, la fattura può diventare salata in men che non si dica! E senza tenere conto di un eventuale danno o incidente. «Nel corso del 2015 nella città di Zurigo si sono verificati più di 30 incidenti che hanno coinvolto questo tipo di veicoli». Un problema dal punto di vista dell’assicurazione in particolare. Senza copertura adeguata, i «superpedoni» si espongono a gravi rischi.

Futuro su una ruota? Allora qual è la soluzione per districarsi in questa giungla sempre più fitta di veicoli elettrici? «Stiamo perfezionando la nostra sintesi delle principali norme (documento di sintesi citato qui sopra, ndr.). In seno all’Ustra gli specialisti tecnici e giuridici proseguono i loro lavori per chiarire le disposizioni e le problematiche legate a questi tipi di veicoli», afferma Guido Bielmann, portavoce dell’Ustra. E anche se deplora la complessità di questa tematica, quest’ultimo sostiene che la situazione oggi è chiara: «Un veicolo elettrico per svago deve soddisfare i requisiti delle categorie di ciclomotori leggeri secondo l’articolo 18 dell’Ordinanza OETV, altrimenti non è ammesso a circolare sulla strada». Da parte sua, Nicolas Saramon è un promotore dei monocicli elettrici. «Il futuro è sicuramente su una ruota», afferma con entusiasmo. Ha fondato l’associazione Swiss-wheelers.com allo scopo di far conoscere i diritti dei superpedoni e auspica che l’Ustra crei una nuova categoria di veicoli specifica per questo tipo di apparecchi. Non c’è che dire, Saramon desidera continuare a «sciare sul manto asfaltato» svizzero con il suo monociclo! ◆

Last Mile Surfer di Volkswagen

X3 di Airwheel

Smartwheel Z3 di Airwheel PT i2 SE di Segway

E-GO di Yuneec


DOSSIER

I veicoli elettrici di svago del futuro

RocketSkates R10 di Acton

Permessi solo su aree chiuse al traffico

Ryno di Rynomotors

Crazy Cart di Razor

Ammessi sulla strada

Revoluzzer plus di Eneway

Electro E300 di Razor

E-bike fino a 45 km/h, nella foto il modello ST1 di Stromer

E-bike fino a 25 km/h, nella foto la Freygeist

WalkCar di Cocoa Motors

Zero SR ZF12.5 di Zero Motorcycles Ninebot Elite dell‘omonima ditta

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DOSSIER

L’app

la miglior guida di viaggio È finito il tempo in cui si preparava il viaggio con cartina o libro degli orari FFS. Oggi, per organizzarli, ci si affida a internet e smartphone e ai loro speciali servizi, ad esempio Mobile FFS o Moovel, la piattaforma tedesca di Daimler che permette di informarsi sui tragitti ideali in città con vari mezzi di trasporto e consente anche di comprare i biglietti. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER

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hi utilizza Mobile FFS soltanto per consultare il piano orario e comprare i biglietti, sfrutta solo una minima parte delle possibilità offerte da questa applicazione. Si può chiedere di più. Quando si sente un certo languorino, si può ad esempio utilizzarla prima di partire per consultare il menù del ristorante di bordo e trovare anche un numero di telefono per prenotare un tavolo. Quando si dimentica qualcosa in treno, l’app permette di comunicare l’accaduto direttamente all’indirizzo competente delle FFS. E fornisce informazioni utili su negozi e ristoranti situati nelle stazioni di Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Lucerna, Winterthur, Zugo e Zurigo. Seguendo la tendenza dell’utilizzo di varie forme di mobilità, i viaggiatori in arrivo nelle otto stazioni possono chiamare un taxi con due click, prenotare una bicicletta a noleggio o un’auto presso Mobility.

A colpo d’occhio In tempi in cui le novità tecnologiche nel campo della mobilità stanno stravolgendo la nostra vita quotidiana, risultano ormai fuori luogo i biglietti di carta, e le procedure di consultazione dell’o20 touring | febbraio 2016

rario, di prenotazione o di acquisto dei biglietti allo sportello. Chi è in viaggio vuole avere tutto sott’occhio e se possibile su un’unica piattaforma: diversi offerenti, mezzi di trasporto disponibili nelle vicinanze, orari e tempi di percorrenza, costi e forse anche il bilancio ecologico. E tutto questo è contenuto nel cosiddetto calcolatore d’itinerari multimodale sotto forma di app. Il modello più diffuso a livello internazionale è la piattaforma di mobilità Moovel di Daimler. I clienti s’informano, prenotano e pagano mediante questa applicazione. Per accedervi è necessaria un’unica registrazione inserendo i dati della carta di credito, è possibile pagare anche con carta di debito. I viaggiatori che ad esempio vogliono andare dall’aeroporto di Stoccarda alla Marienplatz situata nel centro storico, ricevono l’indicazione su quanto dura la trasferta con taxi, carsharing, bus o tram e quanto costa ogni mezzo di locomozione. Ogni opzione di trasporto può essere prenotata e pagata direttamente con l’app. Il calcolatore d’itinerari copre l’intera Germania, ma si concentra sugli agglomerati urbani, come ci spiega il porta-

voce di Moovel Michael Kuhn. In questo modo ci si vuole rivolgere ai turisti e agli uomini di affari, che non prendono più un taxi in modo automatico, ma invece vogliono usare il migliore mezzo di trasporto in ogni particolare situazione. E vogliono sapere come spostarsi nel modo più veloce possibile dal punto A al punto B anche in città sconosciute. Ma Moovel viene in aiuto degli utenti anche quando la mobilità quotidiana non è più possibile ad esempio nel caso di forti nevicate. Quanti utenti abbiano già scaricato l’app, il portavoce Kuhn non lo dice, ma ci confida che Moovel all’inizio di dicembre 2015 è riuscita ad entrare nella Top 10 dell’App Store. «Si deve naturalmente tener conto delle cifre di download. Ma ancora più importante per noi è l’integrazione di tutte le associazioni e le aziende legate alla mobilità sia privata che pubblica – dall’informazione degli itinerari sino all’acquisto dei biglietti online», afferma Kuhn. Un servizio già ben sviluppato nell’agglomerato di Stoccarda, dove i cinque più grandi offerenti di trasporti pubblici, la ferrovia nazionale tedesca Deutsche Bahn, il noleggiatore di bici Nextbike, la filiale di Daimler

mytaxi e car2go si rivolgono al pubblico con le loro prestazioni in linea tramite Moovel. Quest’ultimo nel 2015 ha stretto una collaborazione con un’ulteriore società di carsharing, Nexter. Agli abitanti di Stoccarda e dintorni, che già sanno bene come possono raggiungere le loro destinazioni nella capitale del Land del BadenWürttemberg, gli autori di Moovel vogliono rendere appetibile il calcolatore d’itinerari mediante varie promozioni. Nei giorni in cui a Stoccarda scatta l’allarme polveri fini, i cittadini devono rinunciare all’auto, come voluto dal ministro dei trasporti del Baden-Württemberg e della città di Stoccarda. In questa occasione Moovel si assume il 50 percento dei costi del biglietto dell’azienda dei tra-


Mobile FFS Tra le varie funzioni di quest’app, si può pure prenotare bici, taxi e auto Mobility in otto stazioni ferroviarie svizzere.

GRATIS, PRATICO, IN TUTTO IL MONDO ED ECOLOGICO: IL CALCOLATORE D’ITINERARI DEL TCS

sporti di Stoccarda (VVS). Presto si potrà testare la praticità della piattaforma non solo in Germania, nel corso di quest’anno Moovel sarà disponibile anche all’estero.

Programmi FFS Le FFS intendono fare della loro app una sorta di Moovel? «A lungo termine vogliamo Cercare L’applicazione Moovel facilita la mobilità, soprattutto nelle città sconosciute.

proporre anche ai nostri clienti diverse opzioni di mezzi di trasporto per coprire itinerari dal punto A al punto B», afferma il portavoce Reto Schärli. Ma per fare in modo che una tale piattaforma sia attrattiva per gli utenti, non deve offrire troppe alternative, bensì deve presentare solo le op-

Paragonare Moovel indica il tempo di percorrenza e il costo per vari mezzi di trasporto.

Prenotare Spesso si può anche comperare il biglietto direttamente dall’applicazione.

zioni che hanno un senso. Le FFS continuano a sviluppare la loro applicazione, la cui ergonomia e rapidità non cessano di migliorare. Per acquistare un biglietto sono necessari solo due click. Le destinazioni preferite vengono memorizzate in modo tale che poi le richieste più frequenti possono essere soddisfatte senza nemmeno più introdurre i dati. E nel corso dell’anno nell’applicazione verrà integrato gradualmente pure lo SwissPass. Affinché la Mobile FFS risponda sempre più alle attese del pubblico, la versione per Android è attualmente in fase di test da parte di un gruppo di utilizzatori incaricati di proporre così la massima praticità d’uso. La versione per iPhone dovrebbe poi essere disponibile nel corso del primo trimestre 2016. ◆

Dal 2015 anche il TCS offre al sito www.viatcs.ch un calcolatore d’itinerari multimodale gratuito per la Svizzera e il mondo intero, attraverso il quale si possono comparare e combinare diversi mezzi di trasporto tra di loro. Per il percorso prescelto, oltre all’opzione dell’automobile, si mostrano i collegamenti più importanti in treno e in aereo. Chi ad esempio desidera intraprendere un viaggio da Berna a Berlino ottiene una descrizione dettagliata della trasferta in auto, la durata e il costo del viaggio e le relative emissioni di CO2. Chi desidera mantenere la coscienza pulita e schiaccia su «Ridurre la CO2», viene rinviato al sito di myclimate.org. Grazie al calcolatore del TCS, gli interessati possono anche sapere quanto tempo hanno bisogno con il treno o con l’aereo per percorrere lo stesso tragitto, quanto costa il biglietto e quanta anidride carbonica viene emessa. In un colpo d’occhio si può poi raggiungere le pagine delle società ferroviarie o delle compagnie aeree dove si può anche prenotare e comprare i biglietti. www.viatcs.ch

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Chi condivide risparmia

Non aver un’auto ma spostarsi. Un test per vedere come si riesce ad andare dal punto A al punto B nel modo più veloce ed economico possibile e per mostrare i vantaggi delle nuove forme di mobilità rispetto all’auto propria e ai mezzi pubblici.

Auto privata

Sharoo

TESTO FELIX MAURHOFER | ILLUSTRAZIONE CHRISTOPHE BADOUX

calcolo auto con 76 ct/km

costi Ford Focus: 40 fr./giorno; 50 ct/km e 30 fr. assicurazione

A

l giorno d’oggi, nell’epoca della mobilità collaborativa, come ci si sposta dal punto A al punto B usando il car sharing e combinando diversi mezzi di trasporto? Le possibilità sono molteplici e interessanti soprattutto per quanto riguarda i costi di trasporto. Abbiamo messo sotto la lente i 297 chilometri della tratta da Berna a Cevio passando da Bellinzona e Locarno (vedi grafico). I conducenti delle auto in genere non si fermano a riflettere a lungo, si siedono semplicemente al volante e partono in viaggio verso la Val Maggia. Questo tragitto però può essere percorso con il treno e l’autopostale, oppure con il treno e Mobility oppure ancora con un passaggio su un’auto privata. Con quale mezzo di trasporto ora si va in effetti da Berna a Cevio dipende da diversi fattori. Da una parte si tiene conto dei costi effettivi, dall’altra della durata del viaggio e del comfort. Insomma: chi non desidera rimanere bloccato in coda, sceglie i mezzi 22 touring | febbraio 2016

di trasporto pubblici o la combinazione tra mezzi di trasporto pubblici e car sharing. Entrambe queste forme di mobilità sono attrattive rispetto all’auto privata anche in fatto di prezzo. Si può però anche organizzare privatamente un passaggio o noleggiare un’auto. È certo che la Svizzera, con la sua ampia rete di trasporti pubblici e la sua solida attività di car sharing, è un Paese privilegiato per la promozione delle nuove forme di mobilità. E se si pensa che, degli oltre 4 milioni di auto in Svizzera, la maggior parte viene usata poco perché viene lasciata perlopiù in garage o nei parcheggi, allora si può proprio credere che la condivisione dell’auto sarà assolutamente un successo. In confronto ai Paesi confinanti come Francia e Germania, in Svizzera le offerte di passaggi o il noleggio privato sono poco usati. Lo rileva anche Alain Brügger, direttore del progetto wocomoco (world collaborative mobility congress) dell’Accademia della

mobilità del TCS. «Il potenziale di crescita risiede soprattutto nei brevi tragitti e nei pendolari», afferma Brügger. Nonostante che in Svizzera tutte le offerte funzionino molto bene, in prima linea vengono usate offerte complementari come mezzi pubblici di trasporto e Mobility.

La rete migliora sempre più Dall’introduzione dello SwissPass nell’autunno 2015 per gli utenti della mobilità collaborativa diventa sempre più facile collegare tra loro diversi mezzi di trasporto. Lo SwissPass non comprende solo l’abbonamento generale FFS o il metà prezzo, bensì permette anche di accedere ai comprensori sciistici e ai servizi offerti da partner come Mobility Carsharing e PubliBike. In particolare i clienti Mobility approfittano di questa libertà senza barriere. Al comfort del viaggio di Mobility contribuisce anche l’offerta car sharing «Catch a Car». Questa offerta per tragitti brevi fun-


DOSSIER 500 fr. Prezzi a confronto

Tratta: Berna–Bellinzona–Locarno–Cevio Calcolo del prezzo: 1 persona, viaggio andata e ritorno per il finesettimana (2 giorni)

auto privata 457 fr.

400 fr. Sharoo 382 fr.

Mobility 321 fr. MP & Mobility 326 fr.

300 fr.

Mezzi p. 236 fr. 200 fr.

condivisione 120 fr. 100 fr.

Auto privata Circolare da solo costa più di quel che si pensa.

0 fr. Berna 0 h

1h

2h

3h

4h

5h

FORME DI MOBILITÀ COLLABORATIVA Mezzi pub. & Mobility

Mobility

Treno & AutoPostale

Viaggio condiviso

biglietto treno fino a Locarno, poi auto Mobility per 30 ore/ 50 km

calcolo con auto Mobility per 34 ore e 594 km

il costo del viaggio è stato calcolato senza abbonamento metà prezzo

da Blablacar i prezzi dei viaggi condivisi possono variare

ziona così: nella città pilota di Basilea ci sono in circolazione 100 Catch-Car. Queste possono essere localizzate dai clienti con smartphone o web, poi usate e infine di nuovo riportate in un parcheggio pubblico di una zona della città.

Passaggio a buon mercato Da alcuni anni per i conducenti di auto esiste la possibilità di conteggiare una parte dei passaggi come spese di esercizio. Chi ad esempio vuole prendere dei passeggeri, si può registrare al sito www.blablacar.de (nel 2015 era www. mitfahrgelegenheit.ch) e piazzare un’offerta o cercare un passaggio in tutta l’Europa. È richiesta una certa dose di flessibilità, perché non si può prevedere quando e dove viene offerto un passaggio verso una determinata meta. In ogni caso, questa forma di mobilità è estremamente a buon mercato. Un’ulteriore offerta si chiama Publiride, è stata lanciata da AutoPostale in collaborazione con la piattaforma Flinc. Questo si-

stema, che ora è sotto forma di progetto in quattro località svizzere e funziona attraverso un’app, è concepito come rete regionale di passaggi e unisce comunità di car sharing con i mezzi pubblici. Le auto possono però essere condivise tra privati. La piattaforma più solida per questo è Sharoo, che è online da un paio di anni e in Svizzera conta circa 12 000 utenti. All’impresa startup vi partecipano Migros con m-way, Mobility e la Mobiliare. In questo modo i proprietari di veicoli possono usare al meglio la propria auto e ridurre anche i costi. Alain Brügger è convinto che la mobilità condivisa si stabilirà definitivamente fra alcuni anni. Semplicemente è necessario tempo affinché verranno spazzati via i dubbi e le diffidenze rispetto a questo nuovo sistema. È inoltre convinto che la condivisione delle auto tra privati non goda ancora di un sufficiente incentivo economico. •

Comunità di condivisione: attraverso piattaforme online possono venire offerti e coordinati i passaggi. Un modo di viaggiare molto a buon mercato, ma che richiede una gran flessibilità da parte degli utenti. www.blablacar.de, www.e-carsharing.ch o www.rideshare.ch

Car sharing con flotta: una società compra e gestisce una flotta di veicoli, che mette a disposizione ai suoi soci a pagamento. Un esempio è Mobility con oltre 120 000 clienti, 2700 auto in 1400 punti distribuiti in 500 località. www.mobility.ch

Peer-to-Peer car sharing: attraverso un’app i proprietari d’auto offrono a pagamento il noleggio dei loro veicoli. Attraverso una piattaforma online chi offre e chi prende a noleggio i veicoli regolano le modalità come assicurazione, durata del noleggio o costi. In questo modo i proprietari d’auto possono rendere redditizi i loro veicoli. Offerente: www.sharoo.com Car pooling: qui vengono organizzate comunità di passaggio online o tramite app. I conducenti di veicoli e i passeggeri si mettono d’accordo per una determinata tratta e fissano il prezzo. La piattaforma più attiva, con oltre 20 milioni di soci: www.blablacar.de febbraio 2016 | touring

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CALENDARIO

Febbraio Cosa ne dite di una gara di sci notturna? Gli appassionati dell’inverno dovrebbero andare alla Fête du Froid, i romantici incalliti alla zughese «Chröpfelimeh» e gli amanti dell’arte a Riehen.

MERCOLEDÌ

3

LUNEDÌ

1

Dubuffet a Riehen Un po’ d’arte in alternativa al carnevale. La Fondazione Beyeler espone sino all’8 maggio centinaia di opere del rappresentante dell’art brut Jean Dubuffet. Fondation Beyeler, Riehen vari tipi di biglietti www.fondationbeyeler.ch

Sci notturno in Vallese Alla gara di sci notturna a Bettmeralp si vede chi è veramente in forma. L’obiettivo è compiere il maggior numero di discese dalle 18 alle 21. Seggiovia Blausee, Bettmeralp team da 2 e 3, 20 risp. 30 fr. www.aletscharena.ch

SABATO

6 VENERDÌ

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Carnevale a Payerne Altrove il Carnevale è ormai terminato, a Payerne però con i Brandons avrà luogo l’evento carnascialesco più antico con cortei e musica. Sino al 15.2.

Festa del Freddo nel Giura Gli abitanti della Valle della Brévine ricordano il fatto di vivere nell’angolo più freddo della Svizzera con la Fête du Froid. In questa giornata al lago di Taillières si trova un Villaggio del Freddo con tante bancarelle oltre a viaggi in mongolfiera, skijöring, sculture di ghiaccio, un concerto… Il freddo diventa piacevole! Lago di Taillères entrata gratuita www.vallee-brevine.ch

Payerne entrata gratuita www.brandonspayerne.ch

DOMENICA

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Canti d’amore a Zugo Secondo la tradizione, i coristi intonano il «Chröpfelimeh» e interpretano le serenate ai neo fidanzatini. Sostano in ogni luogo dove è acceso un lume rosso. Zugo, nucleo storico gratuito www.zug-tourismus.ch

DOMENICA

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Slitte ad Adelboden Tradizione, scherzi e concorsi nella Horäschlittärenä ad Adelboden. E via si parte! Chuenisbärgli 40 fr. a slitta www.adelboden.ch

febbraio 2016 | touring

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MOBILITÀ

«Le stazioni di trasbordo sarebbero

una ferita nelle Alpi» È stata consigliera di Stato socialista in Ticino, candidata al Consiglio federale e sostenitrice dell’Iniziativa delle Alpi. Patrizia Pesenti è favorevole al secondo tunnel al S. Gottardo. La votazione non avrebbe nulla a che vedere con destra o sinistra. INTERVISTA DINO NODARI

C

ome voterà il 28 febbraio sul risanamento della galleria del San Gottardo?

Patrizia Pesenti: Dirò di sì. Per me è una decisione assolutamente chiara e non vedo alcun argomento valido contro il tunnel di risanamento.

Quali sono, per lei, i tre principali argomenti a favore del raddoppio?

Prima di tutto ci si deve rendere conto che una chiusura di tre anni della galleria autostradale del San Gottardo sarebbe disastrosa per il Canton Ticino sia economicamente e culturalmente, sia socialmente. Una misura del genere isolerebbe il Ticino dal resto della Svizzera. Gli svantaggi che verrebbero a crearsi per il Canton Ticino durerebbero ben oltre i tre anni della chiusura del traforo. Inoltre una seconda canna permetterebbe di separare i flussi di traffico e dunque aumenterebbe notevolmente la sicurezza. Oggi è da considerarsi un miracolo che in questa galleria succedano pochi incidenti. Infine la soluzione proposta dal Consiglio federale è migliore della cosiddetta strada viaggiante anche dal punto di vista ambientale e sociale. Perché gli svantaggi persisterebbero così a lungo?

Un’economia che viene colpita al cuore per tre anni non si riprende in due settimane. L’economia ticinese, ma anche la vita sociale e culturale, ne soffrirebbe profondamente. Non si tratta solo dello scambio di merci, ma anche di persone che viaggiano al di qua e al di là del San Gottardo. Si tratta dunque anche di uno scambio culturale tra le regioni del Paese. Molti giovani ticinesi studiano nella Svizzera tedesca e francese e proprio i 26 touring | febbraio 2016

abitanti della regione. E a causa del traffico di deviazione verrebbero colpiti anche altri cantoni. La via del San Bernardino collasserebbe. Questa esperienza l’abbiamo già fatta nel 2001. E non da ultimo la strada viaggiante saboterebbe anche la NTFA. In che senso?

contatti con la regione di Zurigo sono molto importanti per il Ticino. Buoni collegamenti con il treno ma anche con l’auto sono vitali per il nostro cantone. A proposito di sicurezza: lei definisce un orrore il passaggio attraverso il tunnel stradale del San Gottardo. Quando ci fu la catastrofe nel 2001, lei era presidente del Consiglio di Stato. Le esperienze con quel terribile incidente hanno in qualche modo influenzato la sua decisione?

Può essere. Ogni volta che percorro il tunnel ripenso a quella tragedia. È semplicemente pericoloso. Durante la settimana lavorativa, quando circolano anche i camion, è davvero terribile. Ti sfrecciano accanto ad una distanza di 20 cm. Oggigiorno un tunnel così, visti gli standard di sicurezza attuali, non potrebbe nemmeno più essere costruito.

La capacità della NTFA non può essere semplicemente aumentata: il San Gottardo non può smaltire un numero illimitato di treni. Ripiegare sul nuovo tunnel di base proprio nella fase iniziale di questo stupendo progetto significherebbe sabotarlo. Attraverso il tunnel possono essere trasportati merci, passeggeri oppure le auto trasbordate. Tutto insieme non funziona. Spesso vengono portate in campo questioni di carattere sanitario. In quanto ex ministra ticinese della sanità, come le giudica?

La pianificazione ospedaliera in Ticino prevede una razionalizzazione dei nosocomi nel senso che non tutti gli interventi verranno compiuti in loco. Per quanto riguarda la medicina di alta spe-

Lei non è solo ex «Questi giganteschi consigliera di Stato e rumorosi impianti socialista ma si di carico sarebbero impegna anche per la protezione delle Alpi. terribili» Come giudica la soluzione della cosiddetta strada viaggiante?

Proprio la strada viaggiante (RoLa) aprirebbe una ferita nelle Alpi. Questi giganteschi e rumorosi impianti di carico sarebbero terribili. E i contrari al secondo tunnel non dicono apertamente che, se utilizzassimo questa infrastruttura provvisoria, si dovrebbe sospendere il divieto di transito notturno per i mezzi pesanti. Per la popolazione colpita ciò significa molto rumore in più, un impatto ambientale che non dobbiamo minimizzare. È in gioco la qualità di vita degli


FOTO ALD

Stazioni di trasbordo Ad Airolo dovrebbe esser trovato spazio per costruire uno dei terminali.

cializzazione come la neonatologia sono stati stipulati dei contratti con il Canton Lucerna, mentre gli ustionati gravi vengono trasferiti all’Ospedale universitario di Zurigo. Quando l’elicottero della Rega non può volare per il maltempo, i ricoveri urgenti dipendono dalla rete viaria. Lo stesso vale per il trasporto di organi. Una chiusura del tunnel avrebbe dunque gravi conseguenze anche a livello sanitario. Il suo partito (PS) è però contrario al tubo di risanamento. Allora perché per lei la votazione va al di là degli schieramenti politici?

Patrizia Pesenti Dal 1999 al 2011 la socialista Patrizia Pesenti è stata consigliera di Stato e direttrice del Dipartimento della sanità e della socialità del Canton Ticino e due volte presidente di governo. Nel 2002 è stata proposta alla successione della consigliera federale Ruth Dreifuss, ha però dovuto cedere il passo a Micheline Calmy-Rey. L’avvocata è madre di una figlia e lavora oggi come head business development da Ringier.

Si tratta semplicemente di decidere a favore di una soluzione che permette di aumentare la sicurezza e che evita di arrecare danno ad una parte del Paese. Questa votazione non può essere liquidata semplicemente come un confronto tra sinistra e destra. Inoltre: proprio in Ticino esiste un forte comitato di sinistra favorevole al tunnel di risanamento. Eppure come fa una convinta sostenitrice dell’Iniziativa delle Alpi come lei ad essere favorevole al raddoppio, non potendo escludere un futuro aumento della capacità?

Sono fermamente a favore della protezione delle Alpi. E proprio per questo appoggio la variante del secondo tunnel. Entrambe le gallerie entreranno in funzione solo nel 2035, quando cioè gran parte delle auto saranno elettriche o addirittura a guida autonoma. Se i veicoli circolano attraverso il San Gottardo senza avere un influsso negativo sull’ambiente, non capisco perché si

debba bloccare artificialmente il flusso del traffico. Se per contro le auto saranno come ora o inquineranno di più, sarei chiaramente contraria all’apertura delle quattro corsie. In fondo il punto di riferimento devono essere le emissioni e non il numero di veicoli che transitano nel tunnel. Si tratta di ambiente e non di mobilità dei cittadini. Ma questa decisione – semmai dovrà essere presa – sarà solo per il 2035. Cosa succederà se il popolo svizzero dirà no al tunnel di risanamento?

Allora si porrà la domanda a premio: dove ubicare le stazioni di trasbordo? E si sa già che sia in Ticino che nel Canton Uri non c’è alcun comune disposto ad accoglierle. Penso che non verranno mai costruite perché nessuno vuole sacrificare parte del proprio territorio. I promotori di questa soluzione dovrebbero dare un’occhiata ad Airolo o Biasca e dire dove piazzare queste strutture gigantesche. Non c’è spazio. ◆ febbraio 2016 | touring

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MOBILITÀ

Portali termici Le termperature delle parti dei camion vengono misurate per evitare eventuali incendi in galleria.

LE RAGIONI PER IL SÌ AL TUNNEL DI RISANAMENTO

1

Il portale termico all’entrata Nord costituisce un grande progresso per la sicurezza della galleria autostradale del San Gottardo. Tuttavia, a fine febbraio c’è l’opportunità di colmare la principale lacuna in fatto di sicurezza. TESTO DINO NODARI

I

l maggiore pericolo nel tunnel autostradale del San Gottardo sono le fiamme. Nel 2014 i pompieri sono dovuti intervenire 22 volte per spegnere un incendio. Per aumentare la sicurezza, nel 2013 l’Ufficio federale delle strade (Ustra) ha messo in servizio un portale termico sul versante Sud della galleria. Tramite un segnale laser, esso misura le dimensioni di un veicolo, mentre alcune telecamere a raggi infrarossi rilevano la temperatura delle varie parti del veicolo. Se il camion è surriscaldato, non può entrare nel tunnel. Durante il 2014 è stato riscontrato un elevato surriscaldamento su 24 camion, che si sarebbero potuti incendiare nel tunnel. Dal momento che il portale termico si è dimostrato efficace, da dicembre ne viene testato uno anche a Göschenen. Come comunicato dall’Ustra, esso sarà messo in funzione definitivamente sul versante Nord all’inizio di febbraio, consentendo così di migliorare ulteriormente la sicurezza nella galleria stradale del San Gottardo.

Traffico bidirezionale Dal tragico incendio del 2001 è stato fatto molto per rendere più sicura questa 28 touring | febbraio 2016

galleria. Tuttavia, da allora si sono verificati 147 incidenti, in seguito ai quali hanno perso la vita dieci persone. Ciò è avvenuto soprattutto perché nel tunnel il traffico è ancora bidirezionale. Solo l’estate scorsa la galleria autostradale del San Gottardo si è piazzata all’ultimo posto nell’analisi sulla sicurezza svolta dall’automobile club tedesco ADAC. Il 28 febbraio offre l’opportunità di aumentarne considerevolmente la sicurezza. Infatti, dopo il risanamento, i due trafori avranno una carreggiata unidirezionale e disporrebbero anche di una corsia d’emergenza. Questa soluzione rispetterebbe anche le nuove direttive in materia di gallerie stradali e ferroviarie. Infatti: se il tunnel stradale del San Gottardo fosse costruito oggi, le carreggiate verrebbero separate per ogni senso di marcia a causa delle norme in vigore. Norme, tra l’altro, che già nel 2001 aveva evocato l’allora consigliere federale Moritz Leuenberger nel dibattito sulla galleria ferroviaria di base del Monte Ceneri. Davanti alle Camere federali disse: «Il 3 luglio 2001 abbiamo deciso di realizzare il tunnel di base del Ceneri con due canne unidirezionali, per motivi di sicurezza». E ancora: «Non

2

Un tunnel di risanamento porta maggiore sicurezza, perché nelle lunghe gallerie il traffico contromano è pericoloso.

3

Un sì alla galleria di risanamento è vitale per l’economia, perché le nostre aziende hanno bisogno di un collegamento stradale attraverso il San Gottardo.

4

Un sì alla galleria di risanamento rappresenta un sì alla coesione nazionale, altrimenti il Canton Ticino è tagliato fuori per 3 anni.

5

Un sì evita anche il traffico di aggiramento e ingorghi su tutto il territorio nazionale.

dimentichiamo che parliamo di una galleria a traffico misto, dove transiteranno sia treni merci sia treni passeggeri».

Le FFS pro secondo tubo In materia di sicurezza non si fanno compromessi. Quel che vale per la ferrovia, dovrebbe valere anche per la strada. Oltre alla sicurezza, ci sono altri argomenti importanti per dire di sì il 28 febbraio. La coesione nazionale, l’economia e, non da ultimo, le strutture di trasbordo che non dovrebbero essere costruite con la galleria di risanamento. Infatti, nessuno le vuole a casa propria, inoltre ci sarebbero problemi di capacità. Infatti, sono favorevoli al tunnel di risanamento anche le FFS. In un articolo sulla Neue Zürcher Zeitung le ferrovie federali precisano che se i veicoli stradali venissero caricati sui treni navetta, ci si dovrebbe attendere una limitazione delle attività ferroviarie per quanto riguarda la capacità, la gestione operativa e la stabilità della circolazione. •

KEYSTONE

Per non perdere per strada la sicurezza

La costruzione di una galleria di risanamento è di gran lunga la soluzione migliore, poiché costa meno della soluzione con le stazioni di trasbordo provvisorie e inoltre ha un minore impatto sull’ambiente.


L’ESPERTA TCS

E-bike come un motorino Vi sono diverse tipologie di biciclette elettriche. Non è quindi sempre facile capire quando un simile veicolo è equiparabile ad un ciclomotore e dove perciò sia consentito circolare.

tuttavia che i bambini siano bene allacciati durante i tragitti. Anche loro dovrebbero inoltre indossare un casco.

TESTO ANNE WEGMÜLLER

D

a anni le vendite di e-bike sono in crescita. Le amate due ruote elettriche sono ampiamente diffuse e incontrano l’apprezzamento soprattutto di pendolari e giovani famiglie che cercano un veicolo ecologico. Da metà 2012 si distinguono due tipi di bici elettriche: le e-bike «lente», che sono considerate ciclomotori leggeri e devono sottostare alle medesime regole della circolazione delle biciclette e le e-bike «veloci», che sono considerate ciclomotori. La prima categoria (lente) include bici elettriche con potenza fino a 500 W, ANNE WEGMÜLLER Funzione: giurista della protezione giuridica e responsabile del gruppo esperti «circolazione stradale, responsabilità civile e assicurazioni» Svizzera tedesca Professione: avvocato Età: 31 anni contatto: experte.rs@tcs.ch

che viaggiano fino a 20 km/h senza assistenza alla pedalata, mentre con assistenza alla pedalata raggiungono i 25 km/h. Per la seconda categoria (veloci), l’assistenza alla pedalata permette di raggiungere i 45 km/h. Questa distinzione ha delle conseguenze in fatto di patente ed equipaggiamento. I giovani sotto i 14 anni non possono guidare né le e-bike «lente» né le «veloci». Per le seconde è sempre necessaria la patente per il motorino

(categoria M). Per le prime non è invece necessaria alcuna patente a partire da 16 anni, mentre tra i 14 ed i 16 serve anche in questo caso la patente per il ciclomotore. I conducenti di una bici elettrica «veloce» devono sempre portare il casco, mentre per quella «lenta» è solo raccomandato.

Retrovisore utile Le e-bike «veloci» necessitano di una licenza di circolazione e di una targa, così come di un retrovisore a sinistra e di un fanale da ciclomotore, mentre per le e-bike «lente» è sufficiente un’illuminazione per velocipedi fissata stabilmente, non serve la targa, ma è certamente raccomandata una polizza di responsabilità civile privata analogamente alle normali biciclette. È pure raccomandato il montaggio di uno specchietto retrovisore anche sulle bici elettriche «lente». Per entrambe le categorie è possibile trainare un rimorchio per bambini. Assicurarsi

Anche sulla strada le due categorie hanno delle conseguenze: su una strada o una via dove vige il divieto di circolazione per autoveicoli, motocicli e ciclomotori (rosso, suddiviso in 3), una e-bike «lenta» ha comunque il diritto di transito, mentre chi è in sella ad una e-bike «veloce» può accedervi solo col motore disinserito. Per contro, le piste ciclabili segnalate col cartello blu sono obbligatorie sia per le e-bike «lente» sia per quelle «veloci». E sulle corsie ciclabili marcate sulla carreggiata da strisce gialle le bici elettriche possono viaggiare, così come gli altri veicoli a motore, a condizione che non intralcino i ciclisti. ◆

CONSIGLI

1 2 3 4

Le e-bike hanno un comportamento diverso dalle bici normali. Su fondo bagnato o umido in curva si rischia di sbandare.

Il peso e la velocità maggiori allungano lo spazio di frenata.

Gli altri utenti della strada sottostimano la vostra velocità: guidate con prudenza.

5

Indossate abiti chiari o il gilet con le bande riflettenti, al fine di essere visti più facilmente.

KEYSTONE

Lenta o veloce Dal 2012 esistono due categorie di e-bike.

febbraio 2016 | touring

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Grazie ad un mutamento radicale, la Mercedes GLC si è trasformata in una diva alla moda oltre ad un’ammiraglia dall’indicibile piacere di marcia. Affronta senza esitare lo sterrato e dà prova di una polivalenza fuori dal comune. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER

MERCEDES-BENZ GLC 250 D 4MATIC

Una SUV che punta sulla

polivalenza di lusso

E4 cilindri 2,2 l turbodiesel, 204 CV W7,9 l/100 km (media del test), etichetta energia C Vautonomia: 835 km kpeso: 2135 kg (auto del test) P8,3 s da 0 a 100 km/h L52 400 fr.

30 touring | febbraio 2016


TECNICA

Comfort da grande ammiraglia Armonia tra motore turbodiesel e cambio automatico a 9 rapporti

Dotazione di base striminzita e politica degli optional discutibile

Abitabilità e bagagliaio modulabile

Sovrappeso che grava sulle prestazioni

Presentazione interna e materiali

Intuitività del sistema multimediale

Sistemi di assistenza efficaci

Manutenzione costosa nonostante la gratuità dei servizi fino a 100 000 km

Carico rimorchiabile di 2500 kg

A

l passo coi tempi, la Mercedes-Benz GLC abbandona i tratti spigolosi della sua antenata, la laboriosa GLK, per trasformarsi in una SUV fondamentalmente esibizionista. Con in aggiunta una certa prestanza, perché cresce nel frattempo di 12 cm in lunghezza e 5 cm in larghezza. Nuove dimensioni che la pongono su un piede di uguaglianza con le sue dirette concorrenti, l’Audi Q5 e la BMW X3. A priori, tutto questo appare superfluo. Tanto più che l’abitacolo della GLC annega negli inserti in nero lucido, alluminio spazzolato e cromature. Ma a

Prestanza Lunga 4,66 m, la Mercedes GLC – qui con pacchetto off-road – seduce per il suo elaborato design.

SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Mercedes-Benz GLC 250 d 4Matic: 5 porte, 5 posti; 52 400 fr. (auto del test: 91 499 fr.) Gamma: dalla 220 d, 170 CV (51 700 fr.) alla 250, 211 CV (53 900 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (1055 fr.), selleria in cuoio (2215 fr.), pacchetto connettività, navigatore (3980 fr.), pacchetto assistenti (2835 fr.), pacchetto off-road (800 fr.), sospensione pneumatica (2565 fr.), fari LED (1955 fr.), serbatoio 66 l (70 fr.) Garanzia: 3 anni fabbrica, 30 anni assistenza (se manutenzione fatta); antiruggine: 30 anni (con condizioni) Importatore: Mercedes-Benz Svizzera SA Schlieren, www.mercedes-benz.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri, 2,2 l turbodiesel, 204 CV; cambio aut. 9 rapp., trazione integrale Peso: 2135 kg (auto test), tot. ammis. 2500 kg, carico rim. 2500 kg

Bozzolo tecnologico Perfette rifiniture e qualità percepita superba: l’effetto è garantito.

parte questa concessione alla superficialità, abbiamo a che fare con l’ultimo grido in fatto di tecnologia. Certo bisogna mettere mano al portafoglio, perché la dotazione di base non è per nulla superiore di quella di un’auto compatta. E allora il conto alla fine rischia quasi di raddoppiare se si prende gusto a pescare nell’abissale lista degli optional, ovviamente allettanti.

Che ammiraglia! Ma perché lesinare? Cominceremo allora dalla sospensione pneumatica (2565 fr.), che conferisce alla GLC un tocco vellutato in autostrada che poche SUV hanno. E poiché il diesel è di una discrezione assoluta, è il via libera all’assalto dei lunghi tragitti. Anche il pacchetto dei sistemi di assistenza merita attenzione (2835 fr.) per godere del sistema di mantenimento della corsia → febbraio 2016 | touring

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TECNICA attivo che corregge in tutta delicatezza la traiettoria. Non comune. Lasciando l’autostrada, ci si chiede come reagirà l’ammortamento piacevolmente ondeggiante sui percorsi sinuosi. Nessun timore, la sospensione pneumatica multicamera previene spontaneamente ogni eccesso di movimento su strada sconnessa. Per avere maggiore efficacia, inoltre, si potrà scegliere tra uno dei cinque modi di guida proposti – che sono gratuiti! Il comportamento diventa allora più incisivo e si potrà godere dello sterzo attivo davvero diretto. Molto gradevole ma senza troppa euforia, perché il modello testato pesava 300 kg in più della versione di base. Un sovraccarico che non si sente troppo nelle serie di curve, ma piuttosto al distributore. Risulta un po’ difficile puntare ai 5,5 l/100 km promessi nel ciclo misto. Tutto sommato, in pratica, i consumi sono tuttavia accettabili, tanto più che il 2,2 l diesel da 204 CV si rivela oltremodo gradevole e discreto. In aggiunta a ciò, il cambio automatico a 9 rapporti bene intercalati effettua cambiate impercettibili. Un vero piacere quindi guidare questa possente trazione

Connettività Un touchpad e una ghiera comandano lo schermo centrale di 7 pollici.

Fuoristrada Le 4 modalità off-road sono completate da una funzione per il rimorchio.

integrale le cui prestazioni sono davvero corrette.

di perdersi in questa giungla tecnologica, Mercedes ha conservato dei comandi diretti. Rassicurante, anche se i pulsanti poi proliferano.

Gli amanti del fuoristrada s’innamoreranno del pacchetto off-road (800 fr.), con cui la GLC si ricorda delle sue origini e offre 4 modalità fuoristrada, una delle quali aumenta l’altezza da terra a 23 cm. Inoltre il regolatore di velocità in discesa permette di gestire l’andatura al singolo km/h. Altri 1215 fr. per le protezioni della carrozzeria e vari attributi da 4×4, e la GLC acquisterà un look da arrampicatrice chic. Questo per il lato frivolo, perché la GLC è soprattutto un condensato tecnologico, come rivela la ghiera a pressione e il pavé tattile che comandano lo schermo centrale da 7”. Per quelli che rischiano

Non resta che approfittare dell’ambiente vellutato di quest’accogliente bozzolo dalla buona abitabilità, che possiamo affinare con tutta una serie di dettagli (climatizzatore a tre zone, sedili ventilati ecc.). Foderato con una tappezzeria generosamente imbottita, il bagagliaio è elegante. La sua capacità di 550 l tuttavia delude un po’. Questo valore infatti include un ampio vano sotto il fondo. Apprezzabile il sistema di ribaltamento elettrico del sedile posteriore, di serie. Per il portellone elettrico invece bisogna cercare tra gli optional, perché l’eccellenza va guadagnata. • Affinata L’elegante parte posteriore discendente è ornata da uno spoiler.

MARC-OLIVIER HERREN Collaudatore Tanto, proposto a prezzo inflazionistico. Ma non si può non essere sedotti da questa GLC dallo stile glamour, dal tocco sulla strada, dal diesel morbido e dagli assistenti alla guida davvero utili. 80%

32 touring | febbraio 2016


m

–8 57

1c

m

163 cm

9

c 116 6–

passo 287 cm lunghezza 466 cm larghezza 189 cm

Morbidezza I sedili posteriori offrono uno spazio corretto per le gambe, non di più.

Ben configurato Il vano bagagli è pratico e accessibile. Superba moquette d’alta gamma.

CHECK-UP TCS

TCS MoBe: Herbert Meier

DINAMICA DI COMPORTAMENTO

COSTI D’ESERCIZIO

Accelerazioni (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 80–120 km/h (in posizione D) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 57 dBA 120 km/h: 67 dBA

km/anno ct./km

8,3 s 4,6 s 6,1 s 11,6 m 35,9 m

COSTI DEI SERVIZI Manutenzione gratuita 10 anni/100 000 km. Poi: Manutenzione ora mano d’opera (km/mese) (fr.) 1 15 000/12 1,1 391.– 30 000/24 1,9 646.– Manutenzione per 180 000 km con 15 000 km/anno 12 6175.– 1

fr./mese fissi variabili 15 000 92 754.– 396.– 30 000 62 754.– 793.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS, agenzie Mercedes da 107 a 222 fr.) CONSUMO AL BANCO DI PROVA (ciclo UE 80/1268) urbano extraurbano misto TCS 6,9 5,2 5,8 fabbrica 6,3 5,1 5,5 171 g/km Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2: 144 g/km energia etichetta (A–G): C CONSUMO DEL TEST 7,9 l/100 km serbatoio: 66 litri

autonomia 835 km

Il video del test

Tabella comparativa Mercedes-Benz GLC 250 d 4Matic 52 400.–

BMW X3 20d xDrive 52 130.–

Cilindrata (cc)

2143

1995

Potenza (kW/CV)

150/204

140/190

Coppia massima (Nm/giri min)

500/1600

400/1750

Consumo (l/100 km)

5,8 C2

5,3 1 C2

Volume del bagagliaio min./max. (l)

550/1600 (VDA)

550/1600 (n. c.)

Costi al chilometro (fr./km)3

0.92

0.85

Costi di manutenzione

6175.–

2435.–

2/2016

7/2011 5

4

Test «Touring» 1 3

CARROZZERIA Di forma più arrotondata, la GLC si è allungata e allargata. Le dimensioni dell’abitacolo sono generose. Idem per il volume teorico del bagagliaio, che tuttavia include un ampio vano sotto il piano di carico. Quest’ultimo è piatto e ben configurato, con sedile posteriore ribaltabile tramite diversi pulsanti. ABITACOLO Qualità percepita e rifiniture di alto livello creano un ambiente lussuoso. Gestione del sistema multimediale tramite ghiera e touchpad. I numerosi sotto-menu non facilitano il compito. Idem per la selezione delle stazioni radio con una rotella. COMFORT Super insonorizzazione, sedili in cuoio accoglienti e sospensione pneumatica assicurano un’elevata comodità. Si fanno però sentire un po’ le ruote da 20 pollici. PREZZO-PRESTAZIONI Ad eccezione del cambio automatico a 9 rapporti, la GLC 250 d si limita ad offrire l’essenziale. Comodità quali l’accesso keyless o la radio DAB+ sono opzionali. Il prezzo finale tende quindi a esplodere. I servizi sono gratuiti ma i liquidi fatturati quale supplemento. Dopo i 100 mila km, la manutenzione è cara.

incl. materiale

Emblematici delle SUV di lusso di taglia media, questi due modelli uniscono design, qualità stradali, tecnologia di punta e raffinatezza. Prezzo (fr.)

larghezza interna: anteriore 152 cm, posteriore 149 cm bagagliaio: 550–1600 litri pneumatici: 255/45R20, min. 235/65R17

2

dati secondo l’importatore efficienza energetica secondo l’importatore su 15 000 km/anno 4 costi totali su 180 000 km (15 000 km/anno) 5 BMW X3 20d aut. 184 CV

COLLABORAZIONE: luogo: Cava di ghiaia Messerli AG, Oberwangen. Grazie al signor Schüpbach e al suo team per la disponibilità

COMPORTAMENTO La GLC controlla mirabilmente le 2,1 t e sopporta andature elevate in curva. Sebbene solo mediamente comunicativo, lo sterzo molto diretto (2,3 giri da parte a parte) contribuisce al piacere di guida. MOTORE E TRASMISSIONE Il 2,2 l turbodiesel conquista per la sua dolcezza, morbidezza e la gran coppia di 500 Nm. Le prestazioni soffrono un po’ l’importante sovrappeso (quasi 300 kg). Le cambiate armoniose fanno meraviglie. Grande peso rimorchiabile (2500 kg). CONSUMO La media di 7,9 l/100 km è onorevole visto il peso del veicolo che oltrepassa le 2 tonnellate. SICUREZZA Diversi utili aiuti alla guida, ma in opzione, quali l’eccellente impianto di fari a matrice di LED. Frenata molto efficace. febbraio 2016 | touring

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TECNICA

Alla moda,

le ibride ricaricabi Le automobili ibride plug-in consentono di viaggiare in modalità elettrica senza temere le panne di corrente. Ma che ne è di autonomia e consumi effettivi? La risposta dal test comparativo TCS. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO UNIVERSITÀ TECNICA DI VIENNA

P

er definizione, l’auto ibrida ricaricabile (plug-in) associa il meglio di due mondi: autonomia elettrica di una cinquantina di km e attitudine ai lunghi viaggi grazie al motore a combustione. Questa la teoria, perché nella pratica il consumatore rimane interdetto leggendo sull’etichetta energia consumi dichiarati nell’ordine di 2 l/100 km. A questi valori andrebbero peraltro aggiunti i consumi di elettricità, espressi attraverso un enigmatico parametro, il cosiddetto «equivalente benzina» (1 l di equivalente benzina = 8,9 kWh). Per 34 touring | febbraio 2016

chiarire il reale potenziale energetico, il TCS ha eseguito un test comparativo che mette a confronto quattro ibride plug-in: la compatta Audi A3 e-tron, la familiare Toyota Prius, la SUV Mitsubishi Outlander e la station wagon polivalente Volvo V60. Modelli piuttosto diversi tra i quali figurano due trazioni integrali e una motorizzazione diesel (V60).

Autonomia elettrica Le quattro auto sono state sottoposte ad un Eco-Test dall’Università tecnica di Vienna. Questo simula un tragitto completo (urbano,

extraurbano e autostradale) in condizioni reali, ossia con il climatizzatore o il riscaldamento acceso. E questo a tre diversi livelli di temperatura esterna. A 20 gradi, l’autonomia in elettrico si è fissata a circa 40 km (16 km per la Prius, che ha una batteria di capacità ridotta), vale a dire una decina di km meno del dato di fabbrica. Sorprendentemente, la misurazione a 30° rivela un’autonomia pressoché identica. Un risultato che si spiega con i bassi consumi energetici dei climatizzatori. Le cose si guastano a 0 gradi, dove l’autonomia in modalità

elettrica risulta quasi dimezzata a causa dei consumi del riscaldamento e delle diminuite capacità delle batterie a basse temperature. La Volvo V60 fa eccezione (31 km) grazie ad un riscaldamento poco energivoro. Parallelamente, questo test comparativo ha dimostrato che i consumi di carburante possono essere fortemente ridotti con una vettura ibrida plug-in, che è ancora più ecologica se ricaricata con elettricità di origine idraulica. I consumi in equivalente benzina hanno rivelato sensibili disparità tra un utilizzo a 0 e


Audi A3 Ibrida sportiva accreditata di 204 CV.

Mitsubishi Outlander Ibrida a trazione integrale.

Test comparativo del TCS auto ibride plug-in Marca/ modello

Audi A3 Sportback e-tron

Mitsubishi Outlander PHEV

Toyota Prius ibrida plug-in

Volvo V60 D6 AWD Twin Engine

Prezzo (fr.)

45 450.–

49 999.–

41 400.–

64 500.–

Trazione

anteriore

integrale

anteriore

integrale

Motore a combustione

benzina (turbo)

benzina

benzina

turbodiesel

Cilindrata/numero di cilindri

1395/4

1998/4

1798/4

2400/5

Potenza combinata (kW/CV)

150/204

149/203

100/136

212/288

Cambio

DSG 6 rapporti

riduzione fissa

CVT

automatico 6 rapp.

Batteria

li

Capacità (kWh)

8,8

12

4,4

11,2

Capacità utilizzabile (kWh)

7,0

n.c.

2.6

8.0

Tempo di ricarica1

3h35

5h05

1h24

3h40

Prestazioni

Banco di prova I test dei consumi sono stati effettuati dall’Università tecnica di Vienna.

Velocità max. in mod. elettrica2 130 km/h

120 km/h

85 km/h

125 km/h

0–100 km/h

11,0 s

11,4 s

6,0 s

7,6 s

Peso a vuoto (auto del test)3

1695 kg

1955 kg

1513 kg

2115 kg

Etichetta energia (2016)

A

B

A

C

Cons. carburante (l/100 km)

1,6

1,9

2,1

1,8

Cons. elettricità (kWh/100 km)

11,6

13,4

5,2

15,1

Equivalente benzina (l/100 km)

2,9

3,4

2,7

3,7

Emissioni di CO₂ (g/km)

37

44

49

48

Autonomia elettr. fabbr. (km)4

50

52

25

50

Eco-Test a 20°C

40

40

16

43

Eco-Test a 0°C

19

21

9

31

Eco-Test a 30°C

37

40

15

40

Consumo in modalità ibrida (equivalente benzina, l/100 km)

20 gradi, con uno scarto massimo di 2,2 l/100 km per la Mitsubishi Outlander. Va precisato poi che la Toyota Prius consuma più benzina a causa della capacità ridotta della sua batteria. Modello ben più potente, la Volvo V60 compensa grazie al motore diesel. Da notare anche che le batterie dei quattro modelli di vetture presentano capacità assai diverse. Questo test comparativo fornisce inoltre una buona visione del ventaglio di modelli ibridi proposti sul mercato. Si vedano pure i nostri consigli pratici riportati alla pagina seguente (rubrica «l’Esperto del TCS»). ◆

Eco-Test a 20°C

6,3

8,6

5,0

7,0

Eco-Test a 0°C

8,2

10,8

6,3

8,8

Eco-Test a 30°C

5,7

8,7

5,2

7,6

Costi 15 000 km/anno ca.

730.–

960.–

630.–

760.–

2⁄3 elettrico; 1⁄3 carburante

470.–; 260.–

640.–; 320.–

380.–; 250.–

480.–; 280.–

1 2 3 4

carica completa della batteria a 20°C con 230V-16A velocità massima in modalità elettrica (senza l’ausilio del motore a combustione) peso a vuoto misurato, incl. 75 kg del conducente autonomia in modalità elettrica (fino al cambiamento in modalità ibrida)

Toyota Prius Una batteria di capacità ridotta.

Volvo V60 Trazione 4×4 e potenza di 288 CV.


I Tutti in fila La lussuosa Panamera si lascia maltrattare senza problemi. Competenti Alcuni piloti svolgono il compito di istruttori.

nfilare passamontagna e casco per mettersi al volante di un’opulenta Panamera fa uno strano effetto. Tanto quanto pensare ad una berlina gran turismo che si immette su un circuito dove le Formula 1 sfiorano i 310 km/h. Divise in due gruppi di tre auto, le nostre Panamera sono precedute da due coupé, una Cayman e una 911, affidate a istruttori esperti incaricati di dare un ritmo adatto alle Panamera, ma anche alla capacità di pilotaggio di scribacchini promossi ora assi della pista.

lito bolide ispira fiducia. Si comincia a tirare a fondo l’automobile che si adatta di buon grado a questo trattamento choc, tanto che ci mettiamo ad affrontare la famosa curva 8 secondo le regole dell’arte. Lanciata da un cordolo all’altro, la Panamera segue una traiettoria ideale per affrontare il prossimo rettifilo. Certo, non facciamo i 270 come i piloti di F1, ma l’andatura è buona, anche perché poi bisogna pestare sui freni per permettere alla bestia di infilare la curva successiva.

Assolutamente non spaesata

Questo esercizio elettrizzante è anche l’occasione per testare in tutta sicurezza l’intervento del sistema di regolazione Sport Plus. Pedale del gas più reattivo, cambiate secche e per i palati raffinati, intervento meno incisivo del controllo di stabilità. La Panamera ci gratifica allora con begli accenni di sovrasterzo

Dubbiosi, ci mettiamo al volante di questo accogliente bozzolo traboccante di cuoio e alcantara. Sin dalle prime curve, abbozziamo un primo verdetto: questa longilinea automobile da 5,02 m sa far dimenticare il suo peso che sfiora le 2 t. A mano a mano che si gira, questo inso-

Dal grand hotel alla

ebbrezza del cir In ogni Porsche si nasconde una bestia da corsa. Anche nella berlina Panamera, capace di passare dall’ambiente vellutato dei grand hotel al ritmo indiavolato della pista. La prova sul tracciato di Istanbul Park, apprezzato dai piloti di Formula 1. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO DIRK DECKBAR

36 touring | febbraio 2016


TECNICA nelle curve affrontate in modo secco. Un vero piacere. Vien voglia di crederci, tanto più che le valvole degli scarichi esaltano le sonorità roche del V8 di casa Porsche.

Ad ognuno la sua sonorità Grazie alla possibilità di passare senza difficoltà da un modello Panamera all’altro, l’uscita su pista mette a confronto anche le varie sonorità della gamma. Timbro racing discreto per il V6 biturbo, rauco per il V8 atmosferico della GTS e con un’aggiunta metallica sulla versione turbo. Quest’ultima si è dimostrata anche la più interessante da pilotare perché la sua potenza di 520 CV e la coppia di 700 Nm richiedono maggiore impegno. Eppure non è mancata nemmeno la sensazione di essere a corto di «watt»

cuito

Corteo dinamico Guidate da una 911, le Panamera tengono molto bene il ritmo.

quando ci si trovava nel bel mezzo di un rettilineo. Ad ogni modo, gli organizzatori avevano piazzato delle chicane, per temperare gli ardori dei piloti dilettanti che prendono troppo rapidamente confidenza. Comunque, l’umiltà era di rigore, poiché non appena il pilota della vettura coupé capofila pigiava a tavoletta, la Panamera, per quanto veloce, restava indietro. E l’istruttore stesso ammette: «Impossibile per una Panamera seguire una

Cayman oppure una 911». Ciononostante, un’uscita su circuito a bordo della Panamera equivale a divertimento assicurato, con lo zuccherino finale dei complimenti via radio da parte dell’istruttore al termine dell’ultimo giro: «ben fatto, ragazzi!». In aggiunta, i proprietari di una Porsche Panamera che si regaleranno un simile stage, costateranno anche con sollievo di non avere sprecato 11 200 franchi per i freni in ceramica. Di fronte a questi ultimi, infatti, i sistemi tradizionali sembrano addirittura spugnosi. Anche questo è un prezioso insegnamento della pista. ◆

SAGA PANAMERA Originariamente, la Panamera ha per obiettivo di essere la 4 porte più veloce sulla Nordschleife del Nürburgring. Dal suo lancio nel 2009, la gamma si è ampliata con diverse motorizzazioni, in particolare diesel e ibride. Durante lo stage su pista, avevamo a disposizione dei modelli Panamera S e 4S (420 CV), GTS (440 CV) e turbo (520 CV). Le accelerazioni sono relativamente vicine e oscillano tra i 4,1 (turbo) e i 5,1 secondi (S) per passare da 0 a 100 km/h. Questi stage sono proposti nell’ambito del programma «Porsche on track». Sebbene i clienti svizzeri non abbiano accesso diretto a quest’offerta, possono comunque ripiegare sui corsi «Introduction to race track».

Istanbul Park Il circuito di 5,2 km potrebbe accogliere nuovamente la Formula 1 quest’anno.

febbraio 2016 | touring

37


L’ESPERTO TCS

Condensato di tecnologia Le ibride dispongono di doppio motore e batterie.

AMPNET

Ibride plug-in nel quotidiano REDAZIONE MARC-OLIVIER HERREN

A

pparentemente quasi identiche ai modelli a propulsione tradizionale, le auto ibride plug-in differiscono tuttavia considerevolmente nell’uso quotidiano. Qualche regola da osservare.

Caratteristica fondamentale, una vettura ibrida ricaricabile riesce ad esprimere tutto il suo potenziale di risparmio energetico quando si circola con batteria completamente carica. Prima dell’acquisto, il TCS raccomanda dunque di informarsi sulle possibilità di istallare una colonnina di ricarica e se questo dispositivo può essere incluso nel prezzo del veicolo. Visti i numerosi bonus e promozioni, vale la pena chiedere più offerte.

ERICH SCHWIZER Funzione: esperto Consulenza mobilità Professione: ingegnere automobilistico Età: 53 anni Contatto: www.tcs.ch/esperto 38 touring | febbraio 2016

Regole d’uso Durante i tragitti autostradali, è raccomandabile attivare la funzione «Safe» o «Hold» che mette in funzione il solo motore termico. Questo accorgimento permette di salvaguardare la carica della batteria e riservare la modalità elettrica alla guida in ambito urbano. Bisogna sapere infatti che quando le batterie sono scariche, le ibride registrano consumi non inferiori a quelli di una comune auto diesel o benzina. Questo in ragione anche del loro peso maggiore. I modelli ibridi plug-in sono spesso auto di classe media

generosamente equipaggiati, ad esempio con un impianto di riscaldamento ausiliario programmabile a distanza. Anche per questo motivo, i paragoni con le vetture normali risultano difficili. Stesso discorso per le auto puramente elettriche. Qui, taglia e funzione dei veicoli possono divergere fortemente. Impossibile ad esempio nella gamma Mitsubishi comparare una mini citycar i-Miev con una SUV Outlander plug-in. I quattro modelli oggetto del test comparativo pubblicato sulle pagine precedenti esemplificano la diversità delle ibride ricaricabili. Tanto la compatta Audi A3, quanto la station wagon Toyota Prius, la SUV Mitsubishi Outlander e la Volvo V60 forniscono un piacere di marcia elevato. E questo a costi energetici annui inferiori a 1000 franchi se si percorrono 10 000 km in modalità elettrica e 5000 km con il motore a combustione tradizionale. Un risparmio davvero notevole. ◆

VANTAGGI E INCONVENIENTI Abbinamento ottimale tra motore elettrico e motore a combustione. Veicoli generosamente motorizzati. Nessun rischio di restare a piedi se la batteria è scarica e se non si dispone di un punto di ricarica nelle vicinanze. Durata di ricarica inferiore alle auto elettriche. Piacere di marcia in modalità elettrica. Conto per il carburante modico. Consumi molto bassi nel traffico congestionato grazie all’utilizzo del motore elettrico.

Ricarica della batteria poco efficace durante il viaggio. Inadeguatezza del motore termico all’uso prolungato o sulle distanze estese. Prezzo elevato rispetto ai modelli tradizionali.


TECNICA

RENAULT MEGANE

Grazie all’alta gamma Basata sulla piattaforma della familiare Talisman e dell’Espace, la Renault Megane si propone quale compatta di alta gamma, in particolare nella versione GT a quattro ruote sterzanti dalla stupefacente agilità. TESTO MARC-OLIVIER HERREN

L

a razionalizzazione estrema ha anche i suoi vantaggi. Sebbene i suoi 4,36 m (+ 6 cm) la collochino al centro del segmento delle auto compatte, la Megane condivide tre quarti delle componenti comuni con le sue due consorelle d’alta gamma. Ne trae quindi beneficio sotto vari aspetti, a cominciare dalla qualità percepita dato che il suo cruscotto eredita gli stessi rivestimenti morbidi. Ritroviamo anche il grande schermo stile tablet (8,7 pollici) sulle versioni superiori così come il sistema di connettività ad hoc. Il tutto con 5 ambientazioni luminose a scelta. Nonostante questa parentela, la Megane rivela una forte identità. Prova ne sia la sua

firma luminosa, in particolare i fari che attraversano tutto il posteriore e si allungano sui fianchi. E se vi aggiungiamo i muscolosi parafanghi posteriori, possiamo ben dire che questa Renault si è data i mezzi per distinguersi dalla quarantina di concorrenti che popolano questo segmento.

Compatta abitabile Un filo più spazioso, l’abitacolo si iscrive nella norma delle compatte, ad immagine dello spazio disponibile per le gambe, davvero buono. Idem per il bagagliaio dal volume quasi invariato. Questo vano ben configurato è tuttavia penalizzato da una soglia alta, inoltre un gradino disturba il carico quando si ribaltano i sedili.

Nessuna sorpresa riguardo al comportamento. Ben posato su una carreggiata notevolmente allargata, il telaio è del genere rassicurante. Quantomeno sulle versioni standard, perché il modello GT le cui 4 ruote girano nella stessa direzione a partire da 80 km/h in modalità sportiva rivela un’agilità fenomenale. Tanto più che il treno posteriore dimostra una stabilità inabituale per questo tipo di trazione quando si guida la vettura a ritmo indiavolato. Una vera gioia sentire il treno posteriore seguire la carreggiata, tanto più che si è seduti dentro sedili sportivi tanto avvolgenti quanto confortevoli. Ad andature inferiori, le ruote posteriori girano in senso opposto, ciò che riduce il raggio di sterzata di 0,8 m.

La Megane GT è mossa da un 1,6 l turbo da 205 CV il cui temperamento si scatena un po’ premendo il pulsante Renault Sport, in particolare grazie ad una sonorità più sportiva sebbene assai artificiale. Il cambio automatico a doppia frizione, accoppiato anche ad altre motorizzazioni, è sufficientemente reattivo. Tutti i motori sono gruppi downsizing che vanno da 1,2 a 1,6 l. La Megane monta diversi sistemi di assistenza alla guida (regolatore adattivo ecc.). Degno di nota l’head-up display a colori.

Dotazione generosa L’equipaggiamento è d’altro canto uno dei punti forti della Megane. La seconda versione dispone in effetti già del climatizzatore a due zone e del navigatore. Basta qualche migliaio di franchi in più perché la versione GT, proposta ad un prezzo aggressivo, si conceda una dotazione di primordine. •

NLunghezza: 4,36 m; bagagliaio: 384–1247 l EMotori: benzina 100/130/205 CV, diesel 110/130 CV; consumo (misto) da 3,7 l, 95 g/km di CO Lda 19 900 a 31 500 fr. 2

FOTO ALD

Look adatto La Megane GT (in blu) esibisce attributi sportivi. Il posteriore scolpito non è da meno.

febbraio 2016 | touring

39


TECNICA

VW TOURAN 1.4 TSI HIGHLINE

Condensato tecnologico

Nbagagliaio: 743 l (ISO) E1,4 l turbo benzina, 150 CV, 250 Nm; cambio DSG 7 rapporti; 0–100 km/h in 8,9 s; consumo (in prova): 7,8 l/100 km; autonomia: 743 km L37 350 fr. Archetipo della monovolume compatta, la Touran seduce per l’ampio abitacolo e la bella modularità. Qualità alle quali si aggiungono anche comodità e sistemi d’assistenza alla guida utili che fanno la differenza. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER

D

i primo acchito, la VW Touran non ha nulla di spumeggiante. Il suo dignitoso design è molto VW. Ma se si guarda da più vicino, esprime una bella presenza e uno stile raffinato, tutto sommato abbastanza di classe. Nello spirito del marchio, questo veicolo la cui taglia equivale a quella delle grandi monovolume compatte (4,53 m), coltiva valori interiori. E qui la Touran è davvero forte. Come sulla Golf, la qualità percepita diventa referenza. La versione provata aggiunge alle plastiche pregiate una profusione di inserti in nero laccato che potrebbero stare anche su un’auto di alta gamma. Quest’ambiente è altresì valorizzato da un’ampia superficie vetrata. Confortati

40 touring | febbraio 2016

da questo sentimento iniziale E per 880 fr. in più, la Touran di spazio, i passeggeri scopridiventa una 7 posti. I due ranno un abitacolo dalle misedili estraibili si dispiegano sure generose. In particolare facilmente grazie ad una cindietro, dove lo ghia. Non sorspazio per le prende che la Abitabilità e modularità gambe è imseduta bassa Presentazione e rifiniture pressionante. destina questi Armonia motore/cambio Ciascuno può sedili ai bamLivello tecnologico inoltre regobini. Buona dotazione di base lare i tre sedili individuali Di forma retConsumo ottimista scorrevoli tangolare e Ammortizzamento rigido dallo schiepiana, il bagaDue anni di garanzia nale regolagliaio è facilbile. Logicamente accessimente un po’ stretti, possono bile grazie alla soglia bassa comunque tutti accogliere un del portellone. Da buona mosedile Isofix. Gli aspetti pranovolume, la VW Touran è tici non sono stati trascurati, modulabile in tutte le confiall’insegna dei tavolini in gurazioni possibili. Un po’ instile aviatorio con diversi gannevole poiché espresso stadi di regolazione. Non plus secondo la norma Iso, il voultra: la versione Highline è lume utile è conforme alle cadotata di climatizzatore a tre pacità medie che s’incontrano zone e di tendine laterali. nel segmento. La rete per i

Puro stile VW Allungata di 13 cm, la Touran impressiona. Altre foto su Touring iPad.

bagagli da fissare sui binari è fornita di serie. Ben fatto.

Stradista tranquilla Orientata alle famiglie, la Touran punta sul piacere di marcia, anche se le ruote da 17” esprimono una certa rigidità. Un’auto rassicurante e dotata di buona agilità, ma che avremmo voluto più ludica, come sono oggi numerose monovolume compatte. Ci si accontenterà quindi dell’eccellente sincronismo tra il motore turbo, dalla coppia disponibile a bassi regimi, e il cambio a doppia frizione. Inoltre, la Touran eccelle per i sistemi di assistenza alla guida impeccabili. Regolatore di velocità adattivo, allerta per l’angolo cieco e assistente per il traffico incolonnato ne fanno un asso dell’autostrada. Si apprezza inoltre l’intensità dei fari LED. D’altronde la Touran è piuttosto ben equipaggiata di serie, anche se non è facile districarsi nel listino dei prezzi piuttosto complicato. •


TECNICA Look ad hoc Una Golf rialzata e dalla carrozzeria bardata di protezioni.

Bella station wagon Adatta al fuoristrada dolce MotricitĂ Dotazione corretta Peso rimorchiabile (2 t) Peso importante (1,8 t) Prezzo considerevole Consumi ottimisti

Pesante un centinaio di chili supplementari, questa grande station wagon perde un po’ di agilità rispetto ad una normale VW Golf. Ma la trazione integrale e la guida precisa dello sterzo le conferiscono un comportamento dinamico, nonostante il diesel da 184 CV sia un po’ meno brillante. Con le sue protezioni antiurto argentate e la calandra alveolata, tale versione Alltrack permette anche di smarcarsi facilmente dalla mischia delle station wagon Golf. Un’ammiraglia polivalente offerta con sedili di cuoio dal notevole comfort. •

N4,58 m; bagagliaio: 605 l E2 l turbodiesel, 184 CV, 380 Nm; cambio DSG 6 rapporti, 4Ă—4; da 0 a 100 km/h in 7,8 s; consumo (prova): 7,0 l/100 km; autonomia: 714 km L43 750 fr. VW GOLF ALLTRACK 2.0 TDI

La fibra avventurosa Fuoristrada efficace, la Golf Alltrack rappresenta una buona (o migliore?) alternativa alle SUV. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER

N

iente di meglio di una break fuoristrada per affrontare terreni poco accidentati se non si vuole in-

gombrarsi con una SUV. Con un’altezza da terra aumentata di 2 cm, la VW Golf Alltrack dispone di una modalità offroad che tempera l’azione

degli assistenti di guida fuori dall’asfalto. Meglio ancora, funge da controllo della velocità in discesa, come su una SUV vera e propria. Parallelamente, la frizione a dischi multipli garantisce una motricità perfetta, che non ci si accorge neppure della transizione al 4×4 di tale trazione anteriore, dal momento in cui l’aderenza delle ruote lo richiede.

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Un po’ di caldo fa sempre bene Un cielo blu e tanta soffice neve – il fascino dell’inverno invita ad uscire di casa. Se solo non facesse così freddo. È un bene che ci siano questi oggetti tanto carini quanto utili. IDEE JULIANE LUTZ

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febbraio 2016 | touring

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VIAGGIO DEI LETTORI DI TOURING

Nel regno degli

sciamani

44 touring | febbraio 2016

Il campo di yurte Hustai L’arredamento interno è confortevole.


VIAGGI DEI LETTORI

Interminabile steppa mongola Questo enorme Paese conta soltanto tre milioni di abitanti.

Ulan Bator Un terzo della popolazione mongola vive nella capitale.

Gengis Khan, sciamani, la pulsante Ulan Bator, sconfinate steppe, il Lago Baikal liscio come uno specchio, le ripide rocce del fiume Lena – queste solo alcune delle attrazioni dello straordinario viaggio dei nostri lettori in Mongolia e Siberia. REPORTAGE PETER WIDMER

E Cerimonia di sciamani Sergelen con il figlio Batbayar nella yurta a Terelj.

nchdschargal, la rubiconda guida turistica mongola di 44 anni, mi accoglie all’aeroporto di Ulan Bator con un ampio sorriso. «Chiamami solo ‹Enchee›», mi dice spontaneamente offrendomi subito il tu. È una sensazione piacevole, ci si sente immediatamente a casa, dopo un volo di 9 ore e mezza e senza bagaglio perché nello scalo a Mosca di un’ora scarsa non ce l’ha fatta a seguirmi.

Tutto ruota attorno a UB Non si può non andare a Ulan Bator (UB). Tutte le strade, le linee aeree e ferroviarie portano alla capitale. Ulan Bator è anche l’unica «vera» città della Mongolia. Un terzo dell’intera popolazione mongola vive a UB. Dopo un eccellente pranzo al Ristorante «Mongolian Barbeque» Enchee mi conduce fino sull’enorme Piazza Gengis Khan con la

statua costruita nel 2006 dedicata al condottiero mongolo presso il palazzo del Parlamento. Sulla scala una coppia di sposi e tutta la compagnia si lasciano fotografare; anch’io mi metto dalla parte dei fotografi. Non senza orgoglio Enchee mi mostra la «sua» scuola: è maestra di tedesco alla scuola tedesco-mongola a Ulan Bator. In luglio lo stabile sembra abbandonato perché in Mongolia è periodo di ferie scolastiche. Al loro posto si trova solamente il personale del segretariato. Nell’aula – senza computer! – prendo un Duden dalla libreria: edizione 1986, dunque ancora senza la riforma ortografica tedesca! In corridoio però sono appesi in bella mostra degli slogan motivazionali per gli scolari come «Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi» oppure «L’esercizio fa il maestro»… febbraio 2016 | touring

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Siberia La chiesa di Irkutsk costruita nello stile russo-bizantino.

Ulan Bator La statua di Gengis Khan davanti al Parlamento.

Ferrovia transiberiana Una fermata tra Ulan Bator e Irkutsk. Le colonne di Lena Innumerevoli rocce calcaree costeggiano il fiume Lena.

Mongolia Una casa disseminata qua e là negli enormi paesaggi.

La Mongolia senza yurta è come Parigi senza Torre Eiffel. Per questo motivo, i turisti in Mongolia devono assolutamente pernottare in questa tenda rotonda tradizionale dei nomadi anche perché in campagna gli alberghi sono rari. Due campi di yurte mi attendono: il Parco Nazionale Hustai Nuruu nella spopolata steppa mongola e il Parco Nazionale Terelj in un paesaggio montagnoso con formazioni rocciose rosse e foreste di abeti. Di notte nella yurta diventa freddo, la temperatura raggiunge poco più di 13° C, ma il personale accende la stufa a legna che si trova in mezzo al bivacco, e tutto attorno l’aria e l’atmosfera si riscaldano.

Cerimonia degli sciamani Nel campo di yurte Terelj assisto in esclusiva ad una cerimonia di sciamani. Sergelen (55 anni) arriva con il figlio Batbayar di 34 anni nella yurta vuota numero 10. La madre Sergelen è diventata cieca a 33 anni, si è sottoposta a operazione, ma senza successo. «Se non mi fossi operata, lo sciamano mi avrebbe curata», ne è convinta. Per cin46 touring | febbraio 2016

que anni ha seguito gli insegnamenti di un maestro sciamano per diventare lei stessa una sciamana. Oggi trasmette il suo sapere al figlio: chiede allo spirito della montagna di donare alla popolazione locale una buona vita. A questo fine riempie diverse ciotole di offerte come latte di mucca, tè, latte di giumenta, quark secco, yogurt, vodka e ginepro in polvere. Batbayar copre il viso con una maschera, suona un tamburo, mormora e canticchia una melodia monotona. È un canto dedicato allo spirito della montagna. Accende la polvere di ginepro «in modo che lo spirito possa sentirne l’odore», spiega Sergelen, che segue con estrema attenzione ciò che fa suo figlio. Alla fine della cerimonia, che dura circa una mezz’ora, Sergelen sparge tutte le offerte davanti alla yurta per rendere omaggio allo spirito della montagna. Per me tiene da parte un po’ di latte di giumenta cotto a fuoco lento; ne bevo un sorso: aspro e molto fuori dal comune… è proprio un gusto a cui non siamo abituati.

Con il treno in Siberia Nella stazione luminosa di Ulan Bator ci

aspetta già il lungo convoglio ferroviario della transiberiana, che mi farà raggiungere la città siberiana di Irkutsk. Con me faranno il viaggio anche alcuni soldati mongoli che ora, tutti impettiti, si stanno congedando dai loro superiori con una cerimonia ufficiale. Da alcune giovani donne in costume tradizionale gli uomini ricevono latte con zucchero a cubetti; anche questo deve essere un elemento del rituale di congedo. Prendo possesso di una cabina doppia in prima classe. Non riesco a capire se sul treno ci sia un vagone ristorante, non riesco a saperlo perché il personale a bordo parla solo russo e non capisce una parola di inglese; in situazioni come queste aiuta il linguaggio del corpo, per poter almeno riempire la mia bottiglia termos con acqua calda per un tè. Il viaggio conduce attraverso il paesaggio collinare della Mongolia settentrionale sino al confine russo, che noi oltrepassiamo nottetempo. Le formalità doganali si svolgono in diverse tappe dalle 23 alle 2 di mattina; di dormire non c’è verso! Il mattino presto davanti a noi si presenta un nuovo paesaggio: la taiga

FOTO PETER WIDMER, DREAMSTIME (1), DOLLARPHOTOCLUB (2), CARTA KEYSTONE

Nella yurta


VIAGGI DEI LETTORI

DA SAPERE Mongolia: Repubblica parlamentare; 2,95 mio. abitanti; capitale: Ulan Bator (1,345 mio. ab.); la Mongolia è quattro volte e mezzo più grande della Germania; religione: buddismo; valuta: Tögrög MNT (100 MNT = –.051 fr., stato nov. 2015); ingresso: passaporto valido ancora almeno 6 mesi dopo la data del rientro, non è necessario un visto. Siberia: a grandi linee l’intera parte nordasiatica della Federazione russa. Città visitate durante il viaggio dei

lettori: Irkutsk (600 000 ab.), Jakutsk (282 000 ab.); Lago Baikal: con 1642 m di profondità è il lago d’acqua dolce più profondo del mondo, lunghezza 636 km; Isola di Olchon: la più grande isola del Lago Baikal, lunga 72 km e larga 15. Il fiume Lena: lungo 4400 km. Valuta: rublo RUB (100 RUB = 1.556 fr. stato nov. 2015); ingresso: passaporto valido ancora almeno 6 mesi dopo la data del rientro, è necessario un visto. Ulteriori informazioni sul viaggio dei lettori nella pagina seguente.

Lo sciamano Michail sull’isola mi predice per il mio pensionamento «una vita migliore, perché non ho arrecato del male a nessuno». In me vede anche un talento creativo, che avrei ereditato da mio padre; di sé dice di aver curato dodici persone dal cancro. Dopo la nostra breve udienza un giovane disabile vuole godere del potere curativo dello sciamano.

RUSSI A

Jakutsk Lena

S Irkutsk

I

B E R

I

A

Lago Baikal Isola di Olchon

PN Terelj PN Hustai Nuruu Ulan Bator

C I NA

M O N G O LIA 600 km

Pechino

Lo sciamanesimo

Isola di Olchon/Lago Baikal La roccia degli sciamani nella baia Burchan.

siberiana con foreste interminabili, una vista spettacolare sul Lago Baikal, che costeggiamo lungo la sua parte meridionale. Dopo un viaggio ferroviario di circa 24 ore, a Irkutsk mi attende la guida turistica russa Marina Leonova, una persona piena di energia positiva. Dopo cinque ore di viaggio in automobile, 20 minuti di trasferta in traghetto e ancora un’ora di viaggio con un veicolo fuoristrada di epoca sovietica raggiungiamo su strade sterrate l’albergo situato sull’Isola di Olchon.

MONGOLIA E SIBERIA

giorni sul fiume Lena con il confortevole battello «Michail Svetlov». L’attrazione più nota ci attende a circa 200 chilometri da Jakutsk. Uniche al mondo per la dimensione e il numero, le colonne di Lena sono rocce ripide in varie forme e dimensioni che costeggiano il lato orientale del corso d’acqua su una lunghezza di circa 80 km. Scendiamo dal battello per compiere un’escursione. E prima di affrontare la salita di una di queste rocce (200 metri di dislivello su una distanza di soli 2 km) ci dà la benedizione uno sciamano sulla «Piazza dello Spirito» durante un rituale di 20 minuti, in cui lo sciamano chiede la benevolenza dello spirito della montagna. Arrivati in cima, veniamo ricompensati con una vista sensazionale sul fiume. ◆

Lo sciamanesimo non ha un dio. In questo si differenzia dalle grandi religioni universali. Uno sciamano è responsabile del benessere di una comunità e unisce nella propria persona il ruolo di medico, psicoterapeuta, indovino e sacerdote. Nello sciamanesimo ci sono diversi mondi, che sono popolati da spiriti e demoni. Uno sciamano è il mediatore tra il nostro mondo e quello degli spiriti. Inoltre vige l’idea che l’essere umano, finché vive, possiede un’anima. Se si ammala vuol dire che la sua anima si è smarrita, è stata rapita o subisce l’influsso di spiriti maligni. Qui allora comincia il lavoro dello sciamano: va in trance e viaggia nel mondo degli spiriti. Il suo obiettivo è quello di trovare e riportare indietro l’anima persa del suo paziente. Per questi rituali curativi lo sciamano ha bisogno di poteri sovrannaturali. Un nuovo sciamano viene scelto dagli avi e durante un duro periodo vengono messe alla prova le sue capacità. La maggior parte degli sciamani conduce una vita da nomade e mette a disposizione i propri poteri curativi quando viene chiamato a farlo.

Sulla Lena Dopo un volo di circa sei ore da Irkutsk a Jakutsk ha inizio una nuova tappa molto emozionante: la crociera fluviale di tre

Il mondo degli sciamani In questa terra una figura centrale.

febbraio 2016 | touring

47


VIAGGI DEI LETTORI

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Paesaggio tipico mongolo.

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Avventura in Mongolia e Siberia orientale

Programma di viaggio, 17 giorni/16 notti

9° giorno: lago Baikal: traghetto per l’isola Olchon. 1*)

25 giugno – 11 luglio 2016 F 27 agosto – 12 sett. 2016 T

10° – 11° giorno: Olchon,

1°/2° giorno: volo Svizzera –

Ulan Bator. Arrivo: 2° giorno. Visita della città. Pernottamento: 1*)

isola degli sciamani: due giornate intere alla scoperta dell’isola. 1*) 12° giorno: ritorno a Irkutsk.

Visita del Museo dei Decembristi. 1*)

3° giorno: al mattino cerimo-

nia della preghiera nel monastero di Gandan, il pomeriggio visita al parco nazionale Hustai Nuruu. 2*) 4° giorno: sulla strada verso

l’ex capitale di Gengis Khan incrociate popolazioni nomadi e mandrie. 2*)

13° giorno: volo a Jakutsk.

Visite guidate. 1*) 14° giorno: Jakutsk, la più

grande città costruita su permafrost. Visita della città e dei musei. Sistemazione nella cabina della nave. 4*) 15° giorno: visita alle co-

5° giorno: un’attrazione del

viaggio: la visita al monastero di Erdene Zuu. 2*)

lonne di Lena; alte 200 m e lunghe 80 km. 4*) 16° giorno: la nave scivola

6° giorno: ritorno a Ulan

Bator. Arrivo verso sera. 1*)

lungo le vaste terre della Siberia. Arrivo la sera a Jakutsk. Cena finale. 1*)

7° giorno: viaggio con la

ferrovia transiberiana fino in Siberia. 3*) 8° giorno: viaggio in treno lungo i vasti paesaggi fino a Irkutsk. Visita città. 1*) 48 touring | febbraio 2016

17° giorno: Jakutsk-Svizzera:

volo di rientro. Arrivo il giorno stesso. Pernottamento: 1*) hotel; 2*) yurta; 3*) treno; 4*) nave

La caccia con i rapaci.

PREZZI PER I SOCI TCS a persona in CHF, con almeno 20 partecipanti e occupazione doppia Supplementi: gruppi piccoli di 15–19 partecipanti Occupazione singola* Cabina ponte superiore della nave Business Class Non soci TCS Visto per la Russia incl. richiesta *Occupazione singola non disponibile in treno

9650.– 340.– 2430.– 210.– su richiesta 200.– 148.–

Si applicano le condizioni contrattuali e di viaggio di Kira Reisen

INFORMAZIONI DI VIAGGIO Attrazioni TCS I pascoli infiniti della Mongolia; Karakorum, la vecchia capitale di Gengis Khan; pernottamento in yurta, le tradizionali tende rotonde; viaggio in treno sulla tratta più bella della ferrovia transiberiana; il Lago Baikal, la «perla blu della Siberia» Da sapere Questo viaggio si spinge oltre i normali percorsi turistici attraverso alcuni dei paesaggi più incontaminati della Terra! Per compiere un viaggio di questo genere occorre quindi una buona dose di spirito d’avventura e flessibilità, nonché la disponibilità a rinunciare temporaneamente a qualche comfort. In Mongolia pernotterete alcune notti in yurta, le tradizionali tende rotonde delle popolazioni nomadi. Si tratta di sistemazioni comode attrezzate di letti normali; i servizi sanitari si trovano fuori dalla yurta, in un edificio separato.

In treno è disponibile solo la sistemazione doppia. Attenzione Per l’ingresso in Mongolia e in Russia, i cittadini svizzeri devono essere in possesso di un passaporto (con validità di almeno 6 mesi oltre la data di rientro). Inoltre, per la Russia occorre un visto che saremo lieti di procurarvi. Informazioni più precise sul programma del viaggio e delle escursioni, sulle prestazioni comprese e non comprese, sulle disposizioni di ingresso e le condizioni di annullamento sono disponibili nel programma dettagliato all’indirizzo internet www.tcs-viaggi.ch/mongolia Organizzazione, prenotazione & informazioni Kira Reisen, Badstrasse 31, 5400 Baden Tel. 056 200 19 00 www.tcs-viaggi.ch/ mongolia

FOTO SHUTTERSTOCK

Questo viaggio avventuroso abbandona i percorsi turistici più battuti per attraversare paesaggi spettacolari che consentono di scoprire antiche culture. Nei pascoli della Mongolia si avrà la possibilità di incontrare popolazioni nomadi e pernottare nelle tradizionali yurte. Con la Transiberiana si raggiungerà il Lago Baikal dove si potrà scoprire la cultura degli sciamani sull’isola Olchon. In conclusione è prevista una crociera attraverso i vasti paesaggi che costeggiano il fiume Lena.


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Il suo Rock ‘n’ Roll, il suo movimento dei fianchi e la sua pettinatura portavano i fans in estasi. Elvis è stato il più grande intrattenitore del ventesimo secolo, ha saputo vivere a fondo il sentimento di questo tempo e ha influenzato la coscienza di molte generazioni per ciò che riguarda la musica, il look e il linguaggio. Un‘espressione della sua stravaganza fu anche la sua amata auto Pink Cadillac, disponibile ora in una riproduzione molto dettagliata presso la Bradford Exchange. Materiale: polvere di resina. Scala 1:12. Le consiglio di ordinare questo pezzo splendido al più presto possibile perchè la „Pink Cadillac“ è in edizione limitata e distribuita in tutto il mondo.

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L’Ospizio Bernina è la stazione di attraversamento delle Alpi senza traforo più alta d’Europa. Atmosfera mattutina Lo spettacolare panorama sulle Alpi Bergamasche da una stanza all’Alp Grüm.

La felicità alla fine Il gerente Primo Semadeni ha un bel percorso casa lavoro. Ogni giorno con la linea ferroviaria del Bernina fa la spola tra le sue due attività: l’Ospizio del Bernina e l’Alp Grüm. Siamo andati a trovarlo.

TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EMANUEL FREUDIGER

A

sud il sole del mattino inonda le Alpi Bergamasche di luce gialla, mentre a est colora di rosa parte del ghiacciaio del Palü. Poco dopo le sette sull’Alp Grüm la natura offre un vero e proprio spettacolo di luce e colori. Si può ritenere fortunato chi soggiorna nella stanza Cancian perché attraverso le finestre può seguire lo spettacolo comodamente sdraiato a letto. Chi arriva sull’Alp Grüm, situata tra Pontresina e Poschiavo, cerca un ambiente in cui rimanere isolato e non essere sempre raggiungibile. Naturalmente anche nella stazione ferroviaria risalente al 1926 è disponibile WLAN gratuito, ma lo scorrere del tempo viene dettato dalla Ferrovia Retica. Quando da lontano si sente il brontolìo del trenino rosso che si avvicina lentamente, si sa che è trascorsa di nuovo 50 touring | febbraio 2016

un’ora. In inverno il tradizionale convoglio si ferma 29 volte al giorno davanti allo stabile ferroviario. Il primo in direzione di Pontresina si ferma già alle 7.04, mentre l’ultimo viaggia nei giorni feriali alle 20.54 in direzione di Tirano. In seguito tutto tace.

Tripla accoglienza Primo Semadeni è l’unico che qui è costantemente pronto all’accoglienza. Il suo telefono è sempre acceso, afferma il gerente dell’Alp Grüm. Da dieci anni il 49enne è a capo del gioiellino della Ferrovia Retica (RhB). Cinque anni fa, a un paio di chilometri, prese in gerenza pure l’Ospizio del Bernina del 1909 che appartiene alla RhB. Inoltre possiede a Bever il ristorante Da Primo, di cui si occupa la sua compagna. Più volte al giorno Semadeni fa la spola tra l’Ospizio del

Bernina che, situato a 2253 m, è la più alta stazione di transito d’Europa, e l’Alp Grüm, dove si trovano l’unico ristorante e l’unico hotel in Svizzera raggiungibili solo in treno. Non molti possono godere di un percorso casa lavoro così bello come il suo. A seconda del treno viaggia per sette o nove minuti attraverso il paesaggio lunare che attornia l’Ospizio del Bernina, passando accanto al Lago Bianco e al Piz Cambrena sino all’Alp Grüm e poi ritorno. Alla domanda su quanto tempo trascorra in treno, risponde «molto» sfoggiando un gran sorriso. All’inizio ho provato a lavorare durante il viaggio, ma non ha funzionato. I conducenti volevano scambiare sempre quattro chiacchiere con me. «Oggi – afferma – mi godo semplicemente la vista e i discorsi». Per il proprio lavoro si ha bisogno di un buon con-

Breve pausa Primo Semadeni si rilassa sul treno che dall’Ospizio Bernina lo porta all’Alp Grüm.

tatto con i responsabili delle stazioni. A Poschiavo e Pontresina i dipendenti ferroviari caricano volontariamente sui treni la merce necessaria per le sue attività. In cambio il gerente offre loro un bel pranzo natalizio. A dire il vero Semadeni, che è cresciuto in Engadina, da bambino pensava di lavorare in polizia o nel corpo delle guardie di confine. Per farlo però era necessario assolvere un apprendistato. Dato che allora era un tipo piuttosto pigro – ci spiega – ha optato per la formazione più breve, ovvero quella da cameriere. Durante i due anni di formazione, si è appassionato per il settore gastronomico. Una fortuna per i suoi ospiti, che ora possono godere della sua


SVAGO

Ristoro con vista Buon cibo proposto anche a prezzi equi. Visioni rilassanti I viaggiatori godono della vista sul ghiacciaio e lago Palü.

Raggiungibile solo in treno Un aspetto della singolarità dell’Alp Grüm.

del mondo Pizzoccheri alla moda dell’Alp Grüm sono deliziosi e sostanziosi. Allora nessuna scusa, occorre passeggiare.

Aspetto alpino moderno La stanza Cancian dell’Alp Grüm. Anche nell’Ospizio le camere sono nuove.

Pure la merce arriva in ferrovia. Primo Semadeni scarica i sacchi con il pane all’anice dal primo trenino.

professionalità e accoglienza. Tra le tappe di Semadeni si contano indirizzi di prima classe come il Kronenhof a Pontresina e il Cafe Hanselmann a San Moritz. E poi a un certo punto in lui è sorto il desiderio di gestire in proprio

un locale. Il primo passo è stato la gestione del buffet della stazione a Samedan. Da allora sono trascorsi 24 anni.

colarmente al sicuro dentro queste mura». Se l’Ospizio è bello da fare impressione, l’Alp Grüm è quasi mistica. In un mattino invernale soleggiato, ad un ospite berlinese 92enne il viso si è rigato di lacrime al cospetto di cotanta bellezza, ci rivela il gerente. E ai fan della ferrovia, affascina guardare come i treni in direzione di Tirano fanno prima un fiocco attorno allo stabile per poi allontanarsi serpeggiando in modo teatrale. Anche in gastronomia l’Alp Grüm ha qualcosa da offrire. I pizzoccheri con gli spätzli di grano saraceno, patate, verza, parmigiano, burro e un pizzico di salvia (vedi la ricetta) sono una poesia. Felici si sale poi in una delle camere elegantemente rinnovate. E il mattino ci gu-

Immerso nella natura

Anche solo per la posizione, vale la pena rendere visita all’Alp Grüm e all’Ospizio del Bernina. Attorniati dalla natura più bella, ci si sente alla fine del mondo. I R E C C H o,e1h0l,02g00 gg- L’Ospizio è un apprezzato P IZ ZaOneho ls, a1r0a0cegnM ma punto di partenza per 00ggfor 0, g 15 räos, e2, 5 a edizi egnrmgt tberuK 0 r d w n l 2 i o h , r c gite in ciaspole e sugli g o a u n f n a B a 00fe alb 440000gg b2ia5n0cga,h2 odiegriMpice chio di pagrm gsin 0 h ir a s e r, sci così come per escur5 n e z 1 W 1 i t h , r , t c e g o a u t fB as0s 0 01 gKn paotbalau em e siagnr, 2 5, 2 , ln sioni. «Proprio bello è e a gPiaorsm l f f o f u t o i e a t biar iten, 0 ml d v2er5z0agoK vtaerralerbceonbr3e5ite f ino quando nevica e soffia r e s s a . s pa 10 camt tarelloer leW aglio it 350rm e im i in d m d in , e forte il vento e non si n il n a c a mre le f au srollliea con übereinin fas iMeeshclola euna e la sfog . Die steagliarla schn icak M D e e r c ln n riesce a vedere nemm e e s e a d d m ir ei 3 mmreite Nquueste f reicehd- i a, t schrn a3cqtu e di m bet tere mü see in m riscssen, t reoifsepnessoin s M meno la punta del 5 e S . ll G e a e n d d hezz eln upned gi erre a ugen uinla f fliarle r. fkaocchoennp, aatbatDeaebvei e e d Krg rttaog a naso», afferma e in . e 1l0ecnm r l it n r m e .M ra asser 1a5. Cuoce ssel geubtei, scolaer l’alt wrghezzpenschr ü15 minri mit e,in er- d sdopcrha S lz lt Primo Semadeni. a a la lo e e p r i p i m d ine Ssualata izzocc.hNel fa äse utno 5l m Ko stra inaecqua chichnt aP tegliait tenn emun d in «Una situazione che n u S it u e o n e r c h in ke ge socccheri de di.eAmlla du mer ilein ut totü t . n z c o n E im e n iz e r ti fa sentire partip b ia a m e S vers ht in ato di ln. Aarmig azug glio. chiuc no strabweccuhbseet ti etpe But taetrodcon l’a nSaarrem it zo scald e saagngio ach erbhu or m laguere il rr obn dPi efm n K iu g fdine ag

stiamo il croccante pane all’anice a forma di anello che viene fornito con il primo treno proveniente da Poschiavo. È un bene dunque che dall’Alp Grüm si possano compiere escursioni in direzione del ghiacciaio del Palü o dell’Ospizio che fanno sudare e consumare così le calorie ingerite. Inoltre ci pensano anche il simpatico Semadeni e il suo team a fare della pausa qui alla fine del mondo un vero godimento.

→ OSPIZIO E ALP GRÜM Ospizio Bernina, aperto ogni giorno dalle 8.30 alle 18, camera doppia 160 fr. a notte, chiuso 29.3– 7.5.2016. www.daprimo.com/ch

Alp Grüm, apertura ogni giorno dalle 8 alle 18, camera doppia da 160 fr., chiusura 29.3–7.5.2016, menù a pranzo: 19 franchi. Il 20, 21 e 22 febbraio hanno luogo viaggi di luna piena nella carrozza panoramica da San Moritz all’Alp Grüm, con fondue del ghiacciaio. www.daprimo.com/ch

febbraio 2016 | touring

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SVAGO

La storia ferroviaria in miniatura I modellini nel Museo affascinano tutti.

Sosta nel Museo ferroviario dell’Albula a Bergün

Ospitalità all’Alp Grüm Primo Semadeni aspetta i futuri ospiti.

I fan della Ferrovia Retica dovrebbero far una sosta a metà strada tra Coira e Pontresina, per la precisione a Bergün. Nella tratta più interessante della linea dell’Albula il museo ferroviario dell’Albula vi attende con molte attrazioni. Ad esempio l’impressionante e sempre crescente impianto di modellini ferroviari in scala HO di Bernhard Tarnutzer. L’ex collaboratore del Club Med, che ha anche dimostrato di essere allestitore di set per film, riproduce quotidianamente le novità della Ferrovia Retica. Al primo piano verrete affascinati da

una storia interattiva della ferrovia Albula-Bernina. E i bambini possono partecipare a un tour su misura per loro, travestirsi, ricostruire viadotti ecc. Chi vuole compiere la visita in tutta calma, dovrebbe prevedere almeno un paio d’ore di tempo. Fame e sete possono essere calmate nel buffet della stazione, dove ci si accomoda su ex sedili di prima classe e si gustano le torte al formaggio o la salsiccia della casa. E gli appassionati di cartoline possono scegliere da una vasta offerta di vecchie e nuove immagini della Ferrovia Retica. •

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UN SALTO IN CITTÀ

Un abile comunicatore Per 15 anni Ernst «Aschi» Wyrsch è stato un albergatore di successo (dal 1996 al 2011) del Belvédère, l’hotel principale del Forum economico mondiale (WEF) a Davos. Wyrsch è presidente onorario dell’HC Davos; autore letterario: «Mit Portafortuna Herzblut» (Con passione) delle Edizioni Ernst «Aschi» Wyrsch, il leggendario hote- Wörterseh; docente in leadership alla lier del Belvédère. Business School di San Gallo; presidente del consiglio di amministrazione di Lenzerheide Marketing AG, di Arosa Kulm Hotel e di Seehof Hotel Selection. È editorialista e ogni anno tiene circa 100 discorsi su leadership, motivazione e felicità. Dice sempre di avere «tempo». La sua formula magica: Felicità = «realtà – aspettative».

Davos Dove si va a passeggiare nella città più alta d’Europa e dove si trovano angoli e persone interessanti e nonché dove ci si rilassa: Ernst «Aschi» Wyrsch ci mostra la sua Davos. CONSIGLI ERNST «ASCHI» WYRSCH | ILLUSTRAZIONE ANDREA PETER

5 4 2

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Abiti da uomo Thöny

Vaillant Arena

Lago di Davos

Peter e Ruth Thöny trovano sempre il vestito adatto in un batter d’occhio. Un buon rapporto qualità prezzo.

Pista di pattinaggio. Il team di Arno del Curto è un oggetto di culto. Coppa Spengler o partite: azione garantita.

A passeggio o facendo jogging, semplicemente godersi il tragitto di 5 chilometri attorno al lago.

1

Promenade 58 7270 Davos Platz

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Talstrasse 41 7270 Davos Platz

5

Höhwaldstrasse 10 7265 Davos Wolfgang

Ex-Bar

Tempio gastronomico

Lounge dei sigari

Questo locale è aperto sino alle 6 di mattina. Si incontra la gente del posto e anche vip come Clinton o Bono.

La Stüva nell’Hotel Seehof. Lo chef Martin Bieri è un maestro nel suo campo. Piacere al 100%.

Al decimo piano dell’Intercontinental c’è il «goldenen Ei», godersi un bicchiere di vino e un eccellente sigaro.

2

Promenade 63 7270 Davos Platz

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Promenade 159 7260 Davos Dorf

6

Baslerstrasse 9 7260 Davos Dorf

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ILLUSTRAZIONE ANDREA PETER, FOTO DREAMSTIME

Cercar posteggio

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VANTAGGI SOCIO

20%

senza stress Gli automobilisti intelligenti usano ParkU già da tempo, per evitare di arrabbiarsi cercando un parcheggio. Solo i soci TCS però possono prenotare su questa piattaforma un posteggio in Svizzera e nel resto d’Europa con il 20 percento di sconto.

L

a ricerca di un parcheggio è spesso noiosa e snervante. Dura in media dieci minuti e nella maggior parte dei casi l’autovettura viene comunque posteggiata ad almeno 400 metri dalla destinazione finale. Senza parlare del fatto che spesso non si hanno le monetine giuste per i parchimetri. E ne soffre anche l’ambiente: per ogni manovra di ricerca vengono immessi nell’aria 1,3 kg di CO2.

time posizioni centrali, in sedi di manifestazioni o vicino ad aeroporti. Non si paga in contanti, ma tramite carta di credito o via Paypal.

L’invenzione di ParkU

20% di sconto ai soci TCS

È un bene quindi che nel 2012 sia stata inventata ParkU. Si tratta di una specie di mercato digitale, in cui i proprietari offrono le loro aree di parcheggio che restano temporaneamente libere e le mettono a disposizione degli automobilisti, i quali possono prenotarle sul sito internet di ParkU o sulla relativa applicazione. I parcheggi sono situati in ot-

Da febbraio a dicembre 2016, i soci TCS godono di un vantaggio esclusivo: per le prenotazioni di parcheggi su ParkU, sarà loro restituito il 20 percento di tutte le prenotazioni effettuate durante il mese precedente (fino ad un importo totale di 20 franchi al mese), sotto forma di credito sul proprio conto ParkU.* Un esempio: chi parcheggia tre

Il primo mercato di prova è stato proprio la Svizzera, dove nel frattempo l’impresa è diventata attiva in tutto il Paese, come pure in Austria, Germania e Olanda. In totale vengono offerti 5000 posti auto. E l’offerta viene costantemente ampliata.

o per di scont S i soci TC

Grazie a ParkU gli automobilisti hanno così a disposizione posti di parcheggio in varie città.

volte al mese spendendo in totale 30 franchi, riceve 6 franchi sul proprio conto. Questo credito potrà essere utilizzato per pagare le nuove prenotazioni. L’offerta per i soci del TCS è valida per i parcheggi in tutta la Svizzera, in Austria, Germania e Olanda. La registrazione si effettua sul sito https://parku. ch/tcs (in francese e in tedesco). Chi si iscrive vede subito se nella città prescelta è disponibile un parcheggio per l’orario desiderato. Finalmente si mette la parola fine alla lunga e faticosa ricerca di un posteggio. Iscrizioni su: https://parku.ch/tcs

* Condizioni: L’importo è accreditato ogni 1° del mese. I crediti ParkU hanno validità illimitata. Non possono essere combinati con altri mezzi o metodi di pagamento. Un versamento del credito in contanti non è possibile. Si applicano le condizioni generali di ParkU.

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SVAGO

Ludico,

il dopo sci Le vacanze sciistiche sono una buona occasione per trascorrere il tempo in famiglia, in coppia o tra amici. Ecco una selezione di nuovi giochi per occupare le serate.

Grand Tour Switzerland 2–4 giocatori, 10–99 anni, 69 fr., Helvetiq

IDEE ALINE BEAUD

Quando bionda aurora...

Nei boschi

Spinderella, un gioco che si distingue per lo spazio tridimensionale che rappresenta una foresta. Operaie, le formiche percorrono i boschi da un’estremità all’altra cercando di filar via tra le zampe del ragno Spinderella, sospeso sopra l’humus. Se quest’ultimo cattura una formica, la riporta alla casella di partenza. Aracnofobici astenersi. Spinderella 2–4 giocatori, da 6 anni, 24.95 fr., Zoch

Optical illusions game 2–4 giocatori, da 8 anni, 26.40 fr., Bis Publishers

Grand Tour Switzerland è tipicamente elvetico. Rispondendo correttamente alle diverse domande relative ai cantoni svizzeri, potrete accumulare delle pedine, sinonimo di punti per la vittoria. Una partita si svolge in 45 minuti durante i quali potrete fare il pieno d’idee per le vostre prossime gite, ma anche trascorrere un momento conviviale in famiglia o tra amici!

2 giochi in 1

Optical illusions game si basa sul gioco di memoria classico, ma con una differenza… Invece di associare un paio di carte, i giocatori devono trovare 4 immagini. Messe una accanto all’altra, queste formano un’illusione ottica. Le 80 carte di questo memory rivisto rappresentano 20 immagini, dalle più classiche alle nuove opere contemporanee. Un gioco per le meningi e l’immaginazione.

Elisir magico

Machi koro 2-4 giocatori, da 8 anni, 19.90 fr., Kosmos

Esotismo nipponico

Avete sempre sognato di visitare il Giappone? Nell’attesa, potete già costruire la vostra propria megalopoli nipponica erigendo panetterie, stazioni e altri edifici. Lanciate i dadi, investite e incassate. Un gioco per visionari e strateghi avveduti, che avranno però bisogno anche di un po’ di fortuna. Un’estensione del gioco è pure a disposizione.

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Druidi, streghe e raccoglitori preparano delle pozioni e le consegnano in tutto il regno incantato grazie al Servizio scope. A ogni manche scegliete segretamente 4 ruoli tra i 10 proposti e decidete se la vostra azione sarà da codardo o coraggiosa! Tenendo presente che la prima è sicura, ma poco redditizia, mentre la seconda è più vantaggiosa ma rischiosa. Disorientante! (Le regole del gioco in italiano sono disponibili sul sito internet di Ravensburger Alea). Broom service 2–5 giocatori, da 10 anni, 50 fr., Ravensburger, Alea

Salute!

WineIQ vi permette di affinare le vostre conoscenze vinicole grazie alle sue 400 domande. Ogni partita dura circa 45 minuti e si svolge in due manche. La prima permette ai partecipanti di testare le loro conoscenze, la seconda la loro memoria. In questo gioco, che si sposa idealmente con un vino pregiato, si affrontano due squadre. In vino veritas. (Da notare che questo gioco è disponibile solo in francese e in tedesco). WineIQ 2–12 giocatori, 18–99 anni, 29 fr., Helvetiq


CLUB

EMANUEL FREUDIGER

Ama le sorprese

Pronto allo scatto Emanuel Freudiger ha sempre un apparecchio fotografico a portata di mano anche in privato.

Da gennaio 2015 Emanuel Freudiger incide su gran parte dell’aspetto visivo della rivista «Touring». Come redattore fotografico è, infatti, responsabile, di tutte le foto e le illustrazioni. TESTO PETER WIDMER | FOTO FELIX MAURHOFER

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outine e monotonia non sono cose per lui. Emanuel Freudiger trasuda dinamismo e vitalità, ama l’imprevisto e sorprendere. Questo 31enne fotografo diplomato ha lavo­ rato per oltre cinque anni come fotoreporter all’Aar­ gauer Zeitung, prima di en­ trare a far parte della piccola equipe di «Touring» a Berna, il 1° gennaio 2015 come re­ dattore fotografico. Conosce bene la frenesia di un gior­ nale quotidiano; forse gli manca proprio questa nella pubblicazione che dallo scorso giugno è a scadenza mensile della rivista «Tou­ ring»? «No, l’ho già vissuta. Adesso riesco ad apprezzare il fatto di avere più tempo a disposizione per scegliere le immagini. Nel tumulto del la­ voro quotidiano, la cura del

dettaglio resta un po’ ai mar­ gini», ricorda.

Grado di incertezza Questo argoviese di nascita, che ogni giorno fa il pendo­ lare in treno tra Lenzburg, dove abita, e Berna, alla re­ dazione di «Touring» intera­ gisce costantemente con i giornalisti della rivista, e va incontro il più possibile alle loro idee. «Testo e immagini devono corrispondere», sot­ tolinea. Non tutte le fotogra­ fie sono scattate da lui. Per circa il 30 percento dà man­ dato a fotografi indipendenti oppure utilizza le immagini delle agenzie. Cerca però di fornire possibilmente il mas­ simo di prestazioni proprie, «in modo che tutto provenga dalla stessa fonte, ma anche per ragioni di costi», ag­ giunge poi.

«Preferisco stare fuori, dove posso incontrare situazioni che non ho mai vissuto prima. Bisogna dapprima vedere l’immagine e poi anche sa­ perla realizzare», si entusia­ sma Emanuel Freudiger, che poi diventa un fiume di pa­ role: «È questo che rende una sfida permanente la fotogra­ fia per gli organi di stampa. Il grado d’incertezza comporta continuamente nuove diffi­ coltà da appianare». Quali sono stati i punti salienti di questo primo anno alla rivi­ sta «Touring»? Emanuel Freudiger ci riflette un po’: «Il dossier con le auto­ vetture d’epoca del numero 6 è stato davvero bello. O an­ che la visita in Vaticano per il corso di guida TCS per moto­ ciclette con le guardie sviz­ zere. Anche poter fotografare Papa Francesco a quattro me­ tri di distanza resta indimen­ ticabile». La cosa più ostica è rappresentata dalla ricerca della foto più adatta tra un’infinità di immagini di agenzia. «Ci si può perdere delle ore e alla fine non si è

trovato niente di adatto o non si ha avuto un riscontro a quanto ci si era prefissati». Anche pazienza e perseve­ ranza fanno parte del me­ stiere di un redattore foto­ grafico. •

BOTTA E RISPOSTA Cosa fotografa in privato? Quello che mi offre la vita: situazioni, ritratti, anche paesaggi suggestivi. Che hobby coltiva? Cucino molto volentieri, la combinazione di aromi mi affascina. Le passeggiate sono un modo per tenermi in forma fisicamente. Oggi tutti fotografano con il loro smartphone. Ciò ha modificato il mestiere del fotografo? Penso che la fotografia professionale sia indispensabile. Il quadro professionale è però cambiato, è diventato più esigente. Fotografare è diventata sempre più un’attività quotidiana di un sacco di persone. Con le tecnologie odierne si può arrivare velocemente ai massimi livelli.

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FORUM

MGB Rosmarie Häller ha conservato a lungo il tubo di scappamento piatto della prima auto.

La mia prima auto Il fondo del sacco con le lettere dei nostri lettori sulla loro prima automobile sembra inesauribile. La nostra popolare serie continua anche quest’anno. Ecco la nona puntata.

Richiamo per gli occhi Il curato Maggiolino di Hanspeter Sahli.

Con un forte ruggito Ruota bucata sul Grimsel

«Nel 1961 comprai all’Amag di Berna il mio primo VW Maggiolino del 1949; prezzo: 1000 franchi, cambio non sincronizzato, verricello, freni a tamburo, motore da 25 CV. Aveva già totalizzato 146 000 km. Il mio primo viaggio mi portò a Parigi, Anversa, Bruxelles, Rotterdam, Amsterdam, Colonia, Basilea e Berna. La macchina mi condusse senza problemi fino ad un ‹piedipiatti› nel centro di Amsterdam. Sono rimasto fedele alla marca VW fino ad oggi… così come lo sono al TCS dal 1957!»

«La mia prima auto fu un’Opel Kadett B del 1965, con 55 CV. La comprai usata nel 1967 con 50 000 km per 5500 franchi. L’equipaggiamento della variante L Super comprendeva, tra l’altro, un faro di retromarcia e l’illuminazione del bagagliaio e del cassetto portaoggetti. In una delle mie prime escursioni andai con un amico nei Grigioni e valicai i passi dell’Oberalp, della Furka e del Grimsel. Durante il viaggio sul Grimsel ci accorgemmo che in occasione delle curve strette sulla destra la vettura posteriormente ‘sfumava’ un po’, ma non badammo troppo e così facemmo anche durante la discesa dal passo. Davanti a un grosso cantiere prima di Meiringen dovemmo fermarci per un certo tempo e allora scesi e mi accorsi che la gomma posteriore sinistra era a terra. La cambiammo mentre ci trovavamo ancora in colonna e finimmo prima che la fila di auto si rimettesse in marcia».

Hanspeter Sahli, Berna

Samuel Bächler, Rorschacherberg

Tra le città in Maggiolino

Prima del viaggio sul passo La prima auto di Samuel Bächler, l’Opel Kadett B, in prossimità del lago di Davos.

Cerchiamo: foto scattate dai lettori @ Siete particolarmente fieri di una foto originale o speciale scattata ultimamente che ritrae gente, paesaggi, situazioni, monumenti. Condividete la foto con noi e i lettori inviandocela per e-mail con un breve commento a: touring@tcs.ch.

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«La mia prima auto fu una MGB dai sedili di pelle rossi e tetto estraibile nero. La MGB era una vettura slanciata e già nel 1961 era dotata di overdrive. Aveva anche un particolarissimo tubo di scappamento piatto. Quando al mattino partivo da casa, i miei genitori sentivano il ruggito del motore fino ai limiti del paese. Quando me ne andai per un anno a Beirut, pregai mio padre di mettere in moto la macchina almeno due volte al mese, e così fece. Mio fratello Peter ed io ci rendemmo poi conto che la MGB consumava acqua quando si mise improvvisamente a fumare durante un giro su un passo e il garagista che la riempì di acqua ci ammonì di fare attenzione non solo all’esterno ma anche all’interno dell’autovettura. Ancora oggi che ho 76 anni ricordo con grande gioia i tanti begli anni trascorsi con la mia amata MGB. Immaginatevi che il tubo di scappamento piatto l’ho conservato per parecchi anni!». Rosmarie Häller, Sursee


Scriveteci…

touring impressum

Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata.

Accendere i fari posteriori

Fritz Marthaler @ Velocità illimitata

Perché non seguire l’esempio dalla Germania e introdurre la velocità illimitata sulle autostrade svizzere? Nella mente di tutti, sembra logico che la principale causa di incidenti mortali in autostrada è la velocità. Dunque seguendo questo ragionamento, la Germania sarebbe il Paese con un tasso di mortalità stradale molto alto. Invece le statistiche dei morti in seguito ad incidenti stradali per ogni 100 000 abitanti dimostrano che non è così. Infatti la Germania si situa soltanto al

Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Juliane Lutz Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Oliver Marti (T) Irene Mikovcic-Christen

ALD

Durante lo scorso inverno ho potuto constatare che molto spesso i veicoli con i fari diurni non avevano i fanali posteriori accesi. In caso di nebbia, pioggia e di scarsa visibilità in generale (e naturalmente nelle gallerie), è estremamente pericoloso circolare senza accenderli. Si pone allora la questione del perché sui nuovi veicoli non si accendano automaticamente anche i fari posteriori e quelli antinebbia, quando le condizioni di visibilità non sono sufficienti. Le osservazioni di alcuni conducenti sollevano una certa incredulità, quando credono che assieme ai fari diurni si accendano automaticamente anche i fanali posteriori. Chiedo con forza a tutte le istanze del club della mobilità di fare il possibile per correggere questa pericolosa ignoranza, tramite una nuova e vasta campagna informativa. Per favorire la sicurezza sulle strade, specialmente in caso di condizioni difficili.

Rivista del Touring Club Svizzero (TCS)

Luce accesa I fari posteriori non sono sempre utilizzati.

quarto posto (6 morti), poco distante da Olanda (5), Svizzera (5) e Giappone (5). Se la velocità non è (quasi) mai responsabile degli incidenti in autostrada, quali sono allora le vere cause? Alla rinfusa: il mancato rispetto della distanza di sicurezza, troppa differenza di velocità durante i sorpassi, entrata e uscita dall’autostrada non corrette, distrazione al volante. Se venissero rispettate tutte le regole, l’autostrada dovrebbe essere sicura a qualsiasi velocità, la Germania ne è la prova. P. Freimüller @ Regole ai passaggi pedonali con isola

Da anni mi arrabbio quando guido l’auto a causa delle code provocate inutilmente; in particolare prima delle strisce pedonali. Mi colpisce che, a quanto pare, il 90% degli automobilisti non sappia che non deve fermarsi

quando dei pedoni attraversano la strada da sinistra, in quei luoghi dove c’è un’isola spartitraffico. Quasi tutti si fermano e aspettano, sebbene il pedone si trovi ancora sulla parte sinistra della carreggiata. Proprio oggi ho quasi tamponato l’auto che mi precedeva perché si è arrestata davanti alle strisce. Si dovrebbero finalmente istruire gli automobilisti sull’articolo 47 cpv 3 dell’ONC, che recita: «Dove il passaggio pedonale, senza regolazione del traffico, è suddiviso da un’isola spartitraffico, ciascuna parte è considerata come un passaggio pedonale indipendente». Ciò significa che una volta in mezzo, il pedone deve nuovamente accertarsi se la strada sia libera e quindi gli automobilisti possono proseguire a patto che il pedone non sia ancora arrivato sull’isola spartitraffico.

Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 Fax +41 58 827 50 25 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 83 246 Totale: 1 334 694 Edizione/Marketing Reto Kammermann Natascia Prosperi Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 12 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Pubblicità: Publicitas Publimag AG Seilerstrasse 8, 3011 Berna Tel. +41 44 250 31 31 Fax +41 44 250 31 32 Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. +41 58 787 30 00

Rene Meier, Berna

La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (www.touring.ch).

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TOUROLINO

La navetta autonoma elettrica presentata da AutoPostale Svizzera.

GIOCO 1 COME FUNZIONA?

I veicoli autonomi

Quale via conduce alla piscina?

GIOCHI MOBILI

I segnali stradali Grazie a questo gioco, puoi allenare la rapidità e il tuo spirito di osservazione. Ad esempio può essere un divertimento ideale per due passeggeri durante un viaggio in automobile. È sufficiente ritagliare le due carte qui a fianco e munirti di una matita. Segna ogni volta che vedrai sulla strada percorsa uno dei segnali rappresentati sulla tua carta. Un consiglio: se desideri giocare più volte, è meglio fotocopiare le due carte qui disegnate prima di iniziare la prima partita!

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Forse avete già sentito parlare di veicoli autonomi? Si tratta di veicoli in grado di spostarsi da soli, ossia senza conducente! Per evitare gli ostacoli lungo il percorso e seguire un itinerario preciso, queste automobili possiedono numerosi sensori e sono equipaggiate di dispositivi o programmi informatici. Sono già stati inventati e sono attualmente testati diversi modelli di vetture autonome. In Svizzera, navette autonome somiglianti a minibus hanno già circolato per qualche mese sul campus del Politecnico federale di Losanna. Ma non è tutto! L’impresa AutoPostale Svizzera ha annunciato un progetto che testa due minibus durante due anni a Sion! Perché ci interessiamo tanto a questi veicoli autonomi? Questi mezzi di trasporto consentiranno, tra l’altro, di evitare incidenti. Infatti, come è ben noto, la maggior parte degli incidenti sono legati ad errori umani. I veicoli autonomi dovrebbero permettere di aumentare la sicurezza sulle strade!


Senza

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conducente!

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Ma cosa sono questi veicoli autonomi? Te lo spieghiamo questo mese! Ti abbiamo anche preparato un gioco sui segnali stradali, per tenerti occupato e divertirti durante i tuoi viaggi in famiglia con l’auto. Buon divertimento! GIOCO 3

TESTO ALINE BEAUD | ILLUSTRAZIONE ANDREA PETER

GIOCO 2

Collegate i puntini per scoprire cosa spaventa l’uccello!

Quale auto non ha la sua copia?

CONCORSO

Partecipazione entro il 14 febbraio 2016 per e-mail: tourolino@tcs.ch o tramite posta a: TCS, Redazione Touring, Tourolino, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna. La risposta del concorso n. 12/1 era H5, D11, A3 e F13. Complimenti ai vincitori: Marc Birri (Herznach), Magaly Girard (Bernex) e Lisa Egg (Gommiswald).

PREMI

Cosa significa questo segnale? □

A. Attenzione, pericolo! B. Dare precedenza □ C. Il segnale non esiste

1.

2 biglietti bambino, valore totale di 78 fr.

2.

2 buoni bambino per un atelier cioccolato, valore totale di 50 fr.

3.

Biglietto famiglia (2 adulti e max. 4 bambini), valore totale di 24 fr.

□

@

Inviaci un’e-mail a tourolino@tcs.ch con la soluzione giusta per partecipare al sorteggio e provare a vincere uno dei premi a lato.

Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati di volta in volta sulla rivista Touring.

I premi sono stati generosamente offerti da Aquaparc Le Bouveret, la Maison Cailler e il Tierpark di Berna.

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IN GIRO CON

La neve

è tragedia e piacere

Non appena sul Gemsstock o ad Andermatt cade la neve, il capo del salvataggio Carlo Danioth è in giro con la sua squadra per garantire la sicurezza sulle piste. Un lavoro arduo con ogni clima. TESTO E FOTO FELIX MAURHOFER

C

arlo Danioth ha le spalle larghe. E ne ha bisogno, visto che è responsabile per la sicurezza degli sportivi della neve sul Gemsstock. Da 27 anni l’esperta guida alpina va in giro per questa vasta area sciistica.

In montagna non c’è quindi garanzia di sicurezza neppure per gli esperti? Bisogna accettare che la natura è padrona. Sul Gemsstock mettiamo in atto di tutto per minimizzare il rischio. Ma le valanghe sono davvero infide. Nonostante le ricerche, tutt’oggi non ci sono metodi per procedere a una valutazione assolutamente certa delle valanghe.

Cosa significa per Lei la neve? Per noi la neve è contemporaneamente una benedizione e una tragedia. È bello averla, ma la situazione può cambiare in ogni momento, anche in modo imCARLO DANIOTH prevedibile. Ogni giorno valutiamo le condicapo delle piste e zioni e mettiamo in sicurezza le piste dalle vadel salvataggio langhe. La neve è fondamentale per la nostra PREFERENZE esistenza e ci fa guadagnare. Colore: blu

Come si comporta con il pericolo di valanghe? Sono consapevole del fatto che nonostante i brillamenti preventivi, non si possono escludere del tutto gli incidenti. Ho dovuto imparare a convivere con il pericolo e a prendere le decisioni più appropriate. Ma per quanto ami la neve, altrettanto odio gli incidenti da valanga, perché nella maggiore parte dei casi finiscono in tragedia.

Veicolo: VW California Musica: rock Paese: Svizzera Film: Cibo:

Non ha quindi mai pensato ad un divieto di sciare fuori pista? fondue No, non è un’opzione. In linea di massima, in bourguignonne montagna ognuno è libero di fare quel che vuole. A patto che non metta in pericolo gli altri. Puntiamo con forza sulla prevenzione e avvisiamo dei pericoli anche i freerider. Spectre 007

Fa staccare spesso le valanghe con gli esplosivi? Oggi vado meno in giro sul terreno. Un tempo però effettuavo sicuramente almeno 800 brillamenti a stagione. Ha già vissuto una situazione critica in questo contesto? Certamente, perché resta sempre un rischio residuo e spesso ci si porta dietro un po’ di fortuna. Una volta mi ha davvero abbandonato. Una coltre nevosa si è staccata proprio sotto i miei piedi e sono finito dentro ad una valanga. In pochi secondi la neve mi ha letteralmente asfaltato. Dal momento che le operazioni di salvataggio sono state avviate in fretta, me la sono cavata senza danni, a parte l’ovvio spavento. 62 touring | febbraio 2016

È soprattutto chi va fuoripista a correre i rischi più alti? Certo, c’è sempre qualche scavezzacollo che sbatte con forza contro la natura, nonostante tutti gli avvertimenti ed i segnali. Comunque la maggioranza è ben allenata e anche ben equipaggiata. Posso dire che, considerati i tanti «freerider» che lasciano le loro tracce dappertutto, ci sono pochi incidenti.

Che influsso ha il riscaldamento climatico in montagna? Negli ultimi anni qui da noi molto è cambiato. Risentiamo notevolmente dei cambiamenti climatici. Sebbene gli inverni non siano scarsi di neve, i periodi di freddo si sono accorciati considerevolmente. I nostri ghiacciai si stanno sciogliendo e osserviamo un aumento delle frane in seguito all’aumento del limite del permafrost. E a Lei dove piace di più andare? Con gli sci mi piace attraversare il versante Nord del Gemsstock. In autunno vado a caccia sul Bätzberg o Göscheneralp. •


Carlo Danioth (48 anni) conosce la montagna. Si prepara a far brillare una carica.

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GIOCA & VINCI

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21 : b fe braio

ultimo per termine e ar partecip i ai gioch

OCCASIONE 1 – Gioco per i lettori IN PALIO 2 notti per 2 persone in un loft di 50 m2 presso l’hotel The Madison di Amburgo Valore: ca. CHF 650.– 2 pernottamenti in un loft di 50 m2, incl. • ricca prima colazione a buffet • cocktail nel modaiolo Madison Bar • giro turistico della città a bordo di un leggendario autobus a due piani Sponsor del premio: www.privateselection.ch Domanda: In che anno è stata costruita la statua di Gengis Khan sull’omonima piazza a Ulan Bator? Inviate un SMS con scritto tmi021 xxxx (xxxx = anno) al numero 543. L’Hotel The Madison è situato nel cuore della città di Amburgo: tra il porto e il centro, tra l’Elba e l’Alster. Il vostro benessere è ciò che

OCCASIONE 2 – SUDOKU 1

più conta: comfort di prima qualità, arredamento ultramoderno ed estrema cura per i dettagli sono infatti le caratteristiche distintive dell’hotel. Ospitalità e cordialità in una cornice moderna.

OCCASIONE 3 – SUDOKU 2

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IN PALIO la punta di diamante di casa Apple: l’iPhone 6 Plus da 64 GB Valore CHF 879.–

IN PALIO il nuovo Microsoft Lumia 950 XL

Questo apparecchio è lo smartphone per eccellenza per molti. «Oltre al miglioramento di alcuni dettagli tra cui un involucro più robusto, con l’introduzione del 3D Touch Apple offre una nuova funzione rivoluzionaria – per chi vuole sempre essere un passo più avanti, l’iPhone è la scelta più azzeccata». Ecco come ne parlano gli autori della rivista specializzata Chip. La straordinaria qualità della sua videocamera fa dell’iPhone 6 Plus da 64 GB l’oggetto perfetto per immortalare ovunque i momenti che contano.

«Il nuovo Microsoft Lumia 950 XL stupisce con il suo grande display da 5,7 pollici, una batteria di lunga durata, le sue magnifiche fotografie e una vasta gamma di dotazioni. È possibile cambiare la batteria, e dispone inoltre di micro SD», questa la recensione della rivista specializzata Chip a proposito del Lumia 950 XL di Microsoft. Con questo dispositivo sarete sempre connessi con il vostro universo Office.

Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi022 e le tre cifre al numero 543. Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Casella postale, 3024 Berna.

Valore CHF 699.–

Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi (le altre caselle segnate devono essere completate di volta in volta con le cifre da 1 a 9). Inviate un SMS con scritto tmi023 e le tre cifre al numero 543.

Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro familiari. I vincitori dei concorsi «Gioca & Vinci» di Touring saranno estratti a sorte e avvertiti direttamente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Non sarà possibile ricorrere alle vie legali.

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The King is back

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Sco ode: Promoc EL16


TCS TICINO #02

Bollettino della Sezione Ticino

Febbraio 2016

Foto: Reza Khatir

Diagnostica:

prevenire meglio che curare! CONTROLLI TECNICI La diagnostica al Centro TCS di Rivera, consulenza utile e neutrale per i Soci. Pagina 69

VILLAGGIO DI VACANZA TCS Una struttura ideale per gruppi che praticano variegate attività Pagina 71

GOTTARDORAMA Interviste al dott. Marco Pons sulla salute e a Moreno Celio sull’ambiente. Pagine 71–73


SEZIONE TICINO | PREVENZIONE INCIDENTI

Rientro in sicurezza

con i volontari di Nez Rouge

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urante le freddi notti di dicembre, i volontari di Nez Rouge Ticino si divertono giocando, chiacchierando, leggendo attendendo lo squillo del telefono che li porterà a spasso per il Cantone per riportare a casa chi non è più in grado di guidare. Quando poi a fine anno si leggono le statistiche e ci si rende conto di quanti chilometri sono stati macinati e quante perso-

ne sono state portate a casa in completa sicurezza, ci si rende effettivamente conto dell’utilità di questo servizio! Dalla nascita di Nez Rouge nel lontano 1984 ad oggi si è registrato un incremento notevole sia per quel che concerne i volontari iscritti sia per le persone riaccompagnate. Dal 2015 ci si avvale inoltre della collaborazione di Strade Più Sicure, un altro atout

Tiratura Edizioni

TCS SEZIONE TICINO Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino

84 000 copie 12 volte all’anno

Redazione Roberto Morandi sezioneTI@tcs.ch Layout Sara Bönzli

molto importante che ha di sicuro contribuito al grande successo riscontrato lo scorso anno. Il servizio tiene a precisare che ogni intervento è assolutamente gratuito, non si rilascia nessuna informazione (anche perché non ce ne sono altre oltre al numero di telefono richiesto per facilitare l’incontro) a nessun organo di Polizia e permette a chiunque (non solo alle persone che hanno un po’ esagerato con le bevande alcooliche) di poter far rientro al domicilio in tutta sicurezza. Un volontario che si iscrive all’associazione non è obbligato a svolgere sempre servizio, può iscriversi liberamente quando vuole presenziare durante le diverse manifestazioni; la serata con maggior richiesta resta sempre e comunque quella di San Silvestro ed è per questo che a dicembre Nez Rouge è sempre alla ricerca di nuovi volontari. Un appello quindi è lanciato a tutte le persone interessate a divenire volontari attivi per un servizio che sicuramente è molto utile in ottica «prevenzione degli incidenti» e di utilità pubblica. L’associazione è sempre a disposizione per chiunque abbia bisogno di ulteriori informazioni sul sito www.nezrouge.ch e ai recapiti: info@nezrougeticino.ch oppure allo 079 740 00 41 •

Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581 6802 Rivera Telefono 091 935 91 22 Stampa Swissprinters AG Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen

Indirizzi TCS Punto di contatto a Rivera: informazioni sul societariato, libretto ETI, protezione giuridica Assista, corsi, scuola guida, collaudi e controlli tecnici. Per il viaggio: ViaCard (I), Télépeage (F) Contrassegno per le polveri fini (D) Vignetta autostradale per CH e Austria Seggiolini per bambini e articoli Shop

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touring

| febbraio 2016

TCS Sezione Ticino Via alla Chiesa 10 Casella postale 581 6802 Rivera Telefono 091 935 91 35 Fax 091 935 91 20 SezioneTI@tcs.ch www.tcs-ticino.ch

ETI pronto intervento Tel. +41 58 827 22 20 (emergenze) Patrouille TCS: Tel.: 0800 140 140 (richiesta intervento) 0844 888 111 (Informazioni) Infostrada 163 (50 cts./chiamata + 50 cts./min.)


DIAGNOSTICA | SEZIONE TICINO

Controlli tecnici: un’opportunità per i Soci La Sezione Ticino del TCS ha sede nel Centro di Rivera, una posizione invidiabile proprio nel bel mezzo del Cantone. Facilmente raggiungibile con l’autostrada (uscita Rivera) integra un centro diagnostico tra i più moderni in Svizzera. Un’opportunità per chi avverte piccoli rumori o anomalie che se «curate» subito possono evitare spese di riparazione che spesso diventano indigeste. ROBERTO MORANDI

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quipaggiato con le più moderne attrezzature per diagnosi e test su veicoli a motore, permette una diagnosi completa, utilee neutrale per conoscere lo stato del proprio veicolo. Gli agenti tecnici, che giornalmente controllano le vetture, sono esperti meccanici e seguono regolarmente i corsi di formazione continua per essere sempre aggiornati sull’evoluzione delle tecnologie. I più «apprezzati» tra i controlli effettuati sono lo «standard», il «pre-collaudo» e il «test occasione». Standard Durante questo test sono controllati tutti gli aggregati di sicurezza: impianto fre-

nante, sospensioni, ruote e pneumatici. Lo scarico dei gas con i suoi componenti e la corretta funzionalità nell’emissione di sostanze nocive. Sono poi verificati la carrozzeria, la batteria il sistema d’illuminazione, i tergicristalli per poi terminare con l’analisi del sistema elettronico, con le varie centraline di comando. Precollaudo Estremamente utile per esaminare l’automobile convocata al collaudo ufficiale. Lo stato del veicolo determina l’investimento finanziario necessario per riportarlo a norma e superare quindi l’esame. A volte le necessarie «cure» comportano un esborso troppo elevato rispetto al valore dell’auto. In altri casi si può conoscere la lista

d’interventi e il relativo costo senza avere sorprese poi dal meccanico, il quale sarà ben contento di conoscere le riparazioni da effettuare. Test d’occasione Il TCS vuole sempre più essere vicino al Socio nel momento in cui vuole cedere la propria vettura o acquistarne una di seconda mano. Una consulenza apprezzata e che permette di conoscere lo stato dell’auto, le parti che necessitano di riparazioni, e quindi il suo valore effettivo. Per chi acquista saranno informazioni preziose che rendono la transazione un vero affare. Mentre per chi vende permetteranno di decidere se eventuali interventi aumenteranno il valore dell’auto o semplicemente eviteranno discussioni con il compratore dopo aver concluso la cessione. Un consiglio: venditore e compratore possono trovarsi a Rivera e, alla fine del controllo tecnico, concludere l’affare con la consulenza dell’agente tecnico! Sono proposti molti altri controlli specifici. Per sapere quale sia più adeguato nel vostro caso basta chiamare lo 091 935 91 35 e il personale del Centro TCS saprà consigliarvi adeguatamente. •

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SEZIONE TICINO | VITA ASSOCIATIVA

Villaggio di vacanza TCS per ogni occasione

Il TCS Sezione Ticino offre un luogo incantevole per poter organizzare un soggiorno in Leventina tra il verde e le montagne. Questa struttura ospita, per molte settimane all’anno, i corsi di guida per giovani desiderosi di ottenere la licenza di guida con una preparazione di alto livello e, nel contempo, in modo divertente. Altri gruppi, come scuole o associazioni, possono approfittare di questa oasi di tranquillità per passare qualche giorno di svago o per svolgere le più disparate attività. ROBERTO MORANDI | FOTO TCS

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l Villaggio di vacanza TCS si trova a Scruengo-Quinto, a qualche chilometro di distanza dall’autostrada (Uscita Quinto). Dispone di 100 posti letto suddivisi in diverse casette, una mensa, un campo sportivo e due aule equipaggiate di sistemi audiovisivi. Dieci rampichini e due tavoli da ping-pong sono inoltre a disposizione degli ospiti. Il personale, diretto da Katty Meloni, è a completa disposizione per offrire tutto quello di cui si necessita per rendere il soggiorno indimenticabile. Questo può essere in pensione completa, mezza pensione (se si vogliono compiere escursioni o attività durante la giornata lontano dal centro) oppure solo pernottamento con colazione per chi è solo di passaggio. Anche diversi compleanni e matrimoni hanno trovato un luogo ideale per festeggiare. Matthias Brantschen, responsabile della struttura, vi potrà fornire informazioni e attende le vostre riservazioni allo 091 935 91 30. Nelle vicinanze sono disponibili strutture sportive, luoghi d’interesse e offerte turi-

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stiche che permettono di organizzare in modo interessante le giornate. Sull’aerodromo di Ambrì, anch’esso a due passi dal Villaggio di Vacanza TCS, è stata realizzata una pista per corsi di guida. Essa permette di abbinare al soggiorno attività originali quali un corso di perfezionamento per conducenti, un corso per migliorare la guida con camper o trainando roulotte oppure per un gruppo di motociclisti che

vuole alternare escursioni sui passi alpini a esercizi in pista. Marco Gazzola, responsabile dei Corsi TCS, è a vostra disposizione allo 091 935 91 21 e vi saprà orientare se siete interessati a simili attività. Inoltre il TCS mette a disposizione, a tariffe ridotte tre pulmini da nove posti per chi avesse difficoltà negli spostamenti e per le escursioni nella regione. ∞

Junior Driving: ancora qualche posto disponibile Presso il Villaggio di vacanza TCS sono organizzati i corsi Junior Driving, dedicati ai giovani da 16 a 18 anni che vogliono affrontare l’esame teorico ufficiale «Scooter, cat. A1 limitata e auto, cat. B». Una settimana intensa, con vitto e alloggio inclusi, in cui apprendere la teoria legislativa (regole, segnaletica, ecc.) ed esercitarsi sulle domande d’esame, come avverrà a fine settimana nella prova d’esame ufficiale presso la Sezione della Circolazione a Camorino. Nel corso sono compresi inoltre i «primi

soccorsi», l’approccio alla guida pratica dell’auto su pista chiusa al traffico, le conferenze su vari aspetti della guida, un buono per il corso di sensibilizzazione, necessario per presentarsi all’esame pratico (tariffa fr. 950.- tutto compreso) e un buono omaggio per la prima lezione pratica con un Maestro Conducente. Ai corsi possono iscriversi solo soci e figli di soci TCS. Le date possono essere richieste allo 091 935 91 21 oppure visionate su www.tcs-ticino.ch dove ci si può anche iscrivere.


GOTTARDORAMA | SEZIONE TICINO

Gottardo e salute:

riflessione del Dott. Pons RENATO GAZZOLA

La situazione odierna

Ogni anno si registrano in Svizzera da 2000 a 3000 decessi prematuri per le conseguenze dell’inquinamento atmosferico, di cui circa 280 dovuti a tumore ai polmoni. La cattiva qualità dell’aria è responsabile di più di 2000 ricoveri in ospedale per malattie cardiovascolari e malattie delle vie respiratorie e per più di 4,5 milioni di giorni la popolazione svizzera è costretta a ridurre le proprie attività a causa dell’inquinamento atmosferico.

Il totale dei costi della salute legati all’inquinamento atmosferico è stimato a oltre 4 miliardi di franchi all’anno. Dalla metà degli anni ‘80 nel nostro Paese, la qualità dell’aria è in continuo miglioramento, anche se un attento monitoraggio è riservato in continuazione al carico di polveri fini, ossidi di azoto, ozono e ammoniaca, inquinanti che nuocciono alle persone ed agli ecosistemi. Nei paesi occidentali l’industria, l’artigianato, le economie domestiche, lo smaltimento dei rifiuti, l’agricoltura e il traffico sono i principali imputati, con percentuali diverse a seconda delle emissioni prodotte. Una delle sostante inquinanti sotto accusa sono le polveri fini respirabili causa principale dello smog invernale e rilasciate da processi di produzione industriali e artigianali, sono contenute nei gas di scarico dei motori diesel e dei riscaldamenti, si formano a causa dell’abrasione del materiale ferroso ferroviario, dei freni dei veicoli e del manto stradale, dallo spargimento di concimi, dai lavori agricoli e di selvicoltura e sono sollevate dalle correnti d’aria.

FOTO: PONS

Nel dibattito in corso sul risanamento della galleria autostradale del San Gottardo, un tema che riveste una sua particolare importanza è se gli interventi previsti o ipotizzati avranno un influsso sullo stato generale della salute della popolazione. La legge sulla protezione dell’ambiente (LPAmb) obbliga la Confederazione e i Cantoni a proteggere l’uomo, la fauna e la flora dagli effetti dannosi e molesti dell’inquinamento atmosferico. Tutte le misure volte al conseguimento di questo obiettivo sono definite nell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAt), nella strategia federale di lotta contro l’inquinamento atmosferico e in trattati internazionali.

Curriculum Vitae

PROF. DOTT. MARCO PONS responsabile in Ticino dello studio SAPALDIA

Marco Pons, specialista FMH in medicina interna e malattie polmonari. Primario del Servizio di medicina interna dell’Ospedale Civico di Lugano e Capo Dipartimento di medicina dal 2006, Direttore medico dell’Ospedale Regionale di Lugano dal 2011, Professore titolare presso la facoltà di medicina dell’Ospedale Universitario di Ginevra dal 2012, responsabile del Centro ticinese per lo Studio Sapaldia (Studio svizzero sull’inquinamento atmosferico e la salute nell›adulto).

Il pensiero dello pneumologo prof. dott. Marco Pons: «Sono favorevole alla seconda galleria perché se il traffico veicolare non aumenterà, come prevede l’articolo costituzionale sulla costruzione della galleria di risanamento, senza aumento della capacità l’impatto sullo stato di salute della popolazione ticinese non dovrebbe variare. Per contro, un secondo traforo con traffico unidirezionale migliorerebbe la sicurezza all’interno della galleria.

Ricordo, in qualità di responsabile dello studio Sapaldia (Studio svizzero sull’inquinamento atmosferico e la salute nell’adulto), che l’inquinamento negli ambienti esterni provoca delle vittime. Questa mortalità è legata primariamente alla bronco-pneumopatia cronico-ostruttiva, tumori polmonari, infarti miocardici e ictus cerebrali. In Svizzera negli ultimi venti anni osserviamo un progressivo migliora-

mento delle condizioni dell’aria che respiriamo, ma negli agglomerati questo miglioramento è minore, come per il Sottoceneri, per cause dovute sia alla conformazione geografica del territorio, sia all’aumento locale degli spostamenti veicolari da Lugano alla regione di confine e viceversa.»

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SEZIONE TICINO | GOTTARDORAMA

Gottardo e ambiente:

il parere di Moreno Celio Intervista di Renato Gazzola Qual è, dal punto di vista generale, la sua valutazione sulla questione relativa al risanamento del San Gottardo? A mio avviso, la questione va distinta tra risanamento vero e proprio della galleria attuale e gestione successiva dell’asse stradale del San Gottardo, che deve avvenire rispettando in modo rigoroso il principio - inserito nella Costituzione svizzera e legato all’iniziativa delle Alpi secondo cui la capacità di transito attraverso le Alpi non può essere aumentata. Un principio, questo, in cui credo fermamente. Per quanto riguarda il primo punto, rispetto alle alternative considerate il risanamento tramite la costruzione di un secondo tunnel presenta innegabili vantaggi. In primo luogo esso evita un isolamento del Canton Ticino dal resto della Svizzera per un periodo prolungato di tempo durante i lavori di risanamento. Allo stesso tempo, sul lungo termine, ovvero quando il sistema sarà concluso, esso garantisce maggior sicurezza, evitando il traffico bidirezionale che oggi contraddistingue il passaggio attraverso il San Gottardo. Questa è del resto la posizione sostenuta con convinzione dal Governo ticinese ed è in quest’ambito che la Divisione dell’Ambiente del Dipartimento del territorio ha valutato il progetto e gli approfondimenti di carattere ambientale elaborati finora dalla Confederazione, comprese le ripercussioni dirette sull’ambiente legate al risanamento della galleria stradale con la costruzione di un secondo tubo. Quali le conseguenze ambientali della realizzazione di una nuova galleria? La costruzione di un secondo traforo avrà delle ripercussioni importanti a livello locale, legate ai cantieri previsti per diversi anni ai due portali di Airolo e Göschenen. I settori principalmente toccati riguardano l’occupazione del suolo in prossimità di un abitato (Airolo), il trattamento delle polveri e delle acque, così come la protezione contro i rumori e le vibrazioni, aspetti che dovranno essere affrontati

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adottando le migliori soluzioni disponibili secondo lo stato della tecnica. Lo scavo di una galleria di questa lunghezza avrà ripercussioni rilevanti, basti pensare all’impatto sul territorio delle opere legate ad AlpTransit eseguite negli scorsi anni. In tale contesto occorrerà pertanto prestare particolare attenzione alla gestione (scavo, trasporto, riutilizzo e deposito) del materiale di scavo estratto dalla galleria. In tale contesto, vista la scarsità di volumi disponibili nelle discariche per materiali inerti in Ticino, occorrerà privilegiare nella massima misura possibile il riciclaggio e il riutilizzo del materiale estratto, senza dimenticare la possibilità di promuovere progetti di riqualifica di comparti a lago, sull’esempio di quanto fatto negli scorsi anni nel Canton Uri a Flüelen. Al momento esistono degli studi specifici circa l’impatto ambientale che quest’opera comporterà nell’alto Ticino? Gli studi e le verifiche che hanno accompagnato la progettazione eseguita finora dall’USTRA documentano l’impatto ambientale legato alla realizzazione di quest’opera durante la fase di cantiere. Come indicato in precedenza le questioni sono due: da un lato avremo un cantiere certamente imponente ma che, con le conoscenze e le tecnologie a disposizione, potrà essere condotto nel pieno rispetto delle disposizioni ambientali. La seconda questione riguarda invece l’impatto ambientale dovuto al traffico di transito, vale a dire la capacità del sistema e il fatto che l’asse del San Gottardo può sopportare solo un determinato numero di veicoli, soprattutto di veicoli pesanti. La gestione nel tempo del sistema viario legato all’autostrada A2, con il mantenimento di quella che è la condizione legata alla capacità fissata dalla Legge sul transito alpino è a tale proposito determinante. Va in ogni caso ricordato che tale condizione è contenuta nella Costitu-

zione svizzera e qualsiasi tentativo di modifica dovrà passare da una votazione popolare, nella quale confido il popolo svizzero saprà rimanere coerente con quanto deciso in precedenza. Tra un anno entrerà in esercizio la galleria di base del San Gottardo. A tal proposito prevede una diminuzione del volume del traffico merci all’interno del tunnel stradale a favore della ferrovia? La galleria di base del San Gottardo, così come il sistema Alp Transit nel suo insieme, è stata concepita proprio per favorire il trasferimento di una parte considerevole del traffico di merci dalla strada alla ferrovia. L’auspicio è che a partire dal 2017 un importante volume aggiuntivo di merci possa essere trasportato attraverso le Alpi utilizzando la ferrovia. Di riflesso, ciò dovrebbe consentire di diminuire la pressione del traffico pesante sull’asse stradale, riducendo, per certi versi, anche i rischi cui accennavo in precedenza.

Curriculum vitae

MORENO CELIO dir. Della Divisione Ambiente del dip. del Territorio

Moreno Celio, nato il 10.8.1957, dopo il diploma e il dottorato in fisica a Zurigo, ha svolto attività di ricerca scientifica in Svizzera e all’estero (Canada).Dal 1989 è attivo presso il Dipartimento del territorio, dapprima presso la Sezione protezione aria e acqua (SPAA) ed in seguito, dal 2001 al 2010, quale responsabile della Sezione dello sviluppo territoriale. Dall’inizio del 2011 è Direttore della Divisione dell’ambiente e Coordinatore del Dipartimento del territorio.


GOTTARDORAMA | SEZIONE TICINO

Risanamento del San Gottardo:

il secondo tunnel è la soluzione migliore Il 28 febbraio 2016: il popolo deciderà sul progetto di risanamento della galleria autostradale del San Gottardo. Il Touring Club Svizzero e il Comitato della Sezione Ticino raccomandano chiaramente di votare SI alla proposta formulata del Consiglio federale e dal Parlamento.

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opo 35 anni d’esercizio, questo importante collegamento stradale tra il Ticino e il resto della Svizzera, dev’essere risanato. Le Autorità federali, dopo lo studio di tutte le varianti possibili, hanno optato per la costruzione di una nuova galleria. Questa scelta è la soluzione di gran lunga la migliore per i seguenti motivi: • la sicurezza stradale • è la garanzia di un collegamento sicuro e affidabile • è un investimento sicuro e giudizioso per un risanamento efficace che creerà plusvalore per le generazioni a venire. La sicurezza stradale: la costruzione di un secondo tubo trasformerà una galleria

lunga e pericolosa a traffico bidirezionale, in un sistema stradale sicuro. Garanzia di un collegamento sicuro e affidabile: tutti i Cantoni svizzeri hanno relazioni commerciali con l’Italia, che rappresenta il terzo partner commerciale della Svizzera. Inoltre sarà garantito al Ticino un collegamento sicuro e affidabile tutto l’anno con il resto della Svizzera Investimento sicuro: la costruzione del secondo tubo costa 2,8 miliardi di franchi. Si tratta di un investimento duraturo e generatore di plusvalori. A distanza di 30-40 anni, la galleria del San Gottardo dev’essere risanata, quindi ogni generazione futura sarà confrontata un giorno con ques-

ta sfida. Grazie alla costruzione di un secondo tubo, questo problema sarà risolto in modo duraturo. •

www.tcs-ticino.ch Invitiamo i soci del TCS a visionare la rubrica «Gottardorama» sul sito www. tcs-ticino.ch dove potranno trovare articoli, interviste, temi e maggiori informazioni sulla costruzione della seconda galleria autostradale al San Gottardo.

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SEZIONE TICINO | OPPORTUNITÀ

Seggiolini per bambini: AZIONE!

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l momento dell’acquisto di un seggiolino è essenziale scegliere quello corretto per il vostro bambino. Presso il centro TCS di Rivera trovate l’intera gamma di seggiolini Kiddy, valutata

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l’assistenza per installarlo correttamente all’ interno del veicolo. Un esempio di qualità è il tipo «Kiddy Phoenix Pro 2» a cui il TCS, per la prima volta nei 45 anni di storia dei test svolti sui seggiolini per bambini, attribuisce la valutazione «Eccellente». Gli esperti hanno apprezzato soprattutto la sicurezza e la facilità d’uso assegnando il giudizio «5 stelle» e non trovando nessun punto negativo. L’offerta del mese è il modello «Kiddy Gardian pro 2» (cat. da 9 a 36 kg) a soli CHF 250.– invece di CHF 320.– (fino ad esaurimento dello stock). Vi aspettiamo a Rivera per scoprire e provare quale è il seggiolino più adatto al vostro bambino. •

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Sicurezza e viaggi Dovete partire per le vacanze, per un lungo viaggio oppure volete semplicemente essere sicuri che tutto funzioni a dovere con l’arrivo dell’inverno? Un controllo sulla sicurezza del veicolo nelle sue parti essenziali farà al caso vostro, permettendovi di viaggiare in completa tranquillità. Per i soci, il costo del solo controllo sicurezza è di CHF 45.– (durata 30 minuti), mentre per un controllo standard più approfondito della durata di 50 minuti, è di CHF 70.– (CHF 140.– per i non soci).

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Punto di Contatto (091 935 91 35) Al centro di Rivera è offerta tutta la vasta gamma di prestazioni TCS, con una consulenza, per ogni esigenza, professionale e cordiale. Lo shop propone, oltre ai prodotti di prima necessità per l’auto e per i viaggi (patente internazionale, télépeage francese, viacard e telepass italiani, vignette germaniche e austriache), anche una vasta scelta di seggiolini per bambini, tra i migliori testati dai nostri esperti, a prezzi vantaggiosi e con un’ottima consulenza e servizio dopo-vendita.


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