La rivista della mobilità
# 11 | DICEMBRE 2015 | FR. 4.50
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EDITORIALE
Luci e ombre della stagione invernale
L’
inverno bussa alle porte e si presenta con le sue due facce, quella del divertimento e quella dei disagi. Nell’attuale dossier, la redazione mostra il lato solare della stagione fredda. I patiti di sport invernali non vedranno l’ora di solcare le piste da sci o scivolare sui candidi sentieri con la slitta. Sulla neve, lo sforzo fisico si unisce al puro piacere. Le escursioni nel paesaggio imbiancato regalano bellissime esperienze a contatto con la natura. Da questo punto di vista, siamo dei privilegiati perché abbiamo le montagne dietro l’angolo, o quasi. L’inverno possiede però anche un’altra faccia. Quando dobbiamo uscire presto nell’aria tagliente del mattino e troviamo il parabrezza gelato oppure siamo costretti ad affrontare strade ghiacciate, in auto o a piedi, l’impresa può essere faticosa. Per quanto riguarda la mobilità, il TCS indica come possiamo prepararci nel modo migliore e, se dovesse succedere qualcosa, il TCS è comunque al nostro fianco. Felix Maurhofer caporedattore
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SOMMARIO
La gioia dello sci nella neve fresca di Narvik
La rivista della mobilità
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dossier 10
Piste vertiginose Freeride in Canada e in America
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Narvik: neve e fiordi Avventura sportiva norvegese
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Les Mosses attira le famiglie Sport in una piccola località invernale
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Essere alla moda in inverno Una selezione di accessori
mobilità 26 Gli ostelli della gioventù si modernizzano
17
Risanamento San Gottardo L’opinione del presidente centrale TCS
28
Enormi stazioni di carico Cercasi terreni sufficienti
tecnica 36
Test della Honda Jazz Abitabilità nel minimo dello spazio
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Test TCS degli head-up display Più concentrati alla guida
La necessità del secondo tubo al San Gottardo
26
svago 48
Il Myanmar e le pagode d’oro Scoprir questo paese misterioso dal fiume
55
Un salto in città Friburgo vista da un hockeysta
Con stile anche in inverno!
22 Pum! Sapersi difendere negli autosili
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SOMMARIO
La rivista della mobilità
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La Honda Jazz fa gioco di squadra
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club 60 L’Infiniti per l’Europa
Audi A4 Avant confortevole
43
44
La lussuosa Silver Spirit
62
60
rubriche 35/46
L’esperto TCS
55
Un salto in città
65
Impressum
67
Prestazioni TCS
68
Tourolino
73
Gioca & vinci
TCS Sezione Ticino 76
Shop TCS a Rivera
77
Consulenza: batterie
78
Gottardorama
80
Dieselgate: niente di nuovo
81
La neve ti angoscia?
82
Dibattito: Gottardo e Mendrisiotto
82
Opportunità a Rivera
Hotelier, un bel mestiere
70
Touring n. 12 Copertina: Foto: Rune Dahl www.runedahl.no Sciatore: Marius Pettersen Luogo: Narvik, Norvegia
Sempre in movimento Ritratto di Stefanie Thüler
56
Calmi al volante nella neve
Corsi neve & ghiaccio Imparare a padroneggiare il veicolo
Temi trattati nella prossima edizione: Doris Leuthard e il tunnel del San Gottardo, test della Opel Astra e viaggio dei lettori in Brasile. Data di pubblicazione: 10.12.2015
Pagode e statue enormi in Myanmar
48
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Tokyo, un Salone sempre eccentrico Tra automobili autonome e pile a combu stibile, il 44° Salone di Tokyo non ha tra dito la sua reputazione di festival futu rista. A fianco di diversi altri prototipi a guida autonoma, il coupé 4 porte Lexus LFFC si guida tramite semplici movi menti della mano. Mazda perpetua il motore rotativo sullo studio RXVision,
Calendario d’Avvento Dietro le 24 porticine si nasconde una sorpresa con premi attraenti. Cosa fare per poter vincere, con un po’ di fortuna? → Dal 1° dicembre 2015 aprire la porti cina del giorno; → rispondere alla domanda; → compilare il formulario di partecipa zione e chissà se la fortuna vi sorride, vincere. Se lo desideri, ti possiamo ricordare quotidianamente con un’email di aprire la porticina. Info su www.tcs.ch.
mentre Yamaha conferma il suo inte resse per le quattro ruote con un minu scolo coupé biposto. Più concreta, Honda ha svelato la berlina FCV a idrogeno che sarà lanciata nel 2016. Quanto a Subaru, ha presentato una concept car che prefi gura la futura compatta Impreza basata su una piattaforma modulare.
Elettrica e autonoma La Nissan IDS imita lo stile di guida di ciascun automobilista.
LA FOTO Sfrecciare pure nelle case
Adrenalina tra le quattro mura di casa a Medellin. In Colombia il per corso dell’Urban Downhill World Championship è passato attraverso le case. In im magine il colom biano Johan Seba stian Posada. Con siglio ai bambini: da non imitare!
A tu per tu con le farfalle 1500 farfalle dai colori più svariati of frono ai visitatori di ogni età uno spet tacolo meraviglioso. Le circa 60 specie di farfalle tropicali e subtropicali in tutte le dimensioni, colori e forme pro vengono dalle Filippine, dalla Malaysia o ancora dalla Tanzania. Ci troviamo nell’anfiteatro del Papiliorama a Kerzers (Canton Friburgo). Qui trovano il loro ambiente ideale anche diverse decine di specie di piante, che sono state scelte in base alle loro necessità e particolarità. I principali fornitori di nettare per le farfalle sono la pianta della seta, la Lantana e la stella egiziana. Nel Papiliorama arrivano visitatori che vogliono avere un contatto a tu per tu con la natura e gioire appieno di questo incontro ravvicinato – www.papiliorama.ch. LA CIFRA
323000 L’abolizione del tasso minimo di cambio da parte della Banca Nazionale Svizzera lascia il segno nel settore automobili stico elvetico. Quest’anno, a causa degli adeguamenti di prezzo, si è registrato un boom temporaneo della richiesta di vei coli nuovi e usati. Infatti per il 2015, l’i
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stituto di ricerche Bakbasel prevede un aumento del 6,9% (ossia circa 323 000) del numero delle immatricolazioni di nuove automobili rispetto all’anno pre cedente. Inoltre sul mercato delle occa sioni si registrano circa 854 000 cambia menti di proprietario.
CITAZIONE
«Ci sarà pure un Model 3 e un Model Y. Uno dei due avrà le porte» Elon Musk Il capo di Tesla ha twittato così in risposta a un futuro modello con le ali, il twitt è sparito subito.
ATTUALITÀ
Caravan Salon ‘15: «L’importante è partecipare!» Il fascino del campeggio è intatto in Svizzera: all’insegna del motto «L’importante è partecipare!», durante cinque giorni di fine ottobre oltre 38 000 visitatori sono arrivati nell’area della Bernexpo per informarsi sulle novità e tendenze nel settore del camping e del caravanning. Nonostante un leggero
calo delle entrate rispetto al 2014, i rivenditori specializzati si sono detti soddisfatti per la qualità dei visitatori della fiera. A calamitare l’attenzione allo stand TCS c’era la tenda safari completamente equipaggiata, che si può affittare in certi campeggi del TCS senza dover portare il proprio equipaggiamento.
Senza autista Autopostali moderne e autonome circoleranno ben presto a Sion.
L’autopostale fa a meno degli autisti
A Sion la Posta svizzera vuole testare per due anni, assieme ad altri partner, veicoli autonomi, senza conducente, per un massimo di nove passeggeri. Le persone verranno trasportate solo una volta concluso il periodo di prova. Una volta ottenute tutte le autorizzazioni, dovrebbero circolare sulla strada. Presidenti di Sezione in Nazionale
Alle elezioni federali del 18 ottobre sono stati eletti in Consiglio Nazionale due presidenti di Sezioni del TCS: Thierry Burkart (PLR, Sezione Argovia) e Peter Schilliger (PLR, Sezione Waldstätte). Ci congratuliamo con loro per l’elezione e la rielezione. Nuova rete aerea nei cieli europei
Il 31 marzo 2016 verrà introdotta una nuova rete di collegamenti aerei ad alta quota tra Ginevra e Bruxelles. Una novità che richiede dei cambiamenti delle rotte negli aeroporti di Ginevra e di Basilea-Mulhouse. «Touring» su iPad
FOTO KEYSTONE (1), CORBIS (1), ALD
Potete scaricare gratuitamente sull’iPad questa edizione di «Touring», arricchita da elementi multimediali quali video, gallerie di immagini e collegamenti direttamente ad internet. La versione iPad è disponibile nell’App Store.
Centro TCS per la mobilità a Zurigo
L‘APP
Con una festa popolare, la Sezione TCS di Zurigo ha inaugurato il 24 ottobre scorso a Schlieren il suo primo centro per la mobilità. Situato idealmente nel «miglio dell’auto» di Schlieren, nelle immediate vicinanze di svariati concessionari e rivenditori di auto usate, il centro per la mobilità offre tutte le prestazioni del TCS: collaudi ufficiali dei veicoli su tre piste di prova, controlli invernali, primaverili e per le vacanze. Nel moderno centro di formazione ven-
Affinare il proprio stile di guida Al contempo ludica e didattica, l’applicazione gratuita Ecodriver consente ad ognuno di imparare le regole della guida economica, divertendosi. Ad esempio, ci si cimenta a guidare passando velocemente alla marcia superiore, a privilegiare un rapporto alto e ad anticipare gli incroci ed altri ostacoli stradali. Regole che si applicano sia nel gioco che nella vita reale!
gono proposti corsi riguardanti il tema della mobilità, mentre la Patrouille TCS dispone di una copertura ancora migliore nella regione grazie al nuovo punto d’appoggio. La Sezione Zurigo ha investito nell’opera 4,1 milioni. Il committente prevede sul sito di Schlieren circa 12 500 controlli all’anno, di cui 9000 collaudi ufficiali. «Sempre vicini ai nostri soci», sintetizza Reto Cavegn, direttore della Sezione Zurigo. www.tcs-zueri.ch.
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Liberi nella
neve
Sulla Powder Highway della British Columbia e nel Montana le piste battute sono un dettaglio marginale. Gli amanti del fuoripista vanno in estasi vedendo la fitta coltre di neve polverosa. Abbiamo visitato tre comprensori in Canada e America per i freerider. REPORTAGE FELIX MAURHOFER
R
ossland sembra una città fantasma. È una domenica illuminata dal cielo sereno ma sui marciapiedi del paese di 3500 persone nella provincia canadese British Columbia non s’incontra praticamente nessuno e sulla porta d’ingresso di molti negozi è appeso il cartello «closed». Ma cosa succede? Dove accidenti sono andati a finire tutti gli esercenti, i baristi, gli esperti di libri di yoga e i venditori di sci? Una persona del luogo mi risolve l’enigma: «Sono tutti in cima alle montagne, perché nottetempo ha nevicato e hanno seguito il richiamo della neve fresca polverosa». Ora dunque non mi rimane che andare alla stazione di partenza del Red Mountain Ski Resort, dove lo snow host John Stephens mi sta aspettando. Il 62enne ingegnere meccanico in pensione fa da guida volontaria per gli appassionati di sci che vogliono scoprire l’ampio territorio. «Stasera rientrerai a casa con un
Estasi nella polverosa Fare freeride nei glade del Big Red è un’esperienza unica.
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ALD
Eccellenti steak Nel ristorante Garage a Rossland gustose pietanze canadesi.
fresca Piste: 110 run segnalati, di cui il 16% per principianti, il 47% livello medio e il 37% avanzato.
largo sorriso sulle labbra – promette. Questa è la mia missione». E poi saliamo sulla seggiovia Motherload risalente agli anni Settanta.
frontiamo un advanced-run, terreno più impegnativo contrassegnato con un diamante nero. Le piste verdi sono per i principianti, quelle blu per gli sciatori di livello medio, un diamante per il livello avanzato e due black diamond per gli esperti. John ritiene che dopo aver superato la prova del primo run, dovrei essere all’altezza di un doublediamond. Quando però mi mostra un run con una pendenza di 40 gradi e costellato di rocce, mi rendo conto che qui occorrono capacità sciisti-
Durante la risalita verso la Granit Mountain, John mi spiega le regole più importanti del freeride prima che approdiamo nella sua zona preferita. A differenza delle Alpi, questo territorio è caratterizzato dai «run», le discese nella neve fresca, che però sono controllate e messe in sicurezza. Dato che sino Quando gli impianti non vanno, si risale in vetta a 2000 m s.l.m. crescono alberi, qui si sfreccia attra- semplicemente a bordo di gatti della neve. verso boschetti (treeskiing), in cui si trovano anche radure che di livello piuttosto alto. E ora comin(glades) o pendii rocciosi (chutes). Nel cia l’estasi nella neve fresca polverosa. frattempo raggiungiamo la stazione di Si deve solo fare attenzione a non tampoarrivo ad un’altezza di 2075 metri e ai nare uno «snowghost». È così che la nostri piedi si estende una sconfinata gente del posto chiama gli alberi avvolti arena bianca, dove con solo sette imin un pesante manto di neve. Le pause pianti di risalita si accede ai 110 run, la sono in programma solo nel tardo pomemaggior parte piste non preparate. John riggio ovvero solo quando raggiungiamo parte subito in direzione della tratta Pala Paradise Lodge nel cuore del comprenradise. Nel primo run vuole vedere come sorio. Qui mangiamo uno dei leggen→ me la cavo col treeskiing. In seguito afdari bratwurst mentre ammiriamo
DOSSIER
Treeskiing In genere i run passano attraverso le radure dei boschi.
Lo snow host John Stephens già da bambino sfrecciava nella neve polverosa.
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DOSSIER
I buchi attorno agli alberi I tree well sono profondi e pericolosi.
Pittoresco Nel Whitewater Resort il lago e le montagne formano il superbo panorama.
Vecchi impianti Le seggiovie non sono delle più moderne, ma svolgono bene la loro funzione.
Fischietto Lo ski host Georges Kilpatrick mostra come chiamare aiuto in caso di bisogno.
gli sciatori provetti che scendono a zig zag tra gli snowghost.
dopo avermi accolto con un sorriso cordiale. Guardandolo, ciò che mi salta subito all’occhio sono sì gli sci larghi per la neve fresca, ma anche il fischietto appeso a una cordicella attorno al collo. «Oltre al pericolo delle slavine e di caduta, qui puoi sparire in un tree well», spiega la guida. Ma che cosa sarà mai? «Quando in una buona stagione invernale cadono diversi metri di neve, attraverso l’effetto del vento si creano buchi profondi anche metri intorno agli alberi – spiega il 67enne. Se ci cadi dentro, diventi invisibile e il fischietto serve per attirare l’attenzione». Ecco, ho di nuovo imparato qualcosa! Ora risaliamo con la seggiovia. Nella zona Glory Georges mi porta ai run migliori. E ce ne sono molti nel grande Backcountry. In un silenzio quasi assoluto scivoliamo attraverso i boschi in direzione della valle. «Se i tuoi sci fanno rumore nelle curve – mi dice Georges – significa che la neve non è polverosa come si deve». Georges è convinto
Il territorio nascosto Il mattino presto lascio Rossland a bordo della mia Jeep Patrol. Dopo più di un’ora di viaggio lungo il fiume Kootenay appare Nelson, una piccola e pittoresca cittadina. Nulla lascia presagire il paradiso del freeride nascosto dietro l’angolo. Percorrendo un’interminabile strada di ghiaia si raggiunge la stazione di partenza del Whitewater Ski Resort situata in un avvallamento. «Ben 40 anni fa un paio di amici decisero di rendere accessibile questo territorio con tre seggiovie», racconta il mio ski host Georges Kilpatrick, Piste: 15 km freeride run, di cui 13% per principianti, 32% livello medio e 55% avanzati.
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che ogni inverno le Selkirk Mountain verranno ricoperte da un’abbondante coltre bianca.
Neve fresca e piste perfette Dopo aver percorso i pendii dei due comprensori sciistici canadesi nella British Columbia, raggiungo l’ultima tappa del tour: il Whitefish Mountain Resort nel Montana (USA). Qui Big Dave è una leggenda, te lo confermano tutti. E lavora non solo come mountain host, ma è pure responsabile del bollettino della neve nella zona. E ci si deve affrettare non poco per non perderlo di vista sui run. Si racconta di lui che conosca ogni fiocco di neve e che sarebbe in grado di percorrere tutto il comprensorio anche nel buio della notte. Lo incontro il mattino presto
Run in sicurezza Le discese nella neve fresca vengono controllate dal servizio delle piste.
Big Red Whitewater Mountain Ski Resort Resort Nelson RossCANADA land Whitefish Mountain Resort Whitefish
STATI UNITI Kalispell 60 km
Spokane
DA SAPERE Piste: 105 run segnalati, di cui il 12% per principianti, il 40% livello medio e il 48% avanzato.
nello chalet del 1949, una costruzione rustica, ma con un eccellente ristorante. Ancor prima dell’arrivo dei turisti sciatori, risaliamo sino al Summit House, dove ci godiamo la vista grandiosa sulle vette innevate del Glacier Park. Ma per oggi, il panorama non fa che da cornice ad una giornata memorabile. Per riscaldarci, Big Dave scende lungo la Russi’s Street, svolta poi nella Moose, per poi sfrecciare dritto lungo la Base Lodge senza un attimo di tregua. Ho le cosce in fiamme e mi chiedo cosa ci sarà dopo il «riscal-
damento». «Ti mostro giusto l’‹Inspiration›, la mia pista preferita, che percorro più volte al giorno». Big Dave non perde occasione di sottolineare la qualità delle piste battute, le cosiddette Groomer, giudizio che condivido appieno. Il resto del giorno lo trascorriamo perlopiù sui run tra gli alberi. Il territorio mi sembra infinito e Big Dave non si stanca di propormi l’ennesimo run geniale. il 39enne appassionato di sci è venuto anni fa a Whitefish e poi, ammaliato da questa neve, non se n’è più andato. In estate lavora come lavavetri e giardiniere nel campo da golf. Nel tempo libero si dedica alla pesca alla trota nei torrenti del Montana. E dato che gli piace la selvaggina, in autunno va a caccia dell’alce con i suoi amici. Il comprensorio Whitefish è sinonimo di sci e relax. Qui nessuno è stressato. «Solo quando è appena caduta neve fresca, si sente un po’ di agitazione», dice Big Dave per poi buttarsi nuovamente lungo la discesa immerso in una nube di polvere… di neve. ◆ La leggenda Big Dave conosce la zona come le sue tasche.
Viaggio: andata con United Airlines da Zurigo–New York–Denver a Spokane. Poi auto a noleggio fino ai resort. Rientro: Kalispell–Chicago–Zurigo. Periodo migliore: per lo sci nella neve fresca, da metà gennaio sino a metà marzo. Big Red Mountain Resort, Rossland (BC): 6 seggiovie, da 1185 a 2075 m, la pista più lunga è di 7 km, superficie del territorio 16 km2, giornaliere per adulti da 84 dollari canadesi. Catskiing (risalita con gatti delle nevi). Ristorazione: Flying Steamshovel, Rossland. Pernottamento: Red Mountain Village www.redresort.com
Whitewater Ski Resort, Nelson (BC): 3 seggiovie, da 1626 a 2003 m, superficie del territorio 48 km2 (inclusi itinerari sci), giornaliere per adulti da 71 dollari canadesi, Catskiing. Ristorazione: All Season Cafe, Nelson. Pernottamento: Hume Hotel, Nelson. www.skiwhitewater.com
Whitefish Mountain Resort, Whitefish (MT): 16 seggiovie, da 1361 a 2078 m, superficie del territorio 12 km2, giornaliere per adulti da 71 dollari americani. Ristorazione: Hellroaring Saloon & Eatery, a bordo pista nell’Upper Village del resort. Pernottamento: Whitefish Mountain Resort Lodging. www.skiwhitefish.com
Equipaggiamento: il noleggio dell’attrezzatura invernale (sci, snowboard) è possibile nei resort. I larghi freeride sono gli sci adatti. Noleggiare pure l’equipaggiamento anti valanghe. Speciale: sci safari esclusivi per i soci TCS su: www.tcs-reisen.ch/skiing
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La magica
parete
Esistono ancora delle località sciistiche che promettono qualcosa di speciale. E con questo non ci riferiamo a ristorantini alla moda o seggiovie riscaldate, bensì piuttosto all’esperienza e all’avventura che questi posti offrono. Chi è alla ricerca di questo, troverà sicuramente la felicità nel nord della Norvegia. REPORTAGE DINO NODARI
C
he cosa rende un’avventura sciistica unica? Neve fresca polverosa, chiaramente. Pendii inesplorati a volontà. E bel tempo, naturalmente. Alla fine però a rendere il ricordo indelebile ci pensano la natura, le montagne e il panorama. E di questo ce n’è in abbondanza a Narvik. Qui si fa carving su piste con vista sui fiordi, si scodinzola su neve immacolata e si arriva quasi alla riva dell’Atlantico. Non stupisce dunque che questa località sciistica nel profondo nord sia così apprezzata dalle squadre televisive e fotografi-
che nel settore dello sport. Arrivano da tutto il mondo per poter immortalare questo spettacolo naturale. Ripidi si ergono i monti sull’Ofotfjord, alla cui estremità si trova la cittadina norvegese di Narvik. Già il viaggio per raggiungerla fiancheggiando montagne alte e fiordi blu promette un’esperienza all’insegna della pura avventura. La stazione di partenza di Narvikfjellet si trova a pochi minuti a piedi dal centro della città e nel Paese del sole di mezzanotte bastano pochi metri di altitudine per po-
ter andare con lo sguardo oltre il fiordo in direzione delle Isole Lofoten.
Schietti e naturali «Hei», saluta Markus Pleym alla stazione di partenza. Di mattina gli skilift sono ancora chiusi, per questo ha preparato la pelle di foca, disponibile anche nella versione sintetica, la tessilfoca. Lo studente di matematica 22enne lavora nella località sciistica Narvikfjellet come maestro di sci e aiuta sia nel negozio di sci che al bar della staNiente heliski Chi vuole sciare sulla parete nord, deve prima di tutto attaccare le pelli di foca.
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RUBRIKTITEL DOSSIER
nord
di Narvik
Spettacolare La vista sull’Ofotfjord blu profondo e il porto minerario di Narvik.
Mare del Nord Tromsø Endstation im Restaurant «Bahnhöfli» imRV schmucken NO E GI A Rodersdorf
Narvik
zione di partenza. «E sì, qui in Norvegia non ci piace andare a sciare in elicottero, l’heliski è addirittura vietato», afferma serio. In effetti i norvegesi amano la quiete e sono delle persone che rispettano profondamente la natura. «Chi vuole salire in vetta con l’elicottero – aggiunge Markus – deve andare in Svezia». Questa mattina sono fortunato. Un suo collega sta per salire su un veicolo per preparare gli itinerari per gli alpinisti. Per almeno un pezzo ci prende a bordo. La vista che si gode dal Fragenestoppen,
la montagna in mezzo alla città, è difficile da raccontare a parole. Attorniato dalle mitiche montagne norvegesi, lo sguardo si estende oltre il mare e poi di nuovo indietro nel porto minerario della città industriale. A sinistra si trova la magica parete nord di Narvik – a un tiro di schioppo dalla stazione di arrivo della seggiovia più alta. Lungo la catena montuosa ci sono vari tragitti per scendere a valle indisturbati nella neve fresca. E chi svolta per tempo, raggiunge senza problemi la stazione di partenza.
Pericolo di valanghe A dire il vero Markus Pleym avrebbe percorso volentieri l’itinerario Mørkholla. «È la mia discesa preferita in assoluto, così ripida e impegnativa». Oggi però il pericolo di valanghe è troppo alto. Il vento ha trasportato sulla parete la neve proveniente da tutte le parti. Dallo skilift sino a Mørkholla avremmo percorso 30 minuti sulla cresta della parete nord. Noi decidiamo di puntare a Andre- → Markus Pleym Lo studente è cresciuto a Narvik e conosce ogni itinerario sciistico.
Isole Lofoten 40 km Bodø
SVE Z I A
DA SAPERE Viaggio: con Swiss oppure SAS sino a Oslo e da lì con la compagnia aerea Widerøe si prosegue sino a Narvik Framnes. L’altro aeroporto, Harstad/ Narvik, si trova a ca. 80 km dalla città. Stagione migliore: per sciare nella neve fresca il miglior periodo è da metà febbraio sino ad aprile. La stagione dura da dicembre a maggio. Resort sciistico e pernottamento: Narvikfjellet 6 skilift, da 120 sino a 1007 m, 13 run segnalati (9 piste battute), giornaliera per adulti 340 corone norvegesi (circa 40 franchi). Negozio di sci con noleggio alla stazione di partenza. Ristorazione: Linken Restaurant og Bar, Kongensgate 64, Narvik. Pernottamento: Quality Hotel Grand Royal o Best Western Narvik (direttamente accanto alla stazione sciistica). www.narvikfjellet.no
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DOSSIER
Impegnative le piste nella parte superiore, mentre più sotto sciano tranquilli i principianti.
Prova di coraggio con i lupi
Lofoten Dalla pista si gode una vista stupenda sull’arcipelago.
toppen. La discesa è stupenda, il ripido pendio è ricoperto di neve in abbondanza. A metà diventa più pianeggiante e poco più sotto torna ad essere più ripido. L’esperienza di percorrere un pendio è un po’ uguale in tutto il mondo. La vista però su Narvik è mozzafiato e può dunque capitare di fermarsi più volte durante la discesa per godersi il panorama. Così nel profondo nord, al di sopra del Circolo Polare Artico, l’inverno è lungo e la stagione sciistica dura sino a maggio. «Il miglior periodo per me è da febbraio sino ad aprile», afferma il ragazzo e aggiunge: «Proprio quando in città sboccia a poco a poco la primavera, preferisco starmene in vetta». Markus Pleym è cresciuto a Narvik e spesso si reca anche più volte al giorno in cima alla montagna, dove ha imparato a sciare da solo. Con le pelli di foca o, quando le piste sono aperte, con lo skilift, sale in cima e poi scende a bordo pista. «Addirittura anche per me – dice Markus – scendere a valle è sempre un’esperienza fantastica». 16 touring | dicembre 2015
Sciare con l’aurora boreale Il comprensorio sciistico di Narvikfjellet conta in totale sei skilift e 16 piste per tutti i livelli di abilità. Di queste un paio non sono battute per permettere di sciare in piena libertà nella neve fresca, ma in tutta sicurezza. E poi c’è ancora la parete nord e altri innumerevoli itinerari, che però è meglio percorrere con una guida locale. «Noi consigliamo alla gente di avventurarsi soltanto con l’assistenza di una guida», afferma Harald Kuraas. Il CEO di Narvikfjellet spiega che nella regione si verificano poche valanghe, ma che qui si vuol dare priorità alla sicurezza. Attraverso una nuova istallazione di pali della luce, in futuro dovrebbe essere possibile sciare anche con l’aurora boreale. «Per questo motivo – spiega Kuraas – molti turisti vengono nella nostra regione e scoprono le nostre piste di sci». Narvikfjellet non è assolutamente una località chic. No, è come i norvegesi: schietta e naturale – due elementi che contribuiscono ad una perfetta avventura invernale sugli sci. •
Benvenuti nel giardino zoologico più settentrionale al mondo. A circa un’ora d’auto verso nord da Narvik si trova il Polar Park. Qui si possono ammirare lupi, linci, orsi bruni e renne nel loro ambiente naturale. Già da lontano si possono udire i lupi ululare. I coraggiosi possono poi entrare accompagnati dal manager del parco Stig Sletten nel recinto dei lupi e coccolarli. La prova di coraggio definitiva è rappresentata dal farsi baciare dai lupi. Ma bisogna dire che non tutti i visitatori possono avvicinarsi a questi animali, sottolinea Sletten. «I bambini, i malati o chi ha arti artificiali non possono entrare nel recinto». Il motivo è che i lupi sentono se uno ha paura e capiscono dov’è il suo punto debole. Per questo i visitatori possono avvicinarsi solo ai lupi più giovani. E anche loro sono grandi e impressionanti.
SCIARE A NARVIK In esclusiva per i soci del TCS abbiamo organizzato un tour invernale molto variato legato all’affascinante viaggio in Hurtigruten. Verrete colpiti profondamente dalla magica danza dell’aurora boreale e dall’incontro con le balene e gli husky. Fate la conoscenza dell’incantevole Tromsø e lanciatevi carvando sulle piste di Narvikfjellet. Qui si trovano ulteriori informazioni riguardanti questa offerta speciale: www.tcs-reisen.ch/narvik
DOSSIER
L’ostello moderno Impolverati e scialbi lo erano forse una volta: ora gli ostelli della gioventù sono alloggi di vacanza attrattivi non solo per i teenie, grazie al loro rapporto qualità prezzo vantaggioso. Il Wellness Hostel 4000 a Saas Fee è un successo pure dal lato architettonico.
stello all’avanguardia, aperto da un anno a Saas Fee. «In genere andiamo nell’ostello di Scuol», racconta Kälin. Ma questa volta entrambe le famiglie hanno voluto scegliere il «wellnesshostel4000» di Saas Fee per curiosità e anche per la piTESTO CHRISTIAN BÜTZBERGER | FOTO EMANUEL FREUDIGER scina coperta. Infatti non tutte e quattro le figlie partecipano volentieri alle escure camere per famiglie sono a fare amicizia molto facilmente», agsioni. Tutti però adorano le nevicate, che semplicemente super» giunge Marcel Kälin. Le due famiglie a Saas Fee cominciano già a metà ottobre afferma con convinzione amiche sono veramente entusiaste dell’o- e ricoprono ben presto il paese di bianco. Michael GutApprezzato ostello wellness gsell di Uster, che incontro La costruzione in legno di cinque piani al ristorante assieme alle attira lo sguardo dei passanti e la sua arfiglie Louisa (8 anni) e chitettura s’inserisce perfettamente nel Ines (4). Alla compagnia paesino di montagna. Pareti lisce in calsi aggiunge anche Marcel cestruzzo abbinate a molto legno e veKälin di Winterthur con le trate che permettono di godersi una vista figlie Mara (12) e Selma fantastica sulle vette dei 4000 creando (8). «Il bello per i bambini nell’insieme un’atmosfera unica. Il luogo è soprattutto che negli ostelli incontrano molti altri della loro età e riescono Buona combinazione Il nuovo ostello e Saas Fee vanno a braccetto. La ricezione è il fulcro del nuovo ostello. Molto
«L
La famosa località di vacanze vallesana approfitta dei nuovi turisti.
legno, molta luce e tanta atmosfera.
Idillio invernale Le nevicate di ottobre immergono già presto il Wellness Hostel 4000 nella magia invernale.
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DOSSIER d’incontro e cuore della casa è l’invitante lounge con un camino direttamente accanto alla ricezione. Una coppia di anziani legge il giornale, alcuni ragazzi giocano con i loro telefonini e tablet, mentre una madre spiega come funziona il mondo al suo piccolo figlio dalle mille domande. Il mix di ospiti è interessante e dimostra l’alto grado di accoglienza del nuovo ostello.
il nome di Aqua Allalin. Gli ospiti dell’ostello hanno il privilegio di potersi recare nella spa con le ciabatte usando un apposito passaggio sotterraneo. Responsabile per un funzionamento armonico di tutti i settori è la direttrice Chantal Anthamatten, che guida un team che in piena stagione può raggiungere anche 20 collaboratori.
E si può dire che a Saas Fee si trova il primo «ostello wellness» al mondo, perché nell’edificio annesso ci sono una piscina coperta pubblica e un’area moderna di wellness e fitness. La piscina coperta, con una vasca di 25 metri, ha ben 45 anni ma è stata completamente ristrutturata. L’area wellness e fitness è stata costruita da zero e si presenta con
«Dall’inaugurazione avvenuta il 5 settembre 2014 sino alla fine di maggio abbiamo registrato 21 089 pernottamenti. Un inizio eccezionale», risponde Chantal Anthamatten alla mia domanda sull’occupazione dell’ostello. L’80 percento degli ospiti dell’ostello – sottolinea Anthamatten – proviene dalla Svizzera, tra questi molti dalla Romandia. Il resto dei
Vecchio e nuovo Un vecchio fienile davanti al Wellness Hostel nuovo di zecca.
Ci sono già gli habitué
Variopinto e moderno appare l’arredamento interno nei diversi tipi di camere.
Camera doppia arredata in modo funzionale con un’illuminazione gradevole.
turisti arriva da Germania, Francia e Asia. «Ospitiamo molte famiglie, ma anche amici che arrivano per trascorrere un piacevole fine settimana all’insegna del wellness e in estate anche coloro che fanno dei tour» spiega la direttrice che assieme al marito per 28 anni ha gestito con successo un rinomato hotel a Saas Fee. «E siamo contenti di avere già degli habitué: ospiti che hanno fatto il check in da noi già due o addirittura tre volte», ci rivela Chantal Anthamatten con un ampio sorriso. Non è sorprendente il fatto che la modernissima casa con in totale 168 letti in 51 camere, suddivisi in camere per due, quattro e sei persone, sia molto richiesta. Anche grazie al prezzo contenuto. Un letto in una camera a 6 letti con lavanLa cabina doccia è grande abbastanza per potersi muovere con agio.
Vacanze in famiglia Le famiglie Gutgsell e Kälin al tavolo della merenda.
La piscina coperta Aqua Allalin davanti al Wellness Hostel è aperta al pubblico.
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dino è disponibile a partire da 47.50 franchi. E sono inclusi: la colazione a buffet, l’ingresso nella piscina coperta, la tessera cittadina (che offre sconti su risalite e la gratuità sull’autopostale), lenzuola e tasse. Il prezzo più alto di 363 franchi deve essere pagato per una camera a 6 letti con lavandino. Ma sono inclusi: la colazione a buffet, l’ingresso al fitness, wellness e piscina coperta nonché la tessera cittadina, lenzuola e tasse. L’occupazione completa di una camera costa dunque 60.50 franchi per persona. E c’è ancora qualcuno che osa dire che in Svizzera non si possono trascorrere vacanze a buon mercato!
Un cauto ottimismo Chi desidera consumare il pranzo nell’ostello, lo può fare su richiesta pagando I bambini adorano gli ostelli e a Saas Fee, naturalmente anche la piscina coperta.
17.50 fr. O vi è la possibilità di chiedere il pranzo al sacco (10 fr.). La cena di tre portate viene offerta self-service e costa pure 17.50 fr. Il ricco e fresco buffet d’insalate ci è piaciuto molto. La pasta servita come primo piatto era cotta al dente e il dessert gustoso. Raccomandabile. Nonostante il franco forte, gli ostelli svizzeri possono guardare all’imminente stagione invernale con cauto ottimismo grazie all’ampio ventaglio di offerte. Il CEO Fredi Gmür ribasce: «Grazie ad un piccolo aumento delle prenotazioni rispetto all’anno precedente e sapendo delle due nuove case nelle destinazioni alla moda di Gstaad Saanenland e Saas Fee siamo leggermente ottimisti riguardo l’inverno nonostante la difficile situazione di mercato». •
La direttrice con precisione e gioia Chantal Anthamatten dirige il Wellness Hostel.
Sauna Sudare e godersi lo stupendo panorama delle montagne.
52 CASE PREDILETTE L’Associazione degli ostelli della gioventù svizzeri gestisce 52 case (46 proprie e 6 in franchising). Nell’offerta si trovano alloggi per tutti i gusti, dal castello romantico sino all’edificio in stile moderno. Nel 2014 l’organizzazione non profit ha registrato un fatturato di 47,3 milioni di franchi; i pernottamenti sono stati esattamente 784 132. Aggiunti ai 174 984 pernottamenti nelle case in franchising equivale a quasi un milione di notti. Della costruzione e della manutenzione degli ostelli è responsabile la Fondazione svizzera per il turismo sociale. La somma impiegata per la costruzione del Wellness Hostel 4000 a Saas Fee è di 10 milioni di franchi a carico della Fondazione e di 6,8 milioni per l’Aqua Allalin da parte del Patriziato di Saas Fee. In programma c’è già un altro ostello che dovrebbe essere realizzato prossimamente nel Castello di Burgdorf.
ALTRI OSTELLI NELLE LOCALITÀ INVERNALI Pontresina Ideale punto di partenza per 3 comprensori sciistici
Gstaad Saanenland Inaugurato nel 2014
Santa Maria Antico albergo risalente al 1537
www.youthhostel.ch/pontresina
www.youthhostel.ch/gstaadsaanenland
www.youthhostel.ch/sta.maria
Zermatt Nella zona sciistica più alta della Svizzera
Interlaken Direttamente accanto alla stazione ferroviaria
Klosters Sentiero per escursioni e per slitte davanti alla porta
www.youthhostel.ch/zermatt
www.youthhostel.ch/interlaken
www.youthhostel.ch/klosters
St. Moritz Stübli perfetta per fondue e raclette
Grindelwald Con romantica capanna nel bosco per 4 persone
Valbella A due passi dalle piste da sci
www.youthhostel.ch/st.moritz
www.youthhostel.ch/grindelwald
www.youthhostel.ch/valbella
Saas Fee Piscina coperta, wellness e fitness su 1900 m2
Scuol Vicino agli impianti di risalita e alla stazione
Davos Youthpalace In pochi minuti a piedi si è alla partenza del Parsenn
www.wellnesshostel4000.ch
www.youthhostel.ch/scuol
www.youthhostel.ch/davos
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Grande offerta
per un piccolo luogo sciistico In vetta ad un passo nelle Alpi vodesi non lontano da Aigle si trova Les Mosses. Prezzi favorevoli e un ampio ventaglio di attività sportive e di divertimento rendono questo paesino romando l’ideale località invernale per le famiglie. TESTO JULIANE LUTZ | FOTO ALD, JULIANE LUTZ
P
rima ci godiamo una leggera ma bella discesa e poi ci troviamo in mezzo al vasto paesaggio davanti ad una lieve salita che aspetta solo di essere superata con rinnovato slancio dai fondisti. La neve scricchiola sotto i nostri sci, mentre tutto attorno regna il silenzio. Improvvisamente dietro di noi sentiamo ansimare. Una coppia di sportivi con due husky al guinzaglio ci supera con facilità sulla pista di fondo e in men che non si dica scompare dietro la prossima collina. A giudicare dalla luce negli occhi, i cani si divertono tanto quanto i loro padroni. Sulla pista numero 5, che conduce
I più piccoli sono principi e imparano a sciare divertendosi lungo i dolci pendii.
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da Les Mosses a La Lécherette, sono permessi anche i quattro zampe.
Sci di fondo innanzitutto La piccola località invernale di Les Mosses – a dire il vero si tratta di un paio di case su un passo nelle Alpi vodesi non lontano da Aigle – è un paradiso per chi fa sci di fondo grazie alle sue sei piste, ognuna con un diverso grado di difficoltà. Particolarmente bello dal punto di
vista del panorama è il tratto sulla piana di Pra Cornet. Si può prendere un impianto di risalita per poi percorrere la pista a 1646 metri di altezza. Chi non vuole solo sciare, ma anche sparare, allora ha a disposizione l’unica struttura per biathlon della Svizzera romanda.
Per i più piccoli è gratis A Les Mosses e dintorni si può naturalmente anche fare sci alpino. Si può sce-
gliere tra 14 skilift che portano in cima a piste perlopiù facili da percorrere. Per questo motivo è una località particolarmente adatta a famiglie con bambini, che fanno i primi passi… sugli sci. Lo sci-asilo è molto ampio e una pista è riservata ai futuri Carlo Janka e Lara Gut. Chi non ha ancora nove anni, viaggia gratis, e così pure chi è un «super senior». E si trovano anche pratiche tessere a punti a buon mercato per chi non desidera fare sport tutto il giorno. Un altro vantaggio per le famiglie sono i tragitti brevi all’interno della località. Non si ha bisogno né del bus, né tanto meno dell’auto per andare dallo chalet alla scuola di sci, alle piste di sci e di fondo e ai sentieri per le escursioni. I genitori che durante le vacanze desiderano avere un po’ di tempo per se stessi, possono affidare per un paio d’ore i loro amati piccoli al servizio di babysitting organizzato dalla scuola di sci.
La capanna di Monique Nel paesino spesso hanno luogo eventi sportivi, ma chi è alla ricerca di quiete la può ottenere in un paio di minuti, ad esempio in un’escursione con le ciaspole. Noi abbiamo scelto il tragitto numero 8 che conduce sul Pra Cornet. Sul pendio si è soli con se stessi, ma in lontananza si scorgono i partecipanti di una corsa di sci di fondo che si affrettano su e giù da una collina. Un ultimo tratto ripido conduce attraverso il bosco e improvvisamente ci si trova di nuovo sulla piana. Da un lato si ammirano le Prealpi Friburghesi con le cime appuntite e dall’altro lato le vette vallesane. Chi si è dato da fare così tanto per conquistare il pendio, una volta arrivato alla meta può concedersi un peccato di gola. Ottimi sono i «Macaroni de Chalet» con prosciutto e cipolle proposti nella piccola buvette di Monique Gonet. La signora apre la sua mini capanna anche nelle serate con la luna piena per chi fa escursioni con le ciaspole e prepara agli sportivi la fondue, un’ottima idea prima del rientro a Les Mosses. Anche solo la «Soirée Clair de Lune» sarebbe un motivo per tornarci. ◆
Un paio di case, uno stupendo panorama con un’atmosfera famigliare. Tutto ciò si trova sul Col des Mosses.
LES MOSSES La località di 200 abitanti si trova in cima al passo a 1445 metri di altezza, a circa 20 chilometri dal paesino vinicolo di Aigle e 11 chilometri dalla località sciistica di Les Diablérets. Les Mosses offre 6 piste di sci di fondo e 7 percorsi per ciaspole situate a buona distanza dalle piste. Nel Centre Nordique si possono usare gratuitamente spogliatoi, docce, area picnic e locali per la preparazione degli sci. Mentre gli sciatori possono scegliere tra 14 impianti di risalita a Les Mosses/La Lécherette. Stagione invernale: da inizio dicembre sino a inizio aprile. Pernottamento: chi trascorre le proprie ferie a Les Mosses, sceglie in genere appartamenti di vacanza. Si possono prenotare attraverso i siti www.lesmosses.ch oppure www.blattisports.ch.
Svago sugli sci per tutti. A Les Mosses e dintorni ci sono a disposizione 14 impianti di risalita.
Nel semplice albergo a tre stelle Le Relais Alpin, adatto per le famiglie con bambini, una camera doppia con la colazione costa 150 franchi. In più gli ospiti più piccoli a tavola ricevono sempre per primi i piatti. www.leschaletsdesmosses.ch
Eventi: Les Mosses è piccola, ma è un luogo in cui si tengono numerosi eventi sportivi dalle gare di sci di fondo alle corse con i cani da slitta. Sci di fondo in prima linea. I partecipanti di una gara vicino al Centre Nordique.
Buvette sul Pra Cornet. I «Macaroni de Chalet» della gerente valgono ben un peccato di gola.
www.lesmosses.ch/fr/evenements
Serata al chiaro di luna: Monique Gonet gestisce anche in inverno una piccola capanna sul Pra Cornet. Il suo locale è aperto da mercoledì a domenica. Dato che la buvette è molto piccola si consiglia di prenotare. Nelle serate di luna piena Monique propone «Soirées Clair de Lune» con fondue. Solo su prenotazione. Tel. 078 633 35 02
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Pronti per
la neve?
L’inverno avanza a passi da gigante. Siete pronti a sciare, fare snowboard ed escursioni nonché andare in slitta? Se non lo siete, ecco per voi un paio di gadget interessanti. IDEE JULIANE LUTZ
LA CUFFIA CHE LA DICE LUNGA Indossare un copricapo solo per tenere al caldo la testa è noioso. Lì si può fare la differenza. Ad esempio con una cuffia tra le numerose della marca Eisbär.
MINI TUTA INVERNALE Con la «Baby Hi-Loft Down Sweater Bunting» i bambini sembrano ometti Michelin, ma l’abbondante strato di piumino li protegge dal freddo.
Eisbär, 39.95 fr. www.sportscheck.ch
Patagonia, 130 euro negozi Patagonia
MANI RISCALDATE Con i Gabes Hot Mitten di Ziener dimenticatevi le dita fredde. Grazie all’accumulatore sono possibili tre livelli di calore e hanno pure l’imbottitura primaloft. Ziener, 249 fr. www.sportxx.ch
BOTTIGLIA TERMICA Il termos «Stanley» mantiene il tè o la zuppa caldi per 18 ore. E diventa così l’importante compagno di gite con gli sci e con le racchette da neve. Stanley, ca. 50 fr. nei negozi specializzati
CALZE PER SPORTIVI
SCI PER INTENDITORI
Le calze sbagliate significano sofferenza. Le speciali e nuove Icebreaker Ski + Over the Calf Light offrono un’imbottitura speciale e dunque comfort.
Quando lo sci deve essere qualcosa di speciale, gli intenditori comprano da Zai a Disentis. Ad esempio l’elegante «Spada 188» con nucleo in granito.
Icebreaker, da 35 fr. nei negozi specializzati
Zai, 6900 fr. www.zai.ch
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GLI SFIZIOSI
VIDEOCAMERA INTELLIGENTE La Rollei Actioncam 420 è una camcorder wifi a 12 megapixel con risoluzione video 4K e 2K. Grazie al Safety Pad, in caso di caduta, si sgancia dal casco.
OCCHIALI PER I FAN HI-TECH L’«Airwave» di Oakley protegge gli occhi e mostra su un display la velocità, la temperatura e il comprensorio sciistico. E si può collegare allo smartphone.
Rollei, da 199 fr. www.amazon.de
Oakley, 770 fr. www.oakley.com
PIÙ DI UN CASCO Molti caschi sono tutt’altro che attraenti. Una lodevole eccezione è rappresentata dal modello elegante «Bamboo» di Bogner costruito con legno di bambù che ricorda le gare di un tempo. Bogner, ca. 600 fr. nei negozi Bogner
MAGLIONE PER L’INVERNO Deve per forza essere sempre un pile? Con il maglione fatto a mano «Damier» si è ben vestiti sia nella capanna rustica che nel bar «dopo sci» alla moda. JetSet, 519 fr. da Jelmoli
SALDI SU NEVE E GHIACCIO È un bene che ci siano catene anche per le scarpe. Le Chainsen Snowline sono semplici da applicare e rendono più sicure le escursioni invernali. Chainsen, 59 fr. www.spikes.ch
BARBUTI SULLA PISTA Oggigiorno un vero uomo porta la barba, si potrebbe pensare guardandosi in giro. Perché allora non portare un occhiale da sci con barba incorporata?
LO SPLITBOARD PIÙ VENDUTO Il Custom Snowboard di Burton è un prodotto di successo. Per il 20° anniversario la tavola unisex è ora disponibile anche nella versione split. Burton, 820 fr. www.burton.com
SLITTA PER PILOTI Sembra un’opera d’arte e in più sulla neve va veloce come un razzo. La slitta in legno di frassino «Top» dell’atelier svittese Lindauer. Lindauer, 780 fr. www.lindauerschlitten.ch
Conley’s, 44.90 fr. www.conleys.ch
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OFFERTA PER SOCI TCS
DAY SPA DELUXE Non avete tempo per andare in vacanza? O forse siete alla ricerca di idee regalo? Ecco la soluzione che fa per voi: una giornata DAY SPA Deluxe all'insegna del piacere Un giorno di vacanza è meglio di niente! Se non riuscite a mollare e al momento non avete tempo per una vacanza vera e propria, concedetevi almeno una pausa per ridare al vostro corpo e al vostro spirito l'energia e la forza necessarie per affrontare le sfide quotidiane. La Day Spa è perfetta per le piccole pause, una giornata di vacanza all'insegna del benessere solo per voi! Naturalmente potete portare con voi la vostra migliore amica o i vostri
cari oppure regalare questa giornata di relax mediante un buono, ancora meglio se nella formula «Tempo per due», insieme a colei o a colui che vi accompagna. Private Selection Hotels è il marchio di qualità che contraddistingue 59 alberghi di lusso e di prima classe privati in Europa, che si contraddistinguono per il loro fascino speciale e per il loro carattere autentico. La formula Day-Spa viene offerta dai seguenti Wellness Hotel della famiglia Private Selection:
OFFERTA ESCLUSIVA
DAY SPA PRENOTABILE NEI SEGUENTI ALBERGHI:
PREZZI & VALIDITÀ
• 1 entrata giornata benessere in uno degli alberghi partecipanti al Private Selection famiglia • Ingresso libero alla zona piscine e saune • Partecipare liberamente ai programmi d'attività giornalieri (QiGong, Pilates, Yoga, ginnastica acquatica) • 1 lunch di benessere • accappatoio, ciabattine e asciugamano a disposizione per tutta la durata della giornata benessere • 1 massaggio corpo parziale (25 minuti) • Alla fine o con il lunch 1 bicchiere di Prosecco
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Prezzo speciale: CHF 149.– per persona (prezzo normale di CHF 185.– fino a CHF 195.—).
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Alexander-Gerbi Hotels, Weggis Seminar- & Wellnesshotel Stoos, Stoos Wellnesshotel Golf Panorama, Lipperswil Hotel Bad Horn, Horn/Lago di Costanza Hotel Hof Weissbad, Weissbad/Appenzello Cresta Palace Hotel, Celerina/St. Moritz Hotel Schweizerhof, Lenzerheide Hotel Adula, Flims-Waldhaus Hotel La Val, Brigels Parkhotel Bellevue & Spa, Adelboden Wellness- & Spa Hotel Ermitage, Schönried ob Gstaad Wellness- & Spa Hotel Beatus, Merligen Hubertus Alpin Lodge & Spa, Balderschwang/Algovia
Il buono può essere utilizzato tutto l'anno. Si prega di notare: per motivi di qualità le entrate nella zona Spa sono limitate. La riservazione è assolutamente consigliabile entro almeno due giorni prima dell'uso del buono e vale quale richiesta di disponibilità.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI Prenotabile esclusivamente tramite Private Selection Hotels: Tel. 041 368 10 05 (lun - sab) oppure info@privateselection.ch www.privateselection.ch
CALENDARIO KALENDER
Novembre/dicembre Nel periodo tra fine novembre e inizio dicembre hanno luogo eventi che si fondano su antiche tradizioni e che trasmettono la magia dell’inverno e dell’Avvento. Una selezione per i nostri lettori.
Luci a Bad Ragaz
SABATO
21.
11
Inizio al Dorfbad, Am Platz 1 Gratuito www.spavillage.ch
Pattinare a Locarno
GIOVEDÌ
26.
11
L’accensione dell’illuminazione natalizia viene celebrata. Una catena luminosa collega le terme Dorfbad al parco Kurpark, dove innumerevoli luci fanno rifulgere due enormi alberi.
Sino al 6 gennaio la Piazza Grande si trasforma in una enorme pista di ghiaccio. E ci sono delle bancarelle con specialità gastronomiche. Piazza Grande da 7 a 17 anni: 3 fr., da 18 anni: 4 fr. www.locarnoonice.ch
Mercato delle cipolle a Berna
LUNEDÌ
23.
11
Design a Lucerna
VENERDÌ
4.
12
Come da tradizione, il quarto lunedì di novembre nella capitale tutto ruota attorno alle cipolle: al «Zibelemärit» la festa comincia alle 6 di mattina. Nei locali in centro ci si incontra e si passeggia tra le bancarelle, i piccoli si divertono con i coriandoli. Centro città bernese Gratuito www.bern.ch
Per i regali di Natale, sino al 6 dicembre, vi consigliamo le Giornate di design a Lucerna. Qui vengono venduti gioielli creativi, accessori di moda e per la casa. Kornschütte e Rössligasse 12 Entrata da 10 fr. www.designschenken.ch
Aria fiabesca a Chillon
SABATO
5.
12
Nel cortile del Castello di Chillon si trova un mercato natalizio con musica medievale, magia fiabesca e tanto altro ancora. Castello di Chillon 15 fr. (6 fr. bambini) www.chillon.ch
DOMENICA
6.
12
Scampanellio a Glarona Per il «Klausschellen» gli scolari muniti di campanacci percorrono i loro paesi e chiedono doni. Diversi comuni glaronesi Gratuito www.glarus.ch
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RUBRIKTITEL MOBILITÀ
Perché ci vuole una galleria di risanamento Crepe nel rivestimento e ruggine sul cemento armato: la galleria stradale del San Gottardo va risanata. Dicendo sì al tunnel di risanamento, il 28 febbraio, si apre la possibilità di rendere più sicura la principale trasversale alpina della Svizzera. TESTO DINO NODARI | FOTO USTRA
L
a situazione di partenza è chiara e indiscutibile: la galleria stradale del San Gottardo dev’essere risanata. In caso contrario, il tunnel, inaugurato 35 anni orsono, non sarebbe più funzionale, a prescindere dalla sicurezza del traffico. 35 anni sono un periodo molto lungo, che non passa per nessuno senza lasciare tracce. Ciò vale anche per le infrastrutture, in particolare per il traforo del San Gottardo, percorso ogni anno da circa sei milioni di automobili e camion. La galleria del San Gottardo è ormai vecchia e va risanata.
Danni qua e là Ad esempio, bisogna staccare e provvedere alla sostituzione della soletta intermedia, che si snoda per tutta la lunghezza del tunnel e che è d’importanza fondamentale per il funzionamento delle gallerie moderne. Oltre alla soletta, che oggi presenta dei danni e risulta sottodimensionata, deve essere rinnovata anche la volta interna. Inoltre, bisogna allargare il cunicolo di sicurezza per poter posare l’insieme degli 26 touring | dicembre 2015
allacciamenti da cantiere. Anche l’altezza della galleria non soddisfa più i requisiti odierni e va quindi elevata. In ultimo, ma non per ordine d’importanza, occorre sostituire la pavimentazione stradale e ricostruire la ventilazione del tunnel. A questo punto, esistono due modi per risanare: con o senza galleria di risanamento. Dopo l’esame di diverse varianti, il Consiglio federale si è deciso per la soluzione con un secondo tubo e il Parlamento lo ha seguito a grande maggioranza. Benché l’investimento necessario per questa soluzione sia leggermente più alto rispetto all’alternativa senza un secondo tunnel, offre un vantaggio determinante: infatti, la più importante trasversale alpina della Svizzera rimarrebbe transitabile e il Canton Ticino non resterebbe isolato dal resto del Paese.
Più sicurezza nel tunnel E poi c’è un aspetto che riveste particolare importanza per il Touring Club Svizzero: la sicurezza aumenterà. Infatti,
dopo il risanamento saranno disponibili due canne che consentiranno il traffico separato nelle due direzioni di marcia. Oltretutto, il risanamento propriamente detto del tunnel verrà a costare di meno. Infatti, si eviteranno le costose stazioni di trasbordo dei veicoli, che non dovranno quindi essere smantellate a lavori ultimati senza averne ricavato alcun valore aggiunto. Siccome due gallerie separate offrono più sicurezza di un’unica canna lunga 17 chilometri con doppio senso di marcia, nessuno mette seriamente in discussione questo progetto. Il paragone con il tunnel stradale del Seelisberg è impressionante. Quest’ultimo è stato aperto praticamente in contemporanea con il traforo del San Gottardo. È lungo nove chilometri e ha la circolazione separata per ogni senso di marcia. In 35 anni al Seelisberg si sono verificati nove incidenti mortali, mentre nello stesso periodo sono morte 36 persone nel San Gottardo. Tra i maggiori svantaggi si segnala la mancanza di corsie d’emergenza in caso di incidenti o
Soletta intermedia Questo non è il solo punto che richiede un risanamento urgente.
Depositi Il controsoffitto non sembra in buono stato.
Tre domande a Peter Goetschi Perché il TCS si schiera a favore di un secondo tunnel al San Peter Goetschi Gottardo nonostante Il presidente l’articolo per la protecentrale del TCS prende posizione. zione delle Alpi?
Fessure Il soffitto della galleria è fatiscente.
Nicchie d’emergenza Non si ha mai finito di risanare.
Peter Goetschi: La galleria del San Gottardo deve essere risanata e un risanamento tramite la costruzione di un secondo tubo è certamente la soluzione più ragionevole per tre motivi: apporta più sicurezza grazie alla separazione dei flussi di traffico, comporta un investimento duraturo e sostenibile e garantisce il collegamento con il Ticino. In poche parole, la costruzione di un secondo traforo al San Gottardo è l’unica variante di risanamento che abbia senso. Dove si situa esattamente il pericolo nel San Gottardo?
Risanamento indispensabile Ci sono depositi lungo tutto il tunnel.
Rifacimento La soletta va demolita e rinnovata.
gravi avarie. Ad ogni intervento, le squadre di soccorso devono bloccare completamente la galleria, provocando così delle interminabili code davanti ad entrambi i portali.
Il pericolo viaggia con noi La sicurezza è già stata migliorata dopo il disastroso incendio del 2001 con undici morti. Furono, in particolare, portate ai massimi livelli la ventilazione, l’illuminazione e la segnaletica. Eppure una fonte di pericolo persiste: nella più lunga galleria delle Alpi la circolazione procede ancora nei due sensi di marcia. Come spiega Peter Goetschi (v. intervista a lato), ormai da molti anni il TCS è impegnato a favore del raddoppio del San Gottardo. Per il presidente centrale del TCS è chiaro che «nell’attuale tunnel bidirezionale c’è un enorme potenziale perché avvenga nuovamente una sciagura stradale. L’improcrastinabile risanamento della galleria esistente offre dunque l’occasione per una soluzione duratura, specialmente sotto il profilo della sicurezza stradale». w
LE RAGIONI PER UN CHIARO SÌ ALLA GALLERIA DI RISANAMENTO
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La costruzione di una galleria di risanamento è di gran lunga la soluzione migliore, poiché la costruzione di un secondo tubo costa meno del risanamento con delle stazioni di trasbordo provvisorie e inoltre ha un minore impatto sull’ambiente.
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Un tunnel di risanamento apporta maggiore sicurezza, perché nelle lunghe gallerie il traffico contromano è pericoloso. Un sì alla galleria di risanamento è vitale per l’economia, perché le nostre aziende hanno bisogno di un collegamento stradale attraverso il San Gottardo.
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Un sì alla galleria di risanamento rappresenta un sì alla coesione nazionale, altrimenti il Ticino è tagliato fuori per 3 anni. Un sì alla galleria di risanamento evita il traffico di aggiramento e ingorghi su tutto il territorio nazionale.
In questa galleria tra il 2001 e il 2012 ci sono stati 19 morti, 18 dei quali in seguito a collisioni frontali o di striscio. Questa causa d’incidente si può eliminare con il traffico monodirezionale. Inoltre: secondo le odierne direttive in materia di sicurezza, il tunnel del San Gottardo ora non potrebbe più essere costruito in questo modo. Infatti, le conseguenze di un grave incidente in galleria non sono paragonabili con quelle di una strada aperta. Una circolazione con flussi di traffico separati – come ad esempio quella prevista nel tunnel ferroviario di base del Monte Ceneri – non è soltanto ragionevole per una galleria lunga 17 km come quella del San Gottardo, ma è addirittura indispensabile. La galleria di risanamento comporta maggiori costi rispetto alla variante delle stazioni di trasbordo. Possiamo veramente permettercelo?
A prima vista la variante del risanamento con due tunnel è effettivamente più cara da realizzare. Tuttavia, a medio e lungo termine la costruzione di un secondo tubo rappresenta la migliore soluzione anche a livello economico. Con la costruzione di una seconda canna investiamo in un’infrastruttura sicura e duratura, della quale approfitteranno le generazioni future. Per contro, le stazioni provvisorie di trasbordo dei veicoli, che nessuno vuole nei propri paraggi, dovrebbero essere ricostruite anche in occasione del prossimo risanamento. dicembre 2015 | touring
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Tunnel del San Gottardo
Lascia o
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TESTO DINO NODARI
osa succederebbe, se? Questa è la domanda che si sono posti il Consiglio federale e il Parla mento, arrivando alla conclu sione che l’opzione più ragionevole è una galleria di risanamento. Se il risana mento fosse eseguito senza una seconda canna, in Ticino e Uri, ma forse anche in altri cantoni, ci sarebbe bisogno di co stose stazioni di trasbordo per la cosid detta autostrada viaggiante. Le auto sarebbero quindi caricate a Göschenen e Airolo, mentre i camion a Rynächt e Biasca. Nelle strette valli si dovranno reperire preziosi terreni equivalenti alla superficie di 22 campi di calcio. A para gone dello spazio necessario si prende l’Eurotunnel a Calais (foto sopra). Tutta via, mentre le stazioni di carico dei ca mion a Erstfeld e Biasca dovrebbero tra sbordare 6,3 milioni di veicoli all’anno,
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dali e ferroviari». Ecco perché oggi nes sun cantone sarebbe disposto a rinun ciare per tre anni ad un collegamento stradale con il resto del Paese.
Argomenta alla stessa maniera l’ex Consigliere nazionale urano Franz Stein egger. «Se si volesse caricare completa mente il traffico sulla ferrovia, si do l’Eurotunnel ne assorbe soltanto 4,1 mi vrebbe sacrificare il miglior terreno della lioni. Le rampe di carico al San Gottardo nostra valle per far posto alle enormi dovrebbero perciò essere più grandi di stazioni di trasbordo. E a lungo termine quelle di Calais. la capacità di questi impianti non baste rebbe di sicuro. La conseguenza sarebbe Contrari agli impianti un caos della circolazione e ingorghi sulle «L’idea della cosiddetta autostrada viag strade cantonali». A proposito della dispo nibilità di spazio nel Canton Uri, Steineg giante provvisoria è insostenibile sotto ger lascia aperto un grosso interrogativo. l’aspetto finanziario ed è tecnicamente problematica. Il Canton Ticino, inoltre, è «Eventualmente, ad Erstfeld potrebbe an fermamente contrario alla costruzione di che essere fattibile una stazione di carico, ma richiederebbe una notevole superficie. impianti di carico sul suo territorio», ha dichiarato il Consigliere di Stato Claudio A Göschenen invece sembra non esserci né lo spazio, né il terreno adatto per un Zali durante una conferenza stampa sulla galleria di risanamento. Per il diret tale progetto. Infatti, qui ci troviamo in una zona a rischio valanghe». tore del Dipartimento del territorio è chiaro: «Non possiamo tornare indietro agli anni Sessanta e credere che sia suffi Per riuscire a disporre di una superficie ciente un buon collegamento ferroviario. di queste dimensioni si dovrebbe comun que ricorrere a terreni di privati, sia in Le società e le economie moderne sono Ticino, sia a Uri. E si dovrebbero fare i dipendenti da buoni collegamenti stra
FOTO EUROTUNNEL, FORZE AEREE SVIZZERE, KEYSTONE
Senza una galleria di risanamento, al San Gottardo, si dovrebbero costruire delle stazioni di trasbordo provvisorie. Si stima che nei cantoni Uri e Ticino queste stazioni occuperebbero una superficie grande quanto 22 campi di calcio. Ma nessuno li vuole in casa, questi impianti.
RUBRIKTITEL MOBILITÀ
Eurotunnel Le strutture in Ticino e nel Canton Uri sarebbero più grandi di quelle di Calais.
raddoppia? conti con lunghissime procedure. Per Franz Steinegger è inoltre chiaro che la popolazione urana patirebbe un aumento del traffico se, come previsto dall’Ufficio federale delle strade, si dovesse parzialmente abolire il divieto di circolazione notturna. «L’80 percento della popolazione urana abita a nord delle stazioni di trasbordo e sarebbe molto più colpita di oggi».
Soluzione costosa Si prevedono quindi forti resistenze su entrambi i versanti del Gottardo. Le strutture di carico provvisorie sono peraltro care. L’alternativa al raddoppio più probabile, nel caso di un no alle urne, comporterebbe lavori per sette anni, con ripetute chiusure del tunnel tra novembre e marzo, periodo in cui anche il passo è impraticabile. I costi dell’opera si stimano in 1,9 miliardi di franchi, di cui 1,1 miliardi per la costruzione e la gestione dell’infrastruttura che, a lavori ultimati, verrebbe smontata. E dire che fra 30 o 40 anni, quando si tratterà di ricostruirla ex novo per l’ennesimo risanamento del tunnel stradale, l’investimento per il secondo traforo sarebbe già ampiamente ammortizzato. •
DA SAPERE La soluzione del trasbordo non è adatta per far fronte al volume di traffico già oggi convogliato attraverso il San Gottardo. Infatti, su ferrovia si possono trasportare soltanto 600 autovetture all’ora per ogni direzione. Ma attualmente questo tratto riesce a smaltire ben 900 veicoli all’ora. L’autostrada viaggiante sarebbe quindi irrimediabilmente sovraccarica, come dimostra una semplice estrapolazione dei dati. Ad esempio, il limite di capacità sarebbe superato durante 747 ore in direzione Sud e durante 698 ore in direzione Nord. Inoltre ci sarebbero giornate in cui i collegamenti sarebbero sovraccarichi anche per 21 ore. Con il trasbordo delle sole automobili, al San Gottardo gli odierni problemi di traffico si moltiplicherebbero per un fattore tra 5 e 7. Se durante la fase di risanamento della galleria stradale si dovesse poi avere a che fare con un sistema di trasbordo inefficiente, cioè non in grado di assorbire il volume di traffico per più di 100 giorni, ne scaturirebbero congestionamenti e colonne in tutta la Svizzera. Ne sarebbero quindi colpite proprio quelle regioni che già oggi sono fra le più trafficate.
Göschenen Nel Canton Uri ci vorrebbe uno spazio grande come 12 campi di calcio.
Airolo Il Ticino è contrario alla costruzione di un impianto del genere sul suo territorio.
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MOBILITÀ
PAURA negli autosili
Non è sempre facile per una donna ritrovarsi sola all’interno di un parcheggio sotterraneo al buio. Oltre a rimanere vigili, le conducenti coraggiose devono imparare a difendersi. Dimostrazione dopo un corso di autodifesa. TESTO ALINE BEAUD | FOTO EMANUEL FREUDIGER
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riburgo, 14 novembre, ore 22.30. Chloé Baechler accelera il passo. Si dirige verso il suo veicolo posteggiato al lato opposto del parcheggio sotterraneo. Si volta per controllare la situazione alle proprie spalle. Il luogo è deserto. Ma di colpo qualcuno potrebbe uscire dalla penom-
bra e aggredirla. La tensione aumenta. Prende le chiavi nella borsetta e cerca di fare il più velocemente possibile. Per fortuna la nostra conducente è ora pronta ad affrontare ogni eventualità. In effetti recentemente ha seguito un corso tenuto da Ludovic Benzakein che le ha insegnato i suoi metodi di difesa
→
Sudore freddo Non ci si sente tranquilli quando si è soli in un parcheggio sotterraneo deserto e si deve raggiungere la propria auto.
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Nei pressi del baule
Furto con strappo Chloé sta per deporre le cose nel bagagliaio, quando l’aggressore la sorprende da dietro per strapparle la borsa.
ispirati al krav-maga ma adattati in modo di essere alla portata di tutti. Un corso che l’ha resa più sicura ogni volta che esce da sola la sera e si trova in una stradina al buio o in un autosilo deserto. Oltre ai corsi settimanali, agli stage mensili offerti nella regione losannese e ai corsi privati creati su misura per i clienti, Ludovic Benzakein ogni anno offre una formazione di un giorno alle nuove proprietarie di Mini nei garage Jan Autos a Losanna e a Saint Légier. Uno stage destinato alle conduttrici desiderose di sapersi difendere già a partire dai primi chilometri percorsi con la loro automobile nuova di zecca.
In tacchi a spillo Tutti i corsi sono tenuti indossando i vestiti che si portano normalmente. «Alcune delle mie allieve imparano a difendersi con i tacchi a spillo», spiega Ludovic Benzakein. E, in occasione dei vari corsi, i partecipanti non devono assolutamente scaldare i muscoli prima dell’esercitazione! «È importante sapersi difendere in ogni circostanza e soprattutto quando meno ce lo si aspetta, sottolinea l’esperto in autodifesa. Tra l’altro le armi utilizzate durante l’allenamento non sono finte, noi maneggiamo ad esempio dei veri coltelli». Si tratta in effetti di imparare a difendersi con i mezzi che si hanno «a 32 touring | dicembre 2015
bordo» – i piedi, le mani, le ginocchia – e di sviluppare la propria cassetta degli attrezzi. «Uno dei miei partecipanti, di 70 anni, viene al corso con il suo bastone da passeggio», spiega l’istruttore che conta una quarantina di allievi regolari, in maggioranza donne.
Nell’auto
Gesti semplici Durante questa formazione, Chloé Baechler ha imparato a difendersi nelle tre situazioni d’esercitazione riprodotte nelle foto qui a lato: 1) il furto della borsetta nel momento in cui mette le cose nel bagagliaio; 2) un’aggressione quando il veicolo è già fermo e la passeggera apre la porta; 3) un attacco frontale all’uscita del veicolo. Nell’esercitazione lei interpreta il ruolo della vittima, mentre Ludovic Benzakein quello dell’aggressore con tanto di cappuccio in testa e sguardo da malvivente. Per insegnare le tecniche di difesa alla neo conducente, quando cerca di strappare di colpo la borsetta non usa i guanti di velluto, anzi. «L’esercizio deve svolgersi come se si trattasse di una vera aggressione. In questo modo so già come sarà la sensazione nel momento in cui avverrà davvero», dichiara l’automobilista contenta di aver acquisito degli strumenti di difesa supplementari. Dei gesti semplici, ma efficaci che si tratterà di ripetere più volte allo scopo
Effetto sorpresa La borsetta sulle ginocchia, la cintura slacciata, Chloé si prepara a scendere dall’auto quando l’aggressore apre con violenza la portiera e tenta di rubare la borsetta.
A lato del veicolo
Chi c’è? Questa volta Chloé vede arrivare il suo aggressore. Per difendersi bisogna reagire rapidamente.
di fissare i riflessi difensivi nel proprio corpo e di potere reagire correttamente al momento necessario. Si tratta di movimenti che voi automobilisti potete anche riprodurre per mezzo delle illustrazioni e delle descrizioni presentate
qui sopra. Chissà che vi permetteranno di evitare il panico a bordo!◆ Questo articolo è stato realizzato con il sostegno di Ludovic Benzakein, www.krav-benzakein.ch. Da notare che nessuno dei partecipanti è stato ferito durante la realizzazione di questo reportage.
MOBILITÀ
Colpo basso Attaccata alle spalle, la nostra vittima si gira e si difende tirando un pugno sotto la cintura dell’aggressore.
E un sinistro! La reazione di Chloé termina con un colpo nella glottide del suo aggressore.
Senza esitare! Per difendersi a Chloé non rimane che tirare un pugno piazzandolo bene.
Ultima tappa Colpito, l’aggressore si piega in avanti. È il momento giusto per assestare un pugno nel pomo d’Adamo.
Ed eccolo! Senza esitare un attimo, alza il ginocchio, tende la gamba e fa partire un colpo con il piede.
Pum nella glottide! In seguito si rimette sulle due gambe e tende il corpo in avanti. Il momento giusto per colpire il suo avversario con un sinistro nella glottide.
I CONSIGLI DI UN PROFESSIONISTA Sapere come difendersi è una buona cosa. Non farsi aggredire è ancor meglio! I consigli di Ludovic Benzakein: Prepararsi con le chiavi in mano avvicinandosi al veicolo. Una volta seduti, chiudere immediatamente la vettura. Il metodo innovativo sviluppato da Ludovic Benzakein (36 anni) è basato sui riflessi difensivi e sulla rapidità d’azione.
Non lasciare in vista borse e borsetta, ma metterle sotto il sedile posteriore o nel bagagliaio. Non guardare per terra mentre ci si avvicina all’auto. Restare attenti e vigili.
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MOBILITÀ
Le bici cargo invadono la capitale
Lanciata a settembre, la piattaforma carvelo2go.ch seduce i fan di bici da carico elettriche. Queste due ruote possono ora essere noleggiate in 11 postazioni a Berna, ad esempio da Apfelgold e Barbière.
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TESTO ALINE BEAUD | FOTO EMANUEL FREUDIGER
ratiche, veloci e comode. Gli utenti sono unanimi a proposito delle bici cargo elettriche. Da fine settembre questi veicoli possono essere noleggiati sul sito carvelo2go.ch per pochi franchi – il noleggio è gratuito per i soci TCS. Le grandi biciclette sono posteggiate presso alcuni ospiti in diversi quartieri bernesi. Donat Berger, uno di loro, è già stato sedotto dal progetto pilota gestito dall’Accademia della mobilità, Engagement Migros, le BLS, Città di Berna e TCS. Ogni settimana da 2 a 4 persone ven-
Vento in poppa Le bici cargo seducono per la velocità e la maneggevolezza.
gono al bar a prendere in prestito una bici cargo. «Le reazioni sono tutte positive e i bambini sono i più entusiasti», si rallegra il proprietario e gerente di Apfelgold, egli stesso un utente del veicolo a scopo professionale. «Ho consegnato una cassa di 80 tortine con questa cargo-bike. È così stabile che i dessert non si sono mossi!», sottolinea.
«Queste bici godono di una buona visibilità. A Berna le si vede ovunque» Donat Berger, proprietario e gerente d’Apfelgold
al lavoro… «La cargo-bike era troppo veloce», scherza la gerente di Barbière, precisando che i distillatori della sua birreria ora trasportano in bici cargo il «marc» residuo della fermentazione al contadino. «Un’alternativa ideale all’auto», afferma prima di aggiungere che la bici di color verde suscita la curiosità degli abitanti del quartiere e dei clienti abituali. In un mese carvelo2go.ch ha totalizzato 220 iscrizioni e 152 prenotazioni. Il progetto dovrebbe estendersi a Basilea nel 2016 e interessa anche ad altre città. •
Il veicolo ha giocato un tiro mancino a Fabienne Beck, che tradendo la sua bici per la due ruote elettrica, è arrivata troppo presto
NOLEGGIARE UNA BICI CARGO Collegandovi a carvelo2go.ch, avete la possibilità di noleggiare delle bici da carico elettriche a Berna (11 postazioni). Per farlo basta registrarsi, scegliere la postazione desiderata e prenotare. Il noleggio costa 5 franchi la prima ora, 2 fr. per ogni ora supplementare, poi 1 fr. per ogni ora in più dalla decima ora. È gratuito per i soci del TCS. www.carvelo2go.ch
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L’ESPERTO TCS
Le insidie del carsharing Grazie alle moderne forme di condivisione dell’auto, il carsharing, oggi è possibile affittare in modo semplice e rapido una vettura. Ma attenzione: in caso di danni si rischia di pagare caro, malgrado l’assicurazione. TESTO RAPHAËL SCHILT
I
l carsharing è indubbiamente una buona cosa e può rivelarsi un’adeguata alternativa ad un’auto di proprietà; inoltre si possono risparmiare soldi. Vanno tuttavia evitate alcune insidie, per non ritrovarsi poi purtroppo con qualche cattiva sorpresa. Innanzitutto è opportuno leggere scrupolosamente il contenuto del contratto. Leggere però spesso non basta, bisogna anche capire le condizioni stampate a caratteri minuscoli ed in caso di dubbi, informarsi in modo esaustivo. Il punto centrale del carsharing è conoscere la propria RAPHAËL SCHILT Funzione: giurista della protezione giuridica e capo gruppo esperti Traffico stradale, responsabilità civile e assicurazioni Professione: avvocato Età: 30 anni
NEWSPICTURES
Contatto: experte.rs@tcs.ch
copertura assicurativa. Mobility, il più grande offerente di carsharing in Svizzera, assicura il cliente in caso di danni tramite responsabilità civile, casco e assicurazione infortuni occupanti. La franchigia per sinistro ammonta tuttavia a 2500 franchi – cui si aggiungono supplementi per giovani oppure neoconducenti. Un danno minimo riportato dal veicolo, che normalmente un automobilista privato neppure farebbe riparare, può facilmente costare alcune centinaia di franchi e
viene messo a carico del conducente.
Riduzione franchigia In ogni caso, esiste la possibilità, dietro il versamento di 150 franchi all’anno, di ridurre la franchigia a 300 franchi al massimo. I viaggiatori sporadici possono anche pagare questo supplemento di volta in volta al costo di 20 franchi a viaggio. Tuttavia occorre prestare attenzione al fatto che questa riduzione annuale della franchigia non vale per l’intera economia domestica, ma per un singolo utente. Se in un’economia domestica vi sono quattro persone che guidano, occorre sborsare 600 franchi tondi. E attenzione: alla scadenza la riduzione della franchigia «si rinnova automaticamente per un altro anno». Chi desidera quindi rinunciare al pagamento, deve disdire per iscritto la riduzione della franchigia entro la sua scadenza. Nel complesso, è comunque consigliabile sottoscrivere questa copertura
supplementare, perché un incidente è subito fatto.
Prova fotografica Sovente i danni al veicolo non emergono subito. Per non doversi sobbarcare quelli di un altro conducente, vale la pena fotografare il veicolo prima e dopo l’uso. Così possono essere documentati i danni e il cliente può dimostrare di non averli causati lui stesso. Il carsharing è sovente utilizzato quale mezzo di trasporto locale o regionale, tuttavia di norma sono ammessi anche viaggi all’estero entro i confini europei. In caso di viaggio all’estero, il TCS consiglia di sottoscrivere il libretto ETI, l’assicurazione di viaggio per ogni evenienza. ◆
CONSIGLI
1
Leggere il contratto incluse le condizioni scritte in piccolo
2
Sottoscrivere un’assicurazione per ridurre la franchigia, a scanso di sorprese
3
Fotografare il veicolo prima e dopo ogni viaggio
4
Recarsi all’estero soltanto con il libretto ETI del TCS
Carsharing In caso di danneggiamento si rischia di pagare caro.
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HONDA JAZZ 1.3I-VTEC ELEGANCE
Una mini monovolume con
spirito di squadra La Honda Jazz è più mini monovolume che mai. Esempio di modularità, offre il massimo dell’abitabilità nel minimo dello spazio. Solo neo, la mancanza di vivacità dell’unica motorizzazione disponibile. TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER
E4 cilindri 1,3 l benzina, 102 CV W6,2 l/100 km (consumo medio durante il test), etichetta energia C Vautonomia: 645 km kpeso: 1175 kg (modello del test) P11,8 s da 0 a 100 km/h L19 900 fr. 36 touring | dicembre 2015
TECNICA
Ottimo rapporto prezzo-prestazioni
Motore fiacco
Modularità intelligente ed inedita
Sospensioni piuttosto rigide
Abitabilità e volume utile
Design poco esaltante
Ricco equipaggiamento
Posto centrale del divano
Sterzo e cambio
Prestazioni di garanzia mediocri
Moderno sistema di infotainment
Sistemazione bassa del comando del cambio
Costi di manutenzione contenuti
SCHEDA TECNICA
L
a Honda Jazz ha avuto la brillante idea di tramutarsi da citycar in mini monovolume. Allungata di 9,5 cm, questa terza generazione basata su una nuova piattaforma conferma la giudiziosa trasformazione avviata dal modello precedente. Bisogna dire che poche auto propongono una simile abitabilità entro misure così ridotte (lunghezza di 4,01 m). Senza rivoluzionare l’intelligente modularità interna, questa nuova versione affina il concetto adottando un sistema di infotainment moderno e un ventaglio di assistenti alla guida che potrebbero suscitare
Ambiente da monovolume L’ampio parabrezza offre una gran visuale. L’allestimento è improntato al bon ton.
VEICOLO PROVATO Honda Jazz 1.3i-VTEC Elegance: 5 porte, 5 posti; 19 900 fr. (auto del test test: 21 800 fr.) Gamma: dalla 1.3i Trend (16 800 fr.) alla 1.3i Elegance (19 900 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (600 fr.), cambio automatico CVT (1700 fr.), sedili riscaldabili (400 fr.), sistema di navigazione (900 fr.), 5 anni di garanzia (450 fr.) Garanzia: 3 anni di fabbrica, 3 anni mobilità (se servizi effettuati); anticorrosione: 12 anni (con condizioni) Importatore: Honda Motor Europe, 1242 Satigny, www.honda.ch DATI TECNICI
E tre La Honda Jazz prende la palla al balzo e perfeziona il concetto di mini monovolume.
Motore: 4 cilindri, 1,3 l benzina, 102 CV; cambio manuale a 6 marce, trazione anteriore. Peso: 1175 kg (auto del test), totale ammissibile 1605 kg, carico rimorchiabile 1000 kg
non poche invidie, di fronte al prezzo relativamente modesto (19 900 fr. per la versione Elegance).
Modularità e connettività Senza essere sconvolgente, il design della carrozzeria monovolume si vuole più caratteristico. Più convincente l’allestimento interno: sebbene sia dominato da plastiche rigide, l’accostamento di materiali differenti sortisce il suo effetto. L’occhio è subito attratto dallo schermo tattile di serie che non si limita alla bella grafica, ma si rivela anche intuitivo all’uso. In fatto d’innovazione è tutto, perché il resto è nel segno della continuità. A cominciare dalla grande superficie vetrata del parabrezza ereditata dalle monovolume e dai sedili generosamente dimensionati e sufficientemente avvolgenti. Si prosegue dietro, dove si accede attraverso porte che → dicembre 2015 | touring
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TECNICA
MARC-OLIVIER HERREN COLLAUDATORE Ah, se la Jazz avesse un motore migliore, si proverebbe un vero piacere a maltrattarla, perché il cambio è eccellente. La modularità poi è esemplare. Un po’ meno il design… Una 5 posti con buon bagagliaio, come dimostra l’ampiezza del portellone.
65%
si aprono a 90°. La vista cade allora sul divano che offre uno spazio per le gambe tale da ridicolizzare numerose automobili di categoria superiore. Unico neo, ci si chiede perché il posto centrale debba trattare tanto male il povero terzo passeggero. Nulla a che vedere con i sedili «magici» in grado di liberare un ampio spazio semplicemente sollevando la seduta. Quanto al bagagliaio di buona capacità, diventa enorme quando il divano è ribaltato. Nulla di nuovo ma molto pratico.
Con poca coppia ma ludica La compattezza degna di una citycar fa meraviglie in ambito urbano. Nettamente meglio di una SUV. E malgrado il passo allungato, l’agilità resta un atout, tanto che è divertente guidare questa mini monovolume su strade sinuose. Un divertimento merito anche dello sterzo comunicativo e del cambio dagli innesti sicuri e precisi, che si maneggia con facilità. E per fortuna, in quanto il piccolo ed unico motore della gamma Jazz deve fare i conti con una coppia modesta erogata ad alti regimi. Se non ci sono problemi nel traffico urbano, questo propulsore da 1,3 l e 102 CV dev’essere invece 38 touring | dicembre 2015
maltrattato non appena si richiede un po’ più di potenza. Un modo di guidare al quale i conducenti moderni non sono più abituati. È il dilemma dei motori aspirati rispetto a quelli sovralimentati. Contrariamente a questi ultimi, i consumi effettivi non si allontanano tuttavia da quelli dichiarati (5,1 l/100 km di fabbrica). Detto ciò, la Honda Jazz non fa brutta figura circolando in autostrada, dove il livello sonoro resta accettabile. Il comportamento tanto equilibrato quanto giocoso si paga invece in termini di comfort, soprattutto nel traffico urbano, causa le sospensioni piuttosto rigide. Il
conducente potrà comunque consolarsi con il sistema di frenata d’emergenza in città che funziona bene, se si escludono alcuni falsi allarmi. Apprezzabili anche i dispositivi di mantenimento della corsia e di riconoscimento dei cartelli di limite di velocità e divieto di sorpasso. Bisogna ammettere che nonostante il suo prezzo modico, la Honda Jazz risulta ben equipaggiata. E se la versione Elegance ci gratifica con la telecamera di retromarcia e lo schermo tattile, anche le altre due sono ben dotate. Non rimane che sperare che la mini monovolume oggi giunta a maturazione, riscopra il suo originario amore per la motorizzazione ibrida. •
Eccellente Il cambio dagli innesti corti, anche se posizionato un po’ in basso.
Buona risoluzione La telecamera di retromarcia, di serie sulla Elegance, si rivela assai utile.
107 cm
DINAMICA DI COMPORTAMENTO
COSTI D’ESERCIZIO
Accelerazioni (0–100 km/h): Elasticità: 60–100 km/h (in 4a) 80–120 km/h (in 4a) Diametro di sterzata: Frenata (100–0 km/h): Insonorizzazione: 60 km/h: 61 dBA 120 km/h: 71 dBA
km/anno ct./km
11,8 s 11,8 s 13,2 s 11,1 m 35,7 m
COSTI DEI SERVIZI Manutenzione ora mano d’opera (km/mese) (fr.) 1 15 000/12 0,7 176.– 30 000/24 0,8 245.– 60 000/48 1,8 418.– Manutenzione per 180 000 km con 15 000 km/anno 14 3772.– 1
fr./mese fissi variabili 15 000 49 415.– 203.– 30 000 33 415.– 405.– Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS, agenzie Honda: da 95 a 182 fr.) CONSUMO AL BANCO DI PROVA (ciclo UE 80/1268) urbano extra urb. misto TCS 6,0 4,5 5,1 fabbrica 6,2 4,5 5,1 120 g/km Emissioni di CO2: Media di CO2: 144 g/km etichetta energia (A–G): C CONSUMO DEL TEST 6,2 l/100 km serbatoio: 40 litri
autonomia 645 km
incl. materiale
COLLABORAZIONE: Stade de Suisse Wankdorf. Con la cortese partecipazione dei giovani U21 dello Young Boys di Berna.
Honda Jazz e Ford B-Max sono tutte e due delle mini monovolume. Interessanti da paragonare, i valori di coppia. La Ford è mossa da un motore turbo. Prezzo (fr.)
Honda Jazz 1.3i – VTEC Elegance 19 900.–
Ford B-Max 1.0 SCTi Titanium SST 22 250.–
Cilindrata (cc)
1318
998
Potenza (kW/CV)
75/102
74/100
Coppia massima (Nm/min)
123/5000
170/1400
Consumo (l/100 km)
5,1 C2
4,91 C2
354/1314 (VDA)
318/1386 (ISO)
Volume del bagagliaio min./max. (l) Costi al chilometro (fr./km)
0.49
0.54
Costi di manutenzione4
3772.–
4961.–
Test «Touring»
11/2015
8/20135
3
1 3
68
08 –1
cm
7c –9 72
m
passo 253 cm lunghezza 401 cm larghezza 170 cm larghezza interna: ant. 144 cm, post. 142 cm bagagliaio: 354–1314 litri pneumatici: 185/55R16, min. 185/55R16
CARROZZERIA Il design senza sorprese s’iscrive nella tradizione Jazz. L’abitabilità è generosa, soprattutto dietro. Ben riuscita, la modularità si distingue per le sedute del divano che si sollevano liberando un ampio spazio di carico. Bagagliaio voluminoso e ben accessibile. ABITACOLO Rifiniture e qualità dei materiali sono conformi allo standard della categoria. Intuitivo, il sistema d’infotainment offerto di serie riprende il principio dei tablet con radio DAB+ e diverse applicazioni. Il climatizzatore si comanda attraverso uno schermo tattile separato. COMFORT I sedili ben proporzionati assicurano una tenuta dorsale appropriata. Le sospensioni sono piuttosto rigide e il livello sonoro sale in autostrada.
Tabella comparativa
Il video del test
97 cm
TCS MoBe: Herbert Meier 154 cm
CHECK-UP TCS
dati secondo l’importatore 2 efficienza energetica secondo l’importatore su 15 000 km/anno 4 costi totali su 180 000 km (15 000 km/anno) 5 1.0 SCTi 125 CV
PREZZO-PRESTAZIONI La versione Elegance è riccamente equipaggiata (accesso keyless, telecamera di retromarcia). A parte il sistema di connettività, la versione di base Trend dispone già di tutto il necessario (climatizzatore, sedili «magici», regolatore di velocità). Prezzo mirato, costi di manutenzione ridotti ma garanzia un po’ tirata. COMPORTAMENTO Ben piantata sulla carreggiata, la Jazz eccelle persino nel test dell’alce. Dotata di uno sterzo comunicativo, sopporta buone andature in curva prima di manifestare sottosterzo. MOTORE E TRASMISSIONE Il piccolo 1,3 l aspirato richiede regimi elevati per esprimere tutta la sua potenza e la coppia massima situata a 5000 giri/ min. Non è silenzioso e sale di regime con laboriosità. Il cambio preciso e dai rapporti ravvicinati è più convincente. CONSUMO Senza essere spettacolari, in considerazione delle prestazioni, i consumi sono corretti. E, cosa rara, i dati di fabbrica di 5,1 l/100 km sono abbastanza realistici.
Sedili «magici» Ripiegati in due mosse, liberano uno spazio sorprendente.
Bel vano Il bagagliaio da 354 l non teme la concorrenza.
SICUREZZA Dotazione avanzata (sistema anticollisione, riconoscimento della segnaletica, fari automatici). Frenata eccellente. dicembre 2015 | touring
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TECNICA
Grazie all’head-up display, l’automobilista legge le informazioni essenziali senza distogliere l’occhio dalla strada.
Un campo visivo informativo
TESTO MARC-OLIVIER HERREN
I
l non plus ultra dei sistemi di assistenza alla guida: il display testa alta (head-up display, HUD) consiste nel proiettare informazioni, quali la velocità o le indicazioni del GPS, sul parabrezza. L’automobilista può allora dedicare tutta la sua attenzione alla guida. Questa tecnologia introdotta a partire dagli anni ’40 sugli aerei da combattimento si è oggi democratizzata dopo essere rimasta fino a poco tempo fa esclusiva delle autovetture di lusso. Tant’è vero che ora la ritroviamo persino su alcune utilitarie. Ma non tutti questi dispositivi forniscono le stesse informazioni. Il test comparativo
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effettuato dal TCS dimostra che la qualità della proiezione, la leggibilità o ancora le funzioni variano sensibilmente da un sistema all’altro. Al punto che l’indiscutibile contributo in tema di sicurezza non è sempre garantito.
«Diretti» in testa I display d’alta gamma utilizzano sistemi che proiettano le informazioni direttamente nel parabrezza. Le auto di categoria media ricorrono a sistemi indiretti, che proiettano le informazioni addizionali su schermi trasparenti. Non sorprende il fatto che i due sistemi head-up diretti di Mercedes classe C e Volvo XC90 occupino i posti d’onore con la
menzione «molto consigliato». Molto utili, i due sistemi possono tuttavia essere migliorati nell’ergonomia (Mercedes) e proiezione (Volvo). Anch’essa dotata di un sistema diretto, la Jaguar XE ha dovuto accontentarsi di un «consigliato con riserva» a causa dei numerosi riflessi presenti sia con tempo soleggiato sia in galleria. Inoltre i caratteri troppo piccoli del regolatore di velocità (tempomat) lo rendono appena leggibile. Per quanto meno sofisticati, i display indiretti di Mini e Mazda 3 fanno buona figura e ottengono la menzione «consigliato». La qualità dell’immagine e le funzioni
della Mini rivaleggiano con i sistemi meglio classificati. Le indicazioni sono però troppo piccole e la superficie ridotta. Mazda dispone di una tecnologia analoga meno sofisticata (proiezione monocromatica) ma fornita di serie. La risoluzione è mediocre e le informazioni meno numerose. I due dispositivi da montare come accessori non hanno convinto. Dotato di buona rifinitura, il sistema Garmin è fornito unicamente di proiezione indiretta e dev’essere costantemente connesso ad uno smartphone per offrire le indicazioni di velocità e navigazione. È quindi «consigliato con riserva», mentre il prodotto Valeo ottiene un «non consigliato». Le possibilità di montaggio sono infatti ridotte e la pellicola ovale da incollare sul parabrezza è vietata se impedisce la visibilità. •
FOTO ALD
Sembra di pilotare un aereo da caccia: gli head-up display derivati dalla tecnologia militare facilitano fortemente la guida. Un comparativo del TCS dimostra tuttavia che questi sistemi sono ancora perfettibili.
Funzioni ampliabili all’infinito
La tecnica della realtà aumentata consente nuove funzionalità.
Gli head-up display potranno vedere le loro funzioni estendersi in modo spettacolare nel prossimo futuro. È in particolare il caso dei sistemi che ricorrono al principio della realtà aumentata, che grazie all’informatica, restituiscono tramite l’immagine delle situazioni virtuali. Concretamente, potranno ad esempio rappresentare con precisione la via di circolazione da seguire sul parabrezza. A differenza dei display classici, questi sistemi saranno indipendenti dalla strada. Con il medesimo principio, la società Continental ha sviluppato un display che considera la velocità e le distanze tra i veicoli. Se la distanza di sicu-
rezza è insufficiente, un allarme appare dietro l’autovettura che precede (v. foto a lato).
Fine dell’angolo cieco Da parte sua, il gruppo Jaguar-Land Rover lavora ad un sistema che annulli l’angolo cieco. Gli oggetti non visibili per il conducente sono proiettati direttamente sul montante anteriore. Un’astuzia che mira a ridurre gli incidenti che coinvolgono ciclisti e pedoni nel traffico urbano. Altra innovazione, il costruttore britannico sta sviluppando un sistema di navigazione che non richieda più di prestare attenzione ai nomi delle strade o alle distanze. Il conducente deve semplice-
mente seguire un’«auto fantasma» proiettata sul parabrezza. In casa Land Rover, queste applicazioni non si limitano alla strada. Un prototipo è stato munito di un cofano trasparente sul quale appaiono gli ostacoli che il veicolo si appresta a superare. Questo miracolo è dovuto alla presenza di telecamere istallate nel sottofondo. Utile per evitare possibili danni. Infine, lo stesso costruttore ha immaginato un rimorchio trasparente. Grazie ad una telecamera, la visibilità posteriore del veicolo è restituita sul retrovisore interno. Utile quando si traina un rimorchio per cavalli. •
Test comparativo TCS degli head-up display (HUD)
Marca/modello
Mercedes-Benz C
Volvo XC90
Mini
Mazda 3
Jaguar XE
Garmin HUD+
Prezzo unitario del sistema
1520.–
1500.–
660.–
1340.–
140.–
Tipo di proiezione Funzioni Velocità Indicazioni navigatore Lettura della segnaletica Tempomat Assistenti alla guida Infotainment/telefono Altro Nota globale Valutazione TCS Vantaggi Svantaggi
diretta
diretta
indiretta
di serie nella Revolution indiretta
Valeo Speed/ visio nomad 100.–
diretta
diretta o indiretta
diretta
sì sì sì sì no no — 77%
sì sì sì sì sì sì — 76%
sì sì sì sì sì sì check-control 59%
sì sì no sì sì no — 56%
sì sì sì sì sì no marcia inserita 30%
sì sì no no no no — 30%
sì no no no no no — 10%
★★☆☆☆
★☆☆☆☆
★★★★☆
★★★★☆
★★★☆☆
★★★☆☆
Qualità della proiezione (risoluzione, colori) Eccellente leggibilità Tasto diretto per inserimento/disinserimento Numerose funzioni personalizzabili
Qualità della proiezione (risoluzione, colori) Buona leggibilità Eccellente utilizzo Funzioni personalizzabili
Qualità della proiezione (risoluzione, colori) Buona leggibilità notturna Tasto diretto per inserimento/disinserimento Numerose funzioni personalizzabili
Buona leggibilità notturna Indicazioni navigatore chiare e disinseribili
Poco compatibile con occhiali polarizzati Menu HUD nascosto Accessori indisp. vers. base (+385.-) Comando indicazioni navigatore
Indicazione velocità troppo a sinistra Non compatibile con occhiali polarizzati Non disponibile su ogni livello di allestimento
Caratteri troppo piccoli Leggibilità con sole intenso Superficie di Caratteri abba- proiezione limitata stanza piccoli Piastra di Non compatibile proiezione non disattivabile con occhiali polarizzati Proiezione allarme Superficie di superamento linea proiezione limitata visibile in permanenza Accessori indispensabili (+820.–) Disponibile solo sulla Revolution
★★☆☆☆
Relativamente buona leggibilità notturna Funzioni personalizzabili Numerosi riflessi (sole ecc.) Proiezione mancante di nitidezza Segni addizionali troppo piccoli Menu HUD nascosto e mal ordinato Accessori indispensabili (+420.–) Rappresentazione degli assistenti alla guida
Buona leggibilità Buona leggibilità notturna Indicazioni naviga- Blocca il campo tore chiare visivo: non autorizzato! Riflessi (sole, Istallazione impossibile su certi notte) cruscotti Caratteri piccoli Deve essere Istallazione impossibile su certi riattivato ad ogni riaccensione cruscotti Nessuna proieDeve essere riattivato ad ogni zione della velocità riaccensione senza ricezione Nessuna proieGPS zione della velocità senza ricezione GPS
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TECNICA Una vera crossover La Honda HR-V di seconda generazione preferisce lo stile urbano a quello delle SUV.
HONDA HR-V 1.5 CVT EXECUTIVE
La SUV diventa crossover urbana NLunghezza: 4,29 m; bagagliaio: 470–1100 l E1,5 l benzina, 130 CV, 155 Nm; cambio CVT, 4×2; 0-100 km/h in 11,4 s; consumo (prova): 7,2 l/100 km; autonomia: 694 km L30 400 fr.
TESTO MARC-OLIVIER HERREN
S
edici anni son tanti. Nel frattempo, la pioniera delle mini SUV che fu l’Honda HR-V nel 1999 si è trasformata in crossover urbana, inserita tra due segmenti, vista la sua taglia di 4,29 cm. In questo lasso di tempo, purtroppo, ha anche abbandonato la trazione integrale per mere questioni strategiche. Peraltro la sua carrozzeria dovutamente protetta non sfigurerebbe su una SUV, al pari dei suoi tratti scolpiti e la sua linea del tetto spiovente, dai richiami crossover. Ci si consola con la posizione di guida sopraelevata e con una modularità di prim’ordine. In effetti, la HR-V eredita dei «sedili magici» le cui sedute estraibili liberano uno spazio inedito tra i sedili anteriori e
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posteriori. Degno di nota un po’ fastidioso da usare. Il però è il bagagliaio ben confi- computer di bordo con intergurato e molto voluminoso, ruttore estraibile risulta un soprattutto col divano spiapo’ obsoleto. Ciò che non è il nato. Il suo caso però dei rivestimento sedili ben Design attrattivo simile a quello dimensionati e Modularità riuscita di un’auto di dalla buona Allestimento gradevole lusso è l’imtenuta. Dietro, Condotta rassicurante magine della lo spazio è Equipaggiamento vasto cura che si è generoso. Pecprestata alle cato per il Cambio CVT da rifiniture. posto centrale, addomesticare L’allestimento stretto e riAccelerazioni deludenti della HR-V ingido, adatto Tonalità in autostrada fatti è sedusoltanto all’uso cente, in paroccasionale. ticolare sulla versione Executive, parzialmente rive- Dotata di sospensioni abbastita in pelle. Così allestita, la stanza rigide, la HR-V è tuttaplancia di bordo dal disegno via gradevole nella guida aufluido ha un aspetto fiero. Il tostradale. Il livello sonoro è tutto è valorizzato da modacorretto, fintanto che non si nature in nero lucido. Al censollecita troppo la meccanica, tro troneggia lo schermo tatperché allora le cose si guatile da 7” di bella fattura ma stano un po’. Il cambio a va-
riazione continua (CVT) deve infatti far salire di giri il motore a benzina da 1,5 l, ciò che provoca un aumento dei decibel ad ogni sorpasso. Ciò detto, l’accoppiata cambio-motore richiede di essere addomesticata. Fintanto che non si ha bisogno di troppa potenza, l’insieme è abbastanza armonioso, inoltre, il cambio che simula 7 rapporti lavora con intelligenza assicurando anche un effetto di scalata di marcia in discesa.
Tenuta perfetta Sebbene non incisivo, il comportamento è pressoché neutro e privo di rollio, per cui la HR-V si inserisce bene nelle curve. Degno di nota il sistema di lettura della segnaletica, che funziona bene. In più, la versione Executive dispone di fari LED molto efficaci. L’equipaggiamento che comprende l’accesso senza chiave, la telecamera di retromarcia e il tetto panoramico è d’altronde uno dei punti forti di questa Honda. •
ALD
Dopo una lunga attesa, la Honda HR-V ritorna sotto forma di autentica crossover urbana. Abbandonata la trazione integrale, spazio a qualità stradali, abitabilità e ampia dotazione.
TECNICA
AUDI A4 AVANT
Eterna giovinezza del formato A4 Nulla assomiglia di più a un’Audi A4 Avant che la sua nuova versione. Eppure questo non le impedisce di emergere dalla mischia grazie a comfort e tecnologia. Senza dimenticare consumi sorprendenti. TESTO MARC-OLIVIER HERREN
N
ello spazio di quattro generazioni, l’Audi A4 Avant ha acquistato lo status di referente nell’ambito delle station wagon «lifestyle», segmento di cui rivendica la paternità. Commercializzata per la prima volta in parallelo alla berlina (-2250 fr.), questa familiare è tanto matura da aver rinunciato ad una nuova evoluzione estetica. Ad eccezione della nuova calandra Audi, infatti, si accontenta di ritocchi stilistici appena visibili all’occhio dell’osservatore comune. Rallegrante il fatto che le misure restino stabili (lunghezza +2,5 cm), mentre il peso si riduca di 120 kg, secondo le indicazioni. Come le precedenti, anche la nuova A4 eccelle nella qualità
percepita. I materiali dell’abitacolo sono più pregiati che mai. Diversi inserti a scelta conferiscono un tocco moderno, classico o sportivo. Un interno accogliente che si apre all’alta tecnologia. È infatti possibile scegliere il cockpit virtuale formato da un grande schermo LCD da 12 pollici. Inoltre, uno schermo fisso appare al centro della plancia, che è un esempio di fluidità. Quest’ultimo è comandato da una ghiera dal design rivisitato. Un universo di connettività che offre anche un dispositivo di ricarica senza fili degli smartphone. Senza essere fenomenale, anche l’abitabilità migliora. I passeggeri dietro beneficiano di tablet connessi con il con-
rilevamento dei ciclisti e di mantenimento della corsia. Degni di nota infine optional quali i fari LED Matrix e il display head-up. La fattura finale rischia di salire.
Che frugalità!
Intuitività e raffinatezza L’A4 associa stile e tecnologia d’avanguardia.
ducente. Un optional al pari dell’apertura e la chiusura del bagagliaio (+15 l) comandata da un movimento del piede. L’Audi A4 è anche una moltitudine di sistemi di assistenza alla guida. Il regolatore di velocità dotato di funzione di guida nel traffico incolonnato segna un passo verso la guida automatica. Non vanno dimenticati neppure i sistemi di
In tema di motori, non si segnalano novità significative, se non per il fatto che i 4 cilindri benzina adottano un nuovo sistema di combustione. Nuovamente calati, i consumi di fabbrica sono stupefacenti. Il 2 l TFSI da 190 CV è annunciato a 5,0 l/ 100 km. L’A4 si offre il lusso di mantenere dei V6 diesel che offrono una sublime morbidezza. Il comfort e l’insonorizzazione sono del resto i punti forti di questa break, fantastica ammiraglia che consente pure di scegliere la regolazione di motore e telaio. Il comportamento, molto neutro, privilegia il dinamismo rispetto alla sportività, nella logica della filosofia Audi A4 Avant. •
NLunghezza: 4,73 m; bagagliaio: 505 l Ebenzina 150/190/252 CV, diesel 122/150/190/ 218/272 CV; consumo (misto) da 3,8 l/100km, 99 g/km di CO Lda 44 150 a 65 550 fr. 2
FOTO ALD
Look premium Sebbene non sorprenderà nessuno, il design cura i dettagli, ad esempio l’aerodinamica..
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Condensato di stile L’Infiniti Q30 esibisce la calandra di casa e tratti che non lasceranno nessuno indifferente.
INFINITI Q30
L’altra compatta di lusso NLunghezza: 4,43 m; bagagliaio: 368 l EMotori: benzina 122/156/211 CV, diesel 109/170 CV; 4×2 e 4×4; consumo (misto) da 3,9 l/100 km, 103 g/km di CO Lda 31 900 a 50 530 fr. 2
TESTO E INTERVISTA MARC-OLIVIER HERREN
L
ungi dall’essere frutto del caso, la compatta Infiniti Q30 è nata da uno di quei giochi di prestigio di cui i grandi gruppi automobilistici detengono il segreto. Essa è infatti il frutto di un’opportunità generata dall’alleanza strategica tra Renault-Nissan e Daimler. In sostanza, la Q30 è una Mercedes classe A rivisitata da Infiniti, mossa da motori tedeschi e francesi e prodotta in Gran Bretagna. Ma la questione è fortunatamente molto più complessa. Se Infiniti ha effettivamente ripreso la piattaforma della classe A, l’ha vestita con una carrozzeria che riprende i tratti fortemente caratteristici della marca giapponese. Allungata di 14 cm, la Q30 prende in prestito elementi stilistici di coupé e crossover. E quando scopriamo la forma ardita del portellone e l’ampia venatura che percorre impetuosamente il profilo, abbiamo la conferma che quest’auto sedurrà gli amanti delle compatte di alta gamma. Non da meno in fatto di differenziazione, l’abitacolo è un condensato di
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materiali seducenti. Finiture in cuoio o alcantara e inserti pregiati mettono in risalto le forme arrotondate della plancia di bordo. Poco importa poi se leve e altri pulsanti sono direttamente usciti da casa Mercedes. Quantomeno sono intuitivi. La lunghezza accresciuta offre un’abitabilità posteriore davvero buona, anche se non è per nulla spettacolare per un’auto i cui 4,43 m sfiorano i limiti superiori del segmento. Il bagagliaio (+28 l) ne trae benefici ancora maggiori, grazie anche all’ampiezza del portellone. La parentela con la classe A apre l’accesso ad un’ampia scelta di motori e, in aggiunta, alla trazione integrale e al cambio a doppia frizione per le versioni più potenti. Da notare la leva del cambio stile joystick molto design. Il ventaglio di propulsori si estende dal piccolo diesel 1,5 l al benzina 2 l da 211 CV che passa da 0 a 100 km/h in 7,2 s. Il tutto con consumi normalizzati evidentemente bassi. In altre parole, la Q30 esprime un dinamismo che non ha nulla da invidiare alle congeneri compatte di
lusso. Come vuole la filosofia della marca, Infiniti si è ingegnata ad elaborare delle sensazioni di viaggio caratteristiche. Le sospensioni sono ad esempio dotate di molle speciali che mirano a neutralizzare beccheggio e rollio. Durante la breve presa di contatto, la Q30 si è in effetti rivelata molto dinamica anche se le sensazioni ci sono apparse un po’ artificiali. Un tantino più dure di sospensione, le varianti Sport abbassate di 15 mm si vogliono più rigide e reattive. Ad ogni modo, il comfort resta apprezzabile in questo abitacolo dall’allestimento raffinato, ciò tanto più che un’attenzione particolare è stata dedicata all’insonorizzazione.
Sicurezza sotto controllo Nessuna preoccupazione in tema di sicurezza: l’Infiniti Q30 è dotata di sistemi d’assistenza quali l’allarme per l’angolo cieco, il sistema anticollisione e il regolatore di velocità adattivo. Può anche avvalersi di un sistema di parcheggio automatico e di una telecamera a 360°. Il sistema d’infotainment è basato su uno schermo tattile di 7 pollici proveniente dalla grande Q50. Non sorprende il fatto che i prezzi di quest’auto proposta in tre varianti di rifinitura siano quelli praticati nella categoria di lusso. Tanto simile quanto diversa dalla classe A, questa Infiniti Q30. •
FOTO ALD
L’Infiniti Q30 permette finalmente all’europeo medio di assaporare il carattere robusto del marchio premium di Nissan… e distinguersi grazie ad un design sorprendente.
TECNICA
«La Q30 è un primo passo compiuto specificatamente per l’Europa» Infiniti finora si era concentrata su Giappone e Stati Uniti. La compatta Q30 annuncia invece il decollo della marca in Europa?
Michael Briante: Assolutamente, questo è il primo passo compiuto specificatamente per il mercato europeo. L’automobile è stata concepita nel Vecchio Continente, dove viene anche prodotta. Il team di sviluppo comprendeva ingegneri sia inglesi, sia tedeschi che spagnoli, al fine di rispondere alle attese della clientela locale. Inoltre, l’ampia gamma delle motorizzazioni sarà in grado di soddisfare i diversi mercati.
In cosa la Q30 si distinguerà dalla sua parente prossima, la Mercedes classe A?
Il suo design sarà nettamente diverso. È chiaramente un’auto del segmento C, ma che riprende elementi da coupé e crossover. I materiali interni sono anch’essi specifici. A metà 2016 seguirà una QX30 dall’altezza da terra aumentata di 3 cm.
Michael Briante, direttore Infiniti Europa centrale
per i motori che avranno una taratura specifica.
I motori sono gli stessi. Dov’è la firma Infiniti?
Infiniti ha espresso grandi ambizioni per la Q30 ma non dispone che di 4 centri in Svizzera…
La taratura delle sospensioni vuol essere più sportiva, pur preservando un certo comfort di ammortizzamento. Idem
È chiaro che i volumi di vendita che intendiamo rea-
lizzare con questo modello presuppongono un’estensione della rete. Un quinto centro Infiniti è in fase di ultimazione e ci stiamo preparando per poter aumentare sensibilmente il numero di punti di servizio sul territorio svizzero. ◆
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L’ESPERTO TCS Scelta giudiziosa L’acquisto di un dispositivo per trasportare gli sci non va sottovalutato.
THINKSTOCK
Pronti per le piste
TESTO MARC-OLIVIER HERREN
C
on la progressiva riapertura delle stazioni invernali, l’automobilista ricomincia a pensare al trasporto di sci e snowboard. Una riflessione che lo vede confrontato con un’ampia offerta di portasci e box da tetto. A seconda del proprio budget, la scelta tra queste due soluzioni è presto fatta, considerato che il portasci è molto meno costoso. Anche se alcuni box vengono proposti a prezzi interessanti.
I portasci Troviamo modelli di diverse concezioni. Ognuno farà quindi una scelta dapprima in funzione del tipo di attrezzatura che deve trasportare. I test effettuati dal TCS dimostrano che la qualità può variare sensibilmente tra un modello e l’altro. Una differenza che riguarda sia il montaggio, la facilità di carico che la chiarezza delle istruzioni d’uso. Per il montaggio, ci si assicurerà ad esempio della compatibilità con le barre del tetto o gli altri ancoraggi presenti sull’auto. Per comodità, è possibile adottare dei supporti a fissaggio magnetico, che non richiedono la presenza di barre. È altresì importante accertarsi 46 touring | dicembre 2015
che il portasci possa accogliere l’equipaggiamento specifico da trasportare. Non va inoltre dimenticato di controllare la presenza di dispositivi antifurto, preziosi se si lascia il carico incustodito. Infine andrà verificata la velocità massima consentita (certi modelli impongono un limite da 100 a 130 km/h). Quanto al montaggio, andranno osservate le relative istruzioni, incluso il peso massimo di carico sul tetto, che troviamo al punto 55 della licenza di circolazione. Bisognerà assicurarsi di ripartire bene il carico. Una volta in strada, si consiglia di fermarsi dopo circa 50 km per controllare il fissaggio.
Molto pratici, alcuni modelli si aprono da ambo i lati. Attenzione infine ai sistemi di chiusura. L’operazione di carico impone prudenza. Davanti andranno sistemati oggetti morbidi, sacchi a pelo o coperte, al fine di ridurre il rischio che gli articoli appuntiti perforino il box in caso d’incidente. Tenuto conto che il carico innalza il baricentro dell’auto, bisognerà adattare la velocità. Occhio pure all’altezza entrando negli autosili! Dopo ogni uso, è sempre meglio smontare il box, perché i consumi di carburante aumentano fino al 20%. ◆
CONSIGLI
1 2
Seguire le istruzioni di montaggio.
Rispettare il carico massimo ammesso sul tetto.
3
Dopo 50 km, verificare i fissaggi (viti e cinghie) del portasci.
4
In particolare per i box, adattare la velocità al baricentro rialzato dell’auto.
5
Smontare portasci e box quando non si utilizzano per ridurre i consumi.
I box da tetto Anche qui il cliente ha l’imbarazzo della scelta, con prezzi che possono variare di addirittura il doppio. Si registrano inoltre differenze in termini di volume utile. Alcuni modelli possono contenere quattro paia di sci, altri sei. Idealmente, un box dovrebbe poter essere montato da una persona sola, ma non è sempre il caso. Andrà verificato il concetto del sistema di fissaggio, perché deve poter resistere a sollecitazioni estreme.
PASCAL BERCHTOLD Funzione: responsabile Tecnica & Economia a Emmen Professione: diagnostico auto e consulente economico Età: 38 anni Contatto: experte.mobe@tcs.ch
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La cerniera lampo rosso-patrouille dona un bel tocco di colore
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L
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XXL
A
62
69
72
75
B
69
70
71
73
C
61
62
62
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Nella terra
delle pagode d’oro Il Myanmar – l’ex Birmania – è uno dei Paesi più misteriosi al mondo. L’arteria vitale di questo fantastico Paese è il fiume Irrawaddy che ha origine nell’Himalaya. A bordo di navi da crociera fluviale di lusso si possono visitare comodamente i numerosi tesori nascosti di questa affascinante terra. REPORTAGE URS-PETER INDERBITZIN
Pagoda Tuyin Taung Da Mount Popa si gode la vista migliore sul luogo sacro.
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SVAGO
S
an, il giovane birmano di appena quattro anni, ha dimostrato la sua furbizia già dal principio. Concentrato, tiene il suo telefonino, che ha già qualche anno, in direzione della folla dei turisti, conquista la loro attenzione e scatta diverse fotografie. Pieno d’orgoglio si avvicina immediatamente ai turisti e mostra loro sul display del suo apparecchio l’immagine appena scattata che li ritrae. Questa volta il giovincello ha capovolto la situazione. Infatti non era lui l’oggetto di osservazione, bensì i turisti stupefatti, che lo fanno sentire come se si trovasse in un film d’avventura.
miriade di piccole pagode, templi, reliquiari, padiglioni e innumerevoli statue di Buddha in piedi, seduti o sdraiati, che fanno da cornice al possente stupa centrale. Uno sfarzo risalente sino a 2500 anni fa che abbaglia tutti i visitatori e che, appena ripresisi dallo stupore, iniziano a scattare foto e selfie. Al centro risplende lo stupa alto 98 metri – nel rivestimento si stima ci siano 60 tonnellate d’oro – a quanto si dice più di quelli che si trovano nei caveau della Banca d’Inghilterra. E non è tutto: sullo stupa si trovano diverse migliaia di pietre preziose, tra cui – in cima a tutto – un diamante di 76 carati.
Quest’incontro sull’enorme spiazzo della fantastica Pagoda Shwedagon a Yangon è tipico per il nuovo Myanmar, che gradualmente esce dal suo grande isolamento, si apre sempre più ai turisti e soprattutto nei territori rurali viene catapultato dal medioevo nell’era moderna.
Nella valle delle pagode
È tutto oro ciò che luccica La Pagoda Shwedagon nella più grande città del Myanmar non è soltanto un centro religioso del Paese, bensì una delle architetture più preziose nell’area asiatica e un importante luogo per il movimento di liberazione birmano. Non a caso, la Nobel per la pace Aung San Suu Kyi tenne il primo discorso pubblico in questo posto ricco di storia. Il tempio copre un’area di 46 ettari, di cui circa 60 000 m2 ricoperti di lastre di marmo. Una volta entrati si cammina tra una
Giovani monaci sulla via quotidiana dello studio.
Pagoda Shwezigon a Bagan si viene sorvegliati da leoni.
Il mattino presto, con i banchi di nebbia ancora spessi, è tempo di fare un po’ di attività sportiva: affronto la scalata di una quarantina di scalini molto alti. Completamente senza fiato ma felice raggiungo la piattaforma più alta della Pagoda Shwesandaw. Lo sforzo è ripagato. Ai miei piedi si estende la pianura di Bagan, nel medioevo una delle più grandi e ricche città del mondo. Sull’enorme area dell’ex città imperiale oggi si trovano oltre 2200 pagode e templi, che hanno alle spalle un secolo in più del tempio del famoso Angkor Wat in Cambogia. Per visitare il centro mistico senza il viavai dei turisti, si deve salire su uno dei templi la mattina presto. Il sorgere del sole e l’imponente vista a 360 gradi sulla pianura di Bagan sono tanto impressionanti quanto giganteschi → – è difficile poi staccarsi da questo
Statua di Buddha Punto centrale di ogni pagoda sono i Buddha seduti, in piedi e sdraiati.
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SVAGO
In viaggio Il lussuoso battello da crociera fluviale Ananda mostra il suo lato migliore.
Mercato variopinto Frutta esotica della regione attorno a Mount Popa. Dipinti con thanaka non per andare in guerra bensì per proteggersi dal sole.
luogo magico. Chi lo desidera, può anche prendere l’ascensore per raggiungere la torre panoramica alta 60 metri Nan Myint. Un edificio meno riuscito – costruito a imitazione di una pagoda – con negozi per souvenir, annesso infrastruttura alberghiera di lusso e campo da golf. Comunque: al tramonto qui si vive un momento incredibile ed è inutile dire che si possono scattare immagini fantastiche – magari sorseggiando un buon bicchiere. Più lussuoso, ma anche più caro, è osservare la zona della pagoda dal cielo: due operatori turistici offrono voli in mongolfiera che partono prima dell’alba.
Crociera sull’Irrawaddy Allora, le piace la Owners Suite, mi chiede il maggiordomo privato con un sorriso che lascia intendere di sapere già la risposta e mi serve la bibita locale, che poco prima avevo ordinato nel bar adiacente. Non do la risposta ormai superflua, ma gli mostro la mia riconoscenza sorridendo a mia volta e gustando questa bibita molto buona. Ho fatto proprio centro a scegliere l’Ananda, il battello da crociera di lusso più nuovo 50 touring | dicembre 2015
sul fiume Irrawaddy. L’imbarcazione dall’aspetto esteriore impeccabile con un arredamento interno moderno e ben lussuoso, costruita interamente da artigiani birmani, dispone unicamente di 21 suite, tutte con balcone e aria condizionata. Le 5 suite sul ponte superiore, tra cui l’esclusiva l’Aloungpayah Owners Suite, con ben 67 m2 di superficie abitabile, sono proposte con maggiordomo privato. Lo stupendo ponte al sole accanto al bar è ideale per rilassarsi sulle comode sdraio. Per rinfrescarsi c’è a disposizione una piccola piscina. Il design birmano è ovunque, anche nel grande salone e nell’elegante sala da pranzo, dove gli ospiti vengono coccolati gastronomicamente dallo chef thailandese e dalla sua squadra con prelibatezze asiatiche ma anche internazionali. Anche nella spa e negli impianti fitness non manca nulla. Grazie alla sua struttura il battello di lusso può attraccare praticamente ovunque. Una caratteristica che permette agli ospiti di godersi ad esempio una cena al chiaro di luna su un banco di sabbia con vista sulle pagode illuminate. Conclusione: il nome dell’imbarcazione di lusso è azzeccato in pieno:
400 km
IN DI A CI N A MYANMAR Sagaing Bagan
Mount Popa
Golfo del Bengala
addy
Irraw
Owners Suite con bagno di lusso.
Mingun Amarapura
Naypyidaw Yangon
THAILANDIA
Soggiorno superior a bordo dell’Ananda.
DA NON PERDERE Bagan: oltre 2200 pagode e templi per un buon karma. Yangon: la Pagoda Shwedagon d’oro e il Buddha disteso, una città portuale piena di vita.
Corso di cucina impartito dallo chef.
Ananda richiama un capolavoro dell’arte buddista – il più bel e famoso tempio a Bagan, ricco di affreschi originali ancora ben conservati che ricoprono interamente i muri e i soffitti delle nicchie ai punti cardinali nelle gallerie interne.
FOTO MARIO WEIGT/ANZENBERGER (1), UPI, CARTA KEYSTONE
Genuino e modesto Al di fuori delle piste turistiche più battute, il Myanmar mostra il suo volto più originario. Nei pressi della riva abita la gente del posto in semplici case di legno, hanno come animali domestici un paio di galline e un bue e vivono senza elettricità e acqua corrente, come ho potuto costatare in occasione della visita di un piccolo villaggio di mille abitanti chiamato Sin Kyun. Non appena il battello tocca la riva, aspettano già decine di bambini spinti dalla curiosità di vedere questa gente insolita. La gioia e la spensieratezza dei bambini vestiti in modo variopinto ha ben presto contagiato i visitatori. La frotta di bambini segue gli stranieri durante la visita al villaggio e si mettono a disposizione della voglia di foto dei turisti. Dopo poco svanisce completamente qualsiasi timidezza e tutti
cominciano a fare scherzi. Dal balcone della loro scuola finanziata in parte dal Sanctuary Retreats Philanthropy possono presentare le loro conoscenze d’inglese. E prima della partenza si scatena un po’ di confusione a causa di due visitatrici che distribuiscono cioccolata svizzera ai bambini. Una gran festa per tutti gli scolari. • Il viaggio dell’autore è avvenuto su invito di Thai Airways e Sanctuary Retreats.
Sagaing: nella zona collinare ci sono 544 monasteri con oltre 6000 monaci, un panorama fantastico sul fiume Irrawaddy. Mount Popa: 50 km a ovest di Bagan, una vista spettacolare sul vulcano spento Taung Kalat con un’enorme pagoda. Mingun: un bel paesino con l’incompiuta Pagoda Mingun e l’enorme campana Mingun, nei pressi della straordinaria pagoda bianca. Ponte U-Bein: tramonto da godersi a bordo di un’imbarcazione passando a lato del ponte pedonale in legno lungo 1,2 km presso Amarapura.
Tramonto al ponte U-Bein.
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Regno del Bhutan
e il Tetto del mondo
Culture mistiche, paesaggi mozzafiato, persone cordiali – e la trasferta spettacolare con la ferrovia di Lhasa!
In Bhutan per il festival della fioritura dei rododendri Il regno appartato e misterioso ai piedi dell’Himalaya vi attende con una cultura originaria autentica, ormai pressoché introvabile in qualsiasi altro posto che non sia il Bhutan. Montagne massicce, magnifici monasteri e paesaggi unici costelleranno il vostro itinerario. L’attrazione del soggiorno sarà il festival in occasione della fioritura dei rododendri. Con balli, musica e un mercato, gli abitanti del Bhutan festeggiano 52 touring | dicembre 2015
il mare di fiori di rododendro, che in primavera fa risplendere i versanti delle montagne nelle tonalità di rosso.
Kathmandu – ora più che mai! Il devastante terremoto che ha sconvolto la scorsa primavera il regno del Nepal ha lasciato profonde ferite tuttora visibili. Nel frattempo vari degli edifici danneggiati sono stati ricostruiti o riparati. Il turismo rappresenta un’entrata importante per l’economia locale, e visitare il Paese significa aiutare la popolazione locale. L’itinerario di viaggio tocca i principali tesori culturali della valle di Kathmandu. Durante il vostro soggiorno nella capitale visiterete anche un istituto assistenziale fondato da una svizzera, dove vi aspetterà una nidiata di bambini.
Sul tetto del mondo Il volo da Kathmandu a Lhasa è senza dubbio uno dei voli più belli che ci si-
Ferrovia di Lhasa
ano. Se il tempo è bello potrete godere di una vista unica su Everest, Lhotse, Makalu e altre maestose vette. Indubbiamente il panorama più impressionante al mondo! Un’esperienza particolare nella capitale tibetana sono gli incontri con i pellegrini che troverete nei molti templi. La fede profondamente radicata nella popolazione è onnipresente e in forte contrasto con la modernizzazione del Tibet. Farete un’escursione con il Treno del Cielo, la prosecuzione della ferrovia di Lhasa, che collega la capitale con la seconda città più grande del Tibet, Shigatse.
Viaggio in treno sulla linea Pechino-Lhasa La linea ferroviaria Pechino-Lhasa è considerata uno dei principali progetti ferroviari ultimati nel XXI secolo. Su
Foto Fotolia, Shutterstock
I
n esclusiva per i soci TCS è stato creato, in collaborazione con Kira Reisen, un viaggio straordinario attraverso la regione himalayana. Il nostro itinerario conduce nel misterioso regno del Bhutan, passando per Kathmandu fino in Tibet, dove vi attende lo spettacolare viaggio con la ferrovia di Lhasa fino in Cina (con pernottamento). Scoprite l’Himalaya in tutte le sue sfaccettature!
TCS VIAGGI
Sconto i tazion preno e per at anticip
CS i soci T .– 00 CHF 2 o al fin valido 015 31 .12.2
INFORMAZIONI DI VIAGGIO Come arrivare Turkish Airlines da/a Zurigo o Ginevra via Istanbul* fino a Kathmandu e ritorno via Istanbul* *Coincidenza a Istanbul
Esclusiva TCS Festival del rododendro in Bhutan, Visita dell’istituto assistenziale per bambini a Kathmandu, Visita di una famiglia tibetana, Escursione con il Treno del Cielo da Lhasa a Shigatse, Viaggio con la linea ferroviaria Pechino-Lhasa, Corso di tai chi al mattino a Shanghai Il pacchetto comprende Voli con Turkish Airlines e compagnie aeree locali in classe Y incl. tasse aeroportuali + supplemento carburante, 15 pernottamenti in hotel di classe media, 1 pernottamento in vagone letto con 4 letti, 14 × colazione, 12 × pranzo, 15 × cena, Trasferimenti + escursioni come da programma, Guida di viaggio TCS da/a CH, Guida locale parlante F o T, Documentazione completa di viaggio
Lhasa: Patala Palace
Golmud
DATE DI VIAGGIO E PREZZI
Xining
Dal 13 al 30 aprile 2016, volo da/a Zurigo o Ginevra
passo Tanggula
Prezzi per soci TCS a persona in CHF min. 20 partecipanti in camera doppia Supplementi: camera singola negli alberghi* Piccoli gruppi di 15–19 partecipanti Volo in Business Class Non soci TCS
C I
N
A
9985.– 995.– 585.– su richiesta 200.–
*Nel treno non è possibile occupare da soli una cuccetta
quasi 2000 chilometri di ferrovia vi attendono oltre 600 ponti, poiché quasi metà della tratta si trova sopra i 4000 metri. Farete inoltre sosta alla stazione più alta del mondo, Tanggula, addirittura a 5068 metri.
(consigliamo il libretto TCS ETI Mondo. Lo si può prenotare su: www.protezione-viaggio.tcs.ch)
Lhasa Punakha Paro Thimphu
Shigatse
Kathmandu
400 km
Shanghai
Shanghai – Città di contrasti Terminerete questo interessante viaggio sempre all’insegna dei contrasti, visitando Shanghai. Questa metropoli dell’economia con il suo importante porto ha conosciuto negli ultimi anni un’evoluzione senza precedenti. All’ombra dei moderni grattacieli si sono preservati angoli incantati che testimoniano la storia elettrizzante della città, tesa tra l’Oriente e l’Occidente, tra la tradizione e la modernità. Viene infatti annoverata tra le metropoli più alla moda dell’Asia. •
Non sono compresi Spese personali, visite + escursioni facoltative, Bevande, pasti non indicati, Costi per il visto, Assicurazione di annullamento, rientro + spese di cura
Dimensioni del gruppo Min. 15 / max. 25 persone Supplemento per gruppi di 15–19 persone Disposizioni di viaggio I cittadini svizzeri devono essere in possesso di un passaporto (con validità di almeno 6 mesi oltre la data di rientro) e di visto (Nepal: USD 40, Bhutan: CHF 54, Cina incl. autorizzazione Tibet: USD 140). Istruzioni dettagliate per il viaggio sono disponibili all’indirizzo tcs.ch/asia Il nostro partner di viaggio Kira Reisen. Si applicano le condizioni di viaggio di Kira Reisen che riceverete insieme alla documentazione per l’iscrizione. Con riserva di modifiche al programma di viaggio. Organizzazione, prenotazione e informazioni dettagliate sul viaggio:
Buthija
Kira Reisen Badstrasse 31, 5400 Baden Tel: +41 56 200 19 00 E-mail: info@kiratravel.ch o all’indirizzo www.tcs-viaggi.ch/bhutan
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OFFERTA PER SOCI TCS
WALDHOTEL NATIONAL Attenzione: Arosa può creare dipendenza – e lo stesso vale per il Waldhotel National! Arosa, la rinomata stazione climatica alpina dei Grigioni, è situata alla fine di una meravigliosa valle a un‘altezza di 1800 metri sul livello del mare. Potete sciare alla sera fino all‘ingresso dell‘hotel, percorrere i sentieri escursionistici invernali passando per l‘area sportiva fino ad arrivare ai famosi rifugi grigionesi, riscaldarvi sotto i raggi primaverili sulle terrazze solarium o passeggiare per il paese ascoltando lo scricchiolio della neve sotto i vostri piedi: ad Arosa la neve è sempre garantita e anche le giornate di sole sono quasi una consuetudine! Con l‘accorpamento dei comprensori sciistici di Lenzerheide e Arosa vi attende un vero paradiso con 225 chilometri di piste sempre innevate. Arosa / Lenzerheide è il più grande comprensorio sciistico dei Grigioni e rientra tra le migliori 10 destinazioni invernali della Svizzera. Che fusione fortunata! Il Waldhotel National si trova un po‘ più a nord del paese, a soli 5 minuti a piedi dal centro ed è circondato da imponenti abeti
all‘interno di un parco molto tranquillo. L‘accesso diretto alla pista da sci e i sentieri escursionistici che partono direttamente dall‘hotel contribuiscono a rendere perfetta la vostra permanenza. Mentre le camere dell‘edificio principale sono state arredate con gusto in stile grigionese, utilizzando legno di pino per creare un ambiente caldo e permettere agli ospiti di sentirsi straordinariamente a proprio agio, le camere dell’edificio «Chesa Silva» sorprendono per lo stile alpino moderno, i materiali nobili utilizzati e la straordinaria eleganza. Lo Chef Gerd Reber e il suo team sedurranno i vostri palati nei quattro ristoranti premiati con 16 punti Gault Millau. Scoprite le zone piscine e saune «Aqua Silva» e «Spa Salus» (a partire di 18 anni), che si estendono su una superficie di oltre 1‘100 m2 con piscina olimpionica coperta, 7 saune, 2 zone relax, fitness e molto altro ancora.
OFFERTA ESCLUSIVA
PREZZI E VALIDITÀ
• 3 pernottamenti in camera doppia tradizionale, esposta al sole, nel Waldhotel oppure nella lussuosa camera doppia «Chesa Silva» con balcone esposto al sole. • Ricca colazione a buffet ogni giorno • Waldhotel Dine Around (cena gourmet con 5 portate o buffet di specialità) • Ingresso libero alla zona piscine e saune «Aqua Silva» e «Spa Salus», che si estende su 1‘100 m2, con piscina coperta (30°C), spazio con tè e frutta, zona sauna con sauna esterna Kelo, sanarium, bagno turco, bagno di erbe, pediluvi, percorso Kneipp con cascate, fontane gelate, panche riscaldate, zona relax con vista panoramica e zona fitness con vetrate e vari attrezzi di potenziamento e resistenza. • Un buono del valore di CHF 50.– a persona, valido per il vostro prossimo soggiorno
L‘offerta è valida come segue: 6 dicembre–19 dicembre 2015 28 febbraio–10 aprile 2016 Prezzo speciale TCS nella camera doppia (per 2 adulti) per persona tra domenica e giovedì: «Waldhotel esposto al sole»: CHF 629.– (invece di 800.–) «Chesa Silva esposto al sole»: CHF 689.– (invece di 875.–)
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
supplemento per la notte di venerdì e la notte di sabato: CHF 30.– per persona e per notte. Prezzo per camera singola a richiesta.
Prenotabile esclusivamente tramite Private Selection Hotels: Tel. 041 368 10 05 (lun - sab) oppure info@privateselection.ch www.privateselection.ch
La tassa di soggiorno (CHF 4.50 per persona e per notte) non è inclusa.
Online: Completare il codice promozionale con TOURING per ottenere il prezzo speciale.
UN SALTO IN CITTÀ
Gita con Julien Sprunger Giocatore professionista di hockey su ghiaccio, Julien Sprunger (29 anni) milita nelle fila dell’HC Fribourg-Gottéron dal suo debutto in LNA, nella stagione 2002–2003. Quest’anno, l’attaccante dei dragoni sfoggia la «C» di capitano sulla Fribourg, mon sua maglia. In qualità di leader della amour! Julien squadra, l’ala destra è molto determiSprunger è rimasto fedele al club e nata nel voler portar la squadra alla vitalla sua città. toria nella massima divisione del Campionato svizzero, una vittoria molto attesa dal club e dai suoi tifosi. Il friburghese ha vinto la medaglia d’oro ai Mondiali M18 del 2003-2004 e ha segnato due reti durante i Giochi olimpici di Vancouver. Nella vita privata, l’atleta è papà di un bimbo e vive nell’agglomerato friburghese.
Friburgo Julien Sprunger, capitano dell’HC FribourgGottéron, vi accompagna alla scoperta di sei luoghi magici della città degli Zähringen, dall’antro dei dragoni al mitico Fri-Son. CONSIGLI JULIEN SPRUNGER | ILLUSTRAZIONE ANDREA PETER
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Fri-Son
Negozio Rouge Coromandel
Le gole del Gottéron
Vado regolarmente alle serate pingpong e Rollerdisco oppure ai concerti proposti dagli organizzatori. Un luogo culto!
Qui acquisto spesso candele o incenso. I prodotti provengono da tutto il mondo e lo stabilimento è molto rinomato.
Ideali per fare una bella gita con mio figlio e far rivivere il mito del dragone che vive in fondo alle gole…
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Route de la Fonderie 13 1705 Friburgo
Les Trentenaires Un bar moderno che propone un’ampia scelta di birre. Un ritrovo apprezzato da tutti i friburghesi!
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Rue de Lausanne 87 1701 Friburgo
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Rue de Lausanne 60 1700 Friburgo
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Pont de Berne (partenza e arrivo) 1700 Friburgo
Café du Belvédère
La BCF Arena
I tavolini esterni, su un terrazzo panoramico, offrono una vista incantevole sulla parte bassa della città medievale. Assolutamente da non perdere.
Friburgo è una città di hockey e la sua pista di ghiaccio fa parte dell’arredo.
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Allée du Cimetière 1 1700 Friburgo
Grand-Rue 36 1700 Friburgo dicembre 2015 | touring
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La nave è
LA
Si chiama Silver Spirit e trasuda lusso da tutti i pori. L’elegante nave da crociera di lusso bianca come la neve è a casa su tutti i mari del globo. TESTO CHRISTIAN BÜTZBERGER | FOTO BÜ, SILVERSEA
Nauplia La Silver Spirit ancora nell’ampia baia di Nauplia nel Peloponneso.
M
L’entrata in scena Chi vuole salire a bordo della Silver Spirit, non può evitare le scale.
i ha disegnata l’architetto Giacomo Mortola di Genova. Centinaia di persone mi hanno costruita nel 2009 al cantiere navale di Fincantieri ad Ancona. Non solo il capitano Mino Pontillo è italiano, pure la famiglia di proprietari Lefebvre è originaria di Roma. L’italianità traspare quindi in vari campi, nonostante ciò la lingua a bordo non è l’italiano, bensì l’inglese. D’altronde i passeggeri che vogliono conquistare il mare con me, provengono da ogni dove.
Il sestante non viene ormai più usato, ma è ancora a bordo.
sentire gli ospiti a loro agio anche fuori dalle loro cabine private. In totale sono 376 persone provenienti da tutti gli angoli del mondo. Gli ufficiali dall’Europa, i collaboratori addetti ai servizi perlopiù dalle Filippine.
Lusso discreto
Oggigiorno quando si pensa a una nave di lusso, ci s’immagina qualcosa di più di una vasca idromassaggio accanto a una piscina rotonda. Per quanto mi riguarda, vengono apprezzati gli ampi spazi e i colori delicati così come il servizio cortese ma discreto, sia alla ricezione che nella Quando segno il tutto esaurito, a bordo spa. Chi desidera gustarsi la colazione si trovano esattamente 540 passeggeri. sul balcone della propria suite, la riceve Questi abitano nelle mie 270 moderne servita dal maggiordomo all’ora desidesuite con una superficie che va da 29 m2 sino a straordinari 150 m2. L’equipaggio rata. E quest’ultimo sa anche cucire un perfettamente istruito si preoccupa di far bottone che si sta allentando. Da me lo 56 touring | dicembre 2015
La Terrazza Dalla mattina sino a tarda sera un punto d’incontro prediletto, il ristorante.
stile di vita all-inclusive significa anche soddisfare le esigenze della clientela più sofisticata. Offro alta gastronomia, programmi eccellenti di svago e di wellness e il tutto immerso in un’atmosfera rilassante. I miei ospiti entrano subito in sintonia e s’intrattengono fra di loro. E io naturalmente sento di tutto, ma niente paura, la discrezione è una questione d’onore. Dany di Las Vegas ad esempio mi racconta, seduto sulla terrazza esterna davanti a un drink, che per 30 anni ha gestito un club musicale. Da lui sono approdati musicisti del calibro di Count Basie e Tony Bennett. Adesso Dany si gode la vita anche in crociera. «Sai, preferisco sborsare un paio di dollari in più, così so qual è il livello della nave e dei suoi passeggeri». Gli americani non hanno peli sulla lingua…
SVAGO
STAR L'ABC DELLA NAVE La Silver Spirit grazie alla sua maneggevolezza trova sempre posticini romantici.
Sentirsi in vacanza Iniziare la giornata con la colazione sotto il cielo blu.
Pool Deck Fare un paio di vasche, leggere, sognare o crogiolarsi al sole…
Naturalmente da me succede sempre qualcosa. E dunque già alle 7 l’allenatrice Donna è pronta per la corsetta del mattino e all’appuntamento non rimane mai da sola, anzi. Alle 8.30 si può poi fare parole crociate e sudoku nella biblioteca. Dalle 17 alle 18 sono sempre in molti a chiedere l’assistenza del consulente informatico.
maggiori rappresentanti della corrente surrealista. Per contro, le capacità pittoriche di Bob Dylan sono ben lontane da quelle dimostrate nelle sue opere musicali…
Da Chagall a Dalì Camminando lungo i miei ponti, i passeggeri vedono sfilare le opere dei più svariati artisti. Qui si possono ammirare litografie originali di Marc Chagall così come opere di Joan Mirò. Un ponte più avanti ci si trova di fronte al Rinoceronte di Henry Moore e vale la pena osservare anche la scultura dell’artista spagnolo Salvador Dalì, eccentrico sì, ma uno dei
Con soli 198,5 metri di lunghezza, 26,2 metri di larghezza e un pescaggio di 6,2 metri sono in grado di gettare l’ancora anche nei piccoli porti. Oppure il capitano decide di sostare in una baia nascosta e fa portare i passeggeri sulla terraferma a bordo di un battellino. Concedersi un lusso significa anche salpare verso luoghi poco conosciuti per scoprire nuovi orizzonti. Allora forza, salite a bordo e partite con me, facendovi coccolare! • Questo reportage è stato sponsorizzato da Cruisecenter a Zurigo.
Le crociere sono una forma di vacanza molto in voga. Si disfa la valigia solo una volta, ma si è sempre in giro eppure sempre a casa. Per il 2015, la rivista specializzata di turismo «Travel Inside» stima che saranno all’incirca 150 000 i clienti dalla Svizzera che compieranno un viaggio in crociera. Le navi da crociera sono considerate un mezzo di trasporto relativamente sicuro grazie alle severe norme di prevenzione e di gestione delle emergenze. Chi vuole imbarcarsi, deve superare i controlli di sicurezza e di accesso, che in parte sono addirittura più rigidi di quelli sugli aerei. Sulla Silver Spirit vige il principio dell’all-inclusive per quanto riguarda il cibo e le bibite – tutto è dunque compreso nel prezzo. Chi però desidera un’esclusiva bottiglia di vino o di champagne, deve pagarla extra. Tutti i servizi e gli acquisti vengono pagati alla fine della crociera con la carta di credito registrata in ricezione all’inizio del viaggio. I soci del TCS ottengono da Silversea attrattivi vantaggi alla prenotazione di una crociera per il 2016. L’offerta riguarda specialmente le navi Silver Spirit, Silver Shadow, Silver Whisper e Silver Explorer. Informazioni dettagliate su www.tcs.ch/it/viaggi-camping/viaggi/offerte/crociere/cruisecenter.php oppure Cruisecenter SA a Zurigo, tel. 044 350 89 89.
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GITE CONSIGLIATE
Con
gran slancio nell’inverno
Carvare su piste preparate alla perfezione, volare sopra i dossi con lo snowboard o scivolare con gli sci di fondo nella quiete del bosco: le località invernali svizzere sono pronte. Anche con le offerte per il «dopo sci», il wellness, la gastronomia e il noleggio dell’equipaggiamento.
L
di sera. E dopo lo svago sulla neve, Gstaad offre un ampio ventaglio di possibilità di divertimento alla portata di ogni borsellino.
A ciascuno il suo Se i grandi comprensori sciistici come Zermatt o St. Moritz attirano per la loro molteplicità di offerte e per le infrastrutture impressionanti, anche mete più modeste come Disentis, Engelberg o Les Mosses (v. articolo nelle pagine dossier) hanno i loro estima-
tori. Nella neve si usa ora pure cambiare il tipo di attività sportiva nel corso della giornata: il mattino con gli sci carving sulle larghe piste e il pomeriggio un paio di salti nei parchi con lo snowboard. Oppure il mattino si va a slittare con i bambini e la sera si va a pattinare. D’accordo, l’equipaggiamento necessario per ogni attività non è proprio a buon mercato, ma i soci del TCS anche in questo caso godono di un vantaggio: semplicemente noleggiare tutto l’equipaggiamento invernale. •
ILLUSTRAZIONE ANDREA PETER, FOTO SWISS-IMAGE
a Svizzera, come meta di vacanze invernali con i suoi impareggiabili quattromila, è orgogliosa dei suoi eccezionali comprensori sciistici. Uno dei più grandi è Gstaad Mountain Rides con 220 chilometri di piste tra i 1000 e i 3000 metri. Grazie al ghiacciaio gli sciatori e gli snowboardisti possono dedicarsi al loro hobby sino in primavera. Chi a fine giornata non ne ha avuto ancora abbastanza, può andare sul Wispile e sul Rinderberg per sciare
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Un vero spasso Gli amanti della neve vanno in visibilio. Scendere con slancio nel bianco pendio delle piste al Corviglia.
% 2sc5 n o to per
di S i soci TC
L’offerta TCS Lo sconto del 25% sul noleggio dell’intero equipaggiamento invernale – casco gratis incluso – presso tutti i partner Swissrent (vedi lista).
LUOGHI CON SWISSRENT A SPORT Canton Vaud
Svizzera orientale
St. Moritz (8)
Col des Mosses
Flumserberg
Vallese
Leysin
Grigioni
Bettmeralp
Rougemont
Arosa (2)
Blatten
Villars
Celerina (2)
Champéry
Oberland bernese
Davos (3)
Crans-Montana
Gstaad
Disentis
Verbier
Interlaken-Matten
Klosters
Zermatt
Lenk
Laax
Saanen-Gstaad
Lenzerheide (2)
Wengen
Pontresina
Zweisimmen
Samnaun
Svizzera centrale
Savognin
Engelberg (2)
Silvaplana (2)
L’offerta è valida dal 1° novembre 2015 al 30 aprile 2016 e non è cumulabile con altri prodotti Swissrent già scontati come EasyAbo, Passepartout e noleggi stagionali ed è valida per tutti i soci del TCS e le persone che vivono nella stessa economia domestica.
Equipaggiato? Allora inviaci un tuo bel selfie (e-mail a: touring@tcs.ch) con l'attrezzatura invernale sulle piste da sci o nella neve fresca! Con un po' di fortuna vedrai la tua fotografia in una delle prossime edizioni della rivista Touring.
Prenotare online, ritirare il materiale noleggiato e in un battibaleno essere sulle piste: www.swissrent.com
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Reagire in modo
CO O Imparare esercitandosi: è il motto dei corsi di guida invernale di TCS Training & Events, organizzati da dicembre 2015 a marzo 2016 sulle tre piste di Zernez, St. Stephan e Bourg St. Pierre. Abbiamo partecipato ad un corso a St. Stephan. TESTO PETER WIDMER | FOTO FABIAN UNTERNÄHRER
P
er un corso di guida invernale le condizioni non potevano essere migliori, in questa gelida giornata di gennaio 2015: una fitta bufera con neve fresca sulla strada. Sto andando al centro di guida invernale del TCS a St. Stephan nell’Oberland bernese. È mattina presto e le condizioni stradali nella Simmental consentono una velocità massima di 45 km/h. Il centro di guida TCS si trova discosto dalla strada principale, in un avvallamento. Tranquillamente e senza intoppi, arrivo sicuro e puntuale all’edificio della reception, dove i partecipanti al corso vengono accolti con caffè e cornetti. Fin qui ce l’ho fatta, anche senza esercitazioni particolari!
Prima la teoria, poi la pratica Fuori dominano temperature sotto lo zero, ma prima si va nella sala di teoria Lorenz Mühlemann All’esperto istruttore non sfugge alcun errore.
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per la fase di riscaldamento. L’istruttore Dominique Zingg passa spontaneamente al «tu»: «A più di 1000 metri di quota è d’obbligo» (St. Stephan è situato a 1008 metri!). Il programma del corso è ricco e le aspettative dei partecipanti sono elevate. L’obiettivo è chiaro: incrementare la sicurezza personale nel traffico, all’insegna del motto «imparare esercitandosi». Tra le principali cause d’incidente, l’istruttore Zingg cita la distanza troppo breve dal veicolo che precede; per cui: «Riconoscere i pericoli, evitarli, guidare in maniera previdente, adattare la velocità e aumentare la distanza». «Cosa succede quando affronto una curva?», chiede una partecipante. E Dominique Zingg ha la risposta pronta: «Quando sull’asse anteriore non c’è aderenza parliamo di sottosterzata. L’automobile scivola in un’altra direzione, per cui: via il piede dall’acceleratore! Se non
bastasse, bisogna frenare e tenere fermo il volante. Si svolta con gli occhi, le mani fungono solamente da strumento. Non appena si ristabilisce l’aderenza, bisogna di nuovo sterzare verso la direzione voluta». Tutto chiaro!
Sapere cosa fa l’auto Dopo la teoria si parte in gruppo per il vicino percorso di esercitazione. Durante il viaggio l’istruttore Lorenz Mühlemann comunica le regole del gioco via radiotrasmittente: nessuna manovra fuori dal percorso d’esercitazione, che non è assicurato, le istruzioni e le demarcazioni sono obbligatorie – e per finire: non c’è l’obbligo di eseguire gli esercizi. Ma nessuno vuole dare forfait e tutti si lanciano, motivati, negli esercizi pratici. Su una superficie piana, completamente innevata, ci si esercita alla frenata d’emergenza a tre diverse velocità:
Chiare istruzioni «Lavorare con lo sterzo, ossia ‘leggere la strada’».
CLUB
OL
sulla neve Bufera di neve Sul terreno pianeggiante si esercita la frenata d’emergenza.
40, 60 e 80 km/h. Resto vicino a Lorenz Mühlemann e seguo le sue istruzioni fornite ai conducenti: «Frenare d’emergenza significa spingere sul pedale del freno con tutta la forza. Parliamo di una pressione di 80 kg sul pedale! Così abbiamo la garanzia al 100 percento che ci sia la pressione sufficiente a far funzionare correttamente il sistema. Inoltre, appena possibile premere la frizione. E tenete schiacciati entrambi i pedali finché l’autovettura si arresta, facendo attenzione a che le ruote siano ben diritte». A 60 km/h i partecipanti decidono da soli quando vogliono eseguire la frenata d’emergenza. Un blocco di gommapiuma simula un ostacolo di cemento. «Sarebbe ideale se vi fermaste completamente al massimo 20 cm prima del blocco», grida Mühlemann ai conducenti impegnati nell’esercitazione. Ma per alcuni ci sarebbe spazio anche per un camion… Salgo sulla Volvo di Janine Muster, impiegata di commercio di Pieterlen. Durante un corso Eco-Drive ha vinto un A tre diverse velocità si esercita la frenata d’emergenza: ossia a 40, 60 e 80 km/h.
buono per il training invernale del TCS. «Guido l’auto da 30 anni, e anche la moto». Finora aveva avuto solo un leggero incidente senza danni a persone, «ero su una strada secondaria, è bastato guardare la radio per due secondi ed è successo». Secondo lei, è sicuramente positivo sapere come si comporta il veicolo in caso di neve sulla strada. Janine Muster esegue in modo esemplare la guida in slalom, non tocca mai le demarcazioni al suolo. Nessuna lamentela giunge via radiolina da parte dell’istruttore Mühlemann. Durante la discussione sulla guida a slalom Lorenz Mühlemann dà qualche consiglio. «Eseguire curve corte, riposizionare subito le ruote diritte, soltanto così si riesce ad accelerare e decelerare in modo ottimale. E puntate lo sguardo sempre dove volete andare». Il conducente della Ford ha effettuato lo slalom in terza marcia, «per aver più presa sul terreno». «Bravo», lo elogia Mühlemann, «così è meno probabile che le ruote girino a vuoto». ◆
Sono avvantaggiati I veicoli con la trazione integrale hanno un chiaro vantaggio.
DOMINIQUE STÄHLI ISTRUTTORE E CAPO CORSO Qual è il profilo dei partecipanti? Leggermente più maschi, tra i 30 e i 50 anni. A livello di conoscenze il divario è grande, molti sono «ripetenti» altri debuttanti. Abbiamo anche clienti che frequentano un corso in seguito a un’esperienza negativa. A cosa ci si esercita nei corsi di perfezionamento? Diamo per scontate le competenze di base e lavoriamo sulle alte velocità. La teoria è più breve, le esercitazioni hanno un taglio squisitamente pratico con particolare attenzione alla guida in curva. Per poter reagire in modo rapido e corretto in caso di emergenza, sarebbe necessaria un’esercitazione permanente. Basta un unico corso base? Siamo già contenti se la gente fa qualcosa! Parliamo pur sempre di una minima percentuale di conducenti, che una volta tanto frequentano un corso di perfezionamento durante la loro carriera di automobilisti. Per reagire al meglio in una situazione critica, ci si deve esercitare per anni. Vorremmo sensibilizzare molto di più la gente sulle cause per cui ci si viene a trovare in questi frangenti insidiosi e come anticiparli, affinché non ci si venga a trovare in pericolo. Riconoscere ed evitare: si tratta di sviluppare la sensibilità e il giusto atteggiamento di fronte al rischio, così da non essere colti alla sprovvista; è questa la nostra missione. Informazioni e date dei corsi: www.training-events.ch
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CLUB
STEFANIE THÜLER
«Ho bisogno di muovermi» È una persona che si muove molto, sia professionalmente sia in privato: Stefanie Thüler, marketing manager societariato e prestazioni club, lavora al TCS dall’aprile 2012. TESTO PETER WIDMER | FOTO EMANUEL FREUDIGER
N
on fa semplicemente un lavoro, lo ama anche! Durante un’oretta di colloquio diventa chiaro che dietro le prestazioni e i prodotti del TCS c’è personalmente la 30enne Stefanie Thüler, con il suo «fuoco sacro». Non c’è migliore condizione per commercializzare qualcosa con la credibilità e le parole giuste. Ciò però non vuol dire senza spirito critico; per esempio vede la necessità di intervenire riguardo ai giovani soci: «Per il segmento tra i 16 e i 25 anni non abbiamo ancora l’offerta appropriata. I giovani ottengono la patente di guida sempre più tardi. E il TCS è considerato primariamente come club della mobilità e si discosta solo un po’ dall’immagine del soccorso stradale. Inoltre,
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lo spirito di club non è molto sentito tra i giovani». Si dovrebbe dimostrare maggiormente che il TCS si impegna intensamente a favore della prevenzione, ad esempio con le campagne per il tragitto casa-scuola, l’educazione stradale, il perfezionamento di guida, la protezione dei consumatori, i test dei prodotti ecc. «Dobbiamo essere fondamentali per tutti i gruppi target, non solo per gli automobilisti. Con il TCS tutto quel che riguarda la mobilità è disponibile sotto lo stesso tetto!».
Sempre in giro La specialista di marketing con diploma federale è arrivata al TCS in modo, per così dire, «virtuale»: ha inserito il suo profilo nei social media ed è stata contattata dal TCS
Sulla scena La marketing manager Stefanie Thüler al lavoro «sul campo», durante un servizio fotografico a Emmen.
mentre si trovava in Nuova Zelanda per un soggiorno linguistico. «Il colloquio di candidatura si svolse in francese tramite Skype e ho firmato il contratto di lavoro in Nuova Zelanda», ricorda sorridendo Stefanie Thüler. Da inizio aprile 2015 guida una squadra di cinque collaboratori. Dedica all’incirca metà del suo tempo di lavoro alla conduzione e alla consulenza, mentre per l’altra metà si occupa della gestione dei progetti interdipartimentali e della cura dei rapporti con gli altri uffici interni come il management dei prodotti, il call center, l’informatica, le Sezioni, la Patrouille. Poiché collabora anche con agenzie pubblicitarie esterne, Stefanie Thüler si occupa di valutare nuove agenzie. E se «non c’è l’uomo o la donna della situazione», riprende personalmente in tutto o in parte i progetti delle campagne nel settore soci. Il suo «giorno di lavoro tipico» non esiste. «Sono spesso in giro, sia per un servizio fotografico per
una campagna sia in una Sezione, in un’agenzia pubblicitaria oppure mi trovo in viaggio con un pattugliatore o sto incontrando la gente del call center». Stefanie Thüler prende il polso della gente! •
BOTTA E RISPOSTA Utilizza i servizi del TCS in privato? Sì, per esempio i controlli dei veicoli in un centro tecnico, poi mi sono fatta anche consigliare riguardo ad una riparazione, ho frequentato tre diversi corsi di perfezionamento di guida e getto regolarmente un’occhiata alla lista dei vantaggi per i soci. Ha già reclutato personalmente dei soci? Sì, mio padre e quando ho l’impressione che qualcuno abbia bisogno del TCS, ne presento i vantaggi. Ed ha già funzionato! Come compensa il lavoro? Con la montagna, la natura, lo sport, oltre che viaggiando preferibilmente in Australia e Nuova Zelanda.
CLUB Le imponenti Fitz Roy e Cerro Torre sono le cime più famose della Patagonia.
L’Argentina in due tappe
IL TCS È PARTNER DI EXPLORA
Una sala colma alla scuola Freien Gymnasium di Berna: la Explora Events AG, società che presenta reportage di viaggi, mostra stasera lo show «Argentina – Avventure tra Tropici e ghiacci» con il fotoreporter tedesco Heiko Beyer. Scoprire un Paese tramite foto ed esperienza diretta. TESTO PETER WIDMER | FOTO HEIKO BEYER
I
l bus che alle 19 mi porta dalla stazione di Berna al Freien Gymnasium è stipato di gente, inusuale per l’orario. La ragione è presto detta: alla fermata della scuola l’autobus si svuota, la gente sciama tutta in ordine verso l’Argentina, o più precisamente: verso la presentazione del fotoreporter Heiko Beyer. Nessuna attesa, niente ressa che spintona all’entrata, i collaboratori di Explora padroneggiano perfettamente le operazioni d’ingresso. Mi siedo al posto n° 223 della fila 7 e mi faccio trasportare in Argentina.
Alla fine del mondo Ci troviamo a Buenos Aires, la «Parigi del Sudamerica». Victoria, la padrona di casa di Heiko Beyer nella capitale Argentina, sta tentando con angelica pazienza di iniziare l’allampanato tedesco ai se-
greti del tango. Ma con scarso successo, come ammette lui stesso.
Mondiali sulle Ande
spontaneamente offrono un giro di birre agli argentini, e gli avversari (sportivi) diventano amici, la situazione è salva!
Cambio di scena: ci troviamo nel 2010, contemporaneaSono solamente due degli inmente ai Mondiali di calcio, numerevoli aneddoti racconin un paesino sulle Ande. In tati a ruota libera da Heiko un comedoro (sala da Beyer durante questa serata pranzo) i campesiappassionante nos seguono la dall’inizio alla partita dei quarti fine. Circa 18 000 di finale Argentifotografie sonnecna-Germania. Inuchiano nell’architile dire che Heiko vio del giornalista, Beyer e il suo colche ne ha molega sono i soli testrate nel corso di «Per cercare deschi presenti in questa serata circa le storie da sala. L’Argentina 400, arricchenraccontare perde 0:4, grande dole con numeparlo con gli tristezza e rabbia rose sequenze filargentini» dei campesinos e mate. Dal 1993 Heiko Beyer gioia sfrenata dei Heiko Beyer ha due tedeschi. Una compiuto in Arfelicità alla quale però non gentina più di una quaranpossono e non osano veratina di viaggi, più volte mente dare libero sfogo. Così all’anno, in compagnia di
Explora Events AG organizza durante ogni semestre invernale circa 200 eventi con 50–70 000 spettatori. Dal 2014 il TCS (libretto ETI) è sponsor di Explora. I soci del TCS approfittano di 5 franchi di riduzione per le presentazioni di Explora (valida per due persone o per una famiglia). Informazioni su eventi/biglietti: www.explora.ch; scegliere la presentazione e il posto desiderato, nonché selezionare il codice TCS per ottenere la riduzione di prezzo!
«amici fedeli e affidabili», come sottolinea. «Durante i preparativi parlo molto con gli argentini, alla ricerca di storie e incontri simpatici. Sono alla continua ricerca di aneddoti divertenti che fanno sorridere la gente». All’organizzatore Explora, Beyer dedica soltanto parole d’elogio: «Questa gente fa un super lavoro, togliendone molto a me, per esempio per montare e smontare il materiale degli eventi». A proposito: Heiko Beyer non sa ancora ballare il tango, pur provandoci continuamente a Buenos Aires… ma non più con Victoria. • dicembre 2015 | touring
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FORUM
La mia prima auto L’archivio riguardante la prima autovettura dei nostri lettori è pressoché inesauribile. Quasi ogni giorno ci pervengono varie storie avvincenti; eccone altre tre.
Non ci sono dubbi per quale squadra faccia il tifo.
Nella Messerschmitt si sta stretti.
Felicità con la Messerschmitt Sei mesi in giro per l’Europa
Tifoso del Basilea «Da 41 anni seguo le partite del FC Basilea essendo un fedele fan FCB con tanto di tessera stagionale. E sebbene le mie possibilità finanziarie siano limitate, amo anche le vecchie auto. Da circa 14 anni posseggo una Fiat X 1/9 del 1979. E quando undici anni fa mi sembrava piuttosto «vecchiotta», la feci restaurare completamente, ripitturandola anche all’interno con i colori rosso-blu del FCB (incluso lo stemma del club). Sul posteriore sventolano le bandiere del FCB. Sul cofano del motore c’è dipinto lo stemma con le firme originali dei giocatori del 2004, che tra l’altro fu l’ultima stagione di Murat Yakin. Con la mia Fiat faccio parte anche del club Youngtimer e Classic del TCS, sin dalla sua fondazione. Con lei percorro circa 7000 km all’anno ed è probabilmente l’auto più fotografata della Svizzera nord-occidentale. La foto proviene da un servizio fotografico per una pubblicità di Bluewin/Teleclub». Philippe Mangeney, Grellingen mercato Ricca vedova sola cerca amicizie. Incontri a Locarno. Per vederci: 0765863965 :*
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«Nel 1961, a 21 anni, comprai una Renault 4CV d’occasione, soprannominata anche «4 pattes» (4 zampe). Con questa auto e il mio amico Walter Nüesch (a sinistra nella foto) intrapresi un viaggio di sei mesi attraverso l’Europa, che ci condusse fino a Hammerfest (il punto più a Nord) e a Gibilterra (il punto più a Sud). In totale percorremmo 20 000 chilometri. Poiché allora le strade all’estremo Nord non erano asfaltate, sul parabrezza e sui fari anteriori montammo una griglia amovibile come protezione contro i rimbalzi dei sassi. Sul cofano davanti fissammo una ruota di scorta e due canestri, uno per l’acqua e l’altro per la benzina; oggi sarebbe impensabile! All’estremo Nord il traffico era ancora molto scarso. Un autostoppista, che era fermo ormai da ore ad un incrocio, volle assolutamente venire con noi. Ma siccome non avevamo posto, si sistemò nella parte posteriore tenendosi in un modo speciale alle due ruote di scorta montate sul portapacchi sul tetto. Naturalmente ciò suscitava l’incredulità dei passanti! I ricordi di quel bellissimo viaggio sono indelebili». Roland Stich, Nidau
«La mia prima auto, una Messerschmitt a tre ruote, la ricevetti nel 1958, quando ero studentessa per tre anni a Marburgo in Germania. L’auto di color rosso acceso aveva una capote di tela nera pieghevole, così che la potevo guidare anche come cabriolet. L’accesso ricordava quello di un aereo, perché si doveva sollevare il tetto. Un giorno in cui dovevo partire presto a causa di un esame, con mio orrore trovai la ruota posteriore sopra un bidone della spazzatura. Per fortuna dopo qualche minuto arrivò un postino che mi aiutò a rimettere a posto la coda del veicolo. Solo molti anni dopo seppi chi mi aveva fatto quel brutto scherzo: un mio ‘simpatico’ amico. Ho guidato per parecchi anni questa Messerschmitt e con lei ebbi un sacco di esperienze divertenti». Astrid Wehrli, Urdorf
@ Cerchiamo: foto scattate dai lettori Siete particolarmente fieri di una foto originale o speciale scattata ultimamente che ritrae gente, paesaggi, situazioni, monumenti. Condividete la foto con noi e i lettori inviandocela per e-mail con un breve commento entro il 30 dicembre a: touring@tcs.ch. Canestri e ruote di scorta: tutto sistemato alla bell’e meglio.
Scriveteci…
touring impressum
Qui vale la regola: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata.
Telefonino al volante
Gustavo Talpo (@) Passaggio a livello
In Norvegia e in Svezia abbiamo osservato una particolarità della segnaletica stradale che potrebbe provocare un incidente. Si tratta della segnaletica dei passaggi a livello. In Scandinavia, un segnale triangolare di pericolo è posto appena davanti al passaggio a livello. All’altezza dell’attraversamento stesso, davanti alla barriera o alla carreggiata ferroviaria, c’è un paletto con un piccolo triangolo che incorpora una luce intermittente permanente. La prima volta che l’abbiamo visto, ci siamo fermati credendo che si stesse abbassando la barriera. Invece, pare che questa lucina intermittente diventi fissa all’avvicinarsi del treno e che sia solo a quel punto che smetta di lampeggiare. Un automobilista svizzero fre-
Editore Touring Club Svizzero Casella postale 820, 1214 Vernier (GE) Caporedattore Felix Maurhofer Vice caporedattori Marc-Olivier Herren Dino Nodari Redazione Aline Beaud Christian Bützberger Juliane Lutz Peter Widmer Art Director Alban Seeger Responsabile foto Emanuel Freudiger Layout Andreas Waber Stephan Kneubühl Sara Bönzli Mathias Wyssenbach
PRISMA
Purtroppo ora la normalità è armeggiare con il telefonino mentre si guida un veicolo. I sistemi mani libere non risolvono il problema, perché chiamate e messaggi necessitano inevitabilmente di occupare mani, sguardo e mente. Invece le sanzioni in questo senso sono incredibilmente sproporzionate al ribasso. Mi sembra che sia meno pericoloso condurre senza cintura che essere assorti con fotografie, video, messaggi, rubriche e chiamate (li vedi sempre più spesso in giro sulle nostre strade: mine vaganti con reazioni da bradipo), eppure le sanzioni si equivalgono! Spero non ci voglia ancora molto affinché si arrivi al ritiro della patente e a multe disciplinari congrue.
Rivista del Touring Club Svizzero (TCS)
Telefonare al volante Sempre più conducenti hanno tale brutta abitudine.
nerebbe di sicuro vedendo la luce intermittente, la qual cosa potrebbe provocare così un incidente. Daniel de Perrot (@) Fermarsi al semaforo
Da qualche tempo, vorrei parlarvi di una (brutta) abitudine di parecchi conducenti: lasciare uno spazio enorme tra la loro vettura e quella davanti quando sono fermi ad un semaforo. Non bisognerebbe insistere soltanto affinché gli automobilisti rispettino le distanze di sicurezza quando circolano, ma anche che si avvicinino in modo ragionevole all’automobile che li precede quando sono fermi davanti ad un semaforo. Ciò contribuirebbe alla fluidità del traffico. Mi capita spesso di costatare che al verde potrebbero passare in tutta sicurezza altre 3 o 4 auto in
più, se tutti facessero attenzione alle distanze. Il peggio succede quando un autobus non può procedere! Con un po’ di riflessione e buona volontà si potrebbe migliorare la fluidità del traffico e abbassare il nervosismo al volante. Erzsébet Mekkey (@) Imparare a guidare
Touring 8/2015
L’articolo sull’approccio ludico alla sicurezza stradale (piattaforma informativa Play4safety) ha attirato la mia attenzione. Perché non proporre un’autoscuola per i giovani tra i 14-18 anni, in cui insegnar loro i primi rudimenti della guida su terreni privati chiusi al traffico a prezzi abbordabili. Sarebbero così meglio preparati per la vera scuola guida a partire dai 18 anni.
Assistenti di redazione Michela Ferrari (I) Tania Folly (F) Oliver Marti (T) Irene Mikovcic-Christen Corrispondenza Redazione Touring Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna Tel +41 58 827 35 00 Fax +41 58 827 50 25 touring@tcs.ch Tiratura Edizione italiana: 83 246 Totale: 1 334 694 Edizione/Marketing Reto Kammermann Natascia Prosperi Abbonamento: compreso nella quota annua di socio. «Touring» è pubblicato 12 volte l’anno. Modifica indirizzo: con il numero di socio: TCS, Sede centrale, Casella postale 820, 1214 Vernier, Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch Pubblicità: Publicitas Publimag AG Seilerstrasse 8, 3011 Berna Tel. +41 44 250 31 31 Fax +41 44 250 31 32 Testi e foto sono protetti dai diritti di autore. Ogni riproduzione, anche parziale, richiede l’accordo scritto dell’editoria. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti. Produzione Swissprinters SA Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen Tel. +41 58 787 30 00
André Vitali (@)
La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere sono pubblicate anche nella versione online di Touring (www.touring.ch).
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SULLA STRADA
Se la chiave dell’auto finisce nel WC Gli aneddoti raccontati da Cristian Ticozzi sono tra i più curiosi che possano succedere ad un pattugliatore del TCS in missione di soccorso. TESTO A. CAMPAGNUOLO | ILLUSTRAZIONE CHRISTOPHE BADOUX
P
ur non essendo uno dei pattugliatori più anziani del mio gruppo, dato che lavoro al TCS «solo» dal 2007, durante le mie missioni sulle strade ticinesi mi sono capitati episodi che hanno dell’incredibile. Il più curioso è sicuramente quello capitatomi quando un giorno fui chiamato dalla Centrale di Schönbühl per un intervento di «chiave persa» in un’area di sosta sull’autostrada A2, non lontano da Lugano. Essendo un tipo di panne tra le più frequenti, mi aspettavo un intervento di routine. Invece, quando arrivai sul posto mi ritrovai davanti a una signora della Germania letteralmente disperata. Motivo: le erano cadute le chiavi nel WC! In più, per evitare che qualcuno entrasse e tirasse lo sciacquone, aveva bloccato l’accesso alla toilette dell’area di sosta e, con grande imbarazzo, aveva dovuto spiegare l’accaduto a tutte le donne che volevano servirsene.
All’inizio ero davvero incredulo. Una storia così non l’avevo proprio mai sentita! Sforzandomi di non ridere e mostrando la massima comprensione e professionalità, mi inginocchiai e cercai con una lampadina tascabile di localizzare nel buco del water il mazzo di chiavi, tra cui c’era anche quella dell’auto. Ma proprio non si vedevano. Allora presi una calamita montata su un’asta di metallo flessibile e provai ad attirare le chiavi verso l’uscita del buco. Alla fine, dopo vari tentativi ci riuscii!
Idraulico e amico Non è stato l’unico caso in cui al posto del pattugliatore stradale ho dovuto fare l’idraulico. Un’altra volta, in piena notte, vengo chiamato sempre per «chiave persa». Sul posto trovo un signore che mi dice che la chiave gli è caduta nel tombino accanto all’auto. Mi offro allora di accom-
pagnarlo a casa per recuperare la chiave di riserva. A quel punto, però, lui mi fa notare che si tratta di un’auto di cortesia, messagli a disposizione dal garage dove ha in riparazione la sua auto. Ma a quell’ora della notte il garage è ovviamente chiuso! L’unica soluzione è quindi di cercare di estrarre la chiave attraverso la grata del tombino con la solita antenna magnetizzata. Dopo vari tentativi nel buio della notte, non mi rimane che togliere la grata e immergermi con metà del
Pazienza Varie donne in attesa, mentre il pattugliatore cerca di «pescare» le chiavi.
corpo all’interno del tombino, finché non riesco ad afferrare la chiave. Eh sì, nel nostro lavoro bisogna saper improvvisare e fare proprio di tutto. A volte dobbiamo addirittura trasformarci in «amici». Come quando mi ritrovai davanti a un cliente in lacrime che, prima di consentirmi di riparare il guasto alla macchina, si mise a raccontarmi tutte le disgrazie della sua vita. Stetti lì ad ascoltarlo e a consolarlo finché si calmò. ◆
CRISTIAN TICOZZI PATTUGLIATORE TCS Cristian Ticozzi (30) è elettricista-elettronico auto. Dopo l’apprendistato e due anni di esperienza, è entrato al TCS nel 2007 come pattugliatore in servizio nel Sottoceneri. Abita a Rivera, è celibe e nel tempo libero gioca in una squadra amatoriale di hockey su ghiaccio. In estate riatta un rustico in montagna. A suo dire, gli automobilisti in panne più «difficili» sono gli inglesi, i più riconoscenti gli svizzeri tedeschi.
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TOUROLINO puleggia di rinvio pilone
cabina
ingranaggio a ruote
stazione a monte
puleggia motrice
GIOCO 1
COME FUNZIONA?
stazione a valle
Gli impianti di risalita
Quale pista lo sciatore dovrà scegliere per arrivare direttamente al suo chalet?
Quando prossimamente partirai per praticare gli sport invernali, può darsi che userai una cabinovia che ti permetterà di conquistare senza fatica la vetta della montagna e tutte le sue piste. Come le funicolari e le teleferiche, anche le cabinovie fanno parte degli impianti di risalita. In Svizzera la prima istallazione di trasporto via cavo è stata realizzata nel 1866, mentre la prima cabinovia elvetica ha fatto la sua apparizione nel 1950 a Crans-sur-Sierre nel Vallese. In totale, l’impianto contava 48 cabine di quattro posti per una lunghezza di percorso di 3,3 km. Il disegno qui sopra ti mostra come funziona una cabinovia. Al giorno d’oggi in Svizzera si contano più di 1700 km di risalite meccaniche. A dire il vero, tali impianti sono molto pratici per raggiungere facilmente la vetta di una montagna innevata. Ma a volte non c’è niente di meglio di un’escursione con le ciaspole o a piedi per godersi appieno la natura.
GIOCHI MOBILI
Ti annoi? Allora prova il gioco seguente: Il tatto Questo mese giochiamo con i sensi. A questo fine, un primo giocatore chiude gli occhi e tende la mano. L’altro partecipante mette sopra il suo palmo un oggetto a sua scelta: matita, sasso, frutto ecc. Chi ha chiuso gli occhi deve indovinare l’identità dell’oggetto toccandolo. Se indovina prima che si esauriscano i tre tentativi, ottiene un punto. Poi si scambiano i ruoli. Il primo che raggiunge 5 punti ha vinto! Questo gioco aiuterà a sviluppare il senso del tatto, a condizione che si tengano gli occhi ben chiusi!
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Viva la...
OUR
neve!
O N
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Brrrr... se temi il freddo, allora puoi rimanere in casa e intrattenerti con i giochi di Tourolino, partecipando anche al concorso. Non dimenticarti comunque di mettere il naso di fuori, magari per costruire un pupazzo di neve?
GIOCO 2
GIOCO 3
Quanti sci rossi/verdi/arancioni vedi? Quale pezzo del puzzle manca?
Sci rossi: ____
sci verdi: ____
sci arancioni: ____
CONCORSO
Cosa significa l’indicazione a lato?
Partecipazione entro il 25 novembre per e-mail: tourolino@tcs.ch o tramite posta a: TCS, Redazione Touring, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna. La risposta del concorso n. 10 era C. Complimenti alle vincitrici: Ylva Bay (Caviano), Giulia Vago (Cureglia) e Sarah Rabinowitsch (Zurigo).
PREMI
1.
Un gioco «sorpresa» del valore di 80 franchi.
2.
Un abbonamento annuo per un bambino (6-16 anni) del valore di 40 fr.
3.
Un’entrata famiglia (2 adulti, 2 bambini) del valore di 30 fr.
□
A: carreggiata gelata B: Attenzione, nevicherà! □ C: Neve in inverno □
@
Inviaci un’e-mail a tourolino@tcs.ch con la soluzione giusta per partecipare al sorteggio e provare a vincere uno dei premi a lato.
I tre premi sono stati offerti da Touring, dal Tierpark di Berna e dallo zoo di Servion.
Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati di volta in volta sulla rivista Touring.
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IN GIRO CON
«Hotelier
è il più bel mestiere»
Le gioie e i dolori di un albergatore sono numerosi e molto variati tenendo conto dell’aria che tira. Il settore viene lodato raramente e invece spesso denigrato ingiustamente, afferma il presidente Züllig. TESTO CHRISTIAN BÜTZBERGER | FOTO MARCO HARTMANN
G
li alberghi in Svizzera sono cari, spesso la qualità non corrisponde al prezzo, capita di sentire e di leggere. Andreas Züllig, proprietario e gerente dell’Hotel «Schweizerhof» a Lenzerheide e da novembre 2014 presidente dell’Associazione degli albergatori svizzeri, Hotelleriesuisse, la pensa diversamente: «Analisi svolte sulle piattaforme di valutazione mostrano che il settore alberghiero elvetico è definito dagli ospiti in media da buono sino a molto buono».
Qual è il suo obiettivo più importante come presidente di Hotelleriesuisse? Migliorare l’immagine del settore. In determinati mezzi di comunicazione abbiamo ingiustamente una brutta fama. Noi saremmo scortesi, troppo cari ecc. è un pregiudizio, che viene alimentato da anni. Lo ritengo ingiusto. Si mette in cattiva luce un intero settore. Il settore alberghiero ha ancora un potenziale di crescita in diversi campi.
Franco più forte, stipendi alti e prezzi di acquisto cari. Il suo compito di albergatore non naviga in acque tranquille. Siamo legati a un luogo e non possiamo evitarlo e nemmeno compensarlo. Gli stipendi, i costi di produzione e le merci sono purtroppo fissi.
Perché allora le piace ancora la vita da albergatore? Non esiste alcun mestiere più bello: l’albergatore ha il privilegio di ricevere direttamente un feedback dagli ospiti. È una motivazione per tutti. Nelle vesti ANDREAS di albergatore ci si occupa di tutto, creatività, ZÜLLIG marketing sino alla gestione del personale. Un albergatore (hotelier) albergatore è un generalista.
PREFERENZE Colore: rosso Veicolo: VW
Musica: jazz, classica Paese: Svizzera TV:
Falò. Fuoco alpino
Cibo:
cucina creativa
I letti di albergo in città sono ben occupati, ma in montagna mancano anzitutto gli europei. Si dovrebbe aiutare gli albergatori di montagna in modo concreto? No, sono contrario a interventi pubblici nelle strutture. Non è compito dello Stato mantenere in vita aziende che non sono più concorrenziali.
Le cifre più attuali mostrano che meno europei, soprattutto turisti tedeschi, vengono in Svizzera, ma più svizzeri scelgono di pernottare nel proprio Paese. Presumo che le faccia piacere… Ci rende veramente felici e conferma la qualità dei nostri servizi, altrimenti gli svizzeri non trascorrerebbero le loro vacanze in Svizzera. E lo fanno sia negli ostelli della gioventù a buon mercato che negli alberghi a cinque stelle.
Per quale motivo consiglierebbe comunque a un giovane di dedicarsi alla gastronomia? In questo settore si possono apprendere professioni entusiasmanti e lavorare ovunque. Le opportunità di carriera sono ottime anche per i giovani professionisti che seguono un’adeguata formazione continua. Chi sa apprezzare l’essere umano e adora le lingue nella gastronomia si trova al posto giusto.
E quanto rimangono? Il periodo di soggiorno si accorcia sempre di più. Gli ospiti arrivano velocemente sì, ma se ne vanno anche in fretta. Gli ospiti guardano le condizioni meteorologiche e solo dopo prenotano. La tendenza va chiaramente verso soggiorni brevi: un fine settimana wellness, una gita in città. Il prezzo non è il fattore decisivo, più importante è una breve trasferta.
A che punto siamo con le nuove leve locali? I giovani svizzeri scelgono ancora di diventare cameriere o cuoco? Al giorno d’oggi quello del cuoco è un mestiere apprezzato, riconosciuto e creativo. L’immagine delle nostre professioni, anche nel settore dei servizi, è cambiata in modo positivo grazie all’offensiva nel campo della formazione. Oggi si deve di nuovo lottare per avere nuovi giovani talenti. •
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Andreas Zßllig Il 57enne padre di famiglia è cuoco qualificato e diplomato alla Scuola alberghiera di Losanna.
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PEOPLE
Seduti sui ceppi Dieter Marti, Beat Zimmermann ed Eveline Gall apprezzano la pausa caffè.
Suisse Caravan Salon: il TCS e la tenda safari La tenda safari allo stand del TCS era il polo d’attrazione per il pubblico al recente Suisse Caravan Salon a Berna. FOTO MATHIAS WYSSENBACH
Il produttore delle tende safari e dei Pod Günter Springer di Ellerhoop (D).
Si vedono spesso nei campeggi TCS Ruth e Robert Schobinger.
Impossibile non fermarsi Allo stand TCS color giallo buoni consigli per tutti gli interessati.
La tenda safari può essere affittata al campeggio TCS di Soletta.
Brodo caldo per tutti Rita Reimann, Beat Reber, Raymond Kamerzin e Franziska Bloise.
Informarsi prendendo un caffè Andrea e Oliver Jost.
Mele e palloncini hanno avuto un gran successo Karin e Roger Dupont con il figlio Noel.
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La tenda safari piace a Kathia e Christian Mouny.
Sosta relax Angelika e Peter Schuler.
Scoprir novità è ciò che cercano Arno Däscher e il figlio Lars, fan di campeggio.
Nella parte esterna della Bernexpo davanti al Pod del TCS Bea e Peter Scherer.
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GIOCA & VINCI
GRANDI OCCASIONI per vincere
7 meahbre: ilnm Teic d helu ssofür scultim : Speieple er r alle in b term m e v aree . Noc 16a ip p rte 0 2 15 i ai gioch
OCCASIONE 1 – Gioco per i lettori IN PALIO 1 notte per 2 persone presso il Modern Times Hotel di Vevey Valore: ca. CHF 900.– In palio: 1 pernottamento per 2 persone in camera doppia, incl. • cena gourmet • ricca prima colazione • 2 ingressi al Modern Times Museum (a partire da febbraio 2016, sarà possibile prenotare insieme albergo e museo) P.S. Tutti i soci del TCS che nel 2016 prenoteranno una camera al Modern Times Hotel tramite Private Selection, riceveranno in omaggio l’ingresso al Modern Times Museum.
Sponsor del premio: www.privateselection.ch, tel. 041 368 10 05 Domanda: Quanti ostelli della gioventù ci sono in Svizzera? Inviate un SMS con tmi111 xx (xx = ostelli) al numero 543. Charlie Chaplin trascorse gli ultimi anni di vita non lontano da Vevey. Il Modern Times Hotel di Saint-Légier-La Chiésaz (Vevey), che
OCCASIONE 2 – SUDOKU 1
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verrà inaugurato a febbraio, è interamente dedicato al suo film più famoso. Avrà a disposizione degli ospiti 138 tra camere e suite ultra moderne, un bar/lounge raffinato, un ristorante con barbecue per intenditori e una boutique con prodotti biologici regionali. Poco distante dall’albergo si trova l’omonimo museo che su una superficie di più di 3000 m2 racconta la vita e le opere di Chaplin.
OCCASIONE 3 – SUDOKU 2
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IN PALIO il rivoluzionario smartphone HTC One Gold/Silver da 32 GB Valore CHF 699.–
IN PALIO l’iPad Air 2 WiFi grigio siderale di Apple
Ciò che rende l’HTC One uno smartphone unico nel suo genere è l’elegante combinazione «gunmetal gold on silver». Grazie alla forma affusolata, è comodissimo da maneggiare. Essendo dotato di una memoria di lavoro da 3 GB, il processore a 8 core temporizzato a 2 GHz è predestinato a prestazioni di alto livello. La fotocamera principale da 20 megapixel scatta foto dai colori nitidi e con contrasti visualizzabili su un display da 5”. Mentre il «BoomSound» di HTC garantisce una riproduzione audio perfetta. Il sistema operativo 5.0 è la versione più aggiornata e performante.
L’iPad Air 2 ha uno spessore di soli 6,1 mm e pesa meno di 500 grammi. È così leggero e maneggevole che lo si può portare ovunque, anche grazie all’autonomia di dieci ore della sua batteria. Nessun altro modello è ancora riuscito a eguagliare la brillantezza del suo display Retina da 9.7”. Attraverso la WLAN si possono trasferire molto velocemente anche grossi volumi di dati. E non vanno dimenticate le centinaia di migliaia di applicazioni disponibili sull’Apple Store che rendono ancora più unico l’iPad Air 2.
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse. Inviate un SMS con scritto tmi112 e le tre cifre al numero 543. Ogni SMS costa CHF 1.50. È possibile partecipare anche per posta, inviando la soluzione a TCS, Editoria Touring, Casella postale, 3024 Berna.
Valore CHF 599.–
Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi (le altre segnate devono essere completate di volta in volta con le cifre da 1 a 9). Inviate un SMS con scritto tmi113 e le tre cifre al numero 543.
Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro familiari. I vincitori dei concorsi «Gioca & Vinci» di Touring saranno estratti a sorte e avvertiti direttamente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Non sarà possibile ricorrere alle vie legali.
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ACT ENTERTAINMENT
Biglietti & Info:
QUALIÀ EVENTI CHE ISPIRA
HF 10.-C nto!
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23.04.2016 ZÜRICH HALLENSTADION
mbri sivo per me lu c s e to n o c S di TCS ! iglietto con Ordinare il b er p Promocode tertainment.ch n ticket@acte n fo o per tele 3 061 226 90 0 : o per posta ment ag, in act enterta 5, 1 Postfach 21 4002 Basel rdinazione 5 biglietti Al massimo
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L E P IÙ F AMOSE A RIE D ELLE O PERE V ERDIANE
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Nabucco · Rigoletto · Aida · Der Troubadour · La Traviata , presentato dall Opera Polska sotto la direzione di Marzena Diakum
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Sco ode: Promoc 5 1 LotD
IL NUOVO SPETTACOLO! 19.11.2015 20.11.2015
HALLENSTADION ZÜRICH ST. JAKOBSHALLE BASEL
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TONHALLE ST. GALLEN STADTCASINO BASEL TONHALLE ZÜRICH KULTURCASINO BERN PALAZZO DEI CONGRESSI LUGANO
TCS TICINO #11
Bollettino della Sezione Ticino
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Corsi di guida su neve e ghiaccio CONSULENZA: LA BATTERIA Il centro nevralgico dell’energia che sempre più è necessaria alle vetture moderne. Pagina 77
GOTTARDORAMA Innanzitutto la sicurezza! Piccola guida per rendere pù sicuro il tunnel più lungo d’Europa. Pagina 78–79
DIESELGATE: NIENTE DI NUOVO L’attualità, con lo scandalo dei test sulle emissioni, risveglia il ricordo di un episodio premonitore del 1987. Pagina 80
SEZIONE TICINO | PUNTO DI CONTATTO
Shop TCS: Inverno e idee regalo
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ltre al centro tecnico, la nostra sede di Rivera include un piccolo shop dove potete trovare il necessario per la vostra vettura. Per far fronte a questa stagione ormai alle porte, il TCS ha selezionato per voi alcuni prodotti utili. Siete pronti ad affrontare questa fredda stagione? Assicuratevi dunque di esserlo! Le temperature inferiori allo zero, il fondo ghiacciato, la neve e la cattiva visibilità non sono certamente da sottovalutare. Molti prodotti offerti possono attenuarne gli effetti. Per una perfetta visibilità proponiamo: • deghiacciante per i vetri • panno antiappannante • antigelo per radiatore • miscela lavavetri invernale • Raschiaghiaccio • Set inverno completo • E la Novità dell’inverno 2015 : le spazzole per la neve «Moontaha» (per ogni tipo di veicolo) Per non trovarsi impreparati alla prima nevicata: abbiamo a vostra disposizione delle catene « Topline » da neve ad un ottimo rapporto prezzo-qualità. È inoltre possibile ordinare catene per veicoli particolari quali SUV e furgoni.
Altri prodotti utili: • Kit cambio pneumatici • Pulisci parabrezza interno • Antimartore • Mantenitori di carica Idee regalo: Seggiolini auto «Kiddy» con nuovo design e colori Sempre disponibili presso il nostro shop l’intera gamma di seggiolini «Kiddy», che comprende tutte le categorie, sui quali i
Tiratura Edizioni
TCS SEZIONE TICINO Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino
84 000 copie 12 volte all’anno
Redazione Roberto Morandi sezioneTI@tcs.ch Layout Sara Bönzli
nostri soci usufriscono di un prezzo di acquisto agevolato, di una consulenza professionale e qualificata. Per il periodo natalizio, inoltre, se siete soci approfittate di un ulteriore sconto del 10% (offerta valida fino al 31.12.2015). Buono regalo per un corso di guida Un regalo sempre originale e gradito che aumenta la sicurezza sulla strada. Informazioni e acquisto allo 091 935 91 21. •
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581 6802 Rivera Telefono 091 935 91 22 Stampa Swissprinters AG Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen
Indirizzi TCS Punto di contatto a Rivera: informazioni sul societariato, libretto ETI, protezione giuridica Assista, corsi, scuola guida, collaudi e controlli tecnici. Per il viaggio: ViaCard (I), Télépeage (F) Contrassegno per le polveri fini (D) Vignetta autostradale per CH e Austria Seggiolini per bambini e articoli Shop
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TCS Sezione Ticino Via alla Chiesa 10 Casella postale 581 6802 Rivera Telefono 091 935 91 35 Fax 091 935 91 20 SezioneTI@tcs.ch www.tcs-ticino.ch
ETI pronto intervento Tel. +41 58 827 22 20 (emergenze) Patrouille TCS: Tel.: 0800 140 140 (richiesta intervento) 0844 888 111 (Informazioni) Infostrada 163 (50 cts./chiamata + 50 cts./min.)
CONSULENZA TECNICA | SEZIONE TICINO
La batteria: il cuore dell’energia
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a batteria delle automobili è molto più di una fonte di energia per avviare l’automobile, essa ha anche l’arduo compito di alimentare tutte le «centraline» e gli elementi elettronici predisposti sulla vettura. Per questo motivo deve essere sempre al massimo della sua capacità di carica e di avviamento. Alcune auto ne hanno addirittura due, una per l’avviamento e una per mantenere attivi le centraline e gli elementi elettronici. Purtroppo è anche uno dei punti deboli delle auto moderne: il 41% delle «panne», risolte dalla pattuglia TCS, è dovuto alla batteria. Quanti tipi di batteria, o meglio, accumulatori esistono? Il termine corretto sarebbe proprio «accumulatore» ma dato che ormai la parola batteria ha preso il sopravvento nel linguaggio comune, continueremo a denominarla così.
Le batterie a umido per automobili, dette anche batterie ad acido libero, dominano ancora una vasta fetta del mercato. Quella comunemente usata per le nostre auto è la batteria al piombo (o piombo-acido), composta da sei celle in serie che contengono al loro interno gli elementi immersi nell’elettrolito, un liquido composto da una parte di acido solforico e un’altra parte da acqua demineralizzata. Le batterie al calcio sono anch’esse molto utilizzate nel mercato e hanno lo stesso aspetto delle batterie a umido, ad eccezione del fatto che le piastre positive e negative sono supportate in una griglia in lega di calcio. Così è stato possibile ridurre drasticamente sia la perdita di liquido (dell’80% circa rispetto alle normali batterie a umido) che il decadimento naturale. Le batterie Absorbed Glass Mat (AGM), dette anche batterie «a secco»,
rappresentano l’ultimo passo nell’evoluzione delle batterie al piombo-acido. Al posto di acqua o gel, una batteria AGM utilizza un separatore in fibra di vetro per mantenere in posizione l’elettrolito. Batterie GEL (GEL) utilizzano un acido gelificato. Le batterie GEL possono sopportare lo scaricamento completo e sono usate, ad esempio, in veicoli che hanno attrezzature elettriche che consumano molta corrente, nelle sedie a rotelle elettriche e come batterie per l’alimentazione degli accessori nelle imbarcazioni e camper. Questo ci fa già capire che non si può più montare, nella propria auto, qualsiasi tipo di batteria. È assolutamente consigliato usare solo la batteria che è stata prevista dal costruttore, questo eviterà eventuali «danni collaterali» all’equipaggiamento elettronico della vettura. ∞
Domande frequenti al Centro tecnico TCS di Rivera Qual’è il polo positivo e il polo negativo? Questa domanda può sembrare banale ma è fondamentale non scambiare i due poli quando abbiamo a che fare con le batterie. Di seguito elencherò alcuni semplici punti che contraddistinguono i poli. Il polo (terminale) positivo è contraddistinto dal colore rosso, dal simbolo più (+) impresso sulla cassa della batteria stessa e dalle dimensioni leggermente più grandi rispetto a quello negativo. Il polo (terminale) negativo invece è contraddistinto dal colore nero, blu o verde; Dal simbolo meno (-) e dalle dimensioni leggermente più piccole rispetto al positivo. Cosa devo fare per una corretta manutenzione?
Di principio le batterie moderne non necessitano nessuna manutenzione, ma occorre prestare «attenzione» al minimo accenno di «stanchezza» che potrebbe arrivare ad esempio con i primi freddi invernali. Infatti, alle batterie non piacciono le temperature estreme. È possibile che già dopo 5 anni di vita si presentino i primi accenni di indebolimento nell’avviamento, per questo è necessario fare al più presto un controllo approfondito della batteria e dell’alternatore, che ha il compito di tenere la batteria carica. Sulle auto moderne non è il caso di speculare sulla vita di una batteria cercando di allungarne l’uso. Se i test segnalano una debolezza nella capacità di avviamento e nella capacità di carica anche l’elettronica dell’intera
vettura potrà comportarsi in modo anomalo. Il consiglio è sempre quello di fare al più presto un test completo, quando abbiamo qualche dubbio, e lasciarsi consigliare dal meccanico o elettrauto professionista. Cosa devo fare se il motore non parte perché la batteria è scarica? Attenersi scrupolosamente alle istruzioni del costruttore riportate nel libretto di istruzioni «uso e manutenzione». In caso di dubbi è consigliabile chiamare subito il nostro soccorso, i nostri pattugliatori TCS sono formati e attrezzati per riavviare la vettura oppure possono fornire una batteria provvisoria per caricare la batteria scarica. Se effettivamente la batteria è compromessa la sostituiranno con una nuova.
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SEZIONE TICINO | GOTTARDORAMA
Innazitutto la sicurezza! RENATO GAZZOLA
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moportale, per prevenire gli incendi all’interno della galleria causati dai mezzi pesanti. L’impianto misura la temperatura del motore, dello scarico, dell’impianto frenante e dei pneumatici, del vano di carico e della cabina di guida. Alla presenza di valori elevati, sono allertati immediatamente gli addetti alla sicurezza. Il termoportale nel 2014 ha lanciato 291 allarmi. In 24 casi, i veicoli sono stati bloccati per problemi di surriscaldamento. Anche nella corsia opposta, all’entrata della galleria a Göschenen è prevista un’analoga infrastruttura che sarà posata in questi mesi e diventerà operativa a inizio 2016. (vedi schema 2)
a galleria del San Gottardo, entrata in funzione nel 1980, è sempre stata al centro delle preoccupazioni dei preposti alla sicurezza del traffico, prima del Cantone e poi, dal 2001, dall’Ufficio federale delle strade. Da quest’ultima data, anno in cui s’è verificato il più grave incidente con la perdita di 11 persone, si sono verificati complessivamente 181 incidenti, con 21 morti e 107 feriti. In totale, dal 1980 al 2015 i morti sono stati 36. Nella galleria autostradale del San Gottardo, con traffico bidirezionale, il rischio di collisioni frontali e di urti laterali è un pericolo latente: si contano 75’000 incroci Perché una seconda galleria? l’ora! Il Consiglio federale coglie l’occasione Le misure di sicurezza adottate, negli dell’inevitabile risanamento della vecchia scorsi anni, non escludono il ripetersi d’in- galleria per garantire a lungo termine il cidenti, incendi e panne. Nel 2014, il Cen- collegamento vitale per il Ticino con il retro d’intervento del San Gottardo è inter- sto della Svizzera completando il sistema venuto 95 volte (22 per incendi) e il “San Gottardo” con la seconda galleria. Se Soccorso stradale ha depannato 294 vei- si costruisse oggi, ex novo, la galleria, la coli. Inoltre, nel 2014 la galleria autostra- sua realizzazione dipenderebbe sopratdale del San Gottardo è stata chiusa com- tutto dal volume di traffico. Le direttive plessivamente 168 volte per emergenze in UE sulla sicurezza delle gallerie, vincolanalmeno una direzione. (vedi tab. 1–2) ti anche per la Svizzera, impongono che se il volume di traffico superi i 10 000 veiI termoportali coli il giorno e per corsia di marcia, la galDal 3 marzo 2013, è in funzione sulla cor- leria dev’essere a doppio tubo e con traffisia sud-nord all’ingresso di Airolo un ter- co unidirezionale. L’attuale galleria, così
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com’è, non sarebbe più ammessa. Inoltre, per i tratti ad elevata densità di traffico, le nuove gallerie devono obbligatoriamente essere a carreggiate separate per senso di marcia e lo stesso vale per i tunnel ferroviari. La seconda galleria porterà maggiore sicurezza. Il traffico transiterà su due tubi separati, a una corsia di marcia e una di emergenza per direzione. Ciò eliminerà le collisioni frontali e il rischio d’incidenti diminuirà. In caso d’incendio il fumo non investirà più gli utenti provenienti in senso contrario né la coda dietro al veicolo in fiamme. Inoltre, ora, in caso di fumo, gli automobilisti tendono a invertire la marcia, mettendo gravemente a repentaglio la sicurezza delle altre persone e delle squadre di soccorso. I tempi d’intervento dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso e della polizia saranno drasticamente ridotti utilizzando la corsia di emergenza o la seconda galleria. Sarà mantenuto per legge il sistema di dosaggio che continuerà a garantire il rispetto di una distanza minima di 150 metri fra i mezzi pesanti. Il progetto della nuova galleria prende corpo Il 27 novembre 2015, in occasione dell’avvio della campagna per la votazione del 28 febbraio 2016, l’USTRA ha presentato gli
Per gestire i 95 interventi, sotto elencati, sono stati attivati 570 addetti per un numero complessivo di 763 ore.
Incidenti con morti e feriti dal 2001
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Motivo degli interventi nel 2014 Incendi Incidenti stradali Fuoriuscite sostanze chimiche/petrolio Assistenza per guasti mezzi pesanti Soccorso a persone tramite no. 144 Totale interventi
22 19 14 20 23 95
30 25 20 15 10 5
Tab. 1
0 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014
Anno 2014 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Tab. 2
Interventi per panne 12 13 13 27 21 34
Anno 2014 Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Totale
Interventi per panne 43 54 31 18 12 16 294
Schema 1
Schema termoportale di Airolo
interventi strutturali e di risanamento della galleria del San Gottardo, previsti dal Consiglio federale, e approvati dal Parlamento. La soluzione prevede la costruzione di un nuovo tubo della stessa lunghezza, sita a 70 metri ad est del tunnel esistente. Il cunicolo di sicurezza si troverà fra le due gallerie e saranno costruiti, ogni 250 metri, dei cunicoli di collegamento che fungeranno da vie di fuga (vedi schema 1). La realizzazione della galleria di risanamento richiederà circa sette anni, scavando con due frese da Göschenen e Airolo. Gran parte dei 16,9 km di galleria si trova su terreno tecnicamente favorevole allo scavo le cui condizioni geologiche, note dalla costruzione della galleria esistente, rendono improbabili sgradite sorprese. La seconda canna avrà sezione circolare, conforme alle attuali norme e direttive, e i portali saranno allineati direttamente a quelli esistenti, la lunghezza sarà sempre di circa 16,9 km. Si prevede lo scavo con fresa meccanica del diametro di 12,70 metri.
Stazione meteo Quadro di comando
Videocamera laterale Videocamera Misurazione lunghezza a infrarossi Misurazione profilo Misurazione profilo Raggio di riferimento
Videocamera laterale con emettitore a infrarossi Raggio di riferimento Misurazione profilo Videocamera a infrarossi
Schema 2
Lo spazio sotto la carreggiata sarà utilizzato come galleria tecnica ed accoglierà tutte le condotte per acqua, energia, comunicazioni e i tubi d’alimentazione degli idranti. Essa sarà sempre accessibile agli addetti alla manutenzione. Le acque d’infiltrazione e quelle apportate dai veicoli saranno separate: le prime, pulite, confluiranno nei fiumi Ticino e Reuss, le seconde, contaminate, defluiranno nelle canaline di scolo e, nel rispetto dell’ambiente, verso le acque di superficie. Sopra la soletta intermedia ci saranno due condotti di ventilazione, uno per l’afflusso e uno per il deflusso dell’aria, diretti verso sei centrali di ventilazione sotterranee, due presso i portali di Göschenen e Airolo e quattro lungo il percorso della galleria. Esse saranno collegate ai pozzi di ventila-
zione della galleria esistente. L’altezza dello spazio per la circolazione del traffico misurerà 5,2 metri, di cui 4,5 metri per la sagoma limite e i restanti 0,7 metri come distanza di sicurezza e spazio per la segnaletica. Le banchine misureranno circa 1,5 metri su ambo i lati e la carreggiata sarà larga 7,75 metri e avrà un dislivello trasversale minimo del 2,5%. Nello spazio di circolazione, i veicoli procederanno normalmente su un lato, lasciando libero l’altro come corsia di emergenza. Se per motivi di manutenzione o di esercizio occorrerà chiudere uno dei due tubi, si potrà ripristinare la circolazione a doppio senso in quella ancora agibile. Le chiusure notturne totali della galleria, che avvengono per cinque o sei settimane l’anno, in primavera, estate e autunno, non saranno più necessarie. ∞ dicembre 2015
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SEZIONE TICINO | ATTUALITÀ E MEMORIE
Dieselgate: niente di nuovo Dunque, la versione «ufficiale» sarebbe che la sezione europea della ICCT nota che «qualcosa non va» nelle emissioni dei gas NOx dei motori Diesel 4 cilindri del gruppo VAG (Volkswagen/ Audi Group). Allertano la loro sezione USA che sarebbe «meglio equipaggiata» per verifiche e da lì scoppia il bubbone. Ma...
ING. PAOLO SUTER, CONSULENTE TECNICO TCS SEZIONE TICINO
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a Confederazione aveva imposto, già agli albori degli anni ’80, le vituperate norme «OGS’82» entro le quali anche i motori di vecchia concezione (alimentazione a carburatore) riuscivano a rientrare con l’adozione di semplici quanto ridicoli accorgimenti, comunque costosi per l’utente. Poi si giunse ben presto all’introduzione delle norme dette US83 per soddisfare le quali non vi era più altra soluzione che l’adozione della tecnica di catalizzazione. Le norme prevedevano che i gas misurati nel corso di un ciclo di guida simulato (inizialmente denominato FTP72) non superassero certi valori. E qui i tecnici delle case costruttrici si sbizzarrirono inventando soluzioni per rendere «pulito» un motore di vecchia concezione, ma che si voleva continuare a produrre e che normalmente sarebbe risultato «sporco» in virtù delle progressivamente sempre più restrittive norme anti-inquinamento imposte. E di soluzioni ne offrì l’elettronica, ormai altamente «spinta» in tutti i motori a partire dalla fine degli anni ’80. Passo quindi ad illustrare l’aneddoto che mi ha indotto a trascrivere queste memorie: correva l’anno 1987 e da poco (1986) erano entrati in vigore in Svizzera i nuovi limiti di emissione per i motori a benzina, tali che - come accennato sopra – in pratica potevano essere immatricolati solo autoveicoli dotati di marmitta catalitica.
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Si presenta, al Centro tecnico di Noranco, col ciclo di guida simulato, ove la permaun giovane socio dall’evidente piede pe- nenza con l’acceleratore a tavoletta era sante, disperato in quanto si vede regolar- sporadico e comunque inferiore al periomente sorpassare in accelerazione da vei- do di latenza «costruito» ad arte grazie coli che, nominalmente, dovrebbero aver all’elettronica. prestazioni inferiori al suo. Tale «trucco» elettronico impediva dunConvinto ormai che quanto promesso dai que la misurazione della potenza massidati tecnici sia unicamente una «potenza ma con il nostro banco prova, in quanto propagandistica» ci chiede una prova po- doveva venir misurata solo nel corso tenza al banco. Sicuri dell’attendibilità di un’unica accelerazione fino al del nostro banco per aver già avuto ragio- regime massimo, senza permanenza a rene verso diverse case automobilistiche in gime costante (banco non frenato), duncasi simili, procediamo alla misurazione que senza permettere all’elettronica di oted in effetti risultano mancanti ben 20 PS, timizzare i parametri al fine di erogare ciò che significava un ammanco di 15% quella «presentabile» potenza nominale sulla potenza nominale. Invitiamo il socio imposta dal «marketing» ossia dalla cona esporre il caso al costruttore. correnza, raggiunta la quale i gas di scariIl costruttore – sicuro della bontà del pro- co non sarebbero rientrati nella norma. prio motore – è comunque accondiscen- Ritorniamo al Dieselgate: dunque niente dente in modo sorprendente e convoca il di nuovo sotto il sole, dagli inizi negli anni cliente al TCS per una verifica della prova ’80 rientrare nelle norme significava sodpotenza. Si presentano due ingegneri con disfare i limiti di emissioni solo nel corso due veicoli identici a quello del nostro so- del ciclo di guida simulato e ogni especio. Uno è dotato di marmitta catalitica, diente elettronico era dunque lecito, tanl’altro no, in quanto nell’Europa circostan- to da palesarlo. Ciò che avveniva su strate norme di emissione così restrittive era- da non era nemmeno discutibile, in no ancora lungi da essere definite o co- quanto non codificabile, né riproducibile, munque più blande di quelle svizzere ed i né misurabile – ma si sa, come con il DNA motori non catalizzati erano ancora rego- per la criminologia, anche la tecnica dialarmente venduti. gnostica relativa alla metrologia dei gas Rifacciamo quindi il test al veicolo del so- ha fatto enormi progressi e la quasi impucio, confermando l’ammanco di potenza, nità derivante dalla difficoltà di verifica poi procediamo alla prova potenza dell’i- emissioni da parte di «non-costruttori» fa dentico esemplare catalizzato portato dal ormai parte della storia. costruttore che ci risulta pure leggermen- Ora, per creare il «caso» (e in questo gli te più debole di quello ormai «ben rodato» americani sono maestri) si legge di «tarocdel socio. Infine misuriamo l’esemplare camento» (che obbrobrio di neologismo) non catalizzato: e qui la potenza c’è tutta, della software. Mi viene spontaneo paraanzi abbondante! frasare un altro vecchio adagio: «scagli Gli ingegneri confabulano fra loro e infine la prima pietra chi non ha taroccato il verdetto candidamente snocciolato: nel mai…» modello catalizzato, per rientrare nelle Sulla stampa specializzata si legge che sianorme anti-inquinamento, l’elettronica no noti almeno 13 metodi «truffaldini» per regola accensione e alimentazione in soddisfare norme anti-inquinamento nel modo tale da erogare la potenza massima corso di verifiche a banco, mezzucci che solo dopo diversi secondi di permanenza sono culminati nel caso VAG col plateale a pieno gas e oltre un certo regime, ciò per software di riconoscimento di un ciclo di rientrare nei limiti di emissione imposti guida simulato. •
CORSI DI PERFEZIONAMENTO | SEZIONE TICINO
La neve ti angoscia? Nella stagione invernale, numerosi automobilisti sono costretti ad affrontare in Svizzera condizioni stradali difficili. Per poter padroneggiare il proprio veicolo in modo ottimale, il TCS Sezione Ticino propone corsi di guida per imparare a reagire correttamente in condizioni di aderenza precaria sulla pista innevata dell’aeroporto di Ambrì. MARCO GAZZOLA
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e condizioni meteorologiche invernali, pur ripresentandosi ogni anno, sorprendono comunque puntualmente numerosi automobilisti. I veicoli, infatti, non reagiscono come in estate, anche se sono muniti di equipaggiamenti invernali. Per questo motivo, la Sezione Ticino propone corsi di guida per imparare a padroneggiare il veicolo sulla strada scivolosa.
Padrone del volante in ogni circostanza I corsi condotti da istruttori sperimentati ed in tutta sicurezza permettono di imparare a mantenere la traiettoria del veicolo su fondo stradale sdrucciolevole ed in particolare affrontando una curva. Durante i corsi si apprende anche a frenare sul fondo stradale innevato o ghiacciato al volante della propria vettura così da capirne il comportamento. Inoltre, i partecipanti ai corsi imparano a evitare ostacoli in condizioni di aderenza precaria, con o senza frenata, e percepiscono dunque lo sposta-
mento delle masse. Infine, i corsi permettono di capire il modo per evitare lo sbandamento, nonché di saper reagire in caso di situazioni impreviste. Questi gli obiettivi dei corsi: riconoscere, evitare e controllare situazioni di pericolo, sperimentare la guida sulle strade innevate o ghiacciate, conoscere il comportamento del proprio veicolo in condizioni estreme. Il partecipante avrà l’occasione di porre domande all’istruttore così da superare timori e dubbi in merito alle reazioni del proprio veicolo e, infine, conoscere i fenomeni fisici legati alla guida di una vettura. Non da ultimo il divertimento di poter provare in tutta sicurezza le reazioni della propria auto. Corsi completi e performanti La giornata di corso inizia con il ritrovo alle ore 08.30 al Motel Gottardo Sud con un buon caffè e cornetto; alle ore 09.00 la prima parte di teoria sul tema del binomio conducente-veicolo, pneumatici ed aderenze. Al termine della teoria ci si sposta sulla pista appositamente preparata
dell’aeroporto ad Ambri per lo svolgimento degli esercizi pratici: frenate, valutazione delle distanze e slalom dinamico. Alle ore 12.00 la pausa pranzo permette di socializzare e scambiarsi impressioni sugli esercizi effettuati. Si continua poi con parti teoriche ed esercizi pratici su come condurre l’auto in curva, evitare un ostacolo e un percorso finale fino alle 16:30. La discussione conclusiva sulla giornata termina il corso alle ore 17:00. Costo della giornata Il costo del corso, aperto a tutti i conducenti, è di fr. 350.– mentre per i Soci TCS fr. 250.–. I corsi al weekend comportano un supplemento di fr. 40.–. Pause caffè e pranzo sono inclusi nel prezzo. Il Fondo per la sicurezza stradale (FSS) sussidia i corsi con un importo di fr. 100.– per partecipante svizzero, già dedotto dal costo indicato del corso. ∞
Le date dei corsi sono: Lunedì, 28 dicembre 2015 Martedì, 29 dicembre 2015 Domenica, 3 gennaio 2016 Lunedì, 4 gennaio 2016 Martedì, 5 gennaio 2016 Lunedì, 11 gennaio 2016 Informazioni, ulteriori date disponibili ed iscrizione online sul sito www. tcs-ticino.ch oppure telefonando allo 091 935 91 21.
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SEZIONE TICINO | OPPORTUNITÀ Mercoledì, 20 gennaio 2016, a Mendrisio
Dibattito «secondo tempo»: Il risanamento del San Gottardo e il Mendrisiotto
I
l Comitato del Gruppo del Mendrisiotto organizza un dibattito con importanti personalità della regione: Andreas Barella, Coordinatore per la Svizzera italiana per un collegamento Sud-Nord sosteni-
bile e scorrevole; L’Avv. Renzo Galfetti, del comitato borghese «no al raddoppio»; Marco Romano, parlamentare al Consiglio Nazionale; l’ Avv. Michele Rossi, delegato delle Associazioni economiche alle
relazioni esterne e il moderatore Tiziano Calderari, membro di Comitato del Gruppo del Mendrisiotto del TCS. Questo secondo dibattito è la continuazione di quello svoltosi il 15 ottobre 2014, ed ora, in vista della votazione, intende trarre delle conclusioni sulle conseguenze, sui vantaggi e svantaggi economici e ambientali, sulla salute e sulla viabilità nel Mendrisiotto, derivanti dell’attuazione del progetto di risanamento del Consiglio Federale. Sarà concesso ampio spazio alle domande del pubblico. Il dibattito si terrà nell’Aula Magna delle Scuole Comunali di Canavee alle ore 20.00. Dopo l’evento sarà offerto un rinfresco. L’entrata è gratuita. •
Rivera, il centro della mobilità! www.tcs-ticino.ch poi di ottenere la licenza definitiva con il costo più basso in Svizzera (per soci Cooldown).
Centro tecnico (091 935 91 35) Offre le risposte e i consigli dei nostri esperti per qualsiasi dubbio nella mobilità: domande tecniche, controllo di fatture emesse da garage, consulenza per problematiche tecniche. Aperto dal lunedì al giovedì, dalle 7.30 alle 18.30, e venerdì dalle 7.30 alle 16.30. Il sabato dalle 8.00 alle 12.00, solo su appuntamento. Occasioni Volete comprare o vendere un’auto d’occasione: il prezzo è corretto? Desiderate conoscere lo stato del veicolo? Un controllo di 90 minuti vi aiuterà a rendere la transazione un vero affare, al costo di CHF 120.– (CHF 240.– non soci). Precollaudo Dovete affrontare il collaudo dell’auto e volete sapere quanto vi costeranno le necessarie riparazioni? Con un controllo di 40 minuti, al prezzo di CHF 55.– (CHF 110.– per i non soci) conoscerete lo stato della vostra vettura e potrete decidere cosa fare. Se invece è in perfetto stato effettuerete subito il collaudo. 82
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Corsi di perfezionamento della guida Gli anni passano, nuove norme entrano in vigore e nuove tecnologie approdano sul mercato. L’ampia offerta di corsi al Centro TCS di Rivera ed Ambrì costituisce un’ottima occasione per aggiornarsi ed esercitarsi in pista. Istruttori esperti vi guideranno in un viaggio interessante e divertente tra teoria e pratica di guida, esercitandovi inoltre nelle più importanti manovre d’emergenza. Corsi per auto, moto, scooter, e-bike. Corsi speciali per la 3° età, over 70 e, in campo professionale, corsi per aziende e corsi Oaut per autisti professionisti.
Punto di Contatto (091 935 91 35) Al centro di Rivera è offerta tutta la vasta gamma di prestazioni TCS, con una consulenza, per ogni esigenza, professionale e cordiale. Lo shop propone, oltre ai prodotti di prima necessità per l’auto e per i viaggi (patente internazionale, télépeage francese, viacard e telepass italiani, vignette germaniche e austriache), anche una vasta scelta di seggiolini per bambini, tra i migliori testati dai nostri esperti, a prezzi vantaggiosi e con un’ottima consulenza e servizio dopo-vendita.
TCS TICINO #11
Bollettino della Sezione Ticino
Dicembre 2015
Corsi di guida su neve e ghiaccio CONSULENZA: LA BATTERIA Il centro nevralgico dell’energia che sempre più è necessaria alle vetture moderne. Pagina 85
GOTTARDORAMA Innanzitutto la sicurezza! Piccola guida per rendere pù sicuro il tunnel più lungo d’Europa. Pagina 86–87
DIESELGATE: NIENTE DI NUOVO L’attualità, con lo scandalo dei test sulle emissioni, risveglia il ricordo di un episodio premonitore del 1987. Pagina 88
SEZIONE TICINO | PUNTO DI CONTATTO
Shop TCS: Inverno e idee regalo
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ltre al centro tecnico, la nostra sede di Rivera include un piccolo shop dove potete trovare il necessario per la vostra vettura. Per far fronte a questa stagione ormai alle porte, il TCS ha selezionato per voi alcuni prodotti utili. Siete pronti ad affrontare questa fredda stagione? Assicuratevi dunque di esserlo! Le temperature inferiori allo zero, il fondo ghiacciato, la neve e la cattiva visibilità non sono certamente da sottovalutare. Molti prodotti offerti possono attenuarne gli effetti. Per una perfetta visibilità proponiamo: • deghiacciante per i vetri • panno antiappannante • antigelo per radiatore • miscela lavavetri invernale • Raschiaghiaccio • Set inverno completo • E la Novità dell’inverno 2015 : le spazzole per la neve «Moontaha» (per ogni tipo di veicolo) Per non trovarsi impreparati alla prima nevicata: abbiamo a vostra disposizione delle catene « Topline » da neve ad un ottimo rapporto prezzo-qualità. È inoltre possibile ordinare catene per veicoli particolari quali SUV e furgoni.
Altri prodotti utili: • Kit cambio pneumatici • Pulisci parabrezza interno • Antimartore • Mantenitori di carica Idee regalo: Seggiolini auto «Kiddy» con nuovo design e colori Sempre disponibili presso il nostro shop l’intera gamma di seggiolini «Kiddy», che comprende tutte le categorie, sui quali i
Tiratura Edizioni
TCS SEZIONE TICINO Impressum Bollettino ufficiale dei Soci TCS, Sezione Ticino
84 000 copie 12 volte all’anno
Redazione Roberto Morandi sezioneTI@tcs.ch Layout Sara Bönzli
nostri soci usufriscono di un prezzo di acquisto agevolato, di una consulenza professionale e qualificata. Per il periodo natalizio, inoltre, se siete soci approfittate di un ulteriore sconto del 10% (offerta valida fino al 31.12.2015). Buono regalo per un corso di guida Un regalo sempre originale e gradito che aumenta la sicurezza sulla strada. Informazioni e acquisto allo 091 935 91 21. •
Inserzioni TCS Sezione Ticino CP 581 6802 Rivera Telefono 091 935 91 22 Stampa Swissprinters AG Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen
Indirizzi TCS Punto di contatto a Rivera: informazioni sul societariato, libretto ETI, protezione giuridica Assista, corsi, scuola guida, collaudi e controlli tecnici. Per il viaggio: ViaCard (I), Télépeage (F) Contrassegno per le polveri fini (D) Vignetta autostradale per CH e Austria Seggiolini per bambini e articoli Shop
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TCS Sezione Ticino Via alla Chiesa 10 Casella postale 581 6802 Rivera Telefono 091 935 91 35 Fax 091 935 91 20 SezioneTI@tcs.ch www.tcs-ticino.ch
ETI pronto intervento Tel. +41 58 827 22 20 (emergenze) Patrouille TCS: Tel.: 0800 140 140 (richiesta intervento) 0844 888 111 (Informazioni) Infostrada 163 (50 cts./chiamata + 50 cts./min.)
CONSULENZA TECNICA | SEZIONE TICINO
La batteria: il cuore dell’energia
L
a batteria delle automobili è molto più di una fonte di energia per avviare l’automobile, essa ha anche l’arduo compito di alimentare tutte le «centraline» e gli elementi elettronici predisposti sulla vettura. Per questo motivo deve essere sempre al massimo della sua capacità di carica e di avviamento. Alcune auto ne hanno addirittura due, una per l’avviamento e una per mantenere attivi le centraline e gli elementi elettronici. Purtroppo è anche uno dei punti deboli delle auto moderne: il 41% delle «panne», risolte dalla pattuglia TCS, è dovuto alla batteria. Quanti tipi di batteria, o meglio, accumulatori esistono? Il termine corretto sarebbe proprio «accumulatore» ma dato che ormai la parola batteria ha preso il sopravvento nel linguaggio comune, continueremo a denominarla così.
Le batterie a umido per automobili, dette anche batterie ad acido libero, dominano ancora una vasta fetta del mercato. Quella comunemente usata per le nostre auto è la batteria al piombo (o piombo-acido), composta da sei celle in serie che contengono al loro interno gli elementi immersi nell’elettrolito, un liquido composto da una parte di acido solforico e un’altra parte da acqua demineralizzata. Le batterie al calcio sono anch’esse molto utilizzate nel mercato e hanno lo stesso aspetto delle batterie a umido, ad eccezione del fatto che le piastre positive e negative sono supportate in una griglia in lega di calcio. Così è stato possibile ridurre drasticamente sia la perdita di liquido (dell’80% circa rispetto alle normali batterie a umido) che il decadimento naturale. Le batterie Absorbed Glass Mat (AGM), dette anche batterie «a secco»,
rappresentano l’ultimo passo nell’evoluzione delle batterie al piombo-acido. Al posto di acqua o gel, una batteria AGM utilizza un separatore in fibra di vetro per mantenere in posizione l’elettrolito. Batterie GEL (GEL) utilizzano un acido gelificato. Le batterie GEL possono sopportare lo scaricamento completo e sono usate, ad esempio, in veicoli che hanno attrezzature elettriche che consumano molta corrente, nelle sedie a rotelle elettriche e come batterie per l’alimentazione degli accessori nelle imbarcazioni e camper. Questo ci fa già capire che non si può più montare, nella propria auto, qualsiasi tipo di batteria. È assolutamente consigliato usare solo la batteria che è stata prevista dal costruttore, questo eviterà eventuali «danni collaterali» all’equipaggiamento elettronico della vettura. ∞
Domande frequenti al Centro tecnico TCS di Rivera Qual’è il polo positivo e il polo negativo? Questa domanda può sembrare banale ma è fondamentale non scambiare i due poli quando abbiamo a che fare con le batterie. Di seguito elencherò alcuni semplici punti che contraddistinguono i poli. Il polo (terminale) positivo è contraddistinto dal colore rosso, dal simbolo più (+) impresso sulla cassa della batteria stessa e dalle dimensioni leggermente più grandi rispetto a quello negativo. Il polo (terminale) negativo invece è contraddistinto dal colore nero, blu o verde; Dal simbolo meno (-) e dalle dimensioni leggermente più piccole rispetto al positivo. Cosa devo fare per una corretta manutenzione?
Di principio le batterie moderne non necessitano nessuna manutenzione, ma occorre prestare «attenzione» al minimo accenno di «stanchezza» che potrebbe arrivare ad esempio con i primi freddi invernali. Infatti, alle batterie non piacciono le temperature estreme. È possibile che già dopo 5 anni di vita si presentino i primi accenni di indebolimento nell’avviamento, per questo è necessario fare al più presto un controllo approfondito della batteria e dell’alternatore, che ha il compito di tenere la batteria carica. Sulle auto moderne non è il caso di speculare sulla vita di una batteria cercando di allungarne l’uso. Se i test segnalano una debolezza nella capacità di avviamento e nella capacità di carica anche l’elettronica dell’intera
vettura potrà comportarsi in modo anomalo. Il consiglio è sempre quello di fare al più presto un test completo, quando abbiamo qualche dubbio, e lasciarsi consigliare dal meccanico o elettrauto professionista. Cosa devo fare se il motore non parte perché la batteria è scarica? Attenersi scrupolosamente alle istruzioni del costruttore riportate nel libretto di istruzioni «uso e manutenzione». In caso di dubbi è consigliabile chiamare subito il nostro soccorso, i nostri pattugliatori TCS sono formati e attrezzati per riavviare la vettura oppure possono fornire una batteria provvisoria per caricare la batteria scarica. Se effettivamente la batteria è compromessa la sostituiranno con una nuova.
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SEZIONE TICINO | GOTTARDORAMA
Innazitutto la sicurezza! RENATO GAZZOLA
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moportale, per prevenire gli incendi all’interno della galleria causati dai mezzi pesanti. L’impianto misura la temperatura del motore, dello scarico, dell’impianto frenante e dei pneumatici, del vano di carico e della cabina di guida. Alla presenza di valori elevati, sono allertati immediatamente gli addetti alla sicurezza. Il termoportale nel 2014 ha lanciato 291 allarmi. In 24 casi, i veicoli sono stati bloccati per problemi di surriscaldamento. Anche nella corsia opposta, all’entrata della galleria a Göschenen è prevista un’analoga infrastruttura che sarà posata in questi mesi e diventerà operativa a inizio 2016. (vedi schema 2)
a galleria del San Gottardo, entrata in funzione nel 1980, è sempre stata al centro delle preoccupazioni dei preposti alla sicurezza del traffico, prima del Cantone e poi, dal 2001, dall’Ufficio federale delle strade. Da quest’ultima data, anno in cui s’è verificato il più grave incidente con la perdita di 11 persone, si sono verificati complessivamente 181 incidenti, con 21 morti e 107 feriti. In totale, dal 1980 al 2015 i morti sono stati 36. Nella galleria autostradale del San Gottardo, con traffico bidirezionale, il rischio di collisioni frontali e di urti laterali è un pericolo latente: si contano 75’000 incroci Perché una seconda galleria? l’ora! Il Consiglio federale coglie l’occasione Le misure di sicurezza adottate, negli dell’inevitabile risanamento della vecchia scorsi anni, non escludono il ripetersi d’in- galleria per garantire a lungo termine il cidenti, incendi e panne. Nel 2014, il Cen- collegamento vitale per il Ticino con il retro d’intervento del San Gottardo è inter- sto della Svizzera completando il sistema venuto 95 volte (22 per incendi) e il “San Gottardo” con la seconda galleria. Se Soccorso stradale ha depannato 294 vei- si costruisse oggi, ex novo, la galleria, la coli. Inoltre, nel 2014 la galleria autostra- sua realizzazione dipenderebbe sopratdale del San Gottardo è stata chiusa com- tutto dal volume di traffico. Le direttive plessivamente 168 volte per emergenze in UE sulla sicurezza delle gallerie, vincolanalmeno una direzione. (vedi tab. 1–2) ti anche per la Svizzera, impongono che se il volume di traffico superi i 10 000 veiI termoportali coli il giorno e per corsia di marcia, la galDal 3 marzo 2013, è in funzione sulla cor- leria dev’essere a doppio tubo e con traffisia sud-nord all’ingresso di Airolo un ter- co unidirezionale. L’attuale galleria, così
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com’è, non sarebbe più ammessa. Inoltre, per i tratti ad elevata densità di traffico, le nuove gallerie devono obbligatoriamente essere a carreggiate separate per senso di marcia e lo stesso vale per i tunnel ferroviari. La seconda galleria porterà maggiore sicurezza. Il traffico transiterà su due tubi separati, a una corsia di marcia e una di emergenza per direzione. Ciò eliminerà le collisioni frontali e il rischio d’incidenti diminuirà. In caso d’incendio il fumo non investirà più gli utenti provenienti in senso contrario né la coda dietro al veicolo in fiamme. Inoltre, ora, in caso di fumo, gli automobilisti tendono a invertire la marcia, mettendo gravemente a repentaglio la sicurezza delle altre persone e delle squadre di soccorso. I tempi d’intervento dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso e della polizia saranno drasticamente ridotti utilizzando la corsia di emergenza o la seconda galleria. Sarà mantenuto per legge il sistema di dosaggio che continuerà a garantire il rispetto di una distanza minima di 150 metri fra i mezzi pesanti. Il progetto della nuova galleria prende corpo Il 27 novembre 2015, in occasione dell’avvio della campagna per la votazione del 28 febbraio 2016, l’USTRA ha presentato gli
Per gestire i 95 interventi, sotto elencati, sono stati attivati 570 addetti per un numero complessivo di 763 ore.
Incidenti con morti e feriti dal 2001
Tab. 3
40 35
Motivo degli interventi nel 2014 Incendi Incidenti stradali Fuoriuscite sostanze chimiche/petrolio Assistenza per guasti mezzi pesanti Soccorso a persone tramite no. 144 Totale interventi
22 19 14 20 23 95
30 25 20 15 10 5
Tab. 1
0 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014
Anno 2014 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Tab. 2
Interventi per panne 12 13 13 27 21 34
Anno 2014 Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Totale
Interventi per panne 43 54 31 18 12 16 294
Schema 1
Schema termoportale di Airolo
interventi strutturali e di risanamento della galleria del San Gottardo, previsti dal Consiglio federale, e approvati dal Parlamento. La soluzione prevede la costruzione di un nuovo tubo della stessa lunghezza, sita a 70 metri ad est del tunnel esistente. Il cunicolo di sicurezza si troverà fra le due gallerie e saranno costruiti, ogni 250 metri, dei cunicoli di collegamento che fungeranno da vie di fuga (vedi schema 1). La realizzazione della galleria di risanamento richiederà circa sette anni, scavando con due frese da Göschenen e Airolo. Gran parte dei 16,9 km di galleria si trova su terreno tecnicamente favorevole allo scavo le cui condizioni geologiche, note dalla costruzione della galleria esistente, rendono improbabili sgradite sorprese. La seconda canna avrà sezione circolare, conforme alle attuali norme e direttive, e i portali saranno allineati direttamente a quelli esistenti, la lunghezza sarà sempre di circa 16,9 km. Si prevede lo scavo con fresa meccanica del diametro di 12,70 metri.
Stazione meteo Quadro di comando
Videocamera laterale Videocamera Misurazione lunghezza a infrarossi Misurazione profilo Misurazione profilo Raggio di riferimento
Videocamera laterale con emettitore a infrarossi Raggio di riferimento Misurazione profilo Videocamera a infrarossi
Schema 2
Lo spazio sotto la carreggiata sarà utilizzato come galleria tecnica ed accoglierà tutte le condotte per acqua, energia, comunicazioni e i tubi d’alimentazione degli idranti. Essa sarà sempre accessibile agli addetti alla manutenzione. Le acque d’infiltrazione e quelle apportate dai veicoli saranno separate: le prime, pulite, confluiranno nei fiumi Ticino e Reuss, le seconde, contaminate, defluiranno nelle canaline di scolo e, nel rispetto dell’ambiente, verso le acque di superficie. Sopra la soletta intermedia ci saranno due condotti di ventilazione, uno per l’afflusso e uno per il deflusso dell’aria, diretti verso sei centrali di ventilazione sotterranee, due presso i portali di Göschenen e Airolo e quattro lungo il percorso della galleria. Esse saranno collegate ai pozzi di ventila-
zione della galleria esistente. L’altezza dello spazio per la circolazione del traffico misurerà 5,2 metri, di cui 4,5 metri per la sagoma limite e i restanti 0,7 metri come distanza di sicurezza e spazio per la segnaletica. Le banchine misureranno circa 1,5 metri su ambo i lati e la carreggiata sarà larga 7,75 metri e avrà un dislivello trasversale minimo del 2,5%. Nello spazio di circolazione, i veicoli procederanno normalmente su un lato, lasciando libero l’altro come corsia di emergenza. Se per motivi di manutenzione o di esercizio occorrerà chiudere uno dei due tubi, si potrà ripristinare la circolazione a doppio senso in quella ancora agibile. Le chiusure notturne totali della galleria, che avvengono per cinque o sei settimane l’anno, in primavera, estate e autunno, non saranno più necessarie. ∞ dicembre 2015
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SEZIONE TICINO | ATTUALITÀ E MEMORIE
Dieselgate: niente di nuovo Dunque, la versione «ufficiale» sarebbe che la sezione europea della ICCT nota che «qualcosa non va» nelle emissioni dei gas NOx dei motori Diesel 4 cilindri del gruppo VAG (Volkswagen/ Audi Group). Allertano la loro sezione USA che sarebbe «meglio equipaggiata» per verifiche e da lì scoppia il bubbone. Ma...
ING. PAOLO SUTER, CONSULENTE TECNICO TCS SEZIONE TICINO
L
a Confederazione aveva imposto, già agli albori degli anni ’80, le vituperate norme «OGS’82» entro le quali anche i motori di vecchia concezione (alimentazione a carburatore) riuscivano a rientrare con l’adozione di semplici quanto ridicoli accorgimenti, comunque costosi per l’utente. Poi si giunse ben presto all’introduzione delle norme dette US83 per soddisfare le quali non vi era più altra soluzione che l’adozione della tecnica di catalizzazione. Le norme prevedevano che i gas misurati nel corso di un ciclo di guida simulato (inizialmente denominato FTP72) non superassero certi valori. E qui i tecnici delle case costruttrici si sbizzarrirono inventando soluzioni per rendere «pulito» un motore di vecchia concezione, ma che si voleva continuare a produrre e che normalmente sarebbe risultato «sporco» in virtù delle progressivamente sempre più restrittive norme anti-inquinamento imposte. E di soluzioni ne offrì l’elettronica, ormai altamente «spinta» in tutti i motori a partire dalla fine degli anni ’80. Passo quindi ad illustrare l’aneddoto che mi ha indotto a trascrivere queste memorie: correva l’anno 1987 e da poco (1986) erano entrati in vigore in Svizzera i nuovi limiti di emissione per i motori a benzina, tali che - come accennato sopra – in pratica potevano essere immatricolati solo autoveicoli dotati di marmitta catalitica.
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Si presenta, al Centro tecnico di Noranco, col ciclo di guida simulato, ove la permaun giovane socio dall’evidente piede pe- nenza con l’acceleratore a tavoletta era sante, disperato in quanto si vede regolar- sporadico e comunque inferiore al periomente sorpassare in accelerazione da vei- do di latenza «costruito» ad arte grazie coli che, nominalmente, dovrebbero aver all’elettronica. prestazioni inferiori al suo. Tale «trucco» elettronico impediva dunConvinto ormai che quanto promesso dai que la misurazione della potenza massidati tecnici sia unicamente una «potenza ma con il nostro banco prova, in quanto propagandistica» ci chiede una prova po- doveva venir misurata solo nel corso tenza al banco. Sicuri dell’attendibilità di un’unica accelerazione fino al del nostro banco per aver già avuto ragio- regime massimo, senza permanenza a rene verso diverse case automobilistiche in gime costante (banco non frenato), duncasi simili, procediamo alla misurazione que senza permettere all’elettronica di oted in effetti risultano mancanti ben 20 PS, timizzare i parametri al fine di erogare ciò che significava un ammanco di 15% quella «presentabile» potenza nominale sulla potenza nominale. Invitiamo il socio imposta dal «marketing» ossia dalla cona esporre il caso al costruttore. correnza, raggiunta la quale i gas di scariIl costruttore – sicuro della bontà del pro- co non sarebbero rientrati nella norma. prio motore – è comunque accondiscen- Ritorniamo al Dieselgate: dunque niente dente in modo sorprendente e convoca il di nuovo sotto il sole, dagli inizi negli anni cliente al TCS per una verifica della prova ’80 rientrare nelle norme significava sodpotenza. Si presentano due ingegneri con disfare i limiti di emissioni solo nel corso due veicoli identici a quello del nostro so- del ciclo di guida simulato e ogni especio. Uno è dotato di marmitta catalitica, diente elettronico era dunque lecito, tanl’altro no, in quanto nell’Europa circostan- to da palesarlo. Ciò che avveniva su strate norme di emissione così restrittive era- da non era nemmeno discutibile, in no ancora lungi da essere definite o co- quanto non codificabile, né riproducibile, munque più blande di quelle svizzere ed i né misurabile – ma si sa, come con il DNA motori non catalizzati erano ancora rego- per la criminologia, anche la tecnica dialarmente venduti. gnostica relativa alla metrologia dei gas Rifacciamo quindi il test al veicolo del so- ha fatto enormi progressi e la quasi impucio, confermando l’ammanco di potenza, nità derivante dalla difficoltà di verifica poi procediamo alla prova potenza dell’i- emissioni da parte di «non-costruttori» fa dentico esemplare catalizzato portato dal ormai parte della storia. costruttore che ci risulta pure leggermen- Ora, per creare il «caso» (e in questo gli te più debole di quello ormai «ben rodato» americani sono maestri) si legge di «tarocdel socio. Infine misuriamo l’esemplare camento» (che obbrobrio di neologismo) non catalizzato: e qui la potenza c’è tutta, della software. Mi viene spontaneo paraanzi abbondante! frasare un altro vecchio adagio: «scagli Gli ingegneri confabulano fra loro e infine la prima pietra chi non ha taroccato il verdetto candidamente snocciolato: nel mai…» modello catalizzato, per rientrare nelle Sulla stampa specializzata si legge che sianorme anti-inquinamento, l’elettronica no noti almeno 13 metodi «truffaldini» per regola accensione e alimentazione in soddisfare norme anti-inquinamento nel modo tale da erogare la potenza massima corso di verifiche a banco, mezzucci che solo dopo diversi secondi di permanenza sono culminati nel caso VAG col plateale a pieno gas e oltre un certo regime, ciò per software di riconoscimento di un ciclo di rientrare nei limiti di emissione imposti guida simulato. •
CORSI DI PERFEZIONAMENTO | SEZIONE TICINO
La neve ti angoscia? Nella stagione invernale, numerosi automobilisti sono costretti ad affrontare in Svizzera condizioni stradali difficili. Per poter padroneggiare il proprio veicolo in modo ottimale, il TCS Sezione Ticino propone corsi di guida per imparare a reagire correttamente in condizioni di aderenza precaria sulla pista innevata dell’aeroporto di Ambrì. MARCO GAZZOLA
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e condizioni meteorologiche invernali, pur ripresentandosi ogni anno, sorprendono comunque puntualmente numerosi automobilisti. I veicoli, infatti, non reagiscono come in estate, anche se sono muniti di equipaggiamenti invernali. Per questo motivo, la Sezione Ticino propone corsi di guida per imparare a padroneggiare il veicolo sulla strada scivolosa.
Padrone del volante in ogni circostanza I corsi condotti da istruttori sperimentati ed in tutta sicurezza permettono di imparare a mantenere la traiettoria del veicolo su fondo stradale sdrucciolevole ed in particolare affrontando una curva. Durante i corsi si apprende anche a frenare sul fondo stradale innevato o ghiacciato al volante della propria vettura così da capirne il comportamento. Inoltre, i partecipanti ai corsi imparano a evitare ostacoli in condizioni di aderenza precaria, con o senza frenata, e percepiscono dunque lo sposta-
mento delle masse. Infine, i corsi permettono di capire il modo per evitare lo sbandamento, nonché di saper reagire in caso di situazioni impreviste. Questi gli obiettivi dei corsi: riconoscere, evitare e controllare situazioni di pericolo, sperimentare la guida sulle strade innevate o ghiacciate, conoscere il comportamento del proprio veicolo in condizioni estreme. Il partecipante avrà l’occasione di porre domande all’istruttore così da superare timori e dubbi in merito alle reazioni del proprio veicolo e, infine, conoscere i fenomeni fisici legati alla guida di una vettura. Non da ultimo il divertimento di poter provare in tutta sicurezza le reazioni della propria auto. Corsi completi e performanti La giornata di corso inizia con il ritrovo alle ore 08.30 al Motel Gottardo Sud con un buon caffè e cornetto; alle ore 09.00 la prima parte di teoria sul tema del binomio conducente-veicolo, pneumatici ed aderenze. Al termine della teoria ci si sposta sulla pista appositamente preparata
dell’aeroporto ad Ambri per lo svolgimento degli esercizi pratici: frenate, valutazione delle distanze e slalom dinamico. Alle ore 12.00 la pausa pranzo permette di socializzare e scambiarsi impressioni sugli esercizi effettuati. Si continua poi con parti teoriche ed esercizi pratici su come condurre l’auto in curva, evitare un ostacolo e un percorso finale fino alle 16:30. La discussione conclusiva sulla giornata termina il corso alle ore 17:00. Costo della giornata Il costo del corso, aperto a tutti i conducenti, è di fr. 350.– mentre per i Soci TCS fr. 250.–. I corsi al weekend comportano un supplemento di fr. 40.–. Pause caffè e pranzo sono inclusi nel prezzo. Il Fondo per la sicurezza stradale (FSS) sussidia i corsi con un importo di fr. 100.– per partecipante svizzero, già dedotto dal costo indicato del corso. ∞
Le date dei corsi sono: Lunedì, 28 dicembre 2015 Martedì, 29 dicembre 2015 Domenica, 3 gennaio 2016 Lunedì, 4 gennaio 2016 Martedì, 5 gennaio 2016 Lunedì, 11 gennaio 2016 Informazioni, ulteriori date disponibili ed iscrizione online sul sito www. tcs-ticino.ch oppure telefonando allo 091 935 91 21.
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SEZIONE TICINO | OPPORTUNITÀ Mercoledì, 20 gennaio 2016, a Mendrisio
Dibattito «secondo tempo»: Il risanamento del San Gottardo e il Mendrisiotto
I
l Comitato del Gruppo del Mendrisiotto organizza un dibattito con importanti personalità della regione: Andreas Barella, Coordinatore per la Svizzera italiana per un collegamento Sud-Nord sosteni-
bile e scorrevole; L’Avv. Renzo Galfetti, del comitato borghese «no al raddoppio»; Marco Romano, parlamentare al Consiglio Nazionale; l’ Avv. Michele Rossi, delegato delle Associazioni economiche alle
relazioni esterne e il moderatore Tiziano Calderari, membro di Comitato del Gruppo del Mendrisiotto del TCS. Questo secondo dibattito è la continuazione di quello svoltosi il 15 ottobre 2014, ed ora, in vista della votazione, intende trarre delle conclusioni sulle conseguenze, sui vantaggi e svantaggi economici e ambientali, sulla salute e sulla viabilità nel Mendrisiotto, derivanti dell’attuazione del progetto di risanamento del Consiglio Federale. Sarà concesso ampio spazio alle domande del pubblico. Il dibattito si terrà nell’Aula Magna delle Scuole Comunali di Canavee alle ore 20.00. Dopo l’evento sarà offerto un rinfresco. L’entrata è gratuita. •
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