touring
13 febbraio 2014 www.touring.ch GAA 1214 Vernier
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Il giornale della mobilità
Moderazione del traffico
Zona 30: ostacolo o miglioria? 6
Viaggio dei lettori
Crociera sul Volga 22 Centrale di assistenza
Pronto, è il TCS? 30
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Notizie e informazioni dalla Sezione Ticino del TCS
14 Dash cam in auto Occorre prestare attenzione alla protezione dei dati
20 Test della Nissan Note Ricca dotazione di sicurezza per un pratico veicolo urbano
33 Calcolatore d’itinerari Ampliata l’offerta TCS, viaggi in auto o con i mezzi pubblici
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4 luglio 8 luglio
5 luglio 11 luglio
6 luglio 12 luglio
Se non ci sono più di posti disponibili (seconda scelta di data) : 4 luglio 8 luglio
5 luglio 11 luglio
6 luglio 12 luglio
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editoriale e sommario | touring
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n. 3 | 13 febbraio 2014
Una vera gimcana per i veicoli in città
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uoversi nelle città svizzere, con il proprio veicolo o i mezzi pubblici, assomiglia sempre più ad una gimcana. Oltre alla riduzione dei limiti di velocità, persino sugli assi principali, sono scomparse le onde verdi dei semafori e le strade sono sempre più irte di ostacoli. Non si riesce a fugare il sospetto che i pianificatori facciano di tutto per tenere lontane le autovetture, i camion e i pullman dai centri urbani. Sugli assi principali si bloccano due di quattro corsie, utilizzando paracarri o creando delle insensate isole. E così nelle ore di punta dietro i bus municipali si creano colonne che rallentano il traffico e provocano degli ingorghi. In molte aree sembra poi scoppiata la «febbre delle zone 30»,
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attualità 4
sezione ticino
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La moda di girare filmati anche quando si è in auto e pubblicarli può infrangere la protezione dati. Il consulente: modificata la norma per i fari fendinebbia. Il servizio di infermiere a domicilio si elettrizza: e-bici molto pratiche.
test e tecnica 17 20
DOSSIER
Limiti di velocità
foto Pia Neuenschwander, Flurin Bertschinger/Ex-Press
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L’espansione delle zone 30 km/h: nuovo ostacolo al traffico oppure sensibile miglioria? Intervista a Jean-Marc Thévenaz, responsabile sicurezza stradale TCS. Il caso della Romandia e strategie delle città di Berna, Zurigo e Ginevra. Per insonorizzare il traffico: gomme silenziose e asfalti fonoassorbenti.
Foto di copertina: Flurin Bertschinger/Ex-Press
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«Ieri, oggi, domani»: si festeggiano così i 100 anni della Sezione. Assemblee dei Gruppi regionali. Corsi «Neve-Ghiaccio».
club e soci 30
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viaggi e tempo libero 22 26
Audi vuol diventare leader mondiale nel 2020. Test della Nissan Note.
Prove e novità 17 Nissan Qashqai. 19 Infiniti Q50S Hybrid AWD.
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Una miscellanea di notizie dal mondo della mobilità.
società e mobilità
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benché il loro effetto sulla sicurezza e il rumore non sia comprovato (tema principale dell’attuale «Touring»). Come se non bastasse, in città i parcheggi scarseggiano e costano cari. Resta da vedere fino a che punto i pianificatori potranno arrivare di questo passo. Quando sarebbero necessarie soluzioni intelligenti per far scorrere – gli uni accanto agli altri – i mezzi di trasporto pubblici e individuali. Ci dobbiamo impegnare affinché l’automobilista non finisca completamente emarginato. Tutti sappiamo che il traffico aumenta e v’è urgente bisogno di soluzioni costruttive, non distruttive. Felix Maurhofer, caporedattore
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Viaggio dei lettori: una crociera sul Volga da Mosca ad Astrachan. Croazia: tra storia e mare alla scoperta delle isole del Quarnaro. Tutti in maschera! Immersione nel mondo del carnevale.
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Visita ad uno dei tre centri TCS di servizio ai soci. Pianificare l’itinerario di viaggio sia in auto sia con i mezzi pubblici tramite il calcolatore TCS. prezzi e contatti TCS quiz & concorsi la pagina dei lettori, impressum l’incontro: Ulrich W. Herzog, direttore generale della ditta Oris.
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touring | attualità n. 3 | 13 febbraio 2014
Trazione posteriore elettrica sulla neve? Sì, grazie!
SONDAGGIO ONLINE
Come garantire in futuro la sicurezza sulle piste da sci?
Viaggiare con l’auto elettrica sulla neve? Molti svizzeri scuotono il capo di fronte a tale prospettiva. Tuttavia l’idea non è poi così sconsiderata, come abbiamo scoperto guidando una BMW i3: il telaio in alluminio costituisce una piattaforma stabile che ospita batteria e trasmissione. L’accumulatore agli ioni di litio di 230 kg è in posizione talmente abbassata e centrale da conferirle un baricentro davvero basso. Ciò rende l’auto agile e sicura e persino armoniosa sulla neve, nonostante la trazione posteriore. Vi contribuiscono anche le ruote strette, che su fondo scivoloso offrono un grip migliore. Grazie al controllo di stabilità, le ruote posteriori possono gestire il pattinamento, pratico
22% 49% 29%
■ Polizia delle piste ■ Divieto freeride ■ Nessuna misura
La nuova domanda: Vi sembra utile abbassare il limite di velocità a 80 km/h su alcuni tratti autostradali?
per viaggiare sulla neve. Un giro su uno Schwägalp ghiacciato lo dimostra: certamente le ruote della i3 slittano se si dà molto gas, ma con la necessaria sensibilità, l’accelerazione risulta equilibrata. Anche le curve possono essere affrontate in sicurezza, grazie al baricentro basso; ovviamente togliendo il piede dal gas, per garantire la necessaria tenuta alle ruote anteriori. Le temperature polari non hanno intaccato neppure la batteria: grazie al riscaldamento è stato possibile raggiungere i 20 gradi prima di partire. Ciò garantisce maggiore autonomia e durata nel tempo. Ottimo, tanto più che BMW promette una batteria con una durata di vita uguale alla vettura. Nadia Rambaldi
La BMW i3 ha un comportamento sicuro anche sulla neve grazie al baricentro basso e gomme strette.
La vostra opinione ci interessa! Potete partecipare ai nostri sondaggi online pubblicati regolarmente sul sito web www.touring.ch
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Benvenuti nell’era del posteggio intelligente Non è più necessario continuare a girare per ore alla ricerca di un posto libero dove parcheggiare il proprio veicolo. Infatti, grazie ai sensori di posteggio Tinynode, gli automobilisti sono informati in anticipo sullo stato di saturazione di un parcheggio esterno.
Un pendolare su due utilizza l’auto Come d’abitudine, l’automobile gode di grande apprezzamento. Dei 3,69 milioni di pendolari in Svizzera, 1,88 milioni hanno utilizzato l’autovettura per recarsi al proprio lavoro. Lo mostrano le cifre dell’Ufficio federale di statistica (UST) per l’anno 2012. Sulla strada verso il lavoro, dunque oltre la metà si siede in prima persona davanti al volante. Con la ferrovia hanno viaggiato quotidianamente dal
Viaggiare agli antipodi senza soffrire di jet lag Dopo 12 ore di volo, ci si sente generalmente molto affaticati e in uno stato pietoso. Uno studio sul jet lag spiega come premunirsi contro gli effetti nefasti del fuso orario.
Potete scaricare sul vostro iPad questa edizione di «Touring». La versione per il tablet è arricchita da elementi multimediali quali video, gallerie di immagini oppure collegamenti a Internet.
foto Photoalto, Salz.ch, ald (3)
«Touring» su iPad
1,88 mio.
Nel 2012, 1,88 milioni di persone hanno viaggiato in auto per andare al lavoro.
domicilio al posto di lavoro circa il 16 percento o 590 500 persone. La quota dei pendolari che viaggiano principalmente con il bus o a piedi per raggiungere il posto di lavoro è ancora più inferiore, il 9 percento. Per il viaggio casa-lavoro, il 61 percento necessita fino a mezzora, ma il doppio del tempo occorre a 324 600 pendolari, ovvero il 9 percento. dno
attualità | touring
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n. 3 | 13 febbraio 2014
L’inverno caldo fa crescere montagne di sale antigelo
Sulla via per Sochi
In una Fiat Panda 4×4 gli sportivi italiani Stefano Munari (snowboard) e Stefan Lantschner (BMX), con lo svizzero Markus Keller (snowboard), hanno percorso 4000 km da Torino a Sochi per assistere ai Giochi Olimpici invernali. Video e foto sulla versione iPad di Touring.
Il turismo continua a fiorire Alla gente piace girare il mondo. Nonostante i problemi economici, lo scorso anno sono stati registrati 1,08 miliardi di viaggiatori. Sono ben 52 milioni di turisti in più del 2012, come risulta dal bilancio stilato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) a Madrid. La più gran percentuale di crescita è stata fatta registrare dall’Europa con un aumento di 29 milioni di turisti. L’est, il centro (+7%) e il sud Europa (+6%) sono state le mete più apprezzate dai consumatori. Sono cresciute in modo decisivo anche l’Asia e l’area del Pacifico (+6%), mentre il Sudamerica e i Caraibi sono rimasti stagnanti.
Problemi tecnici al TCS Lo scorso autunno il TCS ha intrapreso una profonda riorganizzazione del sistema elettronico di elaborazione dei dati. Durante questo processo però si sono verificati degli errori. Le difficoltà incontrate riguardano diversi prodotti del TCS e dunque molti soci sono purtroppo rimasti coinvolti. Le fatture sono state inviate troppo tardi o nemmeno inviate. Attualmente le fatture in sospeso sono in fase di elaborazione per essere finalmente inviate. I casi vengono trattati singolarmente e il TCS s’impegnerà naturalmente a risolvere quelli problematici nel miglior modo possibile. Inoltre alcuni soci dopo il pagamento non hanno ricevuto i documenti o
Con 56 milioni di visitatori (+6%), l’Africa ha ottenuto un risultato record. Il segretario dell’UNWTO Taleb Rifai si attende per il 2014 una crescita del 4–4,5%. Per quanto concerne il turismo svizzero la rivista specializzata «Travel Inside» stima che il mercato delle crociere nel nostro Paese conta attorno a 140 000 passeggeri – prenotazioni incrociate comprese. Mondialmente l’associazione di riferimento del settore crociere in Europa CLIA calcola 21,7 milioni di passeggeri. Per 8 miliardi di dollari americani dovrebbero venire costruite altre 24 navi Bü per crociere fluviali e di alto mare.
le tessere. Fintanto che l’assicurazione non viene disdetta da una delle due parti nei termini prescritti, la protezione assicurativa rimane naturalmente in vigore. Si sta procedendo all’elaborazione dei documenti e delle tessere mancanti per poi mandarli ai destinatari. Si sono verificati dei problemi anche per quanto riguarda la consegna della rivista Touring nei casi di cambiamento d’indirizzo, perché nelle ultime settimane non si è riusciti ad elaborare le modifiche. L’installazione del nuovo sistema di gestione degli indirizzi è ancora in corso e dovrebbe entrare in funzione entro la fine di febbraio. In seguito, e al più tardi per l’edizione n. 4 di Touring, tutte le modifiche potranno di nuovo essere elaborate senza problemi. Siamo spiacenti di questa situazione e chiediamo ai soci colpiti di avere ancora un po’ di comprensione e pazienza. tg
Le miti temperature di gennaio hanno fatto sì che la domanda di sale antigelo sia stata molto limitata. Le Saline del Reno, che riforniscono di sale varie regioni, ne hanno accumulato attualmente 140 000 tonnellate. «Comunque la situazione non è ancora drammatica», spiega il direttore Urs Hofmeier. Nei magazzini c’è ancora spazio per altre 70 000 tonnellate. Tuttavia la produzione è stata frenata. E comunque la richiesta non è del tutto ferma, specialmente dal Ticino e dalle località in alta quota c’è stato bisogno di sale anche in gennaio. «Conservato in modo corretto, il sale ha una scadenza illimitata», assicura Hofmeier. Il direttore spera comunque in un ritorno dell’inverno. Non c’è da stupirsi: per spargere sale sul territorio svizzero ce ne vorrebbero circa 20 000 tonnellate per volta. dno
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touring | dossier
foto Flurin Bertschinger/Ex-Press
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Una nuova tendenza nelle città consiste nel ridurre la velocità a 30 km/h sugli assi principali, ciò suscita diverse giustificate resistenze.
Moderazione del traffico | Freno agli automobilisti: in molti luoghi le autorità programmano riduzioni della velocità su autostrade e strade principali. Inoltre verranno agevolate le condizioni per introdurre nuove zone 30.
Le strade principali diventano zone 30
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a nuova ondata di riduzioni della velocità si sta abbattendo inarrestabile sulle grandi città, con Zurigo, Berna e Basilea intenzionate a voler imporre i 30 km/h su un ulteriore centinaio di strade, anche principali, per lo scontento degli automobilisti. Ciò che sinora – salvo rare eccezioni – era riservato alle aree residenziali, dovrebbe essere introdotto anche sulle cosiddette strade orientate al traffico nei grandi centri urbani della Svizzera tedesca. Inoltre la Confederazione prevede di installare su 280 chilometri autostradali dei cartelli con limiti di velocità variabili nelle ore di punta. Su questi tratti, dunque, la velocità massima di 120 km/h sarebbe soltanto un ricordo del passato,
perlomeno nelle ore di punta. La Confederazione intende applicare questo nuovo regime sui limiti di velocità nei prossimi anni. La velocità di 100 o 80 su autostrade sovraccariche può rendere il flusso del traffico più omogeneo e contribuire a una migliore sicurezza, dice Jean-Marc Thévenaz. Il direttore del dipartimento sicurezza stradale del TCS precisa: «Dubitiamo però che la viabilità possa essere migliorata mediante tali provvedimenti. Con una riduzione della velocità sulle autostrade non ci saranno meno code». In caso di traffico più intenso la velocità finisce comunque per adeguarsi automaticamente. «Da anni si sfrutta ogni occasione per esaltare i presunti vantaggi dei
limiti di velocità sempre più bassi. Naturalmente se si va a 0 km/h non succedono incidenti, ma – continua Thévenaz – in qualche modo vogliamo pur rimanere mobili».
Limite di 30 generalizzato Uno sguardo retrospettivo: nel 2001 il popolo svizzero ha respinto massicciamente l’iniziativa «Strade per tutti» con circa l’80 percento dei voti. La proposta prevedeva l’introduzione del limite generale di 30 km/h all’interno delle località. Una velocità maggiore sarebbe stata possibile solo in casi eccezionali. Adesso diverse città tentano d’introdurre misure di moderazione del traffico su vasta scala. È in quest’ottica che va inquadrato il
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n. 3 | 13 febbraio 2014
progetto pilota della città di Zurigo che limiterà la velocità a 30 km/h su quattro strade sovracomunali, di notte dalle 22 alle 6. L’esperimento dovrebbe partire a luglio e durare tre mesi. Lo scopo dichiarato è di eliminare il rumore eccessivo. A battersi contro le limitazioni di velocità su ulteriori tratti stradali è, tra gli altri, la sezione zurighese del TCS. Per il direttore Reto Cavegn è chiaro: «Le limitazioni di velocità non hanno alcun effetto sul rumore». La sezione di Zurigo ha presentato ricorso contro l’estensione delle zone 30 e si vuole opporre anche all’esperimento di abbassare il limite durante la notte. Cavegn è convinto: «Questa è una strategia per introdurre il limite generale di 30 km/h, sebbene il popolo svizzero abbia respinto chiaramente tali propositi». L’ordinanza prevede dei controlli entro un anno per determinare se l’istituzione delle zone 30 abbia portato effettivamente ad un calo della velocità. Ma la realtà è ben diversa: l’efficacia non viene verificata sistematicamente, lo confermano sia l’Ufficio federale delle strade (Ustra) che l’Ufficio prevenzione infortuni (upi). Secondo Gianantonio Scaramuzza dell’upi certe autorità effettuerebbero i controlli in modo molto approssimativo. «Talora si preferisce non andare a fondo, spiega Scaramuzza. Se ci si dovesse rendere conto che i limiti di velocità non vengono rispettati, allora dovrebbero essere adottate delle misure edilizie». I criteri per l’introduzione di zone 30 sono una spina nel fianco della consigliera nazionale bernese socialista Nadine Masshardt. In una mozione ha chiesto così di facilitarne la creazione affinché in futuro i comuni possano far approvare in modo più semplice e rapido delle limitazioni di velocità. Sul suo sito Internet si legge che dovrebbe applicarsi anche a certe strade principali, se utilizzate prevalentemente dai residenti, e se il comune interessato desiderasse ridurvi la velocità ammessa.
Problemi dei servizi di soccorso Le strade con limite di 30 km orari sono di ostacolo non soltanto agli automobilisti. Anche pompieri, poliziotti o i servizi di soccorso devono schivare vasi di fiori o affrontare altri restringimenti della carreggiata. «A seconda delle misure edilizie
e del flusso di traffico, non è escluso che i mezzi di pronto intervento vengano intralciati nel loro servizio», ammette la stessa polizia cantonale bernese. I veicoli pesanti dei pompieri a volte passano solo con difficoltà attraverso le zone 30 e le ambulanze devono fare manovre supplementari che possono rallentare la corsa all’ospedale. Ogni dosso può provocare inoltre del dolore ai pazienti con ferite alla schiena o alla testa. «Siamo a conoscenza delle lamentele delle organizzazioni di soccorso», conferma il collaboratore dell’upi Scaramuzza. Le zone 30 tuttavia non avrebbero solo conseguenze negative. Scaramuzza sottolinea che una guida più lenta porta a una netta diminuzione degli incidenti, come dimostrerebbero delle ricerche svolte al riguardo. E di cui tener conto. Per Jean-Marc Thévenaz del TCS, invece, le zone 30 non sono automaticamente una garanzia di sicurezza. «Contrariamente alle aspettative si è constatato che queste zone in genere non sono efficaci o hanno addirittura un effetto negativo», si dice convinto l’esperto in sicurezza stradale. Il limite di 30 km/h abbassa l’attenzione dei conducenti e aumenta così il ri-
Via la patente a 51 km/h Una minima disattenzione è sufficiente per far apparire sul tachimetro qualche chilometro di troppo. In una zona 30 questo significa sborsare una bella somma. Non solo: se non si rispetta il limite di 30, si rischia il ritiro della licenza di condurre. Nell’abitato può scattare già a partire da un eccesso di velocità di 21 km/h. Ciò significa che in una zona 30 basta raggiungere una velocità di 51 km/h. Fuori dalle località la licenza di condurre viene ritirata a partire da 26 km/h di troppo e sulle autostrade a partire da 31 km/h. Per un tratto autostradale su cui vale temporaneamente il limite di 80 km/h, il ritiro della patente è possibile già da 111 km/h. A seconda del sistema di rilevazione, la polizia sottrae la tolleranza di almeno 3 km/h dalla velocità misurata. dno
schio d’incidenti stradali. Inoltre gli incidenti gravi sulle strade residenziali sono comunque rari. Nuovi studi comprovano che la probabilità di sopravvivenza di un pedone in caso di collisione a 50 km/h è del 90 percento. Il limite di 30 km/h non influisce molto sul risultato, inoltre la velocità di un veicolo dopo la frenata si attesta in genere molto al di sotto dei 50 km/h. Dino Nodari
Restringimenti di carreggiata e gimcane: qui i camion dei pompieri e le ambulanze hanno la vita molto dura.
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Condizioni di partecipazione: possono partecipare tutti i lettori e le lettrici di Touring in Svizzera e nel Liechtenstein. Sono esclusi i dipendenti del TCS e i loro familiari. L‘età minima di partecipazione è 18 anni. Il vincitore / la vincitrice sarà informata personalmente. Il premio è personale, non cedibile e non rimborsabile in contanti. I partecipanti possono essere contattati dallo sponsor del premio Boa Lingua. Non sarà tenuta alcuna corrispondenza riguardante il concorso. È escluso il ricorso alle vie legali.
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n. 3 | 13 febbraio 2014
L’INTERVISTA
«Le zone 30 non hanno quasi alcun vantaggio» Il TCS è di principio contrario all’ampliamento delle zone 30? Jean-Marc Thévenaz: Se sussiste una necessità effettiva, allora il TCS non ha motivo per opporsi; laddove sono utili, noi siamo favorevoli. Noi siamo però contro un’applicazione di principio e generale. Il TCS si dichiara contrario all’introduzione dei 30 km/h su determinate strade orientate al traffico, perché qui vengono violate le norme svizzere in vigore. Purtroppo i comuni spesso non le rispettano, vuoi per ignoranza vuoi per comodità o ancora per scoraggiare il traffico individuale motorizzato. Quando queste zone hanno un senso? Più il tempo passa, più ci si rende conto che le zone 30 presentano pochi
Problema reale, risposta inadatta
vantaggi. Sono d’importanza secondaria per quanto riguarda la sicurezza stradale e hanno effetti tutt’al più marginali sulla qualità dell’aria. Non servono granché neanche contro il rumore dove invece sarebbe più efficace pavimentare le strade con asfalto fonoassorbente.
Generalizzare le zone con limite di velocità di 30 km/h nella speranza di ridurre gli incidenti, gli ingorghi e il rumore, è un’idea che non ha solo sostenitori. A Losanna si ritiene che si tratti di una risposta inadatta a un problema reale: «Ci sembra importante mantenere una rete stradale orientata al traffico tutto attorno alla città, con una funzione di transito e di collegamento, spiega Alain Gonin, capo della divisione pianificazione e progetti del servizio losannese della mobilità. D’altra parte bisogna ricordare che l’ordinanza sulle zone 30 non si applica alla rete principale. Di conseguenza, imporre un limite di 30 km/h su una strada principale va contro le prescrizioni».
Quali vantaggi potrebbero avere le zone 30? In base alla nostra esperienza decennale riteniamo che una zona 30 può avere senso per proteggere le aree residenziali praticamente prive di traffico per renderle delle oasi di quiete. Ciò potrebbe essere il caso in alcuni quartieri isolati. Sul resto della rete stradale si dovrebbe piuttosto puntare sulla separazione sistematica del traffico. Gli ostacoli all’introduzione di zone 30 sono eccessivi? Al contrario, sono troppo bassi. Questi criteri non dovrebbero venire indeboliti Dino Nodari ulteriormente.
Jean-Marc Thévenaz, responsabile sicurezza stradale del TCS
foto ald, Keystone (1)
Zone 30: pianificazione delle città
Ursula Wyss, PS, direttrice trasporti città di Berna
Ruth Genner, PES, direttrice Genio civile città di Zurigo
Rémy Pagani, Ensemble à Gauche, municipale Ginevra
◾ Berna: La velocità ridotta ha dato buoni risultati nelle aree densamente abitate. Di questi vantaggi dovrebbero goderne anche le strade principali, soprattutto nelle zone del centro o nei pressi delle scuole. Il limite di 30 km/h verrà introdotto prima di tutto in quei segmenti dove per applicare il limite sono necessari solo interventi sulla segnaletica. Laddove gli abitanti del quartiere lo richiedano, nei prossimi anni probabilmente verranno pianificati e realizzati altri tratti stradali.
◾ Zurigo: Entro il 2018, su circa 100 segmenti stradali, verrà introdotto il limite di 30 km/h. I motivi ci vengono spiegati dalla direttrice del dipartimento del Genio civile Ruth Genner: la riduzione del rumore e l’aumento della sicurezza. Proprio nelle aree centrali queste misure servono anche a garantire il flusso del traffico. Sulla rete stradale principale continuerà a vigere generalmente il limite dei 50 km/h, mentre su quella secondaria e nelle aree centrali il limite passerà ai 30 km/h.
◾ Ginevra: La città ha l’intenzione di estendere le zone 30. Una quindicina di nuovi progetti sono in corso di elaborazione. L’obiettivo perseguito è la diminuzione degli incidenti e la riduzione del rumore. Stando alle osservazioni sul campo, la maggioranza degli automobilisti rispetta il 30 km/h. Laddove sussistono dei problemi di convivenza tra vetture e pedoni, vengono mantenute le strisce pedonali. Alla fine è probabile che si viaggerà a 50 km/h solo su qualche asse stradale importante.
Spazi misti Le conclusioni raggiunte nella capitale vodese vengono condivise in gran parte a Neuchâtel. Anche lì le autorità fanno la distinzione tra due livelli: la rete principale, garante dell’efficienza e della viabilità economica dei trasporti, e le strade d’interesse locale che servono ai quartieri residenziali. In tale contesto, Ginevra s’impegna a realizzare un numero minimo di zone 30, ma il più estese possibili al fine di presentarsi al conducente e al pedone nel modo più facilmente identificabile. A Friburgo, anche se attualmente nessun asse principale è limitato a 30 km/h, la questione si ripropone ogni volta che si elabora una pianificazione locale: «Lo spazio urbano è esiguo, commenta Jean-Charles Bossens, capo del servizio della polizia locale e della mobilità della città di Friburgo. Spesso è difficile pianificare una corsia separata per i bus, le bici, e infine avere abbastanza spazio per i pedoni. Ci si orienta dunque sempre più verso gli spazi misti». jop
Alcune località desiderano mantenere i 50 km/h sugli assi di transito.
touringevent
Romanticismo, cultura e buona tavola nella città dell‘amore
Palazzo urbano di lusso nel cuore di Parigi: Hotel Le Pavillon de la Reine Dall‘aspetto romantico e lussuoso, il Pavillon de la Reine sorge sulla Place des Vosges, nel cuore del Marais, centro storico e culturale di Parigi. Radicato in uno dei più celebri quartieri parigini, il Pavillon de la Reine unisce l‘atmosfera elegante a un lusso discreto, in grado di sedurre gli ospiti più esigenti con la sua calma, l‘aria romantica e la discrezione. Il tranquillo cortile interno e la caratteristica facciata fanno del boutique hotel un‘isola di pace nel cuore della vivace capitale. Il suo arredo storico è stato perfezionato con cura da Didier Benderli, Design Architect, con tocchi di comfort moderno e calda eleganza che coniugano estetica e originalità. Sorprendenti accostamenti di materiali pregiati, sfumature e stili, conferiscono al Pavillon de la Reine un fascino intimista davvero unico. La colazione a buffet va gustata nell‘elegante salone, nella biblioteca o, con la stagione estiva, nel tranquillo e romantico giardino. I piatti semplici e gustosi, preparati con cura e attenzione, vengono serviti nel salone o in camera (servizio in camera 24 ore su 24). Con una superficie di 250m2, la «Spa della Regina» comprende due cabine per trattamenti, una sala fitness, idromassaggio e hammam. Questa oasi di pace è immersa in un‘atmosfera naturale, moderna e zen. Al Pavillon de la Reine facciamo il possibile per indovinare i vostri desideri. Il direttore Tim Goddard ha a cuore la qualità del servizio e la massima ospitalità. Il Servizio Concierge vanta il sigillo di qualità delle chiavi d‘oro.
L‘hotel Le Pavillon de la Reine sorge sulla Place des Vosges, in posizione ideale per gli amanti delle passeggiate in città; la Gare de Lyon, servita dal TGV, dista solo una fermata di metropolitana; il quartiere Marais è celebre per gli edifici storici, le chiese, i musei e i suoi speciali negozi. A pochi passi dall‘hotel sorge il ristorante L‘Ambroisie, nota istituzione parigina dell‘alta cucina francese, premiato con tre stelle Michelin (fatevi riservare un tavolo dal Concierge!).
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Riservabile dal sabato al lunedì o dalla domenica al martedì. La partenza dal lunedì al venerdì (escluso 21.7–31.8) prevede un supplemento di CHF 100.– a persona! Dal 21.7–31.8 l‘offerta è valida 7 giorni su 7.
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dossier | touring
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n. 3 | 13 febbraio 2014
Riduzione del rumore | Molti cantano le lodi dei 30 km/h, che sarebbe una misura infallibile di insonorizzazione del traffico. A scapito delle soluzioni più efficaci.
Per ridurre il rumore da traffico
L
a Svizzera è rumorosa – in alcuni luoghi addirittura troppo! E questo rumore non è soltanto estremamente fastidioso, ma può addirittura far ammalare. Secondo le stime dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), oltre un milione di persone in Svizzera soffre del rumore causato dal traffico. Più dell’80 percento degli interessati si trova lungo le strade all’interno delle località. Il problema deve dunque essere affrontato e risolto nei comuni e nelle città. Il disturbo potrebbe essere ridotto efficacemente con semplici misure – d’altronde improrogabili. L’ordinanza contro l’inquinamento fonico prescrive infatti che i risanamenti fonici di tutte le strade principali e delle altre strade devono essere completati entro marzo 2018. Il rumore – si legge – deve essere combattuto alla fonte. È chiaro che: la fonte principale di rumore di un veicolo in marcia sono le gomme, cioè le emissioni acustiche che provocano rotolando sul manto stradale.
Efficacia comprovata Contro ogni buon senso, l’ordinanza viene usata per giustificare l’introduzione di zone 30 che sarebbero capaci di portare la quiete alla popolazione vittima del rumore. La realtà è però un’altra. Spesso
Con rimorchi come questo viene «auscultata» ed esaminata la pavimentazione fonoassorbente.
gli utenti della strada rispettano i limiti di velocità solo se questi sono accompagnati da misure dissuasive quali cunette, ostacoli o cambio della pavimentazione. Il frenare e riaccelerare, come pure il guidare con le marce basse provocano però più rumore. A parità di flussi di traffico non si registra dunque alcun miglioramento. Eppure esistono delle misure efficaci contro l’inquinamento fonico, fra cui in
foto Grolimund + Partner, ald
I pneumatici fanno la differenza I motori moderni sono sempre più silenziosi. Per contro, i pneumatici rimangono le componenti più rumorose di un veicolo. Già da 35 km/h provocano più rumore rispetto ai motori. «Con pneumatici più silenziosi si possono ben ridurre le emissioni foniche», ne è convinto l’Ufficio dell’ambiente. Le misurazioni mostrano che la differenza tra pneumatici rumorosi e silenziosi può essere di sino a 6 decibel. Già una riduzione di 3 decibel viene percepita come un dimezzamento del rumore. Dato che i vari tipi di pneumatici presentano caratteristiche ben differenti tra loro, da novembre 2012 l’Unione europea ha introdotto un’etichetta obbligatoria per fornire indicazioni su efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Il rumore è così rappresentato da
L’etichetta fornisce informazioni su aderenza al bagnato, resistenza al rotolamento e rumorosità del prodotto.
una, due o tre onde sonore e quantificato in decibel (dB). Un’onda sonora contrassegna le gomme più silenziose che emettono tre decibel in meno di quelli con due onde sonore. Se ogni veicolo avesse queste gomme, la riduzione fonica equivarrebbe ad un dimezzamento del traffico. Dato che gran parte dei pneumatici è importata dall’UE, questo label è diffuso anche da noi. dno
particolare le pavimentazioni fonoassorbenti e i pneumatici silenziosi. È comprovato che i manti stradali a bassa rumorosità, più porosi ed elastici rispetto a quelli tradizionali, riducono le emissioni. Anche l’UFAM si occupa di pavimentazioni fonoassorbenti, giungendo alla conclusione che: «come misura singola le pavimentazioni fonoassorbenti hanno il maggiore potenziale». L’esperienza raccolta in vari cantoni mostra che l’asfalto «mangiarumore» permette di ridurre le emissioni foniche di sino a 9 dB. «Ciò corrisponde ad una riduzione del traffico di circa il 90%», spiega il collaboratore UFAM Dominique Schneuwly. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) e l’UFAM stanno svolgendo varie ricerche con l’obiettivo di capire meglio il processo d’invecchiamento delle superfici stradali per poter sviluppare in futuro delle pavimentazioni ancora più efficienti. Dominique Schneuwly è convinto che: «Dal punto di vista della protezione contro l’inquinamento fonico è sempre preferibile un asfalto assorbi-rumore rispetto a una miscela convenzionale». Anche dal punto di vista economico vale la pena optare per la pavimentazione speciale perché così – continua Schneuwly – vengono meno ulteriori misure. I costi per la posa dell’asfalto insonorizzante sono contenuti. Alcuni cantoni calcolano che siano identici a quelli della pavimentazione normale, mentre altri mettono in conto tra i 20 e i 100 fr. supplementari per ogni tonnellata. Dino Nodari
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14 touring | società e mobilità n. 3 | 13 febbraio 2014
I filmini youtube girati dall’auto
È
sia rimasto ferito. Ad essere infranti sono però i principi della legge sulla protezione dei dati: questa vieta esplicitamente la videosorveglianza di luoghi pubblici da parte di persone private. Nello spazio pubblico le persone private non hanno il diritto di filmare altre persone. E certo non a loro insaputa.
È necessario il consenso E questo è esattamente il caso delle dash cam. In genere questi apparecchi vengono montati dietro lo specchietto retrovisore in modo da filmare ciò che accade nell’ottica del conducente. Per questo
I video delle dash cam sono illegali se mostrano targhe o persone senza il loro consenso.
Fonte: Leserreporter Tagesanzeiger
stato condiviso, commentato e «likato» svariate volte: stiamo parlando del video dell’incidente sull’A1 del 13 gennaio scorso. In men che non si dica le immagini di 20 secondi registrate dalla mini telecamera, una dash cam, hanno raggiunto la maggioranza della popolazione svizzera. Sulla registrazione si vede un’escavatrice caricata su un autocarro urtare contro un cavalcavia presso Birmenstorf (AG), e squarciare il cemento armato facendone cadere sull’autostrada dei pezzi interi ed avvolgendo i veicoli che seguono in una nuvola di polvere. È un miracolo che nessuno
motivo si possono riconoscere anche le persone e le targhe delle auto. È illecito: le persone coinvolte devono sapere che vengono filmate e devono dare il loro consenso. Con le dash cam però le registrazioni video avvengono di nascosto. Nei video che vengono postati su youtube o su altre piattaforme, nessuno deve dunque essere identificabile. Chi si riconosce in un video, può difendersi. «Prima di tutto dovrebbe contattare la piattaforma o l’autore del film ed esigere che i dati vengano cancellati», spiega Eliane Schmid, addetta stampa dell’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza. «L’ultimo passo è quello dell’azione civile». Fin qui il punto di vista dei protettori dei dati. I giuristi, invece, non riscontrano alcuna illegalità nel filmare dall’auto, fintantoché non vengano fatte riprese mirate di persone. Per quanto riguarda il codice della strada, esso non ha nulla da opporre alle dash cam. E come ci si comporta se il video ritrae un incidente oppure un reato? È un caso problematico, dato che le registrazioni sono illegali. Ma: «Quanto più il delitto è grave, tanto più sarà probabile che un giudice accetti la registrazione come prova», afferma Eliane Schmid. «Sono casi interessanti perché si devono ponderare gli interessi opposti in gioco, ovvero il diritto alla privacy e il dovere di fare chiarezza su un reato». Alla fine decide il giudice se ammettere o meno un video come prova. nr
Nuova norma per i fari fendinebbia
D
i questi tempi s’incontrano ovunque e causano grande irritazione: automobilisti che viaggiano con i fari fendinebbia accesi benché si siano lasciati la bruma alle spalle da un pezzo oppure da altrettanto tempo essa si sia diradata. I conducenti non sono consapevoli, oppure lo sono troppo poco, del fatto che queste luci – specialmente di notte o con la pioggia – possono abbagliare i conducenti che giungono in senso inverso. I fari fendinebbia abbaglianti aumentano il rischio d’incidente. E un effetto accecante molto sgradevole, anche se molto meno pericoloso, lo subiscono pure gli auto-
il consulente Urs-Peter Inderbitzin
mobilisti che viaggiano dietro un veicolo che mantiene accesi i fari fendinebbia di coda, sebbene la nebbia non sia più in alcun modo presente. Fino alla fine del 2013, i fari fendinebbia anteriori e posteriori potevano restare accesi soltanto quando «la visibilità era inferiore a 50 m a causa della nebbia, di una tempesta di neve o di forte pioggia». Il legislatore ha voluto modificare questa regola rigida e difficilmente verificabile. Dal 1° gennaio la norma recita che «i fari fendinebbia e i fari fendinebbia di coda possono essere accesi solo se la visibilità è notevolmente ridotta a causa della nebbia, di una
tempesta di neve o di forte pioggia». Il limite di 50 m è stato abolito. Non appena la visibilità migliora, i fari devono quindi venire spenti tempestivamente. Gli altri utenti della strada ne saranno grati. Inoltre ci si tutelerà contro una possibile multa: chi infrange la citata norma e lascia accesi questi fari speciali – commettendo quello che la legge definisce un «abuso» – rischia infatti una multa disciplinare di 40 fr. Da anni è inoltre vietato accendere i fendinebbia di notte – con buona visibilità – su strade con molte curve. È inoltre altresì proibito usare questi fari speciali quali luci diurne.
società e mobilità | touring 15 n. 3 | 13 febbraio 2014
Vivacità elettrica | Si è abituati a vederle al volante di una piccola auto, eppure oggi molte infermiere a domicilio si spostano in bicicletta elettrica.
Infermiera collegata a 220 volt
Q
uando inizia una delle sue giornate lavorative, Sophie Peteul, infermiera a domicilio a Ginevra, non sale su un’automobile ma inforca la bicicletta. Un fatto piuttosto insolito per un mestiere che prevede la visita quotidiana ad una decina di pazienti ed il trasporto di materiale. Ma per nulla al mondo lei rinuncerebbe a questo mezzo che ha trasformato il suo lavoro: «È molto più veloce dell’auto, perché si può transitare nei vicoli stretti, prendere scorciatoie e strade a senso unico autorizzate alle biciclette. E soprattutto non si perde tempo a parcheggiare». Grazie al cestino fissato sul portabagagli, Sophie Peteul si porta dietro comodamente la borsa medica contenente il necessario per le cure e, con un poco d’ingegno, riesce perfino a trasportare la tavola per la vasca da bagno. D’estate come d’inverno, ben imbacuccata, effettua la maggior parte dei suoi giri in sella a una bici elettrica, rimettendosi al volante solo in caso di gelo: «È davvero l’ideale. Non si suda e si circola in sicurezza su strade poco trafficate».
le emissioni di CO2», sottolinea Marcel Mühlestein, responsabile della mobilità sostenibile all’Imad.
Fa bene alla salute
Traffico intensissimo
A Ginevra, Sophie Peteul non è un’eccezione. Molte delle 1800 infermiere e aiutanti a domicilio operanti nel cantone si spostano ormai in bicicletta. Tutto è partito una decina d’anni fa da uno studio sulla salute sul posto di lavoro, che ha evidenziato lo stress percepito dalle infermiere durante i loro spostamenti in automobile. Ingorghi stradali e penuria di posteggi mettevano i loro nervi a dura prova e assottigliavano il tempo a disposizione per i pazienti. La direzione dell’Imad – istituto ginevrino per le cure a domicilio – decise allora di adottare la bicicletta, successivamente la bici elettrica e di offrire alle collaboratrici un corso d’introduzione. Con successo, perché la quota di spostamenti effettuati in bici è oggi equivalente a quella in automobile. Per un medesimo tragitto, alcune prove cronometrate hanno addirittura rilevato guadagni di tempo fino a 15 minuti. Una constatazione che ha spinto l’Imad a sviluppare una flotta di 172 bici classiche e 162 modelli a pedalata assistita, utilizzati intensamente dall’intero personale: «Uno dei grandi vantaggi è che le infermiere e gli aiutanti a domicilio hanno più tempo da dedicare ai pazienti», spiega
Mentre Sophie Peteul parte per il suo giro nel quartiere di Champel, alle porte di Ginevra, le sue colleghe operanti nel centro città preferiscono andare a piedi o con i trasporti pubblici, in particolare in tram. Soprattutto per ragioni di sicurezza, perché non è affatto facile divincolarsi tra gli ingorghi di un traffico super intenso: «È anche vero che se dovessi spostarmi sui grandi assi stradali, mi servirei piuttosto dell’automobile», commenta Sophie Peteul. Comunque, sulle strade pedonali del centro, la bici elettrica riguadagna importanza. Ciò vuol dire che con un tale ventaglio di mezzi di trasporto a disposizione, l’Imad rappresenta uno dei servizi di cure a domicilio più ecologici della Svizzera: «Il 66% dei nostri pazienti viene raggiunto con la mobilità lenta», osserva Marcel Mühlestein. Diventata un’esperta delle due ruote, Sophie Peteul ha compreso quanto sia importante per un ciclista essere visibile. E così, appena fa buio, si infila un gilet fluorescente: «Sarebbe un bene che lo facessero tutti i ciclisti. I soli fari regolamentari non sono sufficienti», conclude la donna. Jacques-Olivier Pidoux
Tendenza nazionale
Christian Bonzon
I servizi di aiuto a domicilio ginevrini non sono gli unici ad essere stati conquistati dai vantaggi della mobilità elettrica. Nella maggior parte delle grandi agglomerazioni, ma anche nei paesini, si ricorre ampiamente a questo mezzo di trasporto che consente di evitare le grandi arterie: «Ovunque la clientela non sia troppo sparsa, i nostri servizi si sono dotati di biciclette elettriche», spiega Isabel Küffer, responsabile della comunicazione dell’Associazione svizzera dei servizi d’assistenza e cure a domicilio. In campagna, invece, l’automobile resta uno strumento di lavoro indispensabile.
Infermiera a domicilio a Ginevra, Sophie Peteul si reca dai suoi pazienti in bici elettrica.
Luigi Corrado, direttore dei servizi generali. La scelta si rivela redditizia anche in termini finanziari, perché una bicicletta genera spese di manutenzione e di gestione nettamente inferiori a quelle dell’auto.
Tutela dell’ambiente Proseguendo su questa strada, l’Imad ha acquistato anche 18 automobili elettriche e 35 ibride. Nel traffico urbano congestionato, dove si procede a strappi, niente è più economico ed ecologico di un motore elettrico: «Abbiamo ridotto le nostre spese di carburante e diminuito
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test e tecnica | touring 17 n. 3 | 13 febbraio 2014
Obiettivo leader mondiale nel 2020 | Vivace numero due del segmento premium, Audi non demorde nell’intento di superare BMW. La ricetta del CEO Rupert Stadler.
Audi punta al vertice del premium
Un CEO sotto pressione A prima vista, Rupert Stadler sembra disporre di un certo margine di tempo, soprattutto perché è in anticipo sulla tabella di marcia. Ciò significherebbe però dimenticare che il peso sulle sue spalle è terribile. Lo prova il fatto che l’anno scorso i responsabili del design e dello sviluppo sono stati entrambi sostituiti. Due settori chiave, che oggi si trovano al centro del duello con BMW.
foto Auto-Medienportal.Net, ald
C
on vendite che hanno superato la soglia degli 1,5 milioni di unità, Rupert Stadler, presidente della Audi, dovrebbe essere un timoniere soddisfatto. Ma non lo è. Questo bavarese di 51 anni non smetterà di impegnarsi affinché il marchio faro del gruppo Volkswagen sarà riuscito a scalzare la rivale BMW dal trono dell’alta gamma. Un obiettivo programmato per il 2020, che ha come corollario un incremento delle vendite a due milioni di unità.
L’enfasi è posta, in particolare, sul linguaggio stilistico stereotipato, che differenzia in modo insufficiente la gamma Audi. Le cose dovrebbero cambiare rapidamente a giudicare dall’estrosa concept
L’Audi Shooting Brake annuncia le linee delle future SUV, tra cui la Q1 del 2016.
car Shooting Brake svelata a Detroit. La sua calandra esagonale smussata e le sue linee tese vestiranno le SUV della marca e probabilmente anche la gamma inferiore. La tecnologia ibrida plug-in – con 408 CV di potenza per un consumo di 1,9 l/100 km – indica anche la via che Rupert Stadler intende percorrere. Il signore della casa dei quattro anelli privilegerà le ibride ricaricabili fino a quando la tecnologia elettrica non offrirà un’autonomia minima sui 250 km. Votata all’innovazione, Audi sostituirà già quest’anno sul coupé TT la strumentazione analogica con un gran schermo digitale ispirato ai tablet. Sul breve periodo Stadler ripone grosse speranze nella collaborazione avviata con Android: «In questo ambito, pensiamo già a quel che succederà dopodomani», dichiara ricordando come Audi sia molto all’avanguardia nel campo della guida automatizzata. D’altronde, i suoi prototipi filano già sulle vie di due Stati americani. MOH
La pioniera delle crossover vuol capitalizzare Nissan Qashqai | Ispiratrice del suo segmento, diventa più lussuosa, tecnologica e frugale, ma non più cara.
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ero fenomeno di mercato, la Nissan Qashqai nel 2007 ha dato vita alla categoria delle crossover compatte. D’aspetto più esclusivo, la seconda generazione approfitta della sua posizione dominante per consolidarsi in testa al segmento. Ciò avviene attraverso guadagni di classe che si notano immediatamente nella cura dedicata all’allestimento dell’abitacolo. L’elegante plancia di bordo è valorizzata da materiali pregiati e confortevoli che troviamo di rado su una SUV compatta. Vistoso poi il salto tecnologico che vede l’inserimento di uno schermo centrale tattile e, inedito, un piccolo schermo TFT a colori tra i due indicatori della strumentazione, che ricorda l’Infiniti Q50.
Tecnica: crossover; lunghezza: 4,38 m; bagagliaio: 430 l Motori: benzina 115/150 CV, diesel 110/130 CV; cambio a 6 marce e CVT, trazione anteriore 4×4; consumo misto da 3,8 l/100 km, 99 g/km di CO2 Prezzo: da 24 790 fr. (1.2 DIG-T 4×2) a 41 990 fr. (1.6 dCi 4×4).
Buona abitabilità Allungata di 5 cm, la Qashqai offre uno spazio più generoso agli occupanti posteriori. Dettaglio pratico, questi ultimi possono collegare i loro apparecchi elettronici, grazie ad un canaletto nella console centrale che lascia passare i cavi di ricari-
Linee affinate e tetto abbassato di 1,5 cm: la Nissan Qashqai è un’autentica crossover urbana.
ca. Il bagagliaio guadagna 20 l e il suo fondo è modulabile grazie a due pannelli reversibili. Inclinati a 90 gradi, permettono di fissare i bagagli separatamente. Un dispositivo piuttosto semplice, ma ben pensato.
In compenso la Qashqai sfoggia una ricca dotazione di sicurezza: sistema anticollisione, detettore di movimento, visione nell’angolo cieco, riconoscimento segnaletica, e la lista non finisce qui. Abbordabile, poi, il prezzo di questi optional: il pacchetto è proposto a soli 800 franchi sulla versione Tekna. Da sottolineare che l’equipaggiamento di serie è, globalmente, generoso. Segno dei tempi, le motorizzazioni nate dall’alleanza Renault-Nissan sono tutte downsizate. Eliminati i motori 2 l, i più grossi sono degli 1,6 l, di cui un benzina da 150 CV atteso già per l’estate. Questa scelta si traduce in un netto taglio dei consumi e delle emissioni di CO2, comprese tra i 99 e i 132 g/km. Vittima dell’operazione, la trazione integrale è limitata al solo propulsore 1,6 l diesel. Un po’ alleggerita, questa crossover poggia sul nuovo telaio modulare del Gruppo. Il comportamento è pacato e rassicurante, ma poco eccitante. Naturalmente sono altre le qualità della Qashqai. Marc-Olivier Herren
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Un’ibrida futurista ed esplosiva Infiniti Q50S Hybrid AWD | Questa berlina dal design affermato coniuga prestazioni di alto livello e comfort di viaggio, mentre i sistemi di assistenza e la connettività la proiettano nel futuro.
B
enché di nicchia, i modelli della marca premium di Nissan costituiscono un’alternativa valida quanto eclettica alle tedesche più gettonate, quali la BMW 3 e Mercedes C. Ciò vale sicuramente per l’Infiniti Q50, ibrida dotata di 364 CV e che offre ottime risposte. Sostenuto dalla coppia del motore elettrico, il V6 benzina distilla salite di regime brillanti e prende il volo fin verso i 7000 giri/min. Muscoloso e progressivo, questo gruppo motore convince soprattutto per le sue riprese, emettendo ora ruggiti sportivi, ora note più soavi e raffinate. In linea il comportamento equilibrato di questa ibrida con trazione integrale, grazie ad una perfetta distribuzione dei pesi. Serena e persino incisiva, sa inanellare curve dopo curve, nonostante metta
L’Infiniti Q50 emana una forte personalità. Unico neo, lo spazio modesto riservato ai passeggeri posteriori. Altrimenti il comfort è molto. Galleria d’immagini su Touring iPad.
sulla bilancia ben 1,9 t. Un modo per scoprire lo sterzo adattivo a impulsi elettronici che, sopprimendo le asperità della carreggiata, regala un buon feeling, nettamente superiore a numerosi sterzi servoassistiti. Parametrabile in diverse modalità, questo sterzo può ad esempio conciliare una guida molto reattiva con uno sforzo medio, più piacevole delle usuali tarature sportive.
Automobile dai due volti Ma la Q50 sa anche viaggiare con un filo di gas oppure dare libero sfogo al motore elettrico nei brevi tragitti urbani o ad andatura sostenuta in autostrada. Le transizioni avvengono con fluidità, mentre la berlina fa intervenire i sistemi di assistenza quali l’anticollisione che consente una guida semi-attiva nel traffico conge-
stionato. La vettura si ferma e riparte da sola. In autostrada, l’allarme di superamento della corsia attivo mantiene la rotta sui rettilinei e questo anche senza tenere il volante. Ben inteso, la vigilanza è comunque d’obbligo. L’Infiniti Q50 rappresenta l’automobile del terzo tipo anche in fatto di connettività. La chiave intelligente memorizza parametri quali la regolazione dei sedili del conducente, la navigazione oppure il sistema audio. Quanto ai comandi ausiliari, sono entrati nell’era del tablet. Tutti i comandi sono impartiti con la punta delle dita attraverso due schermi tattili oppure vocalmente, poiché l’Infiniti Q50 è in grado di riconoscere intere frasi. Roba da far dimenticare i 110 litri sottratti al bagagliaio di questa ibrida d’eccezione. MOH
Positivo: design caratteristico, prestazioni sportive, sistema ibrido gradevole, comportamento molto dinamico, sterzo innovativo, sistemi d’assistenza sofisticati, connettività futurista, sistema di memorizzazione Negativo: bagagliaio rimpicciolito e non modulare, rapporto dimensione-abitabilità dietro, lunghezza considerevole, attivazione lenta del sistema di connettività, disappannamento poco efficace.
MOH
Tecnica: berlina; 5 posti; lunghezza: 4,79 m; bagagliaio: 400 l; V6 3,5 l benzina 302 CV + elettrico 68 CV, potenza combinata 364 CV, coppia 546 Nm; cambio 7 marce a doppia frizione, trazione integrale; da 0 a 100 km/h in 5,4 s Consumo in prova: 9,0 l/100 km, autonomia: 777 km Prezzi: 71 000 fr. (Q50S Hybrid AWD), da 46 650 fr. (2.2d).
stanza funge da joystick, come su un aereo di linea.
L’INTERVISTA
Ed ecco lo sterzo ad impulsi Come funziona lo sterzo adattivo a impulsi elettronici inaugurato dall’Infiniti Q50? Sergio Selles: Trasferisce elettronicamente alle ruote anteriori gli impulsi dati dal conducente al volante. Un motore elettrico agisce sulla cremagliera e altri due motori sono piazzati ai lati delle ruote anteriori. Il volante in so-
Sergio Selles settore dell’ingegneria orientata al cliente, Nissan Europa
Quali sono i vantaggi? Lo sterzo è più preciso, inoltre le vibrazioni ed i colpi provenienti dal fondo stradale non sono più avvertiti al volante. L’obiettivo era di sviluppare lo sterzo ideale: leggero e dolce nelle manovre, agile e preciso nella guida sportiva. Il conducente ha inoltre la possibilità di regolare la forza e la risposta attraverso lo schermo tattile. Può quindi scegliere e amplificare le informazioni che sono trasmesse al volante. La vettura è ad
esempio più maneggevole nella guida sportiva. Al tempo stesso l’impianto resta sempre molto diretto, con due soli giri di volante. E se i motori si guastassero? Abbiamo mantenuto il piantone classico, che è semplicemente disinnestato dalle ruote grazie ad una frizione. In caso di guasto può quindi entrare in funzione. Unita al controllo attivo del superamento di corsia, che mantiene la vettura in traiettoria, questa tecnologia mira a ridurre lo stress e l’affaticamento MOH del conducente.
20 touring | test e tecnica n. 3 | 13 febbraio 2014
Nissan Note 1.5 dCi Tekna
Un gradevole inno alla semplicità La Note si distanzia impercettibilmente dalle monovolume compatte per avvicinarsi alle berline. Dotata di uno stile più elaborato, si profila come veicolo urbano molto pratico e ricco di dotazioni per la sicurezza.
Q
uesta seconda edizione della Nissan Note segna un innegabile progresso rispetto alla prima versione, velleitaria ma poco geniale. L’altezza leggermente ridotta (–1,5 cm) e lo sbalzo anteriore accorciato di 3 cm le conferiscono anche una silhouette più profilata. Con qualche venatura ben piazzata, ecco una «mini monovolume» berlineggiante, decisamente più seducente. Un effetto rafforzato dall’abbassamento di 1 cm dei sedili anteriori, mentre i passeggeri dietro siedono su un divanetto rialzato. Sempre compatta (4,10 m), la Note la fa da maestra nel traffico urbano. Notevole la dotazione di sicurezza, che comprende sensore per l’angolo morto e oggetti in movimento. Roba da fare impallidire le rivali di fascia superiore. Insomma un’auto apparentemente senza fronzoli ma nel complesso molto pratica.
Gestione intelligente degli spazi L’abitacolo risulta moderno e ben strutturato. Al centro della plancia di bordo troneggia una console centrale con uno schermo tattile sormontante un comando della ventilazione arrotondato. Soluzione semplice e ben studiata, anche se la lettura dello schermo di dimensioni medie non è ideale. Di buon livello la qualità percepita che abbina plastiche dure, console laccata e manopole cromate. I sedili in semi-pelle dell’allestimento Tekna aggiungono un tocco di classe e sono confortevoli ma potrebbero essere più contenitivi. Degna erede delle monovolume, l’accesso alla seconda fila è facilitato dall’apertura a 90° delle portiere. Essendo rialzato il divanetto offre uno spazio per la testa appena sufficiente per i passeggeri adulti, mentre per le ginocchia è generoso, in particolare quando è completamente spostato indietro. Il bagagliaio, nella norma del segmento, si distingue per il suo fondo a due livelli. Questo dispositivo libera una su-
perficie di carico piatta quando i pannelli sono in posizione elevata. Viceversa ribaltando gli schienali posteriori si forma un gradino vistoso. Una soluzione rudimentale ma funzionale. La Nissan Note è ben equipaggiata e lascia così pochi desi-
PIÙ O MENO Vettura compatta semplice e pratica Abitacolo modulabile, baule capiente Ricca dotazione per il comfort e la sicurezza Retrocamera panoramica Consumo ridotto Rumore e vibrazioni del diesel Rapportatura delle 5 marce Tenuta dei sedili anteriori sufficiente Sistemi di assistenza in parte imprecisi Spazio per testa dietro limitato
deri insoddisfatti nella versione Tekna, che offre navigatore con schermo tattile e telecamera di retromarcia dotata anche di lente autopulente. Apprezzabili poi i sistemi di assistenza, quale il sensore per l’angolo morto, anche se qua e là si registra qualche imprecisione e l’assistente per il superamento di corsia sia un po’ irritante.
Buona motorizzazione Visto il peso che non supera i 1300 kg, questa compatta di casa Nissan non ha bisogno di una scuderia di cavalli. Il diesel 1,5 l da 90 CV è infatti sufficiente. Pur senza vantare grosse performance, se la cava egregiamente nel traffico urbano ed offre belle riprese. Nonostante il rumore e le vibrazioni avvertibili, su strada si comporta con dignità e si rivela economica. Le aspirazioni da berlina di questa monovolume compatta sono declinate per una guida molto rassicurante a scapito, peraltro, del divertimento. In sintesi, una proposta sobria all’insegna della praticità con un inno alla semplicità. Marc-Olivier Herren
Ben disegnata, la plancia accoglie la strumentazione semplice e intuitiva. Il bagagliaio da 411 l, con il sedile posteriore arretrato, può essere modulato grazie a pannelli mobili. Ben pensato.
SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Nissan Note 1.5 dCi Tekna: 5 porte, 5 posti; 27 790 fr. (auto del test: 28 390 fr.) Gamma: dalla 1.2 Visia, 80 CV (19 290 fr.) alla 1.5 dCi Tekna, 90 CV (27 790 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (600 fr.), tettuccio vetro panoramico (900 fr.), pacchetto sport con cerchioni in alluminio 16” (1200 fr.) Garanzia: 3 anni/100 000 km di fabbrica, 3 anni assistenza (se servizi effettuati); antiruggine: 12 anni (con condizioni) Importatore: Nissan Switzerland, 8902 Urdorf, www.nissan.ch DATI TECNICI Motore: 1,5 l turbodiesel, 90 CV; trazione anteriore, cambio a 5 marce Peso: 1275 kg (auto del test), totale ammissibile 1615 kg, carico rimorchiabile 450 kg
Tabella comparativa
Prezzo (fr.) Cilindrata (cc) Potenza (kW/CV) Coppia massima (Nm/min) Consumo (l/100 km) Rumore int. 120 km/h (dBA) Costi al chilometro (fr./km)3 Costi di manutenzione4 Test «Touring» 1 3 5
Nissan Note 1.5 dCi Tekna
Opel Meriva 1.3 CDTi Cosmo
27 790.– 1461 66/90 200/2000 3,7 A2 71 –.61
29 800.– 1248 70/95 180/1750 4,11 A2 705 –.62
11133
11133
3/2014
16/20105
dati secondo l’importatore 2 efficienza energetica secondo l’importatore su 15 000 km/anno 4 costi totali su 180 000 km (15 000 km/anno) Opel Meriva 1.4 T Cosmo
test e tecnica | touring 21 n. 3 | 13 febbraio 2014
Nissan Note 1.5 dCi Tekna in dettaglio 95 cm
◂
▸
153 cm
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◂
m 7c –9 55
passo 260 cm
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◂
◂
cm 08 –1 6 8
▸
▸
108 cm
▸
lungh. 410 cm (largh. 169 cm)
▸
larghezza interna: ant. 138 cm, post. 137 cm bagagliaio: da 325/411 a 2012 litri pneumatici: 195/55 R 16, min. 185/65 R 15
ABITACOLO 11113 Plancia di bordo ben disegnata e composizione armoniosa dei materiali: gli interni della Note sono moderni e accoglienti, nonostante le plastiche dure. I sedili in semi-pelle sono comodi ma con scarsa tenuta. Molto lo spazio per le gambe sui sedili posteriori scorrevoli, ma data la posizione rialzata lo spazio per la testa degli adulti risulta appena sufficiente. Ben modulabile, il bagagliaio presenta una buona capacità.
D’aspetto più slanciato, la Nissan Note II si riconosce per i grandi gruppi ottici che occupano il frontale.
COMFORT 11113 In marcia il comfort risente delle vibrazioni e rumorosità del diesel. Piuttosto dura l’imbottitura del divano. Idem per gli ammortizzatori a velocità ridotta.
foto Fabian Unternährer
DOTAZIONE 11111 Equipaggiamento completo dalla seconda variante (climatizzatore, radioCD, bluetooth, cerchi in lega ecc.) e molto ricco sulla versione Tekna, che aggiunge un navigatore con schermo tattile, divano scorrevole, sedili in semi-pelle ecc. Pacchetti di accessori offerti a prezzi interessanti.
CHECK-UP TCS
TCS MoBe: Herbert Meier
DINAMICA DI COMPORTAMENTO Accelerazione (0–100 km/h): 11,4 s Elasticità: 60–100 km/h (in 4a) 9,6 s 80–120 km/h (in 4a) 10,8 s Diametro di sterzata: 11,7 m Insonorizzazione: 60 km/h: 61 dBA 11133 120 km/h: 71 dBA 11113 SICUREZZA Frenata (100–0 km/h): 39 m Visibilità circolare Equipaggiamento
COSTI D’ESERCIZIO km/anno
ct./km
fr./mese fissi
variabili
15 000 30 000
61 40
508.– 508.–
250.– 500.–
Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Nissan da 84 a 187 fr.
11113 11113 11111 mano d’opera (fr.)
ogni 30 000/24 1,8 261.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 20,8 5451.–
test TCS
CONSUMO AL BANCO DI PROVA (ciclo UE 80/1268) urbano
COSTI DEI SERVIZI Manutenzione (km/mese) ore
PRESTAZIONI 11113 Il piccolo diesel da 90 CV fornisce accelerazioni più che adeguate e buone riprese a partire dai 1800 giri/min circa. Questo propulsore molto economico soffre un po’ in ambiente urbano, con la terza corta e la quarta marcia lunga. Estremamente lunga la quinta, adatta ai tratti autostradali.
extra urbano
misto
TCS 4,9 3,0 fabbrica 4,2 3,2 Emissioni di CO2: Media di CO2: etichettaEnergia (A–G):
3,7 3,6 95 g/km 153 g/km A
CONSUMO DEL TEST
11133
5,1 l/100 km serbatoio: 41 litri
autonomia 804 km
Nissan Note
▸ Video del test
COMPORTAMENTO 11113 Più robusta, la Note presenta una tenuta equilibrata, poco incline al sottosterzo come al rollio. Efficace e soprattutto gradevolmente rassicurante. Lo sterzo meriterebbe di essere più preciso. SICUREZZA 11111 Buona visibilità periferica, salvo per il montante anteriore largo. La Tekna ha di serie un sistema di visione a 360° e vari sistemi di assistenza che soffrono tuttavia di qualche malfunzionamento.
22 touring | viaggio dei lettori
foto Peter Widmer
n. 3 | 13 febbraio 2014
Vista dal ponte pedonale presso la Cattedrale di Cristo Salvatore sull’ampio Cremlino di Mosca.
Viaggio dei lettori in Russia | Durante la crociera fluviale sul Volga da Mosca ad Astrachan nella Russia meridionale si percorrono 3026 chilometri. A bordo rimane abbastanza tempo per godersi i comfort della nave. Reportage: Peter Widmer
Sulle acque del Volga
«I
russi sorridono raramente quando lavorano», racconta la guida moscovita Julia Onichtchenko, «ma non deve essere giudicato in modo negativo, perché significa che prendono sul serio il proprio lavoro». E mentre lo sta dicendo, un sorriso le illumina il volto – e lei prende veramente molto sul serio il proprio lavoro – e durante l’intero viaggio di due settimane in Russia incontriamo praticamente solo visi sorridenti! Da notare: tra l’ultima visita nel 1990 nell’ex Unione Sovietica e il 2013 nella Russia di Putin il cambiamento è stato radicale. Per quanto riguarda le prestazioni nel settore del turismo, i progressi sono ben evidenti: non c’è nulla da obiettare sulla qualità professionale e linguistica delle guide turistiche – tutte donne! – offerta in ogni destinazione. Così come non c’è nulla da obiettare sulla qualità gastronomica. Se 24 anni fa si doveva sopportare una certa arroganza e testardaggine nell’organizzazione e nello svolgimento del programma, oggi di tutto questo non
v’è rimasta alcuna traccia. Professionalità e cordialità hanno preso il posto dell’immobilismo di allora.
Sognando il Volga Bisogna ammettere che un po’ di scetticismo lo si prova quando si legge l’anno di costruzione della nave da crociera «Volga Dream»: 1959! Ma poi ci rilassia-
Imponente è la statua della «Madre Patria» a Volgograd.
mo: il «sogno del Volga» è stato completamente restaurato nel 2007 e il numero delle camere dimezzato. Gli interni in legno regalano un’atmosfera nostalgica, senza che si debba rinunciare al comfort più moderno. Le 56 cabine per al massimo 109 passeggeri sono spaziose, luminose e comode, non mancano né televisore a schermo piatto, né una stazione Internet in biblioteca. L’equipaggio di una sessantina di persone sa praticamente leggere in viso i desideri dei passeggeri. Come ad esempio l’onnipresente direttrice della crociera Kira Alekseeva: dà informazioni alla ricezione, modera spettacoli folcloristici nell’accurato Salone Neva, commenta visite in cucina e nella plancia di comando, organizza le gite a terra, dirige il coro improvvisato dei passeggeri. Oppure Oksana, la «perla» nel servizio: i suoi occhi attenti non si lasciano sfuggire nulla; discreta, sempre sorridente, serve i clienti. E ciò che il giovane chef Andrew crea, a pranzo e a cena nella piccola cucina di bordo, per il buffet o per i piatti da servire
viaggio dei lettori | touring 23 n. 3 | 13 febbraio 2014
con estrema cura nei dettagli, rasenta la magia. A pranzo viene preparato un variopinto buffet, la sera un menu di quattro portate; il vino da tavola così come l’acqua e il caffè sono compresi nel prezzo forfettario. A differenza delle grandi navi da crociera, l’atmosfera è personale e semplice, la dimensione dell’imbarcazione è tale che ci si orienta facilmente, e con il personale sembra subito di essere in famiglia. Non è un problema dunque visitare la plancia di comando. Il capitano Vladimir Naumov accoglie con piacere i passeggeri curiosi e fornisce volentieri spiegazioni, ahimé in russo ma sempre con un sorriso…
Leg Leg
Programma d’intrattenimento La vita sul «Volga Dream» è tutt’altro che monotona. Un programma variato è importante dato che si trascorre la maggior parte del viaggio sul battello. Non deve sorprendere: il tragitto da Mosca ad Astrachan è lungo 3026 chilometri e l’hotel galleggiante scorre sul tranquillo Volga a 20 km/h. Uno sguardo nel calendario degli eventi mostra che una crociera fluviale può anche essere stressante – in senso positivo; la sera prima il programma giornaliero viene consegnato ai passeggeri in cabina nella lingua di riferimento: serie di conferenze sulla storia e sulla cultura della Russia con l’ex ambasciatore britannico a Mosca Sir Tony Brenton; mini corso introduttivo alla lingua russa; film classici russi; spettacoli folcloristici; cerimonia del tè russa; «party notturno in cucina»; workshop di decorazione di una matrioska; corso di cucina russa; visita della plancia di comando. Insomma ognuno trova sicuramente qualcosa che soddisfi la propria voglia di scoprire e imparare. In più, Natalia Blatowa, la guida fissa sul «Volga Dream», dà una spiegazione esauriente della gita poco prima di arrivare a destinazione.
Mosca moderna Se si sceglie il viaggio verso sud, da Mosca ad Astrachan, più ci si allontana da Mosca, più le località sembrano essere rimaste nel loro sviluppo agli anni Sessanta e Settanta. Lo stile architettonico delle case, l’arredamento nei ristoranti e l’offerta nei negozi – il visitatore si sente spesso catapultato indietro nel tempo di 40 o 50 anni. Non così a Mosca. Ci ricordiamo della visita precedente nel 1990 ai GUM «Magazzini Universali Statali» sulla Piazza Rossa. La curiosità architettonica del XIX secolo con le sue gallerie e i suoi ponti è già un buon motivo per fare una visita. Se 24 anni fa negli scaffali quasi vuoti primeggiavano alcune solitarie pile di sapo-
ne e di dentifricio, oggi nei negozi privatizzati la scena è occupata da beni di lusso di tutte le firme più note. Oltre alle «visite obbligatorie» nell’enorme Cremlino di Mosca con le sue numerose cattedrali, il Palazzo dell’Armeria, la Campana dello Zar e il Cannone dello Zar, rimane impressa nella mente la
A COLPO D’OCCHIO ◾ Viaggio dei lettori di «Touring»: il programma del viaggio dei lettori potrebbe subire delle modifiche rispetto a questo reportage. Restano comunque invariate le destinazioni e le principali attrazioni da visitare. ◾ Russia in breve: dal 1991 Federazione russa con 21 Repubbliche autonome; Capo di Stato: presidente Vladimir Putin (dal 2012), primo ministro: Dimitri Medvedev. 143,3 milioni di abitanti (8 abitanti per km2). Capitale: Mosca.
Cattedrale di Cristo Salvatore. L’enorme chiesa bianca con le sue guglie dorate sembra sia nuova eppure antica. E ciò è dovuto al fatto che la costruzione risalente al XIX secolo venne fatta saltare in aria su ordine di Stalin nel 1931. La sua ricostruzione fedele, effettuata nel 1997 in occasione dell’850° anniversario della città di Mosca, sorge ancora al suo posto originario. Quando abbiamo visitato la chiesa durante la funzione di domenica mattina, stava cantando un gran coro maschile. Le voci possenti e l’acustica nella chiesa arredata in modo generoso creano un’atmosfera da far accapponare la pelle. Ma non si deve dimenticare assolutamente di compiere pure un viaggio nella leggendaria metropolitana, senza dubbio la più bella di tutto il mondo. Alcune stazioni sembrano dei palazzi o musei, ornate con statue, altre con dipinti o ▸
Una visita al mercato del pesce ad Astrachan è obbligatoria. Astrachan è nota come la capitale del caviale.
◾ Valuta: rublo (RUB), 100 RUB = 2.75 fr. (dicembre 2013). ◾ Fuso orario: 9 fusi orari in Russia; Mosca, Astrachan: +3 ore (+2 durante l’ora estiva europea).
La moderna moschea di Qolsarif con i suoi minareti a Kazan.
◾ Formalità: passaporto valido almeno ancora sei mesi dopo la data di rientro + visto (l’agenzia viaggi può provvedere all’ottenimento del visto). ◾ Souvenir: gioielli d’ambra, oggetti laccati, bambole matrioska.
Cattedrale della Santa Vergine (XVII secolo) a Nizhny Novgorod.
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Anno di nascita:
Con la mia firma confermo l’esattezza dei dati.
Termine d’invio: 31 marzo 2014
Inviare il tagliando a: TCS, «Touring Shop», Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna; fax 058 827 50 25; e-mail: touringshop@tcs.ch. In caso di domande: TCS, «Touring Shop», tel. 058 827 35 15 (niente ordinazioni telefoniche). Consegna: HS Production, Emmenbrücke. Informazioni e istruzioni nella consegna.
Se inalato può provocare danni. Irrita gli occhi, le vie respiratorie e la pelle. Se entra in contatto con la pelle o gli occhi, risciacquare subito con acqua. Il contenitore è a pressione. Proteggere da temperature sopra i 50 °C. Non aprire e non bruciare. Non spruzzare in direzione di una fiamma. Tenere fuori dalla portata dei bambini. All’estero vigono norme derogatorie, si prega dunque di osservare le prescrizioni di legge dei vari paesi.
viaggio dei lettori | touring 25 n. 3 | 13 febbraio 2014
▸ mosaici. E il leader rivoluzionario Lenin è una presenza costante.
menti durarono 200 giorni e vi persero la vita 150 000 tedeschi e oltre un milione di soldati russi. Mentre si sale lungo l’interminabile scalinata che porta alla statua sul promontorio si sentono riecheggiare le canzoni militari sovietiche provenienti da altoparlanti. Tanto tristi quanto impressionanti sono le scene di battaglia esposte nel Museo Panoramico. Al mercato del pesce di Astrachan il gruppo fa rifornimento di caviale, dato che la città sul Volga è conosciuta anche come la capitale delle uova di storione. 55 grammi di quello che è chiamato «oro nero» costano 70 franchi svizzeri: a Mosca si dovrebbe sborsare quasi il doppio! In conclusione: la crociera sul Volga è un tranquillo e interessante viaggio attraverso angoli perlopiù sconosciuti della Russia, un Paese che confonde, ma avvince allo stesso tempo. Il noto scrittore russo Nikolai Gogol scrisse nel 1845 questa frase in uno dei brani scelti dalla corrispondenza con gli amici: «Dovrebbe viaggiare attraverso la Russia. L’ha conosciuta dieci anni or sono: questo non è più sufficiente. In dieci anni in Russia si compiono tanti avvenimenti quanti in un altro Stato non ne accadranno in mez◾ zo secolo».
Gite a terra: ghiottonerie Il viaggio sul fiume di 13 giorni è ricco di attrazioni che si possono scoprire durante le gite. Ad esempio, a Nizhny Novgorod, la quinta città più popolosa della Russia, situata alla confluenza del fiume Oka nel Volga, colpisce soprattutto la Cattedrale della Santa Vergine ornata in modo maestoso. Al centro della gita a Kazan vi è l’enorme e moderna Moschea Qolsarif con i suoi minareti turchesi e la torre pendente Sjujumbeki nel Cremlino. Una passeggiata attraverso la lunga zona pedonale della Bauman Street ha un effetto rilassante. A Samara visitiamo un grande magazzino. Una ricca offerta è sì disponibile, ma mancano i clienti! La risposta lapidaria del portiere in uniforme alla nostra domanda: «Fa brutto tempo». È sabato pomeriggio… Impressionante è l’ingresso a Volgograd, l’ex Stalingrado. Già da lontano si riconosce l’enorme statua monumentale alta 85 metri della «Madre Patria» che troneggia sulla collina Mamaev. La città è ricordata per l’assedio di Stalingrado nella Seconda Guerra Mondiale. I combatti-
Quando fa bel tempo, sul ponte per pranzo viene servito un gustoso barbecue.
Nell’elegante Salone Neva del «Volga Dream» viene mostrata la tradizionale cerimonia del tè.
Programma del viaggio: 1° giorno, volo Svizzera – Astrachan. 2° giorno, Astrachan, visita e degustazione di caviale. 3° giorno, relax a bordo del «MS Wolga Dream». 4° giorno, Volgograd, incontro con testimoni della battaglia di Stalingrado. 5° giorno, Saratov, giro turistico della città e visite della Galleria-Radiščev. 6° giorno, Samara, visita della città e del Museo dell’astronautica. 7° giorno, Kazan, visita del Cremlino (patrimonio culturale mondiale dell‘UNESCO). 8° giorno, Nižnij Novgorod, giro della città e folclore. 9° giorno, a bordo del «MS Wolga Dream» sul lago artificiale di Gorki. 10° giorno, Jaroslawl, giro turistico attraverso il Monastero e il mercato locale. Ricevimento nella residenza del Governatore. 11° giorno, Uglitsch, visita della città e concerto privato per coro. 12° giorno, Mosca, giro turistico della città e cena in uno dei più famosi ristoranti della città. 13° giorno, visita del Cremlino e cena d’addio. Viaggio di ritorno in Svizzera.
Viaggio dei lettori di «Touring»
Un autunno dorato sul Volga – Esclusiva crociera fluviale dal delta del Volga fino a Mosca. Fate anche voi, insieme ad altri soci TCS e in tutta tranquillità e sicurezza, una crociera lungo il tratto meridionale del Volga con il battello boutique «MS Wolga Dream». Il viaggio vi regalerà impressioni ed emozioni indimenticabili! Sono inclusi: • Incontro a carattere informativo prima della partenza • Volo con Aeroflot in Y-Class • Tasse aeroportuali e supplemento carburante (CHF 204.–) • Accompagnatore TCS da/a Zurigo o Ginevra • Guida turistica locale di lingua tedesca o francese sul posto • Medico a bordo •12 pernottamenti nella cabina scelta • Pensione completa (dalla prima colazione del 2° giorno fino alla cena del 13° giorno) incl. vino della casa, acqua minerale, caffè e tè • Visite, ingressi e molti servizi extra per i soci TCS Prezzi forfettari p.p. in CHF
Cabina standard a 2 letti, Ponte cabine da 4770.–* Cabina Doppia-Deluxe, Ponte passeggiata da 6170.–* Sconto
Su richiesta, sono disponibili altre categorie di cabine, Junior Suite e Suite.
Supplemento per i non soci TCS CHF 200.– *Lo sconto di CHF 200.– per prenotazione anticipata, valido fino al 10 marzo 2014, è già stato tenuto in considerazione.
Data: 07. – 19.10.2014 13 giorni/12 notti
prenota zioneci TCS:
a per so anticipat 200.–* CHF no al valido fi 14 10.03.20
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26 touring | viaggi e tempo libero n. 3 | 13 febbraio 2014
Croazia | Le isole del Quarnaro si allungano nell’omonimo golfo come i pendenti di una collana. Oltre a splendidi panorami marini, offrono una grande storia.
Le perle dell’Adriatico croato
Storia in ogni angolo La prima isola in cui sbarchiamo è Arbe (Rab in croato). La città che le dà il nome è coronata dai suoi quattro campanili romanici. Stretta tra le mura fortificate a strapiombo sul mare, ha conservato l’impianto della cittadella medievale, che resistette fieramente alle continue aggressioni dei pirati saraceni. Rab è anche la terra natale di San Marino, che da qui fuggì perché perseguitato dai Romani. Attraversato il mare, il sant’uomo si rifugiò in Italia e fondò un eremo sul Monte Titano… la montagna che oggi è il territorio della minuscola Repubblica di San Marino. Sempre in traghetto si passa poi a Veglia/Krk, un’altra isola carica di storia e di monumenti d’ogni epoca. L’omonimo capoluogo è un tranquillo porto dominato dal campanile a bulbo della cattedrale romanica. Luogo di parecchie battaglie, Veglia conserva un imponente apparato difensivo del XII secolo. I suoi tetti coper-
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ra cielo e terra, tra le onde spumose agitate dal vento e le bianche rocce carsiche, si apre il Golfo del Quarnaro, il più grande del Mar Adriatico, che si estende a mezzaluna tra la penisola istriana e le coste della Dalmazia. Incastonate nell’azzurro del mare come pietre preziose di una gigantesca collana, si susseguono centinaia di isole e isolotti, a volte ricoperti di rigogliosa vegetazione a volte di spoglie rocce. Queste isole dell’odierna Croazia, con il loro capoluogo sulla terraferma Fiume, sono state per secoli uno dei grandi crocevia europei tra Oriente ed Occidente e hanno visto avvicendarsi un’infinità di invasori che se ne disputavano il controllo, dai Romani ai Turchi e ai Veneziani fino agli Austriaci. Questo susseguirsi di popoli e civiltà ha lasciato evidenti tracce in molti antichi edifici e monumenti di gran pregio, sparsi sulle principali isole. Ma anche nella gastronomia, molto vicina a quella italiana. Da queste parti per «trasporto combinato» non s’intende come da noi in Svizzera quello strada/ferrovia, ma piuttosto quello strada/acqua. Infatti, le isole dispongono di un eccellente e puntuale servizio di traghetti che le collega tra loro. Le operazioni di imbarco e sbarco dei veicoli sono coordinate perfettamente.
ti di coppi e le bianche mura del castello le conferiscono un’aria da cittadina provenzale. La strada per Bescanuova (Baska), all’estremità sud-est dell’isola, attraversa i vigneti che producono il celebre Zlahtina, un vino giovane dal profumo di miele. Inevitabile far tappa in una o più cantine per interminabili degustazioni e relative «lezioni» di enologia impartite dai gioviali viticoltori del luogo. Magnifiche anche le verdi isole di Cherso e Lussino, che con altre isolette compongono l’arcipelago più esteso dell’Adriatico. Rannicchiata in una baia, la città di Cherso nasconde dietro le sue fortificazioni un tesoro di chiese e palazzi. Dal porto, gremito di bancarelle di frutta, si entra in un labirinto di vicoli lastricati dove si respira un’atmosfera di pace e armonia. Antonio Campagnuolo
Vista su Lussingrande (Veli Losini) con i suoi edifici variopinti e la graziosa baia. La chiesetta di S. Lucia sull’isola di Krk, ospita la più antica iscrizione in lingua croata. Tipico paesaggio marino delle isole del Golfo del Quarnaro.
A COLPO D’OCCHIO ◾ Voli: Croatia Airlines propone collegamenti regolari per Zagabria da Zurigo. ◾ Periodo ideale: il miglior periodo per visitare il Golfo del Quarnaro va da aprile a fine settembre. Unico inconveniente: in questa regione spira spesso la bora, il forte vento di nord-est che può essere davvero fastidioso. ◾ Lingua: benché la lingua ufficiale sia il croato molti luoghi conservano i vecchi nomi italiani.
◾ Fiume: la capitale della regione croata del Quarnaro è l’antichissima Fiume (Rjieka), situata a cavallo di un fiume che sbocca nel mare. Dotata di un grande porto d’importanza strategica durante millenni, il suo nucleo storico è ricco di tesori gotici e barocchi. Vale sicuramente la pena farvi tappa, magari per comprare i famosi orecchini con pendente «a testa di moro». ◾ Informazioni: l’ufficio del turismo croato a Zurigo fornisce qualsiasi genere d’informazione concernente la Croazia; tel. 043 336 20 30; e-mail: info@visitkroatien.ch; www.croatia.hr
viaggi e tempo libero | touring 27 n. 3 | 13 febbraio 2014
È tempo di maschere
Info Touring www.carnevali.ch, www.myswitzerland.com, www.luzerner-fasnacht.ch, www.visitbasel.ch, www.carnaval-sion.ch
Gli smartphone, anche in vacanza compagni perfetti taccuino di viaggio Christian Bützberger
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Theodor Esenwein – theoesenwein.ch
Per gli uni sono i giorni più belli e vorrebbero che non passassero mai, per gli altri invece sono i giorni più sgradevoli e da dimenticare il prima possibile. Carnevale in Ticino, carnaval in Romandia e Fasnacht nella Svizzera tedesca. Le interpretazioni del carnevale sono molteplici: festeggiare la fine dell’inverno, scacciare gli spiriti maligni e tanto altro ancora. Gli usi e i costumi legati al carnevale hanno la loro origine in un miscuglio di riti cristiani, antiche tradizioni e usanze pagane. I cortei, i balli in maschera, la musica delle «Guggen» o le sfilate del «Chesslete» ne sono alcune tipiche espressioni regionali. A Basilea si prevede che tra 15 000 e 20 000 persone partecipano alla festa in maschera. Ci si attende una grande affluenza anche a Lucerna, un’altra roccaforte del carnevale. Il carnevale non è naturalmente limitato entro i confini della Svizzera. Anche nella Germania del sud si festeggia il Fasnacht, mentre a Colonia e Düsseldorf si parla di Fasching. Mentre chi è già stato a Venezia durante il carnevale sa che può essere anche un evento di estrema eleganza. Un capitolo a parte poi è rappresentato dal Carnevale di Rio e i suoi cortei sgargianti. Bü
Se al carnevale di Lucerna incontrate questa maschera imponente, non abbiate paura, sorridetele semplicemente.
Scoprire la Germania in bicicletta Nella sua edizione più recente, la guida per gite in bicicletta in Germania presenta 70 itinerari lunghi. Tra questi si trovano i classici come il percorso dell’Elba o del Meno. Nuove sono invece 19 escursioni, tra cui l’itinerario DanubioLago di Costanza o quello attraverso la landa di Luneburgo. Interessati? Ente nazionale germanico per il turismo (DZT), Freischützgasse 3, 8004 Zurigo, e-mail: office-switzerland@germany.travel, tel. 044 213 22 00.
do da superare la prova del viaggio e poi la sera non cadere distrutto a letto, bensì avere ancora voglia di stare in compagnia, senza pensare al calo di prestazione che potrebbe subire il giorno dopo. Chi dunque sente di avere la forma fisica per divertirsi con il ciclo escursionismo, può informarsi su www.meervelo.ch.
Alpi friburghesi: su misura per le famiglie
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In programma ci sono gite in bicicletta con una durata che va da 5 a 14 giorni. In media sulla due ruote si percorrono da 120 a 150 km al giorno. Il bagaglio viene portato con sé nelle borse della bici. Ogni partecipante si deve preparare in mo-
Anche a Jaun ci si diverte: il mercoledì sera la pista presso lo skilift Schattenhalb è illuminata in modo che si possa trovare la via verso la capanna e una fondue – www.jaun-bergbahnen.ch.
a vecchia cartolina sembra rinascere tra i giovani. Quasi uno su due manda i saluti dalle ferie ad amici e parenti mediante una cartolina, come mostra l’attuale Rapporto Kuoni sulle vacanze. Gli svizzeri non si limitano a scrivere diligentemente le cartoline, il 71% di tutti i 1290 intervistati tra i 18 e i 65 anni hanno uno smartphone in tasca, che utilizzano spesso. Ben il 93% comunica nelle vacanze con chi è rimasto a casa; «il 15% lo fa addirittura quotidianamente, le donne più degli uomini», spiega il capo della comunicazione di Kuoni Peter Brun. Anche i social media come Facebook (88%), Youtube (25%) o Twitter (11%) vengono utilizzati di frequente durante i più bei giorni dell’anno. Il 38% carica regolarmente le foto delle vacanze su queste piattaforme online. Inoltre gli svizzeri in vacanza sono assetati di notizie, con il 60% che s’informa regolarmente su ciò che accade nel mondo. Con l’aumentare dell’età, aumenta anche il consumo di news ma mediante la televisione. Il quarto rapporto sulle vacanze conferma anche un sospetto che molti non siano più in grado di staccare del tutto la spina. Il 75% degli intervistati legge e scrive email di lavoro, il 41% telefona. E non sorprende che gli uomini lo facciano quasi il doppio delle volte delle donne. Sempre stando al sondaggio, più di un quarto lavora nelle vacanze perché lo vuole il capo, mentre il 56% a causa di un’emergenza sul posto di lavoro. Per il 91% è pure importante poter raggiungere l’agenzia viaggi. Un quarto chiede consiglio al professionista. Gli esperti della Kuoni Thomas Goosman e Gianni Moccetti prevedono che anche nel 2014 Canarie e Grecia saranno prese d’assalto dagli svizzeri.
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sezione ticino | touring 29 n. 3 | 13 febbraio 2014
Assemblee dei Soci dei Gruppi locali 2014 Le Assemblee dei soci sono convocate nelle date indicate. I soci che desiderano partecipare all’assemblea del Gruppo della propria giurisdizione, e alla cena che seguirà, sono pregati di annunciarsi ai numeri indicati. L’invito ai Delegati avverrà per invio personale.
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Gruppo del Bellinzonese e Valli
L’odierna sede della Sezione Ticino del TCS a Rivera con il logo del giubileo.
Concorso per i 100 anni della Sezione Il tema dei festeggiamenti per i 100 anni della Sezione ticinese del TCS sarà «ieri, oggi e domani». A marzo, inoltre, verrà lanciato un grande concorso.
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ramite eventi e la pubblicazione di documenti sarà possibile rivivere un secolo di storia della mobilità e della sicurezza stradale in Ticino. Tra un passato intenso ed un futuro forse ancora tutto da scoprire vi è però la realtà di oggi. Quella dei servizi e dell’assistenza del TCS, ma pure, in particolare per i soci ticinesi, la realtà di diversi eventi e sorprese previsti quest’anno. In particolare, un grande concorso che verrà lanciato il 1° marzo e che costituirà il filo conduttore dell’anno dei festeggiamenti. I molti e ricchi premi, come un viaggio nel passato, e-bike, buoni omaggio e il premio finale un’auto BMW, sapranno attirare molti soci in un gioco simpatico e gratuito che però, oltre a premiare diversi fortunati, avrà anche il pregio di contribuire a far conoscere la storia della mobilità, ma anche le regole della circolazione, personaggi e aneddoti curiosi. 3 periodi di partecipazione, tre estrazioni ed una finale. Il regolamento del concorso prevede 3 periodi: il primo inizia già il 1° marzo e si conclude il 30 aprile; il secondo dal 1° maggio al 21 agosto ed il terzo dal 22 agosto al 30 ottobre. Il 5 dicembre è quindi prevista una serata finale con l’estrazione dei premi principali. Ognuno è libero di partecipare (il concorso è gratuito) a più estrazioni. L’invito alla festa finale è però riservato a 15 for-
tunati estratti (con accompagnatore o accompagnatrice). 3 vincitori e 5 estratti per ogni periodo: per ogni periodo di partecipazione verranno estratti tre premi tra tutti coloro che avranno risposto in modo corretto alle domande. Non solo, altre due persone fortunate saranno estratte indipendentemente dalla correttezza delle loro risposte e potranno partecipare alla festa dell’estrazione finale. Partecipazione online: www.tcs-ticino.ch. Per il primo periodo, intitolato «Ieri», partecipare è semplicissimo: tramite il sito si accede al modulo di concorso elettronico e si risponde facilmente ed in poco tempo alle domande. Il sito fornirà, inoltre, tutte le informazioni che aiuteranno a trovare le risposte corrette per le domande di curiosità e conoscenza legate alla storia della mobilità, alla Sezione Ticino del TCS e ad aneddoti del passato. Partecipazione tramite cartolina. Chi non desidera partecipare online potrà richiedere la cartolina del concorso rivolgendosi agli sportelli TCS di Rivera o visitando uno degli stand TCS in occasione di eventi quali slowUp Ticino (Locarno 6 aprile) o Walking Lugano (Lugano 27 aprile). Partecipate, ne vale la pena e vi divertirete. Buona fortuna!
giovedì, 20 marzo – ore 17.30 Albergo La Perla, Via della Posta – Camorino Iscrizioni entro il 7 marzo allo 079 912 76 86 Relazione del servizio giuridico Assista: ultime novità e casi concreti su temi della circolazione stradale in Svizzera e in Italia.
Gruppo del Luganese lunedì, 24 marzo – ore 17.30 Cadro Panoramica – Cadro Iscrizioni entro il 14 marzo allo 091 922 88 61 (pomeriggio) oppure via mail a info@tcs-lugano.ch
Gruppo del Locarnese e Valli venerdì, 28 marzo – ore 18.00 Hotel Belvedere – Via ai Monti della Trinità 44, 6601 Locarno Iscrizioni entro il 17 marzo allo 091 751 09 94 oppure 079 213 20 10
Gruppo del Mendrisiotto venerdì, 21 marzo – ore 18.30 Locanda degli Eventi – Novazzano Iscrizioni entro il 17 marzo allo 079 444 5 666 o tcs.mendrisiotto@bluemail.ch
Corsi «Neve-Ghiaccio» TCS con BMW La necessità o il desiderio di guidare l’auto anche d’inverno non mancano ma poi la solita incertezza: come guidare sulla neve? La BMW ha presentato i suoi modelli con un’originale proposta offrendo corsi «Neve Ghiaccio» ad Ambrì, organizzati dalla Sezione Ticino del TCS, durante tre giornate. I partecipanti hanno potuto in tutta sicurezza testare le auto in situazioni particolari e al contempo aumentare la propria sicurezza e quella degli altri. Info sui corsi allo 091 935 91 21 oppure www.tcs-ticino.ch
30 touring | club e soci n. 3 | 13 febbraio 2014
Contact Center Schönbühl | A Schönbühl vicino Berna si trova uno dei tre centri di servizio alla clientela, i Customer Interaction Centers (CIC) del TCS. Gli altri due punti di informazione e assistenza ai nostri soci sono situati a Ginevra-Vernier e a Volketswil.
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n genere i call center hanno una cosa in comune: la fama di essere «una grande massa anonima» con tanti telefoni e tanta tecnologia. Ma una visita al Contact Center TCS a Schönbühl dimostra che non sono dei robot senza anima ad occuparsi delle chiamate dei clienti. Entrando nel grande locale constatiamo invece che non v’è traccia di frenesia e nell’aria aleggia solamente la tensione tipica di un luogo in cui si lavora intensamente: una ventina di posti spaziosi provvisti di piccole pareti divisorie tra le varie superfici lavorative da dove sono udibili i vari colloqui in un’atmosfera ovattata.
Tre centri Il responsabile per la Svizzera dei Customer Interaction Centers (CIC), PierreAndré Schnoz, siede assieme ad un collaboratore in un ufficio separato con una vetrata dall’ambiente open space dei consulenti. Qui si ha proprio la sensazione di essere in una centrale di comando. Durante la nostra visita di un’ora, i collaboratori vi entrano a ritmo continuo per chiedere qualcosa al capo che fornisce loro le informazioni necessarie con calma stoica. Il 36enne Pierre-André Schnoz ha alle spalle una carriera pluriennale maturata nei call center: Diax, Sunrise, Orange, CC Energy, e una formazione di call center manager presso una scuola universitaria professionale. È arrivato al TCS nel 2009 come capo squadra dei CIC e ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo dei Contact Center. Da novembre 2013 si assume l’intera responsabilità dei CIC
Customer Interaction Center CIC Dal 2009 il Customer Interaction Center CIC fornisce un’assistenza globale ai soci del club. Quest’importante interfaccia del TCS supporta una molteplicità di compiti che vanno dall’acquisizione di nuovi clienti alla cura dei dossier, passando per la consulenza. Tecnicamente è basata sul software (CRM Customer Relationship Management) «Salesforce». Qui è raccolta l’intera gamma di prodotti del TCS: dall’Assistance fino alla carta supplementare di una BP oppure Tamoil Card, attraverso il CIC tutto è disponibile. I consulenti plurilingue, in totale 100, trattano in media circa 60 000 telefonate al mese. Al numero 0844 888 111 il CIC è raggiungibile sette giorni la settimana, nei giorni feriali dalle 6.30 alle 22.00. wi
dislocati a Schönbühl, Ginevra-Vernier e Volketswil. Questi tre centri sono collegati virtualmente attraverso la telefonia. «Il posto fisico del collaboratore non riveste alcun ruolo», spiega ancora Schnoz. «Il sistema collega automaticamente un cliente che parla francese ad un consulente francofono competente». Attualmente nelle tre centrali lavorano 105 consulenti con un’età media di 35 anni. Ci interessa sapere se, con un’attività così stressante, il tasso di ricambio sia particolarmente alto. «Si situa tra il 12 e il 13 percento, dunque decisamente più basso in confronto ad altri call center», rivela il capo del CIC smentendo le nostre attese. Al momento nel CIC vengono formati anche cinque apprendisti per la nuova professione di «operatore/operatrice per la comunicazione con la clientela» con certificato federale di capacità. L’apprendistato dura tre anni.
Buoni comunicatori Quali sono dunque i requisiti per lavorare nel Contact Center del TCS? Sentiamo Pierre-André Schnoz: «I potenziali collaboratori devono essere comunicativi, aperti e anche dei bravi venditori. Ma non va sottovalutata la componente sociale, dato che i clienti rivelano anche molti dei loro fatti privati, talora sfogano la loro rabbia o frustrazione; saper ascoltare è imprescindibile». Lo conferma anche la consulente Marlene Jakob: «Non mi lascio stressare e lo ritengo parte del mio lavoro; il servizio alla clientela comprende anche questo, si deve esserne coscienti. Riesco a gestire bene la situazione, dato che non conosco personalmente gli interlocutori». Si ricorda però anche di
foto Pia Neuenschwander
Dal Contact Center TCS una risposta per tutti
club e soci | touring 31 n. 3 | 13 febbraio 2014
I consulenti del Contact Center a Schönbühl hanno bisogno di nervi saldi.
domande imbarazzanti o strane: «Una volta una persona mi chiese l’ora esatta», sorride, «io poi gliel’ho comunicata come fossi un orologio parlante!». Al momento i collaboratori dei Contact Center sono ancora alle prese con il nuovo sistema operativo, che è stato introdotto lo scorso settembre. Questo sistema as-
solutamente innovativo per la Svizzera permette di trasmettere oltre alle chiamate anche ogni tipo di testo elettronico (lettere scannerizzate presso la sede centrale del TCS a Ginevra-Vernier, telefax, tagliandi, ma anche email ecc.) ai collaboratori meglio qualificati per espletare le richieste.
Questi collaboratori del TCS hanno la risposta
Pierre-André Schnoz responsabile CIC per la Svizzera
«Molti clienti ci raccontano le loro faccende private. Si deve ascoltare attentamente ed accettare il cliente così com’è»
Marco Yves Hochuli coach CC Schönbühl
Marlene Jakob consulente CC
Annette Sommer consulente CC
«Le domande che ci pongono riguardano tutti i prodotti del TCS, tendenzialmente però sono molto frequenti le questioni assicurative»
«Se un socio esprime la propria frustrazione, lo ritengo parte del mio lavoro; sono in grado di affrontarlo, dato che non lo conosco di persona»
«Mi sento soddisfatta e di aver compiuto la missione se il cliente mi ringrazia e gli rimane un ricordo positivo del servizio»
«Ci vorrà più tempo del previsto finché l’intera migrazione dal vecchio al nuovo sistema più moderno funzioni al 100%. Penso che entro fine marzo 2014 sarà tutto a posto», Pierre-André Schnoz si dice moderatamente ottimista. Confidiamo nella pazienza dei nostri soci. Il tempo medio che trascorre dalla ricezione della chiamata all’immissione della richiesta nel sistema dura circa cinque minuti. «Per le domande sulle assicurazioni auto abbiamo invece bisogno dai 15 ai 20 minuti per andare più a fondo della materia» spiega Schnoz. I neoassunti consulenti del TCS devono sottoporsi ad un test linguistico e poi seguire una formazione di una settimana per apprendere il più possibile sui vari prodotti senza dimenticare il sistema informatico, che al giorno d’oggi è uno strumento indispensabile. Il nuovo arrivato siede una settimana accanto al suo «padrino», per ascoltare e guardare, prima di essere pronto ad entrare in azione. «Nella formazione di base i nuovi colleghi vengono sensibilizzati anche ai casi difficili, affinché riescano ad affrontare in modo corretto eventuali critiche e lamentele», spiega Marco Yves Hochuli, che lavora come coach al Contact Center. Peter Widmer
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Inviare il tagliando a: TCS, «Touring Shop», Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna; fax 058 827 50 25; e-mail: touringshop@tcs.ch; se avete domande: TCS, «Touring Shop», tel. 058 827 35 15 (non si accettano ordinazioni telefoniche). Ditta partner/spedizione: Max Versand, 8344 Bäretswil tramite posta, spedizione unicamente in Svizzera e nel Liechtenstein.
club e soci | touring 33 n. 3 | 13 febbraio 2014
L’INTERVISTA
Mathias Wyssenbach
Ampliamento in vista Come siete arrivati a proporre un calcolatore d’itinerari multimodale? Patrick Strössler: Nel quadro della nostra strategia online e di una roadmap digitale, l’idea di una piattaforma multimodale era un aspetto importante. I problemi del traffico – mancanza di spazio, code, pendolarismo – ci costringono a trovare soluzioni semplici e veloci per il trasporto da A a B. Per far sì che l’utente non debba cercare con fatica su diverse piattaforme il mezzo più idoneo, noi ora offriamo tutto su un’unica piattaforma.
Gestione semplice e pratica per pianificare il proprio itinerario multimodale con il calcolatore TCS.
Calcolatore d’itinerari TCS | Il TCS ha perfezionato il suo calcolatore d’itinerari stradali online gratuito che permette ora di pianificare il viaggio anche con i trasporti pubblici.
Dall’itinerario ai piani di viaggio
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l solo calcolo chilometrico del percorso in auto appartiene ormai al passato: con il nuovo pianificatore multimodale si passa dall’itinerario alla completa programmazione del viaggio. Già da oltre dieci anni, il TCS offre gratuitamente un calcolatore online d’itinerari stradali per veicoli. Dall’inizio di quest’anno la programmazione del viaggio mediante questo strumento può essere fatta in modo multimodale – ovvero si possono confrontare e combinare diversi mezzi di trasporto. Per ogni tragitto scelto, oltre alla strada vengono mostrati i collegamenti ferroviari e aerei più importanti, comprese le possibilità d’interconnessione.
Facile da usare L’utilizzo online è semplice e chiaro. Per fare un esempio: se si vuole andare da Berna a San Moritz, si consulta la pagina web www.viatcs.ch. Dopo il clic appare la cartina e si può scegliere ad esempio tra «itinerario più breve, più rapido o ottimizzato». Se poi si clicca su «cercare e prenotare» per l’itinerario scelto vengono indicati anche i mezzi di trasporto alternativi alla strada. Nel nostro caso vengono proposti l’auto e il treno; si viene a
sapere tra l’altro che la durata del viaggio in treno è di 4 ore e 45 minuti e in auto di 4 ore e 17 minuti (a seconda dell’itinerario scelto). Se l’utente sceglie come mezzo di trasporto il «treno», con un clic arriva direttamente sull’orario delle FFS. Con il calcolatore d’itinerario multimodale da una parte si possono combinare in modo ideale i diversi mezzi di trasporto, dall’altra però si possono anche paragonare direttamente: oltre alla durata del viaggio da porta a porta, vengono indicati anche i prezzi, nonché le emissioni di CO2 per ogni opzione. Il calcolatore d’itinerari offre altresì i link per arrivare direttamente sulla pagina dei vari operatori per la prenotazione così come su myclimate, per compensare le emissioni di CO2 provocate. Il nuovo calcolatore d’itinerari è stato creato in collaborazione con routeRANK Ltd, società che nel 2006 si è staccata dal Politecnico di Losanna e specializzata in soluzioni tecnologiche nel campo della mobilità (vedi anche intervista). Peter Widmer
Info Touring Si accede al calcolatore d’itinerari del TCS cliccando direttamente su www.viatcs.ch
Prima di lanciarvi nel progetto avete individuato i bisogni degli utenti? Nel quadro di un’analisi di mercato abbiamo potuto constatare che il tema è di estrema attualità anche in altri club della mobilità europei. La Svizzera con la sua rete ben strutturata offre i presupposti ideali per il trasporto interconnesso. Nella versione attuale del calcolatore d’itinerario multimodale ci siamo concentrati soprattutto sui tragitti medi e lunghi. In una seconda versione verranno incluse le opzioni quali Park&Ride anche per i tratti brevi, ad esempio per chi dovesse recarsi solo dall’altra parte della città. A questo proposito è in preparazione anche un’applicazione per smartphone. Quanto tempo ci è voluto per passare dall’idea fino all’upload della piattaforma? Due anni. Dato che il nostro partner routeRANK aveva già pronta una soluzione, la sfida è stata soprattutto integrarne il calcolo d’itinerari nel nostro ambiente informatico.
Patrick Strössler è direttore TCS Digital Media e responsabile del calcolatore d’itinerari multimodale.
L’utente non arriva direttamente alle opzioni multimodali. La pagina d’ingresso dovrebbe essere adattata in modo da attirarvi l’attenzione dei visitatori? Sì, assolutamente. Con questo articolo presentiamo in anteprima il pianificatore d’itinerario multimodale che il TCS quale maggiore club della mobilità offre agli utenti. Accompagniamo dunque il socio a destinazione sulla via più facile. wi
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La stazione audio che ha tutto ciò che il tuo cuore desidera. Il dispositivo multifunzione è caratterizzato da un suono eccellente grazie alla cassa in legno. Sia con la radio (DAB+/FM), CD o con l‘iPod, il piacere è sempre garantito. E la cosa migliore: il vostro iPhone può essere ricaricato in fretta tramite la docking station.
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QUAL È LA RADIO DIGITALE? DAB significa «Digital Audio Broadcasting», radiodiffusione digitale, è la forma più avanzata di trasmissione radio. La ricezione della radio digitale è libera da interferenze e la qualità costantemente alta. A lungo termine sostituirà la ricezione FM. La radio può ricevere tutti i vigenti segnali DAB/DAB+. Ricezione radio senza fruscio!
Per verificare le stazioni disponibili, consultare il seguente sito web: www.digitalradio.ch TAGLIANDO DI ORDINAZIONE
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Si prega di inviare il tagliando al seguente indirizzo: TCS, «Touring Shop», Maulbeerstr. 10, 3001 Berna; Fax 058 827 50 25; E-mail: touringshop@tcs.ch. Per eventuali domande: TCS, «Touring Shop», Tel. 058 827 35 15 (non si accettano ordinazioni per telefono). Partner contrattuale/ Fornitura: Colag AG, 8045 Zurigo, solo in Svizzera o nel Liechtenstein.
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club e soci | touring 35 n. 3 | 13 febbraio 2014
La guida TCS camping 2014 è disponibile da subito. Per le prossime ferie in campeggio si può scegliere tra 300 indirizzi di infrastrutture in Svizzera e 700 in Germania del Sud, Austria, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Croazia e Slovenia. Nell’edizione 2014 sono descritte in dettaglio le undici regioni svizzere, inclusi i più attrattivi eventi dell’anno e le cartine di queste undici regioni sono state ingrandite. E anche i caratteri dei contributi redazionali sono più grandi e dunque facilmente leggibili. La guida camping costa per i soci del TCS 28.30 franchi, spese di spedizione incluse. Ordinazioni direttamente al sito www.tcs-camping.ch o telefonando allo 058 827 25 20. wi
Yann Arthus-Bertrand/Altitude
Guida TCS 2014 dei campeggi
Vivete Ginevra al 100%! Un’occasione unica per (ri)scoprire Ginevra nelle migliori condizioni e al miglior prezzo! Venite a trascorrere un eccellente finesettimana sulle rive del Lago Lemano, a partire da 66 franchi per persona in camera doppia in un hotel 3*. Riservata ai soci del TCS, in associazione con Ginevra Turismo, questa offerta eccezionale (33% di riduzione sulla tariffa normale) comprende la colazione, i trasporti pubblici e un GENEVA PASS 24h che permette l’accesso gratuito a ogni tipo di attività: crociera, teleferica, visite guidate, musei… e addirittura una piacevole uscita sulle acque del Lemano in pedalò! Appro-
TCS Societariato www.tcs.ch Motorizzati (automobilisti e motociclisti) a seconda della Sezione TCS Tessera partner/giovani Fr. 44.– Non motorizzati Fr. 32.– Cooldown Club membercard Fr. 66.– Ciclisti (con TCS Velo Assistance Casco 2000) Fr. 37.– Juniores (con TCS Velo Assistance Casco 2000) a seconda della Sezione Quota per socio campeggiatore TCS (solo se già socio motorizzato o non motorizzato) Fr. 55.– (camping club AG: + Fr. 7.–; ZH: + Fr. 5.–) TCS Libretto ETI www.eti.ch Informare sempre prima ETI! Europa motorizzato «Famiglia» Fr. 103.– Europa motorizzato «Individuale» Fr. 75.– Europa non motorizzato «Famiglia» Fr. 77.– Europa non motorizzato «Individuale» Fr. 65.– Mondo motorizzato «Famiglia» Fr. 191.– Mondo motorizzato «Individuale» Fr. 145.– Mondo non motorizzato «Famiglia» Fr. 165.– Mondo non motorizzato «Individuale» Fr. 135.– Fr. 32.– Spese di cura «Europa» Spese di cura «Mondo» Fr. 50.– TCS Carta Aziendale www.tcs.ch/azienda Per veicoli aziendali Soccorso stradale da Fr. 134.– Protezione giuridica circolazione da Fr. 111.– TCS Card Assistance www.cardassistance.tcs.ch per tutta la famiglia Fr. 28.– 20% di sconto per i titolari del Libretto ETI
fittate dell’occasione del Salone Internazionale dell’Auto, dal 6 al 16 marzo, o fate una passeggiata nella campagna ginevrina per gustare i suoi vini il 24 maggio durante la giornata delle cantine aperte, o semplicemente per un week-end di svago o culturale. Non esitate ulteriormente, prendete la vostra tessera di socio del TCS per iscrivervi subito tramite Internet. Arrivederci a Ginevra! tg
Info Touring Prenotazioni direttamente al sito: www.tcs-viaggi.ch/hotels-ginevra
Prezzi e prestazioni TCS telefono 0844 888 111 o www.tcs.ch
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Scoprire Ginevra, una proposta a prezzo speciale per i nostri soci!
TCS Protezione giuridica www.tcs-protezione-giuridica.ch Circolazione «Famiglia» Fr. 99.– «Individuale» Fr. 69.– Privata senza sottoscrivere la Circolazione «Famiglia» Fr. 245.– «Individuale» Fr. 225.– Privata con Circolazione già sottoscritta «Famiglia» Fr. 215.– «Individuale» Fr. 192.– Immobili Fr. 60.– TCS Assicurazione auto www.tcs-assicurazione-auto.ch Responsabilità civile, casco parziale, casco collisione, capitale incidente, protezione del bonus, danni di parcheggio 0800 801 000 Assicurazioni due ruote www.assistancetcs.ch TCS Velo Assistance con assistenza e casco fino a Fr. 2000.– Fr. 25.–* copertura casco fino a Fr. 5000.– Fr. 80.–* copertura casco fino a Fr. 7500.– Fr. 172.–* TCS Moto Assistance (soccorso stradale e assistenza) Fr. 41.–* Ai motociclisti in Svizzera e all’estero * prezzi soci TCS
Carte di credito TCS www.mastercard.tcs.ch TCS MasterCard Gold Fr. 100.–* TCS MasterCard Fr. 50.–* TCS MasterCard Load&Go Fr. 25.–* * Nessuna commissione annuale per il 1° anno Infotech www.infotechtcs.ch Il TCS sottopone a test veicoli ed accessori e mette a disposizione dei soci informazioni raccolte e redatte in modo competente e neutrale. TCS Training&Events www.training-events.ch Sconti sui prezzi dei corsi di perfezionamento di guida nei centri di Lignières, Plantin, Betzholz, Stockental, Derendingen ed Emmen. Formazione in due fasi www.2fasi.tcs.ch Corsi obbligatori per la licenza di condurre. Viaggi e tempo libero TCS Viaggi TCS Camping TCS Hotels Schloss Ragaz, Bad Ragaz www.hotelschlossragaz.ch Bellavista, Vira Gambarogno www.hotelbellavista.ch Ciclo e svago tcs
www.tcs-viaggi.ch www.tcs-camping.ch 058 827 25 20 081 303 77 77 091 795 11 15 www.bici.tcs.ch
Giochi & Concorsi 03/2014 Tre giochi e altrettante possibilità di vincere uno dei tre fantastici premi! Termine di partecipazione per ogni gioco: 2 marzo 2014.
Valore CHF 1’100.–
Concorso 1:
2 notti per 2 persone nel paradiso degli Hotel Alexander & Gerbi sul Lago dei Quattro Cantoni Gli Hotel Alexander & Gerbi sono situati a Weggis, sulla riviera della Svizzera centrale, e sono il luogo ideale per una vacanza rilassante e rigenerante. Immersi in un paesaggio montano spettacolare, offrono una vista incantevole sul Lago dei Quattro Cantoni. L'ospitalità cordiale, la cucina prelibata e un'area wellness da sogno ne fanno una vera oasi, lontana dalla frenesia quotidiana. Potrete vincere 2 pernottamenti per 2 persone in camera matrimoniale superior con
balcone e vista sul lago – ricca colazione a buffet – drink di benvenuto – ogni sera una cena prelibata con 5 portate e menù a scelta – libero accesso e partecipazione gratuita al programma di attività nel mondo del benessere «Vitalis» – libero accesso alla spiaggia privata e utilizzo gratuito delle biciclette di proprietà degli alberghi.
Concorso gioco per i lettori Chance 1:1:Leserspiel Il viaggio dei lettori di Touring sul Volga va da Mosca ad Astrachan. Quanti passeggeri possono prendere posto al massimo sul «Volga Dream»? Inviate un SMS con scritto tmi031 xx (x = numero dei posti) al numero 543.
Concorso 2: sudoku facile Risolvete il sudoku per trovare le tre cifre nelle caselle colorate di rosso. Inviate un SMS con scritto tmi032 e le tre cifre al numero 543.
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Sponsor del premio: Hasler's Hotels Alexander & Gerbi, www.alexander-gerbi.ch
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Concorso 3: sudoku medio Risolvete il sudoku per trovare le tre cifre nelle caselle colorate di verde. Inviate un SMS con scritto tmi033 e le tre cifre al numero 543.
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8 Valore CHF 759.– È compatibile con i programmi Windows più diffusi.
Marinette Pipoz Gabus, La Chaux-de-Fonds | Marie-Rose Binda, Peseux | Didier Dubrit, Yverdon
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Windows Surface Pro 2 64 GB
I vincitori dell'edizione 01 sono:
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Il Windows Surface Pro di Microsoft ha la potenza di un laptop e grazie all'involucro in lega di magnesio pesa soltanto 916 g. Lo schermo da 10,6 pollici ad altissima risoluzione offre colori vividi e un'ampia visuale. I test hanno dimostrato che è possibile guardare 7,5 ore di video con una sola carica. Il tablet può essere utilizzato con il touchscreen o con l'apposito pennino.
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Nokia Lumia 1020 – il cellulare con la migliore fotocamera al mondo Nokia Lumia 1020 è il numero uno degli smartphone con sistema operativo veloce, semplice e intuitivo Windows Phone. La fotocamera integrata Nokia Pro con lenti Zeiss e sensore da 41 megapixel garantisce fotografie di una qualità stupefacente. Anche il display a 334 ppi è di altissima qualità. Per il traffico dati, Nokia Lumia 1020 supporta la rete LTE. Il sistema operativo Windows Phone 8 assicura elevata compatibilità anche in ambito business.
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Ogni SMS costa CHF 1.50. La partecipazione ai concorsi è possibile pure tramite cartolina postale a: TCS, Editoria Touring, casella postale, 3024 Berna.
Possono partecipare ai concorsi tutte le lettrici e tutti i lettori di «Touring» della Svizzera e del Liechtenstein, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro famigliari. I vincitori dei «giochi & concorsi» Touring saranno estratti a sorte e avvisati. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori vengono sempre pubblicati nella rivista Touring.
la pagina dei lettori | touring 37 n. 3 | 13 febbraio 2014
LA DOMANDA
«Come e quando si possono sorpassare in autostrada dei conducenti circolanti a sinistra malgrado la corsia di destra sia libera?» Blaise Pralong di Conthey
Avete una domanda per un esperto del TCS? Inviatela per posta a: TCS, Redazione «Touring», Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna o per e-mail a touring@tcs.ch.
Q
uesto caso ci consente di analizzare due diversi modi di agire, che si assomigliano ma che sono comunque diversi: il sorpasso e il passare davanti. Superare un veicolo sulla destra è vietato. Il mancato rispetto di questa norma potrebbe causare incidenti, perché un conducente che si trova sulla corsia di sinistra non deve aspettarsi di essere sorpassato a destra. L’Ordinanza sulle norme della circolazione stradale (ONC) prevede quattro possibilità per superare sulla destra: innanzitutto, se il traffico si sviluppa su colonne parallele, per esempio in caso di traffico intenso su entrambe le corsie. Allora sulla colonna di destra si potrebbe circolare più velocemente che a sinistra. Tuttavia, la definizione di colonne parallele non è molto precisa e la giustizia deve decidere caso per caso. Contrariamente al sorpasso, il passar davanti non implica
un cambio di corsia. In secondo luogo, il superamento a destra è consentito nei tratti di preselezione, a condizione che sulle singole corsie siano segnalate destinazioni diverse. Questo può ad esempio essere il caso in presenza di raccordi autostradali. In terzo luogo, il superamento a destra è permesso anche alle entrate autostradali fino alla fine della linea doppia continua e infine anche sulle corsie di decelerazione delle uscite. Va ricordato che, secondo la ONC sulle strade a più corsie nella stessa direzione, i conducenti devono utilizzare la corsia destra più esterna. Il rispetto di questa regola contribuisce a migliorare la fluidità del traffico e a non provocare gli altri conducenti. A tal proposito raccomandiamo l’opuscolo «L’autostrada», disponibile su www.safety.tcs.ch o per e-mail a sro@tcs.ch.
l’esperto TCS Olivier Caspar Sicurezza stradale
Tunnel San Gottardo Vengono segnalati spesso i pericoli di un tubo unico per una galleria. Un incidente o un semplice guasto al veicolo blocca tutta la circolazione stradale nei due sensi per diverse ore. La sicurezza deve essere al primo posto! Ragione già sufficiente per il raddoppio della galleria. Benjamin Bourgeois (@)
«Touring» 1/2014
Si fanno grossi sforzi per eliminare l’inquinamento prodotto dalle auto, poi, ti obbligano ad accendere i fari anche di giorno. Ma forse è solo un motivo per fare cassa. Ciò equivale ad un maggior consumo di benzina. Come si sa più benzina si consuma più aumenta l’inquinamento. G. Straub, scrive di tenere i fari accesi anche di giorno per essere visto perché ci sono in circolazione sempre più auto di colore grigio. Se in pieno giorno uno non vede un’auto solo perché è grigia, consegni la patente e non guidi più. Bruno Codiglia, Taverne
E-bike pericolose «Touring» 19/2013
Questi incidenti non vengono provocati soltanto dai ciclisti. Spesso devo sperimentare in prima persona od osservare come chi è in sella a una due ruote (con o senza motore elettrico) viene messo in pericolo da automobilisti disattenti. Purtroppo ci sono anche ciclisti irriverenti e insicuri. Solamente con un po’ più di attenzione e reciproco rispetto
ald
Fari accesi e consumo La sicurezza degli automobilisti è di vitale importanza, un nostro lettore è favorevole alla galleria a due tubi direzionali.
Mostrare il dito medio
potrebbero essere scongiurati molti incidenti. Jürg Rikli, Wiedlisbach
Il consulente, «Touring» 20/2013
Di nuovo (purtroppo) una decisione tipica del nostro Tribunale federale. Le sentenze vanno sempre più nella direzione: «la vittima è il colpevole». Dell’eclatante provocazione non ci s’interessa nemmeno! Hans-R. Ott (@)
Veicolo sostitutivo Il consulente, «Touring» 2/2014
Nell’articolo si specifica che un automobilista coinvolto in un incidente senza responsabilità proprie, la cui auto dovrà restare alcuni giorni in riparazione, non ha alcun diritto ad avere una vettura sostitutiva a carico dell’assicurazione della controparte, se non nel caso in cui ci sia la necessità, dimostrata, di avere una vettura di rimpiazzo. Io avrei delle
difficoltà ad accettare che l’assicurazione di chi mi ha coinvolto in un incidente mi penalizzi: appiedandomi dopo aver rovinato la mia auto; sarei costretto durante la riparazione a spostarmi a piedi o coi mezzi pubblici; questo menefreghismo da parte delle assicurazioni, nei confronti della parte lesa, lo «sento» piuttosto arrogante. Vorrei che gli automobilisti e il TCS facciano pressione sulle assicurazioni affinché riesaminino tutto il loro agire verso la parte che suo malgrado è stata lesa e penalizzata! Giorgio Marti (@)
touring Scriveteci!
Per questa rubrica valgono alcune regole: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata; la redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail: touring@tcs.ch. Le lettere dei lettori vengono pubblicate anche nell’edizione online di «Touring» (www.touring.ch).
touring impressum Giornale del Touring Club Svizzero (TCS). Redazione: Felix Maurhofer (fm, caporedattore); Dino Nodari (dno, vice caporedattore); Marc-Olivier Herren (MOH, vice caporedattore); Christian Bützberger (Bü), Jacques-Olivier Pidoux (jop), Nadia Rambaldi (nr), Peter Widmer (wi). Grafica: Andreas Waber (caposervizio), Stephan Kneubühl, Mathias Wyssenbach. Assistenti di redazione: Michela Ferrari (i), Tania Folly (f), Oliver Marti (t), Irene Mikovcic-Christen (assistente caporedattore). Corrispondenza: Redazione Touring, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna, tel. 058 827 35 00, fax 058 827 50 25. E-mail: touring@tcs.ch. Editore: Touring Club Svizzero, cp 820, 1214 Vernier (GE). Tiratura: edizione italiana: 83 141, totale: 1 325 035. Editoria/marketing: Reto Kammermann (responsabile). Pubblicità: Publicitas Publimag SA, Seilerstrasse 8, 3011 Berna, tel. 031 387 21 16, fax 031 387 21 00. Produzione: St. Galler Tagblatt AG, CIL Centre d’impression Lausanne SA. Cambiamenti d’indirizzo: indicando il numero di socio, alla Sede centrale del TCS, cp 820, 1214 Vernier; tel. 0844 888 111; e-mail: service@tcs.ch. Abbonamento: compreso nella quota sociale annua. «Touring» è pubblicato 20 volte l’anno. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti.
38 touring | l’incontro n. 3 | 13 febbraio 2014
Orologi per fan di piloti, aviatori, sub e musicisti Ulrich W. Herzog crede nel futuro degli orologi puramente meccanici. Grazie a molte innovazioni il marchio indipendente si afferma con successo sul mercato.
Come bancario nel 1978, in piena crisi orologiera, si è lanciato sul marchio Oris, è stata una mossa azzardata? Ho cercato la sfida e ho creduto nel futuro dell’industria orologiera così come nell’indipendenza del marchio. Riuscire a far
risorgere il marchio dalla crisi e condurlo al successo odierno, mi ha rafforzato. Per me è stata un’ottima scuola di vita.
Ulrich W. Herzog (70 anni) è direttore generale della ditta orologiera svizzera Oris con sede a Hölstein (BL) che conta 125 dipendenti in tutto il mondo.
Cosa l’ha spinta a puntare sugli orologi meccanici? Durante i miei frequenti viaggi in Giappone avevo notato che soprattutto i giovani volevano orologi con ingranaggi meccanici da caricare a mano. Questa constatazione mi ha convinto a progettare una strategia per questi orologi e poi a perseguirla con coerenza. Quanto è importante il design? Gioca un ruolo essenziale, perché rende un marchio unico e deve piacere ai clienti. I nostri stilisti trovano ispirazione nei nostri quattro mondi: cultura, diving, aviazione, motor sport. Da Lei addirittura i musicisti concepiscono degli orologi. Come siete giunti a questo? L’idea di creare orologi per le leggende della musica quali Chet Baker o John Coltrane è nata quando eravamo sponsor ufficiali dell’Oris London Jazz Festival. Così abbiamo ad esempio creato un orologio anche con Bob Dylan. E su questo orologio c’è anche una storia da raccontare: sul quadrante volevamo incidere il testo della canzone di Bob Dylan «The Times They Are A-Changin’», ma la star si è rifiutata. Dylan ha detto che lui canta i suoi testi e non vuole leggerli su un orologio. Per questo motivo abbiamo ideato con lui un altro design.
«Bob Dylan non voleva il testo di una canzone sul suo orologio» Da diversi anni Lei s’impegna anche nella Formula Uno. Ne è valsa la pena? Da dieci anni lavoriamo con il team di Formula Uno della Williams. In questo modo abbiamo potuto incrementare notevolmente il valore di mercato di Oris e abbiamo potuto costruire un’immagine positiva. In quanto a ciò siamo soddisfatti della collaborazione.
Felix Maurhofer
Cosa trova di affascinante negli orologi? Ulrich W. Herzog: Mi affascinano gli ingranaggi che con il loro leggero ticchettio scandiscono il tempo. Per me è sempre un miracolo vedere come questa tecnica microscopica funziona in modo preciso e affidabile.
In futuro come si svilupperà il mercato orologiero? Ritengo che dopo gli anni di boom, il mercato si normalizzerà. Chi ha prodotti di qualità otterrà dei buoni risultati anche in futuro. Ma noi dovremo riuscire a lanciare ogni anno un’innovazione orologiera, sia a livello di meccanismi che di design. In rapporto alla tecnologia penso che, nella costruzione della cassa, giocheranno un ruolo determinante i nuovi materiali. Intervista: Felix Maurhofer
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Ariella Kaeslin Tre volte sportiva dell’anno
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