Viaggi nella creatività di un quartiere Milano, NIL 21 (Buenos Aires — Venezia)
SENZ
A CIP OLLA?
Ti porto a Venezia 01 — CULTURE
Ti porto a Venezia 2
01 — CULTURE
NIL 21
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MILANO
01 — CULTURE “Senza cipolla?” è il grido incredulo del tuo kebabbaro preferito mentre ti finisce il panino. Solo una delle (tante) voci che evocano culture lontane nel NIL 21. A parte la cipolla, si sarà capito, in questa occasione sono andato a visitare quei luoghi dove hanno sede le (com)presenze e le contaminazioni culturali di Porta Venezia. L’offerta IL PROGETTO Una raccolta di viaggi alla scoperta del territorio e delle attività creative della distretto Buenos Aires – Venezia, il Nucleo di Identità Locale (NIL) 21, per dirla complicata. Una zona eccentrica e variopinta, dove convivono anime diverse in un clima familiare e alla mano, ma che spesso viene vissuta come un banale luogo di passaggio. Sito web → tiportoavenezia.it Instagram → @tiportoavenezia
è variegata, ed ho cercato di raccogliere un po’ di tutto, lasciando ad altri esploratori (e non certo per pigrizia!) lo spazio per nuove scoperte. Ci sarà un po’ di tutto: scorci di Russia dietro la Stazione Centrale, ballerini sudamericani nella metro di Porta Venezia, fotografi che rincorrono monaci tibetani, ma anche gente comune che, indisturbata, vive come ad Asmara. E poi quel “molto altro ancora”, che non deve mai mancare per poter dichiarare che questo viaggio va ben oltre Porta Venezia.
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← Questo è il distretto Buenos Aires - Venezia di Milano. Un'area di raccordo tra il centro storico e la periferia, tagliata in due da corso Buenos Aires, una tra le principali arterie commerciali della città.
GUIDA AL NUMERO
GUIDA AL NUMERO
PAGINA 8
Viaggio nel mezzanino di Porta Venezia prima tappa — un’esplorazione
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PAGINA 26
Sessione di ascolto al Nike Dance Studio seconda tappa — una playlist
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IL DESIGN DEGLI ALVEARI
PAGINA 52
Scatti rubati nel NIL 21 quinta tappa — un confronto per immagini
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ECHI LONTANI
C’È CULTURA E CULTURA
PUNTIFERMI
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AL DI LÀ DEI TORNELLI
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Il numero cerchiato indica la corrispondenza sulla MAPPA.
PAGINA 58
Dati, curiosità, aperture sesta tappa — una sintesi
PAGINA 28
Quattro chiacchiere con Carlo Sabbatucci terza tappa —un’intervista
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MAPPA
[INSERTO] ← Ogni esplorazione contiene, nella pagina centrale, una mappa tematica, estraibile, pieghevole, maneggevole...Ogni luogo ha un suo racconto e viceversa.
LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
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Una bussola per la creatività Ti porto a Venezia — 01 Culture
PAGINA 40
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Spesa da Kalinka, specialità Russe quarta tappa — una wishlist
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Viaggio nel mezzanino di Porta Venezia prima tappa — un’esplorazione
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AL DI LÀ DEI TORNELLI
NIKE DANCE STUDIO dove: P.ta Venezia cosa: vibrante palco sotterraneo firmato Nike, terra di nessuno fino a qualche giro di tornello fa, terra di tutti fin dal primo play.
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Al di là dei tornelli Il numero cerchiato indica la corrispondenza del luogo sulla MAPPA 8
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AL DI LÀ DEI TORNELLI
La metropolitana di Milano all’ora di punta brulica di persone. L’annuncio delle fermate, le porte che si aprono e la danza a incastri tra le traiettorie delle persone: sembra costruirsi così un rituale che si ripete meccanicamente innumerevoli volte ogni giorno. → 10
AL DI LÀ DEI TORNELLI
→ Anche l’ambientazione contribuisce alla sensazione: i cunicoli sotterranei si ripetono uguali per tutta la città. 11
AL DI LÀ DEI TORNELLI
AL DI LÀ DEI TORNELLI
↓ Una volta sceso a Porta Venezia però qualcosa salta subito all’occhio: al posto dell’ennesima goffa pubblicità i muri sfoggiano una sgargiante bandiera arcobaleno. Sarà forse presagio di una novità? Il sospetto cresce quando, varcando i tornelli, la familiare voce che gracchia in filodiffusione viene interrotta da alcuni colpi ritmati. ↓
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AL DI LÀ DEI TORNELLI
AL DI LÀ DEI TORNELLI
→ Sono rapito dallo svolazzare dei fazzoletti che accompagnano i loro movimenti. Origliando scopro che si tratta degli oggetti di scena tipici della Marinera e per un attimo mi sembra di stare a Lima. No, non la fermata della M1.
Bastano pochi passi verso il mezzanino che collega la stazione della metropolitana con quella del passante per scoprire l’origine del trambusto: davanti a me una coppia di giovani ballerini volteggia a ritmo di una melodia dal sapore sudamericano →
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MARINERA Danza costiera del Perù, tra le più diffuse e popolari del paese. Le movenze evocano un corteggiamento; si balla in coppia, con fazzoletti come oggetti di scena accompagnati da bugle, cajon, clarinetti, chitarre, e tamburi. ll primo pezzo scritto appositamente per la Marinera si chiama “La Concheperla” (1894).
AL DI LÀ DEI TORNELLI
AL DI LÀ DEI TORNELLI
A quanto pare non sono l’unico ad aver interrotto il suo cammino: tra i passanti che marciano come treni in corsa, alcuni curiosi si sono lasciati sorprendere come me e si sono accomodati per osservare meglio lo spettacolo sotterraneo. ↓ → La solenne espressione sul loro volto conferma ogni mio stereotipo: questa sì che è passione latina! 16
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AL DI LÀ DEI TORNELLI
AL DI LÀ DEI TORNELLI
→ Ma l’allestimento è un’introduzione recente. I ballerini, invece, abitano questo spazio da almeno dieci anni. È un luogo perfetto: ampio, riparato e soprattutto gratuito. Me lo spiegano Angeles e Louis, i due ragazzi peruviani, che nonostante abitino fuori città vengono qui apposta per allenarsi. ↓
→ Ci troviamo di fonte a un’ampia pista da ballo con specchi, pedane e impianti audio distribuiti in una decina di postazioni. Intuisco sia opera di Nike leggendo i motti all’americana che decorano le pareti con colori sgargianti.
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AL DI LÀ DEI TORNELLI
Guardandomi attorno mi accorgo che l’idea ha un discreto successo. Ragazzi di ogni età, cultura e livello di esperienza occupano le restanti pedanefacendo risuonare per il mezzanino un bizzarro medley di generi . → 20
AL DI LÀ DEI TORNELLI
→ Crew di breakdance si trovano ad allenarsi...
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BREAKDANCE Danza di strada fiorita nei peggiori vicoli del Bronx, sfogo di teenager afro e latino-americani. Parte della cultura hip-hop dagli anni '80, vede i ballerini esibirsi da soli in mezzo a un cerchio a stretto contatto con il pavimento. .
AL DI LÀ DEI TORNELLI
AL DI LÀ DEI TORNELLI
→ ...e ballerini esperti offrono lezioni di salsa a principianti. 22
SALSA Ballo di coppia caraibico popolare dei paesi latinoamericani. 23
AL DI LÀ DEI TORNELLI
AL DI LÀ DEI TORNELLI
→ Mentre mi perdo in queste considerazioni, mi accorgo di aver fatto tardi, ma questo spettacolo ha un che di magnetico. Questi ragazzi riescono a spezzare la monotonia che si respira qui sotto con una buona dose di vitalità ed energia. Potrebbe essere un trauma per un pendolare. ↓ REGGAETON Data di nascita: Porto Rico, 1990. Le sue origini sono però da cercare ben prima nella Reggae Music in spagnolo di Panama. Dal 2000, conosce il successo: prima in Nordamerica, poi in Spagna e in tutta Europa. Da genere di nicchia alle “top hits” il pasito è breve.
→ Ci sono anche ragazzi che vengono qui per socializzare e sfogarsi. Sono incuriosito proprio da un gruppo di loro e ci scambio quattro chiacchiere. Nonostante i tratti asiatici sfoggiano accento milanese amore per il reggaeton. Che sia questa la globalizzazione? 24
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AL DI LÀ DEI TORNELLI
AL DI LÀ DEI TORNELLI
→ Riemergo quindi in superficie e, una volta fuori, mi volto a guardare l’imbocco della metro: non mi appare più come un oscuro pozzo ma piuttosto come uno scivolo diretto verso un mondo parallelo. ◼
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ECHI LONTANI Sessione di ascolto al Nike Dance Studio seconda tappa — una playlist
ECHI LONTANI
GENERE
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TRACCIA
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Ho cercato di portarmi via un po’ di quei suoni sotterranei raccogliendone alcuni in una playlist. Non credo che basti a diventare un ballerino, ma posso dire di averci provato.
Hypnotize — The Notorious B.I.G. / Hip-hop / U.S.A Baila Conmigo — Jennifer Lopez / Pop music / U.S.A Feel special — TWICE / K-pop / Corea del Sud Cholita — Tupay / Caporales / Bolivia Heavyweight Bout — Tha J-SQUAD / Krump / U.S.A La Concheperla — Juventud Nortena / Marinera / Perù B-Boy — Macklemore / Breakdance / U.S.A
ORIGINE
«Una forma di rigenerazione urbana spontanea: attraverso arte e danza intere comunità di artisti dalle molteplici culture e con differenti influenze stilistiche hanno apportato un’identità unica a questo spazio freddo e di transito, rendendolo più vivo che mai» ↑ ZERO Milano, ott 2019
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TITOLO CONTENUTO Quattro chiacchiere con Carlo Sabbatucci terza tappa —un’intervista
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IL DESIGN DEGLI ALVEARI
HANDS ON DESIGN dove: via G. Rossini, 3 cosa: azienda di design ma anche di ponti: tra i più famosi quello tra Oriente e Occidente, artigiani e designer, tech e tradizione.
Il design degli alveari 3
Il numero cerchiato indica la corrispondenza del luogo sulla MAPPA 30
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IL DESIGN DEGLI ALVEARI
IL DESIGN DEGLI ALVEARI
In un sontuoso palazzo settecentesco una piccola vetrina mi mostra oggetti estremamente ricercati dalle geometrie orientali. Ne parlo con Carlo Sabbatucci, strategic designer, ovvero factotum di Hands on Design.
Dove mi trovo? Questo è il punto vendita di Hands on Design, un’azienda di design la cui peculiarità è di avere la fabbrica sparsa tra Italia e Giappone, dove si trovano i nostri artigiani. Abbiamo poi diversi rivenditori: siamo in Rinascente, siamo in Giappone in vari showroom e partecipiamo a fiere di settore. Quindi oggetti di design, ma artigianali? L’azienda nasce dal problema principale che tanti artigiani, al giorno d’oggi, non hanno più le possibilità produttive adeguate e quindi rischiano di scomparire; con loro rischiano di perdersi tutte quelle tecniche di lavorazione dalla storia millenaria. → Il nostro brand parte dall’idea che il design possa dare nuova linfa a questi artigiani, coprogettando prodotti che, magari, loro stessi non riescono a immaginarsi. Riesci a farmi un esempio? Certo! questo artigiano giapponese utilizza il cipresso per ricavare delle botti, crea delle piccole listarelle in legno che poi unisce tra loro con una spina di bambù e poi, senza bisogno di colla o chiodi, batte degli anelli per bloccare i singoli pezzi, formando così oggetti utilizzabili e stagni a tutti gli effetti. Ovviamente vanno prima fatti riposare in acqua in modo tale che il legno si muova e possa chiudere i suoi pori. → In un mondo di secchi di metallo e plastica però l’artigiano scompare, nonostante produca secchi da quattro generazioni.
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«Il nostro brand parte dall’idea che il design possa dare una nuova linfa a questi artigiani» 33
IL DESIGN DEGLI ALVEARI
IL DESIGN DEGLI ALVEARI
conosciuti di persona, e fanno progettare da vari designer del panorama contemporaneo italiano (Lorenzo Damiani, Giulio Iacchetti...) alcuni oggetti, per creare uno scambio culturale. Lo scopo era mostrare cosa può fare il design in aiuto di queste realtà artigiane. Partendo da questi progetti, si organizzò una mostra alla Fabbrica del Vapore, che ebbe un discreto successo. Su quest’onda, nel 2015 decisero di creare un brand commerciale a tutti gli effetti allo scopo di vendere questi prodotti fornendo un sostegno effettivo agli artigiani.
In questo caso, i designer hanno pensato di utilizzare listarelle con dei fori, in modo tale da trasformare il secchio in un vaso decorativo, come fosse una colonna. L’artigiano non ci aveva mai pensato, è una minima modifica alla sua tecnica di lavorazione che però aggiunge valore alla sua opera. Per quanto riguarda gli artigiani italiani invece, collaboriamo con Le Murrine di Murano: utilizzano un processo produttivo molto particolare che non consente di produrre molto altro se non un piatto, perché la lastra di vetro deve rimanere molto sottile per poter mostrare la decorazione interna. La tecnologia è in sè un po’ limitante, così, per arricchire e diversificare il prodotto finale, un designer orientale ha introdotto un pattern giapponese.
E poi? Ogni anno, a partire dal 2015, in occasione del Fuorisalone, presentano una collezione di prodotti che insistono su questa
Come mai proprio il Giappone? L’idea nasce dall’incontro tra i designer Kaori Shiina e Riccardo
sinergia: prima cercano artigiani, in Italia e in Giappone, con una
Nardi. Kaori è giapponese e dopo aver lavorato per anni in studi
certa peculiarità (una particolare tecnica di lavorazione, storia,
e aziende legate al mondo del design arriva in Italia negli anni ‘80,
o modo di trattare i materiali...), dopodiché elaborano dei brief
dove incontra Riccardo e insieme avviano un’attività progettuale.
destinati ai designer interessati a partecipare, esplicativi del loro
Nel 2014, riunisco una serie di artigiani, principalmente amici
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metodo di lavoro e contenenti le caratteristiche dei prodotti
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IL DESIGN DEGLI ALVEARI da progettare. Al momento della restituzione dei risultati, facciamo noi la direzione artistica, eliminando quelli che non rientrano nella politica aziendale e quelli effettivamente non realizzabili. Poi partiamo con la prototipazione e presentiamo al Fuorisalone. Oggigiorno, sono molti i progetisti interessati alla produzione artigianale e le numerose iniziative volontarie provengono sia da designer affermati che emergenti. L’ultima parola ce l’ha sempre l’artigiano; la prima selezione la facciamo noi per una necessità logistica: se sappiamo che certi prodotti non possiamo venderli perchè non rientrano nel nostro mercato, non li presentiamo neanche all’artigiano ma dopo averglieli presentati, è sempre lui a scegliere quali progetti realizzare in base al suo gusto e alle sue necessità. È difficile trovare un punto di incontro tra le due culture? Italia e Giappone sono abbastanza simili per quanto sembrino distanti culturalmente. Abbiamo una grande tradizione nell’artigianato e i punti in comune sono tanti. Cambia magari il trattamento finale, ma in entrambi casi c’è attenzione al dettaglio, ricerca della bellezza e un forte legame con la natura. Infatti molto spesso le botteghe si trovano in contesti bucolici e naturali. Sono tante quindi le affinità.
IL DESIGN DEGLI ALVEARI
«Sia qui che là, guarda caso, gli artigiani stanno in posti belli, in cui si mangia da dio e si lavora bene. Questo vuol dire qualcosa: la bellezza chiama bellezza, in posti belli fai cose belle in posti tetri fai...le raffinerie»
→ Sia qui che là, guarda caso, gli artigiani stanno in posti belli, in cui si mangia da dio e si lavora bene. Questo vuol dire qualcosa: la bellezza chiama bellezza. In posti belli fai cose belle, in posti tetri fai, non so, il piombo, le raffinerie... Giappone e Italia per molti versi sono come Ying e Yang: la stessa cosa, rovesciata, forze diverse ma molto simili, e insieme si collabora bene. Abbiamo un approccio simile, antichissimo, → col vantaggio che lì gli artigiani sono semidei, rispettati e tenuti in considerazione, qui l’opposto. In entrambi i nostri paesi il design è nato in bottega, e in bottega si sta tornando: il design con un’anima, che concerne arredo, bellezza, ecologia, dev’essere artigianale, com’era in principio.
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IL DESIGN DEGLI ALVEARI
IL DESIGN DEGLI ALVEARI Invece le differenze quali sono? Loro sono bravi perché sono rigidi e disciplinati, in parte a causa di un’educazione morale micidiale. Noi siamo dei figli di pu****a assoluti, però geniali. La rigidità spesso diventa un ostacolo, sopratutto quando si parla di business. Sono talmente educati e posati persino nel darti una risposta che poi non si arriva a una conclusione. La nostra collaborazione Italia-Giappone infatti, non sarebbe possibile senza Kaori, che riesce a parlare la loro lingua, non solo a livello verbale ma anche a livello simbolico, di ritualità. Ci sono altre difficoltà in questo rapporto? → I giapponesi sono realmente interessati alla cultura europea, non ne imitano il design ma spesso lo elaborano. Noi non siamo invece in grado di fare il contrario, come se ci mancasse qualcosa per riuscire a comprendere i loro oggetti. In Giappone tutto è più piccolo, dalle abitazioni agli oggetti di uso quotidiano. Ruota un po’ tutto intorno al concetto di → alveare. Avendo a che fare con questi due mercati, noi come azienda dobbiamo fare in modo che i nostri oggetti si adattino ad entrambi i contesti, apportando delle leggere modifiche da entrambi i lati.
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IL DESIGN DEGLI ALVEARI
IL DESIGN DEGLI ALVEARI Spiegami meglio questa cosa dell’alveare... Le persone in Giappone sono molto solidali quando si tratta di ottenere risultati però il singolo non si prende la responsabilità di emergere: solo chi è creativo può farlo, → designer, architetti, musicisti e artisti si possono permettere un cambio di traiettoria, mentre gli altri sono impiegati, pinguini, almeno per la maggior parte. Gli artigiani lì sono un pò come gli attori di teatro, la cultura li nobilita e loro possono uscire dagli schemi, il design è un appiglio che può aiutare tanto. Con la nostra attività usiamo infatti il design, e tutta macchina comunicativa che ne consegue, per dare visibilità e prestigio agli artigiani, che in un attimo passano dal piccolo paesino nella campagna giapponese alla galleria in centro a Miami. Se prima l’artigiano era un ingranaggio nascosto della catena produttiva, ora si ritrova in prima linea. E questo è l’unico modo per convincere i giovani a imparare un mestiere manuale, si ritrovano su un palco e sono più incentivati a portare avanti il mestiere. Dev’essere però alto artigianato e il mondo del design offre la rampa di lancio giusta. E la sintesi tra questi mondi avviene nel quartiere di Porta Venezia? La zona sta avendo una crescita negli ultimi anni, è un bel quartiere, alla mano, si respira un’aria familiare e ci sono tante opportunità, a partire dal Fuorisalone. Noi ci troviamo un po’ di confine del quartiere di Porta Venezia, per questo non abbiamo molti scambi con il territorio ma il fatto di non trovarsi in una zona centrale o in un posto come Brera è utile per realtà come la nostra, un po’ più di nicchia. Chi viene qui è veramente interessato a venire e non è solo di passaggio. I nostri clienti hanno imparato a conoscerci e quindi sanno come trovarci. ■
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TITOLO CONTENUTO Spesa da Kalinka, specialità russe quarta tappa — una wishlist
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LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
KALINKA dove: via R. Boscovich, 40 cosa: negozio di specialità russe dove aringhe e vodke non sono le uniche cose gelide: c’è anche Putin che ti guarda da un quadretto.
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La Mosca di via Boscovich Il numero cerchiato indica la corrispondenza del luogo sulla MAPPA 42
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LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
Alla ricerca di ispirazioni culinarie m’imbatto in Kalinka, il negozio più russo di Milano, un perfetto alleato per il mio desiderio di novità. Ecco la wishlist che ho compilato dopo la visita.
WIMBA FISH SOTTOVUOTO [trad.СУШЕНАЯ ВИМБА-РЫБЕЦ]
THE BIG GAME (PUTIN VS TRUMP) [trad.БОЛЬШАЯ ИГРА (ПУТИН ПРОТИВ ТРАМПА)]
Scintillante pesce intero sottovuoto. Dopo averlo tradotto, scopro che si tratta del Wimba Fish, un pesce che si può pescare solamente nel mare di Azov (?).
Misterioso gioco da tavola. Quali saranno le regole? Indossare un parrucchino arancione o fare le foto con i cuccioli per la stampa? Invadere il Kamchatka o conquistare la first lady Melania?
patriottismo → usabilità → gusto →
patriottismo → usabilità →
ottimo con: Wimba chips
ottimo con: pranzo di Natale
gusto
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LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
VERDURE SOTT’OLIO [trad.ОВОЩИ В МАСЛЕ]
CAVIALE [trad.ИКРА]
Ricco assortimento di barattoli di verdure sott’olio: dall’acetosa al mix estate. Oltre a rendere più colorato il negozio, permettono scorpacciate di verdure fuori stagione, ottime giardiniere e, ovviamente, insalate russe.
Immancabile signore delle uova (alla portata dei portafogli più gonfi).Stupito dell’accessibilità del prezzo, chiedo spiegazioni. Si tratta delle più economiche uova di salmone o lompo, ottime con panna acida e blinis (?).
patriottismo → usabilità →
patriottismo → usabilità →
gusto
gusto
→
ottimo con: energumeno apri-barattoli
→
ottimo con: Rolex 24k (falso)
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LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
MINESTRA DI RAFANO E BARBABIETOLE [trad.ХРЕН СО СВЕКЛОЙ]
VODKA [trad.ВОДКА]
Un piatto pronto 100% autentico. Il Boršč è un passaggio fondamentale per avvicinarsi alla cucina e alla cultura russa: ideale nelle fredde, nostalgiche sere d’inverno, quando il Duomo sembra per un attimo il Cremlino.
Trasparenti bottiglie di ogni paese ex-sovietivco: Armenia, Georgia, Ucraina, per dirne alcune. Ognuno da abbinare con una prelibatezza che il proprietario è pronto a consigliare.
patriottismo → usabilità →
patriottismo → usabilità →
gusto
gusto
→
ottimo con: “Delitto e Castigo”
→
ottimo con: cose da dimenticare
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LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
ABBIGLIAMENTO [trad.ОДЕЖДА]
TORTA A STRATI NAPOLEONE [trad.ТОРТA НАПОЛЕОН]
Se l’outfit dice molto di noi, non c’è modo migliore delle magliette di Kalinka per esprimere il proprio patriottismo (o nostalgia di casa); se la moda è passeggera, gli ideali sono per sempre.
Sontuoso e goloso dolce nazionale preparato nel rispetto delle più casalinghe ricette.Ne esistono numerose varianti, compresa quella con pochi strati per imperatori sotto il metro e sessanta.
patriottismo → usabilità →
patriottismo → usabilità →
gusto
gusto
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ottimo con: un fisico bestiale
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ottimo con: Il freddo gelido del 1812
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LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
LA MOSCA DI VIA BOSCOVICH
GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA [trad.КЛАССИКА ЛИТЕРАТУРЫ]
LATTE CONDENSATO [trad.СГУШЕНКА]
Enorme varietà di classici della letteratura russa ed europea da Puškin a Tolstoj, passando per Dostoevskij e Gogol’. Si possono trovare anche numerosissime guide dei territori della Russia, e anche tanti libri di ricette.
Ambigui barattoli edi(bi)li ordinatamente esposti in vetrina per attirare clienti vari: imbianchini, muratori o pittori... Incuriosito, scopro di cosa si tratta: latte condensato (utile anche per imbiancare le pareti del salotto).
patriottismo → usabilità →
russiabilità usabilità
→ →
gusto
gusto
→
→
ottimo con: Google translate
ottimo con: gatto condensato
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C’È CULTURA E CULTURA Scatti rubati nel NIL 21 quinta tappa — un confronto per immagini
C’È CULTURA E CULTURA Visioni di quartiere: coversazioni per immagini sul tema.
↑ via P. Castaldi
↑ via A. Tadino
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C’È CULTURA E CULTURA
C’È CULTURA E CULTURA
↑ P.za Oberdan
↑ via Vitruvio
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C’È CULTURA E CULTURA
C’È CULTURA E CULTURA
↑ via L. Palazzi
↑ via Melzo
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PUNTIFERMI Dati, curiosità, aperture sesta tappa — una sintesi
PUNTIFERMI Bilancio di fine esplorazione. E anche qualcosa in più.
QUALCHE DATO Castaldi
Il potenziale creativo del NIL 21 si deve anche alla sua connotazione etnica*. Il quartiere del Lazzaretto, in particolare, ospita più del 16% degli stranieri della zona 3 (2.500 su 15.000 circa). Non solo un’area d’insediamento: un vero e proprio riferimento per alcune comunità (una per tutte, quella eritrea).
7.456 stranieri 61.202 Italiani
IL LAZZARETTO quartiere NIL 21
Giardini Pubblici I. Montanelli
Filippini
→
RANK
Egiziani
1° 2°
Peruviani
3°
Scarlatti
Tadino
Lecco
Casati
→
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ristoranti e bar
28
artigianato e import-export
15
agenzie turistiche
4
negozi audio-video
1
alimentari e take-away
13
parrucchieri e cosmetica
9
phone centres
21
centri di traduzione
1
↑ Attività commerciali gestite da stranieri nel quartiere Lazzaretto (fonte: ACME - Unimi).
↑ I dati fanno riferimento agli abitanti del NIL 21 (fonte: ACME - Unimi e Comune di Milano).
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Vitruvio
↑ Vie del Lazzaretto e rispettive presenze di attività commerciali e di servizi per immigrati (fonte: ACME - Unimi).
TOTALE
→
ETNIE PRINCIPALI
Palazzi
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PUNTIFERMI
PUNTIFERMI LA MISS E IL SUSHI → [B] Nel suo singolo di debutto, Miss Keta, icona d'irriverenza e quintessenza di Porta Venezia, canta di "Kito e Poporoya" (primo sushi bar di Milano!) , due dei puntifermi della cucina nipponica nel NIL 21. Forse la Miss deve il suo successo a un biscotto della fortuna?
BASTA CHE SE NE PARLI Voci più o meno autorevoli che hanno avuto qualcosa da dire sui luoghi di questa esplorazione.
«Una fabbrica lunga e bassa costeggia le mura della città»
MAL D’AFRICA → [C] I due registi Alan Maglio e Medhin Paolos raccontano la diaspora etiope ed eritra attraverso gli album di famiglia di chi l’ha vissuta. Asmarina è un documentario che celebra la nostalgia di casa, ricucendo le storie della comunità che vive e lavora intorno a Porta Venezia.
OPERA—AUTORE
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↑ Injera cucina eritrea ed etiope — via P. Castaldi, 19
TIPOLOGIA
↓
↑ Chiesa di S. Nicola — via S. Gregorio, 17
↑ PoporoyaSushi Bar — via B. Eustachi, 17
↓
MANZONI PESTIFERO → [A] L'unico edificio rimasto della "fabbrica lunga e bassa" descritta da Manzoni ne I promessi sposi (la pestilenziale area del Lazzaretto milanese) è un'emblema della presenza russa sul territorio di Porta Venezia: la Chiesa Ortodossa di San Nicola o meglio Biserica Ortodoxă Sfântul Nicolae.
ANNO
A
I promessi sposi — A. Manzoni / romanzo / 1840
B
MILANO SUSHI E COCA — MISS KETA / canzone / 2013
C
Asmarina — A. Maglio, M. Paolos / documentario / 2015
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PUNTIFERMI
PUNTIFERMI
→ [A] Un collettivo di artisti che porta i vezzi e le stranezze dell'arte contemporanea nelle strade di Caiazzo e soprattutto nei suoi locali etnici. Ne conseguono mostre nelle vetrine di parrucchieri pachistani e nuove immagini cordinate per bar cinesi.
*Contiene anticipazioni di nuove esplorazioni SAYONARA, ALLA PROSSIMA! Tre luoghi di intersezione e di opportunità in cui mi sono imbattuto e in cui tornare* per un’analisi da un altro punto di vista.
A ← [B] La fondazione il Lazzaretto si pone l'ambizioso obiettivo di "esplorare le contaminazioni". Lo fa mescolando i contributi di artisti, spesso di diversa provenienza, e del pubblico tramite performance, laboratori conferenze.
B
LUOGO
↓
NOME
↓
C
INTERSEZIONE
A
General Life — via F. Gaffurio, 8 / Collettivo / Culture + Sperimentazione
B
Il Lazzaretto — via Lazzaretto, 15 / Fondazione / Culture + Sperimentazione
C
Stamberga — via Melzo, 3 / Galleria-showroom / Culture + Ricerca
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→ [C] Stamberga è una concept gallery che raccoglie i cimeli dei viaggi di Marco Beretta, il suo ideatore. In esposizione prodotti ricercatissimi dalle forti influenze orientali.
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Porta Venezia è un quartiere eclettico e multiforme che custodisce un sorprendente potenziale creativo. Ti porto a Venezia esplora cinque dimensioni che convivono e si intrecciano nel territorio.
PIANO DI ESPLORAZIONE 01 — CULTURE 02 — Ricerca 03 — Tradizione 04 — Queer 05 — Sperimentazione