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Rivista per i clienti ottobre 2026

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domo tecnica .ch

Ottobre 2026

Nuovo impianto ad Andelfingen (ZH): riscaldamento e raffreddamento con la moderna cascata a tre unità Oertli Aero Pagina 20

Intervista a Fabio Marzà: «Il lancio di un prodotto è sempre un lavoro di squadra» Pagina 4

Intervista a René Gürber: «Prima le sale server erano veri e propri frigoriferi» Pagina 16

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Chi siamo Marché Nuovi prodotti Focus Referenze News dai fornitori News dal settore Sostenibilità Buono a sapersi Clientela Meier Tobler

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«Per ridurre al minimo il rumore da calpestio è la soluzione migliore»

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«Serviamo 100 clienti al giorno»

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«Prima le sale server erano veri e propri frigoriferi»

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«L’esoscheletro mi aiuta a ridurre i carichi» Sommario  2

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Gentile partner commerciale,

mo il o ore»

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Da B ad A

per la prima volta da due anni, in Svizzera il mercato del riscaldamento mostra segni di ripresa. Al contempo, è ricominciato il passaggio dai sistemi di riscaldamento fos­ sili alle pompe di calore. Entrambi i fattori si fanno sentire e fanno ben sperare per i prossimi mesi dell’anno, i più importanti per il nostro settore. Il nuovo assortimento di pompe di calore Oertli con fluidi refrigeranti naturali è stato accolto con favore dal mercato. A tal pro­ posito, legga a pagina 20 l’articolo su un nuovo impianto nel Weinland zurighese. L’abolizione del valore locativo non ha an­ cora dato origine a un rialzo sul mercato. Ciononostante, per i prossimi anni, fino all’abolizione prevista per gennaio 2029, gli esperti danno per scontati dei segnali di maggiore attività nel contesto delle ristrut­ turazioni (intervista a pagina 34). Ci avviciniamo alla fine dell’anno a grandi passi. È tempo di guardarsi indietro, ad esempio alla nostra fiera expo plus in prima­ vera (da pagina 6). Ma è anche tempo di guardare avanti. Siamo nel bel mezzo dell’attuale periodo di riscaldamento. Au­ guro a tutti noi un’alta stagione ricca di successi – sfruttiamo il clima di mercato favorevole! Roger Basler, CEO

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«Mi aspetto uno tsunami di richieste»

Editoriale  3 02-03_inhaltsverzeichnis-editorial_IT [P]{CH_IT}_862775.indd 3

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Un altro team di successo: Fabio Marzà e le sue pompe di calore. (Foto: rl)

«Il lancio di un pro­ dotto è sempre un lavoro di squadra» Quest’anno Meier Tobler ha lanciato la nuova famiglia di pompe di calore Aero e Terra. È il frutto del lavoro di un gran numero di collaboratrici e collabora­ tori. Fabio Marzà, responsabile della squadra Market Manager del reparto Mar­ keting di Meier Tobler, ha diretto la campagna di lancio sul mercato. L’abbiamo intervistato in occasione di una consegna in loco ad Andelfingen (ZH).

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domotecnica.ch: Signor Marzà, domotecnica.ch scrive in merito al nuovo impianto con cascata a tre unità della nuova Oertli Aero 10-50a qui ad Andelfingen (a pagina 20). Il suo contributo è stato determinante per il lancio di quest’anno della nuova famiglia di pompe di calore di Meier Tobler. A cosa pensa guardando a quanto realizzato? Marzà: Sono molto felice di essere presente in loco al momen­ to della consegna. In quest’occasione tengo anche a incontra­ re di persona l’installatore Stephan Fendt di Schmid Hutter AG, il cliente Romeo Spahn di Meister Abrasives AG e i miei colle­ ghi coinvolti nel progetto, Markus Schmid e Cyrill Waibel. Allo stesso tempo, dopo un lungo periodo di preparazione e imple­ mentazione, sono orgoglioso di vedere all’opera il nostro nuo­ vo prodotto. Cosa serve per pianificare ed eseguire un lancio sul ­mercato come questo? Il lancio di un prodotto, come ora la famiglia di pompe di calore Oertli Aero e Terra, è sempre un lavoro di squadra. Richiede uno stretto coordinamento tra tutte le parti coinvolte, sia interne che esterne. Per prima cosa creiamo un piano di marketing e vendita, sulla base del quale delineiamo la campagna di lancio sul mercato, costituita da misure di comunicazione, corsi di for­ mazione, eventi e molto altro ancora. Chi sono le persone coinvolte in un lancio come questo? Oltre al fabbricante in qualità di partner esterno, collaborano con noi un’ampia schiera di colleghe e colleghi dei reparti Pro­ duct Management, Vendite, Manutenzione e assistenza tecnica, Acquisti e Formazione. Tutte le persone coinvolte svolgono compiti chiaramente definiti e contribuiscono al successo del progetto con le rispettive conoscenze specialistiche. Il gruppo di progetto si è riunito due volte al mese per confrontarsi. Qual è esattamente il suo ambito di lavoro in Meier Tobler? Sono responsabile del marketing e della comunicazione nel campo della produzione di calore. Al cuore del mio lavoro c’è la stretta collaborazione con le mie colleghe e i miei colleghi all’in­ terno dell’azienda. Ma per me è decisivo soprattutto il contatto diretto con la clientela. Come imposta la relazione con la clientela e cosa è ­particolarmente importante per lei? Il confronto costante con la clientela è il fulcro del mio lavoro. Voglio conoscerne le esigenze e soddisfarle nel migliore dei modi. La fiducia, l’affidabilità e il rapporto da partner sono la priorità assoluta. Concretamente, nella vita quotidiana, questo significa sostenere la clientela con know-how e servizi, offrendo soluzioni che ne facilitano il lavoro. Cosa significa esattamente? Quali sono i vantaggi ­concreti per la clientela? Quando le e i clienti utilizzano i nostri prodotti, beneficiano di diversi vantaggi: l’ampio assortimento di alta qualità in sé, ma anche e soprattutto la nostra consulenza specialistica com­ petente, il supporto per la progettazione, gli ausili per la pia­ nificazione e la documentazione di vendita. Li sostengo anche individualmente nella gestione del mercato e nella commer­ cializzazione, ad esempio nell’ambito di campagne pubblicita­ rie e di promozione delle vendite, della documentazione o dei dossier di referenze. Come qui ad Andelfingen? Sì, esatto. In questo caso, per l’azienda Schmid Hutter AG, il re­ portage su questo progetto di riferimento rappresenta un pre­ zioso supporto alle vendite. Oltre a comparire nell’articolo sulla nostra rivista per la clientela, possono anche riutilizzare i testi e le immagini, ad esempio su Internet o sui social media. In que­

Fabio Marzà durante l’intervista al momento della consegna in loco.

sto modo aiutiamo le nostre clienti e i nostri clienti a presentare con successo sia se stessi che i propri prodotti. Ha citato anche il contatto con i fornitori. Come struttura tale rapporto e che influenza ha Meier Tobler sui prodotti? Per noi una collaborazione intensa e regolare con fabbricanti e fornitori è importantissima, soprattutto per quanto riguarda il feedback sulle esigenze e le richieste del mercato. I prodotti, infatti, possono essere commercializzati in modo ottimale solo con uno sforzo congiunto. Insieme, adottiamo diverse misure di marketing per promuovere le vendite tramite i POS e diversi canali di comunicazione. Anche l’ottimizzazione e l’ulteriore sviluppo dei prodotti sono sempre al centro. In che direzione ci si sta muovendo per quanto riguarda l’innovazione e il miglioramento delle pompe di calore? A livello di prodotti in sé, si stanno sicuramente registrando mi­ glioramenti continui in termini di digitalizzazione, efficienza ed emissioni acustiche. Le soluzioni digitali hanno un ruolo impor­ tante anche nei servizi: ad esempio la configurazione virtuale consente di pianificare l’impianto in modo rapido e chiaro. Le pompe di calore possono essere visualizzate nella posizione prevista, all’occorrenza con le distanze di manutenzione e sicu­ rezza. La digitalizzazione rende ancor più efficiente e semplice anche la gestione dei progetti. Opera in questo settore specialistico da quasi 20 anni. Quali sviluppi o momenti ricorda in modo particolare? Sono sempre stato interessato agli sviluppi nell’ambito della produzione di calore. Mi affascina in particolare la tecnologia delle pompe di calore, soprattutto perché è anche un elemento centrale della svolta energetica. Poi mi piace molto lavorare in questo ambito con le colleghe e i colleghi di Meier Tobler. Quando fa un’escursione, si concentra sulle pompe di ­calore nei giardini delle case unifamiliari oppure riesce a staccare la spina? Ho l’occhio allenato e naturalmente noto spesso i prodotti da­ vanti alle case. Lo trovo interessante e mi sprona a diffondere ancora di più i nostri modelli. Nell’appartamento in affitto in cui abito abbiamo un riscaldamento a pavimento di Meier Tobler, che nella stagione fredda mi tiene al caldo anche nel tempo libero. (el)

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«Abbiamo riscontrato molto entusiasmo»

Nelle prossime quattro pagine trovate alcuni scatti di tutti gli eventi a Lugano, Lucerna, Losanna, Berna, San Gallo e Zurigo. Scansionate il codice QR in alto a destra per accedere a un video. In alto a destra potete vedere la moderatrice Tamara Sedmak (a sinistra), Roger Basler e Luzia Tschirky, mentre la foto in basso ritrae Patrik Forster e Gabriella Borrello. (Foto: pu)

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Lugano, Lucerna, Losanna, Berna, San Gallo, Zurigo. L’expo plus 2026 ha fatto tappa in tutte le regioni ­linguistiche della Svizzera, favorendo numerosi incontri nel settore. domotecnica.ch ha partecipato alla finale d’inizio maggio all’Hallenstadion di Zurigo e ha intervistato responsabili di Meier Tobler, fornitori e clienti.

L’expo plus 2026 si è ormai conclusa: quattro appuntamenti a Losanna, Berna, San Gallo e Zurigo, oltre a Ticino plus e Innerschweiz plus. Gabriella Borrello, responsabile di progetto Fiere ed eventi presso Meier Tobler, è stata molto contenta di ogni singolo evento e afferma: «Ogni location è unica, con le sue peculiarità e, naturalmente, le sue visitatrici e i suoi visitatori». Per questo le risulta difficile scegliere la sua preferita: «Ovviamente, per me e per tutti noi, essere ospiti qui all’Hallenstadion per la prima volta e ora a conclusione dell’expo plus 2026 ha rappresentato un momento speciale». Anche Patrik Forster, responsabile Marketing e Vendite, è entusiasta dell’Hallenstadion: «Trovarci per la prima volta in questa struttura, unica nel suo genere in Svizzera, è per noi naturalmente motivo di grande soddisfazione». Ormai l’expo plus è diventata una consuetudine affermata, molto apprezzata da Forster: «Abbiamo finalmente trovato la vetrina che cercavamo da sempre». Il punto di forza è proprio la presenza nelle varie regioni: «Notiamo che la clientela lo apprezza molto. Ed è per questo che l’expo plus è così importante per noi». Anche per Roger Basler, CEO di Meier Tobler, l’expo plus 2026 è stata un vero successo. «Nelle varie tappe dell’expo plus riusciamo a riunire, in una sola serata, tantissime persone del settore. In tutti i nostri eventi abbiamo riscontrato grande entusiasmo da parte di aziende partner e clienti, percependo sempre un’atmosfera molto positiva». Quest’anno è rimasto particolarmente colpito dall’intervento di Luzia Tschirky. «Lo abbiamo inserito negli eventi anche se in realtà non aveva nulla a che fare con l’impiantistica, ed è comunque riuscito a coinvolgere il pubblico». E alla domanda sul futuro dell’expo plus, Roger Basler risponde: «Ci rivediamo tra due anni!». (el)

«Ottimi spunti, bella atmosfera!»

Marc Brunner, Limmat Gebäudetechnik AG, Dietikon

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L’Hallenstadion è il posto perfetto per ospitare l’expo plus. Da un lato permette di ritrovare molti fornitori del portafoglio di Meier Tobler, dall’altro di rivedere tanti volti noti. C’è tutto: persone interessanti, buon cibo, ottimi spunti, bella atmosfera.

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«Conversazioni stimolanti, contatti preziosi»

Fabian Seeberger, Country Director/Head of Sales for D-A-CH, Grundfos Pumpen AG

«Quello di oggi è stato un evento riuscitissimo.

La qualità è davvero sempre molto, molto alta. Conversazioni stimolanti, contatti preziosi, importanti per il networking. Con Meier Tobler portiamo avanti una collaborazione di successo ormai da tanti anni e la cosa mi fa davvero molto piacere. E naturalmente l’Hallenstadion è spettacolare.

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«Un appuntamento essenziale per tenermi informato»

Mirko Gandolfo, EHV-Technik AG, Effretikon

«Partecipo regolarmente all’expo plus. Lo consi-

dero un appuntamento essenziale per tenermi ­informato, incontrare i fornitori, scoprire le novità e confrontarmi con colleghe e colleghi del settore. Quest’anno è speciale anche per noi, dato che ­festeggiamo il nostro 30° anniversario.

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«Cornice ideale, valida vetrina»

Roland Steiner, responsabile Vendite impiantistica per la Regione Svizzera orientale, direttore

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Dopo San Gallo, questo all’Hallenstadion è il secondo evento a cui partecipo. È davvero un’ottima occasione: una cornice ideale e una valida vetrina per presentare i nostri nuovi prodotti e consolidare i rapporti con la clientela.

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Il team del Marché Crissier (da sinistra): Sacha Kis, Tao Alonti, Tonio Vietri ( jolly), Romeo Massimiliano e Roberto Rodriguez. (Foto: ss)

«Serviamo 100 clienti al giorno» Marché  10 10-12_marche_crissier_IT [P]{CH_IT}_819688.indd 10

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Il Marché Crissier è molto amato da tecniche e tecnici della costruzione della Svizzera romanda. Qui non ­trovano solo l’ampio assortimento di Meier Tobler, ma anche una consulenza di prim’ordine.

In Chemin de la Gottrause, a Crissier, sorge una grande palestra con eleganti tetti a guscio in calcestruzzo. Qui si tengono le lezioni di educazione fisica del liceo Bussigny, ma anche partite di squash e di calcio indoor. Proprio di fronte, un lungo edificio ospita il Marché Crissier. Anche qui il gioco di squadra è fondamentale. I quattro membri del team di Meier Tobler danno infatti il massimo per servire le numerose e i numerosi clienti in modo rapido e cordiale. Che si tratti di una breve sosta lungo il tragitto verso il cantiere per acquistare minuteria o del ritiro di un ordine voluminoso alla rampa, il Marché rappresenta la tap-

«Qui lavorano professionisti veri» Romain Hengartner, installatore di riscaldamenti AFC, Von Auw SA, ­Préverenges (VD)

«Con la nostra azienda ci occupiamo di risanamenti

e riparazioni degli impianti di riscaldamento. Stamattina abbiamo sostituito un grande vaso di espansione. Al momento mi serve del materiale per il risanamento di un sistema di riscaldamento a pavimento a Blonay. Il nuovo distributore è già installato. Oltre a questi tubi metalplast mi servono anche alcuni raccordi a pressione, riduzioni e valvole, oltre alla CO2 per il congelamento di alcune condutture di riscaldamento. Vengo volentieri al Marché: qui lavorano professionisti veri che sanno fare il loro mestiere. Il team è molto cordiale ed è in grado di offrire una buona soluzione anche in caso di situazioni complesse. Un servizio con una simile qualità purtroppo al giorno d’oggi si trova sempre meno spesso.

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«Entro il giorno dopo abbiamo già la ­nostra merce» Stefan Soldat, direttore, STS Sanitaire Sàrl, Echallens (VD)

«

La nostra azienda ha un personale composto da tre membri e l’officina dista solo 15 minuti. Qui nel Marché abbiamo la certezza di trovare almeno il 90 per cento del materiale necessario per gli impianti di acqua sanitaria e fognari. Vengo almeno una volta al giorno a prendere quello che mi serve. Siamo specializzati in trasformazioni e risanamenti ed effettuiamo interventi soprattutto in case unifamiliari. Spesso modifichiamo i vecchi sistemi di distribuzione. Anche oggi ho avuto bisogno di diversi raccordi a vite in ottone da saldare, oltre a riduzioni per il sistema di compressione VSH. Del Marché mi piacciono la velocità e la precisione. Entro il giorno dopo abbiamo già la nostra merce, senza errori negli ordini. Inoltre, il team è sempre molto gentile.

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pa iniziale ­prima e dopo ogni progetto, un centro di competenza per tutte le questioni relative a impianti sanitari e di riscaldamento e, allo stesso tempo, un gradito punto d’incontro per chiacchierare con colleghe e colleghi e godersi un caffè.

Sempre all’opera «Da noi non esistono periodi di tranquillità. Ogni giorno serviamo in media un centinaio di clienti. Anche dopo la grande affluenza mattutina oppure a ora di pranzo c’è sempre qualcosa da fare. E la cosa mi piace molto», afferma Roberto Rodriguez. Il responsabile del Marché ha iniziato la sua carriera come installatore di impianti di riscaldamento presso Sulzer a Losanna. Subito dopo l’apprendistato è passato al Marché Crissier, dove ha lavorato per sei anni nel settore della logistica. «Poi ho lavorato per un anno all’aeroporto di Ginevra, quindi mi sono trasferito in Spagna, dove sono stato assunto da un’azienda di formazione». Ciononostante, dopo alcuni anni si è ritrasferito in Svizzera, tornando al Marché, che nel frattempo era diventato un centro regionale. Dal 2014 Roberto Rodriguez è responsabile del Marché Crissier: «Per me è il mix perfetto. Ho una visione d’insieme delle vendite

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consulenza da parte nostra. Cosa che naturalmente offriamo volentieri», afferma il consulente di vendita Romeo Massimiliano. Il motto è: «La clientela viene da noi con un problema ed esce dal Marché con una soluzione». Data la precedente funzione di Centro regionale, il Marché è molto spazioso. Per questo motivo è in grado di tenere a disposizione grandi giacenze di materiali. Tra i prodotti più richiesti si annoverano materiali per scarichi e minuteria per installatrici e installatori di sanitari nonché radiatori, valvole e collegamenti a pressione per chi si occupa di riscaldamento.

Lo sguardo avanti, insieme Situato vicino all’autostrada, il Marché Crissier è perfetto per molti clienti. La forza del settore edile a livello regionale qui è evidente. «La nostra clientela ha molti progetti. La maggior parte

«Mi piace la cordialità del personale» Julien Nikles, installatore di riscaldamenti AFC, Chauffatec SA, Bussigny

«

La nostra azienda copre tutte le soluzioni nel settore della tecnologia di riscaldamento. Dal risanamento all’energia solare termica fino alle reti di riscaldamento, ci occupiamo di ogni ambito. Noi installatori di riscaldamenti spesso facciamo il punto della situazione prima del risanamento e solo in seguito eseguiamo tutti i lavori necessari. Attualmente sto gestendo diversi risanamenti: questa pompa, ad esempio, è per una ­casa unifamiliare. Mi piace la cordialità del personale, che ci offre sempre una buona consulenza. Altri posti raramente danno l’impressione di interessarsi a te, mentre qui trovare una soluzione è la loro priorità. È così che torniamo in cantiere ogni volta con il materiale giusto, una sensazione molto soddisfacente.

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«Veniamo qui più volte a settimana» Paulo Almeida, installatore di impianti sanitari e riscaldamenti, ­Thermo-Chauffage Sàrl, Sullens (VD)

e posso tenere sotto controllo la logistica». Inoltre, ha formato circa 40 collaboratrici e collaboratori nella Svizzera romanda sull’uso della nuova soluzione software SAP di Meier Tobler. Un lavoro impegnativo e appassionante, «perché mi ha permesso non solo di imparare un po’ di tedesco, ma anche di conoscere i diversi metodi di lavoro delle regioni. In questo modo si può imparare qualcosa di nuovo da ogni collega».

Offerta completa La clientela può trovare l’assortimento straordinariamente ampio di Meier Tobler anche a Crissier. Il magazzino fisico è apprezzato da clienti come Stefan Soldat di STS Sanitaire Sàrl: «Compro qui quasi tutti i materiali che mi servono. Nel Marché riesco a capire subito se e come i componenti sono compatibili tra loro e le modalità di montaggio. Questo mi facilita il lavoro». Anche Julien Nikles di Chauffatec SA apprezza il sistema del Marché: «Dai piccoli materiali ai grandi vasi di espansione, qui troviamo tutto facilmente. Quello che ci manca in officina lo prendiamo direttamente qui: è molto comodo». Ben tre quarti della clientela del Marché Crissier lavorano come lavoratrici autonome o lavoratori autonomi oppure in una PMI. La maggior parte di loro sa già esattamente di cosa ha bisogno. «Chi è alle prime armi invece vorrebbe un po’ più di

«Al momento stiamo lavorando al risanamento com-

pleto del sistema di riscaldamento in un vecchio edificio. Oggi devo prendere delle fascette di serraggio e dei collegamenti a pressione in modo da poter posare e connettere il nuovo bollitore nella centrale. Il Marché è un luogo molto pratico per me. Veniamo qui più ­volte a settimana per prendere il materiale necessario. Acciaio inossidabile, materiali per scarichi, valvole o pompe: qui c’è praticamente tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Il personale ci dà buoni consigli, è molto rapido ed efficiente. È una cosa che apprezzo, perché non voglio perdere tanto tempo nell’approvvigionamento dei materiali. Così arrivo in cantiere prima e posso portare a termine il mio lavoro.

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lavora dal lunedì al sabato. Siamo felici di poterla supportare con la nostra consulenza e il materiale giusto», afferma Roberto Rodriguez. Il team del Marché lavora giorno dopo giorno insieme alla clientela e, invece di festeggiare gol o punti come nella palestra di fronte, celebra i progetti portati a termine. (ms)

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«Grazie a marché@work è tutto al posto giusto»

Assortimento su misura per qualsiasi esigenza (da sin.): Bledi Ismailaj, Anujan Bagawathsingam e Angelika Musaro. (Foto: ss)

Con marché@work, ARIS Gebäudetechnik AG può gestire i propri progetti in modo rapido e comodo. Grazie all’assortimento su misura e all’efficiente logistica di Meier Tobler, i prodotti che servono sono sempre disponibili a magazzino. Un tempo la «Fabrik am Weiher» di Zwillikon (ZH) era una filanda. Oggi è il punto d’incontro dei fili di molti progetti interessanti. ARIS Gebäudetechnik AG opera nei settori del riscaldamento, degli impianti sanitari, della ventilazione, della refrigerazione e della climatizzazione. Fondata nel 2019, oggi dà lavoro a ben 15 persone. Il bacino d’utenza si estende dal Knonauer Amt, situato tra Zurigo e Zugo, fino alla città di Zurigo e ad alcuni comuni sulla costa d’oro zurighese. «I nostri progetti nei settori delle nuove costruzioni e delle ristrutturazioni coprono l’intera gamma dell’edilizia residenziale e commerciale. Dalla casa plurifamiliare al centro commerciale», racconta il co-direttore Bledi Ismailaj. Negli ultimi anni il know-how è stato costantemente ampliato.

Assortimento su misura Il deposito al pianterreno viene rifornito da ormai un anno da marché@work di Meier Tobler. «L’assortimento è perfettamente in linea con le esigenze dell’azienda», spiega Angelika Musaro, responsabile di progetto marché@work presso Meier Tobler.

Negli scaffali ci sono tutti i pezzi necessari, dall’anello di guarnizione al diffusore d’aria, fino all’imponente gomito in bronzo. Ogni cassetta portaminuteria è etichettata. Qui non c’è il cassetto «Pezzi vari», in cui bisogna rovistare parecchio per trovare ciò che si cerca. Gli installatori di ARIS Gebäudetechnik AG possono invece raccogliere in un batter d’occhio il materiale giusto per le loro attività quotidiane.

Una miglior visione d’insieme «Grazie a marché@work, il deposito è molto più organizzato. Ora è tutto al posto giusto e vediamo subito quando dobbiamo riordinare qualcosa», afferma l’installatore Anujan Bagawathsingam, che si occupa delle scorte di magazzino insieme a Bledi Ismailaj. Grazie all’ampissimo assortimento di Meier Tobler e all’elevata disponibilità si hanno sempre a portata di mano tutti i prodotti necessari: «L’intera gestione del materiale è diventata molto più semplice. Il nostro lavoro quotidiano risulta più facile». (ms) meiertobler.ch/marché@work

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Nuovi prodotti

Soluzioni flessibili con R290 per nuove costruzioni e risanamenti Nell’assortimento di Meier Tobler sono ora dispo­ nibili i nuovi raffreddatori di liquidi e le nuove pompe di calore compatti, ad acqua e reversibili MidiFLOW-PI di Rhoss con fluido refrigerante R290 e acqua calda fino a 80 gradi. Questa serie è adatta ad applicazioni ad acqua in nuove co­ struzioni e risanamenti. Con MidiFLOW-PI, il fabbricante italiano Rhoss ha ampliato la propria gamma di soluzioni ad acqua. Si tratta di una nuova ­serie di macchine frigorifere e pompe di calore dotata di com­ pressori inverter scroll e ottimizzata per il fluido refrigerante naturale R290. Una serie concepita per applicazioni ad acqua in nuove installazioni e progetti di risanamento. MidiFLOW-PI è disponibile nella versione «T – High Efficiency» e copre il campo di potenza da 15 a 45 kilowatt. Ciascuna serie comprende sette modelli di apparecchi di solo raffreddamento con una potenza frigorifera da 15 a 45 kilowatt, apparecchi a commutazione idraulica con un rendimento termico da 15 a 50 kilowatt e apparecchi a commutazione sul lato del fluido re­ frigerante con un rendimento termico da 15 a 50 kilowatt. Gli apparecchi MidiFLOW-PI possono essere installati in diver­ se varianti. Consentono l’installazione interna in locali tecnici, l’installazione interna in locali abitati con alloggiamento venti­ lato, l’installazione interna con alloggiamento ventilato e ventila­ tore esterno nonché l’installazione esterna con rilevatore di perdite di fluido refrigerante, ventilatore assiale e struttura ­aperta con griglie e lamelle.

Più design, più silenzio Le cassette idroniche Black Box di Aerfor por­ tano il design italiano negli ambienti privati, negli uffici e nel settore gastronomico e alberghiero. Oltre che per l’estetica, le cassette a soffitto con­ quistano per la loro potenza e la silenziosità. Non si sentono quasi, anche grazie ai motori EC che riducono le emissioni acustiche di fino a 6 decibel (A) rispetto ad altri prodotti simili sul mercato. Anche dal punto di vista estetico la differenza rispetto alle cassette idroniche precedenti è netta: grazie al design si fondono armoniosamente nell’ambiente cir­ costante. Si chiamano Black Box e rappresentano una piacevole sorpresa nella gastronomia e in hotel, uffici e showroom, non­ ché negli spazi privati.

Innovazioni tecniche Le cassette Black Box idroniche con motore EC vantano ­svariate innovazioni tecniche. Ad esempio, le strutture portanti in EPP (polipropilene espanso) termoresistente sono state sviluppate appositamente per attenuare le vibrazioni e ridurre la rumoro­ sità. Il coefficiente di trasmissione termica (valore U) risulta inoltre inferiore a quello di qualsiasi struttura metallica isolata. Allo stesso tempo, la condensa esterna è stata eliminata in ­modo permanente, anche in condizioni estreme con un’umidità relativa del 90 per cento. Le schede elettroniche integrate dispon­ gono di un driver motore (0-10 VDC) che supporta tre velocità manuali e una modalità automatica. Le valvole funzionano in modalità on-off o modulante. Le cassette Black Box sono colle­ gate tramite Wi-Fi con app e Modbus come standard per l’intero assortimento. Grazie all’indicatore dell’acqua è possibile una diagnosi rapida. Infine, un’illuminazione integrata opzionale mette il design della Black Box sotto la miglior luce possibile. (el)

Gli apparecchi sono in grado di produrre acqua calda con tem­ perature fino a 80 gradi (nelle applicazioni geotermiche si pos­ sono raggiungere 70 gradi) a fronte di temperature di mandata fino a -10 gradi. La serie può inoltre essere configurata con un’ampia gamma di accessori. (el) meiertobler.ch/midiflow

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Meno consumi grazie all’aggiunta proporzionale di sale

È arrivata la caldaia a pellet high-tech

Il nuovo impianto di addolcimento dell’acqua Optima Aqua Lux è disponibile da subito e in esclusiva da Meier Tobler. Tra le novità più im­ portanti figura l’aggiunta proporzionale di sale, che riduce il consumo sia di acqua che di sale.

Con la sua tecnologia all’avanguardia, la nuova caldaia a pellet Fröling P5 rende ogni casa calda e accogliente. Conquista grazie all’elevata effi­ cienza energetica, al massimo comfort di utilizzo e all’innovativo dispositivo di regolazione Lambdatronic 5000 con grande display touch.

Gli affermati impianti di addolcimento dell’acqua Optima Aqua della ditta S. Affolter AG vengono sviluppati in Austria e distri­ buiti esclusivamente da Meier Tobler. Ora è stata lanciata l’inno­ vativa serie Optima Aqua Lux dal design accattivante. Questi nuovi impianti sono disponibili in quattro misure: mini 10, mi­ di 18, maxi 22 e maxi 30. Il numero indica il volume di resina utilizzato.

Rigenerazione completamente automatica Come tutti gli impianti di addolcimento singoli Optima Aqua, an­ che il nuovo Optima Aqua Lux funziona tramite scambiatori di ioni ed è dotato di una valvola di comando applicata per la rige­ nerazione automatica. Al raggiungimento di una quantità d’ac­ qua preimpostata, la rigenerazione viene avviata ed eseguita in modo completamente automatico da un programma controllato da microprocessore con contatore dell’acqua a impulsi. La serie Lux offre inoltre numerose novità: al centro di tutto c’è la funzione di aggiunta proporzionale di sale, con cui l’impianto registra con precisione la quantità d’acqua consumata e la quantità di calcio e magnesio già filtrata. In questo modo il con­ sumo di sale si riduce di fino al 50 per cento, la quantità d’acqua del 20–30 per cento e la resina viene preservata. L’impianto ­offre inoltre un funzionamento semplificato, una protezione au­ tomatica contro il traboccamento d’acqua e una disinfezione automatica della resina senza aggiunta di sostanze chimiche. Rappresentano una novità anche le dimensioni minori e l’offerta, con Lux Maxi 30, di una versione cabinet salvaspazio senza ser­ batoio separato per il sale. (el)

eshop.meiertobler.ch

La nuova Fröling P5 è una caldaia a pellet high-tech di alta qualità in grado di garantire un piacevole calore grazie alla tecnologia più mo­ derna. Durante il funzionamento, il sistema raggiunge la massima efficienza energetica, riducendo al minimo le emissioni di polveri grazie al separatore di particelle opzionale integrato (elettrofiltro). I modelli da 12 a 40 kilowatt hanno una struttura particolarmente compatta e trovano posto praticamente ovunque. Le versioni a par­ tire da 45 kilowatt includono un innalzamento del ritorno integrato con componenti idraulici incorporati. Una soluzione che riduce il lavoro di installazione e aumenta ulteriormente l’efficienza.

Maggior rendimento termico L’elemento centrale è l’innovativo dispositivo di regolazione Lambdatronic 5000, dotato di ampio display touch, che consen­ te un utilizzo intuitivo, l’integrazione di sistemi di riscaldamento complessi e il comodo comando a distanza tramite l’app Fröling Connect. La Fröling P5 è dotata di serie del sistema di ottimizzazione del rendimento termico (SOR), costituito da spe­ ciali turbolatori che mantengono pulite le superfici di riscalda­ mento, permettendo di ottenere rendimenti termici maggiori e ridurre il consumo di combustibile. Il ventilatore a tiraggio in­ dotto EC a velocità variabile garantisce inoltre la quantità esatta di aria durante la combustione. Insieme alla regolazione lambda si creano così condizioni di combustione ottimali.

Rimozione automatica della cenere Grazie alla comoda rimozione della cenere, le ceneri prodotte ven­ gono automaticamente convogliate in un contenitore chiuso per mezzo di una coclea; il display e l’app Fröling Connect indicano quando è arrivato il momento di effettuare lo svuotamento. (el) eshop.meiertobler.ch

Nuovi prodotti   15 14-15_produktneuheiten_IT [P]{CH_IT}_848625.indd 15

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René Gürber si occupa da 25 anni della pianificazione e del coordinamento della tecnica della costruzione per data center. (Foto: ss)

«Prima le sale server erano veri e propri ­frigoriferi» Focus  16 16-19_fokus_IT [P]{CH_IT}_826905.indd 16

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I data center necessitano di impianti tecnici robusti e molto affidabili. Come si riesce a coordinare al meglio le varie attività e quali sono i limiti di ciò che è possibile oggi? Ne parliamo con René Gürber, ­responsabile progetto senior presso Eicher + Pauli AG, che segue lo ­sviluppo da 25 anni.

tutti i mestieri. A 29 anni, con il diploma in tasca, sono partito per un viaggio, per schiarirmi un po’ le idee. A 30 anni ho iniziato a lavorare da Eicher + Pauli AG, dove lavoro ancora oggi, 25 anni dopo. Ha iniziato subito come specialista di data center o, come si diceva allora, di centri di calcolo? No, ho iniziato come ingegnere progettista e, come primo incarico, ho seguito il retrofit di un centro di calcolo. Abbiamo risanato diverse sale server e ampliato il sistema di refrigerazione. Al progetto successivo ero già responsabile del settore della refrigerazione e ho dovuto mettermi alla prova. Il periodo di inserimento non è stato proprio una passeggiata. Allora non sapevo ancora granché sui centri di calcolo e ho dovuto «imparare il mestiere» anche per le mansioni secondarie. Ce l’ho fatta e così, poco tempo dopo, ho potuto occuparmi di un progetto di nuova costruzione. E presto sono diventato responsabile di progetto senior. Qual era lo standard dei centri di calcolo all’epoca, nei primi anni 2000? I locali dei sistemi venivano mantenuti a temperature estremamente basse. Le macchine frigorifere avevano una temperatura di mandata di circa 6–10 gradi Celsius, mentre l’aria veniva immessa a 12–16 gradi Celsius. E nelle sale server la temperatura era attorno ai 20 gradi. Erano veri e propri frigoriferi. All’epoca non ci si preoccupava molto del calore di scarto. A volte nei centri di calcolo si ricorreva al free cooling, ma in generale non si dava molto peso all’efficienza. Quanto erano efficienti i primi centri di calcolo? Nel nostro settore esiste un indicatore importante, denominato Power Usage Effectiveness (PUE, ossia «efficienza nell’utilizzo dell’energia elettrica»), che indica il rapporto tra il consumo elettrico totale e il consumo elettrico dell’IT. Per quanto riguarda il centro di calcolo citato, il PUE era di circa 2,0. Ciò significa che il 50 per cento del consumo energetico serviva per l’intera infrastruttura, che comprendeva, ad esempio, la refrigerazione, la ventilazione, ma anche l’alimentazione elettrica continua (UPS) e altre utenze elettriche.

René Gürber, ha imparato la tecnica della costruzione partendo da zero. Com’è iniziata la sua carriera professionale? Ho iniziato negli anni Novanta con un apprendistato come lattoniere edile. In seguito, ho svolto il tirocinio supplementare di un anno come installatore di impianti sanitari. Questo «apprendistato due in uno» era ancora possibile prima della riforma della formazione professionale di base. Concluso l’apprendistato, ho svolto un tirocinio supplementare come progettista di impianti sanitari e ho esercitato questa professione per sei anni. Ma questi tre attestati di formazione non sono bastati a soddisfare la sua curiosità. Infatti, parallelamente alla mia attività lavorativa ho conseguito la maturità professionale. Trovavo il settore degli impianti sanitari troppo ristretto, per questo sono passato all’ambito «tech». Ho seguito una formazione di quattro anni in parallelo all’attività professionale presso la Scuola universitaria professionale di Berna, conseguendo il diploma di ingegnere STS nell’ambito dell’impiantistica. La formazione era volutamente strutturata in modo ampio, così da consentirci di acquisire conoscenze su

Com’è il rapporto oggi? In Svizzera, perlomeno nei progetti che conosco io, abbiamo fatto grandi progressi. Oggi raggiungiamo un PUE di 1,2 o addirittura 1,1. Ciò significa che l’80–90 per cento del consumo energetico è destinato all’infrastruttura IT, mentre l’edificio in sé non consuma più così tanta energia elettrica. Alcuni progetti europei, secondo le loro stesse indicazioni, raggiungono un valore teorico pari a 1. Ciò significa che pressoché l’intero consumo di energia elettrica è imputabile all’IT e che l’infrastruttura non consuma quasi più elettricità. Solitamente si tratta tuttavia di data center che funzionano esclusivamente tramite il free cooling, un processo che non prevede né macchine frigorifere né UPS. Tuttavia, l’efficienza energetica è sotto pressione da alcuni anni. È colpa dell’IA o, per meglio dire, di applicazioni di intelligenza artificiale che richiedono una potenza di calcolo elevatissima? In effetti, l’ondata di IA comporta nuove sfide. Finora, per ogni rack di server, ossia per ogni «scaffale» pieno di attrezzature IT, avevamo una densità di potenza compresa tra 5 e 10 kilowatt. Ma la maggior parte delle applicazioni IA non funziona più su normali processori, bensì su schede grafiche, ad esempio di Nvidia. Su queste schede non si parla di 300 o 400 core in parallelo, ma fino a 18’000. Ne consegue un consumo energetico enorme. Per ogni rack si arriva velocemente a 40–100 kilowatt o più, vale a dire dieci volte tanto. Tale potenza elettrica deve essere portata prima nella stanza e poi nel rack. A quel punto si

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procede al calcolo e l’energia elettrica viene trasformata in energia termica. Ed è proprio questo calore che dobbiamo far fuoriuscire dalla stanza. Con il vecchio sistema «frigorifero», cioè a una temperatura ambiente di 20 gradi Celsius, immagino questo non sia più possibile. Esatto, non è più possibile. Oggi, però, le temperature di funzionamento sono nettamente più elevate. Ci basiamo sulle disposizioni dell’ASHRAE, ossia dell’American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers, l’associazione ­ statunitense degli ingegneri in tecnica della costruzione. Secondo l’ASHRAE, per la maggior parte dei progetti sono accettate temperature dell’aria immessa comprese tra 27 e 32 gradi. Per consentire a quest’aria «fresca» di svolgere il proprio compito, oggi tutti i rack sono racchiusi in armadi. L’aria viene immessa attraverso un cosiddetto «corridoio freddo», mentre sul retro del rack, vicino alle ventole IT, si trova il «corridoio caldo», dove raccogliamo e preleviamo l’aria di scarico. Come si assicura che venga prodotta la necessaria capacità di raffreddamento? Tradizionalmente questo compito veniva assolto da macchine frigorifere di dimensioni relativamente grandi. Abbiamo un po’ accantonato questo metodo e spesso ricorriamo al free cooling indiretto tramite scambiatori di calore. In questo modo possiamo lavorare a temperature relativamente elevate. Il calore di scarto prodotto viene sempre utilizzato nei progetti della nostra azienda. Spesso ci affidiamo a soluzioni di questo tipo anche per potenziare data center esistenti. Ma non sempre. Quando utilizzate macchine frigorifere? Dipende sempre dal progetto specifico. Le macchine frigorifere possono essere interessanti nonostante o proprio in virtù della loro elevata potenza assorbita. Da alcuni anni, infatti, registriamo ogni estate un’eccedenza di elettricità fotovoltaica. Anziché bloccare gli impianti fotovoltaici o vendere l’elettricità a basso prezzo all’estero, possiamo utilizzarla anche per far funzionare le macchine frigorifere, che vengono attivate principalmente per far fronte ai picchi. Nella mezza stagione e anche in inverno, il free cooling indiretto consente sempre di gestire bene il fabbisogno. In tutto il mondo stanno sorgendo moltissimi «data center hyperscale», impianti di enormi dimensioni con prestazioni tanto elevate quanto il loro fabbisogno energetico. Proprio dagli Stati Uniti si sente spesso dire che il fabbisogno idrico di questi centri è troppo elevato. Com’è la situazione in Svizzera? Dal mio punto di vista, negli Stati Uniti si è continuato a lungo a costruire utilizzando tecnologie obsolete. Le torri di raffreddamento aperte, spesso utilizzate in quei luoghi, consumano ingenti quantitativi d’acqua. In Svizzera questi impianti non vengono nemmeno presi in considerazione e mi auguro che non vengano nemmeno approvati. Nei nostri ultimi progetti abbiamo puntato con successo sui raffreddatori ibridi. In inverno e nei periodi di transizione questi sistemi funzionano completamente senza acqua tramite free cooling indiretto. L’acqua è necessaria solo in estate e viene fatta circolare fino a quando non è più utilizzabile a causa delle particelle in sospensione. Ciò significa che il consumo d’acqua è nettamente inferiore rispetto a quello di un raffreddatore aperto. Direi dalle quattro alle cinque volte. A proposito di acqua: come responsabile progetto per la tecnica della costruzione, si occupa anche della protezione antincendio d’intesa con progettiste e progettisti specializzati. Quali sono i sistemi più comuni nei data center? Per i data center la protezione antincendio non rappresenta affatto una novità. Già 20 anni fa veniva praticata in modo molto più

intensivo che in altre forme di utilizzo. Oltre alle normali norme antincendio, che ovviamente vengono rispettate, i gestori spesso adottano misure ancor più severe. Ad esempio, realizzano compartimenti tagliafuoco propri per locali vitali come i gruppi di continuità UPS. Solitamente nelle sale server sono installati sistemi di aspirazione dei fumi, ossia impianti di allarme preventivi in grado di rilevare anche le particelle più piccole nell’aria del locale, ancora prima che scatti l’allarme antincendio. Lo trovo affascinante. Per le zone critiche sono inoltre previsti sistemi per l’estinzione degli incendi: non si tratta di sprinkler ad acqua, perché in caso di incendio si renderebbe inutilizzabile tutto l’hard­ ware. Spesso si utilizzano sistemi di estinzione a base di azoto, che rimuove l’ossigeno e impedisce così al fuoco di propagarsi. In alternativa, nelle stanze si può anche ridurre il contenuto di ossigeno, ovviamente solo nella misura in cui le persone possano ancora entrare nei locali in sicurezza. Oltre al raffreddamento e alla ventilazione, alla parte elettrica e alla protezione antincendio, in un data center occorre tenere conto anche di altri impianti. Nella maggior parte dei casi sono presenti soluzioni di domotica, intere reti per il traffico dati e, naturalmente, anche impianti sanitari e di altro tipo. Come si fa a tenere tutto sotto controllo in un progetto? La tecnica della costruzione in un data center non è diversa da quella di un progetto regolare, è solo un po’ più complessa, soprattutto per quanto riguarda la tecnologia impiegata e la disponibilità. L’obiettivo è considerare il progetto nella sua interezza senza perdersi nei dettagli. Come responsabile della tecnica della costruzione mi occupo soprattutto delle interfacce tra i vari settori, poiché la loro progettazione non deve procedere in modo disallineato. La nostra azienda collabora da tempo con RZintegral AG, che funge da progettista generale e si occupa quindi anche della progettazione elettrica e della domotica. «Integral» è anche la parola chiave dell’intero progetto. Ci sono molti aspetti diversi da tenere a mente. E alla fine, come per ogni prototipo, occorre confrontarsi, individuare i problemi e risolverli. Utilizzate strumenti particolari per la pianificazione? Oltre al software Office comunemente utilizzato nel settore, utilizziamo alcuni strumenti sviluppati internamente, ad esempio per il calcolo della potenza e dell’energia o per BIM e CAD 3D.

«La tecnica della costruzione in un data center non è diversa da quella di un progetto regolare, è solo un po’ più complessa, soprattutto per quanto riguarda la tecnologia impiegata e la disponibilità.» René Gürber

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Uno scambiatore di calore altissimo e una potenza incredibile: René Gürber mostra sul tablet una parte degli impianti tecnici per la costruzione del supercomputer ALPS di Lugano.

Questo è importante soprattutto per le prove di collisione. Nel data center non abbiamo solo tracciati elettrici, ma anche moltissimi cavi di comunicazione, sistemi di ventilazione e altre attrezzature. Per evitare la formazione di «hotspot» nelle sale server ad alta densità, ovvero luoghi con temperature troppo elevate, di tanto in tanto utilizziamo software per una simulazione CFD. Si tratta di una simulazione fluidodinamica computazionale. In questo modo possiamo mostrare alla nostra clientela perché un determinato luogo non è adatto o perché dobbiamo preferire una determinata soluzione. Abbiamo parlato molto della tecnica. Ma i data center hanno anche una dimensione sociale. Già solo le loro dimensioni sono un argomento che diventa sempre più spesso oggetto di analisi critica. Sì, anche in Svizzera dobbiamo abbandonare l’idea di «big is beautiful». Un data center deve essere il più possibile efficiente e sostenibile e integrarsi anche nel contesto urbanistico. Da un lato si tratta ancora una volta del calore di scarto che vorremmo utilizzare in modo naturale. Ma ritengo che anche l’estetica sia importante: un data center non deve per forza essere un blocco grigio. Recentemente sono stato nei Paesi Bassi: lì si incontrano edifici con facciate ricoperte di vegetazione, anche per progetti di questo tipo. L’effetto prodotto è completamente diverso. Un altro aspetto importante: già solo lo scavo e le enormi quantità di calcestruzzo implicano che nei data center sia presente moltissima energia grigia. Questo aspetto non è ancora stato colto nel dibattito pubblico. Per questo motivo ritengo

ancora più importante trovare soluzioni che non siano solo tecnicamente ottimizzate, ma anche rispettose dell’ambiente. Forse esistono anche altri approcci, anziché limitarsi a collocare blocchi di cemento nel paesaggio. Queste molteplici sfide la motivano nella sua professione? Sì, certo. Il tema dei data center mi appassiona ancora. È molto interessante vedere come procedono gli sviluppi e come si possa sempre ottimizzare qualcosa. Credo che avremo l’opportunità di seguire progetti interessanti. Per le tecniche e i tecnici della costruzione che nutrono interessi di ampio respiro e non vogliono occuparsi «solo» di un singolo settore, questo lavoro è molto stimolante. E di certo non si esaurirà. Si dice che siamo ancora agli inizi dello sviluppo digitale e che il grande salto arriverà adesso, con l’ondata dell’IA. Quindi non pensa che la bolla dell’IA scoppierà così presto come prevedono alcuni analisti di borsa o esperti informatici? No, non credo che tutto svanirà da un momento all’altro. D’altra parte, immagino che l’ondata dell’IA subirà un leggero rallentamento per ragioni economiche. Gli investimenti nei data center di IA ammontano a decine di miliardi. Il costo è estremamente elevato e abbiamo raggiunto l’apice di quanto oggi è tecnicamente fattibile. Se dovesse emergere che un’applicazione di IA viene utilizzata troppo poco o semplicemente non genera profitti sufficienti, è probabile che alcuni progetti vengano interrotti e che alcune aziende scompaiano dal mercato. (ms)

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Riscaldamento e ­raffreddamento con la moderna cascata a tre unità Oertli Aero

Le nuove pompe di calore aria-acqua Oertli Aero 10-50a in cascata a tre unità con una potenza di 124 kilowatt. (Foto: rl)

Quest’estate Meister Abrasives AG di Andelfingen (ZH) ha ricevuto la seconda cascata a tre unità con pompe di calore aria-acqua di Meier Tobler. Mentre il primo impianto lavora per l’edificio che ospita gli uffici, il nuovo sistema riscalda e raffredda il capannone di produzione con le nuove pompe di calore aria-acqua Oertli Aero 10-50a. La consegna è avvenuta a ­fine giugno e la messa in funzione ad agosto.

«Se non ora, quando?». Per Romeo Spahn, responsabile Servizio tecnico e addetto alla sicurezza e all’ambiente presso Meister Abrasives AG di Andelfingen (ZH), lo scorso anno, dopo un primo risanamento del sistema di riscaldamento negli uffici aziendali, è arrivato il momento di sostituire anche l’impianto termico del capannone di produzione. «Per noi è molto importante raggiungere zero emissioni di CO2 e aggiornare la nostra impiantistica con tecnologie sostenibili». Ogni inverno erano necessari circa 40’000 litri di olio combustibile per riscaldare il capannone di produzione. «Volevamo cambiare questa situazione».

Seconda cascata a tre unità Come già avvenuto per il progetto nell’edificio ospitante gli uffici, realizzato con una cascata a tre unità con pompe di calore aria-acqua Oertli LAN 35TBS, anche la seconda fase del lavoro è seguita da Stephan Fendt, ing. dipl. STS/SUP e consulente

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energetico di Schmid Hutter AG di Schaffhausen, e dal team di Meier Tobler: David Surbeck, responsabile della squadra Vendite Regione Nord-Est, Markus Schmid, responsabile del centro di competenze Produzione di calore Nord-Est, e Cyrill Waibel, consulente per ingegneri RVCS. Come spiega Stephan Fendt, inizialmente si era pensato a una grande pompa di calore Carrier Aquaforce per ottenere la potenza necessaria. Romeo Spahn conferma e aggiunge: «Abbiamo valutato anche i pellet, ma la soluzione è stata scartata per via del serbatoio di stoccaggio. Le pompe di calore con sonde geotermiche, invece, erano da escludere per ragioni geologiche». Proprio in quel momento, da parte di Meier Tobler è arrivata una soluzione del tutto nuova con la recente linea di pompe di calore Oertli Aero Terra. Nello specifico la scelta è ricaduta sul modello aria-acqua Oertli Aero 10-50a, precisa Cyrill Waibel: «Parliamo di una cascata a tre unità che, in base alle esigenze di temperatura specifiche del contesto, ci permette di raggiungere una potenza di 124 kilowatt, garantire le alte temperature di mandata richieste, offrire un ampio intervallo di modulazione e, oltre al riscaldamento, gestire anche il raffreddamento attivo». Vantaggi che hanno convinto anche Spahn, come conferma lui stesso: «In questo modo soddisfiamo tutte le esigenze previste: la neutralità climatica, un fluido refrigerante naturale e la funzione di raffreddamento».

Consegna delle pompe di calore a fine giugno 2026 (in alto).

L’importanza del raffreddamento in produzione Quanto sia fondamentale un raffreddamento mirato per il capannone di produzione è emerso chiaramente proprio quest’estate, come racconta Romeo Spahn: «Per la produzione di utensili ad alta precisione abbiamo bisogno di condizioni climatiche stabili, sia in termini di temperatura che di umidità dell’aria». Prima di mettere in funzione le nuove pompe di calore, l’azienda ha escogitato varie soluzioni per mandare avanti la produzione: «Molte collaboratrici e molti collaboratori, ad esempio, hanno addirittura scelto di iniziare alle cinque del mattino per dedicare le prime ore della giornata a determinati lavori». D’altro canto, però, non è nemmeno possibile climatizzare completamente il capannone: «Una soluzione fuori discussione per ragioni di costi e permessi». L’opzione con le nuove pompe di calore aria-acqua si è dimostrata ancora più convincente, «perché consente un raffreddamento mirato». Il raffreddamento si limita quindi alle singole postazioni di produzione in cui è davvero necessario. «La funzione di raffrescamento si usa però solo in estate, perché l’impianto riscalda oppure raffredda», aggiunge Waibel. «Per questo motivo, a livello di regolazione, si utilizza un solo accumulatore tampone composto da tre serbatoi in serie e a funzionamento reversibile». Fendt spiega che la distribuzione di caldo e freddo nel capannone avviene esclusivamente tramite la ventilazione. «L’impianto è gestito da un sistema di regolazione Priva, ampliato dopo l’installazione delle nuove pompe di calore, che invia le richieste di riscaldamento o raffreddamento al regolatore principale della cascata». Quest’ultimo, infine, è collegato alla telediagnostica di Meier Tobler tramite SmartGuard.

Cascate fino a dieci unità Schmid aggiunge che, per il team di Meier Tobler, si tratta del primo impiego in Svizzera di un impianto di questo tipo con cascata a tre unità Oertli Aero 10-50a. «Dall’inizio dell’anno stiamo riscontrando un grande interesse per le nostre nuove pompe di calore e siamo molto lieti di aver reso possibile un’applicazione industriale anche in questo caso». Secondo Waibel, l’esempio di Andelfingen dimostra bene come «con questo modello standard possiamo coprire una gamma di ­applicazioni molto ampia». E aggiunge che con la pompa di

Realizzazione riuscita grazie al lavoro di squadra (da sin.): Fabio Marzà (vedi pagina 4 di questo numero), Cyrill Waibel, Stephan Fendt, ­Romeo Spahn, Markus Schmid e Marius Gleichauf, installatore presso Schmid Hutter AG.

c­ alore aria-acqua Oertli Aero 10-50a è possibile realizzare cascate fino a dieci macchine, per una potenza di 458 kilowatt (con temp. est. −7 gradi/mand. 35 gradi).

Messa in funzione semplice A fine giugno è arrivato il momento atteso: il nuovo impianto è stato consegnato e installato accanto al parcheggio, nell’area di Master Abrasives AG, sulle sei fondazioni a nastro in calcestruzzo. «Lo sfiato non è però rivolto verso le auto», precisa Fendt. Waibel aggiunge che la messa in funzione è stata effettuata ad agosto da un tecnico di servizio di Meier Tobler: «Anche in questa fase le pompe di calore si sono dimostrate molto intuitive, e la messa in funzione si è svolta di conseguenza senza alcun problema». (el)

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«Il sistema migliore per ridurre al minimo il rumore da calpestio»

Confronto durante la posa degli elementi di riscaldamento a pavimento metalplast compact-oeko 30 (da sin.): Ghenodie Caizeoc del team di montaggio di Meier Tobler e Yannick Kessler, responsabile progetto/specialista in riscaldamenti a pavimento presso Meier Tobler. (Foto: rl)

Non lontano dall’Albisriederplatz di Zurigo, dalla primavera del 2026 è presente un nuovo grande cantiere in una zona residenziale tradizionale. In quest’area sono in corso interventi di risanamento e ampliamento su quattro blocchi residenziali in linea di quattro case ciascuno, risalenti agli anni ’40. I nuovi appartamenti nel sottotetto saranno dotati di elementi di riscaldamento a pavimento metalplast compact-oeko 30.

Questo complesso della cooperativa edilizia St. Jakob di Zurigo, sorto in Albisriederstrasse nel 1940, nel pieno della Seconda guerra mondiale, prende il nome di Heiligfeld. Ancora in piedi a oltre 80 anni di distanza, è al momento oggetto di una ristrutturazione completa. Nuove cucine, nuovi bagni, appartamenti aggiuntivi nel piano mansardato e, per la prima volta, ascensori in ciascuno dei quattro edifici che compongono uno dei quattro blocchi residenziali in linea.

239 appartamenti tra nuovi e rinnovati I lavori di costruzione sono iniziati nella primavera del 2026 e proseguiranno fino a ottobre. L’anno prossimo seguirà il secondo blocco in linea, e poi un altro ogni anno fino al 2029. L’intero complesso ospita 239 appartamenti, ovvero 60 per ogni blocco in linea, di cui dieci sono duplex completamente nuovi situati nel sottotetto. È proprio su questi ultimi che si concentrano i lavori di Meier Tobler e di Emi AG Gebäudetechnik di Dietlikon.

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Responsabili della realizzazione (da sin.): Yannick Kessler, ­Vassilios Kitsantas e Okan Sayin.

Ghenodie Caizeoc durante la fresatura delle guide per tubi su una piastra vuota.

Meier Tobler mette in campo il consulente di vendita Vassilios Kitsantas e Yannick Kessler, responsabile progetto/specialista in riscaldamenti a pavimento, affiancati dal team di montaggio dell’azienda, mentre per Emi AG intervengono il responsabile di progetto Okan Sayin e la sua squadra.

fondo di riporto livellato, su cui posiamo il nostro strato termoconduttore metalplast compact-floor 5. Essendo però relativamente leggero, deve essere incollato affinché rimanga stabile». A questo punto si passa alla posa del parquet in rovere o, nei locali a uso servizi, delle piastrelle.

«Se negli appartamenti risanati per l’emissione di calore vengono impiegati radiatori, in quelli nuovi installeremo il nostro sistema di costruzione a secco metalplast compact-oeko 30», spiega Yannick Kessler, precisando che questo impianto è particolarmente adatto per le case plurifamiliari. E aggiunge: «Per ridurre al minimo il rumore da calpestio è la soluzione migliore». Se da un lato Okan Sayin conosce alla perfezione e apprezza sia l’offerta di sistemi di riscaldamento a pavimento che i generatori di calore e l’assortimento commerciale di Meier Tobler, per lui il sistema metalplast compact-oeko 30 rappresenta una novità assoluta: «Questa è la prima volta che lo uso», dice ridendo.

Come spiega ancora Okan Sayin, la produzione di calore avviene attraverso la rete di teleriscaldamento. «A tale scopo, in uno degli stabili, abbiamo una centrale suddivisa in due locali». La sfida principale di questo sistema consiste nel fatto che l’impianto deve alimentare sia i radiatori che il riscaldamento a pavimento: «Il comfort deve essere garantito ovunque». Come aggiunge Sayin, mentre dalla centrale due gruppi alimentano il riscaldamento a pavimento e i radiatori, un ulteriore gruppo si occupa della distribuzione dell’acqua calda sanitaria.

Elemento per elemento, 30 metri quadrati al giorno Anche per la posa entra in azione il team di montaggio di Meier Tobler. «Per progredire in modo efficiente, ci avvaliamo di due team composti da due collaboratori ciascuno», conferma Yannick Kessler. «In questo modo ogni squadra riesce a ultimare 30 metri quadrati al giorno». Entro il 2029, in tutti e quattro i blocchi in linea, un’area di 4752 metri quadrati verrà dotata del sistema metalplast compact-oeko 30. «Lo applichiamo su un

Massima collaborazione Sayin afferma che la collaborazione con Meier Tobler funziona alla perfezione. «La sintonia comincia già dalla progettazione e si conferma in cantiere, dove lavoriamo fianco a fianco». Quando il team di montaggio termina i lavori di posa, i suoi collaboratori si assicurano che l’impianto venga lavato e riempito a regola d’arte. «A questo punto i lavori in questo campo sono conclusi e passiamo all’appartamento successivo. E così via, casa per casa e blocco per blocco fino al 2029, quasi in modalità copia-incolla», aggiunge ridendo. (el)

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La cascata e il team di realizzazione (da sin.): Patrick Kuhn, Florian Eigenmann, Pirmin Scherrer e Reto Gerschwiler. (Foto: rl)

Da B ad A Su Raiffeisenplatz a Niederuzwil (SG) si affacciano due edifici, uno per lato, esteticamente molto simili e con gli stessi requisiti anche a livello di locale tecnico. Nel 2025 l’edificio B è stato dotato di una cascata con due pompe di calore Oertli SI-GEO HP di Meier Tobler e, un anno dopo, sull’altro lato della piazza, nell’edificio A, è stata fatta quasi la stessa cosa, anche se in maniera più moderna.

L’edificio B di Raiffeisenplatz a Niederuzwil (SG) ospita un ristorante, uno studio medico, altri negozi e appartamenti. Proprio accanto, nell’edificio A, si trova la Raiffeisenbank. La proprietà si presenta dal suo lato migliore, più curato e più moderno. Fino a poco tempo fa, nel piano interrato c’erano pompe di calore di circa dodici anni; quelle dell’edificio B erano spesso guaste e, nell’autunno del 2025, è stato necessario sostituirle per mancanza di pezzi di ricambio. Il lavoro è stato svolto con moderni modelli Oertli SI-GEO HP di Meier Tobler. Questo autunno la sostituzione è avvenuta anche nell’edificio A.

Cascata con due pompe di calore Oertli SI-GEO HP «Quando, a fine estate 2025, il committente ci ha incaricato di rinnovare il riscaldamento dell’edificio B, ho dapprima verificato di nuovo tutti i valori di potenza e rifatto i calcoli», afferma il

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Vista esterna dell’edificio B, con sullo sfondo l’edificio A (in alto a sinistra) e scorcio della centrale tecnica nel piano interrato dell’edificio B, con il dispositivo di regolazione del sistema di guida MCR (in basso a sinistra) e la cascata con una pompa di calore Oertli SI-GEO 12-45 HP e una SI-GEO 15-60 HP (in alto).

progettista Florian Eigenmann della ditta IG Energietechnik di San Gallo. «Insieme a Pirmin Scherrer, installatore della ditta Eisenring AG di Jonschwil, e al team di Meier Tobler, formato da Reto Gerschwiler, responsabile Vendite Regione Est e FL, e da Patrick Kuhn, consulente per ingegneri RVCS, sono state scelte moderne pompe di calore modello Oertli SI-GEO HP della gamma di Meier Tobler». Come aggiunge Gerschwiler, è stato selezionato un sistema speciale: «Abbiamo installato una cascata con una Oertli SI-GEO 12-45 HP e una SI-GEO 15-60 HP con una potenza complessiva di 110 kilowatt. Entrambe sono modelli inverter e, grazie al caricamento Magro, garantiscono acqua potabile igienicamente ineccepibile». Un ulteriore requisito era il rinnovo del sistema di produzione dell’acqua calda secondo le direttive SSIGA. «Il caricamento Magro è un sistema di acqua dolce esterno altamente efficiente che riscalda l’acqua potabile a flusso continuo e in modo igienico tramite uno scambiatore a placche».

La sfida delle tempistiche Secondo l’installatore Scherrer, durante la realizzazione lo scorso autunno la sfida più ardua sono state le tempistiche. «Abbiamo avuto solo poche settimane per completare il progetto prima della stagione di riscaldamento». Per garantire in ogni momento la disponibilità di calore e acqua calda nell’edificio, è stato utilizzato un impianto provvisorio. «Poi però ha iniziato a nevicare piuttosto presto, e siamo stati felici di mettere subito in funzione il nuovo sistema di riscaldamento». Un altro f­attore

che ha richiesto molta attenzione durante l’installazione è stato lo spazio ridotto all’interno del locale tecnico. «Invece di una pompa di calore, come prima, ne avevamo due. Inoltre abbiamo dovuto rinnovare diverse condotte, che occupavano altro spazio». Ma poi è andato tutto bene e a ottobre, prima dell’inizio dell’inverno, la messa in funzione da parte di Meier Tobler si è svolta secondo i piani. Gerschwiler spiega che il comando della cascata di pompe di calore avviene tramite il dispositivo di regolazione del sistema di guida MSR già presente: «In questo modo tutti gli elementi dell’impiantistica sono collegati tra loro all’interno di quest’unico sistema e possono essere controllati e gestiti in maniera centralizzata».

Ottimo gioco di squadra In una seconda fase, quest’autunno è stata installata una cascata con due pompe di calore Oertli SI-GEO HP anche nell’edificio A. «In questo caso abbiamo potuto utilizzare i modelli più recenti», spiega Gerschwiler, «che, nel giro di un anno, si sono già evoluti da molti punti di vista e dispongono di una tecnologia ancora più moderna». Anche se l’edificio A è quasi una copia dell’edificio B, non è stato possibile riprodurre il primo impianto tramite «copia e incolla», come aggiunge il progettista Eigenmann: «Hanno molte cose in comune, ma anche in questo caso sono state necessarie una pianificazione precisa e un’esecuzione accurata con un ottimo gioco di squadra del team». (el)

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Il sistema Uni Pipe & S-Press in Svizzera Manca poco all’introduzione in Svizzera del sistema Uni Pipe & S-Press per impianti di ­acqua potabile, di riscaldamento a superficie e di raffrescamento. Il prodotto Uponor – ­collaudato milioni di volte, facile da pressare e disponibile nelle dimensioni da 16 a 110 millimetri – offre vantaggi tecnici ed economici per il commercio e le ditte installatrici.

Uni Pipe & S-Press System

Pressa con i migliori – Qualità che fa la differenza

Il sistema Uni Pipe & S-Press di Uponor è utilizzato da 25 anni in tutto il mondo e con più di 500 milioni di raccordi installati occupa un’indiscussa posizione sul mercato. La Georg Fischer Sistemi per Tubazioni (Svizzera) SA ha già in commercio sistemi per impianti di acqua potabile: JRG Sanipex (raccordi a morsetto da bordare), JRG ­Sanipex MT (raccordi a morsetto da bordare), iFIT (raccordi a innesto) e Instaflex. Ora la gamma viene ampliata con un sistema per impianti di acqua potabile con raccordi a pressare. La combinazione tra caratteristiche innovative del prodotto e promessa di qualità di GF fa di Uni Pipe & S-Press una promettente alternativa. Il sistema a pressare certificato SVGW è costituito da tubi compositi multistrato, raccordi in PPSU, le note valvole JRG in bronzo e utensili per la pressatura. Sotto il marchio Uponor Uni Pipe Plus vengono introdotti sul mercato tubi compositi multistrato nelle dimensioni da 16 a 32 millimetri. Uponor MLC comprende tubi compositi per le tubazioni montanti e di distribuzione nelle dimensioni da 40 a 110 millimetri.

I raccordi sono suddivisi per dimensione in Uponor S-Press Plus (PPSU, 16 – 32 mm), ­Uponor S-Press (PPSU, 40 – 75 mm) e Uponor RS (metallo, 63 – 110 mm). Uni Pipe Plus è un tubo composito multistrato con anima in alluminio, senza saldatura, e barriera contro la diffusione di ossigeno, in grado di compensare le forze di richiamo e la dilatazione lineare alla variazione della temperatura. Lo strato interno e quello esterno sono in polietilene resistente ad alte temperature PE-RT (secondo la norma DIN 16833). La flessibilità del tubo consente di realizzare raggi di piegatura fino al 40 per cento più stretti rispetto ai tubi composti convenzionali. Questo comporta fino a un 15 per cento di raccordi in meno. I raccordi a pressare sono ottimizzati sotto il profilo del flusso e garantiscono bassi valori zeta, nonché una progettazione con perdite di carico minime. Il montaggio dei raccordi avviene senza calibrazione: basta tagliare, inserire e pressare.

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SINUS MultiFlow Center by Reflex Multitalento su misura progettato per grandi impianti: SINUS MultiFlow Center, il compatto centro di distribuzione e raccolta

1.  Portata del generatore di calore = portata dell’utilizzatore di calore 2.  Portata del generatore di calore > portata dell’utilizzatore di calore 3.  Portata del generatore di calore < portata dell’utilizzatore di calore

Gli standard sono sempre più stringenti: i sistemi per ­acqua calda e fredda sono oggi gestiti in modo sempre più efficiente per ridurre l’energia e, di conseguenza, i costi. Gli impianti alimentati da due fornitori di energia diversi sul lato primario sono definiti «bivalenti». Negli ultimi tempi si stanno affermando sempre più gli impianti polivalenti, sistemi che utilizzano almeno tre risorse diverse. Struttura degli impianti polivalenti Molti utenti si affidano a una rete di riscaldamento alimentata da diverse fonti energetiche, ad esempio da un mix di energia solare termica, pompa di calore e caldaia per picchi di carico che entra in gioco quando, ad esempio, è necessario generare molto calore in poco tempo a causa delle basse temperature esterne. Il vantaggio di un impianto di questo tipo è evidente: l’energia solare termica e la pompa di calore possono essere gestite in via prioritaria come energia rigenerativa. Tuttavia, le energie rigenerative non sono sempre disponibili quando è necessario il calore. Ad esempio, non è sempre possibile utilizzare l’energia solare in giornate nuvolose. La caldaia a condensazione può quindi essere azionata come fonte di energia fossile aggiuntiva in base alle esigenze. L’impianto polivalente ha quindi il chiaro vantaggio di poter combinare fonti energetiche rinnovabili e fossili, rendendo possibile una trasmissione del calore affidabile ed efficiente.

MultiFlow Center, l’accumulatore di energia per ­campi di potenza elevati MultiFlow Center, completamente configurabile secondo le proprie esigenze, è la prima scelta in questo campo. Ad esempio quando serve un accumulatore di energia in abbinamento a pompe di calore, impianti di cogenerazione di calore, caldaie a combustibile solido e macchine frigorifere. MultiFlow Center è un centro di distribuzione e raccolta che si adatta perfettamente a tutte le esigenze di un moderno impianto di riscaldamento polivalente e consente un’idraulica impeccabile. Per quanto riguarda il numero di livelli di temperatura, MultiFlow Center è completamente regolabile e il numero di zone può essere adattato a piacere. A seconda delle condizioni di funzionamento, le quantità di calore e il flusso volumetrico vengono scambiati sempre e solo tra due zone di temperatura adiacenti. Easy to install Per facilitare ulteriormente il montaggio, è possibile offrire alle imprese esecutrici l’opzione di prefabbricare i gruppi di raccordo dei singoli circuiti di riscaldamento e raffreddamento. Oltre al prodotto MultiFlow, l’impresa esecutrice riceve anche pezzi intermedi di alta qualità per un’installazione rapida e diretta, in linea con la nostra filosofia di prodotto «Easy to install».

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Aalberts integrated piping systems: non solo prodotti, bensì soluzioni Aalberts integrated piping systems sviluppa da oltre 90 anni i più avanzati sistemi di tubazioni integrati nei settori della tecnica di giunzione e intercettazione per la distribuzione e la gestione di liquidi in ambito industriale, commerciale e residenziale. A distinguere l’azienda di Hilversum (NL) sono in particolare le linee di prodotti VSH.

Sistemi su misura Aalberts integrated piping systems sviluppa e produce sistemi completi formati da raccordi, valvole e tecnica di fissaggio per fluidi liquidi e gassosi. I suoi prodotti ­soddisfano i massimi standard di qualità e industriali richiesti nei rispettivi settori ed è la sola azienda che offre ai propri clienti una soluzione di tubazioni completamente integrata come fornitore unico. Le tecnologie di Aalberts integrated piping systems consentono agli installatori di lavorare in modo rapido, affidabile, semplice ed efficiente. Progettazione, installazione o manutenzione ordinaria: Aalberts integrated piping systems è un’azienda che vanta un’offerta completa di sistemi e servizi. I sistemi, concepiti e sviluppati ad hoc da un team interno di ingegneri della Aalberts integrated piping systems, sono ideali per settori chiave come l’edilizia residenziale, il commercio, l’industria e le aziende di servizi pubblici.

VSH – l’affermata linea di prodotti VSH, nota gamma di prodotti di Aalberts integrated piping systems, offre le migliori soluzioni nell’ambito della tecnica di giunzione e intercettazione. VSH comprende diverse affermate linee di prodotti per sistemi pressfitting, come VSH SudoPress o VSH Xpress, che vengono installati da anni con successo in Svizzera. Aalberts integrated piping systems provvede anche al costante e innovativo sviluppo dei suoi prodotti, come la valvola a sfera VSH XPress Fullflow, che si distingue con una struttura unica nel suo genere: il corpo è formato da un tronchetto, che conferisce alla valvola una forma decisamente ­slanciata. La valvola a sfera VSH XPress Fullflow, disponibile in acciaio al carbonio o in acciaio inossidabile, è dotata di un raccordo a pressare con profilo a M e si integra perfettamente nell’attuale sistema di tubazioni VSH XPress Fullflow.

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VSH PowerPress: il sistema completo di tubi di mandata Il sistema completo di tubi di mandata VSH PowerPress permette di installare impianti completi di riscaldamento, raffreddamento, gas naturale, aria compressa e sprinkler con ­tubi a pareti spesse.

Il sistema a pressione a pareti spesse più completo con doppia sicurezza: – Visu Control Ring e funzione Leak Before Pressed – Riconoscibilità diretta del materiale e delle dimensioni – Eccellente resistenza alla corrosione grazie al rivestimento ZnNi – Massima sicurezza della giunzione grazie alla dentellatura intelligente dell’anello a griffe in acciaio inossidabile – Sistema completo di tubazioni da ½'' a 2'' – Installazione con utensili a batteria sicuri e leggeri – Omologato FM per i raccordi, quindi adatto a impianti sprinkler a umido – Si combina in modo ideale anche con VSH XPress, VSH SudoPress e VSH Shurjoint

C9440 VSH PowerPress SudoPress Pezzo di transizione (2 × Press)

C9441 VSH PowerPress XPress Pezzo di transizione (2 × Press)

C9448 Scanalatura VSH PowerPress Pezzo di transizione (Press × scanalatura)

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La nuova linea ALPHA GO di Grundfos: la soluzione universale per il furgone di servizio Il tempo è decisivo nell’assistenza quotidiana. Con la nuova serie ALPHA GO, Grundfos ­offre una soluzione pratica per sostituire le pompe in modo rapido, semplice e affidabile. I modelli ALPHA1 GO e ALPHA2 GO sono stati sviluppati appositamente per la sostituzione durante il primo incontro con il cliente.

Con solo due varianti della pompa, ALPHA GO copre le ­tipiche prevalenze da 4 a 8 metri ed è adatta a quasi tutte le applicazioni nell’ambito del riscaldamento, con installazione sia in caldaia che esterna. Ciò riduce lo stoccaggio, evita viaggi aggiuntivi e assicura che la pompa più adatta sia sempre disponibile sul furgone di servizio. L’installazione e la messa in funzione tramite l’app Grundfos GO sono rapide e intuitive. In combinazione con la comprovata qualità Grundfos, le pompe sono sinonimo di elevata efficienza energetica, robustezza e affidabilità. Tasso di sostituzione massimo con il minimo sforzo ALPHA1 GO e ALPHA2 GO sostituiscono circa il 70 per cento delle pompe di Grundfos utilizzate finora nelle caldaie e pressoché tutti i modelli installati esternamente. Spesso è sufficiente sostituire la testa della pompa, mentre la sostituzione completa è di norma necessaria solo in caso di produttori terzi.

Panoramica dei modelli: – ALPHA2 GO 25-75-180 (n. prodotto 93094220) – ­sostituisce ALPHA1, ALPHA2 e ALPHA3 UPM3, UPM4 e a installazione esterna – ALPHA1 GO 25-80-180 (n. prodotto 93074198) – ­sostituisce le pompe UPS integrate ed esterne – FCI Signal Adapter (n. prodotto 93348101) – per un collegamento sicuro alla caldaia Oltre alle due varianti per la sostituzione immediata, la serie ALPHA GO comprende anche modelli che coprono ulteriori campi di potenza e applicazioni. Serie ALPHA GO: meno dispendio di tempo, meno viaggi, massima flessibilità – un vero e proprio must per ogni furgone di servizio. Scoprite la nuova serie ALPHA GO!

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Precisione e comfort: la valvola di ­bilanciamento Danfoss LenoTM MSV-D Chi progetta sistemi di riscaldamento, raffreddamento o ad acqua calda sa che l’efficienza inizia dalla giusta portata. Le valvole di bilanciamento manuali offrono una soluzione semplice e collaudata per il bilanciamento idraulico statico. Nei sistemi a portata costante, prodotti come Danfoss LenoTM MSV-D esprimono al meglio le loro potenzialità.

Con LenoTM MSV-D fa il suo ingresso nella tecnica della costruzione una nuova generazione di valvole manuali, in grado di garantire che le singole sezioni dell’impianto ricevano esattamente la giusta quantità d’acqua. Sviluppato per il bilanciamento preciso delle portate nei sistemi di riscaldamento e raffreddamento, questo dispositivo ­riunisce in un unico componente funzioni di regolazione e misurazione, stabilendo nuovi standard in termini di efficienza e facilità d’uso. Il flusso bidirezionale offre la massima flessibilità d’installazione. La funzione di arresto tramite valvola a sfera ­integrata con chiara identificazione cromatica garantisce sicurezza e visibilità durante il funzionamento. Due aspetti particolarmente pratici sono la semplicità di montaggio, grazie al volantino rimovibile, e la regolazione precisa della portata tramite scala, bloccabile all’occorrenza in modo sicuro. Il valore impostato è visibile da diverse

angolazioni. Elevati valori kv garantiscono prestazioni ­ottimali, mentre i nippli di misurazione della pressione integrati consentono un controllo preciso con i comuni sistemi di misurazione. Per applicazioni di grandi dimensioni, MSV-F2 offre una soluzione tanto robusta quanto versatile. La valvola di regolazione manuale flangiata copre diametri nominali da DN 15 a DN 400 ed è conforme alle norme internazionali. Dotata di indicazione di posizione, limitazione di corsa e impostazioni bloccabili, convince per affidabilità e semplicità d’uso anche in impianti complessi. Che si tratti di nuove costruzioni o di ammodernamenti, una tecnologia di valvole all’avanguardia come questa apre la strada a sistemi efficienti, duraturi e perfettamente bilanciati.

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Monitoraggio sicuro del propano Il propano viene impiegato come fluido refrigerante in numerose applicazioni, in particolare nelle pompe di calore, per la sua elevata efficienza ed ecocompatibilità. Allo stesso tempo però, a causa della sua infiammabilità, la fuoriuscita di propano rappresenta un rischio ­significativo per la sicurezza. Un monitoraggio affidabile del gas contribuisce a rilevare tempestivamente eventuali perdite, proteggere le persone ed evitare danni a impianti o ­edifici. I moderni sistemi di rilevamento di gas consentono un monitoraggio costante e possono essere adattati in modo flessibile alle esigenze del caso.

Tecnologia di rilevamento di gas affidabile per ­applicazioni con propano Il fulcro di molti sistemi è costituito dal controller GMA200-M di GfG, che rileva ed elabora i valori e, in caso di allarme, fa scattare le misure di sicurezza definite.

tempestivamente il rilascio. In questo modo GfG amplia le possibilità di monitoraggio del propano con un campo di applicazione che non può essere coperto dai soli sistemi di ­allarme convenzionali.

Per la misurazione del gas in ambienti ATEX vengono impiegati anche il collaudato trasmettitore CC28 di GfG (zona Ex 1) e il trasmettitore CC22 ex di GfG (zona Ex 2), che monitorano costantemente l’aria ambiente per rilevare la presenza di propano e riconoscere precocemente livelli di concentrazione critici. Dispositivi di allarme ottici e acustici informano immediatamente il personale e il gestore, in modo che possano reagire rapidamente. Grazie alla struttura modulare, il sistema può essere incorporato in modo flessibile sia in locali tecnici che in applicazioni industriali e adattato a piani di sicurezza specifici. Monitoraggio del propano nell’acqua Oltre al classico monitoraggio del gas, GfG offre anche soluzioni per il monitoraggio del propano disciolto in acqua. In alcune applicazioni, il propano può essere immesso in liquidi, dove si accumula. Metodi di misurazione adeguati consentono di individuarne e monitorarne

Informazioni su GfG GfG Gesellschaft für Gerätebau AG è un’azienda svizzera leader nel campo delle tecnologie per il rilevamento di gas e la misurazione in acqua. Da oltre 30 anni l’azienda sviluppa rilevatori di gas per la protezione di persone, impianti e ambiente e affianca la propria clientela dalla progettazione fino alla manutenzione dei sistemi di sicurezza. Inoltre, GfG AG sviluppa e produce internamente quadri elettrici, offrendo così direttamente soluzioni di ­sistema complete.

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Tagli precisi anche in spazi ridotti La prima tagliatubi a batteria Milwaukee al mondo per tubi in acciaio inossidabile a ­installazione fissa fino a 54 millimetri di diametro.

La tagliatubi per tubi in acciaio inossidabile a batteria M12 XL è una soluzione pratica per lavorare in modo preciso ed efficiente su sistemi di tubazioni, anche in condizioni di montaggio ristrette o impegnative (in alto a sinistra). Grazie alla struttura compatta con meccanismo di taglio brevettato, è possibile tagliare anche tubi già installati (in alto). Con la nuova tagliatubi per tubi in acciaio inossidabile a batteria M12 XL, Milwaukee amplia la sua gamma di strumenti compatti e potenti per l’installazione di tubi (a sinistra).

Con la tagliatubi per tubi in acciaio inossidabile a batteria M12 XL, Milwaukee amplia la sua gamma di strumenti compatti e potenti per l’installazione di tubi. Questo maneggevole strumento di taglio è stato sviluppato appositamente per l’utilizzo su tubi già installati in acciaio inossidabile, acciaio C e rame e si rivolge in modo mirato agli specialisti di installazioni sanitarie, riscaldamento, ­climatizzazione e ventilazione nonché di costruzione di tubi industriali. Tecnologia robusta per impieghi impegnativi La tagliatubi XL consente di tagliare in modo rapido, senza polvere né scintille, tubi con un diametro di 35, 42 e 54 millimetri, anche in punti di difficile accesso. I tubi in acciaio inossidabile fino a 54 millimetri di diametro vengono tagliati in meno di 30 secondi. Con una sola batteria M12 da 4,0 Ah completamente carica è possibile eseguire fino a 45 tagli. Utilizzo semplice e sicuro Una finestrella con illuminazione a LED sulla testa di taglio consente tagli precisi anche in punti nascosti o scarsamente illuminati. Le ganasce si adattano in automatico

alle dimensioni del tubo, semplificando ulteriormente il ­lavoro. Diversamente da quanto succede con altri ­strumenti di taglio, il tubo non viene spostato, ed è quindi possibile eseguire tagli anche dopo l’installazione. Le lame assicurano bordi di taglio puliti, spesso non è necessaria la sbavatura e si riduce anche il rischio di perdite ­dovute a tagli imprecisi. Sistema a batteria flessibile per l’impiego mobile La tagliatubi XL fa parte del sistema a batteria M12 di Milwaukee. Ciò consente di utilizzare tutte le batterie M12 della serie senza dover investire in batterie supplementari e aumenta la mobilità in cantiere. Dati tecnici Tagliatubi a batteria M12 XL

M12 PCSS54-402C

Batteria

12 V/4,0 Ah (ioni di litio)

Numero di giri a vuoto

330 g/min.

Diametro del tubo

Ø 35, 42, 54 mm

Spessore max. parete del tubo

1,5 mm

Peso con batteria (M12 B4)

3,1 kg

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«Mi aspetto uno tsunami di richieste»

Ci attende un vero e proprio boom nei risanamenti: Alexandre Knecht. (Foto: rl)

Alexandre Knecht, tecnico dipl. SSS in tecnica degli edifici e direttore di Sillex KLG, società che si occupa di progettazione e ingegneria nella tecnica della costruzione, ha attirato molta ­attenzione con un post su LinkedIn inerente all’abolizione del valore locativo a partire da gennaio 2029 e alle relative conseguenze per il settore. domotecnica.ch lo ha incontrato a ­Immensee (SZ) per un’intervista.

domotecnica.ch: Signor Knecht, il valore locativo verrà abolito a partire dal 31 dicembre 2028. Cosa ha pensato personalmente dopo aver appreso di quella decisione? Alexandre Knecht: Ho capito subito che finalmente si stava muovendo qualcosa nell’ambito del risanamento. Visto che da gennaio 2029 le detrazioni fiscali per i costi di risanamento verranno in gran parte eliminate, nei prossimi tre anni scarsi i proprietari di immobili disporranno di un lasso di tempo ottimale per sostituire gli impianti di riscaldamento o risanare gli edifici dal punto di vista energetico. Chi desidera farlo deve muoversi ora, finché è ancora possibile richiedere le detrazioni. Per il nostro settore ciò si traduce in un sensibile aumento della domanda, ma da parte nostra richiede anche la massima disponibilità di consegna. Quali sono state, nel settore dell’impiantistica, le reazioni al referendum? Al momento la decisione non si è ancora riflessa appieno nelle attività quotidiane, sembra piuttosto la calma prima della tem-

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pesta. E questo è in realtà un grande pericolo: a quanto pare, succederà tutto all’ultimo. Ho la sensazione che molte persone non siano ancora consapevoli della questione, il 2029 sembra ancora lontano. Non appena si renderanno conto di quanto poco tempo hanno a disposizione per la progettazione, l’approvazione e l’installazione, mi aspetto un vero e proprio tsunami di richieste. Per il nostro settore ciò si traduce, nel lungo periodo, in un numero nettamente superiore di commesse e in un portafoglio ordini colmo. Tuttavia, a partire dal 2027 si verificheranno a breve termine gravi carenze nella capacità di progettazione e nella disponibilità di manodopera specializzata. Chi attende troppo rischia chiaramente di non trovare persone che si occupino dell’installazione e della progettazione. Nel settore se ne discute, si agisce, oppure si sta ancora aspettando? Le discussioni stanno iniziando solo ora. Soprattutto perché proprietarie e proprietari sono ancora lenti a muoversi. Ed è proprio qui che vedo la nostra responsabilità e il nostro compito: prendere l’iniziativa e avvicinarci alla nostra clientela, informandola e chiarendo la nuova situazione. In questo momento vedo muoversi qualcosa soprattutto nell’ambito della consulenza e della preparazione strategica. Ritengo che sia assolutamente fondamentale accordarsi fin d’ora con partner solidi, come Meier Tobler, in modo che le catene di fornitura siano pronte non appena ci sarà l’ondata di ordini. Cosa rappresenta, in linea di massima, per il settore dell’impiantistica: un’opportunità o una criticità? Entrambe le cose. Per il settore dell’impiantistica, questo boom anticipato di risanamenti si traduce in un enorme potenziale di fatturato per i prossimi tre anni. E accelera il processo di decarbonizzazione, di cui la Svizzera ha urgente bisogno. Contemporaneamente, il fattore tempo pone una grossa difficoltà. Se si aspetta troppo e il mercato dovrà far fronte all’intero carico di lavoro in un sol colpo a partire dal 2027, andremo incontro a una carenza di capacità e personale. In poche parole: il potenziale è enorme, ma noi del settore dobbiamo reagire con intelligenza per non rimanere soffocati dal nostro stesso successo. Cosa può fare il settore dell’impiantistica per sfruttare al meglio il periodo fino alla fine del 2028? Le leve decisive, a mio avviso, sono tre: sensibilizzazione, efficienza e soprattutto partenariati strategici. Per me la chiave sta nella collaborazione interna al settore. Dobbiamo cooperare. Come titolare di una piccola impresa, sono qui per dare una mano. Quando i grandi studi di progettazione affermati devono affrontare picchi di lavoro, possono fare affidamento su partner specializzati come noi. Quali sono ora le misure concrete necessarie? Una campagna di sensibilizzazione congiunta per smuovere proprietarie e proprietari. Poi, come già detto, un cambio di approccio orientato alla cooperazione, per far fronte ai picchi di lavoro. E serve la disponibilità a dare priorità a determinati progetti: proprietarie e proprietari devono essere motivati a privilegiare la sostituzione degli impianti di riscaldamento. L’abolizione del valore locativo va vista come un ostacolo ai fini del raggiungimento degli obiettivi climatici per il 2050? Non necessariamente, perché il 2050 è ancora lontano. A mio avviso, la data prevista per il passaggio al nuovo sistema, ossia gennaio 2029, non sembra proprio la più indicata. Con l’abolizione delle detrazioni fiscali per le misure di risparmio energetico e di tutela ambientale, si potrebbe creare un nuovo ostacolo alla sostituzione dei generatori di calore. Nel peggiore dei casi, questa tempistica potrebbe rallentare di nuovo l’evoluzione tecnologica che stiamo vivendo. Con le nuove pompe di

Alexandre Knecht durante l’intervista.

calore a propano altamente innovative abbiamo sul mercato i prodotti giusti. A che punto siamo oggi per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi? E quali sono i problemi maggiori? Siamo a un punto di svolta critico. Grazie al boom delle pompe di calore abbiamo raccolto i primi frutti, mentre vanno ancora affrontati i complessi interventi di risanamento. A ciò si aggiungono la grave carenza di personale qualificato, l’insufficiente tasso di risanamento degli involucri edilizi e le controversie normative e fiscali, che generano incertezza e potrebbero frenare lo slancio a partire dal 2029. Cosa devono fare la politica e la società per non compromettere il raggiungimento degli obiettivi a partire dal 2029? A mio parere, occorrono tre misure. I Cantoni devono intervenire a livello di imposte, per fornire incentivi fiscali alla sostituzione degli impianti di riscaldamento. Inoltre, gli incentivi devono essere notevolmente rafforzati. E, per quanto riguarda il valore degli immobili, è necessario un cambio di mentalità sociale: risanare solo per risparmiare sulle tasse è un approccio sbagliato. Le proprietarie e i proprietari devono essere consapevoli che con il risanamento stanno investendo a lungo termine nel valore e nell’indipendenza dell’immobile. Quanto è ottimista riguardo al futuro del settore e al raggiungimento degli obiettivi climatici? Diciamo che sono moderatamente ottimista, con una buona dose di realismo. Dal punto di vista tecnologico siamo a buon punto, mentre sono scettico sul fattore tempo e sulle condizioni quadro politiche. Ora servono meno attendismo e più coraggio nell’avviare collaborazioni basate sul partenariato, oltre a un chiaro impegno da parte dei Cantoni per quanto riguarda gli incentivi a partire dal 2029. Se riusciremo a raggiungere questo obiettivo, guarderò al futuro con grande ottimismo. (el)

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La sostenibilità semplificata Meier Tobler s’impegna in diversi settori per promuovere e aumentare la sostenibilità.

Meno fatica: Emil Mitrov rimuove più facilmente l’imballaggio del bollitore con l’aiuto dell’esoscheletro. (Foto: rl)

«L’esoscheletro mi aiuta a ridurre i carichi» Meier Tobler si impegna a favore del personale nell’ambito della strategia di sostenibilità. Oltre alla formazione e al perfezionamento professionale, è ­incluso anche l’impegno a favore della salute e della sicurezza sul posto di lavoro. Abbiamo fatto visita al centro servizi di Oberbuchsiten (CSO), dove vengono presentate diverse misure nell’ambito dell’ottimizzazione dell’ergonomia sul posto di lavoro.

«Sembra quasi una fascia lombare per motociclisti», dice Emil Mitrov, collaboratore del reparto di produzione presso il centro servizi di Oberbuchsiten (CSO). Sorride e stringe l’esoscheletro morbido posizionato intorno all’addome, controllando con attenzione che calzi con la giusta aderenza. Lo indossa da quasi un anno e ne è molto soddisfatto. «Nelle varie attività che svolgiamo qui, l’esoscheletro mi aiuta a ridurre i carichi», afferma citando un esempio dell’esatto funzionamento: «Prima di completare il montaggio del bollitore, dobbiamo rimuovere l’imballaggio. Ciò implica spingere l’involucro di cartone dal

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basso verso l’alto e posarlo di lato, una procedura che, con il tempo, risulta molto faticosa». Inoltre, più volte al giorno devono spingere leggermente i bollitori ancora imballati con i fianchi per spostarli sul pallet. «Ogni volta lo spingo delicatamente nella direzione giusta con il peso del mio corpo. Si tratta di un movimento breve e veloce, ma ripetendolo mi accorgo che affatica il corpo. Con l’esoscheletro lo sforzo è nettamente minore».

Chiara ponderazione dei costi e dei benefici L’impiego di esoscheletri è stato valutato l’anno scorso come una delle tante misure nell’ambito dell’ergonomia sul posto di lavoro, come conferma Asim Hazeraj, responsabile Sicurezza sul lavoro e tutela della salute presso Meier Tobler. I test hanno coinvolto anche un rappresentante della SUVA e un ulteriore esperto esterno. «Abbiamo fatto testare diversi modelli a 30 collaboratrici e collaboratori volontari qui al CSO. Alla fine si è imposto il modello di Hunic». Hazeraj aggiunge che un esoscheletro morbido di questo tipo costa circa 1500 franchi svizzeri, «e quindi abbiamo dovuto ponderare accuratamente i costi e i benefici». Anziché distribuire l’esoscheletro su tutto il territorio, ne hanno ricevuto uno solo i membri del personale disposti a indossarlo. Come nota Georg Englisch-Weinhofer, responsabile Supply Chain Management presso Meier Tobler, in una seconda fase le collaboratrici e i collaboratori hanno nuovamente testato a fondo l’esoscheletro per tre mesi. «I riscontri sono stati molto positivi». Secondo Hazeraj sono stati apportati miglioramenti in termini di ergonomia sul posto di lavoro anche in altri ambiti del CSO. Tra questi figurano, ad esempio, le stazioni di prelievo dell’Autostore: «Lì abbiamo completamente ripensato le postazioni di lavoro, ottimizzandole. Ad esempio, ora gli utensili di lavoro sono più vicini alle collaboratrici e ai collaboratori e le scatole di cartone da riempire si muovono fin dall’inizio su rulli, senza dover essere sollevate». Inoltre gli scanner manuali sono stati sostituiti

da pratici scanner da dito, «il che semplifica ulteriormente il lavoro». Presso le stazioni di prelievo nel magazzino verticale gli articoli di peso superiore a 30 chilogrammi vengono fatti avanzare in automatico e, anche in questo caso, alcune collaboratrici e alcuni collaboratori indossano un esoscheletro. «Un’idea di miglioramento è arrivata anche dal personale stesso», afferma Hazeraj. «Ha suggerito di stoccare temporaneamente i prodotti da spedire su pallet impilati anziché sul pavimento, riducendo i movimenti di sollevamento».

Impegno per la salute Per Georg Englisch-Weinhofer l’ottimizzazione dell’ergonomia sul posto di lavoro rappresenta un elemento importante per la salute del personale, «ed è anche un tema centrale della nostra strategia di sostenibilità». Si vede anche dai giorni di assenza: «Nel 2025 abbiamo registrato un calo degli infortuni sul lavoro. Anche se non può essere attribuito a singole misure, constatiamo che il nostro impegno ha dato i suoi frutti». E poiché sono soprattutto gli infortuni non professionali a incidere sulle assenze, viene svolto un grande lavoro di sensibilizzazione anche in quell’ambito, come conferma Hazeraj. «Siamo molto attivi in questo senso, portiamo all’attenzione dei membri del personale le più svariate situazioni di pericolo nel tempo libero, mettendo a loro disposizione informazioni e ausili».

Facile da indossare Nel magazzino dei tubi Hazeraj ed Englisch-Weinhofer incontrano altre collaboratrici e altri collaboratori che indossano esoscheletri, imbottiture per le spalle o entrambi. Come conferma loro Mamadou Balde, collaboratore della logistica, l’impiego della protezione per le spalle si è rivelato vantaggioso: «Posso indossarla facilmente e, se necessario, spostarla da un lato all’altro. Mi aiuta molto. Durante il trasporto si riducono le sollecitazioni e dopo il lavoro non ho pressoché più dolori». (el)

L’imbottitura per le spalle facilita il lavoro: ­Mamadou Balde (a sinistra) con Azim Hazeraj e Georg Englisch-Weinhofer nel magazzino dei tubi.

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Bene a sapersi Scansionare e collegare

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Istruzioni video

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Aggiungere un impianto all’app Meier Tobler tramite SmartGuard

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Più semplice di così non si può: per collegare SmartGuard all’app Meier Tobler, basta fare clic su «Aggiungi impianto» all’interno dell’app e scansionare con la fotocamera il codice QR presente sull’alloggiamento di SmartGuard. Questa funzione è disponibile esclusivamente per la persona che ha registrato l’impianto, ovvero per l’amministratore o l’amministratrice, che può poi invitare altre e altri utenti tramite l’app. Le istruzioni video, accessibili tramite codice QR, mostrano come procedere. (el)

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Il nuovo opuscolo «Manutenzione e servizio per il vostro impianto di ­climatizzazione» illustra le relative prestazioni offerte da Meier Tobler, presentando l’offerta completa di servizi per impianti di climatizzazione, pompe di calore di grandi dimensioni e sistemi di refrigerazione, con una panoramica dei ­diversi modelli di contratto di manutenzione e assistenza tecnica: Basic, Security, Casco totale e GarantiePlus. Vengono ­inoltre descritte nel dettaglio le prestazioni specifiche per le infrastrutture critiche, quali centri di calcolo, ospedali, aziende farmaceutiche e stabilimenti industriali. L’opuscolo è già disponibile sul portale dei documenti in formato PDF in tedesco, francese e italiano ed è ordinabile anche ­in versione cartacea tramite il medesimo canale. (el) 26.08.26 22:28

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Calendario Sul sito web di Meier Tobler è ­disponibile un riepilogo dei ­prossimi eventi: meiertobler.ch/events

Impressum

Da Elcalor a Oertli I collaudati riscaldatori d’acqua di piccole dimensioni ­Elcalor presenti nell’assortimento di Meier Tobler ­vengono ora proposti con il marchio Oertli. Qualità, ­funzionalità e affidabilità rimangono invariate. (el)

Editore: Meier Tobler SA Via Serta 8 6814 Lamone Contatto marketing@meiertobler.ch Responsabile: Patrick Villard, responsabile Marketing Redazione: Eric Langner (el) Michael Staub (ms)

Consiglio per la sicurezza sul lavoro

Ben protetti anziché di fretta e sotto stress Con i temi del mese «Sicurezza e salute», Meier Tobler sensibilizza regolarmente il proprio personale su ­diversi aspetti legati alla prevenzione e al benessere sul posto di lavoro. Uno degli argomenti trattati è stato: «Mi prendo cura di me! Io sono importante!». Tra le ­indicazioni fornite rientravano dieci semplici consigli comportamentali per ridurre in modo consapevole lo stress e la frenesia nella quotidianità lavorativa, ad esempio dormendo a sufficienza, pianificando con cura la giornata di lavoro o mantenendo in ordine la propria postazione. «La sicurezza non entra in gioco con l’ingresso in cantiere o nei locali tecnici, ma parte prima di tutto dall’atteggiamento individuale», afferma Asim Hazeraj, responsabile Sicurezza sul lavoro e ­tutela della salute presso Meier Tobler. «Chi sa prendersi il tempo necessario lavora con maggiore ­concentrazione, matura decisioni più ponderate e protegge sé e i propri colleghi e colleghe». (el)

Fotografia: René Lamb (rl) Stefano Schröter (ss) Foto di copertina: René Lamb (rl) Rilettura/Traduzione: Supertext SA Layout/Composizione/Stampa: Ast & Fischer AG, Berna Pubblicazione: tre volte all’anno in tedesco, francese, italiano Tiratura: 17’000 copie Edizione: ottobre 2026 Cambi d’indirizzo: datamanagement@meiertobler.ch

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Clientela di Meier Tobler

A metà agosto Miguel Benito ha partecipato alla Tortour Ultracycling insieme a un collega. Il responsabile di progetto presso Fink Sanitär + Heizung AG di Kleinandelfingen (ZH) si è allenato a questo scopo da novembre 2025. Una conversazione avvenuta poco più di un mese prima del grande giorno. All’inizio di luglio Miguel Benito è nel pieno degli allenamenti. Il suo obiettivo è il Tortour, che si svolge a metà agosto. Il responsabile di progetto presso Fink Sanitär + Heizung AG di Kleinandelfingen (ZH) partecipa già per la quinta volta a questa gara di ultracycling, ma quest’anno per la prima volta in coppia: «Dopo aver già partecipato in un team da tre e l’anno scorso da solo, nel 2026 gareggio insieme a un collega». I due percorreranno a turno 500 chilometri, per un totale di circa 19 ore di percorso. «Dal momento

che peso circa 20 chili in meno del mio compagno, io percorrerò le strade montane, come il passo del Pragel, il Sattelegg e l’Ibergeregg, mentre lui è forte soprattutto nei rettilinei, ad esempio lungo il lago di Costanza». Lungo il percorso vengono supportati dal loro team a bordo di veicoli di accompagnamento, che provvede a rifornirli di cibo e bevande, «anche se di solito mangiamo e beviamo in sella». L’allenamento per questa gara inizia già a novembre dell’anno precedente. «Mentre in inverno prevalgono gli allenamenti di forza, il jogging e le sessioni sui rulli in cantina, in primavera si ritorna in strada». Già per la seconda stagione guida una Giant Propel, una bici aero. «È stata adattata alle mie esigenze attraverso un bike fitting professionale. Visto che nel Tortour resterò in sella per 19 ore, ho bisogno di una seduta ergonomica ottimale». Miguel Benito si allena secondo un programma ben definito, elaborato per lui dal suo coach. «Ogni tre mesi eseguiamo anche un test delle prestazioni per misurare i progressi e, se necessario, adeguare l’allenamento». E, anche se l’allenamento è molto duro, «per me è puro relax e il bilanciamento perfetto per il mio lavoro». Per lui, il Tortour è sinonimo di felicità assoluta, aggiunge ridendo: «Ogni volta che ci si avvicina al traguardo si percepisce una grande gioia e al tempo stesso una sensazione di pace», afferma. «E anche se l’allenamento e i preparativi sono quasi più importanti dell’evento stesso, portare a termine la gara è davvero la ciliegina sulla torta». (el)

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Il «Tortour» è la ciliegina sulla torta

(Foto: rl)

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