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DE GRAFICUS

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DE GRAFICUS M A R C O V I M E R C A T I A C Q U E R E L L I E D I S E G N I D I P I C C O L O F O R M AT O 1 9 9 0 / 2 0 0 4


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SOMMARIO QUANDO

7 COSE

TIPI

33 EDIFICI

53

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DE GRAFICUS Cosa significa “De Graficus”? Se fosse latino dovrebbe

come alternativa alle solite fotografie, piacquero. Così

essere scritto con ph: graphicus, che è un aggettivo.

presi il vizio. Poi, quando si frequenta per un po’ una tec-

Inoltre, dovendosi trattare di un titolo, seppure improprio,

nica, un linguaggio si rende disponibile e ci esorta a far

occorrerebbe usare il de più l’ablativo: de graphico, ma

veni fuori qualcosa. Non sempre è un processo consape-

“graphicus” è un aggettivo che sarebbe meglio sostantiva-

vole: io per la verità non ho mai avuto la pretesa di dire

recon un neutro plurale: de graphica. E a quel punto

alcunché, con gli acquerelli. Non c’è messaggio, non c’è un

riguarderebbe un argomento, non una persona come inve-

preciso intento comunicativo. C’è solo la voglia di usare il

ce accade in questo caso. Ma non è latino, è olandese. “De

colore, il pennello.

graficus”. Questo è il modo in cui mi definisce Manon Boer,

Prima d’ora non ho neppure mai pensato di mettere in

una mia amica, una bravissima artista olandese. Lei

mostra questa roba: talvolta ho fatto degli acquerelli da

sostiene che io sono e resto sem-

regalare a qualche bambino, perfino

pre un “graficus”. Un grafico,

a qualche adulto, (e qui voglio

appunto. Quando Manon mi chiamò

ricordare Silvia Chioma, la mia più

così per la prima volta, guardando

grande estimatrice e collezionista)

alcuni miei dipinti, temeva di offen-

ma molto spesso si è trattato di un

dermi, come se essere “graphi-

gioco personale, a volte soltanto di

cus” fosse un po’ riduttivo, rispet-

una fuga dalla televisione nelle sere

to ad essere un artista in piena

invernali. Però, guardandoli tutti

regola. Perfetto per me, quindi.

insieme, dopo anni e anni di pennel-

Infatti quando ho cominciato a fare

late, mi è sembrato che tutti prove-

acquerelli, l’ho fatto per lavoro. A

nissero da un mondo un po’ ironico,

quei tempi mi occupavo della grafi-

un po’ fantastico e infantile. Così mi

ca per la Societé des Bains de Mer

sono chiesto se quel mondo, che

di Monte-Carlo, e i primi acquerel-

comunica qualcosa di nuovo perfino

li che feci ritraevano il Casino,

a me stesso che li ho dipinti, non

l’Hermitage, lo Sporting Club, gli

avesse davvero voglia di uscire

scorci monegaschi. Li proposi

fuori.

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COSE B R I C C H I COMIGNOLI S C A C C H I C I O T O L E P O M O L I BOMBONIERE R O C C H E T T I ZUCCHERIERE U V

G

E A

L S

L

I I

C A M P A N E C L E S S I D R E

9


I L L AT O N A S C O S T O DELLA CAFFETTIERA P A R A D I S O

E I D E T I C O

D O M E S T I C O

Perchè ti piace quello e non quell’altro? Perché sei attratto da quella forma? Come si sa ogni gestalt corrisponde a un “gavettone” neuronale: è un’infomazione improvvisa. E certe notizie ci fanno piacere e altre no. Perché ci fanno piacere? Mah, il piacere non vuole domande, come si dice. Qui a destra ho fatto un breve compendio di oggetti (forme) che sono per me piacevoli ispiratori. Cos’abbiano di tanto stimolante, non lo so dire. La parola che mi viene è: simpatia, anche se, stando all’etimologia, probabilmente non è proprio la definizione giusta. Ma in questo caso, meglio delle definizioni sono le immagini.

(O tuttalpiù i racconti).

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SPEZIAIO

PORTAGIOIE

POMOLO

dono della Sig.na Giulia Bruzzone

acquistato a Sagres

dono del Sig. Armando Pastorino

SCACCO

ZUCCHERIERA

ISOLANTE

dono della Sig.ra Anna Giulia De Rege

dono della Sig.ra Rossana Luzzani Rebay

dono del dott. Roberto Zappa

ROCCHETTO

POMOLO PER MOBILIA

SCACCO

acquistato a Genova

dono della Sig.ra Beatrice Milanesi

dono del Sig. Misha Sanejev

ZUCCHERIERA

STAMPO PER BUDINO

POMOLO PER CANCELLO

dono della Sig.na Elma Angella

acquistato a Genova

per gentile concessione del Prof. Mario Janin

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B I G MAMA Gualtiero Schiaffino sostiene che ogni manufatto sia soggetto storicamente ad un processo di “cucchiaizzazione”. Con tale antonomasia credo che intenda definire un processo di progressivo perfezionamento della forma, delle modalità di produzione e di utilizzo, al cui completamento un oggetto non può più essere migliorato, poiché ha raggiunto la sua massima definizione. Il cucchiaio, per l’appunto, emblematizza il punto d’arrivo di una rifinitura e di una ottimizzazione secolare. Sono certo che Gualtiero condividerà con me la scelta della ciotola come forma ampiamente cucchiaizzata. Inoltre la sua forma tonda ha indubbiamente qualcosa di biologico. Infatti, la ciotola, come una grande madre, sembra partorire una immensa genia di contenitori di pianta rotonda.

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Ma che cos’è esattamente una Pitulfa? La domanda mi è stata posta da più persone; e qui risponderò apertamente, senza misteri e senza mistificazioni.

Secondo le definizioni della NATO la Pitulfa è a tutti gli effetti un UFO, nel senso che essa è tranquillamente ascrivibile alla lunga schiera di oggetti volanti non Ebbene, la Pitulfa, o identificati, di cui talPituk, come viene chiavolta si hanno notizie, mata dai popoli non sempre attendibidell’Eatt, è un oggetto li. Storicamente, il di colore rosso, compoprimo avvistamento di sto da due parti: un una Pitulfa viene fatto corpo inferiore o sverisalire alla seconda zio, costituito da un metà del Settecento, tronco di cono vuoto se è giusta l’interpreche termina in fondo tazione del Vermelli con una specie di ghieriguardo allo scritto di ra, sempre troncoconiSalmistro di Quliziop, ca, che fa da finitura o che recita esattemenbasamento; vi è poi una te: “(...) magna proparte superiore o capdigiosa diavoleria puccio, costituita da un vedettimo aleggiare cono - anch’esso rifinito su le guglie e li tetti nella parte bassa da una progetto di Marco Vimercati de la villa nostra. ghiera - e culminante in Simile a lucerna, A C E & F L A N A G H A N - G E N O VA 1 9 9 0 alto con una sfera o ma senza luce alcupoccillo. na, od a campana, moniato e documentato la presenza Le sue proporzioni, come è noto si ma priva di batacchio e muta di Pitulfe in viaggio anche a diecisviluppano prospetticamente su come il sonno de li pesci, di perdodicimila metri, anche se si ritiene una griglia di 5X8. Cinque misure è fetta fattura e di viva porpora che la quota ottimale in cui le il diametro della ghiera di base, otto tinta, la sublime pinnacolatura Pitulfe si trasferiscono sia attorno l’altezza totale. Le due ghiere sono ci sovrastava immota acciocché ai setto-ottomila metri. entrambe alte una misura. fummo da timore presi.” Il diametro del poccillo supera di Successivamente si sono registrati Nessuno quindi ha mai potuto avvipoco la misura. diverisi avvistamenti ed addirittura cinarsi a meno di trenta-trentacinRiguardo alle reali dimensioni, si lunghe permanenze delle Pitulfe, in que metri da una Pitulfa, né se ne stima che il diametro di base possa alcune località. Tra queste, la più sono reperiti frammenti o brandelli, aggirarsi attorno ai trentacinque nota è certamente la Pitulfa di Tow, cosicché è impossibile conoscere il metri, ma vi sono testimonianze rimasta sulla città per oltre due materiale con cui sono realizzate e attendibili che assicurano che il mesi. molti altri dettagli costruttivi e di diametro non fosse inferiore ai cinassemblaggio, che si possono solo quanta metri. La più ampia concentrazione di ipotizzare in linea teorica. La sua Le Pitulfe, stanno generalmente Pitulfe si è registrata agli inizi del superficie appare lucida ed estresospese dal suolo, ad una altezza 1993 nella località di Xilvestrine, mamente compatta, rigorosamente che va da un minimo di trenta nella Contrada di Hjkla: sono stati di colore rosso vermiglio vivo, talmetri, fino ad oltre duecento metri. fatti più di trentacinque avvistavolta tendente al carminio. menti in soli quindici giorni. Piloti di linee aereee hanno testi

PITULFA ARREDO URBANO VOLANTE

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ALTRI OGGETTI

CONSIMILI OLTRE ALLE PITULFE, SI SONO CATALOGATI E DOCUMENTATI AVVISTAMENTI DI OGGETTI SIMILARI, DI MINORI DIMENSIONI. PARTICOLARMENTE FREQUENTI I FOGOLINI, I POTIRRI, LE NOMAE, I PULZII A CUI VANNO AGGIUNTI CASUALI AVVISTAMENTI DI ALTRI OGGETTI DI SIMILE FATTURA, MA ASSAI PIÙ RARI E NON ANCORA DEL TUTTO CATALOGATI. JEREMY FLETCHER, EX VICEGOVERNATO-RE DELL’OHIO, TESTIMONIA DI AVER VISTO UN GIORNO CENTINAIA DI POTIRRI, PULZII ED ALTRI OGGETTI ENTRARE “ A STORMO” NELLA CAVITÀ DI UNA PITULFA. ANALOGA SITUAZIONE SI È VERIFICATA A HJOL ME MOLFERT, NELLA ZONA SUD DELLA BESUGONIA OCCIDENTALE, E QUELLA VOLTA IL FATTO È STATO DOCUMENTATO DA UNA TROUPE TELEVISIVA DELLA PESKDÉNSKA TELEVISKA, MA IL FILMATO MISTERIOSAMENTE È ANDATO PERDUTO. NON VI SONO PROVE CERTE NEPPURE DEL PRESUNTO ATTERRAGGIO DELLA PITULFA DI KALMYDO, DOVE LA POPOLAZIONE GIURA DI AVERE ASSISTITO AD UN INCREDIBILE “PARCHEGGIO” NELLO STADIO CITTADINO DURANTE IL DERBY KALMYDO - SMELEMENFRAI - FIULIÙ (COME È NOTO, INFATTI, NEL DISTRETTO OCCIDENTALE LE PARTITE SI DISPUTANO SEMPRE TRA TRE SQUADRE) CHE PER ORDINE DEL PRESIDENTE OJÒSSYLOQ HULYPEK NON È STATO RIPRESO DA NESSUNA EMITTENTE TELEVISIVA.

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CAFFETTIERA CHE SI FLETTE gennaio 1999

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TOTEM P E N N A C C H I O

IDOLO DOMESTICO maggio 2000

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HO DISEGNATO UN CORIMBÉROLO PER L’EDIZIONE AMERICANA DI

“PANE, BURRO E PARADOSSINA” DI ROBERTO

QUAGLIA. COME

GIÀ ERA ACCADUTO PER

UP THERE IS LUSTING FOR ME”,

“SOMEBODY

ROBERTO

MI CHIESE

ESPRESSAMENTE UN’IMMAGINE PER LA COPERTINA.

LESSI IL

IL LIBRO.

STUPENDO. NON

SO PERCHÉ, MA FECI

CORIMBÉROLO, CON UN TIPO CHE LO GUARDAVA RAS-

SEGNATO. SULLO SFONDO, ALL’ORIZZONTE, UNA METROPOLI NERA. LEGATO A

COSÌ IL CORIMBÉROLO

È PROFONDAMENTE

ROBERTO QUAGLIA E PROBABILMENTE È UNA

RAPPRESENTAZIONE OLOGRAFICA DEL SUO CERVELLO.

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CERTE VOLTE FORSE UN CIPPO, VISTO PER CASO DALLA FINESTRA NELLA LUCE DEL POMERIGGIO

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Io e il Dottor Roberto Vincenzi avvistammo l’oggetto che si librava sopra un campo di urma biologica nella Delegazione di Lothmars. “Di cosa si tratta?” chiesi io. “E’ senza dubbio un Pecenno” disse perentoriamente Vincenzi. Non potei che convenirne.

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ENTRAI NELLA STANZA DA BAGNO. LA MATTINA ERA MOLTO LUMINOSA, MA DI QUELLA LUCE FREDDA E BIANCA CHE HANNO LE GIORNATE FREDDE E BIANCHE. IO ERO DI OTTIMO UMORE. OSSERVAI LA MENSOLINA: LUI ERA LÌ CHE TRONEGGIAVA TRONFIO NELLA SUA NANEROTTOLITÀ, CON I CAPELLI SPENNACCHIATI COME SE ANCHE LUI SI FOSSE APPENA ALZATO DAL LETTO. NONOSTANTE MI FOSSE UTILE, E NONOSTANTE IL FATTO CHE STESSI PER AVERE CON LUI UN RAPPORTO MOLTO PERSONALE, FATTO DI CAREZZE E SFREGAMENTI, DI INTIMO E RIPETUTO CONTATTO, LO VIDI BUFFO E RIDICOLO, TANT’È CHE RISI DI LUI. MA LUI SUBITO MI RISPOSE CON QUELLA SUA SOLITA AURA DI FIABESCO CHE PER UN ATTIMO, SOLO PER UN ATTIMO, MI ERA SFGUGGITA.

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il Potirro appare come una derivazione diretta della Pitulfa. Di dimensioni inferiori, e con lo svezio di forma cilindrica anziché tronco-conica, presenta una superficie metallizzata (all’apparenza cromata) oppure di una lucida laccatura blu cobalto pallido. Il suo volo è molto più versatile di quello delle Pitulfe, caratteristica alla quale fa da contraltare una minore stabilità. E’ dotato di bassa autonomia. Le possibilità di un Potirro di restare sospeso ed immobile sono state valutate intorno ai due-tre giorni al massimo. La più lunga permanenza di un Potirro (86h) è stata registrata dall’Ing. Corrado Annibali e dalla Dott.ssa Vanda Carlevaro nella centrale di Mashjop nella Mjaarfalia Orientale (Vetulzia)

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Spettabile Assessore all’Estetica Cittadina, mi pemetto di presentarle questo splendido elemento di arredo urbano, già adottato nella città di Mlassgjkaquò, nella Crisalia Occidentale, dove ha dato ottimi risultati. Si tratta di un predicatore automatico da sistemare in vari esemplari quà e là, che gesticolando ripete ossessivamente con voce meccanica una frase del tipo: “Non dovete credere nel denaro, dovete credere in voi stessi”, oppure: “Domandatevi se quello che fate ha un senso” o altre a scelta purché sagge, escluse pubblicità, promozioni, sport, politica, finanza, economia, superenalotto, vuvuvù, veline o altri elementi del carrozzone. Grazie.

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VASO CON FIORI omaggio della Sig.ra Rita Buzzoni 6 luglio 1998

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Portapillo Oggetto Ceramico

Furono Massimo Venturini e Giovanna Tartari a condurmi in quella vecchia villa abbandonata nel Distretto di Liron Sasmah. A primo piano, sopra un vecchio comò mi mostrarono il Portapillo e mi spiegarono che è un contenitore di aspirazioni.

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TUFINA NELLA BASE DI ATTICA-TOLF

UN GIORNO QUALUNQUE AD ATTICA -TOLF agosto 2013

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POTIRRO

DIPINTO EFFETTUATO NELLA CITTÀ DI GHJF utilizzando una lacerazione nel cronotopo addì 34 febbraio 1958

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D’improvviso, osservando i due giocatori e la loro scacchiera, il primo pedone mangiato, guardarlo lì, sul tavolo e vederlo trasfigurarsi in un oggetto misterioso, mai visto. SITUAZIONE MEMORIZZATA NEL BAR MILANO A TORTONA inverno 1970

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RArissimo incontro tra un potirro e un sutoppo

L’avvistamento viene attribuito all’architetto Mauro Cavallero. D a m e nz i onare il fatto la denominazione di “Sutoppo” si deve proprio attribuire allo stesso Cavallero, che così lo defini nella sua relazione al Consiglio di Quarnawilla. C a v a l l ero testimonia anche di aver scelto la denominazione di Sutoppo in sostituzion di quella di Ssutoppq, assai più immediata e confacente, ma più difficile da pronunciare.

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FOGOLINO DI WORTENGLOKS

DIPINTO DAL VERO NELLA CITTÀ DI WORTENGLOKS ottobre 1949

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P O T E N T I L L O per i bambini indaco F E B O B . E L I A A . L U C A A . P A O L O A . M A R C O V . G I U L I O V . M A T I L D E E . E D O A R D O E . T O M M A S O E . CLARA�PUDDU� C. 31 dicembre 2000 ( e dintorni)

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POLFIZIO D I

b u s to

a rs i z io

PARTIRONO PER UNA SCAMPAGNATA

A CERCAR LA MONTAGNA INESPLORATA

QUANDO FURON IN CIMA ALL’ALTOPIANO

NOTARONO UN OGGETTO ALQUANTO STRANO

SOSPETTARONO CHE FOSSE UN POLFIZIO

E LO PORTARONO A BUSTO ARSIZIO (da una testimonianza di Andrea Bocchieri e Gloria Vimercati)

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PULZIO I Pulzii sono oggetti volanti non nenti

identificati, alla

apparte-

specie

delle

Pitulfe. Generalmente di piccole dimensioni, al massimo un metro di altezza, si ritiene che abbiano funzioni di accumulo energetico finalizzato

ad

alimentare

altri

oggetti della stessa specie.

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TIPI A L L E G R A R R O G A N T S U S S I E G O S R A S S E G N A T P E R P L E S S S A G G C O N T E N T S O R P R E S P R E O C C U P A T

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I I I I I I I I I


C’è un modo parti-

mente il lavoro,

colare di guardare

oppure

i volti, i corpi, i

può accadere in

dettagli. Un modo

modo

che

con

vorrebbe

tener conto anche delle circostanze, delle espressioni del modo in cui

RITRARRE

il

tutto

fulmineo, pochissime

pennellate. Che si tratti di Tao, presenza,

zazen

o

quel che si vuole

quel corpo o quella persona si muovono.

per definire una certa unità tra l’osservante e

Per chi dipinge senza una grande tecnica

l’osservato, quando succede così, mi viene

e senza un grande talento, riuscire a fis-

sempre in mente il fatto che “ritrarre” vuol

sare quell’espressione, quel modo di

dire realizzare un ritratto ma è un voca-

incedere o quel modo di aspettare l’au-

bolo che definisce anche il “tirare indie-

tobus di quella tale persona è un’epifa-

tro”. In genere si dice: “ritrarre la

nia che non sempre si verifica. Talvolta

mano”. E quei ritratti, infatti, secondo

però accade, e se accade può accadere in

me, riescono quando “ci si tira indietro”,

due modi: o il risultato si ottiene a prez-

quando cioé chi dipinge si fa da parte e

zo di molti tentativi, attraverso un

lascia che la cosa da dipingere passi

labor limae che migliora progressiva-

attraverso di lui senza trovare intoppi.

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TOPOLINO HA UN CUGINO

A VOGHERA POCHISSIMI SANNO CHE MICKEY MOUSE HA UN CUGINO ITALIANO. SI CHIAMA ALFREDO, È DEPRESSO,

IPOCONDRIACO

E

DEDITO ALL’ALCOOL E AGLI STUPEFACENTI. DI RECENTE È STATO CONDANNATO A TREDICI ANNI PER RAPINA E TRUFFA AGGRAVATA.

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PROBLEMA CARTESIANO data: un giorno qualunque

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EM T N O U T A N T E ◆

◆

◆

TRA GLI AMICI DI MAURIZIO “POPI” FRIZZIERO CONOBBI ANC HE UN ETNO-MUTANTE. ERA UN SESSUOMANE TRANSGENICO NATIVO DI BRANDALAJIRA. QUANDO LO CONOBBI FACEVA IL COPYWRITER IN UNA AGENZIA DI PUBBLICITÀ. MOLTI ANNI DOPO DOVETTE S O T T O P O R S I A D U N D E L I C AT O R I T U A L E I N I Z I AT I C O .

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Primaverile LA VIDI UNA MATTINA DI MAGGIO CHE SALIVA SU UNA JAGUAR XJ6 BIANCA, A PORTOFINO. ERA INCREDIBILMENTE SUSSIEGOSA E SEMBRAVA PER DI PIÙ ASSAI ARRABBIATA. L’OSTENTAZIONE DELLA RICCHEZZA E DEL PERENNE BRONCIO A MENTO ALZATO NON ANNULLAVANO PERÒ LA SUA BELLEZZA. UNA BELLEZZA ALIENA, DI COSMETICI E SETE, GIOIELLI E PROFUMI, DI RAREFATTE VILLE E PANFILI E APERITIVI SUI PONTILI. ERA GIOVANE, MA SEMBRAVA ADULTA: ERA SEMPLICE, MA SEMBRAVA ARTIFICIALE; ERA ANNOIATA, MA SEMBRAVA MOLTO INDAFFARATA. ERA MOLTO CARINA. SFRECCIÒ VIA VELOCE. ERA L’IMMAGINE DELLA PRIMAVERA.

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AL MAR E, UN PENSIERO DI MUSCHIO luglio 2002

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IL

CALLIGRAFO

DIFFIDENTE, ASTIOSO E PER NULLA INCLINE ALLA TEMPERANZA E ALLA TOLLERANZA, WILFGHEK PLETORIGO VISSE NELLA CITTÀ DI WOLMERPJA DOVE COLTIVÒ L’ARTE DELLA SCRITTURA METICOLOSE DEDIZIONE

CON TECNICHE E INCESSANTE MA SENZA MAI

EDURRE ALCUNO SUI SUOI RAFFINATI PROCEDIMENTI E SULLE ESOTERICHE RICERCHE CHE CONDUSSE PER SEMPRE I N A S S O L U TA S O L I T U D I N E

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1: A ARI TROTTO TU 2: A IRA TROTTO TU 3: AI RATTO RUTTO 4: AI ROTTA RUTTO 5: AI ROTTO RUTTA 6: AI ROTTO TRA TU 7: AI RUTA TROTTO 8: AI RUTTA TORTO 9: AI RUTTO TORTA 10: AI RUTTO TROTA 11: AI TORTO TRA TU 12: AI TRATTO TURO 13: AI TRATTO URTO 14: AI TROTTA TURO 15: AI TROTTO TURA 16: AI TROTTO URTA 17: ARAI TROTTO TU 18: ARATI ROTTO TU 19: ARATI TORTO TU 20: ARATO RITTO TU 21: ARATO ROTTI TU 22: ARATO RUTTO TI 23: ARATO TORTI TU 24: ARATO TRITO TU 25: ARI ARTO TUTTO

51: ATTO TORTURAI 52: ATTORI OTTURA 53: ATTRAI OTTURO 54: ATTRITO RUOTA 55: ATTUA RITORTO 56: ATTUATO TORRI 57: ATTUO RITORTA 58: ATTUTIRA ORTO 59: ATTUTITO RARO 60: AUTO RITRATTO 61: AUTO TRATTORI 62: AUTORI TRATTO 63: IRA ORTO TUTTA 64: IRA OTTO RUTTA 65: IRA OTTO TRA TU 66: IRA ROTTO TUTA 67: IRA TARO TUTTO 68: IRA TATTO TURO 69: IRA TATTO URTO 70: IRA TORO TUTTA 71: IRA TORTO TUTA 72: IRA TRATTO TUO 73: IRA TROTTA TUO 74: IRA TROTTO TUA 75: IRATA ROTTO TU

26: ARI ATTO RUTTO 27: ARI ORTO TUTTA 28: ARI OTTO RUTTA 29: ARI OTTO TRA TU 30: ARI ROTTO TUTA 31: ARI TARO TUTTO 32: ARI TATTO TURO 33: ARI TATTO URTO 34: ARI TORO TUTTA 35: ARI TORTO TUTA 36: ARI TRATTO TUO 37: ARI TROTTA TUO 38: ARI TROTTO TUA 39: ARTO ATTUTIRO 40: ARTO IRA TUTTO 41: ARTO OTTURATI 42: ATRIO RATTO TU 43: ATRIO ROTTA TU 44: ATRIO RUTTATO 45: ATRIO TORTA TU 46: ATRIO TROTA TU 47: ATTIRA OTTURO 48: ATTIRATO TURO 49: ATTIRO OTTURA 50: ATTO IRA RUTTO

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76: IRATA TORTO TU 77: IRATO RATTO TU 78: IRATO ROTTA TU 79: IRATO RUTTATO 80: IRATO TORTA TU 81: IRATO TROTA TU 82: IRTO OTTURATA 83: ORARI TATTO TU 84: ORATORI TUTTA 85: OTTO RARI TUTA 86: OTTO TIRATURA 87: OTTURA TIRATO 88: OTTURAI RATTO 89: OTTURI TARATO 90: OTTURO TARATI 91: OTTURO TIRATA 92: RARI TATTO TUO 93: RITORTO TATUA 94: ROTATORI TUTA 95: ROTTO TARAI TU 96: RUOTA TRITATO 97: RUOTA TROTTAI 98: TARAI TORTO TU 99: TATUATO TORRI 100: TRATTORIA TUO


L i m e r i c k C’era un signore di Liguria che di scoprir nuovi mondi aveva furia portò in dono un paio di blue jeans tornò indietro con un milione di marines quel bizzarro signore di Liguria

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FONDOSCHIENA

C.E.F.R. luglio 2003

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TRA LE FORME CHE IL MIO DISEGNARE APPREZZA PUR ANCO NELL’ETÀ SENILE MI CORRE L’OBBLIGO DI ANNOVERARE LE ROTONDITÀ DEL CORPO FEMMINILE

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Quando

presi

alloggio

nel

Governariato di Mistrorigh, l’appartamento sotto il mio era occupato da uno gnomo. Si chiamava Italo, e aveva l’abitudine di girare nudo per strada. Egli sosteneva che quella era l’usanza della sua gente, il nobile popolo di Hjappa, di cui nessuno sapeva nulla. Molti anni dopo scoprii che Italo era solo un banale esibizionista.

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ARTISTA

PEDANTE F I N TA M E N T E COMPIACENTE

M A R C O

V I M E R C A T I

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LA JEUNE PIED NOIR settembre 1999

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ALBACETE dicembre 1998

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L’omino

dello

smlefèz

M a r c o v i m e r c at i 2 0 0 2

ogni

volta

che

Tahiba

accendeva il suo smlefèz, immediata mente si concretizzava un’omino

su

di

senza

esso volto,

con fattezze di anziano, abbastanza grasso, dalle pigre

movenze.

tanto quell’omino

ogni indi-

cava a Tahiba la direzione (raramente con esattezza)

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LACUSTRE

FACCIA DEL LARIO agosto 2000

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GAZZETTA DI XILVESTRINE QUOTIDIANO INDIPENDENTE

Pitulfe alla conquista della coppa Con un secco 3-0 la squadra delle Pitulfe ha stravinto la finale di coppa. Ai Potirri un secondo posto con onore. Con un’impetuosa vittoria le Pitulfe si assicurano la coppa Maliarda. Una partita tesa, tutta d’un fiato in cui i Potirri hanno puntato tutto sulla loro mobilità, cercando di rendere veloce il gioco e di sorprendere le Pitulfe, meno agili e più statiche. Ma la loro strategia non ha tenuto conto dell’estrema potenza delle Pitulfe che pur muovendosi lentamente hanno saputo preveder tutti i movimenti dei Potirri, compresi quelli più improvvisi e imprevedibili. La prima farfa è stata segnata dalla Pitulfa

di Tow, rientrata dopo aver subito una messa a punto durata circa otto mesi. Le altre due farfe, entrambe realizzate al seicentesimo tempo, portano la firma della Pitulfa di Quilop, una giovane outsider la quale però è figlia d’arte. Suo padre infatti è il celebre Fogolino di Sutoppo, gia campione planetario di Farfa nel periodo Magdaleniano. Il vetusto padre si è dichiarato contento, anche se ha ammesso che perfino la Farfa oggi non è più quella di un tempo. “Una volta” -

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ha dichiarato - “ Se ci fossimo permessi di utilizzare una compressione spaziotemporale o un feedback prodigio ci avrebbero sicuramente espulsi. Oggi c’è troppa tolleranza e la vera sportività ha dovuto cedere il passo agli interessi delle multinazionali. E poi - ha continuatoil Fogolino - gli ingaggi sono troppo alti. Si immagini una giovane Pitulfa o una Noma che per una semplice partita incamerano più di dodicimila Hertz? No, questo non è sport.”


EDIFICI Anche se da studente ero letteralmente folgorato (parola futurista) dalla bellezza delle architetture di Sant’Elia, non credo di perseguire né di ricercare un’idea di bello. Tra l’altro ho evitato accuratamente di fare l’architetto proprio per non dovermi confrontare questo problema in maniera così prepotente e massiccia. Come per gli oggetti più piccoli, ad affascinarmi negli edifici è talvolta la loro presenza silenziosa, il loro ergersi che qualche volta è criptico e misterioso. Non so se sia stata una visita da bambino all’Ossario di Redipuglia, o la vista di alcune vecchie centrali elettriche, fatto sta che fabbriche abbandonate, templi buddhisti di Sri Lanka, moschee, chiese spagnole, ville liberty, osservatori astronomici e bastioni difensivi si fondono nel mio inconscio come edifici metafunzionali.

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F A R I G U G L I E M I N A R E T I T O R R I T R U L L I D A M M U S I T H O L O S C U P O L E C I M I N I E R E I G L O O C E N T R A L I C A P P E L L E M O S C H E E S T U P A P I R A M I D I Z I G G U R A T

FORTE DIAMANTE Genova Elaborazione di una fotografia gentilmente concessa dal Sig. Stefano Finauri esperto di fortificazioni

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DOMVS MONAS POFFARBACCO! DISSE L’ARCHITETTO. MA A CHE COSA DIAVOLOPUÒ SERVIRE UNA CASA SENZA BUCATURE? A RIMANER CHIUSI FUORI, O DENTRO, DISSE L’ALTRO. MA È UNA BAGGIANATA, RIPRESE L’ARCHITETTO. NO, È UNA METAFORA, RISPOSE LIEBNIZ.

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CENTRALE DI XILOBA (da una descrizione del Dott. Maurizio Cristofanini) 11 aprile 1996

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CASA DI CAMPAGNA

A WALMAKA

12 NOVEMBRE 1990 MARKUZ WIMERXATI

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D I M O R A

D I

K J U G H A

PRIMAVERA, POI FALSA (da un racconto dell’avvocato Filippo Sarti)

19 aprile 1990

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L I M N E R I E EDIFICIO INIDENTIFICABILE NELLA FUNZIONE pianura del Kamaral, novembre 1993

particolari delle decorazioni interne

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LA CASA DI EXID WOMASTEK Exid Malpurzio Womastek è sicura-

Exid sul greto di un fiume, che cercava

mente l’unico collezionista di Pitulfe

disperatamente di attirare una Pitulfa

esistente sull’Orbe Terracqueo. L’ho

in un campo magnetico generato

conosciuto quando feci un viaggio nelle

macerando carciofi. Non è mai riuscito

terre del Kamaral, dove mi ero recato

a catturare neanche un Potirro, ma si

per ritrarre una Pitulfa su incarico del

definisce ugualmente e orgogliosamen-

Marchese Olmazio Jas

te

Vulpergolo Mastrobazzoni

Pitulfe”.

Fulgidi Conturbanti, che

E’ un uomo molto colto e

tanto desiderava un dipin-

simpatico, dotato di una

to en plein air di uno di

notevole autoironia.

quegli

oggetti.

Trovai

60

“collezionista

di


Centrale di Mashjop 15 aprile 2018

SUNSET SAMOVAR 34 gennaio 2953

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