MARCO VIMERCATI
CONCEPTS AND LATERAL THINKING
MARCO VIMERCATI CONCEPTS AND LATERAL THINKING UN CONTRIBUTO VISIVO AL MATERIALE DIDATTICO PER GLI STUDENTI AREADOMANI © 2016 - PRIMA EDIZIONE - L’IMBUTO TUTTI I DIRITTI RISERVATI RIPRODUZIONE VIETATA MANY THANKS TO AMARIS IWERINWA 2
Ho cominciato a fare queste cose per lavoro (la prima di questo genere è stata la campagna pubblicitaria “chi troppo chi niente” che girò l’Italia e un po’ di Europa nel 1989. Se cominci a voler dire le cose come fanno i pubblicitari devi cercare la sintesi, essere efficace e breve. Semplice, ma non stupido. Non è sempre facile. Dal punto di vista grafico è una bazzecola, perchè tutta l’attenzione si concentra solo su un main claim. Che sia una parola o un cocomero, poco importa. L’importante è che l’occhio vada lì dove vogliamo e capisca più o meno quello che vogliamo. Se poi desideriamo che il messaggio resti impresso, allora dobbiamo mettere lì un’idea. Non necessariamente una “buona idea” (quelle sono rarissime), ma almeno un’idea. Che cos’è un’idea? A volte può essere solo una visione un po’ inattesa, la cosa guardata
da un altro punto di vista, lontano dai luoghi comuni e dagli stereotipi. Magari li usa, gli stereotipi, ma per prenderli in giro. Come nasce un’idea? Un aiuto gigantesco viene dal pensiero laterale di Edward De Bono. Tra le sue regole, c’è quella di mettere in relazione tra loro cose che non ce l’hanno. E’ quello che ho cercato di fare in alcune di queste immagini. Il criterio che mi ha guidato è quello dell’ironia ma soprattutto dell’analogia: questo somiglia a quello, questo ha a che fare con quello. Tutto il nostro emisfero destro si nutre di analogie, somiglianze, confronti. Non dimentichiamoci di tanto intanto di dargli da mangiare! marco vimercati 2018
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