Timeline Publishing Srl - Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c.1, LO/MI.
NE LA M LM E ED DIC IO INA EV O
MEDIOEVO DOSSIER
EDIO VO M E Dossier
MEDICI
IN PRIMA LINEA
N°57 Luglio/Agosto 2023 Rivista Bimestrale
30057 9
771127
059004
€ 7,90
MEDICI IN PRIMA LINEA
FOLLIE, LEGGENDE E CONQUISTE DELLA MEDICINA NELL’ETÀ DI MEZZO
IN EDICOLA IL 15 LUGLIO 2023
MEDICI
IN PRIMA LINEA FOLLIE, LEGGENDE E CONQUISTE DELLA MEDICINA NELL’ETÀ DI MEZZO a cura di Francesco Colotta testi di Andrea Barlucchi, Claudio Corvino, Chiara Crisciani, Giovanni Ferrari, Chiara Frugoni,
Donatella Lippi, Laura Prosperi, Francesco Sorrentino e Maria Paola Zanoboni
STORIA DI UNA SCIENZA LE ORIGINI 8. L’arte della cura L’ABITO DEL MEDICO 22. Di rosso e d’azzurro mi devo vestire... LO STUDIO DELL’ANATOMIA 24. Visti da vicino, anzi, dall’interno
L’ANORESSIA 70. Digiuni mistici
LE TERAPIE
LA CHIRURGIA 76. Principi del bisturi FRA MUMMIE E TRASFUSIONI 84. Rimedi dall’aldilà
LA SCUOLA MEDICA SALERNITANA 30. Un primato prestigioso
IL SALASSO 90. La salute nelle mani del barbiere
LE MALATTIE
OSPEDALI E FARMACIE
PESTE E PESTILENZE 34. Il piú temuto dei flagelli
GLI OSPEDALI 92. Assistenza organizzata
LA SIFILIDE 56. «Francese», «di Napoli» o... «americano»?
LA MALASANITÀ 110. Il Magnifico e un medico sfortunato
RISCHI ALIMENTARI 58. Il nemico che non ti aspetti
SPEZIALI E FARMACIE 112. Qui si vende la buona salute
LA MEDICINA NEL MEDIOEVO
Lo studio dell’anatomia
Visti da vicino, anzi, dall’interno
Nel corso del Duecento si torna a praticare la dissezione dei cadaveri a scopo didattico. Si trattava di operazioni complesse, che potevano svolgersi nell’arco di diversi giorni, ciascuno dei quali veniva dedicato a una ben precisa parte del corpo di Andrea Barlucchi
I
l principe e letterato arabo Usama ibn Munqidh (1095-1188), che, in qualità di ambasciatore, ebbe frequenti contatti con gli eserciti crociati, narra nella sua autobiografia Kitab al-I’tibar (Il libro della riflessione) un episodio indicativo del livello raggiunto dalla medicina in Europa agli inizi del XII secolo. Si trovava presso il campo francese un cavaliere afflitto da un ascesso a una gamba, curato da un dottore arabo per mezzo di impiastri e decotti; sopraggiunse però un medico franco che si sdegnò della terapia, da lui considerata assolutamente errata, e domandò al cavaliere se preferisse vivere con una gamba sola o morire con due. Ricevuta l’ovvia risposta, fece chiamare un robusto guerriero e gli chiese di tranciare con un solo colpo di scure l’arto malato; di fronte allo sbigottito spettatore arabo si svolse l’operazione, che richiese non uno ma due fendenti ed ebbe purtroppo lo spiacevole effetto collaterale di accoppare il malcapitato cavaliere. Usama conclude sarcasticamente il suo racMiniatura raffigurante una dissezione a scopo didattico, da un’edizione del Livre des propriétés des choses di Bartolomeo Anglico. 1485-1490. Parigi, Bibliothèque nationale de France. MEDICINA
25
Il piú temuto dei flagelli
LE MALATTIE
di Maria Paola Zanoboni
Tristemente nota già in età antica, quando terribili epidemie colpirono la Grecia di Pericle e la Roma imperiale, nel Medioevo la peste tornò a investire con violenza il mondo allora conosciuto. In particolare, nel 1348, quando il morbo sconvolse l’intera Europa
Particolare di una miniatura raffigurante le cure date agli appestati, dalla raccolta di manoscritti nota come Franceschina (MS 1328). Ante 1474. Perugia, Biblioteca Comunale Augusta.
RE ARTÚ
35
LA MEDICINA NEL MEDIOEVO
Digiuni mistici
L’anoressia, uno dei drammi della società contemporanea, risponde oggi a pulsioni estetiche. Ma c’è stato un tempo in cui il rifiuto del cibo nasceva dal desiderio di negare la propria dimensione corporale per esaltare l’essenza incorporea dell’anima. E avvicinarsi cosí a Dio di Claudio Corvino
70
MEDICINA
L’anoressia
L
a morte di una ragazza anoressica scatena un senso di pietà misto a turbamento verso un male che ha qualcosa di imperscrutabile, tragico ma al tempo stesso affascinante. C’è un mistero intorno all’anoressia mentale, e non solo perché in fondo non ne comprendiamo l’origine, né la prassi terapeutica. Come tanti turbamenti della psiche – l’epilessia o la melanconica depressione, per non dirne che due –, questa astensione forzata dal cibo ha sapore di altri tempi, come un male ereditario nato in un altrove lontano: forse dai deserti africani frequentati dai primi anacoreti o da qualche
Morte di Santa Margherita da Cortona, olio su tela di Marco Benefial. 1729-1732 circa. Roma, chiesa di S. Maria in Aracoeli. La santa esalò l’ultimo respiro il 22 febbraio 1297, dopo diciassette giorni di digiuno assoluto.
monastero femminile medievale. Perché l’anoressia colpisce le donne in numero straordinario, piú che gli uomini. Le statistiche cliniche le dicono adolescenti, di buona famiglia, occidentali e bianche. Quando una modella anoressica si consuma, persa dietro ai suoi pagatissimi drammi, ci si accanisce contro gli stilisti, le sfilate o un consumismo che cancella ogni originalità di pensiero, persino ogni originalità di corpi. Ma la moda, in fondo, non fa altro che assecondare, per meglio dire approfittare, di un modello asessuato, di un corpo anoressico che non ha e non vuole avere forme femminili. Una donna-manichino può solo tornare utile a una moda subordinata al dio-consumo. Proprio come il noto personaggio biblico, peccando d’orgoglio, questa vorrebbe assimilarsi a un Creatore e foggiare gli esseri a suo piacimento. Formare, plasmare o determinare il sesso di un essere vivente con una piega, un tessuto o un colore: è il sogno nascosto di ogni stilista. Siamo in piena logica da multinazionale: i corpi non devono avere forma o sesso, che devono essere acquistati entrambi, e non soltanto in senso metaforico. Non sorprenda dunque che alcuni stilisti ancora oggi, intervistati dopo la tragica fine di una delle loro gracili collaboratrici, continuino ad affermare che le loro modelle vanno benissimo magre come sono. Se il corpo è frutto di una plasmazione culturale durata secoli, ben venga sminuirlo, minimizzarlo fino alle ossa. Cosí, ridotto a uno scarnificato scheletro, potrà risaltare maggiormente il genio creativo di uno stilista con delirio di onnipresenza. Se un robot avesse lo stesso potere mitopoietico di una modella, sarebbe l’ideale, e l’atto creativo totale: «E maschio e femmina li creò». Ma i robot, almeno per ora, non riescono a portare i tacchi.
Un accostamento obbligato
Ciò che sta dietro il dramma dell’anoressia mentale, da un punto di vista antropologico, rivela una straordinaria solidarietà tipologica con i tanti digiuni di tipo magico-religioso che incontriamo in varie culture e in differenti epoche storiche. Dopo il volume di Rudolph M. Bell (1942-2022) sulle sante anoressiche (La santa anoressia. Digiuno e misticismo dal Medioevo a oggi, pubblicato nel 1985 e tradotto per la prima volta in Italia nel 1987), è diventato quasi d’obbligo avvicinare la patologia delle nostre adolescenti contemporanee a quella delle sante digiunatrici MEDICINA
71
LA MEDICINA NEL MEDIOEVO
Rimedi dall’aldilà
Fra mummie e trasfusioni
Sangue «succhiato» dai cadaveri di uomini e donne passati a miglior vita, mummie fatte a pezzi e poi ridotte in polvere: sembrano esperimenti da apprendisti stregoni e, invece, fu una delle strade imboccate dalla farmacopea medievale, fra empiria e superstizione... di Francesco Sorrentino
P
linio il Vecchio scriveva che quando nell’arena c’era un gladiatore agonizzante con la gola squarciata, spettatori affetti da epilessia invadevano il campo, si chinavano sul moribondo e ne bevevano il sangue, come da una coppa vivente. Plinio ne era inorridito e cosí stigmatizzava quegli episodi: «Gli uomini sono comunque destinati a morire, meglio morire con dignità che sopravvivere a prezzo di trasformarsi da uomini in belve». Quel comportamento trovava la sua giustificazione nell’opinione di alcuni medici greci, secondo i quali se si fosse spalmato del sangue umano sulla bocca di epilettici stramazzati al suolo in preda a un attacco, immediatamente essi si sarebbero ripresi. Nella Roma imperiale era credenza diffusa che il sangue fosse sede della giovinezza o della vecchiaia e ne troviamo testimonianza nelle opere di Ovidio. Cosí, nelle Metamorfosi, Medea per fare ringiovanire Esone gli toglie tutto il sangue e lo sostituisce con un filtro magico; mentre ne I Fasti si parla delle vecchie megere trasformate in strigae, gli uccellacci antenati delle nostre streghe, che per ringiovanire aggredivano i neonati, squarciavano loro il petto e ne bevevano il 84
MEDICINA
Medea ringiovanisce Esone, olio su tela di Pietro Bellotti. 1663. Rovigo, Accademia dei Concordi, Pinacoteca. Servendosi delle sue arti magiche, Medea fa tornare giovane Esone, anziano padre dell’amante Giasone.
OSPEDALI E FARMACIE
Assistenza di Maria Paola Zanoboni
organizzata
Nel solco dei precetti cristiani, ma anche in risposta alla necessità di rendere sistematica l’erogazione delle cure, l’età di Mezzo tenne a battesimo l’istituzione dei primi ospedali. Strutture articolate secondo criteri assai simili a quelli dei moderni nosocomi e che, come nei casi di Siena o Milano, divennero vere e proprie «città nelle città»
A
ll’origine dell’ospedale che si affermò nel Medioevo è il sentimento cristiano dell’aiuto materiale e spirituale al prossimo bisognoso, secondo l’insegnamento evangelico: l’hospitalitas, percepita dagli antichi soltanto come attitudine individuale e come obbligo giuridico nei confronti dell’ospite, si affermò invece, a partire dalla tarda latinità, come comandamento condiviso, nonché come servizio reso al bisognoso e al sofferente nell’ambito di un cristianesimo che si proclamava religione dei poveri. E fu la Chiesa primitiva, appunto, ad amministrare la distribuzione di viveri ed elemosine, a preoccuparsi dell’assistenza a vedove e orfani e dell’alloggio di poveri e malati. Le prime «case ospitali», o domus episcopi, sorte accanto alle residenze vescovili, costituirono gli Miniatura raffigurante le quattro Virtú cardinali – Prudenza, Temperanza, Fortezza e Giustizia – che insegnano a un gruppo di suore in che modo prendersi cura degli ammalati, dal Livre de vie Active de L’Hôtel-Dieu di Jehan Henry. 1482 circa. Parigi, Musée de l’Assistance Publique. MEDICINA
93
LA MEDICINA NEL MEDIOEVO
112
MEDICINA
Speziali e farmacie
Qui si vende la buona salute Parallelamente allo sviluppo della scienza medica, città grandi e piccole si popolarono di un genere assai particolare di botteghe, nelle quali operavano gli speziali. Che dai loro mortai traevano preparati venduti come rimedi infallibili (o quasi...) per ogni tipo di malanno di Maria Paola Zanoboni
L’
attività di uno speziale costituiva un vero e proprio universo, molto piú articolato e complesso di qualsiasi altra attività artigianale o commerciale del Medioevo. Imprenditore, artigiano e mercante contemporaneamente, lo speziale praticava la compravendita di svariati prodotti e materie prime, affiancando alla cultura e all’esperienza tecnica nella pratica farmaceutica, la conoscenza delle altrettanto complesse pratiche mercantili. La sua figura faceva da tramite tra la scienza popolare, basata su nozioni pratiche – ma infarcita anche di credenze e superstizioni –, e i saperi della scienza medica. Sul piano del prestigio sociale, la professione dello speziale può essere considerata intermedia tra occupazioni intellettuali, quali quelle del medico o del notaio, e attività legate al commercio e all’artigianato. Pur non richiedendo, infatti, un elitario corso di studi universitari, ma soltanto alcuni anni di apprendistato in bottega, l’esercizio dell’attività implicava un vasto patrimonio di conoscenze e una professionalità che godeva ovunque di un notevole riconoscimento, sia sociale che giuridico. Dal punto di vista
Miniatura raffigurante l’interno di una farmacia, da un’edizione del Canone redatto dal filosofo, medico e letterato persiano Avicenna. 1438. Bologna, Biblioteca Universitaria.