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MEDIOEVO DOSSIER
EDIO VO M E Dossier
DIALOGHI TRA
Amicizie, incomprensioni, viaggi e prove di diplomazia nell’età di Mezzo di Furio Cappelli
N°47 Novembre/Dicembre 2021 Rivista Bimestrale
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DIALOGHI TRA MONDI LONTANI
MONDI LONTANI IN EDICOLA IL 16 NOVEMBRE 2021
DIALOGHI TRA
MONDI LONTANI AMICIZIE, INCOMPRENSIONI, VIAGGI E PROVE DI DIPLOMAZIA NELL’ETÀ DI MEZZO di Furio
Cappelli
CARLO MAGNO E HARUN AL-RASHID 8. Dieci anni di deliziosa diplomazia BERTA DI TOSCANA E AL-MUKTAFI 26. Quando la «belva» del Tirreno scrive al califfo LIUTPRANDO A BISANZIO 48. Un Longobardo sul Bosforo IN TERRA SANTA E NELL’ORIENTE 76. Parlarsi al tempo delle crociate TRA LA CRIMEA E LA PERSIA 104. I meravigliosi racconti di un viaggiatore veneziano DALLA RUSSIA CON STUPORE 116. Alla corte del duca Ivan
Harun al-Rashid riceve la delegazione di Carlo Magno (786), olio su tela di Julius Köckert. 1864. Monaco di Baviera, Stiftung Maximilianeum.
Dal 797 all’807, due personaggi straordinari, ognuno a capo di mondi culturali tra loro lontani, avviano rapporti di politica estera che segneranno il Medioevo e non solo. Ecco la storia di un’amicizia «a distanza», fatta di ambascerie, mediatori coraggiosi e regali da… Mille e una notte
Dieci anni di deliziosa diplomazia
Quando la «belva» del Tirreno scrive al califfo
Mappa rettangolare del mondo, da un’edizione manoscritta del Kitab Ghara‘ib al-funun wa-mulah al-‘uyun (Il libro delle curiosità delle scienze e delle meraviglie degli occhi), un trattato cosmografico egiziano redatto nell’XI sec. Oxford, Bodleian Library.
Una missione «in incognito», verso una terra lontana e sconosciuta. A compierla è un eunuco «intelligente e pronto», al servizio di una donna ricca, scaltra e… bella. Che lo incarica di consegnare una lettera al principe di Baghdad. Insieme a un messaggio segreto…
Un Longobardo sul Bosforo
Non solo i rapporti con l’Oriente islamico, ma anche quelli con l’impero bizantino richiedevano ai regnanti d’Occidente una continua attività diplomatica. Lo testimonia la lunga – e avventurosa – impresa di un vescovo di Cremona, partito, ormai quasi cinquantenne, alla volta di Costantinopoli… 48
MONDI LONTANI
L’
imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito (944-959) era uomo colto e lungimirante. Dava molta importanza ai rapporti diplomatici, e stabilí un dialogo sia con la corte di Ottone I re di Germania che con il lontano califfato di Cordova. Si impegnò per dare in sposa all’erede al trono una principessa di stirpe franca e Berta fu la prescelta, figlia naturale di Ugo di Provenza, re d’Italia, e nipote della omonima marchesa di Toscana (vedi il capitolo precedente, pp. 26-47). Quando la giovanissima pulzella era alla corte di Bisanzio in attesa delle nozze, Costantino coltivò con impegno l’amicizia con l’Italia. Scriveva a re Lotario II, figlio del defunto Ugo e fratellastro di Berta. Ma scriveva soprattutto al marchese di Ivrea Beren-
gario (900 circa-966), ben sapendo che era a tutti gli effetti l’uomo piú potente sulla scena italica, dopo aver sconfitto Ugo nel 945. Lotario, quindi, era sostanzialmente fuori gioco, e il marchese lo teneva sotto la propria vigile «tutela» presso il palazzo di Pavia, in attesa di riprendere a tutti gli effetti il trono che era appartenuto al nonno, Berengario I. Costantino, quindi, pensò bene di invitare a corte con tutti gli onori un messo di Berengario, il quale volle affidare l’ambasceria al diacono Liutprando (920 circa-971/2), che era ai suoi servizi con la mansione di segretario. La scelta ricadeva cosí sul rampollo di una famiglia di probabili mercanti tenuta in palmo di mano dal defunto re Ugo. Proprio quel sovrano sembra
aver avuto simpatia per il giovane Liutprando, ammirandone in particolare le doti di cantore. Suo padre aveva compiuto un’ambasceria a Costantinopoli nel 927, per presentare il suo signore con i dovuti omaggi appena salito al trono. Nel 942 era venuto poi il turno del patrigno di Liutprando (il padre era morto e la madre si era risposata), che accompagnò la predetta Berta alla corte di Costantino VII.
Istanbul, S. Sofia. Il mosaico bizantino che sormonta la Porta Imperiale raffigurante Cristo e l’imperatore Leone VI il Saggio (886-912) che si prostra ai suoi piedi.
Un incrocio propizio
Stando alla testimonianza dello stesso Liutprando, Berengario covava un certo malanimo per tutto ciò che ricordava re Ugo (non a torto, perché rischiò di essere accecato su ordine di Ugo in persona). Perciò dette l’incarico al suo MONDI LONTANI
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Parlarsi al tempo delle crociate Un commerciante pisano diventa uomo di Dio, un monaco di Assisi prega per il sultano, un sovrano mongolo, di credo buddhista, si avvicina – «pericolosamente» – al cristianesimo. Tre personaggi e altrettanti incontri che potevano concludersi diversamente. E, forse, avrebbero cambiato (in meglio?) la storia…
Miniatura raffigurante l’assedio di Damasco da parte dei crociati nel 1148, durante la seconda crociata, da un’edizione della Chronique d’Ernoul et de Bernard le Trésorier realizzata nei Paesi Bassi. Fine del XV sec. Londra, British Library.
I meravigliosi racconti di un viaggiatore veneziano Stampa ottocentesca raffigurante i resti della fortezza di Kalamita, presso Inkerman (città sobborgo di Sebastopoli, Crimea), che fra il XIV e il XV sec. fu controllata dai Genovesi.
Josafat Barbaro, mercante della Serenissima, percorse le terre abitate dai Tartari e dai Turcomanni, signori della Persia. Siamo nel tardo Quattrocento e l’Oriente si offre agli occhi dell’affascinato osservatore veneziano in tutto il suo esotico fulgore…
N
ella notte di Santa Caterina del 1437 (25 novembre) venne stipulato un accordo «alla Tana», ossia nell’attuale città di Azov, sul Mare omonimo, propaggine nord-orientale del Mar Nero. Sotto il tetto del mercante veneziano Bartolomeo Rosso, insieme al padrone di casa sono presenti i suoi colleghi: Josafat Barbaro (il nostro testimone, personaggio di spicco della Serenissima), Francesco Cornario, Catharin Contarini (in seguito attivo a Costantinopoli), Zuan (Giovanni) Barbarigo, Moysè Bon di Alessandro dalla Giudecca, Zuan da Valle (alcuni anni prima, nel 1428, mentre era in viaggio verso Derbent – fortezza sul Mar Caspio –, quest’ultimo depredò i carichi di alcuni navigli che giungevano da Astarabad). In tutto sono sette, ma è attestata anche… santa Caterina d’Alessandria in qualità di «ottavo socio». Secondo la consuetudine, infatti, l’ottava parte dei guadagni derivanti dall’affare sarebbe stata devoluta a opere di bene in nome della santa, assai popolare a Venezia.
Alla corte del duca Ivan
Mosca. La cattedrale dell’Assunzione, che, nelle forme attuali, è frutto della ricostruzione integrale operata tra il 1475 e il 1479 sul progetto che Aristotele Fioravanti elaborò per il duca Ivan III.
Inviato alla volta della Persia, sulle orme di Josafat Barbaro, il nobile veneziano Ambrogio Contarini viene costretto dalle vicende geopolitiche a rifugiarsi nientemeno che a Mosca. Nella città di Ivan III incontrerà un mondo sconosciuto, freddissimo ma pieno di «franciosi». E dedito, soprattutto, a una consuetudine che il nostro non è in grado di assecondare…
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