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Archeo n. 474, Agosto 2024

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IL POTERE A ROMA

COLOMBARI IN ETRURIA

PLINIO IL VECCHIO

SALGARI A CARTAGINE

SPECIALE MUSEI DELLA MAREMMA

L’ENIGMA DEI COLOMBARI

.it

IMPERIUM

INCHIESTA SUL POTERE NELL’ANTICA ROMA

COMO

I DUEMILA ANNI DI PLINIO IL VECCHIO LETTERATURA

EMILIO SALGARI A CARTAGINE

VIAGGIO NEI MUSEI DELLA MAREMMA

SPECIALE

www.archeo.it

IN EDICOLA L’ 8 AGOSTO 2024

2024

Mens. Anno XXXIX n. 474 agosto 2024 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

ARCHEO 474 AGOSTO

ETRURIA

€ 6,50


EDITORIALE

LA PASSIONE (NON) VA IN VACANZA Cari lettori, l’estate è probabilmente la stagione piú adatta per rinsaldare quella convinzione sulla quale si fonda la nostra comune passione: ovvero che l’archeologia rappresenti una componente essenziale della trama di cui è costituito il tessuto del patrimonio culturale italiano. Di essa sono parte eminente i parchi archeologici (spesso anche vere e proprie «riserve» naturalistiche, citiamo solo il caso di Vulci o quello di Populonia, sede di recentissime, importanti scoperte di cui riferiremo prossimamente), i grandi monumenti che dominano le città d’arte, ma anche quelli «minori», nascosti nelle periferie urbane o nelle nostre campagne, in contesti naturali talvolta di una bellezza che ancora ci sorprende. Basta sfogliare l’articolo degli archeologi Giuseppe Moscatelli e Giacomo Mazzuoli dedicato a una singolare tipologia di monumenti antichi, i «colombari», per convincerci (vedi alle pp. 48-63). E poi ci sono i musei, e non solo quelli di fama mondiale (ricordiamo qui solo il Museo Egizio di Torino che, proprio quest’anno, celebra i 200 anni dalla nascita): il nostro Stefano Mammini ha percorso la Maremma toscana e, nello speciale di questo numero, presenta una rete di musei locali, piccoli «scrigni» del sapere, da esplorare uno per uno… Il nostro elenco, ne siamo ben consapevoli, potrebbe allungarsi all’infinito, e, per motivi di spazio – ma anche per non tediarvi – ci fermiamo qui. Scusandoci sin d’ora per aver privilegiato, in questo numero, le terre dell’Etruria. Sappiamo, del resto, quale è stato e qual è ancora il ruolo svolto dagli Etruschi nell’ambito dell’archeologia. Basta gettare uno sguardo ad alcune recentissime pubblicazioni in tema: l’indagine di Alessandro Mandolesi sulla costa Tra Caere e Tarquinia (vedi la scheda a p. 112), le rivelazioni su Bologna etrusca, la città «invisibile» di Giuseppe Sassatelli (Bologna University Press), l’affascinante inchiesta sull’uso politico degli Etruschi nel Novecento presentata da Andrea Avalli nel suo Il mito della prima Italia (Viella). Argomenti che approfondiremo, con gli stessi autori, nei prossimi numeri. Intanto, però, auguri di buona lettura e di un’estate di «passione» archeologica! Andreas M. Steiner Tombe della necropoli etrusca delle Grotte, nel Parco Archeologico di Baratti e Populonia (Livorno).


SOMMARIO EDITORIALE

La passione (non) va in vacanza

3

di Andreas M. Steiner

Attualità

ARCHEOFILATELIA Di guerrieri, fanciulle e venditori di porpora...

ARCHEOLOGIA RUPESTRE 24

di Luciano Calenda

L’INTERVISTA

6

SCOPERTE Un metodo vincente per l’arte preistorica ALL’OMBRA DEL VULCANO L’avventura continua

6

Una definizione di imperium? Responsabilità e rispetto delle regole... 30

10

incontro con Giovanni Brizzi, a cura di Andreas M. Steiner

di Alessandra Randazzo

48 MOSTRE

12

Plinio e il catalogo del mondo

di Dario Daffara

SCAVI La vita di una grande fattoria

48

di Giuseppe Moscatelli e Giacomo Mazzuoli

NOTIZIARIO

FRONTE DEL PORTO All’ombra della torre

Dove volano i colombi

66

di Gianfranco Adornato, con un contributo di Gian Biagio Conte

14

di Giampiero Galasso

A TUTTO CAMPO Quando il nudo è donna

16

di Mara Sternini

Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it

SPECIALE MUSEI DELLA MAREMMA

Impaginazione Davide Tesei

SALGARI A CARTAGINE

Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it

Federico Curti

Comitato Scientifico Internazionale Mens. Anno XXXIX n. 474 agosto 2024 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

PLINIO IL VECCHIO

Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it

In copertina L’incendio di Roma, il 18 luglio del 64 d.C., olio di Hubert Robert, 1785. Le Havre, Musèe d’art moderne André Malraux.

Presidente

INCHIESTA SUL POTERE NELL’ANTICA ROMA

COLOMBARI IN ETRURIA

Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it

€ 6,50

IMPERIUM

IL POTERE A ROMA

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Angelo Poliziano, 76 – 00184 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it

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2024

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M SPE AR CIA EM LE M A he o.

ARCHEO 474 AGOSTO

Anno XL, n. 474 - agosto 2024 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

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30 www.archeo.it

di Carlo Casi

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IN EDICOLA L’ 8 AGOSTO 2024

IN DIRETTA DA VULCI Tracce di antichi riti

COMO

I DUEMILA ANNI DI PLINIO IL VECCHIO LETTERATURA

EMILIO SALGARI A CARTAGINE

ETRURIA L’ENIGMA DEI COLOMBARI

arc474_Cop.indd 1

SPECIALE

Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Henry de Lumley, Javier Nieto

VIAGGIO NEI MUSEI DELLA MAREMMA 24/07/24 11:56

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Carla Alfano, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Giulio Paolucci, Sergio Pernigotti, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Jacopo Tabolli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Gianfranco Adornato è professore di archeologia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Gian Biagio Conte è professore emerito di letteratura latina presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Dario Daffara è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia antica. Giuseppe M. Della Fina è vice presidente della Fondazione per il Museo «Claudio Faina» di Orvieto. Luciano Frazzoni è archeologo. Giampiero Galasso è giornalista. Giacomo Mazzuoli è ricercatore indipendente. Giuseppe Moscatelli è ricercatore indipendente. Alessandra Randazzo è giornalista. Orietta Rossini è curatrice della mostra «Teatro. Autori, attori e pubblico nell’Antica Roma». Mara Sternini è professoressa associata di archeologia classica all’Università degli Studi di Siena.


ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/15 Quel Sandokan in salsa punica

78

di Giuseppe M. Della Fina

Rubriche TERRA, ACQUA, FUOCO, VENTO

Stampigliati o a stralucido, purché si beva!

106

di Luciano Frazzoni

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA Come lui non c’è nessuno

110

di Francesca Ceci

SPECIALE

MAREMMA Amara e magnifica

110 LIBRI

86

112

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di Stefano Mammini

Illustrazioni e immagini: Doc. red.: copertina e pp. 3, 16 (destra), 17, 30-45, 66, 76, 80, 82/83, 106-107, 108 (destra), 110-111 – Griffith University, Gold Coast, Australia: pp. 6/7 (alto) – Google Arts & Culture: pp. 6/7 (basso), 8 – Parco Archeologico di Pompei: pp. 10-11 – Parco Archeologico di Ostia antica: p. 12 – Cortesia Associazione speleologica A.S.S.O.: p. 13 – Cortesia Soprintendenza ABAP per le province di Ancona Pesaro e Urbino: pp. 14, 15 (alto) – Candido Troncone: p. 16 (sinistra) – Cortesia Fondazione Vulci: pp. 18-19 – Giacomo Mazzuoli: pp. 48/49, 50/51, 51 (basso), 52-63 – Cortesia ddl studio: Fabio Viale: pp. 67, 73; Carlo Pozzoni: pp. 68-69, 77; Luigi Spina: pp. 70, 71 (basso); Collezione privata Fam. Di Cosmo: p. 71 (alto); Gallerie degli Uffizi: pp. 72, 75; Kaos Produzioni: p. 74 – Mondadori Portfolio: Archivio GBB: pp. 78, 82, 85; Fototeca Gilardi: p. 79 – Shutterstock: pp. 84/85, 86/87, 93 (alto) – Stefano Mammini: pp. 88, 89 (alto), 92 (sinistra), 93 (basso) – Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno: p. 90 (basso) – Cortesia Ufficio stampa Musei di Maremma: pp. 92 (basso), 94-95, 96, 98-101, 102, 103 (basso), 104-105; Nicola Tisi: p. 97 – Cortesia dell’autori: pp. 108 (sinistra) – Cippigraphix: cartine alle pp. 51, 88/89.

Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia srl Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Il Servizio Arretrati è a cura di: Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Srl - 20090 Segrate (MI) I clienti privati possono richiedere copie degli arretrati tramite e-mail agli indirizzi: collez@mondadori.it e arretrati@mondadori.it Per le edicole e i distributori è inoltre disponibile il sito: https://arretrati. pressdi.it

L’indice di «Archeo» 1985-2023 è disponibile sul sito https://ulissenet.comperio.it/ Registrandosi sulla home page si ottengono le credenziali per la consultazione di prova


L’INTERVISTA • IMPERIUM

UNA DEFINIZIONE DI IMPERIUM? RESPONSABILITÀ E RISPETTO DELLE REGOLE… È possibile rintracciare le infinite connotazioni di un concetto – tanto astratto quanto concreto – come quello di «potere» nel mondo romano? L’impresa è stata affrontata nella recente fatica dello storico dell’antichità Giovanni Brizzi, partendo dall’analisi di un’espressione molto particolare e spesso fraintesa: imperium. Brizzi ne individua le origini in un’età addirittura precedente la nascita stessa dell’Urbe e arriva a descriverne la palingenesi verificatasi, circa otto secoli dopo, grazie alla genialità politica di Paolo di Tarso. Un percorso accidentato, scandito dalla presenza di tutti i grandi nomi della storia di Roma, da Furio Camillo a Cornelio Scipione, da Giulio Cesare ad Augusto, ai principi delle dinastie dei Flavi, Antonini e Severi, fino agli imperatori protagonisti dell’anarchia militare e oltre. Ne abbiamo parlato con l’autore incontro con Giovanni Brizzi, a cura di Andreas M. Steiner Disegno ricostruttivo ideale del Foro Romano in epoca imperiale: da sinistra, il tempio di Cesare, la Casa delle Vestali, la statua equestre di Vespasiano, il tempio di Castore e Polluce, la basilica Giulia; sullo sfondo, i palazzi imperiali del Palatino. 30 a r c h e o


♦P rofessor Brizzi, la sua «nuova» storia del potere a Roma si dipana alla luce di un riesame sorprendentemente nuovo di un’espressione che – per una certa opinione comune – al termine «potere» viene quasi a sovrapporsi, ovvero quella di imperium… Il libro vuol essere un tentativo da parte mia di confutare almeno in parte una serie di pregiudizi che affliggono Roma e il suo concetto di potere. Al contrario di quanto si crede di solito, penso che il termine moderno «imperialismo» solo indirettamente derivi dal latino imperium, nozione che presenta in

origine risvolti profondamente etici; credo, invece, che l’accezione odierna meglio si riallacci a taluni moduli degli imperi europei del XVIII e XIX secolo, che a quel lontano esempio ambirono, senza troppo riuscirvi, a somigliare. ♦S in dalle prime pagine del suo libro emerge come la parola imperium esprima un rapporto molto particolare, quello tra il potere nella sua accezione piú alta e l’idea di responsabilità. Ma quando nasce questo concetto? Anche se conosciamo il termine solo attraverso la

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ARCHEOLOGIA RUPESTRE • LE COLOMBAIE

DOVE VOLANO I COLOMBI CENTINAIA DI PICCOLE NICCHIE SCOLPITE SULLE PARETI DELLE GROTTE: I COSIDDETTI «COLOMBARI» O «COLOMBAIE» SONO UNA PRESENZA DIFFUSA ANCHE NELLE TERRE DELL’ETRURIA TOSCO-LAZIALE. EPPURE, LE IPOTESI CIRCA LA LORO REALE FUNZIONE SONO, FINO A OGGI, ANCORA INCERTE. UNO STUDIO RECENTE, CHE QUI PRESENTIAMO, APRE INVECE A UNA PROSPETTIVA NUOVA E... CONVINCENTE di Giuseppe Moscatelli e Giacomo Mazzuoli

L

a Tuscia rupestre è un paradiso archeologico di incontaminata e selvaggia bellezza, anche se, purtroppo, in tempi recenti sono stati proposti progetti di impianti per la Il colombario rupestre sull’Isola Bisentina, nel lago di Bolsena.

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produzione energetica che potrebbero stravolgere e distruggere gran parte di questo territorio ancora vergine. La sua conformazione geologica, frutto di una incessante e


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ARCHEOLOGIA RUPESTRE • LE COLOMBAIE

caotica attività vulcanica – che per oltre ottocentomila anni ha avuto come esito il riversamento di flussi piroclastici su versanti, vallate e pendii – ha favorito lo scavo delle necropoli da parte degli Etruschi, che trovarono nel tufo – roccia che è appunto di origine vulcanica – il materiale ideale a questo scopo, grazie al suo essere resistente e, al tempo stesso, facilmente lavorabile. Da allora, senza soluzione di continuità, gli abitanti di questa terra hanno continuato a modellare il territorio, scavando sepolcreti, cisterne, romitori e chiese rupestri; scolpendo colombaie, vasche lustrali e pestarole; erigendo are, monu-

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menti funebri, insediamenti e opifici; realizzando condotti idraulici, bottini, gallerie, cunicoli e cantine, che testimoniano una pratica che si è protratta fin quasi ai nostri giorni.

IL PRIMATO DELL’ETRURIA Tra queste emergenze le colombaie rupestri costituiscono senz’altro una singolarità archeologica, poco nota e ancor meno studiata, nonostante la loro ampia diffusione. Infatti, sebbene sporadici esempi siano attestati anche in altre regioni d’Italia – come in Sicilia, in Puglia e nell’appennino emiliano – l’Etruria meridionale resta la patria delle colombaie (o colombai che dir si voglia),

in virtú di una quantità e una concentrazione che non trova eguali altrove; nonché di una conformazione geologica ricca di pareti rocciose che, precipitando a picco su fiumi e fossi, hanno generato profondissime e umide forre di ineguagliabile bellezza paesaggistica. E proprio sull’alto di queste pareti, in epoca non ben precisata, sono state scavate grotte massicciamente scolpite di nicchie la cui origine e funzione sono state e sono tutt’oggi oggetto di discussione. Entrare per la prima volta in una di queste strutture vuol dire immergersi nella fascinazione di luoghi di incomparabile suggestione. Nella


Cartina dell’Etruria meridionale nella quale sono evidenziate le località in cui sono attestati i colombari citati nel testo. In basso, sulle due pagine: il colombario romano rupestre a Falerii Novi (presso Civita Castellana), in località Cavo degli Zucchi.

Todi

Acquapendente

Grosseto Scansano

Orvieto Grotte di Castro

Sovana Manciano

Lago di Bolsena

Pitigliano

Bolsena

Isola Bisentina

Castro Albinia

Bomarzo Pescia Romana

Porto Ercole

Mar Tirreno

Vallerano Civita Castellana Falerii Novi

Vetralla

Montalto di Castro Tarquinia

Narni

Orte

Viterbo

Tuscania

Terni

Amelia

Blera

Sutri Fiano Romano

Tolfa Lago di Bracciano

Civitavecchia Santa Marinella

Cerveteri

Ladispoli Fregene

Veio

Roma

Qui sopra: particolare del mosaico nilotico di Palestrina nel quale si vede una torre per l’allevamento dei colombi, con gli uccelli stessi che svolazzano intorno alla struttura. II sec. a.C. Palestrina, Museo Archeologico Nazionale. a r c h e o 51


MOSTRE • COMO

PLINIO E IL CATALOGO DEL MONDO

IL 2023/2024 È UN BIENNIO RILEVANTE PER LA STORIA ITALIANA ED EUROPEA: SI CELEBRANO I DUEMILA ANNI DALLA NASCITA DI GAIUS PLINIUS SECUNDUS, PLINIO IL VECCHIO, NATO A COMO NEL 23 D.C. E IMPOSTOSI COME FIGURA CRUCIALE DEL PROCESSO DI SVILUPPO CULTURALE EUROPEO. LA SUA NATURALIS HISTORIA NON SOLO È LA PIÚ ANTICA «ENCICLOPEDIA» GIUNTA FINO A NOI, MA È ANCHE UNA DELLE PIÚ SIGNIFICATIVE OPERE DELL’ANTICHITÀ. UNA MOSTRA ALLESTITA NELLA SUA CITTÀ NATALE RIPERCORRE LE VICENDE DELL’ILLUSTRE «COMENSE», METTENDO IN LUCE LA STRAORDINARIA FORTUNA DELLA SUA OPERA ATTRAVERSO I SECOLI E LA SUA ATTUALITÀ NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA di Gianfranco Adornato, con un contributo di Gian Biagio Conte

«I

l mio cammino si svolge per una via non percorsa da altri autori, né tale che l’animo provi il desiderio di spaziarvi: nessuno fra i nostri scrittori che abbia tentato una simile impresa, nessuno tra i Greci che, da solo, abbia trattato tutte le parti dell’argomento. Negli studi, noi cerchiamo generalmente gli aspetti dilettevoli: le questioni invece che, affrontate da altri, sono ritenute di estrema sottigliezza, restano sommerse dalla misteriosa oscurità dell’argomento. Io mi propongo di toccare tutti

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i settori che, per i Greci, compongono la cultura enciclopedica; e tuttavia alcuni di essi sono sconosciuti, o mal certi per gl’ingegni che vi si dedicano, mentre altri sono stati divulgati da tanti autori, che sono venuti a noia. È compito arduo dare una veste nuova ad argomenti triti, conferire autorità a quelli che si trattano per la

prima volta, nuovo splendore a quelli desueti, chiarezza a quelli oscuri, attrattiva a quelli noiosi, e insomma rendere a tutti la loro natura e alla natura tutto ciò che le appartiene. Perciò, anche se non si consegue lo scopo, averlo perseguito è già impresa sufficientemente bella e gloriosa» (Prefazione 14-15).

In alto: Plinio il Vecchio in una incisione tratta da Grande Illustrazione del Lombardo Veneto... di Cesare Cantú. Milano, 1859. Nella pagina accanto: installazione di Fabio Viale, con il suo Laocoonte (marmo bianco e pigmenti, 2020) davanti alla medievale Porta Torre di Como.


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SPECIALE • MUSEI DI MAREMMA

MAREMMA AMARA E MAGNIFICA

ESTESA FRA LAZIO SETTENTRIONALE E TOSCANA MERIDIONALE, LA LEGGENDARIA REGIONE VANTA MOLTE E AVVENTUROSE VITE: A STAGIONI DI ECCEZIONALE FIORITURA IN ETÀ ETRUSCA E ROMANA SI SONO SUCCEDUTE FASI DI ABBANDONO E DECADENZA, ESASPERATE DALL’INSALUBRITÀ DELLA SUA COSTA PALUDOSA. A RIDOSSO DELLA QUALE, PERÒ, SI SVILUPPARONO IMPORTANTI ATTIVITÀ MINERARIE. DI QUESTO MOSAICO DI STORIE TESTIMONIA LA RETE DEI MUSEI MAREMMANI A CUI DEDICHIAMO LE PAGINE SEGUENTI di Stefano Mammini

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L’alba sulla laguna di Orbetello (a destra nella foto). Sullo sfondo, le cime del Monte Amiata.

L

a Maremma è un territorio vasto – circa 5000 kmq – e composito. Eppure, già il suo nome pone l’enfasi su una soltanto delle sue molte facce: forse derivante dal latino maritima, maremma – che nasce come sostantivo – è infatti il termine che designa una zona costiera pianeggiante lungo la quale l’azione delle maree è poco sentita e, di conseguenza, il cordone litoraneo risulta chiuso, causando la formazione di stagni e paludi. Un fenomeno del quale, in effetti, il litorale tirrenico compreso fra il Lazio settentrionale e la Toscana meridionale ha costituito un caso esemplare e indotto quindi a battezzarlo Maremma. Tuttavia, come detto, il territorio maremmano è assai piú ampio e comprende un vasto entroterra, per lo piú collinare, nel quale, per esempio, uno degli elementi peculiari è la presenza di importanti bacini minerari. Si può quindi intuire come la storia della frequentazione umana in queste

zone abbia seguito dinamiche variegate, accomunate da una lunghissima durata e che è stato possibile ricostruire, in larga parte, grazie alla ricerca archeologica. Altrettanto diversi sono ancora oggi i paesaggi maremmani, in un alternarsi di vaste pianure coltivate, pascoli, macchia mediterranea, boschi. Ambienti ricchi di fauna, domestica e selvatica, con molte specie locali, tra cui la razza bovina delle vacche maremmane. Animali possenti, che sono, a ben vedere, una testimonianza vivente della storia plurisecolare di queste terre: è stato infatti osservato che alcune pitture etrusche di Tarquinia, prima fra tutte la Tomba dei Tori (540-530 a.C.), mostrano bovini che condividono con quelli odierni la caratteristica forma «a lira» delle corna. Un indizio della piú che probabile presenza della razza maremmana già a quella data (vedi foto a p. 89). Della gestione delle mandrie, allevate allo stato brado o semibrado, si occupavano, fino a tempi non lontani, i

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SPECIALE • MUSEI DI MAREMMA

Murlo

Castagneto Carducci

Monticiano

San Vincenzo

Massa Marittima

Campiglia Marittima

Roccastrada

Lago dell’Accesa

Populonia Piombino

Monta

M

Follonica

Civitella Paganico

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Gavorrano

Castel del Piano

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Scarlino

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Cinigiano

Arcidosso

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Vetulonia Marciana Marina

Marciana

Portoferraio

Isola d’Elba

Castiglione della Pescaia

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Grosseto

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Capoliveri

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Via Au lia re

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SS 1

Campo nell’Elba

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Rio Marina

Scansano

Poggio Aquilone Talamone

Saturnia

Montiano

Fonteblanda

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Marsiliana

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Orbetello Monte Argentario

Capalbio Nunziatella

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SS 1

Isola del Giglio

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Isola di Montecristo

Giannutri

Mar Tirreno Un tipico paesaggio palustre della Maremma all’interno della Riserva Naturale della Diaccia Botrona, presso Castiglione della Pescaia.

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Vi a


Lago Trasimeno

alcino

Lago di Montepulciano

Perugia

Lago di Chiusi

Chianciano Terme

Assisi Bettona

Spello

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Città della Pieve

Sarteano

Torgiano

Panicale

Chiusi

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Montepulciano

Corciano

Magione

Castiglione del Lago

Piegaro

Deruta

Abbadia San Salvatore

Ussita

Foligno

Bevagna

Marsciano

Visso

Gualdo Cattaneo Collazzone Fabro

Piancastagnaio

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Preci

Trevi

Giano dell’Umbria Todi

Fiora

Campello sul Clitunno Castel Viscardo

Acquapendente

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Grotte di Castro

Lago di Corbara

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Bolsena

Baschi

Bisenzio

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Ferentillo

Bagnoregio

Lago di Bolsena

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Arqua del Tron

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Pitigliano

Ischia di Castro

Orvieto

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San Lorenzo Nuovo

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Massa Martana

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Ferento

Canino

Terni

Amelia

Montefiascone

Stroncone Cantalice

Antrodoco

Soriano nel Cimino

Contigliano

Monti Sabini

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Lago di Vico

Vetralla

Fabrica di Roma

Ronciglione Blera

Monte Romano

Sutri

Civita Castellana Nepi

Allumiere

Lago di Bracciano Anguillara Sabazia Bracciano

Civitavecchia

Santa Marinella Cerveteri

Ladispoli SS 1

Roma Via Aurelia

Rieti Cittaducale

Dall’alto: un magnifico esemplare di vacca maremmana e un particolare delle pitture della Tomba dei Tori di Tarquinia (540-530 a.C.). La somiglianza, resa evidente soprattutto dalla Poggio Mirteto tipica conformazione «a lira» delle corna dell’animale, è considerata una prova attendibile dell’esistenza Fara di questa razza bovina già in Fiano Romano in epoca etrusca.Sabina

Sco

Bo

butteri, personaggi spesso considerati quasi leggendari in Maremma, che costituivano un Carsoli anello fondamentalePalombara nella catena economica Sabina di queste terre. Oggi il loro ruolo è stato riMonterotondo dimensionato da nuove modalità di allevaGuidonia delle glorie passate mento, ma la memoria viene coltivata da Montecelio rievocazioni e tornei e, a Grosseto, si è voluto fermarla nel tempo reaTivoli lizzando il monumento al buttero che troneggia nella piazza antistante la stazione. Come accennato in precedenza, la presenza di comunità umane nel territorio maremre

Manziana

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Campagnano di Roma Tolfa

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Orte

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Archeo n. 474, Agosto 2024 by Archeo - Issuu