LUCE SULL’ARCHEOLOGIA
HAL SAFLIENI
QUARTO FLEGREO VETULONIA
CASTEL GOFFREDO
SPECIALE STANDARDIZZAZIONE
LETTERATURA
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M SPECIA AL LE TA
LA LUNGA NOTTE DI
HAL SAFLIENI
I MISTERI DI UN ANTICO SEPOLCRO
TUTTE LE COLPE DI NERONE VETULONIA
TESORI DALLA CITTÀ PERDUTA
ROMA E LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
SPECIALE
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 13 DICEMBRE 2022
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2022
Mens. Anno XXXVIII n. 454 dicembre 2022 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEO 454 DICEMBRE
CAMPI FLEGREI
€ 6,50
SOMMARIO EDITORIALE
SCAVI I volti di un antico melting pot 6
INCONTRI L’arte come sentimento del sublime MOSTRE L’occhio di Horus e altre storie IN DIRETTA DA VULCI Tutti pazzi per Mitra
di Elisa Pompianu
di Carlo Casi
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di Andreas M. Steiner
SCAVI Lungo l’antico fiume
6
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di Giampiero Galasso
PASSEGGIATE NEL PArCo La storia comincia dal basso
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ALL’OMBRA DEL VULCANO Una villa con tutti i comfort 12 a cura di Alessandra Randazzo
di Paola Francesca Rossi
ARCHEOFILATELIA Cosí esotici, cosí familiari...
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La memoria del sottosuolo
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M SPECIA AL LE TA
amministrazione@timelinepublishing.it
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Tesori dalla città perduta
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di Simona Rafanelli
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CAMPI FLEGREI
I MISTERI DI UN ANTICO SEPOLCRO
60
In copertina la «Sleeping Lady», o «Dormiente», statuetta rinvenuta nella «Camera dipinta» dell’Ipogeo di Hal Saflieni. 3300-3000 a.C. Valletta, Museo Nazionale di Archeologia.
Presidente
Federico Curti
LA LUNGA NOTTE DI
VETULONIA
TESORI DALLA CITTÀ PERDUTA
Comitato Scientifico Internazionale Mens. Anno XXXVIII n. 454 dicembre 2022 € 6,50 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
SPECIALE STANDARDIZZAZIONE
Amministrazione
CASTEL GOFFREDO
Impaginazione Davide Tesei
QUARTO FLEGREO VETULONIA
Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it
€ 6,50
HAL SAFLIENI
HAL SAFLIENI
Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it
48 MOSTRE
di Andreas M. Steiner
LUCE SULL’ARCHEOLOGIA
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it
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SCOPERTE
2022
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
21
di Flavia Marimpietri
ARCHEO 454 DICEMBRE
Anno XXXVIII, n. 454 - dicembre 2022 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
di Raffaella Iovine e Maria Teresa Urso
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PAROLA D’ARCHEOLOGO Salaria Vecchia, scoperte nuove
Una «piramide» nella Campania felix 48
di Luciano Calenda
di Giancarlo Sani e Franco Rossi
FRONTE DEL PORTO La memoria delle ossa
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di Stefano Bertoldi
di Martina Almonte e Federica Rinaldi
SCAVI L’eremita dal braccio forte
A TUTTO CAMPO Quel paesaggio fermo nel tempo
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NOTIZIARIO
IN EDICOLA IL 13 DICEMBRE 2022
Attualità
o. it
Dentro il sacro
STORIA
LETTERATURA
TUTTE LE COLPE DI NERONE
arc454_Cop.indd 1
SPECIALE
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Venceslas Kruta, Henry de Lumley, Javier Nieto
ROMA E LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
30/11/22 18:00
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Martina Almonte è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Cristina Ferrari è archeologa. Giampiero Galasso è giornalista. Raffaella Iovine è archeologa. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Elisa Pompianu è archeologa. Manuele Putti è borsista di ricerca all’Università degli Studi di Siena. Simona Rafanelli è direttrice del MuVet-Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi» di Vetulonia. Alessandra Randazzo è giornalista. Federica Rinaldi è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Paola Francesca Rossi è funzionario antropologo del Parco archeologico di Ostia antica. Flavio Russo è ingegnere, storico e scrittore, collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Giancarlo Sani è fondatore del Centro Arte Rupestre Toscano. Maria Teresa Urso è archeologa.
ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/3
«Condannato» all’abiezione 70 di Giuseppe M. Della Fina
70 MUSEI
La ricchezza dell’acqua 78 di Cristina Ferrari
Rubriche L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Inganni d’autore
90 108
di Francesca Ceci
LIBRI
110
SPECIALE
Un impero fatto in serie
90
di Flavio Russo
Illustrazioni e immagini: Alamy Stock Photo: copertina (e p. 44, in alto) e pp. 36/37, 42/43 – Cortesia Servizio Associato Comunicazione, Unione Comuni Valdichiana Senese: p. 3 – G. Alvito, Teravista: p. 6 – Elisa Pompianu: pp. 6/7 – Stefano Ricci: p. 7 (alto e basso) – Cortesia Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso: p. 8 – Parco archeologico del Colosseo: pp. 10-11 – Parco archeologico di Pompei: pp. 12-13 – Cortesia degli autori: pp. 14-16, 22, 48/49, 50 (basso), 51, 52, 54-59; A. Ferro: p. 53 – Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica: pp. 18-19 – Manuele Putti: pp. 24, 25 (alto) – Studio Inklink, Firenze-Università di Siena: p. 25 (basso) – Cortesia Soprintendenza Speciale ABAP di Roma: pp. 26-29 – Doc. red.: pp. 38 (alto, a destra, centro e basso), 40 (alto), 44 (basso), 45, 70, 73, 74, 90/91, 95, 102/103, 106 (basso), 107 (basso), 108-109 – Daniel Cilia: pp. 40 (basso), 41 – Cortesia MuVet-Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi», Vetulonia: pp. 62, 64 (alto); Stefano Cocco Cantini: pp. 60, 68-69; Paolo Nannini/SABAP Siena, Grosseto e Arezzo: pp. 60/61, 63 (sinistra), 64/65, 66 (centro), 66/67, 67; Archivio MuVet: pp. 63 (basso), 66 (alto); Gabinetto fotografico Direzione Regionale dei Musei della Toscana: p. 64 (basso) – Mondadori Portfolio: AKG Images: pp. 71, 96-97, 101 (basso), 106 (alto), 107 (alto); Fine Art Images/Heritage Images: p. 75; Fototeca Gilardi: p. 76; Archivio Antonio Quattrone/Antonio Quattrone: p. 77; Electa/Antonio Quattrone: p. 87; Erich Lessing/K&K Archive: p. 90; Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Paolo Manusardi: p. 92; Album/Pedro Carrión: p. 99; Electa/Sergio Anelli: pp. 100/101 – Shutterstock: pp. 72, 80 (basso) – Cortesia MAST, Museo di Arte, di Storia e del Territorio, Castel Goffredo: pp. 78/79, 81, 82-86, 88 – The Cleveland Museum of Art, Cleveland: p. 93 – Flavio Russo: ricostruzioni virtuali alle pp. 94, 101, 102 (basso), 103 (basso), 104-105 – Cippigraphix: cartine alle pp. 38, 50, 80. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia srl Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Il Servizio Arretrati è a cura di: Press-Di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Srl - 20090 Segrate (MI) I clienti privati possono richiedere copie degli arretrati tramite e-mail agli indirizzi: collez@mondadori.it e arretrati@mondadori.it Per le edicole e i distributori è inoltre disponibile il sito: https://arretrati. pressdi.it
L’indice di «Archeo» 1985-2021 è disponibile sul sito www.ulissenet.it Registrandosi sulla home page si ottengono le credenziali per la consultazione di prova
PAROLA D’ARCHEOLOGO Flavia Marimpietri
SALARIA VECCHIA, SCOPERTE NUOVE IL SOTTOSUOLO DI ROMA NON CESSA DI STUPIRE: INDAGINI PREVENTIVE CONDOTTE NON LONTANO DA VILLA BORGHESE HANNO RIVELATO UNA STRADA ROMANA BASOLATA E UN MAUSOLEO. NE PARLIAMO CON FABRIZIO SANTI, L’ARCHEOLOGO INCARICATO DELLO SCAVO
B
asoli in leucitite perfettamente conservati, muretti per contenere il passaggio dei carri, marciapiedi per i pedoni. Straordinaria è la scoperta di cui è stato teatro il quartiere Parioli, a Roma, poche decine di centimetri sotto l’asfalto moderno, dove ogni giorno sfrecciano automobili e motorini: in piazza Pitagora è venuto alla luce un tratto
eccezionalmente ben conservato di una strada romana basolata, fiancheggiata da un monumento funerario. Il rinvenimento ha avuto luogo nel corso delle indagini archeologiche condotte sotto la direzione della Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito dei lavori di Terna S.p.A. per la realizzazione della nuova linea elettrica in cavo interrato
Nomentana-Villa Borghese e getta nuova luce sulla topografia di Roma e sul tracciato delle sue antiche arterie stradali. Come ha dichiarato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma, «Ancora una volta abbiamo la possibilità di assistere a un ritrovamento di grande rilievo grazie alla sinergia tra la Soprintendenza e Terna.
Ortofoto della strada basolata venuta recentemente alla luce nel corso di scavi condotti a Roma, in piazza Pitagora, in previsione della posa in opera di una linea elettrica.
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Altre immagini della strada basolata, perfettamente conservata, rinvenuta a Roma e forse identificabile con un tratto della Salaria Vetus. Una delle molte collaborazioni virtuose che permettono alla cittadinanza di essere testimone di come si possano far convivere armoniosamente servizi per l’utenza e la tutela del patrimonio archeologico e culturale di Roma». Ci siamo dunque recati sul posto, mentre le indagini archeologiche erano in corso e lo splendido basolato romano a vista, per farci raccontare del ritrovamento dal direttore scientifico dello scavo, Fabrizio Santi, funzionario archeologo della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma. Dottor Santi, perché si tratta di una scoperta cosí importante? «È un rinvenimento eccezionale innanzitutto perché è emerso a una quota superficiale rispetto al piano dell’asfalto, a circa 1-1,5 m di profondità, e il saggio di scavo, anche se relativamente piccolo, ha restituito un’alta concentrazione di evidenze archeologiche. La scoperta è di grande effetto anche perché i basoli della strada sono molto ben conservati, pur trovandosi in un’area fortemente urbanizzata di Roma». Vi aspettavate di trovare una strada romana in quel punto della città? «Si tratta di un’area con importanti evidenze antiche. In piazza Pitagora, all’altezza dell’incrocio con via Bertoloni, si trovano le catacombe di S. Ermete. Alcuni metri piú in basso, a livello sotterraneo, passa l’acquedotto Vergine (che proviene dall’area di Villa Ada e viale Romania). In passato, inoltre, erano emersi altri tratti di basolato stradale lungo la direttrice di via Bertoloni». Ma non immaginavate, forse, di scoprire un basolato cosí imponente…
a r c h e o 27
SCOPERTE • MALTA
LA MEMORIA DEL SOTTOSUOLO L’IPOGEO DI HAL SAFLIENI, NELLA CITTADINA DI PAOLA A MALTA, È UN COMPLESSO DI AMBIENTI SOTTERRANEI DI ETÀ NEOLITICA SCOPERTO ED ESPLORATO PER LA PRIMA VOLTA AGLI INIZI DEL SECOLO SCORSO. OGGI, UN IMPONENTE LAVORO DI CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE PERMETTE DI INDAGARNE LA FUNZIONE E DI RIFLETTERE INTORNO AL SUO SIGNIFICATO PIÚ PROFONDO... di Andreas M. Steiner
Veduta del cosiddetto «Santo dei Santi», uno degli ambienti sotterranei del piano intermedio di Hal Saflieni, il santuario neolitico situato nella cittadina maltese di Paola. 36 a r c h e o
L
o scorso novembre si è svolto, nella magnifica cornice del Castello Aragonese di Baia, un seminario organizzato dall’Istituto di Studi sul Mediterraneo (CNR), incentrato su un problema tanto rilevante e affascinante quanto, forse, ancora poco presente nell’opinione comune: quello della «valorizzazione e gestione sostenibile del patrimonio culturale del sottosuolo». La riunione è stata l’occasione per presentare il recente volume curato da Giuseppe Pace e Renata Salvarani (Underground Built Heritage Valorisation: A Handbook, Edizioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche), incentrato sugli aspetti dell’indagine, del restauro, della conservazione e, soprattutto, della fruizione pubblica delle architetture sommerse, dalla preistoria all’età moderna.
UNA SOLUZIONE ESEMPLARE Tra i numerosi casi presentati nel volume figura anche quello del cosiddetto Ipogeo di Hal Saflieni, una struttura sotterranea risalente a un periodo tra il 3300 e il 3000 a.C. e situata nella cittadina di Paola, sull’isola di Malta. Dal 1980 il sito è incluso nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. A nostro avviso, Hal Saflieni rappresenta un caso esemplare di come una condizione di estrema criticità sia stata affrontata in maniera tale da garantire condizioni di massima sicurezza possibile sul piano conservativo e, al contempo, permetterne la visita al pubblico. Per lunghi decenni, a partire dalla sua scoperta nel 1902, questo straordinario esempio di architettura sotterranea neolitica era aperto a chiunque a r c h e o 37
STORIA • CAMPANIA
UNA «PIRAMIDE» NELLA
CAMPANIA FELIX PARTE DI UN’AREA STORICAMENTE NOTA PER LA SUA STRAORDINARIA FERTILITÀ, L’ENTROTERRA DI POZZUOLI NASCONDE ANCORA NUMEROSE TESTIMONIANZE DI UN’ETÀ PROSPERA E FELICE. TRA QUESTE SPICCA UNO SPETTACOLARE MAUSOLEO, DALL’INCONFONDIBILE GUSTO ESOTICO... di Raffaella Iovine e Maria Teresa Urso
I
n età romana il fertile territorio di Quarto Flegreo (Napoli) era parte integrante del produttivo retroterra agricolo dell’ager di Puteoli (la moderna Pozzuoli), principale porto dell’impero fino all’epoca di Traiano. La trafficata via pubblica Puteolis-Capuam, l’odierna via Consolare Campana, frequentata da mercanti, viaggiatori e schiavi, conduceva a Capua (l’attuale Santa Maria Capua Vetere), per poi raggiungere Roma attraverso la via Appia. Il toponimo Quarto rappresenta la distanza da Puteoli, ovvero il IV miglio, poiché i Romani misuravano il miglio ogni 1000 passi per collocare una pietra miliare. Se oggi si scavasse sotto la via 48 a r c h e o
Veduta della necropoli localizzata in via Brindisi, a Quarto Flegreo (Napoli). Sulla destra spicca il mausoleo a cuspide piramidale noto come «Fescina».
ARCHEOLOGIA E LETTERATURA/3
«CONDANNATO» ALL’ABIEZIONE AMORALE, VIOLENTO, PRONTO A SACRIFICARE ANCHE GLI AFFETTI PIÚ CARI PUR DI CONSERVARE IL POTERE E A DARE ALLE FIAMME UN’INTERA CITTÀ PER FARE SPAZIO ALLA SUA RESIDENZA... SONO SOLO ALCUNE DELLE ACCUSE MOSSE A NERONE DAI SUOI CONTEMPORANEI E DAI POSTERI. MA, AL DI LÀ DI COLPE VERE O PRESUNTE, C’È CHI, COME LO SCRITTORE UNGHERESE DEZSO KOSZTOLÁNY, IPOTIZZÒ, SEPPUR IN CHIAVE ROMANZESCA, CHE ALL’ORIGINE DI TANTE NEFANDEZZE CI FOSSERO I SOGNI DI GLORIA DI SUA MADRE AGRIPPINA di Giuseppe M. Della Fina Lo scrittore ungherese Dezso Kosztolány (1885-1936). Nella pagina accanto: ritratto in marmo di Nerone. Roma, Musei Capitolini. Già nella collezione Giustiniani, l’opera, che mostra l’imperatore in età adulta, è stata realizzata nel XVII sec., a partire da un frammento antico, comprendente la fronte con le ciocche dei capelli, gli occhi, il naso, il labbro superiore e una parte della guancia sinistra.
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N
erone è uno degli imperatori romani piú indagati in letteratura: la sua controversa personalità ha infatti suscitato l’attenzione di scrittori di molti Paesi, attivi in epoche diverse. Qui si è scelto di analizzare un libro forse meno noto di altri, Nero, a véres költo (Nerone, il poeta sanguinario) opera dell’ungherese Dezso Kosztolányi (vedi box a p. 73), per il motivo che seppe suscitare l’interesse, anzi l’entusiasmo del grande scrittore tedesco Thomas Mann. Pubblicato in prima edizione nel 1922 a Budapest, il libro venne tradotto in italiano da Antonio Widmar nel 1933. Una seconda traduzione, curata da Silvio De Massimi, è stata proposta nel 2014 dall’editore Castelvecchi, con il titolo Nerone. Vediamo dunque quale fu il giudizio di Thomas Mann, affidato a una lettera indirizzata all’autore del romanzo e datata Monaco, 4 aprile 1923. Si apre con una confessione: «Mi ha molto commosso il suo Nerone (...) sono tentato di definirlo sorprendente, con la precisazione che questa parola, applicata a un’o-
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MUSEI • LOMBARDIA
LA
RICCHEZZA DELL’ACQUA SIN DALL’ETÀ ANTICA – ETRUSCA PRIMA E POI ROMANA – IL TERRITORIO DI CASTEL GOFFREDO, NEL MANTOVANO, VANTA UNA STORIA DINAMICA E FIORENTE. LA RACCONTA, OGGI, IL MAST, MUSEO DI ARTE, DI STORIA E DEL TERRITORIO di Cristina Ferrari
C
astel Goffredo, cittadina in provincia di Mantova, è nota ai piú per le eccellenze nell’industria tessile (produzione delle calze) e in ambito gastronomico (tortello amaro, erba di san Pietro), ma può vantare anche un ricco patrimonio storico-artistico e archeologico. «L’elemento principale – spiega Barbara D’Attoma, direttrice del MAST, Museo di Arte, di Storia e del Territorio – è indubbiamente l’acqua, da cui dipendono la prosperità del territorio e il suo intenso popolamento in tutte le epoche. Il Museo che dirigo è stato inaugurato ufficialmente nel 2017 all’interno del Palazzo della Prevostura e del Palazzo Negri (attuale Casa Canonica) – edifici del XVXVI secolo attigui alla chiesa prepositurale di S. Erasmo –, ma la sua storia è iniziata circa 21 anni fa,
con l’allestimento di esposizioni mirate a far conoscere il patrimonio culturale, sempre in rapporto con un ambito piú ampio. Si è dunque trattato di mostre che raccoglievano i materiali archeologici rinvenuti nel territorio a opera del Gruppo San Luca, la Onlus che tuttora gestisce il MAST». Le sezioni del Museo, che attualmente occupa il piano terra e il primo piano dei due edifici, sono state concepite per creare un percorso unitario, con ogni polo dedicato a un tema particolare della storia della cittadina.
I TEMI PORTANTI «Il percorso espositivo – continua D’Attoma – si basa sull’armonizzazione del criterio cronologico (epoca dei reperti ospitati) con la focalizzazione su alcuni temi principali, identitari e con carattere fondativo per quanto riguarda la città e il territorio, seguendo una immaginaria linea del tempo che guida il visitatore sala dopo sala, raccontando la storia di Castel Goffredo, poiché il MAST non è un museo solamente archeologico, ma di tutti gli aspetti e temi che caratterizzano l’area. In particolare, come accennato, l’acqua, elemento determinante nello sviluppo storico, urbanistico e culturale del centro e tema da cui parte la storia ripercorsa nel Museo. L’acqua ha infatti permesso di praSulle due pagine: immagini di una statuetta in bronzo, con occhi d’argento, del dio Asceplio/Esculapio, rinvenuta in località Traversino Sotto. Prima età imperiale.
SPECIALE • STANDARDIZZAZIONE
UN
IMPERO
FATTO IN SERIE
90 a r c h e o
INCREMENTO DEI CONSUMI, PRODUZIONE SERIALE E DI MASSA, STANDARDIZZAZIONE: SIAMO SICURI CHE SI TRATTI DI FENOMENI DI IDEAZIONE E ADOZIONE RECENTI? O NON FURONO, FORSE, I ROMANI A DARE IL VIA A QUELLA CHE POSSIAMO CONSIDERARE LA PRIMA, VERA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE DELLA STORIA? di Flavio Russo
Pompei, Casa dei Vettii. Il fregio ad affresco con amorini impegnati in varie attività produttive. Poco dopo il 62 d.C. Nel particolare su doppia pagina, se ne vedono due che lavorano come orefici.
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