2021 CIPPO DI CLAUDIO
ROMA
RIVELAZIONI SUL POMERIO
FOSSA
I LUOGHI DEL SACRO
MURA DELL’AQUILA
IL TESORO DEL CARAMBOLO
PIACENZA ROMANA CARAMBOLO SPECIALE GROTTA GUATTARI
Mens. Anno XXXV n. 438 agosto 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEOLOGIA SUBACQUEA
NELLA BAIA DI ABUKIR NEANDERTALIANI
NUOVE SCOPERTE AL CIRCEO PIACENZA
LA CITTÀ IN ETÀ ROMANA
SPECIALE ABRUZZO
• I SIGNORI DI FOSSA • LE MURA DELL’AQUILA
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 7 AGOSTO 2021
CI RC EO
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LE UL TIM ES CO ww PE w. a rc RT h E
ARCHEO 438 AGOSTO
€ 5,90
EDITORIALE
DEI SUB NUMINE VIGET... Viviamo tempi di inquietudine, e non solo per l’emergenza sanitaria che non accenna a spegnersi. Una sorta di sindrome virale sembra infatti estendersi a quella che potremmo chiamare la cultura della memoria. Sotto il vessillo della cancel culture (espressione che, per un diffuso anglicismo, evoca la funzione deleteria di un tasto del computer), l’Università di Princeton ha deciso di abolire la conoscenza del greco e del latino, fino a ieri requisito obbligatorio per accedere ai corsi di laurea in studi classici. Confesso che, una cinquantina di anni fa, mentre a malavoglia faticavo sui testi degli autori greci e latini, mi sarei anche potuto «entusiasmare» alle nobili motivazioni avanzate per giustificare tale decisione: rendere possibile l’accesso alle facoltà classiche a quegli studenti – meno privilegiati soprattutto perché di colore – ai quali era stato precluso. Per loro (come per noi), del resto, esisterebbero le numerose ed eccellenti traduzioni. C’è da chiedersi, però – qualora la discutibile iniziativa dovesse diffondersi – chi potrà provvedere a future traduzioni e/o ritraduzioni, se nessuno sarà piú in grado di leggere i testi in lingua originale. Perché, allora, non si è pensato di richiedere, a chi vuole In alto: lo stemma dell’Università di Princeton, con il motto latino Dei sub numine viget («Prospera sotto l’ispirazione di Dio»).
intraprendere «studi classici», l’obbligo di imparare il greco e il latino durante lo stesso percorso accademico? Posso assicurarvi che – almeno nel mio caso – il ricordo di quanto appreso al liceo è ben poca cosa: mi permette ancora di leggere (e pronunciare a voce alta) un testo in greco antico, ma senza ormai capirne, per lo piú, il senso. Va un po’ meglio con il latino: senza però l’aiuto di un vero latinista, sarei, anche qui, in difficoltà. Prendiamo, per esempio, la scritta incisa sul cippo pomeriale rinvenuto a Roma e che vi presentiamo alle pagine 32/37: a leggerla per noi e a spiegarne il senso profondo è lo studioso Claudio Parisi Presicce, direttore dei Musei archeologici di Roma e responsabile scientifico degli scavi del mausoleo di Augusto. Il quale ci ricorda come sia importante distinguere tra la «comunicazione orale», immediata, volatile ed effimera, e quella scritta, destinata, per sua stessa forma e vocazione, a durare nel tempo. Sarebbe un bel guaio se, un giorno, quei messaggi «che si vogliono letti da tutti e per sempre» non riuscissimo piú a comprenderli. Andreas M. Steiner In basso: la Nassau Hall, edificio sorto nel 1756 per ospitare l’allora College of New Jersey e oggi compreso nel campus dell’Università di Princeton.
SOMMARIO EDITORIALE
Dei sub numine viget... 3 di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
6
SCOPERTE Le ricerche subacquee nella baia di Abukir hanno permesso di localizzare, per la prima volta, una galera di età tolemaica 6
A TUTTO CAMPO Meleagro, Marat e Lady Gaga: figure di mondi fra loro lontanissimi eppure accomunate da un gesto 22 di Mara Sternini
incontro con Claudio Parisi Presicce, a cura di Flavia Marimpietri
Tutti i leoni dell’aquila 56 di Ada d’Alessandro e Antonio Di Stefano
32 CIPPO DI CLAUDIO
amministrazione@timelinepublishing.it
Comitato Scientifico Internazionale
ARCHEOLOGIA SUBACQUEA
Mens. Anno XXXV n. 438 agosto 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
SPECIALE GROTTA GUATTARI
Amministrazione
CARAMBOLO
Impaginazione Davide Tesei
PIACENZA ROMANA
Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it
Federico Curti
IL TESORO DEL CARAMBOLO
MURA DELL’AQUILA
Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it
In copertina Thonis-Heracleion, baia di Abukir (Egitto). Un’immagine delle ricerche subacquee che hanno portato alla scoperta del relitto di una nave tolemaica e di una necropoli greca.
Presidente
ROMA
RIVELAZIONI SUL POMERIO
I LUOGHI DEL SACRO
FOSSA
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it
€ 5,90
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 7 AGOSTO 2021
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CI RC EO
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LE ULT IM ES CO PE RT he E
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2021
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
40 SCOPERTE
ARCHEO 438 AGOSTO
Anno XXXVII, n. 438 - agosto 2021 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
di Vincenzo d’Ercole, Alberta Martellone, Matteo Milletti, Giusy Capasso e Valerj Del Segato
«Ben leggibile anche da lontano» 32
di Andrea Schiappelli
di Dario Daffara, Marina Lo Blundo e Barbara Roggio
Signori dell’Abruzzo preromano 40
SCOPERTE
PASSEGGIATE NEL PArCo Il Foro Romano e il Palatino sono abitati da numerose specie animali, tra cui civette, gabbiani, falchi e rospi smeraldini 10
FRONTE DEL PORTO La digitalizzazione degli archivi del Parco archeologico di Ostia antica è ormai realtà 16
SCAVI
NELLA BAIA DI ABUKIR NEANDERTALIANI
NUOVE SCOPERTE AL CIRCEO PIACENZA
LA CITTÀ IN ETÀ ROMANA
arc438_Cop.indd 1
SPECIALE ABRUZZO
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto
• I SIGNORI DI FOSSA • LE MURA DELL’AQUILA 27/07/21 14:11
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Maddalena Bassani è professore associato di archeologia classica all’Università Iuav di Venezia. Micaela Bertuzzi è archeologa e presidente dell’Associazione Arti e Pensieri. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Giusy Capasso è antropologa. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Dario Daffara è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia Antica. Ada d’Alessandro è studiosa di archeologia medievale. Valerj Del Segato è archeologa. Vincenzo d’Ercole è direttore scientifico degli scavi nella necropoli di Fossa (L’Aquila). Antonio Di Stefano è architetto. Marina Lo Blundo è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia Antica. Fantina Madricardo è ricercatore presso l’Istituto di Scienze Marine di Venezia. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Alberta Martellone è funzionario archeologo presso la Soprintendenza ABAP per la città dell’Aquila e Teramo. Matteo Milletti è funzionario archeologo presso la Soprintendenza ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. Ana Navarro è curatrice di musei della Consejería de Cultura, Junta de Andalucía. Marco Podini è funzionario archeologo presso la Soprintendenza
MUSEI
Benvenuti a Placentia! 68 di Marco Podini e Micaela Bertuzzi
68
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LUOGHI DEL SACRO/7
Argantonio e il tesoro misterioso di Ana Navarro
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SPECIALE
Nove uomini in grotta... per non parlare della iena
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di Stefano Mammini
Rubriche
LIBRI
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L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
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Quando il sonno guarisce 112 di Francesca Ceci
ABAP per le province di Parma e Piacenza. Barbara Roggio è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia Antica. Andrea Schiappelli è funzionario archeologo presso il Parco archeologico del Colosseo. Mara Sternini è professore associato di archeologia classica all’Università degli Studi di Siena.
Illustrazioni e immagini: Franck Goddio/Hilti Foundation: ChristophGerigk: copertina e pp. 6-8 – Doc. red.: pp. 3, 37, 98-99, 102, 103 (basso), 104-105 – Parco archeologico del Colosseo: pp. 10-11 – Cortesia degli autori: pp. 12, 13 (alto), 22-23, 40-41, 42 (basso), 43, 44-53, 56-67, 70, 83, 84 (primo piano), 85, 86-87, 112-113 – Cortesia Nucleo sommozzatori della Polizia di Stato: p. 13 (basso) – Parco archeologico di Pompei: pp. 14-15 – Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: pp. 20-21 – Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura: pp. 32-35, 38 – Mondadori Portfolio: AKG Images: pp. 36, 80; Album/Oronoz: pp. 82, 88; Ashmolean Museum, University of Oxford/Heritage Images: p. 89; Album/Sfgp: p. 90 – Daniele Zucca: pp. 68/69, 73 (basso), 74, 75 (basso) – Carlo Pagani: p. 69 – Nadia Losi: elaborazione grafica a p. 71 – Carlo Vannini: pp. 72 (sinistra), 73 (centro), 75 (alto), 76-77, 78 – Mattia Cantatore: elaborazione grafica a p. 72 – Shutterstock: pp. 84 (sfondo), 96/97, 100/101, 109 – Alamy Stock Photo: pp. 91, 92/93 – MiC-Soprintendenza ABAP per le province di Frosinone e Latina: p. 101, 107; Micromegas: pp. 94, 97, 108/109 – MiC, Ufficio Stampa e Comunicazione: Emanuele Antonio Minerva: pp. 95 (e p. 110), 103 (alto) – da: Marcello Piperno e Giovanni Scichilone (a cura di), Il cranio neandertaliano Circeo 1. Studi e documenti, IPZS, Roma 1991: pp. 106, 108, 111 – Cippigraphix: cartine alle pp. 42, 81, 96. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
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Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano
SCOPERTE • ROMA
«BEN LEGGIBILE, ANCHE DA LONTANO»
Un semplice blocco di pietra può raccontare molte cose. È il caso del raro reperto archeologico emerso dal sottosuolo romano durante i lavori di ristrutturazione di piazza Augusto Imperatore, nell’area antistante il mausoleo di Augusto. Si tratta di un cippo pomeriale iscritto, databile all’epoca dell’imperatore Claudio, nel 49 d.C., rinvenuto ancora infisso nel terreno a delimitare il limite sacro e inviolabile della città antica: il pomerio. Per comprendere l’importanza di questa scoperta abbiamo incontrato Claudio Parisi Presicce, direttore dei Musei Archeologici e Storico-Artistici di Roma Capitale e direttore scientifico degli scavi e del restauro del mausoleo di Augusto. incontro con Claudio Parisi Presicce, a cura di Flavia Marimpietri
♦ Professore, in quali circostanze è avvenuto il ritrovamento? «Il cippo è venuto alla luce nel corso dei lavori di riqualificazione di piazza Augusto Imperatore, avviati l’anno scorso, in seguito al concorso internazionale del 2006, vinto dal consorzio dell’architetto Francesco Cellini. Il progetto prevede due rampe di gradoni sui lati occidentale e orientale del monumento, che dalla strada moderna scendono fino al piano del mausoleo di Augusto, con l’obiettivo di congiungere idealmente la città contemporanea e quella antica. In occasione dell’approfondimento per la messa in opera del nuovo collettore, che ricalca il tracciato di un’antica fognatura romana, nell’area antistante il mausoleo di Augusto, rivolto verso la via Flaminia (oggi via del Corso), è emerso un blocco parallelepipedo in travertino piuttosto malconcio. Man mano che lo scavo è stato approfondito, si è potuto constatare che si trattava di un cippo, che si è poi rivelato essere ancora stabile, nella posizione in cui fu collocato fin dal primo momento».
In alto: Claudio Parisi Presicce durante la presentazione ufficiale della scoperta. Nella pagina accanto: un particolare del cippo pomeriale di Claudio, con l’iscrizione che lo data al 49 d.C.
«Sí. Era stato concepito per durare nel tempo: la parte di cippo che non emergeva nemmeno in antico era circondata da un compatto terreno argilloso. Si voleva ♦ Il cippo è attualmente esposto nel Museo dell’A- quindi garantirne la solidità statica, un fattore determira Pacis, vicino al calco della statua dell’impera- nante per oggetti di questo tipo, realizzati per essere tore Claudio, in attesa di trovare una collocazio- leggibili da tutti e rimanere visibili per sempre». ne definitiva negli spazi museali del mausoleo di Augusto. Tuttavia, come lei ha appena ricordato, ♦ Perché un cippo iscritto deve durare nel tempo? Quale messaggio vuole comunicare? al momento della scoperta si trovava ancora in giacitura originaria, là dove era stato infisso nel «Occorre fare un’importante distinzione tra la comunicazione orale, finalizzata all’istante stesso in cui terreno quasi duemila anni fa? 32 a r c h e o
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SCAVI • ABRUZZO
SIGNORI DELL’ABRUZZO PREROMANO CENTINAIA DI TOMBE A TUMULO, FRA LE QUALI SI SNODANO FILE DI COLOSSALI MENHIR: È LO STRAORDINARIO COLPO D’OCCHIO OFFERTO DALLA NECROPOLI DI FOSSA, NELL’AQUILANO, UNA DELLE PIÚ IMPORTANTI SCOPERTE DEGLI ULTIMI DECENNI. E CHE HA ACCESO UN POTENTE FASCIO DI LUCE SULLA STORIA DEGLI ANTICHI VESTINI di Vincenzo d’Ercole, Alberta Martellone, Matteo Milletti, Giusy Capasso e Valerj Del Segato
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Q
uando, percorrendo la strada statale 261 Subequana, si supera la zona industriale di Bazzano, il piccolo borgo medievale di Fossa – oggi in piena ricostruzione post sisma – si staglia subito a ovest, a mezza costa lungo le pendici del Monte Circolo: la storia piú antica del centro va cercata però nella piana e sulle alture circostanti, in particolare sul vicino Monte Cerro che, come una sentinella, domina lo spazio circostante, tra i fiumi Aterno e Fossa. Nelle sue immediate vicinanze, non lontano dalla piccola stazione ferroviaria del paese, si In alto: armi, fibule e dischi ornamentali in ferro, appartenenti a corredi di varie tombe della necropoli di Fossa. Sulle due pagine: il Monte Cerro, altura che ha avuto un ruolo decisivo nella storia dell’insediamento di Fossa.
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MUSEI • PIACENZA
BENVENUTI A PLACENTIA! I MUSEI CIVICI DI PIACENZA SALUTANO L’APERTURA DELLA NUOVA SEZIONE ROMANA: UN CONTRIBUTO DECISIVO ALLA CONOSCENZA DELLA STORIA DELLA CITTÀ ANTICA, DOCUMENTATA E NARRATA DA OLTRE 1000 REPERTI, PER LO PIÚ INEDITI, SCELTI FRA GLI OGGETTI DELLE COLLEZIONI STORICHE E I MATERIALI RESTITUITI DAGLI SCAVI DEGLI ULTIMI ANNI di Marco Podini e Micaela Bertuzzi
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l 16 maggio scorso, dopo cinque intensi anni di lavoro, è stata inaugurata la nuova sezione archeologica romana dei Musei Civici di Piacenza, allestita nella suggestiva sede dei sotterranei di Palazzo Farnese, edificio che comprende sia la cittadella viscontea, sia la fabbrica rinascimentale progettata da Jacopo Barozzi detto il Vignola. Al piano terra ha invece trovato posto una sala dedi-
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cata ai collezionisti piacentini, «padri fondatori» del museo. Con l’apertura della sezione romana, si è raggiunto, nonostante i tempi difficili, un risultato storico eccezionale, che ha consentito l’esposizione di circa 1400 reperti, per la maggior parte inediti e mai presentati sino a ora. L’impostazione tematica e la possibilità offerta al visitatore di avvalersi di piú livelli di fruizione (dai tradizio-
nali pannelli scritti agli apparati interattivi audio e video) rivelano l’obiettivo fermamente perseguito di creare un museo non solo per archeologi e specialisti, ma per tutti, a partire dai piú giovani. A questi ultimi è stata infatti dedicata un’apposita area didattica che, oltre alle scolaresche, potrà accogliere anche piccole conferenze. Un museo nel quale riunire le antichità classiche della città si
attendeva a Piacenza da almeno 280 anni. Dopo un primo tentativo del duca Ranuccio II Farnese, che nel 1683 riuní nell’Arsenale di Fodesta le testimonianze epigrafiche sparse in città, fu l’eclettico abate Alessandro Chiappini ad allestire nella canonica di S. Agostino, fra gli anni Quaranta e Cinquanta del Settecento, una collezione che inequivocabilmente esprime quell’aspirazione a un museo archeologico che solo oggi viene pienamente soddisfatta.
per ragioni di pertinenza territoriale. Purtroppo, la città si fece invece sfuggire l’importante documento epigrafico, cosí come non seppe cogliere l’occasione di assumere la direzione degli scavi veleiati, che sarebbero iniziati nel 1760,
proprio dopo il trasferimento della Tabula a Parma, dove nel 1798 confluí anche la collezione numismatica dello stesso Chiappini, seguita nel 1821 dal suo famoso lapidario. Esattamente dopo due secoli, quindi, diversi reperti fittili e
Sulle due pagine: la sala della nuova sezione romana dei Musei Civici di Piacenza dedicata al costume funerario. In basso: il Palazzo Farnese di Piacenza, i cui sotterranei ospitano la sezione romana dei Musei Civici. L’edificio fu costruito su progetto del Vignola.
L’OCCASIONE MANCATA «A quest’ora il Museo Piacentino di Sant’Agostino è in tali condizioni forse da cominciare a gareggiare con gli altri», cosí il grande intellettuale Ludovico Antonio Muratori incoraggiava Chiappini in una lettera del loro fitto carteggio. Muratori aveva inutilmente auspicato che l’eccezionale Tabula Alimentaria di Veleia Romana, scoperta nel 1747, confluisse nella raccolta dell’amico piacentino, anche a r c h e o 69
SPECIALE • GROTTA GUATTARI
anche se, in una prospettiva meno antropocentrica, occorre evidenziare che a Grotta Guattari vi fu un’altra attrice principale, la iena. A questo punto, però, è necessario fare un passo indietro e tornare al 1939, anno in cui il sito venne fortunosamente individuato e rivelò la presenza di un cranio neandertaliano – ribattezzato Circeo 1 dagli studiosi – eccezionalmente ben conservato.
LE PRIME ESPLORAZIONI Le prime indagini furono condotte da Alberto Carlo Blanc (vedi box a p. 108) e proseguite da Luigi Cardini: la rilevanza della scoperta apparve subito chiara, cosicché Grotta Guattari divenne ben presto un termine di riferimento imprescindibile negli studi di preistoria e antropologia. Un decennio piú tardi, nel 1950, Aldo Giacomo Segre diresse nuovi saggi, all’esterno e all’interno della grotta, in occasione dei quali fu recuperata una mandibola neandertaliana (Circeo 3). Il quadro sembrava dunque sufficientemente chiaro nell’indicare che il sito era stato frequentato dall’uomo di Neandertal in piú momenti, fra i 100 000 e i 60 000 anni fa.
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Roma re ve
Te
Avezzano
Tivoli
Colleferro Aprilia SS7
Anzio
Roccaraso
Fiuggi
Frascati
Frosinone
Sora
Ceccano Ceprano E 45
Latina Fondi Terracina
San Felice Circeo
Pontecorvo
Formia Gaeta
In alto: cartina del basso Lazio, con la posizione di San Felice Circeo, cittadina nel cui territorio è situata Grotta Guattari. Sulle due pagine: un tratto della costa del Monte Circeo, il cui aspetto è simile a quello che possiamo immaginare per l’epoca della frequentazione del sito. Nella pagina accanto: due momenti dello scavo nell’Antro del Laghetto.
Cassino
Tuttavia, un primo, importante riesame del contesto si concretizzò con la pubblicazione, nel 1991, di uno studio approfondito e corposo sul cranio Circeo 1, nel quale si avanzava l’ipotesi che le alterazioni del reperto – consistenti soprattutto nel vistoso allargamento del foro occipitale – non fossero l’esito della consumazione rituale del cervello, fino a quel momento sostenuta, bensí dell’intervento di una iena. Ma, soprattutto, furono portate prove convincenti (segue a p. 100)
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