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CO RT ON A
ZIPPALANDA
MUSEO VALLE CAMONICA
CORTONA
HENRYK SIEMIRADZKI
SPECIALE L’IMPERO E LA CRISI ENERGETICA
OTTOCENTO
L’ANTICHITÀ DI HENRYK SIEMIRADZKI
SUL LEGNO POTERE FONDATO
QUANTO ERA ECOSOSTENIBILE L’IMPERO ROMANO?
SCAVI
CERCANDO ZIPPALANDA
UN NUOVO MUSEO PER LA VALCAMONICA ROMANA
CIVIDATE CAMUNO
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 9 LUGLIO 2021
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LU CE DE GL IA ww NT w. IC a rc HI he o
2021
Mens. Anno XXXV n. 437 luglio 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEO 437 LUGLIO
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€ 5,90
SOMMARIO EDITORIALE
Quelle antiche, cattive abitudini...
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di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
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MOSTRE Le genti italiche e i loro tesori protagonisti di «Tota Italia», una ricca rassegna allestita a Roma, nelle Scuderie del Quirinale 6 PASSEGGIATE NEL PArCo La Casa delle Vestali, uno dei luoghi piú sacri della Roma antica, apre le sue porte al pubblico, dopo un importante intervento di restauro e musealizzazione 10
ALL’OMBRA DEL VULCANO Conchiglie dipinte, utilizzate per comporre mosaici, consumate con gusto nei banchetti, ma anche usate come strumenti musicali: il racconto di una presenza minore, ma non troppo, fra le case di Pompei... 14
MUSEI
Valle Camonica romana
Ecco il nuovo museo! 50 di Serena Solano
di Alessandro Mandolesi
SCAVI
Alla ricerca di Zippalanda
34
di Anacleto D’Agostino, Valentina Orsi e Giulia Torri
50 MOSTRE
Dall’Etruria la luce
64
a cura di di Giuseppe M. Della Fina, con contributi di Paolo Bruschetti, Luigi Donati e Paolo Giulierini
di Irma Della Giovampaola
34
64 € 5,90
www.archeo.it
it
IN EDICOLA IL 9 LUGLIO 2021
2021
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LA
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ARCHEO 437 LUGLIO
CO RT ON A
di Giampiero Galasso
LU CE DE GL IA NT IC HI he o.
SCAVI A San Paolo Civitate (Foggia), riaffiorano i resti dell’anfiteatro di Teanum Apulum 12
Presidente
ZIPPALANDA
Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione amministrazione@timelinepublishing.it
UN Mens. Anno XXXV n. 437 luglio 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
SPECIALE L’IMPERO E LA CRISI ENERGETICA
Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it
HENRYK SIEMIRADZKI
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it
Comitato Scientifico Internazionale
CORTONA
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
Federico Curti
MUSEO VALLE CAMONICA
Anno XXXVII, n. 437 - luglio 2021 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
In copertina Vercingetorige al cospetto di Cesare (particolare), olio su tela di Henri-Paul Motte. 1886. Le-Puy-en-Velay, Musée Crozatier.
POTERE FONDATO
SUL LEGNO QUANTO ERA ECOSOSTENIBILE L’IMPERO ROMANO? SCAVI
CERCANDO ZIPPALANDA OTTOCENTO
L’ANTICHITÀ DI HENRYK SIEMIRADZKI
arc437_Cop.indd 1
CIVIDATE CAMUNO
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Paul J. Riis
UN NUOVO MUSEO PER LA VALCAMONICA ROMANA
25/06/21 17:44
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Paolo Bruschetti è Vice Lucumone dell’Accademia Etrusca di Cortona. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Anacleto D’Agostino è condirettore della Missione Archeologica in Anatolia Centrale. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Irma Della Giovampaola è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Antonella Docci è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia antica. Luigi Donati è Lucumone dell’Accademia Etrusca di Cortona. Giampiero Galasso è giornalista. Antonio Giammarusti è architetto. Paolo Giulierini è direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Jerzy Miziołek è storico dell’arte. Cinzia Morelli è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia antica. Valentina Orsi è assistente alla direzione della Missione Archeologica in Anatolia Centrale. Michele Orzano è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia antica. Flavio Russo è ingegnere, storico e scrittore, collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Serena Solano è funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia.
PROTAGONISTI
«Bruciare la legna verde»...
76
di Antonio Giammarusti
76
94
FORTUNA DELL’ANTICO Un’antichità (quasi) dal vero di Jerzy Miziołek
86
SPECIALE
Un impero molto poco sostenibile
94
di Flavio Russo
Rubriche
LIBRI
114
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
86
Nelle spire della sensualità 112 di Francesca Ceci
Giulia Torri è ittitologa. Nicoletta Volante è ricercatore e professore aggregato di preistoria e protostoria all’Università degli Studi di Siena.
Illustrazioni e immagini: Mondadori Portfolio: Fine Art Images/Heritage Images: copertina (e pp. 110/111); AKG Images: pp. 69 (alto), 88/89, 96, 98-99, 109 (alto); Erich Lessing/ Album: pp. 86/87, 109 (basso); Album/Fine Art Images: p. 89; Album/Prisma: pp. 91 (alto), 97, 104/105; Fototeca Gilardi: p. 103 (alto); Album/Pedro Carrión: p. 106; Album/Collection Mx/Kharbine Tapabor: p. 107 – MANCA Editoriale – Doc. red.: pp. 3, 44-45, 69 (basso), 101, 102, 103 (centro e basso), 108 (basso), 112 – Ministero della Cultura: p. 7 (basso); su autorizzazione Soprintendenza ABAP province di Siena, Grosseto e Arezzo: p. 6 (alto); su concessione del Comune di Guidonia Montecelio, su concessione della Soprintendenza ABAP area Metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti/foto Giovanni Coccia: p. 6 (basso); su concessione Museo Archeologico Nazionale di Taranto: p. 7 (alto); su concessione della Soprintendenza ABAP Marche: p. 8 (alto); MANN archivio fotografico: p. 8 (basso) – Parco archeologico del Colosseo: pp. 10-11 – Soprintendenza ABAP province di Barletta-Andria-Trani e Foggia: pp. 12-13 – Parco archeologico di Pompei: pp. 14-15 – Parco archeologico di Ostia antica: pp. 16-17 – Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: pp. 20-21 – Archivio Università di Siena: pp. 22, 24 – Cortesia Ufficio Stampa: pp. 26-27, 64-68, 70-75 – Missione Archeologica Italo-Turca in Anatolia Centrale: pp. 34-35, 37, 38-43, 46-48 – Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica romana, Cividate Camuno: pp. 50-63 – Cortesia degli autori: pp. 76-84, 90/91, 91 (basso), 92/93, 104/105, 113 – Shutterstock: pp. 94/95 – Flavio Russo: ricostruzioni alle pp. 100, 108 (alto), 111 – Cippigraphix: cartine a p. 36. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
112
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano
FRONTE DEL PORTO a cura di Claudia Tempesta e Cristina Genovese
ACQUE DA SMALTIRE E ACQUE PER STARE BENE GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE NELL’AREA ARCHEOLOGICA OSTIENSE HANNO INTERESSATO L’ANTICA RETE FOGNARIA E VARI IMPIANTI TERMALI. ACCOMPAGNATI DA NUOVI SCAVI, HANNO RESTITUITO IMPORTANTI NOVITÀ
L’
antica Ostia, sorta alla foce del Tevere – da cui prese il nome (ostium significa infatti «foce del fiume») – fu fondata secondo Tito Livio dal re Anco Marcio; in realtà, le prime testimonianze archeologiche note
risalgono al IV secolo a.C. quando fu edificato un castrum (cittadella fortificata). Ostia divenne il porto di Roma nel quale giungevano da tutto il Mediterraneo merci di ogni genere destinate alla capitale e al suo territorio. La città si espanse In alto: un tratto del condotto fognario rinvenuto lungo il Cardo degli Aurighi. A sinistra: panoramica dello scavo del condotto fognario rinvenuto lungo il Cardo degli Aurighi. Nella pagina accanto: il mosaico del Nettuno nelle omonime terme.
16 a r c h e o
rapidamente, divenendo un centro cosmopolita e multietnico che raggiunse, probabilmente, una popolazione di 50 000 abitanti in piena epoca imperiale.
Oggi l’Area Archeologica di Ostia antica si estende su circa 83 ettari, 35 dei quali caratterizzati dalla presenza di edifici conservati anche fino al terzo piano; gli 87 isolati attualmente riportati in luce
garantiscono la piena fruizione dell’antica città. Proprio la rete fognaria di epoca romana è stata negli ultimi anni oggetto di un progetto di rifunzionalizzazione, ancora in corso, che sta consentendo di ricostruire lo sviluppo del sistema ostiense di smaltimento delle acque: un sistema che corre al di sotto delle strade con andamento «a pettine», funzionalmente dinamico, cresciuto insieme all’abitato antico. L’iniziale
e distribuiti lungo le 45 vie principali e piazze, sono a loro volta composti da 425 unità immobiliari subalterne appartenenti alle piú svariate tipologie: dai templi alle abitazioni private, dagli edifici termali alle tabernae (negozi e officine) e ai thermopolia (spacci di cibi e bevande), dai grandi edifici pubblici ai magazzini per le merci. Questo vasto e variegato patrimonio edilizio, realizzato con diverse tipologie di materiali e spesso impreziosito da ricchi apparati decorativi – sia parietali, sia pavimentali – necessita per la sua conservazione di una manutenzione continua e attenta, indirizzata anche a tutte quelle strutture funzionali (quali, per esempio, le reti fognarie antiche ancora oggi in uso) che
fognatura di epoca repubblicana, con strutture a blocchi di tufo, venne infatti in parte rialzata, fondendosi al piú ampio e capillare reticolo di epoca imperiale, in uso parziale almeno fino al periodo tardo-antico. Alle risistemazioni di epoca romana si aggiunsero poi gli interventi novecenteschi di scavo, rimessa in pristino e implementazione della rete fognante preesistente. L’intervento attuale sta riportando in luce lunghi tratti della rete fognante antica, di splendida fattura e perfettamente conservati. È il caso del condotto posto sotto il Cardo degli Aurighi, appartenente all’epoca traianeo-adrianea, percorribile per tutta la sua lunghezza (70 m); la fognatura è realizzata con spallette in cementizio e copertura in laterizi
UNA GRANDE VARIETÀ DI TIPOLOGIE EDILIZIE
disposti alla cappuccina; le murature sono rivestite da un bellissimo paramento in opera reticolata di tufo, con ricorsi in tufelli quadrangolari posti sia alla base del condotto, sia in punti strutturalmente delicati, come in corrispondenza del cambiamento di direzione dei setti murari.
GLI INTERVENTI SUI MOSAICI Altrettanto interessanti sono gli interventi di manutenzione straordinaria realizzati nel 2020 su una serie di mosaici localizzati nella zona centrale della città (Regiones II e IV), che, oltre a migliorare le condizioni conservative di alcuni tra i piú bei pavimenti in opus tessellatum di Ostia, hanno permesso di effettuare un’analisi approfondita della tecnica esecutiva e della storia dei restauri pregressi. Il restauro costituisce, infatti, quel momento critico in cui è possibile valutare la consistenza materiale degli apparati decorativi mettendo in relazione le caratteristiche fisico-chimiche dei materiali con tutte le modifiche apportate dal tempo, dai fattori di deterioramento ambientali e dall’azione dell’uomo. Tra i mosaici oggetto degli interventi, si segnalano, in particolare, quelli che decorano alcuni ambienti delle Terme di Nettuno, delle Terme dei Cisiarii e del Piazzale delle Corporazioni. Per la conservazione e gestione di tali dati il Parco archeologico di Ostia ha in animo di realizzare una piattaforma informatica versatile, in grado di essere non solo un aggiornato strumento di tipo conoscitivo, ma anche un efficace strumento di gestione a supporto dell’azione conservativa e della valutazione dell’efficacia nel tempo degli interventi promossi. Cinzia Morelli, Antonella Docci, Michele Orzano
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AR G CH UI EO DA LO AI GI M CI US D’ EI ITA LIA
LA NUOVA MONOGRAFIA DI ARCHEO
150 MUSEI ARCHEOLOGICI D’ITALIA
Edizione speciale di 160 pagine 32 a r c h e o
D
Una delle sale del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo (Roma) dedicate alla scultura antica. Fra le opere, si riconoscono, in primo piano una statua di Dioniso da Villa Adriana (a destra) e la Fanciulla di Anzio (a sinistra), mentre sullo sfondo è il Discobolo Lancellotti.
al Museo del Ponte Romano di PontSaint-Martin, in Valle d’Aosta, al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, la nuova Monografia di «Archeo» propone un viaggio alla scoperta dello straordinario patrimonio custodito nelle raccolte di antichità del nostro Paese. È un mosaico ricchissimo e variegato, specchio di una altrettanto sfaccettata realtà culturale, della quale sono state protagoniste, in una vicenda plurisecolare, civiltà che hanno fatto la storia dell’Italia e non solo. A fare da «cicerone», abbiamo scelto Giuseppe M. Della Fina, che da anni opera in prima persona nel mondo dei musei e conosce dunque bene l’universo delle collezioni pubbliche e private. Nelle varie sezioni dell’opera sfilano istituti grandi e piccoli, di antica istituzione o che hanno appena aperto al pubblico le proprie porte: tutti accomunati dalla medesima missione, vale a dire la divulgazione e la valorizzazione di reperti dietro ai quali leggere le storie dei nostri progenitori. E degli archeologi che, con passione e tenacia, hanno contribuito a svelarle. Nel solco di una tradizione ormai consolidata, le schede dedicate alle oltre 150 raccolte che abbiamo scelto di presentare nella Monografia, sono corredate da un ricco e puntuale apparato iconografico, che ci auguriamo possa essere un invito a conoscere, o riscoprire, tesori da non dimenticare.
GLI ARGOMENTI • PRESENTAZIONE • Andare per musei archeologici e scoprire l’Italia •N ORD • Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna •C ENTRO • Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo •S UD • Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria
IN EDICOLA
• I SOLE • Sicilia e Sardegna
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SCAVI • TURCHIA
ALLA RICERCA DI ZIPPALANDA NON LONTANO DA HATTUŠA, CAPITALE DEL REGNO ITTITA, NEL CUORE DELL’ALTOPIANO ANATOLICO, SORGE L’INCONFONDIBILE SAGOMA DEL MONTICOLO DI USAKLI. INDAGATO DA UNA MISSIONE ITALO-TURCA, IL SITO POTREBBE RIVELARSI QUELLO DI UN IMPORTANTE CENTRO CULTUALE DEDICATO AL DIO DELLA TEMPESTA... di Anacleto D’Agostino, Valentina Orsi e Giulia Torri
Didascalia da fare Ibusdae evendipsam, officte erupit antesto taturi cum ilita aut quatiur restrum eicaectur, testo blaborenes ium quasped quos non etur reius nonem quam expercipsunt quos rest magni autatur apic teces enditibus teces. 34 a r c h e o
Sulle due pagine: vedute panoramiche di Usaklı Höyük, sito localizzato nel cuore dell’altopiano anatolico. L’insediamento è oggetto delle indagini sistematiche condotte dalla Missione Archeologica Italo-Turca in Anatolia Centrale (Usaklı Höyük Archaeological Project), grazie alle quali appare plausibile la sua identificazione con la città ittita di Zippalanda. Nella foto qui accanto, a sinistra, si staglia all’orizzonte il monte Kerkenes (Kerkenes Dag), che tocca i 1450 m. a r c h e o 35
MUSEI • VALLE CAMONICA
VALLE CAMONICA ROMANA
ECCO IL NUOVO MUSEO! UNA STATUA DELLA DEA MINERVA E IL RITRATTO DI UN PERSONAGGIO FORSE APPARTENENTE ALLA FAMIGLIA IMPERIALE SONO LE OPERE SIMBOLO DEL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA VALLE CAMONICA ROMANA, APPENA INAUGURATO A CIVIDATE CAMUNO. E, INTORNO A LORO, SI DISPIEGA UNA RICCA RACCOLTA, TESTIMONE DEL FELICE ESITO DELLA ROMANIZZAZIONE di Serena Solano
L
a Va lle C a mo n i c a è senz’altro uno dei territori alpini piú ricchi di testimonianze archeologiche. Oltre al noto fenomeno della cosiddetta arte rupestre (vedi box a p. 62), grazie alla quale è stata il primo sito italiano dichiarato Patrimonio Mondiale dall’U-
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NESCO, la Valle conserva anche un inatteso e straordinario patrimonio di età romana. Solcata dal fiume Oglio ed estesa per 80 km dal Passo del Tonale alla testa del lago d’Iseo, la Valle Camonica si estende a nord della città di Brescia: vanta due Musei Archeologici Nazionali, quattro Parchi Archeologici Nazionali, una Riserva
Sulle due pagine: particolari dell’allestimento del nuovo Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica romana di Cividate Camuno (Brescia) e un momento della sua inaugurazione, avvenuta lo scorso 11 giugno.
Regionale delle Incisioni Rupestri e una decina di altre realtà fra aree archeologiche, Parchi Archeologici Comunali e sovracomunali e percorsi di valorizzazione pluritematici (archeologici/minerari/naturalistici/della Grande Guerra). In un territorio in continuo fermento dal punto di vista archeologico, dove continue sono le scoperte e le ricerche, gli ultimi anni sono stati segnati anche dal progetto di ampliamento e spostamento del Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica di Cividate Camuno. a r c h e o 51
MOSTRE • CORTONA
DALL’ETRURIA LA LUCE COME AFFRONTAVA L’OSCURITÀ – QUELLA VERA, NOTTURNA E CREATA DAGLI AMBIENTI CHIUSI – IL POPOLO DEI RASNA (MA ANCHE I SARDI DELL’ETÀ NURAGICA E GLI ABITANTI DI POMPEI)? UNA MOSTRA ALLESTITA AL MUSEO DELL’ACCADEMIA ETRUSCA DI CORTONA ILLUSTRA I SISTEMI DI ILLUMINAZIONE DEGLI ANTICHI, A PARTIRE DALL’OTTIMIZZAZIONE DELLA LUCE SOLARE FINO ALLA REALIZZAZIONE DI VERE E PROPRIE OPERE D’ARTE. TRA LE QUALI SPICCA, PROTAGONISTA ASSOLUTO, LO SPETTACOLARE ED ENIGMATICO LAMPADARIO BRONZEO, RINVENUTO CASUALMENTE NELLA CAMPAGNA CORTONESE... a cura di Giuseppe M. Della Fina, con contributi di Paolo Bruschetti, Luigi Donati e Paolo Giulierini
M
ai approfondito prima d’ora in una mostra, il tema dell’illuminazione nel mondo etrusco è protagonista dell’esposizione «Luci dalle tenebre. Dai lumi degli Etruschi ai bagliori di Pompei» allestita negli spazi del Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona. La scelta della sede appare decisamente appropriata, dal momento che nelle collezioni del museo, dal 1842, figura il lampadario di Cortona, uno
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dei capolavori della bronzistica etrusca e una testimonianza preziosa per quanto concerne il tema dell’illuminazione nel mondo antico. Secondo le proposte piú recenti, si tratta di un’opera databile nell’ultimo trentennio del IV secolo a.C. e realizzata in un’officina di bronzisti localizzabile a Velzna (Orvieto): una città in stretto contatto con Chiusi e la Valdichiana sin dall’epoca del re Porsenna – significativamente indicato co-
me re di Chiusi e Orvieto da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia – e dove era attestata una lunga tradizione di artigianato artistico specializzato nella lavorazione dei metalli e nella coroplastica. Il lampadario fu realizzato con ogni probabilità per un santuario ubicato nella zona di Camucia, lungo una delle vie pr incipali di accesso a Cortona (si vedano, di seguito, i contr ibuti di Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini).
La mostra affronta il tema della luce nel mondo etrusco partendo dalle soluzioni ideate per utilizzare quella naturale negli ambienti chiusi, come, per esempio, le abitazioni: la porta, la finestra, l’abbaino, il lucernario, il timpano aperto, l’atrio o il cortile interno non coperto. Si passa poi alle soluzioni realizzate per ottenere la luce artificiale durante la notte, o negli spazi oscuri (si veda, piú avanti, il contributo di Luigi Donati).
Statua in bronzo di Efebo, adattata a porta-lampade, da via dell’Abbondanza, a Pompei. I sec. d.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale. Nella pagina accanto: il lampadario bronzeo etrusco da Cortona «funzionante», immagine guida della mostra «Luci dalle tenebre», allestita nel Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona.
Tra i gli utensili utilizzati si possono ricordare i candelabri e gli incensieri, spesso decorati sullo stelo con statuine di figure umane che li coronano, come nel caso dei primi, o li sorreggono, come nei secondi. Entrambi possono talvolta raggiungere altezze notevoli, come è testimoniato negli affreschi della Tomba Golini I, sempre di Velzna, dove svettano sulle teste dei personaggi raffigurati.
LE PRIME CANDELE Altri strumenti utilizzati erano i graffioni in bronzo o in ferro, con lunghi cordoni infiammabili, che potevano essere trasportati grazie all’impugnatura realizzata in legno; le candele raffigurate per la prima volta proprio negli affreschi della tomba appena ricordata e databile nella seconda metà del IV secolo a.C.; i bracieri e i foculi, che svolgevano anche altre funzioni; le lucerne che, fra gli Etruschi, risultano meno diffuse che nel mondo greco e punico, almeno sino all’età ellenistica avanzata e quindi alla romanizzazione. Come combustibili si utilizzavano gli oli vegetali, i grassi animali o vegetali, e l’olio d’oliva, di cui nulla doveva andare perduto. Lo sguardo si allarga quindi alla Sardegna nuragica, a Pompei e, infine, al mondo romano, e a chiudere il percorso espositivo vi sono proprio manufatti in bronzo recuperati nella città vesuviana, rimasti in uso sino all’eruzione del 79 d.C. Tra questi, risultano di particolare interesse una lucerna trilicne, decorata da una sirena in stile arcaizzante, e l’Efebo di via dell’Abbondanza: una statua in bronzo, ad altezza quasi naturale, riadattata a porta-lampade. Una mostra, di cui raccomandiamo la visita, che ci fa entrare nella vita quotidiana degli Etruschi e grazie alla quale possiamo conoscere da vicino le loro soluzioni per valorizzare la luce naturale e nel tentare di affrontare l’oscurità. Giuseppe M. Della Fina a r c h e o 65
PROTAGONISTI • EDDA BRESCIANI
«BRUCIARE LA LEGNA VERDE»... PER MOLTI ERA LA «REGINA DEGLI EGITTOLOGI»: EDDA BRESCIANI, LUCCHESE DI NASCITA E PISANA DI STUDI (A PISA SI LAUREA NEL 1955), È STATA UNA DELLE FIGURE DI SPICCO DELL’EGITTOLOGIA ITALIANA E INTERNAZIONALE. È CONOSCIUTA, SOPRATTUTTO, PER GLI SCAVI DIRETTI NELLA REGIONE DEL FAYUM, IN PARTICOLARE NEL SITO DI MEDINET MADI. AUTRICE DI NUMEROSE E IMPORTANTI PUBBLICAZIONI, È STATA ANCHE COLLABORATRICE DI «ARCHEO»: RIMANE MEMORABILE IL SUO DOSSIER DEDICATO ALLA VITA QUOTIDIANA NELL’ANTICO EGITTO, DEL 1987, PER LA CUI COPERTINA AVEVA FORTEMENTE VOLUTO L’IMMAGINE DI UN GATTO, ANIMALE CHE AMAVA MOLTISSIMO. ECCO COME L’ARCHITETTO ANTONIO GIAMMARUSTI, SUO COLLABORATORE PER OLTRE TRENT’ANNI, RICORDA L’INSIGNE STUDIOSA, SCOMPARSA LO SCORSO NOVEMBRE ALL’ETÀ DI NOVANT’ANNI di Antonio Giammarusti 76 a r c h e o
H
o conosciuto Edda Bresciani (1930-2020) nel 1977, quando stava lavorando alla pubblicazione del tempio tolemaico di Isi ad Assuan, e io allo smontaggio dei monumenti dell’isola di File. Eravamo stati messi in contatto da Carla Burri (1935-2009), allora direttore dell’Istituto di Cultura Italiano del Cairo. Carla ed Edda erano due figure femminili rarissime per il mondo maschilista degli anni Settanta. Entrambe coltissime, erano dotate di rara intelligenza e acuta ironia che, quando erano insieme, le trasfor mava in due cicloni di simpatia. Carla Burri conosceva gli angoli e le trattorie piú nascoste del Cairo e ogni volta che ci incontravamo, ci faceva scoprire qualche luogo sconosciuto ai piú, nel quale le due amiche si divertivano a fare le ordinazioni piú stravaganti per vedere in che modo avrebbe reagito il ristoratore.
Edda Bresciani (1930-2020) a Tuna el-Gebel. Sulle due pagine: il cantiere di scavo di Medinet Madi, località del Fayum nella quale Edda Bresciani fu protagonista di scoperte di eccezionale importanza e singolarità, come nel caso di una nursery per i piccoli coccodrilli compresa fra le strutture del tempio C.
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FORTUNA DELL’ANTICO • HENRYK SIEMIRADZKI
UN’ANTICHITÀ (QUASI) DAL VERO 86 a r c h e o
Le torce di Nerone, olio su tela (305 x 704 cm) di Henryk Siemiradzki. 1876. Cracovia, Museo Nazionale.
NATO IN UCRAINA DA GENITORI POLACCHI, HENRYK SIEMIRADZKI GIUNSE A ROMA ALLA VIGILIA DEI TRENT’ANNI E VI SI STABILÍ, CONSOLIDANDO LA SUA NOTORIETÀ GRAZIE A GRANDI TELE A SOGGETTO STORICO. CHE RIEVOCANO CON EFFICACIA EPISODI CELEBRI E MOMENTI DI VITA QUOTIDIANA DELLE CIVILTÀ ANTICHE di Jerzy Miziołek
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SPECIALE • CRISI ENERGETICHE
UN IMPERO MOLTO POCO SOSTENIBILE NON SAPPIAMO, CON CERTEZZA, QUALI FOSSERO LE RAGIONI DEL «DECLINO E DELLA CADUTA» DI ROMA. POSSIAMO, PERÒ, AFFERMARE CHE AD ALIMENTARE E SOSTENERE LA SUA CRESCENTE POTENZA FURONO… GLI ALBERI. QUALE FOSSE L’INCIDENZA ECONOMICA, SOCIALE E POLITICA SVOLTA DALL’UTILIZZO CHE GLI IMPERATORI FECERO DEL LEGNO, E QUALE IL SUO «IMPATTO AMBIENTALE» ANCORA OGGI PALESE AGLI OCCHI DI UN OSSERVATORE ATTENTO, LO RICAVIAMO DA UNA SERIE DI SEMPLICI, QUANTO IMPRESSIONANTI, CALCOLI… di Flavio Russo
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Una catasta di legna pronta per essere avviata alla sua trasformazione industriale.
N
ell’attuale società dei consumi e della meccanizzazione a oltranza, sfruttiamo varie fonti di energia, diverse per caratteristiche e provenienza e che derivano nella loro quasi totalità dall’irraggiamento solare remoto (in termodinamica, il termine irraggiamento designa il trasferimento di energia fra due corpi, tramite onde elettromagnetiche, n.d.r.). Poiché si tratta di energie non rinnovabili, vengono definite combustibili fossili: categoria alla quale appartengono il carbone, il petrolio e il metano. In misura minore derivano invece da un irraggiamento piú recen-
te e risultano quindi rinnovabili – sia pure per periodi di tempo piú o meno lunghi –, come nel caso delle biomasse, del fotovoltaico, nonché di venti, maree e della corrente dei fiumi. Nelle civiltà antiche, oltre alle fonti suddette, un apporto significativo derivava dall’ossidazione della legna, una reazione abitualmente detta combustione. A questa pratica si ricorre oggi solo marginalmente, tanto da poterla considerare come una soluzione amatoriale, di nicchia, riservata dai buongustai alla cottura del pane e delle pizze nei forni a legna, o dai romantici al riscaldamento del caminetto domestico.
a r c h e o 95