AR S CH AB EO IN LO A ww GI w. a rc CA he
CAVERNA DELLE ARENE CANDIDE
IN
REALTÀ VIRTUALE
LA GRANDE AVVENTURA DELLE ARENE CANDIDE
LIGURIA
SANTUARIO DI HERA LACINIA
LUOGHI DEL SACRO
IL SANTUARIO DI HERA LACINIA
SCAVARE IL MEDIOEVO
QUANDO I SARACENI ATTACCARONO ROMA
SPECIALE SABINA
SPECIALE
LA SABINA
UNA TERRA DA SCOPRIRE
o. i t
www.archeo.it
IN EDICOLA IL 9 GIUGNO 2021
2021
Mens. Anno XXXV n. 436 giugno 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ARCHEO 436 GIUGNO
28 MILA ANNI FA
€ 5,90
SOMMARIO EDITORIALE
Tutta colpa dell’Occidente 3 di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
6
VALORIZZAZIONE Il Colosseo riavrà la sua arena: scelto il progetto per l’intervento che riporterà i visitatori al centro dell’anfiteatro 6 di Alfonsina Russo
A TUTTO CAMPO Il Progetto Aquae Calidae ricostruisce la storia dei siti termali di epoca classica e medievale nel territorio di Civitella Paganico, nel Grossetano 24
PREISTORIA
Il ragazzo delle Arene Candide
36
di Andrea De Pascale, con contributi di Daniele Arobba
amministrazione@timelinepublishing.it
La signora del promontorio 66
In copertina una scena del cortometraggio Il Giovane Principe, che ricostruisce la vicenda del cacciatore paleolitico la cui sepoltura fu scoperta nella Caverna delle Arene Candide, in Liguria
Federico Curti 28 MILA ANNI FA IN
Comitato Scientifico Internazionale
LIGURIA
LA GRANDE AVVENTURA DELLE ARENE CANDIDE
Mens. Anno XXXV n. 436 giugno 2021 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
SPECIALE SABINA
Amministrazione
SANTUARIO DI HERA LACINIA
Impaginazione Davide Tesei
REALTÀ VIRTUALE
Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it
LUOGHI DEL SACRO/6
Presidente
CAVERNA DELLE ARENE CANDIDE
Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it
€ 5,90
www.archeo.it
it
w.a rc
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2021
Direttore responsabile Andreas M. Steiner a.m.steiner@timelinepublishing.it
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66 IN EDICOLA IL 9 GIUGNO 2021
AR S CH AB EO IN LO A GIC he A o.
36 ARCHEO 436 GIUGNO
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Alessandria, 130 – 00198 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it
incontro con Alessandro Furlan, a cura di Lorella Cecilia
a cura di Giovanna De Sensi Sestito, con testi di Gregorio Aversa, Giovanna De Sensi Sestito, Maria Letizia Lazzarini e Roberto Spadea
di Alessandro Mandolesi
Anno XXXVII, n. 436 - giugno 2021 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
«Vedere» il passato 60
di Roberto Farinelli e Andrea Marcocci
ALL’OMBRA DEL VULCANO Il tessuto produttivo di Pompei era fitto e vivace. Eppure molte professioni non erano viste di buon occhio... 10
MUSEI La Scatola archeologica della Domus Aventino, a Roma, è ora visitabile e propone un affascinante viaggio nel tempo 12
L’INTERVISTA
Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Svend Hansen, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Paul J. Riis
LUOGHI DEL SACRO
IL SANTUARIO DI HERA LACINIA SCAVARE IL MEDIOEVO
QUANDO I SARACENI ATTACCARONO ROMA
SPECIALE
LA SABINA
UNA TERRA DA SCOPRIRE
arc436_Cop.indd 1
25/05/21 15:11
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro Filippo Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Sergio Ribichini, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale, Andrea Zifferero Hanno collaborato a questo numero: Luisa Agneni è direttrice del Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina. Martina Almonte è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Ines Arletti è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Andrea Augenti è professore di archeologia medievale all’Università di Bologna. Daniele Arobba è direttore del Museo Archeologico del Finale. Gregorio Aversa è direttore del Museo e del Parco archeologico nazionale di Capo Colonna e del Museo archeologico nazionale di Crotone. Alessandro Betori è funzionario archeologo della Soprintendenza AABAP dell’Area Metropolitana di Roma e della Provincia di Rieti. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesca Colosi è ricercatore CNR, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale. Francesco Colotta è giornalista. Alessandra Costantini è archeologa. Dario Daffara è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia Antica. Andrea De Pascale è conservatore del Museo Archeologico del Finale. Giovanna De Sensi Sestito è stata professore ordinario di storia greca all’Università della Calabria. Roberto Farinelli è ricercatore e professore aggregato di archeologia cristiana e medievale all’Università di Siena. Eleonora Gasparini è assegnista di ricerca in archeologia classica all’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli. Maria Letizia Lazzarini è stata professore ordinario di epigrafia greca
Rubriche SCAVARE IL MEDIOEVO Quella città oltre la città
108
di Andrea Augenti
108 L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Un truffatore di grande successo 112 di Francesca Ceci
84 SPECIALE Sabina
Una terra da scoprire
112 LIBRI
114
84
testi di Alessandro Betori, Francesca Colosi, Alessandra Costantini e Carla Sfameni, con contributi di Luisa Agneni, Eleonora Gasparini e Francesca Licordari
all’Università «Sapienza» di Roma. Francesca Licordari è funzionario archeologo della Soprintendenza AABAP dell’Area Metropolitana di Roma e della Provincia di Rieti. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco archeologico di Pompei. Andrea Marcocci è presidente dell’Associazione Archeologica Odysseus. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Luna S. Michelangeli è archeologa. Federica Rinaldi è funzionario archeologo del Parco archeologico del Colosseo. Barbara Roggio è funzionario archeologo del Parco archeologico di Ostia Antica. Paola Francesca Rossi è funzionario antropologo del Parco archeologico di Ostia Antica. Alfonsina Russo è direttore del Parco archeologico del Colosseo. Carla Sfameni è ricercatore CNR, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale. Roberto Spadea è stato direttore del Museo e del Parco archeologico di Capo Colonna e del Museo archeologico di Crotone.
Illustrazioni e immagini: Foto AGBVideo per Museo Archeologico del Finale: copertina e pp. 36-37, 38 (alto), 38/39, 43 (basso), 44-45, 47 (basso), 48 (alto, a sinistra), 48 (basso), 49, 52 (alto), 52/53 – Ufficio Stampa MiC: pp. 6; ANSA/Raccolte Museali Fratelli Alinari, Firenze: p. 7 – Parco archeologico del Colosseo: pp. 8-9 – Parco archeologico di Pompei: pp. 10-11 – Soprintendenza Speciale di Roma: pp. 12-13 – Parco archeologico di Ostia antica: pp. 14-15 – Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia: pp. 16-17 – Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: pp. 22-23 – Cortesia Giorgio Sonzogni e Andrea Marcocci: pp. 24, 26 – Reparto Operativo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale: pp. 28 (a sinistra, centro e basso), 29, 30 – Parco archeologico di Pompei: Luigi Spina: p. 28 (destra, in basso) – Istituto Internazionale di Studi Liguri: Archivio Sezione Finalese: p. 38 (basso) – Archivio Castello D’Albertis, Genova: pp. 40 (basso), 47 (alto) – Archivio Soprintendenza ABAP, Genova: pp. 41, 42/43, 48 (alto, a destra) – Archivio Museo Archeologico del Finale: pp. 42 (alto), 43 (alto), 46, 50, 56/57 – Studio Inklink, Firenze per Museo Archeologico del Finale: pp. 50/51 – FLOW Festival Outdoor per Museo Archeologico del Finale: pp. 54-55 – Cortesia Altair4 Multimedia: pp. 60-65 – Cortesia degli autori: pp. 66/67, 69 (alto; foto Critelli), 70-71, 74, 74/75, 78-81, 113 – Doc. red.: pp. 68 (basso), 69 (basso), 94 (alto), 104, 112 – Gregorio Aversa: pp. 72, 82 – Paolo Nereo Morelli: ricostruzione grafica a p. 73 (basso) – da: Atti XXIII Convegno di studi sulla Magna Grecia, 1983: p. 75 – da: Il santuario di Hera al Capo Lacinio, l’analisi della forma, il restauro e la ricerca archeologica, 2009: p. 76 – Shutterstock: pp. 77, 86/87 (alto e basso) – R. Lucignani: pp. 84/85, 98 (basso), 101 (alto) – Museum of Fine Arts, Boston: p. 88 (alto) – Museo Archeologico di Fara in Sabina: pp. 88 (basso), 89, 102 (centro e basso) – Soprintendenza ABAP area metropolitana di Roma e provincia di Rieti: pp. 90 (alto e centro), 92-93, 94/95; Q. Berti: pp. 90 (basso), 91, 103 – Saint Mary’s University, Halifax, Canada: M. McCallum e G. Baker: pp. 96, 96/97 – British School at Rome: p. 97 – Museo Civico di Rieti: CNRISPC: p. 98 (alto) – A. D’Eredità: pp. 98 (centro), 99 (alto) – CNR-ISPC: p. 99 (centro e
basso), 102 (alto) – Rutgers University, Newark, USA: pp. 100, 101 (basso) – Fabiana Benetti: tavole alle pp. 108, 109 (centro), 110/111 – Fondazione Cavalieri di Colombo: pp. 108/109 – Manlio Falcioni: p. 109 (alto)– Lucrezia Spera: p. 111 – Cippigraphix: cartine alle pp. 40, 68, 86. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disp osizione per regolare eventuali spettanze.
Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Roto3 Industria Grafica srl via Turbigo 11/B - 20022 Castano Primo (MI) Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 49572016 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Direct Channel SpA Casella Postale 97 – Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia (BS) L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano
PASSEGGIATE NEL PArCo a cura di Federica Rinaldi e Martina Almonte
TRE CARTE PER UNA LUNGA AMICIZIA COME PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA FRUIZIONE (MA ANCHE ALLA CURA) DI UN TERRITORIO MONUMENTALE COME QUELLO CHE CIRCONDA IL COLOSSEO? ECCO UNA PROPOSTA «INCLUSIVA» E ALLA PORTATA DI TUTTI...
I
l Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio definisce il «parco archeologico» come un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto; la definizione è pregna di significato: la mente corre subito all’idea di un’area verde intrisa di storia, dove ci si possa ricreare, nello spirito, ma anche nel corpo. Ecco perché la fruizione di questi speciali luoghi della cultura dovrebbe essere a 360°, non un tour turistico che lasci impressi brevi sebbene emozionanti ricordi, ma un’esperienza prolungata, magari ripetuta, che stimoli il nostro intelletto con nuovi contenuti, che ci emozioni, ma che «ci faccia stare bene» anche in senso piú generale. Per questo, sin dalla sua istituzione, il Parco archeologico del Colosseo ha cercato di rinnovare le modalità di fruizione da parte dei visitatori e ha al contempo incoraggiato una cultura di inclusione sociale, come d’altra parte dimostrano le numerose attività dedicate, raccolte nel progetto «Salus per artem» (vedi «Archeo» n. 418, dicembre
8 archeo
2019; anche on line su issuu.com): l’enorme patrimonio monumentale e artistico, oltre a quello fortemente simbolico che questo luogo racchiude, si pone come ponte e stimolo alla partecipazione dei cittadini e delle imprese.
UN BENE COMUNE Il valore democratico della cultura si basa soprattutto sulla condivisione e per questo il PArCo ha investito grandi energie nella realizzazione del progetto «Membership Card», che vuole essere in primis uno stimolo alla
partecipazione attiva di chi crede nei nostri valori: la Membership Card è da noi intesa come uno strumento di compartecipazione alla cura di un territorio che appartiene a tutti i cittadini, di Roma e del mondo. I valori fondanti che il PArCo vuole condividere non sono esclusivamente storici e culturali, ma piú ampiamente civici ed etici: si basano sulla priorità dell’interesse pubblico, sulla In basso: una suggestiva veduta dei resti dei palazzi imperiali sul colle del Palatino.
responsabilità verso la collettività, su trasparenza, onestà, equità, uguaglianza e imparzialità, partecipazione inclusiva, efficienza ed efficacia, sia nei rapporti interni che in quelli esterni. Siamo custodi di un Patrimonio UNESCO che tuteliamo e valorizziamo: l’indirizzo etico è dettato dalla consapevolezza di avere un onere vitale nei confronti del mondo intero e delle generazioni future, l’onere di conservare la storia. Il patrimonio culturale che preserviamo è un elemento portante e irrinunciabile della società e dell’identità civile. Chi aderirà al Programma Membership, oltre a usufruire dei benefit tradizionali (accesso illimitato per un anno, ingresso gratuito e prioritario a mostre ed eventi; invito alle inaugurazioni e a visite esclusive; eventi riservati e accesso preferenziale agli incontri, concerti e altre attività; agevolazioni nei luoghi della cultura convenzionati) potrà partecipare e sostenere questi valori, entrando in una community che promuova e costruisca una linea aperta e partecipativa, che è il senso piú profondo della Membership del In alto: le tre versioni della Memebership Card: Young, Individual e Family&Friends.
PArCo, in linea con le maggiori istituzioni italiane e internazionali. La Membership Card del PArCo sarà per ora declinata in tre tipologie, rivolte a un pubblico piú ampio, eterogeneo, con interessi, riferimenti culturali e stili di vita diversi: la Card Young per i giovani fino a 30 anni che avrà il costo di 25 euro, la Individual per un adulto con età superiore ai 30 anni, al costo di 50 euro, e infine la Family&Friends, per due adulti e sino a tre minori di 18 anni, al costo di 80 euro, dedicata a quanti vogliano vivere l’esperienza con i propri amici o persone care. Al piú presto sarà infine attivata la Corporate Membership Card, destinata alle aziende.
UNA CARD SU MISURA Per ogni Card sono state anche pensate iniziative specifiche per ciascun target, quali, oltre all’ingresso nel corso dell’orario di apertura ordinaria, l’ingresso al PArCo per iniziare la giornata ricreandosi all’aperto con una passeggiata o uno jogging leggero lungo il percorso delle Pendici meridionali del Palatino. L’offerta culturale verrà inoltre arricchita dai numerosi progetti che il PArCo ha intenzione di proporre, anche in collaborazione con Electa, e che andranno dalla ripresa dei cicli di conferenze nella Curia alla proposta di nuove iniziative, come le Lezioni di Verde e Paesaggio al Palatino o le degustazioni di miele e olio nell’ambito del piú ampio Progetto Green (vedi «Archeo» n. 435, maggio 2021; anche on line su issuu.com). Infine, ma ancor piú importante, il PArCo ha stretto accordi di reciprocità con diversi musei, romani e non, per permettere di usufruire di ingressi ridotti e costruire cosí una rete di rapporti duraturi.
L’esperienza di visita ripetuta non è reiterazione, ma permette ogni volta una emozione diversa: perché vediamo qualcosa di nuovo che prima era sfuggito, perché lo condividiamo con qualcuno, perché abbiamo deciso di prenderci i nostri tempi per godere del bello, per assaporare la stessa aria che si respirava nei palazzi imperiali o negli Horti Farnesiani. Diventare Member significa partecipare e sostenere il PArCo, nell’ottica di una politica di inclusione e sinergia con la comunità. Sviluppando le attività sociali e comunitarie, si attiva conoscenza e quindi senso di appartenenza alla comunità e partecipazione, che è il senso profondo che questo PArCo dà alla Membership Card. Dopo i lunghi mesi vissuti nelle nostre case, torniamo a vivere all’esterno, guardando le nostre città e i nostri parchi con occhi nuovi e assetati di esperienze. Per saperne di piú, vi invitiamo a visitare la pagina web dedicata al nuovo progetto: https:// parcocolosseo.it/membership Martina Almonte, Ines Arletti, Federica Rinaldi
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PREISTORIA • ARENE CANDIDE
IL RAGAZZO DELLE
ARENE CANDIDE 28 000 ANNI FA UN GIOVANE CACCIATORE MUORE NEI BOSCHI DELLA LIGURIA DI PONENTE. LA SUA È UNA MORTE VIOLENTA, AVVENUTA FORSE PER MANO DI UN UOMO O PER L’AGGRESSIONE DI UN ORSO. VERRÀ SEPOLTO, CON GRANDI ONORI, ALL’INTERNO DI UNA GROTTA NATURALE APERTA NELLA FALESIA. OGGI, UNO SPETTACOLARE DOCU-FILM, PROIETTATO NEL MUSEO ARCHEOLOGICO DEL FINALE, RACCONTA LA VICENDA DI QUEL «GIOVANE PRINCIPE» E DELLA SUA AVVENTUROSA SCOPERTA, AVVENUTA NEL 1942… di Andrea De Pascale, con contributi di Daniele Arobba Sulle due pagine: l’attore e sceneggiatore Andrea Walts nei panni di Luigi Cardini (a sinistra) e in quelli del Giovane Principe delle Arene Candide, in due sequenze del cortometraggio omonimo, che ricostruisce la storia della scoperta e la vita del cacciatore preistorico. A sinistra: l’attrice Sara Zanobbio nei panni dell’archeologa Virginia Chiappella.
36 a r c h e o
LUOGHI DEL SACRO/6
LA SIGNORA DEL
PROMONTORIO
UNA SOLITARIA COLONNA BIANCA SI STAGLIA SUL BLU INTENSO DEL MARE: ASSIEME AI RESTI CIRCOSTANTI DI ALTRI EDIFICI MESSI IN LUCE DAGLI ARCHEOLOGI, È QUANTO EMERGE, OGGI, DELL’ANTICO SANTUARIO DI HERA LACINIA, UNO DEI PIÚ MAESTOSI E FREQUENTATI LUOGHI DI CULTO DEL MEDITERRANEO, VOLUTO DAI CROTONIATI PER LA DEA PROTETTRICE DELLA LORO CITTÀ a cura di Giovanna De Sensi Sestito, con testi di Gregorio Aversa, Giovanna De Sensi Sestito, Maria Letizia Lazzarini e Roberto Spadea
66 a r c h e o
I
l santuario di Hera Lacinia era il piú importante della Magna Grecia, ancora piú famoso della stessa Crotone a detta dello storico latino Tito Livio (XXIV 3,3). Sorgeva a 12 km circa dalla città, sulla punta del promontorio Lacinio, un terrazzo marino proteso nel Mare Ionio, oggi denominato Capo Colonna per l’unica colonna superstite. A questo primo promontorio, molto pronunciato, fanno seguito, formando un mezzo arco, gli attuali Capo Cimiti, Capo Rizzuto e Le Castella, che lo storico greco Eforo chiamava «promontori Iapigi», a indicare
fin dove si era proiettata verso sud questa popolazione dell’Apulia (Eforo fr. 150 Jacoby in Strabone Geografia VI 1,11-12). La configurazione di questo tratto di costa, oggi tutelato come Area Marina Protetta, richiamava al poeta ellenistico Licofrone le corna di cervo (Alessandra, v. 865), a Plinio il Vecchio una foglia di quercia (Storia naturale III 96). L’etimologia del nome Lacinio potrebbe risalire al verbo greco lakízo (lacero) o al sostantivo latino lacinia (frangia, orlo), come ora ripropone Gregorio Aversa. Il mito però ne lega il nome al re/brigante Lacinio,
signore del luogo in cui si sarebbe fermato Eracle con i buoi di Gerione, che stava conducendo dall’Iberia nel Peloponneso attraverso l’Italia.Violando l’ospitalità, Lacinio aveva tentato di rubargliene alcuni, ma Eracle lo aveva sorpreso e ucciso, togliendo la vita anche all’incolpevole Crotone (Diodoro Siculo, IV 24,7). Con baie adatte a fornire un approdo sicuro, al riparo dai venti, il promontorio rappresentava un riferimento obbligato per quanti navigassero lungo lo Ionio.Tracce protostoriche in aree circostanti, come frammenti micenei da Capo Cimiti,
Veduta del promontorio Lacinio, presso Crotone, con l’unica colonna superstite del tempio di Hera Lacinia, da cui il sito ha tratto la denominazione di Capo Colonna.
a r c h e o 67
SPECIALE • SABINA
A
ndare alla scoperta della Sabina significa passare dalle colline della fertile vallata tiberina alle prime propaggini dell’Appennino centrale, dove si aprono numerose conche intercalate dalle valli del Turano, del Salto e del Velino, chiuse da gole strette e suggestive. La conca piú ampia è quella reatina, un tempo sommersa dalle acque di un grande lago, il Velino, formatosi verso la fine del Pliocene (1,7 milioni di anni fa circa) ed estintosi in età storica. In quest’area le fonti collocano le origini dei Sabini, una popolazione autoctona che, a detta di Catone il Censore (234 circa-149 a.C.), discendeva dal dio eponimo Sabo e
Norcia Nursia
SS685
Spoleto Acquasparta
Accumoli
Nera
SS3
Monteleone di Spoleto
Ferentillo
San Gemini
SR471
Arrone E35
Amatrice
Cittareale
Leonessa
Terni
Amelia
Grisciano
Cascia
Scheggino
Piediluco
Narni
Borbona
Greccio
Cottanello Magliano Sabina
Casperia Forano
Capena SR2
E35
Antrodoco Interocrea
Velino
Sa
Borgo San Pietro
Monteleone Sabino Trebula Mutuesca
Fara in Sabina Passo Corese Cures
Montelibretti Eretum
Turania
Tagliacozzo
SR5
86 a r c h e o
E80
Carsoli
Tivoli A24
A24
Borgonese Spedino
SS5
Monterotondo
Roma
Amiternum
Civitatomassa L’Aquila Foruli
lto
Rocca Sinibalda
Poggio Mirteto Castelnuovo di Farfa
Te ve re
A45
Cutilia
no
Forum Novum
Poggio Sommavilla
Formello
Rieti Reate
Vazia
a Tur
SS3
A90
Montereale
Pian De’ Valli
Orte Teve re
Lago di Bracciano
Poggio M.Terminillo Bustone
Lacus Velinus
Subiaco
In alto, nel riquadro: i resti dell’anfiteatro romano di Amiternum (San Vittorino, L’Aquila), città di origine sabina. A sinistra: cartina dell’area interessata dalla presenza dei Sabini, con le principali località citate nel testo.
UN VASTO TERRITORIO FRA VELINO E TEVERE Il territorio attualmente compreso nella provincia di Rieti corrisponde solo in parte alla regione abitata un tempo dai Sabini. Anticamente, l’area era infatti molto piú estesa e racchiudeva, oltre al Lazio, anche parte dell’Umbria (Norcia e Cascia) e dell’Abruzzo (Amiterno). La particolare conformazione geografica della regione e la presenza dei due grandi bacini del Tevere e del Velino, determinò, fin dalle origini, la divisione della Sabina in due parti: quella tiberina, gravitante verso il Tevere e le zone abitate da Etruschi, Falisci e Latini, i cui centri principali furono Cures (Passo Corese), Eretum (Montelibretti), Trebula Mutuesca (Monteleone Sabino) e Forum Novum (Santa Maria in Vescovio); quella interna, con le città di Reate (Rieti), Amiternum (San Vittorino, L’Aquila) e Nursia (Norcia), che aveva il suo punto di riferimento nella valle del Velino. Esse erano strettamente connesse, oltre che dall’omogeneità etnico-linguistica, dai rapporti commerciali ed economici ruotanti attorno al commercio del sale e alla pastorizia.
Sulle due pagine: un tratto del Velino a Rieti. Insieme al Tevere, il fiume ebbe un’influenza determinante sui modi di insediamento e sulla gestione del territorio da parte dei Sabini. a r c h e o 87