ARCHEO 400 GIUGNO MOSAICI DI SPELLO
STROFADI UN MIRAGGIO SUL MARE
PORTO DI UR
UMBRIA
ISOLE STROFADI
I MOSAICI DI SPELLO IRAQ
RISERVA DI CAPO GALLO SPECIALE CANALE DI SUEZ
Mens. Anno XXXIV n. 400 giugno 2018 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.
ECCO IL PORTO DELL’ANTICA UR SICILIA
PREISTORIA A CAPO GALLO
SPECIALE
IL SOGNO DEL
FARAONE
SESOSTRI E LE ORIGINI DEL CANALE DI SUEZ
€ 5,90
www.archeo.it
w. ar
GRECIA
IN EDICOLA L’8 GIUGNO 2018
2018
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ARCHEO
EDITORIALE
I NOSTRI 400 COLPI I lettori mi perdoneranno se dedico queste righe a un evento non propriamente «archeologico» ma quasi: mi riferisco – come avrete intuito – al raggiungimento del 400esimo numero dalla nostra rivista. Non lo consideriamo, beninteso, un traguardo (termine che – in gergo sportivo e in senso stretto – implicherebbe un punto d’arrivo), quanto, piuttosto – e rimaniamo in ambito sportivo –, un valico. Fermiamoci, dunque, prendiamo respiro e guardiamoci indietro, prima di riprendere la corsa. E ci accorgeremo, insieme ai nostri lettori piú fedeli, che, in questi ultimi 33 anni, abbiamo raccontato la storia. E non soltanto quella «antica», come vorrebbe il titolo della testata, ma anche quella «contemporanea», per la parte nient’affatto irrilevante che l’archeologia vi ha svolto: ricordiamo i titoli di apertura dei giornali susseguitisi da quando nel Vicino e Medio Oriente si è riaccesa la miccia della guerra, scandita dalla distruzione di alcuni, leggendari, siti storici; pensiamo alla drammatica – e anacronistica – «presa in ostaggio» di un antico luogo di commercio, arte e civiltà, quale era la compianta città carovaniera di Palmira. Mai il passato è stato di tanta infausta attualità come in questi anni… A una lettura diversa – positiva, operativa e costruttiva – si prestano, invece, le tante storie di valorizzazione che abbiamo raccontato, mese dopo mese: le scoperte, i restauri, i musei, le mostre grandi e piccole, i progetti urbanistici e architettonici finalizzati a integrare – e spesso a far emergere per la prima volta – la memoria storica all’interno della nostra contemporanea quotidianità. Che cosa ci perderemmo – vale davvero la pena chiederselo – se non potessimo avvalerci del lavoro di quegli indagatori del nostro passato/presente che sono… gli archeologi? A loro dunque, alla schiera di donne e uomini che lavorano, perlopiú lontani dai riflettori e gratificati da rari, rarissimi riconoscimenti (e che spesso, e paradossalmente, vengono additati quali ingombranti e inutili ostacoli al moderno vivere mentre ci regalano grandi e, soprattutto, non effimere, emozioni), a loro vorrei rivolgere, insieme alla promessa che continueremo a essere la loro «voce», il nostro ringraziamento. Un ringraziamento caloroso che, in occasione di questa breve pausa di riflessione, estendiamo a tutti i nostri lettori. I quali – ne siamo piú che convinti – alla storia scritta dagli archeologi continueranno ad appassionarsi. Andreas M. Steiner
SOMMARIO EDITORIALE
I nostri 400 colpi
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di Andreas M. Steiner
Attualità NOTIZIARIO
SCOPERTE Il popolamento dell’America precolombiana ebbe tempi e modi diversi da quelli fin qui ipotizzati: è quanto provano recenti ricerche condotte nell’Amazzonia meridionale
8
8
ALL’OMBRA DEL VULCANO Il Teatro Grande di Pompei torna ad animarsi, proponendo un fitto calendario di rappresentazioni, scelte fra i capolavori della drammaturgia antica 12 A TUTTO CAMPO Una mostra allestita presso il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma di Grosseto ribadisce
la possibilità di coniugare con successo le testimonianze dell’antico con l’arte contemporanea 16
SCOPERTE
PAROLA D’ARCHEOLOGO Gli archeologi del terzo millennio devono saper raccontare: come spiega Giuliano Volpe, è questa la lezione scaturita da un recente incontro svoltosi a Foggia 22
REPORTAGE
DA ATENE
Tutti in rete
32
Un porto fra le acque di Sumer
Come un miraggio nel mare
58
MUSEI
SICILIA
di Stefano Mammini
58
di Fabrizio Polacco
di Valentina Di Napoli
Le stagioni di Spello 34
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di Franco D’Agostino e Licia Romano
Preistoria a Capo Gallo
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di Giuseppina Battaglia e Carlo Casi
68
34
In copertina testa in granito del faraone Sesostri III, da Karnak. XII dinastia, 1881-1861 a.C. Luxor, Museo d’Arte Antica.
Comitato Scientifico Internazionale Anno XXXIV, n. 400 - giugno 2018 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990
Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it Direttore responsabile Andreas M. Steiner Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione Roberto Sperti amministrazione@timelinepublishing.it
Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe
Comitato Scientifico Italiano
Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale Hanno collaborato a questo numero: Giuseppina Battaglia è archeologa della Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo. Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Francesco Colotta è giornalista. Julien Cuny è archeologo. Franco D’Agostino è professore aggregato di assiriologia presso «Sapienza» Università di Roma. Valentina Di Napoli è archeologa. Daniela Fuganti è giornalista. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Daniele Manacorda è docente ordinario di metodologie della ricerca archeologica all’Università di Roma Tre. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco Archeologico di Pompei. Flavia Marimpietri è archeologa e giornalista. Margaréta Musilová è curatore della mostra «I confini dell’Impero Romano-Limes Danubiano, da Traiano a Marco Aurelio». Fabrizio Polacco è coordinatore nazionale del «PRISMA». Licia Romano è condirettore della Missione Archeologica italo-irachena ad Abu Tbeirah. Flavio Russo è ingegnere, storico e scrittore, collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Romolo A. Staccioli è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Mara Sternini è professore associato di archeologia classica all’Università degli Studi di Siena. Lucrezia Ungaro è curatore archeologo della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali presso i Mercati di TraianoMuseo dei Fori Imperiali. Christiane Ziegler è direttore onorario della sezione di antichità egiziane del Museo del Louvre. Massimo Vidale è professore di archeologia delle produzioni all’Università degli Studi di Padova.
TECNOLOGIA Le dighe/1
La lezione dei castori
80
di Flavio Russo
80 Rubriche IL MESTIERE DELL’ARCHEOLOGO
Nel segno dell’inclusione 102 di Romolo A. Staccioli
QUANDO L’ANTICA ROMA...
...divenne una città invivibile 106 di Romolo A. Staccioli
86 SPECIALE Canale di Suez
Quel sogno che attraversa il deserto
86
di Christiane Ziegler, con contributi di Julien Cuny e Daniela Fuganti
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
L’eterna fedeltà di Sicheo
110
di Francesca Ceci
LIBRI
Illustrazioni e immagini: Mondadori Portfolio: Album: copertina (primo piano) e pp. 93, 111; AKG Images: p. 62; Leemage: pp. 63 (alto), 80/81, 98 – Cortesia Ufficio Stampa IMA, Parigi: DR: copertina (secondo piano; e pp. 94/95); Engie: pp. 86/87; RMN-Grand Palais (domaine de Compiègne)/Daniel Arnaudet: pp. 88/89; BNF/Bibliothèque de l’Arsenal: p. 90; GGb: p. 91; Musée du Louvre, Dist. RMN-Grand Palais/Georges Poncet: p. 92 (alto); Musée du Louvre, Dist. RMN-Grand Palais/Christian Decamps: pp. 95, 96; RMN-Grand Palais Musée du Louvre/Franck Raux: p. 97 (basso); Archives nationales du monde du travail (Roubaix): pp. 100, 101 (centro); Souvenir de Ferdinand de Lesseps et du Canal de Suez/Lebas Photographie Paris: p. 101 (alto) – Cortesia University of Exeter (Regno Unito): José Iriarte: pp. 8 (basso), 9-10 – Cortesia Parco Archeologico di Pompei: pp. 12-13 – Cortesia CNRS (Parigi, Francia): Fernando Ramirez Rozzi: p. 14 – Cortesia degli autori: pp. 17, 20, 22-23, 80, 82 (alto), 110 – Cortesia Ufficio Stampa: pp. 18, 24, 34/35, 37, 40-41, 42 (alto e basso), 43 – Stefano Mammini: pp. 36 (basso), 36/37, 38-39, 42 (centro) – Cortesia Missione Archeologica italo-irachena ad Abu Tbeirah: pp. 46-47, 48/49, 49, 50-57 – Fabrizio Polacco: pp. 58/59, 60 (alto), 61, 63 (basso), 64, 64/65, 66-67 – Cortesia Jeff Schmaltz, MODIS Land Rapid Response Team at NASA GSFC: p. 59 – Doc. red.: pp. 60 (basso), 65, 76/77, 85/86, 97 (alto), 99, 102, 103 (alto), 104, 106-109 – Shutterstock: pp. 68-71, 72 (alto), 73, 78 – Giuseppina Battaglia: pp. 74-75 – DeA Picture Library: p. 83 (basso); Aeronike: p. 77 – Flavio Russo: pp. 82 (basso), 83 (alto), 84 (alto e basso), 86 – Studio Inklink, Firenze: p. 103 (basso) – Cippigraphix: cartine e rielaborazioni grafiche alle pp. 21, 36, 48, 72, 92. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.
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Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Arti Grafiche Boccia Spa via Tiberio Claudio Felice, 7 - 84100 Salerno Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Press-Di Abbonamenti SPA c/o CMP BRESCIA Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia BS L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano
MUSEI • SPELLO
STAGIONI SPELLO
LE DI
IN ETÀ IMPERIALE, QUANDO HISPELLUM PROSPERAVA GRAZIE ALLA SUA STRATEGICA POSIZIONE SULLA VIA FLAMINIA, UN FACOLTOSO IMPRENDITORE VOLLE CHE LA SUA LUSSUOSA VILLA FOSSE ORNATA DA RAFFINATI MOSAICI. SEPOLTI E DIMENTICATI PER OLTRE QUINDICI SECOLI, QUEI MAGNIFICI TAPPETI DI PIETRA SONO TORNATI ALLA LUCE POCO PIÚ DI DIECI ANNI FA. E OGGI SI POSSONO AMMIRARE ALL’INTERNO DI UN’APPOSITA STRUTTURA REALIZZATA PER LA LORO MUSEALIZZAZIONE di Stefano Mammini
P
oco fuori la cinta muraria che ancora oggi la racchiude, Spello – cittadina umbra alle falde del monte Subasio – ha visto compiersi una delle piú interessanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni, che trova ora il suo felice coronamento nell’inaugurazione del complesso museale voluto per proteggerla. Tutto aveva avuto inizio nel 2005, quando il Comune avviò i lavori per la realizzazione di un parcheggio, in un’area in località Sant’Anna, all’epoca utilizzata come campo di calcetto: fu però sufficiente scendere di pochi metri rispetto al piano di campagna, perché gli sterri intercettassero, inaspettatamente, i primi resti di mosaico. La sorpresa lasciò dunque il posto alle verifiche di rito e, in breve tempo, apparve chiaro che quelle prime tessere colorate non erano altro che il significativo campione di un complesso di notevole consistenza.
UNA DIMORA LUSSUOSA Il cantiere assunse un nuovo volto, trasformandosi in un intervento di scavo archeologico vero e proprio, al quale fece quindi seguito il restauro delle murature, degli intonaci, degli affreschi e, naturalmente, dei mosaici. In un primo tempo, la notevole estensione del tappeto musivo piú importante aveva suggerito che dalla terra stessero affiorando i resti di un impianto termale, ma poi, grazie all’estensione delle indagini, apparve evidente che in località Sant’Anna stava tornando alla luce una lussuosa villa di epoca imperiale. Che oggi conosciamo appunto come Villa dei Mosaici. Salvo diversa indicazione, tutte le immagini documentano la Villa dei Mosaici di Spello e la struttura realizzata per la sua musealizzazione. Una fase della ripulitura del grande mosaico pavimentale del triclinio. a r c h e o 35
SCOPERTE • IRAQ
UN PORTO FRA LE ACQUE DI SUMER
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LA MISSIONE ARCHEOLOGICA ITALO-IRACHENA AD ABU TBEIRAH, DA SETTE ANNI OPERATIVA NELLE TERRE DELLA MESOPOTAMIA, STA PORTANDO ALLA LUCE LE STRUTTURE DI UN ANTICO APPRODO. UNA RICERCA CHE, FIN DA ORA, È DESTINATA A RISCRIVERE LA STORIA AMBIENTALE ED ECONOMICA DELL’IRAQ MERIDIONALE NEL III MILLENNIO A.C. di Franco D’Agostino e Licia Romano
In alto: frammento del secondo e del terzo registro della stele del sovrano Ur-Namma (2100 a.C.), rinvenuta nella città di Ur nel 1925. Filadelfia, Penn Museum. Sulle due pagine: una tipica veduta delle Paludi del Sud dell’odierno Iraq.
«H
o fatto attraccare le navi di Magan al porto del dio Luna Nannar, il mio re, e le ho fatte risplendere in Ur!». Con queste parole il sovrano Ur-Namma, il fondatore della cosiddetta III Dinastia di Ur, ricorda, nel prologo della sua raccolta di leggi – scritta in sumerico nel XXI secolo a.C. –, un evento importantissimo per il suo regno: il ritorno delle navi cariche di mercanzia pregiata (rame, pietre semi-preziose, metalli vari, ecc.) dal lontano Oman, che si trova oltre lo stretto di Hormuzd, sulla costa occidentale del Golfo Persico-Arabico, dopo un lungo periodo di stagnazione economica e commerciale della bassa Mesopotamia. Le famose navi di Magan, dette nei testi sumerici le «navi nere» a causa del bitume con cui erano calafatate per impermeabilizzarle, rapa r c h e o 47
REPORTAGE • GRECIA
COME UN
MIRAGGIO SUL MARE
SONO FRA LE PIÚ «SFUGGENTI» E IGNOTE ISOLE DELLO IONIO: VISIBILI SOLO NELLE MAPPE PIÚ DETTAGLIATE, LE MINUSCOLE STROFADI HANNO LEGATO IL PROPRIO NOME ALLA LEGGENDA DI ENEA E DELLE ARPIE. OGGI, LA PIÚ GRANDE DI ESSE, LA SOLA A ESSERE MAI STATA ABITATA, VIENE RAGGIUNTA UNA VOLTA ALL’ANNO PER CELEBRARVI UN ANTICO RITO di Fabrizio Polacco
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R
acconta il mito che alcune isole greche emersero dall’abisso del mare, come Rodi. Altre, nacquero come macigni scagliati sul corpo dell’avversario dagli dèi in lotta con i Giganti, come Nisyros. Altre ancora, nella loro esistenza precedente, furono dèe: Asteria, amata invano da Zeus, fu trasformata dapprima in quaglia, e divenne isola una volta precipitata in mare. Estremamente ristretto è però il numero delle isole «erranti» o «naviganti», di cui la stessa Asteria fece parte nella prima fase della sua vita marina, prima di stabilizzarsi e di diventare la Delo cara ad Apollo. Avvistate ora qua, ora là, dai perplessi marinai e dagli attoniti abitanti delle coste dell’Ellade, le Erranti erano in genere piccole, misteriose e partecipi di vicende straordinarie: come l’isola Eolia, dimora vagante di Eolo, dio dei Venti, che accolse Ulisse in un celebre episodio dell’Odissea. Ma le piú ignote e sfuggenti di queste isole plotài (potremmo definirle anche «flottanti»), sono le due minuscole Strofadi. Si tratta delle piú estreme terre greche del Mar Ionio: collocate a ovest del Peloponneso, distano oltre 40 km dal promonto-
Isole Strofadi
rio piú meridionale di Zacinto, o Zante, che è a sua volta l’ultima grande isola delle Ionie. Piatte, prive di rilievi, emergenti sí e no una ventina di metri sulla superficie marina, sono praticamente
invisibili dalle altre terre. Come mi racconta per incoraggiarmi durante la lunga e un po’ noiosa traversata il capitano della motovedetta che mi sta conducendo fin lí, ci appariranno allo sguardo solo al termine del
Sulle due pagine: il monastero-fortezza costruito sull’isola di Stamfani nel XIII sec. per volere dell’imperatore romano d’Oriente Teodoro I Lascaris. Si tratta dell’unica isola abitabile tra le due Strofadi, che dista una quarantina di chilometri dal Peloponneso.
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PREISTORIA • SICILIA
PREISTORIA A CAPO GALLO POCO FUORI PALERMO, LA RISERVA NATURALE ORIENTATA DI MONTE GALLO OFFRE PAESAGGI DI STRAORDINARIA BELLEZZA. POPOLATO DA NUMEROSE SPECIE VEGETALI E ANIMALI, QUESTO PICCOLO ANGOLO DI PARADISO RACCHIUDE PERÒ ANCHE IMPORTANTI TESTIMONIANZE ARCHEOLOGICHE: PRIME FRA TUTTE LE MOLTE MANIFESTAZIONI D’ARTE PARIETALE PREISTORICA di Giuseppina Battaglia e Carlo Casi
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I
ncuneato tra le spiagge di Mondello (a est) e di Sferracavallo (a ovest), il Monte Gallo si erge come una muraglia a difesa della Sicilia tirrenica d’Occidente e, mentre si getta a capofitto nel mare, gli fanno da sfondo le variegate sagome dei monti della Conca d’Oro. I naviganti hanno sempre temuto la sua figura possente, che emerge improvvisa dalle acque, affibbiandogli l’orientale, anche se non esclusivo, toponimo di Ghallu (maestoso): «Egli era uno degli sceicchi di Gallú delle montagne di Sicilia, non quella su un promontorio che sovrasta il mare» (AlHamawi, Ta’ rikh al-Mansuri, 122829). Lo stesso timore trapela anche dalla descrizione lasciataci nel XVI secolo dall’architetto toscano Camillo Camilliani e dal capitano termitano Filippo Geraci: «A miglia uno
di Capo di Gallo, quale fa una montagna alta, che comparisce da lontano detta montagna corre a pico, e se l’altura cascasse una pietra si reduce in mare».
COME UN BALUARDO Muta e inaccessibile sentinella della grande e popolosa città che ormai è giunta ai suoi piedi: Palermo. Un tempo la lambiva la palude acquitrinosa, della quale resta solo il ricordo nel toponimo «via Saline», aumentando le insidie per i viaggiatori che tentavano la fortuna cercando di superare l’angusto passo tra la rocca dell’Impiso e le balze del Raffo e giungere cosí nella Piana di Carini in direzione di Trapani. Sicuro baluardo del passato isolamento di Palermo, il Monte Gallo, con i suoi ripidi versanti, pericolosamente digradanti dai 562 m di altitudine,
sembra ancora oggi voler ammonire chiunque si avvicini alla città dei Florio da ovest o da sud. Luogo di passatempo e divertimento per i nobili palermitani che amavano stanare i volatili che si annidavano numerosi – e che per fortuna ancora si annidano – sulle pareti delle balze durante le battute di caccia; luogo di sacrificio e di sudore per gli ignoranti (non nobili), che qui si accanirono contro la dura roccia nel tentativo di estrarne pregiato materiale da costruzione e fondamentale cementizio. Geologicamente, si tratta di un massiccio carbonatico che il mare, a causa della natura carsica delle rocce, ha scavato, formando lungo i pendii grotte e cavità, alcune delle quali presentano sicuro interesse paleontologico e archeologico, soprattutto
Il Monte Gallo, promontorio roccioso nei pressi di Palermo, che tocca i 562 m di altitudine. Nei suoi pendii si aprono grotte e cavità, alcune delle quali hanno restituito materiali archeologici e paleontologici e conservano importanti testimonianze d’arte parietale preistorica.
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