Skip to main content

Archeo n. 399, Maggio 2018

Page 1

ANCHE LE STATUE MUOIONO

TORINO

ANCHE LE STATUE MUOIONO…

Il futuro dei musei secondo Christian Greco

MUSEO DI BOLOGNA

SERBIA AD AQUILEIA

AQUILEIA

IMPERATORI SUL DANUBIO

ANTICA CASTRO

GROTTE DEL FIORA

ALLA SCOPERTA DELLE GROTTE PREISTORICHE

SPECIALE CAMBOGIA

CAPITALI NELLA GIUNGLA www.archeo.it

IN EDICOLA L’8 MAGGIO 2018

CA C PI AM TA LI B DI O M G EN I ww TIC A w. a rc AT E he o. i t

2018

Mens. Anno XXXIV n. 399 maggio 2018 € 5,90 Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, LO/MI.

ARCHEO 399 MAGGIO

CAMBOGIA

SPECIALE

€ 5,90


EDITORIALE

PRIMAVERA AL MUSEO Che cosa hanno in comune istituzioni celebri come il Louvre, il British Museum o i Musei Vaticani, con realtà dai nomi assai meno roboanti, il Museo Archeologico di Murlo, per esempio, noto anche come Antiquarium di Poggio Civitate? Se ne è parlato – e se ne parlerà ancora – proprio a Murlo, nel corso di una serie di incontri che si terranno quest’estate, all’ombra dell’antico Palazzo Vescovile del borgo e nell’ambito di Bluetrusco, il festival dedicato agli Etruschi giunto, quest’anno, alla sua quarta edizione. Tra gli ospiti, i rappresentanti dei principali musei dedicati all’antico popolo italico, da quello Gregoriano Etrusco (parte dei sopramenzionati Musei Vaticani e custode di tesori di inestimabile valore) al primo museo «virtuale» dedicato all’etruscologia (si chiama T.Arch.H.N.A., acronimo per Towards Archaeological Heritage New Accessibility, ispirato all’etrusco Tarchna, nome dell’antica Tarquinia), passando per il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, l’Archeologico di Firenze e molti altri. Venerdí 20 luglio sarà la volta della collezione etrusca del Museo Civico Archeologico di Bologna: a presentarla sarà Anna Dore, curatrice, insieme a Paola Giovetti, di una originale mostra, di cui parliamo alle pagine 42-53. E che ci riporta alla nostra domanda iniziale: che cos’è, veramente, un museo? Secondo una definizione «ufficiale» – a formularla è stata, nel 2006, un’organizzazione internazionale e non governativa, l’International Council of

Museums (ICOM) – il museo è «un’istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificamente le espone per scopi di studio, istruzione e diletto». In tempi recenti, tuttavia, a tale descrizione – valida seppur generica – se ne sono aggiunte altre, insieme a un nuovo, inquietante, interrogativo: perché, in questi anni, a essere colpiti dal delirio distruttivo e autodistruttivo del terrorismo internazionale sono, soprattutto, i musei archeologici? La mente corre al saccheggio dei musei iracheni (primo fra tutti quello di Baghdad), ma anche all’attentato del 18 marzo 2015 compiuto al Bardo di Tunisi – tra i musei archeologici piú importanti del Mediterraneo – costato la vita a 23 persone, tra cui 4 di nazionalità italiana… Alla memoria dell’antico a cui queste istituzioni sono preposte si aggiunge forse quella «di sé», in quanto storici baluardi di conoscenza e di civiltà? Leggiamo, allora, in apertura di questo numero, le illuminanti considerazioni di Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino. E andiamo noi stessi, poi, «a caccia» di musei: scopriremo che molti di essi possiedono una vita loro, degna di essere raccontata e rivissuta.

Allegoria del mese di Maggio, particolare del mosaico con calendario agricolo, da Thsydrus (El Jem). Prima metà del III sec. d.C. Sousse, Museo Archeologico.

Andreas M. Steiner


SOMMARIO EDITORIALE

Primavera al museo

3

di Andreas M. Steiner

Attualità NOTIZIARIO

6

SCOPERTE Nel Valdarno, nei pressi di Arezzo, sono tornati alla luce i resti di un Mammuthus meridionalis, pachiderma preistorico vissuto oltre 1,5 milioni di anni fa 6 ALL’OMBRA DEL VULCANO Molte pitture parietali pompeiane fanno somigliare le domus piú ricche ad altrettante, coloratissime voliere, nelle quali sembra quasi di poter sentire il canto dei loro occupanti... 10 MOSTRE Dopo lunghe ricerche e un intenso dibattito scientifico, l’ubicazione del Fanum

Voltumnae è ormai certa: una vicenda avvincente, raccontata ora nel Lussemburgo 12

MOSTRE/1

A TUTTO CAMPO Le ricerche condotte in due siti medievali del Senese confermano l’importanza dei rifiuti, e dei resti di pasto in particolare, ai fini della ricostruzione del tessuto sociale degli usi delle comunità 14

di Christian Greco

Torino

I mille volti della memoria

30

30 MOSTRE/2 Bologna

SCAVI Nuovi e importanti dati sull’abitato etrusco di Adria

18

Tutti gli uomini (e una donna) del museo

42

di Anna Dore e Paola Giovetti

DA ATENE

Come a Eleusi

28

di Valentina Di Napoli

28

42 In copertina Angkor Thom, Bayon (Cambogia). Rilievo raffigurante il re Indravarman I, sovrano del regno khmer fra l’877 e l’890 circa.

Comitato Scientifico Internazionale Anno XXXIV, n. 399 - maggio 2018 Registrazione al tribunale di Milano n. 255 del 07.04.1990

Editore Timeline Publishing S.r.l. Via Calabria, 32 – 00187 Roma tel. 06 86932068 – e-mail: info@timelinepublishing.it Direttore responsabile Andreas M. Steiner Redazione Stefano Mammini s.mammini@timelinepublishing.it Lorella Cecilia (ricerca iconografica) l.cecilia@timelinepublishing.it Impaginazione Davide Tesei Amministrazione Roberto Sperti amministrazione@timelinepublishing.it

Richard E. Adams, Maxwell L. Anderson, Bernard Andreae, John Boardman, Larissa Bonfante, Mounir Bouchenaki, Yves Coppens, Wim van Es, M’Hamed Fantar, Otto H. Frey, Louis Godart, Friedrich W. von Hase, Thomas R. Hester, Donald C. Johanson, Vassos Karageorghis, Venceslas Kruta, Richard E. Leakey, Henry de Lumley, Javier Nieto, Patrice Pomey, Paul J. Riis, Conrad M. Stibbe

Comitato Scientifico Italiano

Enrico Acquaro, Ermanno A. Arslan, Andrea Augenti, Sandro F. Bondí, Francesco Buranelli, Carlo Casi, Francesca Ceci, Francesco D’Andria, Giuseppe M. Della Fina, Paolo Delogu, Francesca Ghedini, Piero Alfredo Gianfrotta, Pier Giovanni Guzzo, Eugenio La Rocca, Daniele Manacorda, Danilo Mazzoleni, Cristiana Morigi Govi, Lorenzo Nigro, Sergio Pernigotti, Marcello Piperno, Claudio Saporetti, Giovanni Scichilone, Paolo Sommella, Romolo A. Staccioli, Giovanni Verardi, Massimo Vidale Hanno collaborato a questo numero: Giovanni Antonio Baragliu è dirigente tecnico della Riserva Naturale «Selva del Lamone». Luciano Calenda è consigliere del CIFT, Centro Italiano Filatelia Tematica. Carlo Casi è direttore scientifico della Fondazione Vulci. Francesca Ceci è archeologa presso la Direzione dei Musei Capitolini di Roma. Caterina Ciccopiedi è curatrice del catalogo della mostra «Anche le statue muoiono» (Torino). Francesco Colotta è giornalista. Giuseppe M. Della Fina è direttore scientifico della Fondazione «Claudio Faina» di Orvieto. Valentina Di Napoli è archeologa. Anna Dore è curatrice della sezione etrusca-villanoviana del Museo Civico Archeologico di Bologna. Elena Facchino è direttore del Museo Paleontologico di Montevarchi. Daniela Fuganti è giornalista. Giampiero Galasso è archeologo e giornalista. Paola Giovetti è curatrice della sezione numismatica del Museo Civico Archeologico di Bologna. Christian Greco è direttore del Museo Egizio di Torino. Paolo Leonini è giornalista e storico dell’arte. Alessandro Mandolesi si occupa di comunicazione archeologica per conto del Parco Archeologico di Pompei. Arnaldo Marcone è professore ordinario di storia romana all’Università Roma Tre. Paul Mazza è professore associato di paleontologia e paleoecologia all’Università degli Studi di Firenze. Ivana Popovic è archeologa. Romolo A. Staccioli è stato professore di etruscologia e antichità italiche presso «Sapienza» Università di Roma. Marco Valenti è professore associato di archeologia cristiana e medievale all’Università di Siena. Ursula Wierer è funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo.


MOSTRE/3

Rubriche

Dalla terra degli imperatori 54

QUANDO L’ANTICA ROMA...

testi di Arnaldo Marcone e Ivana Popovic

di Romolo A. Staccioli

Aquileia

...conquistò Aden

102

54 102 PARCHI ARCHEOLOGICI

Il sacro e le tenebre 64 di Carlo Casi, con la collaborazione di Giovanni Antonio Baragliu e un reportage fotografico di Massimo Tomasini

64

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Uno stratagemma di successo

106

di Francesca Ceci

74 SPECIALE Cambogia. Il ritorno degli dèi

106 LIBRI

Illustrazioni e immagini: Cortesia rivista Archéologia: copertina (e p. 100, in alto), 80/81; Carlo Blasi: pp. 84-85; Erika Pineros: p. 89; Sambor Prei Kuk Conservation Project: p. 98 (basso) – Doc. red.: pp. 3, 32-35, 76-77 – Cortesia Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo: pp. 6-7 – Cortesia degli autori: pp. 8, 14-15, 69, 70, 71 (alto e basso), 72-73, 106-107 – Cortesia Parco Archeologico di Pompei: pp. 10-11 – Cortesia Ufficio Stampa: pp. 12, 16 – Cortesia Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza: pp. 18-19 – Cortesia Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara,Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli: p. 20 – Cortesia Ufficio Stampa Museo dell’Acropoli, Atene: pp. 28-29 – Cortesia Ufficio Stampa «Anche le statue muoiono»: pp. 30/31, 36-38 – Cortesia Comune di Bologna, Museo Civico Archeologico: pp. 42, 43, 48 (basso), 49 (basso), 52; Giorgio Bianchi: pp. 42/43, 44-47, 48 (alto), 49 (alto), 50-51; Elena Cané: p. 53 – Cortesia Ufficio Stampa «Tesori e imperatori»: pp. 56-57, 58 (centro e basso), 59 (basso), 60 (alto), 62-63; Gianluca Baronchelli: pp. 54/55, 58 (alto), 59 (alto), 60 (basso), 61 – Massimo Tomasini: pp. 64/65, 67, 68, 68/69, 71 (centro) – Philippe Lafond: pp. 74, 78-79, 81-83, 86/87, 88, 90-93, 94, 95, 96-97, 98 (alto), 99, 100 (basso), 101 – Mondadori Portfolio: AKG Images: pp. 102, 104/105; AGE: p. 104, 105 – Cippigraphix: cartine alle pp. 66, 74, 78, 87, 95, 103. Riguardo alle illustrazioni, la redazione si è curata della relativa autorizzazione degli aventi diritto. Nel caso che questi siano stati irreperibili, si resta comunque a disposizione per regolare eventuali spettanze.

108

74

di Daniela Fuganti

Pubblicità e marketing Rita Cusani e-mail: cusanimedia@gmail.com – tel. 335 8437534 Distribuzione in Italia Press-di - Distribuzione, Stampa e Multimedia Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI) Stampa Arti Grafiche Boccia Spa via Tiberio Claudio Felice, 7 - 84100 Salerno Servizio Abbonamenti È possibile richiedere informazioni e sottoscrivere un abbonamento tramite sito web: www.abbonamenti.it/archeo; e-mail: abbonamenti@directchannel.it; telefono: 02 211 195 91 [lun-ven, 9-18; costo della chiamata in base al proprio piano tariffario]; oppure tramite posta scrivendo a: Press-Di Abbonamenti SPA c/o CMP BRESCIA Via Dalmazia, 13 – 25126 Brescia BS L’abbonamento può avere inizio in qualsiasi momento dell’anno. Arretrati Per richiedere i numeri arretrati: Telefono: 045 8884400 – E-mail: collez@mondadori.it – Fax: 045 8884378 Posta: Press-di Servizio Collezionisti – casella postale 1879, 20101 Milano Informativa ai sensi dell’art. 13, D. lgs. 196/2003. I suoi dati saranno trattati, manualmente ed elettronicamente da Timeline Publishing Srl – titolare del trattamento – al fine di gestire il Suo rapporto di abbonamento. Inoltre, solo se ha espresso il suo consenso all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento, Timeline Publishing Srl potrà utilizzare i suoi dati per finalità di marketing, attività promozionali, offerte commerciali, analisi statistiche e ricerche di mercato. Responsabile del trattamento è: Timeline Publishing Srl, via Calabria 32 - 00187 Roma – la quale, appositamente autorizzata, si avvale di Direct Channel Srl, Via Pindaro 17, 20144 Milano. Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le finalità suddette sono gli addetti all’elaborazione dati, al confezionamento e spedizione del materiale editoriale e promozionale, al servizio di call center, alla gestione amministrativa degli abbonamenti ed alle transazioni e pagamenti connessi. Ai sensi dell’art. 7 d. lgs, 196/2003 potrà esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i suoi dati od opporsi al loro utilizzo per fini di comunicazione commerciale interattiva, rivolgendosi a Timeline Publishing Srl. Al titolare potrà rivolgersi per ottenere l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili.


MOSTRE • BOLOGNA

A sinistra e nella pagina accanto: copia romana in marmo pentelico della testa dell’Atena Lemnia di Fidia. Fine del I sec. a.C.-inizi del I sec. d.C.

Didascalia da fare Ibusdae evendipsam, officte erupit antesto taturi cum ilita aut quatiur restrum eicaectur, testo blaborenes ium quasped quos non etur reius nonem quam expercipsunt quos rest magni autatur apic teces enditibus teces. 42 a r c h e o

Tutte le immagini che corredano l’articolo si riferiscono alle opere e all’allestimento della mostra «Ritratti di famiglia» in corso a Bologna, presso il Museo Civico Archeologico.


TUTTI GLI UOMINI (E UNA DONNA) DEL MUSEO

DICIOTTO BIOGRAFIE STRAORDINARIE RACCONTANO LA NASCITA E LA VITA DI UN GRANDE MUSEO CIVICO, L’ARCHEOLOGICO DI BOLOGNA. STUDIOSI DI ANTICHITÀ, MA NON SOLO, LEGARONO LA PROPRIA ESISTENZA PROFESSIONALE ALLA REALIZZAZIONE DELLA RACCOLTA FELSINEA. LA QUALE, IN SEGNO DI RICONOSCENZA, RESTITUISCE OGGI LA PAROLA A QUEI PIONIERI DELL’ARCHEOLOGIA ITALIANA… di Anna Dore e Paola Giovetti

a r c h e o 43


MOSTRE • AQUILEIA

ORO DEL DANUBIO L’

PERCHÉ ROMA CONSIDERÒ ESSENZIALE IL CONTROLLO DELLE TERRE ATTRAVERSATE DAL GRANDE FIUME? FONDAMENTALE FU, SICURAMENTE, IL LORO RUOLO STRATEGICO PER GLI EQUILIBRI MILITARI DELL’IMPERO. MA LE RAGIONI ERANO ANCHE ALTRE. COME RIVELA UNA MOSTRA AD AQUILEIA, DEDICATA ALLA STORIA E AI TESORI DELL’ANTICO ILLIRICO testi di Arnaldo Marcone e Ivana Popovic

54 a r c h e o


L’

importanza strategica ed economica dei territori balcanici al tempo dell’impero romano è il filo conduttore della mostra «Tesori e imperatori. Lo splendore della Serbia romana» allestita in Palazzo Meizlik, ad Aquileia. Una centralità documentata dalle fonti letterarie e dall’archeologia e che viene sottolineata dai contributi che pubblichiamo in queste pagine, tratti dal catalogo che accompagna l’esposizione e gentilmente concessi dall’editore.

La Tabula Traiana, l’iscrizione incisa sulla roccia che ricorda il rifacimento (o la realizzazione) del tratto di strada sul Danubio che attraversa le Porte di Ferro. 100 d.C. Il monumento si trova nella Gola di Djerdap, 2,5 km a monte dalla città di Tekija.

L’Illirico in età romana L’attuale territorio della Repubblica di Serbia ricade in larga misura nell’area geografico-amministrativa dell’impero romano nota come Illirico. In realtà, a rigor di termini, «Illirico» è una denominazione piuttosto vaga, in qualche modo simile a quella di «Balcani» nell’uso corrente. Si tratta, infatti, di una regione dall’estensione diversa a seconda delle varie epoche della storia dell’impero romano. Nella sua massima estensione comprendeva gran parte della frontiera danubiana sino a includere la Tracia (Bulgaria sud-orientale, Grecia nord-orientale, Turchia europea). La cosa aveva rilevanti implicazioni di carattere strategico-militare, dal momento che questa frontiera acquisí un ruolo sempre piú rilevante per la difesa dell’impero. Il sistema cosiddetto «lineare», con gli eserciti dispersi lungo le frontiere e senza truppe mobili di riserva, non si rivelò piú adeguato quando, a partire dalla seconda metà del II secolo, il confine (limes) fu sottoposto a una pressione progressivamente insostenibile, in particolare da parte di Quadi e Marcomanni. Proprio le guerre marcomanniche produssero un arresto nel processo di romanizzazione di quest’area. Marco Aurelio (161-180 d.C.) seppe reagire con efficacia alla situazione, ma la morte lo a r c h e o 55


SPECIALE • CAMBOGIA

CAMBOGIA IL RITORNO DEGLI DÈI

Sambor Prei Kuk (Cambogia). Particolare di una delle strutture del complesso, avvolta dalla lussureggiante vegetazione della giungla. Il sito si identifica con l’antica Ishanapura, capitale dell’impero Chenla fra il VI e il VII sec. e, nel 2017, è stato iscritto dall’UNESCO nella lista del Patrimonio Mondiale. 74 a r c h e o

LAOS

THAILANDIA

Preah Vihear Angkor Siem Reap Battambang

Phnom Kulen

Lago di Tonle Sap

Sambor Prei Kuk

CAMBOGIA

Kratie VIETNAM

Golfo di Thailandia

Phnom Penh

N Kompong Som 0

100 Km

Kompot

Delta del Mekong

Mar Cinese Meridionale


Il 2017 ha segnato il 25° anniversario dell’iscrizione di Angkor Vat, capitale dell’impero khmer dal IX al XV secolo, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Nello stesso 2017 si è festeggiato l’inserimento nella lista di un importante sito pre-angkoriano: Sambor Prei Kuk. Infine, nel 2018, ricorre il 10° anniversario dell’iscrizione nella medesima lista del tempio di Preah Vihear, un santuario straordinario, unico nel suo genere, che si adagia sulla lunghezza di un promontorio, a 600 metri sopra il livello del mare. Grazie a questi tre prestigiosi siti, il Regno di Cambogia si è guadagnato una posizione privilegiata a livello mondiale, confermandosi come una delle grandi destinazioni del turismo culturale di Daniela Fuganti

NON SOLO NORME, MA ANCHE ETICA, VISIONE E SPERANZA Incontro con Azedine Beschaouch

P

er tracciare un bilancio dei vantaggi e dei rischi derivanti dal nuovo quadro dell’archeologia cambogiana, «Archeo» ha incontrato il professor Azedine Beschaouch, accademico, archeologo, ex Presidente del Comitato del Patrimonio Mondiale, che, nel 2011, è stato anche titolare del Ministero della Cultura della Tunisia.

◆ Professor Beschaouch, lei ha contribuito in

misura decisiva all’elaborazione dei dossier per l’iscrizione nella lista dell’UNESCO di Angkor, Preah Vihear e Sambor Prei Kuk. Qual è, secondo lei, il loro denominatore comune? I tre beni si differenziano fra loro per il contesto geografico e ambientale, per i dati cronologici e per le numerose specificità architettoniche, ma rispondono tutti ai criteri che li hanno resi degni di figurare nella lista del Patrimonio Mondiale, oltre a soddisfare le condizioni primarie a cui la decisione viene subordinata, vale a dire l’integrità dei siti e l’autenticità dei monumenti. D’altronde, la conditio sine qua non del loro mantenimento nella lista dell’UNESCO è la salvaguardia dei valori che hanno giustificato le loro rispettive iscrizioni. Ciò vuol dire che l’attività costante di manutenzione, conservazione e, se necessario, di restauro, rimane un imperativo categorico. Per completare l’opera, va aggiunta la promozione e infine, poiché la Cambogia ha bisogno

del turismo per il suo sviluppo, si aggiungano anche tutti i progetti capaci di facilitare le visite e la messa in opera, continua e ben meditata, di una politica di equilibrio fra conservazione e sviluppo. In poche parole, un compito a dir poco arduo!

◆ Essendo da 25 anni Segretario scientifico

permanente del Comitato Internazionale di Coordinamento (CIC) per Angkor, e, da quasi cinque anni, anche Segretario scientifico del CIC di Preah Vihear, lei può senz’altro essere considerato un osservatore privilegiato... In realtà, non sono ni juge, ni partie, né giudicante né giudicato: pur nella mia veste di Segretario scientifico, sono soltanto un archeologo, che non ha alcun interesse personale né ad Angkor, né a Preah Vihear. Con i miei colleghi del Segretariato, accompagno le varie azioni. Facilitiamo le attività al servizio dei committenti, che sono l’Autorità Nazionale Apsara (ANA), e l’Autorità Nazionale per Preah Vihear (ANPV). Assistiamo gli esperti che analizzano i programmi messi in opera, dialogano sul territorio con le squadre di lavoro, e che sottopongono le raccomandazioni ai CIC. In questo modo e per quanto possibile, i programmi obbediscono al controllo di qualità e cosí restano di livello internazionale, considerando quale modello di riferimento la Convenzione del Patrimonio Mondiale (1972), con le sue norme e i relativi orientamenti per

a r c h e o 75


SPECIALE • CAMBOGIA

Sambor Prei Kuk GIOIELLO KHMER

D

opo Angkor (1992) e Preah Vihear (2008), la Cambogia vanta l’iscrizione di un terzo sito nella prestigiosa lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO: Sambor Prei Kuk, l’antica Ishanapura, capitale dell’impero Chenla fra il VI e il VII secolo, una della città piú fiorenti del Sud-Est asiatico, ben prima dell’apoteosi di Angkor. L’arte e l’architettura sviluppatesi in questo affascinante e apparentemente poco scenografico luogo, intriso di un’atmosfera magica e religiosa – che non ha niente a che vedere con la magnificenza a cui ci hanno abituati i templi di Angkor –, divennero un modello che si è poi diffuso in altre zone della regione e ha posto le basi dello stile khmer. Isolata nella foresta e semisoffocata dalla vegetazione selvatica, l’intelaiatura della cultura khmer giace a Sambor Prei Kuk, 150 km a sud-est di Angkor. Qui, nella sterminata area

sacra, tre gruppi di templi distinti – Nord, Sud e Centrale – costruiti in mattoni, guardano al di là della vita e della morte, testimoni di un’arte che in quel periodo era arrivata a vette di perfezione assoluta.Tutt’intorno, sonnecchiante nella boscaglia, una miriade di piccoli, fragili e delicati santuari, alcuni semidistrutti, altri miracolosamente conservati, custodisce eccezionali dettagli decorativi cesellati sugli architravi, sui telai delle porte e sui piedestalli delle aggraziate sculture. Sulle pareti esterne dei templi ottagonali, i soli nel loro genere esistenti in tutto il SudEst asiatico, appare un’iconografia particolare, presumibilmente importata dall’India: i «palazzi volanti», dimore dei re e degli dèi, mantenute in altezza da animali alati e figure umane. Uno stile unico in Cambogia e in tutta l’Asia, impregnato dell’influenza indiana che è penetrata nel Paese attraverso il Funan, A sinistra: coppia di leoni ruggenti all’ingresso del Prasat Tao, il santuario Centrale di Sambor Prei Kuk. Insieme all’architrave, sono gli unici elementi superstiti della ricca decorazione del complesso. Nella pagina accanto: la torre santuario del Gruppo Nord di Sambor Prei Kuk. Sulle pareti della struttura sono visibili alcuni «palazzi volanti».

94 a r c h e o


Didascalia da fare Ibusdae evendipsam, officte erupit antesto taturi cum ilita aut quatiur restrum eicaectur, testo blaborenes ium quasped quos non etur reius nonem quam expercipsunt quos rest magni autatur apic teces enditibus teces.

LAOS

THAILANDIA Preah Vihear Angkor

Phnom Kulen

Siem Reap Battambang

Lago di Tonle Sap

Sambor Prei Kuk

CAMBOGIA

Kratie VIETNAM

Golfo di Thailandia

Phnom Penh

N Kompong Som 0

100 Km

Kompot

Delta del Mekong

Mar Cinese Meridionale

a r c h e o 95


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook