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Tile Italia 2/2026

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speciale CERAMICA focus ALTRE SUPERFICI

Superfici, finiture di interni e arredi • prodotti e tecnologie per l’edilizia
Contiene I.P. ISSN 1120 - 7884

PP LEVEL DUO MAXI

Il Supporto che è Maxi in tutto

PP level DUO MAXI è la gamma di supporti regolabili per pavimenti sopraelevati da esterno.

MAXI flessibilità: possibilità di trasformare la testa da basculante a fissa direttamente in fase di posa.

MAXI tenuta: eccellente resistenza ai grandi carichi ed agli agenti atmosferici.

MAXI versatilità: numerosi accessori per qualsiasi esigenza di posa.

Un progetto che prende forma tra continuità strutturale e interpretazioni compositive.

INFORMAZIONI

TILE ITALIA È PUBBLICATO DA:

Kairos Media Group S.r.l.

Capitale Sociale: Euro 51.400,00 R.E.A. 329775

Periodico bimestrale registrato presso il Tribunale di Modena al n. 22/17 in data 10/08/2017 Iscrizione al ROC n. 9673

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DIRETTORE RESPONSABILE: DAVIDE MISERENDINO - d.miserendino@kairosmediagroup.it

1989 Tile Italia

CO-DIRETTORE:

Sara Falsetti

COLLABORATORI:

Anna Baldassari

Gibo Borghesani

Paola Giacomini

Chiara Poggi

Carolina Armonti

PROGETTO GRAFICO:

Sara Falsetti

RICEVERE TILE ITALIA:

Una copia: Euro 4

ABBONAMENTI:

https://kairosmediagroup.it/it/shop/abbonamento-tile-italia

Annuale: € 40

Biennale: € 60

L’abbonamento decorre dal mese di distribuzione. Tariffe speciali per gli abbonamenti collettivi sono disponibili su richiesta Conto Corrente Postale 20026415 intestato a Kairos Media Group srl. Spedizione in abbonamento postale presso la Filiale di Modena. L’IVA su-

gli abbonamenti, nonché sulla vendita dei fascicoli separati, è assolta dall’Editore ai sensi dell’art 74 primo comma lettera C del DPR 26.10.72 N. 633 e successive modificazioni.

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• Paola Giacomini p.giacomini@kairosmediagroup.it +39 335 186 4257

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STAMPA E CONFEZIONE: Faenza Printing Industries SpA Via Vittime Civili di Guerra 35 48018 Faenza (RA)

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Le monografie per il mondo della progettazione

LE MONOGRAFIE PER IL

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Gravel Collection ceramicasantagostino.it

EDITORIALE

in questo numero...

7 Son tutte belle le superfici del mondo Sara Falsetti

8 NEWS

IL FISCO

10 Bonus in edilizia. Proroghe, limiti e nuove restrizioni

SHOWROOM, TILE'S PEOPLE

18 Colombo Le Superfici. Una storia di successo che nasce dalla posa

Altre SUPERFICI

Interviste:

Anna Baldassari

Chiara Poggi

A cura di Sara Falsetti e Chiara Poggi

22 L'ESPERTA · Ann Sofie, quando la materia prende parola

28 LO SHOWROOM · Hus Milano e la cultura della superficie

32 L'ARTIGIANO · FL Terrazzi alla Veneziana

CASE HISTORY, soluzioni & progetti

36 Impertek - Una pavimentazione sopraelevata ricalca le forme dell’acqua

37 Ideal Work - La riqualificazione degli spazi di Cantine Bertani

38 Mapei - Un’oasi di pace, Vallelaghi (TN)

40 Isoplam - Un rifugio estivo di famiglia

41 Spaghettiwall - Architetti al servizio del MODE Hotel, Rimini

42 Profilitec - Una pavimentazione sopraelevata a bordo piscina

44 Kerakoll - Un appartamento che parla il linguaggio della moda, Milano

46 Cotto Cusimano - Una zona residenziale a firma dell'arch. Kato

48 Prodotti&Novità dalle aziende

Focus CERAMICA 2026

58 Economia: Ceramica italiana, energia ed ETS comprimono i margini Paola Giacomini

60 Intervista impossibile... a una piastrella! Gibo Borghesani

64 La parola ai protagonisti.

I top player del settore dialogano con Tile Italia Sara Falsetti

• Filippo Manuzzi, Ceramica Sant'Agostino

• Riccardo Monti, Energieker Gianmaria Bardelli, Bardelli Group

• Cristian Nizzoli, ABK Group

• Riccardo e Martina Romani, Gruppo Romani

• Sergio Bondavalli, Ceramiche Piemme Davide Colli, Casalgrande Padana

• Leonardo Tavani, Marazzi

76 Dietro le quinte dello spettacolo: intervista a Silvano Ruini e Pietro Martinelli, Eco Design Sara Falsetti

CASE HISTORY, soluzioni & progetti AcuradiSaraFalsetti

80 Cotto d'Este - Monte Golf 3°, Quinta do Lago (Portogallo)

81 Ceramica Sant'Agostino - Zeta Club, Ferrara

82 Vogue by Bardelli Group - Facciata in Piazza Erculea, Milano

83 Marazzi - Fabula de la Casa, Granada (Spagna)

84 Prodotti&Novità dalle aziende

Fresh TALKS

92 Il racconto - asciutto e pragmatico - di una lunga costruzione fatta di intuizione, concretezza e visione. Intervista a Luca Capponi, Dorsum Gibo Borghesani

In copertina: Mirage Granito Ceramico spa Picture by Giancalo Pradelli @ Cersaie 2025

son tutte le superfici del mondo

belle

Arriviamo all’estate un po’ come si arriva alla fine di un anno scolastico: stanchezza mentale e sensazione di aver attraversato mesi densi, impegnativi, talvolta contraddittori. L’economia si muove in equilibrio instabile. La crescita resta contenuta, l’incertezza geopolitica continua a pesare sulle aspettative, i costi energetici sono tornati a essere argomento di costante preoccupazione e anche l’inflazione ha ripreso quota nei mesi più recenti. Sul piano internazionale, poi, nessuno può sottrarsi alla sensazione di latente inquietezza. In Ucraina la guerra continua, per il quinto anno, a segnare il continente europeo; a Gaza, le Nazioni Unite parlano di una crisi umanitaria gravissima, con infrastrutture compromesse, servizi essenziali interrotti e una popolazione civile sottoposta a condizioni disumane; nella crisi USA-Israele-Iran non si contano le tregue annunciate e mai veramente attuate*.

Questi scenari restano lì, nel sottofondo mentale di tutti noi, e inevitabilmente filtrano nel nostro sguardo sul presente.

Forse è anche per questo che lavorare a questo numero di Tile Italia è stato, per molti versi, sorprendentemente… divertente. Nel senso più serio del termine. Abbiamo incontrato persone estremamente appassionate e competenti, capaci di trascinarci dentro il proprio mondo, nella propria visione e nelle molte possibilità che le superfici per l’architettura oggi offrono.

E, mentre fuori il contesto resta complesso e affaticato, dentro queste pagine abbiamo ritrovato una cosa semplice ma preziosa: il gusto della competenza della ricerca, della conversazione fatta bene.

Nei due blocchi editoriali principali - Focus Ceramica e Speciale Altre Superfici - cambiano i prodotti, ma non l’ambizione a comunicare una cultura del progetto che rimetta al centro la materia.

Da una parte lastre, mosaici, gres porcellanato; dall’altra malte, resine, fogli di pietra, carte da parati, vetro, materiali da recupero, terrazzi alla veneziana, superfici continue, pavimentazioni sopraelevate.

Cambiano i linguaggi, le applicazioni, le estetiche. Restano centrali, però, le stesse domande: come dare identità agli spazi, come far convivere prestazione e atmosfera, come realizzare superfici più durevoli, più sostenibili, più coerenti.

Sarebbe un errore leggere lo Speciale Altre Superfici come un semplice repertorio di alternative meno mainstream Anzi. Santa Di Grazia (pag. 22) ricorda che la superficie non è più “solo rivestimento”: è benessere, acustica, qualità dell’aria, tattilità, luce, linguaggio. E attorno a questa idea si muovono anche Hus Milano (pag. 28), con la sua showroom pensata come vero strumento di progetto, e Luigi Ferraresso (pag. 32) che, nella realizzazione del terrazzo alla veneziana,

rimette al centro la mano, l’occhio dell’artigiano, l’irripetibilità del risultato.

Nel Focus Ceramica, invece, la riflessione si innesta su un materiale che è insieme cultura industriale, progetto e peso economico reale. Nel 2025 l’industria ceramica italiana ha contato 242 imprese, 25.550 addetti diretti e 7,49 miliardi di euro di fatturato (pag. 58); il comparto di piastrelle e lastre ha prodotto 390,9 milioni di metri quadrati e ne ha venduti 386,9 milioni. Numeri che dicono con chiarezza quanto la ceramica continui a essere una delle grandi infrastrutture del nostro sistema economico, pur dentro un equilibrio reso più fragile dai temi ancora irrisolti legati al costo dell’energia.

Ma, anche qui,i il punto non è mai solo il prodotto L’“intervista impossibile” alla piastrella (pag. 60) ci ricorda quanto la ceramica, da millenni, viva in equilibrio fra praticità e capacità di stupire, mentre le voci raccolte tra i protagonisti del settore insistono su un altro passaggio decisivo: oggi contano sempre di più servizio, supporto allo showroom, formazione, progetto, relazione. In altre parole, non basta più mostrare una superficie: bisogna saperla collocare dentro un sistema di competenze evoluto

Ed è forse questa la parola che mi resta più addosso, chiudendo il numero: competenze Competenze tecniche, progettuali, industriali, artigianali. Ma anche relazionali.

Perché questo giornale esiste grazie alle persone che hanno scelto di spendere tempo, energie e sapere per confrontarsi con noi.

E non è affatto scontato.

In un tempo in cui tutti comunicano moltissimo e ascoltano pochissimo, trovare interlocutori capaci di entrare nel merito, raccontare processi, condividere dubbi, aprire visioni, è qualcosa che merita non una formula di rito, ma una gratitudine sincera.

Questo Tile Italia 2/26 vuol essere proprio questo: non una vetrina ordinata di materiali messi in bella fila, ma uno spazio in cui le superfici - tutte le superfici del mondo, verrebbe da dire - smettono di essere semplice pelle e tornano a mostrarsi per ciò che sono davvero: progetto, tecnica, carattere, relazione, visione.

E, forse, vuol anche essere un modo per rimettere un po’ d’ordine e colore a quel - lasciatemelo dire - maledetto rumore di fondo.

Buona estate, e buona lettura. ●

*messa in stampa: 15/6/26

Mancano quattro mesi alla 29ª edizione di Tecna - The Global Expo for ceramics and more, in programma a Rimini dal 22 al 25 settembre 2026.

Le aziende espositrici sono al lavoro per mettere a punto le novità tecnologiche da presentare, mentre la fiera prende forma con la definizione del layout e di un programma di eventi che quest’anno si annuncia completamente rinnovato. Obiettivo degli organizzatori è dar vita ad un palinsesto di convegni, tavole rotonde e conferenze pensato per delineare le direttrici di sviluppo dell’industria e del mercato delle superfici, ceramiche e non, a livello globale.

Quattro giorni di fiera, quattro giorni di contenuti di alto livello su tecnologie, materiali, digitalizzazione, design, modelli produttivi, scenari di mercato e consumi. Tecna conferma così la sua vocazione non solo come vetrina tecnologica di eccellenza del settore, ma anche come piattaforma di conoscenza e visione strategica per l'intera filiera.

Ad aprire il palinsesto saranno i TECNAwards, riconoscimenti che Tecna assegna ai migliori investimenti tecnologici realizzati dai produttori di piastrelle, sanitari e laterizi in tutto il mondo, segnalati dagli stessi espositori.

L’edizione 2026 si articolerà su due giornate per consentire di arricchire la cerimonia di premiazione con approfondimenti tematici.

La prima giornata, martedì 22 settembre, coinciderà con il convegno di apertura della fiera e sarà dedicata alla premiazione delle aziende attive nelle Ame-

riche. Oltre ad un focus sull’Accordo tra Unione Europea e Mercosur, il convegno ospiterà diverse tavole rotonde sugli scenari geopolitici che stanno ridisegnando le traiettorie del settore nel continente americano. Mercoledì 23 settembre i TECNAwards si sposteranno in Europa, Asia e Africa. Anche in questo caso, il conferimento dei premi alle eccellenze dell’industria ceramica sarà accompagnato da interventi e talk con i protagonisti.

Il programma dei convegni tecnici si svilupperà su tre giornate, con appuntamenti dedicati ai temi chiave del comparto: si aprirà con il convegno promosso da Società Ceramica Italiana (I.Cer.S.) dedicato alle materie prime, un appuntamento che affronterà le criticità della supply chain e le strategie per garantire approvvigionamento e competitività. Tra giovedì e venerdì il programma prevede poi diversi eventi, tra cui il convegno sull'intralogistica a cura di Logisticamente.it e la presentazione del progetto del Polo Europeo della Ceramica, sviluppato in collaborazione con Portogallo e Spagna.

Di grande impatto sarà anche il convegno “Macchine X” promosso da Digital Industries World (DIW). Obiettivo sarà fornire ai professionisti del settore strumenti e visioni per affrontare la spinta verso la digitalizzazione e la servitizzazione: trasformare le mac-

chine in sistemi abilitati da connettività, servizi post-vendita, raccolta dati, controllo remoto e automazione, oggi direzione strategica per l’industria dei beni strumentali.

Sempre con lo sguardo in avanti, Tecna darà spazio anche ai ceramici avanzati, con un convegno ospitato presso la BEX Arena – la nuova fiera dedicata alla Space Economy che si terrà in contemporanea presso il quartiere fieristico di Rimini – che apre ad applicazioni industriali ad alte prestazioni, ampliando il perimetro tradizionale della manifestazione. Completamente rinnovata anche la Decortech Conference, l’appuntamento dedicato alle innovazioni nella decorazione e nella finitura delle superfici, vero e proprio evento nell’evento che ambisce a posizionarsi come punto di riferimento internazionale per chi opera nell’intersezione tra tecnologia, estetica e design delle superfici, con un approccio non più verticale per materiale ma trasversale per settore industriale.

A STEFANO GIORDANI LA DIREZIONE MARKETING DI ABK GROUP

A partire dal 4 maggio scorso, ABK Group ha un nuovo Direttore Marketing, Innovation and Product Development.

È Stefano Giordani, che assume la responsabilità della direzione strategica del portafoglio prodotti del Gruppo, con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente innovazione, design e qualità per rafforzare il posizionamento del Gruppo nel mercato ceramico premium a livello globale. A lui fanno ora capo le funzioni Marketing e Comunicazione, Merchandising e Fiere, e Ricerca & Sviluppo. Commentando la nuova nomina, il CEO Stefano Socci ha sottolineato come la competenza e la professionalità di Giordani “contribuiranno a rinforzare sia la nostra visione strategica del mercato sia la determinazione a lavorare per raggiun-

gere i nostri ambiziosi obiettivi di lungo periodo".

Giordani vanta una lunga carriera nel settore, avendo ricoperto ruoli di responsabilità nel marketing e nello sviluppo prodotto presso alcune delle realtà più importanti del comparto, tra cui Cooperativa Ceramica d’Imola, Gruppo Colorobbia, Iris Ceramica, Florim Ceramiche, oltre allo stesso ABK Group dove ha lavorato tra il 2009 e il 2015.

“Sono molto contento di rientrare in ABK Group in un ruolo così significativo per l’azienda in questo preciso contesto temporale. Avendo già lavorato per questa realtà, ne conosco molto bene sia la cultura del fare prodotto che la potenzialità commerciale che da sempre la contraddistingue”, ha dichiarato Giordani

BEATRICE LUCCHESE NUOVO AD DI FLORIM

Nella seduta del 21 maggio, il Consiglio di Amministrazione di Florim ha nominato l’ing. Beatrice Lucchese Amministratore Delegato dell’azienda. La nomina rappresenta un passaggio significativo nel percorso di evoluzione e continuità imprenditoriale del gruppo ceramico italiano e formalizza l’ingresso della terza generazione della famiglia Lucchese alla guida di Florim.

Laureata in Ingegneria e Architettura presso l’Università di Bologna, Beatrice Lucchese ha avviato il proprio percorso professionale con un progetto di ricerca dedicato alle nanotecnologie applicate ai materiali da costruzione e ha consolidato il proprio percorso professionale attraverso esperienze in primarie realtà internazionali di ingegneria multidisciplinare. Membro del CdA di Florim dal 2021, Beatrice Lucchese è entrata operativamente in azienda nel 2022 come Technical Sales Engineer, per poi assumere incarichi di crescente responsabilità fino al ruolo di Chief Commercial Officer e Project Director.

Fondata agli inizi degli anni Sessanta dall’ing. Giovanni Lucchese, Florim è oggi un punto di riferimento internazionale nel settore delle superfici ceramiche di alta gamma per architettura, interior design ed edilizia, riconosciuta co-

me trend setter internazionale del settore. Dal 1984, l’azienda è guidata dal Presidente Claudio Lucchese, protagonista del percorso di crescita e internazionalizzazione del gruppo, oggi presente in Europa, America e Asia con unità produttive all’avanguardia, società commerciali e partnership, oltre a Flagship Store nelle principali capitali mondiali dell’architettura e del design - Milano, New York, Mosca, Singapore, Francoforte, Londra, Abu Dhabi, Roma, Los Angeles e Seoul. Con oltre 1.400 collaboratori nel mondo, nel 2025 il gruppo ha registrato un fatturato pari a circa 420 milioni di euro. “Sono certo che mia nipote Beatrice saprà guidare Florim con entusiasmo, competenza e determinazione”, ha dichiarato il Presidente Claudio Lucchese. “In questi anni ha saputo unire visione, ascolto e conoscenza profonda dell’azienda, costruendo un percorso solido all’interno del gruppo. La sua nomina rappresenta un passo importante nel percorso di continuità di Florim, con lo sguardo rivolto al futuro e alle nuove generazioni.”

"Florim è una realtà solida, internazionale e profondamente legata ai valori che ne hanno guidato la crescita nel tempo”, ha dichiarato Beatrice Lucchese “Il mio impegno sarà quello di proseguire questo percorso con uno sguardo aperto all’evo-

luzione dei mercati, all’innovazione e alla valorizzazione delle competenze interne, rafforzando l’identità di Florim e il suo ruolo di riferimento nel mondo delle superfici ceramiche di alta gamma.”

Nel suo ruolo di Presidente e in qualità di azionista di maggioranza, Claudio Lucchese continuerà ad affiancare Beatrice Lucchese nel nuovo incarico, contribuendo con la propria esperienza e visione strategica al percorso di sviluppo del gruppo.

ABK Group, tra i principali produttori italiani di superfici ceramiche, ha nominato José Luis Ramón membro del Consiglio di Amministrazione, ruolo nel quale supporterà la direzione strategica del Gruppo, con particolare attenzione all’accelerazione delle attività di crescita e sviluppo nel segmento lastre.

“Siamo lieti di accogliere José Luis in ABK Group in un momento cruciale per il nostro sviluppo”,  ha dichiarato  Stefano Socci, CEO di ABK Group, "La sua profonda comprensione del mercato globale delle superfici, unita ad un comprovato track record di leadership e innovazione, sarà determinante per rafforzare la nostra direzione strategica e supportare le nostre ambizioni a lungo termine".

Con  oltre vent'anni di esperienza internazionale nel settore delle superfici premium, José Luis Ramón porta in ABK Group un curriculum di assoluto rilievo

Ha ricoperto ruoli di leadership ai vertici di alcuni dei principali player del settore, tra cui CEO di Neolith Group e Corporate COO di Cosentino Group, dove ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo e nel

lancio globale di Dekton. Nel corso della sua carriera, è stato inoltre attivamente coinvolto in realtà technology-driven come Veegoo Technology ed Electronics for Imaging (EFI), rafforzando la propria competenza nell’intersezione tra materiali, design e innovazione industriale. In ABK Group, il mandato di José Luis Ramón si concentrerà sul rafforzamento della strategia complessiva, con particolare attenzione al segmento lastre, fornendo al contempo supporto operativo al team ABK per stimolare la crescita nel day-by-day. La sua profonda conoscenza delle dinamiche competitive, delle reti distributive globali, delle applicazioni di prodotto e del posizionamento di brand nel mercato delle lastre e delle grandi superfici lo rende una figura strategica di primario valore per questo ruolo.

“ABK Group ha costruito una piattaforma straordinaria, con un solido portfolio di brand e un'offerta di prodotto di grande appeal, in particolare nel segmento lastre. Sono entusiasta di contribuire alla prossima fase di sviluppo del Gruppo, supportandone le priorità di crescita più ampie.

Il mio focus sarà sull'identificazione di opportunità strategiche, sul rafforzamento della penetrazione di mercato e sul supporto al team per creare valore duraturo per il brand e per i suoi partner a livello globale”, ha dichiarato José Luis Ramón

JOSÉ LUIS RAMÓN ENTRA NEL CDA DI ABK GROUP

BONUS RISTRUTTURAZIONI

BONUS IN EDILIZIA,

PROROGHE, LIMITI E NUOVE RESTRIZIONI

Tile Italia, grazie alla preziosa collaborazione della dr.ssa Anna Baldassari, pubblica il consueto articolo di recap sullo stato dell'arte dei Bonus in edilizia. La complessità e l'importanza della materia rendono necessaria alla redazione una schematizzazione riassuntiva, ribadiamo dunque la necessarietà di ricorrere

Segnaliamo qui, e nelle tabelle nelle pagine seguenti, le principali proroghe di alcune precedenti agevolazioni e l’eliminazione di altre.

La mappa aggiornata per il 2026 prevede:

Ristrutturazioni ordinarie

Proroga del livellamento delle percentuali di detrazione delle spese per ristrutturazioni edilizie: 50% delle spese sostenute se trattasi di “prima casa”, 36% in tutti gli altri casi. Senza distinguo e senza differenze. Le percentuali si riducono rispettivamente al 36% e 30% per gli interventi sostenuti nel 2027 e a decorrere dal 2028 la percentuale di detrazione dovrebbe essere unificata al 30% con un limite di spesa di euro 48.000,00 per ogni unità immobiliare (Tab.1).

• Bonus arredo

Invariata la percentuale del 50% delle spese sostenute se connesse ad un intervento di ristrutturazione.(Tab. 2)

• Ecobonus

a una consulenza ad hoc qualora si decida di procedere all'esecuzione di lavori agevolati.

ANNA BALDASSARI, Dottore Commercialista

Via Castellaro, 47 - 41121 Modena - Tel. 059 214 241 anna.baldassari@studiobaldassari.eu

Al posto delle varie percentuali diversificate in funzione della tipologia di interventi, si introduce il medesimo trattamento previsto per le ristrutturazioni ordinarie

Attenzione: dal 2028 l’agevolazione dovrebbe essere abrogata (Tab.3-3A)

• Sismabonus

Regime analogo a quello previsto per gli interventi Ecobonus.

Abolizione a decorrere dall’anno 2028 (Tab. 4)

• Superbonus 110%

Riduzione drastica della percentuale di detrazione degli interventi trainanti e trainati del Superbonus che dalla originaria percentuale del 110% scende al 65% (con tutte le eccezioni e deroghe del caso). (Tab. 5-5A)

Barriere architettoniche.

Proroga fino al 2025 della detrazione del 75% su interventi specifici. Abrogazione dal 2026 ed applicazione delle detrazioni ordinarie per ristrutturazioni

edilizie (Tab. 6)

• Cessione del credito e sconto in fattura.

Eliminazione pressocchè totale delle opzioni per cessione del credito e sconto in fattura ad eccezione delle ipotesi indicate (Tab. 7).

Abolizione Bonus verde

• Abolizione delle agevolazioni per l’installazione delle caldaie uniche a condensazione alimentate a combustibili fossili in aderenza alla normativa europea in materia di Case Green

• Limitazione delle detrazioni fiscali in genere (ristrutturazioni, assicurazioni, spese scolastiche ed universitarie e in genere per gli oneri detraibili) in funzione delle fasce di reddito (oltre 75.000 euro) e dei figli a carico.

Nel commentare le tabelle di dettaglio, è necessario evidenziare ulteriormente i

segue a pag 17 » »

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SPESE SOSTENUTE ANNI 2025-2026

DETRAZIONE 50%: “prima casa” DETRAZIONE 36%: altri casi

Spesa massima: € 96.000,00 per unità immobiliare

TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Manutenzione ordinaria

Manutenzione straordinaria

Restauro e risanamento conservativo

Ristrutturazione edilizia

Ricostruzione e ripristino degli immobili danneggiati a causa di eventi calamitosi

Realizzazione di opere per la sicurezza statica, antisismica e di messa a norma

SPESE SOSTENUTE ANNO 2027

DETRAZIONE 36%: “prima casa” DETRAZIONE 30%: altri casi

Spesa massima: € 96.000,00 per unità immobiliare

CARATTERISTICHE:

MODALITA’

Solo su parti comuni di edifici condominiali

Immobili residenziali e relative pertinenze purchè risulti la pertinenzialità

Se dichiarato lo “stato di emergenza”

• Interventi, da realizzare sulle parti strutturali degli edifici e riguardanti interi edifici, per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica

• Interventi effettuati e dotati di dichiarazione di conformità rilasciata da soggetti abilitati, anche se di entità minima e indipendentemente dalla categoria di intervento edilizio

La detrazione spetta sulle spese di realizzazione attestate dall’impresa che ha realizzato i lavori

SPESE SOSTENUTE ANNO 2028

DETRAZIONE 30%: per tutte le abitazioni

Spesa massima: € 48.000,00 per unità immobiliare

PRINCIPALE DOCUMENTAZIONE

Abilitazioni amministrative

Comunicazione ASL (se dovuta)

Fatture

Bonifico bancario “parlante”

Delibere assembleari (condomìni)

Concessione edilizia

Eventuali comunicazioni ENEA

Pagamento IMU (se dovuta)

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione:

Realizzazione di autorimesse e posti auto pertinenziali

Deve trattarsi di costruzioni ex novo (non ristrutturazione di box auto già esistenti)

La detrazione spetta anche per la realizzazione in economia;

• Necessario il vincolo di pertinenzialità con l’immobile adibito ad abitazione.

• Gli interventi eseguiti dall’impresa devono consistere in restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. Non compete, quindi, se sono stati eseguiti interventi di semplice manutenzione ordinaria o straordinaria;

Immobili ristrutturati da imprese e cooperative edilizie

Cablatura degli edifici

• Gli interventi devono riguardare interi fabbricati e devono essere eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che, entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori, vendono o assegnano l’immobile;

La detrazione è pari al 25% del prezzo dell’immobile.

Interventi per realizzare tutti i collegamenti fisici e delle infrastrutture di rete (cavi in rame, fibra ottica, prese, armadi) progettati per distribuire dati, voce, video e alimentazione all'interno di una struttura

Contenimento dell’inquinamento acustico Lavori per isolamento acustico delle pareti

• Interventi non ricompresi per caratteristiche o condizioni negli interventi “Ecobonus”.

• spese per progettazione e prestazioni professionali;

spese per acquisto dei materiali; compensi per relazione di conformità; spese per effettuazione di perizie e sopralluoghi;

l’imposta sul valore aggiunto; imposta di bollo e altri diritti pagati per le concessioni, autorizzazioni e comunicazioni di inizio lavori;

oneri di urbanizzazione

altri costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti

Non si possono invece detrarre le spese di trasloco e di custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

Interventi finalizzati al risparmio energetico

Eliminazione delle barriere architettoniche e realizzazione di strumenti adatti a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione

 Ad esempio: - installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare; - spese per sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del consumo individuale del calore senza sostituzione integrale o parziale dell’impianto di climatizzazione invernale; - sostituzione dell’impianto qualora non presenti le caratteristiche tecniche per avere agevolazione “ecobonus”.

Per tali interventi è comunque necessario inviare apposita comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori e dal collaudo

Ascensori, montacarichi e altri lavori per favorire la mobilità interna ed esterna della persona disabile Opere su parti comuni e/o sulle singole unità immobiliari quali ad esempio:

- sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti)

- rifacimento o adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori)

- rifacimento di scale ed ascensori, inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o di piattaforme elevatrici.

La detrazione spetta anche se l’intervento, finalizzato all’eliminazione delle barriere architettoniche, è effettuato in assenza di persone con disabilità nell’unità a condizioni che siano rispettate le caratterisitiche teniche dal D.M. n. 236/1989.

RICHIESTA

TIPOLOGIA

Interventi finalizzati alla prevenzione di atti illeciti

TAB. 1, segue - RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE ORDINARIE

CARATTERISTICHE:

• Rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici

• Grate sulle finestre o loro sostituzione

• Porte blindate o rinforzate

• Apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini

• Installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti

• Apposizione di saracinesche, tapparelle metalliche con bloccaggi, vetri antisfondamento

• Casseforti a muro

• Fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati e apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline. Non rientra nella detrazione il semplice contratto di vigilanza

Riguardano, ad esempio:

- installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti;

- montaggio di vetri anti-infortunio;

Interventi finalizzati alla prevenzione degli infortuni domestici

- instalazione del corrimano.

Non è detraibile il mero acquisto di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza.

L’agevolazione compete anche per la semplice riparazione di impianti insicuri.

• Gli interventi di bonifica risultano agevolabili indipendentemente dalla categoria edilizia in cui gli interventi stessi rientrano.

La detrazione spetta prescindere dalla realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio e riguarda anche il trasporto da parte di aziende specializzate dell’amianto in discarica.

Abilitazioni amministrative

Comunicazione ASL (se dovuta)

• Fatture

• Bonifico bancario “parlante”

• Delibere assembleari (condomìni)

• Concessione edilizia

• Eventuali comunicazioni ENEA

• Pagamento IMU (se dovuta)

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione:

spese per progettazione e prestazioni professionali;

• spese per acquisto dei materiali;

• compensi per relazione di conformità;

• spese per effettuazione di perizie e sopralluoghi;

l’imposta sul valore aggiunto;

Interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione

Impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili

DETRAZIONE SEMPRE AL 50%

A PRESCINDERE DAL REQUISITO “PRIMA CASA”

ESCLUSA LA DETRAZIONE

• imposta di bollo e altri diritti pagati per le concessioni, autorizzazioni e comunicazioni di inizio lavori;

• oneri di urbanizzazione

• altri costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti

Non si possono invece detrarre le spese di trasloco e di custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Acquisto di: mobili nuovi

• lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie di classe non inferiore alla E; frigoriferi e congelatori di classe non inferiore alla F;

• forni classe A

SPESE ANNI 2024-2025-2026 max € 5.000

• Destinati ad arredare immobili oggetto di interventi di recupero edilizio iniziati in data non anteriore al 1° gennaio dell’anno precedente l’acquisto

• Pagamento con mezzi tracciabili (carta di credito, bancomat o assegni). Non è necessario il bonificio parlante

• La detrazione spetta in misura pari al 50% del costo sostenuta e rateizzata in dieci quote annuali costanti.

TAB. 2 - BONUS ARREDO
Bonifica dell’amianto

TAB. 3 - ECOBONUS: INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Riqualificazione energetica (fabbisogno di energia al 20%) effettuata su edifici esistenti dotati di impianto termico preesistente

Strutture opache verticali ed orizzontali su edifici esistenti dotati di impianto termico preesistente

Finestre e infissi con rispetto dei requisiti richiesti di trasmittanza termica U

Schermature solari

Installazione di pannelli solari per produzione acqua calda su edifici esistenti, anche privi di riscaldamento

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con:

Impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti

Impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto

NB: Nessuna detrazione è prevista per gli impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A di prodotto

Impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia

Impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione

Generatori d’aria calda a condensazione

Impianti con generatori alimentati da biomasse combustibili

Micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti con risparmio di energia primaria

Scaldacqua a pompa di calore per produzione di acqua sanitaria

Sistemi di contabilizzazione del calore in concomitanza con sostituzione impianto di climatizzazione

Dispositivi multimediali per il controllo remoto

SPESE SOSTENUTE NELL’ANNO 2025-2026

DETRAZIONE 50% “prima casa” DETRAZIONE 36% altri casi

DETRAZIONE € 100.000,00

SPESE SOSTENUTE ANNI 2026-2027

DETRAZIONE 36% “prima casa” DETRAZIONE 30% altri casi

DETRAZIONE € 60.000,00

DAL 2025 E’ ESCLUSA DALLA DETRAZIONE L’INSTALLAZIONE DI CALDAIE A COMBUSTIBILI FOSSILI

DETRAZIONE € 30.000,00

DETRAZIONE € 100.000,00

DETRAZIONE € 30.000,00

DETRAZIONE € 15.000,00

A seconda della tipologia di intervento varia la documentazione da trasmettere agli enti competenti e da conservare.

In particolare:

Asseverazione

Attestato di prestazione energetica e/o certificazione del produttore/fornitore

• Dichiarazione ENEA

Scheda descrittiva dell’intervento

• Schede tecniche

Dichiarazione di conformità

• Documentazione varia

Delibere assembleari (condomìni)

• Fatture

Bonifico bancario “parlante”

TAB. 3 A - ECOBONUS:

INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA IN PARTI COMUNI DI EDIFICI CONDOMINIALI

TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Riqualificazione energetica di parti comuni: la detrazione si calcola su una spesa massima di € 40.000,00 per ogni unità immobiliare

Interventi combinati di riqualificazione energetica e antisismici su parti comuni di edifici in zona 1,2 e 3:

la detrazione si calcola su una spesa massima di € 136.000,00 per ogni unità immobiliare

SPESE SOSTENUTE NELL’ANNO 2025-2026

DETRAZIONE 50% “prima casa” DETRAZIONE 36% altri casi

SPESE SOSTENUTE ANNI 2026-2027

DETRAZIONE 36% “prima casa” DETRAZIONE 30% altri casi

• A parità di spesa sostenuta - € 40.000 per ogni unità immobiliare - le percentuali di detrazione si differenziano non in funzione della tipologia di intervento ma in funzione della natura dell’edificio (prima casa o altra abitazione)

• Gli interventi devono riguardare più del 25% dell’involcuro dell’edificio

A parità di spesa sostenuta - € 136.000 per ogni unità immobiliare - le percentuali di detrazione si differenziano non in funzione della tipologia di intervento ma in funzione della natura dell’edificio (prima casa o altra abitazione)

A seconda della tipologia di intervento varia la documentazione da trasmettere agli enti competenti e da conservare. In particolare:

• Asseverazione

Attestato di prestazione energetica e/o certificazione del produttore/fornitore

• Dichiarazione ENEA

Scheda descrittiva dell’intervento

• Schede tecniche

Dichiarazione di conformità

• Documentazione varia

Delibere assembleari (condomìni)

• Fatture

Bonifico bancario “parlante”

TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Immobili adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive

Altri immobili residenziali

Interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico su abitazioni ed immobili destinati ad attività produttive

Interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico su parti comuni di edifici condominiali

Acquisto di immobili ristrutturati/ricostruiti in zone sismiche 1, 2 e 3 e ceduti entro 30 mesi dall’ultimazione lavori

Per tutte le tipologie di interventi di cui sopra ed alle medesime condizioni, viene modificata la percentuale di detrazione

PERIODO 2025-2027 (immobili ubicati in zone 1, 2 e 3) € 96.000,00 per ogni unità immobiliare 5 quote annuali costanti

Anno 2025-2026: detrazione 50% (“prima casa”) e detrazione 36% altri immobili

Anno 2027: detrazione 36% (“prima casa”) e detrazione 30% altri immobili

Anno 2028: resterà l’agevolazione di cui alla tab. 1 (ristrutturazioni edilizie ordinarie)

Vengono soppresse le percentuali diverse (70%, 75%, 85%) in funzione delle riduzione del rischio sismico

TAB. 4 - INTERVENTI ANTI SISMICI “SISMA BONUS”

1

Rateizzazione della detrazione:

TAB. 5 - SUPERBONUS 110% - INTERVENTI TRAINANTI

NOVITA’: Restano invariate le tipologie di lavori ammessi al Superbonus

• 5 rate costanti per spese sostenute nel 2020 e 2021

• 4 rate costanti per spese sostenute nel 2022 ovvero 10 rate costanti in dichiarazione dei redditi con scelta irrevocabile

• Per i lavori avviati dal 28.5.2022 di importo > 70.000 euro è necessario che le imprese edili con lavoratori dipendenti applichino i contratti collettivi nazionali del settore edile (all. X, D.Lgs, n. 81/2008);

• Per i lavori di importo > 516.000 euro avviati dal 1.1.2023 l’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere in possesso della certificazione SOA (art.84, D.Lgs. n. 50/2016);

• Le proroghe si applicano anche agli interventi c.d. trainati

TERMINI PER L’ESECUZIONE DEGLI INTERVENTI TRAINANTI E TRAINATI:

Spese sostenute, periodo Detrazione Soggetti Entro 31/12/2022 110%

• Condomini

solo se l’intervento è stato avviato prima del 15.10.2024 (CILA o delibera assembleare)

• Persone fisiche per interventi su edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche;

Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale

Interventi di demolizione e ricostruzione

2

3

DI INTERVENTO

ISOLAMENTO TERMICO delle superfici opache verticali (pareti esterne), orizzontali (coperture e pavimenti) e inclinate che interessano l'involucro degli edifici, compresi quelli unifamiliari, con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo o dell'unità immobiliare funzionalmente indipendente (come sopra definita), sita all'interno di edifici plurifamiliari.

IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE INVERNALE ESISTENTI

Sostituzione sulle parti comuni degli edifici degli impianti esistenti con:

impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto; impianti centralizzati a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo; impianti di microcogenerazione o a collettori solari.

INTERVENTI PER LA SOSTITUZIONE DEGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE INVERNALE SU:

• EDIFICI UNIFAMILIARI UNITÀ IMMOBILIARI FUNZIONALMENTE INDIPENDENTI SITUATE ALL’INTERNO DI EDIFICIO PLURIFAMILIARE

Si tratta dei medesimi interventi di cui al punto 2)

50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti

40.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio, se lo stesso è composto da 2 a 8 unità immobiliari

30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio, se lo stesso è composto da più di 8 unità

20.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari, fino ad 8 unità

15 000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari, oltre le 8 unità.

30.000 euro per singola unità immobiliare

TAB. 5A - PROROGHE AL REGIME DELLA DETRAZIONE SUPERBONUS - INTERVENTI TRAINANTI
TIPOLOGIA
SPESA MASSIMA

TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Solo per queste particolari tipologie di interventi:

• Scale Rampe

• Ascensori

Servoscale

• Piattaforme elevatrici

SPESE SOSTENUTE FINO AL 31/12/2025

DETRAZIONE 75% IN 5 QUOTE ANNUALI COSTANTI

Spesa max di:

€ 50.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all'interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall'esterno;

• € 40.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio per gli edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari;

• € 30.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio per gli edifici composti da più di 8 unità immobiliari.

INTERVENTI

(spese sostenute entro 31.12.2025)

Interventi diversi da quelli effettuati dai condomini

Interventi effettuati dai condomini

Interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici

Interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici in zone sismiche di categoria 1, 2 e 3

seguenti aspetti:

1. “PRIMA CASA”:

la percentuale di detrazione fiscale varia a seconda che gli interventi vengano eseguiti sull’immobile “prima casa” o su altro immobile.

Per tutte le spese sostenute dal 1/1/2025, infatti, è importante definire il concetto di “prima casa” con il quale si intende l’unità immobiliare nella quale il contribuente o un suo familiare abbiano la residenza anagrafica e ivi vivano abitualmente

Ai fini del beneficio della detrazione del 50% delle spese sostenute è necessario, quindi, non solo aver acquisito la residenza anagrafica nell’immobile in questione ma anche dimorarci (come comprovato, ad esempio, dall’utilizzo delle utenze).

Qualora l’unità immobiliare non sia adibita ad abitazione principale all’inizio dei lavori, la maggiore detrazione spetta a condizione che lo stesso immobile sia adibito ad abitazione principale al

termine dei lavori.

Presentazione CILA

SPESE SOSTENUTE DALL'ANNO 2026

Applicazione della detrazione ordinaria per ristrutturazioni edilizie su tutti gli interventi e non solo su quelli agevolati con detrazione al 75%

ENTRO 16/02/2023

Delibera assemblea condominio e presentazione della CILA

Presentazione istanza per rilascio titolo abilitativo

A condizione che gli interventi: siano attuabili con titoli semplificati; risultino approvati dalle amministrazioni comunali; comportino risparmio del consumo energetico e adeguamento sismico .

N.B.: A partire dal 30.12.2023 il blocco delle opzioni non si applica qualora la richiesta del titolo abilitativo sia stata presentata entro il 29.12.2023 (art.2, D.L. n.212/2023)

In presenza di tutti i requisiti richiesti per poter richiedere la maggiorazione dell’aliquota di detrazione, se nel corso dei successivi periodi d’imposta di fruizione della detrazione l’immobile non è più destinato ad abitazione principale, il contribuente può continuare a beneficiare dell’aliquota maggiorata.

2. ABITABILITA’: vi sono immobili nei quali l’abitabilità si ottiene al termine dei lavori e, dunque, la residenza, può essere acquisita solo successivamente alla dichiarazione catastale di abitabilità. Tale circostanza non preclude il benenficio delle agevolazioni a condizione che successivamente il contribuente rispetti le condizioni previste dalla normativa.

3. DIRITTO DI PROPRIETA’ : analogamente la detrazione “prima casa” in misura pari al 50% viene concessa solamente a coloro che sono proprietari dell’immobile o titolari di diritti reali di go-

dimento (uso, usufrutto, abitazione); il semplice detentore dell’immobile (es. inquilino ) o il familiare convivente non proprietario può beneficiare solo della detrazione ridotta pari al 36%.

4. REDDITO COMPLESSIVO: dal 2025 le detrazioni per oneri, fra i quali anche quelle relative alle spese per ristrutturazioni edilizie, sono commisurate all’importo del reddito complessivo del contribuente. In particolare in corrispondenza di un reddito complessivo superiore ad euro 75.000, gli oneri detraibili,a prescindere dagli importi, possono essere portati in detrazione secondo una percentuale variabile in funzione del reddito e dei familiari fiscalmente a carico e decrescente all’aumentare del reddito. Restano escluse dalla limitazione le detrazioni maturarate anteriormenti al periodo di imposta 2025 e, dunque, tutte le spese sostenute fino al 31/12/2024. ●

TAB. 6 -
TAB. 7 - SCONTO IN FATTURA E CESSIONE DEL CREDITO - INTERVENTI ANCORA AMMESSI ALL’OPZIONE

Showroom

TILE's PEOPLE

Nel 1979 i fratelli Luigi, Mario e Giacomo Colombo aprirono in Brianza una bottega divenuta ben presto punto di riferimento per chi cercasse qualità e cura nella fornitura e posa di superfici.

Da impresa artigiana, grazie all’arrivo della seconda generazione composta da Paolo, Miriam e Roberta Colombo, è poi divenuta una vera azienda.

COLOMBO LE SUPERFICI.

UNA STORIA DI SUCCESSO

CHE NASCE DALLA POSA

Oggi l’attività ha visto il coinvolgimento anche della terza generazione, con i nipoti Leonardo e Riccardo Miriam segue lo showroom di Verano Brianza, Leonardo quello di Lecco; Paolo, fondatore di Assoposa e da poco presidente del Comitato Tecnico Europeo, affianca

Roberta alla guida. Quartier generale a Sirtori (Lecco), una decina di milioni di fatturato, una clientela diffusa tra Nord Italia e Svizzera e suddivisa fra privati e hôtellerie… ecco quanta strada ha compiuto questa azienda, e questa famiglia, in quasi mezzo secolo.

A inizio 2026 ha inaugurato il quarto showroom: cento metri quadri a Tirano, in Valtellina (SO), pensati come vetrina ma anche come materioteca e zona d’incontro, per costruire l’abbinamento giusto tra i materiali.

È il segno di una direzione precisa, che Roberta Colombo riassume così: non più la vendita di un prodotto, ma una cultura della superficie che parte dal progetto e si gioca sulla posa Ne abbiamo parlato con lei.

> Tile Italia: La vostra realtà è giovane nella forma attuale, ma nasce da una lunga esperienza familiare.

Quanto pesa oggi questa eredità nel modo in cui state sul mercato?

Roberta Colombo: La nostra storia comincia nel 1979, con i nostri padri: da lì arriva tutto - la conoscenza dei materiali, delle tecniche di posa, il rapporto diretto con le persone. Quell’eredità non è un limite, è il punto da cui partiamo. Ci dà sicurezza, ma anche la responsabilità di evolvere: oggi non vendiamo più soltanto pavimenti e rivestimenti, ragioniamo in termini di superficie e di progetto.

> Tile Italia: Qual è la vostra idea di showroom e quale esperienza volete far vivere al cliente?

Roberta Colombo

Lo showroom del futuro sarà sempre più da vivere. Un luogo dove consulenza, materiali e progetto stanno nello stesso posto.

Non basterà più esporre il prodotto: conterà saper accompagnare le persone.

R. Colombo: Non l’abbiamo pensato come una vetrina, ma come un luogo di relazione e di progetto. Vogliamo che il cliente possa toccare la materia, sedersi, confrontarsi. Nel nuovo spazio di Tirano, come negli altri, il cuore dello showroom è costituito da una materioteca e dalla zona d’incontro: luoghi fondamentali che servono a trovare l’abbinamento giusto, non solo il prodotto giusto. Quello che offriamo è ascolto e accompagnamento, dalla prima idea fino alla posa.

> Tile Italia: Il cliente finale è sempre più informato. Come è cambiato il vostro approccio alla consulenza?

R. Colombo: Oggi arriva preparato, con immagini e idee precise. Questo non ha ridotto il nostro ruolo, l’ha reso anzi più importante: non si tratta di proporre un prodotto, ma di aiutare a mettere ordine tra tante informazioni e a trasformarle in scelte coerenti, tecnicamente corrette e durature.

> Tile Italia: La ceramica resta cen-

trale nel progetto contemporaneo. Quali caratteristiche cercano oggi architetti e clienti nelle superfici ceramiche?

R. Colombo: Performance ed estetica insieme, è quello il punto. Il cliente vuole una texture che sembri vera, una superficie che corra senza interruzioni e che stia bene accanto al legno o alla pietra.

La ceramica di oggi lo permette in un modo che vent’anni fa non era pensabile: per chi progetta è una libertà in più.

> Tile Italia: Grandi formati, continuità materica, applicazioni verticali… questi trend stanno cambiando il lavoro in showroom?

R. Colombo: Molto. Con i grandi formati e le superfici verticali bisogna aiutare il cliente a immaginare proporzioni e continuità su qualcosa che non ha ancora davanti. Serve una consulenza più progettuale e, soprattutto, più competenza in posa: è lì che si gioca la riuscita.

> Tile Italia: Quali sono i plus che permettono alla ceramica italiana di restare un riferimento internazionale?

Il nuovo Showroom a Tirano (SO)

R. Colombo: Da noi tecnologia e gusto vanno insieme, e all’estero questo si fatica a trovarlo. C’è una cura del dettaglio e una qualità di produzione che fanno la differenza, e la capacità di capire come cambia il modo di vivere la casa senza staccarsi dal design. È questo il Made in Italy concreto, non un’etichetta.

> Tile Italia: In un settore orientato alla contaminazione, quanto conta saper costruire dialoghi tra superfici diverse?

R. Colombo: Conta molto. Un progetto non gira più attorno a un solo materiale, ma alle relazioni tra superfici Far convivere bene ceramica, legno e pietra significa ambienti più coerenti e con un’identità. È la parte più difficile del nostro lavoro, e anche la più interessante.

> Tile Italia: Questo numero della no-

stra rivista dedica un focus ai materiali non ceramici: quali superfici alternative stanno vivendo il momento migliore nel vostro showroom, e ce n’è una che vi ha sorpreso?

R. Colombo: Stiamo vedendo un ritorno deciso ai materiali naturali, soprattutto pietre e marmi

Più che una novità, ci ha colpito il modo in cui sono tornati al centro del progetto: usati con un linguaggio più essenziale, accostati ad altri materiali, capaci di dare carattere e profondità.

C’è una richiesta di autenticità e di unicità che questi materiali danno per loro natura - ogni lastra è diversa - ed è il desiderio di spazi più personali, che durino nel tempo.

> Tile Italia: Quanto è importante proporre una visione completa delle superfici e non più solo del “prodotto”?

R. Colombo: È tutto. Nessuno entra qui per comprare solo un pavimento: vuole una casa che stia insieme. Per questo non guardiamo al singolo prodotto, ma a come i materiali si parlano, come si posano, come si segue il cliente passo dopo passo. Il nome che ci siamo dati, Colombo le superfici, dice esattamente questo.

> Tile Italia: Collaborate molto con architetti e progettisti: cosa vi chiedono più spesso?

R. Colombo: Vogliono poter contare su di noi, soprattutto sul piano tecnico. Sempre più spesso non ci chiedono che materiale usare, ma se e come si può fare: la fattibilità, la continuità tra una superficie e l’altra, il dettaglio che chiude bene. Si lavora fianco a fianco, non a distanza.

> Tile Italia: L’hospitality è sempre più

strategica per il settore. Che richieste arrivano da questo ambito?

R. Colombo: Qui conta come lo spazio viene percepito. Servono materiali che reggano un uso pesante ma che diano anche atmosfera e identità, e si bada molto alla manutenzione: in un albergo una superficie lavora tutti i giorni e deve restare bella. È un settore che per noi pesa sempre di più.

> Tile Italia: Quanto conta oggi la posa e la competenza tecnica nella riuscita di un progetto?

R. Colombo: In modo decisivo. La qualità di una superficie non dipende solo dal materiale, ma da come viene installato: la posa è il momento in cui il progetto prende forma. La fase di cantiere è sempre seguita da un tecnico specializzato, abbiamo più di 10 professionisti specializzati nel trasferire le scelte fatte in showroom alla fase di installazione in cantiere. Investiamo molto nella formazione, sia dei tecnici che dei posatori certificati – un tema a noi molto vicino, tanto che Assoposa, l’associazione che certifica i posatori italiani, è stata fondata da mio cugino Paolo Colombo, oggi presidente del Comitato Tecnico Europeo.

> Tile Italia: Guardando ai prossimi anni, come immaginate l’evoluzione dello showroom e del modo di vendere superfici?

R. Colombo: Showroom sempre più da vivere, dove consulenza, materiali e progetto stanno nello stesso posto. Non basterà più esporre il prodotto: conterà saper accompagnare le persone. Le superfici faranno parte di un’idea complessiva della casa, ed è la strada che abbiamo imboccato, da Tirano in avanti. ●

ann sofie

QUANDO LA MATERIA PRENDE PAROLA

In questa conversazione con Santa Di Grazia, fondatrice di Ann Sofie, la superficie esce dal lessico rassicurante della finitura e diventa qualcosa di molto più esigente e molto più vivo: un linguaggio capace di tenere insieme bellezza, competenza, responsabilità.

E, sottotraccia, affiora anche altro: la Sicilia, l’importanza delle radici, le passioni mai sopite, un animo fiero venato di dolcezza e una femminilità forte che non ha paura né di portare avanti la propria visione, né di lasciarsi attraversare dall’emozione.

Santa Di Grazia

> Tile Italia: Quando parliamo di materiali alternativi per l’architettura il racconto è spesso affascinante, ma poco concreto. Oggi, dal suo punto di vista, dove finisce la sperimentazione e dove inizia davvero l’applicabilità?

Santa Di Grazia: Per me inizia quando il materiale si tocca, si prova, si testa. Non basta che sia raccontato bene o che sembri innovativo: bisogna capire come si posa, come reagisce nel tempo, che cosa succede davvero quando entra in un progetto. Noi non ci fermiamo mai all’idea astratta del materiale. Ci interessa sempre il momento in cui quella materia diventa applicazione concreta. E lì entrano in gioco anche le maestranze, perché un prodotto può es-

sere bellissimo, ma se non viene applicato bene perde gran parte del suo valore.

> Tile Italia: C’è un materiale – o una famiglia di materiali – che considera particolarmente interessante ma ancora poco conosciuto? E in che modo può entrare concretamente nel progetto?

S. Di Grazia: Ce ne sono diversi. Uno che trovo straordinario è rappresentato dai fogli di pietra: grandi lastre sottilissime, leggere, flessibili, naturali, che possono essere utilizzate a parete ma anche sugli arredi. Poi ci sono alcune malte innovative, nate da una ricerca più compatibile con l’ambiente, che permettono continuità su superfici diverse senza che si ricorra ai sistemi tradizionali più in-

vasivi. In particolare, mi piace ricordare le malte naturali che forniscono un contributo innovativo per l’isolamento termico e acustico su minimi spessori. E ancora il bambù, che molti associano a prodotti esteticamente poveri o troppo esotici, mentre oggi, con lavorazioni italiane di altissimo livello, può dare risultati raffinatissimi. Mi interessano molto anche i materiali che nascono dal recupero: conchiglie, foglie, inerti selezionati. Lì c’è un doppio valore, estetico e ambientale.

> Tile Italia: Quali sono gli errori in cui si può incorrere quando ci si avvicina ai materiali non convenzionali?

S. Di Grazia: Il primo errore è fermarsi all’effetto estetico. Ci si innamora del campione, dell’immagine, ma non si riflette abbastanza su posa, manutenzione, coerenza con il contesto. Un altro errore è considerare questi materiali come cose ‘da nicchia’ o ‘da ricchi’, mentre molto dipende da come vengono usati. E poi c’è l’errore di non formare chi li deve applicare. Con i materiali non convenzionali serve una cultura tecnica vera, altrimenti si banalizza tutto.

> Tile Italia: Cosa è Ann Sofie, un fornitore di materiali inconsueti o un consulente di progettazione?

S. Di Grazia: Oggi Ann Sofie è soprattutto un network, popolato di professionisti estremamente appassionati che, man mano che il progetto cresce, si avvicinano quasi per attrazione e ne condividono il senso. Non è più semplicemente l’azienda che produce, non è un contract, non è un rivenditore, non è uno studio di progettazione classico. È una realtà che seleziona materiali, costruisce relazioni, mette insieme partner, professionisti, artigiani, consulenti, maestranze

Fornisce materiali, certo, ma insieme a un servizio e a una cultura del progetto

> Tile Italia: Quali caratteristiche deve avere un materiale per entrare nella vostra selezione? E quali, invece, deve avere un’azienda per diventare vostro partner?

S. Di Grazia: Il materiale deve avere qualità tecniche, qualità estetiche, ma anche “un senso”. Noi cerchiamo materiali che possano migliorare il progetto, non semplicemente decorarlo.

Diamo molta importanza ai materiali naturali, ecocompatibili, al tema della salubrità, della bioedilizia, della possibilità di smaltimento.

Ma c’è un punto per me ancora più importante: i criteri etici. Il partner ideale è una persona o un’azienda che condivide serietà, rispetto del lavoro altrui, desiderio di costruire qualcosa insieme. La qualità morale, la correttezza nelle

La superficie non è più “solo rivestimento”.

È atmosfera, è benessere, è acustica, è igiene, è sostenibilità, è identità. E soprattutto: è cultura.

Per me, è come se la superficie diventasse un linguaggio.

relazioni, la pulizia degli intenti, per me, vengono persino prima del materiale: il mio partner ideale è colui che sostiene il progetto, partecipa, condivide.

> Tile Italia: Chi sono i clienti Ann Sofie e, nel dialogo con loro, quanto pesa la componente narrativa del materiale rispetto alla sua performance?

S. Di Grazia: I nostri interlocutori principali sono i professionisti: architetti, interior designer, progettisti, studi tecnici, imprese strutturate, rivenditori evoluti, aziende che lavorano nel mondo dell’edilizia e delle finiture. Noi non lavoriamo con il privato.

Nel dialogo con loro la parte narrativa conta, perché il materiale deve anche emozionare e ispirare, ma non basta. La performance è fondamentale: io posso raccontare la bellezza di una superficie, ma se poi questa non risponde alle specifiche esigenze di quel cantiere e di quella committenza, quel racconto perde credibilità.

Per questo noi facciamo cultura e formazione dei materiali, non soltanto proposta commerciale.

> Tile Italia: Da tutto questo lavoro, nasce anche la vostra idea specifica di Materioteca. Come nasce questo concetto e cosa lo differenzia da una raccolta tradizionale di materiali?

S. Di Grazia: Nasce da un’esigenza concreta. I professionisti hanno poco tempo e tantissime responsabilità. Devono gestire cantieri, clienti, pratiche, pro-

getto. Dove trovano il tempo per fiere, ricerca, studio dei materiali, confronto con i fornitori? Noi abbiamo pensato a uno spazio dedicato a loro: non una semplice esposizione, ma una libreria viva, un luogo di consultazione, ascolto e preselezione. La nostra Materioteca non espone brand in modo autoreferenziale: parte dal progetto e da quello che serve davvero. Questa è la differenza principale: noi ci occupiamo di accumulare conoscenza, fare ricerca, intessere rapporti e accordi con i produttori, così da arrivare al progettista con una scrematura già molto avanzata di ciò che gli serve, in quello specifico contesto.

> Tile Italia: In che modo questi materiali stanno cambiando il modo di percepire la superficie? Non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sensoriale e culturale?

S. Di Grazia: La superficie non è più soltanto rivestimento. È benessere, acustica, qualità dell’aria, tattilità, luce, atmosfera.

Oggi la superficie entra nella vita delle persone in un modo molto più profondo. E cambia anche il modo di percepire lo spazio, perché materiali diversi possono creare continuità, identità, sensazioni nuove. Per me c’è proprio una dimensione culturale: bisogna imparare a leggere la superficie come linguaggio.

> Tile Italia: Lei ripete più volte “cultura dei materiali”. Perché la sente così urgente?

S. Di Grazia: Perché nel mondo, non solo quello del lavoro, è difficile parlare di correttezza, rispetto, competenze. È un far west. Io invece ambisco a un luogo dove le persone si aiutano, condividono. Il lavoro di consapevolezza che portiamo avanti non è basato solo sul saper scegliere, ma anche sul saper lavorare bene. E sostenere chi lavora bene.

> Tile Italia: Nel vostro processo di ricerca, dove avviene la scoperta di nuovi materiali: industria, artigianato o contaminazioni esterne come arte, moda, biologia?

S. Di Grazia: Ovunque. Dall’industria, perché è lì che arrivano certe innovazioni tecniche; dall’artigianato, perché lì troviamo mani, competenze, bellezza, unicità; ma anche da contaminazioni esterne, dall’arte, dalla moda, dalla biologia dal dialogo con chi sperimenta. E poi molto arriva dal network: spesso un professionista o un partner ci segnala un’azienda, un materiale, una soluzione già provata, e lì comincia il nostro lavoro di verifica.

> Tile Italia: Facciamo un passo indietro, andiamo alle origini. Ann Sofie nasce nel 2000: da quale intuizione e con quale background?

S. Di Grazia: Io arrivo da una storia personale un po’ particolare. Sono nata a Messina, avevo una forte inclinazione artistica, ma nella mia famiglia quella strada non fu incoraggiata.

Feci il liceo scientifico, iniziai biologia, poi lasciai. Sono arrivata al nord e ho lavorato per decenni come agente di commercio nel settore arredo bagno, pavimenti, rivestimenti. A un certo punto, però, a quarant’anni, dopo aver raggiunto una serie di traguardi, sentivo il bisogno di esprimere altro, quella vena creativa da sempre soffocata ma mai sopita Così è nata Ann Sofie, insieme a un artista veneziano, Fido Roberto, con cui ho costruito il primo progetto produttivo sul vetro. Da lì è partito tutto.

> Tile Italia: Come definirebbe quindi, ora, il suo lavoro: più vicino alla ricerca, al design o al mercato?

S. Di Grazia: Direi che oggi è un lavoro ibrido. C’è ricerca, perché selezioniamo, testiamo, tocchiamo con mano. C’è design, perché in me esiste da sempre una ricerca della bellezza. E c’è mercato, inevitabilmente, perché tutto questo deve anche stare in piedi. Ma forse la parola che sento più giusta è responsabilità: io faccio sempre per prima ciò che desidero che gli altri facciano. Devo sapere a cosa vanno incontro e cosa io pos-

sa fare per dare un contributo per il loro percorso.

> Tile Italia: Se guardiamo ai prossimi anni, immagina superfici sempre più invisibili e performative o, al contrario, un ritorno a una materia esplicita, imperfetta, quasi ‘ruvida’?

S. Di Grazia: Io vedo entrambe le cose. Da un lato ci sono innovazioni tecniche incredibili, materiali che risolvono problemi reali: isolamento, umidità, salubrità, performance energetiche. Dall’altro sento fortissimo il ritorno alla materia vera: calci, argille, bambù, sughero, canapa. Credo che il futuro non sia né solo tecnologico né solo nostalgico: sarà una sintesi tra prestazione e autenticità

> Tile Italia: Si considera una talent scout?

S. Di Grazia: No, non mi definirei così. Il talent scout osserva e seleziona. Io mi sento più una pioniera. Non dico mai ‘armiamoci e partite’: faccio per prima ciò che credo giusto fare. Per me conta la deontologia, la correttezza, il bello… perché la vita può essere bellissima. E quando vedo persone che la deturpano, che tolgono ad altri la possibilità di viverla appieno… io, let-

teralmente, vedo rosso. E poi c’è una forte spinta all’accoglienza, alla condivisione. Il nostro logo stesso, con questa figura femminile a braccia aperte, per me significa proprio questo: apertura, ascolto, sostegno.

> Tile Italia: Un sogno?

S. Di Grazia: Il mio sogno è uno spazio in cui la materia incontra l’arte.

L’apertura del 4 giugno di una Materioteca Ann Sofie all’interno di CAD – Creativity Art Design, lo spazio espositivo dedicato ad arte e design ospitato a Palazzo Saluzzo dei Rolli, a Genova, è stato un passo importante in quella direzione. L’incontro con la sua curatrice, Loredana Trestin - una signora squisita, coltissima, gallerista e curatrice di eventi artistici - è stato per me un’epifania

Ha visto il valore della mia visione e mi ha reso ancora più chiara l’Ann Sofie del futuro: un luogo dove artisti e artigiani italiani, che fanno cose di altissimo pregio e spesso non hanno canali adeguati per arrivare a un pubblico più ampio, possano trovare il loro spazio.

Per me questo è il punto di arrivo e insieme il nuovo inizio, il riconoscimento fortissimo della mia visione e la conferma di ciò che “voglio diventare da grande”.

IL NETWORK ANN SOFIE

> Tile Italia: Quante Materioteche

Ann Sofie esistono oggi e quali sviluppi immaginate nei prossimi anni?

S. Di Grazia: In poco più di un anno abbiamo avuto uno sviluppo fortissimo, che ha letteralmente bruciato tutte le tappe che ci eravamo prefissi solo pochi mesi fa.

A un certo punto avevamo 14 Materioteche attive e altre in apertura; poi Padova, Genova, Verona, Vigasio, Treviso, Trento, Riva del Garda, Palermo, e altre in programma come Torino, Milano, Brescia, Bologna.

La crescita è stata rapidissima.

Oggi il tema non è più soltanto aprirne di nuove, ma capire dove collocarle al meglio e come farle lavorare sempre di più come nodi di una rete.

> Tile Italia: Chi sono i suoi collaboratori, e che ruolo hanno?

S. Di Grazia: La struttura centrale è snella, ma attorno c’è una rete molto ampia

Ci sono consulenti commerciali, referenti di area, consulenti di Materioteca che noi formiamo, e poi i partner professionali: architetti interior designer imprese maestranze artigiani tecnici. In alcune sedi, per esempio, è l’interior designer dell’azienda ospitante a gestire la Materioteca, e per me questa è una soluzione ottima perché significa che la Materioteca è diventata una parte viva di quella realtà.

> Tile Italia: I prodotti che selezionate in questo tipo di ricerca restano con-

finati a progetti di nicchia caratterizzati da una clientela ad alto budget, o possono rientrare in scala più ampia?

S. Di Grazia: Possono rientrare in una scala più ampia. Nelle nostre Materioteche non ci sono solo prodotti altissimi di gamma: ci sono anche materiali validi, ben progettati, accessibili. Spesso si pensa che tutto ciò che è innovativo, bio, naturale o particolare sia automaticamente costoso e riservato a pochi. Non è così Dipende da come lo usi, dalla quantità, dal contesto, dalle priorità.

Ci sono cose decorative che possono costare molto, ma sulle superfici vere e proprie si possono trovare soluzioni molto interessanti e sostenibili anche economicamente.

C’è una questione per me imprescindibile: l’etica. Il partner ideale è quello che condivide serietà, rispetto del lavoro altrui, desiderio di costruire qualcosa insieme.

La qualità morale, la correttezza nelle relazioni, la pulizia degli intenti, in Ann Sofie, vengono persino prima del materiale.

Showroom

TILE's PEOPLE

Autenticità. Una parola che torna spesso, negli ambienti del progetto. Uno spazio che rifiuta la logica del campionario: parte dalla materia, arriva al progetto.

HUS MILANO E LA CULTURA DELLA SUPERFICIE

Fondato nel cuore del Brera Design District, Hus si presenta come atelier avant-garde dedicato al design di eccellenza - formula che potrebbe sembrare di solo marketing se dietro non ci fosse una selezione concreta di materiali che affondano le radici nella storia della manifattura: mosaici realizzati con tecniche antiche, cotti prodotti con ricette secolari, graniglie e seminati veneziani che attraversano

generazioni di architettura. Accanto a questi, parquet su misura con intarsi di pietra naturale, madreperla e metalli, e una materioteca pensata come strumento di progetto.

La visione è chiara, riportare la superficie al centro del processo creativo.

> Tile Italia: Come nasce Hus Milano e quale visione guida il progetto?

Vincenzo Panzuto: Hus Milano nasce dal desiderio di creare un luogo dedicato alla materia e alla cultura del progetto. Uno spazio in cui architetti, interior designer e clienti privati possano trovare superfici e finiture capaci di raccontare un’identità e una visione dell’abitare Fin dall’inizio l’abbiamo immaginato, più che come uno showroom, come un atelier di ricerca.

Crediamo che ogni superficie abbia un valore culturale oltre che estetico, e che la scelta di un materiale possa influenzare profondamente il carattere di uno spazio. Tre principi guidano il nostro lavoro: artigianalità, tradizione e personalizzazione. Privilegiamo realtà produttive che custodiscono un sapere tramandato nel tempo; lavoriamo con materiali che affondano le proprie radici nella storia - dai mosaici al cotto, dalle graniglie ai seminati - e accompagniamo ogni progetto con soluzioni realmente su misura. Vogliamo mettere a disposizione competenze e maestranze capaci di trasformare un’idea in una realizzazione irripetibile

> Tile Italia: Definite Hus come

“il primo atelier avant-garde dedicato al design di eccellenza”: cosa significa concretamente?

V. Panzuto: Significa superare il concetto tradizionale di showroom.

Hus è un luogo di scoperta, confronto e sperimentazione. Da noi la selezione dei materiali nasce da una ricerca approfondita e da un dialogo continuo con aziende, artigiani e progettisti.

L’approccio avant-garde sta nella capacità di individuare nuovi linguaggi materici senza perdere il legame con il saper fare artigianale. Cerchiamo materiali con una forte identità, una qualità manifatturiera eccellente e una capacità espressiva che vada oltre le tendenze del momento. Molti dei materiali che proponiamo trovano applicazione anche nell’arredo, dai top cucina ai rivestimenti per mobili, fino ai complementi realizzati artigianalmente. L’obiettivo è costruire un dialogo coerente tra architettura, interior e design, in cui la materia diventi il filo conduttore dell’intero progetto.

> Tile Italia: Quanto conta oggi il concetto di materioteca nel rapporto con progettisti e clienti?

V. Panzuto: È fondamentale. Viviamo in un’epoca dominata dalle immagini di-

Vincenzo Panzuto

... soprattutto, ricerchiamo persone. Spesso selezioniamo un materiale perché dietro troviamo un laboratorio, una famiglia, una manifattura che custodisce un sapere unico. Il valore di una superficie risiede anche nella cultura e nelle competenze che ne rendono possibile la realizzazione.

gitali, ma la materia deve essere vista, toccata, vissuta. Una materioteca permette di comprendere texture, riflessi, profondità e imperfezioni che nessun monitor può restituire.

Per i progettisti è uno strumento operativo indispensabile; per il cliente finale è spesso il momento in cui il progetto prende forma concreta. Per noi, però, la materioteca è anche uno strumento di progettazione. Dietro ogni materiale ci sono competenze, tecniche produttive e maestranze specializzate che condividiamo con chi sceglie. La selezione della superficie diventa così l’inizio di un dialogo più ampio, che coinvolge artigiani, produttori e installatori.

> Tile Italia: Quali caratteristiche ricercate nella selezione dei materiali e dei brand?

V. Panzuto: Autenticità, qualità manifatturiera, capacità di innovazione valore estetico duraturo. Privilegiamo re-

altà che condividono una visione basata sulla cultura del materiale e sulla cura del dettaglio. Ci interessano prodotti che sappiano invecchiare bene e che abbiano una forte componente artigianale, pur dialogando con le esigenze dell’architettura contemporanea.

Ma soprattutto ricerchiamo persone. Spesso selezioniamo un materiale perché dietro troviamo un laboratorio, una famiglia, una manifattura che custodisce un sapere unico. Il valore di una superficie risiede anche nella cultura e nelle competenze che ne rendono possibile la realizzazione.

> Tile Italia: Il parquet continua a essere protagonista nei progetti interior: quali tendenze state osservando?

V. Panzuto: Il parquet rimane una delle superfici più amate perché introduce calore, profondità e naturalità. Osserviamo una crescente richiesta di essenze autentiche, finiture opache, trattamen-

di CHIARA POGGI ▶ c.poggi@kairosmediagroup.it

ti che valorizzano la materia senza alterarla. Sono molto apprezzati i grandi formati, le forme personalizzate, le superfici che mostrano il carattere naturale del legno, variazioni cromatiche e imperfezioni comprese.

Nei progetti più complessi i nostri clienti chiedono sempre più spesso pavimenti in legno completamente personalizzati, con intarsi che integrano pietre naturali, graniglie, madreperla o metalli, trasformando la superficie in un vero elemento di design.

> Tile Italia: Quanto è importante oggi la personalizzazione nei progetti contract e residenziali?

V. Panzuto: È diventata una delle richieste principali. Si ricerca l’unicità, sia nel residenziale sia nel contract. La personalizzazione consente di adattare il materiale al progetto e non viceversa, producendo risultati coerenti con l’identità dello spazio e di chi lo abita. Per noi riguarda l’intero processo. In molti casi lavoriamo direttamente con gli artigiani per modificare formati, colori, finiture, disegni e tecniche produttive. Ogni progetto può così diventare un’opera irripetibile.

> Tile Italia: Hus Milano si trova nel cuore del Brera Design District: quanto il dialogo con architetti, designer e artigiani influenza il vostro lavoro?

V. Panzuto: Moltissimo. Essere a Brera vuol dire vivere all’interno di uno dei contesti più dinamici del design internazionale. Il confronto quotidiano con professionisti, aziende e maestranze alimenta la nostra ricerca e ci permette di intercettare nuove sensibilità e nuove esigenze progettuali.

Hus nasce proprio come luogo di incontro tra progettazione e manifattura. Ogni giorno mettiamo in relazione architetti, designer, committenti e artigiani, creando connessioni che spesso generano soluzioni inedite. Innovare per noi è anche valorizzare competenze tradizionali e reinterpretarle attraverso il progetto contemporaneo.

> Tile Italia: C’è un materiale o una lavorazione che rappresenta particolarmente il futuro dell’abitare?

V. Panzuto: Più che un singolo materiale, crediamo che il futuro appartenga ai materiali autentici sostenibili durevoli e personalizzabili. Vediamo una crescente attenzione verso superfici che raccontano una provenienza, una lavorazione, una storia. Assume quindi un’importanza crescente il tema del restauro e della conservazione

Se vogliamo un’edilizia più responsabile, dovremo imparare a valorizzare ciò che già esiste, privilegiando materiali che possano essere restaurati, integrati e tramandati nel tempo.

I materiali artigianali possiedono questa qualità: spesso chi li realizza è anche in grado di restaurarli.

In Hus lavoriamo molto in questa direzione, intervenendo sia nel recupero di superfici esistenti sia nella loro integrazione con nuovi elementi.

> Tile Italia: Potrebbe raccontarci un progetto particolarmente rappresentativo della filosofia di Hus Milano?

V. Panzuto: Più che un singolo caso, sono rappresentativi quei lavori in cui riusciamo a mettere in dialogo competenze diverse. Nei progetti più complessi ci siamo occupati del restauro di superfici storiche - marmi, cementine, seminati veneziani, pavimenti in legno - integrandole con nuove lavorazioni su misura e coordinando artigiani altamente specializzati. Seguiamo direttamente anche la posa e l’installazione di tutti i materiali che proponiamo, perché l’eccellenza del risultato dipende tanto dal prodotto quanto dalla sua corretta messa in opera È in questi contesti che emerge la vera identità di Hus Milano: interlocutori progettuali capaci di accompagnare architetti e committenti lungo tutto il percorso - dalla ricerca alla personalizzazione, dalla produzione alla posa, fino al restauro nel tempo.

Costruire una continuità tra memoria e innovazione: valorizzare il patrimonio esistente affiancandolo a nuove espressioni della materia contemporanea. ●

FL TERRAZZI ALLA VENEZIANA

Luigi Ferraresso ha imparato il mestiere nei cantieri del centro storico di Venezia, da giovane, lavorando accanto ai terrazzieri delle botteghe storiche. Il primo titolare fu Benito Turco; poi venne Antonio Crovatto, erede di una famiglia attiva in questa lavorazione fin dal Cinquecento.

Con loro ha imparato prima a conoscere la materia, poi a lavorarla: dalla conservazione dei pavimenti antichi alla realizzazione completa di un terrazzo alla veneziana.

Da quegli anni di bottega nasce FL Terrazzi alla Veneziana, un’impresa che porta avanti una tradizione antica senza imbalsamarla, riportandola dentro l’architettura di oggi.

Luigi Ferraresso

“LA SEMPLICITÀ È LA FORMA PIÙ ALTA DI RAFFINATEZZA”

> Tile Italia: Il terrazzo alla veneziana è una superficie profondamente legata alla tradizione: come si riesce oggi a renderla contemporanea?

Luigi Ferraresso: Il terrazzo viene riscoperto proprio perché è autentico, e perché non esistono due superfici uguali. Diventa contemporaneo quando cambia il modo di comporlo: palette più asciutte, granulometrie scelte con cura, inserti in ottone con spessori e forme diverse.

Molto lo portano gli architetti e gli interior designer, che propongono accostamenti e inerti a cui - da soli - non si penserebbe. Io, da parte mia, resto fedele ai materiali di sempre: sassi, calce, cemento, granulati di marmo. Le resine e gli additivi industriali li evito quando posso, perché la bellezza di questo pavimento sta nella materia e nella mano che la lavora.

> Tile Italia: Quali sono gli elemen-

ti che distinguono un terrazzo alla veneziana realizzato artigianalmente?

L. Ferraresso: Prima di tutto il fatto che ogni superficie è irripetibile

Le graniglie sono naturali, i leganti li prepariamo con polvere di marmo e ossidi, e tutto passa dalle mani. Gli inerti nascono dalla frantumazione del marmo: ogni scaglia porta le sue venature, le sue sfumature. È quella variabilità a dare profondità e carattere al pavimento, ed è una cosa che si ottiene solo lavorando a mano.

> Tile Italia: Quanto contano la manualità e l’esperienza nelle diverse fasi di lavorazione?

L. Ferraresso: Contano in ogni fase. A Venezia lo chiamiamo “l’ocio”: l’occhio dell’artigiano, quello che decide quali materiali mettere insieme, dove tenere l’equilibrio, come chiudere la superficie Ogni gesto, dalla posa alla levigatura, finisce dentro il risultato.

Puoi usare gli stessi materiali due volte e non ottenere mai lo stesso pavimento: cambiano la luce, l’ambiente, la stanza in cui lo posi.

> Tile Italia: Quali richieste ricevete da architetti e interior designer?

L. Ferraresso: Cercano superfici essenziali, luminose, ma "che si sentano” al solo guardarle: materiche

Le tonalità chiare vanno per la maggiore perché alleggeriscono l’ambiente.

Le miscele tradizionali vengono asciugate, rese più minimali, e tor nano spesso gli inserti in ottone, le filettature decorative, gli accosta menti con il cemento grezzo o la pietra naturale.

> Tile Italia: Pastelloni e terrazzi alla veneziana stanno vivendo una nuova stagione progettuale: quali tendenze state osservando?

L. Ferraresso: Si va verso su perfici continue, naturali, sobrie. Tonalità neutre, grane più equilibra te, lavorazioni che puntano alla pu lizia visiva. Il pastellone in questo è di una bellezza rara, ma è anche più delicato degli altri pavimenti: pensato bene già in fase di pro getto, e poi trattato con un po’ di ri guardo nell’uso.

> Tile Italia: Quali materiali, gra nulati o finiture vengono oggi mag giormente apprezzati?

L. Ferraresso: Si stanno risco prendo i marmi naturali, apprezza ti per le venature e per il fatto che nessuno è identico a un altro. Ex tra White, Botticino e Biancone so no tra i più richiesti, perché porta no luminosità. Dietro c’è la voglia di tornare a materiali veri e durevoli che danno carattere allo spazio al di là del nome del marmo.

> Tile Italia: In quali contesti il terrazzo alla veneziana riesce a esprimere al meglio il proprio valore estetico e tecnico?

L. Ferraresso: Dà il meglio do

Sala del Ridotto, al Museo di Ca’ Rezzonico

A Venezia lo chiamiamo “l’ocio”: l’occhio dell’artigiano, quello che decide quali materiali mettere insieme, dove tenere l’equilibrio, come chiudere la superficie.

Ogni gesto, dalla posa alla levigatura, finisce dentro il risultato. Puoi usare gli stessi materiali due volte e non ottenere mai lo stesso pavimento: cambiano la luce, l’ambiente, la stanza in cui lo posi.

ve può essere letto come un corpo unico: niente fughe, una superficie sola che corre da una parete all’altra. Poi conta molto il contesto. La luce che entra dagli affacci e batte sulla superficie cambia tutto.

Negli edifici sul Canal Grande succede qualcosa di raro: l’acqua, la luce e il terrazzo si parlano, e la superficie non sta mai ferma, riflette, si apre, prende profondità. Ai clienti che mi chiedono un consiglio dico sempre la stessa cosa: la semplicità è la forma più alta di raffinatezza.

> Tile Italia: Potrebbe raccontarci una case history o un progetto particolarmente rappresentativo del vostro lavoro?

L. Ferraresso: Uno dei lavori a cui tengo di più è il restauro conservativo del pavimento della Sala del Ridotto, al Museo di Ca’ Rezzonico È stato un intervento delicatissimo: siamo scesi fino al tavolato originale e abbiamo recuperato per intero i materiali che c’erano. La superficie l’abbiamo smontata, selezionata e setacciata a mano per non perdere nulla degli inerti d’epoca. Alla fine, abbiamo restituito alla nostra città un pavimento fatto con gli stessi materiali di allora. Materiali che oggi è praticamente impossibile reperire di nuovo.

Case History

Fiori all'occhiello!

IMPERTEK - Una pavimentazione sopraelevata ricalca le forme dell’acqua

Nel suggestivo giardino di una villa storica a Fiorano Modenese, un vecchio laghetto ornamentale lascia il posto a una nuova pavimentazione sopraelevata in decking pensata per ricalcarne fedelmente l’andamento curvilineo e valorizzare la continuità estetica del paesaggio. Il progetto si distingue per la precisione esecutiva e per l’equilibrio tra esigenze architettoniche e funzionalità tecnica: è stata realizzata una struttura sopraelevata stabile e perfettamente livellata, nonostante i dislivelli naturali del terreno e la complessità del perimetro.

A rendere possibile questa realizzazione sono stati i supporti BalancePro di altezza 625-725 mm con testa CrossRail 60x60. BalancePro si è distinto per il suo esclusivo sistema “All-in-one”, che consente di coprire altezze da 25 a 1025 mm, regolando automaticamente la pendenza fino al 5% oppure bloccandola per maggiore stabilità nei casi più complessi.

Grazie alla loro versatilità, è stato possibile seguire con precisione il disegno curvilineo del vecchio stagno, adattandosi alle pendenze esistenti senza rinunciare alla solidità dell’intera struttura. La sottostruttura è stata costruita con profili in alluminio, disposti a doppia orditura sovrapposta con interasse 30x30 cm. Le teste predisposte per il sistema RailSystem hanno garantito velocità e semplicità di montag-

gio, consentendo un aggancio rapido e sicuro “a click” tra i supporti BalancePro e i magatelli, formando un corpo unico, stabile e resistente. Il sistema RailSystem è pensato per ottimizzare i tempi di posa, pur mantenendo un alto grado di personalizzazione. Le clip di supporto hanno consentito di realizzare facilmente una doppia orditura sovrapposta, grazie al facile e immediato meccanismo “a click”, permettendo di migliorare la stabilità anche su superfici maggiormente irregolari.

A completamento della struttura sono state installate delle doghe in legno con fresatura a scomparsa e lunghezze miste, successivamente trattate con olio protettivo per una finitura elegante, omogenea e priva di fughe visibili.

Questa pavimentazione sopraelevata è un perfetto esempio di come i sistemi Impertek riescano a coniugare tecnologia avanzata, rapidità di installazione e valorizzazione estetica dello spazio. Non si tratta di un semplice intervento funzionale, ma di una visione progettuale precisa: trasformare il precedente laghetto in un nuovo spazio fruibile, mantenendo intatte le forme e le curve dell’elemento originario. Un modo per preservare lo stile del luogo e, al tempo stesso, aprirlo a nuove possibilità d’uso.

IDEAL WORK - La riqualificazione degli spazi di Cantine Bertani

Vicino a Verona, in Valpolicella, terra di produzione di vini riconosciuti in tutto il mondo, la riqualificazione di 800 mq di spazi dedicati all’accoglienza delle Cantine Bertani rappresenta un esempio virtuoso di equilibrio tra eredità storica e contemporaneità. In questo contesto di eccellenza, la scelta delle superfici ha giocato un ruolo fondamentale nel definire l’identità degli spazi: per questo lo studio Westway Architects che ha guidato il progetto, ha scelto Acid Stain, la soluzione Ideal Work che unisce estetica, resistenza e unicità. Uti-

lizzato nella colorazione Amber, che ben si inserisce tra i colori terrosi e ramati che caratterizzano gli ambienti delle Cantine, Acid Stain ha contribuito a creare un’atmosfera calda e accogliente, che invita il visitatore a lasciarsi trasportare dalle note armoniose dei vini.

Grazie alla reazione chimica tra acidi e superficie cementizia, con Acid Stain Ideal Work® ogni pavimento diventa irripetibile, con sfumature, velature e profondità cromatiche che evocano la matericità della terra e il trascorre-

re del tempo. Nel progetto di Grezzana, le tonalità calde e naturali del pavimento si integrano armoniosamente con le strutture esistenti, valorizzando sia gli elementi storici sia le nuove componenti architettoniche. Il risultato è un ambiente coerente, elegante e profondamente identitario.

Oltre che per l’impatto visivo, Acid Stain è stato scelto anche per le sue elevate prestazioni tecniche: grazie alla loro reazione chimica con il calcestruzzo, gli acidi Ideal Work® diventano parte della superficie e non sono quin-

di soggetti a dissolvenza, intacco, screpolatura o spellatura, garantendo resistenza e durabilità. Essendo inoltre una pavimentazione continua, senza fughe, offre facilità di pulizia e manutenzione, un requisito essenziale in ambienti ad alta frequentazione.

Cantine Bertani si inserisce tra i progetti di rilievo che vedono protagoniste le superfici Ideal Work®, che conferma il proprio ruolo di partner nell’offrire soluzioni in grado di coniugare design, funzionalità e personalizzazione. ●

Ph: Martiradonna

Case History Volumi e soluzioni che si integrano con l'ambiente

MAPEI - Un’oasi di pace, Vallelaghi (TN)

Una quiete autentica e panorami che alternano l’azzurro dei laghi al verde dei pendii montani accolgono gli ospiti dell'Agritur laWanda, immerso nella suggestiva Valle dei Laghi, una struttura ricettiva sostenibile, perfettamente integrata nel contesto.

L’edificio, di 700 m², ospita sette camere, una sala da pranzo, una spa e una piscina esterna a sfioro affacciata sulla valle, ed è inserito in un’area agricola semicircolare articolata in terrazzamenti in sasso esposti a sud. Nella stessa costruzione trovano spazio anche il laboratorio dove vengono coltivate le piante aromatiche e l’abitazione della committenza.

Lo Studio Raro, incaricato della progettazione e della realizzazione dell’intervento, ha immaginato strutture che sembrano emergere direttamente dai terrazzamenti agricoli che caratterizzano la tenuta, riprendendone l’andamento e la materia. Anche le coperture a falda spioventi richiamano l’architettura locale. Per valorizzare la vista, sia dall’interno sia dall’esterno, il progettista ha inoltre previsto l’inserimento di ampie superfici vetrate che aprono lo sguardo sul paesaggio.

Per l’incollaggio delle pietre naturali sulle pareti esterne, l’impresa incaricata ha impiegato Keraflex Maxi S1, adesivo cementizio ad alte prestazioni caratterizzato da scivola mento verticale nullo, tempo aperto allungato, deformabilità, particolarmente indicato per la posa di materiali lapidei in esterno.

Per la stuccatura è stata utilizzata la malta a basso modulo elastico Mapestone PFS

2 Flex, conforme alle classi di esposizione XF4 e XS3 della norma europea UNI EN 206-1 sui requisiti per il calcestruzzo, quindi idonea in condizioni di elevata aggressività ambientale. La malta offre infatti alta resistenza meccanica, resistenza ai sali disgelanti e ai cicli gelo-disgelo. Disponibile in tre colorazioni, in que-

sto intervento è stata adottata la versione neutra. La sigillatura tra il profilo perimetrale in ferro zincato e le pietre di copertura è stata poi realizzata con il sigillante poliuretanico ad alto modulo elastico Mapeflex PU 45 FT, previa applicazione del cordoncino in schiuma di polietilene estrusa Mapefoam nel diametro da 15 mm. Anche la copertura dell’intera struttura è stata rivestita con lastre di pietra. Per la loro posa è stato utilizzato l’adesivo cementizio bicomponente Elastorapid, specifico per la posa rapida all’esterno di materiali lapidei, grazie al tempo di lavorabilità esteso che consente operazioni efficaci anche in condizioni di cantiere complesse e richiedenti una messa in esercizio immediata.

Dopo la sigillatura delle fughe, per la protezione finale delle superfici lapidee è stato applicato l’impregnante idrorepellente ad altissima penetrazione Antipluviol S, che garantisce un’efficace barriera contro la pioggia senza alterare l’aspetto estetico originale del materiale.

La piscina esterna a sfioro si affaccia scenograficamente sulla valle. Dopo la posa del pannello isolante in XPS all’interno della vasca, le superfici verticali sono state rasate con la malta Planitop HDM Maxi; tra uno strato e l’altro è stata inserita la rete in fibra di vetro alcali resistente Mapegrid G 120, fissata alla struttura in calcestruzzo por tante mediante tasselli passanti lo strato isolante, garantendo continuità e rinforzo al sistema. Per quanto riguarda il fondo della piscina, il supporto è stato realizzato con la malta premiscelata per massetti a ritiro controllato e rapido asciugamento Topcem Pronto. Successivamente tutta la piscina è stata regolarizzata mediante Planitop 200, rasatura cementizia idrofuga a tessitura civile fine. Su questa superficie perfettamente preparata è stato poi posato il telo in PVC. Intorno alla piscina e alla struttura si estende un giardino, attraver-

sato da sentieri pedonali realizzati in lastre irregolari di porfido posate ad opera incerta e fugate con pietrischetto di porfido, lavorazione tipica del Trentino. Per il fissaggio e la fugatura di alcune aree è stato utilizzato Mapestone Joint applicato mediante colatura, un legante poliuretanico monocomponente, esente da solventi, per la sigillatura delle fughe di cu-

betti, binderi e ciottoli per pavimentazioni architettoniche drenanti ed elastiche. In altre zone della struttura la stessa pavimentazione è stata posata su massetto e fugata con Mapestone PFS 2 Flex, entrambi appartenenti alla gamma Mapestone per la realizzazione di pavimentazioni architettoniche in pietra ad alte prestazioni. ●

Case History

Fiori all'occhiello!

ISOPLAM - Un rifugio estivo di famiglia

Uno spazio pensato per le relazioni umane, per i barbecue, l’orto, i ricordi e le riunioni di famiglia. Sono queste le direttrici del progetto di ristrutturazione, firmato dagli architetti Pietro Bongiana e Silvia Codato, che hanno esplorato e dato forma a una nuova idea di abitare.

A lungo in disuso, l’edificio è subito sembrato un’ottima occasione per tornare a riunirsi in famiglia, senza però assumere il carico gestionale di una vera e propria seconda casa: un presidio domestico soprattutto per la bella stagione, con qualche stanza riscaldata con delle stufe durante l’inverno.

Proprio questa particolare destinazione d’uso – intermittente, stagionale, essenziale – ha dettato l’organizzazione degli ambienti: nessun guardaroba, nessun vero spazio di stoccaggio, servizi ridotti alla pura funzionalità, nessuna camera da letto. Solo luoghi per sostare, riposare, conversare, cucinare e giocare, con il giardino assunto a vero fulcro dell’abitare.

“La trasformazione – spiegano gli architetti Bongiana e Codato – è basata su un approccio che abbiamo chiamato raw purity: una ricerca della purezza materica che permette di esplorare una nuova estetica attraverso ciò che è essenziale e autentico. La scelta di lasciare la struttura nuda, di ridurre gli interventi al minimo e di progettare arredi frugali in ferro e cemento non

risponde solo a un gusto contemporaneo, ma diventa anche un modo di rileggere l’abitare: ogni elemento è necessario, ogni materiale è dichiarato, ogni gesto progettuale è calibrato”. In questa grammatica d’ispirazione quasi brutalista, la casa non viene addomesticata, ma resa disponibile: svuotata per liberare volumi a doppia altezza, abitata da pochi oggetti essenziali e affrancata da rigidità distributive, al punto che ampi tendaggi in feltro sostituiscono le porte.

In questo scenario asciutto e misurato si inserisce il pavimento continuo a base cementizia di Isoplam: realizzato in Deco Nuvolato nel colore Mineral Gray, instaura un dialogo materico e spaziale con il preesistente grazie a un registro pulito ed essenziale, definito dall’assenza di fughe e giunti e dalla presenza di leggere sfumature tono su tono.

Robusto, durevole, resistente a macchie e graffi e facile da mantenere nel tempo, Deco Nuvolato di Isoplam risponde perfettamente alle esigenze di un’abitazione nata per essere goduta: da un lato, l’estetica neutra si accorda con la filosofia che ha guidato l’intervento di recupero della struttura originaria; dall’altro, le performance tecniche sostengono coerentemente l’idea di domesticità informale, libera e “senza pensieri”, voluta dai due proprietari. ●

©Andrea Anoni

SPAGHETTIWALL - Architetti al servizio del MODE Hotel, Rimini

Le carte da parati SpaghettiWall rivestono gli spazi del MODE Hotel di Rimini e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità della struttura ricettiva, ideata e sviluppata da Mauro Santinato, CEO di Teamwork Hospitality

La tematica ecologica e di benessere umano e sociale della nuova destinazione permea con modalità differenti gli spazi dell'albergo, e costruisce un racconto continuo che si snoda dall’ingresso -curato da Laura Verdi- fino ai tre piani dedicati alle stanze, interpretati da nove studi di architettura specializzati nel settore. Un racconto fatto di colori, trame e materiali che ha l’obiettivo di offrire un dizionario dell’accoglienza contemporanea, dove le grafiche e i rivestimenti creano scenari visivi sorprendenti.

L’ingresso al MODE Hotel vede, a soffitto, una texture floreale personalizzata e introduce all’universo elettrico di questo progetto, che emerge anche dalla zona di servizio comune, rivestita con ‘Hypernature’ e ‘Hypernature Macro’, disegnate da Gian Paolo Venier, entrambe scelte nella variante colore con fondo rosso.

È questa cromia che domina anche la suite Mare 3.0, a cura di GLA - Genius Loci Architettura: rievoca il rosso del corallo, a contrasto con le acque cristalline del mare, un bacino che rigetta rifiuti organici e inorganici da cui attingere per un processo di riciclo. La car-

ta da parati ‘++++’ in azzurro, firmata da Claudio Meninno e impiegata nel bagno dietro l’area lavabo, crea una texture vivace e cela allo stesso tempo un messaggio: quello di un maggiore impegno da parte di ognuno nel voler intraprendere la sfida verso un più basso impatto ambientale.

Nella camera della suite invece, la parete dove è appoggiato il letto è decorata con il soggetto “Coral Trees”, in una leggera tonalità celeste. Ricrea la silhouette organica del corallo, la sua figura esile ed elegante, sempre più rara perchè messa continuamente a repentaglio dall’innalzamento delle temperature. Qui è stato impiegato il supporto Natural, un rivestimento ecologico in TNT pvcfree, compostabile ed ecosostenibile, fatto di cellulosa proveniente da coltivazioni sostenibili (FSC), stampata con inchiostri a base di acqua salubri e inodori, con caratteristiche di atossicità e anallergicità.

“SpaghettiWall aiuta a rispettare gli obiettivi Zero Carbon Foootprint dell’hotel, che esalta un approccio green ma anche fortemente estetico, perchè il suo valore di design diventi una vera e propria destinazione. Siamo intervenuti con carte da parati custom e grafiche a catalogo, come Blossomy e Shadows, secondo un approccio su misura e just in time, reso possibile dalla nostra azienda” conclude Federica Borgobello, alla guida di SpaghettiWall. ●

Case History Posa sfalsata e multiformato... problema risolto!

PROFILITEC - Una pavimentazione sopraelevata a bordo piscina

Lungo la costa meridionale della Francia, la riqualificazione di un patio privato a bordo piscina ha offerto l'occasione di mettere alla prova la nuova griglia SUPATRAY ZeroFlex

Un contesto, tecnicamente, tra i più esigenti: esposizione solare intensa, umidità costante, contatto diretto con l'acqua della piscina e una committenza con aspettative estetiche elevate.

La richiesta era chiara: una pavimentazione capace di integrarsi armoniosamente con il bordo vasca e di resistere alle sollecitazioni tipiche di uno spazio ad uso quotidiano intensivo e, sul piano compositivo, la realizzazione secondo uno schema di posa sfalsata in grado di valorizzare la linearità dell'insieme.

Il piano di posa presentava numerose sfide legate alla presenza della vasca, richiedendo un sistema di supporto capace di regolazioni di precisione e che, allo stesso tempo, consentisse di non trasmettere carichi concentrati agli strati impermeabilizzanti sottostanti.

I supporti Uptec FX, abbinati all’anello di estensione SUPAR, hanno quindi rappresentato la scelta migliore grazie alla loro regolabilità in altezza, adattandosi con precisione millimetrica alle esigenze e garantendo una superficie di calpestio perfettamente orizzontale su tutta l'estensione del patio.

A complicare ulteriormente il quadro, la committenza aveva indicato fin dall'inizio la posa sfalsata come requisito irrinunciabile. Una scelta comprensibile sul piano estetico, ma che sul piano tecnico rappresenta una delle situazioni più critiche per i sistemi di posa sopraelevata: in assenza di un supporto centrale, le griglie con scarsa rigidità tendono a flettersi sotto carico asimmetrico, generando instabilità percepibile al calpestio e potenziali problemi strutturali nel medio periodo. Un limite noto, che spesso costringe pro-

gettisti e posatori a rinunciare allo schema desiderato o ad aggiungere supporti intermedi non previsti, con ricadute su tempi e costi.

È in questo contesto che il sistema SUPATRAY ZeroFlex ha espresso il suo contributo più significativo. La griglia, realizzata in polipropilene ad alta qualità nelle dimensioni di 598×598 mm, è progettata per offrire una flessione prossima allo zero anche in condizioni di carico asimmetrico, ovvero proprio nelle situazioni che la posa sfalsata genera sistematicamente. Questo ha reso possibile realizzare lo schema richiesto senza aggiungere supporti centrali e senza alcuna compromissione della stabilità strutturale. I dischi di bloccaggio SUPATRAYGRIP hanno completato il sistema, congiungendo le griglie adiacenti e trasformando la superficie in un insieme continuo e integrato. Il loro inserimento, rapido e preciso, ha eliminato qualsiasi rischio di disallineamento o micro-spostamento nel tempo - aspetto particolarmente rilevante in un contesto come quello a bordo piscina, dove i cicli di bagnatura e asciugatura e le variazioni ter-

miche stagionali sollecitano costantemente i materiali.

La resistenza ai carichi del sistema - fino a 800 kg per punto di applicazione - ha garantito piena adeguatezza alle condizioni d'uso previste, incluse le situazioni di maggiore affollamento tipiche degli spazi conviviali estivi.

In cantiere, l'eliminazione dei supporti centrali aggiuntivi ha semplificato sensibilmente l'esecuzione, consentendo una posa fluida e continua. I dischi SUPATRAYGRIP si inseriscono con facilità e garantiscono allineamento preciso sin dai primi elementi posati, riducendo i margini di errore e accelerando i tempi complessivi di lavorazione.

Il patio restituito alla committenza è uno spazio che risponde pienamente alle aspettative: una superficie stabile visivamente equilibrata, capace di drenare rapidamente l'acqua proveniente dalla piscina e di resistere senza cedimenti all'uso quotidiano in un clima che non lascia tregua ai materiali. ●

Case History In casa, come nella moda, le regole non esistono

KERAKOLL - Un appartamento che parla il linguaggio della moda, Milano

Moda e design si incontrano nell’appartamento di una stylist giramondo.

Succede a Milano, dove Amelianna, la proprietaria, ha saputo dar vita a uno spazio che è una dichiarazione di stile. All’interno, arredi vintage acquistati nei mercatini di tutto il mondo raccontano l’amore della stilista per gli anni Sessanta e per alcuni oggetti che hanno fatto la storia del design.

Dappertutto ci sono libri d’arte e di fotografia: sugli scaffali della libreria, per terra, sui mobili. “Li colleziono dai tempi dell’università”, racconta con orgoglio. Una passione che, vent’anni fa, l’ha portata ad acquistare in un mercatino di New York un abito con impresso un componimento del poeta americano Allen Ginsberg, che ora campeggia in camera da letto, all’interno di un cubo di plexiglass.

Per la realizzazione di pareti, infissi e serramenti del suo rifugio milanese, Amelianna si è affidata a Kerakoll Colors selezionando, in particolare, la tonalità KK 1000 della Neutral Chart; una scelta che ha donato luminosità all’ambiente, esaltando i pavimenti in legno e i diversi oggetti che arredano la stanza.

Se in camera da letto domina un quieto minimalismo, in salotto il colore è protagonista.

Alle pareti il lilla KK 8243 della Purple Chart crea un delicato contrasto con il marrone del parquet, dei divani in velluto e dei mobili in pelle e radica.

I corpi metallici di lampade e altri oggetti ravvivano l’ambiente, mentre il bianco KK 8090 del soffitto amplifica la luce naturale.

Ogni angolo è un dialogo tra colori, forme e materiali in cui le superfici riflet-

tenti esaltano i contrasti cromatici e creano un’atmosfera femminile e sofisticata. Del resto, per chi lavora con l’immagine, come Amelianna, la cura degli abbinamenti rappresenta una vera e propria scelta decisiva

A guidarle, sia nel lavoro che in casa, è l’istinto. “Le regole non esistono”, afferma. “Ce lo ha insegnato Yves Saint Laurent negli anni Ottanta, abbinando il fucsia con il rosso. In casa come nella moda vale l’estro”.

Il senso del colore di Amelianna è evidente anche nei bagni, il primo realizzato interamente nella tonalità di verde KK 3661 della Green Chart, mentre il secondo nel rosa KK 7090 selezionato all’interno della Magenta Chart

Un “total look” cromatico che riflette il gusto per la moda della padrona di casa e trasforma i due spazi in esperienze visive coinvolgenti, ciascuno con una propria personalità: il verde infatti evoca

freschezza e armonia, mentre il rosa trasmette calore e delicatezza, offrendo un connubio perfetto di energia e serenità.

Dalla stanza da letto ai bagni, la casa di Amelianna è un viaggio attraverso il colore e la materia. Qui le scelte visive sono parte di una narrazione costruita con esperienza e intuito: ogni oggetto è testimone di una storia e ogni colore è un frammento di un percorso creativo che si riflette nella quotidianità. ●

Case HistoryTERAODAI, a Tokio. Armonie di cotto e legno

COTTO

CUSIMANO - Una zona residenziale a firma dell'arch. Kato

Nel quartiere di Yomiuri-Land a Tokyo, il progetto residenziale Teraodai dell’architetto Kato è un intervento composto da nove villette indipendenti, inserite all’interno di un articolato piano paesaggistico

Per il rivestimento delle facciate, lo studio ha selezionato i listelli di Cotto Cusimano, scelti per rispondere a precise necessità strutturali ed estetiche. Dal punto di vista architettonico, il complesso si sviluppa frammentando le abitazioni in piccoli volumi all’interno del verde.

Ogni singola unità è costituita da due blocchi sfalsati, disposti in modo da generare un atrio interno

Il dinamismo delle facciate dell’intero quartiere è ottenuto tramite spostamenti millimetrici, leggere deformazioni volumetriche e un’alternanza funzionale delle aperture.

La palette materica del progetto si basa sull’utilizzo combinato di legno, intonaco, vetro e laterizio

L’impiego dei listelli di Cotto Cusimano risponde direttamente alle necessità costruttive dell’edilizia residenziale giapponese, storicamente basata sull’uso di strutture portanti in legno. Questa caratteristica richiedeva una finitura di facciata che garantisse la massima leggerezza.

Il listello di Cotto Cusimano possiede infatti le caratteristiche tecniche e il peso ideali per consentire l’incollaggio diretto sui pannelli in compensato.

A questo vincolo strutturale si affianca l’esigenza estetica: per integrarsi con la forte presenza vegetale del lotto, i pro-

gettisti necessitavano di una superficie fortemente materica. I listelli Cusimano offrono una finitura naturale, priva dell’uniformità visiva tipica dei prodotti industriali standardizzati.

I volumi in cotto si inseriscono in un parco progettato per variare cromaticamente

in ogni stagione, con piante ornamentali mantenute a un’altezza controllata tra i 6 e i 10 metri. Il landscaping è caratterizzato da fioriture alternate di azalee, rododendri, camelie e magnolie, aree in ombra coperte da felci e hosta, e l’impiego del bamboo come filtro visivo e acustico tra gli edifici. L’acero giapponese se-

gna i mesi autunnali con il suo fogliame rosso scuro, mentre i percorsi a terra accostano pietra, legno e ghiaia, affiancati da lame d’acqua e zone a muschio in sostituzione del prato tradizionale. Essenze come il ciliegio, il pruno e l’Olea fragrans completano l’intervento con una precisa mappatura olfattiva ●

Fassa Bortolo

RAPID MAXI S1 è un adesivo studiato per la posa di rivestimenti pregiati in materiali lapidei: la grande rapidità di asciugatura permette adesioni elevate in tempi brevi e consente la pedonabilità già dopo 2/3 ore dalla posa, un vantaggio importante anche nell’applicazione di lastre di grande formato perché ne limita lo scivolamento.

Il marmo, essendo una pietra porosa, tende ad assorbire l’umidità del collante, con il rischio di provocare macchie o alterazioni cromatiche

permanenti. L’impiego di un adesivo a presa rapida, come RAPID MAXI S1 riduce drasticamente questo rischio: l’asciugatura veloce consente infatti di prevenire questi fenomeni, preservando l’integrità estetica del marmo e delle pietre naturali.

RAPID MAXI S1 può essere applicato, in interno e in esterno, per interventi di rifacimento, riparazione e posa in cui sia richiesta una rapida messa in esercizio dei locali per qualsiasi destinazione d'uso; è particolarmente versatile e adatto

per incollare piastrelle in ceramica, mosaico, klinker, gres, gres laminato, cotto, su svariati supporti, sia a pavimento che a parete.

Oltre alla tradizionale versione grigia, è disponibile anche extra bianco, proprio per soddisfare esigenze estetiche e funzionali.

RAPID MAXI S1, infine, porta il marchio GEV Emicode, una certificazione che garantisce le sue bassissime emissioni di componenti organici volatili, per un migliore comfort e qualità dell’aria indoor.

Novacolor

Presentata al Novacolor Showroom di Brera durante il Fuorisalone, sotto la direzione artistica dell’architetto Michael Vincent Uy, The Signature Collection si traduce in sei design pieces, ciascuno ispirato a un diverso modo in cui la luce interagisce con la materia.

Pensata per dialogare con professionisti del design e creativi internazionali, in questa collezione ogni elemento diventa strumento narrativo e dove luce

e materia si incontrano per rivelare profondità, imperfezioni e dettagli invisibili:

● RADIANCE - Luce intensa e diffusa che illumina e valorizza la materia con energia vibrante.

● GLEAM - Bagliori momentanei che illuminano dettagli nascosti e sorprendono lo sguardo.

● HIVE - Trama di rilievi puntiformi che dialoga con la luce, trasformando la

texture in dettagli luminosi e profondità percepibile.

● INTERLUDE - Lo spazio sospeso in cui la luce filtra e rivela ciò che era nascosto.

● WEAVE - Tessitura fossile, ogni fibra è un solco che incide la luce.

● FACET - Piani geometrici che catturano la luce e la restituiscono in riflessi mutevoli.

Interlude
Radiance
Facet

Impertek

DeckoLight è il nuovo supporto in polipropilene ad alta resistenza progettato per rivoluzionare la posa di pavimentazioni sopraelevate da esterno su terreno naturale. Una soluzione innovativa, robusta e sostenibile, pensata per offrire stabilità, precisione e semplicità d’installazione in giardini, camminamenti e aree outdoor, senza la necessità di realizzare basi o fondazioni in cemento DeckoLight nasce per essere avvitato direttamente nel terreno, un elemento distintivo che riduce i tempi di posa e l’impatto ambientale, offrendo al contempo un sistema affidabile e sicuro. L’installazione avviene tramite l’adattatore di avvitamento, uno strumento sviluppato da Impertek e compatibile con trivelle manuali o motorizzate, che consente un ancoraggio solido e immediato. Una volta fissata la vite al suolo, si procede con l’inserimento della ghiera per regolare lateralmente l’altezza del supporto; se necessario, si aggiungono le prolunghe Lunar da 20 mm o 80 mm prima di completare con l’incastro delle teste Lunar Decking o Lunar Tile/Rail La composizione modulare del sistema garantisce sia un’ampia escursione in altezza, sia la massima adattabilità a qualsiasi contesto progettuale.

Il supporto è composto da diversi elementi, progettati per lavorare in modo integrato e garantire la massima flessibilità in fase di posa. La vite da 450 mm viene inserita completamente nel terreno naturale, mentre le prolunghe Lunar da 20 o 80 mm, utilizzabili per incrementare l’altezza ed impilabili fino a un massimo di tre unità, consentono di raggiungere un’escursione totale compresa tra 60 e 330 mm, permettendo di compensare dislivelli e pendenze con grande precisione. DeckoLight è compatibile con le teste Lunar Decking e Tile/Rail dotate di sistema QuickOn, che consente la posa di molteplici finiture, dalle piastrelle in ceramica alle lastre in pietra naturale, fino ai listoni in decking o ai magatelli in alluminio per sistemi Rail. È possibile trasformare il supporto da fisso ad autolivellante semplicemente aggiungendo, tra ghiera e testa, un anello basculante che permette la correzione automatica delle pendenze fino al 5%. Inoltre, la struttura in polipropilene ad alta resistenza assicura prestazioni elevate anche in condizioni atmosferiche avverse, garantendo stabilità e durata nel tempo.

DeckoLight si distingue per la sua ispezionabilità e per la posa facile e veloce. È ideale per la realizzazione di giardini, passerelle, plateatici, palchi temporanei o zone pedonali: ovunque sia necessario creare superfici sicure e perfettamente livellate su terreno naturale, senza ricorrere a fondazioni. La reversibilità del sistema permette inoltre una semplice rimozione e un eventuale riposizionamento del supporto in caso di interventi futuri, senza compromettere il suolo o deturpare il terreno.

Con DeckoLight Impertek introduce una soluzione versatile e professionale, pensata per rispondere alle esigenze di paesaggisti, progettisti e operatori che lavorano quotidianamente su spazi outdoor in continua trasformazione. Il prodotto è nato con l’obiettivo di migliorare la qualità estetica e funzionale degli ambienti esterni, in un contesto in cui la vivibilità degli spazi outdoor riveste un ruolo sempre più centrale nella progettazione contemporanea. Stabilità, regolabilità, velocità di posa e semplicità d’uso si uniscono in un sistema in grado di ampliare le possibilità applicative della gamma Pedestal Line.

Listone Giordano

Supernova, firmata dallo Studio Oliosopatras, rappresenta un nuovo capitolo del progetto Listone Giordano Natural Genius che promuove la sperimentazione e la ricerca creativa. Natural Genius Supernova è un progetto che unisce la poesia della forma alla fisica della luce, accompagnato dalla conoscenza tecnica dei pavimenti in legno custodita da Listone Giordano. Un parquet di Rovere di Fontaine colore Civita o in frassino Graphit dalla geometria sinuosa, tuttavia fatto con un unico modulo dai lati concavi e convessi, il medesimo modu-

lo che si ripete ruotando ed incastrandosi con sé stesso. Il risultato è un tappeto cangiante. Supernova è, anche, parte del progetto Circular, l’iniziativa portata avanti da Listone Giordano in collaborazione con Alisea - Recycled & Reused Object Design, che applica al design la filosofia dell’economia circolare. Questa nuova pavimentazione, oltre alla classica versione Civita, è infatti disponibile anche nella variante Graphit realizzata riciclando resti di polvere di grafite proveniente da scarti industriali e che viene integrata nel processo di produzione attraver-

so nuove tecnologie. Il risultato è una elegante colorazione più scura e una maggiore resistenza della superficie. Il particolare schema di posa sfrutta una caratteristica intrinseca del legno: quella di riflettere la luce in modi diversi a seconda dell’orientamento della fibra. Lo sviluppo multidirezionale di Supernova esalta questo fenomeno, dando vita ad una superficie vibrante che cambia mentre l’osservatore si sposta. Una suggestione naturale, un po’ come le increspature del mare, il foliage autunnale o l’ondeggiare delle praterie mosse dal vento.

Profilpas

I pavimenti sopraelevati da esterno rappresentano la soluzione ideale sia per il recupero edilizio sia per le nuove costruzioni grazie ai loro molteplici vantaggi: una posa semplice e veloce, la facile rimozione delle piastrelle per la manutenzione e il controllo dell’impermeabilizzazione e la capacità di assorbire dilatazioni e movimenti strutturali. Scegliere pavimenti sopraelevati significa investire in praticità, efficienza e durata, garantendo al contempo un’estetica impeccabile per ogni progetto.

PP level DUO MAXI è la gamma di supporti regolabili per pavimenti sopraelevati da esterno firmata Profilpas. Questa gamma completa soddisfa ogni esigenza di posa, dai pavimenti in ceramica ai listoni mono e multiformato, fino al decking.

PP level DUO MAXI è ideale per chi cerca MAXI flessibilità, MAXI tenuta e MAXI versatilità in un'unica soluzione:

- MAXI flessibilità, con possibilità di

scegliere tra testa fissa o autolivellante direttamente in fase di posa grazie al Fixed Head Ring, già integrato nella base e posizionabile tra la testa e la vite.

- MAXI tenuta, i supporti garantiscono un’eccellente resistenza ai grandi carichi e agli agenti atmosferici;

- MAXI versatilità, grazie ai numerosi accessori disponibili, il sistema risponde a qualsiasi esigenza di posa.

Questa gamma soddisfa ogni esigenza di posa grazie alle tre teste disponibili: testa autolivellante per la posa di pavimenti in ceramica, testa ad incrocio per la posa con travetti di listoni in ceramica e testa ad L per la posa con travetti di pavimenti in decking.

A completare questa versatilità, ora la gamma di supporti Profilpas si arricchisce della nuova misura XXL, portando a cinque il numero totale delle soluzioni disponibili e consentendo di coprire un range di altezze da 28 a 211 mm. Inoltre, grazie all’apposita prolunga, è pos-

sibile raggiungere altezze ancora maggiori. La chiave di regolazione dedicata permette di intervenire sull’altezza anche a pavimento già posato, assicurando la massima flessibilità e precisione in fase di installazione.

Testa per travetto
Testa per ceramica
Testa per decking

HiMacs

HiMacs è un materiale Solid Surface ad alte prestazioni, sviluppato per applicazioni architettoniche e di interior design.

È adatto alla realizzazione di facciate, rivestimenti murali, cucine, bagni e arredi su misura destinati a spazi retail, residenziali e pubblici.

Composto da minerali, acrilico e pigmenti naturali, HiMacs offre una superficie liscia, non porosa e priva di giunti visibili, in grado di soddisfare elevati standard di estetica, lavorabilità, funzionalità e igiene.

Termoformabile e omogeneo, HiMacs può essere modellato in un’ampia varietà di forme, consentendo la realizzazione di soluzioni fluide e tridimensionali. La sua versatilità tecnica lo rende robusto quasi quanto la pietra e lavorabile come il legno, offrendo al progetti-

sta grande libertà compositiva insieme a un elevato controllo esecutivo. Tra gli aggiornamenti più recenti del portfolio, la colorazione M633 Aurora Sage, della collezione “Aurora & Marmo”, integra ora il 6% di contenuto riciclato. Nella collezione “Solids”, S235 Urban Sage e S236 Lafayette Green presentano ora l’8% di contenuto riciclato, confermandosi soluzioni particolarmente adatte a interni contemporanei ispirati ai principi del design biofilico. Nella gamma “Terrazzo”, Q107 Terrazzo Selva si distingue per il 25% di contenuto riciclato pre-consumo certificato SCS, segnando un avanzamento significativo nell’integrazione di quote più elevate di materiale riciclato senza compromettere le prestazioni e la coerenza estetica che caratterizzano HiMacs. Questi aggiornamenti riflettono un ap-

proccio continuo e trasparente al miglioramento del profilo ambientale del portfolio HiMacs. Questo impegno trova conferma anche in un ulteriore traguardo: HiMacs ha ottenuto la certificazione Eurofins Indoor Air Comfort Gold, il livello più elevato della certificazione Indoor Air Comfort (IAC), uno degli standard più severi in Europa, che attesta la conformità ai criteri più rigorosi in materia di emissioni di VOC e identifica i prodotti con le emissioni più basse della propria categoria. Con una gamma sempre più ampia di prodotti arricchiti da contenuto riciclato e con credenziali verificate sul piano della salubrità e delle prestazioni, HiMacs continua così a offrire ad architetti e designer una soluzione affidabile e orientata al futuro per i progetti di architettura e interior design contemporanei.

Saint-Gobain

Le superfici ottenute con weberfloor PAICRETE rappresentano l’evoluzione più avanzata dei pavimenti resinosi per uso industriale. Questi sistemi si distinguono infatti come la soluzione più performante per contesti sottoposti a condizioni di esercizio estreme: traffico intenso di muletti e mezzi gommati, lavaggi frequenti ad alta temperatura, forti sbalzi termici e presenza costante di umidità superficiale. Per questo motivo risultano particolarmente indicati per l’industria della preparazione alimentare e, più in generale, per tutti gli ambienti agroalimentari ad alta intensità produttiva

La formulazione ibrida della gamma weberfloor PAICRETE, basata sulla combinazione di leganti cementizi e resine poliuretaniche, consente di realizzare pavimentazioni caratterizzate da elevatissima resistenza meccanica, stabilità chimica, resistenza agli shock termici, durabilità elevata, continuità superficiale, ottima igienizzabilità e sicu-

rezza antiscivolo. Ne derivano superfici monolitiche ad alte prestazioni, nelle quali la robustezza del cemento si integra con la flessibilità della matrice poliuretanica. Il risultato è una superficie continua, resistente, igienica e sicura, capace di assorbire le tensioni del supporto, contrastare l’usura e l’azione degli agenti aggressivi e garantire continuità operativa nel tempo, con una riduzione dei costi di gestione lungo l’intero ciclo di vita della pavimentazione. I sistemi poliuretano-cemento weberfloor PAICRETE sono certificati HACCP International per l’impiego in ambienti destinati alla lavorazione e alla manipolazione di alimenti e bevande in impianti conformi a programmi di sicurezza alimentare. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante in tutti quei contesti in cui sono richieste superfici continue, impermeabili, prive di fughe, facili da pulire e rapide da sanificare, in conformità anche ai requisiti del Regolamento CE n. 852/2004.

Uno degli aspetti più importanti nella progettazione di un sistema poliuretano-cemento riguarda la scelta dello spessore applicato, da cui dipendono direttamente le prestazioni in esercizio, soprattutto in termini di resistenza termica.

Nei sistemi weberfloor PAICRETE, lo spessore di 4 mm garantisce resistenza a temperature da –10 °C a +60 °C in continuo e fino a +70 °C in discontinuo, mentre lo spessore di 6 mm consente di arrivare a temperature da –20 °C a +80 °C in continuo e fino a +105 °C in discontinuo, ad esempio in presenza di lavaggi industriali o versamenti accidentali di liquidi caldi.

Inoltre, i sistemi PAICRETE sono formulati con con ioni d’argento che inibiscono la crescita batterica, certificata tramite prove di laboratorio secondo il metodo standard ISO 22196:2011, relativo alla misurazione dell’attività antibatterica su materie plastiche e altre superfici non porose.

pavimentazioni outdoor

Profilitec

Progettare spazi outdoor con erba sintetica su superfici sopraelevate richiede soluzioni tecniche capaci di coniugare prestazioni strutturali, facilità di posa e resa estetica.

È in questa direzione che Profilitec ha sviluppato il sistema SUPATRAY ZeroFlex + SUPATURF, una risposta concreta alle

esigenze dei progetti contemporanei che cercano il connubio tra naturalità e architettura.

Il cuore del sistema è il pannello

SUPATURF: fissato alla griglia SUPATRAY ZeroFlex tramite apposite viti, consente la posa di erba sintetica in quota con risultati ad alte prestazioni

Le aperture integrate nel pannello garantiscono un drenaggio efficiente, mentre la superficie del pannello garantisce comfort al calpestiocaratteristiche essenziali per terrazze, rooftop e spazi collettivi destinati alla fruizione continuativa.

A rendere possibile questa soluzione è la griglia SUPATRAY ZeroFlex, che si distingue per una flessione prossima allo zero e per la capacità di supportare la posa di piastrelle con layout sfalsato, multi-formato e posa con erba sintetica senza necessità di supporti centrali aggiuntivi. Con una resistenza ai carichi fino a 800 kg e un sistema di bloccaggio tramite dischi SUPATRAYGRIP, il sistema garantisce stabilità anche su superfici ampie e ad alta frequentazione.

Il sistema SUPATRAY ZeroFlex + SUPATURF si propone così come soluzione completa per chi progetta spazi verdi sopraelevati: dalla terrazza privata agli ambienti contract, dove il verde sintetico non è semplice decorazione, ma elemento architettonico integrato.

Mapei

Chromie Mapei è l’innovativo progetto di Mapei per avvicinare progettisti, rivenditori e clienti finali, al proprio mondo delle pitture murali, nato dalla collaborazione con Baolab, laboratorio di design industriale specializzato in CMF Design (Colori, Materiali e Finiture). Un approccio rivoluzionario al colore di interni ed esterni, in un’esperienza integrata tra mondo fisico e digitale, pensata per professionisti e committenza. La componente fisica di Chromie Mapei si concretizza in una vera e propria parete di colori pensata per pun-

ti vendita e showroom, di grande impatto visivo. Questo sistema espositivo valorizza l’intera collezione di pitture murali attraverso l’esposizione della gamma di colori Mapei, presentandoli in un autentico flow cromatico.

L’esperienza si estende anche al digitale con uno strumento interattivo disponibile sul sito Mapei, fruibile sia da desktop che da mobile, che consente di esplorare le infinite possibilità cromatiche e creare accostamenti personalizzati per trasformare e valorizzare gli ambienti. Ogni tinta è accompagnata da

una suggestione verbale che arricchisce il racconto cromatico, offrendo un’esperienza emozionale e intuitiva per professionisti e appassionati.

All’interno del tool è possibile scaricare anche tutte le librerie colore Mapei in diversi formati, compatibili con i principali software di progettazione.

Pensato per rispondere alle esigenze dei professionisti, Chromie Mapei offre anche ai privati un’esperienza intuitiva e stimolante, permettendo a chiunque di sperimentare accostamenti e soluzioni cromatiche personalizzate.

Woodco

Gruppo Bardelli

Arrow è molto più che una pavimentazione in parquet, è un sistema modulare che trasforma il pavimento in superficie viva che influenza luce, profondità e percezione dello spazio. Ogni listello, pur identico nelle dimensioni (45x450x14 mm), possiede sfumature uniche che creano un effetto di movimento continuo, rivelando l’incredibile irripetibilità della natura ad ogni passo. Il pavimento in legno diventa così grafica architettonica: schemi di posa tradizionali come la spina italiana si molti-

plicano in combinazioni complesse, dalle doppie spine alle quadrotte, generando pattern ritmici e scenografici che dialogano con l’atmosfera, gli arredi e i materiali.

Disponibile in otto tonalità di Rovere di Slavonia spazzolato, Arrow invita progettisti e designer a esplorare nuove armonie cromatiche e geometriche, trasformando il pavimento in elemento narrativo. La luce si riflette, si frammenta e si anima, mentre il ritmo dei pattern guida lo sguardo lungo la superficie, orche-

strando uno spazio che evolve con il movimento di chi lo vive.

Arrow appartiene a Signature, la collezione Woodco pensata per chi interpreta il parquet non come semplice superficie di rivestimento, ma come parte fondamentale del progetto d’interni. Materia prima selezionata, lavorazioni ricercate e un’ampia libertà compositiva definiscono una proposta dedicata a progettisti e interior designer, chiamati a costruire ambienti in cui il legno diventa linguaggio, ritmo, proporzione.

CERAMICA ITALIANA:

ENERGIA ED ETS COMPRIMONO I MARGINI

In occasione dell’assemblea annuale che ha confermato per il secondo biennio il presidente Augusto Ciarrocchi e i vicepresidenti Vittorio

Borelli , Luigi di Carlantonio, Giorgio Romani , Alberto Selmi e Graziano Verdi , Confindustria Ceramica ha presentato i consuntivi 2025 per tutti i settori dell’industria ceramica italiana - piastrelle e lastre, cerami-

L’industria ceramica italiana chiude il 2025 con ricavi a 7,5 miliardi di euro, di cui l’80% realizzato dal comparto delle piastrelle.

PIASTRELLE E LASTRE: IN RECUPERO I VOLUMI MA NON I RICAVI

Settore trainante dell’industria ceramica italiana (vale oltre l’80% del fatturato totale), il comparto delle piastrelle e lastre ceramiche ha visto confermata la storica progressiva concentrazione della struttura industriale: a fine 2025 le aziende

ca sanitaria, porcellana e stoviglieria, refrattari e lateriz., Un comparto composto da 242 imprese e 25,550 addetti diretti , con un fatturato di 7,49 miliardi di euro (-1% sul 2024) di cui 5,34 miliardi realizzati con esportazioni . Nel complesso, la fotografia che emerge dai risultati attesta la resilienza di un comparto che si conferma tra le eccellenze della mani-

produttrici di piastrelle in Italia erano 117 (5 in meno rispetto al 2024) con circa 200 stabilimenti; gli addetti diretti sono scesi a 17,676 (333 in meno rispetto all’anno precedente).

Il settore ha chiuso il 2025 in crescita per quanto riguarda i volumi prodotti - 390,9 milioni mq (+5,7% sul 2024) - e quelli venduti, saliti a 386,9 milioni mq (+2,3%). Le vendite hanno tenuto sia sul mercato italiano (85,2 milioni mq; +0,6%), sia sui mercati esteri (301,7 milioni mq; +2,8%). Tuttavia, come già l’anno prima, “i volumi sono stati difesi solo sacrificando i prezzi medi, in calo del 2,5% rispetto al 2024”, ha sot-

fattura italiana, pur operando in un contesto estremamente sfidante sia sul fronte produttivo che di mercato. A pesare, i costi energetici e gli oneri ETS che si sommano al rallentamento della domanda su diversi mercati e ad una concorrenza internazionale sempre più agguerrita.

Uno scenario in chiaroscuro che sta caratterizzando anche questo 2026,

tolineato il presidente Ciarrocchi. Il prezzo medio in Italia è sceso da 12,8 a 12,5 €/mq, quello all’esportazione è passato da 16,96 a 16,49 €/mq, confermandosi però il più alto tra tutti i maggiori paesi esportatori. La flessione dei prezzi ha riguardato tutti i mercati di riferimento, dall’Unione Europea che ha assorbito oltre la metà dei volumi esportati, agli Stati Uniti. Tra gli esempi citati da Ciarrocchi, la Germania, dove le vendite sono cresciute del 3,6% in volume e del 2,6% in valore, e la Francia che ha segnato un calo dell’1,2% in quantità e del 4% in valore. I ricavi totali del settore sono pertanto ri-

masti praticamente stabili a 6,04 miliardi di euro (-0,4%), di cui un miliardo generato sul mercato domestico (-1,8%) e 5 miliardi da esportazioni (-0,1%), pari all’82% delle vendite totali in valore. A questi vanno aggiunti i 906 milioni di euro (+0,2%) realizzati dalle 17 aziende controllate da gruppi ceramici italiani e attive con propri stabilimenti in Europa e Stati Uniti, che l’anno scorso hanno prodotto 75 milioni mq.

I primi mesi del 2026 non hanno mostrato alcuna inversione di tendenza, anzi, il primo trimestre dell’anno ha registrato vendite in calo dello 0,5% in volume e del 2% in valore.

CALANO MARGINI E INVESTIMENTI

L’elemento decisamente più preoccupante per gli imprenditori del settore è la forte pressione sulle marginalità, de-

terminata non solo dalla contrazione dei prezzi di vendita, ma anche e soprattutto dagli aumenti dell’energia e dei costi diretti per l’ETS che hanno drenato 70 milioni di euro l’anno.

La conseguenza è un freno agli investimenti, scesi l’anno scorso a 321 milioni di euro (-16%) dopo il già sensibile calo del 2024 (-19%). “In due anni abbiamo perso 150 milioni di euro di investimenti”, ha ricordato Ciarrocchi, aggiungendo che, nel caso la Commissione Europea non accetti di rivedere i benchmark per l’assegnazione delle quote gratuite per il periodo 2026-2030, i costi diretti per l’ETS sostenuti dall’industria italiana delle piastrelle saliranno da 70 a 120 milioni di euro l’anno. “Si tratta di uno scenario che, se non modificato, rischia di compromettere in modo irreversibile l’esistenza dell’industria ceramica italiana e di migliaia di posti di lavoro”, afferma il presi-

dente. Non a caso, in questa delicatissima partita giocata a Bruxelles, Confindustria Ceramica è supportata da tutto il sistema industriale e politico di riferimento - Regione Emilia-Romagna, Comuni del Distretto, Organizzazioni Sindacali di categoria e Acimac. “Questo è un segnale di sistema straordinario, che ci dà fiducia - prosegue Ciarrocchi - anche perché in luglio la Commissione europea presenterà la revisione complessiva della direttiva ETS che ridiscute l'intero impianto del sistema”. Un sistema che - come dimostrato anche dallo studio condotto dall'Università Bicocca di Milano – si è trasformato “da strumento di decarbonizzazione a macchina di distruzione del valore industriale europeo, con la produzione che si sposta altrove, emissioni che rimangono uguali nel mondo ma escono dalla nostra contabilità, e comunità industriali - come la nostra - che pagano il prezzo più alto”. ●

INTERVISTA IMPOSSIBILE A...

una piastrella

Partiamo dall'inizio. Quanti anni hai?

■ Sono una signora, ma risponderò ugualmente...

Dipende da cosa intendiamo per età.

Se parliamo della piastrella come la conoscete oggi, qualche secolo.

Se invece parliamo della mia famiglia, allora dobbiamo tornare molto indietro.

Cinquemila anni, forse di più

Sono nata quando l'uomo ha scoperto che il fango poteva diventare una formella semi-indistruttibile grazie al fuoco.

Dove è successo?

■ Tra il Tigri e l'Eufrate, nella culla delle prime grandi civiltà.

All'inizio ero poco più di un mattone. Servivo per costruire mura, palazzi, templi. Ero utile, ma nessuno mi considerava bella

Quando è cambiato tutto?

■ Quando qualcuno ha capito che una superficie può raccontare una storia. A Babilonia mi hanno ricoperta di smalti blu intensi, verdi e turchesi

Per la prima volta non servivo soltanto a proteggere un edificio: servivo a stupire. Ho visto passare re, sacerdoti e mercanti sotto enormi pareti decorate. In quel momento ho capito che sarei sopravvissuta ai secoli.

Ti sei mai sentita un'opera d'arte?

■ Molte volte. Ma la verità è che sono sempre stata qualcosa di particolare: abbastanza artistica da essere ammirata e abbastanza pratica da essere utilizzata Vivo in equilibrio tra questi due mondi.

I Romani che ruolo hanno avuto nella tua storia?

■ Fondamentale. I Romani avevano una

The Tarot Garden (Capalbio, Grosseto)

"Da cinquemila anni osservo l'umanità, rivesto pareti, pavimenti e sogni. Ho attraversato imperi, rivoluzioni industriali e cambiamenti di gusto. Sono stata fatta a mano, plasmata, stampata, smaltata, decorata, imitata. Mi avete calpestata, a piedi nudi, coi calzari, gli speroni fino ai tacchi a stiletto - ogni giornoe, forse proprio per questo, non vi siete quasi mai fermati ad ascoltare la mia storia."

qualità straordinaria: trasformavano le invenzioni in sistemi. Hanno costruito città, acquedotti, terme e ville in ogni angolo del loro impero. Opere realizzate con tecniche talmente avanzate da sopravvivere ai secoli. Ovunque arrivassero, arrivavo anch'io.

In quale forma?

■ Per esempio nei mosaici. Migliaia di piccole tessere (in pietra, vetro, oro e terracotta smaltata) che, viste singolarmente, sembravano insignificanti. Insieme diventavano immagini, paesaggi, miti.

Ho imparato una lezione che non ho più dimenticato: la bellezza nasce spesso dall'unione di elementi semplici.

E dopo la caduta dell'Impero Romano?

■ Ho continuato a viaggiare. In Europa sono diventata più discreta, ma nel mondo islamico ho vissuto una nuova giovinezza. In Persia, in Nord Africa, in Andalusia, gli artigiani hanno trasformato le superfici in geometrie quasi infinite

Lì le figure si fecero più rare sulle superfici sacre, e in cambio nacquero stelle intrecci arabeschi geometrie capaci di sembrare infinite.

Dove hai vissuto il tuo momento più spettacolare?

■ Probabilmente nei palazzi moreschi

E con Gaudí sono diventata pelle viva dell’architettura visionaria

Lì ho capito che una parete può diventare poesia e un corrimano le squame di un drago policromo.

Quando arrivi in Italia?

■ In realtà non me ne sono mai andata. Ma è tra Rinascimento ed età moderna che trovo una nuova identità. Faenza, Deruta Vietri Caltagirone: luoghi dove gli artigiani iniziano a trattarmi come una tela da dipingere. Si affermano così le maioliche italiane, i decori, i colori che ancora oggi raccontano una parte

importante della vostra cultura.

Poi arriva l'industria.

■ E molti pensano che sia stata la fine della poesia. Invece è stato l'inizio di un'altra storia.

Perché?

■ Perché l'industria mi ha resa democratica. Per secoli ero stata un privilegio. Con la produzione moderna entro nelle case di milioni di persone Certo, cambia il modo di produrmi, ma non il mio significato: continuo a migliorare gli spazi in cui vivete.

E così, a partire dal dopoguerra, a Sassuolo il distretto ceramico consolida il suo baricentro.

■ E lì accade qualcosa di straordinario. In pochi chilometri si concentrano competenze, ricerca, macchine, designer, tecnici e imprenditori

Non è soltanto un luogo produttivo. È un ecosistema culturale

Per la prima volta la ceramica parla contemporaneamente la lingua dell'industria e quella del progetto.

Qual è stata la rivoluzione più importante?

■ Il gres porcellanato. Ha cambiato completamente la percezione delle superfici ceramiche. Resistenza, versatilità, nuove applicazioni.

Da quel momento ho iniziato a entrare in contesti che prima sembravano impensabili.

…con la decorazione digitale.

■ Quella è stata una rivoluzione quasi filosofica. Per millenni mi è bastato essere me stessa, mi sono messa a disposizione della fantasia e del decoro, poi ho scoperto il piacere della metamorfosi

All'improvviso ho potuto iniziare a somigliare anche a tutto il resto: marmo, legno, cemento, metallo, pietra... È stata una trasformazione affascinante.

Ti ha mai dato fastidio?

■ No. Ogni materiale ha una propria dignità. Io non ho mai voluto sostituire nulla. Ho semplicemente imparato a dialogare con tutto ed ho aperto nuovi orizzonti estetici, prima inesplorabili.

Oggi sei molto diversa rispetto al passato.

■ Sono più grande, più sottile, più resistente, più sostenibile. Alcune di noi raggiungono dimensioni che un tempo sarebbero sembrate fantascienza. Ma la cosa più sorprendente è che continuo a svolgere la stessa funzione dei miei antenati: proteggere e valorizzare gli spazi

Hai paura del futuro?

■ No. Ho attraversato guerre, crisi economiche, cambiamenti di gusto e rivoluzioni tecnologiche. Il futuro non mi spaventa.

E cosa ti spaventa allora?

■ L'idea che tutte le case diventino uguali. Ho sempre amato la diversità. Le superfici sono un linguaggio Quando ogni progetto inizia a parlare allo stesso modo, qualcosa si perde.

Dopo migliaia di anni passati nelle nostre case, negli edifici pubblici, nei palazzi e nelle città, cosa hai imparato sugli esseri umani?

■ Che costruiscono per necessità, ma progettano per desiderio. All'inizio cercano un riparo. Poi cercano bellezza, identità, emozione. È questo che mi ha permesso di attraversare i millenni. Finché esisterà qualcuno che desidera rendere migliore uno spazio, probabilmente esisterò anch'io.

... Da qui in poi, la parola passa a chi quella storia continua a scriverla ogni giorno: imprese, designer, tecnici, imprenditori.

Dal 1821 al vostro fianco

La soddisfazione del cliente è la nostra priorità.

Attraverso le soluzioni innovative dei nostri designer, le sapienti mani dei nostri artigiani, l’utilizzo di materie prime di qualità, attrezzature all’avanguardia e tecnologie sofisticate trasformiamo le idee in realtà.

Since 1821 by your side

Customer satisfaction is our top priority.

Through innovative solutions of our designers, skilled hands of our craftsmen, the use of high quality materials, cutting-edge equipment and sophisticated technologies, we turn ideas into reality.

La parola ai protagonisti FOCUS CERAMICA 2026

CERAMICA SANT'AGOSTINO

Che cosa deve diventare misurabile (e come) perché la sostenibilità non resti percezione, ma diventi scelta d’acquisto?

Passare dalle dichiarazioni d'intenti ai dati certificati e confrontabili, rendendo la sostenibilità un criterio di scelta trasparente: non basta più dire che un processo è "green".

Devono diventare misurabili e standardizzati dati sull'intero ciclo di vita del prodotto, l'impronta di carbonio, la percentuale di materiale riciclato reale e il consumo idrico per metro quadro prodotto. Attraverso certificazioni internazionali terze e trasparenti (come le dichiarazioni ambientali di prodotto EPD). Perché diventi scelta d'acquisto, il cliente (sia il progettista che il consumatore finale) deve poter confrontare i prodotti facilmente. Quando il valore ecologico è chiaro e certificato, il cliente smette di percepirlo come un costo extra e lo riconosce come un investimento di valore.

Qual è stata la scelta concreta che oggi

fa funzionare meglio il vostro rapporto con lo showroom? Cosa vorreste ancora migliorare?

La scelta strategica che oggi si sta rivelando vincente è l'evoluzione del ruolo stesso della sala mostra: per noi il personale dello showroom non è più semplicemente una forza vendita, ma rappresenta un vero e proprio anello di connessione con il mondo del progetto. In quest'ottica, la nostra priorità è stata quella di supportare questa transizione mettendo a disposizione strumenti digitali avanzati, come software di rendering e configuratori 3D. Questi tool non servono solo a mostrare un prodotto, ma permettono al consulente dello showroom di diventare un partner attivo nella progettazione, aiutando il professionista e il cliente finale a visualizzare lo spazio in modo realistico e immediato. Questa sinergia tra competenze umane e tecnologia ha fluidificato il lavoro quotidiano, elevando la qualità del servizio percepita dal mercato. Guardando al futuro, l'aspetto che vorremmo e dobbiamo ancora migliorare riguarda la capacità di analizzare i dati. L'obiettivo è incrementare la misurabilità dei risultati legati alle attività svolte insieme allo showroom, per comprendere con precisione scientifica la correttezza delle strategie commerciali e di marketing intraprese. Solo attraverso

una misurazione puntuale dei dati di sell-out, del gradimento dei servizi digitali e dell'efficacia dei flussi di lavoro potremo affinare la collaborazione, correggere la rotta dove necessario e costruire una crescita che sia davvero sostenibile e reciprocamente profittevole

In un mercato sempre più complesso, qual è la regola per evitare la guerra dei listini? E quale leva, oggi, non funziona più come prima?

La regola fondamentale per evitare la guerra dei listini consiste nel blindare il posizionamento commerciale attraverso tre pilastri indissolubili: il valore del brand, il valore aggiunto del prodotto e l’eccellenza del servizio. Quando queste tre componenti viaggiano all'unisono, la competizione si sposta dal piano del prezzo a quello dell'affidabilità e dell'identità, rendendo l'offerta difficilmente sostituibile. Questo cambio di paradigma spiega anche perché la leva che oggi non funziona più come prima sia, paradossalmente, la pura narrazione della qualità tecnica e produttiva del prodotto. Dobbiamo partire da un presupposto chiaro: la ceramica Made in Italy è un’eccellenza mondiale riconosciuta il che significa che l'altissimo livello delle materie prime, la perfezione dei

Filippo Manuzzi - CEO

processi industriali e l'innovazione tecnologica sono ormai considerati prerequisiti scontati dal mercato. Di conseguenza, la leva del "prodotto di alta qualità" in quanto tale ha perso parte del suo potere differenziante, perché si scontra con uno standard medio italiano eccellente. Oggi la differenza non si fa più solo dicendo come è fatto il prodotto, ma valorizzando il brand che c'è dietro e, soprattutto, offrendo un pacchetto di servizi (logistici, progettuali e relazionali) che semplifichi la vita al cliente e allo showroom

Dove la qualità italiana è ancora adeguatamente riconosciuta (in margine, non solo in metri)? E dove, invece, ormai decide tutto il prezzo?

Il riconoscimento della qualità italiana e la tenuta dei margini sono strettamente legati a quanto espresso in precedenza: laddove la qualità tecnica è data per assodata, la differenza commerciale si gioca sulla qualità integrata, sulla storicità e sull'identità e affidabilità del brand. Di conseguenza, il valore e la marginalità del Made in Italy tengono saldamente nel mondo del progetto, dell'architettura d'interni, nel canale delle grandi commesse e nei segmenti dell'alto

di gamma. In questi ambiti, il committente non acquista solo una superficie, ma la solidità di un marchio che ha una storia, la certezza di un servizio impeccabile e l'esclusività di un'identità estetica precisa. Il valore complessivo di questa "fede nel brand" protegge il prezzo e giustifica un posizionamento premium. Al contrario, la logica del prezzo decide ormai quasi tutto in quei segmenti e contesti distributivi in cui si ragiona ancora per pura transazione commerciale e su prodotti standardizzati. Parliamo del retail di fascia medio-bassa e della grande distribuzione, contesti in cui l'identità del brand passa in secondo piano rispetto alla necessità di completare un capitolato standard o di rispondere a un bisogno puramente funzionale. In questo perimetro, se il prodotto non è sostenuto da una forte riconoscibilità del marchio o da una chiara percezione di storicità e affidabilità, la ceramica italiana rischia di essere trattata come una commodity intercambiabile. Lì la concorrenza internazionale basata esclusivamente sui costi è spietata e la trattativa si sposta inevitabilmente sul centesimo di euro, annullando ogni margine. ●

ENERGIEKER

Monti - CEO

Energieker Spazio Brera: un nuovo spazio nel cuore di Milano. Quali i risultati più evidenti? Qualche sorpresa inaspettata?

L’apertura di Energieker Spazio Brera, in via Palermo 1, durante il Fuorisalone 2026, ha rappresentato un passaggio strategico fondamentale. L’obiettivo non era semplicemente inaugurare uno showroom, ma consolidare una presenza stabile a Milano, nel centro del dialogo internazionale tra design, architettura e progettazione. Il risultato più evidente è stato un immediato riposizionamento del brand: oggi Energieker viene percepita non solo come produttore di superfici ceramiche, ma come un vero partner progettuale. Questo ha portato a contatti molto più qualificati con architetti, interior designer, developer e operatori del contract.

La sorpresa più interessante è arrivata dal settore hospitality e dal real estate di fascia premium » »

Riccardo

Ci aspettavamo una maggiore risposta dal residenziale alto di gamma, mentre abbiamo registrato un forte interesse da parte di investitori e progettisti legati all’hotellerie e ai grandi sviluppi immobiliari. Questo conferma quanto oggi sia decisiva una presenza continuativa e non solo occasionale.

Qual è stata la scelta concreta che oggi rende più efficace il rapporto con lo showroom? E cosa vorreste ancora migliorare?

La scelta più efficace è stata considerare lo showroom come un’estensione diretta dell’azienda e non come una semplice vetrina espositiva. Lo spazio lavora in stretta connessione con la rete vendita, l’ufficio tecnico e il marketing: ogni visita si traduce in un follow-up rapido e in un supporto progettuale immediato. Abbiamo colto questa opportunità anche per ampliare ulteriormente l’offerta espositiva, dedicando un grande spazio al brand EKXTRA, composto da grandi lastre disponibili in diversi spessori - 6, 12 e 20 mm - pensate per applicazioni come top da cucina e complementi d’arredo. Questo ci permette di presentare al cliente un’esperienza ancora più completa e trasversale, valorizzando sia l’aspetto progettuale sia quello materico del prodotto. Abbiamo investito molto anche sulle persone: chi accoglie il cliente deve possedere competenze tecniche, sensibilità estetica e una forte capacità consulenziale. È proprio questo approccio a fare oggi la differenza.

L’area su cui vogliamo crescere maggiormente è quella digitale: un CRM più integrato, strumenti immersivi a supporto del progetto e una programmazione eventi più strutturata durante tutto l’anno, non limitata alla sola Design Week.

Nel mercato italiano del 2026, quali segmenti e canali stanno generando la domanda più forte? E dove vedete segnali di rallentamento?

I segmenti che oggi trainano maggiormente la domanda sono il contract evoluto l’hospitality il residenziale di fascia alta e la riqualificazione premium. Il canale progettuale ha assunto un peso molto superiore rispetto alla distribuzione tradizionale: il cliente finale è più informato, più selettivo e orientato verso qualità percepita, durata e valore nel tempo.

Al contrario, vediamo rallentare la fascia media indistinta, quella maggiormente esposta alla competizione di prezzo. Anche parte della distribuzione tradizionale soffre questa trasformazione, perché oggi il semplice assortimento non basta più: servono consulenza, specializzazione e capacità di accompagnare il cliente nelle scelte.

Quale scelta pratica farà davvero la differenza nel medio periodo sui mercati esteri? E come misurerete il successo di questa strategia?

Sui mercati esteri, la vera differenza la farà il presidio locale. Non basta esportare il prodotto: bisogna esportare affidabilità. Questo significa avere showroom partner, logistica efficiente, servizio tecnico, certificazioni internazionali e continuità di fornitura.

Oggi sostenibilità documentata, performance tecniche e puntualità hanno lo stesso peso del design. Capiremo che la strategia funziona non solo osservando il fatturato, ma soprattutto valutando la qualità del business generato: più contract, maggiore marginalità e clienti che ci coinvolgono già nelle fasi iniziali del progetto.

Nella scelta finale oggi chi incide di più: showroom, progettista o brand? Qual è la vostra regola per farli lavorare insieme?

Oggi nessuno dei tre può vincere da solo. Il progettista orienta la scelta, il brand costruisce fiducia e lo showroom rende concreta l’esperienza del prodotto. Il vero valore nasce dall’equilibrio tra questi

tre attori.

La nostra regola aurea è semplice: evitare sovrapposizioni e far sì che tutti parlino la stessa lingua Quando showroom, progettista e azienda lavorano in sintonia, il cliente percepisce solidità, competenza e affidabilità. Quando invece manca allineamento, anche il miglior prodotto rischia di perdere valore.

Quali sono oggi le competenze più rare e decisive per voi? E cosa fate concretamente per attrarre e trattenere i talenti?

Le competenze più rare sono quelle che uniscono preparazione tecnica e visione relazionale: figure commerciali evolute, tecnici con sensibilità progettuale e professionisti capaci di dialogare con architetti e developer in una logica consulenziale. Sempre più strategici sono anche i profili legati alla sostenibilità industriale, alla digital transformation e all’analisi dei dati Il settore ceramico richiede oggi persone capaci di integrare cultura manifatturiera e innovazione. Per attrarre e trattenere i talenti lavoriamo su tre leve fondamentali: crescita reale, formazione continua e qualità dell’ambiente di lavoro. Le persone scelgono aziende che offrano prospettiva, non soltanto una posizione. Il talento resta dove trova leadership chiara, meritocrazia e la possibilità concreta di costruire valore nel tempo.

Nome azienda: Energieker

Marchi posseduti: Energieker, Ekxtra

Mq. Prodotti: 12 milioni mq/anno

% di export sulla produzione: 65%

Certificazioni ambientali:

ISO 14001 - FDES - Declare - Green BuildingGreenguard Gold

Altre notizie:

Nasce Ekxtra, nuovo brand dedicato alle grandi lastre destinate a top da cucina, piani di lavoro, complementi d’arredo

GRUPPO BARDELLI

“Clayborn”… in che punto del processo l’AI vi sta già facendo guadagnare di più: qualità, produttività, creatività? Quali le prospettive future per queste tecnologie?

Per noi l’intelligenza artificiale rappresenta oggi uno strumento di accelerazione, non di sostituzione Il valore più interessante è nella capacità di supportare alcune fasi del processo creativo, progettuale e comunicativo, rendendo più rapida la visualizzazione delle idee, l’analisi dei dati e la costruzione di contenuti a servizio del mercato.

Nel nostro settore la componente umana resta centrale: la ceramica nasce da competenze tecniche, sensibilità materica, conoscenza produttiva e cultura del progetto.

L’AI può però aiutare a ridurre i tempi tra intuizione e verifica, ad esempio nella generazione di concept visivi, nella simulazione di ambienti, nell’organizzazione delle informazioni tecniche e nella personalizzazione dei contenuti per architetti, showroom e clienti. La prospettiva futura è quella di integrare sempre meglio questi strumenti nei flussi aziendali: non solo marketing, ma anche customer care, supporto alla vendita, analisi dei mercati, gestione della documentazione e assistenza alla progettazione. L’obiettivo non è produrre di più in modo indistinto, ma lavorare meglio: con maggiore precisione, maggiore coerenza e maggiore capacità di risposta

Qual è stata la scelta concreta che oggi fa funzionare meglio il vostro rapporto con lo showroom? Cosa vorreste ancora migliorare?

La scelta più concreta è stata spostare progressivamente il rapporto con lo showroom da una logica puramente commerciale a una logica di servizio e progetto. Oggi il rivenditore non ha bisogno solo di un buon prodotto,

ma di strumenti che lo aiutino a raccontarlo, venderlo e inserirlo correttamente all’interno di una proposta progettuale.

Per Gruppo Bardelli questo significa lavorare su campionature più efficaci, strumenti merchandising più chiari, formazione, contenuti tecnici, ambientazioni, supporto nella scelta dei materiali e capacità di accompagnare lo showroom nel dialogo con architetti, interior designer e clienti finali. Vorremmo migliorare ancora la rapidità e la qualità della risposta operativa: disponibilità dei campioni, aggiornamento degli strumenti espositivi, chiarezza delle informazioni tecniche e maggiore integrazione tra rete vendita, marketing e customer service. Lo showroom resta un punto fondamentale della filiera, ma deve poter contare su un’azienda capace di semplificare il lavoro quotidiano e aumentare il valore percepito del prodotto

Nel rapporto con lo showroom, qual è oggi il servizio che fa davvero la differenza, più del prodotto? E perché?

Il servizio che fa davvero la differenza è il supporto alla progettazione Il prodotto ceramico, soprattutto quando si parla di colore, piccolo formato, mosaico, decorazione o superfici speciali, richiede spesso una guida: nella scelta, nell’abbinamento, nella composizione e nella corretta applicazione. Per questo il valore non è più soltanto nella singola collezione, ma nella capacità dell’azienda di trasformare quella collezione in uno strumento utile per il progetto. Uno showroom che riceve supporto tecnico, immagini, campioni, proposte di posa, indicazioni cromatiche e soluzioni applicative è più preparato, più sicuro e più efficace nel rapporto con il cliente.

Nel nostro caso, i tre marchi del Gruppo - Ceramica Bardelli, Ceramica Vogue e Appiani - offrono linguaggi

diversi ma complementari. Il servizio consiste anche nel saperli mettere a sistema, aiutando lo showroom a costruire soluzioni coerenti per residenziale, hospitality, wellness, retail e contract.

Oggi, nella scelta finale, chi pesa di più: showroom, progettista o brand? Qual è la vostra regola aurea per farli lavorare insieme?

La scelta finale nasce sempre più dall’interazione tra showroom, progettista e brand. Nessuno dei tre attori, da solo, è sufficiente. Il brand genera identità, contenuto e affidabilità; il progettista interpreta le esigenze dello spazio; lo showroom traduce tutto questo in una proposta concreta, accessibile e acquistabile.

La nostra regola aurea è creare continuità tra questi tre livelli.

Un prodotto deve essere bello e tecnicamente corretto, ma deve anche essere spiegabile, campionabile, vendibile e applicabile. Se manca uno di questi passaggi, il valore rischia di disperdersi. Per questo crediamo molto nella cultura del progetto: la ceramica non va solo scelta, va progettata Quando showroom, architetto e azienda condividono informazioni, strumenti e obiettivi, il prodotto non è più un elemento isolato, ma diventa parte di una soluzione completa.

Parlando di AI: c’è un’applicazione che oggi vi sta già dando un vantaggio misurabile? Come la impiegate in concreto e quali ulteriori sviluppi prevedete?

future&past

FOCUS CERAMICA

La parola ai protagonisti

L’applicazione più concreta riguarda la produzione e l’organizzazione dei contenuti. L’AI ci aiuta a velocizzare alcune attività preliminari: generazione di bozze, adattamento dei testi per mercati diversi, sintesi di informazioni tecniche, costruzione di concept visivi, analisi di dati commerciali e supporto alla preparazione di materiali per la rete vendita. Il vantaggio misurabile è soprattutto in termini di tempo e di qualità del processo: le persone possono concentrarsi maggiormente sulla selezione, sulla verifica, sulla coerenza del messaggio e sul valore strategico, riducendo il tempo dedicato alle attività ripetitive. Guardando avanti, immaginiamo applicazioni sempre più integrate nel customer journey: assistenti virtuali per orientare clienti e progettisti, strumenti di configurazione, sistemi di supporto alla scelta del prodotto, analisi predittive dei fabbisogni e contenuti personalizzati per showroom e mercati esteri. Anche in questo caso, però, la tecnologia deve rimanere al servizio della competenza aziendale.

Quali sono oggi le competenze più rare e decisive per voi? E cosa state facendo, concretamente, per attrarre e trattenere i talenti?

Le competenze più rare sono quelle ibride: persone capaci di comprendere il prodotto ceramico, ma anche il progetto, il mercato, la comunicazione e gli strumenti digitali. Nel nostro settore non basta conoscere una sola dimensione. Serve cultura tecnica, sensibilità estetica, capacità organizzativa e attitudine al servizio

Sono decisive figure che

sappiano dialogare con architetti e showroom, leggere le esigenze del mercato, trasformare un’idea in una collezione, gestire dati e contenuti, ma anche comprendere le logiche produttive. La vera differenza nasce quando design, industria e relazione commerciale lavorano insieme.

Per attrarre e trattenere talenti crediamo sia importante offrire un contesto in cui le persone possano vedere l’impatto concreto del proprio lavoro. Gruppo Bardelli è una realtà industriale italiana con tre marchi, una forte identità progettuale e la possibilità di lavorare su prodotti, comunicazione, ricerca e sviluppo, eventi, showroom e mercati internazionali. Questo permette di costruire percorsi professionali dinamici, legati non solo alla produzione, ma alla cultura della ceramica.

Nome azienda: Gruppo Bardelli S.p.A.

Marchi posseduti: Ceramica Bardelli, Ceramica Vogue, Appiani

Mq. Prodotti: circa 1 milione di mq % di export sulla produzione: 65%

Certificazioni ambientali: EPD, CAM, VOC A+, LEED

Fatturato 2025: 21 milioni di €

Altre notizie:

Nel periodo 2025/26 Gruppo Bardelli ha proseguito il percorso di sviluppo dei propri tre marchi, rafforzando il dialogo tra industria, design e progetto. Tra le principali iniziative si segnalano:

• il lancio di nuove collezioni

• l’investimento in strumenti di comunicazione e merchandising per showroom e progettisti il potenziamento delle attività legate alla progettazione su misura lo sviluppo di Tortona Lab Milano come spazio espositivo permanente dedicato al dialogo con architetti, interior designer e partner del mondo contract.

ABK GROUP

Al di là del prodotto: qual è il servizio che oggi funziona di più per agganciare i progettisti?

Sicuramente la presenza sul territorio Per questo abbiamo investito e stiamo investendo nella creazione degli showroom ABK Group Studio: quelli di Milano e di Affi, già pienamente operativi, e quello di Fiorano che, con un’area espositiva di 5.000 mq, si appresta a diventare un hub molto importante per i progettisti. Tutti i nostri showroom sono anche sede di attività formative e di aggiornamento dedicate ai professionisti del progetto, che ci percepiscono come collaboratori attivi e attenti alle loro esigenze. Fondamentale negli ultimi anni anche la presenza alla Milano Design Week

Qual è stata la scelta concreta che oggi fa funzionare meglio il vostro rapporto con lo showroom? Cosa vorreste ancora migliorare?

Gli showroom vedono ABK Group come partner e per noi questa consapevolezza è fondamentale perché supera la definizione di “fornitore”. I rivenditori che lavorano con ABK Group sanno di poter essere affiancati nella presentazione dei prodotti attraverso un servizio di progettazione di ambientazioni su misura, coerente con quanto mostriamo nei cataloghi: chiunque ne abbia sfogliato uno sa quali sono le possibilità progettuali e le potenzialità offerte dal nostro mix&match creativo tra le collezioni. Da qualche mese è poi attivo il configuratore Virtual Stylist, implementato nei nostri siti web, che è stato studiato per consentire di sperimentare e visualizzare in anteprima anche i mockup da realizzare in sala mostra.

L’ultimo tassello per completare questo percorso è l’inaugurazione dello showroom di Fiorano, dove i rivenditori partner potranno usufruire della presentazione completa di tutte le

gamme del Gruppo, e vivere in prima persona una nuova esperienza di progettazione

In un mercato sempre più complesso, qual è la regola per evitare la guerra dei listini? E quale leva, oggi, non funziona più come prima?

Vediamo molti competitor rispondere all’attuale complessità del mercato con un abbassamento dei prezzi che, appunto, rischia di innescare una guerra dei listini inutile e controproducente. Per evitarla dobbiamo invece fare leva su qualità e design, investire per affermare i brand come garanzia di un buon prodotto e per diversificare l’offerta.

L’obiettivo recente è stato quello di posizionare i brand del portafoglio ABK Group in modo chiaro e focalizzare gli investimenti per fornire ai clienti prodotti di tendenza, caratterizzati da alti standard qualitativi e tecnologici. Resta fermo inoltre l’impegno verso la completezza di gamma e la varietà di formati che ci permette di rispondere a qualsiasi esigenza progettuale.

Oggi, nella scelta finale, chi pesa di più: showroom, progettista o brand?

Qual è la vostra regola aurea per farli lavorare insieme?

Il “peso” che conta è quello delle siner-

Nome azienda:

ABK Group Industrie Ceramiche Spa

Marchi posseduti:

gie e delle collaborazioni che si creano per portare la soluzione ottimale al cliente finale. Showroom, progettista e brand devono saper lavorare in armonia, integrare competenze e scambiare conoscenze.

Come ABK Group abbiamo osservato l’importanza dei brand in licenza – nel nostro caso Versace Ceramics e Moooi Ceramic Surfaces – con il loro approccio originale, unico e talvolta fuori dagli schemi capace di invogliare i clienti a visitare gli showroom per trovare qualcosa di diverso. Anche gli investimenti sui brand ceramici “tradizionali” e le attività di promozione mirate ai progettisti contribuiscono ad aumentare le visite in sala mostra sia di clienti privati sia di clienti professionali. Insomma, l’unica regola risiede nelle collaborazioni costruttive basate sulla conoscenza reciproca, il rispetto e il desiderio di soddisfare il cliente

ABK, Flaviker, Gardenia&Ariana, ABKStone, Materia, licenze: Moooi Ceramic Surfaces, Versace Ceramics

Mq. Prodotti: 9 milioni di mq

% di export sulla produzione: 70%

Certificazioni ambientali:

EPD settoriali, prodotti Eco Body contenenti almeno il 40% di materiale di riciclo, crediti LEED, CCC, SQM, marcatura CE

Altre notizie:

• La collezione Poetry Net ha vinto gli Archiproducts Design Awards 2025. Poetry Net è parte integrante di Poetry House, il concept pensato per l’architettura e l’interior design in cui il know-how ceramico di ABK si fa interprete dell’estetica di Otto Studio-Paola Navone. Gardenia&Ariana è il nuovo brand nato dalla fusione di due storiche realtà: Gardenia&Orchidea e Ariana. Il brand si inserisce nella strategia di valorizzazione del portafoglio marchi di ABK Group, con l'obiettivo di offrire una proposta completa e distintiva nel segmento delle superfici in gres porcellanato.

GRUPPO ROMANI

Il progetto Smart Tiles, le prime piastrelle domotiche. Innovazione totale. Come sta andando? Il mercato, i progettisti sono pronti a recepire queste superfici?

Smart Tiles è oggi ancora in fase prototipale, ma rappresenta per noi una direzione molto chiara: trasformare la superficie ceramica da elemento passivo a interfaccia attiva, capace di generare dati, servizi e nuove esperienze d’uso. Non parliamo solo di comandi touch, illuminazione, riscaldamento o integrazione domotica, ma anche di funzioni evolute come sensori ambientali, sicurezza, rilevazioni sismiche o misurazione del peso, con applicazioni che possono andare dal retail alle smart city, dall’hotellerie al wellness, fino al residenziale alto di gamma.

Il mercato oggi reagisce soprattutto con curiosità. I progettisti comprendono il valore dell’innovazione, ma è evidente che l’installazione e l’integrazione impiantistica richiedono competenze e partner tecnologici adeguati. La sfida non è solo produrre una piastrella intelligente, ma definire con precisione i target, le funzioni davvero utili e l’ecosistema tecnico necessario. Noi vogliamo comunicarla come una nuova esperienza d’uso della superficie e come un servizio ad alto valore aggiunto non come un semplice gadget tecnologico.

Qual è stata la scelta concreta che oggi fa funzionare meglio il vostro rapporto con lo showroom? Cosa vorreste ancora migliorare?

Per noi lo showroom non è un semplice canale distributivo: è un partner strategico e, spesso, la nostra vetrina più importante sul mercato. La scelta concreta che ha migliorato il rapporto è stata investire con continuità nella formazione e nei materiali espositivi, perché oggi non basta “mostrare” un prodotto: bisogna saperne raccontare il valore, l’identità del brand, le possibilità applicative, la qualità estetica e tecnica. Rispetto al passato, il cliente finale medio è più informato e più sensibile all’esperienza espositiva. Apprezza ambientazioni capaci di ispirare, di far vedere il prodotto dentro uno spazio reale, non solo su un pannello. Questo rende lo showroom ancora più centrale. Il punto su cui vorremmo migliorare è la raccolta strutturata dei feedback dal cliente finale. Chi vive quotidianamente il rapporto con il consumatore intercetta segnali preziosi: gusti dubbi resistenze nuove esigenze. Portare queste informazioni in azienda in modo più sistematico aiuterebbe il miglioramento continuo di prodotto, servizio e comunicazione.

In un mercato sempre più complesso, qual è la regola per evitare la guerra dei listini? E quale leva, oggi, non funziona più come prima?

La regola è proteggere il valore. Proteggere il valore dei nostri brand, del Made in Italy, degli investimenti continui in ricerca, innovazione e sostenibilità, ma anche del bello come elemento distintivo del prodotto ceramico italiano. La guerra dei listini è una scorciatoia pericolosa: nel breve può generare volumi, nel medio periodo distrugge marginalità, identità e credibilità. La pressione sul prezzo oggi è trasversale e, a nostro avviso, spesso ingiustificata. La

ceramica è forse l’unico building material, e al tempo stesso elemento di arredo e design, che dopo il Covid ha subito una dinamica di prezzo non coerente con l’aumento del valore percepito degli investimenti industriali e dei costi di sostenibilità. È un paradosso difficile da comprendere. La leva che non basta più è il solo “Made in Italy”. Resta fondamentale, ma da solo non regge se non è accompagnato da servizio, estetica, affidabilità e capacità di comunicare il valore. E sì, dobbiamo anche avere il coraggio di dire che se un cliente cerca solo prezzo, probabilmente non è la nostra partita.

Dove la qualità italiana è ancora adeguatamente riconosciuta, in margine, non solo in metri? E dove, invece, ormai decide tutto il prezzo?

La qualità italiana nella ceramica è riconosciuta trasversalmente nel mondo, soprattutto quando il prodotto entra in segmenti premium progettuali o ad alto contenuto estetico. Il punto non è tanto geografico, quanto di posizionamento: in ogni mercato esistono clienti che cercano design, affidabilità, sostenibilità, capacità industriale, personalizzazione e servizio. Lì il Made in Italy continua ad avere un valore reale. Allo stesso tempo, in ogni mercato esistono segmenti dove decide quasi esclusivamente il prezzo. Sono segmenti più tattici, spesso legati a forniture molto standardizzate. Non credo siano quelli su cui un’azienda come la nostra debba concentrare la propria energia. Il nostro settore ha investito moltissimo in tecnologia, sostenibilità, sicurezza, ricerca estetica e processi produttivi. Se tutto questo non viene riconosciuto anche economicamente, il rischio è impoverire l’intera filiera del valore.

ETS e prezzo della CO₂: la recente bocciatura da parte di Bruxelles della proposta di revisione. Vi siete già riorganizzati? Resta un rischio per la competitività?

Riccardo Romani
Martina Romani

La transizione ambientale è necessaria e nessuno la mette in discussione, ma deve essere sostenibile industrialmente e sensata nella competizione internazionale. Una fiscalità focalizzata solo sui consumi, senza considerare le emissioni lungo l’intero ciclo di vita del prodotto e senza misurare le condizioni reali della concorrenza extraeuropea, rischia di penalizzare proprio chi ha investito di più. Il problema è che le imprese europee competono con produttori di Paesi dove i costi di energia e manodopera sono inferiori e dove spesso non esistono gli stessi standard ambientali, etici e sociali. Così facendo, non si fa altro che favorire importazioni con origini molto meno sostenibili, invece di premiare chi produce in Europa rispettando regole più severe. Noi, solo negli ultimi anni, abbiamo investito su efficientamento energetico, un impianto di cogenerazione da 6MW, fotovoltaico installato su 45.000 mq di coperture per 3,5 MWp, un avanzato sistema di recupero calore e riduzione generale dei consumi mediante ammodernamento di tutti gli altri impianti. Abbiamo inoltre razionalizzato il polo produttivo centrale di Rubiera ricavandone una riduzione di circa 2.830 viaggi intercompany di camion / anno tra stabilimenti e una diminuzione dei consumi pari a circa 1,3 milioni di kWh di energia elettrica e 450.000 Smc di metano. Nel complesso, questi interventi hanno portato a un risparmio energetico di circa il 20%, equivalente a circa 68 GWh all’anno. Parallelamente, abbiamo lavorato per ottenere la certificazione ISO 50001 per la gestione dell’energia, e stiamo completando proprio in questi mesi il percorso di certificazione

ISO 14001 per l’implementazione di un environmental management system interno. La sostenibilità deve premiare i comportamenti virtuosi, non diventare un fattore di squilibrio competitivo.

Quali sono oggi le competenze più rare e decisive per voi? E cosa state facendo, concretamente, per attrarre e trattenere i talenti?

Le competenze più rare oggi sono quelle ibride: tecnici con visione evoluta, persone capaci di leggere i processi industriali ma anche di gestire progetti complessi, analizzare dati, dialogare con funzioni diverse e contribuire al cambiamento. Conta molto l’attitudine: curiosità, responsabilità, capacità di lavorare nella complessità e disponibilità ad apprendere. Per questo investiamo in formazione interna affiancamento, percorsi di sviluppo e collaborazione con il mondo universitario. Per trattenere le persone, però, non bastano le iniziative. Servono visione, fiducia, autonomia e un ambiente dinamico. Chi entra in azienda deve percepire che può contribuire davvero, non solo eseguire. La manifattura ceramica italiana ha bisogno di talenti che credano ancora nell’industria come luogo di innovazione, cultura tecnica e crescita personale.

Nome azienda: Gruppo Romani SpA

Marchi posseduti:

Serenissima, Cir Manifatture Ceramiche, Cerasarda, Verde, Isla Tiles, Cercom

Mq. Prodotti: circa 8 milioni

% di export sulla produzione: oltre il 75 %

Certificazioni ambientali:

ISO 50001, EPD medio settoriale, EPD medio aziendale (prodotti 8,5–10 mm), Dichiarazione di conformità ai requisiti CAM, Dichiarazione contenuto in materiale riciclato

CERAMICHE PIEMME

Sergio Bondavalli - AD

Se dovesse scegliere una sola leva per restare competitivi senza scaricare tutto sul prezzo, quale sarebbe oggi: energia, efficienza, certificazioni o canale?

Dal mio punto di vista esiste una leva che più di tutte contraddistingue il made in Italy: la capacità di creare prodotti ad alto valore aggiunto grazie a competenze industriali, innovazione e know-how di distretto difficilmente replicabili dai concorrenti stranieri È anche ciò che ha permesso all’Italia di diventare negli anni una delle principali manifatture europee. In questo contesto, il tema dell’energia è diventato sempre più centrale per le aziende energivore. Un tempo rappresentava prevalentemente una commodity da gestire attraverso strategie di acquisto di medio-lungo periodo; oggi incide in maniera significativa sulla competitività industriale. Per questo motivo è fondamentale che il sistema Paese continui a lavorare su infrastrutture, approvvigionamento e politiche energetiche in grado di garantire stabilità e sostenibilità alle imprese manifatturiere, permettendo loro di concentrarsi sul proprio core business: innovazione, qualità e sviluppo industriale.

Qual è stata la scelta concreta che oggi fa funzionare meglio il vostro rapporto con lo showroom? Cosa vorreste ancora migliorare?

Partendo da un prodotto di qualità, ritengo che la leva più importante per ottenere risultati competitivi all’interno dello showroom sia la continuità della relazione con tutti gli interlocutori coinvolti. La filiera commerciale funziona al meglio quando le persone che la compongono condividono conoscenza del prodotto, obiettivi e visione dei risultati da raggiungere. Il ruolo del produttore è quindi quello di supportare costantemente lo showroom, mettendo a disposizione strumenti

adeguati, formazione, assistenza e una proposta competitiva. Quando si crea questa sintonia si sviluppa rapidamente un circolo virtuoso: il lavoro dello showroom viene facilitato, cresce la fiducia reciproca e aumenta naturalmente anche la propensione a sviluppare ulteriormente il rapporto commerciale con il produttore.

ETS e prezzo della CO2: la recente bocciatura da parte di Bruxelles della proposta di revisione… vi siete già riorganizzati?

Resta un rischio per la competitività?

Sul tema ETS oggi il dibattito coinvolge aspetti industriali, ambientali ed economici molto rilevanti. L’obiettivo originario dello strumento, ovvero incentivare la riduzione delle emissioni e favorire investimenti in sostenibilità, è certamente condivisibile. Tuttavia, per le aziende energivore europee il sistema ha introdotto nel tempo costi sempre più significativi,

Nome azienda: Industrie Ceramiche Piemme S.P.A. Marchi posseduti: Ceramiche Piemme

Fatturato 2025: € 68.234.056

Mq. Prodotti: 6.190.297 mq

con effetti importanti sulla competitività internazionale. Il settore ceramico italiano, in particolare, ha investito negli anni in processi produttivi evoluti ed efficienti dal punto di vista ambientale, diventando un riferimento importante sotto il profilo tecnologico e della sostenibilità. Per questo motivo è fondamentale che il percorso di transizione energetica venga accompagnato da misure capaci di sostenere competitività, innovazione ed energie rinnovabili, evitando il rischio di trasferire parte della produzione verso Paesi con standard ambientali meno rigorosi e costi energetici inferiori. La sfida europea dovrebbe quindi essere quella di accompagnare la transizione valorizzando i modelli produttivi più efficienti già presenti sul territorio europeo, come quelli sviluppati dall’industria ceramica italiana, che rappresentano oggi un riferimento avanzato a livello internazionale.

% di export sulla produzione: 77,04% del fatturato

Certificazioni ambientali:

ISO 14001, ISO 50001, EPD Italy, FDES

Fatturato 2024: 194.576.000 € (consolidato)

Altre notizie:

Nel 2025 Ceramiche Piemme ha ricevuto un importante riconoscimento nel campo del design: la collezione Homey Paper Clay, realizzata con l’artista Paola Paronetto, è stata selezionata per l’ADI Design Index 2025. Il prestigioso riconoscimento, assegnato dall’Osservatorio permanente del Design ADI, valorizza i migliori prodotti e progetti del Made in Italy e conferma la capacità dell’azienda di coniugare innovazione, ricerca estetica ed eccellenza produttiva. La collezione si distingue per superfici materiche, tonalità naturali e un forte contenuto artistico, rappresentando un connubio tra tradizione artigianale e produzione industriale di alta qualità. Homey Paper Clay è stata presentata nell’ambito del percorso espositivo ADI a Milano e Agrigento.

CASALGRANDE PADANA

In Italia nel 2026, quali segmenti e canali stanno muovendo davvero la domanda? E dove invece vedete il mercato rallentare?

Probabilmente il retail classico resta il segmento che più risente dell’incertezza economica e geopolitica: il cliente privato tende a rinviare l’acquisto non strettamente necessario e questo rallenta soprattutto la domanda più spontanea, meno legata a interventi già programmati.

Il quadro di settore più recente disponibile mostra, infatti, una tenuta complessiva dei volumi, ma con una dinamica trainata soprattutto dall’export, mentre il mercato interno rimane sostanzialmente stabile.

Di contro, la componente progettuale e la cantieristica stanno dando segnali più solidi, così come tutti quei segmenti in cui il materiale ceramico entra in un progetto già strutturato, pubblico o privato, residenziale evoluto, contract o legato alle infrastrutture. Anche osservando il tipo di realizzazioni che oggi l’azienda mette in evidenza - metropolitane, hospitality, piscine, facciate, grandi superfici - è chiaro che la domanda più dinamica si stia spostando verso ambiti meno impulsivi e più guidati dal progetto.

In un mercato sempre più complesso, qual è la regola per evitare la guerra dei listini? E quale leva, oggi, non funziona più come prima?

La regola, a nostro avviso, è quella di presidiare una fascia alta di mercato e renderla credibile nel tempo. Questo significa lavorare su alcune condizioni molto precise: reputazione del marchio, qualità costante del prodotto, efficienza del servizio, flessibilità nelle risposte al mercato e capacità di comunicare bene il proprio valore. Per un produttore italiano, il prezzo non può essere la leva principale: i costi industriali, energetici e di sistema non lo consentono, e il contesto del settore spinge sempre di più a difendere il valore non a inseguire la scorciatoia del ribasso. In questo senso, Casalgrande Padana ha scelto la sua direzione: cinque stabilimenti, una capacità produttiva annua di 25 milioni di metri quadrati, oltre 1.000 dipendenti di gruppo e un posizionamento costruito su innovazione, ricerca e qualità tecnica ed estetica del prodotto. Una

strategia che punta a competere su valore, servizio e contenuto tecnico, non sulla banalizzazione di listino. La trasformazione degli showroom in Creative Centre, pensati come luoghi di relazione, informazione tecnica e confronto con progettisti e operatori, va esattamente in questa direzione.

Dove la qualità italiana è ancora adeguatamente riconosciuta (in margine, non solo in metri)? E dove, invece, ormai decide tutto il prezzo?

Grazie alla creatività, alla cultura del progetto e alla credibilità manifatturiera del Made in Italy, la qualità italiana continua a essere riconosciuta

soprattutto nei mercati e nei segmenti in cui il prodotto non viene letto come una semplice commodity, ma come parte di un sistema di valore più ampio: design, affidabilità, prestazione tecnica, continuità di servizio e capacità di dialogare con l’architettura. È lì che il margine non dipende solo dai metri venduti, ma dalla qualità della proposta complessiva.

Viceversa, il prezzo torna ad avere un peso decisivo laddove l’acquisto è guidato quasi esclusivamente dalla spesa finale o dove la componente prescrittiva è più debole. Questo non significa che in quei mercati non esista spazio per l’alta gamma: esiste, ma si restringe. Anche il contesto internazionale oggi è meno uniforme di qualche anno fa.

Qual è una scelta pratica che farà davvero la differenza nel medio periodo sui mercati esteri (canale, servizio, logistica, gamma, certificazioni)? Come capirete che sta funzionando?

Più che una singola leva, sarà decisiva la capacità di ampliare il raggio d’azione del prodotto, facendolo uscire da una

lettura tradizionale e portandolo in ambiti applicativi più estesi. Negli ultimi anni abbiamo insistito molto su questo punto, anche perché l’ecletticità del materiale ceramico lo consente: non solo pavimenti e rivestimenti, ma anche arredo, bagno, cucina, grandi superfici, outdoor, facciate, wellness, hospitality, soluzioni tecniche ed engineering. È in questa capacità di estensione del prodotto che vediamo uno dei vantaggi più concreti sui mercati esteri. Casalgrande Padana, da questo punto di vista, ha costruito un’offerta che va dai complementi per l’arredo bagno Aquatio ai piani a induzione integrati Ghost, fino alle soluzioni Bios Ceramics Engineering, Swimming Pool e ai progetti contract e di grande scala.

Nel rapporto con lo showroom, qual è oggi il servizio che fa davvero la differenza, più del prodotto? E perché?

Nel rapporto con lo showroom diventa sempre più importante una proposta a 360 gradi. Non basta più l’allestimento, per quanto oggi anche quello debba essere di livello più alto, più curato e più coerente con il linguaggio contemporaneo del progetto. Serve soprattutto un sistema di supporto che aiuti il rivenditore a creare valore: informazione tecnica, strumenti di racconto, formazione, supporto progettuale, relazione con il territorio e capacità di generare riconoscibilità. È esattamente il senso con cui Casalgrande Padana ha sviluppato i propri Creative Centre, pensati per superare il concetto tradizionale di showroom commerciale e diventare un crocevia tra ceramica e progetto. Il nuovo spazio da 3 500 mq all’interno dell’headquarter, così come il Creative Centre di Milano, nascono per ospitare non solo esposizione, ma confronto con architet-

ti, designer, tecnici e operatori del settore. Oggi il rivenditore chiede soprattutto questo: non solo prodotto, ma strumenti concreti per essere più credibile, più preparato e più utile nel processo di scelta.

Oggi, nella scelta finale, chi pesa di più: showroom, progettista o brand? Qual è la vostra regola aurea per farli lavorare insieme?

Non credo abbia più molto senso stilare una classifica rigida. Il punto non è decidere chi conti di più, ma far sì che ciascuno operi bene dentro una filiera coerente, con linguaggi, strumenti e tempi adeguati. L’attività aziendale deve quindi rivolgersi a tutti gli attori del mercato, con competenze dedicate ma coordinate tra loro. Nel nostro caso, questo lavoro di connessione passa anche da iniziative come il Grand Prix Casalgrande Padana, che da oltre trent’anni rafforza il dialogo con il mondo dell’architettura e del progetto. La regola aurea, oggi, è questa: far lavorare insieme brand, showroom e progettista non come soggetti in competizione, ma come parti di un’unica costruzione di valore.

MARAZZI

In quali punti della filiera - prodotto, canale, serviziostate concentrando gli investimenti per difendere il premium in un mercato spesso orientato al prezzo?

Oggi il premium non si difende con una sola leva.Occorre continuare a investire contemporaneamente in innovazione di prodotto, capacità industriale e presidio del mercato.

Sul prodotto lavoriamo costantemente per migliorare prestazioni, estetica e qualità delle superfici, introducendo nuove tecnologie e soluzioni in grado di rispondere alle esigenze dell'architettura contemporanea. Allo stesso tempo investiamo molto nella relazione con il canale distributivo, nel supporto ad architetti e progettisti e nello sviluppo della nostra rete di showroom monomarca, che rappresentano luoghi di incontro, formazione e consulenza a servizio del mercato.

Il valore di un marchio premium penso nasca dalla capacità di offrire non solo un buon prodotto, ma anche servizio, competenza e affidabilità lungo tutto il percorso che porta dal progetto alla realizzazione.

Qual è stata la scelta concreta che oggi fa funzionare meglio il vostro rapporto con lo showroom? Cosa vorreste ancora migliorare?

Negli ultimi anni la scelta più efficace è stata quella di essere più presenti e più vicini ai nostri clienti. Abbiamo investito nella relazione quotidiana, anche presso la nostra sede, nella formazione e negli strumenti che aiutano il

rivenditore a sviluppare il dialogo con progettisti e consumatori. Lo showroom continua a essere un punto centrale della filiera perché è il luogo in cui il prodotto viene raccontato, confrontato e scelto. Per questo investiamo nel supportare il rivenditore non solo con il prodotto, ma anche con strumenti, formazione e attività di promozione che lo aiutino a sviluppare relazioni e opportunità di business sul territorio.

Dove la qualità italiana è ancora adeguatamente riconosciuta - in margine, non solo in metri - e dove invece ormai decide tutto il prezzo?

La qualità italiana continua a essere riconosciuta in molti mercati internazionali, soprattutto quando è accompagnata da innovazione, servizio, affidabilità e capacità di costruire una relazione stabile con il cliente.

Quando invece il prodotto viene percepito come una commodity, la competizione tende inevitabilmente a spostarsi sul prezzo.

È proprio in questi contesti che emerge l'importanza della distribuzione qualificata, che aiuta a valorizzare gli elementi distintivi del prodotto e a costruire una scelta basata sul valore complessivo dell'offerta e non solo sul costo iniziale.

In Italia nel 2026, quali segmenti e canali stanno muovendo davvero la domanda? E dove invece vedete il mercato rallentare?

Oggi vediamo una maggiore vitalità nei progetti di ristrutturazione di qualità, nell'hospitality e in tutti quei contesti in cui il cliente ricerca consulenza, personalizzazione e contenuto progettuale

In questi segmenti il ruolo del rivenditore e del progettista continua a essere determinante e il valore dell'offerta riesce ancora a prevalere sulla sola logica del prezzo.

Più complessa resta invece la situazione nei segmenti maggiormente standardizzati, dove la riduzione degli incentivi e l'incertezza economica degli ultimi anni hanno accentuato la pressione competitiva e la sensibilità al prezzo.

Oggi, nella scelta finale, chi pesa di più: showroom, progettista o brand? Qual è la vostra regola aurea per farli lavorare insieme?

Non credo esista una risposta valida per ogni progetto.

Il brand genera fiducia e riconoscibilità, il progettista interpreta le esigenze del cliente e lo showroom trasforma il progetto in una scelta concreta. L'esperienza ci insegna che il risultato migliore nasce quando questi tre attori lavorano in modo coordinato. Il nostro compito è favorire questo dialogo, mettendo a disposizione strumenti, competenze e occasioni di confronto che consentano a ciascuno di svolgere al meglio il proprio ruolo.

ETS e prezzo della CO₂: la recente bocciatura da parte di Bruxelles della proposta di revisione vi ha già portato a riorganizzarvi? Resta un rischio per la competitività?

L'industria ceramica europea è impegnata da anni in un percorso di miglioramento continuo dell'efficienza energetica e di riduzione delle emissioni e anche noi continuiamo a investire in questa direzione strategica. Il tema centrale è però garantire che la transizione sia accompagnata da condizioni che permettano alle imprese europee di rimanere competitive. Se il costo della CO₂ cresce più rapidamente della disponibilità di tecnologie alternative realmente applicabili ai processi industriali energivori, il rischio è di creare uno squilibrio tra gli obiettivi fissati e gli strumenti concretamente disponibili per raggiungerli.

L'obiettivo deve essere ridurre le emis-

sioni continuando a sostenere innovazione, investimenti e competitività

È una sfida complessa che richiede una collaborazione costante tra industria e istituzioni.

Quali sono oggi le competenze più rare e decisive per voi? E cosa state facendo, concretamente, per attrarre e trattenere i talenti?

Oggi le competenze più richieste sono quelle che riescono a combinare conoscenze tecniche, capacità digitali e cultura industriale. La trasformazione dei processi produttivi, l'automazione e l'innovazione tecnologica richiedono profili sempre più qualificati e interdisciplinari.

Per attrarre e trattenere i talenti investiamo in formazione continua, percorsi di sviluppo professionale e iniziative dedicate ai giovani, mantenendo un dialogo costante con scuole, università e territorio

Crediamo inoltre che qualità dell'ambiente di lavoro, inclusione, attenzione alle persone e possibilità di crescita siano fattori sempre più determinanti nella scelta di un'azienda. È un percorso che negli anni ci ha portato a ottenere importanti riconoscimenti come Top Employer e la certificazione per la parità di genere, ma soprattutto ci consente di costruire competenze e valore nel lungo periodo.

Le monografie per il mondo della progettazione 2025

LE MONOGRAFIE PER IL MONDO

ESPOSITORI

dietro le quinte dello spettacolo

Abbiamo incontrato Silvano Ruini e Pietro Martinelli, fondatori di Eco Design, azienda specializzata nella progettazione e nella produzione di sistemi espositivi per

sala mostra che ha, di recente, festeggiato i 35 anni di attività Con due stabilimenti produttivi nel cuore del distretto ceramico di Sassuo-

lo, produce articoli in ferro e legno, e la sua produzione spazia dai singoli mobili espositori alle grandi strutture per stand fieristici e showroom. Il team Eco Desi-

I mobili espositori sono elementi silenti, ma fondamentali, non solo nella scenografia di sala mostra ma anche nella realizzazione delle architetture nelle fiere di settore. Quali sono i vostri punti di forza in questi contesti?

Il nostro punto di forza è la nostra esperienza, che ci fornisce la capacità di unire competenza tecnica e visione estetica, riuscendo a integrare ogni singolo mobile espositore nell’architettura dello spazio da allestire, qualunque esso sia. Una grande flessibilità produttiva poi, ci permette di adattarci alle esigenze progettuali degli spazi e a qualsiasi formato di prodotto, garantendo massima personalizzazione degli elementi espositivi. Producendo da sempre non solo espositori, ma anche show-room e stand

fieristici completi, sappiamo che ogni metro quadro è importante e perciò, attraverso i nostri Architetti e Designer, cerchiamo di sfruttarlo al massimo ottimizzando l’esposizione

La nuova sede produttiva, appena inaugurata e ora pienamente operativa, ha migliorato questi aspetti riducendo anche le tempistiche.

Di cosa hanno più bisogno le showroom, e di cosa le aziende produttrici? Quali differenze di progettazione e gestione affrontate, e quali sono invece i punti comuni? Quanto contano riutilizzo e modularità?

Il mondo degli showroom ha la necessità di poter creare al proprio interno dei percorsi chiari, dando ai clienti una lettura intuitiva dello spazio e garantendo agli operatori massima flessibilità espositiva

attraverso elementi modulari che permettano poi di modificare velocemente il layout dell’ambiente senza ostacolare troppo la vendita al pubblico. L’ottimizzazione dello spazio ha quindi grande importanza.

Il mondo delle aziende ha come priorità la chiara identificazione del brand e dei suoi valori, per questo motivo studiamo appositamente per loro dei sistemi espositivi con caratteristiche specifiche.

Anche in questo caso si cerca sempre l’ottimizzazione degli spazi, ma senza mai compromettere il design. Entrambe le realtà cercano qualità negli allestimenti, ma soprattutto servizio e assistenza, che per noi sono le caratteristiche principali per garantire il miglior risultato possibile.

Gestiamo, per questo motivo, un servizio di stoccaggio del materiale ordinato. Questo servizio ci permette

Silvano Ruini
Pietro Martinelli

gn include architetti, designer e ingegneri che lavorano in sinergia per sviluppare e testare ogni prodotto e garantire massima completezza di servizi. ●

di non gravare sullo spazio del cliente migliorando, al contempo, i tempi di consegna.

Lastre ceramiche, formati piccolissimi, il trend espositivo dei moodboard... molto è cambiato in sala mostra. Come avete affrontato questo mutamento e cosa vi aspettate per il futuro?

La grande lastra si è sviluppata dalla sua prima immissione sul mercato in dimensioni e pesi via via sempre più importanti, e per questo motivo abbiamo seguito la sua evoluzione con espositori tecnicamente in grado di supportare questi formati, realizzando una serie di prodotti ad essa specificatamente dedicati. Si tratta di strutture estremamente solide e caratterizzate da nuovi sistemi di scorrimento in grado di non far percepire il peso della lastra. Il piccolo formato ceramico, recentemente tornato in auge grazie alla sua capacità di mixarsi alla perfezione con altre tipologie di prodotto, richiede la creazione di aree centrali all’interno dello showroom, con l’utilizzo di materioteche o tavoli contenitori che consentano di

“giocare” coi prodotti, creando gli abbinamenti.

Affrontiamo il cambiamento organizzando al meglio sia i nostri processi produttivi, con l’utilizzo di macchinari di ultima generazione, sia gli spazi di lavorazione consentendo una migliore fluidità tra i vari reparti.

Accorpando le lavorazioni simili evitiamo sprechi di tempo e, per migliorare il nostro impatto ambientale, buona parte della produzione è alimentata con pannelli solari.

Come integrate 3D e strumenti digitali tra concept, prototipazione e produzione? Che cosa vi ha davvero migliorato: tempi, precisione, preventivazione, riduzione errori in cantiere?

Gli strumenti di progettazione tecnica e 3D fanno parte del nostro quotidiano da anni e, grazie alle più recenti innovazioni tecnologiche, permettono ora un maggior livello di dettaglio.

Poter vedere ed esaminare gli arredi espositivi prima di produrli è senz’altro utile a tutti. Abbiamo anche introdotto programmi di produzione mirati alla lavorazione del metallo e del legno che evitano sprechi e riducono i rifiuti.

Legno e metallo, come sono evoluti i sistemi espositivi e quali materiali, in questo momento, soddisfano al meglio le esigenze della clientela?

Siamo in grado di utilizzare tutti i materiali ma mi piace sottolineare come non ne esista uno predominante: vengono selezionati da noi in base al tipo di mobile espositore o arredo che dobbiamo sviluppare tenendo sempre conto della portata necessaria, dei prodotti che andranno esposti o del progetto complessivo di cui faranno parte e, ovviamente, dei costi. Le finiture ed i colori vengono invece decisi dai clienti

La maggior parte dei prodotti in gamma è visibile nel nostro nuovo showroom di 500 mq dove i clienti possono toccare con mano qualità a caratteristiche, testando materiali e soluzioni.

Qual è l’innovazione di prodotto, o processo, della quale siete

particolarmente fieri, è perché?

Un mobile espositore che riceve forte riscontro è quello caratterizzato da telai regolabili, che può portare tutti i formati di lastre, dal cm 60x120 e 80x80 fino al cm 160x320. La sfida, vinta, è stata quella di renderlo

Progettare e realizzare uno Showroom Premium significa combinare architettura commerciale, progettazione illuminotecnica, psicologia di vendita e logistica.

CASE HISTORY

UNO SHOWROOM PREMIUM

Uno dei nostri progetti più significativi, realizzato su progetto di Ido Corradini, è lo showroom di Iter di Ruggeri srl a Selargius (CA) che rappresenta un punto di riferimento per bagni, cucine, pavimenti, rivestimenti, prodotti di fascia medioalta e design contemporaneo,

non solo fruibile e funzionale ma molto sicuro. Il tema della sicurezza è per noi di particolare rilevanza, e in ECO Design prestiamo particolare attenzione a questo tema fin dalla fase progettuale.

con brand importanti.

Con i suoi 2.000 mq su due livelli non è semplicemente “un negozio grande” ma uno spazio costruito per far immaginare al cliente la propria casa finita. L’obiettivo è far percepire: “Potrei vivere qui”.

Prima ancora del progetto fisico si definiscono col cliente i punti chiave: target clienti, categorie merceologiche, marchi da rappresentare, esperienza che si vuole creare.

Il layout è la parte più critica e si studiano strutture con percorsi guidati, isole tematiche, ambientazioni complete, per fornire al cliente un’esperienza immersiva che lo guidi nella scelta dei prodotti, fino all’acquisto.

La progettazione di tipo di showroom si caratterizza per l’utilizzo di prospettive, altezze, grandi aperture e materiali neutri, affinché i prodotti esposti rimangano i protagonisti.

L’architettura spesso è volutamente “silenziosa”.

Anche l’illuminazione ha una parte importante, in quanto nel retail di interior design la luce è decisiva, così come l’integrazione digitale

I materiali espositivi utilizzati in uno showroom di questo tipo sono quinte scenografiche, pareti mobili, sistemi modulari, grandi pannelli scorrevoli, espositori tecnici.

Le esposizioni vengono aggiornate continuamente, per questo il progetto deve essere flessibile e facilmente riconfigurabile

Case History Fiori all'occhiello!

COTTO D'ESTE - Monte Golf 3°, Quinta do Lago (Portogallo)

Nel cuore di Quinta do Lago, ad Algarve, Portogallo, tra paesaggi lacustri e campi da golf, prende forma Monte Golf 3A a opera di Architecture Jutta Hoehn. La villa ridefinisce il concetto di residenza di lusso attraverso un linguaggio essenziale e sofisticato: volumi puri, geometrie nette e aperture scenografiche costruiscono un’architettura che si sviluppa per sottrazione, lasciando spazio alla luce, alla materia e alla relazione con il paesaggio.

La dimensione esperienziale della villa si sviluppa attraverso ambienti pensati per il comfort e la convivialità, dalla zona living a doppia altezza alle terrazze panoramiche, fino agli spazi outdoor con piscina, lounge e aree dedicate al benessere, con ambienti che si aprono ver-

so l’esterno in una sequenza fluida e senza interruzioni.

Le superfici Cotto d’Este contribuiscono in modo determinante alla genesi dell’identità progettuale, contribuendo a definire un linguaggio coerente, sofisticato e altamente performante.

La collezione Secret Stone, gres porcellanato spessorato 14MM nella luminosa tonalità Precious Beige, accompagna l’intero sviluppo della villa come elemento unificante, capace di costruire continuità visiva e coerenza materica tra interno ed esterno. Utilizzata per rivestimenti verticali, pavimentazioni interne ed esterne, spazi wellness e superfici delle due piscine, la serie amplifica la percezione degli spazi e ne rafforza l’identità.

All’esterno, la collezione de-

finisce l’involucro architettonico con una presenza elegante e calibrata. La variazione delle finiture Honed e Natural introduce un sottile gioco di contrasti tra superfici più morbide e texture più strutturate.

Indoor, la finitura levigata esalta la luminosità degli ambienti e restituisce una sensazione tattile avvolgente. Nelle aree bagno e wellness, così come nei rivestimenti delle piscine, Secret Stone risponde perfettamente a requisiti di sicurezza e comfort, mantenendo al contempo coerenza estetica assoluta.

Ph. Bernardo Lucio

CERAMICA SANT'AGOSTINO

- Zeta Club, Ferrara

A Ferrara, una villa per lungo tempo inattiva ritrova nuova centralità grazie a Zeta Club, un progetto esclusivo che unisce sport, convivialità, business e benessere in un’unica visione trasversale, grazie ai lavori di ristrutturazione terminati a fine 2025.

Firmato dall’architetto Chiara Bononi, l’intervento comprende campi sportivi, bar, ristorante, ambienti per incontri di lavoro e momenti di svago in un contesto raffinato, dove la qualità dei materiali diventa elemento determinante nella definizione dell’identità architettonica.

Le superfici di Ceramica Sant’Agostino accompagnano il progetto con coerenza stilistica e performance tecniche, contribuendo a costruire un racconto materico capace di attraversare ambienti diversi senza perdere continuità.

Protagonista delle aree conviviali e di rappresentanza, la collezione Venistone definisce alcuni degli spazi più iconici del club, dal pavimento del ristorante all’area bar – personalizzando il bancone insieme allo schienale della struttura retrostante – fino agli interni dei bagni, dove la collezione Tetris, nella variante Forest in finitura lucida, introduce un segno dall’estetica più decorativa.

Un’interpretazione del grès porcellanato in cui il colore riveste un ruolo fondamentale: il verde bosco richiama infatti una dimensione organica e sofisticata, in equilibrio tra energia e armonia.

ne, una collezione capace di coniugare matericità e morbidezza visiva. Qui si alternano la superficie naturale (NAT) ed antiscivolo (AS) a pavimento, mentre nel rivestimento a parete si presenta un’elegante e leggera struttura rigata.

Per i pavimenti degli spogliatoi e di altri ambienti funzionali, la scelta è ricaduta su Silkysto- Ph.

Giacomo Brini

VOGUE BY BARDELLI GROUP - Facciata in Piazza Erculea, Milano

La facciata di un edificio nel centro di Milano è stata ristrutturata ispirandosi, con spirito contemporaneo, a quella che era la scelta più classica per i palazzi di quell'epoca: il prospetto rivestito da piastrelle tridimensionali, verdi.

La facciata è di uno dei palazzi rivolti verso piazza Erculea, nel centro di Milano. Costruito nel 1967, questo palazzo era caratterizzato dalla sua facciata principale rivestita in piastrelline diamantate color verde.

Col passare del tempo si è reso necessario un intervento di risanamento conservativo della facciata, di cui è stato incaricato l’architetto Gioacchino Pirrello

Le ipotesi erano o di stravolgere completamente l’estetica della facciata su piazza riproponendo il semplice intonaco (presente nella facciata lato cortile e in quelle interne), o appiattire la facciata con un rivestimento ceramico moderno.

Dopo aver fatto alcune ricerche, tuttavia, la soluzione prescelta dal progettista è ricaduta sulla collezione in gres smaltato Flauti di Vogue poichè, attraverso lo studio di alcune simulazioni, è risultato evidente che questa soluzione avrebbe permesso di mantenere alto il livello dell’identità della facciata, senza snaturarne l'allure

L’effetto tridimensionale che prima veniva conferito dalle piastrelline ceramiche diamantate, è infatti stato rivisitato in chiave moderna attraverso una nuova serie ceramica strutturata.

La proposta di Ceramica Vogue ha permesso sia di mantenere la brillante colorazione originale sia di confermare il gioco di luce che la superficie 3D sottolinea regalando un continuo movimento alla facciata.

MARAZZI - Fabula de la Casa, Granada (Spagna)

Un progetto residenziale firmato da  JAO Arquitectura nasce, nel cuore di Granada, dal desiderio di creare un ambiente domestico capace di dialogare con la luce, la natura e il paesaggio urbano. Elemento centrale dell’intervento è “El Jardín”, una terrazza coperta concepita come interludio visivo tra la casa e la città: uno spazio sospeso, vibrante, in cui la luce naturale si riflette sulle superfici e accompagna il ritmo delle piante che lo abitano. Gli architetti lo descrivono come «l’anima del progetto: una terrazza coperta che crea un cuscinetto visivo con la città. Avevamo bisogno di una superficie smaltata capace di restituire riflessi e atmosfera, lasciando che la luce e le piante naturali facessero il resto.»

Da questa esigenza nasce la scelta dei mattoncini in gres porcellanato  Crogiolo Lume Green, la collezione in piccolo formato Marazzi caratterizzata da una finitura lucida e irregolare che amplifica la luminosità e crea giochi di luce sempre diversi. Utilizzata integralmente per rivestire pavimenti e pareti de “El Jardín”, Lume Green trasforma lo spazio in una  stanza botanica contemporanea intensa e avvolgente, dove materia ceramica e natura dialogano senza soluzione di continuità.

A contrasto con la brillantezza di El Jardín, il passaggio ad arco che conduce agli ambienti privati della casa assume un carattere più intimo e raccolto grazie al pavimento in gres porcellanato Cementum Indigo. Questo vero e proprio “tunnel” architettonico,

modellato da pareti scure e curvature morbide, trova nella superficie materica e compatta della collezione Cementum un equilibrio raffinato: le lastre effetto cemento accompagnano la prospettiva, esaltano la continuità del percorso e dialogano con la geometria dell’arco, trasformando il corridoio in

uno spazio materico e scenografico.

Con Fabula de la Casa, JAO Arquitectura interpreta la ceramica come strumento di atmosfera e identità, dando vita a un progetto in cui la luce diventa materia e l’architettura si fonde con la naturalezza degli spazi.

Ph. Juanan Barros

Ceramica Bardelli

Aquatic Creatures è la collezione

Ceramica Bardelli disegnata da Riccardo Capuzzo, nata dall’incontro tra immaginario marino, decorazione ceramica e tecnologia digitale.

La collezione trasforma la superficie in un racconto visivo e materico, popolato da creature, paesaggi e suggestioni acquatiche che interpretano il tema dell’acqua con uno sguardo contemporaneo e narrativo. Realizzata su lastre in gres porcellanato nel formato 60x120 cm,

Aquatic Creatures utilizza una tecnologia di decorazione digitale a freddo con smalti applicati in rilievo. Questo processo consente di ottenere effetti tattili e visivi di grande precisione, valorizzando il disegno e introducendo una componente materica percepibile sulla superficie.

Il risultato è una collezione pensata per rivestimenti interni, ambienti bagno, pareti decorative, spazi residenziali e progetti contract in cui la ceramica diventa elemento scenografico e

identitario. Le grafiche non si limitano a decorare la parete, ma costruiscono atmosfere, profondità e narrazioni visive. Con Aquatic Creatures, Ceramica Bardelli conferma la propria vocazione alla sperimentazione tra arte, design e industria, portando avanti un linguaggio ceramico in cui tecnologia produttiva e sensibilità artistica lavorano insieme.

La superficie diventa così uno spazio di espressione, capace di unire precisione tecnica, valore decorativo e immaginazione progettuale.

Il profilo si fonde cromaticamente con lo stucco e il sigillante, eliminando ogni stacco visivo per una finitura impeccabile. Tre elementi, un unico colore, un solo stile.

Kerakoll

Pragma è la nuova gamma di adesivi per piastrelle pensata per chi cerca un prodotto accessibile senza compromessi di qualità, da trovare facilmente in rivendita o nei negozi specializzati. Pragma, che sostituisce la storica Bioflex, comprende adesivi minerali e organici adatti alle situazioni più comuni: dalla posa di piastrelle in bagno e cucina agli interventi di manutenzione fino alla posa di grandi lastre. Sono prodotti pensati per essere semplici da usare, con un’ottima adesione, spatolabilità e una lavorabilità che facilita il lavoro sia dei professionisti sia degli appassionati del fai da te. Tutti i prodotti della gamma hanno una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) e rispettano i Criteri Ambientali Minimi (CAM), requisito fondamentale per i lavori pubblici e garanzia di un ridotto impatto ambientale. Le basse emissioni di VOC (Composti Organici Volatili) contribuiscono inoltre a mantenere più salubre l’aria degli ambienti interni.

La gamma comprende:

Pragma Pro S1

Adesivo minerale deformabile

C2TES1 ad alte prestazioni, scivolamento verticale nullo e lungo tempo. Ideale per la posa di grès porcellanato in grande formato e per appli-

cazioni in sovrapposizione.

Pragma Flex

Adesivo minerale C2TE ad alte prestazioni, scivolamento verticale nullo e lungo tempo aperto. Ideale per la posa quotidiana di ceramica o grès e idoneo per pavimenti radianti.

Pragma Special

Adesivo minerale C1TE a elevata adesione, scivolamento verticale nullo e lungo tempo aperto. Indicato per piastrelle assorbenti, monocotture o monoporose.

Pragma Duo

Adesivo organico bicomponen-

te R2T ad alte prestazioni e scivolamento verticale nullo. Ideale per la posa su fondi flessibili o deformabili, materiali stuoiati, ricomposti o materiali sensibili all’acqua. Idoneo anche su XPS, EPS o impermeabilizzanti cementizi.

Pragma Ready

Adesivo organico pronto all’uso D2TE a elevata adesione, scivolamento verticale nullo e lungo tempo aperto. Adatto per grès porcellanato, piastrelle ceramiche e pietre naturali, per applicazioni interne e riutilizzabile. Formula esente da solventi.

Energieker

Miro è la nuova collezione effetto cemento di Energieker, sviluppata per ampliare le possibilità espressive di una delle superfici più richieste nel progetto contemporaneo. Il focus non è tanto sulla reinterpretazione industriale del materiale, quanto sulla sua evoluzione in chiave più decorativa e progettuale.La collezione si distingue soprattutto per l’ampiezza cromatica: 14 tonalità pensate per superare il classico cemento monocromatico e offrire ai progettisti una palette più articolata, capace di adattarsi a contesti residenziali, retail e hospitality. Il colore diventa quindi uno degli strumenti centrali del progetto, con superfici studiate per creare continuità, contrasti e

composizioni coordinate tra indoor e outdoor.

Dal punto di vista estetico, Miro punta su una matericità morbida e calibrata, con leggere variazioni grafiche e sfumature che restituiscono profondità senza cadere nell’effetto artificiale o troppo uniforme. La gamma comprende diversi formati e una serie di decori che ampliano le applicazioni decorative, dalle pareti d’accento ai giochi di texture. La collezione nasce con una chiara vocazione contract e architettonica: l’obiettivo è proporre una superficie versatile, adatta a progetti fluidi e coordinati, dove il cemento non viene interpretato soltanto come materiale minimale, ma come elemento cromatico e compositivo.

Ceramica Sant'Agostino

Con IKI e IKI Wood, Ceramica Sant’Agostino sviluppa due collezioni in gres porcellanato accomunate da una ricerca estetica orientata alla matericità contemporanea e alla continuità visiva degli spazi. Entrambe le serie si ispirano al linguaggio naturale e alla sensibilità estetica giapponese, declinandolo attraverso superfici effetto resina e legno reinterpretate in chiave architettonica IKI (foto a destra) nasce dall’influenza dell’ukiyo-e e dall’osservazione della luce e delle variazioni della natura. La collezione propone superfici effet-

to resina caratterizzate da leggere sfumature e transizioni tonali che evitano l’uniformità visiva, generando profondità e vibrazioni luminose. La palette comprende otto tonalità naturali, dai beige sabbia ai grigi e verdi più soft, pensate per creare ambienti rilassati e sofisticati. La gamma include diversi formati, fino alle grandi lastre 120x278 cm, oltre al decoro tridimensionale Onda, sviluppato per applicazioni a rivestimento.

Con IKI Wood, invece, il focus si sposta sulla reinterpretazione del legno recuperato. La collezione unisce l’a-

spetto segnato e autentico del materiale naturale a una superficie visivamente compatta e contemporanea, influenzata dall’estetica della resina. Il formato unico 5x30 cm consente differenti schemi di posa, da quelli lineari fino alla spina italiana, ampliando le possibilità compositive. Pensate per ambienti residenziali e contract, le due collezioni condividono un approccio progettuale basato su equilibrio cromatico, texture tattili e versatilità applicativa, con l’obiettivo di creare spazi continui, atmosferici e dall’impronta contemporanea.

FORMAZIONE PER TUTTA LA FILIERA DELLA PIASTRELLATURA CERAMICA

Assoposa garantisce la formazione e la qualificazione dei tecnici, dei venditori interni alla sala mostra e del posatore di piastrellature ceramiche. La posa qualificata valorizza il tuo prodotto ed evita problemi futuri.

ORGANIZZIAMO: Formazione per Posatori di Piastrellature Ceramiche, Formazione per Tecnici di Cantiere, Formazione per Addetti di Sala Mostra, Dimostrazioni di Posa per Progettisti

Marocchi

Nella nuova materioteca presso lo showroom di una primaria azienda italiana, inaugurata lo scorso anno, le superfici raccontano storie infinite grazie alla sapiente esposizione e all’interazione perfetta ed armonica. La progettazione e la realizzazione degli spazi espositivi da parte di Marocchi ha dato vita a una moodboard tridimensionale capace di trasformare la scelta in esperienza, in un “colpo d'occhio” che ispira ancor prima che sia la ragione a decidere.

Un luogo, all’interno della sala mostra, che rappresenta un vero e proprio punto focale dove architetti e designer possono trovare tutte le risposte che cercano, mixando prodotti e lasciandosi ispirare dall’atmosfera.

Gardenia&Ariana

Bon Ton, come le buone maniere e l’abbigliamento formale, è la collezione che veste gli interni di oggi con l’eleganza raffinata e senza tempo del marmo. Bon Ton riprende graficamente i colori e le trame rassicuranti dei marmi italiani più amati e diffusi, da sempre elemento d’allure nelle abitazioni di pregio, con il “savoir faire” della moderna tecnologia ceramica e l’aggiunta di un tocco stilistico contemporaneo, che invita a sperimentare gli accostamenti tra materie.

Carrara, pregiato e famoso tra tutti i marmi bianchi, Biancone, classico e

versatile allo stesso tempo, Perlino, dalle delicate nuance cipriate, e Botticino, dall’andamento direzionato e avvolgente, sono le varietà che compongono il progetto Bon Ton. Una palette neutra, declinata in ben quattro finiture differenti - Lux3D, Soft3D, Antique3D e Nat3D - in grado di interpretare con sorprendente realismo non solo l’aspetto grafico dei marmi, ma anche le diverse sensazioni che il materiale di ispirazione trasmette a seconda di come viene lavorato, anche tenendo conto dell’usura dovuta allo scorrere del tempo.

La collezione Bon Ton mostra un

carattere garbato anche nelle proposte decorative, realizzate con l’esclusiva tecnologia 3Dtech per riprodurre le micro-tarsie Octagon, Network e Tricot, superfici geometriche capaci d’arricchire ogni ambiente con estrema eleganza.

Decorazione d’interni per Gardenia&Ariana significa anche aprire un dialogo con superfici già presenti nella propria gamma, come l’effetto legno Tabulae o l’effetto resina de I Pigmenti, per sviluppare progetti d’interior design originali e personalizzati.

talks Fresh

"Il racconto, asciutto e pragmatico, di una lunga costruzione fatta di intuizione, concretezza e visione. Con il cuore sempre ricolmo di mare, e natura incontaminata"

Luca Capponi con la famiglia

Nel mondo delle superfici decorative siamo abituati a pensare a colori, essenze, materiali e finiture.

Dorsum ha scelto invece una strada diversa: aggiungere una nuova dimensione. Attraverso una tecnologia proprietaria sviluppata dopo anni di ricerca, l'azienda marchigiana permette di realizzare texture tridimensionali e rilievi personalizzati su pannelli e superfici, trasformando la luce e il tatto in elementi progettuali veri e propri.

Non si tratta semplicemente di decorazione. Dorsum consente infatti di riprodurre disegni, geometrie e texture con una libertà progettuale difficilmente raggiungibile con i sistemi tradizionali, aprendo nuove possibilità per il mondo dell'interior design, dell'arredo, del contract e dell'architettura. Una tecnologia che ha attirato l'interesse di designer, aziende e progettisti alla ricerca di superfici sempre più personalizzate e capaci di raccontare un'identità.

Dietro questo progetto c'è Luca Capponi. Geometra di formazione, imprenditore per vocazione e innovatore per curiosità, da oltre trentacinque anni lavora nel mondo della produzione e della trasformazione dei materiali e l’intervista ne fa trasparire tutta l’asciutta concretezza: risposte brevi, pochissima retorica, una fiducia quasi ostinata nei numeri e una spiccata curiosità tecnica.

Dietro Dorsum c'è il racconto di una lunga costruzione fatta di intuizione, concretezza e capacità di vedere possibilità.

TILE ITALIA: Come è iniziata la sua storia professionale?

LUCA CAPPONI: Oltre trentacinque anni fa. Mio padre aveva un’impresa edile e

io, da geometra, ho iniziato occupandomi di rendering. Parliamo del 1989-1990, quando il computer era ancora uno strumento poco diffuso.

TILE ITALIA: C’è stato un momento preciso in cui ha capito che il suo futuro sarebbe stato questo?

LUCA CAPPONI: In realtà lo sapevo già prima. Il lavoro di cantiere non mi è mai piaciuto particolarmente. Ho sempre preferito attività più dinamiche e veloci.

TILE ITALIA: C’è stata una persona che le ha insegnato qualcosa di fondamentale nel suo lavoro?

LUCA CAPPONI: Sì. Una persona che oggi non c’è più e con la quale ho collaborato per alcuni anni.

Mi ha insegnato le basi della grafica e soprattutto l’utilizzo dei software. Io ero un tecnico, non un grafico, ma quella formazione mi ha dato strumenti importanti per comprendere il mondo dell’informatica e della programmazione gestionale.

TILE ITALIA: Com’era da ragazzo?

LUCA CAPPONI: Sono del 1968. Già nel 1983 passavo il mio tempo davanti a un computer.

Ero uno di quelli che preferivano il computer al calcio. Non sono mai stato particolarmente portato per lo sport e ho riversato la mia curiosità sulla tecnologia

TILE ITALIA: Cos’è per lei la bellezza?

LUCA CAPPONI: È ciò che ci fa stare bene. Qualcosa che ci fa sorridere quando la guardiamo. Può essere una persona, una donna, un oggetto oppure un paesaggio. La bellezza è ciò che riesce a generare una sensazione positiva.

TILE ITALIA: Quando deve prendere una decisione importante si affida più ai numeri o all’intuito?

LUCA CAPPONI: Direi soprattutto ai numeri, ma senza escludere quella parte istintiva che ogni tanto aiuta.

TILE ITALIA: Qual è la qualità che cerca in una persona con cui lavorare?

LUCA CAPPONI: L’occhio. L’occhio sveglio

TILE ITALIA: E quella che invece la convince a non affidarsi a qualcuno?

LUCA CAPPONI: La mano debole. Oppure chi ti stringe solo la punta delle dita. Molto spesso… capisci da lì.

TILE ITALIA: Davvero si riesce a capire una persona da una stretta di mano?

LUCA CAPPONI: Anche dallo sguardo. Una volta una cliente mi disse che il suo capo era stato allontanato dall’azienda. Io lo avevo visto una sola volta. Mi bastò come mi aveva dato la mano per capire che probabilmente non avrei lavorato con lui.

TILE ITALIA: Quindi l’intuito conta più di quanto sembri?

LUCA CAPPONI: Conta. Però i numeri restano fondamentali. Sei mesi fa ho comprato una piccola barca. Inizialmente pensavo a una barca a motore, ma i numeri mi hanno fatto capire che la vela sarebbe stata la scelta migliore per me: rappresenta il modo più libero e autentico di vivere il mare.

TILE ITALIA: Quando ha bisogno di staccare dove va?

LUCA CAPPONI: O in mare o in montagna. Una passeggiata già mi aiuta a staccare.

TILE ITALIA: C’è un’abitudine insolita che ha mantenuto negli anni?

LUCA CAPPONI: Forse quella di non studiare nel senso tradizionale del termine. Non mi è mai piaciuto passare il tempo sui libri. Mi piace capire le cose, leggere istruzioni, approfondire ciò che mi serve, ma non ho mai avuto un approccio scolastico allo studio.

TILE ITALIA: Casa sua è minimalismo o accumulo di ricordi?

LUCA CAPPONI: Una sana via di mezzo in cui predominano beige e azzurro.

TILE ITALIA: Che rapporto ha con gli spazi nei quali vive e lavora?

LUCA CAPPONI: Devono essere decorosi e confortevoli. Non necessariamente spettacolari, ma luoghi in cui si possa stare bene.

TILE ITALIA: Ha un talento segreto?

LUCA CAPPONI: Non credo.

TILE ITALIA: Da chi si difenderebbe con una spada di legno?

LUCA CAPPONI: Da fornitori e concorrenti (dice ridendo, NDA).

TILE ITALIA: Quale cambiamento vede arrivare nel mondo del progetto?

LUCA CAPPONI: Quello che rappresenta Dorsum. È un nuovo modo di esprimere una superficie. Oggi il materico e il tattile stanno assumendo sempre maggiore importanza. Non c’è soltanto il co-

lore o la decorazione: ci sono la luce, il rilievo la percezione. Una superficie cambia in base a come viene illuminata e osservata.

TILE ITALIA: Che cosa rende Dorsum diverso?

LUCA CAPPONI: La semplicità con cui si possono realizzare texture e superfici personalizzate. Con i sistemi tradizionali questo non è possibile.

TILE ITALIA: C’è qualcosa che la entusiasma particolarmente?

LUCA CAPPONI: La natura.

TILE ITALIA: Lei ha una componente tecnica molto forte ma anche una parte creativa. Come convivono?

LUCA CAPPONI: Benissimo. Lavorano insieme continuamente. Non c’è mai una che prevale sull’altra.

TILE ITALIA: C’è stato un momento difficile nella sua carriera? E, se sì, cosa le ha insegnato?

LUCA CAPPONI: Mi ha insegnato a stare attento ai conti. Puoi realizzare i prodotti più belli del mondo o vendere tantissimo, ma se la gestione amministrativa non funziona, non costruirai mai qualcosa di sano.

TILE ITALIA: Come riesce a bilanciare responsabilità professionali e vita privata?

LUCA CAPPONI: I miei clienti sanno che fuori dall’orario di lavoro non devono chiamarmi. Ho un solo telefono e i confini

sono molto chiari.

TILE ITALIA: Che consiglio darebbe al Luca ventenne?

LUCA CAPPONI: Di non avere paura. Molto spesso siamo noi stessi il nostro peggior nemico

TILE ITALIA: C’è un sogno che non ha ancora realizzato?

LUCA CAPPONI: No. Sono una persona molto pragmatica. A livello familiare sto bene, a livello personale sto bene. Non sento di avere sogni irrealizzati.

TILE ITALIA: Quali sono le prossime sfide?

LUCA CAPPONI: Portare avanti Dorsum e il resto dell’azienda.

TILE ITALIA: Qual è la soddisfazione più grande che le sta dando Dorsum?

LUCA CAPPONI: Il fatto che venga richiesto e valutato da grandi aziende e da importanti designer. È un prodotto particolare e non sempre semplice da integrare, ma suscita interesse e curiosità.

TILE ITALIA: Perché è difficile integrarlo?

LUCA CAPPONI: Perché richiede immaginazione. Oggi molte aziende sono abituate a scegliere da catalogo. Quando dici che i colori possono essere tutti e che le texture possono essere tutte, spesso le persone preferiscono comunque scegliere una delle venti opzioni disponibili. Troppa scelta, a volte, diventa una non scelta.

TILE ITALIA: Quindi il vostro cliente ideale deve avere una certa apertura mentale?

LUCA CAPPONI: Assolutamente sì. Deve essere disposto a immaginare qualcosa che ancora non esiste.

TILE ITALIA: C’è una cosa coraggiosa che ha fatto senza essere sicuro del risultato?

LUCA CAPPONI: Investire molto denaro in Dorsum. È un progetto che richiede investimenti ogni anno.

TILE ITALIA: E ne è valsa la pena?

LUCA CAPPONI: Sì. È una grande soddisfazione.

TILE ITALIA: Lei lavora ogni giorno per dare rilievo alle superfici. Nella vita, invece, cosa le dà profondità?

LUCA CAPPONI: Le persone. L’amicizia. La famiglia.

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