HOUSE ORGAN DEL CONSIGLIO
PROVINCIALE DELL ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA
Parola chiave DignitÃ
QUESTO NUMERO N° 91 agosto settembre 2018 Periodico mensile Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli
Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro The worLd of
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Consulente
LA RIVISTA HOUSE ORGAN DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA DELL'ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO INTERAMENTE DEDICATA ALLA CATEGORIA ED AI PROFESSIONISTI
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Redazione Marco Bertucci Daniele Donati Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Paolo Stern Andrea Tommasini Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Adalberto Bertucci nella sua qualità di Presidente del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Redazione redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 26 settembre 2018
EDITORIALE
Parola chiave Dignità ADALBERTO BERTUCCI PRESIDENTE CPO RM
Care colleghe e cari colleghi, ogni Governo al suo insediamento rivisita secondo propria coscienza la riforma del lavoro e questa volta con il Decreto Dignità siamo tornati “al via” reintroducendo modelli normativi ispirati agli anni ’60. I lavori per una riforma così delicata e fondamentale sono certamente impegnativi e la nostra categoria da sempre si offre alle istituzioni per supportare in un tavolo tecnico l’onere del legislatore. Ad ogni modo, è stato attribuito un nome importante per un decreto legislativo nel quale riecheggia con veemenza la parola dignità. “È con il lavoro che si paga la propria dignità umana” Focilide Di Mileto, VI secolo a.C. Garantire dignità ad un essere umano è offrire garanzie di lavoro, di occupazione e, dall’altro versante è allo stesso tempo porre le basi affinché possa sostenere la propria azienda e scongiurare il fallimento. La delicata linea di demarcazione che separa imprenditore e lavoratore, meritevoli di pari dignità, è sottilissima, perché garantire occupazione è altrettanto indispensabile che offrire gli strumenti adeguati alle aziende che mettono a disposizione posti di lavoro. Non è nostro compito ora schierarci a favore o meno del citato decreto, ma le modifiche introdotte dal Decreto Dignità sul contratto a termine sono importanti e in prima analisi sembrano fare retro front sulla flessibilità e sulla mobilità occupazionale. Se è vero che il lavoratore “precario” non si sente al sicuro e vive con difficoltà la propria situazione lavorativa e sociale, è altrettanto vero che al di là della barricata le aziende, soprattutto le PMI, subiscono da tempo l’impatto della crisi economica e non
posseggono solide basi e risorse per investire su personale nel lungo periodo. Per cavalcare la recessione limitando i danni, chiaramente, i piccoli imprenditori necessitano di strumenti elastici per offrire occupazione nel momento di necessità senza aggravio di ulteriori oneri. Le limitazioni sul contratto a termine, come detto, costituiscono un rigido flash back agli anni Sessanta. La rivisitazione dell’Istituto fissa il limite quantitativo delle assunzioni a termine al 30% dell’organico stabile, riduce di un anno la durata di tali contratti che da 36 mesi vengono limitati a 24 mesi, ma tale termine è ulteriormente vincolato dall’inserimento della causale contrattuale. Al trascorrere di 12 mesi, per procrastinare il contratto sarà necessario inserire una causale lavorativa che esclude le esigenze legate all’ordinaria attività. Probabilmente si intende scoraggiare l’impiego di questo istituto in favore di altri contratti, per offrire maggiori certezze ai lavoratori svantaggiati dalla temporalità che contraddistingue questi rapporti lavorativi. Con ogni probabilità, inoltre, la rigidità normativa e il margine di opinabilità delle causali lavorative potrebbero favorire l’esposizione delle parti a procedure di contenzioso, con ulteriore impegno socioeconomico per entrambe. Districare la matassa del rapporto datore-lavoratore non è semplice. Il susseguirsi dei Governi e delle relative riforme giuslavoriste è caratterizzato da un succedersi di “tira e molla” prima da una parte e poi dall’altra della barricata. È apprezzabile il tentativo di dare dignità al lavoratore, purché non si ritorca e non sia a scapito di quella dell’imprenditore.
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SOMMARIO
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EDITORIALE DEL PRESIDENTE DEL CPO di ROMA PAROLA CHIAVE DIGNITA’ di Adalberto BERTUCCI
QUESITI QUESITI E RISPOSTE
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a cura del CENTRO STUDI CPO ROMA
ZOOM
PASQUINO E MARFORIO
DEL DIRETTORE RESPONSABILE IL DECRETO DIGNITA’
ASPETTA E SPERA ... NER MIRACOLO ASPETTA E SPERA NEL MIRACOLO Traduzione in lingua italiana di Giuseppe MARINI
di Lorenzo LELLI
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CATEGORIA DA ROMA A TREIA NUOVE SFIDE DELLA CATEGORIA di Marco BERTUCCI
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di Andrea TOMMASINI
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INSERTO E-BOOK SINTESI DECRETO DIGNITA’ 10
LICENZE RILASCIO LICENZE SPECIALI PER NOTIFICHE ATTI GIUDIZIARI di Antonio GIGLIOTTI
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CULTURA LE DIECI MERAVIGLIE DI SUTRI UN MUSEO A PALAZZO DOEBBING
GIOVANI IL DECRETO DIGNITA’ VISTO DAI GIOVANI di Alessia NOVIELLO
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a cura del CENTRO STUDI CPO ROMA
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CULTURA
ZOOM LE RIFLESSIONI DEL DIRETTORE
DECRETO DIGNITÀ Il futuro incerto del contratto a termine DI LORENZO LELLI CONSULENTE DEL LAVORO Il Decreto Dignità, Decreto legge 12 luglio 2018, n. 87 si apre con i primi tre articoli dedicati al mondo del lavoro. Il preambolo della normativa chiarisce la matrice sociale che ha indotto il legislatore ad incamminarsi verso tale indirizzo, quello della dignità del lavoratore e della lotta al precariato: “omissis - Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di attivare con immediatezza misure a tutela della dignità dei lavoratori e delle imprese, introducendo disposizioni per contrastare fenomeni di crescente precarizzazione in ambito lavorativo, mediante interventi sulle tipologie contrattuali e sui processi di delocalizzazione, a salvaguardia dei livelli occupazionali ed operando semplificazioni fiscali per professionisti e impreseomissis”. Con la novella normativa viene ridefinito il limite temporale per il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o “libero” da causale, ora fissato a 12 mesi. Superato tale termine (nel limite di 24 me-
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si) è necessario apporre una causale legata ad esigenze temporanee e oggettive, estranee all’attività ordinaria, in caso di sostituzione di altri lavoratori, oppure per esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria; in ogni caso la causale deve essere espressa nel contratto di rinnovo. Il personale potrà essere assunto con tale tipologia contrattuale entro il limite del 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipulazione degli stessi. In violazione delle norme determinanti le modalità del rinnovo o proroga contrattuale anzidetta, il rapporto lavorativo evolverà, trasformandosi in contratto a tempo indeterminato. Per i casi invece di somministrazione fraudolenta nel D.Lgs. 81/2015 viene aggiunto l’articolo 38-bis, con il quale, ferme restando le sanzioni di cui all'articolo 18 del D.Lgs. 276/03, quando la somministrazione di lavoro viene istituita con la finalità di eludere norme inderogabili di legge
Parola chiave Dignità ADALBERTO BERTUCCI PRESIDENTE CPO RM
Care colleghe e cari colleghi, ogni Governo al suo insediamento rivisita secondo propria coscienza la riforma del lavoro e questa volta con il Decreto Dignità siamo tornati “al via” reintroducendo modelli normativi ispirati agli anni ’60. I lavori per una riforma così delicata e fondamentale sono certamente impegnativi e la nostra categoria da sempre si offre alle istituzioni per supportare in un tavolo tecnico l’onere del legislatore. Ad ogni modo, è stato attribuito un nome importante per un decreto legislativo nel quale riecheggia con veemenza la parola dignità. “È con il lavoro che si paga la propria dignità umana” Focilide Di Mileto, VI secolo a.C. Garantire dignità ad un essere umano è offrire garanzie di lavoro, di occupazione e, dall’altro versante è allo stesso tempo porre le basi affinché possa sostenere la propria azienda e scongiurare il fallimento. La delicata linea di demarcazione che separa imprenditore e lavoratore, meritevoli di pari dignità, è sottilissima, perché garantire occupazione è altrettanto indispensabile che offrire gli strumenti adeguati alle aziende che mettono a disposizione posti di lavoro. Non è nostro compito ora schierarci a favore o meno del citato decreto, ma le modifiche introdotte dal Decreto Dignità sul contratto a termine sono importanti e in prima analisi sembrano fare retro front sulla flessibilità e sulla mobilità occupazionale. Se è vero che il lavoratore “precario” non si sente al sicuro e vive con difficoltà la propria situazione lavorativa e sociale, è altrettanto vero che al di là della barricata le aziende, soprattutto le PMI, subiscono da tempo l’impatto della crisi economica e non
posseggono solide basi e risorse per investire su personale nel lungo periodo. Per cavalcare la recessione limitando i danni, chiaramente, i piccoli imprenditori necessitano di strumenti elastici per offrire occupazione nel momento di necessità senza aggravio di ulteriori oneri. Le limitazioni sul contratto a termine, come detto, costituiscono un rigido flash back agli anni Sessanta. La rivisitazione dell’Istituto fissa il limite quantitativo delle assunzioni a termine al 30% dell’organico stabile, riduce di un anno la durata di tali contratti che da 36 mesi vengono limitati a 24 mesi, ma tale termine è ulteriormente vincolato dall’inserimento della causale contrattuale. Al trascorrere di 12 mesi, per procrastinare il contratto sarà necessario inserire una causale lavorativa che esclude le esigenze legate all’ordinaria attività. Probabilmente si intende scoraggiare l’impiego di questo istituto in favore di altri contratti, per offrire maggiori certezze ai lavoratori svantaggiati dalla temporalità che contraddistingue questi rapporti lavorativi. Con ogni probabilità, inoltre, la rigidità normativa e il margine di opinabilità delle causali lavorative potrebbero favorire l’esposizione delle parti a procedure di contenzioso, con ulteriore impegno socioeconomico per entrambe. Districare la matassa del rapporto datore-lavoratore non è semplice. Il susseguirsi dei Governi e delle relative riforme giuslavoriste è caratterizzato da un succedersi di “tira e molla” prima da una parte e poi dall’altra della barricata. È apprezzabile il tentativo di dare dignità al lavoratore, purché non si ritorca e non sia a scapito di quella dell’imprenditore.
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CATEGORIA
DA ROMA A TREIA NUOVE SFIDE DELLA CATEGORIA INIZIATIVE E PROPOSIZIONI IN CONTINUO DIVENIRE
DI MARCO BERTUCCI CONSIGLIERE CDA ENPACL
Si è svolta nella consueta magnifica cornice di Treia, nel maceratese, dal 30 agosto all’ 1 settembre la VI^ edizione della Summer School. La tradizionale manifestazione organizzata dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro quest’anno dedicata ai Presidenti dei consigli provinciali ed ai dirigenti di categoria ha posto al centro del dibattito il futuro della nostra professione e le nuove sfide che ci attendono per essere sempre più competitivi sul mercato del lavoro. Il Consiglio provinciale di Roma ha delegato il consigliere Marco Bertucci per i tre giorni di lavoro che si sono svolti seguendo il metodo OST (open space technology), ovvero la condivisione di idee e progetti sviluppati dai par8
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tecipanti riunitisi in cinque gruppi ed ancora in sottogruppi. Dalla articolata ed intensa partecipazione sono scaturiti alcuni degli obiettivi e le conseguenti azioni che la Categoria dovrebbe porre in atto per le sfide che ci attendono in un mondo professionale in forte evoluzione e che la Presidente Marina Calderone ha brillantemente sintetizzato nel suo intervento di chiusura della manifestazione, annunciando che rappresenteranno la Carta dei principi dei Consulenti del lavoro, e saranno al centro del prossimo importante appuntamento: gli Stati Generali della categoria convocati a Roma per gennaio prossimo, in occasione della ricorrenza dei 40 anni della nostra Legge istitutiva, la numero 12 dell’11 gennaio 1979.
CATEGORIA
Il lavoro della Summer School non si è quindi esaurito nella tre giorni, ma rappresenta un passaggio fondamentale per capire qua-
le percorso dobbiamo intraprendere in questo magnifico nostro cammino ordinistico.
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Il Decreto Dignità visto dai giovani
di Alessia Noviello Consulente del Lavoro
In questi mesi estivi abbiamo dovuto affrontare questioni importanti, quali, dignità e lotta al precariato. Concetti chiave, che, se attuati e contrastati, fanno certamente la differenza per identificare il grado di civiltà di un paese. Il nostro attuale Governo ha manifestato la sua idea di lotta al precariato già in questa primissima fase e lo ha fatto principalmente attraverso le modifiche introdotte al contratto a tempo determinato, grazie all’entrata in vigore del decreto legge cd. Dignità, n.87/2018, convertito in legge 96/2018. Rispetto alla precedente formulazione viene
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stabilito che: -il rapporto a termine può essere attivato, dal 14 luglio 2018, senza alcuna causale per un periodo non superiore a 12 mesi, e, non più 36 tre il limite dei 12 mesi, a condizione che si possano giustificare: •Esigenze temporanee ed oggettive, estranee all’ordinaria attività del datore di lavoro o sostitutive; •Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria. -Il termine ultimo del contratto a termine non potrà superare i 24 mesi, fermo quanto di-
sposto al comma 2, che consente un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di dodici mesi, nel caso in cui lo stesso venga stipulato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio. Nel format utilizzato dovrà essere precisato che il contratto a tempo determinato si stipula ai sensi dell’articolo 19, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2015 apponendo una delle possibili causali. L’ulteriore proroga dei 12 mesi, presso la ITL è possibile una sola volta, qualora venga sottoscritto per una durata inferiore a 12 mesi, lo stesso, non potrà essere prorogato né rinnovato. a) I 24 mesi devono essere calcolati sommando anche i periodi di missione nell'ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato; b) I 24 mesi riguardano lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale; c) Dai 24 mesi sono escluse le attività stagionali; d) Nei 24 mesi non sono sommabili i periodi di rapporto di lavoro a termine stipulati tra il lavoratore e le altre aziende che appartengono al medesimo gruppo imprenditoriale. - Viene rivisto anche il numero di proroghe che passano da 5 a 4; - Vengono introdotti maggiori oneri per le imprese, il Decreto Dignità prevede infatti un aumento dell’aliquota contributiva INPS pari allo 0,5% per ciascun rinnovo, che si andrà ad aggiungere a quella già in vigore per i normali rapporti a tempo determinato pari all’1,40% carico azienda destinata al finanziamento della NASPI. Il contributo addizionale pagato dall’azienda potrà essere restituito, dall’INPS, nel caso in cui il rapporto venga trasformato a tempo indeterminato o qualora il lavoratore venga riassunto con contratto a tempo indeterminato entro il termine massimo di 6 mesi dalla cessazione del precedente rapporto a termine, lo stesso non si applica nei confronti di: a) lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti; b) lavoratori assunti a tempo determinato per
lo svolgimento di attività stagionali, previste dal D.P.R. n. 1525/1963; c) rapporti in apprendistato (ad eccezione dell’apprendistato stagionale); d) lavoratori dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001. -Nei casi in cui si ritenga illegittimo il ricorso al contratto a tempo determinato stipulato con una azienda, i termini per impugnarlo, in forza al nuovo art. 28, sono passati da 120 a 180 giorni. I nuovi termini si applicano esclusivamente ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dal 14 luglio 2018, ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso alla medesima data. Per i contratti stipulati prima, si continuano ad applicano i termini di impugnazione previgenti 120 giorni. - Viene introdotto, in fase di conversione in legge del decreto, un periodo transitorio, che terminerà il 31 ottobre 2018 e grazie al quale, ai rapporti già in essere alla data di entrata in vigore del decreto, ai rinnovi e alle proroghe, si applicheranno le regole dettate dalla precedente formulazione del testo. Fatto un doveroso sunto della normativa e pur condividendo le ragioni che hanno indotto il Governo ad intervenire sul tema, non possiamo fare a meno di ricordare a noi stessi che la mobilità e la flessibilità aziendale, se usate nel rispetto di tutte le parti, rappresentano un’opportunità e non certamente un segnale di precarietà. Combattere il precariato per noi significa creare maggiori possibilità, che non possono prescindere da un mercato del lavoro flessibile ed in questo senso la nostra professione avrebbe da insegnare tantissimo. La dignità va garantita grazie al rispetto delle leggi, la flessibilità, soprattutto per i giovani deve rappresentare uno stimolo costante alla crescita. Insegniamo ai giovani la passione per il lavoro, a crearsi nuove opportunità, a non restare fermi in un mercato che guarda costantemente al futuro.
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Rilascio delle licenze speciali per notifiche di atti giudiziari e multe
di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista Sulla Gazzetta Ufficiale n. 208 del 7 settembre 2018 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico datato 19 luglio 2018, recante il “Disciplinare delle procedure per il rilascio delle licenze individuali speciali per l'offerta al pubblico dei servizi di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni connesse e di violazioni del codice della strada”. Si tratta di un provvedimento che si inserisce nel processo di liberalizzazione dei servizi postali avviato con la Legge per la concorrenza (Legge n. 124/2017), la quale ha abrogato la previsione che sanciva l'affidamento esclusivo dello stesso a Poste Italiane e che è stata successivamente completata con Legge di bilancio 2018 (n. 205/2017) che ha introdotto diverse novità in tema di notificazioni. Il decreto individua anzitutto le tipologie di licenze rilasciabili - cioè quelle disciplinate dalla delibera AGCOM 77/18/CONS con la quale è stato approvato il «Regolamento in materia di rilascio delle licenze per svolgere il servizio di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni connesse (legge 20 novembre 1982, n. 890) e di violazioni del codice della strada (art. 201 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 - classificandole in quattro gruppi: - A1 per la notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e delle violazioni del codice della strada, in ambito nazionale; - A2 per la notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e delle violazioni del codice della strada, in ambito regionale; - B1 per la notificazione a mezzo posta di violazioni del codice della strada, in ambito nazionale; - B2 per la notificazione a mezzo posta di violazioni del codice della strada, in ambito regionale. Sono, poi, indicate le procedure di rilascio ed i requisiti necessari.
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Quanto a questi ultimi (ed alle connesse situazioni ostative), si tratta anzitutto di quelli previsti dall'art. 5 del Regolamento generale in materia di titoli abilitativi (di cui alla delibera n. 129/15/CONS dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dell'11 marzo 2015, consistenti in specifiche riguardanti l’iscrizione al registro delle imprese con codice ATECO afferente al settore postale ed il possesso di idonee e specifiche certificazioni di qualità), cui si aggiungono: a) l’ essere in regola con il pagamento dei contributi, previsti dall'art. 15 del decreto legislativo n. 261/1999, a titolo di rimborso spese per l'istruttoria e per verifiche e controlli relativo al primo anno dal quale decorre la licenza speciale; b) il fornire, con riferimento all'attività di notifica per la quale si chiede il rilascio della licenza, le informazioni di cui all'art. 5, commi 8 e 9, del Regolamento generale di cui alla delibera 129/15/CONS e trasmettere i segni distintivi (marchio e logo) che saranno utilizzati per fornire il servizio; c) l’ affidabilità (che è determinata sulla base di specifiche indicazioni che lo stesso decreto fornisce in relazione a ciascun tipo di licenza: fideiussioni, deposito dei bilanci nel registro delle imprese, dichiarazioni attestanti l’assenza di determinate condizioni -quali infrazioni alle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro o in materia di appalti; stato di fallimento, di liquidazione coatta amministrativa, di concordato preventivo; situazioni che danno luogo all'esclusione dalla partecipazione ad una procedura d'appalto; provvedimenti definitivi di esclusione da gare ad evidenza pubblica a causa di irregolarità contributiva e/o false dichiarazioni accertate in via definitiva); d) la professionalità (dimostrata con la produzione di dati di bilancio del biennio precedente da cui risulti l'attività svolta nel settore postale relativa ad invii certificati e registrati per una percentuale del fatturato totale non inferiore al 10% del biennio; ovvero, l'attività svolta attraverso messi notificatori comprovata da almeno tre attestazioni positive qualificate, per un importo non inferiore al 10% del fatturato totale nel biennio); e) onorabilità (non aver commesso violazioni definitivamente accertate, nel triennio anteriore alla data della domanda per il rilascio della licenza, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui risiedono; non aver subito, nel triennio anteriore alla domanda, l'applicazione di sanzione che comporta il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione; aver adempiuto, all'interno delle proprie strutture aziendali, agli obblighi di sicurezza previsti dalla vigente normativa; non aver commesso una grave negligenza nell'esecuzione delle prestazioni affidate da una pubblica amministrazione nel triennio anteriore alla data della domanda; non versare in stato di interdizione legale o di interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese ovvero di incapacità' a contrarre con le pubbliche amministrazioni, di interdizione dai pubblici uffici perpetua o di durata superiore a tre anni, salvi gli effetti della riabilitazione; non essere stato e non essere sottoposto a misure di prevenzione personale o reale, anche in forza di un provvedimento non ancora definitivo, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione ai sensi dell'art. 178 c.p.; essere in regola con il pagamento, ove dovuto, dei contributi alle spese di funzionamento dell'Autorità). Le domande per il rilascio delle licenze sono presentate alla Divisione VI - servizi postali - della Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica di radiodiffusione e postali del Ministero dello sviluppo economico, tramite raccomandata con avviso di ricevimento o tramite posta elettronica certificata all'indirizzo div.06.pec@mise.gov.it in base agli appositi modelli disponibili sul sito internet ministeriale. Il rilascio o il rifiuto della licenza dovrà essere comunicato dal MISE entro 45 giorni decorrenti dal giorno di ricevimento della domanda. Il rilascio della licenza individuale speciale è soggetto al pagamento di un contributo a titolo di rimborso spese per l'istruttoria e di un contributo, da versare entro trenta giorni dal ricevimento del provvedimento, dovuto per verifiche e controlli sulla permanenza dei requisiti richiesti per la licenza, relativo al primo anno di decorrenza. L'offerta del servizio non può' essere avviata prima del rilascio della licenza. La licenza speciale, sia in ambito nazionale che regionale, ha una validità non superiore a sei anni, ed è rinnovabile previa richiesta da presentare almeno novanta giorni prima della scadenza. Non può essere ceduta a terzi senza il previo consenso del Ministero e comunque, in tal caso, è cedibile unicamente a soggetti che comprovino il possesso degli stessi requisiti sopra indicati. La licenza può essere sospesa o revocata in caso di violazione di alcune precise norme indicate nel menzionato Regolamento. E’ altresì possibile che ne sia disposta la decadenza quando venga meno uno dei requisiti richiesti per il suo rilascio.
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QUESITI
Quesiti e Risposte Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma In merito alla Dichiarazione Preventiva di Agevolazione (D.P.A.), procedura attiva dal 9 luglio 2018, si espone il seguente quesito: tale dichiarazione deve essere presentata solo per le nuove agevolazioni, di cui l'azienda andrà a fruire dal 09 luglio in poi, od anche per quelle già in corso ante 09 luglio (es.sgravio contributivo triennale, biennale, over 50,. . . L’INPS ha specificato che la DPA costituisce un meccanismo di verifica su base volontaria: il datore di lavoro non è obbligato ad effettuarla né tantomeno tale scelta può configurare ipotesi di irregolarità amministrativa. La verifica di regolarità infatti, viene comunque effettuata dall’Istituto ogni volta che nel flusso di denuncia mensile UniEmens è evidenziata almeno un’agevolazione. Ciò detto dal 9 luglio 2018 il sistema Dichiarazione Preventiva di Agevolazione - D.P.A. - prevede che l’azienda dichiari, attraverso un modello telematico, la volontà di usufruire delle agevolazioni a partire dal mese in cui ne ha diritto e per tutto il periodo di permanenza del titolo medesimo. La dichiarazione, con riguardo alla matricola aziendale per la quale, per il mese considerato, verrà denunciata dal datore di lavoro l’agevolazione nel flusso UniEmens, deve avvenire entro il giorno precedente la scadenza del pagamento della denuncia stessa. L’avvenuta trasmissione della Dichiarazione Preventiva di Agevolazione determinerà l’avvio, in tempo reale, dell’interrogazione della piattaforma Durc On Line. L’esito della verifica di regolarità sarà registrato sul sistema D.P.A. e fornirà all’utente esterno la conferma circa la legittimità della fruizione dei benefici ai sensi dell’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296/2006. Resta fermo che, in assenza della preventiva dichiarazione a cura dell’azienda interessata o del proprio intermediario, qualora a seguito della elaborazione di un flusso UniEmens sia evidenziata almeno una agevolazione, il sistema D.P.A. attiverà l’interrogazione della procedura Durc On Line e l’esito della verifica di regolarità sarà gestito ai fini della conferma o del recupero di quanto indebitamente fruito a titolo di benefici/agevolazioni. con la presente sono a chiedere informazioni in merito a quanto indicato nel fiscal focus del 27.07.2017 con oggetto "CHIUSURA STUDIO" nel quale viene indicato che, " in caso di cessazione del rapporto di lavoro si invita a trasmettere lo stesso modello UNIURG tramite fax al numero 848800131 entro 5 giorni di calendario. E' possibile procedere in tal senso? La circolare nº 20/2008 del Ministero del Lavoro prevede che in coincidenza con le ferie o la chiusura dei soggetti abilitati e autorizzati all’invio delle comunicazioni obbligatorie, il datore di lavoro possa inviare la comunicazione preventi-
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QUESITI
va all’assunzione, mediante il modello UNIURG al Fax Server del Ministero (848.800.131) fermo restando l’obbligo di invio della comunicazione ordinaria nel primo giorno utile successivo alla riapertura degli studi professionali o delle associazioni di categoria. Quanto alle altre tipologie di comunicazione, va precisato che l’invio può avvenire anche prima del termine ultimo previsto, ma non oltre il quinto giorno. si richiede, premesso accordo, conferma fattibilità di 12 mesi di telelavoro di una dipendente di azienda italiana con sede legale in Italia, presso il Regno Unito (Oxford) da 09/18. La dipendente non prenderà residenza ad Oxford, ma solo domicilio presso un conoscente. Riferimenti normativi soprattutto sulla sicurezza, su possibili trasferte e procedure obbligatorie attivazione. Secondo quanto può evincersi dal messaggio Inps n. 9751/2008, nel caso in cui un lavoratore dipendente da un datore di lavoro italiano (intendendosi per tale il datore di lavoro che eserciti abitualmente la propria attività in Italia) venga inviato temporaneamente presso un altro paese appartenente all’UE per svolgervi attività in regime di telelavoro per conto (e nell’interesse) del medesimo datore di lavoro, può astrattamente configurarsi una ipotesi di “distacco internazionale” e, pertanto, il rapporto di lavoro rimane regolato dalla normativa previdenziale del paese di provenienza (Italia) “a condizione che la durata prevedibile di tale lavoro non superi i ventiquattro mesi e che essa non sia inviata in sostituzione di un’altra persona distaccata” (art. 13 Reg. UE 883/2004). A tal fine, è necessario che il datore di lavoro acquisisca dall’Inps il cd. certificato di legislazione applicabile (A1), presentando una richiesta redatta sulla base dei format predisposti dall’Inps medesimo con messaggio 218/2016; inoltre, al fine di garantire al lavoratore la copertura sanitaria in caso di infortunio sul lavoro o di malattia professionale, sarà necessario richiedere all’Inail il rilascio del Documento Portabile PD DA1. La suddetta deroga al principio di territorialità della normativa applicabile vale, tuttavia, solamente per le disposizioni previdenziali e di sicurezza sociale. Di contro, per gli altri aspetti relativi al rapporto di lavoro, occorrerà esaminare la normativa del paese di destinazione, tenendo presente che la Direttiva UE n. 71/1996 (da ultimo modificata dalla Direttiva 857/2018) stabilisce, in caso di distacco internazionale, l’immediata applicabilità delle regole stabilite presso tale ultimo paese (nella fattispecie, il Regno Unito) in materia di: a) periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo; b) durata minima dei congedi annuali retribuiti; c) retribuzione, comprese le tariffe maggiorate per lavoro straordinario; d) condizioni di fornitura dei lavoratori, in particolare la fornitura di lavoratori da parte di imprese di lavoro temporaneo; e) sicurezza, salute e igiene sul lavoro; f) provvedimenti di tutela riguardo alle condizioni di lavoro e di occupazione di gestanti o puerpere, bambini e giovani; g) parità di trattamento fra uomo e donna, nonché altre disposizioni in materia di non discriminazione; h) condizioni di alloggio dei lavoratori qualora questo sia fornito dal datore di lavoro ai lavoratori lontani dal loro abituale luogo di lavoro; i) indennità o rimborso a copertura delle spese di viaggio, vitto e alloggio per i lavoratori lontani da casa per motivi professionali. La citata Direttiva, inoltre, prevede che, in aggiunta a quanto sopra, ai lavoratori distaccati – decorso un periodo di 12 mesi dall’inizio del distacco (e salvo che il paese ospitante non autorizzi proroghe) – siano garantite tutte le condizioni di lavoro e di occupazione applicabili nello stato membro in cui è fornita la prestazione di lavoro. Si precisa, inoltre, che – come chiarito dal Ministero del Lavoro con la Faq n. 2 pubblicata sul portale Cliclavoro - non sarà necessario effettuare la comunicazione obbligatoria tramite il modello UNI_DISTACCO_UE, atteso che, ai fini dell’eventuale comunicazione/autorizzazione del distacco, “dovrà essere verificata la legislazione di recepimento della Direttiva 2014/67/UE dello specifico Stato membro ospitante"; ciò, naturalmente, non esonererà il datore di lavoro dalle ordinarie comunicazioni telematiche e dalle necessarie annotazioni sul LUL. Infine, si consiglia di esaminare il contratto collettivo applicato dal datore di lavoro, al fine di appurare se siano previste specifiche disposizioni applicabili alla fattispecie, nonché di adottare una particolare cautela, tenuto conto delle possibili ricadute della Brexit sui distacchi internazionali.
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QUESITI
In base alla legge n°96 del 2018, legge-conversione del decreto dignità, è possibile stipulare un nuovo contratto di lavoro a tempo determinato (rinnovo), la cui durata faccia superare i 24 mesi totali tra datore e lavoratore? Tale contratto inizierebbe a metà settembre e scadrebbe a metà dicembre? E' possibile stipulare il nuovo contratto senza inserimento di causale ? ll comma 2 dell'art. 1 del D.L 87/2018 "Dignità", convertito con modifiche nella L. 96/2018, dispone che Le disposizioni di cui al comma 1 del citato DL si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché ai rinnovi e alle proroghe contrattuali successivi al 31 ottobre 2018. Il nuovo contratto (rinnovo) di cui al quesito potrà essere stipulato (entro il periodo transitorio ) essendo lo stesso sottoposto al regime regolatorio di cui al D.Lgs 81/2015 ante modifiche (no causali, durata max 36 mesi)
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QUESITI
Può la moglie usufruire dell'allattamento (fino ad un anno del bambino) nel momento in cui il marito richiede per lo stesso periodo il congedo parentale ad ore? La moglie ha un contratto part time a 35 ore settimanali andrebbe ad effettuare 5 ore al giorno di lavoro dalle ore 13:00 alle ore 18:00 mentre il marito vorrebbe usufruire del congedo parentale dalle ore 15:00 alle ore 18:30. Premesso che i genitori possono- se lo desiderano- utilizzare il congedo parentale contemporaneamente , il padre può usufruirne anche durante i mesi di astensione obbligatoria post-partum della madre ,nonché durante i periodi nei quali la madre beneficia dei riposi orari . Per il congedo utilizzato con l'articolazione indicata si consiglia di prendere visione anche della relativa contrattazione collettiva , ove vi sia apposita regolamentazione.
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Marforio ASPETTA E SPERA ... NER MIRACOLO!
Traduzione in lingua Italiana a cura di Giuseppe Marini
Volemo speracce Sor Pasquì? ‘A Speranza è l’urtima a morì!!! Che ve devo dì?!?! Io nun ce credo! Manco co ‘a bacchetta maggica - o annannose a riccomannà ar Divinamore - ce riescheno. L’Itajani so de bbase furbacchioni e levantini! Come ponno fregà te fregheno!!! Me domannate perché so così scettico su le promesse de: “tutto a tutti senza pagà” che gli Urtimi hanno fatto pe’ fasse votà? Leggeteve l’articolo de P. Iacci su ‘a questione de li lavoratori buttati fori da Almaviva e poi n’ariparlamo. Da la lettura ve potete fa capace der grave stato in cui versa l’INPS a cui se dovranno accollà l’interventi sociali promessi … er reddito e, puro, ‘a penzione de cittadinanza; , pe’ nun parlà der Collocamento, che dovrà essere er giudice de li diritti de li Poveracci nullatenenti!!! Poracci li lavoratori de mò che stanno a versasse li contributi e penzeno de pija a penzione ‘n futuro!!! Perché a l’elettori ‘n regola nun è stato fatto presente che già co’ tutte ‘e politiche de vuerfer accollate all’INPS [vedi, Penzioni Pubbliche, NASpI, ecc. ] li contributi loro stanno a sparì? Perché nun j’è stato fatto presente che er profonno rosso è dato d’avè accollato a li lavoratori privati de pagà ‘e penzioni de li lavoratori pubblici pe li quali er Carozzone Statale nun paga li contributi?
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V’o ricordate quanno ‘n tempi nun sospetti ve ‘o dicevo de la mascarzonata fatta - grazzie pure a la complicità de Dumbocchio, er famoso Presidente ‘cent’incarichi’ Mastrapasqua - de passà er granne buco de l’INPDAP (Dipendenti Pubblici ossia Statali, Burocrati e quantaltro), per er quale l’INPS nun becca, pe’ davvero, li contributi previdenziali de mò e de pria da l’Amministrazioni Statali e Locali, anche loro in difficortà finanziaria? Senza penzà che nun è lontano dar vero ipotizzà che l’INPS paga er TFR de Tesoreria a chi ne ha diritto senza avecce effettivamente er rimborso. Aggravanno er buco in cui versa! Ma li granni Condottieri ce lo sapeveno? Sapeveno che er grande economista (sic!) Tito Boeri, er più fico der biconzo, er Presidente dell’INPS, che tanto criticava er Sistema, sur periodico Web, ora ch’ha fatto? S’è appecoronato puro lui!!! ‘A verità er Popolo nun la deve sapè, avrà penzato, nun ‘a deveno sapè nimmanco li ‘Contrari’. Occhio nun vede core non dole, fate ‘e promesse e poi ve n’accorgete, tanto voi a me me cacciate!!!! Cosiccome er servizio de ricollocamento de li disoccupati da … settant’anni nun funziona! Che c’hanno provato in tutti li modi e… nun funziona!!! E l’Urtimi c’hanno fondato ‘e basi pe dà tutto a chi nun c’ha! A li poveri senza lavoro, a quelli che nun ponno lavorà perché er Sistema è cattivo, nun l’accetta!!! Ce penzeno loro a creà li posti de lavoro … pe’ Decreto! Poracci loro; vonno fa finta de nun sapè che a maggior parte de chi nun dichiara gnente, de chi nun lavora, lo fa apposta! Perché all’Itajano dateje ‘na piccola copertura, ‘n piccolo sussidio, poi ce penza lui a ‘nventasse er modo pe’ fregà!!! Pe’ lavorà ‘n nero! Pe nun pagà le tasse! Tanto li diritti je so assicurati (Casa aggratisse, Asilo nido, cure mediche, contributi figurativi, assegni famijari, detrazioni, … gnente tasse) che je frega!!! “Tanto si nun so io, so l’immigrati, so li zingheri, che se pappeno er dorce!!!”. Così ‘a scusante è bella e trovata! E se sente furbo e no’ cojone. Mo vojo proprio vede come Castore e Polluce vorranno fa pe’ mantenè ‘e promesse; quanno se troveranno a governà senza annimmanco li fichi secchi, perché hanno detto de rinuncià pure a li barzelli, ariducenno ‘e percentuali de ‘e tasse, e nimmanco aumentà l’IVA. Avete capito mò Sor Pasquì perché so incredulo? Stamo a vedè quello che so boni a fa … er Gatto e ‘a Vorpe!!!! S’arivedemo Sor Paquì. Marforio vostro
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ATTENDENDO E SPERANDO … NEL MIRACOLO! Vogliamo sperarci Signor Pasquino? La Speranza è l’ultima a morire!!! Cosa dirvi?!?! Io non ci credo! Neanche con la bacchetta magica, o andando al Santuario della Madonna del Divino Amore [Località in cui si venera l’Effige dell’omonima Madonna, cara ai Romani per aver preservato Roma dai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale e per gli innumerevoli miracoli ascrittile – ndT] ci possono riuscire. Gli Italiani sono di fondo furbacchioni e levantini! Come possono raggirarti ti raggirano [Ricordiamoci che, per un Romano verace, per ‘Italiano’ s’intende colui che si è inurbato al seguito dei vari Papi o dei Sabaudi. Venuto per vessarlo con tasse – vedi i famosi ‘Marchiciani’ di Papa Sisto V (1) o con corruttele, vedi i burocrati ministeriali venuti dal nord o dal sud per coprire i posti di comando nelle varie opere per la costruzione di Roma quale nuova Capitale del Regno d’Italia – ndT]!!! Mi domandate perché sono così scettico sulle promesse di: “tutto a tutti senza oneri” che gli Ultimi [‘arrivati’, cioè il Nuovo Governo e il Contratto M5S-Lega di riferimento – ndT] hanno fatto per farsi votare? Leggetevi l’articolo che vi lascio [si tratta di un articolo comparso sulla rivista dell’AIDP – HR On Line - a firma di P. Iacci sulla questione dei lavoratori licenziati da Almaviva molto simbolico dello stato in cui si versa nel mondo del Lavoro e non solo in fatto di moralità e finanza – ndT] (2) e poi ne possiamo riparlare. Dalla lettura vi potrete rendere edotto del grave stato in cui versa l’INPS a cui si dovranno accollare gl’interventi sociali promessi … il Reddito e la pensione di cittadinanza, oltre che del Collocamento [inteso come sistema di intervento per la ricollocazione dei Lavoratori disoccupati . ndT], che dovrebbe essere il giudice degli ‘Aventi Diritto’ tra inoccupati e cittadini sotto la soglia di povertà!!! Poveri lavoratori che pensano di fruire della Pensione in futuro [Marforio si riferisce evidentemente ai Lavoratori dipendenti che versano contribuzione previdenziale all’INPS – ndT]!!! Perché agli elettori ‘in regola’ [quelli che secondo Marforio sono in buona fede e che dediti a sopravvivere onestamente non hanno tempo materiale d’informarsi diversamente – ndT] non è stato pubblicizzato che già con tutte le politiche di welfare caricate all’INPS [vedi, Pensioni Pubbliche, NASpI, ecc. ] i loro contributi si stanno riducendo al lumicino? Perché non è stato fatto presente che il profondo rosso è dato dall’aver di fatto imposto ai lavoratori ‘privati’ di pagare le pensioni dei lavoratori pubblici per i quali tutto l’Apparato Statale [Stato, Regioni, Amministrazioni pubbliche in generale – ndT] non pagava da anni i contributi? Ve lo ricordate quando in tempi non sospetti vi ho parlato della mascalzonata fatta - grazie pure alla complicità dell’allora Presidente Mastrapasqua [Dumbocchio, “Grandi orecchie e naso lungo” l’ibrido personaggio creato da Marforio - per lui nato dall’incrocio del Dumbo disneyano, l’elefantino dalle grandi orecchie, e di Pinocchio, il bugiardo per antonomasia appellativo con cui, a tempo debito, identificava il poi ‘Famoso’ Mastrapasqua che, per coprire le responsabilità politiche macroeconomiche aberranti dei governanti del tempo, dispensatori dei suoi innumerevoli cadreghini, sosteneva che l’incorporazione dell’INPDAP sarebbe stata quasi indolore per l’INPS da lui presieduta - ndT]- di passare il grande buco finanziario del collassato INPDAP (Ente pensionistico dei Dipendenti Pubblici ossia Statali, Burocrati e quantaltro)? Per il quale l’INPS non fruisce realmente dei contributi previdenziali correnti e passati dalle Amministrazioni Statali e Locali, anche loro in grandi difficoltà finanziarie. Senza pensare che non è lontano dal vero ipotizzare che l’INPS ‘eroga il TFR di Tesoreria a chi ne ha diritto senza riceverne effettivamente il rimborso. Aggravando così la situazione in cui versa! Ma i grandi Condottieri [appellativo con cui M. si riferisce agli Onorevoli Di Majo e Salvini, di fatto i leader dell’Esecutivo – ndT] lo sapevano? Sapevano che Titino, il famoso economista (sic!) [ap-
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pellativo poco riverente dell’Arguto per indicareTito Boeri, l’attuale Presidente dell’INPS – ndT] il migliore dei migliori [“er più fico der biconzo” dicesi in Roma di colui che si ritiene il ‘meglio’ riuscito in un grande cluster/contenitore di simili – ndT], che tanto criticava il Sistema, sul suo periodico Web [fino all’assunzione della carica nell’Ente, Boeri era, quale cofondatore, punto di riferimento nel corpo redazionale de “Lavoce.info”, di chiare tendenze di sinistra – ndT], ora cosa ha fatto? Si era pronato pure lui!!! E se la verità il Popolo non la deve sapere è impensabile che la debbano sapere gli avversari politici. Ecco perché mi è sorto il dubbio! Come si fa a fare tante promesse elettorali, oltre che senza coperture accertate, con una criticità finanziaria di tale entità!?!? Nello stesso modo, vi si potrà leggere, versa il servizio di ricollocamento dei disoccupati … da sempre non funziona! Tutti i Governi susseguitisi nel dopoguerra ci hanno provato in tutti i modi e … non funziona!!! E gli Ultimi [l’A. si riferisce ai nuovi governanti – ndT] ci hanno fondato le basi per poter elargire quanto promesso ai meno abbienti! Ai poveri senza lavoro, a quelli che non possono lavorare perché il Sistema non li include!!! Ci penseranno loro a creare posti di lavoro … per Decreto! Poverini, vogliono far finta di non sapere che la maggior parte di chi fiscalmente non dichiara nulla; di chi non lavora … lo fa scientemente! Perché all’Italiano ‘furbastro’ se gli fai ottenere una piccola rendita pubblica, un piccolo sussidio, poi ci pensa lui a inventarsi il modo per truffare!!! Per lavorare in nero! Per non pagare le tasse! Tanto i diritti (Casa gratis, Asilo nido, cure mediche, contributi figurativi, assegni nucleo familiare, detrazioni, … niente tasse) gli sono assicurati, cosa gli interessa del resto?!?! “Tanto se non lo faccio io, lo fanno gl’immigrati, gli zingari, sono loro quelli che si approfittano”. Così io italiano ho la scusante (per sentirmi un furbo e non un vessato). Ora voglio proprio vedere come Castore e Polluce [nella Mitologia greca sono i Dioscuri, i ge-
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o di contratto collettivo applicate al lavoratore, il somministratore e l'utilizzatore sono puniti con la pena dell'ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione. Il legislatore in questa sede ha assestato un’ulteriore “colpo” al contratto a tempo determinato in quanto, con esclusione dei contratti di lavoro domestico, il contributo addizionale viene aumentato di 0,5 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo di questa tipologia contrattuale, anche in regime di somministrazione. Se non fosse stato già chiaro in precedenza, l’aumento percentuale del contributo addizionale ad ogni rinnovo contrattuale non lascia alcun dubbio: l’intenzione del legislatore è quello di limitare al minimo l’utilizzo del contratto a termine per favorire l’occupazione a tempo indeterminato, anche mediante lo strumento dell’incentivo contributivo di quest’ultimo istituto. Il Decreto Dignità, infatti, al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, conferma il riconoscimento di sgravi contributivi nella misura del 50%, per un periodo massimo di 36 mesi ai datori di lavoro privato che nel corso del 2019 e 2020 offriranno occupazione con contratto di subordinazione a tempo indeterminato a giovani che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno d’età e non siano già stati occupati a tempo indeterminato per lo stesso o per altro datore di lavoro. Poniamo ora l’attenzione su un’altra delicata questione inerente i contratti a termine tra privati: la normativa contenuta nel Decreto Dignità è carente del regime transitorio. Ciò che è certo è che i contratti stipulati entro il 13 luglio 2018 continuano ad essere disciplinati dalla vecchia normativa. I contratti a termine istituiti tra il 14 luglio e l’11 agosto 2018 seguono la piena ap-
plicazione della normativa in esame il DL 87/2018, dalla data di attuazione del Decreto e in assenza di indicazioni sul periodo transitorio. La norma transitoria viene introdotta in un secondo momento, con la Legge 96/2018 con decorrenza dal 12 agosto 2018 con un emendamento al Decreto Dignità e consente di applicare la vecchia normativa per i rinnovi e per le proroghe ai rapporti in essere alla data del 14 luglio per un periodo transitorio terminante il 31 ottobre 2018, pertanto dal 1 novembre 2018 trova piena applicazione la normativa espressa nel Decreto Dignità. Ci troviamo difronte ad uno schema normativo alquanto complesso ove vigono quattro regimi per l’istituto del contratto di lavoro subordinato a termine, che lasciano ampio margine all’errore e possibili ricorsi in sede giudiziale. C’è da evidenziare inoltre che il Legislatore ha mancato di prevedere la possibilità dell’intervento della contrattazione collettiva per adattare il contratto alle reali esigenze e alle peculiarità aziendali. La domanda da porsi è se si tratta di una svista o di una manovra per limitare ancora di più il ricorso al contratto a termine… Dal Decreto Dignità traspare il desiderio di combattere il precariato e il procrastinare da parte delle aziende di contratti a termine, da sempre comodi per il datore di lavoro perché in grado di garantire forza lavoro nel medio termine senza gli oneri tipici della continuità indeterminata. Non abbiamo certezza che l’economia italiana sia pronta per un massivo impegno a tempo indeterminato di forza, auguiamci che questa manovra non porti alla ribalta l’impiego dell’odiato lavoro sommerso.
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piccola frazione dei lavoratori licenziati. • La UE ha stanziato più di 3 milioni di Euro e gli enti locali hanno aggiunto ulteriori finanziamenti al fine di supportare delle azioni di formazione e politiche attive di riconversione professionale al fine di trovare ricollocazione ai lavoratori licenziati. Un mare di denaro coordinato da Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive per il Lavoro) che dovrebbe svolgere da stimolo anche verso i centri per l'impiego locali. Il risultato a distanza di più di un anno è nullo. Poca formazione erogata, nessuna persona ricollocata. • Contemporaneamente i lavoratori prendono anche la Naspi, l'indennità di disoccupazione che può durare per un massimo di due anni, garantisce i contributi figurativi per il periodo di vigenza e che garantisce il 75% della retribuzione fino a un massimo di € 1.300 euro mese (in flessione del 3% ogni mese). La Naspi pesa sul bilancio INPS già in profondo rosso. Teoricamente se un lavoratore rinuncia a un'offerta di lavoro perde il diritto all'assegno di disoccupazione ma, in questo caso, non è andata così (almeno secondo il racconto della Direzione aziendale e di molte persone coinvolte) . • Nei fatti molti licenziati preferiscono prendersi la Naspi e andare a lavorare in nero piuttosto che accettare un nuovo lavoro. • Anpal accusa così i lavoratori di non voler trovare un nuovo posto di lavoro per prendersi il sussidio senza lavorare alla luce del sole. Il sindacato di base accusa i centri per l'impiego e l'Anpal di immobilismo. Le segreterie nazionali del sindacato, fortemente coinvolte nell'ideazione e gestione dell'Anpal tacciono. Le forze politiche pensano a promettere un radioso futuro per tutti, come non è dato capire. • L'atteggiamento intransigente del sindacato di base, pur comprensibile, non sta pagando. Quanto sta succedendo agli ex lavoratori di Almaviva è molto simile all'esito di quasi tutte le medesime crisi aziendali di questi ultimi mesi. • Il meccanismo di funzionamento della Naspi nel suo rapporto con le politiche attive per l'occupazione, teoricamente corretto, nella pratica non sta funzionando perché si basa sul lavoro dei centri per l'impiego. Questi nei loro ormai vent'anni di vita non hanno mai funzionato: per altro sono gli eredi dei vecchi uffici di collocamento creati nel lontano 1949 e che per valutazione unanime non hanno mai funzionato. Dopo ottant'anni di fallimenti costanti nel fare incontrare offerta e domanda di lavoro, sarebbe davvero miracoloso riscontrare anche solo un moto di vita. Lascia davvero sorpresi vedere che i sindacati e la maggioranza delle forze politiche pensano ad un loro rafforzamento: 80 anni di fallimenti costanti ed assoluti non vi sembrano ancora sufficienti?!
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CULTURA
LE DIECI MERAVIGLIE DI SUTRI UN MUSEO A PALAZZO DOEBBING
di Andrea Tommasini Redazione Cultura Al via il FESTIVAL D’AUTUNNO a SUTRI con dieci straordinari “Eventi Gioiello” incastonati nella magnifica cornice del Museo di Palazzo Doebbing dal 15 settembre 2018 al 13 gennaio 2019 Continuano a maturare ed a raccogliersi i frutti dell’attività di Vittorio Sgarbi Sindaco della città di Sutri a dimostrazione del fatto che quando si è competenti e le cose si sanno fare, si trovano anche i mezzi e gli illuminati che rischiarano il cammino del successo della realizzazione. Si prepara infatti un autunno ricco di iniziative per la città che vivrà uno straordinario risveglio culturale, artistico, mediatico ed economico. Una primavera culturale in totale controtendenza alle stagioni climatiche ed a totale beneficio del territorio e di tutti coloro i quali potranno e sapranno fruirne. Da mesi è stato infatti in cantiere la riapertura del Museo di Palazzo Doebbing. Il museo prende il nome da Joseph Bernardo Doebbing,nato a Munster nel 1855.Nel 1874 prese i voti nel convento dei frati minori di Warendorf, alunno della provincia di Sassonia. Nel 1875, a causa dell’espulsione dei Francescani e dei Gesuiti dalla Germania, fu costretto a trasferirsi negli Stati Uniti e si ordinò sacerdote nel 1879; lettore di filosofia e teologia, fu poi professore di filosofia nel seminario di Cleveland. Nel 1881 fu richiamato in Germania, e poi si trasferì a Quaracchi (Firenze) dove lavorò alla pubblicazione delle opere di San Bonaventura. Nel 1883 fu nominato professore di filosofia al Collegio irlandese di San Isidoro a Roma, e qui lavorò alla riforma degli studi filosofici e teologici. In un soggiorno a Capranica conobbe la Tuscia. Nel 1900 fu eletto vescovo di Nepi e di Sutri.
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CULTURA
Monsignor Doebbing, uomo di grande fede ma anche di rara e sofisticata cultura, restaurò il palazzo vescovile di Sutri, promuovendo importanti opere per l'educazione dei giovani, del clero e del popolo tutto. Tra le più notevoli il santuario della grotta santa della Madonna ad Rupes di Castel Sant’Elia. Morì a Roma nel 1916 e fu un padre per la comunità nepesina e sutrina. L’autorevolezza e l’originalità delle proposte di Vittorio Sgarbi ha attratto sostenitori istituzionali come la Fondazione Cultura e Arte, emanazione della Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele. La gestione degli spazi museali è stata affidata con bando pubblico a Sistema Museo. Ed i momenti inaugurali sono stati scanditi con grandissimo consenso di Autorità, Pubblico e Stampa in tre principali momenti articolati nell’arco temporale di due giorni: la Vernice del 14 settembre che nella mattina è stata riservata ai giornalisti, seguita nel pomeriggio dello stesso giorno dall’inaugurazione del Museo, alla presenza di S.E. il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e di S.E: il Vescovo di Nepi, Sutri, Civita Castellana Romano Rossi. Nel tardo pomeriggio della prima giornata ha seguito il Concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio offerto dalla Fondazione Cultura e Arte per volontà del Presidente Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele. Ha seguito 15 settembre nel primissimo pomeriggio una visita privata e riservata del Presidente Silvio Berlusconi e dell’On. Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo. Dal 15 settembre alle ore 17:00 ha avuto luogo l’apertura ufficiale al pubblico del Museo per questa straordinaria offerta di cultura come meglio descritto. LE DIECI MOSTRE L’apertura al pubblico del Museo di Palazzo Doebbing, dopo il restauro, imponeva la realizzazione di una serie di iniziative espositive convenienti per configurarlo come nuovo punto di riferimento culturale. Architettura dominante del centro storico della città di Sutri, Palazzo Doebbing è Museo e Palazzo delle Esposizioni in, collegamento con il Parco Archeologico, insieme al quale costituisce una imprescindibile offerta culturale alle porte della Tuscia. Nove saranno le prime mostre, realizzate anche con il contributo della Fondazione Cultura e Arte, emanazione della Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale – che apriranno il 15 settembre. La decima inaugurerà il 15 dicembre.
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CULTURA
IN PROGRAMMAZIONE 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.
La Bellezza di Dio. Dipinti e oggetti d’arte dal XIV al XVII secolo nella Tuscia Giuseppe Pelizza da Volpedo, Idillio Verde KOUROS. Wilhelm von Gloeden - Roberto Ferri Giovanni Iudice. Il nuovo Quarto Stato: migranti Animali e Piante Immortali. Luciano e Ivan Zanoni Matteo Basilè. ICONE EVA. To the Wonder Italo Mus. Sotto il cielo. Luigi Serafini. Altalena Etrusca. Monumento a Sutri Tiziano, Estasi di San Francesco
Aperture Le mostre sono aperte dal 15 settembre 2018 al 13 gennaio 2019. E’ previsto l’allestimento di una libreria interno ai temi delle mostre e un servizio di visite guidate e di laboratori didattici per le scuole.
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CULTURA
La bellezza di Dio Dipinti e oggetti d’arte dal XIV al XVII secolo nella Tuscia La mostra presenta una preziosa selezione di dipinti, sculture, oggetti d’arte provenienti dal territorio della Diocesi di Civita Castellana. 34 opere che documentano l’importanza del patrimonio di arte sacra, dal raro cofanetto in avorio di Civita Castellana, ai capolavori di Antonio da Viterbo, Sano di Pietro e Antoniazzo Romano e altri maestri dalle Chiese di Orte, Nepi, Monterosi, Gallese, Castel Sant’Elia, Capranica, Bassano Romano, Trevignano, Sant’Oreste, Ponzano, Mazzano, Capena, Campagnano, Bracciano, principali località della Tuscia. Un inno alla bellezza di Dio attraverso la visione e il magistero di artisti dotti ed ispirati nella rappresentazione dell’iconografia cristiana. (a cura di Luisa Caporossi e Isabella Del Frate e con la supervisione di Vittorio Sgarbi). Giuseppe Pelizza da Volpedo. Idillio verde “Giuseppe Pellizza da Volpedo è conosciuto universalmente per il suo Quarto stato che inaugura il secolo XX, ed è forse il primo dipinto di soggetto civile della nostra tradizione pittorica, icona delle lotte proletarie di tutto il Novecento. Il Quarto stato è il manifesto politico di Pellizza da Volpedo, l'Idillio verde è la sua meditazione lirica, la sua interiorità romantica; e sono entrambi dipinti nel 1901, come introduzione a un mondo nuovo. Il Quarto stato è una marcia, un avanzare per conquistare diritti e dignità; l'Idillio verde è una passeggiata privatissima, riservata.” Vittorio Sgarbi. Primo de Vecchis, sottolineando i due diversi cammini, uno verso la storia e uno verso l'anima, scrive: “Anche qui ritroviamo il tema compositivo del passeggiare, dell'avanzare delle figure tratteggiate (con uno stile divisionista molto fluido e personale), ma l'inquadratura è del tutto diversa, la coppia di giovani amanti viene colta infatti di profilo. L'osservatore esterno somiglia a qualcuno che contempli rapito una scena idillica, la quale non si esaurisce negli innamorati che confabulano, ma include un prato abbarbagliato dal sole, dove pascolanti greggi di pecorelle brucano l'erba, tra alberi e arbusti, mentre sullo sfondo si eleva una collina coltivata. La luce è studiatissima, come se si trattasse d'un fotogramma del film Barry Lyndon di Stanley Kubrick, e colpisce con sottili scintillii parte del contorno dei capelli degli amanti, la veste rossa della donna, il pelame delle pecorelle, le foglioline delle siepi, i fiori, le chiome degli alberi. È proprio lo studio accuratissimo della luminosità a infondere un sentimento idilliaco e sublimato all'intera composizione. Il tondo, dal diametro di 100 cm, appartiene a un ciclo di cinque dipinti di forma varia, che l'artista chiamò L'amore nella vita... Gli innamorati dipinti sono situati in un lato della composizione e avanzano lentamente verso il lato opposto; tuttavia l'osservatore esterno coglie anche la profondità del paesaggio attraverso i diversi piani delle siepi, del prato e delle colline: la forma rinascimentale del tondo somiglia all'obiettivo di una macchina fotografica, che colga l'infinito istante delle amorose conversazioni». Una formidabile tensione luminosa, una vera e propria tessitura di luce, è favorita dalla stesura di piccole macchie, punti di colore secondo la tecnica divisionista o pointillista, che caratterizza i corrispondenti francesi di Giuseppe Pellizza da Volpedo, in particolare Georges Seurat. Ma ciò che è artificioso e forzato nei pittori d'Oltralpe, come un teorema scientificamente misurabile (penso al Paysage avec cheval di Seurat), appare naturale, come l'alito della creazione, in Giuseppe Pellizza da Volpedo. Camminando nel parco archeologico di Sutri si vive la stessa emozione che Idillio verde trasmette. Osservarlo a Sutri, affacciandosi dalla terrazza di palazzo Doebbing verso Villa Savorelli e l'area archeologica, nella collina di tufo e di verde, ci avvolge in una indistinguibile fusione di arte e natura. La sensazione è ben descritta nel libro Verde muschio di una scrittrice di Sutri, Martina Cecilia Salza: “il muschio è figlio del silenzio che regna solitario e uliginoso. Il muschio è figlio di un regno incantato, all'incrocio dei sogni, dove i vivi e i morti si parlano e si toccano”.
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L’opera verrà concessa in prestito dal Museo Civico di Ascoli. (con la supervisione di Vittorio Sgarbi). KOUROS. Wilhelm von Gloeden - Roberto Ferri La mostra pone in dialogo i due artisti nudisti Wilhelm von Gloeden e Roberto Ferri, orientati prevalentemente al nudo maschile, in relazione all’ispirazione del mondo classico. La sezione su Wilhelm von Gloeden è costituita da circa 20 fotografie della Collezione di Antonio Malambrì a Taormina. I soggetti sono prevalentemente adolescenti e giovani siciliani fotografati tra il 1890 e il 1930 in posizioni statuarie, benché umanissime, visti principalmente a Taormina ma anche a Napoli, Palermo, Siracusa, Monreale, Randazzo e Zafferana. La maggior parte delle fotografie non ha titolo o didascalie, con l’eccezione di soggetti come Caino, Eleonora Duse, La terra del Fuoco. La tecnica prevalente adottata da von Gloeden è all’albume oltre che al sale e al bromuro di potassio. “L'imitazione di pitture antiche o moderne, gli ingrandimenti confusi ricavati da piccole negative, la grana eccessiva e numerosi altri artifici cui oggi in fotografia si ricorre possono valere a sorprendere l'occhio, ma nulla possono creare. Io non ho mai creduto che la fotografia per elevarsi debba rinnegare la sua origine”. Wilhelm von Gloeden. “Wilhelm von Gloeden, tra classicismo e simbolismo traduce il nudo accademico, prevalentemente maschile, in fotografia della realtà antropologica e pittoresca che confina con il mito. Si tratta di ragazzi ritratti in esterni, in una natura intatta, con evidenti allusioni alla civiltà greca nelle posizioni e nelle vesti. I suoi modelli sono prevalentemente ragazzi di Taormina, immaginati come fragili divinità indisturbate dal tempo e quasi inconsapevoli del loro malizioso erotismo.” Vittorio Sgarbi. Roberto Ferri propone una decina di oli su tela e alcuni disegni, in dialogo con von Gloeden. Nato a Taranto nel 1978, si diploma al Liceo artistico della sua città nel 1996. Inizia a studiare pittura come autodidatta, e si trasferisce a Roma nel 1999 per approfondire lo studio della pittura antica, dall’inizio del Cinquecento alla fine dell’Ottocento; in particolare, si applica alla pittura caravaggesca e alla grande tradizione accademica francese dell’Ottocento tra Neoclassicismo e Simbolismo (David, Ingres, Girodet, Géricault, Gleyre, Bouguereau...) Nel 2006 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Roma nel corso di scenografia. Per tre anni studia con Gaetano Castelli e l’ultimo anno con Francesco Zito. Illustra la Via Crucis per la Cattedrale di Noto nel 2010. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 2011. Scrive di lui Vittorio Sgarbi: “Ferri è un fenomeno, ammirevole come e più di un pittore antico. Ha, di colpo, superato i pittori figurativi più abili nella duplicazione della realtà. Il suo primo pensiero è stupire. Con formidabile disciplina rimedita la grande tradizione della pittura barocca, da Caravaggio a Ribera, da Bernardino Mei a Tiepolo. In realtà, Ferri è un virtuoso che riporta nella realtà i sogni. Talvolta essi sono incubi. Ma l’armonia delle forme domina i soggetti anche nelle loro torsioni più audaci, nelle mutilazioni, nei traumi. L’occhio di Ferri registra e riproduce l’ordine delle cose in un mondo dove tutto funzio-
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na, e c’è spazio anche per il male. Ed eccoci qui, davanti a quadri antichi sorprendentemente moderni; apparentemente accademici ma trasgressivi. Una sfida al resto del mondo. La figura umana per Ferri è inevitabile ma deve essere anche trionfante, eroica, in un continuo riferimento a modelli e composizioni già pensate e da lui portate a uno stupefacente rigore. Così egli determina un effetto borgesiano: chiede e ottiene stupore, e dipinge, oggi, quadri antichi: così noi davanti ai suoi quadri non sapremo dire in che epoca siamo. Un iperbarocco? E insieme un neoclassico e un caravaggesco. Ferri continua l’inganno, non sarà mai abbastanza contemporaneo e mai un pittore antico. Dipinge come un antico soggetti moderni ma, di fronte al corpo umano ignudo, non si può fermare, non può deformare (se non è deforme), ed è costretto a essere un altro. Nuovo come pittore antico; antico come pittore moderno.” (a cura di Gabriele Accornero e con la supervisione di Vittorio Sgarbi). Giovanni Iudice. Il nuovo Quarto Stato: migranti Il Quarto Stato oggi: migranti, di Giovanni Iudice rappresenta lo stadio febbricitante del nostro tempo, combattuto tra accoglienza e respingimento. Scrive di lui Vittorio Sgarbi: “Una singolare testimonianza di profondissimo impegno individuale, pur nell’ambito di convincimenti comuni, e meditando all’impegno etico di Antonio Lòpez Garcia, è quella maturata da Giovanni Iudice, pittore in equilibrio fra realismo magico e neorealismo, al quale si deve l’opera più impegnativa dipinta in Sicilia dopo La Vucciria di Renato Guttuso, un’opera corale, nella quale si rappresenta il destino degli emigranti dall’Africa sulle coste siciliane tra Lampedusa e Gela. Quella umanità rassegnata, incapace di decidere il proprio destino, rappresenta il fallimento della speranza cento anni prima evocata nel Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il cammino percorso da quel popolo si è interrotto. E il viaggio verso la speranza si è rivelato, per il popolo dei disperati, un viaggio verso la morte o verso il nulla. Iudice lo racconta con freddezza, senza apparente coinvolgimento emotivo. Per il suo valore simbolico, l’opera è stata esposta nelle sale dell’Assemblea Regionale Siciliana a Palazzo dei Normanni.” “Una delle prime volte che mi sono avvicinato alle opere di Giovanni Iudice, sono rimasto colpito dal suo rapporto con la storia dell’arte siciliana: mi veniva in mente Pirandello, Guttuso e altri artisti che amo e mi sembrava che Iudice, benché assolutamente contemporaneo avesse qualcosa di loro dentro di se. Ho incominciato a collezionare quasi tutti i suoi lavori e ancora oggi Iudice è per me un grande artista nonché un grande amico. Con le sue opere riesce a trasmetterci la vera Sicilia, non solo la bellezza del suo mare e la sua luce intensa ma la descrive anche attraverso i suoi drammi, come quello dei migranti. Fin da subito ho avuto la sensazione che i suoi dipinti dimostrassero una presa di coscienza forte del problema dell’immigrazione che oggi, passati più di quindici anni, è ancora attualità. Penso che Iudice abbia riconosciuto nella figura del clandestino una delle icone più rappresentative del contemporaneo, un nomade pieno di speranze, che immagina la terra promessa con la morte nel cuore, per la patria che ha lasciato. Attraverso una ricerca che parte dal-
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la fotografia, si delinea nei suoi lavori una precisa volontà di dare forma al suo punto di vista, radicale, profondo, sulla difficile condizione del mondo che lo circonda, voltandosi verso l’uomo, dando voce a chi, molto spesso non ce l’ha.” (di ed a cura di Giuseppe Ianaccone e con la supervisione di Vittorio Sgarbi). Luciano e Ivan Zanoni. Animali e Piante Immortali Sulle terrazze e nel giardino, con un richiamo negli interni, troveremo Animali e piante immortali,, ferri battuti creati dalla mano e dal cuore di Luciano e Ivan Zanoni, due verginali artisti di Caldes (Val di Sole Trento), già in mostra in Biennale e in Expo . Scrive di loro Vittorio Sgarbi: “La natura, le piante, gli animali hanno una seconda vita nella creazione del padre e del figlio Zanoni, per affidarli, quando il mondo sarà finito, alla eternità. Monumenti nel deserto.” • di Luciano (padre) saranno in mostra: Ulivo, Pero, Vite • di Ivan (figlio): Delfini, Coccodrillo, Elefante, Canneto Matteo Basilé. ICONE Scrive di lui Vittorio Sgarbi: “Basilé è un artista elegante. Per lui la fotografia è lo strumento inevitabile per esprimere un’idea d’arte che non sia rielaborazione del già elaborato e del già visto. I suoi maestri sono Edward Weston e Robert Mapplethorpe, esteti fino allo sfinimento. Basilé usa il digitale come un pittore i colori. E le sue immagini appaiono corrette e rigorosamente realistiche, mentre sono intimamente surreali. Basilé crea una doppia realtà o una realtà virtuale soprattutto nei ritratti. La sua distanza dalla realtà corrisponde alla scelta di vivere lontano, guardando l’occidente da Bali. Ma qui deriva una visione non distaccata ma temperata dalla nostalgia. Come se egli dalla esperienza delle cose estraesse degli archetipi che stanno dentro di lui, come erede di una grande tradizione familiare. Stare lontano non significa sentire e vedere meno, ma sentire con il cuore e il filtro della memoria. La pittura non consentirebbe di instaurare un rapporto così implacabile con il visionario come può il digitale. Il virtuosismo di taluno si esprime come una esaltazione competitiva rispetto alla fotografia. Così alcuni sogni di Basilé sono pittoricamente intercettati dallo spagnolo Dino Valls. Entrambi sono realisti e visionari, ma la fotografia consente a Basilé di essere anche più lontano dalla realtà.” (con la supervisione di Vittorio Sgarbi). EVA. To the Wonder 15 settembre – 14 novembre 2018 La mostra dell’artista russa EVA propone video e fotografie. L’esposizione elaborata dall’artista insieme al curatore Gianluca Marziani, direttore artistico di Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto. Il progetto è presentato da Olga Strada
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con la collaborazione di Letizia Cassata e il coordinamento di Gabriele Accornero e Elena Kameneva. Di EVA scrive Pierre Cardin:“Quella di Eva è un’arte simbolica nel contesto di un’interazione tra tradizione e rinnovamento nell’arte contemporanea. Appartenendo a un ambito d’avanguardia, percepisce il legame con le profonde radici della cultura ma anche il ruolo rinnovato della tradizione, organicamente connessa ad una continuità creativa di pura sperimentazione.” EVA ha ultimato la facoltà di Giurisprudenza e per lungo tempo ha conciliato l’attività artistica con quella giuridica. EVA si è dedicata ad alcuni aspetti del pensiero spirituale, tipici di certe correnti filosofiche del postmodernismo. I progetti, figli di un sapere eterogeneo, toccano le eterne questioni metafisiche, i valori umanitari e le basi etiche attraverso il prisma di una pratica multimediale. Fotografia digitale e video sono i media che guidano la selezione per Sutri. Una pratica mediale che riflette i complessi piani di comunicazione tra Uomo e Universo, dove l’arte diviene un tramite di conoscenza per sviscerare le contraddizioni del reale. Per l’artista russa l’arte rappresenta un mezzo con cui comprendere la natura umana nel nostro tempo, uno strumento perfetto per ribaltare distorsioni e fantasie, equilibri ed eccessi spasmodici. (a cura di Gianluca Marziani e con la supervisione di Vittorio Sgarbi) Italo Mus. Sotto il cielo Scrive di lui Vittorio Sgarbi: “Italo Mus, dalla Valle d’Aosta. Ovvero l'odore del legno. Protezione, tradizione, famiglia. È quell'odore, di legno di noce, che più di ogni altro pittore Italo Mus descrive in tele che hanno la forza di Sironi e l'intimità di de Pisis. Ritirato in Valle d'Aosta, Mus va restituito alla pittura italiana del Novecento, come un integro pittore dell'uomo, del suo lavoro, dei suoi valori. Nelle opere di Mus, nelle lunghe serate d'inverno, arrivano i rintocchi delle campane di Rouault e di Permeke, attribuendo a Mus una dimensione internazionale, come poeta del dolore e della consolazione. Il mondo contadino è un mondo universale, di valori antichi.” Italo Mus è nato a Châtillon, nel 1892, nel villaggio di Chaméran, da Eugène Mus, scultore, e la sua formazione inizia nella bottega del padre. La tradizione è l'elemento fondante della sua ispirazione, il principio di una ricerca integra che non rinuncia, nella modernità, al passato e ai valori della famiglia. Nel 1910, il centro Internazionale delle Belle Arti di Roma organizzò una rassegna alla quale parteciparono 27 maestri tra i più noti, quali Chagall, Raoul Dufy, Jean Cocteau e Picasso; in questa circostanza il giovane Italo Mus ebbe il suo riconoscimento nazionale vincendo il Primo Premio al Salone dei Giovani Pittori. Nel 1909, consigliato da Lorenzo Delleani, Mus si era iscritto all’Accademia delle Belle Arti di Torino, seguendo i corsi di pittura e di disegno sotto la guida di Giacomo Grosso, Paolo Gaidano, Luigi Onetti e Marchisio, artisti ,come lui, fedeli alla tradizione, allo studio dell'antico e secondo i quali era essenziale saper disegnare. Molto legato alla Valle d'Aosta, Mus se ne allontanerà solo per brevi periodi. Nel 1913 lo troveremo a dipingere ad affresco a Lione, Losanna e Friesch, vicino a Briga. È soldato nella Grande Guerra. Al ritorno conosce Giuseppina Crenna, che sposerà nel 1920 e da cui avrà quattro figli. Nel 1932 Mus progetta Il Monumento ai Caduti della Prima Guerra mondiale a Saint Vincent. L'opera, modellata in
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creta, poi fusa in bronzo a Milano, rappresentava un alpino con il fucile in mano e il compagno morto sulle ginocchia. Il monumento fu distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale per la raccolta del metallo alla patria. Fu nel 1938 che Guido Marangoni, critico d’arte, conobbe Mus e ne vide le opere nello studio del pittore. Ne scrisse sulla rivista “Perseo” definendolo “pittore di grande talento”. In Sono gli anni in cui Mus conosce gli artisti più notevoli della sua generazione, come Filippo de Pisis, Carlo Carrà, Pietro Morando e Francesco Menzio, e anche Antonio Ligabue. Dialoga, nel suo studio di Saint-Vincent, con De Pisis e nel 1956 alcuni suoi dipinti sono esposti a New York e Buenos Aires. Alla metà degli anni sessanta, ancora in piena attività, una grave malattia non gli consente più di lavorare; e il 15 maggio 1967 muore a Saint-Vincent. Italo Mus eseguì circa duemila lavori tra disegni, dipinti, bozzetti, divisi, nella stessa catalogazione dell'artista, in tre periodi ben distinti. Nel primo periodo, tra il 1920 e il 1940, troviamo le opere che più caratterizzano l'artista: sono di questi anni i meravigliosi interni, le campagne con le fienagioni, i paesaggi e i balli che raccontano momenti della vita montanara nella Valle d’Aosta. Nel secondo periodo, tra il 1941 e il 1958, l'esecuzione pittorica mostra un cambiamento espressionistico e i suoi dipinti diventano un pretesto per "fare del colore". Infatti l'invenzione di forme nuove prevale sulla descrizione della realtà. Mus si applica allo sgraffito con l'effetto del calco sulla carta velina. “Italo Mus integra nella sua espressione artistica molteplici radici, una solida preparazione tecnica accademica, l’amore e la conoscenza delle Alpi e dell’Alpinità in particolare valdostana, il senso della tradizione, una profonda familiarità con gli antichi mestieri, una grande attenzione al paesaggio. In mostra pezzi di grande pregio: Melanzana, Sabotier, Cena di Emmaus, Visione preistorica, Il riposo del minatore, Paesaggio, in dialogo con l’Idillio verde di Pellizza da Volpedo, in una sinfonia di colori e forme e tensioni di luci e ombre”. (a cura di Gabriele Accornero e con la supervisione di Vittorio Sgarbi). Luigi Serafini. Altalena Etrusca Monumento a Sutri “L’Altalena Etrusca (Etruscum Oscillum) è la ricostruzione di un ritrovamento archeologico finora mai effettuato, ma che si basa su una considerazione che gli Etruschi furono un popolo religioso e ludico al tempo stesso, tant’è che insegnarono il Greco ai confinanti Romani, se è vero com’è vero che la parola ludus è appunto di origine etrusca”. Luigi Serafini. Scrive di lui Vittorio Sgarbi: “È difficile credere che siano passati più di trent'anni dall'apparizione del Codex Seraphinianus, un'opera sconvolgente, soprattutto per chi, come me, la conosce dalle sue origini, e ne ha subito riconosciuto l'assoluta novità, di cui non si è avuta perfetta coscienza. L'opera si presentò da sola, come concepita per un Principe rinascimentale, prima e indipendente dal suo autore. Fu, nel 1981, a casa del suo editore, Franco Maria Ricci. Il giovane editore iniziava allora un'impresa monumentale, sotto il titolo FMR: non un libro, ma una rivista d'arte, senza limiti e confini. Nel suo peregrinare aveva incrociato a Roma un architetto silenzioso e stralunato, che stava inventando un nuovo mondo, una vera e propria «scoperta». Una doppia scoperta. Ricci «scopriva» lo scopritore del nuovo mondo, Cri32
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stoforo Colombo del labirinto del pensiero, impegnato a illustrarlo in tavole disegnate di inesauribile fantasia. Nel suo studiolo, poco lontano da Piazza di Spagna, Luigi Serafini esplorava gli angoli sperduti di quelle terre ritrovate, illustrandone la flora, la fauna, i pesci, le architetture, l'orografia, le varietà della natura, l'organizzazione della società. Ogni immagine era accompagnata da testi e didascalie in una lingua inventata, in geroglifici per i quali Serafini aveva predisposto una Stele di Rosetta per favorirne l'interpretazione. Un virtuosismo, dal momento che tutto era già chiaro nella minuziosa forza descrittiva delle immagini. Pensando ai grandi miniatori del Medioevo e del Rinascimento, ferraresi, cremonesi, padovani e anche fiorentini, senesi e ai loro codici di irrefrenabile fantasia, Franco mostrava i fogli di Luigi con eccitazione e sorpresa, trasmettendo l'entusiasmo che le immagini gli procuravano. Eravamo davanti a un miracolo che non temeva il confronto con le portentose meraviglie dei grandi miniatori. Serafini non finiva di stupire per le invenzioni, e anche per la straordinaria perfezione calligrafica e quasi la perversione del disegno. Ciò che, nell'arco di tre anni, Serafini aveva elaborato, era un vero e proprio codice miniato, una enciclopedia nel senso ambivalente della illustrazione e della Encyclopédie illuministica. E Ricci ne era l'editore, sia nella prospettiva del libro prezioso, sia nell'intendimento pedagogico della moderna tradizione francese. Il dotto e il curioso convivevano nel suo euforico progetto. La soddisfazione era anche nel rivelare al mondo una così prodigiosa impresa, che, nella sensibilità contemporanea, rappresentava l'avventura più fantasiosa dopo De Chirico, Savinio e i surrealisti. La scoperta si insinuava in una linea editoriale nella quale le curiosità enciclopediche erano presidiate e moltiplicate da spiriti universali e curiosi come Jorge Luis Borges, Italo Calvino, Giorgio Manganelli, Giovanni Mariotti, Gianni Guadalupi, Julio Cortazar, Roland Barthes, Claudio Rugafiori. A questi autori, e anche a me, era affidata gran parte della novità di FMR, e Luigi Serafini era l'unico artista contemporaneo ammesso tra le meraviglie di un passato inesauribile. Ognuno di noi, da Calvino a Umberto Eco, lo osservava con stupore e ammirazione vedendo squadernarsi davanti agli occhi un mondo mai prima visto. E a me fu chiesto di scriverne per una mostra dei suoi fogli in Palazzo Grassi a Venezia, tra il 1982 e l'83. Ne scrissi senza conoscere l'autore, cercando di risalire alle sue letture a anche al repertorio di oggetti del suo studio, nel tentativo di fornire un identikit prima artistico e poi umano. Quando poi conobbi Serafini, egli mi manifestò a sua volta stupore perché avevo descritto il suo studio, bicicletta compresa, senza averlo visto, indicando anche alcuni libri che gli erano particolarmente cari. Ne nacque un'amicizia che s'incrinò soltanto quando, dopo avere, ogni due anni, per quasi un trentennio lamentato la sua assenza alla Biennale di Venezia, mi toccò finalmente d'invitarlo nel 2011, nominato dal Governo Commissario del Padiglione Italia. Lui non intese il riscatto, ma l'ipoteca governativa (come dire, per lui, di regime), e in un primo momento rifiutò l'invito destando la mia ira furibonda. Non durò troppo, giacché io ammisi, tra le opere, la sua innocua provocazione contro Silvio Berlusconi neutralizzando la sua infantile polemica. Dopo trent'anni, finalmente, Serafini, artista meraviglioso, era arrivato alla Biennale. Nel frattempo il suo Codex, parzialmente esposto ora a Torino, non è invecchiato e ha corso il mondo in volumi preziosi e in diverse edizioni dopo la prima di Franco Maria Ricci. E anche in quella originaria, formidabile occasione, Serafini trovò in me un tutore e un garante, giacché dissuasi l'editore a stampare le sue tavole, pur con assoluta fedeltà riproduttiva, su carta azzurra, per un vezzo ottocentesco. I due volumi del Codex, che allora uscirono, sono un monumento della civiltà artistica italiana nella scia della Bibbia di Borso D'Este. E, per chi li ha conosciuti, una fonte inesauribile di delizie.” (con la supervisione di Vittorio Sgarbi).
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Tiziano, Estasi di San Francesco Sempre dal museo di Ascoli Piceno il 15 dicembre, arriverà la grande, maestosa tela con San Francesco riceve le stigmate di Tiziano, il cui incandescente paesaggio è una risposta tellurica, sulfurea all'Idillio verde. Proveniente dalla chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno, la tela fu commissionata dopo il 1561, da Desiderio Guidoni, membro della facoltosa famiglia di Accumoli, trasferitasi ad Ascoli intorno al 1540. Richiamando gli ideali mistici tridentini, Tiziano inscena la composizione collocando il committente-inginocchiato, fuori dal campo dell’episodio sacro, su due gradini di pietra ornati dall’arme della famiglia Guidoni: oltre i gradini, si apre un vasto paesaggio roccioso animato da un corso d’acqua che forma una cascatella, richiamando luoghi cari all’artista sin dalla sua infanzia cadorina. Il Redentore, che scende da una croce infuocata come Christus triumphans, è immerso in una nuvola luminosa da cui emanano fasci di luce vermiglia che colpiscono come stimmate il costato, le mani e il piede destro di San Francesco. Il dipinto di Ascoli appartiene alla fase estrema dell’arte di Tiziano. La velocità di esecuzione soprattutto nel paesaggio rende l’ultimo tempo di Tiziano di sconcertante modernità tanto da apparire di impressionistica evidenza anticipando Turner e Renoir. Nel lungo perdurare del gusto accademico l’opera poteva risultare di difficile comprensione non mantenendo un adeguato riconoscimento. (con la supervisione di Vittorio Sgarbi). Tutto questo nella virtuosa consapevolezza che quando riescono a convivere progetti di contenuto guidati da colti Uomini e Capitani affiancati da illuminati Mecenati, riusciamo finalmente a colmare il cronico vuoto della previsione di cui all’Articolo 9 della nostra Costituzione della Repubblica Italiana e rivedere restituita la nostra Italia alla sua stessa luce d’Arte di Eccellenze e di splendori di cui poter fruire con gioia e soddisfazione. Evviva l’Italia ! L’Arte e l’Economia della Cultura sono Dignità primarie per il benessere e lo sviluppo armonico e positivo del nostro Paese e da preservare ed aiutare sempre in quanto tali.
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FESTIVAL D’AUTUNNO VOCI A SUTRI Il Festival d’autunno a Sutri si articolerà in conferenze su grandi spiriti e personalità italiane, titolazioni di piazze e strade della Città di Sutri. Villa Savorelli, Palazzo Doebbing. Le Strade e la Storia • 12 settembre. Intitolazione strada a Pierpaolo Pasolini: voce Walter Siti. Intitolazione strada Giuseppe Peano: voce Pierluigi Odifreddi. • 14 settembre alle ore 17:00. Inaugurazione del Museo di Palazzo Doebbing, con concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio alle ore 18:00, offerto dalla Fondazione Cultura e Arte per volontà del Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele. • 15 settembre. Intitolazione Largo a Enzo Tortora: voci Silvio Berlusconi e Antonio Tajani. Commemorazione Sergio Marchionne • 16 settembre. Rappresentazione teatrale Tableaux vivants da Caravaggio nella Chiesa di San Francesco in Piazza San Francesco. • 19 settembre. Intitolazione strada a Leonardo Sciascia: voci Felice Cavallaro, Matteo Collura. Intitolazione strada Cesare Pavese: voce Furio Colombo. • 23 settembre. Intitolazione strada a Primo Levi: voce Moni Ovadia. Rappresentazione teatrale Cabaret Yddish di Moni Ovadia in Piazza del Comune di Sutri. • 29 settembre. Intitolazione strada a Benedetto Croce: voce Giulio Giorello. Intitolazione strada a Federico Zeri: Voce Roberto D’agostino. • 30 settembre. Intitolazione strada a Oriana Fallaci: voce Luigi Mascheroni. Intitolazione strada a Julius Evola: voci Pietrangelo Buttafuoco, Alessandro Giuli. • 1 ottobre. Intitolazione strada a Giovanni Testori: voce Luca Doninelli. Intitolazione strada a Giorgio Almirante: voce Giorgia Meloni. Intitolazione strada a Gesualdo Bufalino: voci Emmanuele Emanuele, Massimo Onofri. • 13 ottobre. Intitolazione strada a Giovanni Gentile: voce Tullio Gregory. Intitolazione strada a Lodovico Ariosto: voce Nuccio Ordine. • 16 ottobre. Intitolazione strada a Gian Marco Moratti: voci Luca Cordero di Montezemolo, Massimo Moratti, Piero Prenna. Intitolazione strada a Paolo Borsellino: voce Alfonso Bonafede • 17 ottobre. Intitolazione strada a Aldo Pezzana Capranica del Grillo: voce Emmanuele Emanuele Intitolazione strada a Vittorio Strada: voci Serena Vitale, Adriano Dell’Asta, Olga Strada. • 24 ottobre. Intitolazione strada a Umberto Eco: voci Mario Andreose, Furio Colombo, Intitolazione strada a Francesco Cossiga: voci Paolo Del Debbio, Mario Caligiuri, Pasquale Chessa. Intitolazione strada a Gianroberto Casaleggio: voce Alfonso Bonafede. Sono altresì in programma, seppure in date da definirsi e perfezionarsi: • Intitolazione strada a Palmiro Togliatti: voci Emanuele Macaluso, Ugo Sposetti, • Intitolazione strada a Gaetano Scirea: voce Gianluigi Buffon.
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sposto al comma 2, che consente un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di dodici mesi, nel caso in cui lo stesso venga stipulato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio. Nel format utilizzato dovrà essere precisato che il contratto a tempo determinato si stipula ai sensi dell’articolo 19, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2015 apponendo una delle possibili causali. L’ulteriore proroga dei 12 mesi, presso la ITL è possibile una sola volta, qualora venga sottoscritto per una durata inferiore a 12 mesi, lo stesso, non potrà essere prorogato né rinnovato. a) I 24 mesi devono essere calcolati sommando anche i periodi di missione nell'ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato; b) I 24 mesi riguardano lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale; c) Dai 24 mesi sono escluse le attività stagionali; d) Nei 24 mesi non sono sommabili i periodi di rapporto di lavoro a termine stipulati tra il lavoratore e le altre aziende che appartengono al medesimo gruppo imprenditoriale. - Viene rivisto anche il numero di proroghe che passano da 5 a 4; - Vengono introdotti maggiori oneri per le imprese, il Decreto Dignità prevede infatti un aumento dell’aliquota contributiva INPS pari allo 0,5% per ciascun rinnovo, che si andrà ad aggiungere a quella già in vigore per i normali rapporti a tempo determinato pari all’1,40% carico azienda destinata al finanziamento della NASPI. Il contributo addizionale pagato dall’azienda potrà essere restituito, dall’INPS, nel caso in cui il rapporto venga trasformato a tempo indeterminato o qualora il lavoratore venga riassunto con contratto a tempo indeterminato entro il termine massimo di 6 mesi dalla cessazione del precedente rapporto a termine, lo stesso non si applica nei confronti di: a) lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti; b) lavoratori assunti a tempo determinato per
lo svolgimento di attività stagionali, previste dal D.P.R. n. 1525/1963; c) rapporti in apprendistato (ad eccezione dell’apprendistato stagionale); d) lavoratori dipendenti dalle Pubbliche Amministrazioni, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001. -Nei casi in cui si ritenga illegittimo il ricorso al contratto a tempo determinato stipulato con una azienda, i termini per impugnarlo, in forza al nuovo art. 28, sono passati da 120 a 180 giorni. I nuovi termini si applicano esclusivamente ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dal 14 luglio 2018, ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso alla medesima data. Per i contratti stipulati prima, si continuano ad applicano i termini di impugnazione previgenti 120 giorni. - Viene introdotto, in fase di conversione in legge del decreto, un periodo transitorio, che terminerà il 31 ottobre 2018 e grazie al quale, ai rapporti già in essere alla data di entrata in vigore del decreto, ai rinnovi e alle proroghe, si applicheranno le regole dettate dalla precedente formulazione del testo. Fatto un doveroso sunto della normativa e pur condividendo le ragioni che hanno indotto il Governo ad intervenire sul tema, non possiamo fare a meno di ricordare a noi stessi che la mobilità e la flessibilità aziendale, se usate nel rispetto di tutte le parti, rappresentano un’opportunità e non certamente un segnale di precarietà. Combattere il precariato per noi significa creare maggiori possibilità, che non possono prescindere da un mercato del lavoro flessibile ed in questo senso la nostra professione avrebbe da insegnare tantissimo. La dignità va garantita grazie al rispetto delle leggi, la flessibilità, soprattutto per i giovani deve rappresentare uno stimolo costante alla crescita. Insegniamo ai giovani la passione per il lavoro, a crearsi nuove opportunità, a non restare fermi in un mercato che guarda costantemente al futuro.
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Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele “Come ho già avuto modo di dire allorché Vittorio Sgarbi mi ha conferito, a luglio scorso, la cittadinanza onoraria di Sutri, io amo profondamente questa cittadina, che anni fa mi colpì a tal punto per la sua bellezza da indurmi ad acquistare una casa e a farne, da allora, il luogo in cui più mi piace rifugiarmi quando mi allontano da Roma. E’ stato perciò naturale, per me, rispondere affermativamente e senza indugi all’appello del Sindaco, che intende fare di Sutri una meta inevitabile a cominciare dal Museo di Palazzo Doebbing con ben dieci mostre in contemporanea, che coniugano arte sacra e profana, fotografia e pittura, maestri della tradizione e artisti moderni. Vogliamo partire da qui, da questo luogo perfetto per armonia e storia, per fare della cultura, dell’arte e del bello – vere risorse di questo nostro straordinario Paese – gli strumenti per una rinascita umanistica ed economica della Tuscia.” S. E. Mons. Romano Rossi Vescovo di Nepi, Sutri e Civita Castellana “L’apertura del Museo di Palazzo Doebbing nell’antica sede episcopale di Sutri costituisce una straordinaria occasione di crescita culturale per la città di Sutri e per tutta la Tuscia, Mi auguro che gli stimoli di carattere religioso e spirituale che conseguiranno dalle attività espositive del presente e del futuro concorrano a far crescere nei cittadini la fierezza dell’appartenenza e l’apertura alla bellezza.”
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Rilascio delle licenze speciali per notifiche di atti giudiziari e multe
di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista Sulla Gazzetta Ufficiale n. 208 del 7 settembre 2018 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico datato 19 luglio 2018, recante il “Disciplinare delle procedure per il rilascio delle licenze individuali speciali per l'offerta al pubblico dei servizi di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni connesse e di violazioni del codice della strada”. Si tratta di un provvedimento che si inserisce nel processo di liberalizzazione dei servizi postali avviato con la Legge per la concorrenza (Legge n. 124/2017), la quale ha abrogato la previsione che sanciva l'affidamento esclusivo dello stesso a Poste Italiane e che è stata successivamente completata con Legge di bilancio 2018 (n. 205/2017) che ha introdotto diverse novità in tema di notificazioni. Il decreto individua anzitutto le tipologie di licenze rilasciabili - cioè quelle disciplinate dalla delibera AGCOM 77/18/CONS con la quale è stato approvato il «Regolamento in materia di rilascio delle licenze per svolgere il servizio di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni connesse (legge 20 novembre 1982, n. 890) e di violazioni del codice della strada (art. 201 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 - classificandole in quattro gruppi: - A1 per la notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e delle violazioni del codice della strada, in ambito nazionale; - A2 per la notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e delle violazioni del codice della strada, in ambito regionale; - B1 per la notificazione a mezzo posta di violazioni del codice della strada, in ambito nazionale; - B2 per la notificazione a mezzo posta di violazioni del codice della strada, in ambito regionale. Sono, poi, indicate le procedure di rilascio ed i requisiti necessari.
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Legge di conversione n° 96 del 2018 del DL 87/2018 di modifica alla disciplina del contratto a tempo determinato
A cura del Centro Studi Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro SECONDA EDIZIONE AGOSTO 2018
Edizione non commerciabile ad esclusivo uso interno degli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
LEGGE DI CONVERSIONE N° 96 DEL 2018 DEL DL 87/2018 DI MODIFICA ALLA DISCIPLINA DEL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO
Legge di conversione n° 96 del 2018 del DL 87/2018 di modifica alla disciplina del contratto a tempo determinato Il 12 agosto 2018 è entrata in vigore la Legge di conversione n.96 del 2018 -in GURI 186 del 11.08.2018- del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”. Si evidenziano di seguito in modo schematico le principali novità introdotte relative alla disciplina del contratto a tempo determinato e della somministrazione di lavoro ; precisando che la citata legge 96 contiene, tra le altre, anche norme sull’ estensione dell’esonero del 50 % dei contributi per le assunzioni a tempo indeterminato degli under 35 fino al 2020 con un tetto massimo di 3.000 euro annui – tale norma non è subito operativa - , variazione della tempistica per l’impugnazione del licenziamento di un rapporto a termine passata a 180 gg , prima 120 gg , incremento dell’indennizzo in caso di licenziamento illegittimo che passa da un minimo di 6 mensilità ad un massimo di 36 ( prima 4 e 24 ), incremento degli importi relativi all’offerta di conciliazione dopo un licenziamento che passa da un minimo di 3 mensilità ad un massimo di 27 ( prima 2 e 18 ) , reintroduzione dei voucher per settori alberghiero , agricolo , norme sulla delocalizzazione e recupero di benefici fruiti. Si rimane in attesa della pubblicazione della Circolare dell’INL a riguardo . CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Durata Viene modificato il limite massimo di durata che si riduce da 36 mesi a 24 mesi. “Causali” per proroga e rinnovi Un primo rapporto a termine della durata inferiore a 12 mesi può essere instaurato senza specificare nel contratto di lavoro alcuna causale (contratto “acausale”). Entro tale durata (12 mesi) il contratto è prorogabile liberamente (senza necessità di causali) nel numero massimo di volte consentito (4 proroghe). Il numero di proroghe totali ammesse infatti, nel limite della durata di massima di 24 mesi, è stato ridotto a 4 (in precedenza ne erano ammesse 5). L’instaurazione di un rapporto a termine di durata superiore a 12 mesi, oppure la proroga di un contratto che determini il superamento dei 12 mesi od in caso di rinnovo di un contratto a termine (la sottoscrizione di un ulteriore nuovo contratto a termine con lo stesso lavoratore) è possibile solo se ricorrono almeno una delle seguenti condizioni (“causali”): esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori; esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria; I contratti per attività stagionali possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza di tali “causali”.
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LEGGE DI CONVERSIONE N° 96 DEL 2018 DEL DL 87/2018 DI MODIFICA ALLA DISCIPLINA DEL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO
Per ciascun rinnovo di un contratto a termine è dovuto un contributo aggiuntivo dello 0,50% che si va ad aggiungere a quello introdotto dalla Legge 92/2012 (Legge Fornero) pari al 1,40%.
Periodo transitorio: nota bene La legge di conversione introduce un periodo transitorio (art. 19 ultimo comma) “…Le disposizioni si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente all’entrata in vigore del presente Decreto, nonché ai rinnovi e alle proroghe contrattuali successive al 31 ottobre 2018”, quindi dal 1.11.2018. In virtù della citata previsione sussistono quindi 4 regimi regolatori per il contratto a tempo determinato (vedi tabella) SOMMINISTRAZIONE Il decreto in commento, come convertito, dispone l’ applicazione delle novità sopra evidenziate anche al contratto di somministrazione a termine e al contratto che disciplina il rapporto tra lavoratore ed agenzia di somministrazione con le specifiche variazioni pervenute nell’iter parlamentare di conversione. Le novità apportate dalla Legge di conversione riducono in modo più che sensibile le restrizioni viste in prima battuta con il DL 87/2018 per il settore , distinguendo pertanto le diverse fattispecie del lavoro a termine diretto da quello a termine a scopo di somministrazione. In ogni caso in considerazione dell’immediata applicazione della nuova disciplina si suggerisce di verificare attentamente i rapporti a termine in essere e prima di procedere a proroghe e rinnovi.
IL “NUOVO” CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO D.LGS 81/2015 Artt. 19 – 29 SCHEDA DI SINTESI
FORMA DEL CONTRATTO (art. 19 comma 4)
FORMA SCRITTA
L’apposizione del termine (diretta o
Note
-
In caso di rinnovo la comunicazione scritta dovrà contenere le
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indiretta) deve risultare da atto scritto.
causali (art. 19 comma 1); -
In caso di proroga la stessa dovrà contenere le causali (art. 19 comma 1) solo se durata complessiva del contratto supera 12 mesi
PRIMO CONTRATTO “ACAUSALE” (art. 19 comma 1 primo periodo)
Contratto di lavoro a tempo
Durata massima
Note
12 MESI
Entro il limite massimo di 12 mesi, anche
determinato “senza causale” Al contratto di lavoro può essere apposto un termine di durata non
considerando eventuali proroghe, il
superiore a 12 mesi.
contratto non necessita di causali
CONTRATTO DI DURATA SUPERIORE A 12 MESI CON “CAUSALE” (art. 19 comma 1)
Contratto di lavoro a tempo
Limite massimo
Note
determinato “con causale” E’ possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato con durata superiore a 12 mesi (ed entro il limite massimo di 24 mesi), solo in presenza di una delle seguenti condizioni (causali): a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori; b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria
24 MESI* *la norma fa salva la riserva alla contrattazione
-
scritto; -
a tempo determinato siglati tra il
durata massima , ma
datore di lavoro ed il lavoratore,
autorevoli esperti
anche precedentemente all’entrata
suggeriscono che la precedente al DL Dignità , come convertito in L.96/2018 , debba essere attualizzata alle nuove norme
Ai fini del computo dei 24 mesi si tiene conto di tutti i rapporti di lavoro
collettiva per una diversa
contrattazione collettiva
La “causale” deve risultare da atto
in vigore del D.Lgs 87/2018. -
Ai fini del computo dei 24 mesi si tiene conto anche dei periodo di missione (somministrazione) aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale
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PROROGA del contratto a tempo determinato (art. 21 comma 1) DEFINIZIONE
NUMERO MASSIMO
Per proroga deve intendersi la
Max. 4 proroghe. con
prosecuzione del contratto, oltre la
riferimento alla totalità dei
Note -
Se le proroghe sono all’interno dei primi 12 mesi di contratto non è
scadenza inizialmente posta, senza
contratti (non ad ogni
necessaria l’indicazione di una delle
soluzione di continuità.
singolo contratto), siglati
causali previste dall’art. 19 comma 1.
tra il datore di lavoro e il
-
Se per effetto della proroga si
lavoratore.
superano i 12 mesi di durata, sarà necessario indicare nella stessa una della causali di cui all’art.19 comma 1. -
Sono previste un massimo di 4 proroghe. Qualora sia superato il limite delle 4 proroghe il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della 5° proroga.
-
Il numero massimo di proroghe deve
essere
considerato
con
riferimento alla totalità dei contratti (non ad ogni singolo contratto) siglati tra il datore di lavoro e il lavoratore. -
Per la proroga è necessario il consenso del lavoratore
RINNOVO del contratto a tempo determinato (Art. 21 comma 1) DEFINIZIONE
NUMERO MASSIMO
Note
Per rinnovo si intende un nuovo contratto
-
Il contratto può essere rinnovato solo se
a tempo determinato tra l’azienda e lo stesso lavoratore.
presenti una delle condizioni di cui all’art. 19 comma 1, quindi: a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, nonché per esigenze di sostituzione di altri lavoratori; b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non
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programmabili dell’attività ordinaria
“STACCO” TRA DUE CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO (art. 21 comma 2), c.d. stop&go durata
DEFINIZIONE
-
Note
Minimo 10 gg. Se il precedente contratto ha avuto durata
Giorni minimi di intervallo necessari prima
inferiore o pari a 6
Se il periodo di “stacco” minimo non
che sia possibile riassumere a termine il
mesi;
viene rispettato, il secondo contratto si
Minimo 20 gg. Se il
trasforma a tempo indeterminato.
medesimo lavoratore.
-
primo contratto ha avuto durata superiore a 6 mesi
ULTRATTIVITA’- CONTINUAZIONE DEL RAPPORTO OLTRE IL TERMINE DEFINIZIONE
maggiorazioni
Note
- fino 10 gg. Dovuta una In caso di continuazione maggiorazione di Continuazione del rapporto di lavoro
retribuzione del 20%
oltre il termine fissato dal contratto o - Oltre 10 gg. Dovuta una da una eventuale
maggiorazione di retribuzione del 40%
- Oltre 30 giorni per contratti di durata inferiore a 6 mesi; - Oltre 50 giorni per contratti di durata superiore a 6 mesi; Il rapporto si trasforma a T.I.
NUMERO COMPLESSIVO DI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO (CONTINGENTAMENTO) ART 23 Previsione Numero di dipendenti a termine ammessi
Quantità massima
Note
- Salvo diversa disposizione dei
Derogabile dalla contrattazione collettiva
contratti collettivi, 20% rispetto a personale a
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tempo indeterminato in forza al 01 gennaio dell’anno. In caso di costituzione della Società in corso d’anno la quota percentuale deve essere calcolata sul personale in forza alla data di assunzione del TIND. Numero di dipendenti a termine
1 contratto a T.DET. Derogabile dalla contrattazione collettiva
ammessi se il datore ha da 0 a 5 dipendenti.
**Sono comunque esenti da limiti i contratti conclusi: a)
Nella fase di avvio di nuove attività, per i periodo definiti dai contratti collettivi, anche in misura non uniforme con riferimento ad aree geografiche e comparti merceologici;
b)
Da imprese start-up innovative per il periodo di 4 anni dalla costituzione
c)
Per lo svolgimento di attività stagionali di cui all’art. 21 comma 2 del D.Lgs. 81/2015
d)
Per specifici spettacoli o programmi radiofonici/televisivi;
e)
Per sostituzione lavoratori assenti
f)
Con lavoratori con età superiore a 50 anni;
Secondo il comma 3 dell’art. 23 del D.Lgs. 81/2015, inoltre sono esenti da limite percentuale i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati tra università private, incluse le filiazioni di università straniere, istituti pubblici di ricerca ovvero enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere attività di insegnamento, di ricerca scientifica o tecnologica, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e direzione della stessa, tra istituti della cultura di appartenenza statale ovvero enti, pubblici e privati derivanti da trasformazione di precedenti enti pubblici, vigilati dal Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, ad esclusione delle fondazioni di produzione musicale di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e lavoratori impiegati per soddisfare esigenze temporanee legate alla realizzazione di mostre, eventi e manifestazioni di interesse culturale. I contratti di lavoro a tempo determinato che hanno ad oggetto in via esclusiva lo svolgimento di attivita' di ricerca scientifica possono avere durata pari a quella del progetto di ricerca al quale si riferiscono.
VIOLAZIONE DEL LIMITE DI CONTINGENTAMENTO - EFFETTI
Sanzione amministrativa
Misura della sanzione
Note
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- 20% di retribuzione per ogni mese/frazione di mese (> 15gg) per eccedenza in numero rapportata al numero di contratti T.IND in eccedenza
non superiore a 1; - 50% di retribuzione per
E' esclusa la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti in eccesso;
ogni mese/frazione di mese (> 15gg) per eccedenza in numero superiore a 1; DECADENZA E TUTELE Come detto in premessa l'impugnazione del contratto a tempo determinato- deve avvenire, con le modalità previste dal primo comma dell'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, entro centottanta giorni dalla cessazione del singolo contratto. CONTRIBUZIONE AGGIUNTIVA (ART. 3 comma 2 D.L. 87/2018) Il contributo di cui all’art. 2. Comma 28, della legge 28 giugno 2012, n. 92, è aumentato di 0,50 punti percentuali (incrementale) in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato. ES. assunzione a tempo determinato di un lavoratore: contribuzione aggiuntiva dovuta 1,40%; 1° rinnovo (con causale) dello stesso contratto dopo il relativo periodo di stop & go: contribuzione aggiuntiva 1,40% + 0,50%; 2° rinnovo (con causale) dello stesso contratto dopo il relativo periodo di stop & go: contribuzione aggiuntiva 1,40% + 0,50% + 0,50% 0,50 aggiuntivo per ogni ulteriore successivo rinnovo.* *alla data della presente si rimane in attesa a riguardo delle posizioni di prassi del Ministero del Lavoro e dell’INPS
CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO PER ATTIVITA’ STAGIONALI I contratti a termine per attività stagionali individuate da Decreto del Ministero del Lavoro (fino ad adozione del DL vale DPR 1525 del 7 ottobre 1963) nonché nelle ipotesi individuate dai Contratti Collettivi: -
Non sono soggetti a limite dei 24 mesi;
-
Non sono soggetti alla necessità di causali;
-
Non sono soggetti a periodi di stacco;
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PERIODO TRANSITORIO DAL 12.08.2018 AL 31 OTTOBRE 2018 Regimi : il regime transitorio. La legge di conversione apre lo scenario a 4 regimi diversi ai fini della normativa sui contratti a tempo determinato. a. Contratti stipulati ante 14 luglio 2018 b. Contratti stipulati, rinnovati/prorogati dal 14 luglio con la disciplina del nuovo decreto; c. Contratti stipulati ante 14 luglio e rinnovati/prorogati in vigenza della legge di conversione del DL 87 dal 12.08.2018. e fino al 31.10.2018 (periodo transitorio) d. Contratti stipulati e rinnovati o prorogati dal 1.11.2018; Per i primi sub a) la legge di riferimento continuerà ad essere il D. Lgs 81/2015 senza modifiche : pertanto 36 mesi di durata massima , acausalità , proroghe etc. .Ciò logicamente fino alla scadenza del termine. Per i contratti sub b) stipulati dal 14 luglio e prima della conversione del DL 87 vigono i limiti del decreto per i tempi determinati: 12 mesi acausali , superamento 12 mesi ( ma non oltre 24 mesi) proroga con causale , rinnovo con causale, stop&go e 0,5 % addizionale all’1.4% per ogni rinnovo . Per i contratti sub c) stipulati ante 14 luglio 2018 e rinnovati/prorogati in vigenza della legge di conversione ma non oltre il 31.10.2018 , c.d. periodo transitorio, vigono le previsioni normative del D.Lgs 81/2015 ante Riforma : 36 mesi , assenza di causali . Ciò logicamente fino alla scadenza del termine Per i contratti sub d) , stipulati , rinnovati o prorogati , dal 1.11.2018 valgono le regole del DL87 convertito in legge : 24 mesi , causali e con le eccezioni per i tempi determinati in regime di somministrazione .
SOMMINISTRAZIONE NOVITA’: contingentamento Contingentamento somministrazione a termine Fatte salve disposizioni diverse dei contratti collettivi, viene inserito dalla conversione in legge il limite del 30 % (sommatoria interinali e rapporti a termine) che si calcola sulla base del personale assunto a tempo indeterminato dall’Utilizzatore al 01 gennaio dell’anno di stipula dei contratti, fatte salve eccezioni già previste prima ( percettori ammortizzatori , svantaggiati , molto svantaggiati).* *la norma fa salva la riserva alla contrattazione collettiva per una diversa disciplina del contingentamento ma sarebbe prudente attendere l’attualizzazione della contrattazione collettiva alle nuove norme
SOMMINISTRAZIONE NOVITA’: causali e durata Motivo del ricorso alla somministrazione: solo in capo agli Utilizzatori Durata dei contratti a termine a scopo di somministrazione : limite dei 24 mesi Il lavoratore al termine dei primi 12 mesi acausali può essere somministrato dalla Agenzia ad un nuovo Utilizzatore con somministrazione acausale per ulteriori 12 mesi Attenzione : In ogni caso bisogna prestare attenzione ai rapporti a termine diretti del lavoratore interinale con lo stesso Utilizzatore , o tramite altre ApL , per mansioni di pari livello e categoria legale ai fini del calcolo dei 24 mesi. Nota : La legge 96/2018 di conversione del DL Dignità nel riformulare il perimetro dell’art. 19
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del D.Lgs 81/2015 precisa che le limitazioni da questo poste (sia sulla durata che sulle causali) sono riferite esclusivamente all’Utilizzatore anche nel caso di ricorso alla somministrazione, avendo questo un limite nell’utilizzo di un lavoratore sia con rapporto diretto che somministrato ora fissato a regime della norma in 24 mesi. Con questa posizione verrebbero superati i precedenti pareri e note di prassi del Ministero del Lavoro a riguardo.
SOMMINISTRAZIONE NOVITA’ : stop&go e proroghe La legge di conversione abroga per le Agenzie per il lavoro , quando somministrano, lo stacco tecnico tra un contratto ed un altro ( c.d. stop&go) Nota :Le Apl non saranno tenute a fermare il proprio dipendente interinale per 10 o 20 gg a seconda che la missione precedente sia stata inferiore o superiore a sei mesi , fermo rimanendo lo 0,5 % addizionale ad ogni rinnovo. Per quanto riguarda le proroghe , nel rispetto del CCNL delle ApL, rimangono 6 e qualora si superino i 12 mesi è necessario inserire una causale nel contratto di prestazione riferita alle esigenze dell’Utilizzatore.* *sarà utile capire come il Ministero del Lavoro a riguardo intenderà dare istruzioni alla vigilanza ai fini delle conseguenze dell’assenza di causale o di errata causale dei contratti di prestazione sia nei confronti dell’agenzia che dell’utilizzatore dacché la norma nulla dice a riguardo
SOMMINISTRAZIONE NOVITA’: periodo transitorio Per il periodo transitorio , che vige anche per i contratti a termine a scopo di somministrazione, vedasi quanto sopra detto .
SOMMINISTRAZIONE NOVITA’ : ritorna la Somministrazione fraudolenta Viene ripristinato dal 12 agosto c.a. il reato di somministrazione fraudolenta (art. 38-bis TU Contratti) che tende a punire i comportamenti posti in essere per eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo , punendo per tali comportamenti tanto l’Utilizzatore quanto l’ApL con ammenda di 20,00 euro al giorno e per ogni lavoratore, oltre le conseguenze della trasformazione del rapporto in capo all’utilizzatore. SOMMINISTRAZIONE NOVITA’: PPAA La somministrazione presso le PPAA rimane soggetta alla normativa ante DL Dignità (D.lgs 81/2015 vigente fino al 13/7/2018)
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