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The World Of Il Consulente - Numero 33 - Anno II

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n° 33 - anno II - 15 ottobre2012

The world of

il Consulente Faccia a faccia con Gianni Zingales Confisca per omesso versamento IVA Lettera aperta alla Ministro Fornero Il Progetto Axé e Fiorella Mannoia Ma dove sta la verità? Faccia a faccia con Davide Mogavero I Quaderni del Consulente Novità Riforma del lavoro percorso formativo


n° 33 - anno II - 15 ottobre2012

The world of

il Consulente Faccia a faccia con Gianni Zingales Confisca per omesso versamento IVA Lettera aperta alla Ministro Fornero Il Progetto Axé e Fiorella Mannoia Ma dove sta la verità? Faccia a faccia con Davide Mogavero I Quaderni del Consulente Novità Riforma del lavoro percorso formativo

N°33 - 15 ottobre 2012 Periodico telematico - Reg.Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma - Pubblicazione quindicinale Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele - Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera - Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi - Vincenzo Scotti Paolo Stern - Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Andrea Tommasini Aldo Persi Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. - Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria: segreteria@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11-1-l979 N.12 Redazione: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 15-10-2012


Decreto Sviluppo: Largo ai giovani e al digitale!

Editoriale

Care colleghe e cari colleghi, è opinione comune che il nostro sia “il paese dei Vecchi”, ebbene, andiamolo a raccontare al Governo Monti! Il decreto sviluppo studiato dal governo è dedicato ai giovani per incentivarne l’imprenditoria e al potenziamento dello sviluppo digitale svecchiando la PA, e più ampiamente, il sistema economico italiano. La prima fase del decreto ha prodotto la cosiddetta “Società semplificata”, in sigla “SRLS”. Dal 29 agosto scorso, infatti, giusto DM Giustizia 138 del 23 giugno 2012, è possibile per un giovane under 35 costituire una SRLS senza pagare spese notarili e impiegando un capitale sociale compreso tra 1 e 9.999 euro (sono dovuti l’imposta di registro e i diritti camerali). Questo a patto che si rispettino alcune restrizioni: che si adotti un atto costitutivo standard ministeriale, che non potrà essere modificato o integrato in alcun modo; che non partecipino ne acquisiscano quote soci over 35; e che la società sia amministrata esclusivamente da uno o più soci della stessa. Detto questo, il gioco è fatto: un giovane under 35, anche solo con una monetina da un euro può costituire una società! Ora che si può iniziare a lavorare serve la location, servono le attrezzature, i computer… e molto altro ancora. Ma cosa si acquista con 1 euro di capitale

sociale? E quale banca senza alcuna garanzia reale accende linee di credito ad una società emergente? Alla SRLS appena nata manca la fiducia delle banche e del sistema creditizio. Serviranno garanzie finanziare o patrimoniali: fideiussioni, piuttosto che garanzie personali o su capitali propri (magari di mamma e papà!). La seconda parte del decreto, ancora in fase di studio, si focalizza sullo sviluppo di un’economia digitale, sulle start up e sulle PMI. Potrebbe concretizzarsi l’ipotizzata “Srl innovativa”, o “I-SRL”, simile alla SRLS ma costituibile on-line, la cui bozza prevedrebbe una serie di importanti benefici nei primi 48 mesi di vita, nonché la possibilità della contabilità per cassa fino a 5 milioni di fatturato. Lo stesso potenziamento dell’e-commerce con il miglioramento della sicurezza per i pagamenti informatici; l’incremento di infrastrutture di rete, l’integrazione dei sistemi Ict nella PA e la digitalizzazione nei rapporti tra imprese e cittadino con la PA (switch-off), finalizzati all’ammodernamento delle istituzioni e del modus operandi del sistema economico italiano, sono obiettivi ambiziosi, ampiamente condivisi ma di difficile applicazione. Dopo un inizio deludente, auguriamoci che la seconda tranche del decreto sviluppo sappia stupirci “con effetti speciali”!

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Sommario

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In Focus

1 the world of

il Consulente

Decreto Sviluppo: Largo ai giovani e al digitale!

Il Progetto Axé e Fiorella Mannoia

L’etica come vita ed esempio per la restituzione alla vita stessa ed al mondo, della dignità, dell’identità e nel lavoro ad oltre 18.000 giovani del sud del mondo

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I Quaderni del Consulente

La mediazione fiscale obbligatoria ex art. 17-bis D. Lgs. 546/92

di Andrea Tommasini

PROGETTO

L’editoriale del Presidente di Adalberto Bertucci

Rubriche ITALIA ONLUS

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Confisca per omesso versamento IVA

È legittima la confisca per equivalente sui beni dell’imprenditore di Giuseppe Maria Gallo

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Faccia a faccia con Davide Mogavero

Attraverso un sano uso del social network e della tecnologia costruire un lavoro insieme

Lettera aperta alla Ministro Fornero

Considerazioni sulla riforma di Paolo Stern

di Andrea Tommasini

4 Cari Consigli

Vicini e Lontani Faccia a faccia con Gianni Zingales

Il parere del Presidente della CPO di Milano sulla riforma Fornero di Lorenzo Lelli

16 Pasquino

Ma dove sta la verità?

Forse non tutto è stato spiegato

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Ordine

 23 ottobre 2012 Ore 9:30 - Oly Hotel in Via Santuario Regina degli Apostoli 36 – Roma (posti disponibili esauriti) Licenziamenti individuali e licenziamenti collettivi dopo la riforma Fornero Relatore: Avv. Stefano Canali De Rossi  29 ottobre 2012 Ore 14:00 – Auditorium del Seraphicum Via del Serafico 1 Roma (posti disponibili esauriti)

A tre mesi dalla Riforma del Lavoro Relatori: V. Lippolis E. Massi T. Bussino P. Stern G. Marini


Rubrica Cari Consigli Vicini e Lontani

Faccia a faccia conGianni Zingales Il parere del Presidente della CPO di Milano sulla riforma Fornero

di Lorenzo Lelli Direttore Responsabile “The World Of Il Consulente”

A

bbiamo intervistato il collega Gianni Zingales, Presidente del consiglio provinciale di Milano, chiedendogli un parere sulla riforma del lavoro approvata, riguardo le sue criticità e cosa, invece, si aspettava da questa riforma.

Come giudichi la riforma del lavoro ? Ritengo che la valutazione non possa essere che negativa, in considerazione soprattutto del fatto che le intenzioni che muovevano inizialmente il legislatore erano tutte rivolte all’emanazione di una norma che incidesse positivamente sullo sviluppo della crescita occupazionale, soprattutto in un’area di età giovanile, al contrario si può evidenziare uno scarsissimo impatto su competitività ed occupazione, che porta ad un disincentivo alle assunzioni e ad al rischio conseguente della ripresa del lavoro nero nonché ad un accentuarsi del con-

tenzioso. Questa situazione, inoltre, non incentiverà certamente investimenti da parte di aziende estere.

di lavori perché alcuni di loro fanno i “furbi”. In più sono stati abrogati alcuni istituti contrattuali o modificati in peggio.

Quale aspetto di questa legge ti ha colpito maggiormente? Sembrerebbe che la legge abbia un indirizzo punitivo nei confronti dei datori di lavoro, quasi che la totalità degli stessi operi sul mercato in modo scorretto o doloso; in pratica sono stati creati pali e paletti che disincentivano l’assunzione dei lavoratori anche in funzione degli innumerevoli adempimenti introdotti . Non si può penalizzare tutti i datori

Puoi approfondire meglio questa tua considerazione? Si pensi, ad esempio, all’abrogazione del contratto di inserimento che, senz’altro, non ha certamente avuto un enorme successo nel corso dei circa dieci anni di vigenza, ma ha comunque costituito un percorso agevolativo nell’inserimento o reinserimento di alcune fasce di soggetti svantaggiati quali giovani, donne, disoccupati, ultracinquantenni e disabili. Con l’abrogazione di tale istituto,

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tali soggetti saranno i primi ad essere penalizzati. Mi pare che tutto ciò vada in senso esattamente contrario a quelle che, invece, dovrebbero essere le previsioni di una riforma del lavoro che tenda a migliorare competitività ed occupazione. Ci sembra che anche la volontà di voler “tipizzare” la genuinità o meno delle prestazioni di lavoro autonomo gestite con partita IVA, prevedendone la conversione nel caso in cui un cliente risulti nettamente prevalente rispetto agli altri, in definitiva costituirà un freno, anziché un incentivo, soprattutto a carico dei lavoratori più giovani che, chiaramente, all’inizio della propria attività professionale od autonoma avranno pochi clienti e, logicamente, uno di questi potrà facilmente risultare prevalente sugli altri.

In un simile caso l’attività (ma solo quella svolta per il cliente maggiore) verrà ricondotta a semplice collaborazione o, peggio, a lavoro subordinato. Ciò porterà ad un aumento di contenzioso. Restano quindi le perplessità per quanto riguarda i professionisti iscritti all’Ordine, c’è il rischio che, svolgendo attività non riservate o per le quali

non sia previsto un regime di esclusiva, possano vedersi convertire la consulenza in lavoro dipendente a tempo indeterminato fin dall’inizio della collaborazione, con ricadute anche sugli aspetti previdenziali e squilibri per le Casse di previdenza e ciò è assurdo. Con una simile norma, come potrà mai svilupparsi l’attività del giovane lavoratore? Non sarebbe, forse, meglio sviluppare maggiormente l’attività ispettiva con la finalità di “scovare” l’illegalità dove davvero essa si annida, evitando ogni genere di tipizzazione che, come sempre, riconduce tutto al concetto

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Rubrica Cari Consigli Vicini e Lontani di “ogni erba, un fascio”? Si è voluto restringere i rapporti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro solo ai familiari di 1° grado ed ai coniugi escludendo qualsiasi altro e quindi penalizzando una fetta di mercato del lavoro. Sono previste inoltre misure restrittive circa l’operatività del lavoro accessorio. Un ulteriore peggioramento lo si trova nei contratti a termine che vengono penalizzati con l’incremento dell’importo dei contributi, con l’obbligo di comunicazioni preventive al Centro per l’impiego. Quindi è un intervento che potenzialmente potrà scatenare un aumento del numero dei disoccupati e la cui penalizzazione rende rigido il mercato e non incentiva i datori di lavoro ad assumere con il rischi, come già detto, di un ritorno al lavoro nero. Ritengo che un vero e proprio rilancio dell’occupazione possa avvenire solo in presenza di una maggiore flessibilità dell’intero mercato del lavoro sia in entrata che in uscita, in maniera che possa essere garantito l’assunto costituzionale che prevede il “diritto al lavoro” e non il “diritto ad un posto fisso di lavoro”. Di tutto questo non c’è traccia nella legge emanata. Come si può migliorare questa legge nell’ottica dello sviluppo e dell’occupazione? Poiché il costo del lavoro che le aziende italiane devono sopportare è tra i più alti in assoluto e che questo genera perdita di competitività per l’Italia, la riforma del mercato del lavoro ha previsto un ulteriore aumento dei contributi previdenziali, mediante l’introduzione dell’istituto

dell’ASPI. Siamo assolutamente - nei confronti del sistema scolastico e formativo dovremo consapevoli che le prestazioni lavorare affinché la formazioassistenziali e previdenziali debne obbligatoria esterna all’abano necessariamente trovare zienda sia maggiormente anun’adeguata copertura finanziacorata alla realtà produttiva; ria, ma ci sembra che, soprattutto in un periodo di profonda crisi come quello attuale, un au- - ed infine la nostra azione dovrà essere rivolta anche nei mento del costo del lavoro posconfronti dei giovani affinché sa avere effetti nefasti sul lavoro possano superare quel prestesso. Un incentivo all’increconcetto che li porta ad idenmento dell’occupazione ed alla tificare l’apprendistato come ripresa economica poteva avveun contratto di lavoro adatto nire prevedendo una decontrisolo a lavori manuali, e così buzione in entrata nei primi tre possano pienamente coglieanni. Teniamo presente che l’ re le opportunità che, invece, elevata pressione fiscale, in partale tipologia contrattuale ofticolare sui cittadini, comporta fre loro facilitando l’ingresso una restrizione dei consumi e nel mondo del lavoro. del conseguente sviluppo dell’economia. L’opera che dovremo compieSul fronte dell’apprendi- re, oltre che a sostegno delle stato la riforma si presen- aziende nostre clienti, si rifletta molto vincolante per le terà anche in un ambito di reimprese: come muterà in cupero e promozione sociale in questo senso la vostra at- quanto avrà come fine ultimo tività nei confronti dei da- anche quello di recuperare ad un’occupazione stabile quel tori di lavoro? Premesso che l’aumento del grandissimo numero (si parla costo del lavoro appena citato di oltre 2 milioni) di giovani che colpirà anche il contratto di ap- attualmente non studiano, non prendistato, la nostra attività in frequentano corsi di formazioqualità di Consulenti del lavoro ne e non lavorano, costituendo nei confronti delle aziende no- così una categoria ad altissimo stre clienti ci vedrà seriamente rischio sociale. impegnati nel cercare di far ca- Occorrerebbe sviluppare magpire che l’apprendistato costi- giormente il rapporto scuola e tuisce una formidabile oppor- mercato del lavoro, anche con tunità per creare occupazione l’aiuto delle categorie profesad un costo sufficientemente sionali sia per orientare il gioridotto. Dopo la recente entrata vane, sia per individuare con in vigore della riforma dell’ap- programmi di tirocinio quali prendistato, necessariamen- fette di mercato richiedono te dovremo lavorare affinché mano d’opera sia manuale che cambi la mentalità oggi diffusa intellettuale. Occorrerà comunque semplifiriguardo l’apprendistato: care ulteriormente le procedu- nei confronti delle aziende re e non cristallizzare l’istituto dovremo far capire che l’im- dell’apprendistato mettendolo portanza della formazione di sempre di più in mano alle asun lavoratore va ben al di là sociazioni datorili e sindacali del mero addestramento ad con la conseguenza di maggiouno specifico posto di lavoro; ri costi per le imprese.

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Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma

Convegno di Aggiornamento Professionale

A tre mesi dalla Riforma del Lavoro ROMA 29 OTTOBRE 2012

AUDITORIUM DEL SERAPHICUM VIA DEL SERAFICO, 1 - ROMA ORE 14:00

Apertura lavori Saluto del Presidente Dott. Adalberto Bertucci

Lavoro a progetto, Lavoro autonomo economicamente dipendente, Associazione in partecipazione (V. Lippolis)

La nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego (ASPI e Mini Aspi) (T. Bussino)

Il lavoro a progetto dopo la riforma: le condizioni di legittimità

Entrata in vigore e periodi transitori per il periodo 2013 - 2015

L’abrogazione del programma di lavoro

Nuove modalità di calcolo dell'indennità e i meccanismi di decurtazione

L’intervento interpretativo sulla presunzione prevista dall’art. 69, D.Lgs. n. 276/2003

Ipotesi di decadenza e compatibilità con l'attività di lavoro autonomo

Il lavoro autonomo economicamente dipendente: definizione e presunzioni Il contratto a progetto nei call center

Le forme di finanziamento e i nuovi costi per le aziende : il ticket licenziamenti e la deducibilità fiscale per le auto aziendali Correlazione tra Aspi, incentivi all'esodo e riforma delle pensioni

L’associazione in partecipazione con apporto di lavoro

I nuovi fondi di solidarietà bilaterali : i costi per le aziende e i meccanismi di funzionamento .

La convalida delle dimissioni (E. Massi)

Cassa integrazione e procedure concorsuali

Le nuove condizioni di efficacia e validità delle dimissioni

I rapporti amministrativi con l'Inps e con i Centri per l'impiego

L’ambito di applicazione della convalida e ipotesi di esclusione

Il contratto a termine e quello intermittente (P.Stern)

La gestione del periodo di preavviso

Il contratto a termine e le sue motivazioni

Modalità operative per la gestione dell’invito alla convalida

Il contratto a-causale

La nuova possibilità di revoca delle dimissioni

I periodi di latenza

La Riforma del licenziamento individuale (E. Massi)

Le impugnative e le sanzioni

La comunicazione preventiva nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo Il nuovo tentativo obbligatorio di conciliazione presso la DTL La nuova disciplina della reintegrazione del lavoratore: le modifiche all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Le motivazioni soggettive ed oggettive di ricorso al lavoro intermittente Le nuove comunicazioni di chiamata e di modifica della chiamata

Codice Deontologico (G.Marini) Dovere di Competenza

MODERATORE: D. Donati Fondazione Studi “O. BERTUCCI” di Roma

L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della

Formazione Continua dei Consulenti del Lavoro E' obbligatoria la prenotazione sul sito www.consulentidellavoro-roma.it

Media partner

CAF CDL


Tributi

Confisca per omesso versamentoIVA È legittima la confisca per equivalente sui beni dell’imprenditore di Giuseppe Maria Gallo Avvocato

È

legittima la confisca per equivalente sui beni dell’imprenditore, anche cointestati, per un ammontare pari all’Iva evasa dalla società. L’adozione della misura non presuppone la dimostrazione del nesso pertinenziale tra reato e somme sequestrate. (Cass. pen. massima N° 4956/12)

La vicenda processuale Il fatto attiene ad un imprenditore indagato per il reato di omesso versamento dell’Iva di cui all’articolo 10-ter del Dlgs 74/2000, al quale erano stati in un primo tempo sequestrati (e di poi confiscati) libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi, beni mobili e immobili, anche cointestati con la società di cui era responsabile, per un importo pari all’imposta non versata all’erario. In prima istanza, il giudice aveva rigettato la richiesta di sequestro preventivo;tuttavia, la conseguente impugnazione è stata accolta dal tribunale del riesame che ha disposto l’adozione della misura cautelare,sul presupposto che il profitto del reato era rappresentato dall’ammontare dell’Iva evasa. Sicchè,non potendosi procedere al sequestro in forma specifica,si ricorreva al sequestro di beni di valore corrispondente all’imposta che erano nella sua disponibilità,ivi compresi quelli appartenenti alla società di cui egli era rappresentante legale. L’ordinanza veniva impugnata in cassazione. Il ricorrente denunciava la violazione degli articoli 321 del codice di procedura civile e 240 del codice penale per difetto del presupposto per

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procedere al sequestro finalizzato alla confisca “diretta” nonché per inosservanza del principio in base al quale il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente non può essere mai superiore al profitto derivato dal reato. Confisca per equivalente All’uopo, occorre premettere che la confisca per equivalente può essere ritenuta un provvedimento ablativo su somme di denaro, beni o altre utilità - di cui il condannato abbia la disponibilità - per un valore corrispondente al prezzo, al prodotto e/o al profitto del reato. L’articolo 1, comma 143, della legge 244/2007 prevede l’applicazione dell’articolo 322-ter del codice penale anche ai reati di cui al Dlgs 74/2000, ad eccezione della fattispecie di cui all’articolo 10 (occultamento/distruzione delle scritture contabili). In base all’articolo 322-ter, in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, “è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al


reato, ovvero, quando essa non è possibile, la e, inoltre, viene meno la necessità di verificare, confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, preliminarmente, se il bene sia entrato o meno nel patrimonio dell’indagato per tentarne il reper un valore corrispondente a tale prezzo”. cupero. Sono, infatti, assoggettabili alla confisca Il giudice potrà, quindi, disporre la confisca “per beni nella disponibilità del prevenuto per un vaequivalente” sui beni mobili e immobili ricaden- lore corrispondente a quello relativo al profitto ti nella sfera patrimoniale dell’imputato ed, in o al prezzo del reato. generale, su tutti quei beni che non appartengano a terzi estranei al reato (Cassazione, senten- Il tribunale ha pienamente rispettato il principio della non eccedenza della misura rispetto al proze 448/2012, 39239/2011 e 662/2011). fitto del reato, essendosi imposto la valutazione relativa all’equivalenza tra il valore dei beni La decisione Il giudice di legittimità respingeva il ricor- e l’entità del profitto, come in sede di confisca so del contribuente adducendo che l’ordi- (cassazione, sentenze 2101/2009, 2110/2009, nanza impugnata fosse immune da qualsivo- 41731/2010 e 1893/2012). Tale valutazione, glia vizio procedimentale o motivazionale. infatti, che può essere effettuata sulla base di Di guisa, nel confermare la misura sui beni criteri presuntivi che tengano conto degli eledell’imprenditore intestati e cointestati, ad avvi- menti emersi dalle indagini, suscettibili di ulteso della cassazione, nei casi in cui il profitto con- riore analisi in sede di merito, non si sottrae al siste in una somma di denaro (come nel caso sindacato di legittimità per contraddittorietà o di evasione dell’Iva), appare difficile sostenere manifesta illogicità: profili che non ricorrono di subordinare l’operatività del sequestro alla nel caso di specie. verifica che il profitto del reato fosse confluito effettivamente nella disponibilità dell’indagato Occorre rammentare infine che la Corte costitu(cassazione 32797/2002) proprio per la ragione zionale, con sentenza 21/2012, ha stabilito che che, trattandosi di sequestro per equivalente, non vìola la Costituzione la norma che prevede tale necessità deve ritenersi superata. In altri la confisca dei beni in caso di morte “del sogtermini, nel caso dell’articolo 322-ter del codice getto nei confronti del quale potrebbe essere penale, la confisca per equivalente non presup- disposta”, anche nei riguardi dei successori “a pone la dimostrazione del nesso pertinenziale titolo universale o particolare, entro il termine tra reato e somme confiscate (o sequestrate) di cinque anni dal decesso”.

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Lettera

Lettera aperta allaMinistro Fornero Considerazioni sulla riforma di Paolo Stern Consulente del Lavoro

G

entile Professoressa Fornero, la “sua” riforma del mercato del lavoro è legge dello Stato da oltre due mesi. Lei sicuramente verrà ricordata per questo nei prossimi anni. Tanto basta per i miei personali e più sinceri complimenti. Il giorno otto ottobre ci siamo incrociati al convegno organizzato da DPLMopdena.it, bella iniziativa, ragguardevole la finalità. Non sono riuscito ad incrociarla, i nostri interventi erano posizionati diversamente nell’arco della giornata, e quindi carta e penna (rectius) mouse e tastiera sono qui a scriverle, o meglio, a riscriverle dalle pagine della rivista on line dei consulenti romani. Complimenti in primo luogo per il decisionismo che ha dimostrato. Ha ascoltato (poco a dire il vero) gli operatori, le parti sociali, dopo di che ha staccato audio e video ed ha operato. Nelle segrete stanze con i suoi più fidi consiglieri ha dato in pasto alle Camere un documento completo che ha fatto arrabbiare tutti. Quindi, bene. È così che la politica deve fare. Ascoltare ma poi agire, autonomamente agire. Senza farsi impallinare nel tiro al piccione dei veti incrociati. Ottimo. Da tecnico ha dato una grande lezione a tanti politici. Complimenti poi perché si è assunta personalmente responsabilità importanti. Senza remore ne timori reverenziali ha sfidato paludate resistenze corporative. Ha alzato il suo indice professorale elargendo lezioni a chi diceva che faceva boiate ed a chi la paragonava al capo di uno squadrone della morte sudamericano.

Complimenti infine perché ha infranto il tabù. Il piombo delle BR aveva bloccato per anni l’anelito riformista ed anche il Ministro che l’ha preceduta non era riuscito nell’intento. Lei ce l’ha fatta. Ha spezzato la catena dell’articolo 18. Per carità, nulla di stravolgente, il bilancino, più che lo spirito riformista, ha mosso la sua mano nello scrivere il testo. Un bilancino che ha tenuto conto di quanto realisticamente oggi fattibile. Bene, un primo passo avanti, ci sarà tempo (speriamo!) per migliorarlo. E però entrando nel merito del documento i miei complimenti faticano a proseguire. Anzi più o meno si fermano al primo comma dell’articolo 1. Condivido poco dei contenuti della manovra e spero sinceramente di sbagliare quando pronostico una fuga verso l’estero di alcune attività (le più facilmente delocalizzabili tipo i call center che infatti hanno

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imposto dopo solo pochi giorni una revisione del suo impianto normativo in materia) e verso il nero di alcune tra le imprese più piccole. Il 90% delle imprese italiane ha meno di 10 dipendenti, a loro dell’articolo 18 non è mai interessato nulla. E quindi? Cosa troviamo nella riforma per aiutare le centinaia di migliaia di micro imprese in un momento terribile come questo? Niente. Per loro non c’è nulla. Quando si tratteggiano nuove flessibilità spesso si ricorre a percentuali così basse rispetto al numero dell’organico che di fatto per i “piccoli” non se ne fa nulla. Si è cercato di dare un freno alla precarietà che strozza il futuro dei nostri ragazzi. Chi non potrebbe plaudire a ciò (e infatti le ho detto che sottoscrivo il comma 1 dell’art. 1). C’è da chiedersi però con quali strumenti si voglia raggiungere l’obiettivo. Si è inteso difendere i nostri giovani,


ed anche i meno giovani, in un mercato flessibile, insegnando loro che il lavoro è fatica, impegno, formazione (in latino labor significa proprio fatica), rendendoli capaci di competere proteggendoli con sostegni sociali che riescano ad attenuare le inevitabili cadute di percorso? Non mi sembra. Mi sembra che abbiamo agito sotto la spinta di una antropologia negativa che dipinge le imprese come bande di briganti dalle quali è necessario essere protetti. Protezione dunque dalle imprese e dalla flessibilità e non cooperazione con le imprese, partecipazione nelle imprese e quindi protezioni nella flessibilità: questo è lo scenario che esce dalla riforma. Esagero? Forse ma non saprei proprio come leggere, per esempio, la manovra sui contratti a chiamata (da oggi dimenticare un sms in un rapporto di lavoro regolarmente denunciato potrà costare 2.400,00 euro). O come leggere il remake delle disposizioni volute dall’ex ministro Damiano sulle dimissioni. Da oggi dimettersi sarà una corsa ad ostacoli. Certo c’era da proteggere lavoratori e lavoratrici dalle “dimissioni in bianco”. Un fenomeno deprecabile ma molto, molto limitato. Abbiamo sparato ad un cardellino con un bazooka. È la solita antropologia negativa che si evidenzia. Una presunzione di colpevolezza verso tutte le imprese che proprio non fa bene né ai lavoratori né all’economia produttiva. Sarebbe bastato, se proprio bisognava battere un colpo sull’argomento, inserire l’obbligo della data scritta di pugno dal lavoratore sulla lettera di dimissioni unitamente alla sua firma oppure definire una sorta di diritto di ripensamento di 24 ore dalla consegna

delle dimissioni per scongiurare abusi. Invece no, si è costruito un meccanismo pesante e burocratico che determinerà infiniti problemi applicativi. Questo è certo. E poi, da una professoressa non me lo sarei aspettato. Per disciplinare il nuovo articolo 18 sono state impiegate oltre 2.500 parole. È stato utilizzato un numero infinito di aggettivi e avverbi per disciplinare una qualsivoglia attività. Mi spiego meglio. Un fatto o c’è o non c’è. Cosa significa che un fatto sia “manifestamente esistente o inesistente” per calibrare le

conseguenze di un licenziamento? Perché, per esempio, per derogare a taluni limiti del contratto a termine bisogna che esistano situazioni dipendenti “…dall’avvio di una nuova attività; dal lancio di un prodotto o di un servizio innovativo; dall’implementazione di un rilevante cambiamento tecnologico; dalla fase supplementare di un significativo progetto di ricerca e sviluppo; dal rinnovo o dalla proroga di una commessa consistente”. Chi stabilirà se la commessa sia consistente o meno? Lo sappiamo tutti: colui che interpreta la legge. Il giudice. Ecco, appunto. Gli aggettivi hanno il contenzioso in tasca. Cosa dire sul meccanismo delle presunzioni, assolute o relative che siano, delle quali è infarcito il ricorso alle flessibilità in entrata è mortificante per la

sostanzialità dei rapporti. Ancora una volta presumo che tu imprenditore stia barando e perciò dovrai dimostrare il contrario. Così è per le partite IVA o per i co.co.pro. La riforma ha aperto le porte a quella “subordinazione economica” che anima il dibattito suoi “nuovi lavori”. Interessante e innovativo l’approccio ma devastante la conclusione. Per i rimbalzi di presunzione, per esempio, un rapporto genuinamente di lavoro autonomo può essere convertito in rapporto di lavoro subordinato basandosi sulla marginalità economica dello stesso. Giusto usciamo dall’anacronistico dualismo autonomo / dipendente. Apriamo a quello statuto dei lavori di cui si sente un reale bisogno, ma non convertiamo con un trabocchetto giuridico un rapporto di lavoro autonomo in subordinato mantenendo inalterato in sistema sostanziale. Insomma un conto è la subordinazione economica altro quella giuridica. In ultimo, la certificazione dei contratti di lavoro. Sì, quello strumento che il prof. Biagi aveva lanciato nel nostro ordinamento e che il Ministro Sacconi aveva cercato di spingere con il collegato Lavoro. Nella legge 92 non ve ne è traccia. Eppure quello sì che sarebbe un sentiero da battere, da ampliare. Le parti adeguatamente assistite possono aprirsi alla flessibilità senza mai cadere nella precarietà contrattuale e nell’elusività di fittizi rapporti atipici. Peccato. Le notevoli capacità ed il piglio decisionista della professoressa alla guida del Dicastero Lavoro mi avevano fatto sperare in un colpo d’ala. Peccato. Mi auguro proprio che la mia analisi sia sbagliata. Me lo auguro ma non lo credo. Con deferente rispetto.

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Etica

IlProgettoAxé e Fiorella Mannoia

L’etica come vita ed esempio per la restituzione alla vita stessa ed al mondo, della dignità, dell’identità e nel lavoro ad oltre 18.000 giovani del sud del mondo

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ice Cesare de Florio la Rocca, italiano fiorentino, padre fondatore di Projeto Axé “Sognare è possibile ma con i piedi per terra”. Un interessantissimo caso di progetto di straordinaria rilevanza e spessore che ha consentito in vent’anni ad oltre 18.000 giovani ed alle loro rispettive famiglie, di essere riscattati alla vita attraverso l’arte. La metodologia Axé si basa sul principio: “L’Etica come vita ed esempio da offrire agli educandi, l’Estetica come diritto fondamentale di tutti i bambini... Il triplice principio in base al quale i bambini diventano Soggetti, il Desiderio come garanzia di “essere vivi”; il Diritto che acquista maggior valore se continuamente accompagnato dal concetto e dalla pratica del Dovere.” Tale elaborazione è ispirata al pensiero di Piaget, Freud, e Lacan, e basata sul lavoro del maestro e Professore Paulo Freire.

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Nulla è meglio dell’Arte per questo stimolo permanente al sognare e desiderare - ARTEDUCAZIONE, vale a dire l’educazione all’Arte, è il più utile supporto della Pedagogia del Desidero. Testimonial d’eccezione per l’Italia di questo progetto è Fiorella Mannoia che con la sua straordinaria arte ed ammirevole sensibilità ed impegno sociale, ha voluto generosamente coinvolgere e sostenere gli artisti del Progetto AXÈ nella realizzazione di questo Tour SUD, all’interno del quale ci ha proposto un vibrante percorso fatto di nuovi e vecchi brani che danno costante risalto e luce allo spirito

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di fratellanza, di accoglienza e di sostegno ai nostri fratelli del sud del mondo, troppe volte e da troppo tempo sfruttati ed ignorati. Il generoso sostegno di Fiorella Mannoia si accompagna a quello della Fondazione Alta Mane che, oltre a contribuire anch’essa alla presenza dei ragazzi nella tournée, sostiene il progetto in Brasile dove tutto ha origine. Un forte e commosso monito dal profondo del cuore giunge da Fiorella Mannoia, dal Palco del Gran Teatro, lo scorso 8 ottobre, la quale, richiamando alla consapevolezza che molto del nostro benessere “é grazie anche a loro !”, stigmatizza al pubblico che è il momento di crescere nella consapevolezza e che dobbiamo iniziare a restituire per quanto ci danno. Una standing ovation ed un profondo e sentito scroscio di applausi raccoglie il suo invito. Immagini, cultura, suoni e voci di tutti i sud del mondo, i sapienti “ingredienti” di questo straordinario percorso artistico ed emozionale. 2


di Andrea Tommasini Redazione Cultura

Durante “SUD, il Tour” Fiorella Mannoia, i ragazzi del Projeto Axè e la band indosseranno una tshirt realizzata da IMPURE in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per I Rifugiati (UNHCR) a sostegno dei rifugiati di tutto il mondo sulle quali è scritto “I’m a refugee, I’m black, I’m white, I’m a man, I’m a woman, I’m a believer, I’m an atheist, I’m a human being”. Un testo significativo e coerente con lo straordinario e costante impegno di Fiorella e dell’Alto Commissariato, quello della tshirt che sottolinea come non possa esistere alcuna differenza che impedisca a ciascun individuo al mondo di essere considerato un essere umano e la possibilità di vedersi quindi riconosciuti i diritti fondamentali che ogni nazione dovrebbe garantire e tutelare. 3

Lo spettacolo di Fiorella viene dedicato alla memoria di Thomas Sankara, leader carismatico del Burkina Faso, ucciso nel 1987 durante un Colpo di Stato militare ed è accompagnata da ballerini di Capoeira, musicisti africani insieme alla sua band ed ad ospiti italiani d’eccezione come la straordinaria e dolcissima Noemi e Frankie Hi Nrg, autore della bellissima “Non

è un film” ispirata alla tratta delle schiave ed allo sfruttamento sessuale delle immigrate. L’esaltazione dell’urlo del cuore e dell’anima a sostegno dell’armonia e della bellezza che fanno risplendere la vita di nuova luce. 4

Un prezioso sostegno al Projeto Axè, ribadito anche all’interno dello spettacolo, nella relazione d’aiuto per i ragazzi delle favelas, riscattati alla vita attraverso l’arte. Gli spazi educativi dell’Axé (Educazione di strada e Unità) sono luoghi privilegiati dello sviluppo del ludico, della creatività, dell’espressione simbolica dei desideri, paure, fantasie, occasioni di forme di aggregazione, promuovendo l’accesso alle varie forme d’arte, all’etica e l’estetica.
Nel Projeto Axé, la proposta pedagogica è orientata verso una concezione dell’allievo come soggetto del desiderio, di cognizione e di diritto. La premessa basilare del progetto pedagogico in Axé è aiutare gli allievi a elaborare un progetto di vita, personale e sociale. Una delle grandi realizzazioni è stata, infatti, l’approvazione dello Statuto del bambino e dell’adolescente, nello stesso 1990, un documento di grande valore anche simbolico: il Brasile, dove il fenomeno dei bambini di strada, dello sfruttamento e della violenza sui minori, è

The world of il Consulente 13 Foto: Franca Zacchei


Etica Foto di: 1. Paola Raguzzi, 2. Ufficio Stampa Fiorella Mannoia, 3. Andrea Tommasini, 4. Andrea Tommasini, 5. Paola Raguzzi, 6. Andrea Tommasini, 7. Ufficio Stampa Fiorella Mannoia, 8. Franca Zacchei, 9. Ufficio Stampa Fiorella Mannoia

un problema gravissimo e antico, è stato anche il primo paese a dotarsi di uno strumento etico e giuridico per la tutela dei bambini. È in questo contesto di profonda evoluzione sociale che nasce il Progetto Axé, con l’appoggio della ONG italiana Terra Nuova. Nel 1991, si costituisce come persona giuridica autonoma, come organizzazione senza fini di lucro che si prefigge il compito di difendere ed educare i bambini e gli adolescenti che si trovano in situazioni di disagio sociale. Il Projeto Axé iniziò la sua attività dall’Educazione di Strada, ovvero con educatori che lavorano direttamente nelle strade.
 Successivamente, in base all’esperienza pratica e partendo dalle esigenze degli educandi stessi, si crearono spazi educativi ed Unità di Accoglienza (moda, stampa, danza, capoeira, musica, etc). In seguito, vennero creati anche dei gruppi di danza e musica prettamente professionalizzanti e Foto: Andrea Tommasini 5

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quindi costituiti da un gruppo in continua mutazione (alcuni ragazzi, al termine del loro percorso in Axé vengono contrattati come artisti o assorbiti dal mercato del lavoro, e lasciano quindi lo spazio agli educandi più giovani e meno esperti che aspirano alla professionalizzazione). Ad esempio, nella danza il gruppo Gica’ - Compagnia Giovane di Danza -, nella musica il gruppo BandAxè e i Geca. I risultati ottenuti sono stati assolutamente positivi - fino ad oggi sono state portate in scena numerose rappresentazioni in vari spazi a Salvador, a Rio de Janeiro e, particolarmente importanti, a New York, a Firenze ed a Roma. Per approfondire e sostenere il progetto AXE in qualunque modo, potete fare riferimento al sito per l’Italia http://www.axeitalia.net/ Per quanto riguarda invece la straordinaria Fiorella Mannoia ed il suo “Sud, il Tour” che a grande richiesta, prosegue il suo viaggio, vi informiamo che torna ad esibirsi dal vivo con la sua band nei 7

più bei Teatri d’Italia dal 10 novembre 2012 dal teatro Carlo Felice di Genova parte questa nuova parte di Tour e prosegue passando per Livorno (11/11), Torino (13/11), Lucca (16/11), Brescia (19/11), Civitanova Marche (MC) (29/11), Senigallia (AN) (30/11), Catania (3/12), Napoli (5/12), Belluno (13/12), Bologna (15/12), Milano (17/12), Saint Vincent (AO) (19/12) e ancora in tante altre città. È inoltre prevista una grande sorpresa in alcune date del tour, dove sarà in vendita un biglietto veramente “speciale” che comprenderà allo stesso prezzo, oltre al titolo di ingresso, anche il dvd di Sud, il tour con il concerto integrale nei Palasport e un backstage esclusivo con Fiorella che in prima persona racconta l’esperienza di SUD dal disco al tour. Per tutte le info sulle date del tour www. fepgroup.it e www.fiorellamannoia.it Aiutiamoci ad aiutare anche noi il Sud del mondo con il nostro impegno personale. Noi ci siamo e Voi? 8

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Rubrica Pasquino

Madove sta la verità? Forse non tutto è stato spiegato

A

l Meeting di Rimini, di Comunione e Liberazione, Mario Monti ha detto che vede avvicinarsi, per l’Italia, la fine della crisi. … il professore ha confidato che quello della fine della crisi è un momento che «per certi versi» vede avvicinarsi: «Un anno fa pensavamo meno di oggi di essere in crisi ma credo che lo fossimo di più». Monti indica nella lotta all’evasione fiscale la perla dei propri sforzi: «Un impegno straordinario, e forse sgradevole, contro l’evasione fiscale fa parte del recupero di fiducia dei cittadini verso lo Stato e dei cittadini fra loro» Corrado Passera, dice che la crescita «è il risultato non del pompaggio di denaro pubblico nell’economia, come nel passato tante volte ci si è illusi, ma è soprattutto la rimozione di ostacoli strutturali». E’ tanta la voglia di gridare alla fine della crisi economico-finanziaria, ma che questa crisi sia destinata a “scomparire nel nulla” senza “colpo ferire”, Marforio sembra che non ci creda affatto!

Troppo dovrà avvenire! Troppe sono le ‘gatte da pelare’ che sono tenute nascoste, meglio dire … sottaciute! Ma perché tanto scetticismo nei Banchieri mascherati da Professori, o nei Professori assoldati dai Banchieri (anzi Bankster, come dice lui)? Perché sono complici degli pseudo-politici che abbiamo! Anche

loro fanno mancare la consapevolezza della dura realtà, perché non ne parlano, perché cercano di sottacere, di mimetizzare. Nascondono ai più le grosse magagne che l’Italia ha accumulato e che prima o poi scoppieranno come un bubbone infetto … e ciò non è giusto. Se qualcosa potrà ricominciare bisognerà partire da qui: gli Interessati devono sapere, o meglio devono focalizzarsi, un

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po’ più. Sapere a cosa andranno incontro per prendere le giuste misure. È per questo che Marforio sprona i Lettori (la Compagnia) a sapere, perché ciò è indispensabile per poter far nascere nuove idee e nuovi progetti, per affrontare e superare la crisi e le difficoltà del momento. L’Italia del Miracolo, venne alla fine di un Disastro, di una Guerra Mondiale, aveva coscienza delle difficoltà… Era tutto distrutto! C’era la consapevolezza che se si voleva migliorare non c’era altro da fare che … Ingegnarsi, Lavorare, Produrre, Ricostruire! Era consapevole … si ‘rimboccò le maniche’, s’ingegnò, ideò, produsse, … Ricostruì! Perché quel Miracolo non si può ripetere? Per Marforio quindi è solo dalla consapevolezza e dalla condivisione dei sacrifici che si potrà passare all’organizzazione concreta di veri e propri cambiamenti sociali, politici ed economici. Dai Marforio, dicci di cosa non ci rendiamo conto? Cosa veramente dovremo affrontare?


A Pasquì, Hai potuto vedè a luce ‘nfonno ar tunne? No?!? Stacce attento, li Maestri/Banchesterre stanno a dì che ner prossimo anno arriva... Te starai domannanno: Che? Ma cchedè che sta p’arrivà? Tutti staranno a penzà “A fine d’a crisi!” E che sennò? … Er TRENO!!! Se ‘nse svejamo aidavede’ che tranvata che pijamo! S’o sapremo aridì! Te saluto Pasquì... anzi, saluto tutta ‘a Compagnia! Che dichi? Che l’antri (l’Abbate, a Sora Lucrezia, er Babbuino) vorrebbero sapè che cè che me fa arimirà ‘n celo così nero...? Vabbè, t’o prometto... ve dirò tutt’a verità, me potessi cecà... ammagara a prossima vorta! Abbi pazienza … falli carmà! Dijelo: sete stati tant’anni co ll’occhi foderati de preciutto, mo li volete rioprì tutt’nsieme; nun dovete esse presciolosi, dateme tempo. Ci’o sapete, a verità, tutt’ansieme, fa mmale, bigna pijalla a pillole! Mo te saluto, ciò ddafà!!! Pe ‘svortà, pe guadambiamme ‘a pagnotta, ho da lavorà puro io! S’arivedemo! Marforio tuo!

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Musica

Faccia a faccia conDavide Mogavero Attraverso un sano uso del social network e della tecnologia costruire un lavoro insieme di Andrea Tommasini Redazione Cultura

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i intitola “Ad ogni dose” il nuovo singolo di Davide Mogavero, diciottenne salentino, secondo classificato ad X Factor 4. Il brano ha solo anticipato la rotazione radiofonica che dal 7 Settembre u.s. ha preceduto il nuovo album di Davide dal titolo “Benvenuto al mondo” che si distingue da tanti altri lavori, in quanto “co-prodotto” insieme al suo fans club attraverso una condivisione di argomenti e scelte veicolati attraverso la rete informatica ed i social network. Una operazione estremamente interessante ed innovativa sul piano della comunicazione ed artistico, atteso il fatto che le scelte dei brani da inserire nell’album e quelli da lasciare fuori, sino alla copertina, sono stati scelti e decisi insieme ai suoi oltre dodicimila fans. Un ragazzo molto giovane di grande promessa che ama così tanto Roma, da “volerci venire a vivere un giorno”. In un momento in cui si parla di tecnologie per il lavoro e di uso consapevole della rete, bello che un ragazzo così giovane e promettente, insieme alla sua produzione, abbia dato esempio di un uso positivo e costruttivo degli strumenti a disposizione. Davide e Roma: qual è il tuo rapporto con la Capitale Eterna: Girando per attività promozionali ho avuto la fortuna di visitare per la prima volta moltissime città italiane e mi sono ritrovato innamorato di tutta la nostra penisola come della mia terra. Tutte città ricche di storia, monumenti, arte e Roma in questo è stata baciata dal destino perché sono innumerevoli i grandi artisti che hanno prestato la loro opera per rendere splendida questa città. Roma è una città che porto nel cuore e che amerei sicuramente abitare un domani per poterla conoscere meglio…non credo basterebbero 10 anni per visita-

re e apprezzare tutte le sue bel- mo passo verso il conoscere lezze! meglio anche me stesso artisticamente. Come e quando nasce Davide Mogavero nel pano- Come e quando nasce l’inrama musicale italiano? contro con i tuoi produttoCi racconti brevemente la ri? tua storia personale e mu- Ho incontrato i miei produttori sicale? (Marco De Iaco e Francesco Compongo canzoni e lavoro su Migliacci) durante il periodo di me stesso dall’età di 14 anni, XFactor nel 2010 e con loro ho accompagnandomi alla chitarra avviato una collaborazione che per le mie prime composizioni. prosegue tuttora e che grazie Direi che il primo appuntamen- al loro supporto, ed a quello to con il panorama musicale ita- di Francesco Musacco, mi sta liano e la possibilità di farmi co- dando l’opportunità di sperinoscere da un pubblico a livello mentare anche un percorso arnazionale mi è stata offerta dal tistico che vedo in evoluzione programma XFactor4 nel 2010 e che si tradurrà e realizzerà che considero però solo un pri- in concreto nei prossimi cd e

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brani in uscita, con una scelta giorno della settimana (in più di artistica più internazionale ed 12.000 sulla mia pagina facebounplugged. ok: http://www.facebook.com/ davidemogaveroufficiale ) alla Ci parli del tuo ultimo di- scelta di tutti i brani del cd, alla scelta della foto di copertina sco? Il mio ultimo disco, che è in re- ai consigli sui titoli e sul gusto altà è più giusto definirlo come generale del cd. Per me è stata il mio primo cd album ufficiale un’esperienza incredibile per“Benvenuto al mondo”, è un cd ché mi ha permesso di intuire album di tutti brani inediti, di dai loro consigli e partecipaziocui 4 composti anche da me. ne in quale direzione, secondo Come accade per molti primi cd loro, Davide Mogavero rendeva ci sono varie espressioni musi- al meglio ed il lavoro finale mi cali e di stile… dal rock al brano ha lasciato estremamente sodpiù melodico al brano cantato in disfatto! lingua inglese a quello con testo in italiano… lo definirei un Se oggi dovessi dare un cd speciale anche grazie all’ap- consiglio a chi vuole afporto unico di tutti i miei sup- frontare la sua vita “da porter, della incredibile Mog cantante” quale consiglio Family e tutti gli altri suppor- daresti? ter, che hanno partecipato ogni Sono troppo giovane per per-

mettermi di dare consigli ad altri ma posso suggerire che per mia esperienza personale è bene affrontare questa professione con la stessa applicazione e metodo con cui si dovrebbe affrontare una qualsiasi professione. Le ore di studio dedicate alla chitarra, alla composizione di brani, allo studio della propria voce… sono tutte ore che dedichi a migliorare te stesso. Altro consiglio che mi sento di dare è quello di essere estremamente autocritici e saper accettare le critiche da chi hai vicino (ovviamente di qualcuno di cui ti fidi ciecamente per esperienza e per il lato umano) e crescere sapendoti confrontare con tutti e nell’accettare le delusioni e le soddisfazioni con lo stesso equilibrio.

Davide Mogavero e Vittoria Frontini dal set ufficiale del videoclip di “Ad ogni dose”

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Musica

Quali progetti hai per il futuro prossimo? Vuoi darci qualche anticipazione in esclusiva per i nostri lettori? Sono attualmente impegnato nella promozione del cd album appena pubblicato, “Benvenuto al mondo” che ha già visto la realizzazione dei videoclip di due singoli “She makes me feel” con il cantautore italo/inglese Jack Rubinacci e del singolo “Ad ogni dose” composto da Oscar Angiuli e Campedelli. Sceglierò sull’official facebook con il miei supporter il prossimo singolo di cui andremo a realizzare i prossimi videoclip e sto già annotando nuovi spunti e idee per i brani del prossimo cd… come anticipavo avranno un sapore più unplugged. Sanremo poi è alle porte ma Sanremo è sempre una scommessa imprevedibile visto i pochi posti solitamente disponibili e i tantissimi giovani che come me si propongono… vediamo quel che accadrà… intanto sto ultimando proprio il singolo che ho inten-

zione di pr esentare e la soddisfazione di presentare un brano che mi piace moltissimo è già una mia personale vittoria. In una visione più ampia del mondo, senti la tua vocalità e la tua musica vicina alla musica ed alle vocalità di altri artisti nel mondo? Quale musica ed a chi? Come spesso accade ad un esordiente c’è quasi sempre la necessità di chi ti ascolta, di catalogare in qualche modo la tua voce, le canzoni, il progetto… Io credo che ciascuno viva comunque di una propria unicità che te la regala le esperienze di vita,

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di quello che scrivi nei tuoi testi, di quello che trasmetti con la tua anima… di uguale a chiunque di noi non c’è nessuno. Nell’era del digitale, dunque, una giovane promessa dell’arte, trova una nuova via in un uso consapevole e positivo della rete e dei suoi strumenti per veicolare il lavoro nell’arte e creare, con grande intelligenza, un prodotto che sia preventivamente gradito ed atteso dai suoi tanti fans.


Quaderni

I Quaderni delConsulente

La mediazione fiscale obbligatoria ex art. 17-bis D. Lgs. 546/92

A

partire da questo numero, vi proponiamo un quaderno d’approfondimento, a cura dell’Avv. Maurizio Villani, Patrocinante in Cassazione e dell’Avv. Francesca Giorgia Romana Sannicandro, sulla materia della Mediazione fiscale obbligatori ex art. 17-bis D. Lgs. 546/92 che, nello sviluppo dei numeri, andrà ad analizzare i punti come di seguito indicati:

In questo numero:

1 Il reclamo e la mediazione fiscale obbligatoria come riformata dal d.l. n. 98 del 06.07.2011 conv. in L. 111 del 15.7.2011 2 La norma: D.L. 98/2011, art. 39 commi 9,10,11 3 La natura del reclamo

Seguiranno nei prossimi numeri: 4

La natura del reclamo

5 L’oggetto 6

La procedura

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Il reclamo e gli strumenti deflativi del contenzioso

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Il rapporto tra il reclamo e l’accertamento esecutivo

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La Circolare n. 9/E/2012 del 19 marzo 2012

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I dubbi dell’istituto

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Quadro sinottico delle sanzioni

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La circolare n. 33/E del 03 agosto 2012

13 Conclusioni

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Quaderni 1 Il reclamo e la mediazione fiscale obbligatoria alla luce della riforma operata dal D.L. n. 98 del 06.07.2011, convertito con la Legge n. 111 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 16 luglio 2011. Sulla scia delle scelte civilistiche e commerciali, il Legislatore prosegue con l’opera di trasferimento – per fini deflativi – della soluzione delle controversie in favore degli strumenti alternativi alla giurisdizione, introducendo l’obbligatorio esperimento di una procedura conciliativa anche con riferimento alla materia tributaria. Uno degli intenti riformatori sottostanti alle manovre estive del 2011 è sicuramente quello di ridurre le cause pendenti innanzi alle Commissioni Tributarie mediante l’introduzione dell’istituto del “reclamo e della mediazione” nella procedura tributaria. Con il D.L. n. 98 del 06.07.2011 – convertito con modificazioni in L. n. 111 del 15.07.2011, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 16 luglio 2011 (manovra economica 2012-2014)– , è previsto, all’art. 39 commi 9 – 10 – 11, l’introduzione, nel D. Lgs. 546/92 (recante disposizioni in materia di processo tributario), dell’art. 17 bis, rubricato “il reclamo e la mediazione”. Come illustrato nella relazione di accompagnamento al disegno di legge di

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conversione del citato decreto, il nuovo istituto dovrebbe offrire un “rimedio amministrativo per deflazionare il contenzioso relativo ad atti di valore non elevato, emessi dall’Agenzia delle entrate” e notificati ai contribuenti a partire dalla data del 1° aprile 2012. Nonostante le limitazioni della fattispecie prospettata, la finalità del nuovo obbligo di cui si fa carico il contribuente è quella di evitare il più possibile l’instaurazione di un contenzioso, in favore di una composizione bonaria della controversia, che, tuttavia, come vedremo, non sembra riservare i vantaggi che una rinuncia giurisdizionale dovrebbe comportare. La sequenza del reclamo e della mediazione prevede una sorta di proposta inoltrata dal soggetto – facoltativa – che propone reclamo e che è suscettibile di accoglimento o di rigetto da parte dell’amministrazione finanziaria ed una successiva proposta di mediazione dell’ufficio – obbligatoria – . In mancanza di tale proposta, la norma prevede, invece, l’obbligo, da parte dell’ufficio, di proporre una mediazione. La struttura che seguirà le procedure di reclamo sarà una ad hoc, differente rispetto a quella che ha provveduto all’ emissione dell’atto impugnato. Vi sono poi alcuni aspetti che rendono il percorso del reclamo simile ad atti che vengono trattati nel contenzioso tributario; questo aspetto emerge mediante il rinvio alle disposizioni in materia di conciliazione giudiziale ovvero, più ancora, al fatto che il reclamo di fatto si tramuta in ricorso e dunque viene intrapresa la strada del giudizio tributario vero e proprio, già da una fase antecedente a quella – eventuale - processuale. Il passo dal reclamo al ricorso (da intendere come contenuto del reclamo) è fissato dal termine di 90 giorni, che decorrono dal giorno successivo: - a quello di compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte della direzione provinciale o regionale, qualora entro tale termine non sia stato notificato il provvedimento di accoglimento ovvero non sia stato formalizzato l’accordo di mediazione; - a quello di notificazione del provvedimento di diniego o di accoglimento parziale dell’istanza prima del decorso dei predetti 90 giorni (se il contribuente riceve comunicazione del provvedimento dopo la scadenza del novantesimo giorno, il termine di 30 giorni per la costituzione in giudizio decorre comunque dal giorno successivo a quello di compimento dei 90 giorni). La circolare esplicativa n. 9/E/2012 del 19 mar-


quelle che curano l’istruttoria degli atti reclazo 2012, specifica che l’ufficio contenzioso delle mabili. direzioni regionali sarà rinominato ufficio legale e sarà distaccato dal settore controlli e riscossione; l’ufficio dipenderà direttamente dal direttore 6. Per il procedimento si applicano le disposizioni di cui agli articoli 12,18, 19, 20, 21 e al comregionale. ma 4 dell’articolo 22, in quanto compatibili. Questa circostanza, garantirebbe, secondo l’Agenzia delle Entrate, la terzietà richiesta dall’istituto; unitamente al distacco fisico dell’ufficio, ci 7. Il reclamo può contenere una motivata proposta di mediazione, completa della ridetermisi chiede se potrà bastare questa delimitazione a nazione dell’ammontare della pretesa. garantire l’ imparzialità dei procedimenti. Ma, molti ancora sono i dubbi. Il legislatore prevede, altresì, che la proposizione 8. L’organo destinatario, se non intende accogliere il reclamo volto all’annullamento totale o del reclamo è condizione di ammissibilità del riparziale dell’atto, ne’ l’eventuale proposta di corso e può essere rilevata in ogni stato e grado mediazione, formula d’ufficio una proposta di del processo. mediazione avuto riguardo all’eventuale inA tal proposito, segnaliamo – nel paragrafo n. 8 certezza delle questioni controverse, al grado “i dubbi sull’istituto” – il profilo incostituzionale di sostenibilità della pretesa e al principio prospettato attraverso il requisito dell’inammisdi economicità dell’azione amminisibilità nei casi di mancanza della proposizione strativa. Si applicadel reclamo. no le disposizioni 2 La norma: D.L. 98/2011, art. 39 comdell’articolo 48, mi 9,10,11 in quanto compatibili. Il comma 9 dell’art. 39 citato ci fornisce il testo letterale della nuova disposizione tributaria; art. 17 bis: “Dopo l’articolo 17 del decreto legisla- 9. Decorsi novanta giorni senza che tivo 31 dicembre 1992, n. 546, e’ inserito il sia stato notificaseguente articolo: to l’accoglimento «Art. 17-bis (Il reclamo e la mediazione) – del reclamo o senza che sia stata conclusa la 1. Per le controversie di valore non superiore a mediazione, il reclamo ventimila euro,relative ad atti emessi dall’Aproduce gli effetti del genzia delle entrate, chi intende proporre riricorso. I termini corso e’ tenuto preliminarmente a presentare di cui agli artireclamo secondo le disposizioni seguenti ed coli 22 e 23 e’ esclusa la conciliazione giudiziale di cui decorrono all’articolo 48. dalla predetta data. Se 2. La presentazione del reclamo e’ condizione di l’Agenzia ammissibilita’ del ricorso. L’inammissibilita’ delle entrae’ rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del te respinge giudizio. il reclamo in data an3. Il valore di cui al comma 1 e’ determinato setecedente, i condo le disposizioni di cui al comma 5 dell’arpredetti termini ticolo 12. decorrono dal ricevimento del 4. Il presente articolo non si applica alle controdiniego. In versie di cui all’articolo 47-bis. caso di accoglimento 5. Il reclamo va presentato alla Direzione proparziale del vinciale o alla Direzione regionale che ha reclamo, emanato l’atto, le quali provvedono attraveri predetti so apposite strutture diverse ed autonome da

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Quaderni termini decorrono dalla notificazione dell’atto Da un’attenta lettura del disposto normativo, emerge come la disciplina del reclamo-mediaziodi accoglimento parziale. ne di cui all’art. 17 bis, è stata inserita nel corpus 10. Nelle controversie di cui al comma 1 la parte delle norme processuali tributarie quasi ad evisoccombente e’ condannata a rimborsare, in denziare la diretta strumentalità dell’istituto con i aggiunta alle spese di giudizio, una somma propositi funzionali della giustizia tributaria. pari al 50 per cento delle spese di giudizio a La nuova procedura, infatti, si offre come rimetitolo di rimborso delle spese del procedimento dio amministrativo prima, e come presupposto disciplinato dal presente articolo. Nelle mede- giudiziale poi, al fine di far coincidere – in un’otsime controversie, fuori dei casi di soccomben- tica di deflazionamento del contenzioso – le neza reciproca, la commissione tributaria, può cessità del sistema tributario e i diritti dei concompensare parzialmente o per intero le spe- tribuenti. se tra le parti solo se ricorrono giusti motivi, Almeno questi sono gli intenti divulgati dalla esplicitamente indicati nella motivazione, che voce fiscale, ancora in attesa di essere verificati. hanno indotto la parte soccombente a disatten- Il reclamo è un procedimento di “secondo grado”, in quanto viene avviato alla conclusione dere la proposta di mediazione.”. di un precedente procedimento amministratiDi notevole importanza, oltre al dettato norma- vo (quello che si è concluso con l’emanazione tivo che si spiegherà nel prosieguo, la colloca- dell’atto ritenuto viziato). zione della norma all’interno del Decreto recan- Esso definisce la questione nell’ambito della te disposizioni in materia di processo tributario. funzione tipica della Pubblica Amministrazione, Come noto, il titolo II del D. Lgs. 546/92, ru- quella amministrativa, senza che alcun organo bricato “Il Processo”, introduce, l’argomento giurisdizionale (Giustizia Amministrativa o Giucon l’art. 18, rubricato “Il ricorso”; in un’ottica stizia Ordinaria) debba pronunziarsi. astringente e perentoria, quale quella delle nor- Infatti, sebbene rivolto a conseguire l’annullame del processo tributario, l’art. 17 bis si impo- mento totale o parziale del provvedimento, non ne sulla scena fiscale, come ultima norma del assume la forma di uno dei ricorsi tipici, bensì titolo I, capo II, del D. Lgs. 546/92, rubricato ne ricava alcune caratteristiche peculiari: “delle parti e della loro rappresentanza e assi- - l’impugnatorietà: il reclamo ha certamente natura impugnatoria, in stenza in giudizio”; sintomatico il fatto che, tratquanto configura un ritandosi di un ibrido tra il ricorso vero e proprio medio contro un atto e la fase antecedente allo stesso, non trova la amministrativo legiusta collocazione nel Titolo II – rubricato “il sivo dell’interesprocesso”, ma risulta oltremodo fuori camse sostanziale po la sua attuale ubicazione, non essendo garantito dalla nemmeno relativo all’argomento in cui è norma; stato inserito. La natura del reclamo Dato il tenore della norma – art. 17 bis, comma 8 “annullamento totale o parziale” – il reclamo sembra avere i connotati di un’istanza di autotutela obbligatoria, preventiva al ricorso. (relativamente al profilo critico di questo aspetto si rinvia al par. 9, lett. f).

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la giustizialità: il reclamo sorge da una controversia ed è un mezzo, il primo e in alcuni casi ultimo, di difesa del contribuente relativamente ad una situazione giuridica che la parte afferma essere stata lesa, per cui l’Ufficio si pronuncia in relazione ad elementi e motivi esistenti nella domanda di parte. - la non estraneità: il reclamo non è presentato ad un giudice, bensì ad un organo che non si trova in una posizione di distacco rispetto ad una delle parti in causa: infatti fa parte della stessa Pubblica Amministrazione alla quale appartiene l’organo che ha emanato l’atto – nonostante la sua ubicazione sia estranea agli uffici dai quali vengono posti in essere gli atti di accertamento – . Non può, oltretutto, essere considerato un ricorso gerarchico vero e proprio. La norma dispone che la struttura dell’ente impositore competente al reclamo sia diversa e autonoma da quella che ha emanato l’atto reclamabile, anche se non è né sovra né sott’ordinata all’ufficio che ha emanato l’atto: il reclamo va infatti presentato alla direzione provinciale o alla direzione regionale, che lo affida alle strutture deputate alla gestione del contenzioso per un esame operato in piena autonomia rispetto alle diverse strutture che hanno curato l’istruttoria degli atti reclamabili; tale struttura autonoma farà capo direttamente al direttore provinciale o al direttore regionale. Il reclamo appare così come uno strumento “atipico”, ma comunque aderente alle linee organizzative della Pubblica Amministrazione, ormai irreversibilmente mutate e che sempre più vedono affievolire il rilievo dell’ordinamento gerarchico al proprio interno. Risulta opportuno, in questa sede, evidenziare come in dottrina, ci siano già delle tesi contrastanti proprio sulla natura dell’istituto ed in particolare sulle lapalissiane differenze emergenti dal confronto con la disciplina civilistica (da cui proviene l’istituto). Infatti, alcuni hanno

intravisto nella mediazione uno strumento di privatizzazione della giustizia con la conseguenza che diventa elevatissimo il rischio della caduta delle garanzie offerte alla parte più debole e una sostanziale negazione dell’accesso alla giustizia. Da un confronto con la disciplina civilistica, invero, balza agli occhi una grave anomalia; nel settore civilistico la domanda di mediazione è proposta con una istanza (avente determinati requisiti) ad un organismo abilitato e terzo(enti appositamente iscritti in un apposito registro presso il Ministero della Giustizia); nel ramo tributario, invece, la stessa va inoltrata “alla Direzione provinciale o regionale che ha emanato l’atto, le quali provvedono attraverso apposite strutture diverse ed autonome da quelle che curano l’istruttoria degli atti reclamabili”(come disposto dall’art. 17-bis, comma 5). Pur avendo mutuato dalla disciplina civilistica il carattere di procedibilità per l’accesso alla giustizia tributaria – che nel caso del diritto tributario si tramuta in “inammissibilità”, cfr. par. 9, lett. e) – , non si intravede nessuna figura di “mediatore”, ma si continua a vedere ancora una violazione costituzionale dei principi di legittima difesa e di imparzialità dei procedimenti giurisdizionali. Dunque, un rimedio amministrativo paraprocessuale, che attraverso la valutazione – per il tramite di un ufficio legale terzo rispetto all’ufficio “impositore” – del “grado di sostenibilità della pretesa, dell’incertezza della questione controversa e del principio di economicità dell’azione amministrativa”, consentirebbe – in via stragiudiziale – la definizione della lite. Sicuramente, vi sarà un confronto dialettico tra Amministrazione e contribuenti, ma non sembra ancora chiaro, in che modo e secondo quale principio sottostante all’imparzialità che vige nei procedimenti giudiziali, ci sarà un accordo, nel vero senso del termine. L’introduzione dell’istituto in esame, non può non tenere conto del fatto che, da sempre, il Fisco e i contribuenti parlano due lingue diverse; figuriamoci poi, quando la valutazione di una querelle viene affidata a qualcuno di parte – di cui non si sanno neanche le competenze e il modo in cui sono state raggiunte.

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Un percorso formativo approfondito a cura della Fondazione Oreste Bertucci per comprendere a fondo tutti gli aspetti teorici ed i riflessi applicativi, alla luce dell’ultima riforma del lavoro.


DATA

DI SVOLGIMENTO DEL CORSO:

19 OTTOBRE 2012 SEDE DEL CORSO: FONDAZIONE STUDI ORESTE BERTUCCI ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO N. 456

DOCENTI: • DOTT. EUFRANIO MASSI • DOTT. VITANTONIO LIPPOLIS ARTICOLAZIONE DEL CORSO: CON ORARIO DALLE 09.30

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18.00


DATA

DI SVOLGIMENTO DEL CORSO:

6 NOVEMBRE 2012 SEDE DEL CORSO: FONDAZIONE STUDI ORESTE BERTUCCI ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO N. 456

DOCENTE: • AVV. MAURO PARISI ARTICOLAZIONE DEL CORSO: CON ORARIO DALLE 09.30

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18.00


DATA

DI SVOLGIMENTO DEL CORSO:

7 NOVEMBRE 2012 SEDE DEL CORSO: FONDAZIONE STUDI ORESTE BERTUCCI ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO N. 456

DOCENTE: • DOTT. PAOLO STERN ARTICOLAZIONE DEL CORSO: CON ORARIO DALLE 09.30

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18.00


DATA

DI SVOLGIMENTO DEL CORSO:

9 NOVEMBRE 2012 SEDE DEL CORSO: FONDAZIONE STUDI ORESTE BERTUCCI ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO N. 456

DOCENTI: • DOTT. LORENZO LELLI

ARTICOLAZIONE DEL CORSO: CON ORARIO DALLE 09.30

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18.00


DATA

DI SVOLGIMENTO DEL CORSO:

15 NOVEMBRE 2012 SEDE DEL CORSO: FONDAZIONE STUDI ORESTE BERTUCCI ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO N. 456

DOCENTI: • DOTT. EUFRANIO MASSI • DOTT. VITANTONIO LIPPOLIS ARTICOLAZIONE DEL CORSO: CON ORARIO DALLE 09.30

ALLE

18.00


DATA

DI SVOLGIMENTO DEL CORSO:

16 NOVEMBRE 2012 SEDE DEL CORSO: FONDAZIONE STUDI ORESTE BERTUCCI ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO N. 456

DOCENTE: • CDL ERNESTO PALOMBA ARTICOLAZIONE DEL CORSO: CON ORARIO DALLE 09.30

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ORDINE NELLA VITA...

CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO

L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.


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The World Of Il Consulente - Numero 33 - Anno II by Ordine Consulenti del Lavoro - Consiglio Provinciale di Roma - Issuu