N°66 – 20 luglio 2015 Periodico telematico – Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma – Pubblicazione mensile Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele – Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera – Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi – Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. – Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro – roma.it Segreteria: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 – 1 – l979 N.12 Redazione: redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 27 – 07 – 2015
Omissione contributiva, si finisce in carcere!
Editoriale
Care colleghe e cari colleghi, suscita un certo clamore la notizia della carcerazione di un imprenditore milanese reo di non aver onorato gli impegni presi con l’Inps che gli aveva accordato una rateizzazione di un debito maturato a causa di omessi versamenti relativi alle trattenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni dei propri lavoratori dipendenti. Si è visto infliggere dalla Corte di Cassazione, con sentenza n. 24900 del 15 giugno scorso, la condanna definitiva a scontare il carcere, nonostante la difesa spingesse per la commutazione della pena detentiva con quella pecuniaria ai sensi degli artt. 53 e seguenti della legge 689 del 1981. La Suprema Corte, respingendo il ricorso presentato dalla difesa, ha ribadito che l’omissione contributiva (3.000 euro) non è di per sé di non scarsa rilevanza poiché parte di un’ampia situazione di debito nei confronti dell’Inps aggravata dal non completamento del piano di rientro. Respingendo in toto le deduzioni difensive riferite ad uno stato di crisi economico-finanziaria della società proprio perché fondate esclusivamente sulla dichiarazione di fallimento, intervenuto circa sei anni seguenti la commissione del reato. Questa recentissima sentenza si scontra contro un’altra della Corte Suprema, la n. 16102 dello scorso 15 aprile, nella quale si ribadiva un dictum delle Sezioni Unite della Suprema Corte che chiariva come la “sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria sia consentita anche in relazione a condanna inflitta a persona in condizioni economiche disagiate, in quanto la prognosi di inadempimento, ostativa alla sostituzione,
si riferisce soltanto alle pene sostitutive di quella detentiva accompagnate da prescrizioni, ossia alla semidetenzione e alla libertà controllata, e non alla pena pecuniaria sostitutiva, che non prevede alcuna particolare prescrizione”. Sono innumerevoli le contraddizioni del nostro sistema giudiziario, illogiche e arbitrarie. Non sono a favore dell’imprenditore ma la pena dovrebbe essere commisurata alla pericolosità del reato commesso. Si deve punire ma con equità. Se l’intenzione era quella di dare una punizione esemplare ed evitare il reiteramento del reato, non ci sono dubbi, la Suprema Corte ha fatto centro. La pena è certamente legittima, infatti ai sensi dell’articolo 2, comma 1-bis, del D.L. 463/1983, convertito in Legge n. 638/1983, l’omissione contributiva è punibile con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032,91, salvo il caso in cui il datore provveda “al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione”. Ma il nostro è un sistema saturo, in cui le prigioni sono talmente affollate da concedere indulti e premi, rimettendo in circolazione pregiudicati quali spacciatori o ladri certamente più dannosi per la società dell’imprenditore milanese. La punizione ci deve essere, assolutamente, ma commisurata alla pericolosità sociale del reato e del soggetto che lo ha commesso. L’appuntamento con la nostra rivista è a settembre, la redazione augura a tutti i colleghi di trascorrere delle serene vacanze estive!
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Sommario In Focus
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Durata massima 36 mesi La nota della Fondazione Studi del 14 luglio su contratti a termine e somministrazione di Michele Regina CdL Centro Studi Roma
il Consulente
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Omissione contributiva, si finisce in carcere! L’editoriale del Presidente di Adalberto Bertucci
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Alla guida della Previdenza Il Consiglio di Amministrazione 2015-2019 di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL
Le nuove regole sulla videosorveglianza e geolocalizzazione
Lo schema di decreto legislativo del Jobs Act relativo alla “razionalizzazione e semplificazione”, modifica le regole inerenti la videosorveglianza e la geolocalizzazione dei lavoratori di Avvocato Dario Clementi Esperto di Diritto del Lavoro
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Rubriche
21 Pasquino
I Greci e Roma, seconda parte
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La lirica nello zaino
Da un’idea di Eleonora Paterniti i bambini di Napoli battezzano al Vomero suonando nel parco dei padri Vincenziani di Andrea Tommasini Redazione Cultura
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Italia Surreale
Riepilogo attività Ordine maggio - giugno 2015
Non rinnoverò il passaporto italiano
Quando racconto queste storie ad amici non italiani stentano a credere che possano essere vere
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Buone vacanze L’appuntamento con la
La rilevanza penale delle violazioni
Le attività ispettive in materia antiriciclaggio sono svolte, principalmente, dal personale appartenente al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista
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I lavoratori del terziario
Il rinnovo del CCNL di categoria
2 The world of il Consulente
di Massimiliano Matteucci CdL Centro Studi Roma
nostra rivista è a settembre, la redazione augura a tutti i colleghi di trascorrere delle serene vacanze estive!
The world of il Consulente
Convegno Come cambiano le Collaborazioni dopo il Job Act MartedÏ 21 Luglio 2015 ore 14:45 Mercure Roma West Hotel Via degli Eroi di Cefalonia, 301 Roma – (zona EUR Spinacato)
ENPACL
Alla guida della previdenza Il Consiglio di Amministrazione 2015-2019
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di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL
l 19 giugno 2015, presso il Conference Center dell’Aran Hotel in Roma, la nuova compagine assembleare ha eletto i componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Ente per il quadriennio 2015-2019. Le elezioni si sono tenute in base al nuovo Regolamento elettorale. Ciò ha determinato la riduzione del numero degli amministratori, passati dai 9 del precedente mandato ai 7 attuali.
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I Consiglieri sono Calanca Carlo, Ginolfi Gianfranco, Regonesi Adriana, Zanella Mauro e Marco Bertucci del Consiglio Provinciale di Roma, al quale, unitamente agli altri componenti, vanno i migliori auguri di proficuo lavoro. Mercoledì 8 luglio, il nuovo Consiglio di Amministrazione ha tenuto la riunione di insediamento ed ha confermato Presidente Alessandro Visparelli nonché eletto Vice Presidente Pasquale Mazzuca. Al Consiglio di Amministrazione sono attribuiti in via generale i poteri per la gestione delle attività di previdenza e assistenza, nonché per l’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Ente. In particolare, esso ha il compito di predisporre i regolamenti nonché le relative modificazioni ed integrazioni da sottoporre
all’approvazione dell’Assemblea dei Delegati ed a quella definitiva dei Ministeri vigilanti, di predisporre il bilancio preventivo ed il conto consuntivo, di adottare le delibere contenenti criteri direttivi generali nell’ambito degli indirizzi stabiliti dall’Assemblea dei Delegati. Su richiesta degli interessati, il Consiglio di Amministrazione provvede, inoltre, alla concessione delle pensioni di inabilità e invalidità, delle provvidenze straordinarie nonché delle indennità di maternità. È al Consiglio di Amministrazione, inoltre, che compete la nomina del Direttore Generale, del quale ne stabilisce, altresì, il trattamento economico, giuridico ed i poteri. Delibera anche l’ordinamento degli Uffici dell’Ente nonché il regolamento interno del personale dipendente
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CPO Roma
Riepilogo attività Ordine maggio - giugno 2015 Consulenti
10 nuovi iscritti – 10 cancellati Praticanti
13 nuovi iscritti – 30 fine pratica Riunione di Consiglio
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Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma
n. 122 istanze di certificazione Commissione Congruità Parcelle
n. 6
Sportelli dedicati agli iscritti
INPS: n. 2 giornate Aziende, n. 1 giornata Artigiani e Commercianti e n. 1 giornate Gestione Separata Equitalia: n. 4 giornate Sportello Pensioni: n. 2 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma
n. 18 quesiti risposti Editoria
Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile
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Antiriciclaggio
La rilevanza penale delle violazioni
Le attività ispettive in materia antiriciclaggio sono svolte, principalmente, dal personale appartenente al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza
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di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista
e attività ispettive in materia antiriciclaggio sono svolte, principalmente, dal personale appartenente al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, ossia l’Autorità di polizia cui sono demandati sia compiti investigativi che ispettivi in materia antiriciclaggio, ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs n. 231/2007.
Tuttavia, secondo il medesimo disposto normativo, sia gli approfondimenti investigativi delle segnalazioni di operazioni sospette inviate all’UIF dai professionisti, sia le attività ispettive e di accertamento delle violazioni svolte anche nei confronti deli professionisti stessi possono essere dal Nucleo Speciale delegate ad altri Reparti della Guardia di Finanza, individuati per competenza territoriale, sulla base delle istruzioni formulate dal Comando Generale con la circolare n. 83607 del 19/03/2012.
gravi, tanto da renderlo compartecipe in ipotesi di riciclaggio o di autoriciclaggio, per lo più in concorso con il proprio cliente. In entrambi i casi, il personale ispettivo, che riveste anche qualifiche di polizia giudiziaria, procederà secondo il disposto di cui all’art. 220 delle disposizioni attuative del c.p.p., inviando la comunicazione di notizia di reato alla competente A.G. la quale provvederà, se del caso, a delegare ulteriori attività di indagine.
La responsabilità penale del professionista. Dai controlli o ispezioni antiriciclaggio eseguite dalla Guardia di Finanza nei confronti dei professionisti giuridico contabili possono emergere violazioni di natura penale; alcune di tali violazioni sono disciplinate direttamente nel citato decreto n. 231/2007, attuativo della Terza Direttiva Antiriciclaggio 2005/60/CE, e riguardano principalmente quelle irregolarità e omissioni concernenti gli obblighi antiriciclaggio ivi disciplinati, ritenuti dal legislatore maggiormente insidiose e pericolose per la tenuta del dispositivo di tutela nel suo complesso. In taluni casi, il comportamento del professionista potrebbe tuttavia assumere connotazioni ben più
Violazioni agli obblighi di identificazione e registrazione. Le fattispecie penali previste dalla normativa antiriciclaggio sono contenute nell’art. 55 del D.lgs n. 231/2007; una parte di queste sono riconducibili ad omissioni e irregolarità negli adempimenti propri dei professionisti. La violazione dell’obbligo di identificazione di cui all’art. 18 e ss. del decreto è sanzionata come delitto, solo con la pena della multa compresa tra 2.600 e 13.000 euro. La norma riporta nell’incipit la clausola di salvaguardia per cui la stessa si applica qualora il fatto non costituisca reato più grave (ad esempio, il reato di riciclaggio o favoreggiamento reale).
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La violazione dell’obbligo di registrazione sancito dagli artt. 36 e 38 è ugualmente sanzionata con la pena della multa compresa tra 2.600 e 13.000 euro. Per entrambe le suddette fattispecie, il comma 6 dell’art. 55 in commento riporta una circostanza aggravante speciale per cui, se gli obblighi di identificazione e registrazione siano assolti avvalendosi di mezzi fraudolenti, idonei ad ostacolare l’individuazione del soggetto che ha effettuato l’operazione, si applica la multa da 5.200 a 26.000 euro.
contravvenzione, per la quale è prevista la pena dell’arresto da 6 mesi a 1 anno, o con l’ammenda da 5.000 a 50.000 euro.
Si rammenta, in proposito, che l’art. 46 del decreto vieta ai professionisti, che hanno inviato all’UIF o al Consiglio Nazionale dell’Ordine la segnalazione di operazione sospetta, di dare comunicazione di tale segnalazione al di fuori dai canali della legge (è pertanto vietato dare comunicazione della segnalazione al cliente oggetto della segnalazione stessa, come anche ad un professionista collega). Violazione dell’obbligo di riservatezza. La violazione dell’obbligo di riservatezza da parte Il successivo art. 48, co. 4 estende l’obbligo di riserdel professionista viene penalmente punita, salvo vatezza di cui all’art. 46 anche al «flusso di ritorno» che il fatto non costituisca più grave reato, come della segnalazione di operazione sospetta.
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Lavoro
Durata massima 36 mesi La nota della Fondazione Studi del 14 luglio su contratti a termine e somministrazione
di Michele Regina CdL Centro Studi Roma
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I Consulenti forniscono una prima lettura a valle del D.lgs 81/2015 sul contratto a termine e sulla somministrazione. Ed infatti con la circolare n.14 del del 14 luglio 2015 della Fondazione Studi dell’Ordine viene fatta appunto una disamina agile sulle le novità intervenute. Sul lavoro a tempo determinato rimane la durata massima di 36 mesi di tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, anche per effetto di una successione di contratti. Nel conteggio si computano, a questi fini, i periodi di missione svolti nell’ambito della somministrazione di lavoro. Si precisa che ai fini del computo si debba fare riferimento ai contratti relativi allo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale (operai, impiegati e quadri). Questo aspetto, rispetto alla precedente normativa, assumerebbe un aspetto meno restrittivo, in quanto, nelle more di letture ministeriali, il datore potrebbe assumere lo stesso lavoratore con un nuovo rapporto a termine con categoria e livelli diversi superando il tetto dei 36 mesi. Il datore di lavoro ai fini del conteggio dei 36 mesi, dal 25 u.s. dovrà aver cura di verificare l’inquadramento (livello e categoria) del lavoratore sia nei rapporti in somministrazione, sia nei contratti a tempo
determinato, per determinare l’eventuale loro cumulabilità ai fini del raggiungimento del limite massimo temporale ove voglia utilizzare il medesimo lavoratore con un nuovo rapporto a termine diretto. La norma rinnovata esclude che accordi sindacali possano derogare dal divieto di assunzione a tempo determinato in unità produttive interessate da licenziamenti collettivi che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto a termine. La contrattazione collettiva ha facoltà di individuare limiti percentuali massimi sui lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione, con arrotondamento al decimale dell’unità superiore qualora esso sia uguale o superiore a 0,5. Ove non vi siano pattuizioni collet-
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tive si dovrà rispettare il limite legale pari al 20 % . La violazione del limite quantitativo del 20% non determina la trasformazione dei contratti interessati in contratti a tempo indeterminato, ferme restando le sanzioni amministrative è già previste. Il diritto di precedenza è esercitato nel rispetto dei seguenti cardini: 1) la indicazione del diritto deve essere in forma scritta e deve essere espressamente indicata nel contratto di assunzione, nel quale viene stabilito il termine del rapporto; 2) il lavoratore, che lo voglia esercitare, lo deve manifestare in forma scritta entro 6 mesi (3 mesi nel caso di lavoro stagionale) dalla data di cessazione del rapporto stesso; 3) il diritto di precedenza si
estingue con il decorso di un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Per la somministrazione a tempo indeterminato vi è un ampliamento dell’utilizzo: la normativa consente il ricorso in maniera diffusa a questo contratto, pur ponendo dei limiti, di natura legale, non del tutto comprensibili. Pertanto viene escluso dal 25 u.s. qualsivoglia nesso causale con il ricorso al contratto di
somministrazione a tempo indeterminato, che può adesso essere concluso a prescindere dal settore o dalla tipologia dell’attività. Pur di fronte a questa apertura è prevista una limitativa percentuale legale di utilizzo nell’ambito dello staff leasing del 20 % come previsto per il contratto a tempo determinato diretto. Per la somministrazione a ter-
mine invece la contrattazione collettiva degli utilizzatori determina la percentuale di utilizzo . Anche per la somministrazione di lavoro è stato previsto il divieto nei casi di crisi aziendale (art. 32, lett. b) in linea con quanto già disciplinato per il contratto a termine. Per l’ai ,pparto sanzionatorio non è più prevista la fattispecie penale della somministrazione fraudolenta
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Lavoro
Le nuove regole sulla videosorveglianza e geolocalizzazione
Lo schema di decreto legislativo del Jobs Act relativo alla “razionalizzazione e semplificazione”, modifica le regole inerenti la videosorveglianza Avvocato Dario Clementi e la geolocalizzazione dei lavoratori diEsperto di Diritto del Lavoro
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n data 11 giugno 2015, il Consiglio dei Ministri ha approvato, tra gli altri, uno schema di decreto legislativo attuativo della legge delega n.183 del 2014 (il cd. Jobs act) in materia di “razionalizzazione e semplificazione”. L’art. 23 di questo schema modifica l’art. 4 dello Statuto dei lavoratori (Legge n. 300/1970) che regola l’uso degli impianti audiovisivi sul luogo di lavoro. Attualmente, il Decreto è solamente uno schema e, pertanto, non è vigente. Lo schema, infatti, è stato assegnato alle commissioni competenti di Camera e Senato (Lavoro e Bilancio) che entro il 16 luglio dovranno esprimere il parere obbligatorio ma non vincolante. Successivamente, il documento dovrà poi tornare in Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Un primo elemento di novità contenuto nello schema di decreto è la scomparsa del divieto di utilizzo di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori – c.d. controllo intenzionale – oggi previsto invece dall’art. 4 comma 1 dello Statuto dei lavoratori. A tutt’oggi è ancora incerto quale rilievo assuma l’assenza di un tale divieto generale rispetto ai sistemi di videosorveglianza. L’utilizzo di impianti di videosorveglianza è regolamentato dal primo comma del “nuovo” articolo 4 dello Statuto contenuto nel decreto attuativo, che, riprendendo di fatto quanto già previsto dall’attuale disciplina in materia di controlli preterintenzionali, dispone espressamente la possibilità di utilizzare gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori solamente “per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimo-
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nio aziendale”, previo accordo con i sindacati o autorizzazione della DTL. Viene pertanto, chiaramente ed espressamente limitato l’ambito di attivazione dei sistemi che consentono un controllo a distanza, la cui installazione potrà pertanto avvenire – come già adesso – esclusivamente per specifiche esigenze, diverse dal controllo diretto dell’attività lavorativa, previo coinvolgimento dei sindacati o della DTL. Altra novità contenuta nel nuovo testo del decreto attuativo riguarda le imprese con più unità produttive dislocate in varie province di una stessa regione o in diverse regioni, le quali potranno, in questo caso, stipulare l’accordo con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Se occorre invece coinvolgere la DTL e le unità produttive sono dislocate negli ambiti di competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, l’autorizzazione all’installazione potrà essere richiesta al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. In base ad una prima analisi dello schema di Decreto è possibile affermare che, rispetto ai sistemi di videosorveglianza e agli altri strumenti da cui può derivare anche un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, il testo che
andrebbe a sostituire l’attuale art. 4 dello Statuto non comporta cambiamenti strutturali o di particolare rilevanza. Come espressamente previsto dal comma 2 del nuovo testo, la disposizione analizzata rispetto ai sistemi di v ideosor ve glianza non si applica agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze. L’ultimo comma del testo del nuovo articolo 4 contenuto nel decreto, prevede che le informazioni raccolte ai sensi del primo e del secondo comma sono utilizzabili a qualsiasi fine connesso al rapporto di lavoro, purchè sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli, fermo, in ogni modo, il rispetto delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice della privacy). Ad ogni modo, sembrerebbe dover rimanere preclusa la possibilità di utilizzare le immagini acquisite anche per fini disciplinari, se non nel caso di eventuali fatti illeciti e con riferimento al tema dei controlli difensivi (ad oggi previsti e riconosciuti solo a livello giurisprudenziale), poiché gli impianti di videosorveglianza possono essere installati, in base al comma 1 del nuovo testo, solo per esigenze organizzative, produttive, di sicurezza sul lavoro e tutela del patrimonio aziendale. Il Ministero
del Lavoro, in data 18 giugno 2015, è intervenuto al fine di fornire chiarimenti in merito allo schema di decreto attuativo. Il Dicastero, ha affermato che la norma non liberalizza i controlli ma si limita a fare chiarezza circa il concetto di “strumenti di controllo a distanza” ed i limiti di utilizzabilità dei dati raccolti attraverso questi strumenti, in linea con le indicazioni che il Garante della Privacy ha fornito negli ultimi anni. Il Ministero chiarisce, inoltre, che non possono essere considerati “strumenti di controllo a distanza” gli strumenti che vengono assegnati al lavoratore “per rendere la prestazione lavorativa”, come pc, tablet e cellulari. In tal modo, viene fugato ogni dubbio circa la necessità del previo accordo sindacale anche per la consegna di tali strumenti. L’espressione “per rendere la prestazione lavorativa” comporta che l’accordo o l’autorizzazione non servono se, e nella misura in cui, lo strumento viene considerato quale mezzo che “serve” al lavoratore per adempiere la prestazione: ciò significa che, nel momento in cui tale strumento viene modificato (ad esempio, con l’aggiunta di appositi software di localizzazione o filtraggio) per controllare il lavoratore, si fuoriesce dall’ambito della disposizione: in tal caso, infatti, da strumento che “serve” al lavoratore per rendere la prestazione, il pc, il tablet o il cellulare divengono strumenti che servono al datore per controllarne la prestazione. Con la conseguenza che queste “modifiche” possono avvenire solo alle condizioni ricordate sopra: la ricorrenza di particolari esigenze, l’accordo sindacale o l’autorizzazione. Il nuovo articolo 4, peraltro, rafforza e tutela ancor meglio rispetto al passato la posizione del lavoratore, imponendo: che al lavoratore venga data adeguata informazione circa l’esistenza e le modalità d’uso delle apparecchiature di controllo (anche quelle, dunque, installate con l’accordo sindacale o l’autorizzazione della DTL o del Ministero) e, per quanto più specificamente riguarda gli strumenti di lavoro, che venga data al lavoratore adeguata informazione circa le modalità di effettuazione dei controlli, che, comunque, non potranno mai avvenire in contrasto con quanto previsto dal Codice privacy. Qualora il lavoratore non sia adeguatamente informato sull’esistenza e sulle modalità d’uso delle apparecchiature di controllo e sulle modalità di effettuazione dei controlli di cu al nuovo articolo 4, i dati raccolti non saranno in alcun modo utilizzabili, nemmeno a fini disciplinari
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Lavoro
I lavoratori del terziario
Il rinnovo del CCNL di categoria
È
di Massimiliano Matteucci CdL Centro Studi Roma
stato sottoscritto, in data 30/03/2015, unitariamente da tutte le parti sindacali l’accordo per il rinnovo del Ccnl Terziario della distribuzione e dei servizi Confcommercio. Ricordiamo che un anno fa le trattative si erano interrotte ed il precedente rinnovo del 2011 non era stato sottoscritto dalla Filcams-Cgil.
Le novità che troviamo sono diverse, la più interessante è sicuramente la possibilità di reinserimento di lavoratori appartenenti a determinate fasce deboli, applicando contratti a termine con livelli iniziali inferiori a quelli corrispondenti alle mansioni espletate e con un “premio” di prolungamento dell’applicazione di un livello inferiore per ulteriori ventiquattro mesi in caso di conferma a tempo indeterminato. Viene previsto, a regime, un aumento salariale complessivo lordo, distribuito su cinque tranche, di 85,00 mensili per il IV livello, sul cui importo vanno riparametrati gli altri livelli. Non sono invece previste erogazioni una tantum di vacatio contrattuale, mentre viene confermato l’istituto dell’Elemento economico di
garanzia, che dovrà essere erogato a novembre 2017 a tutti i dipendenti a tempo indeterminato, riproporzionato in base all’anzianità lavorativa. Ma il ventaglio di integrazioni e modifiche previste rispetto alla precedente stesura del Ccnl sono molteplici: si va dall’apprendistato, per il quale viene prevista una diversa percentuale di contratti da confermare nei trentasei mesi precedenti, all’aumento della quota da restituire mensilmente in paga al lavoratore in caso di non adesione al Fondo Est o alla Cassa di assistenza sanitaria Qu.A.S, al restyling della flessibilità nell’orario di lavoro, alla possibilità di stipulare contratti di lavoro a tempo parziale per una durata di otto ore settimanali per le giornate di 0cordo ha previsto inno-
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vativamente anche una particolare tipologia di contratto a tempo determinato, al fine di agevolare la ricollocazione di lavoratori svantaggiati, della durata di dodici mesi, durante i quali potrà essere previsto un sottoinquadramento contrattuale e, in caso di trasformazione a tempo indeterminato, il livello potrà essere di un livello inferiore rispetto a quello previsto per la mansione a cui il lavoratore viene adibito per ulteriori ventiquattro mesi. Quando le parti sociali si incontrano per rinegoziare le condizioni contrattuali, sicuramente il passaggio più delicato e di maggior conflitto sindacale è quello inerente all’aumento retributivo. Nella seguente tabella troviamo gli aumenti:
Facendo seguito a quanto già previsto nel precedente rinnovo contrattuale del 2011, anche questa volta viene previsto un Elemento
economico di garanzia, art.236bis, da erogarsi nel mese di novembre 2017, cioè un mese prima della fine di vigenza del contratto
Si tratta di un elemento che, a detta delle parti sociali, ha valenza sperimentale ed è legato alla durata di vigenza del contratto stesso.
Si tratta di un elemento retributivo che viene contrattualmente escluso dal calcolo di ogni altro istituto di legge o contrattuale, in quanto previsto in senso omnicomprensivo; pertanto non inciderà sulle quote di tredicesima, quattordicesima, o su qualsiasi altro elemento, compreso il trattamento di fine rapporto. Inoltre, in questo caso, è espressamente previsto l’assorbimento sino ad azzeramento, in caso vengano corrisposti trattamenti economici individuali e/o collettivi aggiuntivi, se corrisposti successivamente al 1° gennaio 2015. L’importo va riproporzionato in base all’effettiva prestazione lavorativa nel periodo 1° gennaio 2015/31 ottobre 2017, considerato che le frazioni di anno devono essere computate in dodicesimi, computandosi come mese intero le frazioni di mese superiori o uguali a 15 giorni. Si ritiene che le precisazioni di
Confcommercio in riferimento al precedente rinnovo valgano anche per il rinnovo del 30 marzo 2015, pertanto il periodo intero sarà di 34 mesi: per i lavoratori in forza da un periodo compreso tra i sei e i trentaquattro mesi si dovrà dividere l’elemento economico di garanzia per 34 e moltiplicarlo per i mesi di effettiva prestazione. Devono essere esclusi dal computo i mesi di malattia e/o infortunio per i quali l’azienda non ha corrisposto alcuna integrazione retributiva a proprio carico; la maternità facoltativa è esclusa, così come i permessi e le aspettativa non retribuite e le sospensioni per Cassa integrazione guadagni straordinari, sono escluse anche le astensioni per congedo di maternità anticipato o prolungato, mentre la maternità obbligatoria è valida per il calcolo. Per i lavoratori a tempo parziale si applica il criterio di proporzionalità
previsto dall’art.76 Ccnl, sulla base quindi del rapporto fra orario settimanale/mensile previsto dal part-time e il corrispondente orario intero contrattuale. Viene rivista in parte la disciplina dei contratti a termine e viene introdotto l’interessante contratto di sostegno all’occupazione; si tratta di una novità che trova radici nel vecchio contratto di inserimento. Con l’introduzione del nuovo art.69bis, all’interno del capo III, e nell’intento di favorire la collocazione o ricollocazione di categorie considerate svantaggiate, viene prevista la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato della durata di dodici mesi, durante i quali, nei primi sei mesi il trattamento economico sarà di due livelli inferiori rispetto al livello previsto per le mansioni svolte dal lavoratore, e, per i successivi sei mesi, sarà di un livello inferiore.
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Lavoro Questa tipologia contrattuale potrà essere applicata ai lavoratori disoccupati da almeno sei mesi o che negli ultimi sei mesi abbiano svolto attività lavorativa autonoma/parasubordinata che abbia generato un reddito inferiore al reddito minimo annuale escluso da imposizione fiscale; rientrano anche i lavoratori che abbiano esaurito l’accesso a misure di sostegno al reddito. È altresì applicabile ai lavoratori che presso altra azienda abbiano svolto, e terminato, un contratto di apprendistato interrotto al suo termine. L’accordo di rinnovo non precisa se il periodo di apprendistato deve essere stato l’ultimo rapporto di lavoro prima di procedere all’assunzione con la nuova tipologia né viene menzionato che l’area di apprendistato deve essere coerente con le mansioni che andrà a svolgere. In caso di conferma del contratto a tempo indeterminato, si potrà applicare per i successivi ventiquattro mesi un livello inferiore rispetto a quello previsto per la qualifica con-
trattuale di inquadramento del lavoratore. Questa tipologia contrattuale non si computa, per espressa previsione contrattuale, ai fini dei limiti percentuali del 20% annuo dei contratti stipulabili a tempo determinato rispetto ai lavoratori in organico a tempo indeterminato. È inoltre prevista l’effettuazione di una formazione minima di sedici ore, comprensiva della formazione per la prevenzione e sicurezza sul lavoro, allo scopo di favorire l’inserimento del lavoratore nel contesto aziendale, da evidenziarsi sul Libro Unico; si ritiene che tale formazione dia compiuta pratica anche alla specifica previsione normativa sui contratti a termine. Quello che lascia invece perplessi è la valenza di una simile clausola contrattuale alla luce dell’art.2103 cod.civ.: “Mansioni del lavoratore - Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti
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alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione [...] Ogni patto contrario è nullo”. Da una lettura dell’attuale norma sembrerebbe che la nuova previsione del Ccnl Terziario non possa essere avallata: non è infatti prevista alcuna deroga alle parti sociali al sottoinquadramento retributivo rispetto alle mansioni assegnate contrattualmente. Un aiuto, invece, potrebbe arrivare dall’approvazione del terzo decreto di attuazione del Jobs Act, al momento fermo alle Camere, che all’art.55 modificherebbe proprio l’art.2103 cod.civ., che, nella sua prima parte, non fa più accenno alla dicitura “senza alcuna diminuzione della retribuzione”, anche se, in prima analisi, sembra più una soluzione di lana caprina. Con il nuovo accordo vengono modificati alcuni articoli riferiti all’orario di lavoro e alle possibilità di fles-
sibilità dello stesso. Interessante la nuova previsione dell’art.124: l’azienda che intendeva variare l’articolazione dell’orario applicato, prima si doveva comunicarlo alle maestranze entro il 30 novembre di ciascun anno, con effetto a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo; ora, con la nuova disciplina, sono sufficienti trenta giorni prima del momento in cui entra a regime. Il cambio di orario, ovviamente, non deve essere effettuato unicamente per un capriccio del datore di lavoro, si dovrà procedere anche armonizzando le esigenze dei lavoratori, che, eventualmente, comunicheranno (meglio se per iscritto) i propri problemi e le proprie necessità. La comunicazione ai lavoratori può essere fatta sia con atto scritto individuale sia con affissione in bacheca sia con ogni altro mezzo idoneo a metterne al corrente tutta la forza lavoro. La nuova distribuzione dell’orario di lavoro ha, nella generalità dei casi,
valenza annuale, salva diversa necessità temporale; in tal caso dovrà anch’essa essere comunicata ai lavoratori almeno trenta giorni prima. Viene anche richiesto che la nuova distribuzione dell’orario venga contestualmente comunicata anche all’Ente bilaterale territoriale della provincia di competenza, ovvero a quello nazionale per le aziende multi localizzate. Cosa succede se non viene fatta la comunicazione all’Ente bilaterale? Niente; la nuova distribuzione temporale comunque ha effetto e, in linea di massima, eventualmente saranno i sindacati che esporranno le loro rimostranze all’azienda per non aver dato compiuto seguito all’art.124. Interessante è anche la previsione del riordino del sistema di flessibilità d’orario: vengono parzialmente rivisti gli articoli dal 125 al 127. Si ricorda che quando si parla di flessibilità dell’orario di lavoro si intende la possibilità del datore di lavoro di espandere per un pe-
riodo temporale limitato l’orario settimanale normale, per poi compensare le ore svolte in più con un periodo di settimane durante le quali l’orario viene ridotto rispetto a quello standard. Il Ccnl disciplina tre possibilità di ridistribuzione dell’orario settimanale a seconda dei picchi di intensità lavorativa. Con l’ipotesi di flessibilità base si può richiedere ai dipendenti un aumento di 4 ore alla settimana per un massimo di 16 settimane, anche non consecutive, previo preavviso di almeno quindici giorni (di calendario), senza necessità di autorizzazione da parte degli stessi lavoratori né dei sindacati, e senza costi aggiuntivi per l’azienda in termini di lavoro straordinario così disciplinato. Le ulteriori due ipotesi di flessibilità A) e B) vanno invece necessariamente concordate in sede di contrattazione di secondo livello aziendale/territoriale e permettono di arrivare fino a 8 ore di aumento dell’orario settimanale e fino a un massimo di 24 settimane
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CPO Roma Centro Studi Roma
Quesiti del mese di giugno a cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma Lavoro Quesito 1 Buongiorno, il mio quesito è il seguente: un'azienda può assumere con la L.190/2014 (esonero contributivo triennale) una persona che risulta, presso il Centro per l'Impiego disoccupata dal 2012, ma che da allora, fino ad adesso è stato socio di SAS e come tale versava i contributi alla Gestione Commercianti? Ringraziando in anticipo porgo distinti saluti. La risposta è affermativa. Il requisito richiesto in capo al lavoratore da assumere è l’insussistenza nei 6 mesi precedenti all’assunzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, a nulla rilevando lo svolgimento di altra attività in forma autonoma o di impresa.
Quesito 2 Buongiorno, è possibile assumere con agevolazioni legge 190/14 una persona part-time che attualmente ha in corso un contratto a termine part-time presso un altro datore di lavoro? grazie e saluti La risposta è affermativa. Si prenda a riferimento la circolare INPS n. 17/2015 art.4.
Quesito 3 Buongiorno, volevo sapere se una congregazione di suore che vende oggetti religiosi e immagini sacre può assumere una suora commessa con l'esonero contributivo triennale previsto dalla legge 190/2014? La risposta è affermativa, se sussistono le condizioni previste dalla legge di stabilità e dalla circolare Inps 17/2015, ma deve trattarsi di suora appartenente ad altra congregazione.
Quesito 4 Buongiorno sono a porvi il seguente quesito: Si assume a tempo determinato in sostituzione di dipendente in congedo di maternità.
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Sul contratto si definisce la scadenza con il rientro della sostituita, e su unilav si indica la data di cessazione al 30 giugno 2015 La sostituta il 12 maggio 2015 richiede l'astensione obbligatoria anticipata (con data presunta parto 12 ottobre 2015) che gli viene concessa (in quanto occupata in lavori ritenuti gravosi in relazione allo stato di gravidanza)fino al 30 giugno 2015. La sostituita nel contempo richiede il congedo parentale per il periodo dal 18 giugno 2015 al 31 luglio 2015, la stessa rientrerà presumibilmente a settembre, in quanto la ditta chiuderà tutto il mese di agosto 2015. Domanda: posso prorogare il contratto a termine in sostituzione fino al rientro della sostituita? La risposta è affermativa in quanto il contratto della sostituta decade al momento del rientro della dipendente sostituita. La scadenza del 30.06 comunicata con unilav è solo ipotetica, in quanto l’esistenza del contratto è legata ad un evento non determinabile con certezza al momento dell’instaurazione del rapporto. Pertanto, fino al rientro della dipendente sostituita, la sostituta godrà di tutti i diritti derivanti dal contratto in essere.
Quesito 5 A seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 81/2015, gli artt. 61-69-bis del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 sono stati abrogati. Tra le varie fattispecie di Co.Co.Co. abrogate vi sono quelle di cui al comma 3, ovvero le cosiddette collaborazioni tipiche, ossia quelle collaborazioni coordinate e continuative che si potevano stipulare con coloro che ad esempio erano titolari di pensione di vecchiaia. Alla luce delle novità del D.Lgs. n. 81/2015, come si può disciplinare l’eventuale rapporto lavorativo con chi è titolare di pensione di vecchiaia se non è più possibile applicare un rapporto di Co.Co.Co.? Risposta: Al titolare di pensione di vecchiaia non è preclusa la possibilità di stipulare contratti di collaborazione personali e continuative ma va messa in chiara evidenza che rispetto alla prestazione non
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CPO Roma Centro Studi Roma vi è’ alcuna etero direzione od etero organizzazione da parte del committente. Fondamentale e’ che vengano rispettati i requisiti ed i limiti posti dal legislatore con il D. LGS.81/2015
FISCALE Quesito 6 Buonasera, è possibile, come consulente del lavoro, fare una perizia giurata sulla situazione economica/patrimoniale di una società di capitali per richiedere una sospensiva ad equitalia? Rimango in attesa di una vostra cortese risposta. Cordiali saluti Il cdl rientra tra i soggetti abilitati a certificare situazioni economico/patrimoniali nei rapporti con Equitalia.
Quesito 7 Buona sera, in merito all'apposizione del visto di conformità da parte dei Consulenti del Lavoro (soggetti abilitati) ed a seguito delle novità apportate dal D.Lgs. n.175/2014 così detto “Decreto Semplificazioni“ che ha previsto, a decorrere dalla data del 13.12.2014, l'innalzamento del massimale a 3 milioni di euro per le polizze assicurative professionali, vorrei sapere se: a) il Consulente del Lavoro che non presta assistenza per l'elaborazione dei modelli 730/2015 ma appone visti semplicemente e solo per eventuali crediti IVA, IRAP, IRES, IRPEF, ecc. risultanti da Modello Unico, è OBBLIGATO AD INTEGRARE LA POLIZZA GIà IN ESSERE DAL PREVIGENTE LIMITE DI euro 1.032.913,80 (ex due miliardi delle vecchie lire) Ad euro 3.000.000,00? b) Il Consulente del Lavoro che funge semplicemente da SUB-CAF, è OBBLIGATO AD INTEGRARE LA SUA POLIZZA AD euro 3.000.000,00? c) È comunque consigliabile dichiarare alla DRE, qualora non sussista l'onere di cui sopra, che l'assistenza fiscale è limitata al rilascio del visto di conformità per i soli crediti tributari scaturenti da Modello Unico e che non coinvolgono i modelli 730? Certi di un Vs sollecito riscontro, ringrazio anticipatamente e porgo Distinti Saluti. Il consulente del lavoro che funga solamente da sportello-centro di raccolta per conto di un CAF, non è tenuto ad aggiornare il massimale poiché il visto di conformità è apposto dal responsabile del Centro di Assistenza Fiscale. L’innalzamento del massimale a 3 milioni di euro per le polizze assicurative professionali a partire dal 13/12/2014 è prevista anche per chi appone solamente Visti di conformità.
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Rubrica Pasquino Li Grechi e Roma, parte seconna Bondì a Sor Pasquì, come ve và? Ve vedo ‘n pò preoccupato, che ve frulla per cervello? Nun mo dite! Sete ancora preoccupato pe’ ‘a fine che j’anno fatto fà a li grechi! E che volete che quale fine j’anno fatto fa?!?! Ma nun v’o ricordate a marzo, quanno se semmio rincontrati a la stessa vostra preoccupazione che ve dissi? «…e che fine penzate che je faranno fà? Je daranno ‘n antro finanziamento, je daranno n’antro pò de sordi e continueremo così pe ‘nsesà quant’antre vorte… e li governanti nostri asseconneno li disegni de li banchisterre d’ortre oceano e de li francesi che devono rientrà, de li buffi che ‘sti poracci de grechi hanno dovuto fa pe’ entrà, e rimanè priggiogneri, nell’Euro. Se li lassassero annà, se salverebbero co’ ‘e mani loro. Ridiventanno padroni de batte moneta, de decide loro ‘e svalutazioni che vonno, pe’ diventà competitivi, e sarebbero affari loro; noi ciarimetteremmo ‘na parte de li quaranta mijardi e ciccia. ‘Nvece dovremo continuà a svenasse pe’ fà rientrà e banche dell’artri co’ ‘a fregatura der Fonno Sarva Stati. …» Manco fussi ‘na Cassandra!!! Se stà avverà tutto!!! Avete visto ‘o Zio Semme Nero come s’è sbrigato a movese pe ‘mpone a li tedeschi de fa resta li Grechi nell’euro? A r Consesso se semo domannati: “Ma che je frega a ‘sti fregnoni de’ ’americani se li Grechi stanno, o se ne vanno fora, dall’euro? Ma che so europei? Saranno ‘ntantino de c…i nostri?”. E si!!! Je risposi a la Sora Lucrezia e all’Abbate, che poi sò rimasti ‘ncreduli, e poi li crediti de li Fonni pensione americani - eppuro quelli francesi - (ch’aveveno penzato de lucrà a piene mani sulli titoli de stato grechi pe l’arti ‘nteressi che daveno) un conto se li Grechi nun ja fanno in Zona Euro - così l’Artri ce penzeno loro a accollasse li buffi - ‘n conto se li grechi t’aridanno li sordi co le Dracme svalutate … ‘a babbo morto’. Eccosì sò arimasti! Puro se quer poraccio ‘n carozzella der ministro de ‘e finanze tedesco - l’ha detto puro ‘n ostrogoto - Ma fateli uscì tanto a daje li sordi a questi j’aggravamo solo ‘a situazzione, come fanno a riprennese, co li legacci che je mettemo? Come faranno a campà? Ma quanno mai li riprenderemo li sordi nostri? Famela finita. L’hanno preso pe cattivo! ‘Nvece è l’unico che ha detto ‘a Verità. Ma, se semo detti cor Babbuino e cor Facchino, se usciveno dall’Euro mica usciveno dall’Europa!!! Ce ne stanno tanti, ‘Ngresi in testa co svedesi, danesi, rumeni, burgheri - e chi vo più c’o metta! - che nun stanno nell’euro, mica sarebbe stata a fine dell’Unione… Ma ar Popolo pecorone s’à da fa sapè er meno possibbile cusì nun s’allarma e penza, paganno attraverso l’accordi che jempongono ar Sinnachetto, de da na mano a chi sta male e, ‘nvece a, mano serve solo a spigne a testa sott’acqua a chi stà affogà… Così vanno e cose a Sor Pasquì. Nun ce sta più er core, cor sangue che pompa ne le vene, e te faceva scattà ‘n aiuto si vedevi quarcheduno chenun je la faceva … ora ce stanno solo i sordi che pompeno li portafoji; chi ce n’ha tanti nun je ‘mporta gnente se nun cia fai, te dicheno: “nun me frega gnente, vatte ammazzà ma li sordi me l’hai da dà …” proprio come li cravattai! Me domanno: Che monno je lassamo a sta gioventù che penza solo a divertisse e a nun guardasse ‘ntorno!?!? Speramo bene, speramo che je s’aprano l’occhi. Bona giornata, Sor Pasquì, armeno voi stateme bbene! Marforio Vostro
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Rubrica Pasquino
I Greci e Roma, seconda parte (traduzione a cura di Giuseppe Marini)
Buon tutto Signor Pasquino, come va la vita? Vi vedo un tantino preoccupato, cosa state pensando? Non me lo dite! Siete preoccupato per la fine che hanno fatto fare ai greci [in campo Comunitario – ndT]! E cosa volete! Quale fine gli hanno fatto fare?!?! Ma non ve lo ricordate, a marzo, quando ci siamo incontrati, alla stessa vostra preoccupazione cosa vi dissi? <<… quale fine pensate che gli faranno fare? Gli daranno un altro finanziamento, gli daranno altri pochi soldi e continueremo così per chissà quante altre volte. … e i nostri politici che seguono le direttive dei bankster [nomignolo usato per indicare i banchieri senza scrupoli – ndT] americani e francesi che sono i più esposti nei crediti e vogliono rientrare dei debiti dei poveri greci che si sono esposti per restare anche imprigionati nella zona Euro. Se li lasciassero andare, si salverebbero da soli. Ridiventerebbero padroni di emettere moneta sovrana, di decidere loro le svalutazioni che vorrebbero per di-
ventare di nuovo competitivi e sarebbero affari loro; noi ci rimetteremmo una parte dei quaranta miliardi e pace. Invece dovremo continuare a svenarci per far rientrare le banche degli altri con la beffa del Fondo Salva Stati…>> Manco fossi u‘na Cassandra!!! Si stà avverando tutto!!!
Avete visto lo Zio Sam Nero [Marforio si riferisce a Mr Barack Obama presidente degli USA – ndT] come si è sbrigato a intervenire per imporre ai tedeschi [erano i più recalcitranti –NdT] per far restare i Greci nell’euro? Al Consesso [Marforio si riferisce al Consesso degli Arguti – laddove s’incontrano i pensieri delle Statue Parlanti romane – ndT] ci siamo domandati: “Ma cosa gli interessa a questi stupidoni di americani [Un vezzo dei romani che, alla fine della se-
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conda guerra mondiale quando i giovani militari americani pullulavano per Roma, dando mostra del loro dabbenaggine - propria di imberbi agricoltori del Middle West o di cow boy del profondo Sud o delle zone dell’Ovest – e per questo venivano paragonati tanto stupidi quanto i soldati – una sorta di legione straniera - che aveva il Papa Re (“Oh, st’americani so grossi e fregnoni come li sordati der Papa) – ndT] se li Grechi restano o se ne escono dall’Euro? Ma che sono europei? I fatti saranno di nostra competenza?”. E si!!! Risposi alla Sora Lucrezia e all’Abbate [Il Marforio fa intendere che alla discussione nel Consesso parteciparono attivamente la Sora Lucrezia e l’Abate Luigi , altre due delle Statue Parlanti di Roma - ndT], che poi sono rimasti increduli, e poi i crediti dei Fondi pensione americani – anche quelli francesi - (che avevano pensato di lucrare a piene mani acquistando miliardi di Euro di titoli di stato greci per gli alti tassi d’interesse) un conto se i Greci sono insolventi in Zona Euro – quando il Fondo Salva Stati appositamente creato impone ai restanti Stati d’inter-
venire accollandosi i debiti - Un conto è se i Greci restituiscono il controvalore in Dracme svalutate … ‘con molto ritardo’ [I Fondi Pensione non possono transigere di intervenire sui propri Governi per gli impegni che hanno con la numerosissima pletora di pensionati che sono, in America, e non solo, un grande bacino di voti che potrebbero influenzerebbero le elezioni, da qui il forte dinamismo di Obama e di Hollande nella vicenda – NdT] . Così i Greci volenti o no sono dovuti rimanere! Pure se quel poverino in carrozzella del ministro delle finanze tedesco [Mr. Wolfgang Schäuble]l lo ha detto in tutte le lingue - Ma fateli uscire [dalla Zona Euro – ndT]ì perché pur rifinanziandoli ai Greci gli aggraviamo solo la situazione; come potranno uscire dalla crisi con i laccioli che saranno imposti? Come faranno a tirare avanti? Ma quando mai li riprenderemo questi ulteriori soldi sborsati?
Chiudiamola qui, arrendiamoci all’evidenza.. È stato considerato un crudele insensibile; mentre era l’unico che diceva la verità. Ma, ci siamo detti con il Babbuino e con il Facchino [altre due delle Statue Parlanti di Roma - ndT] se i Greci uscivano dalla Zona Euro non uscivano certamente dall’Europa!!! D’altronde ci sono tanti popoli, nell’Unione, Inglesi in testa con svedesi, danesi, rumeni, bulgari - e chi vo più c’o metta!-, che non sono nella Zona Euro non sarebbe stata quindi la fine dell’Unione. Ma al Popolo pecorone [Gli Arguti appellano così i Cittadini che si rimettono supinamente – ignavia dantesca - alle imposizioni del politico di turno, o alle scelte fatte da altri – ndT] si deve far sapere il meno possibile [Forse Marforio potrebbe aver inteso ‘sviare con appositi messaggi dei Media controllati da parte del Sistema’ – ndT] così non si allarma e pensa -
pagando per gli accordi che sono imposti al nostro Primo Ministro di dare una mano per salvare chi sta male e, invece la mano serve solo a spingere la testa sotto l’acqua a chi si trova ad affogare. Così vanno le cose Signor Pasquno. Non c’è più il Cuore, con il sangue che scorre nelle vene, che ti rendeva solidale con colui che si vedeva in difficoltà; ora c’è solo il denaro nei portafoji; chi ne ha tanto non ha interesse di chi non gliela fa, dice non mi importa, puoi anche morire purche mi ridai quello che ti ho dato … un modo di operare proprio degli usurai [o degli avari – ndT]! Mi domando: Che mondo lasciamo ai nostri Giovani che pensano solo a divertirsi e a non guardarsi attorno!?!? Speriamo bene, speriamo che gli si aprano gli occhi. Buona giornata, Signor Pasquino, almeno voi state bene! Il Vostro Marforio
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Cultura
La lirica nello zaino Da un’idea di Eleonora Paterniti i bambini di Napoli battezzano al Vomero suonando nel parco dei padri Vincenziani
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di Andrea Tommasini Redazione Cultura
al gemellaggio tra la Scuola Adolphe Ferriere e l’Accademia Europea di Musica e Arti dello Spettacolo è nato un innovativo progetto educativo e artistico con il contributo multimediale delle Edizioni Curci. Eleonora Paterniti è l’ideatrice del progetto “La lirica nello zaino” e definisce la sua idea ”innovativa” per avvicinare piccoli e piccolissimi all’opera, al teatro e alla musica più in generale. Eleonora è una giovanissima professoressa d’orchestra e solista concertista dal 1996, laureata in Discipline Musicali e Drammaturgia, autrice di programmi e musiche per la Rai, regista di numerosi allestimenti lirici in Italia – ha affiancato dal 2005 al 2009 anche il maestro Gianluigi Gelmetti all’Opera di Roma, in Australia ed all’estero. Siciliana di nascita e vive a Roma. Estremamente legata anche alla città di Napoli per la sua cattedra in regia lirica che ha presso l’Accademia Europea di Musica e Arti dello Spettacolo, convenzionata con il Suor Orsola Benincasa”. L’idea di questo progetto nacque da un fortuito incontro con la direttrice Anna Sommella dell’Adolphe Ferrière - scuola primaria e dell’infanzia sempre positivamente protesa verso la didattica innovativa.Il corso è diretto ai bambini che esprimono la loro creatività avvicinandosi alle lezioni drammaturgiche. Iniziano a prendere coscienza , si sono avvicinati al concetto di regia, di scenografia, di costume, addirittura di luce e al comparto orchestrale. Ad esempio abbiamo messo in scena il duello in piazza tra Montecchi e Capuleti di Romeo e Giulietta: loro l’hanno riprodotto con dei tubi sonori, anziché con le spade si sono sfidati musicalmente. E nel farlo hanno creato una melodia che è stata poi inseri-
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ta in un’orchestrazione, e ne è nato un vero e proprio brano inedito”. Interessante anche l’approccio didattico che vede iI bambino in età già da zero a tre anni avvicinarsi all’Opera attraverso la musica che li affascinarsi ad un racconto. Dietro ad ogni opera c’e’ un racconto che entra nell’immaginario e nel desiderio aprendo al bimbo una storia ed un mondo infiniti ed attraverso di questo procedimento, la sua possibilità di imparare. Dal compimento del quinto anno di età e sino a dieci anni Progetto dunque professionale, onirico e pedagogico nell’arte. Suonare uno strumento, immaginare una scenografia, esercitarsi in “trucco e parrucco”, forgiare costumi. Lo si può fare fin da piccoli, a Napoli, riscoprendo un modo antico per suscitare e coltivare il talento di artisti in erba. È la magia del progetto La lirica nello zaino che è stato battezzato ieri, in cima al Vomero,
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Cultura accanto alla Casina Vanvitelliana immersa nella luminosa cornice del parco dei Padri Vincenziani. Oltre un centinaio di bambini, tra i due e i dieci anni, hanno dato un assaggio del corso che partirà a pieno regime da settembre esibendosi con tuboing, tamburelli e claves. Li hanno radunati due eccellenze del sistema formativo: la Scuola Adolphe Ferriere, istituto paritario all’avanguardia forgiato dal ’90 da Anna Sommella, e l’Accademia Europea di Musica e Arti dello Spettacolo, diretto da Franco Campanino, tra i più affermati compositori di colonne sonore di film e telefilm. A metterne assieme il bagaglio di risorse educative e formative è Eleonora Paterniti, regista e musicista eclettica (opera e prosa da Roma a Siena, da Palermo a Trieste, da Porto a Tirana, programmi Rai come Mettiamoci all’Opera e la sigla tormentone dei video-frammenti Techetechetè) che ha ideato e costruito l’innovativo progetto: «Le arie, i personaggi, le storie della lirica – osserva − sono un grande scrigno nel quale i bambini possono attingere come da un libro di fiabe. Il nostro corso extracurriculare, aperto ad allievi di
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ogni scuola e ogni età, li accompagna per mano ad accostarsi a uno strumento e alle diverse discipline del teatro musicale». All’Accademia Europea e alla Scuola Ferriere si affiancano le Edizioni Curci: storico marchio milanese, leader nel ramo per il catalogo di musica classica e leggera e i supporti multimediali, offre al programma il contributo della collana Su il sipario con tre libri e cd firmati da Cristina Bersanelli e Gabriele Clima, i cui titoli già suggeriscono la scoperta di figure tipiche del melodramma e dell’immaginario infantile: Filtri e pozioni, Fate e fantasmi, Kattivissimi. Il gioco, il suono, il corpo, la favola, il colore, la mimica: sono molte le forme in cui si articolerà La lirica nello zaino. «Per un polo musicale di stampo europeo quale la nostra Accademia, convenzionata con la prestigiosa Università di Suor Orsola Benincasa, − dice il Maestro Campanino, i cui allievi oggi hanno eseguito brani da solisti e in ensemble − questa è una sfida bellissima: avvicinare i più piccoli alla musica ne aiuterà lo sviluppo cognitivo e cambierà la loro vita per sempre». Nel parco sospeso sul golfo hanno suonato con il
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Cultura sostegno della classe di percussione, oboe e fagotto del liceo musicale Cirillo di Aversa. Spiega il Maestro Vincenzo Grimaldi, oboista e docente, cui nel corso è affidata la cura delle attività con il Metodo Orff e della body-percussion: «Unire in un gruppo musicale adolescenti, piccoli, piccolissimi, rappresenta sempre un evento, un’opportunità per tutti i musicisti, inclusi quelli esperti». Opportunità, chiosa Anna Sommella, che «con orgoglio presentiamo a Napoli come un esempio di dedizione e di creatività». Apprezza l’assessore comunale all’istruzione Annamaria Palmieri: «È con iniziative originali come questa si contrastano con i fatti i vecchi stereotipi su Napoli e si pongono le basi per un nuova crescita culturale». Il padre provinciale Giuseppe Guerra va oltre i suoi doveri di ospitalità: «Riconosco nel vostro progetto un’impronta che si sposa benissimo con la vocazione di noi missionari vincenziani». Speriamo anche Roma di poter replicare questa straordinaria esperienza
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Italia Surreale
…riceviamo e pubblichiamo
Non rinnoverò il passaporto italiano Quando racconto queste storie ad amici non italiani stentano a credere che possano essere vere
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. un euro) al e dal 2012 ho Global” pagano 75 pence (circa ivo a Londra dal 2004 si e nt me ca ati Pr ibr apdinanza indiana per prenotare un tà cie acquisito anche la cit ta so a un a to nu mi liano via tadinanza mi rinnovare il passaporto ita tannica. La doppia cit r pe to en am nt pu le n ntatto co pone ancora di più a co sta! , alcune delle quali po no lia dare sul sito per vedere se ita a tem sis l de i disfunzion In serata ho provato ad an trovato la pagili. te disponibili. Non ho più da no so ci sono del tutto paradossa il r pe e ma leggo porto britannico – o per la prenotazione onlin in log il r pe na Per l’emissione del passa si re l’appuntaun modulo online oppure pagina che si può prenota tra ’al un in suo rinnovo – si scarica o anche in ’ufficio postale, si allegan mento in Consolato anche telefonicamente, all e nt me ita tu gra ira rit sS Global al costo di 75 e il tutto e si riceve il pa esto caso attraverso la VF qu foto e assegno, si spedisc to da un corriere. pence al minuto. saporto a casa, consegna Paesi consi deve anno lia ita rto di un passaporto – in altri po e ssa ion pa ess l nc de co vo La no rin il ner Pe è possibile pre- siderata un servizio pubblico – dal Consolato Ge n No to. ola ns Co in na dare di perso a Londra) efono ma solo onli- rale d’Italia a Londra (e sospetto non solo tel r pe to en tam un pp e l’a notare rso un call centre con sed enotazione ve pr tra di at a re tem ssa sis pa o ta ur fat sc ll’o ne vie ro al mine. Per entrare ne ere un’email con centrale a Mumbai, facendo pagare un eu ev ric e rsi ra ist reg rò bisogna pe re l’avvenuta registrazio nuto per la chiamata! essere un link per conferma pe di date r Mai notata iperattività in Consolato, ma devo co en ’el all de ce ac si o, ne. A quel punt ndere al telefono ato che non ci sia stato distratto. Evidentemente rispo cc Pe to. en tam un pp di afl’a prenotare settima- sarebbe talmente complicato che vale la pena e sim os pr lle ne ile nib spesa ulteriore una sola data dispo prossimi anni! fidarsi a un’agenzia esterna, con una i ne e ch an ne e si me ente i ne, nei prossim n- per il cittadino, che viene trattato peggio del cli Co l de rti po ssa pa o izi rv se Invio quindi un’email al . sso prenotare via email di un mobilificio. po cose solato per chiedere del passaporto britannico vo no no so ci rin n il , no iso se e inc r ch e Pe ca dic liano GBP La lunga email automati alle sta GBP 72.50, il rinnovo di quello ita ra se ni og e lin on re na po passato a conversare tem date disponibili bisogna tor l de sto ti co en il rim più alt . ... a.. .00 os 84 locca qualc 19.00 per vedere se si sb con il call centre. . via e così un appuntariprovare il giorno dopo s- Anche nella semplice prenotazione di Pa io fic Uf “l’ e ch è ta er ale manLa ‘nuova’ alternativa off sí nel ridicolo, e nella tot co de e sca si tal o en nt im me er sp - a titolo cittadino. saporti ha programmato lo ad hoc (...) e canza di rispetto al tel or ppia sp o un di o lic bb pu nnazionali, grazie alla do co ri l’apertura al alt di za en za fer tan dif l’is A e ionali di inviar . Continueró consentire così ai connaz ho anche due passaporti za an in cetad ac o cit nn tra Po . ho povia posta ssaporto britannico, che pa il e di rilascio del passaporto ar us a ) di in (... qu ali e per il primo mente i connazion damente via posta anch pi dere al Consolato esclusiva ra e far il to tu rso ve tra sat appuntamento resterà un ricordo nel ca no lia ita o ell Qu che hanno prenotato un . cio as S ril lla società di servizi VF servizio di Call Centre de setto. ra un costo di 75 pence al Adolfo Sansolini, Lond Global (...). Il servizio ha mente della Società VFS minuto, a favore esclusiva
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Buone vacanze
L’appuntamento con la nostra rivista è a settembre, la redazione augura a tutti i colleghi di trascorrere delle serene vacanze estive!
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ORDINE NELLA VITA...
CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO
L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.
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