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The World of il Consulente n. 65 del 2015

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N°65 – 20 aprile 2015 Periodico telematico – Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma – Pubblicazione mensile Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele – Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera – Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi – Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. – Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro – roma.it Segreteria: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 – 1 – l979 N.12 Redazione: redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 30 – 04 – 2015


Il 730 precompilato: un grande bluff

Editoriale

Care colleghe e cari colleghi, dal 15 aprile il Fisco apre le porte in via sperimentale al 730 precompilato, dichiarazioni pronte da scaricare e da inviare all’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di bypassare l’intermediario e favorire al contribuente un servizio a costo zero. Una volta muniti di pin e password, l’utente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps può accedere alla propria dichiarazione 730 precompilata con redditi maturati, alcune spese deducibili e detraibili, ritenute e versamenti. Per quest’anno sono escluse le spese sanitarie e di ristrutturazione relative all’anno 2014, che si potranno integrare manualmente. I punti di forza di questa iniziativa sono la semplicità dell’ottenimento delle credenziali di accesso, oltre al fatto di poter adempiere agli obblighi dichiarativi senza doversi recare da un intermediario, almeno per quei contribuenti con poche voci attive nella dichiarazione e facilmente verificabili. Un altro aspetto rilevante sta nel fatto che trasmettendo la dichiarazione precompilata senza variazioni il contribuente non sarà soggetto ai controlli formali. E si riduce il rischio di omettere qualche reddito, in quanto l’Amministrazione finanziaria recepisce tutte le Certificazioni Uniche trasmesse. I punti critici sembrano prevaricare quelli di forza, almeno allo stato attuale. Uno di questi è la mancata conoscenza della materia fiscale da parte del dichiarante, il quale non è in grado di verificare la correttezza e completezza dei dati precompilati ovvero, addirittura, ad un eccesso di fiducia inviando senza controllo una dichiarazione inesatta.

Un’importante ostacolo poterebbe essere rappresentato dalla carenza di competenze informatiche, infatti una rilevante fetta di contribuenti che dichiarano i propri redditi con 730 sono proprio pensionati, spesso poco abituati al linguaggio informatico. Nel caso dell’ausilio del consulente del lavoro/ commercialista o Caf, inoltre, si allungano i tempi per reperire dagli Enti il 730 precompilato: sono necessari circa 5 giorni dalla richiesta per ottenere la dichiarazione. Inoltre, almeno per questo primo anno, si rischia di incombere in carenze tecniche dovute alla novità di questo nuovo strumento, oltre al fatto che non tutte le spese vengono precompilate e quindi è quasi sempre necessario integrare la dichiarazione. Quindi, se da una parte un esiguo bacino di contribuenti usufruirà senza problemi di questo nuovo 730, dall’altra la grande maggioranza degli utenti dovrà comunque ricorrere al professionista/Caf, il quale oltre a fare bene il proprio lavoro dovrà anche accertarsi che l’abbia fatto a sua volta l’Agenzia delle Entrate… Con questa trovata, infatti, viene trasferito l’onere e la responsabilità del controllo dall’Agenzia Entrate all’intermediario, ribaltando i ruoli e aggiungendo un carico in più sulle spalle dei colleghi che, in caso di errore, saranno tenuti a pagare, non solo la sanzione ma anche l’imposta del contribuente. Quindi, la manovra divulgata come strumento per far risparmiare il contribuente, si rivelerà un altro grande bluff: l’Agenzia avrà meno carico di lavoro, le parcelle di Caf e professionisti con ogni probabilità lieviteranno e i soliti dipendenti e pensionati pagheranno.

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Sommario In Focus

1 the world of

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Le azioni a sostegno dei giovani

Agevolazioni per il lavoro nel turismo

di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL

di Caterina Claudi Esperta Settore Turismo

Se iscritto da meno di dieci anni, chiedi un prestito!

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il Consulente

Il 730 precompilato: un grande bluff L’editoriale del Presidente di Adalberto Bertucci

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Riepilogo attività Ordine dal 20 marzo 2015 al 20 aprile 2015

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Sentitamente Grazie!!!

Il neo eletto Consiglio Provinciale ringrazia tutti i Colleghi che hanno dato la propria fiducia per proseguire il lavoro nella direzione “La Professione verso il Futuro”

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Modalità per i Consulenti del Lavoro

Condizione di inclusione e di esenzione dagli obblighi di adeguata verifica della clientela per i Consulenti del Lavoro di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista

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Esoneri contributivi, entusiasmi e cautele

Istruzioni per i datori di lavoro sulle modalità di estinzione delle disposizioni in materia di obblighi contributivi di Mauro Parisi Avvocato

di Adalberto Bertucci Presidente Consiglio Provinciale di Roma

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Le nuove opportunità per il settore turismo ma non solo

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Quesiti del mese di marzo a cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma

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Per l’Infiorata di Genzano, “Sotto il Cielo di Genzano” giunge alla sua 20a edizione Estensioni di identità: venerdì 12 giugno 2015 - Ore 21,00 La moda come nobile risorsa per il dialogo interculturale di genere di Andrea Tommasini Redazione Cultura

Al via la NASPI

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Chiarimenti dall’INPS, la nuova indennità di disoccupazione e le novità in vigore dal 1° maggio 2015

Contenzioso: tutele crescenti

Opportunità, problemi e prospettive nelle tutele crescenti per le ipotesi di conciliazione di Eufranio Massi Esperto di diritto del lavoro

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di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

Rubriche

42 Pasquino

A cosa servono gli immigrati!!!


Prossimi eventi formativi CPO Roma in programmazione Convegno

La disciplina delle pensioni in totalizzazione Lunedì 20 Aprile 2015 ore 14:45

Oly Hotel

Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma – (zona Basilica S. Paolo) Convegno

Gli studi di settore

Giovedì 30 Aprile 2015 ore 09:30

Oly Hotel

Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma – (zona Basilica S. Paolo) Convegno di aggiornamento professionale

Clausole arbitrali e di mediazione da inserire nella lettera di conferimento di un incarico per accelerare il pagamento della parcella Giovedì 14 Maggio 2015 ore 9:30

Oly Hotel

Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma – (zona Basilica S. Paolo) Convegno di aggiornamento professionale

Approfondimenti e novità in tema di società a responsabilità limitata Lunedì 18 Maggio 2015 ore 9:30

Oly Hotel

Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma – (zona Basilica S. Paolo) Convegno di aggiornamento professionale

Mansioni, mansioni superiori e demansionamento art. 2103 c.c. alla luce del Job Act Venerdì 22 Maggio 2015 ore 14:45

Oly Hotel

Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma – (zona Basilica S. Paolo)


CPO Roma

Riepilogo attività Ordine dal 20 marzo 2015 Consulenti N. 14 nuovi iscritti – n. 2 cancellati Praticanti n. 14 nuovi iscritti – n. 6 fine pratica – n. 0 praticanti cancellati Consiglio N. 1 Riunione di Consiglio Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma n. 53 istanza di certificazione Commissione Congruità Parcelle N. 1 Delibere - Consulenze Sportelli dedicati agli iscritti INPS: n. 2 giornate Aziende, n. 1 giornata Artigiani e Commercianti e n. 1 giornate Gestione Separata Equitalia n. 4 giornate Sportello Pensioni n. 2 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma n. 22 quesiti risposti Editoria Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile

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Roma

Sentitamente Grazie!!! Il neo eletto Consiglio Provinciale ringrazia tutti i Colleghi che hanno dato la propria fiducia per proseguire il lavoro nella direzione “La Professione verso il Futuro”

L’

di Adalberto Bertucci Presidente Consiglio Provinciale di Roma

edizione precedente della rivista, rispetto alla data di scrutinio e proclamazione del nuovo Consiglio Provinciale di Roma non aveva consentito di ringraziare Voi tutti a nome mio e dei colleghi eletti per la fiducia rinnovata. La situazione della nostra professione nel difficile quadro economico/politico che ha investito il nostro Paese, vede il Consulente del Lavoro attore primario ed anche vittima del complesso e articolato labirinto normativo che i nostri Governanti, senza distinzione di colori, modificano in continuazione, a volte senza eccessiva chiarezza, generando confusione ed enormi difficoltà a noi che siamo in prima linea.

Per non parlare poi delle Multinazionali che un momento storico per i nostri studi che vede quotidianamente aggrediscono il nostro mer- un lievitare continuo di clienti insolventi. cato offrendo servizi a prezzi “scandalosi” in Il nuovo Consiglio nella lealtà e trasparenza che

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Da sinistra verso destra: il Segretario Daniele Donati, il Presidente Adalberto Bertucci ed il Tesoriere Masssimiliano Pastore

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Roma

Il Consiglio Provinciale di Roma ed il Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori del Consiglio Provinciale di Roma

Lo Staff del Consiglio Provinciale di Roma

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lo ha contraddistinto già nelle scorse legislature, non può promettere che risolverà tutti i problemi che ci sono, ma una cosa è certa che lotterà con impegno e dedizione fino allo stremo, senza mai arrendersi affinché, possiate essere ricompensarti per la fiducia che ci avete riservato. Abbiamo sinora proceduto in linea e nel rispetto degli impegni assunti e, riteniamo, per questo, sia stata rinnovata la stima alla lista

ed alla squadra. La forza dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia si è sempre caratterizzata nell’orgoglio di appartenenza, nella compattezza e nella caparbietà questi sono e saranno anche per il futuro gli elementi che ci porteranno tutti insieme a raggiungere grandi traguardi. GR A ZIE A TUT TI!!!

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Lavoro

Contenzioso: tutele crescenti

Opportunità, problemi e prospettive nelle tutele crescenti per le ipotesi di conciliazione

di Eufranio Massi Esperto di diritto del lavoro

N

ell’impianto normativo del D.L.vo n. 23/2015 l’art. 6 è, indubbiamente, uno dei più importanti, soprattutto, in un’ottica che tende a limitare il contenzioso, una volta risolto il rapporto di lavoro. Sono trascorsi oltre due mesi dall’entrata in vigore del provvedimento ma, sotto l’aspetto dei chiarimenti amministrativi, pure necessari in un’ottica di coinvolgimento delle commissioni istituite presso le Direzioni territoriali, non è giunta alcuna indicazione da parte del Dicastero del Lavoro. Tutto è lasciato, quindi, alle interpretazioni degli “addetti ai lavori”: in tale ottica, quindi, senza avere alcuna pretesa di carattere esaustivo, provo a fornire alcune indicazioni che, a mio avviso, possono interessare sia le c.d. “sedi sindacali” che le commissioni di certificazione.

La disposizione che commento riguarda soltanto i lavoratori assunti a partire dal 7 marzo 2015 (e stando a quanto previsto dall’art. 1, comma 2, i prestatori titolari, rispettivamente, di un con contratto a termine o di un contratto di apprendistato “consolidato” al termine del periodo formativo, dopo la predetta data). Essa è finalizzata ad evitare l’alea del giudizio e, in un certo senso, è strettamente correlata al venir meno della procedura di conciliazione obbligatoria prevista per le imprese con un organico superiore alle quindici unità per licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Il datore di lavoro, nei sessanta giorni successivi al licenziamento, può, di propria iniziativa offrire al lavoratore in una sede protetta (commissione provin-

ciale di conciliazione – 410 cpc -, sede sindacale – 411 cpc -, organismi di certificazione – Enti bilaterali, Province, se costituite le commissioni, Direzioni del Lavoro, Ordini provinciali dei Consulenti del Lavoro – art. 82 del D.L.vo n. 276/2003) una somma, esente da IRPEF e non assoggettata ad alcuna contribuzione previdenziale, pari ad una mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto strettamente correlata ad ogni anno di servizio, in misura non inferiore a due e non superiore a diciotto: il tutto attraverso la consegna di un assegno circolare (e, forse, si poteva pensare anche ad altra modalità di pagamento ugualmente certa e meno “burocratica e stringente”). L’accettazione dell’assegno ha

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una duplice conseguenza: l’estinzione del rapporto alla data del licenziamento e la rinuncia a qualsiasi impugnativa, pur se già proposta. Le somme ulteriori pattuite in sede conciliativa a chiusura di ogni possibile pendenza derivante dall’intercorso rapporto di lavoro sono soggette al regime fiscale ordinario. L’articolo si conclude con due commi che riguardano la copertura economica a carico dell’Erario (con importi progressivamente crescenti fino all’anno 2024) ed il monitoraggio della disposizione con un ulteriore obbligo di comunicazione a carico del datore di lavoro. Con il primo 2 milioni di euro vengono stanziati per il 2015, 7 milioni e novecentomila per il 2016, 13 milioni ed ottocen-


tomila per il 2017, 17 milioni e cinquecentomila per il 2018, 21 milioni e duecentomila per il 2019, 24 milioni e quattrocentomila per il 2020, 27 milioni e seicentomila per il 2021, 30 milioni e ottocentomila per il 2022, 34 milioni per il 2023 e 37 milioni e duecentomila per il 2024. Gli importi sono detratti dal Fondo istituito presso il Ministero del Lavoro dall’art. 1, comma 107, della legge n. 190/2014 per il quale è stata prevista una dotazione di 2.200 milioni di euro per ciascun anno a partire dal 2015 e proseguendo per il 2016 ed il 2017 e di 2.000 milioni a decorrere dal 2017. Tali importi serviranno, oltrechè per lo scopo appena evidenziato, per la riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e le politiche attive, per il riordino dei rapporti di lavoro e per l’attività ispettiva, per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. Con il secondo si afferma che il monitoraggio sull’attuazione della disposizione è assicurato dal sistema di controllo e valutazione previsto dall’art. 1, comma 2, della legge n. 92/2012: ma a tal proposito viene introdotto un nuovo obbligo per il datore di lavoro che ha licenziato il lavoratore. La comunicazione di cessazione, che va spedita on-line al centro per l’impiego attraverso il sistema delle comunicazioni obbligatorie entro i cinque giorni successivi alla cessazione del rapporto, va integrata da una ulteriore comunicazione da inviare sempre allo stesso destinatario entro i sessantacinque giorni successivi alla risoluzione del contratto ove va riportata l’avvenuta o non avvenuta conciliazio-

ne. La mancata comunicazione, che si configura come un appesantimento burocratico di poca utilità per come è stato previsto, e che prescinde dalla stessa volontà del datore di attivare o non attivare la procedura conciliativa, è sanzionata con un importo pecuniario compreso tra i 100 ed i 500 euro, onorabile nella misura minima attraverso l’istituto della diffida previsto dall’art. 14 del D.L.vo n. 124/2004. La disposizione continua ricordando che, a seguito di ciò, il modello di comunicazione obbligatoria va riformulato: di conseguenza, si attendono novità dalle strutture informatiche del Ministero del Lavoro che, al momento, non hanno ancora provveduto. La norma appena descritta sollecita alcune riflessioni. L’offerta per la conciliazione, che va fatta, a mio avviso, per iscritto, entro il termine perentorio dei sessanta giorni (ma l’even-

tuale accordo può ben “slittare” oltre per alcune considerazioni che farò tra poco), è “gravata” dall’onere della comunicazione on-line circa l’avvenuta o non avvenuta conciliazione da effettuarsi entro i sessantacinque giorni, è di natura facoltativa e si presenta abbastanza favorevole per il lavoratore il quale, anche in considera zio n e

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Lavoro dell’abbattimento dell’IRPEF, può ottenere un importo notevolmente vicino a quello che potrebbe ottenere in giudizio (vanno tenute presenti anche le spese legali): a ciò va aggiunto che, in caso di ricorso giudiziale, i tempi per la decisione saranno, prevedibilmente più lunghi, atteso che ad esso non si applicherà il c.d. rito Fornero”, ma l’usuale rito ordinario. Potrebbe succedere che il datore di lavoro sia materialmente impossibilitato a presentare la propria offerta nel caso in cui attenda l’impugnativa del licenziamento che potrebbe arrivare al sessantesimo giorno o anche oltre nel caso in cui la stessa sia notificata con lettera raccomandata inviata l’ultimo giorno. Pensando ad uno “standard” di comunicazione, si può ritenere che l’offerta contenga la cifra disponibile per la conciliazione sul licenziamento e non necessariamente già gli estremi dell’assegno circolare per il quale la norma prevede che sia l’unica modalità di pagamento. Al contempo, appare opportuno pensare che l’offerta datoriale possa essere accompagnata da un termine per la eventuale accettazione: termine che può essere più o meno lungo entro il quale il lavoratore è chiamato ad aderire (ma la non adesione, perfettamente legittima, potrebbe anche essere tacita). Ovviamente, un lavoratore potrebbe avere interesse a non aderire ed a seguire la strada giudiziale, qualora ritenga che il provvedimento sia viziato da nullità, da discriminazione, da inefficacia (art. 2) o sia avvenuto per fatto materiale insussistente (art. 3). C’è, poi, un’altra questione da risolvere: l’offerta datoriale, nel silenzio della norma, può essere condizionata anche alla eventuale risoluzione delle pendenze di

natura economica riferite all’intercorso rapporto di lavoro? La risposta appare positiva, atteso che la stessa offerta di conciliazione è facoltativa e non sembrano emergere controindicazioni espresse. La dizione parla di “licenziamento” dei lavoratori nuovi assunti, senza alcuna distinzione circa la motivazione, specificando che l’offerta economica (incentivata con il contributo dell’Erario, è bene ricordarlo) è finalizzata ad “evitare il giudizio”. La seconda riflessione riguarda le modalità dell’offerta del datore di lavoro. E’ soltanto lui che può rivolgersi ad una “sede di conciliazione protetta”, che garantisce la inoppugnabilità dell’accordo, offrendo al lavoratore una cifra che è la stessa norma a specificare: una annualità (partendo da un minimo di due, per scoraggiare le assunzioni “usa e getta”, magari incentivate), della retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto, fino ad un massimo di diciotto (per le piccole imprese gli importi sono ridotti della metà ed il tetto massimo è fissato a sei mensilità). L’importo riconosciuto non costituisce reddito IRPEF (nel nostro ordinamento c’è il precedente dei voucher per il lavoro accessorio fino a 5.000 euro netti, come specificato dall’art. 72 del D.L.vo n. 276/2003, ma anche nell’art. 51 – ma il valore massimo è fissato a 7.000 netti – dello schema di Decreto Legislativo sul riordino delle forme contrattuali, presentato alle Camere per il prescritto parere delle Commissioni, il 9 aprile 2014) e sullo stesso non grava alcun onere previdenziale. Strettamente correlato al computo dell’indennità offerta è la questione di capire cosa si intenda per ultima retribuzione

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di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto: in assenza di ulteriori specificazioni normative e di interventi amministrativi chiarificatori da parte del Ministero del Lavoro provo ad effettuare alcune considerazioni che partono dall’art. 2120 c.c. il quale stabilisce che nella retribuzione da accantonare annualmente vanno computate tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, comprese quelle in natura ed escluse quelle che trovano la loro ragione nel rimborso spese. Il Ministero del Lavoro con l’interpello n. 43 del 3 ottobre 2008 ha precisati che se il CCNL prevede espressamente quali elementi della retribuzione vanno calcolati e quali no, il datore è tenuto a rispettarlo. Da quanto appena detto si può dedurre che ai fini della identificazione del’ultime retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR si potrebbe partire dalla retribuzione annuale accantonata con le modalità previste dal codice civile, divisa per i mesi dell’anno, senza alcun reale riferimento alla retribuzione dell’ultimo mese sulla quale, in alcune realtà aziendali che hanno punte stagionali o attività caratterizzate da saltuarietà, potrebbero interferire elementi transitori. Passando alle questioni operative riguardanti l’espletamento del tentativo di conciliazione, si può pensare che l’organo di conciliazione adito convochi le parti fissando il giorno e l’ora dell’incontro al quale le stesse (in particolar modo il lavoratore) possono essere assistite o rappresentate (secondo le usuali regole che disciplinano la delega) da soggetti esterni come rappresentanti di associazioni sindacali o professionisti, atteso che la disposizione non mette al-


ditori: la conseguenza di ciò quale motivazione soltanto cun divieto. è rappresentata dal fatto che quella del licenziamento? A La discussione, alla quale il dal’offerta conciliativa del datomio avviso, se ciò accade, la tore di lavoro si presenta con un re di lavoro dovrà tenere in somma aggiuntiva non può assegno circolare con l’importo considerazione non l’anziaessere esente da IRPEF, atgià prefissato, strettamente cornità aziendale ma quella mateso che tale “bonomia” non relato all’anzianità di servizio turata in tutto il periodo trapuò ricadere sulla fiscalità potrebbe non essere del tutto scorso in quel posto di lavoro; pubblica; semplice per alcune motivazioni riconducibili ad una serie di que- B) il ruolo dell’organo collegia- D) può il datore di lavoro, con stioni rispetto alle quali prospetle (commissione provinciale la sottoscrizione del verbato alcune soluzioni: di conciliazione, organismo le di conciliazione, chiudere sindacale, commissione di anche le altre questioni evenA) il conto relativo ai mesi di rapcertificazione) è, puramente, tualmente correlate all’inporto di lavoro è stato effetnotarile, finalizzato a prendetercorso rapporto di lavoro tuato comprendendo anche re atto dell’offerta datoriale (trattamento di fine rapporto, un periodo di attività svolta che presuppone, a monte, un differenze paga, lavoro strain nero prima della instauramero calcolo matematico delordinario, ferie non godute, zione del rapporto di lavoro le annualità da corrispondere danno biologico, ecc.)? L’ogavvenuta con la comunica(come sembra apparire da getto della convocazione ex zione di assunzione inviata una lettura della norma), opart. 6 avanti all’organo colleon–line al centro per l’impiepure c’è un minimo di spazio giale ha, come motivazione go o, anche, una “anzianità per verificare l’essenza della soltanto quella della necesconvenzionale”: è plausibile conciliazione? In attesa di sità di eliminare o ridurre il una conciliazione sul licenprecisi orientamenti da parte contenzioso giudiziale in maziamento, che riguardi tutto del Ministero del Lavoro, riteria di licenziamenti. Però, il rapporto? Una eventuale tengo che l’organo collegiale gli organi collegiali sopra risposta positiva si scontra che, non dimentichiamolo, ha indicati hanno la potestà di con la circostanza che, ad una funzione di garanzia, non chiudere anche le eventuali esempio, l’annualità in nero possa sottrarsi, quantomeno, controversie relative a riven(cosa molto frequente in alad una verifica degli importi, dicazioni economiche: quindi cuni contesti del nostro Paericordando al lavoratore che l’accordo, magari “a latere” di se soprattutto nelle aziende con la sottoscrizione dell’acquello principale, può riguardi piccole dimensioni) venga, cordo e l’accettazione dell’asdare anche gli aspetti econoindirettamente, coperta da segno circolare, viene meno mici. Per far ciò, tuttavia, ocuno sgravio IRPEF a carico qualsiasi rivendicazione recorre che il lavoratore abbia della fiscalità pubblica. Da lativa alla impugnazione del piena conoscenza di quanto ciò si deduce che, anche per licenziamento. Se gli imporgli viene offerto a tale titolo, non incorrere in controlli “ex ti non sono corretti l’organo che sappia della inoppugnapost” dell’Agenzia delle Encollegiale di conciliazione lo bilità della transazione e che, trate, la somma offerta non deve esplicitare, invitando il soprattutto, se ha necessità può che essere strettamendatore di lavoro ad effettuare di verificare i conteggi, gli te correlata alla durata del le necessarie correzioni; venga concesso dall’organo rapporto di lavoro risultante collegiale un tempo tecnico dalle comunicazioni obbli- C) il “quantum” dell’assegno di verifica che potrà fare, ad gatorie. L’unica eccezione circolare è, sostanzialmente, esempio, con la propria orgariguarda i lavoratori che, a determinato dal Legislatore nizzazione sindacale. Il Legiseguito di cambio di appalto, delegato: ma, cosa succede, slatore delegato, ammettensono passati alle dipendenze se il datore di lavoro, anche do la possibilità, ha precisato, di altra azienda. Qui, l’art. 7 per venire incontro ad alcuanche a scanso di ogni possidel D.L.vo n. 23/2015 prevene richieste “taciute” relatibile equivoco, che su queste de espressamente che venga ve all’intercorso rapporto di somme non c’è l’esenzione riconosciuta all’interessato lavoro o, anche, inserendo la IRPEF, ma si applica il norla c.d. “anzianità di appalto”, c.d. “anzianità convenzionamale regime fiscale; maturata su quel posto di lale”, intendesse alzare la somvoro anche con più imprenma, lasciando, comunque, E) una conciliazione relativa alla

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Lavoro precedente interpretazione all’anzianità di servizio; “voce” licenziamento che cocontenuta nell’interpello n. pra anche periodi in nero, ha G) può il lavoratore licenziato che 29/2013 ove si era sostenuto effetti anche sugli eventuali ha sottoscritto la rinuncia al l’obbligo del datore di lavoro di controlli degli organi di vigilicenziamento, ottenere, ricorpagare il contributo di ingreslanza? La risposta è negativa rendo le condizioni previste, il so all’ASpI anche in caso di (anzi, aver “coperto” delle antrattamento di NASpI (in virisoluzione disciplinare e che nualità in nero è una ammisgore dal 1° maggio 2015)? Ril’adozione del provvedimento sione di colpa), atteso che, cordo che, ai fini del godimendisciplinare è sempre rimessa nei limiti della prescrizione, to, i requisiti richiesti dall’art. alla libera determinazione del gli stessi possono procedere 3 del D.L.vo n. 22/2015 sono datore di lavoro e costituisce al recupero dei contributi ed lo stato di disoccupazione, esercizio del potere discrealla irrogazione delle sanziotredici settimane di contribuzionale (Cass. n. 4382/1984) ni per lavoro nero e per altre zione negli ultimi quattro anni e che sotto l’aspetto della imsituazioni scaturenti dall’ined almeno trenta giornate di pugnabilità lo stesso potrebbe tercorso rapporto di lavoro, lavoro effettivo, a prescindere essere ritenuto illegittimo in come affermato sia dalla dal minimale contributivo, nei sede giudiziaria. Cassazione con le sentenze dodici mesi precedenti che n.17485 del 28 luglio 2009 e precedono l’inizio del periodo Per completezza di informazion. 6663 del 9 maggio 2002 e di disoccupazione. Sul punto, ne ricordo come per i lavoratori dall’INPS con la circolare n. fornendo una risposta positiva licenziati da imprese non rien263/1997. In particolare la alla domanda, è intervenuta, tranti tra quelle per le quali è Suprema Corte con la prima sollecitamente, la Direzione obbligatorio il tentativo di condelle decisioni sopra menzioGenerale per l’Attività Ispet- ciliazione in quanto previsto per nate ha affermato che sulle tiva che, con l’interpello n. 13 i recessi per giustificato motivo somme corrisposte dal dadel 24 aprile 2015, risponden- oggettivo dall’art. 7 della legge tore di lavoro a titolo di trando ad una specifica richiesta n. 604/1966 (quelle dimensionasazione, l’INPS è abilitato ad della CISL, ha affermato che te sotto le sedici unità), era già azionare il credito contributil’accettazione dell’offerta di possibile tentare la strada della vo, nei limiti della prescrizioconciliazione non muta il tito- risoluzione conciliativa concerne, provando, con qualsiasi lo della risoluzione del rappor- nente il licenziamento attivando mezzo, le eventuali somme to che resta il licenziamento la conciliazione facoltativa previcorrisposte a tale titolo, ase che comporta, per espressa sta dall’art. 409 cpc, espletabile soggettabili a contribuzione; previsione normativa, la ri- ex art. 410 cpc con la procedura nuncia all’impugnativa, inten- minuziosamente prevista dalla F) che valore possono assumere, dendosi tale fattispecie quale riforma introdotta dal 24 novemai fini del giudizio, il verbale ipotesi di “disoccupazione bre 2010 dalla legge n. 183/2010. di mancato accordo o, anche, involontaria conseguente ad Potrebbe accadere che le due il verbale di assenza per manatto unilaterale di licenzia- richieste “si incontrino”, pur secata presenza del lavoratore? mento del datore di lavoro”. guendo strade diverse, in quanto Nessun valore è la risposta, Lo stesso discorso vale nel per quella prevista dall’art. 410 atteso che la conciliazione è caso del licenziamento di- cpc (pensata, quasi, si passi il terfacoltativa e, stando al nuovo sciplinare ove l’interpello n. mine un po’ malizioso, per non impianto normativo che tra13/2015 risolve, positivamen- farla percorrere), si ipotizzano spare dal D.L.vo n. 23/2015, te, una problematica solleva- alcuni passaggi burocratici che, a meno che non ci si trovi in ta a seguito della dizione del non consentono, alla commissiopresenza di un licenziamento comma 1 dell’art. 3 del D.L.vo ne provinciale di conciliazione di nullo, discriminatorio, ineffin. 22/2015 ove si afferma che convocare le parti, se non c’è stacace o disciplinare per un fatla NASpI è riconosciuta ai la- ta l’adesione del convenuto: to rilevatosi totalmente insusvoratori che abbiano perduto A richiesta presentata alla comsistente, il giudice di merito è involontariamente la propria tenuto a confermare il recesso missione provinciale di conoccupazione e che presentino al giorno della interruzione ciliazione, a mano, o tramite una serie congiunta di requisidel rapporto, con la liquidaraccomandata, inviata anche ti. Qui, il Dicastero del Lavozione dell’indennità risarcitoall’altra parte, con l’indicazioro ha richiamato una propria ria correlata esclusivamente ne del “petitum” (nel nostro

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caso esso è rappresentato dall’esame del licenziamento ma, oltre a questo, potrebbe anche esser più sostenuto, riferendosi a questioni di natura economica afferenti l’intercorso rapporto di lavoro); B) possibilità per il convenuto, di proporre le proprie controdeduzioni; C) esplicita adesione della controparte al tentativo di conciliazione, entro il termine di venti giorni dalla ricezione della lettera (termine, comunque, ordinatorio), senza la quale l’organo collegiale non può effettuare la convocazione per la trattazione della controversia. Forse, il Legislatore delegato poteva inserire, magari riformando la norma, l’offerta di conciliazione del datore di lavoro all’interno della procedura già prevista, senza pensarne un’altra. Per i “veterani” (che sono i lavoratori assunti, a tempo indeterminato, fino al 6 marzo 2015), resta in vita, nelle imprese dimensionate oltre le quindici unità, il tentativo obbligatorio preventivo per i licenziamenti motivati da giustificato motivo oggettivo che, stando ai dati ufficiali del Ministero del Lavoro, ha sortito, nei primi due anni di vigenza, un effetto positivo (cosa riconosciuta, ampiamente, dagli operatori). Il Legislatore ha cambiato, introducendo questa forma facoltativa di conciliazione. C’è da osservare come ciò crei, comunque, una certa difficoltà di comprensione negli operatori e come negli ultimi quattro anni si sia intervenuti sulla conciliazione delle controversie di lavoro per tre volte, senza un coerente disegno strategico. Una ultima considerazione va fatta sull’obbligo per il datore di lavoro (coperto da sanzione amministrativa) di comunicare en-

tro i sessanta giorni successivi al licenziamento se è avvenuta o meno la conciliazione: tutto questo ai fini del monitoraggio dell’istituto, cosa del tutto condivisibile, atteso che, fino al 2024, la disposizione destina a tale scopo risorse economiche crescenti. Ma, detto questo, mi chiedo: ha senso una comunicazione di tal genere in un tempo così ristretto, atteso che nella pratica, il datore di lavoro effettuerà l’offerta verso il sessantesimo giorno, perché, magari, attende la comunicazione della impugnativa che, sovente, viene prodotta quasi alla scadenza del termine (ma che arriva anche oltre se viene effettuata con lettera raccomandata l’ultimo giorno) e che occorre attendere la convocazione dell’organo collegiale (commissione provinciale di conciliazione, sede sindacale, commissione di certificazione) eventualmente adito? La perentorietà del termine (sessanta giorni) riguarda soltanto la presentazione dell’offerta al lavoratore e non la sottos c r i z ione dell’atto di conciliazione che può, legit timamente, av ven i re successiv a m e nt e (non esiste un termine perentorio), soprattutto se il datore di lavoro vuole legare a

tale conciliazione anche un’altra riferita agli aspetti di natura economica dell’intercorso rapporto, rispetto ai quali il lavoratore potrebbe ben avere la necessità di fare un minimo di conti e di controlli. Aver posto il termine di sessantacinque giorni dal licenziamento per sapere se è avvenuta o meno la conciliazione (tutto questo ai fini del monitoraggio) serve a poco: si poteva mettere un termine più ampio ed il dato sarebbe stato molto più significativo.

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ENPACL

Le azioni a sostegno dei giovani Se iscritto da meno di dieci anni, chiedi un prestito!

P

di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL

romuovere e sostenere l’ingresso dei giovani alla professione di Consulente del Lavoro è un punto fermo della politica dell’ENPACL. In tale ambito, il tema dell’accesso al credito riveste una fondamentale importanza. Per questo, l’Ente ha recentemente stipulato con la Banca Popolare di Sondrio una apposita convenzione in favore dei Consulenti neo iscritti, ossia di coloro che figurano nell’Albo provinciale da meno di dieci anni dalla data della delibera di iscrizione all’Ordine professionale. La novità più rilevante è rappresentata dal fatto che gli interessi applicati al finanziamento per l’anno 2015 sono a totale carico dell’Ente. Il prestito dovrà essere finalizzato all’acquisto di attrezzature, strumenti e/o arredi necessari allo svolgimento dell’attività professionale, con l’esclusione di veicoli e telefoni cellulari. L’importo finanziabile è pari al 100 per cento delle spese, con un massimo di 30.000 euro. Gli interessati potranno accedere al prestito una sola volta e non è prevista alcuna spesa di istruttoria. Per il richiedente è indispensabile essere in una condizione di regolarità contributiva con l’ENPACL, presupposto per l’erogazione di qualsiasi prestazione previdenziale e assistenziale dell’Ente. È necessario, altresì, aver avviato l’attività professionale in forma individuale, non essere dipendenti o collaboratori ovvero titolari d’imprese individuali o anche amministratori di società di qualsiasi tipo, possedere un numero di partita IVA ed, infine, aver attivato il servizio telematico ‘Enpacl on line’. L’iter prevede che la richiesta del finanziamento

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sia effettuata esclusivamente in via telematica, utilizzando l’apposito modulo presente nell’area riservata dei citati servizi ‘Enpacl on line’. L’ENPACL provvede poi ad una prima verifica dei requisiti oggettivi e soggettivi mentre all’Istituto bancario competono gli accertamenti e le valutazioni di merito creditizio. All’esito positivo dell’istruttoria, la Banca, raccolto il mandato a liquidare le fatture degli interventi da sostenere, provvede direttamente al pagamento dei fornitori. La durata del prestito è di cinque anni, oltre all’eventuale periodo di preammortamento intercorrente tra la data di erogazione e la prima scadenza di rata, con rate trimestrali posticipate, consecutive e senza interruzione, comprensive di capitale e interesse, scadenti il 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre di ciascun anno. La Banca tratterrà 3 euro per ciascuna rata. L’estinzione anticipata è possibile in corrispondenza della scadenza di ciascuna rata trimestrale, contro il versamento di una commissione dell’1%, conteggiata sul debito anticipatamente rimborsato.


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Antiriciclaggio

Modalità per i Consulenti del Lavoro Condizione di inclusione e di esenzione dagli obblighi di adeguata verifica della clientela per i Consulenti del Lavoro

di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista

G

li obblighi di adeguata verifica della clientela e di registrazione non sussistono in relazione agli adempimenti in materia di amministrazione del personale. Tale esonero non si estende tuttavia ai casi in cui siano svolte prestazioni diverse e qualora vi sia sospetto di riciclaggio. Gli obblighi antiriciclaggio previsti per i Consulenti del Lavoro sono spesso oggetto di incertezze, soprattutto in virtù della specifica esclusione prevista dall’articolo 12, comma 3, D.Lgs. 231/2007.

Come noto, infatti, tale disposizione prevede che gli obblighi di adeguata verifica della clientela e di registrazione non sussistono “in relazione allo svolgimento della mera attività di redazione e/o di trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12.” Si potrebbe pertanto erroneamente ritenere che i Consulenti del Lavoro non siano tenuti al rispetto degli adempimenti previsti in materia di antiriciclaggio. In realtà, affianco ai casi in cui è effettivamente possibile beneficiare dell’esonero ve ne sono altri in cui sono previsti degli specifici obblighi in capo ai Consulenti del Lavoro. Al fine di delineare meglio entrambe le fattispecie è utile

richiamare il Parere della Fondazione Studi Consulenti del lavoro n.2 del 27 maggio 2013. Tale documento si concentra, in primo luogo, sull’ambito di applicazione dell’esclusione sancita dall’articolo 12, comma 3, D. Lgs. 231/2007. Nella norma in oggetto è possibile leggere che gli obblighi di adeguata verifica non sussistono in relazione agli adempimenti di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12 la quale disciplina, come noto, le competenze dei Consulenti del Lavoro, prevedendo, all’articolo 2, che oggetto dell’attività degli stessi sia non solo lo svolgimento di tutti gli adempimenti previsti da norme vigenti per l’amministrazione del personale dipendente, ma anche lo “svolgimento di ogni altra funzione che sia affine, connessa e conseguente”. Il generico richiamo alla suc-

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citata norma deve pertanto essere inteso in senso estensivo, facendo rientrare nel novero delle fattispecie escluse, anche le altre attività connesse alla gestione del personale. Tale interpretazione è stata confermata anche dal Mef, che, con una nota di chiarimenti del 12 giugno 2008, ha precisato che la disposizione va interpretata estensivamente: sono quindi escluse dagli obblighi di adeguata verifica della clientela e dagli obblighi di registrazione le prestazioni professionali relative alla tenuta libri paga, ai versamenti previdenziali per conto del cliente e ogni altro adempimento svolto in materia di amministrazione del personale. Sancire l’esonero dagli obblighi di adeguata verifica per le attività connesse alla gestione del personale non significa però escludere i Consulenti del Lavo-


ro dagli obblighi antiriciclaggio. I professionisti in oggetto devono infatti porre in essere tutti gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 231/2007 nel caso in cui forniscano consulenze societarie e tributarie, prestazioni legate alla gestione della contabilità, consulenze su contratti di compravendita, e ogni altra attività che sia riconducibile agli obblighi di adeguata verifica della clientela. Il Parere della Fondazione Studi ricorda inoltre che non si potrà beneficiare di alcun esonero nel caso in cui la prestazione richiesta possa essere ricondotta ad attività di riciclaggio. Pertanto, “se il cliente, ad avviso

del professionista, sebbene stia richiedendo la redazione del cedolino e null’altro, stia in realtà riciclando denaro illecito, scattano automaticamente tutti gli obblighi quali l’identificazione, la verifica e la segnalazione”. D’altronde, l’esclusione dagli obblighi di adeguata verifica della clientela non comporta anche l’esclusione dagli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette, ai quali il consulente del lavoro è sempre soggetto. Concludendo, quindi, è possibile affermare che il consulente del lavoro non è tenuto al rispetto degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di registrazione nello svolgimento

di attività connesse alla gestione del personale, ma ciò non si configura come un’esclusione soggettiva, in grado di esimerlo da qualsiasi adempimento. Infatti, in tutti quei casi in cui viene svolta una diversa attività, rientrante tra quelle rilevanti ai fini della disciplina antiriciclaggio, devono essere posti in essere gli adempimenti richiesti dalla normativa. Allo steso modo, è necessario adempiere agli obblighi antiriciclaggio nel caso in cui il consulente, pur svolgendo attività connesse alla gestione del personale, ritiene che la prestazione possa essere ricondotta ad attività di riciclaggio.

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Previdenza

Esoneri contributivi, entusiasmi e cautele Istruzioni per i datori di lavoro sulle modalità di estinzione delle disposizioni in materia di obblighi contributivi

P

di Mauro Parisi Avvocato

assata la sbornia delle prime novità sul lavoro –strascinate dall’allettante logo del Jobs Act–, per professionisti e aziende inizia il tempo delle più approfondite riflessioni. Senz’altro gli aspetti positivi per aziende e lavoratori non mancano, né mancheranno. Per questi ultimi, soprattutto, tale positività prende le sembianze di una (in molti casi ineludibile) stabilizzazione dei rapporti dei lavoro. A tempo indeterminato, soprattutto. In effetti, assumere a tempo indeterminato, per le aziende, spesso è diventato poco meno di obbligo. Il quale, tuttavia, ha acquisito anche gli entusiasmanti contorni di un vero e proprio business. Infatti, grazie alle notevoli agevolazioni in materia di contribuzione, introdotte mediante la cd. legge di stabilità (L. 190/2014), dal primo giorno di quest’anno chi assume può godere di un notevole sconto. Per lavoratore e per anno –fino a tre anni–, esso può giungere alla considerevole sommetta di € 8060. Ingolositi dal bel risparmio, da subito molti datori di lavoro hanno deciso di dare un bel taglio con il passato e di trasformare molti collaboratori a rischio (non solo per gli stessi prestatori di lavoro, ma soprattutto per le aziende datrici di lavoro), in regolari e ordinari subordinati. Queste subitanee “trasformazioni”, però, ora, alla luce dei decreti attuativi del Jobs Act, qualche motivo di perplessità lo stanno facendo sorgere. Infatti, nel nuovo e importantissimo decreto attuativo di riordino delle tipologie contrattuali –quello che abolisce le co.co.pro., tanto per intenderci– il legislatore disciplina uno speciale (e limitato) strumento di regolarizzazione/emersione delle collaborazione coordinate e continuative. Si prevede che per i datori di lavoro che procederanno all’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo

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indeterminato di soggetti già parti di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche progetto, e di persone titolari di partita IVA, si godrà dell’“estinzione delle violazioni previste dalle disposizioni in materia di obblighi contributivi, assicurativi e fiscali connessi all’eventuale erronea qualificazione del rapporto di lavoro pregresso”. A tale fine, peraltro, oltre alla “trasformazione” di detti rapporti, occorrerà porre in essere, tra le parti, un accordo di conciliazione, a transazione e chiusura del passato. E, dunque? Dalle previsione del Jobs Act emerge –dunque e innanzitutto–, che non ogni forma di stabilizzazione/trasformazione, risulterà sanata. Per esempio, regolarizzare un associato in partecipazione non coinciderà con una delle ipotesi “contemplate” e agevolate. Che cosa potrebbe accadere, allora, per quanti –trasformati i lavoratori– approfittassero inopinatamente degli esoneri dei nuovi rapporti di lavoro? Potrebbe facilmente –e prevedibilmente– capitare che, un bel giorno, qualche funzionario potrebbe venire a contestare loro la non genuinità dei precedenti rapporti di lavoro, determinando (previa disconoscimento e trasformazione d’ufficio delle pregresse relazioni lavorative formalizzate) un travolgimento


anche delle agevolazioni godute nel frattempo. Infatti, tali agevolazioni sarebbero state godute “malamente”, in contrarietà con la previsione che ne precludeva il godimento, ai sensi dell’art. 1, commi 118 e seguenti, L. 190/2014, per rapporti già in passato a tempo indeterminato. Tali recuperi di contribuzione –soprattutto tra qualche tempo–, potrebbero costare caro a molti datori di lavoro. Oltre alle richieste delle somme risparmiate, infatti, verrebbero comminate pure gravi sanzioni civili per avere “evaso”. Ma la medesima situazione si potrebbe determi-

nare, per esempio, anche per le regolarizzazione di co.co.pro. al di fuori della percorsi di emersione previsti dal decreto attuativo del Jobs Act. E di ciò darebbe testimonianza proprio il dato testuale di quest’ultimo. Tra l’altro, le aziende avrebbero ben poco da opporre, avendo, nei fatti “confessato” una certa “continuità” tra le prestazioni occorse sotto l’imperio dei contratti precedenti e quelle –con i medesimi prestatori di lavoro– sanate. Per l’amministrazione –e pure (ma al contrario) per le aziende– un bel “colpo”. Basso, si direbbe.

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Ammortizzatori Sociali

Al via la NASPI Chiarimenti dall’INPS, la nuova indennità di disoccupazione e le novità in vigore dal 1° maggio 2015

di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

L’

INPS interviene con proprio messaggio sul sito istituzionale sulla nuova indennità di disoccupazione introdotta dal D Lgs 22/2015, preannunciando l’arrivo di un’apposita Circolare. Ricordiamo che di recente anche la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro è intervenuta con un approfondito studio teso a comprendere a far comprendere le differenze, anche di tipo previdenziale tra la vecchia Aspi e la nuova (vedi Circ. 9 del 23 u.s.)

Ma alcuni chiarimenti vengono forniti. Come noto l’art. 1 del decreto citato introduce a decorrere dal 1° maggio 2015 una indennità mensile di disoccupazione denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), che fornisce una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione dal 1.5.2015.

I soggetti titolati a richiedere la NASpI sono i lavoratori dipendenti ivi compresi. La NASpI viene riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

A. siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 e successive modificaLa NASpI pertanto sostituizioni; sce, per le cessazioni dal 1° maggio 2015, le indennità di B. possano far valere, nei quatdisoccupazione ASpI e mini tro anni precedenti l’inizio del ASpI di cui all’art. 2 della periodo di disoccupazione, legge n. 92 del 2012 la cui almeno tredici settimane di disciplina continua a trovare contribuzione contro la disocapplicazione per gli eventi di cupazione; cessazione involontaria dal lavoro verificatisi fino al 30 C. possano far valere trenta aprile 2015. giornate di lavoro effetti-

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vo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. La NASpI è pagato mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Per la durata del trattamento non sono conteggiati i periodi contributivi che in cui si è già percepita la prestazione di disoccupazione. I lavoratori interessati possono presentare, esclusivamente in via telematica, corretta domanda all’INPS entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Pertanto dal 1° maggio 2015 è


possibile utilizzare i consueti canali telematici per l’invio della domanda: via web, attraverso il sito www.INPS.it (direttamente da cittadino in possesso

del PIN dispositivo INPS); tramite patronato (che, per legge, offre assistenza gratuita); tramite Contact Center Integrato INPS INAIL (chiamando da

rete fissa il numero gratuito 803 164 oppure il numero 06 164 164 da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore).

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Lavoro

Agevolazioni per il lavoro nel turismo Le nuove opportunità per il settore turismo ma non solo

di Caterina Claudi Esperta Settore Turismo

È

partito il Piano Nazionale Garanzia Giovani rivolto a giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (Neet – Not in Education, Employment or Training). Il programma nasce da una Raccomandazione EUROPEA DEL 2013 volta a proporre una alternativa in caso di disoccupazione o di non proseguimento nei percorsi di studio.

Il programma, finanziato dal Fondo sociale europeo, da risorse dei singoli paesi e dalla Yout Employment Iniziative è rivolto ai paesi UE e in particolare a quelli con un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25%. Questi Paesi riceveranno finanziamenti per l’attuazione di progetti di formazione e inserimento nel mondo del lavoro rivolti a giovani. L’Italia ha ottenuto un finanziamento di 1.5 miliardi di euro

e ciascuna regione ha posto in essere delle modalità di attuazione dei progetti, L’Inps ha emesso in data 3/10/2014 la circolare 118 contenente le prime indicazioni operative. In particolare il programma prevede un incentivo sia in caso di assunzione con rapporto di lavoro subordinato che per uno stage / tirocinio. La misura dell’incentivo erogata mediante credito di imposta al datore di lavoro, nel caso di rapporti di lavoro subordinato e pari a:

RAPPORTO DI LAVORO

CLASSE DI PROFILAZIONE 1 BASSA

2 MEDIA

3 ALTA

4 MOLTO ALTA

Rapporto a tempo determinato la cui durata è pari o superiore a sei mesi e inferiore a dodici mesi

€ --------------

€ --------------

€ 1.500,00

€ 2.000,00

Rapporto a tempo determinato la cui durata è pari o superiore a dodici mesi

€ --------------

€ --------------

€ 3.000,00

€ 4.000,00

Rapporto a tempo indeterminato

€ 1.500,00

€ 3.000,00

€ 4.500,00

€ 6.000,00

Nel caso di stage/tirocinio la misura dell’incentivo è pari al rimborso spese mensile (euro 400,00) che l’inps erogherà direttamente al tirocinante e quindi al datore di lavoro rimane in carico il solo costo dell’assicurazione INAIL/RC.

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In particolare quest’ultima forma è particolarmente adatta alle aziende che operano nel settore Turismo agenzie di viaggio ma non solo che generalmente utilizzano le formule dello stage /tirocinio soprattutto in considerazione della particolare attività


svolta. Per tale motivo la Fiavet Lazio ha posto in essere una apposita convenzione per il Progetto Garanzia Giovani promosso dalla Regione Lazio con la Work Experience Agenzia per il Lavoro, autorizzata per la Ricerca & Selezione del personale e Outplacement dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e aderente al programma europeo “Garanzia Giovani Lazio”. Le Agenzie di viaggio con sede operativa nel Lazio, potranno accedere ai servizi di consulenza gratuiti per l’inserimento d giovani tra i 18 e i 29 anni: Gestione procedure burocratiche amministrative per l’attuazione

dei tirocini (eventuale preselezione delle candidature più idonee, realizzazione dei percorsi di tironicio per una durata minima di 3 mesi e massima di 6 mesi, assistenza nell’inserimento del candidato, definizione del progetto formativo e gestione delle procedure burocratiche amministrative). Per approfondimenti oltre alla ciroclare INPS, per il Lazio è possibile reperire ulteriori informazioni sul portale creato dalla regione Lazio: http://www.regione.lazio. it/garanziagiovani/ O sul portale istituzionale http:// www.garanziagiovani.gov.it/Pagine/default.aspx

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CPO Roma Centro Studi Roma

Quesiti del mese di marzo a cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma LAVORO Quesito 1 In riferimento all’esonero contributivo triennale: se un’azienda assume un lavoratore a tempo indeterminato con un orario pari a 34 ore settimanali (part-time 85%) e successivamente è costretta ad effettuare una diminuzione di orario fino a 20 ore settimanali (part-time 50%), perde anche il diritto all’esonero contributivo triennale? Grazie La circolare INPS/2015 ha chiarito che L’esonero contributivo (max Euro8060 annui)viene riproporzionato all’orario di lavoro part time effettivamente svolto dal lavoratore assunto. In caso di ulteriore riduzione dell’orario di lavoro, non si perde il diritto all’esonero contributivo, ma lo stesso dovrà essere ulteriormente riproporzionato.

Quesito 2 Salve, ho diverse aziende di trasporti con più di 15 dipendenti, per le quali la normativa prevede l’applicazione del Fondo Residuale L. 92/2012. Il mio programma di paghe non applica la percentuale prevista per questo Fondo in quanto aseriscono che per le Aziende di trasporti non è dovuta. Non trovo nulla a riferimento, potreste indicarmi se esiste una legge o circolare che ne prevede l’esclusione? Grazie mille L’adesione ai suddetti fondi è prevista esclusivamente: - per le imprese con organico mediamente superiore a quindici dipendenti che non possano fruire di entrambe le forme di sostegno del reddito e, dunque, non assoggettate al versamento della contribuzione per Cigo e Cigs; - per le imprese che sono inquadrate con i CSC previsti dalla circolare n.99, n.100 ed il messaggio n.6897 del 2014 Si consiglia di verificare - nel cassetto previdenziale - se la direzione INPS ha inserito (come previsto dalla circolare) il codice di autorizzazione “OJ” che assume il significato di “azienda tenuta al versamento dei contributi ex D.I. n.79241/2014. Sull’argomento consultare la circolare Inps 79/2015.

Quesito 3 nella circolare INPS 17/2015 è prevista come causa ostativa all’assunzione con agevolazione contributiva triennale, l’occupazione di lavoratori che nel periodo

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che va dal 01/10/2014 al 31/12/2014 erano in forza presso Aziende facenti capo, anche per interposta persona, al soggetto che assume. In altri termini, per Aziende facenti capo a quella che assume, si intendono Aziende la cui compagine societaria (soci e amministratore) siano riconducibili all’Azienda che intende accedere all’agevolazione contributiva triennale con assunzione a tempo indeterminato ? In attesa di un Vs come sempre gentile riscontro Vi ringrazio anticipatamente. Con cordialità Per quanto riguarda l’individuazione di fattispecie di controllo e collegamento tra società si deve fare riferimento alle previsioni dell’art 2359 del c.c.Ai fini del legittimo godimento dell’esonero contributivo la circolare inps 17/2015 fa inoltre riferimento a sostanziali situazioni di riconducibilità o coincidenza, anche per interposta persona tra il soggetto che richiede l’esonero è il soggetto titolare del precedente rapporto di lavoro indeterminato.

Quesito 4 Avrei bisogno di un chiarimento, se un dipendente assunto a tempo determinato fino al 31/12/2015 con una societa’ in somministrazione,fa la scelta per avere il tfr in busta paga da Maggio 2015, poi a dicembre 2015 finisce il contratto, il dipendente viene assunto con un’altra società, la sua scelta di prendere il TFR in busta è vincolata comunque fino al 30/06/2018? Grazie La scelta di ricevere la QUIR mensilmente in busta paga è legata al permanere in essere del rapporto di lavoro. In caso di nuovo rapporto di lavoro, il lavoratore potrà (entro il periodo sperimentale previsto dalla normativa - 30 giugno 2018)scegliere nuovamente se optare per il pagamento mensile della QUIR o mantenere la gestione ordinaria di quanto maturato a titolo di TFR.

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CPO Roma Centro Studi Roma FISCALE Quesito 4 Buongiorno, un nostro cliente ci chiede se possiamo fare un atto di cessione di quote della società srl,cui lui è amministratore, in base alla legge 133 del 2008 art. 36 1/bis, viene specificato che i dottori commercialisti possono eseguire tali atti; abbiamo letto la Legge e non viene specificato se nella categoria rientrano anche i Consulenti del Lavoro, potete darci delucidazioni e chiarimenti in merito? Cordiali saluti. Possono procedere alla cessione di quote gli intermediari abilitati ai sensi dell’art. 31 comma 2-quater legge 24/11/2000 n. 340… Inoltre bisogna rifarsi all’art. 78 comma 1 del D. Lgs. 139/2005 il quale prevede che, a decorrere dal 1 gennaio 2008, i richiami agli ‘iscritti negli albi dei dottori commercialisti’ o i richiami agli ‘iscritti negli albi dei ragionieri e periti commerciali’ contenuti nelle disposizioni vigenti si intendono riferiti agli iscritti nella sezione A “Commercialisti” dell’Albo. Pertanto l’iscrizione nel Registro delle Imprese degli atti di trasferimento di quote di S.R.L. può essere richiesta esclusivamente dagli iscritti nella sezione “A” dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Nessun altro professionista è legittimato alla presentazione dell’istanza, ovviamente sono esclusi la categoria dei Notai

Quesito 2

Buonasera, Una s.r.l. immobiliare proprietaria di immobili commerciali e abitativi svolge contabilità separata delle locazioni commerciali con IVA dalle locazioni commerciali in esenzione. Un opificio industriale acquisito in leasing e assoggettato ad IVA dalla società di leasing è stato a sua volta locato (previo consenso della società di leasing) dalla s.r.l. immobiliare in questione ad un’altra società commerciale con locazione anch’essa soggetta ad IVA. Pertanto la s.r.l. immobiliare effettua regolari liquidazioni IVA per questa locazione e versa il dovuto. Ora è intenzione della s.r.l. immobiliare (con il consenso del conduttore) risolvere il suddetto contratto di locazione con IVA e redigerne un altro nuovo in esenzione. La domanda è la seguente: anche le fatture mensili dei canoni della società di leasing devono transitare nel regime del sezionale “locazioni esenti IVA” seguendo il nuovo contratto redatto e pertanto subire il totale pro-rata del 100% con conseguente spostamento dell’IVA indetraibile tra i costi? Oppure è possibile mantenere i canoni mensili della società di leasing nel sezione “con IVA” e mantenerla come IVA a credito nel sezionale pur avendo spostato l’immobile tra le locazioni esenti? Ringraziando anticipatamente per la risposta, chiediamo cortesemente un vostro parere quanto prima possibile in modo da dare la giusta direttiva per la registrazione (o meno) del nuovo contratto nel mese di marzo. L’opzione per l’applicazione della contabilità separata nel settore immobiliare è consentita, pur in presenza di un unico codice di attività, per gestire separatamente la locazione degli immobili a destinazione abitativa dalla locazione degli immobili a destinazione strumentale o di altri immobili. Si veda per il caso la circolare AdE 22/E del 28/06/2013. In ogni caso se il bene è locato in regime di esenzione, tutte le spese ad esso riconducibili sono con IVA indetraibile ad eccezione dei beni e servizi utilizzati promiscuamente la cui detraibilità verrà effettuata con il metodo del pro-rata.

Quesito 3 Salve, tematica estensione del Reserve Charge ai servizi di impiantistica in assenza di appalto o subappalto.

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La domanda è la seguente: IN PRESENZA DI FORNITURA DI BENI E MANODOPERA, qual è l’elemento che determina l’applicazione della nuova normativa del Reserve Charge, o se devono sussistere ambedue le applicazioni es. BENI soggetti IVA, MANODOPERA Reverse Charge. Grazie Il nuovo articolo 17 comma 5-6 del DPR 633/72 prevede l’applicazione del reverse charge, se l’acquirente è soggetto IVA e chi presta il servizio svolge attività con codice ATECO 43 Quesito 4 Un contribuente apre partita IVA nell’anno 2014 nel regime dei minimi con un determinato codice attività. Nel 2015 ha necessità di cambiare codice ATECO, lo svolgimento della nuova attività determina la fuoriuscita dal regie di minimi? Se si da quando? Non ci sono grandi problemi, bisognerà fare attenzione che il nuovo codice ateco non rientri nella specifica attività effettuata prima della apertura dell’IVA

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Cultura

Per l’Infiorata di Genzano, “Sotto il Cielo di Genzano” a giunge alla sua 20 edizione Estensioni di identità: venerdì 12 giugno 2015 - Ore 21,00 La moda come nobile risorsa per il dialogo interculturale di genere di Andrea Tommasini Redazione Cultura

A

Genzano ogni anno, da oltre due secoli, si tiene nel mese di giugno l’Infiorata, immenso tappeto floreale che si estende, articolandosi in vari quadri, per circa 2000 mq sulla centrale Via Italo Belardi (già Via Livia) a Genzano, nella provincia di Roma Capitale. Per la realizzazione dei quadri, disegnati sul selciato, occorrono, oltre alle essenze vegetali, almeno 350.000 fiori; i singoli petali vengono utilizzati dagli infioratori così come i colori di una tavolozza dai pittori: il giallo della ginestra, l’azzurro della torrena, il rosso dei garofani, il verde del bosso e del finocchio selvatico. La manifestazione si articola in vari fasi: l’ideazione e la preparazione del bozzetto, la raccolta dei fiori e delle essenze vegetali, lo “spelluccamento” separazione dei petali dalla corolla e loro conservazione nelle grotte del Comune - i disegni a terra (il sabato sera), la posa in opera dei petali (la domenica mattina), l’Infiorata completata (primo pomeriggio della domenica), la Processione del Corpus Domini (domenica sera), ed infine lo “spallamento” - quando i bambini correndo dalla scalinata della Chiesa di Santa Maria disfano i quadri infiorati.

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Storicamente l’Infiorata è una festa strettamente collegata alla celebrazione cristiana del Corpus Domini e le sue origini risalgono al XIII secolo, quando in occasione della Processione del SS. Sacramento “si spargevano alla rinfusa dei fiori a piene mani”. Il 29 giugno 1625, poi, a Roma, nella Basilica Vaticana, per iniziativa di Benedetto Drei, Capo della Fioreria Apostolica, per dare maggiore lustro alla Festa di San Pietro e Paolo, ebbe inizio la tradizione di decorare la chiesa con fiori disposti a mosaico, usanza questa che si estese


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Cultura

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in molti paesi cattolici. L’Infiorata di Genzano si distingue però dalle altre infiorate sia per le notevoli dimensioni dei suoi quadri sia per il suggestivo contesto scenografico della seicentesca Via I. Belardi (già Via Livia). All’interno di questa Infiorata, storicamente dedicata ai temi sacri, quest’anno il Sacro viaggia di passo con il tema dell’EXPO “Nutriamo il pianeta”. I preparativi fervono e gli artisti ed i maestri infioratori, hanno ormai pronti i loro bozzetti e le ricerche delle essenze per rappresentare insieme al nutrimento dell’anima, il cibo come fonte di sostentamento della vita e del corpo. All’interno di questa importante manifestazione

ormai nota a livello internazionale ed elemento di importante attrattiva turistica nell’offerta culturale, grazie anche all’impegno ed impulso conferito dall’Amministrazione Comunale nella gestione del Sindaco Flavio Gabbarini, giunge quest’anno insieme all’Infiorata il ventesimo giubileo il format artistico più atteso dai Castelli Romani e da Roma dal titolo: “Sotto il cielo di Genzano”, ed in programma durante i giorni dell’Infiorata dal 1996 il quale, a cura del Maestro Filippo Lafontana, si è ispirato a sua volta, scegliendo la moda quale linguaggio di unione fra le molte arti figurative e rappresentative che sfileranno sul palco, per considerare

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Cultura questa serie di eventi ed in particolare lo spettacolo, quale mezzo ed occasione per il dialogo fra differenti culture e linguaggi artistici ed internazionali. Oramai da vent’anni viene considerata il più importante appuntamento per gli amanti del fashion, l’unico spettacolo che unisce moda, cultura e tradizione, in programma ai Castelli Romani. La sfilata di moda, indiscussa protagonista dello show per il ventennio del format, ha visto negli anni la partecipazione di celebri case del settore, dal prêt a porter all’haute couture, dal beachwear agli accessori, nel segno costante della qualità e della creatività. Hanno sfilato su questo palco Galitzine, Gai Mattiolo, Jamal Taslaq, Gattinoni, Litrico, Camillo Bona, Egon Von Furstenberg, solo per citarne alcuni. La manifestazione è stata sempre impreziosita da testimonial e special guest di altissimo livello ed esaltata da performance artistiche di livello professionale, in un’inconfondibile interazione tra generi espressivi, che si è imposta come

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“marchio di fabbrica” della serata. Ogni edizione di Sotto il cielo di Genzano è percorsa da un filo conduttore speciale che caratterizza in maniera netta lo show: le coreografie, i quadri moda, la colonna sonora, i testi, la scelta degli ospiti e tutti gli altri elementi della serata sono ispirati ad un unico tema che pervade lo spettacolo. Siamo andati a fare alcune domande a Filippo Lafontana. Come le piace che sia definita l’umanità quando si parla d’interculturalità? Probabilmente non si è mai tanto parlato di diversità culturale quanto all’inizio di questo XXI secolo, diversità culturale positiva in sé, poiché evoca la condivisione delle ricchezze custodite in ogni cultura del mondo, e quindi i legami che ci uniscono nello scambio e nel dialogo. Tale è la principale ambizione di questa ventesima edizione che oltre al fashion avrà il fine solenne di promuovere il dialogo interculturale La moda come inaspettato strumento di comunicazione, per costruire occasioni d’incontro e di arric-


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Cultura

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chimento artistico ed intellettuale. Mezzo ideale per unire arte, spettacolo e sfera sociale. Moda e bellezza insieme per salvare il mondo dalle minacce del pregiudizio e dalle ultime vicissitudini. Ci dia un anteprima in esclusiva: nel format che ha ideato quest’anno cosa ha previsto? La serata si articolerà in tre performance distinte: Haute Couture - Oltre agli stilisti, primo e secondo classificati nell’edizione precedente per il concorso - L’ Infiorata in un abito - 4 brand a rappresentare la realtà del nostro territorio provenienti dai Casteli Romani. New Generation - 10 giovani allievi, scelti dalle scuole e accademie di design, provenienti da tutta Italia, in concorso per l’Infiorata in un abito, selezionati tra quelli che in maniera più significativa sapranno interpretare il tema della antica tradizione sartoriale italiana, ispirati quest’anno, di nuovo, ai fiori. Next Couture - 8 stilisti affermati, di prossima generazione, provenienti da tutto il Mondo per lo scambio interculturale tra oriente e occidente a guardare “Oltre” per superare le barriere che separano nei rapporti tra uomo e uomo, tra uomo e donna, al di là delle differenze di genere, di al di là dei limiti del potere e delle religioni. Collezioni contemporanee che esprimono vocazione alla ricerca stilistica, culturale e all’innovazione. Un mood cosmopolita rivolto con lo sguardo a culture diverse, ma che non tralascia di portare con sé l’alto contenuto artigianale tipico della tradizione italiana. Oltre all’Italia, le “altre” culture: dalla Russia, alla Romania al Messico al Perù. Ci parla della capsule “Venti di Fascino”? Non mancheranno, durante la serata, alcuni segmenti che ruoteranno intorno a questi ultimi 20 anni, ripercorrendone le tappe fondamentali della manifestazione: dalla cultura, allo spettacolo alle vicissitudini del mondo, dal 1996, anno in cui questa manifestazione è nata, a oggi, ma niente effetto nostalgia, come troppo spesso si usa, in celebrazioni simili: sarà una festa di compleanno di pura allegria, la cui ricchezza di spunti è garanzia di attrattiva e il risultato è l’Infiorata e la Città di Genzano, che come sempre cercheremo di valorizzare al massimo. Il logo della manifestazione ci sembra ricco di simboli, ci aiuta a leggerlo? “L’umanità è una tessitura di fili diversi che realizzano un abito comune. Questa frase del grande poeta e scrittore senegalese Leopold Sedar Senghor è stata la fonte di ispirazione per

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Cultura elaborare l’opera che rappresenterà il logo della ventesima edizione di “Sotto il cielo di Genzano”, spettacolo per la moda dedicato, quest’anno, all’Intercultura. Ne è autrice Assunta Ferrini che da diversi anni si dedica all’arte della pittura, con uno stile originale e intenso. Le sue opere possono riprodurre situazioni leggere o affrontare tematiche profonde, di interesse comune. Spesso è la donna a farsi portatrice dei messaggi più impegnativi… Il che ha dato vita a questo volto femminile, realizzato con differenti tecniche pittoriche e criteri compositivi, a simboleggiare oltre alla fusione di differenti culture anche le differenzazioni di genere. Dove si svolgerà l’evento clou ? Piazza Tommaso Frasconi, si riconferma come location preferita e indiscussa per questo appuntamento, poiché ne rappresenta la cornice ideale grazie alla sua sospensione tra tradizione e innovazione e lo spettacolo oltremodo renderà possibile la valorizza-

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zione dello spazio principale della nostra città e di un’attrattiva turistica di grande visibilità. Lo spazio ci consente di sistemare 700 sedie per 700 esclusivi invitati e tutto intorno posti liberi, per il resto del pubblico. È previsto anche un premio vero? A “Sotto il Cielo di Genzano” viene assegnato ogni anno un premio all’abito che più da vicino interpreta la nostra tradizione. Si tratta di un riconoscimento importante che intende evidenziare il forte legame con il territorio, non solo attraverso lo spettacolo locale, ma anche tramite la presenza di giovani concorrenti che hanno evidenti affinità con la “mission” della serata, provenienti da tutt’Italia. Qualche anticipazione sul Cast Artistico previsto per la serata posso chiederla? L’edizione 2015 sarà resa memorabile dalla presenza di 10 indossatrici e 8 indossatori scelti In modo particolare potremo vantare la preziosa presenza di


Damiano Cioci – vincitore del titolo nazionale per l’anno in corso de “Il Più Bello d’Italia” indossatore e rappresentante eccellente della bellezza maschile italiana agli occhi del mondo. La conduzione, visto il tema della serata, sarà affidata, all’ archorman Anthony Peth, in tour per il Made in Italy nel mondo, anch’egli presente nel parterre all’inaugurazione dell’Expo di Milano, affiancato dall’attrice della repubblica Ceca Petra Faxsova. La musica, altra grande protagonista della serata, sarà celebrata grazie alla presenza di alcuni straordinari interpreti, con esibizioni dal vivo quali il tenore Roberto Cresca e il soprano Francesca Michele. Maestro ci racconti qualcosa di lei e del suo lavoro. Filippo Lafontana, stilista alta moda uomo, ho realizzato molto, ma ancora molto voglio realizzare. Ho lavorato spesso per la Primiera Televisión Española, per la RAI, per tante fiction e varietà, ho lavorato nel cinema e nel teatro.

Nulla può allontanarmi dal mio campo di battaglia, l’alta moda, dove due volte all’anno schiero le mie creazioni, per conquistare stampa, media nazionali e internazionali – non deludendo mai clienti e compratori dei miei abiti, facendo felice me stesso, confermando la fiducia dei Clienti ed amici per quello che mi viene riconsociuto come il mio talento. Maestro cosa è per Lei il senso dello stile? Per me il senso dello stile è uno stile non definibile con facilità. È qualcosa di personale ed etereo, è non farsi influenzare mai, avere una propria etica, una propria dignità. Il senso dello stile, non è una politica, una questione commerciale, bensì una serie di suggerimenti che aiutano una persona nella scelta di un gusto. Uno stile dedicato agli uomini inventori di nuove sensibilità e tendenze futili, senza dimenticare che l’effimero è sicuramente seduzione, ma la seduzione è un’arte intelligente.

Damiano Cioci – vincitore del titolo nazionale per l’anno in corso de “Il Più Bello d’Italia”

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Cultura Chi saranno i protagonisti oltre all’amministrazione ed a Lei? Benché manchi ancora un mese alla manifestazione, che anche quest’anno come ben sapete, avrà la mia direzione artistica, sarò affiancato dai miei collaboratori, Gian Paolo Zuccarello per la selezione dei giovani stilisti in concorso e da Emanuele Schiavetti per il cast stilistico per “l’intercultura” rendiamo noti alcuni dei nomi fin ora certi, dei tre filoni tematici su cui si costruirà la serata della kermesse di moda. Oltre agli stilisti, primi classificati nell’edizione

dell’anno scorso, la coppia Simone CIPULLO e Arianna TOCCHI e Domitilla GIULIANO, gli affermati brand a rappresentare la realtà del nostro territorio provenienti dai Castelli Romani, Gianpaolo ZUCCARELLO (Albano), Filippo LAFONTANA (Genzano) ed i gioielli del maestro orafo, Fabio PIVARI (Genzano) La parte centrale della serata, sarà dedicata alle collezioni di 8 stilisti affermati, di prossima generazione, provenienti dall’Italia e da Tutto il Mondo per lo scambio interculturale tra oriente e occiden-

Sotto il Cielo di Genzano edizione 2014

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te a guardare “Oltre” per superare le barriere che separano nei rapporti tra uomo e uomo, tra uomo e donna, al di là delle differenze di genere, di al di là dei limiti del potere e delle religioni. Per gli scambi culturali, abbiamo scelto: Alina CHEPIKAVA (Minsk, Bielorussia) - Un moment suspendu… Spleen, Giulia GRINCIA (Genzano, Italia) - Hagakure… Tra le foglie di questo silenzio, Catalin NASTRUT (Backu, Romania) - Tentativo di volo, Yevgeniya RUDYK (Kiev, Ucraina) - Analisi sensoriale, Marielena DUNAS (Lima,

Perù) - Impero Inca, Meam YOAR (Yucatan, Messico) - Hunakau… Signore del Regno dei Morti, Omar LATTANZI (Albano, Italia) - Identità fluide, Jennifer SOMOZA (Puerto Ordaz, Venezuela) - Volver, ritorno alle radici ed altre conferme sono in viaggio da tutto il mondo per l’Infiorata, per Genzano e per il ventennio del mio format. Una kermesse dunque che colorerà i Castelli Romani della loro storia, dell’arte, dell’iconografia e della tradizione che da tutto il mondo attirano visitatori per celebrare un importante giubileo.

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Rubrica Pasquino A CHE SERVENO LI CLANDESTINI!!! A Sor Pasquì è inutile che ve c’addannate nun è che dovete annà lontano pe capicce quarche cosa! Proprio qui a Roma c’avete l’esempio. Nun serve tanto pe capillo… Vo ricordate che è successo a Tor Sapienza? Er Popolo che s’a prenneva co’ li rifuggiati che, accatastati dentro ‘na palazzina, stipati alla nun volello crede s’a prennevano co’ li passanti, sfogannose pe’ esse trattati peggio de le bestie… e questi che nun capiveno, daje e daje, se so ribellati e je so sartati addosso fino a falli sloggià? La voce de li politici, li giornali e ‘a televisione e tutti li ‘gargarozzoni’ o quelli che apreno bocca e je danno fiato senza sapè de che parleno, hanno montato ‘na cagnara contro “sti senza pietà” co la gente der posto non caritatevole, che nun capisce er dramma de sti poracci costretti a lassà er paese loro… E giù, li moralisti da strapazzo, a fà de tutta n’erba ‘n fascio… “sti Fascisti!”, “sta gente senz’anima che nun sa cos’è ‘a solidarietà”… Ah! Mo’ ve l’aricordate!?!? Me dite puro voi che, quanno so accaduti li fatti, ve sete ‘ndignato co’ li concittadini, che nun l’avete sentiti Romani! Perche Noi, li romani veri, avemo sempre accorto tutti e ‘sti burini de le borgatev’è parso che nun c’avessero er core! Ve la ricconto io come è annata, veramente, a storia. Li capoccia de Mafia Capitale (er cormo, affibbià a Roma nostra sto dispregiativo!), se so legati a l’artri mascarzoni travestiti da politici che come ‘a rogna se so ‘nfilati da pertutto, a destra a sinistra, dentro l’istituzzioni e come j’à chiesto Er Gran Maestro nun c’hanno pensato ‘n minuto a “mettersi la minigonna e battere” pe’ ‘ngraziasse la giunta der Sinnaco Marino. Perché, co ‘a sua cooperativa e ar sodalizio co’ l’ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni, Luca Odevaine, faceveno tutti ‘na “paccata” de sordi co li fonni pe’ l’accojenza de l’immigrati e pe’ ‘a gestione de li campi de li zingari. A Sor Pasquì, Dite che nun po’ esse? Che nun se po’ penzà che semo a sti livelli? Mo ve faccio capì com’ è possibbile che scoppino li casi come quelli de Tor Sapienza… e chi so li veri ‘nfamoni che nun c’hanno core! Spero che quinni potrete arivedè er giudizzio su quei poracci dell’abbitanti che se so visti invade da più poracci de loro e puro più ‘ncazzati de loro che c’aveveno co chi li stavà a sfrutta ammassannoli 10 su un posto e che, nun sapenno spiegasse o nun sapenno come stanno veramente e cose, se la prennevano coi primi itajani che je capitavano a tiro, innescanno ‘na lotta tra poveri ‘emarginati’. È stato o stesso Odevaine a spiegà er perché: “I posti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) che si destinano ai comuni in giro per l’Italia fanno riferimento a una tabella tanti abitanti tanti posti Sprar... per quella norma a Roma toccherebbero 250 posti... che è un assurdo... pochissimo per Roma, no?... allora... una mia... un mio intervento al ministero ha fatto in modo che... lo Sprar a Roma... fosse portato a 2.500 per cui si sono presentati per 2.500 posti... di cui loro... secondo me ce n’hanno almeno un migliaio”. Insomma, a Roma ereno destinati in 250, ma ringrazzianno lo zampino de quella specie de politico corrotto, li posti so aumentati a dieci vorte tanto, facenno in modo che ‘a maggior parte venissero “ospitati” ‘ndelle case d’accojenza de l’Amichetti ‘de merenna’, ricevennone in compenso ‘n regolare stipennio da 5mila euro. Avete capito Sor Pasquì a ‘chi’ serveno l’immigrati e li zingari a Roma? Pe’ fa capì all’addetti der Ministero che se in Itaja non se troveno posti pe alloggialli se ponno arivorge a li malandrini ‘specialisti’ nostri che je li creano… pe’ decreto! S’arivedemo a Sor Pasquì. A la prossima. V’ossequia Marforio vostro. PS Aho, famese a capì, quello che ho messo ‘n bocca a l’infamoni risurteno da le carte dell’inchiesta de li giudici,o sa solo chi o vò sapè, nun me so ‘nventato gnente!!!

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A cosa servono gli immigrati!!! (traduzione a cura di Giuseppe Marini)

A cosa servono gli immigrati!!! Caro Signor Pasquino è inutile che ve la prendete troppo… Per capirci qualcosa la verità è più vicina di quello che pensate. Proprio qui a Roma ne abbiamo avuto un esempio. Non servirà tanto per capirlo… Ve lo ricordate cosa è successo a Tor Sapienza? I residenti che se la prendevano con i rifugiati che, alloggiati in condizioni deplorevoli dentro una palazzina, ammassati all’inverosimile se la prendevano con i passanti… e questi, ignari, al culmine della pazienza alla fine si sono ribellati allo stato delle cose e hanno fatto in modo di farne trasferire un gran numero in altri contesti. I tamburi mediatici della politica, i giornali e la televisione, così come tutti quelli che ‘ci mangiano sopra’ o quelli che forti solo dell’evidenza parlano, o sbraitano, a sproposito hanno, con la loro avversione, creato un clima conflittuale contro quelli che sono stati ritenuti “senza pietà” o poco caritatevoli. Questi italiani che non capiscono il dramma di quei poverini costretti a emigra-

re… Con i moralisti da strapazzo a far di tutta un’erba un fascio…, “Questa gente senz’anima che non sa cosa è la solidarietà”, “Sono dei Fascisti!” [Attenzione, adesso basta che qualcuno rivendichi qualche sacrosanto diritto, che non è dell’elite saccente o ‘politicamente corretto’,

è etichettato come “fascista”, è un vezzo affermato da tempo – ndT]… Ah! [M. si rivolge a Pasquino – ndT] Adesso ve lo ricordate?!? Mi dite che pure voi che, quando sono accaduti i fatti, vi siete indignato con i nostri concittadini, che non li riconoscevate come Romani! Perche Noi, i romani veri, abbiamo sempre accolto tutti e, invece, questi zoticoni delle borgate, vi sono sembrati che non avessero il cuore! Ve la racconto io come è andata,

veramente, la faccenda. La Cupola dell’organizzazione, che la Magistratura ha etichettato come “Mafia Capitale” (il massimo per una Città poco avvezza a tale livello di criminalità), si è legata a dei delinquenti che mascherandosi da ‘politico’ si sono insinuati, come una pruriginosa allergia, sia nella cosiddetta Destra che nella Sinistra nei gangli delle istituzioni e, seguendo la direttiva del Grande coordinatore non hanno perso tempo a “mettersi la minigonna e battere” per ingraziarsi la giunta der Sindaco Marino. Perché, con la propria cooperativa e al sodalizio con l’ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni, Luca Odevaine, facevano tutti ‘na “paccata” [grande quantità – ndT] di soldi con i fondi per l’accoglienza degl’immigrati e per la gestione dei campi nomadi zingari. Signor Pasquino vi vedo incredulo! Dite che non può essere! Che non si può scendere a tali livelli! Ora vi faccio capire come è possibile che scoppino i casi come quelli di Tor Sapienza… e chi sono i veri delinquenti senza cuore!

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Rubrica Pasquino Spero che alla luce di quanto vi dirò possiate rivedere il giudizio su quei poveri residenti che alla fine hanno perso la testa vedendosi invadere da più poveri e più arrabiati di loro… che, in verità, ce l’avevano con chi sfruttando il loro status, li trattava come bestie obbligandoli a coesistenze abitative inenarrabili. Il livore degli immigrati, enfatizzato dalla scarsa conoscenza della lingua e l’impossibilità di conoscere il reale stato delle cose, non permetteva loro di dissociare tra buoni e cattivi, tra i succubi residenti ‘Italiani’ e gli sfruttatori, anche politici, ‘italiani’, se la sono presa con i primi italiani che erano ‘più vicini’, più a ‘portata di mano’, facendoli oggetto della loro protesta e, così facendo, innescando una lotta tra due categorie di poveri ma con lo stesso dramma di ‘emarginati’.

È stato lo stesso Odevaine a spiegare come tutto si svolgeva: “I posti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) che si destinano ai comuni in giro per l’Italia fanno riferimento a una tabella tanti abitanti tanti posti Sprar... per quella norma a Roma toccherebbero 250 posti... che è un assurdo... pochissimo per Roma, no?... allora... una mia... un mio intervento al ministero ha fatto in modo che... lo Sprar a Roma... fosse portato a 2.500 per cui si sono presentati per 2.500 posti... di cui loro... secondo me ce n’hanno almeno un migliaio”. [da “Il Giornale - 3.12.2014 ndT]. In finale: a Roma erano destinati in 250, ma grazie al male operare del politico corrotto i posti sono aumentati di dieci volte tanto, facendo in modo che la maggior

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parte venissero “ospitati” nelle case d’accoglienza dei complici, ricevendo in compenso un regolare compenso mensile di 5mila euro. Ha compreso Signor Pasquino a ‘chi’ servono gl’immigrati e i nomadi? Per far capire al Ministro degli Interni che tramite l’interessamento dei nostri ‘specialisti’, i posti per sistemare tutti si possono creare… per decreto! Con deferenza vi saluto. Arrivederci al prossimo incontro. Marforio vostro PS Ehi! [qui M. esorta il Lettore – ndT], facciamo a capirci quello che ho potuto dire e ho fatto dire risulta dagli atti dell’inchiesta giudiziaria, ci sono gli scritti del GIP e chi vuol sapere può sapere. Nulla è campato in aria!!!


Convegno di aggiornamento professionale

Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli 36 - ROMA Giovedì 14 Maggio 2015 ore 9:30 Clausole arbitrali e di mediazione da inserire nella lettera di conferimento di un incarico per accelerare il pagamento della parcella Relatori Dott. Comm. Giulio Renato Fiorimanti Avv. Giovanni Marotta Avv. Marco Marianello Moderatrice: Dott.ssa Elena Conti Consulente del Lavoro

L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della Formazione Continua Obbligatoria dei Consulenti del Lavoro E' obbligatoria la prenotazione sul sito www.consulentidellavoro-roma.it

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Convegno di aggiornamento professionale

Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli 36 - ROMA Lunedì 18 Maggio 2015 ore 9:30 Approfondimenti e novità in tema di società a responsabilità limitata Relatore: Dott. Massimiliano Bellini Commercialista e Revisore Contabile Moderatrice:

Dott.ssa Elena Conti Consulente del Lavoro

L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della Formazione Continua Obbligatoria dei Consulenti del Lavoro E' obbligatoria la prenotazione sul sito www.consulentidellavoro-roma.it

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Convegno di aggiornamento professionale

Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli 36 - ROMA Venerdì 22 Maggio 2015 ore 14:45 Mansioni, mansioni superiori e demansionamento art. 2103 c.c. alla luce del Job Act Relatore: Avv. Stefano Canali De Rossi Moderatrice: Dott.ssa Elena Conti - C.d.L. in Roma

L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della Formazione Continua Obbligatoria dei Consulenti del Lavoro E' obbligatoria la prenotazione sul sito www.consulentidellavoro-roma.it

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ORDINE NELLA VITA...

CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO

L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.


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