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The World of il Consulente n. 64 del 2015

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N°63 – 03 marzo 2015 Periodico telematico – Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma – Pubblicazione mensile Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele – Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera – Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi – Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. – Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro – roma.it Segreteria: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 – 1 – l979 N.12 Redazione: redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 03 – 03 – 2015


Il braccio di ferro tra Grecia e Germania

Editoriale

Care lettrici e cari lettori, è inevitabile non soffermarsi sull’attualità politica che riempie le pagine dei giornali di questi giorni, soprattutto la delicata questione i cui attori principali sono Grecia e Germania. Il premier greco Alexis Tsipras infatti per rimettere in gioco la Grecia abbattuta e devastata dalla morsa della crisi economia e debitoria, sta giocando l’ultima carta nella manica, quella degli incontri bilaterali con le principali cariche dell’Europa, dei suoi Paesi membri e anche della Russia, proprio per uscire da questo difficile stallo, e tentare di sbloccare la tranche da 7,2 miliardi di aiuti internazionali in cambio di un impegno a concrete riforme, oltre che per ritrovare un dialogo efficace con la Germania. Nelle scorse settimane, infatti, si sono accesi i toni tra i ministri ellenici e tedeschi, che hanno ingaggiato una vera e propria battaglia verbale su una questione moralmente e diplomaticamente delicata: la Grecia ha chiesto alla Germania di essere risarcita per i danni prodotti dalla Seconda Guerra Mondiale, per i Greci deportati e sterminati nei campi di concentramento, per la popolazione morta di stenti dovuti al blocco dei viveri ad opera delle forze naziste oltre che per il Paese stesso: con la restituzione del prestito forzoso fatto da Atene al III Reich (che oggi ammonterebbe a 11 miliardi di euro) e il ritorno in Grecia delle antichità rubate dai tedeschi, pena in caso di diniego la confisca da parte delle autorità Greche di beni di proprietà tedesca. Secondo quanto stabilito da una prima valutazione compiuta alla fine della guerra da parte della Banca della Grecia, l’importo da restituire ad Atene corrisponderebbe a 4,5 milioni di libbre d’oro (oggi, secondo indiscrezioni del ministero delle Finanze greco, l’importo ammonterebbe a 162 miliardi di euro). La Grecia afferma di non aver mai ricevuto risarcimento, né il prestito occupazione,

né l’ammontare dei disagi subiti durante l’occupazione nazista. Dall’altra parte, Berlino dichiara di avere versato nelle casse elleniche 115 milioni di vecchi marchi del 1960, pari a 59 milioni di euro, pagamento riconosciuto dal precedente premier greco Antonis Samaras quale esclusivo rimborso alle vittime del nazismo in Grecia, ma assolutamente non adeguato a coprire anche i risarcimenti per i danni inflitti al Paese stesso. Il governo tedesco, dal canto suo, ritiene “politicamente e giuridicamente chiusa la questione delle riparazioni di guerra”, serrando le porte al dialogo. Sta di fatto che la Grecia, nonostante la querelle, non ha mancato di rimborsare al Fondo monetario internazionale i 581 milioni di euro dovuti per la terza tranche del prestito in scadenza a marzo, oltre che a mantenere immutato l’impegno a rimborsare al Fondo quanto dovuto. A placare gli animi ci ha pensato la cancelliera Merkel, invitando il 23 marzo a Berlino il primo ministro Tsipras, dimostrando apertura al dialogo e desiderio di pacificazione. La crisi genera malcontento e disperazione, ma anche meccanismi di sudditanza diplomatica che sono bocconi davvero amari da ingoiare, soprattutto se a impartire gli insegnamenti e le direttive sono potenze politiche che si autodefiniscono moralmente integre ed austere, che però non mancano di qualche scheletro nell’armadio e sospesi da regolare. Sta di fatto che chiamare in causa vecchie questioni legate ai disastri della Guerra genera grande dolore in coloro che l’hanno vissuta o che hanno perso vite care per essa, creando risentimento e amarezza, che in momenti delicati come quelli che l’Europa e soprattutto la Grecia sta vivendo, potrebbero alimentare il fuoco dell’odio e della discriminazione, problemi solo assopiti ma mai estirpati.

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Sommario In Focus

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6Y: colpito e affondato Nuovi codici per l’INPS

di Andrea Parlagreco Presidente ANCL Regione Lazio

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il Consulente

Il braccio di ferro tra Grecia e Germania L’editoriale del Presidente di Adalberto Bertucci

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La svizzera

Un paradiso fiscale in meno! di Lorenzo Lelli Direttore Responsabile “The World Of Il Consulente”

Split payment

Una disciplina in costante evoluzione di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista

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Il bonus occupazione

evoluzione della disciplina alla luce della circolare INPS n. 17/2015 di Avvocato Dario Clementi Esperto di Diritto del Lavoro

Long Term Care

di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL

Dal 1 luglio 2015 previsto aumento dell’esenzione fiscale dei buoni pasto di Massimiliano Matteucci CdL Centro Studi Roma

di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

Rubriche

29 Pasquino 32

I Greci e Roma

Il ritorno di Roberto Gallo: evoluzione di una rinascita

di Andrea Tommasini Redazione Cultura

Nuove tutele per i Consulenti del Lavoro

Buoni pasto in forma elettronica

Di sabato no

Denunce INAIL al giorno lavorativo successivo se cadono di sabato

Perdendo il conto fra tele ed amanti: “Nel fuoco della passione – L’erotismo della mente attraversa le mie notti”, l’esclusivo evento rivolto a soli 100 selezionatissimi ospiti

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26

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Consulenti del Lavoro sinonimo di legalità

La Categoria combatte il lavoro sommerso attraverso l’Asse.Co. di Rosario De Luca Presidente Fondazione Studi CNO

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Convegno La nuova ispezione del lavoro alla luce del Job Act Lunedì 16 Marzo 2015 ore 14:45 Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma – (zona Basilica S. Paolo) Convegno L’antiriciclaggio nello studio professionale Venerdì 20 Marzo 2015 ore 14:45 Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma – (zona Basilica S. Paolo) Convegno Innovazioni sulle denunce contributive ex Enpals da Gennaio 2015 e relative problematiche Giovedì 26 Marzo 2015 ore 9:30 Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma – (zona Basilica S. Paolo) Convegno Le società consortili: La disciplina contabile, fiscale e amministrativa Lunedì 30 Marzo 2015 ore 9:30 Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma – (zona Basilica S. Paolo)


CPO Roma

Riepilogo attività Ordine dal 3 febbraio 2015 al 3 marzo 2015 Consulenti N. 4 nuovi iscritti – n. 4 cancellati Praticanti n. 11 nuovi iscritti – n. 5 fine pratica – n. 1 praticanti cancellati Consiglio N. 1 Riunione di Consiglio Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma n. 10 istanza di certificazione Commissione Congruità Parcelle Consulenze Sportelli dedicati agli iscritti INPS: n. 2 giornate Aziende, n. 1 giornate Artigiani e Commercianti e n. 1 giornate Gestione Separata Equitalia n. 4 giornate Sportello Pensioni n. 2 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma n. 19 quesiti risposti Editoria Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile

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Fiscale

La svizzera

Un paradiso fiscale in meno!

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di Lorenzo Lelli Direttore Responsabile “The World Of Il Consulente”

i grande impatto in questi giorni la novità sugli accordi diplomatici tra Italia e Svizzera e l’abbattimento del segreto bancario per quello che è sempre stato uno dei paradisi fiscali più utilizzati e vicini al Bel Paese. È stato siglato, infatti, il 25 febbraio scorso il protocollo d’intesa tra Roma e Berna, a firma del ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan e del capo del dipartimento federale delle finanze elvetico Eveline Widmer-Schlumpf, un’importante svolta per l’abbattimento delle prime barriere fiscali ed il depennamento della Svizzera dalla nostra black list. Finisce così l’era del segreto bancario svizzero: Berna si è impegnata a fornire tutta la documentazione relativa alle operazioni finanziarie e ai conti correnti dei contribuenti italiani investigati quali potenziali evasori fiscali, che da anni custodiscono i propri patrimoni nella rete bancaria d’oltralpe. Si concede, ad ogni modo, a questi contribuenti beffati dalla diplomazia italo-svizzera la possibilità di accedere al regime sanzionatorio agevolato previsto per il rientro dei capitali detenuti all’estero in violazione degli obblighi di monitoraggio, aderendo entro il prossimo settembre alla voluntary disclosure, pagando quindi integralmente le imposte dovute ma evitando le sanzioni. È stata studiata anche una soluzione per la questione della doppia tassazione dei frontalieri, di coloro che ogni giorno varcano il confine per lavoro. Secondo accordi internazionali risalenti al ’74, la tassazione si applicava esclusivamente in Svizzera, con un gettito del 40% trasferito ai comuni italiani di confine. Con i nuovi accordi varia notevolmente il sistema di tassazione, che sarà il medesimo sia per gli Svizzeri impiegati in Italia, sia per gli Italiani

lavoranti in Svizzera: spetterà una quota al massimo del 70% dell’imposta al paese dove sussiste il lavoro e in considerazione di questo, la tassazione si completerà con l’applicazione delle imposte sulle persone fisiche del Paese di residenza del frontaliero, si bypasseranno i comuni di frontiera in quanto tali risorse rimpingueranno direttamente le casse dello Stato. Questo “colpaccio” del Governo Renzi riporterà in Italia parecchi milioni di euro, ma basterà a scoraggiare futuri potenziali fruitori dei paradisi fiscali? Non dimentichiamo che sono numerosi i paesi a tassazione agevolata nei quali trasferirsi, almeno sulla carta, per accrescere il patrimonio a scapito del Fisco. A due passi dal nostro paese sono in piedi altri due importanti rifugi fiscali che a tutt’oggi celano non pochi tesori italiani quali Montecarlo e Liechtenstein, che rappresentano la prossima sfida, il prossimo obiettivo del Ministro Padoan. Difficile fare una stima per il futuro, per il momento gioiamo di questo successo diplomatico del Governo Renzi che, almeno in questo caso, ha lavorato bene per riportare ricchezza alle casse dello Stato.

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Previdenza

Long Term Care Nuove tutele per i Consulenti del Lavoro

di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL

L’

Enpacl ha recentemente sottoscritto una polizza assicurativa per la copertura Long Term Care (LTC), concepita a tutela dei Consulenti del Lavoro che, a seguito di malattia o infortunio, vengano a trovarsi in condizioni di non autosufficienza. La non autosufficienza, infatti, rappresenta una condizione di gravissimo disagio che purtroppo si va sempre più diffondendo ed aggravando in relazione sia ai mutamenti sociali in atto sia alla riduzione degli interventi pubblici nel settore assistenziale. L’Enpacl, considerato il fenomeno e le conseguenze che determina, ha deciso di intervenire con la copertura di LTC, erogata attraverso l’Ente di Mutua Assistenza per i Liberi professionisti (EMAPI), associazione cui aderisce anche l’ENPACL oltre la Cassa Geometri, l’Ente Pluricategoriale, la Cassa del Notariato, l’Ente degli Infermieri, quello del Biologi, l’Ente degli Psicologi nonché quello dei Periti Industriali. A norma di polizza, la decorrenza della copertura va dal 1 marzo 2015 al 29 febbraio 2016. La polizza LTC prevede una copertura base collettiva, con onere a carico dell’Ente. La rendita mensile garantita a vita nel caso in cui l’iscritto si trovi nelle condizioni di non autosufficienza corrisponde a euro 903,00. Tale rendita, che va ad aggiungersi alla prestazione pensionistica, rappresenta un intervento innovativo che si pone l’obiettivo di alleviare le difficoltà del professionista e della sua famiglia. I Consulenti del Lavoro, inoltre, hanno la possibilità di ampliare, in forma volontaria, detta copertura base con la possibilità di aumentare la rendita cui avranno diritto vita natural durante. Il parametro per definire la condizione di non autosufficienza è stabilito in base alla perdita di tre Attività ordinarie della vita quotidiana (Activities of Daily Living ADL) sulle sei, di seguito indicate, ordinariamente previste dalla scienza medica.

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1.

Lavarsi: la capacità di lavarsi nella vasca da bagno o nella doccia, di entrare e uscire dalla vasca o dalla doccia o la capacità di lavare in modo soddisfacente la parte superiore e inferiore del corpo in altro modo (radersi, pettinarsi, lavarsi i denti);

2.

Vestirsi, svestirsi: la capacità di indossare e togliersi, allacciare e slacciare ogni tipo di indumento, compresi indumenti speciali o ausili adatti al tipo di disabilità dell’assicurato, per la parte superiore o inferiore del corpo;

3.

Nutrirsi: la capacità di bere usando un bicchiere e di mangiare il cibo preparato da altri usando un piatto;

4.

Andare in bagno: la capacità di controllare le funzioni corporali (mingere ed evacuare) e di mantenere un livello soddisfacente di igiene personale con l’impiego di ausili e di indumenti specifici;

5.

Mobilità: la capacità di muoversi in casa da una stanza all’altra sullo stesso piano anche con l’ausilio di attrezzature tecniche;

6.

Spostarsi: la capacità di sedersi e di alzarsi da una sedia, di coricarsi e di alzarsi dal


letto, di spostarsi da una sedia al letto e vice- l’incapacità di svolgere almeno 3 su 6 delle attività ordinarie della vita quotidiana, l`iscritto che sia versa, anche con l’aiuto di ausili specifici. affetto da una patologia nervosa o mentale dovuÈ considerato in stato di non autosufficienza/ ta a causa organica che determini la perdita delle LTC il professionista che, a causa di una malat- capacità cognitive (quali ad esempio, il morbo di tia, di infortunio o per perdita delle forze, si trovi Parkinson o di Alzheimer ovvero altre demenze per un periodo di tempo non inferiore a 90 giorni senili invalidanti di origine organica). continuativi, in uno stato tale - presumibilmente L’assicurazione garantita dall’Enpacl è valida in modo permanente - da aver bisogno dell’assi- per tutti gli iscritti che al momento dell’attivastenza di un’altra persona per aiutarlo nello svol- zione (1/3/2015) della copertura non abbiano gimento di almeno 3 su 6 delle attività ordinarie compiuto i 70 anni di età. Superato tale limite della vita quotidiana - ADL, nonostante l’utilizzo di età, potranno rimanere in copertura sino alla scadenza della polizza a condizione che, di anno di apparecchiature mediche e/o chirurgiche. Nel caso delle attività della vita quotidiana, tale in anno, la loro adesione sia stata rinnovata senlivello è determinato sommando il numero di za soluzione di continuità. attività per le quali l’assicurato necessita di assi- Dal sito www.enpacl.it è possibile accedere all’area Assistenza sanitaria integrativa EMAPI stenza da parte di un’altra persona. Viene altresì riconosciuto in stato di non autosuf- dove è pubblicata la sezione relativa alla coperficienza, indipendentemente dal fatto che vi sia tura di Long Term Care.

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Lavoro

Buoni pasto in forma elettronica Dal 1 luglio 2015 previsto aumento dell’esenzione fiscale dei buoni pasto

di Massimiliano Matteucci CdL Centro Studi Roma

D

al 1° luglio 2015 è prevista l’elevazione dell’esenzione fiscale da € 5,29 a € 7,00 per i buoni pasto in formato elettronico. Di seguito andiamo a verificare la disposizione di legge,ed approfittiamo per riepilogare la disciplina degli strumenti più utilizzati per sostituire la mensa aziendale. Come verifichiamo ogni giorno il buono pasto o ticket restaurant rappresenta uno strumento molto usato e molto utile. È infatti uno di quei pochi strumenti in grado di economizzare la volontà imprenditoriale senza aggravio di costi. Andiamo ad analizzare la normativa che lo riguarda. Il Tuir (d.P.R. n.600/73), all’art.51, contiene un principio di omnicomprensività. Tuttavia, oltre a prevedere al co.1 che: “Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro” lo stesso articolo elenca gli elementi che non concorrono a formare reddito. La lett.c), co.2, in particolare, prevede che non concorrono a formare reddito: “c) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite

buoni pasto: nel limite di € 5,29 al giorno1; • indennità sostitutive: nel limite di € 5,29 al giorno se corrisposte a: addetti a cantieri edili; addetti ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo (per esempio cantieri per riparazioni stradali o particolari strutture dello spettacolo); Tale regime di favore è stato • addetti a unità produttive pensato per agevolare: ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione2. • somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro: senza limite; L’individuazione delle unità • somministrazioni di vitto operative ove manchino struttuin mense organizzate dal re o servizi di ristorazione non datore di lavoro: senza li- è sempre agevole, anche dopo l’intervento dell’Amministraziomite; • somministrazioni di vitto ne finanziaria con risoluzione in mense organizzate da n.41/E/00. Infatti, nella predetta risoluzione è stato affermaterzi: senza limite; da terzi, o, fino all’importo complessivo giornaliero di lire 10.240 (euro 5,29), le prestazioni e le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione”.

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•


to che la previsione normativa non consente di individuare criteri di carattere generale per stabilire la sussistenza di “unità produttive ubicate in zone ove manchino strutture o servizi di ristorazione”, essendo necessaria una verifica dei singoli casi concreti. Le Entrate ritengono che, in linea di principio, l’esclusione dell’importo fino a € 5,29 può riguardare soltanto quelle categorie di lavoratori per le quali ricorrano contemporaneamente le seguenti condizioni: •

•

•

avere un orario di lavoro che comporti la pausa per il vitto. Sono esclusi, quindi, tutti i dipendenti ai quali, proprio in funzione della particolare articolazione dell’orario di lavoro che non consente di fruire della pausa pasto, viene attribuita un’indennità sostitutiva di mensa; essere addetti a un’unità produttiva. Sono esclusi, quindi, coloro che non sono stabilmente assegnati ad un’“unità” intesa come sede di lavoro; ubicazione della suddetta unità in un luogo che, in relazione al periodo di pausa concesso per il pasto, non consente di recarsi, senza l’utilizzo di mezzi di trasporto, al più vicino luogo di ristorazione per l’utilizzo di buoni pasto.

Vanno, inoltre, ricordate le importanti precisazioni contenute nella circolare del Ministero delle Finanze n.326/E/97. Per l’Amministrazione finanziaria non costituiscono compensi in natura, a titolo di esempio, i pasti consumati dai camerieri o dal cuoco di un ristorante, dai collaboratori domestici, mentre

concorrono a formare il reddito solo per la parte che eccede € 5,29 le indennità di mensa corrisposte, ad esempio, ai lavoratori delle imprese edili o la panatica dei marittimi a terra. Tra le prestazioni di vitto e le somministrazioni in mense aziendali, anche gestite da terzi, sono da ricomprendere anche le convenzioni con i ristoranti e la fornitura di cestini preconfezionati contenenti il pasto dei dipendenti. Anche se la norma non contiene questa previsione, l’Amministrazione finanziaria affermò che la prestazioni in questione dovessero comunque interessare la generalità dei dipendenti o intere categorie omogenee di essi. Come è stato precisato (circolare n.326/E/97 e n.188/E/98), per categorie omogenee non devono intendersi solo quelle previste dal codice civile (dirigenti, operai etc.), ma anche tutti i dipendenti di un certo tipo: ad esempio tutti i lavoratori con una certa qualifica o di un certo livello. L’interpretazione data dalle Entrate è comunque piuttosto flessibile e volta ad evitare che vi siano concessioni ad personam3. Il datore di lavoro è libero di scegliere la modalità di erogazione che ritiene più facilmente adottabile in funzione delle proprie esigenze organizzative e dell’attività svolta e che possa anche prevedere più sistemi contemporaneamente. Ad esempio, può istituire il servizio di mensa per una categoria di dipendenti, il sistema dei ticket restaurant per un’altra categoria e provvedere all’erogazione di un’indennità sostitutiva per un’altra ancora; oppure può istituire il servizio di mensa e, nello stesso tempo, corrispondere un’indennità sostitutiva o i ticket restaurant ai dipendenti che, per esigenze di

servizio, non possono usufruire del servizio mensa. Tenuto conto del tenore letterale della norma, è, invece, da escludere che lo stesso dipendente, con riferimento alla medesima giornata lavorativa, possa fruire del servizio mensa e utilizzare anche il ticket restaurant o ricevere anche l’indennità sostitutiva del servizio di mensa, fruendo dell’esclusione dalla formazione del reddito di € 5,29. Analogamente, in presenza di indennità sostitutiva pari a € 2,00 e ticket restaurant con valore nominale di € 3,29, non è possibile, con riferimento alla stessa giornata, cumulare le due prestazioni sostitutive fino a raggiungere la predetta soglia di esclusione, ma è necessario assoggettare a tassazione integralmente una delle due. Inoltre, con risoluzione ministeriale n.63/E/05, l’Amministrazione finanziaria ha stabilito che la somministrazione di alimenti e bevande a mezzo card elettroniche fosse differenziata da quella realizzata attraverso i ticket restaurant, soprattutto per lo strumento elettronico attraverso il quale il dipendente può accedere al servizio di somministrazione, con esenzione totale dal reddito di lavoro dipendente, in quanto la fattispecie è riconducibile alla disciplina delle mense aziendali. Per quanto riguarda i parttimer, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione ministeriale n.153/E/04, aveva inizialmente stabilito che, ove l’orario di lavoro non consentisse la fruizione della pausa pranzo (ad esempio per un lavoratore part-time), il valore dei ticket restaurant eventualmente concessi dovesse concorre integralmente alla formazione del reddito di lavoro dipendente, al pari di tutti gli altri fringe benefit. Tuttavia, poiché tale inter-

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Lavoro pretazione, in seguito, cozzava con quanto previsto dall’art.5, D.P.C.M. 18 novembre 2005 (entrato in vigore un anno dopo la risoluzione), il quale al co.1, lett.c), dispone che i buoni pasto “sono utilizzati, durante la giornata lavorativa anche se domenicale o festiva, esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno e parziale, anche qualora l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto”, la stessa Agenzia delle Entrate correggeva il tiro e, con successiva risoluzione n.118/E/06, spiegava che, in base al suddetto articolo, anche i lavoratori subordinati a tempo parziale, la cui articolazione dell’orario di lavoro non preveda il diritto alla pausa per il pranzo, hanno diritto all’esenzione sino a € 5,29 ove fruiscano di buoni pasto.

Qualora sia corrisposto un buono pasto per un maggior valore rispetto ai € 5,29, la differenza sarà da considerare come fringe benefit. Inoltre, per effetto delle disposizioni contenute nei co.3 e 4, art.51, Tuir, qualora il valore dei benefit complessivi annuali superi la soglia di € 258,23, l’intero importo sarà assoggettato a prelievo fiscale e contributivo. Al contrario, non sarà imponibile, quando il valore complessivo sia contenuto entro tale soglia (€ 258,23) ovvero il valore normale dei compensi in natura che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente.Infine, non va dimenticato che l’art.5, co.1, lett.c), D.P.C.M. 18 novembre 2005, confermando quanto indicato dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n.207/E/00, prevede che il buono pasto, oltre che dai dipendenti, può essere utilizzato da “soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione an-

che non subordinato”, potendo usufruire, quindi, dell’esenzione fiscale e contributiva nei limiti di € 5,29. Buoni pasto: caratteristiche I buoni pasto sono definiti dal D.P.C.M. 18 novembre 2005, art.2, lett.c), come: “il documento di legittimazione, anche in forma elettronica, avente le caratteristiche di cui al successivo art. 5, che attribuisce al possessore, ai sensi dell’art. 2002 del codice civile, il diritto ad ottenere dagli esercizi convenzionati la somministrazione di alimenti e bevande e la cessione di prodotti di gastronomia pronti per il consumo, con esclusione di qualsiasi prestazione in denaro”. Il successivo art.5 stabilisce i requisiti per i buoni pasto, come indicato nella tabella.

Requisiti dei buoni pasto (co.1):

• consentono all’utilizzatore di ricevere un servizio sostitutivo di mensa di importo pari al valore facciale del buono pasto; • costituiscono il documento che consente all’esercizio convenzionato di provare l’avvenuta prestazione nei confronti delle società di emissione; • sono utilizzati, durante la giornata lavorativa anche se domenicale o festiva, esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno e parziale, anche qualora l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonché dai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato; • non sono cedibili, commercializzabili, cumulabili o convertibili in denaro; • sono utilizzabili esclusivamente per l’intero valore facciale.

I buoni pasto devono riportare (co.2):

• • • • •

il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro; la ragione sociale e il codice fiscale della società di emissione; il valore facciale espresso in valuta corrente; il termine temporale di utilizzo; uno spazio riservato alla apposizione della data di utilizzo, della firma dell’utilizzatore e del timbro dell’esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato; • la dicitura: “Il buono pasto non è cumulabile, né cedibile né commerciabile, né convertibile

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Regime fiscale e previdenziale: la situazione Il regime fiscale e previdenziale è il seguente: Non concorrono a formare reddito senza limite di importo:

le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, come ad esempio, pasti consumati dal personale dei ristoranti e dai collaboratori domestici; le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi; gli esercizi pubblici, limitatamente alle prestazioni di somministrazione di alimenti e bevande realizzate sulla base di specifiche convenzioni con i datori di lavoro.

Non concorrono a formare reddito le prestazioni di servizi sostitutivi di mense aziendali, sino al limite di € 5,29 al giorno (lavorato):

buono pasto o ticket restaurant(*);

Cosa cambia dal 1° luglio 2015 La Legge di Stabilità 2015 (L. n.190/14), coi co.16 e 17 dell’unico articolo, apporta importanti modificazioni all’art.51 Tuir che, dal 1° luglio 2015, si presenterà come segue: Art.51, co.2, lett.c c) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all’importo complessivo giornaliero di euro 5,29, aumentato a euro 7 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica, le prestazioni e le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione. Dunque, dal 1° luglio 2015 i buoni pasto concessi a dipendenti e collaboratori saranno esenti

la corresponsione di una somma a titolo di indennità sostitutiva della mensa agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o a unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione.

dall’imponibile fiscale e contributivo fino all’importo complessivo giornaliero di € 7,00, se resi in forma elettronica, ovvero quei documenti emessi in forma elettronica che danno al loro possessore il diritto di ottenere, dagli esercizi convenzionati con la società di emissione dei buoni stessi, un servizio sostitutivo di mensa aziendale di importo corrispondente al valore facciale del buono pasto (la somministrazione di alimenti e bevande e la cessione di prodotti di gastronomia pronti per il consumo etc.). Fino al 30 giugno di quest’anno il trattamento fiscale in capo al lavoratore dipendente rimane invariato con la prevista esenzione fino a € 5,29, a prescindere dalla tipologia dei ticket restaurant distribuiti e utilizzati (fermo restando la risoluzione del 2005 vedi infra). I limiti naturalmente saranno validi anche per i lavoratori part-time, quindi non si richiede alcun riproporzionamento in base all’orario di lavoro. Anzi, le stesse

franchigie sono riconosciute anche nel caso in cui l’articolazione dell’orario di lavoro non prevedesse il diritto alla pausa pranzo. Come si accorda la nuova previsione legislativa con la risoluzione n.63/E/05? La risoluzione ministeriale n.63/E/05, nel ricordare che in caso gestione diretta di una mensa da parte del datore di lavoro è sempre esclusa l’emersione di un reddito di lavoro dipendente, aveva affermato che la somministrazione di alimenti e bevande a mezzo card elettroniche fosse differenziata da quella realizzata attraverso i ticket restaurant e, quindi, godesse di esenzione totale dal reddito di lavoro dipendente, in quanto fattispecie riconducibile alla disciplina delle mense aziendali. Già il Ministero delle Finanze, con la circolare n.188/98, commentando la formulazione dell’art.48, co.2, lett.c), Tuir citato (attuale art.51), aveva qualificato come mense azien-

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Lavoro dali anche gli esercizi pubblici, limitatamente alle prestazioni di somministrazione di alimenti e bevande realizzate sulla base di specifiche convenzioni con i datori di lavoro. L’Amministrazione finanziaria aveva desunto che: “Dalla possibilità di attribuire la qualifica di mensa aziendale anche agli esercizi pubblici (ristoranti, bar, ecc.), sia pur subordinata alla condizione di una preventiva convenzione con il datore di lavoro, discende che, ai fini della corretta collocazione di una somministrazione in una delle due tipologie - servizi sostitutivi di mensa aziendale ovvero mense aziendali o interaziendali card - si rende necessario esaminare eletcompiutamente le modalità con t r o cui la prestazione stessa viene niche resa. [...] Relativamente al caso s o n o prospettato dall’istante concertali, ed nente la somministrazione di evidenti, alimenti e bevande a mezzo card da distinelettroniche, deve rilevarsi che guerle strutla disamina delle caratteristiche turalmenche contraddistinguono siffatta te dai ticket modalità di somministrazione restaurant; - attinenti soprattutto allo stru- • le card, infatti, opemento elettronico attraverso il rando su un circuito eletquale il dipendente può accedere tronico, consentono di al servizio di somministrazione verificare in tempo reale induce a differenziarla da quella l’utilizzo conseguente alla realizzata attraverso i ticket rematurazione del diritto da staurant”. parte del dipendente – una Sostanzialmente: sola prestazione giornaliera limitatamente ai giorni • le card elettroniche sono di effettiva presenza in sercontraddistinte dai requisivizio – e, al contempo, di ti, individuati prima con la scongiurare un loro evencircolare n.326/E/97, protuale utilizzo improprio pri dei ticket restaurant, e e/o fraudolento, quale popoi dall’art.5, D.C.P.M. 18 trebbe essere, ad esempio, settembre 2005 (non sono la richiesta di somministracedibili né cumulabili, comzione in un giorno in cui il merciabili, o convertibili in dipendente risulti ammadenaro) e dalla presenza lato o, semplice-mente, in di un intermediario che si una fascia oraria diversa da frappone tra il datore di laquella prevista contrattualvoro e il soggetto che effetmente per la pausa pranzo; tua la somministrazione; • le proprietà insite nelle • l’utilizzo delle card, poi,

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non consente di posticipare nel tempo la fruizione della prestazione e, pertanto, il dipendente che, pur avendo maturato il diritto alla prestazione, non consumi il pasto, non potrà più recuperarlo nei giorni successivi né al medesimo verrà riconosciuto altro analogo diritto riconducibile al servizio di mensa aziendale;


ricevere la somministrazione del pasto.

• le card, operando in tempo reale, non rappresentano titoli di credito, ma consentono unicamente di individuare il dipendente che quel giorno ha diritto a

Per tutti questi motivi l’Amministrazione finanziaria aveva allora stabilito che la somministrazione di alimenti e bevande a mezzo card elettroniche fosse differenziata da quella realizzata attraverso i ticket restaurant, e, quindi, godesse di esenzione totale dal reddito di lavo-

ro dipendente, in quanto la fattispecie è riconducibile alla disciplina delle mense aziendali. Ora, poiché dal 1° luglio 2015 i buoni pasto fino all’importo complessivo giornaliero di € 5,29, aumentato a € 7,00 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica, sono esenti dall’imponibilità, la risoluzione n.63/E/05 appare superata. Infatti il Legislatore, forse inconsapevole dell’interpretazione estensiva della norma in precedenza operata dall’Amministrazione finanziaria, pare voler introdurre un limite specifico per l’utilizzo delle card elettroniche. Quindi, a parere dello scrivente, anche se la natura delle card su cui si basava l’interpretazione dell’Amministrazione finanziaria non è cambiata, difficilmente sarà possibile considerare l’esenzione totale, nel caso sopra prospettato, dal reddito di lavoro dipendente, a far data dalle corresponsioni del 1° luglio 2015. Al riguardo, ci si augura un intervento legislativo ad hoc ovvero un successivo intervento dell’Agenzia delle Entrate volto a chiarire la portata della norma. Spero infine che da un punto di vista strettamente pratico ci siano delle soluzioni snelle e flessibili per rendere ancora più efficiente un ottimo strumento.

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Lavoro

6Y: colpito e affondato Nuovi codici per l’INPS

S

di Andrea Parlagreco Presidente ANCL Regione Lazio

i sa che nella vulgata comune gli imprenditori sono persone che tanto hanno a cuore le sorti dei loro dipendenti che appena possono, a estrazione, ne mandano via uno. Io, in realtà, ho clienti/imprenditori che nel mese di Gennaio 2015 volevano solo sapere come assumere dipendenti senza “pagare nulla”. Mi sono limitato a trafiggere i loro sogni dicendo loro che “nulla” si riferisce solo ai contributi a carico azienda. Piccola delusione ma… sempre meglio di prima! Quindi? Spiego che per procedere alle assunzioni agevolate serve: • • •

L’approvazione della legge di stabilità… Fatto! La pubblicazione in Gazzetta… Fatto! Il codice di autorizzazione INPS per il quale allo stato attuale non abbiamo indicazioni; Superato lo sgomento del cliente, inizia la lunga attesa del Consulente.

A metà Febbraio 2015 ci fanno sapere di aver istituito il codice 6Y e che lo stesso deve essere espressamente richiesto all’INPS. Ci danno anche una tempistica: per le assunzioni fatte a Gennaio, è possibile far valere lo sgravio a patto di aver richiesto il codice autorizzativo 6Y entro il 2/3/2015.

Amba Aradam, il giorno 18/2/2015. La solerte risposta della sede è: Per poter assegnare il codice 6Y ci occorre il nominativo della persona e l’UNILAV. L’altrettanto solerte risposta del consulente è: “Riceverete i dati non prima dell’assegnazione del codice 6Y. E in ogni caso non prima dell’UNIEMENS”. Fanno il dispetto di non emetterlo subito ma in data 4/3/2015, dopo ulteriore email nella quale comunichiamo che provvederemo a richiedere i danni al responsabile del procedimento, arriva la conferma dell’assegnazione del codice. Altra richiesta. Questa volta INPS Roma Tiburtino. Richiesta inviata alle ore 14.50 del 3/3/2015. Risposta con assegnazione codice stesso giorno ore 15.05. Solo 15 minuti dopo! INPS Roma Casilino. Richiesta inviat a alle ore 9.45 del 4/3/2015. Risposta con assegnazione codice stesso giorno ore 10.05. Solo 20 minuti.

“Pronto? Scusi ma io ho il ragazzo qui da me al quale sto facendo una “Ricevuta per prestazione Le società di software nel frattempo fanno le corse occasionale” ma quando lo posso assumere e per aggiornare i codici, mentre si susseguono gli aggiornamenti dei programmi delle CU, ovviamenusufruire dello sgravio contributivo? te nel frattempo abbiamo inviato l’autoliquidazione INAIL insieme alla Comunicazione dati IVA, inviato Solo un po’ di pazienza e l’INPS risponderà. Proviamo ad inviare la richiesta su Roma, sede il modello F24 alle aziende che devono pagare la

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Tassa di Vidimazione dei Registri Contabili, aggiornato il software di controllo UNIEMENS con l’ultima versione e letto tutti i provvedimenti, le risoluzioni, le circolari, i messaggi, i comunicati stampa ecc… E tra gli altri fatti cosa troviamo? Un DDL presentato per quantificare le sanzioni da mancato utilizzo del POS. Si può arrivare fino alla sospensione dell’attività. TOC, TOC.

È permesso? Gentile Pubblica Amministrazione ho adeguato lo studio a tutte le normative attuali e anche future, nemmeno dovessi fare ricerca sul bosone di Higgs, perché non viene mai da me a pagare il giusto riconoscimento del lavoro fatto? Lo so, è molto impegnata ma le garantisco che si troverebbe bene! E mi raccomando non dimentichi il Bancomat!

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Fiscale

Split payment Una disciplina in costante evoluzione

di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista

F

irmato il Decreto attuativo e pubblicato sul sito del MEF insieme alla relazione illustrativa in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Assume contorni più definiti lo split payment, il meccanismo introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, in base al quale per le cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti della P.A. l’imposta deve essere versata in ogni caso all’Erario dagli enti stessi secondo modalità stabilite dal decreto attuativo del MEF. Dopo i chiarimenti forniti dall’Amministrazione Finanziaria arrivati in occasione degli incontri con la stampa specializzata, il 30.01.2015 è stato pubblicato sul sito del MEF il Decreto attuativo firmato dal Ministro Padoan, accompagnato dalla relazione illustrativa, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I chiarimenti riguardano, in particolare, l’ambito applicativo della disposizione, le corrette modalità di fatturazione, l’efficacia temporale delle nuove disposizioni, nonché le modalità di versamento dell’imposta da parte degli enti pubblici. In merito all’ambito applicativo della disposizione normativa in commento, non era chiaro se l’elencazione effettuata dal novellato art. 17 – ter, co. 1, D.P.R. 633/1972 fosse tassativa o fosse invece possibile effettuare l’estensione per analogia ad altri enti pubblici. Nella relazione illustrativa al Decreto, viene confermato che lo split payment va applicato dalle amministrazioni

e dagli enti pubblici già destinatari delle norme in materia di IVA a esigibilità differita di cui all’articolo 6, quinto comma, secondo periodo, del D.P.R. n. 633/1972 e quindi non è estendibile ad altri enti pubblici. Sempre in riferimento all’ambito applicativo, è stata definitivamente risolta l’interpretazione dell’art. 17 – ter, co. 2, D.P.R. 633/1972, in merito alla possibilità o meno di estendere l’esclusione dall’applicazione dello split payment ai compensi soggetti a ritenuta a titolo di acconto. Sebbene il dato letterale della norma facesse intendere che l’esclusione fosse limitata ai compensi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, l’Amministrazione Finanziaria nel corso di Telefisco 2015 ha chiarito, compatibilmente con la ratio legis, che tale esclusione è da intendersi riferita anche nei confronti dei professionisti soggetti a ritenuta d’acconto. A seguito di tali chiarimenti, sono esclusi dall’applicazione dello split payment:

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• i compensi corrisposti a soggetti residenti nel territorio dello Stato, comunque denominati, per prestazioni di lavoro autonomo; • i compensi erogati a soggetti non residenti per prestazioni rese in Italia alla P.A. (art. 25, co. 2, DPR 600/1973). Altro chiarimento che definisce il perimetro applicativo della norma è stato fornito nel corso del Videoforum del 22.01.2015. In tale occasione, è stato precisato che il predetto meccanismo non trova applicazione in relazioni a operazioni assoggettate a regimi speciali che non prevedono l’evidenza dell’imposta in fattura e che ne dispongono l’assolvimento secondo regole proprie. E’ auspicabile un ulteriore intervento sul tema, volto a definire con maggiore precisione i soggetti esclusi dall’applicazione dello split payment (vedi regime speciali IVA 398/91, settore farmaceutico, ecc…).


Per quanto riguarda le corrette modalità di fatturazione, nel testo del Decreto attuativo reso disponibile in via preliminare sul sito del MEF, all’art. 2 si dispone che i soggetti che effettuano operazioni soggette allo split payment emettono fattura, secondo le indicazioni dell’art. 21, con l’indicazione “scissione dei pagamenti”. Per ciò che riguarda l’efficacia temporale della nuova disposizione, nell’articolo 9 del decreto attuativo si conferma quanto anticipato con il comunicato stampa n. 7 del 09.01.2015, ovvero “che il meccanismo della scissione dei pagamenti si applica alle operazioni fatturate a partire dal 1° gennaio 2015. Ci si attendeva maggiore attenzione sull’intreccio tra lo split payment e il reverse charge, considerate le numerose difficoltà applicative sollevate dagli operatori. Sul tema, il Decreto ministeriale fa rinvio a quanto previsto nel DPR 633/1972. Il riferimento dunque è all’art. 4, co. 5, DPR 633/1972. Nella relazione illustrativa vengono effettuate delle esemplificazioni: • pubblica amministrazione che acquista nell’esercizio d’impresa beni o servizi

da un soggetto non stabilito nel territorio dello Stato; si applica in tal caso il meccanismo dell’inversione contabile generalizzata di cui all’articolo 17, secondo comma, del d.P.R. n. 633/1972. • pubblica amministrazione che acquista nell’esercizio d’impresa rottami di ferro; si applica in tal caso il meccanismo dell’inversione contabile interna di cui all’articolo 74, settimo comma, del d.P.R. n. 633/1972; • pubblica amministrazione non soggetto passivo, identificato agli effetti dell’IVA, che effettua acquisti intracomunitari di beni oltre la soglia di euro 10.000 annui; le fatture sono da registrarsi ai sensi dell’articolo 47, comma 3, del d.l. n. 331/1993 e la relativa IVA va versata ai sensi dell’articolo 49 dello stesso decreto. Infine, per quanto riguarda gli adempimenti della Pubblica Amministrazione, l’articolo 4 del decreto attuativo definisce le modalità che devono essere dagli enti pubblici per il versamen-

to dell’IVA da parte della pubblica amministrazione acquirente; si precisa che il versamento può essere effettuato, a scelta della medesima, come segue: a) con un distinto versamento dell’IVA dovuta per ciascuna fattura la cui imposta è divenuta esigibile; b) in ciascun giorno del mese, con un distinto versamento dell’IVA dovuta considerando tutte le fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile in tale giorno; c) entro il giorno 16 di ciascun mese, con un versamento cumulativo dell’IVA dovuta considerando tutte le fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile nel mese precedente. Tuttavia, fino all’adeguamento dei sistemi informativi relativi alla gestione amministrativocontabile delle amministrazioni centrali dello Stato, e in ogni caso non oltre il 31 marzo 2015, viene concesso alle amministrazioni interessate di accantonare le somme occorrenti per il successivo versamento dell’imposta, versamento che, comunque, deve avvenire entro il 16 aprile 2015.

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Lavoro

Il bonus occupazione evoluzione della disciplina alla luce della circolare INPS n. 17/2015

L

di Avvocato Dario Clementi Esperto di Diritto del Lavoro

a l. n. 190 del 23 dicembre 2014, introduce, per le nuove assunzioni, uno specifico esonero dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, per tutti i contratti a tempo indeterminato instaurati dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino ad un massimo di 8.060,00 euro annui per una durata non eccedente i 36 mesi.

La finalità perseguita dal legislatore con l’introduzione di questo beneficio contributivo è, come anche ribadito dalla circolare INPS n. 17/2015, quello di “promuovere la massima espansione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato”. Le novità introdotte dalla c.d. legge di stabilità del 2015 sono molteplici e, tra le altre, il governo Renzi, ha previsto l’introduzione di uno specifico esonero contributivo per tutti (o quasi) i contratti a tempo indeterminato instaurati tra il 1 gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2015, al fine di incentivare le assunzioni. La durata di detto incentivo è stabilita dalla legge in un triennio decorrente dalla data di assunzione del lavoratore. Dunque, allo scopo di promuovere forme di occupazione stabile, i commi da 118 a 124 dell’articolo unico che compone la legge di stabilità, introducono il descritto esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. I descritti benefici non si applicano in caso di assunzioni con contratto di apprendistato, in quanto già trattasi di forma contrattuale agevolata da un punto di vista contributivo con norma ad hoc, e neppure ai contratti di lavoro domestico per i quali è già prevista l’applicazione di aliquote previdenziali ridotte rispetto alle ordinarie. Possono, conseguentemente, beneficiare dell’esonero tutti i datori di lavoro privati, non rilevando

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la effettiva sussistenza della natura imprenditoriale degli stessi. Tuttavia la disciplina regolante il c.d. “bonus occupazione” prevede delle limitazioni. In particolare, il datore di lavoro può beneficiare dell’esonero solo a condizione che, nei sei mesi precedenti alla nuova assunzione, il lavoratore non sia stato occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Inoltre, con lo specifico scopo di evitare la precostituzione artificiosa dei presupposti per ottenere l’accesso al beneficio, il legislatore ha altresì previsto la non operatività del bonus qualora il lavoratore sia stato impiegato, nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore della legge di stabilità 2015, con contratto a tempo indeterminato in società controllate o collegate, ai sensi dell’art. 2359 c.c., anche per interposta persona, con il datore di lavoro richiedente l’incentivo. Tali limitazioni, nell’intenzione del legislatore, garantiscono il rispetto della finalità della norma, consistente nel promuovere nuova occupazione di tipo stabile; l’esonero in parola, pertanto, è rivolto esclusivamente all’assunzione di lavoratori che nei sei mesi precedenti risultavano privi di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Chiarimenti alla normativa in esame sono stati forniti da parte dell’INPS con la circolare n. 17 del 29 gennaio 2015. Nella citata circolare l’Istitu-


to previdenziale ha, preliminarmente, chiarito la natura dell’esonero contributivo affermando che si tratta di un incentivo all’occupazione in quanto intervento generalizzato e non idoneo a determinare un vantaggio in favore solo di alcune imprese o settori produttivi, o ancora particolari aree geografiche e quindi, potenzialmente, si rivolge a tutti i datori di lavoro privati che operano, in ogni settore economico, sul territorio italiano. L’INPS specifica altresì i rapporti di lavoro nei confronti dei quali opera l’esonero, ricordando che la previsione contenuta nella l. 190/2014 esclude espressamente, come detto, i contratti di apprendistato ed il lavoro domestico. L’interpretazione della norma, data dall’Istituto previdenziale, fa rientrare anche il lavoro ripartito (o c.d. job sharing), all’interno della disciplina, specificando solo che, affinché il datore di lavoro possa beneficiare del “bonus occupazionale”, occorre che entrambi i lavoratori interessati siano in possesso dei requisiti per l’applicabilità della normativa. Al contrario, la circolare, esclude dalle tipologie incentivate l’assunzione con contratto di lavoro intermittente o a chiamata, ancorché a tempo indeterminato. Quest’ultima limitazione è giustificata alla luce delle finalità che si prefiggeva il legislatore con l’introduzione di questa particolare tipologia di esonero contributivo. L’Istituto, infatti, chiarisce che le caratteristiche strutturali del lavoro intermittente, ancorché a tempo indeterminato, risultano incoerenti con le motivazioni che sorreggono le finalità dell’esonero contributivo introdotto con la legge di stabilità del 2015. Tali finalità, come noto, si individuano, nell’espansione delle forme di occupazione basate sulla stabilità della prestazione lavorativa e dunque sulla incentivazione di rapporti lavorativi continuativi. Non vengo ravvisati, invece, motivi ostativi all’applicabilità dell’esonero contributivo in caso di assunzioni, con contratto a tempo indeterminato, di personale con qualifica di tipo dirigenziale. Il “bonus occupazionale” può essere fruito dai datori di lavoro secondo le condizioni sopra richiamate e la concessione dello stesso è ulteriormente subordinata al rispetto dei principi di cui alla l. n. 92/2012 oltre che delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori. Richiamando espressamente la disciplina contenuta nella c.d. “riforma Fornero” l’INPS ha chiarito espressamente che il contributo non opera in caso di assunzione che violi il diritto di precedenza; nei confronti del datore di lavoro (o nei confronti dell’utilizzatore nel caso in cui si tratti di somministra-

zione) che è interessato da sospensioni dal lavoro, con interventi di integrazione salariale straordinaria e/o in deroga, salvo il caso in cui l’assunzione non avvenga con il preciso scopo di acquisire personale con professionalità diversa rispetto a quelle in possesso dei lavoratori già dipendenti e interessati dai provvedimenti di integrazione salariale. Ulteriormente, l’esonero dei contributi previdenziali non opera nel caso in cui l’assunzione riguarda lavoratori licenziati nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume; da intendersi, quest’ultima relazione, sotto il particolare profilo della coincidenza degli assetti proprietari ovvero della ben nota coincidenza in caso di sussistenza di rapporti di controllo o collegamento. Da ultimo, secondo la disciplina prevista dalla legge Fornero, l’esonero in parola non opera quando l’inoltro della comunicazione telematica obbligatoria risulta effettuata decorsi i termini previsti dalla legge. Non opera, al contrario, secondo l’interpretazione resa dall’Istituto previdenziale, quanto previsto all’art. 4, comma 12, lettera a), della l. 92/2012. L’INPS ha infatti chiarito che se le assunzioni a tempo indeterminato, intervenute tra il 1 gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2015, rispettano le condizioni sopra richiamate possono beneficiare dell’esonero a prescindere dalla circostanza che costituiscano assunzioni obbligatorie, ovvero che costituiscano attuazione di un obbligo stabilito da norme di legge o da previsioni contenute nei CCNL di riferimento. Per quanto attiene il profilo della compatibilità con altre forme di incentivo all’occupazione la circolare chiarisce che lo stesso è cumulabile esclusivamente con gli incentivi che assumono natura economica e, dunque, con l’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili; con l’incentivo per l’assunzione di giovani genitori (di cui al decreto del Ministero della gioventù del 2010); con l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento Aspi di cui all’art. 2, comma 10-bis, della legge n. 92/2012; con l’incentivo inerente il “Programma Garanzia Giovani”, di cui al decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2014; con l’incentivo per l’assunzione di giovani lavoratori agricoli - limitatamente alla figura degli operai agricoli - di cui al d.l. 91/2014, convertito con modificazioni dalla l. 116/2014; con l’incentivo sperimentale per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani entro i 29 anni di età, di cui al d.l. n. 76/2013, in misura limitata in quanto la cumulabilità del citato incentivo con l’esonero contribu-

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Lavoro tivo opererebbe solo con riferimento all’eventuale quota di contribuzione a carico del datore di lavoro superiore alla quota mensile dello stesso esonero, pari ad euro 671,66. Dalla disamina effettuata si evince come il bonus assunzioni sia unico nel panorama degli incentivi introdotti nel corso degli ultimi anni nel nostro ordinamento in quanto è caratterizzato dalla semplicità di fruizione. Infatti, la condizione per beneficiare dell’esonero è la mera firma del contratto a tempo indeterminato. Tuttavia, nonostante la portata innovativa, permangono dei dubbi applicativi che solo in parte la circolare dell’INPS n. 17/2015 ha chiarito. In primo luogo la circolare non chiarisce cosa accade in caso di cambio di appalto nonostante da una lettura della norma, il vincolo dei 6 mesi che devono necessariamente decorrere tra un rapporto lavorativo a tempo indeterminato e la nuova assunzione, suggerisce una risposta negativa e quindi il lavoratore riassunto in regime di cambio di appalto non potrebbe beneficiare dell’esonero contributivo. Altro aspetto non chiarito riguarda il caso di una precedente assunzione all’estero. Dunque anche in tema di estensione territoriale della norma la circolare non si pronuncia. Infatti cosa accade se il soggetto, nei sei mesi precedenti l’assunzione a tempo indeterminato, aveva prestato attività lavorativa, sempre in virtù di un contratto a tempo indeterminato, con un datore di lavoro estero? Dal tenore letterale della norma che recita “qualsiasi datore di lavoro” sembrerebbe che per il neo assunto non operi l’esonero contributivo. O ancora, cosa accadrebbe se il “neo assunto”, già dipendente a tempo indeterminato, fosse stato reimpiegato per il periodo di 6 mesi precedenti la nuova assunzione, con un contratto a termine? La circolare non si pronuncia sul punto e non vieta quindi l’operazione ma appare che un simile evento si ponga in contrasto con il divieto di precostituire artificiosamente i presupposti per l’applicazione del beneficio. Dunque, al contrario, sarebbe ammissibile solo ove la futura assunzione a tempo indeterminato non fosse programmata ma costituisse una mera

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eventualità che potrebbe verificarsi alla scadenza del contratto a termine. Anche in tema di somministrazione di manodopera, nonostante la circolare si dilunghi su questo particolare regime, residuano perplessità soprattutto per quanto attiene l’indennità di disponibilità. Infatti ci si chiede se quest’ultima possa fruire del beneficio. Se si considera che trattasi di somma soggetta a prelievo contributivo non dovrebbero residuare dubbi circa l’applicabilità e, tuttavia, la circolare non solo non tratta l’argomento ma sembra addirittura suggerire che la fruizione dell’esonero sia ammessa unicamente per i periodi di effettiva prestazione. Questi, ed altri, i dubbi ancora da derimere sulla corretta applicabilità dell’esonero dei contributi previdenziali che, come detto, costituisce comunque una indubbia novità nel panorama degli incentivi in quanto trattasi di intervento generalizzato e di facile fruizione.


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Categoria

Consulenti del Lavoro sinonimo di legalità La Categoria combatte il lavoro sommerso attraverso l’Asse.Co.

S

di Rosario De Luca Presidente Fondazione Studi CNO

econdo i dati forniti dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, nel 2014 il lavoro sommerso è aumentato. Su 181.629 lavoratori irregolari ben 77.387 sono risultati totalmente in nero (circa il 42% rispetto al 36% del 2013) per un ammontare tra contributi e premi evasi nel 2014 pari a 1,508 miliardi di euro, con un aumento del 6,1% rispetto all’anno precedente e aziende ispezionate dal Ministero del Lavoro sono state ben 221.476, ma l’attività ispettiva resterà molto alta anche nei prossimi mesi, soprattutto dopo l’entrata in vigore della legge 9/2014, che ha inasprito il regime rendendo più gravose le sanzioni per le aziende. In questo contesto si pone il ruolo di terzietà svolto dai Consulenti del Lavoro, che provano ad incentivare il lavoro regolare ed aiutare l’attività ispettiva del Ministero attraverso una nuova procedura denominata Asse.Co. - asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro - che si rivolge a tutti i datori di lavoro permettendo loro di ottenere, per il tramite dei Consulenti del Lavoro, il “bollino blu” sui rapporti di lavoro regolari. Un’importante funzione quella che viene riconosciuta ai Consulenti, che fa emergere il loro senso di responsabilità nell’indirizzare le imprese ad essere “virtuose” e che esalta il valore sussidiario di una Categoria che è garanzia della fede pubblica.

A seguito del Protocollo d’intesa siglato tra Ministero del Lavoro e Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, è stata predisposta dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro una piattaforma informatica che permette agli iscritti all’Ordine di “asseverare” la regolarità contributiva e retributiva delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro, semplificando gli adempimenti e promuovendo al tempo stesso la cultura della legalità. Con l’ottenimento della conformità contributiva e retributiva, le aziende “certificate” entreranno a far parte dei criteri di selezione dell’attività ispettiva del Ministero del Lavoro, che terrà conto delle aziende “asseverate” nella definizione degli accertamenti e potrà utilizzare In che cosa consiste la pro- l’asseverazione anche per la cedura di asseverazione verifica delle regolarità delle di conformità (Asse.Co.) imprese negli appalti privati.

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Benefici immediati per i datori di lavoro grazie alla procedura Asse.Co. Grazie all’asseverazione dei rapporti di lavoro i Consulenti del Lavoro provano, quindi, ad incentivare il lavoro regolare ed aiutare l’attività ispettiva del ministero. Le aziende dotate di Asse.Co. potranno ottenere due benefici immediati: la riduzione della possibilità di avere un’ispezione e la certezza della regolarità della posizione aziendale, qualora l’azienda rientri fra quelle scelte a campione. Come si svolge la procedura Asse.Co. sarà rilasciata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, su istanza volontaria del datore di


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Categoria lavoro, sulla base di due dichiarazioni di responsabilità: una del datore di lavoro sulla non commissione di illeciti nell’anno precedente l’istanza (lavoro minorile, tempi di lavoro, sicurezza sul lavoro, lavoro nero); l’altra del Consulente del Lavoro sulla sussistenza dei requisiti per il rilascio del Durc e sul rispetto della contrattazione collettiva. L’elenco delle aziende che otterranno l’asseverazione sarà pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro (www.lavoro. gov.it) e sul sito del Consiglio

Nazione dell’Ordine dei Con- seguire un corso di formazione sulenti del Lavoro (www.con- in modalità e-learning, presente sull’apposita piattaforma insulentidellavoro.gov.it). formatica, al termine del quale sarà rilasciato un attestato di Il Consulente del Lavoro formazione che permetterà di “asseveratore” accedere alla procedura Asse. Il Consulente del Lavoro “as- Co. per dare il via al processo severatore” si pone, quindi, di asseverazione. Il testo del come una figura professionale protocollo d’intesa, il Regolasimbolo di legalità, da un lato, mento approvato dal Consiglio per via della sua iscrizione ad Nazionale dell’Ordine dei Conun Ordine sottoposto alla vigi- sulenti del Lavoro, la piattaforlanza del Ministero del Lavoro ma operativa e la documentae, dall’altro, per l’adeguata pre- zione utile è fruibile sul sito parazione specifica. Il Consu- www.consulentidellavoro.it lente del Lavoro che vorrà rilasciare l’Asse.Co. dovrà, infatti, L’Asse.Co. in sintesi

ASSE.CO.

Asseverazione retributiva e contributiva rilasciata dai Consulenti del lavoro Come nasce

Chi la può chiedere (su base volontaria)

15 gennaio 2014

firma del Protocollo d’intesa fra Ministero del lavoro e Consiglio nazionale ordine Consulenti del lavoro

02 febbraio 2015

operativa la piattaforma

datore di lavoro a mezzo del Consulente del lavoro

Cosa attesta

regolarità delle imprese relativamente al rispetto della disciplina in materia di diritto del lavoro e legislazione sociale

Contratti interessati

• lavoro subordinato di qualunque tipologia • lavoro parasubordinato

Dichiarazione di responsabilità del datore di lavoro (o dal soggetto delegato alla gestione del personale)

non commissione di illeciti in materia di lavoro minorile, tempi di lavoro, lavoro nero, sicurezza sul lavoro

Dichiarazione di responsabilità del consulente del lavoro

verifica sussistenza requisiti DPR 445/00 DURC e rispetto contrattazione collettiva

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• lavoro minorile; • tempi di lavoro; • salute e sicurezza sul lavoro; • impiego di lavoro irregolare; • rispetto dei contratti collettivi; • regolarità contributiva; • corresponsione della retribuzione

DPR 445/00


Chi la rilascia

Consiglio nazionale ordine Consulenti del lavoro (anche tramite Fondazione studi)

entro 30 giorni dall’istanza

Validità

annuale Salvo perdite requisiti che hanno consentito l’emissione

verifica quadrimestrale del Consulente del lavoro

Elenco datori di lavoro che hanno ottenuto ASSE. CO.

pubblicato sul sito del Consiglio liberamente consultabile nazionale e su sito del Ministero Aggiornato ogni 15 giorni del lavoro

Finalità

accessi ispettivi presso i datori di lavoro in via prioritaria nelle imprese che non siano in possesso dell’asseverazione

Vantaggi

l’asseverazione potrà essere utilizzata nell’ambito degli appalti privati ai fini della verifica della regolarità delle imprese e il personale ispettivo ne tiene conto nell’ambito di eventuali accertamenti

Responsabilità

datori di lavoro e Consulenti del i Consulenti del lavoro incorrono lavoro saranno passibili di san- nelle sanzioni disciplinari già prezioni penali nel caso di dichiara- viste dalla legge n.12/1979 zioni non veritiere

tranne • attività di vigilanza specifiche • indagini demandate dall’autorità giudiziaria o amministrativa; • controlli a campione finalizzate alla verifica della veridicità delle dichiarazioni

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Lavoro

Di sabato no

Denunce INAIL al giorno lavorativo successivo se cadono di sabato

Q

di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

uando la scadenza del termine di 30 giorni previsto per adempimenti , di cui D.P.R. n. 1124/1965, cada di sabato, l’adempimento viene riconosciuto tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo. L’ l’INAIL con nota n. 1150 del 2 marzo 2015 prende tale posizione.

Come noto i datori di lavoro devono denunciare all’INAIL entro trenta giorni dal verificarsi dell’evento le seguenti variazioni: • eventuali modificazioni di estensione e di natura del rischio già coperto dall’assicurazione; • la cessazione della lavorazione;

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• variazioni riguardanti l’individuazione del titolare dell’azienda, il domicilio e la residenza di esso, nonché la sede dell’azienda. Gli adempimenti che hanno un termine entro quale porli in essere , ai sensi dell’art. 1187 del codice civile, nel caso in cui il predetto termi-


ne cada in giorno festivo non vi è divieto a che la scadenza sia differita al primo giorno lavorativo successivo. Sembrerebbe che tale differimento non sia pacifico per gli adempimenti amministrativi in assenza di una norma generale sul computo dei termini. L’INAIL per questo motivo con la richiamata nota n. 1550 del 2 marzo 2015 afferma che per via analogica possano essere applicate le disposizioni in ambito processuale, sia civile che amministrativo, le quali prevedono appunto che per adempimenti cadenti di sabato sia esigibile la proroga al primo giorno lavorativo successivo. Per rendere ancora più pregnante tale concetto è bene ricordare che in ragione del Codi-

ce dell’Amministrazione Digitale (CAD) , che rende obbligatorio il canale telematico per adempimenti amministrativi, quali presentazione di istanze, dichiarazioni dati ecc., e tra questi quelli dianzi indicati dell’INAIL, è lo stesso CAD che indica per i versamenti e gli adempimenti, ancorché telematici, nei confronti della PA e cadenti il sabato o in un giorno festivo o non lavorativo il rinvio al primo giorno lavorativo successivo. Con tale nota INAIL invita le proprie sedi a prestare attenzione alla data di presentazione delle denunce e provvedere all’annullamento in autotutela della sanzione automaticamente elaborata dalla procedura GRAWeb qualora detto termine cada di sabato o in giorno festivo.

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Rubrica Pasquino Bon tutto a Sor Pasquì, come ve butta?

Li Grechi e Roma

Ve vedo ‘n pò preoccupato, che ve frulla per cervello? Nun mo dite! Sete preoccupato pe’ ‘a fine che je faranno fà a li grechi! Ma che fine penzate che je faranno fà? Je daranno ‘n antro finanziamento, je daranno n’antro pò de sordi e continueremo così pe ‘nsesà quant’antre vorte. E se ritroveremo co ‘nantri dieci mijardi de meno ‘n bilancio e faremo ‘a fame puro noantri. Dartronne ggià prima se li semo accollati pe na quarantina de mijardi. Noi che stamo a tirà a cinghia da ‘nsacco de tempo e se semo già magnati puro er cibborio! E li governanti nostri asseconneno li disegni de li banchisterre d’ortre oceano e de li francesi che devono rientrà, de li buffi che ‘sti poracci de grechi hanno dovuto fa pe’ entrà, e rimanè priggiogneri, nell’Euro. Se li lassassero annà, se salverebbero co’ ‘e mani loro. Ridiventanno padroni de batte moneta, de decide loro ‘e svalutazioni che vonno, pe’ diventà competitivi, e sarebbero affari loro; noi ciarimetteremmo ‘na parte de li quaranta mijardi e ciccia. ‘Nvece dovremo continuà a svenasse pe’ fà rientrà e banche dell’artri co’ ‘a fregatura der Fonno sarva stati. ‘Na zozzeria che hanno voluto i mega finanzieri che governeno er monno, anche pe’ svià l’attenzione de tutti dalla vera crisi monniale, quella der dollaro americano sull’orlo der fallimento. Pori grechi e pori noantri che c’accomuneno cor nomignolo de ‘porci’ o de ‘zingari’, a la faccia der Sinnachetto che pe’ faje fà bon viso a cattivo gioco ottiene, ‘n cambio de l’appecoronamento, de potè, bontà dell’euromezzemaniche, de sbannierà che li conti nostri stanno ‘n regola e che pe’ questo ce rimannano a l’esami de riparazzione. Ma ‘o sapete che ve dico, Sor Pasquì? Famo finta de gnente, penzamo quanto noi romani se sentimo legati a quei poracci de grechi, da sempre. Da quanno ne li tempi antichi c’hanno ‘nsegnato la bellezza dell’arte e de ‘a filosofia. Quante vorte pe’ Roma nostra avete potuto vedè come semo accomunati ortre che pe’ ‘a somijanza (vo ricordate er detto: “Itajani e Grechi stessa faccia, stessa razza”), anche pe’ amicizzia? Si! Sor Pasquì cionnolanno pe’ ‘a città potete coje ‘n fracco de testimonianze che me danno raggione: Via de ‘a Greca, via de li Greci e poi l’Antico Caffè Greco. Tre particolari posti romani che, già ner nome, ve fanno capì come sò stati ‘ntenzi li rapporti tra ‘e du’ curture. Via de ‘a Greca,che se trova vicino ar Tevere a du’ passi de Ponte rotto e de ‘a Bocca de ‘a Verità (a la Statio Annonae). A Via se chiama così perché prima de li tempi nostri ce staveno accampati li rifugiati grechi che scappaveno dalle violenze de chi, ar paese loro, nun poteva tollerà ‘e raffigurazzioni der Boccio e de’ li Santi. Via de’ li Grechi che accoppia er Corso a via der Babuino. (Si proprio ‘ndo se trova er Babuino, l’antro nostro compagno der Consesso de l’Arguti, che adorna ‘a fontana vicino a la Chiesa de Sant’Attanasio de li Greci – ‘ndove se celebbra ancora er Rito bizzantino) cor cavarcavia che ‘a collega ar Colleggio Greco, voluto da quer paravento de papa Gregorio XIII (‘n’antro che predicava bbene e razzolava male! Tant’è che era er padre – si avete capito bbene: Er Padre! - der duca de li Ciociari). ‘O fece costruì pe’ arifuggiacce li preti grechi che scappaveno da li turchi e che, pe’ falli sentì accorti ner mijore de li modi, li faceva officià ‘a Messa come je pareva a loro. Più tolleranza de così? E poi che ddì de l’Antico Caffè Greco? Vicino a Via Condotti e Piazza de Spagna ‘ndò ancora potete bbeve ‘na flizzanachi de vero caffè greco, tra artisti e giramonno forastieri, che qui vengheno anche pe’ dà ‘no sguardo a ‘e vedute de Roma che er Caffi cià dipinto. A nnoi Romani, avete potuto capì li Grechi ce stanno a ccore! Come Itajani aggià c’avemo quarcosa da fasse perdonà! E se arzeno ‘n po’ ’a capoccia, pe’ difennese, e pe’ questo je fanno der male… ce rode. Nun sete de ’o stesso avviso puro voi Sor Pasquì? Vedo che fate de sì co’ ‘a testa, menomale, me credevo de nun esseme fatto capì. Detto questo Ve saluto, co ‘a riverenza de sempre. Marforio

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I Greci e Roma

Buon tutto Signor Pasquino, come va la vita? Vi vedo un tantino preoccupato, cosa state pensando? Non me lo dite! Siete preoccupato per la fine che faranno fare ai greci [in campo Comunitario – ndT]! Ma quale fine pensate che gli faranno fare? Gli daranno un altro finanziamento, gli daranno altri pochi soldi e continueremo così per chissà quante altre volte. E noi ci ritroveremo con altri dieci miliardi di euro in meno sul bilancio e faremo la fame anche noi. D’altronde già prima ce li siamo presi in carico per una quarantina de miliardi. Noi che stiamo stringendo la cinghia da molto tempo e ci siamo mangiati tutto, “oltre l’ostia anche il tabernacolo”! E i nostri politici seguono le direttive dei bankster [banchieri senza scrupoli – ndT] americani e francesi che sono i più esposti nei crediti e vogliono rientrare dei debiti dei poveri greci che si sono esposti per restare anche imprigionati nella zona Euro. Se li lasciassero andare, si salverebbero da soli. Ridiventerebbero padroni di emettere mone-

ta sovrana, di decidere loro le svalutazioni che vorrebbero per diventare di nuovo competitivi e sarebbero affari loro; noi ci rimetteremmo una parte dei quaranta miliardi e pace. Invece dovremo continuare a svenarci per far rientrare le banche degli altri con la beffa del Fondo salva stati. Una

sporca cosa che hanno voluto i mega finanzieri che governano il Mondo, anche per distogliere l’attenzione di tutti dalla vera crisi mondiale, quella del dollaro americano sull’orlo del fallimento. Poveri greci e poveri noi che poi ci accomunano con il nomignolo de porci o de zingari [Nella finanza mondiale l’acronimo PIGS (in inglese: porci) sta per le iniziali di Portogallo Italia, Grecia e Spagna e GIPSI (in inglese: zingari/rom) sta per le iniziali di Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda –

Notoriamente Nazioni in grosse difficoltà monetarie – ndT], alla faccia di Renzi al quale, per fargi fare buon viso a cattivo giuoco, hanno dato in cambio dell’asservimento, per grazia degli euro tecnocrati, di poter sbandierare che i Conti di Bilancio italiani sono in regola, però non nascondendo che siamo sempre sotto controllo. Ma volete sapere cosa suggerisco, Signor Pasquino? Facciamo finta de niente, pensiamo quanto noi romani ci sentiamo legati a quei poveri greci… da sempre. Da quando fin dall’antichità hanno insegnato la bellezza dell’arte e della filosofia. Quante volte andando per Roma avete potuto vedere come siamo accomunati oltre che per la somiglianza antropologica (vi ricordate il detto: “Italiani e Greci stesso viso, stessa ceppo”), anche per l’amicizia? Si! Signor Pasquino, girovagando per la città potete cogliere una molteplicità di testimonianze che mi danno ragione: Via della Greca, Via dei Greci e poi l’Antico Caffè Greco. Tre particolari luoghi romani che, già nel nome, vi fanno capire come sono

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Rubrica Pasquino stati intensi i rapporti tra le due culture. Via della Greca, che si trova vicino al Tevere a due passi dal Ponte Emilio (Pons Aemilius) e dalla Bocca della Verità (Santa Maria in Cosmedin). Si chiama così perché in tempi antichi vi erano alloggiati dei fuggiaschi greci per via delle persecuzioni che subivano nel loro paese da chi non tollerava la loro devozione, alle raffigurazioni del Signore e dei Santi. [Nella zona si costituì una comunità di esuli greci, denominata “Schola Greca”, in fuga dalle persecuzioni della iconoclastia sotto Leone III Isaurico – ndT] Via dei Greci che congiunge il Corso a Via del Babuino. (Si! proprio dove si trova il Babuino, l’altro membro del Consesso degli Arguti [le statue parlanti di Roma – ndt], che abbellisce la fontana vicino alla Chiesa di Sant’Attanasio dei Greci – dove si celebra la Messa ancora nel Rito bizantino), con il cavalcavia che la collega al Collegio Greco, voluto da quel furbetto di papa Gregorio XIII (un altro che predicava bene e agiva male!

Tanto è che era il padre – si avete capito bene: Il Padre! - del duca dei Ciociari [in effetti risulta che Giacomo (o Jacopo) Boncompagni, duca di Sora, Arce, Arpino e Aquino, fu il figlio di Papa Gregorio XIII – ndT]. Lo fece costruire per dare asilo ai sacerdoti greci che fuggivano dall’invasione turca della loro Patria e che, per farli sentire accolti nel migliore dei modi, permetteva loro di officiare Messa con i loro riti, senza prevaricare con il Rito Latino… Più tolleranza di così? E poi che dire dell’Antico Caffè Greco vicino a Via Condotti e a Piazza di Spagna dove ancora potete bere una flytzanaki [in greco: una tazzina – ndT] di vero caffè greco [il famoso “kafes varis glikos” – ndT], tra artisti e viaggiatori stranieri, che qui vengono anche per vedere le note vedute di Roma che il Caffi vi ha dipinto [in verità si possono visionare varie opere decorative del pittore Ippolito Caffi (1837): non solo paesaggi romani ma anche paesaggi veneziani – ndT]. A noi Romani, avete potuto capi-

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re, i Greci non ci stanno antipatici! Come Italiani già abbiamo qualcosa da farci perdonare! [chiara allusione dell’A. all’invasione italiana della Grecia durante la Seconda Guerra mondiale – ndT]! E se alzano il capo per difendersi e gli altri li danneggiano per questo… ci dispiace. Non siete dello stesso avviso pure voi Signor Pasquino? Vedo che assentite con il capo, meno male, credevo di non essermi fatto capire. Ciò detto Vi saluto, con il rispetto di sempre. Marforio N.B. La traduzione riporta integralmente il testo, senza commenti (se non utili per far capire alcuni punti criptici altrimenti non intellegibili per i lettori non Romani), sul quale in alcuni punti ci troviamo in disaccordo, ma esprime una visione politica di una parte dell’opinione pubblica romana e un’analisi, secondo l’Arguto, a volte profonda dello stato di fatto anche nazionale. Giuseppe Marini


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Cultura

Il ritorno di Roberto Gallo: evoluzione di una rinascita Perdendo il conto fra tele ed amanti: “Nel fuoco della passione – L’erotismo della mente attraversa le mie notti”, l’esclusivo evento rivolto a soli 100 selezionatissimi ospiti

R

di Andrea Tommasini Redazione Cultura

oberto Gallo, Pittore, nasce a Città della Pieve (PG) il 9 Febbraio 1948. Parla correntemente cinque lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese. Sposato cinque volte, vedovo dell’ultima e con due Figli e la sua intera vita dedicata all’arte. Un personaggio dalla vita intensa e come egli stesso afferma; “Ho perso il conto delle tele e delle amanti”.

Venerdì 27 febbraio, a Roma, si è celebrato l’evento dedicato al pittore Roberto Gallo, che dopo circa venti anni di assenza è tornato in pubblico, per esporre una collezione inedita delle sue opere.

Opera “Sodoma e Gomorra” - Roberto Gallo

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“L’evoluzione di una rinascita”, si legge nel titolo dell’esposizione che per qualche ora, nello straordinario ritorno al pubblico di Roberto Gallo, ha visto anche incontrarsi personalità del


La mostra

mondo culturale e artistico romano. L’iniziativa nasce grazie al Frattini Group, organizzata da Torquato Frattini ed in collaborazione con l’Associazione Culturale Occhio dell’Arte, di cui Lisa Bernardini rappresenta la Direzione Artistica, Vittorio Sgarbi, presente alla mostra, ha

così definito l’opera di Gallo: “Non è tanto una seconda nascita quanto un’impossibilità di morire. E infatti la cosa che più caratterizza queste opere è il vitalismo. L’erotismo è ogni atto di un artista che amoreggia invece che con una donna con una tela, con quella tela che è inerte ha

Vittorio Sgarbi e Roberto Gallo

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Cultura un rapporto che poi diventa vita, vita cromatica, diventa passione, diventa piacere. E quindi è un caso interessante che per me non è un “ritorno” ma è la conferma di una necessità espressiva che connota il vero artista.” Una ricerca artistica, quella di Gallo, iniziata nel 1966 che approda ben presto ad una pittura definita dalla critica “impressionismo orfico”, perché come lo stesso autore dichiara: “è un’impressione della mente. Solo ad occhi chiusi e sognando - come nella ‘cecità’ di Orfeo - può avvenire la visione”. Così dopo anni vissuti fra l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti, che hanno portato i suoi quadri ad essere presenti in molte collezioni pubbliche e private in tutto il mondo, Roberto Gallo, autore che ha saputo magistralmente tradurre in arte i tormenti dell’animo e della sua vita, dopo anni di allontanamento durante i quali la sua ispirazione artistica non si è mai fermata, torna per mostrare i suoi nuovi capolavori. L’armonia dei pennelli, delle spatole, degli stracci, così come delle unghie e delle mani con cui Roberto Gallo ha realizzato le tele di questa produzione, si trova in quello che rappresenta il filo conduttore di questa sua ultima fatica, l’erotismo: “in passato l’erotismo l’ho relativamente affrontato e comunque in maniera diversa. Oggi si è completata una ricerca che mi ha permesso di conoscermi e di conoscere. Più l’età avanza e più il tormento è grande”. L’erotismo di Gallo è una metafora secondo Vittorio Sgarbi: “Io parlerei piuttosto di misticismo, un misticismo che ha una radice erotica, perché c’è la liberazione dell’istinto, ma in realtà la visione si produce come fosse la riflessione di un mistico davanti a un’idea più alta, che è normalmente il divino, poi uno può anche essere ateo, ma qui si sente una presenza di qualcosa che è dentro di noi e viene dall’alto”. Nel corso della serata sono stati premiati il Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi e il Segretario Generale del Centro Islamico Culturale d’Italia Dottor Abdellah Redouane, Presidente di Federazione Moda Italia Lazio, Massimiliano De Toma e il senatore Lucio D’Ubaldo hanno consegnato loro un riconoscimento in cristallo come ringraziamento simbolico verso due rappresentanti istituzionali, della civiltà italiana e di quella araba, per sottolineare l’importanza in questo particolare momento storico dello scambio e dell’integrazione culturale. Moltissime personalità del mondo dell’arte, della cultura, dello spettacolo, della musica, della moda e della comunicazione hanno presenziato all’evento.

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Lando Buzzanca


Sottosegretario Domenico Rossi e Roberto Gallo

Antony Peth Conduttore Televisivo e ambasciatore del Made in Italy

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ORDINE NELLA VITA...

CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO

L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.


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