n째 58 - anno IV - 20 luglio 2014
The world of
il Consulente
n° 58 - anno IV - 20 luglio 2014
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N°58 - 20 luglio 2014 Periodico telematico - Reg.Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma - Pubblicazione mensile Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele - Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera - Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi - Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. - Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11-1-l979 N.12 Redazione: redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 20 - 07 - 2014
Redditometro: accertamenti 2013 Editoriale Care lettrici e cari lettori, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato sul proprio sito web il bilancio d’esercizio 2013, dal quale appare sorprendente il netto calo degli accertamenti da redditometro del reddito delle persone fisiche, che appaiono quasi dimezzati rispetto all’anno precedente. L’anno 2013 infatti ha registrato circa 21.000 accertamenti da redditometro, riportando una riduzione del 43% rispetto al 2012 nel quale risultavano all’attivo 36.000 accertamenti. Questo importante calo è stato certamente provocato dalla transizione dal vecchio al nuovo redditometro, dalla lunga attesa dell’approvazione dello stesso da parte del Garante della privacy e dal perfezionamento della metodologia di identificazione delle spese oggetto
di accertamento. Contestualmente, è aumentato il numero degli accertamenti definiti in adesione o acquiescenza dagli stessi contribuenti, maggiorato del 15% rispetto al 2012, a dimostrazione che gli italiani prendono sempre più consapevolezza del proprio dovere civico e “fiscale” e, soprattutto, della sempre più difficoltosa possibilità dei eludere il rinnovato sistema. A questo punto non resta che salutarci e augurare a tutti i colleghi delle buone vacanze dato che, come ogni anno, nel mese di agosto ci fermiamo, concedendoci una piccola pausa estiva. Arrivederci a settembre, con nuovi approfondimenti sulle innovazioni normative e sull’attualità socio politica di interesse per la nostra professione.
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Sommario
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In Focus
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Reati tributari
Commistioni e sovrapposizioni tra gli esiti dell’esercizio dei poteri di accertamento determinano quadri assai complessi
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di Claudio Coratella Avvocato
il Consulente
Redditometro: accertamenti 2013
E 19 settembre sia!
L’editoriale del Presidente
Quel pasticciaccio brutto del 770
di Adalberto Bertucci
di Paolo Stern Consigliere Consiglio Provinciale di Roma
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Speciale VIII congresso nazionale e festival del lavoro Fiuggi, 25-28 giugno 2014 Per far ripartire il paese bisogna puntare sul lavoro di Andrea Tommasini Redazione
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Incentivi INPS per donne 3
01 2 o n n A di Michele Regina
Dopo un breve pit-stop l’Ente Previdenziale riattiva il beneficio CdL Centro Studi Roma
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di Virna Ilardi Consulente del Lavoro
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Comunichiamo a tutti gli iscritti che in occasione della pausa estiva, gli uffici dell’Ordine resteranno chiusi dalle ore 13 di venerdì 1 agosto, fino a tutto il 31 agosto 2014. Riprenderemo la normale operatività dall’1 settembre.
A nome personale,istituzionale, del Consiglio Provinciale di Roma e della Redazione tutti, porgo a voi ed alle rispettive famiglieimiglioriauguriperun buon ferragosto ed una serena estate. Il Presidente dott.Adalberto Bertucci.
Nazionale
SpecialeVIII congresso nazionale e festival del lavoro Fiuggi,25-28 giugno 2014 Per far ripartire il paese bisogna puntare sul lavoro di Andrea Tommasini Redazione
U
n successo di partecipazione, ospiti e contenuti. Si può sintetizzare così la V edizione del Festival del Lavoro e l’VIII Congresso Nazionale che l’ha preceduto, organizzati a Fiuggi dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi. Quattro giornate ricche di incontri, riflessioni, proposte e dibattiti con politici, parti sociali, rappresentanti del mondo dell’ industria e delle imprese, intellettuali sul tema più importante del nostro Paese: il lavoro. Con «le scelte di oggi e il lavoro di domani», titolo del congresso, i consulenti del lavoro hanno voluto analizzare i fattori che frenano la crescita delle imprese e, quindi, dell’Italia e formulare, insieme a tutte le parti coinvolte, la ricetta migliore con cui rimettere in moto il sistema.
Tanti i momenti topici del congresso: dalla celebrazione dei 50 anni della legge n. 1081, che ha istituito l’ albo dei consulenti del lavoro, alle testimonianze dei decani della categoria, che sono stati omaggiati con il libro pubblicato dal Consiglio nazionale dell’ ordine «50 anni 1964-2014
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Storia, impegno e valori di 50 anni di professione»; simbolo di una staffetta generazionale che la categoria ha già attuato e che rappresenta il motivo con cui i giovani oggi possono rivendicare il ruolo sociale e professionale che viene loro riconosciuto. Ripercorrendo il mezzo secolo di
storia della categoria, è emersa chiaramente l’immutata voglia di crescere guardando già ai prossimi 50 anni. La presidente nazionale Marina Calderone ha voluto, infatti, sottolineare ancora una volta l’ essenza e il valore delle libere professioni, che svolgono quella funzione sussidiaria fondamentale per tutelare gli interessi dei cittadini e per supportare lo stato, che attraverso di loro si libera di quei costi che non è più in grado di sostenere. Al congresso è stata inoltre presentata l’indagine sulle esigenze delle PMI, effettuata su un campione di imprese rappresentative, per analizzare su quali fattori competitivi si debba puntano per far ripartire le imprese e in quali settori ci siano già grandi aspettative di sviluppo. Così come è stato annunciata l’ approvazione del codice di autoregolamentazione dello sciopero dei consulenti del lavoro, che fornisce agli stessi uno strumento indispensabile per dare voce alle giuste rimostranze verso situazioni burocratiche che paralizzano le attività di aziende e studi professionali e, nel contempo, i cittadini e i lavoratori. A voce alta e forte i consulenti hanno dichiarato la loro voglia di cambiare
e lo hanno fatto presentando il loro manifesto di riforma del titolo V alla presenza del ministro del lavoro Giuliano Poletti, intervenuto ai lavori congressuali. Secondo la categoria, infatti, una revisione dell’ articolo 117 della Costituzione è urgente e doverosa per poter restituire efficienza allo stato e garantire costi minimi ai cittadini. Il ministro, dopo aver ascoltato le proposte, si è definito firmatario «morale» del manifesto, confermando anche la disponibilità a modificare l’Irap che deprime le imprese,
affinché il cambiamento già in atto nel mercato del lavoro possa dare la possibilità di monitorare gli effetti delle regole e di cambiarle adattandole alle reali esigenze. «Obiettivo quinta settimana» è stato, invece, il titolo provocatorio dell’ edizione 2014 del Festival del lavoro, inaugurata con un’ intervista esclusiva ad Andrea Camilleri e caratterizzata da numerosi eventi in contemporanea. Centottanta relatori, due dirette televisive, dieci eventi al Palaterme e altri 36 incontri negli spazi allestiti presso la
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Nazionale
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Nazionale Fonte Anticolana di Fiuggi. Una kermesse che anche quest’anno ha permesso di vivere da protagonista un momento significativo e prerogativo di decisioni importanti per il paese. Tanti i tavoli tecnici aperti con gli esperti per affrontare quelle criticità vissute ogni giorno negli studi, così come sono stati tanti i temi condivisi con le varie componenti di governo che hanno partecipato al festival: dalla sicurezza sul lavoro al ruolo delle funzioni pubbliche, dalle riforme costituzionali alla burocrazia, dallo sviluppo economico alle politiche attive e alla garanzia giovani. La centralità dei professionisti è stata rivendicata anche dalla presenza sul palco del Festival del Sottosegretario all’Econo-
mia Enrico Zanetti, del Sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba, dei due vicepresidenti della Camera dei Deputati Luigi Di Maio e Simone Baldelli, intervenuti sul tema dei fondi alle microimprese e della riforma del lavoro, dal collegamento telefonico con il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha definito i professionisti «depositari di un immenso patrimonio immateriale che si chiama fiducia» senza la quale l’ Italia non reggerebbe. Proposte e riflessioni sulla legge delega in discussione in Parlamento sono giunte anche dagli ex ministri del lavoro presenti a Fiuggi: Cesare Damiano, Maurizio Sacconi e Tiziano Treu; così come la necessità di prevenire i rischi d’ infortuni, creando un welfa-
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re anche per lavoro autonomo durante il confronto fra la presidente Calderone e il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in collegamento video. Grande partecipazione anche agli eventi collaterali del festival: dalla notte bianca al festival run, dal concerto di Edoardo Bennato agli spettacoli serali, dal question time con gli esperti alle presentazioni dei libri, dalle interviste alla web radio con i protagonisti del festival ai quiz di lavoro per orientare i giovani. Un’altra edizione di successo per riaffermare il valore delle competenze e l’unità delle professioni, con un augurio particolare ai giovani, affinché possano prepararsi adeguatamente per diventare la classe dirigente di domani.
LA SIGLA DELL’VIII CONGRESSO NAZIONALE – 50 ANNI DI STORIA E DI PROFESSIONE http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=9b0779d39 8° Congresso - Giuliano Poletti - Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=f2151a2b2 L’INTERVISTA ESCLUSIVA AL FESTIVAL DEL LAVORO DI ANDREA CAMILLERI http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=4989d396a L’INTERVISTA AL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA ENRICO ZANETTI http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=f0484b72f L’INTERVISTA AL VICEPRE-
SIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA ANTONIO TAJANI http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=bc7db2663 L’INTERVISTA AL VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI LUIGI DI MAIO http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=2531bbde9 L’INTERVISTA AL VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI SIMONE BALDELLI http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=0ebd0e170 L’INTERVISTA DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE STUDI ROSARIO DE LUCA http://www.consulentidellavoro.tv/
watch.php?vid=525a54440 L’INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CONSULENTI PER IL LAVORO MAURO CAPITANIO http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=c799b5277 L’INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’ENPACL ALESSANDRO VISPARELLI http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=9edb41771 L’INTERVISTA CONCLUSIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE CONSULENTI DEL LAVORO MARINA CALDERONE http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=9c051a0de IL VIDEO DEL BACKSTAGE http://www.consulentidellavoro.tv/ watch.php?vid=b65677cc2
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Giustizia
Reati tributari Commistioni e sovrapposizioni tra gli esiti dell’esercizio dei poteri di accertamento determinano quadri assai complessi
L’
di Claudio Coratella Avvocato
attuale disciplina dei reati tributari – e la relativa applicazione – appare particolarmente complessa e di non facile decodificazione anche a causa delle inevitabili commistioni e sovrapposizioni tra gli esiti dell’esercizio dei poteri di accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria, le risultanze del procedimento innanzi al giudice tributario e l’utilizzabilità e la rilevanza di quest’ultimi nel processo penale, non sussistendo più la c.d. pregiudiziale tributaria.
DICHIARAZIONE INFEDELE Il reato di dichiarazione infedele, disciplinato dall’art. 4 del D. Lgs. n. 74/2000, è posto a tutela dell’interesse dello Stato alla corretta percezione dei tributi. E’ un reato di pericolo (Cass. Pen., Sez. III, sent. n. 13962/2012) e può essere posto in essere soltanto dal contribuente, il quale indichi, in una delle dichiarazioni annuali relative alle imposte sul reddito o sul valore aggiunto, elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo (c.d. sottofatturazione) o elementi passivi fittizi (sono tali le componenti, espresse in cifra, che concorrono, in senso negativo, alla determinazione del reddito o delle basi imponibili rilevanti ai fini dell’applicazione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto). La fattispecie è a carattere residuale, in quanto si applica fuori dai casi previsti dagli artt. 2 (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) e 3 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) del medesimo decreto: di conseguenza, per la configurazione del delitto in esame, è necessario che l’infedeltà della dichiarazione non sia determinata né dall’uso di fatture o documenti volti a giustifi-
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care operazioni inesistenti, né dalla falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie. L’art. 4 del D. Lgs. n. 74/2000, in ogni modo, prevede una doppia soglia di punibilità, in base alla quale, affinché possa ritenersi configurato il reato in esame, è necessario che: a) l’imposta evasa sia superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, ad Euro cinquantamila; b) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, sia superiore al dieci per cento dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore ad Euro due milioni. Ovviamente, per la sussistenza del reato la condotta deve comportare il superamento di entrambe le soglie previste dal legislatore. Appare opportuno precisare che nella determinazione della imposta evasa il giudice non è vincolato all’imposta risultante a seguito dell’accertamento con adesione o del concordato fiscale tra l’Amministrazione finanziaria ed il contribuente (Cass. Pen., Sez. III, sent. n. 5640/2012). La Corte di Cassazione ha, però, precisato che, al fine di potersi discostare dal dato quantitativo conven-
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Giustizia zionalmente accertato e tener invece conto dell’iniziale pretesa tributaria dell’Erario al fine della verifica del superamento o meno della soglia di punibilità, occorre che risultino concreti elementi di fatto che rendano maggiormente attendibile l’iniziale quantificazione dell’imposta dovuta. Infatti, si ritiene che “in tema di dichiarazione infedele dei redditi, non spetta al contribuente contrastare l’accertamento tributario - non più vincolante per il giudice penale - in modo specifico e puntuale, poiché l’onere delle prove incombe pur sempre all’accusa” (Cass. Pen., Sez. III, sent. n. 9713/1990). Quanto al profilo soggettivo, il reato è punito a ti-
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tolo di dolo specifico, condizionato alla coscienza e volontà di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto. Ai sensi dell’art. 1 del D. Lgs. n. 74/2000 “il fine di evadere le imposte si intende comprensivo anche del fine di conseguire un indebito rimborso o il riconoscimento di un inesistente credito d’imposta”. Il reato di dichiarazione infedele si prescrive in 8 anni dalla commissione del fatto, o, in presenza di eventi interruttivi, in 10 anni. L’art. 17, comma 1, del D. Lgs. n. 74/2000 stabilisce che “il corso della prescrizione è interrotto, oltre che dagli atti indicati nell’articolo 160 del codice penale, dal verbale di contestazione o dall’atto di accertamento delle relative violazioni”. La sanzione prevista per il reato di dichiarazione infedele è quella della reclusione da uno a tre anni. La condanna determina le seguenti pene accessorie: • interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a tre anni;
• incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni; • interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a cinque anni; • interdizione perpetua dall’ufficio di componente di commissione tributaria; • pubblicazione della sentenza a norma dell’art. 36 c.p.. Inoltre, in relazione al delitto in esame, non trova applicazione l’istituto della sospensione condizionale della pena di cui all’art. 163 c.p. nel caso in cui: a) l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore al 30 per cento del volume d’affari; b) l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore a tre milioni di euro. L’art. 13 del D. Lgs. n. 74/2000 prevede una particolare circostanza attenuante, che determina la riduzione della pena sino ad un terzo e la non applicazione delle pene accessorie precedentemente esaminate laddove il soggetto attivo provveda al pagamento del debito tributario e delle relative sanzioni amministrative comminate, entro la dichiarazione di apertura del dibattimento. Inoltre, tale circostanza è condizione necessaria per consentire all’imputato l’accesso al rito premiale della applicazione della pena su accordo delle parti (c.d. patteggiamento). L’art. 14 D. Lgs. n. 74/2000 sancisce che, laddove
il debito tributario si sia estinto per prescrizione o decadenza, l’imputato può chiedere di essere ammesso a pagare, entro la dichiarazione di apertura del dibattimento, una somma, da lui indicata, a titolo di equa riparazione. La somma deve essere commisurata alla gravità dell’offesa e non può essere inferiore a quella risultante dal ragguaglio effettuato a norma dell’art. 135 c.p.. Il giudice, sentito il pubblico ministero, fissa un termine non superiore a 10 giorni per il pagamento. Se l’imputato procede al pagamento entro tale termine, in caso di successiva condanna la pena è diminuita sino alla metà e non sono applicabili le pene accessorie precedentemente elencate; in caso di assoluzione o proscioglimento, la somma pagata deve essere restituita. Salvo quanto previsto dall’art. 47, comma 3, c.p., l’art. 15 D. Lgs. n. 74/2000 prevede che “non danno luogo a fatti punibili le violazioni di norme tributarie dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione”. Inoltre, non è punibile, in base a quanto disposto dall’art. 16 del D. Lgs. n. 74/2000, chi, avendo richiesto, ai sensi dell’art. 21, comma 9, della Legge n. 413/1991, il preventivo parere della competente commissione generale del Ministero delle Finanze, si sia allo stesso uniformato o abbia posto in essere le operazioni oggetto dell’istanza a seguito di silenzio assenso. Il delitto è procedibile d’ufficio e la competenza è del giudice del luogo in cui viene effettuata la dichiarazione. In particolare, la competenza per il reato di infedele dichiarazione dei redditi si radica nel luogo ove viene effettuato il controllo sulla dichiarazione del contribuente, ovvero quello in cui ha sede l’Ufficio distrettuale delle imposte nella cui circoscrizione si trova il domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione. Invece, nel caso in cui l’ipotesi di infedele tenuta delle scritture contabili sia connessa a quella della infedele dichiarazione dei redditi, essendo la prima strumentale e necessariamente precedente alla seconda, la competenza territoriale va fissata con riferimento al reato relativo alla tenuta delle scritture contabili, e di conseguenza, al luogo in cui si sono svolte le indagini e si è scoperto il reato nella sua materialità (Cass. Pen., Sez. sent. n. 12262/1995). La fattispecie in esame non prevede la configurabilità del tentativo (Cass. Pen., Sez. III, sent. n. 16617/2007).
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Fiscale
Unico alla cassa Dopo il 7 luglio scattano le maggiorazioni
di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista
I
contribuenti soggetti agli studi di settore che non hanno versato le imposte derivanti da Unico entro lo scorso 7 luglio possono rimediare pagando entro il 20 agosto applicando la maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto
Secondo quanto previsto dal DPCM del 13 giugno scorso, per i contribuenti che applicano gli studi di settore e per i contribuenti minimi i versamenti in scadenza ordinaria al 16 giugno 2014 (o 16 luglio con maggiorazione) sono stati spostati al 7 luglio, senza alcuna maggiorazione o dall’8 luglio al 20 agosto con lo 0,40% in più. Passato quindi il termine del 7 luglio ora tali contribuenti hanno la possibilità di pagare quanto dovuto entro il 20 agosto (con un piccolo aumento). Ma chi sono questi contribuenti? Si tratta di soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore e dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiori al limite stabilito per ciascuno studio di settore oppure di contribuenti che adottano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità ex art. 27, commi 1 e 2, del D.L 98/2011 (c.d. “regime dei minimi”). Di tale proroga fruiscono anche i
contribuenti che partecipano a società che applicano gli studi di settore o associazioni e imprese soggette a studi di settore. Si tratta quindi di soci di società di persone, gli associati di associazioni tra artisti o professionisti, i collaboratori di imprese familiari e i coniugi di aziende coniugali, nonché i soci di società a responsabilità limitata che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale. Rientrano nella proroga anche quei contribuenti che non applicano gli studi a seguito della presenza di cause di esclusione (ferma restando l’esclusione dalla proroga per coloro che hanno conseguito ricavi/compensi superiori a € 5.164.569 compresi chi ha ricavi tra € 5.164.569 e 7 milioni – codice 3). Rimane, invece, ferma la scadenza per i pagamenti di Unico 2014 dal 17 giugno al 16 luglio 2014 con la maggiorazione dello 0,40% per tutti gli altri contribuenti. Il termine del 16 luglio/20 agosto comporta, come accennato, il pagamento delle imposte con
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la maggiorazione dello 0,40% del debito dovuto. La maggiorazione in questione deve essere versata unitamente all’imposta utilizzando quindi lo stesso codice tributo e va calcolata scomputando eventuali crediti spettanti. Questo comporta che nel caso in cui la compensazione sia totale il contribuente è tenuto a presentare il modello F24 a saldo zero senza applicare alcuna maggiorazione. In caso di mancato pagamento della maggiorazione l’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 27/E/2013 ha chiarito che non è possibile distinguere i due diversi importi e l’adempimento non potrà, in ogni caso essere considerato tardivo, bensì carente applicando la sanzione solo sulla parte non versata e non sull’intero importo. Il contribuente che assolve (nel termine ampio del 16 luglio/20 agosto) solo l’imposta, senza la maggiorazione, può avvalersi del ravvedimento operoso, eseguendo il pagamento di quanto dovuto a titolo di tributo, comprensivo della maggiorazione dello 0,40%,
degli interessi e della sanzione ridotta (3% entro 30 giorni, 3,75% entro presentazione Unico) calcolata però sull’importo versato in ritardo (tributo e maggiorazione dello 0,40%) e non più sull’intera somma. Anche i pagamenti effettuati entro il termine lungo godono della possibilità di essere rateizzati. L’articolo 20 del Dlgs 241/1997 prevede, infatti, la possibilità di rateizzare i versa-
menti a saldo e in acconto scaturenti da Unico in un numero definito di rate a scelta del contribuente. L’opzione avviene mediante compilazione del modello di pagamento F24 nel quale deve essere indicato, relativamente ad ogni singolo codice tributo, nello spazio denominato “rateazione” sia la rata che si sta versando, sia il numero di rate prescelto (ad esempio, se si versa la prima di sei rate,
si deve indicare “0106”). Dalla seconda rata il contribuente deve pagare gli interessi dal 1° giorno successivo alla scadenza della prima. La rateizzazione può essere utilizzata da tutti i contribuenti titolari e non di partita Iva. Le rate successive alla prima vanno pagate entro il 16 di ciascun mese di scadenza per i titolari di partita Iva ed entro la fine di ciascun mese per gli altri contribuenti.
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Fiscale
E 19 settembre sia! Quel pasticciaccio brutto del 770
l
di Paolo Stern Consigliere Consiglio Provinciale di Roma
l 770 scivola oltre al pausa estiva dopo un vero braccio di ferro tra categorie professionali, in testa i consulenti del lavoro con il presidente Calderone, e l’amministrazione finanziaria. Solo il 22 luglio il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti affermava «Al momento il dipartimento Finanze del ministero dell’Economia e l’agenzia delle Entrate hanno concluso che non ci sono i presupposti per una proroga della scadenza relativa alla presentazione del modello 770».
Zanetti con veemenza sosteneva di voler portare avanti la battaglia contro le proroghe concesse all’ultimo minuto, una vera cattiva abitudine italiana. Concetto condivisibile dalla prima all’ultima parola ma metodo sbagliato. E sì perché per evitare le proroghe last minute occorre programmare con intelligenza le scadenza e svolgere tutti i passaggi preliminari con tempismo. Questa è la vera piaga, la proroga è un’aspirina ma il malato è molto grave ed altre sarebbero le cure. Comunque è andata così. Il 18/07 Calderone scriveva al Direttore Generale delle Finanze Fabrizia Lapecorella sostenendo tra l’altro: “La dichiarazione dei sostituti di imposta contiene rilevanti dati fiscali, previdenziali e assicurativi che non possono essere predisposti nei pochi giorni a disposizione. I ristretti tempi, dovuti a cause non imputabili ai professionisti, rischia di pregiudicare anche la bontà dei dati trasmessi penalizzando soprattutto le imprese virtuose che, con grande difficoltà, intendono assolvere agli obblighi fiscali imposti dalle leggi italiane. Peraltro, la scadenza del 31 luglio rappresenta anche un momento di verifica del corretto versamento delle ritenute al fine di evitare eventuali conseguenze anche di natura penale. A questo si aggiunga che le ultime novità introdotte al Modello 770 necessitano di chiarimenti e di approfondimenti. Inoltre, la semplice consultazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate del
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file contenente le scadenze del mese di luglio 2014 (formato da ben 141 pagine) rende l’idea di quelli che sono gli adempimenti ravvicinati nel tempo a carico dei contribuenti e degli intermediari telematici. A seguito del crearsi di questa incresciosa situazione, sono pervenute da tutto il territorio molteplici segnalazioni di disagio organizzativo che meritano di essere prese in considerazione dall’Amministrazione Finanziaria, soprattutto in questa fase di grande difficoltà e cambiamento. Per questi motivi, chiediamo una tempestiva iniziativa volta a prorogare la scadenza del Modello 770/2014 e del conseguente ravvedimento operoso, almeno fino al 30 settembre.” Ne è seguito un batti e ribatti di dichiarazioni e smentite, il tutto doviziosamente riportato in real time nel sito del CNO. Per il momento quindi niente ingorgo fiscale tra Unico e 770 e maggior tempo per verificare le novità 2014, che non sono poche. Ma questo 770 cos’è e soprattutto siamo sicuri che serva ancora? Provo a fornire una chiave di ragionamento sfuggendo dal criptico gergo degli addetti ai lavori. Il modello 770, dichiarazione dei sostituti d’imposta, contiene tutte quelle informazioni che l’amministrazione finanziaria deve conoscere per verificare la correttezza delle operazioni di trattenuta e versamento d’imposta effettuate da datori di lavoro e committenti. Il meccanismo, volendo limitare l’analisi al lavoro dipendente, è noto: il datore di lavoro svolge
tutte le operazioni fiscali mensilmente, trattiene le imposte ai propri dipendenti, effettua il versamento attribuendo alle somme un codice nel modello F24. Ovviamente il versamento è aggregato ed arriva dritto dritto nei computer dell’agenzia delle entrate poiché il modello F24 è di fatto un modello on line. Quindi il 16 di ogni mese l’amministrazione finanziaria sa che il datore di lavoro Paolo Stern ha versato una certa somma trattenuta ai propri dipendenti. Ciò che non sa sono i nomi dei contribuenti e quanto sia stato loro singolarmente trattenuto. Informazioni fondamentali per le Finanze, così tanto fondamentali che attenderà oltre un anno per incamerarle. E sì, perché proprio con il 770, quindi nel 2014 il 19 settembre, acquisirà i tanto preziosi dati. Il modello 770 racchiude tutte le informazioni aggregate annualmente per singolo percipiente ed i
dettagli di versamento mensile ed opera una sorta di quadratura dei dati. Certo l’operazione, ritengo io, comoda per l’amministrazione finanziaria è particolarmente complessa per il consulente del lavoro. Riquadrare tutti i dati a mesi di distanza dalle operazioni e dopo quella diabolica operazione chiamata passaggio archivi di fine anno effettuata da ogni procedura paghe non è proprio una passeggiata di salute. Le urla di dolore che si levano a ridosso della scadenza dagli studi professionali ne sono una evidente prova. Oh, bene bene, ho raccontato questa storia, nei termini semplicistici sopra riportati, ad un mio amico ingegnere st at u n it en -
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Fiscale se, ha ascoltato e poi ha detto “Can you repeat, please?”. Certo perché no, è una storia così avvincente, la racconto di nuovo. Dopo la seconda esperienza narrativa l’ingegnere strabbuzzando gli occhi ha esclamato un classico “oh my God!”. Perché ho chiesto io con il candore di chi ha raccontato la storia più semplice e banale del mondo. Da quando faccio questo mestiere esiste il 770 quindi tutto ciò è normale, giusto, immodificabile. L’americano con tre semplici domande ha smontato le mie certezze: 1) le buste paga possono essere fatte manualmente? 2) il vostro sistema previdenziale prevede lo stesso meccanismo i trasmissione dati? 3) i pagamenti effettuati con F24 sono collegati direttamente al sostituto che li esegue? Risposte 2 no ed 1 si. Ma allora, mi chiese l’amico americano, perché questa cosa qui per le tasse? Già perché? L’ho salutato ed ho cominciato a pensare sulla ineludibilità della dichiarazione, sono tornato indietro al 2008. Dl 132, libro unico. Stop alla penna d’oca per la redazione delle buste paga. Ma perché questa scelta? 6 anni fa mi ero dato la risposta: per garanzia dei dati elaborati. Oggi credo che sia riduttiva. Il LUL ha stravolto il concetto delle scritture del personale, ha mandato al macero i libri matricola ed ha aperto la strada a nuove possibili connessioni tra i datori di lavoro, consulenti e l’amministrazione finanziaria. Si, lo so ci siamo già passati per il tentativo di 770 mensile. Non è andato bene. Ma questo non toglie che l’attuale sistema sia così arcaico e burocratico da far impallidire quel sant’uomo del re Teodosio, che dei bizantinismi doveva essere maestro fosse non altro che per il trono su cui sedeva (mi scuso con il Re e con l’intero popolo di Bisanzio che viene sempre citato a sproposito parlando di ingarbugliamenti burocratici). All’inizio di quest’anno il Centro Studi del CPO di Roma ha stilato un elenco di semplificazioni urgenti in tema di amministrazione del rapporto di lavoro. Alcune sono state così convincenti che hanno avuto il lustro di venir recepite nella bozza di Jobsact sezione semplificazioni burocratiche. Altre no. Tra quelle espunte dall’elenco vi era proprio il sistema 770. Se l’elaborazione del cedolino paga è svolta da un pc, i suoi risultati previdenziali inviati on line tramite il sistema Uniemens all’INPS, i pagamenti effettuati attraverso modello F24 trasmesso telematicamente, non si capisce proprio per quale strano fato avverso il riepilogo fiscale debba ancora avere la
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struttura del 770 ed i dati ivi contenuti essere trasmessi l’anno successivo. Non la voglio fare troppo semplicistica dopo il naufragio del 770 mensile ma vorrei solo ribadire che per evitare (rimanendo in tema di naufragi) altre Costa Concordia sul Giglio alla guida dei processi dovrebbero essere in tolda ammiragli capaci circondati da personale di plancia all’altezza. Ma allora perché non pensare ad un lavoro corale coordinato da un plenipotenziario del Ministero delle Finanze con esperti designati dagli ordini professionali interessati, per costruire un sistema che scardini l’inutile procedura 770. Tale procedura risulta infatti essere passata indenne alla rivoluzione digitale e telematica, è così come lo compilavo da giovane praticante 20 anni fa. No, sorry, ho sabgliato. Non è uguale è molto più complicato. È diventato la pattumiera di tutte le semplificazioni (o presunte tali) fiscali per il contribuente. Quindi cari colleghi se per il 770 2014 tiriamo un attimo il fiato, certi dalla forza della ragione e del buon senso ripartiamo alla carica e chiediamo a gran voce un vero aggiornamento di sistema, nel merito e nel metodo, degli adempimenti fiscali dichiarativi. Se qualcuno ci ascoltasse (toc toc Matteo dico a te ed alla tua banda) forse l’idea della dichiarazione dei redditi inoltrata precompilata a marzo dall’amministrazione al contribuente non sarebbe solo una pagina del libro dei sogni ma (Carlino docet) una solida realtà.
Ps. Comunque in studio ci sono stati festeggiamenti alla notizia del rinvio dei 770, tutti riconducibile in un tweet matteo petrella @matteopetrella · 25 lug @PaoloStern @Stern_Zanin @Sternzanin @ zanin_mauro la proroga dei 770 la festeggiamo così pic.twitter.com/2C3glC0KHM
Lavoro
Incentivi INPS per donne Dopo un breve pit-stop l’Ente Previdenziale riattiva il beneficio
di Michele Regina CdL Centro Studi Roma
C
ome si ricorderà l’INPS con Messaggio 6235 del 23 luglio u.s. ha dapprima informato che , a fronte del non rinnovo della Carta degli aiuti a finalità regionale dal 1/7/2014, non era possibile poter riconoscere i benefici previsti per l’assunzione di donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in Regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei Fondi strutturali dell’Unione europea. Per questa categoria di lavoratrici, con il messaggio 12212 del 2013 l’Istituto aveva ulteriormente precisato che la donna “priva di impiego regolarmente retribuito” può essere oggetto di un rapporto agevolato, ai sensi dell’articolo 4, l. 92/2012, se risiede in una delle aree ammissibili ai finanziamenti, nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea. La circolare del Ministero del Lavoro chiarisce che deve trattarsi di un’area indicata nella Carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese; per il periodo 2007-2013 la carta è stata definita con Decisione C(2007)5618 def. corrigendum del 28 novembre 2007 (consultabile sul sito internet del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica, all’indirizzo http://www.dps.mef.gov. it/QSN/qsn_aiuti_di_stato.asp). Ai fini dell’applicazione dell’agevolazione contributiva non
è richiesta una durata minima del requisito della residenza in capo alla lavoratrice, purché si tratti di una residenza effettiva e non apparente; il rapporto di lavoro può svolgersi anche al di fuori delle aree indicate. La suddetta Carta, originariamente valida fino al 31 dicembre 2013, era stata prorogata solo fino al 30 giugno 2014 e per tale motivo l’INPS aveva comunicato per prudenza la sospensione dei benefici a decorrere dal 1° luglio 2014. Ora con il Messaggio 6319 del 29.07.2014 l’Inps ripristina l’incentivo dopo aver interpellato il Ministero del Lavoro . Il Ministero interpellato con nota all’Istituto ha precisato che l’incentivo previsto dalle disposizioni di che trattasi costituisce un regime di aiuti in favore dei lavori svantaggiati e dunque e’ possibile ritenere utili ai fini dell’applicazione dell’in-
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centivo le Regioni indicate nella Carta (recepita con D.M. 27 marzo 2008 del Ministro dello Sviluppo Economico) fino alla adozione della nuova Carta. Quanto sopra comporta che e’ ripristinata la possibilità di riconoscere gli incentivi anche per le assunzioni, proroghe e trasformazioni effettuate dal 1/7/2014 e la procedura di elaborazione automatica dei moduli 92-2012 viene aggiornata per consentire l’ammissione delle istanze. L’esito negativo attribuito alle istanze, precisa l’Inps, con la motivazione del mancato rinnovo della Carta sarà annullato automaticamente dai sistemi Inps e sostituito con un esito positivo di accoglimento con contestuale attribuzione del codice di autorizzazione “2H” in favore delle matricole interessate. Un balletto che ci si augura termini con certezze per datori ed operatori.
ORDINE NELLA VITA...
CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO
L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.
Sociale
I want you Così vogliamo esordire per reclutare nuove leve alla donazione di sangue
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di Virna Ilardi Consulente del Lavoro
onare il sangue con i Consulenti del Lavoro per provare il piacere della condivisione. Quella bellissima esperienza che è il donare provando una piacevole sensazione di appagamento dettata dalla percezione di aver fatto finalmente una buona azione e di averla condotta a termine, dopo l’estate vedrà un nuovo appuntamento del quale vi faremo conoscere la data.
In realtà anche io ero una di quelle persone che diceva “si poi lo faccio “ ma a mente mia riflettevo “avrò poi tempo… “ così rimandavo sempre . Ma le nonne insegnano… e, spesso anche involontariamente! Difatti una delle mie nonnine ebbe l’infelice idea di fratturarsi il femore alla veneranda età di 90 anni, così venimmo convocati per donare 4 sacche di sangue , questo accadeva nel secolo scorso (1998) ad oggi non ci sono più le condizioni stringenti per adire all’operazione. Lo feci con grande slancio e senza pensarci due volte, io che avevo paura dell’ago e che il solo pensiero di entrare in ospedale mi faceva rabbrividire; già! proprio io quella che aveva sempre rimandato ora lo vedevo come un dovere etico verso la società ma anche verso me stessa. Capii in seguito che in quel momento avevo cambiato passo ero diventata donatrice di sangue ed oramai lo sono da quasi 20 anni , mi reco costantemente a donare due/tre volte l’anno; ed ogni volta che esco da lì invece di sentirmi spossata ed impoverita mi ritrovo energica e totalmente appagata. Questa è una sensazione difficile da spiegare che pervade la mente il cuore e l’anima è un’ opera omnia, una sinfonia di emozioni al livello sentimentale.
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Lo stesso Shakespeare in una su a frase celebre dice “desidero ciò che possiedo; il cuore mio, allo stesso modo del mare , è privo di limiti ; e ancora come il mare il mio amore è profondo: più te ne do e più ne ho, poiché entrambi sono infiniti”. È proprio questo lo spirito di chi dona, tale pensiero esprime lo STATUS del DONATORE sia fisicamente che moralmente. Da diverso tempo su iniziativa del Consiglio Provinciale di Roma unitamente all’Unione Giovani Consulenti del Lavoro si è costituito il Gruppo Donatori Sangue Oreste Bertucci che rispecchia i caratteri predominanti del profilo del Presidente, spirito battagliero e solidale. Il Presidente è il Dott. Murolo, persona squisitamente professionale ed attenta al sociale che con passione svolge il suo incarico, al quale ci si può rivolgere per qualsiasi informazione e soprattutto se c’è la necessità di richiedere sacche di sangue, io lo affianco in questo importante compito come Vice Presidente in collaborazione con la Croce Rossa Italiana. Tale organizzazione si premura di fissare tre eventi l’anno con cadenza quadrimestrale, sotto gli uffici del Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro via Cristoforo Colombo 456, ove dopo l’estate in data che vi verrà successivamente co-
municata, troverete l’autoemoteca messa a disposizione dalla Croce Rossa Italiana. Le procedure sono semplici ed immediate tanto per associarsi che per sottoporsi alla donazione, altrettanto comuni sono i requisiti: • Età compresa tra i 18 e 65 anni e minimo 50kg di peso; • Essere a digiuno da almeno 8 ore e munirsi di documento di riconoscimento. Raccolgo quanto detto in precedenza :”la stessa responsabilità di ognuno di noi può essere d’aiuto a molti” e mi auguro che non mancheranno presenze di spicco e non, al fine di perorare la causa, dare una speranza di vita più lunga ai molti che ne hanno bisogno. Donare il sangue… soli dieci minuti per salvare una vita. E allora il mio vuol essere uno sprone per tutti ad aderire a questa iniziativa, confermando la Vostra partecipazione all’indirizzo e-mail gruppodonatori@cdlrm.it. Il tempo e lo spazio a mia disposizione si sono esauriti ma ancora mi ritaglio un momento per sottolineare due cose importantissime, ancora qualche numero e delle precisazioni. • Vantaggi per chi dona il sangue: la donazione periodica è un’efficace forma di medicina preventiva, a chi dona vengono eseguite gratuitamente le analisi del sangue e là dove fosse necessario il PSA , visita cardi logica con elettrocardiogramma, radiografia al torace e/o mammografia. • Il sangue italiano è tra i più sicuri al mondo ce lo conferma l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) con l’Istituto Superiore di Sanità, il sistema trasfusionale italiano si basa sulla donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue e dei suoi componenti. Su ogni unità di sangue vengo-
no fatti rigidi controlli conformi alla normativa nazionale ed europea. • Siamo penultimi in classifica in Europa. Da un sondaggio fatto di recente risulta che l’Italia è al 26° posto seguita solo dal Portogallo con solo i 23% di adesioni contro il 66% dell’Austria, che eccelle, e la Francia che la segue con il 51%. È un vero peccato considerando che siamo un’eccellenza per la qualità del prodotto. Da alcuni stralci di giornale (da Il Corriere della Sera di Margherita de Bac 12/08/2008), recenti e meno, si evince sempre lo stesso concetto, LA NECESSITA’ DI RACCOGLIERE SACCHE DI SANGUE “La Sicilia resta una delle maggiori importatrici di oro rosso, ma non è un caso isolato. Il Nord produce ed esporta. Il Sud arranca. Nel Lazio l’insufficienza è ormai cronica e un po’ tutto il Meridione è lontano dalle medie nazionali ed europee, 41,5 unità di globuli rossi ogni 1.000 abitanti. «Siamo al limite della disponibilità. I programmi sono saltati anche perché si eseguono interventi particolari che richiedono molto sangue…» Quest’estate sono rimasti sguarniti ospedali saldamente autosufficienti… Nonostante le campagne di sensibilizzazione si fa molta fatica a conquistare nuovi volontari periodici e ciò è dovuto anche ai pregiudizi che circondano questo gesto di solidarietà e alla scarsa fiducia da parte di alcuni nei confronti del servizio sanitario. Un po’ come avviene per la donazione di organi.” C’è sempre bisogno di donatori di sangue ,bastano dieci minuti, dieci minuti che valgono una vita! Sarà facile e ti sentirai meglio… fatti accompagnare da un’amico/a. Io ci sarò…
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