Skip to main content

Twoic 55 56

Page 1

n째 55 e 56 - anno IV - 20 aprile e maggio 2014

The world of

il Consulente


N°55 e 56 - 20 aprile e maggio 2014 Periodico telematico - Reg.Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma - Pubblicazione mensile Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele - Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera - Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi - Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. - Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria: segreteria@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11-1-l979 N.12 Redazione: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Questi numeri sono stati chiusi in redazione il 20-05-2014


Il cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti ed assimilati Editoriale

Care lettrici e cari lettori, non potevamo ignorare l’argomento che negli ultimi mesi affolla le pagine dei nostri giornali e le più disparate trasmissioni televisive… dove ognuno ha qualcosa da dire, ma nelle quali in realtà nessuno fa chiarezza. Ebbene tra gli obiettivi del Governo c’è la tanto discussa “Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati”, esplicitata dal decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 e dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate 28 aprile 2014 n. 8/E. Si tratta di una disposizione finalizzata ad una riduzione della pressione fiscale e contributiva sul lavoro, nella prospettiva di una complessiva revisione del prelievo finalizzata alla riduzione strutturale del cuneo fiscale. L’operazione consiste nell’offrire ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, un credito di 640 euro per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.000 euro; in caso di superamento di tale limite sussiste un beneficio per uno scostamento di massimo 2.000 euro del reddito, il credito infatti decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito

complessivo pari a 26.000 euro. Il credito sarà riconosciuto a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio (80 euro al mese), ma in caso di difficoltà per “ragioni esclusivamente tecniche legate alle procedure di pagamento delle retribuzioni”, il riconoscimento potrà avvenire a partire dalle retribuzioni pagate nel mese di giugno. Queste somme non costituiscono una retribuzione per il contribuente, pertanto, non concorrendo alla formazione del reddito, non sono ritenute imponibili ai fini delle imposte sui redditi. I lavoratori non dovranno fare alcuna istanza per ottenere l’atteso incentivo, che sarà erogato ai beneficiari di diritto automaticamente dai sostituti d’imposta. Il legittimo punto di domanda che anima i dibattiti tra politici e giornalisti è dove e come può trovare i fondi necessari il Governo Renzi. Una certezza però ce l’abbiamo: ai lavoratori oggi può servire un incentivo, un minimo bonus che non cambierà loro la vita, né potrà risolvere i problemi delle famiglie italiane, ma che comunque permetterà di avere a disposizione una piccola risorsa che per alcuni potrebbe fare la differenza.

The world of il Consulente 1


Sommario

14

In Focus

1 the world of

Tic, tac

Mesi e anni… le incertezze degli interminabile tempi dei controlli di Mauro Parisi Avvocato

il Consulente

Il cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti ed assimilati

I nuovi obblighi pert il datore di lavoro che intende impiegare i minori

16

Riepilogo attività Ordine dal 20 marzo 2014 al 20 maggio 2014

Spesometro 2014

Il rodaggio è finito, si parte! di Lorenzo Lelli Direttore Responsabile “The World Of Il Consulente”

Faccia a faccia con Marina Calderone

18

La nostra Presidente Nazionale, ad aprile nominata nel cda di Finmeccanica

Cuneo fiscale

di Andrea Tommasini Redazione

Le riduzioni Irpef ed Irap si concretizzano con il decreto 66 del 2014

8

di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

ENPACL e salute

Nuove iniziative a tutela degli iscritti

10

di Bruno Barghini Presidente ANCL Viterbo e Massimo Corinti Responsabile scientifico Centro Studi Viterbo

Il decreto legislativo 39/14

di Adalberto Bertucci

di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL

Teatro - formazione

Uno strumento originale il format pensato per la crescita dei professionisti e per l’orientamento dei giovani al lavoro

29

L’editoriale del Presidente

4 6

26

20 22

Liberi di scegliere

Se la chiave fosse il sindacato?

di Andrea Parlagreco Presidente Regionale ANCL - SU del Lazio

Ora et labora

Il lavoro negli insegnamenti dei Santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II di Paolo Stern Consigliere Consiglio Provinciale di Roma

2 The world of il Consulente

Un salto di qualità Riformare servizi per il lavoro e politiche attive di Alessandro Baccelli Consulente del Lavoro

di Claudio Coratella Avvocato

32 Pasquino 36

Il Giorno dei Quatto Papi (+ 1)

Giornata Mondiale della Talassemia: donate più sangue

I farmaci forse possono migliorare la qualità della vita, ma i pazienti talassemici non possono prescindere dalle trasfusioni. Il sangue è vita doniamolo con gioia e generosità di Andrea Tommasini Redazione Cultura

39 I misteri di Roma Azione: l’arte nel dono La poesia della vita e nella vita: quando il dono del sangue si unisce all’arte, il dono dell’arte diviene arte del dono di Andrea Tommasini Redazione Cultura


CPO Roma

Riepilogo attività Ordine dal 20 marzo 2014 al 20 maggio 2014 Consulenti N. 21 nuovi iscritti – n. 0 cancellati Praticanti n.18 nuovi iscritti – n. 11 fine pratica – n. 0 praticanti cancellati Riunione di Consiglio n. 1 Elezione n. 1 Delegato ENPACL del 09/05/2014 Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma n. 91 istanze di certificazione Commissione Congruità Parcelle Consulenze Sportelli dedicati agli iscritti INPS: n. 4 giornate Aziende, n. 2 giornate Artigiani e Commercianti e n. 2 giornate Gestione Separata Equitalia n. 7 giornate Sportello Pensioni n. 4 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma n. 41 quesiti risposti Editoria Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile

4 The world of il Consulente


Nazionale

Faccia a faccia con Marina Calderone

La nostra Presidente Nazionale, ad aprile nominata nel cda di Finmeccanica di Andrea Tommasini Redazione

A

d Aprile scorso la nostra Presidente Nazionale, anche Presidente CUP, insieme al Professor Avv. Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense, è stata nominata Consigliera d’Amministrazione di Finmeccanica. Un ulteriore positivo riconoscimento di un ruolo di Regia nell’economia nazionale che vede anche in questa nomina un ulteriore ed importante valore sociale ad affermazione della Categoria e supporto del valore sociale dell’Italia. Cosa cambierà questa nomina rispetto al suo impegno al servizio della Categoria? Dal mio punto di vista questa nomina, letta rispetto al valore assoluto della nostra Categoria, ha di fatto dato un segnale di una importante apertura di credito del Governo nei confronti delle Professioni. È un percorso a cui il CUP lavora da tempo, sottolineando in ogni occasione utile che gli ordini professionali sono

pronti a dare il loro contributo ad un percorso di riforme strutturali del nostro Paese, a nostro avviso non più procrastinabile .Credo sia molto importante l’apporto che con le nostre esperienze possiamo dare all’esigenza di cambiamento e ripresa che questo lungo momento storico impone. Per rispondere alla sua domanda, dunque, credo di poter dire che nulla cambia nel mio impegno prioritario per la categoria. Io sono e sarò sempre un

6 The world of il Consulente

Consulente del Lavoro. In più, come Presidente del Consiglio Nazionale ho la responsabilità di non deludere le aspettative che tanti colleghi ripongono nell’operato del CNO, portando avanti con sempre maggiore determinazione il lavoro quotidiano degli ultimi 9 anni, tutto rivolto ad accrescere la nostra capacità di incidere nei processi di supporto alla positiva evoluzione del Paese e a rafforzare il ruolo della nostra Professione nella Società.


Quale impulso al ruolo delle Professioni nel nostro Paese e quanto è visibile il nostro valore sociale agli occhi dell’Europa? L’Europa ha recentemente scelto di incentivare gli Ordini professionali, consentendo anche ai professionisti l’accesso ai fondi comunitari destinati alla piccola e media impresa. È un risultato molto importante, ottenuto grazie all’importante contributo del vice presidente della Commissione Europea Tajani, a cui si aggiunge una nuova posizione delle istituzioni europee in merito alle competenze degli ordini italiani. Adesso sarà importantissimo il coinvolgimento delle amministrazioni regionali, al fine di evitare che le condizioni create a Bruxelles vengano vanificate dalla burocrazia del nostro Paese. Va poi sottolineato che il nostro sistema, più volte oggetto negli anni scorsi delle attenzioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è stato definito come un modello di valori che meriterebbe di essere replicato negli altri paesi dell’Unione. E quello italiano addirittura veniva portato ad esempio virtuoso da emulare nel resto d’Europa. Dunque sono ottimista, ma non per questo meno vigile. Questa inversione di tendenza non può che farmi piacere, soprattutto perché è conseguente al grande lavoro fatto dal CUP e dagli altri organismi di rappresentanza delle professioni italiane. Certo, non dobbiamo abbassare la guardia e pensare che i nemici degli ordini professionali abbiano abbandonato il campo. Tuttavia, a fronte di un’Europa che ci viene spesso presentata come il soggetto da cui pervengono solo notizie spiacevoli e richieste di sacrifici, noi Consulenti del Lavoro possiamo registrare un importante risultato acquisito recentemente.

Per la prima volta, infatti, in un parere ufficiale del EESC (European Economic and Social Committee) su ruolo e futuro delle professioni liberali nella società civile europea del 2020, si legge: “Ci sono significative differenze tra gli stati membri nel definire il termine professioni liberali e alcuni non utilizzano affatto questo termine. In alcuni Paesi solo un ristretto gruppo di lavori sono definite professioni liberali: medici, avvocati, commercialisti e revisori, consulenti del lavoro, ingegneri e architetti”. La nostra professione, quindi, ha valicato i confini nazionali per essere riconosciuta a livello comunitario. Per tutti noi, è un grande risultato e contribuisce a evidenziare

ulteriormente il ruolo strategico che la categoria ha assunto nel mondo del lavoro. Quale valore riaffermiamo dunque per la nostra Categoria agli occhi dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero? Certamente l’importanza della Professione al servizio dello sviluppo delle imprese, dell’economia e dunque dei percorsi di riforma del Paese, in una visione di servizio mirata alla tutela della fede pubblica e degli interessi generali dei Cittadini: un difficile ruolo che richiede competenze, professionalità, passione e grandi valori, quelli di ognuno dei 28.000 Consulenti del Lavoro italiani.

The world of il Consulente 7


Previdenza

ENPACL e salute

Nuove iniziative a tutela degli iscritti

N

di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL

ell’ambito della propria missione statutaria verso i Consulenti del Lavoro, l’Enpacl ha ritenuto opportuno intervenire su un valore fondamentale della persona quale la salute. Peraltro, nell’attuale momento storico lo Stato ridefinisce il proprio ruolo in ambito sanitario e sempre più frequentemente attribuisce alle collettività organizzate il compito di rispondere alle specifiche esigenze dei cittadini. Emapi, associazione senza finalità di lucro fra enti di previdenza privata della quale l’Enpacl è tra i fondatori, opera appunto in tale logica nell’ambito dell’assistenza sanitaria integrativa. La polizza Emapi/Generali si articola su due livelli. La copertura di base, relativa a “Grandi interventi chirurgici e gravi eventi morbosi” (sezione A) è garantita, gratuitamente, a tutti gli iscritti dall’Enpacl. Il relativo premio assicurativo è infatti coperto dall’Ente. Al singolo professionista, tuttavia, è data la possibilità, con onere a proprio carico, sia di estendere la copertura al proprio nucleo familiare, sia di ampliarla in una forma Globale (sezione A + B). Solo per quanto previsto nella sezione “B” e soltanto per coloro che non siano stati assicurati nell’annualità precedente con la stessa copertura e convenzione, le garanzie previste nel contratto sono attivate 200 giorni dopo l’adesione. Tale periodo di carenza non si applica in caso di infortunio avvenuto dopo la data di adesione. Dal 16 aprile scorso, ha preso il via la nuova annualità ed è stata attivata la possibilità delle adesioni aggiuntive su base volontaria. La facoltà potrà essere effettuata sino al 15 luglio 2014. Aderire è semplice. È sufficiente collegarsi al sito web www.emapi.it, compilare l’apposita modulistica e pagare il relativo premio (indicato nel modulo di domanda) entro il prefissato termine. Al riguardo, l’Emapi invierà una informativa particolareggiata a tutti gli iscritti entro le prime

8 The world of il Consulente

due settimane di maggio. Per accedere alle prestazioni, la polizza prevede le modalità diretta e indiretta. La prima opera in caso di ricovero o per la prenotazione di visite e accertamenti diagnostici presso strutture convenzionate. Tale modalità si attiva esclusivamente chiamando la Centrale Operativa al numero verde 800.545.800. Sarà infatti la Centrale Operativa ad organizzare il ricovero o la visita e a provvedere al pagamento diretto delle prestazioni comprese in garanzia. La modalità indiretta, invece, prevede che le spese relative alle prestazioni effettuate vengano rimborsate all’assicurato, nei limiti previsti dalle singole garanzie “A” e “B”, dietro presentazione della documentazione medica e delle copie delle ricevute attestanti le spese sostenute, previa compilazione del modulo di rimborso reperibile all’interno della sezione “Modulistica rimborsi” del sito web di Emapi. Inoltre, per le prestazioni effettuate presso il Servizio Sanitario Nazionale è prevista l’indennità sostitutiva e il rimborso per intero dei ticket corrisposti. Vi sono alcune categorie di Consulenti del Lavoro per le quali si applicano regole specifiche. Ad esempio, ai professionisti che si iscrivono all’Enpacl per la prima volta durante l’annualità assicurativa è riservata la possibilità di aderire al piano di completamento e di estendere la copertura al nucleo familiare entro 30 giorni dalla


data di iscrizione, senza applicazione di carenza. Inoltre, relativamente ai pensionati cancellati dall’Enpacl, la convenzione resta la medesima di quella prevista per gli iscritti, sia come copertura assicurativa che come premio. Quest’ultimo, tuttavia, diviene a carico del pensionato. Inoltre, il pensionato che non aderisca alla copertura sanitaria continuativamente di anno in anno, non potrà più rientrare in convenzione. I superstiti, se inclusi precedentemente nella

polizza assicurativa, restano coperti nell’anno del decesso dell’iscritto. Per gli anni successivi, possono mantenere attiva la garanzia dietro pagamento del relativo contributo annuo. Coloro che non rinnovino la propria adesione alla prima scadenza del contratto, non potranno più essere reinseriti. La documentazione relativa alla polizza sanitaria integrativa nonché maggiori e più dettagliate informazioni sono reperibili nel sito www.emapi.it

The world of il Consulente 9


Lavoro

Ora et labora

Il lavoro negli insegnamenti dei Santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II

di Paolo Stern Consigliere Consiglio Provinciale di Roma

C

ommovente ed esaltante allo stesso tempo. Due Santi, due Papi del nostro tempo. Non due figure di un lontano medioevo ma due protagonisti dei giorni nostri. Il 27 aprile abbiamo vissuto momenti che rimarranno scolpiti nella nostra memoria. Papa Francesco e il Papa emerito Ratzinger insieme nella canonizzazione di altri due Papi il bergamasco Roncalli ed il polacco Woitjla che avevano entrambi ben conosciuto. Chi è riuscito ad essere in Piazza San Pietro ha vissuto in diretta un giorno di storia.

Nel pensare agli insegnamenti di queste due grandi figure non si può non cogliere nell’attenzione ai temi sociali un importante filo conduttore del loro Pontificato oltre che delle loro stesse vite. Due storie diverse ma con tanti elementi in comune: la vicinanza ai poveri ed alla sofferenza, l’aver vissuto da vicino gli orrori della guerra, l’aver combattuto la follia delle ideologie totalitarie. In questa sede mi sembra opportuno ricordare ciò che entrambi hanno lasciato in eredità all’umanità nella valutazione delle tematiche sociali ed in particolare in tema di lavoro. Prima però una premessa: non aspettiamo di trovare nel pensiero dei due Pontefici santi, come del resto nella dottrina sociale della Chiesa, un vedemecum di norme tecniche. Nemmeno il Vangelo indica la strada da seguire, evidenzia casomai la meta da raggiungere ma lascia alla libertà ed all’intelligenza umana la scelta del percorso. La dottrina sociale non è un sistema

ideologico che violentemente si impone sulla realtà, ma è un sistema aperto che orienta il vivere sociale al conseguimento del bene comune in cui le persone possano pienamente realizzarsi. Papa Roncalli espresse il suo pensiero sulla “questione sociale” principalmente nella lettera enciclica Mater et Magistra promulgata il 15 maggio 1961. Qui Pontefice riprende ed amplia il tradizionale insegnamento della Chiesa in ordine alle “cose nuove”. Di particolare importanza è la riaffermazione del valore della persona e della libertà economica, insieme alla valutazione positiva di istanze di socializzazione e solidaristiche purché attuate nel rispetto dei diritti della persona. In merito al lavoro forte è la sottolineatura della sua caratteristica peculiare per la quale non deve essere alla stregua di una merce ma come espressione della persona umana. Per la grande maggioranza degli uomini, il lavoro è l’unica fonte da cui si traggono i

10 The world of il Consulente

mezzi di sussistenza e perciò la sua remunerazione non può essere abbandonata al gioco meccanico delle leggi del mercato; deve invece essere determinata secondo giustizia ed equità pur rimandando ancorato alla effettiva utilità che lo stesso determina per la collettività. Nel fragore delle ideologie collettiviste riaffermò con forza che la proprietà privata, anche dei beni strumentali, è un diritto naturale che lo Stato non può sopprimere e però è un diritto che va esercitato a vantaggio proprio e a bene degli altri. Tanti i temi che sono di una sconvolgente attualità. Lo Stato, né un idolo cui sottomettersi né un estraneo al vivere comune. È dovere dello Stato, si legge nel documento giovanneo assicurare che i rapporti di lavoro siano regolati secondo giustizia ed equità e che negli ambienti di lavoro non sia lesa, nel corpo e nello spirito, la dignità della persona umana. Giovanni XXIII in ordine al lavoro, riprendendo un motivo ricor-


Giovanni Paolo II

“Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”

(Papa Giovanni Paolo II, Omelia della Messa di inaugurazione del pontificato, 22 ottobre 1978)

Giovanni XXIII

“Tornando a casa, troverete i bambini; date loro una carezza e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specialmente nelle ore della mestizia e dell’amarezza. Infine ricordiamo tutti, specialmente, il vincolo della carità, e cantando, o sospirando, o piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, procediamo sereni e fiduciosi nel nostro cammino” (Giovanni XXIII, “Discorso alla luna”, 11 ottobre 1962)

rente nella enciclica Rerum Novarum e negli insegnamenti di Pio XII, ribadisce che esso è simultaneamente un dovere e un diritto dei singoli esseri umani. Di conseguenza spetta ad essi, in prima istanza, regolare i loro vicendevoli rapporti di lavoro. Solo nel caso in cui gli interessati non adempiano o non possano adempiere il loro compito “rientra nell’ufficio dello Stato di intervenire nel campo della divisione e della distribuzione del lavoro, secondo la forma e la misura che richiede il bene comune rettamente inteso” Altro tema di scottante attualità affrontato fu la remunerazione del lavoro. In ordine al regime sa-

lariale, respinge la tesi che lo qualifica ingiusto per sua natura e ribadisce e sviluppa i criteri ai quali deve ispirarsi e le condizioni che devono essere soddisfatte perché in esso non sia lesa la giustizia o l’equità. Il lavoro non si può “valutare giustamente né retribuire adeguatamente, dove non si tenga conto della sua natura sociale e individuale”. Conseguentemente, affermava Papa Roncalli, nel determinare la rimunerazione la giustizia esige che si abbia riguardo oltre che ai bisogni dei singoli lavoratori e alle loro responsabilità familiari, anche alle condizioni degli organismi produttivi nei quali i lavoratori prestano la loro

opera e alle esigenze del bene economico pubblico. Quanta attualità in queste parole. Il Papa affermava che la retribuzione del lavoro, come non può essere interamente abbandonata alle leggi di mercato, cosi non può essere fissata arbitrariamente va invece determinata secondo giustizia ed equità. Nella determinazione della retribuzione non si può prescindere dall’effettivo apporto del lavoratore nella produzione e alle condizioni economiche delle imprese. Quanta modernità in queste parole. Un salario mai variabile indipendente rispetto alla produzione ne mai sfruttamento del bisogno degli individui.

The world of il Consulente 11


Lavoro Infine il Papa riconosce come fondamentale il ruolo dei corpi intermedi autonomi a finalità economico-professionali, creati dai rispettivi membri e non imposti dallo Stato (OOSS, OODD, ordini ed associazioni professionali). È il principio della sussidiarietà che si fa sentire. Principio che, coniugandosi con quello della responsabilità individuale e sociale, fa affermare a Papa Roncalli che la partecipazione da parte dei lavoratori agli organismi produttivi, oltre a risponde alle esigenze legittime insite nella natura umana, è pure in armonia con l’evolversi storico in campo economico-sociale-politico. Fin qui Roncalli. Provare ora a sintetizzare l’opera di Giovanni Paolo “Magno” in materia di lavoro è azione impossibile e rischia di svilirne la portata del pensiero. Mi limiterò, con la certezza di compiere imperdonabili omissioni, a ricordarne gli elementi di continuità e di maggior impatto trattati nelle sue memorabili encicliche sociali: Laborem exercens, Sollicitudo rei socialis, Centesimus annus. La prima, Laborem exercens, fu pubblicata il 14 settembre 1981, dopo la degenza ospedaliera Papa per l’attentato. Giovanni Paolo II riconosce la piena legittimità del diritto di iniziativa economica, che deve mirare sempre al bene della persona umana. Sul punto rimangono scolpite le sue parole “il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro”. Il Papa afferma il “principio della priorità del lavoro nei confronti del capitale” richiamando, con precisione, i “diritti degli uomini del lavoro”, parte integrante dei diritti dell’uomo. Presa di posizione forte specialmente con gli occhi rivolti ai tanti paesi che cominciavano a fare dello sfruttamento della manodopera la leva competitiva a livello internazionale. Quasi (anzi senza

quasi) profetico fu l’individuare come il “problema fondamentale” del mondo dell’economia consiste nell’ “agire contro la disoccupazione”. Indicò anche una strada, che oggi è di assoluta attualità nel dibattito lavoristico, e cioè quella di agire anche attraverso la leva della formazione e dell’aggiornamento dei lavoratori. Forte poi il richiamo ai punti fermi del lavoro ed ai conseguenti diritti dei lavoratori cui vanno garantiti un salario proporzionato alle necessità delle famiglie, prestazioni sociali, ferie e riposo settimanale, la libertà di associazione sindacale. L’elemento cardine però che compendia il pensiero della Chiesa in tema di lavoro è l’utilità della prestazione. Qualunque attività non è mai fine a se stessa ma deve essere svolta con la responsabilità di chi è consapevole di “partecipare, con Cristo, all’opera del Creatore”. Sei anni dopo, il 30 dicembre 1987, L’enciclica Sollicitudo Rei Socialis, commemora il ventesimo anniversario della Populorum Progressio di Paolo VI (altro Pontefice in odore di santità) ed è dedicata ai problemi dello sviluppo, “nuovo nome della pace”. Il Papa constata con amarezza “l’allargamento del fossato tra l’area del cosiddetto Nord sviluppato e quella del Sud in via di sviluppo” ed auspica una solidarietà interazionale per bloccare “i meccanismi perversi” che ostacolano lo sviluppo dei paesi poveri, vittime di dottrine e concezioni economiciste. Ancora una volta una constatazione di sconcertante lungimiranza: la comunità internazionale necessita di una nuova volontà politica tesa al rispetto dei diritti degli individui, all’equa utilizzazione delle risorse dell’ambiente e alla liberazione dalle”differenti forme di imperialismo”, definite ”strutture di peccato”. Tutto ci è apparso drammaticamente più

12 The world of il Consulente

chiaro quando un’economia basata sulla finanza e sui prodotti derivati si è accartocciata su se stessa. Il fallimento della Leaman Brothers di fatto era stato annunciato. Per Giovanni Paolo II la dottrina sociale della Chiesa non consiste in una “terza via” tra capitalismo e collettivismo, ma in una riflessione teologica e morale sulle realtà dell’esistenza che è parte della sua missione evangelizzatrice. Il 1 maggio 1991, data evocativa per il lavoro e centenario della promulgazione della Rerum Novarum Giovanni Paolo II pubblica una nuova grande enciclica sul lavoro, la Centesimus Annus. Ogni sistema che subordina i rapporti sociali ai fattori economici è, per il Papa, “contrario alla natura della persona umana”. Se “la caduta del marxismo ha avuto effetti di grande portata in ordine alla divisione della terra in mondi chiusi l’uno all’altro”, l’“eccessiva propaganda dei valori puramente utilitaristici” dell’Occidente sviluppato “rende difficile il riconoscimento ed il rispetto della gerarchia dei veri valori dell’umana esistenza”. Parole nette e chiare come chiara, ed in continuità con i suoi predecessori, la valutazione positiva dell’economica di mercato e della proprietà privata. Il profitto non è il male anzi è il primo indicatore del buon andamento dell’azienda. Tutto ciò ovviamente non può però essere costruito umiliando ed offendendo gli uomini nella loro dignità. Anche in questa occasione risuonarono le parole chiave della dottrina sociale della Chiesa: sussidiarietà e bene comune. Principi guida che devono muovere la sostanzialità dell’agire economico garantendo uno “stato sociale” che dia una mano a chi resta indietro. Mi piace concludere ricordando il grande Giubilo del 2000. Il 1 maggio di quell’anno, ricorda Papa


Benedetto XVI nella sua enciclica Caritas in Veritate, Giovanni Paolo II lanciò un appello per “una coalizione mondiale in favore del lavoro decente”, incoraggiando la strategia dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. In tal modo, conferiva un forte riscontro morale a questo obiettivo, quale aspirazione delle famiglie in tutti i Paesi del mondo. Applicare la parola decente al lavoro, significa concepire un lavoro che, in ogni società, soprattutto nel mondo attuale caratterizzato dal mercato globale, esprima la dignità essenziale della persona: un lavoro scelto liberamente, che

renda i lavoratori, protagonisti dello sviluppo della loro comunità e che permetta loro di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione. Ai lavoratori deve essere consentito di soddisfare le necessità delle loro famiglie e di istruire la prole, senza che questa sia costretta a lavorare a sua volta in tenera età. Il lavoro non deve negare ai lavoratori la libertà di organizzarsi in sindacati, purché scevri da condizionamenti di natura ideologica, inoltre ad essi dev’essere garantito il diritto a salvaguardare le proprie radici e alla libertà religiosa, un lavoro che permetta all’uomo di espleta-

re la sua vocazione a Dio e non al lavoro quale fine ultimo della propria esistenza. Il lavoro dunque nel pensiero di questi due nuovi santi costituisce l’elemento con cui l’uomo responsabilmente costruisce la propria esistenza. Un bene supremo da rispettare e da trattare con la necessaria responsabilità da tutte le parti interessate. Compito difficile specialmente per chi opera giornalmente nel mercato ed è chiamato a prendere posizione ed a orientare imprese e lavoratori, insomma a “sporcarsi le mani”. Da oggi abbiamo due esempi in più da seguire.

The world of il Consulente 13


Lavoro

Tic,tac Mesi e anni… le incertezze degli interminabile tempi dei controlli

di Mauro Parisi Avvocato

U

Un bel mattino, quando meno te lo aspetti, inizia per l’azienda una storia “ispettiva”, sovente destinata a non consumarsi in breve tempo. E’ con essa, la liaison con i funzionari che devono controllarla. Quanto può durare un ispezione, quindi? Quanto tempo occorre ottenere di conoscere di “quale morte si morirà”? Dipende. E non si tratta di una risposta vaga, ma esattamente della realtà giuridica e delle cose. Da pochi giorni -un mese, diciamo- a molti mesi. Non di rado più di un anno. Non sono isolati i casi in cui si sono sfiorati i due anni. Un bel mucchio di giorni, dovendo rimanere nella più assoluta incertezza del domani. I soggetti che subisco l’accertamento –giustamente- iniziano a interrogarsi –e ad interrogare il loro consulente- per conoscere quanta pazienza dovranno ancora avere. E, soprattutto, cosa dovranno attendersi. Il consulente stesso, di solito, non ne può sapere di più di quanto osserva accadere. Andare a chiedere e sollecitare, oppure acquietarsi nel silenzio dell’amministrazione? Aspettare tranquilli, senza istigare, usualmente, è il consiglio che si offre. L’altro consiglio che si propone, tuttavia, è quello per cui non deve affatto presumersi che il

trascorrere del tempo significhi perdita delle “tracce” del controllo. Come dire: ritenere che gli ispettori si siano “dimenticati” della nostra azienda. Anzi. In primo luogo, poiché la normativa e i codici di comportamento oramai stabiliscono che gli ispettori debbano concludere espressamente il procedimento iniziato con il primo accesso in azienda. Di qualunque segno sia tale conclusione, con rilievi o negativa. Dunque, se ancora non si è visto pervenire alcun provvedimento di conclusione del controllo, è improbabile che esso possa dirsi definito a nostra insaputa. In secondo luogo, e ciò quale ragione ancora più penetrate, poiché, in effetti, nessun termine alle indagini degli ispettori è stato mai stabilito dalla legge. Ciò vale a dire che esistono termini di legge quanto alle indagini penali (come previsti, appunto, dal codice di procedura penale per le cd. indagini preli-

14 The world of il Consulente

minari), ma non in riferimento ad indagini di carattere amministrativo, quale quelle condotte nelle discipline del lavoro e della legislazione sociale. Insomma, gli ispettori possono prendersi legittimamente tutto il tempo che serve loro. Il codice di comportamento degli ispettori del Ministero del lavoro del gennaio 2014, per esempio, si limita ad affermare che “gli accertamenti devono concludersi nei tempi strettamente necessari”. Tenuto conto della dimensione dell’azienda (es. il bar con il titolare e un dipendente, anziché lo stabilimento con millequattrocento lavoratori) e della complessità delle indagini (es. l’accertamento di lavoro irregolare riscontrato all’atto dell’accesso in azienda, piuttosto che le indagini in ordine ai tempi di lavoro per alcuni anni di decine di dipendenti). Tuttavia, si tratta di parametri di ragionevolezza labili, il cui mancato rispetto con difficoltà


può fare condurre alla declaratoria di vizi dei provvedimenti assunti. L’assenza di espressi termini delle indagini non sono da confondere, del resto, con il vincolo alla contestazione degli illeciti amministrativi –a pena di decadenza- entro novanta giorni dall’accertamento (cfr. art. 14, L. 689/1981). Dall’accertamento, appunto: non dall’inizio delle indagini. Per cui, l’accertamento (ovvero

la constatazione e piena prova della violazione) potrebbe sopravvenire anche molto tempo dopo l’inizio delle indagini. Purché entro il momento di prescrizione dei fatti (cinque anni dall’illecito, come noto). Il fatto è che, non di rado, gli Uffici ispettivi ci “giocano” su questi termini. Magari trascorre un anno dall’inizio del controllo e quando arriva all’azienda il verbale di contestazione, vi si trova scritto che i verbalizzanti hanno

avuto prova degli illeciti il giorno stesso in cui redigono il verbale da notificare. Possibile? Solitamente no. Per cui -in attesa di future e puntuali disposizioni di legge anche sui tempi delle indagini degli ispettori del lavoro-, oggi il consiglio è che dal momento in cui viene notificato il verbale ispettivo, su di esso devono iniziare le “investigazioni” di aziende e professionisti…

The world of il Consulente 15


Fiscale

Spesometro 2014 Il rodaggio è finito, si parte!

S

di Lorenzo Lelli Direttore Responsabile “The World Of Il Consulente”

i è innescato il grande meccanismo dello Spesometro 2014, lo strumento rinnovato che mette a confronto le dichiarazioni dei redditi con il reale tenore di vita dei contribuenti. Il mese di aprile è stato costellato dalle scadenze per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle transazioni iva eseguite nel corso del 2013 di importo pari o superiore a 3.600 euro: il 10 aprile, infatti, scadeva il termine della comunicazione per chi liquida mensilmente l’IVA; il 22 aprile è toccato a chi liquida l’IVA trimestralmente; mentre il 30 aprile è stata la volta degli operatori finanziari. Con questa procedura il Fisco viene a conoscenza delle prestazioni commerciali e finanziarie rese e ricevute di valore superiore alla soglia determinata, con l’indicazione dei dati dei contribuenti protagonisti delle transazioni, favorendo agevolmente l’individuazione di coloro che hanno acquisito beni più o meno di lusso, quali automobili, gioielli, abbigliamento e accessori esclusivi, viaggi costosi o iscrizioni a club sportivi elitari, valutandone il tenore di vita e verificando se la capacità economica di questi soggetti sia congrua con quanto denunciato in sede di dichiarazione dei redditi. I commercianti sono tenuti a dichiarare all’Agenzia tutte le vendite eseguite mediante fattura indipendentemente dall’importo, ma anche le operazioni per le quali è sufficiente l’emissione di ricevuta o scontrino fiscale, di importo pari o superiore ai 3.600 euro, si fa eccezione per le agenzie di viaggio e per i commercianti al dettaglio per i quali, solo per il 2013, sussiste l’obbligo di comunicazione solo le transazioni eccedenti la predetta soglia. Anche le imprese agricole in regime di esonero Iva, con volume d’affari dichiarato nel 2012 entro i 7 mila euro, ora hanno l’obbligo di comunicare al fisco l’elenco di clienti e fornitori utili

16 The world of il Consulente

ai fini dell’accertamento, e sarà prestata grande attenzione al denaro utilizzato per l’acquisto dei terreni agricoli (che costituiscono al contempo un investimento ed un bene strumentale), delle abitazioni e degli automezzi degli agricoltori, da sempre beni difficilmente collocabili tra le proprietà personale e quelle lavorative. Come già anticipato, in ultima analisi anche gli operatori finanziari devono comunicare all’Agenzia i dati delle operazioni Iva di importo pari o superiore a 3.600 euro, compiute nel corso dell’anno precedente attraverso gli strumenti di pagamento POS: carta di credito o bancomat. Questi hanno l’obbligo di dichiarare al Fisco i dati di chi ha sostenuto l’acquisto, gli importi della transazione, la data e il codice fiscale dell’operatore attraverso il quale è avvenuto il pagamento elettronico. In caso di mancato invio della dichiarazione relativa allo Spesometro, di comunicazioni mendaci con dati falsi e similari, è prevista una sanzione pecuniaria che varia da 258 a 2.065 euro a seconda della gravità dell’inadempienza. Resta comunque possibile avvalersi del ravvedimento operoso grazie al quale è concesso di inviare lo Spesometro 2014 in ritardo, ovviamente a fronte di una sanzione pecuniaria.


A partire dal 2015, quindi relativamente alle transazioni eseguite nel corso del 2014, sono previste ulteriori novità: la soglia verrà ulteriormente abbassata anche per chi gode di un regime agevolato e verrà coinvolta anche la pubblica amministrazione, per il momento esentata da questo tipo di adempimenti, che dovrà presentare la rendicontazione delle spese sostenute nel 2014. Si è conclusa la fase della messa a punto del-

lo strumento, che negli anni ha visto molteplici evoluzioni, basti pensare che la soglia dello Spesometro 2010 era fissata alle transazioni di importo pari o superiori 25.000 euro. Le difficoltà che hanno fatto slittare le scadenze sono state superate, gli ingranaggi sono ben oliati, è ufficialmente partita la complessa macchina dello Spesometro 2014, portando con se una platea sempre più ampia di soggetti coinvolti nel controllo.

The world of il Consulente 17


Lavoro

Cuneo fiscale Le riduzioni Irpef ed Irap si concretizzano con il decreto 66 del 2014

di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

I

nfatti con la pubblicazione in G.U.R.I. del D.L. n. 66, in vigore dal 24 aprile 2014 diventa operativo il bonus Irpef per i lavoratori dipendenti annunciato dal Governo Renzi in occasione del D.L. Lavoro. La versione ora emanata riduce l’ambito dei potenziali beneficiari (vi rientrano i dipendenti con redditi fino a 26.000 euro, prevedendo però un decalage per i redditi da 24.001,00 fino a 26.000,00 ), incrementa il beneficio di 80,00 euro per i redditi fino 24.000,00 euro di reddito, specificando che il bonus va rapportato al periodo di lavoro. Pertanto da maggio 2014 fino a dicembre 2014 il bonus è pari a 640,00 euro annui ed 80,00 mensili, nel rispetto di quanto disciplinato, ma su base annua gennaio/dicembre 2014 il bonus è pari a 53,33 euro mensili. Sono interessati i percettori di: 1. redditi di lavoro dipendente, eccetto le pensioni (art. 49, comma 2, lett. a) TUIR); 2. redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. a), b), c), cbis), d), h-bis) e l) TUIR), E comunque solo se l’imposta lorda risulti essere superiore alle detrazioni da lavoro dipendente. Come detto il credito è 640,00 euro, se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro. In caso di reddito superiore, ma non oltre 26.000,00, il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro: 640 *[ (26.000-reddito ) /2000 ]. Tale credito viene inserito dal

nuovo comma 1 bis all’art. 13 del TUIR. Il credito va rapportato al periodo di lavoro nell’anno ed è erogato dal sostituto d’imposta, che lo dovrà effettivamente corrispondere nelle retribuzioni pagate successivamente alla data di entrata in vigore del DL 66, a partire dal primo periodo di paga utile. È di tutta evidenza, data la tempistica, che si ritiene che il primo periodo utile sia quello del prossimo mese di maggio come competenza. Il sostituto d’imposta per erogare detti crediti utilizza, fino a capienza, l’ammontare complessivo delle ritenute disponibile in ciascun periodo di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga. L’importo del credito ricono-

18 The world of il Consulente

sciuto va indicato nel CUD. Come detto il credito compete ai percettori di reddito di lavoro dipendente,escluso pensionati, e ad alcune categorie di soggetti con redditi assimilati. Tra gli assimilati sono escluse i redditi per attività intramoenia, le indennità e gettoni per cariche pubbliche, le prestazioni di previdenza complementare e gli assegni periodici al coniuge. Il sostituto deve verificare due condizioni: 1) che l’imposta lorda sul reddito da lavoro dipendente deve essere superiore alle detrazioni per lavoro che competono e con ciò si escludono i soggetti incapienti; non rilevano per il calcolo le detrazioni come quelle per familiari a carico; 2) che il reddito complessivo


non dovrà deve essere superiore a 26.000 euro. Pertanto lo stesso opera nel seguente modo: - procede al calcolo del bonus spettante e lo eroga in automatico al dipendente a partire dalla prima busta paga utile ; - l’importo da erogare viene recuperato dal monte ritenute fiscali ; - se detto importo è insufficiente, si aggredisce la somma dai contributi previdenziali; - il bonus erogato al dipendente si dovrà poi indicare nel CUD 2015. Sarà necessario che l’Agenzia dell’Entrate fornisca a breve istruzioni per i sostituti – e non solo - i quali avranno necessità di avere chiarimenti operativi sul calcolo del contributo per il rapporto alla durata del rapporto di lavoro, per le assunzioni e cessazioni in corso d’anno, per i periodi di aspettativa non retribuita, per rapporti part time e per chi abbia più sostituti o committenti come per i lavoratori a progetto e per chi, non avendo sostituti, quali i collaboratori domestici, dovrebbero recupero il bonus in UNICO o 730.

Come preannunciato vi è anche la riduzione dell’IRAP nel DL 66. La riduzione viene realizzata mediante un riduzione lineare sulle aliquote e non, come auspicato, sulla componente relativa al costo del lavoro ai fini della determinazione dell’imposta, che comunque rende più semplice il meccanismo di riduzione. IL DL prevede una diminuzione delle aliquote a seconda della tipologia di soggetto: - le imprese e i professionisti beneficeranno di una diminuzione dell’aliquota base dal 3,9 al 3,5%; - le concessionarie invece dal 4,20 al 3,80%; - per le banche ed altri enti finanziari dal 4,65 al 4,20%; - per le assicurazioni la riduzione dal 5,9 al 5,30%; - per le imprese agricole l’aliquota dall’1,90 all’1,70%. La riduzione, però,si basa sulle aliquote standard. Si deve pertanto tenere presente della situazione in ogni singola Regione, ove è possibile un incremento dell’aliquota standard in relazione al deficit sanitario. Il beneficio fiscale ha effetto

con decorrenza dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013. Pertanto le società aventi periodo di imposta coincidente con l’anno solare la novità troverà applicazione con riferimento al periodo di imposta 2014. Gli effetti finanziari quindi saranno differiti al 2015 quando le imprese verseranno il saldo IRAP 2014, ma per gli acconti da versare nel 2014 le stesse potranno versare l’imposta con aliquote intermedie, superiori a quelle ridotte, come previsto all’art. 2 del DL 66. “Ai fini della determinazione dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 secondo il criterio previsionale, di cui all’articolo 4 del decreto legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, in luogo delle aliquote di cui alle lettere a), b), e c) del comma 1 applicabili al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, si tiene conto, rispettivamente, delle aliquote del 3,75; 4,00; 4,50; 5,70 e 1,80 per cento.”

The world of il Consulente 19


Sindacato

Liberi di scegliere Se la chiave fosse il sindacato?

di Andrea Parlagreco Presidente Regionale ANCL - SU del Lazio

L

iberi Professionisti. Alti, bassi, belli, brutti, non diciamo biondi per evitare accuse di razzismo, ma anche perché biondo di certo non lo sono, ricchi, belle macchine… un mondo variegato di lavoratori accomunati da un unico comune denominatore: evasori.

Superiamo il nostro esame di stato, finalmente Consulenti del Lavoro. Paghiamo l’iscrizione all’Albo. Obbligatorio. Paghiamo i contributi ENPACL. Obbligatorio. Paghiamo la quota di iscrizione ANCL? Obbligatoria? No. Tutto giusto ma vediamo perché. Attraverso l’iscrizione all’Albo lo Stato Italiano garantisce il cliente del Consulente del Lavoro circa la professionalità dello stesso, la sua iscrizione all’Albo, obbligatoria per esercitare, l’adempimento degli obblighi di Formazione Continua, la corretta modalità, prevista dal Codice Deontologico, di esercizio della professione. Ognuno, cliente del Consulente del Lavoro, il quale ritenga di aver subito un abuso o semplicemente una scorrettezza da parte del professionista al quale si è rivolto, può inoltrare un’istanza al Consiglio Provinciale dell’Ordine di competenza per segnalare il fatto. Una commissione preposta provvede ad istruire la pratica e, se opportuno, a sentire le parti. Dopo un’attenta e scrupolosa verifica, provvedere a sanzionare il Consulente del Lavoro se ritenuto “colpevole”. Una grande conquista dei Consulenti del Lavoro è stata anche l’istituzione della Cassa di Previdenza. Nulla di più semplice. Paghiamo per accantonare somme che un giorno, evitiamo ironie inopportune, torneranno nelle nostre tasche sotto forma di pensione. Quindi: l’Albo tutela il cliente, l’ENPACL è la mamma

20 The world of il Consulente

che ci mette i soldini da parte... Sì! Ma ne frattempo che si fa? Chi tutela la nostra attività? Chi ci difende dai continui attacchi? Chi parla con gli istituti? Chi partecipa ai tavoli delle parti sociali? Chi? Chi? Chi? La risposta è: il Sindacato! Si lo so che sembra una parola vecchia, il mondo sta cambiando, c’è una evidente crisi di rappresentanza e di rappresentatività ma il Sindacato è l’unica associazione che parte dal basso, con le esigenze della base per li interessi dei Consulenti del Lavoro, liberi professionisti. Ovviamente si parla di ANCL Sindacato Unitario. Negli ultimi due anni, nel Lazio, siamo riusciti a fare iniziative di formazione unitaria tra più provincie, e anche tra più Regioni, a fare incontri e stipulare protocolli d’intesa con le Direzioni Regionali INPS e INAIL, siamo rappresentati all’interno della Giunta di Confprofessioni Lazio e sediamo nei tavoli delle parti sociali. Veniamo costantemente convocati dalla Regione Lazio nelle iniziative di promozione delle loro attività. Abbiamo istituito un Conto Aggregato ANCL/ Fondoprofessioni che potrà cambiare il modo di fare formazione negli Studi Professionali e nelle Aziende clienti dei Consulenti del Lavoro. Tutto questo, merito non di menti illuminate, ma del costante lavoro, quotidiano, che ognuno di coloro che ha deciso di partecipare alla vita sindacale ha portato avanti. Per questi motivi l’iscrizione all’ANCL non è ob-


bligatoria. L’adesione è frutto della volontà, della condivisione, della voglia di iniziativa, della possibilità di incidere nelle scelte di categoria ma soprattutto nella voglia di uscire dagli studi e decidere di disegnare la professione del nostro futuro.

Ora dovrebbe partire spontanea la richiesta: Cosa aspetti? Iscriviti all’ANCL! E qui crollerebbe tutto quanto appena scritto. La libertà non è negli obblighi, frutto anche di induzione indotta, ma nelle scelte consapevoli frutto di percorsi condivisi.

The world of il Consulente 21


Lavoro

Un salto di qualità Riformare servizi per il lavoro e politiche attive

I

di Alessandro Baccelli Consulente del Lavoro

tempi sono maturi per un salto di qualità: non solo mero assistenzialismo, ma coinvolgimento attivo per chi percepisce provvidenze pubbliche allo scopo di creare nuove opportunità per tutti. Fino a qualche anno fa, vedersi riconosciuto un periodo di cassa integrazione, rappresentava una possibilità di “riposo” retribuito.

Visto il perdurare della crisi ed il ricorso più massiccio alla CIG ed alla mobilità in deroga, oltre ai vari sussidi di disoccupazione e successivamente ASpI, la platea di coloro i quali hanno usufruito - e stanno usufruendo - di tali provvidenze è diventata, purtroppo, molto numerosa. I corsi obbligatori di riqualificazione professionale sono stati un timido tentativo di riavvicinare al mondo del lavoro questi lavoratori od ex occupati. Purtroppo, le note difficoltà economiche hanno molto spesso impedito la realizzazione di questi stessi corsi e, pertanto, in alcune situazioni i cataloghi regionali della formazione non hanno avuto il finanziamento per poter essere attivati. Il risultato è stato che centinaia di migliaia di persone sono state a casa in attesa di chissà quali avvenimenti futuri. Alla fine del 2012 ho assistito alla presentazione di uno studio riguardante il welfare generativo: confesso che era la prima volta che sentivo parlare di un tale concetto e, da quel momen-

to, ho cominciato a maturare la convinzione che il welfare generativo potesse essere una buona soluzione. Volendo sintetizzare l’argomento, scusandomi con gli studiosi ed i cultori della materia, l’idea principale che ruota intorno al welfare generativo consiste nella presa di coscienza, da parte dei percettori di sussidi, che la loro professionalità, dopo aver ricevuto da parte della società un sostegno economico, debba essere messa a disposizione della comunità stessa. In altre parole, abbiamo un dovere morale e sociale di “restituire” quello che abbiamo ricevuto: ma non in maniera materiale, attraverso la restituzione “fisica” del denaro, ma attraverso la messa a disposizione delle nostre forze lavorative e professionali alla società. Questo significa che il fruire delle risorse disponibili deve essere fatto mediante un utilizzo responsabile delle stesse e non soltanto attraverso il loro mero consumo, avendo così l’accortezza di rigene-

22 The world of il Consulente

rarle per un futuro vantaggio anche degli altri componenti della comunità. Non ci possiamo più permettere di pensare che le risorse siano finite: è necessario che vengano fatte fruttare. Quindi non si può più pensare che ci siano persone che si trovino in condizione passiva “a casa” e che siano inattive pur ricevendo un reddito. È necessario fornire loro un lavoro - anche temporaneo - che garantisca la socialità, l’uscita dalla solitudine, la dignità, l’apprendimento e lo sviluppo di nuove capacità per aprire possibilità future per diverse attività professionali. Continuare o riprendere a lavorare, in ambiti definiti, comporterebbe così una produzione di valore per la società ed un nuovo benessere per l’individuo. Si può pensare in questa maniera anche di ridurre – seppure in minima parte – il fenomeno distorsivo del lavoro “a nero” esercitato da chi viene sostenuto con gli aiuti sociali: in questo senso anche l’ampliamento dell’utilizzo del lavoro occasio-


The world of il Consulente 23


Lavoro nale accessorio è stato un piccolo passo. Questa nuova visione porta al concetto allargato di restituzione e di conseguenza al “welfare generativo”: da una fase di mero assistenzialismo si passerebbe realmente ad una fase di concretizzazione e di produzione di valore. Ma quali servizi potremmo immaginare di far svolgere ad un lavoratore od ex occupato per realizzare questo welfare generativo? Andando ad analizzare le esigenze della popolazione e della nostra società, possiamo evidenziare sicuramente l’esistenza di vari bisogni in campo di assistenza sanitaria, sociale, educativa, culturale, turistica, solo per citarne alcuni. Verificando gli indici demografici - anche attraverso i risultati dell’ultimo Censimento o le continue indagini che l’Istat ci propone - possiamo pensare a come l’Italia potrebbe migliora-

te utili” che hanno dato adito - in passato - a situazioni portatrici di contenzioni e rivendicazioni fondate. Tali attività svolte potrebbero essere “certificate” e rese utilizzabili come crediti formativi, al fine di abbreviare percorsi universitari, ed inserite nelle esperienze lavorative nel fascicolo professionale del lavoratore. Si tratta, in conclusione, di avere ben definito l’obiettivo di responsabilizzare i singoli cittadini percettori di provvidenze pubbliche per poter passare da una logica di mero costo a quella di investimento delle risorse. In tutto ciò risulta fondamentale l’apporto delle Istituzioni, delle parti sociali, dei professionisti e dei singoli cittadini sia a livello di sensibilizzazione dell’argomento e sia per la creazione di una nuova dimensione culturale che, in altri Stati, è già presente da molti anni.

24 The world of il Consulente

re molto la sua capacità di occupazione - ad esempio - tenendo conto della struttura di popolazione molto anziana. Volendo concretizzare e fornire degli spunti di utilizzo delle risorse si potrebbero citare, ad esempio: − il servizio di accoglienza ed informazione presso strutture sociali o sanitarie; − il disbrigo di pratiche presso il settore giustizia (Tribunali, Ministero,...) per lo smaltimento degli arretrati; − il servizio di affiancamento presso Musei e strutture pubbliche di accoglienza turistica; − l’occupazione per servizi di pubblica utilità presso Enti locali (scuole, trasporti,...); − il servizio elettorale durante le consultazioni politiche. Chiaramente, ma è bene sottolinearlo, non si tratterebbe di instaurare dei rapporti di lavoro, né tanto meno riprendere il concetto dei “lavori socialmen-


MASTER DI I LIVELLO IN ECONOMIA, ETICA E DIRITTO D’IMPRESA Formare professionalità del mondo dell’impresa, degli affari e delle istituzioni attraverso una prospettiva eticamente e socialmente responsabile. È questo l’obiettivo del Master di I livello in Economia, Etica e Diritto d’Impresa (MEDI) organizzato dal Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense in collaborazione con il Centro Studi Tocqueville-Acton e la Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.

Obiettivi Diretto da Flavio Felice, docente di dottrine economiche e politiche presso la Lateranense, e dal dott. Paolo Stern ed dall’avv. Fabio Angelini, il percorso formativo, oltre ad un taglio spiccatamente professionalizzante, si caratterizza per lo studio e l’analisi dei profili economici, giuridici ed etici che incidono sul funzionamento dei mercati e del mondo degli affari, sviluppandosi intorno a due principali filoni di apprendimento: uno spiccatamente economico-giuridico e, l’altro, antropologico-umanistico.

Caratteristiche Il Master, della durata complessiva di 10 mesi(di cui 7 mesi di didattica frontale), in formato part-time, si rivolge a coloro che sono interessati a intraprendere una carriera nel mondo degli affari in qualità di manager, consulenti d’impresa e del lavoro, imprenditori, avvocati d’affari o funzionari della pubblica amministrazione, fornendo quelle competenze e nozioni necessarie a operare nel complesso contesto dei mercati nazionali e internazionali. Il Master è anche rivolto a quei professionisti che intendano approfondire le tematiche dell’etica d’impresa e di un approccio responsabile al mercato economico e del lavoro. Al termine delle lezioni è previsto lo svolgimento, nei 3 mesi successivi, di uno stage formativo o di un project work aziendale. Tra le aziende partner figurano studi legali internazionali, società di consulenza aziendale e gestione del personale, imprese, pubbliche amministrazioni e studi professionali specializzati nel campo della consulenza del lavoro.

Tempi Il Master, inizierà nel mese di ottobre 2014. Le domande di ammissione dovranno pervenire entro il 20 giugno. I candidati che supereranno la fase di screening dei curricula saranno selezionati fino alla concorrenza del numero programmato e saranno invitati a sostenere un colloquio finale di ammissione che si svolgerà il 15 settembre 2014.

Per informazioni e iscrizioni http://www.pul.it/2014/04/laresponsabilita-sociale-dimpresaprende-la-laurea/ Segreteria Accademica del CLAS Orari di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì (10:00/12:30) e nei pomeriggi di martedì e giovedì (15:00/17:00).

Coordinatore Dott. Stefano Simone Mattei e-mail: coordinatore.clas@pul.it Segreteria Dott. Vincenzo Monaco Tel. 06 6989560706 69895607 Fax: 06 69886539 e-mail: info.clas@pul.it


Formazione

Teatro - formazione

Uno strumento originale il format pensato per la crescita dei professionisti e per l’orientamento dei giovani al lavoro

di Bruno Barghini Presidente ANCL Viterbo

È

e Massimo Corinti Responsabile scientifico Centro Studi Viterbo,

uno strumento originale, pensato per la crescita dei professionisti e per l’orientamento dei giovani al lavoro: il teatro-formazione. Consulenti del lavoro, coach, formatori, psicologi hanno dato vita ad una proposta coinvolgente ed efficace, denominata ”faccia a faccia” che risponde ai nuovi bisogni del mercato.

Come dirigenti provinciali di Viterbo dell’ANCL, abbiamo dedicato le nostre energie, in questi anni, alla divulgazione dei valori della professione dei consulenti del lavoro. E contemporaneamente all’avvicinamento delle nuove generazioni, offrendo loro quanto ci viene dal nostro costante monitoraggio del mercato del lavoro e delle sue evoluzioni. In questo cammino, sempre alla ricerca di strumenti che fossero coinvolgenti ed efficaci, abbiamo posto attenzione sulle esperienze di teatro-formazione condotte all’estero e in Italia. Si tratta di un tipo di formazione attiva, che utilizza la simulazione teatrale per la crescita di un gruppo. Ci è apparso subito evidente come il metodo offrisse un impatto decisamente superiore al tradizionale approccio frontale della formazione classica, basata sul passaggio di contenuti astratti all’interno di uno scambio docente-discente. Attraverso l’azione scenica, il gruppo prende consapevolezza delle

proprie dinamiche, dei propri linguaggi, esplora nuove possibilità, si confronta, si apre al cambiamento. L’incontro con Michele Palazzetti, Responsabile Coaching e Formazione dell’IPSE Istituto Psicologico Europeo, con alle spalle esperienza di format innovativi di formazione, ha rafforzato il nostro convincimento. Il gruppo di lavoro si è completato grazie all’intesa con CSA Consulta per lo Sviluppo delle Imprese e delle professioni e con la Compagnia Teatrale I Giovani, che ha alle spalle anni di premi nazionali. Tutto questo ci ha dato la possibilità di affinare e concretizzare la nostra intuizione. Teatro-formazione Nel dicembre scorso, grazie alla sensibilità della dirigenza dell’Istituto Dalla Chiesa di Montefiascone (Viterbo) questo gruppo di lavoro ha presentato a 140 studenti di quinto anno delle scuole superiori il nostro lavoro: Faccia a Faccia – teatro-formazione per l’orientamento al lavoro. La sceneggiatura, di Massimo Corinti, mette in scena le ansie

26 The world of il Consulente

e le strategie di una giovane candidata che deve affrontare un colloquio di lavoro. Nei manuali che consulta, nell’esperienza di chi “è arrivato”, nelle parole degli amici e dei familiari che la sostengono, la ragazza trova una straordinaria abbondanza di consigli preziosi, che prova diligentemente a seguire. Ma l’informazione, per quanto ineccepibile nei contenuti, è sufficiente a “formare” e “orientare” la persona? Aiuta l’individuo a migliorare le sue capacità di scelta e di risposta agli stimoli esterni? Lo sostiene nello sviluppo dell’assertività e della resilienza? Durante lo spettacolo, Michele Palazzetti, coach e formatore, “manipola” il lavoro degli attori in scena, interagendo con il pubblico, per coinvolgerlo e creare collegamenti diretti con il vissuto degli spettatori. Per invitare a fare esperienza. Ad allenarsi per fare scelte comportamentali congrue con le proprie qualità. Ai cinque attori in scena è richiesto uno sforzo duplice: dare sostanza e credibilità ai loro personaggi e mettere tutto al servi-


The world of il Consulente 27


Formazione zio dell’esperienza del pubblico. Interpretano le situazioni previste dal copione e possono essere chiamati a commentarle, a modificarle, a provarle con modalità che vengono loro suggerite di volta in volta. Sono “avatar” degli spettatori, a disposizione del loro gioco di conoscenza. L’entusiasmo con il quale i ragazzi hanno accolto la nostra proposta, partecipando “famelicamente” al gioco, ci ha dato conferma dell’efficacia di quanto avevamo messo a punto. E in aprile, al Teatro Antigone di Roma, abbiamo completato il test presentando il nostro spettacolo a un pubblico di dirigenti scolastici, imprenditori, rappresentanti della formazione, associazioni di categoria del mondo del lavoro, istituzioni. Il questionario di gradimento ha riportato una media di voto di 9 decimi e giudizi come: molto utile; molto stimolante; formativo e divertente; capace di far riflettere su comportamenti consolidati; efficace; concreto; diretto, intelligente; arguto e originale. Per i giovani Se davvero pensiamo che i nostri ragazzi siano un potenziale che aspetta d’essere attivato ed espresso, allora dovremmo fare in modo che imparino a guardare al futuro con fiducia e desiderio. Se vogliamo che i giovani si confrontino in modo adulto con il mondo, dobbiamo fare in modo che nel tempo costruiscano in se stessi: consapevolezza di sé, competenza emotiva, competenza relazionale, capacità progettuale, abilità strategiche, autostima, resistenza alle frustrazioni. Perché il confronto con il mondo rappresenti sempre una crescita della persona. Se nei giovani appare dilagante una sensazione di smarrimento crediamo dipenda dalla disabitudine alla confidenza con se

stessi. Per andare in qualche direzione non basta, infatti, sapere dove portano le strade che abbiamo davanti; bisogna saper riconoscere il nostro desideri di percorrerle. “Faccia a Faccia” non si aggiunge alle tante voci che vogliono spiegare ai ragazzi come fare qualcosa; e in particolare come presentarsi e promuoversi. È un momento denso e ricco, divertente e spericolato, nel quale si offre loro di sperimentare come fare a essere se stessi, nel modo più efficace possibile. Ed è un contributo per dare nuova luce a tutte le selezioni e valutazioni cui i ragazzi sono sottoposti nel corso degli studi e della vita. Nella vicenda di una giovane alle prese con il colloquio di lavoro troveranno le dinamiche del loro quotidiano confronto con il mondo degli adulti e tra queste saranno guidati a destreggiarsi per sentirsi al centro del proprio modo di immaginare e sentire il futuro. Per i professionisti Faccia a Faccia è pensato particolarmente per universitari e per studenti fin dai quattordici anni. È poi decisamente pre-

zioso per quanti, come noi, si occupano professionalmente di selezione. Il colloquio di lavoro non è un quiz, ma un momento di comunicazione complessa. Come in tutti i processi di comunicazione, siamo più efficaci quando siamo consapevoli delle nostre dinamiche. In Faccia a Faccia il selezionatore è proprio un consulente del lavoro. È infatti una delle competenze che stiamo sviluppando, perché il mercato apprezza sempre più quell’ampiezza di sguardo che la nostra professione ha su tutte le dinamiche del lavoro. L’azione scenica ci aiuta a vedere meglio l’interazione tra selezionatore e candidato e ad amministrare in modo più consapevole anche gli aspetti emotivi della comunicazione. Questo ci dà la possibilità di svolgere ancora meglio la nostra attività, con maggior soddisfazione e maggiore efficacia, contribuendo a coltivare e riconoscere in noi stessi e nei nostri interlocutori quei valori di cui il mercato e più in generale il nostro futuro hanno bisogno.

Bruno Barghini (a destra), Presidente ANCL Viterbo e Massimo Corinti Responsabile scientifico Centro Studi Viterbo, nonché autore e regista di Faccia a Faccia – teatroformazione per l’orientamento al lavoro

28 The world of il Consulente


Lavoro

Il decreto legislativo 39/14 I nuovi obblighi pert il datore di lavoro che intende impiegare i minori

di Claudio Coratella Avvocato

I

l datore di lavoro deve accertare che chi intende impiegare a contatto diretto e regolare con minori non sia stato interdetto dall’esercizio di tale attività e non sia stato condannato per abuso, sfruttamento sessuale o pornografico dei minori.

In data 6 aprile 2014 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 39 del 4 marzo 2014, emanato in attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI. Tale norma ha introdotto l’art. 25 bis nel D.P.R. n. 313 del 14 novembre 2002, con il quale viene stabilito l’obbligo per i datori di lavoro che intendano impiegare una persona per lo svolgimento di attività professionali o di volontariato organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori, di acquisire il certificato penale del casellario giudiziale, dal quale risulti l’assenza di condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600 bis (prostituzione minorile), 600 ter (pornografia minorile), 600 quater (detenzione di materiale pornografico), 600 quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile) e 609 undecies (adescamento di minorenni) del codice penale, ovvero la mancanza di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori. Il mancato adempimento di tale obbligo comporterà per il datore di lavoro l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 10.000,00 ad un massimo di euro 15.000,00. Stante i numerosi dubbi applicativi che tale norma ha suscitato, il Ministero della Giustizia ha emanato una “nota di chiarimento sulla portata applicativa” ed una “nota di chiarimento sui tempi di rilascio dei certificati del Casellario Giudiziario

nonché la Circolare del 3 aprile 2014. Successivamente, ad appena una settimana di distanza, gli orientamenti già espressi dal Ministero della Giustizia, unitamente ad ulteriori chiarimenti, sono confluiti nella circolare n. 9 dell’11 aprile 2014 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la quale ha fornito alcune indicazioni di carattere operativo al personale ispettivo delle Direzioni del Lavoro, chiarendo, innanzitutto, come tale adempimento riguardi esclusivamente i nuovi rapporti di lavoro, ossia quelli sorti a far data dal 6 aprile 2014, non trovando, invece, applicazione a tutti quei rapporti già in essere a tale data. Sempre secondo tale ultima circolare, inoltre, la norma deve ritenersi applicabile non soltanto alle varie tipologie di lavoro subordinato, ma anche a tutte quelle forme di attività di natura autonoma”, che comportino, ovviamente, un contatto continuativo con i minori, come, a titolo esemplificativo, “ipotesi di collaborazione a progetto o associazioni in partecipazione”. Ne restano escluse, di converso, le organizzazioni di volontariato, salvo nel caso in cui esse, nello svolgimento della propria attività, assumano la veste di datori di lavoro, nonché le attività poste in essere nell’ambito familiare, quali, ad esempio, le assunzioni di baby-sitter o, comunque, di personale domestico. La circolare ha chiarito, poi, come i soggetti interessati da tale disposizione siano solo quelli che abbiano un “contatto non mediato e continuativo con i minori”. Il datore di lavoro, pertanto, è eso-

The world of il Consulente 29


Lavoro nerato dal chiedere il certificato penale del casellario giudiziario nel caso in cui intenda assumere dirigenti, responsabili, preposti e sovraitendenti alla attività svolta dall’operatore diretto, “che possono avere un contatto solo occasionale con i destinatari della tutela”. Inoltre, le attività coinvolte sono solo quelle che hanno come destinatari esclusivamente soggetti minori, tra le quali, la circolare ministeriale cita espressamente insegnanti di scuole pubbliche e private, conducenti di scuolabus, animatori turistici per bambini/ragazzi, istruttori sportivi per bambini/ragazzi, personale addetto alla somministrazione diretta di pasti all’interno di mense scolastiche. Restano escluse, pertanto, dall’alveo di applicazione di tale normativa tutte quelle attività rivolte ad una utenza di destinatari indifferenziata, ma dove è comunque possibile “la presenza di minori”. Si noti, poi, che per quanto attiene più strettamente alle modalità operative, la circolare del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, richiamando quanto già espresso dal Ministero della Giustizia nella circolare del 3 aprile 2014, ha precisato che il certificato penale del casellario giudiziario, deve essere richiesto direttamente dal datore di lavoro, prima dell’impiego al lavoro, previa acquisizione del consenso dell’interessato, utilizzando l’apposita modulistica presente sul sito del Ministero della Giustizia. Una volta che tale certificato è stato regolarmente richiesto all’ufficio competente, però, per poter procedere all’assunzione non occorre attendere la materiale consegna dello stesso, essendo sufficiente, a tal fine, che l’interessato rilasci una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (se

30 The world of il Consulente

il datore di lavoro è privato) o di una dichiarazione sostitutiva di certificazione (se il datore di lavoro è organo della pubblica amministrazione o gestore di pubblico servizio) nella quale dichiari di non aver riportato condanne per taluno dei reati sopraindicati e di non aver riportato sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comporti contatti diretti o regolari con minori. Tale atto dovrà essere custodito dal datore di lavoro ed, eventualmente, esibito all’organo pubblico accertatore. Chiaramente ciò non esonera il datore di lavoro ad acquisire ugualmente la certificazione una volta pronta. In ossequio ai principi dettati dal codice in materia di protezione di dati personali, gli uffici delle Procure della Repubblica preposti al rilascio del certificato penale del casellario giudiziale, dovranno inserire nello stesso, laddove presenti, soltanto le iscrizioni di provvedimenti riferiti ai reati espressamente indicati nell’art. 25 bis del D.P.R. n. 313 del 14 novembre 2002. È comunque previsto che, nelle periodo in cui gli Uffici preposti pongano in essere gli interventi necessari ad adeguare il sistema informatico (periodo non meglio definito), possono essere rilasciati gli attuali certificati penali del casellario giudiziale di cui all’art. 25 del citato T.U. contenenti le iscrizioni relative a tutte le condanne penali. Il datore di lavoro, infine, deve richiedere il certificato penale solo al momento dell’assunzione, senza necessità di reiterare la richiesta successivamente, salvo nel caso di stipula di un nuovo e successivo contratto di lavoro con lo stesso lavoratore.


ORDINE NELLA VITA...

CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO

L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.


Rubrica Pasquino A giornata de li Quatto Papi (+ 1) A Sor Pasquì, Ma n’avete visto che spettacolo? Er giorno de li quattro Papi, du santi e du viventi! Pe quanti secoli c’ho nun l’avevo visto ne ‘nteso mai! Me pare che se possa dì chè stato ‘n ‘Unicum’, come dicevano qu’e por’anime dell’avi mii. M’hanno detto, io nun c’ero pe ovvi motivi, ch’è stata ‘na cosa eccezionale… mentre li due staveno a celebbrà – dicheno – che je s’èarzata ‘na brezza leggera, leggera… Come pe ddì… guerre, tiranni, ideologie - che s’enventamo e se scordamo… - tutto viè cancellato, tutto viè pulito dar Celo. Basta n’alito de vento… Uno m’ha detto: “Come splenneva Roma nostra che j’ha fatto da cornice…” Sentite a mme, Pasquì - scusate a confidenza – a potemo fa ‘nsieme ‘na considerazione: Dentro qu’a piazza c’era er passato e er futuro… perché de ‘na cosa bigna stà sicuri che vedenno qu’a scena, a chi l’ha potuta vede, j’à dato coraggio, l’ha fatto sentito protetto, perché se ne li misteri der Creatore, dove nun ce po’ ffa capo nissuno, ce stanno sti risurtati… in immaginabili, vordì che quanno ce mette e mani po’ fa succede quello che manco poi penzà… po’ ffa de tutto. Po’ aiutacce, puro a ritrovà ‘npò de Pace, ‘npò d’Amore … e aridacce qu’a fiducia che dopo st’anni de crisi se semo persi pe strada. E allora, puro se ssei scettico, te senti preso da ‘na forza che ‘nce stanno venti che la ponno soffià vvia! Si! Sor Pasquì so rimasto ‘mpressionato, me sento trascinato, rinvigorito… Me sento ‘na Cratura ne le mani de DDio. E stò ‘npò ppiù tranquillo! V’o possò dì? L’amico nostro… Si! Avete ‘nteso bbene quello che me fa le traduzioni … quello che chiameno ‘Er Professore’, dice che è puro lui che porta bbene… a li Papi… ortre che avelli visti tutt’e quattro, a uno je magnava accanto, ar Papetto lanzichenecco…, quanno da cardinale annava a magnà da ‘Scarpone’ ar Gianicolo. L’osteria ‘ndo ci’annava pure quer magnapetri de Peppe, a li tempi sua, quanno annava ‘fori porta’… a li tempi de ‘a Repubblica! E che anche a quer sant’omo der Polacco j’à potuto strigne a mano, quanno l’ha ricevuto ‘nsieme a ‘npò de colleghi sua, spagnoli e polacchi. Che forza, eh? Ma nun ha finito… Mo sembra che je fanno santo ‘n antro de li Papi che ha potuto vede ‘n vita… me sembra che se dice che puro a Paolo VI stanno a penzà bbene de elevallo a l’onori de l’artari! Sor Pasquino mio, quello nun se batte, su sei Papi deceduti, de gl’otto Papi ch’ha visto tre je li fanno Santi e, dice lui, n’antro è ‘npredicato.. visto come se stà a comportà Francesco… stà su ‘a strada bbona!!! Che scojonato, però o sai che ve dico visto da come s’ho annate e cose è mejo tenesselo bbono! Nse sa mmai!!! Ce scappasse quarcosa de bbono puro pe nnoi. Bonasera Sor Pasquì ve devo salutà de prescia, devo scappà, je devo mannà er pezzo ar traduttore, che l’Amichetti sua der TWOIC, o deveno mannà ‘n stampa. S’arivedemo a la ‘fraschetta’, magari a fasse na fojetta der mejo vino che c’hanno!!! MARFORIO


Il Giorno dei Quatto Papi (+ 1) Signor Pasquino caro, Avete visto che spettacolo? Il “Giorno dei Quattro Papi”, due Santi e due viventi! Per quanti secoli ho non ho mai visto niente di paragonabile: Si può tranquillamente dire che è stata una cosa unica (Unicum) come erano usi dire i miei antenati. Mi hanno detto, io non c’ero per ovvi motivi [Marforio è una delle ‘statue parlanti’, come Pasquino, la Sora Lucrezia, Il Babbuino, ecc.,, ed è posizionata ‘stabilmente’ in Piazza del Campidoglio a Roma – ndT], che è stata una cosa eccezionale anche la leggera brezza che a un certo punto si è alzata durante la cerimonia. Quasi ad affermare che tutto, guerre, dittatori, ideologie – che l’Uomo s’inventa e poi dimentica – viene cancellato, tutto viene pulito dal Cielo. Come un alito di vento rigeneratore… Un tizio sembra abbia detto “Come splendeva la nostra Roma, degna cornice di tanto spettacolo…” Statemi a sentire, Signor Pasquino – scusandomi per la confidenza – converrete con me che dentro quella piazza era rappresentato il passato e il futuro… Perché sicuramente, chi ha potuto

godere dello spettacolo, gli si è infuso coraggio, senso di protezione anche perché, anche se sui misteri del Padre Eterno nessuno può sindacare, il risultato eccezionale e inimmaginabile da il senso della Sua potenza senza limiti che tutto può permettersi. Può sicuramente aiutarci, a ritrovare un tantino di Pace e di Amore e, financo, a ridarci quella fiducia perduta in tanti anni di crisi. E pur se scettico ti senti attratto dalla consapevolezza che non ci sarà vento che poi la possa portar via. Si! Signor Pasquino, sono rimasto impressionato, mi sento coinvolto e vigoroso … perché con l’aiuto di Dio ho ritrovato la tranquillità scemata! Vi faccio una confidenza. Il nostro Amico … Si! Avete capito bene: l’addetto alle traduzioni, quel Consulente soprannominato “Il Professore’, afferma bonariamente che è anche lui che porta fortuna … ai Papi. Stante che oltre a essere contemporaneo di tutti e Quattro con uno, Papa Ratzinger, quando da cardinale andava al Ristorante “Lo Scarpone”, al Gianicolo, mangiava in tavoli molto vicini. Lo Scarpone era, nei tempi andati, un’osteria fuori porta dove era uso pa-

The world of il Consulente 33


Rubrica Pasquino

steggiare, ai tempi della Repubblica Romana, l’anticlericalissimo Giuseppe Garibaldi. E anche a Papa Woytila gli ha potuto stringere la mano durante un’udienza in cui ha presenziato unitamenti ai Colleghi Spagnoli e Polacchi, degli Ordini Nazionali. è una forza, eh?!? Ma non ha finito lì… sembra che ne canonizzino anche un altro suo contemporaneo: Sua Santità Paolo VI. Signor Pasquino, i fatti sono fatti su sei Papi deceduti tre glieli avranno elevati agli onori degli altari, non è da poco. Afferma, inoltre che anche un altro, Papa Francesco, pur augurandogli altri cent’anni di vita, sarà beatificato celermente per

34 The world of il Consulente

la bontà della sua attuale attività …. È proprio una simpatica canaglia! C’è da dire che, da come sono andate le cose non sarebbe male tenerselo buono. Tutto potrebbe succedere!!! A proposito, la saluto velocemente, dovendogli mandare questo ‘articolo’ per permettergli di tradurlo in tempo ai colleghi della Redazione di TWOIC per il ‘Visto si stampi’. Casomai ci rivediamo al Wine Bar per un calice di quello buono!!! MARFORIO [liberamente tradotto da Giuseppe Marini]


The world of il Consulente 35


Cultura

Giornata Mondiale dellaTalassemia: donate più sangue

I farmaci forse possono migliorare la qualità della vita, ma i pazienti talassemici non possono prescindere dalle trasfusioni. Il sangue è vita doniamolo con gioia e generosità di Andrea Tommasini

R

Redazione Cultura

oma Capitale 9 maggio 2014: in occasione della Giornata Mondiale Talassemia, per la prima volta quest’anno mi sono soffermato sugli incredibili numeri che girano intorno a questa patologia: in Italia 3 milioni e mezzo i portatori sani e 7mila i malati. Vitale è la donazione di sangue.

Nella nostra Roma Capitale l’Associazione Gocce di Vita ONLUS totalmente centrata sulla tematica della Talassemia ed in spirito di totale servizio alle persone affette da questa patologia in collaborazione con AD SPEM ONLUS, diversamente focalizzata sul tema delle donazioni e per questo complementare e fondamentale al supporto, hanno sottolineato il 10 maggio la ricorrenza che dà voce a chi combatte ogni giorno con questa patologia. Il tema internazionale, sollecitato dalla Thalassaemia International Federation di riferimento, sovranazionale, riguarda la necessità di unire le forze contro la crisi economica. ‘Recessione economica: Osserva – Unisci le forze – Salvaguarda la salute’. Questo tema fa riferimento in particolare alla necessità di istruire meglio e guidare le linee di condotta politiche che riducano le

disuguaglianze sanitarie, con attenzione particolare ai paesi colpiti dalla crisi economica. Il tema prioritario da portare avanti a livello sociale e politico, sottolinea il Presidente Gianluca Ciccia di Gocce di Vita ONLUS In Italia, è una stringente una campagna di sensibilizzazione soprattutto in favore della donazione di sangue, elemento vitale per i malati di talassemia, e non solo per loro, come sottolineano anche gli esperti. Leggiamo che “….La talassemia è una malattia genetica ereditaria rara, dovuta a un difetto genetico che compromette il trasporto di ossigeno nel sangue e porta l’emoglobina a valori incompatibili con la vita. L’Italia è tra i paesi più colpiti dalla malattia, con 7000 persone affette e 3 milioni e mezzo di portatori sani. Le percentuali maggiori si concentrano nelle zone della Sardegna e della Si-

36 The world of il Consulente

cilia, le regioni meridionali e la zona del delta padano…”. La talassemia dunque, malattia genetica ereditaria rara, endemica nel bacino del Mediterraneo e dovuta a un difetto genetico che compromette la produzione dell’emoglobina, resta una patologia seria, cronica, sulla quale si concentrano gli sforzi della ricerca italiana e internazionale per offrire a questi malati una possibilità di guarigione”. La prima salvezza è la donazione del sangue. Sebbene grazie ai supporti farmacologici sia migliorata la qualità di vita e l’età media si sia innalzata di 10 anni nell’arco dell’ultimo decennio, continuano a rimanere fondamentali le donazioni di sangue per assicurare le trasfusioni ‘salvavita’. Sono quelle risolutive e dunque si deve donare senza riserve. Se tutti quelli che sono in condizione di donare lo fanno, le


persone possono stare meglio tutte, sia i pazienti, sia i donanti. Donare il sangue fa bene a chi lo dona ed a chi lo riceve. È un atto d’amore che ripaga il donante ed il ricevente. Un perfetto equilibrio di natura, vita e rinnovamento per entrambe. Cosa aspettiamo??? !!!! Il cuore e la generosità delle persone e della natura deve sempre poter vincere sull’ingiustificato strapotere delle case farmaceutiche. Il sangue è in ogni caso la priorità assoluta e su quello ci si deve concentrare. Questo atto di generosità da parte di ogni essere umano nelle condizioni di donare non può e non deve mai mancare. Riferiscono infatti i medici che “i pazienti talassemici necessitano di trasfusioni costanti, per permettere di correggere l’anemia grave consentendo una vita più che accettabile”. Ripeto: e noi cosa aspettiamo a donare? !!!! Il Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro in collaborazione con la Fondazione Oreste Bertucci, alla memoria del Presidente Fondatore e con grande impegno e sensibilità dell’attuale Presidenza e Consiliatura, ha organizzato e ripete periodicamente gruppi di donazione a sostegno della causa.Onore al merito. Certamente la stessa responsabilità individuale di ciascuno di noi può essere d’aiuto a molti e sono certo che non mancheremo a questi importanti appuntamenti. Presente alla giornata del 9 maggio u.s., insieme al Presidente Dott. Gianluca Ciccia di GOCCE DI VITA ed al Presidente di AD SPEM Dott. Enrico Maccari, molti esponenti del mondo scientifico ed istituzionale, co-promotori dell’evento il dott. Francesco Sorrentino del

Centro Regionale di Riferimento per la Talassemia della Regione Lazio, ASL RMC P.O. S. Eugenio, medico che insieme alla sua importante professionalità segue anche con impegno che viene dal profondo del cuore le molte persone affette da questa patologia. Quest’ultimo ha precisato ai presenti che “….i pazienti talassemici vanno a scuola, lavorano, si sposano, scelgono di fare figli, alcuni sono addirittura diventati nonni”. Una basilare ed etica informazione atta a ri-dimensionare nel presente e soprattutto nella necessità presente, la realtà di questa malattia. Il volto di ciascuno di noi. Il tema delle trasfusioni poi viene a sottolineare anche la necessità di creare gruppi di donatori fidelizzati e sicuri in quanto, affinchè il sangue sia utile e funzionale al benessere dei pazienti affetti da questa patologia, questo deve essere trasfuso appena donato. Questo fatto espone i pazienti che devono ricevere le trasfusioni ad una specie di “roulette russa” in quanto il tempo in cui deve essere donato il sangue non consente, normalmente, di far trascorrere tutto il tempo che servirebbe per effettuare ogni fondamentale controllo. Risulta necessario dunque individuare persone sane e costituire gruppi di persone preventivamente verificate, con sangue disponibile e sano a disposizione per i nostri amici e fratelli affetti da questa malattia “rara” sebbene così diffusa, Certamente vi è l’aiuto anche da parte delle ultime evoluzioni delle terapie, in particolare l’introduzione dei farmaci chelanti del ferro di ultima generazione, assumibili per via orale che aiutano a ridurre il sovraccarico di ferro negli organi in cui il me-

tallo si accumula determinando gravi danni. Grazie all’associazione GOCCE DI VITA ONLUS ed in collaborazione con la Fondazione Oreste Bertucci e la generosità di tutti gli amici e colleghi, si è resa possibile la la disponibilità di nuove indagini diagnostiche, quali la risonanza magnetica per immagini, che si è potutoa acquistare e donare su Roma e che hanno sicuramente migliorato le condizioni di vita dei pazienti, così come riferiscono sempre gli esperti. Per contro permangono comunque le difficoltà quotidiane per i pazienti. “Tanti giovani sono costretti a sottoporsi a continue trasfusioni di sangue, a controlli specialistici e ad assumere cronicamente farmaci”, rileva Gianluca Ciccia, Presidente dell’Associazione per malati talassemici Gocce di Vita. “La Giornata è l’occasione per coinvolgere l’opinione pubblica e sensibilizzare tutti su questa realtà. Il nostro compito come Associazione è di collaborare con i medici per incrementare la conoscenza della malattia da parte dei pazienti”. E poi lavorare per migliorare il contesto assistenziale per i malati sul territorio. In questo modo vogliamo essere un punto di riferimento per i pazienti, affinché non affrontino da soli le difficoltà che questa patologia purtroppo ancora comporta”. In questa direzione, è mata la collaborazione tra Gocce di Vita e Associazione Donatori di sangue AD SPEM Onlus, che rappresenta e stigmatizza esattamente la focalizzazione sulla necessità la donazione di sangue, aspetto fondamentale per i malati di talassemia. Ci viene segnalato che la disponibilità di sangue continua a rappresentare un elemento di

The world of il Consulente 37


Cultura criticità per la Regione Lazio, e in particolare per Roma, che ormai da tempo continua a far rilevare la mancanza di circa 40/45.000 sacche di sangue l’anno, una media di 110/124 sacche al giorno, necessarie per la talassemia e tante altre patologie e persone che con poche “gocce di vita” possono cambiare e recuperare la propria esistenza. “La Giornata Mondiale della Talassemia ha dunque rappresentato un’occasione preziosa per sensibilizzare la cittadi-

nanza sull’importanza della donazione di sangue”, ha commentato poi Enrico Maccari, Presidente dell’Associazione AD SPEM. Quest’ultima da oltre 30 anni si batte per far crescere il numero dei donatori con particolare sensibilità alle patologie come la talassemia. In questo senso la collaborazione tra Associazioni donatori e Associazioni Pazienti, come la talassemia, è particolarmente appropriata. Da queste collaborazioni possono emergere messaggi molto utili per

38 The world of il Consulente

la sensibilizzazione del grande pubblico”. Solo su Roma siamo oltre tremila e sono certo che sapremo non far mancare il nostro contributo di sangue e sostegno all’Associazione Gocce di Vita, al suo Presidente ed alle straordinarie persone che con lui collaborano con Professionalità, amore e costante presenza e dedizione. Per seguire e sostenere le attività http://www.goccedivita.it/, anche per dare il tuo sostegno. Noi ci siamo e tu ? !!!


I misteri di Roma

Azione:l’arte nel dono La poesia della vita e nella vita: quando il dono del sangue si unisce all’arte, il dono dell’arte diviene arte del dono

D

di Andrea Tommasini Redazione Cultura

ue corpi, lo stesso sangue, che vivono grazie ad un comune abbraccio nella nostra Roma capitale Essere generosi e “signori” nella vita e per un’intera esistenza, è certamente un dono di pochi. Qui invece, serve il dono di molti. Un grande abbraccio che viene dal cuore e che attraverso la forma dell’arte, possa divenire dono della salvezza per molte persone.

Da qui l’intuizione del Presidente dell’Associazione Gocce di Vita, Gianluca Ciccia di sostenere l’iniziativa scritta e diretta da Kyrahm e Julius Kaiser del 7 giugno 2014. Studiando gli usi e i costumi di alcune popolazioni del Pacifico e del Nord America, Mauss individua nel dono un sistema, a volte assai complesso, per stabilire relazioni fra gruppi e persone.

Per Mauss il dono è un “fenomeno sociale totale.” Lo studioso osservò che in molte società lo scambio assumeva una forma ben diversa dalla logica utilitaristica dello scambio di mercato e le transazioni economiche si basavano sulla logica della reciprocità, riassumibile nella formula del ‘dare, ricevere, ricambiare. Il nome di Ashura commemora il martirio di Hussein, nipote del

profeta Maometto che, secondo la tradizione, fu ucciso e decapitato nel settimo secolo. Durante questa ricorrenza, in Iran, molti fedeli mostrano il proprio amore per il martire in un’autoflagellazione collettiva. Ancora oggi, in questo giorno di profondo lutto, per tutto il paese sfilano al suono ossessivo dei tamburi, cortei con uomini, donne e bambini vestiti di nero che si autoflagella-

AZIONE COL SANGUE

Due corpi, stesso sangue. Nessuna parentela. Vivo, grazie a chi abbraccio.

The world of il Consulente 39


I misteri di Roma no con fruste o mazzi di catene e feriscono la propria testa con affilati coltelli. Questa autoflaggellazione collettiva, ormai da tempo, è stata proibita e sostituita con la donazione volontaria di sangue chiamata “Qame Zani”. Nel giorno di Ashura, le banche del sangue raccolgono quasi il quadruplo delle dosi rispetto alla media. Aiutiamo anche noi a trasformare, anche attraverso di questo, I mali del presente nelle speranze per il futuro di tutti noi nelle distinte necessità. Su questo “mood” Sabato 7 giugno 2014 avrà luogo la Performance inedita scritta e diretta da Kyrahm e Julius Kaiser Presso il Teatroinscatola - Lungotevere degli Artigiani 12/14 Roma con un doppio doppio appuntamento: 1) incontro e donazione alle 8.30 2) performance serale alle 21.00 Contatti per partecipare e ricevere info: azionecolsangue@gmail.com oppure chiamare il numero 340.6479392 La mattina del giorno sabato 7 giugno 2014 alle ore 8.30 l’appuntamento è presso il Teatroinscatola, per poi recarsi insieme presso un centro trasfusionale vicino. Successivamente ai partecipanti verranno date delle semplici istruzioni per la performance serale. La sera alle ore 21 dello stesso giorno si tornerà al Teatroinscatola, dove ci sarà la performance: l’emozionante incontro e abbraccio tra donatori

e riceventi, persone che non potrebbero vivere senza regolari trasfusioni di sangue, che presenteranno il prezioso momento attraverso il linguaggio poetico della performance art. Il pubblico può decidere se essere donatore e partecipare attivamente dalla mattina o anche assistere solo alla performance serale. L’azione verrà videodocumentata nella sua interezza a partire dalla mattina. Il concetto si sviluppa secondo le seguenti considerazioni: miti, riti e tradizioni di ogni civiltà hanno sempre fatto riferimento all’immagine del sangue. Ci furono molti artisti europei degli anni Sessanta ai Settanta che usarono sangue in azioni di performance e body art. Le stesse tornarono dirompenti negli anni 90. Gans afferma che ormai l’estetico sacrificale dell’arte è ora sostanzialmente esaurito. La nostra necessità attuale è orientata al dono per la salvezza della vita e la prosecuzione della specie. L’economia del dono ha caratterizzato diverse società “primitive” e, ad oggi, solo pochi gruppi sociali e culturali continuano a praticarla.In Italia si stima che vi sia bisogno di 40 unità di sangue l’anno ogni 1000 persone, cioè di circa 2.400.000 unità. C’è costantemente urgente bisogno di sangue. La maggior parte di noi può donare il sangue e molti, almeno una volta nella vita, potrebbero averne

40 The world of il Consulente

bisogno. Un evento assolutamente gratuito Secondo Andrea Tagliapietra: “Aristotele definisce il dono come una “irreddibilis datio”, cioè qualcosa (o qualcuno) che ha dato senza possibilità di revoca: è questo che distingue il dono dal prestito. Una seconda caratteristica è che il dono non deve prevedere un contraccambio, perché in tal caso avremmo uno scambio. Il dono in senso occidentale rivela la duplicità che in alcune lingue è ancora conservata, e che associa all’idea di dono (l’inglese “gift”) quella di veleno (il tedesco “Gift”). Avvelenati sono, infatti, i doni fondativi della cultura occidentale, dal fuoco di Prometeo e dal vaso di Pandora, fino alla mela di Paride e al cavallo di Troia del poema di Omero. Ma anche il frutto che Eva porge ad Adamo, nel giardino dell’Eden, non è certo un dono senza conseguenze. Avvelenato o perlomeno ambiguo, infine, è anche il dono dell’artista, la cui offerta dell’opera appare in bilico fra il dono di sé e l’affermazione di dominio, fra l’ospitalità e la provocazione. Ecco allora che, per restituire al dono la sua innocenza, è necessario che esso sia, come suggerisce il filosofo francese Jacques Derrida nel saggio Donare il tempo, un evento assolutamente gratuito, incondizionato e unilaterale.”


I Requisiti richiesti al donatore È necessario aver introdotto una sufficiente quantità di liquidi onde non essere disidratati, prima del prelievo viene compilato un questionario anamnestico riguardo alla storia clinica remota e recente dall’ultima donazione, o comunque gli ultimi 4 mesi, dopodiché il donatore viene sottoposto alla quantificazione dell’emoglobina tramite punzione di un dito della mano ed esame spettrofotometrico della goccia di sangue fuoriuscita. Segue poi un colloquio con un medico della sezione con cui viene commentato il questionario, viene misurata la pressione arteriosa ed auscultati il cuore ed i polmoni, dopodiché si può accedere alla sala prelievi. Una donazione di sangue intero dura circa 15 minuti. Età: Compresa tra i 18 ed i 60 anni per la prima donazione. Chi è già donatore può superare il limite dei 65 anni in relazione ovviamente allo stato di salute in atto e alla valutazione cardiologica Peso: Non inferiore a 50 kg (indipendentemente dalla statura o dalla costituzione) Pulsazioni: Comprese tra 50-100 battiti/min (anche con frequenza inferiore per chi pratica attività sportive, su giudizio medico). Pressione arteriosa: tra 110 e 180 mm di mercurio (Sistolica o MASSIMA) tra 60 e 100 mm di mercurio (Diastolica o MINIMA) Stato di salute: Non soffrire di malattie croniche (diabete, malattie autoimmuni, tumori maligni…) Non avere MAI avuto Epatite C, sifilide, comportamenti a rischio di malattie trasmissibili sessualmente ed uso di sostanze stupefacenti Infezioni da Epatite A e B sono da rivalutare dopo guarigione clinica ed esami. Non aver avuto malattie nelle ultime due settimane anche se di lieve entità (influenza, bronchite, polmonite, herpes labiali…..) Non aver assunto alcun farmaco nell’ultima settimana (antidolorifici e aspirine), nelle ultime due settimane per antibiotici o antibatterici. Si possono regolarmente assumere preparati vitaminici e pillola anticoncezionale Non essere stati sottoposti ad interventi chirurgici negli ultimi 3 mesi (comunque è necessario documentare il ricovero con lettera di dimissione e/o cartella clinica). I piccoli interventi locali vengono rivalutati dal medico Portare qualsiasi documentazione di tipo sanitario precedente (cartelle cliniche per interventi pregressi, eventuali esami del sangue o strumentali eseguiti in passato….) Non essere stati sottoposti ad interventi odontoiatrici negli ultimi 30 giorni (estrazioni, pulizia, ecc..). Non aver subito esami endoscopici negli ultimi 4 mesi (gastroscopia, colonscopia, artroscopia, ecc..) di cui produrre comunque DOCUMENTAZIONE Non aver effettuato viaggi o soggiorni in zone tropicali negli ultimi 3 mesi (6 mesi se zone malariche) Non aver soggiornato nel Regno Unito per più di 6 mesi (nel TOTALE dei soggiorni) dal 1980 al 1996 e non essere stati trasfusi nel Regno Unito Non avere il ciclo mestruale in corso (è consigliato lasciar trascorrere almeno 1 settimana dalla fine del ciclo) Non aver avuto parti negli ultimi 12 mesi o interruzioni di gravidanza negli ultimi 6 mesi Non tatuaggi, né agopuntura, né fori ai lobi, né piercing vari negli ultimi 4 mesi Non aver effettuato allenamenti pesanti o sport intenso nelle 24 ore precedenti il prelievo. Non è indispensabile essere completamente a digiuno, è possibile assumere caffè o the’ moderatamente zuccherati ed eventualmente mangiare qualche biscotto secco o fetta biscottata; l’importante è non aver fatto colazione con cibi grassi,dolciumi, latte o altri prodotti da esso derivati Soggiorno in USA e CANADA: sospensione di 28 giorni dal rientro

Ci troviamo lì tutti quanti insieme !!!!

The world of il Consulente 41


The world of il Consulente


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook