Elaborazione grafica di Carlo Busi
N°47 - 30 giugno 2013 Periodico telematico - Reg.Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma - Pubblicazione quindicinale Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele - Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera - Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi - Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. - Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria: segreteria@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11-1-l979 N.12 Redazione: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 30-06-2013
Il CDL al tavolo permanente sulle semplificazioni Editoriale Care Colleghe e cari Colleghi, sono stati recentemente approvati i provvedimenti sulle semplificazioni in materia di lavoro proposti dal nostro Consiglio Nazionale. Stiamo parlando della semplificazione di procedure amministrative, iter e vincoli burocratici che “ingolfano” inutilmente il sistema, appesantendo aziende e imprese che spesso devono servirsi di intermediari, con ulteriori oneri economici a carico degli imprenditori. L’intento è di porre le basi per un rilancio e sviluppo delle piccole e medie imprese italiane, ottimizzando per loro le norme della sicurezza sul lavoro e alleggerendo l’onere burocratico delle pratiche quotidiane, con la consapevolezza che le PMI sono un mondo a parte e non possono omologarsi alle grandi realtà industriali, il tutto nel rispetto delle norme che salvaguardando le tutele e la sicurezza che al lavoratore sono dovuti. Gli argomenti proposti dai CDL in semplificazione sono molteplici e diversificati si parte dalle procedure di liquidazione INAIL/INPS, per passare ai certificati di agibilità nel mondo dello spettacolo, agli adempimenti burocratici nei casi di maternità anticipata, alla citata normativa sulla sicurezza sul lavoro, alla rivisitazione e ottimizzazione del DURC e molte altre ancora. Anche il Ministro per la Pubblica Amministrazione Gianpiero D’Alia, in aper-
tura dei lavori del 4° Festival del Lavoro tenutosi a Fiuggi dal 20 al 22 giugno scorsi, ha commentato con grande favore i provvedimenti sulle semplificazioni, che ridurranno gli oneri burocratici a carico di cittadini ed imprese: “sono semplificazioni che rappresentano una manovra economica a costo zero e consentono alle imprese un risparmio stimato in 450 milioni”. Si tratta di “oneri amministrativi in parte insopportabili in tempo di crisi” e solo riducendo quello che ha definito un “cuneo burocratico” può partire il rilancio dell’economia e l’ammodernamento del Sistema Paese. Il Ministro nella stessa sede ha anticipato che nel tavolo permanente sulla semplificazione ci saranno anche i professionisti e che tale contributo offerto non possa essere “a costo zero perché fa risparmiare cittadino e impresa”. Questi sono riconoscimenti importanti, indispensabili per continuare ad operare insieme con dovizia di intenti e risultati. Le istituzioni riconoscono finalmente come necessaria l’esperienza sul campo offerta dal professionista e allora che continui questa fruttuosa collaborazione! Il consulente del lavoro sta dando il proprio apporto per cercare di frenare la crisi e rilanciare con le proprie armi l’economia. Si parte dalle piccole vittorie, a piccoli passi, per raggiungere il grande obiettivo comune: quello della rinascita economica.
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Sommario
In Focus
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Festival del Lavoro 2013
Dall’ inviato del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma la cronaca di una entusiasmante iniziativa
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Nelson Mandela
Non c’è nessuna strada facile per la libertà di Andrea Tommasini Redazione Cultura
di Gianluca Petricca CdL Centro Studi Roma
il Consulente
Il CDL al tavolo permanente sulle semplificazioni L’editoriale del Presidente di Adalberto Bertucci
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Rinnovi contrattuali
Considerazioni, riflessioni, domande e divagazioni sulle dinamiche che ruotano attorno ad un rinnovo, lette dagli occhi di un Consulente di Alessandro Baccelli Consulente del Lavoro
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Centri per l’Impiego
Nella Provincia di Roma un accordo per lo sviluppo fra i Centri per l’Impiego ed i Consulenti del Lavoro di Paolo Stern Consulente del Lavoro
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Rubriche
26 Pasquino
In morte di Margherita Hack
Ordine
Lavoro
Centri per l’Impiego Nella Provincia di Roma un accordo per lo sviluppo fra i Centri per l’Impiego ed i Consulenti del Lavoro di Paolo Stern Consulente del Lavoro
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nteressante intesa raggiunta tra i Centri per l’impiego della Provincia di Roma e il Consiglio dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. Intermediazione domanda e offerta, zero burocrazia, formazione, integrazione di sistemi e scambio di informazioni, questi i contenuti del protocollo. In data 25 giugno è stato sottoscritto un interessante protocollo i Centri per l’Impiego della provincia di Roma ed il consiglio dell’ordine di Roma e provincia. Oggetto del protocollo è l’avvio di importanti ed effettive sinergie operative tra i consulenti del lavoro ed i vari centri per l’impiego. Tante le iniziative previste: dalla possibilità di interrogare direttamente gli archivi dei CPI da parte dei consulenti per conoscere lo status di singoli lavoratori per l’accesso a incentivi all’assunzione alla diffusione dei servizi di preselezione del personale, dallo scambio di informative alla promozione dell’istituto della certificazione dei contratti di lavoro. Tante iniziative unica finalità: agevolare l’incontro della domanda ed offerta di lavoro. Ne parliamo con il protagonista, insieme al presidente Bertucci, dell’accordo, il dott. Francesco Costanzo dirigente del Servizio “Politiche del Lavoro e Servizi per l’impiego - Osservatorio sul mercato del lavoro e sugli esiti occupazionali” della Provincia diRoma. Costanzo nasce a Cosenza nel 1971, si laurea in Giurisprudenza, con lode, nel
1995, presso l’’Università “La Sapienza” di Roma. Dopo brillante carriera come consulente e docente di materie giuridiche e di organizzazione approda nel 2009 alla provincia di Roma dirigendo diversi servizi fino al 2012 in cui assume l’attuale incarico. Dott. Costanzo ci racconti perché un accordo con i consulenti del lavoro nel 2013? I consulenti del lavoro rappresentano, da sempre, la “cerniera” tra il mondo produttivo (imprese) e l’ordinamento giuridico (peraltro, in perenne cambiamento). Al contempo, i Centri per l’Impiego hanno rapporti giornalieri con tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano di mercato del lavoro (aziende, utenti inoccupati/disoccupati/cassaintegrati, Istituzioni ed enti locali, enti di formazioni). E’, pertanto, fondamentale (ed, in questo momento, lo è ancor di più) cercare di unire le forze e “fare rete” per tentare – nel rispetto delle caratteristiche e
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delle prerogative di ognuno – di rendere più efficiente il proprio lavoro. Quali ritiene siano gli elementi più qualificanti del protocollo e cosa si aspetta da questo? Oltre ad alcuni aspetti meramente amministrativi (utili, però, per migliorare l’attività giornaliera di tutti), gli elementi di maggior interesse sono: 1. l’individuazione di una procedura in grado di incrementare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro (nello specifico, attraverso l’inoltro, da parte dei Consulenti del lavoro di Roma ai CPI delle richieste di preselezione provenienti dalle aziende clienti) 2. diffusione da parte del CPI delle attività istituzionali, in primis della Certificazione dei Contratti di Lavoro, fornite dal Consiglio dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro finalizzate alla trasparenza dei rapporti di lavoro ed alla prevenzione
del contenzioso in materia di lavoro. L’utente ricerca un “buon lavoro”, ma ha anche diritto ad un “lavoro buono”: e chi meglio dei consulenti del lavoro, conoscitori nel dettaglio della materia, per la certificazione del contratto? Da conoscitore attento del mercato del lavoro come vede il consulente 2.0, ossia il professionista che si occupi di lavoro nel prossimo futuro? In un momento come quello attuale (e, purtroppo, anche nel medio termine), le criticità degli aspetti lavoristici si fondono sempre di più con quelli sociali: le tensioni che emergono ogni giorno e le preoccupazioni per un futuro incerto, devono essere “governate” da soggetti in grado di trovare soluzioni, senza acuire il conflitto. Pertanto, la figura del cd. consulente 2.0 - stante la preparazione acquisita ed il rapporto fiduciario con le aziende - appare sempre più necessaria, perché in grado, per quanto di propria competen-
za, di garantire una sorta di “pace sociale” in azienda. Allarghiamo il discorso. Che la situazione occupazionale sia in uno dei suoi momenti più difficili è noto a tutti ma nello specifico a Roma, nella capitale d’Italia com’è la situazione, quale le fasce sociali maggiormente in difficoltà a livelli occupazionali? Le ultime rilevazioni Istat ci dicono che nel mese di maggio a Roma la disoccupazione è salita oltre il 12%. Una percentuale più alta della media registrata nel resto d’Italia. I giovani tra i 15 e i 24 anni rappresentano sicuramente la fascia sociale che soffre di più, con un tasso di disoccupazione drammatico che ormai sfiora il 40%. L’augurio è che le misure immediatamente introdotte dal decreto legge n. 76/2013 (Incentivi per nuove assunzioni) e quelle previste a decorrere dal gennaio 2014 (cd. Garanzia per i Giovani) possano dare realmente i frutti sperati.
Vediamo le cose in modo propositivo: che indicazione potrebbe dare ad un giovane diplomato che vuole scegliere tra università e lavoro, quali le possibili prospettive? Al di là di ciò che può offrire nello specifico il mercato del lavoro in un momento storico come questo, l’indicazione che mi sento di dare a un giovane diplomato è puntare il più possibile su un percorso di specializzazione. In Italia professionisti a elevata specializzazione formano un segmento ancora troppo modesto rispetto a quello di altre realtà. I giovani devono inoltre abituarsi all’idea che il mercato del lavoro richiederà sempre più percorsi di riqualificazione e formazione continua. La propensione all’aggiornamento e la tensione costante all’apprendimento saranno quindi in futuro le qualità vincenti per sfuggire alla precarizzazione del lavoro e delle economie.
Francesco Costanzo Provincia di Roma Dirigente Servizio I “Politiche del lavoro e Servizi per l’impiego - Osservatorio sul mercato del lavoro e sugli esiti occupazionali “ - Dipartimento III
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Lavoro
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Nazionale
Festival del Lavoro 2013 Dall’ inviato del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma la cronaca di una entusiasmante iniziativa
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di Gianluca Petricca CdL Centro Studi Roma
rande successo della IV edizione del Festival del Lavoro svoltosi quest’anno a Fiuggi. La nota località termale ha ospitato, dal 20 al 22 giugno, l’evento organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi, registrando uno straordinario consenso in termini di presenze e di interesse per i temi trattati.
Oltre 5000 colleghi giunti da diverse parti del Paese, l’intervento di sei ministri della Repubblica la presenza del vicepremier Angelino Alfano, del sottosegretario del Ministero del Lavoro Jole Santelli, dei presidenti delle commissioni lavoro del Senato e della Camera Maurizio Sacconi e Cesare Damiano, del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, del Direttore generale delle Attività ispettive del Ministero del Lavoro Paolo Pennesi e di altre personalità del mondo politico, accademico, imprenditoriale e professionale, hanno contribuito a determinare l’ottima riuscita della manifestazione. Molti, tra tavole rotonde e workshop, gli eventi organizzati e i temi affrontati dai Consulenti del Lavoro durante i tre giorni di manifestazione. Una vera e propria “full immersion” per discutere, del lavoro e di lavoro, in modo aperto, costruttivo e propositivo, a dimostrazione di quanto il Consulente del Lavoro sia divenuto figura professionale strategica e imprescindibile per una seria riflessione sul mercato e sul mondo del lavoro. Il “leitmotiif” del Festival 2013 è stato “il lavoro al centro dello sviluppo”. Si è voluto esprimere con forza il concetto secondo il quale si può e si deve uscire dalla negativa congiuntura economica in cui versa il Paese puntando, in modo deciso unitario e condiviso, sul lavoro e sul suo sviluppo, tutelando il lavoro
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in tutte le sue forme e declinazioni, in quanto valore cardine della società civile. Dai vari eventi organizzati nel corso del Festival su diversi temi e problematiche, è emersa come ineluttabile la necessità di “liberare il lavoro”, agendo decisamente sul tema della riduzione del costo e della tassazione, recuperando risorse per le imprese e eliminando gli eccessivi freni e ostacoli di natura burocratica-amministrativa. Secondo gli autorevoli interventi ascoltati durante le giornate di studio, appare quanto mai necessario, anche alla luce della delicata fase storica caratterizzata da una drammatica mancanza di crescita e di lavoro, ripensare le attuali dinamiche di contrattazione, superando le posizioni di parte e, nel rispetto dei legittimi interessi, modernizzare le strutture e gli schemi contrattuali puntando ad esempio, sulla contrattazione decentrata e aziendale come strumento chiave per incrementare gli indici di produttività e per dare impulso a politiche e strumenti di welfare contrattuale. In materia di regolamentazione del mercato del lavoro, partendo dalla impellente necessità di norme che facilitino la creazione e stabilizzazione di “buona occupazione”, sono state accolte con molto interesse dalla Categoria, le anticipazioni fornite dal Ministro Enrico Giovannini e dal Direttore generale delle Attività ispettive del Ministero del Lavoro Paolo Pennesi, circa le
novità contenute nell’imminente “pacchetto lavoro” (N.d.R. approvato poi in data 25 giugno 2013 dal CdM). Il provvedimento, oltre a contenere provvedimenti per aumentare “l’intensità” occupazionale, contiene anche una serie di interventi di manutenzione e modifica della Legge 92/2012 richiesti più volte da professionisti e imprese, così come rilevato dal sondaggio effettuato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, i cui risultati sono stati presentati e discussi durante l’evento di Fiuggi. Con riferimento alle tematiche della formazione, particolare attenzione è stata rivolta dai Consulenti del lavoro al rapporto tra scuola, università, mondo del lavoro e dell’impresa. Un rapporto che secondo i Consulenti del Lavoro è da riformare profondamente prevedendo progetti, canali e percorsi formativi che tengano
in giusta considerazione le necessità e i profili professionali ricercati dalle imprese, al fine di intercettare tempestivamente l’effettiva domanda di lavoro. Uscire dalla Crisi - il caso Lazio (spunti, riflessioni e proposte) All’interno della manifestazione, Il Centro Studi dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma, facendo proprie le linee guida del Festival Lavoro 2013, e riportandole, in ottica di sussidiarietà al territorio della Regione Lazio, ha organizzato nella giornata di giovedì 20 giugno un workshop nel quale, incontrando rappresentanti delle Istituzioni Regionali, degli Organismi e Parti Sociali Territoriali e del mondo accademico, ha presentato una serie di proposte e spunti critici di riflessione per individuare soluzioni condivise che contribuiscano ad arginare il depaupera-
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Nazionale mento dell’occupazione in atto nella nostra Regione, sostenendo maggiormente le aziende in stato di crisi e supportando le imprese che con fatica affrontano la complessa situazione economico - produttiva regionale. I consulenti del lavoro romani ritenendo ormai superati anacronistici dualismi, intendono promuovere concretamente la filosofia del “fare rete” tra parti sociali, istituzioni e organismi territoriali, ciascuno per le proprie competenze e peculiarità, sviluppando un nuovo approccio culturale che consenta di mettere a fattor comune esperienze, professionalità e punti di vista diversi nell’intento di creare condizioni favorevoli per nuove fasi di crescita e sviluppo. In linea con il taglio pratico e fattuale della tavola rotonda condotta in qualità di organizzatore – moderatore dal collega Paolo Stern, le indicazioni e le proposte presentate dal Centro Studi agli stakeholders regionali, rispondevano al requisito di immediata attuabilità a “legislazione vigente”, non necessitando attese dovute a modifiche normative. Regione Lazio Il centro Studi alla luce della drammatica situazione di crisi che ha prodotto un eccezionale ricorso al sistema degli ammortizzatori sociali (ordinari, straordinari e in deroga) ha proposto alla Regione Lazio, la creazione di tavoli decentrati per la sottoscrizione di accordi per l’accesso agli ammortizzatori, rendendo più snella anche la fase di autorizzazione amministrativa. Sempre la Regione è stata poi sensibilizzata sulla necessità di implementare e rendere più snelle le procedure di accesso alle liste di mobilità di lavoratori licenziati provenienti da procedure ex art. 4 e art. 24 L. 223/91. In materia di apprendistato, è stata poi evidenziata la necessità di facilitare le procedure di iscrizione e accreditamento nel portale SAP2 e l’attivazione di sistemi e canali formativi per la formazione a distanza (FAD). Provincia In tema di incontro tra domanda ed offerta di lavoro e di servizi per l’impiego e con l’obbiettivo di facilitare tutte le possibilità occasioni di occupazione, il Centro Studi ha proposto l’apertura e l’accesso ai Consulenti del Lavoro delle banche dati dei CPI, comprese le banche dati del Collocamento Obbligatorio (evidentemente nel rispetto dei dati sensibili), per finalità di ricerca e selezione e al fine di consentire una maggiore e rapida acquisizione di informazioni relative ad eventuali agevolazioni contributive.
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Parti Sociali Alle Parti Sociali regionali, in tema di contrattazione decentrata, il Centro Studi ha rilanciato la necessità di attivare contratti territoriali per avviare il sistema del salario di produttività ( ai sensi del DPCM del gennaio 2013), ha proposto poi la creazione specifiche banche dati regionali di raccolta della contrattazione aziendale che fungano anche da base di raccolta dati statistici regionali per verificare la diffusione e utilizzo dell’istituto. Università Nel rapporto con il mondo accademico e univer-
sitario il Centro Studi ha avanzato la proposta di creazione di rapporti di collaborazione tra Atenei del Lazio e Ordini Provinciali dei CDL, volti a facilitare l’incontro tra studenti e Studi professionali, e al fine di organizzare, in collaborazione con l’Ordine dei CdL, percorsi di alta formazione in materia di gestione delle risorse umane ed amministrazione del personale finalizzato al lavoro nelle PMI. In materia di Certificazione dei contratti il Centro Studi ha proposto di avviare confronti ed interazioni tra le Commissioni di Certificazione costituite nel Lazio, per giungere a procedure e modalità operative,
per quanto possibile, condivise ed omogenee. Il profilo dei relatori intervenuti e le proposte oggetto di discussione, hanno consentito lo svolgimento di un incontro di studio, ricco di spunti di riflessione e di analisi, a conclusione del quale è emersa particolarmente nitida e convinta la disponibilità e la volontà di tutti gli attori regionali, a sviluppare una nuova cultura del “fare insieme”, per ricercare e attuare con spirito collaborativo e nel rispetto dei diversi ruoli, tutte le possibili soluzioni per consentire il superamento della crisi produttiva e occupazionale che affligge la Regione Lazio.
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Contratti
Rinnovi contrattuali Considerazioni, riflessioni, domande e divagazioni sulle dinamiche che ruotano attorno ad un rinnovo, lette dagli occhi di un Consulente
di Alessandro Baccelli Consulente del Lavoro
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vete presente i titoli di coda di un film? Se usciamo di fretta dal cinema neanche li guardiamo e se siamo davanti alla TV cambiamo canale. Eppure, a pensarci bene, ci troviamo i nominativi di chi ha partecipato, magari anche per una piccola parte, alla sua realizzazione. Vivere un rinnovo di un CCNL, volendo un po’ fantasticare, è come far parte di uno staff cinematografico: all’inizio del testo contrattuale ci sono i nomi di chi ha avuto voce nella sua stesura. Ognuno dei partecipanti ha un proprio ruolo, una propria funzione: una sorta di parte da interpretare, con tempi, ritmi, dinamiche e proprie specificità. Anche la trama in parte è già scritta: ma l’improvvisazione e la bravura degli “attori” è fondamentale, soprattutto per gli spettatori che si aspettano di vedere sempre grandi novità... Riflettendoci meglio, si potrebbe paragonare la fase del rinnovo alla ristrutturazione di un appartamento dove i coinquilini (Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali) decidono di modificare e successivamente arredarne i locali (CCNL). Tutti sono consapevoli delle proprie esigenze e le espongono agli altri (Piattaforma di rinnovo) cercando di arrivare in porto con il proprio risultato... Dopo lunghe contrattazioni e confronti ci si accorda per una giusta soluzione (Ipotesi di accordo). In caso contrario potrebbe esserci un accordo parziale oppure un allontanamento definitivo (Rottura delle tratta-
tive). Nessuno, generalmente, è intenzionato ad “incassare” un mancato accordo: a volte, però, le posizioni possono essere molto distanti e, in questi casi, l’abilità dei negoziatori servirà per raggiungere l’alternativa più adeguata. E così, partendo dall’equilibrio raggiunto nell’ultimo rinnovo, si andranno a rapportare sia le richieste economiche che quelle normative. Da quel primo incontro, a seguire, scaturiranno le tempistiche per i confronti e per lo studio delle novità da inserire nel nuovo contratto. In questa fase, sarebbe un grave errore, per tutti, non avere ben chiara la “fotografia” di ciò che accade nel mondo “esterno”. Il perseverare con richieste o rivendicazioni esclusivamente “di principio” o “individualistiche” non in armonia con le esigenze
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dei lavoratori e delle aziende, porterebbe ad un pericoloso distacco dalla realtà. Per questo le varie proposte dovrebbero essere “concretamente” utili al miglioramento delle condizioni di lavoro di ambo le parti: dovranno quindi trattarsi di richieste sostenibili ed in grado di generare un clima collaborativo e di sviluppo sia personale che collettivo-aziendale. Spesso però chi siede “intorno al tavolo” deve fare i conti anche con qualche “intrusione” esterna rappresentata, ad esempio, da nuove norme che, di fatto, portano le parti a percorrere delle strade quasi obbligate (anche se mitigate dalle nuove possibilità previste dall’art. 8 della Legge 148/2011 – sulla derogabilità della contrattazione). Specialmente in questi ultimi tempi, di fronte ad una legislazione giuslavoristica molto va-
riabile, è importante, quindi che le parti siano accorte nell’inserire ed integrare le novità normative nel contesto contrattuale. Quando quotidianamente, nella nostra attività di Consulenti del Lavoro, ci si trova a dover applicare diversi CCNL, necessariamente siamo costretti a verificarne la coerenza con il contesto normativo in vigore. Ma le tempistiche che si rilevano nei confronti sindacali, specialmente a livello nazionale, possono conciliarsi con il bisogno di attualizzare il testo del CCNL? Attualmente, in caso di novità importanti, le parti si confrontano, redigono un protocollo od un accordo separato ed integrano il precedente CCNL. Ma le tempistiche sono molto diverse tra i vari CCNL e nell’arco della durata contrattuale il testo avrebbe bisogno di un monitoraggio continuo: in questo senso la creazione di tavoli permanenti ed intercontrattuali, che si occupino di confrontarsi cor-
rentemente con le norme, potrebbe essere una soluzione? E, soprattutto, questo adeguamento alla normativa obbligatoria nazionale ha sempre bisogno di una corrispondente contropartita magari economica? Nel confronto sul tavolo, in effetti, tutto ha un peso e su questo delicato equilibrio si gioca la trattativa: se una parte ha concesso “100” in norme o riconoscimenti economici si deve trovare un corrispondente equilibrio economico o normativo che valga “100” per la controparte. E così ci si incontra e si pesano le rispettive posizioni: viene a crearsi una sorta di “cerimoniale” che, a volte, determina un allungamento dei tempi forse poco conciliabili con le professioni dinamiche come le nostre, dove al contrario si debbono prendere decisioni molto veloci. Ma la contrattazione ha bisogno delle sue tempistiche... Tornando al parallelo con la
“ristrutturazione” dell’appartamento, può capitare di cercare qualche idea per nuove soluzioni sulle riviste di arredamento: quando siamo in un rinnovo contrattuale spesso si confrontano le soluzioni adottate da altri CCNL. Si tratta di una sorta di “contrattualistica collettiva comparata”, ossia si verifica come un istituto venga trattato in un contesto, anche diverso, per poi trasferirlo, migliorandolo, nel contratto da rinnovare. Da questo punto di vista il nostro ruolo di professionisti può trovare uno sbocco ideale: trovandosi a partecipare ad un rinnovo significa, come Consulenti, il poter sottolineare alcuni aspetti pratici che possono sfuggire a chi non è esperto del settore. Ed in attesa di vedere i nostri nomi scritti tra i partecipanti alla stesura di un contratto collettivo, mi raccomando, almeno al cinema, leggiamo i titoli di coda!
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Pace nel mondo
Nelson Mandela Non c’è nessuna strada facile per la libertà
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di Andrea Tommasini Redazione Cultura
n un momento in cui abusi e guerre sono notizie all’ordine del giorno e nella circostanza delle sempre più precarie condizioni di salute e previsione di vita per Nelson Rolihlahla Mandela, credo sia giusto stigmatizzare questa straordinaria figura del former Presidente del Sud Africa, insignito nel 1993 del Premio Nobel per la pace. Egli è stato infatti al Governo dal 27 aprile 1994 e fino al 14 giugno 1999 eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e successe a Frederik Willem de Klerk, insignito insieme a lui del Nobel per la Pace.
Fu leader per molti anni del movimento anti apartheid e contribuì in modo determinante alla caduta di tale regime, pur passando in carcere gran parte degli anni dell’attivismo anti-segregazionista. Fu protagonista, insieme al presidente Frederik Willelm de Klerk dell’abolizione dell’apartheid all’inizio degli anni Novanta e venne eletto Presidente in occasione delle prime elezioni multirazziali del Sudafrica nel 1994 sotto l’egida del
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partito African National Confress rimasto da allora ininterrottamente al governo del paese. Mandela è il cognome assunto dal nonno. Il nome “Rolihlahla” (letteralmente “colui che provoca guai”) gli fu attribuito alla nascita; “Nelson” gli fu invece assegnato alle scuole elementari. Il nomignolo Madiba, con cui è anche noto, è il suo nome di clan Xhosa (la sua etnia di appartenenza). Sin dalla sua prima gioventù, precisamente in-
torno ai suoi 22 anni, mosse i suoi primi passi per la conquista della libertà degli uomini insieme al cugino Justice. Fu poi messo di fronte al fatto di doversi sposare con una ragazza scelta dal capo Thembu Dalindyebo e questa imposizione di matrimonio obbligatorio era una condizione che né Mandela né il cugino volevano tollerare. La scelta era assai delicata in quanto: o si sposava, venendo dunque meno al suo massimo principio, la libertà, oppure non si sposava, mancando così di rispetto alla sua tribù ed alla famiglia. In ogni caso il fardello risultava molto pesante. Scelse dunque di scappare insieme al cugino in direzione della città di Joannesburg.
Da giovane studente di legge, Mandela fu attivista nell’opposizione al minoritario regime sudafricano, che negava i diritti politici, sociali, civili alla maggioranza nera sudafricana. Si unì all’African National Congress (ANC) nel 1942 e dopo due anni fondò l’associazione giovanile Youth League, insieme a Walter Sisulu, Oliver Tambo e altre importanti figure intellettuali. Mandela e il suo compagno avvocato Oliver Tambo fondarono l’ufficio legale Mandela e Tambo fornendo assistenza gratuita o a basso costo a molti neri che sarebbero rimasti altrimenti senza rappresentanza legale. Inizialmente coinvolto nella battaglia di massa, fu arrestato insieme ad
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Pace nel mondo altre 150 persone il 5 dicembre 1956, e accusato di tradimento. Seguì un durissimo processo, durato dal 1956 al 1961, al termine del quale tutti gli imputati furono assolti. Mandela e i suoi colleghi appoggiarono la lotta armata dopo l’uccisione di manifestanti disarmati a Sharpeville, nel marzo del 1960, e la successiva interdizione dell’ANC e di altri gruppi anti-apartheid. Nel 1958 sposò in seconde nozze Winnie Madikizela (di 19 anni più giovane di lui e da cui poi si separò nel 1992), che fu la sua compagna nella lotta antirazzista. Nel 1961 divenne il comandante dell’ala armata Umkhonto we Sizwe dell’ANC (“Lancia della nazione”, o MK), della quale fu co-fondatore. Coordinò la campagna di sabotaggio contro l’esercito e gli obiettivi del governo, ed elaborò piani per una possibile guerriglia per porre fine all’apartheid. Raccolse anche fondi dall’estero per il MK, e dispose addestramenti para-militari, visitando vari governi africani. Nell’agosto 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA, notizie che però lo stesso Mandela nella sua biografia ritiene non attendibili, e fu imprigionato per 5 anni con l’accusa di viaggi illegali all’estero e incitamento allo sciopero.
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L’imputazione includeva il coinvolgimento nell’organizzazione di azione armata, in particolare di sabotaggio (del cui reato Mandela si dichiarò colpevole) e la cospirazione per aver cercato di aiutare gli altri Paesi a invadere il Sudafrica (reato del quale Mandela si dichiarò invece non colpevole). Per tutti i successivi 26 anni, Mandela fu sempre maggiormente coinvolto nell’opposizione all’apartheid, e lo slogan “Nelson Mandela Libero” divenne l’urlo di tutte le campagne antiapartheid del Mondo. Mentre era in prigione, Mandela riuscì a spedire un manifesto all’ANC, pubblicato il 15 giugno 1980 che incitava alla lotta ed alla ribellione. Rifiutò un’offerta di libertà condizionata in cambio di una rinuncia alla lotta armata (nel febbraio 1985) e rimase in prigione fino al febbraio del 1990. Le crescenti proteste dell’ANC e le pressioni della comunità internazionale portarono al suo rilascio l’11 febbraio del 1990, su ordine del Presidente sudafricano F.W. de Klerk, e alla fine dell’illegalità per l’ANC. Mandela e de Klerk ottennero il Premio Nobel per la pace nel 1993. Mandela era già stato in precedenza premiato con il Premio Lenin per la pace nel 1962 e il Premio Sakharov per la libertà di pensiero nel 1988.
Durante la sua detenzione, durata appunto 2627 anni, Mandela lesse molti testi, poemi, poesie, liriche, libri in lingua afrikaner, (olandese e inglese), lingua che nel corso della detenzione imparò a perfezione conoscendo grammatica e parlato del gergo comune. In particolare come spiegò il presidente dopo l’elezione come capo-guida della Repubblica del Sud Africa, una poesia in inglese del poeta Britannico William Ernest Henley, del 1875, dal nome Invictus, dal latino “invitto”, o “invincibile” della raccolta Vita e Morte (Echi), pubblicata per la prima volta nel 1888 all’interno del libro Book of Verses. Questa poesia per Mandela è stata, la principale causa del suo continuare la vita in prigione nell’arco di 26, lunghi anni. La poesia viene anche presa come fonte d’ispirazione per il lungometraggio di Clint Eastwood, Invictus, con la partecipazione dell’attore Matt Damon, nel ruolo del capitano degli Springbok, anno 1990-1995, François Pienaar, e di Morgan Freeman. Presidenza dell’ANC e presidenza del Sudafrica Divenuto libero cittadino e Presidente dell’ANC (luglio 1991 - dicembre 1999) Mandela concorse contro De Klerk per la nuova carica di presidente del Sudafrica e vinse, diventando il primo capo di stato di colore. De Klerk fu nominato
vice presidente. Come presidente, (maggio 1994 - giugno 1999), Mandela presiedette la transizione dal vecchio regime basato sull’apartheid alla democrazia, guadagnandosi il rispetto mondiale per il suo sostegno alla riconciliazione nazionale e internazionale. Tale transizione fu portata avanti tramite l’istituzione, da parte dello stesso Mandela, di un tribunale speciale, la cosiddetta Commissione per la Verità e la Riconciliazione (Truth and Reconciliacion Commission, TRC). Alcuni esponenti radicali furono delusi dalle mancate conquiste sociali durante il periodo del suo governo, nonché dall’incapacità del governo di dare risposte efficaci al dilagare dell’HIV/AIDS nel Paese. Mandela stesso ammise, dopo il suo congedo, che forse aveva commesso qualche errore nel calcolare il possibile pericolo derivante dal diffondersi dell’AIDS. Mandela è stato anche criticato per la sua stretta amicizia con Fidel Castro e Mu’ammar Gheddafi, da lui chiamati “compagni in armi”. Anche la decisione di impegnare le truppe sudafricane per opporsi al golpe del 1998 in Lesotho rimane una scelta controversa. Dopo aver abbandonato la carica di Presidente nel 1999, Mandela proseguì il suo impegno e la sua azione di sostegno alle organizzazioni per i diritti sociali, civili e umani per le quali ha rice-
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Pace nel mondo vuto numerose onorificenze, incluso l’Order of St. John dalla Regina Elisabetta II e la Presidential Medal of Freedom da George W. Bush. Mandela è una delle due persone di origini non indiane (Madre Teresa è la seconda) ad aver ottenuto il Bharat Ratna, il più alto riconoscimento civile indiano (nel 1990). A testimonianza della sua fama va ricordata la visita del 1998 in Canada, durante la quale allo Skydome di Toronto dove parlò in una conferenza a 45.000 studenti che lo salutarono con intensi applausi. Nel 2001 ha ricevuto l’Ordine del Canada, e è stato il primo straniero a ricevere la cittadinanza onoraria canadese. Nel giugno 2004, all’età di ottantacinque anni, Mandela ha annunciato di volersi ritirare dalla vita pubblica e di voler passare il maggior tempo possibile con la sua famiglia, finché le condizioni di salute glielo avessero concesso. Ha comunque fatto un’eccezione nel luglio 2004 confermando il suo duraturo impegno nella lotta contro l’Aids recandosi a Bangkok per parlare alla XV conferenza internazionale sull’AIDS. Il 23 luglio 2004, con una cerimonia tenutasi a Orlando, Soweto, la città di Johannesburg gli ha conferito la più alta onorificenza cittadina, il “Freedom of the City”, paragonabile alla consegna delle chiavi della città. Il 27 giugno 2008 a Londra, nell’Hyde Park, si è svolto un grande concerto per ricordare i suoi novant’anni, il suo impegno nella lotta contro il razzismo e il suo contributo alla lotta contro l’AIDS. A sorpresa Nelson Mandela ha voluto essere presente al concerto, accolto da una straordinaria ovazione di circa 500 000 persone. Ai lati del palco campeggiava il numero 46664, il numero che era scritto sulla sua giubba durante la permanenza in carcere. La casa in cui Mandela abitò a Soweto è oggi sede del Mandela Family Museum, dedicato alla vita di Mandela. Il 28 marzo 2013 viene ricoverato in un ospedale di Pretoria per una grave infezione polmonare connessa ad una tubercolosi subita durante il periodo di prigionia e da lì comincia in calvario di dimissioni e criticità a tutt’oggi in corso. Non sappiamo quanto potrà ancora resistere ci dice la sua famiglia, ma sappiamo che la sua luce ha irradiato l’intera umanità per molti anni ed a lui dobbiamo un concetto altissimo di libertà, impegno e sacrificio per i propri ideali. Una grande luce dell’umanità a cui tutti uniamo la nostra grande stima ed affetto ed un corale ringraziamento per i valori umani di uguaglianza e di libertà professati nella sua intera esistenza.
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ORDINE NELLA VITA...
CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO
L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.
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Rubrica Pasquino IN MORTE DE MARGHERITA HACK A Sor Pasquì avete ‘nteso? Dopo Ritarella puro a sora Margherita cià lassato! Dicheno che c’aveva er mar de core e che j’ha preso er coccolone all’ospedale vicino a Trieste. Che quanno se n’è annata, insieme a l’antri, c’era er puro er sor Ardo che se l’era sposata settant’anni fa, nell’unica vorta che so riusciti a falla entrà ‘n chiesa! A lei che era più nuncredente de ‘n Farfanicchio! Dicheno che è morta de notte perché è quanno ‘e stelle sue so più sbrilluccicarelle; e ‘nvece no! Se n’è annata proprio ner momento a lei più congegnale pe trovà a strada pe arrivà a la stella sua…! Come sarebbe a dì? A Sor Pasquì ma che me state a cojonà? Sarebbe a dì che Lei, ormai stanca de sta vita piena d’acciacchi s’è voluta ritirà su la stella che j’aveveno ‘ntitolata l’antri sapientoni che, come lei, ereno appassionati de ‘e luminarie de ‘l’Empireo. 8788 Hack è chiamata qu’à stellina, piccola, piccola, ma dove Lei ce starà bene e continuerà a sorridece. Continuerà a dicce d’esse sempre come ‘bboni fratelli. D’amacce … de nun fa all’antro quello che nun vorressimo fosse fatto a noantri! Lei che diceva che Er Cristo de li poveri, omo ch’aveva precorso li tempi, solo pe’ ‘sto comannamento se meritava er massimo rispetto da parte de tutti! Lei lo diceva ogni vorta che pe’ rispettallo, sto comandamento, nun ce voleva un padreterno ma ‘n po’ de coscenza. Bignerebbe, ce faceva sapè, solo che fra de noi che semo rimasti su sta Tera de tribolazioni aumentasse ciò che unisce tutti: bboni e cattivi, atei e preti, belli e brutti, bianchi o negri, maschi o femmine o … ‘diversi’. A consapevolezza che tutti origginamo da qu’a Materia ch’è l’Universo! ‘Na consapevolezza che sola po’ ffà spigà quer sogno, quer sentimento che se chiama… Fratellanza Universale! Se n’è annata, Sor Pasquì, ma solo a ricordalla, pe rispetto, me sento più bbono e ve vojo più bbene! Ve saluto co’ deferenza. S’arivedemo, ‘a prossima! Marforio Vostro.
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Inmorte diMargherita Hack Signor Pasquino, avete sentito? Dopo Rita Levi di Montalcini, anche la Signora Margherita Hack ci ha lasciato! Dicono che aveva dei problemi al cuore e che ha avuto un arresto cardiaco all’ospedale di Cattinara, a Trieste. Si dice che quando è deceduta al suo capezzale, con gli altri, era presente anche il marito Aldo, il nonantatrenne marito, che l’aveva sposata settanta anni prima convincendola a un matrimonio religioso. Pensate, proprio lei che Presidente degli Atei e degli Agnostici italiani, non era credente forse più di un diavoletto! Si sussurra che è voluta spirare di notte perché è il momento in cui per tanti anni ha osservato il cielo, che guardava le stelle, nel momento di maggior splendore del Cielo. E invece no! Lei se ne è voluta andare quando la ‘sua’ stella è più visibile e il giungerci, non solo con lo sguardo! Siete perplesso? Signor Paquino, non mi pren-
dete in giro! Voi non potete non sapere! Quello che ipotizzo è che la grande scienziata, stanca di una vita intesa e travagliata ha voluto andare a riposarsi sulla ‘sua’ stella… quell’asteroide
che in suo onore, la comunità scientifica mondiale, le aveva intitolato… 8788 Hack. Da lì continuerà a sorriderci. Continuerà a dirci, a tutti, di migliorare i nostri rapporti. Di essere come ‘Buoni Fratelli’… di “Non fate all’altro quello che non vorreste fosse fatto a Voi”! Lei che diceva che Cristo, Uomo che aveva anticipato i tempi, solo per quel comandamento di respiro universale meritava il massimo rispetto da parte di chiunque. Un coman-
damento che non bisognava di un dio per essere rispettato. Bisognerebbe, diceva, che fra gli Uomini eredi di una Terra bella e tribolata lievitasse quel qualcosa che possa unire tutti… buoni e cattivi, credenti e non credenti, belli e brutti, bianchi o neri, maschi o femmine o … gay. La consapevolezza che tutti deriviamo da quella Materia che è l’Universo! Una consapevolezza che anche da sola può far materializzare quel sogno… essere tutti Fratelli! Amalgamandoci in quel sentimento che si chiama… Fratellanza Universale! È volata via! Signor Pasquino, ma pensate, solo ricordandola, rivedendo nel ricordo quel volto bonario, per rispetto, mi sento più buono e… vi voglio più bene! Vi saluto con benevola riverenza. Arrivederci alla prossima occasione! Il Vostro, Marforio.
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