Skip to main content

The World of il Consulente n. 59 del 2014

Page 1

n째 59 - anno IV - 20 settembre 2014

The world of

il Consulente


N°59 - 20 settembre 2014 Periodico telematico - Reg.Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma - Pubblicazione mensile Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele - Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera - Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi - Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. - Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11-1-l979 N.12 Redazione: redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 20 - 09 - 2014


Il sacrificio del TFR per vincere la crisi Editoriale Care lettrici e cari lettori, che sia l’erogazione del TFR in busta paga la soluzione alla ripresa economica è davvero paradossale. Si tratta di un ulteriore schiaffo ai lavoratori e ai datori di lavoro italiani. Per i primi, il TFR è una risorsa, un salvadanaio necessario per preparare la propria vecchiaia e un rifugio che può fare la differenza in caso di perdita del lavoro (di questi tempi frequentissima): verrebbe a mancare infatti quel cuscinetto che permette la sopravvivenza in attesa di trovare un’altra occupazione. Per i secondi, le imprese, erogare il trattamento di fine rapporto in busta paga è un gravoso onere, e una risorsa che viene a mancare in un periodo in cui le aziende stesse faticano a restare in piedi. Questa riforma contraddice l’obiettivo dichiarato da Renzi: “il Lavoro è la nostra emergenza”. Come si può pensare che sottraendo

soldi alle imprese queste possano creare nuovi posti di lavoro, è più probabile che questa manovra generi invece disoccupazione. Quindi a chi giova? All’economia? Pensate davvero che i lavoratori correranno a spendere questa piccola risorsa se proprio non ne sono costretti? Probabilmente una parte dei lavoratori italiani, certamente meno propensi al risparmio e aiutati dall’esiguità dell’importo mensile erogato, inconsapevolmente e con leggerezza potranno depauperare il TFR anticipato, impoverendosi ulteriormente e sciupando quel piccolo risparmio accumulato in anni di lavoro. Questa manovra potrebbe ledere irreparabilmente il delicatissimo equilibrio che unisce lavoratore, impresa ed economia. Si pone l’attenzione dal punto di vista economico, ma non è questa la soluzione migliore per far partire l’economia. Coraggio Governo, sappiamo che puoi fare di meglio!

The world of il Consulente 1


Sommario

In Focus

1 the world of

16

Inps: incontro al vertice

Il Vicepresidente Nazionale Vincenzo Silvestri incontra i vertici dell’Istituto di Rosario De Luca Presidente Fondazione Studi CNO

18

il Consulente

Il sacrificio del TFR per vincere la crisi L’editoriale del Presidente di Adalberto Bertucci

Consulenti del Lavoro del Lazio in pillole Un breve commento ai dati ENPACL Lazio

4

Riepilogo attività Ordine dal 20 agosto 2014 al 20 settembre 2014

6

Diritti di precedenza, istruzioni per l’uso

Una profonda riflessione sul diritto di precedenza nelle assunzioni scaturenti da un contratto a termine

di Eufranio Massi Former Direttore della Direzione Territoriale del Lavoro di Modena

13

di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL

20

Verifiche nello studio

L’ accesso per l’apertura di una verifica fiscale di uno studio professionale con sola lettera d’incarico. Obbligatoria la presenza del professionista di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista

22

Agevolazioni per le assunzioni in agricoltura Convertito in Legge il DL 91/2014. Dopo una breve attesa, l’Ente Previdenziale riattiva il beneficio di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

24

Sussidiarietà al mittente

Ventuno azioni coraggiose

di Emiliano Drazza Consulente del Lavoro in Roma

di Virna Ilardi Consulente del Lavoro

Sui 730 precompilati la sussidiarietà è da rispedire al mittente

La seconda donazione di sangue del 2014 si chiude positivamente con 21persone all’insegna di lealtà ed amicizia

2 The world of il Consulente

28

Quesiti del mese di settembre a cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma

30

Salvati dalla “rete”

Quando assumere insieme diventa realtà di Mauro Parisi Avvocato

Rubriche

32 Pasquino

Il TFR è intenzione di depauperarlo, o no?

36 I misteri di Roma Alessandro Baronio ed I Ritratti rifiutati

Il racconto di un noto artista romano e dei suoi ritratti rifiutati che ci parla di cambiamento e riciclo a partire dai rapporti sociali di Andrea Tommasini Redazione Cultura


CPO Roma

Riepilogo attività Ordine dal 20 agosto 2014 al 20 settembre 2014 Assemblea degli iscritti del 22/07/2014 N. 1 Riunione di Consiglio Consulenti N. 2 nuovi iscritti – n. 0 cancellati Praticanti n. 8 nuovi iscritti – n. 17 fine pratica – n. 0 praticanti cancellati Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma n. 6 istanze di certificazione Commissione Congruità Parcelle Consulenze e n. 2 delibere Sportelli dedicati agli iscritti INPS: n. 1 giornate Aziende, n. 1 giornate Artigiani e Commercianti e n. 1 giornate Gestione Separata Equitalia n. 3 giornate Sportello Pensioni n. 2 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma n. 6 quesiti risposti Editoria Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente

4 The world of il Consulente


ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO Consiglio Provinciale di Roma

A nome personale, istituzionale e del Consiglio Provinciale di Roma porgo alla dott.ssa Maria Sandra Petrotta i migliori auspici per il suo incarico a Direttrice Regionale Inps. Estendo con piacere gli auguri alla dott.ssa Gabriella Di Michele che ricopre ora l’incarico di Direttrice Centrale delle Entrate Inps. Il Presidente del Consiglio Provinciale di Roma Ordine Consulenti del Lavoro dott.CdLAdalberto Bertucci


Lavoro

Diritti di precedenza, istruzioni per l’uso Una profonda riflessione sul diritto di precedenza nelle assunzioni scaturenti da un contratto a termine

L

di Eufranio Massi Former Direttore della Direzione Territoriale del Lavoro di Modena

e modifiche introdotte con la legge 16 maggio 2014, n. 78, che ha convertito, con modificazioni, il D.L. n. 34/2014, impongono, a mio avviso, la necessità di una profonda riflessione sul diritto di precedenza nelle assunzioni scaturenti da un contratto a termine, sia alla luce delle correlazioni con il sistema degli incentivi che alla tutela delle posizioni dei lavoratori titolari dei singoli diritti. Le riflessione che segue si sofferma soltanto su tali precedenze che, tuttavia, non esauriscono la vasta gamma degli stessi: basti pensare ai lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo o in mobilità a seguito di riduzione collettiva di personale, ai dipendenti che, in caso di cessione d’azienda, non passano, da subito, alle dipendenze del nuovo datore, ai lavoratori a tempo parziale che, in virtù di una disposizione inserita nel contratto individuale, hanno un diritto, a determinate condizioni, a veder trasformato il proprio rapporto a tempo pieno nell’ambito comunale, o ai lavoratori che, dopo ridotto il proprio orario, per doversi sottoporre a terapie oncologiche o salva vita, chiedono di ritrasformare il proprio rapporto a tempo pieno. L’analisi che segue non può che iniziare l’esame da ciò che

in materia di contratti a tempo determinato è contenuto nel D.L.vo n. 368/2001, profondamente modificato dalla legge n. 78 e dalle “scarne riflessioni” contenute, sull’argomento, nella circolare del Ministero del Lavoro n. 18 del 30 luglio 2014. Cominciamo dal normale contratto a tempo determinato (con l’esclusione del rapporto a termine stagionale che segue una strada parallela): se un lavoratore con uno o più contratti a termine presso lo stesso datore di lavoro, supera il limite temporale dei sei mesi, acquisisce un diritto di precedenza (fatte salve diverse disposizioni dei contratti collettivi anche di secondo livello) per le mansioni già espletate, ai fini di una assunzione a tempo indeterminato qualora l’azienda intenda incrementare l’organico con dipendente a tempo indeterminato. Per le donne, il periodo di astensione

6 The world of il Consulente

obbligatoria ex art. 16, comma 1, del D.L.vo n. 151/2001 (due mesi prima e tre dopo il parto) concorre a determinare il periodo utile al conseguimento del diritto di precedenza. Alle stesse lavoratrici viene riconosciuto, un altro diritto di precedenza anche per le assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro nell’arco temporale dei dodici mesi successivi, con riferimento alle mansioni già svolte. Il diritto di precedenza (cosa che riguarda, peraltro, anche i lavoratori stagionali) deve essere espressamente richiamato nel contratto a termine che deve essere redatto in forma scritta, come ribadito dall’art. 1, comma 2, del D.L. n. 34/2014. Fin qui il nuovo articolato normativo rispetto al quale si impongono talune riflessioni. L’aver messo, come obbligo, l’inserimento della informati-


va sul diritto di precedenza, risolve, una lunga diatriba circa l’informazione che i datori di lavoro, secondo l’INPS, dovevano, comunque, fornire ai propri dipendenti a termine circa l’esistenza del diritto: tale onere era espressamente richiesto dall’Istituto ai fini dell’applicazione dell’art. 4, comma 12, lettera b, della legge n. 92/2012 il quale subordina, tra le altre cose, il riconoscimento di agevolazioni correlate ad una nuova assunzione incentivata al rispetto del diritto di precedenza “nato” da un precedente rapporto che aveva superato la soglia dei sei mesi. Ora, l’averlo inserito in una disposizione normativa tronca qualsiasi discussione, fermo restando che un eventua-

le mancato rispetto non inficia la validità dell’altro rapporto instaurato: ciò che viene meno sono, soltanto, gli incentivi correlati. Il diritto di precedenza va espressamente richiamato nella lettera di assunzione, cosa che può avvenire facendo un riferimento “asettico” alla disposizione normativa contenuta all’interno dell’art. 5, comma 4 –quater e 4 – quinquies (per i rapporti stagionali) del D.L.vo n. 368/2001 o, in alternativa, riproducendo il contenuto letterale degli stessi. Ma cosa succede se il datore di lavoro non lo ricorda esplicitamente? Sotto l’aspetto prettamente operativo si può, da subito, afferma-

re che l’omissione non incide né sul rapporto in essere, né, tantomeno, sul diritto stesso ad una assunzione a tempo indeterminato che, in ogni caso, postula un comportamento attivo del lavoratore che deve notificare al proprio datore di lavoro la volontà di esercitarlo (ci sono sei mesi di tempo o il termine minore individuato dalla contrattazione collettiva come, ad esempio, nel turismo ove è di tre mesi e correlato alla singola unità produttiva) ai fini della costituzione di un rapporto da realizzarsi, per le mansioni già espletate, nell’arco temporale di un anno dalla cessazione del rapporto. L’esercizio del diritto (è preferibile la forma scritta) non viene assolutamente “toc-

The world of il Consulente 7


Lavoro

cato” dalla mancata informativa datoriale. Si pongono, a questo punto, due problemi: il primo concerne la mancata informazione e il conseguente comportamento del lavoratore, il secondo riguarda il mancato rispetto del diritto di precedenza, in quanto il datore di lavoro, non rispettando la norma, ha proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di altro lavoratore per le mansioni già svolte dal lavoratore. Per la soluzione della prima questione si potrebbe ipotizzare un ricorso al giudice nel quale il lavoratore lamenti la lesione di un diritto di informazione che, se riconosciuta, potrebbe portare ad una condanna con risarcimento del danno liquidato in via equitativa. Per quel che concerne, invece,

la risposta al secondo problema si può pensare ad un lavoratore che, provando la lesione del proprio diritto, trascini in giudizio il datore di lavoro chiedendo un risarcimento del danno, non potendo chiedere la “costituzione forzosa” del rapporto di lavoro, cosa che nel nostro ordinamento, non è possibile neanche a fronte di un avviamento d’obbligo delle categorie protette ex lege n. 68/1999, L’eventuale contenzioso non incide, assolutamente, sul rapporto che si è instaurato tra il datore di lavoro e l’altro lavoratore, come non incide sullo stesso rapporto un eventuale diniego dell’INPS, correlato alla fruizione degli incentivi. Il mancato inserimento del richiamo al diritto di precedenza genera una qualche sanzione

8 The world of il Consulente

amministrativa a seguito di controlli da parte degli organi di vigilanza? Il Legislatore non ha previsto una sanzione specifica per tale omissione ed il Ministero del Lavoro ha ribadito alle proprie articolazioni periferiche cui è diretta, in via prioritaria, la circolare n. 18, che il comportamento non può essere, in alcun modo, punito. Di conseguenza, non è stata ritenuta applicabile la disposizione ex art. 14 del D.L.vo n. 124/2004, valevole sia per i contratti a tempo determinato in corso all’atto dell’accesso ispettivo o, cessati da poco (arco temporale dei sei mesi dalla fine del rapporto), in quanto manca, nella situazione evidenziata, il presupposto di un apprezzamento discrezionale esercitabile da parte dell’i-


spettore e concernente il “quomodo della condotta”. Quali tipologie contrattuali rientrano nel computo dei sei mesi di lavoro svolto alle dipendenze dell’impresa? La risposta è chiara: vanno considerati soltanto i contratti a termine che hanno quale contenuto le mansioni già svolte. Ciò significa che nel calcolo non vanno compresi i “trascorsi temporali” con altre tipologie come il contratto a tempo indeterminato o l’apprendistato conclusisi “ante tempus” a prescindere dalla causa di risoluzione, l’intermittente, e le prestazioni accessorie, oltre, evidentemente, le ipotesi di lavoro non subordinato come le associazioni in partecipazione o le collaborazioni coordinate e continuative, anche a progetto.

Il Legislatore parla di diritto di precedenza per mansioni già espletate: il riferimento, quindi, è soltanto all’attività che il lavoratore ha svolto durante lo svolgimento del precedente rapporto a termine. Si tratta, nel caso di specie, di un concetto “molto più stretto” rispetto a quello di “stessa attività lavorativa” enunciato, nel D.L.vo n. 368/2001, a proposito dell’istituto della proroga? A mio avviso, si tratta di concetti identici espressi con parole diverse. Il diritto di precedenza è, come affermavo pocanzi, un diritto all’assunzione a tempo indeterminato per mansioni già espletate: può, di conseguenza, il nuovo contratto essere di apprendistato o anche a tempo parziale o con lavoro intermit-

tente? L’apprendistato è una tipologia a tempo indeterminato (art. 1, comma 1, del D.L.vo n. 167/2011), correlata sia ad un limite massimo di età per l’instaurazione del rapporto (29 anni e 364 giorni) ma anche all’acquisizione di una qualifica. Ebbene, è possibile l’assunzione con tale tipologia in presenza di mansioni già espletate? Secondo il Ministero del Lavoro ciò è possibile se la durata del precedente rapporto a termine, intermittente, o in somministrazione (anche in sommatoria) non ha superato la metà del periodo relativo alla fase formativa dell’apprendistato (18 mesi, se si parla del professionalizzante): tale orientamento espresso con l’interpello n. 8/2007 e ripreso, in senso positivo, dal messaggio

The world of il Consulente 9


Lavoro INPS n. 4152 del 17 aprile 2014, fu emanato in vigenza del vecchio art. 49 (ora abrogato) del D.L.vo n. 276/2003 ove si parlava di qualificazione e non di “qualifica” come fa l’art. 4, comma 1, del D.L.vo n. 167/2011. L’instaurazione di un rapporto a tempo indeterminato per mansioni già espletate non esclude assolutamente che ciò possa avvenire a tempo parziale: infatti, tale possibilità non è affatto esclusa dall’art. 5, comma 4 – quater. Ovviamente, parlando di rapporto part-time ritengo che lo stesso non possa andare, come limite minimo, al di sotto delle ore eventualmente previste dal CCNL applicato. Escludo, invece, che il diritto di precedenza possa essere onorato dal datore di lavoro attraverso l’offerta di un contratto di lavoro intermittente, sia pure a tempo indeterminato: infatti la peculiarità di tale tipologia contrattuale ove la prestazione lavorativa è rimessa soltanto alla volontà ed alla necessità del datore di lavoro di avvalersi della prestazione dell’ex dipendente, è al di fuori della previsione dell’art. 5, comma 4 – quater, ove il Legislatore sembra riferirsi ad una prestazione lavorativa caratterizzata dalla continuità. Parimenti, ritengo che non si possa accampare un di diritto di precedenza qualora il datore di lavoro provveda a trasformare un contratto a termine in corso in un rapporto a tempo indeterminato, in quanto non si tratta di una nuova assunzione, ma di conversione di un rapporto in essere. C’è, poi, un’altra questione non secondaria che può presentarsi in alcuni casi e che nei rapporti stagionali si presenta continuamente e che ha trovato, in tali ultimi ambiti, alcune idonee soluzioni: mi riferisco alla scelta

del datore di lavoro del soggetto (o dei soggetti) da assumere in presenza di posti disponibili inferiori a quelli degli aventi diritto. Nelle imprese caratterizzate da più rapporti stagionali (ove molti contratti sono legati anche all’andamento meteorologico come nel caso della lavorazione dei pomodori, dei gelati o delle attività turistico alberghiere) la soluzione è stata trovata ipotizzando, anche con accordi sindacali, quali criteri selettivi, il numero dei rapporti precedenti, i carichi familiari, la “monoparentalità” e l’anzianità. Per i datori di lavoro che, invece, hanno meno dimestichezza con il problema e per i quali l’esercizio del diritto di precedenza si traduce in una assunzione a tempo indeterminato (e non stagionale) la situazione si può presentare un po’ più complicata, atteso che oltre ai rapporti a termine, si potrebbero trovare ad affrontare anche altri diritti di precedenza legati alla trasformazione a tempo pieno di rapporti a tempo parziale (si pensi all’art. 5 del D.L.vo n. 61/2000), alle prerogative, anche contrattuali, di chi intende tornare, in presenza di specifiche condizioni, “a tempo pieno”, o, da ultimo, alle precedenze dei lavoratori licenziati. E’ opportuno, quindi, presentandosi la necessità, stabilire una sorta di regolamento nel quale, ad esempio, si privilegino, “in primis” i lavoratori licenziati con diritto di precedenza (che si estingue, prima di quello legato ai contratti a termine, essendo di sei mesi e non di dodici) e poi, quello dei dipendenti in forza a tempo parziale che intendono aumentare il proprio orario di lavoro e poi quello dei lavoratori a termine, con priorità legate al carico familiare ed alla disponibilità a raggiungere

10 The world of il Consulente

la sede dell’unità produttiva ove è richiesto l’aumento di organico. Tutto questo, ovviamente, non è necessario allorquando ci si trovi in presenza di piccoli numeri e di situazioni che possono essere gestite con buon senso. Le nuove disposizioni hanno previsto che ai fini del computo dei sei mesi ed un giorno che fa scattare il diritto di precedenza concorrano, per le lavoratrici, anche i periodi di astensione obbligatoria legati al parto (cinque mesi ed un giorno secondo la precisazione fornita dal Ministero del Lavoro con la nota n. 14451 del 6 ottobre 2009, richiamata dalla circolare n. 18). A mio avviso, questo inserimento nel calcolo riguarda soltanto quei rapporti che attraverso il contratto iniziale o per sommatoria con altri rapporti a tempo determinato (ma la somministrazione a termine non va, in tale ipotesi, considerata) superano la soglia dei sei mesi, non essendo riferibile a quei contratti che, ad esempio, sono di un mese e che, di per se stessi, non possono generare il diritto. Quanto appena detto non vale per i contratti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni, ove, leggi speciali, escludono, espressamente, l’assunzione a tempo indeterminato con procedure e modalità diverse dal concorso o dalla selezione pubblica. Piuttosto, è necessaria, a mio avviso, un’altra precisazione che potrebbe trovare sostegno in un chiarimento amministrativo successivo o in una risposta ad un interpello: il Legislatore parla di astensione obbligatoria ex art. 16, comma 1, del D.L.vo n. 151/2001 ma tale notazione non appare esaustiva in quanto esclude altre lavoratrici che, per complicanza nella gestazione o per il c.d. “lavoro a rischio”


ottengono l’astensione obbligatoria “anticipata” ex art. 17 (tali provvedimenti sono rilasciati, rispettivamente, dall’ASL e dalla Direzione territoriale del Lavoro). Il computo dei mesi, in queste situazioni, non dovrebbe essere escluso e, d’altra parte, non ce ne sarebbe alcuna ragione, essendo stata accertata la necessità dell’anticipazione. L’occhio di particolare riguardo nei confronti delle lavoratrici in gravidanza non si evidenzia soltanto nella casistica che si è appena citata ma anche nell’introduzione di una ulteriore precedenza questa volta per un rapporto a tempo determinato: le caratteristiche sono sempre le stesse in quanto la stessa è strettamente correlata all’arco temporale dei dodici mesi ed allo svolgimento di mansioni già espletate.

Il diritto di precedenza nei rapporti stagionali (che sono quelli ex DPR n. 1525/1963 e quelli individuati dalla contrattazione collettiva) segue, rispetto a quello in essere per gli altri rapporti a termine, una strada parallela destinata a non incontrarsi con l’altra: infatti, pur se, anche in queste ipotesi, il diritto va espressamente indicato nel contratto – lettera di assunzione, lo stesso genera diritti soltanto per rapporti stagionali e va esercitato entro i tre mesi successivi alla scadenza. Che il contratto di lavoro a termine stagionale abbia una natura del tutto diversa dall’altro, lo si evince anche dalla circostanza che la durata non rientra nella sommatoria dei trentasei mesi oltre i quali un ulteriore contratto a termine, salvo eccezioni scaturenti dalla contrattazione, può essere stipu-

lato soltanto “in deroga assistita” avanti alla Direzione territoriale del Lavoro con durata fissata dalla pattuizione collettiva, e dal fatto che è possibile “legare” un contratto all’altro senza soluzione di continuità, non rispettando lo “stop and go”. Per completezza di informazione ed anche in relazione alle disposizioni che tutelano la maternità va ricordato quanto previsto dall’art. 59 del Decreto Legislativo n. 151/2001: le lavoratrici addette a lavorazioni che diano luogo a disoccupazione stagionale, licenziate per cessazione dell’attività dell’azienda, hanno diritto per tutto il periodo in cui opera il divieto di licenziamento, sempreché non si trovino in congedo per maternità, alla ripresa dell’attività stagionale e alla precedenza nelle riassunzioni.

The world of il Consulente 11


12 The world of il Consulente


Fisco

Sussidiarietà al mittente

Sui 730 precompilati la sussidiarietà è da rispedire al mittente

È

di Emiliano Drazza Consulente del Lavoro in Roma

stupefacente come ogni giorno che passa aumenti l’arroganza della P.A nel ritenere e scambiare come obbligo la disponibilità dimostrata dal professionista ad accollarsi attività pubblica per sussidiarietà.

Si prenda il recente caso dei 730 precompilati, ultimo di una lunga serie di adempimenti stabilita per i professionisti unilateralmente dalla P.A.: tale attività di “semplificazione” per il cittadino sarebbe ESCLUSIVO compito e onere dell’amministrazione pubblica, anche nella fase

di “acquisizione documentale” al fine di ottenere, attraverso le deduzioni e le detrazioni collegate alle varie certificazioni, la riduzione delle imposte da versare. Ma avendo trovato “oltremodo comodo” utilizzare l’alta professionalità a costo zero di professionisti definiti “intermediari” dalla stessa

The world of il Consulente 13


Fisco amministrazione pubblica, ormai quest’ultima decide “l’accollo” senza neanche più avere il pudore di chiedere e contrattare la nostra disponibilità; anzi, mentre da un lato sono previste pesanti sanzioni in caso di errori, senza alcuna remora è stata tolta dal 2012, quasi che fosse stata una “ libera concessione governativa” e non il segno del riconoscimento a fronte degli obblighi imposti, il compenso stabilito in materia fiscale dall’art. 3 bis del dlgs 322/1998. Diciamolo ad alta voce, il 730 precompilato è possibile perché il professionista, nel suo ruolo sussidiario è affidabile e autoformato; se la competenza viceversa fosse rimasta all’interno della P.A. i margini di riuscita sarebbero non solo minimi ma anche senza la previsione di sanzioni “interne” verso i dipendenti pubblici; una volta “uscita” all’esterno, la funzione affidata al professionista è

14 The world of il Consulente

“misurata” invece con il massimo della severità e non trova nessun sinallagma speculare all’attività sussidiaria svolta nell’unico interesse pubblico. La funzione di facilitazione e semplificazione tra cittadino e istituzione da parte del professionista deve trovare il suo equilibrio in una cornice generale, di un accordo collettivo che ponga la questione delle tutele non più rinviabili in relazione al suo rapporto di collaborazione con l’amministrazione pubblica: iniziando con il ripristino del compenso fiscale per estenderlo anche a quello previdenziale e giuslavoristico, nonché alla tutela per la malattia, al giusto riposo in un quadro compatibile fra scadenze e vita familiare del professionista, alla maternità come tutela del bambino, all’agenda digitale con la previsione di un’unica chiave di accesso per tutte le PP.AA.. 730 precompilati: rispediti al mittente.


Proteggere i tuoi cari vuol dire proteggere il Tuo futuro ! …..Tu sai salvare una vita …..? CORSO DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICA E ADULTI Mercoledì 29 OTTOBRE 2014 dalle 14.00 alle 17.00 c/o la Fondazione Studi Oreste Bertucci Via Cristoforo Colombo n. 456 - Roma

The world of il Consulente 15


Nazionale

Inps:incontro al vertice Il Vicepresidente Nazionale Vincenzo Silvestri incontra i vertici dell’Istituto

di Rosario De Luca Presidente Fondazione Studi CNO

L

a commissione Inps del Consiglio Nazionale dell’Ordine, coordinata dal Vicepresidente Vincenzo Silvestri ha incontrato i vertice dell’Istituto. A seguito dell’incontro è stato emanato il messaggio n. 7119 del 19.9.2014 con il quale sono state recepite le istanze formulate dalla categoria. In particolare, recependo le segnalazioni di non omogeneo allineamento delle sedi territoriali alle nuove procedure ed alle tempistiche di lavorazione, è stato differito ad ottobre il termine dal quale saranno notificate le note di rettifica - periodo da 11/2012 a 12/2013 - comprensive di quelle di cui all’art.1, comma 1175 legge 296/2006. L’istituto ha altresì differito ad ottobre i termini per le notifiche dei preavvisi di irregolarità per il DURC interno. Inoltre, tenuto conto dell’incertezza del quadro normativo e finanziario relativo alle agevolazioni contributive per la cd. “Piccola mobilità” ha differito l’invio delle note di rettifica contenenti il recupero delle agevolazioni medesime alla terza decade di novembre 2014. Sarebbe opportuno che il tempo messo a disposizione, fosse utilizzato per verificare che le sedi abbiano acquisito le contestazioni e che forzino i semafori rossi, li dove occorre intervenire manualmente. Nel corso della riunione, presieduta dalla nuova direttrice delle Entrate Dott.ssa Gabriella Di Michele, sono intervenuti alcuni importanti chiarimenti

sollecitati dalla categoria. 1) Conteggio del termine per il preavviso di accertamento negativo dei 15 giorni per il DURC. • qualora il termine scada di sabato o in un giorno festivo l’attività di regolarizzazione s’intende utilmente effettuata purché intervenga al massimo entro il primo giorno successivo non festivo; • il giorno di notifica non si computa. Esempio: a) preavviso notificato il 3 giugno 2014; l’ultimo giorno utile per la regolarizzazione (es: invio Uniemens, versamento contributi, presentazione istanza di dilazione) è giovedì 18 giugno; b) preavviso notificato il 5 giugno 2014; poiché il quindicesimo successivo al 5 giugno è sabato 20 giugno, l’ultimo

16 The world of il Consulente

giorno utile per la regolarizzazione (es.: invio Uniemens, versamento contributi, presentazione istanza di dilazione) è lunedì 22 giugno 2014; Qualora un datore di lavoro abbia riscontrato la formazione di un DURC interno negativo, che non ha applicato questo criterio, potrà chiedere alla sede di annullarlo (forzare a verde il semaforo rosso lucchettato), se siano stati rispettati i termini come sopra computati. 2) Rateazione breve. In corso di rateizzazione principale è possibile richiedere una seconda “breve”, tutte le volte che necessita, a condizione che sia finito e assolto il pagamento della precedente. Questo chiarimento a beneficio delle sedi che erroneamente concedono una sola rateizzazione breve, nel corso di una rateizzazione principale.


Vincenzo Silvestri Vicepresidente CNO

The world of il Consulente 17


Presidenza

Consulenti del Lavoro del Lazio in pillole Un breve commento ai dati ENPACL Lazio

A

di Fabio Faretra Direttore Generale ENPACL

fronte della richiesta della Redazione di offrire un panorama della situazione del Lazio, sono con piacere a dare una breve lettura commentata dei dati di cui alla tabella riportata a fianco che illustra in termini numerici e statistici la situazione del Lazio. Le cinque sezioni proposte fotografano lo status dei Consulenti del Lavoro della Regione Lazio nell’anno 2013, in base ai dati in possesso dell’Enpacl.

La sezione 1 indica 3.751 iscritti agli Albi della Regione, dei quali il 7,38% sono pensionati. Ben 277 colleghi, infatti, proseguono l’esercizio dell’attività professionale dopo il pensionamento. Altro dato interessante è la pressoché totale parità di genere (1841 maschi e 1867 femmine). Riguardo ai contributi accertati, sezione 2, si rileva che 23 Consulenti del Lavoro hanno versato contributi facoltativi aggiuntivi (cd “modularità”). Nella sezione 3, il volume d’affari IVA dichiarato nel 2013 (prodotto nel 2012) dal 71,53% degli

18 The world of il Consulente

iscritti è inferiore a 75.000 euro; il 17,50% dichiara un valore ricompreso tra 75.000 e 150.000 euro; il 9,02% tra 150.000 e 300.000 euro e l’1,95% dichiara oltre 300.000 euro. Infine, nelle sezioni 4 e 5, il numero totale dei pensionati risulta pari a 872 con un rapporto tra iscritti e pensionati di 4,25, valore nettamente superiore al dato nazionale di 2,95, rilevato dal bilancio consuntivo 2013 dell’Enpacl. Analogamente, il rapporto Entrate per contributi/Uscite per pensioni, pari a 2,36, è superiore, seppure in modo meno rilevante, rispetto al dato nazionale (1,71).


ENPACL Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro

Lazio

Elaborazione del 15/09/2014 Sezione 1 - Iscritti 2013 Iscritti

Numero iscritti all'Ordine Numero iscritti all'Enpacl di cui maschi di cui femmine di cui iscritti con contributo ridotto (pensionati, infra35enni)

di cui pensionati Enpacl

3.751 3.708 1.841 1.867 660

277 273 209 64 171

Sezione 2 - Contributi accertati 2013 importo medio numero contribuenti Soggettivo Integrativo Facoltativo

3.767 3.620 23

importo complessivo 13.554.905 4.149.133 40.500

complessivo 3.598 1.146 1.761

pensionati Enpacl 3.436 1.884

The world of il Consulente 19


Fiscale

Verifiche nello studio L’ accesso per l’apertura di una verifica fiscale di uno studio professionale con sola lettera d’incarico. Obbligatoria la presenza del professionista

L’

di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista

art. 52 DPR n. 633/1972, che disciplina il potere di accesso ai fini fiscali, prevede una serie di limitazioni e condizioni che devono essere osservate, in determinate circostanze, dal personale ispettivo, pena l’illegittimità dell’accesso stesso e, secondo il principio dell’invalidità derivata, del provvedimento finale di accertamento fondato sul materiale probatorio illegittimamente acquisito.

Una limitazione, prevista solo per gli accessi eseguiti nei locali destinati all’esercizio di arti o prefessioni, viene sancita nell’ultimo periodo del comma 1 dell’art. 52 in questione, in virtù del quale, “in ogni caso”, l’accesso deve essere eseguito in presenza del titolare dello studio o di un suo delegato. La locuzione “in ogni caso” non è certo priva di contenuto sostanziale: la stessa si ricollega ai precedenti periodi del medesimo comma 1, i quali dettano le regole di base per l’accesso fiscale “ordinario”, ossia quello eseguito in locali destinati, in via esclusiva o meno, all’esercizio di un’attività economica; dette regole si applicano, pertanto, in toto anche per gli accessi negli studi professionali. Ai sensi del primo periodo del comma in commento, le direzioni provinciali (o regionali) dell’Agenzia delle entrate e i Reparti operativi della Guardia di Finanza (sulla base della ripartizione delle competenze operative, stabilite dalle relative disposizioni

20 The world of il Consulente

regolamentari), possono disporre l’accesso nei confronti degli studi professionali, “per procedere ad ispezioni documentali, verificazioni e ricerche e ad ogni altra rilevazione ritenuta utile per l’accertamento dell’imposta e per la repressione dell’evasione e delle altre violazioni”. L’accesso deve essere motivato quindi da ragioni di natura fiscale peraltro espressamente indicate nell’autorizzazione che, ai sensi del secondo periodo del comma 1 in commento, deve essere rilasciata dal capo ufficio agli impiegati incaricati concretamente dell’esecuzione dell’accesso; questi ultimi, al loro volta, all’atto dell’accesso, devono esibire al contribuente tale autorizzazione, la quale deve contenere tutte le indicazioni concernenti l’ispezione. Va osservato che, in ottemperanza al terzo periodo del comma 1 in commento, qualora l’accesso debba coinvolgere locali adibiti, oltre che all’attività professionale, anche ad abitazione, lo stesso deve essere


previamente autorizzato dal procuratore della Repubblica. La menzionata autorizzazione, come precisato dalla Circolare 1/2008 del Comando Generale della Guardia di Finanza, si configura come atto dovuto in quanto, pur essendo necessaria per il rispetto della sequenza procedimentale disposta dalla legge, assolve ad una funzione, soltanto formale, di controllo della sussistenza dei presupposti di legittimità richiesti dalla legge stessa, per cui non appare necessaria altra motivazione oltre a quella che dà atto della coincidenza fra domicilio

privato e luogo di svolgimento dell’attività professionale. In ogni caso, si ribadisce, l’accesso eseguito nei confronti dello studio professionale sarà legittimo solo in presenza del titolare dello stesso o di un suo delegato; ciò significa che, in assenza del professionista e nell’impossibilità per lo stesso di delegare formalmente altra persona ad assistere gli ispettori, l’attività ispettiva dovrà essere rinviata; nelle more dell’intervento del titolare dello studio o del suo delegato, gli ispettori potranno adottare le misure ritenute più opportune (ad esempio, il pian-

tonamento dei locali) per prevenire comportamenti abusivi o fraudolenti, quali la sottrazione di documenti o l’alterazione di dati contabili. A fattor comune, giova evidenziare come il potere di accesso disciplinato dall’art. 52 del decreto IVA vada coordinato con l’art. 12, comma 1 della Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), in base al quale tutti gli accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali adibiti ad attività professionali devono essere eseguiti sulla base di esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo.

The world of il Consulente 21


Lavoro

Agevolazioni per le assunzioni in agricoltura Convertito in Legge il DL 91/2014. Dopo una breve attesa, l’Ente Previdenziale riattiva il beneficio

I

di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

l DL 91/2014, conosciuto come DL competitività, è stato convertito in legge 11 agosto 2014, n. 116, e prevede, tra l’altro, agevolazioni per facilitare le assunzioni di giovani da 18 a 35 anni in agricoltura ed alcuni benefici ai fini IRAP. Il DL è entrato in vigore il 25.06.2014. Le assunzioni possono essere, sia a tempo indeterminato, sia a termine.

Viene istituito, nel limite delle risorse stanziate, un incentivo per i datori di lavoro che hanno i requisiti di cui all’articolo 2135 del c.c. (imprenditore agricolo) e che assumono, come detto, con contratto di lavoro a tempo indeterminato o con contratto di lavoro a tempo determinato. Per poter fruire dell’incentivo il contratto di lavoro a tempo determinato deve le seguenti caratteristiche: a) avere durata almeno triennale; b) garantire al lavoratore un periodo di occupazione minima di 102 giornate all’anno; c) essere redatto in forma scritta. Come detto le assunzioni devono inerire lavoratori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni e che si trovino in una delle seguenti condizioni: 1) essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; 2) essere privi di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Per quanto inerisce il punto 1) si ricordano i chiarimenti del Ministero del Lavoro con DM 20.3.2013 e con nota prot. 40/26120 del 25.07.2014: rapporto di lavoro dipendente inferiore a sei mesi ovvero reddito di lavoro autonomo non superiore a 4.800,00 euro, ovvero reddito derivante da prestazioni cococo non superiore a 8.000,00 euro. Le assunzioni dovranno essere fatte tra il 1º luglio 2014 e il 30 giugno 2015 e per essere valide devono soggiacere a delle condizioni. In primis devono comportare un incremento

22 The world of il Consulente

occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero di giornate lavorate nei singoli anni successivi all’assunzione e il numero di giornate lavorate nell’anno precedente l’assunzione. I part-timers saranno computati in proporzione al parametro orario. Tale incremento va considerato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto. L’incentivo è pari a un terzo della retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali, per un periodo complessivo di 18 mesi, riconosciuto al datore di lavoro agricolo mediante compensazione e con le seguenti tempistiche: a) per le assunzioni a tempo determinato: 1) 6 mensilità a decorrere dal completamento del primo anno di assunzione; 2) 6 mensilità a decorrere dal completamento del secondo anno di assunzione; 3) 6 mensilità a decorrere dal completamento del terzo anno di assunzione; b) per le assunzioni a tempo indeterminato: 18 mensilità a decorrere dal completamento del primo anno di assunzione. Per detto incentivo si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, commi 12, 13 e 15, della legge 28 giugno 2012, n. 92. Trattasi in particolare per il comma 12 delle limitazioni previste dalla legge Fornero per le violazioni dei diritti di precedenza, degli obblighi assuntivi precedenti, della


violazione di divieti in caso di sospensioni per crisi, per le assunzioni fatte entro i sei mesi dei licenziamenti. Entro sessanta giorni dalla data di entrata del DL, che si ricorda è il 25.06.2014, l’Inps dovrà mettere in condizione gli interessati di poter effettuare l’istanza telematicamente, comunicando sul proprio sito istituzionale la data a decorrere dalla quale sarà possibile presentare le domande di ammissione all’incentivo ed entro lo stesso termine con propria circolare disciplinerà le modalità per la fruizione dell’incentivo. L’incentivo è riconosciuto dall’Inps in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande e nel limite delle risorse stanziate nel fondo specifico, in caso di sforamento dei limti l’Istituto non prenderà in considerazione le nuove istanze. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali effettua la comunicazione di cui all’articolo 9 del regolamento (CE) n. 800/2008. A decorrere dalla prima data utile per la presentazione della domanda perla fruizione dell’agevolazione con riferimento alle assunzioni di lavoratori agricoli a tempo indeterminato non trova più applicazione l’ incentivo previsto per

la generalità dei datori di lavoro e relativa alla stipulazione - entro il 30 giugno 2015 - di contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato, con soggetti di età compresa tra i 18 ed i 29 anni e che diano luogo ad un incremento occupazionale netto (DL 76/2013), fatte salve le domande presentate per quest’altro beneficio prima della suddetta data. Il DL attribuisce inoltre per i produttori agricoli nell’ àmbito di applicazione dell’IRAP deduzioni dalla base imponibile dell’imposta con riferimento ai lavoratori agricoli dipendenti a tempo determinato e con contratto di durata almeno triennale, impiegati nel periodo di imposta e che abbiano lavorato almeno 150 giornate. Le deduzioni sono pari al 50 per cento di quelle previste con riferimento ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Le nuove particolari deduzioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 e previa autorizzazione della Commissione europea; di esse non si terrà conto in sede di determinazione dell’acconto per l’IRAP relativo al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013.

The world of il Consulente 23


Sociale

Ventuno azioni coraggiose La seconda donazione di sangue del 2014 si chiude positivamente con 21persone all’insegna di lealtà ed amicizia di Virna Ilardi Consulente del Lavoro

S

abato 27 sesttembre a Roma in Via Cristoforo Colombo 456, sotto la sede dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, si è concluso il secondo evento ‘donazione sangue’ per il 2014. In modo costante ed ordinato, sin dalle prime ore del mattino, sono arrivati i colleghi.

Abbiamo iniziato alle 7:45 l’autoemoteca si è posizionata nella zona a noi riservata ed immediatamente lo staff della CRI Croce Rossa Italiana si è

adoperato al fine di essere veloce per evitare possibili file. Tutto si è svolto nella più completa efficienza; è stato un piacere ritrovare volti familiari

24 The world of il Consulente

che hanno il buon uso di partecipare a tutti gli eventi in programmazione. Questo è anche un modo per ritrovarsi e scambiare due parole davanti ad un


buon caffè caldo che, dopo la donazione, è un toccasana. Ci hanno testimoniato la loro presenza anche i vertici del Consiglio Provinciale di Roma del nostro ordine. In prima mattinata ci ha raggiunti la nostra cara amica Valentina Torresi immancabile a questi eventi e sempre in pole position per donare, il Presidente dell’Unione Giovani Consulenti del Lavoro Cristiano Marini, irriducibile donatore, il Presidente dell’ANCL Mario Annaro, ci ha affiancati con la sua presenza. Siamo arrivati a fine mattinata, annoverando nel gruppo anche due residenti che si sono detti contenti di poter approfit-

tare di questa comodità, e grazie a loro, ai supplementari, abbiamo raggiunto 21 sacche di sangue. Ripercorrendo i ricordi delle precedenti donazioni posso senza alcun dubbio affermare che è stato uno dei migliori risultati raggiunti. Siamo veramente entusiasti e pensiamo sia un buon trampolino di partenza per traguardare a breve numeri più significativi che ci facciano diventare un punto di riferimento per chi ha veramente bisogno di aiuto. A questo proposito voglio fare un piccolo inciso, in caso di necessità di sangue della stessa va accertata la veridicità della richiesta e presentata al

Presidente Marco Murolo che provvederà a sottoporla all’attenzione della Croce Rossa Italiana. Possono adire a tali richieste solo coloro che sono iscritti nella lista DONATORI SANGUE Gruppo Oreste Bertucci numero 0420. Si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito e partecipato a questa giornata dedicata al sociale e tutti i colleghi che con grande spirito di sacrificio si sono alzati all’alba per raggiungerci. Un ringraziamento particolari va al dott. Sandro PASUQINI che instancabile si prodiga per perpetuare questa nobile causa. Donare il sangue…. soli dieci minuti per salvare una vita.


26 The world of il Consulente


ORDINE NELLA VITA...

CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO

L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.


CPO Roma Centro Studi Roma

Quesiti del mese disettembre a cura del CentroStudidelConsiglio Provinciale di Roma Quesito 1 Vorrei sapere se il lavoro autonomo occasional è compatibile con l’ASpI. Soggetto titolare dell’indennità di disoccupazione ASpI può svolgere attività lavorativa di natura meramente occasionale (lavoro accessorio), purchè la stessa non dia luogo a compensi superiori a 3.000 euro. In caso di svolgimento di lavoro autonomo o parasubordinato, dal quale derivi un reddito inferiore al limite utile alla conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto titolare dell’indennità di disoccupazione ASpI deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando altresì il reddito annuo che prevede di trarre dall’attività. Nel caso in cui il reddito rientri nel limite di cui sopra, l’indennità di disoccupazione è ridotta di un importo pari all’80% dei proventi preventivati. Qualora il soggetto intende modificare il reddito dichiarato, può farlo attraverso nuova dichiarazione “a montante”, cioè comprensiva del reddito in precedenza dichiarato e delle variazioni a maggiorazione o a diminuzione. In tal caso l’indennità verrà rideterminata. Quesito 2 Buongiorno, vorrei sapere, alla luce della nuova normativa sul contratto a termine L.78/2014, se un’azienda che ha contratti di appalto a tempo determinato con enti pubblici per manutenzione impianti, può sforare la soglia del 20% per i contratti di lavoro T.D. stipulati per questo tipo di commesse, senza incorrere in sanzioni. La legge 78/14 per definire il limite al numero dei contratti a termine utilizzabili rinvia alla contrattazione collettiva e solo subordinatamente individua un limite legale (20%). Pertanto, non essendoci deroghe specifiche nell’art. 10 c. 7 Dlgs 368/01 riguardo alla fattispecie prospettata occorrerà valutare la disciplina contrattuale. Quesito 3 Buongiorno, il quesito da sottoporre alla vostra attenzione è il seguente: una nostra cliente lavoratrice part-time orizzontale a 30 ore settimanali su 5 giorni, presso una ditta privata, usufruisce per la legge 104/92, in quanto portatrice di un handcapp riconosciuto dall’Inps, di due ore giornaliere di permesso per tutto il mese. A partire dal mese di agosto la ditta le ha comunicato che in base alla normativa vigente(?) le ore di permesso che può usufruire giornalmente sono soltanto di un ora in quanto la

28 The world of il Consulente


sua giornata lavorativa è di 6 ore. È giusta la richiesta della società? CIRC. INPS n° 100 del 24/07/2012 b) Part time di tipo orizzontale Il rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale prevede l’articolazione della prestazione lavorativa secondo un orario ridotto uniformemente in tutti i giorni lavorativi. I dipendenti disabili con rapporto di lavoro a tempo parziale orizzontale, i quali assicurino una prestazione lavorativa fino a sei ore giornaliere, hanno diritto, in alternativa, ai seguenti benefici: un’ ora di permesso giornaliero; tre giorni di permesso mensile; permessi orari mensili in misura corrispondente alla percentuale della prestazione lavorativa. I dipendenti disabili con rapporto di lavoro a tempo parziale orizzontale, che assicurino una prestazione lavorativa superiore a sei ore giornaliere, hanno diritto, in alternativa ai benefici previsti ai punti 2 e3, adue ore di permesso giornaliero. Le medesime regole relative ai benefici indicati ai punti 2 e 3 valgono anche per i dipendenti con rapporto di lavoro part time orizzontale che fruiscono dei permessi in argomento per assistere un familiare disabile Quesito 4 Vorrei avere una conferma circa il comportamento da utilizzare, di due lavoratori che dovranno essere assunti come apprendisti, e che successivamente la Società invierà a fare una formazione presso l’università di Oxford in Inghilterra per la durata massima di sei mesi, senza la presenza del tutor aziendale. Dovrà essere erogata la trasferta estera, oppure trattandosi di formazione esterna la trasferta non è prevista. Per il periodo su detto, è necessario richiedere delle autorizzazioni particolari agli enti preposti. Il periodo di formazione all’estero (6 mesi)se funzionale all’acquisizione della qualifica professionale potrebbe rientrare nella parte di formazione professionalizzante (rimessa all’azienda) e quindi essere indicata sia nel piano formativo individuale che nel libretto formativo dell’apprendista. La verifica e supervisione del tutor/referente aziendale potrebbe essere garantita attraverso modalità telematiche (videoconferenza ecc.). Il periodo di formazione rientra nell’ordinario orario di lavoro quindi deve essere retribuito secondo la disciplina prevista dal CCNL.

The world of il Consulente 29


Lavoro

Salvati dalla“rete” Quando assumere insieme diventa realtà

T

di Mauro Parisi Avvocato

utti salvati dalla “rete”. Pare una trovata pubblicitaria e, invece, è l’effetto –reale e sorprendente- di una serissima e super innovativa disciplina scivolata nelle legge estiva (la 99/2013) che ha convertito il decreto del Fare.Hai bisogno immediato di manodopera, ma non hai danari a sufficienza? Ci pensa la “rete”.

Hai voglia di lanciare una sfida di mercato, ma non sai come andrà a finire e se “reggerai” i necessari costi del lavoro? La “rete” provvede ad ammortizzare i tuoi rischi. Di quale “rete” prodigiosa stiamo parlando? Ma di quella del contratto di rete di imprese, ovviamente. Introdotto e disciplinato, come molti sanno, dalla legge 33 del 2009, di conversione del decretolegge 5/2009, il contratto di rete nasce dall’accordo con cui più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità di essere innovativi e competitivi sul mercato. Tra imprese che si “piacciono”, insomma, può essere definito un programma comune di intervento e di collaborazione in forme e ambiti predeterminati. Nell’esercizio dell’impresa, nello scambio di informazioni, in prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnologica, eccetera. Nel tempo il contratto ha conosciuto interessanti “aggiustamenti” che ne hanno aumentato sempre più l’appeal presso gli operatori più “avanzati”. Ma è dal 22 agosto di quest’anno che il contratto di rete assesta il suo colpo più spettacolare. Infatti, con la legge di conversione del decreto legge 76/2013, viene introdotto un comma 4bis all’art. 30, D.Lgs 276/2003, che tratta del “distacco”.

30 The world of il Consulente

E cosa ti prevede questo funambolico (non è solo un’iperbole, ma, tenuto conto della nostra storia del diritto del lavoro, la realtà dei fatti) comma 4bis? Che nel caso in cui il distacco avvenga tra aziende che hanno sottoscritto un contratto di rete, l’interesse della parte distaccante (il vero “punto debole” del distacco) sorge “automaticamente”. Come dire che, in presenza di un previdente contratto di rete tra imprese, qualunque problema di “prestito” di collaboratori tra i datori di lavoro che vi aderiscono non conosce più timore alcuno. Insomma, stop alla contestazione (penalmente rilevante) di somministrazioni, distacchi e appalti illeciti. Un risultato mirabolante, non vi è dubbio. Ma in effetti il contratto di rete può offrire ancora di più. Vediamo. Sempre il predetto comma 4bis stabilisce che per le imprese in rete è ammessa “la codatorialità dei dipendenti ingaggiati con regole stabilite attraverso il contratto di rete stesso”. Assunzioni congiunte, quindi? A quali condizioni? Chi pone in essere gli adempimenti? Come si gestiscono i lavoratori assunti in forma congiunta? Nessun imbarazzo quanto a riferimenti e fonti del diritto. Come, chi, eccetera, lo decide direttamente il regolamento del contratto di rete che


le parti si saranno volute dare. In particolare, le parti dovranno decidere in quale modo “ripartirsi” e gestire i lavoratori. Nessuna solidarietà è prevista tra le parti stesse: ognuna pagherà la sua parte e basta. In definitiva, in questi tempi di crisi, uno dei più begli incentivi all’assunzione. Per le aziende, in quanto si ripartiscono costi spesso non giustificati dall’impiego e dal beneficio reale. Per i lavoratori, poiché il più ampio “fronte” datoriale dovrebbe garantire costanti e non declinanti opportunità di lavoro. Sullo stesso solco delle predette assunzioni in forza di contratti di rete, va osservato che il legislatore d’urgenza (introducendo i commi 3bis-quinquies all’art. 31, D.Lgs 276/2003), a partire dal giugno scorso, aveva già pensato alla possibilità

di ammettere imprese agricole collegate all’assunzione congiunta di personale. Sia nel caso di appartenenza allo stesso proprietario; sia nel caso di rapporti di rapporti di parentela o affinità tra proprietari; sia, infine, nell’ipotesi in cui si sia posto in essere un contratto di rete, in cui, tuttavia, almeno il 50% delle imprese siano agricole. L’assunzione congiunta in agricoltura (per cui è prevista solidarietà tra imprese per le obbligazioni contrattuali, previdenziali e di legge), tuttavia, non risulta immediatamente operativa, dovendosi attendere un decreto del Ministero del lavoro. Sia come sia, viste le soluzioni offerte dalla “rete”, almeno nelle idee il futuro del lavoro è già tra noi… www.studiolegalemauroparisi.it

The world of il Consulente 31


Rubrica Pasquino ER TIEFFERE JE LO FAMO MAGNA’, O NO? Ripetete ‘npò Sor Pasquì!?! Ho ‘nteso bbene “Che è mejo che se lo magneno er TFR, li lavoratori – quelli fortunati che lo matureno,- appiuttosto che lassallo ‘n azienna!, pe’ modo de dì” Me scompensate! Nun ve riesco a capì… mo’ cerco de ‘nterpretà ciò che m’avete detto. Premesso che pe’ mme, pe’ Marforio vostro, a prescinne che co sta mossa, er Governo der Sinnachetto, ha fatto ‘na capriola de li cosiddetti ‘princìpi’ … e senza vergognasse pe gnente! A quistione stà sur fatto che, pe’ chi l’aveva ‘ncomiminciato, nell’ottantadue der secolo scorzo, er TFR, doveva esse pe’ chi se l’era guadambiato – ‘na salvaguardia ne li momenti de grossa difficoltà (quanno doveva affrontà grosse spese pe’ a salute, pe’ cumprasse a prima casa, pe’ fà fronte a la mancanza de sordi ner momento che veniva preso a carci in c… e sbattuto fori dar lavoro). Se po’ dì ‘na vera e propria forma de ‘ncitallo a risparmià, a nun fa ‘a cicala. Pe quelle che ereno l’intenzioni: se po’ dì che ‘a “297” è stata ‘na legge fatta da omini co li piedi pe’ tera? A parer mio li fatti dicheno de sì! Mo, ‘nvece, co’ l’anticipo ‘n busta paga, se permetterà de magnasselo subbito, er TFR, mese pe’ mese, ‘nincitamento a fa’ e formiche ovverossia: ‘mejo n’ovo oggi che na gallina domani’. Robba da matti, s’è rovesciato er monno! E quanno mai qui dda noi è successa na cosa der genere? L’itajano era conosciuto ner monno come ‘n grosso risparmiatore, quello che pe’ prima cosa ce deve avè ‘na casa sua e poi poteva pensà a l’antro… ‘N provvedimento quello che se po’ ‘mmagginà fatto pe’ ommini co a testa pe’ tera e er culo pe’ l’aria… in modo da faje cascà da le saccoccie fino all’urtimo bajocco. Accussì da fallo rimanè ‘n bianco come ‘a arzilla. Ve stò a ffà ride, Sor Pasquì??? Nun ve comprenno! Diteme ‘npò… Daje so currioso! […] Nooo! Ma ‘o sapete che a fforza de seguì li girivorta de ‘ste mezze carzette… de politici, me so ‘perzo’ e nun c’avevo fatto caso… È proprio vero!!! Prima, ner ’95 hanno detto: “ mo che a pensione pubbrica ve la dimezzamo pensate se nun è er caso che cor TFR ve ne fate n’antra pe’ conto vostro! Date retta… fateve n’integrativa, sinno ppoi ve magnate li stracci!” e poi “ state tranquilli pe’ favve capì come dovete fa ve manneremo tutti l’anni ‘na “Busta arancione”, ndò ve diremo come stà a situazione de li contributi vostra e ‘ve potrete fa li conti”… ‘na promessa de Purcinella!!! A ‘Busta Arancione’ nun l’ha vista nissuno manco Treu che co’ Sor Dini l’aveva pensata. Ner 2006, dissero “Regà… famese a capì… su la pensione dell’Impese fatece poco conto, risparmiate er più possibile versanno contributi a li Fonni Pensione, anzi trasferiteje tutto er TFR, così ‘n vecchiaja quarche svanzica v’arimane pe’ sopravvive. Pe’ favvelo capì mejo, ve lo mettemo pe’ scritto drento a legge, spenneremo 17 mijoni de cucuzze pe’ favvene renne conto co’ ‘a pubblicità e ‘n’informazione a ocche.” ‘N’antra promessa de Purcinella!!! Anzi, er grande buciardo, nun contento de cojonalli, ha rincarato a dose: “si per caso nun intenni, nun capischi, e te li voi fa regge dar Padrone, quindi sei de coccio, pe tutelatte mejo te li reggo io, li sordi der TFR; faccio ‘n ber Fonno de tutela e li levamo de tasca a qu’o ‘sfruttatore’ che sinnò se li magna… ce se fa l’affari sua!!! (…’nvece o Stato si che l’ha saputi spenne! Fattelo dì da ‘a Corte de li Conti che ggià ner 2010 ha messo nero su bbianco che i 15 mijardi versati fino a quer momento, erano spariti ‘n mille rivoli senza fonno de spese correnti) e dar 2010 ‘a sorfa ‘n’è canbiata e quinni se po’ penzà che n’antra ventina de mijardi (totale: trentacinquemijardi!!!) levati da le mani de quell’incompetenti de li Padroni… e da la produttività, so stati sperperati e nun se saprà ‘ndo trovalli quanno serviranno!!! Ma guarda ‘mpò ce stavo a ricascà! E promesse der Sinnachetto!!! “Tranquilli, magnateve tutto,.. Spennete così er Mercato riparte e noi se rimettemo a paro!!”, a paro de che? Tanto quanno sarà… ‘n Cristo se troverà, quanno l’Impese avrà finito li sordi pe pagà e pensioni ai ‘Pubblici’ der fallimentare Impadappe, quanno nun ce sarà na svanzica pe pagà le pensioni, quelle poche e striminzite, de li lavoratori ‘privati’, quarc’artra cosa se la ‘nventeremo. C’avemo circa 120 mijardi de li Fonni de Pensione Privati e, soprattutto, n’antri 60 mijardi de le Casse de li Professionisti!!! Devo convenì co Voi Sor Pasquì, Come disse ‘n fiorentino: “Der doman nun c’è certezza… perché er tempo fugge e ‘nganna” e come dimo noi romani “CARPE DIEM”!!! Dameje raggione a li nostri ‘avveduti’ governanti! Magnamese tutto, famejelo prenne ‘sto tieffeerre,. Appanzamose mo’, poi beato chi c’ha ‘n occhio! Marforio, l’Arguto de Campidojo

32 The world of il Consulente


IlTFR è intenzione di depauperarlo,o no? Potete ripetere Signor Pasquino!?! Ho udito/capito bene “Che è meglio che sia magiato, il T.F.R., dai lavoratori – quelli fortunati che lo maturano,- piuttosto che lasciarlo in azienda!, Per modo di dire [stante che l’INPS per il Fondo cd di Tesoreria ex L. 296/2006 preleva dalle aziende dai 5 ai 7 m.di di tfr l’anno - ndT]” Mi stravolgete! Non ve riesco a capìre… ora cerco d i interpretare ciò che mi avete detto. Premesso che per me, per Marforio vostro, a prescindere che con questo gesto il Governo di Renzi, ha fatto un giravolta dei cosiddetti ‘princìpi’… e senza nessuna remora! La questione è nel fatto che, per chi l’aveva iniziato [meglio dire ‘pensato’] nel 1982 il TFR, doveva essere - per chi l’aveva maturato – una tutela per i momenti di grossa difficoltà (quando doveva affrontare grossi esborsi per spese per la salute, per comprarsi la prima casa, per affrontare i disagi della mancanza di reddito alla cessazione del rapporto di lavoro). Si può dìre una vera e propria forma de invito al risparmio per i tempi grami, evitando sciali. [di non fare cioè come la cicala della famosa metafora della

formica previdente e della cicala spendacciona – ndT]. Per quelle che erano le intenzioni: si può dìre che la legge 297/82 è stata una norma fatta da uomini con i piedi per terra? A parer mio i fatti lo confermano! Adesso invece, con la possibilità di averlo in anticipo in busta paga, si permetterà de sperperarlo immediat amente, il TFR, mese per mese, un invito a scialare a fare, quindi, come la cicala cioè a mangiarsi l’uovo subito piuttosto che rischiare e aspettare la ‘gallina’ del futuro. Cose sconvolgenti cioè un sovvertimento dei principi sociali che ci hanno regolato sin’ora. Mai era successa una cosa simile e pensare che il popolo italiano era conosciuto nel mondo come un grande risparmiatore, Il Cittadino che in prima istanza deve possedere una casa per poi poteva pensare ad altri bisogni che diventavano secondari … Un provvedimento quello in fase di emanazione che si può dire fatto da uomini con la testa per terra e fondoschiena in aria … in modo da far cadere dalle tasche fino all’ultima moneta. Tanto da farlo rimanere in bianco come una ar-

The world of il Consulente 33


Rubrica Pasquino zilla [detto romano che riporta alle bianche carni di un pesce lessato e spogliato della sua epidermide prima di essere mangiato, traducibile anche in ‘al verde’ –ndT]. Vi faccio ridere, Signor Pasquino??? Non vi capisco! Rendetemi edotto… forza sono curioso! […] [evidentemente l’Arguto spiega sommessamente il suo punto di vista all’ingenuo Marforio – ndT] Nooo! Ora capisco! Ma lo sapete che a forza di perdermi nei giri di questi incapaci di politici, mi sono perduto e non ci avevo fatto caso… È proprio vero!!!! Prima, nel 1995 [L. 335/95 cd Legge Dini – passaggio dal sistema di retrocessione pensionistico da retributivo a contributivo – ndT] hanno affermato: “Adesso che la Pensione obbligatoria sarà decurtata dal sistema siate prudenti e pensate se non è il caso che con il TFR contribuiate a farvene una per conto vostro! Accogliete questo suggerimento impiegate quanto vi compete per farvi una Pensione Integrativa, anche perché in caso contrario, andando in pensione, sarete indigenti, non avrete nulla per sopperire allo scarso reddito e sarete a carico della Collettività creando problemi collettivi!” e poi “ Per farvi capire come fare vi sarà trasmessa a domicilio da parte dell’Ente Previdenziale, tutti g l’anni una “Busta arancione”, dove saranno esposti i dati contributivi personali in modo di permettere a ciascuno di verificare la propria situazione pensionistica [un sistema già in vigore, per esempio in Svezia – ndT] questa affermazione normativa si è rivelata una mera bugia perche a vent’anni dalla legge non si è mai realiz-

zata… nessuno l’ha mai vista neanche i propugnatori parlamentari Treu e Dini. Nel 2006 (L. 296, Finanziaria 2007- ndT) dalla norma si poteva intendere che sull’entità della futura pensione dell’INPS non ci si potevano fare eccessivi affidamenti e che era meglio avviare definitivamente il Sistema delle Pensioni complementari promettendo per la novità del regimedi intervenire con appropriate campagne d’informazione e stanziando per questo ben 17Milioni di euro!!!... si è dimostrata un’altra falsa promessa, perché salvo alcuni spot istituzionali null’altro raggiunse la platea dei soggetti interessati. [C’è da dire che l’estensore della norma inserì un capolavoro di artifizio truffaldino ai danni dei Cittadini e dei Controllori U.E.. Imponendo che attrave r so

34 The world of il Consulente

l’INPS, fossero convogliati allo Stato in un “Fondo per la tutela del TFR ex art. 2120 c.c.”, trasformandoli in ‘contributi obbligatori’ i Trattamenti maturati da milioni di lavoratori che avevano scelto di fidarsi del proprio datore di lavoro. Un Fondo che è stato talmente bravo a gestirli, quei soldi, che la Corte dei Conti nei propri atti del 2010 evidenzia la malsana


impropria gestione da paventare un fare para malavitoso delle Amministrazioni a cui sono stati fatti confluire e, successivamente, sparire tanti soldi (al 2012 15 miliardi, ad oggi non meno di 35 Mdi) – ndT] Anzi, il grande ‘mentitore’ ovvero il Legislatore scorretto, non contento di prendere in giro i malcapitati, rincarò la dose quasi ammonendo: ‘“se non capisci quanto è grave esserti fidato del tuo datore di lavoro tanto da scegliere di lasciargli in mano quanto ti spet-

ta, io ti tutelo obtorto collo, creando un Fondo ad hoc e invece di lasciarli in mano sua che potrebbe dilapidarli facendoci gli affari propri li terrò nella mia Tesoreria (… Invece lo Stato si che li ha saputi spendere, quei capitali! Li ha impiegati talmente bene che è dovuta intervenire la Magistratura Contabile – la Corte dei Conti – che nel 2010 ha messo nero su bianco, indagando, che i 15 miliardi versati fino a quel momento, erano spariti in mille rivoli senza fondo di spese correnti e non strutturali. E visto che dal 2010 l’andazzo non è variato si può stimare che almeno altri 20 miliardi -totale, quindi, 35Miliardi - tolti dalla disponibilità delle ‘incompetenti’ Imprese, hanno seguito lo stesso alveo. Il bello che sono stati talmente dispersi che non si sa dove recuperarli al momento del bisogno!!!) Caro Signor Pasquino, guard a

caso stavo ricadendo nella credulità sulla genuina spontaneità delle promesse del Premier Renzi (Marforio appella il Capo del Governo, “Sinnachetto’ ovvero ‘Giovane Sindaco’ evidentemente per i suoi trascorsi di Sindaco di Firenze prima che diventasse Segretario del Partito di maggioranza relativa – ndT) imperniate sul “Prendete e spendete, consumate, depauperate tutto, così le Imprese riprenderanno a produrre, il Mercato rifiorirà, e l’Italia sarà più forte!” Tanto quando sarà necessario un intervento miracoloso sarà sempre possibile, anche se l’INPS andrà in default per pagare le rendite ai pensionati pubblici (pur in mancanza dei pagamenti contributivi dell’A. P. – ndT) portati in dote dal fallimentare INPDAP e non avrà più fondi per pagare, invece, le rendite ai pensionati privati, noi potremo far man bassa dei circa 120 miliardi dei Fondi Pensione Integrativi e, soprattutto, di circa altri 60 miliardi delle Casse Previdenziali Private dei Professionisti!!! Alla luce di tutto questo devo convenìre con Voi, Signor Pasquino, Come disse un fiorentino (Lorenzo il Magnifico che incitava a godere nell’immediato, in una sua ode alla ‘Giovinezza’ – ndT): “Del doman non c’è certezza… perché il tempo fugge e inganna” e come diciamo noi romani “CARPE DIEM” (Vivi l’Oggi- ndT)!!! Diamo ragione ai nostri ‘avveduti’ governanti! Incitiamo anche noi i Lavoratori, Prendete, spendete, sperperate il vostro T.F.R.… godete oggi… chi vivrà vedrà!,.. O piangerà se gli saranno restati almeno gli occhi. Marforio, La statua parlante del Campidoglio

The world of il Consulente 35


Rubrica I Misteri di Roma

Alessandro Baronio ed I Ritratti rifiutati Il racconto di un noto artista romano e dei suoi ritratti rifiutati che ci parla di cambiamento e riciclo a partire dai rapporti sociali di Andrea Tommasini Redazione Cultura

S

iamo andati ad incontrare un importante artista romano il M° Alessandro Baronio per parlare con lui della sua visione, della sua arte che tanto sta valorizzando la nostra Roma Capitale agli occhi dell’Italia e del mondo e dei suoi “Ritratti rifiutati”.

Ci introduce la sua persona? ALESSANDRO BARONIO: vivo la condizione artistica libero da imposizioni, gioisco dall’intuizione poetica che arriva non chiamata a comando, gioco da grande perchè di gioco non son sazio! ecco i miei RITRATTI RIFIUTATI. Sono le frasi sussurrate “controvento”, nascono dal bisogno di unire la materia alla poesia, a ciò che è invisibile o scomparso, tutto ciò che fa parte dell’uomo ma di cui difficilmente si appropria. I suoi ritratti rifiutati? Sono composti da oggetti che raccolgo con cura o che le persone mi mandano. Attraverso le maschere ricompongo, riorganizzo, ri-animo, faccio rinascere, le nostre molteplici identità. La mia tensione nella realizzazione dei RITRATTI RIFIUTATI deriva dalla necessità di dover svelare tutte le innumerevoli identità che ci appartengono ma che non riusciamo a vedere e di conseguenza ad esprimere. Noi siamo essenza non materia, e tutto ciò che è essenza non appartiene, ma esiste in quanto co-creato attraverso le nostre

36 The world of il Consulente

relazioni con altre essenze, persone, animali, oggetti, materiali, ecc. Sento l’urgenza di agire per il futuro, e non avendo più tempo mi rivolgo a chi ne ha di più di me, ai giovani, a chi verrà, a chi ha la coscienza non appannata delle relazioni tra gli elementi, delle connessioni tra le cose, tra le esperienze, essenza della chimica e della fisica, di chi può sentire oltre le apparenze. Delle opere dunque dai risvolti interiori importanti…. Ci racconta il suo lavoro nelle scuole e nell’educazione? Ecco come nasce l’idea del lavoro nelle scuole, i RITRATTI RIFIUTATI DI CLASSE. Ogni ragazzo sceglie degli oggetti, e li accarezza con le parole di una narrazione personale. Attraverso il gioco scoprono che tutto ciò che ci circonda può essere 1000 volte diverso. Non è un’esperienza didattica, è un accompagnarli nel loro mondo onirico, portare alla luce tutti i sogni non ricordati, recuperare gli sguardi perduti. È il lavoro di un archeologo che fa affiorare tutto ciò che è nella nostra memoria.


The world of il Consulente 37


Rubrica I Misteri di Roma È il punto di rottura del mondo adulto, dove il gioco è interdetto, quando non si può pensare “per assurdo”, e tutto deve essere logico, avere una spiegazione, che spesso è fuori di noi. Al contrario, con il gioco l’irrealtà diventa realtà. La forma diventa un pretesto per accogliere tutto ciò che scartiamo, rifiutiamo, spesso inconsapevolmente, e rappresenta la sintesi di epoche e mondi che si ricompongono in questi ritratti. Opere d’arte ed anche esperienza dunque! Questa esperienza è straordinaria, “l’ascoltare” attentamente gli oggetti da selezionare, è già di per sé portare alla luce essenze che poi prenderanno forma. Nell’ascolto attento e nella scelta di un oggetto si intravede già ciò che potenzialmente può diventare realtà, o meglio ciò che è già realtà, ma non è ancora visibile. Ognuna di queste maschere ha una storia, genera interrogativi, sono tutti punti interrogativi, porte in cui entrare e fare qualsiasi ragionamento in relazione con altre porte con altri interrogativi. Venuti alla luce, questi personaggi senza nome e senza storia, vengono adottati ciascuno da un piccolo gruppo di 3-4 ragazzi. Ogni personaggio sarà caratterizzato da un nome e da una storia, che si lega agli altri personaggi e alle altre storie, divenendo narrazione collettiva. Ritengo che il concetto di riciclo in sé non sia suffi-

38 The world of il Consulente

ciente, occorre imparare a riciclare in maniera poetica, ridando un senso nuovo alle cose, ed è quello che bisogna insegnare ai giovani. Cosa c’è alla base della sua evoluzione? Sono cresciuto artisticamente credendo che l’impegno qualitativo fosse il particolare differenziatore per stabilire l’arte. Con il passare del tempo ed il sedimentare delle esperienze si è aggiunto prepotente un altro elemento: il senso sociale al cambiamento. Ecco questo è il fulcro del mio lavoro. Il bisogno di riportare il sentimento artistico alla guida del cambiamento, partendo dai rapporti sociali. Qual’è dunque secondo lei il primo movimento da fare? Riconfigurare tutti quei rapporti sociali che con l’informatizzazione hanno viaggiato velocemente e fuori dal corpo, lasciando cadere particolari di equilibrio importanti per un sano rapporto interiore! Ecco perché ho immaginato un modo di usare il web diverso dove il contatto libero svuotato della realtà fisica di ogni individuo incontra il racconto, usando la materia, e vivendo al contempo la destrutturazione. Mi viene da pensare al “Dadaismo….”? Partire dalle tematiche DADA mi sembra molto calzante del periodo di conflitti e possibilità fantastiche, questo è il punto! Un periodo molto intenso dove i bisogni di cambiamento li sento vivi e forti.


The world of il Consulente 39


Rubrica I Misteri di Roma

In questo contesto nascono i suoi “Ritratti rifiutati”? In questo scenario ho pensato di raccontare con dei ritratti rifiutati molti miei contatti e conoscenze del web chiedendo loro di spedirmi un pacco con all’interno oggetti usati, cose in eccesso,oggetti che compongono la struttura che ci contiene! Plasmo il rifiuto personale, quello che trascrive l’imprinting del possesso, dove la possibilità del racconto è libera dalla descrizione fisica del modello, posso sentire, guardare, senza essere disturbato dalla fisicità individuale, senza dovermi prostrare alle leggi fisiche del racconto. Il risultato è un ritratto libero ed autonomo che il destinatario sente vicino, costruito dal dialogo e dall’attento bisogno di reciprocità – costruttiva Quale relazione fra lei e le sue opere? In questo spazio libero di assoluto rispetto tra me ed il mio modello si instaura un gioco dei racconti dove tutto diventa possibile, dove il racconto stimola visioni, e il ritratto vive in autonomia dalle storie personali e dai racconti. Sento di interpretare l’energia libera che risiede dentro noi. Il risultato estetico è di impatto emozionale, uso l’estetica per unire. Cerco l’equilibrio ed uso lo squilibrio per raccontare le emozioni.Sono attratto dai numeri che determinano le differenze fisiognomiche uomo-animale tutto è classificato. Un Bestiario di scoperta che risiede dentro noi.

40 The world of il Consulente


The world of il Consulente


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook