N. 77 - ANNO VII - MARZO 2017
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HOUSE ORGAN DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA
Coscienze che risorgono!
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N°77 – marzo 2017 Periodico mensile Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli
Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ORA ANCHE SUL TUO IPAD
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LA RIVISTA DEDICATA AI CONSULENTI DEL LAVORO • COMODA DA SFOGLIARE • TUTTI I NUMERI IN ARCHVIO • FUNZIONA ANCHE SENZA INTERNET
Redazione Daniele Donati Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Aldo Persi Paolo Stern Andrea Tommasini Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Redazione redazione@cdlrm.it
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Questo numero è stato chiuso in redazione il 31 Marzo 2017
QUESTO NUMERO
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Un augurio di speranza e coraggio
EDITORIALE
ADALBERTO BERTUCCI PRESIDENTE CPO RM
Care Colleghe e cari Colleghi, in Europa e nel Mondo, questo mese pasquale sarà ricordato per il sangue che troppi innocenti hanno versato. Egitto Domenica delle Palme, Stoccolma 7 aprile, Siria 4 aprile, San Pietroburgo 3 aprile, e prima Londra, Berlino, Istanbul, Nizza, … Troppe le anime spirate, troppi bambini, troppo l’odio che spinge a tali atrocità a prescindere a da quali mani, motivi, religioni e rivendicazioni possano provenire. Un tempo in guerra si uccideva con le spade, le baionette o i fucili… oggi si trucidano bambini con armi che neanche sporcano le mani… E proprio alle giovanissime vite spezzate, che il giorno prima giocavano a nascondino o si addormentavano tra le braccia di madri e padri oggi annientati dal dolore, che è diretto il nostro pensiero. La colomba pasquale quest’anno non può portare con sé il candore della Pace, ma può offrire speranza a chi ancora riesce a vedere oltre questa coltre di insensata sofferenza e desolazione terrena.
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SOMMARIO
Un augurio di speranza e coraggio EDITORIALE
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ADALBERTO BERTUCCI
Welfare a misura di Consulente del Lavoro PREVIDENZA
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DI FABIO FARETRA
CATEGORIA
Acquisto immobili abitativi Le agevolazioni fiscali FISCALE
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DI ANTONIO GIGLIOTTI
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I nuovi scenari dei Consulenti del Lavoro DI ANDREA TOMMASINI
Agevolazioni “prima casa” DIRITTO
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Il debutto dell’assegno di ricollocazione
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Esonero contributivo nelle ipotesi di distacco
LA VOCE DEI GIOVANI
DI ALESSIA NOVIELLO
PREVIDENZA
DI MICHELE REGINA
Le nuove frontiere della professione CATEGORIA
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34
DI ANDREA TOMMASINI
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DI NUNZIO DARIO LATROFA
Pasquino ‘A PASQUA DE NOANTRI LA PASQUA DEI ROMANI Quesiti del mese QUESITI
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A CURA DEL CENTRO STUDI
La rete e la rivoluzione dei geni CULTURA
DI ANDREA TOMMASINI
A nome personale, Istituzionale, del Consiglio e della Redazione, con piacere esprimo a voi tutte e tutti ed alle rispettive famiglie, il desiderio che la Pasqua compiuta, nel risveglio delle coscienze, possa donarci luce e pace per le nostre vite e per un mondo barbaramente crivellato e martorizzato dal dolore e dai sacrifici di vittime innocenti, affinché, umanità, coscienza, rispetto, dialogo ed amore, tornino ad occupare un posto preminente nella vita di ogni giorno per ciascuno di noi.
Dal profondo del cuore, auguro la prosecuzione di una continua e serena Pasqua di Resurrezione!
Dott. CdL Adalberto Bertucci Presidente
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MISSIONE FORMAZIONE COME FAR CRESCERE CULTURA E CONOSCENZA
Fondazione Studi Oreste Bertucci
IT 00145 Roma RM - Via Cristoforo Colombo, 456 segreteria@fondazioneorestebertucci.it www.FondazioneOresteBertucci.it
Riepilogo attività Ordine Gennaio/Febbraio 2017 Consulenti 7 nuovi iscritti – 4 cancellati Praticanti 7 nuovi iscritti – 5 fine pratica - 2 cancellati Riunione Consiglio N.1 Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma N. 12 istanze di certificazione Commissione Congruità Parcelle N. 5 Sportelli dedicati agli iscritti INPS: n. 2 giornate Aziende, n. 1 giornata Artigiani e Commercianti Sportello Pensioni n. 2 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma N. 6 quesiti risposti Editoria Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile Ore di formazione erogate nel periodo N. 6 incontri formativi per un totale di n. 23 ore formative
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Acquisto immobili abitativi
FISCALE
Le agevolazioni fiscali
DALL’ACQUISTO DELL’IMMOBILE TRAMITE MUTUO IPOTECARIO AL LEASING ABITATIVO DI ANTONIO GIGLIOTTI DOTTORE COMMERCIALISTA
In questo elaborato andremo di seguito a trattare in particolare la detrazione:
• Irpef dell’Iva pagata sugli immobili di classe energetica …; • degli interessi passivi sul mutuo ipotecario legato all’acquisto dell’abitazione principale che non sempre coincide con la prima casa; •dei compensi pagati all’Agenzia immobiliare per la sua attività di intermediazione; • dei canoni connessi al leasing abitativo; • e per l’acquisto di immobili interamente ristrutturati. Gli ultimi dati resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate e dall’OMI (Osservatorio Mercato Immobiliare) sul mercato immobiliare italiano evidenziano una crescita negli ultimi tre mesi del 2016 (ultimi dati disponibili) facendo segnare una variazione tendenziale riferita al totale delle compravendite pari a +16,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel IV trimestre 2016 il settore residenziale, con quasi
Premessa
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147 mila NTN (numero di transazioni normalizzate), guadagna, rispetto al IV trimestre del 2015, oltre 15 punti percentuali, in decelerazione rispetto ai tassi di crescita dei trimestri precedenti Le compravendite di abitazioni compiute nel 2016 da persone fisiche avvalendosi di un mutuo con iscrizione di ipoteca sugli immobili acquistati a garanzia del credito (NTN IP4), mostrano, rispetto al 2015 un forte rialzo. Il tasso di crescita risulta, infatti, pari a +27,3% per un totale di circa 246 mila unità, oltre 50
FISCALE
mila in più del 2015. Il capitale complessivamente erogato nel 2016 ammonta a circa 29,4 miliardi di euro, con un incremento, poco inferiore al 28% rispetto a quanto osservato nel 2015. Il capitale medio erogato per singola abitazione è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2015 e pari a circa 119 mila euro
La detrazione Irpef dell’Iva pagata sugli immobili
riodi d’imposta successivi. La norma non limita il beneficio all’acquisto dell’abitazione principale, né sono previste esclusioni per gli immobili c.d. di lusso. Il beneficio fiscale è esteso anche alla pertinenza, a condizione che l’acquisto della stessa avvenga contestualmente all’acquisto dell’unità abitativa e l’atto di acquisto dia evidenza del vincolo pertinenziale.
La Legge di Stabilità 2016, Legge n. 208 del l’acquisto dell’abitazione 2015 prevede ai fini Irpef, la detrazione dal- principale l’imposta lorda, fino alla concorrenza del Il contribuente che ha stipulato un mutuo suo ammontare, del 50% dell’importo cor- per l’acquisto dell’abitazione principale, in risposto per il pagamento dell’IVA in rela- sede di determinazione Irpef, può procezione all’acquisto, effettuato entro il 31 di- dere alla detrazione degli interessi passivi cembre 2016, di unità immobiliari a desti- collegati al contratto di finanziamento; la nazione residenziale, di classe energetica A detrazione opera in misura pari al 19% calcolato su un importo maso B, cedute dalle imprese simo di € 4.000; quindi la costruttrici delle stesse. La detrazione massima predetrazione è pari al 50 per Gli ultimi dati vista è nel complesso pari cento dell’imposta dovuta evidenziano una a € 760. Il beneficio fiscasul prezzo d’acquisto ed è crescita delle le spetta al contribuente ripartita in dieci quote ancompravendite acquirente ed intestatario nuali di pari importo. Le pari a +16,4% del contratto di mutuo, andisposizioni normative non che se l’immobile è adibilimitano il beneficio alto ad abitazione principal’acquisto dell’abitazione le di un suo familiare (coprincipale, per cui sono ammesse all’agevolazione sia le seconde case niuge, parenti entro il terzo grado ed affini sia gli immobili c.d. di lusso. La detrazione entro il secondo grado): Irpef dell’Iva pagata sugli immobili trove- • nel caso di separazione legale anche il coniuge separato, finché non intervenga l’anrà applicazione anche per il 2017. Ai fini dell’imposta sul reddito delle personotazione della sentenza di divorzio, rienne fisiche, si detrae dall’imposta lorda, fitra tra i familiari; no alla concorrenza del suo ammontare, il • in caso di divorzio, al coniuge che ha tra50 per cento dell’importo corrisposto per il sferito la propria dimora abituale spetta pagamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto comunque il beneficio della detrazione per in relazione all’acquisto, effettuato entro il la quota di competenza, se presso l’im31 dicembre 2016, di unità immobiliari a mobile hanno la propria dimora abituale destinazione residenziale, di classe energei suoi familiari; tica A o B ai sensi della normativa vigente, • la detrazione spetta anche al “nudo procedute dalle imprese costruttrici delle stesprietario” (e cioè al proprietario dell’imse. La detrazione di cui al precedente pemobile gravato, ad esempio, da un usuriodo è pari al 50 per cento dell’imposta dofrutto in favore di altra persona) sempre vuta sul corrispettivo d’acquisto ed è riparche ricorrano tutte le condizioni richieste, tita in dieci quote costanti nell’anno in cui mentre non compete mai all’usufruttuasono state sostenute le spese e nei nove perio in quanto lo stesso non acquista l’uni-
Detrazione interessi mutuo per
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FISCALE
tà immobiliare. Per i contratti di mutuo stipulati antecedentemente al 1° gennaio 1993 è stabilito che l’abitazione principale doveva configurarsi entro l’8 dicembre 1993, e che a partire da questa data il contribuente non doveva cambiare la propria abitazione principale, se non solo per motivi di natura lavorativa; la detrazione massima va calcolata su un importo di interessi non superiore a 4.000 euro per ciascun intestatario. Per i contratti di mutuo risalenti al periodo che va dal 1 gennaio 1993 fino al 31 dicembre 2000, l’importo massimo della detrazione è calcolato su € 4.000 complessivi, ed è ammessa solo se l’immobile sia diventato abitazione principale entro sei mesi dall’acquisto e che lo stesso acquisto sia avvenuto entro sei mesi antecedenti alla stipula del
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mutuo o nei sei mesi successivi. Infine, per i contratti di mutuo accesi a partire dal 1 gennaio 2001, la detrazione è definita sulla base di un importo massimo relativo agli interessi pari a € 4000 complessivi, se l’immobile è diventato abitazione principale entro un anno dall’acquisto, e se l’acquisto è avvenuto entro l’anno antecedente o successivo all’accensione del mutuo. Oltre alla quota d’interessi passivi, si possono detrarre anche gli oneri accessori relativi alla stipula del mutuo con la banca, eventuali oneri fiscali e spese aggiuntive come l’imposta di iscrizione o cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato. Anche la provvigione per lo scarto rateizzato, le spese notarili sostenute per l’istruttoria della pratica di mutuo e le eventuali
FISCALE
perizie tecniche rientrano nel conteggio, così come l’apertura di un conto corrente accessorio; è utile evidenziare che l’importo massimo portato in detrazione in ogni caso non può superare le 760 € complessivi.
Detrazione costo intermediazione Agente Immobiliare
euro per ciascuna annualità. Come specificato dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 28/2006 si tratta, in tutta evidenza, di una modifica normativa collegata a quella del precedente comma 22 sopra richiamato, il quale ha previsto l’obbligo di indicare negli atti di cessione degli immobili l’eventuale importo relativo alle spese di intermediazione.
L’art. 15 del T.U.I.R. lettera b-bis) prevede che dal 1° gennaio 2007 L’importo di 1000 euro (bei compensi, comunque neficio fiscale effettivo 190€): denominati, pagati a sogA partire dal 1° • costituisce il limite masgetti di intermediazione gennaio 2007, è simo cui commisurare la immobiliare in dipenpossibile detrarre detrazione in relazione aldenza dell’acquisto deldall’imposta lorda l’intera spesa sostenuta per l’unità immobiliare da il 19% degli oneri il compenso corrisposto adibire ad abitazione prinagli intermediatori immocipale possono essere porsostenuti per i biliari per l’acquisto deltati in detrazione per un compensi l’unità immobiliare da adiimporto non superiore ad corrisposti ai bire ad abitazione princieuro 1.000 per ciascuna soggetti di pale; annualità. La possibilità intermediazione • e, la possibilità di portare di portare in detrazione immobiliare per in detrazione questo onei compensi pagati agli inl’acquisto della re si esaurisce in un unico termediari immobiliari è anno di imposta. strettamente connessa a abitazione quanto disposto dal comprincipale Inoltre, se l’acquisto è effetma 22 dell’articolo 35 del tuato da più proprietari, la D.L. 223/2006 rubricadetrazione, nel limite comto “Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il plessivo di 1000 euro, dovrà essere riparticontenimento e la razionalizzazione della ta tra i comproprietari in ragione della perspesa pubblica, nonché interventi in mate- centuale di proprietà. ria di entrate e di contrasto all’evasione fiscale” il quale introduce uno specifico adem- Il leasing abitativo pimento a carico delle parti che pongono in La Legge n. 208 del 2015 (Legge di Stabiliessere cessioni di beni immobili. All’atto tà 2016), ai commi da 76 a 82 e 84 ha indella cessione dell’immobile, anche nei ca- trodotto per le persone fisiche la possibilisi di operazioni soggette ad IVA, le parti de- tà di acquisire l’immobile da adibire a provono rendere una dichiarazione sostitutiva pria abitazione principale ricorrendo al condi atto di notorietà. tratto di leasing, e introducendo una serie di disposizione che disciplinano il rapporDunque a partire dal 1° gennaio 2007, è pos- to tra le parti del contratto; dal punto di visibile detrarre dall’imposta lorda il 19% de- sta fiscale, il Legislatore al fine di rendere gli oneri sostenuti per i compensi corrispo- ancora più agevole il ricorso a tale tipolosti ai soggetti di intermediazione immobi- gia di istituto contrattuale ha previsto la deliare per l’acquisto dell’unità immobiliare traibilità per il contribuente nella misura da adibire ad abitazione principale, per un del 19% dei costi relativi al contratto di loimporto, comunque, non superiore a mille cazione finanziaria e del costo d’acquisto
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FISCALE
sostenuto per l’eventuale esercizio dell’opzione del riscatto finale dell’immobile. L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 27/E è ritornata sulla disciplina in questione fornendo precisi chiarimenti in merito al possesso dei requisiti soggettivi previsti ai fini della detrazione, nonché alle spese che possono essere computate nell’importo massimo sul quale calcolare l’agevolazione fiscale. L’agevolazione fiscale si sostanzia nella possibilità di portare in detrazione nella misura del 19%, nella Dichiarazione dei Redditi: • i canoni e i relativi oneri accessori, per un importo non superiore a 8.000; • il costo di acquisto dell’immobile all’eventuale esercizio dell’opzione finale, fino a un importo massimo di 20.000. I limiti di cui sopra trovano applicazione in riferimento ai contribuenti con età inferiore a 35 anni, con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro all’atto della stipula del contratto di locazione finanziaria e che non siano titolari di altri diritti di proprietà su altri immobili a destinazione abitativa. Nell’anno in cui eventualmente il contribuente esercita il diritto di riscatto, le detrazioni previste sono tra loro cumulabili, e per disposizione normativa generale fino a concorrenza dell’imposta lorda. Per i soggetti di età pari o superiore a 35 anni, nel rispetto dei limiti reddituali di cui sopra, la detraibilità è dimezzata, e di conseguenza i limiti saranno individuabili per la parte corrispondente alla metà di quanto sopra indicato., ossia 4.000 euro per i canoni di locazione e 10.000 per il costo di acquisto.
Detrazione acquisto immobili ristrutturati
La Legge di Bilancio 2017 ha prorogato la detrazione per interventi di ristrutturazione nella versione maggiorata dell’im14
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porto massimo detraibile di 96.000 euro; ma al di là dell’ultimo intervento normativo lo stesso beneficio per l’anno di imposta 2016 era già stato confermato invece dalla Legge n. 208 del 2015; gli interventi agevolabili sono quelli indicati all’art. 16 bis del D.P.R. 917/86 ossia del T.U.I.R. Rientrano tra le spese agevolabili anche quelli relative ad interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro diciotto mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile. La detrazione spetta all’acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari; il beneficio fiscale opera con una percentuale di detrazione del 50% calcolata su un ammontare forfetario pari al 25 per cento del prezzo di vendita o di assegnazione dell’immobile, risultante dall’atto di acquisto o di assegnazione. Chi acquista un’abitazione interamente ristrutturata, beneficiando della detrazione Irpef del 50%, può altresì attingere al bonus mobili e grandi elettrodomestici. La detrazione è collegata alla quota di proprietà dell’immobile e spetta a condizione che la vendita o l’assegnazione dell’immobile sia effettuata dunque entro 18 mesi dal termine dei lavori di ristrutturazione e gli interventi riguardino l’intero fabbricato. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016, la detrazione spetta all’acquirente o assegnatario nella misura del 50 per cento. L’importo pari al 25 per cento del prezzo di acquisto o assegnazione non può superare il limite di 96.000 euro. Con riferimento alle spese sostenute negli anni passati: • la detrazione spetta nella misura del 36 per cento se il rogito è avvenuto dal 1° gennaio 2007 al 30 giugno 2007 o a partire dal 1° gennaio 2008; • l’importo costituito dal 25 per cento del prezzo di acquisto o assegnazione non
FISCALE
Precise indicazioni sono può superare il limite di Il limite di spesa da seguire qualora il con48.000 euro nel caso in su cui applicare la tribuente rispetti ad esemcui l’acquisto o l’assepio anche i requisiti ai fignazione sia avvenuta percentuale va ni della richiesta della dedal 1° gennaio 2008 ed riferito solo alla trazione Irpef dell’Iva coni lavori di ristrutturasingola unità nessa agli acquisti di imzione siano stati eseguiimmobiliare e, mobili all’acquisto, effetti dal 1° gennaio 2008. quindi, se più tuato entro il 31 dicembre La detrazione deve essepersone hanno 2016, di unità immobiliare sempre ripartita in 10 diritto alla ri a destinazione residenrate annuali di pari importo. detrazione il limite ziale, di classe energetica A o B, cedute dalle impreIl limite di spesa su cui di spesa va se costruttrici (anche per applicare la percentuale ripartito tra loro le imprese Ristrutturatriva riferito solo alla singoci) delle stesse. Se si inla unità immobiliare e, tende fruire anche della quindi, se più persone hanno diritto alla detrazione il limite di spe- detrazione del 50 per cento dell’IVA pasa va ripartito tra loro considerando che gata al costruttore dall’importo delle spein caso di pagamento di somme in accon- se sostenute per l’acquisto va sottratto l’imto per le quali si è usufruito in anni pre- porto del 50 per cento dell’IVA pagata (vecedenti della detrazione, concorrono al rag- di esempi paragrafo detrazione Irpef delgiungimento del limite massimo. l’Iva sugli immobili).
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LA VOCE DEI GIOVANI
Il debutto dell’assegno di ricollocazione POLITICHE ATTIVE NAZIONALI
DI ALESSIA NOVIELLO
CONSULENTE DEL LAVORO
L’assegno di ricollocazione vede la sua nascita con il D.lgs 150 del 2015 e
con la Delibera ANPAL n.1 del 2017 e la sua introduzione conferma il cambio di rotta da politiche passive a politiche attive. Si pone come obiettivo la facilitazione della ricerca di una nuova occupazione per i percettori di Naspi da più di quattro mesi. In questi giorni è partita la prima fase sperimentale del programma di politica attiva 16
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dell’assegno di ricollocazione: circa 30 mila soggetti percettori di Naspi da almeno quattro mesi si sono visti recapitare una comunicazione da parte dell’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro). Così come disciplinato dall’art. 23 D.Lgs 150/2015, l’assegno individuale di ricollocazione consiste in un voucher spendibile presso i soggetti privati accreditati di cui all’art. 12 del medesimo decreto, dislocati su
LA VOCE DEI GIOVANI
tutto il territorio nazionale o presso i centri per l’impiego, al fine di facilitare la ricollocazione del soggetto in disoccupazione mediante un intensivo programma finalizzato alla ricerca e al rilancio dell’occupazione. Durante la prima fase sperimentale che dovrebbe durare fino all’estate 2017, i percettori di Naspi da almeno quattro mesi, si vedranno recapitare direttamente dall’Anpal un invito ad accedere al programma. L’Anpal mette a disposizione di questi soggetti dei buoni dal valore compreso tra 250 e 5000 euro in base all’indice di profilazione e alla tipologia di contratto di assunzione ottenuto. Terminata la fase sperimentale, il soggetto in possesso dei requisiti, potrà registrarsi direttamente presso il portale Anpal (www.anpal.gov.it) e richiedere l’erogazione del voucher. INDICE DI PROFILAZIONE
È bene sottolineare che il buono emesso dall’Anpal non andrà ad incrementare il sussidio del soggetto in disoccupazione, che non avrà la possibilità di incassarlo, ma potrà spenderlo esclusivamente presso i soggetti accreditati e mettere in atto tutta una serie di prestazioni a sostegno della ricerca di un’occupazione a lui dedicata. I soggetti accreditati ed indicati all’art. 12 del D.Lgs 150/2015 potranno incassare l’importo del voucher solo nel caso in cui il percorso di ricollocazione si dovesse concludere in un’assunzione. Quanto all’indice di profilazione, al soggetto verrà attribuito un valore compreso tra 0 e 1 dove 0 indica un soggetto facile da ricollocare e 1 un soggetto molto difficile da ricollocare senza un intervento a sostegno. Per semplificare proponiamo una tabella riepilogativa, per stabilire la misura minima e massima del voucher:
0
1
Tipologia Contrattuale
Importo Minimo
Importo Massimo
Tempo Indeterminato o apprendistato
1000,00
5000,00
Tempo determinato uguale o superiore a sei mesi
500,00
2500,00
Tempo determinato uguale o superiore a tre mesi, valido solo per le Regioni a basso grado di sviluppo occupazionale
250,00
1250,00
Per stabilire l’importo del voucher in caso di indice di profilazione intermedio tra 0 e 1 la delibera Anpal n. 1 mette a nostra diposizione la seguente formula: AdR= m+(p-0,5)*2/(M-m) Supponiamo di avere ottenuto un’assunzione con contratto a tempo Indeterminato per un soggetto con indice di profilazione (p) pari a 0,7; AdR= l’importo minimo per un T.I. è 1000,00 + (0,7-0,5)*2*(importo massimo per T.I. 5000,00 – importo minimo per T.I. 1000,00) AdR= 1000+(0,2*2*4000,00) AdR= 1000,00 + 1600,00 AdR= 2600,00 Tale importo sarà poi riproporzionato in caso di assunzione part time pari o superiore al 50%.
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LA VOCE DEI GIOVANI
La delibera Anpal riconosce ai soggetti ac- caso la delibera non appare molto chiara creditati alla gestione dell’assegno di ricol- ma, in linea generale, tale importo verrà rilocazione, in caso di mancato raggiungi- conosciuto come forma premiale nel caso mento della fase occupazionale, una quota in cui l’intervento del soggetto accreditato alla gestione dell’assegno fissa per l’attività di assidi ricollocazione risultestenza intensiva alla ricollocazione denominata Noi Consulenti del rà determinante nel rilancio dell’occupazione. Free4Service. Il Valore masLavoro abbiamo, Noi Consulenti del Lavosimo della Free4Service è grazie alla ro abbiamo, grazie alla pari a 106,50 euro che corgestione delle gestione delle politiche risponde ad una stima di tre politiche attive, la attive, la straordinaria ore di attività svolta dal sogopportunità di diventare getto nella fase di colloquio straordinaria il punto di riferimento e stipula del programma di opportunità di non solo delle imprese ma ricerca di occupazione. Per diventare il punto anche dei lavoratori: quevedersi riconoscere la di riferimento non sto strumento di politica Free4Service il soggetto acsolo delle imprese attiva ci permette di accreditato deve aver ottenuma anche dei crescere il nostro peso alto una percentuale di suclavoratori l’interno del mercato del cessi occupazionali pari o lavoro, differenziare le superiori al 110% dei pernostre competenze e sodcettori di Naspi, che in base alla provincia di appartenenza sono riusci- disfare nel prossimo futuro le specifiche esiti a rioccuparsi grazie al suo intervento, mo- genze dei clienti alla formazione mirata di nitorato nei sei mesi precedenti. In questo una nuova risorsa. 18
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Esonero contributivo nelle ipotesi di distacco PREVIDENZA
ACCORDO TRA LA CASSA EDILE DI SAN MARINO E CNCE
DI MICHELE REGINA
CONSULENTE DEL LAVORO
Il 4 aprile u.s. è stata sottoscritta la Convenzione tra la Cassa Edile di San Marino e la CNCE per il recipro-
co esonero contributivo in caso di distacchi nell’uno e nell’altro Stato. Sin dal 1939 vi sono buoni rapporti di vicinato ed ora alla luce delle direttive europee sui distacchi 96/71/CE e 2014/67/UE , recepita quest’ultima in Italia dal D.Lgs 136/2016, le due Casse hanno voluto stipulare la convenzione di che trattasi , vista l’attenzione dei due Stati e delle relative Casse alla tutela delle condizioni di lavoro delle maestranze edili. Le parti hanno pertanto definito il distacco, così come recepito dal diritto dell’Unione, considerando quindi che le relative norme si applicano anche ai lavoratori distaccati in territorio sanmarinese; definendo altresì il concetto di Stato di provenienza, ove vi è la sede legale ed amministrativa con le relative obbligazioni fiscali dell’impresa distaccante, e Stato di prestazione dell’attività lavorativa , ove non vi è soggettività passiva di imposta della stessa impresa. Le relative Casse si riconoscono nelle ipotesi di distacco il reciproco esonero contributivo a condizione che vi sia il regolare versamento nelle casse di provenienza, rimanendo estranee a tale esonero le altre obbligazioni previdenziali ed assistenziali previste specificatamente nell’ordinamento di San Marino ed in quello italiano
nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato. Gli oneri contributivi sono a carico delle imprese residenti nei due stati secondo i regolamenti previsti dalla stesse. Con la Convenzione le due Casse offrono alle proprie imprese iscritte il servizio di comunicare preventivamente il distacco dei lavoratori alla Cassa del territorio di destinazione , autorizzando la Cassa di appartenenza dello Stato di provenienza a comunicare i dati necessari. In relazione all’attività offerta di cui sopra vi sarà tra le due Casse anche la comunicazione della certificazione del regolare versamento dei contributi alla Cassa di provenienza e quindi l’esonero dei contributi alla Cassa del territorio di destinazione. La regolarità contributiva sarà rilasciata anche ai datori di lavori distaccanti uno o più lavoratori.
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PREVIDENZA
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PREVIDENZA
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Welfare a misura di Consulente del Lavoro
PREVIDENZA
LA CONTINUA RICERCA DI STRUMENTI INNOVATIVI AL SERVIZIO DELLA CATEGORIA DI FABIO FARETRA DIRETTORE GENERALE ENPACL
pri iscritti, l’Ente ha avuto una notevole evoluzione, sia in termini di associati (passati dai 9.000 degli anni settanta agli attuali 26.000), sia per numero di pensioni erogate (oggi quasi 10.000), sia in termini di patrimonio investito (che ha superato il miliardo di euro). Attualmente, l’ENPACL si propone nel panorama dello Stato sociale italiano come entità capace di garantire ai propri iscritti un vero e proprio ‘welfare mix’:
La tutela previdenziale e assistenziale è uno dei principali valori di rilevanza costituzionale, sancito dall’articolo 38 della Carta fondamentale dello Stato italiano, che deve proteggere i propri cittadini nell’invalidità e nella inabilità, nella malattia e negli infortuni, nello stato di disoccupazione e durante la vecchiaia.
• la previdenza obbligatoria di base, con l’erogazione delle pensioni di vecchiaia (a 67 anni di età) e di vecchiaia anticipata (con 38 anni di contribuzione), anche nei casi di ricongiunzione, totalizzazione e cumulo; delle pensioni in favore dei superstiti, nonché delle prestazioni nei casi di invalidità e inabilità;
Nato nel 1972 per erogare le pensioni di vecchiaia, di anzianità e di inabilità ai pro-
• l’assistenza nei casi di bisogno, attraverso la concessione di specifiche provvidenze straordinarie in favore dei Consulenti del Lavoro interessati da calamità naturali, furto di materiali o incendio dello studio professionale, malattie o infortuni che comportino disagio economico per sé ovvero i propri familiari;
In favore dei Consulenti del Lavoro, tale tutela è obbligatoriamente garantita dall’ENPACL, associazione di diritto privato, soggetta a vigilanza ministeriale e controllo della Corte dei conti. La rilevanza costituzionale dell’attività svolta e la funzione pubblica esercitata pongono l’ENPACL in una prospettiva universale di sostegno alla Categoria, attraverso una pluralità di strumenti di protezione.
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• la previdenza integrativa, grazie alla possibilità per l’iscritto di ‘modulare’ annualmente la propria contribuzione, con vantaggi di natura pensionistica e fiscale;
PREVIDENZA
• l’assistenza sanitaria integrativa, con una copertura sanitaria integrativa per i gravi eventi morbosi e i grandi interventi chirurgici, estendibile ai familiari e ampliabile in termini di rischi tutelati, cu si aggiunge una polizza di Long Term Care, che garantisce l’erogazione di un vitalizio nei casi di perdita della autosufficienza;
• la tutela della maternità, con l’erogazione dell’indennità prevista dal d.lgs. 151/2001 (anche nei casi adozione e aborto), nonché con la messa a disposizione di misure che favoriscono l’aggiornamento professionale nel periodo di puerperio (corsi on line, ebook, riviste specializzate);
• il sostegno all’esercizio della professione, favorendo i Consulenti del Lavoro per l’accesso al credito di prestiti e mutui presso gli istituti bancari convenzionati. Inoltre, l’Ente promuove l’incontro domanda/offerta nei casi di cessione degli studi professionali, intervenendo con specifici finanziamenti a fondo perduto. Da ultimo, l’ENPACL ha promosso la nascita della Fondazione ‘Universolavoro’, con la specifica mission di ideare e attuare iniziative che possano favorire lo sviluppo, l’efficienza e la crescita qualitativa dell’attività professionale dei Consulenti del Lavoro, attraverso la realizzazione di un’offerta integrata di servizi e prodotti informatici rispondenti alle esigenze di automazione degli studi professionali.
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Le nuove frontiere della professione
CATEGORIA
LE DICHIARAZIONI DI ROSARIO DE LUCA, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO, SULLE NUOVE OPPORTUNITÀ PROFESSIONALI IN DISCUSSIONE AL 9° CONGRESSO DI NAPOLI DI ANDREA TOMMASINI REDAZIONE
“Napoli è una delle città più vive e con una vita di categoria molto attiva”. Così il Presidente della Fondazio-
ne Studi, Rosario De Luca, motivando la scelta della location partenopea per il 9° Congresso nazionale di Categoria e sollecitando tutti gli iscritti ad iscriversi all'evento, pensato come occasione imperdibile di confronto e di riflessione con i territori sui temi più cari ai Consulenti del Lavoro. Sul palco del Teatro Augusteo si parlerà di lavoro, dignità e Costituzione assieme al Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, di equo compenso per i professionisti, ma anche di etica professionale e concorrenza, di comunicazione istituzionale e formazione. "Sarà un momento di denuncia e di presa di contatto con le diverse realtà territoriali - ha sottolineato il Presidente De Luca - che servirà a recepire le criticità riscontrate dai Consulenti del Lavoro quotidianamente e ad ipotizzare un nuovo modello professionale con il quale affrontare le sfide del futuro”. 28
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La tre giorni a Napoli si preannuncia, quindi, come un'occasione di crescita e di arricchimento professionale, grazie anche agli eventi validi ai fini della formazione continua obbligatoria in programma. Saranno ribadite le competenze e le funzioni acquisite dalla Categoria, che oggi permettono di affermare il suo ruolo centrale nella gestione dei rapporti del lavoro delle imprese. Non mancheranno, infatti, i dibattiti sulle nuove opportunità professionali della Categoria partendo dalle politiche attive del lavoro, passando per il tema della sicurezza fino a giungere alle possibilità offerte dal welfare aziendale. Questo argomento in particolare, correlato a quello del benessere organizzativo, verrà approfondito in maniera dettagliata grazie anche alla convenzione siglata fra la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e la società francese Sodexo Benefits & Rewards Services, nata proprio per facilitare la gestione operativa dei piani di welfare aziendale soprattutto nelle aziende di piccole e medie dimensioni, ma anche per snellire la
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Stiamo assistendo ad una costante contrazione del welfare state e ad un aumento della consapevolezza, da parte dei lavoratori, della necessità di intervenire a protezione della propria capacità reddituale
parte burocratica e amministrativa ed ampliare il più possibile il paniere dei beni e dei servizi che queste possono offrire ai dipendenti. “Stiamo assistendo ad una costante contrazione del welfare state e ad un aumento della consapevolezza, da parte dei lavoratori, della necessità di intervenire a protezione della propria capacità reddituale”, ha sottolineato Rosario De Luca. “Pertanto i sistemi di welfare aziendale, se ben calibrati e realizzati, possono trasformarsi in ottime chances per tutti i soggetti coinvolti per migliorare il clima lavorativo ed introdurre agevolazioni economiche per i dipendenti. Tutti ingredienti – ha continua-
to - che possono incidere molto positivamente sulla produttività”. Oggi, quindi, grazie a questa opportunità e alla convenzione con Sodexo, i Consulenti del Lavoro hanno a disposizione in modo gratuito due piattaforme web dedicate al welfare aziendale, che potranno mettere a loro volta a disposizione dei propri clienti, sulle quali potranno segnalare le aziende clienti interessate ad attivare uno o più servizi di welfare. “Una nuova frontiera, quella del welfare, - ha concluso De Luca - verso la quale tutti noi dobbiamo dirigerci per arricchire di nuove competenze la nostra professionalità”.
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I nuovi scenari
dei Consulenti del Lavoro
DAL 27 AL 29 APRILE 2017 A NAPOLI IL 9° CONGRESSO NAZIONALE DI CATEGORIA. TRE GIORNI PER RIFLETTERE SULLE FUNZIONI ACQUISITE IN QUESTI ANNI, SUL RUOLO SOCIALE SVOLTO NEI CONFRONTI DEL MONDO DEL LAVORO E DELLA SOCIETÀ CON UNO SGUARDO AL FUTURO. CE LO RACCONTA LA NOSTRA PRESIDENTE NAZIONALE MARINA ELVIRA CALDERONE DI ANDREA TOMMASINI REDAZIONE
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In un mercato del lavoro in continua evoluzione, a quali scenari deve prepararsi il Consulente del Lavoro?
L’etica e la deontologia potranno ancora camminare di pari passo con la concorrenza? Oppure il futuro vedrà solo adempimenti telematici? E ancora: quali spazi sono oggi disponibili per i giovani che si approcciano alla professione? Sono tante le domande che oggi necessitano, non solo di risposte concrete, ma anche di una più articolata visione del futuro. Negli ultimi anni, infatti, da un lato, la crisi economica ha reso più difficile lavorare in un mercato dei
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Ci aspetta un 2017 molto importante e con grandi cambiamenti frutto delle ultime riforme. Per continuare ad essere protagonisti del mondo del lavoro servizi più ridotto rispetto al passato e, dall’altro, sono aumentati i casi di abusivismo della professione anche ad opera di grandi società. "I nuovi scenari della professione tra opportunità e regole" non a caso è il titolo scelto per il 9° Congresso nazionale dei Consulenti del Lavoro, in programma il 28 e il 29 aprile 2017 a Napoli presso il Teatro Augusteo, nel cuore della città partenopea, preceduto – giovedì 27 - da una giornata dedicata al mondo del lavoro e alla professione in Campania, durante la quale saranno presentati i risultati dell’indagine dell’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro sul mercato del lavoro campano. “Il futuro della professione, le sfide e le tante opportunità offerte dalle nuove funzioni saranno i temi portanti di un Congresso utile per capire quanta strada abbiamo fatto negli ultimi anni e quanta ne potremo fare ancora”, ha commentato la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Marina Calderone. “Siamo passati, infatti, da una fase in cui in tanti si interrogavano sul lavoro effettivamente svolto dai Consulenti del Lavoro ad una fase in cui sempre più spesso la professione viene riconosciuta, grazie alle sue competenze, come ‘strategica’ per il futuro della piccola e media impresa italiana. Pensare a ciò che
la Categoria oggi rappresenta per il tessuto sociale implica quindi una doverosa riflessione sul futuro”. La tre giorni servirà, infatti, a riflettere sulle funzioni e sulle riserve di legge acquisite dalla Categoria in questi anni, sulla consapevolezza del suo ruolo sociale e della centralità della sua azione nel mondo del lavoro e nella società. Certezze da cui partire per costruire le azioni e gli scenari nei quali muoversi in futuro, rafforzando la rete professionale e consentendo ai giovani di continuare a scommettere su un avvenire da libero professionista. Il congresso sarà l'occasione per discutere e condividere programmi, obiettivi e nuove opportunità. Si parlerà anche di politiche attive e welfare aziendale, di previdenza, di tutele per i lavoratori autonomi e di alternanza scuolalavoro attraverso il confronto diretto con chi quotidianamente svolge l'attività nei territori con impegno e responsabilità. “Ci aspetta - ha concluso la Presidente “un 2017 molto importante e con grandi cambiamenti frutto delle ultime riforme. Per continuare ad essere protagonisti del mondo del lavoro, pertanto, dobbiamo essere preparati ad agire con una strategia adeguata che metteremo a punto al Congresso”.
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Agevolazioni “prima casa”
DIRITTO
nel caso di conferimento di un immobile in trust nel quinquennio dall’acquisto agevolato COMMENTO ALLA SENTENZA DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI SAVONA DEL 26 OTTOBRE 2016, N. 559. DI NUNZIO DARIO LATROFA1 AVVOCATO TRIBUTARISTA
Il trust2 è uno strumento giuridico che non è altro che la risposta concreta che determinati ordinamenti hanno dato alle esigenze della vita reale delle persone e, quindi, di riflesso delle società. E il tutto sulla base di esperienze stratificatesi nel corso di centinaia di anni che, con il passare del tempo, si sono trasformate in norma. Grazie a questo complesso di regole e di precedenti oggi è possibile risolvere le problematiche più disparate. Se sapientemente progettato e utilizzato il trust può offrire soluzioni singolari dal punto di vista dell’efficienza, degli obiettivi da raggiungere, della trasparenza ovvero della flessibilità e della garanzia dei risultati da realizzare che spesso il nostro corpus normativo interno non consente di conseguire appieno. Uno degli utilizzi più diffusi del trust è quello legato alla programmazione e regolamentazione dei patrimoni familiari (c.d. trust
Premessa
di famiglia). In questo ambito, però, non è stato ancora definitivamente chiarito se e come è possibile applicare la disciplina agevolativa prevista per l’acquisto della prima casa in situazioni affidanti, quali quelle del conferimento di un bene immobile in trust. La sentenza in commento ci dà la possibilità di effettuare alcune riflessioni.
Le agevolazioni prima casa e l’incertezza applicativa nel caso di trasferimento a titolo gratuito
Il quadro normativo di riferimento ha presentato diversi profili di incertezza nel caso di applicazione delle agevolazioni a situazioni di trasferimenti a titolo gratuito. A tal proposito, la Nota II-bis all’articolo 1, della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro), in tema di agevolazione c.d. “prima casa” prevede che: «In caso di ... trasferi-
1 Avv. Nunzio Dario Latrofa, Tep. Trustee e Professionista accreditato dall’Associazione “Il Trust in Italia”. 2 CFR fra tutti: Lupoi M.; Istituzioni del diritto dei trust negli ordinamenti di origine e in Italia; Milano, 2016; Lupoi M.; Istituzioni del diritto dei trust e degli affidamenti fiduciari; Milano, 2008; AA.VV. a cura di Lupoi M., Le situazioni affidanti, Torino, 2006; Lupoi M., Trusts, Milano, 2001; Bartoli S., Il trust, Milano, 2001, pp. 361 e ss.; Canessa N., I trusts interni, Milano, 2001, p. 16; Piccoli P., I Trusts e le figure affini in diritto civile. Analogie e differenze; in Vita notarile, 1999; De donato V., D’Errico M., Trust convenzionale. Lineamenti di teoria e pratica, Roma, 1999; Lupoi M., Trusts, Milano, 1997; Lupoi M., Introduzione ai trusts. Diritto inglese, Convenzione dell’Aja, Diritto italiano, Milano, 1994; Gambaro A., Voce “Trusts” in Digesto – Discipline privatistiche, sez. civ., vol. XIX, Torino; Grassetti C., Trust anglosassone, proprietà fiduciaria e proprietà del mandatario, in Riv. Dir. Civ., I, 1936, pp. 97 e ss..
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mento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte». Tuttavia, la disposizione in esame prevede altresì che: «Le predette disposizioni non si applicano nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con i benefici di cui al presente articolo, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale». La norma, quindi, dispone chiaramente che il trasferimento dell’immobile acquistato usufruendo dell’agevolazione c.d. “prima casa”, prima del decorso di cinque anni dalla data dell’atto, comporta la decadenza dal regime di favore fruito, ma che qualora il contribuente, entro un anno dall’alienazione effettuata prima del decorso del quinquennio, proceda all’acquisto di un altro immobile da adibire a propria abitazione principale, il beneficio rimane in essere3. Sul punto, in passato, si è dibattuto molto al fine di stabilire se l’agevolazione rima-
neva in essere anche se entro l’anno il contribuente avesse acquistato l’immobile a titolo gratuito e non a titolo oneroso, come la littera legis lasciava intendere da una prima superficiale lettura. Ma la giurisprudenza, in contrasto con la posizione espressa più volte dall’Agenzia delle entrate4, successivamente modificata5, è finalmente giunta a chiarire che in casi simili, ossia di vendita dell’immobile agevolato nel quinquennio, il successivo acquisto, entro l’anno, utile a mantenere in essere l’agevolazione, poteva essere fatto anche a titolo gratuito6.
3 L’Agenzia delle entrate con la circolare n. 13/E del 26 gennaio 2017 ha ricordato che se il contribuente, entro un anno dall’alienazione, proceda all’acquisto di un altro immobile ad uso abitativo classificabile in una categoria catastale diversa da A1, A8 e A9, da adibire a propria abitazione principale, l’agevolazione permane. Inoltre ha chiarito che la decadenza dal beneficio è impedita anche se il contribuente provvede all’acquisto di un terreno sul quale venga realizzato, entro un anno dalla vendita, un immobile destinato ad abitazione principale. 4 Con la circolare n. 6 del 26 gennaio 2001, la risoluzione n.125/E del 3 aprile 2008 e la circolare n. 18 del 29 maggio 2013, l’Agenzia, con un’interpretazione restrittiva della normativa in questione, ha precisato che la decadenza dal beneficio prima casa e impedita dal solo acquisto “a titolo oneroso” di altra casa di abitazione entro un anno dalla cessione dell’immobile acquistato con le agevolazioni. 5 Con la risoluzione n. 49/E del 11 maggio 2015, finalmente anche l’Agenzia delle entrate ha cambiato posizione e si è conformata a quanto chiarito dalla Corte di cassazione. 6 Cfr. Corte di Cassazione con sentenza 29 novembre 2013, n. 26766, laddove afferma che: «Ciò che rileva, ai fini del mantenimento dell’agevolazione, e, dunque, che il contribuente ponga in essere tempestivamente un atto, sia a titolo oneroso o gratuito cui consegua un nuovo ‘acquisto’ di altra abitazione» (in senso conforme anche Cass. sent. 12 marzo 2014, n. 5689, Cass. sent. 6 giugno 2013, n.16077).
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DIRITTO
Questa interpretazione, però, va letta in combinato disposto con i commi 37 e 4, dell’art. 69, della legge 21 novembre 2000, n. 342, che hanno previsto la possibilità di fruire anche per i trasferimenti derivanti da donazione8 o successioni9 di case d’abitazione non di lusso e la costituzione o il trasferimento di diritti reali immobiliari, delle agevolazioni per l’acquisto di prima casa. Dette agevolazioni sono applicabili quan-
do, in capo al beneficiario10 ovvero, in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi11, sussistano i requisiti12 e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione, dall’art. 1, comma 1°, quinto periodo, della Tariffa, parte I, allegata al T. U. delle disposizioni concernenti l’imposta di registro ( D.P.R. 131/1986)13. In merito ai vincoli di destinazione e alla possibilità di invocare l’agevolazione prima
7 L’art. 69, comma 3, della legge 21 novembre 2000, n. 342, dispone che «Le imposte ipotecaria e catastale sono applicate nella misura fissa per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione non di lusso e per la costituzione o il trasferimento di diritti immobiliari relativi alle stesse, derivanti da successioni o donazioni, quando, in capo al beneficiario ovvero, in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione dall’articolo 1, comma 1, quinto periodo, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131». 8 L’agevolazione “prima casa” fruita per l’acquisto di immobili non preclude la possibilità di chiedere nuovamente il regime di esenzione in caso di successivo eventuale acquisto a titolo oneroso di altro immobile, stante la diversità dei presupposti che legittimano l’acquisto del bene agevolato. Diversamente l’agevolazione “prima casa” fruita per l’acquisto di immobili per donazione, preclude ulteriori acquisti agevolati a titolo gratuito, salvo che detti acquisti abbiano per oggetto quote dello stesso immobile (così Circ. Agenzia entrate 18/E del 2013, pag. 181 cit.). 9 Nei casi di successione “mortis causa” l’agevolazione spetta non solo per l’acquisto della proprietà, ma più in generale con riferimento a tutti gli atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione. In tal caso, è necessario attestare nella dichiarazione di successione l’esistenza delle condizioni che la legge richiede. 10 L’interessato ai sensi del su citato comma 4 dell’art. 69, deve dichiarare il possesso dei requisiti nell’apposita dichiarazione di successione, pena la decadenza dal beneficio. Decadenza che si verifica anche nel caso in cui non vi sia entro 18 mesi il trasferimento della residenza nel comune in cui è sito l’immobile. 11 La risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 33/E del 15 marzo 2011 ha precisato che «Il legislatore, invero, in relazione alle successioni e donazioni, ha inteso estendere il beneficio anche ai coeredi/donatari non in possesso dei requisiti, dando rilievo, come sopra accennato, alla circostanza del possesso degli stessi in capo al solo erede/donatario dichiarante …». 12 Tra i requisiti ricordiamo: (a) l’abitazione non deve avere le caratteristiche di lusso indicate dal decreto ministeriale 2 agosto 1969, in “Gazzetta Ufficiale” 218 del 27/08/1969, mentre non è rilevante la categoria catastale; (b) l’abitazione deve essere ubicata nel Comune dove l’acquirente ha la propria residenza o in cui intende stabilirla entro 18 mesi dall’ acquisto, oppure nel Comune in cui l’acquirente svolge la propria attività; (c) se l’acquirente si è trasferito all’estero per lavoro, l’immobile deve essere situato nel Comune ove ha sede o esercita l’attività l’azienda da cui dipende; (d) l’immobile può essere ubicato in qualsiasi Comune del territorio italiano se l’acquirente è cittadino italiano residente all’estero (iscritto all’AIRE, anagrafe degli italiani residenti all’estero); (e) per fruire delle agevolazioni prima casa non è necessario che l’immobile acquistato sia destinato ad abitazione propria e/o dei familiari, tant’è che può essere acquistata con le agevolazioni “prima casa” anche un’abitazione affittata o da affittare dopo l’acquisto (circolari Agenzia delle entrate n. 38 del 12 agosto 2005, n. 19/E del 1 marzo 2001 e n. 1/E del 2 marzo 1994). 13 L’acquirente, o gli acquirenti, devono dichiarare nell’atto di compravendita: (a) di non essere titolare esclusivo (proprietario al 100%) o in comunione con il coniuge (la comproprietà con un soggetto diverso dal coniuge non è ostativa) di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di un’altra casa di abitazione nel territorio del Comune dove sorge l’immobile oggetto dell’acquisto agevolato; (b) di non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale con il coniuge, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà o nuda proprietà, usufrutto, uso e abitazione su altra casa di abitazione acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni fiscali prima casa; (c) di impegnarsi a stabilire la residenza, entro 18 mesi dall’acquisto, nel territorio del Comune dove è situato l’immobile da acquistare, qualora già non vi risieda. Se il Comune ritarda il trasferimento della residenza, i termini di decorrenza per fruire dei benefici fiscali possono prorogarsi oltre i 18 mesi. Per la Cassazione, infatti, il termine di 18 mesi è considerato “meramente sollecitatorio” e non perentorio (ordinanza n. 3507 dell’ 11 febbraio 2011). Queste tre condizioni devono essere attestate con apposita dichiarazione da inserire nell’atto di compravendita. Se per errore sono state omesse, si può rimediare mediante atto integrativo in cui viene esplicitamente dichiarata la sussistenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi per fruire delle agevolazioni fiscali. Per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia non è richiesta la condizione della residenza nel Comune dove si trova l’immobile acquistato con le agevolazioni prima casa.
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casa, l’Agenzia delle entrate si è espressa nomico - individuale perseguita dalle parcon la circolare dell’Agenzia delle entrate, ti, va sostituita con quella di causa “condel 22 gennaio 2008 n. 3, avente ad ogget- creta”, intesa come il risultato concretato “Successioni, donazioni, atti a titolo gra- mente perseguito dalle parti15. tuito e costituzione di vincoli di destinazio- La stessa Amministrazione finanziaria, inoltre, con la risoluzione n. 110 ne”, dove al punto 8.2. ha del 23 aprile 2009, ha amsostento che «l’articolo 69, commi 3 e 414, reca una La giurisprudenza, messo l’applicabilità della norma speciale agevoladisposizione di cui all’artisul tema del trust tiva non suscettibile di incolo 3, comma 4-ter, D. Lgs. e delle terpretazione estensiva, ottobre 1990, n. 346 (in agevolazioni prima 31 che, quindi, non è applitema di esenzione dall’imcasa si è cabile agli atti a titolo graposta di successione di depronunciata solo in terminati trasferimenti di tuito e alla costituzione di due occasioni vincoli di destinazione non partecipazioni societarie tra espressamente contemrelative a situazioni stretti congiunti) al caso delplati dalla norma stessa.» l’atto di dotazione di trust del tutto differenti e, quindi, al trust. recante trasferimento di parQuesta interpretazione retecipazioni dal disponente strittiva, però, non semal trustee quando i benefibra coerente e corretta. In primo luogo, per- ciari siano il coniuge o i discendenti del diché il divieto di interpretazione estensiva sponente. In questo caso, quindi, l’Amminon vige nel caso di norme agevolative, ma nistrazione, enfatizzando il principio della nel caso di norme eccezionali e tale non è causa concreta ossia della prevalenza della quella in oggetto. Poi il sistema così inter- sostanza sulla forma, ha considerato il trupretato sarebbe del tutto incoerente rispet- stee come soggetto trasparente rispetto al to a quanto stabilito dal D.Lgs. 31 ottobre rapporto tra disponente e beneficiari. 1990, n. 346 (T.U. in materia di successio- Nella stessa direzione si è espressa la Direni e donazioni) che sostanzialmente equi- zione regionale delle Entrate della Liguria, para la donazione agli atti a titolo gratuito. nella risposta all’interpello 903-124/2014, Equiparazione che la Corte di Cassazione a avente ad oggetto un contrato di affidaSezioni Unite, con la sentenza n. 6538 del mento fiduciario16 con il quale, dando atto 18 marzo 2010 aveva già riconosciuto sul- che la figura dell’affidatario fiduciario nella base della tesi secondo cui la nozione di la sostanza è simile se non identica al trucausa “astratta”, intesa come funzione eco- stee17, ha chiarito che può domandare l’age-
14 Trattasi del citato art. 69 della L. 21 novembre 2000, n. 342, che ha modificato il D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (cosiddetto T.U. in materia di successioni e donazioni) e che ha anche introdotto e disciplinato, nei commi 3 e 4, le agevolazioni “prima casa” in materia successoria e donativa. 15 Per la citata sentenza di cassazione a SS.UU. in questo modo l’atto va qualificato “a titolo oneroso” ogni qual volta chi lo pone in essere riceve, in via diretta o indiretta, un vantaggio patrimoniale concreto, che elide il pregiudizio economico dipendente dall’esecuzione della sua prestazione. 16 Per approfondimenti sul contratto di affidamento fiduciario vedasi: Lupoi M., “Il contratto di affidamento fiduciario”, Milano, 2014; Lupoi M., “Istituzioni del diritto dei trust e degli affidamenti fiduciari”, 2. ed., Milano, 2011; Lupoi M., “Atti istitutivi di trust e contratti di affidamento fiduciario”, Milano, 2010. 17 La stessa Direzione regionale delle Entrate della Liguria aveva già stabilito che sia sotto il profilo delle imposte indirette (interpello protocollo n. 903/11136 del 23 maggio 2012) che sotto il profilo delle imposte dirette (interpello protocollo n.14896/2012 del 3 luglio 2012) il contratto di affidamento fiduciario era da trattare sostanzialmente come se fosse un trust.
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volazione “prima casa” la persona fisica che sia già intestataria di una abitazione quale “affidatario fiduciario”. Successivamente, la stessa Agenzia delle entrate con la risoluzione 49/E del 201518 ha equiparato gli atti a titolo gratuito a quelli a titolo oneroso ed ha espressamente chiarito che «si deve ritenere che in caso di rivendita dell’immobile acquistato con i benefici prima casa, il riacquisto a titolo gratuito di altro immobile – entro un anno dall’alienazione – è idoneo ad evitare la decadenza dal beneficio». La posizione interpretativa assunta della Circolare 3/E del 2008, quindi, è da ritenersi superata. Ed è alla causa concreta, ossia al risultato realmente perseguito dalle parti che, di volta in volta, occorre fare riferimento per comprendere se le agevolazioni prima casa sono applicabili o meno a una fattispecie, anche se include un trust. La giurisprudenza, dal canto suo, per il momento, sul tema del trust e delle agevolazioni prima casa si è pronunciata solo in due occasioni relative a situazioni del tutto differenti.
La sentenza della Commissione Tributaria Regionale, Lazio del 06 giugno 2014, n. 3747
In questo caso la ricorrente, nell’ottobre 2001, ha acquistato il diritto di nuda proprietà di un immobile sito in Roma, usufruendo delle agevolazioni tributarie per la prima casa. Dopo circa quattro anni, il 4 luglio 2005, la stessa ricorrente ha conferito detta nuda proprietà in un trust costituito a favore dei propri figli, portatori di disabilità e ha contestualmente assunto l’ufficio di trustee. Il giorno seguente, 5 luglio 2005, la disponente ha acquistato un appartamento, sempre sito in Roma, per il quale ha invocato nuovamente i benefici fiscali per la prima casa. L’Agenzia delle entrate di Roma ha rettifi-
cato l’imposta autoliquidata dalla contribuente revocando le agevolazioni prima casa e recuperando il credito d’imposta, in quanto i benefici fiscali “prima casa”, a dire dell’Agenzia, potevano essere richiesti solo qualora la contribuente avesse alienato l’immobile acquistato con detti benefici e avesse riacquistato, entro un anno da tale alienazione, un altro immobile da adibire a propria abitazione principale. Per l’Agenzia delle entrate, quindi, l’atto intermedio stipulato tra il primo acquisto, avvenuto nel 2001, e il secondo acquisto, avvenuto con atto del luglio 2005, non aveva la natura di atto traslativo di proprietà, trattandosi di atto di conferimento in trust. A seguito dell’atto di trust, a dire dell’A.d.E., i “ beni in trust sono in piena proprietà del trustee ...; nell’esercizio di qualunque sua funzione il trustee gode di tutti i poteri e di tutte le facoltà del pieno proprietario ...”. Il trustee, quindi, era da intendersi inevitabilmente proprietario di entrambe le abitazioni acquistate come “prima casa” e, quindi, il secondo acquisto non sarebbe stato agevolabile. La vicenda processuale in questo caso è stata particolarmente complicata tanto che è finita innanzi la Corte di cassazione, al fine di veder riformata la precedente sentenza emessa dalla C.T.R. Lazio n. 588 del 26 ottobre 2010. Detta sentenza aveva confermato che l’operazione immobiliare posta in essere con la costituzione del trust in questione ed il successivo acquisto da parte della disponente di un immobile ad uso prima abitazione, costituiva un abuso di diritto volto solo ad ottenere un vantaggio fiscale. La Corte di cassazione, con l’ordinanza del 19 novembre 2012, n. 20254, ha cassato la sentenza della C.T.R. di Roma n. 588/2010, rinviando la causa avanti ad altra sezione della medesima C.T.R., al fine di far accertare se la costituzione del Trust rispondes-
18 Avente ad oggetto: «Permanenza dell’agevolazione “prima casa” in caso di vendita infraquinquennale e riacquisto nell’anno anche a titolo gratuito (Articolo 1 della Tariffa, parte I, nota II-bis, DPR n. 131 del 1986) .
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se (anche) a ragioni economico sociali, o se invece non avesse l’esclusiva funzione di consentire un risparmio fiscale. I giudici del rinvio, verificando l’atto di trust, hanno appurato che la finalità del trust era degna di tutela in quanto era quella di curarsi dell’assistenza sanitaria e riabilitativa di due minori inabili. Ciò posto, la Commissione regionale ha stabilito che «... il conferimento in un trust con finalità sociali di un bene immobile ad uso abitativo, in ordine al quale il proprietario diventi titolare di sole potestà, pone il proprietario nella condizione di impos-
sidenza del bene e non gli preclude il diritto a beneficiare dell’agevolazione dell’imposta di registro sull’acquisto di un altro bene immobile da destinare ad uso abitativo come prima casa ...». Secondo la sentenza in analisi, il conferimento in trust di un bene immobile, alla luce della verifica della causa concreta del trust in oggetto, costituisce uno spossessamento reale che anche in caso di acquisto di un altro immobile, consente di richiedere l’applicazione delle agevolazioni fiscali sulla prima casa, anche se il disponente è trustee dello stesso trust.
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DIRITTO
La sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Savona del 26 ottobre 2016, n. 559
La Commissione Tributaria Provinciale di Savona ha recentemente affrontato il seguente caso. A seguito dell’acquisto di un immobile per il quale sono state richieste
le agevolazioni fiscali per la prima casa, avvenuto a fine dicembre 2011, pochi mesi dopo, a febbraio 2012 l’acquirente ha conferito detto immobile in un trust, senza però procedere all’acquisto di un altro immobile da adibire ad abitazione principale. L’Agenzia delle Entrate, quindi, ha notificato all’acquirente in parla, un avviso di liquidazione con il quale ha revocato l’agevolazione in questione ed ha irrogato le dovute sanzioni comprensive di interessi. Dalla sentenza si evince che il trust in analisi è un c.d. trust di famiglia, dove i beneficiari sono i figli del ricorrente, a sua volta disponente del trust. Inoltre, emerge che il ricorrente ha mantenuto nell’immobile la propria residenza. Di certo la sentenza non si distingue per chiarezza e completezza della illustrazione del fatto, tanto che ad esempio non si com40
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prende se si tratta di un trust autodichiarato o meno, ma fornisce comunque alcuni spunti di riflessione. L’avviso di liquidazione d’imposta e d’irrogazione sanzioni emesso dall’Agenzia delle entrate, sembra fondarsi sul presupposto di fatto che l’atto di conferimento dell’immobile in trust rappresenti un “trasferimento di proprietà a titolo gratuito”, effettuato nel quinquennio e rilevante ai sensi di quanto stabilito dalla su riportata Nota II-bis all’articolo 1, della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131. Quindi, secondo l’Agenzia, non avendo acquistato un nuovo immobile da destinare ad abitazione principale nell’anno dalla cessione, il venditore avrebbe perso le agevolazioni richieste a suo tempo, e a suo carico devono essere irrogate le sanzioni e calcolati i relativi interessi. Il ricorrente, da quanto emerge dalla breve sentenza, si è difeso sostenendo che la costituzione del trust e il successivo conferimento dell’immobile, effettuato nel quinquennio dal suo acquisto, essendo fatto a favore dei propri figli (i quali si presume siano in possesso dei requisiti soggettivi richiesti dalla norma agevolativa), non può avere come effetto la revoca dell’agevolazione prima casa, in quanto si deve considerare «... rilevante il rapporto tra disponente e beneficiari e non quello tra disponente e il c.d. Trustee». Secondo la C.T.P. di Savona, che ha accolto il ricorso del contribuente, ritenendo che non debba addivenirsi alla revoca delle agevolazioni c.d. “prima casa”: «... la cessione dell’immobile fatta al trust non rappresenta un arricchimento patrimoniale immediato del beneficiario, che si avrà soltanto alla scadenza del trust quando si realizzerà effettivamente il trasferimento a favore dei
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beneficiari finali». In altre parole, secon- • questa situazione non è un «... trasferido la Commissione, in questo caso: «... il mento per atto a titolo oneroso o gratuitrust debba considerarsi un atto neutro to degli immobili acquistati ...» previsto dalla citata Nota II-bis all’articolo 1, delmancando qualsiasi genere di corrispettila Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. 131/1986. vo ...». Da questa breve disamina, sembra potersi intuire che nel caso di specie il giudice di Conclusioni Savona abbia inteso utilizzare un criterio Dall’analisi condotta emerge che occorre di interpretazione della normativa di tipo fare ancora maggior chiarezza sull’applicabilità delle agevolazioni prima casa, nel sostanziale19 e non formale. In conclusione, sembrerebbe (nel caso in caso di conferimento di immobili in trust. analisi stante le poche inMa di certo la posizione formazioni che è possibile di chiusura espressa dalDall’analisi ricavare dal testo della senl’Amministrazione finantenza il condizionale è d’obziaria nella circolare condotta emerge bligo), che la Commissio3/2008, non può trovare che occorre fare ne tributaria Savonese ha ingresso in un procediancora maggior ritenuto non applicabili le mento di corretta analisi chiarezza sanzioni e la revoca deldi una fattispecie di quesull’applicabilità l’agevolazione, enfatizzansto genere. Il giusto prodelle agevolazioni do la causa concreta del cedimento interpretativo prima casa, nel trust in questione, ossia indicato dalla Corte di casche: sazione e dalla giurisprucaso di • la proprietà del trustee va denza di merito, a cui anconferimento di intesa come “proprietà viche l’Agenzia delle entraimmobili in trust ziata” detenuta nell’intete ha dimostrato di avere resse dei beneficiari; particolare sensibilità, pas• il trust deve considerarsa inevitabilmente dalsi un atto neutro; l’analisi della causa con• il passaggio del bene immobile ai benefi- creta dell’atto posto in essere. Analisi che, ciari finali20 si verificherà solo alla fine del di caso in caso, potrebbe portare a diffetrust21; renti soluzioni che, però, risponderanno in • medio tempore, il disponente abita an- modo adeguato alla reale e concreta vocora nell’immobile nel quale ha la resi- lontà della parte che avrà posto in essere denza; gli atti da analizzare.
19 La giurisprudenza di legittimità, ad esempio, è consolidata nell’applicare il criterio sostanziale dell’impossidenza come prevalente sui criterio formale della mera proprietà di un bene immobile al fine di riconoscere al cittadino il diritto di godere dell’agevolazione tributaria dell’imposta di registro prevista dall’art. 1, Nota II bis, Tariffa Parte I, allegata al D.P.R. n. 131 del 1986. Si vedano, in proposito: Corte di cassazione 12 marzo 1996, n. 2027; 18 luglio 1996, n. 6476 (carenza di alloggio concretamente idoneo ad abitazione); 10 settembre 1999, n. 9647 (mera proprietà di una quota di appartamento); 25 maggio 2002, n. 7686 (proprietà di un immobile inidoneo, per caratteristiche e dimensioni, ad offrire effettiva abitazione al compratore e alla sua famiglia); 11 luglio 2003, n. 10925 (proprietà di un immobile inidoneo soggettivamente a soddisfare, anche sotto il profilo dell’ubicazione, le concrete esigenze personali, familiari e lavorative dell’acquirente); 23 dicembre 2003, n. 19738 (proprietà di una quota di un immobile locato a terzi e di dimensioni tanto ridotte da essere inidoneo ad essere destinato ad abitazione di una famiglia di cinque persone); 14 maggio 2007, n. 10984 (inidoneità abitativa del bene immobile di cui si abbia la proprietà solo di una quota); 7 agosto 2009, n. 18128 (inidoneità abitativa di un immobile per dimensioni e caratteristiche complessive). 20 Purtroppo non emerge nemmeno se i beneficiari o uno di essi ha i requisiti per la prima casa. 21 Che presumiamo sia successiva al termine dei cinque anni previsto dalla citata normativa agevolativa.
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PASQUINO E MARFORIO
I dialoghi del popolo romano
‘A PASQUA DE NOANTRI
A Sor Pasquì, state accorto che mò faccio na lezzione su la Pasqua romana a quelli che se dicheno romani e che, ‘nvece, per lo più è gente ‘mportata oppuro so’ fiji de burini. Comunque Romani che de ‘e cose de Roma poco ne sanno ma che ‘e deveno ‘mparà se così se vonno chiamà. Allora annammio a comincià: A Roma, a ‘li tempi nostri, certo mejo de quelli d’adesso, c’ereno tre Pasque dette: “Pasqua de’ l’anno, freddo e malanno” “Pasqua de’ l’ova, tra fango e piova” “Pasqua de ‘e rose, van tutte spose” ‘Nfatti ner vecchio cerimognale cattolicopopolare de noantri ‘a “Pasqua dell’anno” era ‘a Befana, ‘a “Pasqua dell’ova” era quella che oggigiorno ‘a chiameno sempricemente Pasqua e ‘a “Pasqua de ‘e rose” era ‘a Pentecoste. ‘E chiamevamo così perché, m’aricordo, a la Befana, de gennaro, c’era sempre freddo e s’ancimurravamo tutti, mentre ‘a Pasqua vera s’accomunava co’ ‘a staggione de le piogge che renneva ‘e strade fangose, no come adesso che ‘a bella staggione s’anticipa. ‘Nfine ‘a Pentecoste che viè ner periodo de ‘e rose (Maggio) indove de solito vengheno officiati li sponsali. Eppoi ch’ò da dì? Che ‘nvedevamo l’ora che venisse Pasqua pe’ sta bbene, magnà, beve e mettese a panza pell’aria. V’o ricordate Sor Pasquì? Da lì viè er detto “Sta’ come ‘na Pasqua”, pe’ chi stà attrippato e rilassato. Quer santo giorno, dopo avè preso ‘a benedizione dell’ova da parte der Papa a Piazza San Pietro, se le magnevamo drento 42
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‘a famosa “Colazzione de Pasqua”. ‘Na ricca colazzione, fatta de pietanze, sia dorci che salate: salami vari ma mejo se era Corallina, le ova benedette sode, oppure colorate pe’ guarnì ‘a tavola o mejo ancora fatte a frittata co’ li carciofoli. Accompagnata, pe’ chi s’o poteva permette, d’ a mitica pizza ‘sbattuta’. Pe’ chi voleva rispettà ‘a vera tradizione nostrana, ‘a colazzione nun poteva finì senza avè magnato ‘a coratella d’abbacchio co’ li carciofoli. Tutto annaffiato de’ Romanella, oppuro da quanno arrivorno li Piemontesi, de vermutte. Che tempi ch’avemo passato Sor Pasquì!!! Dartronde, pur se nun c’era ‘a grascia, nun c’ereno vegani, veggetariani, crudisti … che te schifettaveno storcenno ‘a bocca o strabbuzzanno l’occhi pe’ fatte annà pe’ traverso quello che magni … Se magnevamo tutto, ‘n santa pace, ederavamo … Felici “come ‘na Pasqua”. Mo ‘nvece er Popolo deve stà a penza a li politichi che se magneno tutto loro, a li saracini bombaroli … che riescheno a mannaje tutto pe’ traverso Sor Pasquì, che dite? Sete d’accordo? Ve vedo c’acconsentite … me sta ‘bbene! Nun me rimane che favve Tanti Auguri de Bona Pasqua , a vvoi e a chi ve vò ppiù bbene de me! Ah, me stavo a scordà … Bon’onomastico!!! Quanno sorridete teneteme presente …
LA PASQUA DEI ROMANI
[TESTO ROMANESCO LIBERAMENTE TRADOTTO DA GIUSEPPE MARINI] Signor Pasquino datemi un attimo di attenzione, ora faccio una lezione sulla Pasqua romana a quelli che si dicono romani e che, invece, per lo più sono persone migrate a Roma ovvero figli di gente nata fuori porta, campagnoli. Essendo comunque ‘Romani’, per l’anagrafe, che di cose di Roma non ne sanno molto, dobbiamo insegnare loro per sviluppargli la conoscenza in modo che possano chiamarsi con più titolo Cittadini Romani. Allora, andiamo a cominciare: A Roma, nei tempi che furono ‘nostri’, sicuramente migliori di quelli attuali, c’erano tre Pasque, dette: “Pasqua de’ l’anno, freddo e malanno” 1 “Pasqua de’ l’ova, tra fango e piova” 2 “Pasqua de ‘e rose, van tutte spose” 3 Infatti nella liturgia cattolica e anche popolare dei Romani la “Pasqua dell’anno” era l’Epifania4 , la “Pasqua delle Uova” era quella che attualmente viene chiamata semplicemente Pasqua e la “Pasqua delle rose” era la Pentecoste. Le chiamavamo così perché, mi ricordo, all’Epifania, in gennaio, c’era sempre freddo e ci si ammalava tutti, mentre la Pasqua vera coincideva con la stagione delle piogge che rendeva le strade fangose; non come ora che la bella stagione si anticipa. Infine la Pentecoste che viène a maggio, il mese per eccellenza delle rose, durante il quale vengono ufficiati i matrimoni. E poi che ho da dire? Che non vedevamo l’ora che giungesse Pasqua per stare bene, mangiando e bevendo mettendosi poi distesi supini5 Ve lo ricordate Signor Pasquino? Da ciò origina il detto “Stà come una Pasqua”, per chi è satollo e rilassato. Quel giorno santo, dopo aver ricevuto la benedizione anche delle uova da parte del Papa in Piazza San Pietro, se le mangiavamo durante la famosa “Colazione di Pasqua”. Una ricca colazione, fatta di pietanze, sia dolci che salate, insaccati vari (ma meglio se era ‘Corallina’), le uova benedette fatte sode (oppure colorate per guarnire la tavola) o, meglio ancora, fatte a frittata con i carciofi. Accompagnata, per chi se lo poteva permettere, dalla mitica pizza ‘sbattuta’. Per chi voleva rispettare la vera tradizione romana, la colazione non poteva terminare senza aver mangiato la coratella d’agnello con i carciofi. Il tutto irrorato dalla Romanella6 oppure, da quando ci fu la Presa di Porta Pia e Roma fu piemontizzata, dal vermouth.
Che tempi che abbiamo trascorso, Signor Pasquino!!! D’altronde, pur se non c’era l’abbondanza, non c’erano neppure vegani, vegetariani, crudisti … che disprezzavano storcendo la bocca o strabuzzando gli occhi per farti sentire in colpa e ingoiare male il cibo, per loro,’contaminato’ … Noi mangiavamo tutto, paciosi e senza acredine con nessuno, ed eravamo … Felici “come una Pasqua” 7. Ora, invece, i Cittadini devono pensare ai politici, che corrotti o meno, gravano onerosamente sulle loro spalle e al terrorismo arabo … fattori che riescono a ostacolare tutto, felicità momentanea compresa. Signor Pasquino, che dite? Siete d’accordo? Vedo che acconsentite … Sono contento! Non mi rimane che farvi Tanti Auguri di Buona Pasqua , a voi e a chi vi vuole più bene di me! 8 Ah, ora che mi ricordo: … Buon onomastico!!! 9 Quando siete felice ricordatevi di me … 10
Marforio
NOTE DEL TRADUTTORE 1 [“Pasqua dell’anno, freddo e malattia] 2 [Pasqua delle uova, tra fango e pioggia” 3 [“Pasqua delle rose, vanno tutte spose”] 4 [Da ciò origina il detto romano “Pasqua epifania tutte ‘e feste se porta via!” essendo l’ultima festività del periodo natalizio] 5 [M. vuol ricordare che i romani veri dopo aver ben desinato ricorrono alla ‘pennichella’ onde completare al meglio l’evento] 6 [Vino, di bassa gradazione alcolica, frizzante, leggero e dolce, prodotto perlopiù a Frascati, nei Castelli Romani] 7 [Detto che rispecchia la gioia del popolo di allora per la festività della Resurrezione, che ultimava il periodo penitenziale della Quaresima, permetteva di stare insieme senza problemi, almeno per quel giorno] 8 [Modo di salutare da parte di chi ritenendo di voler molto bene, alla persona interlocutrice, ci accomuna solo chi riesce a volerle ancora più bene (i suoi Cari)] 9 [Marforio sa che etimologicamente il nome Pasquino origina da Pasqua, come Pasquale, Pasqualino (dim) o Pasquina (f.)] 10 [un auspicio affinché la positività dell’Uomo felice si riverberi, anche se con il solo pensiero, verso colui che lo ha augurato]
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QUESITI
Quesiti del mese A CURA DEL CENTRO STUDI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA
Con riferimento alla Circolare Inps n. 41 del 01/03/2017 , (Bonus Sud) è corretta l'interpretazione che sono interessati anche i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato della durata di sei mesi con età maggiore di 25 anni, alla cui scadenza contrattuale sono trasformati in contratti di lavoro a tempo indeterminato?
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Si veda quanto specificato dalla Circ. Inps 41/2017 ( punto 4 - terzo capoverso) "Con riferimento alla trasformazione in rapporti a tempo indeterminato dei rapporti a termine, si precisa che in tali ipotesi, al fine di consentire la massima espansione delle stabilizzazioni dei rapporti, non è richiesto, come espressamente previsto dal decreto direttoriale n. 18719/2016, il possesso del requisito di disoccupazione di cui all’art. 2, comma 2, del decreto direttoriale n. 367/2016; si ribadisce, inoltre, come già precisato in precedenza, che per tali ipotesi non è richiesto neanche il rispetto dell’ulteriore requisito dell’assenza di rapporti di lavoro negli ultimi sei mesi con lo stesso datore di lavoro (cfr. art. 2, comma 3, decreto direttoriale n. 367/2016). Una ditta individuale attività " meccanico" che ha alle dipendenze un solo dipendente , dove su ogni busta paga risulta il bonus Renzi 80.00 in quanto al dipendente è dovuto, la ditta non ha mai effettuato compensazione sull'F24 in quanto dice il Commercialista il contribuente ha diverse cartelle esattoriali, il mio comportamento facendo la busta è sempre quello di inserire il Bonus?
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Il divieto di compensazione riguarda esclusivamente i crediti relativi ad imposte erariali ed interessa le sole compensazioni “orizzontali” (quelle cioè relative a crediti e debiti di natura diversa). Tra le imposte che impediscono la compensazione rientrano quindi l’IRPEF, l’IRES, l’IVA, ma anche l’IRAP e le addizionali ai tributi diretti, così come specificato nella relazione illustrativa al D.MEF 10/02/2011. Non sono invece interessati dalla nuova disposizione (in quanto non rientranti tra le imposte erariali) l’ICI, i contributi previdenziali, i premi INAIL. Ai fini dell’individuazione dei debiti per imposte erariali che fanno scattare il divieto alla compensazione, sono esclusi i contributi e le agevolazioni erogati a qualsiasi titolo sotto forma di credito d’imposta, anche se vengono indicati nella sezione “erario” del modello F24. Tale parere è confermato dalla Fondazione studi consulenti del lavoro nella circolare N. 14 del 20/06/2014
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QUESITI
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Buon giorno, ho un dubbio in merito alle categorie escluse dal limite previsto per i contratti TD, dlg 81/2015 art.31 (somministrazione) cita il regolamento UE 651/2014 art.2 n. 4 e 99, tali esenzioni valgono anche per le assunzioni dirette(non somministrate)?
La disposizione è specifica e riguarda la somministrazione a tempo determinato Gentilissimi, un mio cliente sta superando la soglia dimensionale dei 50 dipendenti. dall'Interpretazione del Messaggio n. 3506 del 12.2.2009 sembrerebbe che la media va calcolata solo nell'anno di inizio dell'attività pertanto va cristallizzata la media nell'anno di inizio, nulla rilevando eventuali successive oscillazioni. E' corretto? Oppure la media va calcolata ogni anno?
4
L'interpretazione data è corretta. Il messaggio di che trattasi , al quale si deve fare riferimento , recita "Al fine di individuare la sussistenza dell’obbligo al versamento, si ribadisce che la media determinatasi rimane cristallizzata, a nulla rilevando le oscillazioni che – successivamente - possono intervenire, sia in caso di riduzione del numero degli addetti a meno di 50, sia in caso di raggiungimento - in data successiva al 31 dicembre 2006, ovvero a quello di inizio di attività - di un numero di addetti pari o superiore a 50."
Una azienda in data 30/12/16 effettua una trasformazione a tempo indeterminato , per poter beneficiare delle agevolazioni contributive previste. Qualche giorno fa è emerso che poco prima di essere assunto presso l'Azienda, il lavoratore aveva dato le dimissioni dal contratto di badante che aveva presso una famiglia dal 2011. Si chiede se in questo caso decade il diritto all'esonero ctr. del 40%.
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Si, nel caso in cui l'INPS effettui un controllo sulla posizione, il datore di lavoro decadrà dall'esonero.
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La rete e la rivoluzione dei geni
CULTURA
STORIE DEGLI ARTIGENI, ARTIGIANI E LAVORATORI DIGITALI DALLE IDEE GENIALI DI ANDREA TOMMASINI REDAZIONE CULTURA
Da cantafiorista a liutaio instagrammer, c'è il maestro cartaio che utilizza nanotecnologie idrorepellenti, c'è il tassista che è in grado di calcolare in anticipo il costo della corsa grazie ad un software di sua invenzione, c'è l'imprenditore che ha messo in rete decine di contadini e consegna con corrieri in bici, c’è l’artigiana che ha aperto la bottega col crowdfunding dopo il mancato finanziamento della banca, c'è il giovane liutaio che su Instagram trasforma un pezzo di legno in un violino. SEI UN GENIO! è il titolo del libro del collega ed amico Giampaolo Colletti, un giornalista storyteller e comunicatore d’impresa che fotografa e racconta - in 150 storie circa - il paradosso creativo del successo della tecnocrazia attraverso un viaggio virtuale in un’Italia dove le idee innovative non mancano e le realizzazioni giovanili attraverso la rete, tantomeno. Un’intuizione geniale e la capacità di realizzarla grazie alle nuove tecnologie. Questo il semplice paradigma, perché la Rete - oggi – si è rivelata il miglior alleato per fare impresa. Giampaolo Colletti, pescarese di nascita e milanese di adozione, da vent'anni lavora per aziende d’eccellenza disegnando la comunicazione digitale. Fra le sue infinite imprese ed “intraprese”, ha anche fondato l’osservatorio Enterprise Generated Content dell’Università Bocconi e la community dei lavoratori della rete Wwworkers.it. 46
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Ha lavorato per Rai, Repubblica, Rai3, Radio24. È Content & Audiences Manager in Sanofi Italia. Scrive per Sole24Ore, Metro, StartupItalia!, Millionaire. Per Gruppo24Ore ha scritto diversi manuali su cultura d’impresa e nuove tecnologie. È porprio lui a dipingere con le sue parole la generazione dagli “Artigeni” - gli artigiani digitali -, che hanno idee geniali e le sanno mettere a frutto. SEI UN GENIO! traccia infatti il profilo di chi si rilancia con le nuove tecnologie, intercetta community, fidelizza clienti, vende online prodotti o servizi, scala interesse e fatturato. È un concentrato di quella (stra)ordinaria imprenditorialità che si annida ovunque. È un viaggio reale e virtuale nell'Italia che ce la fa, giorno dopo giorno, partendo da una idea. Perché è proprio l’idea innovativa – l’idea “wow”, per dirla alla Seth Godin – a fare la differenza. SEI UN GENIO! racconta le formule vincenti di una nuova generazione connessa al proprio lavoro grazie alla Rete. Artigiani e piccoli imprenditori, freelance e liberi professionisti, reti di imprese e di lavoratori digitali: oltre 150 eccellenze che hanno acceso imprese illuminando un paese, una comunità, un territorio. SEI UN GENIO! è anche una cassetta degli attrezzi per realizzare la propria idea. Provando a scommettere sulla cosa più preziosa. Se stessi!!!
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