N°73 – 20 novembre 2016 Periodico telematico – Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma – Pubblicazione mensile Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele – Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera – Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi – Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. – Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro – roma.it Segreteria: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 – 1 – l979 N.12 Redazione: redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 30 – 11 – 2016
Smart Working, il futuro mondo del lavoro! Editoriale Care colleghe e cari colleghi, avrete certamente sentito parlare del disegno di legge sullo “smart working” o “lavoro agile”, delega della legge di Stabilità 2016. Si tratta di una tipologia di lavoro subordinato flessibile che si svolge con regole peculiari: “può essere svolto in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, utilizzando strumenti tecnologici, seguendo gli orari previsti dal contratto di riferimento e prevedendo l’assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali azienda”, conservando le tutele previste dalla legge e dalla contrattazione collettiva sia per gli incentivi fiscali e contributivi previsti per il lavoro subordinato in materia di salario di produttività, sia per quel che concerne le coperture assicurative e gli aspetti legati alla sicurezza e alla privacy. Il lavoro concepito in quest’ottica di flessibilità porta inevitabilmente al cambiamento della prospettiva e del concetto lavorativo in se, che non si caratterizza più nella presenza dell’impiegato in sede e sull’orario di lavoro, ma si fonda nel raggiungimento dell’obiettivo lavorativo fissato e richiesto dal datore di lavoro. Lo smart working è un approccio all’organizzazione del lavoro orientato a generare maggiore efficienza ed efficacia nel raggiungimento dei risultati lavorativi attraverso una combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione, ottimizzando gli
strumenti e gli ambienti operativi ed è riservata, secondo la proposta di legge, ai lavoratori con redditi sopra i trentamila euro o con contratti pluriennali, sono infatti esclusi dalla fattispecie i contratti della durata di un anno. I punti di forza di questo disegno sono notevoli: dal punto di vista del lavoratore risulta estremamente vantaggiosa l’opportunità di conciliare l’impiego con le esigenze familiari e personali, senza ritoccare l’emolumento in busta paga e senza dover rinunciare a premi di produttività o alle tutele della contrattistica collettiva. Spostando l’attenzione verso le aziende, il lavoro agile può rappresentare un modo efficace e indolore di ottimizzare le risorse economiche, riducendo ad esempio i costi legati alle sedi aziendali e di conseguenza ai costi di gestione delle stesse, come energia elettrica e riscaldamento, ecc. Il lavoro flessibile diventa fondamentale per offrire pari opportunità anche alle categorie con particolari necessità: lavoratori con problemi motori o diversamente abili, lavoratrici neo-mamme e per tutti coloro oggettivamente impossibilitati a recarsi sul posto di lavoro, finalmente possono beneficiare della possibilità di lavorare in casa, compatibilmente con la tipologia di impiego e di mansione svolta. Una proposta, quella dello smart working, con grande potenziale e poche criticità, ma è necessario mettere a punto con adegua-
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Editoriale ta cura, come già anticipato dal legislatore, i meccanismi per estendere anche al lavoro agile la copertura INAIL, oggi concepita pensando al lavoratore on site o in itinere verso il posto di lavoro. È fondamentale inoltre che dipendente e datore di lavoro definiscano delle fasce orarie di disconnessione, al fine di evitare il rischio che il lavoratore diventi “schiavo” della connessione permanente, e che venga adeguato al meglio il concetto di lavoro straordinario applicato a questa nuova variante contrattuale. Proprio partendo da queste innovazioni normative, si sta scrivendo il futuro del lavoro italiano. Proiettandoci in un contesto più ampio potremmo immaginare dipendenti più
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appagati, che impiegano a proprio vantaggio il tempo prima utilizzato per raggiungere il posto di lavoro; meno traffico per le strade e meno inquinamento; aziende che ottimizzano le proprie risorse nella ricerca, non dovendo sostenere i costi di gestione e manutenzione di grandi strutture e di molteplici uffici. Con lo Smart working la possibilità di conciliare lavoro, carriera e famiglia diviene un obiettivo raggiungibile, è allo stesso tempo un valore aggiunto per le aziende, ma anche una scelta ecologica. Partendo da questa ridefinizione del concetto di lavoro stiamo ponendo le fondamenta per rendere l’Italia un paese moderno, attivo e competitivo, al passo con l’Europa e con il Nuovo Continente.
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CPO Roma
Riepilogo attività dell’Ordine dal 1° settembre al 30 novembre 2016 Consulenti
2 nuovi iscritti – 12 cancellati Praticanti
24 nuovi iscritti – 35 fine pratica – 0 cancellati
Riunione Consiglio
N.1
Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma
n. 12 istanze di certificazione Commissione Congruità Parcelle
n. 6
Sportelli dedicati agli iscritti
INPS: n. 9 giornate Aziende, n. 3 giornata Artigiani e Commercianti Sportello Pensioni n. 6 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma
n. 43 quesiti risposti Editoria
Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile
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Sommario In Focus
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Smart Working, il futuro mondo del lavoro! L’editoriale del Presidente di Adalberto Bertucci
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Riepilogo attività dell’Ordine dal 1° settembre al 30 novembre 2016
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Eventi per la Formazione Continua Obbligatoria Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
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Dichiarazioni IVA e 770
L’Agenzia delle Entrate e le comunicazioni delle anomalie di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista
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VADEMECUM
per la Formazione Continua Obbligatoria degli iscritti all’Albo dei Consulenti del Lavoro Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
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Stop agli aumenti del commercio
Approfondimento del Centro studi
Una mattinata di studio e di confronto, questa è la sintesi dell’ottavo incontro de “il come si fa”
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Quesiti del mese a cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma
o v a L l e d i Consulent a n o i z a N o i l Consig dell’Ordine
Di comune accordo tra le parti a novembre sarà sospeso il previsto aumento contrattuale di Michele Regina CdL Centro Studi Roma
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Circolare nuovo Codice Deontologico Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
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Codice deontologico
Approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
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L’extracontabile vale
La Corte di Cassazione si sofferma sulla valenza induttiva della contabilità “in nero” di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista
Assisi Pax Mundi: rassegna internazionale di musica Sacra Francescana ad Assisi Musicisti in “dialogo” nei luoghi di San Francesco di Andrea Tommasini Redazione
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Convegno di aggiornamento professionale
Il Nuovo Codice Deontologico Martedì, 20 Dicembre 2016 AUDITORIUM DEL SERAPHICUM Via del Serafico, 1 – Roma – ORE 14,30
Ore 14:30 - Registrazione partecipanti Ore 15:00 - Saluti iniziali e apertura lavori Adalberto Bertucci – Presidente CPO Roma
Daniele Donati – Segretario CPO Roma e Presidente Comm. Formazione Continua Formazione continua obbligatoria
Sandro Pasquini – Componente Comm. Formazione Continua L’obbligo del CPO di controllo della preparazione professionale degli iscritti
Giuseppe Marini – Presidente Consiglio Disciplina Territoriale Procedimenti a carico dei Consulenti del lavoro
Lorenzo Lelli – Consigliere del Consiglio Disciplina Territoriale Le regole comportamentali tra il vecchio e il nuovo codice deontologico
Antonio Venanzi – Consigliere del Consiglio Disciplina Territoriale L’obbligo del CDT in caso di ricezione di atto di rilevanza disciplinare
Maurizio Lavorgna – Consigliere del Consiglio Disciplina Territoriale L’attività del CDT nel biennio 2015/2016 Moderatore Elena Conti – Consulente del Lavoro in Roma
L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della
Formazione Continua dei Consulenti del Lavoro per l’Ordinamento Professionale e Codice Deontologico È obbligatoria la prenotazione sul sito www.consulentidellavoro-roma.it
Deontologia Consulenti del Lavoro Consiglio Nazionale dell’Ordine
Viale del Caravaggio 84 00147 Roma Tel. 06 549361 - Fax 06 5408282 e-mail consiglionazionale@consulentidellavoro.it e-mail pec consiglionazionale@consulentidellavoropec.it C.F.: 80148330584
Roma, 22 settembre 2016 Prot. n. 0008622/U/CIRC. Circolare n. 1136 Allegati: EMAIL
Ai Consigli Provinciali dell’Ordine deiConsulenti del Lavoro LL. SS. Ai Signori e Consiglieri Nazionali e Revisori dei Conti del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro LL. II. Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali Divisione V 00192 ROMA Al Ministero della Giustizia Direzione Generale Affari Civili e Libere Professioni 00186 ROMA Al Signor Presidente del Consiglio di Amministrazione ENPACL 00147 ROMA Alle Organizzazioni Sindacali di Categoria Loro Sedi
Oggetto: nuovo Codice Deontologico. Il recente intervento di riforma delle professioni liberali, l’introduzione nell’ordinamento giuridico delle società tra professionisti e le recenti disposizioni normative in tema di obbligatorietà della formazione, richiedevano un intervento di modifica del Codice Deontologico. Il Consiglio Nazionale nella seduta del 29 luglio 2016 ha dunque approvato alcune modifiche ed implementazioni al Codice, pur non alterandone l’impianto originario. Gli interventi più rilevanti sono quelli adottati in adempimento alle disposizioni contenute negli articoli da 4 ad 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137 (Regolamento
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Deontologia recante riforma degli ordinamenti professionali) e dal Decreto del Ministero della Giustizia 8 febbraio 2013, n 34 (Regolamento in materia di società per l’esercizio di attività professionali). Di seguito si illustrano le principali modifiche apportate. Ambito di applicazione (art. 1) Il Codice si applica non solo ai Consulenti del Lavoro, ma in forza di quanto disposto all’articolo 12 del sopra richiamato D.M. n 34/2013, anche alle società tra professionisti iscritte all’Albo dei Consulenti del Lavoro, nonché, in base all’articolo 6 del D.P.R. n. 137/2012, ai praticanti consulenti. Il Codice contiene la regolamentazione deontologica della professione di Consulente del Lavoro così come definita alla legge n 12/1979 e successive modifiche e come dettagliata dall’articolo 2 del Decreto del Ministero del Lavoro recante i parametri per la liquidazione giudiziaria dei compensi spettanti ai Consulenti del Lavoro. Dovere di competenza (art. 10) È stata rafforzata la disposizione dell’ultimo comma in ossequio a quanto disposto all’articolo 7 del D.P.R. 137/2012: il mancato rispetto del Regolamento per la formazione continua obbligatoria costituisce illecito disciplinare. Responsabilità patrimoniale (art. 12) Anche in questo caso si è trattato di un rafforzamento della precedente disposizione, recependo il contenuto dell’articolo 5 del D.P.R. n. 137/2011: l’esercizio della professione è consentito solamente se in possesso di idonea copertura assicurativa, il cui contenuto ed estremi dovranno obbligatoriamente essere comunicati alla clientela. Sostituzione di collega deceduto, sospeso o temporaneamente impedito (art. 16) L’articolo 16 regolamenta una situazione estremamente delicata in cui vi è la necessità di garantire gli interessi della clientela del professionista, assicurando nel contempo l’integrità e la continuità dello studio professionale. Per tali motivi il Consulente chiamato alla sostituzione dovrà muoversi con estrema cautela ed usare la massima diligenza, onde rispettare i connotati organizzativi e strutturali dello studio. Il secondo ed il terzo comma dell’articolo 16 prevedono inoltre un effettivo intervento del Consiglio Provinciale nelle fasi di sostituzione. Partecipazione a compagini societarie e collaborazione con imprese che erogano servizi di consulenza del lavoro (art. 19) L’articolo detta disposizioni applicabili ai Consulenti del Lavoro che: a. esercitano per il tramite di una società tra professionisti (commi 6 e 7); b. collaborano con una società tra professionisti (commi 6 e 7);
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c. assistono professionalmente un centro di elaborazione dati, un centro di assistenza fiscale o un’associazione di categoria nello svolgimento degli adempimenti di cui all’articolo 1 della Legge 12/1979 (comma 3); d. ricoprono la carica di amministratore di un centro di elaborazione dati o di un centro di assistenza fiscale (commi 1, 2, 3 e 5); e. partecipano alla compagine societaria di un centro di elaborazione dati (comma 4). Particolarmente importante è la disposizione contenuta al comma 7 che intende stigmatizzare il comportamento del Consulente del Lavoro che si presti ad eventuali abusi dell’istituto della società tra professionisti. Rapporti con i colleghi (art. 20) I rapporti tra i Colleghi e tra Consulenti del Lavoro ed istituzioni (quali ad esempio i Consigli Provinciali) devono essere ispirati alla correttezza e lealtà ed i commi da 2 a 3 costituiscono una declinazione non esaustiva del principio di lealtà e correttezza. Le conversazioni telefoniche tra Colleghi non devono essere registrate e analogamente la corrispondenza ed il contenuto dei colloqui intercorsi tra Colleghi non devono esser riportati in atti processuali. Infine, conformemente a quanto previsto dalla lettera c) dell’articolo 14 della legge n. 12/1979, è opportuno che le controversie tra Colleghi trovino una composizione nell’ambito del Consiglio Provinciale, onde salvaguardare il decoro e la dignità dell’Ordinamento Professionale. Rapporti con i praticanti, collaboratori e dipendenti (art. 21) I Praticanti rappresentano il futuro della Categoria, pertanto il Consulente, non è solamente tenuto a fornire loro l’addestramento teorico e pratico necessario allo svolgimento della professione, ma deve anche consentire al praticante di partecipare a corsi specifici di formazione propedeutici al superamento dell’Esame di Stato. Conformemente a quanto disposto dal comma 4, dell’articolo 9, del D.L. n 1/2012, convertito in Legge 24 marzo 2012, n. 27, il Consulente del Lavoro, dopo i primi sei mesi di tirocinio dovrà riconoscere al praticante un rimborso spese forfettario. Per le già richiamate ragioni di decoro e dignità dell’Ordinamento Professionale, eventuali controversie insorte in ordine ai rapporti di praticantato troveranno composizione nell’ambito del Consiglio Provinciale. Incarico professionale (art. 23) Al fine di dare effettività al provvedimento disciplinare della sospensione dall’attività professionale è stato inserito il comma 2, in forza del quale il Consulente del Lavoro raggiunto da provvedimento di sospensione deve prontamente attivarsi per farsi sostituire da altro professionista nell’esercizio degli incarichi professionali, segnalando il nominativo al Consiglio Provinciale.
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Deontologia Va da sé che l’eventuale violazione di tale disposizione comporterà l’apertura di un nuovo procedimento disciplinare a carico del Consulente del Lavoro con la contestuale segnalazione all’Autorità Giudiziaria per esercizio abusivo della professione. Accettazione dell’incarico (art. 25) È stato modificato il comma 3 disponendo che il Consulente del Lavoro non possa accettare incarichi da un cliente già assistito da un Collega senza avere preventivamente informato quest’ultimo; analogamente il Consulente dovrà accertarsi che il cliente abbia già provveduto a recedere dal precedente rapporto professionale. Ragioni di dignità e decoro dell’Ordinamento Professionale impongono altresì (comma 5) al Consulente del Lavoro di astenersi dall’effettuare controlli o accertamenti sull’operato di un Collega a meno che quest’ultimo non sia stato preavvisato dal cliente. Trascuratezza nella gestione degli interessi del cliente (art. 30) L’articolo nella nuova stesura sancisce il principio che l’errore professionale costituisce illecito deontologico solo se derivante da intenzionale trascuratezza imperizia e negligenza, quali, ad esempio, un rilevante inadempimento degli obblighi di formazione continua. Pubblicità informativa (art. 33) I primi due commi dell’articolo riportano fedelmente le disposizioni contenute all’articolo 4 del già richiamato D.P.R. 137/2012. È ammessa la pubblicità informativa che risponde ai requisiti di verità e correttezza e non risulta ingannevole; è quindi vietata la pubblicizzazione della propria attività professionale associando l’immagine del professionista a quella di altre società o enti con finalità elusive delle prescrizioni contenute del sopra citato articolo 4. Potestà disciplinare (art. 35) In forza di quanto disposto all’art. 8 del D.P.R. 137/2012 la funzione disciplinare è demandata ai Consigli di disciplina territoriale. Entrata in vigore (art. 38) Il Codice Disciplinare è stato adottato con delibera n. 333 del 29 luglio 2016, sicché entra in vigore il 27 settembre 2016. Cordiali saluti. IL PRESIDENTE (Marina E. Calderone) MEC/SG/vs
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Deontologia
Codice deontologico Approvato dal
Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro con delibera N° 333 del 29 luglio 2016
Cons Co dell’O Consulenti del Lavoro Consiglio Nazionale dell’Ordine The world of il Consulente
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SOMMARIO CODICE DEONTOLOGICO
CAPO I - PARTE GENERALE ........................................................................................................ 3 Art. 1 (Ambito di applicazione) ..................................................................................................................................... 3 Art. 2 (Definizioni) ........................................................................................................................................................ 3
CAPO II - DOVERI GENERALI ..................................................................................................... 3 Art. 3 (Dovere di dignità e decoro) ............................................................................................................................... 3 Art. 4 (Principio di professionalità specifica) ............................................................................................................... 3 Art. 5 (Dovere di lealtà e correttezza)........................................................................................................................... 4 Art. 6 (Dovere di fedeltà) .............................................................................................................................................. 4 Art. 7 (Dovere di indipendenza) .................................................................................................................................... 4 Art. 8 (Obbligo del segreto professionale) .................................................................................................................... 4 Art. 9 (Dovere di riservatezza) ...................................................................................................................................... 4 Art. 10 (Dovere di competenza) .................................................................................................................................... 4 Art. 11 (Dovere di informativa) .................................................................................................................................... 5 Art. 12 (Responsabilità patrimoniale) ........................................................................................................................... 5
CAPO III - RAPPORTI ESTERNI ................................................................................................... 5 Art. 13 (Rapporti con altri professionisti) ..................................................................................................................... 5 Art. 14 (Concorrenza sleale) ......................................................................................................................................... 5 Art. 15 (Titolo professionale) ........................................................................................................................................ 6 Art. 16 (Sostituzione di collega per decesso, sospensione o temporaneo impedimento)............................................... 6 Art. 17 (Rapporti con l’Ordine) .................................................................................................................................... 6 Art. 18 (Cariche istituzionali) ....................................................................................................................................... 6 Art. 19 (Partecipazione a compagini societarie e collaborazioni con imprese che erogano servizi nel settore di attività, di cui all’articolo 1, Legge 11 gennaio 1979, 12) ............................................................................................ 6 Art. 20 (Rapporti con i Colleghi) .................................................................................................................................. 7
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CAPO IV - RAPPORTI INTERNI.................................................................................................... 8 Art. 21 (Rapporti con Praticanti, collaboratori, dipendenti) ........................................................................................ 8 Art. 22 (Responsabilità a seguito del praticantato) ...................................................................................................... 8
CAPO V - ESERCIZIO PROFESSIONALE .................................................................................... 8 Art. 23 (Incarico professionale) .................................................................................................................................... 8 Art. 24 (Interesse personale) ......................................................................................................................................... 9 Art. 25 (Accettazione dell’incarico) .............................................................................................................................. 9 Art. 26 (Incarico congiunto) ......................................................................................................................................... 9 Art. 27 (Compensi) ...................................................................................................................................................... 10 Art. 28 (Esecuzione dell’incarico) .............................................................................................................................. 10 Art. 29 (Cessazione dell’incarico) .............................................................................................................................. 10 Art. 30 (Trascuratezza nella gestione degli interessi del cliente) ............................................................................... 10 Art. 31 (Restituzione dei documenti) ........................................................................................................................... 11 Art. 32 (Richieste di pagamento) ................................................................................................................................ 11 Art. 33 (Pubblicità informativa) .................................................................................................................................. 11 Art. 34 (Rapporto di lavoro subordinato) ................................................................................................................... 11
CAPO VI - POTESTA’ DISCIPLINARE ....................................................................................... 12 Art. 35 (Potestà disciplinare) ...................................................................................................................................... 12 Art. 36 (Volontarietà della condotta) .......................................................................................................................... 12
CAPO VII - DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI ............................................................... 12 Art. 37 (Disposizioni finali)......................................................................................................................................... 12 Art. 38 (Entrata in vigore) .......................................................................................................................................... 12
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CODICE DEONTOLOGICO CAPO I - PARTE GENERALE Art. 1 (Ambito di applicazione) 1. Il presente Codice reca le norme deontologiche circa l’esercizio della professione di Consulente del Lavoro, così come definita all’articolo 1 della Legge 11 gennaio1979, n. 12 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dall’articolo 2 del Decreto del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali 21 febbraio 2013, n. 46, al fine di garantire gli interessi generali ad esso connessi, di tutelare l’affidamento della clientela, assicurare il decoro e la dignità professionale e il rispetto della legalità. 2. Il Codice si applica ai professionisti ed alle società tra professionisti iscritte all’albo dei Consulenti del Lavoro ed agli iscritti al Registro praticanti di cui all’articolo 6 del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, che sono tenuti a conformare la propria condotta ai doveri di cui al Capo II.
Art. 2 (Definizioni) 1.
Ai fini del presente Codice: a) per “Consulente” si intendono i professionisti o le società tra professionisti iscritte all’Albo di cui all’articolo 8 della Legge 11 gennaio 1979, n. 12. b) per “praticante” si intende colui che svolge il periodo obbligatorio di tirocinio necessario per l’ammissione all’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del lavoro. c) per “Ordine” si intendono i Consigli Provinciali o il Consiglio Nazionale di cui al Titolo III della Legge 11 gennaio1979, n. 12.
CAPO II - DOVERI GENERALI Art. 3 (Dovere di dignità e decoro) 1. I soggetti indicati al precedente articolo 1 sono tenuti a svolgere con dovere di dignità e decoro l’attività professionale svolta a titolo individuale, associato, societario, nonché nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato.
Art. 4 (Principio di professionalità specifica) 1. Nell’esercizio a titolo individuale, associato e societario, il Consulente deve
ordinare la propria attività in modo che sia resa a favore del cliente sotto la propria direzione e responsabilità personale in conformità al principio di
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professionalità specifica.
Art. 5 (Dovere di lealtà e correttezza) 1. Il Consulente deve svolgere la sua attività con lealtà e correttezza nei confronti del cliente e dei terzi a qualunque titolo coinvolti.
Art. 6 (Dovere di fedeltà) 1. E’ dovere del Consulente svolgere con fedeltà nei confronti del cliente la propria attività professionale. 2. Il Consulente è tenuto ad anteporre gli interessi del cliente a quelli propri.
Art. 7 (Dovere di indipendenza) 1. Fatto salvo quanto previsto all’art. 6 , comma 2, il Consulente ha il dovere di conservare la propria autonomia di giudizio, tecnica e intellettuale, e di difenderla da condizionamenti esterni di qualunque natura.
Art. 8 (Obbligo del segreto professionale) 1. Il Consulente è tenuto al segreto professionale ai sensi dell’art. 6 della Legge 11 gennaio 1979, n. 12.
Art. 9 (Dovere di riservatezza) 1. Fatto salvo quanto previsto all’art. 8, il Consulente deve assicurare la riservatezza circa i dati e le notizie di cui sia venuto a conoscenza in occasione della promozione o esecuzione del rapporto professionale. 2. Il Consulente è tenuto a creare le condizioni affinché la riservatezza sia mantenuta da parte dei dipendenti, dai soci, dai praticanti e da tutti coloro che, a qualunque titolo, operano nel suo studio e per conto delle stesso.
Art. 10 (Dovere di competenza) 1. Il Consulente non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con la necessaria competenza o per i quali non sia in grado di assicurare un’organizzazione adeguata. 2. Il Consulente deve curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando e accrescendo il sapere con particolare riferimento ai settori nei quali è svolta l’attività. 3. È fatto obbligo al Consulente del Lavoro di curare la propria preparazione in conformità a quanto previsto dall’apposito Regolamento sulla Formazione Continua approvato dal Consiglio Nazionale.
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Art. 11 (Dovere di informativa) 1. L’informativa circa l’attività professionale e la forma giuridica di organizzazione adottata per lo studio deve essere resa secondo correttezza e verità.
Art. 12 (Responsabilità patrimoniale) 1. Il Consulente è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale, comprese le attività di custodia dei documenti e valori ricevuti dal cliente stesso. 2. Il Consulente deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva. 3. Costituisce illecito disciplinare lo svolgimento dell’attività professionale in mancanza di idonea copertura assicurativa.
CAPO III - RAPPORTI ESTERNI Art. 13 (Rapporti con altri professionisti) 1.
E’ fatto divieto al Consulente di accettare incarichi congiuntamente con soggetti non abilitati e di avvalersi, per l’esercizio di prestazioni riservate, di soggetti non abilitati ovvero di promuoverne o favorirne l’attività.
Art. 14 (Concorrenza sleale) 1. La concorrenza deve svolgersi secondo i principi dell’ordinamento giuridico, così come integrati dalle norme del presente Codice. 2. Fatto salvo quanto stabilito all’articolo 33 del presente Codice i seguenti comportamenti possono assumere rilevanza ai sensi del comma precedente: a) la diffusione di notizie e apprezzamenti circa l’attività di un professionista idonei a determinarne il discredito; b) il compimento di atti preordinati, in via esclusiva, ad arrecare pregiudizio all’attività di altro professionista; c) l’uso di segni distintivi dello studio idonei a produrre confusione con altro professionista; d) la distrazione da parte del Consulente chiamato a sostituire temporaneamente nella gestione dello studio un collega sospeso o impossibilitato di clienti di quest’ultimo; e) l’esercizio dell’attività con titolo professionale o formativo non conseguito; f) l’esercizio dell’attività nel periodo di sospensione disciplinare; g) il vanto di rapporti di parentela o familiarità o di qualunque efficace influenza con coloro che rivestono incarichi od operano nelle Istituzioni al fine di trarre utilità di qualsiasi natura nelle sua attività professionale.
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Art. 15 (Titolo professionale) 1. L’esercizio dell’attività professionale svolta in forma individuale o associata deve avvenire con l’espressa indicazione del titolo di Consulente del Lavoro. 2. Costituisce comportamento rilevante ai sensi degli artt. 3, 5 e 10 l’uso di titoli professionali e formativi non conseguiti.
Art. 16 (Sostituzione di collega per decesso, sospensione o temporaneo impedimento) 1. Il Consulente chiamato dall'Ordine ovvero dalla famiglia a sostituire un collega deceduto per liquidare lo studio o gestirlo temporaneamente, dopo aver accettato l'incarico, deve agire con particolare diligenza avendo riguardo agli interessi degli eredi, dei clienti e dei collaboratori del collega. 2. Per gli incarichi conferiti al deceduto ma eseguiti, anche in parte, dal sostituto, può essere richiesto parere all’Ordine sulle modalità e criteri di ripartizione del compenso. 3. Il primo comma si applica anche in caso di sospensione disciplinare o impedimento temporaneo di un collega. In tali casi, il sostituto deve agire con particolare diligenza e gestire lo studio rispettandone i connotati strutturali ed organizzativi dando comunicazione circa i termini della sostituzione agli Ordini di appartenenza.
Art. 17 (Rapporti con l’Ordine) 1. Il Consulente è tenuto a collaborare lealmente con l’Ordine per l’espletamento delle funzioni istituzionali, anche con riferimento al fenomeno dell’abusivismo professionale.
Art. 18 (Cariche istituzionali) 1. Coloro che rivestono cariche elettive presso Istituzioni o Enti previsti dall’ordinamento di categoria devono adempiere al loro ufficio con disponibilità, obiettività e imparzialità. 2. I soggetti di cui al primo comma devono curare le modalità con cui svolgono il mandato al fine di non conseguire, per effetto di esse, utilità di qualsiasi natura.
Art. 19 (Partecipazione a compagini societarie e collaborazioni con imprese che erogano servizi nel settore di attività, di cui all’articolo 1, Legge 11 gennaio 1979, 12) 1. Il Consulente del lavoro che rivesta la carica di amministratore di società commerciali che hanno come oggetto sociale l’erogazione di servizi nel settore di attività di cui all’art. 1, commi 4 e 5, della Legge 11 gennaio 1979, n. 12, è tenuto a svolgere le sue attribuzioni e/o funzioni nell’osservanza delle disposizioni del presente Codice.
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2. Ove la società di cui al comma precedente ponga in essere atti e/o comportamenti oggettivamente rilevanti ai sensi delle disposizioni del presente Codice, il Consulente del lavoro che la amministra è ritenuto responsabile degli stessi a meno che si tratti di attribuzioni proprie o di funzioni in concreto attribuite ad altro amministratore, ovvero che si tratti di fatti attribuibili a comportamenti dolosi di terzi o in ogni caso attribuiti esclusivamente a terzi. 3. In ogni caso, il Consulente del lavoro che amministri o assista le imprese e gli organismi di cui ai commi 4 e 5 della Legge 11 gennaio 1979, n. 12, è responsabile se, essendo a conoscenza di fatti rilevanti ai sensi del presente Codice, non ha agito per impedirne il compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze. 4. E’ altresì considerato responsabile il Consulente del lavoro che sia socio di una società di cui al primo comma che abbia autorizzato tali comportamenti ai sensi dell’art. 2364, comma 1, numero 5), c.c. ovvero sia titolare di diritti particolari in materia ai sensi dell’art. 2468, comma 3, c.c. ovvero abbia concorso alla decisione ai sensi dell’art. 2479 c.c.. 5. Il Consulente del lavoro che amministra o assiste le imprese di cui ai commi 4 e 5 della Legge 11 gennaio 1979, n. 12, deve assicurarsi che le predette imprese ed organismi effettuino la prescritta comunicazione di conferimento dell’incarico al Consiglio Provinciale dell'Ordine ed alla Direzione Territoriale del Lavoro competenti. 6. Al Consulente del lavoro che svolge la propria attività nell'ambito di STP si applicano anche le disposizioni di cui ai commi da 1 a 4 del presente articolo. 7. Il Consulente del lavoro socio di STP che a qualsiasi titolo concorra ad alterare le condizioni previste dell'articolo 10 comma 4, lettera b), della Legge 12 novembre 2011, n. 183, secondo cui il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale deve essere tale da determinare la maggioranza dei due terzi nelle decisioni o deliberazioni dei soci, sarà considerato gravemente responsabile ai sensi del presente Codice.
Art. 20 (Rapporti con i Colleghi) 1. Il Consulente deve mantenere nei confronti dei colleghi e delle Istituzioni un comportamento ispirato a correttezza e lealtà. 2. Il Consulente non deve registrare una conversazione telefonica con un collega. 3. Il Consulente deve assicurarsi che il contenuto della corrispondenza, anche informatica, e dei colloqui riservati intercorsi con i colleghi non venga riportato in atti processuali. 4. Il Consulente, prima di intraprendere azioni giudiziarie nei confronti di colleghi per fatti inerenti lo svolgimento dell’attività professionale, deve interessare il Consiglio dell’Ordine provinciale di appartenenza, al fine di ricercare in quella sede una soluzione che salvaguardi il decoro e la dignità dell’Ordinamento Professionale.
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CAPO IV - RAPPORTI INTERNI Art. 21 (Rapporti con Praticanti, collaboratori, dipendenti) 1. Il Consulente è tenuto a fornire al Praticante l’addestramento teorico e pratico necessario allo svolgimento dell’attività professionale, ivi compreso l’insegnamento delle regole deontologiche. 2. Il Consulente deve consentire al Praticante di partecipare a corsi specifici di formazione propedeutici al superamento dell’esame di Stato. 3. Il Consulente deve improntare il rapporto con il Praticante alla massima chiarezza e trasparenza, con particolare attenzione alle modalità di espletamento della pratica. E’ opportuno che il rapporto sia definito per iscritto anche mediante la sottoscrizione del patto formativo. 4. Dopo i primi sei mesi di tirocinio, il Consulente ha l’obbligo di corrispondere al praticante un rimborso spese forfettariamente concordato. 5. Il Consulente è tenuto ad assicurare a collaboratori e dipendenti condizioni di lavoro moralmente ed economicamente dignitose. E’ opportuno che il Consulente instauri per iscritto i suoi rapporti di collaborazione. 6. Per eventuali controversie insorte in ordine ai rapporti di praticantato, si ritiene applicabile il precedente articolo 20, comma 4.
Art. 22 (Responsabilità a seguito del praticantato) 1. Il praticante ha l’obbligo di rispettare quanto disciplinato dal Regolamento sul Tirocinio obbligatorio approvato dal Consiglio Nazionale.
CAPO V - ESERCIZIO PROFESSIONALE Art. 23 (Incarico professionale) 1. L’incarico professionale è ordinato sulla reciproca fiducia tra il Consulente e il cliente, sia esso soggetto individuale o collettivo. 2. Il Consulente raggiunto da provvedimento di sospensione deve attivarsi prontamente per farsi sostituire da altro professionista nell’esecuzione degli incarichi professionali in corso, segnalando il nominativo del sostituto al Consiglio Provinciale. 3. Il Consulente deve rifiutarsi di accettare l’incarico o di prestare la propria attività quando dagli elementi conosciuti possa fondatamente desumere che la sua attività concorre alla realizzazione di una operazione contra legem. 4. In costanza del periodo di sospensione, il Consulente non può promuovere o accettare incarichi professionali. 5. La violazione del comma precedente costituisce aggravante.
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Deontologia
Art. 24 (Interesse personale) 1. Il Consulente del lavoro è tenuto ad astenersi dal prestare attività professionale quando abbia, per conto proprio o di terzi, un rilevante interesse personale che possa condizionare il corretto svolgimento dell’incarico. 2. L’obbligo di astensione di cui al precedente comma, grava anche sulla società e sull’associazione della quale fa parte come socio o amministratore. 3. Le funzioni di presidente di un collegio arbitrale non possono essere assunte dal Consulente del lavoro che ha rapporti professionali con altri componenti del collegio ovvero con le parti, salvo espressa autorizzazione di tutti gli interessati.
Art. 25 (Accettazione dell’incarico) 1. Il Consulente promuove il conferimento dell’incarico professionale con le modalità previste dalla Legge, specificando per iscritto l’oggetto, la natura, i compensi e gli estremi della polizza professionale. 2. E’ opportuno che il Consulente che abbia ricevuto incarico verbale ne dia conferma scritta al cliente, così come ad ogni eventuale modifica dello stesso. 3. Il Consulente non deve accettare incarichi da un cliente già assistito da un collega senza informare quest’ultimo; è altresì opportuno che il Consulente si accerti che il cliente abbia provveduto a recedere dal precedente rapporto professionale, salvo il caso di conferimento di incarico congiunto. 4. Il Consulente, a qualsiasi titolo sostituito, deve prestare al collega subentrante la collaborazione a tal fine necessaria e adoperarsi affinché il subentro avvenga senza pregiudizio del cliente. 5. Il Consulente deve astenersi dall’effettuare controlli o accertamenti in merito a situazioni riferentisi a clienti di altro collega salvo che quest’ultimo sia stato preventivamente preavvisato dal cliente di tali accertamenti.
Art. 26 (Incarico congiunto) 1. Il Consulente che riceve un incarico congiunto con un collega deve stabilire con quest’ultimo rapporti di fattiva collaborazione nel rispetto dei relativi compiti. In particolare essi: a) devono tenersi reciprocamente informati circa le prestazioni eseguite e da svolgere. E’ opportuno che si consultino per concordare la condotta al fine della effettiva condivisione della strategia; b) devono astenersi da atti e comportamenti tendenti ad attirare il cliente nella propria sfera esclusiva. 2. Il Consulente, al fine di evitare ogni responsabilità, è tenuto a informare l’Ordine della eventuale condotta professionalmente scorretta del collega ove la ritenga difforme dalle disposizioni del presente Codice.
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Art. 27 (Compensi) 1. Il Consulente determina con il cliente il compenso professionale ai sensi dell’articolo 2233 del c.c., tenuto conto di quanto previsto dall’art. 2, comma 1, lettera b), della Legge 4 agosto 2006, n. 248, e dall’articolo 9, comma 1, della Legge 24 marzo 2012, n. 27, che hanno abrogato le disposizioni, legislative e regolamentari, che prevedono con riferimento alle attività libero professionali o intellettuali l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime, e fatto salvo quanto previsto dalle leggi speciali. 2. E’ opportuno che i preventivi siano resi per iscritto.
Art. 28 (Esecuzione dell’incarico) 1. Il Consulente deve usare la diligenza e perizia richiesta dalle norme che regolano il rapporto professionale nel luogo e nel tempo in cui esso è svolto. 2. Egli deve, tempestivamente, illustrare al cliente, con semplicità e chiarezza, gli elementi essenziali dell’incarico affidatogli. In particolare, è tenuto a: a) dare al cliente le informazioni necessarie ad assicurare la piena consapevolezza circa il tipo di prestazione richiesta; b) adoperarsi per la rettifica di errori, inesattezze od omissioni nelle proprie prestazioni, al cui onere è tenuto se sono a lui imputabili.
Art. 29 (Cessazione dell’incarico) 1. Il Consulente non deve proseguire l’incarico qualora sopravvengano circostanze o vincoli che possano influenzare la sua libertà di giudizio ovvero condizionarne la condotta. 2. Il Consulente non deve proseguire l’incarico se la condotta o le richieste del cliente ne impediscono il corretto svolgimento. 3. Fatto salvo quanto previsto dalla legge o dall’accordo stipulato, al determinarsi di una causa di cessazione dell’incarico il Consulente deve avvisare tempestivamente della stessa il cliente e interrompere il rapporto con un preavviso adeguato alle circostanze, mettendolo in ogni caso in condizione di non subire pregiudizio. 4. Il Consulente che non sia in grado di proseguire l’incarico con specifica competenza, per sopravvenute modificazioni alla natura e difficoltà della prestazione, ha il dovere di informare il cliente e chiedere di essere sostituito o affiancato da altro professionista. 5. Il Consulente è tenuto a rinunciare all’incarico prima di agire giudizialmente verso il proprio cliente.
Art. 30 (Trascuratezza nella gestione degli interessi del cliente) 1. Costituisce inadempimento disciplinare l’intenzionale trascuratezza degli
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interessi del cliente.
Art. 31 (Restituzione dei documenti)
1. Il Consulente è tenuto a restituire senza indugio al cliente i documenti relativi all’incarico quando quest’ultimo ne faccia richiesta. 2. Copia dei documenti può essere trattenuta, anche senza il consenso scritto del cliente, solo quando ciò sia necessaria ai fini della liquidazione del compenso, e non oltre l’avvenuto saldo, ovvero quando sia necessario alla tutela della propria posizione.
Art. 32 (Richieste di pagamento) 1. In costanza del rapporto professionale il Consulente può chiedere la corresponsione di anticipi parametrati alle spese sostenute ed a quelle prevedibili nonché di acconti commisurati alla quantità e complessità dell’incarico. 2. Il Consulente cura la rendicontazione delle spese sostenute e degli acconti ricevuti ed è tenuto a consegnare, a richiesta del cliente, la nota dettagliata delle spese sostenute e degli acconti ricevuti. 3. In caso di mancato pagamento, il Consulente non può chiedere un compenso maggiore di quello già indicato salvo che non ne abbia fatto espressa riserva.
Art. 33 (Pubblicità informativa) 1. E' ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto l'attività, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni. 2. La pubblicità informativa di cui al comma 1 deve essere funzionale all'oggetto, veritiera e corretta, non deve violare l'obbligo del segreto professionale e non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria. 3. La pubblicità informativa è svolta secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dall'Ordine. 4. Il Consulente non deve pubblicizzare la propria attività professionale associando in alcun modo la propria immagine a società commerciali o altri enti terzi al fine di eludere le disposizioni di cui ai precedenti commi.
Art. 34 (Rapporto di lavoro subordinato) 1. Nel caso in cui al Consulente, che eserciti la professione nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato, venga richiesto di porre in essere una condotta non conforme alle disposizioni del presente Codice, è esonerato da responsabilità a condizione che lo comunichi preventivamente e per iscritto al soggetto da cui dipende gerarchicamente. 2. Fatto salvo quanto previsto al primo comma, costituisce aggravante la condotta del Consulente che ha preteso dai colleghi che da lui dipendono gerarchicamente condotte non conformi alle disposizioni del presente Codice.
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CAPO VI - POTESTA’ DISCIPLINARE Art. 35 (Potestà disciplinare) 1. Fatto salvo quanto previsto dalla legge, spetta al Consiglio di disciplina territoriale la potestà di decidere le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione delle norme deontologiche, nel rispetto di quanto previsto all’articolo successivo. 2. Le sanzioni devono essere adeguate alla gravità dei fatti e devono tener conto della reiterazione delle condotte nonché delle specifiche circostanze, soggettive e oggettive, che hanno concorso a determinare l’infrazione. 3. L’azione giudiziaria non sospende o impedisce l’instaurazione del procedimento disciplinare ove la condotta addebitata costituisca autonoma violazione delle disposizioni del presente Codice.
Art. 36 (Volontarietà della condotta) 1. La responsabilità disciplinare discende dalla volontaria condotta, sia omissiva che commissiva, diretta alla violazione dei doveri di cui al presente Codice. 2. Quando siano state contestate diverse infrazioni nell’ambito di uno stesso procedimento, la sanzione deve essere unica.
CAPO VII - DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI Art. 37 (Disposizioni finali) 1. Le disposizioni di cui ai Capi III, IV e V costituiscono espressione dei doveri generali contenuti nel presente Codice e non ne limitano l’ambito di applicazione.
Art. 38 (Entrata in vigore) 1. Le presenti norme entrano in vigore il sessantesimo giorno successivo alla sua adozione da parte del Consiglio Nazionale. 2. Le presenti norme sono pubblicate sul sito www.consulentidellavoro.gov.it entro e non oltre il giorno successivo a quello della loro adozione ai sensi del comma precedente. 3. Le presenti norme si applicano anche alle condotte deontologicamente rilevanti che sono state poste in essere prima della loro entrata in vigore se risultano più favorevoli all’ incolpato, salvo che la sanzione disciplinare sia stata irrogata con decisione del Consiglio Nazionale passata in giudicato.
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Formazione
1277/8/2016 Prot.Prot. 1277/8/2016
Roma, 5 ottobre 2016
Roma, 5 ottobre 2016
A Tutti i Sigg.ri
A Tutti i Sigg.riDEL LAVORO CONSULENTI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA E PROVINCIA DI ROMA E PROVINCIA LL.II. LL.II. Oggetto: Eventi per la Formazione Continua Obbligatoria.
Oggetto: Eventi per la Formazione Continua Obbligatoria. Gentili Colleghi,
Gentili Colleghi, ricordiamo che, qualora si fosse impossibilitati a partecipare ad un convegno di aggiornamento al qualericordiamo ci si è prenotati, è doveroso dare disdetta quanto prima direttamente nell’area riservata del al che, qualora si fosse impossibilitati a partecipare ad un convegno di aggiornamento sitoci www.consulentidellavoro-roma.it modo da consentire migliore organizzazione da partedel quale si è prenotati, è doveroso dareindisdetta quanto primauna direttamente nell’area riservata ma soprattutto, nel rispetto colleghi esclusi, per una permettere loroorganizzazione di potersi prenotare e sitodell’Ordine www.consulentidellavoro-roma.it in dei modo da consentire migliore da parte quindi partecipare all’evento dell’Ordine ma soprattutto, nelformativo. rispetto dei colleghi esclusi, per permettere loro di potersi prenotare e RingraziandoVi anticipatamente quindi partecipare all’evento formativo. per la collaborazione, porgiamo cordiali saluti.
RingraziandoVi anticipatamente per la collaborazione, porgiamo cordiali saluti.
ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA IL PRESIDENTE Dott. C.d.L. Adalberto Bertucci
ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA IL PRESIDENTE Dott. C.d.L. Adalberto Bertucci
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Formazione Consulenti del Lavoro Consiglio Nazionale dell’Ordine
VADEMECUM per la Formazione Continua Obbligatoria degli iscritti all’Albo dei Consulenti del Lavoro
Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
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Formazione Premessa
La formazione professionale continua è obbligo giuridico posto a carico di tutti gli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro (artt. 3 e 9 Codice deontologico Consulenti del Lavoro, art. 7, comma1, D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137 e Regolamento recante le disposizioni sulla formazione continua per i Consulenti del Lavoro). Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ai sensi dell' art. 14, lettera i), legge 11 gennaio 1979, n. 12, con l’emanazione del presente documento, definisce le attività di competenza dei Consigli Provinciali e degli iscritti, al fine di armonizzare ed uniformare le procedure e gli adempimenti relativi all'obbligo formativo da parte di questi ultimi.
A tale riguardo si precisa che: - con il termine “Regolamento” si intende: il Regolamento recante le disposizioni sulla Formazione continua per i Consulenti del Lavoro; - con il termine “Indicazioni operative” si intende: le Indicazioni Operative del Regolamento recante le disposizioni sulla Formazione Continua per i Consulenti del Lavoro.
Verifica preventivamente la corretta applicazione delle previsioni normative e regolamentari nell'organizzazione dell'evento. Organizza o accredita gli eventi formativi ai sensi dell’art. 7, nonché riconosce l’attribuzione di crediti ai sensi dell’art. 6 del Regolamento. Per eventi organizzati dal Consiglio Provinciale.
Attività del Consiglio Provinciale
Definisce il programma formativo annuale che consenta ai propri iscritti il raggiungimento di almeno 50 crediti nel biennio. Organizza eventi formativi, accreditati di diritto, anche in cooperazione o convenzione con altri soggetti (art. 7, comma 2, del D.P.R. 137/2012 ed art. 4, comma 2, del Regolamento). Svolge il controllo e il monitoraggio di detti eventi, non potendo demandare questa funzione ai soggetti che cooperano o sono in convenzione.
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Per eventi organizzati da soggetti terzi. Verifica, nel sito del Consiglio Nazionale, che gli Enti, le Associazioni di iscritti e gli altri soggetti, che comunicano lo svolgimento di eventi formativi nella propria provincia, siano in possesso della prevista autorizzazione. Verifica che l’organizzazione degli eventi sia effettuata esclusivamente dai soggetti autorizzati e non da altri soggetti, anche se collegati agli stessi, in quanto la predetta autorizzazione è individuale e non trasferibile. Verifica che la preventiva comunicazione, contenente tutte le informazioni inerenti all’evento formativo, sia pervenuta almeno dieci giorni prima dello svolgimento dello stesso. Verifica che sia stato adottato un sistema di rilevamento delle presenze, cartaceo o informatico, in entrata e in uscita. Verifica che le materie trattate siano ricomprese tra quelle indicate all’art. 2 del Regolamento. Non accredita gli eventi svolti in maniera difforme a quanto previsto dall’art. 6 delle Indicazioni operative.
Nei confronti dell’iscritto. Verifica che il Consulente del Lavoro, entro il mese di febbraio successivo alla fine del biennio, abbia presentato la dichiarazione che attesti la formazione professionale svolta in conformità al Regolamento. Accerta, nei sei mesi successivi alla scadenza della presentazione della dichiarazione prevista dall’art. 11, comma 1, del Regolamento, con verifiche a campione da effettuarsi tramite richiesta al Consulente del Lavoro, la documentazione comprovante lo svolgimento della formazione. Verifica, al termine del biennio di riferimento, il conseguimento da parte dell’iscritto dei crediti formativi minimi previsti. Tenuto conto anche dell’eventuale debito formativo di cui all’art. 3, comma 5, del Regolamento. Diffida l’iscritto, in caso di mancata comunicazione della dichiarazione di cui all’art. 11, comma 1, del
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Formazione Regolamento, a presentare la stessa nel termine perentorio di 60 (sessanta) giorni. Riproporziona, su richiesta dell’iscritto, nei casi previsti dall’art. 7 delle Indicazioni operative, i crediti formativi da conseguire. Ha la facoltà di prevedere una frazionabilità dell’evento correlata agli argomenti trattati, fermo restando l’infrazionabilità dell’ora.
Nei confronti del Consiglio Nazionale. Trasmette, entro il 30 aprile di ciascun anno, al Consiglio Nazionale un resoconto relativo agli eventi formativi organizzati nell’anno precedente. Invia al Consiglio Nazionale, entro il 30 settembre dell’anno successivo alla scadenza di ciascun biennio, un resoconto con l’indicazione del numero e/o delle percentuali degli iscritti in regola con gli obblighi formativi.
Nei confronti Territoriale.
del
Consiglio
di
Disciplina
Trasmette, decorso il termine di diffida, al Consiglio di Disciplina territorialmente competente, la documentazione relativa agli iscritti non in regola con gli obblighi formativi.
Organizzati da: Consiglio Nazionale e Consigli dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro;
Provinciali
Fondazione Studi;
Eventi accreditati di diritto (circolare 1118 del 21 maggio 2015 e determina di cui all’art. 9, comma 2, del Regolamento)
Fondazione Consulenti per il Lavoro; Altri Ordini Professionali Regolamentati; Pubbliche Amministrazioni, in particolare: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sue emanazioni territoriali; Ministero delle Finanze e sue emanazioni territoriali; Agenzia delle Entrate;
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M.I.U.R. e Università; Amministrazioni Comunali, Provinciali o Regionali; Inps; Inail; Camere di Commercio.
Criteri: materie indicate nell’art. 2 del Regolamento; tipologie elencate nell’art. 4 del Regolamento;
Attribuzione dei crediti formativi per eventi accreditati di diritto
congruità della durata delle tematiche (art. 6, comma 3, del Regolamento); garanzia del raggiungimento formativi previsti;
degli
obiettivi
un credito per ogni ora di partecipazione; corretto rilevamento orario di entrata e uscita.
Criteri: materie indicate nell’art. 2 del Regolamento; tipologie elencate nell’art. 4 del Regolamento; congruità della durata delle tematiche (art. 6, comma 3, del Regolamento); garanzia del raggiungimento formativi previsti;
Attribuzione dei crediti formativi per eventi organizzati da associazioni di iscritti e altri soggetti autorizzati dal Consiglio Nazionale
degli
obiettivi
un credito per ogni ora di partecipazione; corretto rilevamento orario di entrata e uscita. Adempimenti: verifica avvenuta comunicazione da inviare al Consiglio Provinciale almeno 10 giorni prima dello svolgimento dell’evento. rilascio, entro 30 giorni dall’evento, dell’attestato di partecipazione debitamente sottoscritto e completo dei dati relativi al soggetto organizzatore e materia, luogo e durata dell’evento, numero e data del rilascio dell’autorizzazione.
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Formazione Modalità: tramite accesso alla procedura DUI;
Riconoscimento dei crediti formativi
attraverso il rilevamento dal registro presenze; a seguito presentazione attestato di partecipazione.
Frontale. Videoconferenza:
Modalità di erogazione della formazione
sono equiparati agli eventi erogati con modalità frontale Tecnologia e-learning: attraverso l’utilizzo di una piattaforma conforme alle linee guida stabilite nelle Indicazioni operative, con il limite massimo del 40%, salvo maggiori percentuali autorizzate dal Consiglio Provinciale, su richiesta motivata dell’iscritto. Elenco attività utili: attività di relatore - lett. a) attività di insegnamento - lett. b) partecipazione ad attività di ricerca - lett. c) attività pubblicistica- lett. d) - su riviste specializzate attività pubblicistica - lett. e) – su libri e monografie
Svolgimento delle attività formative previste dagli art. 4 e 5 del Regolamento
partecipazione alle commissioni per esame di stato di C.d.L - lett. f) superamento esame universitario - lett. g) frequenza masters universitari con conseguimento del diploma - lett. h) partecipazione a commissioni e gruppi di studio riconosciuti o accreditati - lett. i) partecipazione a Commissioni di certificazione istituite presso i Consigli Provinciali o presso altri organismi - lettera l). Per il riconoscimento dei crediti formativi, derivanti dallo svolgimento delle suddette attività, si rimanda alla tabella contenuta nell’articolo 5 delle indicazioni operative.
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FAQ FORMAZIONE CONTINUA
Accreditamenti eventi formativi altri soggetti
Può un Consiglio Provinciale accreditare eventi organizzati da Ente privo di autorizzazione? No, a meno che l’evento sia stato organizzato dallo stesso Consiglio Provinciale in collaborazione o cooperazione con l’ente formatore. Possono essere accreditati eventi formativi tenuti dal Registro degli Amministratori di Condominio? No. Il Registro non è assimilabile ad un Ordine Professionale ed è soggetto alla procedura di accreditamento di cui all’art. 8 del Regolamento. Possono ritenersi utili gli eventi formativi organizzati dall’elenco dei Revisori Contabili? No. L’elenco dei Revisori Contabili non è assimilabile ad un Ordine Professionale ed è soggetto alla procedura di accreditamento di cui all’art. 8 del Regolamento. Possono essere ritenuti validi eventi organizzati da altri Ordini Professionali? Si. Gli eventi organizzati da altri Ordini professionali, sempreché inerenti le materie di cui all’art. 2 e rispondenti ai criteri di valutazione di cui all’art. 9 del Regolamento. Sono soggette alle procedure di accreditamento le Pubbliche Amministrazioni (es. Ministero del Lavoro, DTL, INPS , INAIL, Università)? No. Le Pubbliche Amministrazioni elencate nella circolare n. 1118 del 21 maggio 2015 non sono seggette ad autorizzazione di cui all’art. 8 del Regolamento. Se il termine, previsto dalla circolare 1118/2015, per la comunicazione preventiva al CPO di eventi organizzati sul territorio da altri soggetti non viene rispettato, può essere riconosciuta la formazione svolta? Il termine previsto è da ritenersi quale termine perentorio per permettere al CPO di esercitare il diritto/dovere di controllo. Gli eventi formativi erogati da altri soggetti prima dell’autorizzazione sono considerati validi? No. Gli eventi formativi non possono essere ritenuti validi. Gli eventi formativi svolti da altri soggetti e accreditati da altri Ordini, sono da ritenersi validi? No. Gli eventi formativi organizzati da soggetti accreditati da altri Ordini professionali non possono essere ritenuti validi.
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Formazione Attività formative
Le docenze nelle materia di tutela e sicurezza sul lavoro possono essere riconosciute valide ai fini della Formazione Continua ? Si. Le docenze sono previste nell’art. 5, lettera b) del Regolamento e la materia di tutela e sicurezza sul lavoro rientra nelle previsioni dell’art. 2 del Regolamento. L’attività di relatore, riferita alle materie di cui all’art. 2 del Regolamento effettuate negli eventi formativi organizzati da altri enti, anche diversi da quelli preventivamente autorizzati dal CNO, possono essere riconosciute valide ai fini della Formazione Continua? Si. È previsto nell’ultimo capoverso dell’art. 5, comma 1, lettera a), del Regolamento. Gli articoli pubblicati su riviste o pubblicazioni di Categoria sono computabili ai fini della Formazione Continua? Si, a condizione che siano inerenti alle materie di cui all'art. 2, come previsto dall’art. 5, lettera d), del Regolamento.
Materie oggetto della formazione
Si può accreditare un corso di inglese? No. Le lingue straniere non sono ricomprese nelle materie dell’art. 2 del Regolamento. Possono essere accreditati eventi formativi per amministratori di condominio? No. La materia non rientra nelle previsioni dell’art. 2 del Regolamento.
Esoneri
Può un Consiglio Provinciale riservarsi la facoltà di concedere l’esonero dall’obbligo di conseguire i crediti formativi per gli iscritti che abbiano compiuto i 70 anni di età? No. L’obbligo di curare la continua e costante formazione professionale scaturisce dall’art. 7, comma 1, del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137 e dall’art. 1, comma 2, del Regolamento. Può un Consiglio Provinciale riservarsi la facoltà di concedere esoneri agli iscritti che non svolgono l’attività professionale? No. L’art. 7, comma 1, del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137 e l’art. 1, comma 2, del Regolamento non consentono alcun esonero dall’obbligo formativo. Si può concedere l’esonero ad un iscritto non esercitante residente in un paese europeo? No. L’art. 7, comma 1, del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137 e l’art. 1, comma 2, del Regolamento non consentono alcun esonero dall’obbligo formativo.
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E-learning
Può essere considerato motivo di carattere generale il compimento del 70° anno di età che possa giustificare l’autorizzazione a priori a tutti gli iscritti ultrasettantenni ad effettuare la propria formazione esclusivamente con la modalità e-learning? No. Le motivazioni di carattere generale non sono previste dal Regolamento. Resta comunque possibile nei casi di forza maggiore e/o di temporaneo impedimento, come ad esempio: eventi atmosferici o problemi di deambulazione che impediscano o rendano eccessivamente gravosa la frequenza ai corsi formativi, su istanza motivata dell’iscritto, l’utilizzo delle piattaforme e-learning in percentuali superiori a quelle previste dall’art. 4, comma 5, del Regolamento. Qual è la procedura di controllo della conformità delle piattaforme e-learning dei Soggetti autorizzati? I soggetti terzi autorizzati dal CNO, previo parere favorevole del Ministero del Lavoro ai sensi dell’art. 8 del Regolamento dichiarano a priori la conformità della piattaforma a quanto previsto dalla determina di cui all’art. 4, comma 6, del Regolamento “Linee guida - modalità e-learning”. La verifica sulla corretta applicazione delle previsioni normative e regolamentari rimane in capo ai CPO.
Sospensioni
In caso di richiesta di sospensione per assistenza ai familiari ai sensi della L. 104/1992 come vanno riproporzionati i crediti formativi? Il Regolamento non prevede una formula specifica per il riproporzionamento dei crediti, lasciando piena facoltà al CPO che valuterà e graduerà di volta in volta, in base alle condizioni soggettive dell’interessato. Quale documentazione deve essere allegata alla domanda di sospensione/riproporzionamento per i soggetti che assistono familiari di cui alle legge 104/1992? Il Consulente del Lavoro dovrà presentare al CPO richiesta corredata da: verbale di accertamento dello stato di disabilità del familiare rilasciato dalla ASL competente ed ogni altra idonea documentazione utile a dimostrare lo stato di salute di quest’ultimo. Dovrà inoltre produrre una dichiarazione ai sensi dell’art. 76 del DPR 445/2000 nella quale attesti la necessità di assistenza continua del familiare e l’assenza di altri soggetti che se ne possano prendere cura. Nella dichiarazione dovrà essere indicato il grado di parentela con il soggetto assistito.
Enti formatori
È possibile richiedere l’accreditamento di un singolo evento? No. L’accreditamento viene concesso all’Ente formatore, non all’evento.
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Formazione E’ possibile inserire nelle comunicazioni che pubblicizzano gli eventi formativi la dicitura contenete l’indicazione della delibera di autorizzazione del CNO, nonché il numero di crediti maturati in base alle ore di durata dell’evento stesso? Si. Al fine di un corretto esercizio di controllo dell’evento da parte del Consiglio Provinciale, si ritiene indispensabile inserire gli estremi della delibera ed il riferimento ai crediti maturati in base alla durata dell’evento. Gli Enti accreditati dal CNO debbono ottenere autorizzazione dai CPO territorialmente competenti? No. Tuttavia l’Ente accreditato dovrà preventivamente comunicare al CPO territorialmente competente la data, il luogo e l’oggetto dell’evento formativo. È diritto/dovere del CPO controllare la rispondenza dell’evento al Regolamento. Gli eventi formativi erogati in modalità e-learning sono soggetti alla comunicazione preventiva ai CPO? No. Gli eventi formativi effettuati in videoconferenza debbono essere preventivamente comunicati ai CPO? Si. Sono equiparati agli eventi erogati con modalità frontale. Le autorizzazioni riconosciute ad Enti formatori verranno rinnovate automaticamente? No. L’autorizzazione ha durata annuale e potrà essere rinnovata solo su istanza dell’Ente Formatore. Si possono aggiungere eventi formativi al calendario inviato in sede di richiesta? Si. Come debbono essere presentate le domande di accreditamento da parte degli enti formatori ? Le domande debbono essere inviate preferibilmente via posta certificata o raccomandata.
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Lavoro
S top agli aumenti del commercio
Di comune accordo tra le parti a novembre sarà sospeso il previsto aumento contrattuale di Michele Regina CdL Centro Studi Roma
C
onfcommercio sul proprio sito istituzionale da notizia di accordo del24.10.2016 tra le parti che sospende l’incremento retributivo di novembre prossimo. (vedi http://www.confcommercio. it/-/contratto-terziario-sospeso-aumento-novembre). Secondo questa notizia Confcommercio, Filcams–Cgil, Fisascat–CISL, Uiltucs–UIL hanno condiviso di sospendere l’erogazione della tranche di aumento contrattuale prevista per il mese di novembre dal CCNL del Terziario, Distribuzione e Servizi del 30 marzo 2015. Le Parti, infatti, in virtù di consolidate e positive relazioni sindacali e delle analisi congiuntamente svolte, alla luce dell’ancora incerto andamento economico, hanno
maturato tale decisione, concordando di rivedersi entro i primi del mese di dicembre per definire una nuova decorrenza degli aumenti contrattuali. La sospensione dei livelli retributivi, per quanto è dato sapere, non significa che gli stessi saranno
Come noto l’Accordo di rinnovo del CCNL del Terziario del 30.3.2015 prevedeva i seguenti aumenti salariali non assorbili: Aumenti riparametrati Quadri I II III IV V VI VII Operatori di vendita I categoria II categoria
Decorrenza 01.04.2015 26,04 23,46 20,29 17,34 15 13,55 12,17 10,42
Decorrenza 01.11.2015 26,04 23,46 20,29 17,34 15 13,55 12,17 10,42
Decorrenza 01.06.2016 26,04 23,46 20,29 17,34 15 13,55 12,17 10,42
Decorrenza 01.11.2016 27,78 25,02 21,64 18,50 16 14,46 12,98 11,11
Decorrenza 01.08.2017 41,67 37,53 32,47 27,75 24 21,68 19,47 16,67
Totale 147,57 132,93 114,99 98,28 85 76,80 68,94 59,03
14,16 11,89
14,16 11,89
14,16 11,89
15,10 12,68
22,66 19,02
80,24 67,36
sterilizzati, tant’è che le parti si dovranno incontrare per definire una nuova decorrenza della scaletta temporale degli aumenti . In quella sede, ad avviso di chi scrive , le parti disciplineranno anche il trattamento per il periodo intertemporale tra novembre p.v. e e quello successivo ove sarà prevista dal nuovo accordo la de-
correnza effettiva dello scaglione di aumento sia sulle retribuzioni correnti che su quelle differite. Sicuramamente le aziende e i loro consulenti non daranno corso , fatto salvo ogni diverso avviso in sede aziendale per effetto di accordi di secondo livello , agli aumenti dello scaglione di novembre prossimo nell’attesa del nuovo accordo nazionale.
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tributario
L’extracontabile vale
La Corte di Cassazione si sofferma sulla valenza induttiva della contabilità “in nero”
di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista
L’
ordinanza n. 17420/2016 della Corte di Cassazione si sofferma sulla valenza probatoria della contabilità “in nero” ai fini della ricostruzione induttiva dei ricavi. Nella giurisprudenza di legittimità, con riguardo agli accertamenti di tipo induttivo, è stata costantemente affermata la valenza probatoria della documentazione “extracontabile” sia essa cartacea (agende, brogliacci ecc.) oppure informatica (floppy disk e file). Su questa linea interpretativa prosegue l’ordinanza n. 17420/2016 della Sesta Sezione Civile-T della Suprema Corte, dalla quale emerge che i file contenenti contabilità “in nero”, anche ove acquisiti dai verificatori presso terzi, hanno valore probatorio, ma meramente presuntivo, sicché il giudice deve valutare la loro attendibilità alla luce di tutti gli elementi posti a fondamento dell’accertamento analitico-induttivo di maggiori ricavi, ex art. 39 co. 1 lett. d) D.P.R. n. 600/1973. L’accertamento analitico - induttivo (detto anche presuntivo) consiste nella contestazione dell’evasione mediante il ricorso a presunzioni semplici, purché “qualificate”, ossia dotate dei caratteri di cui all’art. 2729 cod. civ.; e infatti l’art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R.
600/73 che lo disciplina afferma che: “L’esistenza di attività non dichiarate o l’inesistenza di passività dichiarate è desumibile anche sulla base di presunzioni semplici, purché queste siano gravi, precise e concordanti”. A riguardo, i giudici di legittimità hanno chiarito che il rinvenimento di una contabilità informale, tenuta su un brogliaccio (ma anche di agende - calendario, block-notes, matrici di assegni, estratti di conti correnti bancari), costituisce indizio grave, preciso e concordante dell’esistenza d’imponibili non riportati nella contabilità ufficiale e legittima l’Amministrazione finanziaria a fare ricorso all’accertamento induttivo (cfr. Cass. nn. 6949 e 19329 del 2006; n. 1575 del 2007).
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È stato altresì chiarito, con specifico riferimento all’accertamento delle imposte sui redditi, che la cosiddetta “contabilità in nero”, costituita da appunti personali e informazioni dell’imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dall’art. 39 del D.P.R. n. 600 del 1973, dovendo ricomprendersi tra le scritture contabili disciplinate dagli artt. 2709 cod. civ. e ss. tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d’impresa ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell’imprenditore ed il risultato economico dell’attività svolta, ed incombendo al contribuente l’onere di fornire la prova contraria (cfr. Cass. 25610 del 2006). È stato, infine, chiarito che anche un supporto informatico (ad
es. un floppy disk) può essere considerato documentazione extracontabile capace di innescare l’accertamento induttivo ai fini delle imposte dirette e dell’IVA per reddito d’impresa non dichiarato (cfr. Cass. n. 12561 del 2016). Nel solco tracciato dalla giurisprudenza sopra citata, s’inserisce l’ordinanza n. 17420/2016 della Sesta Sezione Civile – T della Suprema Corte, la quale affronta, in particolare, la questione della valutazione della prova presuntiva da parte del giudice di merito.
La controversia riguarda un avviso di accertamento di tipo analitico-induttivo, innescato dal rinvenimento presso un terzo di files informatici, contenuti su supporto magnetico, di cui la CTR della Campania ha escluso la rilevanza probatoria con riguardo all’esistenza di contabilità occulta e differente da quella formale della Ditta contribuente. L’Agenzia dell’Entrate ha proposto ricorso per cassazione assumendo la violazione di legge laddove la CTR ha annullato la ripresa fiscale, sul rilievo della
carenza dei presupposti per procedere ad accertamento analitico-induttivo. La CTR ha, infatti, ritenuto inidonea la documentazione extracontabile posta a fondamento dell’accertamento, in quanto costituita da documenti informatici rinvenuti presso terzi, con conseguente impossibilità di ricondurre con certezza i relativi dati al contribuente “considerato che le generalità di quest’ultimo erano molto diffuse nell’area campana”. Ebbene, i supremi giudici hanno ritenuto fondato il motivo di
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tributario ricorso dell’Agenzia, in quanto, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, le presunzioni semplici costituiscono una prova completa alla quale il giudice di merito può attribuire rilevanza ai fini della formazione del proprio convincimento e la “contabilità in nero”, costituita da documenti informatici (file), costituisce elemento probatorio, sia pure meramente presuntivo, legittimamente valutabile in relazione all’esistenza delle operazioni non contabilizzate. Nella giurisprudenza di legittimità, inoltre, è pacifico che l’inattendibilità della contabilità aziendale e, quindi, l’accertamento induttivo possono essere fondati su documentazione reperita presso terzi e su annotazioni elaborate da terzi.
L’Amministrazione può fornire elementi anche indiziari da cui sia possibile dedurre con ragionevole consequenzialità che i documenti elaborati dal contribuente non sono veritieri, quali l’esistenza di diverse operazioni regolarmente annotate tra il terzo e il contribuente, rilevate sulla base dell’analitico raffronto tra le relative scritture contabili, e il fatto che la documentazione extracontabile riporti il nominativo, la data di consegna, la quantità e la descrizione dei prodotti oltre agli importi relativi alle diverse operazioni. Ne consegue – si legge testualmente nell’ordinanza in esame - “che i documenti informatici, rinvenuti presso un terzo, non possono essere ritenuti dal giudice, in sé, probatoriamen-
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te irrilevanti, senza che a tale conclusione conducano l’analisi dell’intrinseco valore delle indicazioni che da essi discendono e la comparazione delle stesse con gli ulteriori dati acquisiti e con quelli emergenti dalla contabilità del contribuente”. Nel caso di specie, la CTR si è discostata da questo principio, e pertanto la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. La CTR della Campania, in diversa composizione, dovrà riesaminare il caso considerando che la contabilità “in nero” ha valore probatorio (indiziario) e che essa va valutata nel complesso di tutti gli elementi posti a fondamento dell’accertamento “e, segnatamente, del raffronto tra contabilità in nero e scritture contabili del contribuente”.
ORDINE NELLA VITA...
CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO
L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.
Fiscale
Dichiarazioni IVA e 770 L’Agenzia delle Entrate e le comunicazioni delle anomalie
C
on due appositi provvedimenti: Provvedimento n. 198678 del 17 novembre 2016, Provvedimento n. 209279 del 28 novembre 2016, l’Agenzia delle Entrate comunica ai contribuenti, in ottemperanza a quanto disposto dall’art.1, commi da 634 a 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le anomalie riscontrate su IVA e redditi.
Per fare un passo indietro e comprendere perché l’Agenzia delle Entrate si faccia carico di comunicazioni simili occorre tornare al 2014, infatti, l’art.1, commi da 634 a 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, prevede che al fine di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra l’Amministrazione fiscale e il contribuente, nonché stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti, di volta in volta, con modalità stabilite da specifici provvedimenti le informazioni riguardanti possibili anomalie, presenti nelle dichiarazioni dei redditi. I provvedimenti di cui sopra sono, fra gli altri già emananti nei mesi passati, relativamente alle dichiarazioni antecedenti l’anno 2014, quelli di cui si tratta ora, cioè il provvedimento del 17 novembre e quello del 28 novembre. Con il provvedimento del 17.11.2016 l’agenzia delle entrate prevede che vengano messe a disposizione dei soggetti titolari di P.IVA, le informazioni derivanti dal confronto dei dati relativi alla presentazione della comunicazione annuale dei dati IVA con quelli relativi alla presentazione della dichiarazione annuale ai fini IVA, confronto che può, in alcuni casi, evidenziare alcune anomalie. Oggetto delle circa 65. 000 lettere in arrivo sono le seguenti anomalie emerse dal confronto eseguito dall’agenzia: • mancata presentazione della dichiarazione ai fini IVA (in caso di presentazione della comu-
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nicazione annuale IVA e della mancata presentazione della dichiarazione annuale IVA) • presentazione della dichiarazione annuale IVA con la compilazione del solo quadro VA (quindi incompleta rispetto a quanto necessario da parte del contribuente). Il provvedimento illustra il contenuto, le modalità di comunicazione e di accesso a tali dati. Al contribuente, infatti, sono rese disponibili le seguenti informazioni: • codice fiscale e denominazione e cognome e nome del contribuente destinatario della comunicazione; • numero identificativo della comunicazione e anno d’imposta; • comunicazione annuale dei dati IVA presentata relativa all’anno d’imposta 2015; • dichiarazione IVA presentata relativa all’anno di imposta 2015 (solo se presente); • protocollo identificativo e data di invio della comunicazione e della dichiarazione. Le anomalie comunicate, qualora correttamente evidenziate, potranno essere regolarizzate a mezzo dell’art. 13, D.Lgs. n. 472/97, che permette di sanare mediante il ravvedimento operoso: • La omessa presentazione della dichiarazione, presentando il mod. IVA 2016, entro il 29.12.2016, scadendo in quella data il 90° gior-
no utile per considerare validamente presentata la dichiarazione, e versando inoltre, nel caso di mancato versamento, le imposte dovute, i relativi interessi e la sanzione ridotta (la regolarizzazione richiede il versamento della sanzione ridotta pari a € 25 (1/10 di 250). • l’omessa o non corretta indicazione di determinati dati nel Mod. IVA 2016, ridotta pari a € 27,78 (1/9 di 250), se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni.
chia rato, in tutto o in parte, i compensi derivanti da prestazioni di lavoro autonomo il contribuente potrà regolarizzare la situazione presentando una nuova dichiarazione integrativa e versando le eventuali somme a debito con sanzioni ridotte. Se invece il contribuente ritiene che l’agenzia delle entrate abbia erroneamente interpretato i dati in suo possesso potrà esporre le sue motivazioni.
Il ruolo della GdF
Le medesime informazioni e comunicazioni relative alle anomalie riscontrate e di cui ai Provvedimenti del 17 novembre e del 28 novembre vengono rese disponibili anche agli organi accertatori Se invece il contribuente ritiene che l’agenzia del- della Guardia di Finanza. le entrate abbia erroneamente interpretato i dati in suo possesso potrà esporre le sue motivazioni. Con il secondo provvedimento del 28 novembre, l’a- Come prendere visione delle genzia segnala, invece, ai contribuenti, qualora ve informazioni ne fosse la necessità, anomalie circa il confronto fra il modello 770 del sostituto d’imposta che ha corri- L’Agenzia delle Entrate trasmette una comunicasposto eventuali compensi al contribuente e i redditi zione, contenente le informazioni di cui alle righe di lavoro autonomo dichiarati nel Mod. Unico dal precedenti contribuente stesso e che non trovano corrispondenza nei Mod. 770 di cui alle precedenti righe. • agli indirizzi di Posta Elettronica Certificata attivati dai contribuenti e comunicati alle CaLe informazioni delle quali il contribuente può mere di Commercio competenti. prendere visione sono: • Inoltre la stessa comunicazione è consultabile, • i suoi dati anagrafici (codice fiscale, denominada parte del contribuente, all’interno del proprio zione, cognome e nome) cassetto fiscale, al quale è possibile accedere in • il numero identificativo della comunicazione e proprio o tramite intermediario abilitato. l’anno d’imposta; • il codice atto (cioè il numero della comunica- Prendendo visione di tali informazioni, in proprio zione); o a mezzo di un intermediario abilitato, il contri• l’ammontare dei compensi per attività di lavoro buente potrà sanare una eventuale situazione non autonomo certificati dai sostituti d’imposta per corretta oppure fornire elementi, fatti e circostanil periodo d’imposta. ze non conosciuti in grado di giustificare la presunta anomalia, così come illustrato nel presente Se la comunicazione avvisa che non sono stati di- elaborato.
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Focus
Approfondimento del Centro studi
Una mattinata di studio e di confronto, questa è la sintesi dell’ottavo incontro de “il come si fa”
L’
argomento era spinoso, gli istituti deflattivi del contenzioso, in cui si è disquisito sulla continua lotta tra contribuente/professionista ed Ente impositore, che riporta alla mente la tenzone che Dante e Forese Donati, ingaggiano senza esclusione di scritti. Eh si! Perché nell’ormai storico conflitto verbale tra il Sommo Poeta e il noto cugino di sua moglie Gemma Donati, tra l’altro fratello di Piccarda e Carlo Donati futuro capo dei Guelfi neri, non mancano le prese in giro, le polemiche e le parole infamanti. Le più rinomate enciclopedie definiscono la tenzone come un genere di poesia lirica ma anche come uno scontro di parole aspre e irose; e non è forse uno scontro di parole il contenzioso? Tra scritti dell’uno (leggasi accertamenti) e risposte dell’altro (leggasi ricorso) la tenzone si accende sempre più. Ma ecco arrivare gli istituti deflattivi, e oggi al “come si fa”, nello scambio di opinioni ed esperienze vissute, è nato un piacevolissimo confronto fra colleghi dove si sono analizzati gli aspetti peculiari dei citati istituti, con obiettività e competenza e soprattutto con la consapevolezza che rappresentano un valido strumento per evitare lunghi ed estenuanti scontri con il fisco. Si è passati dall’ istanza in au-
totuela, sicuramente la modalità più diffusa, alla mediazione, che possiamo considerare oggi la più efficace, transitando dall’acquiescenza fino all’adesione; e non sono mancati i riferimenti al contenzioso, al contraddittorio, alla conciliazione giudiziale e alla definizione delle sole sanzioni. Tutte attività in cui emerge la gran fatica che comporta il tentativo di evitare lo scontro giudiziario con l’ente impositore. Con l’obiettivo infatti di migliorare il rapporto tra Fisco e Contribuente, e allo stesso tempo ridurre l’enorme contenzioso esistente, negli anni ‘90 il legislatore ha ritenuto opportuno creare degli strumenti denominati appunto “istituti deflattivi del contenzioso”, che permettessero di raggiungere una recipro-
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ca collaborazione e ponessero fine ad una storica conflittualità. Effettivamente tali strumenti hanno avuto un positivo riscontro da parte dei contribuenti ed anche da parte dei professionisti che li assistono, ed oggi dopo circa 25 anni attraverso il decreto legislativo 24 settembre 2015 N. 156 (Decreto di riforma del processo tributario), abbiamo assistito ad un restyling di tali istituti che insieme al Ravvedimento operoso hanno decisamente cambiato il rapporto con il fisco. La validità degli istituti deflattivi viene confermata dal fatto che il totale dei ricorsi pendenti innanzi alle commissioni tributarie si è progressivamente ridotto, passando dai circa 2,4 milioni dell’anno 1996 ai circa 570.000 dell’anno 2014 e che
relativamente a tale ultimo anno è stato riscontrato che il 70 per cento dei ricorsi di primo grado attiene a controversie di valore non superiore a 20.000 euro. Inoltre, grazie anche all’introduzione dell’istituto del reclamo/mediazione, il numero dei ricorsi proposti in commissione tributaria provinciale nel 2014, rispetto a quelli del 2011, si è quasi dimezzato, passando da circa 171.000 a circa 90.000. Oltre ai ricorsi pendenti il dato confortante è rappresentato proprio dai ricorsi presentati che sono passati dai 297.200 del 2009 ai 188.300 del 2015 con una riduzione del 36%, segno che la direzione presa dal legislatore è risultata giusta. In particolare nelle tre grandi città italiane: Roma, Milano e Napoli, dove la flessione è ancora più evidente, Roma è pas-
sata dai 33.300 ricorsi presentati nel 2009 ai 23.400 del 2015, Milano è passata dai 17.600 del 2009 ai 9.500 (abbattendo la soglia dei 10.000) del 2015, Napoli è passata dai 26.700 del 2009 ai 18.100 del 2015. A decorrere dal 2016 con il potenziamento della mediazione estesa alle controversie con tutti gli enti impositori (e non soltanto Agenzia delle entrate) e l’estensione della conciliazione giudiziale al 2° grado di giudizio, rendendola accessibile anche in caso di controversie sottoposte a reclamo, i numeri di cui parliamo dovrebbero ridursi maggiormente, e insieme all’istituzione del giudice monocratico, prevista dalla norma, ci si augura che il contenzioso oltre a diminuire ancora di numero si riduca anche nei tempi che attualmente sono mediamente pari a 2 anni
e 8 mesi per i giudizi pendenti in CTP e 2 anni per i giudizi pendenti in CTR. Tornando all’incontro del “come si fa”, possiamo dire che c’è stato un ottimo lavoro è un proficuo scambio, una tavola rotonda dove tutti sono competenti e nessuno è onnisciente, dove non esiste separazione tra relatore e ascoltatore ma soltanto coesione tra esperti che esercitano una professione: quella del Consulente del Lavoro. Così la mattinata è volata via, e alla fine restano le slide a rammentarci che la tenzone tra contribuente ed ente continua, eccome se continua. Si ringraziano: il CdL Esposito Frediano ed il CdL Massimo Gabriele, componenti Area Fiscale del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma
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CPO Roma Centro Studi Roma
Quesiti del mese a cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma Quesito 1 l DLgs 185/2016, che ha introdotto novità in merito alle modalità di comunicazione per l’utilizzo dei voucher, riguarda soltanto i committenti imprenditori, come sembra, o si rivolge anche ai non imprenditori? La comunicazione come innovato dal correttivo al Jobs Act (DLGS185/2016), va effettuata da imprenditori non agricoli e professionisti. Per gli imprenditori agricoli la comunicazione va effettuata ma con modalità diverse relativamente alla durata del rapporto con riferimento ad un arco temporale di giorni tre.
Quesito 2 Amministratore iscritto gestione separata, compenso annuo verbalizzato da pagare mensilmente, nel periodo di interdizione per maternità non presta attività lavorativa per 5 mesi, durante questo periodo può continuare a percepire il suddetto compenso? Potrebbe far venir meno il pagamento dell’indennità di maternità a carico dell’inps? Non ho trovato conforto in alcuna normativa. Grazie In caso di compenso strettamente collegato alla mera carica societaria non si rilevano cause ostative all’erogazione del compenso determinato in assemblea. In tale caso- ma solo prudenzialmente - potrebbe risultare incongruente l’istanza per l’erogazione dell’indennità di maternità a carico dell’Inps, pur non essendo in contrasto con la normativa.
Quesito 3 Il contributo al Quadrifor (Istituto per la formazione dei Quadri) è obbligatorio? In caso affermativo, esistono sanzioni per le aziende che decidono di non iscriversi? E inoltre, è previsto, come per altre casse o fondi, un elemento distinto della retribuzione
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da corrispondere in alternativa? Grazie mille per la collaborazione. Cordiali saluti Il contributo è previsto dal CCNL del Terziario. Le parto negoziali non hanno inteso prevedere delle forme retributive alternative in caso di non iscrizione e mancati versamenti .
Quesito 4 Una ex dipendente che si è dimessa richiede l’A.N.F. pregresso da marzo 2014 a marzo 2016. Il messaggio INPS n. 12790 del 5 maggio 2006 afferma che il datore di lavoro deve anticipare la prestazione familiare richiesta purchè l’azienda non sia cessata o fallita. Poichè si tratta di una azienda sospesa presso l’INPS avrei bisogno di sapere se è sempre competenza dell’azienda l’erogazione di A.N.F. Nella circolare INPS opportunamente citata si precisa “sempreché l’impresa conservi un rapporto previdenziale con l’INPS ovvero non sia cessata o fallita”. Nel caso evidenziato l’azienda risulta sospesa, ossia al momento non risulta avere lavoratori in forza, quindi teoricamente potrebbe provvedere al pagamento degli ANF e successivamente recupererebbe le somme nelle consuete modalità previste con F24. Per ipotesi di pagamento diretto da parte dell’INPS si invita comunque alla lettura del MSG INPS 12790 del 2006..
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Rubrica Pasquino L’APE ovverosia l’Anticipo dE ‘a penzione Bonasera Sor Pasquì, come annate? Ve vedo penzieroso che c’avete che ve fa ingrugnì? Come dite? Er prepenzionamento tramite l’APE dove nun c’avete capito gnente, soprattutto ‘chi è che ce guadambia’in tutta sta moina? Mo v’o spiego io, pe’ quanto c’ho capito! L’idea de l’anticipo de penzione (APE) è stata studiata da quei paraventi der Governo che l’hanno presentata come ‘na panacea pe’ er sistema penzionistico; un vantaggio pe’ arcuni lavoratori dipendenti, pe’ tutto er sistema lavoro. Seconno loro chi ce po’ annà in penzione prima der tempo, circa tre anni e mezzo prima, godenno de li vantaggi de “tempo de vita” a disposizione, se leveranno da li zibbidei de li padroni (c’hanno stipenni sicuramente più arti de quelli che potrebbero sostituilli ne li posti lassati libberi), permettenno de fa ‘mboccà ar lavoro giovani. E poi… ar governo se dovrebbero levà de mezzo ‘n sacco de poracci che la Fornero aveva de punto ‘n bianco ‘ncastrato cambiannoje li parametri penzionistici in corsa - risorvendojese ‘n sacco de problemi… anche de moralità. Ma la parte più ‘mportante che nissuno c’ha er coraggio de dì è che, li ‘fortunati’, daranno la possibilità ar Padoan de avecce subbito a disposizzione ‘n sacco de mijardi de euro, pe’ affrontà ‘e spese che deveno coprì nun potenno richiede artre tasse e facennone pagà er conto, a li prepenzionati stessi. Dite che nun è possibbile? E’ possibbile! E’ possibbile!!! Mo v’o faccio capì. Ve ricordate a manovra de Visco? Robba der 2007, a riforma de le penzioni comprementari, er trasferimento der TFR all’INPS, travestito da contributo, e poi trasferito a lo Stato che lo renne a ‘babbo morto’? Sordi che so serviti pe’ coprì buchi de finanza pubblica? Mo è lo stesso! Sortanto che nun sapenno più che ‘nventasse fanno prenne un prestito bancario a quello che ‘mbocca che lo Stato pija tutt’assieme e restituisce menzirmente come penzione in tre anni e mezzo. A beffa ndò stà? Che er penzionato pagherà ‘e rate der prestito preso a partì da quanno doveva annà in penzione de vecchiaja restituennolo in vent’anni…co’ l’interessi a carico suo e paganno pure ‘n’assicurazione su la vita pe’ garantì la banca in caso che stiri le zampe prima de finì de pagà er buffo, e rimettennoce un quindici percento de sudata penzione. Quinni chi ce guadambia Sor Pasquì? Er Governo: che c’ha ‘n pacco de sordi subbito (avete sentito er Sinnachetto come, in ‘sti ggiorni, se fa grosso co li teremotati? “Nun ve preoccupate, ricostruiremo tutto e più bello de prima, tanto li sordi ce l’avemo!” Ma come – me dico - litiga co la UE p’ ‘no sforamento d’o 0,1 punto de PIL - 1,5 MDi de Euri - e poi tutt’anbotto è ‘mballato de sordi pe promette ‘mari e monti’ che costeranno decine de mijardi!!!); ‘E Banche, che faranno move liquidità acquistata a tasso zero da la BCE; non verso le imprese, come chiede da tempo quer riciclato de Draghi, ma verzo lo Stato, a rischio zero!!! Guanagnanno un sacco de sordi co’ l’interessi addebitati a li prepenzionati; E, ‘nfine, l’Assicurazzioni che faranno ‘n sacco de polizze pe garantì er pagamento der buffo der prepenzionato ‘n caso de pre-morienza! A Sor Pasquì, ogni vorta che ve parlo rimanete a bocca aperta! Dite che nun ce sareste mai arrivato… Come se fusse ‘a prima vorta che sentite de sti metodi a dì poco… poco puliti! A rivederci Sor Pasqui, fateve forza, tanto a voi nun ve tocca ‘Er Beneficio’, lassamoce penza a quei poracci de li ‘fortunati beneficiari’ che ‘mboccheno penzanno, a la stessa maniera de li governanti nostrani: ‘Mejo n’ovo oggi che ‘na gallina domani’! Marforio
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L’APE ovvero l’Anticipo della Pensione (liberamente tradotto in Italiano da Giuseppe Marini)
– Buonasera Signor Pasquino, come state? Vi vedo pensieroso, cosa vi rende contrariato? Come dite? Il cosiddetto Prepensionamento tramite l’APE, dove non ci avete capito nulla, soprattutto ‘chi è che ci guadagna in tutta la faccenda’? Adesso ve lo spiego io, per quanto ne ho capito! L’idea dell’Anticipo di pensione (APE) è stata studiata da quei furbi del Governo [per Marforio i Ministri e per loro i ministeriali di riferimento sono tutta gente che una ne fa e cento ne pensa – ndT] che l’hanno presentata come: una soluzione per il sistema pensionistico; un vantaggio per alcuni lavoratori dipendenti e, in fin dei conti, ‘per tutto il sistema lavoro’. Secondo loro chi può andare in pensione prima del tempo, godendo del vantaggio di acquisire più “tempo di vita” a disposizione, circa tre anni e mezzo prima di quando previsto, con gli attuali parametri, lasceranno le aziende apportando loro benefici economici (avendo un costo del personale sicuramente più alto di coloro che
subentreranno nel turnover), permettendo anche di ridurre la disoccupazione giovanile. E poi… il governo prevedendo di ridurre la portata negativa della Legge Fornero (che aveva repentinamente cambiato i parametri pensionistici, imponendo a molti lavoratori anziani di non
accedere alla pensione e ritardando il loro sacrosanto diritto), risolverebbe molti problemi anche morali. Ma la parte più importante che nessuno ha il coraggio di dire è che, i ‘fortunati’ [Marforio, L’A., chiama così, ironicamente, coloro i quali opteranno per l’APE – ndT], daranno la possibilità al Ministro Padoan di avere con immediatezza la disponibilità [senza farla comparire come debito di Stato – ndT] di molti mijardi di euro, per affrontare le spese
di Stato che devono essere sostenute [vedi anche copertura del dovuto all’INPS per il disavanzo di gestione ex-INPDAP che tutti gli anni si va cumulando – ndT] non potendo istituire altre impopolari imposte e, per di più, facendone sostenere gli oneri ai prepensionati stessi. – Sor Pasquino, dite che non è possibile? – È possibile! È possibile!!! – Adesso ve lo spiego. Vi ricordate la manovra di Visco? Cosa del 2007 [L’A. si riferisce alla Finanziaria 2007. L296/2006 – ndT], con la riforma della Previdenza integrativa, dove veniva previsto anche il trasferimento del TFR all’INPS [L’A. voleva dire al Fondo di Tesoreria gestito amministrativamente dall’INPS – ndT], che per l’occasione si snaturava divenendo un ‘contributo’, e poi trasferito allo Stato che lo spende subito e lo rende in tempi lunghi? Soldi che sono serviti [e servono – ndT] per coprire necessità di finanza pubblica? Con la norma in discussione si avrà lo stesso effetto! La difficoltà a drenare risorse alla collettività con il caso APE
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Rubrica Pasquino si spingono gli interessati ad attivare un prestito bancario [pari all’importo delle rate di pensione anticipata (max 3 annie mezzo) – ndT]. Un valore che lo Stato prende in un’unica volta e restituisce mensilmente come quota pensione in tre anni e mezzo. La presa in giro dov’è? Sta nel fatto che il prepensionato pagherà le rate del prestito fruito a partire da quando avrebbe dovuto andare in pensione di vecchiaia restituendolo in venti anni… con gli interessi a proprio carico e pagando anche un’assicurazione sulla vita per garantire la banca in caso che muoia prima di finire di pagare il debito, e rimettendoci anche un quindici percento della pensione altrimenti spettante. Quindi avete capito chi ci guadagna, Caro Signor Pasquino? Il Governo: che vede aumentare le disponibilità (avete sentito ‘er
Sinnachetto’ [trattasi dell’aggettivo con cui L’A. indica da sempre Renzi, ex-sindaco di una – per lui - piccola città, quale Firenze – ndT] come, in questi giorni, si fa grande con i terremotati? “Non vi preoccupate – dice - ricostruiremo tutto e più bello di prima, tanto i soldi li abbiamo!” Ma come – mi dico - litiga con la UE per uno sforamento dello 0,1 punto di PIL - 1,5 MDi de Euri - e poi magicamente diviene pieno di risorse finanziarie per fare grandiose promesse - che costeranno decine de mijardi!!!). Le Banche, che faranno muovere liquidità, acquistata a tasso zero dalla BCE, non verso le imprese, come richiede da tempo quel ‘riciclato’ di Draghi [per L’A. il dr. Draghi, già Governatore Bd’I, è, come Prodi e tanti altri, un soggetto Standard&Poor’s influenzato dal sistema Revolving
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Door – ndT] ma verso lo Stato, a rischio zero!!! Guadagnando molti soldi con gl’interessi addebitati ai prepensionati APE. E, infine, le Assicurazioni che stipuleranno molte polizze per garantire il pagamento del residuo debito/mutuo del prepensionato in caso di pre-morienza! Caro Signor Pasquino, ogni volta che vi dico qualcosa rimanete inebetito! Dite che non ci sareste mai arrivato… Come se fosse la prima volta che sentite di questi metodi a dir poco… poco puliti! Arrivederci Signor Pasqui, fatevi forza, tanto non è il vostro turno per fruire de “il Beneficio’, lasciamolo a quei poveri ‘fortunati beneficiari’ che abboccheranno adottando la stessa filosofia dei nostri governanti: ‘Meglio un uovo oggi che una gallina domani’! MARFORIO
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Cultura
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Assisi Pax Mundi
Musicisti in “dialogo” nei luoghi di San Francesco per la pace
di Andrea Tommasini Redazione Cultura
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a Musica Francescana è stata protagonista di un evento internazionale. Dal 13 al 16 ottobre 2016 Assisi ha ospitato infatti la terza edizione di Assisi Pax Mundi. Si sono riaccesi i riflettori sulla manifestazione internazionale che vuole stimolare il dialogo attraverso la musica. Assisi si è infatti preparata ad accogliere la rassegna internazionale di musica sacra francescana. La terza edizione di Assisi Pax Mundi che ha preso il via giovedì 13 ottobre è stata presentata presso la sala stampa del Sacro Convento di Assisi. Quattro giorni di musica nei luoghi francescani; 16 concerti resi possibili da 20 gruppi corali e strumentali. Ad Assisi, sono infatti, arrivati 650 coristi e strumentisti per dare vita ad una manifestazione che ha il suo cuore nell’ascolto e nella condivisione. Alla conferenza hanno preso parte i quattro rappresentanti delle famiglie francescane: Padre Antonio Maria Tofanelli (OFM cap), Padre Maurizio Verde (OfM); Padre Giuseppe Magrino (OFM conv); Padre Marcello Fadda (TOR). Erano, inoltre, presenti il sindaco di Assisi Stefania Proietti e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Giampiero Bianconi. Padre Antonio Maria Tofanelli ha spiegato lo spirito la manifestazione parlando dello spirito di Assisi. “Anche attraverso la musica si può parlare di pace – dice Tofanelli – siamo pellegrini alla ricerca della spiritualità. La musica, come forma d’arte è motivo di incontro e interazione”. Misericordia è stato il tema dell’edizione 2016 di Assisi Pax Mundi. “Assisi è il luogo di Francesco, qui la misericordia è centrale – dice Padre Maurizio Verde – un tema davvero molto stimolante per chi
fa musica sacra”. Padre Verde parla di Assisi come luogo da cui la misericordia sgorga. A raccontare l’edizione 2016 è stato padre Giuseppe Magrino che ha presentato i gruppi che hanno dato vita ai quattro giorni di musica. Magrino ha anche sottolineato una novità di questa edizione: infatti venerdì 14 ottobre oltre 150 ragazzi e bambini hanno cantato insieme. Al termine della manifestazione, già gli annunci 2017, padre Marcello Fadda ha presentato il tema dell’edizione 2017: “Al centro della prossima edizione ci sarà il dialogo e la comunione. Il dialogo è prima di tutto ascolto, partecipazione, espressione, incontro, conoscenza e superamento dei conflitti. La musica è forza di dialogo perché prima di tutto chiede di essere ascoltata”. San Francesco pregava cantando. Le sue parole sono giunte fino a noi forti e cristalline. Memori della loro tradizione, le quattro famiglie francescane di Assisi, con la collaborazione della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco, promuovono la 3ª Rassegna Internazionale di Musica Sacra, ma-
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Cultura nifestazione non competitiva a cui possono partecipare sia gruppi corali che strumentali, di qualunque Paese e Nazione. Lo scopo della rassegna è contribuire alla promozione di una cultura della musica sacra, in particolare quella legata per ispirazione o per composizione alla figura di San Francesco e al mondo francescano. Attraverso l’incontro dei vari gruppi corali e strumentali, si vuole testimoniare che è possibile accrescere e sviluppare una cultura di pace e di collaborazione tra popoli e culture diversi nello spirito di Assisi. Quest’anno la 3ª edizione della rassegna si è inserita nel contesto del Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco. In Assisi questo evento di grazia è stato arricchito anche dalla ricorrenza nel 2016 dell’Ottavo Centenario del “Perdono di Assisi”, l’indulgenza ottenuta da S. Francesco per la piccola Chiesa della Porziuncola. “Fratelli, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”: queste parole di S. Francesco esprimono il desiderio stesso del Padre celeste di volerci tutti con sé, figli amati, salvati e perdonati. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro [in Gesù, il volto della Mise-
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ricordia del Padre]. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.” (Misericordiæ vultus, 2). Queste parole di papa Francesco, sono splendidamente in armonia con quelle di San Francesco, nel suo Cantico: la Misericordia ricevuta che assume il volto del Perdono quanto ci mettiamo in relazione con i nostri fratelli. Entrambi vogliono ispirare il “dialogare” in musica di coloro che sono convenuti a questa edizione di Assisi Pax Mundi. La rassegna ha avuto luogo dal 13 al 16 Ottobre 2016, con concerti che si sono svolti in diversi momenti della giornata nei luoghi francescani di Assisi e dintorni; culmine della rassegna è stato il concerto finale che ha visto la partecipazione di tutti i gruppi iscritti. La manifestazione si è conclusa con una solenne Celebrazione Eucaristica nella Basilica Superiore di San Francesco e l’esecuzione del Cantico delle Creature di p. Domenico Stella, con la partecipazione di tutti i cori e i gruppi strumentali.
Il Programma ha visto i seguenti appuntamenti
Mercoledì 21 Settembre – ANTEPRIMA Ore 21.00 Basilica Sup. S. Francesco
Ore 17.30 Cattedrale S. Rufino
Coro Requiem Project
Orchestra da Camera di Perugia
(Giappone)
Coro Polifonico “Francesco d’Assisi” (Sassari) Coro “LaudArmonia” (San Francesco al Campo TO)
Ore 21.00 Basilica S. M. degli Angeli
Giovedì 13 Ottobre
Ore 17.00 Sala della Conciliazione – Palazzo Comunale Saluto dei rappresentanti delle famiglie francescane e delle autorità Prolusione
“La musica francescana nella storia della musica” M° Alberto Batisti
Ore 21.00 Basilica Inf. S. Francesco
Charlie’s Gospel Angels (Roma)
Venerdì 14 Ottobre
New Vocal Ensemble
Corale “Città di Parma”
(Senigallia AN) (Parma)
Sabato 17 Ottobre Ore 12.00 Chiesa S.Maria sopra Minerva Noincanto (Portogruaro VE) Ore 16.00 Chiesa S. Pietro
Coro Polifonico di Silanus (Silanus NU)
Ore 18.00 Oratorio di Santa Chiarella
Ore 10.30 Sagrato Cattedrale S. Rufino
Coro “J. S. Bach” (Pisa)
Ore 20.30 Basilica Sup. di S. Francesco
Ensemble Corale e Strumentale del Liceo Musicale “D. A. Atzuni” (Sassari) In collaborazione con il
Coro liturgico “Laudate et Benedicite”
(Sassari) e l’Istituto Comprensivo Assisi 1
Ore 16.00 Chiesa S. Maria Maggiore
Schola Cantorum “San Gaetano” (Marina di Campo LI)
Concerto di Chiusura con la partecipazione di tutti i gruppi corali Domenica 18 Ottobre Ore 10.30 Basilica Sup. di S. Francesco
Messa presieduta da S. E. Mons. Domenico Cancian,
Vescovo della Diocesi di Città di Castello
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Cultura I numeri della 3ª edizione di Assisi Pax Mundi A questi primi concerti hanno partecipato oltre 1500 appassionati di musica sacra. Quest’anno, inoltre, le Famiglie Francescane hanno istituito il Premio “Musicisti in Dialogo” consegnato alla soprano di fama internazionale Desirée Rancatore, che ci ha deliziato con la sua meravigliosa voce il giorno 9 Agosto. La diretta in streaming dell’evento ha permesso a quasi 100.000 persone di tutto il mondo ad assistere alla serata. Di notevole risalto anche l’Anteprima di Assisi Pax Mundi tenutasi con il Coro Requiem Project, proveniente dal Giappone, che ha incantato il pubQuest’anno la terza edizione di Assisi Pax Mundi blico ed i pellegrini presenti nella Basilica Supeha già preso il via durante il periodo estivo con dei riore di San Francesco. concerti che ci hanno avvicinato a questo appuntamento: “In Cammino verso Assisi Pax Mundi” Assisi Pax Mundi quest’anno ci ha altresi’ propoha portato anche gruppi provenienti dalla Dani- sto 2 nuove composizioni riguardanti il Cantico marca, con la Cappella Reale Danese, e dall’Au- delle Creature, e la collaborazione tra il Liceo Mustria con la partecipazione dell’Orchestra Bella sicale “D. A. Atzuni” di Sassari e l’Istituto ComMusica, ensemble giovanile del Mozarteum di prensivo Assisi 1, con oltre 150 tra ragazzi e bambini che hanno cantato insieme. Salisburgo. 4 Giorni di Musica 9 Luoghi francescani coinvolti nell’ospitare i concerti (le Basiliche di San Francesco, la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, il Chiostro di Sisto IV del Sacro Convento, la Cattedrale di San Rufino, le chiese di Santa Maria Maggiore, San Pietro, Santa Maria Sopra Minerva, l’Oratorio di Santa Chiarella) 16 Concerti Totali 19 Gruppi partecipanti Oltre 650 Coristi e strumentisti
I numeri della 2ª edizione Assisi 15-18 Ottobre 2015 4 Giorni di Musica 7 Luoghi francescani coinvolti nell’ospitare i concerti (le Basiliche di San Francesco, la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, la Cattedrale di San Rufino, le chiese di Santa Maria Maggiore, San Pietro, Santa Maria Sopra Minerva) 9 Concerti 12 Gruppi partecipanti 300 Coristi Oltre 3500 presenze ai concerti La seconda edizione di Assisi Pax Mundi è stata un grande successo. La rassegna Internazionale di Musica Sacra Francescana si è svolta dal 15 al 18 Ottobre, a seguito delle festività di San France-
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sco, presso i luoghi francescani assisani. L’evento è stato promosso e organizzato dalle Famiglie Francescane in collaborazione con la Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco. Un grande successo di musica e preghiera. Tantissime presenze a tutti i concerti organizzati, chiese sempre piene e non solo. Tutti i gruppi che hanno partecipato a questa seconda edizione si sono detti entusiasti dell’esperienza fatta e dell’organizzazione della manifestazione. Una manifestazione che ha portato la musica di ispirazione francescana al centro dell’attenzione. Così la musica è stata non solo protagonista, ma anche veicolo dell’incontro, del dialogo e dello scambio.
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Cultura
Assisi Pax Mundi
Quarta edizione Assisi 19-22 Ottobre 2017 Modalità di iscrizione I gruppi corali e/o strumentali che hanno partecipato ed in futuro intenderanno partecipare alle prossime edizioni della rassegna dovranno inviare una pre-iscrizione alla rassegna medesima, inviando all’indirizzo e-mail assisipaxmundi@ libero.it: • l’apposito modulo compilato in tutte le sue parti • il programma che verrà eseguito di una durata massima di 40 minuti (si ricorda che il programma deve fare riferimento alla figura di San Francesco e al “DIALOGO/COMUNIONE”); nel programma dovranno essere indicati due brani da eseguire nel concerto finale della durata massima di 7 minuti. • una registrazione audio e/o video del gruppo partecipante • copia del versamento di € 150,00 per diritti di segreteria sul c/c intestato a Cappella Musicale della Basilica Papale S. Francesco – ASSISI PAX MUNDI, presso Banca UNICREDIT,
Agenzia Assisi Madonna dell’Olivo, IBAN IT 04 N 02008 38278 000102931525 entro e non oltre il 31 luglio. Le pre-iscrizioni dei gruppi richiedenti non complete al 31 luglio non verranno prese in considerazione. La commissione artistica selezionerà un massimo di 15 gruppi, ai quali verrà chiesto di confermare la loro iscrizione. A tutti i gruppi verrà rilasciato un attestato di partecipazione. TUTTI I CONTATTI: sito web: www.assisipaxmundi.org e-mail: info@assisipaxmundi.org Facebook: Assisi Pax Mundi Pinterest: Assisi Pax Mundi Ufficio stampa: Logos Communication - Layla Crisanti Cell: 339 16 43 279 e-mail: laylacrisanti@logos-com.com
Assisi Pax Mundi
“Musicisti in dialogo nei luoghi dello spirito”
Rassegna internazionale di Musica Sacra Francescana organizzata dalle Famiglie Francescane di Assisi. Presenta la terza edizione dal titolo:
“(Beati) quelli che perdonano per lo tuo amore” (Cantico delle Creature)
House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma