N°72 – 20 luglio 2016 Periodico telematico – Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma – Pubblicazione mensile Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele – Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera – Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi – Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. – Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro – roma.it Segreteria: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 – 1 – l979 N.12 Redazione: redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 31 – 07 – 2016
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Sommario In Focus
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Omissione contributiva e depenalizzazione
Con la circolare 121 INPS si modificano numerose ipotesi di reato di Michele Regina CdL Centro Studi Roma
Riepilogo attività dell’Ordine dal 20 giugno al 20 luglio 2016
Paquino
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Le dimissioni in bianco!!! Di cosa parliamo?
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Il Trionfo dell’Amore e Massimiliano Kolbe
È nel presente del messaggio Kolbiano, lo straordinario libro di Padre Raffaele di Muro, edito a cura della Libreria Editrice Vaticana
Territorio e Professione
Il decentramento della CPO di Roma e con essa l’ENPACL per il futuro della Categoria e dei Consulenti del Lavoro
di Andrea Tommasini Redazione Cultura
di Andrea Tommasini Redazione
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Sostituti di imposta ed adempimenti
I nuovi aspetti significativi relativi al modello modello 770/2016 e la proroga dei termini a settembredi Antonio Gigliotti Dottore Commercialista
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La nuova CIGO
dopo la Legge, il decreto ministeriale ed i chiarimenti amministrativi di Eufranio Massi Esperto di diritto del lavoro
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Quesiti dei mesi di giugno e luglio
CPO Roma
Riepilogo attività dell’Ordine dal 20 giugno al 20 luglio 2016 Consulenti
6 nuovi iscritti, 0 cancellati Praticanti
4 nuovi iscritti – 20 fine pratica – 0 cancellati Riunione Consiglio
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Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma
n. 61 istanze di certificazione Commissione Congruità Parcelle
n. 1
Sportelli dedicati agli iscritti
INPS: n. 3 giornate Aziende, n. 1 giornata Artigiani e Commercianti Sportello Pensioni n. 2 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma
n. 19 quesiti risposti Editoria
Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile
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CPO Roma
Territorio e Professione Il decentramento della CPO di Roma e con essa l’ENPACL per il futuro della Categoria e dei Consulenti del Lavoro
di Andrea Tommasini Redazione
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traordinari gli ultimi risultati raggiunti dalla Commissione Decentramento Territoriale del Consiglio Provinciale di Roma, sapientemente guidata da Valentina Torresi, Consigliere della CPO di RM e componente del Collegio dei Revisori dell’ENPACL insieme a Marco Bertucci, anch’esso Consigliere della CPO di Roma e Componente del Consiglio d’Amministrazione dell’ENPACL. La loro presenza in entrambe gli Enti si è rivelata propizia alla tutela del presente e del futuro della Professione e dei Colleghi.
Ricorderete tutti quanti quando il Presidente Adalberto Bertucci e tutto il Consiglio con lui vollero istituire la Commissione di decentramento territoriale e le cc.dd. Consulte territoriali. Le Consulte, frutto del decentramento del Consiglio Provinciale di Roma, costituiscono il punto
di riferimento tra professionisti, pubblica amministrazione, imprenditori e cittadini, tali da consentire, ove possibile, la semplificazione di procedimenti burocratiche, lo scambio di comunicazione e buone prassi fra zone diverse del territorio, oltre ad offrire una rete di servizi a di-
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sposizione dei diversi municipi/ comuni. Adesso grazie al lavoro di Marco e Valentina anche nelle scuole per diffondere il valore della conoscenza del valore della Professione verso le nuove generazioni. Uno straordinario risultato e lo dimostra il protocollo d’intesa che con piacere
pubblichiamo a margine di questo articolo. In un clima dove molte sono le occasioni per perdere di vista l’aspetto collettivo e sociale dei problemi, incentivare lo spirito ed i processi di partecipazione, continua a dimostrare che ha significato e saputo aumentare
il processo di corresponsabilizzazione di tutti i Colleghi e lo sviluppo della presenza e della conoscenza sul territorio. Un potente strumento atto a diffondere il sano spirito di democrazia partecipativa molto caro al nostro Presidente Adalberto Bertucci.
L’idea iniziale, come ricorderete, fu quella di Creare una Consulta per il Lavoro della Città di Roma, un organo che, recependo le informazioni da tutti i consulenti romani tramite le consulte periferiche stesse, potesse costituire un osservatorio indipendente e privilegiato del
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CPO Roma mondo del lavoro di Roma e della sua provincia. Le Consulte che in una visione illuminata del futuro nascevano sono oggi una realtà importante della nostra CPO di Roma e sono in grado di mettere a disposizione degli organi istituzionali interessati (parti sociali e organi competenti della PA)
un tale “cruscotto operativo”, con dati reali e significativi sull’occupazione e non solo e strumenti al servizio della categoria ed ora anche della previdenza, tali da confermare l’ottima scelta e visione strategica allora attuata nella realizzazione del presente. Creare infatti una rete di co-
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municazione per coinvolgere i Consulenti del lavoro e tutti gli stakeholders per la soluzione dei problemi specifici del Territorio, in grado anche di fare attività di promozione dei principi della responsabilità sociale e di territorio e dell’innovazione delle tecnologie di rete ad uso degli attori coinvol-
ti e con l’obiettivo di rendere più vicini gli utenti tramite un uso più intelligente e razionale delle risorse disponibili, unito insieme alla promozione di una occupazione utile e conforme alle esigenze del mercato, quindi stabile ed alla diffusione di buone prassi del lavoro per consentire lo sviluppo di modelli organizzativi e di controllo della sicurezza e salute per piccole e micro imprese, si è rivelato un modello vincente e ben capitanato. La contemporanea presenza dei Consiglieri Bertucci e Torresi anche nelle compagini Aziendali dell’ENPACL, si pensi ha consentito, in meno di sei mesi, oltre 600 contatti con altrettanti Colleghi per l’analisi del proprio futuro pensionistico, per la ricongiunzione che con una presenza capillare sul territorio hanno portato il nostro Ente di Previdenza ancora più vicino ai Colleghi ed in sintonia con i nostri Consigli Provinciali. Oggi dunque, grazie a quest’ultima evoluzione delle Consulte Territoriali del Consiglio Provinciale di Roma, realizzata naturalmente grazie anche al Presidente Visaprelli ed al Direttore Generale Fabio Faretra, il consiglio ha realizzato un ulteriore importante obiettivo promesso ai suoi elettori, la realizzazione di un rapporto istituzionale che in ottica di servizio avanzato, sappia incontrarsi con i suoi iscritti ed accompagnarli in ogni opportuno percorso di tutela del loro presente e del proprio futuro pensionistico. Un grazie credo di poterlo dire a nome degli iscritti al Presidente Bertucci, al Consiglio, al Board dell’ENPACL ed a Valentina e Marco che hanno capitanato, lato CPO tutto questo per renderlo possibile. Una buona estate a tutti noi !
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CPO Roma
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lavoro
La nuova CIGO
dopo la Legge, il decreto ministeriale ed i chiarimenti amministrativi
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di Eufranio Massi Esperto di diritto del lavoro
a nuova CIGO dopo la legge, il decreto ministeriale ed i chiarimenti amministrativi La riforma degli ammortizzatori sociali, realizzatasi con il decreto legislativo n. 148/2015, e’ una sorta di cantiere aperto nel senso che, con cadenza pressoché quotidiana, si succedono, su vari questioni, provvedimenti normativi e chiarimenti amministrativi provenienti sia dal Ministero del Lavoro che dall’INPS: a tale destino non sfugge la nuova CIGO che, dopo l’emanazione del previsto decreto ministeriale ha registrato, in data 1 luglio 2016, l’emanazione da parte dell’Istituto del messaggio n. 2908 con il quale vengono forniti una serie di elementi e di indirizzi operativi ai Direttori delle sedi chiamati ad esaminare le istanze ed a concedere il trattamento ordinario di integrazione salariale, dopo la fine della competenza delle commissioni provinciali per l’industria e l’edilizia, avvenuta il 31 dicembre 2015. Il D.M. n. 95442 del 15 aprile 2016, richiesto dall’art. 16 del decreto legislativo n. 148/2015, doveva uscire entro lo scorso 23 novembre, ma ritardi burocratici ne hanno rallentato l’emanazione: destinato a fornire indicazioni ai Direttori dell’INPS per l’esame e la concessione dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria e’ stato reso noto nella seconda metà di maggio e, successivamente, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il messaggio dell’INPS sopra citato, che sarà oggetto di riflessione unitamente ai contenuti del D.M., ribadisce che il ricorso a questo ammortizzatore sociale richiede “situazioni transitorie e di breve durata” legate, essenzialmente, ma non solo (come si vedrà, successivamente) a situazioni di carenza di commesse o crisi di mercato e che, in ogni caso, dalla documentazione prodotta o successivamente richiesta, il Direttore della sede, al momento della emanazione del provvedimento concessorio, potrà dedurre elementi positivi attestanti, da un lato, la solidità finanziaria e, dall’altro, la certezza che al termine del periodo di sospensione o di riduzione dell’orario, l’impresa possa riprendere la normale attività produttiva. Il Decreto Ministeriale si sostanzia in una serie di
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definizioni, già, peraltro, in gran parte conosciute dagli addetti ai lavori: l’analisi che segue percorrerà, articolo per articolo, quanto stabilito dal provvedimento, premettendo una serie di definizioni, procedure ed istituti che è opportuno ricapitolare sia pure brevemente. Ci si riferisce, in particolare, ai concetti di unità produttiva ed ai 90 giorni di lavoro effettivo. Qui la circolare INPS n. 197/2015 ha fatto riferimento ad un orientamento giurisprudenziale consolidato ove con tale espressione si identificano le sedi, le filiali, gli stabilimenti ed i laboratori funzionalmente autonomi, con esclusione dei cantieri temporanei e di quelli edili di breve durata che sono quelli (messaggio INPS n. 7336/2015) la cui attività non supera i sei mesi. Per quel che riguarda, invece, il requisito dell’anzianità aziendale di 90 giorni esso vale sempre, fatta salvo il caso in cui l’evento sia imponderabile, o in presenza di un appalto e i 90 giorni, se necessario, si considerano con riguardo all’anzianità maturata sul posto di lavoro (quindi, calcolando anche il periodo trascorso alle dipendenze del precedente appaltatore). I 90 giorni, da verificare al momento della presentazione della domanda,
lavoro toria l’INPS “penetri” nella realtà aziendale molto più che in passato. Una breve considerazione appare opportuna: rispetto al passato vengono richiesti elementi sui quali si sorvolava, ritenendosi sufficiente l’esame congiunto, le eventuali dichiarazioni delle organizzazioni sindacali, nella maggior parte dei casi interne all’impresa, magari, supportate, da elementi probatori dell’azienda aggiunti sulla base di “crocettature” apposte su modelli prestampati. Oggi, la relazione tecnica dettagliata, resa sotto forma di dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà (viene richiamato l’art. 47 del DPR n. 445/2000) e sottoscritta dal legale rappresentante e’, indubbiamente, diversa, a seconda delle motivazioni ed è anche per questo che, in allegato al messaggio n. 2908, l’INPS ha previsto un certo numero di schemi, “plasmandoli” in relazione alle necessità. Essa va prodotta, in via telematica come tutta la documentazione (utilizzando la PEC o il “cassetto bidirezionale”), anche nel caso in cui l’imprenditore presenti una istanza di proroga, atteso che le due situazioni vengono trattate L’art. 1 effettua un chiaro richiamo alle causali come distinte ed il datore di lavoro e’ tenuto a digenerali, già individuate dal Legislatore delegato, mostrare che perdurano le motivazioni e le condizioni che hanno portato alla prima richiesta. che sono: - situazioni aziendali dovute a fatti transitori e non imputabili all’impresa o ai lavoratori, inclu- L’art. 3 fa riferimento alla “mancanza di lavose le intemperie stagionali: la non imputabilità ro o di commesse ed alla crisi di mercato”: tutto fa riferimento alla involontarietà’ dell’evento ed questo deve comportare un notevole abbassaalla sua non riconducibilita’ a negligenza im- mento del livello degli ordini in agenda o una prenditoriale o ad imperizia dei dipendenti. La riduzione per mancanza di lavoro scaturente transitorietà è un altro elemento essenziale: dall’andamento del mercato. Qui la relazione tecessa va coniugata ad una prevedibile ripresa del- nica deve soffermarsi, con dovizia di particolari, la normale attività al termine del trattamento di sull’andamento involutivo temporaneo allegando tutto ciò che riguarda il bilancio ed il fatturato. integrazione salariale; L’Istituto, ove necessario, può chiedere ulteriori - situazioni temporanee di mercato. Gli articoli del D.M. che vanno da 3 a 9 integrano elementi di valutazione concernenti l’andamento di una serie di indicatori economici e finanziari. “in toto” le causali appena richiamate. La mancanza di lavoro o la crisi di mercato non L’art. 2 rappresenta un momento fondamentale possono essere richieste da imprese che hanno del provvedimento in quanto si sofferma, da un iniziato l’attività produttiva da meno di tre mesi: punto di vista generale (sui contenuti specifici fanno eccezione gli eventi oggettivamente non occorre rifarsi alle singole motivazioni) sulla re- evitabili, ivi compresi quelli meteorologici nel lazione tecnica dettagliata con la quale l’imprendi- settore edile. tore deve, sotto la propria responsabilità, fornire L’art. 4 riguarda, essenzialmente, l’edilizia in una serie di elementi concentrati sulle ragioni che quanto si parla di “fine cantiere, fine lavoro, fine hanno determinato la sospensione o la riduzione fase lavorativa” che sono ipotesi dal contenuto codi orario, la continuità di operatività sul mercato: mune ove la breve sospensione (non superiore a si tratta di elementi oggettivi che potranno essere 3 mesi) riguarda lavoratori specializzati che sono supportati (talora, anche su richiesta) da docu- rimasti inattivi e sono in attesa di un reimpiego. menti finanziari, tecnici, da nuove acquisizioni di Qui, la relazione tecnica ha uno scopo ben preordini e da partecipazioni a gare di appalto. C’è la ciso essendo finalizzata a provare la durata della concreta possibilità, quindi, che nella fase istrut- sospensione prevista a seguito della fine di lavori sono raggiungibili, per effetto di quanto previsto nella circolare del Ministero del Lavoro n. 24/2015, computando anche le ferie, le festività, gli infortuni ed i periodi di astensione obbligatoria. Nulla e’ cambiato, rispetto al passato, circa il campo di applicazione (art. 10 del D.L.vo n. 148/2015), le causali (art. 11), la procedura per l’esame congiunto ed i tempi per la definizione della stessa (art. 14), mentre ciò che è mutato ( oltre alla contribuzione addizionale particolarmente pesante) riguarda i tempi di presentazione dell’istanza telematica che va prodotta alla Direzione dell’INPS competente per territorio, con la documentazione richiesta, entro i 15 giorni successivi all’inizio della sospensione o della riduzione di orario (art. 15, comma 2). Prima di entrare nel merito dell’articolato va sottolineato come il concetto della ripresa effettiva dell’attività aziendale sia sempre immanente e la relazione tecnica tenda sempre a valorizzare questa condizione essenziale.
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o della fase lavorativa: viene, altresì, stabilito che, se necessario, copia del contratto o del verbale del direttore dei lavori attestante la fine degli stessi, venga allegata alla relazione. Ma, l’art. 4 parla anche di “perizia di variante e suppletiva al progetto”: con questi termini il provvedimento si riferisce ad una sospensione imprevedibile che non dipende dalla volontà del committente o delle parti e che non sia frutto di una variazione del progetto originario dettata da esigenze di ampliamento palesatesi in corso d’opera (cosa che, in passato, alcune volte era stata richiesta, pur “ammantata” sotto altre ipotesi). In
questo caso la relazione deve portare prove circa la imprevedibilità degli eventi che hanno portato alla perizia di variante, supportando il tutto, se necessario, con dichiarazioni della pubblica autorità. Con l’art. 5 si affronta la causale della “mancanza di componenti o materie prime”. I contenuti della relazione tecnica dovranno fornire una descrizione delle modalità riguardanti lo stoccaggio, la data dell’ordine con le quali sono state richieste le materie prime ed i componenti mancanti, le iniziative scelte per reperire altro materiale equivalente, comprese idonee iniziative di mercato attivabili attraverso mezzi di comunicazione (web,
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lavoro
ultimi potrebbero essere richiesti direttamente dall’INPS che, in ogni caso, a cadenze prefissate, li ottiene per le integrazioni salariali dell’agricoltura (CISOA) ove la competenza alla concessione e’ rimasta in capo alla commissione provinciale per l’agricoltura come stabilito, da ultimo, dall’art. L’art. 6 si occupa degli eventi meteorologici che 18, comma 1, del decreto legislativo n. 148/2015. rendono impossibile l’attività. Secondo il D.M. la relazione deve illustrare l’attività in essere nel L’art. 7 riguarda la causale dello sciopero di un momento in cui si è verificato l’evento e le rela- reparto o di altra impresa: qui la sospensione o tive conseguenze. Alla relazione vanno allegati la riduzione dell’attività dovuta ad astensione dal i bollettini meteo rilasciati da organi accreditati lavoro effettuato nell’impresa (ma anche azioni di (ossia dall’Aeronautica Militare o da altri organi- picchettaggio) deve avere avuto effetti diretti su smi come l’ARPA): ad avviso di chi scrive, questi altro personale in servizio, mentre quello che ha stampa, ecc.). Ovviamente, la mancanza di materie prime o di componenti non deve essere causata da inadempienze contrattuali dell’imprenditore che sia in forte ritardo con i pagamenti delle forniture precedenti.
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investito un’altra impresa deve aver prodotto effetti correlati e diretti su quella richiedente la CIGO. Alla luce di tali criteri la relazione tecnica deve, in maniera precisa e puntuale, dimostrare gli effetti dello sciopero sui reparti per i quali si è chiesto l’intervento integrativo. Qui il provvedimento del Ministro del Lavoro fornisce al Dirigente della sede INPS chiamato a decidere, ulteriori parametri di valutazione: la Cassa può essere concessa se lo sciopero non ha riguardato il reparto per il quale e’ stato richiesto l’intervento, se l’astensione lavorativa e’, effettivamente, alla base della mancata evasione degli ordini e se (in caso di sciopero in altra azienda) venga dimostrato lo stretto collegamento con l’attività della richiedente (si pensi, ad esempio, allo sciopero dei conducenti delle betoniere di un’altra azienda che hanno fatto mancare il materiale nell’impresa di costruzione).
art. 21, comm 1, lettera c, del decreto legislativo n. 148/2015 (ma anche stipulato prima del 24 settembre 2015 con la vecchia normativa). Ciò è possibile nel rispetto di due precise condizioni: la prima consiste nel fatto che i lavoratori destinatari dei due ammortizzatori sociali siano diversi, la seconda riguarda l’ampiezza dell’intervento integrativo ordinario che non può essere superiore a 3 mesi. Particolarmente importante e’ la constatazione di come avviene il computo del periodo integrativo nell’unita’ produttiva interessata, cosa necessaria sia ai fini del quinquennio mobile, che del biennio mobile che del superamento del terzo delle ore lavorabili da personale in forza nel semestre precedente, sempre riferito ai due anni mobili (art. 12, comma 5). Ebbene, le giornate di coesistenza dei due ammortizzatori, vengono calcolate per intero come giornate di CIGO.
Il D.M. tratta, infine, all’art. 11, alcune questioni di natura amministrativa, sottolineando che, in caso di reiezione la motivazione deve essere adeguata con indicazione dei documenti presi in considerazione e, soprattutto, deve ben valutare la prevedibilità della ripresa lavorativa. Nel caso in cui, per una completo “quadro d’insieme”, si rendano necessari ulteriori approfondimenti, l’Istituto può effettuare un supplemento di istruttoria a seguito della quale possono essere richiesti al datore di lavoro altri elementi (ha 15 giorni di tempo per rispondere) e possono essere sentiti i sindacalisti che hanno partecipato all’esame congiunto, propedeutico alla richiesta di Cassa. Quando si parla di organizzazioni sindacali il discorso non dovrebbe essere limitato soltanto a Con l’art. 9 il Decreto Ministeriale tocca la cau- quelle dei lavoratori ma dovrebbe essere esteso sale dei guasti ai macchinari e quella della ma- a quelle dei datori di lavoro se hanno partecipato nutenzione straordinaria (come è noto, quella all’incontro. ordinaria non è assolutamente integrabile). La relazione deve dimostrare che la manutenzione Fin qui il D.M. che viene “completato” dal mesordinaria viene effettuata alle scadenze previste saggio n. 2908 con altre due indicazioni: la prima e che il guasto verificatosi rientra tra gli eventi riguarda la individuazione dei c.d. “codici evento”, imprevedibili (qui e’ necessaria anche la dichiara- necessari a fini istruttori, la seconda concerne l’izione in tal senso dell’impresa che è intervenuta dentificazione di una data, quella del 29 giugno ad effettuare la riparazione). Tale dichiarazione 2016, che rappresenta una sorta di “spartiacque”, e’ indispensabile anche per la manutenzione stra- in quanto le istanze presentate prima di tale giorordinaria, con la specificazione che, nel caso di no debbono essere esaminate sulla base di critespecie, non ci si trova di fronte, in alcun modo, ad ri individuati dalla prassi amministrativa seguita dalle commissioni provinciali per l’industria e per una ipotesi di manutenzione ordinaria. l’edilizia che hanno cessato la propria attività con L’art. 10, invece, esce fuori dalle singole causali e il 31 dicembre 2015, mentre quelle arrivate dopo tratta l’ipotesi in cui, nella stessa unità produttiva, seguono le nuove regole. venga richiesto richiesto l’intervento della CIGO, Dopo questa breve carrellata si ritiene necessario mentre è in corso un contratto di solidarietà ex soffermare l’attenzione sul fatto che l’accesso alla
L’art. 8 si occupa, essenzialmente. delle sospensioni dovute ad eventi naturali: incendi, alluvioni, terremoti, crolli, mancanza di energia elettrica, tali da rendere impraticabili i locali dell’impresa. Ovviamente, nel caso degli incendi o della mancanza di energia elettrica, non si deve riscontrare una responsabilità del datore di lavoro o dei suoi dipendenti. La relazione tecnica deve essere descrittiva della impossibilità di continuare l’attività “a pieno regime”: di qui la necessità di supportarla, ove necessario, con un verbale dei Vigili del Fuoco, con una dichiarazione della società erogatrice di energia elettrica, con un’ordinanza del Prefetto, del Sindaco o di altra autorità che attesti l’impraticabilità dei locali.
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lavoro CIGO, soprattutto in virtù delle novità introdotte dal decreto legislativo n. 148/2015, e’ profondamente cambiato sia sotto l’aspetto delle condizioni che dei costi. Una vecchia “prassi”, magari “mediata” dalle parti sociali presenti negli organi collegiali decisionali, non è più possibile: l’accoglimento o la reiezione dell’istanza discendono da elementi finanziari concreti, da certezze che derivano dall’andamento del mercato, da un esame della crisi o della carenza di commesse che si spinge ben al di là del semplice verbale di esame congiunto e del modello allegato come avveniva talora. Queste difficoltà tecnico - operative non rappresentano, però, il solo ostacolo in quanto a pesare di più sono i costi, diretti ed indiretti, introdotti dal Legislatore delegato a partire dal 24 settembre 2015. Ci si riferisce al contributo addizionale che, calcolato sulla retribuzione globale persa (comprensiva delle mensilità aggiuntive) e non sulla integrazione corrisposta dall’INPS, e’ pari al 9%,12% o al 15% qualora la richiesta sia presentata, rispettivamente, in un arco temporale compreso nei 12, 24 o 36 mesi del quinquennio mobile di riferimento. Tutto questo comporta che soluzioni trovate in passato giustificate dal fatto che occorreva “mettere in cassa”, magri a zero ore, più personale di quanto
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effettivamente necessario non sono più perseguibili, soprattutto perché “costano” ma anche perché l’art. 12, comma 5 del decreto legislativo n. 148/2015 pone una sorta di “bonus non superabile”, affermando che nei limiti della durata massima dell’intervento “non possono essere autorizzate ore di integrazione salariale ordinaria eccedenti il limite di 1/3 delle ore lavorabili nel biennio mobile (altro limite da tenere in considerazione), con riferimento a tutti i lavoratori dell’unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente, la domanda di concessione dell’integrazione salariale ordinaria”, cosa che comporta (comma 6) la comunicazione all’Istituto, nella stessa istanza, del numero dei lavoratori mediamente occupati nell’unità produttiva nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale. La logica complessiva seguita e’ stata quella di mettere sullo stesso piano gli ammortizzatori ordinari e straordinari (ove viene ricompreso anche il contratto di solidarietà difensivo), sia come durata complessiva che come “costi” e come massimali di integrazione salariale: tutto questo comporta la necessità di avere sempre ben presente il quadro generale degli interventi possibili scegliendo quello che, al momento, appare più funzionale alle necessità dell’impresa.
Previdenza
Omissione contributiva e depenalizzazione Con la circolare 121 INPS si modificano numerose ipotesi di reato
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di Michele Regina CdL Centro Studi Roma
on la Circolare in commento l’Istituto interviene sulla fattispecie della depenalizzazione per omissione contributiva. Il D.lgs 8 /2015, in vigore dal 6 febbraio 2016, ha disposto la depenalizzazione di numerose ipotesi di reato in materia di lavoro e previdenza obbligatoria prevedendone la trasformazione in illeciti amministrativi.
In ambito previdenziale ciò ha inerito l’articolo 2, co. 1-bis, del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, che è stato ora sostituito dall’articolo 3, co. 6, del decreto di che trattasi . La nuova norma ha parzialmente depenalizzato il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali introducendo due diverse fattispecie sanzionatorie collegate all’importo della stessa omissione. Il testo pre- riforma sanzionava con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032 qualsiasi condotta illecita del datore di lavoro che operasse le ritenute previdenziali previste dalla legge sulle retribuzioni senza provvedere al dovuto versamento all’Inps. Il legislatore riscrivendo la norma opera un distinguo legato al
valore dell’omissione compiuta dal datore di lavoro: la sanzione penale della reclusione fino a tre anni, congiunta alla multa fino a euro 1.032, risulta confermata per i soli omessi versamenti di importo superiore a euro 10.000 annui. Se l’importo omesso ( che viene qualificato come illecito amministrativo) resta sotto la predetta soglia, al datore di lavoro si applicherà la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000 . Gli effetti che conseguono all’omesso versamento delle ritenute previdenziali risultano collegati al relativo importo e l’illecito punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032 si configura nella sola ipotesi in cui l’importo non versato sia superiore ad euro 10.000 annui. Il legislatore ha inteso confer-
mare in ogni caso , anche nell’attuale formulazione della norma, in una logica di attenuazione della punizione in presenza di un comportamento attivo e concreto del datore di lavoro, la previsione di non punibilità con la sanzione penale per le omissioni più gravi e di non assoggettabilità alla sanzione amministrativa per quelle sotto soglia qualora il versamento delle ritenute omesse venga effettuato entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’accertamento della violazione. Ciò è in linea con le indicazioni del Ministero del Lavoro espresse con Circolare 6/2016 Il D.lgs. n. 8/2016, all’art. 8, regola il regime intertemporale della nuova disciplina prevedendo l’applicazione retroattiva delle sanzioni amministrative con riguardo alle violazioni commesse anteriormente al 6 febbraio 2016,
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Previdenza
data di entrata in vigore del decreto medesimo. La norma infatti dispone che la retroattività operi sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili. Con riferimento alle condotte poste in essere anteriormente al 6 febbraio 2016 e interessate da procedimenti penali non ancora definiti il D.lgs disciplina le modalità di trasmissione degli atti dall’autorità giudiziaria all’autorità amministrativa. La nova norma, stabilisce che l’autorità giudiziaria, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del (…) decreto, dispone la trasmissione all’autorità amministrativa competente degli atti dei proce-
dimenti penali relativi ai reati trasformati in illeciti amministrativi, salvo che il reato risulti prescritto o estinto per altra causa alla medesima data. L’autorità amministrativa entro 90 giorni dalla ricezione degli atti relativi ai procedimenti penali,deve notificare gli estremi della violazione agli interessati. Per i residenti all’estero tale termine è di 370 giorni. Entro sessanta giorni dalla notificazione degli estremi della violazione l’interessato è ammesso al pagamento in misura ridotta, pari alla metà della sanzione, oltre alle spese del procedimento. Ai fini della determinazione dell’importo di euro 10.000 annui per l’identificazione della fattispecie di illecito penale o amministrativo l’arco temporale da considerare per il controllo sul corretto adempimento degli
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obbl ighi contributivi è quello che intercorre tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre di ciascun anno (anno civile). I versamenti che concorrono alla determinazione della soglia di euro 10.000 annui sono quelli relativi al mese di dicembre dell’anno precedente all’annualità considerata (da versare entro il 16 gennaio) fino a quelli relativi al mese di novembre dell’annualità considerata (da versare entro il 16 dicembre).
Fiscale
Sostituti di imposta ed adempimenti I nuovi aspetti significativi relativi al modello modello 770/2016 e la proroga dei termini a settembre
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di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista
er la presentazione del mod. 770/2016, in tale sede si vuole richiamare l’attenzione su alcuni aspetti particolari che coinvolgono tale adempimento fiscale. Tralasciamo in tale sede le regole di compilazione ed il contenuto, nel dettaglio del modello 770/2016, il quale ci limitiamo semplicemente a scrivere ed illustrare che è parte di un più complesso adempimento posto a carico dei sostituti d’imposta.
Solo per chiarezza espositiva si afferma che la di- mo per l’invio cade il giorno 1/8. chiarazione dei sostituti d’imposta si compone di E’ importante sottolineare che l’art. 3quater, DL 16/2012, convertito dalla L. 44/2012 afferma: tre parti: (Termini per adempimenti fi scali). – 1. All’articolo la CERTIFICAZIONE UNICA, il Mod. 770 SEM- 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, PLIFICATO, il Mod. 770 ORDINARIO. I sostituti d’imposta erano chiamati, in data n. 248, dopo il comma 11 è inserito il seguente: 7/3/2016 a comunicare in via telematica, all’Agen- “11 –bis.. Gli adempimenti fi scali e il versamento zia delle Entrate i dati fiscali relativi alle ritenute delle somme di cui agli articoli 17 e 20, comma 4, operate nell’anno 2015 nonché gli altri dati contri- del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che hanno scadenza dal 1º al 20 agosto di ogni anno, butivi ed assicurativi richiesti. In tale sede si vuole richiamare l’attenzione su possono essere effettuati entro il giorno 20 dello tre aspetti particolari, i primi due necessitano di stesso mese, senza alcuna maggiorazione”. chiarimenti da parte dell’Amministrazione Finanziaria mentre il terzo è significativo di una novi- Apparirebbe pertanto, che la scadenza dell’1/8 tà introdotta per l’anno d’imposta 2015 dal DLgs (originario 31/7), cadendo, quale adempimento fiscale contemplato dalla norma di cui sopra, nel 175/2014. mese di agosto debba essere automaticamente prorogato al 20/8 (per altro il giorno 20/8 cade PRIMO ASPETTO La scadenza per l’invio telematico del mod. di sabato, ricorrerà quindi quale termine ultimo il giorno 22/8) 770/2016 La scadenza originaria per la presentazione del Tuttavia si ritiene che l’adempimento del 770/2016 mod. 770/2016 è fissata per il giorno 1 agosto non debba venire incluso in tale norma automatica derogante poiché la scadenza originaria è ap2016, cadendo il 31 luglio di domenica. Circa la scadenza del 31/7 appare opportuno e punto il 31/7, che solo il caso vuole per quest’anno in scadenza il giorno 1/8. cautelativo affermare quanto segue: Per quest’anno la scadenza del 31/7 come sottoli- In materia si è pertanto in attesa di una proroga neato cade di domenica, pertanto il termine ulti- ufficiale o di un chiarimento al fine di includere
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Fiscale
nel novero degli adempimenti fiscali attratti dalla proroga automatica al 22 agosto, anche il mod. 770/2016 SECONDO ASPETTO La facoltà di trasmissione telematica separata Ormai da molti anni è possibile trasmette il mod. 770 in due parti separate, con opportuni accorgimenti, al fine di permettere ai due eventuali professionisti che si sono occupati di elaborare le buste paga da un lato e gli altri compensi dall’altro di non riversare nella “propria” dichiarazione dei sostituti predisposta per conto del contribuente, pena possibili sbagli di compilazione, i dati dell’altro consulente. La modalità di invio telematico separata consiste nel fatto che i due professionisti chiamati a tale adempimento per conto di un unico contribuente, dovranno barrare nel frontespizio, nella sezione “redazione della dichiarazione”, la casella
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“dipendente” o “autonomo” a seconda che ciascuno di essi provveda all’invio dei dati relativi appunto al lavoro dipendente o agli altri redditi, per i quali nell’anno d’imposta 2015 sono state operate le ritenute. Contemporaneamente, nel campo “codice fiscale” ciascuno dei due professionisti dovrà indicare il codice fiscale dell’altro professionista, così da permettere all’amministrazione finanziaria di ricondurre le giuste partizioni del modello inviate separatamente ad un unico contribuente. In aggiunta a ciò che costituisce ormai prassi consolidata da anni, a partire dall’anno d’imposta 2015, sopraggiungono due condizioni le quali costituiscono conditio sine qua non al fine del poter inviare il 770/2016 in due parti distinte provenienti da due intermediari. Le condizioni sono le seguenti: siano state trasmesse entro il termine sia Certificazioni lavoro dipendente ed assimilati, sia Certificazioni lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi; che non siano state effettuate compensazioni “interne” tra i versamenti attinenti ai redditi di lavoro dipendente e quelli di lavoro autonomo, né tra tali versamenti e quelli riguardanti i redditi di capitale.
Ta l i d u e condizioni sono espresse tuttavia in modi diversi all’interno delle istruzioni in due differenti punti: nella premessa nel paragrafo 5.4. infatti in PREMESSA si legge: (il modello 770/2016 può essere presentato in due parti separate a condizione che) che siano state trasmesse entro il 7 marzo 2016 sia Certificazioni lavoro dipendente ed assimilati, sia Certificazioni lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi; che non siano state effettuate compensazioni “interne” tra i versamenti attinenti ai redditi di lavoro dipendente e quelli di lavoro autonomo, né tra tali versamenti e quelli riguardanti i redditi di capitale. La premessa rimanda poi al paragrafo 5.4 per ulteriori approfondimenti. Mentre nel PARAGRAFO 5.4 si legge: (il modello 770/2016 può essere presentato in due parti separate a condizione che) che debbano essere trasmesse sia Certificazioni lavoro dipendente ed assimilati, sia Certificazioni lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi; che non siano state effettuate compensazioni “in-
terne” tra i versamenti attinenti ai redditi di lavoro dipendente e quelli di lavoro autonomo, né tra tali versamenti e quelli riguardanti i redditi di capitale. Come si può notare del riferimento fatto in PREMESSA al termine del 7/3/2016 non vi è traccia. E’ quindi molto importante che l’Amministrazione Finanziaria di esprima con chiarimenti in materia poiché la “versione” espressa nel paragrafo 5.4 appare maggiormente ragionevole, mentre quella in premessa senz’altro più restrittiva, poiché quest’ultima non considera la facoltà concessa al contribuente di poter presentare tardivamente la CU/2016 oltre il 7/3 e comunque entro 60 giorni dopo tale termine. TERZO ASPETTO La novità rappresentata dal DLgs 175/2014 Nelle istruzioni al quadro SX si legge: In questo prospetto devono essere riportati i dati riepilogativi: del credito 2014 derivante dalla precedente dichiarazione Mod. 770/2015 e del suo utilizzo: in compensazione esterna, tramite Mod. F24, ai sensi del D.Lgs. n. 241 del 9 luglio 1997 entro la data di presentazione di questa dichiarazione 1° agosto 2016 (in quanto il 31 luglio è domenica); in compensazione interna mediante utilizzo a scomputo nel punto 4 della prima e seconda sezione del prospetto ST, e nel punto 4 del prospetto SV
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Fiscale della presente dichiarazione, ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. n. 445 del 10 novembre 1997, come modificato dal D.P.R. n. 542 del 14 ottobre 1999; in compensazione esterna tramite F24 ai sensi del D.Lgs. n. 241/1997 come previsto dal comma 1, art. 15 del D.Lgs. n. 175 del 21 novembre 2014; dei crediti sorti nel corso del periodo d’imposta 2015 e del loro utilizzo: – in compensazione interna nei punti 4 e 5 della prima e seconda sezione del prospetto ST, e nei punti 4 e 5 del prospetto SV della presente dichiarazione, ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. n. 445 del 10 novembre 1997, come modificato dal D.P.R. n. 542 del 14 ottobre 1999; – in compensazione esterna tramite F24 ai sensi del D.Lgs. n. 241/1997, come previsto dal comma 1, art. 15 del D.Lgs. n. 175 del 21 novembre 2014. Tali dati vanno evidenziati ai righi SX1 e SX4. Il prospetto SX è finalizzato inoltre ad evidenziare le compensazioni effettuate dal sostituto d’imposta, ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. n. 445 del 10 novembre 1997, tra enti impositori diversi (es. Stato e regioni) nonché i crediti verso enti diversi dall’erario al fine di consentire il necessario riscontro e la ripartizione tra i vari enti impositori. Tali dati vanno evidenziati analiticamente nei righi da SX5 a SX30. Si ponga attenzione alla frase: in compensazione esterna tramite F24 ai sensi
del D.Lgs. n. 241/1997 come previsto dal comma 1, art. 15 del D.Lgs. n. 175 del 21 novembre 2014; Ciò rappresenta la vera novità nella compilazione del mod. 770/2016. L’art.15, comma 1, lett. a) e b) del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, infatti, ha rimodulato la precedente disciplina in base alla quale l’utilizzo delle somme a conguaglio derivanti da 730 presentato dai lavoratori dipendenti era utilizzabile, da parte del datore di lavoro, SOLO tramite lo scomputo del medesimo credito dalle ritenute dovute, senza che fosse necessaria la compensazione mediante F24 e nemmeno che fosse necessario dare contezza delle operazioni effettuate direttamente in sede di dichiarazione 770. Si trattava in pratica di una sorta di compensazione verticale, un po’ come quella applicata in ambito IVA fra una liquidazione e l’altra di due trimestri/mesi successivi l’uno all’altro. Inoltre le somme a credito non concorrono alla determinazione del limite di cui all’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (limite massimo di compensazione pari ad euro 700.000) Nella pratica nel 2015, contrariamente a quanto accaduto in precedenza, l’unica soluzione allo scomputo, non più prevista, è il passaggio direttamente in compensazione.
L’art. 15, co. 1 DLgs 175/2015 – LA NOVITÀ A seguito della dell’art. 15, co. 1 le somme rimborsate ai percipienti sulla base dei prospetti di liquidazione delle dichiarazioni dei redditi e dei risultati contabili trasmessi dai CAF e dai professionisti abilitati sono compensate dai sostituti d’imposta esclusivamente con le modalità di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nel mese successivo a quello in cui e’ stato effettuato il rimborso, nei limiti previsti dall’articolo 37, comma 4, dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997.
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Ufficializzata l’attesa proroga per il Modello 770 Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 176, DPCM 26 luglio 2016, è stata resa definitiva la proroga per l’invio del modello 770 semplificato e ordinario 2016 anno imposta 2015. Finalmente confermata e definitivamente spostata al 15 settembre. Dobbiamo precisare che quest’anno la scadenza sarebbe già slittata automaticamente al 22 agosto, poiché quella ordinaria, 31 luglio, ricadeva di domenica e il successivo giorno, 1 Agosto, ricade nella cosiddetta sospensione feriale. La proroga, differentemente dagli anni precedenti, in quanto collegata al termine di presentazione dei modelli, comporta un differimento dei termini anche per il ravvedimento operoso. Pertanto, chi non rispetterà la scadenza del 15 settembre, potrà regolarizzarsi entro 90 giorni (art. 13 c. 1 lett. C del D.Lgs 472/97).
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Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici
Verifica della regolarita’ contributiva ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi. Avvio del nuovo iter gestionale Roma, 25-07-2016 Messaggio n. 3184 OGGETTO: Verifica della regolarità contributiva ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi. Avvio del nuovo iter gestionale
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Con circolare n. 126/2015 sono state fornite le indicazioni operative relative al nuovo sistema di verifica della regolaritĂ contributiva attraverso la piattaforma durc on line. Il consolidamento del sistema ha consen-
tito, in attuazione di quanto già anticipato con il messaggio n. 3454 del 21/05/2015, di pervenire all’allineamento dei sistemi di verifica utilizzati ai fini della definizione della condizione di regolarità, sancita dall’ art. 1 comma 1175 legge n. 296/2006, per la fruizione dei benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e di legislazione sociale. Di conseguenza, a partire dal giorno 6 luglio 2016 l’Istituto ha avviato un’attività di interrogazione del sistema durc on line finalizzata alla registrazione dell’esito della verifica automatizzata sul Fascicolo Elettronico Aziendale (FEA). In questa prima fase, l’interrogazione avverrà utilizzando la funzionalità di consultazione, al fine di utilizzare i durc on line già presenti ed in corso di validità. Posto che il sistema del durc on line opera le interrogazioni sulla base del codice fiscale delle posizioni da sottoporre a verifica, la registrazione dell’esito nel FEA verrà effettuata a livello di semaforo master, su tutte le matricole associate al medesimo codice fiscale. Al fine di agevolare l’immediatezza della consultazione da parte degli operatori, la definizione sul semaforo master avverrà, prossimamente, in caso di esito regolare, tramite accensione, esclusivamente lato intranet, di apposita colorazione azzurra, che sarà ulteriormente specificata con la registrazione, nella medesima sezione, della seguente dicitura: “ Verifica della regolarità richiesta il gg/
mm/aaaa - Documento protocollo n° XXXXXXXX – scadenza validità GG/MM/ AAAA” Chiaramente, l’indicazione circa la scadenza di validità non sarà presente in caso di esito irregolare del documento “ verifica della regolarità contributiva” prodotto a seguito dell’interrogazione. Per quanto attiene, invece, la vista internet del fascicolo, il semaforo manterrà le consuete colorazioni. Alla definizione dell’esito sul FEA seguirà l’automatico ricalcolo delle relative note di rettifica giacenti in Gestione Contributiva, in stato emesso, per le quali non sia stata notificata la PEC nei due precedenti invii e per le quali, di conseguenza, sul fascicolo non sia presente un semaforo “rosso lucchettato” per il periodo corrispondente. Tale operazione, come detto avviata il 6 luglio, si prevede possa concludersi entro il mese di settembre e non richiede, in questa fase, alcun tipo di attività gestionale da parte degli operatori di sede. Successivamente, si avvierà l’attività di interrogazione del sistema durc on line con l’inserimento delle richieste di verifica da parte di Gestione Contributiva relativamente alle posizioni non ancora definite. Con successivo messaggio, saranno fornite le necessarie istruzioni per il corretto utilizzo delle funzionalità che verranno implementate nella procedura durc on line. Il Direttore Generale Cioffi
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CPO Roma Centro Studi Roma
© Carlo Busi
I quesiti dei mesi di giugno e luglio
Quesito 1 Buongiorno, , vorrei sapere se un dipendente (portiere di condominio) può lavorare da un altro datore di lavoro durante il periodo di ferie dal datore principale. Considerando che nel CCNL della Federproprieta’ non prevede nulla. Grazie Fermo restando l’obbligo di fedeltà e di non concorrenza in capo al lavoratore, le ferie sono un diritto irrinunciabile e indisponibile previsto dalla Costituzione.
Quesito 2 Buongiorno, vorrei sapere quando va fatta richiesta del codice autorizzazione all’INPS, poichè ho assunto un dipendente a 03/2016 e ho richiesto il codice 4M (giovani genitori) il 22/04/2016 ossia prima dell’invio dell’Uniemens di 03/2016. L’INPS ha inserito il codice a partire da 04 e per ragioni tecniche a 03 non posso utilizzare l’agevolazione, così facendo la ditta pagherà le sanzioni a 03. Con il messaggio del 2011 N°20065 l’INPS ha precisato che “entro il giorno successivo all’invio dell’istanza, l’INPS, effettuati con esito positivo i controlli automatizzati in ordine all’iscrizione del lavoratore nella banca dati e in ordine alla correttezza formale delle dichiarazioni del datore di lavoro, attribuirà automaticamente alla posizione contributiva interessata il codice autorizzazione “4M”. omissis ...Il codice di autorizzazione avrà validità per il mese stesso di attribuzione più ulteriori dodici mensilità “.
Quesito 3 Buongiorno per assunzioni agevolate “ APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE OVER 29” (art.
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47 c.4 D.Lgs 81/15) di soggetti in trattamento di disoccupazione, chiedo Vs. parere circa il trattamento contributivo applicabile(% dip.-% azienda fino a 9 dip.ti) e conseguentemente alla possibile applicazione anche del CA INPS 4R. Per durata e retribuzione riterrò valide le previsioni dei CCNL. Grazie Qualora ricorrano le condizioni previste dal comma 4 dell’art. 47, si ritiene che trovino applicazione le disposizioni che, in generale, sotto l’aspetto contributivo si applicano ai datori di lavoro secondo le fasce di appartenenza ed alle condizioni richieste dall’Inps
Quesito 4 Salve, a seguito della Riforma delle pensioni ex L. 214/2011 che estende a tutti i lavoratori dipendenti (inclusi i dirigenti d’impresa) il regime “contributivo” ex L. 335/1995 con decorrenza 1.1.2012, nel computo dei contributi INPS da versare l’Azienda deve applicare a tutti il massimale ex art.2 co.18 della L. 335/95 ? Grazie in anticipo, cordiali saluti. Il massimale di contribuzione (soggetto a rivalutazione annua,) si applica ai lavoratori subordinati privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.
Quesito 5 Salve, a seguito della Riforma delle pensioni ex L. 214/2011 che estende a tutti i lavoratori dipendenti (inclusi i dirigenti d’impresa) il regime “contributivo” ex L. 335/1995 con decorrenza 1.1.2012, nel computo dei contributi INPS da versare l’Azienda deve applicare a tutti il massimale ex art.2 co.18 della L. 335/95 ? Grazie in anticipo, cordiali saluti. Il massimale di contribuzione (soggetto a rivalutazione annua,) si applica ai lavoratori subordinati privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.
Quesito 6 Un dipendente di una Srl ha un figlio con la Sua compagna (non sono sposati) e il bambino è stato riconosciuto. Il dipendente ha fatto richiesta di autorizzazione a far parte del nucleo famigliare i figlio ma con la clausola che il pagamento degli assegni vada direttamente alla madre del bambino residente. La circ. 36del19/03/2008 non è chiara, chi deve pagare gli anf, l’inps o il datore di lavoro? La circolare citata indica che “il soggetto competente al pagamento, secondo la disciplina dell’assegno per il nucleo familiare (datore di lavoro per i pagamenti a conguaglio, INPS per i pagamenti diretti),al quale è stata presentata la domanda, provvederà ad erogare la prestazione al genitore naturale convivente con i figli non titolare di un autonomo diritto alla corresponsione dell’assegno, secondo le modalità indicate dallo stesso. “
Quesito 7 Salve, Per la stipula di contratti a T.D., le ATTIVITA’ STAGIONALI, non sono soggette alla durata massima di 36 mesi e al rispetto dei limiti numerici. Vi chiedo se due aziende operanti a San Felice Circeo (LT), attività di Bar e Pizzeria ,CCNL Pubblici Esercizi Confcommercio, sono STAGIONALI ai fini di cui sopra, atteso che chiudono per almeno 70 giorni continuativi l’anno. Grazie Ai sensi dell’art. 82 del CCNL Turismo - Confcommercio, (Parte generale - Titolo IV - Mercato del lavoro) si considerano aziende di stagione quelle che osservano, nel corso dell’anno, uno o più periodi di chiusura al pubblico, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia. Si ricorda altresì il DPS 1525/1963
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Rubrica Pasquino E dimissioni ‘n bianco!!! De che stamo a parlà? A Sor Pasquì, ma che venite da ‘a montagna der sapone? Ma nun ce ‘o sapete? ‘N Paradiso se penza che tutti li lavoratori so messi ‘n mezzo da li bojaccia de li padroni! Quelli che c’hanno ‘a fortuna d’esse assunti devono sottostà a l’imposizzione de firma ‘na carta ‘n bianco che li bojaccia useno pe’ potelli manna vvia quanno je pare. E siccome li governanti nostri, sempre pronti a renne compricato er semplice, che se so ‘nventati? ‘A procedura elettronica de presentazzione de ‘e dimissioni che, er poraccio che se ne vole annà, deve fà sinnò ‘o fanno restà pe’ forza a lavorà ‘ncatenato a vita a lo sfruttatore. Co ‘a nova procedura de ‘e dimissioni ‘on laine’ (si, ‘a chiameno così!) trattannose de ‘n’attività da svorge tutta cor computere dall’interessato, er padrone nun je potrà più impone ‘na risoluzione preventiva. Er poro lavoratore dovrà compilà e ‘nvia un modulo telematico che trova sur sito der Ministero. Prima però deve richiede, sempre ar computere, er pinne a l’Impese e, come se nun bastasse a renneje complicata ‘a vita, ne deve richiede ‘n artro ar ministero stesso. Solo così lui, e solo lui, nessun antro potrà finarmente scioje er rapporto de lavoro che voleva ‘nterrompe. Mo si ch’è sicuro! D’artronne che ce vò!?! Li lavoratori nostri sanno tutti ‘e procedure ‘nformatiche, tutti sanno fa ‘na doppia reggistrazzione, quella sur sito dell’Istituto e poi sur sito del ministero; ‘na compilazzione de moduli… Penzannoce bbene, però, ‘Er Compricatore che s’è ‘nventato? Pe aiutà er ‘poco avvezzo’, ‘l’Ufficio Compricazione de’ le cose semplici’, j’ha messo a disposizzione l’aiutanti: li patronati, li sinnacati, l’enti bilaterali e puro ‘e commissioni de certificazione (co’ li relativi costi d’assistenza pe’ svorge ‘a pratica). Si ‘o so che vvoi state a penzà: ma se er lavoratore ‘nvece da fa tutta sta commedia pija e se ne và? Allora si che vengono li probblemi pe’ lo zozzone der padrone: o rincorre “er poverino” pregannolo de fa ‘a pratica cor ministero oppuro deve provvedè a faje er licenziamento disciplinare per abbandono der posto de lavoro… co ‘e procedure de ‘a legge 300, co’ li tempi sua, co’ ‘i costi sua… No! A Sor Pasquì! Nun me potete chiede che ne penzo sinno sbotto! Primo: me chiedo quanti ‘so li casi che li giudici hanno dovuto affrontà pe’ tutelà li diritti de’ li vessati? Seconno: a prescinne che er lavoratore se viè considerato così ‘nformatico e sverto poteva pure tutelasse mannanno ‘na raccomannata de diffida – a stabilizzazzione effettuata - a utilizà er fojo firmato ‘n bianco estortogli forzatamente o denuncià a tempo debito er fatto a ‘n sinnacato o a li carabbinieri. E se poi, ‘nvece de creà tutto st’ambaradamme, veniva fatta ‘na ‘ggiunta ar codice penale ‘n cui veniva ‘nzerito ‘n reato punito co’ a galera e co’ ‘nsacco de sordi: << ‘er puzzone’ che sfruttanno a debolezza der ‘poraccio’ usa ‘na contestata farza dichiarazzione estorta con sola firma ‘n bianco e ‘a cui data, si riscontri, nun sia parimenti apposta a mano e con simil’inchiostro, sarà punito con ‘n fracco anni de galera e co’ ‘a ggiunta de ‘n fracco de sordi de murta, stabbilita dar Giudice seconno er 133 bis der codice penale>>. Che ce voleva!?!?! Sor Pasquì, dite de lassà perde! Che è tempo sprecato! Che puro li ministeriali deveno lavorà… e se nun sanno fa artro che stà dietro a ‘le fantasie der governo, pe’ fa contento er sinnacalista prestato a ‘la politica che quanno l’hanno fatto ministro s’è ‘nventato sto ‘pallone gonfiato’,… Che vve devo dì? Annamo avanti così! Penzamo a ‘le stronzate e no alle cose serie. Fateme annà; a rivedecce ‘a prossima! Marforio vostro
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Le dimissioni in bianco!!! Di cosa parliamo? (traduzione a cura di Giuseppe Marini)
Caro Signor Pasquino, ma che cade dalle nuvole? Ma non lo sà? Lassù dove “si può ciò che si vuole” [dove si comanda – ndT] si continua a pensare che tutti i lavoratori sano messi vessati dai malevoli Datori di lavoro! Quelli che hanno la fortuna di essere assunti devono sottostare ail’imposizione di firmare un foglio di carta in bianco che i Datori di lavoro useranno poi per ‘dimissionarli’ quando lo riterranno opportuno. Visto che chi è preposto a governarci è sempre teso a rendere complicate anche le cose semplici cosa hanno escogitato? La procedura elettronica di presentazione delle dimissioni che, il Lavoratore che ha deciso di cessare il rapporto di lavoro, deve espletare per evitare l’indesiderato prolungamento dello stesso. Con la nuova procedura delle dimissioni ‘on line’ (è vero! La chiamano così!) l’interessato deve espletare, a tempo debito, esclusivamente in modo informatico; rendendo impossibile, quindi, la vessatoria pratica da parte del Datore di lavoro di pretendere l’accettazione di una risoluzione
preventiva. Il ‘povero’ [ironicamente Marforio dileggia i governanti che presumono sempre ogni lavoratore coartato dalla controparte – ndT) dipendente [che vuole rassegnare le dimissioni – ndT] dovrà compilare e inviare un modulo telematico che trova sul sito web del
Ministero del Lavoro. Con l’obbligo di richiedere preventivamente e informaticamente il Pin all’INPS e, non bastando a ‘complicargli l’esistenza, deve richiedere un altro codice al Ministero stesso per essere autorizzato all’espletamento della pratica. Solo così Adesso si che si è sicuri che la volontà del lavoratore è stata rispettata! In effetti cosa ci vuole?!? I nostri lavoratori sono padroni delle procedure informatiche (sic), tutti hanno dimestichezza nel fare
una doppia registrazione (INPS e Min. Lavoro), una compilazione di modulistica… Pensandoci bene, però, Il Complicatore [l’organo della P.A. preposto ma ben distante dalla pratica attività – ndT] cosa ha ideato? Per aiutare il ‘poco preparato’, l’Ufficio ‘Complicazione delle Cose semplici’ [Marforio dice che tutta la Burocrazia usa complicare anche ciò che potrebbe essere facilmente superato – ndT], ha disposto che ci siano dei tutor che affianchino il ‘dimissionario’ in difficoltà: i Patronati, le Organizzazioni sindacali, gli Enti Bilaterali e pure le Commissioni di certificazione (il tutto con i relativi costi di assistenza per lo svolgimento della pratica). Si, capisco a cosa pensate: Ma se il Lavoratore invece di fare tutto ciò se ne va via repentinamente? E’ in questo caso che sorgono i problemi, per il Datore di lavoro, che deve: o rincorre il ‘disperso’ cercando di fargli capire la indifferibile necessità di espletare la formalità oppure dovrà ricorrere alle procedure disciplinari per punire l’abbandono del posto del lavoro, secondo i dettami dello Statuto dei Lavoratori, con le insite lun-
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Rubrica Pasquino gaggini e i conseguenti costi … No! Caro Pasquino, non potete chiedermi qual’è il mio pensiero, perché altrimenti dò in escandescenza In primis: mi chiedo quanti saranno mai i casi che i giudici hanno dovuto vagliare per tutelare i diritti di coloro che vengono prevaricati? In secundis: a prescindere che se il lavoratore se viene considerato così scaltro e avvezzo alle prassi informatiche forse gli sarebbe stato più facile tutelarsi mandando – una volta stabilizzato il rapporto - un semplice atto di diffida, all’utilizzo di quel foglio ‘firmato in bianco’ estortogli, oppure denunciare a tempo debito la ‘malazione’ ai sindacati o ai carabinieri. E se poi, invece di creare tutto quest’artifizio [ambaradamme sta a significare per Marforio: ‘impiccio’ ‘situazione disordinata e caotica’ – come avvenne in
Abissinia nella famosa battaglia confusionaria, nelle alleanze tra combattenti – ndT] il Legislatore avesse modificato il Codice Penale, perseguendo il reato o con l’arresto o con multe salate: “Colui che sfruttando l’incapacità della controparte utilizza una falsa attestazione - estortagli quale parte dominante – in cui la data non corrisponda alla firma olografa per diversità di carattere o di inchiostro è punito, con xxxxx mesi di arresto ovvero con una pena pecuniaria che va da un minimo di yyyyy euro a un massimo di zzzzz euro, secondo quanto stabilito dal Giudice ai sensi dell’ articolo 133 bis der codice penale>>. Era così difficile [evitare la complessità procedurale artatamente istituita – ndT]!?!?! Signor Pasquino, ora mi dite di lasciar correre! Che è tempo sprecato! Che pure i ministeriali devono lavorare … e se non sanno far
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altro che star dietro alle fantasie dei governanti, per far contento il sindacalista prestato alla politica [è chiaro che Marforio ce l’ha con l’On. Damiano, che delle dimissioni in bianco ne ha fatto un suo cavallo di battaglia’ – ndT] che ha posto agli interlocutori politici di maggioranza questo ‘ problema non problema’ come ragione di sopravvivenza politica dei governi che si sono via via succeduti [condizionandoli da quando è entrato in politica – ndT]. Che cosa dovrei dirvi? Andiamo avanti così! Pensiamo alle cose di poco conto [di nessun valore, infime – ndT] e lasciamo da parte le cose serie. Lasciatemi andare [Marforio è evidentemente stizzito e taglia corto, non potendo sopportare tanta dabbenaggine – ndT] Vi saluto, arrivederci alla prossima occasione! Il sempre vostro, Marforio
ORDINE NELLA VITA...
CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO
L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.
Cultura
Il Trionfo dell’Amore e Massimiliano Kolbe È nel presente del messaggio Kolbiano, lo straordinario libro di Padre Raffaele di Muro, edito a cura della Libreria Editrice Vaticana
di Andrea Tommasini Redazione Cultura
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traordinario consenso di pubblico e di critica in occasione Il libro di Padre Raffaele di Muro dal Titolo “Massimiliano Kolbe. Il Trionfo dell’Amore” edito a cura della LEV Libreria Editrice Vaticana ai primi dell’estate 2016. Raffaele Di Muro è sacerdote dei frati minori conventuali. Attualmente è padre spirituale del Collegio Internazionale Seraphicum e docente di Teologia Spirituale e Spiritualità Francescana alla Pontificia Facoltà Teologia San Bonaventura. E’ direttore della Cattedra Kolbiana. Un raffinato teologo e sensibile studioso dei carismi di Santità. Eccellente Mariologo e Presidente Internazionale della Miliza dell’Immacolata. A lui dobbiamo un ricercato e colto volume che rende omaggio alla figura di san Massimiliano Kolbe in occasione del suo 75° anniversario del suo martirio avvenuto nel campo di concentramento di Auschwitz oltre a tantissime altre pubblicazioni su San Massimiliano Kolbe, di cui 4 a cura della LEV. Proprio in occasione della visita del Santo Padre Francesco a Cracovia in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù 2016, Papa Francesco ha sottolineato, entrando nel campo di concentramento in cui era entrato poco prima. “Quanto dolore, quanta crudeltà – ha detto – ma è possibile che noi uomini creati a somiglianza di Dio siamo capaci di fare queste cose? Eh, le cose sono state fatte, ma io non vorrei amareggiarvi ma devo dire la verità, la crudeltà non è finita in Auschwitz e in Birkenau, perché oggi si tortura la gente, tanti prigionieri
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sono torturati subito per farli parlare, rapiti, oggi ci sono uomini e donne nelle carceri sovraffollate, vivono scusatemi, ma come animali, oggi c’è questa crudeltà”. L’allora Padre Massimiliano Kolbe, ora Santo francescano, si offrì di morire al posto di un padre di famiglia accusato di cospirazione e venne rinchiuso nella cella della fame, dove i reclusi venivano lasciati a morire per affamamento. Siccome la sua dipartite versa la meta celeste non era così veloce come forse avrebbero volute decisero di accelerarli con una inie-
zione di acido fenico. San Massimiliano Kolbe, mentre si spegneva disse al medico che stave eseguendo il triste ufficio: “Lei non ha capito nulla della vita, l’odio non serve a nulla, solo l’amore crea”. Ad annunciare questo libro rappresentantia utorevoli dell’Intelligenza Colta e Mistica della Chiesa. Osserva il Sua Eminenza il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto Emerito della Congregazione delle Cause dei Santi che, “…p. di Muro traccia pennellate stupende che ritraggono San Massimiliano Kolbe nelle sue connotazioni più sublimi. Risulta una sintesi di quelli che sono gli elementi caratterizzanti questa figura di santo che ha speso la sua vita per amore”. La testimonianza di san Massimiliano, grazie a questo libro, diventa monito e messaggio, esempio e missione affinché anche noi possiamo divenire fautori di speranza e rinascita. Prosegue Don Giuseppe Costa - salesiano - direttore LEV Consultore pontificio consiglio per le comunicazioni sociali, sul perché la LEV ha deciso di pubblicare 4 libri su padre Kolbe. “…L’economia LEV non si basa solo sulle encicliche ed i documenti papali, ma anche su testi universitari e molti anche internazionali. Una dimensione rilevante del catalogo é negli studi della mistica in una collana dedicata...” e ci svela anche che è in preparazione il nuovo dizionario di mi-
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Cultura stica a cui P Raffaele sta collaborando con altri due esperti internazionali. Il Dott. Ugo Sartorio, moderatore della presentazione sottolinea l’orgoglio francescano della presenza di padre Raffaele e Padre Luca bianchi Ofm, dichiara con gioia che “…stiamo collaborando verso una unica università francescana a Roma e questo incontro rende ancor più piena di significato lo svolgimento nella biblioteca della pontificia università di San Bonaventura”. Sottolinea nel suo intervento come già San Giovanni Paolo II, parlando di Auschvitz parlava di un luogo che era negazione della spiritualità rispetto alla quale padre Kolbe era stato colui che aveva riportato spiritualità ed amore in quel luogo nella chiara identità di un uomo prima e di un Santo oggi che aveva fatto della Fede la sua virtù centrale…” Il percorso che il libro descrive comincia nei primi due capitoli in particolare con “San Francesco e Massimiliano fratelli nella fede”, prosegue con “la spiritualità dalla professione di fede al martirio con Maria” e nel terzo capitolo giunge a situare la vicenda di padre Kolbe nel momento storico spirituale e culturale. In una Polonia con tutto quello che a livello geopolitico accadeva e dove si manifestava un clima di evidente opposizione alla Chiesa ed in particolare da parte della massoneria. Era molto forte l’attacco alla visione massonica di distruggere ogni religione ed in particolare ella cattolica. La distruzione partiva dall’attacco alla
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Fede indebolendo la moralità. Ascesi secondo padre Kolbe: rivista alla luce della sua storia personale: ha a che fare con la sua esperienza. Soffrire con i fratelli che non sono capaci di tollerare. Vita povera e sobria, ma utilizzare tutte le risorse possibili per annuncio efficace e d’avanguardia. Obbedienza: non significa essere passivi bensì esprimere originalità e creatività da gestire con l’autorità, mediatrice della volontà divina. Richiesta approvazione ai superiori coraggiosa, pronta a perdere tutto in caso di non approvazione. L’umanità trova piena realizzazione nell’essere riflesso dell’amore di Dio. Definito “il martire della carità”
padre Kolbe lascia all’umanità questo messaggio. Prof Zdzstaw Kijas - relatore congregazione cause dei santi, già Preside della Facoltà Teologica Francescana e creatore della Cattedra Kolbiana diretta da Padre Raffaele, fa un elogio storico ad una Chiesa con tanti martiri sparsi un poco in tutto il mondo. Ricorda come nel 2007 nasceva la cattedra Kolbiana già nel 90esimo della milizia, nel 25esimo del martirio di padre Kolbe. Detta cattedra nasceva per far ulteriormente riemergere nella famiglia francescana un certo sentire in quanto Massimiliano Kolbe era spiritualmente un figlio di San Francesco. L’uomo di oggi é a-storico. Cerca vicino a se esempi da seguire senza voler ricorda-
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Cultura
re la storia. Considera il passato un tempo diverso e cerca una risposta solo attuale. Questo lo sfondo nel quale ricorda che decise di fare un progetto Accademico nella Facoltà Francescana, anche su indirizzo di padre Vitale Sanmarco - padre generale morto nel 2004, che chiedeva una realtà più consistente con un progetto più profondo e solido. San Francesco. Ci ricorda, diede inizio ad una nuova visione. Sempre il fuoco dell’amore bruciava nella spiritualità di padre Kolbe che riscaldava ogni sua attività. La riscoperta del creato nella dimensione personale oltre il personalismo filosofico. San Francesco si metteva in cammino al vicino oriente dove dialogava con il mondo musulmano. Kolbe, ricorda, mirò verso l’estremo oriente evangelizzando con il mondo induista e buddista: Giappone è più tardi Corea ed anche india. Ci ha insegnato il valore della Testimonianza quale primaria scuola di esperienza e di testimonianza cristiana. Il martirio di San Massimiliano è sicura testimonianza della Misericordia in quanto, oggi particolarmente, il mondo soffre di mancanza di dignità e di verità. Massimiliano compiva un grande gesto di misericordia nei confronti di chi lo condannava. Un grande gesto che nel campo di concentramento superava ogni parola. Offriva la propria vita per salvare un padre di famiglia. Cristo affermato e propagato in un messaggio di Verità oggettiva e
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misericordiosa, generosamente offerte. Mons Alessandro Saraco – del Clero di Krotone ed Officiale della Penitenziaria Apostolica, sottolinea in proposito che per capire una importante figura come quella di San Massimiliano Kolbe è utile e necessario leggere questo libro ma in modo complessivo organico e trasversale tutti e quattro i volumi scritti da padre Raffaele e pubblicati dalla LEV. Leggendo la sua mistica si ha la sensazione di essere di fronte ad un muro di santità alto forte e possente di fronte al quale siamo infinitamente piccoli. La personalità di Kolbe a molti potrebbe apparire irraggiungibile, inarrivabile. A tale riguardo cita il Salmo 138 “…meravigliosa per me la tua conoscenza, però per me inaccessibile...”. La vita e la spiritualità di San Massimiliano sono stati aperti come varchi di passaggio all’interno di questo muro invalicabile. Il merito dei testi é quello di proporre la misura alta della vita e della santità di San Massimiliano come possibilità per la vita di tutti noi. Incoraggiamento in particolare ai laici per sperimentare quanto é bello e dolce amare il Signore, soffrire per la gloria del suo nome è morire sapendo di vivere morendo. Un concetto già richiamato sell’altro volume “Massimiliano Kolbe
u n mistico nella scia dell’immacolata” - LEV 2013. Il primato della volontà di Dio, martirio come testimonia a della carità, gli scritti di preghiera alla scuola di Maria adorante per eccellenza, l’ardore apostolico e missionario, gli scritti ascetici. Consigli per applicare nella nostra vita la logica del chicco di grano che solo se cade in terra e muore può far nascere nuova vita e doni. Tutto con l’ausilio di Maria. Interamente dedicato a Maria “pensieri su Maria”, raccolta di meditazioni sull’immacolata raccolti secondo il criterio di contemplare e pregare la madonna con gli occhi il cuore e le parole di padre Massimiliano. Aiuto alla comprensione sul perché sia fondamentale per ogni cristiano invocare Maria e trovare rifugio sotto la sua fraterna protezione. Importante amare Maria perché ella é strumento perfettissimo nella mani di Dio, Grazia Divina e Sacramento divino. Attraverso Lei siamo strumento del santissimo cuore di Dio, dunque della Misericordia. Seguendo l’esempio di San Massimiliano Kolbe, il cristiano deve desiderare con tutto il cuore di lasciari condurre liberamente dalla Madonna così Gesù accetta tutto quello che viene da noi come se venisse da lei, come appartenente a lei. Naturalmente frutto del suo vissuto. Padre Massimiliano nella sua testimonianza saprà accogliere anche le più dolorose sofferenze come dono di Dio. Nello stile linguistico dolce e sobrio di padre Raffaele dunque, leggere questo testo aiuta a capire l’essenza di quel martirio, un frutto di un itinerario, la meta di un cammino che procede di croce in croce, di sofferenza in sofferenza. Esperto del dolore provò sofferenze fisiche, emicrania, tisi,
percosse fino all’iniezione letale. Fra i teologi del mondo polacco la sua devozione mariana creava pregiudizio e dubbio allora. Oggi sentito e chiaro riconoscimento. La sua missione giapponese porto a lui anche dubbi ed attacchi dai suoi stessi confratelli che lo criticavano aspramente. Padre Kolbe fu anche assimilato a San Giovanni della Croce, avendo attraversato anche lui notti oscure (la non percezione dell’amore di Dio). La peculiarità di questo libro é dunque quella di essere un testo di approfondimento di tutti quei temi che erano stati introdotti in modo sintetico nei precedenti. Il lettore scoprirà alla fine di questo libro che possiamo diventare santi anche con i nostri difetti, come le nostre notti oscure, con le nostre sofferenze e fragilità, qualora i nostri limiti come Kolbe, siamo esposte all’azione sanante e rigenerante della grazia di Dio. L’azione santificante da uomini peccatori in umani peccatori attraverso l’azione sanante della Madre Celeste come avvocata verso la Grazia e la misericordia di Dio. Infine colpisce fortemente la testimonianza del carceriere: dove sembra che prevalga il peccato, racconta il carceriere che quando riaprì la porta dopo l’esecuzione di padre Massimiliano, ancora si presentava come se fosse ancora vivo, poggiata al muro, occhi raggianti e sorriso d’amore. Quando muore un santo é la morte che muore. San Massimiliano rappresenta dunque anche il martirio di tanti altri uomini e donne che si donano e rimangono anonimi e nel martirio risplende il trionfo dell’amore di Dio crocifisso e risorto. Conclude la presentazione Padre Raffaele dicendoci “Non amo presentare i miei libri. Non voglio la tentazione di mettere la centro l’autore. Qui al centro c’è solo l’opera di San Massimiliano Kolbe nel, 75 esimo”
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