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Numero 4

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THE WORLD OF

IL CONSULENTE THE WORLD OF

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Foto di cliff1066 by Flickr

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30 APRILE 2 0 1 1

E' la democrazia, bellezza ... se vi pare

ADALBERTO BERTUCCI

ROBERTO DE LORENZIS Liste Ancl: così è,

ANDREA TOMMASINI Lo hanno chiamato di un paese lontano 

GIANCARLO COMANDINI Faccia a faccia con Antonio Napoli  ALDO FORTE Riscossione Inps a maglie strette

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30 APRILE 2 0 1 1

Pubblicazione Quindicinale Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma


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Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma

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In copertina: Machinery (Abstract #2), 1933-1934, olio su tela di Paul Kelpe

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Adalberto Bertucci

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Roberto De Lorenzis

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E' la democrazia, bellezza ...

Liste Ancl: cosÏ è, se vi pare

Andrea Tommasini Lo hanno chiamato di un paese lontano...

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Alfredo Basili

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UGCDL ( a cura della)

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Aldo Forte

Paese do' sole o delle tasse?

Professionista o Telelavoratore?

Riscossione Inps a maglie strette

Rubriche

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Voci dal Territorio

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Vita nell'Ordine... Ordine nella Vita

La Consulta QI

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ADALBERTO BERTUCCI

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Care amiche, cari amici

registriamo l'ennesima “intempeN U M E RO 4 30 APRILE 2 0 1 1 ranza” – per House Organ del Consiglio provinciale dell'Ordine dei usare un eufemiConsulenti del Lavoro di Roma Pubblicazione quindismo – della UP cinale. Ancl di Roma: in un articolo Direttore responsabile apparso nel suo sito Web, firmato dal Antonio Carlo Scacco “Consiglio UP Ancl di Roma” e dal titolo “L'isterismo 'bertucciano' si scaglia Comitato scientifico contro la nostra associazione ", leggiaGabriella Di Michele - Aldo mo deliranti frasi del tutto non corriForte - Giuseppe Sigillò spondenti ai fatti e dal tono, questo lo Massara - Pierluigi Matera giudicheranno i legali, gravemente Antonio Napolitano - Mauro diffamatorio. Più in particolare si dice Parisi - Vincenzo Scotti Virginia Zambrano che il sottoscritto avrebbe pronunciato, Progetto grafico e digitalizzazione nel suo intervento all'ultima Assemblea dei delegati all’Enpacl, l’appellativo Antonio Carlo Scacco “LADRI” (testuale nell’editoriale citato) riferito alla UP Ancl di Roma a Redazione motivo del fatto che la quota da me Eleonora Marzani versata per l’iscrizione alla predetta ancora non sarebbe stata restituita. Massimiliano Pastore Smentisco categoricamente di aver Daniele Donati usato una simile parola ( del resto esiste la registrazione sonora Giuseppe Marini dell’intervento già richiesta, in via uffiAndrea Tommasini ciale, dai miei avvocati) mentre Aldo Persi confermo che ad oggi l’importo della quota della iscrizione non mi è stato Editore ancora restituito: è tuttora pendente un mio ricorso ai proibiviri dell’Ancl e Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma pertanto, fino alla loro pronuncia, non 00145 Roma - via Cristoforo Colombo, 456 vi è motivo per cui la quota mi sia restiTel. 06/89670177 r.a. - Fax 06/86763924 Segreteria: segreteria@cdlrm.it tuita (né ragione per cui il sottoscritto Ente di Diritto Pubblico - Legge 11-11979 N.12 ne accetti la restituzione). Ma non è questa l’unica frase a contenuto (in ipotesi) diffamatorio. Si dice che sulla Per contributi e suggerimenti istruttoria dei proibiviri cercherei di TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it “interferire utilizzando una strategia politica di bassissima taglia” ; si dice ancora, più avanti, che “dare seguito, Questo numero è stato chiuso in redazione il 29 aprile 2011 o anche semplicemente tollerare, il pensiero politico caratterizzante la figuTHE WORLD OF

E ED D II TT O OR R II A A LL E E

E' LA DEMOCRAZIA, BELLEZZA ...

ra di Adalberto Bertucci” significa in sostanza , essere contrari ai principi “della trasparenza, dell'etica, della rettitudine politica e della conservazione del bene comune”: affermazioni stupefacenti, gonfie di cupo livore, che squalificano non già i destinatari di esse, ma i mittenti. Ma, come spesso succede, il diavolo, dopo aver fatto le pentole, quasi sempre si dimentica di fare i coperchi. Ed un bel coperchio lo sta confezionando, con l’amore e la passione che lo ha da sempre contraddistinto, lo straordinario popolo dei consulenti romani. Come ? Semplice: iscrivendosi in massa alla UP Ancl di Roma. Siamo commossi e emozionati nel vedere tantissimi colleghi che non esitano a mettere mano al portafoglio, anche con sacrificio, per conquistare il diritto di dire , un giorno e finalmente, la loro verità sui fatti e sulle circostanze di questa brutta storia romana. E quando finalmente quel giorno verrà, ne siamo assolutamente certi, comincerà una nuova stagione non solo per l’Ancl della nostra provincia ma altresì per l’Ancl di tutta l’Italia. Quel giorno non è lontano. Parafrasando una delle più felici battute del cinema pronunciata da Humphrey Bogart nell’ultima scena del film Deadline, con il sottofondo del rumore assordante delle rotative in stampa, oggi, al rumore altrettanto assordante dei voti che saranno espressi con forza ed altrettanta determinazione dai colleghi romani, ci sentiamo di dire: “E’ la democrazia, bellezza ! la democrazia … E tu non ci puoi fare niente! ”

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Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma

LISTE ANCL: COSI E', SE VI PARE

Roberto De Lorenzis

La ricerca di presentatori e candidati è stata così "affannata e raffazzonata" che la c.d. “terza lista”, in realtà, è stata presentata per prima ed è la Lista n° 1 ; la sensazione che ci fosse un certo affanno l’hanno data, piuttosto, le c.d. “liste Ancl”, cioè le Liste n°2 e n°3, quelle che, a dire della presidenza Ancl, sono state espresse in modo chiarissimo dalla categoria(?), “con designazioni regionali libere e democratiche”. A parte il fatto che avrei qualcosa da eccepire sulle designazioni dei regionali che in diverse regioni non ci sono state per nulla ed in altre non sono state né libere né democratiche, osservo che, comunque, proprio quelle indicazioni

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non sono state rispettate, così come, allo stesso modo, non è stato rispettato l’impegno assunto in forza della delibera del Consiglio Nazionale, e neppure è stato rispettato lo Statuto. Ricordiamo in breve i fatti: il Consiglio Nazionale Ancl del 1° aprile scorso ha dato mandato alla presidenza di presentare due liste, in stretto ordine

alfabetico, escludendo i candidati non proposti dai rispettivi regionali. Tale delibera è stata successivamente e forzosamente equiparata alla sottoscrizione delle liste con una capziosa ed arbitraria interpretazione a posteriori del voto, come se si potesse dichiarare per cosa si è votato a votazione avvenuta e come se si potessero firmare liste in bianco. Bene, le liste presentate dalla presidenza Ancl sono diverse da quelle proposte all’approvazione del Consiglio Nazionale e quindi, anche a voler seguire la fuorviante logica proposta, i consiglieri nazionali hanno “firmato” due liste, modificate a posteriori (comincia a diventare un’abitudine). Secondo la delibera del Consiglio Nazionale, infatti, i nominativi di tutti i candidati ammessi dovevano essere

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IL CONSULENTE elencati in ordine alfabetico, i primi 6 inseriti in una lista, i successivi in un’altra: ebbene, la delibera non è stata rispettata: si sono infatti create una lista “principale”, ed una lista “secondaria” (le definizioni non sono mie, le leggo nelle mail diffuse dai sostenitori di queste liste). Alcune delle candidature presentate ed ammesse il 1° aprile sono scomparse dalle liste, peraltro senza motivo, considerato che c’era spazio per tutti i proposti, visto che le liste ben avrebbero potuto essere composte da nove candidati ognuna, offrendo così la possibilità di esercitare anche con il voto di preferenza la tanto sbandierata democrazia, ma forse ciò avrebbe potuto mettere a rischio l’elezione di qualcuno che ci deve essere per forza. Il collega segnalato da alcune province liguri, escluso dal novero dei candidati il 1° aprile, è magicamente rientrato in lista. Mi si dice che il Regionale Ancl Liguria, ricostituito a tempo di record, avrebbe in tutta fretta, evidentemente dopo il 1° aprile, “ratificato” a posteriori (ma allora si puo?) la candidatura del collega: uso il condizionale perché, se c’è stata, la riunione è avvenuta in gran segreto, forse chiudendo un occhio sui tempi di convocazione, questa volta non così importanti, rifiutando in tal modo ogni confronto ed ogni dibattito con i consiglieri di amministrazione uscenti di Genova. Intendiamoci, non ho nulla contro il collega di Savona, ne faccio solo una questione di metodo. Se la presidenza nazionale Ancl fos-

se coerente con quanto essa stessa ha affermato, e rimarcato in più occasioni, dovrebbe convocare il Consiglio Nazionale (ci sarebbe tutto il tempo) e chiedere la ratifica delle decisioni assunte in deroga a quanto deliberato in precedenza: mi stupisce che le vestali delle regole statutarie non lo abbiano chiesto. Ci sarebbe poi una ragione ulteriore per questa convocazione: consentire al consiglio nazionale di recepire l’altra lista Ancl. Abbiamo letto con attenzione lo Statuto, senza farci abbagliare ma anche senza inventare quello che non c’è: emerge in modo chiaro che la lista formata ai sensi dell’articolo 53 deve essere semplicemente “recepita” dal Consiglio Nazionale e ciò può avvenire anche dopo la presentazione e prima delle votazioni, il problema vero è che non lo si vuole fare. Allo stesso modo non abbiamo trovato scritto nello Statuto che i candidati devono essere unicamente iscritti Ancl; a maggior ragione, aggiungo, quando a quegli stessi colleghi, che hanno da tempo presentato domanda, l’iscrizione all’Ancl è stata pretestuosamente quanto ingiustificatamente negata: questo nei “periodi bui” della mia presidenza non accadeva. Nessun bluff comunque, nella lista 1 ci sono qualificati candidati, equamente divisi tra neofiti e veterani

del consiglio di amministrazione, ci sono i presentatori di lista, c’è un capolista che ha 4 anni di esperienza nella complessa gestione del nostro Ente di previdenza, c’è un programma serio, non scopiazzato da internet, ispirato alla massima concretezza, testimoniata proprio dalle cose fatte dal consiglio uscente, e quindi anche dai tre colleghi che si ripropongono per un secondo mandato (i libri dei sogni li lasciamo agli esperti di questo genere di pubblicazioni). Quanto al C. d A. uscente non vedo in quale occasione sia avvenuta la “bocciatura” visto che la presidenza del sindacato si è limitata a battibeccare con il presidente Enpacl e non ha mai voluto o potuto organizzare un dibattito serio sul bilancio di questo mandato, e considerato che l’Assemblea dei Delegati, malgrado tanti e pesanti tentativi di condizionamento, ha sempre e comunque approvato a larga maggioranza l’operato del Consiglio di Amministrazione: questi sono i fatti e le opinioni non dovrebbero prescinderne.

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Andrea Tommasini

Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma

LO HANNO CHIAMATO DI UN PAESE LONTANO..

Il primo maggio 2011, nella II domenica di Pasqua o della Divina Misericordia, Roma è stata onorata, nella sua lunga tradizione di convivenza con la storia dei Papi e di Santa Romana Chiesa, della cerimonia di Beatificazione del Servo di Dio SS Giovanni Paolo II. Alla Cappella Papale presieduta da Sua Santità Benedetto XVI in Piazza San Pietro, sono convenuti milioni di Pellegrini da ogni parte del mondo. Le immagini e le informazioni che noi tutti abbiamo visto e vedremo ancora da tutte le parti, sono state vissute e si ricorderanno con grande commozione e coinvolgimento. Tutti noi, credo, abbiamo vissuto sentimenti e sensazioni forti, seppur nella distinzione delle vedute e del rispettivo sentire, nei confronti di un Uomo e di un Servo di Dio che con tanti anni di Pontificato e tante fasi dello stesso, ha comunque lasciato una forte impronta nei nostri cuori, tracciando e scolpendo profondamente nei cuori della gente, un profondo cammino di Fede e di Spiritualità. N U M E RO 4 30 APRILE 2 0 1 1

Ci piace ricordare la Sua storia ed i numeri del Suo Pontificato e della Sua vita cosi’ ricca e densa di esperienze di vita, con la Sua Biografia Ufficiale, così come la Santa Sede lo ricorda nella Celebrazione liturgica della Sua Proclamazione al Rango di Beato. Karol Józef Wojtyła, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice (Polonia), il 18 maggio 1920. Era il secondo dei due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska, la quale morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941. A nove anni ricevette la Prima Comunione e a diciotto anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Università Jagellónica di Cracovia. Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava e poi in una fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania. A

"Non abbiate paura !" sono le ultime Parole di SS Giovanni Paolo II

partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”, anch’esso clandestino. Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale, a Cracovia, il 1° novembre 1946. Successivamente, fu inviato dal Cardinale Sapieha a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia (1948), con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce.

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IL CONSULENTE In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda. Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a Cracovia, poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all’Università Cattolica di Lublino una tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino. Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo Ausiliare di Cracovia e titolare di Ombi. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak. Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Papa Paolo VI, che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967. Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-1965) dando un contributo importante all’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi, anteriori al suo Pontificato. Venne eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre ebbe inizio il suo ministero di Pastore Universale della Chiesa. Papa Giovanni Paolo II ha compiuto 146 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di Roma, ha visitato 317 delle attuali 332 parrocchie romane. I viaggi apostolici nel mondo, espressione della costante sollecitudine pasto-

rale del Successore di Pietro per tutte le Chiese, sono stati 104. Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. A Papa Giovanni Paolo II si attribuiscono anche 5 libri: “Varcare la soglia della speranza” (ottobre 1994); “Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio” (novembre 1996); “Trittico romano”, meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); “Alzatevi, andiamo!” (maggio 2004) e “Memoria e Identità” (febbraio 2005). Il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro ha subito un grave attentato. Salvato dalla mano materna della Madre di Dio, dopo una lunga degenza, ha perdonato il suo attentatore e, consapevole di aver ricevuto una nuova vita, ha intensificato i suoi impegni pastorali con eroica generosità. La sua sollecitudine di pastore trovò espressione, inoltre, nella erezione di numerose diocesi e circoscrizioni ecclesiastiche, nella promulgazione dei Codici di Diritto Canonico latino e delle Chiese Orientali, del Catechismo della Chiesa Cattolica. Proponendo al Popolo di Dio momenti di particolare intensità spirituale indisse l’Anno della Redenzione, l’Anno Mariano e l’Anno dell’Eucaristia nonché il Grande Giubileo del 2000. Avvicinò le nuove generazioni indicendo la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù. Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II. Alle Udienze Generali del mercoledì (oltre 1160) hanno partecipato più di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza conta-

re tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000). Ha incontrato milioni di fedeli nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo. Sono state numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri. È morto a Roma, nel Palazzo Apostolico Vaticano, sabato 2 aprile 2005, alle ore 21.37, nella vigilia della Domenica in Albis o della Divina Misericordia, da lui istituita. I solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane sono stati celebrati l’8 aprile con il Sacro Rito, presieduto dall’allora Cardinale S.E. Joseph Ratzinger, oggi S.S. Benedetto XVI. Il ricordo più dolce di un grande Uomo che ha segnato la storia dell’Umanità sono le ultime parole che prima di ritornare alla Casa del Padre ci ha lasciato quale profonda eredità spirituale per le nostre esistenze: “Non abbiate paura !”.

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FACCIA A FACCIA

Giancarlo Comandini

Il Presidente della II Consulta romana, Giancarlo Comandini, intervista Antonio Napolitano, direttore regionale di Inail Lazio.

Direttore, può commentarci l’andamento infortunistico ?

Tutta la crisi da sola non basta a spiegare l’andamento decrescente degli infortuni. Il Centro-Italia, rispetto al Nord e al Sud, ha retto meglio la congiuntura negativa, tanto da registrare un + 0,4 di occupati rispetto al 2009. Inoltre, se consideriamo il dato nazionale, si è delineata una diminuzione degli incidenti mortali pari all’11%, mentre gli infortuni generali si sono ridotti del 5%. Anche nell’edilizia, gli infortunati sono sempre di meno: segno che, nonostante le difficoltà,anche economiche, oggi si fa sicurezza. Qual è dal Suo punto di vista la ”leva” per combattere la piaga degli infortuni? L’INAIL, negli ultimi anni, ha promosso corsi di tutti i tipi, allo scopo di coinvolgere tutte le categorie di lavoratori. Oggi, non ci accontentiamo più di formare: stiamo promuovendo soprattutto l’informazione sul problema della sicurezza lo stiamo facendo a partire dalle scuole, senza contare N U M E RO 4 30 APRILE 2 0 1 1

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IL CONSULENTE le decine di iniziative dedicate alla comunicazione e alla sensibilizzazione del grande pubblico. In questo modo,stiamo promuovendo la cultura della sicurezza presso una platea molto vasta, raggiungendo migliaia di persone. Il prossimo appuntamento è l’avvio di una campagna informativa sugli ambienti confinati non è un caso se abbiamo ricevuto 170 adesioni da tutte le Regioni d’Italia. Evidentemente siamo intervenuti laddove si avverte il bisogno di informazione e dove non si trovano risposte. Senza dubbio è stato fatto molto, anche se resta tanto da fare. Come giudica il rapporto tra l’INAIL Lazio e il mondo dei Consulenti del lavoro? Siamo aperti da sempre alla collaborazione con tutti. Finora, le peculiarità del ruolo del professionista della sicurezza hanno fatto sì che Ordini e associazioni provvedessero autonomamente alle esigenze formative della categoria. Credo però che sia tempo di condividere l’impegno a favore della salvaguardia del lavoratore, quindi anche del libero professionista. INAIL Lazio è disponibile, in tal senso, a collaborare con le associazioni di settore e a lavorare insieme ad un progetto comune sulla sicurezza. Quali sono, secondo Lei, i settori ancora da esplorare per diffondere la cultura della Sicurezza? Non parlerei di settori ma di persone. Dobbiamo infatti riuscire a radicare in ogni cittadino la cultura della sicurezza e del rispetto delle regole. Occorre apprendere ed esercitare nel vivere quotidiano ciò che è rischio e ciò che invece è sicuro. Poi, col tempo, certi comportamenti diventeranno naturali. Ecco, il mio obiettivo è rendere “normale” la sicurezza. E per gli stranieri? L’immigrato, il più delle volte, giunge da Paesi che non hanno ancora scoperto la cultura della sicurezza. Però, l’approccio non cambia, quello a favore della salvaguardia del lavoratore, dipendente o professionista, deve basarsi su una campagna di valori. Siamo impegnati su questo fronte da sempre: per venire incontro ai bisogni dei lavoratori immigrati abbiamo già tradotto un opuscolo, sulla sicurezza nei cantieri edili, settore dove svolgono prevalentemente la loro opera, in ben 7 lingue, in considerazione della presenza multietnica di questi lavoratori sul nostro territorio. Inoltre, da ben 4 anni realizziamo la Festa Interculturale per l’Edilizia dove riuniamo i lavoratori stranieri, con le loro famiglie, nella zona storica di Piazza Vittorio per parlare di sicurezza all’intero nucleo familiare accompagnandolo così a muoversi nel lavoro e nella vita quotidiana con comportamenti sicuri distinguendo ciò che rischioso da ciò che non lo è. Infine, da circa 1 mese, ha preso l’avvio una serie di incontri con singole comunità di stranieri organizzati dalla CARITAS, ai quali partecipiamo dando informazioni sull’andamento infortunistico che li interessa per settori di attività. Sono convinto che infatti è stato tanto fatto in via generale e che ora dobbiamo dedicarci loro “in particolare” : comunità per comuN U M E RO 4

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nità per studiare con loro le strategie di sicurezza mirate. Una critica ricorrente riguarda gli ispettori del lavoro: ce ne sarebbero troppo pochi rispetto alla mole di controlli da effettuare. E’ un luogo comune da smentire. Anche laddove ce ne fossero 10mila, non basterebbero ad evitarci i pesanti costi sociali degli infortuni in cantieri, che dipendono da ben altri fattori. Il vero costo che incide è quello dell’impresa irregolare: l’80% delle aziende che hanno avuto problemi di infortuni non paga gli oneri assicurativi e non fornisce ai lavoratori la dotazione per la sicurezza, stabilita per legge. Se, al contrario, le aziende assolvessero correttamente ai loro obblighi, si abbatterebbero sia gli incidenti che il costo sociale complessivo. Ogni anno, nel Lazio,spendiamo in media 3 miliardi di euro per far fronte agli incidenti sul lavoro: non è poco. Sono le imprese “fellone” che ingigantiscono la spesa sociale, a cominciare dalle ore non lavorate a causa dell’incidente. Mi piacerebbe pensare ad un mondo con infortuni zero. Non è ancora così, ma ci stiamo lavorando, e ci arriveremo.

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Alfredo Basili I giudici tributari hanno definitivamente sancito l’illegittimità della Tassa di Concessione Governativa sui servizi di telefonia mobile, stabilendo la fondatezza della richiesta dello stesso presentata dall’associazione di consumatori e sancendo in maniera chiara che il rimborso è richiedibile da qualsiasi persona che abbia sottoscritto negli ultimi anni un abbonamento per la fruizione e l’accesso ai servizi offerti dagli operatori di telefonia. E’ stata così considerata illegittima la richiesta di 5,16 euro al mese per privati e di 12,91 euro per tutte le aziende, anche per quelle individuali. La tassa fu introdotta nel 1995 con l’intento di colpire i consumi legati al telefono cellulare, il quale aveva appena cominciato a diffondersi ed era considerato un bene di lusso anziché uno strumento di comunicazione. Questo ha comportato la diffusione delle utenze prepagate, su cui invece non grava alcuna tassa poiché difettano i vincoli tra utente ed operatore di telefonia mobile. Da tempo il presupposto di esazione della tassa è decaduto poiché questa è contraria ai principi stabiliti dalla Direttiva 2002/21/CE. Infatti la Tassa di Concessione Governativa italiana, determinando un incremento dei costi in capo agli uti-

PAESE DO' SOLE O DELLE TASSE ?

lizzatori del servizio di telefonia mobile che sottoscrivono contratti di abbonamento, scoraggia l’ingresso nel mercato italiano dei gestori comunitari ed impedisce di conseguenza, a danno dei consumatori nazionali, la formazione di un mercato concorrenziale. A norma dell’art. 13 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 641 si può richiedere il rimborso degli ultimi tre anni di Tassa di Concessione poiché gli anni precedenti sono ormai prescritti. A tal proposito è stato stabilito anche il massimale per detto rimborso che è pari a ben 464,76 euro se riferito ovviamente a grandi realtà come aziende e enti locali e per privati è di 186 euro. Diverse associazioni di consumatori stanno studiando un piano per attivare una richiesta collettiva di rimborso. A questo punto potremmo dire meglio tardi che mai…ma non è ancora così! Infatti per le solite stranezze burocratiche e normative della obsoleta legislazione italiana la Tassa di Concessione Governativa non è stata abolita e va tuttora corrisposta; infatti si tratta di sentenze che valgono solo per i casi per cui sono state emesse e non costituiscono norma per tutte le fattispecie analo-

ghe. Pertanto dal momento che nell’ordinamento giuridico italiano un precedente giurisprudenziale non è assolutamente vincolante per un altro giudice, attualmente siamo ancora tenuti a versare questo strano balzello. La Commissione Tributaria Regionale del Veneto ha precisato come “rimane necessaria soltanto l’autorizzazione governativa per i gestori del servizio, mentre il cliente che si abbona non è soggetto a provvedimenti amministrativi di concessione o autorizzazione”, di conseguenza l’imposta andrebbe pagata dal gestore e non dall’utente finale. In realtà fintanto che non ci sia un intervento legislativo (legge ordinaria o decreto) da parte del Governo che sancisca l’abolizione della Tassa di Concessione saremo costretti a vedere sulle nostre bollette l’importo di € 25,82 per ogni utenza. La certezza del diritto e la piena trasparenza degli atti forse ci aiuterebbe a vivere meglio, anche perché l’Italia è il “paese do’ sole” e non, come sembra essere diventato, il paese delle tasse!

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PROFESSIONISTA O TELELAVORATORE

Ormai il professionista si è trasformato in un telelavoratore per la Pubblica Amministrazione. E' ora di dire basta !

La situazione è ormai chiara e non si presta più ad ambiguità: dopo circa un decennio quello che inizialmente era l’utilizzo di un semplice canale informatico da o verso la Pubblica Amministrazione ora è uno strutturato sistema che attraverso il WEB vede il Consulente ovvero il Professionista, in generale, impegnato assiduamente e giornalmente, con mezzi e strumenti propri, da per aggiornare e manutenere continuamente gli archivi delle Amministrazioni di riferimento. Non è più il semplice rapporto routinario Cliente-Professionista, ma una attività imponente che il professionista, volente o nolente, svolge per la Pubblica Amministrazione, nel rapporto con l’Ente di turno, e che viene sottaciuta rispetto a quella che è la sua ormai vera natura: telelavoro. Mai termine è più appropriato per classificare il lavoro insostituibile svolto da un qualsiasi intermediario per l’Ordinamento. Se ciò è incontrovertibile allora è ormai giunto il momento, nella nostra organizzazione e non solo, di parlarne apertamente, sia dal punto di vista ordinistico ma soprattutto sindacale, dato è in quest’ultimo ambito che la tutela dei diritti collettivi, perché di questo si tratta, trova la sua naturale collocazione. L’intermediazione telematica non può più essere liquidata, come la fase finale di un semplice invio di dati, ma deve significare quello che realmente è divenuta e oggi rappresenta: un insieme di atti e prestazioni intellettuali, nell’interesse del Cliente e della Pubblica Amministrazione. Un interesse, soprattutto, della Pubblica Amministrazione, che, al riparo della sua posizione dominante, elude una contrattazione sui diritti che sarebbe costretta a N U M E RO 4 30 APRILE 2 0 1 1


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O E?

IL CONSULENTE riconoscere al ‘prestatore‘ in condizione di telelavoro. Una seria riflessione, al nostro interno e nell’intero mondo professionale, è matura – visti i risultati del sondaggio - per preparare la strada alla discussione: lo strumento che individuiamo è la predisposizione, da parte degli organismi di rappresentanza o, se non loro, da chi si ammanterà di ‘buona volontà’, di una proposta articolata di richieste o, se si preferisce, si potrà utilizzare il termine “piattaforma rivendicativa” cui, entro un determinato e ben individuato lasso di tempo, dovranno essere sollecitati a contribuire fattivamente tutti gli associati e gli organismi interni dell’Ordine, per poi propagarsi – con il coinvolgimento di tutti gli Ordini Professionali interessati - come un vero Tsunami negli ambiti istituzionali preposti. In effetti la discussione dovrà esser quanto più allargata e articolata possibile, coinvolgendo chiunque voglia prendere posizione sul tema. Ci sarà poi l’Azione vera e propria, che non bisogna nascondercelo sarà lunga, lenta, faticosa; bisognando individuare i giusti interlocutori, considerando che alla controparte pubblica sono correlati più Enti che utilizzano la prestazione degli Intermediari; ma l’azione e l’impegno alla fine ci ripagherà, perché è l’idea finora sottaciuta di questa nuova realtà che, trovando oggi concretezza, tramite l’UGCDL e l’appoggio del C.P.O. di Roma, si propagherà all’interno del mondo professionale sin’ora sfruttato per essere condivisa, sostenuta, spesa da parte di chi ci rappresenta o che ci rappresenterà in futuro nei confronti di una Pubblica Amministrazione distratta (se non vessatoria) e che, alla fine, darà i suoi frutti: uno status giuridico certo per i doveri ma anche per i diritti dell’Intermediario Telematico.

FIRMA !

Antonella Cersosimo

Emiliano Drazza

Francesca Proietti

Cristiano Marini

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RISCOSSIONE INPS A MAGLIE STRETTE Aldo Forte

Le nuove regole per la riscossione dei crediti Inps sono molto più rigide rispetto al passato

Diventano sempre più rigide le regole di riscossione dei crediti INPS nei confronti dei contribuenti. Infatti, dal 1° gennaio 2011 è entrato in vigore l’art.30 del DL 78/2010, convertito in L.122/2010, che prevede l’introduzione dell’avviso di addebito. Inoltre, sono cambiate le modalità per accedere alla rateazione dei debiti contributivi; infatti, dal 3 agosto 2010 l’INPS non è più competente in merito alle dilazioni per i crediti contenuti nelle cartelle esattoriali. Tenuto conto delle novità, sembra utile fare un riepilogo sulla materia in base a quanto previsto dalla normativa e dalle istruzioni emanate dall’Istituto di previdenza sociale. N U M E RO 4 30 APRILE 2 0 1 1

La normativa Sulla materia è intervenuto l’art.30 della legge 122/2010, di conversione con modificazioni del decreto legge 78/2010, che ha stabilito che a decorrere dal 1° gennaio 2011, l'attività di riscossione relativa al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all'INPS, anche a seguito di accertamenti degli uffici, è effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo. L'avviso di addebito deve contenere, a pena di nullità: 1. il codice fiscale del soggetto tenuto al versamento; 2. il periodo di riferimento del credito; 3. la causale del credito; 4. gli importi addebitati ripartiti tra quota capitale, sanzioni e interessi ove dovuti; 5. l’indicazione dell’agente della riscossione competente in base al domicilio fiscale presente nell'anagrafe tributaria alla data di formazione dell'avviso. Inoltre, l’avviso dovrà contenere l'intimazione ad adempiere l'obbligo di pagamento degli importi nello stesso indicati entro il termine di sessanta giorni dalla notifica nonché l'indicazione che, in mancanza del pa-

gamento, l'agente della riscossione procederà ad espropriazione forzata, con i poteri, le facoltà e le modalità che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo. L'avviso deve essere sottoscritto, anche mediante firma elettronica, dal responsabile dell'ufficio che ha emesso l'atto. L'avviso di addebito è notificato in via prioritaria tramite posta elettronica certificata all'indirizzo risultante dagli elenchi previsti dalla legge, ovvero previa eventuale convenzione tra Comune e INPS, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento. Quando vi sia mancato o ritardato pagamento delle somme richieste con l'avviso di addebito, le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sono calcolate fino alla data del pagamento. All'agente della riscossione spettano l'aggio, interamente a carico del debitore, ed il rimborso delle spese relative alle procedure esecutive, previste dall'articolo 17 del D.lgs n. 112/99. E’ da sottolineare, che la norma


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IL CONSULENTE precisa che i riferimenti contenuti in norme vigenti al ruolo, alle somme iscritte a ruolo e alla cartella di pagamento, si intendono effettuati ai fini del recupero delle somme dovute a qualunque titolo all'INPS al titolo esecutivo emesso dallo stesso Istituto, costituito dall'avviso di addebito contenente l'intimazione ad adempiere l'obbligo di pagamento delle medesime somme affidate per il recupero agli agenti della riscossione. Ricorsi amministrativi e sospensione cartelle esattoriali Particolare attenzione merita tale argomento; l’art.30, comma 10, della Legge 122/2010, ha previsto l’abrogazione dell’art.25, comma 2, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, che stabiliva che “Dopo l'iscrizione a ruolo l'ente, in pendenza di gravame amministrativo, può sospendere la riscossione con provvedimento motivato notificato al concessionario ed al contribuente. Il provvedimento può essere revocato ove sopravvenga fondato pericolo per la riscossione”. La previsione di cui al comma 10, dell’art.30, con la quale è stata disposta l’abrogazione dell’art. 25, comma 2, del D.lgs 26 febbraio n. 46/99, era immediatamente applicabile. L’intervento abrogativo ridefinisce gli effetti della presentazione del ricorso con riferimento ai tempi di affidamento per il recupero dei crediti agli Agenti della Riscossione e alle attività da essi poste in essere. Tali aspetti, sono stati disciplinati, nell’ambito del predetto DLgs n.46/99, dall’art. 24, co. 4 e dalla norma in esame. L’art. 24, co. 4, nel regolare il ca-

so del ricorso amministrativo contro l’accertamento effettuato dall’ufficio, proposto prima dell’iscrizione a ruolo, ha stabilito che l’iscrizione stessa può essere effettuata solo dopo la decisione dell’organo amministrativo adito (comitati regionali o centrali), fatta salva la necessità di garantire il rispetto dei termini di decadenza fissati al comma 1, del successivo art. 25. L’art. 25, comma 2, in pendenza di gravame amministrativo proposto dopo l’iscrizione a ruolo,

L’INPS non può più disporre provvedimenti di sospensione conseguenti alla presentazione di un ricorso amministrativo prevedeva una mera in ordine alla possibilità di sospendere l’attività di recupero“facoltà” discrezionale degli Enti previdenziali dell’A.d.R. subordinatamente alla notifica, a quest’ultimo ed al contribuente, della motivazione posta a base del provvedimento stesso. L’abrogazione dell’art.25, comma 2, ha comportato che, con effetto dal 31 maggio 2010, per i crediti affidati per il recupero agli Agenti della Riscossione, l’INPS non può più disporre provvedimenti di sospensione conseguenti alla presentazione di un ricorso amministrativo, ovvero riguardanti ricorsi amministrativi ancora pendenti. In ogni caso, continueranno ad essere gestite con le consuete mo-

dalità, le comunicazioni agli ADR dei provvedimenti di sospensione dell’attività di recupero dei crediti relativi a causali contabili (es. pagamenti già effettuati e non ancora contabilizzati, etc.), amministrative (es. crediti in dilazione iscritti a ruolo e non ancora cartellati e/o notificati, etc.) o giudiziarie (es. ordinanze di sospensione dell’esecutività della cartella etc.). Si puo’ notare, senza dubbio, come l’abrogazione di tale strumento indebolisca sempre piu’ il contribuente nei confronti degli enti di riscossione; se per caso, vi erano dei fondati motivi per la sospensione, ora non sarà più possibile; infatti, l’unico strumento sarà quello di presentare ricorso giudiziario entro 40 giorni dalla notifica della cartella o avviso di addebito. Modifiche ai termini di decadenza - L’art. 25, comma 1, del, più volte citato, D.lgs 46/99, prevede che gli Enti Previdenziali, in via generale, debbano procedere all’iscrizione a ruolo dei contributi o premi non versati entro il 31 dicembre dell’anno successivo al termine fissato per il versamento. In caso di contributi o premi denunciati, comunicati tardivamente o riconosciuti, tale termine decorre dalla data della loro conoscenza da parte degli Enti impositori. Il comma 12, dell’art. 38, della legge 122/2010, ha stabilito che le disposizioni contenute nell’art.25 del D.lgs 46/99 non si applicano, limitatamente al periodo compreso fra il 1 gennaio 2010 ed il 31 dicembre 2012, ai contributi non versati e agli accertamenti notificati dall’Ente creditore successivamente alla photo by Lawrence OP on Flickr data del 1° gennaio 2014. N U M E RO 4

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Ne deriva, che tale previsione che sospende, nel predetto periodo, gli effetti della decadenza di cui al citato art. 25, consente all’INPS di procedere all’iscrizione a ruolo di tutti i crediti, anche riferiti a periodi di competenza precedenti, omessi, accertati e notificati, nel rispetto dei termini di prescrizione, a decorrere dal 1 gennaio 2014. Anche tale strumento affida agli enti maggiore facoltà di gestione dei loro crediti; infatti, sospendendo i termini di decadenza, di fatto si attribuisce loro la possibilità di iscrivere a ruolo, non entro l’anno successivo ma con un lasso di tempo ben più ampio. Circolare 168 del 30 dicembre 2010 Vediamo ora quali sono state le istruzioni fornite dall’INPS con la circolare 168/2010. In prima battuta, dobbiamo rilevare che rimane in vita l’invio dell’avviso bonario; infatti, sia in caso di omissione contributiva che in caso di accertamento, gli stessi saranno oggetto di avviso bonario o diffida precedente l’avviso di addebito. Come fatto cenno in precedenza, l’art. 30 del D. L. 31 maggio 2010, n.78, come modificato in sede di conversione dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122, prevede che dal 1° gennaio 2011, l’INPS provvede al recupero dei crediti contributivi di propria competenza attraverso la notifica al contribuente di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo. Esso, sarà utilizzato sia per le somme dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non versati alla scadenza mensile o periodica, sia per le somme N U M E RO 4 30 APRILE 2 0 1 1

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accertate come dovute dagli uffici o dagli organi di vigilanza, anche di altri Enti. Elementi essenziali a pena di nullità. In merito agli elementi essenziali, cui si rimanda a quelli accennati in precedenza, il comma 2 dell’art. 30, individua gli elementi che l’avviso di addebito deve contenere, precisando che la loro assenza è causa di nullità dell’avviso emesso. In seguito alla notifica dell’avviso di addebito, il contribuente potrà chiedere la dilazione all’ADR, che potrà concederla se ricorrono le condizioni previ-

La competenza sulle dilazioni esattoriali è degli agenti della riscossione

ste dalle vigenti disposizioni. E’ da sottolineare, che dal 3 agosto 2010 la competenza per le dilazioni su cartelle esattoriali, ed ora sull’avviso di addebito, è degli agenti di riscossione, dato che l’INPS si è spogliato della competenza che aveva esercitato fino ad allora (circolare 106 del 3 agosto 2010). Continuano ad applicarsi gli stessi termini previsti fino ad oggi per le cartelle: in particolare, nell’ipotesi in cui non si provvede al pagamento entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di addebito, l’ADR potrà iniziare le procedure di espropriazione forzata, con i poteri, le facoltà e le modalità che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo. Al riguardo, il comma 14

dell’art. 30 in esame, ha disposto che tutti i riferimenti contenuti in norme vigenti al ruolo, alle somme iscritte a ruolo e alla cartella di pagamento devono intendersi effettuati all’avviso di addebito emesso dall’istituto con valore di titolo esecutivo. Il successivo comma 15 dell’art. 30, infine, specifica che i rapporti con gli Agenti della Riscossione continueranno ad essere regolati secondo le disposizioni vigenti. In relazione a ciò, l’avviso di addebito potrà essere opposto entro il termine di 40 giorni dalla notifica (art. 24, comma 5, D.Lgs. 26.02.1999, n. 46), davanti al Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro, nella cui circoscrizione ricade la Sede Inps che ha emesso l’avviso stesso. E’ da ricordare, che tale termine deve essere considerato perentorio con l’effetto di rendere inammissibile, nel merito, l’opposizione proposta dopo la sua scadenza (principio affermato dalla Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n.4506 del 27 febbraio 2007). Modalità di consegna dell’avviso di addebito agli ADR La modalità e i termini di consegna sono stati definiti con la Determinazione del Presidente n. 72 del 30 luglio 2010, allegata alla circolare 168/2010. Il nuovo sistema determina il superamento, con effetto dal 1 gennaio 2011, dell’attuale modalità di gestione del credito sotto due ordini di profili: a. abolizione della formazione e consegna del Ruolo all’Agente della Riscossione b. abolizione della cartella

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IL CONSULENTE di pagamento come titolo per l’attivazione del recupero da parte dell’Agente della Riscossione. In ogni caso, per i crediti per i quali la formazione e la consegna dei ruoli è stata effettuata entro il 31 dicembre 2010, l’ADR continuerà a procedere al recupero coattivo attraverso la cartella di pagamento, ancorché notificata nel corso dell’anno 2011. Avviso di addebito da omissione contributiva L’avviso di addebito da omissione contributiva, riguarda la contribuzione denunciata e non versata, in tutto o in parte alle scadenze di legge, ovvero versata in ritardo. Il tipico esempio potrebbe essere quello del mancato versamento alle scadenze mensili della contribuzione denunciata con l’Uniemens . L’INPS fa presente, tenendo conto di quanto previsto dall’art. 24, comma 2, del D.Lgs. 26.02.1999, n. 46, che continuerà ad avvalersi della facoltà, prima di emettere l’avviso di addebito, di richiedere il pagamento al debitore mediante avviso bonario. Di conseguenza, la formazione e la notifica dell’avviso di addebito avverrà solo dopo che il debitore non abbia provveduto al pagamento nei termini fissati nell’avviso bonario. Non saranno oggetto di avviso di addebito i crediti rientranti in un piano di rateazione; lo stesso discorso vale per i crediti inseriti in un piano di rientro, che, come noto, interessa soltanto la contribuzione dovuta dalle aziende che operano con il sistema UniEmens ( mess. 19684/2010).

Avviso di addebito da accertamento L’avviso di addebito da accertamento, riguarda i crediti accertati a seguito di verifica ispettiva dell’INPS o di altri Enti o a seguito di accertamento d’ufficio notificato con lettera di diffida. Per la formazione dell’avviso di addebito, in entrambe le fattispecie, al contribuente verrà intimato di adempiere il pagamento della contribuzione dovuta, entro 90 giorni dalla notifica

Ricorso amministrativo avverso l’atto notificato, entro lo stesso termine per il pagamento, cioè 90 giorni.

dell’atto di accertamento o della lettera di diffida. Al soggetto, viene data la possibilità di proporre ricorso amministrativo avverso l’atto notificato, entro lo stesso termine per il pagamento, cioè 90 giorni. In caso di presentazione di ricorso amministrativo, si avrà la sospensione dell’azione di recupero fino alla decisione da parte del competente organo amministrativo. A tal proposito, bisogna tener conto del fatto che nel caso in cui la decisione del ricorso non intervenga nei termini di decadenza fissati dall’art. 25, comma 1, del D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, l’INPS procederà alla formazione e alla notifica dell’avviso di addebito riferito

ai crediti oggetto di gravame . E’ da ricordare, come fatto cenno in precedenza, che tale disposizione, limitatamente al periodo compreso fra il 1 gennaio 2010 ed il 31 dicembre 2012, non si applica ai contributi non versati e agli accertamenti notificati dall’Istituto successivamente alla data del 1° gennaio 2004. Nell’ipotesi in cui il ricorso venga respinto, il contribuente sarà invitato a pagare le somme dovute entro 10 giorni dalla notifica dell’esito del ricorso stesso, altrimenti si darà luogo alla formazione e notifica dell’avviso di addebito. Se il ricorso viene accolto parzialmente, si ridetermina l’importo addebitato e l’INPS richiederà al debitore il pagamento della somma rideterminata, che dovrà essere versata entro 10 giorni dalla notifica della lettera di diffida. In caso di mancato pagamento nel termine assegnato, come previsto per il caso della reiezione, per gli importi ancora dovuti verrà formato e notificato al debitore l’avviso di addebito. Nel caso in cui sia decorso il termine di 90 giorni dalla notifica dell’atto di accertamento o della lettera di diffida e non venga inoltrato ricorso e il debitore non provveda al pagamento della contribuzione richiesta, verrà formato e notificato l’avviso di addebito che, scaduti i termini per il pagamento (60 giorni dalla notifica) ed in assenza di opposizione (40 giorni dalla notifica), consentirà all’Agente della Riscossione di procedere all’attivazione delle azioni di recupero coattivo. Rateazioni in fase amministrativa N U M E RO 4

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Infine, l’istituto fa presente che il nuovo sistema di riscossione effettuato, in luogo dell’iscrizione a ruolo, dal 1° gennaio 2011 con l’avviso di addebito avente valore di titolo esecutivo, richiede la regolamentazione della modalità di gestione della rateazione dei crediti concessa dall’Istituto e disciplinata, da ultimo, dalle circolari n. 106 del 3 agosto 2010 e n. 148 del 24 novembre 2010. A tal proposito, veniva fatta riserva di fornire apposite istruzioni. Con circolare 4 del 13 gennaio 2011, l’Istituto sciogliendo la riserva di cui fatto cenno, ha illustrato le nuove modalità di accesso alla rateazione amministrativa, intendendosi per tale quella dei crediti per i quali l’INPS deve ancora procedere alla formazione dell’avviso di addebito e alla contestuale consegna ad Equitalia. Infatti, come fatto cenno in precedenza, avvenuta la consegna dell’avviso di addebito ad Equitalia i crediti potranno essere richiesti in dilazione solo e direttamente al competente Agente della Riscossione individuato in base al domicilio fiscale del debitore alla data di formazione dell’avviso di addebito. Per quanto concerne la dilazione amministrativa, l’Istituto fa presente che in seguito alla definizione della gestione della domanda di rateazione con la sottoscrizione del piano di ammortamento da parte del contribuente che alla stessa data deve avere già versato la prima rata con modello F24, il piano medesimo non verrà più trasferito ad Equitalia con le modalità adottate fino al 31 dicembre 2010.; di conseguenza, non ci sarà più il ruolo N U M E RO 4 30 APRILE 2 0 1 1

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spontaneo. Il versamento delle rate successive alla prima, sarà effettuato mensilmente, sempre con modello F24, riportando la causale ed i codici già utilizzati per il versamento della prima rata; in particolare, il pagamento di ogni rata mensile, successiva alla prima, dovrà avvenire entro i 30 giorni successivi alla scadenza del pagamento della rata precedente. Nell’ipotesi in cui il contribuente non provveda al versamento di due rate consecutive, l’INPS procederà alla revoca della dilazione ed i crediti residui verranno affidati all’Agente della Riscossione per il recupero coattivo. E’ importante sottolineare, che tali crediti non potranno essere oggetto di successivi provvedimenti di concessione di rateazioni da parte dell’Agente della Riscossione. Con messaggio 1484 del 21 gennaio 2011, vengono spiegate le modalità di gestione della nuova rateazione amministrativa, evidenziando che per consentire la corretta canalizzazione dei versamenti delle rate, la lettera di accoglimento della domanda emessa dalle procedure, riporterà le modalità di compilazione della sezione INPS del modello F24. Viene ricordato, che il regolare versamento della contribuzione corrente alla data di presentazione della domanda con il riconoscimento incondizionato del debito richiesto in rateazione, sono requisiti necessari per l’accoglimento della stessa. A tal proposito, viene ribadito, che l’accertata irregolarità del versamento dei contributi correnti e/o il mancato versamento di due rate consecutive comporterà la revoca della rateazione ed il resi-

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duo credito sarà richiesto con l’avviso di addebito con valore di titolo esecutivo che verrà contestualmente consegnato all’Agente della Riscossione. Infine, viene precisato che la nuova modalità di gestione delle dilazioni trova applicazione oltre che per le domande presentate dal 1 gennaio 2011 anche per quelle già definite con l’accoglimento anteriormente alla stessa data ed in attesa di essere gestite con le pregresse modalità. Considerazioni E’ da sottolineare come le novità introdotte in tal senso hanno creato non pochi problemi, soprattutto alle piccole aziende. L’Inps, fino all’emanazione della circolare 106/2010, si era distinto, ad esempio rispetto all’INAIL, in quanto con la legge 31/2008, non si era spogliato della competenza in merito alla dilazione dei debiti contenuti in cartella, ma aveva lasciato l’alternatività, cioè era possibile dilazionare i debiti previdenziali in cartella o presso l’Istituto o presso Equitalia. Questa scelta, aveva permesso, come si diceva in precedenza, in particolare alle piccole aziende, di mantenere in vita l’attività attraverso ad esempio il rilascio del DURC per ottenere i pagamenti, magari per piccoli lavori fatti per le Pubbliche Amministrazioni. Ci riferiamo alla possibilità di dilazionare presso l’Istituto di previdenza sia i debiti in fase amministrativa che iscritti a ruolo e contenuti nella cartella; in questo modo, se il contribuente aveva degli altri debiti iscritti a ruolo, evitava il DURC non regolare, dato che poteva dilazio-


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IL CONSULENTE nare la cartella INPS presso lo stesso Istituto. Ora, con le nuove regole, questo non sarà più possibile, in quanto la dilazione su cartella esattoriale – avviso di addebito, essendo di esclusiva competenza di Equitalia, Agente di riscossione, la dilazione dovrà comprendere tutti i debiti contenuti nelle cartelle esattoriali e non soltanto quello dell’INPS. Infatti, se un contribuente, in difficoltà, non ha pagato quanto dovuto all’Agenzia delle entrate, la dilazione dovrà comprendere oltre che i debiti INPS anche questi debiti e cosi via; se ad esempio, ha anche debiti verso il Comune per l’immondizia, o per l’ICI, ecc. Fra l’altro, è da considerare che nel caso in cui non si riesca a rispettare la dilazione amministrativa INPS, il debito relativo, in caso di revoca della dilazione, non potrà essere più oggetto di nuova rateazione presso Equitalia. E’ da considerare che si è cercato di compensare attraverso il pagamento delle rate della dilazione amministrativa presso l’INPS, con il pagamento tramite F24 e non più con il ruolo spontaneo. In questo modo si fa risparmiare al contribuente le spese inerenti al ruolo stesso. Certo il contribuente che non paga quanto dovuto allo Stato, nel suo complesso, deve essere “sanzionato” adeguatamente, ma se si fa in modo che lo stesso sia messo in grado di pagare il dovuto conviene a tutti.

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VOCI DAL TERRITORIO

IL TERRITORIO La consulta ha sede in Fonte Nuova ( Rm ) Via G. Boccaccio, 35. Comprende l’area del Nord Est di Roma e precisamente i seguenti Comuni: Anguillara Sabazia, Bracciano, Campagnano di Roma , Canale Monterano, Capena, Castelnuovo di Porto, Civitella San Paolo, Fiano Romano, Filacciano, Fonte Nuova, Formello, Magliano Romano, Manziana, Mazzano Romano, Mentana, Monterotondo , Nazzano, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Sacrofano, Sant’Oreste, TorritaTiberina, Trevigiano Romano . Frutto del decentramento del Consiglio Provinciale di Roma, costituisce oggi un nuovo punto di riferimento tra i Consulenti del Lavoro, Pubblica Amministrazione, Imprenditori e Cittadini, nei comuni interessati e non, avvicinando sempre piu’ la realta’ sociale che ci circonda a quella professionale . E’ un territorio molto esteso: conta circa 275.890 abitanti ricco di storia antica gia’ rilevabile dal 400-300 a.C. dominato dai Capenati e dai Falisci , fino ad arrivare ai nostri tempi dove non a caso l’ultimo comune nato il 15 Ottobre del 2001 e’ Fonte Nuova (Rm), gia’ comune di Mentana , dove si ricordano nel 1867 i primi movimenti di volontari garibaldini. Ricordiamo il lago di Bracciano con i suoi graziosi paesi di Trevignano, Bracciano ed Anguillara Sabazia, mentre a Martignano lo specchio d'acqua è immerso in una splendida solitudine tra i campi. Per quanto i centri storici non sempre sono compresi all'interno dei confini, ben dieci sono i Comuni interessati dal territorio del parco. Il territorio protetto si estende infatti tra la provincia di Roma e quella di Viterbo, e comprende anche i Comuni di Campagnano, Bracciano, anguillara sabazia, Campagnano, Manziana, Trevigliano. Si tratta di piccoli centri, con una popolazione tra i 1000 e 15000 abitanti accresciutasi rapidamente negli ultimi anni a causa della vicinanza con la Capitale. Luoghi densi di storia e tradizione, caratterizzati da una profonda comunione con la natura di quest'area Molte sono le zone Etrusche sparse sul territorio , le famiglie che si sono insediate come gli Odescalchi , gli Orsini, Anguillara, i Colonna , i Malatesta, i Grimaldi, i Salvati, i Casilli e i Duranti, artisti come Francesco di Giorgio Martini e Giacomo del Duca ( allievo di Michelangelo ) . Gli obiettivi preposti sono : - creare una rete di comunicazione coinvolgendo l’intera categoria di Professionisti e trovare insieme una soluzione a problemi specifici sul territorio; - rendere vicini gli utenti tramite un uso intelligente e razionale delle risorse disponibili; - promuovere un occupazione utile e conforme alle esigenze di mercato; - consentire sviluppo per piccole e micro imprese.

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LA COMPOSIZIONE DELLA CONSULTA QI Presidente FEROCE UMBERTO Altri componenti RICOTTI EMANUELE ARCANGELI ROBERTO BUONOCORE LUIGI GIROLIMETTI SABRINA D'ERCOLE ANTONIO PAGNOZZI SABRINA

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VOCI DAL TERRITORIO

A CONSULTA QI

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"Parco degli acquedotti" foto di Marco Cocceio Nerva


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