IL CONSULENTE IL CONSULENTE THE WORLD OF
Periodico telematico Reg. Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011
THE WORLD OF
Butterfly foto dii nickwheeleroz
NUMERO 29 - ANNO II - 15 LUGLIO 2012 BERTUCCI Una lettura diversa della riforma Fornero
ADALBERTO
EUFRANIO MASSI
La riforma del lavoro: prospettive ed obiettivi GIUSEPPE MARINI Un Bosone piccolo piccolo ... ANDREA TOMMASINI Sanremo, il lavoro ... della musica N U M E RO 2 9
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Pubblicazione Quindicinale Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma
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Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma
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In copertina: "Butterfly" foto dii nickwheeleroz
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Adalberto Bertucci
Una lettura diversa della riforma Fornero
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Eufranio Massi
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Riforma del lavoro: prosepttive ed obiettivi
Giuseppe Marini
Un Bosone piccolo piccolo ...
Michele Regina
Dimissioni col bollino di qualità
Maurizio Villani e Paola Rizzelli
Scontrino o ricevuta? lo decide il contribuente
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Periodico telematico Reg. Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Ro ma Pubblicazione quindicinale
Direttore responsabile Antonio Carlo Scacco
Comitato scientifico
Gabriella Di Michele - Aldo Forte - Giuseppe Sigillò Massara - Pierluigi Matera Antonio Napolitano - Mauro Parisi - Vincenzo Scotti Virginia Zambrano
Progetto grafico e digitalizzazione Antonio Carlo Scacco
Redazione
Eleonora Marzani
Massimiliano Pastore Daniele Donati
Giuseppe Marini
Andrea Tommasini
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Rubriche Cari Consigli vicini e lontani Intervista a Lanfranco Principi (Latina)
Andrea Tommasini Sanremo, il lavoro .... della musica
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Foto Polyommatus thersites....!!! di Igcor by Flickr
Aldo Persi
Editore
Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma 00145 Roma - via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06/89670177 r.a. - Fax 06/86763924 Segreteria: segreteria@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico - Legge 11-11979 N.12
TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 14 luglio 2012
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E ED D II TT O OR R II A A LL E E
UNA LETTURA DIVERSA DELLA RIFORMA FORNERO
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IL CONSULENTE
INTERVISTA A lanfranco principi
CARI CONSIGLI ...
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PREPARAZIO
TELEMATIZZAZIO
CONSULE
PROFESSIONALITA'
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...VICINI E LONTANI
ONE,
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ONE PER I
ENTI N U M E RO 2 9
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COMPOSIZIONE CONSIGLIO PROVINCIALE DI LATINA Presidente PRINCIPI LANFRANCO Segretario TODINI LUIGI Tesoriere CICCONE REMO Consigliere IANNIELLO ANTONIO Consigliere NARDONE PASQUALE Consigliere MANCINI ERMANNO Consigliere CASSARO MARIO Consigliere MARAFINI PAOLO
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COMPOSIZIONE COLLEGIO REVISORI CONTI Presidente ZANGRILLO FRANCESCO Componente PARISELLA ALESSANDRO Componente BIZZI RITA
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Latina città, foto di kombax
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eufranio massi
LA RIFORMA DEL LAVORO: PROSPETTIVE ED OBIETTIVI Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma
MODIFICA
LA DELL'ARTICOLO 18 NON E' DESTINATA A
CREARE
NUOVA OCCUPAZIONE
Le modifiche introdotte con la legge n. 92/2012 hanno fatto parlare lungamente sia gli opinionisti che gli addetti ai lavori, soprattutto, per un fatto: la modifica dell’art. 18 della legge n. 300/1970 che ha disciplinato la reintegra nel posto di lavoro in caso di
licenziamento illegittimo. Si è parlato di modifica della norma secondo una “prospettiva di crescita”, ma si può senz’altro sostenere che, al di là di false aspettative o intendimenti volutamente “capziosi”, la modifica dell’art. 18 non è destinata a creare nuova occupazione, in quanto sono le politiche industriali che promuovono tale incremento. Detto questo, va sottolineato
come il provvedimento “Fornero”, estremamente complesso, in quanto, in via progressiva (essendo taluni istituti destinati ad entrare in vigore nei prossimi anni) ridisegnerà anche il sistema degli ammortizzatori sociali, cerchi di sperimentare un mix tra garanzie per chi offre il proprio lavoro e la flessibilità di chi la utilizza, cercando di favorire, laddove possibile, la
Antonio Chrico è Professore Associato di Ragioneria presso l'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” N U M E RO 2 9
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c.d. “flessibilità buona” in entrata. Se una lezione si vuol trarre da ciò che è avvenuto dal 2008 in poi (e dalla crisi non siamo ancora usciti) è che, a fronte delle difficoltà sempre maggiori, i giovani ed i precari si sono trovati “sguarniti” da ogni difesa: i lavori a chiamata e quelli accessori ed occasionali, sono diminuiti, le collaborazioni coordinate e continuative con progetti più o meno probabili, si sono diradate come le prestazioni “paraprofessionali” con partita IVA, gli istituti di credito non hanno più concesso mutui in presenza di “lavori non sicuri nel tempo”, toccando le aspettative di vita dei singoli. Tutto questo ha creato malumore crescente, distacco sempre maggiore dal mondo produttivo, in quanto i giovani si sono sentiti sempre più ai margini. Si dirà che la crisi ha colpito duramente anche coloro che avevano un’occupazione: ma questi ultimi, pur nella gravità, sono stati colpiti meno dei giovani in quanto il collaudato sistema degli ammortizzatori sociali (CIGO, CIGS nelle varie ipotesi, CIG in deroga, contratti di solidarietà difensivi, indennità di mobilità, fondi di solidarietà contrattuali, mobilità lunga) ha ben operato, consentendo di attenuare gli effetti della crisi. Se è possibile effettuare un piccolo paragone si può dire che, nella massima parte, i giovani, non hanno perso un lavoro ma la speranza di un
nuovo contratto (precario o flessibile). Di qui, il disegno ispiratore della riforma (sul quale, evidentemente, si possono avere opinioni diverse e del tutto legittime): la flessibilità che deve essere connaturata a tutto il rapporto di lavoro viene, in un certo senso, “spalmata” nella fase di ingresso, di gestione tra un rapporto e l’altro e di uscita. Per quel che riguarda la prima fase, quella di ingresso, il Legislatore ha inteso rivisitare una serie di contratti di lavoro in favore della c.d. ”flessibilità buona”, in parte riuscendoci e, in parte, con minori risultati (almeno a livello prognostico, atteso che come tutte riforme, esse potranno essere valutate, sul campo, dopo un rodaggio di medio termine). Il contratto di lavoro a tempo indeterminato diviene il “contratto dominante”, quello che dà sicurezza e, in questa logica, vanno esaminate le modifiche che hanno riguardato altre tipologie come, ad esempio, l’apprendistato, riportato, pressoché interamente, nella forma professionalizzante, nell’alveo della formazione aziendale, e che tende a favorire la qualificazione professionale dei giovani, in una modalità che è intesa quale investimento per la stessa azienda. Ed il discorso può continuare anche per il contratto a tempo determinato ove, accanto ad alcune rigidità correlate sia alla proroghe che ai rinnovi (ma forse,
prossimamente, il Parlamento proverà a correggerle), viene introdotta una grossa novità: il primo contratto a termine, di durata massima pari a dodici mesi senza alcuna proroga, può essere stipulato senza la rigidità di alcuna causale. Anche per il contratto “a chiamata” ove, sostanzialmente, l’impianto della tipologia è rimasto inalterato, sono state aggiunte alcune modifiche che, al di là di un ovvio “appesantimento” burocratico, hanno lo scopo precipuo di “sapere”, in un’ottica di legalità sovente disattesa, quando un lavoratore intermittente venga utilizzato. Al contempo, si comprendono anche le novità in materia di collaborazioni coordinate e continuative (con l’esclusione dei compiti elementari e ripetitivi), di partite IVA (con l’introduzione di elementi decisivi a verificare la loro legittimità) e di associati in partecipazione (rispetto ai quali, forse, si sarebbe potuto pensare ad una norma più attenuata che salvasse le tipologie contrattuali veramente “autentiche”). Tutto questo che ho, sia pure succintamente, evidenziato, persegue la finalità di favorire lo sviluppo di una occupazione di qualità: obiettivo che, per le note difficoltà attraversate dal nostro Paese, non può essere di breve periodo ma va raggiunto in un arco temporale più lungo. Ma come dicevo pocanzi, l’obiettivo del Legislatore è anche quello di assicurare per N U M E RO 2 9
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quanto possibile, un passaggio “gestito” e protetto da un contratto all’altro, attivando una serie di garanzie attraverso la nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI), destinata a superare progressivamente la vecchia indennità di disoccupazione, l’indennità di mobilità e le forme integrative del reddito (quali oggi conosciamo), in una logica di tutela delle forme flessibili e precarie. Il nuovo articolo 18 (e qui si passa alla “gestione” dell’uscita) si caratterizza per l’introduzione di una sorta di “flessibilità moderata”, rispetto alla vecchia impostazione normativa che, già nel titolo della rubrica, recava l’impostazione voluta dal Legislatore dell’epoca:“reintegrazione nel posto di lavoro”. Con questa scelta si cerca rendere, nei limiti del possibile, un po’ più attrattivo il contratto a tempo indeterminato che, in passato, ha anche “scontato” la rigidità in uscita che ha generato molte forme di lavoro flessibile, pensate proprio per sfuggire ad una specie di indissolubilità del contratto di lavoro. A ben vedere, il collegato lavoro (legge n. 183/2010) aveva pensato a clausole compromissorie alternative al giudizio ma esso aveva escluso, per volontà comune delle parti sociali ma anche, soprattutto, per l’intervento del Presidente Napolitano che aveva rinviato alle Camere il precedente N U M E RO 2 9
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testo, le questioni relative alla risoluzione del rapporto di lavoro (per la cronaca, l’arbitrato alternativo al giudizio non è ancora decollato neanche per le ipotesi residue). Senza andare nello specifico dei singoli argomenti si può evidenziare come la tutela in caso di recesso nelle imprese con più di quindici dipendenti (in quelle più piccole resta la normativa risarcitoria individuata dalla legge n. 108/1990) si sostanzi nella: a) c.d. “reintegrazione piena” (art. 18, commi 1, 2 e 3): essa ricorre in tutti i licenziamenti nulli per discriminazione, perché adottati durante il periodo di “tutela” a causa del matrimonio, della maternità o della paternità, perché giustificati da un motivo illecito determinante, perché intimato in forma orale, oltre alle ipotesi discriminatorie (pur essendo adottato per giustificato motivo oggettivo), o perché inefficace. Oltre alla reintegrazione spettano al dipendente un risarcimento del danno (non inferiore a cinque mensilità della retribuzione globale di fatto) pari a quanto maturato dalla data del recesso fino alla reintegra (la somma può essere effettivamente ridotta “scalando” dall’importo quanto percepito per lo svolgimento di altra attività). Alle somme appena descritte si accompagna il pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali; b) c.d. “reintegrazione
depotenziata (art. 18, comma 4): essa ricorre nell’ipotesi del licenziamento disciplinare illegittimo per giusta causa o giustificato motivo allorquando non sussista il fatto contestato o il fatto rientra tra le previsioni contrattuali o del codice disciplinare che prevedono una sanzione di natura conservativa. La reintegra si applica anche allorquando si dimostri che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo sia stato determinato da ragioni disciplinari per le quali il giudice rilevi la manifesta insussistenza, per inidoneità psico – fisica , per violazione dell’art. 2110, comma 2, c.c., per violazione della procedura, per violazione dei criteri di scelta nel licenziamento collettivo al termine della procedura di riduzione di personale. Oltre alla reintegrazione nel posto di lavoro spetta un risarcimento del danno che non può superare le dodici mensilità sul quale grava “in deminutio” non soltanto quanto già percepito con altra attività lavorativa (“aliunde perceptum”) ma anche quanto avrebbe potuto percepire il lavoratore ricercando con diligenza un altro lavoro (“aliunde percipiendum”): a tutto ciò si accompagna il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della riammissione in servizio; c) c.d. “indennità risarcitoria onnicomprensiva”: essa trova applicazione nei licenziamenti di natura
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disciplinare (laddove non è prevista la reintegra), in quelli per giustificato motivo oggettivo, laddove non sia prevista la reintegra ed in quelli adottati a seguito di procedura di riduzione collettiva di personale, allorquando si constati una violazione dell’iter e non sia stato sanato (per la sola comunicazione, come previsto dall’art. 1, comma 45) il vizio. L’indennità ha una natura risarcitoria e sanzionatoria ed è compresa tra le dodici e le ventiquattro mensilità determinate e motivate dal giudice sulla base di alcuni parametri riconducibili all’anzianità del lavoratore, al
LICENZIAMENTO ECONOMICO SI DEVE CONTO DELLE INZIATI-
NEL
TENERE
VE ASSUNTE DAL DI-
FINALIZZATE A TROVARE UNA NUOVA OCCUPAZIONE
PENDENTE
numero dei dipendenti, alle dimensioni dell’attività economica, al comportamento tenuto dalle parti. Nel licenziamento per motivi economici si deve, altresì, tenere conto, delle iniziative assunte dal dipendente finalizzate a trovare una nuova
occupazione e comportamento tenuto dalle parti in sede di conciliazione preventiva presso la Direzione territoriale del Lavoro. E’ questa una novità introdotta dal Legislatore con una modifica all’art. 7 della legge n. 604/1966 laddove, mutuando, per certi versi, la procedura collettiva prevista dall’art. 4 della legge n. 223/1991, ha fissato avanti alla commissione provinciale di conciliazione istituita ex art. 410 cpc, un incontro finalizzato a trovare una soluzione transattiva diversa dal licenziamento, con il contributo fattivo e la partecipazione attiva dell’organo collegiale. Senza andare oltre nel merito della nuova procedura (che, a mio avviso, merita una riflessione “ad hoc”) non può che essere vista con positività, atteso che la stessa va a svolgere, in via pre – giudiziale, un compito che, se ben svolto, dovrebbe “sgravare” la Magistratura da una serie di ricorsi; d) c.d. “indennità risarcitoria onnicomprensiva ridotta”: essa trova applicazione in presenza di licenziamenti viziati da vizi procedurali, come il difetto di motivazione, il mancato rispetto dell’iter previsto dall’art. 7 della legge n. 300/1970 o dell’art. 7 della legge n. 604/1966. Ovviamente ciò non opera nel caso in cui il giudice accerti un difetto di giustificazione nel recesso. L’indennità risarcitoria è compresa tra un
minimo di sei ed un massimo di dodici mensilità ed è “graduata” con motivazione sulla base dei criteri individuati dall’art. 18, comma 5 (di cui, peraltro, ho già parlato) e dalla gravità della violazione formale o procedurale commessa dall’imprenditore.
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giuseppe marini
UN BOSONE PICCOLO PICCOLO...
Per quanto attiene al 'Bosone' penso che per il mondo scientifi co (almeno per una parte) sia una grande notizia! Almeno per il gran battage, che in questi giorni si è fatto, sui media mondiali per santificare l’evento!
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Esultano i Fisici, i titolisti colpi scono forte … " Scoperta la “particella di Dio” ". Poi nei giorni che hanno seguito, leggendo le testate su cui mi aggiorno quotidianamente (il Fo glio e Il Fatto Quotidiano), noto
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però che tra gli scienziati stessi ci sono visioni... che invitano a maggiore serena riflessione! A più calma! 1) “Abbiamo compiuto un passo fondamentale nella comprensio
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ne della natura la scoperta di una particella consistente come il bosone di Higgs, apre la strada a studi più dettagliati, che richie dono statistiche maggiori, e che ci faranno scoprire le proprietà della nuova particella, proba bilmente gettando la luce sui mi steri dell’universo” (il direttore generale del Cern, Rolf Heuer) 2) " [...] a questo punto i fisici hanno tutto ma … non hanno niente. Nel senso che, se confermassero la scoperta dell’Higgs, il Modello Standard sarebbe completo, funzione rebbe alla perfezione, ma non avremmo più nessuno spunto per capire dove agire per ri solvere i grandi problemi concettuali della fisica moderna, che restano in piedi, [...] E ora?” … (il direttore del centro di Mate matica e Fisica Teorica di Roma dell’Università di Roma Tor Vergata, Roberto Longo). Altro che perplessità... Proprio dalla lettura dei caleido
scopici articoli e dalla Fede che nutro, nasce l’ossimoro dello “scettico/credente” che cerca una chiave di lettura – per la ‘scoperta’ scevra da enfasi le gate al momento e più vicina alla realtà. “Einstein sosteneva che la realtà (fatta di materia, radia zione, ecc.) fosse un elemento oggettivo, che esiste indi pendentemente dalla presenza o meno di un osservatore e indi pendentemente dalle interazioni che può avere con altra materia o radiazione. Bohr, al contrario, sosteneva che la realtà (dal punto di vista del fisico, chiara mente) esiste o si manifesta solo nel momento in cui viene os servata anche perché, faceva notare, non esiste neanche in li nea di principio un metodo atto a stabilire se qualcosa esiste mentre non viene osservato.” … lo scritto di qualcun altro anche lui teso alla ricerca della Verità! A metà dell’altro secolo quando ero bambino, per farmi rimanere legato al Trascendente, mi raccontavano che i Ricercatori
dell'Immanente, gli Illuministi, i legati alla Logica raziocinante, hanno sempre bisogno di teo rizzare, di controbattersi, di spo stare sempre più in là i limiti per poi giungere a risultati per lo più legati a inconsistenza... Rifletto sugli accadimenti e non posso che prendere atto che, fi nalmente, si è definito completa mente il ‘Modello Standard’ dove sono così descritte tutte le parti celle fondamentali. Però, non contento, continuo a ricercare e leggo un articolo, sul sito de Il Fatto Quotidiano, e vi trovo scritto: "Il Modello Standard, che attendeva avidamente la sco perta del bosone, descrive tutte le particelle fondamentali, le loro interazioni, ma tutta la materia che vediamo non supera il 4 per cento del totale. Una nuova particella, una versione esotica del bosone di Higgs, potrebbe aiutarci forse a capire il restante 96 per cento dell’Universo che resta finora oscuro."!!!!.... Mi sono domandato, allora: Di
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cosa dobbiamo esultare? Di aver scoperto, in circa 100mila anni di evoluzione umana, COMPLETAMENTE il 4% del necessario... Allora per credere nella Creazio ne? Nel frattempo che si riesca a percepire cosa potremo tro vare nel restante 96%, a chi credere? A Einstein o a Bohr? Quante domande a cui non so dare esaustiva risposta! Chissà cosa avrei potuto ri spondere se fossi stato un grande ‘Matematico’… un mio grande desiderio è stato quello di stu diare, queste e tante altre cose, ma evi dentemente non ne avevo le capacità oltre che il tempo. Mi è stata utile, per tentare di colmare il gap … la lettura! E allora mi investono – in tempo reale i ‘bo
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soni’ e mi ritornano in mente: I dibattiti ecclesiali sul sesso degli Angeli; Le dispute sulla lana (di pecora o di capra?); Il consesso dei grandi Matematici in cui, gli intervenuti, si sfidavano nella ri
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cerca del numero di massima accezione e dovevano dire, ognuno a sua volta, il numero più grande...senza trovare fine... E, non accettando un si fatto di cose, vado al sodo! Sul Creato, sulla natura, su me che ne faccio parte ...Io non posso far altro che Credere! "Perché Io credo in Colui che ha fatto il mondo". Non è una frase mia, ho parafrasato il titolo di un libro che potrebbe essere utile leggere per capire meglio la mia scettica critica all’enfasi sul ‘bosone’. Un libro che è scritto da un grande Credente!... Anto nino Zichichi, uno "scienziato", di fama mondiale, ricercatore, guarda caso, proprio sulle particelle fonda mentali. Uno scritto che è rima sto nel tempo poco confutato dal Razioci nio 'della mente'... [Solo Ovifreddi ha
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mortrax di Punk Marciano
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tentato di ‘deni grare’ gli assunti da egli espres si (“… considerarlo un povero iddiota (con due "d", come i suoi lettori) … un vero "imbarazzo" per la scienza”…) ndA]. C’è da dire che Zichichi a suo modo ha cercato, coordinando Mente e Cuore, di dipanare le sue teorie e ha avuto il coraggio, indifferente alle considerazioni cattive del suo ‘mondo’, di esporle. Indirettamente le ho fatte mie e, mi permetto di suggeri re al lettore una mia Via: Non serve sapere, il 100% delle particelle fondamentali o sperare in un prossimo Modello Standardbis, per calmare la sete di ‘conoscenza’, occorre guardarsi ‘dentro’ e Cre dere a un … Creatore Benefattore e semplicemente godere delle bellezze che, per sua volontà, ci sfiorano e che, per non saper interpretare i Suoi segni, il più delle volte non vediamo!
Viterbo magica di Sasha Etnelav N U M E RO 2 9
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michele regina
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DIMISSIONI COL BOLLINO DI QUALITA'
CON LA
"RIFORMA" FORNERO SI
REGISTRO IN TEMA DI DIMISSIONI CAMBIA
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SCONTRINO O RICEVUTA? LO DECIDE IL CONTRIBUENTE
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maurizio villani e paola rizzelli
STABILIMENTI BALNEARI,
ALL'EMISSIONE DI FATTURA SE DEL CLIENTE, IL CONTRIBUENTE INDIFFERENTEMENTE NEGLI OBBLIGATI
NON
NON SU RICHIESTA
AVVELERSI DELLA RICEVUTA PUO'
FISCALE
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O DELLO SCONTRINO
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Graduate, foto di Di Nasser Almulhim
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IL CONSULENTE
I MISTERI DI ROMA
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SANREMO, IL LAVORO..
andrea tommasini
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.. DELLA MUSICA
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MORANDI CON BIDIEL E IO HO SEMPRE VOGLIA
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