THE WORLD OF
IL CONSULENTE THE WORLD OF
Periodico telematico Reg. Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011
IL CONSULENTE
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NUMERO
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15 DICEMBRE 2011
ADALBERTO BERTUCCI Scadenze da onorare ANTONIO CARLO SCACCO Un Accordo "storico" DANIELE DONATI Idee per la crisi MAURIZIO VILLANI La difesa del contribuente (terza produttività 2011
parte) MICHELE REGINA Sgravi sulla N U M E RO 1 7
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Pubblicazione Quindicinale Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma
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Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma
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In copertina: l'Accordo CPO Roma Ancl UP Roma del 6 dicembre 2011
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Adalberto Bertucci
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Antonio Carlo Scacco
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Scadenze da onorare
Un accordo "storico"
a cura del Consiglio dell'UP ANCL Roma Il commento dell'Ancl romana
Daniele Donati Idee per la crisi
Michele Regina Sgravi sulla produttività 2011
Maurizio Villani La difesa del contribuente (3a parte)
Rubriche
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Voci dal Territorio Intervista a Pasquale Calzetta (XII Municipio) di Andrea Tommasini
I Misteri di Roma Il Natale e Roma di Andrea Tommasini
Vita nell'Ordine ... Ordine nella vita
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IL CONSULENTE N UMERO 17
15 DICEMBRE 2011
T H Tribunale E W O R L D diO FRoma n. 280 Periodico telematico Reg. del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Ro ma Pubblicazione quindicinale
ADALBERTO BERTUCCI
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E ED D II TT O OR R II A A LL E E
SCADENZE DA ONORARE Care amiche, cari amici
L’anno che volge al termine, ne converranno tutti, è stato denso di rilevanti novità per le libere professioni e, forse, di veri e propri colpi di scena.
Sul fronte della nostra previdenza le cose non vanno meglio. Se le Casse non dimostreranno di saper far tornare i conti per i prossimi cinquanta anni (e perché non cento?), passeranno d'amblè al contributivo.
Intanto segnaliamo la misura, di vero e proprio stampo draconiano, secondo la quale se, entro il 13 agosto del 2012 non si procederà al riordino degli Ordini, verrà Progetto grafico e digitalizzazione automaticamente meno tutto Antonio Carlo Scacco l’impianto normativo sul quale si Redazione fondano.
La solita “manina emendante” ha spostato i termini di 3 mesi , al 30 giugno 2012; ma dietro la manina non è difficile scorgere la zampetta di un gatto affamato che comincia a leccarsi i baffi.
Direttore responsabile Antonio Carlo Scacco
Comitato scientifico Gabriella Di Michele - Aldo Forte - Giuseppe Sigillò Massara - Pierluigi Matera Antonio Napolitano - Mauro Parisi - Vincenzo Scotti Virginia Zambrano
Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati
Verrebbe da pensare che, se una volta era costume gettare il cuore oltre l’ostacolo, adesso va di moda gettare il cervello.
Una richiesta difficile, certo; ma non impossibile come sarebbe stata quella di chiedere all’Inps di dimostrare la solidità tecnica dei suoi conti anche solo per i prossimi cinque minuti.
Giuseppe Marini Andrea Tommasini Aldo Persi
Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma 00145 Roma - via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06/89670177 r.a. - Fax 06/86763924 Segreteria: segreteria@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico - Legge 11-11979 N.12
Per contributi e suggerimenti TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it
Questo numero è stato chiuso in redazione il 14 dicembre 2011
Fortunatamente un emendamento dell’ultima ora ha limitato la decadenza solo a quelle norme in contrasto con i principi di “libertà” contenuti nella legge 148. Contestualmente ci sentiamo rassicurati dalle affermazioni della Guardasigilli Severino secondo le quali si comincerà a lavorare sulle liberalizzazioni degli Ordini fin “dal primo giorno utile del mese di Gennaio”. E’ chiaro a tutti quali sono le vere emergenze del Paese: perché perdere tempo?
Ci rimboccheremo le maniche, come al solito, da gente avvezza a onorare le scadenze. E le onoreremo, come sempre. Per il momento la scadenza che invitiamo tutti ad onorare è quella, inemendabile, del Santo Natale.
Senza rimboccarci le maniche. Se non per cercare di amare un po’ di più il nostro prossimo e trovare un po’ di serenità in noi stessi. Un Buon Natale a tutti !
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UN ACCORDO "STORICO"
Firmato l'Accordo CPO Roma / Ancl UP Roma: un commento dalla vi va voce dei protago nisti
Lo scorso 6 dicembre è stato firmato, nell’Aula consiliare del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Roma, un Protocollo “storico” tra il Consi glio provinciale di Roma e l’Unione provinciale Ancl romana che ha sancito il definitivo superamento di annose incomprensioni e incomuni cabilità. Crediamo di non aver usato impropriamente l’aggettivo “stori co” per definire l’Accordo, stante l’innovatività dei suoi contenuti ed il contesto “politico” nel quale è maturato. N U M ERO 17 15 DICEMBRE 2011
di Antonio Carlo Scacco
Abbiamo chiesto ai principali protagonisti, il Presidente del CPO di Roma Adalberto Bertucci e il Presidente della Unione pro vinciale Ancl romana, Nevio Bianchi, di illustrarne i contenuti.
D. Presidenti, perché Accordo “storico” ?
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R. Adalberto Bertucci Intanto vorrei rivolgere un vivo ringraziamento a tutti i Colleghi che, nel corso di questi anni, non hanno mai smesso di credere nella possibilità di una amichevole composizione tra il CPO e l’Ancl romana, rendendo possibile, grazie a un difficile e delicato lavoro di mediazione e conciliazione, la firma di questo importantissimo Accordo. Che non esito a definire “storico” per tutta una serie di motivi: intanto
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IL CONSULENTE perché interviene dopo anni di dissensi (chi non ricorda la ma nifestazione di questa estate “Non son degno di te ?” NdR ) fondati, a mio personale avviso, più su mere incomprensioni e mancanza di comunicazione che su sostanziali e reali contra sti. Compito fondamentale del Consiglio che ho l’onore di pre siedere è la tutela di tutti gli iscritti romani, senza alcuna distinzione riguardo alle loro personali opinioni o posizioni politiche; ci tengo quindi a sottolineare che anche nelle fasi più concitate della contrapposizione non è mai venuta minima mente meno la tutela istituzionale di tutti i Colleghi, dovuta solo e unicamente per il solo fatto di esse
re iscritti nell’Albo della Pro vincia di Roma. Accordo “storico” perché intro duce un concetto assolutamente innovativo nel panorama cate goriale: l’enunciazione inequi vocabilmente chiara e nitida del principio della tutela delle mi noranze. Un principio che sarà applicato nella provincia di Ro ma ma che vorremmo (o deside reremmo) diventasse una regola tutti gli organismi in rappresentativi, na zionali e locali, dei dell’Ordine Consulenti del lavoro. Infine “storico” fi perché nalmente rea lizza una forte e unità compattezza all’interno della principa le
provincia del nostro Ordine, rendendone possibile lo svolgi mento di un ruolo, a livello isti tuzionale categoriale, decisamente più consono alla sua importanza ed alla sua sto ria. R. Nevio Bianchi storico ogni Se è definito evento che segna un cambia mento significativo nella vita di un gruppo, questo accordo ha tutte le premesse per essere de finito “storico”. Voglio dire che se saremo capaci di realizzare i principi ed i progetti che abbia per ora condiviso mo verbalmente, per i consulenti romani non sarà più come pri ma. Passeremo, dopo anni, forse decenni, dal contrasto aspro tra chi la pensa in modo diverso, al confronto costrutti vo. E’ un grosso risultato, non solo perché questo viene enunciato come principio, ma anche perché ci siamo dati gli strumenti per realizzarlo.. E’ un accordo non solo storico, ma prima ancora coraggioso e lungimirante.
D. Quindi è’ possibile pronosticare un futuro ruolo di maggiore impegno della provincia di Roma all’interno del sindacato unitario? R. Adalberto Bertucci Indubbiamente. Il futuro ruolo che la provincia di Roma gio cherà all’interno del Sindacato Unitario rappresenta uno degli elementi distintivi dell’Accordo. Siamo certi che, venute meno le incomprensioni del passato, centinaia di colle ghi romani non avranno più re N U M E RO 1 7
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IL CONSULENTE more ad impegnarsi nella Unio ne Provinciale ANCL di Roma aumentandone drasticamente il peso ed il ruolo a livello nazio nale. R. Nevio Bianchi Non era questo l’obiettivo che ci ha spinto a cercare ed a vole re l’accordo. E’ evidente però che, terminata la fase conflittua le che assorbiva energie e tempo, riusciremo a fare più sindacato e con orizzonti che inevita bilmente e finalmente andranno oltre la pro vincia di Roma. Forti anche di un peso numeri co significativo potremo esercitare un ruolo importante a livello na zionale
D. Un rinnovato ruolo nell’An cl che sembr a passare anch e attraverso un riavvicinamento di Roma agli attuali vertici categoriali.
R. Adalberto Bertucci Le incomprensioni del recente passato, anche queste dovute a fatti contingenti ed occasionali piuttosto che a valutazioni di sostanza, sono ormai acqua pas sata. Non abbiamo esitato a elo giare pubblicamente l’attività e la fermezza espressa dall’attuale Presidente Marina Calderone a difesa delle professioni ordini stiche in un momento tanto difficile e non esiteremo ad appoggiarne l’azione in un futu ro che si presenta denso di inco gnite e incertezze. Ogni volta che si perseguirà il bene di tutti, Roma non esiterà a schierarsi in prima linea. La nostra provincia ha ampia mente dimostrato di possedere le risorse necessarie, soprattutto umane ed intellettuali, per so stenere le battaglie della Cate goria: la esistenza stessa di “The World Of Il Consulente”, fenomeno multimediale catego riale ineguagliato dell'ultimo anno, che si avvia a tagliare l’incredibile traguardo del pri mo milione di pagine sfogliate e che ha saputo coniugare altissi mi contenuti tecnologici ad una attenzione del tutto nuova alla Cultura ed al Sapere, non solo strettamente professionale, dei Consulenti del lavoro, ne è uno dei tanti esempi. Siamo egualmente vicini agli attuali vertici dell’Ente previ denziale ed al loro Presidente, l’amico Visparelli, e ne so sterremo l’azione a tutela e dife sa dei nostri sacrosanti risparmi previdenziali.
D. Quindi un Accordo davvero importante … ma riusciremo ad attuarlo praticamente? R. Adalberto Bertucci Non ho dubbi in proposito. Certe incomprensioni del pas sato sono ormai state definitiva mente esorcizzate e oltre a ciò una apposita Commissione di garanti, scelti tra Colleghi di indubbia correttezza e irre prensibilità, ne garantirà il ri spetto e l’attuazione. Infine un caro ed affettuoso sa luto a tutte le Colleghe ed i Colleghi romani: il Natale si avvicina ed a tutti auguro di passare dei giorni sereni in compagnia dei vostri cari. Ecco: di tutti i regali che idealmente immagino di fare a ciascuno di voi, nessuno sufficientemente degno dei vostri meriti e del vo stro straordinario affetto, questo Accordo è forse il mio regalo di Natale più bello. R. Nevio Bianchi Io dico che dobbiamo riuscirci. Non mi nascondo e quindi sono consapevole che il percorso non sarà sempre liscio. Ne ero consapevole anche quando ho firmato l’accordo. Ma proprio perché lo abbiamo firmato, dobbiamo riuscire a realizzarlo. Lo dobbiamo a tutti i nostri colleghi.
R. Nevio Bianchi Come Ancl abbiamo lo abbiamo sempre auspicato e cercato. Non possiamo non essere soddisfatti del rinnovato clima costruttivo anche con i vertici categoriali. N U M E RO 1 7
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IL COMMENTO DELL'ANCL ROMANA a cura del Consiglio dell'UP ANCL Roma
Il protocollo firmato lo scorso 6 dicembre rappresenta una svolta di profondo valore culturale per la categoria dei consulenti del lavoro romani. Testimonia una maturità mai vista in passato soprattutto nella capacità di relazione e confronto tra linee di pensiero formatesi in luoghi e percorsi professionali diversi, distanti tra loro, ma entrambe caratterizzate da una forte affezione per la professione del consulente del lavoro. In un momento così difficile per il nostro Paese, dove non sono rari fatti di cronaca che dimostrano come è facile perdere la ragione nei conflitti, questa capacità di porsi al di fuori dei problemi, non perdendo mai di vista il bene primario, ha consentito alle parti firmatarie, l'Ancl da un lato e il Cpo dall'altro, di azzerare le incomprensioni del passato per aprire una fase nuova in cui colleghi che condividono una scelta importante, come quella dell'identità professionale, non possono sottrarsi. Peraltro, l'Ancl e il Cpo, i presidenti Nevio Bianchi e Adalberto Bertucci e tutti coloro che hanno lavorato con tenacia al progetto, proprio per dimostrare questa loro maturità, hanno voluto andare ben oltre una semplice tregua politica che rispondesse ad interessi di parte; hanno dato vita , infatti, ad un'intesa stori ca che intende fissare principi universali ai quali l’intera categoria, e non solo i colleghi romani, do vrebbe conformarsi. L’intesa non comporta alcuna omologazione e/o appiattimento delle rispettive linee di pensiero; anzi, anche su questo fronte apre scenari nuovi perché, attraverso l’istituzione di una Commissione di Ga ranzia bipartisan che avrà il compito di dare concreta efficacia al Protocollo d’intesa, il Sindacato e l’Ordine avranno la loro agorà, dove il dibattito e il confronto sarà sempre creativo e propositivo. I contrasti crescenti degli ultimi anni avevano indebolito – e soprattutto distratto – la categoria romana, e su questo molti colleghi, anclisti e non, lamentavano una soluzione politica delle controversie; il dato di fatto della inadeguata rappresentanza di Roma negli organismi istituzionali a competenza nazionale non era più sostenibile e, dunque, la dirigenza dell’UP Ancl di Roma aveva l’obbligo di cogliere il cambiamento in atto e dare risposte concrete agli associati. D'ora in avanti, grazie al protocollo d’intesa, le energie dei 3mila cdl romani saranno impiegate con maggiore efficienza ed efficacia e, nei rispettivi canali di attività, il Cpo dal lato istituzionale e l'Ancl Ro ma dal lato sindacale potranno ripristinare quel ruolo che negli ultimi anni è mancato a Roma e che ora è il momento di riaffermare, e non già per un mero calcolo proporzionale ma per quanti e tali colleghi di talento la categoria romana è in grado di mettere a disposizione.
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Foto Albero di Natale di Angelo Greco by Flickr
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SHERATON ROMA HOTEL
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30 NOVEMBRE 20 Grande affluenza di pubblico al Convegno tenutosi allo Sheraton lo scorso 30 novembre. Particolarmente gradito l'intervento del Presi足 dente Marina Calderone, che ha portato il saluto di tutto il Consiglio Na足 zionale dell'Ordine
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IDEE PER LA CRISI Dopo le due mano vre estive del Go verno Berlusconi, è arrivata la tanto attesa manovra del Governo Monti , il cd. decreto “salvaI talia”. In soldoni un Daniele Donati totale (le tre mano vre) di circa 80 mi liardi di euro a regime, ovvero circa 6.300 euro a famiglia di nuove tasse, imposte e balzelli vari. Tutto ciò causato da una vera e propria crisi “siste mica” dell’euro e dalla speculazione finanziaria. Le attese degli osservatori erano riposte nel recente vertice del Consiglio europeo, che avrebbe dovuto indicare la strada per un salvataggio duraturo dell’intera eurozona: a nostro avviso un (quasi) completo fallimento, nonostante alcuni annunci di stampa di contrario avviso. Innanzitutto un appiatti mento generale sulle posizioni tedesche (fatta salva la lodevole posizione britannica): le sanzioni se miautomatiche che scatteranno per deficit eccessivo nei confronti dei Paesi che supereranno lo 0,5% del Pil altro non sono che la traduzione della merkelia na “disciplina fiscale” o draghiana “fiscal compact”. Ma a fronte di ciò è stata accuratamente evitata la ridefinizione del ruolo della Bce in termini di lender of last resort e gli eurobond sono stati elegante mente accantonati (se ne riparlerà a giugno, forse). Unico contentino la possibilità di finanziare il FMI con 200 miliardi di euro e l’anticipo del cd. Fondo salvastati (che da Esfm diventerà Esm). N U M ERO 17 15 DICEMBRE 2011
Misure esiziali, imposte da una direzione germanica che rischia di passare alla storia come la più ottusa ( dal punto di vista europeistico) del dopoguerra e che apre la strada ad una futura crisi dell’eurozona ormai non più evitabile. In un contesto siffatto, pensare che una manovrina di 30 miliardi , peraltro tecnicamente assai inferiore alle innumerevoli ma novre e manovrine del recente passato italiano (le misure sanno di antico: aumento della benzina, maggiori imposte sulla casa, ennesima “tosatura” dei pensionati), possa essere considerata la “Mano vra salva Italia”, potrebbe far sorridere se le cose non fossero così tragicamente serie. Clemencau diceva che “la guerra è troppo importante per lasciarla fare ai generali”; parafra sandolo potremmo dire che l’economia è troppo importante per lasciarla fare ai professori. Del resto cosa è la polpetta avvelenata dell’euro altri se non una insipida costruzione professorale fatta a tavoli no ? Ma, andando oltre le semplici critiche, è possibile avanzare qualche proposta utile al nostro (disgra ziato) futuro? Sgombriamo subito il campo dalle “analisi” che pu re leggiamo tutti i giorni sulla necessità di una ridu zione delle “spese improduttive” o della lotta all’evasione fiscale. Intanto una spesa non può mai essere improduttiva: qualsiasi spesa, anche la più folle, realizza pur sempre uno spostamento di ricchezza che rientra, per un verso o nell’altro, nel ciclo produttivo. Le spese per definizione più improduttive in assoluto, ovvero le spese per scopi di guerra (cosa c’è di più improduttivo che costrui
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IL CONSULENTE re, ad esempio, una nave per ve derla affondare il giorno dopo dal nemico ?) , servirono agli Stati Uniti negli anni della se conda guerra mondiale per rea lizzare il più strepitoso balzo economico della loro storia, su perando di slancio la pluriennale crisi iniziata nel ’29. Così di mezzare gli stipendi dei nostri senatori, o eliminare qualche ente inutile, forse servirà a ga rantire una maggiore giustizia sociale ma non aumenterà di un solo centesimo la nostra ricchezza nazionale. Perché il nostro problema non è quello di redistribuire ricchezza ma di crearla. Allo stesso modo se per ipotesi avessimo una bacchetta magica che facesse sparire d’incanto tutta l’evasione fiscale, proba bilmente assisteremmo ad una fortissima depressione della no stra economia che, come noto, si fonda e prospera in gran parte sul sommerso. Che fare allora? Una prima ipotesi potrebbe esse re quella di adottare radicali poli tiche volte a incrementare in misura drastica gli investimenti esteri nel nostro Paese (cd. IDE). Quindi: adozione di un regime estrema mente favorevole dell’imposta sui profitti societari per le socie tà in fase di avviamento (dicia mo per i primi tre anni) che rientrano in determinati parame tri (dimensione, settori strategici ec.); forti crediti d’imposta o dedu zioni fiscali significative per nuove attività di ricerca e svi luppo
la ridesignazione del regime di tutela della proprietà intellettuale (con deduzioni fiscali ec.) , per favorire l’utilizzo di brevetti e li cenze d’uso della proprietà intellettuale defiscalizzazione del costo del lavoro per le società in fase di avviamento e applicazione della contrattazione aziendale valorizzazione dei distretti e “zone tecnologiche” tramite investimenti infrastrutturali mi rati (strade, linee di comunica zione, abbattimento dei vincoli burocratici ec.) creazione di organismi mirati per l’assistenza e la consulenza alle imprese in fase di avvio, anche per la penetrazione nei mercati esteri. Incentivare la localizzazione di nuove imprese non solo potrebbe attrarre cospicui investimenti esteri (nuova ricchezza) , ma ri durrebbe anche il fenomeno della delocalizzazione. Una seconda ipotesi potrebbe ri guardare la individuazione di forme “alternative” o “integrati ve” della moneta per aumentare la liquidità del sistema. Alcuni di noi ricorderanno l’esperienza de gli anni ’70 quando, a fronte della cronica carenza di monete, le banche emisero dei “miniasse gni” (la prima fu la San Paolo di Torino, nel 1975), ossia dei veri e propri titoli al portatore in gra do di sostituirsi alle monetine. Fu una trovata geniale (tutta italia na) che potrebbe essere ripropo sta, ovviamente con le dovute cautele, oggigiorno. Il problema che adesso maggiormente ci as silla è la mancanza di liquidità: perdurando la posizione intransi
gente della Bce (l’unica in grado di stampare moneta corrente), appiattita sulle posizioni tede sche (le ultime esternazioni di Draghi lo confermano) rigida mente deflazionistiche, il pro blema è destinato ragionevolmente ad aggravarsi in futuro. E’ plausibile, pertanto, un’azione volta a sostenere i li velli di liquidità del sistema con la emissione di succedanei della moneta, ossia veri e propri titoli al portatore, in grado di integrare la valuta corrente ? l’effetto sa rebbe certamente una moderata spinta inflazionistica che però, in tempi di stagflazione persistente, non avrebbe effetti apprezzabili (e comunque assai minori del pa ventato aumento delle aliquote Iva). A complemento e integrazione di tale l’ipotesi potrebbe essere approfondita l’altra mirata ad utilizzare i titoli del debito pubblico per effettuare i paga menti correnti della pubblica amministrazione. In questo mo do non sarebbe necessario effettuare ricorrenti aste per la collocazione dei titoli: pagando stipendi, pensioni e fornitori della PA con titoli del debito ( a scadenze più meno allungate) la problematica della collocazione sarebbe già, in gran parte, risolta ( e risulterebbe eliminata la stes sa speculazione finanziaria perché ovviamente i titoli sa rebbero utilizzati in conto paga mento con rendimenti predeterminati e ragione volmente contenuti, magari alli neati al tasso di inflazione programmata).
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SGRAVI SULLA PRODUTTIVITA' 2011
E’ stato firmato il DM dal Mini stro del Lavoro che consente di avere uno sgravio fino al 2,25% delle retri buzioni contrattuali 2011
L’incentivo è quindi applicabile sulle somme corrisposte nel corso dell’anno per le erogazioni erogate in base alla contrattazione di Michele Regina secondo livello quale corrispettivo per incrementi di del DM. beneficiare dello produttività, qualità,redditività Potranno ,innovazione ed efficienza sgravio anche le quote di organizzativa per il retribuzione variabile stabilite miglioramento della dai c.d contratti di prossimità , di cui alla Legge 148/2011, compettività aziendale. come precisato dalla legge di I contratti di secondo livello dovranno essere sottoscritti dai stabilità del 2012. datori di lavoro e depositati Tale incentivo riproposto dalla presso la DTL territorialmente L. 247/2007 (Collegato lavoro) competente entro 30 giorni dispone con effetto dal 1º dalla data di entrata in vigore gennaio 2008 l'abrogazione del DL 67/1997 sulla c.d. N U M ERO 17 15 DICEMBRE 2011
decontribuzione dei premi di risultato. Pertanto dal 1º gennaio 2008 non trova più applicazione la specifica esclusione dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, assistenziali e pensionistici delle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali, territoriali ovvero di secondo livello. Da tale data sulle predette erogazioni, è dovuta l'ordinaria contribuzione. Ma con il fine di sostenere e diremmo quasi per sopperire a abrogazione la tale competitività, è stato concesso in via sperimentale, per il triennio 20082010, a domanda da parte delle imprese e nel limite delle risorse stanziate in un apposito Fondo, uno sgravio contributivo sulle erogazioni in oggetto .
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IL CONSULENTE Ai fini dello sgravio per tali erogazioni dovevano essere incerte la corresponsione o l'ammontare e la cui struttura doveva essere correlata in base al contratto collettivo medesimo alla misurazione di incrementi di produttività, qualità e altri elementi di competitività assunti come indicatori dell'andamento economico dell'impresa e dei suoi risultati (per la fruizione dello sgravio era ed è sufficiente la sussistenza di uno solo di questi parametri). Nel successivo anno 2011 tali somme continuano a beneficiare dello sgravio contributivo in base al D.L. 78 del 2010 e alla L. 220/2010 . Però la decontribuzione ed agevolazione fiscale dei premi di produttività, in base alla normativa dianzi indicata,
corrisposti nell'anno 2011 ai lavoratori dipendenti del solo settore privato, vige a partire dalla data della stipula dell'accordo o contratto collettivo territoriale o aziendale ed in applicazione dello stesso. Per l'anno 2012 è stato confermato lo sgravio contributivo, così come lo sgravio fiscale, sulle somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato in attuazione di accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali sottoscritti dai sindacati e correlate a di produttività, incrementi qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa. La misura dei benefici verrà determinata entro il 31 dicembre 2011 con un decreto in base all’art. 26 del DL 98 /20011. Il DM sullo sgravio contributivo stato firmato, come è preannunciato a mezzo stampa,
ma manca quello relativo alla detassazione ai fini fiscali per il 2012 per la determinazione degli importi spettanti. Nelle more di leggere il DM in G.U.R.I. e le successive relative modalità e tempisitiche per la fruizione ( si ricorda 25 punti di sgravio contributivo per il datore e totale riduzione per il dipendente , e per entrambi solo sulle somme corrisposte e correlate a contrattazione di secondo livello come sopra detto), è appena il caso di sottolineare però, come da altri tecnici già diffusamente rilevato, che manca ancora una ed omogenea tempestiva articolazione di tali benefici che consentirebbe ove presente alle aziende ed ai propri intermediari di poter programmare al meglio la vita lavorativa stessa delle aziende .
Comunicato stampa Minlav del 2 dicembre 2011 Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, ha firmato in data odierna un decreto che prevede, relativamente all’anno 2011, uno sgravio contributivo sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, nella misura del 2,25% della retribuzione contrattuale percepita. Ai fini della fruizione dello sgravio contributivo, i contratti collettivi aziendali o territoriali, ovvero di secondo livello, devono essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati presso la Direzione provinciale del lavoro entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Devono prevedere, inoltre, erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, rilevanti ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
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LA DIFESA DEL CONTRIBUENTE a cura di Maurizio Villani
30 giorni dopo la scadenza dei 60 giorni previsti per adempiere al paga mento l’agente della riscossione può portare avanti la ri scossione forzata
TERZA PARTE la seconda parte è stata pubblicata nel numero 16 di The World Of Il Consulente
I) ACCERTAMENTI ESECUTIVI DALL’01 OTTOBRE 2011 Il nuovo e più incisivo istituto giuridico dell’accertamento esecutivo è disciplinato da tre disposizioni di legge: l’art. 29 D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010; l’art. 7, comma 2, lettera N), e comma 3, D.L. n. 70/2011 cit.; l’art. 23, comma 30, D.L. n. 98/2011 cit. (*) Avvocato in Lecce
In particolare, in base alle suddette disposizioni: di gli avvisi accertamento emessi di imposte dirette, IVA, IRAP ed addizionali, nonché i relativi di irrogazione provvedimenti delle sanzioni, concernenti periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi, diventano esecutivi dopo 60 giorni dalla notifica; decorsi 30 giorni dopo la scadenza dei 60 giorni previsti per adempiere al pagamento (o per proporre ricorso) l’agente della riscossione può quindi portare avanti la riscossione forzata senza la preventiva notifica della cartella di pagamento (l’accertamento è, infatti, esecutivo);
in ogni caso, se il contribuente presenta istanza di accertamento con adesione opera, senz’altro secondo me, la sospensione dei termini per la proposizione del ricorso (90 giorni, ai sensi e per gli effetti dell’art. 6, comma 3, D.lgs. n. 218 del 19 giugno 1997); è prevista la sospensione della procedura di esecuzione forzata per un periodo di 180 giorni dalla data dell’affidamento dell’avviso di accertamento all’agente della riscossione, disposizione cui è stata affiancata la riduzione dell’importo riscosso in caso di ricorso (dal 50% ad un terzo), come grazioso contentino al contribuente ( ! ); in ogni caso, però, la
sospensione non si applica con riferimento alle azioni cautelari e conservative, nonché ad ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore. Per effetto della succitata riforma, quindi, si determina del momento un’anticipazione della riscossione che fa sorgere in capo al contribuente l’esigenza di concentrare in un unico atto le azioni di merito e cautelare, venendo meno in tal modo le obiezioni di quella parte della dottrina e di quasi tutta la giurisprudenza di merito che riteneva (secondo me sbagliando) che l’inibitoria fosse esperibile soltanto in presenza di un’iscrizione a ruolo già effettuata, anche a titolo provvisorio. Va tenuto, altresì, presente che per rendere, oggi, effettiva la tutela del contribuente in sede processuale occorrerà accelerare i tempi della trattazione delle istanze di sospensione da parte dei giudici tributari, in modo tale che le udienze si svolgano prima della scadenza del termine o dei 60 giorni previsto per la riscossione spontanea o dei 180 giorni, quale termine ultimo per ottenere la sospensiva. A fronte di maggiore incisività ed accelerazione delle procedure di riscossione a titolo provvisorio, però, non corrisponde un’altrettanto incisiva tutela processuale del contribuente perché: con la parziale riforma della giustizia tributaria e con i nuovi casi di incompatibilità, di cui tratteremo in seguito, di fatto si rischia la paralisi delle Commissioni tributarie, con la sensibile riduzione degli organici, senza che il contribuente riesca
ad ottenere la fissazione dell’ udienza di sospensiva nei ristretti termini previsti dalla legge; inoltre, nonostante la chiara ed importante sentenza della Corte Costituzionale (n. 217 del 17 giugno 2010), molte Commissioni tributarie di merito continuano a negare la sospensiva in grado di appello (per esempio, C.T.R. della Lombardia Se. Brescia – Sez. LXVI, ordinanza n. 26 del 18 ottobre 2010; C.T.R. della Puglia Sez. Lecce Sez. 23, ordinanza n. 80 del 28 aprile 2011).
A fronte di maggiore incisività ed accelerazione delle procedure di riscos sione a titolo provvi sorio, però, non corrisponde un’altrettanto incisiva tutela processuale
Persino la Corte di Cassazione, Sez. Trib., con la sentenza n. 21121 del 13102010 ha negato la sospensiva in grado di appello. La sentenza della Corte Costituzionale, che afferma la sospendibilità della sentenza di secondo grado, è stata depositata il giorno 17 giugno 2010; la succitata sentenza della Corte di Cassazione è stata deliberata il 28 maggio 2010 (anche se depositata il 13 ottobre 2010). Quindi , prima che la Consulta si pronunciasse. Con un po’ di attenzione, però, si sarebbe potuto aggiustare la
motivazione, adeguandola a quella della recente sentenza della Corte Costituzionale. Ultimamente, però, la C.T.R. della Lombardia, con l’ordinanza n. 8 del 24 maggio 2011, ha nuovamente rimesso la questione alla Corte Costituzionale, con la speranza che, questa volta, una conferma della Consulta annienti definitivamente tesi contrarie. In ogni caso, per definire una buona volta per tutte la questione, sarebbe opportuno prevedere, de iure condendo, un’esplicita ammissibilità della sospensiva anche in grado di appello. L) LE NUOVE ISCRIZIONI PROVVISORIE Con le recenti manovre economiche, il legislatore fiscale ha adottato nei confronti del contribuente il bastone e la carota. Il ‘’bastone’’ è rappresentato sostanzialmente dall’accertamento esecutivo e dalla paralisi della giustizia tributaria, con l’assurdo allargamento delle ipotesi di incompatibilità previste dall’art. 8 D.Lgs. n. 545 del 31 dicembre 1992. La ‘’carota’’, invece, anche se non attenua il bastone di cui sopra, è rappresentata dalla riduzione ad un terzo, dal precedente cinquanta per cento, delle iscrizioni provvisorie per le imposte dirette e per l’IVA. Infatti, l’art. 7, comma 2 quinques, D.L. n. 70 del 13 maggio 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 106 del 12 luglio 2011 (in G.U. n. 160 del 12 luglio 2011), testualmente dispone: ‘’All’articolo 15, primo comma, del decreto del Presidente della
20 Repubblica 29 settembre 1973 n.602, e successive modificazioni, le parole: ‘’la metà’’ sono sostituite dalle seguenti: ‘’un terzo’’. Di conseguenza, la nuova formulazione dell’art. 15 cit. è la seguente: ‘’Le imposte, i contributi ed i premi corrispondenti agli imponibili accertati dall’ufficio ma non ancora definitivi, nonché i relativi interessi, sono iscritti a titolo provvisorio nei ruoli, dopo la notifica dell’atto di accertamento, per un terzo degli ammontari corrispondenti agli imponibili o ai maggiori imponibili accertati’’. A tal proposito, si precisa che: il suddetto comma era stato sostituito, con effetto dal 01 gennaio 1999, dall’art. 4 D.Lgs. n. 462 del 18 dicembre 1997; la suddetta disposizione è applicabile anche ai fini IVA, ai sensi e per gli effetti dell’art. 23 D.Lgs. n. 46 del 26021999 (articolo così sostituito dall’art. 1, comma 5ter, lett. b), numero 1, D.L. 17 giugno 2005 n. 106, modificato dalla legge di conversione). Il nuovo art. 15 cit. è entrato in vigore il giorno 13072011, successivo a quello della sua nella Gazzetta pubblicazione Ufficiale n. 160 del 12072011. Di conseguenza, tutti i ruoli provvisori formati dagli uffici dal 13072011 devono tenere conto della novella legislativa, e quindi calcolare un terzo, e non più la metà, della maggiore imposta accertata, oltre gli interessi, indipendentemente dal periodo d’imposta accertato. Infatti, l’art. 12, comma 4,
D.P.R. n. 602 del 29091973 testualmente dispone: ‘’Il ruolo è sottoscritto, anche mediante firma elettronica, dal titolare dell’ufficio o da un suo delegato. Con la sottoscrizione il ruolo diviene esecutivo’’ (articolo così sostituito, con effetto 01 luglio 1999, dall’art. 4 D.Lgs. n. 46 del 26 febbraio 1999). Oltretutto, ai sensi e per gli effetti dell’art. 25, comma 2bis, D.P.R. n. 602 cit.: ‘’La cartella di pagamento contiene anche l’indicazione
L’illegittima iscrizione a ruolo può convincere i giudici tributari a concedere la sospensiva
della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo’’ (comma aggiunto dall’art. 8, comma 1, lett. b), D.Lgs. n. 32 del 26 gennaio 2001). In definitiva, dalle prossime cartelle esattoriali bisogna stare attenti a leggere la data in cui il ruolo è stato reso esecutivo perché, se formato dal 1307 2011 in poi, l’iscrizione provvisoria deve essere fatta con la nuova misura del terzo, pena la nullità del ruolo stesso da far valere dinanzi la Commissione tributaria provinciale, indipendentemente dal periodo d’imposta in contestazione. Infatti, la normativa in questione
fa riferimento soltanto alla fase della riscossione (D.P.R. n. 602 del 1973 cit.) e non anche alla fase dell’accertamento (D.P.R. n . 600 del 29 settembre 1973 e successive modifiche ed integrazioni). Oltretutto, l’illegittima iscrizione a ruolo può convincere i giudici tributari a concedere la sospensiva, anche tramite decreto (art. 47, comma 3, D.Lgs. n. 546/1992) e ciò è importante soprattutto in previsione dell’assurda ed incostituzionale normativa dell’accertamento esecutivo, che entrerà in vigore il prossimo 01 ottobre 2011 (vedi lett. i). Infine, non bisogna dimenticare che, secondo la Corte di Cassazione, Sez. Trib., con la sentenza n. 1666/11 del 29 luglio 2011, il ruolo è ricompreso nella categoria degli atti pubblici (art. 2699 codice civile) in quanto formato da un pubblico ufficiale (dirigente ufficio tributi), autorizzato a manifestare all’esterno la volontà della pubblica amministrazione. Per questa ragione, secondo i giudici di legittimità, stante la natura di atto pubblico del ruolo, i suoi contenuti fanno piena prova sino a che non sia avanzata una formale azione giudiziale di querela di falso (artt. 221227 c.p.c.). M) LITI CON RECLAMO DAL 1° APRILE 2012 Per impugnare gli avvisi di accertamento di valore non superiore a 20.000 euro, notificati a partire dall’01 aprile 2012, dovrà obbligatoriamente essere prima proposto reclamo
all’Agenzia delle entrate. Infatti, il nuovo art. 17bis D.Lgs. n. 546 del 31121992 (aggiunto dall’art. 39, comma 9, D.L. n. 98 del 2011 cit.), stabilisce le seguenti regole: per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, relative agli atti emessi dall’Agenzia delle entrate, chi intende proporre ricorso è tenuto preliminarmente a presentare reclamo ed è esclusa la conciliazione giudiziale di cui all’art. 48 D.Lgs. n. 546 cit.; la presentazione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso; l’inammissibilità è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio; la normativa in questione non si applica per le controversie relative al recupero di aiuti di Stato (art. 47bis D.Lgs. n.546 cit.); il reclamo va presentato alla Direzione provinciale o alla Direzione regionale che ha emanato l’atto, le quali provvedono attraverso apposite strutture diverse ed autonome da quelle che curano l’istruttoria degli atti reclamabili; il reclamo può contenere una motivata proposta di mediazione, completa della rideterminazione dell’ammontare della pretesa; l’organo destinatario, se non intende accogliere il reclamo volto all’annullamento totale o parziale dell’atto, né l’eventuale proposta di mediazione, formula d’ufficio una proposta di mediazione; decorsi 90 giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la
mediazione il reclamo produce gli effetti del ricorso; i termini di cui agli artt. 22 e 23 D.Lgs. n. 546 cit. decorrono dalla suddetta data; se l’Agenzia delle entrate respinge il reclamo in data antecedente, i predetti termini decorrono dal ricevimento del diniego; in caso, inoltre, di accoglimento parziale del reclamo, i predetti termini decorrono dalla notificazione dell’atto di accoglimento parziale; nelle suddette controversie, la parte soccombente è condannata a rimborsare, in aggiunta alle spese di giudizio, una somma pari
La complessa e macchinosa normativa tende a convincere il contribuente a patteggiare a tutti i costi con il fisco
a l 50% delle spese di giudizio a titolo di rimborso delle spese del procedimento in questione; invece, fuori dei casi di soccombenza reciproca, la Commissione tributaria può compensare parzialmente o per intero le spese tra le parti solo se ricorrono giusti motivi, esplicitamente indicati nella motivazione, che hanno indotto la parte soccombente a disattendere la proposta di mediazione; infine, le suddette disposizioni si applicano con riferimento agli atti suscettibili di
reclamo notificati a decorrere dal 1° aprile 2012. La complessa e macchinosa normativa di cui sopra tende a convincere il contribuente a patteggiare a tutti i costi con il fisco, pena l’instaurazione di un giudizio tributario costoso, con il pagamento del contributo unificato, con limiti istruttori e con il rischio di una pesante ulteriore condanna alle spese. Oltretutto, l’assurdo di tale normativa è che il preventivo e necessario reclamo deve essere presentato alla stessa Agenzia delle entrate che ha emanato e notificato l’avviso di accertamento in contestazione e che, in linea di massima, non avrà la serenità di decidere con ed imparzialità, trasparenza soprattutto in vista degli obiettivi di cassa imposti. Inoltre, l’istituto in questione, così com’è congegnato, pregiudica seriamente la linea difensiva del contribuente. Infatti, la proposta di mediazione formulata all’interno del reclamo potrebbe influenzare negativamente il successivo convincimento del giudice delle tributario sulla bontà argomentazioni difensive svolte dal contribuente in altra parte del reclamo. Anche in questo caso siamo di fronte ad elementi di incertezza e di novità che dovranno, quanto meno, essere sviluppati ed approfonditi prima della loro definitiva entrata in vigore per gli atti notificati a partire dall’01 aprile 2012. Secondo me, la norma in questione deve essere totalmente abrogata, lasciando soltanto a giudici tributari, professionali e competenti, l’eventuale possibilità
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di decidere sulla conciliazione. In ogni caso, de iure condendo, il contribuente non deve più avere limiti difensivi, in modo che possa decidere con serenità, insieme al professionista di fiducia, se intentare o meno il giudizio tributario. Infine, deve essere prevista la possibilità di poter conciliare anche in grado di appello, logicamente riparametrando le attuali sanzioni, come oggi è previsto nel processo civile ed in quello penale. Di conseguenza, tutte le problematiche tornano al principale punto di partenza, che è quello di una necessaria, urgente, seria e completa riforma del processo tributario, dove tutte le parti (pubbliche e private) devono stare sullo stesso piano processuale e senza limitazioni nell’esercizio del diritto di difesa, costituzionalmente garantito. N) DIRITTO
ABUSO
DEL
Ultimamente, la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi del problema dell’abuso del diritto, ossia del carattere elusivo che può assumere un’operazione posta in essere dal contribuente con il fine di evadere la solo ed ottenere un normativa indebito risparmio d’imposta. Infatti, con la sentenza n. 16428, depositata il 27 luglio 2011, i giudici di legittimità hanno ribadito il principio cui grava secondo sull’Amministrazione finanziaria l’onere di chiarire il perché l’operazione abbia carattere
elusivo, in quanto non è sufficiente richiamare esclusivamente la normativa antiabuso esistente nell’ordinamento. Nell’arco di tempo di un mese, a cavallo tra il 2010 ed il 2011, sia la Corte di Giustizia Europea che la Corte di Cassazione, rispettivamente nelle sentenze C277/09 E n. 1372 del 21 gennaio 2011, riportano l’abuso del diritto nella sua connotazione specifica: occorre, cioè, che sia stata posta in essere una costruzione di
Altre rigide interpretazioni giurisprudenziali avevano penalizzato i contribuenti per le loro iniziative produttive
puro artificio. Il caso inglese, trattato a Lussemburgo, ha dato ragione al contribuente, perché il giudizio di rinvio non aveva accertato la natura artificiosa dell’operazione, anche se l’utilizzo di una controllata in un altro Paese Comunitario aveva consentito di non pagare l’IVA in nessuno dei due Paesi. Il caso italiano è significativo per le affermazioni sul diritto del contribuente ad utilizzare la struttura giuridica con un minor costo fiscale, con la conseguente insindacabilità di queste scelte da parte dell’Amministrazione
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Burgos pellegrino stanco sul Cammino di Santiago Foto di lancierebianco by Flick
finanziaria, e sulla necessità di valutare con una diversa attenzione le operazioni di ristrutturazione societaria rispetto a quelle di tipo puramente finanziario, oggetto delle prime sentenze su questo specifico argomento (si rinvia per un’analisi completa all’interessante articolo di Raffaele Rizzardi, in Corriere Tributario IPSOA n. 9/2011, pagg. 663672). da accogliere con E’ soddisfazione l’importante svolta della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia UE, soprattutto perché, nel corso degli anni, altre rigide interpretazioni giurisprudenziali penalizzato i avevano contribuenti per le loro iniziative produttive, anche perché in fase istruttoria i limiti difensivi, imposti dalla legge e più volte criticati nel presente scritto, non consentivano un’efficace difesa. D’ora in poi l’Amministrazione finanziaria deve sempre evidenziare e motivare le ragioni del carattere elusivo di un’operazione imprenditoriale priva di valide ragioni economiche. L’abuso del diritto non avrà in futuro una casistica ma una vera norma con un principio generale, come riferito al questione time della Commissione Finanze della dal sottosegretario Camera all’Economia Bruno Cesario, il quale ha rilevato che sarebbe certamente auspicabile una previsione normativa volta a l’attuale norma coordinare antielusiva con il principio dell’abuso del diritto, richiamato dalla giurisprudenza della Corte di
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IL CONSULENTE Cassazione. Si conferma così, in via ufficiale, la scelta, già espressa dall’Agenzia delle entrate, di prevedere una norma antielusiva di carattere generale (vedi il Sole 24Ore del 13 e del 27 ottobre 2011). Vi sono due esigenze in conflitto la lotta all’elusione e l’interesse dei privati alla certezza del diritto. La scrittura di una norma generale è problema non facile: si richiede grande realismo e finezza giuridica con l’occhio rivolto a quanto accade in sede comunitaria. O)
FATTURE FALSE E
Il contribuente, oggi, con il nuovo indirizzo giurispru denziale, può dimo strare l’effettiva sussistenza nonché l’ammontare e l’ine renza di quegli spe cifici costi. DEDUCIBILITA’ DEI COSTI
La Corte di Cassazione, con l’importante sentenza n. 9537 del 29 aprile 2011, ha stabilito il principio che, in tema di imposte sui redditi, i costi da fatture documentati soggettivamente inesistenti, purchè supportati a fronte di operazioni effettive e reali, sono deducibili dal reddito d’impresa. Infatti, con l’abrogazione dell’art. 75, comma 6, del D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986 ad opera dell’art. 5 del D.P.R. n. 695 del 09 dicembre 1996, si è avuto un sensibile
ampliamento (Cass., Trib., sentenza n. 3305 dell’11 febbraio 2009) del regime di prova dei costi da parte del contribuente, prova che può essere fornita anche con i mezzi diversi dalle scritture contabili, purchè costituenti elementi certi e precisi, come prescritto dall’art. 75, comma 4, del D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986. In sostanza, il contribuente, oggi, con il nuovo indirizzo giurisprudenziale, può dimostrare l’effettiva sussistenza nonché l’ammontare e l’inerenza di quegli specifici costi. Il problema, però, rimane sempre quello dei limiti difensivi, in quanto il contribuente, in assenza di idonea documentazione, avrà difficoltà a dimostrare nel processo i suddetti costi effettivi, in quanto non può utilizzare la testimonianza né il giuramento decisorio o suppletorio. Infine, si precisa che la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9537 del 16 febbraio 2011, ha avuto modo di ritornare sulla “vexata quaestio” della deducibilità o meno ai fini delle imposte sui redditi dei costi derivanti da operazioni considerate soggettivamente inesistenti, riaffermando l’importante principio di diritto per cui, nel comparto dell’imposizione diretta, a differenza di quello dell’IVA, i costi documentati da fatture soggettivamente inesistenti, purchè sopportati a fronte di operazioni effettive e reali, sono deducibili dal reddito d’impresa.
3 . fine della terza parte
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VOCI DAL TERRITORIO
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Andrea Tommasini
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INTERVISTA A PASQUALE CALZETTA (XII MUNICIPIO)
Diamo voce in questo nu mero al Presidente del XII Municipio di Roma Capitale, On. Dott. Pasquale Calzetta che ci racconta la situazione del Territorio da Lui ammi nistrato con una breve pano ramica relativamente a lavoro, formazione, cultura, progetti sociali e relazioni con il Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Ro ma.
Presidente Calzetta qual’e’ la situazione del lavoro sul territorio da Lei amministrato? Abbiamo all’interno del Muni cipio alcune multinazionali molto importanti che sono una punta di diamante. Parecchie aziende in campo informatico e tecnologico, insieme al varie gato ed articolato commercio. Abbiamo inoltre sul nostro terri torio il Centro Commerciale più grande d’Europa che è EURO MA2.
Quali sono i dati relativi alla disoccupazione relativamente al territorio di N U M ERO 17 15 DICEMBRE 2011
competenza? Il dato sulla disoccupazione non l’abbiamo in modo preciso e puntuale. Il fenomeno riguarda comunque persone con un grado di scolarizzazione molto basso, di cui la maggior parte stranieri. A supporto comunque del feno meno abbiamo un centro di orientamento per i giovani e per i 4050enni che si trovano senza lavoro, che cerca di orientarli verso le occasioni la vorative che ci possono essere nel municipio. Una sorta di punto d’incontro fra domanda ed offerta.
Qual è la situazione della Cultura sul Suo territorio e quanto questa
contribuisce all’economia generale e lavorativa? La cultura è certamente un trai no importantissimo. Molte ini ziative le portiamo avanti con le scuole, sebbene le competenze del Municipio siano limitate alle scuole primarie. Abbiamo
Pasquale Calzetta
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IL CONSULENTE aperto in quest’anno in aprile alla presenza anche del Sindaco il centro policulturale “Elsa Mo rante” con al suo interno un teatro di 200 posti che si trova su Via Ignazio Silone a ridosso della Cristoforo Colombo che ha anche una possibilità di aprire nella buona stagione un’arena che ospita 300 persone. La struttura è gestita dal Municipio come Teatro di Cintura insieme a Zete ma. Abbiamo altresì aperto all’interno del Centro Elsa Mo rante un punto informagiovani che raccoglie le notizie relative all’offerta culturale ed alle aspettative ed ai desiderata degli utenti. C’e’ inoltre una ulteriore struttura in fase di completamento con emeroteca e mediateca. Abbiamo poi ristrutturato da po co, la storica biblioteca Pasolini di Spinaceto che ora è aperta tutti i pomeriggi e su questa iniziativa stiamo incontrando molto gradi mento ed aumento di presenza di giovani. Abbiamo promosso molte ini ziative in collaborazione fra scuo le e centri commerciali, una per tutte, il “Premio Commercio Ro ma”, giunto ormai alla seconda edizione, che ha visto premiare le scuole vincitrici con un assegno e possibilità di stage presso le aziende dei loro studenti. L’anno scorso abbiamo fatto a Viale Europa una giornata intera di esposizione attraverso i gazebi per far presentare alle Associazio ni del territorio i propri lavori.
Cosa vuole segnalare ai nostri lettori relativamente alle iniziative ed interventi sul piano sociale che sono in corso sul territorio da Lei amministrato? Sul territorio abbiamo aperto con
le Associazioni molte iniziative. Con l’Associazione Terra dei So gni, legata alla nostra Consulta sull’Handicap, abbiamo attivato una fattoria sociale, assegnato un Casale con un terreno e su questa struttura che stiamo ristrutturando verranno portati ragazzi con di versa abilità che lì potranno lavo rare. Sul piano sociale abbiamo inoltre aperto il centro di Vallera nello, intitolato al Prof. Aresini dove ruotano 25 ragazzi minori psichici diversamente abili. Attra
oltre a prodotti per l’igiene perso nale e per i bimbi, che possono essere “acquistati” con i punti, come se stessero facendo spesa in un qualsiasi supermercato. Altra questione che stiamo affrontando su Vitinia riguarda una residenza dedicata ai disabili adulti per la quale abbiamo individuato i loca li, li stiamo ristrutturando ed è di prossima pubblicazione il bando per l’affidamento dei servizi.
Sulle esigenze formative del territorio c’e’ consapevolezza di quelle che potrebbero essere le esigenze formative? La percezione è quella di un’esi genza di lavori tecnicamente sempre più specifici e di artigia nati. Per esempio sul territorio c’e’ bisogno di parrucchieri e barbieri che le attività sul territo rio ci segnalano avere difficoltà a reperire. L’esigenza è quindi sulla tecnologia e sull’artigianato po tremmo dire.
verso un protocollo d’intesa con la ASL RM C, con i costi per la struttura sostenuti dal Municipio, abbiamo attuato una serie di atti vità e servizi per i ragazzi volti anche alla loro formazione. Tra mite poi una convenzione con le parrocchie, abbiamo aperto il se condo emporio Caritas di Roma per il quale abbiamo messo a disposizione i locali e che funzio na con una tessera a punti, attra verso la quale vengono assistite 40 famiglie. La previsione da gennaio 2012 è di aumentare di altre 40 famiglie per arrivare ad 80 nuclei assistiti. Attraverso que ste tesserine le famiglie indigenti trovano 67 prodotti differenti,
Pensa che una collaborazione con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro e sue strutture presenti sul territorio, possa essere utile alla miglior definizione delle politiche del Lavoro e della Formazione sul territorio medesimo? Noi stiamo attivando un proto collo d’intesa proprio con Voi di prossima firma, attraverso il qua le arrivare ad attivare uno sportello informatico.
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I MISTERI DI ROMA
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Andrea Tommasini
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IL NATALE E ROMA
Tutte le strade portano a Roma dice un vecchio detto popolare. Non solo la viabilità, ma anche le più profonde tradizioni, trova no origine nella Roma imperiale. Siamo infatti negli anni che vanno dal 243 al 366 dopo Cri sto, dove proprio a Roma nasce va l’usanza fra amici e parenti di scambiarsi le prime "strenae" per festeggiare il "dies natalis". Le radici della Cristianità più pro fonda si fondono insieme alla cultura imperiale dell’antica Ro ma per augurare buona salute e si accompagnavano con ricchi cesti di frutta e dolciumi, e poi doni di ogni tipo. Un positivo auspicio affinché la nascita di Gesù festeggiata insieme all'anniversario dell'ascesa al tro no dell'Imperatore, potessero di venire il simbolo di una prosperità che avrebbe dovuto protrarsi per l'intero anno. Una sottile e profonda scelta di co municazio
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ne, affinché, rispetto alle radici religiose della Capitale Imperia le, potesse legarsi un positivo marketing verso la cultura politi ca del tempo. Quello che oggi è noto come Babbo Natale, sembra fosse in realtà San Nicola, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo. Uno dei più giovani preti della storia che, nato a Myra (l'attuale Turchia) da una famiglia ricca, rimase presto orfano a causa della peste e fu allevato in un monastero. Si pensi che alla giovane età di 17 anni divenne uno dei più giovani preti dell'epoca. Molte storie si tramandano sulla sua generosità, ma la leggenda più interessante e curiosa è certamente quella re lativa a tre giovani ragazze desti nate alla prostituzione. Nicola, infatti, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a spo sare le sue tre figlie poiché ca duto in
miseria, decise di intervenire lanciando tre sacchi di monete per tre notti consecutive da una finestra sempre aperta del suo vecchio castello. Questi denari avrebbero dovuto costituire la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte tutto andò come era stato previsto. Solo la terza notte Nicola trovò la finestra chiusa e decidendo di mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio si arrampicò sul tetto e gettò le monete attraverso il ca mino, dov'erano state appese le calze ad asciugare. Questa leggenda spiegherebbe il perché dell’iconografia di questo uomo anziano con la barba bianca che si arrampica sui ca mini per portare i suoi doni. Se condo altre leggende sarebbe invece entrato in possesso del mitico Graal che gli conferiva il potere di materializzare oggetti che con generosità divenivano doni
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IL CONSULENTE per amici e parenti. Qualche anno più tardi Nicola divenne Arcivescovo e si racconta che fosse un alto prelato le cui fattezze non erano rispettose dei canoni convenzionali: solo una lunga barba bianca e un cappello rosso in testa. La generosità ed il servizio alla fede cristiana lo fecero comunque fare Santo do po la sua morte ed inserire nel calendario. Solo quando avvenne lo scisma tra la Chiesa Cattolica e la Chie sa Protestante, ogni nazione inventò il ''proprio Babbo Nata le''. Per moltissimi anni la notte dei doni era stata associata al 5 di cembre e fu proprio durante la riforma protestante all’interno della quale le figure dei Santi fu rono poste in secondo piano ri spetto al rapporto individuale fra uomo e Dio – che si iniziò a di vulgare l’idea che a portare i re gali la notte di Natale fosse il Bambino Gesù e non più il buon San Nicola. Per i francesi era ''Pere Noel'', per gli inglesi ''Father Christmas'' (sempre rappresentato con ra moscelli di agrifoglio, edera e vi schio) e per la Germania ''Weihnachtsmann'' (l'uomo del natale). Fu poi l’influenza del nordeuro pa a far diventare il cavallo bianco di San Nicola un gregge di renne. Solo in un libro del XIX secolo babbo natale viene raffigurato in una illustrazione in cui compare con una sola renna. Carino è anche sapere che le mille tradizioni che si sono incontrate su questa magica e straordinaria figura hanno conso lidato un nome per ogni cosa nella tradizione natalizia. Le otto renne si chiamano infatti Comet, Dancer, Dasher, Prancer, Vixen, Donder, Blitzen, Cupid, che in
italiano possono essere tradotte come Cometa, Ballerina, Fulmi ne, Donnola, Freccia, Saltarello, Donato e Cupido. In alcune rappresentazioni grafi che vi è una presunta nona renna, che viene chiamata Ru dolph, e che nacque, sempre a scopo pubblicitario, per i grandi magazzini statunitensi Montgo mery Ward, nel 1939. Questa nuova renna viene disegnata con un grosso naso rosso, ritenendolo molto utile a Babbo Natale per essere meglio identificato nelle notti di nebbia. Solo dopo svariati secoli, il rito poté trovare la sua personifica zione in un forte vecchio dalla barba bianca, residente al Polo Nord dove, secondo la tradizio ne, aiutato da numerosi gnomi, costruirebbe dei giocattoli da distribuire come doni durante la notte di Natale, con l'ausilio di una slitta trainata da renne vo lanti e passando attraverso i ca mini delle case pedr distribuire i doni. Ora che la storia del nostro Babbo Natale, tanto caro ai no stri bambini è stata richiamata alla memoria andiamo insieme a riscoprire la dolcezza della leggenda per la quale, le nostre case, dal giorno dell’Immacolata Concezione (8 dicembre), vengono adornate da scintillanti alberi di Natale. Si narra infatti che in un remoto villaggio di campagna, alla Vigilia di Natale, un bambino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come vole va la tradizione, nella notte Santa. Questo bimbo si attardò più del previsto e, sopraggiunta l’oscurità, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa mentre intorno a sé iniziava ad imperversare una fitta nevicata ed il bimbo si sentì assalire
dall'angoscia che non avrebbe potuto festeggiare quel Santo Natale che tanto aveva atteso. Nel bosco, ormai spoglio di fo glie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò istintiva mente dalla neve sotto di esso ed era un abete. La paura la preoccupazione ed il freddo lo fecero porre a riparo dell’abete ed il piccolo si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco e l’albero il qua le, intenerito dalla dolcezza di quella creatura così atterrita, abbassò i suoi rami fino a far lo ro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino. La mattina seguente, al levar del sole, il bimbo si svegliò e sentì in lontananza le voci degli abi tanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani. Solo in quel momento tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava da vanti ai loro occhi: la neve cadu ta nella notte, posandosi sui rami frondosi, che avevano piegato i rami stessi sino a terra, aveva formato dei festoni, delle decora zioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile. In ricordo di quel fatto, l’abete fu dunque adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno della memoria del tempo. Buon natale a tutti voi !!!
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THE WORLD OF
VITA NELL'ORDINE
IL CONSULENTE
N U M ERO 17 15 DICEMBRE 2011
Pubblicazione Ufficiale del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma
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