131 ANNO XII GIUGNO LUGLIO 2022
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RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA
Buone Vacanze!
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RIVISTA
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DI ROMA
Ordine Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma nze! Buone Vaca N° 131 - Giugno/Luglio 2022 Periodico mensile Reg. Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 Rivista del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli
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Redazione Marco Bertucci Gianluca Donati Massimo Flaccomio Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Paolo Stern Sergio Venanzi Editore Adalberto Bertucci Presidente del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria ilmondodelconsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Questo numero è stato chiuso in redazione il 29 luglio 2022
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EDITORIALE
IL FESTIVAL DEL LAVORO 2022 TRANSIZIONI-LAVORO, ECONOMIA, SOCIETÀ ADALBERTO BERTucci PREsiDEnTE cPO ROMA
Care colleghe e cari colleghi, la XIII edizione del Festival del Lavoro promossa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro e organizzata dalla sua Fondazione Studi si è tenuta a Bologna al Palazzo della cultura e dei congressi, nelle giornate del 23, 24 e 25 giugno. La parola chiave che attribuirei all’evento è “transizione”, termine che evoca fortemente il senso dell’evoluzione in atto in questo particolare momento storico e che racchiude in se l’essenza del Festival. Si tratta di un mutamento globale verso modelli economici, produttivi e occupazionali per noi inediti, improntati verso una dinamica mobilità e con lo sfondo di una implementazione tecnologica che sta avendo un notevole impatto sulla nostra economica ed anche nel riscrivere le regole del commercio nostrano. Questo è il lascito dell’emergenza socio-sanitaria per la pandemia da Covid-19, che ha dirottato, nel nostro caso, l’Italia verso nuove incertezze e rinnovate consapevolezze, superando i limiti che il precedente modello economico, stantio, non osava esplorare. Il Festival del lavoro, attraverso numerosi appuntamenti e interessanti eventi, ha fotografato la nuova realtà italiana, le prospettive e le sfide per l’imminente futuro del mondo del lavoro, dell’economia e della società. Moltissime personalità provenienti dal mondo politico e istituzionale sono intervenute in queste giornate: da citare il confronto tra la Presidente dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro Marina Calderone e il Ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta; e i numerosissimi interventi: sul fisco del leader M5S Giuseppe Conte; e ancora il Ministro per le Disabilità Erika Stefani; il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Maria Stella Gelmini; Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro e componente Cda Inail; Maria Giovannone, professoressa dell’Università di Roma Tre; il leader della Lega Matteo Salvini; il Presidente Inps Pasquale Tridico; Fabiana Dadone, Ministra per le Politiche giovanili; il Presidente della Commissione Lavoro della Camera Romina Mura; il Ministro per la famiglia e per le Pari opportunità Elena Bonetti; il direttore generale dell'Inps Vincenzo Caridi;
i videomessaggi del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e della leader di FdI Giorgia Meloni; e moltissimi altri ancora. Si è percepita la voglia di esserci, di partecipare, finalmente in presenza, da parte dei numerosissimi colleghi giunti per l’evento da ogni angolo della Penisola, ma anche da parte di moltissimi rappresentanti istituzionali, propensi al confronto con gli addetti ai lavori, i consulenti del lavoro italiani. L’evento è stato articolato in otto aree tematiche, in cui sono stati affrontati argomenti di notevole interesse, in oltre 300 interventi presentati da brillanti relatori, che hanno riscosso grande partecipazione: si sono illustrate le nuove prospettive di innovazione e futuro del lavoro; la recente normativa per la risoluzione delle controversie delle nuove prassi organizzative, un esempio su tutti il lavoro in smart working; i nuovi obiettivi della previdenza e dell’Enpacl; l’orientamento al lavoro e le nuove peculiarità e competenze del consulente del lavoro; le politiche attive del lavoro, opportunità finanziarie, contributive, il welfare aziendale anche in funzione del cambiamento in atto, con la presentazione di casi pratici; e molto altro ancora. Proprio sull’argomento “Il Consulente del Lavoro 4.0: welfare aziendale e contratti di prossimità”, nell’aula delle parti opportunità, hanno relazionato due consiglieri del ns CPO i colleghi Gianluca Donati e Lorenzo Lelli, il cui intervento tenutosi venerdì 24 giugno ha registrato un vero e proprio sold-out. Un paniere ricco di contenuti e di tematiche tese a delineare le prospettive di lavoro in un contesto economico-sociale mutevole e, appunto, in piena fase di transizione, superando gli ostacoli del passato e orientata a riconoscere e cavalcare le nuove opportunità che si stanno presentando. Prepariamoci ad affrontare nuove promettenti sfide per le aziende e per noi consulenti, con un’impronta maggiormente tecnologica e finalizzate alla ripresa della nostra rinnovata economia. Infine, a nome di tutta la redazione, voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato e contribuito al grande successo di questa Edizione del Festival del Lavoro. Grazie ragazzi!
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IN QUESTO NUMERO
EDITORIALE Il Festival del Lavoro 2022 Transizioni – lavoro, economia, società
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CIFA Qualita’ ed innovazione la base del cambiamento A CURA DELLA CONFEDERAZIONE
DI ADALBERTO BERTUCCI
AUTONOMA CIFA
ZOOM Intervista a Domenico Princigalli Direttore Regionale INAIL Lazio
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DI LORENZO LELLI
ISTITUZIONI WorkAcademy, al via la nuova stagione di specializzazion
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A CURA DELLA FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO
14 CASSA EDILE Protocollo d’intesa provinciale. Intervista all’ing. Alfredo Simonetti Direttore della Cassa Edile di Roma e Provincia DI LOREDANA CAPOZZOLI
ANCL ANCL UP Roma: Necessario innovare l’organizzazione degli studi.
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FONDAZIONE BERTUCCI 25 Due nuovi elettrocardiografi all’ospedale di Portoferraio donati dalla Fondazione Studi Oreste Bertucci A CURA DELLA REDAZIONE
LAVORO Bonus carburante e questioni applicative
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A CURA DI EUFRANIO MASSI
QUESITI DEL MESE
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A CURA DEL CENTRO STUDI
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Intervista a Domenico Princigalli Direttore Regionale INAIL Lazio
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WorkAcademy, al via la nuova stagione di specializzazione
Qualita’ ed innovazione la base del cambiamento
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ZOOM
DIALOGANDO CON DOMENICO PRINCIGALLI DIRETTORE REGIONALE INAIL PER LA REGIONE LAZIO
A CURA DI LORENZO LELLI DIREttoRE REsponsAbILE
La sicurezza sui luoghi di lavoro è un tema caldo e di fondamentale importanza. Tuttora sono ancora troppe le denunce di infortunio per non parlare di quelle con esito mortale. L’ultimo bollettino Inail, riguardante il 2021, evidenzia una tendenziale stabilità delle denunce rispetto all’anno precedente (+0,16%) ed una timida diminuzione dei decessi sul lavoro (– 3,86%); specificatamente alla nostra regione, l’analisi territoriale del Lazio mostra un incremento di 1.322 denunce di infortunio rispetto al 2020. Può offrirci un’analisi della situazione regionale in merito a tale scenario? In quale proporzione la ripresa dell’attività lavorativa nel 2021, rispetto alle forzose chiusure registrate nell’anno precedente, può avere inciso su tale incremento? Purtroppo il tema degli infortuni sul lavoro rimane di scottante attualità e i numeri ci dicono che è sempre più urgente potenziare le azioni concrete per ridurre ed arginare il fenomeno. I dati del 2021 relativi al Lazio evidenziano infatti un aumento delle denunce di infortunio del 3,72% (36.906 contro le 35.584 del 2020). In termini assoluti, la nostra regione si colloca al quinto posto fra quelle che hanno avuto un maggior aumento del numero di infortuni denunciati, dopo
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Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Sicilia. Nello stesso periodo, le denunce di infortunio mortale in regione sono aumentate dell’11.58 % (106 denunce nel 2021 contro le 95 del 2020). Questo andamento crescente risulta, purtroppo, confermato dai dati del primo quadrimestre 2022 che - pur se suscettibili di graduale assestamento nei mesi a venire - evidenziano, rispetto al medesimo periodo del 2021, un aumento di denunce di infortunio in tutte le regioni. Nel Lazio, infatti, sono pervenute alle nostre sedi circa 20.000 denunce di infortunio a fronte delle quasi 12.000 del periodo gennaio – aprile 2021. I casi mortali registrati in regione nel primo quadrimestre 2022 sono stati 26 a fronte dei 30 del medesimo periodo del 2021, con un calo degli eventi “in occasione di lavoro” ed un aumento di quelli “in itinere”. È opportuno precisare, tuttavia, che il generalizzato aumento risente anche del significativo incremento delle denunce relative a contagi da Covid-19 sul lavoro, molto marcato nel Lazio nei primi mesi dell’anno in corso. La ripresa delle attività produttive dopo la fase più acuta della pandemia ha indubbiamente avuto un’influenza sul numero di infortuni denunciati. Nella nostra regione, l’incremento dei casi segnalati riguarda prevalentemente la Gestione Industria e Servizi, con picchi significativi nei settori del Trasporto e Magazzinaggio, dei Servizi di alloggio e ristorazione, delle Costruzioni, e della Sanità, quest'ultimo maggiormente colpito, anche nel primo quadrimestre 2022, da contagi da Covid – 19. Non dobbiamo poi trascurare un altro aspetto, altrettanto delicato, legato alla salute dei lavoratori: quello delle malattie professionali. Dopo un 2020 fortemente condizionato, per intuibili ragioni, dalla pandemia, con denunce in deciso calo rispetto agli anni precedenti, le denunce di patologie correlate al lavoro tornano a crescere nel 2021 e nel 2022. Gli ultimi dati disponibili, ci segnalano ancora un trend in aumento nel Lazio: il
periodo gennaio- aprile 2022 segna un più 10% circa rispetto allo stesso periodo del 2021. È assolutamente necessario, quindi, come dicevo in apertura, moltiplicare e soprattutto unire gli sforzi per interrompere questo progressivo aumento degli infortuni e delle malattie professionali nei luoghi di lavoro. Istillare la cultura della salute e della sicurezza sui luoghi del lavoro dovrebbe essere il concetto chiave per prevenire questo tipo di incidenti, troppo spesso purtroppo letali. Il protocollo d’intesa siglato con il Ministero dell’Istruzione, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, unito al protocollo d’intesa sottoscritto con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, vertono proprio sulla formazione e informazione sulla sicurezza sul lavoro, per educare alla responsabilità e alla prevenzione. Come pensa si possano attuare e coordinare questi enti per l’importante obiettivo comune? Quella della rete tra Istituzioni, unitamente alle sinergie con organismi paritetici, parti sociali e il mondo delle professioni, è senza dubbio la strada maestra. Così come il coinvolgimento del mondo della scuola. Se vogliamo consolidare la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in una prospettiva di lungo periodo, infatti, non possiamo che cominciare dagli alunni e studenti, inserendo gradualmente nei programmi didattici il tema della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali: solo così potremo rendere più consapevoli e responsabili i lavoratori di domani. Il protocollo d’intesa recentemente siglato tra Inail, Ministero dell’Istruzione, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e Ispettorato Nazionale del Lavoro intende proprio disciplinare proposte progettuali, educative e didattiche, volte a rendere pienamente efficace l'azione di sensibilizzazione sulle tematiche e sui valori della salute e sicurezza in ogni ambiente di vita, studio e lavoro per coloro che operano 7
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nella realtà scolastica. L'obiettivo è ridurre sistematicamente gli eventi infortunistici tramite l'utilizzo strategico di efficaci azioni di formazione e informazione, destinate ai dirigenti scolastici, ai docenti e a tutti gli studenti, in particolare a quelli che sono prossimi all'inserimento nel mondo del lavoro o che sono coinvolti nei "Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento". Su tali basi, anche nel Lazio, Inail, Regione e Ufficio Scolastico Regionale stanno lavorando a percorsi di sensibilizzazione e di coinvolgimento di docenti e alunni, che – anche attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative – servano a veicolare efficacemente la cultura della prevenzione già dai banchi di scuola. Dall’altra parte, dobbiamo continuare a sostenere le imprese, specie quelle piccole e piccolissime, che hanno maggiori difficoltà nell’accesso alle informazioni e alla formazione di qualità, consapevoli che la formazione per la sicurezza, per essere davvero efficace, deve essere improntata alla concretezza e ritagliata sulle specifiche realtà aziendali, adattando gli interventi alle caratteristiche dei contesti produttivi in cui devono essere realizzati. Il protocollo di intesa tra Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e INAIL si propone proprio l’obiettivo di fornire risposte integrate e di qualità̀ a questi bisogni, risposte che saranno veicolate dalla professionalità dei Consulenti del Lavoro e dalla consolidata esperienza dell’Inail. Sono fiducioso che questo protocollo consentirà di rafforzare anche sul nostro territorio la collaborazione, già attiva da tempo, con il vostro Ordine, improntandola verso un sostegno sempre più concreto alle imprese anche sul versante della salute e sicurezza dei lavoratori. Da sempre il Consulente del Lavoro esercita la propria professione sinergicamente con l’Istituto da lei rappresentato. La categoria che in questa sede mi pregio di rappresentare, in particolare durante questo delicato periodo di emergenza sanitaria, si è messa a disposizione delle istituzioni, degli enti previdenziali ed assistenziali sostenendo le imprese e tute-
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lando i lavoratori. Quanto ritiene sia importante il supporto del CDL nella buona gestione del personale e nella sensibilizzazione sulla sicurezza sul lavoro? Sicurezza e legalità del lavoro sono temi strettamente correlati: la figura del Consulente del lavoro riveste sicuramente un ruolo centrale nell’indirizzare correttamente le aziende per contrastare fenomeni distorsivi del mercato del lavoro, ma – grazie anche al rapporto di fiducia tra il Consulente del lavoro e il datore di lavoro – questa figura può essere strategica anche per veicolare, soprattutto nelle realtà produttive di più piccole dimensioni, le iniziative di sostegno messe in campo dall’Istituto per favorire i processi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro. In tale contesto, Inail non ha mai smesso di sostenere le aziende con - gli incentivi economici rappresentati dal legame tra entità dei premi assicurativi ed andamento del tasso infortunistico (principio del bonus malus), ma anche quelli tra entità dei premi assicurativi e miglioramento delle condizioni di sicurezza e igiene sul lavoro (oscillazione ex art. 23 delle M.A.T.) - gli interventi di finanziamento alle imprese ex art. 11, comma 5 de D. Lgs. 81/08 e s.m.i. Per queste iniziative l’Istituto ha individuato interventi che mirano ad orientare il datore di lavoro non solo nella scelta di macchine, attrezzature, dispositivi tecnologicamente più avanzati che possano ridurre specifici rischi sul lavoro, ma anche interventi che servono ad orientare le aziende verso un cambiamento nei comportamenti, con una forte attenzione all’organizzazione e alla gestione della sicurezza. Si punta a promuovere un circuito virtuoso che coinvolga non solo la singola azienda ma tutti coloro - fornitori, appaltatori, ecc.- che con quell’azienda hanno rapporti. È del tutto evidente che, in un contesto dove la promozione della sicurezza rappresenta un elemento cardine dell’organizzazione del lavoro nella logica del miglioramento continuo, il supporto dei
Consulenti del lavoro – e più in generale del mondo delle professioni, in primis quelle tecniche – in favore del datore di lavoro risulta di fondamentale importanza per l’accesso alle informazioni corrette. Sotto questo aspetto non è poi da trascurare l’impatto della corretta applicazione delle Tariffe dei premi Inail, sulla salute e sicurezza sul lavoro. Individuare la voce di tariffa corrispondente all’effettiva attività svolta dall’impresa non vuol dire soltanto far pagare all’azienda il giusto premio, vuol dire aiutare l’azienda a descrivere correttamente le lavorazioni esercitate, individuando mansioni e compiti dei lavoratori, aumentando la consapevolezza sulla rischiosità delle lavorazioni. Stiamo finalmente uscendo dall’emergenza sanitaria e dalla complessa gestione della sicurezza sul lavoro per il contenimento della pandemia. Ai tradizionali rischi denunciati si è aggiunta la tutela del lavoratore e la sua salvaguardia dal contagio virale, attraverso inediti protocolli di sicurezza e rigide norme nazionali. Che impatto ha avuto per l’INAIL la crisi da Covid-19, e in particolar modo nella realtà laziale? Durante l’emergenza Covid, nell’ambito delle sue diverse funzioni, assicurativa, riabilitativa, di prevenzione e di ricerca, Inail ha adottato numerose iniziative a carattere nazionale volte a garantire una tutela globale della salute e della sicurezza dei lavoratori: dalla elaborazione di documenti tecnici con le indicazioni sulle misure di contenimento e di prevenzione del contagio nei luoghi di lavoro dei vari settori produttivi, alla funzione di validazione straordinaria e in deroga dei dispositivi di protezione individuale, all’attivazione dei servizi di supporto psicologico per gli operatori sanitari in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi. Nel Lazio, come è stato fatto anche nelle altre regioni, abbiamo messo in atto tutte le azioni necessarie per non far mancare il supporto alle imprese e ai lavoratori assicurati, garantendo sempre l’apertura dei nostri ambulatori e degli sportelli dedicati, sia in presenza che da remoto. Anche
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nei momenti più difficili, i colleghi delle sedi e della Direzione regionale hanno assicurato i servizi essenziali, a cominciare da quelli sanitari, con grande professionalità e abnegazione. Costante è stata, poi, la nostra fattiva pre-
senza ai tavoli permanenti istituiti dalla Regione per il coordinamento delle attività di contenimento e prevenzione del contagio negli ambienti di lavoro. Per quanto concerne la funzione assicurativa, a fronte di un evento pandemico di
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così vasta portata, Inail ha garantito piena tutela a tutti i lavoratori assicurati che abbiano contratto la malattia da Sars-Cov2 in occasione di lavoro. Dall’inizio della pandemia al 30 aprile 2022, i contagi sul lavoro da Covid-19 se-
gnalati all’Inail su scala nazionale sono stati 260.750. Nel Lazio, le 19.981 denunce pervenute da inizio pandemia afferiscono per il 45,2% al 2020, per il 22,5% al 2021e per il 32,3% ai primi quattro mesi del 2022. Più in dettaglio possiamo dire che oltre un terzo di tutti i casi, ad oggi, si concentra ancora nell’ultimo trimestre del 2020; l’anno 2021 segna nel complesso un andamento decrescente - pur riscontrando nella regione, nel corso dei mesi, percentuali più elevate rispetto alle medie nazionali - con numeri più contenuti nei mesi estivi e una ripresa del fenomeno a fine anno; l’anno in corso è iniziato con una forte accelerazione nei contagi, arrivando a superare già a marzo le denunce Covid dell’intero 2021. Il settore più colpito è quello della “Sanità e assistenza sociale”, con il 59,9% dei casi complessivi . Per quanto riguarda gli eventi mortali, dei 92 decessi, 48 si riferiscono al 2020 e 44 al 2021. Un quarto di essi ha riguardato personale sanitario. I lavoratori e le lavoratrici colpiti dal virus e le loro famiglie, hanno potuto contare sull’erogazione dell’ampia gamma di prestazioni economiche e sanitarie previste per gli infortunati sul lavoro. Al tradizionale modello di tutela Inail si è poi aggiunta, nei casi di conseguenze di lungo periodo, la possibilità di garantire – sempre comunque in regime di sussidiarietà rispetto alle disponibilità dei Servizi Sanitari Regionali - anche trattamenti di riabilitazione multiassiale post Covid a carico dell'Istituto, attraverso strutture d’eccellenza convenzionate. La pandemia ha costituito un banco di prova importante per tutte le organizzazioni pubbliche e private. Inail ha risposto con un impegno importante, per garantire in modo inclusivo l’accesso alle prestazioni per tutte le lavoratrici e i lavoratori colpiti dal virus, accelerando anche lo sviluppo di soluzioni innovative in tema di assicurazione sociale, sostenendo allo stesso tempo le imprese che hanno dovuto far fronte ad un impegno organizzativo ed economico senza precedenti.
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ISTITUZIONI
WORKACADEMY, AL VIA LA NUOVA STAGIONE DI SPECIALIZZAZIONE Aperte le iscrizioni a quattro nuovi corsi dell’Accademia dei Consulenti del Lavoro. Pianificazione previdenziale, digitalizzazione, ispezioni sul lavoro e strategia d’impresa i temi al centro della nuova offerta formativa A CURA DELLA FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO
La WorkAcademy riparte. Si sono, infatti, già aperte le iscrizioni ai quattro nuovi corsi dell’Accademia dei Consulenti del Lavoro, tutti a numero chiuso, di alto profilo e con taglio laboratoriale. Il progetto, realizzato dalla Fondazione Studi su iniziativa del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro in sinergia con Asfor (Associazione italiana per la formazione manageriale), nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio di attività e competenze maturato dai professionisti negli anni e arricchirlo di nuove conoscenze, sia per stare al passo con uno scenario economico in profonda evoluzione sia per offrire servizi professionali ad una platea di clienti più ampia e di dimensione internazionale. Proprio per questo motivo, la WorkAcademy amplia il ventaglio della propria offerta formativa, che partirà da metà settembre con il “Consulente pensionistico 4.0”, corso che attraverso la triplice formula (teoria, laboratorio e specializzazione tematica) consentirà di prendere coscienza delle aree di criticità del sistema previdenziale italiano e di guidare i propri assistiti verso la migliore soluzione pensionistica possibile. Dopo un primo modulo basato sulla conoscenza della disciplina degli accessi a pensione e del calcolo dell’assegno, i Consulenti approfondiranno tutti gli ambiti professionali rispondenti ai fabbisogni della propria
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platea di clienti (dirigenti, aziende dello spettacolo, agricoli) con e-learning tematici. Il laboratorio finale consentirà di affrontare casi sottoposti dai parteci-
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panti nonché di simulare consulenze specifiche, preparate dagli stessi professionisti in aula. Dal 22 settembre e fino al 7 febbraio 2023, invece, prenderà il via il corso “Consulente del Lavoro digitale” con l’obiettivo di accrescere le competenze e la reputazione digitale dei professionisti, valorizzandone la professionalità grazie alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Il percorso, suddiviso in sei moduli, prevede webinar live, contenuti di approfondimento, esercitazioni pratiche e la produzione di un project work finale da parte dei discenti. A partire dall’11 ottobre, invece, presso il Campus SDA Bocconi School of Management di Milano, sarà inaugurato il corso “Come sarà l’azienda 2030”, che si concluderà il 23 gennaio 2023 con l’ambizione di dotare il Consulente del Lavoro di tutte quelle competenze trasversali necessarie a sviluppare una let-
tura a 360° degli scenari evolutivi del mercato del lavoro, rendendolo così un interlocutore di valore per imprenditori e manager. Dal 18 ottobre, infine, sarà possibile seguire le lezioni di “Ispezioni del lavoro e previdenziali”: un percorso formativo in sette moduli, ciascuno suddiviso in lezioni frontali e in una parte laboratoriale con case studies ed esercitazioni pratiche, che consentirà a professionisti e responsabili HR delle imprese di comprendere le fasi del processo ispettivo, i diritti e i doveri da osservare e le strategie di difesa a favore del proprio assistito. I corsi della WorkAcademy potranno ospitare fino ad un massimo di 30 partecipanti per favorire l’interazione tra docente e discente. Maggiori dettagli sul sito www.workacademy.it.
CASSA EDILE
PROTOCOLLO D’INTESA PROVINCIALE Intervista all’Ing. Alfredo Simonetti, Direttore della Cassa Edile di Roma e Provincia A CURA DI LOREDANA CAPOZZOLI AnCL sU Up DI RoMA
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CASSA EDILE
In data 12 aprile 2022 è stato siglato il primo Protocollo d’intesa tra l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia, legalmente rappresentato da Adalberto BERTUCCI in qualità di Presidente, e la Cassa Edile di Roma e Provincia di Mutualità ed Assistenza, legalmente rappresentata da Giovanbattista Daoud WALY in qualità di Presidente. L’accordo sottoscritto prevede come obiettivo principale quello di migliorare e semplificare l’interlocuzione tra le parti, attraverso canali di comunicazione più rapidi, tavoli tecnici di
lavoro periodici, incontri formativi dedicati e di confronto. Questo importantissimo traguardo è stato raggiunto, grazie all’intervento e all’impegno dell’Ordine Consulenti del Lavoro di Roma in sinergia con l’ANCL SU UP di Roma, dopo un lungo e accurato confronto con la Cassa Edile di Roma e Provincia. La novità più rilevante di questo Protocollo riguarda la procedura di iscrizione delle Imprese alla Cassa Edile di Roma e Provincia. Infatti, grazie all’intervento del CPO e dell’Ancl Roma, dal 12 aprile 2022 è possibile inviare direttamente tramite PEC del Consulente del Lavoro, modalità precedentemente inibita, per conto delle Imprese assistite, la domanda di: - Iscrizione delle Imprese alla Cassa Edile di Roma e Provincia e relativa apertura posizione contributiva; -Sospensione posizione contributiva; - Cessazione posizione contributiva; -Riattivazione posizione contributiva. La nostra l’intervista all’Ing. Alfredo Simonetti Direttore della Cassa Edile di Roma e Provincia e Direttore CEFMECTP di Roma e Provincia. Ing. Simonetti, quando è nata l’intesa con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia? Il lavoro nasce da una lunga interlocuzione tra le parti interessate; negli ultimi mesi i referenti dell’ANCL SU UP di Roma e dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia e i referenti della Cassa Edile di Roma e Provincia hanno accelerato i colloqui al fine di definire una serie di procedure condivise. Questo è un grande segnale di cambiamento, che investe uno dei settori più complessi nel panorama del mondo del lavoro. Oltre a questo, gli adempimenti obbligatori derivanti dal CCNL di riferimento prevedono una serie di passaggi complessi e delicati nella gestione del Personale Dipendente da parte dei Consulenti del Lavoro e questo ha sempre creato più di qualche difficoltà. Quest’occasione ha – per la prima volta – lo scopo di facilitare un costante dialogo tra gli Operatori della CE e i Consulenti del Lavoro, favorendo uno scambio d’informazioni utili ad 15
CASSA EDILE
agevolare il lavoro reciproco. Tale agevolazione è ovviamente mirata al costante incremento della qualità nei servizi offerti ai lavoratori e alle Imprese del Settore edile sia da parte del CCNL che dalle varie convenzioni in essere da parte della CE, rivolte alle Imprese che hanno regolarità contributiva.
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Si pensi ad esempio alle complessità derivanti dai dettami della normativa in materia di Salute e Sicurezza, per le quali un’Impresa Edile deve rispondere sia a quelli rivolti a tutti i settori merceologici di attività, sia a quelle specifiche del mondo delle costruzioni. A tale riguardo si ricorda che il Ti-
CASSA EDILE
tolo IV del D.lgs. 81/2008 è rivolto ai “Cantieri Temporanei e mobili” e si rivolge dunque alle Imprese edili che svolgono lavori di cui all’Allegato X dello stesso Decreto Legislativo. Per anni, dunque, la poca collaborazione tra le parti ha solo potuto danneggiare le Imprese del
settore, che molte volte non hanno potuto beneficiare di quanto di loro spettanza; per contrastare tutto questo si è deciso dunque di collaborare fattivamente. In data 12 aprile 2022 è stato siglato il primo Protocollo d’intesa con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia. Che cosa prevede l’accordo? Prevede, tra le altre cose, l’istituzione di un gruppo tecnico di lavoro, con lo scopo di approfondire lo studio e l'elaborazione di procedure per la semplificazione dei rapporti con la Cassa Edile di Roma e Provincia, a iniziare dalla raccolta di quesiti tecnico - organizzativi posti dai Consulenti del Lavoro e dalla diffusione agli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia delle risposte e delle indicazioni fornite dalla Cassa Edile di Roma e Provincia. Il gruppo provvederà altresì a individuare specifiche materie di studio e approfondimento anche sui sistemi informatici in uso presso la Cassa Edile di Roma. La Cassa Edile di Roma e Provincia ha aperto uno sportello presso la sede di Roma e attivato uno sportello da remoto dedicato agli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia. E’ inoltre previsto uno spazio sui rispettivi siti web per ospitare i contributi tecnico-informativi delle due istituzioni. E’, altresì, prevista la realizzazione di seminari sul territorio provinciale per approfondire i temi di maggiore interesse per il settore alla presenza di rappresentanti sia della Cassa Edile di Roma e Provincia sia dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia. Poi, molto importante, al fine di migliorare le modalità e i tempi d’iscrizione delle Imprese alla Cassa Edile di Roma e Provincia con la relativa apertura posizione contributiva, si è convenuto inserire nel modulo di richiesta iscrizione la possibilità di inviare la domanda e i relativi allegati, rilevanti ai fini della completezza dell’iscrizione, tramite PEC del Consulente del Lavoro unitamente al documento del titolare della ditta e la delega firmata. L’iscrizione sarà inviata alla PEC dell’Impresa e, per conoscenza, alla PEC del Consulente del Lavoro. L’obiettivo principale del Protocollo d’intesa sottoscritto è, sicuramente, quello di 17
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creare una valida sinergia tra i due Enti. Quali sono gli aspetti da evidenziare? Mi preme affermare come la collaborazione possa generare un valore aggiunto ai lavoratori del settore e agli Imprenditori. Le faccio un esempio: quanti lavoratori sono a conoscenza che hanno le borse di studio per i propri figli? Quanti di loro sanno di avere il rimborso delle spese concernenti, la riabilitazione e alle spese extra-ospedaliere? I soggiorni estivi, l’assistenza ai familiari portatori di handicap. Sono solo alcuni dei servizi che possono essere richiesti dai lavoratori del settore edile in regola con i versamenti del DURC. A tale proposito, è importante sfatare un'altra annosa questione: il costo del Contratto degli Edili. Ebbene, la questione non può essere sminuita attribuendo semplicemente la differenza di costo tra i vari contratti collettivi, rispetto a quello del settore delle Costruzioni. Perché come ripetuto più volte, il valore del Contratto edile non ha eguali nel panorama italiano, definendo un vero e proprio sistema di welfare integrativo, che garantisce servizi ordinari quali il pagamento delle ferie e della gratifica Natalizia, l’Integrazione all’indennità di malattia e all’indennità d’infortunio o malattia professionale, oltre ad accantonare le risorse per garantire la continuità per il raggiungimento dell’Anzianità Professionale Edile. La sinergia è volta soprattutto a garantire un continuo scambio di supporto reciproco per agevolare il lavoro necessario a garantire la corretta gestione degli adempimenti richiesti dalla Normativa di riferimento, tra la quale anche quelli evidenziati nel protocollo d’intesa siglato. Quale sarà il vostro impegno? L’impegno della Cassa Edile sarà prima di tutto il rispetto dell’accordo sottoscritto con i Consulenti del Lavoro. Questo semplificherà lo scambio di dati importanti ai fini del corretto inquadramento del CCNL, sia un più fluido rapporto tra i protagonisti del settore: operai, imprese, consulenti e cassa edile. L’obiettivo delle parti è lo stesso e ampiamente condiviso: sostenere quanti intendono rispettare le regole e semplificare la loro vita. Al contrario contrastare con vigore chi danneggia imprese e professionisti seri con comportamenti a dir poco scorretti. Quali sono le aspettative future? Portare quante più imprese possibili a utilizzare i servizi della Cassa Edile e dell’Organismo Paritetico CEFMECTP che si occupa di salute e sicurezza. Con il contributo dei Consulenti del Lavoro sono sicuro che lavoratori e imprese potranno sempre più apprezzare quello che il settore dell’edilizia mette a disposizione con la corretta applicazione del CCNL e dell’integrativo provinciale. Come desidera concludere questa intervista? Ringraziando prima di tutto per il grande lavoro svolto dalle Parti per arrivare alla sottoscrizione del protocollo, ringraziando per lo spazio offerto con questa intervista alla Cassa Edile, auspicando che sia solo l’inizio per una lunga e proficua collaborazione che condurrà sempre più a unificare un linguaggio a volte troppo frastagliato.
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CIFA
QUALITA’ ED INNOVAZIONE LA BASE DEL CAMBIAMENTO Il nuovo modello contrattuale per gli studi professionali proposto da unpi-cifa e confsal, cafa’: qualita’ ed innovazione accompagnano il cambiamento. Intervista ad Andrea Cafà, presidente della Confederazione autonoma CIFA e del Fondo Fonarcom A CURA DELLA CONFEDERAZIONE AUTONOMA CIFA
In occasione dell’ultimo Festival del Lavoro di Bologna, è stato presentato ufficialmente alla nostra categoria il CCNL Studi Professionali siglato lo scorso Maggio 2022 da UNPI-CIFA e CONFSAL, confederazioni autonome attive da tempo nel proporre modelli di contrattazione collettiva basati sui valori dell’innovazione e della qualità del lavoro, e la valorizzazione del dialogo tra datori di lavoro e dipendenti, legato a meccanismi che premiano la crescita e la produttività aziendale, e che presuppongono la centralità della Persona e delle competenze in grado di sostenere lo sviluppo nel lungo periodo. Un modello contrattuale nuovo ed alter-
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nativo, nel solco della “terza via” della contrattazione collettiva, che approda, finalmente, anche negli Studi Professionali, particolarmente interessati da una profonda fase di transizione e di cambiamento, tale da necessitare la revisione dei modelli organizzativi. Gli studi professionali, siano essi impegnati in tematiche economico-finanziarie o tecniche o socio-sanitarie, devono essere messi in grado di sostenere l’accelerazione dei processi di digitalizzazione, di rispondere con adeguatezza alle nuove forme di collaborazione e di comunicazione interna tra colleghi, e di aggiornare l’approccio e le strategie di orientamento al Cliente. In questo contesto, è imprescindibile intervenire attraverso l’aggiornamento e la riqualificazione delle competenze del proprio personale, che diventa così un fattore di successo per affrontare il vento del cambiamento nel mondo delle professioni: lavorare sulle skills del Capitale Umano contribuisce a rendere gli studi professionali più flessibili, aumentando la capacità di affrontare le sfide del settore. Diventa quindi fondamentale accompagnare lo studio verso la transizione, ragione per cui CIFA e CONFSAL hanno ritenuto necessaria una revisione critica delle soluzioni contrattuali esistenti, focalizzando maggiore attenzione ai fabbisogni di competenze digitali e trasversali, e ad accompagnare il percorso di trasformazione organizzativa. A proposito di questo tema, abbiamo
CIFA
posto alcune domande ad Andrea Cafà, presidente della Confederazione autonoma CIFA e del Fondo Fonarcom, che è stato tra i protagonisti alla kermesse bolognese della presentazione del nuovo CCNL. Presidente Cafà, qual è il ruolo di CIFA nel sostenere il cambio di passo degli studi professionali, alla luce delle profonde trasformazioni nel mercato del lavoro e nel comparto delle professioni in particolare? Abbiamo scelto il contesto di una manifestazione come quella dell’ultimo Festival, insieme ai Consulenti del Lavoro, proprio perché ispirata e dedicata alle “Transizioni”: il luogo di incontro e dialogo ideale per parlare di come abbracciare il cambiamento, di adeguare e migliorare la propria capacità di adattarsi alle trasformazioni del mercato del lavoro. Da tempo si discute di affrontare il cambiamento, ma ora siamo in una fase in cui servono strumenti. Ecco, il CCNL Studi Professionali, a cui abbiamo lavorato con la nostra federazione di comparto UNPI ed il sindacato CONFSAL, è proprio la nostra migliore risposta alle trasformazioni, uno strumento efficace in grado di accompagnare e sostenere l’evoluzione organizzativa negli studi professionali. Quali sono gli aspetti di questo contratto di lavoro che danno l’idea di approccio efficace alle esigenze degli studi professionali? Il CCNL Studi Professionali è un’infrastruttura che fonda la sua efficacia su alcuni pilastri fondamentali, frutto di anni di dialogo costruttivo con la parte sindacale, e che emergono anche negli altri contratti di lavoro che la nostra confederazione ha posto in essere. Tra questi, la centralità della Persona nell’impresa, la capacità costante di contribuire ai risultati aziendali alimentata da un processo continuo di trasferimento di competenze; la costruzione di un modello organizzativo dinamico, in grado di valorizzare ed incentivare la produttività, e flessibile, tenendo conto delle esigenze
della persona, e delle nuove modalità di lavoro ibrido sperimentate in pandemia, ma che oggi possono entrare a pieno titolo in un sistema flessibile di regolazione dei rapporti di lavoro. A tal proposito, vorrei evidenziare che questo CCNL non solo recepisce i contenuti dell’accordo interconfederale sul lavoro agile e smart working di CIFA-CONFSAL, ma è un CCNL che permette alle parti di destrutturare l’orario di lavoro, conferendo alle prestazioni lavorative un livello inedito di flessibilità. E per quanto riguarda il welfare, cosa prevede il nuovo CCNL? Il sostegno e l’assistenza tecnica alla contrattazione, la formazione continua, nonché tutte le prestazioni sociali, assistenziali e sanitarie previste a tutela dei diritti del lavoratore, sono garantite dai nostri organismi bilaterali, che con lo stesso spirito delle confederazioni di servizio all’impresa ed al lavoro nel nostro Paese, hanno consolidato servizi e prestazioni caratterizzate da un elevato livello di qualità e di performance. Ricordo tra questi il secondo Fondo Interprofessionale italiano, FonARCom, che per i dipendenti degli Studi Professionali aderenti ormai da anni dispone di contributi dedicati alla copertura dei costi formativi dei dipendenti, i piani di copertura sanitaria per i lavoratori ed i familiari fornite dal fondo di assistenza sanitaria integrativa Sanarcom, le prestazioni sociali ed assistenziali, e la certificazione delle competenze assicurate dall’ente bilaterale confederale Epar. Insieme a CIFA e CONFSAL, questi organismi costituiscono la vera forza di un sistema associativo su cui aziende e lavoratori possono contare, per costruire insieme le condizioni di sviluppo e di crescita. Abbiamo programmato una serie di iniziative nel territorio che partiranno dal prossimo mese di settembre, per informare i singoli professionisti, ma anche per avviare il dialogo e chiedere loro un maggiore coinvolgimento nella condivisione della contrattazione collettiva del domani che è già arrivato.
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LAVORO
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ANCL ROMA
ANCL UP ROMA: NECESSARIO INNOVARE L’ORGANIZZAZIONE DEGLI STUDI. Dal CCNL Studi professionali UNPI-CIFA una spinta all’innovazione Il particolare momento storico che stiamo attraversando e le conseguenze prodotte dalla crisi pandemica hanno indotto l’ANCL UP Roma ad avviare un momento di confronto interno. Al centro del dibattito la necessità di operare un profondo rinnovamento degli studi dei Consulenti del Lavoro aderenti, abbracciando la sfida della transizione digitale e imprimendo un’accelerazione ai processi di rafforzamento delle competenze dei collaboratori. Per perseguire tale obiettivo, appare prioritario sostenere l’applicazione di rinnovati modelli di contrattazione collettiva capaci di favorire le trasformazioni del lavoro. In tale prospettiva, l’ANCL UP Roma ha accolto con interesse la sottoscrizione da parte di UNPI-CIFA e CONFSAL del nuovo CCNL per i dipendenti degli studi professionali. Un modello contrattuale che abbandona i tradizionali schemi della contrattazione per introdurre dinamiche innovative che puntano a rafforzare le competenze digitali e trasversali dei collaboratori di studio, a rafforzare il ruolo della formazione continua, a migliorare la flessibilità oraria, a regolamentare lo smart working e ad alzare il livello di benessere dei lavoratori attraverso il welfare contrattuale. Il tutto sostenuto dalla strutturata bilateralità di Cifa e Confsal che con Epar, Fonarcom e Sanarcom, negli anni, ha dato ampia dimostrazione della propria capacità di garantire servizi effettivi ad imprese e lavoratori. Quella aperta da Unpi-Cifa e Confsal e’ un’importante spinta all’innovazione che ANCL UP Roma sottoporrà all’attenzione dei propri iscritti, nonché a tutta l’ANCL Regionale per valutarne la concreta applicabilità e per giungere nel
breve periodo anche all’eventuale sottoscrizione di un integrativo territoriale per i Consulenti del Lavoro operanti nella regione Lazio.
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FONDAZIONE BERTUCCI
DUE NUOVI ELETTROCARDIOGRAFI ALL’OSPEDALE DI PORTOFERRAIO DONATI DALLA FONDAZIONE STUDI ORESTE BERTUCCI Il 21 luglio u.s. La Fondazione Studi Oreste Bertucci torna all’Elba (Nel 2020 fu donato un respiratore esterno per pazienti con insufficienza respiratoria) e dona due elettrocardiografi al reparto di medicina dell’ospedale di Portoferraio. L’annuncio durante una conferenza stampa del Presidente onorario della Fondazione Studi Oreste Bertucci, Adalberto Bertucci, cugino e omonimo dell’ex assessore di Portoferraio, insieme ad altri membri della Fondazione. Presenti il primario del reparto di medicina Riccardo Cecchetti e il responsabile di zona distretto Elba Fabio Chetoni. Ad aprire l’incontro anziché il sindaco di Portoferraio Angelo Zini che ha mandato saluti e ringraziamenti in collegamento telefonico. Questa è la seconda volta che la Fondazione Studi Bertucci fa donazioni all’ospedale. Nel febbraio 2020 infatti aveva donato un respiratore esterno per pazienti con insufficienza respiratoria. Ora ha donato questi due apparecchi che insieme al dottor Cecchetti sono stati individuati per venire incontro alle esigenze dell’ospedale. “In questo modo vogliamo mantenere l’attenzione sulla figura di Oreste – ha spiegato il figlio – nato e cresciuto a Portoferraio e che ha trasmesso il suo amore viscerale per l’isola a tutti noi. Io stesso che sono l’unico nato a Roma mi considero elbano e non di adozione”. Bertucci considera l’ospedale elbano un’eccellenza, che ha toccato con mano avendo dovuto ricoverarsi qualche tempo fa “constatando la capacità di chi ci lavora”. E ora è arrivata questa donazione, molto apprezzata dall’ospedale dal primario Dottor Cecchetti in quanto si
tratta di due apparecchi di nuova generazione “molto validi e versatili” – ha spiegato – che permettono una registrazione del paziente più prolungata quando se ne presenta il bisogno, con la possibilità di condividerla anche con centri di terzo livello”. Non è stata la prima volta e non sarà l’ultima che la Fondazione lavorerà per l’ospedale elbano. “Mio padre si era impegnato per l’isola – ha terminato Bertucci – e ci credo che come figlio possa restituire qualcosa. Vedremo come operare per l’ospedale il prossimo anno, sempre nel ricordo di Oreste Bertucci”.
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BONUS CARBURANTE E QUESTIONI APPLICATIVE A CURA DI EUFRANIO MASSI
EspERto DI DIRItto DEL LAvoRo
Con la circolare n. 27/E del 14 luglio 2022 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le proprie indicazioni di prassi relative al c.d. “Bonus carburante” il cui valore massimo è di 200 euro: esso è previsto per tutti i lavoratori dipendenti del settore privato dall’art. 2 del D.L. n. 21/2022, convertito, con modificazioni, nella legge n. 51. Si tratta di uno strumento “una tantum” con il quale il Legislatore ritiene di inter-
venire per attenuare il rincaro dei prezzi dei prodotti petroliferi “alla pompa”, frutto anche degli effetti conseguenti alla guerra in corso tra la Russia e l’Ucraina. Prima di entrare nel merito della puntualizzazione delle varie questioni credo che sia opportuno focalizzare l’attenzione sul dettato normativo quale è uscito dal percorso parlamentare. “Per l’anno 2022, l’importo del valore dei
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buoni benzina o analoghi titoli ceduti dai datori di datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti per l’acquisto di carburanti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito, ai sensi dell’art. 51, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Agli oneri del presente articolo valutati in 9,9 milioni di euro per l’anno 2022 e 0,9 milioni di euro per l’anno 2023, si provvede ai sensi dell’art. 38”. La disposizione impone, da subito, alcuni chiarimenti. Essa si rivolge a tutti i datori di lavoro privati, imprenditori (ivi compresi quelli agricoli) e non imprenditori che abbiano alle loro dipendenze personale con rapporto di lavoro subordinato in corso al momento della erogazione del “Buono carburante”. Quindi nella vasta gamma dei possibili destinatari rientrano, oltre alle
aziende, anche gli studi professionali, le Associazioni, le Fondazioni, le Organizzazioni anche di tendenza, i lavoratori autonomi che abbiano alle proprie dipendenze lavoratori con contratto di lavoro subordinato. La circolare n. 27/E, dopo aver escluso tutte le Pubbliche Amministrazioni che, in gran parte (ma non solo) sono elencate all’art. 1, comma 2, del D.L.vo n. 165/2001, ricorda, invece, che gli Enti pubblici Economici rientrano tra i destinatari della norma. La conseguenza della scelta operata dal Legislatore è lampante: i dipendenti pubblici non sono destinatari del buono carburante. Dal testo normativo non si evince un obbligo da parte dei datori di lavoro ad acquistare buoni carburante, il cui costo, ricorda la nota dell’Agenzia delle Entrate, va detratto dal reddito di impresa. In ogni caso, i buoni debbono essere acquistati ed erogati entro il 12 gennaio 2023, secondo
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il principio della c.d. “cassa allargata”. Destinatari del beneficio sono tutti i lavoratori dipendenti a prescindere dalla tipologia contrattuale e dalle modalità di esecuzione della prestazione (contratto a tempo indeterminato, anche part-time, contratto a termine, contratto di lavoro subordinato che si svolge con la modalità del lavoro agile, apprendistato, contratto in-
termittente, ecc.) con la conseguente esclusione: a) Dei collaboratori coordinati e continuativi; b) Dei collaboratori occasionali; c) Degli amministratori non titolari di altro rapporto di lavoro subordinato; d) Dei giovani in “alternanza scuola-lavoro”; e) Dei tirocinanti f) Degli stagisti; g) Dei ricercatori; h) Degli assegnisti. Altra caratteristica da tenere in debita considerazione è che per l’erogazione del buono carburante non è richiesto alcun limite reddituale come è avvenuto, ad esempio, per l’una tantum di 200 euro ove per i dipendenti, nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 23 giugno u.s., non si doveva aver superato la soglia dei 2692 euro in almeno una mensilità, con la conseguente applicazione dello sgravio contributivo dello 0,8% sulla quota a carico del dipendente. Ciò significa che il buono può essere riconosciuto anche ai dipendenti con una busta paga cospicua come, ad esempio, a quelli con la qualifica dirigenziale. Il Legislatore non fa alcuna distinzione in ordine alla qualità ed alla quantità della prestazione lavorativa (categoria e livello, tempo pieno o tempo parziale, saltuarietà della prestazione, ecc.): chiede soltanto che si tratti di lavoro subordinato in corso al momento della erogazione, lasciando alla libera disponibilità del datore la quantificazione dell’importo, qualora intenda corrisponderlo in maniera differenziata. Da ciò discende che il beneficio non può essere riconosciuto a chi, per effetto di dimissioni, licenziamento, pensionamento, ecc.) non fa più parte dell’organico. Ma, cosa si intende per “buono carburante” e da quando può essere erogato? L’Agenzia delle Entrare, afferma, nella propria nota, che i buoni carburante ( benzina, GPL, gasolio, metano, ma anche ricariche per veicoli elettrici) possono essere corrisposti da subito, ossia dalla data
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di entrata in vigore del D.L. n. 21/2022, nel rispetto dei presupposti e dei limiti massimi previsti, senza alcuna necessità di preventivi accordi contrattuali con le organizzazioni sindacali, a meno che gli stessi non siano erogati in sostituzione dei premi di risultato, atteso che, in questi casi, i buoni vengono corrisposti in esecuzione di contratti aziendali o territoriali. Fino al tetto dei 200 euro non è previsto alcun contributo ed alcuna tassa: l’importo si affianca ai 258,23 euro del comma 3 dell’art. 51 del DPR n. 917/916. Da ciò discende, a mio avviso, la necessità di distinguere sul LUL le due voci. La nota dell’Agenzia delle Entrate afferma, inoltre, che: a) Soltanto per il 2022, ai sensi dell’art. 51, comma 1, del TUIR, si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche i valori e le somme corrisposte entro il 12 gennaio dell’anno successivo a quello al quale si riferiscono (c.d. “principio di cassa allargato”); b) In base al principio di cassa, la retribuzione va imputata in base al momento di effettiva percezione da parte del dipendente: tale momento è quello in cui il provento (in questo caso il buono carburante) esce dalla sfera di disponibilità del datore ed entra in quella del lavoratore, pur se lo stesso benefit viene utilizzato in un momento successivo. Nella sostanza, il datore di lavoro può erogare il buono entro il 12 gennaio p.v., ma il lavoratore (nella cui sfera di disponibilità è entrato quest’ultimo), lo può spendere successivamente entro il termine di scadenza stampigliato sul tagliando.
La circolare n. 27/E non esclude affatto che i buoni possano essere strettamente correlati al premio di risultato frutto di accordi aziendali o territoriali in corso. La legge di conversione, infatti, ha eliminato dal testo originario l’inciso, riferito ai buoni carburante “a titolo gratuito”: di conseguenza, la circolare n. 27/E ha sottolineato come sussista la possibilità che l’erogazione dei buoni avvenga per finalità retributive, cosa che può accadere per i premi di risultato ex art. 1, comma da 182 a 190 della legge n. 208/2015. Tutto ciò è possibile, ricordando che: a) La norma è limitata al corrente anno: di conseguenza i buoni carburante debbono essere erogati nel 2022; b) Se il dipendente richiede l’erogazione dei buoni benzina quale premio di risultato, l’esenzione dall’imposta vale sia per il 258,23 euro che per i buoni carburante fino a 200 euro. Va, poi, ricordato, ancora una volta, che i due valori esenti da franchigia (i 258,23 euro dell’art. 51, comma 3, del TUIR ed i 200 euro del Buono carburante) sono del tutto autonomi l’uno dall’altro, ma il superamento del tetto massimo sia del primo che del secondo, comporta l’assoggettamento a tassazione dell’intero importo e non soltanto della parte eccedente. Conscia di questo problema, l’Agenzia delle Entrate ritiene che, qualora il tetto dei 200 euro annui sia superato (magari perché il dipendente ha già fruito di buoni benzina ad altro titolo), la parte eccedente possa essere “caricata”, fino a concorrenza, sui 258,23 euro: di ciò sussiste un chiaro esempio nella circolare n. 27/E.
Altra domanda che si pongono gli operatori è se il buono carburante possa essere sostituito dal contante o da altri buoni, come, ad esempio, quelli di natura alimentare. La risposta è negativa, atteso che la volontà del Legislatore è stata quella di venire incontro, unicamente, all’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi che si riverberano su quelli di trazione moto ed automobilistica. 29
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QUESITI DEL MESE A CURA DEL CENTRO STUDI
DEL ConsIgLIo pRovInCIALE DI RoMA
Due lavoratori che devono compiere rispettivamente 70 e 71 anni, uno lavora in edilizia l'altro è responsabile amministrativo. Entrambi hanno espresso il desiderio di rimanere in azienda e quest'ultima è ben felice di tenerli in forza. Cosa si rischia? C'è una normativa specifica che mi potete indicare? Non trovo nulla di chiaro per definire la situazione.
Per i datori di lavoro privati, il compimento dell’età di 70 anni non determina un obbligo di cessare il dipendente, bensì la mera facoltà di licenziare il lavoratore (sempreché lo stesso disponga dei requisiti per la pensione di vecchiaia) anche in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. Secondo la Cassazione, peraltro, tale facoltà è esercitabile anche prima del compimento dell’età suddetta, purché il lavoratore abbia conseguito il diritto alla pensione di vecchiaia (e cioè, allo stato attuale, 67 anni di età anagrafica e 20 anni di anzianità contributiva) e le parti non si siano accordate diversamente (cfr. Cass. 17589/2015). Si ritiene, pertanto, che – qualora l’azienda lo ritenga opportuno e salve le dimissioni da parte del personale coinvolto – i lavoratori in questione potranno continuare a prestare la propria attività lavorativa, sempreché naturalmente ciò sia compatibile con l’esigenza di assicurare loro le condizioni di sicurezza previste dall’art. 2087 c.c. e dal d.lgs. 81/2008. Un'Azienda con sede in Roma ha assunto un dipendente in telelavoro che lavorerà dalla sua abitazione in Milano. Si chiede se le spese che il lavoratore sosterrà nelle giornate in cui è richiesta la sua presenza in sede a Roma (trasporti, alloggio, ecc..) possono essere trattate come rimborsi spesa (quindi esenti) oppure no.
La circolare 326/1997 del ministero delle Finanze ha precisato come possano essere esclusi da imposizione quei rimborsi che riguardano spese, diverse da quelle sostenute per produrre il reddito, di competenza del datore di lavoro anticipate dal dipendente per snellezza operativa. Per l'erogazione del BONUS 200,00€ si parla di dipendenti in forza al mese di Luglio, ma in caso di lavoratori a tempo determinato con cessazione del rapporto di lavoro nel mese di Giugno e pagamento delle spettanze nel mese di Luglio è possibile erogare ugualmente il BONUS per evitare che questi debbano richiederlo in autonomia all'INPS?
Come indicato anche nel quesito, la circolare INPS n. 73/2022 prevede che "con la retribuzione di luglio 2022, come sopra individuata, i datori di lavoro dovranno, in automatico, pagare l’indennità anche ai lavoratori (...) a tempo determinato (...), laddove in forza nel mese di luglio del corrente anno". Qualora, pertanto, il lavoratore non risulti in forza nel mese di luglio 2022, si ritiene che il datore di lavoro non possa riconoscere il beneficio in questione.
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