126 ANNO XII GENNAIO 2022
già
RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA
LA MISSIONE DEL 2022: PRESERVARE LA RIPRESA ECONOMICA
Il_MOND
O_DEL_
CONSUL
ENTE_G
ENNAIO_
22.qxp_L
ayout 1
31/01/22
ina 1 17:18 Pag
126 ANNO XII 2 GENNAIO 202
già
RIVISTA
I DEL LAVORO CONSULENT L’ORDINE DEI CIALE DEL LIO PROVIN DEL CONSIG
DI ROMA
Ordine Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma : E DEL 2022 LA MISSION CONOMICA RIPRESA E A L E R A V R PRESE
N° 126 - Gennaio 2022 Periodico mensile Reg. Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 Rivista del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli
già
LA RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA DELL'ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO INTERAMENTE DEDICATA ALLA CATEGORIA ED AI PROFESSIONISTI PUOI SFOGLIARE LA RIVISTA SU WWW.CONSULENTIDELLAVORO-ROMA.IT E ANCHE SULLA NOSTRA PAGINA
In più disponibile su Google Play e Apple Store
Redazione Marco Bertucci Gianluca Donati Massimo Flaccomio Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Paolo Stern Sergio Venanzi Editore Adalberto Bertucci Presidente del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria ilmondodelconsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Questo numero è stato chiuso in redazione il 31 gennaio 2022
EDITORIALE
LA MISSIONE DEL 2022:
PRESERVARE LA RIPRESA ECONOMICA Care colleghe e cari colleghi, il 2021 si è concluso e ci auguriamo che questo nuovo anno possa rappresentare il simbolo della vera ripresa economica italiana. Allo stato attuale questa nuova annualità ha esordito con un picco importante di contagi Covid, innescando una rinnovata preoccupazione sia in tema di deficit del sistema sanitario, sia di sofferenza delle attività produttive, con particolare riferimento alle PMI e al comparto del turismo. Purtroppo, non siamo ancora usciti dallo stato di emergenza sanitaria ed economica e il Governo sta varando nuovi aiuti mirati a supportare i settori con maggiore problematicità e difficoltà di ripresa. In primis si parte per sostenere il turismo, e l’impegno potrebbe concretizzarsi nel riconoscimento di un’integrazione salariale totale, che potrebbe estendersi fino al termine del periodo emergenziale, capace di garantire un efficace supporto alle agenzie di viaggio e tour operator, alle strutture ricettive, discoteche e parchi termali. In tale contesto si evidenzia la volontà del legislatore di non ridurre la manovra all’erogazione di fondi perduti “a pioggia”, in quanto si stanno predisponendo per il turismo strumenti e ammortizzatori sociali orientati alle peculiarità del settore. Con l’obiettivo di proteggere la ripresa economica avviata nel 2021, arriveranno nuovi aiuti ancora erogati nella forma del contributo a fondo perduto; con la novità che non verranno applicate le regole che dal 30 giugno 2019 impongono agli enti eroganti di verificare, prima di effettuare il pagamento di un importo superiore a 5.000 euro, eventuali ina-
ADALBERTO BERTucci PREsiDEnTE cPO ROMA
dempienze relative “all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo”. I contribuenti, inoltre, necessitano obiettivamente di un aiuto anche in tema di rateizzazioni e rottamazioni: moltissimi, per effetto della crisi, non sono in grado di onorare le scadenze fissate. Sul tema il dibattito parlamentare è acceso e ci auguriamo che si giunga ad una quadratura efficace in favore dello slittamento delle scadenze. Per il momento nella nuova Legge di Bilancio è stato definito il termine di 180 giorni per il pagamento delle cartelle notificate dal 1° gennaio al 31 marzo 2022. Siamo tutti concordi che la ripresa deve rappresentare il primario obiettivo nel nostro Governo, che su tale prospettiva dovrebbe aver tracciato le linee guida della Legge di Bilancio 2022. Siamo il motore e l’essenza del Paese e oggi più che mai una buona normativa potrebbe fare la differenza, per moltissime aziende ma anche per numerosi studi professionali, tra la ripresa e il fallimento. L’obiettivo dichiarato nella costruzione della nuova legge di Bilancio è quello di “sostenere l’economia nella fase di uscita dalla pandemia e rafforzare il tasso di crescita nel medio termine. Si mira inoltre a ridurre il carico fiscale per famiglie e imprese”. Mettiamo in atto questa nuova normativa, augurandoci che vengano inseriti ulteriori e concreti aiuti per ottimizzare l’impegno e garantire la salvezza all’economia del Paese e all’esercito di imprenditori e lavoratori che stanno facendo di tutto per resistere.
3
IN QUESTO NUMERO
EDITORIALE Si parte con il RUNTS
3
12 LAVORO Lavoro autonomo occasionale: nuovi oneri per i committenti
DI ADALBERTO BERTUCCI
A CURA DI EUFRANIO MASSI
CDT 6 Nuovo codice deontologico comparazione precedente ed attuale
LAVORO Al via le nuove politiche attive
DI ADA PONTESILLI
19
A CURA DEL CENTRO STUDI CPO
ZOOM Intervista ad Antonella Occhino 8 Preside della Facoltà di Economia di Milano e di Roma Università Cattolica del Sacro Cuore
27
QUESITI DEL MESE A CURA DEL CENTRO STUDI
A CURA DI LORENZO LELLI
8
12
26 Antonella Occhino Preside della Facoltà di Economia di Milano e di Roma Università Cattolica del Sacro Cuore
Al via le nuove politiche attive
Lavoro autonomo occasionale: nuovi oneri per i committenti
5
CDT
NUOVO CODICE DEONTOLOGICO
COMPARAZIONE PRECEDENTE ED ATTUALE A CURA DI ADA PONTESILLI
ConsIgLIo DIsCIpLInA TERRIToRIALE
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro con delibera n. 101 del 14 luglio 2021 ha approvato il NUOVO Codice Deontologico che è entrato in vigore lo scorso 1° gennaio 2022. Analizzeremo in questo e nei prossimi numeri le variazioni sugli articoli più rilevanti che potranno agevolare i colleghi nello studio di quanto previsto nel nuovo codice deontologico anche al fine di adeguarsi tempestivamente alle nuove disposizioni. Iniziamo con l’analisi dell’Articolo 1 della Parte Generale che è un articolo di nuova istituzione e che riporta:
damentali” della Costituzione vi sono, in particolare, gli articoli 1 e 4, ove il richiamo al lavoro è evidente: Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 1 (Il Consulente del Lavoro) 1. Il Consulente del Lavoro, in ogni sede, tutela la legalità e la dignità del lavoro, tenuto conto del rilievo costituzionale e sociale dei contenuti a fondamento della professione. 2. Il Consulente del Lavoro rispetta e promuove i principi per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. 3. Il Consulente del Lavoro favorisce ogni azione positiva finalizzata alla promozione del diritto al lavoro secondo i principi della Costituzione. 4. Le norme deontologiche sono essenziali per la realizzazione e la tutela dell'affidamento della collettività, della clientela, della correttezza, della trasparenza dei comportamenti, della qualità ed efficacia della prestazione professionale e per la realizzazione del ruolo di sussidiarietà della professione di Consulente del Lavoro.
Viene messo in evidenza il valore sociale della professione nei vari contesti: rispetto dei Diritti dell'Uomo, della Carta costituzionale e dei principi dell’Unione Europea. Le norme deontologiche sono essenziali per la realizzazione e la tutela della collettività, della clientela e per la realizzazione del ruolo di sussidiarietà della professione di Consulente del lavoro. Nel pensiero “europeo” le professioni ordinistiche danno contenuto al proprio valore ontologico nel momento in cui realizzano, tra gli altri, i seguenti obiettivi: dotarsi di regole deontologiche adeguate per giustificare il ruolo di sussidiarietà e per tutelare la fiducia del cittadino e il suo affidamento nella qualità delle prestazioni professionali offerte dagli iscritti.
Come anticipato trattasi di un articolo di nuova istituzione che richiama i principi dettati dalla Costituzione. Ricordiamo infatti che tra i “principi fon6
ZOOM
7
ZOOM
IN DIALOGO CON ANTONELLA OCCHINO PRESIDE DELLA FACOLTÀ DI ECONOMIA DI MILANO E DI ROMA DELL’ UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE A CURA DI LORENZO LELLI DIRETToRE REsponsAbILE
Professoressa Occhino, il suo ruolo di Preside della Facoltà di Economia della prestigiosa Università Cattolica del Sacro Cuore le permetterà certamente di rapportarsi con gli studenti, confrontandosi con le loro impressioni, timori e aspettative. Quali stimoli riceve dai giovani in questa complessa fase della storia del nostro Paese? Gli studenti e le studentesse di oggi hanno grandi aspettative quando arrivano in Università, direi ancor più che in passato, perché alla loro età vengono da una esperienza di didattica anche ‘tecnologica’ che ha avuto il compito di supplire alla didattica in presenza, ma non certo di sostituirla: basti pensare a quando si dice ‘andare all’università’. Devo dire che la tecnologia ha aiutato moltissimo anche nelle aule universitarie a tenere il passo degli studi durante la crisi pandemica, e che quindi oggi la sfida diventa quella di utilizzare al meglio le piattaforme e i computer per accompagnare una didattica che torna dal vivo. Si tratta non solo di fare un uso sapiente della tecnologia, ma di andare incontro a una trasformazione di linguaggi e future competenze che i giovani di oggi sono anche pronti a recepire, proprio per il periodo storico in cui sono nati e cresciuti. Se poi dal tipo di apprendimento si passa
8
ZOOM
al contenuto, posso dire che la conoscenza dei processi aziendali, finanziari ed economici passa sempre più dalla capacità di leggere i dati con senso critico e intelligenza, per tenerne conto su basi scientifiche. Per chi si avvicina all’Economia questi elementi di apprendimento, se vogliamo anche di metodo, sono irrinunciabili. La caratteristica della Facoltà di Economia di cui sono Preside, all’Università Cattolica, è proprio quella di aver colto in anticipo queste tendenze e aver costruito percorsi universitari che si sono rivelati particolarmente efficaci anche alla luce degli eventi storici, fra cui la pandemia. È solo un esempio, ma la specializzazione che offriamo a Roma, nel management dei servizi e della sanità, si è rivelata di grande attualità. E non è un caso che una terza specializzazione sia dedicata alla formazione dei professionisti, come i Consulenti del lavoro, poiché l’interazione fra il management e la consulenza è un’àncora per le imprese e una garanzia del loro successo, persino nelle fasi critiche. Poi è vero che gli sbocchi
professionali vanno incontro ad un mercato del lavoro in grande trasformazione, ma proprio per questo non basta fermarsi alle conoscenze tecniche, perché le professionalità più richieste saranno quelle che beneficiano di una formazione universitaria ‘a tutto tondo’, che comprende apertura mentale, senso critico, capacità di ragionamento, tenuta etica, e tanta cultura. Noi siamo sempre stati attenti a costruire percorsi disciplinari con ‘la persona al centro’ e sono convinta che questo rappresenti una carta vincente anche sul piano professionale. Non dico che così nei nostri studenti e nelle nostre studentesse svaniscano tutti i timori, ma si trasformano in curiosità e voglia di imparare. Nel suo ruolo di esperta di economia, come prospetta la “nuova” economia italiana: a suo avviso quali sostanziali cambiamenti scaturiranno dall’esperienza pandemica? Una ‘nuova’ economia è già in atto. La centralità della persona umana è un punto 9
ZOOM
su cui in Cattolica abbiamo sempre insistito, e negli studi economici si tratta di un passaggio centrale nel modo di intendere gli investimenti, l’uso delle risorse, i modi di produrre e distribuire i beni e i servizi, questo perché impatta sui principi di eguaglianza e di solidarietà che per noi sono fondamentali e interessano tutti nel pianeta. Si tratta di un ripensamento generale anche di quello che deve trasmettere agli studenti e alle studentesse per farne protagonisti autentici dei processi che riguardano i futuri manager e professionisti. E’ in gioco la capacità del pianeta di generare ricchezza buona e accessibili a tutti, anche in una logica di pari opportunità per chi delle risorse e dei beni deve poter fruire ogni giorno per sé e per la proprio famiglia. Un linguaggio economico appropriato comprende parole come Investire, Includere e Innovare. Non a caso sono le tre parole chiave che la Facoltà di Economia ha scelto per il cente-
10
nario dell’Università Cattolica, l’anno scorso, per descriversi e per dire cosa pensiamo del futuro nostro e dei nostri giovani. I laureati e le laureate in Economia alla Cattolica sanno che le conoscenze e competenze solide sono indispensabili per dare un contributo importante alla società e al bene comune. Questo per noi è un obiettivo irrinunciabile. La categoria dei Consulenti del Lavoro, di cui mi pregio di far parte, durante questo delicato periodo si è messa a disposizione delle istituzioni, sostenendo le imprese: indicando e applicando gli strumenti e gli ammortizzatori sociali a loro dedicati, operando la migliore consulenza per scongiurare il collasso aziendale. Quanto ritiene sia importante la gestione del personale nella nuova economia italiana? Una buona gestione del personale in qualunque realtà aziendale è sempre il motore
ZOOM
dell’impresa e per molti aspetti una sicura chiave di successo, certamente nel medio e lungo periodo, ma anche nel quotidiano, perché garantisce benessere e quindi qualità del lavoro. Come esperta di diritto del lavoro sono convinta che il rispetto delle persone che lavorano venga sempre prima del rispetto delle regole, e che siano stati fatti già grandi passi nella sensibilità aziendale in questa direzione. Il periodo ‘pandemico’ ha accentuato l’attenzione agli aspetti anche operativi della gestione del personale, e in questo senso la figura del Consulente del lavoro ha svolto un’azione centrale nel guidare le imprese fra le tecnicalità che ogni giorno andavano affrontate. Resta il fatto che è stato decisivo piegare gli istituti classici ad una situazione emergenziale, e questo non poteva che essere fatto grazie al contributo tecnico e professionale di esperti della materia, oltre che con la capacità di guardare ai problemi in modo concreto, per trovare soluzioni che fossero anche immediate, perché la risposta all’emergenza, e quindi l’urgenza del provvedere, è stata la caratteristica principale del modo in cui i rapporti di lavoro andavano gestiti ogni giorno, anche con regole che gioco forza cambiavano continuamente. Penso che il contributo della categoria alle istituzioni e direttamente agli imprenditori abbia aiutato non poco ad affrontare le diverse situazioni che si sono presentate, e che richiedevano un dinamismo decisionale non facile da affrontare e reso possibile dal bagaglio di esperienza e competenza tipico dei migliori professionisti di questa categoria, relativamente giovane e sempre più conosciuta e apprezzata. Le piccole e medie imprese in questi ultimi due anni hanno subìto un pesante colpo: sono numerose le attività che non sono state in grado di sostenere la crisi; altre stanno resistendo in attesa di una stabile ripresa economica. Quali consigli offrirebbe al legislatore per sostenere questa particolare fascia di imprenditori? Il tessuto imprenditoriale italiano è sempre stato caratterizzato da una forte viva-
cità di piccole e medie imprese, particolarmente legate ai territori e non per questo meno ‘internazionali’ e stimolate dalla globalizzazione. Nei servizi, come nella produzione, le PMI giocano un ruolo di traino dell’economia italiana, e la loro valorizzazione fa parte di una strategia che ci riguarda tutti. La crisi d’impresa, purtroppo, si è presentata tante volte, vieppiù nella pandemia, perché molte realtà non sono riuscite a sopravvivere, o hanno dovuto affrontare trasformazioni di vario genere, anche piuttosto repentine. Penso però a quante energie hanno permesso a certe imprese di riconvertire la propria produzione e i propri servizi per il cambio di passo dettato dalla pandemia. Ma penso anche alla crescente importanza di servizi alla persona e alle imprese che la situazione ha determinato, e che ha rappresentato un volano per lo sviluppo di alcuni settori: l’informatica e la logistica, ma prima ancora l’accompagnamento delle persone fragili e in difficoltà, se non direttamente la loro cura. I bisogni delle persone sono mutati radicalmente, facendo aumentare la richiesta di assistenza, per esempio, mentre servizi tradizionali, e tipici della realtà italiana, come quelli legati al turismo e alla ristorazione, hanno subìto contraccolpi importanti che in molti casi però sono stati superati, grazie ad un grande apporto di intelligenza e di resilienza in cui gli imprenditori tutti hanno dimostrato una straordinaria capacità di reazione all’emergenza. Va detto, perché è un merito di chi opera nelle imprese a tutti i ruoli e responsabilità di aver colto la drammaticità della situazione, soprattutto in alcuni momenti, e aver resistito alla marea. Non è un segno solo di volontà di continuare a fare impresa nonostante tutto, il che è comunque giusto, ma denota anche una capacità diffusa delle PMI, e di chi le conduce, di non mollare. Questo è il messaggio che deve essere dato, perché anche chi è in attesa della ripresa sia incoraggiato a superare le difficoltà del momento, e non sono poche. Se poi mi chiede un consiglio al legislatore per sostenere gli imprenditori medio-piccoli, le rispondo così: semplificare, semplificare, semplificare. 11
LAVORO
LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE:
NUOVI ONERI PER I COMMITTENTI A CURA DI EUFRANIO MASSI
EspERTo DI DIRITTo DEL LAvoRo
LAVORO
Con un emendamento inserito nella legge n. 215 che ha convertito il del D.L. n. 146/2021 è stato introdotto uno specifico obbligo a carico del datore di lavoro committente: esso consiste nella comunicazione all’Ispettorato territoriale del Lavoro, competente per territorio, dell’inizio dell’attività a suo favore, di un prestatore autonomo occasionale, prima che la stessa venga avviata. Ciò è avvenuto intervenendo sull’art. 13 del provvedimento che ha riformato completamente l’art. 14 del D.L.vo n. 81/2008 attraverso il quale sono state rimodulate le disposizioni relative alla
sospensione dell’attività imprenditoriale in presenza di lavoratori “sconosciuti” all’atto dell’accesso ispettivo (la percentuale è scesa del 20% al 10%). L’apparato sanzionatorio è stato rivisto e la cosa ha interessato anche le violazioni in materia di salute e sicurezza, con la previsione della sospensione anche in assenza di recidiva. Nel quadro complessivo della riforma della sospensione gli ispettori del lavoro risultano, ora, destinatari della potestà di sanzionare, anche in materia di sicurezza e salute, i comportamenti omissivi dei datori di lavoro, unitamente agli organi dell’ASL che, in precedenza, avevano una competenza esclusiva pressochè totale. Nella breve riflessione che segue, cercherò di esaminare i punti caratterizzanti del lavoro autonomo occasionale, le motivazioni che hanno spinto il Legislatore ad effettuare la scelta della comunicazione all’ITL, le modalità relative a quest’ultimo adempimento, l’apparato sanzionatorio in caso di inosservanza e le conseguenze sull’accertamento per lavoro irregolare nell’ipotesi del mancato adempimento dell’obbligo. Tale riflessione non potrà che tenere in debita considerazione la nota n. 29 dell’11 gennaio 2022 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, firmata congiuntamente con il Dirigente Genarale della innovazione tecnologica del Ministero del Lavoro. Parto dalla prima domanda: chi è il lavoratore autonomo occasionale secondo la previsione dell’art. 2222 c.c.? Esso è colui che svolge a favore di un committente un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione e senza alcun coordinamento con la struttura organizzativa del committente. Le parti stipulano un contratto d’opera per la cui validità, tuttavia, non è necessaria la forma scritta. Il lavoro autonomo occasionale si differenzia: a) Dal lavoro autonomo c.d. “abituale”, in quanto si è in presenza di una prestazione che ha le caratteristiche della episodicità e non della continuità; b) Dal lavoro subordinato, attesa la mancanza di qualsiasi potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro; 13
LAVORO
c) Dalla collaborazione ex art. 2 del D.L.vo n. 81/2015, atteso che, rispetto a quest’ultima, manca il coordinamento con il committente, non vi è alcun inserimento, sia pure funzionale, nell’organizzazione aziendale e la natura della prestazione è caratterizzata, come sopra sottolineato, dalla episodicità. L’utilizzazione del lavoro occasionale è cresciuta, notevolmente, negli ultimi anni dando luogo a fenomeni elusivi ed impropri come certificato dagli accertamenti degli organi di vigilanza. Le motivazioni sono diverse, in quanto una serie di disposizioni di natura contributiva, economica e fiscale tendono a favorirlo. Esse possono, così, sintetizzarsi in alcune norme “particolari”. Innanzitutto, l’assenza della comunicazione preventiva telematica da parte del committente della stipula del contratto ai servizi per l’impiego, come affermato dal Ministero del Lavoro con le note n. 4746 del 14 febbraio 2007 e n. 440 del 4 giugno dello stesso anno). Altro elemento di “favore” è rappresentato dalle disposizioni sugli obblighi contributivi: per effetto dell’art. 44, comma 2, del D.L. n. 269/2003, essi scattano, soltanto, se il prestatore supera nell’anno di riferimento un reddito superiore a 5.000 euro, anche in sommatoria tra diversi committenti. Il riferimento è rappresentato dalla gestione separata dell’INPS (art. 2, comma 26 della legge n. 335/1995); Altra particolarità concerne l’assolvimento degli adempimenti fiscali attraverso la usuale ritenuta d’acconto e successivo modello 770 che i sostituti di imposta, che per legge sostituiscono il contribuente nei rapporti con il fisco, sono tenuti a presentare all’autorità competente, relativi alle ritenute operate nell’anno antecedente. C’è, da ultimo, ma non per importanza, la constatazione che, sovente, il compenso viene pattuito al di fuori di particolari linee di riferimento determinate da emolumenti riconosciuti, per prestazioni di analogo contenuto, dalla contrattazione collettiva che riguarda i lavoratori subordinati. Il Legislatore è stato spinto dalla necessità di mettere gli organi di vigilanza a cono14
scenza dell’ampiezza del fenomeno elusivo: di qui la norma, inserita dopo il primo periodo del comma 1 dell’art. 13, del D.L. n. 146/2021, la quale afferma che “Con riferimento all’attività dei lavoratori autonomi occasionali, alfine di svolgere attività di monitoraggio e di contrastare forme elusive nell’utilizzo di tale tipologia contrattuale, l’avvio dell’attività dei suddetti lavoratori è oggetto di preventiva comunicazione all’Ispettorato territoriale del Lavoro competente per territorio, da parte del committente, mediante SMS o posta elettronica. Si applicano le modalità operative di cui all’art. 15, comma 3, del D.L.vo n. 81/2015. In caso di violazione degli obblighi di cui al secondo periodo si applica la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.500 in relazione a ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione. Non si applica la procedura di diffida di cui all’art. 13 del D.L.vo n. 124/2004”. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito, con la nota dell’11 gennaio u.s., le prime indicazioni alle proprie articolazioni periferiche affermando che l’onere della preventiva comunicazione spetta, unicamente, ai datori di lavoro che operano in qualità di imprenditore: tale precisazione, crea, a mio avviso, particolari difficoltà agli organi di vigilanza allorquando (caso frequente in epoca di “superbonus” in edilizia) si trovano di fronte a committenti proprietari dell’immobile ove i lavori “in economia” vengono svolti d lavoratori autonomi con minima professionalità. Una serie di soggetti restano fuori dagli obblighi comunicativi e, alla luce delle indicazioni generali ricavabili dal nostro ordinamento, essi sono individuabili: a) Nella Pubbliche Amministrazioni, indicate, prevalentemente, dall’art. 1, comma 2, del D.L.vo n. 165/2001, nella Banca d’Italia, nella Consob e nelle c.d. “Authority”; b) Nei datori di lavoro domestici; c) Nelle associazioni, nelle fondazioni, nei partiti politici; d) Nelle organizzazioni sindacali (datoriali e dei lavoratori), nelle organizzazioni culturali, religiose e di tendenza, anche se pro-
LAVORO
15
ducono beni e servizi che, tuttavia, sono immessi sul mercato ad un prezzo non lucrativo; e) Nelle ONLUS organizzate in forma associativa ma non nelle cooperative sociali, pur se riconosciute ONLUS secondo la previsione dell’art. 1 della legge n. 381/1991, in quanto svolgono attività imprenditoriale; f) Nell’ambito delle professioni intellettuali ove è necessaria l’iscrizione ad albi od elenchi, a meno che tale attività non venga svolta in maniera imprenditoriale. La nota dell’INL esclude, espressamente, dall’obbligo comunicativo: a) Le collaborazioni coordinate e continuative ex art. 2, comma 1, del D.L.vo n. 81/2015, per le quali già sussiste un analogo onere prima della instaurazione del rapporto; b) Le prestazioni occasionali, previste dall’art. 54-bis del D.L. n. 50/2017, che già sono accompagnate da precisi oneri comunicativi; c) Le attività autonome esercitate in maniera abituale e assoggettate al regime IVA; d) I rapporti di lavoro intermediati da piattaforme digitali, come, ad esempio, quelli dei “riders”.
16
La nota dell’INL ha il pregio di chiarire e di far intendere che: a) Il committente, prima dell’invio della prestazione dovrà inviare all’ITL competente (che è quello che ha competenza rispetto al luogo ove viene svolta l’attività) con posta elettronica, anche ordinaria, - gli indirizzi degli Uffici sono in calce alla nota stessa - il contratto di lavoro autonomo occasionale sottoscritto o (dal momento che non è prevista obbligatoriamente la forma scritta) gli elementi essenziali del rapporto (dati identificativi delle parti, durata presumibile della prestazione con l’indicazione anche della possibile indicazione del termine finale, compenso pattuito). L’annullamento o la modifica della comunicazione potranno avvenire in qualsiasi momento antecedente quello fissato per l’inizio della prestazione. Per i rapporti avviati a partire dal 21 dicembre 2021, e, quindi, prima della nota di chiarimento dell’INL, e per quelli antecedenti in essere a quella data ed ancora in corso alla data dell’11 gennaio 2022, il termine per la comunicazione è stato differito al 18 gennaio p.v.; b) In un prossimo futuro, si utilizzerà un sistema di comunicazione simile a quello in essere per la comunicazione delle pre-
stazioni dei lavoratori intermittenti: la disposizione richiama l’art. 15, comma 3, del D.L.vo n. 81/2015 il quale prevede la possibilità di forme di comunicazione diversa che furono, a suo tempo, individuate con un D.M. del Ministro del Lavoro “concertato” con i titolari di altri Dicasteri interessati). In tale senso va interpretato quanto affermato dalla nota dell’INL, sottoscritta anche dal Direttore Generale dell’Innovazione tecnologica del Ministero del Lavoro, ove si afferma che quest’ultimo provvederà ad aggiornate o integrare gli applicativi in uso, con l’obiettivo di consentire una semplificazione degli adempimenti; c) La mancata o tardiva comunicazione viene sanzionata con una somma compresa tra 500 e 2.500 euro per ogni prestatore interessato: non trovando applicazione l’istituto della diffida, il trasgressore non potrà beneficiare del pagamento della sanzione nella misura minima edittale (500 euro). Di conseguenza, trova applicazione l’art. 16 della legge n. 689/1981 la sanzione ridotta per ogni lavoratore per il quale è stata realizzata la violazione, è pari a 833,33 euro Eventuali errori che non impediscano la individuazione delle parti, la durata ed il luogo di svolgimento non possono essere equiparati ad una omissione di comunica-
zione; d) La mancata comunicazione, oltre all’applicazione della sanzione, in caso di accesso ispettivo, fa sì che anche gli eventuali lavoratori autonomi occasionali, siano computati nella percentuale del 10% dei dipendenti trovati irregolari, ed intenti ad esplicare la propria attività, il cui superamento fa, obbligatoriamente, scattare la sospensione dell’attività imprenditoriale. Tale assunto lo si ricava, esplicitamente, dall’inserimento, nel primo periodo del comma 1 dell’art. 13 ove viene trattato il tema della sospensione al raggiungimento della predetta percentuale, dell’inciso “ovvero inquadrati come lavoratore autonomo occasionale in assenza delle condizioni richieste dalla normativa”; e) Nel corso dell’ispezione, sulla scorta degli elementi acquisiti, gli ispettori del lavoro possono anche ricondurre la prestazione occasionale a contratto di lavoro subordinato o, se ne sussistono le condizioni, a collaborazione ex art. 2 del D.L.vo n. 81/2015, ma il lavoratore, per effetto della comunicazione preventiva già inviata all’’Ispettorato territoriale del Lavoro, non potrà essere considerato “in nero” e, come tale, computabile nella percentuale del 10%. 17
MASTER UNIVERSITARIO DI PRIMO LIVELLO
MASTER CDL ACADEMY " "
Per informazioni dettagliate visitate WWW.CDLACADEMY.IT o chiamate la infoline 06/89.56.75.72 14 10
Con il patrocinio di ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO
Consiglio Provinciale di Roma
LAVORO
AL VIA LE NUOVE POLITICHE ATTIVE A CURA DEL CENTRO STUDI CPO ROMA
Uno scheletro produttivo in rapida trasformazione sotto la spinta delle transizioni ecologica e digitale richiede strategie efficaci e una continua attività di formazione e riqualificazione della forza lavoro, in ottica di un miglioramento del matching tra domanda e offerta di occupazione. Le po-
litiche attive, da sempre cenerentola del sistema italiano, fanno capo adesso al Piano nazionale nuove competenze (Pnnc) e possono avvalersi di tre strumenti chiave, chiamati a realizzare la Missione M5 (componente C1, intervento 1.1) del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): si 19
LAVORO
tratta del Fondo nuove competenze, del Programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) e del Sistema duale. Le risorse a disposizione ammontano a 4,4 miliardi di euro cui si aggiungono 500 milioni di React Eu e 600 milioni espressamente destinati proprio al Sistema duale. Il 10 dicembre scorso il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha firmato il decreto di adozione del Pnnc che si basa sulla proposta operativa stilata nel decreto direttoriale 9 dicembre 2021, n. 450 e che ha lo scopo fondamentale di riorganizzare la riqualificazione dei lavoratori in transizione e disoccupati, tramite il rafforzamento del sistema della formazione professionale e la definizione di livelli essenziali di qualità per le attività di upskilling e reskilling in favore dei beneficiari di strumenti di sostegno (Naspi e Dis-Coll), dei beneficiari del Reddito di cittadinanza e dei lavoratori che godono di strumenti
14
straordinari o in deroga di integrazione salariale (Cigs, Cassa per cessazione attività, trattamenti in deroga nelle aree di crisi complessa). Il Piano integrerà anche altre iniziative in favore dei giovani e dei Neet, oltre che le azioni per le competenze degli adulti, a partire dalle persone poco qualificate. Il decreto, che fa parte degli obiettivi del Pnrr da raggiungere entro il 2021, attende ora soltanto la firma del ministro dell’Economia, Daniele Franco. Andando a vedere i tre pilastri in dettaglio, il Fondo nuove competenze, istituito con l’articolo 88 del decreto Rilancio (Dl 34/2020) e costituito presso Anpal, è indirizzato ai lavoratori delle imprese che hanno siglato intese o accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro, in relazione alle innovazioni di processo, prodotto o di organizzazione degli occupati. Viene attivato sulla base di precisi accordi collettivi con le sigle sindacali e il costo del personale è infatti rimborsato ai datori di lavoro, compresi i contributi previden-
LAVORO
ziali e assistenziali. La sua dotazione iniziale era di 230 milioni, poi è lievitata a 730 milioni, tuttavia i fondi sono andati esauriti prima della scadenza delle richieste, stabilita al 30 giugno scorso. Dunque, nella conversione del recentissimo Dl Fisco-lavoro (Dl 146/2021) sono arrivati altri 700 milioni per le domande in coda e per i nuovi bandi. La misura, comunque, si giova pure di 1 miliardo del React Eu. Il Programma Gol è invece destinato ai disoccupati per i quali è previsto un intervento di riqualificazione o aggiornamento. Viene attuato al livello istituzionale delle Regioni e punta a prendere in carico 3 milioni di persone entro il 2025, di cui almeno 800 mila dovranno aver partecipato alla formazione professionale. Il 75% della platea interessata dovrà essere composto da under 30, lavoratori over 55, donne, disoccupati di lunga durata e disabili. Lo strumento offre cinque differenti percorsi: i servizi di orientamento e intermediazione per il reinserimento lavorativo; l’up-
skilling con formazione breve e mirata per le persone con competenze spendibili, benché lontane dal mercato; il reskilling più lungo e approfondito per i soggetti distanti dal mercato e con competenze non adeguate ai fabbisogni; l’attivazione di una rete di servizi territoriali educativi, sociali, socio-sanitari o di conciliazione, a seconda dei casi, per le persone vittime di ostacoli di inserimento non solo legati alla formazione; infine la ricollocazione collettiva con l’assessment delle competenze dei lavoratori di un’azienda in crisi per individuare possibili opportunità occupazionali nel contesto territoriale di riferimento. Probabilmente, nel 2022 Gol assorbirà anche l’assegno di ricollocazione istituito nel 2015 con il Jobs act. Il terzo pilastro è il Sistema duale, rivolto ai giovani della fascia 15-25 anni: alterna formazione in aula e sul luogo di lavoro, anche attraverso la vecchia formula dell’apprendistato. Naturalmente, anche qui
21
LAVORO
l’obiettivo è quello di migliorare l’incontro tra domanda e offerta in seno al tessuto produttivo locale. Tornando al decreto Fisco-lavoro, da poco convertito in legge, l’articolo 11-bis consente di destinare al Fondo nuove competenze le risorse previste dal Fondo per l'attuazione di misure relative alle politiche attive, che fa capo alla manovra 2021 (legge 178/2020). In pratica, la disposizione prevede che i finanziamenti del Fondo per le misure ammissibili al programma React Eu possano essere destinate a favore dell’Anpal per il Fnc. Il serbatoio previsto dalla legge di Bilancio dell’anno scorso aveva una dotazione per il 2021 pari a 500 milioni, parte dei quali, al netto dei 233 milioni destinati all’assegno di ricollocazione, era stata utilizzata per il Programma Gol. Dunque, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Anpal, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, vanno adesso ridefiniti: i limiti degli oneri finanziabili a valere sulle risorse del Fondo nuove competenze; le caratteristiche dei datori di lavoro che possono presentare istanza (con particolare attenzione ai settori maggiormente interessati dalla transizione ecologica e digitale); le caratteristiche dei progetti formativi. Tirando le somme, grazie alla contingenza storica del Pnrr gli obiettivi delle politiche attive sono chiari e stringenti, i fondi non mancano e le strutture nemmeno. Adesso bisogna lavorare per colmare le enormi e ataviche lacune che piagano i Centri per l’impiego e rendere davvero efficace la formazione professionale, evitando quelle distorsioni che troppo spesso l’hanno trasformata in un lucroso affare per pochi e in un’occasione persa per chi ne avrebbe avuto davvero bisogno.
22
FISCO
23
LAVORO
+ Grazie alla convenzione con Namirial, da oggi tutti i centri CAFCDL avranno a disposizione la Piattaforma Namirial*
12
PER QUELLO CHE CI MANCAVA ABBIAMO CHIESTO AI MIGLIORI
LAVORO
Ai nostri servizi CAF e Patronato 730, 770, IMU, Colf e Badanti, Sconto
NASPI, Permessi 104, Ricostituzione,
fattura, ISEE, Agevolazioni Canone
Ratei, Indennità Maternità, ANF, Bonus
Telecom, Invciv, Anf Mat, Reddito di
Bebè, Estratti Contributivi, Invalidità
Cittadinanza,
TASI,
Assegno
Acquisti,
EAS,
Agricola, Dimissioni, Riscatto anno di
Modello
F24,
leva, Congedi Straordinari, Pensioni,
Social
TFS e TFR, Bonus Asilo Nido, Opzione
card, Superbonus 100%, Contratti
Donna, Riscatto Laurea, Ricorsi Online,
Locazione, 2/5/8 X 1000, CU, RED.
Dis Coll, Premio Nascita, Assegno
Successioni,
Redditi
Pf,
Carta
Bonus
vacanze,
Trasmissione Telematica,
*
sociale,
Disoccupazione
Nucleo familiare, APE Sociale.
Si aggiungono RILASCIO SPID RILASCI FIRME DIGITALI ATTIVAZIONE PEC VISURE CAMERALI GESTIONE PRATICHE DI STUDIO CYBER SECURITY
Per maggiori informazioni www.cafconsulentidellavoro.it oppure chiamaci al numero 06 94446812
25
34
QUESITI DEL MESE A CURA DEL CENTRO STUDI
DEL ConsIgLIo pRovInCIALE DI RomA
Vorrei sapere se per le aziende che applicano il CCNL Commercio/ Confcommercio, senza aderire alle sigle sindacali firmatarie, è possibile passare aderire ad altri fondo assistenziali (no Fondo Est-Sanimpresa).
L'art. 104 del ccnl prevede l'iscrizione al Fondo EST come obbligatoria. L'azienda che ometta il versamento delle suddette quote è tenuta ad erogare al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari ad euro 16,00 lordi, da corrispondere per 14 mensilità e che rientra nella retribuzione di fatto, di cui all'art. 208. Sono fatti salvi gli accordi integrativi di secondo livello, territoriali o aziendali, già sottoscritti anteriormente alla data di entrata in vigore dell'obbligatorietà dell'iscrizione al Fondo, che prevedano l'istituzione di casse o fondi di assistenza sanitaria integrativa. Per ciò che riguarda SANIMPRESA, l'art. 106 del ccnl prevede che nel caso in cui il datore di lavoro ometta il versamento di quanto dovuto alla cassa di assistenza possa alternativamente: - erogare al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari ad un dodicesimo della quota annua dovuta dall'azienda a “Sanimpresa” incrementato di euro 5,00, da corrispondere per quattordici mensilità, che rientra nella retribuzione di fatto di cui all'art. 208; - assicurare al lavoratore le medesime prestazioni sanitarie garantite da “Sanimpresa”, sulla base del relativo nomenclatore approvato dalle parti sociali. nella domanda cig ordinaria è stato erroneamente indicata una causale errata (sospensione per motivi di forza maggiore invece di mancanza di lavori ), la relazione tecnica allegata corrisponde al vero motivo della richiesta, l'INPS mi rigetta la domanda xchè non è più possiible variare la causale perchè sono passati i termini, vi chiedo se ci sono gli estremi per presentre ricorso oppure no?
Si consiglia di cercare una interlocuzione diretta con la competente sede Inps per fornire delucidazioni su quello che sembra possa essere considerato un mero errore materiale. Nel merito si ricorda che la relazione tecnica allegata a corredo della domanda di cigo prevista dall'art. 2 del decreto ministeriale 95442 del 15 aprile 2015 è da intendersi quale atto notorio ai sensi dell'art. 47 D.P.R. La causale realmente addotta a supporto della richiesta dell'intervento di cigo è inoltre agevolmente rinvenibile dalla procedura di consultazione sindacale posta in essere ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 148/2015
27
QUESITI DEL MESE
Settore ferroviario che lavora a turni dal lun alla dom, nel 2020 la società ha usufruito di cassa integrazione dal 23/11/2020 al 29/11/2020 (domenica), la domanda mi permetteva solo di indicare fino al sabato (28/11/2020). L'inps mi invia una nota di rettifica perchè non mi riconosce la domenica e mi rifiuta tutte le richieste di rettifica, secondo voi ci sono margini per presentare il ricorso?
Si invita il collega a prendere visione delle FAQ predisposte dall’INPS, diffuse dal Consiglio Nazionale dell’Ordine con nota Protocollo n. 2020/0004177 del 15/05/2020, secondo cui, in particolare, che “Dato che non possono essere indicate ore lavorabili da integrare di domenica, tali ore possono essere traslate sul giorno di riposo settimanale in modo che nel corso della settimana il numero di ore di CIG necessarie resti comunque invariato”, Un mio cliente ha necessità di assumere una segreteria. Tenuto conto che la ragazza frequenta una facolta' universitaria con indirizzo scientifico, può essere assunta con contratto di apprendistato professionalizzante?
E' possibile l'assunzione con contratto di apprendistato, nel rispetto dei requisiti anagrafici e purchè non abbia svolto in precedenza un periodo di lavoro in mansioni corrispondenti alla stessa qualifica oggetto del contratto formativo . Obbligo di comunicazione preventiva all' ITL di inizio di lavoro occasionale introdotto dalla Legge17 dicembre 2021, n. 215: - deve farla anche chi già invia preventivamente la comunicazione all' Anpal? - come va fatta questa comunicazione? con quale modello? - la comunicazione va fatta a partire dal 01/01/2022? 7 novembre e non fine malattia?
L'obbligo di comunicazione, in vigore dal 21 dicembre u.s., deve essere assolto mediante SMS o posta elettronica, con le modalità previste per il lavoro intermittente. Non essendo stato dedicato a tale servizio alcun numero telefonico, si consiglia di utilizzare l'indirizzo e-mail o PEC del competente ITL. In attesa di ulteriori indicazioni circa il modello da utilizzare, sarà opportuno indicare nel testo del messaggio di posta elettronica gli stessi dati presenti sul modello UNI-INTERMITTENET (codice fiscale ed indirizzo e-mail del datore di lavoro; codice fiscale del lavoratore occasionale e date di inizio e di fine della prestazione). Si evidenzia, infine, che la fattispecie del lavoro occasionale (ex artt. 2222 e ss. del Codice Civile) non è soggetto a comunicazione preventiva all'ANPAL.
36
TGCPOROMA Canale ufficiale
del CPO di Roma
Clicca qui per accedere